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ANNO 26 - N° DUECENTOQUARANTANOVE - FEBBRAIO 2018 - € 3

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BENTROVATO A CHI APRE QUESTA RIVISTA E SI APPRESTA AD APPREZZARNE I CONTENUTI SPERANDO COME SEMPRE DI PIACERVI.

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il che in questi giorni cercano di guadagnarsi Qualsiasi cosa possano prometterci i politici di o che tra poche settimane la primavera sarà nostro voto non sarà mai certa come il fatt onti protratti fino a tardi, nuovo tra noi con le sue giornate tiepide, i tram . da passare col naso in su guardando il cielo la brezza fresca la sera e le notti stellate ci sono poche cose che fanno primavera come la moto. associare la moto con l’emozione dell’aria Certo ai tempi di Marlon Brando il casco era un optional e richiede oltre al casco anche molta più tra i capelli era fin troppo facile. Oggi spotarsi su due ruote attenzione per il traffico che un tempo non c’era... di una gita fuoriporta sulla moto, ma cosa c’è di più primaverile, di più vitale, di più frizzante Come dite? troppo scomodo... Beh partendo il mattino presto per vedere un tramonto sul mare. tando un giro sulla incredibile Urus potete sempre optare per un’altra qualità di adrenalina preno di lamborghini, IL nuova suv che corre come una formula uno. Ma datemi retta se in qualche cantina trovate sepolta una strana motocicletta come quelle che trovate più avanti nella rivista trattatela con cura perchè il motocross vintage è una delle tendenze più interessanti della prossima primavera... POCO PIù AVANTI UN ASSAGGIO DELLA MOSTRA SU RAFFAELLO PER FARVI VENIRE VOGLIA DI IMMERGERVI IN UN PERCORSO che arricchirà la vostra anima e il vostro sapere. prima di tutto però un omaggio ai fantastici anni ottanta che il nostro grande Bruno Bozzetto compirà il prossimo 3 marzo COME SEMPRE QUI PER VOI ANCHE IN QUESTO VELOCISSIMO, E LO SARà, 2018. V.E.Filì


BRUNO BOZZETTO: ANNI 80

Un giorno hai detto che ti sarebbe piaciuto spargerle sulla cittĂ con un aereo e non potendolo fare davvero...


Sei il compagno di viaggio che tutti dovremmo avere nel corso della nostra vita. Un amico, come il faro dalla scogliera ci illumina il cammino, rendendolo più leggero, cercando di affrontare comunque tutto ciò che la vita ci mette davanti con il sorriso sulle labbra. Un sorriso che non è sempre solare, anzi è più frequente sia ironico, beffardo, sardonico. Qualche volta è un sorriso amaro ma sempre un sorriso e con i tempi che corrono... Già, come corrono. Anche per te caro Bruno, anche se il tuo sguardo curioso e affilato rimane quello di un bimbetto che segue il suo papà su per il sentiero della montagna. Abbiamo passato con te momenti bellissimi e averti con noi ogni mese è un appuntamento che dà il là al nostro lavoro. I tuoi suggerimenti e le tue osservazioni, le tue trovate geniali ci lasciano sempre e comunque un qualcosa dentro che... dura un mese, fino a quando in redazione non arriva il tuo nuovo disegno. Come i fogli dei calendari o le scenografie dei cantastorie che cambiano in continuazione. Ti vogliamo tanto bene e ci auguriamo di averti sulle nostre pagine per sempre. E per dimostrarti quanto ti siamo vicini per i tuoi splendidi anni ottanta in arrivo il 3 marzo, pubblichiamo alcuni dei tuoi migliori “graffi” di questi ultimi 25 anni, creati dala tua genialità in esclusiva per noi... ma è solo un antipasto e il bello deve ancora venire.


BRUNO BOZZETTO: ANNI 80


Auguri di lunghissima vita a Bruno da Patrizia e Vito e tutta la redazione


I GRAFFI DI BRUNO

Bruno Bozzetto


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autorizz. Tribunale di Bergamo n°3 del 22/01/1992

RILIEVO-PROGETTAZIONE-DISEGNI 3D CONSULENZA-TRASPORTO MONTAGGIO ASSISTENZA POST VENDITA

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autorizz. Tribunale di Brescia n°18 del 22/04/2004

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venerucci@editaperiodici.it Responsabile redazione: Tommaso Revera redazione@qui.bg.it Responsabile grafica: Paolo Biava grafica@qui.bg.it Redazione eventi: Valentina Colleoni redazione.chicera@qui.bg.it Hanno collaborato in redazione: Bruno Bozzetto, Lisa Cesco, Maurizio Maggioni, Franco Gafforelli, Giorgio Paglia, Valentina Colleoni Fotografie di: Federico Buscarino, Sergio Nessi, Paolo Stroppa, Daniele Trapletti Stampa: Euroteam Nuvolera Brescia

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in questo numero Cristina Parodi madrina dell’Associazione Cancro Primo Aiuto Raffaello e l’eco del mito 100 capolavori dalle collezioni private bresciane

Dentro Raffaello

Presentata Urus Suv firmato Lamborghini

Cover Story Centro Daina 40 anni di sogni e sorrisi

Giorgio Alllevi a Bergamo con Equilibrium Sonia Pavesi quando l’amore si chiama Polpetta

Ottica Fielmann a Bergamo

Umberto De Martino nuova stella Michelin

Brescia e il calcio delle donne


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in questo numero L’Arte con gli occhi chiusi Cloe la città invisibile

Margherita Molinari candidata alla Regione in appoggio a Giorgio Gori

Gori sì Gori no perchè votarlo, perchè non votarlo

Stefano Benigni e Alesandra Gallone candidati di Forza Italia alla Camera e al Senato

VolkswagenT Roc: il Suv fuori dal gregge

Passione Motocross vintage

L’evoluzione di Guerinoni d’Averara

Il 2017 di Medici senza frontiere

Conclusa con successo la sperimentazione del progetto per l’assistenza domicilare ad anziani soli

Pasturs per riavvicinare i giovani alla montagna


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O

Simona

Ha esordito all’inizio dell’anno un innovativo progetto di Alternanza Scuola-Lavoro del Gruppo Bonaldi, realizzato in collaborazione con Confindustria Bergamo, grazie al quale studenti di Grafica e Comunicazione produrranno contenuti video dedicati al marchio Audi per i canali social del Gruppo. Destinatari 55 allievi degli Istituti Professionali Caniana di Bergamo, Zenale e Butinone di Treviglio e dell’AFP Patronato San Vincenzo, che saranno impegnati nell’ideazione e nella produzione di contenuti video da valorizzare nel piano di comunicazione digitale 2018 del marchio Audi del Gruppo. Il progetto Bonaldi School Edition, a cui è stato dedicato anche un logo e un visual, aveva come obiettivo la realizzazione di tutorial, video di prodotto e contenuti tecnologici destinati ai canali social del Gruppo, Facebook e You Tube, in particolare. Prevedeva sia ore di formazione in aula sia in azienda, e si è concluso presso gli uffici Bonaldi il 1° febbraio, dove gli studenti hanno incontrato, Simona Bonaldi e Gianemilio Brusa, A.D. del Gruppo, Michele Brusa responsabile commerciale Audi, l’Audi Manager, Andrea Bassoli e Andrea Favaro, formatore di Audi Italia. Gli studenti, organizzati in gruppi di lavoro, sono stati seguiti dai loro Professori, dai Formatori di Confindustria e dal personale Audi Bonaldi: dalla condivisione del brief alla definizione di obiettivi, target e stile della comunicazione, fino alle riprese video che dovranno valorizzare sia i punti di forza del marchio Audi – innovazione, tecnologia, sportività – sia l’identità del Gruppo Bonaldi. L’hashtag con cui si condivideranno i contenuti sui social network è #AudiBonaldiOnSet. Le produzioni video, realizzate tra febbraio e marzo 2018, rientreranno nel Concorso “Industriamoci” che troverà la propria vetrina in “Io e Lode”, l’iniziativa di Confindustria Bergamo che premia le eccellenze della scuola bergamasca.

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GRANDE OPPORTUNITÀ PER GIOVANI CREATIVI “Il nostro Gruppo ha dichiarato Simona Bonaldi, Amministratore Delegato Gruppo Bonaldi: da sempre è attivo sul territorio e il rapporto con le Istituzioni, gli Enti, le Associazioni delle città in cui operiamo, in particolare Bergamo, dove siamo nati quasi sessant’anni fa, è sempre molto proficuo ed efficace. La formazione, che inizia con la scuola e continua per tutto il percorso professionale, è parte del nostro Dna. Formazione continua e alta specializzazione tecnica in Bonaldi sono la regola. L’Alternanza Scuola–Lavoro, iniziativa che ormai da anni abbiamo sposato condividendone spirito e obiettivi, è un’opportunità importante sia per le aziende, sia per gli studenti che costantemente accogliamo: le une trasferiscono esperienza, gli altri innovazione. Con questo nuovo progetto offriamo ai ragazzi un marchio prestigioso con cui mettersi in gioco, con la guida sicura e competente delle nostre risorse e del nostro brand: sarà un’esperienza importante per tutti”. “Audi è innovazione - ha aggiunto Andrea Bassol, Audi Manager - tecnologia, prestazioni straordinarie e, per molti versi, uniche nel settore. Il cliente Audi rispecchia il marchio: innovativo, tecnologico, iperconnesso: ecco perché abbiamo pensato ad un progetto di comunicazione digitale. Chiederemo ai nostri studenti, gli esperti di comunicazione di domani, di stupirci con contenuti interessanti, avvincenti, potenzialmente virali. Sarà una bella scommessa, in cui ci impegniamo con serietà ed entusiasmo”.


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e r a f

per bene

Cristina madrina cristina Parodi diventa madrina dell’associazione “Cancro Primo Aiuto” Tutto è nato circa un anno e mezzo fa, quando Cancro Primo Aiuto ha lanciato il Progetto Iort all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo per consentire l’aggiornamento tecnologico dell’acceleratore lineare utilizzato per la radioterapia intra-operatoria (IORT) nella cura del tumore al seno. Chi, meglio di una donna e una donna conosciuta e apprezzata, avrebbe potuto favorire il lancio del progetto di raccolta fondi? Così i vertici di Cancro Primo Aiuto hanno chiesto alla giornalista e conduttrice televisiva Cristina Parodi, di essere la testimonial dell’iniziativa. Il suo coinvolgimento è stato importante e, anche grazie al suo contributo, il progetto Iort è andato a buon fine. Ma il rapporto con la Onlus brianzola non si è fermato lì. «Collaborando, come testimonial, al Progetto Iort per l’Ospedale di Bergamo - ha spiegato la conduttrice televisiva - ho avuto modo di conoscere le iniziative di Cancro Primo Aiuto e l’impegno a favore dei malati. Ho, quindi, accolto con gioia l’invito a diventare madrina dell’associazione». È con queste parole che, Cristina Parodi ha annunciato, attraverso un messaggio filmato rivolto ai partecipanti a un incontro dell’associazione brianzola, di aver accettato questo ruolo particolare all’interno di Cancro Primo Aiuto. E il 29 gennaio, a Villa Walter Fontana a Capriano di Briosco (MB), la conduttrice di “Domenica In” è stata presentata ufficialmente ai soci della Onlus. «Abbiamo conosciuto Cristina poco più di un anno fa, quando si è resa disponibile a fare da testimonial per lanciare il Progetto Iort all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo – ha spiegato Flavio Ferrari, amministratore delegato di Cancro Primo Aiuto – Abbiamo visto come lavora e, contando sulla sua disponibilità, le abbiamo chiesto di diventare madrina dell’associazione. Siamo molto felici che abbia accettato perché da una parte dimostra che stiamo lavorando bene, dall’altra ci consentirà una maggiore visibilità e quindi la possibilità di far conoscere a molti più malati i servizi che mettiamo a disposizione».


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Vi è mai capitato di entrare in un’abitazione privata e di trovarvi inaspettatamente al cospetto di un capolavoro Picasso? O di restare a bocca aperta, increduli, davanti a un celebre dipinto di De Chirico pubblicato sul manuale di Storia dell’Arte del liceo, ora appeso nel salotto di vostri conoscenti? Oppure, di avere accesso al caveau di una banca dove è gelosamente custodita un’incredibile collezione di nature morte di Morandi che nessun museo può vantare? Ebbene, se non avete mai avuto la fortuna di vivere in prima persona simili emozioni, questa è la mostra che fa per voi!   Dopo quattro anni dalla fortunata esposizione Moretto, Savoldo, Romanino, Ceruti. 100 capolavori dalle collezioni private bresciane, il curatore Davide Dotti propone al pubblico un nuovo appassionante viaggio alla scoperta dei capolavori conservati nelle più prestigiose dimore private della Provincia di Brescia, scrigni di tesori d’arte di inestimabile valore. Protagonisti della mostra non saranno più dipinti rinascimentali e barocchi, bensì tele eseguite nel XIX e XX secolo. Il percorso espositivo – che presenta in anteprima mondiale un capolavoro riscoperto di Pablo Picasso del 1942, “Natura morta con testa di toro” – permette di esplorare le correnti e i movimenti artistici succedutesi nel corso dei decenni attraverso una selezione di oltre cento opere, alcune delle quali inedite o mai esposte in pubblico prima d’ora. Ai lavori dei più illustri pittori bresciani (Basiletti, Inganni, Filippini, Bertolotti, Soldini) seguono quelli dei grandi maestri italiani dell’Ottocento (Boldini, De Nittis, Fattori, Zandomeneghi); il salto verso la modernità è sancito dalle sperimentazioni d’avanguardia dei Futuristi Balla, Boccioni e Depero che esaltavano il mito del progresso, del dinamismo e della velocità, a cui fanno da contraltare le magiche tele metafisiche di De Chirico, Savinio e Severini; dal “Ritorno all’ordine” che caratterizzò gli anni venti e trenta del Novecento, di cui furono massimi interpreti Sironi, Morandi e Carrà, si approda infine alla nuova Arte Informale, nata come reazione alla sofferenza e al disagio interiore vissuto dagli artisti di fronte all’immane devastazione della Seconda Guerra Mondiale.  L’intento di Fontana, Burri, Vedova e Manzoni fu quello di cercare una nuova via espressiva rispetto a qualsiasi forma, figurativa o astratta, costruita secondo canoni razionali rapportabili alla tradizione pittorica precedente. Le loro opere, caratterizzate dall’improvvisazione e dalla potente gestualità nello stendere una pennellata, tracciare un segno, incidere, tagliare o bucare la tela, sono il frutto di un evento artistico che, svuotato da qualsiasi valore formale, si esaurisce nell’atto stesso della creazione. La rivoluzione estetica compiuta da questi maestri fu così dirompente da influenzare buona parte della produzione artistica dei decenni successivi, e tutt’oggi continua a essere fonte di ispirazione per l’arte contemporanea.

PICASSO BASILETTI INGANNI FILIPPINI BERTOLOTTI SOLDINI BOLDINI DE NITTIS FATTORI ZANDOMENEGHI BALLA BOCCIONI DEPERO DE CHIRICO SAVINIO SEVERINI Sironi, Morandi Carrà Fontana Burri Vedova Manzoni


100 capolavori del XIX e XX secolo dalle collezioni private bresciane Brescia - Palazzo Martinengo fino al 10 giugno

FIno al 10 Giugno Palazzo Martinengo sarà il tempio del collezionismo privato, un “museo ideale” dove sono confluite una raffinata selezione di capolavori ricercati, acquistati e amati dalle più illustri famiglie bresciane che, quadro dopo quadro, hanno dato vita a raccolte di importanza museale uniche per qualità, varietà e vastità. Per il pubblico si tratta di un’occasione imperdibile per entrare virtualmente nelle più belle e inaccessibili dimore di Brescia e provincia e ammirare, in via del tutto eccezionale, opere di straordinario valore storico-artistico ritrovate dal curatore dopo anni appassionate ricerche.


RAFFAELLO E L’ECO DEL MITO

ACCADEMIA CARRARA BERGAMO FINO AL 6 MAGGIO 2018 APERTO AL PUBBLICO DAL 27 GENNAIO «RAFFAELLO E L’ECO DEL MITO», IL NUOVO PROGETTO DELLA FONDAZIONE ACCADEMIA CARRARA REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON LA GAMEC E IN COPRODUZIONE CON ELECTA/MARSILIO

Partendo dal “San Sebastiano” di proprietà dell’Accademia Carrara, l’esposizione - a cura di Maria Cristina Rodeschini, Emanuela Daffra e Giacinto Di Pietrantonio - racconta la formazione del maestro urbinate, la sua attività e la sua fortuna. Preziose opere di Raffaello in prestito dai più importanti musei di tutto il mondo, tra cui la National Gallery di Londra, il Staatliche Museen zu Berlin - Gemäldegalerie di Berlino, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Pushkin State Museum of Fine Arts di Mosca e lo State Hermitage Museum di San Pietroburgo, dialogheranno con grandi maestri dal ‘400 ai giorni nostri.   Oltre venti lavori originali di Raffaello, opere di Memling, Berruguete, Perugino, Pintoricchio, Signorelli, per citarne alcuni, ricostruiscono con rigore uno spettacolare contesto culturale di grande spessore, offrendo al visitatore un percorso emozionante che restituisce Raffaello alla dimensione più alta del mito.  


Il percorso espositivo si completa di un «corpus» scelto di opere del Novecento e del XXI secolo realizzate dagli artisti che meglio ne hanno raccolto l’eredità. L’influenza dell’artista urbinate si ritrova infatti nei «d’après» di Luigi Ontani, Salvo e Francesco Vezzoli, nel tratto di Pablo Picasso, nella magia pittorica di stampo classico di Giorgio de Chirico e Antonio Donghi, nella figurazione celebrativa di  Carlo Maria Mariani, nella trasposizione fotografica delle performance di  Vanessa Beecroft  e nelle fotografie digitali di Mariella Bettineschi. E ancora, nelle opere «impacchettate» di Christo, nelle figure femminili ritratte da  Omar Galliani, nella ricerca formale combinata a enigma di  Pietro Roccasalva  e nei lavori di tre artisti concettuali che dialogheranno con l’opera del Sanzio in un excursus attraverso i secoli: Ettore Spalletti, capace di fare propria l’intimità universale che ha attraversato la storia dell’arte; Luciano Fabro, che evoca uno dei capolavori di Raffaello, e Giulio Paolini, che presenta un’opera inedita realizzata proprio a partire dal «San Sebastiano».  

RAFFAELLO E L’ECO DEL MITO


IN CAPITE MAGISTER:

DENTRO RAFFAELLO la madonna sistina di raffaello ricreata in studio Un progetto di GIORGIO FOSSATI Olympus Ambassador Visionary DAL 6 MARZO AL 6 APRILE 2018 PALAZZO DELLA PROVINCIA SPAZIO VITERBI BERGAMO VIA TASSO 8 Il progetto fotografico dedicato al “genio” urbinate Raffaello Sanzio e il celebre dipinto dedicato alla Madonna Sistina è il frutto di un’idea del fotografo Giorgio Fossati insignito del titolo di Olympus Ambassador Visionary che è massimo riconoscimento del famoso brand giapponese. Il progetto prevede la realizzazione in chiave contemporanea della famosa opera d’arte attraverso l’ausilio della tecnica fotografica e il coinvolgimento di attori scelti accuratamente. La straordinarietà del progetto risiede nelle innovative tecniche di Live-composit in cui Fossati è uno dei massimi esperti al mondo e nella ricerca della perfezione attraverso lo studio dei materiali e dei più minuscoli dettagli della celebre opera. Per consentire il raggiungimento di un risultato estremamente fedele al capolavoro di Raffaello sono stati coinvolti i massimi esperti di vari settori per le varie professionalità come la sartoria, il make up artist, i critici d’arte e i cameraman. L’intero progetto si avvale di un eccezionale racconto di backstage, determinante nel fascino del racconto scientifico, didattico ed emozionale che ha portato a tale straordinario risultato finale. Giorgio Fossati, dopo aver collaborato con la Disney Cinemas, Mediaset, Radio Italia, e con tante altre realtà, ha “adottato” modificandola, una tecnica di scatto derivata dalla Fotocamere Olympus OM-D e PEN che va ad utilizzare in modo attivo la modalità Livecomposit, normalmente utilizzata solo per riprendere con sicurezza assoluta scene notturne. “Ho realizzato - ha rivelato Giorgio Fossati - attraverso questa tecnica molto particolare, scatti che permettono di inserire nella stessa immagine finale, in un lasso di tempo dilatato, come “sfondo” e senza l’utilizzo di photoshop, soggetti ed oggetti che mai tra loro si sono incontrati”.


Questo ha consentito al fotografo di creare una finestra temporale che in uno scatto (in una sola immagine finale), rappresenta ciò che in un video occupa invece, molto tempo per essere osservato e capito. Inoltre questa modalità permette al fotografo una libertà espressiva paragonabile a quelle dei grandi pittori, sia astrattisti ma soprattutto concettuali, in quanto è possibile iniziare lo scatto in un luogo e, senza interromperlo, finirlo in un secondo tempo e in un altro luogo, aggiungendo soggetti anche se si trovano a diversi chilometri di distanza senza alterare l’esposizione o i soggetti. “In occasione della mostra allestita presso l’Accademia Carrara dedicata a Raffello Sanzio, come avvenuto per quella di P.P. Rubens a Palazzo Reale nel 2017 a Milano, ho realizzato una copia fotografica della Madonna Sistina a grandezza naturale, su tela pittorica”. Si tenga presente che per la realizzazione del progetto sono state coinvolte oltre 25 persone dello staff personale di Giorgio Fossati, un centinaio di persone per la scelta delle figure che compongono l’opera, in oltre 8 mesi di studi su Raffaello, sull’opera e sulle figure in essa rappresentati.

Tutto ciò è stato affrontato insieme, in modo che ha l’esperienza possa contribuire ad essere concretamente un motivo di costante crescita e confronto positivo e costruttivo e una volta composto l’intero gruppo di persone che andavano ad affrontare il progetto, approfondimenti, riunioni, prove, truccatrici, modelliste, fonici e tecnici luce, il tutto è stato documentato dalla Crew di SEILATV in un resoconto video professionale nel quale sono inserite le interviste e le riprese dettagliate delle scenografie create nel corso della “costruzione”. Il progetto si avvale anche dello studio grafico per la comunicazione coordinata che è compresa nelle stampa di locandine, manifesti e brochure. Segue tutto il progetto anche lo studio e la realizzazione per una fruibilità contemporanea dell’opera attraverso l’utilizzo professionale della Realtà Virtuale che sarà disponibile anche nel percorso conoscitivo dei prossimi eventi espositivi programmati.


LE OTTICHE UTILIZZATE, L’ATTREZZATURA PER RIPRESE FOTOGRAFICHE E VIDEO, LA MICROFONIA, SONO DI OLYMPUS COME LE UNICHE LENTI TELECENTRICHE AL MONDO ZUIKO PRO LENSES : 25MM F.1,2 - 12-40MM F.2,8 - 40 -150MM F.2,8 - 45MM F.2,8 - 12MM F.1,8 75MM F -1,8 E I CORPI MACCHINA: 3 OLYMPUS OM-D E-M1 MARK II - 2 OLYMPUS OM-D E-M5 MARK II ( PER IL VIDEO ) - 2 OLYMPUS PENF ( TIME LAPSE ) MICROFONIA : OLYMPUS LS 100 PRO SERVICE LUCI ED EFFETTI SPECIALI: DST ELETTRICISTI SUL SET BY: FABIO LOCATELLI IMPIANTI MAKEUP: BEAUTICIAN SRL EDITOR: MARCO CAVENAGHI FINISHISING: STILLCOMP ( GORLAGO - BG ) HANNO COLLABORATO NELLO STAFF FOTOGRAFICO “OLYMPUS VISIONARY PROGRAM 2018 : RAPHAEL SANCTI URBINATES” : GIORGIO FOSSATI - CLAUDIO BULLA - RICCARDO CONSOLI - GIANCARLO Salvi - Desi Franceschinelli - Giada Bertocchi - Fiorella Console Pentrelli - Edoardo Cavagnis Fabio Locatelli - Sara Castelli - Giulia Franchina - Daniela Nicoli - Aurelia Fogaccia - Nicoli Bruno - Roberta Filisetti - Filisetti Martina - Filisetti Sofia - Filisetti Stefano - Marzia Schena - Barbara Caramelli - Sergio Bianchi - Marco Cavenaghi - Fidelio Magni - Samuel Harizi - Artur Harizi Sandolina Mehmeti - Special Guest: Critico d’Arte : Alberto Moioli - Mons. Ilario Girelli

DENTRO RAFFAELLO


URUS

COME VUOLE LA TRADIZIONE LAMBORGHINI, ANCHE IL NOME URUS VIENE DAL MONDO DEI TORI. I BOVINI DI RAZZA URUS (URI), CONOSCIUTI ANCHE COME AUROCHS, SONO TRA I GRANDI ANTENATI SELVATICI DELLE RAZZE ATTUALI. IL TORO DA CORRIDA SPAGNOLO, ALLEVATO NEGLI ULTIMI 500 ANNI, HA UN ASPETTO ANCORA MOLTO SIMILE A QUELLO DELLA RAZZA URUS


La nuova Lamborghini Urus: il primo Super Sport Utility Vehicle DESIGN, PRESTAZIONI, DINAMICA DI GUIDA ED EMOZIONI NEL PIÙ AUTENTICO DNA LAMBORGHINI

Urus: un’auto dalla personalità poliedrica. La Urus Lamborghini è un SUV di lusso ma è anche il più potente, con un dinamismo da supersportiva. Il suo stile coupé dalle linee ribassate e la sua imponenza su strada si coniugano perfettamente a un grande comfort di guida, una maggiore altezza da terra e interni di lusso dotati di tutte le tecnologie più recenti. La Urus assicura una guida facile in città, il massimo comfort durante i lunghi viaggi, una dinamica sensazionale da supersportiva su strada e in pista e capacità off-road in diversi ambienti. Questa nuova Lamborghini ha una doppia personalità. A seconda dei desideri del proprietario, può privilegiare la sportività o l’eleganza e diventare un’auto di lusso da guidare tutti i giorni o una supersportiva in grado di garantire un’esperienza di guida esaltante.

Lamborghini URUS : consumo combinato 12,7 l/100 km - emissioni CO2 290 g/km

Automobili Lamborghini lancia il suo terzo modello, la Urus, il primo Super SUV che crea un nuovo segmento nelle auto di lusso e stabilisce un punto di riferimento in termini di potenza, prestazioni, dinamica di guida, design, lusso e fruibilità quotidiana. “La Lamborghini Urus nasce da un approccio visionario ed è il risultato della combinazione del DNA Lamborghini con la versatilità tipica di un SUV, elevato a un livello finora impossibile: il Super SUV. Per le emozioni che suscita e in termini di design, prestazioni e dinamica di guida questa è una vera Lamborghini, ma è anche un’auto adatta alla guida di tutti i giorni su terreni molto diversi tra loro” ha dichiarato Stefano Domenicali, Chairman e CEO di Automobili Lamborghini. “La Urus entra nella famiglia Lamborghini come una vettura ad alte prestazioni. Rappresenta il massimo punto di incontro tra competenze tecniche e passione nell’intento di creare una nuova “razza di tori”: un Super SUV che trascende le aspettative e apre la porta a nuove possibilità, sia per il brand che per i nostri clienti.” La Urus è dotata di un motore V8 biturbo da 4,0 litri che eroga 650 CV (478 kW) a 6000 giri/min (6800 giri/min max) e 850 Nm di coppia massima già a 2250 giri/min. Con 162,7 CV/litro, la Urus vanta una potenza specifica tra le più alte della sua classe, oltre che il miglior rapporto peso/potenza con 3,38 kg/CV. Inoltre, con un’accelerazione da 0-100 km/h in 3,6 secondi (0-200 km/h in 12,8 secondi) e una velocità massima di 305 km/h, la Urus è il SUV più veloce attualmente sul mercato.


Sound ed emozioni targate Lamborghini L’approccio integrato per la progettazione di motore, impianto di scarico e telaio ha permesso di valorizzare la fruibilità quotidiana di questa vettura riducendone il livello di rumorosità meccanica indesiderata e salvaguardando al contempo tutte le sensazioni dell’esperienza di guida Lamborghini e l’inimitabile sound del suo motore. A seconda della modalità di guida selezionata attraverso il sistema Tamburo, il motore V8 è in grado di variare il sound e le sensazioni di guida della Urus, passando dalle più silenziose e confortevole basse frequenze della modalità STRADA al timbro più sportivo di una Lamborghini in modalità CORSA. Anche l’impianto di scarico, appositamente sviluppato, contribuisce a personalizzare il sound in base alla velocità del motore: in fase di forte accelerazione, la Urus produce un suono sportivo più gutturale e una risposta del telaio più aggressiva. Tamburo: il comando dedicato al controllo della dinamica di guida Lamborghini Tamburo, il selettore della modalità di guida posto sulla console centrale, controlla tutti i sistemi dinamici della vettura e consente di scegliere tra le dinamiche di guida STRADA, SPORT, CORSA e NEVE in base alle condizioni del fondo stradale o alle preferenze del conducente. Come optional, per la guida off-road sono disponibili anche altre due modalità: TERRA e SABBIA. In modalità STRADA, l’altezza si adatta in base alla velocità per migliorare il comfort mentre, in modalità SPORT, la Urus si abbassa per assicurare stabilità e precisione a tutte le velocità. In modalità CORSA, la vettura minimizza il rollio ed è ancora più precisa e orientata alle prestazioni. Nelle tre modalità off-road, NEVE, TERRA e SABBIA, la

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maggiore altezza da terra consente di superare gli ostacoli in tutta sicurezza con barre antirollio che, in curva, assicurano un movimento asimmetrico e indipendente per ottimizzare la trazione. È la prima volta che, in una Lamborghini, viene utilizzato il sistema elettromeccanico attivo di stabilizzazione antirollio. Grazie al disaccoppiamento attivo degli stabilizzatori, questo sistema assicura la massima riduzione dell’angolo di rollio sulle strade accidentate, sia nei tratti rettilinei che in curva, continuando a garantire guida agile e sterzata reattiva. Il sistema di ammortizzazione sviluppato appositamente per la Urus integra nuove valvole che adattano costantemente gli ammortizzatori alle diverse condizioni di guida, rendendoli più rigidi in curva e più morbidi sui tratti rettilinei. Le sospensioni adattative si adeguano automaticamente alle diverse modalità di guida attraverso il sistema ANIMA, ma possono anche essere interamente personalizzate dal conducente utilizzando la modalità EGO attraverso cui, in base allo stile di guida e alle condizioni della strada, è possibile selezionare la rigidità desiderata per un viaggio molto confortevole o un’impostazione estremamente sportiva e aggressiva. Design esterno Ispirata alla LM002 e alle supersportive del marchio di Sant’Agata Bolognese, la Urus è una Lamborghini a tutti gli effetti, anche in virtù del caratteristico rapporto tra superfici di carrozzeria (due terzi) e cristalli (un terzo). La Urus è una Lamborghini che promette uno spazio di lusso in grado di ospitare fino a cinque persone. I suoi sbalzi corti comunicano forza, potenza, un carattere dinamicamente assertivo e imponenza su strada.

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Il frontale della Urus identifica chiaramente la posizione anteriore del propulsore sotto un cofano con cupola la cui sagoma, pur essendo ispirata alla Miura e alla Aventador, è accentuata dalle linee diagonali utilizzate per la prima volta sulla Countach e che sono poi diventate una caratteristica dinamica di Lamborghini. Con un audace frontale basso, sottolineato dal solido parafango anteriore, la Urus è il SUV più potente attualmente disponibile. Le grandi prese d’aria che giocano con le forme esagonali sono collegate da uno spoiler anteriore ribassato che enfatizza ulteriormente l’efficienza aerodinamica e le prestazioni eccezionali della vettura. Le luci anteriori, contraddistinte da una linea elegante, sottile e decisamente sportiva, sono disposte in orizzontale e dotate di fari a LED nella tipica forma a Y di Lamborghini. La sua inconfondibile sagoma basata su una linea unica richiama le forme tipiche di una coupé, ed è caratterizzata dalle porte senza cornice e dall’avantreno ribassato, tipico di Lamborghini. La linea corre verso l’alto avvolgendo i cristalli posteriori e collegando dinamicamente la parte frontale e quella posteriore, dando l’impressione che la forma sia emersa da un unico pezzo. Le prese d’aria frontali a forma di Y, ancora una caratteristica della LM002, sono siglate con la bandiera italiana, perché la Urus è a tutti gli effetti “Made in Italy”.


CHI C’ERA

PRESENTATA LA NUOVA

LAMBORGHINI URUS LA NUOVA LAMBORGHINI URUS: IL PRIMO SUPER SPORT UTILITY VEHICLE EVENTO SPECIALE PER CELEBRARE L’ARRIVO A BERGAMO Lamborghini Bergamo dealer prescelto per l’anteprima europea di Urus, il primo super suv della casa di Sant’Agata Bolognese, avvenuta la scorso 6 febbraio con uno speciale evento al quale hanno preso parte un parterre esclusivo di ospiti e clienti. Giochi di luce e musica d’impatto hanno definito l’atmosfera perfetta per svelare al mondo questo portentoso concentrato di design, tecnologia, innovazione e potenza. Tratti distintivi questi del marchio Lamborghini che con il nuovo Super Sport Utility Vehicle ha voluto aggiungere un tassello importante grazie ad un confort di guida perfetto per la città, determinato dal suo stile coupé dalle linee ribassate, una maggiore altezza da terra e dagli interni di lusso dotati della tecnologia più all’avanguardia. Tutte caratteristiche che completano le prestazioni uniche di un motore V8 biturbo da 4,0 litri che eroga 650 CV a 6000 giri/min (6800 giri/min max) e 850 Nm di coppia massima già a 2250 giri/min, fonte di massima potenza. Urus si presenta così al mercato con la sua doppia anima: sportiva e grintosa per un’esperienza unica di guida o elegante e di classe per una guida quotidiana. Una versatilità nuova per Lamborghini, che ne definisce il cambiamento vincente, come hanno dichiarato Simona Bonaldi e Gianemilio Brusa AD del Gruppo Bonaldi e Michele Brusa, Responsabile Lamborghini Gruppo Bonaldi: “Lamborghini Urus ci consente di offrire ai nostri clienti nuovi emozioni. Quello appena trascorso è stato un anno importante per Lamborghini, che ha segnato un record storico di vendite. Il raddoppiamento della capacità produttiva della fabbrica di Sant’Agata e il lancio del nuovo super suv annunciano straordinarie prospettive di crescita per il 2018 e il Gruppo Bonaldi partecipa a questa grande stagione della marca”. La prorompente Urus, il cui nome proviene come di tradizione dal mondo dei tori, diventa così a tutti gli effetti il nuovo incredibile “sogno” firmato Lamborghini.

Ph. Paolo Biava - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


PRO

pOSTA

giovanni allevi “equilibrium tour” al creberg teatro BERGAMO giovedi 1 marzo ore 21.00 Fa tappa a Bergamo il tour di 20 concerti che sta portando Giovanni Allevi nei teatri italiani con il suo pianoforte accompagnato da 13 selezionati archi dell’Orchestra Sinfonica Italiana. Una inedita formazione che darà vita alle magiche note dell’ultimo album di studio di Allevi. In equilibrio perfetto nella sua musica tra “compositore, pianista e direttore d’orchestra”, durante il concerto assumerà col carisma e la leggerezza che lo contraddistinguono, tutti i diversi ruoli, attraverso una scaletta che vedrà alternare le atmosfere seducenti delle nuove composizioni e i brani più celebri della sua ventennale carriera. L’enfant terrible che ha travolto il mondo accademico con il suo straordinario talento e carisma, ormai entrato nell’immaginario collettivo delle nuove generazioni che affollano i suoi concerti, vanta una carriera artistica costellata da successi di pubblico e discografici (oltre 1 milione di copie vendute dei suoi album di proprie composizioni strumentali) e da concerti e tournées internazionali. Le sue composizioni tratteggiano i canoni di una nuova “Musica Classica Contemporanea”, attraverso un linguaggio colto ed emozionale, che prende le distanze dall’esperienza dodecafonica e minimalista per affermare una nuova intensità ritmica e melodica europea, fondata sulle forme della tradizione classica infuse dei suoni del presente.


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CENTRO DAINA: 40 ANNI DI SOGNI E SORRISI Testo Tommaso Revera - Fotografie Foto Quaranta

IL CENTRO ODONTOSTOMATOLOGICO DAINA CELEBRA QUEST’ANNO IL 40° ANNIVERSARIO: UN TRAGUARDO IMPORTANTE CHE CERTIFICA L’ECCELLENZA DELLO STANDARD RAGGIUNTO IN AMBITO DI SALUTE ORALE. UN RISULTATO MATURATO NEGLI ANNI CHE SI TRAMANDA DA BEN TRE GENERAZIONI…


STORIA Un sogno divenuto una solida realtà. Il Centro Odontostomatologico Daina, punto di riferimento in ambito di salute orale per Bergamo, provincia ma non solo, celebra quest’anno il suo 40° anniversario. Risale, infatti, al 1978 la sua nascita quando il Dott. Enzo Daina ebbe la grande intuizione d’istituire una struttura unica nel suo genere per dimensioni e finalità. Un sogno trasformatosi in realtà: stiamo parlando, infatti, di una struttura modernissima non solo per la dotazione tecnica ma anche per il concept con il quale è stato ideata. Una realtà privata altamente specializzata nella salute orale accessibile a tutti, un centro odontostomatologico in cui lavorano fianco a fianco specialisti di vari ambiti e in cui l’aggiornamento professionale sta alla base del lavoro quotidiano. Una crescita che si è consolidata nel tempo e che si tramanda da ben tre generazioni: dopo l’ingresso risalente al 1996 del Dott. Pietro Daina, nel 2004 e nel 2008 si sono aggiunti alla guida del centro anche i figli, Dott. Stefano e Dott.ssa Paola. Vera eccellenza del territorio, è una realtà in grado di coniugare strumentazioni all’avanguardia, materiali di alta qualità, metodi innovativi di comprovata efficacia ed ambienti curati e confortevoli.

TEAM Un’equipe di specialisti e personale altamente qualificato, costantemente aggiornato sulle ricerche scientifiche in corso compone lo staff del Centro Odontostomatologico Daina: 70 professionisti del sorriso (medici odontoiatri, medico anestesista, odontotecnici, igienisti dentali, biologa nutrizionista, logopedista, assistenti alla poltrona, segretarie e personale addetto alla manutenzione) che all’esperienza e competenza sanno unire una forte attenzione alle esigenze del paziente per offrire un servizio completo dove nulla è lasciato al caso ed ogni aspetto viene analizzato sotto ogni punto di vista. Ogni odontoiatra è in grado di fare accurate diagnosi grazie ad un’attenta e scrupolosa raccolta di dati clinici che, in base alla scelta terapeutica ritenuta più idonea, porterà ad un percorso di cure ben definito e organizzato. Un lavoro di squadra che mira al massimo risultato con prestazioni d’eccellenza.


CENTRO DAINA: 40 ANNI DI SOGNI E SORRISI

LA FILOSOFIA Se da un lato la struttura è in continua evoluzione, i principi etici che ispirano l’attività quotidiana restano negli anni immutati e condivisi da tutto il team di lavoro: stiamo parlando di valori quali la professionalità, la serietà e la correttezza. Il paziente è al centro del progetto di un gruppo coeso che lavora in sintonia per curare la salute orale, privilegiando le relazioni umane indispensabili per instaurare un rapporto di fiducia reciproca tra medico e paziente. Una realtà aperta a tutti capace di offrire prestazioni d’eccellenza al giusto costo in cui il concetto di famiglia ritorna anche nella scelta dell’equipe per un lavoro di squadra fondamentale per il conseguimento di un ottimo risultato finale. PRESTAZIONI E SERVIZI Il Centro Odontostomatologico Daina è una struttura odontoiatrica completa, che offre prestazioni a 360° con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Si eseguono trattamenti di igiene orale, cura del bambino, ortodonzia, conservativa, endodonzia, parodontologia, implantologia dentale, implantologia dentale in carico immediato, gnatologia, chirurgia orale, chirurgia preprotesica e chirurgia ossea rigenerativa. Vi è la possibilità, ove necessario, d’intraprendere anche una terapia con una logopedista per il trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio e della comunicazione non solo in età evolutiva ma anche in età adulta. Altra peculiarità di questa struttura è certamente il laboratorio odontotecnico interno, costituito da sette odontotecnici, che si avvalgono di tecnologie all’avanguardia per la realizzazione di faccette estetiche, corone e protesi, con l’opportunità di eseguire una riparazione immediata nel caso di rottura delle stesse. Ma non solo: il servizio di “primo soccorso” odontoiatrico senza lista d’attesa (disponibile anche nel mese di agosto e nei periodi di festività), la degenza in day-hospital e la possibilità di curare i portatori di handicap effettuando anche anestesie totali completano il quadro di un’offerta ampia e articolata. Per coloro i quali non amano recarsi dal dentista, vi è la possibilità di intervenire utilizzando il protossido d’azoto: un gas esilarante, tarato con l’ossigeno in percentuale soggettiva, che riduce l’ansia inducendo una sensazione di benessere immediato. Per gli interventi chirurgici più complessi, infine, è possibile optare per la sedazione cosciente endovenosa, consistente nella somministrazione endovenosa di farmaci ansiolitici da parte del medico anestesista. L’ultima novità, infine, proposta recentemente dal Centro Odontostomatologico Daina è il nuovo sistema 3D per la rilevazione dell’impronta della bocca senza calco e pasta: un sistema che non dà adito a bolle o imperfezioni ma, soprattutto, che non crea disagio nei pazienti. Una volta rilevata l’impronta dentale digitale delle arcate tramite scanner intraorale e trasferita al PC, viene presa in carico dal laboratorio odontotecnico interno che si occupa della lavorazione del modello e che, dopo un’ulteriore fase di modellatura digitale, può realizzare una vasta gamma di restauri, da singoli elementi fino a ponti ad arcata completa.


IL MAGICO MONDO DI JOE BRUSH Il primo parco tematico d’Europa di intrattenimento educativo sulla prevenzione dentale ideato e ospitato dal Centro Odontostomatologico Daina è un progetto concepito per i più piccoli (dai 3 ai 9 anni d’età) che mira ad offrire un nuovo e rivoluzionario approccio al mondo dell’odontoiatria, alla prevenzione ed alla cura del bambino usando un linguaggio facilmente comprensibile. Trasformare la figura del dentista in un amico dei bambini per insegnare come mantenere i denti in salute, per spiegare ciò che avviene durante una seduta o anche solo per permettere di approcciarsi al medico senza timore ma, al contrario, con occhio curioso e magico, è stata certamente una grandissima intuizione. Così è nato il magico mondo della prevenzione dentale di Joe Brush: un castoro che guida il bimbo Tommy in un percorso educativo per sconfiggere Mr. Carie per cui sono stati realizzati 7 cartoni animati in 3D con obiettivi e finalità specifiche. Ciò che rende unico questo progetto è che le stesse ambientazioni dei cartoni animati, a partire dalla tana di Joe Brush, sono state riprodotte fedelmente in un parco tematico di 160 mq suddiviso in aree dedicate a far rivivere l’esperienza dei bambini che si immedesimano nel cartone animato. Uno spazio in grado di accogliere contemporaneamente 30 bimbi che, suddivisi in gruppi da 6 ed accompagnati da animatori, possono vivere l’esperienza di questo percorso educativo della durata di 55 minuti circa: qui ognuno può imparare a prendersi cura dei propri denti sia grazie alla sperimentazione diretta, sia in virtù dei percorsi guidati concepiti dagli attori del Teatro Prova

di Bergamo, in versione di Agenti Speciali di Joe Brush, e dagli odontoiatri pedodontisti del Centro Odontontostomatologico Daina grazie anche al supporto di cartoon 3D a tema realizzati ad hoc. Una finalità educativa, dunque, che si esplica in un ambiente magico e creativo per regalare emozioni e per far vivere senza alcun timore la prima visita dal dentista. Ma non è tutto: per coinvolgere i genitori che accompagnano i bimbi da Joe Brush, il Dr. Stefano e la Dr.ssa Paola, loro stessi genitori, hanno allestito un maxi-schermo all’interno dell’auditorium del centro dove, anche grazie al sistema di ripresa televisiva in funzione, è possibile vedere i propri figli nel percorso educativo condividendone emozioni e stati d’animo. PERCORSO PER SCUOLE (Mercoledì mattina): intrattenimento ludico-didattico per un massimo di 30 bambini per turno. In ogni area si impara qualcosa sui denti, sull’igiene orale e sulla prevenzione. PERCORSO PER FAMIGLIE (Sabato mattina): i bambini sono accompagnati da un loro genitore e insieme saranno protagonisti di un’avventura fantastica con la missione di trovare e cacciare Mister Carie; un’esperienza molto divertente e coinvolgente. Percorso a numero chiuso. TIPOLOGIA: i due percorsi, pur essendo allestiti all’interno dello stesso spazio, sono differenti. Il bambino potrà, quindi, vivere due diverse esperienze, una con la scuola ed una insieme ai propri genitori. DURATA: ogni percorso dura circa 50 minuti. L’ingresso è gratuito. La prenotazione obbligatoria sul sito: www.joebrush.it


CONVEGNI CULTURALI E CORSI DI AGGIORNAMENTO L’elevato standard di qualità raggiunto è certificato anche dal fatto che il Centro Odontontostomatologico Daina è divenuto sede di corsi di formazione e aggiornamento per odontoiatri e odontotecnici nonché sede di congressi aventi rilevanza nazionale ed internazionale: un “plus” che premia il lavoro profuso in tutti questi anni dalla famiglia Daina, da sempre sensibile al tema della formazione professionale. Un punto di riferimento, dunque, non solo per i pazienti ma anche per professionisti e colleghi. NUTRIZIONISTA E LOGOPEDISTA Dal gennaio 2016 ha iniziato a collaborare con il Centro Odontostomatologico Daina anche una biologa nutrizionista, la Dott.ssa Chiara Cortiana, con il preciso obiettivo di educare la persona ad un corretto stile di vita alimentare, perseguendo così un benessere non solo psicologico, ma anche fisico, che si rispecchia inevitabilmente anche nella salute della propria bocca. La presenza di una nutrizionista è legata non solo all’esigenza di raggiungere il peso ideale ma anche all’idea di diffondere un’educazione alimentare che consenta di mettere in evidenza e quindi abbandonare quelle abitudini sbagliate e dannose, favorendo conseguentemente un miglioramento dei parametri corporei e dello stato complessivo di salute e di benessere. Questo servizio è rivolto pertanto non solo a persone in sovrappeso che necessitano di un regime ipocalorico dimagrante,ma anche a pazienti affetti da patologie particolari quali ad esempio reflusso, stipsi, ipotiroidismo, ipertensione, ipercolesterolemia, anemia, gotta, gonfiore addominale, a coloro che presentano allergie e/o intolleranze alimentari, a donne in gravidanza, in allattamento, in menopausa o premenopausa, a pazienti in terapia farmacologica che potrebbero determinare o facilitare un aumento di peso, a persone con problematiche odontostomatologiche che potrebbero trovare beneficio con un regime alimentare personalizzato, a sportivi di qualunque livello ed età, agli adolescenti con carenze od eccessi nutrizionali ed, infine, a coloro che stanno seguendo sedute di fisioterapia o trattamenti estetici in cui l’alimentazione potrebbe risultare un valido aiuto per potenziare i benefici del trattamento stesso. Un altro servizio che amplia l’offerta odontoiatrica del Centro Odontostomatologico Daina è la possibilità, ove necessario, d’intraprendere una terapia con una logopedista per il trattamento riabilitativo delle patologie del linguaggio e della comunicazione non solo in età evolutiva ma anche in età adulta: la rieducazione della parola, infatti, si rivela spesso uno strumento molto efficace per la risoluzione delle patologie che provocano disturbi della voce, del linguaggio orale e di deglutizione.


CENTRO DAINA: 40 ANNI DI SOGNI E SORRISI

SPECIALITÀ Cure ai disabili, chirurgia orale, sala operatoria per interventi con anestesista, attenzione per i più piccoli, spiccata sensibilità per le problematiche psicologiche del paziente odontofobico ed un’inesauribile propensione per la prevenzione rappresentano i tratti distintivi del Centro Odontostomatologico Daina. Esigenze che trovano risposte concrete come per esempio con la realizzazione del

primo parco tematico d’Europa sulla prevenzione dentale Joe Brush che prevede, per i bambini dai 3 ai 9 anni, una visita gratuita di aree tematiche, attraverso un percorso educativo, nel mondo della prevenzione dentale. Un nuovo approccio che ambisce a far conoscere il dentista non più come una figura temuta ma come un amico la cui finalità è quella di educare creando emozione.

PROGETTI FUTURI Per il futuro il Centro Odontontostomatologico Daina punta naturalmente a confermarsi, garantendo a chiunque l’eccellenza dei risultati raggiunti nelle cure odontoiatriche a fronte di prezzi sempre più competitivi. Un’altra priorità è certamente rappresentata dal desiderio di esportare il ‘mondo’ Joe Brush allo scopo di diffondere questa iniziativa nata da una famiglia per le famiglie: non un modello di business, dunque, ma un modello di salute, un approccio innovativo all’odontoiatria pediatrica. Ma non solo: estendere questo concetto anche all’ambito della nutrizione, insegnando i corretti stili di vita alimentare ai bambini attraverso Joe Brush, educando i genitori stessi, con consigli semplici ma utili. E, in seguito, continuare ad educare e abituare i bambini ai corretti stili di vita quali la socializzazione, lo sport e il gioco all’aria aperta per riuscire a creare una continuità di crescita e di formazione dai 3 ai 12 anni. Perché il Centro Daina guarda al futuro e il futuro sono i bambini.

Daina Centro Odontostomatologico

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QUANDO L’AMORE SI CHIAMA... POLPETTA Testo Valentina Colleoni - Fotografie Federico Buscarino

È QUESTO IL PRIMO APPUNTAMENTO CON IL NUOVO SPAZIO DEDICATO AI NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE. QUESTO MESE ABBIAMO FATTO VISITA A SONIA PAVESI CHE, NEL SUO ELEGANTE STUDIO DI BORGO SANTA CATERINA, CI HA PRESENTATO IL SUO POLPETTA, UN DOLCISSIMO CHIHUAHUA CHE, OGNI GIORNO, LA SEGUE PASSO PASSO NELLE SUE IMPEGNATIVE GIORNATE.

SONIA CI PUÒ PRESENTARE QUESTO PICCOLO AMICO? “POLPETTA È UN CHIHUAHUA A PELO LUNGO, HA QUATTRO ANNI E PESA “BEN” 2,8 CHILI. È SEMPRE ALLEGRO, VIVACE E MOLTO DOLCE”. PERCHÉ IL NOME POLPETTA? “LA PAROLA CHE SPONTANEAMENTE HO PRONUNCIATO LA PRIMA VOLTA CHE L’HO VISTO. NON POTEVO TROVARE NOME MIGLIORE VISTA LA TENEREZZA CHE PROVO OGNI VOLTA CHE LO GUARDO”. FU AMORE A PRIMA VISTA? “POSSO DIRE DI SÌ. NON AVEVO MAI VOLUTO UN MIO CANE MA DOPO UNA CENA CON DUE AMICI E IL LORO PICCOLO CHIHUAHUA QUALCOSA INIZIÒ A FARSI STRADA TRA I MIEI PENSIERI. E DA LÌ, QUASI COME SE IL DESTINO AVESSE GIÀ SCRITTO TUTTO, PARLANDO CON UN AMICO VETERINARIO MI DISSE DI AVERE FATTO NASCERE DA POCHI GIORNI ALCUNI CUCCIOLI DI CHIHUAHUA. ANDAI A VEDERLI E, QUANDO POLPETTA POGGIÒ LA SUA TESTA SUL MIO CUORE CERCANDO PROTEZIONE, CAPII CHE ERA LUI. QUANDO SI PARLA DI IMPRINTING OGGI POSSO DIRE DI SAPERE DI CHE SI TRATTA”. AVEVA GIÀ AVUTO CANI NELLA SUA VITA? “SÌ, DA QUANDO ERO PICCOLA A CASA DEI MIEI GENITORI MA, FINO AL MOMENTO IN CUI POLPETTA ENTRÒ NELLA MIA VITA, IL RAPPORTO CON GLI ANIMALI ERA DIFFERENTE”. COSA INTENDE? “LI RISPETTAVO OVVIAMENTE MA NON AVEVO NEI LORO CONFRONTI QUEL SENSO DI AMORE E TENEREZZA CHE OGGI PROVO, A PRESCINDERE CHE SIA CANE, GATTO, PICCIONE O ALTRO. È COME SE NEL MIO CUORE SI FOSSE APERTA UNA PICCOLA VALVOLA DI AMORE CHE PRIMA ERA SIGILLATA. MA QUESTA NON È STATA LA SOLA COSA POSITIVA CHE HA FATTO POLPETTA: GRAZIE A LUI IN FAMIGLIA SIAMO TUTTI PIÙ IN ARMONIA COSÌ COME NEL LAVORO OGNI ARRABBIATURA PASSA IN POCO TEMPO SE SI AVVICINA E TI GUARDA CON I SUOI DOLCI OCCHIONI”.


QUANDO L’AMORE SI CHIAMA... POLPETTA

QUINDI COME DEFINIREBBE IL VOSTRO RAPPORTO? “SIMBIOSI ASSOLUTA! OVUNQUE IO VADA E QUALSIASI COSA IO FACCIA NEL CORSO DELLA MIA GIORNATA LUI È IL MIO ATTENTO GUARDIANO: SE SONO A CASA MI SEGUE PASSO PASSO MENTRE SE SONO AL LAVORO NON MI PERDE MAI DI VISTA, SOPRATTUTTO QUANDO SONO IN COMPAGNIA DI ALTRE PERSONE. È QUASI COME SE AVESSE SCELTO ME COME PUNTO DI RIFERIMENTO NELLA SUA VITA. E IO NE SONO FELICE”. COME SI SVOLGE LA GIORNATA TIPO DI POLPETTA? “LA MATTINA INSIEME, PRIMA A CASA POI IN NEGOZIO, UN GIRETTO A METÀ MATTINA (UTILE ANCHE A ME PER STACCARE DAI MILLE PENSIERI ED IMPEGNI), IL PRANZO OVVIAMENTE IN MIA COMPAGNIA E LO STESSO LA CENA, DOPO AVERE FATTO “UN PO’ DI MOTO” POST LAVORO. IN PRATICA, COME DICEVO PRIMA, È SEMPRE AL MIO FIANCO”. E SE DEVE AFFIDARLO A QUALCUNO? “LE VOLTE CHE MI DEVO COSTRETTA A STACCARMI DA LUI PASSA IN CUSTODIA A MIA MADRE, MIO FRATELLO E OVVIAMENTE MIO MARITO. SOLO A LORO AD ALTRE PERSONE NON SE NE PARLA. QUANDO NON C’È È COME SE MANCASSE UNA PARTE DI ME, PERTANTO DEVO SENTIRMI SICURA DI LASCIARLO IN BUONE MANI”. QUINDI SONIA PER LEI POLPETTA È… “SEMPLICEMENTE L’AMORE DELLA MIA VITA”.

SONIA PAVESI E POLPETTA


CHI C’ERA

FIELMANN SBARCA ANCHE A BERGAMO L’AZIENDA TEDESCA SPECIALIZZATA NEL SETTORE OTTICO E DEL RETAIL EYEWEAR HA INAUGURATO LA SUA TERZA APERTURA LOMBARDA, IN VIA XX SETTEMBRE Lo scorso 14 dicembre Fielmann ha aperto le porte della sua terza filiale lombarda in via XX Settembre 89, a Bergamo, nel cuore pulsante della città. Il negozio vanta circa 300 mq suddivisi su 3 piani, con oltre 4.300 occhiali di design e grandi marche internazionali. L’esame della vista (gratuito per tutti i clienti) e la consulenza personalizzata rappresentano i punti chiave dell’azienda. Dopo le prime aperture in Alto Adige, a partire da luglio 2015, nel 2017 Fielmann è sbarcata anche in Veneto, in Trentino, Lombardia ed Emilia-Romagna, con le aperture di Vicenza a febbraio, di Verona a marzo, di Trento ad aprile, di Varese a maggio, di Piacenza a giugno e di Brescia a novembre. In meno di due anni Fielmann ha venduto più di 86.000 paia di occhiali. Con l´apertura a Bergamo, l’azienda tedesca, leader del mercato europeo, continua l´espansione nel Nord Italia, rafforzando la sua presenza e aumentando il numero di collaboratori impiegati. Nello specifico, la filiale bergamasca impiegherà 10 persone specializzate e i clienti potranno comodamente visitare il negozio nel pieno centro della città. “Siamo molto contenti di poter operare in una città importante come Bergamo, dove l’innovazione urbana, l’attenzione per i nuovi trend e il sostegno per  realtà commerciali locali vanno di pari passo”– ha affermato Ivo Andreatta, Direttore di Fielmann Italia. “Il nostro obiettivo principale è correggere i difetti visivi  e coltivare il rapporto di fiducia con la clientela”. Il negozio sarà aperto dal lunedì al sabato con orario continuato fino alle 19.30. L’offerta di prodotti e servizi al cliente,  in ogni filiale è senza paragoni: le collezioni Fielmann, disegnate internamente, si differenziano per diverse tipologie ma accomunate dalla garanzia del miglior prezzo. “I nostri clienti - ha concluso Ivo Andreatta - acquistano al prezzo più conveniente. Ciò è reso possibile dal fatto che Fielmann produce internamente gli occhiali e li fornisce direttamente alle sue filiali, saltando il passaggio dal commercio all’ingrosso, abbattendo quindi i costi di rivendita e premettendo una vendita diretta: dal produttore al consumatore.  Fielmann acquista,  in grandi quantità, dai fornitori dei più grandi brand anche le montature di marca e quindi può offrire prezzi molto più bassi rispetto a quelli medi che si trovano nella distribuzione tradizionale”.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


CHI C’ERA

PRIMO COMPLEANNO

PER BARBERIA ITALIANA BERGAMO CON L’EVENTO DEL 22 DICEMBRE SCORSO APERTO A CLIENTI E AFFEZIONATI IL NEGOZIO BARBERIA ITALIANA BERGAMO HA FESTEGGIATO IL PRIMO ANNO DI ATTIVITÀ All’interno della Galleria Mazzoleni, più precisamente in via XX Settembre al civico 115, lo scorso 22 dicembre Barberia Italiana ha festeggiato il primo compleanno dello store di Bergamo che si affianca agli altri saloni Barberia Italiana presenti a Cremona, Brescia, Milano e Dubai. Un anno di attività estremamente positivo considerato l’apprezzamento espresso dalla clientela nel corso di questi 12 mesi. “Abbiamo scelto di aprire uno store nella città di Bergamo perché è quello che mancava in città, così ricca di storia, di bella gente e di persone di classe, ma senza una barberia che parlasse italiano al 100% e che mettesse al primo posto la qualità del proprio servizio e l’accoglienza verso il cliente - ci hanno spiegato i due giovani fondatori di questo brand, Massimiliano e Vincenzo Spina. La Barberia Italiana di Bergamo è il luogo studiato a misura di gentleman dove potersi rilassare per staccare dalla frenesia del mondo quotidiano”. Perché Barberia Italiana? “Perché i dettagli contano, perché il tempo ha un valore (e noi ne dedichiamo molto ad ogni cliente), perché seguire i trend moda, i corsi tecnici e sapere come aiutare il cliente ad ottenere lo stile che vuole ha un valore, un valore che chi si rivolge a Barberia Italiana sa apprezzare. Barberia Italiana non è solo un nome ma un luogo dove il gentleman moderno può trovare barbieri professionisti in grado di curare il suo stile e la salute della propria cute. Proseguiremo sul percorso intrapreso qui a Bergamo: vogliamo qualità e attenzione per i dettagli, vogliamo andare oltre allo standard perché questo è ciò che Bergamo si merita. Il meglio”.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


FISCO E LAVORO: COSA CAMBIA? GRAZIE AGLI INCONTRI PROPOSTI DA CONFARTIGIANATO IMPRESE BERGAMO RESTARE AGGIORNATI Imprese Bergamo SULLE NOVITÀ INTRODOTTE DALLA LEGGE DI BILANCIO 2018 SARÀ UN GIOCO DA RAGAZZI

Legge di Bilancio 2018

FISCO E LAVORO:

COSA CAMBIA? Regimi fiscali, agevolazioni e novità La Legge di Bilancio 2018 pubblicata lo scorso 29 dicembre ha introdotto diverse novità sia in tema fiscale, sia in materia di interventi a favore dell’occupazione, molte delle quali sono di particolare interesse per le imprese. È importante segnalare come questi nuovi traguardi siano stati ottenuti grazie all’impegno costante di Confartigianato che ha seguito tutti i lavori parlamentari della norma. Per fare il punto sul contenuto della norma e spiegare agli imprenditori tutte le novità e le agevolazioni di cui è possibile usufruire, tra le quali la possibilità di scegliere entro il 30 aprile il regime contabile più adatto alla propria impresa, Confartigianato Imprese Bergamo ha organizzato una serie di seminari gratuiti sul territorio provinciale, aperti a tutte le imprese interessate. Il programma dei seminari, dal titolo “Legge di Bilancio 2018: Fisco e lavoro: cosa cambia? Regimi fiscali, agevolazioni e novità” prevede, dopo il saluto di benvenuto da parte del rappresentante di Polo di Confartigianato Imprese Bergamo, i seguenti interventi: • Contabilità: ancora poco tempo per scegliere il regime più conveniente…. Hai fatto la scelta giusta? a cura del Servizio Fiscale; • Lavoro: focus sulle principali forme di assunzioni, per non perdere nessun incentivo, a cura del Servizio Consulenza Lavoro e Sindacale.

Per iscriverti inquadra il QR CODE con il tuo smartphone

GLI INCONTRI SI TERRANNO ALLE ORE 20.30 NELLE SEGUENTI SEDI: Lunedì 19 febbraio 2018 – GRUMELLO DEL MONTE  Sala Consiliare Comune, Piazza Camozzi 1 Lunedì 26 febbraio 2018 – CALUSCO D’ADDA  Sala civica Vanzone, Via Comi 123 Lunedì 5 marzo 2018 – ROMANO DI LOMBARDIA  Uffici di Confartigianato, via Pigola 1 Lunedì 12 marzo 2018 – BERGAMO  Sede Confartigianato Bergamo, Via Torretta 12 – Auditorium Calegari Lunedì 19 marzo 2018 – CLUSONE  Aula magna c/o oratorio in Viale Gusmini 36 Giovedì 22 marzo 2018 – ZOGNO  Uffici di Confartigianato via Romacolo Lunedì 26 marzo 2018 – TREVIGLIO  Uffici di Confartigianato via Caravaggio, 45/47 Mercoledì 28 marzo 2018 – ALBINO  Auditorium Comune di Albino, piazza Libertà 1

NOVITÀ: CON CENPI RISPARMI ANCHE QUANDO I PREZZI SALGONO L’aumento del costo del petrolio (nell’ultimo anno +20%) ha fatto lievitare anche i costi delle bollette dell’energia elettrica e del gas. Ma c’è un modo per risparmiare: aderendo a CEnPI. Con CEnPI, il Consorzio Nazionale Energia di Confartigianato, infatti, puoi risparmiare sulle bollette dell’energia e del gas. Nel 2017 i clienti CEnPI, nonostante gli aumenti, hanno risparmiato in media il 10% (percentuale di risparmio rispetto alla Maggior Tutela) e anche per il 2018 CEnPI continuerà ad essere più competitivo della concorrenza. Con CEnPI puoi davvero risparmiare più di una bolletta all’anno sulle forniture di energia elettrica e gas! Come fa CEnPi a farmi risparmiare? Ogni anno CEnPI seleziona la tariffa più concorrenziale per le imprese, grazie alla contrattazione collettiva di massa. Il principio è quello che “i numeri fanno la forza”: più sono le aziende aderenti, più CEnPI è forte nell’acquisto dell’energia a tariffe minori. Perché dovrei scegliere CEnPi e non un altro? Il mercato libero è ancora molto insidioso: spesso le offerte “stracciate” di alcuni fornitori nascondono costi nascosti, servizi non richiesti o rincari successivi. CEnPI, invece, è garantito dalla serietà e dall’affidabilità del nome di Confartigianato e ti aiuta proponendoti l’offerta veramente più conveniente per te, senza costi nascosti e con percentuali di risparmio reali. I nostri esperti al tuo servizio. Lo Sportello CEnPI di Confartigianato Imprese Bergamo ti assiste gratuitamente in tutte le pratiche. A tua disposizione, con preparazione e cortesia, ci sono gli esperti di Confartigianato, persone fisiche reali, non call center, che potranno chiarire tutti i tuoi dubbi legati alle bollette e ai costi energetici, per valutare con te la convenienza del passaggio a CEnPI. Calcola anche tu gratuitamente il tuo risparmio in bolletta! Inquadra il QR CODE con il tuo smartphone o contattaci allo Sportello Energia: via Torretta 12, Bergamo. (tel. 035.274.217-327-337; energia@artigianibg.com)

Confartigianato Imprese Bergamo,Via Torretta 12, Bergamo Tel. 035.274111 - Fax 035.274274 - info@artigianibg.com - www.confartigianatobergamo.it


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UNA NUOVA STELLA BRILLA A SAN PAOLO D’ARGON Testo Tommaso Revera - Fotografie Sergio Nessi

Umberto De Martino del ristorante Florian Maison (13 tavoli + 6 camere) è lo chef con il quale abbiamo deciso di introdurre questo nuovo contenitore editoriale dedicato ai protagonisti della cucina italiana. Iniziamo da lui anche in virtù della recente stella che l’edizione 2018 della prestigiosa guida Michelin gli ha attribuito. Ci accoglie nella suggestiva location di San Paolo d’Argon: qui un po’ per il verde distensivo delle colline che circondano il suo ristorante, un po’ per il suo garbato modo di porsi, ci sentiamo subito a nostro agio… Sorrentino doc trapiantato a Bergamo ormai da diverso tempo: Umberto raccontaci il percorso che ti ha portato alla tanto ambita stella… “Più che un punto d’arrivo il riconoscimento ricevuto rappresenta una tappa importante della mia carriera professionale. Oggi sia a livello d’immagine, sia a livello imprenditoriale, il ristorante è cresciuto molto. Detto questo di obiettivi da conseguire ce ne sono ancora tanti”. Descrivici la tua giornata tipo “Sveglia alle 8/8.30 (se non ho ospiti in stanza a cui preparare la colazione), primo passaggio in ufficio per controllare mail di fornitori/ordini/preventivi/banche e, intorno alle 9.30, arrivo in cucina dove prepariamo la linea, valutiamo le materie prime disponibili, si sporziona, si prepara il pane, si copre la linea della pasticceria e così via…”. C’è un momento della giornata che ami più di altri? “La preparazione, pur essendo un percorso mentale impegnativo per cui è richiesta molta concentrazione, è la fase che preferisco dal momento che rispetto alla fase del servizio è più indipendente e riesco a svolgerla in maniera più rilassata. È come farsi un’ora di palestra in totale relax, ti rilassi e non pensi a nient’altro. Durante il servizio, invece, questo non può mai accadere: ogni componente della mia brigata ha il proprio ruolo ma lo Chef è quello che coordina tutto e il cervello è sollecitato da molteplici input”. Come è composta la tua brigata? “Marcello, che è il mio secondo, gestisce antipasti e secondi piatti, Stefania, invece, cura i reparti pasticceria, finger e preparazioni ed, infine, mi avvalgo di due ragazzi giovani, che hanno iniziato da poco: uno segue con me i primi piatti e l’altro affianca Marcello per i secondi. In sala ho Monia, la mia compagna, e due ragazzi fissi, oltre a qualcuno che all’occorrenza viene a darci una mano”. Nebbia, freddo e neve non sono nuove per te… “Proprio così. Metà della mia vita l’ho trascorsa al Nord: 11 anni ad Amburgo, 2 a Brescia, 2 in Piemonte ed ora sono qui”.

Le abitudini a tavola tra nord e sud sono molto differenti? “Qui al nord, pur non essendoci il mare, c’è comunque una discreta apertura ad una cucina di pesce. Questo anche per il grande lavoro della buon’anima del Vittorio che per primo ha portato il pesce a Bergamo. E noi ne stiamo raccogliendo i frutti dal momento che ha istruito il palato dei bergamaschi al pesce”. Viste anche le tue origini, sappiamo che nella tua cucina non devono mancare i sapori mediterranei come olio, mozzarella, pomodoro, limone. C’è qualche ingrediente che ti ha colpito rispetto alle produzioni del nostro territorio? “Sicuramente le lumache. Le propongo nel menù tutto l’anno e le abbino alle materie prime stagionali: dagli asparagi alle fave sino alla scarola”. Una delle frontiere che vorrai sperimentare è la cucina orientale. Sbaglio? “Non intendo aprirmi totalmente però il Pak choi (una particolare tipologia di cavolo cinese) per esempio, che ho scoperto in Germania in tantissimi ristoranti asiatici, lo reputo un ingrediente molto interessante per consistenza e gusto”. Ravvisi anche tu questa attuale predilezione per la cucina orientale? “Non credo tanto alle mode che, a mio avviso, vanno a periodi ben definiti. Credo piuttosto che, se proposta a buoni livelli, sia certamente meritevole di considerazione”. C’è un piatto che ti descrive meglio di altri? “Amo fare i risotti, un piatto in controtendenza rispetto alle mie origini. Anche se oggi come oggi non ci sono più frontiere. Per esempio il risotto che ho in carta, quello alla carbonara, è ispirato ad uno dei risotti di Gennaro Esposito, Chef del ristorante La Torre del Saracino. Da lì ho preso spunto e l’ho trasformato in un piatto un po’ più popolare visto che lui lo propone col tartufo bianco”. Se non ricordo male proprio con Gennaro Esposito hai avuto il piacere di collaborare… “Abbiamo lavorato a Sorrento quando io avevo 16 anni e lui 18. Ricordo che aveva appena concluso il sevizio militare e lavoravamo per lo stesso ristorante”. C’è qualche Chef delle nostre parti che ammiri particolarmente? “Nutro particolare stima per Chicco Cerea e la sua famiglia: se io e tanti miei colleghi, infatti, siamo sulla terra, loro per competenza, organizzazione e capacità imprenditoriale sono su Marte”.


Oggi il cliente è più consapevole di quel che mangia? “Sicuramente, è più attento e preparato. L’avvento degli chef in tv è stata positivo in alcuni casi, meno in altri. Per esempio quelli che dopo aver visto due puntate di Masterchef vengono qui e pensano di darti delle nozioni… Però siamo qui per soddisfare il cliente e ascoltiamo anche quello”. Il tuo menù varia ogni mese e segue la stagionalità dei prodotti? “Dipende dalla stagione: da fine agosto a metà dicembre lo possiamo cambiare anche due volte perché magari a settembre arrivano i primi porcini e cambi la carta. Ma poi i funghi ti durano un mese e sei costretto a rimetterci mano”. Fornitori solo di fiducia, giusto? “Fondamentale. Mi rivolgo unicamente alle persone che conosco e per cui potrei mettere la mano sul fuoco. Un consiglio che mi sento di dare a tutti è che il prezzo non giustifica la qualità. Con i miei fornitori instauro prima di tutto un rapporto umano: ogni tanto mi fermo a chiacchierare anche ore con loro sia per il bisogno di evadere, sia per l’esigenza di apprendere qualcosa da chi è più ferrato di me rispetto alla conoscenza di un certo prodotto”. Quanto ha contribuito la figura di Monia nella tua affermazione personale prima come uomo e poi come chef poi? “Come uomo tantissimo perché se trascorri una giornata con lei, che è un vulcano, arrivi a metà giornata che sei stanco solo a guardarla. Come chef, invece, credo di essere stato io ad averle dato tantissime nozioni visto che in passato ha avuto un rapporto un po’ conflittuale con il cibo. Diciamo che ci completiamo alla perfezione!”. Sono stati anni molto duri quelli intercorsi tra l’apertura e l’arrivo della stella? “Durissimi. Due anni e mezzo davvero tosti in cui abbiamo investito tantissime energie e moltissime risorse. A me capitava anche di non mangiare per due giorni di fila”. L’ingresso nel ‘gotha’ della ristorazione italiana quali benefici ha prodotto? “Al di là dell’immediato miglioramento del fatturato, mi sento più forte mentalmente. La stella mi ha portato tanto lavoro che mi ha di fatto permesso di risparmiare tante energie mentali sul tamponare o in alcuni casi scusarsi con fornitori e banche. Oggi qui vengono dalla Brianza, da Brescia, Lecco, Milano, Alessandria, Pordenone, ecc.”.

UNA NUOVA STELLA BRILLA A SAN PAOLO D’ARGON

LA RICETTA DI UMBERTO DE MARTINO PER I NOSTRI LETTORI: IL GAMBARY ORANGE Si tratta di una ricetta a cui lo Chef è molto legato, nata da un’idea del 2009 avuta ad Amalfi. È l’unione tra gamberi, campari e arancia. Uno scrigno fatto con un carpaccio di gamberi in cui è inserita una tartare di burrata aromatizzata all’arancio e dei gamberi in tempura per dare croccantezza. Il tutto condito con un’emulsione di olio, arancio, sale, una gelatina di campari e dei germogli. Un piatto molto armonico per gusto e consistenze


ABITARE IL FUTURO LA CASA ECOLOGICA E TECNOLOGICA PER UN VIVERE DI QUALITÀ Una storia di 50 anni nel mondo delle costruzioni, una passione per il bello che fa parte del DNA familiare, una visione sempre puntata al futuro e all’innovazione. Queste le premesse che hanno determinato la nascita di MORETTI MORE, brand nato nell’alveo della Moretti-Building on Human Values, azienda bresciana di edilizia industrializzata, fondata da Vittorio Moretti nel 1967, che ha fatto della sicurezza e della tecnologia il proprio credo. Dopo decenni concentrati nell’offrire servizi al mondo dell’industria, Valentina Moretti, architetto e terzogenita di Vittorio, ha rivolto l’attenzione e la ricerca dell’azienda di famiglia al mondo della casa. Organismo altamente complesso, la casa svolge, infatti, un ruolo fondamentale nel garantire la qualità della nostra vita, grazie alla qualità stessa degli spazi che definisce, alla salubrità dei suoi materiali e alla sicurezza e solidità in grado di assicurare negli anni. MORETTI MORE delinea oggi l’abitare del futuro e lo propone a prezzi accessibili grazie ai meccanismi di controllo e all’organizzazione dell’edilizia industrializzata. Tempi e costi

garantiti, dunque. Un plus non da poco, quando si parla di nuove costruzioni. Molti hanno già compreso, talvolta a proprie spese a causa di esperienze negative precedenti, la superiorità dell’offerta MORETTI MORE e i suoi vantaggi. Tra le case già costruite in questi primi anni, la scenografica casa situata nel cuore del Franciacorta Golf Club. I proprietari sono imprenditori, amanti della natura, molto attenti alle innovazioni tecnologiche. “La nostra famiglia era in evoluzione. Mio figlio maggiore aveva scelto di andare a convivere e la nostra casa stava diventando troppo grande, con una necessità di gestione, e relativi costi di mantenimento, superiore alle attuali esigenze. Il figlio minore desiderava spazi più riservati. Da qui la volontà di pensare ad una soluzione diversa, che avesse delle prestazioni all’avanguardia, per superare quei limiti che la nostra prima casa, una antica cascina, ormai presentava” racconta la signora Gabriella. Casa Patio, dotata di impianti all’avanguardia e sistemi domotici di ultima generazione, è apparsa sin da subito ideale per questa famiglia.


“LA MIA CASA È SOLIDA, SICURA E SONO CERTA CHE DURERÀ NEL TEMPO. È STATA UN’ESPERIENZA BELLISSIMA ANCHE LA FASE DI CANTIERE: ZERO PREOCCUPAZIONI, SOLO SODDISFAZIONE DI VEDERE MATERIALIZZARSI UN SOGNO” L’architetto MORETTI MORE, che ha seguito passo passo la committenza nella progettazione e realizzazione di questa casa, ha creato 4 spazi privati con un grande living luminosissimo, che definiscono, tra l’uno e l’altro, altrettanti luoghi all’aperto da vivere in modo diversificato: area solarium, sala da pranzo, un rifugio relax e uno spazio dove i due piccoli cani maltesi dei proprietari potessero scorrazzare liberi. Persino lo sfizio di una piscina, su cui la camera padronale si affaccia, che si “tuffa” nel piccolo lago del campo da golf, nel quale la casa è immersa. “MORE ci ha dimostrato i vantaggi e la qualità superiore della prefabbricazione e ci ha garantito plus tecnologici straordinari. Mi sento davvero un passo avanti rispetto all’attuale mondo dell’abitare. Non solo: l’imponenza dei quattro blocchi che compongono la casa, mi assicura una sicurezza mai provata prima!” La matrice fortemente innovativa di MORETTI MORE è stata ufficialmente riconosciuta anche dalla Presidenza della Repubblica con il recente Premio dei Premi assegnato proprio in virtù del suo approccio all’avanguardia sul tema dell’abitare.

MORETTI MORE

Via Gandhi 9 - Erbusco (Bs) - Tel. 030 7718105 info@morettimore.it - www.morettimore.it


UN CALCIO

AI PREGIUDIZI

Testo Tommaso Revera - Fotografie Reporter fotoagenzia / Giuseppe Zanardelli

CHI LO HA DETTO CHE IL CALCIO È UNO SPORT ESCLUSIVAMENTE MASCHILE? RISULTATI ALLA MANO, OGGI COME OGGI, IL CONFRONTO È A SENSO UNICO: DA UNA PARTE C’È IL BRESCIA CALCIO FEMMINILE CHE, NELLA MASSIMA SERIE, SEGUE A RUOTA LA CAPOLISTA JUVENTUS, MACINANDO VITTORIE E BEL GIOCO, DALL’ALTRA I COLLEGHI ‘MASCHIETTI’ CHE GALLEGGIANO IN ZONA PLAYOUT NELLA SERIE CADETTA ALTERNANDO PRESTAZIONI SUFFICIENTI AD ALTRE DAVVERO INGUARDABILI

Se calcisticamente parlando, dunque, c’è una Leonessa a dir poco fragile, dall’altro c’è n’è una che ruggisce come non mai: le aspettative che ormai da anni vengono disattese dalla squadra ‘regina’ della città, quella dei ‘maschietti’, vengono fortunatamente compensate dallo straordinario rendimento della squadra femminile che, forte di un concretissimo progetto societario, ormai da anni, si è attestata ai massimi livelli del calcio femminile italiano. Una società entrata con merito nel calcio che conta soprattutto grazie all’intuizione e alla lungimiranza del suo presidente, Giuseppe Cesari, che già nel 1985 intravide questo impensabile margine di crescita. Dalla serie D degli anni 1995/2001, stagioni disputate con il nome di F.C.F. Capriolo, all’approdo in C, stagione 2001/2002, intrapresa come Pro Bergamo Femminile. Dalla serie C in cui la squadra ottenne prima un secondo, poi un quinto ed infine un altro secondo posto con conseguente ripescaggio alla serie B, categoria in cui il Brescia Calcio femminile

non sfigura affatto chiudendo 3^ classificata e guadagnandosi l’accesso alla serie A2 (stagione sportiva 2004/2005). Ci sono voluti due anni per archiviare un’imprevista retrocessione nella stagione successiva culminata al termine della stagione 2005/2006 ma, dopo una cavalcata incredibile, la società presieduta dal Presidente Giuseppe Cesari si guadagna la promozione in serie A per la stagione 2009/2010. Nonostante le fisiologiche difficoltà incontrate durante il primo anno nella massima serie, la stagione successiva porta in dote un grandissimo 3° posto. Nel 2011/2012 arriva anche il primo trofeo, la Coppa Italia, dopo una finale esaltante contro il Napoli ed un buon 4° posto in campionato. L’annata memorabile resta quella del 2013/2014: la squadra guidata da Milena Bertolini si aggiudica il Il tecnico Gianpietro Piovani


primo Scudetto, giunto al termine di una cavalcata trionfale che ha fatto registrare 29 vittorie in 30 partite. Un percorso netto senza precedenti condito da 112 reti segnate e solo 17 subite. L’anno seguente (stagione 2014/2015), oltre ad essere ricordato anche per il debutto in Champions League, resterà agli annali per la conquista della Supercoppa Italiana al termine della lotteria dei rigori avvenuta contro il Tavagnacco. Nell’anno del suo trentennale, stagione 2015/2016, la squadra biancoblù si esalta conquistando Scudetto, Supercoppa Italiana e Coppa Italia al termine di una stagione ricordata come quella della ‘tripletta’ che annovera anche il miglior piazzamento in Champions League (quarti di finale persi contro il Wolfsburg). Nella scorsa stagione è arrivata un’altra finale Coppa Italia persa questa volta contro la Fiorentina, e il secondo posto nella massima serie dopo un avvincente testa a testa sempre con la Fiorentina. La stagione 2017/2018 del Brescia Calcio Femminile è iniziata con la straordinaria conquista della sua quarta Supercoppa Italiana grazie al netto 4 a 1 inflitto alla Fiorentina. In campionato, invece, le ragazze di Mister Gianpietro Piovani, subentrato ad inizio stagione a Milena Bertolini, braccano la Juventus e sono ancora in corsa per la Coppa Italia. Hanno però dovuto arrendersi negli ottavi di finale di Champions League al Montpellier. Per conoscere più da vicino questa bella realtà del calcio italiano, abbiamo intervistato Cristiana Girelli, centrocampista nonché capitano della squadra, Daniela Sabatino, attaccante, e Chiara Marchitelli, estremo difensore della squadra biancoblù.

CRISTIANA GIRELLI Cristiana nascere a Brescia ed essere il capitano della squadra di calcio della tua città deve avere un significato molto particolare… “Sono felice di far parte della squadra della mia città (è originaria di Gavardo, ndr). Ho deciso di cogliere subito l’opportunità appena si è presentata perché ho ritenuto molto valido il progetto societario. Abbiamo iniziato a vincere insieme e questo per me è un grande motivo d’orgoglio. Scendere in campo ogni sabato per difendere i colori della tua città ti porta sempre a dare qualcosa in più”. Nasci attaccante ma ti adatti bene anche al ruolo di centrocampista. Non è così? “Sì, esatto. Da diversi anni gioco come mezz’ala a centrocampo e fortunatamente con discreti risultati anche in fase realizzativa. Essendo nata come attaccante non far gol mi mancherebbe molto…”. C’è un giocatore a cui ti ispiri in particolare? “Ho sempre ammirato Alessandro Del Piero e Roberto Baggio”. A proposito di ‘bianconero’: come giudichi l’approdo nella massima serie della Juventus femminile avvenuto lo scorso anno grazie all’acquisizione del titolo sportivo del Cuneo? “Sicuramente è una squadra ostica. Il suo approdo in serie A ha certificato un ulteriore passo avanti del calcio femminile: società così ben attrezzate e blasonate non possono che portare visibilità a tutto il movimento. Nell’attuale Juventus militano tante mie ex compagne di squadra: è sicuramente un avversario difficile da incontrare”.


UN CALCIO

Nel tuo personale palmarès ci sono tanti trofei vinti sul campo: il sogno è vincere la Champions League? “Attualmente è difficile che una squadra appartenente al calcio femminile italiano possa vincere questa competizione. Rimarrà come ambizione per il futuro, certamente, ma il mio sogno attuale è andare al Mondiale con la nazionale”. Che ne pensi del rendimento dei colleghi uomini? “Mi spiace vederli così in difficoltà: li ho sempre seguiti e anch’io soffro essendo una tifosa accanita. Hanno, comunque, un gran bel seguito e mi piacerebbe che tifosi e giocatori stessi venissero a vedere anche noi un po’ più spesso”. I pregiudizi sul calcio femminile esistono ancora? “I pregiudizi c’erano e rimarranno ancora per tanto tempo. Quando in Italia si capirà che una donna non può perdere la propria femminilità giocando a calcio o un uomo la propria virilità facendo il ballerino, le cose cambieranno”.

Chiara Marchitelli

AI PREGIUDIZI

Daniela Sabatino

tagoniste? “Siamo un gruppo giovane, che sta crescendo piano piano, ma che potrà dire la sua fino a maggio. Sappiamo che la Juve è un osso duro, un’ottima squadra, ma da qui alla fine della stagione ci sono ancora molte gare da disputare. Da un punto di vista personale, invece, potrebbe andare meglio: per un attaccante segnare è molto importante e quest’anno avviene un po’ con intermittenza”. (E noi, in occasione della gara disputata lo scorso 10 febbraio, Sassuolo-Brescia 0-2, la prima partita avvenuta dopo la nostra intervista, le abbiamo portato fortuna dal momento che la rete del raddoppio porta la sua firma, ndr)”. Quali sono i tuoi obiettivi di quest’anno? “Vincere qualcosa qui a Brescia disputando un gran girone di ritorno e continuare a cullare il sogno Mondiale”. Che rapporto avete con il mister Giampiero Piovani? “Molto buono. Ha avuto un trascorso da giocatore e questo sicuramente aiuta. In campo riesce a trasmetterci quella cattiveria agonistica necessaria per competere ad alti livelli. Ci divertiamo molto con lui anche perché quando perde le partitelle in allenamento rosica da impazzire”. Siete in corsa su tutti i fronti eccetto in Champions League. C’è qualche rammarico per l’eliminazione rimediata contro il Montpellier? “Qualche rammarico, soprattutto per come è andata la partita d’andata, lo abbiamo: potevamo vincere, gestendo meglio alcune situazioni. Nel ritorno, invece, complice anche la stanchezza, non c’è onestamente stata partita”. La sensibilità per il calcio femminile è cresciuta o sbaglio? “Diciamo che quest’anno, con l’ingresso della Juventus, qualcosa si sta muovendo. L’Italia rispetto alle altre nazioni è un po’ indietro da questo punto di vista: speriamo che presto il calcio femminile venga riconosciuto come merita”.

Cristiana Girelli

DANIELA SABATINO Come state vivendo questa nuova stagione da pro-


CHIARA MARCHITELLI Quando è nata la passione per il calcio?

Descrivi il rapporto che ti lega alle tue compagne? “Per forza buono (sorride, ndr) altrimenti non si conseguono simili risultati. Sono cambiate tante ragazze quest’anno perché della vecchia guardia siamo rimaste in poche ma con le nuove c’è stata subito sintonia”. L’obiettivo quest’anno, per lo meno in campionato, è spuntarla sulla Juventus? “Sì anche se per come sono fatta preferisco ragionare su obiettivi a breve termine. Per me conta la prossima partita e i conti si faranno alla fine. Nel calcio il campionato è lungo e chi vince, di fatto, è il più bravo”.

Il Presidente Giuseppe Cesari

“Sin da bambina. Ho sempre giocato, prima per strada e poi, una volta convinta mia madre, in una vera squadra. Il primo ricordo che ho del calcio è quando zio, che era un calciatore, mi ha insegnato a palleggiare: avrò avuto 5/6 anni”. Da romana Doc come ti trovi nella realtà bresciana? “Questo è il mio quinto anno a Brescia: direi che mi sono inserita bene. Ho sempre girato parecchio nella mia vita per cui sono abituata a calarmi in contesti nuovi. Non sono fatta probabilmente per restare tutta la vita in un posto. Ho abitato in città prima, poi sul lago d’Iseo e poi di nuovo in città: devo riconoscere che è molto bella, a misura d’uomo. Non è Roma, alla quale non mi sono mai abituata: qui è tutto a portata di mano e piuttosto tranquillo eccezion fatta per i weekend in cui la vita è più movimentata”. E della società del presidente Giuseppe Cesari che idea ti sei fatta in questi anni? “È una bella realtà italiana. Il Pres. è da oltre vent’anni che ha la squadra e negli ultimi otto/nove stagioni ha voluto fare le cose in una certa maniera: i risultati parlano chiaro. Purtroppo la considerazione del calcio femminile in Italia è quella che è, ma mi sento di dire che il Brescia Calcio Femminile è ormai una realtà importante dello sport italiano”.


PRO

pOSTA


ArTe CON occhi chiusi Castello giovannelli luzzana fino al 13 maggio Un percorso tattile sensoriale al buio, dove l’Anima si “svela” Un’esperienza adatta ai bambini quanto alle persone adulte. Consiglio a tutti questa esperienza, una mostra all’interno del restaurato Castello Giovannelli che ospita il Museo d’Arte Contemporanea di Luzzana reso possibile grazie alla donazione Meli Incuriosita dalla metodologia e anche dall’accattivante immagine di presentazione, sono andata per rendermi conto personalmente di quanto diversi siamo davanti a qualcosa di nuovo. Tra gli scopi della mostra vi è quello di sensibilizzare le persone normodotate al mondo di chi ha perso il senso della vista e contemporaneamente favorire l’inclusione sociale e culturale dei diversamente abili. si capisce si da subito che sono volontari e la passione è il loro fil Rouge. Indossiamo una mascherina e veniamo accompagnati in una stanza che per noi non ha dimensioni, così bendati e accompagnati ad ogni passo scopriamo cosa vuol dire per noi non vedere, ed affidarsi al tatto, tocchiamo materiali e opere, ognuno di noi con curiosità e rilassati, vorremmo che il percorso non finisse, vorremmo “scoprire ed esplorare le sensazioni che sentiamo nascere. La mostra davvero speciale fa scoprire che con la pazienza è possibile vedere in profondità anche a “occhi chiusi” si presenta come un gioco, un percorso tattile in punta di dita, dove veniamo guidati con un entusiasmo e una passione non comuni, L’intensa esperienza tattile e sensoriale si concluderà in modo ludico e creativo attraverso una piccola provocazione: quella di scoprirci capaci di ritrovare a occhi aperti una scultura astratta dello scultore Alberto Meli normalmente esposta nelle collezioni permanenti del museo Meli. Questo dopo averne esplorata una copia solo in punta di dita alla fine del percorso tattile sensoriale. Ciò permetterà al visitatore di misurare, dopo aver riacquistato la vista, la propria sensibilità nei confronti di chi è privato del più importante dei sensi: la vista. si capisce siN da subito che sono volontari e la passione e il loro fil Rouge. Indossiamo una mascherina e veniamo accompagnati in una stanza che per noi non ha dimensioni, così bendati e accompagnati ad ogni passo scopriamo cosa vuol dire per noi non vedere, ed affidarsi al tatto, tocchiamo materiali e opere , ognuno di noi con curiosità e rilassati, vorremmo che il percorso non finisse, vorremmo “scoprire ed esplorare le sensazioni che sentiamo nascere. Non perdete la visita.


CLOE, LA CITTÀ INVISIBILE SPETTACOLO. ACROBAZIE, CABARET E TEATRO: LA SHOW EXPERIENCE FIRMATA KAI LECLERC Da New York, Londra e Ibiza, grandi artisti internazionali riuniti per lo Show-experience di Kai Leclerc, collaboratore di Guy Laliberté, fondatore del Cirque du Soleil. “Un’esperienza multisensoriale, possibile grazie ad artisti che hanno calcato palchi famosi nel mondo, dalla celebre culla del teatro dell’assurdo di New York, The Box, all’esclusivo Heart di Ibiza. Dare una definizione di questo show, che porta in scena performance acrobatiche, eccentriche ed eclettiche, musicali, teatrali e molto altro, è quasi impossibile: va vissuto e ci si deve immergere. È un mondo a sè, che si ricrea ogni volta, anche grazie al pubblico presente”.

Così Kai Leclerc, camaleontico artista canadese reduce dal successo della sua collaborazione con Guy Laliberté, fondatore del Cirque du Soleil, ha presentato il suo nuovo spettacolo, Dinner Show Club Experience, che si terrà tutti i weekend a Montichiari, in provincia di Brescia, fino al 28 febbraio, al ‘Cloe - la Città invisibile’. Celebre nel mondo per aver collaborato con le più importanti produzioni di spettacolo dal vivo del mondo, da Las Vegas a Broadway, dal Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo a programmi tv come il David Letterman’s Late Night Show (USA), Kai Leclerc è conosciuto anche come l’uomo in grado di camminare a testa in giù perfomance che lo ha reso famoso in tutto il mondo e che lo ha portato a grandi collaborazioni come quella con Guy Laliberté, fondatore del Cirque du Soleil, al celebre ‘Heart’ di Ibiza.


Ogni venerdì e sabato sera, fino al 28 febbraio da ‘Cloe, la Città invisibile’, a Montichiari (BS)

Per questo show, del quale è Direttore Artistico, Leclerc ha creato un format unico, fondendo la tradizione dell’avanspettacolo con il provocante varietà e i tratti del circo contemporaneo, strizzando l’occhio al teatro dell’assurdo e del grottesco, con sprazzi di burlesque e cabaret di altissimo livello. Tutto questo con 10 artisti internazionali che danno vita al mondo appositamente creato per loro, un locale ispirato a una delle città invisibili di Italo Calvino, Cloe, il ‘luogo sogno’ dove la realtà e il quotidiano sono lasciati fuori dalla porta.

Al Dinner Show Club Experience gli artisti si susseguono in una trama armonica, mai uguale che fluttua e si nutre dell’energia del pubblico, dove stupore per le performance e provocante improrvvisazione fanno da padroni. Grande maître de cérémonie è, direttamente dal The Box di New York, Rudi Macaggi, acrobata cabarettista italo americano di fama mondiale; con lui il Maestro Danilo Artale, già primo violino dell’Orchestra Georges Méliès di Roma diretta da Ennio Morricone e Nicola Piovani, i ballerini-trapezisti Claire Grieve e Ivan Lorando, l’acrobata Giulia Serra, la cantante soul Jessy Philips, le coreografe e ballerine Gemma Nicholas e Laura Smith creatrici del duo danza d’avanguardia Les Filles. Riprendendo per la prima volta a Brescia la formula dei Dinner Show internazionali, l’esperienza del Cloe accompagna il pubblico anche prima e dopo Le Grand Show, dalla cena di alto livello, garantita dall’esperienza della proprietà del locale Dal Dosso Food Entertainment (proprietari di celebri locali nel bresciano come Salamensa, Copelia, Miralago) al post spettacolo, dove la magia del palco lascia spazio alle atmosfere, sempre dai toni surreali, del club.


PRO

pOSTA

arte per ridere

la caricatura italiana dal cinquecento ai tempi nostri biblioteca angelo mai fino al 6 maggio Cinquecento anni di satira in un percorso che svela la caricatura come arte, per ridere, sì, ma arte in grado di raccontare in modo immediato i personaggi, i costumi e i temi che hanno caratterizzato i grandi periodi storici dell’Italia, dal Rinascimento al Risorgimento, dalla Grande Guerra ai giorni nostri. Giovedì 8 febbraio, alle ore 18, nell’Atrio scamozziano della Biblioteca Civica Angelo Mai, alla presenza dell’Assessore alla Cultura del Comune di Bergamo, Nadia Ghisalberti, è stata inaugurata la mostra Arte per ridere. La caricatura italiana dal Cinquecento ai tempi nostri. La mostra nasce dalla felice collaborazione tra la Biblioteca Angelo Mai, istituzione pubblica con un immenso patrimonio bibliografico e documentario, e il collezionismo privato rappresentato dal Fondo Paolo Moretti per la satira politica, raccolta formata attraverso un sapiente lavoro di ricerca focalizzato su una forma d’arte a lungo considerata ‘minore’. Un disegno originale di scuola leonardesca, edizioni antiche esemplari della circolazione del genere letterario satirico, tutti provenienti dalle raccolte della Mai; una serie di riproduzioni di caricature da noti pittori e artisti del Cinque, Sei e Settecento; alcuni rari e preziosi album realizzati da illustratori e grafici di diversa scuola, fioriti nell’Ottocento con grande fortuna, strumenti di propaganda politica e di satira sociale; due caricature provenienti del Museo donizettiano che effigiano il compositore bergamasco Gaetano Donizetti, autoritrattosi in una di esse con sagace ironia; album novecenteschi che, accanto alla satira, propongono una visione dolente dell’umanità messa alla prova dal primo conflitto mondiale; pubblicazioni satiriche bergamasche, riviste, spartiti e almanacchi musicali; fino al segno contemporaneo di Pietro Ardito, magicamente essenziale ed illuminante; questa la sostanza dell’esposizione, forzatamente composta da una piccola selezione delle raccolte di provenienza, grazie alla quale è possibile costruire un sorridente, talvolta irridente, itinerario nelle trasformazioni del gusto delle immagini che anche le caricature sanno restituire con forza e, in molti casi, con grande qualità. La mostra rimane allestita fino al 6 maggio 2018 ed è liberamente visitabile durante gli orari di apertura della Biblioteca. Visite guidate potranno essere programmate su richiesta o in occasione di aperture straordinarie.


ELEZIONI DEL 1994 LA COPERTINA DEL NOSTRO MENSILE CON BRUNO INSERITO IN UNA COPERTINA ELETTORALE DAVVERO NON SEMBRA CAMBIATO GRANCHÉ Corsi e ricorsi storici. Tutto ritorna prima o poi, anche le elezioni. Molto sospirate quelle che si terranno tra una quindicina di giorni, visto che chi era seduto in Parlamento eletto con una legge definita illegale, ha fatto di tutto per arrivare sino a fine legislatura e, mai come questa volta, nessuno di loro avrebbe voluto che finisse perchè molti dei parlamentari uscenti non rivedranno, almeno per questo giro, le aule di Camera e Senato. Dalle nostre parti, dove il centrodestra sembra poter fare man bassa in tutti collegi, sulla carovana dei candidati con chance di vittoria, sono davvero saliti in tanti. Conferme per alcuni storici pilastri dello schieramento come Gregorio Fontana e Roberto Calderoli. Tanti volti nuovi in corsa per il Consiglio regionale e tra loro anche Paolo Franco segretario locale di Forza Italia e molti sindaci delle Valli che si propongono in difesa delle genti di montagna. Ci sono anche due rientri non del tutto inattesi: Alessandra Gallone che ritenta la carta da Senatrice e Daniele Belotti che, in compagnia di Alessandro Sorte, tenta la via di Roma per un posto alla Camera.

Vi racconto di questi perché, con buona probabilità, saranno i nostri nuovi rappresentanti eletti alla Regione, ente destinato ad avere sempre maggiore importanza e in Parlamento. Degli altri schieramenti, che dire… Poco, oltre alla coraggiosa battaglia di Giorgio Gori per cercare di battere il candidato del centrodestra che forse in un momento diverso per il Pd sarebbe stato anche superabile. Purtroppo le elezioni politiche occupano ogni spazio con le mattane quotidiane dei loro leader e le Regionali sono decisamente poco considerate dai media e non consentono a Gori di farsi conoscere e dimostrare che sarebbe all’altezza di essere un ottimo governatore. Sempre nel centrosinistra troviamo gli inamovibili Maurizio Martina, Giovanni Sanga, Elena Carnevali e Antonio Misiani che nonostante la bufera all’interno del PD; sono riusciti ad ottenere una nuova candidatura per il Parlamento. Cinque Stelle con una vera star nelle loro liste: Attilio Pizzigoni, stimato architetto, che si presenta nel movimeto fondato da Beppe Grillo per una poltrona al Senato. (vef)


PERCHÈ VOTARLO

GORI SÌ

Perché da bergamasco pensate che avere uno di voi alla presidenza della Regione possa essere utile, e che, in buona sostanza, possa portare dei vantaggi alla sua terra d’origine. Potrebbe indirizzare risorse, sbloccare procedure, promuovere mostre e riservarci gradevoli sorprese, magari anche abbassarci le tasse a chi abita in città alta... Perché se pensate che avere un presidente bergamasco sia giusto per la ragione di cui sopra, a maggior ragione bisogna mandarne uno in gamba, e Gori, sia nelle sue vicissitudini professionali, sia come politico e sindaco di Bergamo, ha dimostrato grande impegno e riconosciute capacità. Quindi se bergamasco dev’essere che almeno sia uno bravo al di là del partito in cui milita. Perché tra tutti i politici che campano di politica gori è tra i pochi che non si è messo in politica per arricchirsi o per mantenere la famiglia. Ha avuto la vocazione, fin da piccolo, prima di fare un botto di quattrini come manager e imprenditore, è sempre stato di sinistra, socialista per la precisione e fa politica sicuramente per grande ambizione personale. Viste però le seccature e i sacrifici che gli ha comportato fare politica, dobbiamo anche riconoscergli un grande spirito di servizio alla collettività. Perché è bello, affascinante, ricco, intelligente, preparato con una moglie perfetta, una famigliola bellissima. Uno così non può evitare di fare una grande carriera con la politica o tramite la politica. È destinato comunque prima o poi a salire al soglio di roma per pensare al bene della nazione come dirigente di qualche grossa azienda di Stato poi, magari al prossimo giro, potrebbe diventare anche Ministro. Perché Fontana non vi piace... Può essere anche una questione di pelle ma molti, gia propensi a rivotare il collaudato Bobo Maroni, si sono ritrovati come candidato un personaggio tutto da scoprire. Perché comunque GOri è da sostenere per il suo impegno ambientalista. L’ambiente, giustamente è il primo problema a cui la Regione deve mettere assolutamente rimedio. Sono decenni che ci propinano le targhe alterne quando proprio non si respira più e intanto la gente si ammala. Tutti dicono che bisogna prendere provvedimenti drastici ma poi passato l’allarme si volta pagina fino al prossimo inverno. In questo senso la precedente amministrazione non ha saputo fare altro che lo stesso... e nulla è cambiato. Perché siete del Partito democratico di Bergamo e pensate di togliervelo dalle scatole. Quando è arrivato lui e si è presentato alle primarie per fare il sindaco di Bergamo, tutto è cambiato e si sono dovuti tutti mettere in coda dopo di lui e ovviamente delle persone di cui lui si fida. C’è gente che si è fatta il mazzo per anni per ambire ad un posticino da assessore... arriva lui e tutti giù per terra Perché siete un pendolare e siete stufi di sentire promesse di miglioramento dei servizi ma la musica non cambia mai Perché vi piace tanto sua moglie cristina parodi


PERCHÈ NON VOTARLO

Perché pensate che la Lombardia negli ultimi vent’anni sia stata amministrata bene ed è comunque sempre tra le migliori del paese, paragonabile più ad un land tedesco che alle regioni del sud. Sanità al primo posto con i migliori ospedali, le minori attese, la grande spcializzazione delle struture sul territorio tali spesso da accogliere molti malati gravi da altre regioni meno ben organizzate. Perché siete di quelli che “squadra che vince non si cambia” e non è il caso di cambiare chi ha reso la Lombardia in questi anni la regione meglio amministrata insieme con il Veneto e il Trentino. Perché non volete che le truppe cammellate del PD prendano possesso della Regione più ricca del Paese entrando in forze al Pirellone e ribaltando una situazione consolidata con le conseguenze già viste. Chi arriva a buttare giù l’avversario dalla torre, deve poi occupare tutti gli uffici dove si decide qualcosa e come sempre accade passano tre anni per riuscire a demolire ciò che stavano facendo i predecessori. Perché pensate che il Giorgio Gori, sia solo un un fighetto radical chic rinserrato nella sua bellissima dimora dentro le Mura di Bergamo Alta... solo un arrivista, che usa la politica per arrivare molto in alto Perché non sopportate che voglia gestire i flussi migratori con accoglienza e integrazione. Lui è uno dei sindaci che si sono subito resi disponibili, con governo e Prefetto, all’accoglienza di un tot (difficile sapere quanti siano davvero...) di immigrati richiedenti asilo. Perché ritenete Renzi e i suoi amici il male peggiore che possa esistere, colpevole di aver ripulito il partito democrsatico dagli ex comunisti. Perché lo ritenete un traditore del voto che gli avete dato, perchè dopo aver promesso di guidare il centrosinistra al governo di Bergamo per cinque anni, alla prima occasione di sedersi su una poltrona più prestigiosa ha mollato baracca e burattini, infischiandosene degli impegni presi. Perchè non ritente che, come affermano i suoi sostenitori, sia stato un sindaco ottimo, un modello da copiare per altre città ma, che con lui sindaco la situazione sia peggiorata per quanto riguarda la pulizia e la sicurezza, perché la sua tolleranza verso gli immigrati porta solo alla creazioni di sacche di manodopra per la criminalità Perché non vi piace sua moglie cristina parodi

GORI NO


O di D N A C

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POLIT

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aggio urizio M

CARO AMICO TI SCRIVO, COSI’ MI DISTRAGGO UN PO’... Bellissima la canzone di Lucio Dalla, e anche molto attuale Il 4 marzo, data del suo compleanno nonchè di Letizia, mia moglie, ma soprattutto data di Libertà. Infatti, come nel ‘43 iniziò la Liberazione così oggi nel 2018 inizia un nuovo mondo, il Mondo Libero della Democrazia. Sì, finalmente si torna a votare, la legislatura n°17 è finita, così come la sfiga spero, e potrebbe iniziare una nuova avventura. Vedremo se il Popolo Italiano si recherà massivamente alle urne per decidere qualcosa del suo destino - quello sarà anche il giorno per votare le Regionali - dopo la massiccia vittoria del Referendum per l’Autonomia. È la prova del nove, la cartina al tornasole della nostra maturità, perchè abbiamo la possibilità di far arrivare una delle coalizioni al 40% e dare a questa la possibilità di governare secondo le nuove regole elettorali. Un Paese difficile da governare il nostro, che si arena sui sacchetti della frutta, che assiste allo spettacolo dei cambi di casacca preventivi e dei Radicali che si alleano con i democristiani di Tabacci pur di esserci: un cadreghino non si nega mai a nessuno, figuriamoci alla Emma nazionale. Solo noi stessi, però, possiamo fare la differenza: se non andremo saremo dei codardi, se andremo pochi, dei pirla, se saremo oltre il 75% degli eroi. Come gli eroi del Piave che 100 anni fa morivano per la nostra libertà e per la Patria e come ha detto Mattarella, non dovremmo dimenticarci dei ragazzi del “99”, quegli stessi ragazzi che adesso 100 anni dopo potrebbero fare la differenza. Vediamo se i millenians saranno in grado di lanciare un messaggio chiaro ed inequivocabile e non solo messaggini o i post sui social. La quarta guerra di Indipendenza terminava con una nuova Italia che finalmente aveva dei confini ben definiti, con la monarchia dei Savoia che aveva concluso la sua opera iniziata 70 anni prima e che ora si trovava di fronte al problema di fare gli Italiani dopo aver fatto l’Italia. Alla fine dell’anno scorso anche l’ultimo Re è tornato in Italia e fra poco sarà nella sua dimora naturale, il Pantheon a Roma, per chiudere definitivamente un ciclo della storia, lasciando ai posteri l’ardua sentenza sul loro operato, che probabilmente non poteva essere che com’è stato.

Quante concatenazioni astrali, Saturno che ci lascia con sue negative influenze, nuovi orizzonti che si aprono, l’economia che tira, il politically correct che decade e lascia spazio a “chi ce l’ha più grande”. Macron che scimmiotta il Berlusconi vecchia maniera e la Merkel che si è arenata come la balena della Sardegna, che nessun vuol toccare per non sporcarsi le mani... L’Europa che si vuole ridisegnare e le banche che chiedono scusa, con la Boschi immolata alla realpolitick ma poi ripescata. Il mondo cambia in fretta, forse un po’ troppo, ma per fortuna ogni tanto possiamo permetterci di fermarci un attimo e riflettere su dove andiamo, chi siamo e cosa vogliamo! Ecco, proprio questo dobbiamo fare nei prossimi 15 giorni, fermare un attimo le bocce ed individuare realmente ciò che desideriamo per il nostro futuro. Leggiamo con attenzione i programmi elettorali ma, soprattutto, valutiamo le persone che dovranno rappresentarci nei nostri desiderata. Torniamo e frequentare le piazza e ad ascoltare le voci dell’agone politico, ricordiamoci di quel ‘68 da cui sono passati giusto 50 anni, che fu l’anno della rivoluzione delle coscenze, da cui partirono i semi di grandi cambiamenti, giusti o sbagliati che fossero. Quanta responsabilità abbiamo di onorare il nostro passato in attesa di un futuro migliore, ma fermiamoci a riflettere, rileggiamo qualcosa del nostro passato prossimo ed individuiamo gli obiettivi del futuro. Signori insegnanti, aprite il cervello ai nostri ragazzi, nonni raccontate la vera storia ai vostri nipoti, padri fate il vostro dovere e calatevi nel ruolo che vi compete, non fate gli amici “per sempre”, giovani sessantenni aprite il baule dei vostri ricordi a tutti, le vostre riflessioni, portatele a conoscenza di tutti. Giornali, media, non urlate non scrivete cose inutili, date le notizie e lasciate riflettere il Popolo, tra i menù delle Parodi o le insulsaggini della Litizzetto (che però fanno un sacco ridere), a CSI che ci insegna che il bene prevale sul male: riprendiamoci i nostri tempi per decidere con serenità il nostro futuro, ma riflettiamo seriamente e andiamo a votare, tutti: per chi? Per coloro che ci assomigliano e che pensiamo possano darci qualcosa di cui abbiamo bisogno: la libertà del nostro futuro.


SAGGEZZA ED ENERGIA ELEZIONI POLITICHE 4 MARZO 2018

UNA PRESENTAZIONE DOPPIA PER DUE CANDIDATI DI FORZA ITALIA ALESSANDRA GALLONE UN VOLTO GIÀ MOLTO CONOSCIUTO E STEFANO BENIGNI UN GIOVANE AL GRANDE DEBUTTO. STEFANO BENIGNI, CRESCIUTO CON GLI IDEALI E I VALORI LIBERALI DI FORZA ITALIA, SIEDE IN CONSIGLIO COMUNALE A BERGAMO DA QUATTRO ANNI ED È UNO DEI SIMBOLI DEL GRANDE RINNOVAMENTO DEL PARTITO. SI OCCUPA DI CONSULENZA FINANZIARIA IN MATERIA DI INVESTIMENTI DI CAPITALE. DURANTE IL PERCORSO DI STUDI, È STATO ELETTO SENATORE ACCADEMICO IN UNIVERSITÀ E HA RICOPERTO LA CARICA DI COORDINATORE REGIONALE DEL MOVIMENTO GIOVANILE; ATTUALMENTE È COORDINATORE DI FORZA ITALIA IN CITTÀ ED È CANDIDATO AL COLLEGIO UNINOMINALE DI BERGAMO PER LA CAMERA DEI DEPUTATI.

Alessandra Gallone si fa carico di un’eredità pesante: tornare in Parlamento come Senatrice di Bergamo questa volta candidata da Forza Italia dove è politicamente riparata dopo lo sgretolamento del Popolo della Libertà. La sua passione politica la conosciamo fin dal 1995 quando gli dedicammo una copertina che titolava: “il volto bello della destra”. La sua fiamma si è accesa dall’incontro con Marzio Tremaglia che ne divenne un po’ il mentore e suo grande sostenitore. Lunga esperienza come amministratore, consigliere comunale e assessore, poi eletta al Senato dove ha portato a termine importanti progetti nella commissione Giustizia. Dopo la caduta del governo Berlusconi e le elezioni che ne sono seguite, ha ricominciato da dove era partita, dai banchi del Consiglio Comunale di Bergamo... e ancora all’opposizione.


Fotografia Michele Stroppa

Stefano Benigni è nato ad Alzano Lombardo (BG) il 16 Luglio 1987

ELEZIONI POLITICHE 4 MARZO 2018 “Il Presidente Berlusconi ha sostenuto in prima persona l’inserimento di energie nuove, puntando su un sano e giusto rinnovamento e sulla valorizzazione di grandi esperienze che si sono contraddistinte nelle professioni, nel volontariato e nell’impresa. Ancora una volta il suo contributo sarà determinante per la vittoria del centrodestra e rilanciare il lavoro e l’economia del nostro Paese”. LA PROPOSTA PIÙ IMPORTANTE DEL PROGRAMMA DI FORZA ITALIA? “La nostra priorità rimane l’abbattimento della pressione fiscale, fondamentale per aumentare i consumi delle famiglie italiane e gli investimenti delle imprese, i motori della nostra economia. Forza Italia propone una tassa unica, la Flat Tax al 23%, per tutti. Questa innovazione vuol dire maggior potere di acquisto, una lotta efficace all’evasione fiscale e meno burocrazia. È da questa rivoluzione del sistema fiscale italiano che il nostro Paese deve ripartire”.

STEFANO BENIGNI CANDIDATO ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

UNA SCOMMESSA SUL FATTO CHE TUTTI QUELLI CHE SONO EVASORI SI METTANO A PAGARE LE TASSE.. “L’esperienza della Flat Tax in altri Paesi ha dimostrato l’efficacia di questo provvedimento: una minor pressione fiscale riduce la “convenienza” dell’evasione. A questa legge vanno affiancati controlli incrociati ed efficienti grazie all’uso della tecnologia che permette oggi di individuare più facilmente situazioni di evasione, che non saranno più tollerate. Siamo di fronte, una volta per tutte, ad una scelta di campo: pagare meno, pagare tutti”. COSA NE PENSA DELLA QUESTIONE MIGRANTI “Il tema dell’immigrazione va gestito con maggior lungimiranza rispetto a quanto si è fatto negli ultimi anni. Sbarchi incontrollati e un’assordante assenza della politica europea hanno creato una situazione al limite. Ci vuole un vero e grande piano Marshall per l’Africa, con un attento lavoro di politica estera fatto di accordi e di serrati controlli delle coste del Mediterraneo. In Italia sono presenti oggi più di 600 mila clandestini: dobbiamo procedere con i rimpatri immediati ripristinando legalità e sicurezza”. IL MESSAGGIO CHE LANCIA AGLI INDECISI E AI GIOVANI? “Oggi più che mai dobbiamo credere nella buona politica e nelle proposte concrete e realizzabili di chi come noi ha già dimostrato di poter governare nell’interesse dei cittadini. Forza Italia si presenta a queste elezioni profondamente rinnovata nei volti e nelle esperienze, puntando su persone valide che nel loro territorio hanno amministrato bene e con concretezza. Ai giovani e agli indecisi chiediamo fiducia, sicuri di poter realizzare finalmente quella grande rivoluzione liberale di cui l’Italia ha davvero bisogno”.


“Sono molto contenta di rimettermi in gioco. La prima esperienza in Parlamento mi ha insegnato molte cose e adesso so già come muovermi per portare efficacemente le istanze del territorio all’interno del Palazzo e per costruire nuovi provvedimenti utili. Allora fu un fulmine a ciel sereno che, francamente, non mi aspettavo e non ero preparata ad un evento del genere che andò a stravolgere la mia vita quotidiana”. Cosa consigli a Stefano Benigni che si candida alla Camera dei deputati? “Gli sto consigliando di agire sempre con grande umiltà e di ascoltare molto prima di intervenire. Quando sono stata catapultata in commissione Giustizia, pur non essendo una professionista del settore giuridico, mi sono messa a studiare e andavo in giro con i codici sottobraccio. Bisogna ascoltare, imparare, studiare e ancora ascoltare. Dopo un mesetto Gerardo D’Ambrosio (magistrato famoso per i suoi interventi durante l’inchiesta “Mani Pulite” ndr), allora membro della commissione in quota PD, mi disse che ero proprio brava... ma come? se non avevo quasi mai aperto bocca... Appunto! fu la sua risposta, che mi confermò essere un complimento. Accade spesso, infatti, che in aula qualcuno prenda in mano un microfono senza essersi preparato... La prima volta è servita anche per capire che seguire tutto è molto difficile e ho imparato quanto sia più efficace concentrarsi su qualcosa di preciso. Durante il primo mandato come senatrice mi sono dedicata al diritto di famiglia: sono stata relatrice della legge sull’equiparazione dei figli, sulla legge di tutela dei figli delle detenute madri, della legge contro lo stalking e della legge di riforma dell’affido condiviso e in quattro anni ho portato a casa diverse leggi importanti dal punto di vista sociale. Solo l’equiparazione dei figli è valsa tutto il lavoro di cinque anni perché aver eliminato l’aggettivo “naturale” dopo la parola figlio dal Codice Civile, e di conseguenza tutto quello che questo comportava, è stata una bella vittoria. Una legge di civiltà la definisco io. Oltre ai figli nati fuori dal matrimonio, perfino un figlio adottato da una coppia sposata, prima di questa legge, risultava come figlio naturale e, di conseguenza, non aveva parentele collaterali, non aveva fratelli, zii, cugini, né diritti ereditari. L’avevo chiamata la legge Filumena Marturano...

Fotografia Michele Stroppa

ALESSANDRA GALLONE CANDIDATA AL SENATO DELLA REPUBBLICA

ALESSANDRA GALLONE Nata a Bergamo il 2 settembre 1966 sposata ha una figlia, Bea

ELEZIONI POLITICHE 4 MARZO 2018 perchè, come scriveva il grande Eduardo de Filippo in quella commedia, i figli sò... figli e sò tutti uguali. Sono una donna di destra e cattolica, ho sempre creduto nella famiglia, nel matrimonio e nei valori connessi a ciò, ma se una coppia non è in condizione di sposarsi, per necessità o per scelta, perché sono i figli che devono subirne le conseguenze? Se sarò nuovamente eletta in Senato vorrei occuparmi di due grosse tematiche sociali: la famiglia e l’ambiente. sono le commissioni nelle quali ho già lavorato e che mi hanno dato la possibilità di capire da vicino questioni complesse come, ad esempio, il tema dell’economia circolare e un sistema ambiente dove nulla si butta e tutto si ricicla. Per far sparire le polveri sottili dalla Lombardia e da Bergamo non bastano i proclami, bisogna con rapidità arrivare alla trasformazione di tutto il parco circolante di automobili e autocarri in veicoli non inquinanti mentre le vecchie auto dovrebbero essere rottamate per non farle rimanere in circolazione. non è sufficiente che qualcuno si compri la vettura ibrida. L’ascolto del territorio, attraverso i mondi associativi, rimarrà comunque la base di ogni mia attività politica futura.

PER IL SENATO GALLONE ALESSANDRA

PER LA CAMERA BENIGNI STEFANO


MARGHERITA MOLINARI CANDIDATA PER LA LISTA OBIETTIVO LOMBARDIA PER LE AUTONOMIE CHE APPOGGIA GIORGIO GORI NELLA CORSA ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE LOMBARDIA

IN LOMBARDIA GORI FARÀ MEGLIO Perché la politica è entrata nella sua vita? “Sono figlia di due genitori che hanno fatto del servizio agli altri uno stile di vita. Così per me è stato facile passare dalle esperienze di volontariato, alla cura del Bene comune attraverso l’amministrazione pubblica e un appassionato civismo. La politica per me è la diretta conseguenza di questo impegno”.

ELEZIONI PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA 4 MARZO 2018

chi è

Margherita Molinari, 37 anni, mamma di un bambino di 6 anni e commercialista da circa 14 anni. Collabora con lo studio BNC presso la sede di Bergamo. Si occupa di consulenza e assistenza contabile e fiscale di società di capitali, operazioni straordinarie e societarie in genere, revisione legale e procedure concorsuali. Riveste la carica di Sindaco Effettivo e Revisore Legale in diverse società di capitali, Enti Pubblici ed Enti non profit. Non ancora trentenne è stata Vice Sindaco e Assessore al Commercio, Artigianato e Turismo del Comune di Bracca e tra gli ideatori e fondatori del Distretto del Commercio di San Pellegrino. Nel 2016 è stata nominata nella Consulta esperti della Commissione Finanze della Camera di Deputati. È l’unica bergamasca a farne parte. Già nota alla cronaca per la sua severità e il suo coraggio nelle vicende Valleve/Brembosky e nella importante vicenda lecchese sulla riorganizzazione dell’acqua pubblica.

Come ha iniziato? “Come dicevo ho iniziato in casa attraverso l’ascolto dell’impegno di mio papà Piero, poi i miei studi hanno aggiunto al desiderio di occuparmi del territorio delle preziose competenze e quando nel mio comune di nascita mi hanno chiesto di dare una mano sono stata felice di poter rispondere con un convinto sì!”. Come Candidato della Regione ci dica quali sono gli aspetti che possono essere migliorati in una regione amministrata meglio di tante altre. “Credo che i miglioramenti stiano innanzitutto nell’organizzazione del lavoro e nella creazione di una buona squadra, fatta di competenze e professionalità diverse, capaci però di lavorare insieme. è quello che abbiamo imparato negli ultimi anni dell’amministrazione Gori: il Modello Bergamo”. Quali sono i punti qualificanti del suo programma sui quali pensa di impegnarsi maggiormente se verrà eletta? “Ho una conoscenza diretta di alcuni problemi di questo territorio,, per questo mi dedicherò con impegno ad alcuni questioni di fondamentale importanza e interconnesse tra loro: la crisi economica unita alle dinamiche della globalizzazione dei mercati hanno colpito duramente le imprese, il lavoro e le famiglie. Per contrastare lo spopolamento delle nostre valli è necessario promuovere e sostenere l’occupazione prendendo esempio da quelle realtà che sono riuscite a innovare e a competere restando nel luogo in cui sono nate: in valle. Inoltre si deve potenziare la formazione per i nostri giovani e rendere più semplice la creazione di nuove imprese con attenzione al settore agricolo e ai progetti a favore degli allevamenti di montagna. L’altra questione è l’autonomia, per esempio, non è più rimandabile la creazione di un assessorato alla montagna e nuove misure concrete come l’estensione a tutti i territori montani dell’autonomia già concessa in via sperimentale alla Provincia di Sondrio”. Il Personaggio politico del passato in cui maggiormente si riconosce e perché? “Sandro Pertini, presidente della Repubblica. Ero bambina e sentivo parlarne in famiglia; quando sono cresciuta ho approfondito la sua storia politica che è  testimonianza di una politica fatta con onestà, passione e sentimento”.


E tra quelli ancora in attività chi preferisce? “Indubbiamente preferisco il pragmatismo e l’approccio di Giorgio Gori. In lui colgo l’innovazione di un’offerta politica e di una leadership che coniugano dimensione politica e concretezza manageriale. Il miglior antidoto contro i pressappochismi, le improvvisazioni e lo sterile populismo”. La Scelta di appoggiare Giorgio Gori con un simbolo diverso, quello di Obiettivo Lombardia per le autonomie, a cosa è dovuta? “Credo che l’obiettivo sia contribuire tutti alla vittoria di Giorgio Gori. La Lombardia ha bisogno della passione, della competenza e della sua energia. Per farlo bisogna lavorare insieme da diversi posizioni. La mia storia, personale e politica, è coerente con un impegno in un territorio e con una lista molto concentrata su alcuni precisi temi: autonomia, attenzione alle politiche per le imprese e alle professioni, semplificazione della burocrazia, ambiente e territorio”. Quale fine si prefigge la sua lista Obiettivo Lombardia per le Autonomie? “Il mezzo è un’alleanza tra amministratori, professionisti, volontariato e persone fortemente legate a temi e territori. Il fine è quello di creare all’interno di una  coalizione più ampia un progetto finalizzato a tenere alta l’attenzione sul tema dell’autonomia in grado di esprimere miglioramenti concreti”. Lei è molto conosciuta in Val Brembana per la sua attività politica anche come vice sindaco di Bracca. Cosa promette agli elettori di quella valle? “Più che promesse, garantisco impegno e la mia profonda conoscenza di questo territorio nel quale sono nata e cresciuta: per cui sarà prioritaria la questione della viabilità che deve diventare più fluida e sicura. A cominciare dalla variante di Zogno e della Tratta Paladina-Villa D’Almè con grande attenzione alla trasparenza, ai tempi di realizzazione e al monitoraggio dei fondi. Poi occorre puntare concretamente sul rilancio del turismo legato alle opportunità straordinarie offerte dalle tradizioni e dalla natura del nostro territorio: sport, cultura, festival estivi, ambiente e gastronomia. Per una buona occupazione e per il rilancio dell’economia locale”. Ci dica tre aspetti legati al suo carattere che dovrebbero indurci a votare per lei. “Di me dicono che sono tenace, leale e determinata ma a questo aggiungo che sono molto esigente, con me stessa innanzitutto. non amo sentirmi impreparata e Per questo dedico molto tempo ad ascolto e studio. credo sia necessaria una formazione continua e una certa capacità di costruire reti fatte di persone unite da competenza e senso civico per Fare, sempre meglio”.

MARGHERITA MOLINARI CANDIDATA AL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA


CHI C’ERA

QUANDO SILVIO CHIAMA...

BERGAMO RISPONDE C’era davvero il pienone all’Auditorium situato all’interno del Palazzo della Libertà. Tutto il popolo orobico di Forza Italia, decisamente rinvigorito dai sondaggi che nella nostra provincia danno il centrodestra come vincitore assoluto, era presente per la presentazione dei candidati nelle varie “categorie”: quelli in corsa per le Regionali e quelli che si presentano per uno scranno in Parlamento. Volti conosciuti ma anche tante facce nuove perchè il partito del Cavaliere ultra80enne richiama davvero uno stuolo di fans molto giovani. Un ricambio generazionale dovuto anche all’esclusione dalle candidature di personaggi eccellenti ormai “superati” o considerati politicamente inaffidabili. Uno di questi giovani follower che ad occhio sembra essere poco più che maggiorenne sta all’entrata e distribuisce le bandiere con il simbolo del partito per chi voglia esternare l’attacamento a quel tricolore. “Sì - dice orgoglioso - sono un grande ammiratore di Berlusconi, condivido le sue idee e come in ogni cosa, anche nel partito, si comincia dal basso. Un giorno magari sul palco salirò io”. Apre le presentazioni Paolo Franco, attuale coordinatore locale di Forza Italia e candidato alla Regione e sul palco sfilano, Gregorio Fontana, Mariastella Gelmini e Adriano Paroli, tre grandi ufficiali del Cavaliere venuti in rappresentanza degli stati maggiori del partito. Con loro Attilio Fontana che ha rilanciato la sua immagine quale Presidente “quasi certo” della Regione Lombardia.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


Dentro, oltre ai candidati e ai tanti sostenitori, si sono visti alcuni dinosauri della politica locale che hanno vissuto gli inizi di questa forza politica e che oggi ne rivendicano in qualche modo la paternità. Ritrovo fra questi l’ineffabile Gianatonio Arnoldi che negli anni ruggenti fu anche coordinatore cittadino del partito dopo averlo sottratto rocambolescamente a Giorgio Jannone che di fatto a Bergamo ne era stato il fondatore e il leader incontrastato insieme con Massimo Collarini che, come Jannone, è uscito da tempo dalla scena politica. Si sono visti Giuliano Capetti, Gianfranco Ceruti e tanti altri che in tempi ormai lontani hanno “cavalcato” il Cavaliere, ognuno di loro guadagnandosi un posto al sole, grazie ai voti di Forza Italia. Si ricandida ovviamente Gregorio Fontana, che sta sempre a Roma ma viene eletto a Bergamo, si “lancia” Alessandro Sorte che da Assessore alla Regione Lombardia vuole approdare alla Camera, come Stefano Benigni che è un po’ l’enfant prodige di Forza Italia a Bergamo. Madame Gallone, Alessandra di nome, vuole riprendere un discorso interrotto e che aveva sortito buoni risultati nella legislatura prima di quella appena conclusa, occupandosi dei problemi delle famiglie e dei minori, ritornado al Senato che, per fortuna sua, non è stato abolito come avrebbe voluto Matteo Renzi. Per fortuna di Alessandra ma anche per uno che fu “vice” e che studia da sempre per diventare primo cittadino di Bergamo e di cui non vi sveliamo il nome perché tanto lo avrete già indovinato. Alessandra Gallone era forse l’unica che avrebbe potuto contendergli la candidatura ma ora il campo è libero. Forse. La musica è trionfale e il clima è completamente cambiato da quando il capo è tornato “in campo” a fare politica dando una spinta fondamentale a tutto il movimento che in lui e nelle sue idee si riconosce. Chi aveva dato per finito il maggiore partito del centrodestra non aveva messo in conto gli entusiasmi che Berlusconi riesce a trasmettere. Adesso c’è aria di vittoria, adesso, una candidatura in un collegio sicuro è di nuovo alla portata di chi ha avuto pazienza e subito per anni offese, pernacchie e barzellette su Ruby, la nipote di Mubarak… le olgettine, Lele Mora e il mitico bunga-bunga.


A AGLI P I D CHI

rgio di Gio

Paglia

FUO

COSI È.... SE VI PARE

Il nuovo anno ha coinciso con l’inizio della campagna elettorale che porterà gli italiani al voto il prossimo 4 marzo. Dopo solo un anno di governo Gentiloni, con il solito Renzi dietro le quinte a manovrare i vari fili, tutti i partiti si stanno preparando ad affrontare la nuova legge elettorale, che è una specie di ritorno al proporzionale. Così sono iniziati gli apparentamenti per raggiungere il quorum necessario alla maggioranza. Il più clamoroso è sicuramente quello di due dinosauri della politica: l’ex DC Tabacci e la radicale Bonino. È come vedere il diavolo con l’acqua santa, ma si sa, pur di conquistare una poltrona si è disposti a tutto, anche alla meretricio politica.

Una sinistra divisa, rancorosa e guidata da un conflitto di interessi permanente? Il nuovo che avanza non c’è e si intravede poco anche nel Movimento a 5 Stelle, forse il meno peggio, ma ancora impreparato per la guida concreta di una nazione difficile come la nostra. Semplicemente perché non ci si può improvvisare politici da un giorno all’altro, solo per meriti millantati in Rete! Poi, quando sentite parlare i vari Onorevoli (cioè degni di onore), non vi sfuggirà il continuo riferimento al popolo sovrano. Gli interessi degli italiani sono al centro di ogni loro ragionamento, sostengono di parlare in nome nostro e ci tengono pure a sottolinearlo.

Come andrà? Una previsione è abbastanza facile. Il primo partito sarà quello degli astensionisti, cioè dei tanti che non voteranno. Saranno subito tacciati di populismo e minacciati a non lamentarsi a posteriori. Ma non è proprio così.

Purtroppo la realtà dei fatti è ben altra cosa. Tanto che i giovani ormai non sono nemmeno più interessati alla politica nostrana. E lo dimostra un recente sondaggio, che evidenzia come il 70% di loro dichiari di non andare a votare prossimamente. Detto ciò, come dare torto a chi non si riconosce in questi pseudo partiti?

Che senso ha, votare in una democrazia che si è ampiamente dimostrata una pagliacciata. Abbiamo avuto una successione di Governi il cui premier non è mai stato eletto dal popolo, con coalizioni inguardabili. Abbiamo visto centinaia di voltagabbana, tipo Alfano (Nuovo Centro Destra), che è stato ministro della Giustizia con Berlusconi, vicepresidente del Consiglio con Letta, ministro degli Interni con Renzi e ministro degli Esteri con Gentiloni. Insomma, uno slalomista tra destra e sinistra a secondo della sua convenienza. È da anni che questa politica si appalesa inconcludente ed incapace ad affrontare concretamente i grandi problemi del paese, a partire da una burocrazia preistorica, da una tassazione stellare, da una povertà diffusa e da un debito pubblico incontenibile. Tante, troppe parole spese, che spesso si trasformano in autentiche bugie elettorali. Renzi, prima inserisce addirittura il canone Rai nella bolletta della luce e poi dichiara che è una tassa che vuole abolire perché è brutta. Allora chi dovrebbe votare il cittadino comune? L’ultra ottantenne condannato Berlusconi, dopo che è stato in Parlamento per 20 anni? Una Lega rinnovata, più a proclami che nella sostanza, che si allea coi soliti noti?

Pensate a cosa accadrebbe se le urne andassero totalmente deserte! Una vera figura di palta e un messaggio forte ad una classe politica incompetente. Però è pura utopia, perché la gente è ancora credulona e pensa col voto di poter incidere sul potere politico ed economico di questo susseguirsi di mal governi. E allora chi è di sinistra continuerà a votare Renzi, nonostante tutto, e chi è di destra appoggerà Berlusconi e affini, nonostante tutto. Chi è stufo, ma non perde la speranza, si affiderà agli amici di Beppe Grillo. E allora a marzo un altro Governo poltronesco risorgerà. Con buona pace di tutti. Così è, se vi pare!

Anche su Twitter: @Fuochidipaglia


Volkswagen T-Roc, il crossover fuori dal gregge UNA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE CHE METTE IN RISALTO LO SPIRITO BORN CONFIDENT DEL NUOVO MODELLO COMPATTO VOLKSWAGEN È PROTAGONISTA DELLO SPOT TV UN GIOVANE ARIETE NERO FORTE E DETERMINATO, COME LA T-ROC L’esemplare protagonista dello spot nasce in un gregge di pecore ma, sin dai primi passi, rivendica il suo essere unico e la sua natura di leader. Quando, poi, la sua personalità forte incontra quella della Volkswagen T-Roc i due spiriti affini si riconoscono e, sulle note rock del brano “Are You Gonna Go My Way” di Lenny Kravitz, il loro sguardo di sfida si trasforma quasi in un cenno d’intesa. Da questo incontro nasce una narrazione coinvolgente che racconta la storia del nuovo crossover compatto della Volkswagen a confronto con il giovane ariete nero, nel cui sguardo è ben riconoscibile lo spirito Born Confident, lo stesso che emerge dal look audace della T-Roc. La T-Roc, infatti, è un’auto unica e sicura di sé, grazie al design bicolore della carrozzeria di serie e all’eccellente dotazione di sicurezza, che le ha permesso di ottenere il punteggio massimo di cinque stelle nei crash test Euro NCAP. Il crossover compatto della Volkswagen, inoltre, offre una dotazione standard davvero completa, che include i più avanzati sistemi di assistenza alla guida e connettività. Tra i principali equipaggiamenti di tutte le T-Roc italiane ci sono sistema Composition Media con display da 8 pollici interamente rivestito in vetro, App-Connect, cruise control adattivo ACC, Front Assist e Lane Assist. A questi si aggiungono elementi distintivi come i fari Full LED e la strumentazione interamente digitale Active Info Display di nuova generazione. La Volkswagen T-Roc è già disponibile a partire da 21.900 Euro, nella versione 1.0 TSI 115 CV Style. La gamma italiana è declinata in due allestimenti, Style e Advanced, entrambi caratterizzati da una dotazione di serie completa e da un’ampia possibilità di personalizzazione. Al lancio, in Italia sono disponibili tre motori: i benzina 1.0 TSI 115 CV e 1.5 TSI ACT (Active Cylinder Technology, gestione attiva dei cilindri) 150 CV, entrambi abbinati a trazione anteriore e cambio manuale a 6 rapporti, oltre al Turbodiesel 2.0 TDI 150 CV offerto con trazione integrale 4MOTION. Quest’ultima unità può essere associata al cambio manuale a 6 rapporti o all’automatico a doppia frizione DSG a 7 rapporti.


VW T-ROC : 1.0 TSI BlueMotion Technology 85 kW (115 CV) - Consumo combinato, 5.1l/100 km - Emissione di CO2, 117 g/km

Bonaldi Motori S.p.A Bergamo - Via 5° Alpini, 8 Tel. 035.4532711 Filiale: Treviglio Via Caravaggio, 53 - Tel. 0363.45577 www.bonaldi.it


CHI C’ERA

BERGAMO IS ROC “READY TO ROC” – È ARRIVATO T-ROC, IL NUOVO CROSSOVER COMPATTO VOLKSWAGEN. DA BONALDI, UNA SERATA “ROC” PER CELEBRARE LA VETTURA CHE AMPLIA LA GAMMA DEL MARCHIO, SINTESI PERFETTA TRA LA FORZA DI UN SUV E L’AGILITÀ DI UNA COMPATTA La capacità di adeguarsi ai cambiamenti, migliorando a ogni step: questo è quanto Volkswagen ha dimostrato ancora una volta, presentando al mercato il suo primo crossover compatto, la grintosa T-Roc. Un vero e proprio concentrato di tecnologia, innovazione e design all’avanguardia, caratteristiche di una vettura che ha tutte le carte in regola per conquistare gli appassionati del brand tedesco, e non solo. Proprio come è accaduto durante il lancio ufficiale di T-Roc avvenuto lo scorso 11 gennaio presso la concessionaria Volkswagen Bonaldi Bergamo con un evento dai toni rock’n’roll. Accompagnata dalla celebre voce di Dj Ringo e dal live show firmato Andrea Rock, la T-Roc è stata svelata a tutti gli ospiti che hanno notato da subito la robustezza della sua carrozzeria e la sua posizione di seduta alta, dettagli che la accomunano ad un vero e proprio SUV. Una connotazione che ritroviamo anche nel suo nome, non casuale ma bensì sintesi tra “T”, richiamo ai modelli Tiguan e Touareg, e Roc, dal corrispettivo inglese Rock ovvero portatrice di forza e compattezza. Tratti distintivi di un crossover che in sé incorpora anche agilità e comfort, grazie alle proporzioni accattivanti e alle elevate funzionalità. Come, hanno voluto puntualizzare gli Amministratori Delegati Simona Bonaldi e Gianemilio Brusa: “T-Roc è una vettura bella, confortevole, molto adatta alla città, in quanto agile, compatta ma allo stesso tempo potente e grintosa. Questa automobile contribuisce senza dubbio a ridefinire il segmento, accompagnando il marchio Volkswagen e i suoi clienti nella mobilità del prossimo decennio, sempre più incline ai SUV compatti, come mostrano le statistiche nazionali e locali”. Via libera al dinamismo e alla grinta di T-Roc quindi, traduzione perfetta di un futuro divenuto ormai realtà. 

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


CHI C’ERA

NUOVO ANNO DI CAREDENT Scintillante come ogni anno la festa di Natale firmata Caredent che per questa edizione ha trovato come location d’eccellenza la storica sede delle cartiere Pigna di Alzano Lombardo. Qui la sera del 14 dicembre si è riunito tutto lo staff costituito ad oggi da oltre 400 collaboratori attivi nella sede centrale di Grassobbio e nelle 48 cliniche distribuite nel nord e centro Italia. Un numero che rispecchia il grande sviluppo registrato lo scorso anno dal gruppo, concretizzato con l’apertura di tre nuove sedi in franchising e l’acquisizione di una catena di studi odontoiatrici già operativi. Grande l’entusiasmo e l’ottimismo respirato anche la sera della cena di Natale che, da un’apertura con aperitivo musicale è proseguita con un motivante welcome speech dei membri del CDA Christian La Monaca, Chicco Reggiani e del direttore generale Fabrizio Oliveri. Tanti gli applausi ricevuti, segno di approvazione per tutte le novità dell’anno passato, tra le quali l’inserimento nelle cliniche di apparecchiature all’avanguardia come il Panoramico 3D in grado di offrire immagini tridimensionali più dettagliate ed il perfezionamento delle procedure di sterilizzazione per garantire la sicurezza del paziente. Altra importantissima innovazione la tecnologia per l’ortodonzia invisibile, l’apparecchio trasparente di nuova generazione che allinea i denti avvalendosi di una serie di mascherine quasi invisibili. Per il 2018 già in cantiere l’inserimento di una tecnica creata per prendere impronte dentarie attraverso scanner intraorale e l’apertura di 25 nuovi centri tra i quali la sede di Curno che rappresenterà la 10^ clinica in provincia di Bergamo. Tutti elementi che condurranno Caredent verso il grande obiettivo: essere leader in Italia nel settore odontoiatrico, garantendo qualità e competenza tramite uno staff altamente qualificato.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


IL SOCCORSO NELLA STORIA

NEL CALENDARIO DELLA CROCE BIANCA CITTÀ DI BERGAMO


Anche per il 2018 la Croce Bianca città di Bergamo ha stampato il calendario che quest’anno ci fa fare un viaggio nel tempo per spiegare come il soccorso è sempre stato presente in tutte le epoche dell’umanità

La realizzazione grafica è stata curata da Manuela Colombo, ex volontaria, che ogni anno si presta per dare una mano. Gli scatti fotografici sono stati effettuati da Matteo Zanga di Villa d’Ogna che, come ogni anno, mette a disposizione il suo tempo e le sue attrezzature gratuitamente per croce bianca. Negli scatti ci sono i volontari della croce bianca che sono stati vestiti a tema dall’associazione oltre i sogni di Milano. Testimonial d’eccezione fotografato quest’ anno per il calendario della croce bianca è Cristiano Doni, (foto grande qui sopra) un nome che fa ancora molto effetto da queste parti ma che si è reso disponibile per uno scatto che rappresentA come sia possibile con un piccolo gesto fare del bene.


IL MEGLIO E IL PEGGIO DELL’ANNO SCORSO Dodici foto, una per ciascun mese dell’anno, raccontano il 2017 di Medici Senza Frontiere (MSF) da alcune delle emergenze in cui l’organizzazione è stata in prima linea per portare assistenza medica a popolazioni colpite da conflitti, epidemie, catastrofi naturali. Spesso in condizioni e contesti estremi. Per MSF il “meglio” del 2017 sono tutti i bambini vaccinati, le gravidanze portate a termine, le epidemie contrastate negli angoli più remoti del pianeta. Il “peggio” sono i tremendi effetti dei conflitti armati sulle persone, le vittime del mancato accesso alle cure, le sofferenze e le morti in Libia e alle porte dell’Europa. I fotografi di MSF hanno accompagnato ogni passo di questa azione per testimoniare le storie accadute nell’anno trascorso, il lavoro delle équipe di MSF per salvare vite, le sofferenze delle persone incontrate in 70 paesi del mondo. Attraverso i loro scatti, MSF rende omaggio a tutti coloro che hanno lottato per la vita, a chi ce l’ha fatta, a chi purtroppo non c’è più.


COMO, ITALIA / Foto di Peppe La Rosa Dal momento in cui è arrivato a Cagliari, è iniziata la lunga odissea di M. (il ragazzo nella foto) che lo ha portato dalla Sardegna a Milano, passando per Ventimiglia e Como. Nel tentativo di attraversare il confine con la Francia, M. ha visto morire il suo compagno di viaggio in un tragico incidente. M. è rimasto bloccato a Como, alla frontiera Italia-Svizzera. Come tante altre persone, a cui è stato negato il diritto alla protezione e che hanno dovuto rischiare la propria vita nel tentativo di attraversare i confini europei. Alle frontiere dell’Italia settentrionale, MSF ha avviato nel 2017 interventi di assistenza e primo supporto psicologico, in collaborazione con le organizzazioni di volontariato locali che hanno offerto ripari e accoglienza a centinaia di persone vulnerabili, tra cui donne sole e minori non accompagnati.

LIBIA / Foto di Guillaume Binet/Myop Spogliati di qualsiasi dignità umana, vessati e senza accesso a cure e assistenza. È la condizione in cui vivono richiedenti asilo e migranti in Libia, prigionieri di una detenzione arbitraria. Come questo gruppo di donne che vivono accalcate nel centro di detenzione di Sorman, a circa 60 chilometri da Tripoli, per settimane o addirittura mesi, senza alcuna certezza per il futuro. Durante l’anno le équipe di MSF hanno lavorato in diversi centri di detenzione in Libia per offrire assistenza medica alle persone che vi sono trattenute nel loro disperato viaggio verso la sicurezza. I centri sono sovraffollati, lo spazio a disposizione è estremamente limitato, manca l’aria, la scarsità di cibo ha portato a casi di malnutrizione anche tra gli adulti. I nostri medici trattano problemi medici causati o aggravati dalle condizioni di vita all’interno dei centri, ma anche l’assistenza che MSF è in grado di fornire è purtroppo limitata.


LAGO CIAD / Foto di Sara Creta/MSF Nella regione del lago Ciad è in corso una delle più gravi crisi umanitarie del continente africano. Per questo MSF sta significativamente aumentando le attività di assistenza medico-umanitaria alla popolazione. Nella foto il dottor Henryk Mazurek, ginecologo e ostetrico MSF, effettua un’ecografia su una paziente che sta per dare alla luce due gemelli, all’ospedale di Bol. L’intera area sta vivendo una fase di alta tensione a causa di ripetuti attacchi del gruppo di Boko Haram e della risposta militare lanciata per frenare la violenza. Il conflitto, nato in Nigeria, si è esteso attraverso i confini di Camerun, Ciad e Niger, causando sofferenza e sfollamenti di massa in tutta la regione. La violenza indiscriminata perpetrata dai gruppi armati di entrambe le fazioni ha conseguenze dirette per una popolazione civile già vulnerabile. Questa zona, infatti, era già colpita da povertà, insicurezza alimentare, ricorrenti epidemie. Il sistema sanitario è pressoché inesistente e le persone hanno bisogno dell’essenziale per sopravvivere, cibo, acqua, ripari e assistenza medica.

DIFFA, NIGER / Foto di Juan Carlos Tomasi/MSF Nella clinica di MSF a Garin Wazam, in Niger, si svolgono ogni giorno sessioni per la salute mentale. I pazienti sono le migliaia di persone che fuggono dalle violenze legate alla presenza di Boko Haram e agli interventi militari per contrastarla. Come la persona nella foto, che porta sul viso i segni dell’indiscriminata violenza in atto nel paese. In Niger MSF fornisce assistenza medica e psicologica gratuita in diversi centri sanitari e supporta l’erogazione di acqua potabile, la costruzione di latrine e la distribuzione di beni di prima necessità in numerosi villaggi e insediamenti in cui rifugiati, sfollati e persone rientrate nel paese hanno trovato una sistemazione. MSF supporta anche il Ministero della Salute nigerino nell’ospedale di N’guigmi e nel principale centro di salute materno-infantile nella città di Diffa. In entrambi gli ospedali, MSF lavora nelle unità riproduttive e pediatriche e fornisce supporto psicologico.


SUD SUDAN / Foto di Siegfried Modola Accade spesso in Sud Sudan che sia necessario percorrere molti chilometri a piedi nella boscaglia per raggiungere comunità che non hanno alcun accesso a cure mediche. Nella foto James, un operatore comunitario di MSF, sta allestendo il suo riparo per la notte, facendosi luce con una torcia. In Sud Sudan da quattro anni è in corso una violenta guerra civile che ha già provocato migliaia di vittime, quasi due milioni di sfollati all’interno del paese e due milioni di rifugiati che hanno cercato riparo nei paesi limitrofi. I tassi di malnutrizione infantile sono saliti alle stelle. In un paese per metà desertico e per metà paludoso, raggiungere le comunità più remote è una sfida logistica senza pari, che vede impegnati oltre 3.300 operatori locali e circa 300 operatori internazionali di MSF.

TAL ABYAD, SIRIA / Foto di Chris Huby Piange il cugino l’uomo nella foto, ritratto di fronte alla tomba del suo familiare, caduto in un combattimento. La guerra in Siria ha provocato la peggiore catastrofe umanitaria al mondo e non è finita. Oltre 5 milioni di persone sono fuggite dal paese, oltre 6 milioni sono rimasti ma vivono da sfollati interni, 3 milioni vivono ancora nelle aree assediate. Le strutture sanitarie sono state bersagli di attacchi sistematici (95 strutture supportate da MSF sono state colpite dal 2015) e almeno 15.000 medici sono fuggiti dal paese, quasi la metà di quelli che erano presenti in Siria prima del conflitto. Le persone muoiono di malattie croniche e in diverse aree della Siria la maggior parte dei bambini non è stata vaccinata ed è a rischio per malattie come morbillo, rosolia, tetano o polmonite. Nei giorni scorsi il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha rinnovato la risoluzione 2165 (oggi 2393) che consente di utilizzare le vie d’accesso transfrontaliere per portare aiuti. Ma anche così, le organizzazioni umanitarie faticano ogni giorno a fornire assistenza a oltre 13 milioni di siriani che hanno ancora bisogno di aiuto.


MOSUL, IRAQ / Foto di Alice Martins / MSF La guerra a Mosul sembrava aver separato per sempre i due fratelli nella foto. Ma dopo due anni si sono riabbracciati nel centro traumatologico di MSF, dove la figlia della donna è stata curata per ferite subite a causa del conflitto.Dal 2014 5,3 milioni di iracheni sono stati costretti a lasciare le proprie case per cercare riparo dai combattimenti. Sono ancora moltissime le persone che non hanno un posto dove tornare e che non potrebbero comunque sostenersi senza l’assistenza che ricevono nei campi profughi. E la vita non è facile nemmeno per le 2,2 milioni di persone che sono riuscite a rientrare nelle loro case poiché l’accesso all’acqua potabile, all’elettricità e alle cure mediche resta ancora limitato. Le cicatrici psicologiche della guerra sono immense ed è per questo che la salute mentale è una componente chiave di molti progetti MSF.

YEMEN / Foto di Florian Serex/MSF Lo Yemen è devastato da una guerra dimenticata che conta 3 milioni di sfollati e 18 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria. Come il bambino di 7 mesi nella foto, accompagnato dalla madre al centro di salute MSF, perché da giorni vomitava e aveva diarrea e febbre. Il bambino, che da subito è risultato malnutrito, è stato preso in cura e oggi è tornato in buone condizioni. Dopo due anni di conflitto, lo Yemen è in preda a una gravissima emergenza umanitaria e la guerra sta avendo un impatto diretto anche sul sistema sanitario. Più della metà degli ospedali e centri sanitari non sono più in funzione, ci sono carenze di farmaci e i medici non ricevono stipendio da mesi. Quest’anno è scoppiata la più grande epidemia di colera mai registrata nel paese, che ha colpito circa un milione di persone. Gli sforzi per assistere i pazienti sono ostacolati dalla carenza di farmaci e personale medico, perché senza stipendio molti sono stati costretti a cambiare lavoro per sostenere le loro famiglie.


LE SUE OPERE HANNO SUBITO NEL TEMPO IMPORTANTI MUTAZIONI E, QUEGLI SPETTRI CHE DA TEMPO INVADONO LE SUE NOTTI, HANNO PRESO IL SOPRAVVENTO NELLE SUE CREAZIONI

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CONOSCE IL DISEGNO DEI TRATTI UMANI MA NELLA SUA METAMORFOSI DIPINGE VOLTI E CORPI CHE DIVENTANO SEMPRE PIÙ GEOMETRICI. LE OMBRE E LE LUCI NON RISULTANO PIÙ DAL SAPIENTE LAVORO DI CHIAROSCURI IN CUI È STATO MAESTRO MA DA UN TRATTEGGIO MARCATO ALL’INTERNO DEL QUALE SI SUSSEGUONO AREE DI COLORE CON GRADAZIONI NETTE, PRIVE DI SFUMATURE. AREE DI LUCE E D’OMBRA CHE DANNO VITA A CORPI PERFETTI. MA ANCHE QUESTI, A LORO VOLTA SVANISCONO, LASCIANDO, NELLE OPERE RECENTI DI CLAUDIO GUERINONI D’AVERARA, SPAZIO AD ESSERI LUCIFERINI E ABOMINEVOLI MOSTRI. COME QUELLI CHE MATERIALIZZA NELLE SUE SCULTURE: SAURI TERRIFICANTI, ELEGANTI VOLATILI CON IL VOLTO UMANO CHE ATTRAVERSANO LE SUE NOTTI, TRA UNA SIGARETTA E L’ALTRA... CLAUDIO GURINONI, LA CUI STORIA HA COMMOSSO CHI HA LETTO IL RESOCONTO DELLA SUA VITA NEL LIBRO “IL CONTINO”, È SOPRAVVISUTO AGLI ELETTROSHOCK CHE VENIVANO IMPOSTI A CHI, COME LUI, AVEVA VISIONI, FACEVA SOGNI TERRIBILI O SENTIVA LE VOCI.


PASSIONE MOTOCROSS Ricordarli tutti diventa un’impresa, me ne accorgo durante una chiacchierata con Andrea Perego, figlio di uno di quei campioni che di nome faceva Gino. Insieme a lui stiliamo una lunga lista di nomi di piloti che in quegli anni fecero di Bergamo la terra del Motocross. Importata forse dall’Inghilterra la moda di andar per prati, fossi e sentieri con la moto, nacque verso la fine degli anni sessanta ed esplose nei due decenni seguenti. Le motociclette, fino ad allora pensate e costruite per andare sulla strada, iniziarono una trasformazione che le porterà, alla fine di quel percorso, a trasformarsi nelle Enduro che oggi “solcano” i deserti e scalano impervie montagne. Forse per la ricchezza di percorsi alpini, forse per la passione molto bergamasca di scalare montagne, fatto sta che l’incontro di questi fattori con la motocicletta da cross fu inevitabile e fece diventare la provincia orobica terra di campioni con un seguito di pubblico mai più eguagliato in seguito. Perego, Farioli, Taiocchi, Oldrati, son solo alcuni dei campioni che conquistarono allori su allori nelle varie categorie e diffusero la passione per questo sport e la “moda” per questo tipo di motocicletta, come oggi tra le auto si diffonde quella del Suv.


E, come oggi, non tutti quelli alla guida di un gippone vanno oltre il percorso casa-ufficio, anche negli anni 70/80, la due ruote di moda, anche se non si andava per sentieri o sui greti dei fiumi, era la moto da cross, con i forcelloni lunghi, la ruota tassellatissima il parafango rialzato sulla ruota sia davanti sia dietro, il motore alto da terra per superare senza danni gli ostacoli.

PASSIONE MOTOCROSS

Tanta era la domanda di moto così concepite che nacquero, in quei gloriosi anni del motocross, tanti piccoli costruttori che affiancarono con le loro serie quasi sempre semi artigianali i grandi nomi del mercato ognuno dei quali aveva modelli da cross in listino, persino la Moto Guzzi. Spesso quei piccoli costruttori, che raramente diventeranno grandi, utilizzavano i propulsori Sachs, una casa austriaca, altra patria del motocross. Il classico era il 125 con la testata tutta alettata a ventaglio per favorire il raffreddamento del compatto propulsore adattabile facilmente alla culla di un qualsiasi telaio tubolare. Rond, Gori, Ancillotti, Swm... sono solo alcuni dei nomi di altrettanti costruttori che sfornarono una miriade di moto da cross. La regina per gli amanti puri era il K, la KTM, contrastata nelle competizioni dal Puch che montava un suo propulsore. Non mancavano Benelli, Morini, Gilera e la già menzionata Moto Guzzi. Solo sul finire di quella epopea si affacciarono i colossi nipponici ma la grande stagione del motocross volgeva al termine anche perchè contrastata da movimenti ambientalisti preoccupati dell’invasione dei rombanti centauri a cavallo dei rumorosi destrieri. Scacciati dai sentieri di montagna, se non convertiti al più rispettoso Trial, nal quale primeggiarono case iberiche come Montesa e Bultaco, i campioni del cross hanno allargato gli orizzonti andando a scorazzare in mezzo ai deserti lungo il cammino della Dakar. Ma questa è un’altra storia. Quella degli anni d’oro del motocross bergamasco prosegue invece nei prossimi numeri dove andremo a cercare glu uomini che hanno vissuto quell’epopea.

sopra la incredibile Hercules con motore sachs e la particolare forcella anteriore

A sinistra dall’alto la Aspes, la Benelli, la Ancillotti e la Ossa. Qui sopra la Bultaco la Rond


Dall’alto la swm, la maico, la moto morini e la dkw

dall’alto la KTM, la moto morini, la sachs Perego e la gilera


BMW i8 COUPÉ i8 ROADSTER

una ROADSTER DaL FUTURO Il futuro dell’auto sportiva è già disponibile in due varianti di carrozzeria. Le nuove BMW i8 Roadster e BMW i8 Coupé, entrambe ibride plug-in, dispongono della tecnologia BMW eDrive ulteriormente sviluppata, che consente maggiore autonomia e più tempo in modalità puro elettrico. La nuova BMW i8 Roadster rappresenta un’innovativa espressione di libertà: Open-top, una due posti senza compromessi, che nella modalità eDrive consente una guida virtualmente silenziosa e senza emissioni locali fino a 120 km/h. Design esterno emotivamente potente con un’elegante dinamica e centro di gravità visivamente più basso.


La capote morbida di elevata qualità copre un’ampia area, si apre e si chiude in silenzio con il semplice tocco di un pulsante in 15 secondi e viaggiando a 50 km / h. Sistema di trazione ibrida plug-in con tecnologia BMW eDrive ottimizzata. Motore elettrico con max. potenza aumentata a 105 kW / 143 CV. Guidare con il solo motore elettrico è possibile fino a 105 km/h (precedentemente 70 km). Premendo il pulsante eDrive si spinge il puro elettrico fino a 120 km/h. Portata elettrica: 53 chilometri. Il motore a benzina a tre cilindri ha una potenza invariata di 231 CV. Motore, acustica ed emissioni ottimizzate con filtro antiparticolato integrato. Consumo combinato di benzina: 2,1 -100 km, emissioni di CO2 dalla benzina: 46 g / km Il design degli interni di Carpo è di serie su entrambi i modelli, per la BMW i8 Roadster esclusivamente in Ivory White / Black e per la BMW Coupé i8 in bianco avorio.


THE ART OF CLIMB di Filippo Salvioni La fotografia vincitrice riesce perfettamente nell'intento di sublimare quell'incontro speciale fra un atleta e la natura piÚ spettacolare. Il rischio e la fatica si nutrono di emozioni, e la montagna in tal senso è una vera e propria galleria d'arte."


OROBIE FILM FESTIVAL Grande successo di pubblico per la dodicesima edizione di OROBIE FILM FESTIVAL che si è tenuta dal 23 al 27 gennaio.Tutte le serate hanno registrato il tutto esaurito con grande soddisfazione sia dell’organizzazione, l’Associazione Montagna Italia, sia del Comune ospitante, Seriate, con il Vice Sindaco Gabriele Cortesi e l’Assessore alla Cultura Ester Pedrini, sia dei Partner, in particolare Uniacque Spa con il Presidente Paolo Franco ed il Cai Regione Lombardia con il Presidente Renato Aggio. Appuntamento speciale per la serata finale con il “Bonatti day”, due ore di spettacolo interamente dedicate al grande Walter Bonatti, bergamasco d’origine, che ha fatto la storia dell’alpinismo mondiale. Il Re delle Alpi è stato omaggiato con due momenti speciali: una performance artistica narrata e cantata e la proiezione di un film fuori concorso. Il Soprano Silvia Lorenzi ed il Pianista Giovanni Colombo si sono esibiti nell’emozionante “Vette di latte”, la storia di Mom e Nero, due esseri umani alla ricerca del senso della vita. A conclusione della serata è stato proiettato “1954 bonatti e l’enigma del K2” di Claudio Giusti (Produzione Mario Rossini per Red Film e Rai) in cui Reinhold Messner ripercorre le vicende che hanno accompagnato la conquista del K2 nel 1954 a proposito delle menzogne raccontate contro Walter Bonatti. Ecco i vincitori dei due concorsi: CONCORSO FOTOGRAFICO THE ART OF CLIMB di Filippo Salvioni CONCORSO CINEMATOGRAFICO Premio speciale Touring Club Italiano: “L’isola a pedali” di Eric Tornaghi. Sezione TERRE ALTE DEL MONDO “Hansjörg Auer – No turning back” di Damiano Levati Sezione PAESAGGI D’ITALIA “Oltre il confine – storia di Ettore Castiglioni” di Federico Massa e Andrea Azzetti Sezione OROBIE E MONTAGNE DI LOMBARDIA Premio Fondazione Riccardo Cassin: “Gavarot” di Carlo Limonta


PASTURS


100 VOLONTARI SCELTI TRA OLTRE 500 CANDIDATI, 9 ALPEGGI DELLE ALPI OROBICHE BERGAMASCHE, 7 CANI DA GUARDIANIA E UN OBIETTIVO COMUNE: MIGLIORARE LA CONVIVENZA TRA PASTORI E GRANDI PREDATORI MITIGANDO IL RISCHIO DI POSSIBILI PREDAZIONI SUL BESTIAME DOMESTICO. Si è concluso con successo il progetto che ha coinvolto 100 volontari e 9 alpeggi. Grande soddisfazione tra i partecipanti che chiedono di ripetere l’esperienza. E la Commissione Europea lo inserisce tra le «buone pratiche» 100 volontari scelti tra oltre 500 candidati, 9 alpeggi delle Alpi orobiche bergamasche, 7 cani da guardiania e un obiettivo comune: migliorare la convivenza tra pastori e grandi predatori mitigando il rischio di possibili predazioni sul bestiame domestico. È un bilancio più che positivo quello che chiude il progetto biennale Pasturs, messo in campo dalla Cooperativa Eliante Onlus, con la partnership di Parco delle Orobie Bergamasche e WWF Bergamo – Brescia, in collaborazione con Coldiretti Bergamo, Regione Lombardia – progetto Life WolfAlps, Trainer – Novafoods e con il contributo di Fondazione Cariplonell’ambito del bando 2015 “Comunità resilienti”. Dopo aver seguito due giornate di formazione, 100 volontari hanno trascorso da 1 a 3 settimane, nel periodo tra giugno e settembre 2016 e 2017, in alpeggi della provincia di Bergamo, aiutando il pastore nel suo lavoro principale. In particolare, i volontari si sono occupati delle faccende quotidiane (cucinare, accendere il fuoco, lavare i piatti, pulire la baita, fare il fieno, gestione delle pecore malate), hanno montato e smontato le recinzioni elettrificate, hanno sorvegliato il gregge, hanno aiutato i pastori nella gestione dei cani e hanno sensibilizzato i turisti rispetto alle loro attività. Inoltre, gli studenti universitari hanno avuto la possibilità di effettuare un tirocinio e di rendere l’esperienza protagonista della loro tesi di laurea. Il progetto, infatti, ha visto uno straordinario coinvolgimento dei giovani: nel 2017, l’86% dei volontari era under 30 (il 68% tra i 18 e i 25 anni e il 18% tra i 26 e i 30 anni), percentuale ancora più alta rispetto al 71% registrato nel 2016. Segno che

La Commissione Europea inserisce tra le «buone pratiche» il Progetto Pasturs, messo in campo dalla Cooperativa Eliante Onlus, con la partnership di Parco delle Orobie Bergamasche e WWF Bergamo – Brescia, in collaborazione con Coldiretti Bergamo, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, che si chiude con un bilancio più che positivo.


PASTURS l’esperienza ha goduto di un passaparola positivo. E anche il numero dei volontari è cresciuto nel tempo: nel 2016 erano 36, nel 2017 sono stati 64 con più di 500 persone che hanno preso contatti per chiedere informazioni e per dare la propria disponibilità al progetto. Quanto alle professioni dei volontari, nell’ultimo anno, per il 71% erano studenti (ed erano la maggioranza anche nel 2016, al 56%), ma erano presenti anche impiegati, ingegneri, educatori, disoccupati, allevatori, giornalisti, guide naturalistiche, insegnanti, liberi professionisti e iscritti al servizio civile. Nove gli alpeggi sul territorio del Parco delle Orobie bergamasche che hanno partecipato al progetto: Alpe Cardeto di Renato Balduzzi, Alpe Vodala di Silvestro Maroni, Alpe Grabiasca di Fabio Boni, Alpe Pre di Massimo Balduzzi, Alpe Fontana Mora di Aldo Pasini, Alpe Neel di Pietro Zuccheli, Alpe Manina di Andrea Morelli, Alpe Venano di Giuseppe Salvi, Alpe Monte Fioraro di Emanuele Manzoni con un’altitudine massima di 2328 m s.l.m e ben 6700 ovini di razza “pecora bergamasca”, 213 caprini, 274 bovini, 42 equinicoinvolti. Anche i pastori hanno seguito un corso di formazione di due giorni e hanno ricevuto in concessione gratuita 9 recinzioni elettrificate per proteggere le greggi dalle possibili incursioni dei grandi predatori. Inoltre, hanno avuto in affido 7 cani da guardiania con 70 sacchi di mangime per i cuccioli (razza Pastore abruzzese in collaborazione con CPMA Italia - Circolo del Pastore Maremmano Abruzzese, Life WolfAlps e Difesattiva) che, anche grazie alla supervisione dei volontari, sono stati seguiti nell’inserimento nel gregge. L’estate di volontariato ha lasciato molto soddisfatto l’85% dei partecipanti tanto che l’88% vorrebbe ripetere l’esperienza anche nel 2018. In particolare, per il 2017: oltre il 70% si è detto soddisfatto del rapporto instaurato con il pastore, per il 64% il pastore ha spiegato in modo chiaro e rispettoso il lavoro da fare, per il 69% il tempo di lavoro è stato adeguato e per il 74% la baita è stata

adattata all’esperienza così come il vitto che ha convinto l’85% dei volontari. Non solo: Pasturs ha dato un supporto concreto alla tutela e valorizzazione dei prodotti della pecora bergamascaanche grazie alla definizione di un piano di marketing territoriale volto a supportare l’economia locale utilizzando la tematica dei grandi predatori come elemento di differenziazione positiva sia del territorio orobico, sia dei servizi che esso offre sia dei prodotti caratteristici della zona. È stato infatti definito un progetto di fattibilità per la tracciabilità della lana e un accordo commerciale di filiera di carne fresca. Lungo i sentieri di Pasturs, inoltre, sono stati posizionati cartelli segnaletici per aiutare i volontari a trovare il giusto sentiero e negli alpeggi sono stati appesi cartelli informativi per turisti ed escursionisti sui comportamenti da adottare in caso di incontro con cani da lavoro. Tutto ciò ha fatto sì che il progetto Pasturs venisse segnalato dalla Commissione Europea come buona pratica in grado di facilitare la convivenza tra uomo e grandi

IL VOLONTARIATO NELLE ALPI OROBICHE MIGLIORA LA CONVIVENZA TRA PASTORI E GRANDI PREDATORI E I GIOVANI RISCOPRONO L’ALPEGGIO

«La cosa straordinaria è che Pasturs ha consentito a mondi diversi, spesso distanti per ideologie e vissuto, di parlarsi e collaborare per favorire una convivenza pacifica uomo – animale – ambiente. E l’interesse riscontrato tra le generazioni più giovani ha dimostrato quanto il nostro territorio sia tutt’oggi un valore importante, da preservare e valorizzare. Confrontarsi con la rinnovata presenza di grandi predatori in modo conservativo, non traumatico e partecipativo, dunque, rappresenta un’ottima strategia resiliente. Per altro, in Lombardia, la probabilità di successo di questa strategia appare aumentata dal fatto che ci si trova ancora di fronte un fenomeno di neo-colonizzazione da parte di orso e lupo. Ringrazio a nome di tutti i volontari che hanno apportato al mondo dell’allevamento competenze specifiche e buone pratiche in tema di conservazione degli ecosistemi e i pastori che hanno fornito esperienza e conoscenza del territorio, contribuendo alla buona riuscita di un progetto unico nel suo genere» - dichiara Yvan Caccia, presidente del Parco delle Orobie Bergamasche.


PRO

pOSTA

frida oltre il mito MUDEC Museo delle Culture via Tortona 56, Milano fino al 3 giugno Frida Kahlo. Oltre il mito è un progetto espositivo frutto di sei anni di studi e ricerche, che si propone di delineare una nuova chiave di lettura attorno alla figura dell’artista, evitando ricostruzioni forzate, interpretazioni sistematiche o letture biografiche troppo comode, e con la registrazione di inediti e sorprendenti materiali d’archivio. La mostra riunirà in un’unica sede espositiva per la prima volta in Italia e dopo quindici anni dall’ultima volta tutte le opere provenienti dal Museo Dolores Olmedo di Città del Messico e dalla Jacques and Natasha Gelman Collection, le due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, e con la partecipazione di autorevoli musei internazionali che presteranno alcuni dei capolavori dell’artista messicana mai visti nel nostro Paese. La mostra, curata da Diego Sileo, intende andare oltre tale visione semplicistica della relazione tra la vita e l’opera dell’artista messicana, dimostrando che per un’analisi seria e approfondita della sua poetica è necessario spingersi al di là degli angusti limiti di una biografia e andare oltre quel mito consolidato e alimentato dalle mode degli ultimi decenni. L’appuntamento milanese evidenzierà come Frida Kahlo nasconda ancora molti segreti e racconterà - attraverso fonti e documenti inediti svelati nel 2007 dall’archivio ritrovato di Casa Azul (dimora dell’artista a Città del Messico) e da altri importanti archivi qui presenti per la prima volta con materiali sorprendenti e rivoluzionari (archivio di Isolda Kahlo, archivio di Miguel N. Lira, archivio di Alejandro Gomez Arias) - nuove chiavi di lettura della sua produzione. Dalle indagini realizzate in Messico in prima persona dal curatore sono emersi alcuni temi e tematiche principali - come l’espressione della sofferenza vitale, la ricerca cosciente dell’Io, l’affermazione della “messicanità”, la sua leggendaria forma di resilienza - che permetteranno ai visitatori di percepire la coerenza profonda che esiste, molto più in là delle sue apparenti contraddizioni, nell’opera di Frida Kahlo. Gli stessi temi si rifletteranno nel progetto d’allestimento della mostra, che si svilupperà - secondo un criterio analitico delle opere - attraverso quattro sezioni: DONNA, TERRA, POLITICA, DOLORE.


CHI C’ERA

SI PUÒ FARE! CONCLUSA CON SUCCESSO LA FASE DI SPERIMETAZIONE DEL PROGETTO DI ASSISTENZA DOMICILIARE PER ULTRAOTTANTENNI SOLI Quella che si è conclusa (ma solo per ora) è una storia a lieto fine che ha inizio oltre due anni fa e muove i primi passi dalle riflessioni della Dott.ssa Emilia Astrologo la quale, oltrepassato il traguardo degli ottant’anni si è immedesimata nei tanti coetanei che vivono da soli e messo nero su bianco un progetto per un’assistenza domiciliare un po’ speciale per questi anziani, o meglio, vecchietti come preferisce chiamarli lei stessa.


Grazie alla collaborazione di alcuni medici di base che hanno segnalato i casi più adatti alla sperimentazione del progetto, una decina di single ultraottantenni, assolutamante autosufficienti, sono stati presi in consegna da alcuni volontari opportunamente formati della Croce Rossa Italiana di Bergamo, e visitati due volte alla settimana per un supporto più infermieristico e psicologico che medico in senso stretto. Il controllo dei parametri sensibili per ogni caso diversi, l’attenzione alla corretta assunzione dei vari farmaci e ad una completa alimentazione, nonché ad una sufficiente idratazione, grande problema delle persone anziane. Insomma, un occhio attento alle esigenze primarie di queste persone che vivono da sole e che, soprattutto, hanno certamente gradito quel sorriso che sempre accompagna gli interventi di questi angeli custodi.

SI PUO FARE!

EMILIA STROLOGO IDEATRICE E SOSTENITRICE DEL PROGETTO DI ASSISTENZA DOMICILIARE PER ANZIANI SOLI

Detto così potrebbe sembrare una cosa semplice ma non bisogna dimenticare burocrazia e conflitti di competenza con ATS e Servizi sociali che anche con tanta buona volontà non possono sopperire a tutte le istanze che provengono dai cittadini di terza e quarta età che peraltro stanno aumentando in modo esponenziale. Grazie però al grande sostegno ricevuto da parte di Soroptimist di Bergamo in particolare della presidentessa che ha sposato il progetto, al direttore generale dell’ATS Chiara Azzi e ai volontari, che ne sono stati i veri protagonisti l’idea di Emilia Astrologo ha passato il confine che separa le teorie dalla pratica dimostrando la sua reale fattività ed utilità. Tanto che il progetto ha ricevuto il premio del Soroptimist International quale migliore iniziativa al servizio del territorio e altri club in Italia si stanno attivando per riprodurlo altrove. Un’assistenza domiciliare migliore e una maggiore attenzione alle esigenze delle persone su con gli anni che continuano a vivere nella loro casa allontana per loro, ma anche per le amministrazioni, il problema di sovraffollamento delle case di riposo che invitabilmente si verificherà nei prossini anni. Inoltre mantenere le persone anziane nelle loro abitazioni consente alle stesse una migliore qualità degli ultimi anni di vita.


MENO TASSE P LA POLITICA A MOD”A” MIA DROGA SESSO MENO TASSE P SESSO DROGA MENO TASSE P SESSO DROGA MENO TASSE P SESSO DROGA MENO TASSE P SESSO DROGA MENO TASSE P Primavera “calda” quella che si appresta a vivere il nostro Paese, all’alba di quello che tutti professano come un “nuovo giorno”. Noi abbiamo deciso di riderci un po’ su, visto che di pianti, ad ascoltare la campagna elettorale con le sua mille promesse e i continui cambi di schieramento, ne facciamo già abbastanza. E quindi cosa di più cool se non dedicare giusto un piccolo spazio ai nostri politici vip e ai loro possibili look primaverili? Ecco quindi il decano pierluigi bersani con uno street style di tutto punto firmato Dior che si contrappone ad un mood “boy don’t cry” by Missoni di matteo Salvini, sempre più imbronciato (chissà perché!).


“LI CHIAMAVANO INFLUENCER” PIÙ VACANZE A E ROCK&ROLL PIÙ VACANZE A E ROCK&ROLL PIÙ VACANZE A E ROCK&ROLL PIÙ VACANZE A E ROCK&ROLL PIÙ VACANZE A E ROCK&ROLL PIÙ VACANZE Dandy al punto giusto l’Angelino Alfano che, in un total Moschino by Jeremy Scott, non tralascia di tenere un piede in due scarpe (che non si sa mai). Sicuro di sé il Cinque Stelle LUIGI Di Maio, già autocelebratosi “The King” by Dolce & Gabbana: un vero e proprio influencer”! Ma del resto forse non è un Movimento nato dal sistema binario?!. Stile molto rock invece per il leader del PD Matteo Renzi firmato dalla testa ai piedi Alexander McQueen tutto “Meno Tasse, Droga e Rock’n’roll”! Chiude la sfilata il nostro forever young Silvio Berlusconi che, in MSGM, ha trovato il suo outfit favorito “so young so good”. E mi consenta!


So funny so cool!! La moda di Belli & Ribelli riesce a fare innamorare tutti quanti, dai bimbi piccoli ai più grandicelli. Questo grazie alla scelta di brand ricercati, grintosi, versatili ma dallo stile unico, senza dimenticare le linee baby e neonato… altrettanto chic!

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La primavera di Carom è equilibrio e proporzione di forme semplici e raffinate, armonia di linee e curve femminili. Come i capi realizzati dalla maison Corte dei Gonzaga, uno chic a’ porter perfetto per ogni donna. CAROM Piazza Matteotti, 17 Bergamo Tel. 035 234945 carom-srl@libero.it Facebook e Instagram: Carom Abbigliamento Bergamo


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