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Briefing – Sommario di Agosto 2013

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PHANTOM, cinquant'anni nei cieli

…..........................................................pag 2-4

Eurofighter TYPHOON, ''La scheda''

…..........................................................pag 5-6

''MANGUSTA'', orgoglio Italiano

…..........................................................pag 7-8

I voli sanitari dell'AM

….........................................................pag 9-10

NH-90

….......................................................pag 11-12

GLORIE DEL PASSATO: Spitfire

….......................................................pag 13-17

A-10, Storia e profili di missione

….......................................................pag 18-21


PHANTOM

Oltre cinquant'anni nei cieli e non sentirli!

Oggi per Aerei Militari News & Photo di Agosto parliamo del ''Phantom'' un caccia che ha segnato la storia dell'aviazione. E' considerato tra uno dei migliori cacciabombardieri mai costruiti. Fu prodotto in circa 5'200 esemplari e volò per quasi cinquant'anni, servendo svariate aeronautiche mondiali ed attraversando conflitti come il Vietnam, Medio Oriente e Guerra del Golfo.

...nel lontano 1953 per equipaggiare la Marina degli Stati Uniti di un caccia supersonico con capacità ogni-tempo. La Marina richiedeva un aereo imbarcato che rispondesse alle sue richieste: maneggevolezza, velocità, peso e carico bellico. La McDonnell si mise immediatamente all'opera per progettare l'aereo ed i complicati piani di coda che richiesero ben duecento ipotesi diverse e migliaia di ore in galleria del vento.

L'F-4 ''Phantom'' iniziò a prendere forma... Un F-4N ''Phantom'' II appartenente al Fighter Squadron 21 mentre sta per essere scagliato dalla catapulta. In primo piano con le semiali ripiegate un A-7E ''Corsair'' II

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L'aereo ebbe il vero e proprio battesimo dell'aria il 27 Maggio 1958 con il nominativo YF4H-1 e fu subito evidente alla Marina che era nettamente superiore al suo concorrente, ovvero il LTV F8U-3 Crusader III (anche se ugualmente eccellente). Gli occhi della Marina ormai erano puntati sul suo nuovo cacciabombardiere con capacità straordinarie per l'epoca, infatti nel Dicembre 1959 conquistò due record mondiali, il primo fu il Record Mondiale...

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...assoluto di altezza con 30'040 metri registrato dal ''Phantom'' YF4H-1. Successivamente un altro F-4 si aggiudicò per ben due volte consecutive il Record Mondiale su circuito chiuso di 100km. Nel combattimento aereo il ''Phantom'' aveva dalla sua la velocità velocità, che permetteva ad un pilota esperto di entrare ed uscire dal combattimento in base alle circostanze. In modo non sorprendente, invece, la grande mole dell'aereo lo metteva in condizioni di inferiorità rispetto ai maneggevoli velivoli sovietici. Nonostante l'F-4 avesse tendenza ad entrare in vite durante le manovre ad alto numero di g e ad alto angolo d'incidenza, i piloti rimasero colpiti dalla maneggevolezza e dalla semplicità del ''Phantom'', fino ai limiti estremi dell'inviluppo di volo. Nel 1972, il modello F-4E venne aggiornato con degli slats sulle ali, che miglioravano l'angolo di attacco a spese della velocità massima. Il ''Phantom'' è equipaggiato con due turbine J79, la stessa che montava l'F184. Questi motori presentavano un inconveniente molto particolare: lasciavano una lunga scia di fumo nero quando utilizzate ad alti regimi, rendendo l' F-4 facilmente identificabile anche...

...a distanza. Ma la maggior debolezza del ''Phantom'' risiedeva nella mancanza di un armamento convenzionale, basato su cannoncini (successivamente corretto). La dottrina del tempo sosteneva che ingaggiare un combattimento ravvicinato a velocità supersoniche era impossibile e non venne fatto nulla per addestrare i piloti al combattimento manovrato. In realtà, gli incontri con aerei avversari riducevano rapidamente la velocità fino a renderle subsoniche e i primi missili non erano ancora abbastanza efficienti e precisi. Le regole di ingaggio negavano la possibilità di ingaggiare attacchi missilistici a lungo raggio; molti piloti si trovarono in vantaggiosa posizione d'attacco ravvicinata a velivoli nemici, ma troppo vicini per poter lanciare i loro missili. Rapidamente vennero aggiunte delle gondole esterne SUU-16 e SUU-23 dotate di un cannone a canne rotanti M61 Vulcan da 20 mm per risolvere il problema. Le esperienze di combattimento misero in evidenza la scarsa accuratezza di tali installazioni, ma mostrarono anche il basso costo della soluzione rispetto all'utilizzo di missili. La mancanza di cannoni venne definitamente risolta con la versione F-4E, che montava internamente un cannone 20 mm M61 Vulcan. …... Nella foto, la ripresa laterale di un F-4 ''Phantom'' II durante lo svolgimento delle esercitazione Gallant Eagle nel 1982.

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Uno dei ''Phantom'' appartenenti alla Holloman AFB (Stati Uniti) ripreso durante un volo a bassa quota ….Il Phantom venne utilizzato dalle pattuglie acrobatiche americane dei Thunderbirds (F-4E) e dei Blue Angels (F4J). L'USAF purtroppo completò il ritiro dei ''Phantom'' nel dicembre 2004, con la disattivazione del 20° Fighter Squadron. L'ultimo ''Phantom'' in servizio con il Corpo dei Marines fu l'F-4S nel VMFA-112 e venne ritirato nel 1992, quando l'unità passò ai più moderni F/A-18A. La maggior parte degli aviatori della Marina passarono all'F-14 ''Tomcat'' alla metà degli anni settanta. Alcuni F-4 rimasero in servizio sulle portaerei della Classe Midway, che disponevano di ponti ed hangar troppo piccoli per contenere i più grandi F-14 progettati per l'utilizzo a bordo di portaerei più grandi. Alla fine, tutti gli F-4 della Marina vennero rimpiazzati dagli F-14 e dagli F/A-18 ''Hornet''. Nella sua lunga carriera il ''Phantom'' conquistò molti soprannomi. Veniva chiamato "Rhino" (Rinoceronte) per il suo muso lungo costruito in titanio, o anche....

..."World's Leading Distributor of MiG Parts" (Il miglior distributore di pezzi di MiG nel mondo), in onore al record di 277 MiG abbattuti dai Phantom americani e 116 MiG dai Phantom israeliani, "Flying Anvil" (L'incudine volante), "Big Iron Sled" (La grande slitta di ferro) e "Louisville Slugger". L'emblema utilizzato è famoso tanto quanto l'aereo ed è un fantasmino chiamato The Spook. Fu creato da un tecnico della McDonnell Douglas, Anthony "Tony" Wong, con l'intenzione di usarlo nei distintivi da applicare alle tute di volo dei piloti, ma è diventato un vero e proprio simbolo del ''Phantom'' e viene utilizzato in ogni tipo di oggetto relativo a questo aereo. Il nome fu coniato dagli equipaggi del 12th Tactical Fighter Wing o del 4453rd Combat Crew Training Wing della base aerea di MacDill. Spesso The Spook è vestito in base alle mode dei paesi in cui servono gli F-4: ad esempio in Gran Bretagna è rappresentato con un cappello da arciere e con una pipa.

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Eurofighter Typhoon La scheda

L'Eurofighter ''Typhoon'', il più recente e avanzato aereo da combattimento multiruolo europeo. Dopo una lunghissima e travagliata gestazione durata dagli anni ottanta al 1994 (primo volo) ora è pienamente in attività. Le scorse incursioni sulla Libia l'hanno dimostrato: il ''Typhoon'' ha la capacità di compiere ogni tipo di missione con capacità di successo vicinissime al 100%. Anche la Red Flag non è stata da meno, il ''Typhoon'' ha potuto confrontarsi con un altro temuto ''cugino'': il ''Raptor'' F-22A dimostrando di essere benissimo alla sua altezza! Ora però vediamo i suoi dati e le sue particolarità. Il ''Typhoon'' monta due turboventole Eurojet EJ-200 da 9'180kg di spinta con postbruciatore ciascuna che gli consentono agevolmente la supercrociera, un cannone da 27mm e fino a 6'500kg di carico bellico. L'EFA fa anche un largo uso di materiali compositi e all'avanguardia come leghe di alluminio e litio, plastica rinforzata con fibra di vetro (radome), titanio e carbofibre. Tutto ciò gli....

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….permette una leggera componente ''stealth'' (RCS) e un peso massimo al decollo di soli 21'000kg, tradotto ovviamente in un autonomia di ben 1'112km. Analizziamo le sue diverse versioni, ovvero le diverse ''Tranche''. La Tranche 1, i cui esemplari sono stati consegnati a partire dal 2002-2003, comprende un totale di 148 velivoli mono e biposto, così suddivisi: Inghilterra 55 velivoli di cui 18 biposto, Germania 44 velivoli di cui 16 biposto, Italia 29 velivoli di cui 10 biposto, Spagna 20 velivoli di cui 8 biposto. I primi esemplari di questa serie hanno capacità operative limitate all'addestramento, gli esemplari successivi hanno invece una capacità base aria-aria e possono impiegare il cannone, i missili Sidewinder, ASRAAM e (con alcune limitazioni) gli AMRAAM. La Tranche 2 comprende 236 velivoli, l'ordine è stato firmato nel 2004 e le consegne sono previste a partire dal 2007/2008 e fino al 2010 e oltre. Essa è così suddivisa: Inghilterra 89 velivoli....


Due Eurofighter Typhoon EF-2000 appartenenti alla Luftwaffe mentre svolgono un esercitazione di scramble (QRA).

...di cui 6 biposto, Germania 68 velivoli di cui 10 biposto, Italia 46 velivoli di cui 3 biposto, Spagna 33 velivoli di cui 6 biposto. Questa serie avrà piene capacità aria-aria e una parziale capacità aria-terra, ed integrerà una prima capacità di operare con il FLIR PIRATE e un allestimento base della suite di autoprotezione DASS. Il requisito iniziale era di 250 velivoli per la RAF e altrettanti per la Luftwaffe, mentre l'Italia prevedeva l'acquisizione di 165 caccia e la Spagna ne prevedeva 100. Successivamente questi numeri sono stati ridotti: 232 per la RAF, 180 per la Germania, 121 per l'Italia e 87 per la Spagna. Ultima è la Tranche 3, nella quale è prevista l'integrazione completa della suite DASS, del sistema PIRATE, delle capacità aria-terra e di una versione con tecnologia AESA del radar ECR-90, denominata CAESAR. La Tranche 3 prevedeva l'inizio delle consegne dal 2010 (e completamento nel 2014) con questa suddivisione: Inghilterra 88 aerei di cui 13 biposto, Germania 68 aerei di cui 7 biposto, Italia 46 aerei di cui 2 biposto, Spagna 34 aerei di cui 1 biposto. La ragione di questa indecisione sta nel...

...fatto che il ''Typhoon'', pur essendo un velivolo superbo, appartiene sostanzialmente alla generazione dell'F16 ''Falcon'', del MIG-29 ''Fulcrum'' e del SU-27 ''Flanker'', e non ha quelle spiccate caratteristiche stealth che sono invece presenti nei caccia dell'ultima generazione, come l' F-22 e l' F-35. L'Eurofighter ''Typhoon'' è veramente il re dei cieli? Qualcosa ci dice di si.... e a voi? Fatelo sapere sulla nostra pagina. Il particolare EFA di colore nero, usato durante i test in volo. La vernice nera serve a coprire le centinaia di sensori sparsi per tutta la cellula e le ali

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Aw129 Orgoglio Italiano

L'AgustaWestland AW129 ''Mangusta'' (ex Agusta A129) è un elicottero leggero italiano da esplorazione e scorta (designato dall'Esercito EES), prodotto dalla Agusta in un numero di circa sessanta esemplari schierati principalmente al 5º Reggimento AVES "Rigel" (Casarsa della Delizia, PN) nell'aeroporto omonimo e nel 7º Reggimento AVES "Vega" (Rimini) inquadrati nella Brigata aeromobile "Friuli". Molto interessante segnalare che tre.... Nella foto i tre Agusta A129 ''Mangusta'' inviati in Iraq, ora operativi in Afghanistan. (Sito dell'Esercito Italiano)

...AW129 sono stati schierati perfino in Iraq prima del ritiro delle truppe italiane e attualmente sono operativi in Afghanistan. Il ''Mangusta'' equipaggia anche l'Esercito Turco con la sigla T.129 e viene prodotto su licenza dalla TAI Aerospace. La Turchia infatti aveva firmato un contratto per la fornitura di cinquanta macchine (con venti in opzione). Si è trattato del primo ordine internazionale per l’AW129, che nel 2000 proprio in Turchia era stato battuto dal Bell AH-1W ''SuperCobra'' statunitense. Da molti mesi in ottima posizione, l’AW129 ha sconfitto il sudafricano Denel Rooivalk, ultimo concorrente rimasto in gioco dopo l’eliminazione dell’Eurocopter, Tiger franco-tedesco, del Kamov Ka-50/2 ''Black Shark russo e del Boeing AH-64 ''Apache'' di produzione americana. Il fattore principale della scelta, secondo quanto riferito alla stampa, è stato quello della forte differenza di prezzo. La designazione del ''Mangusta'' sottolinea l’estesa rivisitazione del progetto per le esigenze operative turche, che comprendono anche un nuovo computer di missione. Questo consentirà tra l’altro....

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...a TAI di giocare un ruolo significativo nello sviluppo e di sostituire molti sistemi con altri di concezione locale. A favore della macchina italiana nel periodo della scelta, giocarono anche considerazioni politiche, compresa la posizione dei vari paesi nei confronti dell’ammissione della Turchia nell’Unione Europea e la disponibilità al trasferimento di tecnologie. In particolare, la Turchia aveva chiesto garanzie esplicite sul fatto che lo Stato vincitore non avrebbe frapposto ostacoli politici all’esportazione di armamenti in Turchia. Comunque un successo Italiano del primo elicottero d'attacco Europeo totalmente prodotto dalla AGUSTA. Segnaliamo una curiosità riguardante l'AW129: il nome "Mangusta" si dice che fu una trovata commerciale per suggerire la capacità di battere il "Cobra", nome sia dell'animale che dell'elicottero concorrente (Bell AH-1).

In chiusura eccovi la scheda tecnica del ''Mangusta'' con i dati più rilevanti. Peso base:

1.850 kg

Peso max decollo:

4.600 kg

Equipaggio:

Due uomini (pilota e copilota/tiratore)

Motorizzazione:

Due turbine tipo ROLLS ROYCE GEM 1004

Rotore principale :

Pentapala

Velocità massima:

289 km/h

Autonomia:

2h 50' (660 km)

Armamento:

Missili c/c TOW, missili a/a STINGER, razzi da 70 e 81 mm, mitragliatrice 12,7 mm. HPM. 50

Nella foto in basso un AgustaWestland AW129 Combat fotografato all'Air 04 di Payerne in Svizzera. (Mike Lehmann)

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I voli sanitari dell'AM Cos'è il ''volo sanitario''? Il volo sanitario è nello specifico l'attività aeronautica che viene effettuata per consentire il trasferimento di pazienti in condizioni cliniche anche critiche tramite aeromobili. In Italia il servizio viene effettuato principalmente dal 31° Stormo. Gli aeromobili sono allestiti già per lo scopo? Si esatto, gli aeromobili che vengono utilizzati sono già dotati di apposite apparecchiature mediche che vengono utilizzate in base alle patologie e necessità cliniche. Queste apparecchiature consentono che il paziente sia trasportato in condizioni di sicurezza, garantendo continuità nelle cure e assistenza medica. In cosa consiste la missione? La missione dei voli sanitari consiste nel velocizzare il trasferimento di un....

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...paziente, consentendogli di raggiungere la destinazione sotto costante cura specializzata. Oggigiorno il servizio di trasporto aereo sanitario è divenuto più accessibile grazie all'affacciarsi di nuove imprese sul mercato mentre le innovazioni nel... Nella foto un trasporto sanitario in aereo da parte di un Falcon 50 appartenente all'Aeronautica Militare Italiana, di preciso al 31° Stormo.


….campo tecnologico permettono decolli su allarme più rapidi ed efficienti. Un esempio recente ha visto impegnato martedì 30 Luglio, un velivolo Falcon 900 EASy del 31° Stormo dell’Aeronautica Militare. Durante una missione addestrativa sui cieli della Sardegna ha ricevuto l’ordine dalla Sala Situazioni di Vertice dello Stato Maggiore Aeronautica di interrompere l’attività di addestramento e di atterrare a Decimomannu (Cagliari) per effettuare il trasporto di un anziano in imminente pericolo di vita. La richiesta di trasporto è pervenuta allo Stato Maggiore Aeronautica dalla Prefettura di Cagliari. Il paziente è stato trasportato presso l’Aeroporto di Milano Linate da dove, con un’ambulanza, è stato trasferito presso l’Ospedale Niguarda. L’interruzione della missione addestrativa ha consentito di impiegare un assetto già in volo mentre era in corso un altro trasporto urgente che impegnava il velivolo in prontezza del 31° Stormo. In questo modo è stato possibile coordinare al meglio le attività, ottimizzando tempi e risorse, per salvare una vita umana.

La Sala Situazioni di Vertice, nella stessa giornata, ha infatti coordinato un altro trasporto sanitario, questa volta richiesta dalla Prefettura di Alghero, per trasferire un bambino di un anno, in imminente pericolo di vita, da Alghero a Genova con un velivolo Falcon 50 del 31° Stormo di Ciampino. Il piccolo paziente, una volta arrivato nell’Aeroporto di Genova, è stato trasferito in ambulanza all’Ospedale Gaslini. I due velivoli al termine dell’attività sono rientrati presso l’Aeroporto Militare di Ciampino. I velivoli del 31° Stormo di Ciampino, coordinati dalla Sala Situazioni di Vertice dello Stato Maggiore Aeronautica, sono utilizzati per il trasporto di Stato e per missioni di pubblica utilità, quali il trasporto sanitario d’urgenza di ammalati, di traumatizzati gravi e di organi per trapianti, nonché per interventi a favore di persone comunque in situazioni di rischio. Quest’ultima attività, dato l’imminente pericolo di vita delle persone trasportate, impone un livello di prontezza, ventiquattr’ore al giorno, 365 giorni all’anno.

Nella foto uno dei Falcon 900 EASy (MM.62244) in carico al 31º Stormo dell'Aeronautica Militare Italiana.


NH-90 Il futuro dell'ala rotante

L'NH-90 è un elicottero multiruolo biturbina con rotore a quattro pale. La costruzione e iniziata del elicottero e iniziata a partire dagli anni novanta , dal consorzio nazionale NHIndustries. Costruito dalla AgustaWestland angloitaliana, la franco-tedesca Eurocopter e l'olandese Stork Fokker Aerospace. L'NH90 è il primo elicottero europeo completamente "fly-by-wire". Impiegato a partire dal 2007 dalle Forze Armate Tedesche (Bundeswehr), e dal 2008 dall'Esercito Italiano, è stato ordinato dalle forze armate di molti paesi nel mondo. Il programma NH90 nasce formalmente il 1º settembre 1992, data della firma del contratto di progetto e sviluppo dell'elicottero tra l'agenzia NATO NAHEMA (NATOHelicopter Management Agency). Il ruolo primario dell'NFH è quello di elicottero imbarcato per la lotta antisommergibile (in inglese AntiSubmarine Warfare o ASW) e contro le unità navali di superficie (in inglese AntiSurface unit Warfare, ASuW). La versione è stata progettata per essere in grado di...

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...operare in ogni condizione di luce e meteorologica, utilizzando come basi di decollo e atterraggio navi in ogni condizione di movimento. Questa versione è dotata di un radar di scoperta alloggiato in un radome presente sotto la fusoliera all'altezza della cabina di pilotaggio. La versione TTH è ideata con il compito primario di trasportare 20 soldati equipaggiati o circa 2500 kg di materiale, per la cui movimentazione può utilmente fare uso di una rampa posteriore. L'NH90 TTH può validamente essere.... Un NH-90 NFH (MM81581) appartenente alla Marina Militare fotografato al Berlin Air Show 2012.


Il cockpit dell'NH90 con i numerosi schermi multifunzione ...impiegato anche per operazioni di ricerca e salvataggio o di soccorso medico, per il quale può essere allestito con 12 barelle (ruolo MEDEVAC/CASEVAC). Altri ruoli includono le operazioni speciali, la guerra elettronica, l'impiego come postazione di comando o il lancio di truppe elitrasportate, il trasporto VIP e... Il primo volo di un NH90 appartenente alla Royal New Zealand Air Force

….l'addestramento. Il programma inizialmente andò incontro a difficoltà per mancanza di fondi nei primi anni novanta, ma il 30 giugno 2000 le nazioni coinvolte siglarono un grosso ordinativo per 298 elicotteri, subito seguiti da una serie di altre richieste dall'Europa, dall'Asia e dall'Australia. L'Italia per i suoi 116 + 1 (in opzione) NH90 ha firmato un contratto da 3,2 miliardi di euro valido dal 2000 al 2018. Nell'ambiente aeronavale della Marina Militare Italiana l'elicottero NH90 viene denominato SH90. Tale sigla fa riferimento alla denominazione Sea Helicopter; gli aeromobili della Marina Militare sono dislocati presso la base elicotteri di Luni. L'NH90 ha da poco superato le 37'000 ore di volo complessive tra tutti gli utilizzatori, sarà davvero il futuro dell'ala rotante pesante?

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Glorie del passato

SPITFIRE Lo Spitfire fu il capolavoro di Reginald Joseph Mitchell, già noto come progettista di idrovolanti per la Coppa Schneider, vinta nel 1927 da uno dei suoi aerei: il Supermarine S.5. Altri due suoi progetti, l'S.6 e l'S6.B, l'avevano ancora vinta nel 1929 e nel 1931. L'S.6B aveva anche innalzato il record mondiale di velocità, a 655 km/h. Nel 1934, Mitchell presentò alla Royal Air Force, il Supermarine Type 224 ad un concorso per la selezione di un nuovo tipo di caccia. Ma l'aereo si rivelò un fallimento. La sua velocità massima era di soli 367 km/h, ed impiegava 9 minuti e 30 secondi per raggiungere i 4.575 metri, mentre il sistema di raffreddamento era difettoso. Il concorso fu vinto dal Gloster Gladiator, ma Mitchell non si rassegnò. Quando l'Air Ministry, sempre nel 1934, emise la specifica F 5/34, che richiedeva un aereo con abitacolo coperto, carrello retrattile ed un armamento di 8 mitragliatrici, Mitchell...

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...propose il Supermarine Tipo 300, il futuro Spitfire. Il Tipo 300, secondo l'idea originale di Mitchell, era, in sostanza, il più piccolo e più semplice aereo da combattimento che si potesse costruire attorno al motore Rolls-Royce PV-12. Il prototipo K5054, venne distrutto in fase di atterraggio il 4 settembre 1939 a Farnborough dal Flight Lieutenant "Spinner" White, che morì subito dopo. Fu seguito nel luglio 1938 dal primo Spitfire di serie, il K9787, il primo Mk.I. Questo differiva alquanto dal prototipo di Mitchell, che nel frattempo era morto di cancro - a 42 anni - l'11 giugno del 1937. Il suo successore, l'esperto ingegnere Joseph Smith, assieme alla sua squadra di oltre cento persone, tra ingegneri e disegnatori, continuò a lavorare fino al 1947 al suo sviluppo, apportando diverse modifiche. La più importante era la nuova e più robusta struttura dell'ala che ora...


...permetteva allo Spitfire picchiate fino a 756.38 km/h. I flap possedevano una maggiore capacità , e la portata del serbatoio di carburante era salita del 12%, da 284 litri a 318. Un nuovo tettuccio "a goccia" dava maggior spazio al pilota. In seguito, l'elica in legno bipala, montata sui primi 75 aerei prodotti, sarebbe stata sostituita da una De Havilland a tre pale a due passi. Tale elica avrebbe incrementato la velocità dello Spitfire solo marginalmente, innalzando, però, la quota di tangenza massima di 914 metri, anche se con una lieve riduzione della sua velocità di salita del 14% , da 771 metri a 663 metri al minuto. Il carrello d'atterraggio era posto in alto rispetto al suolo possedeva una carreggiata molto stretta, con perni rotazione posti sotto la fusoliera.

La meccanica del carrello era pure rudimentale, con una pompa a mano necessitante di 48 giri per assicurare la retrazione. L'abitacolo disponeva di un sedile in bachelite, di parti trasparenti in perspex e di comandi piuttosto convenzionali, principalmente una barra di comando con impugnature "a badile" situata al centro collegata a comandi azionati da cavi d'acciaio. Gli alettoni erano di tipo Frise, privi di trim, ma si poteva regolare a terra il bordo d'uscita una sola volta. Timone ed elevatore erano mossi da catene chiuse da cavi d'acciaio, duplicati per sicurezza, e incrociati per ottenere il corretto movimento dell'elevatore. Sui comandi di coda il pilota, per regolare gli assetti di volo, poteva agire anche...

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L'impianto idraulico era provvisto di una pompa azionata dal motore a 1.800 psi di pressione e veniva usato per il solo carrello dal MkII in poi. L'impianto pneumatico possedevo due bombole e azionava freni, flap, armi ed altri dispositivi.

La particolare pianta alare di uno Spitfire PR.Mk.XIX ripreso durante un Air Show nel 2008 in Inghilterra. ...con i trim, mentre è interessante rimarcare che i controlli di coda erano metallici, ma rivestiti (sia timone che equilibratori) in tela. Non tutto l'equipaggiamento dello Spitfire era moderno: l'elica in particolare era obsoleta. L'Mk.I aveva una semplice elica bipala in legno, a passo fisso. Era economica e pesava appena 37 kg, ma non era certo ideale per un velivolo tanto prestante (le eliche a passo variabile hanno un rendimento migliore perché adattano l'incidenza della pala alle varie condizioni di volo; basso valore di passo per decollo e salita e alto per la crociera), con giusto un'ogiva aerodinamica a copertura del mozzo dell'elica. La blindatura era assente sia per il pilota che per i serbatoi, una soluzione adottata in funzione di una struttura leggera che non compromettesse le prestazioni. Dotato di due flap (ipersostentatori del bordo d'uscita) per ala, totalmente metallici a due posizioni : aperto / chiuso. Non potevano essere usati per le fasi di decollo, ma questo venne reso possibile solo con la versione navalizzata: il Seafire, grazie all’installazione ad una posizione intermedia di 18 gradi.

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I serbatoi per il carburante erano due: da 218 e 168 litri, per un totale di 386 litri, posti uno sull'altro a metà fusoliera, giusto davanti all'abitacolo. Essi erano originariamente privi di protezioni, ma in seguito vennero sia protetti che integrati da unità aggiuntive esterne, fino ad un massimo di 773 litri, con la possibilità di aumentare ulteriormente la dotazione grazie ad un serbatoio interno, situato nel lungo elemento posteriore di fusoliera, con altri 132 litri. Il motore era un Merlin a 12 cilindri a V, originariamente alimentato con carburante a 87 ottani e successivamente, sperimentando rapporti di compressione maggiori, con carburante a 130-150 ottani. Il radiatore era posto sotto l'ala destra e usava una miscela 70% di acqua e 30% di glicol etilenico il cui serbatoio era sistemato dietro all'elica, mentre l'olio di lubrificazione era stipato in un serbatoio situato sotto il motore, dove era posta anche la presa d'aria del carburatore. Standard era anche la dotazione di strumenti come la radio rice-trasmittente e almeno due bombole di ossigeno per il volo ad alta quota. All'epoca (metà anni trenta) nessuno dei due sistemi era usuale sui caccia. L'armamento standard installato nella cosiddetta "Ala A", era di quattro mitragliatrici Browning da 7.7 mm, dotate di 300 colpi ciascuna,posizionate per sparare al di fuori del disco dell'elica, in una batteria alare collimata per far convergere la raffica ad una certa distanza dal muso. I primi Spitfire furono consegnati però con solo quattro mitragliatrici, perché vi era scarsità di Browning. Le altre quattro furono installate più tardi. Le prove di tiro dimostrarono...


….che le Browning funzionavano perfettamente sia a terra che a bassa quota, ma che il freddo estremo ad alta quota tendeva a congelare le armi, specialmente quelle più esterne. Dato che le mitragliatrici sparavano da un portello aperto, l'aria fredda scorreva dentro la canna senza ostacoli. Bisognò escogitare un sistema di riscaldamento, con condotti che canalizzavano l'aria dal radiatore del motore alle armi, e compartimenti per intrappolare l'aria calda nell'ala. Toppe di stoffa rossa furono usate per proteggere le armi dal freddo, dall'umidità e dalla sporcizia, finché non venivano azionate. Per ottenere miglioramenti, fu installato, al posto del Merlin II, il nuovo motore Merlin III da 1030 hp a quota 4 353 metri. Questo gruppo motopropulsore aveva un albero adatto per eliche tripala come la Rotol o la de Havilland a due posizioni che aumentò la velocità di 8 km orari. Per questo motivo venne presto adottata l'elica tripala Rotol a giri costanti. Pesava ben 228 kg, ma regolava l'angolo di incidenza delle pale dell'elica in maniera ottimale per ogni velocità. La corsa di decollo si ridusse ulteriormente a circa 200 metri, e la...

Uno Spitfire Mk.Vb, (il JH-C) restaurato in perfette condizioni di volo, fotografato ad un Air Show nel 2005 ...salita a 6 100 metri si ridusse a circa 7 min e 42 s con un peso di 2 138-2 750 kg. La massima velocità era diminuita a 565 km/h, ma il nuovo velivolo divenne superiore in tutto il resto: agilità, tangenza e salita. Presto venne adottato anche un sistema IFF (Identification Friend or Foe), dal peso di 18 kg circa, che era assolutamente indispensabile se si voleva condurre una battaglia aerea controllata dai radar e dai collegamenti radio. Nel giugno 1940 arrivò, a quattro anni di distanza dal volo, il vero 'Spitfire'... Due Supermarine Spitfire Mk IX appartenenti alla Royal Air Force (Squadron No. 611) fotografati in volo nell'anno 1943

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...pienamente operativo, l'Mk.II. Questo era dotato di un motore Merlin XII con una potenza di 110 hp maggiore, che utilizzava per il circuito pressurizzato di raffreddamento, per la prima volta, una miscela di acqua e glicole etilenico. Tutti i precedenti miglioramenti sperimentati sull'Mk.I vennero pure adottati, e il tempo di salita a 6100 m venne ridotto a circa 7 minuti al peso di 2.800 kg, quello del velivolo totalmente equipaggiato. Solo dall'agosto del 1940 iniziò il servizio con l'611 Sqn. cosicché, nonostante la produzione iniziata appena prima della Battaglia d'Inghilterra, il grosso dello sforzo venne svolto dall'Mk.I, soppiantato solo a partire da settembre, quando era oramai fuori produzione. In seguito, gli Spitfire iniziarono l'offensiva contro gli obiettivi tedeschi in Francia. Per questo vennero utilizzati Spitfire speciali, che utilizzavano un serbatoio da 182 litri sotto l'ala sinistra, che li sbilanciava e ne riduceva le prestazioni a meno di quanto possibile con gli Spitfire Mk.I. L’installazione era obbligatoria perché non vi era modo di raggiungere le distanze necessarie con i caccia standard. Le missioni offensive erano condotte in una situazione di superiorità numerica, spesso con formazioni miste con gli Hurricane. Queste missioni erano nominate 'Circus' e compresero, come massimo sforzo l'attacco alla centrale elettrica di Colonia, condotto da oltre 50 Bristol Blenheim dei quali 10 abbattuti, assieme a 4 Spitfire.

Queste azioni continuarono durante quasi tutto il 1941, fino a quando il Bf-109F e il FW-190 misero fine alla carriera dell'Mk.II a lungo raggio. Il progetto del Mk.III invece risultò rallentato da situazioni contingenti con il risultato che solo 2 esemplari di Mk.III furono costruiti. Nel marzo del 1941 entrò in azione una nuova versione dello Spitfire, il Mark V e il Comando Caccia britannico passò all'offensiva. La produzione di Spitfire, intanto, saliva al punto da sopravanzare le perdite. Se durante la Battaglia d'Inghilterra avevano operato diciannove Squadron di Spitfire, nel settembre 1941 erano 27 e alla fine dello stesso anno addirittura quarantasei. Nonostante il numero di versione più alto, lo Spitfire V, Tipo 349, entrò in servizio prima dello Spitfire P.R.IV. Seguiva nella produzione l'Mk.II e, in effetti, la fusoliera dello Spitfire V era simile a quella dell'Mk.II, fatta eccezione per i longheroni rinforzati, mentre l'ala restava la stessa. Saliva il peso delle corazzature, fino a 58 kg., sullo Spitfire VA e a 69 sull'Mk.VB. Le due varianti montavano ali "A", con otto mitragliatrici, o "B", con due cannoncini Hispano e quattro mitragliatrici Browning. Lo Spitfire VC aveva, invece, l'ala universale, o Tipo "C", collaudata per la prima volta sul prototipo dello Spitfire II. L'Mk VC. aveva le ruote spostate in avanti di 5 centimetri e una corazzatura ancora più pesante (87 kg.), mentre gli ultimissimi esemplari montavano alettoni di metallo per le manovre ad alta velocità. Un Supermarine Spitfire completamente restaurato ripreso in volo. Notare le coperture in stoffa delle mitragliartici, questo per evitare problemi e malfunzionamen ti dovuti al freddo in alta quota.

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''Warthog''

Instancabile cacciatore

Attualmente l' USAF (United States Air Force) impiega nel ruolo controcarro, Cas (Close Air Support) e Fac (Forward Air Controller) l'incredibile e oramai leggendario A-10 ''Thunderbolt II'' o più comunemente chiamato Warthog (facocero). L'A-10, come ben sappiamo e' principalmente adibito all'attacco al suolo e per questo deve avere un' adeguata difesa contro i sempre più avanzati sistemi contraerei. Per questo la Fairchild, sin dalle prime fasi del progetto, ha applicato le migliori precauzioni per rendere l' A10 un aereo solido e capace di resistere a forti danni ( alcune di queste sono i vetri del tettuccio a bolla resistenti sino al calibro 23 e le numerose placche di rinforzo applicate sulle parti più vulnerabili). I 2 motori TF34 sono posizionati ai lati della carlinga per far si che in caso di incendio di un motore non venga danneggiato anche il secondo. Per evitare che i motori risucchiassero al loro interno corpi estranei (cosa molto probabile in piste semi preparate) essi sono stati rialzati al disopra del livello della carlinga Le ali e i piani di coda fungono da...

...schermi contro i SAM (surface to air missle) perché "nascondano" il calore prodotto dai motori sia dalla presa d' aria che dallo scarico. La parte anteriore dell'aereo è completamente costruita attorno al potente e temuto cannone GAU-8A AVENGER, che per via delle sue notevoli dimensioni (ben 6 metri) occupa l'intera parte anteriore dell'aereo. I due carrelli di atterraggio posteriori sono situati in gondole subalari che hanno la particolarità di essere leggermente sporgenti per far si che in caso di impatto al suolo il danno sia minimo. Inoltre esse vengono mantenute all'interno delle gondole grazie a un piccolo sportellino che durante le manovre di atterraggio si ritira facendo cosi' fuoriuscire le ruote grazie alla forza di gravità evitando inconvenienti in caso di problemi all'impianto idraulico. L'ampio tettuccio a bolla conferisce un ottima visibilità al pilota. Per rendere più semplici le operazioni su terreni semi preparati la scaletta per accedere alla cabina dell'aereo e' integrata nella parte sinistra del muso.

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La storia del Thunderbolt inizio' negli anni 60' in cui l'USAF, dopo aver appurato in Vietnam la mancanza di un aereo da supporto tattico ravvicinato, avvio' nel 1967 il concorso AX a cui parteciparono ben 21 industrie aeronautiche. Nel 1970 vennero scelte la Northrop con il suo YA-9 e la Fairchild con l' YA-10 (entrambi i prototipi volarono nel maggio 1972). Dopo aver vinto il concorso nel 1973 vennero ordinati 22 esemplari di pre-serie nel 1975 fu registrato il primo volo di un esemplare di serie. Nel 1984 venne completata la produzione con il 713esimo esemplare. Nel 1987 alcuni modelli vennero convertiti allo standard OA-10A dedicati ai compiti FAC (Forward Air Control). In verità i velivoli non vennero modificati in alcun modo, l'unico cambiamento furono solo le missioni assegnatoli. Nel 1998 la Lockheed Martin si aggiudico' il contratto per i futuri programmi di aggiornamento tra cui il CUPID ( Combat Upgrade Plan Integrated Details), cioè' il programma che consentiva all'A-10 di rimanere in servizio sino al 2028. Nel 2005 venne avviato il programma PEP (Precision Engagment Program) che comprendeva l'aggiornamento dell'avionica e quindi la nuova designazione degli aerei in A-10C (esternamente l'unica variazione è una antenna a forma di T posta dietro

l'abitacolo. Infine nel 2007 venne avviato il programma che comprendeva la sostituzione delle ali per per rendere operativi 233 esemplari fino al 2040. A causa dei tagli alle spese militari del 2013 a breve verranno ritirati dal servizio circa cento aeroplani. Vennero costruite molte versioni tra cui quella biposto da addestramento (in secondo ruolo anche da combattimento se un operatore ECM al posto dell'istruttore; ma ordinate), la versione antinave e la più' recente e piuttosto insolita da ricognizione meteorologica. Un unico esemplare è stato convertito in questa versione denominata QWA-10 in cui l' esemplare optionally manned (cioè con la capacita' di essere convertito da normale aereo a drone) ha il compito infiltrarsi all'interno di temporali, tempeste e altri fenomeni climatici per monitorare gli effetti da loro causati. Tutte le missioni di un A-10 iniziano con una breve riunione in cui i piloti e i capi equipaggio discutono sugli obbiettivi della missione, delle rotte da intraprendere e eventuali tattiche per eludere le difese nemiche. Terminata la riunione i piloti vengono assegnati ai propri velivoli per poi essere condotti adibite per la vestizione dei piloti. Molto utilizzata è la tuta CBR (chimica batteriologica... Hot Pit eseguito su un A-10 ''Thunderbolt II'' durante un esercitazione alla Whiteman Air Force Base. L'Hot Pit è la procedura di rifornimento in condizioni di combattimento. Durante questa procedura i motori restano accesi per permettere una ripartenza e decollo rapido.

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...radiologica) il quale da al pilota un' ottima protezione peggiorandone pero' la fluidità dei movimenti. Nel frattempo negli hangar gli addetti preparano l'aeroplano rifornendolo di carburante e caricando il grande cannone GAU-8A con 1174 colpi. Il cannone può scagliare proiettili a diverse velocità: a 2100 0 2400 colpi al minuto. I suoi proiettili da 30mm contengono un nucleo costituito da uranio impoverito che garantisce ottime capacita' dirompenti e incendiarie. Gli undici piloni subalari possono trasportare una vastissima gamma di armamenti tra cui missili AGM65 Maverick, bombe MK80 (da 500,1000 o 2000 libbre), bombe di precisione a guida laser GBU, bombe a grappolo CBU, razziere, pod per cannoni SUU-23, bombe JDAM e missili aria-aria Sidewinder per autodifesa. Oltre che agli armamenti l'A-10 può trasportare i serbatoi da 2271 litri, ECM (contromisure elettroniche) e gli essenziali pod per la designazione di bersagli come il Litening III. Dopo aver completato la vestizione il pilota si dirige verso l'aereo dove controlla le superfici di volo, firma il modulo di missione e sale nell'abitacolo. Il Warthog viene trainato fuori dalla snake pit (cosi' vengono chiamati gli hangar degli A-10)....

La bocca del cannone da 30mm GAU-8A Avenger che equipaggia il Warthog. La bocca di squalo viene apposta dopo che l'aereo ha compiuto almeno trenta missioni/addestramenti a fuoco vero. ...e portato al bordopista per essere pronto all'avvio. Un generatore ausiliario (APU) viene collegato all'aereo, quando il velivolo ha abbastanza energia per avviare i comandi la torre di controllo invia il permesso all'A-10 di decollare. L' APU viene spento e condotto lontano dall'aereo, dopo questa ultima azione l'A-10 finalmente è pronto al decollo. Dopo aver controllato per l'ultima volta i comandi e che tutto sia in perfetta funzione il ''Facocero'' finalmente prende il volo. Di solito ad una missione partecipano quattro aerei divisi in coppie ognuna formata da un leader e un gregario. L'attacco viene compiuto dalla coppia... Un A-10 mentre spara con il suo cannone da 30mm durante l'ottobre 2010 all'interno del poligono Saylor Creek Range nell'Idaho (esercitazione Hawgsmoke 2010).

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Immagini che testimoniano la resistenza del Warthog (nelle foto due Warthog diversi colpiti da un SAM) ‌.considerata "primaria" mentre la seconda rimane ai margini del campo di battaglia. Quando la prima coppia termina l'attacco entra in campo la seconda. Questa tattica viene chiamata "cab rank" (ovvero l' organizzazione dei taxi in luoghi pubblici). I piloti sono sempre accompagnati da un FAC (forward air control), che può essere sia a terra in un blindato o in aria in un elicottero leggero. Il FAC, oltre che guidare e assistere i piloti nella missione funge da intermediario tra le truppe di terra e gli A-10 cosi da poter "tradurre" le richieste delle truppe nel gergo aeronautico cosÏ da alleggerire il carico al pilota. Le manovre di attacco si svolgono sempre rasoterra seguendo le linee del terreno in modo da risultare "invisibile" al nemico. Quando il pod per designazione aggancia l'obbiettivo....

...il Warthog si alza di un centinaio di metri, punta verso il basso e fa fuoco. In seguito vira rapidamente puntando ancora il muso verso il basso e ritorna a volare a pochi metri da terra protetto dai boschetti, crinali o altre caratteristiche fisiche del terreno. Se l'aeroplano venisse colpito nonostante le numerose contromisure, il pilota può ancora sperare sulla massiccia struttura dell'aereo che permettono al pilota di sopravvivere nonostante i danni considerevoli subiti (in alcune missioni l' A10 ritornava alla base con un timone spezzato, un motore in fiamme o un' ala spezzata). Molte volte il Warthog collabora assieme a velivoli ad ala rotante come ad esempio nelle missioni SAR (Search and Rescue) in cui fornisce copertura sandysandy oppure collabora con "Cobra" o "Apache" ( squadre combinate JAAT).

A sinistra: lo YA-10B versione Night/Adverse Weather. A destra: un A-10 in partenza per una missione sui cieli Afghani

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Si ringrazia: Andrea Natola, articolo Spitfire ed NH-90 Francesco Capovilla, articolo A-10 ''Warthog'' L'Aeronautica Militare Italiana per le info e foto U.S. Air Force per le foto ISSU.com per l'hostin e spazio pubblicitario Tutti coloro che hanno partecipato alla creazione della rivista

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Volume DUE di AMN&P, la rivista mensile di informazione aeronautica totalmente GRATUITA. In questo volume: - PHANTOM, da 50 anni nei cieli...

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