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FuecuNesciu 7

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Felice Natale, cara comunità

Periodico della parrocchia San Bernardino Realino in Lecce

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25 Dicembre 2008

In questo numero:

Poesia Satira Arte

Carissimi, con domenica 30 novembre abbiamo dato inizio al nuovo anno liturgico parrocchiale guidato, come da consuetudine, dalla lettera pastorale del nostro Arcivescovo, che quest’anno ha come titolo: “Il Battesimo porta della fede”. Nel documento il Vescovo esorta noi tutti alla: “riscoperta del nostro Battesimo, …alla riscoperta della fede, …che porta a tre risultati visibili: la preghiera, la messa domenicale, la testimonianza di carità”. Tale sollecitazione ci sprona a dare al nostro Natale una nuova impronta programmatica ed esistenziale in dissonanza con la consuetudine del mondo consumistico. Se riuscissimo in questo tempo di grazia a riscoprire la gioia della preghiera cristiana, sia semplice che supportata dalla Parola di Dio, scopriremmo il Mistero dell’Incarnazione nella sua grandezza e complessità. Con l’adesione a Dio di una ragazzina, Maria, che rischiava la lapidazione, il tormento angosciante di un uomo, Giuseppe, che non sa come liberarsi di una ragazza, promessa sposa, non più illibata. Il rifiuto dei locali di Betlemme, nati per accogliere e ospitare, che non hanno posto per una coppia con una gestante che necessita di cure. La pretesa dei pastori ai margini della opulenta società di credere all’invito: “Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore. E questo vi servirà di segno: troverete un bambino avvolto in fasce e coricato in una mangiatoia”, un Salvatore, il Signore, impotente e vulnerabile come un bimbo necessita di cure senza casa e confort. Talmente euforici che divenendo i primi missionari del Verbo di Dio “tutti quelli che udirono si stupirono delle cose che i pastori dicevano”. Se riuscissimo in questo tempo di grazia a riscoprire la gioia della domenica nella sua massima espressione, la Messa, dove Dio si rende pane e nutrimento per la nostra salvezza. Un Dio presente nell’Ostia così friabile e vulnerabile da essere posta sulle nostre mani potenti, così da poterla gestire a nostro piacimento. Un Dio che si fida di noi e chiede di mangiarlo “prendete e mangiatene questo è il mio corpo” superando le leggi della ragione umana. Un Dio che invita alla sua Mensa senza obbligo di firma o di obliterazione di nessun tesserino di appartenenza, ricordandoci che siamo suoi figli e fratelli tra di noi, dove ogni domenica ripropone instancabilmente l’offerta di se:“sono venuto per i peccatori”. Se riuscissimo in questo tempo di grazia a riscoprire la testimonianza di carità: “Amerai il Signore Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la tua mente e amerai il prossimo tuo come te stesso”costituisce il distintivo di ogni battezzato ed è la regola di vita, alla quale dobbiamo uniformare i nostri comportamenti, ci ricorda il nostro Vescovo. Lo scandalo persiste nel percorso tortuoso di Dio che chiede stili di vita irraggiungibili dove l’Amore contrasta col profitto, l’efficienza che non rispetta la persona, l’individualismo, l’originalità dell’offerta ecc., che il mondo di oggi affannosamente insegue e propone nello scintillio fioco dei maquillage come piena realizzazione. Dove il debole, l’ultimo, l’emarginato, il povero, l’ammalato che sono improduttivi divengono scomodi, di peso e contrastano di netto con la perfezione maniacale dei ritocchi estetici per una eternità di immagine che ha perso in se l’immagine di Dio. Lo scandalo persiste nel percorso tortuoso di Dio che sceglie di scuoterci: “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”, cioè l’attenzione agli ultimi. Cara comunità di San Bernardino il tempo di Natale può essere tempo di grazia se assume una connotazione veramente nuova, se vissuta con questi presupposti dove la preghiera, la messa domenicale, la testimonianza di carità, divenendo risultati visibili della riscoperta del battesimo e della fede, danno così nuovo sapore alla quotidianità. FELICE NATALE CARA COMUNITA’. don Michele


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