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IL SOGNO

Avere un sogno e “vivere” per esso: dare un “significato” al “perché” della nostra vita. Essere persone e cittadini di un mondo globale. Esseri curiosi: vedere e capire nella natura e nell’animo umano. Non avere paura di affrontare un futuro imprevedibile: essere coscienti e partecipi della responsabilità sociale che ognuno di noi ha, aiutando i giovani a crescere e a essere liberi di esprimere sé stessi e tutti a vivere nella costruzione di una società armonica. Costruire - tutti assieme - una società capace di adottare una visione unitaria delle nostre origini, della nostra genesi; solo la “conoscenza” ci può dare le risposte, attraverso la compenetrazione di arti, scienze e tecnologie e l’ispirazione di una visione umanistica che deve spingerci ad interrogarci tutti sul “perché viviamo”. Un’eredità per il sogno dei giovani, per alimentare uno sguardo ottimistico, fiducioso e proattivo verso un mondo migliore, verso un futuro imprevedibile ma possibile, abbracciandolo con responsabilità e con una visione etica, democratica e inclusiva verso tutti. Marino Golinelli

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in questo numero GORI ? Troppo tutto per noi

Intervista con Giorgio Jannone. Irripetibile però...

Presentato il piano delle Opere Pubbliche

Davanti design... dietro degrado e disperazione Dieci cose da sapere... prima di uscire con un bergamasco

Working ad alta quota

Atelier19 SemplicitĂ . buon gusto e cura dei dettagli

Masterfruit: giovani imprenditori crescono...

Sogno americano... e non solo!


in questo numero REGOLAMENTO Parte 2

Benvenuti all’Hotel Winkler

L’italiano in svizzera

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GORI?

TROPPO TUTTO PER NOI TROPPO PICCOLA BERGAMO PER LE SUE GRANDI AMBIZIONI Un signore minuto con gli occhi azzurri, i modi gentili e lo sguardo pungente, che nel suo precedente ambiente di lavoro chiamavano il “cobra”, dotato di una intelligenza non comune, un grande spirito critico e il fascino di chi nella vita ha avuto sempre successo... Quello che ha sfilato da sotto il sedere la poltrona di sindaco a Franco Tentorio con una campagna elettorale perfetta (a parte qualche parcheggio sconveniente e la veranda abusiva); Giorgio Gori era quello che nessuno si sarebbe aspettato. Aveva deciso di iniziare la scalata ai palazzi della politica facendo il sindaco di Bergamo. E ci è riuscito. Forse per un’ambizione covata sin da ragazzo, o magari, si è alzato un mattino, dopo aver venduto l’azienda che aveva creato, e si è chiesto come impiegare il tempo con uno scopo più elevato rispetto alla sua attività precedente. Al mercato, allo stadio, sempre tra la gente che lo accoglieva come si meritava colui che, pur essendo giovane, piacente, intelligente e anche ricco, sceglieva di mettersi al servizio della sua gente: un vero socialista, finalmente. Ebbene, avremmo dovuto tutti capire che, lo scalone di Palazzo Frizzoni, in cima al quale c’è l’ufficio del primo cittadino di Bergamo, sarebbe stato solo la rampa di lancio per la sua futura ascesa politica. Inizialmente deve aver pensato di poter spiccare, in un futuro non troppo lontano, il salto direttamente da Palazzo Frizzoni a Montecitorio, al primo turno Da sinistra nella foto Emilio Del Bono Sindaco di Brescia (centrosinistra) Gianluca Galimberti di Cremona (centrosinistra) Mattia Palazzi di Mantova (centrosinistra) Giorgio Gori di Bergamo (centrosinistra) Gli altri in Lombardia Giuseppe Sala Sindaco di Milano (centrosinistra) Mario Landriscina di Como (centrodestra) Alcide Molteno di Sondrio (centrosinistra) Massimo de Paoli di Pavia (centrosinistra) Virginio Brivio di Lecco (centrosinistra) Dario Allevi di Monza-Brianza (centrodestra) Sara casanova di Lodi (Lega) Davide Galimberti di Varese (centrosinistra)

utile delle elezioni politiche, dopo aver fatto due mandati come sindaco, magari meritandosi sul campo il mandato degli elettori verso Milano o Roma. Invece, il Pd partito a cui Giorgio Gori è iscritto, lo ha incaricato un po’ a sorpresa di sfidare Roberto Maroni alla presidenza della Regione Lombardia. La ragione è molto semplice: lui è il più “votabile”, il migliore che possano mettere in campo, l’unico in grado, così com’è accaduto a Bergamo, di attrarre anche molti voti che altrimenti andrebbero ai moderati. Ha accettato la candidatura ben conscio dei pronostici contrari, ma anche convinto non solo di potercela fare, ma di riuscire a risollevare il morale al centrosinistra lombardo che non ha mai governato la Regione negli ultimi 30 anni. Una Regione, la nostra che, criticabile finchè si vuole, è comunque sempre la meglio amministrata, o quasi, tra le tante che hanno le pezze nel sedere e i debiti da ripianare. Riuscirà G.G. a conquistare il grattacielo più alto di Milano? Di certo, ha capito che, il sindaco di una città di provincia con centodiecimila abitanti, non può fare gran che per incidere veramente nella qualità della vita della sua gente se non si governa la Regione. E questo accadrà sempre di più… Con l’aria catalana che tira e la richiesta di maggiore autonomia sancita dal referendum.


GORI? TROPPO TUTTO PER NOI

L’attivista indiana Vandana Shiva, durante il G7 dell’agricoltura a Bergamo con Giorgio Gori “Dobbiamo piantare i semi giusti per un futuro migliore ed è fondamantale il ruolo dei sindaci, che stanno vicini alla gente in questo specifico momento storico”

PRONTO PER PARTIRE ci sarà via via un maggiore potere decisionale affidato alle Regioni che diveranno in futuro i veri centri decisionali che gestiranno gran parte delle risorse a disposizione. Lui comunque per Bergamo è... troppo! E, d’altro canto, per le sue ambizioni, Bergamo è davvero troppo poco per lui. Quindi rassegniamoci a vederlo, prima o poi, lasciare l’amato suol di Bergamo per salire sempre più in alto. Siamo certi che, anche in caso di una sua sconfitta sia pronta per lui una qualche “ricompensa”, anche in funzione delle sue riconosciute capacità nel campo della televisione. Ricordiamo che lui è stato in passato, professionalmente, legato a Berlusconi ma è, politicamente, da sempre renziano, fin dalla prima convention della Leopolda, dove girava voce che Giorgio Gori fosse lo spin doctor di Matteo Renzi, quand’era vincente… Andrebbe bene, per fare un esempio, alla direzione della Rai, che sappiamo quanto sia cara ai politici e in quale situazione disastrosa si dibatta con un calo di ascolti e di introiti pubblicitari senza precedenti. Una storia questa che lo vede coinvolto direttamante anche per il flop del format scelto per la trasmissione che la RAI ha affidato alla consorte

Cristina Parodi e alla cognata Benedetta. In ogni caso, dopo Gori, torneremo sulla terra e dovremo, come prima del suo “avvento”, accontentarci di un sindaco “normale”, uno dei soliti politici così così, tutti chiacchiere e distintivo, allevati nelle segreterie di partito, bravi a tenere bei discorsi in campagna elettorale e poi, una volta sulla cadrega, incapaci di gestire anche la festa delle castagne. Per Gori sarà anche una verifica del suo gradimento presso l’elettorato che lo ha votato come sindaco. Vedremo infatti, dal voto dei bergamaschi, quelli di città, se, nonostante il tradimento denunciato dai suoi oppositori, avrà mantenuto l’elevato consenso ricevuto nella primavera di tre anni fa. Vedremo se la spinta dei suoi elettori più vicini sarà in grado di sospingerlo verso un nuovo e inatteso successo. Dalla sua parte ci sono a sostenerlo tutti gli altri sindaci del centrosinistra delle città lombarde che sono otto su undici (vedi didascalia) e il gap da superare non sarebbe neppure così profondo (nel 2013 Maroni vinse con il 42,8 e il suo avversario Umberto Ambrosoli, non certo un acchiappavoti, arrivò comunque al 38%. La vera incognita però sono i 5Stelle che nel 2013 avevano raggranellato solo un 13,6 %. (V.E.Filì)

Gori dovrebbe aprire una scuola per sindaci con studenti da tutto il mondo dove insegnare come diventare sindaco senza alcuna esperienza politica. Ma siamo convinti che invece ha in mente un format nuovo per un reality: “Una giornata con il sindaco”.

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IRRIPETIBILE PERÒ... INTERVISTA CON GIORGIO JANNONE (V.E.Filì)

L’ho conosciuto 25 anni fa ai tempi della sua prima candidatura alla Camera sotto il tricolore di Forza Italia. Una periodo indimenticabile grazie all’iniezione di marketing che Berlusconi aveva dato alla politica rimasta paralizzata dopo tangentopoli. Era la stagione dei club azzurri che avrebbero portato alla prima struttura del futuro partito. Sul come venne scelto per la candidatura si sono fatti molti pettegolezzi. Di fatto il giovanotto che aveva due lauree, una in economia, l’altra in scienze politiche e studiava per la terza in giurisprudenza, era decisamente portato per incarnare il modello del giovane della società civile che scendeva in campo. E Giorgio Jannone fece centro arrivando giovanissimo a posare il sedere su quelle poltrone rosse dell’emiciclo di Montecitorio che molti sognano per tutta la vita. Non per denaro, non per la fama. Quello che animava Giorgio Jannone, in quella prima conferenza stampa di presentazione della sua candidatura alla Casa del Giovane, era pura passione, inconfondibile incoscienza giovanile: voleva davvero mettersi a disposizione per cambiare il mondo, assorbito completamente dal mito berlusconiano, e così scese in campo. Cosa ricorda di quei tempi?  “Certamente l’entusiasmo, la clandestinità dei primi incontri in cui dovevamo creare dal nulla Forza Italia, ma anche la netta contrarietà della mia famiglia alla mia candidatura.  Ma Silvio Berlusconi mi aveva lusingato e convinto. E io ho sempre deciso con la mia testa, anche rischiando. Quando ad Arcore mi sono ritrovato in riunione faccia a faccia con personaggi che erano per me veri e propri miti della cultura, delle professioni, dello sport, mi sono innamorato dell’idea. Discutere, io giovanissimo, del programma per governare l’Italia con Berlusconi, Zeffirelli, Sgarbi, Della Valle, etc. era per me semplicemente un sogno. Sono stati anni davvero meravigliosi e irri petibili”.

La copertina di qui Bergamo del maggio 1996 dedicata a Giorgio Jannone in occasione della sua seconda campagna elettorale, al fianco di Livio Caputo a sua volta in corsa per il Senato. Due anni prima, al suo debutto elettorale, sbaragliò la concorrenza della famosissima Mariolina Moioli riportando nel collegio di Seriate oltre il 60% delle preferenze.


IRRIPETIBILE PERÒ.... Qualcuno forse ricorderà il kit del candidato… Una valigetta con le bandierine, i distintivi e i gadget in abbondanza oltre al manuale di comportamento ed immagine del candidato perfetto. Lui era giovane, sempre abbronzato, belloccio. Fece un discreto successo a Roma, e nei primi tempi gli piaceva accompagnarsi con il grande Mirko Tremaglia, veterano di Montecitorio, che tanto durante quei voli avrà cercato di inculcare al giovane commercialista rampante e nuovo Deputato della destra orobica. Roma fu fatale a lui come ad ogni essere umano, politici in primis, che arriva nella città eterna seduto nella stanza dei bottoni e a cui la capitale sa offrire gioie a non finire: lui credo le abbia colte tutte. Lo abbiamo visto protagonista nel Jet set romano, destreggiarsi tra soubrette e voti di fiducia. Nonostante abbia camminato nelle impervie vie lastricate di tentazioni alla fine ne è venuto fuori dopo quattro legislature, con incarichi di vertice nel partito e in parlamento, senza neppure un avviso di garanzia. Il diavolo lo ha visto da vicino ma non ci risulta ne sia rimasto coinvolto. Belle donne, bella vita, belle auto, il potere. Il massimo che ognuno possa desiderare. Ma ogni cosa ha una fine e la sua avventura politica termina con le dimissioni da ogni incarico qualche anno fa. Uno dei pochi, forse l’unico a cui ho visto mettere la parola fine ad una esperienza che, in effetti, mai dovrebbe diventare una professione. Lui era davvero uno della società civile prestato alla politica e, come si era prestato ha deciso di “restituirsi”. Perché ha deciso di chiudere con l’impegno politico? “Per tre motivi. Salivo sull’aereo per Roma con un unico pensiero fisso, volevo godermi il più possibile i primi anni di vita di mia figlia Luna, avevo inoltre il dovere di stare vicino ai miei genitori, e infine dovevo salvare la Pigna. Oggi sono sempre più convinto di avere fatto la scelta giusta. Ne parlai anche con Mirko Tremaglia, che mi trattava come un figlio dopo la morte di Marzio, e lui comprese perfettamente il mio stato d’animo e la mia decisione, ormai irrevocabile. Certo, ero all’apice della carriera, ero presidente di una delle commissioni parlamentari più importanti e “potenti” d’Italia, ero stato più volte relatore della legge finanziaria e sarei bugiardo se non ammettessi che il Parlamento, o perlomeno il Parlamento di allora, mi manca. Anche se oggi non intravedo nemmeno lontanamente l’entusiasmo del partito che avevamo creato dal nulla né tanto meno scorgo la caratura dei personaggi di allora, quelli che hanno fatto la storia recente d’Italia”.

Laurea in economia e commercio ed in scienze politiche. Dottore commercialista, pubblicista, revisore contabile. Amministratore delegato e Presidente delle Cartiere Pigna Spa. Nella XII Legislatura ha fatto parte della 4ª Commissione permanente difesa, della 6ª Commissione permanente finanze ed è stato Vice presidente del suo Gruppo parlamentare. Nella XIV Legislatura è stato membro del Direttivo e Tesoriere del Gruppo Forza Italia ed è stato membro della 6ª Commissione permanente finanze e delle Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria. Nelle elezioni politiche 2006 (XV Legislatura) è eletto alla Camera nella lista di Forza Italia nella IV Circoscrizione Lombardia 2. È membro del Direttivo del Gruppo parlamentare di Forza Italia. Membro della 6ª Commissione permanente finanze. È eletto nel 2008 per la quarta legislatura e fa parte del Gruppo parlamentare del Popolo della Libertà. Nella XVI Legislatura è Presidente della Commissione Bicamerale di controllo sulle attività degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale e membro della 6ª Commissione permanente finanze.


Lo ricordo una sera raggiante ad una cena di gala per il Festival del Cinema di Venezia annunciare commosso che sarebbe diventato padre. Nel frattempo ha deciso di dedicarsi anima e core alla causa della Cartiera Pigna nella quale si era trovato impelagato per la sua amicizia con il povero (non certo per come ha vissuto) Carillo Pesenti Pigna. Lo vedevo benissimo varcare quel glorioso portone dove, generazioni di operai sotto l’aquila con la Pigna tra gli artigli, avevano prodotto tanto benessere e reso Alzano Lombardo famosa nel mondo per i suoi quaderni. Commercialista per poco, poi la scalata politica, infine il terreno più difficile dove tradurre le teorie in pratica per risollevare un’azienda in difficoltà, cercando di traghettare risorse di antica tradizione verso un futuro di cambiamenti. Mi chiamò per fotografare il reparto di produzione della carta e volle il fotografo più bravo perché sarebbe stata l’ultima volta che lo avremmo visto. L’antica cartiera che per tanti anni aveva prodotto la materia prima per tutti i prodotti Pigna, era diventata antieconomica e andava smantellata. Cosa ricorda di Carillo? “Carillo era generoso, amava il lusso, ma era spesso triste e malinconico. L’esilio forzato negli Stati Uniti e l’oceano che lo separava dai suoi figli, rendevano qualsiasi divertimento superfluo ed effimero.Troppi lo hanno giudicato senza saperne nulla. È stato spesso coinvolto, anche dolosamente, in vicende giudiziarie più grandi di lui. Purtroppo odiava la Pigna e tutti i problemi che la Pigna portava inevitabilmente con sé e che avevano reso difficile la vita anche di suo padre Daniele, personaggio colto e affascinante”. Fare l’imprenditore non è la stessa cosa che fare il politico e Giorgio Jannone lo prova sulla sua pelle. Dal mondo della politica, frequentato dai peggiori squali, dove sono sempre gli interessi personali a prevalere, a quello dove se sbagli pagano famiglie di operai che devi mettere in cassa integrazione per salvare il salvabile.

“Sono molto soddisfatto del lavoro svolto. Sono riuscito a far entrare nella compagine sociale di Pigna Il Fondo De Agostini, tra i più liquidi e solidi del mondo. Proprio in questi giorni abbiamo pagato fino all’ultimo euro il debito che Pigna aveva accumulato negli ultimi anni con i dipendenti. È un risultato che, solo pochi anni fa, sembrava irraggiungibile. Abbiamo inoltre chiuso l’esercizio 2016 di Pigna con un utile oltre 6,5 milioni di Euro e credo che il 2017 chiuderà con un utile di gran lunga superiore. I nostri sforzi sono stati ripagati, anche se la strada è ancora lunga e irta di ostacoli.” Com’è andata la vicenda della Cartiera Pigna? Il suo dissidio con la Banca Popolare, poi diventata Ubi Banca si intreccia con i destini della Cartiera? È vero che in seguito alla sua azione personale che contestava la governance della Banca dove lei era azionista, trascinatasi poi nelle aule dei tribunali, la banca ha tagliato gli affidamenti alla Pigna mettendo in difficoltà l’azienda che era in via di risanamento e di cui era Amministratore Delegato? “Dopo le mie denunce contro gli amministratori di Ubi (denunce che hanno giustamente portato al maxi processo che è iniziato il 10 Novembre) le banche sono semplicemente sparite dall’orizzonte di Pigna. Stiamo però vincendo, una ad una, tutte le cause e, francamente, è per me motivo di grande soddisfazione. Peraltro, siamo solo all’inizio. A breve presenterò una richiesta risarcitoria agli amministratori di Ubi per cifre molto più importanti. A mio giudizio, ma ormai credo lo abbiano compreso tutti, sono stati commessi atti gravissimi ai danni degli azionisti di quell’importante istituto di credito ed è giusto che la nostra comunità e i soci siano risarciti e che a pagare siano coloro che hanno accumulato ricchezze impressionanti, presentandosi, tra l’altro, come ferventi cattolici praticanti”.


IRRIPETIBILE PERÒ.... Un sondaggio realizzato da un esponente di spicco di Forza Italia a Bergamo indica il suo nome come quello con maggiori possibilità di battere il centrosinistra alle prossime elezioni comunali. È possibile un suo ritorno alla politica nel caso vi fosse una candidatura da parte del centrodestra di Bergamo? “I risultati di quel sondaggio mi hanno fatto molto piacere, anche perché il sondaggio è stato commissionato e pagato da un esponente politico di primo piano che voleva candidarsi. Il risultato, a maggior ragione, attesta la bontà del lavoro svolto in quattro legislature e la grande visibilità conquistata anche grazie alle battaglie contro Ubi. Tuttavia Forza Italia è molto cambiata, manca l’entusiasmo di cui parlavamo all’inizio, mancano ideali e punti di riferimento carismatici, al di fuori di Berlusconi. Credo si sappia che mi piacciono da sempre le sfide rischiose e se dovessi fare una scelta, organizzerei una lista civica che possa andare oltre i partiti e anche oltre il centro destra. Ho un creato un network con oltre centomila contatti e credo si possa lavorare con un nuovo modo di comunicare. Non mi dispiacerebbe”.

IMPEGNO AL TOP COME PARLAMENTARE

Quali sarebbero i punti cardine di un eventuale programma per Bergamo? “Dobbiamo sforzarci di creare occasioni di studio e di lavoro unite a nuove opportunità culturali per quelli che sono giovani adesso e per le future generazioni. Credo nelle nuove tecnologie, le cui potenzialità possono diventare in molti casi risolutive per porre rimedio a tante nuove povertà che sono in aumento tra la popolazione.  Il primo obiettivo di un amministratore pubblico deve essere proprio quello di sostenere i più deboli, di reperire le risorse per un welfare sempre più vicino ai bisogni delle famiglie che sono punto di riferimento per giovani e anziani, nonché supportare efficacemente il volontariato, che a Bergamo gode di un potenziale eccezionale grazie allo spirito di solidarietà che ci anima da sempre.  Questo è lo spirito che dovrebbe essere alla base di un eventuale programma... Tutto deve essere visto mettendo al centro la persona e non gli interessi di una o dell’altra parte. Quindi in primis la salute e il benessere, in particolare per i più deboli e gli anziani, meno traffico, più verde pubblico e piste ciclabili, meno voli sulle nostre teste, lotta ad ogni forma possibile di inquinamento...  E poi appoggio a tutte le forme di espressione culturale e alla creazione di nuovi spazi pubblici per attività sociali e... non solo per i più giovani, pensando che l’età media della gente di Bergamo si va sempre più innalzando. A questo proposito si dovrebbe rendere la città decisamente attraente per le giovani coppie e le giovani famiglie.     Se il candidato del centro destra dovesse essere di Forza Italia, direi che Gianfranco Ceci merita una chance, per anzianità di servizio e dedizione, ma anche Alessandra Gallone, per il fascino di una candidatura femminile e di rilievo. Gori, dopo la probabile sconfitta nella corsa alla presidenza della Regione, resterà comunque un avversario molto forte. A mio giudizio è stato un buon sindaco ma, oltre a “tradire”, per comprensibile ambizione, il mandato elettivo, ha commesso almeno quattro errori gravissimi: il pasticcio degli appalti del Donizetti, la gestione dell’aeroporto di Orio, la svendita dello stadio (con annesso “regalo” del parcheggio vip presso il Lazzaretto) e gli elogi a Formigoni, che reputo poco sinceri, strumentali oltre che del tutto inutili, se non addirittura controproducenti”.


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INAUGURATA LA NUOVA CANTINA DEL CIPRESSO

TRA LE DOLCI COLLINE DI SCANZOROSCIATE IL NUOVO SHOWROOM FIRMATO “IL CIPRESSO” Il sapore della tradizione bergamasca, unito alla qualità di un terrior unico come quello delle colline soleggiate della Tribulina di Scanzo, danno vita dal 2003 al famoso Serafino, il Moscato di Scanzo prodotto dall’azienda agricola “Il Cipresso”. Una realtà che trova oggi sede in un magnifico cascinale del ‘600, attorniato da distese di vitigni, fonti dell’antico vino rosso aromatico e di altre etichette d’eccezione quali il Moscato di Scanzo DOCG Serafino, il Valcalepio bianco DOC Melardo, il Valcalepio Rosso DOC Dionisio, il Valcalepio rosso riserva Bartolomeo, lo Spumante dolce rosso aromatico Alberico, lo Spumante millesimato brut Celestino e le grappe Matilde e Antonia. Tutti vini che, nel corso degli anni, hanno permesso all’azienda vitivinicola ‘Il Cipresso’ di vantare il primato di unica realtà bergamasca capace di meritare le certificazioni di DOC del territorio, ossia la DOCG Moscato Scanzo, DOC Terre del Colleoni e DOC Valcalepio. Un traguardo raggiunto anche grazie alla passione e all’amore dei titolari, Angelica Cuni e il marito Alfonso, il figlio Cristian e la compagna Roxana i quali, occupandosi ognuno di una mansione differente, hanno permesso la crescita costante di questa importante azienda familiare e la creazione di nuove cantine nelle quali ordine e igiene sono la priorità. Un’altra novità assoluta riguarda lo showroom, inaugurato con uno stupendo evento il 28 ottobre scorso, al quale hanno preso parte tanti ospiti, amici e personalità tra le quali il Questore di Bergamo, Girolamo Fabiano, l’Onorevole Giovanni Sanga e il Sindaco di Scanzorosciate, Davide Casati. Plus di questo nuovo showroom sarà la possibilità di accompagnare al Moscato di Scanzo anche panettoni, biscotti, marmellate e cioccolatini, nonché trovare un’ampia gamma di confezioni regalo. E per tutti gli amanti del vino e delle cantine la tenuta organizza visite guidate con degustazione, per vivere in modo unico ed intenso tutta la tradizione viticola bergamasca. Un passato che guarda però al futuro: dal 2018, infatti, il Moscato di Scanzo prodotto da ‘Il Cipresso’ sarà anche biologico.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


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TENNIS E MOTORI:

LA NUOVA BMW X3 SCENDE IN CAMPO Una serata in tema di versatilità e grinta quella tenutasi lo scorso 17 novembre al Tennis Club Città di Bergamo, punto d’incontro per tutti gli appassionati di questo coinvolgente sport. Presenti all’evento tutti i soci, amici e conoscenti, riuniti per trascorre una serata tra brindisi e chiacchiere, senza dimenticare qualche scambio di opinione o consiglio sul tema “passione tennis”. Ospite d’eccezione un’auto che, in fatto di sportività, ha tanto, tantissimo da dire ovvero la nuovissima BMW X3, presentata per l’occasione dalla concessionaria Lario Bergauto Bergamo di Campagnola, partner per una sera del Tennis Club Città dei Mille che, tra i suoi soci, annovera alcuni affezionati clienti tra i quali il Presidente del Tennis Club Marco Fermi ed il Consigliere Giuseppe Caldara, promotori e organizzatori dell’evento. Tantissimi i consensi raccolti per la neonata di casa BMW, grazie anzitutto al suo design mozzafiato ed alla linea più slanciata, interni curati in ogni particolare, sistemi multimediali di ultima generazione ed una guida assistita e semiautonoma come l’Active Drive Crouise Control, per la marcia in colonna autonoma. Tutti plus che fanno da contorno alle prestazioni inedite di un motore al massimo della potenza, capace di rendere ogni viaggio un’esperienza unica. La stupenda BMW X3 sarà presente anche la sera del 30 novembre prossimo durate la cena di premiazione del Circuito di Tennis AIRC Lombardia, presso il ristorante Piajo di Nembro, per l’annuale appuntamento con la solidarietà.

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Fermi Marco Direttore Tennis Club

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QUESTO È IL PIANO PRESENTATO IL PIANO DELLE OPERE PUBBLICHE TRE ANNI DI BUONI PROPOSITI Piano delle Opere Pubbliche da 61 milioni di euro sul 2018, di cui oltre 23 messi dal Comune di Bergamo: la Giunta del Comune di Bergamo ha adottato giovedì 12 ottobre il documento che disciplina e schematizza le opere in programma sulla città per il prossimo triennio. Siamo sicuri che la programmazione è alla base di una buona amministrazione ma l’esperienza insegna che ad ogni cambio di amministrazione, quella che subentra, che da sempre a Bergamo è diversa politicamente da quella in carica, getta nel cestino buona parte dei progetti messi in cantiere dai predecessori. Ci sono casi clamorosi di opere pubbliche programmate o addirittura già appaltate che sono state bloccate anche sottoponendo il Comune ad esborsi milionari per risarcire le aziende coinvolte. Quindi il Piano delle Opere Pubbliche presentato di recente dall’assessore Brembilla, avendo un’estensione triennale comprende cose che forse resteranno solo sulla carta. Questo è il gioco delle parti e ogni assessore ha diritto al suo libro dei sogni...

Stanziati 850mila euro per gli interventi di manutenzione straordinaria e superamento barriere architettoniche di edifici scolastici e strutture per l’infanzia. 200mila euro complessivamente vengono dedicati alla realizzazione di spogliatoi allo Spazio Polaresco e per uno spazio polifunzionale indoor alla Malpensata. Stanziamenti significativi per la valorizzazione del Centro Piacentiniano, attualmente oggetto di un concorso che si chiuderà nel mese di gennaio, e per il restauro e il recupero dei porticati dell’ex mercato ortofrutticolo, che diverranno sale della biblioteca Tiraboschi: 1 milione di euro per ciascuno dei progetti. Altri interventi avranno una portata economica minore, ma saranno egualmente significativi: 600mila euro verranno destinati al restauro della ex chiesa di San Michele all’Arco, 400mila per la progettazione dell’intervento di realizzazione della nuova GAMEC presso il Palazzetto dello Sport.


Un’attenzione particolare verrà dedicata al verde, in quanto nel 2018 si getteranno le basi per l’ampliamento del parco della Malpensata sull’adiacente piazzale dopo che verrà completato il parcheggio all’ex Gasometro, si procederà per realizzare la struttura permanente al parco della Trucca e verrà realizzato il corridoio ecologico con una pista ciclopedonale tra Colognola e Grumello del Piano all’interno del parco agricolo (PLIS): 500mila euro verranno assegnati per ciascuno di questi tre interventi. Complessivamente 1,7milioni di euro verranno destinati alla manutenzione straordinaria del verde pubblico, di quello scolastico, di quello cimiteriale, dei parchi storici e per il potenziamento del patrimonio arboreo. Capitolo mobilità: per quanto riguarda la ciclabilità, 1,6milioni verranno dedicati alla realizzazione di un 89- est-ovest con adeguamento della passerella ciclabile in via Briantea e collegamento con Ospedale Papa Giovanni, e altri 500mila euro verranno destinati all’implementazione di altre piste ciclabili in ambito urbano. Il trasporto pubblico verrà potenziato con la realizzazione dei metrobus, cui verranno destinati 300mila euro per la corsia preferenziale in via Carducci. Per incentivare i veicoli elettrici 350mila euro verranno destinati all’installazione di impianti per la ricarica.

IL NUOVO CENTRO Il Centro Piacentiniano è stato realizzato nei primi trent’anni del Novecento, su progetto dell’architetto Marcello Piacentini e dall’ingegnere Giuseppe Quaroni, vincitori, con la proposta “Panorama”, di un concorso bandito nel 1907 per la ridefinizione dell’area occupata dalla Fiera. Da qui nasce un centro terziario e di servizi destinato al commercio e alle attività politiche, amministrative, finanziarie e giudiziarie della città, che, impostato su un rigido impianto ortogonale, ha visto la ridefinizione dei blocchi edilizi sul Sentierone e la costruzione di edifici come le sedi della Banca d’Italia e della Camera di Commercio, la Banca bergamasca e il Palazzo di Giustizia, firmati da importanti nomi della storia dell’architettura locale e nazionale tra cui Giovanni Muzio, Sandro Angelini, Ernesto Suardo oltre allo stesso Piacentini. Promosso dal Comune di Bergamo, il “Concorso Bergamo” intende attivare un processo mirato alla ridefinizione del sistema Piacentiniano e dei suoi usi diversificati, attraverso la riqualificazione di alcuni spazi urbani aperti, piazze e aree pubbliche. Cogliendo l’opportunità che deriva dalla prossimità di questi luoghi a immobili pubblici e privati dismessi o di imminente dismissione, la richiesta è di proporre soluzioni per migliorare la vivibilità e rinnovare così il fondamentale ruolo che tale ambito urbano riveste nella definizione dell’identità del centro cittadino.


Nella pagina accanto in alto i rendering del nuovo parcheggio ricavato nell’area dell’ex gasometro che consentirà di eliminare gli spazi adiacenti al Parco della Malpensata (disegno) e sul piazzale dove si tiene il mercato che a sua volta verrà trasferito in via autostrada nell’area segnata dall’immagine in basso. In questa pagina in alto un particolare degli affreschi della chiesa di San Michele all’Arco che saranno oggetto di restauro. Qui sopra il palazzetto dello Sport destinato ad accogliere la Gamec e l’ex mercato ortofrutticolo che diventerà una estensione della Biblioteca Tiraboschi Il Piano prevede anche due nuovi grossi interventi: come recentemente annunciato, l’area mercatale verrà spostata dal piazzale della Malpensata alle Canovine, e alla sistemazione del nuovo spazio vengono destinati 1,5milioni. Il secondo intervento significativo è la realizzazione di una vasca di contenimento ad Astino per risolvere in modo definitivo il problema del contenimento delle acque durante piogge intense ed evitare allagamenti nel quartiere di Longuelo: il costo dell’opera è di 3,8milioni di euro, di cui 1,9milioni da parte del Comune di Bergamo e gli altri messi dagli altri enti interessati. Diversi stanziamenti sono previsti per Città Alta: 400mila euro per interventi di riqualificazione di strade, scalette, piazze e percorsi pedonali, altrettanti per il rifacimento della scaletta in via Ripa Pasqualina, via Moratelli e scaletta Bellavista, 350mila per interventi straordinari di sistemazione viaria e dei manufatti, e 200mila per il restauro delle Mura Venete.

QUESTO È IL PIANO “Presentare il Piano delle Opere Pubbliche per il triennio successivo è sempre qualcosa di emozionante e che dà soddisfazione” ha spiegato l’Assessore ai Lavori pubblici Marco Brembilla, (foto a destra) “Il Piano di quest’anno presenta al tempo stesso elementi di continuità con quelli precedenti, come gli interventi per il superamento delle barriere architettoniche e o quelli destinati alla maggiore vivibilità dei quartieri, sia elementi nuovi: mi riferisco alla realizzazione della nuova area mercatale, nonché alla tanto attesa vasca di contenimento delle acque ad Astino. Gli interventi del Piano sono ovviamente diversi, ma la direzione è sempre una: quella di rendere la nostra città più vivibile possibile sotto tutti gli aspetti”.


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In questi casi è d’obbligo accettare il verdetto della giuria che ha scelto questo progetto per offrire un punto di informazione ai turisti, molti dei quali arrivano in città con treni o autobus che fanno capo alla stazione. A noi piace e, se proprio si doveva fare, si potrebbe dire che la struttura si immerge bene in quel “non luogo” che sono tutte le stazioni del mondo dove pochi sono gli abitanti e tantissimi i “passanti”. Peccato però che, a fronte di questo bel biglietto da visita, così moderno e lindo, a poca distanza resiste da anni un’area dove il degrado, i clandestini, gli spacciatori di eroina e i loro disgraziati clienti vivono indisturbati nella miseria totale...

DAVANTI DESIGN....


DIETRO DEGRADO E DISPERAZIONE.


Rimasugli di un’umanità borderline che frequenta questo posto a cui può accedere chiunque dal Piazzale della Stazione. Bottiglie rotte e siringhe, stracci, scarpe vecchie e cartacce sono la moquette di questo ostello della gioventù bruciata. Qui si mischiano tossici, quelli dell’eroina per intenderci, con i relativi spacciatori, irregolari, fuggiaschi, migrantes... in un crogiuolo di disperazione. Gente che va e che viene, chi fruga nella coltre di spazzatura, chi dorme dentro un cassone di legno... l’odore fa vomitare. Ci sono delle bilance che fanno pensare ad un deposito delle poste e in effetti qui probabilmente si trovavano i saloni dove la posta in partenza veniva smistata e caricata sui vagoni, dai quali veniva scaricata quella in arrivo. Alle Ferrovie dello Stato, in attesa di una riqualificazione di tutta l’area, se ne sono dimenticati e non poteva che finire in quel modo vista anche la vicinanza con la stazione. Se si è scelto di lasciare un ghetto a disposizione dei disperati che lo usano come dormitorio di fortuna o che ci vengono per bucarsi e a fare shopping di roba, se si accetta che possa esistere un posto destinato a tale scopo, almeno ogni tanto si dia una pulita e si mettano in funzione dei servizi igienici.


FUOCHI DI PAGLIA

di Giorgio Paglia www.fuochidipaglia.it Anche su Twitter: @Fuochidipaglia

CAMBIAMENTI DI ROTTA Si sono appena svolte le elezioni regionali in Sicilia. Il Movimento 5 Stelle, da solo, se la vede gomito a gomito con il Centrodestra (una coalizione) e risulta comunque il primo partito. Un dato però è definitivo e la dice lunga: ha votato poco più del 46% degli aventi diritto, quindi la maggioranza degli elettori è rimasta a casa. Ma dall’isola arriva anche un messaggio forte e chiaro sul PD. Il Segretario Renzi, in un quinquennio, non solo è riuscito a far crollare i consensi per quello che era il più grande partito italiano, ma è stato addirittura capace di far resuscitare l’ottuagenario e condannato Berlusconi. Un vero capolavoro politico per l’arrogante fiorentino! Forse, visto che sta girando il paese in treno, è meglio che non scenda alla prossima stazione e vada diritto verso destinazioni più lontane. Laggiù saprà almeno mantenere la parola data. D’altronde non era difficile prevedere l’umore della gente comune. Bastava uscire senza scorta dai palazzi del potere ed ascoltare per strada il popolo. Oppure navigare sui social, senza l’ausilio di avvocatoni pronti a denunciare chi dissente, stile Boldrini. La protesta era assolutamente chiara e lampante per chi la sapeva ascoltare, perché non si può travisare la verità con le solite tele-balle e tacciare poi di populismo chiunque tenti di evidenziare ciò che realmente non funziona. Poi, questo Governo ha fatto davvero poche cose per le imprese italiane e per i tanti che si trovano in difficoltà. Rimettere le tasse sui terremotati, quando ancora non si è ricostruito un bel niente, significa essere non solo degli stolti presuntuosi, ma soprattutto dei despoti senza cuore. Spendere 5 miliardi di euro all’anno per lasciar bighellonare, senza controlli, decine di miglia di extracomunitari è fortemente ingiusto, quando ci sono milioni di pensionati italiani a 500 € al mese. Nominare un Ministro dell’Istruzione con la licenza di maestra d’asilo, è semplicemente

prendere in giro tutto il mondo delle università e le sue non poche eccellenze. Imporre ancora come Sottosegretario di Stato la Boschi, dopo quello che è successo in Banca Etruria, è un palese abuso di potere di fronte a migliaia di risparmiatori truffati. Lasciare un’imposizione fiscale ai massimi livelli mondiali, quando lo Stato spreca miliardi di euro e non paga alle scadenze i suoi fornitori, è un atto criminale, perché uccide l’economia intera. Ma veniamo alle imprese nostrane, soprattutto quelle medio piccole. Il Ministro del Lavoro, l’ex comunista Poletti, con un bel diploma da tecnico-agrario, viene dal mondo delle cooperative rosse. Quindi da lui sappiamo cosa aspettarci. E infatti i risultati si son visti: un terzo delle imprese italiane non è sopravvissuto alla crisi. Di fatto, le piccole aziende devono barcamenarsi in un mondo globalizzato, facendo fronte ad una concorrenza che può contare su costi più bassi, con una burocrazia pubblica più snella e su una maggiore flessibilità lavorativa. Alcuni esempi chiariscono meglio la situazione. È da una settimana che un mio amico imprenditore cerca di chiamare ininterrottamente gli uffici Inps di Milano per avere dei chiarimenti, ma il telefono suona a vuoto. Un altro piccolo industriale della bergamasca, che conosco, è al lavoro dalle 5 del mattino fino alle 21 di sera, sabato e domenica inclusi, per riuscire ad evadere ordini sempre più estemporanei, a prezzi bassi e senza la possibilità di essere programmati nel tempo. Ma nello stesso momento deve occuparsi di dozzine di pratiche fiscali incombenti. Infatti, secondo la CNA di Mestre, oggi una piccola impresa manifatturiera italiana deve sottostare, tra IVA, Tares, Irap, ecc., a 22 adempimenti all’anno, che però comportano un obbligo operativo di 70 scadenze ogni 12 mesi, pari ad una incombenza ogni 3 giorni lavorativi. È possibile lavorare così? Ancora, in Italia la tassazione alle imprese, tra diretta e indiretta, supera il 62%. Un capestro pesantissimo, capace di mettere fuori gioco qualsiasi attività remunerativa. Possibile che la politica queste semplici cose non le capisca? E allora l’italiano si adegua. Non è certamente tipo da forconi, ma quando non ne può più, si allontana dalle urne (o dalla sua nazione) e vota un cambiamento di rotta radicale. Questa è la vera l’Italia di oggi. Tutto il resto è un fuoco di paglia.


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...PRIMA DI USCIRE CON UN BERGAMASCO CHE VENGA DALLA CITTÀ ALTA O DALLA VAL BREMBANA, IL BERGAMASCO È UN UOMO DA SPOSARE. SE VUOI ACCALAPPIARLO SEGUI QUESTI CONSIGLI ARTICOLO PUBBLICATO SU COSMOPOLITAN

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1. Guai a confonderlo per un abitante delle città limitrofe. Cominciamo con le basi: ecco subito una nozione di geografia che può salvarti la vita. Bergamo è una città che si trova tra Milano e Verona. Andando da Bergamo verso il Veneto, NON si incontrano altre città – in particolar modo, nessuna che inizi per “B” e finisca, poniamo, per “rescia”. Qualcuno dice che l’esistenza di un posto del genere è una storia che si inventa per far paura ai bambini in modo che si comportino bene, minacciandoli in caso contrario di portarli in un luogo tremendo, pieno di creature grottesche. Cerca di evitare qualsiasi riferimento a quel posto immaginario. E soprattutto non ti salti in mente di dire che sei stata con uno che ci era nato perché NON è possibile, hai capito? Bene. 2. È un uomo da sposare. In secondo luogo è importante che tu conosca una cruciale distinzione: l’abitante della città di Bergamo è una persona a modo, inspiegabilmente educata, che vive in una città bellissima. Se ti capita un ragazzo di quelle parti, tre volte su quattro puoi dire di aver fatto tombola: tua mamma sarebbe la prima a definirlo “uomo da sposare”. Però, ecco, gli abitanti della provincia... Ehm. Se glieli menzioni il ragazzo di Bergamo Centro sarà il primo a rabbuiarsi un po’, magari chiedendo sottovoce di non essere confuso con loro, come succede coi parenti caciaroni e imbarazzanti. Ora, siccome per gestire un ragazzo di Bergamo City non avrai bisogno di particolari consigli (se non quello di prendere l’iniziativa tu, perché spesso lui è MOLTO perbene), la gestione del maschio delle valli richiede ben altro impegno, e da ora in poi iniziamo a parlare di lui. 3. Allaccia le cinture!  Che il bergamasco nasca muratore è un cliché abbastanza limitato. Perché contemporaneamente nasce anche falegname, imbianchino, meccanico, idraulico, collaudatore di sostanze alcoliche, allevatore di cani dal brutto carattere, camionista, cercatore di funghi professionista e pilota di rally –  malauguratamente, le prime attività gli lasciano poco tempo per l’ultima, che deve mettere in pratica nei ritagli di tempo, quando si sposta tra un paese e l’altro. Quindi fatti un favore: mettiti le cinture di sicurezza. Tutte, anche quelle dei sedili dietro, allungale fino a quello davanti. Se possiedi un paracadute, be’, non guasta. 4. Con lui non devi temere una vita stanziale. Come avrai notato, ovunque si vada, anche nei posti più lontani, esotici, sperduti, irraggiungibili, nel giro di mezz’ora, tra dialetti neozelandesi o silenzi kurdistani si alzerà un «Cristiaaaan!!!! Alùra??? Ciàpa la birrraaaa!!!» 5. Col bergamasco girerai il mondo. Salvo scoprire che il pianeta non è che una versione un po’ più grande della provincia di Bergamo: sul Rio delle Amazzoni, sentirete dire che “è come il Bremboooo” e davanti al Big Ben, scatterà spontaneo il paragone col Campanù (per i non addetti: la Torre Civica di Bergamo); ai piedi dell’Everest, commenterà che è “uguale al Pizzo Caminoooo”.

6. Nel dialetto orobico non esiste l’espressione “Ti amo”. Al massimo, si arriva a un soddisfatto “Ti voglio bene” (“Te ole bé”). Questo perché l’unica donna alla quale gli è concesso di aprire veramente il suo cuore è l’Atalanta (“la Dea”).  7. Non capisce bene le donne timide e dolci. Non è abituato. Da che si ricorda, le donne attorno a lui iniziano a vociare alle 6 del mattino, tendenzialmente rimproverandolo a morte: dalla sua mamma (pronuncia: “Mamàaaaah”) alle sorelle alle zie, fino alle prime muruse delle elementari, la manifestazione di affetto cui è abituato è infarcita di apprezzamenti che ruotano attorno ai concetti di “Pelandrù”, “Lazarù”, “Disgrassià”, con la tenerezza del sergente di Full Metal Jacket. Fai una prova e lo vedrai sorridere felice e mormorare “Te ole bé”.  8. “Pota” pazienza.  Ma parlando di donne, veniamo al dunque. Come probabilmente saprai, la parola che contraddistingue il bergamasco nel mondo è: pota. Che indica una parte divertente del corpo femminile. Ma attenzione! L’uso continuo e spensierato di questa parola da parte del bergamasco è quasi innocente. A differenza del milanese che inserisce nel discorso il termine (...pardon) “Fiiiiga!”  con una certa decisa sfrontatezza, il bergamasco la adagia ovunque con delicatezza, sostituendola con amore a parti pesanti del discorso. Pota, per esempio, può agevolmente sostituire le seguenti espressioni:  “In verità...”, “Sostanzialmente...”, “D’altra parte...”, “Pur accogliendo le tue osservazioni, ritengo che...”, “Se posso sottoporre la mia versione dei fatti...”, “Credo che possiamo senz’altro concordare che...” Infilata nei discorsi dei politici, Pota li renderebbe molto più snelli e simpatici.  9. È focoso.  Ma con tutta questa pota a fior di labbra, che amante è il bergamasco? Beh, non aspettatevi robe troppo raffinate:  i suoi antenati gli hanno tramandato che “L’amùr è come na fritàda: va fattc in una fiammada” (se hai bisogno di traduzione: “L’amore è come una frittata, va fatto in una fiammata”).  10. È un dongiovanni.  Infine, un avvertimento: l’uomo della provincia di Bergamo ti vorrà sinceramente bene, ma anche a causa della quantità spropositata di amici (circa un migliaio e te li troverai spesso in casa per guardare “la partìda della Deaaaa!!”) e la quantità inaudita di parenti (circa un milione, che ti capiteranno in casa quando se ne andranno gli amici) è portato a una vita sociale piuttosto intensa, durante la quale gli capiterà di “fare il bàmbo” con le altre, cercando generosamente di mettere in atto una tecnica manuale per “Proà la pressiùuuuu” a certe parti del corpo femminile (sulle quali, a dire la verità, medici e infermieri non sono soliti provare la pressione). Ma forse non ne sarai troppo sorpresa: è molto probabile che vi siate incontrati così. Il bergamasco famoso che abbiamo scelto per rappresentare i suoi concittadini orobici è l’attore Giorgio Pasotti.


WORKING AD ALTA QUOTA

La montagna con il suo fascino, con le sue vette, boschi e fiumi è stata la cornice del servizio moda di questo numero. Un fashion un po’ speciale, nel quale i nostri modelli Giulia e Riccardo, si sono cimentati in diverse attività lavorative per presentare ai lettori il meglio dell’abbigliamento firmato BongiornoWork, azienda leader nella realizzazione e vendita di abbigliamento, calzature, antinfortunistica e accessori da lavoro disegnati da Bongiorno Marina.


WORKING AD ALTA QUOTA


Location scelta l’agriturismo Ferdy, situato in Valle Brembana, nel comune di Lenna, composto da una tradizionale struttura in legno, il Borgo del Benessere e un bellissimo parco a ridosso del fiume Brembo. In un pomeriggio soleggiato di fine novembre Giulia e Riccardo hanno raggiunto la meta del servizio guidando il nuovissimo Suv XV firmato Subaru, scattante, grintoso e in grado di affrontare anche i terreni più impervi come quelli di montagna. In un anticonvenzionale colore azzurro chiaro, perfetto per creare un netto contrasto con il verde della natura circostante, la Subaru XV, messa a disposizione per l’occasione dalla concessionaria AutoRota di Bergamo, è stata la protagonista dei primi scatti che hanno visto Giulia vestita ironicamente da meccanico e Riccardo nei panni di boscaiolo.


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Outfit curati in ogni minimo particolare e completati dagli accessori come i guanti in vinile, utilissimi per proteggere gli arti superiori e le scarpe Kappa4work disegnate e progettate da Bongiorno Marina. Dopo il lavoro ovviamente i ragazzi non potevano che concedersi un lauto pranzo a base di pane, salame e formaggio, tipico di queste zone, preparato da Riccardo che, in veste di cuoco, ha dato sfoggio delle sue qualità culinarie. Allo stesso tempo Giulia si è adoperata nella sistemazione della piccola baita, vestita di tutto punto con camice e scarpe ad hoc e munita di un kit anti polveri e sostanze tossiche, importantissimo per coloro che si occupano di questo settore.


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E, per un relax che si rispetti, non poteva certamente mancare il momento dedicato a massaggi e trattamenti speciali al fieno o al siero di latte, per i quali è necessaria la presenza di estetiste certificate, preparate e attente ai dettagli, come la divisa indossata, fatta di materiali naturali, come il cotone, per il massimo dell’igiene e del comfort. Dresses: BONGIORNO ANTINFORTUNISTICA Via E. Fermi, 10 Curno Tel. 035 462462 - www.bongiornowork.com Auto: CONCESSIONARIA AUTOROTA Via Campagnola, 40 - Bergamo Tel. 035 5098042 - www.autorota.net Location: AZIENDA AGRICOLA AGRITURISTICA FERDY Località Fienili, Lenna (Bg) Tel. 0345 82235 - www.agriturismoferdy.com Agency: Image Time Brescia Models: Giulia e Riccardo


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SOGNO AMERICANO… E NON SOLO!

Testo Valentina Colleoni

ANNO DOPO ANNO ABBIAMO SEGUITO LE EVOLUZIONI DELLA CANTINA BIAVA, FINO A GIUNGERE IN QUESTO 2017 ALLA REALIZZAZIONE DI DUE GRANDI, GRANDISSIMI SOGNI CHE IL TITOLARE, MANUELE BIAVA CI HA VOLUTO RACCONTARE.


Manuele anche quest’anno hai grandi novità da raccontare ai nostri lettori… “Direi di sì! Questo 2017 è stato per noi una sorta di anno zero, un anno cruciale nel quale abbiamo concretizzato il progetto di portare il nostro vino al di fuori dei confini italiani. Un processo iniziato già qualche anno fa con l’esportazione a Londra, per passare poi a New York e Shangai. Per tutto questo il Presidente della Regione Lombardia Maroni mi ha insignito quest’anno del titolo di ambasciatore del vino lombardo nel mondo”. Stati Uniti: questo nome cosa ti evoca? “Grandi ed indelebili emozioni. Chi avrebbe mai detto che dalla mia collinetta a Scanzo sarei arrivato nell’enoteca newyorchese numero uno? Ed invece il sogno si è realizzato. La strada non è stata facile ma ce l’abbiamo fatta: il 31 ottobre 2017 siamo sbarcati nella Grande Mela per tenere una serie di sezioni di formazione presso la più importante enoteca d’America: Astor-Wine & Spirit”. Come è andata? “Molto bene: gli americani sono molto selettivi ma amano tutto ciò che è italiano soprattutto se supportato da una reale storia come la nostra. Una piccola coltivazione, in un piccolo paese di una città come Bergamo che, da poco, si è resa nota alle cronache per essersi aggiudicata la certificazione di “Patrimonio Mondiale dell’Unesco” grazie alle nostre splendide mura. Tutte cose che i responsabili di Astor hanno comunque scoperto visitando dapprima la mia cantina, degustando il vino e portandosi a casa le bottiglie per una valutazione finale. Che ovviamente fu positiva. E da li la storia…”. In quei giorni americani che aria hai respirato? “Di grande entusiasmo, non solo da parte nostra ovviamente, ma anche di tutto il personale di Astor che abbiamo formato (non potete immaginare quanti sono!) per permettere loro di essere preparati nei confronti della esigente clientela. Lo stesso per tutti coloro che si erano iscritti al prestigioso evento a numero chiuso, organizzato dall’enoteca per degustare vini italiani, tra i quali appunto la produzione Biava”. Quindi sulle tavole americane non è arrivato solo il Moscato di Scanzo ma anche tutta la tua produzione… “Esattamente. Il Moscato di Scanzo, per le sue caratteristiche di vino autoctono, unico al mondo, ha fatto da apripista a Guelfo e Ghibellino, rossi molto apprezzati e ai passiti Giallo ed Exenthia”.


Parlando di questi vini quali riconoscimenti e premi vi siate aggiudicati per questa annata? “Anche su questo fronte grandi soddisfazioni: sulle più importanti guide abbiamo mantenuto e rafforzato le nostre posizioni, aggiudicandoci la Corona sulla Vinibuoni d’Italia del Touring Club. Inoltre siamo da sempre nella guida Slow Wine e nella guida Prosit dell’Onav. Grande soddisfazione anche per la Rosa d’Oro aggiudicata ad Exenthia. Ciliegina sulla torta la conferma del nostro Moscato di Scanzo nella top 100 sulla guida l’Espresso”. Vi sono novità in fatto di produzione? “Sì, una grande novità chiamata Guelfonero che non abbiamo portato a New York, in quanto desidero resti una chicca per gli appassionati italiani, ma che presenteremo ufficialmente a Natale 2017. Questo vino è il vino del cuore, creato in onore di mio nonno Giovanni, dedicato a lui, il mio maestro del quale porta tutte le caratteristiche in quanto vino deciso e austero. Per ottenerlo abbiamo utilizzato un cabernet franch in purezza, lavorato con grande cura e con un lungo invecchiamento in legno senza che questo sia preponderante nel gusto, per lasciare così al palato morbidezza, compostezza ed infinita eleganza”. Nella prima domanda ci hai parlato anche di Cina. Cosa intendevi? “L’incontro con la Cina è stato un fulmine a ciel

sereno. Uno dei più ricchi imprenditori cinesi, durante una sua visita in Italia si innamorò del Moscato della mia cantina e volle assolutamente propormi un viaggio nella sua residenza. Così a luglio siamo partiti e, ospiti nella sua immensa villa, abbiamo avuto il piacere di fargli degustare personalmente tutte le mie etichette. Dall’esito positivo di quel fantastico viaggio si è aperta la via del mercato cinese”. Ulteriori espansioni quindi si profilano all’orizzonte? “La strada tracciata diciamo che prevede un riposizionamento nel mercato, partendo proprio dall’apertura all’estero. Questo con la consapevolezza della piccolissima quantità del nostro prodotto, motivo per il quale abbiamo optato per una diversa selezione della clientela. In pratica il numero delle nostre bottiglie resta invariato, dobbiamo solo decidere a chi darle!”. In questa espansione vi fate anche promotori del nostro territorio nel mondo e questa è una cosa stupenda... “Sì questo è un elemento al quale tengo moltissimo. Spiegare la nostra terra, portare le nostre origini, le tradizioni e ciò che ci contraddistingue nel mondo credo sia una delle più grandi soddisfazioni, soprattutto quando ami e credi molto nel tuo Paese, nella tua gente. Quindi continuerò su questa strada, sperando, con il mio piccolo contributo, di fare risplendere ancora di più il nome di Bergamo nel mondo”.

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CHI C’ERA

BERGAMO

TASTING 2017:

DEGUSTAZIONI D’ECCELLENZA UNA DUE GIORNI RICCA DI GUSTO ED EMOZIONI DEL PALATO FIRMATA CORNALI DIVINO Cornali Divino 2017: a quasi dieci anni dalla sua fondazione oggi il suo nome risuona tra gli intenditori di vino (e non solo), come uno dei punti di riferimento per la scelta di etichette di qualità nella ristorazione. Frutto questo dell’esperienza e della passione che la titolare Marzia Brambilla e tutto il suo staff pongono nella ricerca di cantine selezionate, spesso conosciute per una produzione esigua ma di grande eccellenza. Perché proprio come ci ha spiegato Marzia durante l’evento Tasting, organizzato il 22 ed il 23 ottobre “La ricerca di piccole aziende fornisce la possibilità di riscoprire i sapori autentici delle tradizioni locali che spesso si traducono nella proposta di vitigni minori o metodi di produzione dimenticati perché troppo redditizi o dispendiosi”. Ecco perché alla due giorni di degustazione, tenutasi presso La Vecchia Filanda di Brusaporto, gli ospiti hanno potuto assaporare oltre settanta vini italiani, presentati dalle dodici aziende di esclusiva Cornali Divino, tra cui piccole nicchie di produzione biologica, biodinamica e naturale, per ognuna delle quali era presente il titolare. Un valore aggiunto non indifferente in quanto tutti


gli ospiti hanno potuto scambiare opinioni direttamente con coloro che, giorno dopo giorno, osservano crescere il frutto del proprio lavoro, dal grappolo in vigna al vino in cantina. Per esaltare il sapore del vino, offerte agli ospiti proposte gastronomiche delle migliori eccellenze italiane. Preziosa anche la partnership con il famoso Chef Chicco Coria che, per l’occasione, ha cucinato raffinati piatti ricchi di gusto, in abbinamento perfetto ai diversi vini proposti. In tutte queste preziosità non da meno è stata la presentazione del Blanc de blancs Cornali Divino, una bottiglia raffinata adatta ad ogni occasione. Dopo il successo riscosso dal Tasting Cornali Divino, lo show room di Dalmine sarà a disposizione dei clienti per consigliare i migliori vini e creare ricche confezioni natalizie.


MASTERFRUIT:

GIOVANI IMPRENDITORI CRESCONO… Fotografie Paolo Biava

DETERMINAZIONE, PASSIONE E VOGLIA DI SOGNARE: COSÌ LUCA E ANDREA GORI HANNO INTRAPRESO LA STRADA DEL FOOD, CON UN PROGETTO IMPRENDITORIALE CHE IN SOLO DUE ANNI HA DATO TANTI TANTISSIMI “FRUTTI”. COME QUI CI HANNO RACCONTATO


Quando e come nasce l’idea di Master Fruit? Andrea: “L’idea nasce circa due anni e mezzo fa, nella primavera del 2015. Desideravamo lavorare insieme nel settore del food per creare un qualcosa di nuovo; la fortuna di viaggiare all’estero ci ha consentito di notare le differenze più grandi tra la “vecchia” Italia e gli altri Paesi, analizzando come concepiscono il cibo, il servizio e le tendenze del settore”. Questo il focus della vostra idea? Luca: “In particolare il concetto secondo il quale i ritmi frenetici non possono screditare la qualità di un prodotto e soprattutto devono consentire alle persone di non rinunciare al proprio pranzo o alla pausa caffè. Decidemmo quindi di adottare un packaging esclusivamente monouso, adatto sia al consumo del piatto o della bevanda nel locale, sia al take away”.

E da lì ha avuto inizio il vostro viaggio... Andrea: “Sì! Spendemmo settimane alla ricerca di un locale che potesse essere adatto alla nostra prima esperienza imprenditoriale. Così, dopo qualche mese di lavoro, il 13 Novembre 2015 nacque il primo MasterFruit in via Pignolo a Bergamo. Eravamo, come ora, semplici ragazzi con grandi sogni. Io avevo iniziato a seguire questo progetto prima ancora di finire la maturità all’ITE presso la scuola IMIBerg, mentre Luca era reduce da un’esperienza nel settore ortofrutticolo. Anche se da adolescenti eravamo entrati in contatto con il mondo della ristorazione, non avevamo una grande conoscenza ma passione e determinazione ci hanno aiutato ad imparare e crescere”.


Da cosa deriva il nome MasterFruit? Luca: “Per puro caso. Durante un pranzo estivo, poco prima che i lavori iniziassero, cercammo di combinare un po’ di parole che potessero risultare accattivanti e fossero il fulcro del nostro business: cibo veloce, ma naturale, da non confondere con bio, vegetariano o vegano. Cose che non sempre combaciano tra loro. Nacque così “MasterFruit - natural fast food” trasformato poi in “MasterFruit – food, juice, coffee” per le tre basi che costituiscono la nostra identità: il cibo della nostra cucina, i frullati, i centrifugati a base di frutta e il caffè”. Quando avete capito che poteva essere l’idea giusta? Andrea: “Dopo la prima estate. La scelta di aprire in una zona meno centrale era volutamente studiata per capire la ricettività del mercato e in effetti si è dimostrata un ottimo trampolino di lancio; in due anni ci siamo creati un ottimo giro di clienti che tutt’oggi ci seguono anche nel nuovo locale di via XX Settembre”.

Chi ha contribuito a rendere il locale così “particolare” e curato in ogni minimo dettaglio? Luca: “Ci siamo occupati noi di tutto quanto perché volevamo creare una nostra identità. Ecco perché l’impronta del vecchio MasterFruit è presente anche qui attraverso gli inserti vegetali, le pareti verdi e l’arredo che ricorda un ambiente esterno, quasi un giardino e la particolarità al piano superiore di una cucina a vista. A completamento del tutto 40 posti a sedere per accogliere i nostri clienti”. Veniamo al focus. Il menù di MasterFruit cosa prevede? Andrea: “La nostra proposta varia dalla mattina fino al tardo pomeriggio. Offriamo colazioni più o meno tradizionali utilizzando la miscela di caffè biologico e fairtrade Ravasio, così come il pranzo. La cucina è gestita dallo chef Fabio Anghileri, 28 anni, anche lui giovanissimo come noi. I piatti e il menù variano circa una volta al mese, per seguire la stagionalità dei prodotti.

IL GIOVANISSIMO CHEF FABIO ANGHILERI NELLA CUCINA A VISTA DI MASTER FRUIT APPOSITAMENTE STUDIATA PER RENDERE LA PREPARAZIONE DI TUTTI I PIATTI LIGHT FOOD UN VERO E PROPRIO SHOW COOKING PER TUTTI I CLIENTI


Proponiamo piatti unici, insalate, zuppe, panini gourmet che seguono il filo comune del light food. Oltre a questo, ciò che più ci contraddistingue sono i centrifugati, i frullati e i prodotti a base di frutta”. Giovani e già in carriera: come vi sentite? Luca: “La gente si stupisce che due ragazzi giovani facciano rinunce per credere in un progetto però per noi è normale. MasterFruit non è solo la nostra azienda ma la nostra casa, il nostro presente e, speriamo il nostro futuro. In tutto questo siamo stati fin dal principio appoggiati e supportati da una persona speciale, nostra mamma Anna, che non smetteremo mai di ringraziare”. Cosa consigliereste ai giovani che volessero seguire il vostro esempio? Luca: “Di non mollare mai. La nostra società non crea le condizioni più facili per creare una propria attività: ci sono molti ostacoli ancora prima di partire ma, se credete veramente nel vostro progetto, portatelo avanti con tutte le vostre forze e, prima o poi, ne sarete ripagati”.

Avete un sogno? Andrea: “Assolutamente sì! Il nostro MasterFruit riproposto in più città. Noi ci vogliamo credere!”.

MASTERFRUIT - Food, Juice and Coffee Via XX Settembre, 58 - Bergamo Tel. 035 210799 - www.master-fruit.it Instagram: maserfruit_bg Facebook: MasterFruit


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REGOLA

MENTO

IL COMUNE DI BERGAMO IN DIFESA DEI CITTADINI NON UMANI Nel numero di settembre abbiamo pubblicato la prima parte del nuovo regolamento adottato dal Comune di Bergamo per la tutela di ogni specie animale presente sul territorio cittadino, sia domestica, sia selvatica. Dopo i primi articoli di tipo tecnico legislativo, ecco questo mese le disposizioni che riguardano più da vicino i nostri compagni di viaggio su questa terra, siano essi i nostri adorati animali d’affezione equiparati a membri della famiglia, oppure quelli liberi in natura. Per i primi e per la loro felice esistenza ci sono anche regole di buona educazione da tenere a mente, per gli altri sempre un grande rispetto.

PRINCIPI GENERALI

uno

due

tre

La definizione generica di animale di cui al presente Regolamento, si applica a tutte le tipologie e razze di animali di affezione e a tutte le specie di vertebrati ed invertebrati, anche in stato di libertà o semilibertà e che si trovano o dimorano stabilmente o temporaneamente nel territorio del Comune. Sono escluse le specie selvatiche di vertebrati e invertebrati il cui prelievo è regolato da specifiche disposizioni nazionali e regionali, in particolari riguardanti l’esercizio della caccia e della pesca e le tipologie interessate alle attività di disinfestazione e derattizzazione.

I detentori a qualsiasi titolo di un animale devono prendere ogni possibile precauzione per impedirne la fuga e garantire la tutela di terzi da aggressioni, così come stabilito dalle normative nazionali in materia. Gli stessi devono inoltre garantire che il medesimo non arrechi disturbo alla quiete pubblica e sono tenuti a custodirlo in modo che non danneggi o sporchi le proprietà pubbliche o private.

Chi, a qualunque titolo, detiene un animale deve averne cura e rispettare le norme dettate per la sua tutela. In particolare deve essere garantita costantemente la possibilità di soddisfare le principali esigenze fisiologiche e comportamentali dell’animale e devono essere forniti regolarmente acqua e cibo secondo le specifiche necessarie per età, specie e razza. Inoltre all’animale devono assicurare la regolare pulizia degli spazi di dimora dell’animale stesso

MALTRATTAMENTO È:

detenere animali in luoghi esposti a suoni, rumori o musiche ad un volume tale da essere considerato nocivo; non garantire agli animali, detenuti a qualsiasi titolo, l’alternanza naturale del giorno e della notte; trasportare o detenere animali nel baule dell’autovettura, anche se ferma, quando questo è separato o non è tutt’uno con l’abitacolo; ciò anche se il portellone posteriore è parzialmente aperto o sono stati predisposti areatori.

MAI COSÌ! MALTRATTAMENTO È:

privare gli animali dell’acqua e del cibo necessario, tenerli costantemente in luoghi che non offrano un idoneo riparo alle intemperie e agli agenti atmosferici o sottoporli a temperature climatiche tali da nuocere alla loro salute; la cuccia deve essere adeguata alle dimensioni dell’animale, deve avere il tetto impermeabilizzato e deve essere chiusa su tre lati e alzata dal suolo

MALTRATTAMENTO È:

detenere animali in spazi angusti, confinarli in terrazze o balconi in modo continuativo qualora gli spazi non siano compatibili con il loro benessere psico-fisico e con le rispettive caratteristiche etologiche, isolarli in rimesse, box o cantine, in locali privi di luce oppure segregarli in contenitori o scatole, anche se poste all’interno dell’appartamento o di altri locali anche commerciali.

MALTRATTAMENTO È:

MALTRATTAMENTO È:

si considera maltrattamento lasciare animali chiusi in veicoli, rimorchi o altri mezzi, per periodi tali da compromettere il benessere o il sistema fisiologico dell’animale

mantenere animali selvatici o esotici alla catena, permanentemente legati al trespolo o senza la possibilità di un rifugio ove nascondersi alla vista dell’uomo; il rifugio dovrà essere di grandezza adeguata e tale da contenere tutti gli animali della gabbia; per gli animali solitari ve ne dovrà essere una per ogni soggetto;


MALTRATTAMENTO È:

MALTRATTAMENTO È:

colorare e tingere animali nonché esporre o vendere animali colorati artificialmente, ad eccezione di marcaggi temporanei effettuati con metodi incruenti;

utilizzare animali di qualsiasi specie ed età per la pratica dell’accattonaggio.

MALTRATTAMENTO È:

MALTRATTAMENTO È:

condurre animali al guinzaglio tramite mezzi di locomozione in movimento siano essi a trazione meccanica, animale o a mano, su qualsiasi tipo di strada, pista o sentiero; 10. stabulare animali in gabbie con la pavimentazione in rete; tale norma non si applica alle gabbie che hanno una pavimentazione di almeno il 50% della superficie piena;

far indossare agli animali museruole “stringi bocca”, collari a strangolo, con punte in qualsiasi modo in grado di provocare potenziale dolore all’animale. E’ ammesso invece il collare salvapelo se adoperato da personale pubblico e/o autorizzato. Gli animali dovranno essere condotti preferibilmente con pettorina, meglio di tipo H/norvegese/svedese o comunque modelli diversi da quello ad Y (il quale, stringendo le scapole del cane può causare danni fisici soprattutto ai soggetti giovani). La pettorina deve essere di taglia adeguata e deve poter essere adattata al fisico dell’animale;

ALTRIMENTI... Oltre alla sanzione amministrativa prevista dalle norme regionali, gli animali saranno sottoposti a confisca e potranno essere affidati temporaneamente o a titolo definitivo alle strutture di riferimento. Nei casi di sequestro e confisca, oneri e spese sono a carico del trasgressore e, se individuato, del proprietario responsabile in solido, con recupero a mezzo ordinanza ingiunzione, ovvero con ingiunzione fiscale e iscrizione a ruolo. La struttura di riferimento ne diviene depositaria e può essere autorizzata dal Comune o dagli enti competenti a consegnare in affidamento o proprietà l’animale a soggetti idonei che garantiscano il benessere dell’animale.

ESPOSIZIONI E CIRCHI È vietata su tutto il territorio qualsiasi forma di esposizione temporanea e di spettacolo pubblico o privato, ad eccezione dei circhi e delle attività di spettacolo viaggiante, effettuato con o senza scopo di lucro che contempli, in maniera totale o parziale, l’utilizzo di animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche. Questo divieto non si applica, ferma restando la necessità del rispetto del benessere, della dignità animale della salute animale e umana alle fiere zootecniche e alle manifestazioni di promozione o valorizzazione delle specie, organizzate e/o patrocinate da enti pubblici o da enti partecipati da pubbliche amministrazioni e alle manifestazioni senza scopo di lucro organizzate da Associazioni animaliste iscritte all’Albo regionale del volontariato o Onlus, con finalità di protezione e/o adozione di animali, preventivamente autorizzate dal Comune. È sempre vietata l’esposizione di qualsiasi tipo di animali non svezzati e l’espo-

sizione di cani e gatti di età inferiore a 120 giorni. Per i raduni di cani accompagnati dai loro possessori, organizzati in luoghi aperti, non è previsto il rilascio dell’autorizzazione, ma deve esserne data comunicazione al Comune ed ai Servizi Veterinari di ATS. È vietato l’impiego di animali di qualsiasi specie come richiamo del pubblico per esercizi commerciali e mostre. È vietato utilizzare animali vivi di qualsiasi specie come premio o regalo in ambito di manifestazioni, fiere, mostre, esposizioni, parchi di divertimento o altre attività. I circhi e le attività di spettacolo viaggiante con utilizzo di animali sono in ogni caso obbligati al rispetto delle prescrizioni contenute nelle “Linee guida per il mantenimento degli animali nei circhi e nelle mostre itineranti”, emanate dalla Commissione Scientifica CITES con Delibera del 13 aprile 2006

MALTRATTAMENTO È:

tenere qualsiasi animale d’affezione alla catena o alla corda ed applicare qualunque altro strumento di contenzione similare, salvo che per ragioni sanitarie, certificate con diagnosi e durata del trattamento, o per effettive, comprovabili e temporanee ragioni di sicurezza. Nei casi ammessi, la catena deve essere mobile, dotata di anello rotante assicurato ad un cavo aereo di scorrimento di almeno cinque metri di lunghezza e tale da permettere all’animale di alimentarsi, abbeverarsi, ripararsi da condizioni meteorologiche avverse e da impedire che la catena si avvolga, accociandosi; è in ogni caso vietato agganciare la catena a collari a strozzo.

VENDITA DI ANIMALI Ai fini dell’apertura di esercizi commerciali destinati alla vendita di animali d’affezione, nella fase istruttoria, il Servizio veterinario dell’ATS accerta, ai sensi della vigente normativa regionale, che i ricoveri e le aree destinate agli animali possiedano requisiti strutturali ed igienico-sanitari rapportati alle esigenze degli animali da detenersi e forniscano garanzie idonee alla prevenzione di rischi o incidenti. Il commercio di animali, senza apposita autorizzazione o in condizioni diverse da quelle previste nell’atto autorizzativo o ritenute non idonee dagli operatori della vigilanza veterinaria, comportano l’adozione di misure sospensive o interdittive dell’attività e l’emissione dei necessari provvedimenti cautelari a tutela del benessere animale. IL NUOVO REGOLAMENTO DEL COMUNE DI BERGAMO PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI PROSEGUE NEI PROSSIMI NUMERI


CHI C’ERA

BERGAMO

IL POSTO PERFETTO PER CUCCIOLI FELICI

INAUGURAZIONE UFFICIALE PER HAPPY FRIENDS, IL PRIMO CENTRO VETERINARIO IN CUI TROVARE TUTTA L’ASSISTENZA PER I NOSTRI AMICI A QUATTRO ZAMPE La salute e il benessere dei nostri cuccioli sono gli obiettivi per il quale è stata creata a Bergamo la prima clinica dedicata. Un concetto che non esisteva fino a quando i titolari Christian La Monaca, Chicco Reggiani e Paolo Miglietta, tendendo l’orecchio alle esigenze del mercato, si sono resi conto di come mancasse la presenza di un luogo efficiente in cui poter trovare una plurivocità di servizi dedicati agli amici a quattro zampe. Da qui l’idea di dare vita a Happy Friends, centro specializzato attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, nel quale trovare un ospedale con sale operatorie e TAC a 32 strati, Parafarmacia veterinaria, pronto soccorso, servizio toelettatura, addestramento e corsi agility ed obidience. Tutto questo gestito da personale altamente esperto sempre a disposizione delle diverse esigenze della clientela, seguita step by step, in tutte le diverse attività e servizi proposti dal centro, inaugurato ufficialmente lo scorso 31 Ottobre sulla Strada Provinciale Briantea, uscita Longuelo-Bergamo, con un coinvolgente open day. Per tutta la giornata, infatti, i clienti hanno avuto la possibilità di effettuare una visita guidata del centro, scoprendo così i servizi proposti. Tantissimi i riscontri positivi ricevuti dalle oltre 1.500 persone susseguitesi nel corso della giornata, sia per l’aspetto estetico della struttura che per l’unicità dell’attività. E così, accompagnati per lo più dai loro cuccioli, gli ospiti hanno toccato con mano l’efficienza di questo nuovo concetto di Centro veterinario che, grazie anche a “piani di salute” ovvero pacchetti comprensivi di esami, controlli e vaccinazioni, consentiranno la massima prevenzione e cura degli amici animali. Perché come recita il motto di Happy Friends “Un cucciolo sano è un cucciolo felice”.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


ODONTOIATRIA ESTETICA

A cura del Dr Mora Luca e Odt Ghidotti Stefano

LA RICOSTRUZIONE DEL SORRISO PER SORRIDERE CON NATURALEZZA Per “Estetica dentale” si intendono tutte quelle procedure che possono migliorare la bellezza dei nostri denti e delle nostre gengive, rispettando il contesto naturale delle labbra, che sono la “cornice” dei denti, ed il viso che un bel sorriso deve saper valorizzare. Attraverso alcune semplici fotografie, oggi è possibile realizzare uno studio estetico e previsualizzare come potrebbe diventare il nostro sorriso ancora prima di qualsiasi intervento. Il paziente può quindi vedersi in una foto e capire insieme al clinico quali sono gli aspetti del dente che possono essere migliorati sia come posizione, sia come forma, sia come colore.

I SERVIZI DEL CENTRO PEDODONZIA ORTODONZIA IGIENE ORALE CONSERVATIVA ENDODONZIA PARODONTOLOGIA ODONTOIATRIA ESTETICA PROTESI IMPLANTOLOGIA DENTALE IMPLANTOLOGIA DENTALE IN CARICO IMMEDIATO CHIRURGIA ORALE CHIRURGIA OSSEA RIGENERATIVA CHIRURGIA PRE-PROTESICA CHIRURGIA PARODONTALE CHIRURGIA MAXILLO FACCIALE GNATOLOGIA LOGOPEDIA NUTRIZIONE INDAGINI RADIOGRAFICHE DIGITALI ANESTESIA TOTALE SEDAZIONE COSCIENTE TRATTAMENTO PAZIENTI ODONTOFOBICI E CON GRAVI DEFICIT PSICOFISICI NON COLLABORANTI DAY-HOSPITAL LABORATORIO ODONTOTECNICO CORSI TEORICO PRATICI CONVEGNI E CONFERENZE

Paziente prima del trattamento

Paziente dopo il trattamento

CENTRO DAINA

Salute orale dal 1978 Studio estetico realizzato con programma computerizzato


Rendere armonica la forma dei denti nel contesto del viso e migliorarne il colore, sono i due aspetti fondamentali per raggiungere una buona estetica. Quando è possibile si interviene utilizzando delle faccette o delle corone totalmente in ceramica, con degli spessori veramente minimali, inferiori al millimetro, che ridanno una nuova vita al dente, come un nuovo smalto! Una volta realizzate e incollate agli elementi naturali con delle procedure specifiche i denti tornano ad avere un aspetto molto naturale, perché privi di componenti metallici. Anche in vicinanza delle gengive l’aspetto è molto naturale. Il miglioramento dell’estetica non può non considerare la salute

dei nostri denti e delle nostre gengive, perché un dente sano è anche un dente bello, così come la salute delle nostre gengive. Ogni intervento estetico quindi deve essere anche molto conservativo della dentizione naturale e deve preservare l’integrità del dente. Con queste premesse desiderare un miglioramento estetico dei propri denti oggi è possibile e auspicabile in quanto è attraverso la nostra bocca che noi comunichiamo con gli altri. Avere un bel sorriso ci fa sentire bene e le persone che ci guardano e comunicano con noi lo percepiscono. La bocca è il palcoscenico della nostra psiche: allegria, tristezza, gioia, malessere vengono espressi attraverso le nostre labbra e i nostri denti.

Paziente dopo aver eseguito il trattamento con faccette in ceramica BAM BIN I3 0A -1

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ORARI Lunedì - Martedì: 8.00 - 19.00 Mercoledì: 14.00 - 20.00 Giovedì - Venerdì: 8.00 - 19.00 Sabato*: 8.00 - 14.00 *sabato chiuso nei mesi di luglio, agosto e settembre APERTI AD AGOSTO

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2° PIANO CENTRO DAINA FAMIGLIE SABATO MATTINA Orario turni: 10:00 e 11:00 SCUOLE MERCOLEDÌ MATTINA Orario turni: 9:30 e 10:30 INFO: 035.521049 INGRESSO GRATUITO Prenotazione obbligatoria


LA LETTERA

Sopra il manifesto dell’UDC svizzero il Partito del ceto medio come si autodefinisce. Sotto gli italiani rappresentati come ratti, quindi sporchi e dannosi, in una recente campagna contro gli immigrati

L’ITALIANO IN SVIZZERA Sono un italiano: fin qui, nessuna colpa. Appartengono alla “classe 1984”: nemmeno questa una colpa. Una “sfiga” forse sì: quella di appartenere ad una generazione di mezzo, quella generazione “Y” nata a cavallo tra gli anni ’80 e ‘90: né “figli dei fiori” (per lo più “figli di papà” in lotta per superbi ideali, almeno finché non entrati in banca o ottenuto un posto fisso); né figli della globalizzazione (svezzati a pane e smartphone e quanto mai “cittadini del mondo”). Una generazione “ibrida” cresciuta in un mondo jurassico ormai estinto, dopato da un benessere diffuso e indottrinato dal mito della crescita felice. “Studia e farai strada”, dicevano in tanti; “una laurea in Legge è meglio di un’assicurazione sulla vita”, aggiungevano altri. Ed eccomi qui, a 33 anni, crocifisso dal mercato del lavoro, con una Laurea (cum Laude) in tasca e tanti sogni in un cassetto che non si aprirà mai… Il miraggio resta sempre lo stesso: né la fama, né il successo, né la ricchezza, nemmeno il famigerato “posto fisso”… Semplicemente un lavoro, un dignitosissimo lavoro, che consenta finalmente di esclamare: “ce l’ho fatta!”. Una doverosa puntualizzazione - per tutti i tastieristi seriali pronti a sparare giudizi come sentenze -: non datemi del “choosy” o “kippers” o “neet”, per favore! In primis, perché odio l’esterofilia imperante: quantomeno usiate un epiteto nostrano (“sfaticato”, “fannullone”…); in secundis, poiché non mi sono di certo adagiato sugli allori. La laurea è stata un traguardo raggiunto dopo anni di fuori corso, ma al costo di mantenersi a tutti i costi da solo, alternando lavoretti in nero e tirocini “aggratis” (anzi, a mie spese): per definire al meglio la mia posizione, conierei il neologismo di “diversamente occupato”! Dimenticavo: oltre ad esser figlio degli anni ’80, sono un figlio del Sud: la medaglia al petto di “sfigato”, dunque, me la sono meritatamente conquistata! Cosa vuol dire, per un giovane - non raccomandato e senza un’impresa di famiglia alle spalle - cercare lavoro al Sud? Il più delle volte, un gioco al lotto: con la differenza, in questo caso, di giocare sulla propria pelle! Arrivati al primo bivio della propria vita (i trent’anni), così, è facile voltarsi indietro ed accorgersi di aver sprecato i propri anni migliori tra cumuli di libri e lavoretti eternamente precari, temporanei, a scadenza… Il prezzo necessario da pagare per non essere scavalcati da chi gioca al rialzo nella disperazione! Si superano i trent’anni, poi, e si scopre d’improvviso di esser troppo presto invecchiati per il mondo del lavoro: bonus a go-go per l’assunzione di under-29, con buona pace per chi non è né tanto giovane né tanto vecchio! Allora ci si ributta nuovamente a capofitto negli studi, preparandosi per un concorso pubblico. Peccato che, eliminati tutti quelli per i quali vige il solito dolente limite d’età, di corposi ne restano ben pochi. E, quando per mesi ti prepari per uno dei pochi concorsi a cui aspirare (si veda quello per Assistenti Giudiziari), ti ritrovi a tirare le somme con altri 300 mila candidati per poche centinaia di posti! Giunge inesorabile, così, il momento di pensare alla fuga, a scappare all’estero! Quale meta migliore della vicinissima Svizzera (e dell’italianissimo Canton Ticino)? Ripensi ai tanti che ce l’hanno fatta, trovando la loro fortuna tra la Svizzera, il Belgio e la Germania, e molli tutto - gli affetti e le amicizie di una vita - per partire, pronto a sfidare la sorte per un tozzo di pane. Passano i mesi, e ti rendi però conto che il Paradiso non è di questa Terra… Cerchi un lavoro attinente ai tuoi studi? Ben presto ti accorgi che qui la tua laurea è fondamentalmente “carta straccia”! Cerchi un qualsiasi lavoro, pur umilissimo, che ti permetta di vivere dignitosamente? Nella migliore delle ipotesi, qualora non si richieda il tedesco madrelingua (un’oscenità per qualsiasi italiano medio!), o uno dei tanti attestati federali immaginabili (anche per un posto di lavapiatti!) o un permesso di soggiorno (un miraggio senza prima un contratto in mano…), ti rispondono: “ma lei è sprecato per questa posizione…”. Col morale a terra, continui ancora a cercare la tua strada, tra cartelloni pubblicitari che raffigurano gli italiani come “ratti” e, un po’ ovunque, giornali che sfoggiano titoli a tutta pagina del tipo “Costretti ad emigrare!” (riferiti, stavolta, ai Ticinesi, a causa dell’immigrazione italiana). Sconfortato, sull’orlo di una crisi di nervi, chiudi gli occhi, e ti accorgi di vivere con un pugno di mosche in mano… ma un tesoro inestimabile attorno: la tua famiglia, gli affetti più cari, sempre al tuo fianco, comunque pronti a sorreggerti. Ed è in questi momenti che un dilemma, come una preghiera, ti scuote brutalmente la coscienza: si può certamente vivere “per” la famiglia; ma fin quando si può sopravvivere “di” famiglia??? Gaspare (Un italiano in Svizzera) ragioniamobene@gmail.com


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anni azzurri A cura del Direttore Johnny Vinella johnny.vinella@anniazzurri.it

CON IL MESE DELLA PREVENZIONE OBIETTIVO PUNTATO SUL BENESSERE DEGLI OVER 65 Fare prevenzione è un’occasione per prendersi cura di sé e della propria salute: con questa consapevolezza la Residenza Anni Azzurri San Sisto promuove il Mese della prevenzione, un’iniziativa totalmente gratuita che si svolge nel mese di novembre, e si indirizza a tutta la popolazione over 65. “Si tratta di un’iniziativa aperta a tutti con la possibilità di effettuare controlli gratuiti per tutto l’arco del mese”, afferma il direttore della Residenza Anni Azzurri San Sisto, dottor Johnny Vinella. I controlli verranno effettuati direttamente in struttura, per tutto il mese di novembre, dal lunedì al venerdì dalle ore 15 alle 17, con prenotazione presso la Residenza Anni Azzurri San Sisto. Si tratta di test proposti per verificare la funzionalità di cuore, polmoni, metabolismo, che rappresentano aspetti fondamentali per assicurare uno stato di buona salute: agli over 65 viene proposta la misurazione della glicemia, il controllo rapido del colesterolo, il controllo dei trigliceridi, della frequenza cardiaca e della saturazione dell’ossigeno, oltre alla valutazione degli edemi e a una valutazione fisioterapica. Professionalità, accoglienza e calore umano, i tratti distintivi dell’attività di Anni Azzurri, si declinano anche nelle attività rivolte gratuitamente alla popolazione, nella prospettiva di valorizzazione della persona, che rientra fra i principi portanti che ispirano l’operato della struttura. “Nell’ottica fondamentale della prevenzione e dei controlli – spiega il direttore - si è pensato di promuovere un’iniziativa rivolta agli esterni della struttura, a tutti coloro che necessitano di visite periodiche e a supporto della cittadinanza”. Seguire stili di vita

sani e prestare attenzione alla prevenzione, attraverso controlli periodici, sono infatti aspetti fondamentali per invecchiare in salute. E definire il proprio benessere fisico è il primo passo per mantenerlo nel tempo. Il Mese della prevenzione rientra nella più ampia missione della Residenza Anni Azzurri San Sisto, che si propone come operatore riconosciuto nei servizi di assistenza alla persona anziana, per offrire soluzioni adeguate alle esigenze degli ospiti e delle loro famiglie, e per dialogare con il territorio in una prospettiva di collaborazione attiva. Sempre con un occhio rivolto alla popolazione, all’integrazione tra i servizi e all’apertura sul territorio, la struttura ha nuovamente attivato le iniziative del progetto Caleidoscopio, giunto alla seconda edizione: un progetto a sostegno dei caregiver di persone anziane, ricoverate e non, per offrire uno spazio di confronto e informazione, che ha ripreso le attività nel mese di ottobre, con incontri a cadenza settimanale che si tengono in struttura tutti i lunedì alle ore 17,30. La Residenza Anni Azzurri San Sisto prosegue inoltre l’apertura al territorio con i servizi di RSA Aperta - con interventi e prestazioni individualizzate per l’anziano fragile, erogati direttamente al domicilio - e la residenzialità leggera, che offre l’opportunità di ricoveri temporanei, accogliendo presso la Residenza persone in condizione di fragilità e parziale autosufficienza, a sollievo del familiare. Entrambe le misure sono erogate in convenzione con l’ATS, tramite voucher al cittadino.

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LA RIGENERAZIONE

DEI MERCATI PORTA IN DOTE... MARTINENGO IL 17 OTTOBRE SCORSO IL GRUPPO TECNOCASA HA PRESENTATO DATI INEDITI SUL MERCATO IMMOBILIARE E CREDITIZIO CHE ATTESTANO IL RISVEGLIO DEGLI INVESTITORI “La rigenerazione dei mercati. Dall’immobiliare al creditizio nuovi trend e aspetti sociodemografici”: questo il titolo del convegno promosso dal Gruppo Tecnocasa lo scorso 17 ottobre a Bergamo nel prestigioso scenario del Palazzo dei contratti e delle Manifestazioni. Un’iniziativa, divenuta ormai annuale, che ha richiamato l’interesse non sono di molti addetti ai lavori ma anche di numerosi cittadini ingolositi dall’opportunità di acquistare un’abitazione in virtù di condizioni davvero favorevoli. Tra i presenti Mario Medini, Presidente provinciale Anama-Confersercenti, Marco Anzini, Team manager Tecnocasa, Carlo Assandri, Consulente Tecnocasa, Andrea Vecchiarelli, Affiliato Tecnocasa, e Giuseppe Di Razza, Responsabile d’Area Kiron Partner S.p.A.

Ph. Sergio Nessi - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


INAUGURAZIONE NUOVA SEDE DI MARTINENGO

Dai dati presentati nel primo semestre del 2017 si registra un sensibile rialzo delle compravendite (-0,1% in città, +14,6% in provincia), dovuto principalmente allo riduzione del 0,5% dei valori immobiliari, che denota un significativo risveglio significativo degli investitori. E, a proposito di crescita, recentissima l’inaugurazione della nuova filiale Tecnocasa a Martinengo in via Locatelli 64, avvenuta lo scorso 28 ottobre. Una nuova apertura coerente con la filosofia aziendale di questo gruppo nato e sviluppato con una forte cultura professionale nel settore immobiliare, che conta oggi rami aziendali complementari creati nel tempo per arricchire il servizio al cliente finale. Non a caso, oggi, Tecnocasa è il maggior gruppo a livello italiano ed europeo, con un totale di oltre 3.100 agenzie immobiliari e di mediazione creditizia presenti in 8 Paesi.

Ph. Paolo Biava - Puoi vedere tutte le immagini dell’evento su www.qui.bg.it


CHI C’ERA

BERGAMO

UN PIENO D’ENERGIA È CALATO IL SIPARIO SULLA 9^ EDIZIONE DELLA SETTIMANA PER L’ENERGIA, LA MANIFESTAZIONE IDEATA E PROMOSSA DA CONFARTIGIANATO IMPRESE BERGAMO CHE, COME OGNI ANNO, SI PROPONE DI “FARE CULTURA” SULLE TEMATICHE PIÙ ATTUALI IN MATERIA DI GREEN ECONOMY E RISPARMIO ENERGETICO, CONSENTENDO ALLE IMPRESE ASSOCIATE DI SFRUTTARE SPUNTI DI RIFLESSIONE E COGLIERE NUOVE OCCASIONI DI BUSINESS Durante l’edizione 2017 dal titolo “Economia circolare e sharing economy: il Presente per un Futuro sostenibile” si sono susseguiti fino al 28 ottobre ben 15 appuntamenti, tra convegni, spettacoli e iniziative culturali, gratuiti e aperti a tutti per approfondire economia circolare e sharing economy, due sistemi economici innovativi che propongono cambiamenti e nuove opportunità per le imprese. Accanto ai consueti partner dell’iniziativa (ANCE Bergamo, Confcooperative, l’Ordine degli Architetti, l’Ordine degli Ingegneri, Imprese & Territorio, la Camera di Commercio con l’Azienda Speciale Bergamo Sviluppo, l’Ufficio Scolastico Territoriale, l’Università, l’Associazione Cetri Tires ed UBI Banca) quest’anno è stato coinvolto anche il sistema delle associazioni appartenenti a Confartigianato Lombardia: l’importante convegno di apertura infatti si è tenuto a Milano e diversi incontri si sono svolti nelle province lombarde. Tra i molteplici eventi proposti, 10 convegni, di cui 4 a Bergamo e 6 fuori provincia, 3 eventi dedicati agli studenti, e 2 eventi collaterali. Di particolare rilevanza la 30^ Conferenza Organizzativa dei Quadri Associativi promossa il 27 ottobre presso l’Ex Chiesa di S. Agostino. Un incontro, d’importanza statutaria, destinato a tutti gli associati, che ha trattato i temi dell’economia circolare delle fonti rinnovabili e della strategia energetica nazionale, mettendone in evidenza interessi economici ed opportunità politiche.

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Ampi e super cool i Pyjiama Pants firmati Dsquared2

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Lo stile inconfondibile di Benoit Missolin, con i suoi cappellini a visiera ricamati

Un po’ military style ma di assoluta eleganza la giacca doppiopetto in velluto revers di Dolce & Gabbana


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Stile raffinato per la bag in cuoio di Sandro Paris

Stivaletti in suède, Pierre Hardy

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Una pioggia di stelle per l’abito firmato Stella McCartney

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Buone Feste


IL FUTURO INIZIA DAL REFERENDUM POLITICANDO È passato giusto un mese da quando il Veneto e la Lombardia hanno favorevolmente votato per il Referendum per l’Autonomia Fiscale delle due regioni. Un grande risultato sia per l’affluenza, 62% il Veneto, 38% la Lombardia, sia per le modalità: cartaceo con quorum il Veneto, versione informatica, senza quorum, per la Lombardia. Un vero mix di situazioni che hanno dimostrato una volta ancora, se mai ce ne fosse stato il bisogno, che il Popolo non è bue, bensì saggio e capace di scegliere al meglio. Un primo passo molto importante per chiedere ad uno Stato centralista, quell’autonomia costituzionale che già diverse regioni hanno in Italia. Regioni che hanno acquisito questo Status per necessità specifica, come il Friuli di confine, la Sicilia e la Sardegna perché isole con realtà specifiche, la Val D’ Aosta perché piccola e con abitanti autoctoni particolari, oppure il Trentino Alto Adige, anch’esso zona di confine e di annessione post bellica (1918) e per il trattato di pace seguito alla 2a Guerra Mondiale. Ma eccoci ora a parlare seriamente di poter applicare alle regioni che ne facessero richiesta, uno Statuto Autonomo “ad acta” perché finalmente le differenze siano una positiva peculiarità, invece che un diniego della libertà. Infatti, il Presidente del Consiglio, il Presidente della Repubblica e tutti gli Ordini Costituzionali, hanno recepito il messaggio e speriamo che il dialogo si apra ed il percorso sia in discesa e non in salita. Certo è che se avessimo dato retta ai signori della Sinistra, a quest’ora avremmo buttato al vento alcune decine di milioni di euro (costo del Referendum); invece ora loro stessi si beeranno dei vantaggi di questo evento, siano loro Avvocati, Consiglieri Regionali, addetti alla Sesab e Ministri in carica. Come si fa a non andare a votare per un Referendum senza quorum, quando migliaia di uomini hanno dato la vita per la libertà e l’espressione di voto? Tutto per sgambettare i propri simili di partito o coalizione che invece, anche se freddamente, appoggiavano l’iniziativa?! Vuoti nel cuore, ottusi nella mente, eppure noi li paghiamo, ci rappresentano anche nelle partecipate.

Peccato, hanno perso un’occasione d’oro, soprattutto di stare in silenzio. La Spagna docet, non serve autoproclamarsi indipendenti, solo per convenienza economica, perchè poi l’economia sta con il potere e ti abbandona, soprattutto se vai contro la Costituzione. Via la Catalogna dalla Spagna, cosa avrebbero fatto i Paesi Baschi con l’Eta? E l’Ira in ‘Irlanda? E l’alto Adige in Italia? Infatti la UE li ha abbandonati, così come le banche e l’industria multinazionale. Ora fanno i rifugiati politici in Belgio, fanno le peggiori brutte figure di politici al mondo, reclamando la democrazia in Spagna. Vergogna!! Lo ripeto, 100 anni fa noi si viveva l’esperienza di Caporetto, ma subito dopo anche quella del Piave, si moriva per una idea e per la Patria, si voleva unire e non dividere. Così è anche oggi, si vuole essere sempre più uniti, ognuno con le proprie peculiarità, nelle specifiche differenze, sotto una sola ed unica bandiera, il Tricolore, ma tutti nelle proprie specifiche diversità e sfruttando le opportunità che la nostra terra ci permette di avere. Sussidiarietà, supporto al più debole, sì, tutto ciò si potrebbe avere se le Regioni fossero tutte autonome, se devolvessero il 20% delle risorse raccolte allo stato centrale che dovrebbe coordinare e dirigere ciò che deve essere di uso comune, come la scuola, l’esercito, le infrastrutture, la previdenza, e che lasciasse tutto il resto alle regioni, sovraintendendo e controllando i loro bilanci. Un ulteriore 10% da destinare per la sussidiarietà tra le Regioni più ricche e quelle più povere. Non sarebbe difficile, se veramente lo si volesse, iniziando proprio da questo Referendum, che unisce e non divide, che qualifica e non squalifica. Sono certo che entro 10 anni, Brexit osservando, l’Europa sarà veramente una Unione Federale, iniziando da un’Italia nuova nel suo ordinamento e sempre più fanale di quell’Europa sognata da Enaudi e Spinelli, che alberga nei nostri cuori. Grazie al voto di Lombardia e Veneto, iniziamo un nuovo percorso e, sono certo, a breve tutti saliranno sul carro dei vincitori: meglio tardi che mai.

di Maurizio Maggioni info@mauriziomaggioni.it


BENVENUTI ALL’HOTEL WINKLER


UNICO PREMIUM RESORT DELLE DOLOMITI Appena ampliato e rinnovato, inaugurato il primo luglio come “unico premium resort delle Dolomiti” il nuovissimo hotel Winkler dà il benvenuto agli ospiti con un innovativo concetto esclusivo spa e family per una vacanza in una posizione davvero unica, con terrazzi, piscine, 85 camere, ristoranti e lounge con vista paradisiaca sulle montagne. Il look è completamente nuovo: caratterizzato da un’atmosfera ospitale e accogliente, dagli spazi di design che sanno stupire. L’orizzonte è lontano, la vista spazia su boschi, pascoli, rocce e colline le quali disegnano un paesaggio incantato, che termina con la silhouette delle vette delle montagne. Il momento più bello? Il tramonto: da gustare nella sala relax o nella sauna esterna; oppure sul terrazzo del bar; immersi nella grande piscina esterna oppure dal giardino. La luce (e il panorama) entrano dalle ampie vetrate per avvolgere l’ospite in un’atmosfera magica, dove la natura riesce a fare parte degli ambienti dell’hotel grazie alle grandi finestre che lasciano comunicare l’esterno con l’interno.

La Premium Spa è il gioiello del benessere del gruppo Winklerhotels: 3500 m² di spazi per una vacanza indimenticabile. La lussuosa oasi del wellness ha ampie vetrate che accolgono la natura all’interno e, in una posizione premium soleggiata per godere la quiete delle montagne e ritrovare l’armonia. 7 piscine indoor e outdoor con 500 m² di specchio d’acqua, tra cui spiccano la piscina panoramica indoor (17 x 7 m) con camino aperto e la outdoor infinity pool (25 x 8 m) per uno spasso senza limiti in acqua. Una ricerca estetica per regalare agli ospiti luoghi di benessere puro. L’oasi della quiete è uno spazio con esclusivi nidi delle coccole e favoloso panorama sulle montagne, un intimo nido raccolto per respirare l’aria pulita delle montagne e ascoltare il silenzio della natura.


BENVENUTI ALL’HOTEL WINKLER Highlight del progetto è la zona per soli adulti, con una spaziosa sauna finlandese con vista panoramica dove vengono effettuate emozionanti e benefiche gettate di vapore ogni giorno, biosauna alle erbe, bagno turco con gettate di vapore, bagno turco salino, sauna agli infrarossi, diverse aree della quiete, idromassaggio, laguna con isole del relax, canale di acqua fredda, impianto Kneipp, getti massaggianti per i piedi, e molto altro ancora. Per completare l’offerta wellness è stata realizzata un’innovativa area cardio-fitness e sala ginnastica con programma di attività sportive. Le Dolomiti e in particolare questa zona sono il paradiso delle due ruote: dall’hotel ci sono infinite possibilità per gli amanti della bicicletta. Il boom della bike continua a progredire in modo inarrestabile. Sempre più ospiti non vogliono rinunciare alla bicicletta e alla MTB soprattutto quando vanno in vacanza. Ed ecco che una vacanza in MTB in un Hotel Winkler combinata con wellness e buona cucina risulta davvero una formula vincente. Gusto ed energia insieme. L’hotel Winkler è inoltre membro dell’associazione dei Bike Hotels Südtirol e garantisce un alto livello di competenza proponendo tour di tutti i tipi, con o senza l’accompagnamento delle guide (da segnalare il tour del Plan de Corones), con tutti i modelli di MTB’s di alta qualità a disposizione per il noleggio. Inoltre, Golf Unlimited: 100% di sconto sul green fee al Golf Club Val Pusteria (a 1 km dall’hotel, impianto a 9 buche, Par 34 con 2.800m).

IL NUOVO PROGRAMMA VITAL: PER RIGENERARSI IN VACANZA Con l’apertura del “nuovo” Winkler , è stato creato un nuovo concept di vacanza che guarda alle stagioni. Per l’estate, si guarda all’età adulta, il fuoco diventa un elemento dello spirito e la direzione del sud, delle aree temperate è quella ideale per la stagione calda: la sensazione dei piedi nudi sulla rugiada all’alba con esercizi speciali di movimento e respirazione, le escursioni con percorso Kneipp naturale, le passeggiate tra i pini silenziosi e potenti ed i trattamenti alpestri nell’area wellness coronati da serate accanto ai falò e grigliate all’aperto accompagnano gli ospiti a rigenerarsi nella natura. Tra gli highlight la colazione nel bosco, la grigliata serale con verdure estive, la gettata di vapore con pino mugo. L’autunno è incentrato sulla maturità del corpo e dello spirito, l’elemento liquido dell’acqua che tutto genera e tutto ravviva, punto cardinale verso ovest, potenza del ciclo energetico vitale: il programma invita a intraprendere i percorsi della salute al fiume Riobianco, le gite sull’altopiano del Giogo d’Asta con cene sul posto, degustazione di acqua nutrimento della vita, acqua gym e trattamenti speciali energetici.

IL NUOVO CONCETTO PREMIUM FAMILY L’hotel Winkler offre parecchie novità, come la Family suite con camera dei bambini separata, per bimbi e bambini più grandi; un programma d’intrattenimento assistito tutto l’anno per i bambini (3 - 6 anni) e bambini (7 - 12 anni), per fare divertire i bambini e per lasciare ai genitori del tempo libero, magari da dedicare al relax alla spa; la merenda pomeridiana per i bambini e tavolata assistita e il buffet dedicato ai bambini nella sala ristorante: la piscina per bambini (6 x 3 m) nell’area wellness offrirà tanto divertimento agli ospiti più piccoli, senza limiti di spruzzi; nella sala giochi per i piccoli e nel parco giochi a cielo aperto con tante attrazioni l’hotel Winkler promette ai bimbi di non annoiarsi. E ancora, per passare le giornate immersi nella natura, c’è il piccolo zoo con porcellini d’India, conigli e caprette di montagna mentre, indoor c’è la lounge per ragazzi con tavolo da air hockey, ping pong, calcetto, biliardo, la parete da arrampicata e bouldering indoor; cinema con programma film quotidiano; allenamento per migliorare la tecnica con la mountain bike, pumptrack, downhill, per i più temerari.

Hotel Winkler Stefansdorf 28a 39030 San Lorenzo Tel. +39 0474 549020 Fax +39 0474 549556 winkler@winklerhotels.com www.winklerhotels.comer (facciate esterne) Zimmerei Pius Untersteiner (finestre) TIP TOP FENSTER


“STONE CITY HEADQUARTER” CONCORSO INTERNAZIONALE DI PROGETTAZIONE

ECCO ALCUNI DEI LAVORI REALIZZATI PER IL CONCORSO INTERNAZIONALE DI PROGETTAZIONE STONE CITY HEADQUARTERS INDETTO DALL’AZIENDA BERGAMASCA IN VISTA DELL’AMPLIAMENTO DELLA SUA SEDE DI BOLGARE (BG). IL PROGETTO VINCITORE È STATO PROCLAMATO IL 27 SETTEMBRE SCORSO DURANTE UN ESCLUSIVO EVENTO.

Il progetto concretizza, tramite un’adeguata scala di intervento, la relazione del brand aziendale con il luogo delle cave, l’autostrada e il limitrofo traffico aereo. La velocità di lettura dell’edificio dall’autostrada impone la forza comunicativa dell’orizzontalità tramite un lungo muro, la quinta di fondo per la scritta “Stone City”. L’edificio è composto da tre “conci” aperti in copertura da grandi ellissi. I conci laterali sono due patii che portano a quello centrale caratterizzato da un luminoso spazio a dop-

pia altezza. La sequenza di tipo museale guida il visitatore a conoscere l’azienda tramite un’esperienza contemplativa, emotiva, a-temporale. Quattro blocchi angolari occupati dai servizi e connessi da ampie vetrate, consentono totale flessibilità di utilizzo per eventi ed esposizioni. La scala circolare conduce in maniera fluida ad un ampio spazio connettivo flessibile articolato intorno al vuoto ellittico che mantiene il contatto visivo con gli eventi al piano inferiore.

PIETRO DI NICOLA

PRIMO PREMIO


DI PIETRO NICOLA PROGETTISTA (CAPOGRUPPO)

PUGIN LEONARDO

TONELLO MAURO


GIOVANNI FURLAN SECONDO PREMIO

FURLAN GIOVANNI PROGETTISTA (CAPOGRUPPO)

LONGHEU VITTORIO PROGETTISTA

Il principale carattere del nuovo edificio è di essere un grande spazio fluido, sospeso e aperto al paesaggio attraverso la permeabilità dei suoi bordi ed immerso in una natura pensata come spazio polifunzionale, indagata per apportare benefici all’ambiente. Il concept architettonico prevede un edificio sospeso su spazi aperti vegetali e minerali definiti da di-

DEL PRETE ALESSIA PROGETTISTA

CELEGHINI GENNY PROGETTISTA

versi usi come: il grande spazio piazza dedicato agli eventi, le ampie aree verdi caratterizzate dall’orografia dei terrapieni che mitigano le aree parcheggio, la grande vasca d’acqua che produce un benessere igrometrico ma anche con funzione di accumulo per l’impianto antincendio. La base vegetale definisce con una diversa ed articolata topografia

PASTO’ FLAVIA COLLABORATORE

TOGNOLI ROBERTA COLLABORATORE

il paesaggio sopra il quale le due parti dedicate ad uffici circoscrivono il vuoto della corte/piazza aperta. L’articolazione volumetrica è resa unitaria dalla presenza del recinto murario che al piano primo descrive con una forma chiara l’intero complesso.


MARCELLO GALIOTTO

TERZO PREMIO

Una nuova complessità si offre nel progetto del nuovo Headquarter di Granulati Zandobbio tenendo conto della mutazione legata allo scorrere delle automobili. L’edificio e la sua composizione vengono, infatti, disvelati progressivamente proprio grazie ai continui cambi di percezione che derivano dalla velocità e dall’asse di movimento predefinito della strada. Il progetto raggiunge, così, la sua completezza mediante la stratificazione in 3 livelli: teorico/compositivo, funzionale ed iconico. Esso rappresenta simbolicamente l’attività dell’azienda: una catasta di granulati antropizzati la cui organizzazione planimetrica e volumetrica rappresenta un sistema chiaro di aggregazione che rispecchia il processo produttivo della lavorazione della pietra. Il carroponte completa il sistema di espressione del brand, ancorandolo al mondo della produzione e alla lavorazione di masse. L’edificio, seppur composto per accostamento e sovrapposizione di elementi discreti, si presenta come massa compatta: l’attività di accoglienza del piano terra coinvolge ed è parte delle dinamiche dei piani superiori rendendo l’edificio un unicuum non solo dal punto di vista volumetrico.

GALIOTTO MARCELLO - PROGETTISTA (CAPOGRUPPO) RAMPAZZO ALESSANDRA - PROGETTISTA AZZARELLO MARIO - PROGETTISTA MUFFATO LUIGI - PROGETTISTA


L’ABITARE DEL FUTURO VIVERE IN 9 METRI QUADRATI: ECCO AVOID, LA MINI CASA ITALIANA PER LE NUOVE GENERAZIONI DI NOMADI URBANI


Realizzata dal giovane architetto Leonardo Di Chiara e sostenuta anche da Schüco Italia, aVOID è la mini casa mobile che indaga strategie alternative di pianificazione del suolo cittadino, come la creazione di quartieri migratori dedicati alle nuove generazioni di nomadi urbani. Se la tecnologia ha reso il mondo senza confini, ha anche determinato la creazione di una classe cross-generazionale di persone che hanno assorbito il concetto di liquidità all’interno del proprio stile di vita, attribuendo il principio di transitorietà e mobilità non solo al lavoro e alle relazioni, ma anche al paese di residenza e all’idea di casa. Configurazioni abitative flessibili e temporanee, che mutano al variare delle esigenze, sono sempre più richieste da queste moderne “tribù” di nomadi, comunità estremamente fluide alla ricerca di soluzioni facilmente trasportabili in grado di sfidare il confine tra provvisorietà e permanenza, tra staticità e mobilità. Proprio come risposta alternativa al concetto tradizionale di casa, Leonardo Di Chiara, giovane architetto e ingegnere di Pesaro di 27 anni, ha realizzato aVOID, la prima tiny house mobile interamente realizzata e progettata in Italia che dimostra come sia possibile ripensare le nostre abitudini di vita in una chiave non solo più sostenibile, ma anche più in linea con le esigenze fluide del vivere contemporaneo. IL PROGETTO aVOID è un prototipo di casa su ruote che in soli 9 metri quadrati racchiude ogni comfort necessario per il vivere quotidiano. Ispirata all’equilibrio del vuoto, da cui prende il nome (a void = un vuoto), si presenta come una singola stanza grigia sviluppata longitudinalmente e priva di qualsiasi arredo. Attraverso l’apertura di specifici dispositivi a parete, però, lo spazio evolve orizzontalmente e si trasforma, adempiendo a tutte le più comuni funzioni di un’abitazione. Il letto reclinabile diviene prima divano per l’angolo studio e poi, abbinato al tavolo pieghevole, comoda panca per due persone. La parete lascia spazio ad una cucina accessoriata con cappa aspirante, lavello a scomparsa, piano cottura e scaffali contenitivi. L’ampia porta finestra Schüco a tra ante del fronte sud, progettata in modo personalizzato per questo contesto, permette sia l’illuminazione naturale dello spazio, sia la sua apertura totale verso l’esterno. Un piccolo bagno realizzato in okumè ospita i servizi e una doccia concepiti per ridurre al minimo i consumi di acqua. Una scala retrattile permette infine l’accesso alla terrazza, l’angolo più suggestivo per sentirsi a tutti gli effetti cittadini del mondo. LA RICERCA Il movimento tiny house, iniziato negli anni Settanta negli Stati Uniti, racconta la storia di una nuova generazione di persone pronte a trasformare continuamente la propria esistenza indipendentemente dalle pressioni della società, in favore di uno stile di vita più libero e meno vincolato.


L’ABITARE DEL FUTURO È a questa voglia continua di cambiamento che si ispira l’involucro architettonico di aVOID, caratterizzato da due pareti laterali cieche che, nonostante sembrino non appartenere a nessun luogo, in realtà, per la loro incompletezza estetica, rendono l’abitazione inseribile in qualsiasi contesto e comunità. Lo sviluppo di una pianificazione urbana più fluida, in grado di ripensare il quartiere sociale in modo meno rigido, è proprio l’obiettivo del Bauhaus Campus, un piccolo villaggio sperimentale, di cui aVOID fa parte, ospitato all’interno del Bauhaus-Archiv / Museum of Design di Berlino. All’interno dell’esperimento socio-culturale, curato dall’architetto Van Bo Le-Mentzel e sviluppato in collaborazione con la Tinyhouse University, il progetto aVOID è chiamato ad indagare la tipologia della casa a schiera nella possibilità futura di creare quartieri migratori, cioè insediamenti temporanei dove le abitazioni su ruote possono facilmente spostarsi da una località all’altra. LA COSTRUZIONE Ventisette partner tecnici hanno contribuito alla costruzione di aVOID. Tre mesi di lavori incessanti hanno restituito una mini abitazione quasi interamente funzionante realizzata con materiali di aziende italiane e tedesche che credono nell’impatto rivoluzionario delle piccole case nel mercato immobiliare. Il cantiere è ancora “work in progress” per la parte impiantistica, che sarà sviluppata all’interno del laboratorio del Bauhaus Campus. Schüco Italia è tra i sostenitori del progetto e sono Schüco le soluzioni in alluminio che compongono la facciata principale, la finestra della facciata sul retro e l’apertura vetrata che consente l’accesso alla terrazza, tutte progettate e realizzate da Giommi di Fossombrone (Pesaro), serramentista Premium Partner Schüco.

SCHEDA PROGETTO Realizzazione: Tiny House Progettazione: Leonardo Di Chiara Sistemi per l’involucro: Schüco Italia Serramenti ad alto isolamento: portafinestra a tre ante Schüco AWS 65 BS HI, finestra con anta ribalta Schüco AWS 65 BS HI, lucernario a tre specchiature di cui due realizzate con apribili Schüco AWS 65 HI. Serramentista: Giommi di Fossombrone (Pesaro)


M OTO RI

L’ATTESA È FINITA

NUOVA BMW X3 : RISPETTA LE TUE PASSIONI Guidare può essere fatto in molti modi ma diventa qualcosa di speciale se riesce a trasformare un semplice spostamento in una sequenza di esperienze, paesaggi, storie ed emozioni. Perché il senso di ciò che uno fa, dipende dalla passione che ci mette. L’hai aspettata. L’hai sognata. L’hai desiderata. E finalmente l’attesa è finita. La Nuova BMW X3  è pronta ad accompagnarti. Dinamismo. Equilibrio. Sicurezza. Sportività. La Nuova BMW X3 eleva le sue caratteristiche genetiche ad un livello mai raggiunto prima. Il look da robusto fuoristrada si combina naturalmente con un’immagine sportiva, enfatizzata dalla ripartizione perfetta delle proporzioni. Il dinamismo è sottolineato dal doppio rene lavorato tridimensionalmente e dalle luci fendinebbia, per la prima volta a forma esagonale in un modello BMW della Serie X.

NON SOLO UN BEL “COLPO DI CODA” COSÌ SPAZIOSA CHE NUOVA XF SPORTBRAKE: AL SUO INTERNO HA UN’AUTO SPORTIVA Nuova XF Sportbrake è la prova che le auto sportive non sono solo a due porte. Che tu scelga la raffinata efficienza del motore 2.0 4 cilindri Turbo Diesel Ingenium da 163 CV  o le prestazioni esaltanti del motore  2.0 Biturbo Diesel Ingenium da 240 CV  con trazione integrale  All Wheel Drive, Jaguar XF Sportbrake è nata per offrirti un’esperienza di guida impareggiabile.  Non lasciarti ingannare dalla sua spaziosità, Nuova XF Sportbrake è una Jaguar in tutto e per tutto. Con i suoi interni versatili e il suo vano di carico da 565 litri con sedili posteriori installati, è un’auto progettata per soddisfare le esigenze di uno stile di vita attivo e avventuroso. Ribaltando i sedili posteriori si crea uno spazio lungo due metri e largo oltre un metro nel punto più stretto, arrivando a 1.700 litri di capacità di carico più il vano ulteriore sotto il pianale. 


SUPERSPORTIVE DAL FUTURO LA LAMBORGHINI TERZO MILLENNIO UN SOGNO E UNA VISIONE DEL FUTURO BASATI SULLA COLLABORAZIONE CON IL MIT Automobili Lamborghini, in collaborazione con due laboratori del Massachusetts Institute of Technology, compie i primi passi verso la realizzazione futura di una possibile supersportiva elettrica targata Lamborghini. In questa occasione la Casa di Sant’Agata Bolognese ha presentato la nuova concept car “Lamborghini del Terzo Millennio”.

Il concept delinea in modo concreto le visioni progettuali e tecnologiche di domani, mantenendo intatti l’appeal visivo, le performance mozzafiato e soprattutto il brivido che caratterizza ogni aspetto di una Lamborghini. Il tutto pensato per gli appassionati delle supersportive del futuro.


BMW MOTORRAD AD EICMA 2017 Le nuove BMW F 750 GS e F 850 GS Dal loro lancio nel 2007, i modelli GS della serie F rappresentano il massimo piacere di guida con le tipiche caratteristiche “Made by BMW Motorrad”, portando il concetto Adventure tra le moto di media cilindrata. Come in passato, l’abbreviazione GS rappresenta nuovamente la perfetta sintesi di off-road e lunghe distanze, abbinata ad una dinamica sportiva e a prestazioni in off-road di livello superiore.

CAFÈ RACER SUZUKI SV650X 2018: ARRIVA LA VERSIONE CAFÈ RACER Quando si parla di Suzuki SV650, si parla di storia, visto che la naked di Hamamatsu ha rappresentato, e continua a rappresentare, uno dei biglietti da visita della Casa giapponese. Stile neo-retrò che la fa da padrone su tutto. Al faro anteriore troviamo un piccolo cupolino che ingloba un plexiglass scuro. Dietro questo, gli immancabili semi-manubri che rendono la posizione di guida più raccolta. Rivista anche la sella, dotata di cuciture a vista, bicolore, e che poggia su un codone anch’esso di due tonalità differenti. Non mancano due piccoli fanali che trovano spazio sotto il fanale anteriore, assicurati alla piastra di sterzo inferiore.

M OTO RI

PERFETTA SINTESI DI OFF-ROAD


PANIGALE V4 REGINA DELL’EICMA

ANTICIPATA DUE MESI FA DALLA PRESENTAZIONE DEL PRIMO MOTORE STRADALE A QUATTRO CILINDRI, DUCATI SVELA IN ANTEPRIMA LA SUA NUOVA PUNTA DI DIAMANTE IN AMBITO DI SPORTIVITÀ, LA PANIGALE V4. AL SUO FIANCO ALTRI TRE MODELLI CHE AMPLIANO LA GAMMA DELLA CASA DI BORGO PANIGALE.


Potremmo dire che la Panigale V4 è l’erede della Ducati Apollo; infatti, nel 1963 Fabio Taglioni realizzò il prototipo della prima Ducati con la configurazione del motore a L. Commissionato dall’ importatore americano Joe Berliner, l’Apollo era il primo tentativo di realizzazione di una “maxi moto“, specificatamente pensata per la polizia americana ed eventualmente proposta per il grande pubblico. Il motore quattro cilindri a “elle“ di 90° è stato l’antesignano di quello che, da lì a poco, sarebbe divenuta una delle colonne portanti della tradizione tecnica Ducati: il motore Bicilindrico a “elle“.

Dotata dell’innovativo motore V4 da 1.103 cmc e 214 CV di potenza (che con un rapporto potenza/ peso di 1,1 CV/kg, diventa il nuovo riferimento nel segmento delle supersportive di produzione) la V4 Panigale è la diretta derivazione stradale della moto che corre in MotoGP. Dalle corse adotta la struttura del telaio “Front Frame”, più compatto e leggero di un perimetrale, che sfrutta il motore come elemento stressato della ciclistica. Su questa moto sono stati introdotti controlli inediti quali la derapata controlla-

PANIGALE V4 REGINA DELL’EICMA

ta in frenata, l’ABS Cornering che agisce sul solo freno anteriore con un setup appositamente studiato per la guida in pista e il Quickshift Up & Down con strategia che tiene conto dell’angolo di piega. Tutti questi controlli, sviluppati in pista assieme ai collaudatori e piloti ufficiali Ducati, sono integrati nei tre Riding Mode (Race, Sport e Street) e modificabili tramite il nuovo e innovativo cruscotto TFT. Al suo fianco, la Panigale V4 vanta le sorelle S e Speciale, entrambe dotate di una componentistica dedicata a chi usa la moto in pista, come le sospensioni Ohlins e il Data analyzer.


ODISSEE. DIASPORE, INVASIONI, MIGRAZIONI, VIAGGI E PELLEGRINAGGI

mostre

PALAZZO MADAMA CORTE MEDIEVALE, TORINO FINO AL 19 FEBBRAIO 2018

Palazzo Madama presenta fino al 19 febbraio 2018 la mostra Odissee. Diaspore, invasioni, migrazioni, viaggi e pellegrinaggi allestita nella Corte Medievale. L’esposizione, ideata dal direttore di Palazzo Madama Guido Curto e curata insieme agli storici dell’arte del museo, racconta il cammino dell’Umanità sul pianeta Terra nel corso di una Storia plurimillenaria. In mostra un centinaio di opere provenienti dalle raccolte di Palazzo Madama e da vari musei del territorio e nazionali: dipinti, sculture, ceramiche antiche, reperti etnografici e archeologici, oreficerie longobarde e gote, metalli ageminati e miniature indiane, armi e armature, avori, libri antichi, strumenti scientifici e musicali,

carte geografiche, vetri, argenti ebraici e tessuti. Il percorso si articola in dodici sezioni: la preistoria, i viaggi mitologici di Ulisse ed Enea, la Diaspora ebraica, l’espansione dell’impero Romano, le cosiddette invasioni Barbariche, l’espansione Islamica, le Crociate, i Pellegrinaggi, le Esplorazioni, le Colonizzazioni, l’emigrazione europea verso le Americhe tra milleottocento e inizio ‘900, le migrazioni contemporanee. Sezioni disposte in ordine cronologico, ma anche in base a nessi di consequenzialità geopolitici. A far da sfondo a ciascuna vetrina, ci sono le grandi carte geografiche elaborate appositamente per questa mostra da Libreria Geografica che pubblica anche il catalogo.


BOTERO AMO - PALAZZO FORTI, VERONA FINO AL 25 FEBBRAIO 2018

I corpi smisurati, le atmosfere fiabesche e fantastiche dell’America Latina, l’esuberanza delle forme e dei colori, l’ironia e la nostalgia, tutto questo è riassunto nella emozionante carrellata delle opere esposte fino al 25 febbraio 2018 a Verona. Tra i tanti capolavori in mostra Coniugi Arnolfini (2006), Fornrina, aprés Raffaello (2009) e Cristo crocifisso (2000). Promossa e voluta dalla Direzione del Museo AMO-Palazzo Forti e con il patrocinio del Comune di Verona, la mostra è coprodotta dal Gruppo Arthemisia e MondoMostreSkira ed è curata da Rudy Chiappini in stretta collaborazione con l’artista.

Una serie di nuovi dipinti dialogano con oggetti, sculture, video, fotografie e dipinti “inscenando”, racconta la curatrice nel suo testo in catalogo, “un viaggio nel futuro con gli occhi immersi nella società contemporanea in cui l’artista racconta, come in una pièce teatrale senza pregiudizi e giudizi morali, la vulnerabilità dell’animo umano, mettendo a nudo le figure femminili coinvolte che si rincorrono da un’opera all’altra, attraverso una serie di apparizioni e metamorfosi senza fine. Katie, Fox, Mafalda, Loredana, Susy, Isa B sono un gruppo di amiche in bilico tra due mondi: quello reale e quello dell’arte, metà bambine e metà adulte, metà animali e metà umane, bambine che vorrebbero essere donne, donne che vorrebbero essere uomini, che in alcuni casi indossano delle protesi, come metafora del naso rosso di un clown”. Personaggi che – come nel quadro Il Caffè di Arnaldo Badodi, a cui la giovane artista fa un indiretto omaggio – si muovono in un mondo di incomunicabilità, rivelando la solitudine del vivere quotidiano, dove le scene si ripetono in continuazione senza che però, nulla nella sostanza accada. Negli spazi dello studio legale, tra le opere della Collezione Iannaccone riallestite per questo appuntamento, trovano quindi collocazione le nuove produzioni di Beatrice Marchi, in dialogo con i volti e i soggetti delle molte opere che abitano lo spazio lavorativo, creando un fitto gioco di rimandi tra i personaggi e le loro storie, in una comunanza di paesaggi e atmosfere. Beatrice Marchi nelle sue opere spesso si distacca dal soggetto, pretesto per raccontare una condizione umana in continua ricerca, sostenuta dal desiderio di capire dove si trova, sia in senso fisico che in senso mentale.

‘IN PRATICA: BEATRICE MARCHI’ RUFFIANA LA MAFALDA E LA LOREDANA DEL VILLAGGIO

STUDIO LEGALE AVVOCATO GIUSEPPE IANNACCONE E ASSOCIATI CORSO MATTEOTTI 11 – MILANO FINO ALL’11 MARZO 2018 SOLO SU APPUNTAMENTO (PER PICCOLI GRUPPI DI PERSONE)


mostre

IL RESPIRO DELLO SPAZIO L’ASTRAZIONE DI TILDE POLI PALAZZO CREBERG, BERGAMO FINO AL 30 NOVEMBRE

DAL 25 NOVEMBRE 2017 AL 26 GENNAIO 2018

Il «re del terrore» colpisce la 255 Raw Gallery: per la prima volta in mostra un intero albo di Enzo Facciolo, il papà di Diabolik. Ancora oggi, dopo 55 anni di pubblicazioni e 850 albi, Diabolik affascina e scandalizza tutti consacrandosi a personaggio immortale del giallo italiano. Presso la Raw Gallery di via Tasso in programma un’esposizione di più di 150 tavole originali di Enzo Facciolo, il disegnatore padre di Diabolik, il “Re del Terrore” del fumetto italiano, che nel lontano 1963 con la sua mano diabolika, definì i tratti caratteristici del ladro mascherato che tutti conosciamo.

DIABOLIKA MANO

255 RAW GALLERY BERGAMO

La Fondazione Credito Bergamasco omaggia Tilde Poli, una delle personalità femminili più affascinanti dell’universo artistico bergamasco del dopoguerra, con una doppia esposizione,  ad ingresso libero e gratuito. A  Palazzo Creberg,  fino al 30 novembre, saranno esposte le opere di Tilde Poli facenti parte della collezione della famiglia Bonaldi, un omaggio alla figura di Carla Comana Bonaldi che dell’artista fu nel tempo sostenitrice convinta, accompagnandone affettuosamente per lunghi tratti l’intenso percorso d’arte e di vita. Due donne unite, nei differenti contesti professionali, dalla medesima passione lungimirante per il proprio lavoro, precorrendo di molto i tempi in un impegno di eticità e valori il cui ricordo la comunità bergamasca dovrebbe con cura preservare. La mostra il respiro dello spazio - l’astrazione di Tilde Poli si inserisce nel ciclo espositivo che la Fondazione Credito Bergamasco ha dedicato a quegli esponenti dell’arte bergamasca già protagonisti dello storico “Gruppo Bergamo” attivo in città nel secondo dopoguerra dal ‘56 al ‘62 e di cui Tilde Poli fu l’unica esponente femminile, oltre che segretaria per ciò che riguardò l’attività espositiva del Gruppo stesso nell’omonima Galleria di via XX Settembre, evidenziandone l’intensa ricerca che ha attraversato con raffinati esiti la seconda metà del ‘900 italiano. L’esposizione prende in considerazione prevalentemente quegli anni di evoluzione e cambiamento nel lavoro dell’artista che vanno dalla metà degli anni ‘60 all’inizio degli ‘80, con opere anche inedite, a definire un periodo intenso di elaborazioni astratte di straordinaria creatività, connaturatesi in seguito convenzionalmente quali “post-informali”. Orari: da lunedì a venerdì: 8.20 - 13.20 e 14.50 - 15.50.


PAOLO ROVERSI.

INCONTRI

GALLERIA CARLA SOZZANI, MILANO FINO ALL’11 FEBBRAIO 2018

La Fondazione Sozzani con la mostra “Incontri” mette in evidenza la struttura propriamente pittorica delle fotografie di Paolo Roversi, artista della composizione e della geometria, con un approccio astratto alla realtà. Fin dagli anni ‘80 le sue fotografie rispondono a una costante esigenza formale che dà loro un carattere sorprendentemente atemporale, in contraddizione con il gusto e gli usi della moda. La sua familiarità con la storia dell’arte, e con la pittura italiana in particolare, gli permette di fotografare come un pittore. Lavora spesso a serie costruite attorno a un tema o a un modello, come se cercasse di estrarne tutte le possibilità plastiche. Per questa esposizione Roversi ha raccolto le sue fotografie a due e a tre, in dittici e trittici. Questo procedimento, mai utilizzato prima in modo sistematico, offre uno sguardo inedito sul suo lavoro, dandogli una dimensione monumentale. La composizione a più elementi gli consente di dare un’attenzione maggiore al soggetto arricchendone la lettura. Come nei polittici del Rinascimento, che ricorrono ampiamente a questo metodo. In questa mostra la fotografia di Paolo Roversi appare più serena e controllata che mai.


mostre

COLORE ED EMOZIONI NEL CINEMA D’ANIMAZIONE

FANTONIHUB, BERGAMO FINO AL 27 NOVEMBRE 2017

Colore ed emozioni nel cinema d’animazione sono l’essenza dell’arte di Michel Fuzellier: regista, illustratore, sceneggiatore e produttore cinematografico dal cuore francese e milanese di adozione. Una selezione di opere grafiche originali dell’artista saranno esposte straordinariamente al FantoniHub di Bergamo (via Camozzi, passaggio via Sora) fino al 27 novembre, grazie alla partnership in atto tra la Scuola d’Arte A. Fantoni e l’associazione non profit BergamoTOONS, che ha ideato e prodotto l’evento curato dal direttore artistico Federico Fiecconi. L’occasione della mostra di Fuzellier è in sé unica: per la prima volta in mostra i materiali creati per il grande schermo dall’artista e regista, che sarà anche protagonista di un incontro in istituto con gli studenti della scuola la mattina dell’8 novembre, prima di trasferirsi al FantoniHub per l’inaugurazione ufficiale dell’esposizione.

TERRE

DI UOMINI ADAMS, SHORE, GOLDBLATT, GHIRRI, BASILICO, JODICE E ALTRI 21 GRANDI FOTOGRAFI RACCONTANO IL PAESAGGIO PALAZZO GROMO LOSA, BIELLA

DAL 27 OTTOBRE 2017 AL 7 GENNAIO 2018

La relazione tra l’uomo ed il paesaggio, l’influenza che l’uno esercita sull’altro e le implicazioni di tale relazione nello scatto fotografico sono al centro della mostra ‘Terre di Uomini’, che si terrà a Biella, presso lo splendido Palazzo Gromo Losa, dal 27 ottobre 2017 al 7 gennaio 2018. La mostra, a cura di Chiara Dall’Olio, è l’esito di una collaborazione tra Fondazione Fotografia Modena e Palazzo Gromo Losa srl, rispettive società strumentali di Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e di Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Il percorso comprende oltre 70 opere di 27 artisti, tutte provenienti dalla collezione di fotografia

contemporanea della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena. Le collezione di fotografia della Fondazione Cassa di risparmio di Modena, che Fondazione Fotografia ha il compito di gestire e valorizzare, si articola in una serie di sezioni definite in base alla provenienza geografica degli autori. Proprio questa sua caratteristica originale e pressoché unica nel panorama del collezionismo fotografico italiano consente di confrontare visioni del paesaggio differenti. ‘Terre di Uomini’ prende in esame in particolare quella americana, quella africana e quella italiana.


è urgente aprire gli occhi sulla violenza alle donne Anche quest’anno si celebra la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne ai principi della quale aderiamo senza se e senza ma. Diamo un piccolo contributo a questa causa con una ricerca tra i più significativi manifesti realizzati in occasione di questa ricorrenza, non solo quest’anno e non solo in Italia. Come si può riscontrare dalla breve galleria delle pagine che seguono, il tema, non solo viene sviluppato a tutte le latitudini del pianeta, segno questo che la violenza di genere non conosce confini e che ovunque vi sono uomini che non sanno accettare un no, ma anche che si presta ad una espressione molto creativa.

I MANIFESTI DELLE CAMPAGNE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE


I MANIFESTI DELLE CAMPAGNE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE


IN LIBRERIA

SULLE SPONDE DEL GERUNDO TRA STORIA E LEGGENDE IL LIBRO DI FABIO CONTI SUL GRANDE LAGO SCOMPARSO

Fabio Conti, giornalista e appassionato di storia, ha recentemente presentato libro sull’esistenza, fino a tempi relativamente recenti, di un lago poco profondo, per lo più acquitrinoso, che avrebbe occupato una vasta area della Pianura Padana, estendendo le sue rive dalla bassa bergamasca, fino alle porte di Cremona ad est e di Milano ad ovest. Una grande palude con un regime irregolare che raccoglieva l’acqua che oggi scorre nel letto dell’Adda verso il Po e nella quale confluivano sia il Brembo, sia il Serio. Il nome di quel lago, di cui si ritrovano varie tracce e documetazioni che inevitabilente si intrecciano con leggende popolari, era Gerundo da “gera” la sabbia di origine alluvionale della quaale probabilmente era ricoperto il fondo del lago stesso. Il posto doveva presentarsi umido, infido e probabilmente maleodorante per le esalazioni di metano presente nel sottosuolo che sarà sfruttato solo successivamente. Vecchie storie raccontano di draghi che emettevano fiamme dalla bocca e per questo l’Eni, l’Ente Nazionale Idrocarburi che secoli dopo trivellava quelle aree, volle come simbolo un cane a sei zampe, come quello nato eccezionalemente da quelle parti, che sputava fuoco dalla bocca. Anche il simbolo dei Visconti, oggi nello stemma di Milano, dell’Inter e di Mediaset, il famoso biscione, pare che tragga origine dalle leggende di draghi mangiatori di uomini che infestavano quei mefitici fondali in mezzo alla pianura. In mezzo alla grande palude si trovava un’isola abbastanza grande che pare fosse molto fertile e dove presumibilmente sorgeva la città di Crema. Treviglio, nella cartina qui a sinistra, appare sommerso dalle acque del Lago come Mozzanica, Agnadello e Vailate mentre Lodi godeva del lungolago.


Non limitate le vostre aspettative. Audi Q3. Da 199 euro al mese con Audi extended warranty inclusa. Lasciatevi guidare dall’istinto. Audi Q3 è l’auto perfetta sia per la città che per l’off-road: merito della mitica trazione quattro, che vi permetterà di affrontare ogni tipo di terreno, e del propulsore 2.0 TDI da 120 CV. E con le esclusive dotazioni di serie, come i fari anteriori Xenon plus, gruppi ottici posteriori a LED, la radio MMI, i sensori per il parcheggio posteriore e i cerchi in lega da 17”, Audi Q3 è pronta a offrirvi un’esperienza di guida ancora più intensa. Scopritela nel nostro Showroom e su audi.it

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