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lL POLJCLI ! CO

tosse seguita d a espe tlorato m11co-purule11to a volte s triato di sangue; 11011 ha nolato d ecadimento delle for ze ne d epcrime11 to; n on sa dire se ha avuto t emperature 1e])brili. Nel ge1111aio u. s. , in seguito· ad t1na perfriger az]on<' , ha emesso nun1erosi sputi francarnenle e1110Ltoicj. S i lJresenta al nos lro a1ntJ11Julor}o il 20 apri1e 1931. Normotipo. Sta lo di 11ulrizio n e pjuLtoslo decaduto. II torace e simmelrico; si nota t1n accenno di scapole alate; le due m e ta Loracicl1e si espandono bene ed u gual1nente; il r espiro e p revalentemenle cos tale superiore, 11or1nale p er ritmo, profondita, fr equen za. Con Ja palpazione 11on si m ettono in evidenza punti clo]orosi n e si percepisco·n o sfrega111enti ; l 'elaslicita tor acica e normale; il f. v. t. viene percep•ito indebolilo nclle r egion.i sopra e sottospinosa, sopraclavicolare e interscapolo-vertebrale sinistra e su entrarr1be le b asi. All a percussione, 1>apice si11. appare abbassa1o e re tratto, il campo d! Krönig di sin . inisura 2 cm. m en o ehe l 'omologo rli d estra; si nota una zo·n a d i ipofonesi su

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[ANNO XXXIX,

* Jacono, n ella sua pregevole mon.ogr.afia sulle pseudotube·r colosi, distingue b en cinque form.e cli~1i•c.he di spiroch etosi bronchiale cronica : l.a prim.a ·d i esse .e canatterizz.a ta da esp.ettoraTto ·mruco-purulen1to emorragico, la seconda ha come nota salioote un1a espettorazi.one nrelttamen te :purulen ta, la terz,a ·un 'espettorazion·e pUJtr.i da, la quanta e car,a tterizz.ata da l ripebersi di accessi asm.a tici 1e }.a quinta infine, second.ia-ria a irinofari1n gite spirochetica, si accompagna a i segni delle lesioni dell1e prim·e vie del respiro. Di tali forme, nei n on n1olti casi fino.ra descritti , in Italia e st.ata osservata quasi sempre la pri·ma ed a questa me·desima prim.a forma appartengono indubbia mente i qu.attro casi eh e abbi.amo sopra descritti; alcuni di essi hanno avuto inizio subdolo 1ed andamento ipercronico fin dal prin cipio, in a ltri invece la cronicizz.azione d ella m.a lattia si ·ebbe dop-0 un breve periodo .a cuto febbrile, in:te1rpretato dagli infermi come raffr·ed.dore o come bronchite. Detti casi priesentano indubbi.a mente numerose caratteristich e comuni, le piu ·notevoli dolle quali sono: 1) II decorso cronicissimo ehe, con alternative ·varie di mig lioramer1ti e di peggioram enrti , si prolunga per i11.teri decenni. 2) La disco.r danZia fra il decorso in apir e.ssia ·de.Jl.a lesiane, il mo desto gr.a-do dei fenomeni appl'ezz.a bili plessicamentß, ascoltatori.a1m1ente e radiologicamente e alcuni ·segni ehe, .c om·e }ra· tosse ed il ri petersi d·ell 'emi ssion e di espettorato emottoico, fanno so.spettare un.a per sis'tent•e .a ttivita del focolaio morboso. 3) La sca.r·sa o messuna compromissione dello iStato generale. Quanto e sta:to osserv ato nei nostri casi, conferm.a l'assenz.a ·di sostanzia'li ldiffierenz·e radiografi ch·e fra bron,cospirochietosi cronica e tubercolosi polmona re oronica a tipo fibroscl·erotico; l 'osserv.azione atten ta dei r.a diogrammi pero fa notare a lcuni dati (interessa·m ento prevalen:te dell e regioni ila;ri; adenopatia il.are; presenza ·di picco1e bronchi etta1

3.

tutta la · zona apicale sinistra e su entrambe le basi, dalla IX costola in giu. All 'ascoltazion e, respiro aspro all 'api.ce sini stro, qualche ronco alle b asi ; murm11re vescicolare n ormale su t1Ltt.:> il 1 esto rlell 'an1bito. - ·Null.ex di notevo·l e agli apparati diger ente, cardiovascolar e, urogenitale, eq al sistema n ervoso. All 'esame radiogr afico s~ osserva l 'apice sinistro abbassato ed opacato ; l 'opacita, iJ1ten sa ed uniforme, n o·n si modifica con gli atti d el respiro ne coi colpi rli tosse; gli ili appaiono ingranditi, sopratutto i·l corno i11feriore. II disegno polmonare e notevolmente rinfor za lo e la tra spare11za dei p olmo1ni e ridotta su tutto l 'ambito. Gli spazi costodi:a.frammatici son o tra sp arenti ; la 1nobilita del diafran1ma e scar sa i11 entra111bi i la ti . (Rad. 3a.). All 'esame morfologico clel sa11gue, si 11a: gJ. rossi 3.800.000, gl. bianchi 5300, Hb . 65; formula l eu cocitaria normale. Reaz . Wassermann e Citochol, negative. Null a d ~ p atologico viene messo in evide11za d al1'esame d elle urine. L 'e pettorato mattutino, raccolto in r ecipie·n te s terile dopo accurata pu1izia d el cavo orale, e biancastr.o, ,schiumoso, n1.u oo-saiivar e, inodoro; prese11ta q u a e l a de1le striature di sa11gue. Nei prep ara li opport11n a1ne11 t.e co]ora ti si osservano

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nun1er osissime spiroch ete bron chiali; assen za di ]J. d! Koch, b. fusiformi, m icet! p atoge11i. · Viene iniziata tosto una cura ar senoben zolica p €r via ven osa; si ha pres lo un miglioramento notevole d~lle condizioni dell 'inferma; scompar e tos lo ~l S!a·n gu e d all 'espetto·r ato, migliora l o stato gcnerale, diminu~sce n otevolmen te l 'espettorazion e. Un esan1e degli scar si escreati, praticato il 5 gittgno 1931, mostra la scompar sa totale dell e spir ochete; lo stato obiettivo del tor ace rimane i11vece, sia · 1isica1nente ehe rndiolo·g icamente invariato.

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SEZIONE PRATICA

sie a rosario; fibro... i peribronchiale, piu spiccata. in ,conrispond·e nza dei grossi bronchi, ma estesa anche alle ramificazioni piu wttili; mancanza di calcificazioni iLa.ri; assenza di alterazioni a tipo essudativo) eh e, con1e ben rileva Cola, se pur non strettame•n te caratteristici di questa· forma morbosa, si ri scontrano pero in essa con pa.rtic-0lare predil ezione. Anche nei casi da noi sopra riportati, la diagnosi, clinicam1ein te gia chiara, fu confermata in og·ni caso dall 'abbondJamte reper.to <li spirochete specifiche nell 'espe.t torato e ·d al criterio terapeutico dei vanta.ggi ricavati per miezzo della cura .arsenobenzolica. La natura stessa delle legio1n i ha fa tto si, come precedentemente da no1 stessi era slato rilevato in un caso precedientemente illustrato, eh e il migli-0r.amento provoca.to · dai susidi terapeutici instituilti, si limita se quasi esclusivamente ad alcuni fenomeni quali la tosse, l 'espettorato, }te emoftoe; ben modeste inve:ee furono Je vari.azioni dei reperti toracici, 1poco discutib·ili per la stessa natura fibrosa 1dei processi di cui er.ano •esponenti, di modificazioni anatom iche ·n otevoli. 1

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le; l 'elasticita toracica e tJen co11servata. Si nota una diminuzione del fremilo yocale ta.ttile su entrambe le basi torac~che, pi\1 spiccato a destra, ed alle fosse sopraclaveare e sopraspinosa di destra; la p ercu ssion.e fa rilevare u11a s morzatura del su on o plessico su dette reg ioni; all 'ascoltazione, alle basi, specie a destra, numerosi rantoli a grosse e 111edie bolle in- ed es1)irat orj; 1r1urmure vescicolare aspro all 'apice des tro. Nu11 a di JlOlevole .all 'apparalo cardiovas<;olare, all 'addon1e, al si s tema nervoso. F egato e milza i1ei 1 imit~ fisiologici. All 'esame radiologico dell 'apparato respiratorio si osserva: l ' apice d es lro e abbassato ed opacato; l ' apice sinistre presenla i.n vece trasparenza normale. Nulla in corrispondenza delle zone sottoclavicolari. L 'interlobo inferiore des lro e inspessiio. Gli ili appaio:qo ingranditi e a contorni sfumati; 1

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Assai meno frcquenti, o forse meno ·tudiate delle forme croniche, sono le form e suba1cute e le acute di spiirocheto·si bronchiale. Crediamo pertanto non essere priv.a· di inteiresse l 'esposizione del .caso seguenre di bronchite spirochetica subacuta febbrile, reoentemente capita.to alla nostra osse.rvazione : OssERVAZIONE V. - S . .. F1 ancesca, di anni 26, da Castellammare del Golfo. L 'inferma, ehe e moglie del paz. G. Antonio, di cui all 'osservazione J&, no~ presenta alcun rilievo degno di nota nel gentilizio· e nell 'anamnesi personale remota. Sposata da quattro anni, ha avuto una sola grav~danza, ~ormalmente condotta a termine; il bambino gode apparentemente buona salute . Nel gennajo 1931, comincio a notare delle algie vaghe al torace, sopratutto alle regioni scapolari; da una diecina rli g iorni circa, presenta tosse con scar so espeltoralo mucoso e un.a· temperatura febbrile ad andamento irregolare, con massimi, talvolta serali, talvolta matlutini, di 38°-38°,5; le r emission i febbril i sono accompagnate da profusa s ud or.azionc. Si presenta al nos tro ambul a torio il 10 febbraio 1931. E donna di rnc<liocre cos tit~1zio·11e fisica ; stato di nutrizione rliscre to; sang·uificazione scarsa; masse musrolari cliscr e lamente sviluppate, tonich e; cellulare solloc ulan eo piuttosto abbondan te. Temperatura 37°,5, polso 90, resp. 24. 11 t or ace e an1pio e ben formato; il r espiro, prevalenlemente costale superiore, e ritmico, . piuttosto gupcrfic; jale, aument.ato di frequ enza; i due e mitoraci si espandono ugualmente e n ormalmen-

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4.

grosse travate si irradiano dal corno inferiore degli ~li verso il diaframma. La pleura destra e opaca ta in corri spondenza della b.ase . L 'angolo costodiaframmatico e opacato, il diaframma e immobile, fissato in posizione inspiratoria. A s.inistr.a· le escursioni d~aframmatiche sono norma-li, ~l seno costo-diaframmatico e trasparente. (Radiogr. 4a). Nel san g ue si ha: g l . rossi 3. 700.000, gl. bianchi 6200, Hb. 55, piastrine linfociti 20, monociti 7,5. Reaz. Wassermann negativa. Sierodiagnosi per tifo, paratifi A e· B e ~. m eliten se, negativa. Emoc1Jltura n egaliv.a. L 'esame delle urine n on m e lle in evirlenza alcunch e ci~ l>atologico. L '0san1e dell 'espettorato, r nccolto con le solite caulele di pulizia d el cavo orale, mette in evidenza nt1merose spiroch f\t e bron chiali ; assen za di allri germ:ii specifici. 11 15 iebbr.aio si inizia una cura arsenicale con s tovarsolo, cornincia11do con 1nezza compressa- al giorno ed aurnentando g radatarr1ente fino a due compres~e . Dopo cir ca dieci g iorni di cura stovarsolica, si produce un evide11te m ig lioramento.: Ia febbre non ragg~unge i massimi .a cui gia peryeniva e scompare defi11itiva.m ente al tredicesimo giorno di <·ura; la losse dimi111lisce· notevol1nente e Je sp irochete scomp(liono ra pidamente dall 'espettorato. Dopo IJUindici giorni di cura, l 'inferma, richiamata al paese da eure familiari, trascura ogni terapia; non p er. questo p eggiorano le su e rondi zioni. auzi si n o ta u11 lnanifesto migliora1


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« JL POLICLINICO »

111ento. Jl 20 aprile, apirettica gia da oltre un in ese, inizia u11a seconda serje stov.arsolica e continua a prendere il medicinale per oltre un m ese. Osservat a nuovamente U 14 luglio, quando la g u arigio11e appar ente datava gia da alqu.anti mes~ e l 'inferma da parecchio t empo era tornata alle sue eure abituali, non lamenta alcun disturbo ; obie ttiv.a1nente per111angono solo una lieve ipofon esi alla r egione sopr aspinosa ed alla base destra .

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La forma .aeuta o sub.ac·u ta febbrile di spi:rocl1etosi bronchiale, stando alla letter.atura , d.a n oi poeo eonosciuta e stata oggetto di intePessan:ti .stUJdi clinici per opera di Violl e e di Peyrot. Come n el nostro, aneh e n,ei casi osservaiti da questi AA. , la febbre aveva un andamento irregol.are, con m.a ssimi ehe difficilm1ente super.avano i 38° ,5; spesso, f·r.a i periodi febbrili si intercalavia·n o pe.rio·d i di apiressia; le em1oftoo n on erano frequenti ne eo~ stanti e i fenomeni obiettivi 1toracici non av•eva.n o nulla di caratteTistico. Casi simili venn·ero r1ecentem ente descritti anch e da Enescu e 1ßereov.iei e d,a· Timpano. E i1nnegabile eh e .dette forn1 e ·Son9 di ·d ifficile ·diagn·o si : la ba nalita delle lesior1i bronch i.ali, I.a scar sa el1evartezza dell.a febb re, I.a l)lOdesta ,0 ,a•ddiritt-ura nulla compromissiOD18 dello stato gen era le, difficilmente fa nn o sopettare .al inedico la vera natu•ra d·ell 'affezio11e .e gli .a mnt.al.aiti , ritenuti .nf fetti da sempliei bronchi.tj eatarrali od influenzali, .cr onieizz.a n o, spesso, danclo l)O i origine a form e ip1ercro·h ich·e .di s.pri.roche tosi lb roochiale, si· n1ili ,a quelle descritte nell1e osserv. precedenti (1 , 2, 3, 4). Nel nostro ca so, la v.a.J utazione de] fattore ·di contagio familia11e, le piccole emoftoe compar&e, la febbrieola, fece ro penare .alla spiroch etosi e 1'esame d.ell 'esp·ettorato confermo il giudizio di,agn ostico; e degna di interesse .anch e la guarigione in seguito a cura stov.arsol ica. In contrapposiz.ion·e alla scarsa ieontagiosita ·diell·e forme croniche, e stata· descritta . una eon1:agiosita n otevole delle form e acu.t e, l1e quali d.ann-0 spesso luogo a vere e proprie epidem1i~, comie a d es. quell.a ·di M.a rsiglia del 1924, desc riLta .d.a Peyrot ; IDel caso nostro, forse pereb e la di.ag nosi fu tempestiva e la cura fu iniziata subito, prim.a ehe l 'inferma potesse esse.re di .contagio a terzi, non fu osserva:ta alcuna diffusione della m al,attia . I casi sopra ripontati suggeriscono alcune consi,derazioni : 1) La bro11cospiroehetosi puo essere r ite1J1uta endemic.a in Sicili.a •e nell 'Italia Meri-

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dion.a le . Dei casi studiati nella nostra seuola, molti sono stati o,sservati in persone ehe mai o quasi m.a i si erano mosse d.a~ paese nativo •e n1elle quali una accurat.a ind.agine an.a mnestica non ha potuto far sospettare altro eh e un· contagio autoctono. 2) Non ostante ehe aleuni casi decorra1no senz.a evidente contagios1ta, si notano spesso casi di contagio e piccole epid·errnie di spiroch etosi bronehi,a.Je. T.re dei nostri casi sonostaJti osservati p·e rso11 e della s:tessa famiglia, insieme con viv1enti; ·dall1e notizi e r1a ccolte risulta ancora ehe un quar.to membro della. mede,sima f.amig1ia, attualmente emigrato in Tuni;sia, i)rescnLa un 'a [fezione ipereronica en1oftoizzan·t;e dell 'appare.cchio respi·ratorio. n·ell.a qu.a le puo essere sospettata una broncospirochetosi. 3) Delle nu·n1erose m.asch ere clinich e cl1e po1ssono essere assun:te dalla spi rochetosi di C.astellani, fra !lloi prevale la fo1·111a cronieissima pseudotubercolare : si tr.a l k'l di infermii sofferenti da molti .a nni (i11 uno drei nostri casi perfino 27 a.n ni !) di disturbi d ell 'apparato. r espiratorio: ,tosse frequente, piu aecentua:ta di e peltorato bi.an,castro, schiumo o, non fetido, spesso striato di sangue o addirittura 1ji lesioni a tipo fibro so di entita pi utt~ sto. m odica. La di~o-no si viene spesso sospettata per la discorda·n za f ra aleulili f.en o·n1eni ehe depo,r rebbero per la evolutivita dre l processo (tosse, eim(o ftoe, dolori tor.a1ciei, tJalvolta am.eh e febb.r icola) e il m.an lenersi dello stato gen eriale ·h uono , nonehe /sopr.atutto la scarsa enit ita delle J.esioni rilev.a·b ili sia clinic.am enteeh e r.a diologicam ent·e ·d opo anni ed anni di ma lattia . Non debbono poi essere assai ra.pe fra no.i .a nehe le form·e di bronchite spi.rochetica acut a febbrile : d1ette forme sfuggono alla diagnosi etiologi ea e vengono confuse facilmente con b.amali bronchiti ,catarrali.

in

RIASSUNTO. L ' A. illustra cinque casi di spiroch etosi bronchi.a.Je da lui osserva:ti in Sicili.a, di cui quatitro si riferiscono 1a forme cronicissime pseudotubercolari ed uno a bro-n chite spirochetica suhaeuta. Ritiene ehe l.a malatti.a in parola e da noi piu fr·equente di quanto filll·Olia• n on si sia ritenuto e ehe la ricerca sistem.a tica ·d elle spiroch ete n.e}l 'espettorato in tutti i casi dubbi sv-eler·ebbe assai probabilmente l '•esistenza di molte forme ehe attualmente sono m.isconoseiute.


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XXXI.X , Nul\r. 10) BIBLIOGRAFI.i\.

Oltre alla letter a tura citata n el mio precedente lavoro (Riforma ~1erlica, 1930, n. 17), cfr . altresi: 1) VroLLE. Presse ~Iedicale : 1918, n. 3. 2) PEYROT. Marseill e Medicale, 1924, p . 391. 3) CHARTRES, LAFERllIERE et FARAH. Ibid ., 1924, p. G70. 4) Ml\DERNA Riforma rviedica, 1926, n. 22. 5) GHETTr. Arch . ital. ,Scienze Med. Colon., 1929, n. 4. 6) TALJA . J~ acliol ogi a rviedica, 1930, p. 1370. 7) FttANco. Le pseudotubercolosi e le sind:romi p seudotiiber calart del pol1none. Napoli, Idelson edit., 1930.

8) Bocc1A. Revista Sud-Americana de Endocrin ., Immunol. y Quin1ioterapia, 1931, p. 214. 9) ENEscu et BEncov1cr. Annales de Medecine, 1931, p . 423. 10) 1 ·11\LPANO. Policlinico, Sez. pralica, 1931, p. 804. 11) CoLA. Archivio di Radiologia, 1931, n . 3. 12) CESARANO. _i\rch. Ital . Srienze i\1ed. e Colon., 1931, n. 2.

OSSERVAZIONI CLINICHE. lstituto di Clinica Chirurgica della R. Universita di Roma dire tto dal Prof. l:\.

ALESSANDRI.

CoRRA.OINO GIACOBBE, aiuto volon·tario.

Le c isti d el funieolo sperm a tico, pur non presentando un notevole interesse clinieo , meritano tuttavia partieolar e eonsiderazione n ei riguardi d ella loro paLogen esi . Lo studio di esse viene generalm ente traseurato; l e osservazioni nülte sono infatti per lo piu ineomplete e non .sempre corredale ,da .accurati esami is tolog iei, eh e sono tanto in·dispensabili per ehiarirne la gen esi. Credo p erlan lo ulile prirna di illustrare aleuni casi occo:nsi alla mia osservazione e riferentisi a « cisti funicolari confnettivali », varieta eecez ionale, di cui la patogen esi e an,e or a oggetto di discus . . ione tra i patologi, di rias·umere brevemente quan.t o s i conosee sui tumori liquidi del funicol o ispermatieo. 1

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11 funicolo, eom e e noto, e C0 stituito daJ dotto d e·fer ernte con la sua arteriola (.d efe,r e11ziale), dai vasi spenm.atiei interni, dai linfa.tic1 tes!f.ico1ari, dall 'arteria funicolare (o spermatica esterna) e da fili n ervosi del grande simp.atico. Tali formazioni sono riunite da lasse> tessuto c onneLtivo , eh e n e p ermette Ia facile di1ssoc iazione; il funieol 0 e inoltre avv-olto da una guaina d ello stesso eonnettivo eh e continua quello sottoperitoneale e eh e contien-e fibro1

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ee1lule muscolari, scoperte da Henle col nome di cr emastere interno. Aceanto a. questi el ementi vanno ricordati i r esidui .del condotto p eritoneo-vaginale ed an eh e quei r esidui embrionali annessi a l testicolo (idatidi d el Morgagni , or gani di Giral1d e,s , ' 'asi a1b erranti d·ell 'ep i·di,dimo), ch·e hanno anch e una notevole importn.nza n ella produzione di cisti in questa r egione. P er tale di1~0.sizione a ntomi.c a, eome fa o·sservare Tillaux, ~l ·Cardone spermatico e partieol.arniente so.ggetto alla formaz ione di raccolte liquide sia diffuse (rare) eh e cireoscri.tte (piu frequenti), le quali va nno eontraddi.s tinte c ol nome di ci~ti del junicolo. L' idrocele diffuso o edema del cordone, com e fa ril evar~ Donati, d eve esser e separato dalle vere 1ei.sti d el funi eolo. Tale a ffezione, segnalata e d eittaglia.ta·m ente d escritta da Pott (1801) col nome di idrocele delle oellule della tu~iica comune, fu in seguito studiata da vari autori (Scarpa, Bertr.andi, Curli.n g, Koch er) e riiprod otta s perimen talm en:te sul cadaver e d a Monod e Terrilon (1889). Essa eoillsiste in una inibizion e d elle maglie d el cellulare eon liquido sieroso o siero·-emartieo, n on .delimitata da una vera e propria parete, e pub esser e d eter:rninaLa ·d a traumi, ·da irri.t azion·e m eccanica locale o da cause edematose gen erali (Gobbi). L'idrocele incistato secondo Velpeau sarebbe per lo piu un resid uo d ell 'i1drocele diffu so di Pott o potrebbe primi1tiva1mente manifestarsi come tale p er infiltrazione di li quido .n -elle maglie d ell 'involucro fibro- eellula r e d el eordone, le quali si distJender ebber o dan·do Iuoig o a11a fo11m.azione di ver e cisti. In ta1 m odo veniv:a da Vel1pea u sommarium ente spiegata Ia gen esi d ella m.a ssi·ma parte d elle cisti del funicolo. 1

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Cisti eonnettivali del cordone spe1·matico. Dott.

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SEZIONE PRATICA

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Le produzioni eistiche d el funicolo 1spermatieo sono s tate variamente ela·ssificate. Goss, ad esempio, le d~vi.de in: idrocele funi colare, eisti spermatich te , cisti saeeulari, cisti ida tich e. Engli·sh aggiunge un 'altra varieta : le cis.ti linfatich e. :E d.a rilev.are pero eh e le eisti saccul ari n on d ebbon o essere eonfuse co n l e altre formaziont cisti ch e; esse, eh e sono r accolte liq ui·de in un saoco in cui si sia avuta o·b l iterazion·e d el colletto, appartengono alla patologia delle erni r piuttosto .eh e a quella d el eor.done ·e v:ann,o anch e d~s tinte d a,Jl 'idrocele saccul aire falso o spurio, costituito da accUJmulo di liqui.do in un sacco· ernia-r io voltim in oso a co·n tenuto viscerale . 1


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IL POLICLINICO

Seeondo la elassificazione fissata da Donati abbiamo: A) Cisti provenienti da residui embrion,ali, di eui: a) eisti provenienit i da residui del c.anale peritoneo-vaginale; b) eisti ·s permatiel1e , da residui del eorpo di Wolff; c) eisti dermoi·di. B) Cisti indipendenti da residui embriona~ li, di- eui: a) eisti spermatiche per ritenzione ; b) eisli linfatieh e; d) cisti di origine eonnettivale. Le cisti provenieruti da residui del canale peritoneo-vaginale sono ·d i gran lunga le J)io tirequenti. II eanale ·p eritoneo-vag inale, com'e noto, s1 dblitera una dieeina di g iorni dopo la naseita e si tra·s forma gradata·mente in un eordone fibroso, ehe costiituisce i,l l~a1mento v.aginale di Cloqu·et. Tale obliterazione pero in un terzo eiirca degli in·divi,d ui non avviene oppure· si verifiea eon notevole ritardo od anche inco·mpletamente. Un adulto su dieei - fa rilevare presenta _un'anomalia peritoneoBegouin vaginale, il ehe s.p iega la tirequenza del1e ernie inguinali detJte per questa ragione di origine congenita. Alle a11omalie di obliterazione del canale vagino-1peritone.ale, e he sono state b ene studiate da Zuck·erk.andl, Fere, Sach s, Romonede, ece. corrispondono i diver·si tipi di idroeele; idrocele oomlllnicante (quando il dotto ~ ;rimasto permeabile in totalita); idrocele inguino-funi·colo-vaginale (quando l'obli·t erazione avviene sol.a:mente nella porzione superiore); idrocele biloculare (quando il canale .disteso ce.de in alcuni punti e manda dei prolungamenti); idroaele multiloculare (in un canale obl1terato a tratti). Quando il dotto peritoneo-vaginale e r.hiuso in alto 'e in bassa la sua parte me·di.a rimanendo permeabile pµo tr,a sformarsi in una sacca cistiea, eh e eostitui·s c·e l '·i drocele in;c istato del cordone degli antichi auto1ri. 11 termine di cisti del cordone pero, come fa rilevar-e Mencier.e, e .piu . esatto. Tali cisti sono conse.cutive a infiammazioni priimitive della sier.osa , Ia cui natura puo esser preeisata con esami batteriologi1ci e citologiei ·del liquido (!Begouin). La loro · parete all' esame microseopico mostra una costituzione i.stologica simile a quella della sierosa iperitoneale e. presenta sulla supe.rfieie interna u·n epitelio pavim·entoso. Le cisti spermatiche, sulla cui origine molto si e diiseus~o, sono abbastanza rare. Per spte-

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garne lo sviluppo Gosselin e Sedl.llot invocarono una causa traUJrnatica; per rottura cioe di un tubo rette o di un vaso afferente e pel conse.cutivo span.dim,e nto di liquide spermatico nel tessuto celluJare, ·dove, per irritazione„ verrebbe a formar,&i una neomembrana delimitante la .r aeeolta liquida. Tale teoria e confermata dai risu1tati spe, rimentali di Fabrini e di Tournade. E da rilevare pero ehe non e sempre possibile mettere in evidenz.a un trau1matisnio qua.Isiasi, sia pure lieve, qua1e ~ usa det·e rminan te. Secon·do numerosi altri AA. le eisti spermartiehe traggono origine da residui del corpo ~i Wo}ff seaglion.ati lu·n go il decorso del eordone sipermatico. Tali residui embrionali, ehe vengono tra·sporta ti dai testicoli nella loro di:scesa, per no11 ricordare ehe i piu noti sono: l 'idatide peduneolata del Morg.agni, l 'idaitide sessile, i V'asi aherranti, l'organo di Gira ldes o paraey>idi-dimo, analogo all 'organo di RosenmülleT' ehe e un r esiduo dei tubi ghiandolari medi del coPpo di Wolff nelia donna. Se,condo Alessan.dri, a pro~osito delle cisti sottoepidi-dimali spermatiche, e da ritenere ehe in molti easi esse cc sono dovute alla perman enza di dot:Jti embrionali a fondo cieco o dt produzioni cisti1che, residuo dei eanali del' corpo di Wol~f, in comunicazione col sistema escretore fisiologi eo, ehe, all 'e•p oca della puberta, si riemipiono di liqu~do spermatico e poS1Sono anche render.s i indi:pendenti o realmente o s.olo apparentemente per I 'esiguita del eanale di co'munieazione » Le cisti -s permatich e presentano una parete sottile, ro.s ea, pellucida, sulla cui su·p erficie interna ,a11 'esame 1stologico si risco•ntira la presenza di un epitelio cilindrico (organo del Gir aldes) o cilindrico cigliato (vasi aberranti del1'epididitmo); il loro contenuto e un liquido spesso lattescen te in cui e faeile rilevare al microscopio numeirosi spermatozoi. Tra ·1e ei sti del funicolo provenienti da residui embrionali sono da ricordare anehe quelle d ermoidi sulla eui patogenesi molto si e discusso. Queste cisti, anche in considerazione d ell.a ralI'i ta della Ioro Iocalizz.azione, or~ frono partieolari difficolta diagnostiche -potendo essere eonfuse speeialmente con l 'ernia. L'<8same del contenuto, ehe fa rilevare speeialmente ,peli e sostanza grassosa, da Ia chiav,e per la loro e!Satta iden.tificazion.e. Fa ,p ero osservare Ci1snero:s ehe la diagnosi e 1a natura (dermoide) di tali tumori pub e deve stabilirsi .anehe prima dell 'int~rvento tenendo conto prine~palmente d·elle sensaziof!i 1


[ANNO

XXXIX,

Nu~t .

10]

SEZIONE PRATICA

fisichc rilevate all ' esame e cioe della caratteristica pastosita, eh e non si riscontra mai nelle .altre focmazioni cistiche del canale ing uinale. Alle cisti indipertd enti da residui embrionali appartengono le cisti spermatiche per ritenzione, ehe per la maggi()lr p,arte degli AA. avrebbero orig i11e da un a dilatazione parziale (a guisa di diverlicolo) del defer ente ir1 seguito all ' ocelusio11e di esso. In aleuni casi pero possono essere anch.e delle cisti epididima li sposta ta d alia loro sede. Rare son o le cisti linfatiche, di eui parla English. La loro patogenesi e oggetto di discussione, pote11·do per alcuni autori tra ttnr~„ di n eo form azioni (linfagiomi ci.stiei) e per altri di linfnr1gectasie consecutive a processi m eccaniei od infiammatori. La lmo natura puo essere confermata da ll 'csame microscopico, eh e fa rilevare Ia presenza di numerosi ammassi li·n focitari. Non e isem,pre facile 1p ero an eh e con esami istologici accurati disting uere se tralttasi di sern:plice dilatazione di Vn.!Si linfatici preesistenti Qppure di 1)roliferazione atipica. Solo in casi veramente eccezionali e possibile osserva re il processo neoplastico al suo inizio. Ad ogni modo d epon.gono per la foirma J1eopla:stica la presenza in seno alle cisti di tessuti eh e ad essa sono estrranei: fibre muscolari striate (Sultan), fibre museolari liscie (Schmieden, Schmidt, Borst), cartilagin e (Ritscl1l), eh e stanno a dimostrare un ultteriore sviluppo d e! ge11me aber.rato, e cosi pure Ja prese11za di un conn ettivo aissai rieeo di elementi cellulari ecl anche la, presenza di tessuto linfat~co n ello spessore delle p,areti . E da rilevare pero eh e anche la presenza di tes·s uto muscolaTe, elastieo, ece. e stata riseontrata in sempl~ci linfangectasie. Ma an eh.e tutti questi caratteri presi insieme fa osservare Gobbi - nou barstano il piu delle volte ad ac,oortare la diagnosi, ehe per pToeessi alterativi, cui puo an dare ineontro la parete d elle cisti , non e sempre possibile distinguere una sempliee linfangeetasia da un vero e proprio linfan gioma. Tra i tu·mo:ri ie~stici <lel funicolo Gross inclu1de a n ch e le cisti idatidee, eh e sono rare ed an.ch 'esse ·di · difficile diagnosi. La diagnosi in gen,ere e formulata o in seguito a puntura (liquido Ii.m·p ido come acqua di ro.ccia con i earatteri b·en noti e su cui sorvolo) o all ' esame della carratteristica c1sti, la quale risulta di du e strati; di uno strato esterno, o cutieola, molto elastico e stratificato a lamelle e di · uno strato interno, o pa1

371

.

I'8n chi.male, fatto da masse granulose, da cellule, da fibre museolari e da un sistema vasale. Anche tale varieLa di cisti del funicolo puo essere diagnosticata o per lo me·n o sos.pettata in base ~d a ee urato esame per una cc crepitation qu 'il donne sous le doigt et qui ressemb1e a la crepitation d es tumeurs a g.rains riziform es » (Le Dentu et Delbet). Ed ora debbono essere finalmente con siderate le cisti connettivali, ·eh e formano particolare oggetto ·d el presente lavoro. Se si considerano i pocl1i casi descritti in· letteratura si ha la manifesta impressione eh e ancora ogg i non e ben chiara e preeisata la genesi di tali farmazi-0ni , ehe 'sono pe·r altro estr.emamen te rare, per eui p uo essere interessante, sia dal punto di vista clinieo eh e anatomopatologico, aecennare a tutto eio ehe si conosce al rig u·a rdo dopo aver brevemente illustrato due casi occorsi alla mia osservazione. 1. - S. Alessandro di anni 21 militare. Entra ~n ospedale il 10 agosto 1930. ' Nulla di notevole nel gentilizio. Nessun precedente morboso degn:o di n ota. Diec~ giorni or sono, rivolgendo casualmente la sua atten zione alla regione inguinale sinistra , h a osservato un:a piccola tumescenza in corrisponden za dell 'o rificio inguinale esterno. Detta tumefazione, eh e e affatto indolente sia spontaneamente ehe all a pressione, non h a arrecato alcun disturbo al p. , eh e ha potuto regolarment e attendere al su o ser vizio sino al momento del ricovero in ospedale. · 11 p ., ripet11 tamente interrogato, non ricorda di aver patito traumi ·di sorta a carico della regione colpita. E .. 0. In<iividuo di costit11zione sch eletrica regolare in buone condizioni di nutrizione e sanguificazion e. · .'\.11 'esame 1netodico dci vari or gani ed apparati non si rileva nu1la di 11otevol e. Localmente, st ando il p azienie in posizione eretta, rilevasi all 'ispezione una piccola tumefazione situata immediatamente all 'infuori dell 'an ello inguinale esterno . Detta tumefazione, eh e sotto i colpi di t osse diviene piu sporgente e si sposta jn massa anteriorme11te e in basso, e ricoverta da cut~ di aspetto normale ed ha la for ma e la gran dezza di un uovo di piccione. La palpazione conferma i qati rilevati all 'ispezione circa la forma e la grandezza della tumefazione, eh e appare liscia, t esa, elastica , non decisamente flu ltuante, perfettamen te indolente. Essa e posta anteriorm ente al cordone cui aderisce pur essendo dotata di una certa motilita sugli elementi funicolari. La perc ussione da suono ottuso. La tumescen za non si riduce con la compres- . sione, ne riceve impulsi sotto i colpi di tosse; e completamente indipendente dall 'organo didimo-epididimario. La ricerca della translucidita riesce infruttuosa. All 'esam e del can ale ingui11ale non si r ileva nulla di anormale. Si fa diagnosi di cisti del funil'olo e il 13 agoOssERVAZI ONE

1


372

<t IL POLICLINI CO »

s to in an estesia locale novocainica si procede al-

l '~nte rvento.

Incis.ione cutanea .parallela all 'arcata crurale ed estendentesi sino alla r adice dello scroto di siqistra. Sezione dell 'aponevrosi del grande obliq.uo. Anterior1nen te agli elementi del funicolo e r~coverta da fjbre del cremastere si rinviene la p~ccola tumescenza, ehe, senza aprirla per via ottusa viene facilmente e completam~nte enucJeata. 1 singoli elementi del funicolo al piu attent<? e~ame non presentano alcun rapporto di cont1nu1ta COfl: detta tumcscenza · non sono evident~ i resti de~ ~otto peritoneo~vaginale; assenza cl1 sacco ern1ar10. R~cos truzione a piani. Sutura completa . ~ecorso post-operatorio regolare. Guarigione per pr1mam. La cisti asportala per iI1t ero e a superficie esterna di colorito biancastro, percorsa da una rete d~ esili ed abbondanti vasi sanguigni. Con una con~une siri11ga di Pravaz si aspira il suo contenuto; SOfl:O complessiyamente cinque cm c. di li quido giallo-citrino, limpido, a r eazione alcalina, assai ricco di albumina. Prova di Rivalta negativa. l\tlicroscopicamente si rinven gono solo scarse emazie. La p arete della cisti h a uno spessore uniforme di circa 3 mm.; la su a superficie interna ehe fl:On e separabile da quella esterna e pe;fettamente liscia e di colorito r oseo. ' ~ 'esam e istologico fa rilevare ehe la parete della cisti e costituita esclusivamente da t essuto conn ett~vale compatto con notevole con tenuto di vasi sa11guig°'i; non, si riscontra n ella superjicie inter~a

alcun riveslimento epiteliale .

[ANNO

XXXIX, NuM.

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9.on diagnosi di cisti del funicolo si procede all 1n~e~vento (27 settembre). I.qc~s~one come per l~ cura radicale dell 'ernia (Bass1n1). ~n~erior~1ente. agli elementi del cordone, da cu1 s1 lasc1a fac1lmente is.olare, si trova la tumeScefl:za, rico~erta da esili fibre del cremastere. Enucleazione completa della cisti per via ottusa ed aspirazione del suo contenuto. Non sono evidenti i resti d~l dotto peritoneo-vaginale; non prese11za di sacco erniario. R~c~struzione dei piani alla Bassini. Punti perdut1 in catgut; superficialmente seta e maglie m,etalliche~ ' Decor so post-operatorio regolare. Guarigione p er primam.

La p~r~te ester11a della cisti asportata e di colore gr1g10-rossastro; la superficie intern'a e liscia lu~ente, rosea. La sacca cistica e completamenu; ch1usa ed ha u11a lunghezza di cm. 7 e una larghezza di cm. 3; lo spessore della sua parete e abbastanza unüorme (circa 2 mm.). II liquido estratto co11 una siringa di Pravaz n ella quantita di cm c. 6 e Jimpido citrino a reazione debolmente alcalina e conti~ne abb~ndante albumifl:a. Prova di Rivalta : n egativa. All 1esa1ne microscopico di esso, dopo centrifugazione, non si rileva110 element~ morfologici. lstolog·icam ente la cisti mostra una parete di tessuto confl:~tt~vo assai ricca di vasi, specialmente di capillari, ehe si presentano irregolarmente distribuit~; in alcuni punti si n otano pure scarse fibre muscolari liscie ed altresi qualche focolaio d 'infiltrazione parvicellulare. Manca un rjvestimento epiteli_ale.

ÜS SERVAZIONE

II. -

B. Giuseppe, anni 21 , mi-

litare. Entra iD: o,s.pedale il 25 settembre 1930. Genitori viventi e sani. Nessun precedente m orb oso degno di n ota. Asserisce di non aver m ai sofferto di blenorragia fl:e. di altre malattie ven eree. Da circa due 1nesi si e accorto per caso della presenza di U1'a intumescenza alla regione inguinale sinistra, eh e e andata lentamente e gradatamente aumentando di volume sen za recargli alcun dolore. Solo in questi ultimi giorni h a avu to un po ' di molestia, sp ecie dopo prol un gate marcie. E .. 0 . Individuo di cos tituzione scheletrica r egolare; n on presenta nulla degno di n ota all 'esame metodico dei varii organi ed apparati. Ill: corrispondenza della regione ing uinale sinistra, stando il p. in posizione er etta, rilevasi u11a sporgenza ricoverta da cute normale, grande quanto u~ uovo di colomba o p oco piu, disp osta col suo maggiore asse parallelamente all 'arcata crurale. Alla palpazione la tumescenza, ehe e spo~tab~le sotto la cute, appare liscia, duro-elastica, non distintam ente fluttuante, poco dolent~. Alla percussione, suono ottuso; con l a compressione il tum,ore non si riduce. L'anello inguinale esterno e leggermente sfiancato e permette d 'introdurre nel tragitto un dito, eh e riesce a sp ostare in alto e in avanti la tumescen za; posteriormente ad essa s~ avvertono gli elementi del funicolo. Sotto i colpi di tosse non si percepiscono impulsi. Non riesce possibile l a ricerca della translucidita. Organo didimo-epididimario normale.

1 du1e .casi sopra illlJ,strati hanno una chiara ed evidente analogia, sia dal lato clinico ehe anatomo-pat ologico, con le poche osservazioni affi<liate alla letterat ura di cisti connebtivali del cordone. Prim.a ·p ero di trattarne la genesi, eh e tanto ha intere.ssato i patologi e ehe non puo dirsi aneora Tisol uta, sara opportuno a.ceenn.are ai caifatteri, ehe distinguono tali formazioni' cist1ch e del canal e ing uinale. In r.~rpporto alla frequenza e da notare ehe tal1e affezione - segna1lata da Fiori nel 1901 e stu.di.ata in seguito da Donati, !Bindi, Mümm, l\IIag·i, IFo!flID.ig.gini, Prati, Esau, Hank - e rara. Dem el, cl1e in un a ecurato• capitolo delta sua monogra.fia: « Ch·ir. d es Hodens und ·de·s Samenstrangs » (1926), hla riunito quanto si eonosce ciroa le cisti eonnettivali del funic0lo, e riuseito a r.a•cco.gliere da lla letteratura solo otto easi. A questi sono da aggiungere due receniti osserrvazioni di Esau ( cc Bin1degewebscyten d es Samenstrang s n, Ar ch. für Chir., 1931) ·e quella ·di Prati; sooo complessivamente quindi, eomprese le mie osservazioni, solo trodici i icasi noti. Ci1·ca l '1eta ~ da notare ehe le eiisti .connettivali non sono proprie dell'eta giovanile; sono state :riscon,t rate sia in bambini (Donati) 0


IANi'iO XXXIX,

Ul\[.

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373

SEZIONE PRATICA

ehe i•n adolescenti (Magi) ed in individui adulti (Mürmm, Esau). 11 lato colpito non ha importaniia speciale; nei casi riferiti a·d og·ni modo si h a una maggiore frequenza a sinistra. La sintomatologia soggettiva e assai scarsa, per cui spesso l 'affezione viene scoperta solo casualmente nel corso d ' intervento pe·r ernia inguinale o, eccez ionalmente, per la cornrparsa di una piccola tu·mescenza alla regione inguino-scrotale. Talora il paziente avverte seruso di molestia o lieve dolorabilita all 'inguine; in un solo caso, descritto da Bindi, la cisti divenne sede di vivi dolori, eh e resero neicessario l ' intervento. In qualche caso e invece un trauina o uno sforzo ehe ric hiama l 'att~~n­ zione nella r egione cdlpita. Data tale sinto1natologia viene quindi a man care ogni notizja precisa sul vero inizio e sul d ecorso stesso dell 'affezione . L'esame obbiettivo, ehe offre dati piu numerosi, non consente pero di poter distinguere esattamente tali cisti dalle altre del cordone. L'i1spezione - stando il paziente in posizione eretta - fa rilevaire una tumefazione, poco voluminosa, situata nel eanale inguinale o alla rad~c e dt~llo scroto e ehe, sotto i coJ.pi di tosse, puo ~dive 11taTe piu sporgente. Tale tumefazione e ricoverta da eute di aspetto normale ed ~a per lo piu forma ovoidale col maggior diametro disposto parall elamente all' arcata crurale. La palpazione eonferma i dati rilevati all' isrpezione circa Ja fo'rma e l.a grandezza della tumescenza, ehe a1ppare liiscia, t;esa, piu o meno elastica, non decisamente fluttuante. La cisti puo riscon trairsi in qualsiasi pu11to del tragitto inguinale; e poSiSibil e pentanto rilevarla anche in corrispondenza d-ell 'orificio addominale o, piu frequentemente, di quello cutaneo. Talvolta a.nzi e situata imme diatamente al di fuori del .can.a le inguina le. Qualunqu1e pero sia la posizione occupata :lalla tumescenza - fa notare \Formiggini im!Portanti a rilevarsi sono i ra•pporti ehe essa contrae con i diversi elementi del funieolo. Le cisti 1connettivali pr.esentano infatti le seguenti caratteristiche; sono superficiali e situate anteriorrnente a.g li elememti funieolari su cui gemeralmentc godono di un:ar 1certa mobilita, hanno rapporti a ssai lassi col sacco erniario rnei frequenti casi in cui c tata notata la coesistenza di un'ernia, non pre·se11tano alctilna rel.azion1e si.a di continuita ch1e di eo.n tigui ta con l 'orga·n o ·didimo-ep1didi n1<t ri o dello stesso lato.

La tumefazion,e non e riducibile alla pre:,sione (puo solo spostarsi), n e si modifica di volume eol cam·b iamento di posizione o eol riposo !Prolungato. La percussione da suono ottuso e la ricerca della transl ucidi ta, quando e ;p ossibile, non offre dati si1curaimente attendibili. Interessanti sono i reperti operatori, ehe ci consentono di rilevare delle part~c.olarita v~~ ramente importanti. Le eisti eonnettiv.ali, eh e, .come abbiamo accennato sopra, sono superficiali e all 'infuor i di la:sse aid erenze non eontraggono alcun raipporto con gli el·em enti del funicolo, non sono avvolte dalla guaina eellulare del cordone, ma a1ppaiono sviluppate n·el suo s.pessore o in qu elle della tu11ica fib'fos.a, e sono fa1cilmente enucl1eabili. All ' esrum•e macroscopico si rileva ehe la cisti, g rande per Io piu quanto una noce, e di .forma ovale o sferica, a sup·erficie liscia; presenta la parete asterna di aspetto fibroso, di colorito biancastro o gr igio-rosisa.s tro e percorsa d.a vasi discretamente abbon·danti. All 'apertura fu oriesce scarsa quantita (pochi cm.c.) di liquido limpido , citrino, ehe .come fa rilevare Donati - « raccolto in un piccolo tubetto si trova di reazione debolmen· te alcalina e, riiscaJ.dato, coagula ». Tale liquido ha tutti i .carart,teri d el . transudato e contiene scarsissi.imi e.l•ementi morfolog~ci (qual che globulo bianco e rarissime e.m azi·e). Lo spessore <lella parete e vario; in genere m~SUTa 1-2 mm. La superfici1e interna e di colorito roseo e l)UO ap!p ar i.re co1m.pletamente lisicia o di a.spetto villoso o.ppure, come in un c.a so descritto da Esau, e.ssere attraversata d.a sottili lam eille a mo' di tela di ragno, le quali si d~paTtono dalla pairete stessa. Qualunque pero sia l 'aspetto d·ella suparficie in•t erna Ia parete della cisti non e separabile in strati ed e CO,llljp1leta1mre nte chiusa. Lo stu·dio istologico di tali formazioni eomre si e in.n anzi aicoennato - puo indirizzarci a·d una esatta inteirpretazione di esse e spiegancene il m eccan i n1o di produzione. La struttura istologica della parete della cisti puo .eissere eosi riassunta : una lamina di tessuto co·n nettiv.alo piu o .m eno compatta e priva o q.u asi di fibre elastich.e, con forte contenuto di vasi san•g uigni, specialmente di capillari. E talora possib·i le riscon1Jrare modica infiltrazione parvi1cel)ula:ne spiecie n eg·li str.ati esterni; non si riscontra mai nella superficie 1

;nterna alcun rivestim1en,to· epiteliale od endolelia.le. La i)atogien1e,s i di 1queste eisti v'i,e ne spiegata da ifiori e da Donati con un m eccanismo r-


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[ANNO XXXIX, NuM. 10)

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mile a quello invocato da Vel1peau per « l 'idrocele incistato »; in sieguito a piocoli e r1petuti traumi, anche cosi lievi da sfuggire f.aicilirniente a,11 'a.t tenzione d·e l pazi·ente. viene inlc~psulato uno spandi mento sieroso dal cellulaTe o piu probabilmente dalla guaina fibrocellulare. ehe avvolge il cor.done. « Fra due o piu la,melle eonn·ettivali ispessite si verreb:b e a poco a poco a raiccogliere del siero, e il connettivo, rea,g en.do alla di(ste·n sione, proliferere·b1b e, ispesse.ndosi e venendo in·fine a costt, tuire una sacca a parieti r esi1stenti e, in seguito, piu s ottili man mano eh e rpreeede 1.a di·st en sion-e >> (Donati). Aocettan.do tale teoria si co1npren.de a,g evolmente il fatto dell.a manca.n za di qualsiasi rivest~mento della parete interna d ella cisti . E pero O(pportuno notaTe ehe in nessuno del ca1si riferiti e stato possibile dimostrare la pr·ees~stenza di un i·drQcele diffuso come primo grado deli 'aiffezione, ehe il traumatism-0 stesso figura ma non chiaramente in una .sola osse.r vazione di Donati, ehe non sono state inoltre mai segnalate. pregresse affezioni in fi.ammatorie dell '01rgano didiimo-e,ipiididimario e degli elementi d el funicolo. In un solo caso (Esau) vi e stata concomitante ernia strozzata, ehe ritchiese l 'intervento d 'urg·enza e ehe non puo eerto essere invocata quale momento eziologico. E da segna.lare pero ehe in tal ca so vi fu an·che l 'a·p plicazione di un cinto erniario, la cui conLimua azi·o ne meccanica puo n on esser e eistranea a ll 'insorgenza di un processo irritaltivo •Cronico caipaoe di determinare in primo tempo una transudazione di liquido sieroso e consecutivarm ente la formazione di una c isti. Formiggini fa rilevare ehe bisogna tener conto del fatto ehe all 'intervento i r esidui del dotto peritoneo-vaginale sono stati riscontrati quasi eostantemente svilupipati piu del comune ed an,ch e parziatrnente obliterati. Non potreb,b e questa evenienza - si d-0ma11 da l 'A. ~ essere l 'indice di una con.dizione embriona, „ ria a noi seonosciuta ed esercitante una certa influenza sulla produzione di tali cistiP Amm ettendo pero questa ~potesi mal si comprende iiivreTo la ma.ncanza di qualisiasi traccia di epitelio interno di rivestiimento. Nei due casi da me riferiti i r eperti operatori e. gli esami istologici in·d ueono a credere eh e l 'affezion•e riscontrata non ha nulla a ehe fare coi resti d el processo . peritoneo-vag inale, :da cu,i le ci ti stesse erano pera]tro com·ple~amen.te in.dipend enti. Tr.attasi in tutte e due le osse:rvazion.i di individ ui g iovani in 1

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IL POLICI„INICO

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cui, per le partico.lari contingenze della vita militare, non e a.·d ogni modo assolutamente da esclu·dere << una causa tr.aumatica ni,agari leggera e f~cilmente sfuggibile all 'attenzione del paziente n eui si possa ascrivere la fonmazion e delle 1cisti. Ammettendo cosl l 'ipote.s i di Ve~peau come la piu . convincente possiatmo ~piegarci la genesi delle cisti connettivali del funicolo la cui rarita, come fa rilevare Donati, dipende probabilmente solo da defic ienza di osservazioni. Clinicamente una cisti connettivale puo con g ranide fa·cilita e sser 1confusa per l 'identi tA dei segni con le altre formazioni cistiche d el f unicolo, di eui sono stati innanzi aeeennati i ca·ralteri prin1c~pali, su cui non ritorno, cl1e· possono talora farci stabilire una diagnosi preeisa anch e prima dell 'interviento. La diagnosl differenziale via anche posta, sia pure ecceziona1mente, eon al cuni tumori del cordone. Starlinger, a,d esempio, ha illustrato un caso (il terzo nella lettreratura) di tumore translucido, di eonsi:stenza gel.atinos.a, diagnosti ca to per eisti del funic-0]0 e ehe invece all 'esame istologico risulto es~ere un mixo-fihroma. All 'atto operatorio la. diagnosi, giova ripeterlo, e facilita'ba dal fatto ehe la eisti connettival1e, situata superfic-ialmente, e agevolmente enU{cleabile e n on presenta - all 'infuori di la·sse aderenze - alcun rapporto eon g li elem enti del funieolo. Circa le 1p ossibili complicanze e da tener preserut.e l 'even tualita ehe la cisti di ven ti sede di un prOICesso flogistico, ch·e coJme n e·l caso di ßin di , puo assurger e a tale gravita da condurre anche a,ll'esito letale. E cosi pure, data la motilita di cui la cisti connettiviale gode sug li eleimenti d·el funicolo, non va dimenticato ehe essa - per irr11provvi.so aumento deJla pressione en·do:addominale - puo spostarsi nella direzio1n e del canale inguinale sino ad in·sinuarsi nell 'orifocio esterno cc riman endovt quindi ir:nipigliata e strangolaba quando detta fo.rza e venuta meno ». Assai ·dimostrativo al riguardo e un caso descritto da Razzaboni e riferentesi a « eisti funicola:ne strozz.ata », in cui, pur essendo aissente qualsiasi ostacolo meccanico al circo]o intestinale, eomparvero spiJccati fenomeni generali di strozzamento, ehe riehiesero un intervento orperativo immediato. La cura IlOin plio essere eh e chirurgica; cur:ata enUJcloo.zione della eisti in modo da non le·dere gli 0Tga1n i della gen erazione ed i vasi eh e .a d essi mett-0no ca po. 1

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{_i\NNO XXXIX'

l!l\f .

10]

SEZIONE PRATICA

MARASSINI. Cont ribut o allo studio d elle alterazio-

Rlt\.SSUNTO.

L 'A., dopo ave r esposto q uanto si conosce sulle raccolte cisticQ.e d el cordone spermatico descrive due rare osservazioni di cisti connettivali funicolari e n e illustra il quadro clinico, il reperto operatorio e l'esarrne istologi co. Circa la patogen1esi ritiene ehe per tali cisti possa a ccettars i la teoria invocata da Velpeau per cc l 'idrQcele inciistato » del funicolo. BIBLIOGRAFIA. ALESSANDRI. L e l esioni dei singoli elementi del cordone spermatico e loro co nseguenze su lla glandola genitale. 11 Policl ., Sez. Chir., 1895. Io. Sulla patogenes!. delle cisti sottoep!didimali spermatiche. Archivio ed Atti Soc. Ital. di Chi-

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di origine

875

connetti vale.

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ÜSPEOALE UMBERTO J DEL C1Rc0Lo DI MoNzA DIVISIONE CHIRURGICA d iretta dal prof. ANTONINO C1MINATA

Contributo clinico alla conoscenza delle eisti del pancreas per il dott. G1usEPPE DE S1MONE, assistente. Le cis ti pancreatich-e, eh e nelle statisticl1e ospitaliere non rrisultano esser e freque.nti, rivestono fra le affezioni gen erali d ell 'addome e particolarmente tra le malattie del pancreas una speciale importanza perche sono su scettibili di u .n.a terapia ·chirurgica efficace . Nei va·ri trattati l 'argomento e appena accennato ed .a nche la letteratura al riguardo non e molto ricca. Ritengo utile percio riferire


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i due casi da me stud.iati .a nche perche per i 0

loro .p articolari ca-ratteri ·si prestano a oonsi1derazioni clini·che non prive di interesse. CA so I. - B. P. d 'anni 3S, contadino, da Villasanta. Enlra in, Repar to il 6-2„1930. Nulla notasi n el gen tilizio ~ n ell 'ana.m nesi patoilogica re1nota ad eccezione di un, intervento chirurgico1 subito all 'eta di 22 anni per ernia inguinale destra. Discreto bevitore e fumatore. Circa sei mesi or 50,n o il p . senza avvertire alcun, dist.urbo, ebbe a notare l 'in,.sorgenza alla regio11e epigastrica di una bozza rotondeggiante, della grandezza di una n,,qce.. La tumefazio·n e, a detta del malalo, all 'inizio presentava oscillazioni di volume a volte scqimpatjva quasi del tutto, m~DJtre in altr! giorni raggiun,geva la grandezza di un, man,darino e s·olo1~n questi ultimi due mesi e andata gradatamente e progressivamen,te aumentando fino a raggiungere le dimension,i attuali. Contemporaneamente all 'aumento della massa il p. ha cominciato ad avvertire senso di peso all 'epigastrio e dolore a trafit ture, ins·o rgente subito dopo i pasti e della durata di 2-3 ore. II dolore non eccessivo non si e mai accompagnato a vomito, ne a pirosi. Appetito ben conservato, alvo regolare.. Non, febbre, non d~m,inuzione del peso 1

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POLJ.CLJNICO

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ai raggi X, . sposta fortemente lo stomaeo· a sini&tra senza ulteriormenle deformare la parete della piccola curva ehe lo accoglie nella sua concavita, e si dimostra ad esso adesa. Nei movimenti del respiro1, neJ. far retrarre e protundere le pareti addominali, nel eorso delle manoivre di palpazione e pressione variamente praticate serobra intimamente eonnesso ool fegato. Dato ehe lo stomaco non risulta altrimenti interessato .ehe per lo spostamento suddetto e per un'evidente diminuzione della peristalsj sulla piccola curva, ma non e n e fi sso n e dolorabile e si vuota in tempo normale; si esclude ehe il tumore in parola trovi in esso il suo punto di partenza e si propende per la sua p ertinenz.a Q alla piccola ala del fegato od al pancreas .. L 'esame clinieo ed il rep el"~O radiologico permettono la diagnosi di cisti ma e difficile poter

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Esame ob·. : Sogget!<> longilineo, di costituzione scheletrica regolare. Stato di nt1trizione e sanguificazione puona. Adipe discreto; muscolat ura ben svilt1ppata, toniea. Subittero alle selere. App. Jin.foghiandolare : indenne. App . respiratorio e cardio-vascolare: negativo. Addome: di forma ~ dirn,ensio·n i regolari, ben palpabile, indolente.. In eorrisponde11za dell 'epigastrio si nota una intumescenza della grandezza di un mandarino, situata quasi sulla linea mediana e mobile coi movimenti respiratori. Tale massa alla palpazione appare sferica, della grandezza di una grossa ara11cia, a limiti netti, a superficie liscia, di oonsistenza molle elastica, leggermente spostabile. Con ~anovra co.m binata si apprezza una netta fluttuazione. La palpazione non suscita dolore. La t11mefazione si abbassa n,ell 'inspirazione ma uncinandola non si solleva nell 'espirazio·n e. Fegato col limite superiore alla VI CQ-sta mentre il margine infetriora, alquanto duro ma indolente, e a due dita dall 'arco costale sull 'emiclaveare. Milza in sede. Sistema nervo59: negativo. Esami oomplementari: Es. urine: negativo. Reazione di Wassermann sul siero di sangue : negat~va .. Es. mor.fologico di sangue: emazie ben colorate, normali per fo rma e dimensioni, impila1nento r egolare. G. R.: 4.6000.000, Hh . : 0,85; V. G.: 0,92. G. B.: 7800; F. L.: linfociti 16; moni0citi 6; polinucleati neutro[ili 74; pol. eosinofili 4. Intraäermoreazione alla Casoni: negativa con liquidi cistici diversi. Esame r~dio.Jo·g ico (doitt. F. Giongo). Deformazione dell'emidiaframma des1tro eh e protunde in vicinanza dell 'angolo cardio-diaframmatico in una formazione r egolarmen te curvilinea (breve r aggio), la quale confon<le la sua opacita massiva con quella ep aticn sottost ante. Fegato notevolmenite ingrandito fino a raggiungere quasi col margine inferiore il livello della cr est a iliaca. n tumore palpabile all 'epigastrio risulta n1odicamente 0 paco

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stabilire oon esattezza se a carico della piecola ala del fegato ovvero del pancreas. Con tale dubbio diagnostieo, perdurando i fatli dispeptici e l'epigastralgia e notandosi un legge ro aumento della tumefazione, si decide l'in-tervento ehe viene praticato dal prof. R .. Calvini il 21-2-1930. « In 1norfio-eloronarcosi eon incisione mediana xifo--0mbellicale ei mette a nudo la massa tumorale costit uita da una formazione eistica a pareti spesse, fibrose, situata fra la piccola curva dello stomaCQ, stirato in basso, ed il lobo sinistro del fegato. La cisti, ehe superi-0r1nente e aderente alla faccia inferiore della piccola ala del fegato, si approfonda verso il panereas col quale fa corpo per n1ezzo di un corto peduncolo. Si apre e si svuota la cisti del suo contenuto cosl.ituilo da c~rca un l~tro di liquido bianco-grig·iastroi filan,te e s~ marsup,ializza alla parete addo~inale

».

Decor so postoperatorio regolare. Il secrelo della fis tola lnaeera ampiamente le p ar eti addominali


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SE ZIONE PRATICA

ehe e necessario proteggere con vaselina borica. La fistola si chiude dopo circa un mese e mezzo. 11 p. rivislo pochi giorni or son-OI, dopo1 sette mesi dall 'in:terven1Lo, gode pieno benessere. CAso II. - S. G. , di anni 36, benestante, da Monza. Entra i11 Rep art-01 il 31-8-1930. Gentilizio 11egatiYo. Venne operato all 'eta di 9 anni di coslo1t-0mia per empien1a sinislro metapneumo·n ico, del quale guari sen za pos tun1i in circa due m esi. Soffri aneora di polmonite franca a 23 ed a 26 anni. I disturbi attuali del p . risalgono al luglio del 1928. In t ale epoea 001nincio ad avverlire dolori all 'epignstrio con irradiazioni a cintura verso i fianchi ed alla colo·nna vertebrale. I dolori, a carattere accessuale della durata di 5-10 minuLi, ii1sorgevano 3-4 volte al giorno e sen za alcun rapporto coi pasti . Dopo un p aio di m esi il dolore si localizzo esclu sivamente al tratto lombare della eoJonna vert~bra le ed all 'epigastrio, ehe il p. i1oto alquanto tumefatto e teso . n dolore in gen ere sopportabile ogn~ 15--20 giorni presentava esacerbazioni eh e duravano un paio di giorni costringendo il p . a lel.to. Durar1te tali crisi il dolore si estendeva a ventaglio verso il b asso ventre e verso il bacino. Dopo la scon1parsa delle crisi l 'alvo da stittico si faceva diarroico con 4-5 scarich e di feci semiliquide. Dall 'inizio di quest'anno le crisi si sono fatte piu frequenti e violen te da durare anche 5 giorni ed a volle senza eh e il dolore fosse mitigato da ripetute punture di pantopo1n . Riferisce il p. eh e l 'epigastrio a volte era meno teso e tumefatto, m entre in altri giorni, specie durante i p criodi dolorosi, diventava piu teso e bomJ)ee. ell 'aprile si fece praticare un esame radiologico, il eui reperto appresso riporlero , e venne con sigliato d~ sott oporrsi ad atLo operatorio rna attraversando un periodo di relativo ben essere rifiuto. Da allora ha sofferto altre numerose crisi dolorose ed e diminuito dall 'aprile di 25 chilogrammi in peso corporeo. Io vengo· chiam ato d 'urgen za di notte perch e da due giorni soffre di do lori violeniti diffusi a tutto l 'addome, con irradia1ioni al bacino ed alla colonna vertebrale non mitigati da numerose punture di morfina. Es. oi.. : 11 p. e in decubito later ale sinistro, con le cu„ cie semiflesse sul b acino ed il tro11co piega lo in avanti. Si lan1enta fortemente di dolori all 'addome e specie al tratto lombare della colonna vertebrale. A &tento riesce a portarsi in decubito dorsale e ad allungare gli arti inferiori. Soggetlo longilineo in scadenti condizioni di nutrizione, adipe scar so muscolatura flaccida, ipotonica. Linea1r1enti del volto stirati ; ittero sclerale. L'addome si presenta avvallato n ei quadran.t i inferiori mentr~ alla regione epigastrica si noita un 'intu1nescenza della grandezza di una grossa arancia. La tumefazione, insorta a detta del p . sei ore prima, e immobile coi movimenti res·p iratori eh e sono superficiali, a tipo toracico . L 'addome e ligneo alla palpazio ne ehe pero non esaeerba il dolore. Anch c la massa all 'epigastrio e tesa, non comprimibile; data la r esi&tenza delle pareti addominali non e possibile delimitare l 'intumescen za epigastrica ed apprezzarne i caratteri. La percu ssione e normale ovunque ad eccezione ehe sull 'epigastrio dove il suono e del tutto ottus0. La tumefazion e appare pulsante ed all 'asco1tazione si av ve~e il Lono aortico.

Ap p . cardio-vascolare: negativo; p olso 90 ritmico, u g uale, alquanto ipoteso. App . respiratorio: negativo . L 'esame viene praticato in decubito laterale non riuscendo il p. a rimanere sedulo sul letto a causa dell 'inasprirsi del dolore. Temperatura 37°,5. L 'esrune radiog·raiico eseguito dal prof. F. Perussia il 26-4-1930 aveva dato il seguente risu1teto: « Nulla di r1otevole dal punto di vista radiologico all 'apparato r espiratorio ed a quello cardio~v.asco­ lare. Lo stomaeo, vuoto al]o stato di digiuno appare, dopo In somministrazione di latte di bario ben con.formato e di volun1e i1ormale n ei due terzi s11periori m entre in corrispondenza del] 'antro pilorico appare dcformalo per compres.sion e e pro1

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habile aderenza con formazione tu~o·rale retrost.ante, la quale ha poi il massimo suo sviluppo piu in basSQ e medialmente. TI latte di bario e quindi il p asto di Rieder passan:o facilmente at traverso al pilorrQ- in duodeno ed allora si osserva come il tluodeno sia fortem ente disteso n ella sua curva a descpvere una larga semiluna ehe abbraccia !l tun1.ore epigas1~rico . La palpazio1n e della sede de1l tumore riesce mol to dolorosa . Il tono, la peristalsi ed il tempo di svuotam ento dello stomaco sono normali. Sebbene il caso si presenti assai difficile, pure sembra dai dati radiologici di poter con cludere per l 'esistenza di un tun1ore in sen so lato a sede retroper itoin eale e piu specialmen·te si dubita di tumore o cisti della testa del pancreas con spostamento in alto ed in aYa11li dell 'antro pilorico a quello ader ente e con dispiegam ento e compressione del C duodenale ». L 'anamnesi, la, sintomatologia, il reperto radiografico mi fecero porre la diagnos.i di una formazion e cislica endoacldominale. Sopratutto il rapido aume"n to di volume accompagnato dall 'esacerbarsi del dolore faceva pensare ad una disiten sione della cisti verosimilmente da . emorragia. E, quantunque il forte dimag ramento del p. avesse potuto richiamare l 'atten zione verso una neoformazione malig na cistica (cistadenorn a, car cinoma), pure il


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[ANNO XXXIX, NuM. 10~

« IL POLICLINICO >>

decorso cli11ico, la sede, l 'estensione e i limiti era110 Sl1fficienti ad orientare il con,cettoi diagnos1 t ico Yerso un3: formaz~one cistica benigna del pancreas. Con tale concetito non and ava discorde neppure lo stato di denutrizio ne del IT\alatot ehe poteva essere messo ~n, rapporto con alterazioni della secrezione interna ed esterna del p·a ncreas con relative gravi ripercussioni sull 'assorbimento intestinale e sul ricambio dei carh<>idrati. Il giornQ seguente, presen.tando il' p. un peggioramen to rlelle condizjoni generali, consiglio il ricovero in Ospedale dove viene il 3 sette1nbre sottoposto aq atto operatorio dal chirurgo prim(lJ'io prof. A. Ciminata .. « In an,~stesi.a locale CQn, percaina si incide sulla linea alba ~ si cade su una massa intraperito11eale fissa, oosparsa alla superficie di un,a ricca rate venosa. L'orientamento e d~ff~cile ma a poco a l)OCQ facendosi strada fra fitte aderenze s,i vede ehe sulla faccia an lero-esterna di ,questa massa, della grandezza di llna grossa testa di feto; e poggiata ed aderen,te un 'ansa intestinale ehe per la sua continuita ool piloro e individua.ta come duodeno. Continuanao la dissezione si riesce a capire ehe la massa tumorale aderisce e fa parte del tessutto pancreatiCQ. 11 oolon trasverso e spostato in basso lo stomaoo in alto. _.i\.l duod~n~ aderisce un tessuto ehe pe•r la. sua strut:tura e colore si ritiene e-ssere pancreas. La massa e fluttuan te e leggern1ente pulsante. Con una puntura esplorativa si da esito a liquide ematico non coagulabile, il ehe fa escludere l 'eventualita di un aneurisma aortico al quale si era oostret~i anche a pensare. Rimane quindi molto piu probabile la diagnosi di cisti del pancrea& tanto piu ehe sulla superficie della parete cigtica accanto a vene enormemente dilata te si vedono isole di parenchima pancreatico. Con legalure si isola un campo su cui si fa cadere lln 'incisione con 1a quale si vuota una gran de quantita di liquidQ e~a,tico. Esplorando ool dito la cavita si sente pulsare l 'aorta e si riceve l 'impressione precisa del grande volume della cisti. Si zaffa e si marsupializza >>. • Il decorso postopera torio e normale. Dopo qualche giorno si inizia l~ rimoz~one dello zaffo. La cavita oo~tiQua a secernere un, liquide ehe macera la oute adiacente ehe b~sogna proteggere spalmandQla abbo11danteIT\ente con pomata all 'ino1tiol .. La cav!ta si riduce con discreta rapidita e la fistola si chiude complet~ente dopo circa quaranita giorni. 11 p. rivisto il 25 soorso gode ottima salute ed e aumentato di 10 chilo·g rammi • in peso corporeo.

ne di origi·n e infettiva (e .noto -come alcuni Autori danno importanza alla ritenzione perun .p rocesso di pancreatite interstiziaJe cro.nii.co) rilevan,d o ·nella storia cl.inica un processo di polmonit.e oon esito in empiema. Seb-· bene il lungo intervallo di tempo, un trenten·n io circa, fra la malattia infettiva e l 'i.n1sorgenza de.11.a sintom.atologia addominale non. depone molto in favore di questa interpretaziowe paiog·enetica pure la localiz.zazione intrapancreatica ·della ·c isti permette di dare una importanza n-0n trascurabile al fattore riten• z1one. II sintomo dolore si manifeste in diversa grad,a zione nei miei rnalati. Come e noto i dolori possono essere sia sotto f-0rma di sen-· sazioni penose costanti ottuse all' epigastrio, sia sotto forma di n·evralgie celiache violente av-· cessionali per compressione· de] ·p lesso mesenterico o solare con1e Illel secon.do dei casi descritti. I .dolori da nev,ralgia celiaca sono importanti per la diagnosi perche nessun altro tumore cistico della parte alta ·del ventre lo produoe (Leube). II dolo·r e pr-0fond.a mente situa to puo .du1rare an ehe alcu·n i ,gior.n1i ed e di tale intensita ehe neppurie le iniezioni .di morfina valgon 0 a calmarlo. Esso inoltre no.n solo si i1Ta·di.a ai fi.a·n chi e posteriormente verso il sacro ma specialmente in basso in tutto I 'add.om,e , ,a ventaglio, fin nelle fosse iliache sl ehe il ·m alato gia.oe nel letto piegato' su se stesso. Le c:r.isi dolorose sono in ge nere legate ad ~umie nto improvviso 1del ·volume ·della c isti p er fatti di trasudazion.e ·O per emorragie. Nel ~econdo caso infatti il liquido estratto daJla cisti .era nettame.nite ·e m.atj co·. Dal punto di vista ,d,ell,a diagnosi differenziale non entravano in discussione le cisti dell 'ovaio oltre ehe per il sesso anche per la sede sicuramente epiga.strica. Per quest'ultimo dato .p oteva essere esclusa an1che la cisti ·de-1 mesenterio contro la quale parl.ava anche l.a fissita ·d el tumore quantunque e da tenere presente ehe Uf:la cisti mesenterica, mobile dapprima, puo in oonN·ei ·d ue casi descritti l'atto operatorio con- seguenza di fatti flogiis tici ·p ericistitici acquistare una oerta fissita. U.n1a cisti pancreatica fermo la diag.n1osi di. cisti del pancreas. Nel ehe si sviluppa fra i due foglietti del mes-0secondo specialmente il reperto operatorio fu colon puo simulare una cisti mesenterica, ma molto .dimostrativo perche mise in evidenza questa varieta di cisti del pan·creas rappresenco·m e 1p er ra·g gil,lngere Ia formazione cistica fosta u·n a ir arissima evenienza. se necessa·r io incidere i1 paremrc hima pan10rea• • • Invoce neJ seoon1 do caso fu presa in cons1tico. II decorso post-operatorio .d.i mostro a.n,.. derazione la probabilita di una cisti :vetropeehe la natura benigna del processo·. Nei .noritoneale e nel primo di una cisti di echinococstri casi non puo essere invocato il fa~tore traumatico perclre De il primo, ne il secondo . ·CO del fegato. Di fficiJ.e la diagnosi differenziale con tale dei pazienti subiro.n10 trauma di. sorta n ella mal.attia, specie qua.ndo la cisti si fa strada regione ad·dominalie. Pub essere soltanto considerato nel secondo caso il fattore i-i.tenzio- fra stomaco e fegato. L'ittero, iiD1 genere limi1

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fANNO XXXIX,

Nu~c.

SEZIONE PRATICA

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tato alle selere, l 'epatomegalia, la mobilita della massa durante g li atti respiratori, la presenza di pigmenti biliari nell 'urina no11 de· pong-0no sieuramenit e per la pertinenza della cisti al fegato poiche tali sintomi possono essere presenti anche nelle eisti panereatiche e sono dovu ti a fen·omeni di stasi per oom pressione d elle vie bilia·ri ed a fatti di aderenze per reazi,o ni flogistiche perieistiehe. Tuttavia una marcata eo inofilia, la positivita della intra·d ermoreazione di liqu.ido eistico, l 'aecreseimento lento e la mancanza di oseilJazioni di vo]ume, presente in1ambedue i casi da m e illustra ti, fanno propendere per una cisti del fegato. Nei mi.ei casi non venne presa in con'Siderazione la 1possibi·l ita di saicoh e idronefroti-che o eisti del ;rene, perehe queste di solito sono lateralizzate ed il dolore e a da1rattere di vere eoliehe renali. D 'alfra parte se il rene fosse iSta to in causa e sede di una idronefrosi la massa eistica avrebbe dovuto svilU1ppa-rsi verso il fianeo e non dietro lo stomaco e si avrebbe a vu to la presenza del colon. e del sigma davanti al tumore. Altro cenno merita il fatto clinico del rapido benessere dopo l'intervento operatorio. lnfine dallo studi10 dei miei malati non1 si puo .n on riaffermare l 'importanza dell 'indagine radiologica . Usando una tecnica affinata e possibile seor· gere la massa cistica ehe risalta per opaeita sulle regioni vicine ed il quad ro e diverso a seeon·da della via di sviluppa della cisti. Quando questa si estri.nseca fra fegato e stomaco, quest'ultimo e spostato in basso, ool fondo e corpo piu o m eno a sinistra, e 1a piceola eurva ·eir.con da ·in ~nere la massa turn orale. (caso 1). Viceversa se lo sviluppo .della eisti e fra stomaco e eolon trasverso le maggiori alterazioni sono a carieo dei duodeno, eh e abbraecia i corutorni del tumore e si presenta piu o meno deformato nelle varie porzioni, come ev.i dentemente appare neil seeondo caso, dove l 'in cisione laparatomica cadde sopra un 'ansa intestinale dilatata· ehe soltanto dopo attento esame fu riconosciuta appa·rtenere al ·duodie no. Per quanto riguarda la teenica operatoria seguita i due casi surriferiti dimostrano ehe il metodo delio svuotamento della eisti ·con marsupializzazione ga·r antisee Ja guarigione compl1eta, inquantoche il tramite fi stolo,so ehe ne risulta si chiu·de in un lasso di tempo di poch e settim.ane.

dello svuotamento con marsupializzazione. Illustra la sintomatologia ed il .d·e eorso e trae aleun·e considerazioni sulla diagnosi differenzia·le. Mo11za, 25 ottobre 1930. BIBLIO(J.RAFIA. Ci::ccARELLI e SuL1.1„ Policli11~co, Sez. Prat., 1904. CAPPELLI. Jbid., Sez. Chir., 1909. MALAN. lhid., Sez. Chir., 1909. PELLEGRINI. La Riforma Medica, 1910. DE FRANCISCO. lbid ., 1912. R1GHETT1„ La Clinica Chirurgica, 1913. In. Lo Sperimentale, 1913. DoNATI. La chirurgia dell'addome. Ed. U.T.E.T., 1914. S1MONCELLJ. Rivi sta Ospitaliera, 1918. RuGGI. Policlinico, Sez. Prat., 1919. MoRH ~ STAEHEI,rN. Medicina Interna. Ed. Soc. Editr. Libraria, 1921. CAucc1. 1\rchivio Italiano di Chirurgia, 1922. Cul\fß 0. Radiologia Med~ca, 1922. OnTNER. Sintomatologia clinica. Ed. Vallardi, 1923. KAUF J.VlANN. Anatomia Patologica. Ibid., 1925. CEccARELLI. Annali Jtaliani di Chirurgia, 1927. BoRELLI. Radiologia Medica1, 1927. SAccoNAGHI. La diagnosi clinica dei tumori addominali . Ed . Za1nboni, 1927. . FERRIO. !Ja diagnosi clinica delle malattie interne. Ed. U. T.E.T., 1928. . . •

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RIASSUNTO. L 'A. d·eserive due casi di cisti del panereas operati secondo il m etodo conservatore, cioe

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L'ATTUALITA M·EDICA La cura del tetano, della difterite e di altre malattie neurotropiche con · il · metodo ftlattieo. ' . (R.

CRUCBET.

British Me.dical Journal, 16 ge·n-

naio 1932). · L'efficacia dell 'anestesi1a- rclorofor.miica ne1 teta·n o fu per la prima volta motata da ·B illar·d. Egli con i suoi stu·d i venne alla conclusione eh e il cloroformio ha la capaeita di n1odificare l 'equilibrio .d,ei lipoidi e di ren.derli refrattaTi all'azione delle 1neurotossine. Chiamo questo fenom•eno filassi. Le esperienze istituite al riguar<lo dettero i seguenti risultati: . 1) La i·niezione di una dose letale di tossin1a1 teta.nica in u.na cavia an est esizz.ata iper tre mi1nuti eon .cloroformio 12-15 minuti prima dell 'ini,ezion·e 1non provoca ·disturbi. Percio la cavia aneste1sizz.ata e refratta:ria alla tossina tetanica . • 2) Se l 'iniezione di tossin.a tetanioai e ·praticata 10-1·5 minuti prima dell 'aneistesia eloroformica_, l '.animale muore piu rapid.a mente eh e l 'atD.imale al q·uale e stata praticata la sola i1niezione. Percio l 'anestesi.a eloroformica p:naiti.cata succes ivamente alla iniezione della tossina n e a um1e•n ta la virulenza. 3) S·e ,a.d un animale trattato come nel caso .p recedein te subito prima o dopo della eloroformizzazion e si pratica un 'i·niezione di 1

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siero antiteta.niico (0,50 cmc. per 100 gr. di peso) isi ha la sopravvivenza ·dell 'a·n imale. Percio l'iniezione di si,e ro antiteta.n ico contemporance a alla cloroformizzazione a111n ulla l 'azion·e della tossina tetanica. Sillard ott•e1nne i me.desirni risultati 1con la tossina difterica, con il veleno d·ella vipera e con la s·parteina. Billar.d spi,egiai il fooomen·o ammettein do cl1e 1a cloroformizzazione preventiva (esperimento n . 1) impregna i lipoidi del s~stema nervoso ed impedisce a lla tossina tetanica di fi ssarvi·Cisi. In altre parole il clo roform1io agisce come un ag·ente .p rotettore O· filattico (<pu),a.crcrt~, protez i01I1e). · Questa prop rieta fi lattica nom ha la ste.s sa efficienza qua1ndo l,e toS1Sine ·n ·eurotrofiche sono gia fissate ai lipoidi nervosi. 11 cloroformio, e vero, ·data la sua affinita per i lipoidi ·e capace di scacciarne le tossine, ma non e capace ·di eocitare la funzione antitossica a11zi ·sembra ·p aralizzarl.a (.esperimento n. 2). Se invece contemporaneamente alla cloroformizzazione ed al conseguente spostamento delle tossin e, si somministra u·n 'antitossina sotto forma di siero, •Si ha l1a1 neutralizzazione delle tossine circolanti e la cura dell 'infezione (esperimento lll . 3). 1111 oon.clusio·n e1 qui·n di la •CUTa del tetano e della difterite consiste nelJa somministrazione di grandi ·dosi di antitossine sotto cloroformiz.z.aziorne. 11 metodo ehe ha dato piu brillanti risultati e quello di praticare le iniezioni sottocutanee di 50, 80 o 100 cmc . ·di siero antitetarn.ico prima o dunante la cloroformizzazione. Nei casi fulminanti l 'iniezione deve essere pr.a tiic.ata per via intramuscolare o . endovenosa, pratican·do eventualmen.t e anche un 'iniezione suhara,cnoi.dea di 10 cmc. di siero. Occorrendo il trattan1.e nto 1si ripete due volte al • g1orno. La cura deve essere praticata senza in.dugio non ;arppe.n a compaiono i primi sintomi della malattia. Pie r la difterite si adopera il m edesim·o metodo non appena si ma1nifestano complicanze 11eTvose. . La stessa c ura v,a precQnizzata per la poliomielite e l 'enoofalomielite. Per la poliomielite si puo imipiegare il siero antipoliornrielitico di Petit. • In ma.n canza di un siero 1S1pecifioo· contro l 'en oefalomielite, i111 questa aff.ezione e ? a ~·en ­ tare l 'urotropina, la quale agirebbe f1latt1ca: m ente come il cloroformio. L'urotropi·n.a Sl d ecompone nei tessuti con la .produ~io!le .d~ formaJ.dei·de, ,ehe spostia1 le toss1ne da1 I.1po1d1 n ervosi fissandovisi essa. Billard i1n ·e ffetti ha sperimentalmel!lte ottenuto con l ' uTotropina effetti analoghi a quelli ·del cloroformio. 1

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L 'iniez.ione di urotropina in una cavia una qtiindicina cli minrut~ dopo la sommJi..n istrazione di tossina an,titetanica provoca la morte rapidJarrnente. 11 metodo filattico va inoltre sperimentato in. altre infezioni avernti par.ticolari iaffini1a c-011 il sistema n ervoso quali l'influenza, il tifo, l 'herpes zoster, la varioella, la malattia del s001no, nonche in a lcuni avvelenamenti (stricnina, curaro, botulism•o, ecc.). 1

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SUNTI E RASSEGNE. PEDIATRIA. Le febbri alimentari del lattante. Squilibrio termico per squilibrio alimentare. (R. DEBRE e M. LELONG. La Press e Medicale, 20 g iugno 1931). Contrariamemte al concetto di febbre, sinonimo d 'infezionie, in ogni eta, ma particolarmente n ell 'eta del lattante, esisterebbero secon.do gli AA. delle f.ehbri ehe si ·p otr·ebbero dire amicrob~che, .a setti1che, o come le chiamano gli AA. ·s tessi, febbri alimootari, inten·dem.do con tal nome ogni febbTe la cui apparenza sia legata1 strettamente all'alimentazione e eh e scompaia irmmediatamente cambiando o modificando il regime dietetico. · Esse si ac- · compagna·n o ad una sintomatologia clinica particolare 'e richiedono un loro speciale trattarnetnto. Gli AA. ricordan·o gli altri numeTosi esempi di febbri in,d iscutibilmente asettiche, come l 'iperteJrmia per lesioni dei centri nervosi, l~ i pette11m1ie dovute a ~iezio1ne o ingestione d1 sostanze ehe tagiscono sul simpatico (adren~­ lina, atropin~), le ipertermie degli i.p~rtiroid~1, le febbri da iehoc e le febbri rprote1n1che (s1ero) ,e non rite·n gono quindi cosa straina l 'ammettere, specie :nei primi anni di vita ad equilibrio t ermioo cosi instabile, la .possibilita ·di elevazioni termiche lega'te essenz1almente a so,s tanze alimentari esagerate. Viamno separate nettamente da1le cosidette febbri alimentari le f.ebbri provocate, da introduzione parentera~le di alcune sosta.n ze (salei, zucchero, ecc.), oppure .da ing·e stione di ·dosi nie ttamente o re~ativa­ mente esagerate di determi-nate sostanze, le febbri dispeptiiche, febbri ehe si accom p.a gna• • no a cost1paz1011e. Come febbri alimentari si devono solo co11sid·erare le febbri da latte secco, da disidratazione, da scorbuto, e le febbricole alimemtari. La febbre da latte secco descritta la prima volta ·da UJil'O degli AA. e da Semelaig.n e av:ehbe caratteri tipi·ci: febbre estremamente irreg olare anche elev,ata (41°, 42°) con aspetto generale del bambino ehe si mantiene buooo, e1

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SEZIONE PRATI CA

same obiettivo negativo, ·non d.iarrea, n on vom~to, appetito con servato, non caduta del peso anzi talvolta aume.into .d·el peso durante il periodo febbrile. Sete intensa. Se si sospende il latte in. polvere, o si agg~unge a aqua al reg ime stabilito o si diminuisce la quantita di polvere, 1Ja, febbre cade subito per crisi, per ritornare appena si ripren.de l 'a limento iniziale. Essa ha evoJruzion.e ben4:,oma e non da complicazioni. Alla febbre da latte secco si ravv.i cina la febbre da latte con.densato, con lo stesso andamento clinico e lo stesso m eccanismo patogen eti.co, me·n tre se n e a llontana la feb bre da disidratazione caratterizzata dall o tato genenale grave del bambino e dall.a ra.p ida cadut.a d~l peso. In questo caso l 'a ggiunta di acqua fa abbassare rapidamente la temper.atuTa. La febbre scorbutica, eh e si puo pPesentare anche prima dell 'apparizione dei sintomi d ell 'a1v itaminosi, come sintoma quasi premunitorio, e una febbre elevata, molto irregolare, ehe si accompagna ad a n oressia, non a disturbi enterici , s~ionarie ta .del ,p eso, e sparizione quasi irmmediata quando si aggiunga vitamina C. in quantita sufficienti. Oltre questi 3 tipi di febbre, eh e sono in generale piuttosto elevate, .sono ·d a considerarsi alcune febbricole , cl1e molte volte si posSOl1lo mettere in rapporto con fattori alimentari; cosi le piaoole febbri n egli a llattati con latte di vacca, dovute a scarsezza d'acqua o di vitamine. Riguardo a lla patogen esi delle febbr i alimentari, essiai e st.ata presa in eonsiderazione anzitutto per il latte in polvere. Scartate furono l 'orig ine microbica d.i tale febbre, sia per infezione esogena (polvere ase ttica), sia per attivazion e ·di una i·nfezion e latente; cosi l 'origine to ie1a1, l 'anafil.assi alimentare, la sensibilizzazi~ne dell 'organismo, la disid.Tatazione in senso as oluto. Le esperienze degli AA. avrebber·o· potu to ·dimostrare l 'assoluta indipendenza da qt1.e·~ to o quel la tte in polvere. L 'azione piretogena .s ar·ebb·e eomune, piu o meno intensa, a tutti i latti in ,polvere: essa non dipend,e rebb e dall e sostanze in dissoluzione nel siero (lattosio, sali) ma dal rapporto tra la qua·n tita ·di polvere e la qua ntita d'aequa della diluizione. Qu esto rapporto c.apace di d1eterrninare la fehbre non si puo e primere in una cifra fissa: percl1 e varia da uma polvere di latte ad un 'a ltr.a, da un i1ndividuo all 'altro, e p er lo stesso bambino da un momento all 'altro. Molta importanza· ha l 'eta d el lattante. Una stessa dose di latte in polvere e tanto piu piretogen.a, quanto piu il la ttante e giovane. Da con sideirar,si e anehe la costituzione idrolabiJ e o idrostabile del soggetto, lo -stato di maggior o m inor riscaldamento dovuto a.ali abiti , la viva1cita .dei movirnenti, Ja 0 Cl.,,. • tem pe~atu11a l 'am,b i1ente. Niell.a tr.as Lu1r1n.az10-

ne del latte in polvere si svolger·ebbe maggior numero di calorie eh e n ella trasfo·rmazione del latte comune; si creerebbe cosl un bi.s ogn o supplememtare di aequa, per ristabilire l 'equilibrio termieo; non vi sarebbe perdi ta d 'aequa, ma immobilizzazione delle r~serve disponibili, e quindi aumento de l peso. Non si tratta quin·di di disidratazione, ma di una primitiva esa•g er azione de} rmetabo1ismo delle sostanze ·ehe fissano l 'acqua e piu specialmente dell1e 1proteine . Anch e nella febbre scorbutica si avrebbe, per l 'avitamin-0si, uno squilibrio tra i diver i metabolism i , specialmente tra. ,p roteine a a cqua; quilibrio ehe porterebbe alterazione ter• m1ca. Con1e gli AA. stessi tengono a diehiarare, le ricerch e patogenetiche lascian o ain ·cora adito a inolte discussioni e devon.o essere in molti punti chiarite, ma quello eh e deve e.ssere ammesso e la realta clinica di que te febhri aliJm'ßntari . C. NERVI.

FEGATO E VIE BILIARI. Alcool e sifilide nella genesi delle cirrosi. (tBRuLE, BARBAT. Presse Med., n. 103, 26 dicemtbre 1931) . iBrig h t rnel 182 7 vide nell 'aleoolismo la causa principale ·d-elle cirrosi . Ma g ia nel 1869 Fre1ricl1s e La.n cereaux u saro·n o il t emnline di eirro i , ifilitica, ·disting uendola d:a.Jle forme alcooliche. Gerhardt nel 18.98 a'Ildb piu lung i affermando 1ch e a-ncne senza caratteristiehe special i, ogni cirrosi ehe si manifesti in un }uetico senza a ltra causa evidente va eonsiderata come un:a cirrosi iSifi litica. Ma sopratutto n egli ultimi venti anni si sono aeoumul~·ti molti lavori tendenti a provare ehe malte e1rrosi sono lueti1che e non aleooliehe. A questo· seopo si po·sso·n o citare argomenti sierologiei, argo·m enti terapeutici e argom enti a natomici. 1) Argomenti sierologic:i : Nel 1912 Letulle e Berger on SO·p·r a 18 m.alati di epiatiti croniche trova rono 7 volte Ja R. W aissermann. po<Sitiva, ossia il 40 % di sifilitici. Le.tu,Jle in una statistica u.Iteriore trovo il 50 % di luetici, e Villaret e Blum su 39 cirrotici trovarono, il 73 % di J.u etiici. Anch e se si amm:ette con Le Noir eh e in un servizio ospedaliero su malati presi a caso la proporzione dei 1sifilitici e del 20, 25 %! questa cifra e largamente superata presso 1 eirrotici . D 'a]tra parte ammeJt;tem.·do an ehe una pro1p orzio·n e assai forte di sifilitici. tr:~ i c ~r~oti.c~ , b isogna b ein ricono·Slcere ehe i e 1r~ot1 c1 s1~1li tici sono nello stesso t empo degl1 aleool1zzati. Le ricerch e etiologich e non permettono rd unqu1e1 di incrimi'Il.are }.a sifilide iso·I.atamen-


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IL POLICLINICO

te eome causa di eirros i; tutto a l piu · si puo invocare una assoeiazione di lues e di a leool. 2) Argomenti terapeuti·oi: Esme.in, Parvu, Courtois-Suffit e. Giroux not:arono eh e n1olti ·eirrotici guiar~sco·no ron il trattamento m er.curiale e attribuirono eio alla n.atura luetica ..della eirrosi. Questo argom.ento 11.a scar.so valore, il merc urio agirebbe qui eome diuretico piu 1che eom e :antisifilitico. L'uso oggi qi corrente d ei diuretiei m er euriali, rend.e il fatto bene evidente. 3) A rgome-n ti an1atomo-patologici: LetuJle ·e i suoi allievi eredono ·di · trovaPe u·n argomento importantei nella esistenza freq_ueinte, a.Jla a utopsi.a d ei c i~rctici , di lesioni 1p erito. neali delle q·u ali essi . i sforzano di dimostrare la :natura luetica . Questa peritonite sifilitica ..-sarebbe la lcausa d ella aseite. Null.a viene dunque .al giorno d 'oggi a pro-vare in n1odo perentorio ehe la sifilide possa, da essa sola , er e.are d1elle cirros i de l feg.ato . Brule ·e Barbat hlatnno ristudiato que·sto problema in 53 cirrotici; eon questi risultati : La ·s ifilide: era presente in 6 casi, quattro altri poi eraino d·ei V·eechi lue tici eon re.a zioni sierologieb e negative . La lues fu quindi rintrae„c:i.ata nel 20 % dei oasi, i·l el1e non :s.orpassa la proporzione· abituale eon eui si trova nei ser-vizi osp·e dalieri. Pe r eontro l 'a·l eoolismo era -evidente iDe ll '86 % dei easi ; e di piu d ei dieei malati luetici, otto el'.ano dei grandi alcoolici. Lo studio anaton10 patologieo (6 autopsie su dieei eirrosi di Laennee) non fu piu favorevole alla lues. Senza n egare, rco·m,e " fann o ._oerti AA., l 'esistenz:a di u·n.a peritonite sifilitiea , non si sentono pero autorizzati a d attribuire .ad es a con1e vorrebber o Letull:e e d ~ allievi, una frequ.e n za ed una im portanza deeisiva. Essi non possono ammiettere ehe la peritonite lueti c.a possa din1ostrare ch·e 1.a ei!frosi eoncomitante e u·n a cirrosi ]u.e tica, comre non si p1u o 1coneludere pe r l 'esistenza di una -perito nite tubereolar:e alla n:atura tubercolare di una eirrosi. Essi pe1nsan o poi aneh e eh e -eom.e la lues n·o n erea la eirrosi, cosi non erea 11eppure. la aseite, al piu, di que ta rGodifica i carat.teri. Per quanto rig uarda le 1cirrosi atroficl1e noi ll10n n:e trovi.amo n·essun.a, tr:a quelle ir1 oui eerta o probabile .esiste la lues, eh e non ~ i ver.ifiehi in un grande .alcoolista. Per le cjrrosi· ip;ertrofieh e invece oceorre una maggiore r1serva n elle . con clusioni; perch e pure restando .p redomi,n an tei l 'uf fi1ci o dell 'alcoo 1, jn questo g ruppo si trovano c.erto d·ei casi in eui l '·etilismo non e in causa. D'altra JJc.lrte lo seovare la sifilide in 110 eirrotieo a:J.01 t c;i deve fare cantare vittoria, poiehe n ella pcof:)·nosi s i deve se·m1pre ri cord·ar e il f.attore alcool eh e e so,Jo, sen za du,b bio , la causa dominante. 1

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ToNELL r.

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Lesioni del fegato da inoculazione di malaria. ( 1\il.\TERNA.

Wi eri. Klin.

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43, 1931)

L' A. rifer-isce su 9 casi di paralisi _progr~ssiv.a, venuti a morte dopo l 'inoculazione della mala.ria, fatta a seopo terapeutieo, e ehe presentavano tutti lesioni n ecrotiche del paren ehima epatieo , di varia intenisita e eonsistem:ti sopra tutto in necrosi celluJari ed alterazioni endoteliali sia delle vene centrali ehe dei ra mi della porta. II Ma terna cohsidera queste g.ravi alterazioni epatiehe eome 1a ca'lllsa della m·o rte, le att ribuisce a·ll 'i·Illoeulazion·e mala.r ica e con elude ehe, ;prima di iniziare tali eure, si debbono far e aecurate indagini sulla funzionalita del · fegato. . Wagner-J.auregg '( Wie.n. Kliri. Woch., 44: · 1931) r eplica eh e in alcuni di qu·esti casi, la morte non era da imputarsi alla malaria, per · r.a gioni· ch.e a volta ra1volta discute; ~ondo lui · le alterazioni del fegato sarebbero state n on ir. r eipar.abili, ma ca paici di regredire, com e dimostra il fatto ehe esse erano piu leggere appunto inei casi in cui l.a malarioterapila.1durava da piu tempo: e ·n.on e d 'aeeordo· col Materna nel·l '.an1.mettere eh e i paraliti ei a fegato malato d.ebbono essere eselusi. . Secondo Wagner-J1ruregg la malair ioterapia ben eondotta r esta un metodo veramente utiJ.e e pr-ezioso. Materna .r eplica brevemente (ibidem) limitandosi a ·dire ehe egli no·n ha voluto oriticar e il metodo, i.n. gen·e re, ma dim:o stra.r e ehe esso puo esseTe pericoloso. V. SERRA •

Solle colecistiti tifose. (A. AGuEcr. Pathologica, 15 ge!Ilnaio 1932). L ' A. riporta una statistica eomprendoote · 160 casi di eolecisti te di varia natura -sottoposti a·d intervento operatorio e sistematicamente studiati dal lato ba1tteriolog ieo (cultura da lla bile eolecistica), e, nella g ran·dissima maggioranza dei casi, dal lato istologi1c.o. Globalmente, s ui 160 casi esaminJait i; il b. di Eb erth e stato trovato 13 volte (8,12 %) . Jn qu.asi tutti qu·esti 13 casi e dimostrabile un n esso diretto fra tifo e eolecistitei, suocedentesi l 'UJna all 'altro a breve di.stanza di tempo ~ Probabilmente poi, oltr:e ehe in questi casi "i1n eui il tifo e b13tteriolo·g·i camente dimostrabile, il b . di Eberth e il _prima mo,rente anch e .di a ltre col.eeistiti in eui manca per esso la ·p rova cultura le si tratta in questi casi di infermi .n ei 1q,u.ali la infezione Eberthiana ·risale a molti a·n ni prima (33 casi sui 160 della statisti.ca); possibile quindi ehe il b. tifoso ·respo,n sabile ~n un pri1no tempo dell 'insorger.e dell 'affezione coleeistica, siia1 in Util secondo tempo , coll 'andare degli anni, s.com1

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parso dall.a bile, qua ndo l ',a ffezion,e era g ia in corso. Le lesioni istolog ieh€ risconlrabili nella coleci tite tifosa somo gen eralmente a tipo infian1 n1a to ri o, previaiJ en temien·t e ca tarral e, s~nza alcun sipeciale cara ttere eh e le dif ferrenzi da lesioni analoghe, quali tutti i germi fl ogogeni possono da:r e1. Esse lesio,n:i possono interessare sia la mucosa, sia la musoolare, seJ*Uratiarnente od insieme, ed i.n qualche ·raro caso anche la sierosa. La mucosa pero e quella eh e piu di •COffi'UD€ e piu ·d i frequente e primitiv a 111 em.t e 1esa . V. DE ANTO 1. 1

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La reazione di Brngsch e la formazione intracntanea di pigmenti biliari. (P.

REBEcc111.

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SBZIONE PRATJ C .\

Minerva Medica, 8 die. 1931 ).

B noto come il Brug eh distingua quattro sorta di itteri, :ai S€conda della tona lita della cute itterica : UJil ittero ro so-bruno, un ittero g iallo-verde, un ittero g ia llo-chia ro ed un ittero bruno. Nelle forme di ittero epatotossi1co in cui cioe a base della comparsa in cireolo d ei pigmen ti biliari il Brngsc1h pone una le ione priim:i tiva delle eellule epatiehe, il fegato div·e rr ebbe insufficiente a·d esplicare la ua normal e a tlivita verso i .pigmenti 1sat11guigni onde tra formarli in bilirubiina: in tale processo di elaborazione verrebbe quindi sostituito, per azione vicaria, da tut~a la su perfieie eutanea e n e verrebbe in con seguenza una scomposizione nella eute d el pigmento em atieo con formazione di bilirubi na da un lato e eomparsa <li ferro dall 'altro: Nell 'ittero g iallo-verde o ittero di origine meccanica l:a1 lesione epatica non sarebb e, almeno all 'inizio <le;lla affezione, dimostr abile; alla cellula epatica rimarrebbe quindi la proprieta di formare pigm enti biliari, ma questi non trovando libera la via di ·deflusso verrebbero riversati ·n.el eircolo sang uign o e di qui nella cu1ta, previa la loro tras formazione in biliverdina, ,p er particolari propri€ta os idocatalizzatrici dell 'am·b.i€1D:te biliare ove so.Jtanto sa rebbe possibile, a <li fferenza del tessuto cutan eo, ritrovar quell' optimum riguardo al Ph n€cessario ad una tale funzione. Anche :n ell 'ittero g iallo chiaro, costituito da quegli st ati ·di i.peremoli si eh e oondueo·n o talora alla com.p arsa <li tinta itterica diffusa all:a superfi1cie eutanea, 1n.o·n vi sarebbe formazione, almeno in eorrispondenza della eute, di pigmenti biliari e ma n eh erebbe quindi quel contenuto in. ferro caratteristico <lella prima formia di itterizia. La particolare tiin ta bruna infine eh e accompagna l 'ittero bruno, e tuttora argom ento di discussione al riguardo della sostanza eh e a t.ale colorito da origine: se si tratta !Cioe di 1

una melanina oppure di una sostanza n era derivata dq.lla o sidazione della bilirubina. _ II Brug eh dunque sostiene eh e la proprieta di trasformare l 'emoeromogeno in pign1enti h·i liari e ferro· spetti alla cute n el caso soltanto· eh e le eellule epatiche siano comunque in!:iufficienti. a tale fun zio,n e. In tutti g li altri casi si avrebbe b en i n ella cute 'P•r esetnza ·d i bilirubina, m,a que ta sarebbe o ossidla1ta con1e negli itte ri m eccaniei o a r eazio,n e in·diretta, eom.e ne.gli itteri da iperemoli„i, ed in tutti i 1casi poi m:aIDchere.b be sen1pr1e la possibilita di dimostrare ferro in seno ai tessuti. A eonferma di tale suipposizion e il Brugseh riportava in ultimo, la possibilita di di1n ostrare chimieam ente in vivo la presenza :nei tes-" uti del ferro di scomposizio·n e. Iniettando i1ntracutanoom ente poch e go1cee di una soluzione di ferrieianuro pota ico a11 ' 1 % eo·m pare nell 'ittero aeo.J,er€tico, dopo qualch,e minuto „ una ehiazza piu o meno i ntensamente bl eu eh e e d a r icondurre :a1lla esistenza d el .ferro bivalente. Anoh e n·eNl 'itter o: m .edcanico una tale r eazione sa·r ebbe possibile, poro eomparirebbe solo tardiva·m ente, in u 1fl per~odo di tempo oh e fa ipresumere a l 1Brug eh cl1e il ristagno della bile abbia provocato tali lesioni epatiehe da con1pron11etter e la funzione hiligenetica e determinare percio la comparsa dell 'azion e vic.ariiante dell:a1 1cute. L 'A. h a esegillto d elle esperienze di eon trollo e cosi ri ns.sume i ri sultati d·elle su e ricerche: 1) la r eazione ·di Brugseh eh e avvi.ene nella cute di soggetti itteriei e una r eazio11e chimica · di combinazione ·del ferrieian u·r o potassiico col ferro contenuto i11 queste condizioni paitologich e nella cute ed i1n qua·n tita tale da pot€r essere svela to eon un mezzo chimico assai sen sibile; 2) la po itivita della reaziooe di Brugsch n on depon e tuttavia per un 'azione , riearia della eute n·ei 1confronti de] ri ca1nbio emoglobinico, ma sta .ad indi care soltanto un deposito n ella cute di una sostan za 1c.h e, al pari dei pigmenti e dei sali biliari, tro,·a d ifficolta ad essere escrerta per le su,e n aturali vie di el~n1i.na • • z1o· ne · 3)' la prova di Brugseh non ptio per le rag ioni or:a1 ·dette servire eo me u·n sicuro m·ezzo dia.rnostico d·ella fu·n zion,a lita epatica. C. TosoANO. 1

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V ASI SANGUIGNI: Basi cliniche e sperimentali a sostegno dell'arteriectomia nel trattamento delle obliterazioni arteriose Iocalizzate. (R. L ERI CHE. Am. J. Surg., ottobre 1931). Le arterie n on debbon o essere considerate soltanto come tubi elastiei 1con-d uttori ·d·el sangue, m a anch:e1 dal punto .di vista ·d ella loro


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filmervazione simpatica, ch1e attraverso riflessi va1somotori ha un ruolo im1p o·r tante nella fisiologia normale e patologica dell•a1 ci:rcolazione sanguigmia. Quando un 'arteria e obliterata i suoi nervi non rimangooo intatti, ma, secondo l 'A., sono messi i·n uno· stato di ipereiccitazione dalle modificazioni trofiche eh e avvengono nella paret e vasale, e possono produrre dei distur·b i sia nel senso ·di una vasodiI.atazion1e ch.e di una vasocostrizioTue. Quando un 'arteria e obliterata cessa di esse.re un/arteria e ·diventa un n ervo simpatico <aanmalato; pePtanLo accanto ai segni dovuti puramente a ll ' ostacolo m ecca.n i1co, compaiono quelli ehe l 'A. riporta all'eccitazione cronica ·dei n ervi della parete vasale; tra questi ultin1i il d-0lore, la cianosi, i ·distu.Tbi trofi ci, l 'ipotonia muscolare. Segni eh e sec. l 'A. scompaiOOllO in s.eguito all 'arteriectomia. A questo proposito l 'A. ricorda due ca.s.i operati nel 1917 e nel 1922 n·ei quali l•a1 legatUJra rispettivamente da ll 'a. omerale e dell'a. fe1norale p er tra11ma aveva determima to disturbi consistJenti in senso di freddc, riduzione d ella pressione, ·impot.enza frun·z ionale, ci1afilosi, ulcerazioni trofiche. L 'asportazione del tra tto di arteria obliterata in .seguito alla legatura fu seguita da un ripristino c-0mpleto delle condizioni n-0rmiali. L' A. pensa eh e l 'arteriectomia equivalga a·d una operazionie sul sistema nervoso, precisamente a d una simpatectomia periarteriosa, e quindi capace ·di g uari:re i disturbi dovuti a riflessi partenti dai nervi d ella parete Vlasale . Conseguenza di cio e eh e Ia arteriectomia ·d eve essere in geinerale sostituita alla semplice legatura ·d·ell 'arte1ia. Anche sperimen.talmeinte e stato dimostrato eh e e piu dannosa per il ripristino d el circolo la legatu.r a di un 'arteria 1ch e l'asportazione di un tratto di essa1. Stricker e Orban, dietro consig lio dell 'A. , hanno asportato in piu te·m ipi in dei c.ani tutte le grandi a:rterie all'infuori delle carotidi , deill 'aorta toracica e ad·dominale fin sotto1 l'orig in·e della mesenterica i:nferiore; in tutti i casi si formo un circ olo collaterale tale ehe l '.a nimale n·on risentiv.a in definitiVla n essun ·danno della mancanza delle arterie. Al c-0ntrario si avevano notevoli disturbi quando le arteirie venivano soltanto legate. In b.ase a tali ricer che cliniche e sperimentali l 'A. dal 1916 ha eseguito numerose arteriectomie per occlusioni iarteriose in seguito a legatuFa , trauma , trombo·s i acuta, a.rterite da co.ngelazionie, ·e>mlbolie, ;_arteiriita localiziZJate e trombosi receJnte da arterioscle.ro,si. I migliori risultati furono .ottenuti nei casi in cui. fu tecnicam ro1te 1possibile a sp ortare intera111ente la p.a rte obliterata dell 'arteri1a . Di conseguenza l 'arteriectomia e di scar so valore nella tromboangioite obliterante in quanto l 'o1

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bliterazione arteriosa e troppo estesa per consentire una completa ia1sp-0rtazione.

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STEFANINI.

Iniezioni di glicerina nel trattamento delle varici col metodo sclerosante. (F.

MAGNON, CH. GRANDCLAUDE et BRET. Presse medicale, 17 giugno

M. LAM1931).

Gli autor:i si sono indotti a sperimentare la glicerin.a IIl.el trattamento sclerosante delle varici avendo notato le proprieta sclerosanti di essa in occasione di ricerche sperimentali di a ltra natuTa. Essi h:a:nno dapprima sperimentato su 4 7 GaJli iniettando da 3 a 5 cc. di glice;rina neutra al 30 % ·n elle &afene degli .a nimali . Notan o anzitutto la indolenza dell 'iniezione se eseguita correttam1ente ne l lume vasale. Metto·no quin·d i in rilievo u·n a interessante diversita di reazione d.a p.a rte del v.aso iniettato alla 1a. e alla 2a. iniezione. Mentre all.a 1a. iniezione segu·e una debole r eazio,n e locale costituita da u·n lieve ispessimento delle pareti della ve1na constatabile qualch e ora ·dopo l 'iniezion e, dopo la 2a. iniezion e si ha invece un:a1 :reazione violenta ed imm.ediata co·n sistente m una tumefazione en orn1e d·el vaso ehe porta p oi alla sclerosi con obliterazione completa. L 'intervallo di tempo fra la 1a. .e la 2a iniezione ·h a grande importa!Ilza .p er lo ·stabilirsi di questo fen-0meno poiche esso non avviene se la 2a. iniezione e fattJai a n on ·p iu di 24 h. di intervallo. Ha diremo cosi il 1suo optimiUlffi di pro·d·u zione Sei la 2a iniezione e fa.tta a 6-8 giorni di distanza .dalla prima, diminuisce la diversila di reazione fra la 1a. e la 2a. iniezione se l 'intervallo supe;r.a i 14-15 giorni. Gli autori lo spiegano con la dottrina del1'a·n afilassi : la 1a iniezione mortificando le ciellule deille pareti vasali e d et erminan.do l 'assorbimooto d,e.j lor-0 prodotti tossici sa:vebbe l 'iniezion e sensibilizzatrice; la 2a iniezione con lo tesso meccanismo quell.a ohe scaten!a.1 la • reaz1one . II m eto·do e stato .app1licato all 'uomo e sono stati trattati numerosi casi di v.a.rici di cui gli autori per brevita riportano solo 5 casi di vecchi cardiopati·ci . Si sono iniettati volta peir volta 5 o 10 cc. di solu·zioni al 50 % o al 75 % di g lic.erina in acqua ·d istillata. . Le iniezioni son.o state fatte in 11umero d1 tre o q·u attro a distanza di cinque giorni circa U'lla dall ':altra . La scler-0si si e de etermin.ata quasi sempre dopo la terza iniezi-0ne. Gli ammalati non han.n o dim-0str.ato alcun disturbo. La g licerina ha il vantaggio di es~e una sostanza piu sclerosante e mooo toss1ca dolle altre fino ad oggi adoperate. B. PAGGI. 1


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CENNl BIBLIOGRAFICI. (1 ) MoR.\X. Precis d'ophtalmologie. Quatrieme editioo„ Vol. in-8° di pagg. 900. Masson et C., Paris, 1931. 1F r. 90. II libro del Morax arrivato alla sua quarta ooizione e U Il•O dei migliori libri pratici di ocu~istie8: che siano apparsi in questi ultimi ann.1, ch1aro e com 1pl~o, con cenni u tutti i piu n1oderni mezzi di indagine, a rricchito di un buo.n. atlante di oftalmoscopia. . Co.m i ncia con l 'e porre la tecnica operatona con tutte le avve,d utezz·e co1ne soil o un eo ·i provetto operatore quale il Morax poteva dettare, sulla prep.a.razione del malaLo sulla dis~nfezione, anestesia, ecc. Nei capit~li seguent1 ove tratta delle varie malattie oculari vi e empre la d escrizione clinica accompa.o-.n ata da h.u001e nozioni anatomo-patologiche. propos1to d elle palpebre e parti vicine sono indiaaiti i piu importanti e moderni rnetodi di pl~~tica . Com1plesso il ·capitolo delle daoriocist1t1 nel quale sono insegnati i m etodi di aSJX>rtazione del sacco lagrimale e di dacriocistorinostomia, b ene illustrati con figure dimostrative. Nel capitolo ehe tratta d ell c m alattie della cornea fern1ano l 'attenzione i m etodi di esame colla len.t e di Beebe e colla lampada a fessura, i quali dallo stato di integrita o di mon integrita ·dell 'epitelio corneale facilitano il ri·cono oimento della eventuale r1at~~a esogena o endogema dei proces i patolog1c1, e p ermettono .arn che di stabilire la profondita di eventuali corpi stranieri infissi nell.a cornea. Bene descritti i metodi di su· tura corneale e di ricoprimento congiuntivale. Ulteriormen te si trovano importa111ti criteri s1:1lla lussazione del cristallino, sull'operazione d1 cataratta, sull 'esame deli·c ato dello scotoma centrale, sulla plastica per simblefaro ' su i . . . . rorp1 stran1en n el Vltreo, ecc. E trattato poi estesamente de lta di1arfarnoscopi.a, d elta n1.i sura della tensione vascola-re ' della mi ura della . ten ione ooulare. Discusso sulla cosidetta embolia ·d ell 'arteiria cen.trale della retina, ehe piu fi:equen temente sembra esser piu ttosto effetto d1 una trombosi sviluppatasi n el vai o stesso per processi di periarteri'te od endoarterite. Sulla ottalmlia simpatica, di cui l 'autore mette in dubbio l~ pretesa patogenesi aTIJarfilattica, persuaso ehe la malattia sia .p1iuttosto un processo imfe ttivo. J?opo un esteso capitolo sui difetti di riparaz1one e a cco,m o1dazion,e, vi sono capitoli cl1e trat,tam.o deille varie si11.dromi oereb,rali dei disturbi dell 'apparecchio motore dove 'sono toc.c~ti ma.g:is~ralmente i proble~i delle paral1s1 sempl1c1 e delle p.arralisi aSisociate. Alt.ri ~ulla sifilide cerebrale sulla tabe, sull e sindromi simpatich e, sull~ affezioni dell 'orbita e

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prega d 'inviare rlue copie dei libri di cui s1 dcs1dera Ja recensione. . (1)

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SEZIONE PRATJUA

dei se·n i. Infine vi sono accenni di infortunis tica, ti sull '.arte di formulare ' fra . . insegnamen . ~~ .1 nuov1 ~etodi di cura per la infezio·n e sifil1t1ca, la s1er-0teina1p ia, ecc . G. 0. D. ßRuNo. Aitanuale di Oculistica 2a. ediz. Vol. in-16° di pagg. 300, Mil.a~o, Hoepli : 1.93 1, L. 16 ,50. . ~ un aide-·m emoire per studenti e per n1ed1 ~1, ehe tratta la m:ateria con semplicita e ch1arezza. !Buoni gli insegnam1e11ti ehe da sun1 'uso .deg~i occhiali, aruchte d·e i m.ode.rni purn.ctal ·e omhral. Buo1n i i capitoli suo-li in0 fortuni sul lavoro, ulla elettroterapia oculare, nonch e ben fatto il formrulario terapeutico. G. 0. 1

G. Ov10. La vision des couleurs, avec 19 planch es en couleurs et 129 illustrations. Paris„ tF. AJca1n , 1932, Prix 100 francs.

E l.a seconda edizio·n e di questo libro oh.e 1

ora e ce in fran cese in ma,gnifica veste tipografica e contiene un. nuovo capitolo sui colori peir ,d oppia ritrazione a luce poilarizzata, ha ampl~a.to ·e compl.etato il capitolo sull 'esam e . dei difetti ·del senso cromatiico, e molte agg1u11te su tutti g li altri capitoli . A. P.

Stereoskopischer Atlas der äussereni Erkrankungen des Auges. Vierte Lie ferung, I . 1f . Bergmla!Iln. München, 1931. Mk. 12.

KARL

WEsSELY.

E il quarto fascicolo di questa i'Ilteressante coll ezione di fotografie a colori rstereoscopich e 1d1elle principali malat tie este·r ne d·ell 'occhio, ·dovuta al Diretto·r e della Clinica Oculistica UniversitJa1ria di' Monaco di !Baviera. :E: la prima volta ·ehe si riesce a completare un lavoro di questo g·en,er e grazie all 'u o d ella ca.n1.er.a di Z.abel e di speciali lastr·e cromati1che Lu1m iere, dove non solo col colore e ool 1i.lievo stereoscopico l 'occhio sembra vivo, ma dove, in grazia ·dell.a plaisticita co!Il cui il disegno si presemta, si puo perfino rilevaT,e in profon.dita i vari piani dove risiedono le alterazioni patologiche. In qu·e sto fascicolo sono riprodotte le segu.e nti mlall.attie : Pterigo. Tumore epiteliale del lembo. !Fistola lagrimale traum.atica. Xerosi. Melanosarcoma della coroidea. !rite tubercol.are. c .a taratta zonula rie. Lussaz.iooe del cristaillino. Scheggia metallica nella camera arnteriore. Uloera vacci·n .i ca ·delle palpe·b .r e. M,e rita di essere notJait o come spesso in quest e fotografie il rilievo e la vivacita sian-0· ottenute per la sovrapposizion e di due foto,gr.af.ie molto dissimili fr.a: loro, do,re peu: esempio, le due aperture palpebr.a li 1Sono di ·differente ampiezza, le co,r nee in posizioni 1diffeirooti , rispetto ag·li an goli della ri.m .a palpebrale, ecc. 1

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« IL POLICLINICO »

ACCADEMIE, SOCIETA' MEDICHE,-CONGRESSI R . .!ccademia Medica di Roma. •

Sedu ta del 30 gennaio 1932-X. Presiede il prof. S. BAGLioNr, presidente. Sopra un caso di Leishmaniosi in adulto.

Prof. S. S1LVESTRI. - 1/0. riferisce la storia cliniea ~ed il reperto ~atomico di un caso1 di kalaazar osservato in un uomo di 36 anni. J1iehiama l 'attenzione sulla necessita di una diagnosi precoce, e fa rimareare eome questa e possibile eon Ja puntura splenica, dato il reperto spesso neg·ativo nel sangue circolante. Prof. V. GH1RON e Dott. 1-l. GnAsso. glicemia sperimentale.

Sull 'ipo-

Colture di tessuti in plasma di animali irradiati.

Dott. A. CALO. - La eoltura di tessuti embrionali di pollo e di tessuti neoplastiei in plasma di animali aventi subito proeessi vari di irradiazione eo n raggi Röntgen dimostra ehe sono, presenti nel circolo di animali irradiati sostanze, la cui insorgenza va riferita al processo cli irradiazione, e aveD:ti .proprieta di eccitarnento· o di inibizione sulla ereseita dei tessuti eoltivati. Vengo·n o esaminati tali ed altri reperti in rapporto a vari problemi di radiologia e di etiologia dei neoplasmi. 1

Sulla cosidetta vitamina della fecondita ( Fattore E).

Pro·f. V. ZAGAMI. - L 'O. si e proposto di portare c~tributi sperimentali alla ulteriore eonoseenza d el nuovo fattore (fattore E o vitamina E), sul quale e stata riehiamata l 'attenzione da Evans e Bish op. Dalle osservazioni, eh e egli fino ra ha gia eseguito, risulta ehe ratti, sotto.p osti all 'eta di 27 giorni o ad epoea ·piu inoltrata di vita ad alimentaizio,n e con diete sintetiche composte di caseina, amido, lardo, miscuglio salino di Pappenheimer, Mc. Cann e Zucker, olio di i'egato di merluzzo e lievito di birra, con aggiunta o senza di succo cli limone, in approp·r iate proporzioni, sono cresciuti perfettamente bene, mantenendo sempre ottime condizion,i generali; ma la funzione riproduttiva e rimasta in ogni caso, piu o meno· presto, danneggiata gravemente. Nei maschi eio e risultato· connesso con una netta diminuzione delle dimensioni d ei t esticoli in speeie, e dell '~pparato genitale in genere, e con la maneanza di produzione ed eliminazione di spcrmatozoi; nelle femmine invece sembra connesso eon la morte dell 'embrione in epoca piu o meno avanzata di gestazione, normale rimanendo l 'ovu1azione, la feco·n dazione e l 'annidamento· dell 'uovo. Il prof. AMANTEA domanda la paro1a per chiarire il motivo eh e lo indusse a consigliare al prof. Zagami di ·intraprendere nel suo laboratorio Je ricerche riferite; e per esprim er e l 'opinio·n e personale, ehe si e pott1ta formare, se gu endo· da vieino le esperienze, ehe lo stesso prof. Zagami ha condotto p azientemente e scrupolosamente per 0 ltre un anno. 1

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lntervento per embolia della polmonare. Operazione di Trendelenburg.

Prof. P. VALDONr. - L '0. dopo un breve cenno storico sulla operazio11e di Trendelenburg, riferisee di un caso di embolia della polmonare cosi

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operato: il paziente no~ ha sopravvissuto all 'interverito. ·L 'autopsia · ne dimostro Ja ragione nella diffusione a tutti i rami maggiori dell 'embolo della polmonare. Diseute 1'indieazione operatoria e illustra la tecniea seguita. •

Alcool e insulina •

Prof. A. GALAl\IIINI. - L 'O. ha somministrato a conigli alcoo1l e insulina per via endovenosa a brevissima distanza di tempo, e ha visto aumentare la resistenza d egli animali all 'azione tossiea delle due sostanze. Il Seg retario : G. AMANTEA.

Societa di Coltnra Medica Novarese. Seduta del 14 gennaio 1932. Presidente: Prof. PAoLo PrETRA. Natura e limiti dell'immunita tubercolare.

Prof. G. F. CAPUANI. - L'esistenza di una i1nmunita tubercolare e dimostrabile con prove ehe si possono trarre dall 'epidemiologia, dalla cliniea e dalla pro·v a sperimentale. L 'immunita, ritenuta di natura umorale per la scoperta degli anticocpi tubercolari, . si e dimostl'.'ata invece di non es5ere tale, quando si e potuto constatare ehe questi anticorpi non esplicano una vera e propria azione diiensiva. Pero si deve tener presente ehe negli umori organici esistono altri antioorrpi non d evianti il eomplement-0 , e la eui funzione litica sul bacillo di Koch non puo essere messa in dubbio, sebbene no11: raggiunga forse un grado di sufficiente attivita. Lo stesso vale per i feno meni lipolitici . L'immu~ita istiogena e ehiaramente dimostrabile sia sperimentalmente ehe elinicam·e nte, e si fonda sull 'attivita granulo-pessica del sistema reticolo endoteliale. ·N on tutti gli aspetti di questa funzione sono pero ugualmente utili alla difesa organica ; la fagocitosi e la causa prima della formazione della cellula gigante del tubereolo e della riprortuzione del germe, e percio rappresenta il punto di p·a rtenza di tutta la tisiogenesi; la sua azione si svolge invece a favore dell 'organismo solo in quanto determina una localizzazione del processo morboso facilitando cosi all 'organismo il suo . ~ompito di riassorbimento o di fibro si eicatriziale ehe sarebbe meno facile od aadirittura impossibile se il proces..so fosse piu este·so. L'immunita tubereolare e quindi assai relativa ed assai limitati sono i risultati ehe se ne ottengono; e opportuno p ertanto svolgere l a lotta antitubercolare in modo da tenerla bensi eome base importante · ~a non dirnentieando ehe con la .p~ofi­ lassi si possono oittenere risultati piu sicuri. E quindi perfetta quell 'azione ehe approfitti di ambedue tali metodi, perche solo dal loro sinergismo si potra risolvere il problema epid~miolo~co della tubercolosi. Intervengono nella d1scuss1one iJ prof. MEINERI ed il p·r of. PIE~A. 1

Morfologia clinica e profilassi antitubercolare.

Dott. C. A. LuzzATTI. - L'O., ufficiale sanitario di Pa]la11za, prende a eonsiderare l 'abito co>Stituzionale dei faneiulli inquadrati nell 'O. N. B. della citta in tutto 315 e trova il 48 % rappresentato dall '~bito lo,ngilin~o astenioo1. Cita un 'ampia biblioQTafia sull 'argomento e ritiene ehe sia opportun~ intensificare l 'osservazione sui bambini ehe present ano tale predisposizione alla tubercolosi. In tervengono nella discussione il prof. CAPu-"NI ed il prof. P1ETRA.


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Sindromi sensitivo-motorie di origine funz ionale. Prof. G. VERCELLI. - L'O. fa osservare la frequenza, nella pratica, dell 'equivoco diagnostico di sindrome organica per funzionale e viceversa. Difficolt.a ehe, specialmente nelle associazioni istero-organicbe, puo presentare il problema diagnos tico differenziale. lmportanza della precocita di un sicuro riconoscimento, <li competenza strettamente neurologica, dal punto di vista mcoico-legale e terapeutico. Presentazione (li cas,i clinici: emiplegia stabililasi ad ictu s in un giovane ventenne: paraplegia post-traumatica, contrattura paraplegica in una giovi11etta <'On eccezionali deformazioni articolari; sindrome simulante una compressione midollare con paraparesi spastica e ritenzione vescicale in una giovine donna, finaln1en.t e riconosciute di natura funzionale e rapidamente ri solte. 1

Dott. D. CANTONE . -

Nleningiti linfocitarie be-

11igne.

Dott. C. Duc. -

Scheggie di pietra sull ' iride. ll Segretario : Dott. LurGI FEnn.ERO.

Associazione lfedico-Chirurgica di .A.lessandria. Seduta del dicembre 1931. Esiste un 'autointossicazi one intestinale?

Prof. DEBENEDETTI. - Tracciata in breve la storia dell 'autointossicazione intestinale, l 'O. riferisce sullo stato attuale della questione, ponendo in rilievo i1 fatto ehe precise analisi chimiche h anno dimostrato ehe nell 'intestino si formano numerose so tan7.e tossich e. Queste di nor1na sono rese jnolie11sive da SYariati meccanismi di neutralizzazione ma, in particolari circostanze morbose, giungono jn r ircolo e spiegano la loro azio• ne noc1va. Lo studio chimico dell'autointossicazione intestinale h a permesso di precisare quali siano le malatlie eh e si acco,m pagnano all 'immission e in circolo di ~oslanze tossich e; l 'O. fa rilevare come il i1umero di tali ma1oltie sia assai piccolo e come, al contrario, molti di quei disturbi tradizionalrnente attribuiti ad autointossicazione non abbian o con questa nulla a ehe vedere . E ' opportuno quindi. abbandonare il vago e poco fondato conCP.tto di autointossicazione intestinale come sindrome autonom a, cercando con un 'analisi seria di giungere alla diagnosi delle innumerevoli malattie ehe si possono nase-0n<lere sotto la fallace maschera dell 'autointossicazione, la quale, del resto, anch e nei casi nei quali c stata chimicamente provata, non costituisce ehe un sintomo- di altre ma1attie e non assume mai un rango eziologico. Dott.

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SEZIONE PRATICA

Guarigione spontanea di caverne pol1nonari tubercolari. SAUDI. -

Di un semplice artificio per facil itare certe punture esplorative. Dott. U. FERRARIS. - Quando i dati se1neiotici indicano ehe nella pleura vi e uno strato sottile rli liquicto Ja puntura esplorativa e facilitata se nella siringa avvenga un 'autopreaspir azione. Per -0ttenere la quale e necessario ehe la siringa sia n1unita:

a) rli un congegno speciale ehe permetta d 'ar-

restare lo stantuffo in qual11nque punto del suo percorso; b) d 'u~ rubinetlo a perfetla chiusura in vicinanza del p unto di innesto dell 'ago. Si procede in questo rnodo: 1) si chiude il ruhinetto; 2) si fa il vuoto nel corpo di pompa -della siringa, eh e viene automaticamente mantenuto fe~ando lo stantuffo coll 'adatto congegno; 3) si impianta l 'ago nel luO!go scelto della superficie toracica alla profondita öi uno o due cm.; 4) si apre il rubinetto; 5) si spinge l 'ago attraverso lo spazio intercostale e poi si approfonda lentamente. Appena la finestra dell 'ngo viene a pescare nel liquido, questo sale r apidamente n el corpo di pompa della siringa. L 'autopreaspirazione e anche uti1e nelle punture esplorative delle raccolte molto dense perche la aspirazione inizialmente forte rende difficile l 'ostruzione dell 'ago. II caso pratie-0 potra poi suggerire anche altre numerose applicazioni di questo m etodo. 1

Dolt. C. CuRRADO. -

Peritonite pneumococcica.

La glucosio-insulinoterapia (C. 1. T.) nelle malattie di cuore . . DoLt. C. CuRRADO. -

Plccenti comunicazioni di. Autori, in prevalenza francesi, hanno richiamato l 'attenzione sul risultato favorevole della somministrazione quotidiana, durante una quindicina di g iorni, di 50-100 gr. di glucosio (o di saccarosio), preceduta dall 'iniezione di 5-10 unita d 'in sulina, in casi di cardiopatia di nature svariate. Le asistolie irreduttibili per inefficacia progre&siva dei cardiotoThici abituali costituirebbero il vero campo di azione di qtlE:Sta t erapia (sola 0 associata ai comuni cardiotonici), determinando un miglio,r amento d ei segni furizionali ed il ripristino della diuresi. Nelle iposistolie ancora superabili colla digitale la G. I. 'f . darebbe risultati altrettanto buoni e pil.1 d urevo1li ehe l a stessa digi ta lina. Nell '!nsufficienza ventricolare sinistra, <1uando la uabaina rimane inefficace, il m~todo in pnrola puo ancora avere su ccesso, tanto piu probabile quanto meno il miocarclio e alterato; mentre in casi molto avanzati e necessaria l 'associazione dei cardiortonici. Poca influenza l a G. I . T. avrebbe dimostrato invece sui disturbi del ritmo, sull 'ipertensione arteriosa e sull 'insufficienza cardiaca dei basedowiani. Nessun effe tto nelle cardiopatie infettive acute. L'O. ha esperimentato il nuovo metodo in tre malati affetti da ins11fficienza aortica (luetica in d11e casi, reumatica nel tcrzo), con insufficienza del ventricolo sinistro (disp nea, cardiopalmo, accessi sten ocardici, ritrno di galoppo, ecc.), associando opportunamente l 'abit11ale terapia medica. Non ha pero ottenuto risultati favorev<0li; tutt 'al piu ha o·sservato una leggera e breve remissione dei disturbi soggettivi in due casi , ma si do,m and a se gli abituali m ezzi terapeutici non avrebbero ottenuto da soli lo stesso effetto. L'O. conta tu ttavia di non arrestarsi a questa prima esperienza negativa, data la gr andissima importanza dottrinale e pratica dei ris11llati favorevoli riferiti da altri osservatori. 1

Il Segretario . .


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<< JL P OLJCLINICO

Societa Medico-Chi1·nrgica Bellunese. Seduta del 2 dicombre 1931. Presidenza: Prof. G. P1ERJ, presidente. Prof. A .. NATALI. -

Il dolore n elle malattie del-

l 'appar·ato digerente.

II trapianto osseo nelfa cura della tubercolosi osteoarticolare. Prof. G. P1ERI. - L 'O. premette ehe abitualment e i gr avi casi di tubercolosi osteo-artico,l are vengono da lui curati n ell 'adulto con la r esezione, e ehe riserva i.l trapianto osseo· ai soggetti inferiori ai 20 anni. Riferisce su 18 easi trattati, n ei quali il p eriodo di osservazione pqsloperatoria e superiore ai 3 anni. In 8 casi fu u sato il processo, di Robertson Lavalle, ehe colilsiste nella infissione di caviglie o&see (prelevate dal paziente) nello spessor e delle epifisi limitrofe all 'articolazione: furono cosi trattati 3 casi di coxite, 2 di gonite e risp ettivamente un caso di artrosinovite della spalla, del gomilo, dell 'articolazione tibioastragalica. 1 risultati furono buoni in 3 casi (guarigione clinica), discreti in 2 casi (miglioramento), sfavorevoli in tre casi (p eggioramento). In 10 casi l 'O. adotto u11a t ecnica diver sa, attraver sando a tutto spessor e con un r obust o· trapianto osseo l 'articolazione: questo processo operatorio aggiungerebbe all 'azione biolo1gica del trapianto osseo secondo Robertson Lavalle (drenaggio delle t ossin e, decongestione delle epifisi , apporto di sali di ca lcio ... ) una azione m eccanica diretta a1la immohilizzazione dell 'articolazione (si trattava di casi des tinati .c omunque alla anchilosi per Ia distruzione delle superfici articolari). E~so fu applicato in 4 casi di gonite (tutti guariti), in 1 caso di tubercolosi tibioastragalica (dopo oltre 3 anni di guarigio1n e apparenle da alcuni mesi sono ricornparsi dolori), e in 5 casi di tubercolosi sacroiliaca (tutti con cernenti soggetti fra i 19 e i 28 anni) nei quali fu p·r aticato il doppio inc hiodam ento autoplastico, e la guarigio·n e si mantien e. L 'O. presenta 4 dei pazienti cosi operati. ~-P.!TJ : Sulle lesioni traumatiche da sports invernal i. Prof. S. VACCHELLI. - L'O . intende per lesioni traumaliche da sports invernali quelle ehe sistematicamenle si avverano con maggiore frequenza e con caratteristica sintomatologia clinica e r adiografica: questo jn quanto il meccanismo con cui si producono si ripete sist ematicamente per tutte. Chi ha o,ccasione di vedere un gran, numero di traumatizzati d a sports invernali p,u o approssi1n ativamente diagnosticare dal tipo di lesione quale e l 'attrezzo sportivo ehe la h a procurata . Le lesioni c:tr atteristiche dello· sei son o qu elle a <:arico degli arti inferiori, e di r egola avvengono per trauma indiretto e con meccanismo di torsione. L'artieola zione pi\') colpita e il ginocchio, ehe soffre per l acerazione del Jegamento laterale interno (qualche volta accompag n at a da frattura parcellare per distacco dell 'inserzione tibiale o femorale), o per lesioni del m ooisco interno, o, p iu raran1ente, per rottura dei legamenti crociati. In ordine decrescente per frequenz a ven gono le distorsioni malleolari , le fratturc del malleolo interno, le fratture della tibia e quelle del femo·r e. Caratt eristica inoltre la frattura per torsione di uno o piu metacarpi negli sciatori eh e cadono impu· gnando lc r acch ette. .t\ncl1c lo slittino e il bobJ'S procurano t1na lesio1

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ne caratteristica, ed e la frnttt1ra spirale delle oss~ a.ella gamba, m entre il bob puo procurare les1on1 a1 capo e? ~l tro111co per proiezione (di chi lo monta) fuor1 p1sta, o fratture trasversali degli arti da schiacciamento. L 'O. illustra la sua comunicazione con proiezioni sia di radiogrammi s.ia di disegni riproducenti caratleristiche cadute degli sciatori.

Blocco controlaterale del diaframma da lesione traumatica. Prof. M. LAPENNA . - Un uomo di media eta era stato investito1 e gettato a terra violentemente da una bicicletta; nel trauma aveva riportato la frattura delle costole 7a. e sa. di sinistra. .L 'esame rad~ol?gico eseguito due giorni dopo d1mostrava a s1n1sira, oltre le fratture cost ali un modicq versamento pleurico, e a destra Sii con~tato con sorpresa ehe il profilo diaframmatico, era risalito di circa 5 dita sopra il 1ivello normale, e appariva animato rla i1etto movimento paradosso nel r espiro•. Mancando qualunque altra causa, toracica e addominale, eh e in rapporto col trauma potesse spiegare l 'alterazione del diaframma destro, si sospetto ehe t ale alterazione fo sse preesistente al traum a e, comunque, indipend ente da questo (stenosi parziale? co·m pressione di un broncoi P). Riesam.inato il paziente dopo un mese si consta to eh e, dileguato og ni sintom o· subbiettivo, era scomparso aD:che il versamento a sinistra ed era tornato perfetto il funzionamento del diaframma destrQ. E difficile trovar e un rapporto diretto tra il trauma e il blocco del diaframma. Evidentemente la paralisi completa di questo deve esser si prodotta in via riflessa. 11 caso e istruttivo perche reca u11 contributo alla p atogenesi del respiro paradosso, evidentemente dovuto a una paralisi vera e propiia del di aframma. Su 100 colecistectomie per colecistiti non calcolose . Dott. G. BoMBI. - ,Su 223 interventi per colecistite cronica, furono osservati 100 casi di forme non cal~olose le quali, a differenza delle forme litjusiche, provocavano soffP.renze subco·n tinue, con I\Otevoli r ipercu ssioni sul resto dell 'economia (specie sull 'ap·p arato diger ente e sul sistema nervoso). Clinicamente egli distingue tre tipi : uno caratterizzato da sofferenze sobcontinue e coliche epatiche tipiche a intervalli, uno caratterizzato sop·r atu tw dalla dispepsia, e un terzo eh e ha pii1 il carattere di una sindrome t ossica (dimagramento, pallore, astenia). Per la corretta diagnosi della colecistite non calcolosa sono indispensabili due indagini : quella radioscopica, e il sondaggio duoden ale di Meltzer Lyon. Queste it\ alcuni ca·si di apparente colecistite climostrarono trattarsi invece di atonia della cistifellea. La terapia consistette in tutti i casi nella colecistectomia; in 3 casi si ebbe la morte in seguito alla operazion e (in un caso per bronco-polmonite, nel second-01 per p eritonite ipersettica, nel terzo per atrofia gialla acuta). 1 r isultati furono ottimi n.el 70 % dei casi; nel 30 % residuarono disturb,i dovuti o ad aderenze, o a turbe riflesse mo,t orie o secretorie da parte <lello stomaco o intestin,o, o a disturbi di scarico della bile nel duodeno (forse da alterazioni fu11zionali dello sfintere di Oddi). P1ERI conferrna le osscrvazio11i dell 'O. sulla diffico.l ta di differenziare i disturbi da colecistite da


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SF.ZIONE

quelli per atonia della cistifellea; e sulla .inassima importan za, per la diagnosi differenziale, della r adioscopia e della prova di l\1eltzer Lyor1 . Egli h a da alcuni anni rivolto la sua altenzione alle nevrosi della clstifell ea, eh e egli distingue in n evrosi dolorose e in n evrosi motorie (asteniche e ipersteni~he), e per le quali pratica adeguati interventi chirurgici sul sislema n ervoso viscerale: ramisezioni, nevroto1nie, gangliectorr1ie. LAPENNA conferma l 'importanza della colecistografia per la diagnosi di colecistite non ealcolosa, ritenuto ehe i sintomi diretti (earatteri dell 'ombra coleeistografica) abbian o maggior valore di quelli indiretti (deformazioni degli orga11i finitimi).

Sull'impiego delle soluzioni ipertoniche nell'ileo postoperatorio. Dott. MANTOVANI OnsETTI. - L 'O. riferisce due casi di ileo post-operatorio (un caso di ileo p,a ralilico e u n caso di ileo duodenale.) n ei quali ha avuto un huon risulta to d al trattarnento con iniezioni endovenose di soluzioni ipertoniche di eloruro di sodio (5 cc. di soluzion e a1 20 % ogni tre ore). Dopo aver esaminato le teorie propo te a spiegare il m eccanismo di (jzione di tali soluzioni iperlonieh e (teoria di Harden e Orr, di White, di ·nogliolti e Mairano, ecc.), l '0 . si so fferma a eon sider are la queslione dal pun to cli vis la fisico-chi1nico; egli pensa eh e la ipoeloruremi a da occlusione possa determinare una alterazione n ell 'equilibrio ionico Na-K-Ca del plasma e eonscguentement e una alterazione nell 'equilibrio del sis tema n ervoso vegel ativo, e eh e perlanto il cloruro di sodio introdotto n ell 'organism o a scopo terapeutico serva a riparar e alla alterata Na-K·Ca i oionia. I l Seg retario : Dolt. G. LocATELLI.

Societa di Coltura Medica della Spezia e Lnnigiana. Seduta del 29 gennaio 193~. Pre iede il prof. R1NALD0 CASSANELLO. A proposito di "Sindromi associate dell'addome destro ,,. Prof. dott. M. FRANCINI. - - L'O. trae argomen lo per Ja sua comunicazione dalla r elazione Leotta e dall 'amp,i a discu ssione ad essa con seguila n el r ecente Congresso chirurgico di Bari, per esam inare, sulJ a scorta della propria rsperienza clinica, la questione delle sindrorn i :J.ssociate de ll 'addome d.estro. Riconosce al Leotta il merito di avcre diligen temente ed ordinatamen te studiato tali sindromi e speciale valore ritie·n e eh e abbiano~ i su oi rilievi cli ordine analomo-pa tologico. Non crede ,pero di dover consentire n ell a opporlunita della sostituzion e cli un nuovo vasto ·ed indeciso quadro n osoJogico, ai singoli capitoli n ei quali viene opportun am ent e suddi visa la patologia dell 'arldom e destro. Nel campo della patogenesi cr ede eh e le periviscerili, Je qua]i, anche secondo il Leotta, costituiscono il subslrato anatomico della sindrome addomin ale deslra, derivino pi\1 facilmente dalla colite cronica, con o sen za r.ompartecipazione della appendice, anzieh e dalla appendicite, caratterizzata, secondo il coincetto di Aschoff da un innesto b aeterico Jocalizzato con evoluzion,e flemmonosa e precoce eompartecipazione p eritoneale, e dai r eliquati cicatriziali di tale processo acuto. Neppure crede di poter aecettare i eriteri patogenetici enunciati ·a proposito delle s·i ndro111i addo-

PRATICA

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minali clestre oon ulcera e con colecistite, seco11do i quali ulcera e cole.cisLite n on sarebbero allro eh e con seguenze di una flogosi appcndicolare. Per l a terapia e contrario alla esplorazio11e sistematicarnente totalitaria. Tale esplorazione deve lim itarsi a quei casi in cui si sia clinicamente diagnostieata, o presunta, una sindrome associata, od in cui tin insufficiente reperto Qperatorio consigli di cer care altrove la sp,iegazion e della sintomatologia osservat a. Qualche osservazione sull~igiene delfe moto-navi. Prof. do.tt L. SESTJNI. - L 'O. pone il quesito se la m oto-nave, eh e r appresenta un progresso mooca11ico ed economico nella industria dei trasporti marittimi , offra, in confronto dei piroscaJi a combustione di carbone o liquida, altrettanto benefieio igienico, in particolar m -0do·, per il personale addetto alle macchine. Ten endo conto delle n otizie, n on molto abbondanti invero e quasi esclusivamente cliniche, raceolle - in specie n elle officine ove si u sano motori fissi a scoppio o a combustione interna -addita quali siano le principali eau se di inqu1n a1rtettlo dell 'aria deg·li a1nbienli, in dipend enza degli olii combu tibilf e lt;brifican~i ~ sati in .questi maeehinarii . e ded uce ehe pr1nc1pale m1sura di bonifiQa dell 'amhiente di lavoro deve consider er si l a ventilazion e, eh e deve essere studiata in m odo del tutto particolare perch e quest a sia non solo correttrice de1l'aria respirabile, rna ancl1e della tc111peralura ambiente, eh e m entre sui piroscafi_ e ge nier almente e quasi impunemente el eva~a in tu t to l 'ambiente di m acchina, sulle rr1oto-nav1 presenta zo11e di temper atura elevata ed altre di t emp eratura fredda. Conelude propon endo - ancora un~ voll~ eh e gli igienisti n avali si occupin o d1 slud1 are, . . . eon ricer che spel'imentali : 1) quali siano le piu com~n1 ca1;1se f1?1co: cl1imich e di inquinamento dell 'ar1a degl1 amb1ent1 di Javoro e contigui sull e mo,t o•-n avi, in confronto dei piroscafi ; . 2) qua]i siano gli c_vent:iaii gas ~ v.a~ or1 nocivi negli ambienti stess1 ed il grado d1 v1z1amento partico]are ; poi raccogliendo dati sta tis l ~ci e c~i~ici : . ., 3) quali siano le malatt1e e gl1 1nfortun1 p1u comuni del p er sonale addetto a1la conduzione dei rnotori navali per costitujrne, eventu almente, l~ 11osografia specifica, e poter cosi, i~ ac~r~o co1 t ecnici stabilire i m ezzi per preven1r e gl1 lnconvenienti rilevali e ridt1rre al minimo l 'eventuale m orbosita profession ale dei m otoristi. Dott. D. RoLLAND. - Voluminosa cisti dermoide suppurata dello spazio retto-sacro-coccigeo in do rina gravida al 4° mese. Il Segrelario: Dortt. DoNrEN100 RoLLAND. DA TBNERB PRESBNTE ! 10 Pagare sempre l'abbGnamento al " Pollclinleo

senza obbUgare t' Ammlnlstrazlooe a speelali soltecltl " ad personam „ . 20 L'lmporto d'abbonamento va invlato mediante assegno bancarlo o eon vaglla postate. 30 Coloro pol ehe preferlseono sopportare una magglore spesa versarto eloe contro tratta postate, tengano presente ehe questa dovra essere aumentata di 5 Ure per te varle tasse ed altri dlrlttl postaU ehe la tratta eomporta. Inviare Vaglia all'edrl.tore LUIGI POZZI, Ufficio Postale Succursale ,diciotto, ROMA.

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IL POLICLINICO

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APPUNTI PER IL MEDICO PRATICO. ,

CASISTICA E TERAPIA. Angina agrannlocitica.

L'agranrulocitosi, os erva P . Tad·dei (JZ A1orgagni, 13 dicembre 1931) fu descritta d.a Schultz nel 1922. Caratte·ristica di quest'a·n gina nec;rotica ( ohe inizia con febhTe e si accompagna ad astenia e qualche; volta ad ittero) e la leucopenia oon scomparsa 0 quasi dei polinucleari, con presenza unica o quasi di mononucleari. Non si hanno elemen.ti patologici (a volte solo cellule ·di Turck) e nemmeno fenom1eni em.or:r:agici (nei casi di Schultz). La malattia dura da 3 giorni a 3 settimane. L'esito e qu.a si sempre mortale .. Caratteristiche anatomopatologiche: aplasia del parenchima mieloide del midollo o seo, scompaTsa .d ei polinucleari dal sang-uc circolante, pr·esenza di lesioni nevrotiche varie (mucosa bucco-faringo-laringea, digestiYla.1, genitale). Numerosi germi furono tro:vati dai vari autori, senza ehe si possa attribuire v.alore a d uno solo di ess.i. Schultz l.a consid.era dovuta a una alterazione pri1nitiva dell 'apparato le'llcomieloide preesistente all 'a.n g in.a. SeCOllldo Ga,mna i fatti emorragici manca·n o nei casi tipici di Schultz solo per la precocita della m orte. Ci sono casi secondari a·d intossicazioni da arsenobenzolo, da torio, .da raggi X. Il Dubois partendo dal concetto attribuito a Merl\len ma ehe bisogna rivendicare a Patella ehe i mo·n ociti abbiano origine dai capillari sanguigni, sostieme 1che la malattia interessi il sistem.a r eticolo-en·doteliale. L'A. ·descrive un caso ,d i :angina agra·n ulocitica, di cui non si e potuto trovare un germe ehe p:ossa esserne la causa e iin cui ci furono maillifestazioni emorragiche e lesioni del sistema :retieolo-endoteliale del feg.ato. Cita poi un caso di Ca pecehi in· orto· dopo cura di neocrisolo, ehe plio avere provocato il manifestar si della m.al:a·tti.a. R. LusENA . 1

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Agranulocitosi bismutica. A. Sezary e G. BoUJcher (Bull. et M ern. de la Soc. Med. des Hop. de Paris, 27 nov. 1931) riportan-0 il caso di u·n individuo di 42 a.nni affetto ·da sto1m1atite bismutica dovuta all 'uso • l)rolungato di supposte eorntenenti un sale di bismiUto. La tomatite guari in pochi giorni, sotto 1'influenz;a di eure locali, ma il malato continuo a perde:re le forze e ben presto presento il quadro di un.a agr.an·u locito i con anemii.:ai aplastica di inten ita m.edia. Qu·e sta o servazione e dunque un n·uovo caso di agranulocitosi di origine bismutica da agg·iungere a quelli gia noti, ma raccolti n ei

sifilitici trattati con iniezioni intra'lnuscolari~ Se l 'intossicazion·e bismuticar ha provocato in queste malato una tale complicazione, cio e <lovuto evidentemente ad una predisposizione. Infatti da molto tempo la salute di queist 'uomo laseiav.a a desiderare. Senza dubbio il suo sisLe1n.a eniatopoietico era d:a molto tempo alterato; egli aveva lavorato per parecchi anni in una 1casa di automobili in cui respirava dei v.apoTi di ber1zolo. In·o ltre le emorragie leg·g·ere m.a ripetute delle sue emo.rroidi, provocate forse d:ai un 'alter.azione sanguigna, dovevano avere influito sul suo midollo osseo. Dal ·p unto ·di vista pratico, 1'osservazio·n e dimostra ehe l 'uso n1olto prolungato di supposte bismutieh·e puo ess.er.e seguito da accidenti tossiei, sia pure con il concorso di circos~anz,e P"OCO icom1Uni. C. ToscANo. Valo1·e della cura col f egato.

Nella riunione della Royal Society of Me·d ecine tenutasi a Londra il 24 marzo 1931 (Th e British Medic. Journ., 4 aprile), si discu se ampiamente su questo argomento. J. V.augh.a n di_se, ohe le anemie ehe reag iscono alla cura erpati•ca coo estratti di fegato sono 1'anemia per.niciosa idiopat·ica, quella della gra vida11za e quella con le·sioni intestinali e lo sprue. Reagisoe al fegato totale l'anemia postemor• rag1ca. Al fegato totale e al feirro reagiscono le an emie secondarie da denutrizione, da cancro, .d a ·emorragia. Le anemie ehe non risentono della cura ep~ati ca sono l'anemia. acloridrica semplice (ehe inveoe migliora col ferro) e le anemie della lelicen1ia, del m 1. di Banti, della nefrite, della sepsi, de1l 'ittero acolurico, della cirrosi epatiea e dello scorbuto. Anche I 'anemia a plastica, l 'emofilia e la porpora non .traggono ben·efici dalla cura di fegato. S. C. Dyke ha in·sistito sui segni piu importanti per la ·diagnosi: aumento di volume delle emazie, emolisi, e acloridria. Se dopo 5 giorni di cura col fegato non si trova un au.m ento dei reticolociti e inutile continuare. Buoni risul.t ati nella cura · dell 'anemi.a perniciosa eon stomaco .di porco e di m erluzzo ha avuto J. IF . Wilkinson. R. LusEN.A„

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L'assoeiazione del rame al ferro nel trattamento delle anemie infantili. M. S. Lewis (Journ. Amer. Med. Assoc ., 4 april·e 1931) ha trovato mio lto giovamento nel1'associare il ram1e al ferro n,ella cura delle .ain emie inßantili; I'.a ggiunta d-el rame, dopo avere iniziata la CUTa rCO} feTrO, ha prodotto.


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SEZIONE PRATICA

una forte e rapida elevazion,e del i1umrero delle emaziei e .d el contenuto emoglobinieo. In barnbin~ di 14-18 mesi, l'A. ha diato carbonato di ferro· saecarato (65 cg. tre volte al giOTno) con 4 cmc. .di una soluzione al 0,5 % di solfato di rame. In u·n bambino di 8 mesi, l:ai dose del ferro era ridotta a 30 c.g., mentre qu.ella del ra.m ie era la stessa. fil.

Splenectomia nella porpora emorragica. Da quando Kaznelson (1916) (Th e Journ. of the Arrier. Medic. Assoc., 19 settembr.e 1931) ha notato aumento delle piastrine e seomparsa <lelle emorragie nelha porpora emorragica dopo spleneetomia, furono riferiti vari • cas1 . La splenectomia sperimentale sugli animali ha dimostrato un ritorno del num.e ro normale delle piastrine dopo 3 settimane nella eavia. Un aumento eonsiderevole delle pi.astrine e stato o.sservato da Bed on bloccando il siste.m a .r eticolo-en·doteliiale. Egli ottenne porpora sperimentale nella cavia con siero antipiastrinico .e una oerta protezione contro questa. porpora sperimentale c'e colla splenectom1.a. D.a,vbarm, Earlam e d Evans vi.dero n ell 'uomo aumentar.e il numero delle piastrine con altri interventi oltre ch ei con la spleneetomi.a. Seicondo Steiner e Gunn la tromboeitosi post-operatoria dipende non da lla p1eneetomia ma d.aJ traum-atismo operatorio. Da una rivista della }1etteratur.a Spence hta notato ehe dei 101 casi noti di porpora curati eolla splenectomia, si ebbe gua rig ione nel l '80 %, pero solo pochi casi el'lano stati seguiti per piu di qualche m'e se dall'operazione. In tre casi di Kaznelson, la guarigione durava da piu di 3 ann i. Ricadute de11a m1aIattia furono viste dopo 2 anni ·dalla splen ectomia da Whipple. R . LusENA.

SEMEIOTICA. La clinica delle forme di movimento. P. Karger (D eut. Med. Woch., 3, 1932) ricor.da ehe la risposta agli stimo·l i e una funzione centrale, e ehe il movim·ento rappre senta appunto il me zzo ch.e ci per.rn1ette di studiare, con metodi scientifici , l 'evoluzione di proeessi psichici. Que;s to e particola·rm·e nte evid1ente nello studio dei bambimi, nei primi&simi anni di vita; il primo segno ehe l'.attenzione si e svegliata. e dato dal fi ssarsi dello sgua.rdo in una de terminata direzi-0[1.e, verso un da to oggetto; esso in·dioa oh 1ei un s olo mo:vi.mento dell 'occhio e •COmpiuto, me ntre tutti gli altri sono inibiti. L' evoluzione intell ettuale del bambino si rivela at'traverso tre fa si di movimento; il toc0

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ca.r con la lingua, lo stendcr le n1ani verso gli oggetti, il trotterellare per la stanza. l\iian mano il mo·v imento si perfeziona: esso, ilil quanto e volontario e diretto ad u1n.o seopo, ·dipen1de diretta.m 1ente ·dal grado di sviluppo dell 'intelletto: ne sono inveoe indipendenti tutti i movimen'ti ;riflessi, involo·n tarii„ Nasoono cosi, aeeanto ai mov.imemLi fisiolo,g ici, anehe i p·a tologi·ei: l 'esempio, ne rappresenta sem·pre la causa piu important e (Imitationsneurose) . Oeeorr,e allora rieorrere ad esercizi meto·dicr ehe attirino tutta l 'attenzioine del piecolo, determinino la tensioin.e di tutta la muscolatura, limitino i su oi movim.enti, esc1'u·den·do qu elli vizi.ati. Molto an·c.he c'inseignano sullo stato intellettuale d·el bambi!Il.o, la sua serittuI1a e, an co1~ piu, i suoi disegni eh e non risentono di aleun freno e sono nella loro spontanieita, veramente p·r eziosi. V. SERRA. 1

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NOTE DI TECNICA. La spern1ocultura come mezzo di diagnosi nel gonococcismo latente • La spermoeultur.a ha lo scopo di rilevare l.ai presen za nelle vie urogenitali di gonocoechi non allr~m1enti rilevabili, residuati da una preg:r.essa blenorrag i.a. II fatt o che la sp ermocultura in qualeh e caso sveli l.a persistenza del gonocoeco ehe 1altre ricerch e lasciano sup~ porre scomparso, dona a questo m etodo ·di rioer•ca un valore igienico-1socia le non indif fer en te. Le numero e statistich e esistenti al rig u.a rdo, ·dan1n o una g ram de varieta di 1percen tuali di posi tivita. Da zero per oento si va fin o a l 94 %. Tale disparita di eifre sen1bra a C. Fiorio (Giorn. di Batter. e Immunol., ott., 1931) dovuta alla soolta dei 1c:asi in eui si pratica la· permoeultura, p oiehe ben diverso se si semina lo sperma di in·dividui clinicam ente g uariti o quello di individui malati .a1neh c se affetti da uretrite cronica :residua senza gonocoeehi. L 'A. crede ehe, volendo riferi re i ri ultati della spermoicultur.a ii.el gonococci mo latente. si ·debb1arn.o solo oon· id.erare i easi ·di individui clinicam·ente g u.a riti. E in tale senso si debbono ritene re a tt endi bili l·e eifre ·di posi•tivita ehe si aggir.ano sui va lori b.a,s si del 6-8 %. Quando si deve consider.are positiva lia spermocultura.? Se l 'isolame nto del gonococco e in ogni caso l.a prova incon ft1tabile , pr.aticamente esso· e di ·estrema difficolta partendo da un;a spermocultura. Considerando infatti ehe la c ul.tura ·dello tSperm.a si fa in casi in· eui il gono·cocco e presente in cosi pochi esemplari da essere sfuggito ad o.g ni esame b atterioseopi0

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IL P OLI CLINICO >>

eo, n 11entre nel p as aggio dell 'ur etra altri sva1·iati germi isi .aggiungono , si vede come c i trovia rno lll.eille condizioni p eggiori per l 'i.solamento. Per la diagnosi di gonococco ci si d·eve dunque servire di caratteri .baitterioscopici e 1cultuTali. L 'A. con sidera positiva una spermocultura qu.an·do , dopo 36-±8 ore d i stufa a 37°, si sono sviluppate colonie caratteristiche solo n ei terreni ad1abti (agar-san·gue um.ano, agar-ascite, brodo-ascite) men'tre mancano nei terreni comuni ; qua ndo quest·e colonie s i riv.e lano costituicte da germi e h e presentano la morfologi,a, il raggruppan1ento e le colorazioni caratteristich e, e n ei s u ccessivi tr.apianti si Titrovano sen1pre solam1ente :nci terreni adatt i pel gonococco. Con .accurati trapi1a.n ti si puo ottenere la cultura pur.a e p rovarne il ,comportamento di fronte a i saccaridi. L 'A. h a eseguito n1ell 'ultimo anno 39 sp~r­ mocul·ture, . otten endo 5 ·caiSi positivi, ci oe una i)er centuale di 12,82 %. L 1A . ritiene m.ecessario ch·e il prelievo d el materiale avvenga n el la borator io stesso dove -si pratica la semina, poiche il portarlo da fuori, per •esempio in condom b ollito, puo ~ssere fonte di errore. E poi n eicessario ten ere il materi1ale, prima della semina, in termostato .a 37° fino a fluidi ficazione poiche Ja ·semina troppo p recoce puo riuscire n-eg.ativa pur essende presenti i gonococchi, quan,do '<JU·e sti ,s ono rinchiusi in fiocchetti di sperrma n on ben sciolto. C. TosCANO. 1

MEDlCINA SCIENTIFICA. L'eziologla dell'eritema nodoso. Tr3tt.asi di arge>men to tuttora soggetto di -vivaci ·discu ssioni. 0. I\.ren (Wiener med. Wochens., 5 g iugno 1931) osserva ehe esso si manifesta come epifenomeno in molte malattie e con clude per'tanto eh e .esso non costituisce un 'infezione :sui generis, ma ehe e unicamente il risultato <li una fonm1a di reazione a lle p iu diverse infe.zioni a,cute o cr oni.ch e, all ' ing.resso di batteri o di funghi od anche di sostanze chimich e nella via sang u ig n a. Ne viene di con segue·n za eh e, in ogni caso rdi eritema n odoso, .e necessario in·dagarne J.a causa in m odo ,d.a poter m .ettere in opera la t erapia a datta. fil . "Ricerche batteriologiche sulla ß.ora tracheo-bron· rhiale. Secondo A. Dei 1i.ossi '(TI Valsalva, n. 7, '1931) la polmK>inite postoperatoria dipende d a modificazioni secretor.i-e, circe>latorie, moto.rie, pro.dotte per via riflessa dall 'intervento chirurgico sui tessuti polmona ri; le alterazioni sairebbero tali da cos.tituire un terren o adatto •

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~UM .

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allo svilupp·o d ell o :stafilo~cco , d·e llo streptoco.ceo c de l pneu1nococeo , cn e l 1A. con tecnica appr opriata h a isol1a·to con g rande freque nza dagli altri germi co1n·t enuti nell 1albcro respiratorio di soggetti normali. E. BoRGHESAN. '

La tlora batterica vaginale. R . Sch·r oder (D eut. m ed. Woch en.s., anno 56 , n. 3) ha fatto su questo argomento delle osservazioni ed espen e d elle idee ehe differi~ scono ·da qu.e,lle comunem e·n.te 1aceettate in batteriologia . Egli ha veduto eh e i batteri vag ina li modificano Ja lor o m orf61ogia secondo le variazioni d el gra·d.o di acidi.ta. I batteri a•cidofili , d el ti·p o d ei bacilli di Döde1rlein , nelle secrezioni d ebolm·ente acide si trasforma no in eoccl1i , dopo es ere passati per g li stadi di bacilli corti o di ·d.iplococchi. L 'a•m ibiente della vagina e mantenuto acido dagli zu1ccl1eri secreti nella vagina stessa ; se l 'elevata acidita vie:ne in qua lche modo ostacolata, la floira v.agi·n.ale oambia. Sarebbe proprio a cau sa di questa r eazione acida cl1 e la parete vagina}.e puo ifesistere alJß infezioni. fil . 0

,

POSTA DEGLI ABBONATI. All'1abb. n. 5662 : Non e possibilei risponder e senza esaminar e la malata : oonv·err.ebb e „poi for se fa:r.e la prova ·d ella perm.e abilita tub,a rica; la acidita vag in.a le e sempre n ormale e non n e va esage,ra ta la importa1n za p·er Ja sterilita. • p . g. Al dott. E. Sev,erini , da M. : Sulla resp irazion e artificiale, con,srulti la Relazione ·della Commrissio ne in.catr·ieata dello studi o di tale problemla·, jp ubblicata in « Mediaina del lavoro )) ' 31 genn1. 1929, di cui e st ato fatto un sunto in « Policlinico » Sez. pratica, 1929, n. 44, pag. 1607. Veda anche: C. Ein.a u.di : L ' elettricita ehe uccide e la scienza ehe risana in « L '!gien e e la vita ». P er la respirazion.e a rtifici.ale sono a n che a llestiti ·degli appareicchi , qualf: iJ Pulmotor, 1 della F.abb rica Dnaeger, l appar·e cehio itali.an o Zum.aglini (Torino) e quello franoose di Panis. fil. 1

0

t

VARIA _ 1 vantaggi della scrittura a

macchina~

·Gemerata dal bisogno d ella velocita e della c.h iarezza la macchina ·da scxivere ha incon' trato ·dapprima lo scetticismo d egli ignavi ehe non .desideran o nuove complicaziQIIli nellia: vita e p oi il d.isp:rezzo degli esteti ehe gridava· n.o a lla m ort e d ell.a poesia d ello scrivere . M.a 1


[A NNO

XXXIX , - Tl!J\I. 101

ora, os erva g iustam,eu1 te E. Bertar elli (A 1in. d 'Jgiene, n ov. 193 1), J.a ina cchi·nla da crivere si e a vviata al suo destino , qu ello di essere un a ppa·reccbio u.n iversale, qu.asi i·n.dispensabile n ell 'odierna civilta. L'obbiezion e fa tta da a lcu110 1cl1e la standardizzazion e d el carattere })Otes e uccidere l 'i111pron ta persona le ·del pensiero fa tto traccia visibtle ulla ca1·ta, eade d i fronte al notevole numero di scrittori m-0derni ehe fla1nno u o della inacchi na da crivere; lo din10 tra una reoente inchi e ta delle « Nouvelles litterai, res ». E u n fa t to eh e, pecialmen te per c11i ha incominciato l 'uso d ella macchina da scriv,e re in ela .r1on piu giovanile, riesce piu m alage,1ole 1'esprimer.e con qu esta il .p roprio pen siero, il qua le t ende acl assumere una forma piu r igida; ma cio ·deve attr ibuir i probabilmente al fatto ch ei i moviment i per la maecJ1ina da scrivere n on hanno avuto il tempo di diventare au tomati ci con1e quelli per 1'uso d ella penna, uso eh e abbiamo i1n1p arato fin dal1'in fanzia. Ad ogni modo, per l 'in finita chiera d i coloro ehe non fanno della parola „eritta un esercizio d 'arte, r imarngon o i va:ntaggi di chia rezza, di rapidita, di ordinie della n1aeel1i11a da ,scrivere, tali da toglier e1 all 'acce11nato })reconcetto ogni significato. La n1acch ina da scrivere educa a ll 'esattezz.a, la quale e rrLolto piu ehe u na se1nplice dote del carattere, e una virtu ed una forn1a di rn oTale person1ale; evitan do le dubbie interpetrazioni ·dello scritto e le in certezze, pingc fatalmente ia1ll.a in cerita, all.a preci ion e. ~i.a dal punto di visua igienico e fisiologieo, la 1nacch i:na ·da scrivere presenta a n ch e altri va ntaggi. Essa corr·egO'e a n zitutto il destrisn10 eh e h a pre o la pr evalenza n ella nostra speeie e eh e costitui ce un vero er rore Jrr.ati co c fi siolog~co; ne guadagn a eosi l 'euritmia del1'educazion e muscolare e nie fru~soe l 'u til c derivato dallo sfor zo m uscolare dt1pliee . C:on la d istribuzion e d.el lavor o su piu nu1ncrosi g ruppi 1n uscolari e su entrambi g li arti, si eviba· lo spasmo di corn trazion e ·dei fl e sori dell'avambr.aecio, del quale essa pone in funzioo1e a n ch e i m1u seoli esten sori e costituisce pertan to la m igliore .profil assi contro la m ogigra fi.a, agendn da vera ginnastica arm onica equilibrativa dei muscoli dell 'avambraer io. Rirordi.amo cl1e su qureste st esse colon n·c G. Dragotti o tenne, qualch e anno fa, l 'utilita ·d ella macchi:na da scriveire per Ja profil assi e J.a cur.a dell a m ogigrafia. Inolt r e Ja m.aechi na d.a scrivere e UiD 'ottin11a arma per la dife a e la pro filassi dell fu11zio11e visiva e c0J1.t ribui ee ad lin.a buona ed equilibrata statiic.a del corpo. Son-0 n ote ],e deform.azioni , eh e posson:a· arrivare fino a ll11 seoliosi , in dotte d.a u'Tl.a c.atti1

1

393:

SEZIONE P RAT l CA

' a po -izio11e n·ello scrivere con la penna e le con segu enti polen11ich e sulla scrittura obliqua e diritta. La maechina ·da crivere ripar.a in 111odo abbasta1n za ra dicale all 'inconveniente e le Tadiogr.a fi e eh e l 'A. u11isce .al su o scritto dimostra n o, chiaram ente questo asserto . i1 a ltr o vantaggio cl1e pTesenta la scrittuTa a macehina in confron to di quella eon la penna i e ehe que ta dive.nta pen osia quando la temperatura seende otto 12° circa, qualie si h a ~pesiso n eigli amb ienti di molte zon e ten11)erate dove il riscald.a111e11to artificia le manca od e ridotto. Invece la macchina dia scrivere, per n1ettendo u na g innastica piu raziona le delle dita e ·dell 'ar to, con inoviment i pii1 vivaci, senza r io-idi rattrappimenti e ßavorenklo u n1a piu a ttiva eircolazione, perm.ette di scrivere bene ancl1e alle accen•n ate temperature. L'atteggi.amiento dei pen satori e degli igien i ti n on puo qui·n di el1e es-ere favor evole, di fronte a que L-0 eccellente m ezzo di diffusione e d i utilizzazion e di qu ella su prem a arma civile el1e e la parola . fil . 1

Utlllsslmo ad ogni Medico:

II Diritto Pubbliao Sanitario Periodico mensi1e di legislazione e giurisprudenza DirettQri: ' On . do t t. Aristide Carapelle, Consigliere di Stato. Avv. GiOvanni se1vaggi, Esercente in Cassazione.

Editori: Fratelli Pozzi -

Roma

11 Nu•m ero 2 (F ebbraio 1932) contiene: A. CA.RA.PELLE: II diritto alla stabilita nel pos to di m edico condotto. Conten uto, estensione e m odo cli acquisto del diritto.

NOTE SINTETICH E: G. DE SANTIS: L' assistenza sanitaria rurale e gli articoli 32 e 45 del R. D. Legge . 13-12-1923, n . 2889. RASSEGNA DI GIURISP RUDEN ZA: Concorso; illegittimita; ricorso; integr azione del giudizio. - Ooncorsi; valutazione di lavori oompiuti in collabcr3,zione. - Concorso; costituzi one de1la (Qm missione; criterio di massi1m a e norm e di procedimento, Concorao; competenza agli effetti della nomina della com mi seiane; esclusione illeggittima del ooncorso. Co•n·c ors·o ; assegnazione irregol are dei puntL - Nomin a di eanita,ri speoialisti; rioors.o ; taroivita. Licenziamento; ricorao ; -0ompetenza. Rruppor to d'impiego .comunalB e .rapporto aocesso1"i<> di aervizi o os peflaliero; con«lizione giuridica ; licenzia.mento. Diretto1·e o gestor e di farmacia; prestazione di servizio preseo alt r a far ma.cia; licenziamento. - Falsa. denu n.zi a, di p1atirhe abortive; calu11nia. - l nfortunio csul l avoro; ernia tranmatica. -- Infortnnio oculare ; rid11zione di capacita. LEGGI E A 'l'TI DEL GOVER·NO: N1,ove nor me per l a. riva laa delle spese di speda,lita e manicomiali. 1

Prezzo di ogni n u mero separ ato, L. 5. L'abbonamento ai dodici Numeri del 1932 coota.. L. 3 6, m a, agli associait i a l << Policlinico ,, e co nceseo per aole L. 30, eh e vanno in viate, mediante ' 7 aglia Poetale o Bancario, all 'editore L uigi P ozzi, Via Sist in a 14. Ro ma.


394

(<

Il. POLJCLIN(CO »

l ANNO

-XXXIX ,

~U:\1.

10]

NELLA VITA PR 0 FE S S 1 0 NA L E. CONCORSI .. PosT1 v ACANTI. Ac~RNO

(Sale rn o) . Scad. 5 apr.; L . 6700 rido tte 12 %, oltre quattro quadrienni d ecin10. P er -chiarimenli rivolgersi Segreleri a. ß onnIGHER ·\ (Jn1peria). ffi ciale Sar1itario dei ·Con1uni di Borcligh e!I'a, Ospedaletlj, Vallecrosia, Vallebona, Scborga. ~er tito1i ecl esami. Stipendio L. 16.000. Inden11ita p er mezzo di tras,porlo lire .3000, ollre i djrit.li sa11iLari spetLanti p er legge, il tutlo da d ecurlarsi clel 12 %. Tre aume11t i triennali. lnj])ita la !iber a professione. Et a m assima 45 anni s. e . 1. Tassa concor so L. 50. Do111anda e cioct1menti al ~funicipio dj Bordighera e11tro il J 5 aprile ·1932. CAcLrAnI. r.o rriun e. - :Nled. condotto di sezione; p roro·g a a tutto 15 marzo. CANIPOTOSTO (Aquila). Scad. 10 mar. , lire 10.500, t1n c .-v . , per uff. san. L. 500; addi zionali L. 5 e L. 3 oltre 500 e 1000 poveri ; dedu~. 12 %; 4 quinquenni d ec. ; eta lim. 40 a.; tassa L. 50, 10. CuNr.o. Amniin.istraz. Provi ric. - Assj s len le n e}: la Se.l. ·1ned . -111icrog r af. del J„abor at. prov. d 'i giene e profilassi ; L. 7600 e 5 quadrienni dec ., oltre L. 1300 sup,p lem. oorv. , L. 750 indenn. provvi soria, c. -v.; 15 % premio op er osita. Riduz. 12 %. S cad. 15 aprile. l\loNTALTO n1 C.\ sTno ( l ' iterbo) . - Scad. 15 apr., ore 18; L. 8000, 5 au111enti d ecilno', c.-v. in lire ] 700; gia p ortata riduz. 12 % ; eta lim. 39 a.; t assa L . 50; d oc. a 3 mesi dal 6 feb. MoNTEGIORGio (Asco li Pie .) . Scad. 30 inar.; ,aa. cond.; L . 8360 · oltre L . 2376 cavalc., 5 qu adrienni dec.; eta lim. 35 a.; tassa L. 50. P ETRELLA SALTO (Rieti) . Scad. 31 m ar.; 2a ·cond.; L . 9500 oltre L. 3000 cavalc., addizion. L. 3 -0ltre i 1000 pov.; d edu z. 12 ~6 ; 4 quinqt1enni d ec. : .eta lim. 35 a. P1sT01A. Amm i nistraz. Provinc. Scad. 10 mar.; aiuto m e<lico presso il Disp en sario Antituhercolare; L. 6000; eveintuali indennita trasferta. Ro~IA. Minist ero delle Comunicazi oni (F errovie -Oello Stato). - Concorsi p er titoJi ai seguenti po.sti di Medico di ripa rto: Ragusa II, Caltagirone (Cata11ia) Salza Irpina, Bovino II (Foggia), Poz.Zol o Fo,r~igaro (Genova), Voghera I, Chiari (Milano), Casoiria-Afragola, C.:aian ello Vairano II, Cascano, Maddalo·n i Superiore, S. Antimo Atella (Napoli), Ron cig lione, Monterotondo, Sulmona I (Roma), Polla II (Sale r110). Inviare doma11da e richiedere informazioni ai risp ettivi Ispett orali Sanitari (indicati fra parentesi) . Scadenza ore 17 d el 25 marzo 1932-X. S .. _.i\.NGELO IN L1zzoLA (P esaro-Urbino) . Scad. 3 inesi <lal 12 fe.l)br a io; p er Montecchio; L. 8~00 e 10 bienni ventes., o ltre L. 960 c.-v., se con1ugat o; L. 1000 cavalc.; riduz. 12 %; et a lim. 40 a.; lassa L. 50 ; doc. a 3 inesi dal 12 feb. SAVONA. R . Pref etlu r a. - Uffici a.le Sanitario del Con1une di Fi11ale Lig ure, stazione ufficiale di c ura, soggiorno e turismo'. ,Stipendio lordo L. 8~ o ltre car o-viveri ed assegn o di L. 1400 per m ezz1 <li trasporto, <'On libert a di esercizio professionale: Docu1nenti cli rito . Eta lin1it e anni 45; per gl1 ex <'ombattenti 50. Scadenza 11 aprile 1932. Indirizznrc dor11and e Ilegi a P:;:efe ttu ra d i 8a·1ona. P er

og11i j 11for1nazione ri \'Olgersi al Comune di Fi11ale Ligure. SERt zro ( Bergamo). Scad . 15 mar.; L. 6500 e 5 quadrien11i dec., oltre L. 750 uff. san., L . 500 n1ezzo traSip·., L. 420 a1nb u1atorio. 1' \RANTo. Ospedal e Civile. - Scad. 10 mar. Tre 1nedi ci assister1ti di guardia; L. 7040; eta lim. 85 a.; d oc. a 3 I1.1 esi. llivoJgersi Segreteria . 'f ERA:L\IO. Congregazio ne di Carila. Aiuto di inedicina dell 'Osp edale Civi1e « Vitt. Ern. III J>; L. 5000 lorde, oltre c..-v. in L. 620 se il titolare e celibe, L . 1432,30 se coniugato; riduz . 12 %; partecipazione 15 %; scad. ore 12 d el 15 mar. ; eta lim. 35 a .; doc. a 2 m esi d al 20 gen.; nom. e conferma quadriennali. Chiedere annunzio. ToRINO. Ospedal e Amedeo di Savoia. Scad. 21 mar.; 2 assiste11ti interni r eparto m alattie infettive e 3 allievi 1nedici .rep arto sanatorio; rivolgersi Segrete-ria (corso Altacomba 140) . A tutto inarzo; L. 9000 'l'RIBANO (Parlova). l)er 1000 pov.; addizionale L. 5; cavallo· L. 3000 (eventuale riduz.) ; arnbul at. L. 900; deduz. 12 %; 5 qt1adrie11ni dec.; eta lim. 40 a.; tassa L. 50,15; doc. a 6 mesi dal 15 feb. V ALLE nr CADORF. (Bellu110) . Consorzio Valle di Cadore-Cibiana. St ipendio a11nuo L. 10.000 pe r inille poveri; addizio11ale per altri 200 L . 5; ·aai 200 ai 400 L. ;3 .: per i rin1anenti L. 2. Indennita di car o viveri L. 1200; di allog·gio L. 1500; di trasporto con caval lo od automob,i lei L. 3500; U~fi­ ciale Sanitario L. 500, il tutto al lordo d elle ritenute di Legge e del 12 %. Cinque aumenti quadriennali del d ecimo. Tassa concorso L. 50. Scadenza 31 inaggio. P er schiarimenti rivo1g ersi Segreteria Comune di Valle di Cadore. V ARESE. .4 m rn in islrazione Provi11cial e. - Diret· tore clell a Sezione ~Iedico -Microgr afica del Laborat orio Provin ciale d '! giene e Profilassi. Stipendio a1111uo lordo L . 18. 000, con 5 au1nenti d ecimali . In<le1111i ta di servizio a ttivo L. 2000. Aggiunta di famiglia com e al personale dipendente dallo 1Stato. II Lutto soggetto a riduzione d el 12 % a nor111a d el R. D. 20 no vembre 1930 n. 1491. Percentuale J7.60 % (gia ridotto) piu proventi delle analisi. Scad enza ore 18 del 15 aprile. P er informazioni rivo1ger si alla Segreteria della Provincia. VoGUERA. Congregazione di Carita. - Scad . ore J 7 d el 22 mar. ; 1nedico primario e assistente della Sez. rviedica d ell 'O . P. Ospedale Civile. Pel 1° posto L. 5500 e 5 quadrienni d ec. ; quota 50 % prove11ti · L. 1200 se direz. ospedale. Pel 2° posto L. 4SOO non aull1:entabili, quota 25 %, guardie di L. 10 oltre il vitto. Per i due posti c.-v. se am1nesso da l egge; deduz. 12 %; eta lim. 40 a.; tassa ~

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L. 50. - Chirurgo pri1nario; scade11za ore 17 del 31 m aggio; L . 5500 e 5 quadri enni dec. ; 55 % su~ prove11ti. Aiuto e assiste11te chirurgi; L. 4500 c1ascuno e 5 quadrienni d ec.; quola 20 %; guardie di L. 10. Le altre condizioni come sopra. Chiedere annu11zi. CASA

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nr 8ALUTE importa11te centro Lazio vendesi,

a ssociasi. Rivolgersi: Vincenzo Proietti, in1ermier e, Cassi110. GABINETTO OSTETRICO avviato, completo arredam e11 to e islrumentario ced esi causa d ecesso. Rivolgersi L amonica, via Alberico II n. 5, Roma.


f ANNO

XXXIX., !\ U;\I . 10]

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SEZJONE PRATI CA

N O TIZIE DIVERSE. 2° Congresso internazionale di oto.· rino·laringolo• g1a. Si aclu11era a l\Iaclrid rlal 27 al 30 settembre, soito Ja presidenza del prof. A. G. Tapia. Te111i: « Otosclero i »; cc Ozcna > ; cc Scleroma »; cc Endoscopia »; cc Trattamen.to dei Lumori nella 0.-R.-L., per mezzo dei raggi X e clel radium » . Tra i nu111er osi relatori ~ or10, .per l 'Ilalin , i pro ff. U1nberto 'forrini (l?ire11ze) e Fran cesco Lasagna (Parma). La ling ua italia11a e üllltn üS a tra quelle uf[ici ali, in assoluta parita. Per infor1nazioa.1i rivolger si al segretario gen erale, Dr. A. li'umagalJo, Argenrola 16-18, l\1aclrid , Spagna. 100 Congresso ltaliano di radiologia n1edica. Nel p alazzo della R. Universita di Parma, so tto Ja presidenza d el pro!f. A. Rossi, si svolgera nei giorni 22-24 i11aggio il 10° Congresso Italiano di radiologia medica, con annessa Esposizione tecnica indus lriale. Temi : c< Radiologia delle affezion i polmonari acute e cronicbe » (r el atori i proff. Vallebcin a e Jicotra) ; « Radiologia dell 'in Le lino t enue -e cr a so » (relatori i proff. Vespignani e Piccinino) ; « Lesioni da raggi dal punto di vista clinico e bioJogico » (r elatori i pro ff. Bellucci e Ratti) . L'on. prof. Raffaele Paolucci, clire ttor e clella R. Clinica chirurg ica di Parma, t erra u11a conferenza su di run importante t em a radi o,l ogi co e chirurgico. Possono inscriver i ai lavori d el Cor1gr esso tutti 'COl oro (m eclici, biologi, Jisici, 111gegn eri) eh e si interessano, clello svilupJ)O scic u Lifico e pratico della Radiologia. 1 titoli delle comunicazioni, ehe dovranno avere attinenza ai. te1ni di relazione, sa1·anno inviati alla presiden.z a entro il 31 marzo , accompagnati cla un breve riassunto dattilogr~­ fato (non .piu di 400 p nrole) . La tassa di iscrizione e di L. 50 e, p er Je persone di famiglia , t . 30; da inviarsi entro il 10 aprile al tesoriere d·o tt. Baci.galupi (I stituto di RadioJogia d el Policlinico di Parma). Per quanto riguf\rda la ~1ostra e per ogni al Lro scbiarimento, rivolgersi al segretario genernle prof. V. Giovetti (Osp ed ale Civile di Piacenza) .

<Jongresso tedesco di medicina interna. Verra inaugurato a Wiesbaden il 20 aprile e tratlera i seguenli temi: cc Azione dei prodotti dell 'organismo sulla circolazione » (Dale di Londra, Volhard di Francofo·r te sul Meno) ; « Disturbi delle funzioni polmonari » (Diehermeister di Dür en, Brauen di Amht1rgo) ; « Collassoterapia po1monare; Pneumotorace bilaterale» (Jncobaeus di Stoccolma); cc Affezioni delle vie biliari ecc. » (Umber di Berlino, Schmiriden di Francoforte s. M., Aschoff di Friburgo i. Br.) . Iscrizi-0 ni e notizie presso il presidente del Comitato, prof. Morawitz, Johannisallee 32, Leipzig , Germania. 1

Go Congresso francese di neuro-oto-oftalmologia. Le Societa francesi di oto-n euro-oftalmologia terranno il loro 6° Co·n gresso a Montpellier dal 27 al 29 maggio, sotto la presidenza del prof. Euziere, decano de1la Facolla m edica. Tema in discussiQne: « SulJe sequele dei traumatismi cranici chiusi >L E prevista un 'escursione, il 29 maggio, a Nimes , Font du Gard, Sot1rce Perrier, Aigues-Mortes . Sono in corso le tra llalive per le ri-

dt1zio1ti cli tari [fa dei trasporli. L 'iscrizione non compor l a ·a lct111a quotH. Preghiera d 'indirizzare le adesi oni non olLre 1l 20 aprile al segretario gen erale, Dr . .i\.ugu sle 'Tour,vay , rue Saint Lazare 81, Paris (9c). La segreteria l ocale e s tata assunta dal prof. Pages, coadiuvat o da vari colleghi.

7° Congresso francese di ston1atologia. E org-c111izzalo dal « Syndacat gen eral d es n'ledecin . to111atologistes fra11vrus », dalla cc :Eco·l e franrai.„e n e sto1J.natologie », dalJ a « Societe de tom atologie cle Par·is >> e da a]tri Enti ; terra l e proprie sedule alla F acolla m edica. 1'erni: « Le osteiti non specifich 1:3 d el mascel] are superior e >> (r elatori Cad enat e Vilen ski); cc Le micosi cervico-facciali n (r el a tor e Decb aume) , <l Le indicazioni e le controil1dicazioni d ell e esl razioni a caldo » (relator e Raison ) . Segretario ge11erale e il dott. Lattes, boul evard Saint-Michel 54, Paris (6e). La quota d 'iscrizio11e e di 100 fran chi e va <lire tta al tesorier e clot t . Boutrot1x, rue d es Sablons 22, Paris (16e) ; C. C. p ostale n. 28.193 su Parigi. 11 congresso e 1)rovviso riamente incl elto p er Ja 3a settimana di ottobre.

Settin1ana odontologica francese. Si lerra a Parigi d al 6 al 13 aprile, nei locali del cc Gra11<l-Palais des Champ,s -E1ys6es », sotto il palro11ato d el Ministro rlella sa nita pubblica. Vi sara nr1nessa una 111ostra . Segretario generale e il sig. lloger Re nault, avenue Laumiere 39, Paris (lBe) ; p er climostrazioni e comunicazi oni rivolgersi al sig . Halona, ruc de Slockholm 4, P aris (8e) .

Riunione belga di neurologia. Jl 27 febbraio si sono rit1nili a Bruxelles, n el1'a nfitea tro an a tomico . de11 a ( Jniver sita Libera, il « Groupe1nent b ei ge d 'etudes oto-neuro-ophtalmolog·iques e t 11euro-chirurgicales » e le due Societa cli neurologia e di m edicina mentale, per disct1t er e i egu enli temi : angiomatosi cerebrale e r eLinica (morbo di V. Hip·p el-Landau) ; la sclerosi tubero a (morbo di Bot1rneville) ; la neurofibromatosi (morbo di. Recklinghausen). •

Congresso regio11ale delta Societa italiana di pe· diatria. 11 21 febbraio, alla presenza dei proff. Nesso e Bru sa rli Milano, Allaria di Torino, Pinch erle di Bologna e Fornara di Novara, si e svolto a Milano, nell 'aul a magna della Clinica pediatrica, il Congr esso r'3gio11al e lo1nbardo della Societa italiana di pediatria. Durante i lavori del Congresso sono state lette 35 comu~icazioni tutte riguardanti argomenti di materie pediatriche. IIa pure letto una comu11icazione sulla « Medicina preventiva dell 'infanzia in Regime fascista » jl dott. F erraro, ispettore sanitario del Comitato provinciale d ell 'Ospedale Nazionale Balilla.

Una riunione di idrologi. ,, L 'idrologia i talian a nel passato, nel presente, 11ell 'avvenire )) : tale e il tema di una conferenza tenuta nell 'Aula Man giagalli degli Istituti Clinici cli Milano dal prof. P. Piccini~i, ehe ha svolto in ]inee sintetiche il vastissimo argomento, il quale ha vari aspetti an che d 'interesse nazionale. Do·p o la conferenza si tenne una seduta della sezione cc Italia Settentrionale », della cc Associazione ltaliana Idro·l ogica », sotto la presidenza clell o s lcsso prof. Pjccinini . 1


39ö

«

IL POLICLINICO

1 direttori delle cattedre di pediatria c9nvocati a Roma. Il lle.gjo Co1nmissario dell 'Op era Nazionale Maternita e lnfan zia, Sileno Fabbri, h a messo allo studio alcuni problen1i eh e rivestono car attere di particolare ini.portan za ai fini dell 'Opera cui preiie<le, quali Ia sieroterapia antidifterica; la vaccinazione anlitubercolare; l 'alimentazione del bambino; i corsi di pue·r icultura ed ostetricia per medici condotti e levatrici, e i cor si teorico-pratici diretti a forn1are le cc assistenti sociali », va1e a dire la preiparazio~e degli elen1enti eh e dovranno for• m are i quadri del per sonal e t ecnico ausiliario del1'0pera . A tal u opo 11a convocato a Roma per i giorni 7 e 8 marzo i direttori delle Cattedre di pediatria e di ostetricia delle principali Universila del Reg110. 1

1 servizi sanitari e il nuovo T. U. della Legge co-

munale e provinciale. Discutendosi al1a Cam era dei Dept1tali il nuovo · 1·. U. della Legge com11nale e provinciale, l 'on. N. Castellino h a preso in esame le norme ehe concemono· l 'attivita sanitaria ed assistenziale degli enti locali , ,preoccupandosi ehe il nuovo· Testo Unico com unale e provincial e non si trovi i~ con trasto con le speeiali disposizioni legislative emanate in questi ultimi t empi in Lale materia, n e col futuro testo uni eo delle l eggi sanitarie. R da rileYare infatti, cgli h a detto, ehe gia n ella pralica si verifican o discordan ze tra coloro ehe applicano Je leggi specinli di assistenza e le au torita oomunali e provinciali. Cio dipende in gr an parte dall a form1Llazione delle disposizion.i legislative, eh e Jasciano l 'adito a co11trastanti intcrpretazionj, so.pr al u lto per quanto concern e la lotta antitt1 bercolare e l 'assistenza deg·li a11ormali . Occorre dunque ben precisare qua1i sono i compi 1i assegnati a ciascuna isli !.uzione ed eli111inare t utte le con lraddizioni e imprecisazioni eh e ora si r iscontrano n ei tesli legi slativi. Il soltosegretario di Stato, on. Arpinati, nel suo discorso h a d ato assicurazioni ampie al riguardo ; il nuovo T. U. della legge comunale e provinciale terra con.to delle leggi sanitarie in corso di compilazione, allo scqpo di evitare duplicati e contraddizioni. Commissione Centrale Consultiva per le specialita medicinali. Nei gior11i ~ 15-18 fehlJraio si e riu11ita in Ro·m a, al Palazzo· Viminale, la Commissione Centrale Consultiva p,e r le spccialita n1e(licinali, presieduta dal prof. Dan.t e De Blasi, accademico d 'Italia. Vi son.o in tervenuli, oltre al direittore generale della Sanita Pubblica ed ai r appresentanti dei Ministeri delle Corpor azioni e delle Finanze e delle classi dei 1nediri e dei veterinari, anche quelli delle cat egorie inter essate, clei produttori e dei farmacisli . Detta Comni.is ione h a non solo portato il suo esame sui vari irnportanli ar gom enti di carattere generale inscritti all 'ordine del giorno, m a h a anche inizinto I 'esame par ticolareggiato di un gruppo di domande di r egistrazione di specialita m edicinali i11 a,p,p licazione del R. D. Legge 7 agosto J 925, n. 1732 e del r elativo regol amenlo approvato co11 R. D . 3 1narzo1 1927, n . 4.78.

»

(ANNO

XXXIX, NuM. lOI

A seguito di tale esame la Commissione stessa h a espresso parere ehe per due specialita sia da n egare la r egistrazion e; per altre quattro, invece„ ha avvisato favorevolmente all a r egistrazio,n e, rin~ viandonc molte altre per m aggiori chiarimenti di carattere tecnico sanitario.

Istruzioni per la prossima campagna antitnberco· lare. La J.i"'ederazio,n e Italiana Nazionale faseista per la lotta contro la luber colosi, iniziandosi il lavoro delle inanifestazioni antitubercolari in tutta llalia, h a inviato a tutti i Conso·r zi provinciali una circol are i1ella quale, dopo aver fissato le premesse ideali della campagna, invi la gli organi compet enti a svolgere Ja piu efficace azione per il migliore esito delle prossi1ne manifestazioni. Campagna antitubercolare nella Provincia di Roma. Sotto la presidenza del principe don Piero Colonna, si e riunita n ella Sala Rossa dell 'Amministrazione Provinciale, la Giunta Esecutiva del Consorzio Antitubercolare di Roma. La Giunta, dopo un 'esauriente illustrazione fatta dall 'on. Morelli circa la necessita di arrivare ad una pro1n ta attuazione del complesso program1na assistenziale, specie nei riguardi della Provincia, h a deliberato, come inizio della II Campagna Antitubercolare, l 'istituzion e cli setle Centri d 'Igiene Sociale in Provincia, cioe a Bracciano, Leprignano, Monterotondo, Anzio, PriveTno, Terracina, Gaeta, i quali, jn aggiunta ag'li altri sette gia in f unzione (Civitavecchia, Velletri, Tivoli, Frascati, Subiaco, Palestrina, Minturno~, completeranno una poderosa organizzazione assistenziale a beneficio di tutti i Comuni. La Giunta Esecut iva infine h a preso atto del Yalido con lrilJu to eh e il Consorzio ()jpporta nella funzio11e dei ricoveri di malati della Provincia e cli Rom a, riaffermando sempre piu specificam ente il collegamento funzionale con l 'imp9rtante· opera svol ta clal Governatorato, per facilitare ed este11dere se.mpre piil. l 'aiuto assisten ziale eh e il Consorzio si propone di arrecare alla popolazione. Per l'assistenza psichiatrica nella provincia di Ro· ma. Presieduto da do~ Piero Colonna, si e riunito il Ret.to,r ato della Provincia di Roma . 11 Rcttorato ha accolto con vivo compiacimen to la p1ro·p osta del Preside per la costituzione di un Patronato Provinr.iale per i dimessi dall 'Ospedale PsichiatriCO'. Tale Patronato e destinato ad integrare, seco11<lo i piu moderni dettami della seienza psichiatrica, l 'assistenza dei deme11ti nel Manicomio e l 'assistenza ,p ,r emanico·m iale gia attu ata dalla Provincia con i dispensari psiehiatrici funzionanti in Roma ed in altri centri minori. B. stato a1npiamente discu sso il problema della sistemazione dei se·r vizi di assisten za m anicomiale, ravvisando la n ecessita di far luogo ad un conveniente ampliamento <lell 'ospedale provinciale di S. Maria della Pieta. Una nuoTa stazione sanitaria nell' Agro Romano. In r elazione al programm a di co-stru zione di edifici pubblici nell 'Agro Romano, eh e si ~ta gradualmente svo]gendo da parte della civica Amministrazio,n e di Roma, e n ell 'intento altresl di corrispondere alle .p iu urgenli esigenze sanitarie di


lANNO

XXXIX,

Ul\l .

10]

alcune zone dell '_i\.gro slesso, il Gover~atore prin.cipe Boncompagni Ludovi si, st1 progetto della Direzione dei Servizi Tecnici, ha deliberato la costruzione di un edificio da destinarsi a Stazione Sanitaria n ella localit a dell 'Agro denominata << PonLe Galera ».

-Oentro di radiuruterapia a Vienna. 11 Municipio di Vienna ha istituito un centro di racliun1lerapia il quale dispone di 5 grammi di radiun1. A qun11to rilcva la << Presse Medicale », per la qu antita del prezioso metallo e per l 'organizzazione dei servizi, Vienna vie11e a piazzarsi al terzo pos to 11el1e installazioni radiumterapiche, subito dopo Parigi e ,S toccolma.

Istituto per la medicina d'aviazione in Germania.

Presso l 'Ospedale Eppe11dorfer di Amburgo e stato fondato, ad iniziativa del direttore sanitario prof. Ludolph Brauer, l l l l Isli luto per la medi.cina d 'aviazione e le ricer ch e climatiche. L'Istituto ha scopi prevalentemente scientifici. Tra l 'allro, comprende d ue camere pneumatiche, con jnslallazioni perfezionate, le quali con sentono di riprodurre tuLte le condizioni del volo; sono utiJizzabili a11che per riprodurre Je condizioni dei Yari climi : onde il duplice impiego per ricerche sull 'aviazione e sui climi. All 'l stituto sono addctti m oltf medici specialisti e vari scienziati.

·U n grandioso ospedale priva.to a Londra.

e stipulala

una convenzione per cos tr uire a Londra u11 grandioso ospedale privato ; sorgera . ulla I\1ary1ebone Road, conster a di 9 piani e sar~ capace di GOO letti, nonche di camere per le persone di famiglia dei ricoverati, con servizio alberghiero; Lpmportera la spesa di 100 milioni di lire it. circa. Verra offerto ogni specie di trattamento diagnostico e terapet1Lico le installazioni provvederanno il massimo <:omfort. Le spese di assistenza dovrebhf'ro e sere contenute in limiti di 100 lire i t. al gior110 incirca per ricoverato. Oggi i beinestanti non ricorrono agli ospedali, ma si fanno curare a domicilio ovvero in piccole case ·di sRlt1le : pagano caro e non ricevo·n o eh e un'as istenza del tutto inadeguata, molto inferiore certo a quella di cui dispongono i poveri nei grandi o&pedali. Si vorrebbe rimediare a tale in· 'Sufficienza. Ospedali congeneri verrebbero p oi costruiti nelle altre grandi citta inglesi. Si

397

S E ZIONE PRATlC.\.

1;

Alla clinica per malattie coloniali di Roma. 11 cardinale Pietro Gasparri si

e recato

a visitare Ja Clinica u11iversitaria per malattie tropicali e subtroptcal i, istituita di r ecente a Roma per volonta del Duce. Sua Emi11enza e stata ricevuta ed aecompagnata (}al direttore, sen. Sir Aldo Castellanj , e dagli aiuti, assistenti e studenti . Si e trattenuta piu di run'ora, interrogando e confortando i malati, am1nira ndo i vasti laboratori e gl 'i1npianti. Nel congedarsi, ha impartito la benedizione.

Dispensario per diabetici a Milano. 11 prof. L. Zoia ha i stituito a Milano un servizio di consultazione e assistenza per diabetici indigenti, i quali vi sono sottomessi a sorveglian.za periodica, rioevono l 'insulina ad un prezzo ridotto e vengono istruiti su qt1anto1 ooncerne il

regime . Vengono anche iniziati alla tecnica dell 'insulinoterapia e imparano a maneggiare da se il ri . medio, solto il controllo costante delle analisi del1'urina e del sangue.

Una borsa di stl1dio del prof. Pietro Castellino. Si e tenuta a Napoli l 'assemblea generaile del1'0rdine dei Medici della Provincia. Presiedeva l 'on. Salv'i eh e, dichiarando aperta l a seduta, ir1terprete dei sentimenti unanin1i, rivolgeva u11 pensiero di devozione e grati tudine al Duce, per il suo rece~te discorso in Campidoglio, nel qualr esalto la missione del medico. ciuindi il presidente illu stro all 'assemblea, con una dettagfiata relazione, l 'attivita d el Consiglio dell 'Ordine, ed annu11zio la coslituzione di una importante borsa di studio di 50.000 lire, merce u~ fondo messo a st10 tempo a disposizio·n e dall 'on. prof. Pietro Castellino. La borsa e destinata per studente di 1nedicina, figlio di medico della provincia di Napoli . L 'asse1nblea accolse con vivo compiacimento la costituzione della borsa di studio ed approvo co1t t1na11iJnc plau so l a relazione Salvi.

Borsa di studio in neurochiI·nrgi.a. La sig. ra i\1ary R. Lewis di Gettysl)urg (Pennsilvania) ha stanziato1la somma annuale di 1800 dollari (35.000 lire it.) per una borsa di stud.i o da assegnare an11ualmente n el campo della neurochirurgia presso la Scuola tnedica dell 'U11iversita 1,e111ple a Filadelfja. Il decano d ella Scuola, dott. , V". N. Pnrkinson, informa eh e la nuova istituzione agevolera le ricerche pqst-universitarie da p arte di sludiosi qualificati.

Per gli studi sul gozzo. Il sig. B. M. Baruch di Ne"v York ha d on.ato 13.000 doll., ossia 250.000 lire it., al Laboratorio di Ri cerch e sull 'alimentazione d el Collegio Medico dell a Cnroli na f\1eridionale a Charleston, affinche Ye11gano compiute delle ricerche sui rapporti tra 1'alimentazione e il gozzo se1nplice.

.A.ssistenza ai bambini con postumi di paralisi in· fantile a New York. La r ecente epidemia di paralisi infantile verifica lasi a Ne"v York ha indotto la Federazio·n e per l 'Assistenza all 'i11fanzia di questa eitla a fondare un'istituzion e p er la cura e l 'assisten za dei ba1nbini ehe , guariti da d elta malaLtia, sono rin1asti con le ioni p ostume. E stalo stabilito dalle autorita sanitarie ehe gli ospedali inviino tutti questi Ianciulli alla Federazione, Ja quale dispone perche a tutti siano presta te le eure di cui il loro stato h ä. bisogno. Nei diversi sobborghi dclla '1netropoli si sono organizzati centri speciali per pres lar e le stesse eure ai suddetti fanciulli, sotto la dirczione di medici, e, quando occorra, i~ cqll aborazione con gli istiluti di ortoped ia. Le ir1fermier~ diplomate fanno il servizio di ricerca di questi malati e ne iniormano la Federazione. Attualmente l 'epidemia di New Yo rk puo consider arsi esaurita. Dal 1° luglio al 12 settembre si ebbero nella citta 3214 casi di paralisi infantile con 332 morli. L 'indice di mortalita nell 'epidemia e stat.o del 12,39 %, m en tre fu d el 27 % nell 'epidemia del 1926. 1


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\( 1L POLJ.CLlN I CO »

Elargizioni e legati. La sig .ra Ida Orig·g·i, rima sta vittima di uno scontro automobilistico, ha lasciato l 'Ospedale Mag.g ier e di ~1ilano erede univer sale della sua sostanza, eh e si presun1e ascenda ad oltre un miJion e e inczzo di lire. L 'on . j}r of. Tiberio EYoli h a do11a to all 'Ospedale Civile di Portosalvo un pa diglione destinato, alle sale oper atorie. Nella lette·r a di donazione egli forn1ula il voto eh e il Cons.i glio amministrativo comprenda sen1pre u11 r apprese11tante della famiglia J~voli e chiede eh e il padiglione• sia intitolato al COIIlipianto su o i)adre dott. Giacomo. Il sig·. Giuseppe Bru cellari, otlantacinque11ne, il quale per oltre 50 anni e stato segr elario co·mu11ale ei per quasi 15 anni giudice co11ciliator e di Bobbio, h a el argito 50.000 lire all'Ospedale civile di quest a citta , destinandole a un padiglione per tuber eolotici, in occasione della prossima ca1npagna antituber col ar e eh e sara inaugurata dal Duce. L 'atto generoso vuol significare devozion e al Duce.

. Corso di pe1•fezfonamentoi Presso la FaccJltä trtediea d eil "Universi ta di Pa· rigi, avra luö·g·o un corso di p erfezionamento sulln.

terapia m edica e idrologica de)le m~l~ttie del tubo diger ente, del fegato e della nutr1z1one, sotto la direzion e del prof. M. Villaret ; durera dal 18 apl'ile al 2 m aggio; 11egli ultimi tre giorni si svolgera un viaggio a Vich y. Tassa d 'iscrizio11e 200 fran chi. Per iniformaz ioni rivo1 ger si al: Laborat oire d 'Hydrologie et Climutologie therapeutique de l a Faculte de Medeeine, Höpital Neeker, Paris.

Propaganda igienica nelle scuole elementari. L '« Agenzia di Roma » pubhlica alcune interessanti notizie sull 'azione ehe il Regime va svolgendo per l 'igiene del p opolo; un caratteristice aspetto ne . e 1a prop<tganda ig'icnica nelle scuole elem entari. L'azione si e iniziala nel 1925 e si e svolta fin 'ora, attraverso 73 corsi straordinari d 'igien e pe•r i maestri, un esperimento di prop·aganda in 26 province, gare d 'igiene in 21 circoscrizioni scolastich e, l 'istituzione di 51 cinetech e e la distribuzione gr atuita di numerosi opuscoli di prop aganda. 1

[ANNO XXXIX, NUl\I. 10]

Conseguenze della crisi economica. La Reale Socie ta di l\tledicina di Londra si dibatte tra g ravi disagi, a motivo dell a eaduta della sterlina, dacch e i proventi eon sist ono quasi esclusivamente delle quote dei soci le quali, virtualmente j1nmutate, nella rea1ta si sono ridotte di valore. Tra l 'altro, la somma slanziata per gli abbonan1e11.ti dovra esser e eleva1 a rli 5000 sterline, onde coprire la differenza di valuta, non intendendosi di compro·m etter e l 'importanza della biblioteca (questa 11ello sco•r so an110 fu frequentata da 30.000 studiosi; impiega un fotostato per riprodurre le pubblicazioni rare ehe non possono essere prestate, dispone di due traduttori stabili ecc.). La Soeiela h a deciso di n on tenere quest 'anno il riLuale b an ch etlo, in eonsiderazione delle condizioni gen er ali di disagio.

L 'Ufficio d 'igien e di Baltimora ha sospeso il rifornimen to gr atuito di sicro antitetanico agli ospedali e dispen sari della citta p er il trattamento prevenLiYo dei tra11matizzati con lesioni esposte„ avendo esaurito i fondi disponibili. Il siero viene ora fornito a prezzo di costo.

Onoranze a Krehl•

In occasiön e ciei 70° co mp1eän110, sono state rese affettuose onoranze all 'internist a di · Heidelberg„ Lud o1lf vo·n Krehl, univer sa]mente noto per la sua ope.ra monumentale cc Pathologisch e· Physiologie ». Prini.a di st abilirsi ad Heide1berg, ove egli risiede da un venticinquennio, Krehl ha insegnato ~ J ena. Marburgo, Greifs,vald, Tl1binga e Strasburgo ; nella p iccola citta del Baden ha trovato, infine, l 'ambiente piu adatto al suo t emperamento_ Egli h a conservat o le caratteristich e di modesti<l! eh e sono proprie del vero scien·ziato.

Sciagure di sanitari. TI dott. Da11te Santacr oce, m edico condotto di Narni, reduce da una Yisita in campagna, mentrepercorreva la sLrada in m otoeicletta a velocita moderata, cadde .per cause no11 precisate dalla maochina battendo co.n violen..z.a il capo contro la roceia. 'f rasportato all 'ospeda]e, vi e spirato.

La settimana della Croce Rossa nel Belgio. Si svo]gera dal 13 al 20 marzo; il t em a di propaganda igienica prescritto e: c< La nettezza n (nettezza dell 'individuo, della casa, dell 'alimentazione; dei 11egozi, delle fattorie rurali, ecc.). Come D;egli an11i precedenti, verra organizzata un 'azione intensiva in tutto lo Stato, eosl per l a po,p olazione adulta come nclle sc uole.

Incerti professionali. In Spagna si sono avuti alcuni attentati contr<> 111edici. Ha destato la generale i11dignazione il lancio di u11a bomba contro l 'ottantenne dott. Madrazo, di Valle del ~az, ehe ha esercitato bril1antemente la chirurgia e da tempo h a rivolto la sua attivita alla fondazione cii nu1nerosi sanatori per tubercolotici nel nord della Spag11:a; viene consid~rato un ver0i benefattore dell ' umanita. Per fortuna e sfuggit°' all 'esplosione. Gli sono giunte nume:rosissime con.. gratulazio11i da tutte le parti della Spagna.

Conferenza cinese sulla lebbra • • Ci gil1nge notizia della i a. Conferenza Nazionale sulla lelJbra in Gina, indetta a Sciangai per il 14 ed il 15 <lpril e, sotto gli a~spici della Missione Cin ese pei lebbrosi. Eviclentemente la notizia venne diramata prima degli attu ali llVYenimenti, ehe sconvolgono Ia citta; essa prova quanto siano aleatorie le previsioni umane.

Viaggi in Italia. Sotto gli auspici del « Journal dos Cl1nicos >» verra compiuto un viaggio di medici brasiliani in Italia, all>01 scopo di stringere i vinooJi di fraternita con l 'antica nazione m adre della latinita, di conoscerne davvicino gl 'incalcolabi1i tesori storici e· artistici e le bellezze natl1rali, di apprezzarne i progressi compiuti e particolarmente l 'attivitä scientifica nel campo medico. II "iaggio e stato po-

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[ANNO XXXIX,

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SEZ lO~E

sto sotto il patronato d el prof. G. Sa11arelli, pres o la R. Universita di Ro1na, e d el prof. Ferna11do ~1Ia­ galhäes r etlore d ell 'U11iversita di llio de J a11eiro; l 'organlzzazione ])ratica e s tata affidata all 'E. ·.1. T. (Ente Nazionale d ell 'l1ldustria 1'uris tica) . La pern1anen1a i11 Italia sara di 34- g iorni ; l a Lrayer sa la Rio Janeiro-Genova si compira su d i un Lran atlantico della « Italia n; il prezzo o stabilito i11 8000 milreis. E prevista un a dimora potratta di sir1goli p arleciprinti , ron ritorno su q~al.sia si i1a~o ~~11.a st essa Compag11ia. Per eventucU.1 informaz10I11 r1volger. i alla r ed az ione del « J ourna~ dos Clii:ico », rua Bue11os Aire 176, Rio de J ane1ro, Brasile. Un altro viaggio e organizzato rlalla « Lig u e d 'l Jnio11 Latine n di cui e organo l 'cc Oeuvre lati11e »; d urera cl al 20 al 30 marzo; si visiteranno Roma, Japoli, Pompei , Firenze e Pisa. Per eventuali inforrnazioni rivolger si alla l ega predetla, rue Saint-Georges 51, P aris (9e) .

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Un viaggio 1nedico 0 or ganizzalo d a « L 'Univer s ~iedi ral ». con p ar ter1za d a Parigi il 13 m arzo e ritorno il 4 nprile ; si visiter anno l 'Italia sett entrionale e Ja centrale, fino a Roma, con mo,J te sosle; trasporti in auto-carri pullmann di lu s~; alberghi r1 i orimi, simo ordi11e; prezzo compless1vo fr. 3975. E preYis la un 'escursione extra, a apoli, P o1npei e sul Vcsuvio. Per eve11tt1 a~i infor1nazioni ri' ol ger i all a: Direction tecn1que d es , ·oyage et Congres de « l 'UniYers Medical », aYe11ue d e ! 'Opera 31, P aris. Nor1 duhitiamo eh e i colleghi riceveranno dai n1edici italiani le piu cordiali accoglienze.

Una sentenza contro i rumori molesti in Francia. Il d o lt. Gerard di Parig i aveva affittato1, molti ar1n i or sono, nella rue ~fo11t-Dore , un p adiglion e ove abilava e rireveva l ~ clientela Nel 1920 la « Compagnie parisienne de distribution d 'eloctricite » ehe aveva una stazione di lrasformazione addos'sata al p adiglione, la tra sformo in stazione di gra11de poten za. Il ru1nore e le vibrazioni .divennerQ tali, da r endere il p ,a diglione inabi tab1le. Dopo qualche t empo si prod usse p erfino il crollo di un soffitto1. 11 medico, cos tretto a sloggiare, ed il proprietario della casa, sig. Villard, in~entaron~ causa contro la societa. Dopo lunghe v1cende, s1 e finalmente avuta la sentenza d el Consiglio di Prefe ltl1ra 1 ehe condanna la societa a corrispondere 144.350 fr anchi (ossia piu di 100.000 lire it. ) per molestia e danni. Inoltre si e affidato al prof. Balthazard, medico legale, docano della Facolta 1nedica il compito di periziare se la salute del lo· catario 'sia stata cornpromessa e non comporti un piu importante indennizzo .

Di una lunga malatt.ia contralta in servizio, c dece<luto, poco piu ehe einquantenne, i J dott. CLAUDIO CONTI , me.dico condotto e ufficiale sanitario di Capracotta (Campobasso), ap prezzato e amato dai colleghi e dalla elientela per il valore professionale e per il rarattere. A. C. 1

PHATI C.\

BA.SSEGNA DELL& STAMPA MEDICA. Zeils clir.

f.

B.

Tuberk., 11ov. -

~I. Cnl\IELNITZKI.

For1rle preeoci d ella tbc. p olr11on . aperta d el-· l 'adulto. R evu e de 'f.tl ecl., nov. - P. CHEVALLIER e J. BERNARD. Act e11opalie inguinali. R. RENON. L 'astenia. Giorn.. di BOJlleri ol. e l mn1uri., llOV. - R. SEGRE. Ludi sullo scler oma. - L. TnossARELLI. Ricerche biologiel1e sul i11icohalterio d el l ubercolo. Practifiorier„ die. - · 1\Tumer o di endocrinolog ia. ,V [irier ua 11'lecl. , 24 n ov. E. GREPPI. E1nolisi. p le11ica. Rifornia i\Ied., 27 n ov. G. SANTuccr. Teletras111i sione dei suoni cardi aci e polm. Ligura A1ed., n ov. - T. B1ANCHERI. Appendieite· lubcr colare. prima n1anifestazio,n e di tbc. J\if ecl. 1b er a, 28 noY. - C. Dmz FERNANDEZ. Tbc .. in fanlile perlussoid e . R ev. d e Cir. de Barc el ona. selt. - J. GoNZALEz1\ ou1LAR. Chirurgia del simpatico n ell e affezioni vascolari p erüerich e . Stor11alologia, nov. - V. GANDOLF!. Epulide po-. licenlrica . - A. 1. BLAU. Dentizio11e n ell 'infanzia. R evu e Aled. Sui sse R om., 25 n ov. - M. JACQUEnon. Medicazione roagt1lan te n elle emoit tisi tbc. .4.nn. lt di Chir. , 30 n ov. - M . Nov1. Cancro r etlal e. - V. BoNOl\fO. Emat11ri a in r en e mobile. Riv. San. Si cil. , 1 die. - L. AYELLO. Funzione· parcell ar e, al ternante e ritmica degli organi . .___,, A. Sc10. ,Stati spasmodici dell 'utero in travagl101. AJediz. ivelt 5 die. - Bu nGEn. I11sulina e circolazion e. - BoENHEil\t. Prog r essi d ell 'endocrinologi a. tvled. I<lin.ih', 4 die . R. SALus. Ter api a non operaliva del g laucoma. Afün cli. M ed. VJ' oc h. , 4 die. - BEnnEUß. La valut1azio11e d ei prep ar ati digitaliei. HocHREIN. Tratlam. d ella tachicardia parossi stica . .Deut. Al ed. Woch. , 4 die. - Numero sul clima e la tera pia di montag·na. . Clin. Afecl. Ital. , i1ov. -- G. PELLEGRINI. Diabete insipido . - P. GrrRL1. Sifilid e dell 'apparato1 r espir·atorio. Arch. f. Sc h .- u. Tr.-fl.)'g. , die. E. ~1ARTINI. II problen1a deJle razze dell 'cc A11opheles maculipen11is ». J ou rn . ,4. M . .4.., 21 nov. - ~i. F . INGMAN e al. 'fratta1n. non specifico <lella sifilide precoce . M. S. K1J\1 c A. C lvY. Profilassi dell 'ulcera duod en al e spc->rimentftle con alime ntaz . di mucina. Folia Cliri i c(IJ et JJiol., sett.-ott. A. DoNATI. Emocitob1as to1na circo.scritto con speci ale sindrom e .ascilica. Zbl. f. Chir. , 5 rlic. - N. GRzY, VA. Fasciature gessale chiu se. - V. SANCH1s PEnP1fiA. Trattam. delle var ici. Jou1·nal .4.. 'NI. A „ 28 nov. - U. J. W1LE e ~l. Malarioterapia d ella i1e urolue . - A. W EIL. Ez10-, logia del la sclerosi i11ultipla. M ed „ Jb er o, 5 die. ---:- G. R. LAFOHA. Impotenza_ 1naschile e neunastenia sessuale. Ann . di Cl. Odont., die. - F . LAZZARO. E1nan-. gioma primitivo c:Iella ling ua. G. G10RELLI. Neurjte d el n. ling u ale. P aris Meif. } 5 die . - · Numero di terapia. R ev ~ Droi l P enal et Crim ., nov. - ·L . BASTENIE. A11atomia patol. d el timo nei rapporti con l a me-. dicina legale.

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[A~No

<t JL POLICLJNICO ))

Zeitsc li r.

f. Tuberl\., die . -

XXXIX, NuM. 10]

H.

BREMER

e P.

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lndice alfabetico per materie. :\granulocitosi bis1nutica . . . . . . . . Pag . 39(} ~.\lcool e i 11. . ulina . - . . . . . . . . . . )) 386 _:\nemie i11ifantili: associazione d el ra111e eo l ferro n el trattam. . . . . . . . . . )) 390 ~~11e1nie : valore della cuta col fegato . )) 390 ~\ngina agranuloeitiea . . . . . . . . . . )) 390 ~"-r l eria po lmonare : en1bolia: operaz. di 'frendelenburg . . . . . . . . . . . . )) 386 _i\.rleriotomia nel trattam. d elle ob]il erazio11i ar teriose l oealizzate . . . . . . . )) 383 AuLointossicazion e intes tinale: se esista )) 387 l3aLteri d el]a tracl1ea e d ei bron ehi . )) 392 Bat teri de,la vagi11a . . . . . . . . . . . )) 392 Bibliografia . . . . . . . . . . . . . )) 385 Broncospirochetosi: co nLrl.lJulo . . . . )) 363 Cn.rdiopalic: gl u cosio-in ' t1lino-ler apia . )) 387 Cirrosi epalica : azione d ell 'alcool e della sifilide n ella genesi . . . . . . . . . . )) 381 ·Ci s li conne ltivali del cordon e sp ermatico )) 369 ·Cis ti del 1)ancreas . . . . . . . . . . . . . )) 375 Colecist ect omie p er . colecjs titi non calcol ose . . . . . . . . . . . . . . . . )) 388 .col eci:s ti Li Lifose . . . . . . . . . . . . . )) 382 Diafra111n1a : blocco controlaterale da le)) 388 . . . sione traumatica . . . . . . . )) 392 .Eritema nodoso·: eziologia . . . . . . . F el)bri alimentari d el l a tlante . . . . . )) 380 F ega to : lesioni da inoculazio11e d i mal ar i a „ • • • • • • • • • • • • • • • • )) 382

li'ilassi n ella cura del tetano, della difteri te e di altre malal tie neurotropiche Pag. 379 Il eo pos top eratorio: in1piego cli solt1zioni iperto11iche, . . . . . . . . . . . . )) 389 Lei shma11iosi in adulto . . . . . . . . )) 386 l\ilovi m ento : clinica delle forme di - . )) 391 Navi: 1noto- : igi en e. . . . . . . . . . . )) 389 Pigmenli biliari: forrr1azion e intrncu tan ea e r eazione di Brogsch . . . . . . )) 383 P orpora err1orragica: ple11eclomia . . . )) 391 Scriltl1ra a m acchina : vanlaggi . . . . )) 39~ Sindromi associate d ell 'adclome destro: a pro1posito di . . . . . . . . . . . )) 389 Sindrou1i sensitivo-motorie di origine fun zionale . . . . . . . . . . . . . . )) 387 Sports invernali: l esioni traumatiehe . )) 388 SpermocoJ tura come mezzo di diagnosi nel gonoeoccismo l atente . . . . . . . )) 391 'fessuti : colture in plasma di animali irradiati . . . . . . . . . . . . . . . . )) 386 Tul)ercolosi: immunita :. natura e limiti )) 386 Tuber colosi : inorfologia elinica . . . . )) 386 'fubercolosi osteo-ar ticolar e e trapianto

. . . . . . . . . · · · · · · · · Varici : iniezioni di glicerina p el tratlam.

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388

sclerosan te . . . . . . . . . . . . . . Versamenti pleurici : artifieio semplice per facili~are le pt111ture esplor ative . Vitamina della fecondi ta (fattore E) . .

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o sseo

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C.

FRUGONI,

A. Pozzr, resp.

Red. capo. Roma - Stab. Tipo-Lit . . Armani di M. Courrier.


'

ANNO XXXIX

Roma, 14: Marzo 1932 ·X

'' fondato nel 1893 dai professori:

GUIDO BACCELLI

Num. 11

''

FRANCESCO DURANTE

SBZION.ß PRATICA

REDATTORE CAPO: PROF. CESARE FRUGONI Clinico Medico di Roma

SOMMARIO. Lezioni: G. Jona: Tubercolo -0al-0ificato della calotta protuberanziale.

Note e contributi : S. Solieri: Coetituzione, vagoto-

niemo e ein tonia patologica dell'addome destro. Osservazioni oliniche : G. Picardi: Eruzione bolloea simmetrica ai talloni coneeoutiva a r aohianesteeia. Sunti e rasseane: EPIDEMIOLOGIA : Tipi epidemici delle fcbbri malariche. - AoDOME: A. E. RnBBell: Sofferenze addominali. - V. Jourdain e J. Govaerte: Considerazioni eulla diagnosi, eziologia, patogenesi e trattamento delle pancreatiti acute. - König: Sulle -0ieti retroperitoneali. - ORGAN! RESPIRATOllI: A . J. Scott Pinohin e H . V. Morlock : 11 broneoS<..opio nella diagnosi delle malattie polanonari. - Favre, Croizot e GuiohaTd : La. granulomatosi ma.ligna pleuro-polmonare. - LSJpointe, Duchon, Da.rfen.i lle e J onard : Le in f ezioni bronco-polmonari poet-o:peratorie e la loro prevenzione con i lieati-vaccini. - Sagona: La tubercoloei dell'ilo polmonare nell'adulto. - Kerechner: Legatllll'a della. vena. polmonare nella -0ura della tubercolosi polmonare. - M. Sgolitzer: Risultati della strumectomia nella t raoheomalacia.

cenni bibliogratio1. Accademie, Societa Mediche, Congressi : Reale Aooade-

mia di Medicina di Torin-0. - Reale ACCSJdemia Medica di Genova. - Societa Medico-Ohirurgi-0a di Pa-

LEZIONI. SCUOLA DI MEDICINA PRATICA (( A. MINICH )) DELL'OsPEDALE CrvILE DI VENEZIA.

Tubercolo calcifi.cato della calotta protuberanziale. LEz10NE del prof. G. JoNA, me dico primario.

II malato, di cui vi too ttengo, fu da me presentato hen cinque anni fa con diagnosi di tubercolo della protuberanza. Egli versavia allora in condizioni gravissime, tali da porlo in pericolo di vita imminente. La sorte, non so se benigna o 1m1aligna, lo trasse a salvan1ento, lasciandolo pero minorato, nelle condizioni ehe voi stessi ora constaterete. Anche uscito dallo Ospedale, dopo mesi di degenza, noi potemmo seguirne il progressivo miglioramento, ed ora controlleremo insieme 1'antica diag.n osi, per vedere se essa resiste alla stregua della evoluzione success iva del morbo, e dei postumi attuali, o quale al tra diagnosi le debba even tualmen te esser sosti 'tui ta. Vi leggo i dati ·p iu imiportanti delle cartelle nosologiche di :allora. „

via. - A.coSJdemia Medico-Fieica Fiorentina . - Sooieta di Coltura Medioa Novrureee. - Accademia Medico-Ohirurgica del Piceno. - Societa d·i Scienze Mediohe di Conegliano e Vittorio. Appunti per II medico pratico : UASISTICA: L'osteomielite vertebrale. Lesion.i dell'istmo delle lamine •delle vertebre lombari. - La malattia di Lareen Johanseon (apafisite rotulea). - TERAPIA: La sommi.n istrazione di alcali nella terapia saliciliea. - Intossicazione acuta da clorato di ·p otassio. - Il tartrato ·di ergotaimina -n el prUTito di origine epatica e ren.a le. - NOTE 01 TECNICA : Diagnosi precoce della p ertosee eol meto.do della goociolina. - !GIENE : Sopra un'epidemia oepitaliera di varicella conneesa a zona. - Infezioni st.reptooocciche orig.i n.ate dal latte. MEDICINA SCIENTIFICA: Ulterior.i progreesi nell'isolamento delle Vitamine. - POSTA DEGLI ABBONATI. - VARIA : Il m·o ltiplioarei de11e oocieta mediehe. Politioa sanitaria e giurisprudenza : G. Selvagigi: Rieposte a. quesiti per queetioni di rnassima. Nella vita professionale : Concorei. - Nomine, promozioni ed onorificenze. Nostra corrispondenze : Da Milano. - Da Trie6te. Da P.adova.

Notizie diverse. lndi ce alfabetico per materie

Garcl... Antonio, di anni 18, veneziano, dipintore. Entra in Ospedale l '11 febbraio 1926. Padre morto a 52 a., e madre a 46 a., ambedue per emorra.g ia cerebrale: quattro sorelle sono viven ti e sane. II paziente all 'e ta di un 1anno, ebbe un forte colpo al capo, per cui rimase alcune ore privo di conoscenza. Dal maggio dell 'anno precedente soffre spesso di cefalee. Quindici giorni prima deli 'ingresso in ospedal e, comincio ad avvertire malessere generale, senso di formicolio diffuso1 al oapo, sonno agitato, qualche irregolarita 11ella funzione intestinale. La cefalea si . fece viva, a s~de prevalentemente frontale; comparve vomito ripetuto, incertezza nel1'andatura, ehe ando facendosi sef!1pre piu evidentemente barcollante, fino a porlo nell 'impossibilita di lasciare il letto, tendenza all 'assopimento: non febbre. ·stato presente del 12 febbrai~. . L 'ammalato g iace abbandonato nel letto, tende al sopore., p ero si desta a l richiamo, mostra di comprendere tutto quanto si dice, risponde a cenni, o con parola stentata, infantile. Condizi-OIIli di nutrizione generale discrete. Api. ress1a. Polso r aro (60 al minuto) lenlo , sostenuto. L 'esame dei visceri del tor ace e dell 'addome e negativo.


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« lL POLIULINICO »

La fisonomia e atona, sen za espressione. Piega naso-labiale spianata a s. Lo sguardo e coistantem ente rivolto a destra. Il movim~nto coniugat<;> degli occhi ver so sinistra non si eseguisce, mentre s i eseguisce quello verso destra, ben ch e incomplelo. Paresi del retto ester110 dell 'occhio sinistre. Nistagmo oscillatorio destrorso, a piccole scosse, nei movimenti orizzontali dei bulbi e anche nella conYergenza : nistagmo meno intenso, allo stato di • r1poso. lpoestes.ia corneale bilaterale. Pupille eguali, di media ampiezza, bene reagenti alla luce. La bocca e tenuta costantem ente semi-aperta: l 'angolo sinistro e leggermente abb,a ssato: vi h a scialorrea fluente dall ',angolo sinistro. La lingua e porta in modo eistremamente incon1pleto: no11 riesce a protrudere ; non risponde all 'invito di movimento laterale. La deglutizione e difficilissima. Gli arti sono in istato lieve1nente ipertonico. I loro movi1nenti si compiono d 'ambo i lati ma con breve deficit .a destra cos] all 'arto sup. ehe inferiorre. Riflesso patellare destro piu accentuato del sinistro. Si ottengono Babinski e Oppenheim, bilateralm ente, m a incostantem ente . 11 malato posto in piedi, non si, regge affatto, allarga le gambe, tende a cadere tosto, ora verso destra ora verso sinistra. Orine limpide: sp. 1024; a1bumina O; glucosio O; sedimento nu1lo. Es. del fondo oculare : modica congestione venosa in 0.0 ; p apille a margini netti. 14-2 : IJ pol so si e fa tto anche piu raro (40 pulsazioni al minuto). Puntura lombare : pressio111e al Claude cm. 30. Liquor limpido , incoloro, non da reticolo. J\lb. 0,30 %0: Gluc. 0, 75 %0. Sedimento: 2 elem. pe r mmc. alle cell. di Nageotte. Cuti-reazione alla Pirqu et positiva. 20-2: Piu evidente il deficit d el facciale di sinistra. Non parla. Non degluti sce. ' ' iene alimentato colla sonda. 4-3: Vomito ripetuto , d.a due giorni. 6-3: Cessalo il vomito. Ha ripreso qualche parola, inceppata , tipo rino1alia aperta. Persiste cefalea frontale. · Persiste strabismo convergente per paresi del retto· est. sin . Persiste il nistagmo. · Esame oloscopico (Rip . Otojatr.). Suppurazio!Ile cronica dell'orecchio medio di sinistra, con accumulo di cerurne e p·u s nel condo;~to uditivo esterno. Perforazione postero-inferio.r e della membrana T. ; vasta lesione cribriforme della 1/2 inferiore del quadro timpanico (esiti di tubercolosi). Le prove del Baranj rie~ono alquanto difficili per le condizion i del pazien te, ed anche perche le v.aste perforazioni timpaniche lasciano fuoruscire l 'acqua per tubam. Gon ) a prova calda sen1.bra co,n statabile la ineccitabilita vestibolare a si1i., mentre la reazio·n e a destra sembra di tipo norm·ale. 20-3: Meno accentuata Ja paresi del facciale di sin . Fonazione stentata . Ancora alimentazione colla sonda. Perd e feci e orine. Bradioardia inen o accentuata (52). ~{oviment o d egli arti possibile; p ersiste lieve

i AKNO ~XXIX,

NuM. 11)

de/icil a destra. A d. si ottien e ora un Bahinski netto, ma solo eccilando la superficie interna dßlla coscia .n el 1/3 superiore, a sin. Babinski incompleto. 21-3 : Si presta meglio all 'esame. Non si rilevano alter·azioni apprezzabili della sensiJ:tili ta superficiale. Jvlodica dismetria agli arti inferiori, bilateral . mente. Accenno di adiadokocinesi agli arti sup., eguale dai due lati. 30-3 : Migliorato. Cessata ]a bradicardia (78). Si alimenta da se. , Paria, benche ~tentatamente . Persiste deviazione dello sguardo, strabismo e nisLagmo. Mobilita degli arti ripresa completam ente. Energia inuscolare egu,ale dai due lati. .Non dismetria ; diadokocinesi r egolare. A fine di giugno il malato aveva ripreso comple tamente l a _possibilita di deglutire e di parlare, s~ era rirnesso nello stato generale, n ell 'agosto pote sollevar si sul letto, n el settembre scendere, r eggendosi a m ala pen a e poi riacquis tando stahi1ita e possibilila di deambulazione. Usci il 10 rnarzo 1928. Ve lo ripresentai un anno dopo in ottime condizion~ di nutrizione generale , con intelligenza lucida, coerente, benche un po' falua: il ragazzo. di 18 anni, con scio della sua incapacita aJ 1avoro, tuttavia s~ presentava gioviale e sorridente. Parlava un po ' stentatamente e infantilmente, La parol·a con servando il suo carattere di rinolalia aperta , per cui diceva baba per mamma, pade per pane.

,S i reggeva ben e, ma sempre a gambe divaricate: camminav·a senza appo,g gio, abbastanza speditamente, ma stancandosi presto, cosi da esser poi obbligato a regger si a lln compagno; proc~ deva diritto, ma al piu piccolo ostacolo vacillava, tendendo a cadere ora a d . ora a sinistra. La faccia conservaYa alcune asimmetrie, e sopratutto alcuni particolari d ella meccanica oculare; persistente strabismo convergente sinistro, per paresi dell 'oculo motore est. sin., evidente anche nei movimenti di IateTtalila del bulbo; persistente nistagmo orizzontale, a riposo, quasi sempre destrorso'. Nel movimento coniugato a destra, nistagmo orizzontale costante, destrorso, a scosse rapide. Nel movimento coniugalo a sin., nistagmo intermittente, ora a scosse ra·p ide, ora a scosse lente, per lo piu destrorso, ta1ora sinistrorso. Movimenti verticali normali, talora acco.m pagnati da nistagmo. Convergenza buona, accompagnata da nistagmo a scosse rapide, binoculare : nistagmo di convergenza. Pupillei di ampiezza norn1ale, eguali, bene reagenti. Papille ottiche a margini netti : congestione Yenosa accentuata. Pare.si lieve del facciale inferiore di sinistre.. Gli arti inferiori presentavano buon trofismo, discreta forza muscolare, riflessi normali, sensibiiita affatto normale. Successivamente le condizioni di statica del trooco, e l 'energia generale migliorarono iancora, cosicche si puo dire ehe oggi, come ve lo presento, no11 rimangono ehe le turbe della meccanica ocu Jare: il nistagmo, lo strabismo con paresi del 6°" di sin. e del movimento coniugato destrorso, unitamente a una lieve paresi d el 7° di sin.


[_.\NNO

XXXIX, NuM. Ii~

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SEZIONE PRATICA

L 'an,d atura e franca. ~on vi e cenno di asinergia, di dismetria, di adiadokocines1: la ricerca m etodica. delle comuni proYe della marcia, del calcagno, dell 'indice, della flessione co1nbinat a del tro!Ilco, delle v.arie manoYre di Babinski, di Ste,vart-Holmes, di Thomas , e Jumentie, ecc., sono tutte pressoch e n egative. Non rigidita, n on tremore degli arti. Ritmo del sonno n ormale. 1

Ora dovete .can ee,dermi eh e, nel ripresentarvi il m alata , ia discuta n el ten1pa stessa i fatti svoltisi nella prima evoluzione d el morba, e que1li r esidua ti nell e varie tappe successive, ehe svalga insieme i eriteri diagnostici eh e sar sera dai primi fatti e quelli ehe sono resi a mmissibili oggi , dai vestig i di essi. Ritenni , fin da lla .prim;a lezione , eh e ~a cefalea, il vomita, l 'astenia g r ave, l 'andatura atassica, Iia. bra dicardia, l 'aumen tata pr essiane ·d el liquor deponessera per una n eofarmaziane e.ndacra nica. Ritenni ehe i sintomi a eariea dell 'apparecchio motore aeular e, cang iunti all ' atassia, e can a ecenn a a una par alisi alterna , t~po Millard-Gubler (della quale vera mente era apparso so]o qualch e tra tto, lieve e incastante), depa nesser o rper una sede protuberanziale n ella sua calotta, Titenni eh e i fatti di disfagi1a1, di g lossoplegia, di bradicardia, fos e ro effetto di eompressiane ul IX, X, XII n el loro decor a in traera nica; giudicai eh e la natura del tumore fosse tubercolare, per la frequen za di queste farmaziani niella protuheran za, e per il reperta dell 'otojatra eh e ci a ssiicurava di un.a pregressa lesian,e tu·b er caliare dell 'areechia destro. Can ce·debei:mii ora eh 'ia ritarni su qualche punta del1a diagn asi di sede . Vi .·dissi esservi una sindrame alterna incastante e mal sicura. Vi fu infatti tparesi di 6° e 7° di si.n. e defi cit m otoria can esageraziane di ril,lessi ag li a rti di d·estra. Ma il defi cit degli a rti fu lieve , e di breve dwa.ta, il !Babinski fu bila tera le e ta!lvolta piu distinto a sinistra eh e a destra. Se una netta sindrame alterna fosse indispensabiJe, per la diagnosi di sede protuberanziale, credo ehe avrei d ovuto rinuneiarvi. Ma la sindrome alterna puo man.care o essere appena aeeennata , quan·da la lesiane ealpisca la protuberanza nella sua calatta , ehe e estranea alle vie piramidali; inoltre la sindrame alter.n•a. puo essere resa poca evidente da circastanze ehe ebbi occasiane altre valte di farvi rilevare e s·u eui ritarnero brevemente, fra paco. '.E fina lm1e.n tei la sinc:Lrome alterna , pur vaga , pt10 essere rafforzata nel sua s ignificato d alla coincidenza calla alterazione della 111eccanioa. oculare. Nai avemmo nel nastra arnmalata ca stante

deviaziane della sguarda ve rsa deislra per paralisi a pa.r esi levagira, e avemma r>-aresi d el 7° di ·sinistra . Cio cas tituisce, eall 'accenno a. paresi d egli arti di d., il tipa protuberan zia le della sind·rame di F a,rille, o· m1eglio, avooda·si qui anc.h e nistagm o e atassia , costituisee la si1n.dra1ne ·d i Rayman·d e Cestm, eh e e un 'ulteriare ' rarieta d ella sindra·m e st essa ,d i lFaville, varieta .ch1e si verifica quianda la lesia ne pratujberaJizia,le pasitreiriare 's i J.atera lizza n atevalm ente. Ritarnanda pai sulle eircostanze eh e passon o masch erar e a rendere ambigua la sindram·e alterna , pTap·r ia d el1a protuberanza, vi riearda ch_e a pp unto nelle }.esiani pratuberanziali, si presenta strao-rdinariamente ~equente la bila tera lita di alcuni fatti; cio avvien e ta·I ora an cl1e in casi di lesiane limitat;a a una a all 'alLra m eta dell 'argan o : ea si la miasi , l1a a r efle sia eorneale, la man cata reaziane n i iagmica agli stirnoli vestibalari, la sardita, il rifl . di Babinski , in casi numerosi della letteratura risultan a niettam ente bilatffi'ali ; an cara, Raymond e Cestan n ella lora d·escriziane ·d ella sindram e protub,e ranzia le 1superior e (Gaz. des H op. , 1903) desunta d:a. tre casi , ·descrivan o una p.ar.alisi dei mavimenti di 11artera li ta diella sguardo, bilatera,le, · ben eh e per la. piu prevalente ·d a un lato. P ai vi sana casi di una miscela , a pparentem en be ·d is.ordina t a, di fenam1e.n i a carioa dell 'un a e dell'a]tra m eta. Alquier •e Kllarfe.J.d, trattanda dei tumari dell 'an gala pa ntacer ebellare, eitana un casa di tumare di sin ., e carrispandente sindrame, in eui era poosa pure il 6° 'e 7° di destra ; un casa in cui era presa il 7° di sin., l '8° e il 12° a d estra ; un casa ·di tum.ore a sin. e ca rrispondente sindram e, in cui ·p ero si aggiungevan a a questa , turbe del 3°, 9° e 12° di d estra . Finalmente, altre eh e sulla bilateralita, devo insiistere sul1 a variabilita di taluni fatti , sulla passibilita eh e essi si pr.esentino, alternativamiente, ora da una parte aira dall'a ltra. In u.n easa di CO.aude, Scha,effer e Alajauanine, ·di tUJbercala d ella protuberanza, sono nata'te 1da ·p rin1cipia (turb e .n ettamente laca;1izzate a ldestra ; n el ldi,a rio di: qu.ail eh·e g iorno dapa si nata eh e le turbe 6ona retracesse a destra ; e sana eam parse a sinistra : cc il se praduit, en quelque sort , un transfer t die troubles d.e la draite vers la g a.u eh·e n. A·n dre-Thoma1s insiste sulle variaziani eansiderevali dell e turbe motorie e sensitiv.c nel~e 1sindromi pratuberanzi:ali ·da alteraziani vasali (1emorrag ie a r.ammallimento). ·Finalmente, facenda appello alla mia stessa esperienza, vi rieor.da eh e n el caso di n eoplasm a della pratuberan za eh e vi h o p r esentato in una b.a mbina ·di 11 anrni , ea•n ferma ta all '~ t apsia, e eh e h a pubblicata n.ella raocalta 1

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di Lezioni della Seuola ~Iinieh del 1926 ·vi er ano d elle inten se erisi vasomotorie ' n el cam po d el trigemino, eh e si 1prod.u eevano ora ' a d . ora a sinistra. Nella fenomeno logia a eutissima da asce.sso m etastatico d ella protllheranza (eh e h o diag110sticato in vita, e fu eonfermato a ll 'a utopsia, e ehe h o .deseritto n el nostro g iornale Veneto d el 1928) trova a l 1° 1eS!a1me .anesteisia C·orneale bilaterale, cenni ·di par esi bilaterale del 7°, mentre l "indom,a n i vi era n etta loealizzazio ne dei ·due fatti a destr a, ei scompar sa ·di ess1 a sinistra. flo insisti to· su questi rilievi perch e l i cred o importanti , e non a ffatto accidentali, m a bensi 1egati a lla conformazione a natomica della :protuberanza, in eui le formazioni delle due meta n on son o cosi vieine tra loro com e n el bulbo, ma non sono cosi distanti come in tutte le .altre formazioni e misferieh e, meseneefalieh e, eer ebellari. Quindi la protubera.n za, da un lato non da le tetrapl·egie, proprie del bu'lbo, dall 'al tro non e fa cile dia le emi-1sin·dr omi pure, .c.h e son o abituali pel cerV!ello, ipei nuclei basali, pei peduneoli oerebrali, eec. Cosi da questa posi~ione intermedia della protuberan za scaturisce com e n eeessaria co.n segue nza, ehe vi sono benisi le emi-sindromi siistematich e, coi .caratteri loro proprii (Millard-Gubler, ~ovilJle, Deiters, ece.) mia· ehe ad esse si aggiungono frequentem ente, spruzzi di fenome n ologia dell 'altro la to, e ehe pure vi e possibilita di u.n a qua lehe a lternativa di fenomeni nel decorso ·di uno stess-0 caso, e tutto cio per ragioni eh e illustrai n ei casi gia pubblicati. Ma n on ho finite : Se fondai il g iu·dizio essenziale su quie sti du·e eleme nti : atassia, e alterata me.eca.niea oculare, a carieo dei museoli estrinseci, eom. nistagmo spontaneo e provoca to, devo pure rieord:air e ehe eissi , come possono esser propri di una lesion e protuber a n ziale, eosi possono trovarsi presenti in lesioni di ·due altre sedi : i eorpi quadrigemini; il ce1rvelletto. P er i tumori d ei .corpi quadrigemini, g ia 40 a nni or son o Nothnagel afßerm.ava eh e la diagn osi si fonda esse.nzialmente sull 'assoeiazione di questi due fatti: at.assia :a. tipo eerebe1lare, e •paralisi oculari asi:mmctriche e progressive. Dato cio, vi e n·el easo nostro qua lche cosa ehe lo stacchi dal ti po d ei tumori delle. qu.a drigemin1e? Non parlo ·deJl 'atassia . Ne parleremo s ubito d opo, a proposito del cervell etto. Ma .c'e, se non m'inganno , u.n distaceo suffi eien te nel qua·dro oftalmoplegico. E opinione concorde, e risulta da quasi tutta la casistioa., ehe le 1para lisi ocula ri n ei turrno ri delle qu.adrigemine son o n el ca·m po del 3° e del 4° paio, e specialn1ente del 3°, e n e e ehiara la ragione anatomica, in quanto ehe i nuclei d1el 3° so·n o disseminati lungo il 1

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pavimento dell 'a cquedotto <li Silvio, eh e e sot'Lostante alle eminenze quadrigemirie, e saranno lesi, o per diffusione d el processo, o per compressione, da una lesiom·e di qualche im•p ortanza delle eminenze stesse. Invece non e mai (o 1solo in vi:a eecezionalissima) leso il 6° paio, il e ui .n ucleo e ben distante, appartenendo a lla n1'eta inferiore ·d el'l a protuberanza. Nel nostro malato, sia a ttualmente, sia n el periodo acuto, trovi.am·o l1esioni, d·el 6° d ei due lati, e speeialment e ·del si.n . : n etla posizione di riposo .c'e uno strabismo eonvergente .p er paresi ·del r ette estern o 1sinistro, il deficit bila t1erale appare piu evidente n ei movimienti. Non e in,rece leso il 3° paio, pereh e retto superior e e inter.no, obliquo inferiore, elev.atori della 1palpebra sono tutti integri. Integre e pure l 'obliquo superior e, innervato del ±0 • Non basta. Nelle lesioni delle quadrigemin e, vi puo esser e paralisi d ei movimenti eon iug·ati , ma da tutti e notato eh e questa paralisi e per i n1-0vime.n ti eoniugati verso l 'alto e verso il bassa (pei n eirvi suspiciens e despiciens di Grasset), m entre inveee la ip.aralisi dei movim.enti eoniugati di lateralita e propria d1elle lesioni protub·er.anziali. Ora, fin da i pri~ mi giorni della degen za del Gärd. .. il dia:rio .n ota: impossibili ta totail e de l movimiento eoniug ato degli oechi verso destra , g ran·de limitazione dei movimen ti verso sinistra. E anche Olfa voi vedete il nistag·mo eh e accompagna il movim1ento forzato verso destra, a r ieordo della g rave impossibilita del perio do acuto. Ma non basta .a.n eora. N·e lla qu:a·si totalita dei cas i di tumori dell e qua·drigemine con lesioni oftalmoplegi1cthe (e cioe in piu del · 50 % di essi) son o pure a lterati i riflessi pupillari. Sarebbe strano eh e n on lo fosser-0, quando si rieordi cl1e (per opi.nione quasi .oon corde), il centro di tali ;riflessi ri•siede nelle quadrigemline, o eh e per lo m eno le quadrigemine posseggono ru.n nudleo oellwla re il qu1ale .e in ter calato lung o •l 'ar co di tale riflesso, e lo altera qua ndo esso e leso. Sopra 40 casi, raeeolti dalla letteratura da Valobra, 13 volte esisteva rigidita 1p upillare assoluta alla luee e all 'aecomodazio.n e, . sette volte l 'Argyll-Robertson unilaterale o bilat-er ale, dieei volte torpore d elle r eazioni pupilJ.ari eon anisoeori:a, sette volte anisoeoria sola. solo tre volte comportamento normale delle pupille. Nel nostro malato voi potete eonstatar e la ug uagli.anz.a, la r egolarita de'll.a forma e delle r eazio.n i pupillari del nostro malato, fatti tutti r egistrati dal ·diario anch e in pien:a fase aeuta del morbo. Oser ei dire ehe tutto eio permette di esel·u dere in via assoluta la lo.ca·lizzazione della lesion e n elle quadrigemine. R altrettanto faeile escluder e la sed e cerebellare? Terno di no . An eh e .n ei riguardi di essa, possiamo dire ehe n el caso n ostr o m.an c.avano molti dei fatti


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SEZI O~E

ehe le son propri: la ce falea era frontale, anzieh e oceipitale, mancava la paipilla da sta si (frequentissima nei tumori .cer ebellari, in eui si trova fra il 50 e l '80 % dei casi , a seconda degli osservatori, m en tre manca abitua lmente n ei tumori ·della protuberarnza) : furo·n o transitorii i segni ·d i asi.nergia, di dismetria , di a·d iadokoeinesi. l\1algrado eio, l 'atassia, il nistagmo, le deviazioni oculari eh e furono proprie del nostro malato, entrano n ella fenomenologia eer ebell:are n on meno, e qu.aleuna piu, ehe n ella fenomen ologia protuberanzia le . In g ran parte, sono fatti d~pendenti da lesioni delle vie vestibolari ehe corrono n el ponte, ma ehe sono J.e gate , an.atomicamente e funzionalmente eo] eervelletto1, eo1 quale agiscon o sin1ergic.amente. , E in parte son o. interpret.ate eom e dovute a lla eompress1one eseireitata dal turnore cerebellare sulla fo ssa post·erio re, e eh e puo ledere la fu,n zion·e di tutti i n ervi eraniei eh e vi deeorro.n o. Cosi secondo Ste,v·arrd e Holn1 en n ella maggior.anza dei ca i, i tumori eer eb ellari danno paralisi de·l r etto esterno del lato colpito dal tumore, specia]mente se il .n eoplasma e extraceveb ellare, e puo esser e bilater ale se il tumore e intracer eb ellare. In qualch e caso vi e pure pare i d ei movi m enti coniugati di latera1lita, veTso il lalo della lesion e. E vi e pesso para lisi o paresi del fa eciale, talora totale, t alora del ramo superior e o infe.riore, e vi possono esse;re segmi irritativi del 5° paio, e, rara111 ente, a lterazio1n i a carico del 9°, 10° e 12° paio. Con cludendo, voi vedete quanto possa essere difficil e, in determinate eircostanze, il differenziare Ja n eoformazione cerebellare dalla protuberanziale. Vi confe so anzi ehe tutto eio m i trattiene n el caso nostlfo dall 'eseludere in modo asso1uto la sede cer eb ellare; dieo solo eh e eon iderato quel ta·n to eh e oggi e rimasto n el no~. tro paziente, con side11a:to cioe ehe e andata gradata1nente scompare1n do la atassia , eh e e il fatto piu squisitamente d ovuto al eervelletto, mentre persistono i fatti della alterata m eccanica ocu lare, la eui sede diretta e il ponte, propoodo nuovamein te a eon eludere piu per quesLo eh e pe;r quello. Da ultimo, pot:rieste ehiedere co,m e una grave lesione della ca1otta pontin·a1 poss.a •eissersi svolta senza turbe dell a sen'-ibilita le cui vie passano tutte attraver o di essa. Ma e n oto O'ia ·da numerosa .cai~ istiea, eh e, no·n :raran11en te , tu:m ori di qu e"'t!a .region e decorrono appunto con sen sibilita integ·ra per ra o-ion i, non semp·r e n e tutte valutabili. 1

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**::: Ed ora, p.arliamo un momento della n atura del 1)rocesso. Io ammi i fin da prin cipio il tubercolo. La freql1 enza notevole di esse in queste sedi ,

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PRATl CA

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i egni :rilevati dallo sp eci.alist a, ·di un pregresso proce so tubercolare dell 'oreeel1io destro, e poi l ' e,roluzione uccessiva del m orbo, mi parvero e mii paiono ancor oggi a·r gomentJ impOirtanti in favore di 1e1sso. Occorre differen ziarlo da altri proeessi ? I \tumori propriam/ente detti, si possono escludere con certezza; l 'insor gen za acuta dell:a sintomatolog·ia gravis ima del primo periodo .n on e certo comune in essi: vi si adatta an eor m1eno l 'evoluzione sucoessiva, ch·e porto a una g uarig·ion e con restitutio , incompleta, ma notevolissima , .eh e dura ·da anni. E n ecessario in\reee ehe ldißfer einziiamo il tuberco·l o da a l tri proceissi di na tu.r a infia·m ... ma toria . 1Non parl o dell:a m ening ite, eh e resto esclusa n el period o acuto del morbo, dalla assen za dei segni elinici diretti (rigidita, l\.iernig, ece.) e sopratutto dai caratteri del liquor, .eh e deponevano ,decisamente contro. E d1a tr.atten erci inveoe sulla possibilita d·ell 'en cefalit e, forn1a di eziologia svariata, di 1sintomatologia multiforme, di deeor so dal piu a euto a l piu cr·onieo, e, in ~ener.ale, di fr equenza certo assai m aggiore di qua.n to pocl1i anni fa si eon oscesse. Parliamo sopratutto di due tipi di eneefalite, cl1e qui potrebbero e ser invocati: la po1ioen ce falite acuta superior e di W ernicke; 1'en cefali te epidemica di Eeonomo; ambedue solite .a dare turbe del1a m eecanica ocul are per lesioni d ei nuclei peduncolari e pr otubera112iali. La polio·en ee falite supeiri ore di W ernieke, forma rara e O'ravissima , bien difficilmente s fu gge all 'esito leta·le; eornunque, e di evoluzion e molto r.aipida, suole essere febbrile in tutta o in. parte del suo deeorso; puo d.are una sintom:ato]ogia comp,Jessa, m.a d 'ordin.a rio da i fenomeni di localizzazion e corrispon·denti ai nuclei colpiti , per lo piu d el III , IV, VI , piu raram.ente del VII e del V motore; difficiln1 ente da f.e n omeni di a un1ento gen eraJ.e della pressione endoeranica. P·er tutti qu1esti fatti , mi p.a re .c}1e il ca so nostro si stacchi dalla forma di W ernieke. L 'en cefa lite di Econ om o si presento da n oi, come sapete, in fo rma epidemica dal 1918 al 1923, e poi eontinuo .a dare qualch e r.aro easo . poradico, .eh e puo fairei dom andare se ain ch e il caso attuale vi r ientri. Se con sider o la fi son omia .generale della foirm.a, quale potei d1esun1.erl.a dai n umie rosi casi seguiti in quell 'ep·oca , parmi eh e il easo nostro n om. vi si a·datti n'ei rig uardi dei fenom eni cl1a1 focolaio, eh e sono piu spesso variati. a spruzzi, per lo piu rilevanti origine ex trapir~ ­ mid1a1le e 1corticale. N.el n o . . tro m.al.ato po1, manco o:g ni fatto· di narcolessi o di alterato rit1110 cl el sonno. ll qu:adro su ccessi,-o fu un vero e proprio reliqua to, defin iti"'·o , m en tre n el] 'ence falit e 1

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epi den1 ica, il eronieizzarsi :Su·ol e il piu spesso sig nifi.carce evoluzione l entissima verso sindromi piu eomplesse , talora nuove, e in og.n i ·m .odo con a'leun.e 1stigmate, pa rticola rmente di ipertonie, di tremo.ri, iin gen.er ale di segni extra-·p iramidali , e·d inoltre di turbe psiehich e, eh e n el nostro caso man cano tutte asso1u tan1 ente. Il tuber colo, parteeipando, n ei rig uardi della sintom:atolog ia , e d·e l processo n eoplasti.co e del p rocesso infettivo, si adatta a ssai di piu a luLLo il d eicorso del caso nostro. L 'an atomia patologi ca d el tuber colo cerebra le ci permette di con cepire ·u na prima fase, di formazione e di accr escimento d el nodo, in .eui dominano fatti di localizzazione, ma in cui pure i fatti perifocali (propri al processo tuhercolare di og·n i sede) d eterminano una massa capace di ·dar fenom eni genera li di c ompressionti, e f:a.t ti eongestizi collater ali caipaci pure di arrotondare e allargare il quadro d clla 1oea1izzazione. Lo Z.a netti, d ella scuola d el nostro Cagn ettq , ci ha dato un b ellissimo studio sulla struttura e Ia evoluzione anato1n iea d el tuber eolo encefalico, e h a osservato J.a r e:a zione della zon.a esterna, eon turgesoenza vas a le, aumento dei capillari , poca alterazio11e ·delle eellule nervose eir.costanti, tentativi rli r eaz io.ne d ella g lia, d estinati a una g raclu.ale scler osi, se iI processo di formazione d el tubercolo si arrestera e r egr edira. Ora, se il processo si a rresta, n el mentre la selerosi g liale lo i sola, tutti g li a ltri fatti perifocali 1r egr ediranno, e m1entre i l tuber eolo si involve, e r.alcifica, la sintomiatolo·g ia si ridurra al minimo, voluto 1strettaim 1ente dalla su a localizz.azione. Tutto cio puo bien a ccordarsi colle su cee,ss ive fasi d el :caso n·ostro: eer to pero eh e al inomento di eon eludere, n ei riguardi e d ella n.a tur.a e d ell.a sede, n1i trovo Uil po' esitante di fronte a lla nu dezza della sin·dro•m .ei residuat a . Essa i)1u o parere ·p o1c o plroporzio,n .a t a .alla no·b ilta ·d·e lla ised e protubeI1ainziale, in cui tanti o·r .g ani n er vosi di moto e di senso sono serrati g li uni eontro g li a ltri. N ei casi di tu.b ercolo cal eificato d el peduncolo o ·delle quadrigemine (Va lobra ne ha ra.ccol te cinque da lla le tte r atura ) la fenomenolog ia era b en p iu complessa. Jn,rece n egli e misferi cerebrali e nel cervelle t to, Ja fenomenologia del tubercolo cal cificato puo essere mtuta, e sono n on rari i casi descritti come reperto a eciden tale di autopsia . P er cio, pur rim:a.niendo ~edeli a l con cetto d el tu b e'rcolo caleificato, p otrebb e ritorna r e in discussione, com e p iu conser1tanea a tutto il decor so la sed e cere b ella re , la quale (altre ad esser~ piu frequ·ente ·d·ella pro:tub1eranziale) r enderebbe piu .compren sibile eh e n el periodo di .atti.vita g rave d el proeeisso, la massa potesse a''er acquistato volun1e tale da produrre i fen omie.ni piu g ravi di compressione, pre&entati 1

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n el periodo acuto dal nostro Gard ... ; mentre p oi involutasi la massa, ·sarebbe rimasto (unico residuo di lesioni riverberantesi sulle vie eerehello-v.estibolaui) il nistagmo e le altera zioni di 'direzione dello sguardo. Senza ritornare sui criterii diffierenzia li espostivi prima, e eh e mi fecero poi,· malgrado tutto, propen.dere per la sede protuheranziale, vi soggiungo ehe anche queste ultime co11sid erazioni non so,n o i.n .contraddizione colle con oscenze ehe ab.b iamo dalla patologia, sul tuber eolo della protub1era nza: e noto ehe la calotta (in cui ripone mmo quello del caso nostro) e in fatto la sua sede di preferenza; poi, seco.n ·do Alquier e Klarlferd, esso presenta due fatti d egni di nota: e ben d1elimitato, eosi imiacro eh e miero-sco picamente, agisce sui tessuti piu per spostamento e compressione eh e non per dist.ruzione. Puo avvenire eosi eh e, Iocalizzato nella ca lotta, .n on dia eh e i fatti oe ulari .come avvenn•e nel caso di Marchand e Page (Revue Neur., 1923). Cio r en.de a n co ra una volta p l:a.u sibile . ehe nel caso nostro, super a to il periodo tumultuoso dell 'evoluzion e de l tubercolo, .sia Timasto la sola sintomatolog ia leg ata alla se·de eircoscritta de lla euffi.a p r otuber.a nziale . 1

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D evo dirvi ·qual.cbe cos:a, anehe del pronostico eh e, la prima voltiai eh e presentai il m a lato, ritenni infau sto, conforrne mente alla natura della l esion e .e aJla sed e nobilissima di essa. . In quell ' epoca, erano cosi gtravi l 'astenia e l ' e·m.aei.azio.n e d ·el malato, e ancora cosi eompromesse le funzioni eissenziali della vita, eh e n on ho p:neso qua.si affatto in c onsiderazione la ·p ossibilita di una guarigione, non per.c.h e la g iu·dicass.i teoricam1ente inammissihile, ma perehe n el caso concreto pareva superiore alle r esiste11z·e d el m .a la t o. II su ceessivo decorso sm enti il mio pronostico. II malato·, a fime di g iugno, dopo 4 mesi dall 'in.gresso, aveva ri1preso la possibilita di deglutire e parlare, e si e ra rimesso nello stato gen eral.e; n ell 'agosto pote solleva.r si sul . lietto; nel settembre soendere, reggendosi a m.Jad.apena. Dope> un anno si reggeva, pur ataissicam1ente. Oggi non ha quasi altri vestigi ehe quelli d·ell 'appareochio oeulare. Ormai il easo concede un pro·n ostieo di vita in·definito. II tuber colo :ealeifi,c ato r esta un caput mortuum n.o n piu offensivo. N.el caso di Infe1d , l 'evoluzione d el tubercolo svoltosi a cinque anni ·d i e ta , non impedi . a llo i.ndividuo di r<ig g iun ger e i 70 an ni di vita ! II d ott. Santi trovo un g rosso tubereolo calcifieato nella corteceia di un g iovan e, suieida a 25 anni: egli ritenne ehe dovesse . col!egarsi


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SEZIONE PRATICA

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-c ontrollato e ristudiato 1tale riflesso a mezzo della anestesi;a. locale dura.n te l 'operazione di appendicectomia .. Sul valore ehe si doveva assegnare all ' elern.en to - costituzione e vagolabilita (nel concetto d.e l Pende) - nella 1sintonia patologica dell 'addome destro non volli soffe rmarmi partitamente prima d ' o,r a pereh e ritenni neeessario basare qualsiasi ·convincimento in proposito sopra um numero di osservazioni ais sai g rande e sopra tutto sugli esiti immediati e lon·tani .d opo l 'operazione o le operazio·n i esegui te sull 'addome destro. Ora sono in grado di poter enunciare quanto segue: 1) i malati di sintonia dell ' addo m e destro sono lcmgilinei per il 60-70 % dei casi; 2) sono per I.a quasi totalita vagolabili ipertonici coe vagotonici. Questi dati ho veduto nella relazione del prof. Leotta essere confermati dal.le rioerehe sis.terruaticl1e ehe egli ha fatto eseguire dal suo aiuto dott . Rossi sui malati di sindromi asso·ciate dell 'addome d estro. Di reeente il Bufano della S·c uola m.edica di Genova si e oceupato delle eoliche biliari NOTE E CONTRIBUTI. dette per il passato sine calculo, la cui pa.toSez. Chirurgica dell'Ospedale "6. B. Morgagni ,, in Forll. genesi era igmota e su c ui si va ora faeendo Costituzione, vagotonismo e sintonia pato- luce g razie ai progr essi d ella patologia costituzionale e de lla colecistografia. Egli h•a dilogica dell'addome destro <1> m ostrato, in base ad os ervazion e elinica molper il prof. SANTE SoLIERI, direLtore. to diligen:te, ehe sofferenz·e a tipo di colica Ne~!e mie pubblicazioni sulla Sintonia paera no mantenute da ipermotilita ed ipertonia tologica dell 'addome destro ave:vo a ocennato n eurogena d·ella eistifellea i.n sogg€t ti spiccagia alla importanza del fattore eostituzionale tam.en te vag olabili, in cui si sarebbe stati innella deteTmiinazione della sindrome stessa. dotti a fare diagno i di colelitiaisi e l 'esame Tale a eoonno non ha m a n cato di rilevare il costituzionalistico non avesse messo sulla strarelator.e stesso prof. Leotta a pa.g . 72 della ·da della diagnosi esatta. Una tera pia antiva-· ~ua monografia sulle sindromi aissociate del~ gale puo in queisti casi essere efficaee. l 'addome destro. Voglio rin.g razia re il prof. Le risultJa-n ze di queste rieerel1e sul costiLeotta pe r avere rieon osciuto la prior1ta dei tuziomalismo e sulla cinesi del vago unite alla lltiei stu·di su questo argonrento, da cui e ve- gia citata eonoscenza del riflesso a ppendiculonuto il ·concetto unita·rio d-ella patologia della g astrico mi 1sembrano prove non dubbie del_ez ione destra del ventre , quale si verifica in la impor.tanza ehe le relazioni n ervose fisioinolti casi, e la espressione sintetica di adlogiche e fisio- pa to,l ogiehe gi uocan o n el determ inismo d·elle sindromi eonsocia te dell 'adclome destro. on e mia inten zion e ri1Jetere qua nto ho ·dome destro. g ia ribadito nei miei seritti e eioe eome a Ag·enti infettivi, -ch.e partano dalr'a ppendice base della a ssociazion e m orbosa principale flog osata, trovano in questa predisp0tsizione d ell 'a ddome de tro (appendicite, coleeistite, fisiopa1tologica il terreno prepara to per la geulcera pilorioa· e duodenale) io ponga un rapnesi delle malattie consociate . N on voglio enporto fisio-patolog ico nervoso es1st e·n te fra gli trarie nella discu ssione se la propaga zione del fattore infettivo av~enga attraverso le memorga·n i sede di queste malattie, rapporto· dim ostrato dal riflesso appendiculo-gastrico da bran·e o adereinze (1secondo il eon cetto del Leotta) o per via linfatica o p er via sanguim e osservato e descritto sino dal 1912. 11 Loreti i1n una r ecente pubblieazion e ha g na, come rite n gono a ltri. Seopo d,e i miei studi e stato ed e, n on la etiologia ·d elle m a (1) Comunicazione al XXXVIII Co11gresso della la ttie dell 'addome .destro , m a la patogenesi Sociela Italiana di Chirurgia, 18 otlobre 1931 in della loro a1ssociazione. Questa a1ppariva inBari.

a una sindrome morbosa, svolta i 16 anni • • 1nnanz1. 11 prof. 1F iore , ehe tratto ripetutam1ente della tuber colosi dei eentri n.ervosi, a1natomicamente dimostrata g uaribile, riferi1ce casi analoghi , suoi e della letteratura. Non i.nsisto piu a ltre. Mi parve ehe il ca·so attuale ·presentasse per Yoi un qualel1e interesse perehe ci fu dato di seguirne Ja sintomatologia dall'epoca del. s'?o pieno fiorire a questo delle estreme 'restig1e, i11entre per 10 piu a vviene ehe t a·l i sintomatolQgie residuali d ei ee11tri nervosi si presentino $Olo Va1rdivan1ente e accidentalme nte, e non ... i prestino p ereio eh e a u na discu ssio,n e assai meno conereta. 11 caso ha interesse anehe pereh e le cog.ni1ioni ehe noi possediamo sul tubereolo calcificato d·e i oentri nervosi , sono quaisi esclusi,·amente anatomich e : il caso nostro e uno dei pochi di cui si pote di.s cutere elinicamente, e eh e se un g iorno dovra aver e lIIl r::ontrollo a natomieo, permeltera di vagliare fatti e criterii di ordine eliniico, ehe ei condu ssero, a ragi~ne o a torto, ad un fla1le g iudizio ! 1

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vero strar1a o spesso disorientante prima ehe caso eh e sto per narrare, per·ch e, prima ehe fa sse dimostr.a1to il legame nervoso ehe vinco- da me, la inferma (u.n a signorina dell'Italia la la fisiologia e la patologia degli orga1n i del- setteintrionale) fu veduta e studiata in ambienl 'addome destroi. te costituzionalistieo. E la· diagnosi stabilita Sopra un punto desidero ·richiamare l 'at- era di vagotonismo: organisn10 esile longilitenzione degli studiosi ed ~s.peeie deii medici. neo; deperimento, tinta subitterica, dispepsia„ Scorrendo le riviste di patologia e di clinica stipsi, dolore quando piu, quando meno acme·diica ho avuito· la impressione ehe molti casi centuato sotto l 'ipoeondrio destro, •m .o vimenrit.enuti di vagotonismo primitivo •con mani- to febbrile 111on costante, ne molto acoentuafestazioni le piu svariate sia a carieo dell 'ap- to. Cure igierti·che , dietetiche e medicamenpar·eccl1io dige·rente (stom.aco, vie biliari) ma tose di ogni genere non a vevano modificato a1n che ·de.11 'appareechio pircolatorio e respira- lo ·s tat-0 della m.a lata, cl1e si faceva sempre torio siano degli app en·diciti·ci, n·ei quali lo piu allarmante per l 'aistenia general.e. Quanstimolo vagotonico ·parta essenzialmente <lalle do il medico di casa, avendo letto i miei scritcondizioni morbose del vern1e. Richiamo due ti sulla sin·i onia dell 'a·ddome destro, ebbe il mie osservazioni assai importanti eitate anehe sospetto ehe la sua cliente fasse anzitutto una da} Loreti. In una ·doillila vi era bradioardia a·ppendieitiea e me la feee vedere. Io mi conspiccata con fasi ricorrenti di aritmia: dopo vinsi ehe Egli era nel giuisto - quella signol 'ap·pe.ndioectomia questi fenomeni scompar- rina era appe.m,dieitica e p1er cio e dopo cio vavero e non .si sono piu rinnovati. l•n un'al- gotonica con riflessi gastrici e colecistici. La tra donn.a appendieit~ca einquantenne si erano operai dii appendieectomia ed e guarita perstabiliti aeeessi .d i asma b.ronchiale assai gra- fetta~me.nt-e: il v.agotonismo da du·e anni e ve; appe!Ildieeetomizzata, 1.a donna si libero scomparso e la ra:gazza si de·diea corn passione dall'asma in circa tre mesi, ne piu vi e an- e oon enitusi1asmo agli sports piu arditi e fa• • data1 soggetta. Al tr:e osservazion.i d·el genere t1cosi1. sono reperihili n ella letteratura. Non ri peto quanto ho gia sc.r itto a propoIrn riguardo alla sin·drome colecistica, e pre- sito della relaz·ione fra appendicite ed uloera cisamente alla eoliea biliare, il taglio dell 'ad- gastriea o duodenal e: ognuno da gran tempo dome destro mi ha eonoesso di rilevare ehe conosce iil valore ehe si deve assegnare all' ein grande numero di casi diagnosticati per lemen to nervoso 1nella patogenesi dell ' ulcera eolecistite in realta -colecistite non esisteva e peptica. I miei studi 1sul riflesso appen·dicuJofuro·n o le sofferenze tutte eliminate dalla sem- gastrieo e sulla sint-0nia dell 'addome destro plice .apipen.diceetomia. Gli oper.ati vengono se- Pinsaldano tale \coneezione. guiti da anni. Cio dicasi per manifestazio,n i di Un :fiatto ·d i grande importarnza la osservaoolica biliar.e a tipo aouto, o eronieo. Ricordo zione elinica dimostra e cioe ehe le manifel 'osservazione di due giova.n i donne: ehe mi fu- stazi oni deJI '.a·ddome destro possono presentarro1n.o inviate eon di.agn-0·si di oolecistite calcolo- si n.ello .stesso so·g getto·, ma non !Ilello stesso sa (erisi •d olorosa con sede tipica all'ipoeondrio, tempo, bensi ISUCC•essive. Ovvia e la spiegaittero, fieb·b re, prigmenti biliari nelle urine) le zione, secon·do il nostro modo di ve,d ere, quanquali risultarono alla biopsia essere appenid iciti- do si manifesti un.a sindrome coleeistica, u111a ehe eon um. 'appen.dice flem'ffil0tno1sa ed avere sindrome gastPiica e si ·i n tervenga per questo, la coleeisti n1o•rrnaleJ. Entrambe furono a1p pen- .a vendo lasciato in poste l'appendice m1alata, dioectomizzate; guarirono nel volgere di poehi pereh e quella e la causa prima e permanente giorni e dopo non hamno avuto mai piu sof- ·del male. Um medico , dopo ehe il mio J~voro ferenze; sono eresciute dai 10 ai 15 kg. di fu usci:t o sulla sinto·n ia patologica dell'addopeso. Dico pure di una donna la quiale fu me destro , mi 1serisse per dirmi ehe i chirurcura ta per un anno e mezzo co·n diagnosi di gi quantle operavano per coleoistite, avrebbecolrecistite da me e da un cliinico illuistre di ro do,ruto asportare sempre insie me l'appenquesta regione. Poi la don·n a si stanco per la diee, perehe trappe volte dalla sua zona aveva poca e ffica·cia ·delle eure mediche e de eise di dovuto m.a n·d.a re operati di eoleeistectomia a farsi · oper.a re. Usai il taglio dell 'addome ~e­ farsi operare anoora per appendi ciit e e soltanstro: l.a coleeisti era normale, ed inveoe 1'ap- to eosi li ia·vev.a poi viisti g uarire defi!nitivapendice era grossa e infiammia.1ta, e q·ue•s ta so- mente. Ma in altri casi si opera di appendilia fu tolta. D.a oltre due anni la donna, ri- cectomia e poi dopo un certo. tempo si manifiorita in salute, mon ha piu soffer enza alcu- festa colecistite e poi ancora uleera duodenale • na. Questi soggetti erano tutti dei longilinei · o VlJceversa. Io ho dei soggetti operati da me di tutte eon stimmate di vagotonismo . Ma sopra ogni altre giudico importante il e tre le m.anifestazioni l 'una dopo l 'altra, op1

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SEZIONE PRATICA

pure operati prima da altri ehirurgi ed in se.guito da me per le altre localizzazioni dell 'addon1e deistro. Sono appunto ·dei soggetti longilinei e vagotonici. Ma io mi sono potuto .convincere ehe quasi sen1pre furono portatol'i per 1anni ed ainni della loro appendice malata, per cui, essendo eostituziona1mente pre·d ispo ti e vagolahili, divennero vagotonici per il lungo stimolo sopportato da parte dell' ap]Jendice infiammata e rimasero tali i3Jnoh,e dopo

a1Jpendi cectomizzati. Onde si eomprende ehe, sopraggiungendo cause occasionali le piu svariate (mal1at•tie in fettive intercorrenti an.ehe di poca in1portanza, come una tonsillite, diisordini alin1entari, patemii psichici) possa aver i la insorgenza successiva di una eolecistite o <li una uleera peptica. Donde. il preeetto di far -OJ-;erare gli appendieitiei subito, appe:na asodati tali. Sotto queisto ordine di idee mi e opportuno r o111pletare ora la storia clinica di quel malato eh e fu oggetto della mia pubblicazione : Su la gastropatia iperacida di origine appendicolare, storia e he e ben nota ed e stata :r-i}Jor tarta quasi integralmente da molti a utori.

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Quel pazic11te ehe io avevo operato senza risullato d i gaslroenteros tomia p er gastrosuccorrea iperacicla con spasmo pilorico e ehe poi guarl dei s uoi d isturbi gastrici solo quando una perilonile cla appendicit e coslrinse alla appendiceclomia, era s la to poi se1npre bene per 12 a nni ed era cr esciulo 20 Kg. di peso . Poi comincio a soffrire di nuovo (egli cliceva) allo s to1naco con irradiazioni doloro e all 'ipocon<lrio destro ed all a regione dorsale . Pe rd e tte l 'app elilo e prese a dimagrire. Ricor se .a diversi sanitari a Forli ed a Bologna e si fecero Httche esami radiografici. Questi dimostrarono ehe il r1eos toma er a bene funzionante, meutre il piloro (eh e non era s ta to escluso nel primo interYenlo) era impermeabile e figurava preso in una 1nassa ehe g iudicarono d~ origine neoplastica. Fu s ludiato anch e costituzionalment e: longilineo, .aveva sp-iccatissimi segni vagali. 11 paziente, ehe non si faceva illusioni sul suo tato perche, intelligente come e, aveva compreso i1 lenore della diagnosi fatta; reclamava da m e soccorso c hi.rurgico, accadesse cio eh e poteva. Si presenta in condizioni generali impressionanti: nell 'ambito di un anno si era falto qua si irriconoscibile tanto era an1aciato e magro. Pero <lall 'esame obbietlivo io mi • convinsi eh e no11 fo sse un neoplastico ma eh e si trattasse invece di una coleci stite con pericolecistile. In tale con cetto mi confortava, oltre il. risultato dell 'esame obbiettivo locale, l a presenza di uno st a to subfebbrile, un legger o ittero e la insor genza accessual e di dolori a tipo colico, bench e non molto violenti. Debbo dire ehe il mio spirito er a influenzato, ol lre e h e . dall a conoscenza esatta del soggetlo e della sua s loria patologica, d alla atLitudine acquisita per la ponderazione dei problemi d ell 'addome d estro. Si aggiunga ehe, ind agando minutamente 1'anamnesi , potei assod are eh e il m .al a lo aveva avuto q11alche mese prima dei suoi nuovi disturbi t1na ferita settica alla gamba destra . Intervenni „

adu nque con diagnosi da me pos ta d i coleci stite e J)ericolecislite, e di falli era cosi. Estirpai, in n1ezzo a difficolta non lievi per aderenze ehe im]Jrigliavano anch e piloro e duodeno, una g rossa coleci sti con pareli sp esse oltre mezzo centimetro, l a quale conteneva bile nera, densa, come sciroplJosa, ma I\Oll calcoli . Presi occasione per corr eggere aRch e l 'ernia laparotomica r esiduata all 'intervento per l.g. p eritonite appendicitica, quantun~ que sino allora non g li avesse dato molestie. L 'op er ato g u ari in circa venli g iorni e ha recuperato l a piu :,p_erfetta salute ed il su o peso normale.

CONCLUSIONI E RIASSUNTO. Gli infern1i per sin·dromi eon sociate (sintonia patologica) dell 'addome destro costituzionalmente per la mas ima par te (60-70 %) sono longitipi e tutti vagoJabili ipertonici (vag·otonici). Cio, me so in relazione con la co:noscenz..a del :riflesso appendiiculo-gastrieo, prova la importanza del fattore nervoso nella patoge·nesi della sindrom·e con sociata del1'aid dome destro. , E tuttavia n ecessario nell.a elinica tener preente ehe lo stato vagotonico con le sue piu v.a riatte manifestazio:n i, puo essere determinato dar una appendicite pesso laten.te ed ob oleta e quin.d i cessare qualora sia tolta l 'appendice malata. La lunga permanenza in sito del.l 'appendire infiammata puo, in dipend.e'n.za del lungo li·m olo sul vago, stabilizzare un abito vago•tonieo ehe rimane anch e dopo tolta l 'appendice e eh e spiega la comparsa successiva di coleci Lite o di uleera peptica: sindromi consociate cioe n.el tempo . 1

BIBLIOGRAFIA. SoL1E1u

S. Ueber den epigaslriclien Sch merz b ei

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<t IL POLICLil\lJCO »

OSSERVAZIONI CLINICHE. ÜSPEDALE DEL LrTTORio - RoMA PADIGLIONE (( IFLAJANI )) .

Ernzione bollosa simmetrica ai talloni eonsecutiva a rachianestesia. (lllustrazione di due casi clinici). Do,tt. GrovANNI PrcARDI, assistente: negli Ospedali Riuniti di Roma.

Lai raehianestesia, d.a lla sua prima a·p pl icazione in chirurgia - 16 agosto 1898, Bier fino a.d oggi ' a d·estato semipr·e grande inteiresse . La 1c.r eazione di qu·esto m .e todo di a nestesia e stata un 'opera progressiva, ed a i progressi della chim ica dobbiamo ·d·e gli agenti analgeici piu sieuri mentre J.a lunga esperienza clinioa: ei fornisce i risultati in hase ai quali possiamo form ul.a re l·e in·dicazioni . p,er cui. questo meto.d o pure aven.do anco·r a sostenitori (Donati, Alessandri , J onnesco, 1Forgue, eoc.) ed oppositori (Mayo, Enderle:o, Wessel , GioI~dano, Taddei , eec.) e ormai ent:nato n ella pratica chi• ru:rgica. Gli stu·di reoenti di Forgue e Basset sull 'argomento hanno p rieei sato rp.olti dati e.d hanno pure superato l 'epoca in cui J. Camus con fr.a.se mali.n,coni1ca esel.am.a v.a : cc V'e qua lch e oosa di angoseioso· ne l fatto di introdurre nelJ,a reg ione lombar e un tossieo d i cui non · si sa n.e fino a dove ·r isalira, ne su quale p·a rte del neurasse andra .a portare i suoi colpi ». Secondo questi auto·ri },a, so·stanz.a an·e stetica introdotta n·egli spazi sottoia racnoid,ei , impregnerebbe il tessuto nervoso, gr.azie ad un 1J11e·u rotr-01p ismo elettivo. L 'ascen sion e: verso l 'a1to avverrebbe ·p,er g·radi, d.a segmento in .segmento, eome da .a1Lra parte aocade per il tetano e la rabbia. A misur.a pe:ro eh1e avviene la fi ssazio11e elettiva dell 'anestetico, la soluzione s 'imp·overisc·e ·e ne eon segue eh e l '.an.e stesia dovra arr·eistarsi ad un ·dato .p·u n to. Col nuovo co·n eetto del n eurotropismo e lettivo, il probI.em1a de} meceani ~mo di azione si ri sehia.ra molto e si spieg.ano, trattandosi di fenom1eni vitali , },e vari.azio.ni individu.ali, e, in ogni' caso, I.a limitazione d ell '1a1n.estesia ad un / determinato livello. Pe ro i vari fenomeni ehe 1s i verifi,c.ano nella rachianestesia normale possono subire al cune d.evi.azioni cl1e divengono cau sa ·d·e.1 manißestarsi ·di accidenti e eom plicazioni a l momento d·ell.a puntur.a, durante l 'an.estesi.a e n ei giorni suecessivi . L '.e.v enienza piu semplice ·e d.ata d.al1

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l.a mancan.z.a di anestesia o da una anestesia inferior·e .a quella 1ch e si sarebbe aspettata. Infatti l 'an este:sia puo a rrestars i a1d un live llo inferiore 1a1 quello in cui bisogna intervenire chirurgicam·ente, essere di b reve durata, di intensita insufficiente. In qua lch e raro caso e stata osservata 1'anestesia degli strati superficiali d1el eor.po ·e non di qu·e lli profondi. Durante il periodo .de ll 'anestesi.a possono avvenire aeeide·n ti variabili 1per n.a tura ed intensi ta, sp·ecia lm·ente di origine bulbare, come na u sea e von1iito, ·disturbi ei:ncolatori ehe possono andaTe ·da un pallore del volto, sudore freddo, polso pieeolo, fino .al oollasso ed alla morte, accidenti respiratori, ·e cc. Trascor so il p·e riod·o dell 'an·e stesia inoltr e si possono verificare cefalea, rachialgia , f.en·om-eni di meningismo, vomito, ·disturbi degli sfinteri, par.a.li si degli arti, paralisi dei n ervi erani1ci , disturbi sensitivi, 1psiehici , trofici. Questi ultimi sono · spesso associati a dolori , a turbe motorie (para lisi) e sensitiVie. E stata ois servat.ai g.a n.g rena eutanea a livello d ei punti di appoggio (tallone, Goldmann), escar e d.a ·decubito, escare sacrali (Waitz: un caso eo·n morte, Butoia no due escare saicr.aJi su 3800 R. A.; Lard·e nnois de Reims, un caso in paraplegieo su 17000 R. A.) a sviluppo a volte lento a volte :ra·p ido e act1to (Monta·n ari, Bilaneioni) accom:pagnato o n on .a.d .ane.stesi.a della r egione. Bressot ha citato il caso di un uomo opeTato in rachianestesia e ehe con se.rv.a.v a oome sequ1ela definitiva una voluminosa escara con anestesia totalei perineo saerale e g lutea e oon par.alisi degli sfinteri veseicale e anale. In altri easi si tratta ·di ede·mii trofici, circoscritti (Hesse, Mayer). Mav•er ha osserv.ato anch e lo svilup po di vescicole cutanee ·di 1cui le une si disseccavano, lasci.an.do uni ispessim1ento ipeTsli.stJente della pelle e Je a ltre si trasforma,rano in uleerazioni torpide. 1

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Ho osservato du·e easi , simili fra loro i.n varii punti, eh e mi p·a r·e rappresentino un buono esempio di disturbi trofiei eon secutivi a rachianestesi.a e ehe .credo meriti:no di iesseTe illustrati a n1ch e perch e ·sono i soli ·d el ge11ere su circa 500 casi di rachi.ani~stesi.a eseguiti nel Reparto, n ello spazio;· di 7 m eis i. C.\so I. - Z. A., donna di anni 18, entrata in Ospedal e il 13-X-1931 per _a ppendicite. Anamnesi farniliare e personale remota negative. Mestruata a 14 anni: mestruazioni sempre regolari. Quattro .anni fa colica appendicolare con vomi-


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to, febbre . Tra periodi di apparep.te be11essere ebbe altri quat.t ro aLtacchi 111e110 violenti, ma sul tipo del precedente; jl 13-X-1931 nuovo attacco. Operata il 14-X-1931 . •i\.n<1stesia rachidea alla tutocaina positiva, con choc precoce.· Decorso postoperatorio r egolare. Tl giorno 18-X-1931 a111)arvero bolle a contenuto . iero o in corri ponctenza delle regioni calcan eari i1rece(lu te da se11sazione d'o lorosa di caldo, senso d i te11"io11e; sen aziorti q11este eh e, con la comparsa clelle balle, si sono tr-asformate in dolore duraturo. Le bolle de ll a grandezza di una moneta da 10 lire, pre entavano contorno irregolarmente circolare, circondate da al one rosso. La palpazione riu civa dolorosa . 11 giorno 21 si pratico punlura ehe diede esito a liquido citrino. Si noto pro·g ressivo aumento di volume delle lesioni, specialmente a destra, j} contenuto a11dava assumendo oaratlere emorragico. La P. n o tava grande fatidio al piede destro dove il giorno 3 novernbre fu tolla Ja cute in corrispondenza della bo1la e si diede cosi esito al contenuto Jiql1ido. Ne residuo una piaga ehe ebbe lenta evoJuzione verso la guarigio11e. A sinistra Ja bolla, il cui contenuto dive11ne ernatico, ando disseccandosi ; il 15 dello slesso n1ese persis teva una piaga a destra. 1

Ci\SO II. - De S. E., donna di anni 17. Entrata jn 0 pedale il 29-X-J 931, p er appendicite. Anamnesi tamiliare e personale re1nota negative. Me·trua ta a 15 anni: le mestruazioni hanno avuto ~mpre decorso regol are. In ~osto d el 1931 forte colica appendicolare ehe ~i e ripetuta altre due volle in ottobre. Alvo stitico. ~finzione r egol are. Operata il 29- -1931: r achianestesia tutocainica positiva. Decorso post-operatorjo r egolare. Il 1° novembre sono comparse due bolle in corrispondenza della meta es terna delle regioni calcar1eari, co n contor110 irregolarmente ovoidale, circonclate da alone rosso, a contenuto liquido citrino. TaJi lesio,n i furono precedute da senso di bruciore e dolore in corrispondenza delle r egioni colpite. IJ dolore divenne p ermanente. Per circa 3 giorni le lesioni seguirono una evoluzione progrcssiva, dopo di eh e, attraverso un p eriodo sLazionario, regredirono (lj sseccandosi e lasciando un i pessimento cutaneo. II primo fatto ehe attrasse la mia attenzione fu , nei due casi d escritti rapidamente, la comparsa di queste Jesioni Cl1tanee a tipo essudativo co11 caratlere sitmmetrico , forse piu evidente nel , econdo caso, cio eh e fece pen&are subito a mall i feslazione di lesioni n ervose. 'frallandosi di due giovani donne, operate entrambe sotto anestesia, rachidea, e Lrattandosi di le~ioni a carattere essudalivo, sospettai d isturbi Yasco~'ari derivanti da alterazione funzionale del sistema nervoso della vita vegetativa, consecutiva aJla rachianestesia. Ho s tudiato percio lo slato d el sistema nervoso vegetativo dal punto dii vista ge11erale, per qu,anto riguarda la temperatura ascellare e della regione poplitea, esame generale del sist ema nervoso, der1nografismo, prova del laccio e del marteJlo, pressione arteriosa d egli arti superiori ed inferiori , reazione ad iniezione sottocutanea di adrenalina con con secl1tiva m odificazione della pression e sanguigna, riflesso oculo-cardiaco, p eriodo di apnea, ecc. 1

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SEZIONE PRATlCA

CAso I. - 1'emperatura: ascellare 37°,1; poplite 36°,5. Si stema nerYoso: negalivo; emotivita. .Dermografisn10 rosso: pos ilivo dopo· 10", dura netto per 3 ', va scomparendo non uniformemente <lopo 5. Prova laccio e 111·arlello: negativa arti sup. e iufe.r iori. Pres&jo11e arteriosa: arli sup„: m x 170, mn 120; inf. D. : mx 180, mn 130; i11f. S. : mx 180, mn 130. Dopo iniezione sottoc. 1 inmgr. adren„ pressio11e: clü'PO 5': mx 190, mn 140; dopo 20 ': mx 190, inn 140; dopo 30 ' : mx 180, n1n. 130. !11 seguito all 'iniezione di adrer1alina si nota inlen so pallore e tremore. Riflesso oculo-cardiaco: ne.gativo. Ollre queste ricer che sul sistema n ervoso della_ vila vegetativo, ho riceroato: Periodo di ap11ea: 10" . W. R.: n egativa. Sa11gue: gl. rossi 4.960.000; gl. bianchJ. 7200; Hb. 0,60; val . glob. 0, 7; form. glob. nor1nale. Urine: negative. CA so II. - Temperatt1ra : ascellare 37°,3; poplite 37°. Sistema nervoso: negativo; facile emotivita. Dermografis1no rosso: Positiivo dopo 15", ter1nina d opo circa 5 ' con regressione dalla periferia al centro. Prova l accio e martello : negativa. Pressione arteriosa: arti sup. : 1nx 170 mn. 120; inf. D.: mx 180, mn 120; inf. S.: mx 180, mn 120. Dopo iniezione sottoc. 1 mmgr. adren., pressione: dopo 5': mx 185, mn 140; dopo 20': mx 180, mn 130; dopo 30': mx 170, rnn 120. 111 seguito all 'iniezione di adrenalina si nota inten 01 tremor e dilffuso. Riflesso oculo-cardiaco: positivo. Oltre queste ricer ch e sul sistema nervoso della vita vegetativo, ho ricer cato : I>eriodo di apnea: 16". \V. R. : negativa. Sangue: gl. rossi 4.800.000; gl. bianchi 8400; Hb. 0,80; val . glob. 0,8; form . glob. normale. Urine: negative.

.Riassumen.do , si tratta di du·e casi di eruzione bollo a perfettamen.t e simmetrica co,m ,parsa sulla superfi cie dei talloni ehe subisce normialmen te la pressione in chi giace supino a letto, in sog.g·etti g iovani, immuni da malattie ereditarie o a.cquisite, cl11e :arvev.a no subito uma rachianestcsia 4 g iorni 1p rima in un ca so . 3 giorni prima nell 'altro. II si tema n·ervoso della vita vegietativa ha prese·n tato alct1ni rilievi di u1n certo interesse e precis.a.m ente temperatura ·degli arti inf.eriori di alcuni d·eicimi. di gra.do p iu bassa di quella asoellare . !Facile emotivita e ·d·ermografi mo rosso in em.tr.ambi i 1casi, ed un1a f.l1etta reazione simpaticoton ica (tremore) d·opo ini.ezio1n1e sottocutariea di u11 mmgr. ·di adrooalina. Da notare anich e la negativita delle prove del I.accio e m.artello p,r aticate agli arti inferiori. 1

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La t emperatur.a piu bas "'a agli arti inferiori, la reazione vivaw all' adrenalina in·dicano uno ' .stato di simpatieotonia eh e contr.asia nettamente eoll 'eru,zione bollosa ed emorragica eh e si deve eon siderare - vole11do rimanere n eil can1po ·della alterazio1I1'e del sistema d ella vita vegeLativa - una m1anifestazi on-e vaso paTalitirca. Qu·e sta co.n tr.adizionie fa g ia pensare di pe·r se eh e non si puo spiegare il n11eccanismo di produzione delle balle col .s en1plicismo a eui qualcuno vuol ridurre .a lcuni feno·m eni della vitai :v.egetativ.a parl.an,d o di un s.ist ema vagale e UJn.o simpatico eome di due sistemi nettam ente antagonisti l 'uno all'altro. Il fenomeno e eei;tan1ente molto piu eo,m plesso ·di quello 1ch1e 1p u.o appa-rire e. }.a sua patogenesi rimane ancora, er edo, un po ' oseura. 1nv-0care qui i fenomeni riflessi a di tanz.a. ed l fenomeni di u:n'eventuale anafilas i sareb be .ßv.anz,a re ipotesi senza eh e queste trovino conterme indiseutibili. ·

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en·sibilita deg li individui e fare intervenire questa come complemento delle varie teorie (tossica, circolatoria, eec.) con cui si eerea di spiegare gli accidenti stessi. 1

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RIASSUNTO. Illustrazione di due casi clinici di e·r uzione bollosa simm etric,a ai talloni consecutiva a racl1ianestesia, la cui causa, secondo l 'A., andrebbe ricer cata nella re.attivita speciale dei ._ oggetti. BIBLIOGRAFIA.

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' CoNcLusroNE.

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BASSET. La racliianesthesie; sa va.l eur el sa place actuelle dans la pralique. Masson et C.ie, editeurs. AncE J. Accidcntes conecutivos a la raquianestesia con novocaina. Bol. y trab. de la Soc. de cirurg., Buenos Aires, 1923, t. VII, 149-154. H. BouQUET. Su·lla fisiologia della rachianestesia. Le Monde Medical, febbr. 1929. M. LAiGNEL-LAvASTINE. L e reazioni simpatiche ed e.rtdocrine n.ei ]:>siconevrosici. Ibid., ott:. 1928. P. L. BosELLINI. La dermatologia nei suoi rapporfi co·n la medicina interna. Soc. Ed. Libraria, ~Iilano, 1921.

FoRGUE e

SUNTI E RASSEGNE.

Mi sembra percio di potere formulare l 'ipotesi .di una speeiale in.fl u·enza della r.achi,aineEPIDEMIOLOGIA. stesia sul sistema nervo o, proiettatasi sulla cute, in rapporto a speeiaJ,e. reatti,rita del sogTipi epidemici delle febbri malariche. getto. Entrerebbe eioe in g iuoeo la &ensibilita Dopo le mirabili scoperte d1ella fine del seim.dividu.ale, ehe si riallaccia strettame·n te ailla eolo sco·r so, lo studio del ·p roblema malariquestione del n·eurotropismo. Molti autori, tra co ha sublto una lunga sosta ed e starto rieui Bier, Braoht, Mayer, Von lßruntn, Sicard, preso, si pruo dire, soltanto dopo la guerra, eec. hanno insistito sull 'importanza d eilla sen- senten<losi il bisogno ·di .s errarlo piu da pressib1lita individual,e n·ella patogenesi degli ac- so, ·non solta1nfto1 ·pe·r m•eglio com1p•ren<lerlo cidenti da r.a1chi.a nestesia, sensibilita molto va- , n,ella su.a integrita, ma anche par scopi .p rariabile ·da un soggetto all 'altro di f·r onte allo tici. Ed e 1cerrtamemte un gra:n1de merito, della ste so an·e stetico, vari.abile anch e seoondo i <c Stazione sperimentale per l:a1 lotta antimalaprodotti usati. Si spiega cosi a.n ch e in gran rica », diretta eom e e noto dal prof. A. Misparte l 'in·egu.agli.a nza di Deazion·e di fronte a siroli, l 'aver dato un im·p ulso fecon do a}},e ricerche, 1e qu.ali, pu1r atte,n en·dosi .a·d u n indiuna .dose determtinata di un dato prodotto e rizzo pratico, in:vesto·n o in pieno il prob1eima, J.a, gran,de variahilita ·di intensita e di gravita con un lavoro inte.n so e ten.ace, ed aggiungodei disturbi. Di Pace ammette l 'esistenza di no, di volta in volta, ·n·uove pietre all 'edifieio. un.a idiosin cT.asia di fronte all'aniestetico inietUn :pregevole ·Studio dello stesso· Missiroli, ehe sa.r a pubbliaait o· dalla Rivista di Malariolotato. Bier da gran tem·p o ha segnalato la frieque.n- gia, 193 2, fase. 1, e ohe la redazio,n e ·del pez.a .di cefalee post-anestetiche persistenti ne- riodico ci ha volu1to· coTte.semente comunicaO'li em~1c.ranici abituali e raecoman.da ·di non re in oozz.e, a motivo dello speciale interesn 1 . praticar loro la raichiainestesia. Se lbe1m ag- sa, chiarisce diversi punti, specialme,n te epiden1io~ogici, fin qui oscuri, r iassu·m1etn·d o vasti e .giunge tutti i nervosi in gemere. scrupolosi lavoiri preparat.orii, rche comprenQui ,si trattera piu di una pr.edi.sposizione dono, fra l 'altro, la cattura e la numerazioin e s1)eciale alla reazione meningea ed alla ceifa- ·degli anofeli ~ la determinazione degli inlea eh e d 'u·n.a sensibilita individu.a:le di fronte ·dici .p arassitario e splenico di tutti g li abitan.a.gli anestetici iniettati. Del Testo sembra in- ti ,d i un paese (P.osa•d.a in Sardegn1a), fatta al contestabile cb.e si ·abbia d.a consi d·erare, nella principio di ogni trimestre. U·n tale studio inpatogenesi degli aceide11ti ·p rimitivi e seconda- teg.r.ale 1permette non solo 1di compr.ende re rii d·ella rachianestesi.a, un a parte dovuta alla n1eglio i fatti, ma ·di chiarirei altresi le con1

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t->\1'""NO XXXIX, Nu~1 . 11]

traddizioni occorse 11ei rilievi ·degli a utori precedenti. Uno dei criterii piu utili e stato quelIo di dividere la popolazione in gruppi di eta , il 1che ha portato, fra l 'altro, a dimostrare la immrumizzazione eh e si ottien e specialmente contro i .p arassi ti d ella terzana bemigna. Un primo g ruppo ·d i ricerch e confe rma, anzitutto, i da ti di aleuni precedenti osservatori, seeondo eui ~ gametociti dell 'estivo-aulu•Ihllale sono presenti n el sangu.e periferieo d ei recidivi , durante l:a, sLagione pr·e epid.e mica, in quantita bastevole per d are luogo all 'epide. . 1111a su ceess1va. 1 risultati ne·gativi otten.uti da altri autori debbono attribui.rsi a due ordini di fa tti: la scarsa inten sita dell 'endemia e l 'eta degli individui. Soprattutto importa·n te e l'osser vazione eh e, ne lla stagionei preepi·demi ca (aprilegiugno), non Si e ma i trovato U'Th portatore di semilune al disopra dei 12 anni di eta. I bambini costituiscon.o, quindi , i serbatoi del virus. L 'inizio ·dell 'epidemia )dell 'estivo-autu1n nale appare, perta nto, legato ai due fattori d ella permanenza dei portatori di semilune n ella 1)au sa preepidemica e della -densita anofelica. Evidentemente, poi, l '€!pidemia si presentera coo caratteri diversi, a seconda ehe i tr-0vino abbondanti o scar si portatori, ragg iungendo l 'acme duranie il m ese di lug lio, n.el primo caso; durante l 'agosto, n el seco·n ·do. Con la riduzio11le del numero degli a n ofeli, si verra riducen.do, fino a scom,p arire - ·nelle zone temperate - la febbr.e estivo-autu·n nale, men.tre la terzana b enigna ipUO aversi anch e dove _i trovano poohi a n ofeli , a eau sa del notevolc numero dei portatori ·di gam etociti durante la ~tagione primaverile. Interessanti so.n o le o servazioni ch·e portano a confe rmare lo stabilirsi dell 'immunita, fatto ehe da alcuni non era ammesso. Lo studio d el manifestarsi delJe diver se form e, in una zona subtropicale, dimostra cl1e la terza·n a b enigna e una malattia della prima infanzia; d iventa rara n el g.r uppo fra i 12 ed i 19 anni ed anror ·p iu r:air a a·d eta superiore, segno questo dello tabilirsi di un 'immunita abbastan za decisa, eh e appare invece meno stabile e marrata per la febbre e tivo-autunnale, in cui , J) UTe avie ndosi prevalen.za n el gruppo sotto i 12 anni, si h a una disc.reta p er centuale anch e n egli a ltri due gruppi superiori, entrambi colJ)iti i·n n1isura qua si u guale. II di v·erso gra.do di immunita d elle du e i11fezioni, mtä.·nife ta la ua influenza n ella eu·r va epidemica d el~a. stagio·n e estiva, in cui gli anofeli inoculano contem·poran.e;am ente i due plasmodidi, il vivax ed il fal ciparum , con eviden te prevalenza di quest'ultimo durante l 'estate. Riguardo al tipo epidemico della terzana benrigna. l 'innalzam.ento della curva e tiva di questa forma ta evidentem ente in rapporto con il precedentie ·a.u m ento n el num·ero de.gli 1

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SEZIONE I'RATICA

a11ofeli; so110 ·di I)iu difficile irn terpetrazione, i1nvece, le elevazio·nä. prin1averili, di cui , n el paese stu diia1to d.a ll 'A., se n e osservano una in mar zo e una in maggio, entran1be preced.enti l 'aumento n el numero ·degli anofeli. Diverse son·o state le i-potesi .em esse p er spieg~a:re tale el.ev.azion e. Or.a, lo studio accurato d1el ciclo d ella Lerzana b·enig na, dimostra ehe essa ha tendenza a r ecidivar e in due periodi d,eterminati, eioe entro Je prime otto settimJan.e e ·dopo 2± settimane. Sono, vertain to, da e cluder si l 'influenza di particolari 1eio ndizioni climatich e o locali, la Lrasn1i ion e p er mmzo di a nofeli ibern.a nti (n.essun caso di m.ala.ria fra i bambini [la ti n ella stagione preepidemica) e lo s iluppo d-elle febbri dopo u•n periodo d.i latenza. L 'aem,e primaveTile e invece .da attribuirsi al1a· peculiarita della terza.na di recidivare entro le 24 settin1ane , fatto· eh e si osserva quasi rc,o stantemente n ei bambini sotto i 12 anni, nonostante le,. lurtghe eure 0

di chirtina, protratte per a.l meno 60 giorni. Non si os ervarono invece recidive n egli adulti sopra i 19 an.ni, il eh e sta a dimostr.arre eh e la g uarigion e della terzana b«~Jnigna e piuttosto con eg uenza ·dell 'in1n1unita ch·e del trattan1ento curativo. Il diverso prevalere stagionale delle due form e e poi determinato da due ordini di fatti. La t.erz.an a b enign!a1 .p r·evale in g iugno-lug lio per la m aggior quantita di portato•r i di gan11etociti eh e i riscontra.n o n ella ·Stagione pre1e1)i•demica , mientre l 'estivo-a.u tunnale prevale i11 lu o-lio-agosto, favorita ,d alla recettivita di .1Jiu vasti gruippi di 1po•polazion e (immunita 111 e'n,o so li d.a) . La larga m esse di fatti raeco.l ti ed elaborati dall 'A., in confr ooto con quelli .a ccer tati in altre localita, e utilizzabile per la ri... oluzione anc11e di altri pr obiemi. Co,, i, se si si i.nd.aga I.a di tribuzione dei gameto·citi (di ·entrambe le fom1e) nei varii gruppi di eta, si n ota ch1e n elle zone in cui la trasmissione della ma laria e inten sa (forte numero di a·n ,o·feli) i ga·m etociti so,n-0 prevalenteme nte diffusi fra i b ambini fino ai 12 an·n i; m entre Se la trasn1is ion ei e car sa1, essi sono ugu.almente diffusi n.ei varii gruppi di eta, p er ch e :n o··ni si. e p otuta "'tabilire l 'immunita, la quale e a llo·ra dovu ta a lle ripetlite i1n•fezi0Jni e .non all 'eta; eh e, anzi , i vecel1i sono piu rec.ettivi alla ma l.aria (r esi teinza al trattam ento n elle forme primitive dell 'estivo-:aiutunna le). Anch e il r ilevamenlo degli indici p·a rassilari o e s.p lenico porta a ·deduzioni im.p ortamti. Le vari azioni stagio·n ali del prima· indicano eh e, n1 en tre la ch i.n ina tron ca rapidamente 1'acice o febbrile e fa scomparire dal cireolo i par.assiti, questi ritorn.ano e },e recidive ricompaiono - col ritn10 a cui si e accennato n ella primavera sucoessiv.a. Te.nuto po·i co11to delle variazioni dell 'in.dice 1p.a rassitario e del suo ·n .ot~vole .abbassarsi •


414

(( IL POLI CLI NI CO »

dopo il p eriodo epidemieo n ei paesi iCh e dispongon o di suffieiente quantita di chinina, la sua deteTrmnazione andra fatta durante il periodo dal genna io :al1 'a.p rile. Per qua·n to r iguarda l 'indiee splenieo, e da rilevarsi eh e ·esso non presenta vari.azioni stag ionali negli individui sopra i 5 anni di eta, m entr·e in quelli .al diso.tto di ta1e et~ , si ha un modico aumento, coT·r ispon.dein te alla r icorrenz.a prim.averile, ed una ·dimiinuzione c.;ons.egue·nte al trattamento eurativo. II rilev.a.miento dei detti indiei in epo1che diver e •potra quiin„di fornire risultati diversi e n.o·n dare un 'idea a de.gu.ata ·dell 'intensita della malaria. Come si ved1e, i fatti raccolti e le deduzioni ehe n e scaturiscono presentano un g rande inter esse per la soluzione i ntegrale del problema malarico, coln1ando diverse laeune, elimin.an·do lre eontraddizioni e forn.endo, cosi , importanti dati per la lotta contro la ma laria. 1

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A.

IF ILIPPTNI .

AD DOME.

Sofferenze addominali. (A. E. l\ussELL. Lancet, 26

1931).

In Del.azion·e :rul·la tILOtevole varieta di organi oon tenuti n;ell 'ad1do1m e ed a'lle varieta delle affezioni eh e possono colpirli, l·e sensazioni prodotte dalle lesioThi o dai disturbi funzionaIi degli organi stessi sono molto differen ti . La maggio·r pa.r te delle malattie addominali sono .doilorose, ma alcune di esse, anche gravissime, possono ·deeorrere sen za alcurn· dolore. Ad esen1:pio l'.aseite anche di grado estremo puo essere indolente e provocare so1o senso .d i ma·lessere eh e viern1e in·dicato 1oom e sen so di t en sio n·e . Tutt:a;vi.a 1se il veTsamento. di liquide ·e rapido si ha doilore, eh e e pa;rtieo1.armente intenso qu.a ndo· coesiste u.n 'infia m•miazione a euta ·del peritoneo. La peritooite tubercolare niella sua forma aeuta o n ella sua varieta suppurra tiva localizzata pu o essere aecompagn.ata da dolori inten si, m,a talvolta e indolente e viene constatata solo in segl}ito a ll 'ing rossam ento del vientre o all ' esame m edieo. Gli- ingPossam enti degli organi addomina li nron sono n e1c.essariamente dolorosi. La splen om,e galia di solito .e indolente e nei su oi gradi estra n ei pro·voca solo ThI1 isenso ·di peso o di penJa1 ind1afinibile . Il dolor·e pero si ha sempre ·qua n:do sulla supe-rfieie ·d ella milza si produeo1no zon e di peri tonite. Analogamente g l 'ingro·ssa·menti del fegato n on provocano eh e un senso di p·eso. Il dolore si h a quando l 'ingrossamenit o avvien e rapidamente, for se in rappo,r to al rapido ·d istendimento della capsu:la. Anch e i tumori 1en·doaddomin.ali possono provocare searso · o n essurn dolore, e si son 1

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d~c.embre

CANNO

XXXIX, Nul\tr. 11]

vis ti cancri del fegato e dello ston1aeo deeorrere indo.Jenti fino alla morte. La teoria soc.ondo 1.a qu1a,}e lo stomaeo e l 'i11testino sarebber o inse11sibili al calo;re, alle vunture ed a l taglio ha subito qualehe m.odificazione. Recenti osservazioni farebbero riten ere eh e essi sar ebbero in1sensibili solo quando sono ·e·s posti all 'a.ria. D '!a1ltr,a partie· 1.a insen sibilita di fron1te agli stimoli su.ddetti n on prova l 'insen sibilita assoluta del tubo digere·n te. Questo .avr.ebb·e un-<.1 sen sibilita dolorifica spceifiea per aleuni s timoli diversi da quelli eh e produeono l.a dolorabilita 1cuta1IlJe,a. Sembra in effett.i dimosLr:-tto eh e lo &timolo adegu.ato per suscitare il dolore degli organi cavi sia eostituito dalla disten sione della loro tunica muscolare. Hurst tro·vo eh e il tubo digerente e insensibil1e !a,g l i tin1oli tattili ·d.a ll 'inizio d ell 'esofa.go fin o alla g iuntura del retto con l 'ano. Solo l 'esofa go e l 'ano 11anno sensibilita termica. E inter essante il fatto ehe le sen sazioni. di c.a1do e di fr1eddo pro·d otte d.all 'ingestio1n e di liquidi rcaldi o fred·di sono trasm1essi · dalla p.a rte b.assa d·ell 'esofago e son o invece lo·calizzati al•lo sto·m aco, eh e e inrsen sibile agli stimoli t ermici. L 'acido clo·ridTieo ·diluito (0.4-0.5 %') introdotto n ello stom.aeo normale non p·r oduce aleuna sen sazion e n ei sani, ma •n .egli in·di,,idui :a.iffetti da ulcera ga trica provoca dopo qualch e minuto dolore: probabilmJOO:te irritan.do la su perficie dell 'uleera e determinando cosi per riflesso un a umento dell 'attivita muscolare. Cio prova l 'importanza dell'acido n el determini&mo del dolo:ne; nell 'u'l cera gastrica e 1a b enefiea effica1c.ia ·dregli a lcalini. II dolorle dell 'ul1cer.a ·duod,en.ale eh e si h a qualoh e ora dopo i •pasti quando il con tenuto g.a strico· si svnoita, ,ß .attribuito d.a Hurst a ll ';aum ento del tono muscolare eh e si ha ap·p unto qu.a ndo il eontenu.to gastrico diminJUisce. La comparsa di sinto·m i simulanti l'U'l cera ·du.odenal1e in c.a1si di appendieite e di co.Je1cistite si spiega con il fatto eh e di solito· in queste a ffiezioni c'e ipereloridria, o eoni stimoli eh e partendo dall 'appendice o dalla cistifellie.a provocan o uno sp1a.smo gastrico riflesso . Hurst rilevo 1ch e si ha un sen so di di1sten sione .8 di pien ezza insuffla1n,do aria dallo stomaco fin o a raggiunger e }.a p:riessione di 12-1-! mm . H.g . Ma ·dopo una ventina di seeon~i ques.ta pr.essione cade ·e co1n essa sco·m pare 11 sen so di pienezza verisi m1ilmente in rapporto a l r ila1s ci1armento del tono della tunic.a museolare. . Insufflando di nuovo aria si h.a la ricomparsa del senso .di pien ezza, ehe riscom pare subito. Cosi si spie.ga il isollievo determinato dal1'eru ttazionre ed anche la seomparsa del senso ·di pien ezza •ehe si ha spontaneam ente anehe 1

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!Al'\~O

XXX.LX,

N U !\f.

11)

SEZIONE PRATICA

se11za emission e di !a.ria prer u1ni a d.attame nto d el tono muscolare. ; La capacita ·dello stom.aco e molto va ri.abile : i p·u o ingerire una g ran quantita di eibo en za prova.r e alcun sen so di p ena, e viqeversa piccole quain tita di cibo posson o d are g randi ~ offerenz e .

_ ell e a ffezioni m align e de·l lo sto·rnaco si po sono avere in seguito all 'ing eistione di p-0co eibo forti ·dolori in1 raipporto al·l ' inc.ap~cita di rilaseian'lento da parte ·dello stomaeo infiltrato. La dist en sion e dello stomaco da gas, prodott i da lla fermen;tazion e e dal ~o-urgit-O alcalino del duodeno puo essere causa di sofferenze a.ddominali eh e possono essere a lleviate solo dalle eruttaziomii. L 'intestino e costantem ente ripien o di ga s. Qu este ha una tripliee fumzione : dare un sostegn o elastieo ~lla delicata com pagine addom i11ale, distendere l 'in'testino e quindi aumentare la superfieie as orbente, ed in fin e dare alla parete intestina le una costante disten sion.e cl1 e ecci ta il t ono della su.a tunic.a museolare. L 'au·m ento d_el eointenu'to ga soso n ell 'intestino produ·oe un sen so di m.a lessere 1e di pien ezza. La sua diminuzion e provoca disordini della funzion e intestilDale e sensazioni doloro„e an ch e inten se eom e quell e dell 'ocelusione intestina le. l) n 'altra oorgente di sofferemze a ddominali e Ja viseieiroptosi : l 'alterata posizion·e del tubo diger ente eo n di sten.s ion e del m esentere e dei legamenti da Iiaigion e .delle sen sazioo.i m oleste·. La localizzazione ·della 1sen sazion e do·Iorosa aiuta m olto per 1'accertamento della sedie delJa m alattia . Tuttavia accade eh e il dolore e av,rertito in llllla region e m olto 1o ntana del1'or.gan o malat o . Cosi il dolo,re di origine rena le puo · essere a vvertito 1a1gli i•ng uini , quelle appendico]are all' ombelieo n ella fase illliiziale della n1alattia . Ma il do1ore epatieo e splenico· e localizzato nei rispettivi ipocondri e quello pan creatico all ' epigastrio. 11 dolore del eolon ascenden te e ·discenden te e perfettamente localizzato n ella cor.rispol!lld ente r egione, quelle, del colon trasverso un po ' piu in ba1sso de·lla sua ti-ffettiva po·sizione. Ma ·olt:ne quelli locali le a ffe zioni degli organi addomilDali posso,n o ·dare dolori riferiti in regioni lontane. Nell 'ascesso epatico, nell ' ul cera p erlorata , n ell 'ascesso subfrenico, nella eoleeistite , n ell 'i1n ,fa rto splenico, n ella pancreatite, ecc. si ha dolorre alla spalla destra o sinistra a second.a deilla porzione del dtaframma eh e compartecipa a1 processo. L'irritazion e della parte anteriore del diaframm.a prov·o ca do1or e n-elle corrispon·denti re1gioni elavieolari o sopraclavieolari. L 'irritazione de lla parte poisterri.ore provocai dolore n ella fossa sopraspi'nosa del1o stesso ]ato ; l 'ir:ritazione dieille volte provoca dol·ore nella cor1

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ri pendente region e aeromiale; e finalmente il do·l oro di amb o le spalle i'n·dica utlli'irritazion e n·el m ezzo ·d,el di.afr.an1m.a. Talvo1l ta questi .dolori riferiti son o presenti a n ch e qu!Ml·do m.an can o· i dolori diretti e altri i.nton1i e eo„ titui con o la prin1a spia della mala tti.a. Viceversa vi so·n o· dolo:ri e sofferen ze ventra li ch e son o in re lazio·n ·e1 a ma lattie extradd om.inali: co1ne i ·dolo·r i a.ddominali eh e posson o aver si n ella pulmonite re ;n,eJle oardiopatie, e 'l e crisi .g astritch e della tabe. DR. 1

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Considerazioni sulla diagnosi, eziologia, patogenesi e trattamento delle pancreatiti acnte.

(V. Jou RDAI N e J. GovAERTs. Le Scalp el, n. 1, 1932). 1

La dia~nr0si di pan er eatite pr-esen ta sempre . delle g ravi difficolta e spesso n on si fa ehe al t;avolo opera torio o all 'a.u topsia . Per es. su 320 casi di .p a!D.ereatiti acute (Broeq) la diagn osi esatta fu fatta solo 20 vo·l te. Non sempre infatti n elle pan cr. a·c. si troVa il cosidetto cc dramma pancreiatieo » di Dieula foy 1c-0n fa eies p eritoo ealis, polso piccolo, filiforme, eia n.osi, raffreddam ento delle estremita e stato g ravissimo del .paziente. La diffieolta diagn ostica si fa a n cor piu grave per le form e suba cute ed a ripetizione. Gli AA. riportano tre casi, in uno solo la diagnosi ldi pan c1reatite fu sospettatia, negli a ltri due fu fatta al tavolo operatorio e controllata a lla n eer oseopia . Jourdaiin. e Govaerts fanno nota1re ehe tale a f fezion e si sviluppa quasi costia·n tem ente in sog~ge tti obesi, g randi mang iatori, eon abitudi·n i sedentarie e spesso eon insuffi1cienza epatica e frequein tem ente si hanno pure preeedenti .di eoliche bili.ari. IF ra i dati sogge ltivi e di capitale importan za il dolore eh e insorge aeutarmente, allo epigastrio od alla r egione precordiale, fortissimo fin da principio· e continuo (cara ttere queste eh e lo differenzia dal dolore dell 'ocelusio•n·e) e riesistenite anoh e agli anesteti1ci (m o.rfina). Pub irra dia r si alla spalla sini.stra, a ll'a-ngolo costovertebr:ale sim ., ma piu spesso alrl a region e lernbare. Si aceompag na a vomiti sp eisso biliari, ma non fecaloidi ~altro caratter e differen ziale). La ehiusura d ell 'alvo :a1lle teci ed ai gas e r elativa e progressiva, dovu ta a lla 1p aresi intestinale, . qualche volta ce~ d e ai elisteri 1ed alla 1p.ituitrina (altro caratt er e differenzia le con l 'ileo). Alle volte s i puo a v·ere ·d iarrea bilia.r·e, 1come in uno d ei oasi iriportati , anzi n elle pan e:r.oo.titi suppurate sar ebbe piu frequente la diarrea eh e la stipsi. Rapidam ente lo stato gene.rale del mala to d ecade e si h.a eianosi, abhart tim·ento .p rofondo , disr111ea, anzieta, sinto·m i eh e cosi rai.)idi, 1

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« IL POLICLINICO »

pecie n elle form·e acute, difficilrm1e·n te si banno in altre sind-ro·m i a1ddominali, e\ccetto· eh e nella trombosi m esente rica. La temperatur.a in gen.eire rri.on. e molto elevata , salvo com.p liteazioni suppurative o gang renose; variabile pure e l 'an.damento del polso , eh e ,.puo es ere sia .aeoelerato eh e flallentato. N elle pancreatiti emorragich e i segni obbiettivi sono ge'Il·eralmen,t e .p oco evidenti : il guazzam1en,t o epigia1strico quando esiste h a valor e diagnostiico. All ' epigastrio man ca una n etta difesa muscolare ma e'e un sen so di t en sione .dolorosa, non c'e .diminuzion·e del1'ottusiit a .eipatica. La palpazione all 'epigastrio ed agli ipoco1D·dri e molto· .dolorosa, m1e1ntre indolen te e la r egione sottombelicale. Non costJanti son o le placch e cianotiche su.lla parete a ddomi1Ilale e sug li a·rti, (s. di Halstead) eh e 1secon1do .a lcuni sareb·b ero un dato .p atognomonico di affezione pan·cTeatica, come lo sarebbe il seigno· di M.ayo-Robson (dolo.r e molto n.e tto a lla palpaziom1e d·ell 'ang ol,o costovertebrale sinistro). ·Gli AA. tedeschi danno importanZJa• alla colorazione gia llastra del palato; 1'ittero eh e esisterebbe nel 50 % d ei casi , eoon do a ltri h.a poca importanza. P er la diagno·si differ enziale; con l 'oeclusiome intestin.ale ci si basa specie sulla c ontinuita d el doloro, l 'immobilita d·el Q'U.azz,a m·ento, la rela tivita dell '1a·rreisto delle feei ·e gas e la precocita delle a lterazioni dello 5tato generale, ta.r divi nell 'ocelu s.io·n e. Nell 'ul cera •peirforata c'e notevole difesa della parete, « ve11tre di legno n , antecedenti gastriei e stato gen erale r elativamente buon o. Nell '.appendieite aouta il dolo.r e e a d·e stra e c 'e difeisa a ddominale. L '·errore piu eomun·e si f.a eon Ja eolica epatiea e la eolecistite acuit a, aneh e perch e que sti pa·z. h.a nno spesso prec.eden ti di litiasi bi1iare. Un quadro d·el tutto s imile lo pr eseinta la trombosi mesenterica, in quesita pe.r o i ·dati obbiettivi sono presenti lJrev.a lentem ente neJla m ie ta inferiore d.eJl 'addome. In pratiea pero e im1portante far diagn osi di affezio1n1e• eh e abb·i sog na di tr.ait tam ento ehirurgico, e n ecessario por•re 1'indic.azion e d ell 'in tervento. L 'esam e del sang u e da una frequente Jeucocitosi neutrofila, il siero e lattesoente per J1a lipemi.a, eh e in un'.affezio,n e addomin.ale .aeuta e earatteristica di lesione ·p an creatica. La gliicosuria non e'e eh e lfaramente ed e passeggera. Per la .p atogenesi si distinguono Je forme catarra1i, suppurate e gangrenose, e le forme emo~ragiche. Ne1Je prime eh e si h anno durante Ja difterite, il tifo·, setticemie, oreeehioni, g li agenti tossiei od infettivi eolpiscono per via sanguigna il pancr eas come colpiscono vari altri or gani. Le forme su·p pu1rate possono essere se·conda1rie, propagate sia direttamente <la um 'uloe1

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ra perforaba· n el pancre.a s, da un cancro uJce:... rato e suppu1rante, sia per via linfatica da una eoleeistite suppurata. Per via e•m,a tica durante una setticemia possono arrivare al panereas emb·oli settiei, p1er via canalieolare aseendente si puo propagar e l 'ir1fezione specie n elle angioeoliti . In tutte queste forme suppurate, si trova assieme al proeesso supp ura tivo la n ecrosi, l 'autodigestione delle c.elluJe pamereatieh e, per ch e la 1:ripsina e attivata d.a Jl·e ehi.rn.asi mi•crobicbß ·o J.euc oeitarie, ed emorragie, eh e si posson o riversare nel perito1n eo eon 1conseguen tei eitosteaton ecrosi. Ma i fenomeni di n ecroiSi si trovano l)lU gr.avi n elle ;pa:ri.cr eatiti emornagieh e form·e essenzialmente asettieh e - ne.Jle quali la base e un.a attivazione della tripsina, attivazio1n e eh e puo venire ·per m oJteplici cau'Se. NelJ.a p.atogen•esi d elle panereatiti emorr:agi't2h e, inolti AA. insistono. su11a frequeillza ed importanza del1a litiasi biliare - eh e costituirebb,e , tr.amite il 1·iflusso della bile attraverso il dotto di Wirsung, uno d ei primi fattori ezioJogiei - . Il riflusso biliar e avverrebbe siia· per un calcolo arrestatosi n ell 'ampolla ~di Water, sia ' per uno spasmo deJlo sfinter e di Oddi spa1smo possibile an eh e in via rilessa d a ll•Da colelitia1.Si ---. Altri p en san o ohe i calcoli bili.aTi agiscono s fo.rz.an.d o e .}ascia ndo beante lo sfinter e di Oddi, permetteindo cosl Ja penetr.azi.on1e d el su eeo d.u o·denale n el ca.n a Je di Wirsung nel qtial caso h.a imrporta:flza c-0me attivan te l 'enteroehinasi initestinale. Ammettendo un ref]u.sso biliare o intestiIDale, con Ja attu.azione della tripsina panc.reatica, si iavrebb e la ·digestione e la n eer osi eelluJare, eon digestion•e .aneh e dei vasi, quiIDdi emorragie e ver arnento d eil surceo· panereatieo n el cavo ad·don1in.a ]e, donde l 'azione lipolitica delta lip·asi suJle celluJe adipose e citosteatonecrosi . La lipa·si pancreatica, d ecomiponoo1do i g rassi dellei cell.ule adipose, fo.rmia a cidi grassi, ehe unendosi ai sali ·d i c.a·Jcio, forman o i s:aponi ie questi eostituiSico no le LiJ)ieh e ch iazze di 6t eatoneerosi . Alrtri pensano ehe in questi ·soggetti, ch espesso so!Ilo obesi , insuffi cienti epatici, g randi m angiiatori, etiliisti, qualeh·e 1volta eirrotiei, per una stasi portale, si producaillo, fa,rorite da infezio·n i ·d'origine intestinale, delle tromb osi venose n·eJ pan creas e seco1nd.ariam en te emor1~agi•e, per eu.i le chin.asi sang uigne, let1eoeitarie, attivano la tripsina, donde autodig.estione, n ecro·si e s teatoil1ecrosi per azionc d.ella lipasi . Queste emorra.g ie eh·e avvengono in epa1tici, spesso eirrotiei , sarebbero l 'equivalente ·delle em atem esi, n1elene, d,elle rottu-re di varici esofagee o gastrieh e, d elle emorra.g-ie emo,r roid:arie eh e aceadono sp esso in qu.esti maJati sia .per stasi portale eh e per la meiopragia vascolar.8 degli epatiei. IJ tratt.amento delJ,e q:>an creatiti aicu te con1e • 1

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quello di altre affezioni aqdominali a·cute, u.1.ceri perforate, gravidanze extrauterine, e u:ni-eamente ehirurgieo. II suiceesso e legato alla precocita della diagnosi ed alla rapidita e preeisione dell 'atto chirurgieo, 1che consiste quasi sempre nel drena.r e la raceolta· sanguigna ed i prodotti tossici di disintegrazione oollulare. CoRELLI.

con la punzioo.e ·pote eseltidere una cisti d 'echi[lOCooco. Dai due casi si rileva la ·difficolta di disting .uere q.ueste cisti n ella localizzazio·ne renale o panereatioai poieh e come nel primo ca.so si possono avere alterazioni irenali da oom. press1onie. Risrul ta in tanto ehe l 'estirpazione di grosse eisti 1retroperitoneali e possibile. Oecor.re fare dei tagli molto arnpi. E da ·d iseutere se e oonsigliabile il vuo tam1e·n to ·d,e lla eisti eome hanno fatto Stahn.ke e Sti·e rlin, peT diminuire il volume. L 'A. non lo· eonsiglia per non fa.r span.dere i·I eontenuto interno e perche e piu faicile ledere g li organi eiroositanti. Nei primi giorni dopo l 'operazione consiglia una compressione del ventre con saeehetti di sabbi:a.1 per evitare oscil1a2ioni della cir.co.Jazione cardiaca.

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Sulle cisti retroperitoneali. (KÖNIG.

Zent.

f. Chir.,

1931, n. 15).

Le cisti r etroperitoneali süno abbastanza Ta·r e, nondimeno destano un eerto interesse per la diiaignosi e per il trattamento. L 'A. n e ricorda d·u e caiSi. Una ·d onna di 51 a. presentava nella meta superiore dell 'ad-0.ome una tumefazione della g ra:n.dezz.a della testa di un ba1m1bino, dura, 1C-0n ruperficie liseia , ehe variava eoi movimenti respiratori, .con il colon al ·davanti. D.all 'uretere destro n on veniva urina alla cistoscopia. L ' A. intervenne, con °d iag.nosi di tumore renal1e, ·n ella loggia renale destra e d ineisa la oaipsula adiposa rinvenne llfil tmnore mobi·l e ehe aspo.rtb facilmente enza per·dita di sa·ng u e. La tumefazio11e era po ta al davanti del r en e deistro, atrofieo, sem.za prendervi 1contatto e eom,primeva l 'uretere. L 'altro caso ir iguardava una donna di 42 a. e h e presentava una tumefazione della meta sinistra dell '1addome diagnosticata eome tu11110re d ella milza pe.r cui e.ra stata sottoposta ad irradi~ ioni eon scaTso risultato. L 'A. intervenne eon un taglio· addominale trasve~sale ·dal l 'on1belieo alla linea ascellare sin. e rinvenne un Lumo.r e retroperitoneale senztai rapporti con Ia milza. Fu aperta la retrocavita, staocato il .p ancreas dalla superfieie anteriore e eosi venne asportato il tumore la scia n.do nella cavita un tampone alla Mikuliez. L 'a·mrmia1lata g u.ari in circa 1 mese. I due tun1ori erano e·n tram.bi cistiei. Le cisti retroperitoneali sierose o ehilo·se possono essere UJDi o multiloeulari. Oltre le eisti rnesenterieh e di origine diversa, oltre le dermoidi e i teratomi vi sono :cisti di origine polmonare eh e h anno sede fna la colornna vertebrale e le surrenali. Si posSiQno ancora av·ere in questo luogo e~­ sti de} eoIJX> ·di 'Volff e eisti epiteliali provenienti da l baei.netto ;ren.ale caratterizz.ate da conten uto· eon. sostanze urinarie. Si h anno cisti eon un.a parete i n.terna caratteristi1ca eh e pro-vengono da un linfangioma. All'esame mieroscopico di un.a dell·e ci:sti furonto trovati n ella parete resti di u11 lobo atroifieo di pan·ereas per cui l 'A. pensa ehe abhia av:uto· orrigine da tale organo. La ·diagnosi non e faeile •s pecia·l mente negli individui g rassi e po.ssono venire ammessi oltre eh e eisti, sareomi, n eurinomi . Qualche anno a<ldietro l 'A. operb u.n caso di fibro-mio-sarcomia delle pagine del mesentere nel quale 1

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R.

BRANCATI.

ORGAN! RESPIRATOR! . '

II broncoscopio nella diagnosi delle ma-

latti e polmonari. (A. J. ScoTT PrNcHIN e H. V. MoRLOCK. Lanoet, 30 ge1n naio 1932). Qua1ch e volta ~a. diag no. i di un.a malattia 1polmonare .pub rimian,e re oscu.r a, specialmente nella sua posizione, a n eh-e dopo un accurato esamei rolinico e radiologico, ed allora l'esame diretto della lesian.e e assolutamente indispensabile. II hroneoseopio, ebbene inventato da Killiani nel 1898 e .poi mQldificato da Brüning nel 1908, e ancora 1p0tchissimo usato . Gli AA. riferiseono i risuJtati di 450 broneoscopie. Essi esaminar-O!IliO 25 .mialati sospetti di _ n eoplasma polmonare, e in 21 la diagnosi fu eonfiermata. Il cancro bronc hiale e il tumore polmonare piu frequente; la diagnosi eol broncosoopio sj fa anehe 1ai mala ttia notn, avanzata anch e penche eolla bro·n ooscopia si · pub prelevare un framm·ento di tessuto per bio·p sia . .Colla hroncoscopia si pub an eh e rieon oseeire eome di aiatura non rneoplastica una lesione elinicamente ipresa. per neoplastica oi rieonosc.ere per n eoplastica (eomp~ession e bronchiale) una malattia diagnosticata eome broneopolmooite. Inoltre eo,l brcmcoseopio si puü ri1con-0scere La presenza ·di UJD. ascesso ehe complica la eompression.e bronchia le da neopl.asma. P e.r quarnto rigua rda Ia surppurazione polmon.are, essai si pub ·di.agnostical'e elinicamente coi mezzi co mJUni di indag ine, ma la diagn·o si diffe:venziale .d el tipo di .suppurazione (aseesso polmonare , bronchiettasia, ·d a eo·r po estran·e o, eac..) spe·sso si fa solo col b roneoscop1io, eh e puo essetre utile qualohe volta anche a far porre .diag nosi di tub:ercolosi (perche si puo pr.elevare direttam ente in sito il materiale ·d a esaminare). Gli AA . insistono sull 'importanza deJ.la broneoscopi.a eome rnezzo di:agnostj eo e dico1n-0 ehe 1

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e.ssa, in mani esperte, non e peiricolosa per il pazioo.t e, pel quale non e piu. fastidiosa della estrazione di un dente in anestesia locale . Essi hanin o· eostru.ito un broneoseo.p io ehe permette la visione· degli orifiei laterali dei bronehi ·e otten·gono un 'immagiin1e ingr.andita m(e·diante un telesco.p io eh·e ha anche la funzione di im1p edire ehe l 'operatore po.ssa i.n fettarsi p·e r la to·s se del malato .

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R.

LusENA.

La granulomatosi maligna pleuro-polmo· nare. (FAVRE, CR01zoT e Gu1cHARD.

Le Jour. de Med.

de Lyoni, 20 die. 1931).

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II terniine di linfogranulom1a maligno fu consideT'ato· i.mpro·p rio a designare la malattia di Starnberg i eui ·CO•n fi.n.i sorpassa.no il sistem~: lin1fatico, ei pare piu proprio denominare qu·e sta malattia granulomtai o granulomatosi ma.l igna. Tra Je lesion~ est'rag.lan;dolari quelle ipleuro-polmona~ri sono certo le piu diffuse 1ei f.urono citate fin ,dal 1912 dallo Ziegler. La plemite, o, in sen.so piu 1ato, la partecipazione ,d ell 'apparato respiratorio· e, se non costante, per lo IDien·o ia hitu.a le a·d un momento dato della evoluzione da poter etSSere considerata un &i1D1to·m1a gui c1a di huon v.alore diagno·s tico. Tenplan e Mitt eilbaoh su ppafl.gono perfino la esistenza ·di focolai di inocu.lazione respiratoria del.l a maliattia; ma finora maneanio delle testim0 nianzet anatomiehe sicu;:re. 0

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Aspetto generale del nodulo granulomatoso polmonare : esoo· e identieo a que]lo ·e he si ha

negli altri organj. Di volume vario, di eo·n tomo policiolieo, essi sono jalini, di colo·r e carne. di pesce, con delle chiazze piu cupe .aJ limiti preciisi. La ·consist:emza e ineguale, dura in aleuni punti, rrammollita in altri. Al taglio aippaiono rilevati su1ia superficie polmonare. 1

Diff erenti tipi di lesioni macroscopiclif : come lesioni polmon.a ri possiia mo avieire u11.a infiltrazione mediastill10-polmon.are, una for·ma a nuclei 1dissen1in.ati, e,d una forma massiva. Le manifestazia~i pleuriche no·n sono piu uniformi: possiamo avere de lle reazio,n i pleuriche hanaJi, ed in 1p articoilare delliei aderenze sent.ai caratteri speeiali ; ,o ppure delle vere pachipleuriti, e talora delle vere cortioopleuriti gran:ulomatose. Chene e Lifohitz e Delarue hanno 1segnalato l 'invasione diafra1mmatica in cui il muscolo a·ppa:re inf.arcito di noduli. I versam,e nti pl eiuriei satelliti, sono uni o bilater.ali, eon· ver.same nto ipiu o m·eno abb·o n,·d.ante. 11 liquido e eitrino, limpi1do, anormalmente rieeo ·di fibrina e ·d i albumina (3040 %0). Talora·, ·di ra·do e lattescente o anche siero-em.atic-0. Puo essero puruJ,einto per infezione associata. 0

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L'e1same citologieo e in·d ifferente, m eraviglia la .scarsezza dieigli eo·s ino·fili. Le lesioni pleuTi1che possono· complicarsi oon invasione delle sierose vieine, ·e d e stata de;SCritta UJila peritonite ed una ·p ericardite siero fibrinosa. I stologia del nodulo granulom(J]toso : il nodulo polmionare no•n ,differisee in ·genere da quello degli altri organi. Si trova uno stroma istioeitario ehe forma il fon.do, ehe e smagliato delle 1p roduzio·n i piu diveirse ehe v.a·n no daj linfocita alla eellula di Sternberg. 1 polinucleari, gli eosino fili di tipo vario, i fibro·blaisti 1compo:ngono un insi1eime patognomonico ma sottomesso a .dielle fluttuazioni multiple. Ziegler a·sserisoe ehe n el polmone i noduli g,ranulomatosi sono· forse u·n po' meno ricchi di eosinofili ehe nei gangli. In genere il no1d ulo; appa·re eentrato· da un rpedunco.lo vaseulo-hronchiale. 1

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Le modificazion1i polmonari in vicinanza dei noduli: circa i bronohi, l'atmosfera peribronehiale pare partieoJarmtente favorevole allö .sviluip po del granuloma. I hr01J1.chi subiscono spesso una in·filtrazione massiva, vera panh·r onehite granulom,a tosa (F.avre). Talora si ha rottura dell 'epitelio e vera invasio·n e del canale bronchiale; .alt:ve volte si form.ano bronchieetasie. Ci rca le alterazioni vas-colari queste sono assai simili a que.ll1e1dei brornchi. Le arterie sono .;:relativamentei risparmiate, esiste solo llillO• spesso mani•ootto· perivascolare. Le ven·e sono irn.veoe piu leis e : si ha una. vera en doflebite veigetante· con: proliferazioni a cavolfiore, ne·l l 'interno del Il.lme, ch·ei porta:no a coa.guJazioni seconda.r ie . La .linfangioite .assoeiata e l.a regola, am.zi i linfatici servono di canali con.duttori agli elemen ti 1di Sternberg . ·Gli alveoli slllbiscon.o. dielle trasfor miazioni assai po,Iimorfe : tälo·r a essi si riempiono in vi•Cin.a·nza 1del no·dulo di un essudato liquido e catarrale; talora piu compatto·, fibrinoso; ta~ora si hanno vere polmoniti iperpLastiche vegi&tan ti e fihrose. L ' istog e n~si e l' evoluzion1 e de l nodulo sarebbero d1el massimo inter.esse, ma su que~te abbiamo nozioni_SGarse e 1duh·b ie . Gli uni eonsidera111<lo la M. di Ste,r nberg una affezione del sistema .J infatico pem·sano e he essa 1p rooda origine dai gangli de1ll 'ilo. Altri constata:ndo l '.a.b itu.a le l esione anatomiic.a del miediastino, e lo stesso Letulle, in ba1sie all'aspetto infartoide sottopleurica d·e i nodi propendOIIl·O per UJD.a teoria mie;tastatica. ·Circa l 'evoluzio·ne del nodulo ehe ehiarireb·be m·olti problemi, 8iSsa pure e di diffici.Ie interplietazione peJrche .g li stadi iniziali sono· diffieili, per nO!I1' .dire im·p ossibili a eog liersi sia nel polmone eome non meno nei gangli. II perio do prem10nitorio fugace e rapi:do fa ben p:resto· luogo al periodo di stato, e lo scon1

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volgimffilto istologi co realizzato dal granuloma e allora tale eh e la ricostruzione delle fasi d1e1 tprooesso diviene impresa vantat. Senza du·b ·b io il viru1s iSconosciuto dello M. di Sternberg e ca·paoe di generare una attiva ipergenesi epiteliale. Si poo sOtlo dire ehe non sembra ehe l 'elemento alvieolare intervenga direttamente ed in maniera attiva nella produzione del nodulo·. Presen·t ansi n~l granuloma respiratorio le stesse vossibilita di distruzione 1che alcuni halllno voluto trovare tra i tipi anatomiei gen1erali di quiesta malatti.a: esi1stono cioe de lle forme a tipo n eoplastieo e delle form·e a tipü infiamrm/atorio eome m1odalita 1di differenti reazioni d el parenehima respiratorio? In realta non vi sono barriere tra queste due forme di grallluloma, ma la t endenza evolutiva puo pretlorni1n are in una direziome od in un'altra. Lesioni tubercolari associate: ra ppresen tano un altro int•eressaliltissimo problema. Le osservazioni .del com.Jhina r si d•ei due f.atti sono sempre ·piu numerose, e g ia nel 1898 Paltauf e Stern·b erg le notarono . Maeroscopicamente e talora possibile rieonoscere vicine l·e due spe cie di Jesioni: i nodi g ra·n uJomatosi di eonsistenza piu dura , a riflessi jalini risaltano sul parenchirmlai polmon.are; le altJerazioni baci·l lari si presentamo spesso sotto forma di vecchie lesioni fibrose. L' esame ~stologico dara dei dati •p iu ·p recisi: ora granuloma e t.b .e . esistono n ettame nte separati, ora n ello stesso campo d 'immersione si trovano intricate delle cellule tipiche di Sternberg e dell1e cellule g igam.ti 1carich e di b . di Koch . Se questa mescolanza e intima e fre quiante, non e men vero eh e la fisio.n om.ia e lo sviluppo anatomico del nodulo g ranulomatoso si mlante1ngono puri da qua lsiasi 1'esione istologicamente tubercolare. II termine 1di malattia fronti era conviene quindi perfettamente al granuloma ehe assume seco·n do i casi ed i luoghi la maseh era di un tumore eonnettivo ma ligno, o di u:na infiamrp_aziona crooiica tsclerogeina e pseudo adenomiatosa. L . ToNELLI.

tenti ed in part~colare alle infezioni del rinofaringe. Gli AA. h.a!Il\Ilo lungam1ente sperimen.tato l 'azione 1preventiva eontro le complicanze bronco-volmonari post-operatoriei dei lisati vaccini polimä.crobici ed hanno preeisato due condizioni esse·n.ziali per l 'ef ficacia della prevenzione. La prima di queste. eondizioni si riferisc.e al tempo 'lllecessario 1perch·e una soli<la dif esa si stabilisdar. Per realizzare la difesa e necessario sottomettere il malato ad una vaccinazione giornaliera du.r ante otto giorni. La secon1d a eondizione risulta dal fatto ehe le immunita provocate per gli stre.ptococchi, i pneumococchi, e1ce. sono d.elle immunita ehe scompaiono ·p resto av pena il richiamo dell 'antigene non si fa piu sen.tire . Bisog.n a dunque profittatre del momento in cui l 'imrm;unita ha raggiunto il suo massimo, cioe operare nelle 48 ore ehe seguono 1'ultima iniezione di vaccino. Segu.ando que.sto m etodo i1n modo rigoroso gli AA. hanno sottoposto alla liso-vaccinoterapia preventiva 140 malati operati suocessiva·mente: 21 gastrectomia, 42 di gastro'""enterostomia e gli altri di colecistectomia, iste;rectomia e i.nterv<mti intesti1n ali. In un solo caso si ebbe rum.Ja1 bronco-polmonite post-operat-0ria da 1pneumobac i·l lo di Friedländer, infezione 1contro la qua le 1'infermo non era stato immunizzato. In-0ltre nel servizio clin.ieo del Prof. Lejars 80 malati sono stati sotto·p osti alla liso-vaccinot.erapia curativa con· bu-0ni risultati. Assai fr,e quentemoote il giomo aippresso a quello d ell 'intervento si osserva una inflessione termica ehe talora si avvicina ai 39°, ma si tratta- di un perturbamento effimero , accomr pagn1arto da un 'espettOTazione mruco... purulenta 1che sembra testimonia r e <lella re.azione difoo- . siva dell 'organismo eontro l 'infezione ehe ve· glia. · [/osservazione dum,q ue 1girustifica ~'atttivita della vaccinoterapia preventiva con· i lisati polimicrobi·ci e ne com,ferma l'attivita curativa. C. ToscANo.

Le infezioni bronco-polmonari post-opera-

La tu bercolosi dell'i lo polmonare nell'a· dulto.

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torie e la loro prevenzione con i lisati• • vacc1n1. Duca oN, DARFENILLE e Presse Med., 13 febbraio 1932).

(LA.POINTE,

JoNARD.

Allo stato attuale delle n ostre conoscenze, e difficile rp recisarre la pat-0gen esi delle irnfezioni bronco--p olmona:ri post-opera.to·r ie. Alle varie cau se invocate, gli AA. aggiungono un fattore di ordine generale, ammettendo ehe le proteine eterogenee libeJrate a livello dei tessuti contusi provoc·hilfl.o n ell 'organismo degli anticorpi, mobi.Jizzino e deviino il sistema di difesa, lascian.do lib·ero cor so alle 'infezioni la1

(SAGONA. Rivi!Yta di Patol. e Clin. del"la tbc., 1931, n. 9). Dobbia mo anzitutto ricordare per sommi capi le opposte ipotesi sulla origine della tbc. Come e risaputo, per Assmann i primi sintomi della tbc. vanno rioercati nei g iovani in focolai isolati di im.filtTiazione nella p-0rzione lateral.e della fossa 1sottoclavioolare, molto piu ra.r amente in altre regioni del lob-0 superiore o me.dio: tali infiltrazioni cc p;reeoci » sono di grande importanza per la prognosi in quanto, cura ti a tempo, solitamente veng on o a g uatl•

giome.

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p,er il 1Redekic r le idee dell '-Assmanm sono da accettar.si in pieno : e da ·escl U dere ch·e la prima manifestazione nell 'eta pubere sia localizz1a-ta all'apice. Gli argomenti posti a base di questa teoria sono essenzialmemte r.adiologici: 1) per la frequenza di reperti di infiltrati precoci con apici ind,e nni, e lo sviluppo da questi d,e lla tisi ·p olmona:re; 2) il possibile sviluppo ·di piccoli focola i ·apicali da un infiltrato precoce, mentre questo si' riassorbe e scompare; 3) la man-canza di casi dimostrativi per lo sviluppo di 'llllla tisi da un 'apicite; 4) la fuequenza di caverne nelle ;regioni isottoclaveari. Ed Alexanr der :ritien,e dimostrato ehe nella evoluzione ·della tbe. polm·o nare dell 'a.dulto hanno magg iore importanza le forme centrali e sottoclaveari eh e non ·quelle classiche apicali. La diffusiom0e d·el .focolaio tbc. avverrebbe in due modi: o come viol,e nta infi.a·mm.azione perifocale di infiltrazioni primitive o secondarie wn sede oentnale o sottocl.av<eare, oppure com·e peribronchite tubercolare. Le ,d ue diverse forme di evoluziane dipendono d.a l diverso stato allergico -d·ell'o:r g.a n.ismo colpito per cui diventa secondaria la ·d istinziooe in endogena ed eso~ gena; .aloun·e, ·Se non tutte le form e apicali, sono la 1consegu enza ultima ·di un processo ·ceintr.ale o sottoelaVieare a diffusione peribronchiale 1e perivasa1e. L'infiltnato preeooe, dal punto di vista anatomo-patologico, e scarsameinte oonoseiuto (tr e casi noti); si· tratteriebbe di un .focolaio proliferativo ·essudativo con alo!Ille infiamtmatorio perifocale. · ·Gli AA. 1che sostengono ancora la teoria apicale aid,d uoono a l riguardo vari motivi. 1

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R. M.

Legatura della vena polmonare nella cura della tnbercolosi polmonare. (KERSCH NER .

Aroh. Klin. Chir., vol. 167, pa-

g i1n.a 141, 1931). L 'intervento e stato consigliato dal Tiegel, il quiale i1n espei!'i:m1enti eseguiti m animali 00nsta to ehe la legatura della vena polmomare d·eterrmi1n ava un.a cirrosi del polmom.e corrispondente. L 'op,erazione e stata eseguita quattro volte con sucoosso operatorio. La tecnica dell 'intervento e la seguente : resezione temporanea d ella III costlai d.al margilne ·diello sten10 per 10 :c.m. Legatura ·della mammiaria interna, scollamie nto delle .a der enze fra 1sup e,rficie mediale ·del .po.Jmone e pericardio. Si arriva cosi a ll 'ilo polmonare e si ricoIIloscono· facilm1ein te le veme del lobo superiore o medio, la vena prin eip1a1le del lobo inferioire e s ituata mo}to po&teriorm,e nte e CO!Ilvi·ene li.mitar.si ia.1 legare i rami ehe si rendon o mianifesti. Dopo l 'operazione, si osseT1

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va un aumento 0d i temperatura e dell 'escreato, non edemi. L 'intervento e stato prati Cia.tO in casi in cui non si poteva eseguir·e il pneumotorace per aderen.ze pleurioh .e, n e la toracoplastica ip er l 'esistenza di lesioni co1n.t rolaterali. 1

P.

VALDONI.

Risu1tati della strnmectomia nella tracheomalacia. (M . .SGoLITZER. Mitt. a. d. Grenzgeb. d. M ed. u. Chvr., vol. 42, fase. 1, 1930).

La traeheomalacia 1colpisce i n.dividui vecchi 0

·pülrtato·r i di go~zo d,a molti anni, ma piu di frie1q:ruente giovani, anch e ·dopo pochi :anni dalla c omparsa di un gozzo. La diagnosi tracheoscopica, iahe e basata sulla scomparsa del disegno .a d alllelli, su ooa las ita della mucosa, eventualmente su un certo flottare delle pareti, e .possibile solo in casi avanzati. L 'esame radiologico jn,rece o ltre agli spo,s tamenti, toirsioni e stenosi traoheali puo mettere in evidemza anch1e U1n 'ineipiente .diminuzione ·di :resistenza dello ,s ch eletro 1era1rtilagineo d·eilla traehea, per mezz.o ·d ~lle va.riazioni ehe. subisce il lume tra 0heale ·p er aumenti o diminruzioni della pression e intratrachea.le. Per -?-UJmentare la pressione si usa l 'espira.zione a vie ~espi1ra torie esteIIDe chiuse, per diminruirla la iin spirazione a vie estef!ne chiuse. La conoscenza di una mal acia, o anche di un.a diminuita resistenza delle cartilagini tracheali, ehe d·o vrebbe .e,ssere rice.r cata sistemiat.i.camente, ha impotrtanza per l 'indicazione operatoria, .s pecialmente n ei gozzi mediastinici, e per· mettere in atto gli aecorgimeniti operatori atti a evitare .l 'a·s fissia da collasso tracheale quali i vari metodi di tracheopessi, o il1 la.sciare una parte del gozzo intorno alla trachea per so.s tenerla, o l'operare con il tr.ach eos.copio in poste. L' A. ha controllato i risultati operatori in 26 casi di gozzi accompagnati da malacia (7 casi) o da se·mpli.ce diminu·i ta -resi.~ 1·cn-za delle eartil.a gini trach ef,lli (26 casi). Quantll!Ilqliie tra questi due stati ,ci siano dei gradi d.:i passagg io l 'A. p·a rla ·di malaci.a quain do l 'aumen.t o del lume della tra1ch ea eoll 'aume.ntQ della p:riessioin e initratraeheale e alme.n o del doppio (in un caso l 'aumento fu di 7 volte), e di diminu.ita resistenza della parete tracheale q11a11do 'I 'aumento del lume non arriva al doppio. Nei 7 casi ·di trach eomalacia fu sempre ottenuto un ottimo ris11ltato postoperatorio. <.;Ji sposta·m enti della tnaichoo. e le ste·n osi per lo piu gravi migliorarono rapid.a1ner1te. i)OJJO 4 mesi il procosso di !f!estituzion.e era completo; solo i1n. 4: casi persisteva un lieve stri:ngimen to del lume tracheale. Tutti i pazienti non presentavano disturbi, sebbene la mala1cia rimanesse immutata anche dopo .anni come si dimostro con la ricerca 1

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[.f\.~:No

XXXIX, Nul\r. 11)

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SEZIONE FRATICA

ra.diologica sotto diverse pressioni intratra.cl1eali. La resti tuzione della tr.ach ea a.Jla posizione e al lume primitivo e favorita dalla retrazione cicatriziale dei tessuti 1nolli n ella sede operatoria; ma evidentemente n on si puo avere la restitutio anatomica delta parete tracheale, cui il tessu to ciicatriziale fornira solo un sostegno. 11 ripristino della posizione e del lum e delle trach ee malaciche e piu facile eh e nelle traehee sane, in quanto quelle, rammollite, n on offrono resistenzä. Diversamente si comportano i c.asi • di sempliee diminuzione di resistenza d ella parete tra1cheale. II ripristino e qui piu lll!llgo. Gli spostamenti e le stenosi sono talora presenti almeno in parte ·do po anni; in genere si ha dopo un anno solo un· notevole mig liorame,n to; in,·eee in trach ee normali dopo sei m esi la r estitutio e 'COmpleta. La cau a di c io si trova probabilmente n ella perduta elasticita della parete tracheale. La diminuita resistenza della parete trach eale e rieono cibile eon le ricereb e r adio· logich e anehe dopo anni dall 'intervento. mentre i di turbi subi ettivi co:r'npaion o rapidamen· te dopo l 'operazione. P . STEFANINJ. 1

fi gurie (tra le quali numerosissime illustrazioni al [Diicroscopio) e d 'una estesa bibliografia. Scopo : eer car e a ttraverso una critica senrata e un 'ordinata esposizio n e di portare maggior lucie 1a1ll'intricato a rgom1ento della patogenesi sop1ratutto di due, fra lei tre malattie trattate : la maJ.attia ·di Pag.et e la malatti.a di Bowen. P1roblema non eerto fa eile da to eh e i m ezzi per risolverlo i basan o sol bain to sull 'osservazione elinica e sull 'investigazion e istologica, n'1a,n can·do ogni possibilita d 'esperimento. Percio l 'A. non ha omesso di esaminar e attentam.ente le osservazion i raccolte n ei preeedenti lavori originali e le ha messe in raffronto eon la sua 1casi1tica 1molto este~a, e docun1.enta ta eh e diffusamente espone nel volume. E dalla ha e di que to materiale ha tentato un e ame minuto <lelle diver se teoPie ehe via via furp.no avanzate peir pren·dere n ettamente posizione in favore di quella ehe consideria queste ·due malattie di natura e·p iteliomatosa, e m olto vicine fra loro circa l 'origine. Per e-.sere cpiu preeisi egli eon sidera ehe iano dovute a lla degenerazion e n eoplastica di quelle speeiali cel lule eh e Darier cl1iarr1a « cellul e disch eratosi oh e », ia.1 piu nto di partenza proh·a biln1ente .dalle ghian.dole seb aeee. Per l 'epitelion1a pagedoide l 'A. a ccetta l 'opinion e o-nmai cor·rente dell 'orig ine b asocellula re proposta da Darie r . Pur n on potendo p er .ragioni di luog o e di s.pazio dire ulla bo;nta o m eno di queste opini on i , .debbo rilevare eh e il J.avoro appare condolto con erieia e con eura, la diseu ssione a mpi.a, rieca d 'argomenti b en trattati, lia critica se vera ed effi cace. Il altro p1 I'iegio e di DQIJl aver trascurato i} decor o st:cces ivo dei malati osse·rvati, e di aver . 1cgna l:ato eh e in essi avvenne n ella qua i totalita la g uarigioin e m ediante la roentgenter.api.a (eol m etodo ·di Coste, dioe l 'A. ). E qu.eta una in uova conferma eh.e n ell e disch eratiniz~az ioni epiteliomatose raggi X e radium se u ati in t em·po e eori:ettam ente - possono con facilita f.ar evitare dolorose an1putazioni o, a.n ch e: esiti infau sti. GASTONE MELDOLESJ. 1

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CENNI BIBLIOORAFICI L . CoNDORELLI. 1'ecnica microchimica, applic.a-ta alle ricer eh1e biologi,ch e e elinieh e. Un vol. rilegato in-16° di pagg. 292, eon 23 figg. Idelson ed. Napoli, 1931. Prezzo L. 25. La microchimica e ormai diventata una necessita per le mumerose ricer eh e non soltanto d 'in<lole scientifiC{l, m.a anche di sig nifi.cato ·pna-tico; basti pensare, fra l 'altro, a lla determinazione de lla glicemia . I suoi metodi esigono in cl1i li esegue, oltre alla precisione ed all 'aeeuratezza, un 'esatta conoscenza della tec·n ica per non inc orrere in gra·vi errori. A tale eopo, ,preziosi sono i con sigli eh e qui ei da il Prof. Condorelli, in quiesto suo libro frutto di una lunga esp eri enza. Nella parte generale, ·da in·dicazioni sull e n1isurazioni e p esaite, sulla eolorimetria, le soluzioni titolate, gli indicatori. J,n quella speeia le, si oceupa delle diverse rieereh e sul sa·n gue (pH, anioni, .cationi, urea, acido urieo , glieemia, ece.); sui tessuti l 'urina, la saliva, accennando da ultimo ai ·m 1icrometodi per applicazioni farmacologi ehe e tossieologich e. Chi ha pratica di questo gen ere di ricerche apprezzera a ·dovere g li insegnamenti del Condorelli, a eui ·dobbiamo anche diversi metodi originali 1d i rioeroa·. fil. 1

Ro usSET. Les dyskeratinisation.s epitheliomateuses. Vol. in-8° di pagg. 600. Masson et C., ed., 1931. IF r. 60. L' A. 1p resenta ai d·ermatologi sotto que to titolo un volume ricco ·di 600 pagine, di 108

.TE.\N

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E. 1DoNZELOT. L'in.ifar·ctus du myocarde. (La. Pra1tique m edicale illustree). Vol. in-8° di pagg. 25. G. Doin, Paris, 1931. 1F rs. 8. L ' A. f.a una tnatttazion e breve, sempliee e .a lqua·nto sch em1atica dell 'in farto del in iocardio con.si·d·e rato dal punto di vi ta sia della sua etiologia e patogenesi , ch ei della sinton1atolo.g i.a e ·di.a.g nosti1c.a clinica . Tr.a,ttasi piu eh e a ltro di una buona rivista sintetica sull 'a.rgom ento j,n general ei, quale e riehiesta d.al ti1po particolare di edizione a carattere di collar1a m edica di cui f!l parte. Vi sono quindi 1)()ch e a·11nöliazioni d.a fare : m a e assai ben e eh e l 'A. irisi ta sulla r elativa frequ enza dell1a forma, sulla va:r iabilita dei qua-


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« IL POI.JCLINICO »

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dri eliniei ·e sul1a n ecessita di differen ziarli dalla eom un.e a ngina di petto e da l quadro com une della insufficienza cardiaca e infine sull 'impor tanza eh e in questo campo va a s~egnata all 'in·dagine elettrocardiog rafica.

ACCADEMIE, SOCIETA MEDICHE, CONfiRESSI Reale Accademia di Medicina di Torino. Seduta d el 12 febbraio 1932. Presidente: prof. F. VANZETTI.

Cu. J. RrEux . Paludism e et p_se,u.d'o-paludisme. Vol. i'll-8° di p1a1gg·. 5 0. G. Doin et C. Paris, 1932 . :F .rs. 16. 1

L 'A. in questo volume cer ca di sviluppare nell 'insieme la sua tesi p·erson.a le, g ia esposta da :m10lto tempo e attraverso, numeiro,s e .p ubbli1c.azioni, e eioe ehe la malaria e una malattia ·di durata molto m eno lunga ·d i qua nt o , si pensa1 abitua lmente. Nei ma lairiei eh e soggiornain o n ei paesi eon endemia palustre, la malaria, per reinfezioni su eeessive, puo assun1.ere un.a vera cronieita, m e11tre, quelli ehe sono so.ttra tti ad ogni nuova infeziorne con il lor o ritorno in paesi salubri, la malatti1a. J1on ·dura mai piu di un anno e m ezzo, dopo di ehe il para ssita1 malar~eio scomp1are. Le manifestazion.i aic:ute o oronich e, eh e p er tanto sop1r:avvengo1no in questi vecchi m.alarici, non soino ,da imputare a ll.a m.al.ari.a, e p er consegue nza ·r neritano il nome di p seudo-malaria . L 'oper.ai e divisa in due parti : n ella prima l 'A. riassu·mre l 'infezione m ala1rica vera in.elle sue diverse form·e e nella sua evoluzion.e; nella seconda espon e le m olteipliei modalita elinich e, acute o cr onioh e, 1che si ri.annod.a n o eomunem en.t e a lla malaria pregressa, ma eh e invece non le appar ten gono : pseud.6 -palu·dismo infettivo e p eudo-paludismo viscerale, eh e l ' A.- diseute lu·n gan1·ente. A. P. 1

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Wi erier Archiv f. innere Medizin. Vol . .XXI, fa se. 3. (159 pag. , con 22 fig. e 24 g r afiei). ld., Vol. XXII, f.asc. I (160. pag. con· 34 fig . , 4 g rafici ed una tav.) . Urban ei S1ahwa r ze.nb erg, Wien, 1931. Prezzo RM. 18 eiascu n o. 1

Il prin10 faseicolo eitato di questi n oti cc Archivi », diretti da W. 1Falta e K. F . W en ckebach , eontiene diversi lavori sug li ormonii genitali maschili (ScHOELLER, GEHRKE, BENJAMIN, GRüTER), uno di LoEBEL sull'influenza del circolo periferico sull'iperg licemia alimentare, di P u1'.\JESZ sulla febbre nelle emorragie (special.,,-iente da ulcera gastro-duodenale.) , di DEUTSCH e EMMF.RICH sull.a velocita di sedimenta.zione delle em azie n.egli eseircizi Siportivi, di Brx e WECHSLER sull 'irofluenza del salirgain nella eliminazione dello zucchero, .ecc. N ell '.a ltro f.a seieolo, si trovano diversi lavori di cardiologia (BoLLER e GoEDEL: Patologia e clinica1 dell' aneurisma coronarico); P ETROWYCH: Rottura del cuore con sop•ravviven za di 13 giorni ed altri); sul reUJm.atismo articolare acuto (l.OANIELOPOLU ed altri); un vasto tu1dio di KoROVNIKOv sul cretinismo endemico al Pamir eid altri di,rer si . fil. 1

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Dott. C. MANCA. - Osservazioni anatomo-patologi ch,e .su di un caso di p ar otite epidemica con or chite acuta. Sui calcoli bat.terici del rene.

Dott. F. VoLANTE. - L 'O. riferisce il r eperto anatomq patologico di un caso di calcolosi batt erica osservato in una donna di 30 anni, rilevandone la eccezionale r arita. Passa rapidamente in rivista le diver se ipotesi avanzate sulla natura e sulla patogenesi di queste singolari formazioni e mette, per il caso in esame, in particolare rilievo, l 'attiva partecipazione d ei germi (fu isolato il Baclerium coli) nella loro genesi. Discussione: FERRIA. Causalgia. Sindromi fisiopati ehe e s;mpatiche guarite con iniezioni di alcool in corrispondenza del simpatico cervico dorsale.

Prof. DoGLIOTTI e lloASENDA . - 1 tre pp. in studio erano affetti da sindromi simpatiche ad uno d egli .arti superiori, i cui fenomeni doloir osi si irradiavan o all 'emitor ace e fin anch e all 'arto inferior e dello st esso lato. L 'iniezione di alcool ass.oluto (cc. 1-1 1/2) fu fatta a livello del simpatico cervico-d.o rsale, ed il prof. Dogliotti d escrlve minutamente la t ecnica seguita. Il r isultato fu buono in tutti e tre • • i cas1. Discu ssione: LuGARO, LEVI, BoBBIO, RoASENDA, DocLIOTTI :

H ERLITZKA.

Autoenucleazione di un occhio ~n un soggetto postencefalitico.

Dott. M. EMMA. ---:- L 'atto automutilante venne compiuto da un 29nne, sofferente per le sequele so,pratutto p sichiche di una en cefalite epidemica. Queste;> p. si e in pochi ist anti slrapp·ato con . le dita il bulbo oculare sin. La patogen esi dell 'automutilazio,n.e va, in questo caso, indiv1duata nei delirio di autoaccU:sa e di indegnita. Questo fattore va quindi considerato con gli altri gia noti , capaci di dare origine ad atti automutilanti nei postencefalitici ~ impulsioni ossessive, perver sioni istintive, episodi epilettoidi, stati onirici. Colpisce anche la pronta riparazione della ferita congiuntivale, esito del trauma, guarita per primam, in r elazione probahilmente a fattori immunitari od umorali, n on ben n,oti, presenti in questi ammalati. L 'oss·e rvazione cor1ferma una volta qi piu l 'in- • sufficienza d ei me.zzi repressivi e contentivi per prevenire tali manifestazioni ;. sola garanzia potrebbe esser e d a ta d a una sorveglianza a vista , . continua. Seduta d el 19 febbraio 1932. / 1

Pre,sidente : proif. F. VANZETTI. L'ammoniogenesi nel diabete insipido.

Prof. C. C1PRIANI e dott. D. BoRRA. - In due casi di diabe te insipi.do 1'ammoniogenesi e l 'ammoniuria provocate con In dieta acidosica risul-


f AN~O XXX1X,

NUl\I .

SEZIONE PRATICA

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:ta110 norn1ali e la d eficienza d el potere di con~entrazio11e appare dissociata da questa funzione interna del r ene, com e e dissociata dal potere di e lin1inazion e d ell 'acqu a e d elle sost an ze coloran ti. 111 casi, sia pur r ari, in eui si deva s tabilire qua11to in una poliuria vi sia di :p atogen esi ipofisi-infundibular e e quanto di p atogen esi organica renale, oltre ai criteri dell a prova d ell 'aequa, dell 'eliminazione delle sostanze coloranti, della r eazion e agli e tratti ipofisari, gli 00. credono sia p articolarmente utile Ja ricerca d ella ammoniogen esi col dosaggio d ell 'ammoniuria pro:voeata con t111a dieta acidosica. L 'assoeiazion e di diabete in~ ipido e cti sclero i r enale riscontrata in un terzo <:aso, fu a1nmessa appunto anche sulla g uida di quest o d a to, eh e n ei casi in questione corrispond eYa al comportamenlo eh e si osserva n elle scler osi r enali.

Esiti di casi di epilessia trattati coll'asportazione del glomo carotideo. Dott. RxzzATTI e ANDnEOLI. - Dallo s tudio di <> l to casi di e.pilessia trattati con tale m etodo chirurgico, risulta eh e si ebbero ottimi ris ultati ~t1gli acce si ron vulsi vi; i fatti p sicosiei dell'epil e ~ ~in e il re to d ella indrome epilettica e in particolare le assenze non ebbero dal trattamento b enefieio alcuno. Ad ogni m odo l 'intervento eosi praticato influenza dircttamente ed efficaeem ente la parte motoria d ella sindrome epilettica, ed e J)er qt1e to motivo consigliabile. Il d ott. .A.NDREOLI aggiunge i partieolari d eJ]a l ec 11ica operati ,.a da lui adoper ata. Di c11ssione: BoBBro, RoASENDA, LEVI, HERLJTZKA, TIRELLI , DONAT!, ~IICRELI.

'Sul comportamento delfa pressione arteriosa e del polso in seguito ad iniezioni endovenose di piccole dosi di adrenalina. Dott. L. H Enr.1TZKA. L 1aclrenalina iniettata endovena in dosi di 0,01 mmgr. h a azione primi1iYa ipertensiva rapida, fu gace e costante; ma alla fase d i ipertensione segu e in un secon.do te1npo una fase ipoten siva t ar diva e prolungata in tutti i ..:;::lsi ; meno eh e n eg1i ipotesi ; l 1intens ita della fase ipoten si va dipe nde direttamente dal tono arterioso iniziale; il polso non viene m odificn to nella sua frequenza. Discu ssio11e: prof. M1c HEL1. Il Segr etario.

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m ente otlenute: la pri1na con colina, la seco11da corl ergot amir1a . Qu esti risultati spiegano la b e11efica influenza d all '0. preceden tem en te eon st atata, sull 'esordio ed evoluzjon e del r achitismo sperimentale. In b ase a queste constatazio·n i ed alle considerazioni eh e seguono, l '0. r i tiene eh e il fattor e costit u zionale e ql1indi il sistema nervoso vege tativo, siano altre tta11to imporlanti n ella gen e i del r achitismo, quan.to le alterazioni delle proprietl1 fisico-chi1Tli.ch e cellulari prodotte dai ben n o ti m o1teplici momeriti eliologici .

Riflessi duodeno-insulari ed appendico-insulari e corre· lazioni timoepatiche e timopancreatiche. Si e posto il quesito se al pari clella di1nostrata esistenza d i un riflesso duodenopan creatico esocrino non esista anche fisiologicam ente un rifl esso e11docrino · duodeno-insulare : rifles ·o eh e in condi zioni morbose di irritazio11 e d u odenale si r end erebbe m anifesto- eon fer1omeni rli ch oc ipoglicemici e con i noti sintomi subiettivi iperinsuli11emici . Nelle prime es.perienze eseguite sul cane irritando la mucosa dlLodenale con un crist allo di acido fenico puro ir1trodotto per un foro praticato n ell '~nsa del bulbo. 110. h a ottenuto cost an temente in 4 animali un abb assamento della g licemia da 0,12 a 0,08. L 10. partendo sempre da consider azioni clinich e prospetta pure l 'esistenza d i un riflesso di iposecr ezion e insulare a punto di parten za appendicolare. Esperienze istituite eon lo stesso metodo dell e precedenti hanno dimoslrato abbassamento di valori glicemici . l ..'O. trattando· n ella seconda sua comunicazi on e d elle ·correlazioni timo-ep aticl1e e timo-pa11cr eatiehe espone un vasto piano di rieerche e di lavori pe r accertare e dimostrare le r elazioni antagonistich e timo-in sulari ed ar1tagonistich e timoep atich e. L 'O. si ripro·m ette d i riferire su questo argomento in u11a delle p rossime , sedute. Prof. N. PENDE. -

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11 laureando P1nrs1 comunica intorno a Ricerche sulla ter apia della ip er tensio n e con estratti di ghiandole linfatiche. lla trattato 12 soggetti di

origine luetica. Conclude eh e l 'estratto di ghiandole linfatich e somminis trato per via orale non arreca ale un giovamento sia per quanto riguarda i valori di pressione, sia per quanto si riferisce alla sintom atologi a clinica ipertensiva. I l Segr etar io : prof. dott. A. MuGGIA.

Reale Accademia Medica di Genova.

Societa Medico-Chirurgica di Pavia.

Seduta del 18 febbraio 1932.

Sedt1ta del 29 gennaio 1932.

Presiede il prof. N. PENDE.

Presidente : p·r of. A. FERRATA.

Influenza del sistema nervoso vegetativo sulla mineralizzazione delle ossa di ratti sottoposti a rachitizzazione sperimentale. Prof. G uASSARDo. - In b ase a dosaggi chimiei }Jo r1 rlerali eseguiti sulle cen eri d ello sch eletro di r atti contemporaneamente sottoposti alla r achitizzazione ed all 'azione di d et errninate sostanze veget atiYotro1p e, conc lude eh e tanto la stimolazione del simpatico provocata co n l 'adren alina, quanto la i11ibizi9ne del vago pro·vocata con l 'atropina, non h anno migliorata la mineralizzazion e calcica n e fo sforic a delle o·ssa, eh e risulterebbe invece b en efica1nente influenzata sia dalla stimolazion e vagale eh e d all 'inibizion e d el simpa tico, rispettiva-

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La schistosomiasi vescicale nel Fezzan. Prof. E. ZAVATIARI. - L 'O. durante una ea1npagn a di studio compiuta nel Fezzan durante l 'es tate d el .1931, ha potu to r ivelare per primo in base all 'esame clinico di ammalati rispettivamente di Murz.u k ~ di Sebba l a frcque.n za della schistosorniasi in quella regione. Conten1poraneamente h a esp1orato le acque ed h a rac;colti Bullinus co n torlus n ell a Hofra e nello Scia li . Di con segu en za egli h a dimoslrato ehe nel Fezza!\ esist e, com e egli .avcva previsto, la schistosomiasi vescieale ed esis tono condizio11i ambient ali favorevoli alla diffusione d ella malattia .

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II. P OLICLINI CO

Con questo n t10Yo r eperto vie11e di1n9strata la presenza di detta for111a m orbosa in tulla quanta la Libia, e qui11di sempre piu si im.po,n e la n ecessila di una inchiesta accurata e con1pleta sulla pr esen za, distribuzione e frequen za della schistosomiasi n elle singole zon e di quella n ostr a colonia. Maturazione dell 'uovo e reazione di Aschheim-Zondek.

M. R uscONI . - Le rice1·ch e h anno avuto per scopo le m odificazio11i eh e le iniezioni di orina di donn a gr avid a, pra ticat e secondo le norme· date per l a reazione (li Aschhein1-Zond ek , inducono n elle ovaie di t opine bian ch e dai 5 ai 6 g r ammi di p eso. Dall 'esam e dei propri rep erti l 'O. con clurJe eh e non si tratta di una .p.r ecoce ed artificiale maturazion e dell 'ovaio , m a ben si di un perturbam ento eh e si manifest a essen zialmente con accentuazio11e della atresia follicolare, em orragie endofollicolari , fatti degener ativi delle cellul e della g,r an ulosa ed an ch e dell 'uovo, e, quel eh e piu impor ta, a lter azio11i m orfologich e delle mitosi del1'ovocita in r apporto ai fenom eni di m aturazione. SuJ metodo di Loewenstein per la cultura del bacillo tu. bercolare dal sangue.

Dott. L. B14NCHI . - L 'O., <lopo aver riferito i ris11ltati n egativi di una prima serie di ricer che di co11trollo s u1la presen za del baeillo tuberco~ lar e n el san gu e cireQlante, dimo~trabile con la cultura seco11do la t ecnica di Löwenstein~ basandosi sopra un complesso di osser vazioni c di dati, eh e b a po tuto racco·g lier e freque11tando il labora torio del prof. Löwen s tei11 a Vienna, espone alcu11e con sid er azio11 i in m erito al m etodo di r1cerca seguito da questo autore ed ai risultati eh e eQ"li n e ottie~e. Studi sul « lysozym ». C. CALLE RIO. In una serie di ricereh e s.ul « lysozym », il principio b atteriolit ico descritto per la p-rima volta da Flemming n el 1922, l 'O. n e conferm a l 'attivita e diffusione in natura e propon e un nuovo accor gimento di tecnica .per la m;essa in evidenza del fenom en o, con sistente n el saggiare le diver se sostanze su una emulsione di « Microcoocu s lysodeictieu s » n ell 'agar nutritive solidificato in piatto. • Su questo terren o all 'ag::ir con « Micr ococcu s lysodeieticu s » , 1 0 . h a c;oltivat o ur1a serie di specie batterich e ed h a const at ato eh e tutte si sviluppano ben e eon1e sull 'agar ordinario e eh e alcuni ceppi apparte11enti al gruppo dell 'enterococco tProvoean o evidenti fen om eni di lisi , simili a quelli p·r odotti dall 'albtime d 't1ovo e dalle altre sost anze contenenti il cc lysozy1n », eh e si m anifest ano rolla eompar sa di un alon e di rischiaram ento attorno alle colonie. 1

La puntura della milza nel granuloma ~;aligno.

P. INTROZZI. - L 'O., dopo aver m e.sso in rilievo il valore eh e h a la puntura della milza per la diagnosi di alcune splenomegalie, e aver rile.vato l 'irnportanza ehe essa puo avere per la diagnosi <lelle variet a splen om eg::ilich e del granuloma malig no, senza interessam ento del sistema g hiandolar e periferico aggredibile con la hi0ipsia, deSJcrive mint1tamente il qt1adro is.tologico del sueco sp1en1co· ottenuto m ediante p11ntura in vivo, caratteristico della splenom egalia granulomatosa ; la presen za in esso di elementi giganti mono- o polinucl ea ti a nucleoli num.erosi e assai evide11ti=

»

[A NNO

XXXIX, Nu M. 11)'

identificabili co·n Ie cellule gigan t i di Sternberg e· la presen za di eleme~ti a ear atter e istioide, iden t ificahili colle cellule epitelioidi : r appresenta an -~ cor piu eh e l 'eosinofilia, dei dati diagnostici di jprimo ordine n ei casi specialmente in cui, per la m ancanza di manifest azioni g ran ulomatose p e1iferiche aggredibili colla biopsia, la diagnosi del-· la n atura della splenon1egaJia si presenta oltr&m odo diffieile ed incerta. Il .)egretario: P. l NTROZZI.

Accademia Medico-Fisica Fiorentiila. Sedt1ta del 21 genn aio 1932. Pr esi<lente: Prof. J RDER CAPPEr.r .1. Una rivoluzione estetico•tecnica nel campo oftalmologico:: i vetri aderenti corneali.

Prof. ·v . Gu.u n1. - Dopo brevi cenni storici descrive e presenta alcuni velri co·r neali, ehe eon si-· stono in sottilissime cap·sulette di vetro eh e si applican o direttam ente a contatto del globo ocular e e ehe son o praticam ente invisihili. Spiega la t ecnica di applicazion e ed espon e i risultati assai: lusinghieri otlenuti n elle applicazioni da lui pra ticat e sistem aticam ente n ella R. Clinica Oculistica di Firenze e p er la prima volta in Italia. Dimostra com e eon questi speciali vetri possano venire eorrette tutte le ametropie (1nio·p ia, ipermetropia e astigm atism o) con m olti vantaggi rispetto alla corr ezion e con oechiali, fra i quali un notevole al1 'm ento· dell 'acutezza visiva. L 'astigm atismo corneale· irregolare e il cheratocono ven gono aboliti. Ne preconizza l 'u so con su ccesso in molte professioni e attivita sociali in eui n on si possono portare occhiali. Do·p o aver acce11nato ad altri importanti impieghi scientifici ·e pratici dei vetri aderenti , p assa all 'applieazione in un sog·getto miope . Num er ose proi~ioni complet ano la c0rnur1icazione. 1

Seduta del 28 gennaio 1932. Vice-Presidente : Prof. MARio ZALLA . Assenza totale congenita del grandt omento e complessemalformazioni del cuore in giovinetta di 16 anni.

Prof. A. CosTA. - In una giovinett<t mort a per· m eningite m ancava il g remhiule OIJlentale e si1 aveva un en orme legam ent o gastro-oolieo eh e costituiva an.eh e, to talmente, il m esocolon trasver so. 11 colon trasver so subiva u11 'an golatu,.-a a· verlice caudale eon dilatazion e a monte e ipotrofiai a valle della &ten osi . Gon quest a m alformazion.e sono confrontati i r ap·po1 ti embriologici tra g rande omento e· m esocolon trasver so, diver si secondo le diver se t eorie organ o-gen etich e. J../ O. interpreta I ':inomalia com e un 'agen esia della borsa omentale complicata da svilup·p o eccessivo del m eso·colon primitivo; Ja turha terato·g en etica risale al limite tra II e III m ese embrionale, dato eh e e confermato dalle p articolari malformazioni cardiaeh e. Alcune considerazioni su di un caso di linfoangioma cistico del collo. Dott . 'f. GaEco. - Si t.ratta di una donna oper at a 1)er la prima volta ad 11 anni di un linfo-

ang·ioma cistico a sede: nella regione sopraelavi<'olare sinistra. A 17 anni e di nuovo oper ata: esistono due distinti linfoangiomi, uno in corrispondenza de11a vecchia sede, eon ader e11ze ai


[ANNO "SX~IX,

u~r.

11]

SEZIONE

tessuti vicini, l 'altro .p iu a nteriore e m ediale, i solahile assai facilmente. Q uesto caso - 11on frequente sia per la tardiYa ep oca di comparsa e he per la sua ripe tizione d opo -circa 6 anni - da inodo all 'O. di proporre una diversa val u l azio11e delle ectasie linfatiche, analoga1nente a quanlo e s lato falto per gli ema11giomi. Propone, cioe, di raggruwar e sotto il no111e di « linfa 11gectasie semplici » Lutte le ecla ie linfatiche riferibili ad un chiaro o,s tacolo meccanico , di qualsivoglia ge nere esso sia ; di togliere i linfoangiomi dal nu1nero d ei veri blas.tomi, co,n siderandoli inve-c e co1ne malfor111azioni co,11genite (an1artomi di Albrecht), e conservando la disti11zione scolas tica di « semplice, cavernoso e cistico »; di considerare co111e bla ton1i solo qu ell~ for111e ehe ne hanno Lutti i car ? Lleri, eome ad esen1pio il linfangioendotelio1na. Scduta del 18 febbraio 1932. Presidente: Prof. F1L1PPO

NERI.

425

sul l a tte) e un procedimento utilissimo e raccon1andabile per l a vigil an za di un l atte da con su1r1ar si crudo. 3) La ricer ca d el colibucill o puo rappresentare inollre un m etodq sen1plice e sicuro anche per la vigilanza su lle vaccherie autorizzate all a produzio11e del lalte sopra indicato. Il Seg ret ario: L. P1cc1c1 - P. ICCOLI N I.

Societa di Coltura Medica Novarese. .....

Sedu ta deJ 4 febbraio 1932. Presidente: prof. PAoLo P1ETRA. Pro!. D . Bocc1. -

Co mm emorazione del socio on.. dolt . Luigi Giulietli.

Prof. C. E'.

ß1ANCHETTL -

Prof. P. A.

~l E1NEn1 -

Sulla occlusione irilest.inale da dive rticolo di M ec k el. Il co ncett o della secrei io1t e d elle gliiandole iril erne i11. Gal eno.

Pleurite siero·fibrinosa.

II liquido cefalo-rachidiano nell'epilessia.

A. TERZAN I. - L 'O. riferisce il caso di un l101uo ehe inizio una pleu rite si er o-fibrin osa 11 el i ebbraio 1931: furo110 pratica le cinqu e toracentesi; i11 g iugno veniva di111csso guarilo. In nove mbre presento un ascesso fredäo solloculan.eo del do r so a livello della IX, X, XI costa non com1111ica11te co11 l 'i11terno. A dis lanza di due lnesi corrtpa rve ro i segni di ve r sam ertl o [Jleu rico om ola l erale avendo il liquido il caratter e sie ro-purule nlo: il liquido apparve s terile alle cul Lure: l a sua for1r1ula is toJogica era a lipo polinucJeare. (2u ea to caso e a11 alogo a quelli d escritli p e r pr~1110 d a l 'addei di Pisa e recente1ne11te da Clement1.

Doll. L. CA.B1rro e dott. P. DuRANDo. - Gli 00. con trariamente ai reperti di Tillman e di Clivio, dagli esami pralicati s ul Jiquor di un numero cospicuo di epilettici (oltre 100) hanno potuto o ss.ervare e he solo in un !Piccolo numero di casi (11on o1tre il 10 %), esis tono seg11i di r eazione in1iammatoria per c ui, pur vole~do ammet ler~ con Clivio ehe molto di freque nte esistano alla base dell 'epilessia d ei processi n1eningei o meningo. encefati Lici , e da ri te1lersi ehe di essi r esid ui110 $Olo i fatti cicalriziali, indici di un processo irrita livo arrestatosi 11ella sua evoluzione e sp ento e eh e 1~anchino invece fatli infian1matori in atto ll a la appunto la n ega livita d el liquor nella 1nagg jor parte d ei casi.

~rof.

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PHATICA

ldronefrosi bilaterale.

Dott. A. B1Lu. _,. ·viene riferito un c aso di idronefrosi bilat eral e osservato in u11a donna di 23 an 11i, soflere nle di colich e fehbrili a d estra, e i1ella quale l 'indagin e clinica e la pielografia permisero la diagnosi di idronefrosi conge nita probabilmen te da vasi artoinali . 11 reperto operatorio co11fermo la diagnosi en1essa. La sezione del vaso e la nefropessi fecero cesare i fenom eni dolorosi. Seguono alcune con sirlerazio ni sulla palogenesi e su l La lerapia di t ali forme pa tologiche.

Regolamento sul latte. Dott. I . Goun1En1. - L 'O., in r elazione al recente Regolamento sul lalle, approvalo con R. D . 29 maggio 1929, volendo s t11diare un procedimento se1nplice e sufficien lernen te preci so per assicurarsi i11 ogni mornento eh e il latte da consumarsi erudo e stato effettivan1ente raccol to e conservato al riparo da ogni con laminazione, h a eseguilo, con il metodo elaborato da Neri (1928), una serie sistematica di ricer ch e presso una l alleria modello, onde stabilire quale poteva essere, in tale latte, il colititolo iniziale tollerabile. Le eon clusioni a cui e giunto sono le seguenti: 1) Il b . coli non fa parte, com e fu dimos trato in modo rigoroso da Neri e Simonctti, dell a microflora mammaria e la presen za ·di esso o sempre indizio di contaminazione. 2) Un l atte n1unto , raccolto, imbottigliato con le dovute cautele di pu]izia non contiene e non dovra rivelare il b . coli in un cc. ; per eui l a ricer ca del eolibacillo (ben s'inte,n de con tutte le altre garanzie richieste dal Regolamento ultimo

Do lt. P. DunANDO. -

Ricerche comparative sui diversi metodi di dosaggio dell 'albumina nez liquido cefaloraclii d iano.

La crisi della climatoterapia nella tubercolosi. . Dott. prof. CAPUANI. - L 'O. afferma ehe nella cura sanatoriale il fattore clirnatico ha una iml)Ortanzp. affatto seco11daria. L 'importanza magg ior e consiste nel fattore· riposo assoluto e he si pub ottenere in qualsiasi clima. Il polmone g uarisce inquantoche col riposo assol uto respira di meno e respirand,o di meno riposa, r ealizzandosi ca:si una specie di pneumotorace bilaterale fisiologico. E questo un impensato svilu~po d ell a concezione di Forlanini ehe vedeva nel ripos.o dell 'a liivita poJmonare Ja base curativa d el p 11e1umotor ace. I l Segret ario: L UIGI FERRERO .

.A.eeademia Medico-Chirnrgica del Piceno. Seduta del 21 febbraio 1932. Pres,i den te: Prof. L. CAPPELLI.

Poliomielite anteriore acuta. Do lt. C. !vloNTI GuARNIBRI. - L 'O. dopo avere osservato eh e la p oliomielite anteriore acuta t en de a diffo11dersi sempre piu, ha trat t ato anzilutto d ell 'eziologia, co11cludendo ehe l ' agente d ell a malattia e llU « Virus filtrabile n e eh e Ja via piu comune di p enetrazione e l a naso-faringea. 11 virus .p uo essere portato impunemente n el cavo naso-farin.geo per sei o sette mesi e poi essere trasmesso da i11dividuo· ad individuo.

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U , POLlCLJNI CO

Cita le epiden'lie piu i1otevoli (p. es. quella d el 1916 in -~merira; quella del 1924 in ltalia) e rieorda eome l 'et a p1iu eolpita sia quella inferiore ai ein1que :inni, pur riseontrandosi qualehe easo· anehe fra le person e adulte. Dopo aver dc tto b r eve1nente d ella sintom atolog ia, p arla ci elle eure medicb e eh e, praticate subito, all 'inizio della mal a ttia, J>OSSono portare grandi Yantaggi: siero di eonvalesce11iti e siero di Pettit. Chiude d e tta11:do le n or1ne profilattieh e piu opportune, eh e sono gia state prese in eonsiderazione dal Nazionale n~l Decre to rego1amentare . Governo . in v1gore.

[ANNO XXXIX, Nul\<r. ll j

»

m alali di p olio111ielite anteriore acuta, opporlu nita rico·n oseiuta a11che dalla Direzior1e generale di sanita pubblica, fa voti affineh e gli Ospedali clei ca,poluoghi di provincia siano provveduti di un reparto pedialrico nel quale i piccoli degenti possano usufruire d elle eur e fisich e ed ortopediehe ehe il servizio sanitario ospitaliero e in grado di eseguire, affineh e possano essere eliminate n el m iglior modo le con se.gt1e11ze di questa grave malattia ». . L ',ordine d el giorno MoNTANARI e stato approvato· d all a&ßemblea p er aeelan1azione. fine di seduta si e stabilito di tenere la prossima sedl1ta a lesi, in P.poca d a d estinar e, con la Lra ltazione d el tema: « La terapia del diabete n. P. il Seg r etario : Dott. G. SEvERINI. I 11

Terapia fisica della poliomielite anteriore acuta.

Prof. A. MoNTANARI. - L 'O. illus tra l 'azione terapeutiea e ]l modo di applieazione delle varie forme di terapia fisiea. Afferma eh e all 'elettroterapia sp etta tuttora l 'importan za capitale colle modificazioni apportate d agli studi moderni (onde galvaniehe alternative a lungo p eriodo). Attribuisce grande importanza alla idroterapia ealda local ~, alla diatermia, al m assaggio, alla ginnastiea passiva ed attiva. Riserva inveee il suq g iudizio sull 'utilita d ella r adio-ter apia ~he n on gli se1nbra an cora sufficientemente dimostrata. Infine insiste eon la massima e n ergia sulla n ecessita della osp edalizzazione dei malati di poliomielite anteriore aeuta, 1n r eparti di pediatria ann essi agli Ospedali dei capoll1oghi di Provineia.

Societa di Scienze Mediehe di Conegliano. e Vittorio. Sed uta del 7 dicembre 1931.

Presiede il prof. DE GmoNcOLI. A proposito della pleurite dell'apice (pleurite a cappuccio).

Prof. TRAl\'f0NTINI. - L'O. premesso eh e non in~ tende alluder e alle reazioni pleurich e eh e aeeo1npagnano· ~e lesioni polmonari in evoluzione aneor a att.iva ma sibben e di quella pleurite ehe sembra riassumere in sc t utto il processo p atologico e eh e ove sia sufficientemente estesa eopre l 'apice a gt1 isa di caseo (delta .p leu.rite a eappu ecio o sinfisi pleuriea a eupola), f)i diffon de su dati semeiologici differenziali p er distinguerla da processi e roniei infiltrativi apicali discutendo su due segni desunti dagli autori e dalla sua lunga pratiea. E m entre si pronuneia favorevole ad ammettere il prim o d a lui piu volte riseontrato (ineguagliar1za pupillare) a fferma n ei casi d a lui seguiti di non aver eon s tat ato 11 secondo radenite sovraclavear e ' d el ,Sergent) ed esorta i eolleghi a volerlo in simili • • cas1 r1eercare„

Le eure ortopediche-chirurgiche degli esiti delta poliomielite anteriore acuta.

Dott. F. BARTOLI. __..,. L:O. nota eh e le eure ortop edich e e chirurg iche d ei postumi e degli esiti d ella paralisi infantile devono essere indirizzate in primo t~mpo· all 'intento di evitare le deviazioni di ogni genere eh e potrebbero altrimenti insorgere sia per il disquilibrio del sistema museolare, sia p er altre condizioni distrofiche. Evitando le deviazioni seh ele trieh e, si puo otten ere una piu facile riedueazione n ei casi leggeri, e si puo rendere piu faeile il eompito postumo alla chirurgia ortopediea. L 'O. insiste sopratulto sulla massama attenzione da portarsi sull 'eventuale inizio delle deformazioni del troneo o degli arti inferiori. Fa. voti per una maggiore coop er azione di ogni speeializzazione m edica :.gli effetti di jpOter eur are 11:el piu compl e to modo e con risultati piu eh e soddisfacenti, la paralisi infantile in ogni sua manifestazio·n e patologic a, eon lo sco·p o precipuo di ottenere ehe dall 'insieme armonieo d ei vari mezzi terapeutiei venga all ontanato dall 'individuo, dalla famiglia e dalla nazione, il gravoso peso delle irriducibili deformazioni e stor.piaggini.

l)rof. CoLETTJ. -

In torno a tre interventi sul

r ene.

Seduta del · 27 gennaio 1932. Presiede il prof. DE GrnoNCOLI. Le tubercolosi locali di fronte al quesito dell'immunita.

Prof. 1'RA~10NTIN r . L 'O. eon dati propri e tratti d alla letteratura conferma eqme la legge di Marfan sia assai spesso gius ta n el fatto eh e la g u arigione di una tbc. locale conferisca l 'immu11ita per la tbe. del polmone. Di piu e pure san zio11ata dalla pratiea l 'osservazion e ehe le tbc. locali sono i11 g·ener e delle forme attenuate caratterizzate dalla r arita d i b acilli, d al] a incostanza dei r isultati di inoeulazione e dal deeor so estremam ente lenlo d ella tbe. polmonare n el easo entrasse in seen a. E forse pereh e att enuate t ali forme r estano loca li e pereio possono guarire eonferen d o con la loro gu arigio·11e l 'immunita per le for -· n1e gravi. L 'O. appogg·ia con criteri di p atologia e di clinica tali vedute.

}\ll a diseu ssion e sul tcma di r elazione, hanno parteeipato il dott. MATTEucc1, il dott. Russ1, il prof. SETTE, il prof. T0Nxrn1, il prof. MonENA, il oott. PASSAMONTI. 11 prof. CAPPELLI, a propo·sito d el t ema di r elazione, h a rieordato gli studi del Codivilla sull 'argo·m ento.

Dott. Bol\1B1. -

Contributo alla p atolo_ a ia erJ alla cu r a delle l esi oni dei menischi del ginocchio.

Il prof. MoNTANARI, h a poi presentato il seguent e ordine del giorno, al quale si sono associati gli altri relatori : « L ' Aceademia 1nedico-ehirurgiea d el Piceno, convinta ·d ell 'op-p ortunita dell 'ospedalizzazione dei

Dott. GRAVA. -

Sopra dii e casi di obliter azione ar teriosci in ammalati di p olmonitß. Il Seg r etario: Dott. P. FABRIS.


[_.\XNO

XXXIX,

! Ul\I.

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SEZIONE PRATICA

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APPUNTI PER IL MEDICO PRATICO. CASISTICA. L'osteomielite vertebrale. Steindler riferisce su 15 casi di osteo1nielite ' 'ertebrale piogenica (A rch. Franco-Belges de Chir., 1929-30, n . 8). Predilige l 'eta d ella crescenz.a, 10-1 5 anni, in cui r.ompa ion o i centri secon1d.a ri d 'ossificazione vertebr.a l·e; il sesso masel1ile n el 68 %; i 1corpi vert cl)r a li 10 casi eontro 2 d elle lamine. L 'agente e quasi sempre lo sta·filoeoceo a u reo; e piu frequen le l 'inizio acuto (10 casi). Tra le conica u e ·da valore a l trauma (4 casi). I segm enti piu colpiti ono il dorsale ed il lernbar e. La sintomatologia si riais sume n el segu·ent-e quadro : dolore, contrattura dei muscoli soprastanti, c ifos.i e formazione ·di ,a.soesso eh e puo este f1der si in avanti n el inediastino o n ella cavita r eitroperitQln,eale, in dietro ve1~so la duTa. Pie r la diagnosi g iova·n o i sintomi locali di flogo i e la radiografia. . Trattamento ortopeidico n·elle form e ad andamento cronie-0, chirurg ico n ell e acute con formazi on e d 'ascesso. ·L'ascesso r etrofaringeo Yien e aperto per via faringeia, il prevertebrale e miediastinico con la resezione dell 'articolazione costo-vertebrale, quello d ello psoas con Ja stessa ineisione u sata per l 'allacci:atura d el1'iliaca ·p rimitiva, il presaerale con r e ezione totale o parziale del saicro, l 'intra-raehid eo esige l:a lamineetomia. I suoi risultati son o buoni: 9 guariti iSU 13 casi trattati ; il de cor so e an·dato dai 12 a i 30 m •e i. R. GRAsso . 1

Lesioni dell'istmo delle lamine delle vertebre lom· bari. Seeon·do Chan·dler (Surg. Gyn. a. Obst., sett. 1931) la soluzion e .di con tinuo d ella porzione dell e lamine ·dell e ' 'ertebr e .chiamate « istm.o » e una lesione frequente. La presen za di tale lesione puo esser rilevata in parte d.a un esame elinico aecurato e piu dall o studio di buon e Tadiografie. La 1 tabilita e la r e i t enza d ell 'articolazione lomtb o-sacra le e comp r om ess.a d a1lla presenza di tali soluzioni ·di continuo. Cosi si puo ritenere causa d ella alterazione cosi nota agli ostetrici col nome di spondilolistesi. L ' A. 111e ha operato 18 casi di innes;to osseo a lJa Albee o alla flibbs , i)r evia corr ezione della d eformita, eorr ezione facile p er la magg ior mobilita oh~ di norma d el segfn°ento posteriore d ell 'areo vertebral e. L ' A. n e !a.v rebbe avuto buoni risultati anche a distanza ·di tempo. V. GnrRoN. 0

La malattia di Larsen J obansson (apoflsite rotulea). Come l'apofisite tibia]e va sotto il n.o me d1 111.alattia d ' Osgood-Schlatt&, e l 'epifisite fe1norale su·p erior e di m. di Le.g g-C.a lve-P·e·rthes,

e la scafoidite tarsitca ·di m . di Köhler, cosl l 'apofisi1te rotulea e stat a chiamata in 01n or e agli AA . c.h e l 'h an.110 per primi descr itta : La.r sen (1921), Jo·h ansson (1922). · Catalogata quindi tra le osteoco,n ·driti della cr eseen za, e ca·ratterizz.ata, dai segu·enti <lati: rarita e pecificita ·p er l 'eta d el massimo sviluppo (12-14 an1n.i), d eeo-rso b enigne, g uarig ion e die tro irnmobilizzazione di qualeh e settim,ana, sin~o1m1ato logia n•et ta eoin sistente in dolore a lla parte infeiriore d ella rotula ove si appr·ezz.a lieve gonfiore e dolore. Alla r adiog r afia l 'apice rotul eo i presenta rarefa tto ed irregol.ar e e 1circondato ·da piccoli d epositi oalcare.i e spesso1 da un vero· nucleo osseio accesorio separate d.alla rotula <la UJila str etta fesura . Ta li segni radiografiei di paiono dopo la guarig ione d·e l .p rooe so. C. P. Van W e di GrOIIl·i ngen n e presenta U·n c.a o n eg Ji Arch. Franco-Belg es de Chirurgie, XXXII, n . 8, la eui 1radiog rafia mostrava l1D nucJeo osseo .acce so-rio, posto al di sotto d ell 'apice rotul eo, eh e ricor·dava Ja r otula bipartita a tipo orizzontale, vera ain om.alia oong enit.a, eh.e si os erva in :a1dulti spesso sofferenti di. un. . a a ffezione nervos:a d elle meinbr.a infer1or1. In quanto · a ll ' etiologia n on vi e accordo; a lcu1n i invocan o il traumatismo, altri il fattore infettivo, .altri un.a di1s.trofia g l1iandolare. Secon.d o l 'A. l 'apofi ite r otulea e la tibiale, situ:ate a ll 'in er zione de l piu potente tendine, r icon oscon o uma cau sa m eccain.ica agente sui nu1clei ossei in cr eseenza , in cui , per il ra pido ,·iluppo, e din1inuita la lor o solidita. R. GRASSO . 1

TERAPIA. La somministrazione di alcali nella terapia salicilica. N. l\tlorris e S. Gr.a h.am (A rch. dis . in children, ott. 193 1) h,a,nno· tro·v.ato 1C1h e 1.a so m1m inistriaz ione di salicilato di sodio a dosi g iorn1a.lier e di oltre 3 g rammi e mezzo in· bambini provoca la formazione di aeidosi n on g.a ssosa ehie n on e dovuta alla presen za ·dello jone di aci do .salieilico di per se e ehe, i n qu.esti. pazienti, vi e aneh e UI1 disturbo d ellia funzione ren·.ale. T.a li sequ.el1e p1a tol0igich.e posson o essere prevenute eon J.a somministr.azion e di bicarbonato di sodio, ma il g lucosio i11v·ce e ineffi cac-e sotto tal.e riguardo. Un effetto ·d el bicarb on.a to di rS·o dio s1ar ebbe quello di .pr·evenire il ·disturbo ren.ale ·e di p erm ettere, eosl , l.a piu r apida e liminaziqne de l salicilato. 11 fa tto ch.e il glucosio e inefficaoe dirnostra ch·e l 'ec·cie·sso di sommi·n istrazione d·e l salieil1ato non e necess.aria m ente associato eon un 'incompleta ossidazion e d ei • g·r.ass1. Gli AA., p·ertan.to , prescrivono abituaJ.mente 90 cg. di sa]icilato ·di sodio og·ni 4 ore (g. 1

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(( IL POL.ICLlNICO »

5,40 n ella giorn~ta) ·c on il doppi o di bicarbon~ to d i sodio. In qua lch e ca o, 1.a dose per ogni volta e stata el.e;vata a g . 1,20 (g. 7,20 n elle 24 or·e) ed am eh e in tali eondizioni non si sono osservati sint-0mi ·di intolle ra·n za. Soltanto si ~ osserv.a'to qu.a lche voltJa il vomito, ma sie g l1 intestini sono t enuti liberi , non si h a11no imeon v:en1ienti. In ca so di i·diosincrasi.a, e opportuno ineomincia Te oon ·d osi lpiu ha sse , a.u mentandole gr.a datJament·e. fil. lntossicazione acuta da clorato di potassio. Nel riferire un caso di intossi cazione in u 1na ba mbitna di 6 anni, R . Mathieu e Ch . Rib,ad.eau-Drurn.as (Soc . de pediatrie de Paris , m .a rzo 1931) accennano a i caratteri gen erali di tal·e avvelenamento . Essi sono la profond.a e subitanea anemia con distruzione m assiva d ei g lobuli rossi e forte ipertrofia d ella milza; la Titenzio1n e ureica, eh e va di pari passo eon e missione di eilindri , di cellule d ella pelvi e di una piccola q11antita di albumina . 11 vel·ooo si elimiilJa rapida m ente, tanto e he , d op9 36 ore , n el easo degli AA., n on lo si trovav.a piu nelle urim e. . La g u arigione .ß abbastan za rapida; n el caso d egli AA. si ebb e, spontan ea, in tre settimane. La diagnosi , altre 1ch e qu·ella gen erica di avvelenamento, si basa essen zialme nte sulla • aina·m nes1. fil.

--~

11 tartrato di ergotamina nel prurito di origiµe epatica e renale. II trattamento d1el prurito n ei casi di itterizia e di azotemia e qua si sempre in efficaee. S. Liehtman (Journ. Amer. m ed. Assoc ., 14 nov. 193 1) ha trovato molto utile in questi casi il tartr.ato di ergotaminia ehe egli somminis tra a dosi di un mg., tre volte a l gior1n o per aleuni g iorni . I disturbi b asici d·ella m.alattia originale rimangono inalterati, ma e un fatto eh e il sintoma prurito scompare rapidan1ente in 4-6 giorni, per n on ri.co,m p.a rire piu. II prurito , im questi casi , sar ebbe da attribuire a d au·m .entata irritabilita del sistema simpatico ed il m edicam ento agirebbe eome d epressor·e di tale sistema. II m edicam ento va somministrato soltanto fin o a ehe il s intoma prurito cessa; il continuarlo potre bbe esporre a ll ' ergotismo.

fil .

NOTE DI TECNICA. Diagnosi precoce della pertosse col metodo ' della gocciolina. D . Gar·dner e P. H . Le1Slie (Larhcet, 2 genna io 1932), ricordata l 'importanza e la diffusione .della pertosse, riassumono i piu importanti d.ati eh e p ß'r m.ettono di eonsi dera·re quale agente s p·e cifieo d e;lla forma il b. di Bordet e Gengou ora in·dioait o :ool tennine di Haemophilus pertussis, ·d on·de l ' importan·za di una pPecoee diagn osi batteriologica : a l quale .scopo consigliain·o il n1eto.do di Tacco.gliere il 1

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XXXIX,

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NUl\f.

materi.ale da esa.mina r e ~aicendo direttamente tossire l 'an1malato (solo quan·do· e eolto da attacco spontanre o e non artifici almente p r-0vocandolo) peir qualche seeondo ,s;u alcune scatole di P~tri co,n tenen.t i un particolare terreno di eultura ehe in fon·do e· quello stesso in·dica to d1a Bordet e Gengou in parte modific.ato. Queste soatole (eh e posso1n o aneh e essere di a lluminio per 1evitarne la rottura, doven,do spesso e1S1 erei spedite anoh e per posta) possono venir distribuite eon le opportun.e istruzioni direttamente alle famiiglie. I germi possono venire u cees ivamen.te identificati per caratteri culturali, morfolog iei e immunitari : le r e.azioni di agg lutin.azione servono an:ch .e a differenzia r e l 'R. pertussis dall'Haemo philus influe:nz;aie. Un.a tal.e diagnosi b1a tteriolog ica -e assai preeoce e precede spesso la possibilita ·~i un.a diagnosi clinica, -0n·de g li AA. l.a consig liano sulla base di os.servazioni pro·p rie e di st.atistieh e di a ltri a utori . Possono itll·fine esser e preparati vaceini speeifici di notevole utilita te·r .apeutiic.a. CH. 1

IGIENE. Sopra un'epidemia ospitaliera di varicella connessa a zona. P. J. Braslawsky . (Presse med., 14 nov. 1931) d eseri'e una epidemi.a di v,airi_eella , insorta in una sala ospitaliera, p~r la quale furo no eontagiati 7 b ambini eh e g iaoev.a no in immediata vieinanza di un 'altro ammalatosi di zoi11a tip:Lca. Esposte le r agioni per le quali era d a e.selud er si eh e il eontagio fasse pe:rvenut-0 d.all 'e·sterno, l 'A. v·ed e ne l fatto una eonferma alla dottrim.a di Bokay, seoondo la quail·e esistereb be in realta un ra pporto etiolog ieo stretto tra zona e var.i oella. An ch e la zona d ovrebbe dunque essere co11si.d eTata ·di n.a tura infettiva. M. IF ABERI . 1

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lnfezioni streptococciche originale del latte.

E. Wilkinson (The British !i1edic. Journ ., 12 settembre 1931) h a studiato il comportam ento d ella -scarlattin.a e dei mal di gola in rapporto all ' origine da la tte. Le e pidemie da latte h.anno queste car.atteristi.che: insorgono subitamen te, sono in ra pporto col consumo di una da.t a qualita di latte soltanto, piersistono fin eh e dura l ' uso di questo latte, scompaiono quan.do qu·esfo la tte non si u sa piu o e sterilizzato . Due epiden1ie h a veduto l 'A. Una prodotta d a contagio diretto e u.na per via indiretta. In un 'epidemia di scarlattina, egli vide 66 p·erson e eh e si erano ammalate in 10 g iorni. Tutte con sumavano il l.atte di una latteria; dopo 6 giorni dall 'inizio d ell 'epidem ia furono isol.ati due m embri m.al.ati d·ell.a famiglia del l.attaio e dJa•l 6° .aJ 10° g iorn.o il ].atte fu semrpre b ollito e n on si ebber o a ltri mala ti . I tamponi d ella g ola ·d ei malati (.compresi


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SEZIONE PRATICA

i figli del lattaio) dieder o sviluppo a streptococchi emolitici del tipo scarlattina II. L 'altra epidemia rig uardava un i1umero ingente (oltre 1000) di malati di gola da stre.ptococchi. Si trovo de} latte, fornit o alle famiglie dei n1alati , contenente streptoicocchi . Cessato l 'u so del la tte infetto l 'epidemia si arresto. Anche questa volta alcuni. uomini addetti alla latteria avevano mal d1 gola e per di piu alcune vacche av.evano n1astite stre p~o­ coccica. l -n ,ep,i dcn1ia ' rastissinw da latte inquinato fu o servata a Chicago n el 1911-1 2 (circa 10.000 malati). R. LusEN.\.

MEDICINA SCIENTIFICA Ulteriori progressi nell'isolamento delle yita1nine.

VARIA ~ II moltiplicarsi delle soeieta 1nediche. _i\.nche in centri modesti si costituiscono delle socie ta medich e; perfino i n singoli ospedali il corpo m edico si org.anizza in !a·ssociazioni di ou ltura. Tutto questo movin1enLo e, certo , proficu·o cd em,comiabile, daicc h e nelle riunio·n i a cara tter e scientifico e teonico avven gono fecondi scai:mIDi d ' idee e l 'attenzio.n e dei convenuti vien e ad es ere richiama.ta sui progressi u l timi della mediicina e sui probl·e mi d 'attua lita. Le comunicazioni fatte in questi co.n vegni „ pero, no·n sempr e soino intere santi od istrutti ve. P er neoessita di eose, di solito tutto si limita ad illu strare qualche easo clinico piu o m eno diffieile od insu.e to, talvoltJa1 a qualche r esoconto statisti co-clinico. E raiTo eh e le comunicazioni assurgano a ·dignita ·di 1c.ontri l)uti veramenle nuovi ed orig inali. Alle adun anze non parteeipano eh e pochi volenteirosi , non sempre prepaifati alla discussione, per n1o·d o eh e d i solito questa lamg u e o non poTta elementi di ilnteresse. ~10 lte societa pubblicano i loro· !3tti , i qu.ali l)er o hanno diffu sione limitata ; ond 'e eh e alcuni dei disser enti mandla·n o il t es.to integ rale d el1e lor o comunicazioni ai giornali m edici . E siccome Italia i g iornali medici SO'Il·O oltrem odo numer-OSi, e molti difettano di materiale, le red.azioni non. passan o al vaglio d ell.a critica i la,rori offerti; non g uardano alla qualita: accettano tutto. Ne viene un in.gon1bro straordinario di lavori pres och e inutili n ella bibliog r a fi a m 1edica. D'altr:a1 parte per o aecade eh e qua ]ch e buon lavoro ' 1a disper se in_ peiriodiei no11 <\1ccr editati o non diffusi. I segr etari deJle Societa si danno eura d 'inYiare i r esoeonti delle sedute a m,olti g ior11ali 111e d ici. Aleuni di questi fan1110 posto ai ~eso­ ronti di ·~ oeieta locali o r egionali ; altri , a car attere n azional e, come il nostro cc Policlini1c.o », ne accettano ·da tutte; le regio.n i ; ma, in lotta perman ente con lo spazio, sono costretti a r ifilarli, a sapprimerJ1 e delle pa;i:ti od a rifarli CQ([}.den sa11doli. Ne derivano difficolta e imbar azzi nella red azione, eh e cer oa di fare , i n primo luogo , l ' interesse dei lettori , e percio d e,re r esistere f\ in istenz-e e pression;i aneh e in· qltesto campo , a eosto ·di .d.estare risentimenti e malumori . Di fronte .a tanta esubera:n za, eh e e indioe ·di vitalita e di prog·resso , n oi siamo ·n e•c.essariamente costretti .ad un 'ia•ccurata opera di cernita e ·d i selezione. -~ vol te dobbiamo sopp.rimere per intero dell e sedu.t e. Speisso ei li m·itiamo a da:r:e i soli titoli di comunicazioni an1cb e pr egevoli . \.io consente , a chi h a interesse n ell 'argomemto trattato, di rivolgersi all 'autore od alha, seQ·r eteria , ond.e avere il testo integra le d ella con111ni c.azione : percio il titolo ·n on c superflu·o , com.e potrebbe ·p resumer si . L. V. 1

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Dopo u.n lungo p eriodo in cui l 'isolame?t.o delle vitamine apparr iva tina lontan.a pos ib1lita e venuto un altro p eriodo in tC'Ui i ]avori l1l loro isolamento sono frequemtissirrnii . Recentemente fu scritto sull 'isolamento di Yitan1i:n e /\, B, C e D. Le ricer ch e di 0. e A. Rygh sulla vitamina C 11on sono molto convinoenti, perche 111e1D.tre essi dissero sul prineipio eh e la nareotina irradiata e uno dei suoi derivati imipedi,ra lo s'riluppo d ello scorbuto n elle cavie a dieta scorbutica su ccessi,1.amein te essi dissero eh e ' . con dosi piu elevate di sostanza - 'Il.on s1 :riusciva ad impedire lo scorbuto, e .certamente .2'li a nimali da essi trattati e ra no in r.attive con·dizioni di salute e alc uni m orirono . In quanto alla vitamina B, V\Tj.n.d,a us ~ c?llaboratori dicono di aver i ola to dal 11ev1to una vitamima antinooritiica in forn1.a cri s-t1a·llina. Bour<lillon e la ua scuola h anno isolato pur.e in form.a oristallilila la ,·itamina D e questa vitam ina paTe sia la stes... a aia isolata, col nome di Vit!amina D 2 da Lin ~ert e Wind.a us. Semibra anch e ehe la vitamim a DJ di V\Tindaus sia un composto di vitamin.a D2 piu ster olo X. L 'isolarrn1ento d ella vitamina A e stato annunziato da Ka rrer e eollaboratoiri , e da Drummond, ·H erilbron e Nortom..; l 'isolamento non e stato fatto dall 'olio ·di fegiarto di m ~rluzzo ma da olio di fegato di u1n altro pesee, 1'Hipoglo·ssus h.ipog lossus . (Th e Lancet , 30 gennaio 1932). R. LusENA . 1

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FOSTA DEGLI ABBONATI. 1stitilto della Sanita Pribblica. - _l\l d ott. F. Giardelli , Bruno di Spoleto : L'Istituto della Sanita Pubblica verra inaugurato il 28 ott obre 1933 e d e•n trera ubito in funzione. Le direttive ·dell 'I stituto vennero gia tracciate in questo periodico . Suo preeipuo scopo sara di p·r e1parare il •p ersonale per i servizi di anita pubblica. Tl pr ogr amma di organizzazione e di lavoro non ,e .an eora c,o n eretato nei parti colari .. a. l . 1

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POLITICA SAl\lITARIA E GlURISPRUDENZA.c*) Risposte a quesiti per questioni di massima.

I

23° Dottor A. G. - E d.a r itenere ehe, anche nel caso da lei indieato, il servizio militare prestato in zona di operazioni debba essere valutato agli effetti dell 'anzianita util~ e, quindi, degli a umen ti perioct ici.

19° Dottor A. L . - La giurisprudenza del Consiglio di Sta to, in sede consultiva e giurisdizionale, e O!r mai costa~te nel ritenere eh e il Prefetto possa revocare l 'incarico della vig ilanza igienica _gia conferito al medico condotto per attribuirlo ad un i11edico. 1ibero eserc.ente, se sia possibile :scindere le du e funzioni , anche se non si provveda a nomina definitiva in base a conrorso. Questa facolta appartiene alla iniziativa e al potere . -<liscrezional e del Prefetto. '

24° Dottor G..~. - Lei non ha diritto alla nomin a con preferenza assolu ta perehe non puo essere con siderato invalido di guerra. Ha invece litolo di preferenza a par ita di m erito e soltanto agli effetti dell 'ordine della graduatoria . 25° Dottor A. R. - L 'art. 9 della legge 31 gennaio 1904 n. 51 dispon~ ehe il capo o esercente dell 'impresa e obbligato a sostenere le spese per le priID:e immediate .c11re di assistenza me.dica e farmace11tica e per il certüicatQ. L 'oinorario al inediro e doyuto a1~che se l 'infortunato sia iscritt o nell 'elenco dei poveri. S 'intendono prime e imme<liate eure quei soccorsi di urg·enza eh e e necessario siano subito prestati all 'infortunato, compresa la prima medicatura, l 'accon1pagnamento. e il trasporto del ferito, sinche esso sia costitu ito in condizio11i normali di cura (art. 15, R. D. 13 mar zo 1904, n. 141). Prestata l 'assistenza urgente cessa l 'obbligo del capo o eserce~te dell 'in1presa. Se l 'infortunato e iscritto nell 'elenoo dei poveri, deve essere curato gratuitamente dal medieo eondotto. L 'onorario ehe e dovuto, n ei limiti sopra indicat.i, dal capo o esercente dell 'industria, e regolato secondo le tariffe nor1nali. L 'Istituto1 assicu ratore deve pagare il compenso per i certüicati concernenti la eontinuazione dell 'inabilita al lavoro e l 'esito definitive: il primo, pero, deve essere rilasci(!to gratuitamente se l 'infortunato e iscritto• nell 'elenco dei poveri. Lo stipendio e stabilito per corrispettivo di lutLa la prestazione sanitaria, indipendentemente dal numero dei poveri. lTna limitazio11e puo risultare dal capitola to o da alLro atto approvato dall 'autorita tu toria: spesso e attribuito un supplemento1 proporzionale al nun1ero dei poveri oltre un dato limi te . Gli aumenti }Jeriodici non sono dovuti, per legge, ai sanitari con(lotti, i quali ne hanno diritto se ed in quanto siano stabiliti dal eapitolato o da 11n provvedimento del Comune approvato dall 'autorita tutoria.

20° Dottor F . B . - E vero ehe il capitolato stab ilisce il limite massimo e, quindi, il Comune non e senz'altro obbligato a concedere la licen,za per la durata di due anni ; ma e anche vero ehe il medico condot to h a u n interesse legittimo, pro•tetto dal capitolato, e il Comune deve rispettarlo se si verifichi la causa alla quale la licenza straordinaria e condizionata. In altri termini, il Comune h a facol ta diserezionale, puo li1nitare la lieenza ad una durata mino·r e rna se ed in quanto risultino giustifieati motivi. Se, per es., la infer1nita fosse guaribile presumibilmente i11 ininor tempo1, la limilazio·n e della durata sarebbe legittima. Nla poich e il Coil!egio medico, costituito dal Co1nt1ne, ha riconosri11to ehe la infermita e suscettibile (li utili modifieazioni, e la inabilita e ten1poranea, per l1n periodo non inferiore ad u11 anno, il Comune non puo limitare la durata della licenza e, peggio, deliberare sin da o·r a il licenziam~nto se Lei alla data 27 marzo 1932 non riassuma il se-rvizio. Questo provved imento e illegale, perch e viola le disposiziolili del capilolato, ed e viziato da eccesso di potere, ta11to piu ehe risulta la dipen(lenza da causa di ser vizio. ContTo la fl~liberazione 7 gennaio 1932 puo ricorrere alla G. P. A. in sede giurisdizionale, nel termine cti trenta giorni dalla notificazione. 1

21 ° Doltor G. P. - La prestazione deve essere remunerata dal ComuI).e, perche esso l 'ha richiesta e ne ha dato· incarico. Non risultano ~ocme giuridiche ehe stabiliscano a retrihuzione dov u t.a ai sanitari liberi eserce:q.ti per visite collegiali. E da ritcnere ehe Lei abbia diri tto di ohiedere l 'onorario a norma d ella tariffa. 22° Dottor B. D. S . - Se e stato ridotto lo stipendio del medico condotto interino, in applicazione dei decre.ti 1159 e 2672 del 1927, devono essere reslit11ite Je so111me ind·e bitamente trattenute, essendo ovvio ehe non vi e differenza, da questo punto di vista, tra la co'l1dizione del medico cond0:tto litolare e ql1ella dell 'interino. ( * ) La

presente rubrica e affidata all'avv.

Ai quesiti dcgli abbonati si risponde, in ogni cOJSo, di rettamente, per lettera. I quesiti devono essere inviati, in. busta, accompagnati dal francobo llo p er la risposta e sempre indi rizzati impersonalmente alla R edazione del cc Policlinico », via Sistina 14, R oma. L e risposte ai que.si ti ehe non richiedono esame di atti o speciali i ndagini, sono gratuite. N. B. -

Saranno pol pubblicate in questa rubrica, ma senza inclicare il nome del rlchledente, soltanto le risoluzionl cbe abbiano Interesse di masslma.

GIOVANN I SELVAGGI

eeercente in Cassazione, cone. legale del n<>6tro periodico.

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i'u~r. 11 ~

SEZIONE PRATICA

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NELLA VITA PROFESSION ALE. CONCORSI.

l\IoNTALTO DI C.\ STRO ( Vi t erbo) . - Scad. 15 apr., ore 18; L. 8000, 5 aurr1en ti dec imo, c. -v. in lire l 700; gia porta la riduz. 12 ~6; eta lim . 39 a.; t assa L . 50 ; doc . a 3 mesi d al 6 feb.

PosT1 vACANT1. BoRDIGHERA

(Imperia) . -· Ufficiale Sa11ita:vio d ei

Comuni di Bordig hera, Ospedaletti , Vallecrosia, Vallebona, Scborga. ~er titoli ed esami. Stipendio L. 16.000. Indennita per m ezzo di trastJX>rto lire 3000, oltre i diritti sanitari spettanti pe r legge, il tulto da d ecurtarsi del 12 %. Tre aumenti triennali. Inibita la libera profession e. Eta rnassima 45 anni s. e. 1. T assa concorso L . 50. Domanda e clocumenti al ~1unicipio cli Bord ig h er a entro il l 5 aprile 1932.

~IoNTJJ:LF.ONE

Scad . 31 i11ar.; L . 10.000 oltre L . 600 ser v. a tt., 4 quinquenni d ec. ; d edu z. 12 %; trasp . a carico d el Com une. i\IoNT01TONE (Asco li Piceno) . - Scad. 20 mag. ; L. 200 complessive pel 2.S ?lo della popolaz.; addizionale L . 5; i)e-r cavallo o automob. L. 2700; per uff. san. L. 500 ; a segno per studi L. 500; incle1111. forese L. 500 ; riduz. 12 %; 5 quadrienni d ec.; eta lim. 45 a.

CALZAGO S. l\iIAR1'INO (BresciCf) . cad. ore 17 d el 15 mag.; 1a. co11d. (cap oluogo) ; L. 7920 e 6 quinquenni dec ., oltre L . J320 })icicletta e L. 440 uff. san .; tassa L·. 50 ; ser v izio entro il 25 maggio. Chied ere annunzio.

P1ETRALUNGA (P erugia) . - Scad. 30 a4pr.; la. cond.; L . 7920, oltre L. 663,60 c .-v., L . 1056 c.-v., L . 3520 cavalc. , g ia ridotti; 3 qui11quenni d ec.; et a lim. 40 a.; tassa L . 50 ,10. Chied . annunzio .

CAl\CPOLIETO (Campobasso) . cacl. 10 111ag. ; L . 6000, oltre addizionale L . 5 ogni p ov. in J)iu del 5 % d ella p opol az.; 3 quinquenni d ec . ; pe r uff. san. L. 500; riduz. 12 %; tassa L. 50 ; eta lim . 40 a.

S. ANDUEA (Frosinone) . Scad. 10 mag.; lire 10.500 ol tre L. 2000 cavalc.; ricluz. 12 %; 5 quadrienni dec.; e la lim. 40 a. ; t assa L . 50 .10.

S. ANGELO IN L1zzoLA (Pesaro-Urbino) . - Scad. 3 inesi dal 12 febbraio: per Montecchio; L . 8000

R . l)refetlura. -

Uff. sa1L di Vasto ; al 23 aprile, o,r e 17; L. 5000 e 5 quadrienni d ec.; deduz. 12 %; per trasp. L. 1000; indennita varie; L. 5300 pel disp ensario antitubercolare, gia d epurate 12 %, dall 'inizio del funzioname nto (richied esi competenza in fisiologia) ; e consentito l 1 esercizio della libera profess. ; tassa L . 50,10; e t a lim. 45 a. al 23 feb. Chied. annunzio. C a1ET1.

e 10 bienni ventes., o ltre L. 960 c. -v., se coniugato; L. 1000 cavalc. ; riduz. 12 %; eta lim . 40 a.; t assa L. 50; doc. a 3 mesi dal 12 feb . ,Scad. 15 mag.; per 3 frazioni ; L . 7040 oltre L. 2640 trasp ., L . 880 inclenn. resid .; L . 440 ambula t.; retrib.u zioni gia rido tte; 5 quadrie nni dec.; c. -v. ; e ta lim. 35 a.; lassa L . 50 ,10. ScANDIANo

Co)ro . .4.rriminist r az. Pro11inc. - Scad. 30 apr. ; direttore del Consorzio antitubercolare; L . 21 .000 e 3 trienni dec. , oltre L. 3000 inde nn . carica direz. dispensario; riduz . 12 %; indenn . trasferta variabile (pel 1932 L. 500) ; e t a lim . 45 a.

CuNF.o. Amministraz. Provinc. - Assi stente n ella Sez. med .-1nicrog raf. d el L aborat. prov. d 'igien e e profilassi; L . 7600 e 5 quadrie nni dec., oltre L . 1300 supplem. serv., L. 750 indenn. provvisoria, c.-v.; 15 % premio operosita. Riduz. 12 %. Scad. 15 aprile. (Vedi SAVONA).

MARCELLINARA (Catanzaro) . Scad. 31 mar.; L. 7500 e 5 quadrienn~ dec., oltre L . 500 indenn. n1alarica; riduz. 12 %; 6ta Jim. 45 a. MASSA e Cozz1LE (Pistoia) . Scad. 15 mag.; L. 7000 non soggette a riduzio,n i, oltre c. -v .; lire 3000 trasp. , L. 700 uff. san., trienni ventesimo se1ua limitazioni n el numero dei trienni, eta lim. 35 a., tassa L. 50. MESSINA. rinimin istrazione Prov inciale. Coadiutore del Laboratorio d '!giene e Profilassi , Sezione l\1icrogr afica; L . 13.700 aume11t. in tre quadrienni a L. 16.000, oltre serv. att. L. 3500 e c .-v.; ritenuta 12 %. Scad. ~10 apr. Rivolgeir si ,Segreteria Generale. '

( Reggio E n1ilia) . -

SAVONA. R . Prefettura. - Ufficiale Sanitario del Comune di Fin ale Lig ure, stazione ufficiale di cura, soggiorno e turismo. ,Stipendio lordo L. 8000 altre car o-viveri ed assegno di L. 1400 per mezzi di trasporto, con libe rta di eser cizio p,r ofessionale. Doc umenti di ritQ. Eta limite anni 45; per gli ex combattenti 50. Scadenza 11 aprile 1932 . . Indirizzare domande Regia P:refettura di Savona. Per ogni jnformazione rivolger si al Comune di Fi11ale Lig ure.

CoTl GNOLA (RrtvPn na) . Scad. ore 17 del 10 apr., 1° r eparto; L . 8500 dal Comune e L. 2500 dalla Congregaz. di Carita per g l 'istituti d a essa clipendenti , oltre L. 500 trasp. , L. 1000 se uff. san., c. -v., L . 1200 serv. att .; riduz. 12 %; eta lim. 40 a.; tassa L. 50,15 ; doc. a 3 mesi.

FINALE LcoURE. -

nr SPOLETO (P erugia) . -

Scad. 15 n1ar .; L. 6500 e 5 quadrienni dec., ollr e L. 750 uff. san., L. 500 mez,zo tras.p ., L . 420 ambulatorio. SER1zro ( Bergamo). -

'fERAMO. Congregazione di Carita. Aiuto di n1edicina dell 'Ospedale Civile « Vitt. Ern. III »; L . 5000 lorde, oltre c. -v . in L . 620 se il titolar e e celibe, L. 1432,30 se coniugatQ; riduz. 12 %; partecipazione 15 %; scad . ore 12 del 15 mar.; eta li1n. 35 a.; doc. a 2 m esi dal 20 gen . ; nom. e conrerma quadriennali. Chied er e annunzio. ToRINO. Ospedale Am edeo di Savoia. Scad . 21 mar.; 2 assiste11ti interni reparto m alattie infetlive e 3 allievi medici repar to san atorio; rivolgersi Segreteria (corso Altacomba 140) . VALLE nr CADOHE (B elluno) . Con sorzio Valle di Cadore-Cibiana. Stipendio a11nuo L . 10.000 per 1n'iJle p overi; addizio11ale per altri 200 L. 5; dai 200 ai 400 L. :3; per i rirr1anenti L. 2. Indennita di caro viveri L. 1200; di allog·gio L . 1500; di trasporto con cavallo od automobile L . 3500 ; Uffici ale Sanitario L. 500, il tt1tto al lordo delle


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XXXIX, NuM.

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ritenute di Legge e del 12 %. Cinque aumenti quadriennali del decirr10 . Tassa con corso L . .50. Scadenza 31 m aggio . Per schiarimenti rivolger si Segreteria Comune di Valle di Cadore.

NOSTRE CORRISPONDENZE.

VARESE. .4mminislrazione Provinciale. - Diret· tore d ell a Sezione Medico-~licrografica d el Labor atorio Provinciale d 'lgiene e Profilassi. Stipendio annuo lordo L. 18. 000, con 5 aumenti d ecimali. lndennita di servizio attivo L. 2000. Aggiunta di famiglia come al p er sonale dipendente dallo 1Sta· to. 11 tutto soggetto a riduzion e del 12 % a norma del R. D. 20 no vembre 1930 n . 1491. Percentuale 17.60 % (gia ridotto) piu proventi d elle ana· lisi . Scadenza ore 18 del 15 ap·r ile. Per informazioni rivolgersi alla Seg·reteria della Provincia.

Scopo dell 'istituzione, lungamente vagheggiata dal prof. Zo3a, ma r egol armente funzionante appena dal novembre d ell 'anno scorso, e quello di costituire un competente centro per diabetici, a fine di accertam ento d iag11ostico delle varie form e cliniche (comprese ivi le diverse complicanze e malattie concomitanti) ; nonche di essere guida ter apeutica de l malato e anche di aiuto m at eriale al diabetico semi-abbiente (e· sono poi i piu), m ediaD:te t ariffe mediche modeste e la cessione, a prezzo ridot to, d ell 'ins ul i i1a. Per tutti i poveri del Comune di Milano, l 'amb ulato•r io, per tale scopo sovven zio·n a to dal Comun e, fa servizio pienam ente gr atuito; mantiene cost ante1nente il collegamento coi m edici di riparto, dimodoch e q11esti siano sempre a giorno della cura pratica ta ai mala ti d ei loro rispettivi rioni. Di fro11te al singolo caso, ordinariamente si proced e n el modo segu ente : dopo l 'indagine anarn11estica e l 'esarne fisico del m alato vengono eseguiti gli esami di laboratorio n ecessari : glicem ia a digiuno o anch e d a glucosio o da pane, esam e gen era]e delle orine, eventualmente reaz. di Wassermann o altre indagini richieste dalla particolarita del caso (m etabolis.mo, basale, azotemia, es11m e delle feci, ecc.). Dopodich e, con una dieta di prova stab1lita per 3 giorni , si ricer ca l a Lolleranza per i carboidrati. Si procede poi, in base agli elementi raccolti, alla co,struzione della dieta definitiva e si inizia tosto, se del caso, la terap ia insulinica. In quanto alla dieta, si insiste sopra1utto s11 due principi eh e l 'esperienza ha dimostrati utili : cl ieta ,p ar ca, ma sufficiente al m an lenimento rlel peso corporeo in rapporto alla statt1ra, eta, profess.ion e ed alla tendcnza alla magrezza od o.b esita ed a malattie con comitanti da co1nbRtter si ; in se-condo luogo, evitare un eccesso di protein c eh e certamente diminuiscono la t oller a11za dei carboidrati e danno luogo a formazion e di scorie tossich e. .Le ini ezjoni di insulina ven gono' praticate al1'ammalato in ambt1latorio fino alla messa a pun.t o della t er apia e in quest o periodo l 'ammal ato si faroigliarizza con i dett agli de11a cura e impara a farsi ] 'i n iezione d a se. Dopodich e, inunito d elle istruzioni per il prosegt1ime11to d ella terapia a domicilio , vien e i11vi t ato a rip resentarsi a periodici controlli. 11 numero dei diabetici in cura presso l 'Ambulatorio supera fino ad oggi i 150 ed il lavoro e in continuo e promettente sviJuppo . Il con sumo m en sile di insulina h a toccat o, n el mese di febbraio, le 20.000 unita. In compen so della non lieve fatica, si p.rovvede a colmare con tale Ambulatorio, una vera lacuna ' . . in tale campo dell 'assisten za medica ed ins1eme si h a la soddisfazione di verlere r accolto un materiale di osservazione e di studio ogni giorno piu vasto e prezioso. Dr. M. ZARDI.

1

Avverten za. - Qu ando non e altrimenti indi · cato i co ncorsi si riferiscono a condotte mediche, i compensi allo stipendio base. NOMINE, PROMOZIONI ED ONORIFICENZE.

11 prof. Piet ro Capp aroni e stato incaricato del1'insegn amento di sitoria d ell a inedicina d alla Facolta m edica d i Bologn a. La lino, poso prof.

cattedra di pediatria dell '1Univer sita di Berrimasta vacante in seguilo all 'andata in' ridel prof. Adalbert Czern y, e stata offerta al Georg Bessau, di Lipsia.

11 premio Boas, della Societ a tedesca degli specialisti di malattie dig·erenti e del m et abolismo, e stato1 conferito al dott. Paul Kaczander (Ber lino) in 1° posto e al l aureando E. Neter (Mannheim) .al 2° posto, i quali hanno trattato il tema: « Ge· n esi batterica e non batterica delle affezioni p an crea tich e ». La medaglia istituita dalla Societa Un gh erese di Stomatologia per commemor are il proif. Arkovy, e stat a assegnata per la prima volta al dott. Chompret, stomatologo degli Ospedali di Parigi, fond atore e direttore della principale Scuola odontoIogica di questa citta. La m ed aglia verra confe· rita ogni 3 anni. •

[A:--.i~o

« IL P OLI C'Ll · 1CO »

II Diritto Pubblico Sanitario Il Numero 2 (Febbraio 1932) oltre le -00nsuete a.mpie ru.briche: Rassegna di Ciurisprudenza; Leggi e Atti del

Coverno, contiene le seguenti intereesa.nti NOTE :

Da Mllano.

Ambu tatorio per diabetici.

1,

1

1

II diritto alla stabilita n el posto d.i m edico condotto. C ontenuto estensione e modo di acquisto del di· ritto. (A. CARAPELI.E) . L 'assi stenza sanitaria rurale e gli articoli 32 e 45 del R. Decreto Legge 13 dicemhre 1923, n. 2889. (G. DE SANTIS) .

Avve rtenza .,

I medi ci ehe non sono abbonati a detto periodico e ehe desiderano leqgeJrla, si affrettino' a spedire Vaglia Pnstale di Lire 5 all'editore LUIGI POZZI, Via Sistina N. 14 Roma e ri<:everanno presto i l Nu1nero ehe le contiene.

Da Trleste.

Prezzo di ogni numero separato del " Diritto Pubblico

san1tario », L. 5.

L 'abbona m ento ai dodici Numeri del 1932 costa L. 3 6 • m a agli associaJti al « Poliolini>00 !> e oonce~o. p er eole L . 30, eh e vann o inviate, med1ante Vagl1a P oetale o Ba n eario, a ll'editore Luigi Pozzi, Via Sisti· n a 14, Roma.

Onoranze al prof. Economo.

La riu11ione solita della Associazione Medica Tries tina, eh e e ;p1u re Circolo di Cult.ura d~l Sindacato Fascist a Medici, h a assunto una particolare im por tanza e so,l en nita p er la co1n1nemorazione


„ [ ANNO

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J\Ui\iI.

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SEZIONE PRATIOA

fatta clal valente clinico e dotto conferenziere prof. Sai, direttore del locale l stiluto Provinciale neutopsichia trieo. Oltre ad uno stuolo di n1edici , i11terven11ero alla maniCestazione in menLoria dell 'illustre cittadiP-o, il sen. <J-iorgio Pitacco, podesta di ~ri~ste , e la ba~ ronessa ed il barone Ero~omo, contr1buend°: pet t al modo a r endere piu soil<lnne la celebraz1one. Nella sala attigua era s tata predisposta una esposizione delle o,pere del prof. Economo. L 'ora tore traccio a grandi linee la geniale e poderosa attivita scientifica di Costantin~ E<X!n omo, soffermandosi anzitutto sul suo stud10 . circa la citoarchitettonica corticale uman a, stud10 vera111ente monume11tale eh e costo all 'Econ on;o 13 anni di duro faticosissimo lavoro e culrruno nella pubblicazio~e dell 'Allante composto di 112 g·r~­ di tavole fotografich e, opera nel su o gen ere un1ca . . al mondo. l „,oratore proietto quindi dei riusciti d1segrn suoi rivolli a di1nostrare i 5 tipi corticali fonda111en't ali st:ibiliti dall 'Economo, illustrandone la distribuzione n ell a corteccia, e mettendo in rilievo l 'indivicl uazione del coniocortex a funzione recet. li va-sensoriale, per o,pera dell 'Econo~o . Passando dal can1po clclla ciloarch1tetlon1ca al1·anatomia comparata ed all 'a11tropologia, Econo~ mo mise in chiara evidenza il cor1cetto della cer ebrazione ,progressiva, cioe dello svil'uppo progressivo del cervello nolla serie filogen et1ca c nelle singole specie, quindi no1L solo nell 'uomo, ma anch e n ei cavalli, nei cani. Nel periodo s lorico si ebbe pure una progre~­ sione nella cerebr azione, come lo dimostra lo sv1luppo preso dalla musica att~av~rso i seco.li_. .I ~re­ ci antichi, pur essendo dotat1 d1 uno sq.u1 ~1~1s s1mo sen so d 'arts ' avevano una musica pr1m1t1va; la . . musica moderna, intellettua]e~ com e e ogg1 inlesa da noi , e una acquisizion e recentissima della corteccia umana. Lo studio eh e creo la fama e rinomanza mondiale a1 prof. Bconomo e st ata la scoperta della encefalite letargica nel 191 7, l 'aver cioe ravvisato con geniale intuito gia n ei ,Primissimi casi ven uti sotto la sua osservazione i caratteri p articolari cli11ici, anatomici e biologici della nuova malattia c reandone un'entita nosologica autonon1a, tanto ehe venne poi proposto da at1tori francesi la denominazione: « m alattia di Eco,n omo ». La strana sintomatologia della nuova malattia, ehe si accompagnava a turbe p sichich e del tutto particolari ed a disturbi del sonno eh e andavano dal letargo all 'insonnia invincibili, indussero l 'Economo a studiare a fondo il problema del son:no fisiolqgico e della localizzazione delle funzioni p sichich e. Egli elaboro l a dottrina del centro regolatore del sonno, localizza~dolo alle pareti del terzo ventricolo, alla base del cervello; dottrina ehe ebbe il suffragio di prov~ clinich e, farmacologich e e Sjpßriment alf. Giunto verso la fine della sua obbiettiva esposizione l 'oratore rilevo la modestia, veramente eccezionale, del gr ande Scienziato eh e rifiutb piu volte incarichi a titolare di Clinich e n euro-psichiatrich e per darsi tutto alla scien za pura. La morte lo colse improvvisamente a 56 anni, forse in seguito ad una trombosi delle coronarie, proprio, pochi giorni dopo ! 'ultimo Congresso neurologico internazionale di Berna (1931) ove presento una brillante relazione densa di concetti e (li vedute originali ehe si riprometieva di svolgere. '\

R E VOLTELLA .

NOTIZIE DIVERSE. Associazione Italiana Fascista per l'lgiene. Quest'Associazio11e, prP.~icduLa da S. E. il prof. J). De Blasi, ha inde tlo il suo prossimo congresso i1azionale a Bari, per la seconda decade di maggio (la data precisa sara stabilita p1rossimamente). Esso verra integrato dalla visita ad opere igieniche di speciale importanza i1ei priD:cipali centri delle ~uglie. ,Saranno svolti due temi di relazio,n e, ehe prossima1nente verranno an n unziati . Sara fatta la solenne commemorazion e del prof. Sclavo, da parte d~l prof. D. Ottolenghi , e sara annunziato lo statuto della fondazione << premi Sclavo », istituita dall 'Associazione. Si ,p rega di far noti i titoli delle comunicazioni alla presiden za 11on olt re il 15 aprile. La sede ufftciaJ e dell 'Associ azione e in Rom a; quella dell 'Ufficio cli presid enza e della segreteria nazionale e in Napo,l i , prcsso l 'Istituto d '!giene dell a R. Universita (via Lt1ciano Armanni 3). 1

Congresso internazionale

sull~asma.

Si adu11era al Mont-Dore (Francia) nei giorni 4 e 5 giugno, sotto l 'alto patronato del ministro della sanita pubblica e sotto la presidenza del prof. Fer~and Bezan9o·n , me1nbro dell'Accademia di Medicin a di Parigi. Per informazioni rivolgersi al : secretariat du Congr es international de l 'asthme, rue Auber 19, Paris (IXe). L~Italia e l'insegnamento universita1·io a Parigi.

Una riunione clei direttori gen erali dell 'insegnamento superiore si e tent1ta a Parigi, al Palais Royal, ii1dett a dall 'Istituto internazionale di cooperazione intcllettuale, orga~o della Societa clelle Nazioni. Si e discu sso sulla n ecessiLa e la possibilita di una collaborazion e internazionale in materia di i11segnarr1ento st1periore, sullo scambio internazionale dei professori, sulle borse di studio internazionali e lo scambio degli studenti, sulle questioni derivanti dall 'eccessivo affollamento delle Univer sita e della carriera intellettuale, sul problema dell 'orie11tamento professionale, sulla p rotezione dei titoli accademici , sull 'insegnam ento delle ling ue m oderne e su1la equipollen za degli studi e dei diplomi universitari. Su ql1 est 't1ltimo problema, relatore designato dall 'Istituto internazionale di cooperazione intellettuale e stato il direLtore generale italiano Ugo Fr ascarelli il quale, altre ad aver presentato un r aPJ>Orto scritto, ha ampiamente illustrato al~une su e proposte eh e hanno otten"ll:to ~ arga ades101!e: Per l 'affollamento t1niversitar10, il prof. Cast1ll1 dell 'Univer sita di Bari h a comunicato il risultato degli st11di da lt1i compiuti per incarico dell 'Istituto di coop er azione intellettu a1e e le . su~ vedute sono state pienamente accolte dalla r1un1one. 1

1

La prolusione del prof. Bastai a Firenze. Il 16 febbraio n ell 'anfiteatro di anatomia della R. Unive1rsita di' Firenze, il prof. Pjo Bastai, chia-mato con voto unanime alla cattedra di patologia inedica t enne la prolusione al suo corso, trattan~ do il t~ma : « Anemie da carenza ormonica ». Erano presenti le piu alte person alita mediche cittaoine. Il prof. Bastai, dopo aver rivolto un ricordo devoto ed affettuoso ai st1oi maestri ed ai suoi pre-


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<c IL POLICLIN I CO »

decessori, proff. Scl1upfer, Mich eli, Frugoni e Dad· di, nello svolgi1nen to del suo tema si e trattenuto particolarmente s,u lla patogenesi della clorosi e d ell ' a~emia perniciosa. Considero la prima come u11a malattia dipende(l')ite da insufficenza ovariea ; la seconda in rapporto con un'alterazione della funzione endocrina dello stomaeo. Particolare interesse · rivesti Ja trattazione di tale argomento, dacch e la patoge11esi .p rospettata d·e ll 'anemia perniciosa scaturisce dall 'osservazione della efficaee cura eh e in tale affczior~e eserci tano gli estratti di .fegato e di stomaco. La eonferenza fu cald amente applaudita.

La funzione 1norale <lel n1edico nella 1nedicina SO• ciale. 11 prof. Salvatore Ottolenghi, inaugurando il 22 febbraio, nejl la Scuola di Perfezionam ento in Medioinale legale·, ·il « Corso di Cu] tura in l\1edicina legale e nelle Assieurazio11i sociali », ha trattato « della funzione inorale del in edico nell 'applicazio1n e della legislazioD:e penale e socia1e fasciste ». 'fraendo ispirazione dalla cc funzione morale del 111edico n tratteggiata mirabilmente dal Duce neJ suo 1nemorabile discorso all 'inaugurazione del Congresso 11azionale dei sindaca ti m edici fascisti i11 Campidoglio, dimo stra n ella sua prolusione qu_anto le funzioni eh e la nuova legislazione fasc1sita assegna al medico professionista, abbiano un carattere eminentem en1te morale. Sostie11e l 'Ottolenghi eh e ,p erche tali funzioni raggittngano i loro i11tenti e indispensabile, cia parte del sanit.ario, la compren sione intellettiva etica e politica della medicina sociale di cui branca madre e la 1nedicina legale, scienza eminentemente italiana eh e svolge i piu saggi e piu obbiettivi criteri direttivi p er la migliore soluzione dei p iu importanti problemi, offerti nell 'applicax.i.one delle nuove leggi penali e di assicurazio·n e sociale. 1

1

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Al Policlinico del Lavoro di Roma. Il 3 m arzo numerosi capitani dell 'industria, convo,cati da1 Regg·ente della SezioQe dell 'Urbe. del1"Associazione Nazio11ale Fascista dei Dirigenti di Aziende industriali , hanno visitato il 1° Policlinico italian o del lavoro, fondazione dell '·U~ione industriale fascista del Lazio, e ne hanno ammir a to ed apprezzato l 'efficienza e i ·organizzazione; p arlo il prof. A. R:in ell ettj.

Nuova scuola n1edica post-universita.ria a Londra. Un Co1nitato m edico del Parlamento inglese aveva preconizzato da te1npo la fondazione di una nuova Scuola di perfezionamento medico a Lo·n dra; nell 'aprile 1930 il Governo ave.va accolto la proposta e progettato di destinare alla Seuola l '0spedale Hammersmith, di 4~ l~tti;_ ve~iva .~r:ven­ tivata la costruzione di var1 1st1tut1 se1ent1f1c1 annessi all 'ospedale~ per l 'importo di circa ~5 milioni di lire it. ; si lasciava in sospeso pero il problema dei folildi per il fu!lzionamento, confidandosi nel co·nco-rso di enti e di privati. Ora, a causa del disagio economico, il progetto di legge definitivo presentato a1 parlamento riduce il concorso dello Stato a meno di 10 milioni di lire it. E stato costituito un Comitato esecutivo, sotto .l a presidenza del ministro dell 'igiene, sir George Newman. Si e lanciato un appello per Ja costruzio•n e di una casa dei perfezionandi; destinata ad ospitare non

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solo i medici, ma anche altri cultori delle scien:ze e delle arti; si e gia provveduto per una casa atta ad ospitare 30 perfezionandi dei domini inglesi.

Biblioteche per gli ospedali. La Bibliotera Ospedaliera della Croce Rossa Britannica, in cooperazione di un Sottacomita·to speciale dell '« ..i\ ssociazione delle Biblioteche )) dell '111ghilterra, fornisce i libri a circa 2000 ospedali : ogni settiman a 6000 volurni incirca vengono distrib·u iti dalla Croce Ros>Sa Britannica e Q0n fanno pi\.1 ritorno1, ma vanno ad arricchire le bibliotech e dei sir1goli ospeda]i. Sono ricbiesti e forniti lipri su tutti gli argoine~ti ed in tutte Je lingue tra cui la cinese, 1a co,p ta, ecc. L 'ir1iziativa e stata olt.remodo apprezzata dagli infermi, tanto ehe la le.tt11ra si considera ormai quasi un elerr1ento della cura .. . J11 seguito ad una ·nl10Ya convenzion e, si e ora slabilito di estendere la distribuzione dei libri a sana tori per tubercolotii:-i, osp edali per malattie infettive, ospedali p sichiatrici , ospeda1i militari. ospedali navali, O·s pedali per le forze aeree, n aYiosped ali, ospcdali p er ex-militari. 1

Nel giornalismo medico francese. L '« 1\ ssociazion e professionale dei giornalisti n1edici francesi >) h a cosi costituito il suo ufficio pel 1932: presic.l ente G. Lemoin e (Lilla), vice-preside11ti 1). Boudi11 e Camescasse (Saint-Arnoult); segretario Albert (iarrigues; tes9riere L. Mathe. La cc Cassa mutua pensioni dei giornalisti m edici francesi )> ha cosi costituito il suo ufficio pel J 932: presidente G. Paul-Manceau; vioo-p residente J. Minet (Lilla); segr etario A. Bouland; tesoriere 1 Albert Garrigues. 1

Pubblicita medica nei giornali romeni. Nel gi11gr10 1931 si costitui a Bucarest la Camera Medica, la quale ha st abilito ehe ogni pubb1icita dei medici nella stampa quotidiana dovesse ven·i re sop.pressa, nel termine di 15 giorni; in caso diverso se ne sarebbe interessato il C'A>mitato (li' sciplinare. Tra gli annunzi p ubbJicitari fatti correr1temente da 1nedici sul quotidiano1 piu diffuso della Romania, (( Din1ineala », se ne leggevano di quelli amen:l e alcuni quasi inverosimili. Malgrad? l 'intimaiione della Camera Medica, hanno con t1nuato ad essere inseriti , come rileva il periodico m edico cc Praxis, Medici »; il ehe atteista eome il direttorio della Camera non disponga aneoca di 111ezzi disciplinari e coerc.itivi efficaci. 1

I medici del Giappone. Secondo un 'inchiesta diligente, nell 'apirile 1930 il Giar>pone contava 40.681 medici, il ehe da la proporzione di 7,07 medici ogn~ 10_.~ abitanti: Inoltre si contavano 3220 emp1r1c1, tra eu1 la massima parte, 1706, applieava le eure elettriche; 456 ap1 p1licavano le eure termiche; 368 ~ravano con i toccamenti de~le mar1i (cosi detti cc sc1atsu >>); 291 applicavano eure s1p irituali; 143 le c~re attinich e; 96 gJi esercizi fisici; 160 forme var1e.

Per gli automobili dei medici a Parigi. Jl Sindacato medieo di Parigi ha inoltrato una protesta al Prefetto , contro le numerose multe in-


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SEZIONE PRATI CA

f]itte ai m edici ehe lasciano le proprie auto1nobili i11 vicinanza delle case dei clie111ti, per un tempo superiore ai pochi m).nuti concessi dal regola1nento suJ traffico· stradale. Si e proposto - com e gia altre vol te - ehe la Prefettura di polizia applichi, sulle automobili dei medici, delle targhette sm altate, con l 'insegna della Croce Rossa, le quali valgano a proteggere dalle mt1lte dei 1netropolitani. 1

Naturalizzazioni. Hanno ottenuto la cittadinan za italiana i dot.tori M. Yucacer (interno della Clinica ~1edi ca di Palermo) e S. Mine (interno della Scuola di MaJariologia di Rom::t). 1\.t1guri ai nuo vi connazionali. 1

Di prossima pu bblicazione :

2° Numero monografico di gastro-enterologia. In preparazione : Numeri 111onografici sull 'allergia , sulle secrezioni inter11e, sui reumatismi.

Si e spen lo a 66 anni il do·t t. FRANCESCO SIRN_.t\., la cui intelligente attivita si e svolta sopratutto a favore d.e gli umili sia durante la conaotta i11edica da Lui tenuta nel comune di Alcara li Fus~ d al 1892 al 1920, sia nell 'esercizio della libera professione. Fu emblema di bonta ed abnegazione. N.

ANNALI D'IGIENE. PUBBLICAZIONE MENSILE. SOOD1ma.rio del N. 2 (Febbraio 1932): Memorie originali: G. SANARELLI e A. ALESSANDRINI : Sull'u1trafiltr.azione idei batteri pat-0geni. L'ultravirns tiiico-paratifico. G. ROSSI: Nuc.ve acquieizioni di ba tteriologia generale tratte dal camP<> 1della batteriologia d el terreno (1 fig. e 6 grafiohe). - Note d' igiene pratica : E. BER!I'ARELLI: Osservazioni, rilievi e ricerohe s11 alcuni queeiti di bromatologia . - Recensioni : Epidemiologia e profilassi generale. - Rivista· bibliografioa. - Servizi igienico-sanitari. - Notizie. - Allegato. Abbonamento pel 1932: Ita.11.a L. 60, Estero L . 1 00; aii noetri aibbonati rispettiva.mente L. 5 5 e L. 9 5. Per ottenere quant.-0 sopra rJvolgersi direttamente all'ed.itore LUIGI POZZI. via Sietina 14, ROMA.

lndice alfabetico per materie. Addon1e de tro: t'i11to11ia pat ologica clel1' - , cos tituzion e e vagoto11i m o . . Pag . 407 Addome : sofferenze . . . . . . . . . . . )) 414 Adre11alina a })iccole tlosi : azio11i sulJa pressione arteriosa e sul pol so . . . . )) 423 Amb ul a torio per diabetici e asrnatici . )) 432 Batteriolisi: ricerch e . . . . . . . . . . )) 424 Bibliografia . . . . . . . . . . . . . . . )) 421 Broncoscopia 11e.l la diag11osi dell e n1alattie pol1nonari . . . . . . . . )) 417 Calcoli batterici rle1 r ene )) 422 Causalgia: tratt an1e11lo . . )) 422 . )) 417 Cisti r etro.peri Lori eali . . . Clorato potassico : i11tossicazio11e ac ula . . . . . . . . . . . . . . . . )} 428 da )) 422 Diabete jn ipiclo: a1n1no11iogenesi . . . EcoNo!\10 C. : con1.m em orazion e . . . . )) 432 EpiJessia : liquido cef.-rachid. . . . . . )) 425 Epilessia trattat a c-0n 1'asport azio11e del . . . . )) 423 glomo carotideo : esiti )) 427 Ginocchio: apofisite r otulea . . . . . . Giurispr1iclenza sanitaria: casislica . . . )) 430 Granuloma m aligno: puntura diagnostica della milza . . . . . . . . . . . . )) 424 Granulom atosi malig11.a pleuro-polmonare . . . . . . . . . . . . . . . . . )) 418 )) 425 Idronefrosi bilaterale . . . . . . . . . . Infezioni bronco,poln1.onari post-opera)) 419 torie e loro preven zione con ,i lisati . Ipertensione : azione dell 'estratto di ghiandole linfatich e . . . . . . . . . )) 423 )) 429 Is titu to della Sanita [Jubblica . . .. )) 428 Latte causa dJ'infezioni strep tococcich e. )) 425 Latte : r egolamentazione . . . . . . . )) 424 Linfangioma cistico del col1o . . . Malaria : tipi epide]llici . . . . . . . . )) 412 )) 424 Malformazioni congenite . . . . . . . .

Occhio : autoenucleazio11e in soggetto post-e~cefali tico . . . . . . . . . . . Pag. 422 Oftalmologia: vetri aderenti corneali . )) 424 Osteo111ie.li te vertebrale . . . . . . . . )) 427 Pancreatiti acute: cliagnosi, ezio1ogia, patogenesi , trattamento . . . . . . )) 415 )) 428 Pertosse : diagnosi prec-0ce . . . . . . Pleurite siero-fibrinosa . . . . . . . . . )) 425 Pleurite de11 'apice (a capp·u ocio) . . . . )) 426 Poliomielite anter. ac. . . . . . . . . . 425, 426 Prurito di origine epatica e r en ale : u so . . . . . . . . . . . dell 'ergotamina )) 428 Rachianes.tesia: eruzion e bollosa sim1netrica ai talloni con secut.iva . . . . )) 410 Rachitizzazione : ricerche . . . . . . . . )) 423 Reazione di Ascl1heim-Zondek: ricerche )) 424 Riflessi duodeno-insulari e appendicoin sulari . . . . . . . . . . . . . . . )) 423 )) 427 Salicilici: somministraz. di alcali . . . )) 423 Schistosomiasi vescicale nel Fezzan . . Societ a mediche: il mol tiplicarsi delle )) 429 'fracheomalacia : risultati della strumectomia . . . . . . . . . . . . . . )) 420 'f irno: correl azioni col fegato , e col pan)) 423 creas . . . . . . . . . . · · · · · · · 'fubercolo calcificato della calott a p,r otubera11ziale . . . . . . . . . . . . . )) 401 Tubercolosi: coltura dal san gue col me~ todQ Loewenstein . . . . . . . . . . . )) 424 'fubercolosi : crisi da climatoterapia . . )) 425 Tubercolosi· dell 'ilo polmonare n ell 'aclulto . . . . . . . . . . . . . . . . . )) 419 Tuber colosi locali di fronte al quesito dell 'immunita . . . . . . . . . . . . )) 426 Tubercolosi polmonare : legatura della vena .p olmon. . . . . . . . . . . . . . )) 420 Vertebre lombari : lesioni dell 'istmo delle lamine . . . . . . . . . . . . . . . )) 427

Diritti di proprieta riservatl. - Non e consentita la 'ristampa di Zavori pubbZicati nel Po!icli1nico se non in seouito ad autorizzazione scritta daZZa r edazione. E vietata Za pubblicazione di sunti di essi senza citarne Za fonte .

A. Pozz1, resp.

C. FRuGoN1, Red. capo.

Roma - Stab. TiPo-Lit. Armani di M. CoUPrier.

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436

« IL POLICLINICO »

[ANNO

XXXIX,

Nu~r.

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Abbonamenti '' al Policlinico ,, per l'anno 1932 : Singoli :

ltalla

(1) Alla sola sezione pratica (settlmanale). L. 58.80 (1-a) Alla sola sezione medica (menslle). L. 50 (l·b) Alla sola sezione chirurgica (menslle} L. 50 -

....

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Estero L. 100 L. 60 L. 60

ltalla (2) Alle due sezioni (pratlca e medlca) •. •• L. 100 (3) Alle due sezioni (pratlca e chlrurglca) . • • L. 100 (4) Alle tre sezioni (pratlcs, medlcae chlrurglca) L. 125

Eatero

L. 150 L. 150 L. .180

L'importo di abbonamento o di quant'altro si desidera acquistare, oltreche mediante Vaglia Postale o Cheque Bancario (questo ultimo deve essere rlscuotibile ia R,oma), puo anche ess~re inviato versandone la somma nel Conto corrente Postale N. 1/5945 dell'Editore LUIGI POZZI.

A. V V E R T E N Z A . . Tutti gll associatf ehe fnvleranno subito l 'inte••o importo del proprlo abbonamento

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,p el 1932, potranno, coll'aggiunta dl s ole . . . . .

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DIAC1NOSTICA DELLE MALATTIE PARASSITARIE. (P r of. C. BASILE). Prefazione del Prof. VITTORIO AS COLI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . LA VOCE PARLATA E CANTATA, NORMALE E PATOLOCICA. Guida allo studio dclla fonetica biologica. (Prof. G. BILANCIONI). Prefazione del Prof. s. DE SANCTIS. 1 CIRCOLI VIZIOSI IN PATOLOCIA . (l. B. H URRY). Traduzio.ne dalla 3a. edizione inglese, riveduta ed aiooresiciuta da>l Dortt. G. DRAGOTTI. Ri·l egato in -piena tela . .

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NUOVE VEDUTE SULLA INFEZIONE DELL ' APPARATO DICERENTE . (Prof. GruSEPPE SANARELLl) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . e) LA CLINICA DELLA ADESIONE PERICARDICA (Fib r echia del cuore) iNELL'ASPETTO SUO DIAGNOSTICO. (Prof. G„ L SACCONAGHI) . . . . . . . . . . . . . f) L'INSUFFICIENZA DEL CUORE con speciale rigua1'do ai concetti moderni di Fisiop ato1 oaia. (Dott. E . PERITI). Prefazione del Prof. I1. S ICILIANO . . . . . . . . q) CARDIOCRAFIA ED ELETTROCARDIOCRAFIA, ANCIOCRAFIA. (Prof. D. MAESTRINI). Prefazi<>ne del Prof. s. BAGLIONi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . h) MORFOLOCIA CLINICA E FISIOPATOLOCIA DEL CUORE. (Prof. A . Ross1) . Prefazione del Prof. LUJGl LUCATELLO . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .i) LA SANOCRISINA NELLA CURA DELLA TUBERCOLOSI POLMONARE. N-0te criti· ehe e Osscrvazioni cliniche. (Prof. E. TRENTI). Prefazione del Prof. VITTORIO AscoL1. k) RADIUMTERAPIA . Manuale per i medici pratici. (Dott. L. CAPPELLI). Prefazione del Praf. F. GBILARDUCCI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . il) 1 DISTURBI DEL SONNO E LORO CURA. (Prof. A. ROMAGNA MANOIA). Prefazione del Prof. G. M INGAZZINI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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MEDICO-LECALE DELLA NEVROSI DEI TRAUMATIZZATI. II rilievo e il significato dei sintomi. (Prof. A. CIAMPOLINI). Prefazione :d el Prof. CESARE BIONDC . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . L'IMPORTANZA DELLE PARATIROIDI SECONDO LE ODIER!NE VEDUTE. (Dott. V ITTORJO GBIRON) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .. . . . . . . . LA BISMUTERAPIA DELLA SIFILIDE . (Dott . F. TRAVAGLI) . . . . . . . . . . . . L'ASMA BRONCHIALE NEI MODERNI CONCETTI. (Prof. P. STANGANELLI ) . . . . . CONCETTO E DIACNOSTICA DELLA TISI INIZIALE . (Prof. A. ÜAPOGROSSI) . . . . LE COLONIE SANITARIE MARINE MILITARI . Nozioni di terapia marina, solare e di educazione fisi,c a. (Dott. F. BocCHETTI). Prefazione •del Prof. A. SCLAVO . . . . TUBERCOLOSI ED ESERCITO . (D ott. F. BoccHETTI). Prefazicme del Prof. Sen. G. SANARELLI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . LA LECISLAZIONE SANITARIA IN RAPPORTO ALL'ESERCIZIO PROFESSIONALE. (Dott. A LBERTO VIGO : doctor Justitia) . . . . . . . . . . . . . . . . . .

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LA CROSSA MILZA MALARICA E LE SUE COMPLICAZIONI. Studio clinico-operativo. (Prof. 0 . CIGNOZZI) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . LA MODERNA LOTTA CONTRO LE MALATTIE SESSUALI. (Dott. F. TRAVAGLI) . . TEORIA DELLE VITAMINE E SUE APPLICAZIONI. Sagoio di vitaminoloqia. (Dott. G. LOREN ~INI ). Pref azione dii CHARLES RICHOT . . . . . . . . . . . . . . . . . . DEI MEDICI FUTURI. (AUGUSTO MuRRI) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1

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GLI STUDI 01 CAMILLO GOLGI SULLA MALARIA. Prof. ALDO PERRONCITO) • . • . . . LA TER~PIA SPECtALE DELLE FEBBRI PERNICIOSE. latina, a cura del dott. GIULIO LEGA) • •

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maggiori spese postali di spedlzlono.J


ANNO XXXIX

Roma, 21 Marzo 1932 ·X

.Num. 12

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fondato nel 1893 dai professori:

GUIDO BACCELLI

FRANCESCO DURANTE

SEZIONS I>.RATICA

,

REDATTORE CAPO: PROF. CESARE FRUGONI •

Clinico Medico di Roma

SOMMARIO. Riviste sintetiche : P. Alessandrini: In tema di stitichezza. Tecnica chirurgica : G. Ba.ggio: La Mc. Burney trasformata in incisione a lembi. Lavori originali : A. L<>ngo: L'istamina e il sondaggio frazionato a digiuno nello studio della funzionalita gaotrica. . Note e contributi: A. Botto-Micca: C-0ntr1buto allo studio dei diverticoli apl)endicolari. · O s~ervazioni cliniche : G. Pieri: Appendicite acuta da tricocefalo. Sunti e rassegne : D. T. Davies: Rapporti tra acloridria e anemia. - G. Favory: Le -0risi gastro-eolari. - Moynihan of Leeds : La prognosi dell'ulcera gastrica e duodenale. - K . Glaessner : Il tratJtamento dell'ulcera gastrica e duodenale .oon iniezioni ipodermiche di pepsina. - J . Paviot e J. Moulinier: Ileo l>iliare. - Haberer : Come si possono migliorare i rieultati nella resezione colica per occlusione .acuta e eubacuta. Cenni bibliografici. Appunti per il medioo pratico : DALLA PRAT I CA CORRENTE: A. Oauoci: Stenosi duodenale ed ul cera perfo.xante 1

RIVISTE SINTETICHE ScuoLA. nr PATOLOGIA DrGESTIVA DEGLI ÜSPEDALI DI ROMA.

In tema di stitichezza iper il prof. PAOLO ALESS.<\NDRINI, primario medico. (Cant. e. .fin,e; v. fase. 7) .

FORME CLINlCHE. D.a lle considerazioni esposte risulta chi.ar.amie nte eh e la stitichezza e sempre un fenomeno eomplesso, in cui dornina per lo piu uno stato d 'ipertonia o eiricoscritta (sfinteri propriamente detti) o piu o m·eno diffus.a. Tali ipertonie in taluni casi assumono il valore di un vero spasmo. Non si puo pero esclu·d ere :un certo grado d 'ipocinesia !d el tratto · intersfinterico; in qualche caso debbono interve~ nire movimenti antiperi,s taltici ehe complicano il m·eocanismo di produzione. • Da un punto di vista della classificazione <li tinguere pereio una forma atonica da un.a forma spastica e irrazionale; nei casi in eui s i.a evidente il predominio di uno dei due f.at-

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del -colon in ra>p•p orto con un'ulcera peptica del digiuno. - CASISTICA: Su alcune emorragie gaetro-intestinali, da -causa mal -oonosciuta. - Sulle alterazioni emorrag.iche della mucosa inteetinale e le emorragie dell'intestina nell'influenza. - Pseudogastr01>atie da appendicite. - Dita ippocratiche e poliposi intestinale. - T.ERAPIA: L•estratto J>aratiroideo nella cura delle ulcere gastro-duodenali. - Trattamento dell'ematemesi col catetere in pe:r;manenza. - La doee .massima terapeuti-0a ·del cloridrato di em etina. - Il « carbars·o ne » nella cura dell'am ebiasi. Il trattamento delle anoreesie dei papJ>anti. N ella faae terminale della tubercolosi intestinale. !GIENE : L'enterobiosi e gli ossiuri. - MEDICINA SClENTIFICA : Il chimismo gastrico nell' insufficienza cardiaca. - La s indrome umora le dell'occlusione intestinale. - VA· RIA : Farne e a1ppetito. 1Nella vita professionale : Dal Prato: Della graduatoria nei concorsi. Con corsi. - Nomine, promozioni ed onorificenze. Notizie diverse. 1ndice alfabetico per materie.

tori e piu opportuno parlare ·d.i form e a predominio spastieo o ipocinetiico. Stabilire l'esistenza di una atonia primaria .ß troppo difficil·e sia clinicam·e n te eh e r.adiologicame·n ,te per poterlo utilizzare co·m e base di una cla8sificazione della stitich ezz1a. Speeialmente in casi di stenosi organ~che, ma sopratutto nei vecchi, si osservano dilatazioni specialmente del1e porzioni iniziali del colon da far pensare ehe man chi quel cer,to grado di con trazion.e ehe costituisce il tono: si ha r.ag·ione pero di ritenere ehe an1che nei casi apparentemente primitivi tali .dil1ataiioni, piu ehe dip1endenti da uno stato di .d eficienza anatomica o funzionale primitiva della fibrooellula muscolare o da difetto ·della sua in-n ervazion e, dipendano dal forte accumulo di feci o ,d i gas, debbono percio considerarsi seco·n darie. Ad ogni modo l 'atonia deve intervenire solo eccezion.a lmente nella gen,esi della stipsi abituale; il suo stato antagonista invece, l 'ipereinesia„ deve 1avere una enorme importanza n ella genesi delle diarree. Darie importanza a lla ptosi, sopratutto a quelle dell 'angolo epatico, n ella gen esi della stiti ch ezza puo eonsiderarsi un anacronismo: quando si pensi ehe i forti dislivelli tra an-


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c1 IL

J•OLI1}LL ~J CO

golo epat ico e splenico ve11g·on o sem1)re super.ati sen za J,a minin1Ja diffi1colta e quan~ do si eon sideri eh e in r11oltissin1i easi d1 pto,si non esiste il minimo ri tardo . del. p as: saggio a ttraverso il eolon e el1e anz1 ,ne1 cas1 di stitich ezza assoe.i.ata alla .p tosi si osserva fr equen ten1ente una stipsi del t ipo ·distale, perde qualunque valore l 'idc,a ·di Glenard . Ciononostante assistia m o quotidianamente alle preserizioni di einture d ei p iu svariati tipi eh e dovrebbero risolver e il problema terapeutieo d·ella stiti.Jch ezza e vedia m o ancora m 0nogra fie sulla tStit ieh ezza eh e si ·diffondono a p arlare dei r.apporti tra stitich ezz.a e ptosi viscerale, in eui , a ltre agl 'ing inocchian1enti in evitabili della ptosi, si da im por tanz.a all '·ecrc essiv.a .allung,a n11ento d·el eolon . Non mi dilung·o a eriticar e ~a puerili.ta della eoncezion e eh e poehi centimetri di allungam·e nto del colon debbano prolungaire di g iorni il passaggio a ttraverso ·di esso. Baster ebbe solo accenna re a ll 'ineffi cacia delle col·ectomie n ella cura d ella stit1ch ezza abituale e al1 a frequenza con cui s 'incontr.an o colon lun gl1issimi sen za _il minimo ritardo del transito ! La cl.assific.azion e in stitich ezz.a primitiva e secon·daria p otra essere .giustificata quando saranno m eglio cono·sciute le le.g gi della fi siologi:a e fisiop atologia della m otilita gastro-intestinale; m a purtroppo son o tanti i problemi aperti eh e e im possibiJ.e m etter ei d 'aJCeOr dO sul valore patogen·etico delle varie cause : cosi quella forma ehe per alcuni puo essere primitiva .d.a a ltri e consider~ata second.a ria, e quella eh e oggi € primitiva puo dom ani con sider.ar si seconda ria qua n·do si m etLesse in lu oe l 'azione di nuo'ri m eccanismi n ella gen esi di tale forma m orbosa. Accenno appena per esem pio ·1alle stitich ezze eh e a ccompagnano l 'ulcera gastrica o duodenale,· eh e per a lcuni 1sarebbero rifl,esse o dipßnd·enti dal ritardo ,di vuotam ento· g astrico, per altri inveoe farebbero parte a mbedue di. lln fon·do c ostituziona le. Ch e dire poi delle stiti,ch ezze secondarie a ipoepatismlQ , attribuite d.a a lcuni a d eficienza di secrezione bili.a re e alla u a m an cata azione s11lla p erista1 si, a zione cl11e sperimentalmente almen o .per il ·colon e tutt ',altro ch.e dimostrata e contro cui b.aster.ebbe obbiettar e ehe n ei casi di occlusion e del coledoco dovrebbe aversi l '.arresto della prog riession e del contenuto in t estinale n el colon , un vero q u adro di ileo ! Si e obbiettato eh e in tali casi l'a umento d eg li C:\ Cidi grassi n1elJ.e f.eci, p er l1a su.a azion e stimola nte la peristalsi del colon, comp1eriserebbe la man eata azione cinetica della bile : per o si e visto eh e an ch e a dieta 1completan1ente priva di g rassi n ell 'occlusion e del coledoco o n ell e fi stole bilia ri n on si hanno rn odificazioni rilevanti del passaggio attraver so il colon. 1

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XXXIX, Nul\r. 121

Ch e dire poi del \Semplicismo dello Schmidt cl1e ri·duee la stiti eh ezza senz 'altro all ' eccesso della digestione della 1cellulosa, ? Non mi diffondo pero qui sui rapporti tra digestione d·ella cellulosa e stitich·ezza, su 1cui ri.t ornero in seguito. Delle clas ificazioni della sti tieh ezza a bituale l 'unica, secondo m e, eh e abbia ba·si fisiologich e ed 11a un.a n otevole importanza ·dal punto di vista te1·.ap eutico e qu1ella di prossima le e distale, non comprendendo in qu·e·s ta la for„ i11a .ampollar e o di sch ezi.a eh e va eonside rata a parte. Natur.almente questa cla.ssificazion e radiologiea ha i difetti di tuite le classificazioni sch em atich e, giacch e le form e pure quasi ma i si osservan o. Da un punto di vista pr.atieo i)ero, con esami radiolog i.ci .p ra tica ti sisterr1a ticam en te , tutti i casi p·ossono raggruppa rsi nell 'una o n·ell 'altra forma . Naturalmente 11el tipo di tal e esistono for·m e con ristagno pr evalente sig m oideo o quelle in cui il ristag n o don1ina n el colon trasv erso e di.scendente; n ella forma tota le in a lcuni casi predomina il ristagno n el 1colon prossim.ale ·e trasver ~ o , in altri nel ·d isicend ente e sig ma. 1

1

Stitichezza

p1~os s imale.

-

L 'arresto del pasto opaco qui .avviene n ella prima porzion e del trasverso in prossimita d.ell 'angolo epatico, in corrisponden za dello sfintere de, critto da l Cannon ; s_p esso ipero delle traccie di pasto si trovano anch<0 n el resto del trasver so e dopo un certo ten1 po qua1ch e accenno anch.e n el discendente e nel sigma „ pero domina la tasi n el tratto cieco-a.s cen dente anch1e per tre o quattro giorni. Fa tta astrazion e dai ca i in cui la stipsi asoenrd·ente e di natura ·rn1eccanica, in cui l 'arre sto e molto piu netto a livello dell ' ostacolo, bisogna an.eh e qui pen sare eh e la zona sfinterica della porzione iniziale del trasver.so rappresenti una g aranzia della normale funzi on e del tra tto a monte. Per lo Schmidt l 'eccessiva. utilizzazion e della cellulosa per l1a m an c.an za dello stimolo m eccanieo di essa sul cieco ed a scendente, n.e sarebbe la causa fon·da m entale . Pier o io m.i sono domandato .spesso se la d efi cien za dei r esidui di cellulosa eh e si riscon tr.a . n elle feci in tutte le fo rm e di stitich ezza e particola rm.ente n ella forma a·scendentre non d·ebba con siderar si in m olti casi Ja conseguen za deI lung o ristagn o n el cieco-ascendente piuttosto cl1e la causa di esso. Ne il fatto contrario eh e cioe in molti casi un eccesso di introduzione di cellulosa spesso vince Ja stiti.ich ezza puo essere un ar-g·omento· in favore. No·n c'e dub„ bio eh e un. eccesso d 'introduzione di oellulosa, coll 'aumento di vo]ume d.ei} contenutro del ·eollon ch•e spesso det ermin.a bruscam ente per la stimolazion e della peristalsi a n ch e d elle ultim1e anse del tenue, possa provocarc un vi,race riflesso mienterico e


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SEZl ONE PRATl CA

<Juindi favorire il tra,s porlo del c?11t ?n.uto de~ colo11 . Qua11do si pe11si pero cl1e i d1g1unator1 di ]Jrol'cssio11e l1a11110 un.a d,e fecazione quotidian.a e ehe i popoli esclt1si an1,e11te carnivori (p. es. esqui111e i, india11i del Nord non civiliz.zati) non soffrono di stipsi, bi, ogna pensare c}1e la cellulo ... a per · e Il011. l~~pp1iesenti Uil eleme11to indispensabilce alla pcristalsi del colon. Probabilmentc sono i prodotti della sua scomposizion·e batterica (acido latlico, a~ido ac~tic~, acido carbonico, ecc.) ehe d eterm1nano il r1la ci.amento dello sfintere di Cannon; difatt1 i popoli carnivori h anno bisogno d 'introdurre notevoli qu.a ntita di grassi, giacch e gl i ac idi g r assi in eecesso v:he sfuggono al pro ce~­ so di saponifi1cazione favoriscono il trasporto lungo il eolon; eio risul ta anche dall 'e~ 1)eri.enza quotidiana cl1e dimostra eh e una dieta molto ricca in grassi in alcuni individui provoca diarrea . In casi di a limentazione molto ricca di sostanze vegetali, eh e s i con siglia n ella stitichezza, si raocomanda anehe un'abbondante intrcrluzione di olio : nei casi i'n c t1i si otti ene l 'effett0 desiderato (se sopratutto la slitich ezza e d el tipo prossimale, in cui e superflua una lubrificazione perehe si tratt.a di un ri tagn o di fe ci liquide) bisoana ammettere eh·e l 'olio agisca 1col m.eccanismo suddescritto. Oltre ch1e nella dieta carnea, a n ch e in una dieta esclusivamente veg.eta riana o la tteo-vege.tariana, la stitich ezza e eccezionale; e'e 1)ercio da domandarei se l'a limen tazione mista non rapprie enti un fattore molto piu danno o al fun.zionamento del 1colon eh e non un 'alimentazione puramente ,,egetariana o puramente carnea. La stitichezza potrebbe pereio in mol ti casi consid1enarsi come una mani festazione d 'inadattabilita a quel tipo di alimentazion.e stabilitasi nel corso dell 'evoluzione mian mano eh e l 'uomo e pa,ssato d a un'alim entazione eselusivamente animale a un 'alimentazione n1ista . Quelle eh e ad ogni modo risu ltia <la ll e con siderazioni suie sposte e 1ch e il problema della dietetica a.e}Je affezio·n i d el col on bi so.gn.a ,a ffron tarlo caso per caso non dominati dall 'incubo dei pericoli d ell 'alimenta• z1one carnea. Un altre pregiudizio eh e ostacola una viione obbiettiva di tale problen1a e il preteso an.t agonismo tra ferm entazione e p utrefa zion e n·el col on ascendente, antagonismo eh e se ha i.;in ceTto valor e in laboratorio, come h a din1ostrato Mie tehnikoff, e ancora m.aggiore d.a l i1unto d i vista ·d ell 'industria farmaceutica, e b en lung i dal verificarsi in vivo, d ove numer ose ricerche h anno dimostrato eh e i due processi ·decorrono parallel.a men te. J./assoeiazion e d1el processo di putrefazione, ehe porta alla produzione di ammonia ca e di l)r ocessi di fermentazione d·ell a cellulosa, eh e i1ortano a11a produzione ·d i sostanze a earatter e cl ebolmente a:cido, a second.a d elle proporzioni 1

c ui a vv ie11e, d e ve 111.odificare quell ' Qptimuni di acidi ta 11ece __ -ario a far rilasciare lo sfinLere tli Canno11; n c si puo a1n1nettere cl1e un eccesso di alin1entazione carn ea (a ssoluto o relative a l poter e dig·eslivo i·ndividuale) possa essere controbi].anci.ato d.a un proporzionale aumento di eellulo a, g iacche il potere di dige tion·e dell.a cellulosa nell 'uomo non e illimitato .e un ccces ·o .d 'introduzione puo provo.c.are fe11omeni irr italivi, e-ag·erando un.a stiti cl1ezz.a o provoca111do dolori ie diarree, su cui lo tes o Sch midt ha riichiam.a to l 'attenzlone. Da que ti dati si eomprende l a difficolta d1 tabilire l 'optimum alim entare n-e.Jla terapia. d ell1a stitich ezza perche per lo i)iu 1presenta un carattere n ettamen.t e individuale. Bi ogna inoltre eon siderare eh e, oltre a1la. reaziofle del contenuto d ell 'ascendente, anch& la quantita dei residui alimentari per se d ebba avere un certo valore per regolare l 'apertura d1ello s fintere di Cannon: naturalmente il tratto cieco-ascendente tratterra piu a lungo un materia le ricco di pr incipi a lirpentari ch.e sia sft1ggito all.a digestione d,eJ tenue, in casi in eui l e alterazioni putrefattive o· ferm enlative non siano mol.to s piccate, in tali casi pereio il pa saggio n el trasverso sara ritardato, come dimostra spes o l 'osserv1azione quotidiana: se pero interverra.n no intensi processi fermentativi, per lo stabilirsi di un brusco Tifl esso mienterico, avremo scariche dia-riroich e eh e si altern eranno con una stitich ezza: e questa alternativa tra tips i e diarrea e un fen.om.en o abbastanza frequ ent·e · nelle stitichezze d el tipo ascend cnte. ti ticl1ezze del tipo ascen·dente, ollre ehe per u11 'iperalimentazione assoluLa o r elativa, si po ono avere anch·e per ipoalimentazione com e si o serva nei convalescenti e n ei psicopatici o in a1cune diete facilmente assimilabili : in tali casi il contenuto cecale e scarso e non capace di determinare il riflesso mienterico : in queste gruppo per alcuni rientrano le stitichezre dipen denti d.a una dieta lattea o da una introduzione ecces~iva di uova, sebb ene qui d ebbono interven ire fenomeni com.pl e·~si e d 'interpFe tazione ' 'ariabile nei singoli ca 1 .

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Stitioliezza distale. -

In c1ue ta forma osservia1110 eh e il eolon discendente e il sigma vengono rag.g iunti dal pasto opaco come norn1.almente entre le 24 ore dall 'ingestione; pero il passaggio di esse nell 'ampolla e la defeeazion e non si provoc.ano cl1e d opo un te mrp o piu o m eno . l ungo. I11 tale forma si possono dare varie possibilita: il cieco o l 'ascendente po son o T1e tar e r:Lpieni per un periodo piu o meno lun o·o (form a totale); in altri c.asi il vuotamen to del c i eco e dell 'ia1S1cend.en te e piu 0 meno r.apido e il pasto ristag·na pecialm ente n el tr.as, 1er so ·e nel discendente (form,a tr.asversale o intermedia); 1

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<t IL P OLI ÖLI NI CO »

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in altri casi il ristagno e quasi esclusivamen- esp~:ienze l 'importanza ehe ha il grado di iJ>ete sign1oideo. lfn.a suddivisione pero in forma rem1a venosa ·d el eolon sul tono degli sfinteri, totale, tr.asversale, sigm oidea e distale propria- eh e questo eoneetto non ha bisogn-0 di ultem ente detta (qu.a·Ji.do il sigm.a viene ragg·iunto r iori delueidazioni. Quiesta facilita di riutilizentro le 24 or e e il vuotamento del eieeo e zazione dell 'aequa da par te del sigma fa si ehe dell 'aseendente e rapido) e superflu.a , g·i.aech e le feci diventano troppo secche e pereio deterin tutte queste forme il fattore patogenetico minano una esagerazone del to·no dello sfindominante deve per lo piu attribuirsi ad un tere retto-sigmofd,eo fino a uno stato spastieo, ostaeolo al riasso-rbimento dell 'aequa; al piu come si puo rilevare alla sigmoseopia: si vesi potra f.are u1i.a riserva per la forma totale r i fica cioe, come abbiamo visto peir la stipsi o subtotale, alla cui p·a togenesi debbono inter- prossimale, 1cbe un fattore util.e puo divenire ve11ir1e a neh e i fattori d1e soritti a proposito del- d.annoso se la sua azion e si esereita in modo 1.a stitieh ezza prossim1ale. esagerato . La funzione fondamental e del eolon distale Le stipsi sigmoidee eh e si determinano eon e quella del riassorbimento dell 'aequa e si queisto meccanismo, ·p er il eireolo vizioso ehe eomprende pereio ehe i prooe si infiammatori ·determinano, possono divenire ostinatissime: e uleerativi ehe turbano i suoi m e,ceanismi l 'iperprodU:Zione di muico vitrieo, eh e si osr ego1atori sono quelle eh e eon n1aggior fre- serva in tali 1casi e ehe eostituisoe una esagequenza si aeeom pagnano a diarrea. razione d1ella funzione normale del sigma Una delle cause fondamentali ehe disturbia un (fnnzioni lubrificante), puo rappresentare in rapido riassorbim1ento 1d1ell'aicqua e quindi non qualch e caso la base di una eolite mueo-memtCon sente qu el grado di eonsistenza atto a de- branosa. Le feci possono ristagn.a re nel sig ma terminare il rilaseiamento del tono delle fibre anehe tre o quattro giorni e Je piecole quan.:eir·colari del tr.asverso e diseend·ente a fu·nzio- tita ehe passano n el retto attraverso lo sfinne sfinterica e eostituita da un r allentamento 1ere eontratto pr·esentano aspetto di feci 'd el eireolo portale. Questo· .potra dipend.ere da di capr.a (e la stit.ieh ezza spastiea degli antiehj) ostacoli nel eireolo intraepatieo stesso per pro- .e non sono ,per lo piu atte a provo.care il ricessi a earieo del fegato .o da qualunque cau sa flesso delJa defeeazione, ovvero deter.mi.nano Ja ehe .a u·m1enti l 'ipe!iemia dei visceri addominali, defecazione ineompleta (stipsi la rvata). per eui le vie di scari eo diventano insuffieienNei easi di stitieh ezza distale I' esame sigmoti; e eio si eom prende fa eilmente quando si seopico porta molta lt1oe, perehe, aecanto allo pen.si eh e le vie di afflusso dell 'addome sono spasmo sfinterieo, dimostra un g r.a do di connumerose e in eondizioni di modifieare rapi- geistione molto aecentuato, eome si rileva daldamente e eon faeilita l.a quantita di sangue 1'aspetto eianotico della mucosa. 11 con·siglio eh e esse portano n ei visceri da esse irrorate cl1e si ·da a bitualmente n ei casi di stitich.ezza (o per prooessi infi.ammatori o per eh e inter- di stare sul vaso alle stesse ore in.sisten,d o in vengono n ella regolazione della pressione arfoTzi di defecazionie, esagerando Je eondizioteriosa o per l'iperalim.entazion·e o per l'abu.so ni suesposte, puo riuseire 1p ereio dan.noso in d.i fumo o di sostanze ecei Lanti), mentre le vie tali forme di stitich ezz.a. An ehe la lunga sta.di .d eftu sso (venie sopraepatiehe) ha nno un zione eretta e un fattore 1ch e puo esagerare letto piu limitato e speeialmente per il fatto quersto ristagno, eome pure lo stare seduti eh e le eondizioni d 'iperemi.a suddeseritte non l ungam·e nte specialmente in un lavoiro inten so sono per I'o piu in molti casi controbilaneiate con limitazione delle eseu.r sioni respiratori e. In g.ener e si eon siderano le emorroidi come d.a un m.a.g giore pot·ere di aspirazione 1sul cir'colo addomi·nal:e per la vita sedentaria eh e im- la consegu·enza della stitiehezza, ma nella mobilizza qu.asi il diafr.amma. Quando si pen- m.assim.a par te d·ei casi Ia 1stessa causa (ieongesi ehe i·n tutte le condizioni dispeptiche ehe stione addominal e) favorisee sia l 'un;a ehe l 'aldeterminano la 1stipsi prossim,ale, per la eonge- tra condizion e m orbosa: pero ambedue posstione del fegato 1si dete1mini un rallenta- sono, esereitando un'azione ·d annosa reciproaggravarsi, determinando 1cosi un ciroolo mento del eircolo intraepatieo, si comprende ca, • • 1com1e la stipsi distale si assoei e eompli ehi e VlZlOSO. aggravi 1spesso la preeeidente. Se la stasi pero Co·m e abbiamo rilevato a proposito d·ella stie perm.an ente e di alito grado, come si verifi- tichezza prossim.ale, le cause antagonistiehe ca n ella eirrosi , non tarda no a m anifestarsi possono agire n ello stesso senso; eosi, oltre -a fatti catarrali secondari eh e si aceompagnano un lento ri.a ssorbimento d·ell 'aequ.a , anehe un a diarrea. troppo rapido 1d.isse1ccam·ento d elle feei nel II sigm1a, per le su e anaistomosi eolle vene colon, com1e si ha nelle profuse sudor.azioni, emorroidarie infieriori, puo supplire attraver- nella poliuria, n ella limitazio.n e della introduso all.a vena 1cava inferiore .alla riutilizz.azione zion·e di aequa, nei prooessi febbrili puo fad ell 'aequa ed eeeo perch e la stitieh·ezza distale vorire u.n a stitiehezza per la difficdlta alla progr essione delle feci lungo il trasverso e il die quasi sempre pr ev.al.entem ente sigmoidea. scendente. l~ i sulta in modo eosi evidente dalle mi·e 1


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SEZIONE PRATICA

La sta.si venosa del eolon resta pero una delle cause fq.n,damentali di questo tipo di tiehezza.

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Dischezia. Normalmiente la ripienezza dell 'am polla rettale provoca una serie di riflessi, ehe vanno dal retto-colico al rilascian1ento degli sfinteri anali e al ril1a1seiamento dello sfinte·re 1~etto-sigmoideo, a eui si aggiunge la spinta volontaria dei muscoli addomi11ali e del diaframma: in rmolti casi 1p er l 'aI).estesia rettale il riflesso manca e le feei si aecumulano ne1l 'ampolla talora in tale quantita, ehe e necessario un vuotamen to manuale nei vecchi o negl 'individui degenti in lie tto da molto tempo. In altri casi e lo spasmo dello sfintere retto-sigmoideo eh e ·p ermette solo la fuoriuscita di piccole seibale, ehe eol loro scarso volume non sono in grado di provoca111e il riflesso; ques.ta forma naturalmente rientra nella forn11a di stitiehezza ·distale. Qui osserv)amo frequentemente il fenomeno della stitichezza inicompleta o larvata: i pazienti dopo la defe cazione hanno la sensazione ehe essa sia stata iniSuffieiente, sensazione 1che e giustifieata; difatti un clistere praticato dopo la defecazione permette la fuoriu cita di notevo]e quanti.ta di feci solide e seeehe . Esiste infine un terzo m eccanism o determinante Ja stitiehezza terminale 0 disel1 ezia ed e dovuto a uno spasmo dello sfintere rettale seeondario a ragadi o noduli emorroidari. Nel prima caso il riflesso retto-colieo non si provoca per una insensibilita della mucosa e per scarsa contrattilita del · eolon. Per alcuni autori la dischezia dipendeirebbe dal traseurare fin da ragazzi la rego1a della defecazione, per eui la en sibilita rettale si ottunde: se eosi fo1sse ·Ja ·d iseh ezia sarebbe molto piu frequente di quello ehe s'ineontra pI'aticamente. Teorica:mente pero eio e possibile anche perehe nel ,trattenere la defecazione si puo avere uno s1)ostamento a ritroso delle feei eh e possono in alcuni casi giungere fino al colon trasver so: tali condizioni, se ripetute a lungo , possono percio di sturbare il normale funzionamento del colon di stale. Pero non bisoo-na diment.icare eh1e, i-n vi sta .di tale pericolo, spesso si eonsiglia 1d 'insi.ster.e in lunghi e spesso inani sforzi ·di defecazione, eh e, .a umentando l1a 1congestione ad·dominale, possono esagerare il disturbo. 0

L'essermi diffuso a lungo sul fattore alim1entare e sulle alterazioni del ri.assorbimiento d el1'acqua nelle g"enesi della stitich ezza no·n significa volere afferm.are ehe tali fa ttori siano gli unici; l'importanza ehe scaturisce dalle consideiiazioni esposte id imostra pero eh e nel problema della stiti ch ezza essi rappre entano un fattore domin.ante, tanto piu cl1e il riassorbimento dell 'a.cqua, com e risulta dalle mie

ricerche, e intimamente :connesso colla velocita della circolazione addon1inale, la quale regola anche le proprieta elementari della fibrocellu1la musoola-re liscia. tLa lstipsi anafillattica probabilmente e da riferirsi ad uno spasmo delle ramificazioni portali int;raepatich e e quindi rientrerebbe n ella forma suddetta. Ho aneh e accennato all 'importanza d ei fattori individuali e costituzionali sia dovuti a prevalen ze 0 1 deficienze en,d oerine ehe alla maggiore o minore quantita di ione caleio circola·nte nel s.angue : essi possono intervenire esaltando e neutralizzando l 'azione .dei fattori alimentari o circolatori. Cosi, per esempio, sappiamo ehe, perche si provoehi il riflesso gastro-eolico, e necessario un notevole grado di eccitabilita delle fibrooellule muscolari ·d el cie:co e dell 'a1soendenite d~pen1dente da condizior1i insite n·elle fibrocellu1e museol1ari stesse o da esaltazioni di essa per cause ehimiehe. A proposito di rifl e so ga1s.tro-eolieo bisogna anehe aacennare eh e, fin che non sara bene studiato sperimentalmente il meccanismo dell e ripercussioni ulla 1motilita ·del colon di organi lontani, non bi og·na attribuirle iSenz 'altro a fenomeni rifl essi, giacche puo non trattaiisi di fatti riflessi ma di fenomeni di altr.a natura: cosi per esempio il riflesso gastro-1colieo per a lcuni non sarebbe un v~ro riflesso, ma di·p enderebbe dalla propagazione della peristalsi ga;strica fino al colon per inibizione della zona di broc, eo situa.t a nella valvola iJ.eo-eecale: cosi malte titichezze in rapporto ad affezioni della cistifcllea o dei genitali f.emminili, attribuite abitualmente ia fatti riflessi, potrebbero di.pendere dallo stato ;di iperemüa da esse deteirminato ulle pareti del eolon. Anche i rapporti eh e esistono tra stitichezz.a ·e affezioni del sistema nervoso centrale molte volte sono complessi e il loro mecca~:i!smo aneora sfugge all 'analisi. 0

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Stipsi e colite. - La istitiehezza eh e si accornpagna talora alla eolite cronica va tra.ttala a parte perch e si puo trovare in una zona di confine tra le forme organiche e le funzion,ali. Un lieve sta.to ·catarrale del colon p·u o ·esa.g1erare il tono sfinterico e quindi determin.a re un tipo di stitich ezza ehe e :del tipo con eui frequentemente si presenta la stitich ezz.a abituiale. Da queste forme si passa per gradi agli stati spastici in.f iammatori, alle pericoliti e a lle stenosi organichie. Data pero la difficolta di disting·uere le lievi form,e di colite e il gr.a do li eve di infi.am1nazione d·el colon eh e si aceom.p.agn.a alla stitichezza iabitt1.a le (1ia per il ristao-no di m ateriale non digerilo ed irritante o per l 'uso continuato d ei purg·an.t i) si eomprendono le difficolta delle c1 iag·nosi . e dell 'in·dirizzo terapeutico : diffi colta ehe p·ossono e ser e uper.at.e solo con studio


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(( IL POLICLINICO

accurato e ser e110 d el ~so all 'i11fuori tli preicon cetti o se1nplicismi non fondati su base seien Lifica.

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r1e, furono poi costretti ad u11a v ita sed entaria. In n1olti casi u 11a limitazion e d ell 'alimentazione ed un modico esercizio fisico, · ehe attivi la funzione aspiratrice d el torace e sviluppi 1a funT ERAPIA. zione diafra,mmatica, p·uo de terminare scomDal p unto ·di vista terapeutico risalta s ubito p.arsa dei disturbi. La ginn.a.stica respira t.oria all' 01cchio ·d~ lle con s~derazioni sues poste eh e, me to·diea fatta seeondo i vari m etodi non e qualunque sia il meecanismo ehe e a base d el- a datl..a. al ten1·p eramento di ·n oi italiani; e opla stitich ezza, una igiene ali·men~are e il fonIJOr tuno percio eonis ig liare un esencizio atd.a1n1enLo d ella eura , p er ch e ]e alterazioni Lraente, come ,tennis , calcio, canottaggio ; dig estive eh e mo·difi cano l 'a mbiente interne qu.a ndo queste non si,a possibile, e meglio conintestinale e provocano stasi e iperemie \1isee.- sigliare ·delle passeggi.tate quotidiane .per com~ali , ancl1e se di per se non b.a stano in alcu·n i battere i pericoli d el sedentarismo d etermiµ ati casi a g iu:stificare il disturbo, l 'aggravano dalla faeilita ·d ei mezzi id i trasporto, quali sempre. auto mobile e ferr„ovia. Le stitich ezze dei viagL 'ostin.azione a voler eur1ar e ogni tipo di stig i in ferrovia sono un fatto di osservazione tich ezza coll ' introduzione di sosta·nze inerti co- quotidiana e sono quasi sempre dovute a conm-e agar -agar o un eccesso di c ellu losa in molg·estioni a·ddomin.a li ; basta pen Stare alla fret-i casi aggrava il disturbo : ogni individuo ha quenza d ell 'ierezione d el pen~ e h e si osserva un optimum ·di digeribilita dei vari alime nti nei lung hi viaggi, specia lmente se fatti in imch e va ·saggiato caso per caso : ad ogni modo mobilita piu o meno cornpleta . un aumento del1a introduzion e dei grassi e Il massaggio a·ddominale ch·e si consiglia cosopratutto d ell ' ol io di oliva (ch le come cola - s tantem ente in tutti i tra ttati non credo abbia gogo favori sce l1a d econge:sti one epatica e qui.n- alcun.a irnportianza terapeutica nella stipsi: in di il eircolo a ddomina le) e in qualch e caso inseguito alle manovre palpatorie non si osserva m .a i n el eolon la minirn.a progressione d el con·dicato. La cellulosa in forte quantita la consitenuto eom.e qua1ch e volta si vede all'esame .g lieremo ·e selusi vam ente n ell1e stitich ezze d el radiologieo per lo stomaco, ·dove un massag tipo prossin1ale se non esistono fa tti infiam. n1ato ri : ma qua11do n on si ottengono risul- g io adeguato puo favorire il passaggio gastrotati r.a pidi e duraturi e m1eglio abbandona1rduo·denale. 1a . Diffida1".e poi dei preparati farm.a ceutici Se nei pletoriei ipern.u triti e CO·n sigliabile eh e si dicono a base di so stanze inerti, come la dieta e il dig iuno, bi sogna ricordar.e eh e in l 'agar-agar, cl1e dovrebbero agi•r e per il volu- molti casi l 'iponutrizione .m antiene la stitime, g iacch e la dose eh e se ne somministra ch ezz1a; molte stitich ezze d ei m elanconiei , ha ne talm,ente pi1ccola ehe si e eostretti a meis co- no qu.esta gen esi: Un 'alimentazione c ostituita tar e eon }.a ss.ativi eh e a lungo possono essere quasi .e·selUJSivamente di m a t erial e ·di fa cil e asperieolosi. Se bastass.e una sostanza inerte per 1 orbimento, speeialmente in individui di forte se a stimol.are la .defecazione, il solfato di b a- poter e digestivo, portera le stesse con segu enze. 1rio somministrato per l 'esame radiolog ico doOltre a l fattore alim~entare e a ll 'attivazione ' 'r ebbe costantemente provocare diarrea. Uno del circolo r efluo-addominale bisog.n a tenere studio coprologi1co puo in qu.a lche caso orien - in considerazione i fa ttori ehe possono agire tare sul tipo di a limentazione eh e deve predo , sulla eccitabilita d ella fibro cellula muscolare: n1ina r e, .d edu cendolo d.a ll.a qua ntita e dall~ aooenno qui solo a ll 'u so d ella tiroidina . In qualita dei r.esidui indigeriti. in·dividui eh e n ella seconda meta della vita e nella m enopau sa t endono ad ingr.assar e e preU n.a scelta J)azio·n ale d el tipo ·di al im·entazione, se vale in modo special e n elle stitichezsentano un a bbassam ento d el m etabolismo baie d el tipo .pros:sim.a le, h.a u.n .a importanza n o- sal e, una secch ezz1a d ella cu t.e e una facile stanch ezza . e g iustificato un -tentative con piccole t evolissima ancll'e in quelle d el tipo distale, p ereh e la con gestione d ei visceri a ddominali d osi di tiroidin.a ; eio non signif~ca vo1er idene quasi sen1.p re la con seguen za di un 'alimen- tificare la stitich ezza coll 'ipotiroidismo eo.m e tazi on ·e ina.de.g u.a ta e si accompagna costan- al cuni vorrebbero . Da lla mi.a esperienza risulta eh e il numero d·ei n1.alaii ehe risentono v1anteme-n te a un ostacolo a l circolo portale. taggi d.all 'uso della tiroidina per La lor o stitiI du·e tipi estremi d elle eostituzioni morfoloo-iehe, il long itipo e il brachitipo h anno uno ch ezz.a e eccezion.a le: lo s tesso posso affermas~rso potere ·di aspirazion e tor.aei{,a e quin~i re pe r 1'ipofisina; eh e 1secon.do a lcuni avrebbe sono esposti a i pericoli di una stitich ezza di- il 1)oter e di esaltare i g randi movimenti del stale 1ch e si stabilisce o si esagera quando in- colon. La st ipsi pr emestrua l e e forse piu in raptervengono a ltr i fattori ad esaltarl a, quali la vita ed entaria , l 'a lim·e ntazione in con grua, l 'a- porto colla congestion e a ddominale eh e con bu ... o del fumo ,e td ei purganti . Nel periodo un vero d ist11rbo endocrino. Il calcio in aleuni casi esagera la stitiel1ezpos tbellico si e V·erificato un a umento della stiticl1ezza in quegl 'iii1d.ividui eh e, abituati ad za: in 1casi di stati spastici infiammatori si lln a \ ita ,qtti,-a e con seguente iperalim entazio- vede pero qu.a lch e vo]ta attenuaorla. 1

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SEZ l O E PHATl CA

Teori camente sa rebbe ! 'ideale eurare la stitichezza senza l 'u o di la:Ssativi , purtroppo pero non se ne puo fare a meno, anzitutto perche si co11oseono aneora troppo poco le condizioni ehe re.golano la progressione delle feei 1u ngo il colon, di cui io ho cereato di mettere in lu·Oe solo alcuni ;aspetti , seeondo me, piu imporLanti, e poi pe.r ehe i malati verngono gia dal medieo ·dopo avere abusato di tutte le risor se m eno adeguate e m eno fi siologieh e per ovviare al di turbo. Pereio in molti ·casi n on si puo fare a m eno di rieorrere ai la ssati~ o ai elisteri ; e dovere ·deI m edieo pero seeglierli a secon<la del loro m,eccanismo di azione e del tratto del eolon su 1cui hanno azione elettiva. La distinzione pereio nelle grandi linee in stitiehezza prossimale o d~stale, altre ehe giustificata dal punto di vista della fisiologia e fisiopatologia, h a una g-r ande importanza dal punto di vista terapeut~co, non solo per una direttiva igienico-dietetiea ·eom.e abb iamo visto .teste, .m a aneh e per la terapia m edicamentosa. In linea di massima si puo dire eh e mentre i lassativi sono indicati 1SJ)ecialmente nelle form e di stitieh ezza prossirp.ale, i elisteri trovano le loro i'ndicazioni nella stitiet1ezza distale, pero possono aneh e adoperarsi in forme di titich ezza prossimale, mentre gli altri nelle forme di stitich ezza a tipo prevalentemente di tale possono esser e inutili o dannosi. I purganti salini nella stitiehezza croniea abituale, speeialmente le- eure generose fatte nelle stazioni balneari, sono ·per lo piu dannosi, e, usati a lungo, determinano sempre processi infiammatori eh e si osservano anche dopo i} }ungo U SO 1del}a magnesia USta ehe e i 1 piu blando di tutti i purganti salini. Si osserva costantemente in seguito al loro abuso aumento di stitich ezza, emorroidi e di sappeten.za. Per eure di breve durata, specialmente associate a brevi ·p erio·di di .digiuno, possono essere indicati sopratutto .n elle affezioni epatich e e r.enali. N e]le stitich ezze mantenute da una congestion e dei viseeri addomina]i somministrati a pitceolissime dosi (una punta di c ucchiaino ogni due o tre m attine di sali di Karlsbad) possono portare talora vantaggi per J'azione d econgestionante eh e h anno sul fegato. II prineipio eon e ui agiseono i purganti salini e ben n oto dal punto di vista farmaeolog ieo; esso e basato sul fatto eh e, m entre i eloruri, bromuri e ioduri passano eon grande facilita attraverso le pareti intestinali, a m eno eh e non si tratti di soluzioni fortem ente ipertertoniich e, molti sali a]calini e sooratutto • rosi, non solo si assorbono co·n .µ.iffieolta, ma in1pediseono eh e l 'aequa esistente nell 'intestino, vengia assorbita; se la loro azione si limitass.e a questo, potrebbero rrappresentare una cura id1eale della stitich ezza in rapporto eolla pletora addomi.nale, perehe, aumentando attivamente J.a m a a intestin,ale, provoeh erebbero 1

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un riflesso n1ienterico limitato prevalrente111e11te al col ön distale; pero bisogna tenere in eo·n to l 'azione irritante, non solo delle soluzioni stesse, ma dei prodotti di scomposizione ·d ei solfati per opera dei batteri intestinali ehe producono idrogeno solforato, 1che ha un 'azione molto irritanie sulle pareti dell 'intestino. 1 J.a ssativi m eno dannosi sono quelli del grupp o d·ell'antrachinone, quali cascara, rabarharo, senna e aloe e fen·oftalei-na e loro derivati (peristaltina, istizina, eascarol) : la loro seelta va molto re.go1ata 1Sieeondo le idiosinerasie in.d ividuali. E si esplicano la loro azion e sulle u1time porzioni dell 'ileo e sul eolon prossimale, eome · risulta dalle .mie ricerche radiologi1ch e: rappresentano percio i lassativi ideali nel1a stipsi prossimale. Oltre a un 'azione leggermente i·rritante sulla mucosa, .tanto eh e eon pieeole dosi si r ende manifesto il riflesso gastro-colico, eome risulta dall e mie osservazioni , eon dosi lassative deve intervenire uno stimolo n ella .m.useolatura e eon segu ente svuotamento ra.p.ido del tenue eh e pr.ovoea un g rande movimento pe ristaltieo. Se esiste una stipsi prevalentemente distale tali rimedi in moLti casi o non sono efficaei o provocano .d olori. Non sono in g rado pero di provoeare fenomeni in f fiam ma tori : questi sono frequenti n el gruppo d ei drastici, (eoloquintide, podofillina, olio di croton, ecc.), ehe hanno un 'azione fortemiente irritante sulla i11ueosa intestinale e quindi il loro u so de„ ' 'e esse•re consigli.ato solo per brevi periodi, giaeeh e possono determinare anche emorragie ed ressuda to purulento. E' .dovere d e} m edico di conoscerie .la eompo izione .d elle infinite ·pillole per eonsigliare a i p,azienti quelle a b1ase di rab,a rb.a ro, senna , fenolftaleina, alteirnando,le nella loro somministirazione: limitando in modo s·peeiale la fenolftalei·na 1che eol lungo uso puo determinare lesioni renali od epa tieh e. Quin · di, mieno cas.i ecoezionali, i Iassativi i·d eali sono rappr.esentati dal rabarbaro, senna e cascara, a cui si deve aggiungere l 'olio di ricino, ehe, a pieeolissime dosi , in tutte Je forme di stipsi prossimale si puo conigliare senza danno: il suo meeeanismo di azione e ben n oto e si esplica speeialmente sul tenue senza irritarlo in virtu della clissociazion e openata dal suceo panereatico ehe lo cind·e in glieerina ·e a1cido rieinico ; la .p arte oleo a non scissa ,e sap·o nificata p·e r azion.e della bile aiuta meccanicam ente l 'azion·e purga. tiva lubrificando e proteggendo il tenue. Dell 'olio di paraffina e sue preparazioni oggi in g ran vog.a io non po·sso dirmene un entt1s ia ta, al·m eno nelle stitieh ezze del tipo aseendente, dove, tr.attandosi di materiale liquido' . non c 'e bisogno di lubrificazione : dif at ti . . 1)esso i pazie11ti si lamentano della sua


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<C IL P OLI CLIN ICO

fuoriuseita n on aeeom pagn.ata da emissioni di feci ; per le stipsi del tipo 1distale, dove una lub rifiicazione potr·ehb e essere utile , mi d omando se vale la p ena di somrninistrar e un prodotto n au seante, quando si puo supplire con piiceoli cliisteri oI.eosi eh e es2lican o un 'azione dir,etta .s pesso ·definitiva : preseindo n aturalmente dalle preoecupazioni finora teorich e, finch.e le statistieh e n on a\rranno provato il con tra rio , .d.ella disposizion,e a l canero ehe i deriva ti del catrame favorirebber o. N ella stitiich ezza ·d el tipo· ·distale ma sp esso a n eh e in qU1ella .p rossimal,e, .a ]ternata eoi lassativi , una terapia eon sig liabile e quella dei clist,eri. Come si puo. osserva r e r.a diologieamente, la sommi nistra zion e di acqua per clistere determin.a un rilasci.amento imm edia t o, n on solo .d elle zon e sfin terich e„ m.a di tutta l.a muscolatur.a cireola re del 1colon, 1ch e pereio a ssume l 'aspetto di l.ltil salsi eeio·t to uniforme; p er azion e di massa e per la .d ila tazion e brusca ehe ·determina, provoca un r.i flesso mienterieo a ·eui segue l a defecazione. I elisteri debbon o essere di a equia sempliee o di infuso di 1ca.momilla; l 'aggiunta di . sapon1e o a ltre sostanze irritanti, puo usarsi solo in piceola <lose e in yia ti:ansitoria . N.elle stitieh ezze del tipo sig m oideo, caratterizzate da lla estrem a seeeh ezza d elle fieei , eonyte n e pra ticar e l e piecole pere di olio, a eui si aggiunge dopo un certo tem po un clistere di aequa, se il primo non ha d ato risultato. Purtroppo 1'u so dei clisteri urta contro la difficolta del1'ineom odo eh e provocan o , e percio sono sempr·e m eno prefieribili ;p er i pazien ti alla so·m 1m inistrazione di una pillola lassativa , ma siccom·e e~si esercitano un '1azione definitiva terap·eut~ca, specia lmenite quelli di olio, eonvien·e pra ticarli per brevi p eriodi a lterna ti a Iassativi leggeri O· associati a, somministrazione di olio di para ffina . In casi di diseh ezia .a tipo sp astieo s'impone la eura delle emorroidi o delle ragadi: n el tipo at onieo is11ppositori di gl1cerina eh e esaltino la sen sibilita d el fl"etto, sp esso altern ati a lassativi 1p er render e piu eecitabil e il eolon : n on biso.gn.a pero abusar e di gli oerina eh e pl10 .determina r e proctiti. In ,q ualeh e caso ottim i risultati si ha nno coll 'uso di m ier oclisteri di acqua ossigen ata al 3 per mille, eh e posson o eon sigliarsi aneh ~ n·elle forme di stipsi discendente. Speeiali in.dicazioni terapeutieh e r ich iedon o le ,s tipsi ·com plicate (emorroidi , coliti etc.) su cui sar ebb.e tr oppo lungo diffo·n ,d ermi . Le con elusioni a eui portano le mie eonsidenazio·n i son o le segu,enti : 1) La stitich ezza solo in alcuni casi e l 'eS ! J · P.Ssio ne <ti uu eccesso di digestion e c. h e va eurata con abbondan te intro·duzione di .-,e11ulo a. Qu esto sisterna ·d i eura in m oltissimi ca';" si e inutile e in qu.a l~h e caso an ch e dannoso; 2) spessissim o la s titieh ezza e la m anife1

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s-tazione di una digestione incompleta, e un m eccani.smo di difesa dell 'org.a nismo e la vediamo in tali casi spesso alterna rsi a dia rrea: in tali casi una selezione d egli alimenti e fo,rse la som ministrazione di fermenti .d igestivi attenua , m eglio eh e altri m ezzi , il di sturbo; 3) in aleuni easi la stitich ezza e dipe·n dente da una alimen tazione inadeguata: un orien·t am en to n etto dell 'alimentazione in un sen so car n ivoro o vegebale puo dar e dei risultati insperati ; n on bisogna ad og11i modo trineerarsi dietro i pr egiu.Ciizi dei peri eoli di una alin1entazione earn·ea. L 'alimentazion e carnea e dannosa qua ndo e eccessiva, ma se m .o de· ra.ta, in aLcuni indivi1d.u i , for se in stato di scarsa evoluzion e funzionale dell 'appar ecehio dig.erente, e la sola tollerata; 4) m olte stiti eh ezze g uariscono attivando l.a eireol azion e a ddomina le; n on bisogn~ m.ai <l imentiear e eh e il te·r ritorio di irrorazion e del1'ad.d ome e illimitato per quel eh e r appr.esentan o I.e vie di a fflu1sso e a risorse n on m olto estese per quel eh e si riferis.ce alle vi,e di deflu sso; „ ' 5) quando si sospetta u·n oollentamento degli scambi nutritivi, 1sopratutto se esiste un abba·s sam ento de} m etabolism o basale , eonvien e t en tare la tiroidina; 6) data Ja saltuarieta dei grandi m ovim enti peristaltici spon ta n ei e b ene educar e l 'a lvo alle d efecazioni alla st essa ora per fa vorire la produzion e di ififlessi eondizionali r ma ·Don insist er e in sforzi in,effi caei; 7) n on rsornministrare Iassativi senza aver prim a provato a lungo una 1cura igienico-dietetica; 8) eom e lassativi rie9rrere m eno cl1.e sia possibile .a i l1assativi salini per Ja paresi o le infiammazioni eh e deter.rn:in ano eon seeutivam en te : evitare i drastiei. Meglio rieorrere ai 1assativi del gruppo 1d.ell' antraehinon e 1al.ternativamen te ai elisteri , eh e d ovranno invece domin.ar,e n elle stitiich ezze distali . Non a busar e di lassativi ne~li iponutriti , ·d ove aleune volte un '.alimentazion e rieca cura I.a stitich,ezza. Un a cura razionale della stipsi deve rivolgersi a lle cau se determina nti e s opratutto a un a perfetta utilizzazion.e degli alimenti . llisolvere il probl e~ con opr·Yr.azioni sui n er- . vi e an tifisiologico e g li effetti sono puramente transitori ; lo stesso si deve dire per le eoleetom ie , m eno n ei caisi jn eui esista lln ostaeolo m·eccan~co. Se la stitichezza abituale n el1.a m.a ssima ;p arte dei carsi r.appresenta un m eccanismo di economia fi siologica e naturale ehe l 'organism o oer chiera, fineh e g li sara possibile, di utilizzare do·p o gl 'interven.ti le risorse di eui dispone e spesso osserver em o con :dizioni uguali alle pr eeedenti , talora aggravate. 1

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SEZIONE PRATICA

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TECNICA CHIRURGICA Clinica Chirurgica della R. Universita di Cagliari.

La Mc. Burney t1·asformata in incisione a lembi. Prof. G.

BAGGIO.

Ho inteso spesso liam en.tare ehe l 1ineision e di Mc. Burney apra una breecia troppo lirnitata, la quale obbliga a lavorare entro un pozzo, il piu delle volte sulla sola guidia del tatto anzi,che su quella d1ella vista. E, in verita, se ci si ,r iferisee a·d operazion i per appen·d icite anziehe ad appendieeetomie, bisogna rieonoseere ehe il rimareo e gi usto. Ma bis-0gna pure r~scono,sero;e eh e la M1c. Burney ha, di eontro, il grandissimo vantag1ineisione eminen temente toO'io di esser:e un o pog.rafi ca. (}ran parte della faeilita operatoria - sia quale s i vuole l 'openazione da eseguirsi - dipende dall 'ineisione di aceesso. Questa, a sua volta, tanto piu rispon.de allo seopo quan.to pii1 eorrisponde esattamente al campo operatorio in profondita. Ora, la Me. Burney ca·de sul eieeo : dal eieco si trova eerta·m ente l 1appendice, per quanto possa avere impiianto anomalo o direzioni strane; e se si pensa ehe alle volte bisogna rieercarla prima di trovarla, pure avendo il cieeo fra le dita, si deve convenire eh e il dirigersi 1all 'appendiee attraverso u·na incisione eh e g uidi diret~m ente al c ieeo equivale battere la via migliore . Pereio io uso, e h o sempre usato la Me. Burney, appr,ezzandola tanto piu quanto ·p iu -sono eomplresse le a lterazioni eh e essa mi palesa : e n on capiseo invece Ja distinzione ehe fa nrno aleuni operatori, di usare la Me. Burney per l 1appendieite a fr,eddo , la pararetbale per l 'appendieite a 1caldo. Ma, :Se per operare a ·caldo intendiamo pure, eom e si deve inten<lere fineh e e possibile, asporüar e l 1appen.di-ce, maggiormen.t e si dovr a mirare in tali cireostanze a ragg iunger,e quest ' org.ano per Ja via piu breve : eh e e quella ehe abbiamo d etto, cioe la vi1a: diretta al cieeo, mentve 1a parar.ettale ci porta inveoe m edialm.en te al eie-co, in piena massa del tenue, ehe bisogna spo.stare a sinistra. Se, inveoe, all 1intervento -si ehiede di dominiarr-e ampiamen:te la flogosi ·due sono le evenienze eh e possono .p1resentarsi : o la flogosi ha seonfimato dall:ai fossa iliaica. e dal fian co, e in tal caso ll()Jll e piu da un1a1 pararettale eh e si puo g iumgere allo scopo, ma sara niecessaria 1'in1ci\sione me.diana; o si tratta aneora di una peritonite eirco-

scritta a destra, e in questo secondo caso e sempre dalla regione de} eieco ~he torna opportuno iniziare l e no.s tre manovre. Difatti, la dissoeiazion e dei fasci muscolari del piceolo obliquo e del trasve.r so, eh e forma il tempo fon,damentale della Me. Burney puo iessere completata 1aaJI 1inc isi one pa:rare:ttale. In tal modo si ottiene uno spazio assai ampio- e si realizza in · prima tempo il b eneficio di orientamiemto e di risparm io per le zone limitrof.e, eh e alla sola parare ttale non si sar ebbe potuto ehie dere . Ora, preparare questa associazione delle due ineisioni see001do il concetto piu anatomieo, e nello· stesso tempo ricavave dalla 1\il e Burney tutto lo spazio eh e puo dare in profondita d1a, sÖla - spazio a:ssai maggiore di que.llo ehe si rieavi di solito - furo·n o i due obbiettivi 1che mi guidaron o quasi inavve.rtitamente ad utilizzare la in eisione in modo alquanto diverso dall 1u.suale: per eui si realizza l:a.1 ,relativa trasformazio·ne aeeennata nel titolo di queste pagine, e eon:sistente nella formazione di lembi. Piu preeisam en:te, e uno i1 lembo eh.e da caratteristica a lla mia eseeuzione, ed e un lembo di cute 1ß di aponevrosi e anch e di f.asei muscolari, del grande obliquo, risultante 1 da un ineisio·n e areuata con eonv.essita laterale, in luogo dell 'ineisione r ettilinea. Al pari di qu1esta, a n eh e l 'ineisione areua:ta e ;aJ .. quanito obliqua, col ramo inferiore d·ell 'areo para llelo a ll 'areatJa erurale , ed ha il su o punto di m ezzo a ll 'altezza e in prossimita della spina iliaica a1n teriore-superiove. II lembo apon,evrotico viene seollato dal s ottostante p ian o deJ ·piceolo obliquo e dal margine late" rale del1.a g u.aina d.el museolo •re tto fin dove I 'aponevrosi si fonde eon q.uest!a· guaima. AlIora, con piceo.la trazione divaricante sul margine laterale dell 'aponevrosi, ossia d.ella bree1ci.a a ponevrotiaa , si m ette allo seoperto tutta I 'e:stension e trasv-er sale del pj eeolo obiliquo e d ella sua apon evrosi ehe passa a far guaina al r etto. Su questo pi!an o a mpia mente esposto si prartica i1 tempo fon.d.amentale dell 'ineisione, eioe si a·pr e la via trasver.sa a sp.ese dei m useoli suddetti, de.l la fas cia transversalis e .d,elle 1a·p on.evrosi per le qua li i museoli stessi vanno ad ingu.a inare il muscolo retto, si pratica 1 cioe un .apertura •Ch·e si estende esattamente dalla spiina iliaca ian:teriore superiore alla linea di fusione· ·dell 'aponevrosi ·del grande obliquo eon la g uaina del retto. S·e ora si divarica.n o e si solJ.evia·n o i marg ini di qu;esta breecia trasversale, si puo seol1

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11a.r e agevolm·ente la fa:seia transversalis da l peritoneo, in alte e in b,a sso, e si m ette alle ~scoper.to una e sten sione di pe\ri ton1eo suffieient e per ·una ineisione longitudina le di esse eh e misuri dieci e piu ce!Iltimetri. Na turalm ente il rila:seiamento im1t1scolar1e d eve essere ' completo. Attraverso una b))eceia peritone ale ·di qu,est o . genene si possono oompiere agevolmemt.e, sotto il controllo visivo , tutte le manovre richieste 1p er una qu.a lsiasi flogosi di appendice in sede normale . Se, i.:nvece, l 'appendicite 1si estende molto i:n alto o m olto in bassa, in pal'tieolar modo se h.a sede latero-post erione rispetto al cieco e direzione a seendente, oppur.e se e disposta .di tr.aV ß fSO 1ed e fissata col tSU 0 ia:pice versa la lin.ea m 1ediana, si puo godere .ancora del b enefi eio ·del eontrollo vi:sivo ineidendo ver sa l 'alto o v·erso il bassa o medialmente. Le incisioni in a lte -ed in basso formano altrettanti len1bi a·n.golari a ·s.pese ·del secondo strato della paret e a ddomina le. M.a per l 'a gevolazione 1ch1e viene d.a ta d.al lembo a ponevrotieo sopra:s tante, 1ain che quest e incisioni sussidia rie p,ossono esser e e seg uite con qualche artifizio di utilita . Le ineisioni lon g itudinali veng ono eseguite eioe, non sulle aponevrosi d·el piccolo oblique e del trasv1er so, ma sullre due pagine de l musc.olo r ette, sullia· pag in.a anteriore prim,a. e sulla pagina pos teriore o sulla fascia transversalis poi, quando il museale sia st ato spostato m·edia lmem.te'. L 'ineisione trasvers!aJ.e e favorita dalla seopertura del museolo rette eseguita in preced·enza. II lernb o del g rande oblique permette g ia orig inariamente un.a ·disereta es:tension e delle incisioni longitudina li, m~· se ·essa non fasse suffieiente, non si h.a ehe da ampliare quel l embo in alte o in· bassa· eome si vog lia. Ora, l 'ineision e sulle due ·p.ag ine d1ella gu.aina del r ette ha il vtantaggio - rispetto all 'ineisione p.arare ttale propri.am ente d etla -- di una rieostruzione piu soli·da , e il lemho· del gr ande oblique aggiunge UlI1 dupli1oe beneficio: 1° di eoprire le sottostanti suture laiSeian·dole lontane .da quella ehe sa:ra la sua sutura , il ehe le quivial1e a d.a re ai singoli piani la l oro r esisten za ·distinta anzieh e quella di una eicatriee in miassa; 2° di laseiare eventual·m en te spazio per drenaggio n:el punto ove il dren.ag gio e piu e fficaee e ·distu.r ba m eno: v.ale a · dire in corrispondenza dtell 'a ng olo Iat.er<i le dell1a bre•ceia museola re Lrasver sa. Quest e e il punto dov'e il drena ggio disturba men o, 1>erel1e pi u lontan o da lla cavit a a:ddon1i1

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na 1e e pereh e provvisto di muscolo piu spesso, eosieeh e, a11ehe ·dovendosi ·m antenere il drenag gio a lung o, si stabilisee, in definitiv?a „ ·® a eicatrice robusta e non compromessa da pressione 1cavitaria ; e poi anche il punto nel qu,ale il drenaggio riesce piu effiaaee, per ehe da esse si ·domin.a lo spazio ei.eeo-parietale„ dove il pu1s si raeeoglie piu liberam,ente, e n ello stesso tem·p o da ·e sse puo fuoriuseire il drenaggio anch·e se disposito piu lon tano e n1ell.a direzion e ohe si desidera. Il punto om· d etto corrisponde alla m eta ma-rginale del lembo apon.evro,tico del a ran·de oblique e la breccia di drenaggio si :oricava da un'interruzione della sutura ricostru,ente. Se per caso l 'inei ioin e fo·sse caduta troppo n1edialmente a ll 'eswem o de ll 'apertura inuscolare sottostante, non s i ha ehe da intaccare trasversalmen te il n11ar gine della breecia apon,e vrotica, ·e il par.al leli&mo fra qt1esto piano e quelle di sotto e ottenuto. Non mi sarei ·dilurngato a mettene in evid en za q:uesti p articol.afri se dove:ssero costituire la sol1a giustifi1cazione di quel poco peril •q ual·e la tecnica ora esposta si differenzia da lla t eenica usu.ale di tale operazione. 11 pregio m.agg·ior e eh e io rieonosco 1all 'acoedere a ll 'appen·d iee a:ttraverso un 'ineisione a; 1embi , inveee ehe attraver.so la solita intcisio- · !Ile lineare obliqua, e queste : ehe , avendo sott'occhio .ampi!am ente il muscolo piceolo oblique ·e la g ua ina del rette, si e indotti fa cilm ente ad ing ranldir:e Ja breccia, n1el m od0i ehe ho det:to, tutte Je volte. ehe lo spazio ot-. tenuto dall'a·p ertur.a tr.asver sa ie dei muscoli. non· si.a sufici ente a mettere in luce l 'intera: 1esion·e da domina re; mientre, inveoe, per i g u.a:sti eh e dm-iv.ano ·d.a ll 'ampliare l 'origin1aria incisione :rettilin;ea d~l gran·d.e oblique, non vi &i rieorre eh e n1ei casi in eui proprio· n on si possa ßarn e a m·eno; e cio, eh ecehß. se n e voglia ·dire, nuoce ai buoni risultati d1el.l 'intervento. . Desider o ricordare a queste proposito ol-· tanto un caso: un '.a ppen·dieite opera.ta a freddo , in cui tro,rai l 'appendiee sitliata lateralm-ente, 1dir.etta in .alte ·e lunga. Attkaver so la breceia sempliee n on potevo :r.aggiungerne· l 'apiee. Ampliai allora in alte, form1ando ir lembo a ng ola re, e, m erce lo· 1spatZio cosi ottenuto, potei vcdere eh e l 'apice dell '.appendi.ce era incastonato in una breccia del peritone()?I .'Pla: . r ietale posteriore. Qu,a·n do .~o Jib,era i , da quell 'apertura u:sci una cuechiaiata e piu df pus eh e ·p roveniv.a d.al]a fossa iliaca . Avendo· 1a brecci.a so·t.t 'oicchi o, m i fu tiaeile im pe,d i re· eh e il pus si diffondesse, e, assorbitolo, m fl 1

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SEZIONE PRATICA

fu possibile drenare dir.ettamente la sua sede d ' origine, attraverso la eomunicazion e eon la cavita peritoneale. Se, invece, 1avessi liberato l 'appen·dice op,e r.a ndo a J.la eieca, mi sarei visto i.n ondare il campo operatorio di pus senza ehe potessi preicisarne la provenienz1a, e quindi avrei ripara.to •m olto m en o completamente. L 'obbiettivo a l qu.ale si ispira questa br,e ve pubb.licazione rientra dunqu,e in un eoncetto generico, fondamentale: eh e, cioe, la ehir urgia deve f.atr tesoro di tutto , risparmiando quanto piu puo, ma non lesinaindo alieun m ezzo ehe sia :necess.ario a p er seguire intero il suo eompito e c on sicurezza. Ecco allor.a ehe si g iustifica anche il dettaglio ehe per altre ragioni potrebbe embrare superfluo. RIASSUNTO. L 'A. illu tra un a mod.a lita d.i eseguire l 'inci ion e di l\tic. Burney peir averne il maggiore spazio e per ampli.arla , quando occorr.a: nel. . ' a na tom1ca. . Ia mo.n1era p1u

LAVORI ORIGINALI. lstituto di Clinica Medica della R. Universita di Catania

diretto dal prof. Lu1G1 FERRANNINI.

L'istamina e il sondaggio frazionato a di· giuno nello studio della funzionalita gastrica per il dott . ANTONINO LoNGO , aiuto vol. I metodi di ·e same della funzionalita gastrica basati su gli etißetti del ,p asto di prova, vanno semipre piu ·p er.dendo ·di importan za. Si e no~ tato eh e questi m eitodi sono disgu stosi e molesti o sono di poca effi cacia a stimolare la se. crezion e gastriea , specialmente qu.ando il pasto e r ioco di amido e pover o di albuminoidi. A prescindere da cio c 'e d.a osservare ehe la estrazione unica si ·p resta poco bene all' esame completo 1dello stomaco, perche non forni.sce dati sufficienti a giu1dicare la quantita di sueco secrelo, in quanto non e improb.abile ch e parte di su cco sia .g ia passato n el duodeno. Ma sopratutto il su eco cosi estratto e tutt altre ehe puro e s.i 1pre1sen ta poco omogen eo per presen za di r.esidui alimentari in vario periodo di digestione. Ad ovvi.are ad alcuni di questi inconvenienti , l ' Ehrmann, nel 1914, P'r opose un nuovo metodo fon.dato· sul pot•ere 1eccitante delle soluzio,n i deholi di alcool. 1

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Queste autore faceva ingeririe cc. 350 di una soluzion e di alcool al 5 %·facendo la estrazione dopo .m·ezz 'ora . Molti consensi ha avuto il metodo, anche dopo eh e Silva Melle lo mo·d ifi, co in parte con l 'ag.g iunta di gr. 0,05 di salicilato di 1sodio on·de m eglio p otere ~pprez1,are il potere evacuante deJlo sto,m aco. P er alcuni :\A. qu1esto metodo e da preferirsi ai eomu·n i n·a sti ·d i prova ·p,er il fatto eh e essende un pa;sto liquide offre dei g randi vantag.g·i per l 'esame delle so tanze solide e·s tratte eon il liqui1do e ancl1e perch e la iprova microscopica rieisce piu agevole . ..\ltri AA., inveee, non son o riusciti ad otten ere una secr ezione piu attiva con queste metodo. Per Sanfilip1p o, l 'alcool h.a un 'azione inibente ·sulla secreZJione .gastrica e C~ahrera conclude, dall1e su e rioer ch e, eh e I'.a lcool e uno timolo tro;ppo debole e 1produce una lieve ebbrezza alle p ersone noo abituate all'alcool. 01tre al 'f atto eh e l'alcool riesce eccitante sulla motiliita dello stomaco, p er cui •s ono piu frequenti i riflussi ·d uo denali, tali ·da falsare i risultati (ßuchner , Ogata), non e chi non vede co1m e con queste metodo si veng·ooo a ripetere i dißetti dei p asti di ,p rova. ~fen;tre con i metodi sopra cennati l 'estrazione si faceva a·d 0 ra fi ssa, H{lyem , convinto eh e la secr ezione gastrica do°'reva essere studiata n ei s uoi vari peri odi, propose il meto.do di ·c ontrollare il proces,,so digestive, in tutto il suo sviluppo, con analisi su piccole quantita di ·eontenuto gastrico estratto og ni 15 minuti o con il m etodo del sondaggio a permanenza. Queste ultimo metodo e 1staito largamente alorizzato da Rehfuss, il qt1ale consiglio per }) r~mo l 'im,p iego della son!dina ·di Erinl1orn, modifieata in modo da potere estriarr·e il contcnuto ,g astrico dopo la so,m ministrazione del pasto di E' vald. Queste m etodo, rp ero, pr.e senta l 'inconveniente di m .a ggiore .difficolta di estrazionre, p er i.a fa cile otturazion.e dei fori dell' oliv.a 1senza ovviare all'altro della mescolanza del ,s u cco con il li1q uido ingerito. I·n gen era le tutti i m etodi con intro·du zione d~ sostanze solild.€? o liquide, ripetono il difetto fondaim entale del m1~s·c uglio ·d el succo g.&strico con le sostanze ingerite , venendo co·si a sfugg irie l 'apprezzaim ento (d.ella quanJtita e ·della qu.a lita 1del su cco eh e lo stomaco e .ca1p aes di secern ere. Oltre a cio in stomaci iposecePnenti , tanto il .p asto d.i Ewald, qu.a nto i vari pasti liquidi, ri1esco no crenier.a lmente poco eccitanti c poco adatti a .d iffer enziare le vere dalle false ' acl1ili1e. Alcuni a11tori (Fuld, Finkelstein) hanno trova to eh e alcun e sostan!Ze , eome il rosse n eutro, 1

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448

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il bleu di metilenie , intro.dotte nei cani per via sottocutanea, 1p osson·o attraver·s are la mucosa gastrica ed esse:De rinvenute nel succo gastrico. Seeondo Gla·e$sen~er , Wittgensteitn, Gutrrnann e Konn, .ehe ·p.er •p ri,m i hanno sperim,entato il metodo nell 'uomo, il rosso neutro eomrpare nel :suceo gastrico nei .s ani dopo 11-15 minuti prtimi ; neg li iperclori·drici dopo 7-8 m'; ritardaito o non ·oo·m p.a re negli ipo ed ania cloridriei . Questi metodi pero si e visto ehe non si pre- · stano bene allo ,s tudio della funzionalita gastrica, in .q uanto rmolto ampie oseillazioni sono state ri.seon tra1te n·e i te.m .p i ·d i elimii nazione, non solo [),ei diversi indiviidui, ma anehe nello stesso irndivi·duo. Ma con questi metodi, oltre a cio non si vien e a tenere conto dei .comipl~i fenomeni riflessi ehe tanta impo:rtanza ha:nno sulla secrezione ga·s1trica; essi ci informano solo sul potere di elim.inazione ·della sostanza colorante attraver1so la mucosa gastrica, ehe e ben lungi dall ' ide ntific·a rsi eol ·p otere di secrezione attiva. Girardi ha notato ehe la sola sondina a contatto della rmueosa gastri.ca, a stomaeo vuoto , provoca per eccitazione m eccanica di contatto una seere.zione di succo cloro-peptioo ne1 90 % dei casi ehe rea.g-iseono alla e·c eitazione alimentar.e del pasto di Ewal d , ed asserisce in base a sue osservazioni ehe la quantita di su cco avuto eon il sondaggio frazionato con la sola eccitazione 1meccanica e in rapporto con lo stato anatomico 1della mucosa, subordinato alla motili ta e tonici ta dello stomaco, e puo variare da ·p ochi a 200 cc. 1eJ rp iu in 60 m'. H1a descritto 4 rtipi 1d i ·curve cioe ·di~gr.a.m1ni r.appresentanti il eiclo .dig·estivo e in c ui i valori in acidita sono segnati s u delle ordinate e conteggiati in gradi, m eintre il tempo, calcolato in minuti prilm i' e segnato s u un 'a sci1sse. cosi ha ·d·escritto una curva asoen.d ente eontinua; · una a discesa ritardata, uria continua, una ad a•s cesa ritardata, eurve ehe rappresentano , secon·do l '.a.utore lo stalto funzionale della musosa ga·s trica in ·quan to coneerne la isua pote·n ziali ta : ecretiva e posso1n o paragonarsi a quelle eh e si ottengon.o . con l 'estrazion·e frazionata .dopo somministrazione del pasto di iprova di Ewal·d . Alqu.a:nto contra·d·detti ,s ono s tati i ri1sultati del sondaggio frazionato a .digiuno e molto criticate sono state, :per qu.a nto riguarda il loro valore diagnostico , .Ie cosi d ette curve di secrezio·n e, per I.a iTil(Possibilita di indicare una curva eh e fasse caratteristica dei normali. Scimone e :r.eoentemente Smirnow, Bogdassaraw, Tohua kanow, im! hase a lo~o ricerch e, con cor1

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IL POLICLINICO

[A..NNo XXXIX, NuM. 12J

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demente a Girardi, eonsiderano il son·daggio prolungato a digiuno come un faittore agente in larga misura sulla funiio•n e seeretoria dello stomaco. Reoentemente un p.uovo m,etodo e stato propo·s to e .larga·ffi:.ente sperimentato •p er lo situdio della seer ezione gaistrica. Popielisck, Rothlin , Gun1dlack, avevano iD.·o tato nei cani ehe l 'istamina aveva la proprieta di stimolare la seerezione gastrica, ma Garnot, I\..o·sko:visch, Libert furono i primi a sperimentarla nell'uomo. . L 'istamina ehe ·p uo trovars i n ei prodotti di putrefazione ·O quale pro·dotto intennedio d el ricambio delle so.s tanze proteiche, a:n1ch·e n ell'intestino UID.a!IlO, ehimicamente e Ulll8. B~midoozotilamina e puo ricavars i per carbossi~ dazione d.all 'i5tidina . La iniezione ,d i run cc. della soluzione al millesimo di cloridrato di istamina e capace di provocare nell 'individuo normale una secrezion e g.astrica abbondante (cc. 100 e ·p iu) di liquido ·p uro, chiaro, limpido e on notevole quantita di HCl lihero. La secrezione, secon.do Boutier si iniziereb1b e do·p o 10-15 m' dalla iniezione di istamina raggiungen·do il .maissimo dopo 30' , per ·p oi di.rninuire mano ma·n o. La curv.a della quanti1ta secon1do Barco puo anche preisentare due ma-ssimi verso il 45' e il 60'; la e urva dell 'aci·dita totale e dell 'acido ,eloridrico libero ·dimostra prima un rapido aumento e si ha poi il ritorno alla nor:m a in un modo molto piu lento. II meccaniS1IDo 1di azione dell 'istamina e alquanto eonrt;roverso. Rothlin e Gundlach, in cani con stomaco alla Pawlow ottennero con la istamina le stesse modificazioni motorie e secretorie ehe si han.no per eccitazione del vago; F e.deli e Carnovaro, .p ur armmettendo la importanza del vago , riteDJgono eh e la va,sodilatazione della mucosa g.a strica per effetto dell'istamina, influisce sulla seerezione; Rolando Ricci ha notato una vera infiltrazione emorragiea della parete . dello stom.a co. Bar eo con v.arie esp eri•en ze sui:i cani ha 1pot11to notare ehe l 'istamina eccita l.a secrezionie gastrica 1dopo la sezione sia d·e i vaghi sia d eI simpatico gastrico, sia di ambedue, ma con la .p ersisWI1za dei vaghi la secrezione e :P'i u abbonda·n te e conclud81 1c:h e il n1ecca·n ismo di .azion·ei 1de11ai .istamina e aliq u.anto CO·m 1plesso e svolto principalmente eccitan1do il vago per quanto il si1m1patico e i oen·t ri .autonomi dello stom.aco non n e vengano eselusi e non ammette un 'azione diretta sulle ghiandole e sulla motili ta · dello stomaeo. Per questa l&tia azio:ne eeeito-se'cr etiva·, l 'istamina e stata utilizzata nell'esame della funzio 0

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4

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[ANNO

XXXIX,

Nu~r.

121

nalita gaistrica a preferenza .dei eomuni pasti di prova, perche fornisee sueco gastrico puro, evita tutti gli inconvenienti rimproverati ai pa.s ti di prova e puo far ·diffrerenziare le vere achilie dovute a,d un 'alterazione profon1da della ·m ueosa, dalle false in cui la scarsa seerezione e dovuta .p iu ad insuffieienza di stimolo. Non si diseonoisce ehe l 'istamina determina ancl1e 1disturbi, quale i·p ot®sione, a volte n10tevole, rossore al vi·so, cefa1ea; e per ovviare a queste si consiglia di aggiungere alla istamina 1/ 4: di mmg . di adrenalina, la quale, da canto st10, pare non disturbare il processo di secrezione da istamiin a.

* ** La prova dell 'istamina e cosi en tra ta nella semeioloig i.a ga6trica, ma non se ne e fatto ur10 studio eorrrlJParativo, speeialmente di flronte al sondaggio frazionato a digiuno, e sistematieo nelle varie eondizioni fisiologiche e patologiche, indagan1do come l 'istamina agisce tanto imm ediatamente dopo ehe si e 1svuotato lo stomaeo dal pasto di E''rald al 60' dalla ingestione, quanto 4-5 ore dopo, alloreh e lo stomaeo si e completarmente svuotato n el duodeno e .eio per vedere se lo stomaco, ehe gia aveva esaurito il .suo eiclo digestive da stimolo alimentare fosse ini grado di risponde,r e e eome ad un ulteriore stimole. Ho iprooeduto all sondagg io .d ello stomaeo eon la sondina di Einhorn; si svuotava eompletamente lo stomaeo (a digiuno gia da non meno di 8 ore) subito dopo introdoit ta la sondina e poi ogni 15' dopo iniezione di ce. uno delia soluzio·n e al %0 di eloridrato di i1stamina e per un'ora di seguito; veniva caleolata Ia quantita ·di eiaseuna estrazione, non ehe lo HCl libero e l 'aeidita totale m ediante il m etodo di Töpher. Premetto ehe l.a introduzione della sondina in pochi easi ha rprodotto nausea e eonati di vomito molto foriti da non potersi proeedere aJ son1daggio : nella maggio· ranza .dei casi , specie .d opo adeguata preparazione rpsiehiea d.el paziente, il son.daggio veniva tollerato con il minirrno di disturbo. In 7 1sog1g etti normruli l 'istamina ha dato un qua•n titativo di .su ceo gastrieo oscillante fra ee. 92 e ce. 195 in 60'. Solo, dopo 15' era possibile estrarre sueeo gastrieo ehe si faceva sempre piu abbon•d ante, fino ad avere un massimo, per Io piu .ail 30', in qua-lehe caso al 45', per poi diseendere fino al 60'. In un solo easo la secrezione gastriea ha ~presentato due massimi, al 30' e al 60'. Il rigurgito di bile si e presentato preeoce a1la prima ac:trazione in due 1

449

SEZIONE PRATICA

casi, per 1seomparire neJle altre estrazioni, in altri due si e presentato al 45 ' . II sueeo estrat~· to si presentava limpido eon qualehe fioeehetto di mueo, speeie nelle prime estrazioni. Il quantitativo ·di HC.J libero e di aeidita totale ha osc'ihlato fra un massimo .di 3,19 ed un minimo di 2,04; l 'a eidita totale fra un massimo di 4,25 ed un rrninimo di 2,10. II loro .massimo e·s't ato riscon1t·rato ail 30' i1Il tre casi, al 45/ in due casi ; in altri due easi si sono avuti due m1assim·i al ~O' e 60'; 1e al 15 ' e aI 45'; in quasi la meta ·dei eaisi il mass'imo di HCl libero e di aeidita totale corrispondeva al massimo ·della quantita estratta. 1

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RISULTATI

NEGLI

STATI PATOLOGICl.

tDe Benedetti ha potuto riseontrare ehe gli ipereloridrici reagi1seono alla i•s tamin.a con una searezione piu abbon.dante e piu aeida di quella ottenuta a digiuno e eon la colazione di Ehnnann, rimanen·do inattiva l 'istamina nei ca·si di anaei1dita da colecistite cronica, nell 'aehilia ·da anemia perniciosa. Bareo ne-11'ulcera gaistriea ha ottenuto secrezione abbondante e prolungata c ol massimo in un tempo relativam.e nte breve; la eurva presentava una sola somrrnita, I'aeidita re<Stava lungamente ele,rata e la quantita di 1-ICI libero seereto era superiore alla norma; Bareo aisserisee eh e n·egli stati iprereloifidrici il tasso di acidita eon l 'istamina raggiunge eiifre elevate, ma 1la quantita di sueeo sara sem·p re minore di quelle ottenuto nei easi di uleera gastrica. Nel cancro dello .s tomaeo mentre per aleuni AA. (Moretti, Baireo, eec.), la ista!mina non riesee a'ttiva, a ltri h.an·n o rinvenuto HCl libero in quantita variabile forse in rapporto a.lla ubieazione del careinoma, alla eistensiooe e alla data · di insorgenza ·della rneopiasia (Boas, Hayem, De ß enedetti, Loepe1r). D.a lle mie ricerehe su 10 soggetti affetti da ul cera gastriea e apparso ehe il quantitative di sueeo estra tto non e di gran lunga superiore a quello ehe tSi ottiene nei normali: ce. 60 in un caso, ·e d oscillante fra cc. 105-23\5 ne. t,gli altri; in u·n 1solo caso sono stati estratti cc. 325. Vere ipeTsecrezioni non si sono verifi:. cate nei casi da me s tuk:liati. Quantita non molto diverse iSi sono avute in casi di ipercloridria. Questi dati contr.astano eon quelli denunziati da G1rar·di, per il ·quale l 'ipersecrezione e il • sintoma piu eostante ehe si aeeompagna ad una sinto.m atologia do1oro.sa e.d a11 'uleera gastrica inldipendente dai valori di acidita. Lo HCI Jibero ha oseillato negli uicerosi fra 0


450

u IL P OLICLINI OO ))

un iminimo ·di 3 ed un massin10 ·di 4,19 e l 'acidita totale fra un minimo di 3, 10 e1d un m.asisimo di 5, 22. egli ipercloridrici lo HCl libero h a oscillato fr·a un minimo di 2,2·5 ed un m.a ssimo di 4,38; l 'acidita totale fra 3 e 4,59. II m assiJmo d i secrezione si e verificato n egli u·l cerosi a ll.a prima ~ trazion e, cioe ·dopo 15' dall 'iniezion e di istan1ina; in un solo caso si sono 1avuti due • m assi1ni al 15' e al 60' . Negli ipsr cloridrici l 'effetto· istaminico si e verificato un po' piu taDdiva.m ente al 30'-45' e non e 1sta.to ris.contT.ato sincronismo n elle varie estr.azioni fra il r ep ert o di H Cl lib·eiro e di aci dita totale e il qu.a ntitativo .di succo e~ stratto. In alcuni casi di ulcera gaistrica , anzi , ad una minore qu.antita di succo corrispon.deva un aumelljt o di HCl libero. In du e amebiasici e in un caso di colecislite cronica non ca1lcolo1sa ·s.i e avuto un su cco gastrico, p er quantita , H Cl lib ero e d acidita totale n on molto dissirrnile da quello d ei soggeitti no~mali . I n due ca.si di car cinoma gastrico con la prov.a .d ell ' istamina si e ricav.ato p·oco (2040 cc.) su cco con assenza di H·Gl libero e di acidita totale; in u·n .altro s.i ebbetfo cc. 60 di su cco in un 'ora, leggermente ;t into in rosso, con un m.ClJssimo ·di H·Cl libero 1di 1,25 er di a cidita total e di 2,30, come talvolta capita . 1

L1QUIDI ESTRATT I CON IL SONDAGGIO FRAZIONA.TO A DIGIUNO.

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Dopo aveT svuotato com·p letam en te l o stom .a co, 1.as.r,iando in s~to la son1dina di Einhoirn e raccomandando a l paziente .d i far defluire liberamente l.a sali va <lalle labbra , e •p ossibil e ·do.po ·115' e.strarre su cco ga1strico variabile da caso a caso e cosi dopo 30'-60 ' . Si h a cosi un ·s u cco lim pi do, con qu.alch e fio cch etto di mu co , eh e puo ?..Scre abbondante in caisi di catarro mucoso dello 1s.tomaco; .a v-0lte tinto leggermente in rois so, n ei casi di mucosa gastrica ,fa cilmente sang uinante; spesse volie, n el 66 % t\eco·n do Scimone, n el 45 % secondo Gi:rardi di un colorito g iallo ver·dastro per riflussi ·di bil e d.al 1duodeno. La quantita di succo estratto n e1lo s.pazio di un 'ora e oscil lato fra 30-90 cc. n ei sog·g·etti da me esaminati e il qua·n titativo di ciascuna estrazione e st ato v.ario n ei diversi individui; cosi anen tr e aicuni i)resentavano il mass.imo di secriezione al 15 ' (secr ezion e pron1ta) altri al 15' (secr ezion e ritair.data). In gen erale si e avu to il m aiSisimo .al 30' per poi ·diminuire g radatan1e11te fino al 60' . 1

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[ANNO XX.XIX, NUJ\1. 12)

Nei gastropatici ho .avuto quantita va ri.abilissime di ·su cco a seconda l 'aLterazione della mucosa. Le eifre piu elevia te sono state da me riscontra te in 1soggetti affetti da ulcera gastrica (cc. 200-210), ma u g·u.a lmente alte le ho rinv.enute in casi di ipercloridria (cc. 115-140). Non € stato infrequente riscontrare cinre anch e hasse in casi di ulcera radiologi~rumente accertata; cosi in un sog\g ento ho ~otuto estrarre cc. 48, e 70 in un altro. Il maSisin10 di searezione n on si e Vierificato in ugual periodo di tempo, co,si m ·entre alcuni lo presentavano .al 15 '' al1tri avfetti dall.a stessa. l esione anatomica , lo presentavano al 45' ed altri ancor a present.avano ·due maissimi al 15' e a l ±5 '; d a cio si ded.u ce qu,a n·t o .artificio9e e di scar sia pr.atica util~ta sono le cU1rve d i se crezione, in quanto poco ci .possono illuminar.e 1sullo stato effettivo d ella mucosa g.aistrica . Il qu.anti,tativo di H Cl libero e di aciidita totale da me ot,tenuto con il sondaggio .f r.azionato .a dig iun o, senza a lcun pasto di prova, e alq_uanto varia.b ile ·da caso .a caso an cl1e in u g ua li alte~ razioni deJla mucosa. P er lo piu i valori massirni 1son o stati ·da me rinvenuti in casi di ulceira gastrica, per quanto cio non s ia infrequen1te .arnche n egli ipercloridrici. Il m.a ssimo di H Cl libero e 1di acidita totale non e corrisposto ad una secr ezione piu abb ondante, solo in due casi di ulcera gastrica e in due di iper cl oridri.a. cio si e potu to 1erific.ar e. N.egli affetti ·da carcinoma g astrico, da me e6aminati, il sond.aggio prolungato a ·dig iuno si e d]mo.strato insufficicnte a stimolare Ja secr ezion e .g·astrica in qu.an to n on sono ri u scLto a·d estrairr e in un 'or.a eh e pochi cc. di s.u cco con assenza di H CI lihero e di acidita to tale. Da uno 1sguardo gen.erale sul sondagg io gastrico prolung.a.to .a digiuno, a ppare come il m eto·do riesca utile ne.1lo studio della funzionali ta gastrica. E un m etodo con sigli.aibile per qu.a nto Galli lo g iudichi i!n.daginoso e causa di sof.\ferenza agli ammal.ati , senza vole,r · considerar.e se la se crezione ottenu,ta con il sond a,g gio sia di n.atur.a esclusiv.amiente m ecc.anica (Girardi), o n on sia 13: risultante di r eazioni complessive dello stomaco, considerato que1 to com e organo in timamente connesso ai centri vegetativi e 1p sichici all 'atto d el sondagg io (D.e Benedetti). Volein.do raffrontar e poi i Tisultati d ell ·esplorazione dello stomaco ottenuti con il sond.ag.g io frazion.ato a digiuno, con quelli ottenuti con l 'istamin.a, app.are, 1a tutta prima, una n otevole differ enza, in quanto con l 'istamina riusciarr10 ad otten ere citire crnolto piu .elevate 1

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I->\NNO XXX IX, NuM. 12]

451

SEZIONE PRATICA

sia per la quantita di sueco estratto s ia per lo IICI libero e l 'aeidita totale. Ma se faeeiamo un esame piu partieolareggiato e ,t enendo conto ehe non vi puo essere i dentita fra i due stimoli, appare eom e le due serie di risultati siano parallele. Difatti uno stomaeo eh e e ca paee di 1seeernere suceo g.as,trico ab• bonda nte e ehimicamente attivo con il sondagg io frazionato a dig iuno, ri.sponde a ll 'istamina fo:rnendo sueeo gast1jco piu aibbondante. e piu riceo .di HCI libero e di aei·dita totale. Special1n1en.t e evidente appail',e il parallelis1no in easi di ipereloridria e di ulcus. In linea generale lo HCl libero e l 'aciclita totale, sono quelli eh e si r endono piu manifesti i·n seguito allo stimolo istaminieo, piu eh e non avvenga con il sond.aggio frazi onato a digiuno. Lo stimolo e dunque piu potente di quello del sondaggio fr·azion.a.to a digiuno. 1

l , esam ~ di questo secondo gruppo di ricer ehe e ehe il quantitativo di s ueeo ottenuto con lo sticrnolo istaminico imme,dia tame·n te dopo l 'estrazione del pasto di E,v.ald al 60' e di g ran lunga magg·iore di quello ottenuto con lo st esso stimolo istaminico, quando gia lo stomiaeo si era con1pletamente svuotato nel duodeno . Questa differ enza si e pr·esentata in ,t utti i sog~ getti esaminati, ecoeitto in u•no in· cui si verifico il contrario (11. 3). Negli ipercloridrici e n egli a ffetti da uleera gas,triea la differ-enza e molto piu notevole ch·e nei normali e n ei ·dispeptiei ipoclori.d riei . Il fatto, in ge·n.erale, potrebbe interpr etarsi aimmettendo ehe lo stimolo alimenta'I'e. per sistesse ancora, pure essendo lo stomaco assolutamente libero da fru1

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Si seonosce il eomportamento dello stomaeo a llo stimolo istaminieo, quando g ia in preoed enza e stato st~molato col il paisto di prova. Le iricerch e ehe ho intrapreso, per eonsiglio d el mio Maestro, sono state condotte su 10 soggetti di cui 3 normali, uno affetto da gastrit.e cronica, uno da amebiasi, 3 ipercloridriei (luetici), due affetti da ulcera gastrica. La tecn ica esegui.ta e la seguente : ad un soggetto a digiuno da circa 12 Oil'e. si somministrava la eolazione di Ewald, si s vuotava lo stomaco con la sondina di Einhorn dopo 60', misurando la quantita di suceo gastrieo estratto e ·determinan.d o lo HCl libero e l 'actdi ta totale. Dopo aceurato lav.a ggio per ais sicu.rarmi ,e h e lo stomaeo non eo,n tenesse piu r esidui a limentari, si iniettav.a la istamina. e si proeedeva all ' estrazione con il metodo ordinar io, ogni 15' e per 60' . Allo stes.50 soggetto , il giorn o dopo si somministrava il pasto di Ewald, si sondava lo stomaco dopo 4-5 ore, quando eioe l o stomaco si era eompletaimente svuotato n el ·duodeno, e dopo un a ceurato lavaggio 1Si iniettava i tamina e s.i procedeva con la solita tecniea. Nella seguente k'\bella son o riportati in breve i r isultati ottenuti e in, cui le eifre ra·p presentano, pe.r quanto riguarda la quantita, il succo estratto al 60 ' per il p.a sto di Ewald e la omma ,delle estrazioni fatte ogni 15' per le due prov-e di ilstamin.a. Le ciifre di HCl lib.ero (HCL) e di acidita totale (AT) rap1Jr esentano il maissimo ottenuto n ello spazio di un 'ora. II fa tto ch·e a prima vista, piu risalba dal1

A. Cesare

L. Oarmelo

P. Luigi

normale

cc. HOI AT

140 1,09 1,99

240 R.65 4,19

ld em

00.

70 0,26 1,02

182 2.92

s

162 2,19 2,92

A:r

60 0,50 1

120 3 54 4' 01

185 4,75 5,10

g astrite cronica.

cc. HCl AT

210 1 2~ ' 2,37

142 2 92

3 ' 4.6

115 2,92 , ,47

a mebia.s i

cc. E.n l AT

150 0, 813 o,73

69 2,37 2, 92

59 1 ,46 1,38

iperclo lnetica

cc. HCl AT

130 2:19 3,65

317 4,19 4,56

180 4,38 4,90

idem

<'C.

HCl A1'

115 2 2, 75

300 3.75 4

175 3,65

eo. H Cl AT

140 :?,50 2,75

350 . 250 4,05 3, 75 4,50 4

cc.

110 0,95 2.59

260 4,90 5,18

181 4 ,19 4,56

150 2, 75 3

325 a 80 '4:

250 3,80 4,25

BCl AT

!dem

eo. H Ol

L. Giuseppe

M. E lvira

B. Mario

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N. Antonio

idem

. B. Luig i

S. S al vatore

1

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u lcera g astrica idem

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215 3,67 4,01

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s toli alimenta1i a.spor.tati g ia eon il lavaggio. In un s.olo cafso, am ebi.asieo (n . 5), lo stimolo istaminico ha da to un qUJantitatiivo di succo inferiore in confronto al pasto di Ewald, m.a molto piu a.t tivo. Pro1b ahilmente la scarsa seerezione deve r iporta:nsi a·d un .e1saurimento secretivo della mueosa. Per quanto rig uarda l 'HCl libero· e l 'acidita totaJ.e, nei normali non si sono avuti ri1s.u ltati con cor·di. In un solo caso (n . 1) la mucosa gastrica ha risposto ugualmente allo s timolo


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CC IL POLICLINICO

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[ANNO

XXXIX, NuM. 121

~stamini co

nell 'una e nell 'altra prova; in un altro caso (n. 2) lo HCI libero si e pres.entato leggermente diminuito alla seconda prov.a, corrispondente ad un,a .dirrninuzion.e d ella quantita di su cco. Negli ipocloridrici da gas.trite cronica e da amebiasi, lo \Stimolo iiStaminico ·p rovoca uguale ;risposta da parte d ella muco.sa nelle due .prove; in un 1solo caso (n. 5) a d una minore .secrezione e corrisposta una ·diminuzione dello HCl libero nella seconda prova (d.a 2,92 a 1,46) ·e ·d ell'acidita totale (2,92 a 1,88). Negli ipercloridrici e n egli a~ftetti da ulcera gas.t rica, la rispois~ dello stomaco all 'istamina, neille ·d ue prove, e stata notevole, ma anehe in questi casi con rii&ultati n on, sempre costanti e per HCl libero e pe1r aeidita to.t ale. E ovvio eh e non vi puo essere i.d en tita fra i due istimoli (istamina, pa'S to di Ewald) e quin,di ~ra presumiibile ehe lo srtomaco avrebbe reagito all 'istamina dopo e.ssere stato stimolato eon il pa·s to di Ewald. Quello eh e appare da1le mie 1Tieerehe e ehe }o StO·m aeo noln ha pre.s entato fenomeni di e1s\ur~m ento della secrezione tanto ~se s.timolato suhito dopo estratto il paisto di prova, quanto 4-5 ore dopo, poiehe per quantita e qualita i reper,ti non sono stati dissimili da quelli ottenuti da uno stomaco preeedentemente non stimolato. Le ricerche sarebbero state molto piu dimostrative se il primo stimolo fosse stato rappresemtato anzieh e dal pasto di Ewald, dalla ist alfP,Jina stessa. Per ragioni di opportunita non' si pote seguire questa via, poiehe essendo hrusca la reazione prodo,tta dall 'i1stamilila, non era prudente sottoporre l 'organismo ad una nuova re.azione, qu.ando .J.a prima eira gia appena finita. Pur tuttavia le mie ricereh e rie1scono inte1ligihili, in quanto dimo.strano la capacita dello .stomaco a reagi.r e a .stimoli successivi. Le ,mie ri cerche mi permettono di concludere ehe: 1° La prova d ell 'istamina riesce utile in Clinica per lo studio della funzionalita gastrica nei vari stati morbosi. Essa, al confronto con gli altri metodi fin'ora in U SO, e la sola capace ·d i fornirf;2 suceo ga.strico pur<;>, non diluito e in cui .s ono piu atten.d ibili le ricerehe macroscopiche, micro,scopich e e chimiche. · 2° Non e po.ssibile an eh e con questo metodo tr.acciare dei qua·d ri ·di funzi on alita gastrica caratteristici dei vari 1stati morbosi dello stomaco e non riesce a fornir.e dati suffi- · cienti a differenziare l e fomn e d olorose da ul..;era gastrica da <p1elle da ipercloridria sem0

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plice, in quanto uguali reperti di funzionalita ga;strica, spesso sono riscontrabili nelle due sindromi. La istamina permette una netta differenziazione delle forme i.pereloridriche dalle ipocloridriche e queste ·d alle aclori·d riche. Molte forme eh e con i pa.sti di prova comuni erano ·comprese n el quadro dell·e ipocloridrie, con la prova dell 'istaimina hanno presentato una funzionalita gastrica ·per quantita e per qualita simile a quella dei normali. Ma dove effet:tivamente la prova della ~stamina trova utile impiego e nel differenziare le ipo <lalle acloridrie. 3° Il sonda.ggio frazio.nato a digiuno si pre·sta an ch 'esso hene allo studio della funzionalita gastrica, ma da solo non e sufficiente a diffe.renziare le ipo <lalle acloridrie. 4° La mucosa gastrica e capace di reagire a stimoli successivi e diversi fornendo succo gastrico abbon.d ante e chimicarrn, ente attivo e .senza presentare fenomeni di esaurim ento della sua funzionalita. 1

RIASSUNTO. L 'A. ·dopo a ver passa to in rassegna i piu importanti m etodi di esam·e della funzioillalita gastrica, rilevandone i difetti di eiaiscuno si ' sofferma, con particolare riguardo, sul mietodo del sondaggio frazionato a digiooo dello stomaeo e sul metodo dell 'istamina. Istituisce delle rieerche comparative, fra questi due metodi, e sistematieh e nelle varie c011dizioni fisiologiche e patologich·e dello stomaco. Ha rioercato aneora il modo di comportarsi d ello stomaco, ehe gia aveva esaurito il suo ciclo digestivo da stimolo alin1entare, ad un ulteriore stimolo istaminico. II complesso delle ricer.che perm.ettono all ' A. ·di con cludere ehe la prova de.11 'istamina da i risultati piu attendibili nello studio d~lla funzionalita gastrica e eh e .anche il sondaggio frazionato a digiu·n o si presta bene, ma non e suffioiente a differenziare le ipo dalle acloridrie. La mueosa gastrica e capa.oe di T·eagire a stimoli successivi e diversi isenza presentare fenom·e ni di esaurimento della sua funzionalita. 1

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NOTE E CONTRIBUTI. ÜSPEDALE C r\-ILE DI

T ARQU I NIA (VITERBO)

Contributo allo studio · dei diverticoli appendicolari. Dott. AucusTo

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SEZI ONE PRATICA

BoTT0 -~11ccA,

chirurgo prin1ario.

L 'appendi.ce ileo-eecale, sana o ma lata, puo presentare dei diverticoli , veri o .falsi , eongeniti od acquisiti, paragonabili in tutto ai diverticoli dell 'intestino ed in particolare del colon. I divert.icoli veri eongeniti sembra n o estremn mente rari : i,n fatti sono noiti soltanto i casi di !Boehleehne1r, di Hedinger , di Sohmincke e di Von Foykiss, m entre altri autori, pur aven{do osseT"Vato un con siderevo•le numero di appendici di neonati , non ebbe·r o mai occasione di trovarnc (Berard e Vignard). Alcuni inveoe osservarono talora sul bordo mesenterioo dell 'appendi cc del.le lievi prominenze mucose in eorrisponden za dei punti di penetrazione dei vasi: molto probabilm ente queste manifestazioni onfaloformi rappresentano degli abb-0zzi di ta]i divertiooli eongeniti. Aecanto a questa varieta di dive.r tico]i esiston o i diverticoli veri aeqruisti per ernia della muco a, indipendentemente ·dal.l ' infiammazione dell 'a ppendiee. La patogenesi di questi diverticoli semhra doversi far rimontare ad una particolare disposizion e anatomica dell 'appendice ed a speciali co1n·dizioni del contenuto. Quand o infatti. si esamina una sezion,e loo.gitudinale dell 'appendice, si vede eh e i vasi co11tenuti n el mesenteri olo allo seopo di spargersi nello spessore della parete dell 'organo passano attrave·r so la tunica museolarre in· can.a.Iicoli, in oui si intTomettono arteriole, vene e linfatici. II canale piu largo occupa 1a punta d el l 'appendice e serve di passaggio alla branca term.ina.11e dell'arteria appen,dioolaa-e ed alla vena om.o nima. Se l 'evaeuazione del contenuto del processo venniforme e ostacolata da qualche 1

causa, l 'au1n1e11to· della p.r,e ssione n·ella 1c,avita appendicol.ar e provoca a poco a poco la formazione di pieeolissime eirnie della J:[\UJcosa attra. ·verso i fori d ei eon,dotti va cola ri tfain,s mtiscola.r i. I I divierticolo tda ernia e intiero e, fin ch e Il0ll1 sara Ja sed1 e d 'un attaiCCO infiam.matorio acuto, lo si ricon oscera per la sua mueosa sana , ricca in ghiandole di Lieiberkühn, circon data da una sotton1ucosa n o rm ~le e poco alterata eon ·delle fibr.e muSleio·l ari liseie in strato piu o m eno sottile e ·d iscontinuo. Nei diverticoli falsi :im.vece, eon•s ecutivi a dell1e lesiooi lin1itate di necrosi delle tuniche, lia, mrucosa e ridotta a.d un sorttile st·r ato di cellule eub~che, senza g hi a11 dole, con perdita ·d i sostanza dove la parete n on e formata ehe da un tessuto di g ranulazion e ricopeirto dalla sola sierosa. Mentre i diYerticoli da ernia si tro,v ano norma1men1te sul bordo m esenteiriale de.ll 'appendice e comuniic.ano c ol lume di questa a mezzo di uno stretto colletto, i diverticoli infiammatori hanno un ori fi zio di comunicazion e largo e si trovano in qualsiasi punto del proce.sS-O vermiforme. I diverti coli da ernia si mostrano parti colarn1enite pTopizi allo sviluppo d 'un 'appendicite di,~e rticola re c.ro11iea od aeuta (casi Berard, flte rb, Lej.ar s , Pellier ..... ). Queste a.p pendi1citi n on h ann o ca·r atteri cliniei speciali, ma come nelle .appendioiti banali Ia cri si aeuta e preceduta da disturbi digestivi vaghi : senso di pese nella fo ssa iliaca, do·l o re alla pressione, dispepsia, costipazion e, eolite muco-membranosa. Semibra rpero eh e in questa eategoria di appendicite si riscootrino piu facilmente le forme fruste ei eh e i sintomi rcliniei possano iresta·r e per lungo tempo attentiati arnohe quirundo i diverticoli sono sede d 'un infezione estesa con minaocia di perforazione d ella sierosa. Ai divertico]i sembra. si avvieinino le dilatazioni eistiche dell 'appen·dice, di eui Elbe n·el 1909 in un impor tante stt1dio d'assi em e raduno 150 1ca si. Queste eisti piu frequentemente occupano la sola porrzio n e ·distale d1ell '1a1p pendioe, ste11osata sotto la eisti s·t es1... a d.a un pr·o cesso ii1.fiammatori9; il loro contenuto in g·en·ere e un liquido trasparemte e sterile. ivla quelle, eh e presentano una particolarita tutt.'affatto .speciale , sono l.e cisti ·d·elle appendici gigan~ti (Elbei, Slocker , Cipriani ... ) 1che p os ono r.aggiungere il ,rolume di un p1lig n o. Nei ca1si JpW)blicati queste cisti eran o dovu te ad un 'oblitenatZion e completa del lume ap1p endicolare a d l1l1a di. ta1n za va•r iabile da.II ' e·s tremita libera del processo vermiforme. II loro content1to liquido, n1ucoso err.a sterile e eo·n ten eva d ei rari microrganismi; la loro pa1

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[Al'iNO XXXIX, Nul\r. 12]

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rete presentava la struttur.a dell 'appendice nor· male, ma ·O©~le · ·.diffe.i:enti tuniehe appiattite, schiacciate, la muoosa press'a pc)co spoglia d'e·· lementi linfoidi. , · Abbastanza frequentemente sulla parete esterna di queste cisti si vedono emergere dei di · verlticoli, ·dovuti all 'ecicessiva pressio.n e del· contenuto mucoso ed all 'indebolimento od alla distruzione locale di oerti elementi delle tu· niche , soprattutto degli elementi mu·s colaTi. Quan~o il numero dei diverti coli e considere· vole, la neoformazione cisitica viene a 'prendere un aspetto di gr.appolo d'uva non dissimile a quello assunto da certa cisti di appendici gi· ganti, le quali sotto una membirana 1Gomune n'a:scon·dono nell 'interno una quantita di picoo· le cisti raccolte a grappolo. .Anche cjuesit'affezione · con o senza diverticali clinicamente non m ,a nifesta ehe i sem:plici sintomi di uri:'a'p ,p endicite banale acuta o suhacuta. Quando. queste c isti si ro·m pono versano il loro contenuto nella cavita p eritoneale ed ivi continua a raccogliersi man mano ehe la mu· c0.sa :appendicoilare seoerne quei g rumi filanti, trasparenti , gelatin·o si. Quest'affezione intravista da Pean nel 1871 nella sua cc malattia gelatinosa del; periton eo » e chiam,a ta da Werth (1884) cc p seudomixoma del peritoneo >> venne d escritta la prima volta da Fränkel nel 1901 e fino .al 1914 erano note 17 osservazioni con 21 oasi descritti (Dialti). Non v 'e chi non ved·a la relazione intercorrente tra' i rdiver.t icoli e .Ie altre affezioni descrirtte , relazione piu teorica eh e pratiea, piu maerosco· p ica· eh e mi1croscopica ' ma oh e induhbia. m·ente ne serve ·ad fndicare e preeisa·r e i punti di contatto. 1

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Cio premesso passo alla descrizione del caso di un diverticolo falso dell 'appendice interessante dal lato istologico. C. P. d 'anni 36 da Tarquinia, caffettiere. Entra in ospedale il 27 agosto 1930. Padre morto a 56 anni di malattia cardiaca, madre vivente ~ san a, tre fratelli e due sorelle viventi e sani. . Tranne· i eom u~i es an temi dell 'infanzia 1'A. non · ebbe ad accusare malattie · degne ,di nota. · Cinque mes~ fa in seguito ad .un abbondante 1 ban chet10 per una. festa il paziente ven~e c;olto nella notte da violenti dolori addominali, irradian iesi dalla fo,ssa iliaca destra a tutti gli altri · quadranti. Chiamato un Sanitario, gli riscontro difesa muscolare val~da speeialmente nella regione appendicolare, per cui diagnostico trattarsi di attacco appendicolare e, dalo ehe l 'affezione appariva per la prima volfa, consiglio una cnra medica ~n attesa · nel caso di un peggiorame11 to o della manifestazione di una sopraggiunta peritonite di ricorrere alla via chirurgica . Vennero quind~ praticate al paziente delle

iniezioni di anestetici, dei clismi evacuanti e venne applicata in loco la borsa del ghiaccio. Co1~ tutte queste eure il rja]zo tern1ico in breve ando d~1ninuendo e le varie manifestazio~i addominali scompariro~o.

Due mesi fa l 'A. ebbe .a soffrire un 'altra crisi ma di molto attenuata rispetto alla prima, crisJ eh e passo in un paio d! giorni, seguendo le medesime prescrizioni della .priina volta. In quest~ ulti~i giorni il p aziente ebbe a soffrire di stitichezza. Ieri sera improrvv~samente mettendosi a letto dopo aver CQnsumato un pasto normale venne colto da forti doloTi addominali, eh~ partendo dalla fossa iliaca destra si irradiavan-01 a tutto l 'addome. Praticatosi suhito un cl~sma evaeu&~te (ehe dtede esito a parecchie scariche abbondanti) ed applicatosi in loco prima il ghiaccio, poi, permanendo ~l dolore, il caldo, il paziente, vedendo eh e i disturbi perduravano, chiamo un sanitar~o, ehe diagnostico trattarsi di u~ attacoo appendicolare ehe per il suo frequente ripetersi (3a volla in cinque mesi) richiedeva l 'inlervento chirurgico, appena fosse freddo; frattanto gli praticb un 'iniezione d~ mo·r fina e gli prescrisse il rip<>so a letto. Stamane l 'infermo, visto ehe passata l 'aziqne dell 'anestetico rico·m pariva violento il dolore ed :)Ccusando nello stesso temp<> notevole meteoris·m o, all 'insaputa del medico prese una forte dose d~ ol!o· d~ ricino, attribuoodo tutte le presenti manifeslazioni alla stitich ezza dei giorni scorsi e quindi, nel s.u o ragionamento, purgandosi cioe togliendo la causa dolorifica, la guarigione sarebbe stata affrettata. Ma oontrariam,ente alle prev~sioni del paziente i dolori anziehe scemare aumentaro·n o ta11to ehe persino gli stupefacenti si mostravano ir1etti a farli di111in11ire. Frattant-0, alla suddetta fenomenologia si aggiunse anche rialzo termico 38°,5 e conati di vomito con emissio·n e di liquido salivare m i&to a hile. 11 medico, visto l 'aggravars~ della situazione„ credette opportuno consultare il Chirurgo ed ecco quindi perche mi trovai in presenza dell 'ammalato. . · · ·, Esame obbie,.ll.fvo. : - , Soggetto di oostituzione sc}l.eletrica normale; statQ d~ nutrizione abbon- · dante, cute e 1nucq.se vis~bili ben irrorate. . Nulla all 'apparato circolatorio, nulla al respi0

rtl.tf!t!o.

AJl '.i spezion~ l 'addome appare globoßO e teso uniformemente ; ~lla palpazione ~i percepisce nettamente la tensione delle pareti prodotte da un considerevoJe meteorismo e s~ constata come la va:lida difesa ~ttscolare, percepita alla pressione oome localizzata alla sola fossa iliaca destra dal Medico nella sua. visita di ieri, sia andata spandendpsi a tuttQ ll quadrante inferiore dell 'addome tahto' e v~ro ehe la pressione della fossa iliaea sinisit ta risveglia in quasi ugu~ m~sura detta ·difesa; il quadran,te superioir e invece non. da ehe dolore riflesso. Anch e la palpazione della regione lo:n:ibare destra in partioolar modo n ell 'insenatura tra l 'ala iliaca e la colonna vertebrale risveglia un vivo senso di doiore. La percusstone da -in tutto l 'ambito addominale un suono timpanico. La febbre e salita a 39,5. Malgrado il purgante n<>n si 'soiio veri:fica:te scarjche alvine. 111rialzo termioo, Ja, stipsi ostinata, il vo·m ito e le· .c ondizioni dell 'addome fantio diagnostieare per una ap,pendici~e .perforata co·n inizio di peritonite, per cui si oonsiglia al paziente il ricovero all 'osped ale per nn intervento d 'urgenza. 1


r~.\.~No

xxx1x,

Nul.\i.

i2J

SEZIONE PRATICA

A tto operalivo (esegt1ito dal dott. Botto-Micca

con assiste11za del clol t. Petroni). Narcosi eon liquido di Schleich. Laparotomia con taglio alla Roux . Aperlo il periio11eo si trovano gl 'intestini i11 istato di notevole flog·osi e nel cavo addominale consiclerevole quantita di ljquido siero-purulento. L'appendice appare aderenle colla sua es tremita alla parte .addominale posteriore; si d~staccano tali aderenze per via oltu sa e si eseguisce l 'app.endiceclomia. Si lascia u11 drenaggio ~lla Mickulicz. Decorso p<>st-operator~o regqlare: in 4a giornata .si toglie il drenaggio per sostituirlo con un tubo di velrQ; in i2a giornata si toglie definitivam ente ogni corpo estraneo dalla breccia e si lascia cicatrizzar e la feri.ta spontanean1e~te. In 22a. giornata l 'A. esce guarito. Ri,isto pnrecchie volte dopo l 'A. non ebbe m ai piu arl accu sare disturbo di sort a di origine addomJnale. AJI 'esame macroscopico l appendice si presenta di color rosso intenso nella sua estremita distale ed in rosso-sfumante si110 al rosa, man mano ehe si allontana dal suo apice, ver so la porzione di inserz~one intestinale. L ·appendice nel suo apice appare perforata O(l almeno rotta forse per la lacerazione di qualche aderen za col peritoneo : e certo pero eh e si Yede chiaramente una s<>luz~one di conti~uo, eh~ coll'esame specillare mostra m ettere in oomu11icazione l 'esterno col lume del viscere. Senza dubbioi e a questa aderenza e forse a questa breccia eh e e da far risalire la colpa dell~ peritonite i.n allo . L 'appendice della lunghezza d1 i6 cm. e della grossezza di uq dito di adulto presenta a dt1e centimetri circa dall 'inserzion e cecale una prominenza situata di fianco all 'attaceo mesenteriale, ~ superficie irregolare, del volume di UJJ. n occiolo di cilieg~a. 11 processo vermiforme presenta inoltre n ella sua ~nserzione intestinale un 'evidente stenosi . Spccillata si vede eh e soltanto coi piu fini specilli s~ riesce ad oltrepassare il eer-cine sten otico, ma non si puo esser e certi ehe il passaggio avven ga veramente p er il lume appendicolare molto ste11Qsato oppure se lo specillo appuntito oltrepassi Ja sten osi forando i tessuti. Sezionata l'appenclice lungo il su o asse maggiore -si vede eh e la detta pren1i:r;ienza e formata da un diverticolo del diametro d-~ 4 mm. CQlllunicante colla cavita centrale dell 'appendice; questa dilatata co11tiene un liquido con fiocchi albumino6i -senza materie fecali ne calco1i. All 'esame m~croscopieo deII~ sezio:ni trasversali dell 'appendice e del diverticolo si vede ehe la p arele del processo vermiforme dalla parte opposta a quella, in cui esis te la cavita diverticolare, appare costituita dalla s-ierosa peritoneale, da uno -slrato connettivo fibro so soittosi~roso, dallo strato ·di cellule muscolari liscie lon gitudinali, dallo· strato di fibre muscolar'i 1!scie circolari, dallo strato -sottomuc-0so poco sviluppato e dalla ·mucosa, in cui si notano chiarani.ente l 'epitelip1 cilindrico, lo .stroma reticolare, nun1erosi noduli linfatici, la 111uscol nris mucoisae e. ghian clole tubulari. Se col .girave il preparato si segue la configurazio~e della -sezione _e. ]e sue particolar~ta istologich e, si vede -eh e nel punto corrispondente all 'origine della ca.,·ita divorticolare la tunica muscolare· si atrofizla e &i interrompe per l asciare il passo allo strato sottomu coso ed alla m11cosä, ehe attraverso la suddetta interruzione ern~ano, andando a collabire direttam ente collo strato connettivo f~broso sottosieroso e formando i11 t~l modo la prominen za in J.sll1dio. La parete del diverticolo quindi r esta for1

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mata da quattro strali : il sieroso periloneale, ehe si co11ti11ua co11 quello clell 'ctppe11dice senza subire alcu11 can1binn1e11to di cos li lu zion e, il co11n cttivo fibroso sottosier oso, il so llomu coso ed il n1ucoso. Delti strali non mutano nella lor o costiluzio11e is tologica , poich e conservano intatfi i loro elementi esse11ziali: paragonandoli infatli con quelli della parle appendicolare normale si vede cl1e cssj ne ma11tengono intatta l a costituzione, differen zia11dosi solo nello spessore : gli str ati infatti del diYerticolo appaio·n o sen sibilmente })iu asso tlig linti ed j11 modo speciale l 'epitelio sicroso e l 'epitelio cilindrico della inucosa, le cu~ cellule appaiono appiattite com e avessero dovuto su:Qire un notevole sfqrzq da stiram ento. Tanto il tratto d~ mucosa appendicolare eh e quella diverticolare presentano i segni del processo infiammatorio in atto cioe un 'inten sa infiltrazione leu cocitarla e la presenza di cellule giganti dalla forma variabile per lo piu irregolarmente poligonale, protoplasma granuloso con nuclei rotondi in numero di 4, 10, 12 sempre riuniti in gruppo situato per lq piu al centro. 1

L 'esame microscopico delle varie sezioni ci fornisce la spiegaiione dell'o,r igine del diverticolo ed i dati per la sua i!dentita. . Si: 've d~ ·infatti Gh e quest.o diverti~lo e fonnato ·d all 'ernia del:J.a muoosa appendicolare attra·verso una breccia ·d ella t unica musco lare della parete del processo vermiforme; l 'aspetto delle sezioni riconduce .lia mente a lla teoria del !Brunn sull 'origine dei diverticoli falsi. Gia si e pa·rla to della differenza tra i diverticoli veri acquisiti (con serva nti la tunica muscolare) od i falsi assolutamente pirivi di questa e con variazioni ·d i spessore negli altri strati. Secondo il Brunn il modo di forrnazione dei falsi diverticoli dell 'appendice sarebbe il seguente: un pr9ce1sso infiammatorio acuto provoca una perf~~ razione oompleta dell 'appenctice; la lesion~ n9n interessa la mucosa in .modo mo.Jto, esteso, i lembi di questa possono prolassare ·al ,d i . fu~i della perforazione e n el periodo di risoluziq:µe del processo suppurativo rivestire la cavi.ta ascessuale attigua, fa.rman,d o cosi una cavita muoosa aocessoria · comlinicante colla prirq.itiva. Schweizer insiste sull 'importanza deJ.l'aumento di pressione inteirna sul meccanismo di produzione del diverticolo, pe.rche l 'aumento di p ressione d etermina am pliamen to dell 'orifizio ·del-la perforazio,n e e quin'(}i fa,c ili ta l 'est~o­ fl essione .d el lembo mucoso . . l'l' caso presente mostra particolarita · deg11e di h,ota · per la II'icerGa dell 'origine · de-1 diverticolo. Si puo do,m .a n dare se questo e sorto soltanto in occaisione di quest 'ultimo attacco a-ppendicolare o se· gia esisteva ed in ta.l caso quan do e com e ha tratto origine. Nell'esame 'i stologico · parecchie .cose ~rttirano particolarmente l 'abtehzione : anzivutto la completa rassomiglianZ.a nella successione deg·li strati della 1

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« IL P OLICLINICO »

parete (ad eccezione dello strato muscolar·e prescnte in una parte ma n cante n ell'altra) sia dell 'appendiee ehe del divertieoilo, quindi la IJrim.a eonelusione eh e il diver tieolo non e un eorpo estran eo, ma deriva direttamente da ll 'appendiee e eh e e un divertieolo falso. La secon·da osservazione, eh e si puo fare, e eh e la tunica museolare n el punto, in cu.i vi e l 'interl"uzione, ehe rappresenta l 'istmo per cui il di verticolo e attaceato .all 'organo d'origine, an.ziehe avere dei m arg ini irregolari quasi fosse +da poco l.aoerata, appare atrofi zzata. Ora queto processo non h a potuto co1npiersi certam·el)jte nel b·:neve peir~o1 d·o1 ·d i quest 'ultim-0 attia1e1co appecr1dicolare, ma deve av·er prineiip1iato ben pri•m1a ossia durante il seeondo .attaeeo di due mesi fa o meglio ancora dtirainte il primo di einqu1e m esi or sono. A eomprova di cio stanno a.n eh e l 'aspetto app·ia ttito dell 'epitelio d ella sier-0sa .p erito nea1e ie dell 'epitelio dell.a mueosa del diverticolc:>. In questa particolarmen·te l 'epitelio ·da 1ailindrico si e tnasformato i·n 1piatto, m etamo·rfosi eh e non puo esseir avvenuta di colpo durante il movimento erniante della mu.co-sa, nel caso questo fos se avvenuto in quest'ultimo attacco·. S,e eio fosse ·s tato, cwtiarn1ente la mucosa tesa iper occu.p are la cavita divertieolare si saTebbe inorinata in qua lehe punto ed all' esame microscopico 1sair.ebbero apparse tali soluizioni di continuita. Una delle cause, a cui si puo far risalire detto appiaJttimento dell 'epitelio, e lo statö di tumefazione dell 'appendiee, eh e deve _aver fatto stira re i tessuti ed in pa·r ticolar modo gli epitelii , don·de il suddettto a spetto; ma questa cauisa da come implicita l 'o·r igine del diverticolo in tempo anteriore al presente attaieco, altrimenti .colla tensione della :tumescenza, se i telssuti fosser-0 eDniia ti da poco e co·n tempora neamente, si sarebbero dovuti rilevare segm i indubbii di laeeirazi001i. In con.elusione si puo a sserire co1~ molta atten,d ibilita eh e il dive;rtieolo in quie,stione risale ai passati attaeic1h i aippendicola ri. A qtiale dei ·due? Non e possibile preeisa·r lo, pero, b.asa n1dosi sulle notizie ainafffiJlestieh e ei sulla fenomenoil ogia soggiettiva, eh e attestamo il secondo 1attacoo· molto mooo violento del primo, si r esta di gra.n lunga piu propellls-i a ritenere 1precisamente il primo attacco responsa·b ile dell '0rigime di questo divertiico,l-0. Ammesso quindi ehe molto probabilmente il ·detto diverticolo risale a l primo attacco appendieolare di cinque mesi fa, sorge spontanea la dom.anda del modo dell.a sua insorgenza. II Brunn ritiene necessario per simili formazioni Ia presenz.a di un 'uleerazione eompleta dell 'a ppe.n dioe e cio p-uo darsi sia avvenuto an.cl1e n el cas.o n ostro , ma l 'esam e attu,a le del 1

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[ANNO

XXXIX,

Nu~1.

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preparato non rivela la presenza di aleuna cicatrice, eh e po ssa in quialche modo attestare la pregressa presenza di un 'ulcerazione. Se questa vi fu, dovette esistere tanto tem.p o fa da permettere la rigenerazione oompleta dei tessuti e ,cio starebbe a maggior comprova d.i quan to si e asserito prima circa il tempo dell'origine di tale diverticolo. Un 'ipotesi, ehe potrebbe spiegare il me.ccanisn10 di fo,r mazione di questo divertieolo sarebbe questa, ossia ehe n el primo attacco appendicolare la tumefazione del processo vermiforme alla pre&sione interna siano state ·c osi notevoli da vincere la resisten z.a dell~ tuni.c.a museolare, da i:om perla in un punt-0 ed attraverso questa breccia per l 'aum en tata pressione interna ·dell'organo la mucosa col suo strato immediatamente sottoposto sarebbe er·n iata divaricando ancor piu le labhra d ella lacerazione muscolare ed impedendo colla sua presenza ogni possibile cica · trizzazione. Sotto la spinta :di questi due strati (mucoso e sottomuco s-0) e1nianti, a-neh e lo strato oonnettivo• fibro,s o sott-Osieroso ed il sieroso sarebbero stati spinti in fuori , pu·r presentando una certa resistenza: di qui la loro integrita e la formazi on e a cappuccio intorno ai due strati piu interni. Perdurando la pressione interna del viscere il dive-rticolo prese la forma attuale, giaeche in quel frattemp-0 i tessuti stirati si erano venu\ti plasmando intorno alla cavita diverticolare mantenuta aperta dalla pressione interna appendiicolare o a mezzo di gaz o eon Iiquido di :secrezione. Bisogna tenere a mente ehe il prim·o attacco appendi.colare venne eurato me,d icalmen te e ehe la guarigi one fu molto lenta; quindi quando questa avvenne, era gia troppo tardi perohe i tessuti emiati potesseiro rientrare nella loro sede e riprendere il Joro stato primitivo: essi mantennero la forma ricevu.t a. Perche poi proprio in quel punto la tunica museolaTe abbia dovuto cede1·e e diffieile poterlo di·r e con sicurezza; certo eh e ivi la tunica muscolare avrebbe presentato il loous minoris resistentiae, dondo la lacerazion.e . Tutto eio, ripeto, riman.e nel puro campo delle ipo,tesi, potendo n el futuro aver forse la conferma in altri casi del genere. Alla domanda se il presente diverticolo puo esser stal~o sede di u11 'appen:clicitJe 'eronica, • riattivatasi due volte acutamente, non e possibile rispondere con .a t.tendibilita. L 'esame istolog ico al riguardo e completamente muto, poich e i tessuti del diverticolo presentano patologicamente i medesimi caratteri ,d i quelli dell'appendiee : non si puo quindi pre,cisare a quale delle due parti si possa addebitare l 'origine dell 'attua le attacco . Sull 'esame istologieo 1

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e.


{A='NO XXXIX,

NUl\1.

12)

SEZIONE

della parete diverticolare resta da osservare ehe le cellule giganti in essa trovate sia per i loro caratteTi morfologici (nuclei al centro e non alla periferia) sia per la mancanza di cellu.le .epitelioidi e ·d·e lla struttura propria del g·ranuloma tubercolare, non possono interpretarsi con1e oel~ule giganti del tubercolo (anche la ricerca dei bacilli di J(och ha dato esito negativo). Esse vanno interpretate com,e elementi .ehe non di rado si trovano [}ei tessuti di granu1oma ed ai quali viene dai· piu attribuita un 'azione fagocitaria. Riepilogando : nel ca so a ttuale si sarebbe ()S ervato in un'appendice aspartata a caldo ed aderell/te colla . punta al peritoneo posteriore un diverticolo falso, la c ui origine sembra da attribuirsi ad un altro attaoco di cinque m esi prima mancando ai tessuti caratteri di una lesione recente. L'ipotesi ehe tale diventicolo d·e ri,·i da un 'ernia della mucosa appendicolare attraverso una breccia della tunica muscola:re, ehe avrebbe ceduto per l 'aumentata tensione , interna·, sembra aiccreditata ·dall 'as~tto istologico e si baserebbe sull 'opinione gia espressa da Schweizer.

RIASSUNTO. L' A. dopo aver esaminato le varie distinzioni tra i diverticoli appendicolari nelle loro di verse specie e tra questi e le cisti appendicolari, .accenna fuga cem ente allo pseu,d omixoma peritoneale d'origine appendicolare, ohe trova delle predette affezioni una certa relazione. Emesse le varie teorie spieganti 1'origine dei divertiooli appendi1colari , l 'A. descrive un caso a lui oocorso, ehe esamina de ttagliatam,e nte <lal lato istologioo e basandosi su tale esame l '_.\.. discute sul tempo, sul modo e sulla causa d 'orig ine del diverticolo in quesitione enun c iando un'ipotesi al riguardo. BIBLIOGRAFIJ\. AscHOFF. Ueb er die Topographie der Wurmjortsatzentzündung. Verhandl. der Deut. pathol . Gesellsch. 1904, p. 246. BAMBICHLER . Multiple Divertikeltingung in PrOcessas v ermiformis. München, 1908. Boc.HLECHNER . Dive1~ticolo congenito dell 'app endi ce torto sul p ed'uncolo . Zentr. f. Chir., 13 dicembre 1924, 11:. 50 (r ecen s .) . BsuNN (von) . Ueber Dive rtikelbindung bei Appendicitis. Beitr. z. Klin. Chir. Bd. 46, Hft. 1, p. 67. CAMERON . .4.ppendix sch<>wing cuslic dilatation and stricture. Glasgow med . J our, 1903, p. 423 . CtPKIAN I. Un caso d'i appen.dicite gigante. Gazz. d . Osp. e d.elle Clin ., 8 dicembre 1929, p. 49. CoRNING. Retention cyst and dive rticulum of the oermifOrm. appendix. Albany n1ed . An11ales , dicembre 1905. D1ALTT G. Pseudo mixoma del peritoneo di Origine appendicolare. Clinica chirurgica 1914, 9, 17291775.

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PRATI CA EnE~.

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ÜUTEBRIDGE .


« IL POLiCLINI CO »

458 PALIERI ..

Un caso raro di cisti appendjcolare posti-

ScnwEIZER.

Ueber Diverti kelbildung bei Appendi-

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Occlusio ne ·intestinale da cisti 1n u cosa dell'appe·ndJice. Zentr.' f.· Chir ., 2 maggio 1925,

ÜSPED.i \LE

Nu~r.

12]

C IVILE DI BELLUNO .

.A.ppendicite acuta da tricocefalo. Prof. GI_No PIERI, chirurgo primario. •

'

Molto si e discusso sulla influenza .degli eln1inti nel determinismo della appendicite ,acuta, ma di solito si sono con·siderati da questo P'Unto di vista solo gli ascaridi e gli ossiuridi. Del tricocefalo si sono trovate da alcuni le uova nel muco dell 'appendice (Marziani, Letulle, Isabolinsky ... ) ma cio non sembra presentare specia]e interesse per il problema in quiestione : la abituale pre&enza di tricocefali nel .cieco e la frequente insuffi cienza della valvola di GerLach bastano .a. spiegare agevol~ mente tale reperto, senza necessita di attribuire a d esso un carattere patologico e un valore ·p atogenetico per 1'appendicite. In realta pero il tricocefalo colla su.a. presenza n ell 'appendice sembra po~sa esser causa .prima di prooessi flogistici dell ' org~no, con1e parrebbe dimostrare la seguen te osservazione clinica.

L. Oreste, d~ anni 7, scolaro viene ricoverato di urgenza il giorno 6 maggio ~. s. nell 'Ospedale WEI NBERG. Diverticules de l 'app endice. Bull. et Civile di Belluno. m em. Sqc. Anat. , Paris, 1906, 47 4. Non ebbe in p assato malattie d egne di nota. W ERTH. Pseudomix<>ma peritonei. Arch. f . Gyn. , La nladre eh e lo accompagna riferisce ehe il bam1884 24; Joutri. d . Chit., 1913, 2, 229 . b~no ~veva cominciato ad accu sare, quattro giorV\iHITE'· C. Di-ver ti·culum of the appendix . Virginia n~ prrma, senza alcuna cau sa app arente dolori M. Semi-Month. Richm,ond, 1914-15, 348-350. addo1ninali lievi all 'inizio e eh e andarono' a poco WILSON. Kystes de· l'ajJpendice vermifo rme; cori:tribution d l'etude du pseiidomixome du p er i- . a poco accentuandosi, diffusi dapprima a tutto toin e.. The Lancet, 30'. noveinbre 1912, e. Journ . . l ~ addo:qie, localizz,ati p oi al quadrante inferiore destro. Ih questo periodo non ebbe mai vo)lli to; semd. Chir., 1913, 2, 230. bra abbia avuto lemperattrra febbrile non molto elevata. . ' ..- Interessantissima pubblicazione: Venne somministrato un purgante, ehe ebb e scarso effetto; da due gior11~ l 'alvo e chiuso . oott. E. FIORINI Dalla sera precedente all 'i11gresso in Ospedale Aiuto nel Reparto Chirurgico dell'OS'Ped. <4v. di Verona i dolori sono divenuti particolarmente inten si : diretto .da.l prof. S. Spangaro essi si irradiano dall 'addome ,a nch e 1ungo l 'arto L'AP.P~NDICITE. inferiore destro i Clli movin1enti risvegliano o riacutizzano i dolori . STUDIO ANATOMO-PATOLOCICO E CLINICO Si tratta di un bambino robu~to e ber,ie svilup(oon 18 fiigure su tavole fuori teeto). pato per l a sua eta. Facies sofferente. Lingu a con l NDICE . STORIA E DEFINIZION.B, pag. 7 a 10. SINpatina biancastra . Polso 100, piccolo, un poco aritTOMI, pag. 11 a 20. RADIOLOGIA DELL'APPENDICITB CROmico . Te111peratura 38° C. t 'a<ldome e depres,s o; la Nl CA, pag. 21 a 30. DIAGNOSI DIPPEBBNZIALB, pag. 31 percuss~one diJ~ostra i) Iegato ·e la nlilza n ei cona 56. .t\.PPRNDICLTE CRONICA ED OCCLUSIONE INTESTJNALB, pag. 67 a 59. APPENDICITE CRONICA ED ~RNIE. pag. 60 1'ini i1ormali. L a palpazione di tt1tta la meta de.e 61. APPENDIClTI CRONICBR Al'PABENTEMENTE 0 . REAL· str a dell 'addome su scita dolore, ehe ·e piu intenso APPENDICITE CRONICA B MENTE A Sll:lilSTRA, p~. 62-63. 11Cl quadrante inferiore, ove esso si accompagna ALTERAZIONI DEL SISTEMA NERVOSO, paig. 64 a. 68 AP· a difesa, con n1aximum a live.llo -del punto di Mac ,PENDICI·rE CRONICA E TUBERCOLOSI POLMONARE, paig. 69 a. 71. Burney; duole an ehe l a palp azione combinata delAPPENDICITE CRONICA E lNVAGINAZIONE INTESTINALE, ·· 10 sp aziö costoiliaco, sopr atutto posteriorm ente. La pag. 72-73. - . ANATOMIA PATOLOGICA, fl)ag. 74 a 94. percu ssione dell 'addon1 e i1on dimostra presenza di LA CURA, pag. 95 a 100. - BIBLIOGRAPIA, pag. 101 a 117. liquido : libero. Volume in-16°, nitl.damente .stampato, · con 18 fdgure L 'esa1ne dell orina, eh e e di un eolorito· paglie'in tavole fuori testo. Prezzo L . . 1--4~, ·p iu ie epese rino e un poco torh~da, con il en sita a 1.016, non p<J6tali ,(Li spedizione. Per i noetri abbonati sole clin1os tra elementi anormali. L. 1 2, 6 0 in porto f ra,noo. Data l a sintomatologia e il repetto obbiettivo, se11tJ)rava doversi Qri er;itare, senz'a speci ali diffiInviare Vaglia. all'editore LUIGI POZZI, Ufficio Pocolta diag nostiche, Yerso una coh1une appendicite .etale Suocursale diciotto. ROMA. 18, 971-975.

\

XXXIX,

OSSERVAZIONI CLINICHE.

fica. Riv. ~ . Chir ., Corno, 1924, 3. PELLIER. Diverticules et kystes de l 'appendice.

J ourn . ·d . Chir ., 1924, 4, 479. PoTHERAT. Appendice avec · diverticulum. Bull. et m em. Soc. d . Chir ., Paris, 1902, 1072. RE1ss F. Uebe r falsc he Dive r tikel des Wu rmfo r tsatzes. Heidelberg, 1907. ScHMINCKE A. Sui diverticoli cong eniti dell' appendice. Vircho,w 's· Arch . f. path. anat. und Phy s., febbraio 1925, 3, 771-782.

[ ANNO

1

CR.ONICA

1

'

.

. . .

• • ...


[A~.No

XXXIX,

i\u~I. 12)

459

SEZIONE PRATl CA

acuta, con probabile ascesso periappe11dicolare, e direzione retrociecale dell 'appendice (dolore alla palpazione posterior111e11te). In eteronarcosi si procedette all 'intervento operalivo. Taglio di l\1ac Burney. All 'apertura del p eritoneo fl.1oriesce discret a quantita di liquido sieroso. L 'appendice e grossa come una m atita, lunga circa 6 centimetri, a direzion e pelvica, in apparenza scarsamente alterata: si osserva solo un modico arrossamento della sierosa nella mefa prossimale. _Si asporta. Con du~ dita attraver so la inc~sione periton eale si esplorano agevolmente gli orga'ni contenuti n ella m eta destra dell 'addome, senza rileYare alterazioni apprezzabili di essi. Sutura totale. Sj apre l 'appendice: ~l SllO lume e quasi tutto occupato da un coagulo irregolarmenle cilindrico, elastico, poco friabi1 e, eh~ ingloba in un punto un tricocefalo ; altri due tricocefali sono a ridosso della mucosa e fissi <td essa colla loro estremita, in corrisponden za alla m eta prossimale dell 'appendice; la mucosa a questo livello e lievem ente e diffusamente arrossata, e eosparsa in alcuni punti di piccole eechimosi . L 'esame microseopico (eseguito dal dott. Tanfer~a, direttore dei laboratori del n ostro Ospedale) din1ostra ehe la principale lesion e della appendiee consiste in uno stato infiammatorio della zona sottomucosa e in una n otevole iperemia del1'or gan o e, in alcuni. pu nti , soluzion e di continuo della m ucosa (Yecli fi~ru rn) . Intorno ai n oduli lin-

1.:imossa l ' appendic~ dileguarono anche i dolori addöm.~~ali . n gior~o 11 maggio si tolsero i punti (guarigione per primam), e il giorno 19 il bambino fu dimesso completamente gu arito.

Nel caso riferito si ·COnstato dunque un quadro apparentemente banal e di appendicite aeuta, la cui origine sembra indubbio di poter riferire .alla presenza dei .Parassiti nell 'appen-· dice e alle lesioni da essi determ1in:a1te. Che la causa della imponente sindrom e addominale vada ricercata n elle alterazioni appendicola ri mi pa.re sia dimostrat o da du e arg omenti: 1) La esplorazione di tutti g li altri or gani: ·della m eta 1destra della cavita addomi11ale li dimostro in apparen za norm.ali. 2) Alla asportazione dell 'appendi.ce segui immediata e completa cessazione dei disturbi del piccolo paziente. Un r ilievo degn o di interesse e la a.pparente· sproporzione fra il modesto reperto anatomopatologico alla operazione (appe111dice dall 'estern o apparentem ente poco alterata) e la impon ente sindrom e cli nica : i da ti 1sem eiolog iei semibravano parlare per lin violen.to attaoc:o di appendicite anch e con proba bile peritonitecircoscritta (vivo dolore spoo·t aneo e alla palpazion,e della meta destra dell 'ad·dome con difesa n el qu.adrante inferiore destro e dolore ancheallo spazio costoiliaco e costovertebrale di de~ stra) . In r ealta n el periton eo si con statb solo presenza di m odica qua ntita di liquido sier oso, en on alterazioni della sierosa visoerale salvo un modico arrossam·ento n ella parte prossimaledell' app endiee. A spieg.ar e tale in.cong ru·en za a m e sembra· possan o essere invocati dei vivaci fenomeni riflessi determina ti dalle a lterazioni eh e gli elminti provocarono colla pen etrazione della loro estremita cefa lica n ella mu,cosa, altera zioni ben dimostra te dall 'esa·m ,e microsco,p ico. E molto probabile ehe lo stimolo m ecccanico e forse an.eh e tossico d ei parassiti , solo O· somma ndosi con. quello flogistico provocat°' dai germi patogeni pen etrati n ella parete lung o la estre mita di fissazione degli elminti, abbia ·d eterminato una irritazion.e dell 'innervazione intramurale deil 'appendice, le cui ripercu ssioni in via riflessa potrebbero, b en e spiegare 1'impon enza 1della sin drom e clinica. 1

1

1

- -b .

••

1

1. - Prep ar at o microscopico della par e le clell a appendice (microfotogr afi a : obb. 3, oe. 2, Kor.itska). - a, rottura (}ella mucosa; b, zona di em orragia; c, zon a di in fillrazione leucocitaria.

FrG.

fatici n ormali si osser vano ampie zone di infiltrazjon e linfocitaria e leucocitaria, eh e si estendono fi no n ella zona della tunica niuscolar e; i leucocili eosinofili sono presenti , :m,a non molto nun1erosi . 1 vasi san guig11i, an che i piu piceoli, appaiono molto ampi e ripieni di sangue, e qua e la si o servano piccole en1orragie, delle quali qualcuna di una certa entita solleva e dist acca lo strato epiteliale, del resto ben conservato. Le sezioni del coag ulo sa11guigno, eh e occupav.a il lun1e centrale dell 'appendice, non diY!lostrano nulla di parlicolare, tranne la 'prese11za di qualch e uovo di tricocefalo. · 11 clecor so postoper atorio fu del tutto n ormale:

1

RIASSUNTO. . ·· '

L ' A. rif.erisce un ,c.aso di ~ppendi ci te acuta nel quale si riscontrarono ·n.el 111m1e appendi-colar e UJ1l lung o coagulo sa:ng uigno e tre .trico-


460

(C

IL POLI CLINICO »

cefali, e l 'esame microscopico della parete appendicolare dimostro profonde alterazioni flogistiiche ed emorragiehe. Egli pensa ehe la presenza degli elminti n.o n fosse aceidentale, m .a avesse · u:n, rapporto di causalita coll 'attaeeo di appendicite. . Va notato ehe le lesioni anatomopatologiehe appa,rvero sproporzionate alla gravita della sindrome elini1ca, il ehe, seeondo l 'A., potrebb,e esser.e spiegato invocando l 'azione irritante dei parassiti sul sistema n ervoso i:n,tramurale del1'appen·diee, con lo sprigionamento di violenti riflessi.

XXXIX, NuM. 12]

II Davies :riitiene 1al1e l'origine di queste cellule sia faringo-esofagea. Dopo l 'osservazione di 1F enwiek solo il Castl·e recentem·e nte (1929) ha portato un po' di luce sui rapporti fra aGloridria ed anemia. Sembra, secondo .q uest 'ultimo autore, ch·e la mucosa gastrica normale secerna una so.stanza termolabile ·capaoe di agire in soluzione neutra sul museolo di bue in m.odo da agire beneficamente nell 'anemja pe-miciosa quando questa sostanza venga assorbita. Questa sostanza non sarebbe peipsina, m1a rennina. Castle stabilisce Ulll rapporto fra mi.dollo osseo e seerezione gastrica, il eh e; e l1lI1 progresso dall 'epoca di IFenwick. · R. LUSENA. 0

Le crisi gastro-solari.

SUNTI E RASSEGNE.

(G.

Ra pporti tra acloridria e anemia. (D. T. DAvrEs. The Quarterly Journ. of Medecine, luglio 1931). I rapporti fra aeloridria e anemia sono apparsi piu eviden'Li 1n questi ultimi aIDni. La prova ~satta 1di causa ed effetto non e ancora data definitivamente. L ' a1clori·d ria e reperto eostante n·ell 'anemia primar.ia e la preeede di qua 1ehe anno, come pure persiste dopo la guarigione dell 'ar1en1ia eolla eura di fegato. Le osservazioni piu reoenti hanno eonferma to la veechia opinione di F ·e'llwick (1850) ehe l 'aeloridria s ia solo l 'indice dell 'atrofia della mucosa gastrica e l 'anemia una consegu enza di questa atrofia. Un sostegno a qu·est'ipotesi ·dell'origine gastrica dell 'anemia perniciosa si e trovato nelle anemie di tipo pei:nicioso osservate: nel cancro dello stomaco, nella gastreetomia. Alcuni auto:ni hanno voluto trovare n ell 'anemi.a la eausa dell ',a cloridria e citano a sostegno di quest 'ipotesi l 'acloridria ehe segue l 'ematemesi nell 'ulcer a gastri!ca, ehe segue l "emorragia da emorroidi . Ma l 'aclori1dria si ha anehe in anemie nelle quali non e ' e stata perdita di sangue. 11 meecanismo di questo rapporto fra aclori dria ·e d anemia e oseuro. L' A. ha studiato 45 casi di aeloridria (15 con anemia pernieiosa, 5 senza una malattia definita , 15 con ,am·e mia seeon1daria, e 10 co,n aclori1dria senza anemia). Nei ca.si con anemia perniciosa il suoco gastrieo non e aumentato coll 'iniezione di istamina , si presenta nebuloso, solo una volta conten eva muco , in quasi tutti c'erano leucociti n el sedim.ento; inoltre l 'HCI libero era assente ~d il pH non si e modificato coll 'iniezione di istamina. In 11 casi non c 'era pepsina neppure ·tlopo l 'istamina. Il de posito di eellule epite1iali e sta•to trovato in quasi tutti i casi di anemia pe;rniciosa e r aramrente in casi di a·cloridria senza anemia. 1

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FAROY .

Le Concours Medical, n. 3, 1932).

Le crisi dolorose epig.astriahe aceo·m pagnate da i1ntollerenza gastr~c.a, il etii tipo e la crisi tiatbetica, si v·erificano in molte affezioni addominali. Sono ·dovute ad un 'intensa irritazione d1el 1plesso solare, o piu esattamen.te del sistJeimia mervoso 'Vle·g etativo .a ddominale, ·di cui il plresso solare raccoglie ed esteriorizza tutte le eccitazioni. La crisi gastrica tabeticai, ehe e quella i1 0 ta da ])iu tempo , e costituita da accessi di dolore d 'i·n tein sita .artrooe, angosciante con senso di bru.c iore, to-rsione, stiramento, pression e , ece., localizzato all'epigastrio, a ccom1>ag n.a to da ipe:restesia cu:tan ea e spesso alleviato iiil seguito a forte pressione. II ventre e t e o, retratto, speeie nel]a meta superiore, ed il rnalato eori1c,ato a eann.a di fueile o sedtito con le g inocchia in alto ed il tronco piegato in :a1V.anti eerea con, queste posizioni alleviare il dolore. Non mancano mai irradiazioni multiple .a ddomi[}ali o tor.aci ch e a 1cäntura. L'intolleranza gastrica e completa , la nause.a e violenta ed i vomiti in c.e ssanti svuota·n ,o 1 cont.~nuam.ente lo stomaico. Ogni sosta[lza, solid.a 0 liquid.a , ingerita e imme.di.atJamen1te rigeittata . Tal,rolta si hanno ematemre si (crisi veire di Charcot). Spesso si ha singhiozzo, aerofagia, ·d iarrea. Jl pazi.ente si. trova i,n uno stato di annientamento, di spossamento estremo: evita oginii rnovimento ehe possa risvegli.are i dolori o i vomiti. Ha a lternative di pallore e di rossore del volto, sudori freiddi abbo.nidanti, e ten·denza alle lipotimie ehe sovente vanno ·rino alla sinoope. Lei urinie sono scarse, il polso frequente, la p:nession·e arteriosa, variabile. Queste crisi ehe 'Si rmianifestano improvvisamente ed implfovvisamente oessano lasciano di solito il sogg etto in uno stato di accalmi..a piu o ·m eno lungo, possono du.rare da qua}che OTa ad U[la settima,n a, ·s i ripetono con frequenza varia , e possono essere an ehe suhentran ti fino a dare un vero stato di male. 1


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SEZIONE PRATICA

La dilagn-0si e fa1c.ile in presenza delle forme di tabe con clan1ate . 1Negli altri casi le crisi del gen:ere devono sempre consigli,a re a praticare un esame metodieo del iste:ma 11ervoso per rilevare g li eve.n tuali inton1i della tabe ed occorrendo praticare an eh e l 'esame d el liquor. ·B ouchut e Lamy hrun1no d escTitto nei sifilitiei, con il nome di gastro-radieolite a forma eontinua, crisi gastrieh e alternate, di breve durata, ripete·n tisi tutti i giorni. Queste forme sono interessa•n ti perehe sono do,v ute ai lesioni delle iradiei posteriori, dove le fibre t0ervose prove·n ienti ·dai cordoni 1p osteriori si anastomizzano, m edian'te i rami comunicanti, con le fihre simpatich e, lesioni eh e si riscontrano anehe nella tabe. Queste lesioni radicolari faniil.o com;prendere come nella tabe il plesso solare irritato .aittraverso le fibre simpatich e possa provocare le crisi gastriche. Nell'ulcera gastrica., sopra tutto nelle ulceri a111ticJ?e, callosc, profonde, si posson o avere erisi tabetiformi. 11 fatto ehe queste crisi sono piu friequenti nelle ulceri della p iceola eurvatura e della fa1ccia posteriore, n·e spieg.a. il meccanismo . Queste ulce ri sono a eontatto con l 'ilo d el1'organo -0ssia con i nervi, i vasi ed il plesso solare applicato ulla faccia anterioire del1a coloil!Ila vertebral e. Locper ha potuto constatare in 1queste ulceri la propagazione del prrocesso infiammatori-0 delle fibre nervose, una vera neurite. u~daiondo pensa ehe in eerti casi le lesioni nervose si eostituisicono attraverso la produzione di u·n a pancreatite ehe provoea 1'infiammazione delle fibre e dei plessi del pa·n rc reas . Anch e 1'uloera del duoderlio e del piloro puo provocare crisi tabetiforme, sia p e:r lesioni dirette delle fibre n ervose eh e vanno ia1l plesso solare, sia per la eoesistenza di perivisceriti (perigastrite, periduodenite). In tutti i casi l 'irritazione nervos.a e evidente perche spesso si osserva un pUJnto ·doloro·so frenico sini tro sterno-mastoideo. Anehe il cancro dello stomaco localizzato o propagato alla piccola eurvatur!a1ed a lla fa ceia posteriore puo dare luogo a cri i tab etiforrni sempre per eceitazione del · plesso, solare in seguito all 'i·n vasione neoplastica dei niervi com·e ha istologicamente dimostrato Loepeir. Queste erisi non v.anno eonfuse eon quelle ehe accompagnano la stenosi 1p ilo rica ean cerosa, n ell·e quali il d-0lore. di regola e meno intenso, localizzato piu .a llo stomaeo ed al piloro ehe all'e.pigastrio, ed aiceompao-n.a sempre le contrazioni peristalti ehe. I vomiti sono quelli caratteristiei da stasi. Le colecistiti, calcolosei 0 1 non , det erminano talvolta p.a rossismi a cuti a tipo tabetiforme. ~fa in queste crisi i vomiti biliari sono particolarmente frequ1enti , e 1.a r cgione della 1

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cistifellea e dolente talvolta sponta11ea1r1e11te, sempre alla pressione. Dar eris.i ·puo essere accoin.pa o·nata da febbre, subittero ed an.eh e ittero. Non e raro r o·nsta tau~ un pl111Lo freni eo destro sterno-mastoideo. 11 m1arlato, di solito do1runa, ha quasi sempre precedenti cistifelliei, e la erisi a.d iinizio per lo piu notturno, nella seeonda m eta della notte, 1eompare spesso UJD p o' prima del p eriodo m e truale. La reazione ·d~ l p lesso ·p olare in queste crisi i spie~ai t enendo prcsente ehe tra la eistifellea e 11 plesso solare e istor10 fibre simpatiehe n elle quali i·n seio<YUito alla eoleeistite si producono lesioni analoghe a quelle eonstatate n ell'ulcera g.astrica . .D'al'bra parte le p er icoleci 1Liti sono frequenti ed l1a·n no verisimiln11einte un 'imrportanZJa nella diffusion·e d,ell.a i·n fezione. ell 'emicrania oftalmica si hanno dolori epigastriei , nausee e vo.m!iti spesso ineoercibili, fatti tutti ehe fanno p ensare a lla eom1p arteeipazione del plesso solare. 11 fatrto c·h e l '.acce so e micr.a nico si verific.a molto spesso in seguito a diso-rdini alim1entari ed in soggetti i quali pre en tano affezioni ·del fegato o della ei tifellea., autorizz.a l 'ipotesi ehe l 'en1icr:a·n ia non de ve essere sempli oem ente u·na manifestazione dolorosa del capo di natura simpatica e ripereussione solare e gastriea, ma eh e la azione del feg·ato o della cistifellea costi1tuisca la spina irritativa ehe scatena l 'acce o attraverso il plesso· ·s olare. Nell 'app endiC'ite acuta e subacata1 si hanno n ella fase i niziale manifestazioni eh e ricordano la crisi tabeitiforme. II dolore spesso violen,t o e loealizzato a llo epigastrio, la eontrazione del~a, parete e molto n1arcata in questa r egione ed i feno·m eni di intolle ranza gastrica so no a eoentuati. La febbre puo mancaret, e puo mancare perfi·n o il doloce alla pressioin e n eilla fossa iliaca destra. el cor o di eerte tif1o-coliti e di eoliti del tra verso po ssono a versi erisi a n.alogl1e ma meno inten se. Le lesioni niervose d·eseritte da M.a sson n elle appendici malatei e da Loeiper nelle coliti con entono ·di eompren.dere eome il plesso solare re.a gisca in queste a ffezioni. Si aggiunga eh e sp esso si 11ann-0 perieoliti, p erivisceriti ed epi ploiti · con 1diffooione a seend.ente versa 1-0 epig.a trio ossi.a versa la re.g·ione sol:a:re. Le aff ezioni del pancreas, in ispeeie il ca11cro del eorpo dell 'or.g·a n o, provocano erisi tab eti fo r1ni di estren1a viole n za : i dolori sola ri on o a lroci con i cara tteri .d,ella visceralgia 1profon·d a. La situ~a1zi o11ie d el pa11creas i·n avanti del plesso so lare spiega queste erisi . La pancreatite aeuta, subaeuta ·e cr·o·n.ica provocan o lc n1eclesime eri i -per diffu sion ei del ])roce ~ o ai n ervi co11 i qu.ali sono in contatLo o cl1e comprendono. 1

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La g1~and.e ptosi addomina.le con a ll ungam ento verticale d ello t on1aco pe o provoca crisi solari intense, c l1e i sovrapp,on gono ad uno stato doloroso p er111anente d ell 'epigastrio, specie 1Il·e lla stazione eretla e d o.p,o i p,a Li . Anch e qui si tratta d i n e,rriti sola ri dovut e a llo .stir.am ·ento 1eser citato 1d.al peso 1dcgli orga,ni profondi su i ·n er,1i ed i r::>le si addo1ninali. L ' aortite addominal e acuta e sub,acuta provoca due specie di d olori ·dopo i pas~i: dolori ·epig.astrici preco·c i 1poco int1en i ,e dolori t ar·divi violenti con ~rradiazi o ni Io1111bari, ilia ·cl1e, toraciche, ecc. Qu·est e manifestazio11i gastrich e sono tat e interp retate {la Carriere e Barle co1ne u.n a vera claudicazione intermitte·n te d ello to1naco da isch en1ia, in quanto le a11·teriti a ll ' orig ine d eJ tronco celiaco diminuiscono l 'apporto di sa·n gue a llo stomaco do·n de la insufficienza d·ella digestio1n 1ei, e da altr i sono con siderate l '1espressio.ne d 'iper eccitabilita simpatica1. Comunqu·e il plesso solare per la su a situazion e sopr a- e pve!aio rtica e com prome so per su o cont o· dall 'aortite, e cio spiega lo scatenamento d ella crisi gastrica. Tra le a ff ezio111i capa·ci di provocare cr isi gastro-sol ari vanno infin·e ricordatei l 'ipertiroidismo, la s·~en1osi m itrale, la tuber col o,s i, n elle quali ·Si posso1n o aver e i due g randi sin.to~i dell~a1 crisi , dolori solari ed intolleiranza gastr1ca, a i qu,ali va nno aggiunti i f.enomeni generali specifici delle sing ole malattie. Tutti que;sti sin·t omi rapp,re;se11tano· la r eazion e violenta 1d,e l istemia simrpatico .n el suo insiem e ossia tanto 1d ell 1 apparecchio simpatico piropria m ,e nte detto, sen sitivo, . qua nto d el parasin1patico o p n eumo1g as tri co, m ·o tore. Tra i feinomeni s.chi~ttamente sin1pa tici vann o annoverati i d olori solari , p eriaort ici, periiliaci e frenici co n le loro irr.adiazioni , l 'angosci.a, J.a cong·e tioin e ·del ' olto, la di.a rrea, m entre tr:ai quelli pa:r.asimp.ati1ci sono compr esi lo· pasn10 d el p ilor o, i disturbi ·del p eri staltismo, le nausee, i von1iti, il 11allore, le lipotimi·e. Le n e u.riti e plessiti ch e sono alla base di qu,esti f.aitti son,o p,r o,d otti d.a infezio,n i. intossicazioni, azioni meccaniche (stira m en ti p& p eso o ad·e1~enz e) . OccoDre b en pr·ecisa:rie quest e cause perch e la tera pia mion d eve con·ten tarsi di calmar1e i dol ori d el p1lesso com. l '.ese.rina, l 'atrop ina ' la m ;orfina 1con, agenti fisici , o interventi . chirurgi ci sui nie rvi . La cura ,d o,rra esser e d1r e'Lta co1n1tro l 'affezion e cau. . ale. DR. 1

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La p1·ognosi dell'ulcera gastrica e duodenale. (l\1oYNIHAN oF LEEns.

British i\1 edical Jou„11cil,

2 gennaio 1932).

L 'ulcera gastrica e duod enale e una malattia a de1corso vario e a·d e ito incerto. For se in :n1essu·n 'al tr.a' a ffezion e l 'indirizzo terapeutico e le previsio11i progn os.ticl1e sono in r el azion e a l•

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la u sce ttibilita iilldividu.ale, a ll '.abito somatiro, a lle con dizioni d ello 1sp irito, a l tem,pe:na1m en to, a l i11odo di vita . Si deve innanzi tutto fare distinzion,e tra ulceri .acute e cr o n,i che. Le ulceri a cute son o g·en eralmente la coniseguen z.a di ma,J.attie infettiv1e (aprp·endicite, perit onit ei, empiema, polmo:nite, m eningite, sepsi delle vie urinarie, endocardite, otiti :m1edie) o di fo colai infettivi leggeri (carie d e·n itaria, tonsilliti), no,n ch e di scotLatur e cutan,ee. Di , olito inter essano solo Ia rruucosa e g u ariscon o se11za lasci.a.rei traccie, .m 1a possono produrre ancl1ei fatti g ra,1i ad esito l etale ( ematen1,e i .abbond.ante). Le u lceri a1c.u te so,n o g·en.eralmen.t e multiple, l 'uloera OI"O•n i ca ·di solit0 e UD·i ca. L 'ulcera a cuta p1a ssa allo stato -cronico probabiln1ente per azione dell'aci1.d o cloridrico. N el 72 % d ei c.asi d i ulce1~a duoden,al·e c 'e ipercloridria. Hurst 1'1a rilev.a Lo eh e c 'e tina diatesi ulcero'"'a , ma e evidemte cl1e c'e anch e lina diatesi ulcer o,s a du·o dienale ch1e 1corrispo!01de 1a1l tipo iiper sten.i co. In gen er e i pazienti di ulcera duo·d enale cronica soino individui r o,b usti, vigoro i, di costituziolil.e atletica, talvolta an 1ohe campioni sport ivi. T.a li soggetti h.a·n1n o spesso uno stom aco piccolo, pos:to in a lto, eh e si contr;a.e 1en erg icamente e si svuota r.apidament e:, con su cco gastrico di alta a cidita . tale da sim11lare un Talvolta lo spasmo tu1n11ore. Lo sp asm10 si .d etennina ·n .o n a ppena l 'ulcer azion e :raggiunge la tunica musco1are, ed e quasi sempre limitato alla medesima zona . La re,l.azion e tra aip1p en.dicite e ulcer.a gastrica dipend·eJ in 1par te d.a ll ' infezione ed in parte dal fatto eh e le affezioni appendicolari provocano per via .rifless.a in ten si e .ripe·t uti spasmi d ello to111aco eh e p u o d eterminare tem poranee, ma gravi e ricorrenti de viLalizz.azioni. J.ntorno alla zona d ello spasmo si puo avere iperdistension e dell1a1 parete g.as:trica 1c;he talvolta e consi·derevolei ed e cau sa ·di grave :m ialessere. Si p o sono avere anol1e spasm.i vaso,m otori con le co·n seg·u enti m odificazionli d ella temperatura. L 'an emi.a d1ell.a p aret e gastrica o duodenale puo quin di e1 ser e prod·o tta da: due forme di spa,s.n1.i; que lla 1d ella tunica muscola.rn d ello stomaco e d el d·u odeno e quella d ei vasi. Attr.av-e rso questo duplice m eoc.anism o la nicotina, l e affliziomi, l 'a•n ,g o·s.cia, i ·dolori e le eccessiv1e fatiche fisich e possono avere una influ.en za d ecisiva ne l determinismo d elle ulceri g.astro-·duodena li o per lo m ,eno 'll1ella loro p er sist emza. La guarigione spon tan.ea d elle ulc&i gastro-duod enali non solo e possibile, ma e anch e n on r.ar.a . Alle .alitop>Sie m1o lto spesso si trovano ul.ceri iperfettam e n1te cicatrizzat e. Tuttavi.a le compli1c:azioni dielle ulceri sono molteiplici e g ravi anche 1quando es e sono ritenute perfettamente guarite. 1

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SEZIONE PRATICA

Non ·di rado le ulceri recidiYano. Que te re5) l 011 n1ang iare frulta a.ci.da, le bu ccie c idive son-0 do,rute a ll.a imperftetLa1 g ua rig ione ed i semi di tuil e le frutta , u o11 ·m ta·n,giare frad.elle ulceri peir n1odo eh e .ri1na.11.gono uper- g ole, u\ra, lin1oni , n oci, fichi. So·DIC} coin sentite ficie libere tutto,r .a aperte alle r einfezion i o l.e aranciate .n eutralizzat e con earbon.arto ·di e h e sotto l 'azio.n e di tin1oli di,rer si co ~ Litui­ oda. scon10 il l)Unto di parten za p er una nuova ß) 1 011 mang·i.are vegetali crudi. I v.egetali e tc11sio,n e d el processo n1orbo o. d e,•ono. esser e b on, cotti ei rp·r epar{lti sotto forT.alvolta ulceri ritenute guarile d anno luo- ma ·di })Uree. go a perforazioni od ulcerazioni letali. 7) ono proibiti l 'aceto , il u·cco di limol, n '.a1lLra con1plicazione e quella ·della degen e, il pep e, le m o·star de 1e drogh e d1el g·e11er·e . nerazion e can cerig na. La quistion·e. d ell 'ulcera- 11 sale d eve essere adoperato in, piocole quan,... cancro h a dato luog·o a J11olte di.:cu ssioni, ed e tita. stata variamente risoluta . Allo tato d ei fatti 8. Usare molto b·u rro e cr ema. Pren,der e n on . i puo escludere cl1e il cancro . d ello s to- prima1 di o·g ni p1asto t1n cu ccl1iaino d'oli o· di maco i. origini su ulceri n on diagnost icate o o]i,·a. DR. ritenute guarite. L 'efficacia d el trattamie nto m edico ·de1le ul- II t1·atf amento dell'nlcera gastrica e duo· ceri O'astro-duodenali e sempr e p iu ·discu„...a. denale con iniezioni ipodermiche di peCo~e si e o servato in pazienti sottoposti • ps1na. a lla ~a1 troenterostomia il proce so di g uariO'ione0 delle ulceri e quanto mai lento'. Per(K . GLAESSNER. La Presse Med.' n. 4, 1932). tanto la cura m edica per a \rer e probabilita di successo ·dovr·ebbe es ere rigor osissim.a e di L ' f\ . rivendica la priorita d el n1etodo ·d ell.e luno-a durata il eh e moTto <lifficilme11le si iniezion·i ·di p ep ina per la cuTa del l 'ulcera 0 ' puo ottenere in pratiea . gastrica e duodenale. Eg li e g iunto .all '.a ppliNon appen a scon1par si i sinto,111~ piu allarcazion·e clin ~c a della pep i.na do·p o averne promanti o piu pen osi i pazienti si .con„entoTu0 vato sperimenLalm.ente l 'effieacia a pplic:ando qualeh e irregolarita dalle. quali poi si ~assa ~l la n e·l curare ·delle uloeri sperim en ta ln1ente regime norm1a le. Tutto c10 senza eh e 1 a bb1a provocate nella ~o·nnea o n ella cute di conigli la si eurezza d ell 'e ffettiva g uarigione. con iniez ioni di u c1co g·a trico di ulcer o i . D 'altra parte · la cura m edica de,·e e sere Jniettand-0 intradermica·m1ente d el su cco gasempre aecompagn1ata da altre misure (eilimis trico di po·r tatori d 'ulce.ra d ello stomaco o n.azionie di cauise acce. ib·ili di infezione : deind el ·duodeno eg li ottenev:ai .d ell e uloer.azioni ti, tonsille, ece.) eh e in gienere non ono se- eh e avevano scar a tendenza a lla g uar,ig io11e; guite, , e ·dall'ossen ·anz.a di un riposo a -0lu- inietta11do "'u ccessivamie nte ·d ella pepsina so tto to al quale di solito i pazienti n.o n si assog- la 1c.u te, 'L ali u lceiri sparivano in un.a quin digettano per il tempo .suffici·ente. cina di. g'ior11i. Una volta fa lta la diagnosi. e sempre pr efeEgli tratta clinicamen te la ulcer a d ello to.ribile l 'intervento chirurgico . maco e d el duodeno 00 n iniezioni ·di p ep sina In caso di ulcera gastrica l 'operazion e di alla cui s te-rilizzazio·n ,e p rovvede filtrandola atscelta e la gastrecto·m ia, si ricorr·era a ll a g.a t~averso filtri ·di poroell an.a, on d1e sfuggire la stroen terostomia solo qua·n,do l 'uleera e granazione danno a d el ca lore, n ecessario altride e trovasi in viei~ana..a diel 1cardias. menti alla sterilizziatzion e. La soluzione di Nell ' uJcera duo denale si pratieh er a la gapepsina ·deve es er e n e.utralizzata per evitare strodu odenostomia o gas·troenterostomia sempre sui te uli azioni cau sticl1e eh1e possono caucon di&truzione d ell 'uloera e ehiu ura tempona.r sare inco·n venienti dolorosi . n ea del piloro. L 'A. f.a in g·en·e r e du·e serie ann.u.ali di 30 Pna,t icando queste 01p1erazioni le pro·b.a bilita iniezioni ciascuina, di u na soluzione 1 a 100, di recidive sono ridotte al rn.inim o. Comunqu,e e buo·n a pratica asportar.e con- a d osi ascendenti e ·discendenti da cc . 0,2 .a cc . 0,4 e viceversa. Ra ramen,t e 11a avuto r eatemporaineam ente, quando e po ibile, l 'appendice, eh e e un.a delle sorgenti d 'infez.ioni ·de llo zio1n i di tipo :a!l1.afilatt~oo o febb·r ili. Ha gia Stoma.eo, d e} duodeno, d ella ci tifellea , ed e trattato circa 600 casi: ·di q·uesti la maggior parte e costituita da u] ceri d ell 'app.arato diil punto di partenza d el rifles o eh e provoca g'erente, 1s.pecie st omaco e duod en o; l e rimalo sp asmo ga.strico. D 'altra parte convi.ene ehe g li operati o ser- n enti er.ano ulceri di varia ·n atura re s.e de (decubiti, ulceri da varici, ecc.). vin·o scrurpolosamente alcune r egole i.g ieniche: 130 .ca j ono f::a.ti s tudiati .accu r.atamente, 1) F1airsi esaminare i ·den.t i da un d enti• ·dal lato clei valori acidi d el su cco gastrico, sta ogn1• sei• m es1. d,al la to r.adioloO"ico, delta ·d et erminazio,n1e del 2) Mangiare piano e masticare molto. 3) Non fu mia re . peso,, dell ' escr ezion e d e1l rosso n eu t r o, ecc. Si lra tta di 23 ulceri d ello to·m1aco, 105. del duo4) on b er e alcoolici , caffe e b evande gassose. d eno , 2 ·d el dia iuno. Di questi olo 5 dovet1

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« IL POLICLINICO »

tero essere i·n viati al chirurgo (4 %) .· Su 94 casi esaminati a fondo, i valori acidi rimasero stazionla<.ri o di vennero pi u elev.ati in 44 (47 %), si abbassarono in 50 1casi (53 %) . Il qu.a·dro radiologico ;rim.a se stazionario in 26 (27 ,6 %), mig lioro in 68 (72 ,4 %) ; il peso rima&e stazionario in 8 (8,8 %), diminui in 6 (6,2 %), er ebbe in 79 (85 %). I casi ehe no·n mig lioirano rapidamente smlaiSch era,no spesso delle affezioni ch,e simulano l 'ulcera. Cosi poterono vein ir diagnosticate par.ecehie volte delle eolicistiti, ·dei car eino mi gastriei, delle linfo.granulom.a to1si. Aeeanto alla terapi1a1 p epsinica l 'A. eonsiglia 11na eura, di sostegm·o, protettiv,a, somrministr:ando diell 'olio ·di oliva (2 eueehiai avanti i pasti), del bismuto (0,5 g r. dopo i pasti), d ella magnesia cialcinata. Salvo i 1casi di emorragia in atto o di infiammazion e, evita la cura lattea e somministra una ·dieta m~sta e leggera, su·ddivisa in 6 pasti n.ella giornata. Con le ini~ io·ni ·di pepsima si possono influ1en zare favorevolmente non. solo, le t1lceri d ello stomaeo e del dtiodeno ma anehe qu·elle d.ell 'eso•fago e del digiuno, le uleerazio·n i della boicca e d,el farin ge, le piagh e da deeubito ed an ch e uleeri da rr.aggi X. Risultati molto i·ncoragg ianti so·n o stati osservati anc:h e in . casi di 1colite u.lcerosa ed in casi di ia1nemia perniciosa: la pepsina agirebb·e qui come gli estratti di mucosa gastrica. In piu dei due terzi d ei casi d 'ulcus duodeni e ve1utriculi, non eomplic.ati, il trattam·ento pepsinico porta ad una eompleta guarigione obiettiva. p. STEFF ANUTTI. 1

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Ileo biliare.

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sa far supporre l 'ostruzione intesrtinale dopo l 'apertura d,e]la fistola e la discesa del calcolo; molto spelsso .i l caleolo si elimina spontaneamente, e la perforazione .non e denunziata da nessun ·dolore grave o intenso; si ha allora una occlusione parziale di scarsa importanza. Le ocelusioni da ileo biliare posso,n o assumere la forma aeuta, una forma a deeorso lento e talor:a si aeeom pagnano a crisi suhen · tranlt'.i di dolore , cio ehe costituisoe la sindrome di Karewski dell 'ileo biliare. La variabilita della sede del dolore puo far pe11sare ehe il cailieolo proceda nell 'intestino? Se si .assiste alla 1Sli.1n tomatologi:a1 acuta da occlusion e eon u.n dolore localizz.ato, ehe poi si sposta, eio non eonsente i'l sospetto ehe il calcolo prooeda . o1tre, e quindi co·n venga a·ttendere prima d 'i.ntervenire. In presenza di O·eolrusion.e inte·stinale non bisogna fare assegnamento su antecedenti epatici ,per porre la diagnosi ileo biliare, perche molto spesso non esiste nulla nell'anamnesi , oppure sono accusati ·disturbi vaghi, ehe no·n riehi.amano l '.atten,zion e sulla pr esenz.a del calcolo Il·ell 'intestino'. Queste silenzio epatieo e giustificato dal fatto 1che i girossi calcoli non dantno luogo a illlfezioni, ·Il'e a f enomeni dolorosi tipiei . E stata invocata la emorragia sortto forma <fi m elena, come espre,s sione de·I I'avvenuta fistola; ma questo carattere e tror.po infido per una diag nosi di ileo bi1liare, al quale bisogna pensare allorehe l 'occlrusione intestina le, a sede alta, si presenta in donne prevalentemente di eta avanzata, con preeedenti epatiei. L 'occlu· sione alta dell '.intestino e rara ald 'infuori del calie olo biliare; il can.c ro del duo,d eno o del tenue ha una <liversa sintomatologia, ed un de00Ps10 piu lento. Tali con1siderazioni forniseono a~ medico le i:ndicazioni formulate d1a J. Quenu: vi e meno rischio ad operare eh e attendere, e l'indicazione e fornita meno da una diagnosi preci'sa d 'i'leo biliare, ch·e da un inisiem·e siintomatico di un'occlrusione alta sul tenue, sopratutto in una donna ·d i una certa eta. L. CARusr„ 1

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(J. PAVIOT e J. M ouLI NIE R. Jour111. A1ed. de Lyon, n. 265, g·en ni . . 1931). 1

Per ilco biliare s 'intende una oeelusioo,e intestina']e .p er calcolo bi~iare solitario e voluminoso. La eonoscenz.a di questa affezione e dovuta sopratutto all 'o·per~ d~i ehu:irgi, i. quali spesso devo1n o interven1re in cas1 graVl , 1I11o n rieonosciuti medicalmente, e q·uan.do gia le eomplicazio.n i rendo,n o l 'intervento operative piu grave od inutile. E n ecessario pertanto conoscerne la sintom.a toloo-iia , per fa re una diagnosi precooe, an.ehe cau~:le o possibile, ma ta}.e d.a diminuire le probabilita d·ell 'insucce·sso opierato rio. Le cau se d 'un.a diagnosi tardiva sono molteplici, e risento no dell 'evoluzione ·del pro ~esso. In casi di calcoli voluminosi, pen.etrat1 n el· l 'intestino da una fisftola ooleoisto-·d·u odenale e non eo1ecisto-eoliea, essi, ·si qioeva, sono fermati in corrispo1n denza della valvola di Bauhin. Ma i ca si operati mostra110 invece ehe i calcoli si fermano piu in a'lto, n el tenue, nei casi di fistola eolecisto-duodenale. on vi e a1lcun sintomo p.articolare eh e pos-

Come si possono migliorare i risnltati nela resezione colica per occlnsione acuta e snbacnta.

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( rlABERER.

Arch. KliJ?J. Chir., vol. 167, pagi-

na 443, 1931). Negli stati ·di ocelusione acuta o subaeuta per carcinoma del colon la reoozione in un tempo e controi!Il1dicata pe:rche diffieilrr~ente la suturra dell'anastomosi ;resiste. La maggioir part e d egli operati .mJUoiono per peritonite oonsecutiva a deiscenza della sutura. Per tale rag ione la r esezione i.n um tempo ha ceduto il passe· a ll,a r esezion,e in piu tempi. 1


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SEZIONE PRATI CA

I due intervooti non si equivalgono · in quanto con la r esezione 1n un tempo si riesce ad iallargare molto <li piu il territorio di r esezione asportando an c:he Ie li:.nfog·l1iandole ehe 111ella resezion.e i·n due tempi 'Ilon si possono asportare. La deiscenza della sutura n ella resezione in un tempo e sempre seoon.daria alla distetnrs ion.e de~ tvisoerre; anche l 'espressio ne manuale ·de lle m aterie fecali dialle a'llse distese tnon pe:rmette .di ovviare alla distensione secondaria. II iperieolo puo esSiere evitaito se eontempoifaneam ente aJla iresezione iin un t em po si appliea una fistola alla Witzel del ·s egmiento soprastante alla stom.ia in m odo da scaricare questa per piu giorni dopo l 'intervento. A dim-0strazione della tesi vengono riportate al·cune storie cli.nich e e in base a lla sua esperienza personale l 'Autore raccoma nda il metodo ehe permettera di curare radioalmente alcurni casi eh e ·se si volesse fare la resezione in piu tempi , si ·dovrebbero consid,erare inoperabili. P. V ALDONI . 1

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CENNl BIBLIOGRAFICI. (•) v. Noo:anEN. Alte und neuzeitlich e Ernährungsfragen. Un vol. in-8° di 117 pagg. J. Spri:nger ed. Berlin , 1931. P.rezzo RM. 6, 90. Problema v.itale e sempre aperto que.sto del1'alimem.tazio,ne, problema individuale e soc iale, igien'ieo, eeonomieo, .medico, sempre iin.novantesi col mutare delle nostre cog nizioni e delle condizioni di vita, al quale v. Noor.den, con la competenza ch e g li e da tutti conosciuta, porta qui un contributo notevole, prospattandolo secondo i vecchi ed i n uovi pu·nti di vista. Esan1i~a dapprima l 'equilibrio acido-base, la rnri.:neralizzazioin e e tutte le questioni d ella d e- sub- super- •e trans-mine ralizzazione con' ' l'alin1entazione, la dieta ipocloru' n esse con raJta, eoc. Investiga poi alcumi dei piu dibattuti prohlemi ali:m:entari, quali il fabb isog no di alb.umina, la question,e del pane, occupandosi maggiormemte della segale, problema essenzialmente tedesco, del caffe, delle vitamine, del crudismo. In un capitolo a parte, tr.at.ta la dieta - i.n senso lato - nelle diverse malattie e, da ultimo, la di eta a zig-zag, ehe l 'A. stesso ha proposto e ehe si dimostra tanto utile e gradita. II punto di v.ista fiisiologico, terapeutico, econom iJc•o e sociale sono sempre tenuti presc1llti nella trattazion,e, con speciale Tiguardo alle condizion.i delle popolazioni te·desche . fil. C ARL

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(1) Si prega d 'inviare due copie dei libri di cui si desidera la recensione.

Normale und pathologische Funktion en der Verdauung sorgan e im Röntgenbild. Vol. di pag. 144: con 255 illustJrazioni. Edit. G. Thieme, Lipsia 1931. Gli AA. raiccolgono in questo volume gli stu.di sulla funz1ion·e degli organi dig,e renti, praticati sia in condizioni n ormali ch,e p,atologiche. L 'in.dagine radiologica e st.ata condotta indi penden tem&1'te dallo stu.dio della lesione e con particolare attenzione a gruppi di malattie in cui prevale il pertuirbam ento della funzione . Cosi in casi di spa,smo eisofageo, di iper - e ipo-m otilita gastrica, di costipazione abituale, eoc. Molto intevessain ti gli studi sulla contrattibilita e sullo svuotam.em.t o della cistifellea i1n· condizioni norm.a li e patologiche . . Nonos tante la vastita della materia trattata, il volume e di di1nensioni non eceessive.

BECKE R

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APPENB EIMER. 1

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P.

VALDONI.

B. Scn1Assr. La n ~o-architettura gastro-enterica di scelta dopo ampia resezione dello stomaco. Vol. in-8° di pagg. 32. L. Cappelli, Bolog.na, 1932. L 'A. .pensa eh e dopo la dernolizione parziale dello stomaco rci si debba ado·perlalre per otten-ere una restallJI'azione ben ordinata in modo ehe le üngesta uscen·do dal viscere non trovino mai due vie su cui essere inoltrate, come suole avvenire nella Billiroth II e sue figliazioni, ma sicura m ente e sempre una sola via. Risponde bene a questo fine una costruzio,n e ad y doppia·mente latero-laterale secondo il procedimanto gia descritto a.nche diag li AA. americani 1con la designazione « Recon·struetion of sto111ach b y Schiassi 's m odification » (Iriter. Journal of gastro- eriterology vol. I, 1921). L 'A. dopo a ver pre entato con figura il tipo ·della n eo--eostruzione fa seoauire una serie di radiogramrni di ma lati g ia sottoposti ai tale procedim1ento dando Ia esauriente dimostrazion e d-ell 'ottimo rendimento del processo. A. P. ARNE I. A. ARNESEN. A..kutt A ppeniticiit og Akutt Salp ingit. Vol. di ·p ag . 123, conr 6 grafiche e 18 m·i erofoto~rafie. Oslo, 1931. « 1F ra Oslo Kommuna le Sykeh·use1' )) , 111 Avdeling. ln q·uosta nionograiia vier1e trattata la dia~nosi differ·enzi.al e fra appen°d icite acuta e salpingite acuta con partiocolare rig uardo ad aJ cuni asp etti finora poco stu·diati come pe.r esempio la frequenza relativa ai gruppi di eta e alle stagioni dell 'anno, la succession.e cro, nolog~ca d·ei sintomi e la loro relaz1 i one con la situazione normale o anormale - - del1'appendice, il. significato e l'importanza da attribuire ad alcuni sintomi gener.ali e locali e ad alcune ricerch·e ·di laboratorio, ecc. Uno speciale capitolo vi·en e ·dedicato ai co·p~oliti e a lle occlusioni e ai rap1 p orti fra perfo·razione, oaclusiooe e p r,esen za di coproliti. 11 testo e corredato da 6 grafich,e e 18 micre>fotografie assai chiare. G. PAcErro. 1

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<< lL POLlCLINI CO

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NUl\[.

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APPUNTI PER IL MEDICO PRATICO. DALLA PRA.TICA CORRENTE. Stenosi duodenale ed ulcera perforante del colon in rappOt'to con un'ulcera peptica del digiuno. „ Dott. ALBERTO CAvccr, Libero dooente e prim.ario dell 'Ospedale dei Bambini di Ancona. Paziente rti 47 anni. Otto anni or sono e stalo operato j11 An1crica per dolori cpig·aslri cj , eh e non oveva110 p eriodicita, ne r apporto coi pasti, non Yo1nito, i1e melene; nesst111 migliora111ento co11 l 'operazione. Due anni fa e sta lo cli nuovo operato, co11 beneficio per u11 paio di 1r1esi ; p-0i ha ripreso a soffrire : dolori specie dopo i pasti,

Fra. l. - Gas trecta sia e inegaduode110 per ster1osi duode n ale determinata da ul cer a sull 'orifizio dj gas troen terostorni a non fu11zionante. borborigmi, dimag·rime11to; appetilo co11servato; tali sofferenze post-prandiali si sono prolu11gat e 11egli ulti1ni 6-7 m esi: sovente h a vo1nito liberatore, spesso provocato, acido, abbondante, bi1iare , con residui alimentari. Sogg·ettio d eperito, terreo ; .addome allargato, flaccido, si provoca guazzamenlo, n on si palpa tt1more, dolor e .a sinistra dell 'ombellic·o. A digit1no co:q la sonda si estraggono 2-3 litri di liquide bi]iare, iperacido (HCl libero, non acido lattico), con residui alimentari. Raclio1ogicamen t ei : en :orme gast rectasia, peristalsi valid a, contorni regolari ; pil oro ampio ; si riempie facilme1tte il duodeno , g·igantesco, clilatato, e allungato sino :Qella fossa iliaca destra ; a livello de1la IV lernbare lo svl1otamento d uodcnale si arresta: stasi gastro-rluodena1e per oltre 24 ore. Scarso riempimenlo del tenue. Non si vedono tracce di anaston1osi. Diagnosi: slenosi bassa del duodeno. Atto operativo: e Lero11ar cosi. Laparotomia rnerlian a. Estese e teru1ci ad erenze epiploiche e gastro duodenali (specie porzione pilorica e pri1na del d uodeno) con la parete addominale, il fegato e la coleci Li (priva di calcoli). Storr1aco, piloro e duodeno m olto dilalatj. Sollevato il traverso, si scoprc un 'ana ~ tomosi gas tro-cligiunale, in corri-

spondenza della quale si paJpa un Lu1norc co1ne u11a grossa nor.e: si tratta di u11 'ulcera callosa del versante dig'iunale dell 'anastomosi, infiltrante la radice dcl m esentere e co1n1)ri1ne11te cosi il duodc110 4a all 'incrocio con ],a mesenLerica. Resezione dell 'ulcera ~ anaston1osi termir10-terminale dei monconi digiunali; resezione gastrica con impia11to gas lro-dig·iunale an tecolico alla Reicl1el-Polya . Diagnosi operatoria: ulcera peplica del digiuno (second aria e g·astroenterosto1nia) con stenosi duodenale, provocata dall 'infiltrazione ulcerosa della raidice mesenteJica. Decorso perfettamente r egolare sino alla i sa

g-iornata, nella quale comincia a lamentare ([ualche dolore addominale con senso <li pesanlezza epigastrica e di acidita. 11 sond aggio a digiuno estrae circa un bicchiere di liquido chiaro, acido. In 22a giornata improvvisan1ente dolore acuto> come lacerazion e, all 'ipocondrio destro, ehe si propaga alla reg·ione lombare e al quadrante inferiore dello stesso lato ; non vomito, ne singhiozzo; me teorisma. Un clis tere provoca esa cerbazio11e del dolore, non emissione di feci e di gas, e rapidamente il polso cade in ipolensione, compare facies, ti1npanismo preepatico, collasso. - peritonite putrida del piano suNecroscopia: periore dest1'o delli 'addome; in corrispondenza dell 'ar1golo- destro del colo11 esiste una perforazione rotonda, a stampo, di 7 mm. di dian1 etro, con inargini sottili, non infillrali, isch emici, tra i quali si i11 sinua una massa fecale indurila; non esisLono segni di infiltrazioni specifir he della muco~a vicina , ne altre lesioni t1lcerose nelle restanti parti del canale alimentare. L 'anastomosi gastrodigiunale e perfettamente cicatrizzata e i rapporti dei due visceri sono nor1nali ; la sutura del mo·n cone duodenale e cicatrizzutn e il duodeno ha ripreso il suo calibro nor1nale. Pancr eas e reni i1ormali ; n essun 'al tra lesione patologica nei visceri non 1ne11ziona t.i. Diagnosi necroscopica: peritortile da perjorazione d 'ulcera semplice del co lon~ JJ 'esa1ne istologico dei inargini della perfora-

zio11e dimostra eh e tutti gli strati inteslinali sono interrotli quasi bruscamente, presentando scarsi fatti d 'infiltrazione embrionaria e prevalenti fatti ischemici e necrotici, si sorpren <le un ' art~Jiola obliterata da un tro mbo in via d'organ'j;z;zazi_one. 1

L 'importanz,a di questa osservazio,n e e nei d·u e fatti, cli11icam ente di,rersi, m a patogenicamente forse dipendenti da un pro·ccsso unico. 1) La stenosi <J,uodenale determinata da ul~ cera peptica del digi11:no, seconclaria a gastroenterostomia. 2) L'ulcera. semplice perjorainte del coloR, successiva alla resezione per l'ulcera digiunale.

La stenosi duodenale era determinata dalla com,pressione d·el p·eduncolo mesenteri.co sulla quarta porzione del duodeno, non per il classico m,~ccanismo. d e.Jla costrizione del compasso arterioso, bensi per injiltrazione iper- _ plastica della radice m 0senterica da ulcera peptica callos.a sul versante digiunale (com-


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SEZIONE PRATI CA

messura posteriore) d ' un 'a na lomo i g·a ·trolari so110 s la le ri -con trate, -e non i11 m odo coenlerica. stante, al111eno n1ollo frequ ei11te . Le lesioni co·n ono note le nun1erose cau se funzionali e si lono infa tti ·di ·e n,doarteri·te obliter a11te o organich e d i stenosi duod,ena.le . L 'ulcera, in tron1bosanle. el nostro caso 'e osservato iispecie, ba potuto dare stenosi per r elrazione ._r l1en11i.a d ei m .a rg·ini d ell.a l csione con tromboc icatrizial1e , p er aderenze, per spasmi. Nel nosi d 'u.na art eriola. Noi possiam o pertanto constro caso non si poteva pensare all '.e sistenza cluder e cl1 e la cau sa d ell 'ulcerazio·ne perfod 'una sten osi cica lriziale di D! d a ulcera, perrante sia srtata un disturbo circolatorio liniitato che la re ezione d ell ' ulcera d igiunal e ha fatto a1lla parete colica cla trombosi d'un circoscritSCOmparire }a stenosi. e Si puo invocare Ull to ter1'itorio arterioso te1·minale. meccanisn10 di spasmo a distanza (D el Valle Cio e un passo nell 'in terpretazione patogee Donovan) , inamn1is ihile p er l 'enorme duonietic.a, n1.a n on e tutto· se non si spiega l 'oridenogastrectasia e p er la costanza d ell 'ostacogine del disturbo circolatorio. II colon tralo . L 'ulcera p eptica in questior1e d eterminava sverso, n el n ostro caso, aveva estese aderenze bensi una stenosi organico-spa Lica d ella b occa con Ia parete addominale anteriore, il cl1e puoanastomotica, ma non s tenotizzava il digiuno, r ender e conto d'un .certo g ra.do di dilatazione ehe l 'ansa afferente (d.all 'angolo di Treitz ale di s lasi fecale a monte. La st asi fecale c il 1'anastomosi) non e ra dilatata. L 'infiltrazione decubito di fecalomi sono stati in qual.cb c; c::lso callosa, eh e partiva dall 'ulcera, si prop agava r e1)uta ti r e ponsabili di lesioni ulcerative clel pel m esentere e formava sotto il peritoneo pa- gen.er e . ~Ia nel nostro tale momento n on ci rietale po teriore una placca densa, fi a con... embra potere assurg·ere al valore di causale tro Ja colonna, in corrispondenza dell 'in crocio d etern1ina11te, b·en i sempli cem ente prcdi spod cl peduncolo m esenterico col duode no. n ente. Tra Ie cause organicl1e di con1pressione duoNon pos ian10 J)ensare cl1e l 'u lcera sia con denale e da egnalarc, adunque, qu e... ta da seo-uenza di lesi one \ ra colare operatoria ·del me osservata: l ' infillrazione m esenterica da l11esocolon, perch e la topog ra fia vascolare d eluloera peptica dig iunale . La quale pub essere 1'angolo spl en~co n on corris.pond·e all.a sede· un falto m en o sin.g olare, eh e non sembri per d ell 'asola mesocolica. on possi.amo inv·ece trascur.ar·e il parti coil silenzio della letteratura, p er ch e, ove fun 1.are cl1e la le ione preced ente, l ' ulcera digiuzioni la bocca d ella gastroenteroslomia, la fenomenolog ia della 1 tenosi duodenale n on rie- nale, aveva profo1n damente infiltrato la radice sce a indivi<lualizzar si da quella dell 'ulcera d el mesentere, o con que ta n·ecessari:1n1l~11te peptic.a, e puo e ere tra l e cau e vari e e di coinvolto il tronco stesso dell'arteria 1nesen· terica. Non si potrebbe attribuire a t3 le Jll filoscura interpretazione clinica del fu11ziona· trazion e - per azione meccanica, o flogist ica, m ento cattivo della gastro-en lero tomi a. L'ulcera semplice del colon, d escritta da o irritativa, sul sim,p atico perivasale - la cau· Cruv eillier, e tata oggetto di tudio d 'in sie- sa prim.a d 'un processo embo1ico ehe 1abbia· colp ito un minuscolo tratto d el terriLorio ' 'am e da Quenu e Duval (3 1 osservazio.n i), Levy (3 7 casi), Burron (54 osservazioni) oltre a 11u- scolare p eriferico d ella stessa ar.teria? C1 lin1itiamo a d avnnzar e una se111plioe ir)otesi, comerosi contributi i sol ati . E un 'a ffezionre m olmunqt1e }Jiu soddis fac.ente a lla log·ica d el fHJ)to oscura n ella s ua patogen esi. Puo a ssociarsi tastico appello a lla cc malatti.a ulcer osa >>, ehe ad analoga Iesione d ello tomaco , d el d uodeil sin g·olare s uccedersi di analoga 111anifestano, d el tenue . zio11e morbosa porterebb1e .a d invocare. Per questo, la si d eve considerare co111e una manife tazione colica d ella .cosi detJta cc maAn co11a, 10 g·iu gno 1931. lattia ulcerosa »? Tale espression e, se traclu.ce RIASSUNTO. il nostro scon forto n elle ricer ch e sull 'etiolog ia diell'ulcera, e lung i dal portare chiarezz.a L'_J.\.. h a os erva•to 11n 'ulcera peptica dig iunel campo delle nostre conoscenze . n ale i)ostoper aioria, cl1e dotermina-va graveCi sembra pertanto troppo v.a.g o concludere, steno ... i d ella 3a. porzione ·del duodeno p er innel nostro caso: vedere la mal,a ttia1 ul ceTosa filtrazio·n e n ella raclice m ese:n.t eri ca. con quanta pertinacia riieompare, m .a lg r.a do A tre ettimane dalla r e ezione digiunal e e g li sforzi t erapeuticj , del duode110 a l digiuno aastrica con anas tomosi alla Polya, scomparsa a} colon ! Ia s t en o i duodenale, s 'ebbe .perforazio·D e di Per I 'ulcera d el colon l 'intervento d el fat- un 'ulcera em1pli ce ·d ell 'angol o epatico de1 cotore peptico non si p·u o invo c.ar.e, corne per lon, eh e l 'A. Titiene i11 rp.pporto a disturbi cir• lo stomaco, il duodeno, il dig iuno . Non cosl colat ori pro -octl ti dall 'in filtrazion e intorno aldicasi d,eJ fattore circolato.rio. Le lesion,i vasco· la mese11terica. 1

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CASISTICA. Su alcune emorragie gastro-intestinali, di caosa mal conosciuta. Chiray e d Amy (Le Scalpel, 83° a:nno, n. 25) ri p 0Tt:ano a lcumi casi di ematem.esi e d.i mele.i1a -sopravvenuti all 'infuori di o.g ni lesio.n e ulcerosa o cancerosa. Sono note le emorragie int estinali dur.ante una colecistite ed in genere durante la litiasi biliar·e : i du e casi riportati non avevano ne l'Uilia ne l'altra. II pr,imo malato, sos.pettato .p ortatore di .a·derenze peTiduodenali ·e ra stato operato mia nulla era stato trovato. Due anni dopo in seguito a nuove sofferenze il radiologo sospetta una vecchia ulc1era : due giorni prima dell 'esam·e radiologico il p. ha una abbon,d ante e matemesi. L 'intiervento chirurgico non discopre ehe ooa subocclusio11ie del tenue; nessuna lesio·n e 11l cerosa svelabile; liberazione delle anse. Esito negativo .d ell 'i:nteTVemto per l 'aggravamento progressivo del malato e la morte con s intomi di pancreatite. L'esistenza di em-0r. rag·ie n elle perivisoei:riti post-operatorie si ritrova nelle osservazioni del Duval, Quenu, Basset e-d altri: in quasi tutti si trattava di supposti ulcerosi. Le altre due osservazioni del Chiray €d Amy rigua:ridano due casi di ematem1esi sopravvenuti nel corso di disturbi del transit colico.· Nella patogenesi di tali ematemesi alcuni fanno rientrare il fattore infettivo: RogeI1 ha 1c onstat~to emorrag·ie gastrich e realizzando l 'infezione spe.rimootale del ceco . Ma non ba·sta il fat.tore infettivo, bisogn.a an·c·h e dare importanza al fattore meccanico come hanno dimostr.a to le emorragie consecutive alle legatur~ sperimentali d·e ll 'intestino eseguite da N.atta, Larrier, Loewy ed altri. Un t erzo fattore e il nervoso e per esso parlano le emate1\'.loNTELEONE. m esi delle crisi tabetich e . - - -,,--„ 1

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Sulle alterazioni emorragiche della mucosa intesti· nale e le emor1·agie dell'intestino nell'influenza. Nel decorso d ell 'ultima eipidemia d 'influ.en.za furono osservati d·ei casi decorrenti con febbTe scarsa o ad.dirittura nulla e con manifestazioni catarrali del tutto insignificanti. Tali forme ambulanti e difficilmente diagnosticabili andarono tuttavia incontro alle stesse complioanze della gripp~ 1difchian~ta e 1Eebbrile, e cioe : suppurazione dei seni, meningite, nevrite, artrite, colecistite ed appendicite. Un 'altra complicanza speciale e frequente fu rappresen~ta d.a lle improvvise e profuse emorragie intestinali, sopravVien-ienti tanto nelle forme ambul.anti ehe in quelle dichiarate. Vari casi ne sono stati osservati da L. Dinkin (D eut. Med . Woch., n. 18, 1931), il quale pero. n ella maggior parte dei propri pazienti riusci a rintra.cciare n ell 'anamne·si una dissenteria o una colite sofferta paTecchi anni prim.a. La causa di tali emorr.agie risiederebbe 1

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in una alterazione emorragica superficiale della mucosa ·del crasso e delle porzioni inferiori del tenue. M. F ABERl.

Pseudogastropatie da appendicite. Una perfetta :run.a mnesi e l ' osservazione ac·curata de} paziente, possono, lin 11na grande percentuale di casi, dimostrare ehe malte sofferenz·e g.a striche non so·n o ehe conse1oauenze di ·llll: 'app·en·dicite cronica. Stappert (Münch. M ed. Woch., 8 ge nnaio 1932) b,iat studiato 177 casi di gastr:oopatici e d ha potuto conchiudere ohe, fra questi, in 87 casi, tutti i disturbi di stomaco erano consecutivi ad appendicite. In 46 degli 87 casi succitati, si intervenne operativamente. Sia l 'atto operativo, ehe dimostro l·' appen.d icite, come il decorso .p ost-operatorio, nel quale si ebbe remission·e delle sofferooze gas.tri1ch·e, conferm:air ono l ' interdipendenza fra appendicite e disturbi di sto·m aco. Ogni attacco acuto di a1p pendicite inizia in genere con vio}enti dolori epigastrici; il <lolore in sede appendicolare si manifesta solo quando inizia il :peritoneo ad aver parte nel processo infiammatorio. Spesso, n ell'appendicite cronica, I:a pressione sul punto appendi•colare, causa un ·dolore epigastrico o ehe si irradia versa l 'e.pigastrio. L 'A. as.serisce 1ch e circa un qu.arto dei sofferenti di stomaco sono in realta solamente degli appenldicitici. In quanto alla terapia crede ehe non si debba assolutamente i·n tervenire in ogni caso, dato e he spesso si possono avere dei buoni risultati con una cura medica appropriata. P. STEFFANUTTI. 1

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Dita ippocratiche e poliposi intestinale. 1F inora le dita ippocratiche sono state sempre oonsiderate com e segno di aff.ezione p leuropol·rn1onare o cardiaoa. Sono ·state inoltre osservate da Marfan· in lllDa bambina 13.,f fetta da 1 anno da cistite e pielonefrite da coli, da: Cade e Cha1tin in una tlib er colosi renal e e da Gilbert e Lereboulleit n elle cirrosi biliari. ß ensaude, Hille ma n<l e Augier (Bull. M em . Soc. Med. Hop. Paris, n. 3, 1932) :richi~mano l 'attenzion1e sulla presenza delle ·dita ippocratiche in tre malati di poliposi intestinale, nei quali mancava ogni segno ,d i affezione cardiovasc.olarei o polmo,n are. C 'erano le tipiche dita ippocrati1c1h e, tumeflaizion1e ilildolente delle parti m olli dell 'ulti1n.a falan·g e, u1ngl1ie incurvate .e.d a llargate a mo' di vetro d'orologio , m.entre mancavano i fenomeni dolorosi e le a lteTazioni scheletriche costanti n·e lla osteoartropa·tia di P. Marie. Gli AA. pemsano come causa 1a1d ooa turba della n.u trizione g en.erale dipen,den:te dall'alterato transito ed a1ssorbim ento intestinale causato ·d.alla poliposi, e non alle due teorie am.messe oolla concomitanza ·d ei vizi c.ardia,ci (stasi ve nosa nella matrice dell 'unghi.a1 e teoria tossinica). 1

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Cosl pure Brule e Lie, re (Bull. l\I em. Soc . 111ed. H op . Paris, n . 3, 1932) rico,r dan o un eao di poliposi eolica e dita ippoeratiehe assie111e. Era un soggeitt o di 3± a nni, a ffctto ·da 10 anni da diarrea ribelle e da dolori a ddominali, tenesmo, feci ·m1lieosang ui n-0l·en1ti e stato cach et tico. L 'osservazion e delle dita ippocratich e richia ma in essi la pr ob1a1b ilita di una p oliposi intestinale, eh e ,,enne co1n ferma ta col riscontro digita le, colla :riettosco1pia e ra diogr.afia . Gli AA. pen sano eh e tale ippocratismo dig itale sia secon,dario a lle turbe int es Lina1i . CoRELLI. 1

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TERAPIA.

L'estratto paratiroideo nella cura <lelle nlcere gastro-duodenali. ~I .

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SEZIONE PRATI CA

Le' ry ed E rna Lev) (A rch. mal. app. digestif et nutrition, ott . 193 1) ha nno trattato divet si pazienti a ff.etti ·da uloera gastro-duod ena le , con l 'estraL'Lo paratiroideo, di cui facevano serie di 12 iniezioni ; ogni <lu e giorni , a d-0se eorrispond.ente a 10 eg. di ghi1a:n.dola freis ca. I ma lati n on eran o sottoposti a r egime spe.ci.ale e .n on osserv,a vano il r iposo1 fisico; sono stati seguiti per ol tre un anno e m ezzo. Risulta eh e l 'estratto para tiroideo puo esere con siderato come un 'a.n na effi cace ed un ottimo coadiuvan te terapeutico n el tra ttiarr1ento delle ulcer e gastro-duodenali. Media·n te tale eura , il ma Ja to si sente immedia tamen te sollevato, Jo, stato gen erale m ig Jiora, il peso aum enta . In certi caisi, tale eura puo penniettere l 'attenuazion e od aneh e la soppression e di un .a1tta1cco evolutivo deJl 'ulcer.a; in a ltri casi , essa costituir a un trattamen.t o, preoperatorio, pern1ettendo un in tervento chi.r urgico ridotto aJ m inimo e pr.ati ca.t-0 sopra un paiZiente in migli-0ri condizioni . Ma se il trattam en ito da solliervo se ripo!I'ta la proporzione d eJI 'acido clorid,r ico alla n ormale, se an ch e puo fare seom parire l ' immagin e ra diogra fi ca di una niechia, n on si puo con cluder e ehe esso sia capace di annullare l 'evoluzione deJla malatti1a , n on r iuseendo es50 a guarire Je uleeri in modo, definitivo. fi l. 1

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Trattamento dell'ematemesi col catet er e a perma· nenza. I van taggi d·ell 'applicaz ion.e della so11da gastrica 1a permanien za nell 'ematem esi sarebbero, secondo H. W . Lopez (Journ. A. J\11. A., 12 settembrie 193 1) i segu enti , desunti d.alla d·isamin.a di 28 casi person.a li : 1) Un lavaggio gastrico inizia Je a llontana i coaguli e 1.a secr ezion e acida, sooza disturbare il 1paziente; 2) il sifon.aggio continu o protratto per 3 giorni ;m 1antien1e lö, stom.a co liber o .d.all.a siecrezio,n e acida; 3) qual i.asi em or ra ()"ia puo essere scopert·'\ in1mediatamen te e ct1r.at a, rieorrendo even-

tua lmente a ll 'atto op,era torio se n on si riesee ad a r restarla ; 4) n on si verifica na u sea vomito ed il pazien te pr-0va un relative ben ess.ere; 5) 1al 3° o a l 4 ° g iorno la sonda puo esser fatta p,a ssare a ttraverso al piloro im1iziando l 'alimen tazione duoden.a le, se l 'em orragia e dovuta a d u.Icena. deJlo stom.aC-O 0 ·del duoden o; 6) il colon puo essere svuotat o delle feei sang uign e ed utilizzato per la proct oelisi salina, sen za timofle di pr-0vocare una nuovia. emorragia gastrica. M. F ABERI .

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La dose massima te1·apentica del clorid1·ato di emetina.

Ch . Ma ttei (Le Bull. m edical , 28 :no,v . 1931) osser va eh e la tossieita cu:m1u l,a tiva del cloridra to di em etina varia secondo gli in·dividui e, quindi , non si posson o fi ssare in m-0do assoluto le dosi da somministrar e. Egli con siglia di sta re attenti a i segni prem cmitori di tossieita eh e imdieh eranno la n eoessita di sospen·d·er e' il Timedio o di diminuirne la <lose. Tali segni son o i segu enti. 1) Segni digestivi. Non si deve dare importa'Ilza alle n au see, eh e si h anno spesso alle prime iniezioni. Di grain.de sig nificato e invece l 'au.mento della ·d iarrea, eh e si e avuta speeia lmente n·egli individui in cui J,a. dose totale era vicina a d 80 cg.; m a in a lcuni si e avuta a n ch e ccm dosi minori (<li 50 ed a n ehe di 24 eg.). 2) Segni di insufficienza renale. L ' eJeva: zio,n ·e pro.gressiva e costant~ ~e~la ?o~ta~te ~ Amiba rd annuneia la ·pross1m1ta d1 in.c1d·ent1 di in tossicazion e; m a an eh e J 'olig uria eon o sen za albuminur i1a debb01n o m ettere il m edico sull 'avviso. 3) Segni circolatorii . Colilsistono speeialm ente in uno stato ·di ipoten sion e m arcata e n .e11 'a·ccelera m en to esagerato del ritm 0 cardiaoo. 4) Po son o a.n ch e aver 1::i altri segni , quali: la br-0n correa, dei dolori .a f orm1a! di er am pi agli arti infe-riori , ]a faeile stan eh ezza, la diminuzion e d ei riflessi rotulei . Tenuto eonto eh e i fen on1·eni tossiei posson o spesso pr:esentarsi .ain ch e soltanto dopo una do·se to tale ·di 50 eg ., e con si.g liabile di n on oltriepassaTe tale do e per Ja rcura di u n episodio am ebico. II trattamento di con solidazione ·p otra poi farsi eon J 'ar senico per vi,a orale, en.domuscolar e od endoven osa. f il. 1

II '' carbarsone ,, nella c11ra dell'amebiasi. La cuTa medicamientosa dell 'amebiasi non e soddi: facen te colle sostanz,e comunemiente usate . A. C. Reed e C. D . Leake (J o,tir nal Americ. Med. Assoc. , 16 ge·n naio 1932) 11anno prov.ato il c.arbar on·e (.a.cido 4 car bamin·o fen ilar son.ico) per ' ria orale in 40 casi di ame-


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cc IL POLICLINICO

bi.a i. La dose totale m1edia a.doperia,t a in 6 settin1ane e di 75 n1.g. peT 1chil o. No1n ei furo:no fenomeni tossiei. In tutti i casi i m.alati furono liberati dai parassiti nelle feei d.u ra·n te la eur.a e 36 rim.a ero negativi per un p·erio·do di osservazione di quattro mesi e m ezzo, uno fu negativo per meno di 3 mesi (nort fu l)Otuto seguire a lUiDJgo) e 3 fe oeiro eura insufficiente. Gli AA . 1c.on sig li:a1n o di ·dare il carbarsone in dose di gm. 0,25 due volte al giorno, per 10 g·iorni co·ncs ecutivi. ~ un m·edicamento eh e agisee senza bisogno di assoeiarlo a·d altri, si puo dare per b occa, non ha azion·e dantnosa e costa m®o di altri rpr odotti antiamebiei . No·n s1 .sa se a b bi.a .a neh e v.a lore p1rofi lattico. R. LusENA. 1

11 trattamento delle anoressie dei poppanti. An~ itutto, regolare l 'alimen:t.Jaa;ione, d.a n·do Le poppate a d intervalli 1rego1Ja.ri , abbastanza di.stanzi.ati. Non dimenticare eh e l 'eredosifilide pu0 es ere in causa; distin.guere le fal1 e anoressie ·date ·da caus0 locali e ehe gua.riseono .abbaslanza priesto. Le .a.nio~essi e digiestive proven·gono s pesso dallo spuntare dei ·denti e scom·paiono presto. Si possono prescrivere. 1) p,r im,a d1eii 6 m ·e si: P.rotossalato di fe rro Mag nesi1a1 rc aleina ta ana cg. 10 P er una ca,r t. Di tali una a l g iorn o in due -volle. Do1)0 j} iprin10 a nno : Cloruro ·di sodio ana g . 2 Bi.c.arbonato di sodio Acq·ua distillata Cffi:e . 30'0 Un cucchia io ·da ßrutta prim1a, dell.a poppa-ta. Op.p u.re : g. 2 Bicrarrbo·n ato di .s·o dio Citra to di sodio Solfato di sodio a.n a g . 1 Aequ.a ·d istillata cm c.. 250 Un cucchia ino prima ·di ogni poppata. In -ca so di inrt olleran za per il latte, sostituir lo eon i surrogati. (Journ. des praticiens, 18 lu·g lio 1931). fil. 1

:Nella fase terminale della tubercolosi intestinale. L . Brown e L. Sampson (Journ. Amer. Med. Assoc., 2 g·e nn.ai o 1932) eonsig l:Ua1no il sa.JiciI.ato -di fenile op·pureJ l e polveri di Tully, cosl eo·m poste : cg. 50 Solfato di morfin.a 9,5 g. Canfora Creta prep.arata ana g. 10 P olv. di liquirizia, S. da prend,e rn e una ogni 4- ore .

fil .

IGIENE. L'enterobiosi e gli ossiuri. A Petrovi,c (ll1ünch. med. Wochens., 17 a·prile 1931) r icorda ehe da rieer ch e di Oleini-

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kow risulta ehe le u ova di ossiuri si ·t rovano in un.a eerta abbondanz.a nella polvere raeeolta sui hanehi di seuola ed ammette pertanto la possibilita <li, penetrazio·n e delle uov.a di ossiuri n ella. cavita orale e n elle vie aeree. Tale possibilita sar eb,b e anch e dimostr:ata d a un easo dell 'A. ·di un individup ehe nonostante le piu rigorose misure di profilassi era portatore di uova di ossiuri, eh e vennero riscontrate n·el duodeno. L 'A. eon elud·e, quin·di: 1) eh e a i metodi di ricerca eon su eti per g li ossiuri e le l oro u ova, si deve aggiunger e aneh e la ricei:ca n.e l suceo duoden.ale; 2) data la possibilita di invasione degli ossi uri anch:e per le vie aer ee, ·s i deve aggiungere a lla eon su eta profilassi, la disinfez ione della bocea e delle cavita nasali; 3) in un a mbiente infestato da ossiuri, e n eeessario esten·dre·r e la ricer ca a tutti gli individui conviventi per scoprire g li eventuali porta.tori. 1

fil .

MEDICINA SCIENTIFICA. II chi1nismo gastrico nell'insutD.cienza cardiaca. Nell 'insufficienza ·cardiaca pronucneiata eon ed.emi periferiei, Ch. Rahier (Presse niedicale, 10 g iugn o 193 1) rileva ehe vi sono d ei disturbi dispeptiei caratterizzati d1alla diminuzione del su eeo g.a strieo, dalla scomparsa de ll 'acid·o eloridri·co libero e d.all 'atonia gastrica. II malato, eh1e era aeloridrieo n.el periodo di seompenso, ritorna a secernere un succo gastrieo ·normia le, .tanto per l.a qu.antita di aei·d.o cloridrioo libero qu.a nto per il .volume d.ella seoriezione, quando g li edemi periferiei sono seomparsi e qu.ando non vi sono piu i segni d.e ll 'insufficienza oardiaca. Nelle affezionri rer1ali senza insufficienza cardi.aca, n1a accompagn.ate da ed.emi periferici, non vi s·on o m-0·dificazioni d ellia secrezione cloridrica . fil. La sindrome umorale dell'occlusione intestinale. Gosset eit ßin n·e t L. Codomis· (Petit Dataillis Pr. medicale, n . 47, 1931), haill1lo studiato n el iero sa.n1g uig no di cani portato.ri di un 'oeeluione intesti·n.ale il tenare d.i cloro, di ·sodio, di azoto non proteieo, di protei1n e e ·di g rassi totali. Qu~ste ricerche ehe seguono a quelle analoghe di Wipple, Ha den. e Orr, Binet, eee. conf ermano l 'esisten za sui cani oeclusi di una . . indrome umorale eonsiste·n te, da um..a parte nella g ia con statata ca.d uta d el eloro e nello abbassamemto mien o aeeentua to del sodio, per il ehe· furono d:a1g li AA . raceoman°d ate Je iniezioni ipeirtonich e di NaCl , dall 'altra in una elevazione d1ell 'azoto non proteieo, in un forte aumento delle p.roteiine specialmente della g lobulin.a e in una tal ora considerevole iiperlipen1ia tardiva. B. P AGGI. 1

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SEZIONE PRATICA

VARIA _

n o. dovute all 'ipog·licen1ia dete rminata dal dig1uno. Farne e appetito. Al riguardo e in teres ante riferire eom e e stata ~iegata la fame dei diabetici 1c.11e si h a Si ritiene gen eralmente eh e la fame e l 'ap- malgrado l 'iperg'licem ia e ehe i eal111a con la :petito si.ano sen sazio.ni della ... lJcssa &pecie, ehe iniezion e d 'in sulina. L 'org·anism·o ·diabetico non .abbia110 la tessa origin e e te11dano alle stesso puo ossidare il glueosio e quindi, m1alg.rado .scopo, e ehe ·differiscano u11icamente p er la l 'iperg·licemia, i •suoi tessuti si trovano come loro intensita. privi di zucchero n on potendo consum.arlo. La I n1·e todi mode rni dell 'indagi.n e fi siologica ini~i on e d 'i.11sulina ren·dendo utilizzabile lo hanno eon entito di ·disting.uere l 'orig ine ed i zuoc.h ero m el te l 'organism o n ello stato norc.ara t teri delle due sen sazioni, eh e in e ffetti m.al·e , e le contrazioni ,d ello stomtac o si calma.corri pondono a due bisog ni distinti d ell 'or- no a 1cau sa deil tasso elevato di glicemia. g.a1nisui110. La fa1ne e l ',espre' sione dell 'istinto La fame, adunque , alle stato attuale delle di conservaz ion e eh e spinge l 'individuo a,d a- [}OSire conoscenze fi iologieh e e dovuta alle Jimentar i quando n e ha bisogno, n1entre l 'ap- co·n trazioni deillo stomaco detenm1i.nate dall'ipopetito e un fenon1e'Ilo eh e concorre all 'as o1vi- glicemia d1el digiun o,, eontr.azioni eh e ·determ ento della funzione digestiva. mina n o n el campo della eoseienza una sen sa1\folti stu·di i on o fatti per ·definire la ca u- zio n e dolorosa, la qua le serve a·d avvertire del a e la '.._1ede deJla sen sazione della f.ame, e bisogno di a limiento. 111olt e teorie sono state em e. . se al rig uardo. L 'a ppetito h a un •m1eecanismo fisiologico a fLe piu attendibili son o quella el1e con side- fatto differente. Innanzi tutto esso e una senra la fame una sen sazion e eh e h a il suo punto azione piaoevole , eh e rende piu gustosi e p iu di partenza in tutti i tessuti dell 'organi smo e digeribili gli :alin1enti. M1entre la fa m e e spe11.quella ch a la localizza n ello _tomaco. ta ·dall 'inges tion.e dei cibi, l 'appetito viene La sensazion e della fam e e e-0mplessa: ma- rnangiando almeno fin-0 eh e non interviene la J e~ ~ e re gen erale , indefinito, caratteiri t i•co, cesazieta. falea, d ebolezza gen ena·le, era1m1po doloroso delGley rileva c·o mie la dottrina dei riflessi condizionali a bbia data un 'esatta int~rpre tazione lo tomaeo. 11 fatto eh e lo stomaco e l 'organo n el quale dell 'appetito, eh e 1prima in b ase a lla sola i1nper primo si traceogliei l 'alimento e dove que- trospezione veniva eon siderata una gradazione ~to ubisoe le piu importanti trasform.azioni, della ~ame . e la circostain te eh e la prineipale manifestaII fenomen o dell 'appetito e eostituito da un zion e d.ell:a1 fame e il era·m po dell-0 stomaco, ian ieme di riflessi eondizionali eh e si stabilicrampo eh e eessa con il riempi.m.ento di que- seono attraverso eccitam enti sen soriali diversi ~to, hanno dato maggiore c.aratte re di verisi(ol fatto, vista, g usto, udito) e le cui vie eenn1iglianza alla teoria gastrica d ella fame . trifugh e sono eostituite dalle fibre secreto·rie Ma ammesso l 'aecordo su que·s to fatto ri- dell·e glandule salivari e gastrieh e. ~or ero nuove divergen ze circa la ca.usa fisioLa p ercezione diretta degli ali·m enti o ·di tutlogica dell1a1 sensazione. Alcu n i a ttribuiro.no la te quelle eond izioni 1ch e ha nno riferimento con fame all 'eccesso d i aeidita esistente n ello sto- g li alimanti pr ovoca una seerezione di saliva n1aco, altri a llo stato di vu·o to ed al collabi- e di sliceo gastrico. n1 ento delle pareti gas trieh e, altri infine alle cc 1 F are l 'acquolina » in boeca e l 'e·spressio.contrazioni dello stornaco. n e b·an1ale di questo fatto fisiolo gie-0. rfutt e qu este vedute furono sosten:µt e e eom Questa. eon.dizione d ' iperattivita digestiva, d~ l)alt11te eo.n pari a rdore senz.a p ero d~mo,s tna,- adatLam ent-0 degJ.i organi a lla fuinzio,n e ehe s1 zioni decisive in un sen so o in un altro. apprestano a com·p·i ere si tradUJoe con una se11La prova sicura eh e la sen sazione d1ella fa- sazio•ne 1p iacevole di desiderio, di appetenz.a. n1 e e data ·dalle eontrazioni dello stomaeo fu Cosi eom e la turgescenza degli organi genidnta n el 191 1 d!a: C.a nnon e Washburn. t.ali rende piu de iderab ili gli in,d ividui del Q11esti autori con esperimenti semplici quan- ·sesso opposto. Le emozioni, corn e 1avvien.e per tutti i riflesto deci. ivi dimoslra rono eh e la fam e eoincide co11 una forte conttazione dello stomaco e, si condizior1ali , possono inihire l'appettito , ma fatto im1portante, la eontrazion e precede sem- non h an no a lcun 'influ·enza sull a fa m e. L'appre la ·~en sa zion e. . p etito e speeifi can1ente inibito dai cibi ·disgu Ma attraverso qua le mecC!a1nism10 si produ- sto i. ·cono le contrazioni dello ston1aeo P La· fam e a dunque, e una sen azion e doloroLa riRposta a qu·esto qu.esito, eh e pure .avcva - sa leg·ata a un istinto innatto, l 'appetito e ledato lu-0go a numerose r ieereh e con risultati o·ato a rifl c·~ si elaborati n el eorso dell 'esi te1nza. piu o n1eno contr.a·ddittori, fu da1a n el 1924 ° La ~a m e puo aocr escere l 'ap1p1e tito, que to a dn due autori pur essi americani , Carlson e sua volta eoncorre ad age, olare la ft1nzione ·diBal:a tao, i quali dimostr.ar on o ch1e le contra- ge. tiva . a.rgo . 2 io.n i dello slon1aeo eh e provocan o la fam.e „o1

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« IL POLICLINICO »

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NELLA VITA PRO FES SIO N ALE. Della graduatoria nei concorsi. e e vero ehe, •come fu aceenrnato alla Camre ra, si sta pll'iepar.a.n do l.a r.i form.a d ella l.egge sanitaria, e for se qu1esto il mom·en.to buono per battere l 'anrnüsa questio ne della graduatoria ehe , com ei e conge.gnata ora, ha dato e da tuttora luogo a tante or itiehe. Ultim.amente •n el Policl'inico il dottor Ca.rraro se la pren·deva cogli ex aequo, ossia eoi gru1p pi a eui rieoNono quasi sempre le Comn1~ssio·ni. Ha p erfettamen.t e ragion·e . Ma non e il caso, per togliere qu esto in conve.n iente, di eomplicare di piu le eo e .amplia n·do aneora I 'idoneita, poirtanrd ola cioe ai 18/30, mentre la tend,e nza d el Go;verno, come sappia mo, e piu per re.stri·11gerla (gi:u.stame·n te) ehe per allargarla. P.e rche si fa n.r1.o g'li ex aequo? Lo sappiamo. Le Commissio ni male si 1~assegna110 a dichiarare non idoneo tin medico eh e ha la su.a br.ava laurea, e sioc;ome la leg ge o meglio il Regolan1ento si tpTestano, m•e ttono tutti i coooorrenti o la n1ag.g ior parte al riparo del 27 famoso. Ma dato• ehe lei graduazio.ni di idoneita son 0 soltanto 4, eosi, quando i eonco·r rienti sono molti, occorre n1etl€1l~ne piu d 'UIIlo per og·ni gradin-0. Don·de i gTu1p1p i o·d ex aequo. Ora di oio ;n,o n si puo far carieo alle Comn1iisisio·n i, p erehe il Regolamento 1stabilisee ehe si faceia una votazione : -d imod0tohe se due o piu eoneorrenti il"iportano suppro niano 30/30 e giusto ehe .si.a·no· tutti posti ex aequo nello stes- · so g ru1p po. E allma eh e •oosa si ·d eve fare? ·Nul1'altro ehe delen1da votazione, e un artieolo sem plicissimo ehe dica: cc La Commissione forma cc la graduato·r ia ·d istribu,e n·do tutti i co.n correnti cc individualmerite per ordine di merito; la no,_ « mina .dovra ca•d1ere sopra uno d·ei primi tre » . Questo e eio ehe si fa ordinariame:rute nelle nomin·e dei me·diei di Osp edale. E iilO·I l sarebbe m aJe ehe si comineiasse a riordin1are tutta la m1a teria dei cO!Ilco.r si ,s anitari con. metodi uniformi , elimina ndo il caos eh e r egna tuttora, p er eui si ve don.o dei eonco,r si anohe impo rtan ti niei qu.ali si riehie dorn,o pochi,sisimi do cum enti ed altri per cui non basta:no ad elen carli tutte le lettere dell'alfabeto. Vero e eh e molti di es~i documemti b.anno spesso una • sola srpie.g·,azio·n,e : 01d usum Delp1h ini , eioe servo.n o a1d i!Ilcludeire o ad escludere qualehe Tizio o qu,a lohe C.aio', 'Spejc1al,m,en~te rqruando ·d evonlo ciertifieare il numero di iainni preeiso eh·e si richiedo·n o t.assati,r.amente o comie assistente o com e aiuto o eome primiario, ccc . ecc. M.a questa e unia r.ag1.one ·d i p iu pe1r mettere uirli p o' d'ordine ain'e h e in tale fa ceen·da, stro·n canido tutti i g iochetti ·p o·&sibili, p er otten ere eh e trionfi il vero m erito, eome ha mostJrato di voler.e rigid,a m·ente l'on. Arpinati eolle su e due Circolari anch e in contrasto col CoJL„iglio di Stato. 1

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E eosi pure si dovrebbe regolare la pubblieita d·ei eoneorsi, obbligan·do· gli enti puhblici„ sotto p ena di .rJ.1ullita, a puibblicare con tempestivo antieipo g li avvisi in uno o piu giornali ufficiali. E inoltre sem1p1lificare in qualche modo il complesso labi rintico delle preferenze di ord·i n·e militare, demogna~ico, eoc. Dott. ANTONIO DAL PRATO. Faenza, 4: n1arzo 1932. 1

CONCORSI. POSTI VACANTI.

CALZAGO S. MARTINO (Brescia) . - Scad. ore 17 del 15 mag.; 1a cond. (capoluogo); L. 7920 e 6 quinquenni dec ., oltre L. ] 320 bicicletta e L. 44(). uff. san.; tassa L. 50; servizio entro il 25 maggio .. Chiedere annunzio. CAl\irPOLIETO (Campobasso) . Scad. 10 mag.; L. 6000, oltre addizionale L. 5 ogni pov. in piu del 5 % della popolaz.; 3 qt1inquenni dec.; per· uff. san. L. 500; riduz. 12 %; tassa L. 50; eta lim. 40 a. . · C111ETI. Ammirtistraziorie Provin,ciale. - Per ti-· toli e per esami. Posto di Coadiutore della Sezione Chimica e posto di Coadiutore della Sez~ne­ ~Ierlico-Micrografica del Laboratorio ProvinciaJe d 'Igiei~e e Profilassi con sede in Chieti. Stipendio iniziale L. 12.000, con 5 aumenti quadriennali di L. 1000 ciascuno, indennita di servizio attivo di L. 2000, e indennita c.aro viveri, soggetti alla riduzion~ del 12 % ed alle riteTI:ute d'o·b bligo oltre il 10 % dei proventi per ricerche ed analisi. I concorrenti, di eta non superior e ai 35 anni, alla data del l 'avviso di concorso, (3 febbraio 1932), salvo il cti ~posto dell'art. 42 del R. D. 30 settembre 1922: n. 1290, dovranno prese:ntare la domanda corred ata dei documenti di cui all 'art. 8 d:el R. D. l& ger1naio 1927, n. 155, 11onche tutti gli altri titolf scientifici e cli carriera ehe si ritenesse di produrre. Le prove di esame si svolgeranno secondo. il programma e le nor1ne generali stabilite dal Mir1istero dell 'I11terno, in luogo e giorni ehe sarannQ comunicati agli interessati'.. I concorrenti saranno giudicati dalla Commission~ di cui all 'art. 5 del citato R. D. 16 gennaio 19·27 ed in conformita dell 'art. 12 dello stesso Decreto. 1Scadenza 20 aprile. Per schiarimenti rivolg·ersi alla · Segreleria dell ' An1ministrazione Provinciale di Chieti_ Chieti, li 3 febbraio 1932-X. Co?\ro . .4mministraz. Pro11inc. - Scad. 30 apr.; diretto·r e del Consorzio antitubercolare; L. 21.000 e 3 trienni dec., oltre L. 3000 indenn. carica direz. dispensario ; riduz. 12 %; indenn. lrasferta variabile (pel 1932 L. 500); eta lim. 45 a. CoRTENUOVA (B ergamo). - Per titolli, p osto di unico 1nedico condotto d el Comune. Stipendio L. 8000 annue al lordo delle ritenute di legge; j11dennita caro viveri di legge ; di Ufficiale Sanitario L. 500 ; di trasporto L. 500; di ambulanza L. 200; quote capitarie annue di L. 5 e L. 2 per og·ni anlmesso nell 'elenco deg'li aventi diritto al1'as istenza sanitaria e farmaceutica gratuita od allu sola assistenza sanitaria gratuita. Cinque au1ne11ti periodici quinquennali di un decimo sullo stip.endio e sull 'indennita di Ufficiale Sanitario. 1

1

1


1.A.NNO XXXIX,

N UJ\f.

12]

SEZIONE PRATICA

'Stipendio ed indennita soggetti alle ritenute di legge. Eta massima anni 45. Documenti di rito in compete11te b ollo e d ebitamente l egalizzati , laurea in medicina e chirurgia con seguita p·r esso unn R. Universita del I'legno, prova degli esami di .Stato, ove occorra, certificato d 'i scrizion e al1'albo di un Ordine inedico e tassa di L . 50 al ~1 unici,pio di Corten u ova. Scadenza ore 18 d el 31 maggio 1932. Assunzio n e in servizio entro trent a g iorni dalla p artecipazio11e ufficiale della n o1nina . Chieclere bando concor so ed informazioni alla Segreteria Comunale. CoTIGNOLA ( Raven1ia). Scad. or e 17 d el 10 apr., 1° r eparto ; L . 8500 d al Comune e L . 2500 dalla Congregaz. di Carila per gl 'istituti d a essa dipend en ti, oltre L . 500 trasp., L . 1000 se uff. san ., c. -v. , L . 1200 serv. att.; riduz. 12 %; eta lim . 40 a.; t assa L. 50,15; doc. a 3 mesi . INZAGO (lvlilano) . Scad . 31 m ar.; 2a cond.; 1 L . 7920 al n e tto tratt enuta ] 2 ~o ; per trasp . L. 1500. MARCELLINARA (Catanzaro). Scad. 31 m ar.; L . 7500 e 5 quadrienni dec., oltre L . 500 indenn. malarica; riduz. 12 %; (;ta lim. 45 a. ~1A SSA

e CozzrLE (Pistoia) . Scad. 15 mag.; L. 7000 non sogget te a riduzioni, oltre c. -v. ; lire 3000 trasp. , L. 700 u ff. san., trienni ventesimo senza limitazioni n el numero dei trienni, eta l im. 35 a., t assa L. 50. ~1EsSINA. An1ministrazione Provinciale. Coadiutor e del Laboratorio d '! gi ene e Profilassi , Sezione ~1icrografica; L . 13. 700 aument. in tre quadrienni a L. 16.000, oltre serv. att. L . 3500 e c. -v. ; ritenuta 12 %. Scad. ;~o apr . Rivolgersi 1Segr et eria Generale. l\iloNTELEONE n1 SPoLETo (Perugia) . Scad. 31 mar . ; L. 10.000 oltre L . 600 serv. att., 4 quinquenni d ec. ; dedu z. 12 %; trasp. a carico d el Comune. l\i1oNTOTTONE (Ascoli Picen o) . - Scad. 20 mag. ; L. 8200 complessive pel 25 % della p opol az.; addizionale L. 5; p er cavallo o automob. L. 2700; per uff. san. L. 500 ; assegno p er studi L. 500; indenn. forese L. 500 ; riduz. 12 %; 5 quadrienni dec.; eta lim. 45 a. NovATE l\ilJLANESE (Mllano) . - P er titoli. Stipendio lordo L. 9000 piu L. 1000 p er indennita di Uffici ale Sanitario. Eta m assima anni 35, salve eccezioni di l eggP. previste per invalidi di guerra ed ex combattenti, n onch e per coloro eh e prestino -0d abbiano prestato servizio presse allre pubblich e Amministrazioni nel qual caso nessun limite di eta e fissato. Gli aspiranti dovranno presentare 0 fare p ervenire all 'U[ficio ·comunale entre il 10 a pril e domanda in competente b ollo scritta e sottoscritta, corredata d ei documenti di rito in bollo e, l egalizzati 'jn quanto occorra, d el diploma di abilitazione o della laurea in m edicina e chirurgia in orig inale o in copia n otarile, della ricevuta d eJ vaglia postale ordinario di L. 50,15, quale tassa <li concorso da indirizzare all a Esattoria-Tesoreria Comun:ale, nonche di tutti quegli al tri documenti at ti a comprovare la capacita scientifica e l 'attitudine al servizio. Lo stipendio e aumentabile di un decimo do;p o ogni quad riennio e cosi p er cinque quad rienni. 1 ,

PIETRALUNGA (Perugia). ~ Scad. 30 aipr. ; 1a cond. ; L. 7920, oltre L . 663,60 c. -v ., L. 1056 serv. att., •

473

L. 3520 cavalc., gia rido tti; 3 quinquenni dec. ; ela li1n. 40 a. ; t assa L. 50,10. Chied. annunzio. S. ANDHRA (Frosinone) . Scad. 10 mag. ; lire 10.500 oJ tre L. 2000 caval c.; riduz. 12 %; 5 quadrienni dec.; eta lin1. 40 a. ; tassa L . 50.10. ScANDIANO (Reggio Emilia) . - 1Scad. 15 mag.; per 3 frazioni; L . 7040 oltre L. 2640 trasp., L . 880 indenn. resid. ; L . 440 amb ulat.; r etribuzioni gia rido tte; 5 quadrienni dec.; c. -v. ; et a lim . 35 a.; t assa L . 50,10. '0R1ANELLO (Cal anzar o) . - Scad. 30 mar.; lire 7500 e 5 quadrienni cl ec.; riduz. 12 %; eta lim. 45 a.; tassa L . 50. VALLE nr CADORE (B elluno) . - Consorzio Valle di Cador e-Cibian a . Stipendio a11nuo L . 10.000 per miJle poveri; addizionale p er altri 200 L . 5; dai 200 ai 400 L. 3; per i rirr1anenti L. 2. Indennita d i caro viveri L . 1200; di alloggio L . 1500; di trasporto con cavallo od automobile L. 3500; Uffici ale Sanitario L. 500, il t11tto al lordo delle ritenute di Legge e del 12 %. Cinque aumenti quadriennali del d ecimo. Tassa concorso L. 50. Scadenza 31 m aggio. P er schiarimenti rivolgersi Segreteria Comune di Valle di Cadore. Avvertenza. Quando non e altrimenti indicato i co ncorsi si riferiscono a condolle medich e, i compensi allp stipendio base.

NOMINE, PROMOZIONI ED ONORIFICENZE.

el con corso per il posto di pri111ario ostetrico, rlire ttore dell 'l stituto Materno annesso all 'Ospedale C. e G. Mazzoni di Ascoli Piceno, son o stati classificati : 1° Gu sse prof. Aldo, 2° De Bell a prof. Eu· genio; 3° ex ciequo Falco 1prof. Alessandro e Tropea p r of. Ugo. E stato nominato il prof. Aldo Gusso, della Scuola di P ad ova. Congratulazioni. 1

Sono i proff. dica cii Clinica

noroinati Aristide Roma, e oculistica

cavalieri n ell 'Ordine Mauriziano Busi , preside della Facolta m eLuig i Guglianetti, ordinario di a Torino.

L 'Associazion e Americana per il Progresse delle .Scienze ha conferito u 11 premio di mille dollari aJ d o tt. Carlo Speidel , })er i su oi studi sull 'accrecimento d ei n er vi . 1

1 9 „_ larer essaatlsslma m oaografla: Prof. ANTO.NIO CASBARRINI DIRETTORE DELLA R . CLINICA M EDICA DELL'UNIVERSITA Dl PADOVA

con la colla bor azione d c: l prof. G. GHERARDINI, aiuto.

Pancreati te acuta. e

cronica

(con m olte figure ne l testo e due tavole a colori fu o ri testo)

I NDICE. -

PREMESSA . „ PARTE GENERALE : CAP. l. STORIA DELLE PANCREATITI. , C AP. II . CE!llNI DI ANATOMIA DEL PANCREAS. " CAP. III. PRELIMINARJ DI FISIOLOGIA DEL PANCREAS. , CAP. IV. ANA.TOMIA PATOLOGICA G ENERALE DELLE PANCREATITI. CAP. V. S EME, JOLOGIA CLJNICA GENERALE DELLE AFFEZIONI PANCREATITICHB. „ CAP. V[. SBMEJOLOGlA FUNZIONALB NBLLR LRSIONI DEL PANCRBAS. " CAP. VII. S INDROME EMATOLOGICA ED UMORALE DELLE PANCREATITI. " PARTE SPECIALE : CAP. VI II. CLASSIFICAZIONE DELLE PANCREATITl. , CAP. IX. N ECROSJ ACUTA DEL PANCREAS. " CAP. X. PANCREATiiE ACUTA SUPPU RATIVA. " CAP XI. PANCREATITE CRONICA. " CAP XII. PANCREATITE TU BERCOLARE. " CAP. XIII. PANCREATITE SIF ILITICA. , CONCLUSIONI. „ RIASSUNTO.

Volume di pagg. 300. Prezzo L. 3 O, piu le spese postali di spedizione. Per i nostri abbonati sole L. 2 5 , 9 0 in porto franco. Inviare Vaglia all'editore LU IGI POZZI, Ufficio Postale Suc.cursale diciotto, ROMA .


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<< lL P OLI CLINI CO

NOTIZIE DIVERSE. A.ssoeiazione internazionale di fisioterapia. I n occa ion e del \ ' Co11gr esso Internazion ale di Fi ioter apia voltosi a Liegi n el settembrc 1930, ft1ron o p oste Je basi di un 'Associazion e Inlerna1ionaJ e di Fi. ioterapia all o scopo di organizzar e i11 ogn i Paese 1111 'inten sa .p rop aganda a favore dell a terapia n m ezzo di agenti fisici, favorendo Je ricerch e scientificl1e e le applicazioni pratich e ai1 ch e a m ezzo (]ell 'inseg11a1nento t1fficiale u11iversit f1!iO, e comballe11do to·n ogni m ezzo il ciarlata 11es11no. La sede cl ella Socie ta e n el Belgio : possono p arlecipar vi tu tli i cu1tori n.iedici dell a sp ecialita, previa pr esentazion e dei delegati i1azion ali. Del Comitalo intern azion ale fan p arte un delegato e u11 supplen Le in r appresentan za clei Comita li n azionali espressam ente design ati per ogni Paese. J_,a qt1ota per il triennio 1931-1934 e fissa La in .SO belgas, p ari a L. 80. II prossim o Con gr esso si terra a Boston n ell 'autunno 1933. II Con1itato n azion ale italia110 e costituito d ai seg uenti m embri: p·r of. on . E. Morelli, Rom a, preside11te; r adiologia: prof. 1\1:. Pon zio, Torino, delegato; fisioter apia : prof. A. Vinaj, Milano, supplente; idrologia : prof. S: Pi&ani, Firen ze; talasso ter apia: prof. G. Cer eso1e, Ven ezia Lido; climatologia: prof. S. Vacchelli, Cortina d 'Ampezzo; attinologia : prof. R. Porcclli, Livorno; e<lucaz. fi sica, sport : pro·f . M. Cassinis, Roma; elettrot er~pia : prof. L. Bordoni, Sien a; termoterapia: prof. E. Di 'f ommasi, Napoli. Per schiarimenti e ,per ad esio11i si prega d 'indirizzar e ogni richiesla al delegato prof. M. Pon zio, Ospedale l\[aurizian o, Torin o. 10° Congresso nazionale di medieina del lavoro. Per la p art ecipazion e al X Con gresso Nazionale <li lVIedicina del Lavoro, indetto a Milan o dal 23 al 25 aprile, si e costituito lln Comitato per l 'Italia Cen trPile, con sede in I"lom a, in piazza Cavour 11. 3, presso l a Direzio.n e gen er ale della Cassa Nazionale ,per gli jnfortuni. l~anno p arte del Comitato i professori della Scuola di perfezion an1e11to in Medicina del Lavor o (lella R. Univer sita di Roma, il segr et ario del Si11dacato n azion ale dei m edici e i r appresentanti di vari en t i-- sta tali e p arastatali, interessati agli s tudi di Medicina del Lavoro. Il Comitato e cosi composto: presidenti onorari: dol l. G-. Calam ani, dott. E. Carn evali ; preside11te: prof. A. Bu si ; vice-presidenti : prof. P . D '1\.lessarL<lria e prof. A. Ran elletti ; n1embri on or ari : prof. S. Baglioni, prof. F . Banissoni , on . co111andante M. Bar en ghi, prof. R . Dall a VedoYa, prof. S. De San ctis, prof. S. Diez, dott. A. Filippini, prof. G. Giannini , .p1rof. A. llvento, prof. G. Loriga, on . prof . E. ~forelJi, prof. P . Otton ello, prof. I. Rom an,elli, dott. F. Simeon e e dott. A. Vigliani ; segretario dott. U. Marsili. Plicordian10 eh e i i emi all 'ordine del gior110 so110 i segu enti : « I1 lavoro intellettuale » (re1latori : pr off. L. Ferrannini e S. De San ctis); cc Il 1avoro n ei campi. Patologia, igien e, legislazion e sociale » (relat ori: dottori G. Caso, L. Noviello, pr off. E. Sorrentini, G. fl.iello e on. prof. N. CasleJl ino) ; << Patologia da solventi e misure igienich e e profilat lich e n (rela tori: ,proff. L. Carozzi, G. Loriga e A. Nebuloni). 1:

»

[ANNO XXXIX,

N U l\I.

12J

L 'iscrizion e al,. Congresso e gr atuita per i soci ~ elJ a Soci~ta Italia11a di 1\1e<lici11a del Lavoro; per 1 n on soc1 la t assa ammonta a 25 lire con diritto ag·li a tti. I ]Jartecipan ti potranno fruire del rib asso del 50 't~ accorclato dalle FF. SS. per la Fiera di Milano. Per le iscrizioni, il ver samento della quot a, la presentazion e di comunicazioni e la richiesta evei:itt1ale di i11formazioni, rivolgersi alla segreteri a de] Comilato, in piazza Cavour n. 3, presso la Cassa Nazionale degli i11fortuni.

1° Congresso nazionale della Societa di chirurgia. della bocca. 11 Co11sigJio dire.tlivo della Societa italiana di chirurgia della bocca, in una riu11ion e presieduta dal JJrof. .i\ rlotta, ha deliberato la convocazio11e di un primo Con gr esso nazionale, da tenersi a Parm a n ella seconda m el.a del m e·se di m aggio. Il Co11gresso si svolger a n ell 'Aula iVIagna della R. UniYer sita di Parma sotto l 'alto p atronato di S. E. l 'on. prof. PaoJucci, direttore di quella C1i11ica chirurgica univer sitaria. · Fanno p arte del Comitato 0 rganizzatore : il prof. G. Co·r radi, direttore dell 'Istituto di odontoiatria <lell 'Universila cli Parma, quale ,presidente effet tivo ; il comm. A. Alessandrini, vice-presidente; i clottori Azzolini e Rebecchi , segretari. Convegno sulla fangoterapia. I p·r off. Donati e Mich eli, direllori del Ce11tro di studi sulla fa11goterapia presso le tern1e di Acqui, hanno indetto per i giorni 4 e 5 giugno un Congresso m edico da Len er si in Acqui. Saranno trattate queslioni m ediche varie con speciale ri g uardo al r eumatism o. Il t empo utile per pre11otarsi .p er le comunicazioni s.cade il 30 aprile ed il t est o di esse deve esser e con1unicato alla Direzione delle Terme di Acqui. Verran110 concesse agevolazioni di 'iaggio e di soggiorno ai con gr essisti. IJ Cong·resso riuscira senza dubbio una m anifestazione di grande interesse. 1

1

Congresso t'raneese di neuro-psichiatria. Dal 25 al 30 lug·lio 5i adn11 er a a Lin1oges il 12() Congres,s o an11uale degli aJienisli e i1eurologi della Fran cia e dei Paesi di lingu a fran cese. Segretario ge11erale e il Dr. 0 . Cr o·u zon, avenue d 'Ien a 70-bisr Paris. Congresso tedeseo di psichiatria. La Lega teoesca di psichiatria si adunera a Bon11 <lal 18 al 21 m aggio. Per informazi_oni e i crizio11i ri olger si al prof. G. Ilber g, Schuberstr. 41, Dresden , Gern1ania. Soeieta belga di gastro-enterologia. Ha tenuto u~a rit1n ion e il 27 febbraio , sotto la presi<len za del pi'of. de Beule, di Gancl. Il prof. H. S1rrmo·n t, di Lilla, accompagnato d a un assiste11te, Jean Tip1rez, e da du e jnterni, Robert Dubois e Robert 1'riba11t, h a fatto una confer enza illustrata sull 'anato·m ia de] colon sinistro1 e del colon pelvico; egli h a mostrato 400 r adiografie, in p arte stereoscopich c, oitenut.e dopo irrigazione con sospensioni op ach e. In seguito a una morlellatura dell 'addome eseg·uita dal sig. Minne, egli stin1a eh e il decubito dor sale valga meglio di quello Yentrale per precisare la posizione delle flessure colich e: su 400 soggctti ha trovato appena


[A NNO X~XIX , N Ui\ C. 12]

il 7, 75 % di casi n or1nal.i ser-0nd o i clati classici. L 'espo izione e stata corre(la la allch e d a nl1mer osi cliseg11i e d a uiap ositiYC s ler eOSC01)i Ch e. In seguito l a ig .r a J on k l1eer e h a tra ttat o d ella cc coprologia in p a tologia i11 testinale n.,

Conferenza internazionale sull'oppio da fumo. Si e svolla a Ba11gl ok d al 9 al 27 n ove1n bre, or ga1lizzata d alla ocie l a d ell e Nazioni, p er i11iziati va d el Governo d el Siam. lia avuto esilo in un .l cco r do ed un 1lllo.

Istituto di studi soientifici e pratici sulla t11berco· losi. Com e e s l at o annuncia to, d al 4 aprile al 4 inagg io 1932 i ter ra il Cor so celer e di perfezio11 an1ento D:ella p a tologi a, c]inica e profila ssi d elle lnalattie t uber col ari , so t lo Ja direzio n e dell '011. prof. Ed oaTd o wiar aglia n o e d el p r of. icol a Pen cl e. Alla fin e d el cor so av rru1r10 luogo g li esami per col or o eh e n e far a nno d o1na nda. Ai m edici eh e li a vranD:o super a ti sar a riJasci a lo un dipl om a. Il cor so e g r at uilo. Color o eh e Yoglion o fr equenla rlo d evon o sig nificarlo indirjzza11d o· richie ta, in cart a semplice, all ' Istitu to, v]a Balilla 1, Ge-11ova . II numer o delle iscri zioni e li1nitat o. 1

Corso complementare d'igiene pratioa. Si t erra presso Ja R . Univer sita d i Mila n o, p er aspiranti ai p osLi di uffici ale sa11itario e pe r l a u1 eali diver si , a p artire dal 4 aprile e p er l a durat a cl i 2 m esi ; t assa L. 300 (d a ver ar e al Ban eo di Roma, in p ,i azza Misso ri) . Le d om a nde ven gon o accettat e, d alla Segreteria t1niver itaria, secondo 1'ordine di preced en za. 1

Corso di medicinu coloniale a Napoli. Si c irtiziato il 1° m a r zo e dt1rer a tre m esi, so llo Ja direzione del prof . Giova11ni Cas tron ovo (piazza . _t\.ndrea d elle Da1ne 2) ; l 'iscrizion e, lin1ilat a a i Jaureati in medi cina e chirurgia ed in zooiatria, importa L. 300 il progr amma co1~p,rende numer o i insegnamenti (lezioni ed e er ci tazioni) . 1 ;

L'organizzazione sanitaria dell'O. N. Maternita e Infanzia. La Commissio11 e n omina ta dal R . Com m issario dell 'Opera Nazion al e l\1a t er11ita e Infan zia, avv. ~il eno Fabbri, p er lo studio di alcuni problemi a ttinenti all a or ganizzazion e sanilaria, h a t enuto le su e sedute n ei gior11i 7 ed 8 inar zo. Essa er a composta d ei clinici p ed iatrici proff. .>\ lla ria, Cannat a, Comba, Fiore, Frontali, J e1n1na, Maccio lta, Nasso, P aechjo11i, Pinch erle, Sp ol ' erini, Zam or ani e dai clin ici ostet rici proff. Pes lalozza, Al fieri, Gaifami, n onch e d al prof . Ilven t o, vice-dirett or e d ella Sani ta pubbliea, e, p er le seclute in c ui si c tra ttat o d ella alimentazion e, d al prof. Bo ttazzi . Do}JO ur1a esposizion e d el R . Com1n issario sul i1uovo ordinam ento e h e egli inte n cle d are all '0 ,p er a Nazipn al e Ma terni la e I nfan zia, si son o svol ti i l avori ta11lo d ell a Co m n1issione ple•n aria , qua n t o d elle soltocommissioni . Sulla question e cl ell 'a1i1nentazion e e st a to st abililo di prep ar ar e al pit:1 })res to le t abelle cliet e lich e })er i 1a Ltanti e p er i diYezzi ed e Stat a ino} tre fissata Ja }js ta d egli a]i1

475

SEZIO E P R AT lCA

inen1i e d elle prep ar azi o11i i11edici11ali ehe l 'Opera d istribuira negli Is li lu ti d ipe11dc11ti. Poich e, secondo l a concezione <lel ll. Co1nmissario, il p·a ese d al p un lo d i vista assi slenziale sara d iviso in tanle cireoscrizioni assi sten zjali d ella l\fat erni ta e d el l 'I11fan zin, si c stabi lito eh e, ir1 ogni distr elto, ol lre al scgretario soeial e, funzion era il consultorio p eclin.lrjco ed oste lrico eo11 ser vizio affidat o p er }) ubb lico concor o a medici peei alisti , i q uali r apprese11Le ran no in cer to m ocio Ja fun zion e di i::ar1itari cireon (la riali, sempre co11 carattere profila tlico e n o11 ct1ra tivo. E. stalo, inol tre, fissalo il c.:on cetto c l1e l 'Op er a utilizzera i n1cdici cond otti e i n1edici l ocali d e11e locali ta face11ti p arte. d elle ingole cireoscrizioni, i <ruali , col con eorso d elle as. i ste11li ociali, compira11no l a loro funzio11e profila tti.ca. P er cio sar a n no sLa])iliti presso· le Univerit~ ror si di inlegrazione per tali m ediei. Son o la le, i nol lre, fi ssat e le n orm e p er l a prop agand a (lella vaccin azio,n e antidifteritica ed e st at o r acco111a11d a to d a lulLi g li in tervenuti eh e l 'Op er a coll aJ)ori a otten ere eh e i1on sia cli1ninuita n el pubblico l a fidu cia ver so· Ja sierot er apia antidif terit ica. Si e st abilito, infine, di SOYYenire finanziariatn e11t e le rieer eh e g ia inizi at e d a qual eh e a11no J)res o alcune clinieh e p edia tri ch e per ,p ortar e un contribt1to alla vexata quaestio d ell 'util ita clelle Yaccir1azioni antituber col ari.

I servizi di assistenza snnitaria del Comune di Mi· lano. ~Ia1 grado

la diminuzione d ei cespiti di entrat a rle ll 'an?-T11i11is trazi.on e <lel Co1n u11e di Milano, il bila n cio preven,tivo d ei ser vizi di assi st enza sanitaria e ospedalier a per l '(l nno in cor so segn a uno s l an zian1e11lo g lobale in a u1nen to anehe p er le ])r ovvide11ze di p uro ear a tter e facol tativo. Esso raggiu11ge l 'i1tg(' ntissima cifra di 53.192.100 lire, di c ui 3.968.000 .p er l 'assi sten za domiciliar e, 18 .839.500 p er il ricover o di ammal ati in osp ed ali p osti f uori d el t erritorio d el Co1nune, 4.680.000 l'Jer il ri covero d 'in abili al l avor o, 240 .000 p er lrasp or to d i inal ati e d 'i11fortuna ti , 12.462.280 quale co11lributo all 'Osp edale l\f aggior e, eec. Poc h e altre eitta pos 0110 van t ar e ser vizi sanitari cos1 vasti , or g anici ed efficienti.

Comitato romano per la lotta contro la tubercolosi. Con d eer et o d el 1\finist er o d ell 'Interno, il t er n1ine assegn a lo al C-0rr1missario d el Co mi tato p er il compin1e11to dei su oi l avori e s tat o ,pr or ogat o al 30 g iug110 p r ossimo. 1

Servizio meteorico sanitario italiano. 11 Ser vizio ~Ieteorico· San1tario I tali ano - di cui avemn10 g ia ad occu par ci - h a p er seopo lo stud io tl ei r a pporti eh e intercedo110 tra i · Ieno1neni p a tolo·g ici e quelli meleorici , ond e p r oi eltar e clella l uce su ll a ge11esi delle malatti~ ed accert ar e l 'influen za ehe s u q 11e·si e eser citan o le stag ioni e Je vicende a L1nosferiche. Chi unq ue voglia co11t r ibuire a questo Servizio, p u o rivolger si al fond ator e e diretlore dello steso, P . D . Bernardo M. P aoloni 0. S. B., Osservat o rio Geofi ico· d el R . Is tiluto Su.p erior e Agr ario, Pe rugi a. Cib eh e p·r incipalme11te si r accom and a e l a scrupolosi ta dei d ati e l a costan z<!_ d ell e osserva-

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.

Zl Oill .

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476

« IL POLICLINICO n

[ANNO XXXIX, NuM. 12]

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II concorso per l'internato a Parigi. Si e chiuso, da poco, il concorso per l 'internato negli os1pedali di Parigi. I posti er ano 80; si sono presentati circa 800 concorrenti.• Ques Lo concorso e considerato come uno dei piu diflieili ehe si affrontino dai me<lici in Franeia. Esso consta di prove seritte e orali. Le pri1ne sono ai1or1ime : ciöe gli esan1inatori ignorano i nomi dei candidati, i eui scritti non vengono firmati , ma n umerati, e cio allo scopo di escl udere i favori tismi. Le prove seritte durano tre giorni e comprendono tre temi : Ufl;O di anatomia, uno di m edicina interna e uno di chirurgia; og ni p·r ova ,d ev 'essere svolta in tre ore. L 'esame degli scritti e affidato ad una commissione di 10 memhri, scelti tra i m ediei degli ospedali di Parigi; per la correzione dcgli scritti e stabilito uno SiJ»azio di tre mesi. Possono essere nomina ti solo i primi 250 classificati negli scritti; ma il loro nome viene r ivelato solo alla fine del concorso. La prova orale dtLra 10 minuti e consiste in una domanda di m edicina ed una di chirurgia ovvero di ginecolog'ia. Chiusa la p rova orale, si renclono noti i n omi dei 250 candid ati su cui puo cadere la non1ina; addizionand o la classificazione degli esami orali e degli scritti, si stahilisce la gradu ato,r ia. 1 primi 80 sono stati nominati interni titolari ; gli 80 successivi interni provvisori: questi ultimi prenderanno il posto dei titolari in caso di dimissioni, <li malattie ecc. 11 coneorso e durato, fra tut Lo sei m esi. L 'in ternato e un 'islituzio11e specialissima, eh e comporta ~rerogative ed obhlighi. Per 4 anni l 'interno presta la sua opera negli ospedali, p,a ssando per vari se:r:vizi, ove permane da 6 a 12 mesi, di m odo ehe egli puo p,a ssare per 4 ad 8 Servizi. Ha tu tta la reSiponsahilita dei Servizi stessi, per modo eh e acquista una grande esperienza, e cio concorre a formare quel eorpo medico di p rim 'ordin·e <Cost ituito dai medici degli o·spedali di Parigi. 1

1

1

,

1

Nuovo ospedale a Lipsia. · E. stato ir1augurato a Lipsia.-Comnevitz l 'Ospedale di Santa Isa])ella, capace di 270 letti; diretlore della Sezione chirurg·ica e il prof. Kortzen1Jor11; della Sezione incdica il p<rof. Bernhard Singer; della Clinira ostetrico-ginecoJogica il dott. Cl. Wizer. Al Museo d'lgiene di Dresda. Nel gra11de salon e. d 'onore del M u seo r1 'Igie11e di Dresd a sono stati i11augurati i busti di Girolamo Fracastoro e dl. Bernardo Ramazzini, offerti rispettivamente dal PodesLä di Verona e dall 'üniversita di Modena. Vittima della professione. Il presidente della Repuhhlica francese) Paul Doun1er, accompagnato dal ministro della sanita puhblica, Cami1le Blaisot, si e r ecato all 'Ospedale Boucicaul t di Parigi, ove ha decorato della rosetta di ufficiale della Legion d 'onore il dott. Emi l Haret, capo del servizio elettro-radiologico al1'0 spedale Lariboisiere. Qu·esto emi~ente radiologo ha clovuto subire parecchie ampu tazioni per racliorlermiti co11tratte nell 'esercizio professionale. Condanna di un farmacista. AJ 'f ri])unale correzionale di Bressuire (Francia) Si e S\'Olto un prOCCSSO cont:ro un farma cista , A11 ato1e Proust, di Thouars, il quale aveva vendl1to clelle polveri contro l 'uhhriachezza ad una signora, eh e Je propir10 al marito. Vedendo ehe ri111anevano inefficaei, ~ll a s 'indusse a decuplicarne la dose, ma poco dopo sopravveniva la morte del paziente. Le cartir1e non eran o dichiarate velenose e non ne era indirato il contenuto ; contenevafl;O 5 cg. di ta.rtaro emetico ciascuna . I n esito al processo, il farmaeista e stato eondannato a J 000 frar1chi d 'amn1enda per infrazione alla legge siu lle farmacie. La vedova h a heneficiatb di un 'amnistia ed e stat.a assolta. 1

lndice alfabetico per materie. Acloridria e anemia: rapporti . . . Pag . 460 Amehiasi: t r attam. . . . . . . . . . )) 469 Anoressie dei 1poppanti: trattam. . . )) 470 1\ppendice verm. : diverticoli . . . . . )) 453 Appendicit e acuta da tricocefaJo .. . . )) 458 Appendicite: pseudogastropatie da )) 468 Bihliografia . . . . . . . . . . . . . . . )) 465 Colon: resezione per occlu sione acuta e )) 464 suhacuta . . · · · · · · · · · · · Con corsi : gratuatoria . . . . . . . . . . )) 472 Crisi gastr o-solari . . . . . . . . . . . . )) 460 )) 468 Di La ip·p ocratich e e .poliposi i11testinale Ematemesi : trattam. con catetere a per~ a nenza . . . . . . . . . . . . . . . }) 468 )) 469 Emetina : dose massima terap~utica . . Emorragie ga:;tro-intes tinali da causa mal conosciuta . . . . . .. )) 468 Farne e appetito . . . . . . . . . . . . )) 471 11 eo bil iare . . . . . . . . . . . . . . . )) 464 Incisione di McBurney trasformata in incisione a lembi . . . . . . . . . . . )) 445

l11fluenza: alter azio11i en1orragiche ed en1orragie (lell 'intestino . . . . . . . Pag. 468 Occlusione intestinale : sindro·m e u1no)) 470 rale . . . · · · · · · · · · · · )) 470 Ossiuri ed enterobio i . . . . . , . . . )) 437 Stitich ezza: in tema di - . . . . . . . Stomaco : chi111ismo nell 'insufficienza cardiaca . . . . . . . . . . . . . . . . )) 470 Stomaco: studio cle11a funziona1ita mediante l 'istamin a e il sondaggio fra)) 447 zionato . . . . . . · · · · · · · · · · )) 470 Tubercolosi i11testin. : prescrizion~ . . . 462 Ulcera gastrica e duodenale: prognos1 .. )) Ulcera gastrica e duodenale : trattam. )) 468 con estratto paratiroideo . . . . . . . ln eera gastrica e duodenale: lrattam. )) 463 con iniezioni ipoderr11iche di pe.psina Ulcera peptica digiunale postoperatoria, stenosi duodenale, ulcera perforante )) 466 d el colon . . . . . . . . . . . . . . . /

Oiritti ai proprieta riservatl. - Non ~ consentita la 'tistampa di Zavcri pubblicati nei Policlinico se non in seouito ad autorizzazione scTitta dalla redazione . E vietata Za pubblicazione di sunti di essi ltenza citarn e la f onte.

A. Pozz1, resp .

C. FauGONI, Red. capo.

Roma - Stab. Tipo-Lit. Armani cli M. O:>urrier.


ANNO XXXIX

/

Roma, 28 Marzo 1932 · X

fondato nel 1893 dai pro1essori:

. GUIDO BACCELLI

Num. 13

'' •

FRANCESCO DURANTE

SEZION.ß I>RA.TICA REDATTORE CAPO : P ROF .

CESARE FRUGONI

. ••

.

'

Clinico Medico d i Roma

SOMMARIO. Note e contrib uti : G. Borruso: La positivita della r eazione di Weil-Felix nel tifo addominale. Medi"ina infortun i~t ica : F . D~ Negrie Marella : Considerazioni eul coaidetto 'Pneumotorace da sfor:zc. Osservazioni cliniche : A. Guerri-0ehio : Epididimite colibacillare. Sunti e rasseg ne: RICAMBIO: M . Loeper e P. oulie: La magrezza. - L . Li.chwitz: L 'osealuria. - 0 1RCOLAZIONE: R. Hift: Sul .aecc.reo e la prognoei della me~aiortite luetica. G. Stradiotti : Contributo alla semeiotica rdella sinfisi pericardica. - C. Pezzi : Sn una, condizione a.natomica dell'edema acuto del polmone nelle malattie dell'ap-parato circolatorio. - K . Shirley Smith: Sinidromi simulanti cardivJ)atie. TECNICA CHIRURGICA: B. Sohiaesi: La scienza della narcoei conaiderata in clinica. - Pascalis : Non si d<1vrebbero pii.L verificare difettoee aneetesie genera li. - S. Traina : Sulle alterazioni determina.te dalla novoca.ina iniettata in P'rossimita di f ocolai settici. A. pr(Xl)osito dell'.anesteeia looale negli interventi aulla mastoide. - Putti : La trazione col dilo. - Zaaijer : Contributi alla -0hirurgia del torace. - Niesen: Pla stica con 'J)arti molli per obliterare speciali forme di cavita. esiti di empiema. Notizie bibliografiche. - Cenni bibliog rafici. l

NOTE E CONTRIBUTI.

e

MrLANI.

La positivita delta r eazione di Weil-Felix nel tifo addominale. D o tt . GAETANO BoRnuso,

g en eralrrle 11 te co1l · id e rc.tilo come u·n.a forma atten uata di Li fo petecc hia le ( d·ermotifo e tiv-0 })en ig110 l\On ·diff11s ib i]e (Pecori). () 'a l11·a parte pur n o lo .c l1 e sieri norm.ali 0 di m .alati affe·tti da altre m .a lattie infettive non danno per lo piu la reaz ione, O· 1se questa positiva, lo a titol i infc riori a quel li prescritti p er il tifo esam.tematico. (Si 11anno r ioa .agg l utin.azioni a L.a ss i non super iori a 1

Ospedale Policl inico Umberto 1 in Roma - Padiglione X. Primario: Prof. A.

Accademie, Societ a Mediche, Congressi : Sooieta Medioo-Chirurgi.ca. di Padova. - Societa Medioo-Chirurgica di Pavia. - R . Acoademia dei Fisiocriiic.i di Siena. Societa Medico-Ohirurgica Bellunese. Societa Medioo-Chirurgica Breeciana. - Societa Piemontese di Cbirurgia. . Appunti per il medico pratico : !GIENE: G. Peoori: Le disinfezioni degli ambienti nelle malattie infettive. - SEMEIOTICA: Le reazioni di flc.cculazione e l a sierodia.gnooi idella aifilide. - La diagnosi precoce di tubercolosi mediante la prova optometrica di floccu lazione di Vernes. - ÜAS ISTICA : Le -Oirrosi epatiohe. Coliche e'J)atiche a ßinistra in un eaßO di. inversione viecerale. - Le oolecistiti da appendiciti. - TERAPIA : Sul trattamenta dell'otoscleroai. - Dieci anni di esper.ieuz..a nella. eura idella -cataratta -0on estratti di cristallino. - Nelle -0elluliti. - MEDICINA SCIENTIFICA : Oseervazioni quantitative aulla proteinuria nella nefrite. - Albumina urinaria e nefrite. - PoSTA DEGLI AB· NATI, - VARIA : L'inno della Doppia Croce. Nella vita professionale : Servizi igienico-eanitari. Concorsi. - Nomine, promozioni ed anorificenze. Nostre corrispondenze : Da Padova. Notizie diverse. Rassegna della stampa medica. lindice alfabetioo per ma terle.

aiuto m e<l i·co„

e

e

Co111e noto la Roozione di Weil-'F elix rite11uta d.a lla totalita degli A.A. eo,~ tanteme11le. po itiva n,e} t ifo p etecchia le, falli sce o lo in alc u1n i casi gravi · imi e letali o con intenso esanteimia. Felix i11 r\natoli.a el)be ri u]t,ati positivi n el 100 % dei casi; d.alle v.ari e t.atisti qh e risu1ta ch·e essa e stak'\ n egativa solo n el 2 % e CLO J:JrObabi}moo.te, secon·do 'ampietro, peTc}1e n ei casi in c ui la R,eazion ei fu negativa, d·uTain te i l periodo febbril e, questa non fu • poi pratic.a ta d-0po avv·enut.a la .crisi . Inoltre stata trov.ata pos itiva iri alt issim.a p·ercentua le nel rnorbo di Brill , (s1)ecie se p-raticata anceh e dur.an.t e la conv.alescenz1a.) , ehe \'ie,n e oggi

c

1

e

e

1 :20-1 :50). . ~ 0 11 0 ::;ta li IJiero con1 un icati al c u11i casi, in1 c r1n·1 elali per lo piu cla a li AA. con1 e infez ion.i "ccond.arie d.a proteu r1el corso di a ltre maJat'Li e, in c ui s i ebbcro agglutinazion.i ianche Porti 11)eT il \prote u Xl 9. Pr.au snitz riporta un ca~o di W.-·F . fortem en t,e1 positiva in un bambi110 affetto d a d i ente ri.a b.a.c illare; Sonnensch ein in un bambino oper.ato per emp i·em .a strep toc.occ ico ·e.bb1e agg lutinazione per il JJroteu s a 1 :200 co·n i.l siero attivo , 1 :1600 ro11 il ier o ri cal dato; lo ~te so A. ebbe W.-F . fortemente pos itiva in un tubercoloso in c ui s i potev.a con sicur.ezza ·esclnder.e un pregresso tifo esantemati.co: Kollert e Bau,er in un n11n lato .a ffet t o ·da r istite isol.arono il col i c


478

« rL POLICLINICO »

il pro:teus; l.a W .-F. fu l)Ositi,,a per il proteus H Xl9 a 1:106; coo. uno stipite 0 Xl9 a 1 : 600 (comie e noto il prot.eus si svilupp.a i111 du e differen-ti tipi : la forma H e Ja fovm1a 0, q11est 'ultim.a conterrebbe piu ricetit ori specifi ci per il siero di esantematici ehe la förm.a H). M.airion Corrigan ebbe eccezionalmente una W. -'F. positiva in un p olmonitico a 1 :640. Com e si v·e de: i casi di W .-IF . positiva a taisso piuttosto a lto nel corso di altre m alattie sono rarissimi ·ed alcuni costituiscon-0 un reperto ecceizionale n el co·r so di riceuoh e praticate i,n 1serie sui ,sie.ri di vari g ruppi di malati. Ho creduto pero di doverli riportare perche posson.o C-O·TI tribuire .a d interpretare il comportamento della reazione da m e osservato n ei ca i eh e rifieriro. -el tifo .addominal·e e stata osservata con frequenza r.ela tiv.a mente magg iorre ch.e nelle altre malattie infettive una agglutinazion·e per il .proteus Xl9 a n ehe n ei :rapporti di 1: 1001 : 200. Sampietro ha trov.ato n el 18 °;~ di rnalati di febbre tifoi·d ea W.-!F. positiva talora an.ehe al ta so ·di 1: 100-1: 200; Sterlin.g riporta un caso eccezionale di agiglutinazione fino a 1 :700, ma non escl nde Ja po ibiJita di urn a infezione mi1

1

1

1

\i\T. -F . 1 )) )) )) XX 1 )) )) XXXV 1 )) 1 )) )) )) )) L 1 )) )) (paz. a1)irettica) 1 )) )) 1 )) )) In LX giornata 1 (paz. ap·ire ttica da 10 g.) )) )) 1 )) )) 1 1

In

XIV giornata

.

))

))

))

))

))

l)

.. ..

..

800 1600 800 1600 200 400 800 50 100 200 400

+ + + + + + -

+

-

1

1

CAso I . - Si tr.atla dj un a giovan e donna eh e fu ricover ata all 'Ospedale Policli11ico Umberto 1, X Padiglione·, nel 1928: Si poteva escludere con sic urezza ehe in passato fosse stata affetta da morbo di Brill o da vero tüo esantematico. In VIII giornata di malattia emocultura p ositiv.a· p er il tifo; in XIV ' 'tidal positiva e contempornneam ente 'i\T.-F. ,p ositiva ad alto tito lo (' 1 : 800). . Clinicamente colpi l 'attenzione la comparsa cli numerosissimi el em enti roseolici papul osi al petto, e all 'addome, inoltre si n oto qua1che petecchia sul1'addome. Gli altri sintomi e il decorso furono quelli di un tifo a ddominale senza speci ali caratteri. 11 tasso d ~ agglutinazione p er il proteus in principio ando aumentando,; in XX g iornata si eb·b e W.-F. positiva 1 :1600; .p oi rimase stazionario, ~ndi anclo progressivamente diminuendo, mentre quello della Wjrlal ando progressivamente aumentando. Si ebbe cosi: Wid al 1 .. 200 + + )) 1 200 + + l 200 + + + ))

1)

l 1

)) ))

.• 200 + + .. 400 + +

l : 400 1 : 400 1 400 +

+

1 : 800 -

))

))

-t·

))

s la. Ancl1e n ei ca i di tifo a·ddo·m inale in cui ~ i 11a W.-•F . po·sitiv.a a 1 :-100-1 :20 0 Samp ietro ri tien e possibile I.a· diagn osi sierologica i11 breve tempo segu·en·do le curve di agglutinazion e d1ell.a Wid.a l e d ellai W.-F., in quantoch e se si itr.atta di il1eotif-0 il tasso di agglut in.azion·e della Wid.al aume-n ta progressivam.ente, n1entr.e quello de·lla W.-F . rimane immutato. Ho .avuto occasione di osservare due casi di ileotifo (aC'certati co n l ' emocultura), in cui si ebbe un 'agglutinazione pe.r il proteus XI 9 in r.apporti molto superiori a que]li :ripontati nella letteratura . Credo utile riferi.rli brev-em ente perch e dal loro st u·d.io mi sembra possa emerger·e qua.Jch e con iderazione di inter esse pratico. Inoltre nel p.e riodo di te1npo dal ·m arzo a ll 'otto-

XXXIX, Nt;~1. 1 3 ~

bre 1931 h-0 praticato si ten1aticamente la reazione di W. -'F. in 1n.alati affetti da tifo addomi,n.a le; in 30 tifosi Ja W .-F. e stata costan· temente n·e gativa. Il nun1ero di pazienti osserv.ati e certamente .troppo scarso per poter essere d i base a qu.alche ·dato stati1stico, tuttavia anche da esso risulta ch·e la positivita ·della W.-F. nel tifo 1addominale, sebb ene piu frequente ehe in altre mala:ttie infettive, costitu isce sempre una ev•entuali:ta ecoezionaJe.

+ + -

[A~No

1 100 + +· + 1 200 + + + 1 .. 400 -1- + l 800 +

)) 1)

CAso II. - B. Z., entrata al Policlinico il 18 m arzo 1931, rlimessa p er guarigione il 7 giugno 1931 . A. 27 m aritata. Nu1l a di notevole nella anamnesi famigliar e e r emota. Afferma n etlamente di n on ricordare di aver soffert-0· di alcun,a affezione febbr fl e con manifestazioni esantematiche (a tipo Brill) . Proveniva da Montasol a (Rieti), ove non risu l t a vi siano stati casi di tifo petecchiale. Da 15 g iorni febbre, dapprima non molto elevata, p oi alta continua . Obbiettivamente, stato lieve1nente stuporoso, li11gu a tifosa, ' milza palpabile all 'arcata, molle, polso dicroto ritmico 100-120. P . A. M. 90, m. 60 (Riva Rocci). Esame morfologico del sangue (20-3-1931), XVIII giornata): g1obuli rossi 2. 800.000; globuli bianchi 5600; emoglo1bi11a (Fleischl) 0, 70 ; valore globulare 0,80. Formula leucocitaria: n eutrofili 60; eosinofjli O; basofili O; 111onon u cl eati 25; linfociti 15. Le prove d el l accio, cli Koch e di Hess, ripetl1lf' piu volte, furo,n o negative. 1


f

:\NNO

XXXIX,

~{;M.

18]

4i9

EZIONE PRATI CA •

Clinjca·m ente l ' a 1tenziol\e fu richiamata fin dal pri1no giorno d ·i11gresso <lalle manifestazioni cuta1lee costituite da numerosissime roscole e p apule sul petto e sull 'add.ome, non co·n fluenti, piuttosto distanziate; generalmente detti elementi scompariYano con la pre sione, m a intorno ad alcune p apule si notarono anche soffusioni emorr.agich e, inoltre fu anche osservata qualch e p et ecchia. L 'eruzione raggiunse il mas~imo di sviluppo tra la XV e la XX g iorn a ta di m al attia. Nel 1nese di aprile (XXX-XXXV g iornata di malattia) comparvero a poussees dei nuovi elementi roseoliciJ e papulosi specie sull 'addome, m entre si osservavano ancora alcuni vecch~ elementi impalliditi e in via di regressione. In seguito non si osservo piu la comparsa di nuovi elementi; versa Ja L giorna ta di malattia 11on s~ osservava ehe qualch e scarsa roseola e papula. Nei primi di m aggio (LX-LXV giornata di malattia) l 'eruzione cutanea era scompar sa. on si 11oto desquama·z ione; dal giorno 10 n1aggio in c ui raggiunse completamente l 'apiressia al 7 g iug n o in cui fu dimessa non i n o to piu alcuna m an ifestazione cutanea. In XVI giornata di n1alaltia em ocullura: sviluppo: b . tiphi ; agglutinazione specifica da 1 : 50 a 1 : J3.000. 11 carat lere un-- po ' atipico delle m anifeslazioni cutanee indusse a praticar e contemporaneam ente alla R. cli Widal quella di 'i\'. F. ; in eguito le due reazioni furo no piu volte ripe lute. Riporlo n ella seguente labell a i risultali o lte1

nuti : Gia rna t e malattia

R . W. F.

R. W•idal

X' I

1 1 1

1 : 100 +++ 50 800 1 : 3200 ++ 6500 -

\\

1 1

50 1 800 1 H200 1

1 1 1

50 1 100 +++ 00 1 .. 3200 ++ G500 -

1 1 1 1

50 1 100 1 800 1 3200 -

]

XXX

XL

XLV

L' 1

L \ ' 'l

• L~AXI

(7-6-1931)

100 +++ 3200 + + + 6500 + .J...

100 ++ + 200 ++ 1600 +

Osservazioni

1 1 1

50 1 : 100 200 ++ 400 -

+++

1 1 1

:.JO 1 100 200 ++ 400 -

++ +

1

.50 1 100 1 400 -

100 200

+++ + -1-

1 50 1 100 1 200 + + 1 .. 400 + 1 ( 00 -

+++

1

1

1 .. 50 1 : 100 1 200 ++ 1 800 ·11 1600 1 .. 50 1 : 100 1 200 ++ 1 400 + 1 800 -

+++

1 1 1 1

+++

1 .• 50 1 200 1 400 1 800

+ ++

1 1

50 1 100 200 ++ 400 -

1 1 1

50 ++ 100 + 200-

1

Piu volle (23-3-1931, 4-4-1931, 10-4-1931) fu r accolta l 'urina steril1nente per la ricer ca d el proleus X 19 e prelevato il a11 g ue per e1nocultura, ina non ne fu mai p o·ssilJile l 'i so·l a111ei1to si a <l alle t1rine ehe dal sa11gue. Fu prelevato un fran1m ento di cute con al cenlro una papula p er csam e istologico, questo non <limos.trb alcuna al ler azione delle ar leriole cutanee (esame istologico: prof. Dioriisi) . lntorno alla ferila detern1inata a.a} prelevamento dcl frammento cutaneo n on i nolo il caralteris l ico alone emorragico (ns enza del segno di Lipschutz) . . .Esame capillaroscopico della plica ungueale: .A.r1se capillari molto allunga le con chiara ejidenza del tratto ver1oso; vol ume delle anse alquanto aumentato, esse sono ~11ie ltale; in alcu11e si vede circolare una corrente grnnulos~. Sono chiara1nen le visibili al disotto delle an se tralci del pJesso ,·enoso sotlocapilJ.are eh e appaiono con1 e 1in ee violacee irregol ari (ipotonia capillar e) . Esam e capillaroscopico cli una papula: dimostra u11 qu adr o r eso m en o chi aro d allä prese11za del1·edema, m a· in cui e tutlavia rilevabile l a pree11za di una zona r osso-violacea a conto.r ni sfumati al disopra clell a qual e sono visibili scar sisimi capillari eh e appaio110 come punticini r ossi. La mal ata• era portatrice di pidocchi d el capo; fu rono presi n el p eriodo clell 'acme e all ' inizio della defervescenza; allestiti ! preparati dell 'in testino dei pid occhi no·n si riscor1trarono le Rickettsie (ricerca dell e Rick ettsie: prof. G. Alessandrini) . Non fu possibjl e accertare }'eventuale· presenza d i pidocchi dei vPs lil i.

---

1

100

+++

1

100

+++

Scom1)ar sa d ell a eru zio11 e c.: ul u11 ea

1 1 1 1

50 1 : 100 200 + + + 400 +++ 800 ++ +

++ +

Scon1parsa della er uzione cutanea. Apiressia da 8 giorni.

1 1 1

50 +++ 100 ++ + 400 +++ 800 ++ 1600 ++ 3200 ++

1 1

1

50 200 400 800

++ + + ++ ++ +

Dopo 2 iniez. Yaccino antjtifico. Praticate il 3 e 6-6-1931. Risp e ttivam . da 500.000 rU• 1.000.000.


480

«

lL POLICLINICO

Rias ume 11do : in 2 casi di tifo addominale, co11 em·o cultura positiva per il b. tiphi, la r.eJazion.e di W.-1F . . fu positiv.a ad un altissimo titolo, assai superiore .a qu.ello indicato dai ·vari AA. ehe rioer carono l '.agglut!nazione per il proteus XI 9 n.el sieTo di pazienti affetti da ileo tifo. In ambedu·e i ,oa·s i fu seg·uit-0 pa1~allelamen­ te il COil?JPOltatmento d·ell.a Widal e dell.a W.-1F. in tutto il e-0rso della malattia e all ' inizio ~~lla conval·esoenza; si i)ote . cons1tata·r e ehe il ta so di .agglutim,azion.e per il proteus ragg·i11nse il ·m1a simo n el per.i-0do d·ell 'acm e, poi an·do progressivamente diminuen·do; inveoe il tasso ~d.i .a g·glutin.azione per il tifo an.de neilo . : it esso ·periodo di t•e mpo prog1~essivame~te elevandosi r.ag.g iu1n gendo il m.assim-0 nei primi -otto, dieei g iorni del·l a conv.a l·e scenza. Le eifre mas„im·e del ti1olo dell e 2 i~e.azio. nl sono: 1

.+° Caso:

'~id al

1 1 1 1

: : : :

1600 + + 200 + + 100 + 800 +

W. F. ' 'Tidal vV. F . ' Vicl al

1 1 1 1

: : : :

6500 + + 200 + + 200 + + 800 + +

vV. F. 'Vidal

XX g iornata

W. F.

LX

»

(dopo 10 g„

n~

apiressia)

2° Ca8o :

XX giornata

.

LXV » (dopo 8 g . di apiressia)

·

(non e preso in consid.er.azi-0ne il tasso raggiunto s urcces&iY1a·m tente dall.a Wi·dall. perche furoog pna:tioote --due ini,ezioni di vaccino antiti fi eo). Edotto d.alla esperienza d el prim10 caso h o po.st o un.a particol.are attenzione n ello studio del II caso; percio furono ricercati tutti gli ele menti cl1·e ·evient u,almente avrebbero potuto · essere di .appog·gio alla diagnosi di tifo esan:t-em.atico (esame istolog ico ·della ,cute, ricerca ·delle Rickettsie, 0cc, ·.. t 11tti i ·dati fu• • r-0no n egat1v1 . Im .ambedue i ca_i furon o n ota.t e le tesse partico.J.ari caratteristiche ·dell1e 111.anifestazioni cwt.anee, inoltt'e il titolo di .agglutin,azio~ e per il proteu s raggiunse 1.a m.a ss ima altezza n el periodo in cui qu·este erano piu appariscen:ti. Non cr edo di poter stabiliPe in base .all ' osserv.azio1n e di solo due ca:si un rapporto tra il dato elinie-0 su riferito e il comportamento sierolog ic.o ; mli limito a rilevare la coesistenza dei ·du.e fen omen i. Si puo esc] uder-e sen z 'aLtro in b.ase .ai dati anan1nestici eh e la positivita ·dell.a R. di W .-F. sia dovuta a una p regressa i n fezione der1notifosa (tifo esantematico vero , o attemuiato, morbo di Brill). Com ·e ·e noto .la g u erra mondi.ale l1a inseg·nato eon quanta frequ enza un 'a ffezion e ti-·

· - --- ...

-

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0

»

lANNO

XXXIX,

~v~r.

13}

fosa possa accompagnarsi a·d altre · irifezioni a ppena ehe le condizion~ igienich e sani tarie rend.a no p-0ssibile lfl comparsa epidemica di nl!alattie infettive, specialmente nelle tosi detLe epidemie di guerra · (Schottmüller). Si sarebbe percio ten tati nei nostri casi di .amm.e:ttere la possibilita di una infezione mita tifo addominale-tifo esan tematico (o morbo ·di Brill). M.a contr-0 questa ipotesi stanno molti fa.t ti : ' an~itutto J,a m.an,c.anza del dato . epide mäologico e il qu.a·d·ro clinico ehe non presento mai 11ulla di comune a quello ·d el -d ermotifo vero e pr-0prio o del Brill (divers ita del modo d'in·orgenza e mancanza della caduta critica delia febbre , m.runcanza di sintomi nervosi di speciale riliev·o, c.aJ"atteri d·ell 'esantem.a, sua corr11)1a1rsa in pou·s sees successiv·e, ecc.). ·Nel secon·do caso ch·e fu studi.ato piu rninulamen1te abbiam10 il'icercato tutti gli elen1enti ehe ev.entu.almente .avrebb,e r0 potuto parlare in favore di un concomitante tifo esantematioo. Co:rr1e risulta d all.a espos izion e gia ~tta nessuno d·ei dati e conforme a quan:to si osserva 11el de rmotifo ; di speciale importanza l 'esa·m e istologieo della roseola ehe non rilevo la cara tteristica n ecros i a tratti delle pareti vasali. C-0ntro l ' ipotesi ·di un concomitante morbo di Brill mi s.embra parli anche, e i1n modo decisivG, il comportamento della W.-F. ~ noto infatti ehe in questo il tasso di agglutinazion1e va aumentando con l '.avvieinarsi e il progredifle della c-0nval.esoenza (e i1n alcuni casi la W. -F. e .p ositiv.a solo nella conv.alesoenza); nei casi ehe ho riferito invece si e bbe un comportam,en to in v.erso. Esel usa dun<.rue .anche questa i1n te rpretazior1 e mi sembra eh e l 'ipotesi piu plausibile sia quella di una infezione secondari.a da proteus n el corso di un.a mfezione hebertia na, sebben·e nei 1c.asi 1ch·e ho riferito n·on si.a stato pos ibile l'isola1nento de] prot·eu sia n elle urine siä. nel sa.11gu·e. Ho gia ricord.ato ehe nella letter.atura sono r iportati casi di agglutin.azione positiva per jl proteiu s XI 9 ad a lto titolo in malati in cui si poteva con sieu-rezza escludere il tifo p1et.ecehiale. Gli AA. h.a:nno per lo piu inte rpretati q·u esti casi come infezioni da proteus. Pr.a·u snitz inoculo su se stesso .cultu·re di rproteu1s Xl 9; alla t·erza iiniezione (1 / 2-0 · di ansaia di cultura) ebbe fortei reazione locale e discveta r.eazione gen er.ale; l.a W. -'F. uin mese ·dopo fu + + + (fino .al tasso di 1 :I0.000). Come m etodo d.i diag11osi ·diffene nziale sierologica tra le infezioni da proteius e il tifo 1

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1

'

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fA~No

XXXIX, NuM. 13J

SEZIONE PRATICA

csantematico g·ue.sto A,utore propose lo studio 1 della .di versa l'esistenza .al calo.r'e dell·e agg lutinin.e; queste nelle in fezionj . d.a. proteus sono termostabili, ·Del tifo esa·ntematico ter• 111olabili; con il riscaldamento a 56° vengono distrutte nel tifo esantematico, rimangono i11.alterate n€lle infezioni ·da proteus. Pero vari AA. (llana vom Joos, Haven·s, Io' anovitsch) non hanno ottenuto risultati concordi con qu,e lli di Prausn.itz. Havens trovo cl1.e le agglutinine i1el tifo esantematico ela ... ico resistonio fino a 70°, in.entre sono meno 1resisten·ti nel Brill; Pecori nel morbo di Brill ebbe risultati in accordo .a· quelli di Havens m.a pote anche ·rn.ettere in evidenza ehe in general.e la termolabilita delle agglutinine e in rapporto i nverso al titolo di agglutin.azione de l ie ro a Lemp.eratura ordinaria; in ogni modo d.a ll e ue ricerche risulta ehe la W. F. rim.ane inalterata ne l morbo di l3rill con il ri sc.a ldamento a 65° o a 60° per m ezz'ora. In con clu ione quin·di il fe n o n1en o1 d i Pr.ausnitz non embra eo tante ia i1 cl tifo e1sante11llatico c]a „iro ehe ne l m orl)o di Brill ; manca du11que la pos ibi1i1a d i di f fcren ziar.e ierologicamie n te Je in fez ion i eco 11 dari e da l)r oteus dal tifo e anlema ti co (cl.a s i.co o attenu.ato). Dallo studio d ci i11i,ei due ca ... i mi embra clevere indicare con) e parti cola.rmente u t ile il ~eguire il com1Jo rLarnento ·.d ella r e.az ione di 7 ' ' .-F. in tutto il decorso del la malattia e n elJ.ai convalescen z.a ; com1e h o g ia fatto rile vare il tasso di agglutiin.azione diviene sempre piu basso con l 'avvieiniar si d·ell.a 1c,onv;a•lescenza e n eUa prima d ec.ade di apiressia. E noto eh e nel morbo d i ßri]] i o ser v.a u n com porta1nen to opposto. Dunque n el caso di infezione l11eb e rtian.a con W. -F. J)O itiva poter traceiare una c urva di agglutin.azione per il proteu s sempre d ecrescerute dal periodo dell 'a cm e alla c onv.a.l escenza, pu o fare escludere la possibil ita di llna infezion e m~ ta (tifo ad·domina1e- rnorbo di Brill) , specie se nessuno de i sintom i del Brill vierue a complicar•e il quradr o clinico clPll.a infezione ileotifosa. Pe.r quanto rig uar·da l e rna11ife tazioni cutanee m.i sembra utile f.ar rilevar e ch .e a mbedue i casi prese ntarono qu·elle pe.culiari car.atteristich e ch·e ho g ia de.scritJto, e ehe ci indu ·.ero a pratic.are la . reazione ·di W.-F.; come ho de tto la r eazione fu positiv.a solo in questi casi ·e riusei n egativa in altri trenta. Si sa·n ebbe percio tent.ati .a miettere in rapporto altre 1a precocita , la riceh ezza d ell 'erutZio1n e roseolo-papulosa e la presenza di e lementi 1

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481

emorragici con uin a 1eventua le infezion e sccqndaria da proteu n el cor so di un.a infezione h eb er:ti.a11a ; n1a e not-0 eh e lllanifestazioni cutanee analoghe .a quell e p1~esentate nei miei casi p ossono r iscontr.a.r.si i1el tifo addominftle; per cio non ritengo <li avere gli elementi suffic ienti per ammettere il rapporto accennato potendosi evidentemente trattare solo di una casu.ale coin cid~enza. Tuttavia credo di poter indic.are un.a s imile possibilita eh e osservazioni succe i ve potrebbero eventua lm ente conferm.are. 1

* ** R i,assurm1endo dunq ue .credo di po.t.er conolu·dere: 1)

E possibile ne J tifo addomi·nale os-

er vare una reazione· W. -'F . positiva a tasso alti imo e di i11 o lto ·t1periore a quello della Wid.a l. 2) La posivi·LA ·delJ.a R. W. -'F . va aun1e:ntando tra 1.a l{ e la III ~ettim.ana di m .a lattia P ra.gg·iu11ge il m ass i1110 ' 'er $0 'la fin e .d ella III :el ti n11ana (circa in XX g iornata) ~ uccess iva111e 11 te 1 ' r g u.e n·do i l ·om1p.orlan1ento· del tasso cl i ngrrluLinazione1 per il B . typhi e per il proLc us Xl9 . i o erva eh e d.ail periodo d ell 'acn1 0 .a Jl.a co 11v.ale ce nza quello per il prin10 va JJr og.re. iv.am ente ·a umentando , quello p er il ... econ·do dimi nue ndo. 3) Nei :rn1iei due casi si puo escludere con . sicurezza t1na pr.egressa infezion·e dermotifosa. Vi sono elementi sufficienti per escludere una imfczion.e mista, tifo addomin.ale-tifo esantemati.co (sia ne ll.a forma classi c.a, eh e in quella attenu.a ta (morbo di Brili) e cio per l 'a senza di da.ti epidemiologici , clinici , per l 'esa1m1e istologico ·d ella cute e per il eo n1porta 1nento d e] tas 0 di arrgl1:J.tinazione per il prot eu du ran te l 'in tero deeor so d ella n1alatlia e n ella eo1n valescenz.a ehe e ·e sattamen:te ] 'inverso di quanto si osserva nel . mo~~o d~ Bri~l . 4) Si amme tte .c ome ipotes i pi:U soddi s facente u11a infezione secondaria da .proteu s Xl9 i1el r or . o ·di u1n a inf.eizione h eb ertl1ia n a. 5) :E tata praticata la r eazione di W .-·F . in a l:tri 30 cas i di tifo addominale sem 1J r~ ~ con risultati n.egativi. 1

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1

RIASSUNTO:

.

.-

'

.

(

1

'

.

L ' A. riferisce su 2 c.asi di ti fo' .~dd9ml.nqle · r'.'lccertati con em,ocu ltura in r u.i. i ebbe W. ' F .

•PO itiv.a ad altissimo titolo. Ha se;guito il ta so di .agg·lu.tin.azione d ella Wi clal ·e c],e ll~ ., V. F. c 11.a Yis lo eh e qu.ello de~ J 't1n.a \. and.a,1.a' prog·re . . iv.a111c nte .a umenta1ndo 111cn trr l ' op.po to


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[ ANNO

a\~Ye11iYa

i)ler quello dell 'altra nel ·de.corso ull·eriore della m.al.atli.a e al principio della eonvale..cenz.a . · E elu: e le altre possibili ipotesi, 1'A. erede di J)Otie.r .an1mettere un ' infezione eeondaria cla JJro le u Xl9 nel eorso ·di u,na infezione eb.e,rt h i.a11 a . . L 'A. 11.a inoltre ipna-ticato la reazion.e di "'' · -F. irn .altri 310 casi di tifo a ddomi11ale, ... e1n11'r e con ri::3ul tati negativi. 1

BIBLIOGRAFIA.

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I

Dott. ARNOLFO CIAMPOLINI

Docente .di Medicina Leg.ale deg1i Infortuni nella R . Univcrsita di Firenze

lla traumatologla del lavoro nei rapportl con la legge (AD USO DEI MEDICI PRATICI) Seconda edizione completamente rifatta e notevolmente ampliata.

Volume di pagine XXIV-1004, nitidament~ stampato -eu carta distinta ed elegantemente rilegato in piena tela. con inscriziomti sul pirt no e snl dorso. P rezzo L. 8 0, piu L . 3 per le spese p-0sta.li di spe. ·dizione. Agli .a,.bboniati e OO·llceE!SO pagare tale importo in due rate di L. 41. 5 O cia.scuna, la prima. subito e la seconda alla distanza di tre mesi. Al rioovimento <lella prima rata di L. 41 • 5 O si spedisce subito il volume in pacco pastale. Coloro ehe desiderano ottenere il volume per sole L. 7 5 e risparmiare ainoehe le 3 Lire di epesa i>el pacco postale debbono inviare Vaglia Postale o ß .a ncario da L. 7 5 iall'edit-ore LUIGI POZZI - Via Si~tina, 14 - ROMA.

XXXIX,

NUl\II.

13)

SEZIONE PRATICA

MEDICINA INFORTUNISTICA Considerazioni sul cosidetto pneumotorace da sforzo per il ·d ott. IFRANCEsco DE NEGRIS MARELLA. Nel lavoro di revisione, non soltan'to n·ei rapporti fra trau·ma - eonsiderato in senso laLo - e lesio·n ·e o mal1a,t tia conseguente, ma a11eh e dell 'obbligo soeiale dell 'indennizzo di partico·lari categorie di inforLu·r tati, il .rapitolo delle cosidette malattie da sforzo raippresenta a neora oggi l'argomento delJ.e m,a ggiori e piu 'i,·e controversie. Lo· studio dello sforzo - inteso eon1e ir10n1ento transitori-0 ma neoessa.r io del lavoro e delle modificazioni e dei turbamenti eh e s i producono nell 'OI'g8.'D•i smo in eon seguenza d i esso e delle im anifestazicmi paramorbose e morbose ch·e n.e possono derivare, e stato intrapreso e progressivamente svolto in ogni sua parte dalla medi.cina I.egale eh e ha fissa.to i li miti in cui ·d·e v' e.ssere eontenuto il eoncetto di • infortu.n io sul lavoro. Importar1za deeisiva hanno avuto al riguia.:r.do le ricereh e di Pieraccini sulle rnodificazioni della pressione arteTiosa gen·erale, della pressione intratoraeica, intraddomi:nale ·e·d intraicranica; esperienze ehe i1on hanno mai subito dimostrazioni eontrarie no11 .solo , ma ehe oggi ve·ngono generalmente 1a•ceolte nella loro importanza fondamentale. Le ric.or·dero breve miente : Pie raccini, partendo dalla considerazione ehe la veeehia eon oezione dello sforzo non poteva essere a.ccettata senza diseussione perehe co·n tr.astante eontro cc queJl 'armonia ehe concatena e regola le diverse funzioni della nostra vita » h a ritenuto opportun·o e·d utile, fin dal 1912, di istituir.e una serie di esperimenti tendenti a portar·e luce sull 'argomento. Seeo·n·do i vecchi fisiologi e patologi, nello sforzo fi sieo nell 'uomo, a·vv·errebbe un 'inspirazione profonda seguita dalla ehiusura deJla g lotti.de, da eontrazione dei museoli espiratori e da irrig idimento del tron.co; ne conseguir.ebbe un ·n otevole aumento dell.a pressione endotoracica ed intra.ddominale· ehe causerebbe un.a sp·ecie di spremitura dei visce·ri, la quale eomprimendo polmoni e euore, disturberebbe profond.a mente la loro meecanica e produr·rebbe nell'organismo una eo·n diziooe di squilibrio e di minore r·esistenz;a· eh e diminuirehbe il ren-dime·n.to dello sforzo. Una tale .ooncezione .ap1p are subito eontra stan te colla logica poiche non si puo ammette1

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[ A~~o

SXXIX, _\ li ?\I. 13]

r e cl1e la 11atura possa perme:ttere ei favorire una condizione ~i n1inuita resiste·n za proprio nel n1omento in cui l 'organismo ha bisogno del concorso di tutte le proprie energie per campiere lo sforzo. Pieracci'ni ha voluto controllare su i·ndividui tra cl1eo tomizzati ,come si comp-0rtasse la i iressione en.dotoracica durante lo sforzo fisico. Egli lm pren1.esso la distinzion1e fra •'forzo volontario ,e quello involontario, chiamando sf 01'zo volonta1'io que ll o ehe 1'uomo compie per vineer e u•n a resi tenza esterna e sforzo involonta.1'io o n1eglio volontario obbligato quelle ehe tende a vineere una r esistenza interna, com e puo essere lo sforzo ehe la donna compie per espellere il feto , e cc. Qualie risultato d elle u e esperienze egli « ha raggiunto la certezza ehe nello sforzo fisico volont~a,rio la r eSipirazio11e si arrest,a e si chiude la glottide; ma lo sforzo non e pr.eeeduto da aleun atto di larga inspirazione e non e a ecompagnato n el suo regolare svolgersi , da un n1oto respiratorio ; la pressione endotoraeica ed intrapolmonare n ello sforzo e uguale a quella d ell 'aria .a.mbient.e (quindi si potrebbe dire : uguale a 0) ». L ' Autore ha potuto confermare invece ehe durante lo sforzo fisiico volontario au•menta la pre~sione intra.ddominale. 1

*** l .:na d e}lc }esioni cl1c pju eom1UJD•emente e rife rita allo sforzo e il rp n eumotorace. E n oto infatti eh e numerosi auto,r i richiamano il fattore sforzo, eonsiderato n ella sua piu elastica estension.e, nel1ai patogen e i di casi ·del cosidetto pneumotoraee ,s pontaneo. Per cl1ia rire i term ini occorre riicor.dare ehe, in modo a sai con,-enzionale, i uol e fare una distiin.z ione in pneumotoraci da cause esterne a ll ' organismo (traumatismo diretto o sforzo) e in pneumotoraci da causa interna ehe vengono per questo el1ia mati pneamotoraci spontanei; fra questi ' '·e n e sono aleun i in cui non i tro,rano a lterazioni evi1d.einti ,poltrn.o nari e ehe vengono quindi eh~a1mati pneumotoraci idiopatici. (Pa lmer e Taft). L 'interpretazione di questi oo id·etti pneumo1oraei sponl:a!n ei e ·diversa a seconda dei diversi .a utori, per ehe da u11 lato per sp1eigare il mom ento patogeneltieo determina·n te si diseute ulla ne cessi ta o m eno di una .p roosistente e con comitante lesione polmooare in genere di i1atu1ra tub er colar.e o della concorl'oo.za di un fattore e terno eh e riduca la caipaeita intra.tol'acica; d 'a ltra parle :3 i discute ul valore pato1

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SEZIONE PRATJ CA

.g·enetico eh e, n egli st es i casi , s forzi molte volte lievissimi possono av,ere . Palmer e Taft affermano ,ehe la tubercolosi e il substrato piu frequente d el cosidetto pnetlmotoraoe sponta.n·eo, ehe essi trovano, con· una statistica a ecurata ·di casi finora puibblic ati, n ell '80-90 % dei casi di adulti, n el ±0-50 % n ei casi di bambini. Seeondo gli autori 1che seguono tale modo di edere il pneumotoraJce eompare in -p.6ln1oni malati di tuhereolosi ora con lesioni 1polmonari a ' ranzate ora con lesioni tuberoolari mi11ime eh e n on danno segni elin·i ci e eh e non sono evide nti J1ea1nc h1e 1aigli esami ra·diologici : in tali ev.enienze il pneumo toraee puo presen·tar i sia per cause provoca.n ti minime (colpo di tosse, sternuto, singhiozzo, vomito, eee.), ia senza alcu'na causa -0cca io·n ale apparente. Palmer e Taft insiston·o sul fatto ehe in taluni c,a,s i il pneu1notorace si presenta mientre · il paziente e a riposo e talora anche mentre dorme. Zuecola, in un recente lavoro su due casi di pneumotorace da sfo·r zo, egue un modo di vedere antitetieo •e, pur ricorda·n do ehe la concezion e d ella patogenesi d el pneumotorace da .f-0r zo e dominata dall '0 servazi-0ne e he il pneurniotoraee spontaneo e quasi e inpre la cons~ au,enza di un.a lesione tuhereolare i·n• iatto e quello da forzo e dovuto molte volte ad un 'a lterazione r esidua di l1n 1processo della ;:,Lessa natl1r.a , i dimos tra piuttosto contrario a que to modo di vedere. Per questo motivo egli f a una critica alle rieer eh e dei Pieracei.n:i eh e i1ece ssariamente ri<lucono di molto la portata d·ello forzo con1e fattore patogenetieo del pneumotoraee e tendono invece a valorizzare la oon cezione d el pneu.m otoraoe sempre o qua , i con segue nza di lesioni polmonari preesis ten'L i. • -n ca o da 1n e r eeentem ente osserva to m 1 jnduc e a ritor.n are sull 'argo·m:ento'. •

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l\il ., d 'anni 44, canto11iere provinciale. Padre morto ull 'eta di 50 a1111i }Jer causa imprecisata, dopo una malatlia durata tre anni. Madre morta a 65 a11ni per carcliopa tia: 4 fratell~ viventi e sani. Non risulta110 11ella famiglia malattie ereditarie. 11 M. ha 11iog1ie di 38 anni ed una figlia di 10: entrambe san e. La m oglie non ha nvuto eh e un 'unica gravidanza. 11 l\il. ha prestato servizio militare in caval1eria, poi, richiamato dunante la g uerra, dal 1915 al 1919, fu addetto al servizio di artiglieri a treno . Non fuma; modico b evitorre di vino. Non ha mai sofferto cli m ala ttie di entitl1 notevole ed h a sempre sop·p ortate le fatich e ed il disagio del suo servizio di cantoniere stradale senza sforzi o d epressioni. Non ha m ai av11to tosse. Racconta ehe il 17 settembre 1930 , m entre stava zuppando dell 'erba sul1a sirada provinciale, im-

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provvisaine11 te l1a se11tito un, vivo dolore all 'emiluLe ed irY 1piena capacita ]avorativa e ehe ne torace destro, anteriorrr1ente, dolore ehe egli attria11ar11nesticamente ne all ' esame clinico era bui ad un fatio reumatico, ma, ehe presto Jo ropossibile mette:rie in evid·enza lesioni preesistrin1se a desistere dal lavoro. Comincio una senstenti e tanto meno lesio·n i tu·b ercolari. sazione di mancamento di respiro con d:ispnea intensa, una tr1olesta sensazione di pena e di opNei due .casi sopracitati dello Zuccola, nel pressio,n e al torace come fosse fasciato, stretto in · 1° il pneumotorace comparve m ·e ntre il soguna morsa e dovette essere portato a casa dai comg·etto faceva un brusco movimento per f.ar depagni di l avoro. viare la caduta. di un grosso tronco ehe miLo vedo il giorno dopo. Rf.spiro: 24 al minuto ; po,l so: 70; ten1peratu- n,a.cciava di investirlo, n•el 2° mientr.e il soggetra: 36,8. to faceva uno sforzo per evitare di cadere da Tosse pochissima, feb·b re nulla. L 'ammalato una impalca tura essen:do in vesti to da una pepero dice ehe pur non avendo stimolo a tossire an le lastra di granito . sente come u11 catarro profondo. E. 0. : Tipo brevilineo, macrosplancnico, robuLo Zuceola dioe eh e nei su·o i due casi una sto, ben nutrito e be"Q sanguificato; non cianosi. J)Orzione .sola del toraee deve avere, nello sforAl capo nulla si rileva. zo eseguito, subito in modo improvviso un II reperto semeiologico toracico rileva i1 seguenti trauma, con,s ideTato •in modo molto lato ; sedati: l 'emitorace di destra appare piu espanso, con gli spazi intercoistali appianati, le escursioni condari.ame!Irte u1n aum ento del volume endorespiratorie .a destra sono quasi nulle, rosicche il alveolare sufficiente a determinare la rottura res.piro risulta obliquo· con 1'emilorace destro im- ·di qu.alche bolLa• di enfisem.a locale o anche lo mobile. 11 fremito vocale-tattiJe e abolito; il suono strappo· di qualche aderenza. Questo Autore plessico e smorzato con timbro timpanico. Al1'asroltazione si avverte un murmure lontano qua- af~erma ehe per questi moti vi i pazienti dosi spento, senza rantoli. vev.amo b eneficiare delle previ denze a favore La diagnosi clinica ehe pare piu verosi1nile e de.g·li infortu·n .ati sul J.avor-0 e comunica ehe quel1a. di pneumotorace a patogenesi oscura per cui si ritengono necessarie altre p·r ove di accerta... in entrambi i casi tale tesi fu accettata . Egli JJero de,re completa.r·e tale ipotesi ammrettendo mento. L 'esan1e radiografiro eseguito il 27 settembre c h e la lacerazione polmcmare debba essere av1930 fa rilevare l 'assenza dell 'ombr a polmonare venuta. ]a ·dove esisteva c< qual,che bolla di ennell 'emitorace di destra: soltanto versa l 'ilo I 'opacita del parenchima polmoniare retratto e ancora fisema locale » o « qualehe aderenza » e la com1parsa ·di un~ plreurite .a ·decorso assai lunevidente. C11tireazione· tubercolinica negativa. go nel 2° caso vien e da lui spiegata non tanto Esarne degli sputi nega tivo per il bacillo di anlm·ettendo · il risveglio di una lesione pl1euKock. n dolore persiste per ciirca 15 giorni poi va gra- rj ca 11rees i. te nte, quanto sostenendo dovere qui cssere avve11uto un-0 strappo di maggiore endatamente diminuendo fino a scomparire completamente in altri 15 giorni. tita c< tanto piu ehe ha deter:mänato anche una Lo stesso d ecorso ha 1a disipnea. Anche l 'appeinfezione d.ella plet1ra per pa.ssaggio in questa tito ehe era quasi completamente scomparso1 nei di materiale settico n. • primi giorni va progressivamente r1prendendosi Per il mio caso la questione e divensa: in per rito·r nare normale in 15-20 giorni. esso l 'atto di forza ehe precede la comparsa Dopo un mese il l\il. e in grado di riprendere le proprie normali occupazioni; si sente perfetta- del pn.eu·n1otor.ace e da considerarsi come ho mente bene, puo andare in bicicletta e compiere ~· ia de tto , 1noderato, no·n di certo s uperiore le fatiche connesse ool suo lavoro ~nza risentirne alcun disturbo. Accusa pero ancora, nei cambia- .a quelli abitliali di cui il sogg·etto in questione era capa;ce e ehe erano irneren1ti al suo m€stiere. menti di tempo e quando ha lavorato molto, un lieve dolore notturno alla schiena in corrisponLo Z u·c cola afferma ehe nei suoi due casi denza dell 'emitorace destro . $i do,reva esclu·dere eh e la soluzione di ·contiVisitato alla distanza di un anno circa presenta: 11 uo fo sse avvenuta in corrispondenza di u11a espansione simmetrica degli emitoraci, suono plessico normale alla percussione, murmure respira- lesione specifica perche ·non solo l 'anamnestico era muto, ma so,pratutto· perche le ritorio vescicolare puro in t utto l 'ambito polmonare. Cuore nei limiti normali; toin i p·u ri; battiti alla cse rche biologiche si mantennero negative e radiale 80 al m'. 1e malattie decorsero senza alcuna oo~plica­ La radiograi~a eseguita il 4 agosto 1931 ci da il zione e nessun fatto .speeifico pote essere mesquadro di un · torace normale. so in evidenza anche a guarigione avvenut.a. AnaJog.amente nel mio caso non fu potuto In questo caso si po'tev.a düsicutene la patomettere in evidenza a]eUIDa ·m alattia polmonagenesi del pneumotorace. re anteeedente , .con comita,n te o sucoessiva aI L'inizio a,cuto mentre il paziente accudiva a,d un lavoro lfillanua l e di una certa, pesantezza 1p neumotorace ed il paziente gode ora, a.d un po Leva far pensare ad un vero e pro1)rio pneu- anno di distanza ·dalla guarigione, ottim.a sal11te ed ha potuto riprendere Je sue ordinarie n1otorace, tanto piu eh e n el n ostro caso il soo-• • getto era prima in perfette condizioni di sa- occupaz1on1. 0

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Dobbiamo eon eio riten ere ehe n el nostro c.aso nessuna lesione esistesse a l polmone ove comparve il pneumotorace? Io non sono di quesLa· idea e ritengo per .sieura in esso l 'esistenza di min ime lesioni polmonari del ti.p o di quelle lesioni polmonari tuber.colari minin1e, 1perfettamente spente, ehe sono l'appannaggio di un individuo a dulto eh e vive nella nostra vita eivile. Perehe in esso sia a d un oerto momento, dopo un minimo atto di forza, sopravvenuta una laeerazione polmonare e quindi il pneumotorace, e impos ibile dire. 1

*** ftla e nella pr.atica i·n fortunistica dobbiamo dare un g iudizio sulla responsabilita dello sforzo nella produzione ·del pneumotorace, noi dovremo ritornare prima allo studio di aleune sue •patogen esi e soffermar.cisi . Si pu o ammetter.e ehe in detei:rminate eondizioni un trauma suffieientemente violento erl agente direttamente sul torace possa ridu.rre la capaeita d ella gabbLa.. toraeica e eonseguentemente aumentar.e la p ression e endoalveolare fino a .p rodurre l.a laoerazione della ple11ra viscerale e alle volte anehe di quella <p arietale. A questo proposito posso Ticordare un caso cl1e 1ni e occor o di vedere in guerra. Si truttava ·di um soldato eh e m,entre u sciv,a d.a un « fifbaus » era stato investito dall 'arehitrave della p·o rtina d 'ingrc so eh e improvvi.sam·e nt e gli era caduto addosso gr.avato di tutto il peso del Lerreno sovrastante. Il soldato era stato atterrato e la trave g li si era ·d isposta trasversalmente sul toraoe, m re ntre il franare del terreno eircostante ne faeeva aumentare progressivamente il peso. Qua,n do lo soccorremmo il paziente non solo 1p,r esemtava un pneumotorace ])ilaterale, ma a ltre l un enorme enfi sema d ella eute del eollo e del viso, con una eolorazione intensamente cia n otica, bluastra, tale da farlo rassomigliare ad una gigantesca masch er.a, mostruosa. Non ostante questa fenom:en-010gia cosi grave il soldato n on presentava alcuna lesione oosta.le ne di altre ossa e guari abbastanza rapidamente. Questo e il pneumotor.aee traum.atieo ca.r.atteristico nel qu,aJ.e l1a 'cau sa violenta e evidente e la r esponsabilita d·e ll'inf.ortunio non puo n eppure esser e m essa in diseu ssion e. Ma ei sono dei casi in cui la cau sa traumati ca e terna ~ on e cosi evidente come in quello soprac itato, m.a n ei qu.ali tuttavia essa non I) UO essere trruseuTata o svalutata e ehe aequista una particoJ.ar\e importanza qu.an·do e assoeiala collo sforzo ,eh e, per la chiusura della glottide e per l 'irrig idimento del tronco, toglie 1

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ai polmoni quella loro adaltabilita alle var~a­ zior1i di pression e a lle qua li in o.gni momento, nella meccanica stessa della respirazione, posson o essere a „so.g·gettati. Cosi l 'operaio eh e mentre sta per precipitare nel vuoto da un ·p alco di costruzione rie.sce, in un ·disperato te,n tativo di sa.lvezza, ad .afferrarsi a·d un palo e n ello sforzo supremo per arrestare la .caduta si stringe eontro di esso con tutta la forza delle sue braccia me11tre la g lottide si e istantaneamente chiusa, a ssoggetta il suo torace ad una vi-01,enta eompressione ehe, per l 'improvviso, squilibrio della pressione ·endoalv·eolare, potra causare J.a rottura della pleura e consegu entemente il 1p1n eumotoraoe„ Nello stesso modo l 'individuo eh e mentre ruzzola giu ·da una scala o rotola lungo il pen·dio scosceso di una montagna e cer ea di afferrarsi a tutto· quello eh e gli arriva a portata di mano ed ha irrig idit-0 il tronco nello sforzo della oon trazione di difesa e nel tempo stesso subisce il suecedersi di contin ui urti e com1pTessio,n i d el torace n elle poizioni piu impens.a·~ e , per lo stesso meccanismo potra riseintire lo steisso effetto e giungere alla produzion.e del .p1n eumotorace. Qui sforzo e ·d eformazio·n e riduttiva della cavita toracica con cordan o con evidenz.a indiscutibile nel provocare l 'aumento del]a pressione endoalveolare e quindi D·el g iustificare il concetto •p atogenetieo del pneumotorace.

' Fin qui abbiamo ten uto conto nella gen esi del 1)n e·umoto-raee da eoncomitanza d i sforzo e di trauma, di elementi eh e sono all '.eisterno ·dell 'individuo; rr1a dobbiam10 riicordare pure eh e l 'iaumento dell.a pr·essione endotoracica }) UO con segu.ire anch e a. cause eh e dipen.do no dall 'org·anismo stesso .e cioe da quelle modifi cazioni .della gabbia toraeiea .eh e derivano da sipeciali atteggiamenti a _unti dall 'individu o dura nte lo sforzo. E questa la concezion·e eh e e stata espressa ed illustrata ·dal Diez per spiegare la patogen e i di a leuni pneun1otoraei oeoorsi senza cl1e pote sero esseire incriminate eause e tern e ,·e• r e e prop.r1e. L 1individuo ehe in uno speeiale atteggiam ento, poni.amo a d esem1pJio a oorpo flesso sulla coseia, sta .com·p iendo uno sforzo per sosten·er1e o sollev.ar.e un ·preso i·n gente e al.1 'imp,r ovviso, o .p erch e U[l compao-no di lavoro ehe lo aiutava n·ell 'opera ha oeduto o perehe il pe:so e seivolato· verso ·di lui 0 1p er un 'altra causa qualsiasi, viene di eolpo ad essere gr.avato di un m 1o lto maggior cal'ico ehe superan,d o .Ja su a r esisten za l o cois tringe ad un im provviso e v i o1

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lento aum.e nto della flessione del corpo cl1e ehe pur lavorano normalmente e ehe non precausa uno schiacciamento d·e ll 'addon1e contro sentano aleun sintomo di malattia, esiti di anil bacino e conseguentem.e nte una ,compressio- tiehe pieeole infezioni tuberoolari ehe, g uarite ne verso l 'alto del diafr.aim ma ehe in questo spo·n tanea mente e molte volte eom1pletamente suo spostamento pro·duee una violenta ridu- ignorate dai portatori, non .d iminuiseono la zione della capacita t oracic.a, quell'operaio pofacolta lavorativa d,e gli individui stessi e sono' tra risentire l ' effetto di un notevole aumento compatibili eon una vita an,ch e lunga senza della 1p ression·e endoalveolare eh e potra anche eostituir·e una causa di maggiore rnorbilita Ü' determinare la r ottura della ple~ra viscerale di piu facile mortalita. e quindi Lai formazion·e del rpneum,o tora.ce. Il voler pertanto a d.durre la 11agio11e della Applican·do· questi oon eetti ai due casi di co·n eausa preesiistente e predispo·n ente per neZuceola ricordia:mio ehe : gare o limitare il risarcimento del danno sofa) il 1° caso ·del muratore ehe investito f erto in simili casi .d all 'operaio mi 1pare eonda una lastra di granito del ;peso ·di cir,c a 250 . trastan te eon qu ei .concetti di etica e di giustikg. e alella minaceia di cadere dall'impalca- zia eh e inform.a no la legislazione italian.a1 n ella tura sulla quale si trova, si iaggrappa con una difesa eontro g li infortuni sul lavoro. mano ad un sosteg··n o e riesce con no·n piceolo L 'importanza poi della chiusura eon1pleta () sforzo a trattenersi e contemporaneamente av- meno della glottide durante lo sforzo associaverte u1n violento dolore al tora,oe, segno di to all' azio·n e riducente della cavita intratoraciuna l.aoerazio ne ipleurica•, se la lastra di grani- ca, mi pare ehe n o11 diebba assu:m ere un v.alore· to investendolo ha uTtato· co·n tro il toraoe, puo fon·damentale n ella pro duzio·n e del pn~umoto­ essere un esemrpio tipico di pneumoto,r ace do- ra.ce poiche, ancl1e a g lottide parzia.Jmente avuto a sforzo aceo·m pagnato da riduzione del- perta, la violenta diminuzio·n e della ca•pacita la capacita toraei.ca per cau se esterne ed il giu- toraeica puo non trovare un sufficiente eomdizio, dal punto di vista infortunistico, e stato, penso in una altrettanto violenta ed equivaeome lo stesso Autore ei dice, giustamep.te fa- lente 1emissione dell 'ia.r ia contenuta nei polvorevole all' opera.i o rieonoisoendogli il diritto 1noni e co·n seguire quin~i l 'aumento della presall 'in·de nnizzo; sione endoalveolare capace anche di romperela pleura viseerale. b) il caso 1° inveee .d eill'operaio .ehe mentre coll 'aiuto· di u.r1 com1pagno stava scarican* do dei grossi tronchi di pioppo del peso me** Pre.m esse qu·eSte nozioni patogen-eti.che sur ·d io di 150-200 kg. fa oen·doli scivolare su un piwo inclinato, essendo in perieolo di essere pneumotorace cosidetto da sforzo dobbiamo ir1vestito da uno di questi tron1chi sfuggito· al- aneora eonsiderare come nella •pratica possar essere correttamente espresso il giudizio di la presa ·del eompagno, eompie u:n movimento istintivo per tratte·n erlo ei deviarne la ca- fronte .ad un operaio oh e si rivolge a noi pe1~ duta e in quel momento sente u·n vivo dolore ottenere l 'indennizzo per un pn~umotora ce­ al toraee, primo· sintom.o di una rottura pleu- prodottosi durante il lavoro. No·n e possihile stabilire ·delle CO·Il·dizioni Ü' rica eh,e condu ce .al pn·eumotoraee, questo caporre dei limiti per il riconoscimento ·del pneuISO, ripeto, puo essere citato· ad esempio di effetto del ,coneorso di uno speciale ia·tteggiamen- motoraice-infortunio ; bi ognera di Yolta in· to eollo sfoTzo, sia per la sua intoopretazio·n e vol~ eonsi.derare tutti g li elementi ehe sono· patog.e,netica ehe per la su.a valutazione infor- concorsi nella 1produzione del pneumotorace· .avvenuto durante il lavoro e rieercai·e tutti tunistica. quei fattori ehe posso·n o servire .p er g iungere· * .all.a classificazionie dell'infortunio sul lavoro. ** Cio nonostante mi permetto di fare qualehe· L 'o&.'0rvazione ehe la rottura ·della pleura ,·isc·e r.a le in qu·e sti infortw1ati avvenga in un.a eonsider.a·zione :per tentare di svolgere i ronzona .d i tessuto n orn1ale oppure la dove la re- cetti eh e possono servire per Utila giusta vasistenza eTa ·diminuita per una sclerosi o per lutazione. Non sara .di solito .difficile stabilire, con un la presenza di un tuber•colo calcifiicato esito di u·n antico processo sp·eci'fico orm1ai spento, ehe pru·d·e nte interrogato·r io e eoll 'inchiesta, se nel 11anno 1potuto ·presentare un punto di minore momento in cui l'operaio stava eompiendo· l 'atto .d i forza e interve:nuta un'azione comTesistenza a]J,a, pr·essione ·endoalveolare, no1n potra diminuire la responsabilita dell 'infortu- pressiva sul torace tale da ridurne violentenio ne potra infirmare i.l diritto dell 'operaio mente la ca:p acita; se cio e avvenuto dovremo· ad essere risarcito. Perche e ben noto come sia riconoscere illel coneorso del trauma un elefrequ1ente il ritrovare nei polmoni di i ndividui rn.ento causale suffi ciente ;a. spiegare la genesi 1

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del pneumotoraoe e quindi tale da giustificare la riehiesta di risareimento. Meno faeile sara invece poter stabilire se durante l 'atto di forza l 'infortunato abbia assunto un atteggiam.einto tale da modifieaTe in modo eosi intenso e rapido I.a. capaeita polmonare , eosi da turbare tanto pro.fon·damente l'equilibrio aero-dinamico del polmone fino a produrre una laeerazione pleurica. In qu esto caso pero nel valutare l 'importanza dell 'atto di forza eome causa determrinante della lesione bisognera dimostrare ehe si e trattato di un vero e proprio sforzo tale eioe da essere giudicato come eeeessivo e superiore a quegli atti ·di forza eh e si eompiono normalmente dall 'uomo eh e }.a.v ora; dovremo eioc basarci su quegli stessi elementi di valutazione dello sforzo ehe ci ervono per il rico11oscimento dell 'ernia infortunio. Che se l'operaio n e l momento in cui si e prodotto il pneumotorace tava eom1p iendo un lavoro abituale oppure era assoggettato ad un atto di forza mo,d erato e eon su eto, non superiore a qu·elli eh e egli era solito eompiere, allora moi dovremo r itenere ehe tale lesion e altro non sia eh e il coroll.ario di un malatti~ forse ignorata <lallo stesso individuo , ma non pertanto imputabile a lla ·violenza dello ~ forzo in occasione di lavoro e non potremo quindi rendere responsabiJe il lavoro stesso. II caso da m e deseritto del cantoniere eh e presenta un pneumotoraee durante il lavoro .abituale senza eh e sia concorsa una ca usa violenta esterna deve essere g iudicato seeondo quest'ultimo c riterio. 1

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GARRONE. Difficolla d.ella diag nosi eti ologica del pneumotoace spontaneo. lbid. , fase. 41, 1927, pag. 1468. · J U'NKER~

Pneumotorace sponeaneo senza sintomi . Die Tuberkulose, n . 10, 20 settembre 1930. LoKE. Pneumotoace complelo da causa ignota (cosidetto pneumolorace spontaneo o idiopatico). Med. Cli11. N. Amer., n. 13, 1929. MALFITANO. Pneumotorace sp ontaneo . Soccorsi di urgenza e consider azioni medico legali . Progressi di Terapia, febbuaio 1930, pag. 68. l)ALMER e TAFT. Pneu1notorace spontaneo. The

Journal of the Arnerican Medical Association, Chicago. Illinois, vol . 96, n . 9, 28 febbraio 1931, pag. 653. P1ERACC1N1. ll m eccan ismo nello sforzo jisico n ell'uonio , n,ei rapporti colle oscillazion~ di pressione tntrazJolmonar e ed intraddominale, ricercato per nuove vie. 11 Lavoro, n. 20, 1912. In. La pressione arteriosa genera.le nello sforzo fisico volontario. II Plamazzini, a11no XI, 1927. WE1sz e KoPLESTEIN. Wiener Klin. Wochen., 1927. ZuccoLA. Su due cas i di pneumotorac e da sforzo. La Riforma Medioa, 13 giugno 1931, pag. 915.

OSSERVAZIONI CLINICHE. ÜSPEDA.LE VITTORIO EMANUELE III - MATERA. REPARTO MEDICO.

Epididimite colibacillare. Dott. A. GuERRICCHIO, primario.

11 colibacillo, ritenuto fino a poehi a11ni or sono un germe scarsa·miente patoge·n o per 1'uon10, ha assu.n to in questi ultimi tem.p i notevolissima importanza quale iagente di numerose forme 1Tu0rbose piu o meno gra vi e b enanche mortali. Le rieerche elinich e e batteriologiche moderne ha nno i.nfatti dimostrato RJASSUNTO. come .sia faeile e frequente la sua migrazione L'A. riferi5ce un ca o di 1pneumotorace spon- d-a ll 'intestino, sua sede abitu.ale, nell'organita.n eo prodottosi durante il lavoro ed unisce · smo, ove giungie e si diffon·de per .mezzo della delle considerazioni medico-legali sul pneu - corrente saguigna. Non vi ha quin·di apparato motorace da sforzo utili per il ricono~cimento organico - dal fegato, alla milza, alla pleura, a] polmone, ai r en i, a llo sehe l.e tro, al ceTvello del pneumotorace-infortunio. - ove, dopo una tappa sett icemica piu o n1eno silenziosa, non possa localizzarsi , originanCE NI BIBLIOGRAFICI. do una serie ·di affezio·n i ehe interessano ogni B ERRI. Minerva Medica, 1926. CouRcoux e LEREBOULLET. ll pneumotorace sempli- campe della medieina e della ehiru.rgia. ce spontaneo. La Presse Medicale, n. 21 , 12 marE ben nota la particolare predilezione del zo, 1930. eolib.acillo per l 'apparato r eno-veseicale, e puo DE MARTINI. Contribul.o ulla nosografia del pneudirsi ormai acquisita a l1ai patologia la sindro·m e motorrace sponeaneo. ~li11erv.a Medica , n. 45, 10 eh e fu identificata specialmente d.all 'Heitznovernbre 1930, p ag. 673. D1 Ez. Lo sforzo n ella patogenesi del pneumolorace Boye.r e da lui feliee-m en te .de·n o·m inata enteroe dP-ll'enfisema sottocutaneo. II Policlinico , Sez. renale. Non eosi nota ·e stu.diata e invece la loPratica, fase. 41 , 1928, pag. 2006. calizzazione del germ e nell'apparato genitale In. IZ co ntributo dell 'ltalia al V Cong r esso Internazionale Medico per gli infortuni del lavoro e masehile e femminile, sia perehe questa locap er le malattie professi onali. Bud apest , 2-8 setlizzazione non sembra i·n T~alta molto frequen ternbre 1928. )~dito dalla Cassa Naz. Inf. te, sia perch e soltanto da poehi.s.s imo tempo e F1on1. Un caso di pneumotorace da sforzo per lastata dagli urolo.g i richiamata su di essa l'atcerazione di antiche aderenze pleuri che. II Polite11z ione. clinico, Sez. Pratica, fase. 10, 1927, pag. 306. 1

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Casi di uretrite, di prostatite, di vescicolite, di m.etrite d.a colibacillo , sono stati recentem ente descritti specialmente in Francia , e il loro scarso numero piu eh e ·d a un1a vera rarita della forma morbosa , e senz,a dubbio dipendente dalla diffi colta con la quale si p·ensa in ,pratica alla.. possibil·e eziologia colibacillare d1 una m alattia della sfera genit ale . Dinanzi ad una epididimite e ben difficile poi sot trars1 all1a diagnosi ,di bl,e.norr.a gi.a o .di tubercolosi, data 1'enorme fr.equenza con la quale queste due infezioni si localizzano al testicolo. L'epidi·di1m ite colibacillare come complicanza o conseguenz.a d.ell 'in.fezion.e gon o·coccica non ,ß una ra rita ed e conosciuta da temp·o; si a mn1ette, .anzi , dagli a utori eh e una buona parte delle epididim.iti eh e si ver'ifilcano n el corso ·dell.a bl.enorrragi.a si.a dovuta al coli e eh e in questi casi il go·n ococco ha soltanto il compito di preparare il terreno all ' attecchim en to del coli. Molto rare sono inveoe le infezioni d ell 'epididimo da coli non conseguenti a blenorragia . Alcuni casi n e furono descritti or e qualch e anno dall 'H·eitz-Boyer e dall 'Hogge; piu reoentemente altri n e sono stati pubblicaii da Gontier, 1\1uller , Bauer111eist er, Bonner (l ); di esse, con quattr 0 oss·e rv1azioni per sonali, si e recentem ente oocupato in un lavoro assai detta.gliato il Vintici ·della scuola di Ma rion sul « Journal d 'Urologi e » .d el novembre del 1928. U n caso 1si.n golare di orchiepididimite acuta con ascessi miliari da coli in un la ttante di sei m esi, e stato descritto l 'ann o scorso d.a Fevre e Couvelaire (2). In Italia due osservazion i sono st ate pubblicate pochi m esi or sono d.a l Negro ·di Toiino (3) . Si tratta in genere di 1m al.ati di intestino o di portatori di 1calcoli vescicali o r enali, o di sogget ti a ffeti i d.a pielo·n efrit e cronica - tutti con colibacillo in cultura .p ura n el1e urine - n1ei quali, in occasione di una riacutizzazione della rnalattia primitiva, od anche sen za caus.a occasionale app:r.ezzabile, si svilu ppa improvvisamente un 'orichiepididimite acuta ehe non presenta caratteristich e sintomatiche speciali, salvo spesso l 'alta lemperatura iniziale. Curata coi soliti m ez·zi a ntiflog isiici , questa complicanza gu.arisce rapid.am,ente in qu.alche settimana e, a ·differenza dell 'epididimit e gonococci1c,a o tuber cola re , n q·n la sci.a postumi o r eliguati anatomici di sorta, ma r ecidiva pa1

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(1) Cilali d a STRO:\rCNGER: Presse l\1edicale, 6 giug no 1931.

(2) J o urnal de Medecine d e P aris, 15 m aggio 1930. (3) Miner va i\1edica, 3 m ar zo 1931. ·

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recchi·e volte ir1 un periodo di t empo piu o m.e110 lungo, localizza11do·si talora alternativam ente n ei . due t esticoli . La via ehe ordinariam ente il colibacillo seg·ue per giungere al testicolo e quella d1ell 'uretra e "del de ferente, poi1che, come abbiamo detto, qu.este epididim i ti non sono quasi mai primitiv.e n1a secondarie ad altre localizzazioni del germe quasi sempre nel rene o nei bacin eLti. No·n e pero da escludere ehe in rari casi i)ossa jJ coli giungere direttam1ente all ' epididimo pörtato dal ·sang ue, per quanto la sua costante prersenza 11elle urine, an ehe in casi di sertticemia sein.z.a localizz.azioni viscenali, renda questa ev1enienz1a improb.a bile e, comunque, non faciJ.n1.ente dimo trabile. L'esig·uita della casistica e la scarsa conocen za della form a m orbosa mi inducono a pubblicarn e un caso 1che ho a vuto occasione di Ludiare r ecentemen te e ehe, essendo per il suo decorso particolarmc.nte tipico e dimostrativo, puo forse g iustificare questa mia incursion e in un c1ampo speciali·stico. T-1 . C., di anni 45, co111111er ciante. Contrasse a 18 anni infezione blen orragica d ella quale guari sen za complican ze in q11alche m ese. Circa ven ti anni or sor10 co1nincio a soffrire di ' disturbi intes tiin ali con sistenti in stipsi ostinata, crisi d~ diarrea, dolori ipogastriei, feci mucose, an or es-sia, d imagramento. Tali disturbi si protrasser o eon Yarie alterna tive p er qualch e anno per attenuar si in seguito, pur presentando di quando in quando violente riacutizzazioni sot to forma di colich e uddominali accompagnate da diarrea e d a chiusura d ell 'alvo, febbre, frequenz.a d ella minzion e, urine torbide. Durante una di queste crisi, n el 1920, fu colpito d a acuto d olore al t esticolo sinistro eh e r apidam enle aurnento di volume e lo costrinse a letto per u na quindicina di giorni, guarenclo CO:Q applicazioni di p om ate risolventi e col riposo. Nel m agg·io del 1926 io vidi per la prima volta l 'infern10 per ch e in preda a fortissimi dolori addo1ninali eh e gli er an o sopraggiunti in seguito ad abusi alimentari. Presentava i segn~ di· una occlusio11e intestinale acuta ehe ando risolvendosi in ql1 alch e g iorno con i soliti rimedi sintomatici . Sen or1ch e la febbr icola eh e si era presentata sin . dall 'inizio' d ella sintomatologia, si trasformo 1n Ler za o ql1arta g iorna La in alta t emperatur.a (39°) , accompagn a ta da intenso dolore al testicolo de: stro e da bisogno di urinare frequentemente. 81 sviluppo ciuindi al completo il quadro d.i un.a or chiepididimite .aeuta d estra e di una p1elo-c1slite con urine torhide ehe a1 microscopio si riveicJono ricchiss~m e di corpuscoli purulenti e di colihacilli in cultura pura. Se fu co~a facile attribuire alla riacutizzazion e dei fatti i n testinaJi l 'origine d ei fen omeni urinari, inesplicabile rimase allor a per me J,a, natura ed il sig nificato d ella epididimite, pur sembra!1: don1i evide11 te l 'esistenza di rapporti patogenet1c1 per i quali quest 'ultimo processo doveva ":erosimiln1ente riguardarsi come una d elle m an1fest azioni della m alattia fondam ental e.

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SEZJONE PRATI GA

i\il1 1i1nitai quindi a qunl.cl1e i11iezionc cn clo enosa di urotropina ed a i oliti ri1nedi antiflogistici. Dopo qualc he gior110 i fenome11i regredirono progressivamente e la e-uarigione de11 'epididimi te si ebbe in circa tre settimane, se11za eh e, in ripetu ti esami successivi, fo sse p ossibile rilevare alcunche di anormale nel volun1e e nella co11sistenza del testicolo e dell .epjd idimo destro. 1 disturbi urinari sco1nparYero anche relativamente presto, resiclu ando per o ~l reperto costante di corpuscoli purulenli e di colibncilli piu o meno numerosi nei ripetuti esa1ni delle urine. L 'infermo non h a avuto pitt bisog110 clell 'opera roia fino ai pr~mi giorni dell 'aprile di quest'anno, quando fui chia111ato a visilarlo perch e da qualche giorno a letto per febbre e dolore al testj colo destro. Trovai i seg·ni di un 'orchiepididin1ite acuta in pieno sviluppo di cui mi riservai di identificare la 11a tura, e prescrissi Je con su ete eure locali e generali antiflogistiche. Il processo infiammalorio sembrava qt1esta volta p articolarmente benigno perche tendeva rapidamente alla risoluzione, quando, poche ore dopo un energico purgante preso per co1nbattere l 'ostinata stilich ezza, l 'infermo fu colp·i to da acu lissin10 dolore al ba so ventre. Chiamato d 'l1rgenla, lo troYai ngit ato e gemenle, in condizioni di gia allarmanti: facies ippocratica, polso frer1uentissimo, Jjngua asci11lta, conati di vomilo, .alvo completam ente chiuso, ipotermia, tendenza al collasso. Si slabili inso111ma anche questa volta un 'occlusione intestinale ehe, dopo un clecorso note' olmente grave, s1 riso1se in circa una setti111a11a. In terza giornata, m entre le condizioni del m alato accennavano a migliorare, si ebbe una nuova ripresa dell 'orchiepididimite destra con riaccen sione fehbrile, dolori, n otevole tumefazion e <lel testicoJo e dell 'epididimo. Assenza di di'3 Lurbi nella minzione, urine torbide ; al 1ni(;roscopio, grande quantila di pus, innumerevoli colibacilli, qu alch c emazia. Un 'an sata del sedimento semina.ta in agar produsse rigoglioso sviluppo di coli in cultura pura. Dopo un mese, l 'ammalato guari completan1e11te. Att11almente La bene; all 'esame piu accurato del t esticolo e dell 'epididimo non si notano postumi dei processi infiammatori superati; nelle urine per sistono pero alcuni corpuscoli di pus e numerosi colibacjlli. :\ sse11z.a di nemaspermj al1'esame dello spcrma. Un es<lm e radiologico, praticato rece11 lemente (prof. Del Buono), riconosce l 'esistenza di esiii di colite e di. pericolite, con aderenze specialmente evidenli all 'angolo colico destro e al primo tratto del trasverso e assenza di ombre sospet te <li calcoli a oarico dei r cni e delle vie urinaric.

Jl caso descritto e cosi tipico da 110 11 ri chiedere se non poch e consi·derazioni illu strative . Incontestabile ci sembra l 'origi.ne coliba cillare ·d ell 'epididimite. Nel nostro infermo l esioni croniche del gross-0 intestino h anno d eterminato una sin,drome ein1~ero-.l"e·nale co·n eliminazione costante di 1colibacilli .a ttraVierso le • ur1ne. Le periodi1c h e riacu Lizzazioni del processo intestinale hanno a)r ovocato una virulentaziom.e del germe, una ua mag·giore in vasion e n el circolo ang uig no c c1uindi u11a p iu copiosa cari-

oar di e so n·elle vi.e uri1na1~i·e, fa"'·or en·d o la su.a

·111rigrazio11e attrave:nso ~ d eter e11ti !Il·ell 'epididi1no, prin1a a d e tra e poi a sinistra. L 'e1pididimite, opr.ag·ginn~a dopo u11 periodo di ostinata stitichezza, ha ]Jrc1oeduLo· l ' ultima voJ La Ja r ecrude ce11z.a dei Ceno1ne ni ent.erici, 111a n,e e tata a sua volta aggrava t.a, qu1a.n do g·ia tend eYa a risolversj. Com, e ca:ratteri tica <COstanie dell 'epj d idimitJe colibacillarie, nessuna traccia di qu.esti ripetuti a ttacchi di infia1nmazione acuta e rimasta n el i10 tro infermo. Il caso descritto con fer·n1a quindi l 'esistenza di epididimiti da colib,a1ci1lo i1uro eh e, '"' e fossero piu spe so sospettate, risulte·rebbero probabilmente piu frequ.e nti ·di qua nto abitu aln1cnte non si crieda. 1

L' A. descriv1e u11 ca·so cli orcl1iepididimite act1ta :recidivante da colibacillo puro in un mala to di colite e pericolite cronica , e di que... la n on· 1comune forma morbosa ricorda bre,·e1ne11te la patogenesi e la sintomatolog ia.

SUNTI E RASSEGNE. RICAMBIO. La magrezza. (i\T. L OEP EH e P. SOULIE . .foarri. ~ 11 ed. Fra1?Jr;., n o, ,c111.bre 1931).

La ·m agrezza e una indro·1ne clinica in CU i dominano due })rocessi p1rin ci pali e di ineguale importanza, la ·diminuzione o l 'a ssenza di g.rasso n e;i tessuti e la diminuzione o il debole ' riluppo d elle m asse muscolari. Le varieta eziologich e de1la mag r ezza sono numerose. L'insufficie nza di apporto alimrentare, l 'insuffi·ci.enza di assorbimento, l 'insufficie·n za di utilizz,aziorn.e, }'.e1 1a1g erato corn•s u mo energetico, l 'elevazione del m etabolismo organico costitui.·cono i faltori fi "io-patolo1g·ici principali d ella magrezza. Esiste infine una mag r e·zza essenziale ehe si chia mia macilenza. NI ag rezza per insufficienza di app,orto OJlimentare. L'insufficien za di apporto puo derivare da cause diVieirse: po1verta, anores i.a men.La!te d eg·li p sicorpalici , in.appet enz.a o anol'e ia n el cor so della tuber colosi , d ei cancri ·dell 'ap•p arato dig·er ente, sp eciei d el canc ro gatrico, r eg·imi ri Lretti ap1p li cati 11el corso di .affe2io1n i dig·,e stive p•Br paura di indigestion,e o di so ffer enze, r e.crin1e troppo ristretto o mal equilibrato nei di.abetici o n ei g·ottosi, r e.gimi di c UJr,a ,dell 'obe sita o eseguiti per ,evitare la obe il a, tentativi di suicidio, ostacoli lungo Je ·vic di g·estive (stemosi 1eisofagee, del cardia s ~ 1

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del piloro), von1iti delLe g·r.a vide, Losse emet izzaaite dei tubereolosi . Gli studi sperim entali, eseg·uiti sug li anim a li e sull 'uomo h anno dimostrato eh e lo in·dividuo in stato di drenutrizione 1completa per.de prog ressivam-ente il su o peso fin o alla morte , eh e sopravvi,ene quando il soggetto ha perduto i qu attro decin1i de l suo peso. Degli stu·di r ecenti sugli effetti della inani zione, e i·Iniportante r icorda re quelli sugli ede1nj da fa m e, -01sservati dura n te la guerra . Sembra eh e la produzione di questi edemi dipooda da l1a privazione di grassj e sia leg,a ta a d una rottura dell 'equilibrio lipocitico . L 'au.m.e nto r elativo d ella colesterina risp etto ~i grassi provoch er ebbe nei te st1ti una idrofilia supeiriore alla normale .

Magrezza per insuff icienza di dig es tione e di

a.sso 1~b im ento .

Si osser va n el corso delle lesio·n i intestina li: enteri·t i cronich e, en.tero-coliti, 1aipp1en·diciti cronicli.e e d amch e certi canc ri digestivi con sten osi o diarrea. Il di sLur b-0 dig,estivo 1puo in· 1ailtri casi dipendere da un difetto o da una diminuzion e della ecr ezione p an c:neat1c.a o bilia r e (litia i biliare, cancro pa·n creatico, o t ruzion e d elle· vie biliari). ~1 agre;zza per insufficieriza di iitilizzazio11.e. Un 'alterazion e del fegato, del pan creas, del polm.0111e pu o disturbarie l 'assimilazion e d egli alimenti e pr ovocar e un proce;sso di den utrizione . Cio si osserva sopratutto ·n.el cor o delle lesioni pancr eatich e sipe1c.ie q ua·11do si ac-- compagnano a .di;a1b ete. Diverse piressie, in tossicazioni , disturbi cardio-vascol.ari e ren.ali possono· pr ovocare ug ualm e:nte per in fezione o in tossicazio·n e una den ,u trizion e m.ar cata. Magrezza per aiznie.ritato consumo. E uno d ei .segni prin cip.a li ·dell 'ipertiroidismo. In presenza di o·g·ni m agr ezza bisogna sistematioamente ri1cercar e con lo studio clinico e lo stu dio del metab oli.smo la par te ehe j;petta a l superfu·n.zionam enito tiroideo. Quest e sono le rprincipali cau se conosciute della ·m iagrezza. Gli AA. studiano a parte certi stati di m1agrezza particol.ari. La m agrezza prof essionale e ·dovuta all'a tt ivita fisica iruten sa d·ell 'atleta, dello sportivo, d ei soggetti sottoposti a lavori rudi . Questo gen ere di magrezza :vel.ativa si a ocom pagrua in gen ere a·d una forza fisica al di opra della media e il piu spesso a d eccel1ente salute. La magrezza nel corso delle infezioni acute e sop r atutto m.arcata n ·el oorso d ella scarlattina , della grippei, del vaiolo. L 'emaciazio·n e estrema del coler.a e in parte. dovuta a lla disidratazion e dell'orga.ni sm o. Dimagram ento ra.p ido provocan o le setti1oe·m ie .streptococcich e e la polmonite, ben ch e quest 'ultima sia breve di d·e corso. ,Nella difterite si puo :arver e un dimagram ento tardivo, dipendente da fatti di paralisi . eh e disturban-0 l 'alimootazion1e o da t1n ,rero avvele11am en to dell 'organi s1no da tos1

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sin.a difterica. Nel Lifo il dimagramento si manifesta all 'inizio, si fa progressivo nel corso d ella seeo~da1 e d.ella ter.z.a settima na, poi si arresta e: s1 accentua b·rutalmente al mornento d1e lla crisi. Magrezza Zocalizzata. Certi casi di magrezza localizzata realizzano U!Il!a vera lipodistrofia progressiva. Certi m alati presentano un dimagram ·e nto marcato de l1a, faccia , del tronc o, degli ar ti . uperiori , men tr e il r esto del corpo resta no rma le . Magrezza essenziale o macilenza. Esistono inifin1e dei soggetti eh e son.o e r estain.o magri , qual·u nqu e' cosa facciano. Questa magrezza essen ziale puo esscrc in certi casi ereditaria e p uo t alora ·dipen dere da un disturbo ghiandolare ugua lmen te eriedi tario. Prim11 di iporre la diag;no si idi ma.gr ezza 1costituzionale bisogna pero e clu dere l.a d ispiepsia latente, l 'ina nizione parziale deirivante da una r estrizion e speso in cosc~ente. 11/ agrezza dei latta11ti ~ del bambino . Rig uar·da .g·li imm.aturi , i n.ati a termine ma incomp letan1ente svilup.p ati ed i prematuri . Dem eli.n e Devraigne distim.1guono i prem aturi acciden tali da i prema turi tarati , affetti da d ebilit a cOlJlgenita. Questi ultim~ sono particolarm ente1 fragili e tendono ver so l 'atr epsia „ La atrepsia 1pu o esser.e disLinta in tre g ra di: ipot:nepsia legg·era, ipotrep ia grave e atrepsia ''e.r:a :Q!el corso dell.a quale il ·din1agra m ento si accentua malgra do la co m·p ar sa della ·Ca usa primitiva . Qu este magrezze dell 'in fanzia son o dei fatto;ri im portanti per lo svilupipo statunaJe e muscolare ulterior ei dell 'a.d ulto. T rattamen1to della rrvag rezza. :E u n. problema ter.a peu,tico difficilissimo. Esso ·deve seguire d11 e direttivei : la cura della cau sa, la cura del1.a sin drome. La terapia eziolo·g ica pr esuppone un esame ,c,o m·p leto e·d accu r.ato. Ma in molte nLagrezze la cau.sa sfugge„ Occorre allora rivolge1rsi al trattam ento della siridr omei. Dett o trattamento comprende ·due direttive pri:ncipali : la diminn.izian1e del con st1mo organico e l 'aumento dell 'apporto . La dimin u zio·n c d·e1 con uit1110 sara ottenu1'\ con il ri p oso ,· fi ico, g·eni tale e psichico Ma i] punto 1c.apitale ·del tratt.:amento e l 'aume.nto dell 'ap porto„ L'integrita del tuho digestivo e un rie gime approrpria to sono i due scopi da ragg·illl.Ilgere. Il r egim·e sara abboiruda·n rte e vario , accetto al gusto e terra COJl to per la rga parf e della preferenza degli am.malati . La p sicotenapi.a , la m olteplieita dei pasti poco copiosi, l 'inter pretaziooei delle r eazioni diaestive e mientali d-el n1a lato sono tutti fa tto~i di un successo pe o ben diffi cile ad otten ere. In ultimo e da ricordar e 1a terapia insulirn. i,ca ' ch1e a dosi medie di 20-30 un.ita pro die, ·~ pu o r enderre n ot evoli servi7.i. r:. Tos CA'-O. 1

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L'ossaluria. •(L.

LICHTWITZ .

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SEZIONE PRATICA

Lehrbuch der inn. Medizin,

pringer ed. 1931). . . L '·eliminazione di acido ossalico con l 'urina .raggit1nge i 15-20 mg. nellei 24 ore. Vie·n e formato nel ricambio intermedio, •n0!11 e noto in .quale modo; l 'u.n ica sostanza-madre finora nota e il tessuto connettivo. Viene inoltre ingerito, come ossalato di calcio od ossalato acido .d.i potassio, con, g li alimenti e specialmen.t e con i vegetali ve·rdi ed il connettivo. Vi si .aggiunga 18!Ilche Ullla certa quantita ehe si forma nell 'organismo ste&so per opera di g·ermi, fra cui e stato d eseritto il Bacterium oxalatigenum (di De Sandro) ehe, nell'intestino, puo degradare gli zuceheri in acido ossali.co. Nelle enteriti e nel tifo· addominale, e stato QS ... erviaito u•n forte a ume11to d·ell '·oss.aluria; ma la formazione d ell 'acido ossalieo puo a versi .an.ehe fuori dell "intestino com e, p. es. , nelle cavern(3 tubercolari ed in altre affezioni polmonari a d opera dell 'Asperg illus niger. L 'acido ossalico ,·ie11e in parte assorbito ·dall 'intestino; il O'fado di assorb·imento dipende dJa,l la solubilita e (poich e l 'ossalato di -calcio e poeo solubila) puo essere diminuito con l 'apporto ·di sali di . calcio. Nel ricambio in termedio, l 'aeido ossalico e ben poco o punto attaccabile; la sua e.Iimina zione tDon avviene per i reni ma per il fegato; difatti, non e raro tr-0via1re dei cristalli di os-salato cli calcio nel contenuto duodenale, come pure i1ella bile. e ll 'ittero completo, il contenuto di ossalato di caleio n ell'urina e aumentato. _ ulla e noto ri.guardo all 'aumento nella formazione endogena dell 'acido ossalico; tutti i da ti ehe si trovano, st1 qt1esto soggetto, sono ~rrati, poi.ch e ,si basa·n o non g ia sulle ianalisi , ma sul fenomeno ·d ei sedimenti di ossala ti. Ad 'Ogmi modo, e 1oerto eh e la pneeipitazione di questi n ell 'urina e di massima indipeindente dalla eoncentrazione, nonche dalla reazion e. Nell 'ossaluria, si possono avere diiStuTbi delle vie t1riruarie : stimolo ad urinare, dolori, leggera ematuria; e ignoto, peiro, se questi ~iano prodotti d.a i cristalli o d.a lle condizi-01 ni n ervose · ehe ·s tanno alla baise d ell 'assoluria. Nell.a medicin.a francese, si ritiene or.a eh e gli ossalati vengan o ·d·e positati nell 'OTganismo (p. es., nei tofi gottosi, nello sciatiico, nel plesso addominale) e caaioni·n o n euralg ie e reumatism·i. L'ossaluria non esige 1ailcun trattamento a meno ch·e la formazione di sedimenti non raggiunga un gra.do elevato , specialmen te l::i form.azion.e di calcoli. Si dara .allor.a una diet.ia eh e contenga o formi pochi o·ssalati, sono pertanto da e,riiare i vegetali verdi, i pomidoro , le patate, la cioecolata, il cacao, il te, i fichi e l 'eccessiva quain tita di p·a ne. Si daranno abbondanti b,evand e, si curera la peristalsi ·i.ntestinale e i ·dara del carb on.ato di calcio ·(g 1-1,5 ad op:ni. Jln~t o). fil. 1

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CIRCOLAZIONE. Sul decorso e la prognosi della mesaortite luetica. Medizinisch e Klini k, 22 genn. 1932) . Da quain,do la mesaortite luetica e divenuta , con1 i anetodi di iru:lagine röntgenologica e ·sierologica, di facile e corrente diagnosi essa viene sistematicarnente curata con mezzi antiluetici : po1co quindi 1siappiamo ormai su quello c.11et ·e il suo naturale decorso quando questo non venga mo,d ificato dalla terapia specifica. L ' A. ha seguito per pa1~ecehi :anni 231 malati ·di m iesaortite lueLica ini cui l 'affezione si era sempr e presen.tata come manifestazione luetica tarcliviai, ,d i r egola ad almen o 1·5 an.n i dall 'inizio dell 'infezio,n e·: cio 1aontrasta com, la ipotesi, da talumo eni-e1s.sa, cl1e la ter.apia salvarsanica p rovoehi un au mento di frequenza , della sifilide vascola re e un aecorc~am1 ento d·el suo ten1po di latenza. In :un certo !Dumero di casi, p·u:r avendosi seg.n i clinici di mesa.ortite luet~ca (ectasia vasale, insufficienza valvolar:e) e reperti radiologici positivi, i malati non· avevano alcuna sintomatologia sogge-ttiva : n ella m.eta di questi malati vi ·ena1n10 segni di neu rolue o a l.terazioni del liquide e. r.; con staLazione analoga e g ia stata fatta dai -neuropa.tologi ehe 1ritengon.o la localizzazione n ervosa mitigare ~a· lue aortica. I disturbi soggettivi ,p ossono com1prendere tut'ta la gamma della sofferenza car diaca: sintomi di cc cardion,e urosi vasomotoria », di angor ,pectoris, di debolezza 1cardiaaai, di angor e di insufficienza insieme. Le forme a·n ginose 11.an·n·o a volte un d.e corso cosi tumultuoso e impressionante da far perusare - booch e tale forma non sia anatomicamente descritta - a • • • uma mesaort1te acuta; in quest1• cas1,• spec1e se in 1soggetti giovani, gli accessi assumono un significato patogno·mon~co ei autorizzano a porre diagnosi di mesaortite lu etica anche senza a ltri reperti (mesaortite oligosintom1a tica di Schlesimger). I disturbi generali ca.rdiaei e ne ryosi n on riveistono caratteri particolari e laseian o talora lunghissimi periodi ·di tregu.a ia.11 ma lato; spesso si a ccompagnano a palpitazioni, v.e·r tigini, par estesie, ,su.dorazion,e e .a dis,p in ea indilpemdenoo ·da sforzi , da i.peirtensione o da d]sen do1arinie. Circa il re perto obbiettivo, l 'A. fa ei categon• e: 1) mesao,r tite semplice senza compromission e valvolare e con aoir ta ortodia.gra ficamente l.arga n.on oltre 65 mm.; 2) mesaortite co!Il1 insufficienza aortica; 3) mesaortite con dilatazione cilin.drica diffusa1; 4) la preicedente con in1sufficienza aortica; 5) ·rn1esaortite eon aneurismi saeeifo,r mi; 6) la preoedente comi vizio valvolare. Tale classificazione permette anch e un.a suddivi ione prognostiic.a. In 27 casi inon trattati speeificamente e seg t1i ti per .a ln1e110 4 .anni il ·decorso e stato fre(R.

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cruen tementei (40 %) pirog r essivo con. con1parsa su cce siv.am·ente di e.otasi1ai, 1CO·IIllpromissio11e valvolar e, insufficienza cardiaca; si sono avuti a n ch e casi di morte improvvisa. Su 187 Jnalati curati , solo 6 volte si pote obbiettivare UIIl progresso d.ella lesione ana tomica; molto raramentei si ebbe u.n 1 peggiora m en·t o soggettivo; in· circa la .mieta .dei casi si e raggiunta la g u arigion e c linica, ~ circa un t erzo la sopr.avvivenza a lunga scad.enza. Si puo quindi concluder e eh e la t erapia pru10 c~ er·ei ~n g1riado «li· a rr·estare il corso d1el m.ale; e cio D.1<}Ill avvien e, n eii 1ca si .d i debolezza circol1a1tori.a soggettiv.a 1si va inco•n tro a lla ooml)leta insufficienza cardiaca, n ei ca.si con di'.'turbi an.g inoidi, se non i ntervien e la morte o 1mpro·vvisam e·n te o per edEYma polmonare o per scompenso acu to, si p assai allo scompenso • CTOnlCO. Per qu.anto r ig ua rda gli e ffetti imme diati della terap ia n on biso.g na dimenticare eh e ess.a puo portare tal ora a UIIl peggioramen to o • a ddirittura a lla morte.i; tale fatto potrebbe spiegarsi attr.ave r so un.a reia zione cardiaca imile a quella di Her xheim·er d ella lue secondaria o per u1n attacco ste11o·car.dico· ia;euto con rchiusura ·delle coronarie. ·L ' evenien za di m orte in COf SO di terapia Si e V•e rificata n el}a Statistica dell 'A. n el 27 ,5 % ·dei casi letali e n·e l 4,5 % dei casi 1cur.a ti; e p er lo piu in rsoggetti con in ufficien za valvolar ei e aorta non dilatata (ma i con aorta1 dil.atata e sootZa vizio) trattati con m ercurio , ·salvarsan e bism1U.to . La n ozione di questa possibilita deve far sorveglia re il trattam ento: a lla piu 1piccola r eazion e tosica il 1m1edico .d 1ovra allungare le paUJse, allego-erire lei ·dosi , cambiare preparato, evemtu.a lmente interrompere la cura specifi:c1ai intcrpolan·do· un p eriodo di eure aspecifiche. iD.a i orit eri di classificazion1e 1su esposti l 'A. trae le se1guenti con clusioni prog nostich e : A) a seconida dei disturbi soggettivi: 1) mort.alita del 12 ,4 % - mai entro i prin1i 4 a nni - n ei malati coin .dilsturbi n e·u ro1ci rcolatori e vasomotmi; 2) sindromi 1amg·. inose : mo rtalita d el 24, 2 %, per lo piu ipr eoooemen.t e; massimi benefici della cura specifica; 3) insuf ficie nza carrdi1a ca : rrn1ort.alita d.e l 35.5 % con ·durata m e:dia d ella vita maggiore ehe nel gruppo precedente; la terapia da raramem.te la guarigiooe 1olin ica e tnon impe·di sce p er lo piu lo stabilirsi d·e ll 'insufficie~• za cro·n1ca; 4) ·s i·n 1dron1i anginOlse con insufficie nz.a cardi..aca; si h.a la prognosi 1piu gr.aw.e po,i ch e la morte avvi·en e n1el 43,8 % ·dei casi e p er lo ipiu precocem ente. B) A seconda dei dati obbiettivi clinici e ra.diologici: n.el grup~ B non si ebbe al cu·n ca1so ·di morte, in un quarto· ·d ei casi soprav' ri,·enza da oltre 10· anni, ilTh gen erale ottimi ri ultati ter.apeutici ; 11e i gruppi 5 e 6 pure buo1

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na sopravvive11za ma minor.e efficacia delle eure; :nel gruppo 1 si ha m ortalita .relativamente elevata aiccanto a un 'alta percentuale· di su coessi curativi: ~n questi rnalati se anch e inte;rviene un peggioramen1to non e :p ossibile obbiettivar·e un '1accentua2ione delle lesioni, tanto da far p en are ch·e nel gruppo stesso vi si.an o ·du1e stadi ·d.i sviluppo - distinguiboili a namnesticamern .t e ma n o n clinicam ente ne ra·diolog icame nte - di cui uno evolve ver.so la sermipl~c.e ectasi,a va1sale e l'altro veirso La corona rite eh e e l.a cau sa di m,o rte per· ecoe1lenza. Nel g:r·u ppo 2 la mortalita sale al 50 % sopratutto a cau sa dell 'in$uffici.en,za cardiaca eh e 1spesso intervi.e n e; !ri.el grupp10 4 laprog·nosi e mig liore di quanto non si abbia nei casi della cat e:goria precedente in cui pur avendosi egu.ale i1nsu.fficienza .aortica manoa la dilatazio,n e del vaso . Infine l 'A. esamina a lt ri due dati prog no- · stici: la pressione arterio1sa e le ir:nfezioni reum.a tiche acute intercoirr enti: all:a· pTima non r itie1n e - c001trariamente ai piu - doversi attribuirie grande v.alo·r e d.ato eh e molto !farament·e riscontro ,ra]ori altre 200 mm1.; le seconde influisco1n o, . . favorevoimente s11l decorso tanto ehe si riscontrarono n·e ll 'an:aim n.esi d.el 40 % -d ei casi letali. M. Prs.~. 1

Contributo alla semeiotiea delta sinfisi pericardica. (G. STRA.DIOTTI. Gazz. degli Osp. e delle Clin. „ 24 genn. 1932).

L ' A. :pr.en de lo spunto da una pubblicazione ·del prof. M. Ascoli « 1sull 'ar retr.amento sistolico d,e} torace a ntero-late.Tale d estro con tavanscatto diasto,l ico com e sintoma di accretio cordis » p er i1lustr,a r1e il caso di u·n P. affetto da tiipica 1sin.d rome di Picl{. Tale P. oltre .a l ri.en tr.a mento sistolico del1.a pwnta , presenta,~a1 .a lla regicme sottomammariiai .a.e stra u1n rien tr.amen to sistolico esteso· in senso laterale fra la mammillare e l 'ascella 0 re a nteriore e compr.endente in a ltezza il ± , 5° e 6° spazio. L 'A. ammette con l 'Ascoli cl1e la pro.duzione del fen om1eino richieda in primo luogo un cospicuo ingrandimento del 1cuore verso d.estrai (tanto n.el paziente ·dell 'Asco1i come in quello d eillo Stra.diotti la sinfisi pericardica si associav.a 1a1d un doppio vizio mitra lico di alto gra,do) ma 1I1on 1ritien,e n ecessario, come l'Ascoli, ehe per l.a rproduzione d ella retrazioneparietale d.e stra si debba localizzare l'a·d-erenza al m,a rgine destro. P er spieg.a1~e co m1e l.a .sirrf.is!· peflicar-di1~a i1ossa ·e strinseca rsi iaill.a su perf1c1e ester na in una serde cosi in,solita come l 'emitorace det ro, ove tra il cuore e la parete e interposto il .t essuto polmo·n ave eh e normalmente d ovreb: be ostacolare la trasmissione alla par.ete de1 1

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n1ovin1enti cardiaci, l 'A. ritien e eh e una seQnplice :a,derenza rp ericardi;ca interna ed e ter.n a 11on sar ebbe bastevole . Riticn e 11ercio i1ecessaria una ca.t ena con1pleta ·di aderanze pericardo-p ericardich e, pericardo-pleuri ehe, e pleuro-p·a rieta li . La lnanean za di uno solo di qu e ~ L i an elli dov,rebbe bastare !U d in11Jedire la tra n1is ... ion e m edia'La dei nlovimenti cardia ci alla parete toracica . Ques ta eon·dizione n eces .ari.a n on e pero b astevole; })EJrcl1e la rel1razio11e i . . tolica destra raggiunga una grande evidenza s' i111pone anch e la n ecessita eh e la ·si11fi i verso la iparete sia estesa e diffuSaJ s u una larga superficie e ad oppo te parLi del c uore-. Infatti n el caso dell 'A. la riacqu i tata motilita del cuor e sinistre, deriva la dal di..,o an1en to parieLalc inistro (operazione di Brauer) diede luogo alJ.a as olu ta compar a del fenon1eno a destra. II eo-ruaJato .r ientr.amemto ' istolico dell 'e111itorace destro n elle „ in fisi pericardich e, a urge secondo l 'A. a p1a rticolare inter e.. r sen1·eiolocrico, in qu.anto, ebben e ra·ro, sar ebbe tu,t tavia un pr.ezioso i11dice di si.11echi.a peric.ar·di ca . R. GARB I J. 1

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Su una condizione anatomica dell'edema acnto del polmone nelle malattie dell'ap· parato circolatorio. (C. PEzz r. A1t11ales de 1"\tled ., ottobre 1931). ~ ella patogenesi dell 1edema acuto del pol n10ne ono st,a ti invoc.ati faltori di ersi, ma 11011 e tato mai preso in con iderazione lo -talo anatomico dei vasi polmonari, per quanto sia attraver o que. . ti eh e la tem.p esta scoppia. L 'A. si e domandato e n on sia possibil e lrovare n·ell e a lterazioni deille pareti vaseolari la eo ndizione anatomica n ece saria allo scoppio della crisi e, a tale scopo, h a studiato rad iologicam ente i vasi polmonari. H.a p-0tuto cosl constatare eh e, ia eh e si tratti di ed m11a ac u to de l polmone i11 n1itraliei o in iprertesi , l 1esa111e rad ioscop ieo rivela sempre l 'e ist_e11za d i una ipertensionc po}mon.ar e, rCb·e a l}o . . cl1 er1n o "i rivela per la •p resen za di mas ei ilari fo rte1ncnte iaceentuate, a contorni ne tti e r egolari , nunto ·di parLenza di numero"e t ravate vascolari eh e si jrradia n-0 n el polmone. Ora, se que, ta iperten ion e po11110-n ar c, co1n e condi zion e o sub tr.a to .anaton1ico dcll 1eder11 n a\uto, puo esse re discutibile n ell e les ion i mi trali n on lo e ll·e1l 1ip1erten sion e dell a o- rand c r ircolaz ione. N ell e les ioni n1i trali , in ef(otti . spec i e n el corso della stenosi, l 1i11erten sionr pol1n onare pii1 o ineno a ccentuata, e·q11a si di. regol.a. E a in g ran paTte e eomrpete·n za dell a . sta. i ' 'r n osa a monte clell 'o t~col o, m a pt10 es~P rc. al rn cno in parte, con segu enza di alterazio11i ana1omicho re1Umaticl1e delJa tun ica m edia dei vasi polmonari. Ma, con1nnqr1e si ron~id erin o le ro~e, l 1ipertcn ion e 11olm onare e una con1pli•c.azion e trop1

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SEZIONE P RATICA

po ba11ale e troppo fr equei11Le nelle lesioni mit:r.ali perch e si pos_a eon sid·era rla, a prima vi. . ta, com e una condizion e a natomiica d ell 'eden1.a acut-0. Tuttavia quelli el1e 11.anno l 1abit udin e ·di osservare i mitralici allo sch ermo e di . eguirli clinicamente l) OS on o constatare e he i mitraliei bronchitici, tossicolosi , diStpnoici prc entano sopratutt.o i segni della stasi ve110 ·a, i rnitralici emopLo·iei sopratutto i se.gni dell ' i.perten sione polmo,narie. La con statazio·n e di qu esti segni radioseopici ha 1cosi, al di fuori di ogn i con si<le razione leorica, U'Il reale valor.e pratieo e prognostieo. l; n sogge tto a ffeLto d.a L•en·o i m itralica n el quale le ombre ilari son o normali o quasi ed i campi polmt0niari chiari, l1a piu proba bilita <li tollerare peT lungo tcrr1po e fa eilmente la „ ua lesion e orifiziale. Lo stesso si puo dire del valore ·di questi „ egni radioscopiei negli ipertesi della g ra nde circolazione. Quanid o l 1i perternsion e e b en tollera t a, i 1 piocolo circolo n on n e soffre. Si ha ta i olo se intervien e l 'i11 sufficienza cardiaca. Vi sono invece d ei soggetti n1ei qu.ali l 1iperlen : ion e e a1Jpar0n ten1ente b en tollerata e nei quali l 'esam·e 1al] o sel1erm,o riv.el.a a l complet-0 i se.g ni dell 'ip·erten sion e polmonare. Sono que„ li i soggetti eh e possono fare ·d1 elle en1ottisi , delle apopil essie, degli in farti polmo·n ari e, infine, l 'edema aeuto d.el polmo·n e. Qu·este comJJlieaz ioni sono legat e direttamente a ll 'ipertensione a rteriosa in sen se I.ato , eioe all 'iperten. . ion e della grande e della piocola circolazio11·e e le stesse cause eh e prov-0cano l ' ipertenion e del g rande circolo, provoeano prob abilmente anche l 'i·p.ertensione polmon.ar e. Conelu.dendo , Ja con·dizio·n e o il substrato .a na tomico eh e f.avorisoe la 1co1nparsa dell'eden1a acuto del polm on e n eille mal attie della mitr.ale e sopr.atutto n ell 'iperten sione arteriosa, e rappr esentato da l1 a selerosi dei vasi polmonari e dalJa indrome radio·s co·pi1c.a dell 'iperten sio11e polrnonare. Qu esta sin.drom e radioseopi ca non ha soltamto um in.te:res e teorico di riveJare le con·dizioni ehe favoriscono, i·n u.n1a gran parte dei ·ca i , lo seop1)io dell 'edema acuto del polm1one, n1a po sie·d·e .an eh e un interesse pratico e prognoslico di prim 'ordine. Gli ipertesi del g ran de eireolo eh e presentano a llo eh ermo i . egn i dell 'ipertensione poln1onarc, so-n o minaceiati cla ll 'edema .acu to d e] polm.one e sono predi spo~ ti alle apople.s ie polmonari, alle trombosi dei v.a i p·o lrnon.ari e .all 'in f:arto p·olm onare . C: . T osCANO. 0

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Sindromi simnlanti (1(. ,

HIHLEY

SMITH .

ca1~diopatie.

British Medical .Journ,al,

1932 , 23· g·ennaio). Le lre pri.n cip1a li in.dro11)i r l1e ]J OS on o sin1ulnre un 'a ffezione -01rg.ani c.a clel ruore son o : la . indrome di forzo, il doJore rnammario si-


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« IL POLICLINICO »

n.istro cronico o iparossistico, il dolore retrosternale di origine m·u scolare. I p,a zienti ·di sind.rome da sforzo accusano generalme11te .affanno, palpitazioni, vertigini, debolezza, senso di costrizio,n e o ·dolore al petto. Questi disturbi 1sono 1provocati d.a lino sforzo, spesso ·da uno sforzo molto leggero, abituale, o anche da eacitazioni. La capacita degli sforzi o delle e.imozio,n i a produrre i sintomi stessi e molto vari.abile nel1o stesso indivi,d uo. Invece i pazi·enti ·di m.alattie cardio-v.a scolari si 11amootano prevalem·temente o esclusiva•m.ente ·di dispnea ehe si verifica ·dopo qualche sforzo ed anche di notte in pi·eno riposo. La ·dispnea e di soli·to proporzionata all'intensita dello sforzo, e quasi sempre aCC0 Il1pagnata ·da ci.a nosi piu o m.eno ac c·e ntu.a ta. e generalmente non e prodotta <lalle emozioni lievi. Un'altra ·differenza impo·rtante e quella seg.nal.ata da Mackenzie: Quando· un pa.ziente ~f­ f erma ehe e preso ·d a dolore al petto dopo sforzi muscolari, ad esempio dopo una p.asseggiata in rSalita, vi sono malte p)r obabilita oh·e si tr.atti di 'l1Il car:diopaziente orga1n ico; se invece egli .d iventa stanco ed esaurito anche dopo UIDa br.eve passeggi.ata, do1po una passeggiata ehe da un sen1so di ben,esse•re ai sani, allor.a isi puo essere quasi certi ehe il disturbo non e determina to ·da un vizio di cliore. Lo stesso Mackem·zi,e ha fatto, inoltre, la osservazione. ehe i car·diaci quan.do· non so·n o sotto l'azioine della dispnea o del ·dolore non avvertono alcun malessere, rneintre i non cardiaci lamentano ·serntp:rie un.a . sensazion.e va.g a ed indefinita di malessere. Tutti gli autori tendono iai dare alla smdrome ·da .s forzo, un 'origine psicogenica. L 'importanz.a ie tiologica ·delle inf.ezioni da qu.alcuno troppo v.alorizzata e se m1ai seconidaria, n1el senso ch1e esse richiam,ano l 'attenzio·n e d·e l paziente sulle proprie f.unzioni organiche ed indueono .all'introspezione·. E 1per qu.esto· ohe le eure di riposo non fan no ehe peggiorare la situazion,e : il paziente si osserva di piu, diventa semp~e piu convinto ·d i essere un malato di cuore, e percio i .d isturbi si .r ipetono piu frequente·m ente ed in ·s eguito, a cause sempre piu insiginificanti. Le recenti statistiche hanno dimostrato ehe il dolore mam•m;ario siniistro e l 'espressione di una neurosi funzionale 1piu frequentemente oh·e un sintom.a di · m.a lattia organica dell'apparato cardio-vascolare, sopra tutto ipertensione e stenosi mitrale. 1 pazieiiti di qu.esto disturbo possono avere .ainche affarino ·döpe> gli sforzi, m:a ~"per 10 piu accu:sano incapacita di fare inspirazioni profon.de, un senso di soffoeazion e o di m.ancanza di respiro, una tende.n .za ai sospiri. Tutte queste m,a nifestazioni sono in.dipendenti dagli sforzi , ehe possono an·che alleviarle o .e liminarle. 1

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Herz ha descritto una 1sindrome caratterizzata da palpitazioill e ·dolore mammlario, ehe· h.a chi.amaito freno·ea:rdi.a. G.all.avardin ha dimostrato radiograficamente, ehe in queste forme i disturbi respiratori sono prodotti da una limitazione dell 'azione del di1a,framma da debolezza o spasmo. La sindrome h,a come disturbi collaterali una va:riabilita ·della capacita a.g li sforzi, uno· stato di n·e rvosi1smo, ·crisi di tre•mori, inso·n nia. Si verifica piu frequentemente nelle donne .a temperamento eretistioo, con ipertiroidismo, co·n ·d istu,r bi genitali e durante la menopausa. Nella forma iplairossistiea il dolo:rie m,a mma-· rio sinistro p1lio ragg iungere .n otevoli intensita e d essere accompagnato da ' perdit.a di eo• sc1enza. II sin to·m a prev.al ente e il ·dolore parossisti-· eo fo:r tissimo• ad inizio fulmtinant~ nella re-· gione sinistra d·el petto, ehe• si manifesta senza cau1se apparenti o ~n seguito ad uno sforzo :aibituale. Si d.iffond1e per lo piu al br.a•ccio sinistro, ra:r amente altro·ve. Pub essere seguito·da deliquio o sin·c ope. E aecomp.agn.ato da sintomi ca·r atteJristici: irr,e,q uietezza, pa1p~tazioni, pulsazione al collo, senso di caldo o di fre:ddo, intorpidimento ed altre parestesie agli arti. Si e spieg.ato il meccanismo di questa sindrome ammettendo ehe a.genti tossici di natura igno·t a, en.doicirini o metab·oll.ci, a,giscalllO' sulle vie nervose afferenti del cuore in modo da farle ·diventa:re ipereccitabili. Cosl ogni stimolo abitu.ale, una momentane.a aceelerazione o palpitazione, aJTiva ri;n forzata al bulho. La ipereccitazione del bulbo si riflette sul cuore, sui muscoli irerspiiratori, sulle vie sensitive, e si ha tJaichi,eiardia e palpitazione violenta, tachi1p1n ea e disturbi dell 'azione diaframmatica, ipere1stesia della regione mammaria e del braceio sinistro. II su,d ore, l'arrossamento, le pariestesie · hanno un. mocoani·s mo ·d i produzione analogo. E ovvio ehe le stesse vie nervose sono in giuoco nell'ang ina pectoris. Ma in· quest'affezione il m·eccanismo e un po' ·diverso: l'ipereocitabilita delle vie nervose e di grado Iegger-0, mentre e forte lo stimolo ehe 'Scatena la crisi e ehe risiede nel m.iocardio,. 1n elle art erie cül'fon.arie, n ell '1aort.a. . Oltre a cio in rappo·r to alla i.ntensita dello stimolo }a ·SGarica e piu forte ed investe organi motori, come i muscoli intercostali, donde il ca:r.atteristico senso ·d i costrizione ehe si ha nell 'a·ngin8 pecto·r is. La di.agnosi differenziale tra sindrome di ipereiccitabilita e vera a.n gina rpectoris di solito ·non e difficile. La prima h:a. una fenomenologia obiettiva e su·b iettiva sempre piu lieve, si verifica per lo piu nelle donne di mezza eta non e alleviata dai vaso,d ilatatori. Oltre a cio' il dolore dell.a forma funzion.ale non e costrittivo e sternale, eome e di solito nell'angin.a pectoris. II dolo.re parossistico sternale ehe sopravvie1

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SEZJONE PRATI CA

ne in se.guito a sforzi .o di notte e generalmente di o,r ig ine cardia1ca, e eon.seguentem.ente ha significato grave. :E possibile tutta.via ehe -esso sia provocato in tutto o in parte da uno :Stato di esaurim·ento museolare. In questo ca.so e:sso si manifeista qua1n do la r espirazione toracica 1p revale su quella addominale ne ll.a poizion e sup ina ed e sempre aecompagnato da ipertonia e dolenzia alla pressione dei mu:seoli vicini allo sterno. L 'esattezza delJa di1agn-0si di tutte queiste forme e assolutamente n ecessarria :per l 'i.rudirizzo t erapeuti·co. La cura n elle formie funzionali e prevalentemente su ggestiva. 11 m edico d eve infondere n el malato la ;per:suasione eh e si tratta di lfil disturbo senza cau:se organiche, tran itorio, non peri1c-0loso. Allo st esso scopo si adopereraruno i medicamenti: la stricnina n ei ·soggetti astenici , la chinina nelle form e con. extrasi&toli, il bromuro e la valeri1aina nei s0gge-tti eretistiei. Eventualmente si pratichera la cura dell 'obesita, si somministreramno preparati tiroidei. Le applicazioni calde loca li g ioveranno a m itigare i dolori. II moto, g li esereizi fisici lun gi dall 'essere proibiti, dovra·n no esser e suggeriti ma sempre con la moderazione .necessaria perche r1on si provochino forme di esaurimento. .

DR.

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rniell 'intimo ·n 1esso colle applicazioni cliniche cioe pratiche. Non si tralascia .p oi di mettere in rilievo l 'imiportanza di curare la preparazioo11e p•sichica degli ope.nandi col fine di :rendeire sem.p re piu inoffensivo il prezio1so ausilio della na.r co·si. P . B1ANCHT .

Non si dovrebbero piil verificare difettose anestesie generali. (PASCALIS. Medicina Pratioa, 1..931, n . 8). Dopo aver parl1a1to dei rischi dell 'anestesia g·en erale, l 'A. diee di aver con·dotto, in assO!ciazione ad un a ltro medico, pazienti ricer ehe J.e quali hanno dimostrato ch.e : la « qualita di una a·nie1stesia gener:ale di1p en·d·e dallo stato di va-gotooiia del soggetto ei eh e e possibile rilevare questo stato eon la ricer ca del riflesso oculo-ca['dia·co ·del Da.gnini ». Se la compressione d el globo ocula:rie provoca un rallentamento d·el polso ci troviamo di fronte ad un mdividuo ricettivo il quale facilmente si lasceira ad·dormentare. Se invece con la com·p ressione d el g lobo-oculare si hai un .aumento di ipulsazioni si tratta di soggeto resistente per il quale la narco·s i sara piu o meno difficile . Per trasfonnare questa resistenza in·d ividuale i,n ricettivita l 'A. in 500 casi ha fatto uso i•mmediatamente primiai dell 'operazione di lina in iezion e sottocutanea di 1/2 mmg. di salicilato di e er ina senzai il m inimo inc iden te. Questa iniezione non esclu·de l 'iniezione di morfina ma naturalmente e incompatibile CO!I1 l 'atropina. Per l 'uso di questa ISOStanza occor.re se:mr pre pe1ro riceircare n ell 'individuo il riflesso oculo-car·diaco p er evitare il rischio di trasfo·r mare individui gia rioettivi in iperricettivi ed esporli quindi a lla si1nco,p e grave. L. !BuscA. 1

TECNICA CHIRURGICA. La scienza della narcosi considerata in clinica. (B. ScHIASSI. Arch. Ital. di Chirurgia, fase. 2, 1931). L ' A. eh e, secondo quant-0 scrisse i.n, altro tempo uno de i nostri piu en1inenti Maestri di Chirurg ia, cc ha tracciato una profonda e minuta analisi del m ecoanisljvo biologico delle anestesie » oggi tor.nia sull 'argom ento coll 'esporre a lcuni perfezionamienti e quindi pro,gressi nel campo ·della naFcosi. Reputa ehe ia1I1-0 da pre~erire n e1la preparazione degli opera ndi, invece degli alcaloidi, sostantZe n on alcaloidee a,d azione elet'tivamente corticale e c io in forza di un cc principio » 1ch e cosl enunc i.a: « qrialunque alcaloide in associazione cogli a-,iestetici generali puo, anche a dosi non tossiche, nuocere ai centri bulbari ». Allo stato attuale della fa.rmacologia l 'A. oggi cred,e di indi1c.are l 'u so del Lipson Coron edi quale so·s tanza da utilizzar e, .p referendola ~1g li alcaloidi, in ausilio d ella nareosi. Con motivazioni dottrinarie e pratiche l 'A. poi m ette i.n nanzi perch e si ·debba.n o prediliger:e quali narcotici il cloru.r o di etile e l 'et ere e.tilico. Lo 1scritto porta il titolo su esposto perche vi e curata sostanzialm.emte la dottrina ma

Sulle alterazioni determinate dalla novocaina iniettata in prossimita di focolai settici • .A. proposito dell'anestesia locale negli interventi sulla. mastoide. (S. TRAINA. ll Valsalva, ·dicembre 193 1).

L'A.

e rirruaisto

colp ito dal fa tto ehe ·dopo interventi sulla mastoide eseguiti con an.est esia locale g li e capitato talvolta di osserv.are i bordi della ferita operatoria infiltrati, i tessuti circostan ti tumidi e dolen ti e lie gr.anu l.azi·on i pallide e flrucc idei con cenei n ecroticj. Ha sospettato percio eh e la novocaina o l.a tutocaina avessero una azione n ociva sui tessuti iniettati. Per f.ar luce sulla quistion,e gia ventil.ata anch e da altri auto·ri, e.g li ha preso i1n con side· razione sia i dati clini·ci sia .i ri sul t,;i-t i di e:::; perienze su animali di laboratorio. In a lcune cavie ha iniettato in punti simmetrici de} rSOttocutaneo addom in a]e SOSp·en sio·ni b.a tteri ch e im acqua e in sol uzione di novoc.aina · in· altre h a · iniettato prima i .germi e dop,o fo~ato l 'aiscesso, la novoc.ain a; in altre an-


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IL POLJCLINlCO

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cora ha prim a iniettato il far maeo e poi i lo 1seheletro, a una tuberosita ossea o a una • germ1. er esta, ecc., dovendo eosi .r inunziare al prinDa tali esp erienze e risultato ·ehe le ca vie eipio dello sforzo mi.n imo. ln fatti per la legge sottoposte a lla ini ezione sottocutanea di g ermi d egli attriti l 'e ffietto del l1a trazione e inversau ccisi o di germi vivi, r eagiscono localmeinte m ente proporzior1ale alla ·dist.anza ehe passa n ello s tesso m o·do sia eh e la sospen sion:e ba tfr.a il pu.nto in .rui essa viene inserita e il foterica sia fatta in aequa sterile , sia ehe sia colaio della discontinuita; e quindi piu breve fat ta in soluzione di n-0vocaina; e fatti non e qu·esta dista.nza minore rsara l.a quantita di dissimil.i si n otano quam·do viene iniettata in- en er g ia traente neeessaria a·d otten er e lo stes8o torno a .due fo oo11ai settici della stessa .i.:avia , e ffetto·. rispettivamente so.Juzione di novocaina e soInoltre il d anno, eh e 1ohio.di, ra1 n11p~ni ed alluzione fisiolog i ca; oppure quando g li ascessi tri ·m ezzi transcl11eletrici possono produrr-e susi sono -0ttenuti in zone g ia iniett.ate eo n no- g li organi dell 'aecreseimento osseo (cartilagi• voca1na. 11i di coniug·azione, bulbi condiloidei, eec.) liL 'A. ,si e an eh e proposto di in vestigare se rnitiano 1.a trazione sullo sch eletro esclu si vala novocaina puo modificar e il processo di mente all 'adulto. Non cosi il filo ehe per la irnmunita loca1e ottenuto ·con le iniezioITTi sot- sua sottigli·ezza puo ess.ere introdotto dovuntoct1tanee di v,accino o eon applioa·z ion·e . di fil - q ue anche in vicinanza al focolaio di frattura . tnruti : le ri0er cl1e .da lui istituitie lo hanno conAltro pvegio del m eto.do· e la semplicita con ·d otto .a eon clud1er·e e he aneh·e la difesa immlll- c ui esso si attua e lo scar sissimo peri.c.o1o del nitaria loiea le n on riscnte dell 'azione della no- 1' infezion·e e ui e so e! pone. • voca.1na. Come strument.ario l 'A. si serve di un perAleuni AA. son o· di avviso ehe le n ecrosi e foratore elettrico ehe per la sua prontezza e rale .suppurazioni post-anestetiehe sono in parte pidita d'azione r ende quasi inavvertita al maladovute 1a.Jl.a .a·dTe·n .alina eh e vieme assoeiata spesto l 'intro.duzione del filo; tanto ehe in qu.alehe so a lla novocaina. easo si e potuto fare a n che a m eno della semII nostro A. n·egli interventi sulla mastoide plice an.estes i.a 1a l elo,r uro ·d '·e til·ei. 11 filo di a eha eseguito iniezioni di em e. 8-12 di novocai- eia io, .eh e ,,iene introdotto montato sul perfon a a ll ' l % senza agg·iunta di a·dre1nalina , in . ra tore, e quello da s.trum1enti musicali dello tutti quei soggetti .eh e, oltre alle iniezioni lo- spessote di un mm. La presa sul filo e realizcali, subiva n o La• narcosi eterea e eioe in ~og- · 1..ata da una staffa m etalli oa di v.a ria grandezza getti in condizioni generali buone. a seconda del seg·m er1to ·d 'arto su eui si deve Tali inieziomi sono state a·ssolutam.ente inag·ire e la eui eurv.a p erm1e:Lte di .d.are a l filo la ten sione n eoessa·r ia rsenza ·produrre in curvano·cue. Non e dunque d.a add1ebitarsi al fa rmaco nomenti d·el filo stesso : condizione questa indivoea ina o tutocaina e neppure alla adrenalina pen sabile pe r evitare la r ottura d el filo e danil aattivo aspetto delle ferite operatorie. ni alle parti molli. L' A. e convinto eh e la cau sa dei fatti in esaCon tale metodo l 'A. ha raggiunto una tram e d·ebb.a piuttosto ri.cer car si nelle eo1ndizioni zi-0ne di 15-18 Kg. per l 'arto inferiore, ie ·di 10 generali ·dei pp. ehe hanno eontro·indieato la Kg . p er l 'arto superiore, otteTuein·do in 2-3 giornareosi ed h.an·n o obblig.ato a rieorre re alla n i .allung.an1.enti a nche eccedenti ]1a mi sura vo1uta per ] 'esatta ri-duzione. anestesia locale. Si tratta in g-en er e di cirrotici, diabetiei, n-eOtten11ta tal-e riduzione si immobilizza l 'arfriti ci, soggetti tutti eh e hanmo scarsi ~oteri lo in1appar ecehio gessato i1n eludemdo n ell 'arppadi difesa ed i .cui tessuti v,a·n no sog,gett1 eon neechio il filo di tr.azio.ne· i cui estre mi sono fa cilita a l.esioni diffuse eh e possono g iunger e la seiati ·d ebordar.e da·ll e due pa·r ti. Si avra eofino .allo sfa celo. V1 c ENTINI. si . a ·di sp,osizione il m iezzo di .ag ire ulterior. , inente sulla fr.attu.ra qualora il c.o ntrollo ra.dioLa trazione col filo. -grafi100 n.e indichi la opportunita. !111 tal caso si ,divi.de circolarmente il gesso jn corrisponden( P U TTI. Chirurgia degli organi di movim enza d el f-0col.aio ·di frattura e si fa di ruu.ovo preto, settemb r e 1931). :sa sul filo per i.ntensifi.care ]a trazione. Quando la trazione n on occorr e piu si to.g lie facilL 'A. riporta ll!Il eontributo per sonale al ineto,do .d,e l1a t1~azion·e c'<:>l filo metten·do iru rilievo m ente il fil o sfilandolo da un ' estremita e medie.an1do .a pi.atto l1e due ferite·. . i vantag.gi eh ei questo. meto do ha &ugli altri In questo mo·db l 'A. ha eurato compless1vam.eto·di oomunem·en:te u sati n·ella trazit}nie deg li arti fra ttura·t i. · . m ente 3t0 malati e preeisamente in 29 di essi Primo f.oo tutti questi vantaggi e qu1ello d1 si trattava di fratture varie (omero, fernere, r ender e la trazione possibile in quasiasi r egio- na;dio-uJ·n .a, tibia-p erone) ed in 1 caso si tratto di ·u.n ·a ll.un,g amemto operatorio di un arto CO!Iln.e -0 -seam ento seh eJ.et t ieo in·di·pend·entemente 0 da11 'eta ' del m alato· e da :parti.c.olari disposizio- .O'lenitam ·e nte accorciato in li:na rag.azza di 14 anni aitafomiehe. Infatti eon g li altri m ietodi di ~i otte·n·endo eon u.n 'o:steo·t ornia a Z d·e lla diat razi ohe ' ftan ~·, d "perischeletrica e :necessaTiO fi1~i fiemorale u·n .allung:am.ento ·di due .c:ent . e A. CALCAGNI. ancorare la tr.azione .a un.a parte affioDante d el- mezzo. 1

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XXXIX., !.\ U:\I. 13)

st ~ c.a1s i N. _1)ropone il seguen te rnetodo d i p la-

Contributi alla chirurgia del torace. Arch. Kl'in. Chir. g ima 5±1, 1931).

( ZAAIJER.

vol.

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167, pa-

Le con·dizioni .g·enerali de~ p,azie nti eh e d evono e ser e operati di t oracopla tica so.n o talora !C O l gravi eh e l 'intervento deve e er e diviso in 11iu tempi. P ero , ia1 Lali ·Condizioni , il periostio d elle eo tole g ia r e ecate })rolifera atl iva1nente e a m eno ·di non ravvic i11a re inolto i tempi de ll 'intervento si ricostituisoe lo sch eletro os eo e il colla o e solo i)arzia le. Per ·OV''iare a tale inconveniente Si e dirnostrata m olto utile la formalina, il pcrio Lio b agn a to di for111.alin.a perde ]1a1 fUJn.zio1n ·e osteo.g en etica. Pe r ~endere l 'intervento m en o gr.ave ri er va per ! 'ul timo t empo la .resezione dell 'ottava ·COIStola, solo allora il co]lasso 1po]monaTe sara compl et o, m entr e lo .ch oc operatorio e m olto ridotto . · I·n . ca i di hro11chietlasie h a avuto talvolta o ltimi ri ultati con la frenico-e eresi; anch e e ·non i ottengon o costanteme;nte su ccess.i -que to intervento e i11d icato e1npre come preparato·r io. Con il piombaggio i h an·n-0 buoni ri ultati negli a ... ce i polmonari, ~.car i n ella eura di bronchiettasie. In que ti casi 1'iin tervento eh e l 'A. iinpieO'a piu volentieri e la toracoplastica con forn1aliz:zazione ,d el perio tio. Ha eseguito piu ' roltc la resezion.e del lobo ]Jolmona r e inferior e con buon ucc·es~o; usa 11 m je todo d ella r esezione eo,n lamina elastica . l Tn uni CO ClSO di morte e dovuto al fatto e h e le a de r einze tra lobo sup eriore e parete toracica ave,ra n o ceduto provocando lo spostamento .del mediastino e d'i·n 1suf ficienzia .del cuore ·d estro. P er tale r1a1gion e in C1asi di iresezione poln1 onare e importante eh e il l o·b o sano sia vali1damente aderente alla parete. 1

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V .UDONI .

Plastica con parti molli per obliterare -speciali forme di cavita, esiti ·di empiema. Ze;ntralbl. f. Chir., n . 3±, 1931). La g ran ·maggioranza d elle cavita re,s idue d.a .empiema si possono trattare co·n la to·raco1)las tica extr.a p.J1euriea par.avertieibrale secon do Saiu erbruch e d il cavo ,e ventu.alm e nte residuo, si pub obliterare, in una su ecessiva seduta, con un a plas tica intraplerurica secon·do Schede. Vi ~so·no pero dei casi in cu i , ;lnch·e dopo l '.a1ppli·cazione di questi ,d u.e m etodi , persiste un r es iduo di c.avita e son o que1lli in e ui il · cavo e si Luato n ell 'angolo m ediastinale posteriore. I coPp·i vertebrali, le apofisi trasverse , talora anche Ia scapola impedi scono il collabire d elle pareti e d e d~gno di nota ehe sp·e· so in qu esti ca si coesiste una fi tola bron chiale In que(

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SEZIONE PRATICA

ISS EN.

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st1ca: l\fe.d1almenle alla cavita si scolpisce un len1bo cl1e compre 11d·e la pelle e parte dei muscoli .e Len sori. del ·dor o e il c ui p e1dun·colo uper1ore corr1spond.a 2-3 dita tr.a sver se a l di sopra d el marg ine superiore della cavita. Per il pion1b.aggio ,della cavita viene 1arl-0perato il tessuto mruscolare e il sottocutaneo; occorr e q.uindi eh e la lungh ezza, d.e.J lembo sia pro porz1on ata alla g randezza ·della cavita. P er evitare . disturb i di nutrizione puo C1S.Sere Util e comI}l etar e Ja delimilazione d el lembo n el senso caudale in 2-3 sedute . Dopo ezio n e· d el piano muscolare vie11e interposto fra queste ei la s uj)erfiJcie sottosta nte uJn pezzo di battist a di Billroth per evitare il saldame nto. La re trazion,e ·della •p elle viiene .evitata p er rnezzo di a lcuni })Un ti di fissazion e. Qua ndo si e sicuri d elJ.a. vitalita d el lembo si com.prime g ra.du.a l1nerite la sua radice inferiore in ' 1nodo da assicur.arn·e la nutrizic·n e con la ola radice uperiore. In una seconda seduLa si seziona la r a:dice inf.eriore, si tacca la cute del lem.bo fin o a11 'altezza d ella ·cavita i1 tessuto ·m uscolare e .a,dipo.so si arrotol.a, pone n eil ca vo e si fissa con pun ti pro fondi ai m a r gir1i cutan ei recentati del cavo tesso. Una ulteriore ezione della Tadice superiore d 1e1 lembo non e n.eces aria. La p erdita di sost an za d el le;rnßo viene co.p ert a con trapianti a lla Thiersch. Due malati - gia oper ati diver e volte (fino a 8 volte) senza suoce ~ o on o guarit i con que,_ to metodo. G. PACETTO. 1

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Y/.icoPdiamo {'infer>essantissimo {i6Po : Oott.

Prof. ANDREA FERRANNINI

Docente di Patologia Speciale Medica e di Clrl.nioa Medica nella. R. Univereita di Napo}.i.

PATOLOGIA SPECIALE MEDICA EPITOME ad uso dei Medici e degli Studenti

Prefazione del P r of. AGENORE ZERI. Direttore dell'Ietituto di Patologia Speciale Medica nella R. Universita di Roma Ripartia mo l'Indice dei capitoli : C AP. I. Patologia della coetituzione dndividuale. CAP. lI. Pat.ologia del ricambio materiale. - ÜAP. I I I. Patologia degli organi endocrini. - ÜAP. IV. Patologia del cuor e e dei vasi. - C AP. V. Patologia delle vie respir ator ie. - ÜAP. VI. Patologüa dello stomaco. CAP. VII. Pat-0log:ia dell'inteetino, del pancreae, cl~l peritoneo - Ü:\P. VIII. Patologia del fegato e delle vie biliari. ÜAl'. lX. Patologia del sangue. CAr . X. Patologia dei reni, della veaoica, della pelvi renale. - OA.P . XI. Patologia deJ sri.stema nervoeo. ÜAP. XII. Patol ogia delle infezioni. Volume in-8°, d.i pagg. XII-524, ni tidam ente etampato, con 151 figur e in nero ed a colori n el teato. P rezro : in brochure L. 5 6; rilegato .in tel a L. 6 4; piu le speee poetali di spedizione. Per gli abbcmati a l " Policlinioo „ r.ispettivamenit e L. 5 O e L : 5 8 in porto franco. Inv.iar e Vaglia all'editor e LUIGI POZZI, Ufficio Poetale Succu rsale diciotto, ROMA.

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IL POLICLINICO

NOTIZIA BIBLIOGRAF/CA. Prof. dott. A. RoMAGNA MANOIA. l fanciulli epilettici. (Note patogenetiche, cliniche, di assistenza e terapia). N. 39 d ella Collana manuali del cc Policlinico » . Luigi Pozzi, editor)ei, Roma. Prezzo L. 22. L 'epilessia o, se vogliamo essere piu precisi, le sin·dro mii epile·ttich e, 1costituiiscono um campo di studio· coltivato da temp-0 immemorabile e pe·r cui l'iintereisse va semipre aumentando. ·Ben se nie comprend e la ragione quando :Si pensi alla g.ran·de varieta dei .disturbi riportabili ·at ·dette sindromi e d alla ri p1eireus&ione .dei m edeisimi non solo, su la salute fisica e psichica ·d1ei s·o ggetti colpiti ·e su la loro ca_pacita edUicativa, ma sopra una quantita di fenomeni so·eiali, come avvi€Jll1e per qu·e lle manife1tazioni delin·q uenziali o ardimentose o geniali el1e sembrano trarrei 0 rigine ·d a u.n a con-0.izione morbosa ·del gene1~e e ehe talvolta perturb1a1110 le masse, tal 'altra le tras.einamo ai piu :gra·n·di e.roismi. Se antica la delim1itazione di -una form.a clinica caratterizzata ·dagli speciaJi sintomi, innum·e1·evoli gli studiosi d·ell'argomento, questo appare sempre come una sfinge, e quando, con sforzi piu o meno gr,aindi, si e riuseiti„ 1(11 sollevare um velo, altri ne sono app1a rsi, i1n mo·do da moltipl~carsi inees.santem.ente, a·n1zieh e ridursi, i problemi in at~eisa di soluzione. Questa, allo sta.to· odierno, :assilla m edici, soeiologi, pedagogisti, econo"" miisti poiche in essa sta uno, d·ei cardini per 'll.11.a razionale opera di profilas i, oltne ehe indivi·duaJ.e, sociale. Se numerose sono le incogmii·t e, non e d etto ehe si sia completamente indifesi collltro il male dai pol~m1orfi aspetti, ..dJa,Jl1e moltepli:ci -01rig ini, dalla grand·e diffus.ione. Molto e dato ·di fare, in base alle attuali .con-0.soenze. positive, al medico come all ',e du·Cato·r e e a chi, in genere, esplica opera assi.stenzia le. Opportuno g iunge a tal proposito il lib·ro ·del Prof. Rom.agna M.a.n ,oia. La vas'ta cultura „dimostrata dal chiaro ineuropatologo in precedenti l.avori, la .pJrofon d1a1 conoscenza su lo spe1ciale argom·e1nto a cquistata nella direzio ne d el1'Istitu·t o « Gaetan·o Gi.ardino » ove si h.a gran nu.m ero ·di fa·n1ciulli col1p iti ·da i distuTbi in parola, ;r.accolt i in apposito reparto·, sottop01Sti .al1e piu minute osserv.azioni, indagi·n i ed alle piu sv.ariate cur,e, dJain,n o all' A. u.n.a padronanza della materja ehe si traduee in questo 1ibro con ricch ezza di da ti, chi.ariezza massima „di esposizio·n e. Tutti g li svariati e nrumeroisi sintoonii, tutti i probl emi etiologici, patogenetiici, te-rap eutici, clinici in gen eTe, assiste1I1ziali, ecc., sono prospettati · a fon do con scru·polosa obbiettivita, con minuto, 1p~e.ciso riferimento d1elle in,dagin~ fatte non s olo dia1g li autori piu noti, ma anche da altri ai piu sconosciuti o quasi. La m.ateria e ben suddivisa -nei vari capitoli e resa i.n modo da vernir com1

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presa e utilizz.ata, oltre ehe d.a medici, da persone ehe abbiano una ·discreta cultura generale. Al va~ore d eil libro eon.tribuisce la nitida edizio~e , cura tia come ~l solito da Luigi Pozzi, eh e s1 e re1so veramente ben,e merito della divulgazionie degl~ studi medici con la sua collana ·d i manuali d:el « PoliJclinico ». Al testo sono in·tercalate 47 figure riproduoenti per lo piu soggetti ricoverati nell'Istituto cc Gaetano Giardino » di Roma, tradiograimimi praticati sui medesimi, ista.n tanee ·di loro mam.ifestazioni mo,r bose o di loro oceupazioni eduoaitive, padig lione in cui iso•n o ricoverati, eec . Niun ·dubbio eh e il libro avra la grande diffusione 1oh e me:r ita. · G1usEPPE MoNTESANO.

CENNl BIBLIOGRAFICI. ( 1) A.

Nuovo trattato di medicina interna. 4 volumi di complessiv.e 3000 1pag. con illustraz. e tavole. N.apoli, 1932. Editr. V. Idelson. P1RERA.

Senza. clamori pubblici·ta.r i hanno visto in questi giorni la luce i primi due volumi di questo cc nuovo trattato ». Ma se nuovo viene 1chiamato il Testo :p er differenz~a1rlo <lalle plurime receuiti Opere di medicina, nuovo non e certo l ' A. agli studiosi. Molti e studenti e medici rioordano la precedente opera del Pirera, della quale, in queste stesse cololl!Ilie, dopo averne consid·erato il contenuto, ci fu facile profetarne il felice esito. L 'attu.a.le lavoro si differeinzia completamente dal prece·dente: carpitoli ivi appena accen:Qati, •t rovan10 qui u.n o svilurp po vasto, adeguato a lla loro importan·za; capitoli ehe nel movi;miento m edico er.ano allora appena abbozzati , completatisi .successivame.n te, trova1n o qui il loro aggior•n.arm1ento. Anche qui originalita di trattazione, origimlalita intesa a dare l 'impronta « nazionale » al libro e cio 111.on a discapito ma a felice complemento della produzi-0n.e str.ani.era. I contributi ·di 'tutte le .Souole italiane (ed a me se·mbra eh e in questo ostra cism,o a quel cam1p1anilismo ,runicora spesso di buona :m:emoria per noi , ·s ia uno dei mag,g iori pregi del libro) sono rico:r.d.ati, rilevati, svolti , e fatti oggetto di obiettiva critica: oltre 500 sono gli AA. italian.i citati •n .ei primi dtie volumi ·per un totale di pareoc.hie piigliaia di · pubblicazioni. E d ai fatti eh e l 'antica Clinica porge, prem1ette l 'A. Je dottrine ehe comitatame'llite esige la Clinica m·o.derna, la Clinica biologica: opportunam.ente sono valorizz.aiti g li studi sull'& quilib·rio elettrolitico, sul ri1cambio d.eii vari min,~ ral i, ·dell 'acqu.a, sull 'elettrocardiografi.a, 1

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(1) Si prega d 'inviare due copie dei Iibri di cui si desidera la recensione.


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sulla radiologia, ecc., e ·tutto e amalgamato, e reso assimilahile al lettore oon prooedimiento didattico ehe mostra l 'unieita della trattazione emana:rute dai persona adus.ata all 'insegnamento. Libro per cio essemzialmente didattic.o per i nostri allievi, ma altresl libro di eonsultazione rper :noi anziani, di consultazione in special modo di qu·e lla produzione italiarnia ohe sovente soglia·mo ignorare. Le parole sono 111el libro, dicevo , suffrag.aite dai fatti, i fatti sono .sostenuti da un grande nume ro di illustrazioni e di tavole fuori testo in genere originali. L'edizione, partieolarmente curata, nulla ha ·da invidiare a i piu moder.ni, nostraini o stranieri, libri di cose m eidich e. II suooesso perta.nto, ehe "'ha ;airriso al precedente « Compendio » di Pirera, coronera !Clrn1che l 'attu.ale !Ilruovo poderoso sf0 rzo al quale non poco dovremo per la mig liore eojn oscenza de;l pen.&iero scie ntifico nazionale. R. MoNTELEONE. 1

E.

ERGE~1·.

Les bases fondam entales d e l' au-

scultation. Coll.

cc Pratique Doini, Paris. 16 Frs.

m edic. n.

G.

Sono, in questo volumetto, riuniti i su ooessivi lavori comrp arsi negli cc Anchiv. m ed. ehirur. de l 'appa.r . respir. >) . Sono d~d uzioni tratte da osservazioni 1sperimentali e clinich e sulla fisiopartologia <lei soffi polmonari: viene esaminato il luogo di origine di detti soffi patolog ici, l 'iairea di proiezione, le eondizioni fi siche ehe governano trasmissione e modificazioni. Particolare oggetto di diso'lllssione e costituiito dalla de.nominazione in uso: tuharieo, pleurico, cavernoso, anfoTico. Le i<lee in proposito sono riordinate e ri.portate al conoetto el.assicam ente cli111ico (lella assenza in semeiologia di segni patognomonici . MoN1'BLEONE. P. V ERAN. La cessation du pen,uniothora.x artificiel. Vol. 1di pagg. 160. G. Doim, edit. Paris, Frs. 22. R!accolta di storie cliniche iriguardanti tubercolosi portatori di pne umo artificiale (226 uuilaterali), accur.atam.ente vagliati n1elle ind1cazioni, n e;lle complicazioni, ma in particolare analizzati dal pumito di vista delle con<lizioni d·e't..erminanti l'arresto d·e]l,e insuif flazioni, dei risultarti lonta·nn ottemuti, degli aceidenti, dell e percentuali ,d_i g uarigione e di miglioramento, con relative mod.alita aL11.iatomiche funzionali. Viene anch e sfiarata la questione d e'l pneumo bilaterale e 1d,e i suoi e ffetti. n .a gli argomenti anatomici e cli·n ici l 'A. 1cerca di dedurre c:P-iteri ·d i durata .d i Thll·a eura pneum.otoracica, crriteri ch ei tuttora ci difettano e ehe non· pertanto ia1 noi 0 000rrono 1p er stabilire la prognosi del malato. Il volume e aperto da· un.a brillante prefaziome ·del Rist ed. e corredato da u na buona bibliografia. MoNTELEONE. 1

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SEZIONE PRATICA

V. ~IANCI. Nutrizione ed assicu1·azioni. In-8()' ' di pag. 69. Tip. Romagmoli, Castelpiano, 1931. Prezzo L. 7,50. L ' A. ha riunito, in quest o lavoro, le nozioni fon·dame·n tali sul ricambio e sulla m.,u trizione e le fa seguire rd alla· descrizio:ne d·elle forme di assicurazione sociale , quali esistono attualmente in ltalia, osservando ehe que·ste ha.n no, direttament e od indirettamente, lo scopo di assiiaurare i m ezzi ·di su ssistenza, in a ltre parole di nutrizio·n ie. L'A. tratta le ingole forrr11e .assieurative, ehe consistono n elle prevideinze sociali (p er l 'eugen·etica, per il lavoro e per le malattie) ed in quelle private. Il pieno svolgime.nto di tali assicurazioni iesigerebbe un tale n umero di medici ehe scomparirebbe la pletora ehe si ha attualmenit e. fil. 1

G. V. Co RETTI . P.er la difesa della razza. !giene- , e profilassi della bocca e dei denti . Un vol. in-8° di 137 pag. eon una tav. Roma 1931. (Presso l 'Autore vi.a Sistina 143). Pre~zo. L. 10. 1

L 'ig ien e diell.a bocca e dei denti non e ancora abbastainza curata, speeialmente fra le classi rpiu umili, co.n gr.ave danno, no n solo· dell 'este.tica, mia a,n che della salute. Ogn~ libro di propaganda ehe, a l pari di questo del dott. Coretti, diffonde in modo .piamo ed efficace le questioni inerenti all 'igien·e della bocca e dei denti, rc;ompie quiin.di. un'opera assai utile. L ' A . .t:na1tta in diversi capitoli: i concetti ge-1Il1erali sull 'igiene ·dell.a bocca e d.ei de.n ·ti; dentii eJ d entizio ne; l 'imrportarn za dei denti e della saliva nellai nutrizione; g li agenti abituali d elle · malattie,· a eceirunando alla vita ed ai var1 tipi di microbii , di cui riprod:uce le fo·r me n ella · tavola anniessa. Si oacupa largarr1ente d elle · mala ttie della bocc.a e delle svariate a ffezioni· boccali (tlllhercolosi , sifilide, carn cro). A parte, considera le mal.atti·e d1ei denti, le compli cazioni della carie, la ip-0liartrite o piorrea, le · ripe:oc.ussioni delle ,aiffezio,n i bucco-·d entarie sullo stato generale di salute. Da ultimo·, in, u·n capitolo molto pr.atico, d·e scriv1e la pulizia razionale d•e lla bocca c dei denti. fil. 1

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L'Ann1ee Medioole Pratique - volume pubbliJcato annu.almJen;te sotto 1a direzi/one d·~l •

dott. C. Lian, professore cc agrege n alla 'Facolta me dica di Parigi, medico ·n ell'Ospedarl e · Tenon - conterra in qu·est 'anno 300 articoli brevi, classificati per ordine alfab·etico , i quali prospetteranno J.e jconquist·e nuove e pratiche·· compiute n ei varii rami della medicina: interni stica, chirurg i.a, ost·e trici.a, specialita, interessi profess.iona li. A chi sottoscrive prima del · 15 aprile si con cede il 15 % di sconto (inviare fr. fran c. 24 per l'Unione Po·s tale, 26 per g li altri Paesi, a : R . Lepine, rue .d' Amsterdam 39,_ Paris ; C.C. Postale 712.0-J , Parigi).


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JOO

« JL POLICLINICO »

G. P. ARC IERJ. ltalian-Eriglish m edi cal Dictionary. Un vol. in-8° di 195 pa.g. Tip. Conorzio nazionale, f{oma, 1931. Senza indieazione di prezzo.

L 'A. , n ella .c:or111p ilazio11e di quest o dizionario ha tenuto priesente la utilita di una « osmosi » m edieo-scientifiea fra l 'Italia ed i paesi di lingu.a in,glese ed offre agli studiosi il frut· t-0 ·d1ella s11a non lieve fati·ca. Og.n i parol.a italiana eh e puo .avere un signifieato n el campo m edico e accuratamente e precisamente tradotta in inglese, con l 'in· di.cazione della pronuneia e dell 'aeeentuazio11c inglese, eon l 'aceentu.a zione italiana e eon la niegazio·n e del significato quando cio e rifen u to n·eeess.ari o. Si eompr e·n de eh e in opere di simil fatta possa es.ser e sfuggita qu.a lehe ines.attezza, eh e pero nulla toglie alla bonta d·i questo dizionario eh e s.ara assai utile sp ecialmente per i 1nolti m ediei italia ni ehe esercitano in paesi di ling ua ingl ese e per i mredici di lingua inglese eh e leggo·n o op·ere e ri,riste italiane ... . ed .a uguri.amoci eh e siano molti ! fil.

ACCADEMIE, SOCIETA MEDICHE, CONfiRESSI Societa Meclico-Chirnrgica di Padova. s·eduta del 26 febbraio 1932. Presidente : Prof. G. CAGNETTO.

Ricerche sull 'onda T dell'elettrocardiogramma. Prof. E. PEsEn1co. - Nel corso di precedenti ricerche eseguite sull 'animale l 'A. h a potuto di1nostrare l 'esistenza di un interessante rapporto fra alt ezza dell 'onda T e gettata ventricolare, nel senso eh e ad ogni aumento d ell a gettata corrisponde una dimi11uzione dell 'onda T e viceversia., ad ogni diminuzio·D:e della g ettata un aumento di „r. Data la grande importanza diagnostica e prog nostica d elle V:-lriazioni di quest 'onda, Si e creduto opportu110 di ri.petere a11che sull 'u omo le esp erie11ze. L 'aumento della gettata e stato ottenuto in due !TIOdi diversi, sia Iacendo_ co1npier e aJl 'individuo1 in .esa1ne un eser cizio muscoJare, sia praticando una fleboclisi con soluzio·n e fisiologica tepid a. In an1bo i casi l '011da T s.u bisce una 11etta e cospi cu a ridtLzio11e d 'allezza. Le Yariazioni osservate sono da nlettere i11 r e1az1011e, i11olto protJabil1nente, con l 'inilusso ehe Je condizio11i mecca 11ich e del l aYoro cardiaco esercitano sul ])j 1an cio e11er getico deJ miocardio" Dott .ssa R. sociazione riel B. Coli.

Dott. G.

e Doit. G. DE Es. -

L a d i sbiologica e l 'agglutinazio n e aspecifica D ENES

~I u n -\TORl„

-

1~ice rc h e

islologicl ie e Ppc r i1n e11.t (1;li sull'inn.ervaziorte del less uto p a1·111ga11gliare ann.esso al sistem a del vag o (p ar agang lio cair otico : giac imen.ti p ar aiiagali e intravagali).

Contributo sulla patogenesi dello choc anafilattico. Prof . G. D oLt•'TN J. - L '0. h n controllato le r ecertli ricer r l1e cli .Jelin inl e ~e a chiarire la p atogen e i cl ell o cl1oc n n nfil ;1l11 ro. Egli co nfer1na eh e 1

[AN~o

XXXIX, NuM. 131

l 'i11ie.zio11e i.ntracardi a~a di piccole dosi di glicogeno, in cav1e normal1, nofi sottoposte acl alcun lratla1nento, provoca uno choc spesso mortale. A11ch .in1ez1one . .e nel coniglio e possibile ottenere ' mediante endovenosa, lo choc glicogenemico. L 'iniezione di amido 11011 provoca segni di choc · solo in dosi elevaLe da luogo ad embolia grave. ' Si discute il significato dello choc g1icogene1nico p er l 'i11t erpretazio11e pa to·g enetica dello choc a11a.1 iJ al tico .

Azione dell' ormone ovarico sul moncone d' amputazioneuterino. Dott. E. DE MARCHI. ·- L 'O. h a studiato sperimentalmer1te il con1portamento del n1oncon e di amputazione tlell 'uter o negli animali cas trati e 11egli animali con annessi in sito. Bg-Ii ha notato ehe nei primi il moncone, come l 'utero in toto, subisce 1111a gra(luale involuzior1e, 111enlre nei secondi presenta ipertrofia d el mio111e lrio e ctel1a inucosa ed una evidente iperple._ ia dell 'eleme11to· ghiandolare. · Discu ssione: 1VIAURIZ10, 'fRUFFI, DE MARCBI. Do tt. A. CESTARI. - (Jo ntributo alla palogenesi della cosidr.:ietla mixoglobulosi .

Prof. R. PAL1'1A. - Presentazione di una portatrice di bacilli del tetano guarit a di una inf ezione r ecidivante e con r eper to positivo di bacilli in ascessi con comitanti. 1 l Segretario: A. CEsTARI.

Societa Medico-Chirnrgica di Pavia. Seduta de] 19 febbraio 1932. Presidente: Prof. A. FERRATA.

Esperienze sulle reazioni delle polveri da sparo. D. V10LA. - L 'O. esperimentO su 38 tipi diversi di polveri da sparo le r eazioni chimiche atte alla differenziazione di esse, c le esamino alla luce di Wood ; con clude ehe la prova specifica della combustio ne di polveri a fu1ni e fornita solo dalla r eazione di v. Gr ies: nessun l1tile elemento puo ricavarsi dall 'esa1ne delle polveri e loro residui alla luce di Wood, p er ch e solo alcune poche polveri incombus te sono fornite di lumi11escen.za meutre i r esiclui della combustione h anno sem1)r e una stessn colorazione g·iallastra indifferenziabile. Ferite multiple per arma da fuoco. Dolt. G. B. MAFFEI. - L '0. riferisce di una giovar1e donna sul corpo d ella qua.Je furono riscontrate be11 qu11dici ferite d 'arma d a fuoco. Dopo minuta descrizione del car attere e della posizione di ogn i ingola ferita, discu te i quesiti posti dall 'Autor ita giudiziaria. Poich e erano lievi e dubbi i car at teri rilevati sulle ferite, risolve il problema coll 'esa111e chimico dei fori trovati sugli indu1nenti e J)r ecjsan1ente ~u un golf di lana dalla donna indossato, dall '~s ame del quale risulto eh e il numero dei cotpi er a di dieci , cinque d ei quali attraversarono il corpo d a parte a parte. L 'arma feritrice er a una pistola a rotazione a 12 colpi. 0

II decorso di una emopatia sistematica durante sette anni .dopo la splenectomia. Dott . L. VILLA. - L 'O. espon e il decorso cli 1111 caso cli mielosi iperplastjca splen om egalica ehe, m antenet1tosi aleu cemico per sei anni, venne set-


(_\~ No

XXXIX, Nul\r. 13)

SEZJ O~E

t e. a1111i or SJ)no soltoposto in base a un differente orie11ta.ine11to diag11ostico e splenectomia. A questa sono seguite modiiicazioni en1atologich e eh e hanno consentito 11na diagnosi esatta. Per sei anni dopo l 'atto OJ)erativo e prevailsa Ja caratteristica leucemica , ina da meno di u11 anno, inenlre tale caratleristica si mantiene assai moderata, si viene sovrappon endo ad essa una netta poliglobulia. L 'O. raccog·lie i risul ta ti di una osservazione, parte indiretta e parte diretta (i sette anni dopo l a spleneetomia) durata sinora complessivamen te oltre trediei anni dall'inizio della malattia; ne trae Je relative deduzioni sen za per altro gen er alizzarne la portata.

Un nuovo collirio anestetico: la percaina. Dott. A. CASTELLI. - - L 'O., dopo aver rilevato i difetti dei colliri anestetici attualmente di u so piu comune e dopo aver fatto notare ehe nella letter atura riguardante l 'oculistiea la pereaina e pochissimo not.a, e sconosci11ta i 11 Italia, riferisce i risultali delle su e metodiche prove sp erimentali e della pratiea cliniea. Con elude quindi eh e la percaina come eollirio da buon risultato anestetico di 1unga durata nella con centrazione al 0,5 %, provoca iperemia eongiuntivale, non midriasi, non paralisi dell 'accomodazione; non intorbida la cornea, non m.odifica in modo sensibile la tensione endobulbare. Praticamente il collirio di percaina non si e rli1no trato utile per la chirurgia sul bulbo meutre h a reso all 'oratore i.mportanti . ervigi i1egli usi clinici (tonometria, medicazioni dolorose, estrazione di corpi ~stranei, sutura di ferite eongiuntivali). A proposito dell'ulcera duodenale cosid etta ad anello . Dott. L. FERRETTJ . - L'O. ricordati brevemente i classici. segni d ella nicchia da ulcera, deserive alcuni casi nei quali clinicatnente od al t avolo operatorio venne riscontrata una le ione ulcerativa duodenale ed all 'esame. radiologico venne osservata una particolare formazione di nicehia anulare. Espone quindi le ipotesi. eh e pos ono darc una attendibile spiegazio ne del quadro morfologico rilevato. ll Se.gretario: P. lNTnozzr.

50]

Pll:\TJC \

oslruttivo , alla j11 sufflazio11e inlravc11tricolare dii ari c1 sterile, in scarsa quan lita quando n on si vu ole eseguire la ve11triculogra fi a ed in quantita suf-· fici.e nte, quando si cr ede u ecessaria l 'esplorazion e· ventriculografica. Alla pu11 tura Yentrieo1ar e fa se-· guire la cranioto111ia decompressiva s·u btemporale e suboccipi lale ed infine sottopone il paziente· ad irradiazioni profonde i11 3 periodi : una immedia ta, dopo l a cr a11iotomj a, una dopo circa 40-50; giorni ed una clopo l!Il anno (2 dose eritema per ogni ciclo ,li irradiazio11i, divise i11 8-16 sedute). lt d imostrazione dell 'u tilita del metodo, eh e pt10 chiamarsi d 'urge11za e eh e non esclud e, an zi puo ,preparare l 'inter vento radicale quando le· condizioni del paziente lo permettono, l 'O. ricorda alcuni casi e ne presenta uno di tumore della fossa cranica pos te·riore, gjunto n ella st1a Clinica i11 uno stato grave, con disturbi inentali,. con lutta la si11drome d 'ipertensione i11tracra11ica e con sinton1i chiari della serie cer ebellar e. 11 paziente, e h e ha sopportato benissimo la puntura ventricolare, la craniotomia e la prima erie cl 'irradiazioni profonde, gia presenta un n1igliora1nento tale, eh e solo con esami delicati si riesce a mettere in evid en za una sindrome cerebellare in 1ni11iatura, mentre i sintomi d 'ipertensione intracranica sono ridotti ad un edema papillare, anch 'esso mollo 111i11ore ehe negli esami precedenti alla eura. L 'andamento successivo dira se sar a il easo d 'interYenire 1oealme11te p er l 'asportazion e ehirurgi. c a del tu~ore. 1

l)rof. G.

Chiare prove dell'inesistenza liel cosidelto « u ltravirus tubercolare >>. P ETRAGNANI. -

Sul pseudomixoma del peritoneo. Prof. G. A. Curunco e dott. VALENSIN MAn10. Trattano l 'importante' argomento delle forme r are· appendicolari (idropichc, eistich e, mucocele, mixo-globulosi) e specialmente del p seudo-mixoma del peritoneo (soffermando la propria atten zione su di un caso studia to ampiame11te sia dal lato. elinico-radiologico , eh e da quello anatomo-patologico), l a cui evolu zione cliniea aveva dato il quadro d i un neoplasma cieco-colico . La diagnosi fu stabilita al tavolo operatorio e l 'esito fu letale per Je condizioni gravissime di as tenia e cli cachessia del paziente. Nella cavita addominale fu trovata una g rande quantita di liquido m11co-gelalinoso, circa 4 litri, e l 'append.ice obliterata alla base, ridotta ad una cavita contenente circa mille sferettine. Come contributo .personale vengono portati ancora <1ltri sett e casi di idro. e di appendice cistica mixomatosa, n ei qt1ali eran da rilevarsi nella: storia dei pazienti coliehe piu o meno fugaei del quadrante di destra, e richiamanti l 'attenzione sulla neeessita di pensare alla possibilita del pseudo1nixon1a di origine appendicolare, rp.alattia di natura benigna, diagnosi ehe potra essere corrohor ata dal reper lo radiologico d ell 'immagine incostante dell ' invaginazione cieco-a.p pendicolare, dalJa massa mediale e <.lal decorso elinico. Do t.t. G. Crnorr1. - Contributo alla farma colo1

R. Accademia dei Fisioeritici di Siena. Seduta del 28 gennaio 1932.

Contributo alla cura dei tumori cerebrali. Prof. G. AYALA. - Premette un breve sguardo generaJe sullo stato attuale dei tumori cere~rali, rilevando i successi gia ottenuti dalla neurochirurgia e dalla radioterapia. Si sofferma so,pra un procedimento lerapeutico dall 'O. seguito con vantaggio dei malati in 1nolti casi giunti sotto la sua osservazione in stato generale mol to grave, con minaccia d ella cecita; nel quale un qualunque intervento radic.ale operativo sarebbe stato t em erario anche per ragioni contingenti. In similj casi bisogn a preoecuparsi di combattere nel modo pitt rapido possibile i sintomi di ipe rten sione in• tracranica, eh e minacciano la vita del paziente. A tale scopo l 'O. procede alla puntura dei venlr icol i cere})raJi, co11 pun to d 'elezione vario a seconda dei casi, alJa estrazione di liquido ventrjcolara in una qua11tita maggiore o ininore, i11 r apporto alla esistenza o meno di un idrocefalo

gia d ella muscolalura lisc ia.

Dotl. G.

.L'an.atubercolin.a Petragnan.i ltsat a a scopo diagnostico.

Dolt.

BETTJ NARDI. -

Di alcune not evoli alterazioni delle surr cnali d'i origine tossica. _l\LLODI. -

,


502

(( IL

BAR~

Dott. B.

1. -

POLICLINICO »

i\'uovo tip o di an.lrop ometr o

verticale.

Dott. 1\...

Sul.le cau se determinanti la m or le dei girini imm er si nell'acqua del Vivo. E Ri.

-

l)o tt. l". PnoVVEnr. ·- 1Vuovo m etodo di dosaggio ~ 1 o lumet rico

osfiti. .degli ipof . Dott. F. PuovvFnr. al pto(lollo di ossidazione dell 'acetato cromoso.

Dolt. F. PRovvE01 . -

D elerminazione iodo·m e-

trica dei fluo ruri.

Sulla terapia calcica nei dementi precoci. Dott. V. ~1L\ SIGNANI. - Sulla s-corta di quanto recenten1ente e s tato fa tto in Germania ed in Romania ha praticato la terapia calcica ad un gruppo di 20 dementi preco,ci. Pur non avendo· o-ttenuto brillanti risultati, si ri;promette di proseg uire e allargar e le sue esperier1ze, completandole con rice,r che di ordine biochimico e .fisio log"ico . Il Segretario.

Societa M.edico-Chirnrgica Bellunese. Seduta del 6 gennaio 1932. l)r esidenza: Prof. G. P1En1, preside t1te.

Contributi alla chirurgia delle ghiandole endocrine. Prof. G. PrERI . - L 'O. riferisce sulla su a esperienza n el campo d ella chir~rgi a delle ghiandoJe a secrezione interna, all 'infuori della tiroide. In un caso di os teite fibrosa trattato con trapian to di paratiroidi uman e ottenne la caduta della jperealcemia e un miglioramento durato circa un ann o; in seguito eomp arvero· nuovi fo , colai su altre 0 ssa . · Un caso d i sp onciiloartrite anchilosante progr essiva con co·m partecipazio11u delle g r andi articolazioni d egli arti (giovane di 21 anni, malata da 12 anni) fl1 trattato con la r esezion e d ella meta de· s tra ·aella tiroidc, p er asportar e la paratiroide di nn lato; segui iniglio·r am ento dell 'artrite vertebrale; le anchilo i d egli arti (in cui si era verificata quasi sen1pre l a sinostosi) persistetter o immutale. In 2 giovanetl i (uno di 13 e l 'a]tro cli 19 anni) ieon asma timico da ipertrofia t ard iva, la t i1nectomia det erminb g u arigione ehe p ersiste r is pettivamen te da 7 e d a 6 anni. A un 0 motrapianto iesticolare praticato· con la tecnica di Voron off in un uomo con ipertrofia prost atica in c ui . n on si rit1sciva ad ottener e una buona Ambard , segui scompar sa dell a ritenzione Yeseica}e (non e pOSSibile s tabiJire Se ed in quant o abbia contribuilo alla guarjg ion e la resezione de i <leferenti , pratica ta sis tematicamente insie1ne alla c is totomia) . In Ufl: caso di ipertensione arleriosa (uomo di 63 anni con pression e a 230) la surrenaJeet omia t1nilaterale determino un no tevole miglioramento ·sogge ttivo; pero la pressione a distanza di un anno e mezzo n on e diminuita m a aumentata (275). Dl1e surrenalectomie f urono praticate p er endoarterite obliterante; in un caso si otte11ne buon -effetto (seomparsa d ella minaccia di gan gr ena nel piede r esiduale) cl1e : -:i mantiene da quasi tre anni ; ·nell 'altro n on i riu sci ad evitare la com.par sa a ciis tan za cii 8 rn esi ci all a g angrena rlel 1

1

[ANNO XXXIX,

NUi\I.

13]

pi~de

residuale (si trallava di una donna di 76 1) anru. .. Prof. A. PoNZIAN. -

Rotlura uterina spontanea.

Semplice metodo di colorazione dei bacilli difterici. Dott. C. FRIGIMELICA. - L'O. presenta un s uo n1etodo di colorazione clettiva per i bacilli difterici, ehe mette bene in evidenza i granuli polari. Esso con siste D:el fare agire l 'acido picrieo in soluzione aequosa ·sui bacilli previamente colorati coD; semplice bleu di metilene. I granuli polari appaiono di color Tosso cupo mentre il corpo del bacillo rimane p allidame11te colorato in azzurro. Con questo metodo restano pure ben colorati tutti gli altri germi e le altre formazioni esistenti; esso ha per cio il vantaggio di permettere l 'osservazione di tutta la flora batterica senza menomamente stanc are l 'o·sservatore come il m etodo di Neisser; inoltre h a il pregio ehe t anto la comun€ so·l uzione di bleu di metilen e quanto l 'acido picrico si conservano molto a 1ungo. Il Segr etario: G. LocATELLr.

Societa Medico„Chirurgica Bresciana. Seduta del 5 gennaio 1932. l)resid ente: Prof. U. BARATozzr. DOTT. A. lVIAGRASSJ. -

Considerazioni sopra un caso di st enosi congenila pilorica e sopra alcuni casi di fislola intesti1lale st ercoracea.

Prof. M. FrAMBERTI. ·- Sopra un caso di tumore en doc rani co.

Prof. U. BARATozz1. - Presenta una malata afCetta (La 1n iasteriia pseiidopar6Llitica. Seduta del 26 gennaio 1932. Presidente: fJrof. l J. BARATozz1.

Gangrena acuta dei genitali. Esiti lontani. Prof. A. PELLEGRINI. - Illustra un c aso di no1na della vulva osservato· in una bambina di 2 anni nel corso di un ileotifo ed un easo di gan grena aeuta (gangren a fulminante di Fournier) dei genitali maschili i n un soggetlo di 65 anni. Nella prima osservazio11e si vei-ifico la caduta delle grandi e delle piccole labbra e del -clitoride, e residuo una cicatrice resistente con stenosi di alto grado dell 'ostio vaginale. Fu operata di plastica all 'eta di 25 anni, ma con risultato, non soddisfaeente. Nel secondo ca o eadde in n ecr osi tu tta la pelle d~lla verga e d ello scroto, si ebbe cioe un vero seuoiamento d ei ge11itali; poco tempo dopo la eliminazione (}ei tessl1ti necrotici 1'0. pratieo innesti epid ermici alla 'fhiers ed il risultato prossimo e rem olo fn buono. Percio consiglia di pratieare innesti. epidermici, dopo caduti i tessuti neicrotici, p er favorire e solleeitare l 'epitelizzazione della estesa perdita di sostanza, onde evitar e cicatrici e retrazioni, ehe possono essere ca11sa rl1 gravi dis turbi funzionali. La sutura della loggia tonsillare. Pro f. L . P1ETRANTONI. - Rieord a come uno dei piu gr avi pericoli della tonsillectomia sia l 'emorragia. Riporta statistiche recenti di chirurghi specialisti in cui la percentl1ale d ei casi con emorragia gr aYe e n o tevo] mente eleYata. II m ezzo pii1 ef-

'


{A~~o

.\.\X.IX , NüJ\r. 13)

SEZIONE

ficace per ar restare l 'emorragia e la s ulura d elJa loggia tonsillare. Contro tale intervento sono stale leYate diverse obiezioni fra le quali le piu importanti sono : .1) esso e molto doloroso; 2) e traumatizzante; 3) e deformante in quanto l ascia cicatrici vaste ehe favoriscono il ristagno e quindi l e infezioni; 4) possoQ.o residuare disturbi funzionali della deglutizione e dell 'udito per stiramento dei n1uscoli faringo-tubarici . L 'O. ritiene ehe tutti i su ccitati inconvenienli si evitino facilmente adottando gli speciali accorgimenti di t ecnica ehe egli suol e u~are nella sua pratica professionale. L 'in tervento n on e in fat ti doloroso, e si esegui- · sce quando l 'an estesia e ancora in atto a breve distanza dall 'atto operatorio; non e traumatizzante se si evita di pralicare la sutura completa d eJla loggia, eh e e i11t1tile; b asta un emplice punto di sutt1ra :\l t er zo jnferior e della loggia tonsillare nel luogo cioe dove esis ton o i principali vasi sa11guigni. La cicatrice ehe ne con segu e non e affatto deformante e scompare de] tutto <lopo qualch e m ese. _\llra 110rma utile e quel]a d i loglier e i l punto presto, dopo 24 ore, n o11 d opo 5-6 giorni come alcuni fanno, poiche i muscoli affrontati coll a sutura p er la be 11 nota azione en10 La tica d el mu scolo tes o, provor.ano p·r onlamente l 'emostasi cosi eh e e in.utile aspe LLare l 'adesio,n e cicatriziale d ei p ila tri. essu11 pericolo quindi di rj stag no. lnfin e 10 stiram ento dei n1uscoli faringotubarici dipende d a errori di tecnica dovuti al 1'orgasmo d el inon1ento e a erronea applicazio11e del p unto post eriore di sutura. Il Seg retario: Prof. ~I . FrAi\LBERTI. 1

PRA1'JCA

503

diag nosi di sedc e l 'esan1e radiologico indirizzava al concetto diagnos tico verso t1n 'affezione cistica, probabilmente retroperitoneale. Nel 1° caso fu possibile l 'as,portazione dell a cis ti, n el 2° fu fatta Ja marsupializzazione <lell a sacca. eduta d c l G feJJbraio 1932. Presidente : Prof. M. DoNATI .

1 riflessi reno-renali. Dott. M. SAccHr. - IIl una don11a ehe accusava da ur1a quindicina di unni dolori alla regione renale d., ematuria i1ttermittente, periodi febbrili , pus Il;elle orine, all 'esame funzionale dei reni si trovo eh e quello di d . era sano, mentre quello di sin. ~ra infetto. e con funzione pressoch e nulla. i\.11 'esame radiografico di tutto l 'albero urinario si trovo un grosso calcolo nel bacinetto sin. ed altri q.ei calici e nelle papille, di cui riproducevano esattamente l a forma. 1ladiogr a1n1ni e eguiti altrove, d ella sola region e r en a le d estra eran o s tati naturalmente n egativi.

Di c ussio11e : prof. DoNATI. Prof. B. 1\.NGLESIO. -- Lu ssazioni, fratture de lla spalla e d'el gomito.

1

Societa Piemontese di Chirnrgia. Seduta del 9 ge nnaio 1932. Preside 11 le: Prof. l\1.

DoNATI.

Costa cervicale f ltil l ua nte con. conipression e rlella vena succlavia. Do tt. G. BETT<\ZZI. - In terl'enlo per coslri cervicale. Dott. (.7 . B ET1'.\ ZZJ. - ·- ,„ nll ' in:uer sio n e total e dell 'utero. f)o l t. G. BF:nTrxr

-

Sed uta d el 23 gennaio 1932. Prof. F~ . PoLA.cco. - Riferisce in modo p articolare s u sei casi di ulcera, per/orata. Dott. C. INGAR"tl\10. -

Salla cu ra dei fl emmoni

della guaina del carpo. Dott. G. Cucco. -

Cisti da echinococco calcifi-

cata del fegato. lleo da ·cisti del mesentere. Prof. E. PoLAcco. - La cisti multilocul are s tirava l ' ans.a ver o il piccolo b acino e 1' aveva t orta di 180°. L a tun1e:fazione venne as.p ortata, r esecan do l'ansa d el Le nue lunga 25 cm. , eseg·u endo l 'anastomosi termi110-terminale. Nel liquido della eisli , incoloro·, fluid o, alcalino erano abbondanti cristalli di coles lerina.

Su due casi di cisti non parassitarie del fegato. Dott. ZANARDJ. - Nel primo caso la diagnosi di na tura e di sede si presentava piuttosto difficile, ma si pote escludere si tratt asse di una lesione r enal e; n el seco11do caso si. presentaYa ardt1a l a

Discu sion e : CA !\ f EnA, ,i\NGLESIO B., GARBAGNI, DEBERNA'R.DI L., DoNATI.

Pseudo-calcolo renale da cisti di echinococco calcificata. Prof. P . CRoVERr e do ll. F. PLACEO. - Dolore sp ontaneo ed alla pressiol"l;e della loggia renale d. ; all 'esam e radiologieo: massa oscura, g rossa com~ ·una n oce, situata nella loggia r enale d. ; all 'esam e pielografico, clopo iniezione di ioduro di lilio si nota ehe l a m assa opaca e nel parenchima re11ale e n on occlucle il J)acine tlo; eosinofi~i 1,5 %. 1 efro tomia . La massa eh e risulta cal carea ha una cap s ul a propria, e friabil e; la cap sula e nettamente l ~nuellare e si trova la presen za di un uncino di t enia.

Rilievi sulla tecnica . della anestesia peridurale. Prof. BERTOCCRI. - All 'amm.q_la lo si fanno due J11iezioq.i di morfina di un c tg . l 't1na, una due or e prima e l 'altra un 'ora prima d ell 'at1 o operativo ; per la anest.esia si u sa il eo111une ago da rachian es tesia. L 'O. ha scelto com e sol vente d ella novocaina Ja soJ . fisiologica, satura di cloroformio (5 per mille di clor oformio) .p erch e e piu diffusibile nei g r assi ehe Ja solit a soluzio pe . Le fial e sono pre parate con 50 cc. di sol11zione di novocaina all 'uno 11er cento ed un oc. di adre11alina. E1be anestesie pron t e e sicure . L 'O. si diffonrle a clescriver e la tecnica di pen etrazione n ello sp azio p eridurale, di iniezione del liquid o an~st et ico ecl il m od.o di stabilirsi d.ell 'anes lesia. Discu ssione: Cucco, DEREnNARDI.

Ernia t otale del lenue altrarverso il m esocolon trasverso e l 'epip loo n gastrocolico , in, antico 1astroentero anasto1nizzato. Prof. L . CAPORALE. - Torsiorie isolala ·cronica del colon trasverso con rotazione del lo stomaco . ~rof.

P Ecco. -

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VILL .\T.\ .


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cc IL POLICLINICO »

APPUNTI PER IL MEDICO PRATICO, IGIENE. '

n.au, p1er non eita.oo ehe aleuni, riconfer1nai1do ehe i eontagi no111 .avven.gono pe.r g'li oggetti inanimati ei ehe nell'an1b·i en·te i germi pato.g eni - ecc.ettu.a ti q.u elli sporuLati - i11uoio·n10 in breve te111p 0 per effetto d ella ossidazione, della luoe sol.are, d1el di·s.seccamooto, ven.g o·n o a eonelu d er e ·ehe la moda delle ·d isi1nüezi.0<ni termin.a li ha f.atto il suo tem1)0. Queste •C.on clusioni 11anno trovato ormai sostenitori ,an eh e .a r ig·u.ardo di un germe riten,u to tra i piu resisLenti nell 'ambieinte eisterno: il b.a1eillo della tubereolosi. La disinf.ezio·n e di u na easa gia abitata da un tubercolotico era i11 p.assato sever.an11ente reelama ta perche ritenuta cc eau sa permanente d~ germin1azione b.atterica )) (Lan•d.ouzy). Oggi non solta.n to ri.g·orose ·e sperienze di lab·o·r atorio, ma l 'esperienza ·p ratica fan1I1.o ritenere lin po' .div·ersaa.11e1n .t e. In Geirmania asso ci.a.zion~ antitube.ric:olari dive.r se 11.a.n no dovuto r ieonoscere eh.e l 'aequ.a , il sapom·e o la so·da e la 1sco·p a, insieme eon una buon1a1 aereazio,n e ·e dov'.ß possibile co.n il sole, ra.p presentano il miglior·e sisten1.a di allonita11amento dei g·ermi 1p.atogeni d.all '.a mb i ente a bi.tato ,da tubereolotiei; a Cristia·n ia, sin d.al 1910, per I.a, tubrerco1osi, eome per rno1te altre n1.a1attirei rcontagiose, non si usa piu ehe un 'aecurata µ·ulizi.a ·dell '.ambi100.te. .N-egli Stati Uniti la ·disinfezion,e finale e oggi sostituita da un1a « ·p ulizia a fondo n, mentre si eur.a, e.gualm ·e nte in Gennania e in a ltri .p aesi, l 'adozio.n·e di misure profilattieh·e domieiliari ·dur.ain te il ·d·e1eorso di Ullla malattia eorutaQ'ios.a. Nelle norme vig'lß1n.ti d.al 1921 in Prussia I.a disinfezione terminale n on e piu formalm•ente 1p1r1escritta ; essa viene 1 fa tta soltanto a richiesta. Dun1que, si ritonn,a a ll 'a.11tioo, eioe a qua111do n-0n si eonoscevano tutti i dis~nf,eittalll,ti miracolosi di oggi. E i torn.a a ricon.o seer.e, anehe in esito a esperienze ir.eeen.t i, ehe la pulizia .aeeu:r.ata eo·stituisc.e sempre l:ai miglior difes.a ·della easa. Appunto il solo lato util e di tanti l av.aggi con disim.ftettanti ehe .si rpr.a ticano, a torto o a ra.g ione, nelle abitazion.i o · in .altri loeali, e, se:n·za du.b bio, qu ello ·di servire ad allontana.:r;e n1.eccanicamente la pi1) gran p.a rte dei germi l Ma la pulizia, per esseire efficarce e rimuovere insieme :alla sporeizia .am.ehe il materiale infettante, eio•e vi,ro .e virulento, ehe a·d es1sa si sia m resicolato per la 1pll'es·e·n 2a di un malato inf..ettivo, non v.a fatta dopo la g u1a1rig ione di lui , do1p.o 11 suo trasferim.ento o do.p o la sua morte, quando eioe la sorgentc dei gie:r.mi n omi iesiste piu nell'ambioote , ovvero quando i germi in esso .p ervenuti sian10 gia n'lo·rti n.atur.a lm·ente. Tale pulizia v,a faitt.a tutti 'i .g·iorni e anch·e piu volte al giorno , ~e occorre, 111·e,ntre si svolge l.a malattia.

Le disinfezioni degli ambienti nelle malattie infettive.

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Prof. G. PECORI, ·direttore dell 'Ufficio d 'Ig iene e Sanita. Roma.

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Alouni .anllli or sono (1926) desto un oerto ru1nore e sollervo discussioni nel mondo ·d ei mediei e ·d egli igieni·sti u•n , rappo-rto presentiato al Comitato· ·dell 'Uff~cio i1J.1ter1nazionale d 'igi·en·e a P.arigj d.al P::rof. C.arlo Chag.as, Direttore General e ·d·eilla Sanita Pubblica. .d el Brasile, sulla « pr.atica .attu.ail e de lle ·disin~ez io11i finali » d ei loca.li a bitati e de.g·li og·getti usati da infermi di m.a lattie infettiv·e. L ' A., pren·dendo motivo d.a lla scar sa r:esisteinza d ei germi p.atog·eni n el mondo esterno, g iunse alla e()IIleluione ch.e, avvene·n do la tr.asmissione d·ei co,n ta.g i pressoeh·e ·e selusiva.m 1ente rper m ·ezzo· dei malati, d ei porta'Lori di .g·ermi e d·elg li animali tr.asn1eittito.r i, << la p·rofil:aissi ·de lle m .al.attie trasmissibili dove·va esseTe orientata, sopra tuLto, dal eo·n °cetto fond.amentale eh e le sorgenti di cojn tag·io sono eostituit.e d agli es&eiri viventi e non dai luo.g l1i .e da.g li oggetti i1nanim.ati » e pertanto le disin\fezio·n i di questi luoghi e di quiesti og·getti er.ano ·d.a eoin sider:a:risi eome « un:a misura p·roifil.attie.a ar1a1cwo n.istica e se11za in dic.azio1n 1e pr.atic.a )>. Gli i.gienisti irn terv.enuti in prosieg.u o di tempo nella qu·e stio'Ilte _sollevata d.allo Ch.a g.a s non convennero tutti nelle sue con.e1usioni; ma molti dov.e ttero ;rico1n oseere ehe, 1Sie .al eun1e .a,ff.ern11azioni e.ralllo forse troppo a ssolute, altre riSJJondeiVano a verita. Ma lo Chagas nolll era il primo a r iehiamare 1'.attenzione ·d·e l m 101n•do m ·edico e delle Autorita sanitarie sulla questione. Gia molti anni inclietro 1Fiessing.e r av.ev.a ironi,camente ·d·eito: contro il perieolo esiste11te n·ella gola e nelle fo,sse n.asali d·ei m.alati noi disinfettiamo i mobili ; g ia nel 1907 Lemoine aveva, co·ru ·esperienza irneC1ooip1ibiliei, .d imostrato l 'inutilita delle disinfezioni dei l o·e ali oecupati da morbillosi p1er impedire I.a ·diffusione d e ll.a mia lattia tra coloro ch ei subito ·dopo avesseifO 0 ecup.a ti i medesimi l ocali: Bellei, da noi , sosten,e va le medesi•me idee a ri:g u.a rdo della meningite ce.rebro-1spin1ale epidemiic.a; io stesso, n1olti a n11i or sono, mo·deistamente mi p erm·ette-vo ·di ricordat.ei el1e ~n materia di profilassi n on si poteva pretendere tro·p po .<lalle disinfezioni e eh·e .a d o!gni modo 1a loro utilita d·oveva con siderarsi se.m1prei suhor;dinata alla natur.a alla s-e·de ie 1a1ll.a resistenz.a di eiaseun eon• ta ~·1 0 . l\!Ia n1olti altri a·n .c o·r a, e eon vülce autorevole , ~ono andati rp1 i u in la: E. Rolix, M. Neisse;r , :\ . ß:alfo1u r, C·h . Cl1.a pin , Gr.a ssb.e11{er 1 Rose-

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SEZIO E l)RATJCA

Le ese:riezio·n i di tali r11alati, 1em esse di re(»ente, eo·m e pl.l!fe g·Ii OO'g·ett i ·da esse imhratJati. di fr.e sco, eonteingo;o senza dubbio gerrpi i)er1eolos1 n cille eondizioni di maO'g iore virulenza perel1e i1on ancor.a sogg·iaci~ti a ll ' azio1w d egli agenti e sterio.r i: ·d oinde la n ecessita di portare su di ies i im1111ediatamente e conl inuati,·amente la nostra attenzione. A R~n1a , n.onostante il ~addoppi.a·r s i della i)OIJolaz1on·e , il numero d egli o·p erai d i inl'~ lto:i ·~ell 'Uffiei o d 'I giene mU!fi,ieipale incar11cati ·d1 1pr ocede:rie alle disinfezioni teirminali degli ambienti g ia oceupati d.a i1n fe rmi di inaJat tie trasmi ibili ' non e stato au1nentato afl'a·tto negli ultimi venticinqu1e anni. i sono i11, ece i tituiti , e empre a ccr eseiul i , servizi di a "'i ~ tenzia profilatti ca a l domi{'ilio d egli i11feTmi durante tl1tto il corso della Jor o malattia. Questi en rizi sono affidati a donJ~e disinfettrici , a ppositamoote istruite, le qua!1 sono beille a ocolte dalle fa n1ig lie dei 111a la1ti e, mentre eoadiu,'ano le massaie n ella tenut~ e •ne lla pulizia d ella stanza e de lla casa dell 'infermo , applicano e in seO'n aino alle fami0 g lie le mi ure di profilas ...il. u·t ili a s1econ·da cle lle dive r~~ inf~z i~n~ . In ta l n1odo, riporla!ldo le d1s11D:fez1ont a l l oro g iu to e te mpe~ t1vo ,-alo r c, 1 puo in egnare ai profaini cp1anto (e r1on piu) si ip1u o otten·er e da es e in })l'e. enz~ di ·in g oli m.alati contagio.si o di epi<l e1n~·e c quanto di m eglio e di piu si possa Tagg1un,ger e COJl a ltri m czzi. Infime , eo l operando, i1on i l1 a piu ragio nc di procedert' allet di.„:infezioni finali, alvo, p er alcune infezioni , a · que lle ·d egli eff.etti lette.r e cci. Purtro11po pcro la m entalita del pubbli1co o-rosso e ain cora volta a1l feLicismo esclu. ivo per i lavagg i disinfettanti d eJla mobilia d e0'1i a!.~redi, d ei j)a imenti e dei muri o pe r ' le um igazio11i a l formolo, nonostante, per queste t1ltim e in pa r·ticol are , l 'assen.z.a or.m,ai dimo. Lrata (e ·da ll o ste1s"'o F lügge ehe n 'era stato il J)ropugnatore !) di o gni potere di p enetrazion e. Ricordiamo a ppena 10 richieste imperiose cli cli ~ i,n fozi oJni d"i c.ase, di uffici e per ino· d i ':"lra d e dura11te la .p andem ia d 'in flu enza d el 1918-1 9, proprio m cntro uni co·n sesso autore,-ol e - l 'Accademia di medi1cina di Parig i n e procl.am.ava l 'inutilita ! :E dar augur.a·r si 1che Lale mootalita, co,n u•n a c ontitnua azione di istruzione e di 1p.r o1J.ag.anda, possa anche in questo cam1po· mutare. P eT ql1esta opera sapienlte e paziente si d eve fare affida111e.nto sopratu'Lto sui m edici lib·eiTi eser centi. Sj risparm i·er.anno 1cosi .alle pub·b liebe Ammi1n i trazioni sp ese n o111 lievi e non si creera nelle masse quell.a1 fall.aoe illusione nel toccasan a di tan te ·disinfezioni, illusione eh e fa . tr~sc~rare misure J)r ofil.attich e a s .ai piu utili e incrta a protest e co·n tro l e Autorita eh e no1n. ese•g uono d i infiezio1n i sufficienti per imrpedire la diffu ion·c cl ell e piu divetrse malattie . 1

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.aug·ur.a·l'„i a:i11c,l1 e ch·e ' come t::>O'ia a l-

~un1 paes1 ~anno fatto, t ut.Li g li Stati n ei q·u a-

li tuttora. v1ge l 'ob·b liga1Loriela d elle disinfezioini terminali tm10,difiehino le dispo, izioni i11 in.ateri.a i1n sen so piu mo dierno in aecordo coin i l progresso d elle nost1iei co gnizion i . 1

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SEMEIOTICA. Le reazioni di ftocct1lazione e la sie1·odiag11osi della sifllide. Fino a 15 .an 11i fa la 1.ec11ica ·d ella sierodiag no i d clla sifilide si ria . un1eva tutLa n ella cla s ·ica r eazione di Was ermann e Il<elle sue arian:ti. Vernes co·n la sua •r eazione di floeculazione 11a aip erto la strada a una nuova se·rie di m eLodi 1cl1e in qu1e ti ultimi aITTni si son venuti affermando. R: De m .au cJ:ie (Bull. M ed'ical, 30-1-32) espo.n .e i van·t agg1 ·d ellei r eazioni di flo·cculazione eh e a d iffer enza .d ella R. \ "V. , sono 1ieazioni di~ r ette , tra antig ene e siero in esa•m 1e. Espo Le. succintamiente l e tecniche d elle va1ie r eazion i di flocculazione (R. d i Vernes , P\.. di Sach1 -Georgi, R. di Mt1lle r, R. di Meini1elte R. di I\.ahn) l 'A. conclude eh e, p ur seinza ·d~ver cselu.d er e dalla pra tiea con1u11e le :rie:a·z ioni tipo Wa sermann , le r eazioni di flo cculazione , s peicie q u elle di V ernes, di Saehs-Geo,r gi e di I\.ahn sono da t en ersi n e1lla n1.a ssima considerazio11e si.a per la loro ' empl~c ita eh e p er l 'attendibilita as olula ·dei loro risultati. M. Po s. 1

La diagnosi precoce di tubercolosi mediante la pro· va optometrica <li ftocculazione di Vernes.

W. 0. Fisch er ( out7i Africa Med. Journ., 23 g·enl!laio 1932) l1a studiato il eomportamento della reazion.e di Vernes (flo ceulazione d el si ero ·di sang L1e trattato· con soluzione di resorcina) in 987 in·digeni d el S·u d-Africa. Im ·80± maschi non tubeT.c0lotici la d en·sita ottica eoll.a r eazio ne di Vernie s fu inferiore a 25, in 107 1nalati fe.b brili non tub e1rcol0Lici fu su p er j ore .a 30 n el peri odo febbTile -e inferiore dopo caduta la temperatura, m entre in 66 ca„ i di iuber colo"'i pol1nonarc, in 8 di tuber colo i :m iliaTe, e 2 di tubercolosi di altri 0 rgani · a ll 'infuori de l p oln1onre Lai ·de n ita ottica fu empre sup·erior·e.i a :30 per tutta la durata del peTiodo di osservazion e. II 1F ischer rit ien e per·cio eh e la reazione di Vernes abbia n otevole importanza p er la .di.a.gnosi q')r ecoce di tubercolosi. R. J,t.r ENA." 1

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CASISTICA. Le cir1·osi epatic11e. La frequenza d elle cirro i varia seco11do i p a·esi; uno ·d ei m.assimi ·Sarebbe dato d.a lla Svizzera (10 % delle autopsie), la media ge11er ale i 11 Et1.ropa sar ebbe, secondo . Fies-


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l L P OLJ CLIN I CO

si11ger (J oiirn.al d;es praticiens, 2± oltobre 1931) di 2-3 %. L '1a1lcoolis111·0 Tapp1,esenterebhe in Europa la ·Causa d el1e cirrosi n el 48-60 % dei ca·si; n ei paesi tropicali , interviene co·m e causa la malaria; molto varie sono le percentuali de lle cirrosi dovute a lla sifilide ed alla tubercolosi. Predomirua: gen eralmente la forma di Lae11n ec (34-90%); quella sifili.tica varia dall'l al 10 %, qu-ell.a pig m.entaria e rar.a , m 1em.tre sono piu frequenti le cirrosi grasse. La cirrosi della m a lattia di Banti e piu freque nte ne i paesi caldi ed al Giappone; l e cirrosi 1cardiach e Sia:rebbero frequenti in P olonia; r a ra e la forma di Hanot. Quelle biliari da colostasi si osserva no in ·p roporzioni v.a riabili da 2 a 17 ?fo d ei casi. La cirrosi ·p uo ancl11e .a ver si m.·ell '.atro fia g ia lla ·acuta ed , in alc uni paesi, p.er zoopa rassiti (schist osom1tl!). Per quanto ;riguar.da il trattamento, i complessi m·ercuria li occupano una parte notevole com e diuretici; i 1criteri essenziali p er la cura ono pero il .r iposo a ssoluto ed un.a diet a a b ase di idrat.i di carbonio. fil.

Coliche epaticl1e a sinistra in un caso di inversione viscerale. P . Car-n,ot (Paris 111 edical, 26 dioembre 1931) riporta il ca· o di un.a donna di 32 ann.i eh e, a ven<lo goduto· in preced en za ·d i u11a eccellen te salute, da tre m esi era presa brusc:im entei d a ·Co.lieh e violente ehe rend.evan o n eC·essario l 'u so d ella 1m1orfin:a. Qu este coli ch e a vevan o una ede n ettam e11te localizzata a sini tr.a , a l di sotto ·delle f.alse costole e si presentavan o p eriodicam ente1, ad i nte rvalli serr1·pr e piu ra vvicinati , con irra diazione d el d olor e a.Jla spa lla sinis tra . La m al~a ta .aveva tinta subitterica, sp ecie alle con g iuntive; le feci a piu riprese erano state .d .e co lorate e le urine .anorm.alm·ente scur e . La palpazione a sinistra p rovocava dolore, in UITl· p unto 1nolto preciso, al di :sotto d elle cost ol e, simm,eJtrico d el 'Pillnto cistico ; ir1 que sto pun.to el~a positive il segno di GilbertMurp h y. Un esan1e· cli11ico .accura to, corroborato d,ai risultati radiografici, dimostro u·n a inversione totale d ei visceri, un.a eterotassia, cosicch.ß la cistifellea era a sinistra, in un punto simmet rico d ella sed·e. abituale. C. ToscANO . 1

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Le colecistiti da appendiciti. L . Gius-eppe (Archivio italiano di Chirurgia, nov. 193 1) amn11ette la dipendenza d.e lle colecistiti da preg.r essi attacchi appendicolari. La via di ·oomunicazion.e sar ebbe da ta da lla rete lio:ifatica 1del Braithwai·te la cui !Ilon costanza spiegh erebbe com·e non. tutti g li a ppendicitici dive•n tino colec istici.

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E sostei:iitore ·d ell '~1ppendicectomia al primo a ttaoco appu·n to per evitare oltre il pericolo d-el male in se la possibile ·diffusione d el processo alla colecisti . ALIERI .

TERAPIA. Sul trattamento dell'otosclerosi. Rosenfeld (111. ediz. Klinik, 15 gennaio 1932) considera l 'otoscle rosi comQ un processo osteom.al.acico localizz.ato, di natruia oostituzionale e di orig ine endocri:na. Esso presenteire b·b e n ette analogie anche c-0n l 'osteocon.drite g iovanile .d eformante . Il tessuto o sseo, rammollito in seguito alla perdita di calcio , ' 'errebbe a.d essooe sostituito da tessuto fibro so, sclerotico. Il n ervo acu tico· riisulterebbe piu o m eno inter essato in t ale processo : i ru1nl() ri, eh e ·costitUriscon o uno ·dei sin.t omi dell 'otosclerosi, tradurreb·b e1·0 l 'irritazione d el n. a. ; la sor·dita final e sa:rebbe dovuta a compre~ sione e obliLer.aizione di esso. P oich e n eill 'osteomalacia ris po1n ·d e· bene la adrena lina, l 'A. 11a voluto saggia.re que to :rim edi o in1 pareccl1i casi ·di otosclerosi e ne ha otteinuto buoni i isultati. In 4 ra&i iniziali si produsse 11Il. mig liora.m.ento m ar cato i1elle condizioni <lell 'udito. In. a lcuni casi scomparv.er o de l tutto i iJ:Uffi·Ori. L 'importante e di v.aJ·e r si di dosi piac.ole , refratte, q·uasi omeopatich e : 1 / 20-1/5 ·di millig rammo al g iorno; nonch e di continua r e la cura a lung o : si richie d e m olta p er. e·v eranza cosi da parte d el pazientei com e de l n1e·di co. Non si produsser o accide1I1ti ·di sorta. Con vi·e n e r-egolans.i sulla tolleralllza e sulle r eazioni ·d·e l paziente. An che altri rim1eidi , idonei a fissare il calcio , sono i,nd~c.ati : cosl l 'olio ·di fegato di merluzzo oppure l 'er g·osterolo ir.ra diato. Puo esse·r.e .a nche v.antaggiosa un.a cura oal cica; ma cio eh e ,p,i u si rir hi·ede e l 'impiego d ei calciofissatori . A. P. 1

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Dieci anni di esperienza nella cura della cataratta. con estratti di cristallino. E. Davis (American Med.icine, g.einn.a io 1932) riferisce in riassunto il risultato ·delle su e ricerch·e sperimen tali e d elle sue ossierv.a?ioni cli1n i1C'h e rela tive al trattam ento de l]a cataratta con sieri .anticristalliJn·o ·e con antigeni 1eostituiti da estratti di cristallino . Queste indag ini si basano 1airgamente sulla nozione deJJ,a specificita d 'org ano, i.nrtesa in sen so immunitario, posseduta ·dal crilstallin.o . Le conclusioni pratich e cui giunge l ' A. sono fondamootalm ente l1e seguem.ti: non tu.tti i ti1p1i di 1cataratta reagiscono i·n· ugual mani.era al trattamento oon estratti di cristallino: sono suscettibili di risentire in grande per ce·n tuale b en eficio e spesso notevol.e m ig lior.am.ento le forme di cataratt~ senile sotto~lapsularei; cosi pure risentono· favorevolmen te d1ella cura le form e cortioa·li , m entre· n es-


(_.\~NO

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sun vantaggio ritraggono le forme nUJcleari, sclerose11ti e capsula·r i. Cio cl1e e d ella massima. importa nza per l 'esito n,ella cura e la diagnosi precoce e conseguentemente u·n precoce e attivo trattamento. CH.

Nelle celluliti. H . Leclerc (La Presse medicale, 9 di c. 1931) consiglia di usar·e l ed,er.a comune (H edeta h elix), eh e agirebbe per l 'ed erin a, ad azione emolitica e vasocostrittiv.a. Si possono u sare direttamente le fog lie, fa cendone dei decotti ed appli cando li come bagni locali o fome ntazioni calde. Se non i ha.nno a disposizione l e foglie, si faranno dei leggeri mas aggi con Ja seguente pomata. 1

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Alcoolatura (od estratto flui.do) di O' Edera b' Essenza di origa.110 O'OCCe Lanolina g. ug na (oppt1re Vaselina) g.

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XX 20 40 fil.

MEDICINA SCIENTIFICA Osservazioni quantitative sulla proteinuria nella 1te· frite. ella letteratura vasti:ssima dell 'ultimo ~c­ colo su questo argomento appare evi,dent.e c11e fu studiata piu la concentrazio·ne delle proteine nelle urin e ehe la quantita totale eliminata . La con centrazionc proteica e inversamente proporzionale alla quantita di uri·n ia. eliminata e la quantita totale eliminata n elle 24 h. e l 'esponen:te delle condizioni del malato. P. M. Tookey Kerridge (The Qliarterly Journal of Medec., gennaio 1932) l1a studiato la proteinuria ·di 23 malati (senza fare di stinzione fra n e frite e n,efros i). Il quanti t.a,t i,ro d eJl o .proteine era calic ol ato colla differ en za fra azoto totale e azoto n·o n proteico de1le urine . La con oentrazion e proteica nelle urine e p iu alta la mattinia p re to· e la sera e c 'e un aumemto anche versa la m eta dclla g io.ftnata e questo eomporta·mento si osserva tanto in casi con abbondante quanto in ca ... i con carsa perdita totale di proteine . 11 •comJ)Ortamento in,1erso si osse rva inell 'albuminuria ortosiatica. Quan.do il nefritico i a lza. da letto, la quantita de lle uri n1e diminuisce mentre aumentJai Ja conoentrazione protieica. L'urea provoca auTl1ento notevol e ·della qua•ntita delle urine con ·diminuzion-e della concentr.azion·e proteica, pero la quantita totale di proteine eliminate rimane invari1a1ta; continu.a·n do per .piu g iorni a somministrare urea, si ritorna alle condizioni trovate pri•m.a della cura . Press'a poco nello sLesso modo agisee il eitrato di potassio. In un nefritico nel quale comparve un'infezione acuta, spesso cocciea, si ebbe coll 'inizio del processo infettivo caduta d·ell.a quantita delle u.rine ed aumento della concentra1

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SEZIONE PRATICA

zion-0 proteicai n1a e·n za cJ1 e ' raria ~ e la quantita total e d elle proteine eli1ninatc. Da queste osservazioni appare e vide11te eh e e piu importante conoscere la quantita totale di proteine eliminate n el1e 24 h . eh e la concentrazione di ogni minzione. Se non si p uo conoscere la quantita di p.roteine in 24 h . , sara meglio ve·d ere la concentrazion.e protei•ca delle urine della mnLtina pr·e to .

R. LusEN:\. '

Albuntina urinaria e nefrite.

W. A. Thon1as (Jour1ii. amer. med. assoc. , 10 ott. 1931) osserva ehe il qua·dro clinico della n efrite e dovuto essenzialm,e nte a lesioni dei tessuti g enerali e specia1izz.ati, a disturbi nel metabolismo de i t essuti e del bilaneio minerale piuttosto ehie a defieienza· della funzione Tenia.le ed a ritenzion.e di ·p rodotti di rifiuto € di acqua. Jl r ene, normale o m;lllato , eser cita IUna azio11e selettiva u lle albumine cireolanti nel angue., t r.a tten en,d.o quella norm.ale .e\d elimi·n ando quella e1 tranea a ll 'o-rganiismo. Mediante l 'iniezio·n e en.dovenosa di clorurr o di sodio a l 5 't~ , si possono produrre , D·e i cani, la n efrite artifi·ciale e l 'uremia; in questa: uremia artificiale , l 'albu1IDJina urinaria e eo' tituita da pura a lbumina dei tessuti. Quando l 'albu n1lina d ei tessuti vieine scissa arri vando ad un 1) rodotto to s~c.o, quest o si combina eon la proteina de1 sier o e costituisce l 'albumina estranea eh e viene eliminata com e tale per l 'urina. La pre enza della proteina d el siero nell 'urina va considerata come l1n 1neccaiili mo difil. . intossi•canlie.

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POSTA DEGLI ABBONATIUltra-filtrabilita„ -

Al Doit. I. N.: Conviene distin,g u er-0 fra filtr.abi lita e ultra0

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filirabilita; la 1prima avviene attraver o le candele porose (·di caolino o ;di .farina fossile; cosi le C·h amberland e le Berkefeld); la econda avviene attraver so le men1bra.n e sem1iJ)errneabili (saiCch etti ·di collodio, r1.1 embrane · di Z igmondy e Bachmann). I ·virus fil tr.abili si dieon o aneh e ultra-virus; i.nv·e ce per i virus ultra-filtrabili i e proposta I.a designazion{\ di u ltr.a-ultra-vi.r us. Gen€r.a1lmente pero tale ·distinzion·e non vie11e fatta. A tutti si applic.a l a ·d e1&ignazion·e di infra-mi1c.robi . l. 1

1

Cura antilueticn.1 di prova in un bambino sospetto eredoluetico p er cefalea. - Al dott. S. C. da Tr.: Risp. - Prin1a di iniziare ooa cura di prova per sospetto di eredolues, ie .nece&sario, 1

oltre ad un a ocurato esame, assolvere tutti i mezzi ·di accertamento: reC11Zione di Wasser-


« IL POLI CLINICO »

Nu~I.

131

wechsel, dovuto alla collaboraziorw di vari

fo1ma morbosa n1onosialtomatica : eefa lea). E complto difficile .g iudicare sug li effetti di una cura di prova; ba tera riflettere all e ta:n1te coincidenze, .c:l1e sono le ne1niche de11a logica e ·del buon sen so :m iedico , e .a1lla r.esponsabilita eh e il m edico . assume n el donare ad un bambi.n o un.a p.a tente di sifilide, eh e pe·sera per tutta la vita, senza ehe i1n . seg· uito si poss.ano piu .a ,reue utili eorn trolli ! Se, nel caso particolarei, il liquor e negativo, bisogna tro·vare altra :r.agione d ella oefalea. · Se l 'e ame e po i tivo, p er la lues, salvo le d.osi, la eur.a non si dif ferenz:i.a da quella eh e ·.~ i e egu e n egli adulti : cura lunga, in.t e,r mit-

autori , eh e h:ai pero il difletto di essere molto costoso (118 RM. ). fil.

1

tente, a.. dosi gen.erose. Rimedi: bismuto , neosalvarsan, m ercurio; Controlli: esame cliJ'n ico , rea.zioni specifich ~ sul san1 gue e sul liqu.or, disturbi siibbiet.tivi. Le eure devono, essere miste e complete; devon o esser e ripetute con tregue di 2-3 mesi, ·alm eno 2 volte all'a1n no. N.a tur:alm:ente bis0i.gin.a 1controllar0 le urine e :sorve.g liarie: la bocca , speeialmente durante le ·CUJre m e11curiali e bisrnutiche invece del Neosal • ' 'arsan, e 1n o111 :p•u o esse:r:e u sa-ta la via endo,·enosa, , i po tra ricorreve alla via intr.a mucol.ar·e ( eo I. C. I. Myosailv.arsa·n ). 1

t. p.

·Opere di psicotec1iica , S[Jecial1ncn.te azJplicate all 'Oviaziorie. - All 'abb. 111. 9710-2:

XXXIX,

mann, esame del liquor (trattandosi di una

1

[ANNO

B. He1'Vvig . Psychotechnische NI ethoderi im V erkeli rswesen. Urba•n e Sch vvarzenberg. Vioo11a 1928. - A. H erlitzka. M ethode1i zur Austvalil u11d J( ontrolle der Lu~ftze agfahr er. Ibi•{lem. - L. Walther. La teclinopsycologie du travail indu.striel. Delacl1.aux e Niestle, Noocl1atel e Paris, 1926 (n·e e stata pubblic.a ta r e. centen1ente la traduzion e italian.a). - M. Moers.

Psicologia del trabajo profesional (psicolecriia), Editorial Labor, BaToelon.a, 1926. W. ß-1oed e. Lehrbu.ch der Psychoteclinilr . Springer, BeTlin, 1930. CE tato pubblicato so1tanto il prima volume, eh e ha un prezzo assai elevato). - A. Casarini. La scelta dei piloti per la 1iavigazione aerea. Libreria dello Stato, Roma, 1925. S11ll.a scelta psicoteonica ·dei pilot i d 'aviazion e, v.eda inoltre i n.u merosi lavori del Prof. A. G.e.m elli ehe e stato lllil pioni,er e ii1 qu·esto · camrpo . fil. 1\.ll ',abb. n. 9977-2: Un eccelle,n te trattato e quello di E. Grafe : Die /(rank li eite1u des Stoffwechsels u1id ihre Behandlung. Springer ed. Der lin , 1931. Corn e trattato fon,d amentale di fisiopatologia d el ricambio, posso in·di1carle quello edito dallo · te o pri11ger: Stoffw echsel und Energie-

VARIA _ L' inno della Doppia Croce. Come e noto , il ma·estro· Riecar·do Zandonai lia composto p,er la « F ed·erazione Italiana Nazion.ale 1F ascista p·er 11ai lotta contro la tub er colosi » su rparole di G. Zucea, l 'inno della 1

doppia croce. L 'illlno fu cantato per 1.a prima volta a Roma al Teatro Reale .dell 'Opera durante la eerimonia inallt,o-m1ale dclle g ra·n -di manifestazioni nazionali antitubercolari deill 'anno deeimo. Lo riportiamo: 1

1

Accendi Ja fiac~ola, o Scienza, i.111 a notte d el <lisperare ! Ritorna ad an1are, a cantare la sognante convrJ.lescenza. Fratello, riprendi il' cammi110 ! c 'e an cora tanto. dorn ani, ·c'e ancora t anto des Li110 i1el cavo· delle fiochc 111a 11i l Su, Lorena ! quattro braccia p er la lotta e p er l 'amore 1 Cinge un bel ma~dorlo in fiore l a tua porpor a g u errie·r a ! La speranza rid e in cuore, do,ppia Croce: e prim oYera . ! La Patria il suo sa11gue non "uole sperderlo cosi, senza gloria. i\ilorire, si, m a nel sole, tra gl 'inni della vittoria ! cader e all 'aurora rivolti di uri avvenire piu fau s.to, i10~ sco·m p·a rire dissol ti 11el r1ulla d.i un vano olocau s lo ! Su, Lorena ! quatlro braccia ecc. ec-c. La · Scien za eh e cauta s 'affaccia sul fiero enigma dell 'Eterno, la Carita ehe al fralerno dolore t ende le braccia, sbarrano il pas o al mortale ne1nico: l 'Amore, eh 'e forte, Yi libera, o genti , dal male, perch 'e piu foTte della ~Iorte ! Su, Lorena ! quat1.ro braccia ecc. eoc.

Rioc.ardo z.andon.ai , il cui estro musicale fu g ia altre volte pro1I1to e felice a.d aceend·e rsi n-ell '.e1saltazio.n1e .di mo·t ivi civlli e patriottici, ha imus.icato i versi sco·r revoli e sentiti con ispir.azione cal da e sponta·n eai. Dalla sua piu facile vena ha attinto ·di g·etto il motivo, ordin.andolo in str ofe m.a rziali , dal ritmo sostenuto, dalla espresisiome -n obile, di irrlmediata sugge'·ivita. 1

!


' .\:NNO.

XXXIX,

l\Ul\t.

13]

SEZl Ol\ E P nATJ C1\

509

NELLA VITA PROFESSION ALE. SERVIZI IGIENICO-SANITARI.· Malattie sociali e costituzione. Una circolare d el sottosegretario di Stato agli interni, on. Arpinati 1 diramata ai sig nori p,r efet t i ed alle autorita assimilate, insi s te e invita a richiamar e l 'a ttenzione d ei medici ,p rovinciali sul1'importanza eh e d eve d.arsi all 'esame della costiLuzione individuale non solo ai fini d ella cura, ma anch e d ella prevenzione di molte affezioni ; fa presenti le circolari 12 maggio 1924 p er la lotta contro le malattie sociali i1elle oollettivita giovanili , 24 marzo 1927 per la lott a contro l 'ad en oidismo e 28 febbraio 1928 per la düfusione d el tracoma, affinch e veng·a indirizzala in tal senso l 'opera d ei sanitari prepos ti al servizio medico scolas tico:, ai servizi antitracomatosi, all 'assi s tenza speci alizzata per i figli di tubercolo tici ed in gen e.re alla vigiJanza sa11itnria sulle eo,ll~ ttivita di fanciulli ed a<lolescenti. In tali is tituzi oni non dovra trascurar si l'esame del t~po costituzion ale insieme ag li altri rilevamenti som atici e sanitari, affinch e possano ad o ttarsi n ei confronti dei vi sitati l e provvid enze assistenzi ali ed i trattamenti piu confacienti . Pi-Lt particolarmente n ei ser vizi antitracomatosi il dirigente po t ra avYalersi d e] con cor so di sp eci alisti in otorin-0l arin.goi atri a, per P.r oced ere O·Ve d el easo all 'esar;ne del rinolaringe e d ell 'or ecchio per ] 'eventuale rilevamento di manifestazioni ade noidee e cli forn1e iperpl astich e d elle mucose r el a tive . Dell e forme di linfatismo, e sopra tu tto cli quelle a tipo costituzionale con genito, sp ecie se accompagnat e a s timmate n europatich e e somatich e degen er ati' e, dovra farsi special e registrazio·n e cur ando eh e i malati ven gano sottoposti agli opportuni tratlan1enti. Rendesi necessario procedere al coordinamento dei servizi r el ativi m er ce una razionale organizzazione di segn al nzioni e cli rapporti fra i servi zi 1>redetti.

Vaecinazione antitubercolare nel 1931. Un 'altra circol are diSl{)-O·n e eh e il Minis lero ' 'en ga informato ulla pralica d elle vaccinaz1oni anti111]Jercol ari durante il decorso anno 1931 tenendo ' presenti i segu enti el ementi per Ja r accol La. d ei d ati: a) qualita dei vaccini adoperati e in qual 1nodo somministrati; b) nt1mero dei barnbini vacr inati ; CJ c1 a chi furono vaccina ti; cf) i tituli d ove le vaccinazioni furono fatte (Cliniche pediatrich e 1 Sanatori, Ospedali sana.toriali, Sezioni osp ed aliere pel ricover o dei tuber colosi, Disp en sari antituberrolari, ecc.); e) eventuali i11con venienti consecutivi alla vaccin azio·n e, quali furono e di quale entita ; ! ) se in caso di avvent1ta rnorle fu fatta l 'autopsia e con quale risultato; g) se i b ambini vaccinati sia110 stali ulleriormente seg11iti e conlrollati; h) se Ja li st a ctei vaccin ati fu depositata 1presso l 't1fficio rlel medico provincial e . Si cl esider a eh e 1e i1otizie perven gn no al )lin i s tero 11011 pii1 lardi del 1° aprile p. V.

Visita medica per l'arruolumento 1~o lontario nel Corpo Reali ·Equipaggi Marina. Un 'altra circol are iD:leressa a richiru.nare l 'attenzione d ei me d~ci condotti e degli ufficiali sanitari sull 'impo:r;t3:nza d ei certificati m edici rilasciati per l 'arruolame nto, onde evitarc ehe i g iovani vengano subito dopo scartati per deficienze fisi ch e talmente palesi, eh e noh e am missibile p ossan o sfuggire nlJ 'esame sanitario.

Per la diseiplina della statisticct. Una circo]are del Capo d e] Governo richia1ua il ll. D. L . 27 maggio 1929 n . 1285 e Je circolari 4 gennaio 1930 n. 5 e 2 dice1nbre 193] n. 151 con cui si dispone · ehe le Ainministr azioni Statali, le altre 'A mministrazioni pub})Jich e, g li Enti p ara· ta lal i e gli Organi corporativi e sindacali inriino all 'Istituto Centrale di Statist a l e boz~e di l t1tte le pubblicazio·n i aven ti, in tu tto o in parle , caratter e s tatistico, al fine di otten erne il · ben es tare, eh e e subordinn.to alle variazio11i ed ai con1ple1nenti eh e l 'Is tituto riten esse opportµno di a.pportarvi . Aggiunge eh e i comu11ica li alla stampa clei risultati di lavori statistici compiuti od i11 coro, sono ammessi l1nicam~nte se i progetti de1 l avori si ano $t.a ti so'ttol>osti al1 'Istituto Centrale di "' La lis lica e 11e sia stat o seguito l 'avviso ; op·p ,u re se le b ozze di st ampa delle .p ubblicazioni eh e si ,·ogliono a r111unziar e, si an9 state preventivamente in' i a le alJ'Is LiLuto e questo abhia dato il d eiinilivo benes tar e; in ogni c„a;,, i comunicati dovrann o essere compilati di concerto con 1'l s.Lituto. Ql1este disposizioni valgono, na t t1 ralmente, anch e peT ·Je statistiehe s.anitarie.

C 0 N ' C 0 R . S 1. POSTI VACANTI.

r\ OSTA. - Per tilol i ecl <:5alni. Po ·to di Ufficiale a nil ario consorzial e di Cuorg11e, Alpette, Castellamon te, Castelnuovo ,'iigra , Frassin e Lto, P ont Can avese, SaJassa, Pratiglion e, Valperga , Sparone, Locana , Ribordone, Cer esole Reale Inaria Ron co ' en""za in ' CuorC.~"anavese e Valprato Soa11a con resid g 11e. Stipendio iniziale L. 14.000 ol lre L. 6000 p~r jnd ennita di trasporto, al lordo dell e ritenute di legge. Divieto eser cizio pr0fession al e. Le domande et 'ammissione d evono pervenir.e entro il 15 magg io 1932 alJ a Prefettura di Aosta, corredale dai cl ocun1en li rli rilo prescrittj <lal ba~do. BrTONTO. Ospedalc r:ivile. - Merlico d el Ilep arto 1nedicina e m edico co mpet e 11te in tisiolog i a ; stipendi: L . 2400 p er il primo e L. 6000 per il secondo, l orde dell e ritenu le <li legge. Scacl. 10 a prile. l)er i'nformazioni ri volger i all a Segr et eria d e lla Con g regazione cli Car-ita. C ASTAGNßT O CAnnucc1 (Pisa) . Pos to per l a con. <lo t ta frazi on e cli BoJgheri con r esiden za n el luo go. . tipendio L. 10.500 p er la cura d ei poveri. Aun1 c11ti quarlr ienn ali di un d ecimo fino a raggiungere con detto aun1ento un massimo cor risponclpn te all a Jne ta d elJ o stipendio suddetto . Assegno 1


510

cc lL POLICLINJCO

a nnuo L . 2000 per inde n11ita di cavalcatura. Caro viveri a norma di l eigge, se dovuto e fino a c9nservazio11e.. Stipe ndio e indennita al netto delle ritenute di legge e della riduzione del 12 %. Scade11za 30 aprile . Per chinrimenti rivolgersi a lla Segreteria Comunale di Castagneto Carducci. CATANZARn. .4.m.ministraz. Provinc. Scad. 30 111 ag. , ore 12; inedico radiologo nell '0$,Pedale PSiic hiatrico di Girifalco; L. 10.000 e 5 scatti qua(lrie nnali d ec., jndenn. L. 1000; riduz. 12 %; alloggio perso n ale, illuminaz., riscaldam. , vitto p erso11ale di l a, cl asse; eta lim. 35 a . al 1° mar.; tassa L . 25; doc. anter. al 1° die. Servizio entro il te r i11ine ehe verra fi ssato, sotto pena di d ecad enza. •

CAZZAGO S. MARTINO (Brescia) . - Scad. 15 mag.; L. 7920 e 6 quinquenni oltre L . 1320 tra p. , L . 440 uf f. an. Condotta i;n pia n l.1ra . CHIETI. Amministraziorie Provinciale . - Per titoli e per esami. Pos lo di Coadiutore della Sezione Chilnica e posto cli Coadit1tore della Sezione ~Iedi co-Micrografica del Laboralorio, Provinci ale d 'l gie11e e I)rofilassi con secl e in Chieti. Scadenza 20 aµtile . (Vedi prec. N. 12) . CBIETI. R. ·1) r ef etlu ra. - Uff. sa1i. di Vasto; al 23 aprile, ore 17; L. 5000 e 5 quadrienni , dec .; deduz. 12 %; per trasp. L . 1000; indennita varie; L. 5300 p el dispensario antitubercolare, g ia d~­ purate 12 %, dall 'inizio del funzionamento (richiedesi competenza in tisiologia) ; consentito l 'esercizio della libera profess.; tassa L . 50,10 ; eta lim . 45 a. al 23 feb. Chied. annun+io.

e

CoRTENUOVA (Bergamo) . Per LitoJi, posto di unico medico condotto del Comune . Stipendio L . 8000 annue al lordo delle ritenute di legge ; i11dennita caro viveri di l egge; di Ufficiale Sanitario L. 500; di trasporto L. 500; di ambulanza 1.„. 200; quote capitarie annue di L. 5 e L. 2 per ogni an1messo ~ell 'elenco degli aventi· diritto al1'assiste~za sanitaria e farmaceutica gratuita od alla sola assistenza sanitaria gratuita. Cinque au1nen ti periodici quinquennali di un decimo sullo stipe ndio e sull 'indennita di Ufficiale Sanitario . Stipendio ed indennita soggetti alle ritenute di legge. Eta massima an11i 45. Documenti di rito in c o1npetente bollo e debitamente legalizzati , laurea in medicina e chirurgia con seguita presso una I-l. Universita del Regno, prova degli esami di .Stato, ove occo,r ra, certificato d'iscrizione al1'albo di un Ordine inedico e tassa di L. 50 al ~'[unici,pio di Cortenuova. Scadenza ore 18 d el 31 maggio 1932. Assunzione in servizio entro trenta g iorni d alla p artecipazione ufficiale rlella nomina. Chiecle re bando concorso ed informazioni nlla Seg·r eteria Comunale. FoRNo CANAVESE (Torino). - Sdad. 15 m ag.; co11sor zio ; 2a condotta ; condizioni vi ibili presso l a Segreteria consorziale. c.;.noscAVAL.LO (Torino) . - Scad. 25 m ag.; L. 7920 oltre indennita; tassa L. 50 . lNZAGO (Milano) . ,S'(ad. 31 mar. ; 2a .cop.d. ; L. 7920 al n e tto trattenuta ] 2 <fo; p er trasp . L . 1500. ~OYATE MrLANESE (Milano). Per titoli. Stipenclio lordo L. 9000 piu L. 1000 per indennita di l f1iciale Sanitario. Scadenza 10 aprile. (Vedi prec. .\ . 12). PAoovA. Sp·edale Civile. - Scad. 9 ap r. , ore 17 ; :l::;s is lente e ffe ltivo di medi cina; L . 5000 clecurtate 1

[A~NO

>>

X.XXIX,

NUJ.\;I.

13:

d e l 12 %; 2 bienni dec.; guardie di L. 30 ; eta lin1. 30 a. a1 9 mar.; tassa L. 50,10; doc. a 3 m esi dal 9 m ar. Sara tenuta co.psiderazione della prova di appartenen za al P. N. F. e dello stato di fan1iglia . Chied. annunzio. PRATO (Fire11.ze). Scad . 25 inag.; (ca mpagna) ; L. 7480 , 8 trienni dec., zionali L. 4,40 per ogni .p ov. oltre i L. 1760; per trasp. L. 3080; compensi eta lim. 35 a. ; tassa L. 50,10.

5° dis lretto c.-v „ addi500, fino a gia ridotti ;

SuLlYIONA. (,asa Santa dell'An.nunziata. - .1\ tut Lo 10 apr. , chirurgo primario dell 'Ospedale Civile ; eta lim. 38 a.; 5 a. in Clinica universitaria e 2 in ~spedali di alrne n o 150 le tti ; tassa L. 100,15 ; (loc. a 3 m esi rl al 9 inar.; L . 6500 comprese L. 3000 <l 'ir1de 111 t. alloggio ; ri duz. 12 ~~; partecipaz. 70 °'o: chied . ann1111zio. VASTO (Vedi Ca1F.TI. R . Pref ell.ura) . Scad. 15 apr.; 13° circondario suburba110; L. 9000 e scatti quadriennali . oltre L. 1700 serv. a.tt. , c. -v. ; riduz. 12 %; eta lim . 35 a . ; tassa L. 50,10. \ -ERONA.

Co1nu11e. -

VETRALLA ( T/ ilerbo). - Scad . 15 apr.; 3a . cond. urbana c rurale; t assa L . 50; s.tip. L. 7480 gia dec urtato 12 %, p er 1000 pov., 5 quadrien11i dec., L . 960 c .-v., L . 400 assistenza operazioni chirurg iche all 'Ospedal e, L. 3000 servizio di campagna, L. 700 se uff. san. Doc. a 3 m esi dal 10 mar. Ospedale Grande degli In„f ermi. - Scad. 30 apr ., d ue assisten ti; eta lin1. 35 a. ·al 26 feb .; t assa L . 50, 10; doc. a 3 me"i ; stip. L. 7000, eventualmen le c.-v. ; riduz. 12 %; alloggio; vitto nei giorni di guardi a; serv . entro 15 gg. VrrERBO.

.

NOMINE, PROMOZIONI ED ONORIFICENZE.

E s la lo 1101ni11ato Accade1njco d 'Italia il prof. G iuse.ppe Pianese, clircttore d eJl 'Istitulo di anaton1ia c i stologia })atolog ica della R . Universita di apoli, b e11 i1oto a lutti i meclici per i s uoi in1porla nti contributi scientifici 11e l can1.po clella protozoosologia e in particolare sull 'ezio,l ogia del Kala azar. l\llolto apprezznti sor10 i uoi <t E len1e11li di " 1ta tomia 1)atologirn ge n erale » e il suo studio r riLico sp erimentale sul <' Sis len1a r e ticolo-e11doteliale )> . All 'illu ~ Lre scie11ziato i nostri rall egra111e11ti. Il prof. llene Lerich e, della Facolta n1edic a di S trasburgo, e no111i11ato dottore Jionoris causa dalJa F acolta medica (li <Jpo1 to.

lt Con sig lio d ella Socie ta peir g li studi della nta1aria ha chia111 a lo alla ta.rica di vice1preside11ti i proff. R. Bastia11elli e G. Sa11 arelli ecl alla c arica dj seg·r etario il dott. G. Raffaele.

L 'Arcad emia di Medicina di Parigi h a i1on1inato i11e11lbri ·orri sp o11denti i ,proff. Ku11d Faber , di clinica 111edica all 'Universita cli Cop e nag h e11 , e M. Minovic i, di medicirta l egale all 'Universila di Bucarest. Il R. Co,111missario dell 'Oper a nazionale p er la 1.>rotezione della 1naternita e de ll 'infa11zia h a conferito l a tnedagli.a ·d 'oro di bene1ner enza al cav~­ liere di gran croce , „incenzo CFtsoli, ij)rin10 pres1cl er1te d ell a Cot'l.e d 'Appelle cli Torino.


[ANNO XX\ I\, :Nu~r. 13]

511

SEZIUNE PRATICA

1\"ell 'aclu11anza scientüica clel 12 felJbraio clell 'As:Sociazione leclica Triestina, Circolo di Coltura del Si11dacato Fascista l\iledici, si ebbe il conferimento .del premio intitolato al prof. Giorgio Nicolich , della cui 111orte ricorre in questi giorni l 'anniver ario. Il presidente Cofleri ricordando le bene1ncrenze dell 'illustre l\ilaestro consegno il premio al prof. Paolo Iacchia, per jl suo pregevole lavoro sulle hroncl1ieltasie. Han110 con , eguito la Jibera doce11za i dottori:

·Giova1111i Dagni1Li, Gino Petrassi e Francesco PesGalori jn a11alo111ia e istologia patolog-ica; Fran.cesco Cantani in batteriologia; Celestino -Rossetti · in batteriologia e immu11ologia; Gabriele Monaterio e A11tonio Orri1 in chimica biologica; OrJando Cant el1no e Git1seppe Pozzi in clinica chirurgica; Giu ep·p e Lino irt cli11ica chirurgica e medicina oper atoria; Carlo Berlucchi e Paolo Ottonello in cliuica delle malattie mentali e nervose; , -ince nzo Barletla e Giulio Scalzitti in clinica oculistica; :Nicolo Candela, GioYanni l\ilaria Corda, Gio·yanni Davanzo, Gustavo De Lauretis, Giuseppe Grossi tellario l\llartines, Michele Orru, Alberto Pistt1ddi, Git1lio Viltorio Segre e Armando Vi.gnali in. c 1i nica oste trico-ginecologica; Ferruccio F ioretti in Glin.ica otor~nol aringoiatrica; Mario ·Contelessa, Calerina Dessylla, 03sare l\1alossi, Mai:ia Prebil, Sal atore Rapisardi e CatelJo Sorren.tino in cli11ica pediatrica; Antonio Chiatellino e ~liebele Mitolo in fisiologia speritnentale; Cesare iCoruzzi e l~urio l 'ravagli in medjcina legale; Et· tore LeYi in medicina sociale; Giuseppe Gherar<lini in microscopia e chimica clinica; Angelo Mirolli, Fabio Stoccada, Ubaldo Vallebona, Antonio Velo, Italo Barcaroli, Giovanni Pacetto e Gabriel(' Sacerrlote in patologia ~peciale chirurgica; Giorgio Boatlini, Giovanni Callerio, Paride Forattini, Mario Calabresi e Giovanni Puoti in patologi<l -speciale n1edica; Antonio Bag11oli in patologia e clinica dermosifilopatica; Francesco Paterno in psichialria; Annibale Casati e Dino Tartagli in radiologia 1nedica; Adalberto Pazzi11i in storia della medicina; Luigi Sago11a in tisiologia. 11 diritto alla stabilita n el posto di medico condotto. Contenuto estensione e modo di acquisto del diritto. (A. CARAPELLE); L'assistenza sanitaria rurale e gli articoli 32 e 45 del R. Decreto Legge 13 dicembre 1923, n. 2889. (G. DE SANTIS), sono due intere santi Note puhblicate nel numero di febbraio del peri-0dico

1

« IL DIRITTO PUBBLICO SANITARIO »

il quaJe contiene an ehe le consuete ampie rubriche : ,fta~segna di Giurisprudenza e Leggi ed Atti del Governo.

Avvertenza .• ,

I m:ed~ci ehe non .~ono abbonati a ~etto periodieo e ·che desiderann legqerle, s raff1'ettino a SJJedire Vaglia Pnstale 4i Ure 5 all'editore LUIGI POZZI, Via Sistina N. 14 Roma e rif:everanno presto il Nu1nero ehe le contiene.

Prezzo di ogni numero separato del << Diritto Pubblico aan1tario u, L. 6. L 'abbonamento ai dodici Numeri del 1932 coeta L. 3 6, ma agli aseoci8Jti al « Policlinioeo „ e concesso per eole L. 30, ehe vanrno inviate, mediante Vaglia a>oeta le o BancaTio, a ll'editore Luigi Pozzi, Via Sistima 14. Roma.

NOSTRE CORRISPONDENZE. Universitarla •

Da Padova.

questi gior11i Yennero firmali i decreti ehe accordano la libera doc~nza in igiene alla dott.a Carmelita Casagrandi ed al dotl. Alessandro Seppilli, entrambi dell 'Istitulo d 'l gie11e di questa Uni,·ersita direlto dal prof. fJ. Ca agrandi . , Ricorderemo ehe l'attivita della sig.a Casagrandi n on si e svolt a unicamente nel campo scientifico, ma eh e ella ebbe tali benemerenze n ella vita italiana da meritarsi la inc<laglia delle fatiche di guerra e quella della Marcia su Roma. Inoltre essa si occupo in moclo, assai efficace anche di opere assisten1iali . PLF. 111

NOTIZIE DIVERSE .. L'inaug11razione della campagna antitubercolare.

II 13 111arzo si e lenuta a Roma, nel Teatro Reale dell 'Opera, una grancle adunata per l 'inaug uraz.ione della campagna i1azionale per la Giornata del Fiore e della Doppia Croce. II teatro era st ato ado·r nato di uno peciale addobbo, intonato al sig Aificato gentile della cerimonia. Quest rt venne onorata dalla presen·za di S. M. la Regina, ricevuta dal dotl. Gaetano Basile, direttore generale della Sani ta })ubblica, e dal- prof. A. 11ve nto, vice.:presidente <lel1a. Federazione Nazionale Fascista per la lotta contro la tubercolosi. Nei palchi e nella sala era110 altre autoritÄ, · tra cui l 'on. Federzoni, presidente del Senato, il governatore di Roma princ\pe Boncompng11i Ludovisi, il presidenle clell a provincia principe Colonna, il segretario federale Nino d 'Aron1a. Larghe rappresentanze dei Con1itati provinciali erano convenute da tutte le parli d 'Italia. Presentato dall ' 0 11. Eugen io ~ loreJl i , l 'oratore uffi ciale, on. Alfrerlo De Marsico, te11ne una smag li ante orazione. · Egli ha riJ evalo ehe $Otto il Regin1e di Benito Mussoli11i la lotta contro la tubercolosi diventa un vasto problema di Governo, ehe impegna forze ed uomini in numero sempr e :P iu poderoso; per volonta del Duce, scien ziatj, Jegislatori, filantropi, hanno vera1nente costituito un « fro·~te unico » per condurre a vi ttoriosa fine Ja grande battaglia. Sono leggi fasciste q11elle ehe istituiscono i consorzi obbligatori e l 'assicurazio11e obbligatoria delle classi lavoratrici co ntro la tuhcrcolosi; per impulso del Fnscismo in ogni parle d 'Italia sono sorti e ,·anno orgendo sar1atori ed altri organismi , destinati a curare, a lenire ~e sofferenze di tanti malati. Le eifre slan110 a d1n1ostrare come ques.ta batlaglia e in Continuo YittoriOSO progresSO: d 'anno i11 anno la mortalita per tubercolosi clecresce e se „ i procedera per l 'avvenire COI1 eguale ritmo, e da µrevedersi ehe, fra u11 dece nnio, jl morbo sar a fi nalmen1 e domn to nelle 11e pit1 ft1neste con&eguer1ze. Poi si e svo lta Ja seco.u da pa rle del p·r o,g·ramrna, ehe comprendeva l 'esecuzjone del1 'cc lnno della Dopp-ia Croce n musicato da Riccardo Zandonai e dell '« Elegia eroica » di Gino Marint1zzi . Sotto la rlirezione del maes tro Santini, l 'orchestra e il coro 11a11 no esegt1ito l '« Inno » dello Zanrlonai 1nettenrloJJe in hel ri,nllo l 'cfficacin rit1nica: e, in se-


512

<e IL POLICLINICO

guilo, la be1la « Elegia » del ~Iarinuzzi fu cseguita dalla sola orchestra. · La nostra Sovrana e sta la oggetto di calorose dimostrazioni. Vibranti applausi hanno salutato le varie fasi della cerimo,n ia.

90 Congresso internazionale di storia della medicina. II C.Omitato permanente della Societa in ~erna­ zi0nale di storia della 1nedicina si e adunato a Parigi il 16 gennaio, nei loeali della Facolta medica, sotto la presidenza effettiva del sen. Davide Giordano. Il presidente del 1 Comitato ordinatore de1 prossi1no congresso, dott. Gomoiu, ha esposto il programma all 'uopo ela.borato: Saranno in discu&sione due tetni: « L 'evoluzione della medicina nei Paesi balca11ici, e cc La protezione dell 'Europa contro l a peste )) ; per il pri1no argomento e stata chiesta la collaborazione di jugoslavi, greci, albanesi e turchi. ' ~ II congresso verra inaugurato a Bucarest il 9 settemhre ; i lavo•r i si svolgeranno dal 10 al 14; nei giorni 15-17 avra luogo un 'escursione in auto alle montagne di Sania; sono previste anche altre quattro escursioni; il 18 s.i terra il banchetto . di chiusura. Un apposito vapore del Lloyd, con partenza da Trieste, facilitera l 'incontro dei congressisti. Per informazioni rivolgersi alla segreteria generale del Q:>ngreßso,: Stado Stirbei Voda 86, Bucuresti, Romania. 1

190 Congres~o internazionale di chirnrgia. Si e svolto·, co me avevamo an11unziato, a Marlrid, dal 15 al 18 marzo. La cerimonia inaugurale ebbe luogo alla presenza del Presidente della Repubblica, del Ministro dell 'Istruzione, del Corpo diplomatico. Ai l avori hanno partecipato circa 200 congressisti , rappresentanti 42 Nazioni. La delegazjone italiana comprendeva tra gli altri i proff. Aless:lndri , l)omi11ici (ehe era uno dei r elatori) e Spangaro. 1

Conferenza internazionale di düesa sociale contro la sifllide. Come abbiamo annunziato, si terra a Parigi dal 9 all '11 maggio. L 'ordine del giorno reca i seguenti temi: « Il servizio sociale nella lotta contro la sifilide »; H Diagnosi precoce e patogenesi delle :;;ifilidi nervose »; Profi1assi delle sifilidi nervose· »; « Importanza medico-sociale delle sifilidi nervose » (acquisite o ereditaTie). Tra i relatori e il Prof. Mario Truffi, di Padova. Le comunicazioni si riferirann<Y esclusivamente ai soggetti iscritti all' ordine del giorno. Il 9 m aggio avra luo-go l 'inat1gurazione dell 'Istituto Alfred Fournier (boulevard Sai11t-Jacques 25, Parigi XIV) e della conferenza, con l 'intervento de~ Ministro della sanita pubblica; nei giorni seguent1 si svolgeranno i l avori, nell'Ospedale Saint-Louis. 11 12 magg'io avra luogo la cerimonia del ce:ntenario della nascita di Alfred Fournier, alla presenza del presidente della Repubblica. . Unica lingua ufficiale sara quella francese. Per Je adesioni e la corrispondenza rivolgersi al segretario generale dott. Sicard de Plauzoles, rue de Li sbonne 44, Paris (8e). 1

Congresso italiano d'igiene. II Congres o dell 'Associazio11e I Laliana Fascista per l 'Igiene, di cui abbiamo dato notizia nel n. 11,

[ ANNO

)l

XXXIX,

Nu~r.

13·1

e stato

differito a1 prossimo ottobre. Per :il1forn1azioni rivolgersi alla segreteria, presso l 'Istituto d 'Igiene della R. Ur1iYersita di Napoli.

70 Congresso internazionale di protezione delt'in· fanzia. Si adunera n l)arigi dal 5 al 9 luglio, a cura dell '« Unio·n Internatio~ale de Protection de l 'Enfa11cc )) ; sara diviso in 5 sezioni: Maternita, Prima infanzia, Seconda infanzia, Infanzia anormale„ Servizio sociale. Temi : « Sorveglianza medica deg1i S\POrts (vantaggi e abusi degli sports) »; « Statismo e benefic-enza ». Rivolgersi a: Secretariat du Congres. de Ja Protection de l 'Enfance, Comite. National de. l 'Enf<1nce, l>ouJevard de Vaugirard 26„ Paris (25e).

Congresso medico algerino. La « Federation des Societes. inedicales d 'Algerie » ha tenuto la su a riunione annuale ad Algeri„ presso la Facolta medica, 11ei giorni 16-18 marzo, sotto la presidenza del decano, prof. Leblanc. Sono stati discussi i temi seg·uen t.i : cc Come si deve concepire la malaria cronica dal punto di vista t linico »; cc l\{alaria e chirurgia»; « L 'ematozoo nella 1nalaria cronica »; hanno anche avuto luogo varie conferenze. Per eventl1ali informazio~i e per gli atti rivolgersi alla segreteria generale (Laboratoire d 'histologie, Facl1lte de medocine, Alger). 1

Congresso pola.cco di ·medicina interna. Si e tenuto a Cracovia con la partecipazione qi circa 300 inedici; temi ufficiali in discussio11e furono: c< II reumatismo » e « La questione dell 'ipertireosi ». Richiamaro~o molto l 'attenzione anche varie comunicazioni sul cancro. Societa italiana di medicina sociale. Ouesta Sociela aveva i11detto a Roma, per ~l "m ese di febbraio - co1t1e ne avevruno dato annunzio - \111 convegno di psicotecnica ap.p licata agli infortuni stradali. Il convegno . - organ_izzat0i sotto gli auspici della Confederaz1one n az1onale fascista dei trasporti - e stato rimandato ai giorni 5-7 aprile. Per infor1nazioni rivolger&i al presidente ilella ,S.o.cieta p redetta, prof.. Carlo Foa, direttore dell 'Istituto di Fisio,l ogia della E.. l Tniversita di ivlilano. 1

.A.ssemblea francese di medicina generale. Si e coslituita a Parigi, il 2 febbraio, un ·associazione di medici esercitanti la medicina general e. Possono esservi iscritti rr1edici francesi o di lingua francese. Presidente d 'o~ore e stato eletto il prof. Chauffard; presidente effettivo il prof. Ca~­ not. Verranno stabiliti dei temi, da discutere pr1. ma in assisi dipartimentali e· poi in assisi nazionali. Le pri111e ass.isi dipartimentali si ter:an~o nel prossimo aprile, sul tema <( la tubercolos1 renale~). Per eve11 ll1ali informazioni · rivolgersi al segretar10 g~Itei:~e. Dr. He11ri G<?ldlewski, rue Theodul'eRibot 14, Paris (17e). .A.ssociazione di studi sess11ologici. Ha tenuto un 'assemblea a Parig·i. nei locali del. sotto la presidenza del 1'Hötel de Ville , . . dott. Tou-„ louse. Venne deciso ehe saranno pres1 in esame i seguenti temi: « Il problema me~ico . della limitazione ci elJ a nativita »; rcLa prost1tuz1one (regola-


, AN~o

XXXIX,

l.T ~t.

13]

SEZIONE PRATICA

tl1e11tazione, abolizionisn10, liberisn10, proibizionis mo) » · « La continenza e l 'igiene individ11ale \): ' . c< La differe11ziazione sessltale (compito dei fallor1 J>iologic i e d ell 'educazio11e sull 'altivita sociale e !>rofessio11~le) ».

Durante un 'altra riunione di sludiosi tenuta alla Facolta di medicina, sotto la presiden za deJ J)rof. Acl1ard, ven11e coslituita una « Societa francese rli sessl.tologia », a carattere sti:ettamente ~-ie11tifico. La . ociela si c adunata per l a prima folta sotto la presidenza d el mini tro della sanita pubblica Camille Blaisot.

Unione 1nedica latina. L n i·mfia ha tenuto j} 30 gennaio, n ell 'Rötel (~l1atnbon (Casa dei Sindaca li medici), la sua assemblea generale annuale, sotto la presidenza del d olt. Dartig11es. Fu sp ecialmente in discu ssione 1·u „o rlel latino quale ling u a scientifica univer sale.

Convegno di cl1irurgl1i dell'alta Itnlia. ~:

s tato indetto dalla Societa Piemontese di Chiruraia per i g iorni 28 e 29 n1aggio, a Torino, in coi1~ciden zn con una sedl.1 ta ordinaria della So(' ieta e in occasione d elle manifestazioni tori11esi (12 inarzo-5 luglio). La presidenza d ella Societa si riserva di rendere 110 Lo il program1na dettaglia to del ConYegno, as„ ieme con il prosp etto < l elle facili tazioni ferroviarie; m a prega d 'inviare fin da ora le adesioni, se: u nalando . e i sar a accom.p agn ati d a p er son e d1 ln1nigliu . I ti toli delle eventuali co111unicazioni do,·ranno e sere 11otificati al segretario generale i1on ol tre il 1° m aggio. La sede d ella So-cieta e in : via ,\ ccaden1ia Albertina 17, Torino.

Conferenze. II R. Co1nn1issario straor<li11 ario d ell 'Oper a Nazionale i\llaternita ed Infanzia, avv. Silene Fabbri, h a teQulo, nel salone d ell 'Is tituto Nazionale F a: cista di Cultura, una conferenza su « 1 nuov1 orizzonti dell 'assislei1za alla maternita e infanzia j n Italia ». Vi assistevan ö alte personalita, tra cui i l presidente d ell 'Istituto sen. Gentile, i sen . Bru'ati, Cossilla, Lon gh i. Visconti di Modronc, l'on. (~astelJino, il prof . Ilvento, vice-diretlore dclla Sanita pubblica i generali Berardi e Boriani, ecc. J~a conferenza' ha otteriuto l 'unanime consen so d ei 1tu111er osi convenuli. Il prof. Arca11gelo Ilven to , vice-direttore gen era le della Sanita pubblica, h a tenuto presso l 'l stil u to ~az ionale delle _>\ssicurazioni una confer en za su l tema « ! giene ed a ssicurazione ». Vi assisteva 1111 rlenso ,p ,u bblico di studiosi, eh e ha valutato a ppie no J 'iL"n portanza d ell 'argomento, trattato dal1'oratore con molta chiarezza.

All' Istituto Benito Mussolini. Cl 13 marzo, dietro invito de1l President~ d el Con:-. iglio di amministrazione della Cassa Naz1onale p er le Assicura_zioni sociali, i Presidenti dei vari Con!--Orzi provinciali antitube r colari, coin venuti in Ron1a, hanno visitato i lavori d ell 'Ospedale sanatorio « Benito Mussolini n e dell'Istituto Benito Mus. olini « Clinica della tubercolosi e delle m alattie d ell 'apparato respiratorio ». L 'on . Morelli ha illu~ rr·ato ai co11venuti l 'imponente complesso di cos truzioni. Sotto Ja presidenza dell 'ing. Luigi Burgo, Si e ri t1nito, presso la Confederazione gen erale d ell 'in-

513

dus tria ilaliana, il Co11 ig li.o di nn11n i11is trazione dell 'Istituto « Benito Mu .-olini ». Appro,v ati i bilanci fina11ziari prese~tali dall 'o n: Ferretti e pr'eso atto del rapporto dei revisori de1 con ti, eh e elogia l 'accurata amministrazione del1'Is titu lo, il Consiglio si e trattenuto sulla linea di condotla da adottarsi p er la propaganda affinche J 'Istituto c< Benito l\'1t1ssolini », unico del ge11ere in Italia e aJ l 'es lero, 1possa sempre meglio rispond ere agli alti fini per cui e stato creato . 1

Alla Scuola di Sanita Militare. 1.„'anno• accaden1ico d ella Scuola di Applicazione di ,Sanita i\llilitare di Fire11ze e stato inagurato con una cerimonia alla quHle hanno presenziato il co1nandante del Corpo d 'Armata generale Graziosi, le r appresentanze delle autorita cittadine, ufficiaJi ge11erali e superiori. Il direttore, generale Grixoni, ha fatto una lt1cida relazione sull 'oper a svolta nell 'anno decorso e sul programma ehe verra seguito. 11 t en . colonnello medico Manganaro ha a><>i pronunciato il discor so inaugurale s ul tema « L~ proLez ion e d ei malali e dei feriti anteriormente alla convenzione di Ginevra de1 1864 ».

Beneficenza. 11 Con siglio di amminislrazione della Cassa di Risparmio di To1rino, su propost a d~l suo presi.den te cav. di gran croce prof. Brogl1a, ha approvalo il bilancio p er lo sco,r so esercizio 1931, eh e i c chiuso con ollre 21 milioni di utili. Nel contempo h a assegn a to oltre 5 milioni in opere di beneficen za e di assis tenza, tra cui 710.000 lire per is tituzio11i ospeda lier e, 894.500 lire ad opere di pubbli ca a sis tPnza. . Il Consiglio di ammini Lrazion e de] benemer1to Ente ha pure approvato p er il prossimo 13° anniver sario della fondazione dei Fasci e in omaggio. al Capo d el Gove.rno, l 'erogazione straordinaria alle colo11ie alpin e , inarine e opere arie assistenziali delJa Fe·clerazione fascista, di 275. 000 lire.

Donazioni e lasciti. Il compianto sig . Re11zo ~Iol a fu dott. Pietro, r11nncato ai vivi in l\ilila110 i l 28 febbraio, h a legato 300 mil a lire a quell 'O pe<iale Maggiore.

. E. Lor enzo Sibellini, Primo Presidente della Corle -Oi Cassazione, d eceduto circa un mese fa, h a lasciato 70 mila lire per op ere benefiche nel suo paese natale, Gorlago (Ber g·amo), e tra esse L . 60 1nila a quclla Congregazione di carita .

Manifestazione per i ricoverati d'un sanatorio. Nel Sanatorio « Umberto I » di Prasom aso, per i11iziativa di un gruppo di volenterosi cam erati e <lopolavoristi, ospiti dello stesso. San atorio, .si. e te: nula una simpa tica manifest.azione a benef1c10 de1 ricoverati . Dopo lo sp ettacolo si e ,p roceduto all 'estrazion t3 di una lot teria. •

Corsi accelerati per medici condotti. l Tn cor so di n1ala riologia, diretto dal ,prof. G. Bastianelli, avra lt1og·o d al 9 al 31 maggio, presso l a Scuola Superior e di Malariologia e la Stazione sp erime11ta1e p er ]a lotla antimaJ arica. Seg·uiranno escu rsio11i ad Os tia e fiu1nicino ed a Maccar ese. . Ta ssa L. 50. Un corso u lla clinica dcll a lt1bercolosi, diretlo dal prof. E. Morelli, nYra l uogo cl al ·20 aprile al


514

<< IL POLI CLl i\ I CO

»

20 i11agg io. Sar anno a1111nes i J 5 medici a compjere un internato di 12 giorni nel Sanatorio Militare di Anzio, dire tto dal ;p·r of. F. Bocch etti. So110 preannunziali altri cor si sulla p,u ericoll ura e sulla lotta. contro il cancro. on si ammettono piu di 500 iscritti, n1a questi non devono essere m en o di 25 perche i corsi abbiano luogo. Le do·m ande vanno indirizzate al dott. Arnalcl o Lusig11oli, via Francesco Crispi 10, Roma.

I inen1bri del Comitato pregano tulti i colleghi di voler si unire a loro e presentare queste 01naggio a] Buizard. Ogni so·Ltoscritlore per aJme~o cento franchi ricevera u na copia in })ronzo di questa meclaglia, copia eh e sara coniata alla cc Monnaie ». Le sottoscrizioni dovranno essere indirizzate ai sig11ori: G. Doin et C. ie, editeurs, 1)1.ace de l 'Odeon 8, Paris (6e) .

Per la riforma della legislazione infortunistica. Ha avuto Juogo in Roma t1na riunione d ella Corporazio11e d el cr edito e d ell 'assicurazio·n e, presieduta d all 'on. Casalini, so tlosegr e.t ario alle Fin anze. La Co·r porazio·n e ha esaminato le propost e per la riforma della legislazione sugli infortuni rlel lavor o, discutendol a a1n piamente e concre1tando in un apposito ordine dei giorno il suo 1punto d·i vi t a sui vari aspe tti delJa riforma stessa .

Nella cittadi~ a di Villano\ra ~Ionferrato (Ales~ and ria) si e svolta il 13 marzo, una cocdiale 1na11ife tazione a favor e del dott. V. C. Alzona, cui Yen11ero consegnate una medaglia in bro11zo per i benem eriti de11 'ist.ruzione popolare, conferitagli dal Mi11ist oco dell 'Educazione Naz ., ed una medag1ia fl 'oifo offertagli dalla po·p olazione })er compiu lo trente1111io cli servizio ,p .r ofessionale en comiabil issi1110 . 11 cl{) t.t . A Lusignoli tenn-e u11 di cor so d i circostanza .

Disposizioni sulla vivisezione.

Commemorazione del prof. Fede •

1

. Una circolare d el Minisler o dell 'I11terno (p·u bblicata s ul « Boll . Uff. » del 29 die. 1931, n. 52) reca istruzioni ull 'ap·p Jicazione d ella legge 12 giugno 1931, n . 924 ; d ice eh e il J\llinistero della Educazione e quello d ell 'Interno h anno ritenuto « eh e la inoculazione cli germi p atoig eni rappresenta, nell a gen er alita <"Lei casi , un atto lievemente doloroso, se 11on <lel tulto indolore, per cui puo essere eseguito senza l 'osservanza d elle speciali norme san cite d a lla nuova legge » .

Denunzia obbligatoria della tnbercolosi nel Giap· pone. Il P arlamonto giapponese ha approvato - cort un solo volo di maggioranza - una legge la qua,le rende obbligatoria 11er i medici la denunzia della tubercolosi . Essa r ende anch e obbligatoria, per i con1uni, l 'assist enza ai i uber colotici. La nuova legge preved c il caso in ct1i 1'int€rnal11 ento in un san atorio })Otra esser fatto d '11fficio. 1

Cinquantenario della scoperta del bacillo tnberco· lare. Come abJ)ian10 annunziato, ricorre in ques ti gior11i il ci11quanten ario dell 'importa11te s<:operta. Tra le mo'1 te p·u bblicazioni eseguite in tale circos ta11za, un posto speciale o.ccupa 1'ultimo fascicoJo d e11a « Zeit cbrift fiir Tuberkulose » (vol. 64°, n . 1-2), in cui vari studiosi , di vari Paesi , lumeggiano l 'importanza d ella ~.coperta. Esso r eca anch e un artistico• rilratto, di Koch ed i f ac-simile di due letlere d el grande scie11ziato. Per render e il fascicolo acce ·sibile anch e ai non abbonati , esso e stato posto in Yendita separata~ n1ente, al p·r ezzo di RM 10, ossia circa 50 lire it., d all 'editore J. A. Barth, ~alo1no11s tr asse 18 B, Leip1ig C 1, Germania. 1

On1aggio al dott. ßuizard. Numer o i colleghi ecl a1r1ici clel d o Lt. Carlo Buizard, segret ario gen erale della ,Socie ta d ei Chirurgi di Parigi , h anno· cr eduto op,p ortuno d 'offrirgli, itell 'occasione dell a sua promozione al grado di cavaliere ufficiale d ella Leg·iOn d 'Onore, ed in seg n e cl 'affe tto, una m ed aglia in bronzo. L 'esecuzione d ella m edaglia e stata affidata all 'eminente arLista Turir1 , Grande Premio di Roma d 'inci sion e in m edaglie.

1

Onoranze a un medico condotto.

Il 26 febl)r aio venne commemorato , nella C1i11ica Peclialrica di Napoli, il centenario della i1a..,cj: la flj Fra n resco Fede, fonda tore della pediatria a npoli. L 'attuale lilolare d ella Clinica, 1·n1ustre prof. Rocco .T e1nma , pro•nt1n zio u11 'eleYat a ora• z1one.

Morte di un ftlantropo. Ha posto volontarian1ente fin e alla sua Yila il ig. Giorgio Eastrrta~, ciirettore gooerale della Con1pag nia Koda.k, co11siderato uno degli uomi11i p 1iu ricchi d el mondo. Nell '11ltimo ventennio aveYa elar gito piu di 70 m ilioni di dollari (un miliardo e mezzo di lire, it.) p~r o•p.ere filantropich e. Di recente aveva stanziato forti somme per la fo11dazion e di grandi Istituti odontoiatrici, fra cui uno a Roma. Appre ndiamo· eh e poco prima di ahbando11ar e 1'esislenza aveva ta bjlito di affrire al nostro l )\1Ce la so1 m111a di t1r1 mi1ione di dollari, :P er u11 Tsti.tu to oftalmologico da fondare a Roma.

Falso medico. :E stato arrestato a

~1ilano

lo p seudo dott. Can1illo Lanzillotta, di :30 anni, <la Caslellana (Bari), il quale ha avt1to un a vita avventurosa e r oca111lJolesca; u11 diploma fal sificato di l aurea in meciicir1a gli h a pern1esso di prestare servizio con1e ufficiale medico e di compiere un gran numer o di eure e <l 'interYe11 ti operatiYi. In eta di 57 anni si e spen Lo a Berlino il pro f. EUNES'f FRIEDBERGER, direttore dell 'Jstituto di Dahlem per gli studi s.ull'immunita. Fu allievo di Pfeiffer · e ben noto per gli sludi sulle malattie i11fel live, 'sui processi j1nm11nitari e su ll 'alin1entaziorLe. II p.ii1 viv·o, il piu riccö, il pi~ vari<? perii_odi·c o ital.i ano d'igien e e medicina prev~nt1va, d1 san1tw. pubbl1ca e m edicina sociale, di biologia ~enera,le_ aP;Pl1~ata alla m edicina e rruppresentato dagl1 Annall d ' lg1ene, largamente 'diffuei e accreditati in Italia e all' Estero.

Ohi edetene un numero di saggio e vi aara inviato in o m aggio. A.bbonamento .annuo: Italia L. 60, ~stera L . 100 ; per gli abbonati a l ,, Policlin~oo n rispet~1va.ment~ ~· 65 .e L . 95. Ind.irizzare le rich1este all Ed1tore Lutgi Pozz1 , 7 ' ia Sist ina , 14 - R oma.

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I

SEZI ON.E

B.A.SSEGNA DEI.LA STAMPA. MEDICA.. Sperimentale 12 die. - E. PuxEoou. Lipemi~ nei vecchi normali e a rteriosclerotiei. - A. BRUNI. Influe11ze dell 'avvelenan1. da fumo di tabacco sulJa f agoci tosi. Sang, 6. - ' ' · JEDI~I CKA e J. KRAL. L 'en1oglobi1Luria paro sistica << a frigo['e >>. TVien. Klin ..vVoch„ 18 die. - E. CHIEPHAKE. ]'erapia con onde elettrich e corte. Gazz. d. Osp. e d . Cl. , 13 die. G. HANAU. E 1nipl~oie transitorie da nicotina . J ourn. A. M. A , 5 die. - L. II. NE\VBURG. Cau·e dell .obes ita. - E. 0 . JottDAI". << Avvelenam. » alimentare da staiilococchi . . tiidium, 1 die. - G. B. CACCTAPUOTI . Sindromi cerebrali da fulminazione. Presse Med. , 19 dir. - A. FF.IL. Amiantosi professionale. Giorn. Afed. 1'1il., no,·. - .\. L1- TIG. Traltamento n1edicame11to o antipirelico. Di/esa Soc. , 110Y. - G. A~G10RG1. J_, 'ig iene m orlerna e i suoi riflessi 11ella vita. Jourri. Trop. J'ifecl. a. lf)'fl. , clic. - C. LA 1 E. Ca... e e rna laria. ,\Ced. Klinik, 24 die. R. ...ALUS. .i\rterioselerosi , iperten sio11e. n e frite. .\ . WoLDRICH. Epatolerapia pare11 te rale. Laricet, 26 rlic . - _.\. E. RlJSSET„L. offerenza adcfominale . - S. D"' 1n~0N . La Yitamin a B n ell 'ane• 1n1a.

PRATICJ\

515

D eut. iW.cd. Vf' och., 25 die. S r EBECK. Fisiop.aLo logia c cl i nica. - BrHLER. Ep icl e111iologia dell 'i11-

fll1e11za. Proc. R. Soc. Med ., die. -

Di eussioni sulla fehbre g l andolare, l e indicaz.ioni a1 p ar to prematuro> 1'an estesia per la diatermia e. ·'1>er l 'e11doscopia. Casis tica. Rif. Med., 21 clic. - G. G10RDANEGR0. Valutazione della r e:i stenza dell 'operando. Med. Ib era, 19 die. - B. PEREZ VELAsco e J. A. MAUROLACORIA Y UND .\ . La eolesterina in gravidanza, parto, puerperlo e nel ~eonato. Wien. l<lin. Woch. , 25 die. - SPIEGEL-ADOLF. Azio11e delle onde ultra-eorte sulle proteine. J ou rn. de Med. de Lyon, 20 die. - Numero sull 'a11atomi a patologica. l\1ünch. Med . 1'Voc1L , 25 die . PRÜFER, HALBERSTÄDTER. lrradiotercrµin del morbo di Basedo·w . - KLINKE e HEUSEL. Sierodiagno i della tbc. atti va. Path ol ogica, 15 die. M. BERGONZI e V. PELAG ATTI. Tun10 ri della jpofiSii cerebrale. G. GuAs~AHDO. Etio-pat.ogen esi d e1la ma1attia di Heinel\1edin. Bull. Med. 26 dir . - Numero sul fegato. Presse Med., :30 die. - A. CAnE e al . Accidenti di „ e11sibilizzazione all 'insulina . .4rch. l t. di Chir., 5. - C. Loo. Emostasi preve ntiva. - L. DunANTE. Resezione dei muscoli sca. le11i e del nervo respiratorio nella tbc. polm . 1

Indice alfabetico per materie. .i\nafilt1 i: patogen e._i dello r h oc . . Pag . .i\nesle~ia local e n oYocainica : al terazio11i determi11ate da]l ' . . . . . . . . . )) )) A11estesia peridurale: tecn1ea . . . . . Anestesie gen erali dife tlose: 1ton do)) vrebbero piu verifirorsi . . )) Arti fratturati: trazione eol fil o )) Bacilli difleriei : rolorazione . . Bihliografia . . . . . . . . . . . }) )) Cardiopatie: sindron1i eh e l e simuJ a110 Cataratta: cura r on es tra tti di crista l)) 1ino . . . . . . . . )) Celluliti: pre erizjone . . . . )) Cervello: tumori . . . . . )) Cirrosi epaticbe . . . . . . . )) Cisli del mesentere: ileo da Cisti rli echinococco calcificata: pseudo)) cal eolo renale da - . . . . . . . . . . )) Ci ti n on p arassitarie de] fegato . . . . )) Colecistiti :. ia ::lppendicite . . . . . . . . ('.,o]iel1e epat1che in un caso d'1nversio)) r1e visceral e . . . . . . . . . . )) Collirio a11es let ico alla pe r caina . . . . )) Dementi ,preroc i · lerapia calciea . . . . Di, infezioni rlegli ambi.enli nelle malattie in-fettive . . . . . . . . . . . . . . )) )) l~l et tro rardiogrnn1ma: onda T . . . . . En1opatia sistematica di lunga dura1a )) clopo spl eneelomia . . . . . . . . . )) Epicliclimite colibacilla re . . . . )) Ereclolue sospette: trattam. di prova )) Ferile multipl e per arma la fuoco

.500 495 503 495 495 502 498 493 506

507 501 505 503 503 503 506 506

501 502 504 500 500

487 507 500

Gar1grcna d ei ge11i lali : e ili lo nl:i ni P ag. Ghiandole e11ftocrine : chirurgia . . . )) Magrezza . . . . . . . . . . . . . . . )) Mesaortite Jue tica: decorso e prog nosi )) Narco,~i : Ja scienza d eJla 1n cliniea )) Neiri te e albumina urinaria . . . . . )) Nefrite : proteinuria . . . . . . . . . . . )) Ormo ne ovariro : azione sul moncone d 'an1putazione uterino . . )) Ossal uria . . . . . . . . )) Otosclerosi: trattame11 Lo )) • • • • • Pericardio: sinfisi . . . . . )) Perito11eo: 1p seudomixon1a . . )) Plastica con parti 1nolli per obliterare speeiali for1ne di cavita, esiti di empiema . . . . . . . . . . . . . . . . . )) Pneumotorace da sforzo: con siderazioni sul eo ide tto . . . . . . . . . . . . )) Polmone: edema acuto n elle mal attie dell 'apparato circol at. . )) Polveri ~l a sparo·: ricer che . . )) .• Riflessi a n o-rettali . . . . . . )) Se rvizi igieriico-sanitari . . . . )) Sifili<le: sieroreazioni di fl oceulazione )) Tifo addominale: posi tivita d ella reaz. d i W e i 1 e Feli. . . . . . . . . )) Tonsille: sutura d (> J}a loggia . . . . . . )) Tora,ce: chirurgia . . . . . . . . . . . . )) Tubercolosi : prova op lo metriea di floc. . .. c ulazi o ne di Vernes . . . )) Ulcera duodenal e eosicle.tta ad ane]lo )) Ul tra-filtrRbilita . ......... . . )) 1

502' 502• 489:

491 495 507 507

500 491

506 492· 501 497 482 493 500 503 509

505 477 502 497-

1

505 501 507-

Diritti di proprieta riservati. - Non e consentita la 'ristampa di iavori pubblicati nel Policlirn ioo se non in seouito ad autorizza~ione scritta dalla redazione. E vietata la pubbLicazione di sunti di essi senza citar111e la f onte.

C. FnuGoN1, Red. capo.

A . Pozz1, resp.

Roma - Stab. Tipo-Lit. Armani di M. Courrier.

I


516

<< IL

..-

POLICLINIOO »

[ANNO XXXIX, NuM. 18]

lnteressantissime pubblicazionl s disposizione dei nostri sbb.onsti:

I~

TUBERCOLOSI

A

LEZIONI E CONFERENZE DEL 1° CORSO DI TISIOLOGI!. lenl.1te sotto gli auspici della Direzione Generale di S anita Militare nel Sanatorio Militare di Anzio dai proff. : G. MEMMo; E . MARAGLIANO; V. AscoL1; R. ALESSANDRI; A. D10N1s1 ; E. Mon1·:r.1.1; A. Busr; D. DE CARLI; S. :Hrccr; R. C1Aunr; A. GEnM1No; F. BoccHE'l"l'I . .

.Raccolte e coordinate dal Cap. Med. F. BOCCHETTI. Prefazione del Prof. Sen. E. MARAGLIANO. Volu1ne di pagg. xvr-344, nitidamente stampato,, con impressa, sulla co,p ertina la fotografia cli S. E. il Capo del Governo, Benito Mussolini, fra i rico;verati del Sanato·r io, Militare. ' · Prezzo L. 6 0, piu · 1e s.pese postali di spedizione. Per i nostri abb-0,n ati sole L. 5 2 in porto franco. '

Prof. ARISTIDE

. DIRE'l-i:'ORE DELL ' ISTITUTO DI RADIOLOGIA DELLA R. UNJVERSITA DI ROMA

·sus1

Sulld esplorazione radi ,log'ca del torace nella tubercolosi polmonare (~ezioni

' tenute al Corso di perfezionamento delle malattie dell 'apparato respiratorio) Anno 1928-29,,, VII LEZIO NE

lndice del volume : L EZIO NE

~)

I . - Introduzione al eorso. I ~ . - I r aggi Roentgen. Radioa copia e radiografia. Mezzi di contrasto. Lo sohecmo di riniorzo. · III. - Ampolle per R aggi X. A cc g.a s resid uo a e cc Ca oltdge ». Istrumenti ;pr.i n-0ipali di un gabinetto ra,diologico. IV. - I fattori dell'imrua.gine iradiologica (p osizione, proiezione, incidenza no1·male ed obliqua). Ortiodiografia. TeleradiografJ.a. V . - Tecnica ra.-diologi<;a del torace (ra..diosoopia - ra,diografia d'insieme). VI. - Sulla sede dell 'inizio della tubercolooi cronica e sull'esploraz.io.ne raidiologica dell'aa>ice. .

))

))

))

))

VTI. -

Cause d 'errore dovute ad ombre delle parti .molli ·del tarace. Anomalie della gabbia toracica. Irnrnagine radioeoopica e ra,.diografica dei Polmonl. (Ombre ilari e disegno polmonare). VIJI. - Nozioni elementari di · · radiolog.ia del e uore e dell'a-0r ta. IX. - L'esplorazione radio logica delle malat· tie della pleura. X. - Gli elementi radiografici della tuberooloei po1monare e le loro oombinazioni. (Omb:rette miliari. Ombrette di forma anulare, a tiriiogli<>, irregalari o rotond eggianti). XI. - Seguit o dell'argomento della Lezione X. Cor·doni e strie opache. Le cavernc polmonani. XII. - Le manjfest azioni x.adi-06Copiehe.

Volume in-8° di pag. 112, oitidamente stampato su carta semipatinata, con 16 figure schematiche fuori testo. .Prezzo L. 1 6, piu le spese postali di spedizione. Per gli ahbooati ai · nostri periodici sole L. 1 4, 6 0 in porto franco.

Prof. UBERTo · ARCANGELI. .

LIBERO DOC DI PATOLOGIA E DI CLINICA MEDICA NELLA R. UNI· VERSITA · l\tCEDTCO PRIMARIO NEGLI OSPEDALI RIUNITt Dl ROMA

Sulle febbri da tubercolosi occulta

0

criptotubercolari 1

(con 7 fig:ure radiografiche nel testo)

..

SOMMARIO. - ~REFAZIONE, pag. 3. - FEBBRICOLE TUDERCOLARI, pag. 9. FEBBRI ORIPTOTUBEROOLARI A BREVI PERIODI OD ACCESSIONALI, pag. 25. - FEBBRI cosi DE'l"l'E (( GASTRICHE », pag. 27 . - TrFOBACILLOll 01 LANDOUZY, pag. 33. TuBERCOLOSI MILIARE, pag. 40. - GENERALITA BULLA DIAGNOSI . DELLE FEBB&l CRIPTOTUBERCOLARI, pag. 42. - IMPORTANZA E NORME PER L'ESAME l\ADIOLOGICO, pag. 43. - LA CUTIRBA· ZJONE ALLA TUBERCOLINA, pag. 50. Volume di pagine 60, nitidamente stampato su carta semipatinata. Prezzo L. 1 O, piu le spese postali di spedizione. ·Per i nostri ahbonati sole L. 8, 7 5 in porto franco.

MEDICO AJUTO DEGLJ OSPEDALI RIUNlTI E DELL'ISTITUTO 01

PATOLOGIA

.

MEDICA

DELLA

R.

.

.

'

UNIVEllSITA

Dott. OIULIO CESARI

e

Dott. RAIMONDO DORIA .

DI

.

ROMA

MEDlCO fSPETTORE

AIUTO

DEGLI

OSPEDALI

RIUNITI

DI

SANITARIO DELLE FERROVIE DELLO STATO

•• ••

IL PNEUMOTORACE TERAPEUTICO Prefazione del prof. !.CHILLE ANGELINI •

1

GIA' DIRETTORE DEL. SANATORIO UMBERTO 1 IN BOMA PRIMARIO MEDICO CONSULENTE DEGLI OSPEDALI BIUNITI

Riportiamo l'ELENCO DEI CAPITOLJ. .

Cap. I. Introduzione - Cap. II. indicazioni e controindicazioni - Cap. III. Sintomatologi~ - Cap. IV. Tecoica del pneumot6race - Cap. V. - Coodotta della collassoterapia - Cap. VI. Incidenti e complicaziooi Cap. VII. Pneumotorace ipercompressivo e Poeumotorace d'urgenza - Cap. VIII. Pneumotorace ipo· tensivo o elettivo - Cap. IX. Poeumotorace bilatert le - Cap. X. Decorso · Esiti · Risultati - Cap. XI. Cor• collaterali - Cap. XII. Bihliografia. Volume di pagg. VIII-87, con 20 figure intercalate nel testo, nitidamente stampato su carta semipatinata. Prezzo L. 1 2, piu le spese postali di spedizione Per i nostri abbonati sole L. 1 0,90 in porto franco. Per ottenere le suddette pubblicazioni inviare Vaglia all 'editore LUIGI POZZI, Uffcio Succursale d•citto, Roma.


ANNO XXXIX

Itoma,, 4 Aprile 1932 - X

Num. 14

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''

fondato nel 1893 dai professori:

GUIDO BACCELLI

FRANCESCO DURA NTE

SEZIONie P.RA.TICA. REDATTORE C APO : P ROF.

CESARE FRUGONI

Clinico Medico di Roma

SOMMARIO. Lavori originali : S. Manca: Il comportamento del t asso glicemico consecutivo a.Il'ingestione di so&tanza riooa, di proteine. Note e contributi : A . G. Ch.iariello : Cantributo olinßco alla chirurgia riparatrice dei tendini e dei nervi -della mano. Osservazioni oliniche : G. PaltrinieTi: Su due casi di tubercolosi primitiva della ghian·d ol a mammaria. Sunti 8 rassegne : FEGATO E VlE BILIARI: M. Laemmer : Sul modo di svelare unn. insufficienza epatica lieve -0 di media gra,vezza. F. G. Oonnel: Sulle morti rapide oon temperature elevate .consecutive a interventi sulle vie bi1iari. - RENI E VIE URIN ARIE: A. p. BRIGGS : L'acidosi nefritica. - Hryntßohak : Sul valore della. pielografia per la diaignosi di tubercoloei renale. - Epetein e Ontechinnikov : Bulla patogeneai della clstalgia femminile. con urine normali. MiLzA: E. GTeppi: ~ tubercolooi primitiva della milza. - H. Kämmerer: Sui tumori cronici di milza. Cenni bibliografici. A c:cademie, Societa Mediche, Congressi : R. A ccademia d.i Medicina. di Toxüno. - Aceflidemia Medioo-Fisica. Fioirentina. Aesociazione Medica Triestina. Ci1·colo di Oultura del Sirn·da,cato Faecista Medici. R . Accademia dei Fieiocritici di Siena. - Societa Mecli, o--Chirur-gica di Modena. - Federazione Nazionale Italiana Fascista per l a lotta contro la tuberooloei (Sezione Regionale Siciliana).

LAVORI ORIGINALI.

I

1

•stituto di Clini.ca Medica della R. Un iversita di Roma. Diretlore inc. : Prof.

S.

S 1LVESTRI.

II comportamento del tasso glicemico con-

secutivo all'ingestionf-' di sostanza ricca di proteine per il dott.

SERAFINO M ANCA .

t: noto com,e le sostar1ze proteiehe sono eorpi a peso moleeolare molto elevato, eh e eontengono sempre, oltre carbonio , idrogeno e ossigeno, anehe azoto e s1Jesso pure zol fo. Nelle protein e 1m olto purifieate si trovano inoltre 1ceneri (sali minerali). Ad opera doi fermenti gastro-panoreatieo ed in Lost i·nale, le ·pro:teinie introdotte eon gli alin1enti vengono seisse sueeessivamente in albun1ose, peptoni e aminoacidi, i quali ultimi, assorbiLi ,dalla parete intestinale, passano nel sangue.

Appunti per il medico pratico : DALLA PRATICA CORRENTE: H. Seilheim: L'utilizzazione della ginnastica per la donna nella 1p iratica med:i-ca. - CASISTICA E TERAPIA : La cianosi fa.rniliaa-e congenita. - I dati sfigmoma· · n om etrici nello studi,o delle ipotensioni. - La diatermia nel trattamento ·della fibrosi e della ineufficienza del miocardio. Tromboflebite dell'arto suiperiore destro. - Sulla prevenzione e sul tratta-. mento di trombooi ed emboli p-0s t-operatori. - SE· MEIOTICA: La provocazione diagnostica del oarci nom a. - NOTE DI TECNICA: Un metodo spettofotometrico per la ·d eterminazione del pH ap;plicabile ai 1iquidi torbi,dj e colorati. - RUBRICA DELL'UFFICIALE SANITARIO: A. Franohetti : Il tracoma. - POSTA DEGLI ABBONATI. VARIA: Jesenius: I ;raggi mitogenetici del sangue umano. Politioa sanitaria e gi·urisprudenza: G. Selvaggi : Rispoete a quesiti per q.ueetioni di masstma. Nella Vita protessionale : MEDIClNA SOCIALE: s. De Sanctie: Proble:mli peiootecnie.i della scuo1a e dell'offi-cina. Concorei, N omine. promozioni ed onorif.ioeenze. Nostre corrispondenze : I I IX Con·g reseo. della, Societa Internazion. cli Ohirurgia (Madrid. 15-18 m a.rzo 1932). Notizie diverse. lndice alfabetico per materie.

Risultano dunque le sostanze proteiehe dalla co·n tatenazione •d,i un ·numeiro piu o me110 grande di an1ino.acidi. Si e riu eiti a seo,mporre ;tutte le proteino in una venti.na di aminoaicidi. Questi sono aeidi organiei , eostituiti d.a due grup1p i caratteristici : il gruppo carbossilieo (-- COOH) e il gruppo aminieo (- NII2). Si riteneva una volta eh e tutti gli aminoacidi, penetrati nel sangue, fos ero esclusivamente .devoluti. alla .ricostruzione del protoplasm.a celluJar·e . Si sa oggi, p·er m:erito dei fisiologi, ehe semplieem ente una parte ·d.i essi entr.a 1a far parte del] e proteine vive e ehe il resto, in seguito a disintegrazione, e invece consum.ato eome eombustibile, ·p·e rm etten-d o cosl l ' u o di a·mrinoacidi a scopi energetiei. Da cio se ne deduce eh e la funzione .degli aminoacidi e dupliee : 1 una fu11zione plastica e 2° una funziooe dinamogena; d.a una parte cioe l.a ricostruzion·e oellul.ar.e, man mano c;he le cellule vengono u urate delle loro proteine, e dia un'altra pa.rte l 'apJJOrto di energi.a, in quanto ehe pos-sono venire brueiati eon1e i grassi e gli zueeh eri. ()j


518

...

«

IL POLICLTNICO

I processi di disintegrazione a cui vanno inco11tro g li aminoaicidi sono princi·palme11te la desan1inazione, cioe il distacco del gruppo NH2, sotto forma ·d.i ammoniaca, e la d·e carbossilazio·n e, cioe il distacco di C02 : il risultato e la form1azione di un acido g rasso, con un atom o di C di meno ·dell 'aminoacido ori. . g1n,ar10 . Gli ac idi g rassi desaminati, non.ehe i chetoaei·di ·e i ch eto.aldei·d.i , ehe man mano si formano, seguono un destino simile a quello eh e si ha da lla demolizione dei grassi e dei carboid.r ati. A secon.da del destino dei loro ultimi prodotti di seissione possiamo ·dividere gli a·m inoiacidi in tre grandi g ruppi : 1° un gruppo a cui .diamo il nom1e ·di aminoacidi ch etogeni, perch e d.alla demolizione di essi si ar,riva all ' acido acetoacetico, il quale per scissione puo dar orig ine agli altri corpi acetoni ci: la leucina, la fenilalanina e la tirossina ; 2° un gruppo .di aminoacidi eh e sono g licogenetiei , perche .aum entano la fo:ri1nazion e edJ eliminazione di g lueosio nell 'organismo diabetico e nel cane florizi·nato: essi passano cioe n ella loro disintegrazione per la via di certi chetoaic idi, com e l'acido .pi:ruvico, oapaci di entrare nel ciclo dei carboidrati. Quest! aminoaei~i, essende generatori di zucchiero, sono antiichetoniei . Infi·n·e sembra ci sia un terzo gru·ppo, a cui app:a rte·ng on-0 il triptofano e la lisina, di cui pero non si conoscono ancora le vi·e di demolizione.

* **

Da quanto si e succintam·e·n te detto, risulta adunque eh e anch e dalle proteine, oltre ehe dagli idria ti di carbonio e ·da i gra·ssi, puo originarsi una certa percentual c di glucosio e di glieogeno. Questo fatto e stato di1mostrato· sperimentalm ente da Pfluger e Yunke rsdoff, i quali avendo impoverito al massimo del suo glicogeno, col digiuno e con la florizin.a, il fegato di un cane, lo poterono nuovamente a.rr~cchire ·di tale sostanza nutren·dolo a bbonda ntemente con sole .p roteine. C~accio e Raechiusa, sperimentando su animali ·tenuti a digiuno, hanno notato, dopo un pasto riceo di proteine, n etta e costante iperg licemia, la quale, generalmente, raggiungeva il massimo dopo tre ore dall 'ingestione del cibo e poi decr esceva lentam ente, riportandosi versa i valori norn1.ali. Essi hanno inoltre riscontrato n ei cani evidente iperglieemia ·dopo sommin istr.azione orale di .acido cloridrico e

»

[ANNO

XX \IX,

~Ui\I.

14]

in seguito al p·a sto· psiehico , per eui 11anno con cluso Cl1e l 'iperglioemi1a da proteine e determinata essenzialm ente dall 'acido eloridrico secreto dall.a mucosa gastrica. G. Martina, in base a rieer ehe sperimentali, rilevo 1'esistenza di u·n a particol.are sostanza iperglicemizzante nel suoco pancreatico, la quale accuim:ulandosi durante il digiuno nel p.an creas, si V·e rserebbe poi nell 'intestino, da dove venrebbe assorbita, passando in circolo. L 'autore ritenne ch,e tale sosta·nza fasse l'elem ento d·eterminante dell 'iperglieemia da lui n otata nel rc ane a dig iuno dopo somministr·azione ·d.i sosta·nze ;rieche di proteine. Successiva mente Raechiusa, sperimentando pure su cani, nei quali dete•fllllino in alcuni la pancre.asectomia totale e in altri la pancreasectomia parziale, v·enne alla conclusione eh e l 'iperglicemia da pro·t eine non e in Ta})pOrtO essenziale con la secrezione pancreatica ritrovata da l Martina, ma, come aveva sostenuto n.ell1e sue ric-eirche 1preoedenti, con l 'aeido clori·d;riico dello stomaeo, di cui a•n cora non si conosce il vero meccanismo d 'azione. Pa;rtendo da queste premesse noi abbiamo voluto indagare il com1p-0rtiamento del ta sso glieemieo n ell' uomo dopo som•m inistrazione ·d i sostanze rieche di proteine. E queste nostre rieerche hanno avuto il punto di partenza i:rtspirandosi a considerazioni prat~che. Abbiamo cioe oercato di ve·d ere se, esistendo veramente una netta vruriazione neI tasso glieemico con le protei·n e, si potessero „ n ella glicemia speri mentiale, sostituire al glucosio :sostanze rieche di ·proteine, evitando cos1 pareecbie or~ di digiuno ai soggetti, nei qu.a]i si vuole praticaire tal e prova. Le esperienze le abbiamo praticate al mattino su 30 individui il'icoverati in Clini1ca, tenuti .a dig iuno ·dall.a sera preced·e nte. Come sostanza·, ricca di proteine, ci siamo serviti.'diell.a cairne magra di manzo nella qu::t11 tita di gr. ·100 su 20 casi e di gr. 200 .su 10' • cas1. Nello stesso i·n.dividuo abbiamo determinato il co1nportam-ento dell.a CUirva gliocmica, prima con la somministrazione di gr. 20 di gluicosio e poi, dopo tre-quatbro g iorni, di-etro somministrazione della carne. E questo per vedere se e qu.a li ev·entuali ·differenze di risultati po· tessero esistere fra le due divarse sostanze. Come m etodo di dosaggio e stato .adoperato il 2° micrometodo di Bang, in uso n·ella nostra Clinica. Riportiamo n·ella tabella ehe segue i risu1tati ottenuti. 1

1

0

1


[ANNO '-XXIX,

NUl\I.

14]

SEZIONE PRATl CA

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1,42 0,96

1,38 0,98

1,05 1,02

0,78 0,76

1,10 0,76

0,84 0,88

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0,84 0,84

1,20 0,84

1.32 0,74 1,45 0,86 1,34 0,94 1,43 0,78 1,4! 1,06 1,34 0,74

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0,92 1,48 0,92 0,92 0,80 1,f>2 0,76 0,78 0,98 1,60 o,~8 0,98 0,76 ] ,28 0,74 0 ,76 0 ,86 1 ,5ß 1,43 0,90 0,88 0 86 ' 0,9 .t. 1,38 1,26 o,~4 0,92 0,92 0,7ll 112 , 1,28 0,72 0,70 0,72

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!80 Glucosio gr. 20 0,96 Carne gr. 100 0,96 19° id. 0,90 0,88 20° id. 0,78 > 078 ' 21° Glucoslo gr. 20 0.88 Carne gr. 200 0,88 22° id . 09~ ' 0,90 23 id. 0,89 0,90 )}

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1 ,b4 0,89

0,90 0,96

0,92 0,92 0,98 10,90 0,88 0,88 o,98 1 o,~2

1,46 0,82

1,24 0,86

0,90 0,86

0,84 0,82 0,98 0,82

1,28 0,98

1,42 0,94 1,02 1,08

0,9! 0,96 1,06 0,98

0,90 o,~2 0,90 0,90 0,92 0,90 o,~8 0,90 0,80 0 ,82 0,82 0,86 0,94 '1 0,96 1,06 0,94 0,90 0,90 0,96 0,88

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0,96 0,96

1,34 1,48 1 0,98 0,96 0,98 1;06

0,98 0,98 1,02 0,98

(:on1e e stato detto e co,mie r isulta ,d alla tabell:a, le nostre osservazioni si estendono a 30 casi, i1ei quali abbi.amo stu.diato il comportamentoi del tasso glicemi1co co1 glucosio (gr . 20) e con so tanza ricoa1 di p1roteine, ser-· vendoci deilla carne magra di 1nanzo, n ella quantita c;li g r. 100 in 20 caisi e di gr. 200 in 10 casi. Consideran·do i ri u1tati ottenuti i nota el1e la curva glicem.ica a sume u·n andamento nettamente diverso dopo l 'ing·estione del glucosio e dopo l 'ingestio·n e del1a 1carne. D.ifatti eol glueosio abbia1m10 riseontrato una glicemi.a, eh e i-11 dalla prima mezz'ora si eleva notevolmente, per rtaggiungere il massimo dopo 1/ 2-1 ora e poi ridiseende, piuttosto bruscamente, riportan,dosi in breve alla norma. Dopo som1ministr.azio·ne di 100 glf . di carne abbiamo iriveee rco·n tatato una glicemia ehe presso a poeo si e n1.a ntenurt.a Il·ei limiti norr11ali e non ha dato luogo a variazioni apprezzabili. Anehe ·nrei 10 casi in eui si -ommin·irstro gr . 200 di car·n e le oscillazioni del tasso gli. eemieo sono state ·mo.l to lievi e sebhene siasi qu.asi sempre riiSeonurato un mo,d.ico aumento della glieemia, ·e .d a notare ehe qu·esta non l1a mai raggiunto 1c.itre e·le,rate e degne di speeiale considerazion1e .

L'A. h.a studi.ato il com1portamento d·el tasso glicemieo n ell ' uomo previ.a somministrazione di sosta,n.za ricca di pToteine. BIBLIOGRAFIA.

1)

CECONI ..

Malaltie ilel ricambio. ---.. Ediz. Minerva

Med., 1928. 2) CrAcc10 e B AcCHIURA. SuZ co mportam,ento del tasso glicemico nel p eriodo diges tivo e sui •


520

« IL POLICLINICO »

f attori

Ballett. della Soc. it. di Biol. Sper., I, 51, 1926. ehe lo determinano. -

3)

MARTINO.

4)

PFr4üGER e YuNKF.IlDORF.

Sui rapporti tra glicemia digestiva e funzione pancreati ca. - Ibid., II, 1927.

Riporlati da

CECONI

n el

suddetto Trattato. 5)

Influenza del p ancreas sull 'ip erglicemia da proteine e da acido cloridrico. -

R ACCHI USA.

Bollett. d ella Soc. it. di Bia.l. Sper., p ag. 101, 1928. 6) RoNDONI. E lem enti di Bzochimica. - Un. Tip. Editr. 'for., 1925.

NOTE E CONTRIBUTI. lstituto di Clinica Chirurgica della R. Universita di Napoli. DiTetto}re: Sen. Prof. G. PAs~ALE

(Jontributo clinico alla chirurgia riparatri· ce dei tendini e dei nervi della mano. <*> Dott. ALFONSO GroVANNr CHIARIELLO, assistente e docente.

I risultati discordi ·o tte·n1UJti d.ai div·e rsi cliirurgi eh e si sono ·Oicoupati della chirurgia ripairatrioo d1ei tendini e .dei nervi ·della mano giustificano la dive:risita di opinioni ehe ancora attu.almente domin.a queste oa.p itolo de1la chi• rurg1a. Tale discordanza esiste di gia per la condotta da seguire n ella ripa·l'azion:e ·delle ferite d ei soli tendini, in quanto eh e i risultati diff~ri scono no n 1s-0lo se si tratta di l esioni unich e o mu•l tiple, ma sopratutto seeondo la sede in cui e avvenuta la lesione e se si tratta di t endini estensori o di t endini fJ.esisoiri. Seor;ren·do infatti le principali statistiche al ;rigu1a rdo, si osserva ehe in quella del Dübs ( 1919) si e avuta una percentuale d el 50 % ·d i . buoni r~sultati pe:r g li estenso·r i e d el 10 % p er i fJ.essori; ·qiuella di Li er ( 1921) T6boi.stra il 61 % di buon:i risultati per gli est en sori e il 38 % pe.r i flessori ; il Salomon (Clinica di Bier 1922) da d·e segu·enti eifre: 85 ~lo per i primi e 20 % per i 1secondi, mentre il Lang (1923) da rispettivamente il 76 ·ed il 62 %. 1Nello stesso a.n no tFUJst, della scuola di Eiselsberg .d a una percentuale .del 90 % per gli estensari e del 62 % per i fl1essori , m entre nel 1926 .q uella di Närvi .da le cifir.e di 70 e 17 %. La .statistic.a piu :completa e r·e cente e quella di Bloch e !Bonnet, irelatori al 38° C·o·ng resso di chirurgia fr.anoese del 1929. Essi danno u.n a :perrcentua!l e ·dell'81 % di buoni lfisultati ·p er gli estensori e del 53 % per i fl ess.ori. Qu1este statistiehe .rig·uar.dano soltanto· i risultati 1

1

(•) Comunicazione alla Reale Accademia M~dico­ Chirurgic'l di Napoli nella seduta del 27 g1ugno 1931 .

[ANNO

XXXIX, Nul\1. 14)

ottenuti con le suture pri·mätive, perche sbatistiche degli stessi Autori s'l1i risultati ottenuti con le suture secondarie dan.no una percentuale maggiore di cattivi iritsultati. Come abbiamo visto, i i:risultati sono sensibilme·nre diversi, seco,n do ehe si tratta di tendini fles1sori e di tendini estensori. Ma le .differenze piu sen sibili si osservano seeo·n do la sede in cui i 1su1d·d etti tendini sono stati sezi-0n.ati. Difatti, per 1quanto ,r iguar·da gli estensori, mentr·e a ll '.av.ambra.ccio, al polso ed a livello dei m etacarpi . si hanno in genere ri&ultati e~eel­ lenti, questi sono non sempre buo,n i a livello delle articolazioni m·e tacarpo-falangee, meno buoni .ancora a livello del:l a prima falange, m·entre i risultati 1sono i.n genere cattivi in corrisp·OD·d en:zia. dell.a seconda e terza falange. Maggiori .d ifferenze si osservano an:eo.ra per le ferite dei tendini fJessori. All 'avamb,raccio i risultati 1sono i.n genere buoni, sebbene non tutti gili auto,r i siano ·d '.a ceor.do su questa opin:ione. Bloch e Bonnet pero registrano, per Je le(sioni a qu1eisto livello l '82 % .d i buoni risultati, il 6 % di me.diocri, ed il 12 % di cattivi. L.a Tigidita invece del canale car·pico~ e le possibili 1aiderenze con queste !'endono Ie lesioni .dei tendini a questo livello m eno buone nei loro risultati. Le lesioni ·del palmo della mano sono variamente girud~cate dagli autori. Indubbiam ente un interviento praticato sul palmo della manoi, spesiso a g rande profondita ed in vicinanza degli archi vasali puo ;riuscire indaginoso e r endere aleatorio il successo, ma le sba.tisticl1e in gener.e non IS'Ono cattiv1e perch e variano ·d a una per oentuale del 40 % di buoni risultati nelila statisti ca di Salomon, al 54 % in quella di Bloch e Bon·n et ed all '85 % in q;uella ·d i Ga;rbo:c.k. Tutti gli autori so:i10 invece d 'accordo nel ritenere eh e i risultati delJe suture dei tendini flessori a livello delle .d ita sono addirittura disastrosi, tanto ehe spesso di fronte al disturbo ehe alla funzione della mano arreca .hl dito in c.attiva posizione sie :ricorso all'amputazione di queste. Tutte le statistiche infatti registrano · solo pochi casi di risultati me·d iocri, e quella • di Bloch e Bonnet, ehe si riferiisice a 44 cas1, registra solo 7 casi appena passabili. . . . Ne la sutura seco,n·daria ha dato migl1or1 risultati, in quanto ehe 1solo pochissim·i auto~i registrano dei risultati discr-eti con tale tecn1oa.. E' stato proposto d.a a lcuni, ed anche !Bier e della stessa opinione, di Tinunziare a qualsiasi ir1tervento in questi casi . L'e~perienza idlinioa infat!ti ha dimostlrat? eh1e s~o-uendo t.ale pratica si puo avere un ~­ O'} ioramento sensibile, in quanto ehe, spec1e b


[ANNO XA.XIX'

Nu~r.

14)

SBZIONE PRATICA

se non si tratta ·di dita .capo-fila, le altre dit,a possono traseinare aneh e il dito leso n ei loro movimenti. II oattivo ri sultato oper.aLorio p eggiorerebbe in ogmi easo la fun zionalita del dito, in quanto ch·e, 1nentre senza intervento l'lnfermo puo est endere il dito, e fl eLterlo passivam1ente, dopo l 'intervento la eicatrice disposta lungo l 'as e del dito, fi ssa questo e n e rende impossibile il nlovimento. U.n pos to a parte hanno· le suture ·dei tendini sia esten sori ehe flessori ·del prin10 dito. P er i primi diro eh e, seeondo le sLa Listieh e di B1och e !Bonn et, le sutu.re a livello del primo metaearpo· danno buoni risultati n clJa pro·porzione d·el 79 %. Per i fles ori poi, i risultati sono m en o buoni, p ereh e aneh e q·uando la sutura riesce bene, la flessione si trova un po ' limitata, sia per 1'a pertura dell 'artieoJazion·e , sia per l 'aderen.va ·della ootura eon. lo sch eletro o coi tegumenti. Per il lungo flessore del p ollice Ja utura da in genere ottimi risultati nelle sezioni palmari di esso, m entre in corrisponden za delle dita i .risultati sono p er Io piu sfavorevoli , a ca usa delle aderenze eh e si ven g on-0 a tabi1ire . Come si e visto da ·questa rapida di samina , Ja chirurg ia d ei tendini e lung i dal dare risultati eostanti , eio ehe spiega il m oltiplicansi delle teeniehe openaitive proposte e la pl'eferenza eh e diversi dann o all a sutl1ra seeondaria, anche se i risultati di questa n on siano poi in fondo migliori di quelli della st1tura primitiva. Le cause degJi in ~uecessi operatori possono essere moltepli ei. Noi riterrem o solamem.te quelle dovute ad infezion e del foeoi] aio operatorio e ad a·der en ze. Nei riguardi dell a prima dirb eh e, secon.do la mia esperien za al rig:uardo , si e un po ' esagerato, in qua nto eh e e m eno ~re quente di quel ehe si p en si, e d 'altra pa.rte un 'infezione n on porta neeessariamente ad una disunione d ei capi suturati. · Sedillot, W-0lter, Salomone son o di qu.esta opinione; dei ccusi operrati da 1\tlülJ1er in cui si ebbe suppurazione, ·n el 45 % di essi si ebb-e, ad onta di cio, risultato funzion.aJe soddisfaeente per quelli operati primitiva m ente e neJ 33 % ·p er quelli operati seeondari.am ente. Il caso riferito ·da Fiolle e molto dim oistrativo: reeisione d1egli estensori delle due ultime dita all'unione del metacairpo e dell e, falangi. Tmpotenza totale. Sutura eon il fil o di Jino e chiusura eom.p leta. Intervento dopo 16 ore. IFlemmon(e dell.a mano divenruta enorme , eon. temperatura a 39. Disunione d elJ a pelle per farc u ~cire il pl1 ~ , 1eliminazion e di un filo.

521

Malgr ado ques ti irnci·denti I.a cicatrizzazione era .completa a l termine di u11 m eise, eon ricu·p ero integrale dei ir1ovim1enti ·di. es ten sione. Le a deren ze inveoe coslituiseono una eomplieanza molto· piu frequente e piu seria se si pen sa el1e n ell.a sta·ti1~ ti ca di När vi le aderenze sono n ella proporzion e d el 72 % come ca.u sa d 'in su eoesso. La infinita di p'1'oposte avan za te per evitarle sta a dimostrare d.a una pa.r te l 'in1portanza ehe ta:le eo·m p·l icanza ha n el ripristino funziona le della m a no, d 'allra p ar te l 'incertezza ehe regna s ul mig lioir m e to·d ~ da segui.re. Circa la teenica da seguire a coen11er b soltanto i m oltepliei m etodi di sutura eh e sono Lati preconizzati da i diveDSi a utori . Rieordo a ·t al proposito le tecnich e di Le lFort, W ölfler, Süter , Truka, Schwartz, Gang olph e, liaegler , v. Eisel b erg, Lier , Wiln1s Dreyer , Lange, eee. Quell e con io-liato da c.u.n eo, e seguito dalla miaggioran.za d egli a utori fran oesi , ·e indubbia m ente buono perel1e e relativamente m eno trauma tizzante e Te.alizza un buon affrontam ento d ei capi sezionati. Degli inn esti di ten.dini , di cui non ho pratica person ale, diro solta.n to eh e attualmente si ·da m.a.gg iorie preferen za, per i migliori riultati eh e essi h anno dato , a quelli di natura r11o rta ch1e a quelli viventi , in qua n to 1che i primi vann o m eno fa cilmente soggetti ·a·d infezione e p·ereh e piu faeilmente se ne puo r~gol are il ealibro e la lungl1ezza. 1

* ** Le divergenze ch e regnano· in queste camipo 1

n1i hanno indoLto a 1studiar e eid a seguire alou ni casi ·di chiruTgia .r ipara triee de i tendini. Si 1iratta .s empre d 'interventi di ru.rgen za, chirurgia pereio di pronto soiccorso. Sebbene operati ad inter allo vario· di tempo , si e tenuto il eriterio ·d i t e;n tar e la sutura primitiva in ogni caso anch e quando erano traseorse molte -O·re . I criteri gen e.rali .da eui 1so.n o stato g ui.d ato nell 'int ervento son o stati i seguenti. Anzitutto il r ieordo anato1nieo preeiso della r e!M-0n e e se possibil1e1 eercare di stabilire b in antiic.ipo quali lesioni 1si potranno risco·n trrar e. Asepsi aceuTata d1ella r egion·e e d elle zone limitr-0fe : n el nostro· caso q·t1in1di 1'asepsi del cam po op erato·r io vien e estesa dalle unghie a l gomito. I iriisultati ottimi ehe sotto queste pu1n to di visLa si so·n o ottenuti in og ni caso mi autorizzano a dire ch1e1 se oecoTre osservare 4

'

'

,


522

<< lL P OLICLlNl CO

una scrupo1losa aisepsi in ogni tem p·o dello intervento, non bisogna rinuncia,r e all 'intervento stesso e rimandarlo a1d uTh secondo mom ento se non si ha a d1spo·sizione 11.1na completa e modreTna 1camera operatoria, perfettamen te .a ttrezz.a ta, 'll1l p1er sonale assi sten te n umer oso, strum entario speciale. Tutti gl 'inter venti eh e qui ififeriisco sono stati eseguiti sempre in ·u na sala di pronto soccorso, senza .a lcun: a ssisten te, con i co1nuni strumenti ·di chirurg ia. Circa 1'.an·este ia, la m aggioranza d1egli a uto.ri: Blltil·n cl , Taylor , Cuneo, Bloch e Bon.net consig·liano l 'ain ei teisia ge.n erale, .peirch e si evitano ulteriori traumatismi d ella r egione , movim1en ti involontari ·eicc.; ne i n·o stri casi inVtece ho sempre u ata l 'anestesia locale con novocain.a a l 0,50 %, senz.a ch·e ave1ssimo a .ri~co·ntra1r e alcun inconveniente. Ne d'altra parte e tata mai u sata 1.a banda di Esn11ar ch. Se si pensa infatti eh e questi interven ti debbono e s.ere praticati con l.a piu g ra nde calma e tranquillita, .c.h e sono sp·esse volte ·di lunga durata, e -0vvio immia gin.a.r e qru.a li inconvenie11ti pos sa daT l uogo· u·n a i ch emia prolungata, com1e il disseccam iento dei ten·dini, r etrazione i1~rch emica ecc. La tecnica ge.nerale dell ' intervento e stata, in ogni easo, di sbrigliare il campo in modo da pote.r don1in.are lra zon.a operatoria: penso ehe vale piu tag 1ia re fin dal primo· m.om en.t o un po' gen,ero·s am·ente .Ja cute se qu.esto puo facilitare la .r icer ca, piuttosto, ehe aecanirsi nel ri1stretto e.ampo d ella ferita, o sbrig liarla '8! poco ,a p·o co e diso1 r.di,natam1ente m.a n m.an-0 ch·e n,e sorg.a la neces.sita. ·Occ.OO're, dopo, fare l 'in.v entario d el1 e lesioni , andando con m etodo ·e con pazienza alla ricer ca d ei capi .r ecisi. Non starb qui a riferire i c..riteri d.a cui bisogna lascia·:rsi g uidare p er la :ricer ca dei singoli capi rec.isi , perche sono cose n ote : diro soltanto eh e n.el caso di minim10 .dubbio bisogna r~salire in alto ed orientarsi su qu.e]J-0 ehe ci si accinge a sutur.are . Non pochi so110 i casi descritti nella letteT.a tu r.a, in .cui e sta to IS'U tuT.a tO i} GapO prOSsim.a}e di um ten·dine con. il capo distale di un n ervo. Circa il materiale di sutura sono stati UJsati diversi m·ezzi: catgut, catg ut crom.ato, seta, fil o ·di lino, r.rini di Firenze, filo di bronzo allumi n.a to (Delagenier.e), ecc. Nei n ostri rasi e stato u ato solo il icatgut semplic,e O -0 1, sen za registr.afle a lcun incon.veniente. Gia preceldentern;en te ho, tricoif.dato quanti fo s.sero i inetodi co n sig li ati per la siutura dei {'api tendinei 1~e c i i . P en so eh e talvol ta tutte 1

1

1

0

1

»

[ANNO XXXIX, Nul\r. 14]

le manipolazioni eh e tecniche troppo icomplicate consig liano pos~so·no nuocer e piuttosto eh e gi-0v.a.r e a l p.rocesso di II'iparazione, per cui nei nostri ammalati ho sempre .seguito la piu semi:>lice dell1e t ecnich·e : passaggio trasversale del filo n el capo prossimale, identico passaggio dello stesso filo nel capo distale in modo da aveusri un 'a.n sa a d U e in·di annodamento, cercan.do di ottenere il combaciamento il piu perfetto possibile dei capi sezionati. Ricostruzione .accur.ata con catgut della g.uaina p eiritendinea . A tal proposito agg·iungero eh e tale semplice }Pr atica n ei nostri ca i e stata 1sem·p re piu ehe ·ufficiente. Non son o tati mai praticati i moltep.Jici mezzi co n sigliati: avvolgimento dei due capi in m embra11a pe.r iton.eale, sa:cco ern·i.ario, apon evrosi , I.a·mrina ·di caoutchouc , ap1)] icazio,n i Ioca]i di 1sostan ze oleose, di collar.g·o1lo, di olio 1di paraffin.a, ·pezzo ·di vena in cui sono state introdotte le ·due e tremita dei tendini .11ecisi e suturate, come ha pratic.ato in c11ualch e ca o Rottenstein .co·n successo. Lavag·g io con etere d·el campo operatorio. Cl1iusu.r.a compl eta . en za mai d:renaggio, di qualsiasi genere. In tutti i casi si e avuta sempre la gua.r ig·ionie op·e ratoria ·p er prima in,t enzione; J,e ag~ap,hes . ono tat e tolte in .quinta gio-rnata. L 'arto veniva faSiciato in maniera eh e i tendi·ni suturati non fo ~ „ ero in uno stato di temsio11e, la mobilizz.azione veniv.a iniziata solo ver so il 10° g iorno per esse1re poi inten sifica1ta gr.adu,a lmente. Dei molteplici casi operati secondo questi criteri rifierisco breVtem ente su 9 caisi di lesioni t en·dinee, eissen·do ,stati questi seguiti a·n ch e a di tan z.a di miesi. 1

1

1

1

1

,

CAso I . - R. 1\1., cta l\'apoli. Lesio11e del grande valmare e del cubitalc anteriore della mano sinistra. G11arig·ione p er primam. Dopo un m ese. tut1 i j movimenti ctell a ma110 e di questia sull 'ant1brarr io er ano compiuti senza alcl.1na difficolta.

CAso II. - G. S. , da Piscinola. Lesione dei ten dini dell'estenso re comune delle dita e dell'estensore proprio dell'indice sul dorso della man? d e: slra. Guarigione per ·primam. Dopo poco p1~ d1 un mese i movimenti cti fl essione ed: estens1one ct elle dita si compivano facilmente. Ri~isto .a di slanz.a di piu mesi, l 'infermo aveva r1acqu1stato completamente la ft1n zionalita della mano . 1

D. D 'A., da Auletta. Lesione identica alla precedente siil dorso niano destra. GuaCAso III. -

rigione p er primam e rip·r istino funzionale perfetto. CAso IV. - F. F., da Napoli. R ecisione dell' estensore proprio dell 'indice e del lungo_ e~ten­ sore del p ollice su l d orso della m~no sinistra .. Guarigionei p er primam. Ripristino completo de1 n1ovh11enti cl elle dita. ,


C\~:\"O

XXXIX,

CA so \

1 •

-

~Ui\L

R.

14)

~I . ,

cla Otlaia110. Recisione dei

tendini del grande palmare e del flessore comune superficirtle delle dita in corrispondenza del polso.

Guarigione per primam e ripresa funzional e completa delle dita. CAso , -I. -

A. C., dta Napoli.

I~ecisione

al polso del graride palmare e del flessore comune superficiale flelle dita. La ricerca dei capi distali di

quest ultimo muscolo fu un po' indaginosa, poiche Ja sezione era m ollo bassa, tanto da interessare anche un po' il legiamento anulare del carpo. Fu necessario intaccare un po ' questo ligamento, ma non tagliarlo co1npletamente. Ricostruzione accurata di questo alla fine d ell 'intervento. Guarigjone per primam. Ripristin o funzion ale com• • pleto clelle dila. 1

CA ' O \ ' II . - B. F .. dia Napoli. Sezione trasver sale n el paln10 della mano des l.ra, ehe andava quasi da

un bordo all 'altro di essa. el dub])io ehe un 'incision e palmare interr1a od esterna, secondo le tecniche classiche potesse far sfuggire qualche lesione st preferi l.a in~i sio11e p almare m ediana. Due tendini del flessore co mune superf iciale er ano sezionati . E si vengono suturati e si ricostrui cono

accuralan1ente i piani sovrastanti. Chiusura senza alcun dren aggio, com e se1npre. La mano si tumefece molto l1ei primi giorni, poi ando man mano riciucendosi di volume. Si ottenne un1a guarigione per primam e ripresa fun zionale perfetta dei n10,·imenli delle dita. CAso \ ilJI. - A. A. , di n azion alita svedese, di anni 3. Tag1io obliquo nel palmo della mano poco a1 disotto d el ligamento anulare. lncisione palm are n1ediarua. Si scopre dopo qualche difficolta il picco lo lendirie del flcssore coniune superjiciale co rrispondente al dito m edio . Si esegue la su tura dei due capi, segt1endo la tecnica solita. Si ebbe gttarigio11e per primam, ma rivisto fino ad un 111ese e 1nezzo di <listanza d al trauma, i movi1nenti d el m edio non .avevano ripreso la loro com pl eta estensione, in quanto ehe il movimento di fl essione della seconda falange sulla prima era indeciso . Traltava si in questo caso di un bambi110 dn cui era difficile ottenere rr1ovimenti precisi . on si sono pott1te avere piu notizie. CAso IX. --.:-- E. F .. da Napoli. Sezione lresversale dei comuni tegumenti della f accia palmare della prima falange, quasi in corrispondenza d ella prim a articolazione int erfalangea. Si riscontra sezio-

ne clei due flessori eh e vengo110 suturali. In questo caso si e avuta la guarigion e per primam, il dilo riesce a flettersi, ma il risultato non e in fondo soddisfacente, in quanto . eh e si e formato un cordone cicatriziiale diretlo secondo il m aggiore asse del dito aderente ai piani sottostanti eh e limita i movimen ti di flessione delle artico1azioni j n terfalan gee.

Se CO·m ·p leisso

e il

problema della chiTUI'gia ripar.atrice d ei tendini , esso e 1ancor.a piu com plesso n ei casi i.n eui si hanno lesioni tendinee multiple miste .a lesioni nervose. I casi d·e scritti nella letteratura sono pochi, mentJre e D.OtO eo m e tale ·e venienza sia tutt'a}tro ehe r.ara . Sono sopratutto riportati i casi 1

523

SEZIONE PRAT'ICA

in c ui i e .avuto un .ri1siultato buoin o, anche .sie parziale, mentre i casi seguiti ·da insUJccesso, eh·e sono i piu, son o :raramente riportati. Gujot riferisce un bel carso di sezione di · tutti i flessori del p olso, esclusi qu.elli del pollice, e dei n ervi cu·bitale e me diano; con guarigione perfettai ie eon ricupero completo della sensibilita e della funzionalita. In un easo pre ... socl1e simile di Leonte, fuTono n ecessari due interv.enti a 7 mesi di distanza l ' uno dal1'.altro per poter avere fi.n .a lmente un buon risultato. Bonn et, ehe h a una g.ran1de competenz.a in matcria, h a ultimamente comunicato insieme con Pollosson a lla Societa di Cl1irurg ia .d i Lione u1n caso di sezione di quasi tutti i fl essori de l pol o, de l n ervo cubitaJ,e e dell 'arteriia cubitale. Se si pen.s a ehe questi autori si dichiarano fi eri del risultato ottenuto per la sua ec.cezionale perfezione, quando persiste inveee la paralisi del cubitale, m iesso in evidienza, fra l 'altro 1dall 'atro·fia dell 'aduttore e dal 'divaricam ento delle due ultim e dita pe.r piar.ali~i d~li 'iinterossei, non ipuo m.on Ticono1cer si quanto sia ritenuto· raro dai chirurgi un su eeesso o·p eratorio completo in lesioni cosi eompl1esse. Gli stessi ehirurgi aggiungono ehe si comprende benissimo per.eh e in1 tali casi non si a bbia il coraggio d 'i.n traprendere una riparazione t endihea metod.ica, laboriosa, piena d ' ineognite durante l 'iden.t ificazione dei ca pi ed effettJuata con il rischio di una infezione della guaina sinovia le. Cio ehe spiega perche in tali caisi Vallas a bbia ;proposto ,d i contentar si ·di suturar.e le labbra .della g.u aina sinovia le e di abbandona;re i tendini ad un.a riparazione spontanea, favoriti da lla flessione forzata dell'a. ma.n o e delle dita. Si potrebbero otte n ere cosi , dopo un lungo i)eriodo, dei r~sultati di 1cui ci si potrebbe c 1ntentare. Sumner L. Koch , eh e nel febbraio di questo anno ha d edicato u·n Iu.n go articolo alla cu.r a immediata delle lesioni della mano, non esita a dichiarare ehe n el le lesioni del m ediano e del cubitale ·m iste a quelle di molti t endini I.a sutura imme.di.ata .n on trova 0Jcuna g iustificazione. II caso e he ci oecupa rigu.arda un bambino di 5 anni , eh e presentava una ferita trasversale a lla region•e iain terio-re del polso di destrfl dovuta a·d u.n frammento ·d i vetro. In anestesia locaJ.e al 0,50 % di novoc.a ina praticai uno sbri.gliamento lungo l 'asse m edian,o dell 'avambraceio e co·m inciai a fia.r e l 'inventario delle letsioni. Si 1d o~ettei anzitutto praticare 1'allacciatura della cubitaJ e anteriore, sezio.n atn; 1 ,

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524

,

« IL POL I CLlNICO »

poi si ri.cercarono i capi prossin1ali e distali d·ei t endini r ecisi : gran.de palma re, piccolo palm.are, fl essor·e com!UD·e superfici.ale d·elle ·dita., cubit,ale a nteriore. Per la ricerca dei capi distali la cosa fu r el.a·tivam1ente facile, uLilizzando la fl essione foriZata de.ll~ irnano}. 1peir qu·e.Ili prros&imali si cer co ·di evitare il piu pos ibile l '.apertura della loro g uaina 1c.erca.n do1 di afferra rne l 'estren1ita con ·Uilli l(ocher in trodotto nella gu,a in.a stessa. Furo·n o· sutura ti infine il n ervo n1edian o e il nervo cubitale a.n ch 'essi seziona•ti. Tutte .queste S1Uture fuTono praticat e con un filo ·di catgut fa tto· .p assare, come bo gia detto precedentemente, PTima nel capo prossimale ·e p oi nel capo distale, in modo da formare un U, cercando di affro,n tare il m eglio possibile le .due superfi.ci di sezioni, ed aTreeando loro il minirno ·m altra ttamento. Ricostruzion·e, n1ei lin1iti del p-0ssibile, di un.a guaina per ciaseun ten·dine e n ervo, e ificost:ruzione ·di un pia no sot toeuban eo. Lavaggio con etere del campo op·e·r atorio. Chi·u sura della cute senza alcun dren.aggio. La guarigione si ottenne per prima in tenzion·e, la mobilizzazionie fu co·m inciata in 15a. g iornata, i1 ripristino fun zionale e della sensibilita avvennero gradualmen·te. La ripresia del cubita·J.e fu molto piu lenta, ta·n t-0 ehe n ei primi m esi un e:lettrot erapista penso ad una disunione della sutura del cubitale. 'F urono praitieate numerose sedute elettro e massoterapich e. Il collega pr of. Vizioli ha g entilm1ente seguito con l 'esam e elettro1diagno -tico il progressivo miglioramento d ell 'infermo ed il suo ultimo esame, praticato a circa run anno di distanza dall 'intervento·, e il seguente : « Ipoeccitabili·ta fa radica su tutti i pi.ccoli muscoli della mano·, piu accentuata sul secondo e terzo interos.seo e nel musc-010 co:rto abdutto,r e del pollice. Alla corrente galva nica esiste anche una sensibile ipoeccitabilita -01ltre mo1dificazioni quia1litative della formula fisio1o·g ica con tendenza alla egua()'lianza polare ed alla inversione. In breve, si rilevano an c.ora fa tti .n.ot evoli di re.azione ·degenerativa ·diffusa 1sia nel territo·r io del m edia ne ehe <lel cubitale. Detti elemen.ti d egenorativi sono n ot evolmente .miigliorati <lall 'ultimo ·esame, ma n on sono scomparsi. Del iresto la ·dissoci.az-ione fra istato funzionale dei muscoli e i dati dell 'esam e elettr ico e U•I l fatto comune. La con.duzione elettrica si ripristina in gen er e molto tar di e talvo1ta no,n si ristabilisce piu an c.h e qruando la funzione dei musroli e t ornata discreta )) . 0

1

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[ANNO XXXIX, NuM. 141

* ** Le co.n clusioni 1dell 'esposizio•n e suddetta possono ra pid1am ente; fa.1:si. AnzituttQ, i casi e.spo,sti permettono di gua:ndare con minore diffidenza l.a chirurgi.a ripa-ratrioe ·d elle lesioni dei tendini e dei neTvi della ma no, ancl1e nei casi piu comiplessi. Tali bu.oni risultati si possono· ottenere con m ezzi minimi, p111'.che si osservino rig·orosam ente quelle regele di chirurgia gcnerale eh e d eibbono essere applicati in ogni eampo d ella chirUJrg ia. L 'anestesia looaJe e sem pre piu eh e sufficiente; essa permette di essere tranquilli in un intervento·, spesso lung o„ (il nostro ultimo d·uro oltr e \due 0 1re) e permette anch e ch·e l 'infermo possa rito·r nare alla propria a bitazio.n e; abolizione di q·u.a lun,q ue laccio o fascia espt1lsiv.a, per eh e diminuisoe la vitalita ·d ei tessuti. La ferita va sempre sbrigli.aia per che cio permette un ipiu rapido -0rienta·m1e11to ed un minore ma ltrattamento dei capi sezionati; occo.r re invece cerca·r e di evitare il piu possibile l '.a pertur.a delle gu1aine peritem,dinee. Su tura dei capi .sezio·n ati con il metodo piu semplice. Penso .eh e tutti gl 'innumerevoli m etodi consigliati , se pern1etlono un· migliore1 affront am·ento1.delle superfici sezion.ate, m.altr.a ttano un 110 ' tro1)po con i loro· innumerevoli })aJ.... saggi di filo le estremita d ei ·e api da Sl1turar.e e ne fa voris·c-01n o1 fo·r se la disunione. . Ricostruzio ne poi delle g u.a ine e di un piano sottocutaneo. A proposito del drenaggio .p enso poi ehe sia u1n grand·e vantaggio abo·l irlo cornip letam.e.n te. Un drenaggio in tali casi agir1ebbe sem pre • • • come corpo estra neo e se messo in v1c1nanza del le sutu.re ten,dinee -0 .nervose p1otrebb1e favo rirne la di,sunione e se soloi sottocutaneo e da con sider.arsi inutile , per.ehe con, l '-0s&erV1azio·n e quotidiana si e 1Sempre a tempo a permettere la fu.o ruscita di un po' di sierosita t ogliendo qualche ag raph e. Mobi1izzazione verso il ,d ecimo g iorno. Elettro e massoterapia. I nos:tri casi dimostra·n o ehe si puo a vere il 100/100 di guarigioni operatori1e; senza suppurazion.e, anche in casi operati a molte ore di 1distanz.a , dall'opefla~io·ne, fino a 18 e piu ore dopo, come n el nostr-01 terzo cas-0. Dal punto di vista funzi ona le i risultati sono ~ tati sempre ·o ttimi, tranne nel caso della le1_ io.n.e ·dei due fl esso·r i al dito (caso 9°) in cui il risultato e stato solo disereto. Cio non fa m-er,avig lia se si. pe.nsa eh e tutti. g li autori sono 1

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I

fANNO XXXIX, NUI\C. 14]

SEZIONE PRATICA

525

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con co,r·di n el considerare pessin1i i risultati d1elle 1sµture dei flessori ia livello d elle dita, t anto ·da scon1sigliarn,e J,a sutu1~a primritiva e con sig liare in veoe le oper ruzioni isecondarie, quando sia n o in·dicate, e fra queste l 'operazio11e di Sterling Bunnell, di tecnica molto complessa, ma eh e h a dato b u oni risultati nelle 1n.an i di ic hiru;rgi sperim1en tati.

OSSERVAZIONI CLINICHE. Ospedale Civile di Castiglione delle Stiviere diretto dal Prof. dott. Gu1no BE CCHERLE.

1

RIASSUNTO . L'A. espone i risultati otlenuti in nove casi di lesion.i tendinee m edi.a nte una semplice sulura. Questi sono stati sem.p re buoni, ed anc h e ottimo e stato il ri ultato in un caso in cui erano le;si n on olo i tendini del grande p.al1n.are, piccolo pialn1.ar.e, flessor·e comune suJ)erficiale d elle dita, c uhitale anteriore, tna ancll!e l 'arteri.a cuhilale, il nervo m ediano e d il n ervo cubitale. BIBLIOG R.~FIA. BLOCH. Bull. e t Mem. Soc. Nat . de Chir., 1929. BLOCH e BoNNET. 38° Congr . Chir. Franc., 1929. BoNNET e D ELAYE. Lyon Chir. , 1931, n . 2. ßoNNET e M1cI10N. lbid ., 1929. ßoNNET e PoLLossoN . Ibid., 1931, n. 2. DELAGENIEnE. 38° Congresso Chir . Francese, 1929. DoMINICI. Polivlinico, 1925. DüBS. Sch\'V. Med. vVoch., 1919, vol . 49; Korrespondenbl att f. Sch,veitz. Arzte, 1919. F 10LLE. Presse Med., n . 1, 1927. FoLLIAssoN . Bull. et l\i1em. Soc. Nat. de Chir" 1929. G·ARLOCH. Ann. of Surg. , 1926. G u YOT. 38° Congr. Chir. Franc., 1929. J üsT. Arch. f. Klin. Chir., 1923 . LANG. Mediz. Klinik, 1923. LASSERRE. Presse Med. , 1929, n. 16. LEONTE. 3go Congr. Chir., Franc., 1929. L 1En. Arch . f. Orlh., 1921 . MASON. Surg. , Gyn. and Obst., vol. 50, 1930. MAssf.". Presse Med., 1927, n. 16. MTGLIAVACCA. Arch. Sc. Med., 1925, n. 48. ~fULLER. Zentr. f. Chir., 1919, p. 294. NÄRVI. Actia Chir. Scand., 1926, vol . 60. SALO~ION. Arch . f. Clin. Chir. vol. 115; lbid., volume 118; Ibid ., vol. 119; lbid ., vol. 114; Zentr. f. Chir. , 1922; Deut. Zeits. f. Chir., vol. 173. STRnLTNG BuN~EL. Citato rla BLocn e BoNNET. SUMNER L. Kocn . Surg„ Gyn. and Obst., vol. 52. TAILHEFER A. These de Paris, 1928. Ricordiamo ai lettori l'interessante pubblicatione :

On. Prof. EUCENIO MORELLI

La fislopatologla del pneumotorace artlflclale (con 3 f1igure nel testo)

~strumentario

per l'attuazione del pneumotorace e per la cura delle sue complicanze

(con 6 f igure nel teeto) (Lezioni tenute al 1° Corao di Tisiolagia nel Sanatorio M.ilitare di Anzio). Volume in-160, di pagine 56. Prezzo L. 1 O, piu le epese postali dd eped1zione. Per i nostri abbonati eole L 7 ,9 0 in porto frS111i00.

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Invial'e Vaglia. a1l'ed1itore LUIGI POZZI, Ufficio Posta.le Su<.>eursale di<'iotto. ROMA.

Sn due casi di t11bercolosi primitiva della ghiandola mammaria. Dolt.

GuGLIELl\IIO P.~LTRIN IER r ,

aiurt-0 .

C,redo Il·On sia privo d 'inter·esse illustnare due casi clinici di tubercolosi p rimitiva della ghi.andola m.ammari.a, capitati .all.a mia osservazione nell ' Ospedale Civile di Castig lione delle tiviere, ·dato eh e crnJi. pa!l"e si prestino alla d i cu s ione di a lcun e questioni . 1

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CAso 1. - Ragazza di 15 ani. Anamnesi famigliare 11egativa. Nu lla di note vole nell 'anamnesi re~ota. lVIestruo a 14 anni e le mestruazioni furono se1npre r egolari per qualita, quantita, durata ed epoca di ri torno. r on h a mai sofferto di alcuna n1alattia degna di n ota. Anamnesi prossima. Sei mesi fa accu so vag hi dolori alla mammella sinistra eh e e andata a ume nlando progressivar11ente di volume. Da quatlro m esi avverte tumefazione indolore delle g hiandole sottoascellari a sinistra. E sicura di non aver riportato traumi. Non ha inai avverli to rialzi termici . Esa1ne obbiettivo general e. Ragazza ben sviluppata, in buone condizioni di nutrizio·n e e sang uificazione. L 'esame accurato dei grandi apparati organici e negativo. Esaine d elle urine negativo. Esame ob biet tivo locale. All 'ispezione si nota eh e la mamrr1ella S. e aumentata di vo lume quasi d el doppio rispetto alla destr a. II colorito della pelle e lievem ente rossastro con rete venosa molto evidente. Alla. palpazione la mamrnella e di con sistenza duro-elastica, poco inobile sul ,piano profondo e scar samer1te dolente. 'l~on si mettono in evidenza punti di fluttuazione. Ghiandole dure, di vario volume, si palpano al cavo ascellare corrispond enle. Diagnosi cliri ica. Sospe tto tumore (sarcoma) della mrunmella sinistra . Operazione. Narcosi eter ea. Amputazione della mammella S. e svuo tamento del cavo ascellare. Decor so post-operativo regolare. All 'esam e inacroscopico, la ghiandola mammaria asport ata, si presenta n otevolmente aun1entata di volume. La consistenza e notevolmente maggiore del normale. . . . . Al taglio si osservano zone gr1g1astre d1 var1a grandezza costituite d a sostanza puriforme. Intorno a questo tessuto si presentanOJ evidentissime get tate di connett~vo eh e si interseca~o e predo111inano nell 'aspetto generale della sez1one. 1

CAso II. - Vedova di 35 anni. Anamnesi famigliare e r em ota n egativa. Sposo a 25 anni con uo1110 sano mortOJ 7 anni fa d i polmonit.e frar1ca. Ebbe una gravida11za a t ermine n ove anni fa. La figlia e vivente e sana. Non aborti. Nega la lue od altre malattie vener ee. Non h a m ai sofferto di malattie degne di nota.


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~.AXNO

« JL POLJ CLINICO »

526

A11am11esi prossi 1na. Da circa quattro m esi ha

avvertito leggeri doloiri a tipo gravativo, esacerba11tisi i1ellei ore notturne, alla mammella S. Esame obbietti·:;o gerierale. Donna ben sviluppat::t, in discrete condizioni generali. L 'esame dell 'apparato respiratorio, cardio-vascolare e degli organi addominali non m ette in evidenza • nul]a di notevo·le. Esame delle urine negativo. Esame ob.b ieltivo locale. All 'ispezione si nota Ja mammella S. lievemente aumentata di volu m e nella regione · dell 'areola ehe appare leggerm ente stirata verso l 'esterno. Colorito della pelle normale. Rete venosa iappena pereettibile. Capezzolo leggermente r etratto. Alla palpazione si riscontra un n1odico indu~ rimento rispetto alla mammella D. e si p er cepisce un n octulo duro della grossezza di una n occiuola i11 rap porto con la regione areo~are. el cavo ascellare si p alpa110 numerose ghia11dol.e indurite, piccole, indolenti. Diagn,osi clinica. Cancro iniziale della n1arl1m ella sinistra. . Opera.!.io ne. In narcosi et.erea si pralica l 'asportazione coin1.pJeta della marr1mella sinistra e si proeerle :1llo svuotame11to del cavo ascellare. Decor so post-operatjvo regolare. L 'esa111e macroscopieo sulla se-zione trasver sa della mammella, mette in evidenza zone di aspetto roseo, e fra queste, a ltre di colore grigiastro i11 p arte cos lituite da sos lanza puriforme. 11 no(lulo, otlo il taglienle, c ma11ifestamente piu duro del tessuto circosta1lte. Evidenti st.rie bian castre percorro110 la sezione per tutti i sensi. Esa1ne istologico. L 'esame istologico dei due casi e del tutto simile : Je sezioni risultano formate da un tes uto c0nnettivo fondamentale ehe delimita aree piu o meno grandi di forma qu asi circolare, aventi al eentro un grosso elemento1 plurinucleato con protoplasma abbonda!fte, granuloso e poco eolorato clall 'eoisi.na. 1 nuclei sono disposti ad anello verso Ja periferia; nell 'insieme si ha un quadro ehe ricorda la cellula gigante. Attorno a questo ele1D:ento~ si osservano cellule di tipo epiielioide e fra quest e e sopratullo alla periferia, in m ezzo acl un intreccio fibrillare, r1u111erosi elemen ti puntiformi di tipo linfoide . Alla periferia il connettivo si dispone a travate e da queste partono prolung·amenti ehe vanno a delimitare delle aree simili a quelle descritte. Qua e la si osservano zone di necrosi. Nel tessuto <lescritto si notano sparsi, resti del pare11chima ghian<lolare alterati nella loro, intima struttura per il prorcsso infiltrativo linfocitoide e per la costrizione della enorme proliferazione connettivale. Non si notano1 alterazio.n i nelle pareti vasali. Le sezioni trattate con liquido cli Ziebl dilt1ilo, hanno m esso in evid enza rari bacilli della tuberco1osi.

La ·di.a gn.o si istologica e di tub1ercolosi mam• mar1a . . Detta ·dra:gnosi ve!l'Ile d.efinitiv.a mente convalidata dalla prova bio·l ogica. Furono iniettati, con materiale purifo·r me p·r elevato ·dai p e2zi aspo-rtati, due conigli. Uno (caso I) mori per malattia interconrente quat~ro gio·r ni do·p o la ino•culazione senza dimo-

°Nl1M.

14J

tr.ar.e a lla necroscop i'a. •null<:r di car.atteristico : l 'altro (ca·so II) ,·ennc a tI11:o rte spo11tanean1e11te do1)0 circa 40 g iorni. L'autopsia misei in evidenza, m.a oroscopican1enbe, il quadro Lipico ·dell 'in.fezione tubericolare su tutti g li org·a1n i cavitari e dall'es.a1ne istologico st1 sezio1n i di fega to risulto la presenza del b~cillo di I\.oc h. ~o.n. e· sende risultati dati an.arru1estici positivi e n·on aven·do tro,rato su nessun org.a110, i)er quanto accu·r atamente visitato, seg'Di patognomo·n ici specifici, clinicamiente, si e indotti a .conside·rare la localizzazione come p ri111itiva. 1

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XXXIX'

La sinto1natoloo·ia ·de s.critta ·d.a ,·arii autori credo n on sia probativa, cornie affern1.ano Bartoli e num·eiro i altri. Circa I·a diaguiosi cljnica, viene ancora confermato eh e, quando l 'affezione si presenta con la sinto111atolo·g ia ehe riscontrai n ei miei casi, si e nella impossibilita <li poter . formulare la .diag no... i ; pote.ndo esser tratti in in.g anno rd a segni di mastitei cironica o di tumore iniziale. La tu•m efazione dei gangli sottoasce.11ari indolenti, venne .avvertita tiatrdivamente (I caso) o non fu notata (II caso). Per l '.as enza con11)}.eta· di d.~ti a·na111n.e„ti ci e clinici generali e locali ·di natura specifica, l 'aun1_e11to rapi do e notevole del v-0lu1m ;e della 1na 111n1eilla indusse n el I ca•so a far pensare ad un1a form.a sa,r com.atosa, m·entre nel II caso la })resenza, no·n 1c.erto probativa, di un n odulo duro e leggermenle irregol.c.re in rapporto con la· r egione ar·eolare e conse;gt1ente retrazio11e del capezzolo, fece orie.11tare, anche ])er J.a IJ-iu · fa cile evenien z.H, versa una forma ini zia]e1 di can cro . Circa il rappo:r to fra l ' insorgenza ·della tub ercolo1si mamn1iäria e le funzioni fi iologiche d·ella g hiandola, il I caso appoggerebbe le vedute. di Cuneo, Darrier, Plu.giet, IIab·erm.a.a·S,' eoc:, essen do la g hian·d ola stessa i.n via di evoluzione; m1entre ·n .el II c.a so Jo stato· di ripo·so della ghianid ola ·da.r eibbe valo-re a quanto sostengono la mag·:g ior.a nz.a ·d egli AA. (Dt1b.ar, Binaudet, Scott, Salomoni, Putzu, Piskac.e.k ed .a ltri. L'assenza poi di soluzioni di continuo sulla ctite .de.lla mammiella e la mJaincanza di alterazio1ni vere e proprie a carico del tessuto ghi.an·dolare, istologicam,e nte risoontrate, mi induco·n o a rriten·ere con Binaud, Sabrazes, Gaudier, Bartoli ecc., eh e l'infezione abbia seguito Je vie ematicJa, e lin.fatica. 1

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[ A~No

XXXI\. ,

~t.- )I.

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SEZIONE PRATICA

_\.nalon10-1)a Lolo.girnm,c•n te i 111 iei casi avrcbbero risc-0ntro· n1elta form a con flu ent e d el Dubar. T tolog icamente, circa la form azion.e d elle rrl1t1le g iganti gli A.~. hanno da lo due spiea.azioni. Scicondo Duba·r e·d aleuni a ]tri · i a:m 1nette cl1e la cellula g igante . ., i forn1i a . pc e dell ,epi telio acino o. Drette eellule ... ar ebbero disposte eome lo e·r ano gli acini. Dub·ar eo·n crue_ta st1a tcoria vorrebbe dimostrare inoltre eh e, patoge.11eticamen te, l 'infezion e avven ga J)er i dotti galattofori. Gaudier, Bat1mgarten, Sabraze , Binau·d ed a•ltri, 11ar1110 ,dato eecel11entem e•11te, ed a mio Jliar ere piu ' 'er osimilmente, tin 'interpretazionc> oppo _ta, ritenen·do eh e il Dubar sia incorso in errore g iudica.n do com e evoluzione d ell 'epitelio il contenuto degli aeini eh e n on sar ebbe altro eh e essudato albuminoso e g ranuloso eh e li ha jnyasi e ehe potrebbe confon d cr. i con Ja so tan za n ecrosata d el centro d e1l e re11ule gi crant1 . Qt1esti ultimi anzich f. un 'ori gine epitelial e a111n1cttono un 'oricri11e mesodcrn1ica. i tratte rebbe di ·cellule epitelioid i r l1e si in fil trano fra i l obuli n1arnn1ari e eh e penetrarno n.egli spazi interacinosi. Gli e]ementi g hiandolairi sa·r ebbero solt.a.n to stretta1n,ente circoscri1 ti e corn.pre s i d a l processo tubercolare. Gli epite1i g hiand olari c0lorati col proce. so cli Gram-ißizzozzeT-0, dimostrerebbero pertla·nto la loro vitalit a . (Carioeinesi, riem·p imento d ei el1l di saeco ·dilatati, di eliementi })roliferati). econ·do il mio parere l 'ultima interpreta1ione, oltre eh e essere piu conform e agli abituali processi tuber colari sar ebbe eoneorda11tei col reperto istologic-0 o ser vato ITTei miei c.a i. Per quanto rigua.r da la ' 1 ia d ' infezion e le 'ie sanguigna e linfaticra. rendono pju persuasi , m·entre l ' infezione per via galatto for a, pur ~)otendo esi tere, c:r.edo ehe si.a del tutto eccezionale. ronclud ere i percio: cl) e ~i 1)ossa, sia pur r ara1n ente, ri scon t ra re la J.oc.alizz.azione tubercolare pr~mitiva n·Plla g l1ia11.dola m amima ria; Ch e }e YiC d 'ing.r&SSO piu frequ enti SianO la san guig na e la linfa tica, se esiste, rarissima la galattofor.a; eh e le condizioni fi siologiehe de1la ghianclola, pur non essen do una ragione necessaria, abbiano influen za ullo sviluppo della malattia; cl1e la dia.gnosi clinica sia talvolta estremamente tliffieile, confermando perc io la necessita <lella prova biologica. 1

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RIASSUNTO. L ' A. de crive due casi di Lu·b ercolo ... i primitiva della n1a 1111111ella ·eh e si presta110 alla disc u sio11e ·di al cu11 0 quei~ tioni r elative alla patog·en es i ed alla tlia.g no· i di d etta rn al attia. BrNAUD.

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DI prosslma pubb llca-zloae:

Prof. ARNOLFO CIAMPO L INI

Docente nella R. Univers ita di Milano.

II trauma nella etiogenesi delle malattie (Rapporti clinici e medico legali) Prefa~one

del Prof. CE SA RE FRUGONI Clinico Medico di Roma. Riportiamo i t1toli dei vari capitoli di q11esto initeressan te 1i bro : I. Argomentazioni .clinicihe e a.rgo·m entazion.i l egali Le casualita m-01·bose - - Caus:l. Oid occa.sion e? - Dei fattori m orbosi concausali neJla clinica e n ella me· dicina legale degli inlfortuni - La configi1razione giuridica ·della lesione da in.fO!rtunio e della. m a lattia ipr ofessionale. - II. Dello .sf-0rzo come azione m or. bigena - La lombaiggine da sforzo - L'ern.ia infor. t1tnia - Orohiti e vari-ci da s forzo ? - Emorragie cerebra li da s forzo? - ·Le morti improvvise da la voro? - Sf orzo e m a lattie <lell'apparato respiratoria. - rn. Traum1 e tumori - rrraumi ed emopatie - Endocrinopatie e traumi - Traumi e malatti~ e>steo-arti cola ri. - IV. Complicanze ed esiti del tra um::i, cra n.io-encefalico. - Traumj e n1al attie a ser!e s pinale. - V. PleUll'iti e pol.moniti t r aumatiche Tr~u.mi e tubercolooi polmonare Traumi ed atpipArato card io-vaeoola r e - I traumi .dell'apipairato digerente - I traum i del ren e - Indice sistematico - I ndj ce alf aibeti co. Volum e 1n-8°, di ;pagg. XII-550 niti·damente etamipato. Prezzo: in brochu.re L. 5 2 , rilegato in t ela L. 5 8 piu le &pese postali di S'Pedizione. Per i nostri abbonati, rie•pettivamen te L. 4 7 e L. 5 3 . AVVERTENZA. -

II libro sara pronto fra una ventina

di giorni. EccezionaLmente a quei nostri abbonati ehe saranno solleciti ad invi::iYci la ordinazione prima de) 25 aprile, mediante Vaglia Postale intestato all 'editore LUIGI POZZI, Ufficio Postale Suc, cursale diciotto, ROMA. il volume sara ceduto , se rilegato, per sole L . 5 1 e, se in brochure, per sole L. 4 5 , con invio in porto franco.


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IL POLICLINICO

SUNTI E RASSEGNE. FEGATO E VIE BILIARI. Sul modo di svelare una insnffieienza epatica lieve o di media gravezza. (M.

L AE MMER.

La Presse. Med.' 12 die. 193 1).

Il quadro dell 'insuffieienza epatiea lieve prese11t.a, .a diffcren za d-ellie gr.andi insuffi·cienze, disturbi funziorlali t.almente lievi e variabili e form e eliniche eosi poco nette, ehe risult.a molto faeile il confonderlo con altri qu.a dri morbosi affi•ni . Conviene pereio eh e il pr~ tieo .tenga presente 11on solo l 'esistenza :rieale di tali lievi insufficien ze epatich e ma a ltresi .conosca alcuni precisi metodi d'ind.a gine a tti a svel1arle: eh e nm1 e 1·aro il caso di disp epsie le piu varie, attriJ)uite ,dai paz ienti a llo stomaeo e a ll ' in testino, eh e ri.:eo·n oscono inveee la loro reale origine n ella -~turb.ata funzioo,e ep.a tica. 1

.Sintomatologia dell'insufficienza epalica lieve. _, Sono segni subiettivi aa·ratteristiici la bocca .amar.a a l miattino riisvegli.an.dosi, diarrea pos:t-pran·dia le con feei gial~o-chi.are, meteorismo aec.eintuato, erisi orticariformi o prurito essen zia le, cefalee a tipo erriicrainieo co·n vomito biliare, dolori periodi ci .r eumatoidi preferibilmente a carico di tutto il ].a to destro, tendenza a lla mali•n conia (temperam.ento atrabile -d egli a nti•chi), ais soluta ripugnan·z.a verso il latte. ' Possono inoltre far parte del qu.adro m orboso ver tigini, scotomi scintillanti, stan ch ezza visiva, dolori muscolari m igranti a sede non precisabile, crisi ·d i coriza o asm.atiformi. . Obiettivamenite si rileva: .p elle secca e g 1alla·stra, specie al palmo delle mani e alla pianta dei piedi; il eontorno diell!a· bocca e delle palpebre e quasi sempre pigmenta to (occhia li colerrniei). IFrequ·enti sono gli xantelasmi sulle p·alpebr e, i nei vascolari e le ramificazioni venose capill.ari in corrispond-e nza dei ·p omelli delle gu.an ce, ·delle spinne nasali, a lla base del petto e all'altezza d~l fe,gato. A 1carico dei polmoni qu1alch,e ra.n tolo congestizio .e piecoli sfreigam enti pleuriei alla base d1estra, posteriormente. A carico ·dell 'apparato cardio-vascolare : ritmo cardiaco r.all entato (spesso me.n-0 di 70 pulsazioni al minuto): alla punta leggero soffio sistoli co, evid·entemente inorganieo. Pmx diminuit.a, Pmn aum entata. Il sistema venoso a·ppar•e ben disegnato, ·speeialmente nella region e sotto·diaframmatica: spesso vair i·ci agli 1aTti inferiori e·d emorroidi . Caratteristica 1a fragilita del sistema vasale oa1pillare cui si ·a ccomp,a gna notevole fr.agilita g lobulare d onde tendenza agli ematomi , alle ffl}ist.assi , alle me• norrag1e. . 1

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Per quan to riguarda il sistema nervoso le pupille sono genera1mente midriatiche e torpide alla luce : nolasi una ceirta tendenza al1.a va.gotonia. La r eflettivita e ia1 volte diminuita, a volte aumentata. A carico ·dell 'apparato digerente I 'esam·e ri\reJ.a lingua saburraJe (spec. al V lingual1e), stomaeo ptosiico, fre quente aer ogastria e iaerocolia . E frequente u.n a ·spiccat.a sensibilita in corrispondenz.a d el ples$o solare delle vie bilia ri e della r egiooe eieco-appen-d icola·r e: l 'ampoll.a eecale e di solito dilataita m·e ntre il colon discen·dente si presenta spesso spasmodicamien te contratto„ L ' esame radiologico .riv.el1ai i1n tali casi, e non in tlitti, soltanto uin lieve innalzamento della 1c;upola epatica, espressione di un 'epato1n1egalia eh e l 'esame clinico poteva esser e stato insufficiente a scoprire . Ricerche di laboratorio. Sono· in t.ali casi il necess.ario complemiento a lla ric-erca d1ei seg·ni elini•ci, se si vuol giu.n gere alla diagnosi. E impor tan te , a tale seopo, ricercare nelIe urine la ·p resenza di pigmenti biliari, di sali biliari, dell 'urobilina, del glucosio e del1'urea e nel sa1ngue la bilirubina, la colesterina e l 'urea. P er g li esami delle urine si preleveran.no in 3 boccali diff.e1~en ti le urin·e ·d ell.a se,r a, del mattino al risveglio, e quelle del pomeriggio ( 1 ora circa ·d-01po il pasto). 'F ac.endo l1e ricerche separatam ente sara possibile ri1conoscere anch e la piu lieve g licosuria d ' origine epat1ca c.11e sara svelata sicuramente nelle urine del pomeriggio e della ser.a. Il saingue sara prele' 'ato anch e 3 volte n elle 24 ore, analogar11ente a l prelev.amento d elle urine . l nterpre:tazione dei risultati delle ricerche. La presenza · costarnte n·elle uri11e di pigmenti biliari (anche a p iu giorni d 'intervallo) costituisee un segn o quasi patognomonieo. Cosi di1casi per una n ett.a hilirubinem,ia . Eguale valore ha1 la presenz.a di acidi biliari .nel sangue sopratutto se CO[l colesterinemia eoneomitante. Tali r eperti poissono ritenersi di per se patognomonici : m.ain1can.do essi od essenrd o incerta la ·diagnosi ed eisistendo un sospetto di insufficienza epatica in b.a se a i risult.ati del1'esame obiettivo, po·ssoo.o essere istituite delle rioerehe di eontrollo, eh e nei easi positivi posson o dare come risult.ato: a) urobilinuria eon debole elimin1aiiione urinaria di urea e con centrazione di q.u esta nel sangiue; b) g licosuria .d eb.ole nelle urin.e dei periodi ·digestivi senza g licemia importante; c) colesterin.emia .aooontu.a ta eon aumento di urea n el sang u e. T.ali risult.ati u·e ndono certa la di1a1g no·si di insufficienza epatica di lieve e m edio grado ed aprono la via all 'intervento terapeutico opportumo. G. LA CAVA . 1


[ANNO XXXIX, Nu M. 14)

S EZ lONE Jl HATJ C A

Snlle morti rapide con temperatnre elevate consecntive a interventi snlle vie biliari. (F. G. CoNNEL. Ann. of Surg., vol. 9±, n. 3). I./ A. ritie11e ,q:uesto genere .di g rave complican~ molto p1u frequente ·d1 quello ohe no·n appa1a ·d alla lette:naltura. La morte in tali casi e. spesso· .attribuit~ a d emorragia, sh ock , malatt~e renal1 o card1ovasali , irpertiroidismo , 0o·mpl11c.a:n~1e ~o1mona:ri, dilatazione gastricia acuta, per1ton1te sett11ca. I sintomi possono v?l~ a ;olta :r:icorda:cie o gnuna .di queste les1on1. ~ ~· op1n~ ehe la sindrome pois sieda caratter1st1che tal1 dJ3.t farne una definita entita clinica. . 1 Sßeo ni e i sintomi di tali sindromi mor~l~ non coincidono 1con quelli della peritonite b1l1a:re n e de llo shock 0 insufficienza epatica. Q~est.a .ultima sindrome si spiega eon le ioni rrucrob1ch e. o . tossiohe del_le oellule epatich e, con alteraz1on1 d el m etabolistno d ella eolesterina , eoo fenomeni di sh ock a na fila ttico o allergiei. con disturbi d ell 'innervazion e del fegato, ~ con un g.r:aJVe 1stato tossico del rnalato. La s1ndrome in questio01.e sa:reJbbe da con.siderare com e una r e.azione m etabolica chimica o allergica gen erale di natura seonosciuta oppur~ comie un. fe11om eno puramen te n ervoso. Nell Ospedal e .dove }a,rora l ' A. (Mer ey Ho pita.l, _Oshko~h , W1 .) dura~te gli ultimi icinque ann1. il 23 , 6 ~ deille m ort1 p o ...t-operatori·e seo-uite a in~ervent1 ull ~ :vie bilia~i presentaron o questa s~nd~ome ..Gl.t intervent1 compiuti colla diao-no i d1 colec1st1te furono eseguiti in ialfleste ... ia gener~le o spi.nale e an eh e loeale. Le operazio11 i esegu1te furono 13 !Coleci t ecton1i e e 4 . ton1ie. In 11 caisi fu aggiu·n ta una appendieectom.i a in -! fu dov:u.to dre nare il coledoco e in 1 cas~ fu e seigui~ u:n1intervento sulla pelvi. La tem1 p eratura sa11 fino oltre 40°. La m or te segu1i n ell e 48 .o re dopo l 'i?tervento. In soli 2 ca i fu es.eguit.a una autops1a eo m1p leta ehe rivelo una volta ram!fiollim~nto ? ella mdlza e del fegato e congest1one de1 r e n1, una volta un eonsolidamento del po lmone D. 1 Fu~ono eseguite anehe 2 autopsie parziali. Mai fu m esso i1n evidenza aleunehe a carico del peri to.ne o. Si sono an che osservati ca i guariti spontane:a~e~te , abortivi , eon sint~m~ d el tutto sim1l1 . Non sarebbero state ma1 r1scontrate sindromi simili in. a ltri interventi sull'.addomie. 11 trattamie•n to e solo sintomatico . L'A. non c:re.de ehe i casi risolti felicem ente 1$.i1a1n-0 stat1 11} flue·n zati dalla cura. M. As cOLJ. 1

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RENI E VIE URINARIE. L'acidosi nefritica. („~ .

A rch . intern . Med. , genn. 1932). Le indagini ' enn1ero pra tic.at e su n ot evole i1umiero di ca i di 1lefrite •c.ronica del tipo preP.

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v:alentemente sclerotico coo se.gn·i di iperten„1one , cardiosclerosi, ecc., e riguardano lo studio chimico del sang ue e delle u;rine : determ~nazione ·della r:iiserva alcalina, dell 'azoto prote1co e non protei·co, d·ei cloruri , fosfati, solfati, d elle basi totali, e in qualche caso del pH, del sangue : ana lo@amienite n.elle urine ven111ero dosate le baisi fi e, i cloru1ri , i solfati i fosf'3:ti., l 'a~moD:i'3:ea, la cr eatinina, e il Tutti i dat1 relat1v1 veu1g ono riportati in chiare tabelle e grafiche , e ven.g ono co·m1par.ati con i risultati ·d elle elassiche ricerche di Atchley e 1Ben edict sulliei mo·dificazioni .d el rica1nbio· inorga•nico :negli animali da espeirimento in segui-. to a lla legatura bilaterale degli ureteri , II tasso dei fosfati e .d ei sol faLi nel ~an(Tue-. 1 5 rLsu ta 1aiumentato, meutre notevolmente di1ninuita e la quantita d elle basi fisse· i cloru-~ ri risultan.o , o un po' bassi, oppure ' normali 1 • qualora non coesista·n o ed·e·m ·i o vomito abbondante, on1d e l 'A. ritien e ehe ·n ·on. si a bbiano in questa categoria di m alati valori caratteristici . cir~ il tasS? di eloruri n el samg uie; piul ev1dent1 rapport1 , con la ritenzion e r enale pre-· sentai l 'accum·ulo dei fosfati e dei solfati · scarse m odificazion1i presenta il tasso delle protein e nel siero. Le ba~i f~sse del si.ero :risultaron·o con1prese tra. va~on d1 ~45-1 50 milli.equivalenti per litro , qu1nd1 un po al di sotto del la norma se·condo Benediet. ' Per quello eh e si riferi_ce alle u1rine , l 'A. ricorda le precedenti ricerch e al riO'uardo di vari autori, e la regola fond.a·1nentale secondo c ui il r ene tende ad eliminare l 'ecce~o di aci· di •con una p erdita minin1a di basi fi sse : la somministrazione di acidi minerali conduce p ero nei nefritici a·d un aumento n ella el·imi11azione renale di basi fi sse, aumento ehe e assai m.aggior.e di quello el11e si ha in individu~ eh e non, presen tan·O leis.ioni a}]a f Ulllzione renale : on~l.e l ' i·~ea che nei remi nefritici del tipo ~lerot1co es1sta una ti1pi•ca e specifica ·a1teraz1.one del mecc:an~ smo .di reigolazione n·ella per·d.1ta. d~lle bas1 f1sse e ehe qu·esta alterazione· s1a 1nt1mamente connessa eon il processo d.f formazione dell 'ammoniaca eh e e proporziona tamente ridotto. Cio risulta :aJDche da apposite xir,er che prat~cate dall 'A. , <lalle quali emer.ge anche un d1verso com:porta m-e.nto in questo sens o n ei casi di n efrite con o senza e<lem.i : e pa:r:ti cola~m entc i n quest 'ultimo g ruppo di m.alat1 ch·e ~ notevolme·nte ridotta l 'eli1ninazio1ne urinari.a .dell 'ammoniaca ed in,rece .a umenlala la p erdita di b.asi fi sse. A questo rig·ua rdo 'l 'A. pe1ro pren·de an ehe in con1si.deraz i o·n «:~ accanto wi fattori rena li alcuni fa ttori' li sulari: semib ra cioe eh e u.n~ mo.d ificazio11edell 'ie1quilibrio aci·di-basi n el sen so .di ut11.a a•c.icTosi, fa eoia dirninuire an ch e Ja capacita dei tessuti a legar e basi e acqua . T·t a i fattori r en ali e presa an ch e in c on.sideraz ion e la questione della diuresi eh e sem-

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bra. ostacolare in qualche moid o il mecca·nismo ganici, 1c.ome ha anche din1ostratb l 'A. in parte di con ser,razio·n e d.elle b:aisi. Dietro ingestio,n e delle iricerel1,e ricordate. di acidi i nefritici presentano anehe un noteDa ultimo l 'A. consi.dera il problema teravole a u mento ·delta ·diuresi: tale aumento !11.on peutico dell '.acidosi nefriticai, rieordando di e di per se sufficiente in condizioni n ormali aver e in aleuni casi ottenuta ooa modificaziodi funzio.n .alita ren.a le a d 01sta·co.Jare il n1.eeea- ne in senso• al·calosico dell'equilibrio acidi-ba~ nismo r eg·olatore deJl 'elimi nazione delle b·asi, si ·d el sangue media·n.te trattamento eon sali di ma ~n. condizioni pa·tologiche puo intervenire ·ca lcio e, m1eglio, di stronzio: vanno tenuti pread a un1entare notevolmente la velocita ·del flussenti an cl1e i vai:ri tipi di dieta alcalosica sipeso .a ttr.averso i g·lome r uli ·e i tubuli ancora funcie co11 lirnitazion e deg·li .a eidi fo sfo1rico e solzionan li, e coniseguentemente portare a lla eli- f orico. C HI NI. minazione di un di piu di basi fisse: e ehe eio sia, lo i:ndica il fatto dimostrato dall'A. eh e Snl valore della pielog1~afia per la diagnosi basta provocare una piu intensa diuresi medi:a!Ildi tubercolosi renale. te somm1inistrazio·n e d 'acqua distilla ta pei:r ve( 1-IRYNTS CHAK. Zeit. f. Urol., vol. 25, 1931). dere un .aum ento nella elimin.azion e di acidi organici e eontempora:neamente pure un piu forLa diagno,s i di tuher eolosi rena1e, spesso molte aun1ento n.ella e.lin1inazion·e di b:aisi fisse : to facile, p1uo prese.mtare talo na' serie diff1colta . questo incremento nella per.dita ·delle basi non GraJl,d i vantaggi si possono avere dalla die di gr.ado cosi elevato come quellQ eh e s.i ha mositr.a zionie 1r:adiogr.afica ·d ei b1aci.netti ren.ali in seguito a somminis:trazione di , acidi, fo,r se riempiti eon um. m ezzo di con·trasto , m a n on per ch e ' 'ien e a 1nanea.ne l 'effetto diretto d egli tutti sono d 'accordo sui ' rantaggi di qu·e.sta riacidi u i tessuti. L 'A. conclu·de eh e la per.dita eerca e molti ne tein1ono d ei rd anni. di b.a si ehe si h.a in seguito a sommini str.aiiioLe aac.u se eh e si fa,n no alla pielografi1a. ne lla n.e di a1cidi va rip o·r tata al passaggio di basi tbe. rena le isono i•ni primo luogo eh e UJila tropfisse d.a i tessuti a l san.gue e d.a questo alle uri- po a lta p1re·ssio·n•e del liquido di eonit rasto pos. ne e all 'azione ·diuretica eh e ostacola i feno- sa d eterminare un 'esternsione del processo. meni ·di riassorb imen.to tubulare. Contro questa ide.a parla l 'esper.ienza di molti Relativamente all ' importanza ehe va as eigna- tra cui Joseph e Per ln1ainn; in ogni modo la ta a llai .a mn1oni.aca urin.a ri.a , l 'A. parte. d.al eon- sop1'!3Jdistension e ·dei b.acinetti si puo evit.are cetto eh e essa serva piu a eorrl.battere l 'eceesso eol controllo· pielo scopico combinato 1colla pied 'aeidi ta del tratto genito-urinario , ·c.l1e a n·eu- lografia in serie. tralizzare acidi di origine metaboliea nei tesIl p e1ricolo di dan·n eggiare il rene co11 sosuti : ·o ggi i·nfa tti 1sii ten,d e a·d a·m ·m e·ttere ehe st:anz·e ehimieh e ir.ritam.·t i e oggi scomparso l 'ammoniaca si for.mii. ·direttame·n te nel r en e, con l 'u so dell 'Uroselectan e d ell 'Abrodil. per 1quanto a leuni autori si:ano n·ettamente eonLa possibilita di intro·durre ge.rmi in un trari a tal modo di veidere. reILe sano e del tulto teoretica e in ogni modo Qu,e ste indagini e queste osservazio1ni sono solo iraramente e necessario il catelerisn10 dei utilizzate dall 'A. per l 'interpretazio·n e di aleu- due lati. In,fin.e molti aUJtori so1n o d1el ,p1a~·er e eh e il n·e m.anifestazioni cliniehe ch·e si osservan.o nelle ne frosielerosi : 1cosi, secondo l 'A., 1'acidosi pielogram1na .di un rene tubereoloso n on da tissulare concorre a spiegaife la scrursa te·n,de.n- t1n quadro oaratteristico, ta·n to meno se si tratta di stadi inizia li , quando appunto e piu za agli edemi eh e si risoontra in· questi malati; scarsa tendenza cui eon corre a n ch e il diminui- diffieile la di.agnosi. Ora, ei?> .n on· e Yefl'·O, eome to .p otere di riassorbim1ento tubulare v.erso dim·ostrano pa.reicehi easi stu·d iati 1pielografil 'acqua, olüre n.aturalmente :aid a ltri fattori . camente, e tanta miaggiore- quaptita di indicaRe lativamente ai fen omeni di ur.&mia , 1'A. e zioni si potra ritrairre in avvenire quanto piu i·ndotto .a ·consi·d·erare l 'uremria eh e si puo ave- grande 1sara l 'impiego ·di questo mezzo di rire n elle n efriti acute emorragich.e e n elle ne- cerca. Ceirto soltanto la pieloscopia eombinaita frosi co·m ·e legata p1rev.a lentem1e.nte .aod e dem:a potra con·durre a .mig·lio,r i risultia1ti per la poscer.elbrale; l 'uremia invece dei n efro sclerotici sibilita di dare al soggetto la n1iglior posizione plio e·s sere in 1parte 1egata ad alterazio·n i vasco- per 1.a radiog·rafia, e di ~tudiare contemporala1ri cerebrali, tenendo presenti a·n che le conse- n eamente le alterazioni della peristaltiea e d elguenze dell 'aeid·o·si. A questo proposito l 'A. ri- lo svuotamento d.ella ·J)elvi. I v.a ntagigi della 1p1ieloseo1)i.a con1bin1a1ta eoncor·da le ·r ice.reh e di Koehler eh e 0 sser vb in istono n ella possibilita: 1) di eontrollare la perso11e s:amie segni elinici ·d i uremi.a, in seguito a . . omm~n i stirazi on e quotidiana pe·r qualcl1e disteooion e ·della pelvi, 2) di rcontrollare eh e tempo di acidi i·n·o r g.a nici : questi segni di u- . . i ri empiaITTo tutte le parti della pelvi eh e> soremia si a' '·e van o parallelam.ernte a m .odifica- 110 capaci di r.iempirsi, 3) di riconoscere anzioni i11 sen so aeidosico dell 'equilibrio aeidi- ch e piceoli difstti ·di riempimento eoi movibasi del sang·ue. Nei n ef.ritici e poi gia abitual- n1 ent i del n1.alato, 4) di fotogr.a fare le iaJteran1ente ·dimö.nuita la toll.eran z.a agli aeidi inor- zioni nella loro mig·liore projezione, 5) di se1

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gt1ire il r~tn110 e il t empo di svuotameinto di -0g 11i 1singolo calice e d el baci11etto. Particol.are im1p0Ttanza h.a il secondo punto se si pensa 1ch e il tin1ore di di tendere la pelvi dunante la pielog rafia semplice puo lasciar vuote alcune parti del bacinetto e sii mula re dei difetti cnon. esistenti. La pielografia en·dovenosa , di cui l ' i\. non ha g rande esperienza i:>er quanto si riferisce a lla tbc. r enale, troverebbei indicazione 11ei casi i11 cui la pieloscopia e im.p ossibile; i suoi rir·ultati n on. ha1n,no pero a n cora la sicurezza e la e . . attezz.a di quelli de lla pielografia r etr ogra·da. Le taJter.azioni drei tpielogramm i finora ricono~c iute caratleristicl1e per la Lbc . r enale si po sono ri~s un1ere in nove punti : 1) localizzazion e delle .alter.a zioni distruttivc dei c.alici a contormi sfumati oltain to per u.n a parte d el i1~1tema d ei calici, m eutre la pelvi e g li altri calici rimangono inalterati; 2) per pre enza di ulceraz ioni ~n una o })iu papill e o nella pelvi i co11torni d el pieloO'famma in quc ti 1p1u nti no11 . ono n etti; tali a petti s.i trov.a n o a n ch e .n elle r ar e forme D·Odo e dissen1inate; 3) uno o piu calici mostrano una forma irregolare, una dil atazion e roLondeggiante o a c l1arva, con con torni . . fun1ati (com'e r osiicehiata <lalle tarmei, ~ econdo l 'espre . . ion e am ericana); 4) come ca.r atteristica p er uno s tadio non molto avanzato di di1 truzio·n e .d,i u.n . calice l 'A. d e criv·e la fotima a marg h erita r.appresentata da un'immag ine ico tituita d a ombre dispos.te raditaJmente eoneorrenti ' 'e r so un pu.n to cem1rale con una e l.remita appuntita; In altri ca i n o n e la clis truzio·n e di una ])apilla o di un calice la causa di d etta formazione, m a si trova.no ·d elle cavern1e n el parenchima renal•e. on sempre e riconoseibile l 'u nione di tali 1caverne con il eali oe; 6) lo svuotamento ritardato d ei calic i infiltrat.i, delle rp1arrti di trutte d el baeirtetto e d el })a renc hima eh e talora giunO'e a 30' -60'; 7) un rimarch evole squilibrio fra la dila1az ione ·dei calici e la sottig] iezza del collJ d e i <.'alic i, cos~cche i c.a lici dila tati p1r ese.r1tano solla nto una so ttile con,giun zic·n e con i bacinet ti; 8) complreta m1an can zia1 di rie1n pi rnr;nto di u•no o piu caliei dovuta a tampor1 amento d ei ca ) ~c.i da parte di masse caseose o :ad eselu.sion e di e si per opera ·di um tessuto di c icatriee; 9) posizione ve rticale de l bac i11etto il eui a . se diventa parallelo a lla colonn·a. v-e rtebrale , e tiram.ento d ell ' ureter·e cl1e va diritto, senz1a serpeggiam en ti, dalla pelvi alla vescica; fatl i dovuti a processi perinefritici e pe-riureterici. L' A. 11a Taccolto in qua ttro g ruppi i malati in cui la pieloscopia combin.a ta ha sui~ s idiato , fa r ilitato o a·d·dirittura rpermesso la diao-nosi di l bc. renale. 1

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SEZIONE PRATICA

Nel prin10 g ru.p po si tratta di malati im curi la di.agnosi di u11.a Lub er colosi I"en1aJe distruttiva unilat e-ra le scn1bra ic1h iara ·dall 'anamm.esi d.a l l 'esa1mie d 'urine , ·dall·e ricer ch e cistoscopi-' ~he, . ecc. Qui l 'es.am e ·I'iadiogr.afico, coosid.erato i11ut1le ·da molti au.t ori , puo avere importanza per stabilire l 'e ten'sion1ei d el processo n el r cn e, 1n.ei bacinetLi , i1ell 'ure tere. In questo gruppo d ebbono essere compresi anche quei casi in cm D01IlOS'l1a1n te I.a posi.livita d ell '.aJl::tn1ne i e di tutte le riceTch e·, ,n on ·i trovano a lterazioni specifich e d el re1n e tolto. i tratta di proce i cr ooic i i11fiammatori i1on .., p·ecifici, in soggetti tb1c. con eliminazio11e di baeilli per l e urine. Qui l ' in.d agin•e pieloscopica pu o far fa re la <liag n osi e·d ervita1·e l 'a portazio·n 1e di un r ene, 1e c ui a lter.azio!Ili g UJa1riscono spo,n tane.amente. Nel II gruppo si tratta di n1alati nei quali c i . . 0110 importanti cau se di sos1)etto· per una tbc. r enale, e in cui in ge.n er e i ricorre alla prova biolog ica o culturale d elle urin·e. Prove lung l1ei e spesso non sic urame nte discrimilllaLive, laddove l '-esame pielo cop iro l)UO d.a re J>iu sicuramente e rapidan1 en.Le un in·dirizzo certo. el III g ru.ppo sono riuniti i casi in cui l'a11.an1n esi, i iSimtomi e i r eperLi fiMlno ' pensare a lla prima imprc sione a·d altre affe·zioni. Qui, })en ch e spesso .anch e sen za pi elogr.afia si giunga a lla di%onosi, la pieloscopia co1nbi·n ata vi 1)o rta rpiu rapid.amente e piu ~ ic.uram·ente. :N,el g.rup.p o son o raccolti i ca.si iin cui i tratta di saiper e e il r en.e a·delfo e salvo da J)rocesso tbc., quantunque elin1ini pus o la funzione ·non sia buona ecc. :E n ecessario risp onder e a d uno di questi qt1e. iti: a) si tratta ·d i un r emei completam·e nte ~a 11 0? b) si tratta ·di 1esioni tossiche ch·e guariran.no dopo l 'a sportazio·n e d e] r en e tbtc.? c) si t r a tta di tbc. bila·terale? :E evi·d en te in tali caisi J'importanza d ell' esam 1e pieloscopico : la mancanza di alterazioni distruttivei dal lato sano a utorizza la 1neifrectomia d ell 'altro r ene. Concludendo l 'A. ritien e chce la pieloscopia con1b i:n ia.1ta puo dare risultati 1ch e talora n·on . ono raggiu,n gibili con .a ltri meto·d i di indag ine ed e sempre un m ezzo di rice·rc..a privo di pericoli. · P . STEFANINI . 1

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I''

Sulla patogenesi della cistalgia femminile con 111·ine normali. e ÜNTS CHINNIKO,r. Z. U rol. Chir. , vol. 31, fase. 5-6). Molte donn·e si 1am1entano di un continuo bi, ogno di urinare, diffiJc.ile a conten er si, e di un isenso di m a lessere al]a fine d ella minzionie. Le urine di quest e m alate sono chiare e n orn11ali sia macro- eh e micr oscopicament e, ad eccezione di 2-3 leu cociti e di qualche .cellt1la

( EPSTEIN

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per campo. Questo qua·d ro e stJait o chiamato· da Marion « cistalg ia n. Prima del1'introduzione ·del eist oscopio n ella J)Tatica corrente, eisso andava sotto il nro m e di « irritable blad.der », ,cistospasm10, veseica ir.rit.abil1e , neurosi e n evralgia ·della vescica. Con l ' uso del eistoseopio 1si credette ehe la patogenesi di tali ·d isturbi risiedesse in lesioni del trig·o·n o ·e ·del eollo: l 'ia1ssenza di alterazioni della vescica fu spiegata eo·n la localizzazione sottomu·cosa delJ.e lesioni. Ma fu poi osservato 1ch e tali reperti sono qu.a si costanti nell·e .donne, anch e in assenza di qualsiasi sintoma. Dun1que per quanto interessante , la questione patogeniea il'imane poco spiegata; ~o stesso si puo di.re d ella etiolog ica. Nelle donne due sono i mo.m enti principali ·invocati: disturbi di circolazionce n el b-acino e l 'in:fezione. I primi son o l 'espressione di iperemia attiva e di 1stasi , legati a stati fisiolo·g iei (mestruazioni, gravida.nza) e patologiei, (.prolassi, tumori, flogosi d egli organi della ·sfera sessuale). Altri auto.ri hanno assegnato invece un valore di gran lunga miaggiore all 'infezione: ma a p1reiseindere da} fatto ehe spesso· manca, ri'mane da stabiliDe la ragio·n e per la quale alcune volte una terapia giova, in altri casi no . Si com.p rend·e allora faeilmente come siano state ammesse numerose altre cause: esiti di flogosi pregresse, disturbi di innerviarzione della vei eica , batte riuria , iperestesia vasomotoria; i polipi •e le erosioni dei genitali esrerni . Infine e ·da ricordare tCOffie :Ja pollachiuil'ia n e}le donme sia stata e.tichettata eome una cattiva abitu,d ine. L'elenco d1elJ.e c.ause non e termi11ato per ·Ora: rimane da stabilire per quale .r agione una delle cause invoeate possa agire solo in d·eterminati soggetti e in tan1ti altri n o. Gli AA. , basan dosi s t1 un ricco materiale (781 donne, d elle qu4li 166 con cistalgia e u.rine :chiare (21,3 %) sono g iunti alle seguenti con clu·sionli: la frequen za della minzio·n e puo essere notevole (8-20 v. di giorno; ·di notte lo e assai piu <li .r adio). II 66 % de.ll e malate aveva ·un'etA tra i 20 e i 40 anni . R.ar a1 nelle vergini (3· %), .e assai frequente nelle donn e eh e avevano :ahortito (47 %). Su 122 c.asi fuil'ono addo:tti in 52 casi , 14 cause diverse : ·m a in 70 non ne fu posisibile trovarne aleuna. In 1/ 4 di tutti i casi si poteva ammettere un 'infezione delle vie urinarie. In una meta circa dei casi furono ir iseon.t rate anoma•ie ·di posizione del1'utero, o p·r olassi delJ.e paDeti vagin.ali, o flogosi degli annessi. IFu-rono allestite delle cu.1tur·e con le urine sia dell e donne ia,ffette da eistalg ie, ·sia di alcune normali; fosse proeeduto un lavaggio d ell 'uretra o fasse stato tralascia to. Si dimostro eh e la pereen.t ual0 delle coltµTe positiv;e. fasse pr.esso a poco eguale epi~eliale

« JL P OLl CL IN l CO »

[A NNO

XXXIX, NuM. 14J

ne i ca1Sli messi a confronto, come le .culture ·della flora uretrale f ossero sem pre J,e stesse di quelle eh e poi si sviluppano in quelle veseicali , e eome <lalle urine rioa,v ate eon la puntura vesei.cale non si sviluppassero mai colture„ anehe quan1do se ne f ossero sviluppate da quelle otten,u te per le vie natuTali. Dunque la batteriuria non puü essere invocata come un fattore determinante . Cistoscopioa1m1onte non1 furono tro·v ate gravi a.lterazioni: in geneire il il'e·p erto piu eomune fu quello di un.a eistite cronica ·d·el collo: ma in molte alt:riei 1non fu trovato eh e un modesto arrossamen•to del trigono co·m e fu il'i soontrato in donne sane preise per controllo. Questa inoertezza etio e patogeniettica si riflette -s ulla eura. Parecchi casi g uarirono con le euTe piu ·diverse (non sempre si .euro eon il nitrato d'a rgento) : a ltre guarirono spontaneam ente ed infine a ltre a ncoDa. malgra·do ogni terapia ;rimaisero· malate. Per quanto dunqu·e non si possa giungeDe a eonelu·sioni defin·i tive, tuttavia si puo dire ehe la eistalgia si . presenta in .donne durante l 'attivita sessua le, e nelle quali la eausa dei disturbi va rieercata pri u eh e n ell'infezion~ in~ ·disturbi cireo·l atori d egli organi del ba.cino, contro i quali dev'essere .di.r etta la terapia , prima di procedere a·d un tentativo di cura con lavande vescicali al nitra.t o d'argento. E. MINGAZZINI .

MILZA. La tnbercolosi primitiva della milza. (E.

Riv. di Pat. ·e Clin. della Tubercolosi. 31 .d~cemtbre 1931). E possibile la dilagnosi in vivo della tubereolosi primitiva ·d·ella milza, o almeno. u 1n · sospetto diagnostico fondato su motivi concreti di probabilita ? L'A. er ede eh e si possa rispondere affermativam·en-te, almeno per i casi non del tutto silen.ziosi n ella lo-ro partieolare etiologia ne dissimulati sotto un a1s.petto affatto diveTSO o imgannevole. Certo importa conoscere i t ermini con ere.ti ·dell '!a•rgom ento e importa sopratutto averlo preisente com e possibilita non .e acezionale per ogni caso o scuro di tu·m~re splenico, piu o m eno asisoeiato a segni genera:li ed emopatiei . La tubereolosi primitiva della milza si presenta sotto tre aspetti si•n·t om.a tiei, ehe rendono la diagnosi gen.eJralmente assai diffieile : la si·n drome dell 'iperg lobulia, la sin°d ro·m e dell 'anemia splenica tipo Banti, la sindrome spl~no­ epatom egalica febbrile con frequen·t e reaz1one sierositica, quest'ultim!ai co.r rispondente alle forme subaeute op1pure all'evoluzione terminale deJJ,e forme cron~che. La si:nto,m atologia generale e locale i:es~ spesso muta a ll 'inizio o si limita. a fatt1 d1 scar so rilie, 0 (deperimento, aisten1a , qualcbe GREPPI.

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[ANNO

XXXIX, Nu M. 14]

fe bbricola vespcrtina, disturbi dispeptici , ric l1ia1110 doloroso a11 'ipocondrio s inistre). Il tu111-0re di milza e sempre volumin·o so , compatto con la tipic.a forrnJa1 de ll ' organo; tende a c rescere len.ta•mente co,n pause as:sai lung h e, interrotte da ripre se attive del pr-0cesso con febbre e dolori locali o irradiati . Di regola anch e il fegato e n1odicam e n·t e tumefatto e duro . Segni di ver a1nento ad·d ominale 1possono com1)ail'ire n ella fase di diffusio·n e, a 11ch e per fatti c irco.sic:ritti di periepatite, eppero con caratteri piu o m eno n etti di eS1SUda to. 11 q uadro e1na tologico puo pre~e ntare o una iperg lobulia , in gen ere di gna.do r11oderato, con polinucleosi 111a senza o con r ar e forme g io\.a11i n1ieloidi; oppure, e piu frequentemente, un 'a11e111ia 111od erata, a tipo se1111plice ipocro111ico con scarsi segni di rigen,e razion e, ehe n ei casi a d eicorso c ro11ico pu o le1n tame11te progredire m entre n ell e forme acute fe bbrili si a cc entua per p iu r apidi fatti emo litic i e tossic i. 11 11u111 ero tlei g lobuli bia·n c hi il IJiu d elle , ·a lte e normale o poco aumentato, con formula inco t ante ' rer so l111 certo g 1;ado di polinuc leo i od invece d i li11(0-mononuc leosi ; nu in ca„i non rari s i manife la u11.a m .o dica• le ucopenia co•n linfoci lo i r ela tiva ed a llora il quadro sin1ula da ic i110 quello d ell 'anemia splenica tipo Banti. l el caso della1 tubercol o~ i sara pero p iu facile trovare n o te di emoli i 1norbosa co1ne fattore as ociato, .in. via per1na11ente o episodica , a ll 'azio,n e mielotos ica n ella patogene i de ll '.anemia La ::;plenomegalia tubercolare puo d ecorrere Ju,ngo tempo , per 3-± e d an ch e p iu a nni, senza segni di attivita o di diffus io11e <l el processo sp ecjfico. Qu-esti pero compa ion o n ella magg ior parte <lei casi, in gen er e d opo c irca un ann o da ll 'ini zio aprpar ente ·de lla m1a.Ja ttia, dimosl ra 11do il rise ntim1ento gen eral e d erl l 'organisn10 e la lesione di a ltri visceri , opratutto, d el fegato: fehbre a tipo etico , cach•essia, facile di pn.e a con se.gni di pleurite, epi tassi e talora cian OI i , d olori Yivaci da parte d el tumore . (i i milza con segni di peri splenile, tumefazion c d el f~ga to sen za t ende n.za a ll ' ittero, segni piu o m eno g r av i di dHartesi e m orragic.a . ll car atter e p o lin1 orfo della malattia r ende assai difficile la diag·n osi. In molti casi la diagnosi pr.ecoc.e non ·p uo ehe limitarsi a l c once tto gcn erico di una splenomegalia clin.icame11te primi tiva; la n.atu:ra infettiva e tutt.avia p er lo piu ·sospettabile se si pon e attenzion e ai ~·egni .gen,e rali e l ocali (febbricola, d olori , r cazioni allerg ich e), alla polinucleosi frequen t e e d all ' en1olisi morbosa (iperbilinia intesti nale). Cosi in tutti i cas i di iperg lob·u lia splenomegalica a tipo sintomati:c.o , il sospetto di tuber colosi dell:a1 milza d eve essere avanzato e deve spingetre a indag ini clinjch e e biologich e (focolai .pr o fond i, r eazione a lla tuber colin.a, curva termi ca) . 1

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SEZIONE PRATI CA

.Nei c.asi di a n emia splenica, l 'i·n·certezza dia-

g nos tica e di regoJa, se qua1c.uno d ei egni ora acce11na1ti no11 con,c orre a sugg.erire 1'ipotesi di ur1a forma specifica : in gen erale pero la leucopen.i a e assente 0 moderata, e fa1cile qual ch e segn e di emolisi , piu frequenti sono i dolori lorali ecl i di sturbi ·dispeptici e gen erali. 11 d ecorso su ac.essivo dimostrera un piu rap ido aggravam·ento, con m ia.n.ifcstaz ioni febbrili, r eistando invece modeste, i1 g rado di ane1ni.a.' L ' insorgen.za di fatti a carico del fegato pruo aggi,u nger e valore a l conce tto di sindrome Baintiana, pero l 'organo resta scm1p•re g rosso ed il quadro a ddon1inale s uccessivo ·n on si lin1ita di r egola ad un 'ascite scmpli ce tras udati Ya n1a offre s icuri segni ·di sicros ite e di perisierosite. Nei cla1 i s ubact1ti, a sin Lomi i11fietti vi mianifesti (febbre , ca1chessia, emorrag ie , sierosite), il cruadro clinico puo rico·r dare sopratutto la linfogra nuloma tosi a sed e prev.ale nte111ente splenica o splen o-epatica , Ja quale tuttavia te nde in gen ere :a. produrre piu grave ri sen tim ento sullo stato del sangue (a11emia, let1copenia linfop eni ca), con partecipazione dei g ruppi g·l1ia11.d olari })rofondi, cl e1cor so febbrile ricorrente: J.a Roen tgen,t erapia h.a t1n ~ef­ fi cacia non duratura ma notevolc sul morbo di flodg kin, m entre non pare influisca allo steso nlod o ulla forma specifica . Corn.e criteri !au iliari di di a~n·osi possono ~ervire le co·m uni reazioni allerg ich e generali , la r e-a zione siprl enica .all.a tubercolina, eventualn1ente la puntura d ella milza, p er la dimo. traz ione d el b acillo tu.b encola r c o di eventuali focolai mieloidi d ell 'organo. I.n pratica pero la diag n osi <li ·n la.tura resta difficile o a n ch e i111 possibile, fin ch e non soccorre l 'osservazionie prolungata d ella ma lattia n e•l suo d eoorso. La prog nosi e seri a e l 'evoluzione di s olito r elativamente rapida . La guarigione m edica: no·n· sembr.a si p OlSsa ottenere. La spleniectomia ha segnato a l suo attivo molti su ocessi . L ' intervento precoce e la condizi one prima d el successo. Un a riserva contro l 'op er azione e for &e 01p1p.ortuna n ei casi ·di iperglobulia. Un t entative <li R oentgentera.p1ia .potra semprie esser e con sig li.ato. C. ToscANO. 1

1

Sni tnmori c1·onici di milza. (H.

Jtlün ch . '/\1ed. Woch., 4, 1932).

KÄMMERE R.

L 'A. ricorda Ta1p i da m ente 1.a struttur.a della mi1 za e le• caratteriist iohe d ella sua circolazione intern.a, m e tLen·d o p1articol1a1rmente in rilievo la stia impo rtanza, come f( dep-0sito di sang t1 e n per Ja r egolazione del c ircolo i:n. genere: n ormal•n11en te infatti il san.gue flui sce direttamente da i capilla ri arte.mosi sui seni venosi; 1na , q t1an.do la1 pre~s i one arteriosa cresce, si aprono le ca,rita san gt1igne d e lla mil za, e qua.n tita piu o m1eno grandi di sa.n;gue vi vengono de1


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[Ai~NO

« lL POLICLIN I CO »

XX.XIX,

Nt;i\I

1-!]

(a111en1ia splenica mieloi,de, Vaquez-Aubertin). viate e im1n,a g·.azzinate : al contr.a rio, la C?~ ­ trazione dell 'o,rg·a110, vuo.tan·do queste cav1 ta, Anch e negli .a dulti (leucocitosi, ie:011. mielociti ri'porta nel cir colo un.~ n·o tevole n1:a~sa. san- e numerosi globuli ros.si nucleati); spesso dia tesi ·e morragi ca. guigna. L 'A. 1e l einc~ po1 le. a ltre fu?z10.n1 cl1e si riconoseono og·g1 a lla m1lza : la funz1one eII. Tumori ·d1i n1ilza cronico-emoliti ci. molitica , la funzione ormorriica (azion.e a di(Segni di a un1en Ca1ta distruzione del sangue, 1 stanza ul n11idollo d elle os..,a, e forse a n cl1e ittero con aumento della bilir.ubina nel sansulla tiroi·d·e e i 1su1rreni) , 1.a influenza sull~a g u e, dell 'urobilinogeno e dell 'urobilina nelle permeabilita d eii capillari (ehe aum1enta nel~e urin1e, dell ' urohilin.ogern·o nelle feci: \p leiocroipersplen~e), la f unzione spodog.e na o fagoc1mia (son·da ·d uodeinal·e) . taria e la dig·estio·n e d ei lipoi?i e forse ?-nch~ · a) Ittero emolitico costituzionale. d el ferro, l1a..probabile fo,r m.az1ono. di ar1t1cor.p1 Microcito·s i (eritrociti piccoli speciali), eree la cooperazi one ai proceissi ·d ella t .oagula- ditarieta. Resisten2a osmotica dim1ruuita. Ittezio11 e <lel sangue. ro, spesso leg·gero (feci 1110,n. soolorate, :non pruL 'estinpazionei d ella m1ilza da, all 'inizi~, porito) . Al so11daggio duodenale, bile ple·i ooroliglobulia .e l~UJc.o.c itosi , .aun1~nt? de~ r.et1~ul~ ­ mic.a. An·emi.a 1di v.a rio grado. citi e .delle p1.astr1ne, n1onoc1tos1 .e 11°nf~c 1~os1, 1lti rie ticolociti: spesso vailore gl?Spesso m · o a·u ,m e1n to della reisistenza osmot1ca, d1m1nu- bulare alto. Aumento della bilirubina nel sanzione della bilirubinen1ia, .a umen.t o d·el tasso gue. Piastrine :aibbon·d~nti o normali, formudella colreste·r ina ; inibizione ·d ell 'accrescin1en to la l eu cocitaria normale. n ei oonigli ; mi·n or resistenza n oi topi e ntro Nelle urine molto urobilinogeno, non pigl e infezioni ·p•r otozoarie e, n ello tesso te~po, m enti biliari; n on achilia n e diatesi emorrarnig tollera.n za d elle infezion i e inloss1ca- gica: funzione epatica (prova del galattosio) . lior . z1on1. in,ormale; spesso anom.alie scheletr1che (craL 'iperspleinia, l 'a un1ento del~a fu~zione sple- nio a torre, polidactilia). n-ica, (Nae.g eli) ·si rive1la 1con una ~1ntoma~olo­ b) Ittero emolitico acquisito. o-ia opposta: inib·izione d ella funz1one m1,dolN,essuna ereditarieta, ma infezioni cronicl1e lare diminuzione d ei leu cociti , d egli eritroci(lues ecc.), <intossicazioni. Anem1ia, colore scu' ti o delle pia ·· trine e ipoplasia corporea.. . ro del siero (bilirubiina a ltre il 0,6 %) : ·Delle L ' A. pa . a poi a elen car e br.e:cm:eint~ i pr1n- urine aumentata l 'urobilina, non pigmenti bic ipali esen1rp·i di Lum ori cro~1 c1 ·dt. m1lza, .se- liari: non microcitosi, resistenza g lobul.are non guen.do l e vedute di Mor!aM'l tz e ·d1 N.a.egel1 : diminuita, val ore globulare m a i sopra l'l. I. Tumori croni c i di i11ilza e111.a lopoie;tici (au·c) Affezioni tron1bo:pienich·e . Etiologia di m·en·t o r1 el Ja 1nilza del tessuto sp·ecifico, €lffiO- solito• oscura (infezio·n i ?) : ·spes o l 'ipersplenia poi•etico , mieloide o linfati ~o; n.el _sa.ng ue au- r.a ppresenta, veros imilmente, l.a causa primamento dell 'erilro- o leucoc1to1po1e:s1; la roent- ria. II rni·dollo os eo e colpito con gra,re danno genterapia e "pe. 0 c[ fi cacc). . ·d cl sangue; an1emii1a1, diatesi emo:r:r:agica, troma) Policitcmia , a umento d el numero ·d~1 bocitopenia (in torno a lle 40 . 000 ci si de.ve globuli ros i e del~ 'em~globi~~' ~pesso an?lie as1)ettare un.a di.atesi .e morr.ag·1ca) : spesso. P'tadei rrl. bianchi: ne1 1cas1 dubb11, r1volgere 1 at- strine di forma a1n ,o·m .a la. Anche· nelle iperteinzi'one a i seani di u.n a i perfunzion·e eritro- e ])lasie di altra geniesi (Gauche~, Wilson, s~psi leucopoiretica (en1azie im·mia ture, mielociti, au- lenta) spesso si ha tromhopen1a. La comb1naffi.ento delle m .astzellen, nieutrofili'ai .relativa, zion e con l 'al euci!a1 e la panmiel ottisi e ipossimolti reticolociti, linfooiti r elativam,ente scar- bile. si, eoc.) . . .. d) Anemia perniciosa. Anemia ipercr.onib) Mielosi. ·F orte aumento d e1 l eucoc1~1 c.a, megalo·cito1si, indice ·e mogl. > 1, pol1·n:udella serie mieloide. (N e lle fo·rme a lencem1- cleopenja e linfGcitosi rel.ativa, trombopen1a, ic:h e si ricerchino i rnielociti, }.a neutrofilia r e- aumento d·ella bilirubina n el siero > 0,5 %, lativa la .deviazione verso sinistra, l 'aumento urobilinogenu.r ia. d ·eO' li 'eosi.nofili e de i basofili, la diminuzione III. Tumore di milza cronico fibro-sclerotico dei li·n fociti) . Spe o si hanno buoni risulta ti (1ep.atolienale) . con la irra·diazio11e. · (Au·m,e·n to del rconnettivo scl erotizza·n te, _func) Lin faden o1_i. 1Forte 8:un1ent~ d~i linf~ci­ iti. (Nelle forn11e .aleucen11ctlJe, ·s1 r1cerch1no zione ep.atica ·di solito turblata, leucol?enia e l 'aumento d·el volume ·delle g la ndole, l 'aumelil- l