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Poste Italiane s.p.a. - Sped. in a.p. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB/CN - Anno XI - n. 05•2013 - luglio 2013 - Contiene i.P.

N. 05 • 2013

Proposte concrete sulla caccia

Presentato il Crudo di Cuneo DOP

Assemblea annuale di Confagricoltura


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Poste ItalIane s.P.a. - sPed. In a.P. d.l. 353/2003 (conv. In l. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, dcB/cn - anno XI - n. 05•2013 - luglIo 2013 - contIene I.P.

Sommario

n. 05 • 2013

Partecipare per continuare a crescere Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo Proposte concrete sulla caccia

Presentato il Crudo di Cuneo DOP

Assemblea annuale di Confagricoltura

L’Agricoltore cuneese Testata mensile dell’Unione Provinciale Agricoltori di Cuneo Rivista fondata nel 1946 Direttore responsabile: Paolo Ragazzo Redazione e realizzazione grafica: Autorivari studio associato C.so IV Novembre, 8 - Cuneo Tel. 0171/601962 Fax 0171/436301 E-mail: upa@autorivari.com Direzione e amministrazione: Unione Provinciale Agricoltori C.so IV Novembre, 8 12100 - Cuneo Tel. 0171/692143 Fax 0171/698629 cuneo@confagricoltura.it Pubblicità: Tec Pubblicità e Grafica Via dei Fontanili, 1 - Fossano Tel. 0172/695897 Fax 0172/695898 adv@tec-artigrafiche.it Stampa: Tipolitografia Subalpina C.so Gramsci, 18/c - Cuneo Tel. e Fax 0171/692077 Info@tipografiasubalpina.it Chiuso in redazione il 26/06/2013 Poste Italiane S.p.a. Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 2, DCB/CN Iscrizione al Tribunale di Cuneo 6/3/1975 al n. 36

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a nostra associazione vive il suo momento più alto nell’assemblea annuale dei soci. Per continuare a favorire la crescita dell’organizzazione e il suo futuro, la partecipazione degli associati è essenziale. Proprio in questa fase di difficoltà che le aziende agricole sentono forte sulle loro spalle, inoltre, diventa ancor più importante prendere parte al nostro tradizionale ritrovo per discutere dei problemi più pressanti e far

sentire la voce di chi ogni giorno produce beni primari, a dispetto di una politica sorda e cieca alle necessità del settore. I nostri appelli a favore di una drastica riduzione degli ostacoli che ci impediscono di lavorare sono inascoltati da tempo e a questo si aggiunge una congiuntura che si acutizza ogni giorno che passa. Nonostante tutto vogliamo dire che noi il nostro lavoro siamo pronti a difenderlo in tutti i modi.

contributi inps

convocazione

Assemblea il 5 luglio

L'Inps non manderà più l'F24 per il pagamento dei contributi agricoli anno 2013. Le scadenze sono il 16 luglio, il 16 settembre, il 18 novembre 2013 e il 16 gennaio 2014. Rivolgersi agli uffici di Confagricoltura Cuneo per la stampa dei moduli di pagamento.

A pagina 18 è pubblicata la convocazione dell'assemblea 2013 di Confagricoltura Cuneo che avrà luogo venerdì 5 luglio al Real Park di Entracque.

in questo numero fauna selvatica Proposte unitarie per gestire la caccia Cinghiali, abbatuti 234 capi Ghiri, timori in Langa a tutto campo Giorni decisivi per il futuro del Sistri Prime risposte dal 'decreto del fare' Con l'AUA pratiche più complicate? L'intervista Biraghi: "Scarsi margini per tutta la filiera del latte" vitivinicoltura Documenti digitali: sì, ma a piccoli passi Presentati a Roma il Roero e Roero Arneis Flavescenza dorata: aggiornate le zone Dazi cinesi, vino a rischio Speedtasting il 30 e 31 agosto 2013 zootecnia Suini: in salita i costi, ma non i prezzi di vendita Nuova vita per il Crudo di Cuneo Nitrati, multata la Francia i prezzi agricoli Fermi da anni i prezzi dei bovini Latte Quote latte, l'Italia non splafona Guidi: "La proroga oltre il 2015 non è più un tabù" Prezzo, la trattativa è in stand-by

inserto tecnico 4 Detrazioni per le ristrutturazioni 5 Misura 121, in arrivo più risorse 5 Agea: premi articolo 68

III

Riscossione contributi agricoli

IV

6 agricoltura e dintorni 6 Paesana dice no alla centrale a Biomasse 7 Lotta al Cinipide, soluzione vicina 8 9 9 10 11 11

I II

17 17

confagricoltura news Massimino all'incontro con Unaitalia

18

Convocazione assemblea Confagricoltura Cuneo

18

Assemblea Anga Cuneo il 12 luglio

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Motoraduno dedicato ad Arione

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Ad Arguello un incontro sul nocciolo

19

gocce di memoria "Col lavoro si vince la natura avversa"

12 le nostre aziende 13 Web e musica classica entrano in allevamento 13 sicurezza in azienda Documento di Valutazione dei Rischi 14 il tecnico in noccioleto Agrilo, che cos'è e come difendersi 16 Filloptosi delle foglie: cosa fare 16 orari estivi degli uffici 16 il mercatino dell'agricoltore

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L’Agricoltore cuneese N. 05 • luglio 2013

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Fauna selvatica

ATC CN 1 Cuneo-Fossano-Cherasco ATC CN 2 Saluzzo-Savigliano ATC CN 3 Bra-Roero ATC CN 4 Alba Dogliani ATC CN 5 Cortemilia La provincia di Cuneo ha 5 ATC, 7 CA e 23 aziende di caccia private

Proposte unitarie per gestire la caccia Readatto da confagricoltura Cuneo un Documento recepito dalla regione per una nuova legge di Erica Giraudo

rispondere alle moderne esigenze del sistema di prelievo venatorio. Le bozze della nuova normativa regionale, ad oggi, non contengono quelle certezze delle quali gli agricoltori hanno bisogno per far fronte alla gestione degli ungulati che, in alcune zone, son una vera e propria emergenza. “Ci troviamo davanti ad un sistema di

ROBERTO ABELLONIO "IL DOCUMENTO VUOLE SUPERARE LE DIVISIONI CON PROPOSTE CONCRETE" gestione della caccia e dei singoli territori non del tutto condivisibile - ha spiegato il direttore di Confagricoltura Cuneo Roberto Abellonio -; in diversi casi questo ha provocato fratture tra il mondo agricolo e quello venatorio, a discapito del sistema complessivo della gestione della fauna selvatica nella nostra provincia. Ecco perché abbiamo deciso di intervenire. Abbiamo redatto un documento unitario contenente una serie di proposte concrete per riportare un maggior equilibrio tra le parti, ben consapevoli, tuttavia, che in alcune zone ci troviamo attualmente in una vera e propria situazione di emergenza che come tale va affrontata con misure straordinarie, immediate ed efficaci”. Il documento, redatto negli uffici di Confagricoltura Cuneo, distingue la gestione di cinghiale e capriolo nei Ca e negli Atc (qui individua zone in cui gli animali selvatici possono convivere con l’attività agro-silvo-

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danni provocati dagli animali selvatici ai campi coltivati e le risposte che potrebbero arrivare dalla caccia sono stati al centro di un incontro tra i vertici di Confagricoltura della provincia di Cuneo, i rappresentati dell’organizzazione agricola negli Atc (Ambiti territoriali di caccia) e Ca (Comprensori alpini) con l’assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto. Ne è scaturito un documento, con proposte e analisi del fenomeno, frutto di tre mesi di sopralluoghi, incontri sul territorio e consultazioni dei diretti interessati. Il testo, scaricabile da internet, è stato consegnato all’assessore Sacchetto. Per Confagricoltura Cuneo è urgente una revisione della Legge nazionale 157 del 1992 che oggi non è più in grado di

Il tavolo di lavoro nella sede di Confagricoltura Cuneo e la consegna del documento a Sacchetto

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pastorale e aree in cui la loro presenza va estirpata). Comprensori alpini: cinghiali E’ necessario: mantenere il divieto di “zone di rifugio”, prolungare il periodo venatorio da 90 a 120 giorni (da settembre a gennaio). Eliminare o modificare le classi di tiro e la suddivisione in classi con quote nei diversi periodi di prelievo, a causa delle difficoltà nei censimenti e nella distinzione dei soggetti da abbattere prima del tiro. I cinghiali sono animali notturni e la caccia di selezione (esercitata da un’ora prima dell’alba a un’ora dopo il tramonto) rischia di essere poco incisiva. Il mancato utilizzo dei cani da seguita potrebbe compromettere lo sforzo venatorio, specie in alta valle in cui il cinghiale è in espansione. Dev’essere aumentato, nelle aree in cui la presenza va eliminata, il limite di 2,5 unità per capo abbattibile. Comprensori alpini: caprioli In sede regionale vanno abbassati i prezzi minimi per l’accesso ai piani di prelievo. I Comitati di gestione devono prestare la massima attenzione ai censimenti, mentre i piani di programmazione, redatti ogni 5 anni, a volte autolimitano i prelievi. Prevedere l’apertura del prelievo a cacciatori di altri Comprensori o Ambiti. Ambiti territoriali di caccia: cinghiali Prevedere prelievi senza limiti temporali e allungare il periodo venatorio da 90 a 120 giorni (settembre-gennaio) anche per i cacciatori singoli. Battute notturne con fari da parte della vigilanza provinciale e forestale. Nei territori già divisi in “zone di fatto” far turnare i cacciatori assegnando le aree a sorteggio per non più di due giornate di

CLAUDIO SACCHETTO "ABBIAMO RECEPITO LE PROPOSTE CONTENUTE NEL DOCUMENTO Della CONFAGRICOLTURA di CUNEO"

CIN G H IA L I

G H IRI

Uccisi 234 capi

Timori in Langa

Sono 234 i cinghiali abbattuti, nei primi 5 mesi dell’anno, dai cacciatori in Granda. Il dato è stato reso noto dal settore Caccia e Pesca della Provincia di Cuneo. Le battute di caccia sono state, da gennaio a maggio 2013, 190. Le zone maggiormente interessate dalla presenza e dagli abbattimenti di cinghiali sono Albese, Alta Langa e Langa Monregalese. Ma anche il Fossanese (molti danni segnalati a Bene Vagienna) e nelle valli di Borgo San Dalmazzo. Gli interventi hanno coinvolto il servizio di vigilanza della Provincia, con l’ausilio di cacciatori e guardie di Ambiti territoriali di caccia e Comprensori alpini. L’attività si svolge in base ad un calendario prestabilito. L’obiettivo è duplice: gestire il patrimonio zootecnico della provincia Granda e limitare i danni ai campi coltivati.

I ghiri si sono svegliati e hanno iniziato a 'banchettare' nei noccioleti, proprio nel momento in cui il ciclo biologico delle piante sta affrontando uno dei periodi più delicati per lo sviluppo. I coricoltori sono preoccupati, anche perché la stagione si preannuncia con una produzione non particolarmente abbondante. Danni che si aggiungono ad altri danni e gli agricoltori hanno chiesto aiuto a Confagricoltura. L’organizzazione agricola non ha perso tempo e rivolge un invito a tutti i produttori di nocciole: “Segnalate ai nostri uffici le possibili soluzioni al problema, risposte che spesso, chi vive sul territorio, intuisce immediatamente”. Ad oggi vengono utilizzate gabbie per la cattura dei ghiri, ma si tratta di soluzioni che non sembrano in grado di contenere il fenomeno.

seguito. E ancora “battute a chiamata” entro 24 ore dalla segnalazione di danni da parte dell’azienda. Se sono ingenti l’imprenditore può chiedere aiuto alla vigilanza provinciale e, dato che conosce bene il territorio, collaborare all’abbattimento dei cinghiali (a lui e ai selecontrollori verranno ceduti i capi abbattuti). Infine caccia aperta anche con la neve. Ambiti territoriali di caccia: caprioli e daini (cervi non ancora segnalati) In sede regionale va previsto che il tesserino semplice comprenda la possibilità, oltre a lepre, fagiani, etc, di abbattere anche i caprioli senza costi aggiuntivi. Estendere il periodo venatorio a tutto l’anno, fino a quando la situazione non si sarà normalizzata. Consentire l’attività venatoria a “cacciatori invitati”, senza piani di programmazione e, se non è sufficiente, abbattimenti notturni da parte della vigilanza con fari. Nelle considerazioni finali del documento, gli agricoltori chiedono alla Regione di prevedere, nel prossimo Piano, misure a difesa attiva: cinte, dissuasori, etc; eradicare la

presenza del muflone, soprattutto in Alta Langa dove esiste il rischio di promiscuità con la pregiata pecora della zona, fondi e le risorse pubbliche per le aree protette e a parco destinate alle imprese agricole e la presenza degli agricoltori in Atc e Ca, che, in pratica, “allevano” gli animali selvatici deve essere maggioritaria. “Sono richieste che viaggiano su due binari - ha commentato l’assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto -. A livello regionale la discussione è in corso. Abbiamo recepito la maggior parte delle richieste degli agricoltori, molte aderenti alle nostre intenzione. Contiamo per la prossima stagione di avere la nuova legge regionale approvata. A livello nazionale la battaglia è più difficile, ma stiamo lavorando di concerto con i rappresentati delle altre Regioni. I punti principali sono due: l’ampliamento della possibilità di cacciare sulla neve anche fuori dai Comprensori alpini e il cambio di status del capriolo (era stato tutelato con la legge di 21 anni, ma ora la sua presenza sta aumentando e va contenuta)”.

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A tutto campo

300 kg 1.600.000 la soglia max di produzione rifiuti pericolosi sotto la quale viene richiesta l'esclusione

le imprese agricole italiane soggette al Sistri

Il settore agricolo ha chiesto dei margini al Ministero per alleggerire il carico delle imprese sul Sistri

Giorni decisivi per il futuro del Sistri CHIESTA L'esclusione per le imprese che producono e trasportano rifiuti entro I 300 KG ANNUI di Gilberto Manfrin

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n tavolo di consultazione in Ministero per decidere del futuro del Sistri. Mancano ormai pochi mesi alla data di entrata in vigore del discusso Sistema di tracciabilità dei rifiuti e anche Confagricoltura sta facendo quadrato per scongiurarne la (ri)partenza. Negli scorsi giorni la Confederazione, in sintonia con Agrinsieme, ha inviato una lettera al neo ministro dell’Ambiente Andrea Orlando per evidenziare ancora una volta le forti criticità e le lacune di carattere tecnico e organizzativo del Sistri. In base alle sollecitazioni ricevute, il ministro dell'Ambiente si è comunque detto disponibile a far precedere l'avvio del sistema da una sperimentazione su un piccolo campione di imprese, al fine di verificarne la reale fattibilità e introdurre le dovute semplificazioni. “Ancora una volta abbiamo provato ad evidenziare le lacune del Sistri - afferma il direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio - pertanto apprezziamo la volontà del Governo di rivederne l'attuale struttura e di introdurre un regime più agile allineato alle prassi europee. Di fatto, non resta molto tempo per revisionare e semplificare il sistema pertanto ci auguriamo che si proceda presto nella direzione annunciata. La nostra posizione in materia è chiara - aggiunge Abellonio -: in considerazione delle criticità riscontrate dalle

imprese nel funzionamento del Sistri negli anni precedenti e tuttora pendenti, riteniamo che un suo avvio, così come oggi configurato, si presenterebbe come il peggiore degli scenari possibili. Il completamento dell’opera di ricostruzione del sistema alle scadenze attualmente fissate

appare difficilmente realizzabile e sembra inevitabile un ulteriore slittamento della data di avvio”. Il tavolo di consultazione aperto al Ministero ha intanto dato modo a Confagricoltura di presentare una serie di punti fondamentali per una positiva risoluzione della vicenda: l’organizzazione ha chiesto di agire rapidamente prevedendo profonde modifiche al Sistri, semplificandolo notevolmente; di lasciare alle imprese di piccole dimensione la facoltà di mantenere il sistema attuale (registro e formulario); di mantenere a livelli minimali i costi per le imprese per l’applicazione del sistema informatizzato; di prorogare le date previste per l’operatività del sistema. Per quanto riguarda il settore agricolo inoltre si è sottolineata la necessità di prevedere un’esclusione per le micro e piccole imprese che producono e trasportano rifiuti pericolosi entro una certa soglia (individuata in 300 kg annui) anche in relazione al fatto che l’informatizzazione nel settore agricolo non è così spinta come in altri settori produttivi. L’introduzione di un sistema troppo sofisticato causerebbe problemi e sarebbe, di fatto, inapplicabile per molte aziende. Per questo è stato chiesto di recuperare gli strumenti che in passato hanno consentito al settore agricolo di gestire efficacemente i flussi di rifiuti (accordi di programma).

D ECRETO ' D E L F ARE '

"Prime risposte ai problemi delle imprese" "Una prima risposta ai problemi delle imprese agricole”. Confagricoltura accoglie positivamente le misure contenute nel dl ‘Del fare’ approvato dal Governo, dove sono comprese norme dirette alla semplificazione ed alla riduzione dei costi produttivi, fiscali e contributivi, elementi fondamentali per ridare alle aziende lo slancio indispensabile per affrontare le difficoltà del mercato. Tra le misure previste c'è anche il taglio dell’accisa sul gasolio per il riscaldamento delle serre. Significativo anche l’abbattimento delle bollette energetiche che in questi ultimi anni hanno pesato sulla gestione aziendale, alimentando gli oneri e le difficoltà per i produttori agricoli. Apprezzato è anche lo snellimento delle procedure per l’omologazione delle macchine agricole che permetterà agli imprenditori di superare molti degli attuali onerosi costi. Stesso discorso per le norme di acquisto di macchinari ed impianti che devono ricomprendere pienamente il settore agricolo.
Si richiede un forte impegno per diminuire i costi diretti e indiretti della formazione obbligatoria. “Ovviamente, i problemi per le imprese agricole restano e sono alquanto complessi - sottolinea Confagricoltura -. In questi mesi abbiamo sempre insistito sull’urgenza di riaccendere i riflettori sull’agroalimentare, predisponendo misure e interventi mirati allo sviluppo e alla competitività delle imprese. Il dl ‘Del fare’ è un passo avanti, ma occorre ancora di più da parte del Governo, a cominciare dalla sospensione dell’aumento dell’Iva”.

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Con l'Aua pratiche più complicate? OPERATIVA LA NUOVA PROCEDURA DI AUTORIZZAZIONE unica AMBIENTALE, MA CI SONO DEI PROBLEMI

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uova burocrazia in arrivo o tempi di operatività più certi per le imprese? Dal 13 giugno possono essere presentate ai competenti sportelli unici per le attività produttive (Suap) le domande per ottenere l’Aua, Autorizzazione unica ambientale. Cos’è l’AUA? L’Autorizzazione Unica Ambientale racchiude gran parte delle autorizzazioni di natura ambientale necessarie per l’esercizio e l’operatività delle piccole e medie imprese e di quelle non soggette alla disciplina dell'Autorizzazione integrata ambientale (AIA) e a Valutazione di impatto ambientale (VIA). D’ora in poi le PMI della Granda che hanno necessità delle autorizzazioni per le acque reflue, per le emissioni in atmosfera, per alcune tipologie di rifiuti, piuttosto che per l’impatto acustico, non dovranno seguire sette diverse procedure recandosi in tre diversi enti (Provincia, Ato e Comune) ma rivolgendosi una sola volta e solo al Suap del comune in cui è collocato l’impianto, otterranno un’unica autorizzazione valida per i sette casi previsti e con un’unica scadenza dopo 15 anni.

Pensiamo

Primi problemi Tutta semplice? Non proprio. In Piemonte, infatti, esiste un sistema consolidato per la consegna di alcuni documenti da parte delle aziende, come per esempio la presentazione della 'Comunicazione 10R' che definisce le condizioni per l’utilizzazione agronomica degli effluenti zootecnici, ma anche delle acque reflue agro-alimentari e che, questo il punto, va preparata ogni anno. “Fermo restando che l’Aua avrà scadenza dopo 15 anni salvo modifiche sostanziali, è anche vero però che gli allevamenti sono soggetti a numerose modifiche al loro interno - spiega Gualtiero Dalmasso, responsabile Caa di Confagricol-

tura Cuneo -. Come dovranno comportarsi gli allevatori? Saranno chiamati a presentare un’Aua ogni volta, con inevitabili costi?”. Resta da capire come la Regione gestirà il rilascio dell’autorizzazione e soprattutto cosa accadrà per quelle comunicazioni e dichiarazioni che gli allevatori devono preparare con più frequenza. “Non solo: se l’Aua va presentata ai competenti Suap, questo non vale per la Comunicazione 10R, che va inoltrata all’ente istruttore (Provincia) - prosegue Dalmasso -. I Suap al momento non sono organizzati per istruire le pratiche. Allo stato attuale dovrebbero inviare alla Provincia la pratica ricevuta, la quale, dopo averla istruita, è tenuta a rimandarla al Suap con parere positivo o negativo. Il Suap, a sua volta, rende noti i risultati all’azienda”. Conclude il direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio: “Se negli intenti siamo di fronte ad una procedura di eco-burocrazia semplificata, nella pratica il rilascio dell’Aua rischia di diventare l’ennesimo balzello pesante per gli imprenditori agricoli”.

Quali autorizzazioni si possono richiedere?

L’Aua raccoglie fino a sette autorizzazioni che prima dovevano essere ottenute singolarmente: 1 - autorizzazione agli scarichi di acque reflue 2 - comunicazione preventiva per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle acque di vegetazione dei frantoi oleari e delle acque reflue provenienti dalle aziende ivi previste 3 - autorizzazione alle emissioni in atmosfera 4 - autorizzazione di carattere generale alle emissioni in atmosfera 5 - documentazione previsionale di impatto acustico 6 - autorizzazione all’utilizzo dei fanghi derivanti dal processo di depurazione in agricoltura 7 - comunicazioni in materia di rifiuti

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L'intervista

Latte: scarsi margini per tutta la filiera Franco Biraghi presidente di confindustria cuneo analizza la crisi in atto e si rivolge agli agricoltori di Paolo Ragazzo

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i è da poco insediato alla guida degli industriali cuneesi, ma ha le idee già molto chiare. Franco Biraghi, neo presidente provinciale di Confindustria, illustra ai lettori de L’Agricoltore cuneese il suo punto di vista sul difficile momento economico che stiamo vivendo e su alcune questioni che interessano anche il settore agricolo. Presidente Biraghi che cosa accomuna un industriale e un imprenditore agricolo? “In questa fase sicuramente i problemi che devono affrontare sono gli stessi; ‘siamo tutti sulla stessa barca’ essendo industria, agricoltura e artigianato protagonisti del mondo produttivo. Possiamo avere interessi non identici, ma la sostanza è la medesima”. Ci faccia qualche esempio. “Prenda il Sistri. È un problema trasversale e la nostra associazione ha deciso di affrontarlo presentando ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento del decreto 96/2013 del ministero dell’Ambiente che ha ufficializzato la ripartenza del Sistri. Hanno aderito 162 imprenditori della provincia di Cuneo, dando così un importante segnale politico al Governo. Vediamo come andrà a finire, ma ciò che mi preme dire è che alcuni problemi non hanno colori politici e con la buona volontà possono essere risolti o ridimensionati”. Da sempre il legame tra industria e agricoltura è solido in provincia di Cuneo. “L’agricoltura è sempre stato un settore trainante per l'economia provinciale. Qui c’è ancora tanta gente che ha voglia di lavorare, ma per farlo deve essere messa in condizione di poterlo fare. Come l’industria, anche il settore primario richiede meno ostacoli burocratici e più semplificazioni. La burocrazia è un costo che grava solo sulle spalle delle aziende ed è impossibile da scaricare su consumatori che ora come ora faticano, in molti casi, ad arrivare alla fine del mese. Anche nella gestione di tematiche sovranazionali, come molte questioni ambientali, bisogna smetterla di essere più realisti del re, penalizzando nell’applicazione delle norme le realtà italiane. Se non si crea uniformità tra Paesi competitor, le nostre aziende faticheranno a stare sul mercato”. Costi in aumento, dunque, come l’imposizione fiscale? “La tassazione, diretta o indiretta che sia, ha raggiunto in Italia livelli spropositati. A mio modo di vedere una delle poche cose che si potrebbero fare per evitare ulteriori aumenti è una lotta a tutto campo contro gli sprechi. Anche in questa direzione sono intervenuto con una lettera inviata a tutte le aziende associate, invitandole a segnalare i casi di sprechi”.

8 L’Agricoltore cuneese N. 05 • luglio 2013

Ritornando a questioni più prettamente agricole, gli allevatori continuano a richiedere più certezze sul prezzo del latte, a fronte di costi sempre più alti e insostenibili. Lei cosa risponde? “Li capisco, conosco tanti agricoltori e con loro parlo tutti i giorni. È vero, sul latte i margini si sono ridotti grandemente, ma sono diminuiti anche per chi lo acquista a causa di costi in continuo aumento”. Sono poche dunque le speranze di trovare un’intesa regionale? “Io sono da sempre aperto ad ogni trattativa e lo sono tuttora, ma deve esserci disponibilità da tutte le parti coinvolte; cosa questa che, negli ultimi anni, è mancata quando ci si è trovati attorno ad un tavolo. Il problema, tuttavia, è strutturale, rientra nel discorso più complesso della competitività delle nostre aziende e non può essere risolto con una trattativa. Le aziende di trasformazione hanno visto scendere il prezzo dei formaggi e salire i costi energetici. Con la crisi di consumi che c’è, i margini di remunerazione si riducono”. Quale messaggio si sente di dare allora alle aziende del settore? “Quello di continuare ad affidarsi ad acquirenti solidi, in grado di pagare con puntualità i prodotti e di valorizzarne la qualità. Eviterei salti nel buio o operazioni avventate. Questo almeno è quello che faccio anch’io nella gestione della mia azienda e che mi sento di dire”.

Franco Biraghi, presidente di Confindustria Cuneo

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Vitivinicoltura

Documenti digitali vino: sì, ma adagio Confagricoltura ha richiesto un alleggerimento burocratico IN ATTESA DELL'APPROVAZIONE DEL DECRETO

tuzione all’attuale convalida in Comune dei documenti per i quali essa è prevista. A questo proposito Renato Negro, presidente delle sezione Vini Bianchi di Confagricoltura, precisa: “Tale codice univoco, che la prima proposta stabiliva doveva essere rilasciato per ogni forma di trasporto, non sarebbe più richiesto per i trasporti di prodotti vitivinicoli già confezionati in recipienti fino a 60 litri etichettati e dotati di sistema di chiusura”. “Come associazione agricola siamo decisamente preoccupati per il continuo aggravio burocratico sulle spalle del settore vitivinicolo - afferma il presidente provinciale Oreste Massimino -, un peso che difficilmente trova eguali in altri settori e Paesi”. Entro pochi giorni è attesa comunque la versione definitiva del decreto.

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e perplessità e le richieste che Confagricoltura ha presentato per placare la “telematizzazione” in ambito vitivinicolo hanno spinto il Ministero per Politiche agricole e Forestali a riconsiderare le sue disposizioni iniziali secondo cui, a partire dall’agosto 2013, per tutti i documenti di trasporto dei prodotti vitivinicoli sarebbe stato obbligatorio l’impiego di supporti informatici. “La telematizzazione potrebbe essere di aiuto alle aziende del comparto - dichiara Gianluca Demaria, presidente della sezione Vini Rossi di Confagricoltura Cuneo -, ma bisogna procedere con gradualità, senza fretta o scadenze rigide e considerarla per il momento facoltativa, ammettendo in alternativa il cartaceo quando non è possibile utilizzare il sistema informatizzato”. L’associazione agricola ha proposto inoltre di esonerare i prodotti imbottigliati in quanto il lotto in etichetta e la fascetta sono già più che sufficienti a dimostrare non solo l’avvenuta certificazione, ma anche il controllo e la rintracciabilità. La nuova bozza di decreto applicativo in fase di discussione rimanderebbe a successivi provvedimenti l’obbligo di telematizzazione, consentirebbe di proseguire con l’uso degli stampati cartacei (D.D.T. e D.A.) ad eccezione dei trasporti negli stati membri e introdurrebbe l’impiego della Posta Elettronica Certificata (PEC) per ottenere il codice “MVV” (codice alfanumerico di controllo), come eventuale sosti-

e v e n t o A ROMA

Presentati Roero e Roero Arneis 69.000 q di uve, 48.200 hl di vino, 950 ha coltivati, ovvero 6 milioni e mezzo di bottiglie prodotte nei 19 Comuni della zona di produzione. Questi i numeri che contraddistinguono il Roero e il Roero Arneis Docg, presentati al Grand Hotel Flora di Roma. L’iniziativa, che ha visto protagoniste 72 aziende produttrici, con oltre 125 rinomate etichette, è stata voluta dalla Cciaa di Cuneo, grazie alla sua azienda speciale CEAM (Centro Estero Alpi del Mare), in collaborazione con: vitivinicoltori, enoteca del Roero di Canale, associazione dei Comuni del Roero, Regione Piemonte, Provincia di Cuneo, Ima Piemonte, Associazione romana Sommelier, Fipe Confcommercio Roma, Arte dei Vinattieri e Unioncamere.

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L’Agricoltore cuneese N. 05 • luglio 2013

9


Vitivinicoltura

Flavescenza dorata: aggiornate le zone DAI MONITORAGGI 2012 RISULTA ANCORA MARCATA LA PRESENZA DELLA MALATTIA: VIA AL PIANO OPERATIVO 2013

500 m

di Gilberto Manfrin

L

a lotta contro la flavescenza dorata si fa sempre più serrata. L’assessorato all’Agricoltura della Regione Piemonte ha deciso di aggiornare le zone focolaio, di insediamento e indenni a rischio del territorio nonché definire le misure fitosanitarie relative ai trattamenti insetticidi obbligatori. Le attività di controllo e monitoraggio svolte nel 2012 hanno confermato una situazione molto disomogenea nel controllo dell’insetto vettore Scaphoideus titanus, con elevata presenza in alcune zone. LE NUOVE AREE ‘AGGIORNATE’ In base al riordino, sono state individuate come zone focolaio i comuni di Bastia Mondovì, Belvedere Langhe, Bene Vagienna, Briaglia, Carrù, Castellino Tanaro, Costigliole Saluzzo, Lesegno, Magliano Alpi, Marsaglia, Monastero di Vasco, Mondovì, Niella Tanaro, Piozzo, Saluzzo, San Michele Mondovì, Somano, Vicoforte, Villanova Mondovì. Sono individuate come zone di insediamento Alba, Baldissero d’Alba, Barbaresco, Barolo, Camo, Canale, Castagnito, Castellinaldo, Castiglione Falletto, Castiglione Tinella, Castino, Cherasco, Cigliè, Clavesana, Corneliano d’Alba, Cortemilia, Cossano Belbo, Diano d’Alba, Dogliani, Farigliano, Govone, Grinzane Cavour, Guarene, La Morra, Magliano Alfieri, Mango, Marsaglia, Monchiero, Monforte d’Alba, Montà, Montaldo Roero, Montelupo Albese, Monteu Roero, Monticello d’Alba, Murazzano, Narzole, Neive, Neviglie, Novello, Perletto, Piobesi d’Alba, Pocapaglia, Priocca, Rocca Cigliè, Rocchetta Belbo, Roddi, Roddino, Rodello, Santa Vittoria d’Alba, Santo Stefano Belbo, Santo Stefano Roero, Serralunga d’Alba, Sinio, Sommariva Perno, Treiso, Trezzo Tinella, Trinità, Verduno, Vezza d’Alba; tutti gli altri Comuni non inseriti in zona focolaio o in zona insediamento sono considerati zone indenni particolarmente a rischio. Nelle zone focolaio ogni pianta con sintomi sospetti di Flavescenza Dorata deve essere immediatamente estirpata, senza necessità

di analisi di conferma; nei vigneti dove è presente più del 30% di piante infette, determinato anche solo attraverso un campione individuato secondo una metodologia statisticamente idonea a garantirne la rappresentatività rispetto alla totalità del vigneto, è obbligatorio l’estirpo, che può essere disposto inoltre, nel caso di superfici vitate abbandonate, trascurate o viti inselvatichite. Nelle zone di insediamento, in vigneti con percentuale di presenza della malattia inferiore al 4%, è obbligatorio estirpare le viti infette; nel caso di superfici vitate abbandonate, trascurate o viti inselvatichite dove non esistano le condizioni per effettuare un efficace controllo del vettore, è obbligatorio l’estirpo di tutte le viti o dell’intero appezzamento. Nei vigneti dove non esistano le condizioni per effettuare un efficace controllo del vettore e nei vigneti dove è presente più del 30% di piante infette, il Settore Fitosanitario può disporre anche in questo caso l’estirpo dell’intero vigneto. In qualsiasi tipo di zona, comprese le zone indenni particolarmente a rischio, nel caso di superfici vitate abbandonate, trascurate o viti inselvatichite dove non esistano le condizioni per effettuare un efficace controllo del vettore, è obbligatorio l’estirpo di tutte le viti o dell’intero appezzamento. I RISULTATI DEL MONITORAGGIO 2012 Dalle attività di controllo effettuate nell’ambito dei Progetti Pilota è risultata ancora marcata la traccia dello Scaphoideus titanus, presente in numero molto elevato in vigneti abbandonati e incolti e capace di spostarsi da tali aree “rifugio” nei vigneti coltivati anche da distanze pari a 500 metri. Nonostante il notevole sforzo messo in atto a livello regionale nel 2012 permane una grave situazione della malattia, soprattutto in alcune aree; per questo, per il 2013, è stato predisposto uno specifico Piano Operativo. La lotta contro la malattia non può prescindere infatti da una corretta profilassi attuata attraverso la tempestiva estirpazione delle piante infette in zona focolaio e in zona insediamento, da

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500 m

Il raggio di movimento dell'insetto vettore

40.000 ha La superficie interessata dal monitoraggio

trattamenti insetticidi contro l’insetto vettore e l’impiego nei reimpianti di materiale di moltiplicazione sano. PIANO OPERATIVO 2013 Considerando che l’accertamento della malattia può svolgersi solo in un periodo limitato di tempo nel corso della stagione vegetativa e che le indagini devono essere concentrate in soli due mesi, vista la gravità della malattia e la necessità che le misure di lotta obbligatoria vengano puntualmente applicate sul territorio, è stato predisposto un piano operativo che prevede: • l’aggiornamento delle zone focolaio, insediamento e indenni a rischio;
 • l’incentivazione della formazione di comitati di sorveglianza intercomunale (progetti pilota di monitoraggio dell'insetto vettore);
 • la regolamentazione degli obblighi di estirpo a seconda delle percentuali di malattia nelle diverse aree;
 • azioni da mettere in atto nel periodo invernale;
 • raccomandazioni da adottare nel caso di nuovi impianti;
 • sanzioni amministrative in caso di mancata estirpazione o mancato rispetto degli obblighi relativi all'esecuzione dei trattamenti; • facoltà per i viticoltori di effettuare (oltre i due trattamenti obbligatori) un terzo ed eventualmente un quarto intervento insetticida; questa possibilità è concessa a tutti, anche alle aziende aderenti alle misure di Produzione Integrata, senza dovere per questo richiedere particolari deroghe.


Dazi cinesi: vino a rischio PROBLEMI DOPO L'aumento delle imposte doganali sui pannelli cinesi

U

n contenzioso commerciale internazionale rischia di mettere in difficoltà le produzioni vitivinicole europee ed italiane. L’indagine del governo cinese sulle esportazioni in dumping di vino europeo potrebbe, infatti, mettere a rischio un promettente mercato anche per le realtà vinicole della provincia di Cuneo. È dall’estate scorsa, infatti, che l’associazione dei produttori cinesi ha chiesto al ministero del Commercio di indagare sull’aumento dell’export dei nostri vini, lamentando i danni che questo determina per le loro imprese. Ora le autorità cinesi sembrano determinate a dare seguito a questa richiesta e i produttori del vecchio continente potrebbero non reggere l’imposizione di nuovi dazi che bilancerebbero, nella lettura che è stata data a questo provvedimento, la proposta della Commissione europea di aumentare dall’11,8% al 47,6% in media i dazi sui pannelli solari importati in Europa dalla Cina. “Non si deve arrivare ad imporre nuovi dazi e siamo convinti che non vi siano elementi oggettivi per procedere in tal senso - ha commentato Confagricoltura -. Invitiamo il Governo e le autorità comunitarie a trovare una soluzione prima di mettere a repentaglio un comparto ed un mercato per i quali le nostre esportazioni stanno raccogliendo successi importanti”. "Siamo in contatto sia con la Commissione che con gli altri partner europei assicurando il nostro impegno affinché l'Europa possa trovare l'unità e la serenità necessaria per giungere a una soluzione positiva della vicenda”, ha assicurato il ministro delle Politiche agricole Nunzia De Girolamo. Secondo il rapporto 2012 dell'Istituto Britannico International Wine and Spirit Research (IWSR), la Cina, con 19 milioni di consumatori abituali, è il quinto consumatore di vino al mondo dopo Stati Uniti, Italia, Francia e Germania. L’Italia negli ultimi anni ha colto bene la fase di espansione con l’aumento del flusso di export pari nel 2012 a 77 milioni di euro (in valore) e a 326 mila hl (in volume). Con un aumento negli ultimi cinque anni rispettivamente del 300% circa in quantità e del 400% in valore. L’avvio dell’indagine antidumping e l’eventuale imposizione di nuovi dazi potrebbero arrestare il trend positivo delle esportazioni.

SPEE D TASTIN G 2 0 1 3

In programma il 30-31 agosto Fervono i lavori per l’organizzazione dello Speedtasting Piemonte 2013, il tradizionale evento vinicolo organizzato dalla Confagricoltura Cuneo in programma venerdì 30 e sabato 31 agosto con inaugurazione presso il Ristorante “La Madernassa” di Guarene. Una due giorni molto intensa che permetterà a circa venti imprenditori associati di entrare in contatto diretto con potenziali partner e compratori attivi sui mercati internazionali. Per l’appuntamento sono attesi una decina di buyers che giungeranno a Guarene da ogni parte del mondo. Nei vari incontri B2B da 20 minuti ciascuno, i produttori avranno così l’occasione di promuovere fuori dai confini nazionali il territorio cuneese e i suoi ottimi vini. Nel corso dell’appuntamento sono inoltre previste visite alle più rinomate e famose cantine della zona. A coordinare l’evento sarà come da tradizione Michèle Shah, nota consulente di marketing specializzata nella promozione dei vini italiani sui mercati esteri.

Assoenologi

Il futuro del vino italiano, la sua grande storia legata ai “Cinquant’anni di Doc”, le implicazioni di carattere economico, la concorrenza esercitata dai Paesi produttori emergenti, saranno i temi del 68° Congresso nazionale che l’Associazione Enologi Enotecnici Italiani terrà ad Alba dal 4 al 7 luglio. Nella foto, la presentazione dell'evento.

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11


Zootecnia

Suini: in salita i costi, ma non i prezzi di vendita di Ilaria Blangetti

U

na crisi senza fine. Continuano le difficoltà del comparto dei suini che ormai da mesi subisce le oscillazioni di un mercato che vede al ribasso le quotazioni degli animali, mentre continuano a pesare sull’economia degli allevatori i prezzi elevati dei cereali e delle materie prime in generale. Una situazione di disagio forte ed evidente, che soffoca il settore e mette in seria difficoltà molti allevamenti e il futuro dell'intero

12,281 milioni di suini allevati in Italia

2.809,7 Fonte: Associazione Nazionale Allevatori Suini

milioni di € come giro di affari

sistema. “La situazione è grave ormai da tempo e, purtroppo, continua a rimanere tale. Il problema è sempre lo stesso - commenta Roberto Barge, presidente della sezione Suinicola di Confagricoltura Cuneo -: prezzi di vendita poco remunerativi e, di contro, costi di produzione sempre più elevati. I mangimi continuano a lievitare di prezzo a causa dell’aumento del costo dei cereali, in primis soia e mais: proprio pochi giorni fa abbiamo subito un nuovo rincaro. Speriamo, nelle prossime settimane, di vedere almeno un aumento dei consumi di carne suina”. Permangono, inoltre, gli alti costi energetici e, spesso, gli allevatori devono sostenere ulteriori spese per adeguare le loro stalle alle direttive sul benessere animale. Insomma, un enorme aumento dei costi di produzione che non viene riconosciuto nelle quotazioni di vendita, andando a danneggiare pesantemente i suinicoltori. Una crisi confermata anche dai dati. I numeri elaborati da Anas su dati Eurostat, Istat, Ipq-Ineq confermano una produzione degli allevamenti italiani in calo: nel 2012 il numero di suini è diminuito del 3,5%. Un futuro che non si prospetta roseo neanche a livello europeo dove, secondo la Direzione Generale dell’Agricoltura dell’Unione Europea, nel 2013 si assisterà ad una contrazione della produzione suinicola comunitaria (il 3,3% in meno rispetto al 2012).

12 L’Agricoltore cuneese N. 05 • luglio 2013

373.384 ton di carne fresca esportata

1.356,9 milioni di € il valore dell'export

- anche quella che ha visto l'associazione partecipare molto attivamente alle trattative con gli Usa per l’apertura dei mercati ai salumi prodotti nelle regioni del nord Italia". “Non da ultimo - continua Giovanna Parmigiani - si sta cercando di istaurare un dialogo tra i vari anelli della filiera affinché si arrivi a definire delle strategie di settore che permettano di programmare politiche che coinvolgano sia gli allevatori che i macellatori e i trasformatori, nella speranza poi di poter continuare il dialogo anche con la grande distribuzione”.

Fonte: Associazione Nazionale Allevatori Suini

I continui rincari delle materie prime strangolano il settore

Quali soluzioni sta avanzando Confagricoltura per arrestare l’emorragia e garantire il futuro del comparto? Giovanna Parmigiani, dell'azienda agricola Parmigiani di Piacenza, è il presidente nazionale della sezione Suinicola di Confagricoltura. “La nostra organizzazione sta seguendo molto attentamente il comparto cercando soluzioni ai vari problemi del settore: sia a livello nazionale che comunitario abbiamo sempre monitorato e cercato di ammorbidire o, comunque, rendere più accettabili e applicabili tutte le normative sul benessere animale, in modo da non aumentare troppo i costi negli allevamenti. Si tratta di un lavoro lungo e impegnativo i cui risultati non sempre sono facilmente visibili, ma, se non ci fosse stato questo impegno da parte di Confagricoltura, gli allevatori avrebbero sicuramente subito delle normative ancora più restrittive e costose". "Tra le iniziative portate avanti da Confagricoltura - continua Parmigiani


Nuova vita per il Crudo di Cuneo un milione di suini allevati tra cuneo, asti e il torinese per la filiera di produzione più corta tra le dop. il lancio ufficiale è avvenuto a saluzzo

U

na vera eccellenza piemontese. Il Crudo di Cuneo Dop nasce in una zona di produzione compresa tra le province di Cuneo, Asti e 54 Comuni della provincia di Torino. Un milione di suini allevati in una “Granda” allargata per portare sulle nostre tavole un prodotto unico, buono e di qualità. Il lancio del prosciutto Crudo di Cuneo Dop è avvenuto ufficialmente lo scorso 24 giugno al San Giovanni Resort di Saluzzo: all’evento, condotto dal giornalista enogastronomico Edoardo Raspelli, ha partecipato, oltre al prefetto di Cuneo Patrizia Impresa, il presidente della Provincia Gianna Gancia e il numero uno di Unioncamere Ferruccio Dardanello, anche il direttore di Confagricoltura Cuneo Ro-

N i t r at i

L'Europa ha condannato la Francia Con sentenza del 13 giugno, la Corte di giustizia Ue ha condannato la Francia per la mancata applicazione della direttiva nitrati. La Commissione aveva portato in giudizio la Francia per non aver designato come "vulnerabili" una decina di zone caratterizzate dalla presenza di masse d'acqua di superficie e sotterranee per le quali si rilevano (o sussiste il rischio), tenori eccessivi di nitrati o fenomeni di eutrofizzazione. La Commissione potrebbe ora adire nuovamente la Corte per richiedere l’applicazione di sanzioni pecuniarie. Sanzioni che potrebbero essere ancora più importanti se la Francia sarà condannata anche nella seconda causa proposta dalla Commissione, che riguarda invece la mancata assunzione di misure di lotta contro l’inquinamento di nitrati, in particolare nella regione francese della Bretagna.

FORMA

tondeggiante priva di piede e con anchetta

PESO

con osso tra i 7 e i 10 kg

GRASSO

esterno di colore bianco tendente al giallo

AROMA

dolce e fragrante

ASPETTO

al taglio si presenta di colore rosso uniforme nella parte magra, bianco con eventuali sfumature rosee in quella grassa

CONSISTENZA morbida e compatta, non flaccida

Le cosce destinate a diventare prosciutto Crudo di Cuneo derivano da suini allevati e macellati nella zona di produzione, nel rispetto delle regole stabilite dal disciplinare di produzione.

berto Abellonio. Il lancio è stato l’ultimo passo di un lungo percorso iniziato dal Consorzio di promozione e tutela del prosciutto di Cuneo più di quindici anni fa. Questa realtà nasce nel 1998 grazie all’interessamento di alcuni imprenditori locali decisi a ridare lustro e prestigio alla produzione suinicola della provincia di Cuneo. L'obiettivo principale era quello di rilanciare e proteggere un prodotto che rischiava di scomparire a causa di una produzione locale di carni destinata in gran parte ai circuiti di Parma e San Daniele e che oggi, diventa così un'opportunità per i produttori della zona, un incentivo per tutta l'economia del settore. Da queste considerazioni è nata l’esigenza di richiedere la Denominazione di Origine Protetta per il prosciutto crudo della provincia. Oggi il Consorzio si propone di verificare tutto il processo produttivo del prosciutto allo scopo di assicurare il rispetto del disciplinare. L’intero processo è verificato e certificato, inoltre, dagli enti terzi: l’IPQ di Parma e l’INOQ di Moretta, incaricati dal Mipaaf. Tutto ciò a garanzia del consuma-

tore e degli operatori del settore. Uno dei punti di forza del Consorzio è l’area molto circoscritta in cui avviene la produzione: una ricerca dell’Assica (Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi) ha evidenziato come la filiera di produzione e lavorazione delle cosce messe in atto dal produttore “Carni Dock” di Lagnasco per il Crudo di Cuneo sia la più corta tra i prosciutti crudi stagionati Dop. Le cosce destinate a diventare prosciutto Crudo di Cuneo derivano da suini nati, allevati e macellati nella zona di produzione nel rispetto delle regole stabilite dal disciplinare di produzione. I suini sono di razze tradizionali quali Large White, Landrace, Duroc e loro incroci e presentano caratteristiche compatibili e riconosciute per la produzione del suino pesante italiano certificato. I capi (si parla di un milione di suini) sono alimentati prevalentemente a base di cereali, in gran parte prodotti dalle stesse aziende in cui vengono allevati. Al momento della macellazione i suini devono avere un’età minima di otto mesi ed aver raggiunto un peso medio delle partite di 156 kg più o meno 10%.

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I prezzi agricoli

Fermi da I anni i prezzi dei bovini cONTINUA LO STALLO DELLE QUOTAZIONI DEI VITELLI ANCHE NEI PRIMI SEI MESI DEL 2013. VALORI ANCORA NEGATIVI PER I SUINI, MEnTRE I CERALI sono quasi tutti in continuo anche se lieve rialzo, cala solo il frumento nazionale

primi sei mesi dell’anno non hanno determinato variazioni significative nelle quotazioni dei bovini, né nei capi da allevamento né, tanto meno, in quelli da macello. Una stabilità che dura da mesi, anzi da anni, e che non aiuta affatto il comparto: le quotazioni delle vendite non seguono l’andamento del costo delle materie prime, provocando gravi problemi agli allevatori. “Negli ultimi dieci anni i costi hanno continuato ad aumentare in maniera non commisurata ai prezzi di vendita - commenta Alberto Brugiafreddo, presidente Sezione Bovini da carne di Confagricoltura Cuneo e allevatore di Racconigi -. E’ dal 2008 che le quotazioni finali di un vitello sono sempre le stesse, ma i prezzi delle materie prime, dai cerali al gasolio, continuano a lievitare. Purtroppo la situazione è sempre la stessa, ormai da tempo, e molti allevatori sono in serissima difficoltà”. In effetti il vitello della coscia continua a non spostarsi dalla quotazione di 5,61 euro al chilogrammo mentre il vitellone della coscia dopo un leggerissimo aumento di inizio anno (+ 1,5 %) è tornato stabile a quota 3,15 euro/kg.

I L BORSINO d i c a r n i e c e r e a l i

Andamento delle quotazioni da gennaio a giugno 2013 Fonte: Camera di commercio di Cuneo (Ufficio prezzi)

Gennaio Febbraio

Marzo

Aprile

Maggio

Giugno

SUINI Da allevamento

Euro/kg

Kg 15

3,82

4,41

4,41

4,38

4,14

3,8

Kg 50

1,9

1,9

1,96

2,02

1,99

1,89

Kg 100

1,59

1,61

1,61

1,61

1,61

1,61

Da macello

Euro/kg

Kg 115

1,42

1,5

1,33

1,205

1,205

1,26

Kg 156

1,52

1,6

1,43

1,305

1,305

1,36

BOVINI Da macello

Euro/kg

Vitello della coscia

5,61

5,61

5,61

5,61

5,61

5,61

Vitellone della coscia (da 500 a 600 kg)

3,20

3,15

3,15

3,15

3,15

3,15

750

750

Da allevamento

Euro/capo

Vitello della coscia (fino a 40 gg)

750

800

800

750

Euro/kg Agnello da latte

3,65

3,55

3,50

3,40

3,20

3,05

Capretto

4,55

4,55

4,55

4,80

4,40

4,50

Galline da allevamento in batteria

0,31

0,31

0,31

0,32

0,25

0,25

Polli

1,22

1,23

1,25

1,20

1,35

1,37

Conigli da macello

1,83

1,61

1,66

1,81

1,85

1,80 251

CEREALI

Euro/t

Frumento naz. (p.sp 73/75)

261

256

249

256

245

Semi di soia naz.

490

485

493

503

-

Granoturco naz.

249

235

227

235

237

250

Fieno maggengo

130

130

125

120

120

-

Fagiolo Cuneo Billò

460

460

460

460

-

-

14 L’Agricoltore cuneese N. 05 • luglio 2013

-


Stessa sorte per i capi da allevamento con il vitellone della coscia (fino a 40 giorni) che dopo un lieve aumento a febbraio e marzo (+ 6,7%) è tornato fisso a 750 euro a capo. Abbastanza stabili anche i suini da allevamento con continuano a fermarsi su valori poco remunerativi. Variazioni minime, infatti, nel primo semestre dell’anno con i capi da 15 kg che dai 3,82 euro al chilogrammo sono passati ai 3,8 di giugno. Sorte simile anche per quelli da 50 kg (da 1,9 a 1,89) e quelli da 100 kg (da 1,59 a 1,61). Qualche variazione più evidente, in negativo, per i capi da macello: - 11,27% per i capi da 115 kg, - 10,52 per quelli da 156 kg). Pochi cambiamenti nelle carni bianche: oscillano di pochi centesimi di euro al kg galline, polli e conigli da macello. Agnello e capretto, come da tradizione, hanno visto un aumento delle quotazioni a inizio anno fino alla Pasqua, poi il fisiologico ribasso. Sembra continuare, invece, la corsa al rialzo dei cereali che, anche se con oscillazioni e aumenti poco significativi, si attestano su quotazioni simili a quelle di inizio anno. E’ il caso del mais che passa dai 249 euro a tonnellata di gennaio ai 250 di giugno, nonostante un calo nei mesi primaverili (- 9,2% a marzo). Lieve calo per il frumento nazionale che passa dai 261 euro a tonnellata di gennaio ai 251 di giugno. In lieve rialzo i semi di soia (+ 2,65% tra gennaio e aprile). “La crescita le quotazioni dei cereali è reale, anche se notiamo un andamento difficile da decifrare che non è più legato solo alle stagionalità e alle quantità e qualità prodotte - dice Davide Cravero, presidente Sezione Cereali e Semi oleosi -. Il rialzo, però, non compensa gli aumenti che ci sono stati nei costi di produzione che, anche per i cerealicoltori, continuano a crescere”.

600

gen-13

feb-13

mar-13

apr-13

mag-13

giu-13

500 400 300 200 100 0 Fagiolo Cuneo Billò

Fieno maggengo

Granoturco naz.

Semi di soia naz.

Frumento naz. (p.sp 73/75)

L'andamento dei prezzi dei cereali e delle carni bianche 2,0

gen-13

feb-13

mar-13

apr-13

mag-13

giu-13

1,5

1,0

0,5

0,0 Conigli da macello

Polli

Galline da allevamento in batteria

L’Agricoltore cuneese N. 05 • luglio 2013

15


Latte QUOTE L ATTE : L ' INTERVENTO

"Nella riforma della politica agricola comune si sta ipotizzando di prorogare le quote zucchero ed i diritti di impianto vitivinicoli. In questa situazione è proprio un tabù parlare anche di una proroga del regime delle quote latte? Forse occorrerebbe un po’ di coerenza. Anche perché la proposta del Parlamento Europeo che interverrebbe per ‘temperare’ la liberalizzazione dal 2015, a nostro avviso, rischia di non essere efficace a fronteggiare gli squilibri del mercato interno ed è anche incoerente con la logica del ‘pacchetto latte’. E allora perché superare un regime che, bene o male, ha consentito negli ultimi trent’anni della sua applicazione una razionalizzazione degli allevamenti da latte italiani? Lo ha chiesto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, intervenuto nei giorni scorsi a Piacenza ad una tavola rotonda dal titolo ‘Il dopo quote latte: proposte per il futuro del settore’. “Le quote - ha commentato Guidi - non hanno certo impedito che i nostri allevamenti si rafforzassero aumentando di dimensione economica: oggi di fatto produciamo lo stesso latte di trent’anni fa con l’80 per cento di allevamenti e 40 per cento di vacche in meno. E sono uno strumento che al tempo stesso ha consentito il mantenimento del potenziale produttivo nazionale”.

Quote latte, l'Italia non splafona MENTRE L'EUROPA CHIEDE DI PAGARE GLI ARRETRATI NON CORRISPOSTI, I PRODUTTORI ITALIANI SORRIDONO: NON DOVRANNO VERSARE IL PRELIEVO MENSILE DI MARZO di Gilberto Manfrin

È

di pochi giorni fa la notizia che la Commissione europea ha inviato all’Italia una lettera di messa in mora, prima tappa della procedura d’infrazione Ue, esortandola a ‘’recuperare dai produttori di latte, che tra il 1995 e il 2009 hanno superato le quote loro assegnate, multe per un totale stimato in almeno 1,42 miliardi di euro, in gran parte ancora non riscossi. In Piemonte, l’ammanco sarebbe di circa 150 milioni di euro, con Agea, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, che avrebbe già inviato le ingiunzioni di pagamento. Ma per una ‘brutta’ notizia, eccone invece una buona per gli allevatori. L’Italia non ha superato il tetto delle quote latte assegnato dall’Europa e pertanto i produttori non dovranno versare il prelievo mensile relativo al mese di marzo. La produzione nazionale “consegne” rettificata per l’intera campagna 2012-2013 è stata pari a 10.831.030 tonnellate (dati Regione

Piemonte). È stato pertanto utilizzato il 99.6% del Quantitativo Nazionale di Riferimento, che era pari a 10.871.559 tonnellate. La decisione di Agea di non provvedere al versamento permette al comparto di tirare un respiro di sollievo. Tradotto in cifre, questo significa un “risparmio” per i produttori di latte di alcune decine di milioni di euro e nessun ricorso a fideiussioni o mutui bancari per effettuare il pagamento. Il Piemonte è una delle regioni italiane più importanti per numero di allevamenti bovini: il comparto del latte rappresenta circa 3.000 aziende, per una produzione complessiva di quasi 9 milioni e mezzo di quintali di latte (dati 2011). Pierangelo Cumino, presidente della sezione Latte di Confagricoltura Piemonte, ha evidenziato “il senso di responsabilità degli allevatori che hanno saputo contenere la produzione, sebbene le dinamiche del settore inducessero a produrre maggiori quantità di latte per ridurre i costi produttivi”.

16 L’Agricoltore cuneese N. 05 • luglio 2013

99,6% QUOTE LATTE 2012-2013

10.831.030 ton 10.871.559 ton LATTE PRODOTTO

LIMITE LATTE STABILITO

Fonte: Regione Piemonte

Guidi, presidente Confagricoltura: "La proroga oltre il 2015 non è più un tabù"

La produzione nazionale della campagna 2012-2013

Prezzo

La trattativa resta in stand-by Resta in stand-by in Piemonte la trattativa sul pezzo del latte. Secondo indiscrezioni una possibile riunione tra la parte agricola e quella industriale è prevista dopo l’estate, tra il mese di settembre e ottobre. "Solitamente quello estivo è un periodo di scarsa produzione - afferma Giampiero Degiovanni, presidente sezione Lattiero casearia di Confagricoltura Cuneo -. Vediamo cosa accadrà a settembre. È fondamentale comunque trovare un’intesa che possa dare stabilità al mercato, ma soprattutto certezze a noi imprenditori che ogni giorno ci troviamo a condurre la nostra impresa. Con poca produzione sarà possibile salire nel prezzo, ragionevolmente di 1-1,5 centesimi al litro, ma riteniamo fondamentale tenere in considerazione gli ulteriori aumenti dei costi di produzione a cui gli allevatori sono stati esposti in questi mesi, in primis l'aumento dei prezzi delle materie prime”. Intanto nella vicina Lombardia, la Confagricoltura ha ritenuto insoddisfacente la proposta formulata dalla parte industriale ai propri conferenti di retribuire il latte consegnato nel mese di maggio con un importo di 0,40 €/litro in continuità con l’accordo precedentemente sottoscritto in scadenza lo scorso 30 aprile.


INSERTO TECNICO

N. 07 • 2013

FEASR

Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l'Europa investe nelle zone rurali

detrazioni per ristrutturazioni ed ecobonus

I

l Governo ha approvato il provvedimento che recepisce la direttiva 2010/31/UE e che mira a dare un’adeguata risposta alla necessaria ed urgente esigenza di favorire la riqualificazione e l’efficienza energetica del patrimonio immobiliare italiano in conformità al diritto dell’Unione Europea e nell’approssimarsi della scadenza degli attuali benefici. Ottenere i benefici fiscali previsti dal Governo, che ha prorogato gli ecobonus e le agevolazioni sulle ristrutturazioni edilizie, non è difficile. Basta rispettare i tempi: le spese vanno fatte entro il 31 dicembre prossimo conservando la documentazione che le comprovi. La normativa prevede infatti che i pagamenti debbano essere tracciabili, tramite bonifici bancari e postali, cogliendo così anche l'obiettivo di ridurre il fenomeno dell'evasione fiscale. Infine attenzione ai tetti di spesa che per gli ecobonus variano da intervento a intervento. CON GLI ECOBONUS LA DETRAZIONE SALE AL 65% Con l’approvazione del decreto legge è previsto un forte potenziamento dell’attuale regime di detrazioni fiscali che passerà dal 55% per gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici (detrazione scaduta il 30 giugno) al 65%, con-

centrando la misura sugli interventi strutturali sull’involucro edilizio, maggiormente idonei a ridurre stabilmente il fabbisogno di energia. Un’ultima conferma, e non ne sono previste successive, stabilita per dare la possibilità a quanti non lo avessero già fatto di migliorare l’efficienza energetica del proprio edificio. Così, per le spese documentate sostenute a partire dal 1° luglio 2013 fino al 31 dicembre 2013 o fino al 30 giugno 2014 (per le ristrutturazioni importanti dell’intero edificio), spetterà la detrazione dell’imposta lorda per una quota pari al 65% degli importi rimasti a carico del contribuente, ripartita in 10 quote annuali di pari importo. Sono escluse dalle spese detraibili la sostituzione di impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza e impianti geotermici a bassa entalpia nonché le spese per la sostituzione di scalda acqua tradizionali con altrettanti a pompe di calore dedicati alla produzione di acqua calda e sanitaria. SEI MESI DI PROROGA PER GLI SCONTI SULLE RISTRUTTURAZIONI Il provvedimento prevede la proroga di sei mesi per le ristrutturazioni edilizie. Il bonus è stato confermato nella misura del

Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 Misura 111.1 sottoazione B Informazione nel settore agricolo Anno 2012/2013

50% fino a una spesa di 96mila euro. Il limite è annuale per singola abitazione. La detrazione si spalma su dieci anni in altrettante rate dal valore costante. Non servono molti documenti per ottenere il beneficio: è sufficiente presentare una fattura e pagare attraverso un bonifico tracciabile (la misura serve a combattere anche la piaga dell’evasione fiscale delle ristrutturazioni edilizie) che presenti la causale specifica, il codice fiscale del pagante e la partita Iva o il codice fiscale del destinatario del pagamento. Se l’immobile in questione passa di mano è consentito a chi vende di mantenere il vantaggio fiscale per sé oppure cederlo all'acquirente. Rientrano nell’agevolazione del 50% i lavori di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento, ristrutturazione edilizia e urbanistica. AGEVOLAZIONI PER L’ACQUISTO DI MOBILI La detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie spetta per un importo massimo di 10mila euro anche per l’acquisto di mobili legati all’intervento. Insomma, se si è rimesso a posto un bagno non si può chiedere lo sconto fiscale sull’acquisto di un comodino. I beneficiari di questo vantaggio sono gli stessi dunque che ottengono il bonus principale per la ristrutturazione, essendo i due benefici legati a filo doppio. Non sono compresi in questo caso gli elettrodomestici, ma soltanto gli arredi attinenti all’immobile oggetto dell’intervento. L’agevolazione vale fino al 31 dicembre di quest’anno e viene spalmata su dieci anni in rate di valore costante.

INSERTO TECNICO L’Agricoltore cuneese N. 05 • luglio 2013

I


IMPIANTO VITIGNI IDONEI ALLE DENOMINAZIONI DOC E DOCG

C

on determina n. 453 del 29 maggio 2013, la Regione Piemonte ha pubblicato ufficialmente il 10 giugno le graduatorie relative alla possibilità di impianto dei vitigni idonei alle denominazioni: Barolo, Barbaresco, Roero Arneis e Langhe Arneis. Le aziende che hanno ricevuto la comunicazione da parte della Regione Piemonte relativa all’ammissione positiva nella graduatoria finale, dovranno presentarsi al più presto negli uffici Confagricoltura per presentare le relative istanze di reimpianto, entro e non oltre i 30 giorni successivi al ricevimento della stessa.

valoritalia accesso ai dati

C

onfagricoltura Cuneo informa che Valoritalia ha attivato il servizio che permette, tramite registrazione, la visualizzazione delle giacenze, dei contrassegni, delle idoneità e delle fatture contabili da parte delle aziende vitivinicole. Gli interessati possono registrarsi al seguente indirizzo www.valoritalia.it accedendo all’area riservata. Le aziende che invece si avvalgono dell'assistenza di Confagricoltura Cuneo per la tenuta dei registri di cantina, possono contattare direttamente i tecnici dell'associazione che provvederanno all’attivazione del servizio.

FRESATURA E RIGATURA PAVIMENTI

più risorse per la mis 121

I

bandi emanati nella primavera 2013 sulla misura 121 “nuove sfide health check”, relativi all’azione 1.2.a “Reti antigrandine” e azione 2.1.c “Impianti di irrigazione a basso utilizzo di acqua – pioggia, goccia, spruzzo e simili – in luogo dell’irrigazione a scorrimento”, hanno avuto un successo tale per cui la dotazione di risorse pubbliche prevista (2 milioni di euro in totale) è stata esaurita, sin dai primi giorni di apertura, dalle numerosissime domande di aiuto presentate. Visto dunque l’interesse manifestato dalle aziende agricole per questi bandi (approvati con DGR n. 14-5562 del 25.03.2013 e Determinazione n. 214 del 27.03.2013), si è deciso di mantenere comunque aperta la presentazione delle domande, in modo da permettere ai richiedenti di procedere alla realizzazione degli investimenti e delle spese. La scadenza per la presentazione delle domande è il 16 settembre 2013. Per fare fronte al maggiore fabbisogno finanziario, è attualmente in corso di predisposizione un provvedimento della Giunta Regionale per raddoppiare da 2 milioni a 4 milioni di euro totali la dotazione di risorse pubbliche per tali bandi, utilizzando economie di risorse che sono state evidenziate nella gestione delle domande presentate sui bandi precedenti (emanati nel 2011). La nuova dotazione si stima possa essere sufficiente a garantire la copertura finanziaria per tutte le domande tecnicamente ammissibili. Con lo stesso provvedimento della Giunta Regionale verrà ridotto da 8.000 a 5.000 euro l’importo minimo di spesa che potrà essere ammesso per le domande della azione 2.1.c “Impianti di irrigazione a basso utilizzo di acqua – pioggia, goccia, spruzzo e simili – in luogo dell’irrigazione a scorrimento”. Per maggiori informazioni rivolgersi a Confagricoltura Cuneo.

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AGEA: premi articolo 68

LETTERE ModELLI red

I

l CAA di Confagricoltura Cuneo informa che Agea ha comunicato i valori dei premi dell'articolo 68 per l'annualità 2012. Riportiamo nella tabella qui sotto i dati riguardanti Arpea, l'organismo pagatore del Piemonte, suddivisi per categoria e settore interessato. Per maggiori informazioni rivolgersi agli uffici di Confagricoltura Cuneo.

ARTICOLO 68 ARPEA

Importo unitario

N° Capi

€/Capo

Vitelli nati da vacche nutrici primipare delle razze da carne duplice attitudine LLGG (Libri Genealogici) ed ai registri anagrafici

171.171

162,82

Vitelli nati da vacche nutrici pluripare delle razze da carne duplice attitudine LLGG (Libri Genealogici) ed ai registri anagrafici

89.849

122,11

Vitello nato da vacche nutrici a duplice attitudine iscritte nei registri anagrafici

2.554

48,84

CATEGORIA

L’

Inps sta provvedendo in questi giorni ad inoltrare le lettere per la rilevazione reddituale (modelli RED) ai cittadini interessati. La comunicazione conterrà a seconda delle casistiche: il modello ordinario RED 2013 e l’eventuale richiesta di integrazione dei reddito 2010 (RED 2011) e in alcuni casi anche il modello ordinario INV CIV 2013 ed eventuale sollecito INV CIV 2012 (anno da rilevare il 2011). Il termine di presentazione dei modelli CAF da parte dei titolari interessati dalla rilevazione sarà quello del 31 luglio per i modelli RED 2013. Prorogata al 31 luglio anche la presentazione dei modelli INV CIV 2013 e solleciti 2013 (anno da rilevare 2011), inizialmente prevista per il 30 giugno. Per quanto riguarda la richiesta dei modelli RED 2011 (redditi 2010) si tratta di casi in cui il cittadino potrebbe aver già presentato il modello RED e/o presentato la dichiarazione dei redditi per l’anno richiesto ma i dati non sono adeguati ai fini della ricostituzione della pensione. Per questi soggetti dovrà essere elaborato un nuovo modello RED 2011 (redditi 2010) con le stesse regole utilizzare per i solleciti. Chi ricevesse richiesta di rilevazione redditi è pregato di recarsi presso gli uffici della Confagricoltura di Cuneo per procedere alla compilazione ed al relativo invio. Carrelli elevatori • Telescopici • Piattaforme aeree

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INSERTO TECNICO L’Agricoltore cuneese N. 05 • luglio 2013

III


SCADENZIARIO fiscale e PAGHE Luglio / agosto 2013 venerdì 5 luglio TERMINE ULTIMO per la comunicazione delle ore lavorate dai dipendenti nel mese di giugno all’Ufficio Paghe.

mercolsedì 10 luglio DATORI DI LAVORO DOMESTICO: versamento contributi INPS lavoratori domestici 2° trimestre 2013.

martedì 16 luglio SOSTITUTI D’IMPOSTA RITENUTE ALLA FONTE Versamento ritenute alla fonte su redditi di lavoro autonomo e compensi per l'esercizio di arti e professioni, versamento ritenute alla fonte su reddito da lavoro dipendente e versamento contributi INPS Dm10. COLTIVATORI DIRETTI - IAP: versamento 1° rata contributi Inps 2013 lavoro autonomo. RITENUTE DI ACCONTO per parcelle professionisti mese di giugno. CONTRIBUENTI IVA MENSILI Liquidazione e versamento IVA relativa al mese precedente.

mercoledì 17 luglio Scadenza pagamento IRPEF e IRAP con maggiorazione dello 0,40%.

giovedì 25 luglio DATORI DI LAVORO AGRICOLO: versamento contributi ENPAIA impiegati agricoli

mercoledì 31 luglio

D

allo scorso 26 giugno le misure dell’imposta fissa di bollo precedentemente stabilite in 1,81 e in 14,62 euro sono aumentate a 2 e 16 euro. L’aumento ha conseguenze in molti ambiti, in quanto la novità è stata inserita “a tappeto”, operando sulla misura dell’imposta fissa e non sulle singole fattispecie. Risultano interessate dall’aumento gli atti rogati, ricevuti o autenticati da notai, copie dichiarate conformi all’originale, le scritture private, gli atti di notorietà e le pubblicazioni di matrimonio, le ricevute e le quietanze rilasciate dal creditore se superano i 77,47 euro. Gli aumenti risultano già operativi.

Indennità aspi e mini aspi

S

i rende noto che sono stati fissati i termini, le condizioni e le modalità per riconoscere ai soggetti aventi diritto alla corresponsione dell’indennità ASpI (Assicurazione Sociale per l’Impiego) o mini ASpI la possibilità di richiedere l’anticipazione alfine di intraprendere un’attività di lavoro autonomo. BENEFICIARI Coloro che avendo perso il posto di lavoro involontariamente hanno diritto all’indennità mensile ASpI o mini ASpI e intendono intraprendere una delle seguenti attività: • Lavoro autonomo; • Auto impresa; • Micro impresa; • Associarsi in cooperativa

TERMINE ULTIMO per la comunicazione delle ore lavorate dai dipendenti nel mese di luglio all’Ufficio Paghe.

QUANTIFICAZIONE DELLA PRESTAZIONE Per il periodo di spettanza dell’indennità è possibile ricevere dall’Inps in un’unica soluzione la liquidazione delle somme di competenza non ancora percepite. La possibilità dell’anticipazione (che viene prevista in via sperimentale per gli anni 2013, 2014 e 2015) potrà essere riconosciuta nel limite di spesa dei 20 milioni di euro per anno.

GLI ESITI DEL piano verde

DOMANDA, DOCUMENTAZIONE ED EROGAZIONE La richiesta di anticipazione viene fatta telematicamente all’Inps tramite apposita domanda e documentando quanto sarà utile a comprovare l’iniziativa autonoma che si intende intraprendere. Alla domanda verrà attribuito un protocollo informatico ai fini della gestione delle risorse disponibili.

SOSTITUTI D’IMPOSTA: Presentazione modello 770/2013 per l’anno 2012

venerdì 2 agosto

S

ono pervenute 1079 domande di prestito agevolato per la conduzione aziendale in favore di imprenditori agricoli, intervento inserito nel “Piano Verde” avviato dalla Regione nel 2011. Presto saranno pubblicati gli elenchi. Il contributo regionale è dell'1% per le imprese di pianure o collina, dell'1,5% per quelle di montagna e del 3% per gli imprenditori agricoli che nella campagna in essere al momento dell'emanazione del bando abbiano subito danni da calamità naturali.

IV

Bollo fisso a 2 e 16 euro

TRASMISSIONE E RESTITUZIONE IN CASO DI RIOCCUPAZIONE I soggetti interessati all’anticipazione devono presentare la domanda durante la fruizione dell’indennità ASpI o mini ASpI e comunque entro 60 giorni dalla data di inizio dell’attività autonoma. In caso di ripresa di lavoro dipendente, l’indennità anticipata dovrà essere restituita ed il lavoratore entro 60 giorni deve dare comunicazione all’Inps della nuova assunzione. Per ulteriori informazioni rivolgersi presso gli uffici di Confagricoltura Cuneo.

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Agricoltura e dintorni

Paesana dice "no" alle biomasse

sicurezza

duro attacco dell'uncem: "PAESANA RIFIUTA UN INVESTIMENTO DI 7 MILIONI DI EURO PER VALORIZZARE IL LEGNO DEL TERRITORIO. IN FUMO 40 POSTI DI LAVORO".

L

a Conferenza dei Servizi ha negato l’autorizzazione per la costruzione dell’impianto di trasformazione elettrica e termica del legno di filiera locale a Peaesana. "La montagna attacca l'Uncem - ancora una volta è bloccata nell’uso delle sue risorse e nella creazione di investimenti e opportunità di sviluppo sociali ed economiche. Salta anche la rete di teleriscaldamento che avrebbe permesso ai cittadini di risparmiare. Chi impropriamente e ideologicamente a Paesana ha parlato, negli ultimi mesi, di combustione del legno e devastazione delle foreste, oggi avrà il suo bel da fare nel contare euro dopo euro i 7 milioni di investimento

mostra

"Ri-scatti della terra" a Saluzzo Dopo la Reggia di Venaria e Palazzo Langosco a Casale Monferrato, fa tappa a Saluzzo la mostra "Ri-scatti della terra", risultato del concorso fotografico promosso dalla Regione Piemonte nel 2012 come attività di comunicazione del Programma di sviluppo rurale 2007-2013. L’esposizione, allestita nel cortile interno della Castiglia è stata inaugurata sabato 22 giugno e resterà aperta al pubblico fino al 28 luglio la domenica e i giorni festivi dalle ore 15 alle 19. Sono oltre 80 le foto che documentano con sguardo innovativo l’evoluzione del mondo agricolo: non più solo produzione e trasformazione di prodotti, ma una realtà che si confronta con i mercati globali, più attenta all’ambiente e promotrice di opportunità sociali e culturali. “Il concorso e la mostra Ri-scatti della Terra sono iniziative che abbiamo voluto promuovere per diffondere anche nel grande pubblico i temi portanti dell’agricoltura di oggi", dice l’assessore regionale all’Agricoltura Claudio Sacchetto.

e i 40 posti di lavoro andati in fumo. 40 vittime di ideologiche posizioni ambientaliste – quasi tutte importate dall’esterno – e di diffusa ignoranza attorno a tecnologie, filiera, stato ambientale dei boschi. Paesana dice addio a uno dei più grandi investimenti della sua storia e del suo futuro. Niente impianto di trasformazione del legno locale in energia elettrica e termica, ma soprattutto niente opportunità di nuovi flussi economici, di posti di lavoro, di recupero di versanti aggrediti dal bosco, niente organizzazione della filiera". “A Paesana – dice il presidente Uncem Piemonte Lido Riba – sono prevalse disinformazione, malafede, ideologie".

"Il latte cuneese è sano e naturale al 100 per 100" “La nostra associazione, da Torino a Cuneo e nel resto della regione, è impegnata quotidianamente a effettuare controlli su controlli, su tutto il territorio e nelle stalle dei produttori, per garantire la qualità del prodotto. Solo così siamo in grado di assicurare che il nostro latte sia sano al cento per cento”. Così Roberto Chialva presidente Arap, l’associazione regionale degli allevatori interviene in merito alla qualità del latte piemontese, rispettoso di tutti i criteri di sicurezza alimentare. Aggiunge il direttore Apa Bartolomeo Bovetti: “I consumatori piemontesi possono stare tranquilli. Le analisi del nostro laboratorio qualità non sono fatti per compiacere l’allevatore, ma per dire la verità. Se ci sono problemi, li affrontiamo insieme per risolverli. Ogni litro di latte certificato Apa che va sul mercato è un litro di latte naturale, buono e sano. Questo sappiamo fare e facciamo: per noi qualità è innanzitutto sicurezza alimentare”.

Lotta al Cinipide: progressi notevoli il progetto finanziato dalla Regione ottiene ottimi risultati nel contrasto all’insetto del castagno che dal 2002 mette a dura prova l'intero settore

L

a battaglia contro il cinipide del castagno può dirsi in dirittura d’arrivo. L’attività dell’insetto che da una decina di anni pone in serio pericolo la sopravvivenza della castanicoltura, è ormai prossima a essere neutralizzata mediante la tecnica del controllo biologico. Il percorso scientifico è consistito nell’introdurre, tramite l’invio dal Giappone di galle secche parassitizzate, esemplari di Torymus sinensis (insetto) in Piemonte, provvedere alla loro selezione e studio in laboratorio e all’ incremento in aree di moltiplicazione per poi procedere, a partire dal 2005, con il rilascio nei castagneti infestati. I risultati constatati nelle aree a sud di Cuneo, zona di primo sviluppo degli

attacchi e dove le prime introduzioni del parassitoide risalgono agli anni 2005-06, sono estremamente positivi, lo sviluppo vegetativo dei castagni ha ripreso vigore e la produzione di frutti è in fase di recupero. In aree dove i lanci sono iniziati più tardi, occorrerà ancora tempo per raggiungere il controllo biologico del cinipide, anche se la situazione dovrebbe progressivamente migliorare. Si può dire che una prima battaglia contro il cinipide è stata vinta, allontanando la prospettiva della scomparsa del settore castanicolo, con pesanti conseguenze per i produttori e la filiera di lavorazione e commercializzazione delle castagne, ma anche su quello della salvaguardia del territorio.

L’Agricoltore cuneese N. 05 • luglio 2013

17


Confagricoltura news

Massimino all'incontro con Unaitalia il presidente di confagricoltura cuneo promotore dell'importante momento Oreste Massimino

di Enzio Isaia

L

o scorso martedì 11 giugno a Roma in occasione dell'assemblea annuale di Confagricoltura i massimi vertici dell’organizzazione agricola hanno incontrato i rappresentanti di Unaitalia, l’organizzazione che rappresenta oltre il 90% dell’intera filiera avicunicola nazionale. Ta-

convocazione

Assemblea il 5 luglio 2013 Venerdì 5 luglio 2013 in prima convocazione alle ore 6.30 e in seconda convocazione alle ore 9.30 presso il ristorante Real Park di Entracque. Ordine del giorno Ore 10,00 - Approvazione conto economico anno 2012 - Approvazione relazione collegio sindacale - Determinazione quote associative e contributi associativi annuali Ore 10,30 - Relazione del Presidente Confagricoltura Cuneo - Relazione del Direttore - Prevenzione antincendio D.P.R. 151 del 01/08/11 (Abellonio R. e Ribotta M.) - Saluto delle autorità - Consegna onoreficenze “Aratro d’Oro” Ore 12,30 - Aperitivo Ore 13,00 - Pranzo Per maggiori informazioni rivolgersi agli uffici di zona della Confagricoltura di Cuneo.

le incontro è stato fortemente promosso dal presidente di Confagricoltura Cuneo e presidente nazionale della sezione avicola di Confagricoltura, Oreste Massimino che a questo proposito dichiara: “È stato un momento di confronto e dialogo molto proficuo tra due associazioni fortemente

impegnate per la tutela degli interessi delle aziende agricole. In particolare questo non è che il primo passo verso una sempre più stretta collaborazione che siamo certi porterà importanti vantaggi alle aziende del comparto zootecnico”. Durante il suo viaggio a Roma il presidente Oreste Massimino ha poi partecipato insieme ad una delelgazione di imprenditori agricoli all’Udienza Generale di papa Francesco che si è svolta mercoledì 12 giugno in Piazza San Pietro: “Il Sommo Pontefice, nel suo discorso, ha sottolineato la presenza degli agricoltori convenuti e in particolare ha ricordato che i temi dell’agricoltura e dell’ambiente gli sono molto cari – sottolinea Massimino -. Ciò che sorprende di papa Francesco è la sua grande popolarità capace di radunare folle imponenti attraverso messaggi autentici”.

Anga: assemblea annuale dei Giovani il 12 luglio all'evita di cavallermaggiore verranno presentate le attività prima di un momento di festa

V

enerdì 12 luglio i Giovani di Confagricoltura rinnovano l’appuntamento con l’assemblea annuale dell’Anga (Associazione nazionale giovani agricoltori). La serata si svolgerà alla discoteca “Evita” di Cavallermaggiore e, come al solito, il momento conviviale sarà preceduto da un dibattito. Oltre a presentare le attività portate avanti negli ultimi dodici mesi e i tanti progetti per il futuro, durante il convegno si affronteranno alcune delle tematiche che stanno più a cuore ai giovani agricoltori. Alla serata saranno presenti anche rappresentanze dei nuovi vertici dell’Anga nazionale e dell’Anga Liguria, oltre all'assessore regionale all'Agricoltura Claudio Sacchetto. A seguire verrà dato spazio alla cena e a un momento di festa per socializzare con i soci. “L’intenzione è quella di far partecipare i giovani parlando delle problematiche che li riguardano da vicino - commenta Andrea Ingaramo, presidente dell’Anga provinciale - per poi staccare un po’ la spina e salutare tutti i soci in un momento di festa”.

18 L’Agricoltore cuneese N. 05 • luglio 2013

Andrea Ingaramo guida l'Anga provinciale


Motoraduno dedicato a Arione

S

ettanta motociclisti da tutta la Granda hanno partecipato domenica 23 giugno al raduno di Agricentauri, intitolato quest’anno alla memoria di Roberto Arione, storico presidente dell’associazione agricola provinciale deceduto lo scorso 24 settembre. Il ritrovo è stato in piazza Gina Lagorio a Cherasco dove, a salutare i motociclisti, c'era anche il sindaco Claudio Bogetti. Dopo la distribuzione dei gadget e la consegna delle istruzioni sul percorso, il lungo serpentone di moto ha attraversato le località più belle delle Langhe cuneesi, in un itinerario attraverso La Morra, Gallo, Grinzane, Diano, Montepulo, Rodello, Benevello, Mango, Valdivilla, con sosta a Castiglione Tinella per l’aperitivo e poi il successivo pranzo a Trezzo Tinella, presso lo stand allestito dalla Pro Loco in piazza del Municipio. Ad accogliere i centauri al loro arrivo

in agenda

Ad Arguello un incontro tecnico sul nocciolo

dopo il lungo giro nelle Langhe, c’erano anche la moglie di Roberto Arione, Maria Pia, la figlia Isabella e il piccolo nipotino. “Abbiamo deciso di dedicare alla memoria di Roberto Arione uno degli appuntamenti annuali che a lui stavano più a cuore - ha commentato il direttore di Confagricoltura Cuneo Roberto Abellonio -, proprio per la grande capacità di creare aggregazione e spirito associativo e rinsaldare nei partecipanti quel legame con l’organizzazione che si alimenta anche attraverso esperienze condivise in cui conoscersi meglio e confrontarsi”. Il tradizionale raduno dei centauri agricoli di Confagricoltura Cuneo, infatti, dopo il successo delle prime edizioni è stato ora battezzato “Memorial Roberto Arione”. Sul sito www.confagricolturacuneo.it è possibile vedere tutte le foto della giornata.

Nell'ambito delle attività di assistenza tecnica della misura 114 del Psr 20072013, giovedì 18 luglio, presso l’azienda La Corylicola di Arguello in Località Tre Cunei Agritecna e Confagricoltura Cuneo, in collaborazione con Ascopiemonte e Asprocoor ed il CReSOricera, organizzeranno un incontro tecnico divulgativo sul nocciolo in collaborazione con alcune società produttrici di fitofarmaci e le più importanti società leader nel settore della produzione di macchine utilizzate nelle varie fasi di gestione agronomica del nocciolo. Il settore corilicolo è un settore in continua evoluzione, dove le aziende si confrontano quotidianamente con le novità presenti sul mercato che possono in qualche modo migliorare sensibilmente il lavoro, specie grazie ai progressi della meccanizzazione. L’incontro sarà un momento rappresentativo per dare la possibilità in campo di prender coscienza sul parco macchine esistente e coglierne nel dettaglio caratteristiche e potenzialità direttamente dalle d i t t e costruttrici. Il settore necessità inoltre di un razionale e ragionato contenimento dei costi di gestione per far fronte positivamente agli aumenti delle spese di produzione delle ultime campagne.

i n i z i at i va i n n o vat i va

EcoCloud: si raccolgono progetti sostenibili in tutte le filiere EcoCloud: è il progetto di sostenibilità ambientale, sociale ed economica promosso da Confagricoltura. Si tratta di una rete di idee e di buone pratiche che, con il contributo delle aziende associate, l’organizzazione agricola vuole diffondere e ampliare. EcoCloud sarà un momento di confronto, mettendo a disposizione di tutti le conoscenze e le innovazioni acquisite dai singoli. Ha l’obiettivo di essere un incubatore di progetti. Sono incluse tutte le filiere agricole: vitivinicolo, olivicolo, ortofrutticolo, cerealicolo, florovivaistico, zootecnico, oltre alle attività come agriturismi, chimica verde, produzione energia, etc. Alle aziende agricole associate è stato inviato un questionario da compilare per raccogliere le buone pratiche di sostenibilità già in atto. Il contenuto sarà elaborato da un software dedicato. Tutte le informazioni potranno essere consultate inserendo,

come parola chiave, il nome dell’ azienda, il settore produttivo, la località di appartenenza, etc. Quando una pratica si può definire buona? Lo è se produce un effetto rilevabile in termini di sostenibilità economica, sociale e ambientale. Tra quelle già rilevate dall’organizzazione agricola ci sono procedimenti che riguardano l’uso responsabile delle risorse naturali, la tutela dell’ecosistema, la difesa e valorizzazione della biodiversità, l’efficientamento del processo produttivo, il dialogo con i consumatori, la collaborazione con la comunità scientifica e la valorizzazione del territorio locale. La partecipazione al progetto, da parte delle imprese, non prevede costi specifici. Per tutte le informazioni utili è possibile rivolgersi agli uffici di Confagricoltura della provincia di Cuneo. EcoCloud sarà presentato al Meeting di Rimini in programma dal 18 al 24 agosto.

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Gocce di memoria

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bbiamo trovato un amico, un tranquillo pensionato, un nonnetto un po'all'antica, che si diverte a raccontare le sue storie, piccole o grandi che siano, che per lui sono ancora importanti, perchè gli fanno rivivere la sua infanzia ormai lontana. Se i lettori avranno la pazienza di sopportarlo, li intratterrà per alcuni mesi con i suoi racconti che egli ama definire "Gocce di memoria".

"Col lavoro si vince la natura avversa"

Anche grandi poeti romani hanno cantato la nobiltà del lavoro nei campi

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Il professore Luigi Fulcheri

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ono ancora vive le emozioni che destavano in me, fin dalla primissima infanzia, i racconti dei vecchi, sia quando narravano della guerra, della prima, o della seconda (su questa intervenivano anche le donne), sia quando, con lento discorrere, rivivevano le vicissitudini, o scandivano il lento fluire delle opere e dei giorni della vita di campagna, di cascina. Nel mio immaginario di fanciullo, quegli esordi sempre uguali, “una volta”, proiettavano vicende e personaggi in una dimensione che sapeva di eternità. Ancora oggi, quando rivivo le buie veglie invernali nella stalla, o risento i brividi delle gelide serate autunnali, trascorse sul frusciante cumulo di pannocchie da scartocciare, riprovo le stesse emozioni di allora, intrise del patos che, quegli umili e schietti narratori, sapevano infondere nei loro racconti. Solo più tardi ho scoperto come fossero grandi e degni di memoria quei quadri di vita e di storia. Quando poi, già adolescente ho incontrato, sui libri di scuola, poeti come Esiodo, Lucrezio, Virgilio e, da piccolo e povero studente ne ho, con umiltà e riverenza amato i messaggi, mi sono reso conto della affinità di sentire, se non anche dell’arte di dire, tra questi immortali e quei semplici contadini che rivivevano il loro passato con tutte le sfumature di sentimenti che l’umana creatura conosce. Fu allora che, per me, passato e presente si fusero insieme e la poesia divenne realtà. La fatica dei miei genitori e quella di tutti i contadini, vivevano già nelle loro opere: “Il lavoro ostinato e lo stimolo del bisogno nelle avversità vincono tutte le difficoltà”. Così Virgilio cantava il valore e la bellezza del lavoro umano nello sforzo voluto dagli dei per arrivare al cibo, a quel “pane quotidiano” che chiediamo a Dio, ancora oggi, nel “Padre nostro”. Anche Lucrezio mi incantò, quando in mezzo alla sua cupa visione dell’umano destino, proclamava che, con il lavoro dei campi, la natura si era ingentilita e il paesaggio, prima aspro e silvestre, aveva acquistato quella dolcezza che ancora oggi spira dalla campagna e dai colli coltivati. Straordinaria attualità di questi grandi nel richiamo all’amore dei campi! L’uomo riesce, con il suo lavoro, a vincere la natura avversa, a superare ogni difficoltà: diventa l’artefice della sua fortuna, il creatore della civiltà e la campagna non è solo più il luogo dove si svolge l’assidua e faticosa opera dell’uomo, ma anche il luogo dove, lottando e soffrendo, l’uomo si innalza e si redime. Questo era il messaggio di quegli antichi progenitori: mi piace pensare che sia ancora valido anche per noi. Gigi Fulcheri


Le nostre aziende

Web e musica classica entrano in allevamento

In origine l'agriturismo aveva annesso un maneggio

L'agriturismo La mommiga sulle colline di vicoforte ha iniziato ad allevare pecore da latte di razza lacaune utilizzando sapientemente la rete internet e le ultime novità della scienza. il sogno? aprire un caseificio aziendale di Paolo Ragazzo

C

hi crede ancora che l’agricoltura sia ferma a tecniche e processi produttivi utilizzati dai nostri avi decenni orsono ha molte occasioni per ricredersi facendo un giro per le principali realtà agricole attive in provincia di Cuneo. Una di queste è senza dubbio l’agriturismo La Mommiga di Vicoforte, che accanto ad un’attività ricettiva di tutto rispetto, ma secondaria, ha messo in pratica un metodo nuovo di gestire l’allevamento di pecore, abbinando la pastorizia all’innovazione. Storico fondatore dell’azienda è Carlo Bracco. È il 1999 quando decide di vendere la pizzeria in Mondovì e cambiare vita acquistando una vecchia cascina che ristruttura e adibisce ad agriturismo con annesso maneggio. Le cose procedono tra alti e bassi

fino al 2010, quando è il figlio Paolo ad avere l’intuizione giusta: allevare pecore da latte. Con un bagaglio di conoscenze in materia invidiabile e costruito tassello dopo tassello nelle decine di viaggi tra Italia e Francia, Paolo architetta un sistema imprenditoriale perfettamente funzionante nei suoi numerosi ingranaggi, grazie anche all’attento utilizzo delle tecnologie. In tre anni La Mommiga arriva ad ospitare così oltre 300 pecore di razza Lacaune, originarie della regione del celebre formaggio Roquefort, e ne organizza la gestione in maniera meticolosa. “Noi riusciamo ad avere latte tutto l’anno – spiega Paolo Bracco – in quanto gli animali vengono divisi in due scaglioni così da avere tre parti in dodici mesi: a febbraio, giugno e ottobre. Questo è possibile grazie ad una scrupolosa ‘gestione dei calori’ attraverso la corretta alimentazione, diversificata a seconda delle esigenze, ma esclusivamente a base di orzo, mais, soia ed erba medica”. La gestazione dura circa 5 mesi e dopo il parto le femmine vengono spostate in una delle due stalle dell’azienda, pronte a fornire per 120/150 giorni quel latte così richiesto dai due caseifici della zona che lo ritirano di buon ora al mattino presto. Le più recenti indicazioni in materia dicono poi che più le pecore sono rilassate e più latte riescono a produrre; ecco perché nella stalla regna giorno e notte un sottofondo di musica classica che aiuta la lattazione. Gli agnelli, invece, vengono ospitati in un altro locale, dove dopo essere stati identificati vengono alimentati automaticamente da una macchina per circa un mesetto prima di essere svezzati e venduti. In una seconda struttura, inoltre, trovano ricovero le pecore gravide e quelle senza più latte, mentre poco distante una decina di giovani maschi da riproduzione pascolano liberamente all’aria aperta pronti a fare il loro ‘dovere’ quando sarà il momento giusto. Attualmente non tutti i 300 capi sono presenti nell’ovile; una cinquantina infatti sono in alpeggio a Sambuco e gli altri devono ‘accontentarsi’ di pascoli ad alture più basse nei dintorni di Vico-

Foto a sinistra: la vasca di raccolta del latte - Foto a destra: i piccoli agnelli si nutrono automaticamente da un macchina

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Sopra: da sinistra Kostel, Paolo e Carlo Bracco e Valter Roattino Sotto: cibo diversificato per le pecore Lacaune in lattazione

sampeyre

Una grande festa per la salita in alpeggio

forte. La crisi in atto regala paradossi e casi singolari: “Sono in molti a chiederci di portare il gregge a pascolare nei loro appezzamenti per tenerli in ordine”, dice Paolo che poi si sofferma per un attimo sui problemi di tutti i giorni: “Soffriamo l’eccessiva burocrazia e, soprattutto, costi di produzione sempre più alti: il latte in polvere per alimentare gli agnelli, ad esempio, ha raggiunto prezzi così alti che sto valutando di andare a rifornirmi in Francia - sottolinea -. Purtroppo c’è carenza di veterinari specializzati nella cura delle pecore e il problema sono le emergenze”. Gli ostacoli però non scoraggiano l’allevatore vicese che, ben supportato anche dal giovane romeno Kostel oltre che da papà Carlo, in mente ha un obiettivo ben preciso: “Mi piacerebbe aprire tra qualche anno un piccolo caseificio tutto mio”. La convinzione di certo non gli manca e in suo aiuto arriva anche la tecnologia: “Il mio attuale gregge l’ho acquistato dopo aver saputo di questa opportunità su internet e sempre con l’utilizzo del web sono stato contattato per importare dalla Francia numerose pecore e venderle in tutta Italia e non solo”. Una testimonianza vivida di come la rete possa colmare gli spazi, allargare gli orizzonti e spingere le aziende agricole al di là delle difficoltà.

Con l’estate i margari cominciano a guardare verso le vette e a prepararsi per la salita in quota con i loro bovini. Questa volta, però, per le aziende di Andrea Colombero e di Stefano Viale di Villafalletto (quest'ultima associata a Confagricoltura Cuneo), l’annuale monticazione è stata occasione di ritrovo e festa a cui hanno partecipato oltre 50 persone tra allevatori e amici della razza Piemontese. L’iniziativa è stata organizzata dal PJC, la sezione giovanile di Anaborapi, l’Associazione Nazionale Razza Piemontese. Quasi un corteo di appassionati, dunque, che si sono dati appuntamento sabato 15 giugno all’alba a Sampeyre e sotto un sole splendente, hanno scortato gli allevatori e la loro mandria di oltre 190 capi (una novantina quelle di Andrea Colombero, un centinaio invece per l’azienda di Stefano Viale), per nove chilometri prima a Madonna della Neve e poi fino alle Baite di Raie a quota 1800 metri. Ad attendere i partecipanti stanchi ma, felici un buon pranzo a base di porchetta e patate e per i bovini la prospettiva di un’estate al fresco su ampi e ricchi pascoli. “È stato un bel modo per inaugurare la nuova stagione in alpeggio - ha commentato Barbara Viale, figlia di Stefano salita in quota anche con i piccoli Viola e Nicola - ringrazio gli organizzatori per il supporto fornito e tutti i partecipanti alla giornata che ha riservato anche momenti allegri e scherzosi come la mungitura manuale e il pranzo conviviale”.

Sei associato a Confagricoltura e vuoi far conoscere la tua azienda? Telefona ai tel. 0171 692143/601962 o scrivi una email a upa@autorivari.com, specificando il comparto in cui operi (viticoltura, frutticoltura, zootecnia...)

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Sicurezza

Documento di Valutazione dei Rischi in azienda Dal 1° giugno è scattato l'obbligo per tutte le aziende che assumono dipendenti. ecco i punti essenziali e le novità

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OBBLIGO DI REDAZIONE DOCUMENTO VALUTAZIONE DEI RISCHI Per tutte le aziende agricole che assumono dipendenti, dal 1° giugno 2013 è scattato l’obbligo di elaborare il Documento di Valutazione dei Rischi, in riferimento al D.lgs n° 81 del 2008 e successive modifiche e integrazioni. Responsabile della Valutazione dei rischi è il Datore di Lavoro, che, al fine di effettuarne la redazione corretta e conforme alle procedure standardizzate emanate con il Decreto Interministeriale del 30 novembre 2012, può avvalersi delle competenze tecniche di consulenti abilitati. DATA CERTA Il documento deve rappresentare una “fotografia” dello stato attuale dell’azienda e va aggiornato ogni volta che si effettuano modifiche sostanziali (acquisto di nuovi macchinari,

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cambio di attività, ….), prendendo in considerazione tutti i processi che vengono svolti ed analizzando i pericoli ad essi collegati. A termine della valutazione scaturisce il cosiddetto “Piano di miglioramento” nel quale vengono indicate tutte le misure che il Datore di lavoro dovrà adottare al fine di migliorare la sicurezza all’interno della sua azienda. La data del documento deve essere attestata mediante l’apposizione congiunta delle firme in prima pagina del Datore di Lavoro, del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (che spesso coincide col datore di lavoro), del Medico competente e del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. In assenza di tali figure, la data certa va documentata mediante posta elettronica certificata oppure ricorrendo alla “auto prestazione”, cioè l’apposizione di un timbro presso ufficio postale. I PUNTI ESSENZIALI Gli aspetti più importanti che vengono toccati riguardano la nomina del medico competente e la sorveglianza sanitaria dei lavoratori al momento dell’assunzione, la formazione dei lavoratori circa l’esposizione ai potenziali rischi legati alle attività svolte (obbligo di partecipazione ai relativi corsi formativi), l’adeguamento di attrezzature e macchinari non conformi alle linee guida ISPESL, la sistemazione in sicurezza di locali e/o strutture aziendali, ecc…

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Sorveglianza sanitaria e formazione

Il decreto interministeriale del 27/03/2013 ha semplificato le disposizioni in materia di sorveglianza sanitaria e formazione/informazione per i lavoratori che non superino i 50 giorni lavorativi/anno e a carattere stagionale, limitatamente all’esecuzione di lavorazioni generiche e semplici che non espongano a rischi specifici e non richiedenti particolari requisiti professionali. In relazione a questi soggetti: • gli adempimenti in materia di controllo sanitario si considerano assolti mediante visita medica preventiva a carico del datore di lavoro, di validità biennale, da effettuarsi dal medico competente ovvero dal dipartimento di prevenzione dell’ASL; • gli adempimenti relativi alla formazione/informazione si considerano assolti mediante la consegna al lavoratore di appositi documenti certificati dall’ASL o


dagli organismi paritetici del settore agricolo che contengano indicazioni atte a fornire conoscenze per l’individuazione, la riduzione e la gestione dei rischi sugli ambienti di lavoro. Se vi sia esposizione a rischi specifici da parte dei lavoratori stagionali, è da valutare assieme al medico competente in seguito all’esaminazione delle attività eseguite dai lavoratori stessi che vengono indicate nel Documento di valutazione dei rischi.

Formazione e informazione dei lavoratori

L’azione centrale sulla quale deve focalizzarsi la figura di Datore di lavoro è legata proprio all’aspetto della formazione interna dei lavoratori circa i pericoli presenti in azienda: veicoli in movimento, segnalazione degli appezzamenti trattati con fitofarmaci, utilizzo corretto delle attrezzature di lavoro, movimentazione corretta dei carichi, norme comportamentali da tenere sui luoghi di lavoro, impiego dei Dispositivi di Protezione Individuale (scarpe antinfortunistica, guanti, cuffie, …), ecc… Il Datore è inoltre tenuto ad effettuare delle riunioni periodiche con i lavoratori nelle quali vengono affrontati gli aspetti legati alla formazione/informazione.

Sistemazione di locali e strutture

Per quanto riguarda le strutture ed i locali aziendali, occorre prestare particolare attenzione alle situazioni legate al rischio incendio. Infatti, in vista dell’entrata in vigore fissata per ottobre 2013 del D.p.r. 151/2011 (nuovo decreto antincendio), le principali azioni di adeguamento risultano: • la collocazione del giusto carico di estintori in relazione alle dimensioni dell’azienda e che devono essere revisionati ogni sei mesi da ditta specializzata; • se vi è, l’impianto elettrico delle strutture aziendali deve essere eseguito a regola d’arte (presenza della Dichiarazione di conformità rilasciata dall’elettricista, presenza dell’impianto di terra e verbale di verifica periodica biennale o quinquennale della messa a terra effettuato da tecnici abilitati); • la sostituzione delle vecchie cisterne di carburante con i depositi di gasolio omologati. Inoltre, risulta fondamentale al fine di prevenire incidenti a causa dell’accesso diretto di persone (lavoratori ma anche clienti o visitatori) in locali pericolosi o potenzialmente pericolosi (quali il deposito fitofarmaci, le officine, il ricovero mezzi…), l’impiego dell’apposita cartellonistica per definire e separare le aree aziendali ove si svolge l’attività lavorativa da quelle non pertinenti o private.

Copertura per cisterne di gasolio

Adeguamento dei mezzi e delle attrezzature

Per quanto concerne i macchinari, l’assenza sulle trattrici del mezzo di ritenzione del conducente (cinture di sicurezza omologate), del sistema antiribaltamento (rollbar o cabina omologati), delle protezioni della presa di potenza e degli alberi cardanici, rappresentano le situazioni che comportano i rischi maggiori per il datore di lavoro stesso e per i lavoratori. Allo stesso modo, nei lavori in campo con i carri raccogli frutta, occorre verificare periodicamente il corretto funzionamento dei teli di protezione del pantografo, la presenza delle griglie di protezione degli organi in movimento e dei parapetti che devono essere sempre montati nella fase di raccolta o potatura. Interventi come quelli rappresentati in figura, che consistono nella copertura con griglie protettive degli elementi caldi o in movimento delle attrezzature o dei mezzi motorizzati, rappresentano la soluzione ideale e semplice da adottare al fine di migliorare l’aspetto della sicurezza. L’Agricoltore cuneese N. 05 • luglio 2013

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Il tecnico in noccioleto L’agrilo rappresenta per i corileti di Langa un pericolo da non sottovalutare, la diffusione dell’insetto per fortuna ha degli alti e bassi, ma molte volte non viene preso in considerazione seriamente, poiché le piante attaccate non hanno un declino vegetativo immediato e pertanto è facile trovare corileti attaccati dove non sono state messe in atto le profilassi del caso, e questo fa sì che le popolazioni d’insetto aumentino a dismisura creando notevoli danni. Nell'articolo ciò che serve sapere per una corretta difesa. A cura del Servizio Tecnico Provinciale Confagricoltura Cuneo In collaborazione con

Cataste di legno non correttamente stoccate

Agrilo, che cos'è e come difendersi Nei corileti delle Langhe è un pericolo da non sottovalutare. il servizio tecnico confagricoltura ricorda le indicazioni per contrastarlo

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L’agrilo dei noccioleti (Agrilus viridis) Si tratta di un buprestide xilofago che scava gallerie nelle pertiche e nelle branche del nocciolo, provocandone un progressivo deperimento fino al disseccamento. Le infestazioni si sono intensificate nelle ultime stagioni a causa di una serie di estati siccitose che hanno indebolito le piante favorendo situazioni di stress che facilitano gli attacchi del parassita. Altro fattore non trascurabile è l’abbandono dei noccioleti, spesso senescenti e improduttivi, che diventano ambiente ideale per la proliferazione dell’insetto. I sintomi a carico della pianta sono l’ingiallimento della chioma nel periodo estivo, il disseccamento delle branche e, nei casi più gravi, la morte. Tali sintomi sono generici, non univocamente imputabili alle infestazioni di agrilo. Ad esempio, gli ingiallimenti si verificano anche in casi di stress idrici o di carenze minerali mentre il

disseccamento delle pertiche è talvolta conseguente all’infezione fungina di Cytospora corylicola. Sintomi inconfondibili dell’agrilo sono invece i rigonfiamenti sui rami in corrispondenza delle gallerie sottocorticali, ad andamento irregolare, scavate dalle larve. Le gallerie possono essere messe in evidenza, scortecciando le branche con un coltello da innesto.

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Il ciclo biologico dell’agrilo Adulti: l’agrilo compie una generazione all’anno e sverna come larva all’interno del legno del nocciolo. Le indagini finora condotte hanno permesso di conoscere il periodo d'inizio degli sfarfallamenti, che avvengono a partire dalla metà-fine maggio, a seconda dell’andamento climatico nel periodo e le prime ovideposizioni delle femmine che cominciano a partire dalla metà di giugno, cioè un mese dopo i primi sfarfallamenti.

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Ovature: le uova sono unite in ovature e nel corso delle indagini si è potuto notare come le uova siano di preferenza deposte nella parte delle pertiche compresa tra 1 e 2 m dal livello del terreno, principalmente sul lato esposto al sole. Le femmine depongono normalmente 30-40 uova ciascuna e l’incubazione dura 10-12 giorni prima che le larve penetrino all’interno del legno. Larve: sono xilofaghe, cioè si nutrono dei tessuti legnosi. Una volta fuoriuscite dall’uovo, penetrano direttamente all’interno del legno scavando gallerie serpentine sia verso l’alto sia verso il basso. Lo sviluppo larvale si completa entro l’autunno e la larva, matura, si porta sottocorteccia dove rimane a svernare fino alla primavera successiva in cui sfarfallerà l’adulto.

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Quant’è diffuso il parassita Grazie alla collaborazione con i tecnici dei servizi di consulenza alle aziende corilicole, è stato possibile individuare l’areale di maggior diffusione dell’agrilo, ottenendo informazioni anche sull’entità degli attacchi. Le infestazioni più gravi sono concentrate nell’Alta Langa (Bossolasco, Castino, Cravanzana, Cortemilia, Torre Bormida) e nel Carrucese (Carrù, Piozzo) mentre quelle meno gravi, sono raggruppate nella Bassa Langa (Barbaresco, Alba) e diventano


sporadiche nell’Astigiano e nell’Alessandrino. In particolare la maggior concentrazione degli attacchi nell’Alta Langa e nel Carrucese potrebbe essere collegata al fatto che in queste aree il nocciolo sia diventato quasi una monocoltura; l’agrilo può trovarvi un bacino di sviluppo e di alimentazione che gli garantisce una buona sopravvivenza.

P e r u n a b u o n a d i f e s a d a ll ' a g r i l o

OBIETTIVO

AZIONI CONSEGUENTI Individuare durante i mesi estivi (a luglio e agosto le chiome delle piante colpite ingialliscono) i rami infestati da ovature di agrilo.

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Indicazioni per la difesa La scalarità degli sfarfallamenti e la lunga presenza in campo dell’insetto hanno finora reso difficile impostare programmi di difesa basati sull’impiego di insetticidi. Le indicazioni sul metodo attualmente più efficace per il contenimento del parassita sono di seguito riepilogate.

Effettuare potature autunnali delle parti colpite ricordando di eseguire tagli consistenti fino a dove scortecciando il legno si individuano gallerie perché è probabile che lì si trovino le larve svernanti.

PREVENIRE LA DIFFUSIONE DEL’AGRILO

Danni da agrilo su giovane ramo

Asportare e bruciare il legno della potatura di risanamento nel corso dell’inverno e comunque non oltre l’inizio della primavera per non correre il rischio che dal legno potato sfarfallino nuovi adulti. La pratica agronomica del taglio e della bruciatura dei residui di potatura è l’unico intervento di difesa consentito dai disciplinari di produduzione integrata psr su nocciolo. L’adozione di questa tecnica di lotta consente di contenere effettivamente le larve svernanti all’interno del legno delle piante colpite e di conseguenza di ridurre gli sfarfallamenti primaverili degli adulti. In alternativa alla combustione è possibile accatastare i residui di potatura ricoprendoli con teli in plastica e lasciandole in campo nei mesi estivi in modo da creare una sorta di ‘effetto serra’ sotto la copertura favorevole alla morte degli adulti neo sfarfallati.

f i ll o p t o s i d e ll e f o gl i e , c o s a f a r e

La troppa pioggia primaverile è la causa di alcuni fenomeni nei noccioleti In tutte le zone corilicole della regione si è verificato il preoccupante fenomeno della filloptosi anticipata delle foglie. Il Creso ha così raccolto molteplici campionature di differenti realtà produttive (alta collina, media collina e pianura). Il materiale è stato inoltrato al Laboratorio del Servizio Fitosanitario della Regione Piemonte ed a quello del Consiglio per la Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura di Roma (CRA). Le analisi sui campioni consegnati hanno dato esito negativo per quanto riguarda la presenza di patologie fungine o infezioni virali. Sulla base delle risultanze sperimentali disponibili appare sempre più accreditabile l’ipotesi che l’anomalo andamento climatico verificatosi dall’inizio dell’annata ad oggi in tutta la Regione, sia l’unica causa che ha e sta determinando la filloptosi

anticipata della vegetazione. In questa delicata fase vegetativa e di accertato stress delle piante, si sconsiglia la distribuzione di prodotti fungicidi in quanto completamente inutili e assolutamente non in grado di ridurre la cascola anticipata delle foglie. La citata anomalia climatica è altresì alla base della cascola delle infiorescenze di nocciolo e degli imbrunimenti che si stanno accertando in questi giorni e sono da ricondurre alla cascola nota come “brownstain disorder”, quindi fisiopatia di natura non patogena o parassitaria. Si sconsiglia la distribuzione di concimi fogliari che rischiano si peggiorare lo stato di stress delle piante di nocciolo.

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orari estivi degli uffici

Dal 1° luglio al 15 settembre 2013

CUNEO - MONDOVÌ - SALUZZO - SAVIGLIANO

ALBA

MATTINO

POMERIGGIO

MATTINO

POMERIGGIO

Lunedì

8.00 / 14.00

CHIUSO

8.00/14.00

CHIUSO

Martedì

8.00 / 12.30

14.30 / 17.30

8.30/12.00

14.30/18.00

Mercoledì

8.00 / 12.30

14.30 / 17.30

8.30/12.00

14.30/18.00

Giovedì

8.00 / 14.00

CHIUSO

8.00/14.00

CHIUSO

Venerdì

8.00 / 12.30

CHIUSO

8.30/12.00

CHIUSO

Sabato

8.00 / 12.30

CHIUSO

8.30/12.00

CHIUSO

ZONA DI CUNEO

ZONA DI ALBA

Ufficio zona di Cuneo C.so IV Novembre, 8 Tel. 0171/692143-634891 Fax 0171/698629

Ufficio zona di Alba Via dell’Acquedotto, 2 Tel. 0173/281929 - Fax 0173/280979 segreteria.alba@confagricolturacuneo.it Ufficio recapito di Bra Corso V. Emanuele II, 121 (c/o Milano Ass.) Tel. 0172/425477 - Fax 0172/44167 ORARIO: Venerdì 9,00/12,00 Ufficio recapito di Cherasco Via Garibaldi, 25 (c/o Pratiche Auto) Tel. 0172/489764 ORARIO: Giovedì 9,00/12,00 Ufficio recapito di Canale Piazza Trento e Trieste 74 - Tel. 0173/970180 ORARIO: Martedì 8,30/12,00 Ufficio recapito di S. Stefano Belbo Via Roma, 38/F Tel. 0141/840782 - Fax 0141/840174 Lunedì 8,30/13,30 Mercoledì 8,30/12,30; 14,30-17,00 Venerdì 8,30/12,00

Ufficio recapito di Dronero Via IV Novembre, 20 (c/o Geom. Garbarino) Tel. 0171/918182 ORARIO: Lunedì 9,00/12,00 Ufficio recapito di Caraglio Via Valgrana, 7 ORARIO: Mercoledì 9,00/12,00 Ufficio recapito di Villafalletto Via Vittorio Veneto, 8 ORARIO: Giovedì 9,00/12,00 Ufficio recapito di Demonte Piazza R. Spada (ex Scuola Media) ORARIO: Giovedì 9,00/12,00 Ufficio recapito di Tarantasca Via Vittorio Veneto, 21 (c/o sala Municipio) chiusura estiva fino al 15 settembre Ufficio recapito di Busca Via Cavour 19 (davanti al Municipio) ORARIO: Venerdì 9,00/12,00

ZONA DI MONDOVÌ Ufficio zona di Mondovì Corso Statuto, 28 Tel. e Fax 0174/42071 mon.direzione@confagricolturacuneo.it Ufficio recapito di Morozzo Via Marconi, 66 ORARIO: Lunedì 9,00/12,00 Ufficio recapito di Dogliani Via Piazza Confraternita, 5 ORARIO: Mar e Ven 9,00/12,00 Ufficio recapito di Ceva P.zza Capuccini, 1 (1° piano, sopra Consorzio agrario) Tel. 0174/282038 ORARIO: Mercoledì 8,30/12,00. Ufficio recapito di Carrù Via Roma, 46 ORARIO: Giovedì 9,00/12,00. REPERIBILITA’ CONTINUA al numero 366/5612321

ZONA DI SALUZZO Ufficio zona di Saluzzo Via Torino 40 Tel. 0175/217120 - Fax 0175/248784 salu.direzione@confagricolturacuneo.it Ufficio recapito di Bagnolo Piem. C.so C. Battisti, 8 (c/o Ass. Generali) Tel. 0175/392733 ORARIO: Mercoledì 9,30/12,00 Ufficio recapito di Moretta Via San Giovanni, 8 (c/o Centro Anziani) ORARIO: Lunedì 9,30/12,00

ZONA DI SAVIGLIANO Ufficio zona di Savigliano Via Togliatti, 16 Tel. 0172.712372 - Fax 0172.725796 savi.direzione@confagricolturacuneo.it Ufficio recapito di Racconigi P.zza C. Alberto, 5 (c/o SAI Ass.) - Tel. 0172/85253 ORARIO: Giovedì 10,00/12,00

UFFICIO DI FOSSANO

Via Marconi, 112 - Tel. 0172/637242 fossano@confagricolturacuneo.it Lunedì e Mercoledì: 8/12,30 REPERIBILITA’ CONTINUA al numero: 338/6533749

SEDE PROVINCIALE: C.so IV Novembre, 8 - 12100 Cuneo - Tel. 0171/692143 - Fax 0171/698629 cuneo@confagricoltura.it - ORARIO: 8,00/12,30 - 14,30/17,30 (Giovedì, venerdì e sabato pom. chiuso)

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Il mercatino dell'agricoltore

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Tagliando da ritagliare e inviare via fax allo 0171/436301, spedire in busta chiusa a: Autorivari, c.so IV Novembre, 8 - 12100 - CN o inviare una e-mail a: upa@autorivari.com Il sottoscritto ....................................................................................... residente a ................................................................................................................................. in via ............................................................................ Tel. / Cell. ................................................. Tessera Confagricoltura Cuneo n° ................................................. Chiede che venga pubblicata gratuitamente la seguente inserzione: ...................................................................................................................................... ............................................................................................................................................................................................ ................................................. Il sottoscritto si impegna altresì ad informare la redazione del giornale qualora l’inserzione sia stata soddisfatta. Il sottoscritto autorizza infine il trattamento dei propri dati personali secondo quanto disposto dalla legge 196/2003.

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