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1996

MIASINO

RICORDANDO IL NOSTRO PAESE Giovanni Tassera


Questo opuscolo è ispirato al lavoro che Giovanni Tassera svolse per la mostra di vecchie cartoline del paese di Miasino inizialmente nel 1 984 e successivamente nel 1 996 presso Villa Nigra. Di quell'enorme lavoro di raccolta sono state riprese alcune immagini ed i commenti originali, Giovanni Tassera anche in dialetto miasinese, che per l'occasione predispose Giovanni.

Si ringrazia la Pro Loco di Miasino. Impaginazione e grafica: Fabio Valeggia Realizzato in collaborazione con www.accendiamolamemoria.it Maggio 201 5


Ricordando il nostro Paese. Cartoline di Miasino e paesi confinanti, breve storia, qualche ricordo per riscoprire, attraverso le cartoline d'epoca elementi significativi dei costumi del passato, tradizioni e come vivevano i nostri Padri. L'idea nasce dalla constatazione che le vecchie cartoline sono difficili da reperire: la presente esposizione dĂ la possibilitĂ  a tutti di osservarle. Testimonianze che iniziano dalla fine dell'Ottocento sino a qualche decennio fa e evidenziano le trasformazioni avvenute suscitando nei meno giovani interesse e nostalgia. Non mancano motivi di rimpianto di fronte agli errori perpretati all'assetto urbano in generale come la demolizione della Torretta del Cimorio e l'incuria "pericolosa" dei monumenti sia civili che religiosi. Mi auguro che questa ricerca, oltre a muovere curiositĂ  e interesse sia di monito e sprone alle nuove generazioni affinchĂŠ si adoperino nel recupero e nella custodia di quanto abbiamo ereditato. agosto 1 996


Accendiamo la Memoria su Miasino Noi amiamo la Memoria e la apprezziamo, come viva e attuale testimonianza di quante volte ci dimentichiamo “chi siamo” e “dove siamo”. La storia che si legge sui libri è utile e preziosa ma lo sono altrettanto le storie delle persone semplici che la attraversano: persone che hanno speso una vita per rendere migliore il posto dove ora ci troviamo. Questo opuscolo è dedicato alla memoria di un uomo che ha sempre cercato di farci comprendere la bellezza dei nostri luoghi. Se è vero che “La terra non è eredità ricevuta dai nostri Padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli “, noi abbiamo ora una grande responsabilità. Mi piace pensare alla vita come ad un film, dove la scenografia rimane sempre la stessa (il nostro paese) ma gli attori cambiano, si succedono e si passano tra loro il testimone. Vedere la Miasino di un tempo mi rinforza e mi rincuora, mi fa sentire parte di questo film. Vorremmo quindi ringraziare il Giuanin Tassera, una persona che si è sempre spesa per la nostra Miasino. Il nostro intento è di pubblicare un semplice opuscolo che possa raggiungere ogni casa e divulgare il suo straordinario lavoro. Questo omaggio si è potuto realizzare grazie alla volontà di altre persone che dimostrano Amore e Cura per i nostri paesi. Tra queste, Fabio Valeggia curatore del progetto Accendiamo La Memoria, un vastissimo archivio iconografico del lago d’Orta e dei paesi che lo circondano. Infine un ringraziamento speciale a te lettore, che contribuirai a mantenere viva la Memoria di Miasino, magari commuovendoti nell’osservare i tuoi antenati. La speranza è di averti dato la consapevolezza che sei parte di una Storia con ancora molte righe da scrivere e persone da ringraziare. Fabio Silvetti mggio


Panoramica ripresa da San Carlo

La casa del Serafino tra gli alberi. Il monte di Carcegna perfettamente disboscato. La cà dal nonu Serafin in mez ai piônt da frûta. On fac la taiaa sul môt da Carscégna.

Questa cartolina evidenzia il Palazzo Scapardini (Bellavista) appena costruito.


Strada per Ameno

Primi del Novecento

Al nonu Serafin al và a cà dopu che l'a fac la spesa a Miasin e, magari la cumprà un pò da skerpa par i soui mati. in As vok al mûraion di Nigra, in lura a ghéra mia stradon che nava su in paes. L'éra già bel aut al Pino dal Sciur Ernest Razzin. Stà cartulina l'é stacia scricia da la stimm Maria Razzini.

Nonno Serafino ha fatto la spesa a Miasino forse ha acquistato qualcosa per la dote delle sue figlie. Risalta il muro di cinta di Villa Nigra: all'epoca non esisteva via Martelli che saliva in paese. Svettava già il pino nel giardino Sperati-Razzini.


Miasino Riviera

La viagià in dal sitembar dal novecent ma léé pusé vegia sta panuramica. A lé un bel vôga al Palazzon Scapardin e i turôt dal Bicinetti e Scimôri. Cus in cui trac sul môt da Carscegna ?

Senz'altro una delle prime panoramiche di Miasino. Si notano strane tracce sul monte di Carcegna. In evidenza Palazzo Scapardini, torri Bicinetti e Cimorio.


Vecchie panoramiche

Vec panuramik As v么k puliit la Cap茅la dal Razzin e la tur dal Scim么.

Vecchie panoramiche di Miasino. In evidenza: la Cappella Razzini e la torre del Cimorio.


Inizio Novecento

Sônta Maria cum davanti la nosta gent. Sul mûr dall'Albergo Italia as ligeva: l'é par Oman e nimai. Al Marches l'eva fac sumnà puliit davanti i scûderii.

Il popolo davanti a Santa Maria. A fianco della Chiesa l'Albergo Italia con la scritta: alloggio con stallazzo. Ben lavorato il terreno del Solaroli davanti alle scuderie del Marchese.


Inizio 1 900

Sônta Maria in dal sô splandur as pudeva légiala tûta che vargogna: cuma ôn pudû ie-ran dre a rifà la straa cum i bucit e i guid par gni vers la Quazzola. As vôk pugié sul mûr da Sônta Maria e cul di Nigra, i lastrugn. ôn sfidà l divieto: la targa cum la cricia a glé incura ades.

Santa Maria nel suo splendore. In rifacimento la via che conduce in Quazzola (Scapardini). Le guide di sasso si vedono appoggiate ai muri di Santa Maria e di casa Nigra sfidando il secolare divieto, scritto in una targa (tutt'ora leggibile) che recita: divieto di affissione-sosta.


Anni Venti

La Piazza, i strai cum i bucit e i guid e tônci bei oman visti d'la festa. A ghé piu la sbara da fer e v'ûn di paracar aut a prutizion dal Pees. Tra Sônta Maria e la Cà Martelli l'éra mûraa la strettoia. Unik in dal sôgenar al caminong da Cà Martelli; lé stac sbasà.

La Piazza con le strade in ciotoli e le guide in pietra. La sbarra di ferro e un paracarro alto di protezione al peso pubblico non ci sono più. Notevole il camino di casa Martelli, è stato dimezzato.


Anni '30 - Carcegna

A sinistra il pianoro dell'antico Castellaccio.o. I ruderi, visibili ancora sessanta anni fa, sono scomparsi, rimangono solo alcuni tratti del muraglione, anch'essi parzialmente sommersi dalla vegetazione. Sullo sfondo la Villa Crespi e il Cusio diviso dalla penisola d'Orta.


Anni Trenta - Quaranta

La piazza cum in mezz al distributur da la benzina Victoria, bisugnava pumpala a môn. Incura l'Albergo Italia, ma i temp in cambià. Piû d-nimai ma ghé scricc Autorimessa. Sû l'auta targa suta as lééc: l'Italia cammina e nessuna forza umana può fermarla, Mussolini.

La piazza con il distributore di benzina Victoria - che si pompava a mano. Rivediamo l'Albergo Italia. Cambiati i tempi non è più stallazzo ma Autorimessa. Sulla targa chiara in basso si legge una frase di Mussolini.


Fine Ottocento - il peso pubblico

Al Cumun l'é sempar cul ma mal miss la piazza a l'éra pesc.

Il Palazzo del Comune è sempre là e come la piazza e ridotto male.

A ghé mati e matai pugé su la sbara da Pees.

Ragazze e bambini appoggiati alla sbarra del Peso Pubblico.

Notare la scritta: Salsamenteria e i salami Sûla cà dal curiôn as leéég: Salsamenteria e as vôk di bei salém taca appesi. sû.


1 4 Marzo 1 920

Via Frezione (attuale Sappa-Marietti)

As và insciûma Miasin e l'é bel pulit. A sinistra la cà d'l'a verdûrera e cula dal Ciociula, in fund la piazzôta e la cà dal Giul fré, a destra a stava la Tina Martinelli e as vôgan: al Nela Baron e auta gent.

La salita per Miasino Alta, tutto lindo e in ordine, in fondo Largo Marconi e la casa del fabbro. Si intravede, sul muro, l'ombra del Gelso ultracentenario ancora esistente.


Primi del Novecento

Trattoria San Carlo (La Carulon) via Scapardini

L'ĂŠra lusteria d'la Carulon; crus e delizia di matasciugn da Miasin. As cugnus: al Davidin sciavatin fradel da la Angiola, tal Baron, Carulon padruna da cĂ , Carletu Baron da Pisugn el Cutinin.

Trattoria San Carlo, attualmente l'immobile è stato ristrutturato dal nipote.


Castello Solaroli

Fine Ottocento. LĂŠĂŠ la prima cartulina dal Castel Sularoli.

Prima cartolina del Castello Solaroli da datare attorno al 1 890.


Villa Nigra

Miasino 2 ottobre 1 91 0 Dal cortile di Villa Nigra


2 Agosto 1 91 0 Ingresso di Villa Nigra

Al cancel di Nigra com i bucit el Strisci么n. Ai temp as ciamava mia Rial e gn么nka via Martelli. A gh茅ra mia-l-stradon.

Cancello d'ingresso di Villa Nigra, si noti tra i muri il vicolo (chiamato Striscion) che sale al paese.


Stazione Ferroviaria

Orta - Miasino

La sbûfa la Vapuriera, l'a riva da Curcugn e là và a Dom. Quônti di nôsti gent l'ôn ciapaa cum la spirônza da gni indre...


1 904 e 1 905 vedute del castello


Giugno 1 901

In'aut Cà Albertaz e la Runcula cum tônta povra gent che lavura in di prai dai Strambio-Pestaluzza cum ristei e trent.

Contadini al lavoro nei campi con i tradizionali e rudimentali attrezzi. In alto casa Albertazzi e sopra i tetti emerge la Torre Bicinetti.


Agosto 1 91 7

Stazione Orta-Miasino

La vegia Vapuriera, al Cap-a-Stazione che al cuntrola e i fuman che s么n mis in posa par la foto.


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Quaderno Accendiamo la Memoria numero 1  

Quaderno Accendiamo la Memoria numero 1 - dedicato al paese di Miasino

Quaderno Accendiamo la Memoria numero 1  

Quaderno Accendiamo la Memoria numero 1 - dedicato al paese di Miasino

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