__MAIN_TEXT__
feature-image

Page 1

ANNO 17 - N° CENTOSESSANTASETTE - GIUGNO 2021 - € 3

IN COPERTINA

NANNI NEMBER APPRODA A A DESENZANO DEL GARDA

SPEDIZIONE IN A. P. D.L 353/2003 (CONV. IN L.27/02/2004 N.46) ART.1, COMMA 1, DCB BERGAMO IN CASO DI MANCATO RECAPITO RESTITUIRE AL MITTENTE - EDITA PERIODICI S.R.L. VIA B. BONO, 10 BERGAMO 24121 - TASSA PAGATA BG CPO

BRESCIA MAGAZINE

NUOVA MIN

I

CMP BERGAMO

THE 1

Torna il Festival Tener-a-mente Palcoscenici Archelogici Le trasmissioni riprenderanno il prima possibile Lo stupore nel vigento della Pusterla Nuova Audi A4 e-tron Meraviglioso: Fondazione Paolo e Carolina Zani

Francisco Malenchini: una vita da mediano PDF: punto di fuga Tutto sulla nuova sede GAMeC Inaugurato il Festival Pianistico Il Super Salone di Stefano Boeri Trip for dog: viaggiare con il cane


Banca Valsabbina

Fotografia d'archivio — Ugo Allegri

Tutto cambia, tranne ciò che conta davvero. Banca Valsabbina, dal 1898.


RISARCIMENTI LUCROSI E FACILI... Grande solidarietà e molta simpatia verso Ottavio Di Stefano, mi portano a pubblicare in questo spazio una sua nota che pone l’accento sul malcostume di chi, per amor dei soldi, alimenta sfiducia nei confronti dei medici, promettendo a tutti lucrosi e facili risarcimenti per errori nelle prestazioni sanitarie. (V.E.Filì) Brescia, 18 giugno 2021 – Estrema riprovazione è quella espressa dal presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Brescia, Ottavio Di Stefano, e dal presidente della Commissione Albo Odontoiatri, Gianmario Fusardi, che assicurano di non lasciare cadere nel vuoto l’indignazione sollevata da un post pubblicato su Facebook da un’agenzia assicurativa della Val Trompia e da un consulente legale, che promettono facili risarcimenti a costo zero per il cliente, facendo leva sul clamore mediatico suscitato dalle vicende personali di un noto personaggio pubblico.

Ottavio Di Stefano presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Brescia: “L’uso spregiudicato delle promesse di risarcimento in medicina e odontoiatria rischia di accentuare la medicina difensiva ed è necessario tutelare la relazione tra medico e paziente”

Il caso, infatti, ha preso le mosse dalle dichiarazioni della popolare conduttrice televisiva Mara Venier, che aveva riferito, non senza polemica, di essere stata ricoverata a causa di diverse criticità emerse nello svolgimento di prestazioni medico-odontoiatriche parlando addirittura di “paresi” a seguito del posizionamento di un impianto dentale. I fatti raccontati hanno impressionato molte persone che si sono immedesimate nelle vicende della signora Venier, riprese dalla stampa nazionale. “Quello che non ci aspettavamo - dichiarano i presidenti di Ordine e CAO - era che qualcuno fosse tanto spregiudicato da farne uso con finalità di accaparramento di clienti. Simili fenomeni sono accaduti a più riprese negli anni. In particolare abbiamo assistito ad alcuni episodi particolarmente negativi proprio nel quadro delle vicende pandemiche che hanno fortemente messo alla prova il Sistema Sanitario sia pubblico sia privato e i professionisti che vi operano: un’emergenza in cui alcuni hanno pensato di identificare opportunità di lucro da sollecitare nella popolazione già provata”. Il caso di cui si sta interessando l’Ordine riguarda il versante dell’attività sanitaria libero-professionale privata, “che però non può essere sinonimo di farwest”, chiariscono Di Stefano e Fusardi. Lo sconforto non nasce dal fatto che qualcuno, privato cittadino o personaggio pubblico, possa richiedere un risarcimento di danni per responsabilità professionale, ma dal messaggio trasmesso, che veicola l’idea di risarcimenti semplici da ottenere e automatici, insieme al sospetto che qualsiasi complicazione o anche errore verificatosi sia sempre frutto di una colpa da perseguire. “Le professioni medica, odontoiatrica e forense possono e devono collaborare per riportare nel giusto perimetro la discussione, ma l’abuso anche comunicativo va stigmatizzato duramente. Il miraggio dei facili guadagni, quasi sempre più per i consulenti che per gli utenti, rischia di accentuare i fenomeni di medicina difensiva e di allargare ulteriormente il divario nella relazione fra medico e paziente, necessaria per il successo di qualsiasi trattamento - concludono i presidenti di Ordine e CAO - Metteremo Federazione Nazionale degli Ordini Medici e Odontoiatri, Commissione Albo Odontoiatri Nazionale, Consiglio Nazionale Forense, Ordine Avvocati di Brescia e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato al corrente di questi comportamenti richiedendo di adottare i provvedimenti conseguenti. Non resteremo a guardare inermi”.

Stampato con inchiostri a base vegetale.


Pubblicità 035.270989

Pag. 4 Ritorna il Festival TENER.A.MENTE

2

EDITA PERIODICI srl Via Bono, 10 - Bergamo Tel. 035 270989

Responsabile redazione: Tommaso Revera redazione@qui.bs.it

www.editaperiodici.it www.qui.bs.it Aut. Tribunale di Brescia n°18 del 22/04/2004 Direttore responsabile: Vito Emilio Filì Direttore editoriale: Patrizia Venerucci venerucci@editaperiodici.it

Redazione eventi: Valentina Colleoni redazione.chicera@qui.bg.it

Pag. 7 Gianna Nannini il 13 luglio al Vittoriale

Pag. 8 Palcoscenici Archeologici

Pag. 12 Le trasmissioni riprenderanno il prima possibile

Pag. 48 Stefano Cerveni

Pag. 54 PDF: Punto di fuga

Pag. 62 Festival Pianistico: le serate inaugurali

Pag. 65 Fuochi di Paglia Cosa sarà?

Pag. 16 Lo stupore nel vigneto

Pag. 49 Umberto De Martino

Cultura e ristorazione 1

Pag. 52 Francisco Malenchini: una vita da mediano

Stampa: Euroteam, Nuvolera (Bs)

Pag. 20 Audi A4 e-tron

Pag. 38 Astino: Ritornato il quadro dell’Ultima Cena

Pag. 34 Fondazione Paolo e Carolina Zani

Pag. 44 Fabio Bombardieri Una storia tutta M.I.A.

Fotografie di: Federico Buscarino Sergio Nessi Paolo Stroppa

Hanno collaborato: Bruno Bozzetto Manuel Bonfanti Maurizio Maggioni Giuseppe Mazzoleni Benito Melchionna Francisco Malenchini Giorgio Paglia Camilla Peverelli Lorenzo Boccardini

Cultura e ristorazione 2

Pag. 20 Nuova Concessionaria Nanni Nember a Desenzano del Garda

Pag. 66 Una nuova Casa per l’Arte Moderna

Pag. 72 Il Super Salone di Stefano Boeri

Pag. 50 Belli e Ribelli per l’estate

Pag. 56 Preservation tatoo

Pag. 61 Un pensiero per Livio Caputo

Pag. 76 Guido Crepax e i mille volti di Valentina

Pag. 78 Trip for dog: viaggiare con il cane


4

TENER-A-MENTE... ANCORA


IL FESTIVAL SI SVOLGE NELL’ANFITEATRO DEL VITTORIALE DEGLI ITALIANI, IN UN CONTESTO RICCHISSIMO DI STORIA, E NEL SUO MERAVIGLIOSO PARCO, ELETTO NEL 2012 “PARCO PIÙ BELLO D’ITALIA”. UN LUOGO SOSPESO TRA ARTE, CULTURA, NATURA E BELLEZZA

5

DAL 26 GIUGNO AL 1° AGOSTO SUL PALCO DELL’ANFITEATRO DEL VITTORIALE SALIRANNO TANTI ARTISTI: VINICIO CAPOSSELA, COMA_COSE, ROBBEN FORD & BILL EVANS, FRAH QUINTALE, RAPPRESENTANTE DI LISTA, FRANCESCO DE GREGORI, GIANNA NANNINI, THE ZEN CIRCUS, DARDUST, NICCOLÒ FABI, ANTONELLO VENDITTI, MAX GAZZÈ, SAMUELE BERSANI, STEFANO BOLLANI, FIORELLA MANNOIA,VASCO BRONDI


TENER-A-MENTE... ANCORA Festival del Vittoriale Tener-a-mente Anfiteatro del Vittoriale Via Vittoriale, 12 Gardone Riviera Dove parcheggiare: Parcheggio “Oliveto del Vittoriale“, a 50 metri del Vittoriale, 400 posti auto; altri parcheggi di Gardone Riviera disponibili nel raggio di 1km.

6

Max Gazze il 23 luglio

Più Luce! sull’estate al Vittoriale. Sarà un’edizione doppiamente memorabile, con pochi posti, rigorosamente a sedere e opportunamente distanziati, nel rinnovato anfiteatro ricoperto in marmo rosa. Tutti gli artisti italiani già annunciati per il 2020 e riprogrammati per il 2021 hanno dato conferma della propria presenza alle nuove condizioni. Si partirà quindi il 26 giugno, con il già noto “Bestiario d’amore” di Vinicio Capossela e orchestra; ci si rivedrà il 27 giugno con i Coma_Cose, poi il 4 luglio con Robben Ford & Bill Evans, l’8 luglio con Frah Quintale, il 9 con Rappresentante di lista. E ancora il 10 luglio con Francesco De Gregori, l’11 con Patti Smith, il 13 luglio con Gianna Nannini, il 15 luglio con The Zen Circus, il 16 con Dardust, il 17 con Più luce! (appuntamento poetico a cura di paola Veneto) il 18 con Niccolò Fabi, il 19 e 20 luglio con Antonello Venditti, il 23 luglio con Max Gazzè, il 24 con Samuele Bersani, il 25 con Stefano Bollani, il 29 luglio con Fiorella Mannoia, il 30 con Vasco Brondi prima del bis di De Gregori il 31 luglio e di Daniele Silvestri l’1 agosto.

Francesco De Gregori il 10 ed il 31 luglio


Fiorella Mannoia il 29 luglio

Antonello Venditti il 19 e 20 luglio

Gianna Nannini il 13 luglio

7


RINASCERE COSÌ

8

PALCOSCENICI ARCHEOLOGICI


FONDAZIONE BRESCIA MUSEI PRESENTA SINO A DOMENICA 9 GENNAIO 2022 PALCOSCENICI ARCHEOLOGICI. INTERVENTI CURATORIALI DI FRANCESCO VEZZOLI, INEDITO PROGETTO ESPOSITIVO SITE-SPECIFIC CHE SI INSERISCE NEL FILONE PROGETTUALE DI MOSTRE IDEATE DALLA FONDAZIONE BRESCIA MUSEI, PRESIEDUTA DA FRANCESCA BAZOLI E DIRETTA DA STEFANO KARADJOV, PER CONIUGARE IL PROPRIO, GRANDE PATRIMONIO STORICO E ARCHEOLOGICO CON LE PIÙ INTERESSANTI VOCI DELL’ARTE CONTEMPORANEA

9

Palcoscenici Archeologici vede Francesco Vezzoli (Brescia, 1971) tra gli autori italiani più conosciuti e apprezzati nel panorama internazionale, protagonista nella duplice veste di artista e curatore di un percorso di collocazione di otto sue opere all’interno dei suggestivi spazi archeologici di Fondazione Brescia Musei. L’iniziativa rientra nel programma delle celebrazioni per la restituzione alla città di Brescia della Vittoria Alata, il bronzo romano che, dopo il restauro effettuato presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, allestito nuovamente nella sua antica collocazione nel Capitolium del Parco Archeologico di Brescia Romana, dispiega ora le proprie ali sino a toccare la contemporaneità.


PALCOSCENICI ARCHEOLOGICI

RINASCERE COSÌ Il progetto ha partecipato e vinto il bando dell’Italian Council (7. Edizione, 2019), programma di promozione di arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, grazie al quale l’opera Nike Metafisica (2019) di Francesco Vezzoli entrerà a far parte delle collezioni del Comune di Brescia gestite da Fondazione Brescia Musei. Palcoscenici Archeologici è stato premiato per la grande qualità ideativa e per la capacità di far risuonare l’arte contemporanea con l’archeologia e l’arte antica, in maniera coerente e armoniosa.

10

Gli interventi curatoriali di Francesco Vezzoli si snodano attraverso Brixia. Parco archeologico di Brescia Romana, dove si trova la Vittoria Alata, e del Complesso museale di Santa Giulia. Il percorso parte dalla terrazza e dalle prime due celle del Capitolium, proseguendo nel Santuario Repubblicano, fino a giungere nel Teatro Romano, per poi passare alla cappella di Sant’Obizio della Basilica di San Salvatore, nelle Domus dell’Ortaglia e lungo la sezione romana del museo, interessando gli spazi più significativi del sito UNESCO di Brescia, iscritto nella World Heritage List dal 2011 nel sito seriale “I Longobardi in Italia i Luoghi del potere (568774 d. C.)”. L’allestimento, ideato e curato da Filippo Bisagni, colloca le otto sculture su alcuni plinti specificatamente concepiti e realizzati per l’occasione con lo scopo di valorizzare le opere di Vezzoli e, allo stesso tempo, metterle in dialogo con le vestigia romane e longobarde. La scelta delle forme e delle cromie di tali plinti nasce da un approfondito lavoro in situ di osservazione e analisi del contesto archeologico e museografico.   Il percorso espositivo porterà fisicamente il visitatore ad attraversare in ordine cronologico quasi mille anni di storia dell’arte e dell’architettura. Nel percorso si troveranno la Nike Metafisica e altre sette opere dell’artista, tra cui due assolutamente inedite: Achille! un busto settecentesco dell’eroe greco celebrato da Omero, qui rielaborato da Vezzoli in chiave contemporanea, e La Colonne Avec


Fin, una statua in bronzo con un’originale testa romana antica. Protagonista incontrastata rimane la Vittoria Alata, vera e propria musa ispiratrice del presente, del cui messaggio l’artista Vezzoli si fa tramite nei confronti del pubblico. Artista eclettico, capace di mettere in dialogo l’immaginario di oggi con raffinati rimandi storico artistici, Vezzoli da sempre rivolge la sua poetica all’arte antica, connettendola al passato e alle sue icone. La sua pratica si districa tra diversi linguaggi, espressioni di un tempo trascorso più o meno remoto della storia dell’umanità, e lo fa in un gioco di riferimenti e mescolanze tra alto e basso, tra cultura classica, solenne, eterna, e cultura pop, mediale, fugace meteora. L’artista esporrà per la prima volta le sue sculture – realmente antiche e poi rimodellate, o direttamente ispirate all’antichità – all’interno di uno spazio non contemporaneo ma anch’esso storico, ricongiungendo in qualche modo le opere al loro contesto archeologico originario. Un’operazione di questo tipo, unica e ambiziosa, la si può mettere in pratica solo in una città come Brescia, polo archeologico romano del Nord d’Italia. Palcoscenici Archeologici prevede una serie di appuntamenti legati a importanti istituzioni partner: martedì 22 giugno la Fondazione MAXXI di Roma ospiterà un talk sul tema dell’archeologia in dialogo con l’arte contemporanea, coerente con il percorso internazionale del progetto di Fondazione MAXXI Classic Reloaded; nell’autunno 2021 il King’s College di Londra ospiterà un incontro sulle tematiche del dialogo tra arte classica e contemporanea. Infine, il catalogo edito da Skira verrà presentato a settembre 2021 presso le sedi di Fondazione Brescia Musei.

11


12

12


LE TRASMISSIONI RIPRENDERANNO IL PRIMA POSSIBILE

NICOLA FALAPPI/STUDIO 40 PRESENTA LA MOSTRA PERSONALE DI FABIO WEIK CURATA DA VALENTINA BIZZOTTO PRESSO GLI SPAZI DELLA SOCIETÀ FERRO BULLONI A BRESCIA, IN VIA XX SETTEMBRE 2, FINO AL 30 GIUGNO

133

L’artista affronta in modo disruptivo le tematiche attuali quali il distanziamento

sociale e la forzata pausa imposta dal Covid19, attraverso una serie di opere inedite caratterizzate da una forte connessione con la città di Brescia. Le chiavi di lettura del nostro presente proposte dall’arte di Fabio Weik spiazzano e innescano nello spettatore una profonda riflessione sulla realtà in cui viviamo. La mostra, oltre ai lavori inediti ed alle installazioni site specific, include una serie di opere iconiche tra cui “Mediaindigestione” ed “Ermeneutica” che rappresentano la produzione artistica degli ultimi anni di Fabio Weik. La reinterpretazione del monoscopio a colori, fil rouge dell’esposizione, mette in risalto tematiche care all’artista, in primis la riflessione sull’informazione, in particolare sui sistemi di gestione dei percorsi informativi. Weik utilizza per la prima volta il monoscopio nel 2009 nell’opera “Mediaindigestione” realizzata per Fabbrica Borroni a Milano, come simbolo dell’interruzione causata da un’informazione sul piano culturale, sociale o per interessi politici. Quest’opera è ancor oggi di pregnante attualità, tanto che Weik ha deciso di realizzarla nuovamente all’esterno del portone della Ferro Bulloni, come dimostrazione del disordine mediatico creato riguardo alla pandemia ed icona della chiusura delle trasmissioni intese, in un gioco di doppi sensi, sia come trasmissioni virali che come “trasmissioni sociali”. Questo graffito è una reazione alla paralizzazione della cultura, la dimostrazione che l’arte contemporanea non si ferma ma anzi raggiunge i cittadini all’aperto negli spazi urbani cari a Weik che proprio sulla strada ha iniziato la sua carriera. È la prova che l’arte contemporanea non si limita a riflettere il mondo, ma si impegna con esso. Plurimi i significati legati all’intervento dell’artista; il monoscopio, simbolo della sospensione delle trasmissioni televisive diviene metafora del momento storico che stiamo vivendo, un periodo di stallo, di pausa obbligata in attesa di poter riprendere le nostre vite. Allo stesso tempo è anche un messaggio di speranza, in quanto, appunto, le trasmissioni riprenderanno non appena possibile.

In ottemperanza alle misure per il contenimento del rischio da contagio Covid-19 è consigliato prenotare la propria visita via WhatsApp al numero 344 1393131 o scrivendo info@fabioweik.com


LE TRASMISSIONI RIPRENDERANNO IL PRIMA POSSIBILE L’opera, inoltre, mira a rendere protagonista uno degli edifici storici di Brescia: la fabbrica Ferro Bulloni, scelta da Fabio Weik proprio per il suo fascino unico, un misto tra solida fierezza e decadenza, specchio dell’Italia stessa. Nella sala principale della mostra invece, svetta l’installazione ASSEMBLA, una piramide di manichini pregna di riferimenti socio-culturali. L’accumulo di manichini in scala 1:1 abbigliati con outfit realistici del marchio Australian, si ispira al fenomeno territoriale sviluppatosi nella metà degli anni ’90 dei cosiddetti HARDCORE WARRIORS. Nome dato ai frequentatori abituali della discoteca bresciana NUMBER ONE, che non si identificavano con la sottocultura Gabber, di cui condividevano la passione per lo stesso genere musicale. In una sorta di rituale la tribù degli HARDCORE WARRIORS creava delle piramidi umane al fine di permettere ad un rappresentante del gruppo di salire in alto fino a toccare il soffitto della discoteca pochi minuti prima della chiusura del locale. Un rito basato sull’esaltazione del gruppo, dove ogni singolo individuo è necessario al raggiungimento dello scopo finale. Con ASSEMBLA Weik ricrea questo rito quasi primitivo causando un cortocircuito emotivo nello spettatore, un mix di nostalgia, di un agognato ritorno alla normalità nonché di disgusto verso questa vicinanza estrema, animalesca. Il divieto di assembramento, la fobia di un eventuale contatto e l’ossessione per l’igiene sono la nuova normalità. L’artista ci porta ad interrogarci sull’effetto che l’inevitabile chiusura di discoteche e concerti, luoghi nevralgici della vita sociale, della distrazione e del divertimento, dove il contatto umano tra individui è reale e non digitale, avrà sulla società e sui giovani. ASSEMBLA non è solo un riferimento al nostro passato più recente, ma è ispirata alle raffigurazioni storiche delle Forze d’Ercole che si svolgevano durante le festività del Carnevale Veneziano. In questa chiave di lettura, opere dal carattere rinascimentale dialogano con quelle digitali raffiguranti il rituale delle piramidi umane di fine novecento, evidenziando la continuità dei tempi e delle usanze sociali. Weik si spinge oltre la mera rappresentazione fittizia ed inanimata costituita dalla piramide di manichini, realizzando, sempre grazie al supporto di Australian, un filmato video per documentare e far conoscere al grande pubblico gli HARDCORE WARRIORS ed i GABBERS. Nella location della mostra, ha riunito 40 rappresentanti dell’Old School e della New School Hardcore Italiana e, nel rispetto di tutte le norme igieniche sanitarie, ha cercato di riportare in vita ciò che accadeva nella SALA 2 del leggendario club NUMBER 1 prima della pandemia. Le reazioni dei partecipanti emozionati e commossi dalla possibilità di riunirsi dopo un così lungo periodo di isolamento sono state catturate dall’artista in un’opera video della durata di 40 minuti e da una serie di 7 fotografie.


L’ESTATE DI BRESCIA INIZIERÀ ALL’INSEGNA DELLO STUPORE: NEL VIGNETO PUSTERLA IL 21 GIUGNO 2021 VERRÀ INAUGURATA L’OPERA DI LANDART LA PLAGE DI PASCALE MARTHINE TAYOU, ARTISTA CAMERUNENSE DI FAMA INTERNAZIONALE. I QUATTRO ETTARI VITATI ALLE PENDICI DEL CASTELLO DI BRESCIA OGGI DI PROPRIETÀ DI MONTE ROSSA – CANTINA STORICA DELLA FRANCIACORTA GUIDATA DA EMANUELE RABOTTI – SI PREPARANO AD ACCOGLIERE LA CREATIVITÀ DI TAYOU GRAZIE ALLA COLLABORAZIONE CON L’ASSOCIAZIONE BELLEARTI.

LO STUPORE NEL VIGNETO

16


La vigna di Invernenga, uva a bacca bianca coltivata a pergola, grazie all’installazione inedita verrà trasformata in una coloratissima spiaggia da ammirare da Via Pusterla e dalla cima del Cidneo; un punto di vista alternativo che impreziosirà la visita al Castello di Brescia, recentemente salito sul podio della classifica Luoghi del Cuore FAI.

LO STUPORE NEL VIGNETO

La valorizzazione del Vigneto Pusterla – la più grande area urbana vitata d’Europa - è fermamente uno degli intenti di Emanuele Rabotti, non nuovo a iniziative che vedono la creatività associata all’arte di fare il vino. In Monte Rossa sono state ospitate numerose mostre, nella vigna che circonda la villa storica domina la statua di Armando Riva che rappresenta una bottiglia cavalcata da un coraggioso cavaliere e non ultimo Emanuele è stato il produttore del cortometraggio intitolato Cabochon premiato a Cannes. “L’arte, come il vino, è per me sinonimo di gioia e condivisione. Occasioni per emozionarsi che amo creare, sia con i miei vini sia accogliendo progetti originali come questo. Grande la soddisfazione di collaborare con Pascale Marthine Tayou, uno degli artisti africani più noti al mondo con numerose esposizioni internazionali e biennali d'arte all’attivo. Con la preziosa collaborazione di BELLEARTI che mi ha fatto conoscere l’estro di Tayou ho realizzato il desiderio di portare l’arte nel cuore della nostra città” - ha dichiarato Emanuele Rabotti - “Mi piace pensare a La Plage come l’apripista della nostra missione 2023, quando Brescia insieme a Bergamo saranno capitali italiane della cultura”. La Plage si potrà ammirare fino al 21 ottobre 2021.

PASCALE MARTHINE TAYOU 18

Nato a Nkongsamba, in Camerun, nel 1966. Vive e lavora a Gand, in Belgio, e Yaoundé, in Camerun. Uno degli artisti africani più noti al mondo anche dal pubblico internazionale già dall’inizio degli anni ‘90. È stato invitato a numerose esposizioni internazionali e biennali d’arte: Documenta 11 di Kassel (2002), alle Biennali di Venezia (2005 e 2009), Dakar (1996), Kwangju (1997), (1997), Sydney (1998), La Avana (1997 e 2006), Liverpool (1999), Taipei (2000), Berlino (2001), San Paolo (2002), Lione (2000 e 2005), Istanbul (2003). Le sue opere si trovano in importanti collezioni di musei e private. È rappresentato da Galleria Continua.


BELLEARTI presenta LA PLAGE, nel cuore della città storica, grande installazione di Pascale Marthine Tayou, nato nel Camerun: una distesa di centinaia di coloratissimi ombrelloni da spiaggia piantati tra i filari della vigna urbana più grande d’Europa ora divenuto Vigneto Pusterla di Monte Rossa, cantina storica della Franciacorta guidata da Emanuele Rabotti. Un’opera all’aperto di grandi dimensioni, visibile a partire dal 21 giugno, solstizio d’estate, dalla Pusterla e dal castello. Gli ombrelloni saranno chiusi, legati con grandi nastri colorati: simbolo di energia e gioia infantile, nell’attesa di una nuova stagione. “Il mondo intero – ha affermato Pascale Marthine Tayou – si porta addosso da più di un anno una misteriosa e sinistra tortura, dramma invisibile che non risparmia nessuno, di cui Brescia è divenuta simbolo. Una fioritura di ombrelloni piantati nel vigneto, come un sogno a colori, ci invita alla tavola della felicità. Progetto e simbolo della rinascita: il ricordo che mi auguro di tenere per sempre dell’Italia, quasi un pixel della gigantesca fotografia della mia gioia di vivere all’italiana.” Tayou associa questa idea di rinascita post-pandemica alla ripresa dell’Italia dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Una delle immagini forti e simboliche del dopoguerra sono le grandi spiagge affollate. L’Italia recupera un’economia florida e un benessere che aveva perduto e forse mai avuto.

19


NANNI NEMBER APPRODA A DESENZANO LA NUOVA CONCESSIONARIA BMW E MINI DI DESENZANO DEL GARDA La concessionaria Nanni Nember di Brescia, nata nel 1967 per iniziativa del fondatore Vincenzo “Nanni” Nember, ha alle spalle una grande storia fatta di passione, dedizione, professionalità e competenza nel mondo delle quattroruote per i marchi che rappresenta, BMW e MINI.

20


21


22

L’azienda, guidata oggi da Roberto e Andrea Nember, rispettivamente figlio e nipote del capostipite, è ormai un punto di riferimento sul territorio, ponendosi quale interlocutore unico. L’esperienza di oltre 50 anni permette a Nanni Nember di proporsi non solo come interlocutore di fiducia per vendita ed assistenza BMW e MINI, ma anche offrire alla propria clientela servizi esclusivi. Nanni Nember è, infatti, partner BMW Classic per la manutenzione di vetture oldtimer e youngtimer, e dealer BMW M e BMW M Motorsport Customer Racing Certified, punto di riferimento per gli appassionati delle vetture più sportive della gamma BMW.

NUOVA CONCESSIONARIA BMW E MINI A DESENZANO DEL GARDA BY NANNI NEMBER

Oltre all’imponente ed apprezzata sede di Brescia, in Via Valcamonica, è stata recentemente inaugurata la nuova filiale di Desenzano del Garda. La nuova concessionaria, ubicata in Via Mapella, località Gruppo Rovere, è facilmente raggiungibile dai principali centri del Lago di Garda, grazie alla vicinanza al casello autostradale di Desenzano ed alle principali arterie extraurbane. Una struttura moderna, tecnologicamente all’avanguardia, dotata di infrastrutture di ricarica per vetture elettriche, ed in grado di generare energia pulita grazie all’impianto fotovoltaico, ed architettonicamente incastonata nel verde paesaggio dell’entroterra gardesano, realizzata secondo un attento studio di progettazione e con l’utilizzo di moderne tecnologie edilizie, in una sapiente combinazione di vetro, acciaio e cemento.


23


NUOVA CONCESSIONARIA BMW E MINI A DESENZANO DEL GARDA BY NANNI NEMBER Un’azienda di 7.000 mq nella quale i clienti potranno trovare tutti i prodotti BMW e MINI, oltre a un’intera gamma di servizi di manutenzione, assistenza, servizi finanziari, assicurativi e noleggio. La nuova concessionaria rispecchia fedelmente la filosofia di Nanni Nember, che si contraddistingue nel panorama imprenditoriale italiano del settore auto per rappresentare da oltre 50 anni esclusivamente il

BMW Group, condividendone i valori quali innovazione, tecnologia, piacere di guidare, ed una filosofia di ecosostenibilità ed attenzione al territorio, non solo dal punto di vista commerciale ma anche gestionale.

Nanni Nember, da sempre vicina alle esigenze della propria clientela ed al tessuto economico e sociale bresciano, vi aspetta quindi nella sede di Brescia, Via Valcamonica, e da oggi, anche nella nuova filiale di Desenzano del Garda, Via Mapella, località Gruppo 24 Rovere. Non una semplice concessionaria, bensì un fornitore di servizi di mobilità a 360°. Nanni Nember Desenzano Concessionaria BMW e MINI Via Mapella, 7 Desenzano del Garda (BS) Tel. 030 3156499 www.nanninember.it info@nanninember.bmw.it

NUOVA CONCESSIONARIA BMW E MINI A DESENZANO DEL GARDA BY NANNI NEMBER

IL PROGETTO

L’edificio, progettato dallo Studio di Architettura Archetti-Quarantini architetti, è stato ideato cercando di cogliere i valori fondanti e le specificità dell’attività a cui è destinato, in modo da costruire un modello capace di rispondere agli scopi, agli obiettivi, all’interno dei quali la forma e le funzioni avessero una relazione precisa e una efficace flessibilità organizzativa. Il complesso è un blocco unico composto al piano terra da ampi locali destinati a showroom, officina e magazzino, un piano primo dedicato ad uffici amministrativi e sala riunioni e un piano interrato ad uso parcheggio. Il linguaggio architettonico adottato è basato su semplicità di linee orizzontali, dove gioca un ruolo importane l’inserimento della doppia pensilina dalla linea pulita ed elegante, a contorno delle grandi vetrate. Particolare attenzione è stata posta agli aspetti di sostenibilità ambientale, grazie all’impianto fotovoltaico e al sistema della facciata vetrata che ha visto l’impiego di vetri selettivi che combinano controllo solare e isolamento termico elevato, assicurando il massimo livello di luce naturale all’interno dell’edificio.


Aiutaci a curarli...

5

1000 enpa.it

ON L

fai la tua parte, firma!

US

80116050586


26

La Rassegna musicale Il Grande in provincia torna anche nell’estate 2021 con un ricco programma distribuito in alcuni tra i luoghi più suggestivi del territorio bresciano. Il progetto porta l’eccellenza del Teatro Grande fuori dalle proprie mura per incontrare il pubblico in cornici e atmosfere sempre diverse, dalle dimore storiche e i castelli alle chiese e i numerosi parchi disseminati nella provincia bresciana. Un’iniziativa che arriva quest’anno alla sua sesta edizione, realizzata dalla Fondazione del Teatro Grande e dalla Provincia di Brescia, con la collaborazione della Fondazione Provincia di Brescia Eventi. Il connubio tra la musica e la valorizzazione delle bellezze del nostro territorio è sempre stato moltoapprezzato dal pubblico che è accorso numeroso agli appuntamenti in calendario nelle precedenti edizioni. Dopo il successo dell’ultima edizione, anche nel 2021 il format della rassegna spazierà tra diversi generi, passando dai recital d’opera alla musica da camera, dal jazz alla chanson française. Gli appuntamenti musicali saranno dodici, in programma dal 15 giugno al 7 settembre con inizio alle ore 21.00 e modalità di accesso specifiche per ogni location. A inaugurare la rassegna sarà il recital d’opera che vedrà protagonisti Claudia Muschio, soprano, e Matteo Roma, tenore, accompagnati al pianoforte da Amedeo Salvato. Il concerto si terrà martedì 15 giugno a Sale Marasino nella Ex Chiesa dei Disciplini e sarà dedicato ad alcune delle più celebri arie del repertorio operistico con musiche di Vincenzo Bellini, Charles Gounod, Gaetano Donizetti, Jules Massenet, Giacomo Puccini, Gioachino Rossini e Giuseppe Verdi. I successivi appuntamenti con l’Opera saranno distribuiti tra i mesi di luglio, agosto e settembre. Mercoledì14 luglio a Darfo Boario Terme nella suggestiva atmosfera delle storiche Terme il pubblico potrà ascoltare l’interpretazione di Marta Mari, soprano, e Dave Monaco, tenore, accompagnati al pianoforte da Luca Capoferri. Il suggestivo programma vedrà eseguite arie di Cilea, Donizetti, Verdi, Puccini e Giordano. Il 28 luglio il Grande in provincia tornerà a Iseo presso il Lido di Sassabanek: Paola Leoci, soprano, e Matteo Falcier, tenore, si esibiranno accanto a Michelangelo Rossi al pianoforte per eseguire un vario repertorio dedicato a Mozart, Verdi, Rossini, Puccini e Donizetti. Gli stessi artisti saranno impegnati anche il giorno successivo, giovedì 29 luglio, a Coccaglio nel cortile di Palazzo Almici Frugoni, sede della Biblioteca comunale. Infine il 3 agosto il Piazzale Castello di Polpenazze del Garda ospiterà il recital che vedrà protagonisti Valentina Corò, soprano, e Alessandro Goldoni, tenore, accompagnati al pianoforte da Alessandro Zilioli. Il programma della serata sarà dedicato alle musiche di Mozart, Cilea, Verdi, Puccini, Massenet e Mascagni. Il 9 luglio la rassegna si sposterà a Capriano del Colle, a Palazzo Bocca situato all’interno del Parco Agricolo Regionale “Monte Netto”.

IL GRANDE

IN PROVINCIA


Per l’occasione si esibirà il trio Fulvio Sigurtà, tromba, Bebo Ferra, chitarra, e Paolino Dalla Porta, contrabbasso. Il gruppo rappresenta una chiara espressione del jazz europeo, capace di indagare le tecniche compositive della musica classica contemporanea per integrarle nella pratica improvvisativa.Torna nella rassegna in provincia anche l’appuntamento con l’Ensemble del Teatro Grande: mercoledì 21 luglio la formazione si esibirà in trio con Marco Mandolini al violino, Sandro Laffranchini al violoncello e Andrea Rebaudengo al pianoforte. Cornice della serata sarà Villa Anita, l’elegante dimora in stile liberty situata a Nozza di Vestone, per un concerto in omaggio a Maurice Ravel. Il 30 agosto la rassegna toccherà la sponda bresciana del Lago di Garda per portare la musica Jazz al Castello di Desenzano. Il bassista e compositore Giacomo Papetti, insieme a Emanuele Maniscalco, pianoforte, e Gabriele Rubino, clarinetti, presenterà il recente progetto musicale Small Choices che mettein dialogo composizioni originali e improvvisazioni con la musica “accademica” di Ligeti, Messiaen, Sibelius, Webern, Shostakovich, Gershwin. A Villa Carcina, all’interno della suggestiva Chiesa dei Santi Emiliano e Tirso, si esibirà il 2 settembre la giovane e talentuosa pianista Ilaria Cavalleri per un concerto interamente dedicato alle Fantasie composte da Ludwig Van Beethoven, Felix Mendelssohn, Fryderyk Chopin e Franz Schubert. Venerdì 3 settembre la rassegna approderà per la prima volta al Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera per un imperdibile appuntamento che vedrà la speciale partecipazione del Maestro Giovanni Sollima. Il celebre violoncellista si esibirà in veste di solista accanto all’Orchestra Bazzini Consort, diretta dal Maestro Aram Khacheh. Da non perdere il programma proposto in cui brani di Haydn e Giovanni Battista Costanzi saranno accostati a composizioni dello stesso Sollima con l’insolita incursione dei brani Polly, Dumb, Smells Like Teen Spirit dei Nirvana. Il 6 e il 7 settembre si concluderà il ciclo di appuntamenti con i concerti del duo Laurianne Langevin e Cyrille Doublet. Voce e pianoforte omaggeranno il repertorio di Edith Piaf nel concerto Paris-Piaf prima nella splendida cornice del Castello di Padernello a Borgo San Giacomo e, il giorno successivo, negli incantevoli spazi della Fondazione Paolo e Carolina Zani di Cellatica. Con questo ricco programma si conferma quindi la qualità artistica e la capillarità della rassegna Il Grande in provincia che ogni anno diffonde cultura e bellezza nel territorio bresciano: un grande viaggio in musica che non si è mai interrotto nonostante il difficile periodo legato alla pandemia in corso, un viaggio che anche quest’anno si configura come un importante strumento di promozione turistica e culturale dei nostri beni artistici e paesaggistici. Tutti gli eventi della rassegna Il Grande in provincia sono, come sempre, a partecipazione gratuita previa prenotazione. Le modalità di accesso agli eventi variano per ogni Comune, per cui si consiglia di consultare il sito teatrogrande.it e i siti delle rispettive amministrazioni.

27


AUDI Q4 e-Tron ZERO EMISSIONI

ZERO PENSIERI

28

Entro il 2025, Audi ridurrà del 30% le emissioni di CO2, per diventare carbon neutral entro il 2050. Adesso

conta come arrivarci. Con Audi Q4 e-tron e Q4 e-tron sportback, la Casa dei quattro anelli rivoluziona il modo di intendere la mobilità grazie a due vetture completamente elettriche e, allo stesso tempo, completamente Audi. Performance inconfondibili rese ancora più eccezionali da una tecnologia in perfetta armonia con l’ambiente. Benvenuti nell’era e-tron. Benvenuti in un futuro elettrizzante.

con l’arrivo della nuova Audi Q4 e-tron, l’ingresso al mondo della mobilità elettrica compie una straordinaria accelerazione, diventando ancora più semplice e flessibile. Di seguito i tratti distintivi di questa vettura che apre la mente ed allarga gli orizzonti. Performance ed efficienza Gli interni progressivi di Audi Q4 e-tron sono il connubio perfetto di tecnologia, sportività e funzionalità. Uno sguardo al futuro Grazie al frontale incisivo e al posteriore possente, il design di Audi Q4 e-tron è il manifesto della mobilità elettrica di domani. Ricarica domestica e su strada Godetevi lʼelettrico senza compromessi grazie a unʼofferta di ricarica globale, che prevede soluzioni intelligenti sia per la ricarica a casa che in viaggio. Comportamento dinamico Lʼassetto sportivo, di serie per la versione S line edition, ribassa il veicolo di 15 mm e offre una taratura più dinamica di molle e ammortizzatori, permettendo così un contatto più diretto con la strada. Presenza di carattere Il pacchetto edition one rende Audi Q4 e-tron una vettura dal fascino ineguagliabile, fin dal primo sguardo.


C’È ANCHE PIÙ SPORTIVA Saranno disponibili una serie di optional che comprendono l’assetto sportivo (incluso nella variante S line edition), che riduce l’altezza di 15 mm, e il pacchetto dinamico che prevede il controllo della dinamica di marcia Audi Drive Select (di serie su Q4 Sportback e-tron) con diversi profili di guida e sterzo progressivo. Con il pacchetto dinamico plus sono poi disponibili le sospensioni regolabili con ammortizzatori elettroidraulici

29

RICARICA RAPIDA È possibile “fare il pieno” alle batterie dell’Audi Q4 e-tron sia in corrente alternata (AC), che continua (DC), con potenze rispettivamente sino a 7,2 kW (AC) e sino a 100 kW nel caso della 35 e-tron con batteria da 55 kWh, arrivando a 125 kW per le varianti con batteria da 82 kWh. Secondo la casa in 10 minuti è possibile ripristinare energia a sufficienza per percorrere 130 km.


AUDI Q4 e-Tron ZERO EMISSIONI ZERO PENSIERI

Da settembre sarà disponile anche in versione Sportback, che si caratterizza per una silhouette più dinamica e slanciata per effetto del tetto spiovente e della coda alta, la nuova crossover elettrica ha potenze da 170 a 299 CV, con autonomia fino a 520 km. L’arrivo è previsto a giugno 2021. L’Audi Q4 e-tron è la prima suv di medie dimensioni elettrica della casa dei quattro anelli.

30

Audi Q4 e-tron sfoggia linee muscolose e non nasconde i tratti che distinguono la casa dei quattro anelli, come la calandra frontale con la cornice cromata o i sottili fari a led. Nel frontale sono presenti anche due generose prese d’aria laterali oltre a quella centrale. Il profilo è caratterizzato da superfici lineari interrotte dalla bombatura presente sulle ruote posteriori. Il posteriore è dominato dal design dei fanali che si sviluppano orizzontalmente, raccordati da una banda luminosa a led. Verrà offerta in otto diverse tonalità, comprese le inedite Viola Aurora metallizzato e Blu Geyser. Disponibili su richiesta le configurazioni Advanced ed S line che si caratterizzano per la presenza di dettagli sportivi sia esterni che all’interno. I cerchi disponibili sono da 19 a 21 pollici. QUATTRO LIVELLI DI POTENZA Al top si posiziona la 50 e-tron da 299 CV con doppio motore elettrico (uno all’anteriore e uno al posteriore) e una batteria da 82 kWh, in grado di scattare da 0 a 100 km/h in 6,2 secondi e di raggiungere la velocità massima di 180 km/h (autolimitata). Appena sotto troviamo la 40 e-tron da 204 CV e la 35 e-tron con 170 CV, entrambe dotate di trazione posteriore e batteria da 82 kWh che, nel caso della 40 e-tron, assicura fino a 520 km di autonomia. La entry level 35 e-tron ha una batteria da 55 kWh.


SPAZIO BEN ORGANIZZATO PER TUTTO Interni eleganti e molto curati, caratterizzati da materiali di elevata qualità. Grande spazio all’interno grazie alle tante soluzioni per riporre gli oggetti come la consolle che integra due porta bevande e un vano da 4,4 litri dotato di chiusura e il phone box per la ricarica wireless dello smartphone. Generoso anche il bagagliaio da 520 litri (lo stesso valore della più grande Q5), che diventano quasi 1500 abbattendo gli schienali del divano posteriore. A richiesta il pacchetto vano bagagli che include il piano di carico adattabile su due differenti altezze.

Audi Q4 e-tron è dotata della strumentazione digitale Audi Virtual Cockpit, visibile su un pannello lcd di 10,25” e il sistema multimediale MMI touch con lo schermo di 10,1 pollici e risoluzione di 1540x720 pixel inglobato al centro della plancia (optional quello da 11,6” con risoluzione di 1764x824 pixel). Quest’ultimo, è orientato verso il conducente, incastonato nella plancia sullo stesso livello delle bocchette di aerazione e alla medesima altezza della strumentazione digitale.

Saottini Auto Via C. Fenzi, 3 - Brescia Tel. 030.3695521 audi@saottini.it

www.saottini.it V.le Marconi, 29 - Desenzano del Garda Tel. 030 9991787 audi@saottini.it


BELLE SEMPRE CI SONO MOMENTI IN CUI VALE IL PRINCIPIO DELLE TRE A: ASCOLTARSI, ACCETTARSI, AMARSI. Quando una donna affronta una malattia oncologica deve, contestualmente, confrontarsi anche con un significativo e profondo cambiamento che si riflette sulla sua femminilità: durante le terapie oncologiche, infatti, è molto frequente perdere i capelli, vedere la propria carnagione assumere un colorito meno vivace e subire cambiamenti di peso. Cogliendo il bisogno delle pazienti ricoverate in Breast Unit, ESA ha attivato un programma a sostegno delle donne che vogliono riappropriarsi della propria femminilità e che, accompagnate da professionisti, vengono aiutate a sentirsi a proprio agio anche quando il corpo cambia. È nato così, in collaborazione con i reparti di oncologia degli Spedali Civili di Brescia, di Fondazione Poliambulanza e della Clinica Sant’Anna, il progetto

32

“BELLA ANCHE IN OSPEDALE”. Durante gli incontri le volontarie specializzate di ESA, accompagnate da psicologi presenti nei reparti, conducono le partecipanti in un viaggio alla riscoperta del proprio aspetto attraverso lezioni di trucco, utilizzando cosmetici di aziende di partner di ESA. Il maquillage, associato al supporto psicologico, aiuta le donne a recuperare quella femminilità messa a dura prova a causa della malattia, incrementando l’autostima delle pazienti con una positiva ricaduta anche sull’approccio che le donne sviluppano nell’affrontare la terapia e i periodi successivi. Con le medesime finalità e con un’attenzione ulteriore al benessere di tutto il corpo, è stata attivata anche la ESA Beauty SPA, la cabina estetica della Breast Unit degli Spedali Civili di Brescia. Grazie a Katy, estetista oncologica certificata e volontaria di ESA, le pazienti oncologiche possono usufruire gratuitamente di trattamenti studiati per alleviare il peso delle terapie. Si tratta di massaggi distensivi, che aiutano a diminuire la stanchezza profonda e rilassano la mente. I benefici dei trattamenti agiscono non solo a livello fisico, donando giovamento a chi soffre di gonfiore e ritenzione, ma anche a livello psichico, migliorando l’equilibrio interiore, il coraggio, la vitalità, la stabilità, la concentrazione e la serenità.

ESA Educazione alla Salute Attiva Sede operativa “Il Ronchettino” Via del Medolo 2, Brescia Tel e fax: 030 3385027 info@esa-salutedonna.org - www.esa-salutedonna.org

Per donazioni: IBAN IT43Q0623011201000030573912 Per devolvere il 5xmille: 02883270981


MERAVIGLIOSO!


UN GRANDE PROGETTO CHE UNISCE STUDIO, RICERCA,VALORIZZAZIONE E PROMOZIONE DEL PATRIMONIO ARTISTICO E NATURALISTICO DELLA CASA MUSEO DELLA FONDAZIONE PAOLO E CAROLINA ZANI E DEL SUO SCENOGRAFICO GIARDINO: LA MOSTRA ‘MERAVIGLIOSO! UN CAPOLAVORO FIORITO DEL BAROCCO EUROPEO’, ALLESTITA NELLA NUOVA SALA DELLE TEMPORARY EXHIBITIONS ALL’INTERNO DELLA CASA MUSEO DI CELLATICA E APERTA AL PUBBLICO FINO AL 10 OTTOBRE PROSSIMO, PRESENTA I RISULTATI DELLE INDAGINI STORICO-ARTISTICHE, STILISTICHE E BOTANICHE CONDOTTE SULLA GRANDE TELA CON NATURA MORTA CON TRE VASI DI FIORI, SCOIATTOLO E PAPPAGALLO SU UN TAVOLO (1625-1630 CIRCA), ENTRATA IN COLLEZIONE ZANI NEL 2004.

L’opera, pur non presentando un’attribuzione

certa, fu scelta da Paolo Zani esclusivamente per la sua straordinaria qualità pittorica. Mirabile per tecnica e impatto visivo la scenografica tela, già attribuita nel 1999 ad Astolfo Petrazzi, fu esposta nel 2016 alla Galleria Borghese di Roma come opera di un pittore caravaggesco attivo nel terzo-quarto decennio del XVII secolo. L’opera, tanto misteriosa quanto scenografica, è stata sottoposta negli ultimi mesi ad una serie di indagini scientifiche, ricerche stilistiche e botaniche che hanno portato a nuovi risultati, presentati proprio in occasione di questa nuova esposizione. Ben 63 essenze botaniche sono riprodotte nel dipinto che, per affinità stilistiche e compositive con altre opere, viene oggi ricondotto alla produzione di un artista attivo in Italia, probabilmente spagnolo, entro il terzo decennio del XVII secolo.


MERAVIGLIOSO!


La mostra è accompagnata, tra i mesi di giugno e settembre, da una serie di eventi collaterali (visite guidate e workshop) dedicati al tema della natura morta, del giardino e dei fiori (per il programma completo si veda il sito www.fondazionezani.com). l corsi, laboratori e le attività di pratica per gli adulti e i più piccoli, sono intesi come momenti di attività collaterali che hanno come tema la natura, i fiori e il giardino. L’obiettivo è quello di creare un dialogo tra le opere d’arte esposte all’interno della Casa Museo e lo scenografico giardino circostante, ricco di essenze naturali, arbusti potati ad arte e una collezione di vasi, pozzi e fontane del XVII e XVIII secolo. Per i più piccoli: E tu… che albero sarai? (Workshop, 3 +) Piccolo Erbario Poetico (Workshop, 6+) I colori naturali (Workshop, 9+) Per gli adulti: Pratica di Taiji, Yoga Floreale e workshop di composizioni floreali

L’accesso alla Casa Museo e agli eventi collaterali è consentito solo con visita guidata su prenotazione da effettuarsi sul sito www.fondazionezani.com oppure all’indirizzo mail info@fondazionezani.com Orari: Martedi-Venerdì: 9-13; sabato-domenica: 10-17 Biglietto Casa Museo - Mostra Intero: 10 euro- Ridotto: 7 euro Museo in Famiglia (1 adulto + 1 bambino): 10 euro Il costo degli eventi collaterali è indicato nel sito accanto al programma dettagliato di ogni attività

Fondazione Paolo e Carolina Zani per l’arte e la cultura Via Fantasina 8 - Cellatica (Bs) Tel. 030 2520479 www.fondazionezani.com


ASTIN , GRANDE

AMORE


Il monastero di Astino occupa un posto speciale nei cuori di

tutti noi di qui Bergamo. Ne conobbi la storia dall’indimenticabile Carlo Leidi per il quale pubblicai, nel 1994 su questa rivista, alcuni ritratti in bianco e nero realizzati dal fotografo-notaio, alcuni anni addietro, alle persone che abitavano nelle cascine adiacenti al Monastero. Poi si arrivò al 2007 quando la Fondazione della Misericordia Maggiore entrava in possesso del sito abbandonato e lasciato al degrado ormai da decenni. Il presidente della Mia era il grande amico Friedel Elzi che mantenendo una promessa che ci aveva fatto ci coinvolse in esclusiva nella prima visita alla riapertura del monastero. Con Paolo Stroppa e Patrizia Venerucci abbiamo provato l’emozione di aprire il portone della chiesa per ritrovarci di fronte ad un vero scempio. Le tele accartocciate per terra, calpestate, le tombe sul pavimento della chiesa visibilmente già visitate da predoni e ladruncoli, calcinacci e crepe preoccupanti. Gli affreschi quasi completamente compromessi. Una devastazione totale. Ripensandoci ora e toccando con mano i risultati dei lavori di restauro a cui ha provveduto la MIA in questi anni, non si potrebbe credere di averlo visto com’era. Meno depredato appariva il grande sotterraneo dove erano dislocate in fila una dozzina di enormi botti nelle quali veniva conservato il vino prodotto dai frati. Tutto comunque invaso da ragnatele e chissà quali altri esseri… Per noi fu una scoperta e un’emozione davvero forte, come quella che proviamo ogni volta che torniamo al Monastero di Astino. Vederlo a poco a poco risorgere e riaprirsi alla vita della comunità è stato un piacere che abbiamo documentato passo passo. Dai primi restauri della Chiesa, fino alle feste estive con gli chef stellati; dai ritrovamenti archeologici fino all’iniziativa per la restituzione di alcuni dipinti precedentemente documentati. Questa volta vi presentiamo il ritorno del grande quadro dell’Ultima Cena di Alessandro Allori finalmente restaurato dopo anni di peripezie e location differenti in giro per la città. Un vero spettacolo per gli occhi dove riscoprire un pezzo del Vangelo tanto significativo per la cristianità. Però, ogni volta che ci ritroviamo lì, sentiamo un po’ la sua mancanza, quella della sua simpatia, del suo calore umano e dell’odore del sigaro di Friedel, che di certo, dopo quello che ha smosso per non lasciare alle ortiche quella che pur sempre fu casa di Dio, starà a guardare dal paradiso come procedono i lavori…

IL CENACOLO RITORNATO

ANDATE A VEDERLO


TRE VEDUTE A VOLO D’UCCELLO

Verso la fine del XVI secolo la decorazione del refettorio fu completata con tre vedute “a volo d’uccello” affrescate illusionisticamante nelle lunette sopra la tela dell’Allori, quasi fossero finestre aperte nella sala stessa della Cena. In esse si racconta la storia sintetica della Passione e Morte di cristo attraverso i luoghi in cui esse avvennero, più che con la rappresentazione di fatti evangelici, solo accennati. Le lunette raffigurano la “Valles Cedron” con i soldati che escono dalla città in cerca di Gesù, il “Mons. Oliveti” con Cristo in preghiera nell’orto e la “Civitas Jerusalem” con le tre croci sul Golgotha.

Il monastero Vallombrosano del Santo Sepolcro di Astino fu da sempre uno scrigno di fede, arte, storia e civiltà, rappresentando un

punto di riferimento imprescindibile per la città di Bergamo dalla sua fondazione nel 1107 fino alla soppressione nel 1797. Da questo momento iniziò un inarrestabile degrado causato da riutilizzi impropri, abbandono e dalla dispersione di gran parte del suo ricchissimo patrimonio artistico. Con il recente restauro promosso dalla fondazione MIA, proprietaria dal 2007 dell’immobile e del fondo agricolo circostante. è iniziata anche un’attività di ricostruzione dell’integrità storica dell’edificio con la ricollocazione, per quanto possibile, delle opere d’arte disperse. La già importante di queste è la monumentale tela dell’Ultima cena del fiorentino Alessandro Allori, incamerata dal Comune di Bergamo all’indomani della soppressione e poi collocata nel Palazzo Nuovo del Podestà (odierna Biblioteca Angelo Mai), quindi in Accademia Carrara e infine nel Palazzo della Ragione. Solo in anni recenti l’opera è stata riscoperta a seguito del restauro promosso dalla Fondazione Credito Bergamasco.


ASTIN , GRANDE

AMORE

Oggi, nel 2021, grazie al comodato d’uso concesso dal Comune, l’opera è tornata finalmente a casa nella sua ubicazione originaria sulla parete di fondo del refettorio in significativo dialogo con le tre lunette affrescate soprastanti, liberate dallo scialbo e restaurate per l’occasione. Nel corso del XVI secolo il monastero visse una stagione di rinnovato splendore a seguito della Controriforma e grazie al rinsaldato rapporto con l’abbazia di Vallombrosa, casa madre della Congregazione Vallombrosiana, protetta dai Medici. Granduchi di Toscana. Nel 1578 vi fu, tuttavia un tentativo di rivolta da parte dell’abate bergamasco Lattanzio Medolago che con Astino a capo, intendeva liberare i monasteri lombardi dall’egemonia toscano. Fallita la ribellione, nel 1580 il nuovo abate Callisto Solari volle comunicare con forza il rientro del monastero nell’alveo della congregazione, commissionando gli arredi lignei del refettorio sul modello di quelli di Vallombrosa e la grande Ultima Cena al principale artista fiorentino del tempo, Alessandro Allori. Quando giunse il dipinto da Firenze, nel marzo 1583, i monaci rimasero stupefatti e nelle loro Ricordanze si ripromisero di conservare la tela con tutte


ASTIN ,

GRANDE AMORE L’AUTORITRATTO SCONOSCIUTO DI ALESSANDRO ALLORI

Alessandro Allori (Firenze 1535-1607), raffinato pittore della corte medicea, realizzò nel 1582 due versioni dell’Ultima Cena: quella su tela per Astino, certamente autografa preziosa testimonianza della sua concezione sontuosa dell’arte sacra, e una ad affresco nel refettorio del convento del Carmine a Firenze, più debole e semplificata, eseguita quasi certamente da un collaboratore sulla base dei disegni del Maestro. Nella versione bergamasca, oltre che con la firma e con la data presente su uno dei sostegni della tavola, Allori lasciò una precisa traccia di sé: è probabile che l’apostolo con il mantello rosso sul capo, che sta guardando l’osservatore, sia un autoritratto, come dimostra l’assomiglianza del personaggio con un noto ritratto dell’artista.

IL PRANZO DI MAGRO

In tavola non è servita la cena pasquale ebraica con agnello e pane azzimo, che fu l’ultimo pasto di Gesù con gli apostoli, ma il pranzo di magro, che i monaci consumavano nei giorni di digiuno, come il Venerdì Santo, quando erano consentiti solo prodotti vegetali ed eventualmente pesce, uova e formaggio. Nel dipinto vige un ferreo regime vegetariano, indicato certamente dall’abate committente: vari frutti “in purezza”, come pinoli, castagne, uva sultanina, capperi, olive, pere, noci, cedro affettato, mandorle da insaporire semplicemente con sale contenuto in piccole saliere dorate. Le grandi pagnotte avvolte in tovaglioli sono probabilmente la razione giornaliera di ogni monaco, come prescritto dalla Regola di San Benedetto. Sparsi sulla tavole ci sono i cialdoni, tradizionali della cucina toscana e alternativa croccante al pane.


L’opera fu commissionata dall’Abate di Astino Calisto Solari, che conobbe probabilmente Alessandro Allori nel 150 quando l’artista

stava lavorando nel monastero Vallombrosiano di Passino (FI). L’incarico fu gestito in <Toscana da Aurelio Casari, Abate di Passignano che ben conosceva Astino essendone stato in precedenza il responsabile. Al pittore fu chiesto di ispirarsi esplicitamente al Cenacolo eseguito nel 1527 da Andrea del Sarto, “pittore senza errori”, nel monastero vallombrosiano di San Salvi a Firenze, Il pittore escogitò il curioso espediente di copiarne solo il lato destro, mentre reinventò quello sinistro. Il recupero dello stile mestolo, puro e naturale di Andrea rispondeva ai principi dell’arte sacra della Controriforma, chiara ed efficace nel comunicare il messaggio evangelico.


IL CENACOLO DELL’ALLORI TORNA AL SUO POSTO AL MONASTERO DI ASTINO

UNA STORIA TUTTA M.I.A. INTERVISTA CON FABIO BOMBARDIERI

Fabio Bombardieri, commercialista, presidente nonché pro-pulsore della Fondazione MIA, con il suo impegno, quello dei suoi consiglieri e della struttura della Fondazione, ha portato a compimento in tempi ragionevoli il restauro del Complesso di Astino. Dalla sua presidenza in poi la macchina si è mossa in maniera ostinata e contraria ai tanti che, di quell’eremo bellissimo, avrebbero voluto farne magari un lussuoso resort, che, detto tra noi, sarebbe stato la fine del mondo. Ma così non è stato e, con la lungimiranza di chi ha oltre 750 anni di storia alle spalle, la Misericordia Maggiore ha prima acquistato l’immobile e successivamente ha messo mano alla sua resurrezione. E, due settimane fa Fabio Bombardieri, visibilmente orgoglioso, ha potuto presentare al mondo il ritorno in convento del dipinto dell’Ultima Cena di Gesù tra gli apostoli che, dopo qualche mal di pancia, è stato riposizionato nel refettorio da dove era stato asportato dal Comune (quando era proprietario dell’ex convento) e piazzato a Palazzo della Ragione in attesa di futuri sviluppi…

36

FABIO BOMBARDIERI PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE M.I.A.

Non

bisogna mai dimenticare che la Misericordia Maggiore o MIA (nell’abbreviazione storica che l’ha evidenziata nei secoli) sorse a Bergamo nel 1275 come sodalizio spirituale e caritativo per opera di due domenicani, il Vescovo Erbordo e il beato Pinamonte da Brembate, che ne dettò la regola originaria. Il soccorso dei poveri, degli infermi, dei carcerati e degli altri bisognosi fu l’obiettivo della Misericordia, le cui prime rendite furono le offerte raccolte tra i Confratelli; si aggiunsero quindi beni e lasciti, legati ed eredità che col tempo e grazie ad una accurata amministrazione si accrebbero fino a costituire un ingente patrimonio.La Misericordia divenne il principale punto di riferimento per quei diffusi orientamenti dei laici conosciuti come “rivoluzione della carità”. Attuò un’assistenza a tutto campo, che si rivolgeva all’intera cittadinanza e copriva l’intera città, tutto il territorio del medioevale “Comune di Bergamo”, cioè l’attuale territorio di tutta la provincia.

“Mi spinse Friedel Elzi - ci racconta - ad andare a vedere il quadro e, dopo aver visto dov’era stato sistemato, ne parlai con il sindaco e concordai che, una volta terminati i lavori, il quadro sarebbe dovuto tornare al suo posto cioè ad Astino. Sorridendo gli dissi che, se così non fosse stato, avrei fermato i lavori di ristrutturazione. Scherzavo, ma non troppo. Il Sindaco ha subito condiviso l’importanza dello spostamento e mi ha subito promesso che il dipinto sarebbe ritornato dov’era, una volta superati i problemi burocratici. Il Comune avrebbe voluto fare una donazione ma, per problemi con l’avvocatura, abbiamo risolto con un comodato d’uso di trent’anni… Un domani si vedrà. Il restauro è durato parecchi mesi ed è stato effettuato presso il Credito Bergamasco, nella sala del Consiglio, dove potevo vederne i progressi ogni volta che questo veniva convocato. Nel frattempo la Sovrintendenza ha iniziato a chiedere garanzie sulle caratteristiche del luogo dove sarebbe stato ricollocato, cioè nella sala del refettorio, vincolandoci ad eseguire modifiche per i particolari impianti necessari alla giusta climatizzazione. In seguito, avanzò l’ipotesi di riportarlo ad Astino non nella parete originaria, ma in quella di fronte, sopra la porta di ingresso, quando invece quel dipinto è nato per stare proprio lì sotto le tre lunette… Poi sembrava che l’iter autorizzativo si fosse arrestato. Ho dovuto combattere ma, alla fine, L’ultima Cena è nel posto dove è stata per secoli. L’unica cosa che non mi piace molto è la cornice, perché determina un divisione netta fra il dipinto e le tre lunette con gli affreschi sulla Terra Santa, ma ho capito che è necessaria per l’affissione in sicurezza dell’opera”. Un bel successo, un altro traguardo raggiunto… “Sì però vorrei che il Cenacolo dell’Allori servisse anche per attirare l’attenzione su quanto realizzato sottoterra e magari non così bello da vedere. È un dovere di rendiconto ma anche utile a capire come fare per utilizzare una struttura così delicata senza invaderla. Rendere la struttura idonea a svolgere nel corso dell’intero anno attività culturali, di convegnistica oltre che le attività di ristorazione nelle cantine, ha comportato la realizzazione di importanti impianti di riscaldamento e raffrescamento oltre che un innovativo sistema di cappe e impianti, anche di aspirazione, realizzati nel sottosuolo”. Cos’è per lei Astino? “Un luogo magico. Quando c’è stato il G7, mi ricordo che sono accaduti alcuni contrattempi perché i delegati dei vari Paesi non volevano più andare via. Secoli di storia e di attività monastica hanno lasciato un segno. Appena entri ti dà una grande pace ed è vero che non si riesce ad andare via”. Com’è che si diventa Presidente della Mia? “Nel mio caso, dopo 25 giorni che dicevo di no alla proposta: mi è venuto in mente mio padre che mi avrebbe tirato i piedi di notte perché rifiutavo un impegno civico e alla fine ho detto di sì. Ma la prima risposta che diedi al


Un raggiante Friedel Elzi il giorno dell’inaugurazione della chiesa ristrutturata. Nelle immagini a destra, ecco come trovammo il Monastero di Astino la prima volta che, con lo stesso Elzi, entrammo per un repotage (ph. Paolo Stroppa) sindaco fu un no deciso. Sapevo che era un incarico gravoso, ero già abbastanza impegnato e non mi piace fare le cose male... Non me la sentivo, sia perché in ambito di formazione culturale conosco i miei limiti (la mia preparazione è giuridica, contabile, sono su un fronte diverso), sia perché la presidenza della MIA è un impegno notevole ed ero al corrente della tegola di Astino”. Si è preso una bella gatta da pelare... “Sì e i primi mesi ero abbastanza spaventato. Qualunque incarico io riceva, la prima reazione è la preoccupazione. E questa volta ero molto preoccupato. Come ricorderà in un primo tempo era prevista l’edificazione di alcune unità immobiliari sulla Ripa Pasqualina, che sarebbero servite a finanziare i lavori necessari al restauro del Convento ma, per l’impuntatura di una parte politica, il tutto venne rimesso in discussione. Fummo tentati di porre la condizione, per iniziare il recupero di Astino, che venisse ripristinata l’edificabilità di quell’area ma ci siamo resi conto che non era possibile. In seguito però ci venne l’idea di realizzare un parcheggio che avrebbe reso possibile l’accesso sostenibile al complesso. E, infatti, il parcheggio ha fatto decollare la frequentazione della valle e del Monastero ed ha reso possibili le attività di ristorazione che si sono avvicendate nel tempo e, anche in occasione dell’Expo di Milano, le iniziative organizzate hanno avuto un enorme successo. Realizzare il parcheggio mi è costato una lotta serrata. Ho dovuto rifarlo tre volte ma, alla fine, è stata la soluzione vincente per il rilancio del complesso: non inquina la via che sale al monastero come, invece, sarebbe accaduto con il progetto originario che prevedeva un parcheggio sotto il complesso e quindi l’andirivieni delle auto fin dentro la valletta. Si è valorizzata tutta l’attività agricola che era stata promossa da Elzi, portando decine di migliaia di persone a godere di quanto Astino tiene in serbo per i suoi visitatori”. Cosa diventerà Astino? “Il legame con il territorio e con i suoi prodotti tipici, visti anche i precedenti, ci ha portato a decidere di insediare ad Astino un’Accademia di Cucina ad un livello superiore rispetto agli istituti professionali già esistenti tra Bergamo e Brescia. Sul modello della piccola scuola di Niko Romito di Castel di Sangro, con i Cerea che si sono dichiarati disponibili a valutare di ricoprire un ruolo importante nella partita. Il Covid, però, ci ha fatto sospendere tutti i progetti che

peraltro non dipendono, se non in parte da noi, perché va realizzata da gente esperta del settore. Il nostro ruolo è di stimolo, di accompagnamento oltre che quello di ristrutturare la cosiddetta Cascina Convento in modo conforme alle necessità dell’Accademia. I lavori di pianificazione del gruppo che sta lavorando all’attivazione dell’Accademia sono ripresi nelle ultime settimane e da parte nostra, avendo ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni dalla Sovrintendenza, stiamo effettuando una serie di opere preliminari quali lo sbancamento del cortile interno, il consolidamento del tetto e delle facciate esterne e, per quanto ci riguarda verso la fine dell’anno prossimo i lavori potranno essere a buon punto. L’Accademia, rivolta anche a persone già competenti, prevede un numero ridotto di partecipanti per ogni corso, ed ha l’obiettivo di formare un alto livello di professionalità. Gestirà l’attività ristorativa nelle cantine e nella Torre del Guala, con due livelli di offerta, una cucina stellata ed una cucina più “popolare”; in entrambe, oltre che nella stagione estiva sul plateatico all’aperto, saranno serviti piatti realizzati con i prodotti degli agricoltori locali; le tre cantine non adibite a ristorazione verranno destinate ai vini, salumi e formaggi del territorio. La gente che verrà a Astino potrà rilassarsi passeggiando nelle strade ciclopedonali e nei senteri del bosco dell’Allegrezza, potrà ammirare mostre, assistere ad

iniziative culturali, musicali, di spettacolo, vistare la sezione biologica dell’orto botanico e condividere il cibo. Aspetto questo che potrebbe sembrare un intruso in un contesto culturale così importante, ma che, oltre ad essere un importante elemento di sostenibilità economica, diventa anche un tema di educazione alimentare con grande attenzione alle materie prime. Anche il cibo diventa a sua volta cultura. Con l’aggiunta che, dopo aver vinto il Premio nazionale del Paesaggio, da molte parti ci suggeriscono di realizzare la Scuola del Paesaggio. C’è a Firenze e a Torino… e stiamo creando i presupposti per far spazio anche a questa ipotesi. Oltre all’arte ed alla cultura anche paesaggio, rispetto per l’ambente, cucina, educazione all’alimentazione, con il coinvolgimento degli agricoltori della valle, fra i quali orti e cooperative sociali, oltre che dei produttori del territorio. Escludo, salvo che la Mia non riceva importanti donazioni, cosa che non succede più da


UNA STORIA TUTTA M.I.A. tantissimi anni, di poter realizzare autonomamente la parte alberghiera, ma l’obiettivo è di farla in un altro modo: abbiamo iniziato a parlare con Venezia. Stiamo cercando interlocutori disposti ad accollarsi la spesa e, in base all’ammontare, avrebbero in uso la struttura, partecipando al progetto formativo della scuola che verrebbe così allargato all’ambito dell’hotellerie, per un numero di anni predefinito e non saremo certo noi con 750 anni sulle spalle a spaventarci quanto sia tale tempo”. Lei ci va giù pesante con questa storia dei 750 anni… “Questa cosa nel “privato” non esiste, perché nessuno fa qualcosa che non utilizzerà. L’ottica di lunghissimo periodo, direi secolare, che ci caratterizza, rende fattibili cose che la normale limitatezza di ognuno non consente mai perché si è portati a volerne vederne i risultati nella parte più significativa della propria vita. Con Astino abbiamo sostituito un rudere con una cosa che funziona, che viene utilizzata dalla popolazione ed è al servizio della comunità. E tutto senza soldi pubblici”.

46

Quanto è costato fino ad oggi? “Siamo arrivati a 26 milioni e abbiamo una capacità di spesa di altri 5 milioni per quello che ancora manca grazie ad un piano di alienazioni che, per fortuna, sta funzionando. Stiamo vendendo proprietà che ci rendono pochissimo. Abbiamo proprietà a Fara Olivana, terreni e cascine e, ai contadini che le conducono in affitto, abbiamo proposto di comprarle coinvolgendo la BCC locale e proponendo un valore giusto. Una parte di cessioni sono già state perfezionate, altre lo saranno a breve. Loro hanno acquistato con i mutui odierni a tassi molto bassi, e con i ricavi conseguiti noi stiamo pagando una parte dei lavori fatti ad Astino. Abbiamo intenzione di consolidare un debito FABIO BOMBARDIERI di circa 12 milioni con il quale verranno azzerarti tutti i debiti della MIA, anche quelli precedenti, per consegnare un ente che, con le entrate del parcheggio, della ristorazione, dell’accademia della cucina, delle mostre e IN OCCASIONE DELLA PRESENTAZIONE ALLE AUTORITÀ ED AL PUBBLICO DEL DIPINTO DEL degli eventi sarà in grado di ripagare il mutuo”.

CENACOLO DELL’ALLORI È STATA ANCHE INAUGURATA IUNA MOSTRA FOTOGRAFICA Bombardieri ne approfitti per togliersi un sassolino dalla scarpa… “A seguito dell’apertura di Astino nell’anno dell’Expo sull’agricoltura, nono- DEL FAMOSO FOTOGRAFO GUIDO GUIDI stante l’importante riqualificazione delle aree agricole ad uso biologico, le numerose e qualificate mostre sul tema dell’alimentazione, la mostra Veronelli e le tante attività culturali siamo stai, anche pesantemente da qualcuno, accusati di aver trasformato un Monastero in un ristorante, dimenticandosi di quanto successo dalla cacciata dei monaci alla fine del 1700 oltre che del degrado in cui si trovava il Monastero, e le sue aree agricole. Altri pesanti attacchi sono arrivati sul tema del parcheggio, senza considerare che la gente può godere, come ormai da anni sta accadendo, delle bellezze della Valle della Biodiversità e delle attività che si svolgono al Monastero grazie all’esistenza del parcheggio, peraltro perfettamente integrato nel contesto, posizionato all’ingresso della valle. Credo che la migliore risposta consista nella motivazione, riportata e sottoscritta dal Ministro Franceschini sull’attestato della vittoria a livello nazionale del Premio del Paesaggio indetto dal Consiglio d’Europa: “Per la restituzione alla pubblica fruizione di un paesaggio in stato di degrado che rischiava di essere oggetto di interventi speculativi; per la multidimensionalità con cui il progetto ha agito in modo virtuoso sul territorio ponendo grande attenzione alla governance ed alle modalità con cui le azioni proposte ed attuate, rappresentino una sicura garanzia di continuità dell’iniziativa basata su criteri di sviluppo sostenibile; per l’approccio multidisciplinare al paesaggio nella organica attenzione alla dimensione economico-produttiva, a quella ambientale, a quella estetica, a quella storico-culturale, a quella identitaria e, non da ultimo, alla dimensione sociale; per aver generato un esemplare processo di costruzione di paesaggi di prossimità ed evidenziato la volontà e l’impegno di una comunità tenace ed operosa”. Bombardieri, come sono i rapporti con l’Amministrazione Comunale? “Mi rendo conto che a seguito della ristrutturazione di Astino la MIA, oltre a dover realizzare gli obiettivi in ambito assistenziale e culturale previsti dal suo oggetto sociale, ha in carico la gestione di due dei beni più importante della


Citta, (la Basilica di Santa Maria Maggiore ed Astino) ed ha quindi sulle spalle una grossa responsabilità. Forte è quindi la responsabilità del Sindaco, a cui compete la nomina del consiglio di amministrazione, e dei consiglieri. Responsabilità che comporta innanzi tutto la necessità di dimenticare ogni logica partitica e di avere come bussola solo gli interessi della cittadinanza, ovviamente nel rispetto dello statuto che richiama le tavole fondative della Congregazione del 1265, anche perché la Fondazione Mia non è società partecipata, ed il ruolo del Sindaco è solo quello di nominare le cariche. Ho la fortuna di presiedere un consiglio di amministrazione che si muove secondo tale logica, nel quale non è possibile individuare dai comportamenti dei singoli chi sia stato indicato dalla maggioranza o dalla minoranza del consiglio comunale. Pochissime volte, in ormai quasi sette anni, ho avuto l’impressione che in merito a qualche argomento vi fossero da parte di qualcuno preoccupazioni di tipo partitico. E per questo ringrazio il Sindaco Gori, e chi con lui ha designato i consiglieri, per l’importante professionalità e complementarietà dei consiglieri nominati a comporre il Cda della MIA. Posso inoltre affermare di non aver mai avuto dalla politica, né dal Sindaco, né da altri, pressioni di alcun tipo. E di aver invece sempre avuto la massima collaborazione nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli. È necessario che queste modalità diventino un imperativo morale. Un’ultima questione: mi pare che vi sia un maggior utilizzo della Basilica per iniziative culturali E’ vero. Ricordo che la Basilica ha una storia civica molto particolare. Le mura sono di proprietà del Comune di Bergamo, il quale deve farsi carico di tutte le spese per la relativa manutenzione (ed è in programma a breve un intervento particolarmente oneroso). In passato nella Basilica si tenevano, oltre alle funzioni religiose, anche riunioni e consigli di organismi civici. Proprio per questo riteniamo importante ospitare nella Basilica iniziative culturali compatibili e rispettose del suo essere Chiesa. Non nascondo che nei nostri consigli queste iniziative vengono attentamente vagliate e che spesso le diverse sensibilità portano a volte ad un confronto serrato sull’opportunità o meno di ospitare questo o quell’incontro. Personalmente ritengo importante accogliere in Basilica conferenze su tematiche ritenute compatibili oltre che concerti musicali. Abbiamo invece deciso di non accettare dibattiti, perché riteniamo che in Basilica debba prevalere lo spirito di ascolto e di riflessione e di non chiedere alcun compenso per l’utilizzo della Basilica per tali iniziative. Non credo che questo sia trasformare la Basilica in un teatro, e che sia invece una forma di rispetto per la sua particolare storia e la sua funzione anche civica. Due anni fa vi è stata una serata particolare che ci aveva destato una certa preoccupazione. Abbiamo ospitato la serata inaugurale di Bergamo Film Meeting con la proiezione di un film muto, avente una tematica sociale, accompagnato con il suono dell’organo della Basilica. È stata una serata bellissima e apprezzatissima. In merito alla Basilica stiamo affrontando il tema dei relativi costi di gestione ordinaria, che ammontano a circa 300 mila euro all’anno. Abbiamo iniziato a far pagare un biglietto minimo (tre euro) per le visite guidate, ritenendo che le stesse abbiano oggettivamente la natura di visita museale. Personalmente non sopporto però l’idea che i bergamaschi debbano pagare per entrare nella loro Basilica. Stiamo pensando ad una formula che preveda il pagamento di un biglietto d’ingresso a tutti i visitatori non residenti in provincia di Bergamo. Crediamo possa bastare un biglietto di due euro, forse anche un solo euro, per coprire le spese di gestione ordinaria”.

(V.E.F.)

47


“2023 CAPITALI DELLA CULTURA... Tommaso Revera

E LA PAPPA?

Proseguiamo il percorso che ci porta a interpellare i più famosi chef del territorio di Brescia e di Bergamo in relazione all’importanza del settore enogastronomico e della ristorazione al fine, di farsi trovare pronto per il grande appuntamanto del 2023 che vedrà le due città lombarde impegnate come Capitali italiane della Cultura. Questo mese abbiamo chiesto un parere in merito a Stefano Cerveni e ad Umberto De Martino.

48

STEFANO CERVENI, CHEF RISTORANTE DUE COLOMBE (BORGONATO, BS)

Quanta importanza hanno la ristorazione e il settore alberghiero nell’anno in cui Bergamo e Brescia saranno Capitali della Cultura italiane? “Avranno un’importanza fondamentale. L’arte dell’accoglienza, le infinite risorse legate ai giacimenti enogastronomici e le grandi capacità dei nostri operatori sono anche cultura, confronto e opportunità. La ricchezza, in questo senso, dei nostri territori rappresenta un’occasione imperdibile per il rilancio di un settore trainante, il turismo, troppe volte lasciato a se stesso e non sostenuto”. Pensi che a livello locale dovrebbero essere investite maggiori risorse a favore di questi due settori anche alla luce delle conseguenze drammatiche legate al Covid-19? “Le istituzioni dovrebbero approfittare di questo momento davvero difficile con un cambio di rotta che non faccia sentire soli tutti gli operatori, ma sostenuti, incoraggiati ed incentivati. I sostegni economici arrivati durante la pandemia, nonostante lo sforzo economico immenso dello stato, sono serviti a ben poco. È necessaria una politica di interventi atti a facilitare gli investimenti, con grande attenzione per la filiera produttiva fondamentale per poi poter avere una ristorazione di identità. Sono fondamentali interventi per sgravi fiscali

Stefano Cerveni (ph Nicolò Brunelli)


imprenditori di poter assumere, di poter investire nelle proprie aziende, di avere una visione positiva del futuro. Si parla tanto in questo periodo anche di carenza di personale, incolpando gli imprenditori di sottopagare e sfruttare i propri dipendenti. Non si parla invece del rapporto di quanto costa all’azienda un dipendente su quanto realmente riceve nella busta paga… Si dovrebbe anche investire molto sulla formazione, aumentando le risorse per gli istituti professionali, troppo lasciati a se stessi e privi di risorse sufficienti a garantire una base di preparazione idonea a poter inserire nel mondo del lavoro una nuova generazione di operatori cha ad oggi mi preoccupa molto, per mancanza di preparazione e di percezione di cosa sia realmente questo affascinante mondo dell’accoglienza e della ristorazione”. Per rispondere in modo adeguato alla domanda che scaturirà dagli eventi, c’è bisogno di una resurrezione di questi due settori? “Quello degli eventi è in assoluto il settore che ha più sofferto, e che soffre tutt’ora per limitazioni, anche se indispensabili per contenere e sconfiggere la pandemia. Ripeto: per incentivare la resurrezione servono interventi mirati sull’incentivo a produrre, alleggerimento della burocrazia e supporto nei costi di gestione del personale”.    Cosa si potrebbe fare concretamente per risollevare questi asset di importanza strategica nell’ottica di un rilancio dei nostri territori? “Penso ci sia una cosa molto importante da fare, per quanto riguarda noi ristoratori, ossia dare più spazio ed importanza ai prodotti dei nostri territori, dai laghi alle campagne. Ascoltare di più i produttori, dargli più spazio, permettendogli di incentivare la qualità dei loro prodotti e tenendo viva o addirittura far crescere una filiera di importanza fondamentale, per qualità ed unicità. Questo anche e soprattutto intraprendendo iniziative di gruppo atte alla collaborazione tra produttore e ristoratore, per creare una grande squadra pronta a primeggiare. Non dimentichiamo che investire nella qualità dell’accoglienza e della ristorazione significa metter in moto un volano che permetterebbe lo sviluppo di tutti i settori collegati”.

UMBERTO DE MARTINO, CHEF RISTORANTE FLORIAN MAISON (SAN PAOLO D’ARGON, BG)

49

Umberto De Martino

“La ristorazione riveste un ruolo importante da sempre. Condividere e unire le persone ad un tavolo, infatti, rimane uno dei momenti più importanti della vita e forse l’unico dove ogni freno inibitorio si esaurisce e rimane un senso fraterno di appartenenza uno all’altro. Davanti al cibo i pensieri si rilassano ed esce la parte vera di ognuno di noi. Da sempre. Conservare il settore e proteggerlo, oggi ancor più di ieri. I luoghi in cui, per causa di forza maggiore, abbiamo dovuto rinunciare nell’ultimo anno e mezzo devono tornare luoghi di passione, emozione e di cultura. Bergamo e Brescia sono e saranno due città che possono dare molto anche dal punto di vista culinario. Ci sono molte realtà che vanno valorizzate, amate e fatte conoscere: ristoranti dai quali ispirarsi per avvicinare al settore clienti, collaboratori, amici e permettere loro di godere e di avere sensazioni uniche. L’epidemia non ha abbattuto il nostro settore: ci siamo solo dovuti rivedere capendo il valore di questo lavoro. Cucinare come servire i propri ospiti rimarrà un piacere: niente e nessuno potrà mai frenare il mio desiderio di accoglienza. Sono più attento, mi piace coinvolgere i miei clienti nel progetto, nella mia Maison e nella mia vita. Penso sempre che ogni situazione che mi si presenta sia un modo per vedere oltre ma con occhi migliori”. Pensare di cambiare qualcosa? “Non credo. Bisogna solo continuare a credere nei propri valori, nei propri sogni- Di qualsiasi natura siano. Sempre”.


42

COLLEZIONE DISPONIBILE SULLO SHOP ON LINE


COLLEZIONE DISPONIBILE SULLO SHOP ON LINE

Belli & Ribelli

Via Piemonte, 105 Urgnano (Bg) - Tel. 035 896903 Facebook: @belliribelliabbigliamento Instagram: @bellieribelli www.bellieribellishop.com

43


52 44

UNA VITA DA MEDIANO

FRANCISCO MALENCHINI

TRA PASSIONE SPORTIVA, REGOLAMENTI STRINGENTI E CICLISTI SCORRETTI, LA SUA STORIA D’AMORE PER LA BICICLETTA, IL CICLISMO SU STRADA E IL PROFESSIONISMO. FINO AGLI ANNI DELLA VERGOGNA A CAUSA DEI TANTI ATLETI TROVATI DOPATI.

Fisico asciutto, tanti tatuaggi e un’abbronzatura da bagnino alle Maldive... “È per via della bicicletta, ogni mattina mi alzo presto e mi faccio la mia oretta in sella per tenermi in forma anche se non corro più”. Francisco Malenchini, una carriera alle spalle come professionista del pedale, pochi acuti, una vita a portare le borracce e a tirare le volate ai campioni della squadra. Pochi mesi fa suo padre si è addormentato sulla sua poltrona davanti alla televisione e non si è più svegliato.


“Diceva sempre - ci confida Fransisco - che non avrebbe mai voluto finire su una sedia a rotelle e che avrebbe preferito restarci secco in un colpo solo... Qualcuno lo ha ascoltato anche se forse era meglio aspettare ancora un po”. Amava anche lui la bicicletta? “Si ma non ha mai gareggiato”. E tu coma hai iniziato? “Da adolescente giocavo a calcio ed ero anche bravino. militavo nella Hintim Ellen ed ebbi dei contatti per entrare nelle giovanili della Fiorentina”. In che ruolo giocavi? “Mediano, come nella canzone di Ligabue, una vita da mediano a recuperar palloni... Ad un certo punto mi sono stancato del pallone, non avevo più stimoli, anche perché mi ero avvicinato al mondo del ciclismo dopo aver conosciuto molto bene Matteo Carrara, allora professionista bergamasco. Ho cominciato ad uscire in allenamento con lui e qualche altro professionista e ho scoperto che andavo forte”. La prima bici da corsa? “Era una Maffioletti, un artigiano di Villa D’Almè. Realizzava lui i telai e in breve tempo ho iniziato a correre per la sua squadra sia in mountain bike, sia nelle corse su strada, anche se sono sempre stato più amante della velocità, anche un po’ spericolato. Intorno ai 19 anni, lo stesso Maffioletti, vedendo le mie potenzialità mi mise in contatto con una squadra belga, la VacansOleil, che oggi non esiste più. Lo sponsor era un conosciuto tour operator olandese. Nel ciclismo la squadra prende il nome dello sponsor e molti imprenditori sottovalutano questa opportunità ma, la Salvareani, la Molteni, la Mercatone Uno, così come è stato per Mapei più recentemente, hanno imposto il loro nome al mercato, grazie alle squadre di ciclismo di cui erano sponsor”. Inizia la tua avventura... “Venni inserito nella squadra B della VacansOleil come professionista e percepivo già un ottimo stipendio. Ma a quel punto i miei limiti emersero. In gergo si dice che non ho un gran motore, non ho una dote naturale fisica per diventare un campione, non ce l’ho... Ma ho la testa, e metto tanta dedizione in quello che faccio. Purtroppo sono arrivato al professionismo in un periodo in cui il ciclismo stava attraversando un momento molto buio per via del doping e di tutti i controlli asfissianti a cui si era sottoposti. Ognuno di noi ha un “passaporto biologico”, una scheda con i parametri vitali di ogni funzione corporea che devono rimanere costanti nel tempo. Inoltre, siamo tra il 2005 e il 2008 viene introdotto anche il dovere della reperibilità. Bisogna sempre e comunque (ancora oggi) segnalare ogni spostamento che fai su una piattaforma della V.A.D.A., l’ente che vigila sul doping che vuole costantemente sapere dove sei, se ti alleni, dove ti alleni, quante ore stai in palestra ecc. In ogni minuto della giornata si è passibili di un controllo da parte degli ispettori e si ha un’ora di tempo per tornare a casa, farsi esaminare e sottoporsi ai prelievi del caso”. C’è da dire che negli anni dal 2000 in poi in molti hanno esagerato... “Vero, andavano in ritiro e sparivano ma quando tornavano a correre erano tutti tonici, dimagriti e volavano sui pedali. Per questi motivi sono stati introdotti controlli stringenti e ovviamente molti corridori erano contrari alle nuove regole. La maggior parte di loro si oppose ma io non ero affatto contrario alle regole introdotte dalla V.A.D.A. e dall’Unione Mondiale del Ciclismo che trovo giuste. Con il doping a cui sono sempre stato contrario, se uno è un mulo non diventa un cavallo… resta sempre un mulo”. Quindi eri favorevole ai controlli? “Sono stato uno dei pochi che si sono subito schierati con gli organi del ciclismo. Io ero comunque un gregario, un portaborracce, ma in grado di vedere la corsa, di organizzare le strategie e sostenere i compagni: un uomo squadra. Questo era apprezzatissimo da tutti ma quando mi sono esposto a

FRANCISCO MALENCHINI favore delle regole, la cosa non è piaciuta ai miei compagni che da lì in poi non mi hanno più ascoltato né sostenuto. L’ambiente era in pratica favorevole al doping e ricordo c’era molto nonnismo. Anche se le trasfusioni di sangue sono vietate, ci sono cliniche in Svizzera dove ti tolgono il tuo sangue, da due a quattro sacche, lo puliscono, lo preparano, lo ossigenano e in occasione di appuntamenti importanti lo vai a riprender... bello fresco. Il doping esiste in molte forme e nel ciclismo certe pratiche sono vietate mentre in altri sport sono quanto meno tollerate. Anche nell’automobilismo, anche ai massimi livelli, assumono farmaci per essere più lucidi e avere riflessi più pronti”. Allora decidi di smettere? “Anche per la nausea per le cose che venivano a galla da quel mondo che dovrebbe essere trasparente e formativo per i giovani, ad un certo punto ho capito che avrei potuto contribuire a tenere alti i valori dello sport che ho amato tanto e per il quale tanto ho faticato, diventando il manager di giovani corridori. Sto provando a farlo a modo mio, non limitandomi a trovare un contratto per correre in una certa squadra e a riscuotere la mia provvigione. I ragazzi di oggi sono più deboli, meno organizzati mentalmente e si perdono in un bicchiere d’acqua. Spesso sono fragili e hanno alti e bassi pazzeschi. Nella maggior parte dei casi arrivano da famiglie umili perchè il ciclismo costa molta fatica ma pochi soldi e quando arrivano a guadagnare un po’ di quattrini si perdono per strada”. Quando si inizia a guadagnare con il ciclismo? “Si cominciano a vedere un po’ di soldi a diciotto anni e, se decidi di compiere il salto al professionismo, lo stipendio minimo è di almeno 2500 euro al mese e non è difficile arrivare a guadagnare anche 500 mila euro l’anno”. Dipende dai risultati? “Sì, ma non solo. Se i dirigenti di una squadra vedono in un giovane del potenziale, anche inespresso, lo trasformano, lo plasmano alle necessità della squadra e la componente doping, purtroppo è una costante. I guadagni derivano solo dagli sponsor non essendoci diritti televisivi e nessuno, come si sa, paga per vedere il Giro d’Italia sulle strade. Quindi le esigenze degli sponsor vengono prima di tutto e sono imprescindibili”. Adesso cosa pensi di fare? Continuo a seguire alcune giovani promesse... ma a dire il vero vorrei propormi alla vostra rivista per dedicare uno spazio alla bicicletta e al suo meraviglioso mondo....Che ne pensa direttore? Penso che se ne possa parlare. Benvenuto a bordo. (V.E.Filì)

53


PUNTO DI FUGA


PDF Non servono tante parole per spiegare PDF. È uno di quei posti che quando ci sei capisci perchè ci sei. Se anche per voi la motocicletta non è solo un pratico mezzo di trasporto, se ti senti rock dentro ma ti piace anche ballare il liscio... Hai già capito tutto. Pdf, Punto di fuga è un’officina, un pub, un posto dove ascoltare musica buona e lasciarsi andare ai sogni di viaggi sulle highway americane e dove la filosofia della cura della motocicletta diventa sfrenata elaborazione, customizzazione come si dice oggi. Pdf, è un’associazione privata dove la vita spericolata non è solo la strofa di una bella canzone.

Via per Grumello, 61, Bergamo


BEPANTHENOL TATTOO ED ENPA INSIEME PER LA SALVAGUARDIA DI SPECIE ANIMALI A RISCHIO ESTINZIONE

OTTO SPECIE A RISCHIO ESTINZIONE DIVENTANO PROTAGONISTE DEI DISEGNI DI QUATTRO NOTI TATTOO ARTIST ITALIANI PER SENSIBILIZZARE SUL TEMA DELLA BIODIVERSITÀ E DELLA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE

56

Secondo uno studio dell’International Union for Conservation of Nature - l’organizzazione che monitora le specie in pericolo e il grado di minaccia a cui sono sottoposte - risultano più di 31.000 le specie nel mondo in via d’estinzione e in Italia, nonostante le ampie risorse ambientali, sono diversi gli animali sottoposti a questo rischio. Bepanthenol Tattoo ed ENPA hanno scelto di fare assieme un gesto concreto in favore della biodiversità custodita dagli animali che abitano il nostro territorio: se un tatuaggio è per sempre, anche l’habitat naturale in cui vivono dovrebbe esserlo. Insieme a quattro noti tattoo artist italiani sensibili alle tematiche di ENPA, sono stati così selezionati otto animali simbolo – l’Aquila del Bonelli, il Gufo delle Nevi, la Pernice Bianca, lo Stambecco delle Alpi, la Tartaruga Marina Comune (Caretta Caretta), la Lucertola delle Eolie, le Farfalle Diurne e il Capovaccaio. Ogni tatuatore ha adottato simbolicamente due degli animali a rischio dedicandogli un tatuaggio, rendendolo simbolo e patrimonio della biodiversità in pericolo.   Sono Luca Font, artista che trae ispirazione dal modernismo europeo, suprematismo russo e futurismo italiano allo stesso tempo, Ylenia Manzoni, in arte Yle Vinil, tatuatrice dall’anima poetica e sognante, Nik The Rookie, estetica old school dallo stile contemporaneo, e Gilberta Vita, composizioni floreali ad acquerello impresse sulla pelle.   Scegliendo di tatuare su quattro volontari una specie a rischio, nel tentativo di impegnarsi simbolicamente a farla durare nel tempo sia sulla pelle che in natura, hanno contribuito ad accendere i riflettori sul tema urgente dell’estinzione animale.

PRESERVATION

TATTOO


49 57

Bepanthenol Tattoo, la pasta trattamento intensivo con Pantenolo di Bayer lancia assieme ad ENPA, L’Ente Nazionale Protezione Animali, The Preservation Tattoo, progetto per accrescere la conoscenza e la salvaguardia delle specie animali a rischio estinzione in Italia.


PRESERVATION

TATTOO Il progetto prende vita sulla landing page dedicata, con video, storie ed emozioni volte a sensibilizzare il pubblico, invitandolo a donare una cifra volontaria a ENPA. Dal sito sarà inoltre possibile scaricare il Preservation Tattoo preferito, per portare sempre con sé l’animale prescelto e far durare nel tempo il supporto all’iniziativa. Sulla pagina Instagram di Bepanthenol Tattoo ci sarà spazio per il docu-film che racconta la storia del progetto, le foto e i bellissimi disegni dei tattoo artist, con le loro riflessioni in merito a questo importante tema di sostenibilità e protezione.   “Come Bayer siamo convinti che ogni piccolo gesto in favore di temi importanti per la società e l’ambiente conti. Bepanthenol Tattoo rappresenta il brand che più di tutti può fare qualcosa di concreto e proteggere anche questi animali simbolo della ricchissima biodiversità del territorio italiano. La collaborazione con ENPA è perfettamente in sintonia con i valori di Bayer e con il tema della protezione, caro a Bepanthenol Tattoo” commenta Heiko Petersen, a capo della Divisione Consumer Health di Bayer Italia.

Marco Bravi, Presidente del Consiglio Nazionale ENPA dichiara: “È un grande piacere poter partecipare con Bepanthenol Tattoo a una iniziativa così vicina ai valori della nostra organizzazione. Sensibilizzare le persone sull’importanza della preservazione degli animali e della biodiversità tramite la metafora del tatuaggio, della cura che impieghiamo perché questo duri nel tempo e non si rovini, è esattamente quello che facciamo noi ogni giorno con le specie in pericolo di cui ci prendiamo cura. Questo progetto è inoltre occasione per noi di ricordare le iniziative aperte in favore delle tartarughe marine e dei cetacei del Mar Adriatico “Cara Caretta” e “Nate Libere”, tra le specie scelte da uno dei tatuatori”.   Segui il progetto su Instagram: @bepanthenol_tattoo e sul sito Bepanthenol Tattoo


6


POLITICANDO di Maurizio Maggioni

ANDIAMO SU MARTE MA DIMENTICHIAMO I PROBLEMI DELLA TERRA Abbiamo visto il mondo cambiare, in meglio o in

peggio lo verificheremo presto, entro i prossimi due anni. Per ora si è preso coscienza della nostra vulnerabilità e capacità di reazione. Abbiamo imparato che tutto passa con la velocità della luce, che è difficile capire, se non impossibile, da dove parte il nemico con le sue bordate. Il gioco è finito, the game is over, dicono gli anglosassoni, noi preferiamo dire che quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare e lo abbiamo dimostrato. Tutto, come previsto, sta tornando alla normalità, una strana normalità che da ottobre sarà sancita, giusto 18 mesi dopo l’evento catastrofico. La scienza con i suoi limiti, i suoi pregi e i suoi difetti, ha sempre ragione, è l’uomo con i suoi pensieri che è bestia nel proprio io. Basti pensare al povero Prof. Bassetti, di Genova, che è sotto scorta per aver fatto il suo lavoro e datoci consigli corretti, rischiando ogni giorno la vita contro il virus mortale. Ma così è l’uomo: si adatta sempre di più ad ogni singola situazione, meglio di ogni altro animale, proseguendo nella sua evoluzione, migliore o peggiore che sia. Riprendendo la vita in comunità ci si ritrova in Cornovaglia, i Grandi del Mondo (G7 e altri), per decidere cosa fare nel prossimo futuro, sia economicamente che politicamente, ma soprattutto per quanto riguarda la Sanità e la Salute. Risultato? Mediocre, senza coraggio. Solite manfrine e geopolitica. Manca il coraggio di una Yalta o Helsinki di altri tempi: un nulla di fatto, andiamo avanti così e vogliamoci bene, sino alla prossima. La vera vincitrice è la Regina Elisabetta II, grande Donna che ha dimostrato al mondo, ancora una volta, cosa significhi governare e rappresentare la Democrazia. Della rosa color rosa striato bianco, nuovo fiore che porta il nome del Principe di Edimburgo, i suoi abiti colorati, i suoi sorrisi, ma soprattutto per il messaggio che ha voluto passare a coloro lì riuniti: attenzione avete degli obblighi verso il mondo che rappresentate, non abbassate la guardia dovete lavorare per il bene del vostro popolo, dei popoli tutti, non dimenticatelo.

Mi auguro, perciò, che la crescita programmata del 5% sia stata stimata al ribasso, perché essa non può competere con il 15% programmato dalla Cina, dopo che ha toccato il 21 durante la pandemia. Ci vuole coraggio e perseveranza per cambiare ciò che non funziona, in ordine al vertice: OMS, ONU e NATO (che erano tra gli invitati). Cosa di poco conto! Senza ristrutturazione generale non se ne farà niente, anzi potrebbe andare peggio. Vedremo che scelte verranno fatte per il ricambio al vertice NATO, tra pochi giorni. Da lì potremo capire alcune cose. Per ora capiamo, a casa nostra, che con Draghi abbiamo ripreso una certa considerazione nel gotha politico, rimaniamo in attesa della bomba licenziamenti del prossimo settembre-ottobre 2021 e che l’estate passi bene sia economicamente che sanitariamente. Poi il nodo “Presidente della Repubblica” 2022, la ristrutturazione della Magistratura e della Giustizia in generale. Questi i dati da tener presente, gli indicatori del vero cambiamento, per l’impostazione dei prossimi dieci anni di storia italiana. Un lungo periodo, che permetterà ai nostri giovani di capire ampiamente quale sarà il loro futuro, socialmente e lavorativamente. Non so se ne avremo il coraggio, ma questo è il momento ideale e doveroso per le grandi scelte: mi auguro che ce la si possa fare, davvero. Se posso dire la mia, tocca a noi oggi, forza produttiva e con qualche conoscenza storica, non mollare il colpo, anzi essere sempre più di stimolo per i cambiamenti.Va bene andare sulla Luna in taxi, su Marte a prendere il sole, ma forse frenando un po’ le nostre “velleità” potremmo focalizzarci sul quel mondo lasciato a se stesso e ai fagocitatori cinesi, tentando di risolvere i loro problemi perché possano essere aiutati a crescere. Intendo dire, Africa e Asia, che debbano crescere liberi dai nostri vincoli economici, che debbano rispettare le culture degli altri, ma per le quali noi dobbiamo batterci perché vengano capite e rispettate.È di questi giorni la notizia del nostro ammaina bandiera in Afghanistan, dopo vent’anni lasciamo questo Paese, speriamo, migliore di prima. Siamo una Nazione sempre pronta ad aiutare, ad esportare Democrazia, quella vera, ad esserci, sempre. Diamo un esempio importante nel mondo, dovremmo impegnarci di più essere sempre più presenti negli organismi internazionali, contare di più. Speriamo nella nostra diplomazia, speriamo nel nostro futuro. Un augurio di Buona Estate ed un saluto di Buon Vento al Comandante Livio Caputo, che è andato avanti.

Addio a Livio Caputo uno dei giornalisti più appassionati dell’editoria italiana, grande esperto di politica estera, scrittore e amico di Indro Montanelli che aveva affiancato sin dalla fondazione de Il Giornale, quotidiano di cui aveva appena preso la direzione ad interim dopo le dimissioni di Alessandro Sallusti.

53 61 7


FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZONALE

DI BRESCIA E BERGAMO CON LE SERATE AL TEATRO GRANDE DI BRESCIA E AL TEATRO SOCIALE DI BERGAMO HA PRESO IL VIA L’EDIZIONE 2021

62

In un clima di grande euforia è stato inaugurato il Festival Pianistico

Internazionale di Brescia e Bergamo giunto alla sua 58a edizione. la neo eletta presidente Daniela Guadalupi ha così voluto salutare il pubblico presente. “Illustrissime Autorità, Gentili Signore e Signori, Cari Amici del Festival, porgo a tutti un cordiale saluto. Lo porgo in particolare a Voi, che avete voluto essere presenti stasera confermando la Vostra passione per la musica e il vostro affetto al Festival giunto quest’anno alla sua 58.ma edizione annuale consecutiva. Grazie. Vi chiedo un applauso per il nostro grande Presidente Andrea Gibellini che stasera è qui con noi. Egli ha reso un grande servizio al Festival per oltre vent’anni, attraversando momenti veramente impegnativi, e mantenendolo saldamente in linea con la “mission” che Filippo Siebanck, prima di lui, e Agostino Orizio, gli avevano affidato; di questo spirito di servizio gliene saremo tutti noi eternamente grati. È lui che mi ha stimolato nell’accettare la carica di Presidente e mi auguro di ricambiare la stima che lui mi ha dimostrato. È un’edizione che segna il ritorno da settimana prossima al meravigliosamente rinnovato Teatro Donizetti. In programma 32 concerti: davvero un grande sforzo produttivo per l’organizzazione del Festival che in poco più di un mese dalla fine del lockdown ha saputo mettere in scena un’edizione che nulla ha da invidiare a quelle passate. Anche quest’anno il festival presenta un programma coerente e tematico. Dopo la pandemia ripartiamo con Chopin, la pietra miliare del pianoforte, che verrà interpretato da alcuni dei più grandi artisti internazionali, ancora una volta ospiti a Brescia e a Bergamo.


63

LE IMMAGINI DELLA SERATA INAUGURALE AL TEATRO GRANDE DI BRESCIA (ph. Umberto Favretto)


64

Stasera il maestro Pier Carlo Orizio dirigerà la nostra Filarmonica. Vorrei salutare con affetto i giovani musicisti che la compongono: il festival crede nei giovani li sostiene e li valorizza con produzioni prestigiose. Un particolare benvenuto, anche a nome di tutti Voi, al maestro Jan Lisiecki (Lisciezchi). Lo ringraziamo molto per aver accettato l’invito del festival. Nel 1964 Agostino Orizio, il nostro indimenticabile fondatore, creò il Festival, un ponte culturale tra le città di Brescia e Bergamo che ha permesso alle due comunità, di condividere progetti e di collaborare nel nome della musica. Credo che 58 anni dopo, si possa affermare che l’idea del Maestro fu profetica. Nel 2023 Brescia e Bergamo saranno, insieme, “Capitale della cultura” un’occasione straordinaria per avviare progetti duraturi, almeno quanto il Festival! Mi sia consentito infine un particolare ringraziamento a tutti gli Enti pubblici, i Donatori, gli Sponsor per il loro fondamentale sostegno economico e per l’attenzione e la stima che ci riservano. In particolare ringrazio Intesa Sanpaolo che sostiene il Festival e questa serata. L’apporto corale del nostro pubblico e di tutti i nostri sostenitori ci motiva a continuare il nostro impegno al servizio della grande musica. Con questi sentimenti, a tutti rinnovo il mio saluto ed auguro una lieta serata”.

il festival prosegue con un ricco programma che trovate www.festivalpianistico.it

le immagini della serata inaugurale del Festival al Teatro Sociale di Bergamo Alta (ph. Sergio Nessi )alta


2 FUOCHI DI PAGLIA di Giorgio Paglia www.fuochidipaglia.it

COSA SARA’

È passato un anno e mezzo, o forse più, da quando il Covid19 ha fatto la sua apparizione in Cina. Il mondo da allora è profondamente cambiato e probabilmente nulla ritornerà come prima. Innanzitutto perché ci vorrà molto tempo per recuperare tutti i danni che questa psuedo pandemia ha causato alle economie mondiali, ma soprattutto perché la mentalità della gente è stata minata nel profondo. Tantissimi sono stati i virus che hanno infettato l’umanità nel corso dei secoli e molti saranno quelli che ancora verranno. Pensate che durante la guerra del Vietnam, i soldati americani contribuirono a diffondere l’influenza “spaziale” (un virus di tipo A-H3N2), che solo in Italia, tra il 1968 e il 1969, provocò 20.000 decessi, mentre nel mondo si superò il milione di morti. Anche allora si trattava di una pericolosa forma di polmonite, ma a nessuno venne in mente di fermare il pianeta, di chiudere in casa la gente e di mascherare le persone per strada. È lampante che, a causa di questa pandemia, si siano acclarate anche alcune evidenze. La più eclatante è che l’uomo digitale ha perso il suo coraggio ancestrale e ha supinamente accettato di tutto pur di salvare la pelle, persino la perdita della sua libera scelta e del suo diritto di replica. Buoni e senza reagire, abbiamo acconsentito persino ad un generale in divisa di programmare l’emergenza sanitaria in tempo di pace. Ma i militari calzano a pennello quando si parla tutti i giorni di coprifuoco. Così l’uomo digitale ha dimostrato che può essere facilmente manipolato dai main media e dalla rete come mai era successo prima. Oggi dobbiamo tristemente prendere atto che le persone si stanno persino affezionando alla mascherina e non se la tolgono nemmeno in spiaggia, in bicicletta, o in macchina quando sono da sole. Poco importa se qualcuno ha spiegato loro che effetto faccia sulla salute la maggior quantità di anidride carbonica che respirano e la pericolosità dei batteri che su di essa si accumulano dopo pochi minuti. Per non parlare di un’efficacia alquanto dubbia. Nell’ultimo anno e mezzo, grazie ad un’informazione parziale e compulsiva, il pensiero unico ha regnato incontrastato. Giornalisti, politici e medici venivano chiamati in televisione, o intervistati sui giornaloni, solo se si assoggettavano alle tesi sanitarie della maggioranza ben pensante.

Chi non era d’accordo veniva considerato alla stregua di un mero complottista e perciò andava silenziato e emarginato immediatamente. Stessa benevola sorte è toccata ai vaccini, che normalmente hanno un ciclo di sperimentazione che dura qualche anno e che invece oggi si è ridotto a soli pochi mesi. Viene da pensare che fossero già belli e pronti, preparati in anticipo per un virus strano che quasi certamente è uscito da un laboratorio. E gli effetti collaterali che comunque sono evidenti? Parva materia, da non commentare nemmeno, pena l’esclusione persino dal lavoro e dalle vacanze. Poco importa se adesso con la bella stagione i virus influenzali tendono a sparire, come è naturale che sia. Il merito, per l’opinione pubblica ormai manovrata, è unicamente attribuibile a Astra Zeneca, Pfizer, Johnson e Moderna. Su questa onda emotiva, all’inizio di giugno a Bologna abbiamo assistito ad un fenomeno di isteria collettiva, dove, pur di accaparrarsi dei vaccini “open day”, è nata una parapiglia furibonda tra migliaia di indemoniati accalcati dall’alba in una chilometrica coda. Semplici follie di cervelli ormai sterilizzati dalla dittatura sanitaria. E cosa sarà domani? Bè, ci vuol poco a capire che in un anno di follie restrittive e di chiusure obbligatorie si siano persi solo in Italia più di un milione di posti di lavoro e che lo Stato si sia indebitato in modo esponenziale. Tutti debiti che diventeranno un domani altre tasse insopportabili. Quindi il futuro economico delle nuove generazioni sarà come minimo in salita, per non dir di peggio. Poi dobbiamo tener in considerazione gli effetti globali dello psico virus, che ha pesantemente folgorato i rapporti sociali e il raziocinio delle menti. La loro durata potrebbe investire un’intera generazione. Concludendo, speriamo non sia profetico quanto ha recentemente esternato il medico virologo (fuori dal coro) e premio Nobel, Luc Montagnier, e cioè che l’RNA messaggero potrebbe avere nel tempo effetti indesiderati non noti e che i vaccini potrebbero incoraggiare lo sviluppo di varianti ancora più gravi e più mortali del Covid19. Ma state tranquilli, qualora accadesse, la colpa sarà sicuramente attribuita a chi non si è vaccinato e al respiro infetto dei soliti negazionisti della malora. Perché alla fine, e verso la fine, questo sarà un mondo di pecore mansuete, marchiate e tosate, gestite da pochi e potenti turbo-pastori. Alla prossima e in alto i cuori. Anche su Twitter: @Fuochidipaglia


Confermando e ripulendo dai volumi aggiuntivi il contenitore a pianta ellittica e mantenendo la posizione dell’ingresso verso piazzale Oberdan, il progetto trasforma l’attuale avancorpo, ne mantiene il sedime e lo abbassa in altezza in modo da costruire un portale che consente allo spazio pubblico di fluire all’interno dell’edificio. Si crea così il foyer del museo, una vera e propria piazza coperta interna a tutta altezza, uno spazio multifunzionale attrezzato per esposizioni di opere di grandi dimensioni. Questo spazio ospita inoltre il bookshop e sale didattiche informali per attrarre il pubblico più giovane. In posizione opposta all’ingresso sono collocati gli uffici del museo e uno spazio commerciale che si affaccia verso il nuovo studentato dell’area Montelungo-Colleoni.

GAMeC 66 58

UNA CASA NUOVA PER L’ARTE MODERNA

Uno scalone centrale scava l’ingresso al museo al primo e secondo livello con la galleria per esposizioni temporanee, ricavata, questa, all’interno del volume opalino che presenta una serie di pannellature modulari mobili capaci di creare ambienti più o meno grandi È STATO PRESENTATO IL PROGETTO PRELIMINARE e più o meno illuminati.DELLA NUOVA GAMEC DI BERGAMO, LA GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMAll’ultimo piano è stato necessario ridurre il volume, per l’imposPORANEA DELLA CITTÀ, DA ANNI ORMAI ALLA RICERCA DI UNA sibilità di costruire in adiacenza al passaggio del torrente Morla: NUOVA SEDE, PIÙ CAPIENTE, LUMINOSA E ADATTA A OSPITARE I stato quindi ricavato un volume leggero che ospita un ristorante MOLTEPLICI LINGUAGGI DELè CONTEMPORANEO. panoramico, accessibile dall’esterno anche quando il museo è chiuso. Il nuovo volume segue le linee di confine edificatorio lasciando il resto dello spazio a una terrazza panoramica in copertura. La superficie complessiva passerà dagli attuali 2.200 metri quadrati della sede di via San Tomaso a poco meno di 6.000.


67 59


68

LA NUOVA GAMEC


Il progetto di C+S Architects prevede la trasformazione del palazzetto dello sport di via Pitentino senza eseguire demolizioni radicali, all’interno di una visione ambiziosa del futuro culturale della città. Il cantiere si aprirà non appena sarà ultimata la nuova arena per lo sport della città di Bergamo, attualmente in fase di realizzazione nello spazio di Chorus Life, pronto nel settembre 2022. Dopo quella data sarà possibile avviare l’iter per il cantiere della nuova GAMeC. Intanto, entro metà giugno verrà pubblicato il bando per affidare la progettazione definitiva ed esecutiva, oltre alla direzione lavori.

Progetto architettonico e coordinamento generale: C+S Architects, Carlo Cappai, Maria Alessandra Segantini con Alice Cecchini, Alessandra Lione, Roman Joliy, Treviso Studio economico: Studio Capitanio, Bergamo Progetto strutturale: F&M Ingegneria, Mirano Progetto impiantistico e sostenibilità ambientale: Seingim, Ceggia Verifica vulnerabilità sismica: Studio Musci, Bergamo Commitente: Comune di Bergamo Superficie costruita: 5707 mq Superficie spazio pubblico: 10.100 mq Superficie parcheggi: 2750 mq Superficie terrazza di copertura: 1133 mq

69


70


Per quel che riguarda la struttura, verrà mantenuta l’attuale forma dell’impianto sportivo. Verranno demolite le tribune e sarà realizzata una grande lanterna che conterrà la parte espositiva attraverso la realizzazione di solai intermedi e sfruttando l’altezza dell’attuale campo di gioco. La scelta è stata spiegata da Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini, partner di C+S Architects: «Abbiamo risorse limitate e meno suolo da consumare, in quanto proprio il suolo è una risorsa non rinnovabile. Crediamo sia necessario valorizzare edifici antichi e sistemi urbani obsoleti perché sono spazi speciali a disposizione delle comunità, banche di energia e di materie prime, risorse invece che problemi da risolvere. Il retrofit è uno strumento resiliente per tradurre il passato più o meno recente e trasformarlo in una risorsa per la comunità».

71


72

STEFANO BOERI

Andrea Caputo

Anniiina Koivu

Giorgio Dona

Lukas Wegwerth


E SUPER SALONE SIA! STEFANO BOERI HA PRESENTATO LA FIERA PIU’ IMPORTANTE D’ITALIA CHE HA CURATO, IN PROGRAMMA A MILANO DAL 5 AL 10 SETTEMBRE: “L’UNICO MODO PER RILANCIARLO ERA PROPORRE QUALCOSA DI IMPERDIBILE. UN PROGETTO SOSTENIBILE E INCLUSIVO. NIENTE STAND, MA INCONTRI, SHOW E RELAX: SARÀ UN’ESPOSIZIONE COLLETTIVA CON IL MEGLIO DEL DESIGN. IL COSTO DEL BIGLIETTO? È UN ASPETTO DA VALUTARE BENE...”

73

CLAUDIO FELTRIN PRESIDENTE DI FEDERLEGNOARREDO, LA FEDERAZIONE CHE RAPPRESENTA LE AZIENDE ITALIANE DEL SETTORE LEGNO-ARREDO CHE HANNO NEL SALONE DI MILANO UNA VETRINA INSOSTITUIBILE

Maria Cristina Didero

Maria Porro – Pres. Assarredo


PERCHÉ SUPERSALONE? “Perché non sarà né mini, né light, né ino. Ma Super. Si tratta di un’esposizione collettiva con il meglio del design. Spero che le prossime edizioni possano prendere spunto dal nostro lavoro. E che al Supersalone tornino le aziende che non partecipavano più”. STEFANO BOERI

74

L’unico modo per far ripartire e rilanciare il Salone del Mobile di Milano, dopo lo stop del 2020 e i tanti dubbi sull’edizione di quest’anno, era realizzare un evento imperdibile. E l’architetto Stefano Boeri che ne sarà il curatore ha scelto anche il nome: a Milano dal 5 al 10 settembre ci sarà il “supersalone”. Il tempo stringe, la situazione sanitaria non è ancora stabilizzata e il Salone dovrà attirare a Rho migliaia di persone ma Boeri appare ottimista. Durante la conferenza di presentazione della sua idea di Salone ne indicato i punti di forza. “Allestimento unico senza stand, gli oggetti esposti in vendita online, l’apertura al pubblico tutti i giorni, gli eventi anche per la sera e il verde, tanto verde. Mi piace immaginarlo come la fiera campionaria di una volta che diventava un happening per le famiglie e attirava visitatori da tutta Italia. Vogliamo proporre un progetto sostenibile e inclusivo. Con i migliori marchi e i migliori prodotti subito in vendita (basterà un Qr code per ritirare la merce in negozio), incontri, lezioni, spettacoli dal vivo, aree relax mantenendo una costante connessione con la città. La fiera di sua natura è business, non intrattenimento - ha detto Boeri - ma questo è un anno davvero speciale in cui dobbiamo tenere conto delle esigenze del pubblico che dopo mesi di sofferenze ha bisogno di uscire e di ripensare gli spazi dell’abitare. Per questo è importante presentare mobili di prima qualità, nuovi e di catalogo. Poi il business sarà garantito con aree destinate agli incontri di lavoro. Sono stato tra i primi a dire che non si poteva rinunciare al Salone e quando mi è stato proposto l’incarico ho accettato con un’idea nuova. È stato un lavoro di squadra. A cui si è aggiunta quella dei co-progettisti: Andrea Caputo, Maria Cristina Didero, Anniina Koivu, Lukas Wegwerth, Marco Ferrari ed Elisa Pasqual dello Studio Folder, Giorgio Donà».


75


GUIDO CREPAX

I MILLE VOLTI DI VALENTINA

76

AOSTA, CENTRO SAINT-BÉNIN FINO AL 17 OTTOBRE 2021


Guido Crepax. I mille volti di Valentina è l’esauriente mostra personale dedica-

ta ad uno dei più celebri e popolari maestri del fumetto d’autore che si potrà visitare fino a domenica 17 ottobre. L’esposizione, curata da Alberto Fiz in collaborazione con Archivio Crepax. Sono oltre 100 le opere in mostra (catalogo Gli Ori) nell’ambito di un allestimento spettacolare specificatamente studiato per il Centro Saint-Bénin dove lo spettatore può attraversare ambienti tematici in dialogo tra loro dov’è prevista la realizzazione di manichini, sagome tridimensionali e tappezzerie d’autore. Insieme alle tavole originali più emblematiche, la rassegna, divisa in sette sezioni, offre l’occasione di analizzare la poliedrica indagine artistica di Guido Crepax presentando inediti documenti d’archivio, copertine di dischi, oggetti di design, abiti, paraventi, studi per la pubblicità, grandi giochi tridimensionali e molto altro. Come appare evidente dal titolo, un ruolo di primo piano è affidato alla sua icona più celebre, Valentina, un personaggio della contemporaneità, in grado d’influenzare la storia della moda e del costume. Valentina appare attraverso una serie di opere che ne descrivono l’assoluta unicità nella storia del fumetto in quanto la sua immagine nasce dalla contaminazione tra mito (l’attrice Louise Brooks) e realtà (la moglie Luisa). La fusione di queste due anime ha consentito di sviluppare, nel tempo, una figura che riflette i differenti aspetti dell’universo femminile sopravvivendo, come le grandi star del cinema e della letteratura, al suo autore. La mostra propone un percorso coinvolgente e ricco di sorprese dove l’indagine di Crepax emerge nella sue differenti sfaccettature partendo da L’Uomo Invisibile, la prima storia disegnata da Crepax a soli dodici anni. Ma gli esordi dell’artista sono caratterizzati da una specifica attenzione nei confronti della Musica (il padre Gilberto Crepax era primo violoncellista alla Fenice di Venezia) e sin dal 1953 realizza oltre 300 copertine di dischi in parte presenti in mostra. Ma la musica è una costante del fumetto dove si fa riferimento al rock (non possono mancare i Beatles), così come al jazz con Charlie Parker e Dizzy Gillespie. Anche i Giochi hanno una trattazione specifica in mostra: Crepax aveva la passione per la ricostruzione storica di eventi che si trasformano in straordinari percorsi tridimensionali dove compaiono, ad esempio, le battaglie piemontesi della Campagna d’Italia. Non mancano nemmeno i giochi della boxe o quelli che hanno come riferimento i viaggi di Marco Polo. Di fondamentale importanza, poi, sono il Cinema e il Teatro a cui viene dedicata una specifica trattazione che comprende anche Fotografia e Televisione. Le sue storie, infatti, sono vere e proprie sequenze cinematografiche a fumetti con montaggi, inquadrature e primi piani. I riferimenti sono continui, da Eisenstein a Pabst, da Antonioni a Truffaut. Una sezione è, poi, dedicata a Arte e Letteratura, altre due tematiche fondamentali nell’opera a tuttotondo di Crepax. Nell’ambito dell’esposizione si documentano le vicende che hanno coinvolto grandi maestri quali Kandinsky o Moore (a entrambi è dedicata una storia, Il falso Kandinsky e La Sindrome di Moore), così come Manet (in mostra la citazione trasgressiva dell’Olympia) e Magritte. Il dialogo prevede anche la rivisitazione dei grandi classici della letteratura coinvolgendo, tra gli altri, Poe, Stevenson (di particolare significato sono le tavole tratte da Dottor Jekyill e Mister Hyde), Diderot e il Marchese De Sade.

Un’altra sezione particolarmente innovativa è quella che riguarda Moda, Design e Pubblicità dove sono esposti abiti e oggetti ispirati dalla poetica di Crepax quali lampade, vetri, paraventi e piastrelle. Da Versace a Krizia, da Castiglioni a Eileen Gray, è continua la dialettica con i differenti aspetti della creatività contemporanea. Insieme a Valentina, la rassegna analizza anche le altre figure femminili (Valentina e le altre), da Bianca a Anita, che animano l’universo di Crepax caratterizzato, spesso, da una forte componente onirica. La mostra si conclude con un coup de théâtre: sull’altare della chiesa sconsacrata è prevista la ricostruzione dello studio di Crepax, Viaggiatore immobile, con il suo tavolo da lavoro e l’immancabile cassa del violoncello del padre che compare in molte immagini dei fumetti. Le pareti sono state ricoperte dalla tappezzeria creata per le storie a fumetti su cui appaiono ben sedici tavole originali in una sintesi visiva di grande efficacia. Nel medesimo ambiente viene, infine, collocato un video che consente di ripercorrere il percorso creativo del grande autore.

La mostra è accompagnata da un prezioso volume in italiano e francese edito da Gli Ori con tutte le immagini della mostra e un apparato critico che prevede gli interventi di Antonio Crepax, Alberto Fiz e Daria Jorioz. La pubblicazione è arricchita da un’intervista di Alberto Fiz al regista Mario Martone che ha collaborato con Crepax nell’ambito del teatro, da un ricordo di Luisa Crepax, la moglie dell’artista recentemente scomparsa, oltre a un’intervista immaginaria a Valentina. Ampia è anche l’antologia critica con le testimonianze, tra gli altri, di Roland Barthes, Umberto Eco, Alain Robbe-Grillet, Giorgio Manganelli, Oreste Del Buono, Gillo Dorfles, Achille Bonito Oliva.


NASCE LA PRIMA AGENZIA DI VIAGGIITALIANA PER CHI HA IL CANE TRIPFORDOG.COM: ESCURSIONI E VACANZE CON IL VOSTRO AMICO A QUATTRO ZAMPE “LA NOSTRA MISSIONE È QUELLA DI AGEVOLARE GLI SPOSTAMENTI, LE VACANZE, LE ESPERIENZE E LE ATTIVITÀ DI CHI VUOLE VIAGGIARE INSIEME AL PROPRIO CANE, PREVENENDO DI FATTO L’ABBANDONO”, MARCO FABRIS IDEATORE DEL PORTALE TRIPFORDOG.COM

78

TRIP FOR

DOG


Viaggiare con il proprio cane non è mai stato così semplice. Nasce la prima agenzia di viaggi per chi ha il cane, TripForDog.com. Gli amici pelosi a quattro zampe potranno stare sempre con voi o avere un dog-sitter esperto che li aspetta e se ne occuperà, se non possono entrare. Si passeranno così delle giornate indimenticabili e rilassate con i propri amici a quattro zampe e si avrà l’opportunità di conoscere altri amanti dei cani. Un esperto sarà sempre al vostro fianco. Con l’apertura del portale si costruisce un ponte fra domanda e offerta di esperienze a quattro zampe nella natura, fra monumenti storici e opere d’arte, ma anche in città o sulle sponde di uno specchio d’acqua. Vi entusiasma l’idea entrare al Colosseo o passeggiare per il Foro Romano, ma vi dispiace troppo lasciare il vostro amico cane da solo a casa o in albergo? Oppure sognate di fare un giro fra le meraviglie di Firenze in compagnia del vostro cane, ma non sapete come organizzarvi per non correre il rischio di incappare nel legittimo, ma antipatico cartello “io aspetto fuori”? Volete fare un tour di “branco” con altri cani? Essere accompagnati da una guida esperta ed un educatore cinofilo nella natura per fare trekking con il proprio amico a quattro zampe? Oppure fare un giro turistico in una città d’arte con cane al seguito? TripForDog.com è l’ideale per chi ama viaggiare in compagnia del proprio cane e magari anche socializzare, creando nuovi legami di amicizia con uomini e donne che condividono la stessa passione, non solo per gli animali, ma anche per la natura, l’arte, la storia, il trekking, il buon cibo e molto altro… Che cosa si può fare con il proprio cane L’offerta di TripForDog.com si articola in diverse opportunità di svago, tutte personalizzabili. se richiesto. Le esperienze di viaggio sono pensate da un team di professionisti affermati, in grado di confezionare su misura la perfetta vacanza con i vostri amici pelosi. Ci sono centinaia di idee e di destinazioni alla portata di tutte le tasche, selezionate per accompagnare i vostri cani alla scoperta di luoghi e itinerari sempre nuovi, sotto l’occhio esperto di una guida ambientale escursionistica o di un educatore cinofilo, o in alcuni casi di entrambi. TripForDog.com organizza esperienze 4 quattro zampe: BauTour di branco, dog trekking e tour enogastronomici pet-friendly, accompagnati da educatori cinofili certificati. Si può andare a vedere una mostra o un museo, con biglietto salta - coda, e dog sitter per il proprio cane nei più importanti siti culturali del nostro Paese. Potete usufruire di un accesso dedicato che vi metterà al riparo dallo stress delle code in biglietteria e potendo contare sull’ausilio di un dog sitter certificato che si prenderà cura del vostro cane per tutto il tempo della visita guidata e che ve lo farà ritrovare all’uscita, felice e scodinzolante, al termine del vostro tour. TripForDog.com offre alloggi e pacchetti vacanza BauCamp completamente personalizzabili. Fare le vacanze con un cane in Italia è una delle esperienze più piacevoli, ce n’è per tutti i gusti: mari, monti, campagne, laghi e migliaia di possibilità, sempre ricordando che purtroppo solo un terzo degli hotel accettano cani. Per questo motivo,TripForDog.com può aiutarvi non soltanto a individuare le strutture migliori, selezionate accuratamente per garantire i comfort e i servizi più adatti ai vostri amici pelosi, ma anche a costruire un pacchetto di viaggio personalizzato per voi e il vostro cane, da casa a destinazione, suggerendovi treni, navi e traghetti dog-friendly, spiagge per cani, aree verdi sicure dove scorrazzare e gli hotel in cui i cani non solo sono ammessi ma sono davvero benvenuti. Se invece state pensando di portare il vostro amico peloso con voi in un viaggio all’estero, TripForDog.com vi ha preparato un

utilissimo vademecum per aiutarvi nella scelta migliore, con tutte le norme da rispettare, i documenti necessari e le informazioni utili su trasporti, hotel e numeri da tenere a portata di mano. Ha una selezione di guide specializzate per BauTour privati di mini-gruppi, in tutta Italia, naturalmente pensati per non abbandonare nemmeno per un minuto i nostri amici a 4 zampe. Si possono organizzare in città d’arte o in destinazioni particolari. TripForDog.com provvede anche all’organizzazione di visite private con guida, destinate a piccoli nuclei familiari e a mini-gruppi di amici, accompagnati dai loro compagni a 4 zampe. Un’esperienza unica che farà felice ogni membro della famiglia, grazie alla possibilità di personalizzare il BauTour fin nei minimi dettagli, assicurandosi la garanzia di portare con sé il proprio cane. TripForDog.com offre eventi pet-oriented in ogni momento dell’anno, come per esempio il BauCapodanno in location selezionate dog friendly e senza botti. Che ne direste di passare una giornata di vendemmia a 6 zampe tra i vigneti dell’Oltrepò Pavese, con tanto di degustazione vinicola in una rinomata azienda agricola? Oppure di passare un BauCapodanno in agriturismo, al riparo dai tradizionali, ma tanto temuti botti di San Silvestro? O ancora di trascorrere una giornata al “Acqua Park per cani”, o un’indimenticabile esperienza di vita con la Scuola Italiana Cani da Salvataggio, sotto l’occhio vigile degli Istruttori della SICS, e tanti tanti altri BauMoment da condividere con il vostro fedele compagno di mille avventure? Tutto questo e tanto altro è stato selezionato da TripForDog.com e viene proposto in un ricco calendario di eventi che terranno compagnia a voi e al vostro quadrupede del cuore per tutto l’anno. Il portale è stato pensato per rendere ancora più intuitiva e pratica la user experience degli utenti, accompagnati passo passo nella scelta delle destinazioni e delle esperienze da fare con il proprio cane. Come è nato TripForDog.com !TripForDog è nato durante un viaggio che ho fatto con il mio cane Mela, nominata presidente a 4 zampe di TripForDog, con partenza da Milano e destinazione l’estrema Andalusia. – spiega Marco Fabris, ideatore del portale - In quella avventura ci siamo trovati ad affrontare i mille problemi che ogni anno rendono la vita difficile a migliaia di cani e ai loro accompagnatori umani. Da lì è nato TripForDog, che negli ultimi 6 anni ha portato in vacanza oltre un milione famiglie “allargate”. La nostra missione - continua Marco Fabris – insieme a tutto il team che si è moltiplicato nell’ultimo periodo è sempre stata quella di agevolare gli spostamenti, le vacanze, le esperienze e le attività di chi vuole viaggiare insieme al proprio cane, prevenendo di fatto l’abbandono. Abbiamo una visione molto familiare, per noi i nostri cani fanno a tutti gli effetti parte della famiglia e hanno gli stessi diritti e doveri di ogni altro membro. Ecco perché abbiamo deciso di estendere l’attività di TripForDog.com ai tour personalizzati e alle uscite di branco, dove il binomio cane e umano vive esperienze stupende insieme e rende la vacanza e la relazione con il cane qualcosa di unico conoscendo, anche, altri binomi che hanno la stessa passione”. Info: SITO: https://www.tripfordog.com EMAIL: info@tripfordog.com FACEBOOK: https://www.facebook.com/tripfordog INSTAGRAM: https://www.instagram.com/tripfordog/ PINTEREST: https://www.pinterest.it/tripfordog/ LINKEDIN: https://www.linkedin.com/company/trip-for-dog/

79


FONDAZIONE A.R.M.R. AIUTI PER LA RICERCA SULLE MALATTIE RARE

Dona il tuo 5×1000 a Fondazione A.R.M.R. CODICE FISCALE 02 452 340 165

Ing. Giuseppe Mazzoleni Fondazione ARMR

80

La ricerca scientifica non ha confini! Infatti la ricerca effettuata sulle malattie genetiche rare porta spesso a soluzioni anche per malattie definite “comuni”. Sono definite rare le malattie che colpiscono un numero ristretto di persone e di conseguenza generano problemi specifici legati alla loro rarità. Il limite stabilito in Europa è di una persona affetta ogni 2.000. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ci siano circa 7.000 malattie rare, di cui la grande maggioranza è di origine genetica. Una malattia può essere rara in una regione, ma essere frequente in un’altra; ad esempio, la talassemia, un’anemia di origine genetica, è rara nel Nord Europa, ma è frequente nelle regioni del Mediterraneo. La “malattia periodica” è rara in Italia, ma è diffusa in Armenia. Allo stesso modo, esistono molte malattie che possiedono varianti rare. È ormai noto che le conoscenze ottenute da studi condotti in ambiti in apparenza circoscritti, come possono essere quelli delle malattie rare, possono rivelarsi fondamentali per ambiti più ampi e in apparenza distanti I tumori, le malattie renali, cardiovascolari, Covid-19: sono moltissime le malattie “comuni” che, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, possono beneficiare dei risultati ottenuti dalla ricerca sulle malattie rare. Uno degli esempi virtuosi di questo travaso di conoscenze riguarda la ricerca sull’ipercolesterolemia familiare, una malattia genetica rara caratterizzata da un accumulo eccessivo nel sangue di colesterolo LDL, il “colesterolo cattivo”, fin dalla giovane età e non a causa di stili di vita scorretti, ma per via di un difetto genetico che riduce la capacità del fegato di intercettarlo ed eliminarlo. Di conseguenza, tutti i problemi cardiovascolari associati a un eccesso di colesterolo nel sangue, angina, infarto, ictus, sono drammaticamente anticipati alle prime decadi di vita. Proprio studiando i meccanismi molecolari alla base di questa malattia rara due biochimici americani, Joseph Goldstein e Michael Brown, che per questi studi hanno ricevuto il premio Nobel per la medicina e sono riusciti a capire a fondo la regolazione del metabolismo cellulare del colesterolo. La Fondazione A.R.M.R. (Aiuti per la ricerca sulle malattie rare) si adopera da più di 27 anni per raccogliere fondi da destinare ai Ricercatori dell’Istituto Mario Negri che ha fondato il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare “Aldo e Cele Daccò” di Ranica, in provincia di Bergamo. Oggi il Centro è una realtà di riferimento per la ricerca clinica nel contesto nazionale e in Europa. Dal 2001 è sede del Coordinamento della Rete Regionale per le Malattie Rare della Lombardia e opera in collaborazione con il Centro Nazionale Malattie Rare dell’Istituto Superiore di Sanità. Proprio per quanto sopra esposto che ti chiediamo di sostenere anche tu la Fondazione A.R.M.R. (Aiuti per la Ricerca sulle Malattie Rare), donando il 5 X 1000 e questo è uno splendido modo di contribuire alle attività di RICERCA e che non costa nulla. Insieme alla “Ricerca” uniti per vincere!

DONA IL TUO 5×1000 A FONDAZIONE A.R.M.R. CODICE FISCALE 02 452 340 165

INSIEME ALLA “RICERCA” UNITI PER VINCERE!


SUV %100 Elettrica %100

volkswagen.it

Scoprila da 299 euro al mese con Ecoincentivi Statali Anticipo 4.116 euro. TAN 4,99% - TAEG 5,80%

ID.4 Pure Performance 52 kWh 170 CV a 32.150 (chiavi in mano IPT esclusa). Listino € 43.150. Il prezzo comunicato di € 32.150 è calcolato tenendo in considerazione un contributo Volkswagen e delle Concessionarie Volkswagen pari a € 3.000 ed un contributo statale pari ad € 8.000 vincolato alla rottamazione di un veicolo di categoria M1 rispettati tutti i requisiti previsti dalla Legge n. 145/2018 co. 1031 e ss. (“Legge di Bilancio 2019”) e dalla Legge n. 178/2020 (“Legge di Bilancio 2021”). Anticipo € 4.116,12 oltre € 300 spese istruttoria pratica - Finanziamento di € 28.033,88 in 35 rate da € 299. Interessi € 3.695,44 - TAN 4,99% fisso - TAEG 5,80% - Valore Futuro Garantito pari alla Rata Finale di € 21.264,32 - Spese istruttoria pratica € 300 (incluse nell’importo totale del credito) - Importo totale del credito € 28.033,88 - Spese di incasso rata € 2,25/mese - costo comunicazioni periodiche € 3,00 - Imposta di bollo/sostitutiva € 70,08 - Importo totale dovuto dal richiedente € 31.883,40 . Gli importi fin qui indicati sono da considerarsi IVA inclusa ove previsto - Informazioni europee di base/Fogli informativi e condizioni assicurative disponibili presso le Concessionarie VOLKSWAGEN. Salvo approvazione VOLKSWAGEN FINANCIAL SERVICES. Offerta valida sino al 30.06.2021. La vettura raffigurata è puramente indicativa. Gamma Volkswagen ID.4. Consumo di energia elettrica (Wh/km) ciclo WLTP combinato: 168 - 188; autonomia ciclo di prova combinato (WLTP): 328 km - 520 km; i valori indicativi relativi al consumo di energia elettrica sono stati rilevati dal Costruttore in base al metodo di omologazione WLTP (Regolamento UE 2017/1151 e successive modifiche ed integrazioni) e si riferiscono alla vettura nella versione prodotta in origine priva di eventuali equipaggiamenti ed accessori installati successivamente. Eventuali equipaggiamenti ed accessori aggiuntivi possono modificare i predetti valori. Oltre al rendimento del motore, anche lo stile di guida ed altri fattori non tecnici incidono sul consumo di energia elettrica di un veicolo. Per ulteriori informazioni sui predetti valori, vi invitiamo a rivolgervi alle Concessionarie Volkswagen presso le quali è disponibile gratuitamente la guida relativa al risparmio di carburante/energia elettrica e alle emissioni di CO₂, che riporta i dati inerenti a tutti i nuovi modelli di veicoli.

Saottini Auto Via C.Fenzi 1, Brescia Tel. 030 3695421 volkswagen@saottini.it

Viale Marconi 29, Desenzano d/G Tel. 030 9991787 volkswagendesenzano@saottini.it

seguici su www.saottini.it

Profile for EDITA PERIODICI

Qui Brescia n.ro 167  

Advertisement
Advertisement
Advertisement

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded

Recommendations could not be loaded