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Direzione, Redazione, Amministrazione - via Marcantonio Colonna, 23 - 00192 Roma

La pattuglia acrobatica “Snowbirds” su CT-114 Tutor dell’Aeronautica del Canada.

Anno LVI - N.4 APRILE 2011 Poste Italiane - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 art. 1 comma 1 del 01/02/2011 - Roma


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APRILE 2011 ANNO LVI

In copertina Un momento delle celebrazioni per l’88° anniversario della costituzione dell’Aeronautica Militare. All’evento è dedicato l’articolo a pag. 4.

In quarta di copertina La pattuglia acrobatica “Snowbirds” su CT-114 Tutor dell’Aeronautica del Canada (foto Internet). Rettifica: Gli aerei della pattuglia brasiliana in 4ª di copertina del mese scorso sono T27 Tucano dell’EMBRAER anziché Pilatus.

Libri

AERONAUTICA Anno di fondazione 1956 Pubblicazione mensile edita dall’Associazione Arma Aeronautica Direttore editoriale GIANBORTOLO PARISI Direttore responsabile SILVANO BRONCHINI Direzione, Redazione, Amministrazione 00192 - Roma, via Marcantonio Colonna, 23 Tel. 06/3215145 - Tel. e Fax 06/3216882 C.F. 80248150585 – Partita IVA n. 10925071002 e-mail: assoaerorivista@libero.it (per il periodico sociale) e-mail:assoaeroamministra@libero.it (per l’amministrazione) www.assoaeronautica.it (per l’Associazione) www.cesmaweb.org (per il Centro Studi Militari Aeronautici) c/c.p. ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA, 310003 c/c. banc. n. 000000136949 Banca Popolare di Lodi Ag. 4 via Pompeo Magno, 25 - 00192 Roma IBAN: IT20 F 05164 03204 000000136949 Realizzazione grafica e stampa Raia srl - 00166 Roma, via G. B. Impallomeni, 66 Tel. 06/6690252 - Fax 06/5599675 - e-mail: a.raia@raiaweb.eu Registr. Tribunale di Roma n. 5315 del 12.7.56 Iscrizione al R.O.C. n. 6972 “Aeronautica” fruisce dei contributi statali diretti di cui alla L. 7/8/1990, n. 250 Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Gli articoli rispecchiano esclusivamente le opinioni degli autori. Proprietà letteraria, artistica e scientifica riservata. Per le riproduzioni, anche se parziali, dei testi, è fatto obbligo citare la fonte. I testi delle collaborazioni - che si intendono comunque inviati a titolo di liberalità - anche se non pubblicati, non si restituiscono. Chiuso in redazione il 18 aprile 2011.

Il periodico sarà inviato in omaggio a “sostenitori” che verseranno almeno una somma annuale di € 21,00; il predetto invio si riferisce al solo territorio nazionale. Per spedizioni all’estero si invita a prendere contatti con l’amministrazione. La quota associativa fissata dal Consiglio Direttivo Nazionale AAA per il 2011 è comprensiva della spedizione in abbonamento postale (pari a € 8,00) del periodico sociale “Aeronautica". ISSN: 0391-7630

a cura di Gregory Alegi

Enrico Ferrone, Carlo Buongiorno. Lo spazio di una vita. Vicchio, LoGisma, 2011. Cm 17 x 24, pp. 296. Euro 20,00.

Gregory Alegi, Caproni Ca.3 at War vol. 2, Berkhamsted, Albatros Productions, 2011. Cm 21x29,7, pp. 36, Lst. 10,90.

Paolo Gariglio, Gino Lisa. LoGisma, Vicchio. Cm 17 x 24, pp. 200. Euro 17,50.

La storia dello spazio italiano è un soggetto poco battuto, soprattutto per la mancanza di fonti. Grande utilità riveste quindi il libro-intervista del primo direttore dell’Agenzia Spaziale Italiana, appunto Carlo Buongiorno, i cui ricordi si dipanano per oltre mezzo secolo spingendosi fino alla politica spaziale del presidente americano Barack Obama. Nato nel 1930 a Roma e qui laureatosi in ingegneria elettrotecnica, partecipò ai primi programmi spaziali avviati in collaborazione con la NASA a partire dal 1960, lavorando poi con vari ministri della Ricerca Scientifica fino alla nascita dell’ASI nel 1988, dirigendola fino al 1993 prima di tornare all’insegnamento universitario. Una carriera prestigiosa, incrociatasi con quella di personaggi italiani ed internazionali di grande livello, sui quali Buongiorno fornisce all’intervistatore Ferrone aneddoti e osservazioni inesauribili. Di particolare interesse, anche per la signorilità della trattazione, l’accenno alla rottura con Luigi Broglio a causa delle diverse vedute dello sviluppo del settore e del rapporto tra ricerca e industria. Un passaggio cruciale che – incrociato con l’analogo, ma più breve, librointervista a Broglio di Di Bernardo qualche anno fa – può già stimolare una prima riflessione storica.

Il Datafile 145, seconda parte dell’ampia monografia in lingua inglese dedicata al bombardiere Caproni Ca.3, è incentrata sull’uso operativo durante la Prima Guerra Mondiale in Italia e in Francia, nonché nel dopoguerra, più un’ampia sezione di disegni tecnici tratti dai manuali originali. Poiché l’ampiezza della produzione impedisce una trattazione dettagliata, molti episodi sono descritti nelle didascalie delle immagini, in parte inedite o poco note. La loro sequenza logica sembra aver risentito della suddivisione in due parti, ma questo nulla toglie all’interesse del Ca.3 sanitario con elica quadripala, degli esemplari civili postbellici e persino di un esemplare del 1927 con insegne della Regia Aeronautica (fascio di fusoliera compreso). L’ampia sezione a colori comprende particolari di interesse modellistico della replica statica costruita in Slovacchia e di quella volante in corso di realizzazione da parte di Giancarlo Zanardo, una bella sezione trasversale d’epoca contornata dagli stemmi raccolti (con qualche licenza) da Laredo de Mendoza, più sei profili di grandi dimensioni di Ronny Bar. Di grande attualità la copertina di Danilo Renzulli che propone un Ca.3 della 12ª Squadriglia in azione su Misurata, in Libia, nel 1917. (SB)

Chi era quel Gino Lisa al quale è intitolato ancor oggi l’aeroporto di Foggia? A questa domanda risponde con passione Paolo Gariglio, pilota torinese, brevettato nel 1948 e rimasto in attività sino a pochissimi anni fa applicando il proprio interesse per il volo al nuovo “mestiere” di sacerdote intrapreso intorno al 1957. Fu proprio nell’ambiente dell’Aero Club Torino che Gariglio scoprì la figura di Gino Lisa, un giovane torinese nato nel 1896, brevettatosi a Cascina Costa nel 1915 e decorato di medaglia d’oro al valor militare in seguito alla morte in combattimento il 15 novembre 1917 a bordo di un bombardiere Caproni di ritorno da una missione su Caldonazzo. Avvalendosi delle lettere e fotografie ancora conservate dalle nipoti, incrociate con l’ulteriore documentazione fornita dalla famiglia Caproni, l’autore traccia un ritratto inedito di Lisa. La pubblicazione integrale delle lettere di Lisa mette a disposizione informazioni e commenti tanto più utili in quanto privati e inediti. L’ultima, scritta da Ghedi il 14 novembre 1917, preannuncia un trasferimento alla caccia interrotto il giorno dopo dalla morte. Nel complesso, il libro è dunque un’interessante ampliamento delle conoscenze su un “Aquilotto della prima covata”, come lo definisce il sottotitolo del libro.

Aeromodellisti Il modello, in scala 1:32, di un F-16 del 5° Stormo in “special color” realizzato dall’avv. Pier Paolo Maglio di Riccione.

Disponibile presso l’editore (via Zufolana 4, 50039 Vicchio, Firenze; www.logisma.it; tel. 055/8497054)

Disponibile presso le librerie specializzate o l’editore (10 Long View, Chiltern Park Estate, Berkhamsted, Herts. HP4 1BY, Inghilterra; www.windsockdatafilespecials.com)

Disponibile presso l’editore (via Zufolana 4, 50039 Vicchio, Firenze; www.logisma.it; tel. 055/8497054)


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Il 150° dell’Unità d’Italia

L’Aeronautica Militare

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Celebrato l’88° anniversario della costituzione dell’AM

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L’AM nelle operazioni “Odyssey Dawn” e “Unified Protector” in Libia

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Custodiamo la nostra storia (intervista della Rivista Aeronautica al gen. Salvatore Gagliano) Il programma 2011 delle “Frecce Tricolori”

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Il giuramento del 13° Corso allievi marescialli dell’AM

Storia aeronautica

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M Vietnam: la cannoniera volante, arma decisiva di Ferdinando Sguerri

A Scienza, tecnica e industria

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Varie

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… perché nessuna ombra sfiori la nostra terra di Giancarlo Naldi

L’Associazione Arma Aeronautica

Libri

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Il 150° dell’Unità d’Italia

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l 17 marzo, per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, le cerimonie ufficiali sono state aperte a Roma dal rito dell’Alzabandiera avvenuto alla base del Vittoriano alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano e delle più alte cariche civili e militari dello Stato, dei vertici della regione Lazio e della provincia di Roma e del Campidoglio, di una formazione in armi delle Forze Armate e dei Corpi armati dello Stato nonché delle rappresentanze con Labari e Medaglieri delle Associazioni d’Arma e combattentistiche. Un rito, quello dell’Alzabandiera, che - in contemporanea - è avvenuto in tutti i comuni d’Italia con la partecipazione - ove esistenti in loco - delle nostre sezioni AAA intervenute con il proprio Labaro.

Il presidente della Repubblica ha poi deposto una corona d’alloro al sacello del Milite Ignoto mentre il luogo veniva sorvolato dagli aviogetti delle “Frecce Tricolori” che disegnavano nel cielo il lungo vessillo verde, bianco e rosso. Successivamente il capo dello Stato si è recato al Pantheon - dove ha reso omaggio alla tomba del re Vittorio Emanuele II, il “padre della Patria” e primo capo dello Stato italiano - e poi sul colle del Gianicolo, luogo che fu testimone nel 1849 della disperata difesa dei patrioti della Repubblica Romana contro le truppe francesi chiamate dal Papa. Dopo le 21 salve di cannone che hanno sottolineato i festeggiamenti per la solenne ricorrenza, Napolitano - che ha anche inaugurato al Gianicolo il Parco degli Eroi e la Costituzione della Repubblica Ro-

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mana incisa sul Muro del Belvedere, sostando in seguito anche davanti ad alcuni degli 84 busti restaurati di famosi personaggi del Risorgimento italiano - ha poi deposto una corona d’alloro al monumento dedicato a Giuseppe Garibaldi. Il presidente della Repubblica ha quindi inaugurato a Porta San Pancrazio - che fu teatro degli scontri più aspri e sanguinosi degli insorti repubblicani contro i francesi - il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina. Le cerimonie del mattino, sempre alla presenza del capo dello Stato e delle massime autorità politiche, civili e militari della Nazione, sono state concluse nella tarda mattinata dalla celebrazione nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica dal rito religioso officiato dal cardinale Angelo Bagnasco. Nel pomeriggio il presidente Napolitano ha tenuto un discorso alle due Camere del Parlamento, riunite in seduta comune, discorso nel quale ha messo evidenziato tra l’alto i profondi significati storici, morali e politici dell’unità nazionale avvenuta 150 anni fa. In serata il capo dello Stato e tutte le massime autorità nazionali hanno infine assistito all’esecuzione dell’opera “Il Nabucco” di Giuseppe Verdi, diretta dal maestro Riccardo Muti. Da sottolineare che il giorno prima, in molte città italiane, aveva avuto luogo la “Notte del Tricolore” dedicata a celebrare il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, festa che ha visto scendere nelle strade e nelle piazze

di tutta la nazione un’imponente folla di cittadini che agitavano bandiere o indossavano coccarde. E l’entusiasmo era anche attestato dalle migliaia di bandiere tricolori esposte su edifici pubblici, ma anche ai balconi e alle finestre di abitazioni private. Per quanto riguarda l’AM è da rilevare che essa ha partecipato alle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia - oltre che con i già citati sorvolo della PAN al Vittoriano e la partecipazione alla formazione in armi a Piazza Venezia - con il concerto che la Banda musicale della nostra Forza Armata ha tenuto nel pomeriggio nella suggestiva cornice della piazza del Pantheon e, prima, con la partecipazione di una sezione della banda stessa alla formazione musicale interforze che ha tenuto un concerto all’Altare della Patria la sera del 16 marzo, durante la “Notte Tricolore”.

Cerimonie celebrative hanno avuto luogo anche presso comandi, enti, scuole, reparti, distaccamenti e installazioni della Forza Armata con la partecipazione delle autorità locali. È da ricordare anche che il 17 marzo, a metà della sua missione di sei mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale, l’astronauta Paolo Nespoli ha sventolato la bandiera italiana per partecipare simbolicamente ai festeggiamenti per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. La ricorrenza ha visto l’Italia inondata di convegni, conferenze, cerimonie e mostre, eventi che anche molte delle sezioni dell’AAA hanno organizzato o ai quali hanno partecipato per ricordare adeguatamente l’importante anniversario. (foto M. Serranò)

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AERONAUTICA MILITARE Alla presenza del capo dello Stato

L’Aeronautica Militare ha celebrato il suo 88° anniversario l 28 marzo 1923, con Regio decreto n. 645, veniva costituita la Regia Aeronautica che comprendeva tutte le forze aeree dell’Esercito e della Marina del Regno d’Italia e delle sue Colonie. Come le altre due Forze Armate, l’Aeronautica ebbe una propria uniforme e distintivi di grado e specialità. La struttura operativa iniziale comprendeva Stormi di aeroplani da caccia, da bombardamento notturno e diurno, aeroplani da ricognizione, Stormi d’idrovolanti ed un Gruppo di dirigibili. In quegli anni fu dato grande impulso all’industria aeronautica e alla fine del 1923 erano più di trecento gli aeroplani efficienti a disposizione della nuova Forza Armata. Nel 1925, a seguito di un riordinamento organizzativo delle Forze Armate, veniva istituita, con Regio decreto n. 496 del 2 aprile, la carica di capo di Stato Maggiore che andava a sostituire quella di comandante generale della Regia Aeronautica. Con la nascita della Repubblica le varie istituzioni dello Stato cambiarono nome. Nel 1946, dopo ventitre anni, la Regia Aeronautica scomparve per lasciare il posto all’Aeronautica Militare. La ricorrenza della sua costituzione è stata solennemente celebrata in tutti i comandi, enti e reparti della Forza armata operanti in Italia e all’estero. In particolare, gli 88 anni di storia dell’Arma Azzurra sono stati celebrati in forma ufficiale a Roma il 1° aprile, al Palazzo Aeronautica, con una cerimonia alla quale ha preso parte il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che aveva chiesto di posticipare la celebrazione in quanto il 28 marzo sarebbe stato all’estero per impegni legati al suo incarico. Ed è da sottolineare in proposito che, nella storia dell’Aeronautica Militare, è stata la prima volta che un capo di Stato ha visitato questa infrastruttura. Con lui hanno presenziato alla cerimonia il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Biagio Abrate, il consigliere militare del capo dello Stato, generale Rolando Mosca Moschini, e i vertici delle Forze Armate e dei Corpi armati dello Stato nonché i

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rappresentanti delle Istituzioni locali e delle Associazioni dell’Arma Azzurra con Medaglieri e Labari. Il generale Bernardis, nel suo intervento, dopo aver ringraziato il presidente della Repubblica per aver voluto onorare con la sua presenza la celebrazione dell’ottantottesimo anniversario della costituzione della Forza Armata, ha evidenziato come esso rappresenti «una tappa significativa della nostra storia perché celebrato nell’anno in cui ricorrono i 150 anni dell’unità d’Italia, un evento che ci invita a riflettere e a ricordare gli ideali, le passioni ed i valori che hanno guidato tutti coloro che, anche al costo della loro stessa vita, hanno lottato per tramandarci le migliori tradizioni della Forza Armata». Ringraziato poi tutto il personale che «ovunque, in Italia e all’estero, anche nelle più avverse condizioni ambientali ed operative, continua a fornire il

proprio qualificato contributo nei molteplici settori di attività ed in tutte le circostanze in cui l’Aeronautica Militare è chiamata ad intervenire» l’oratore, riferendosi alla collettività, alla quale viene garantito un costante contributo, ha detto che «ci sentiamo e pretendiamo di esserne parte integrante, non avulsa né tantomeno antagonista e per la quale operiamo, insieme alle altre Forze Armate, con totale dedizione ed osservanza della nostra carta primaria anche quando ci è richiesto l’uso delle armi di cui siamo sì gelosi custodi ma non certamente entusiasti propugnatori». Avviandosi alla conclusione, il capo di Stato maggiore dell’AM, sottolineato

l’attento processo di rinnovamento delle strutture in atto, in cui l’uomo riveste un ruolo determinante, ha affermato che la Forza Armata è «efficiente, viva, efficace e perfettamente integrata nel sistema difensivo nazionale, che potremo consegnare con orgoglio alle future generazioni». Da parte sua il generale Abrate, prendendo la parola, ha tenuto, tra l’altro, a ripercorrere brevemente la storia del volo dai pionieri fino alle straordinarie conquiste dello spazio, evidenziando la continua spinta al progresso, per volontà e in risposta alle sfide poste dalle avanguardie tecnologiche, che consente di disporre di soluzioni efficaci per le nuove necessità e contro le nuove minacce. «L’Aeronautica Militare - ha affermato - è il frutto dell’evoluzione di uno strumento di difesa che è riuscito a giocare da protagonista questo primo, intenso, secolo di civiltà aerospaziale. E tutto questo grazie alla professionalità del personale, sostenuto dal consenso meritato da parte degli italiani». Riferendosi infine agli impegni dei nostri contingenti militari nei contesti internazionali egli ha detto che «con le missioni di supporto e concorso fuori area, le Forze Armate associano oggi alla tradizionale attività di difesa territoriale altre e nuove funzioni. Ed è lo scenario internazionale ad aver mutato la ragione stessa dell’impiego militare. Cambiano i tempi, il contesto geopolitico, le opportunità tecnologiche, ma le Forze Armate, e tra esse l’Aeronautica Militare, rimangono strumenti indispensabili al servizio delle istituzioni democratiche». Il ministro La Russa, sottolineata la correlazione dell’anniversario dell’Aeronautica Militare con le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia e ricordati tutti i Caduti della Forza Armata, i cui nomi sono scolpiti sulle colonne di Palazzo Aeronautica, ha evidenziato come per l’operazione internazionale in Libia i mezzi dell’Aeronautica Militare siano stati subito impegnati per realizzare un piano di aiuti umanitari, effettuando missioni aeree di solidarietà, di aiuto e di evacuazione di cittadini italiani e stranieri. segue

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Per questo sforzo complessivo di grande portata, ha detto, la Forza Armata ha risposto con la tradizionale disponibilità e qualità ottenendo il consenso del Paese, sottolineando poi come l’Aeronautica Militare, ancorché giovane, abbia saputo subito affermarsi nelle proprie tradizioni e valori militari.

La cerimonia ha visto poi la consegna da parte del capo dello Stato delle seguenti decorazioni al Valore Aeronautico: - Medaglia d’argento all’equipaggio dell’elicottero HH-3F del 15° Stormo CSAR (magg. Giovanni Guadalupi, cap. Pietro Russo e marescialli di 1ª classe Antonio Rosario Origlio, Roberto La Rosa, Antonio Di Domenico, Gennaro Savarese e Clemente Adragna), con la seguente motivazione: «Componenti l’equipaggio impegnato nel recupero di 16 naufraghi da una barca a vela australiana, hanno operato in circostanze

particolarmente proibitive, ambientali e meteorologiche, tale da esporre la loro vita ad un eccezionale pericolo, denotando singolare perizia, eccellenti doti umane, encomiabile dedizione al dovere ed indiscusso coraggio, rendendo l’evento particolarmente meritevole e commendevole. Cieli di Palermo, 25 MN nord da Castellammare del Golfo, notte del 21 ottobre 2007». - Medaglia d’argento al 1° m.llo Fabio Fabbri con la seguente motivazione: «… nell’incidente di volo avvenuto durante la missione “Leone 1” nonostante le ferite riportate nell’impatto con il mare, incurante del proprio stato di salute, si è adoperato senza esitazioni, con sprezzo del pericolo ed altissimo senso del dovere, nel trasportare a bordo del battellone di emergenza tutto il personale, in particolare un membro dell’equipaggio in difficoltà ed il secondo pilota a rischio ipotermia, dimostrando singolare perizia ed esponendo la sua vita ad eccezionale pericolo. Pratica di Mare, 07 maggio 2008». - Medaglia di bronzo al m.llo 1 cl. Calogero Perrone con la seguente motivazione: «Sottufficiale operatore sanitario facente parte di un equipaggio di volo su un velivolo HH-3F, recupera in mare una persona di nazionalità turca in imminente pericolo di vita e, nonostante le critiche condizioni meteo, metteva in sicurezza

l’infortunato. Esempio di supremo coraggio e professionalità. Mazzara del Vallo (TP), 12 marzo 2006». Al termine della cerimonia il presidente della Repubblica e le altre autorità presenti hanno visitato le sale storiche di Palazzo Aeronautica, edificio che quest’anno celebra gli 80 anni dall’inaugurazione, nelle quali era stata allestita una mostra sull’edificio stesso insieme a due stand rappresentanti l’evoluzione nel tempo dell’equipaggiamento di volo per i piloti dell’Aeronautica Militare. È da ricordare, infine, che in precedenza, il 28 marzo, il capo di Stato Maggiore, gen. Bernardis, alla presenza di una rappresentanza di personale militare della Forza Armata e dei labari e medaglieri delle nostre Associazioni d’Arma, si era recato all’Altare della Patria a Roma per deporre una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto, sostandovi in raccoglimento mentre veniva suonato il “silenzio fuori ordinanza”.

Ordine del giorno del capo di SMA «Ufficiali, Sottufficiali, Graduati, Avieri, Personale civile, l’Aeronautica Militare celebra oggi l’88° anniversario della sua costituzione e in questa solenne giornata, che ci vede tutti idealmente raccolti intorno alla Bandiera di guerra, vi giunga il mio più profondo e vivo apprezzamento per l’esemplare professionalità, la costante applicazione ed il consueto generoso impegno con cui avete quotidianamente operato. L’odierno anniversario segna una tappa significativa della nostra storia perché celebrato nell’anno in cui ricorre il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, un evento che ci invita a riflettere e a ricordare gli ideali, le passioni e i valori che hanno guidato tutti coloro che, anche al prezzo della loro stessa vita, hanno lottato per tramandarci le nostre migliori

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tradizioni e quei valori umani, militari e professionali che oggi come ieri costituiscono motivo di legittimo orgoglio per tutti gli appartenenti alla Forza Armata. In questa giornata di omaggio al passato e di riflessione per il futuro, il mio ringraziamento ed i miei auguri vanno a tutto il personale di ogni ordine e grado che ovunque, in Italia e all’estero, anche nelle più avverse condizioni ambientali ed operative, ha continuato a fornire il proprio qualificato contributo nei molteplici settori di attività ed in tutte le circostanze in cui l’aeronautica militare è stata chiamata ad intervenire. Gli innumerevoli impegni fuori dai confini nazionali e i nuovi scenari internazionali prefigurano l’esigenza di continuare con determinazione l’attento processo di rinnovamento

delle nostre strutture che la Forza Armata ha già avviato. In questo processo, il personale continuerà a rivestire un ruolo di determinante quanto insostituibile valenza, poiché i mezzi, anche i più moderni e tecnologicamente avanzati, nulla possono senza la professionalità, la dedizione ed il coraggio di chi deve impiegarli. Tanto è stato fatto, ma ancora molto resta da fare soprattutto in un momento storico come questo, nel quale tutti gli sforzi profusi dovranno essere diretti ad edificare l’Aeronautica del terzo millennio, una Forza Armata efficiente, viva ed efficace, agile, adattabile e rilevante per l’assolvimento dei compiti attuali ma con uno sguardo alle potenziali sfide che ci riserva il futuro. in definitiva, una Forza Armata per-

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fettamente integrata nel sistema nazionale della difesa da consegnare con legittimo orgoglio alle future generazioni. A questo fondamentale compito attendiamo, cercando costantemente di ottimizzare al massimo le limitate risorse disponibili, partecipando a programmi internazionali, portando avanti il nostro impegno nel settore aerospaziale, avviando e consolidando i rapporti di collaborazione con la società civile e con il mondo scientifico ed industriale.

È in questa direttrice che si proietta la futura Aeronautica assieme al suo prezioso patrimonio di valori, di ideali e di sacrificato impegno, sempre pronta a fornire al paese una percezione trasparente ed esatta di quella che è la sua missione e di quanta integrità e forza d’animo siano necessari per onorarla giornalmente. Grazie ai vostri preziosi atti di giornaliera, responsabile e silente operosità, l’Aeronautica Militare potrà continuare ad assolvere quei compiti istituzionali che rappresentano

non solo la base del nostro credo professionale, ma soprattutto la testimonianza fedele ed immediata del nostro operare in nome, per conto ed a favore della collettività nazionale. Con questa convinzione rivolgo a tutti voi il mio affettuoso saluto unitamente all’auspicio più fervido per un futuro ricco di prestigiosi traguardi e soddisfazioni per voi, per i vostri cari, per l’Aeronautica Militare e per la nostra amata Italia. Generale S.A. Giuseppe Bernardis».

Il messaggio del presidente della Repubblica l presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato al capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica Militare il seguente messaggio: «In occasione dell'88° anniversario della fondazione dell'Aeronautica Militare, rivolgo un riverente omaggio alla bandiera della Forza Armata, simbolo di unità, fedeltà e onore. Il mio deferente pensiero va in questo momento a tutti gli aviatori che sono caduti per la difesa della patria, per la pace e per la salvaguardia delle libere istituzioni democratiche. Nell'anno in cui celebriamo il 150° anniversario dell'Unità d'Italia, mi è particolarmente gradito rinnovare all'Arma Azzurra, da sempre prestigioso simbolo dell'identità nazionale ed esempio di abnegazione e professionalità, i sentimenti di riconoscenza, affetto ed ammirazione che il Paese nutre nei suoi confronti. Ufficiali, sottufficiali, personale di truppa e personale civile dell'Aeronautica Militare, voi assolvete all'alto compito di garantire la sicurezza dei cieli e concorrete, nell'ambito delle missioni internazionali, alla stabilizzazione di complessi scenari di crisi. La situazione di grave emergenza venutasi a creare proprio in queste settimane poco oltre i confini nazionali vi impegna nella pienezza delle vostre funzioni in una delicata e rischiosa missione di protezione di popolazioni civili dalla violenza delle armi di un conflitto fratricida. Questo impegno è la prova più evidente dell'importanza e della delicatezza del compito che vi è affidato. Siatene consapevoli e giustamente orgogliosi. Alla Forza Armata e a voi tutti, unitamente alle vostre famiglie, giungano il vivissimo apprezzamento degli italiani e mio personale per la straordinaria opera prestata ed i più fervidi voti augurali. Viva l'Aeronautica Militare, viva le Forze Armate, viva l'Italia!».

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Il messaggio del ministro della Difesa «Ufficiali, Sottufficiali, Volontari, Personale civile, in occasione dell’88° anniversario della fondazione dell’Aeronautica Militare, rivolgo a voi tutti, in servizio e in congedo, il saluto caloroso del Governo, delle Forze Armate e mio personale. Un’espressione di sentita gratitudine la voglio riservare al Personale che si trova lontano dall’Italia e dalla propria famiglia perché impegnato in missioni internazionali per garantire il mantenimento della stabilità e della sicurezza globale. Da pochi giorni abbiamo celebrato il 150° anniversario dell’Unità d’Italia, una storia della quale l’Aeronautica è stata protagonista, dal 28 marzo del 1923, scrivendo straordinarie pagine di amor di Patria e di abnegazione, che testimoniano l’altissimo senso del dovere di quanti hanno servito l’Italia indossando l'uniforme azzurra. L’attività svolta, in tutti questi anni di storia, dagli uomini dell’Aeronautica Militare rappresenta un patrimonio di professionalità e di valori sul quale l’Italia sa di poter contare per ricoprire, in modo attivo e responsabile, un ruolo importante per la sicurezza della Patria e per concorrere al mantenimento della stabilità e della sicurezza internazionale. In particolare, in questi giorni, la nostra Aeronautica Militare è impegnata in prima linea al fianco della coalizione internazionale nell’Operazione “Odissey Dawn” tesa a salvaguardare, come prevede la risoluzione n° 1973 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’integrità fisica del popolo libico. Pertanto, in ossequio ad una tradizione di generosità e umana solidarietà che qualifica le nostre Forze Armate tutte, ieri come oggi, là dove c’è stato bisogno, l’Aeronautica è intervenuta, portando avanti quell’impegno e quel giuramento alla bandiera che i nostri militari assolvono con tanta dedizione, mettendosi al servizio del proprio Paese e dei suoi cittadini consapevoli dell’importanza e delle difficoltà del ruolo che rivestono. In quest’occasione è doveroso volgere il nostro pensiero a tutti i Caduti dell’Aeronautica Militare, dall’era dei pionieri del volo fino ai giorni nostri; a loro va la nostra commossa e ammirata riconoscenza. Uomini e donne dell’Aeronautica, a tutti voi giunga l’apprezzamento del Governo e degli Italiani per l’attività svolta e che svolgerete per difendere e tutelare l’Italia, il suo territorio, la sua sovranità e i suoi interessi vitali, garantendo l’approntamento, l’efficacia operativa e l’impiego delle forze aeree nel quadro del sistema di sicurezza nazionale e internazionale. Ignazio La Russa».

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Per il suo notevole interesse, riportiamo con piacere l’intervista fatta dalla Rivista Aeronautica al gen. BA Salvatore Gagliano, capo del 5° Reparto dello Stato Maggiore e responsabile della comunicazione istituzionale della Forza Armata, sulle politiche di conservazione e valorizzazione del patrimonio storico-culturale dell’A.M.

Custodiamo la nostra storia Generale, come descriverebbe il rapporto tra l’Aeronautica Militare e la sua storia? L’Aeronautica Militare fonda il proprio codice genetico sulla coscienza condivisa di possedere una storia comune, un “continuum” di valori, di tradizioni, di sacrificio e di attività legate al suo “core business” al servizio della collettività, che costantemente caratterizzano e impreziosiscono il corso della sua storia. Quest’anno, nel quale ricordiamo i 150 anni dell’Unità d’Italia, tutto questo assume particolare valore, nella consapevolezza che la Forza Armata ha contribuito, attraverso queste sue virtù, al percorso di sviluppo della Nazione. Una storia che, pur raccontandole, deve saper trascendere da vicende personali e protagonismi di uomini e reparti di volo ma che deve di esse tramandare intatto lo spirito di servizio e il forte senso di appartenenza. Con particolare riguardo alle giovani generazioni, che da tutto ciò devono trarre solidi riferimenti morali e motivazionali per assicurare la continuità istituzionale, soprattutto in momenti di particolare difficoltà. Pertanto non si può che attribuire fondamentale valore a tutto ciò che testimonia l’opera della Forza Armata attraverso i periodi storici passati, porre particolare cura nel recupero, nella conservazione e nell’esposizione di materiali e di documenti di grande valore storico. I primi sono principalmente custoditi presso il Museo Storico dell’Aeronautica Militare, a Vigna di Valle, mentre la documentazione è conservata per la pubblica consultazione presso l’Archivio dell’Ufficio Storico, allo Stato Maggiore Aeronautica. La Forza Armata detiene moltissimi materiali di interesse storico che devono essere salvaguardati e valorizzati. Quali sono i criteri e i processi secondo i quali ciò avviene? Debbo riconoscere che in questo soffriamo per certi aspetti del male endemico che affligge le attività di tutela di tutto il patrimonio artistico e culturale nazionale: troppe opere da salvaguardare a fronte di limitate risorse che, in ambito aeronautico e a causa dell’attuale congiuntura, devono essere esclusivamente e comprensibilmente concentrate a sostegno dell’attività operativa. Tuttavia ritengo importante affermare che la mancanza di denari non deve mai costituire un alibi che giustifichi mancanza di iniziative. Detto questo, le difficoltà permangono e vanno opportunamente affrontate soprattutto assegnando priorità e attivando varie forme di collaborazioni. Affermiamo innanzitutto con nettezza che nella nostra cultura consideriamo qualsiasi aeromobile (aereo o elicottero che sia), identificato quale principale strumento professionale aeronautico, come un prezioso capolavoro, espressione sia del progresso tecnologico di un particolare periodo storico sia delle pregiate attività del nostro personale, e come tale va sempre salvaguardato e rispettato in qualsiasi ambito e contesto. Sono state identificate linee guida cui riferirsi nella conservazione del materiale d’interesse storico che si prefiggono di rafforzare le misure di salvaguardia e arricchire il patrimonio storico-culturale dell’Aeronautica Militare.

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Cosa significa in termini concreti? Con l’importante contributo del Comando Logistico l’organo tecnico-militare che detiene dinanzi alla legge la responsabilità amministrativa di tutto il materiale connesso con l’attività operativa, compreso quello di interesse storico - stiamo aggiornando la sua catalogazione e localizzazione su tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento ai velivoli concessi per finalità espositive; per quelli ceduti in prestito a enti, amministrazioni o associazioni sono in corso costanti verifiche e, se necessario, successive azioni per esigere il ripristino di condizioni di tutela previste o procedere, in casi estremi, al loro recupero. L’Amministrazione, comunque, si tutela esigendo dal richiedente l’accettazione di una clausola fideiussoria. Questa attività di monitoraggio, peraltro indispensabile, richiede tempo e, in qualche caso, risorse. Riceviamo, inoltre, molte segnalazioni riguardanti le condizioni di materiale in prestito che ci aiutano a delineare un quadro generale ancora più completo. Stiamo perfezionando in tale ambito importanti forme di collaborazione con le nostre sezioni delle Associazioni d’Arma aeronautiche. L’attività di “restyling”, per così dire, riguarda anche tutti i velivoli “gate guardian” posti “a difesa” delle principali installazioni dell’Aeronautica Militare e affettivamente molto cari al personale di stanza. Il materiale storico, sia di diretto interesse per la Forza Armata, sia quello in eccesso, sarà complessivamente raccolto, curato e custodito a Torricola, uno “storico” deposito nei pressi di Roma; se ne potrà disporre per esigenze espositive presso musei in Italia e all’estero e per proporre scambi con altro materiale di interesse aeronautico,così come la più recente normativa amministrativa consente; ciò è particolarmente utile per incrementare tutto quello che ha significativo valore storico per la Forza Armata. Ci sono in particolare delle procedure specifiche per realizzare tutto ciò? Abbiamo affermato di ritenere un qualsiasi velivolo come un prezioso capolavoro e come tale da salvaguardare e rispettare, in qualsiasi ambito e contesto. Per tale motivo, un recente orientamento normativo (“Linee Guida per la conservazione del materiale storico in Forza Armata” - Ed. 2008) non consente la cessione di velivoli per l’esposizione permanente in aree aperte, pubbliche, non protette ed esposte alle intemperie; ciò infatti, e purtroppo l’esperienza ce lo conferma, non garantisce nel tempo , all’inevitabile mutare di condizioni e impegni iniziali, la tutela e il rispetto del “bene” e di ciò che esso rappresenta. Né la Forza Armata è più in grado di sostenere l’onere dell’intervento per ripristinare le originarie condizioni. In quanto “bene culturale”, il velivolo (naturalmente ciò vale per tutto il materiale storico) deve trovare accoglienza prioritariamente in un museo. In tale ambito, va tuttavia specificato che esso non potrà mai figurarvi, come talvolta in passato, come “deposito” (o spazio) offerto alla Forza Armata, ma come parte di un fruttifero rapporto di collaborazione nell’ambito di pro-

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getti congiunti di comunicazione, di restauro e di scambio di materiale di interesse, volti a incrementare la salvaguardia, la valorizzazione e la diffusione del patrimonio storico e culturale nazionale. Numerosi sono infatti i rapporti di collaborazione dell’Aeronautica Militare con importanti realtà museali italiane ed estere, che vanno via via perfezionandosi; la più recente è quella siglata con il Parco del Volo “Volandia” a Malpensa. Quale ruolo interpreta in questa “visione” il Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle? L’ente principe deputato dalla Forza Armata alla salvaguardia e valorizzazione del materiale storico è il Museo dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle (Roma). II Museo, che è considerato a buon diritto uno tra i più belli del mondo, sia dal punto di vista infrastrutturale uno dei suoi hangar risale alla prima guerra mondiale e Vigna di Valle stessa è uno dei cantieri aeronautici più antichi al mondo, con le attività dei primi dirigibili di Gaetano Arturo Crocco e Ottavio Ricaldoni - sia per la completezza delle raccolte storiche custodite, ha ricevuto e riceve moltissimi e lusinghieri apprezzamenti in Italia e all’estero. Vigna, considerata la culla dell’Aeronautica in Italia, risulta tuttavia non agevolmente raggiungibile dai principali flussi turistici; inoltre, comincia a presentare problemi di spazio espositivo. Al momento, per il suo potenziamento sono in valutazione alcune ipotesi ma parlarne è forse prematuro. È in corso di valutazione la costituzione di una “Fondazione”, in ambito Aeronautica Militare, che possa gestire in autonomia il Museo Storico e le sue attività, attraverso forme di contribuzioni e collaborazioni. Ma tutto ciò che viene custodito a Vigna di Valle è solo la parte “esposta” del materiale storico della Forza Armata. A questi reperti unici e preziosi deve aggiungersi anche quello, spesso datato al periodo post-bellico, custodito in vari depositi e destinato a essere raccolto nella sede di Torricola. Che valore attribuisce all’attività di sistemazione e riordino della documentazione di interesse storico custodita presso l’Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore? Direi inestimabile. Catalogare, valorizzare, riordinare costantemente, arricchire con documentazione frutto di donazioni e rendere fruibili i “fondi” dell’Archivio dell’Ufficio Storico sono operazioni fondamentali, appartenenti al vocabolario del “buon archivista”. Sono attività, finanziate attraverso collaborazioni professionali, che permettono soprattutto agli studiosi e ai ricercatori di approfondire e accrescere la conoscenza della storia dell’Aeronautica Militare e, nel contempo, rassicurano tutti coloro che detengono materiale di grande interesse storico, circa l’opportunità di affidare carteggi, fotografie e cimeli di grande valore affettivo e testimoniale per la Forza Armata, affinché questi divengano patrimonio storico e documentale a disposizione della collettività. Già si contano importanti donazioni recentemente finalizzate (Aramu, Zanelli, Balbo, Briganti, Ajmone-Cat e De Bernardi) e in tale ambito, per suggellare il rapporto fra l’Istituzione e i contributori, la Forza Armata, oltre ad affidare tali beni alle “cure” di archivisti professionisti per l’inventariazione e la successiva valorizzazione, organizza annualmente una significativa cerimonia per ringraziare quanti hanno deciso di mettere a disposizione della comunità il proprio prezioso patrimonio storico. Sono pertanto in aumento i documenti disponibili presso l’Archivio Storico. E sono in aumento gli studiosi che frequentano quotidianamente la nostra Sala Studio, ai quali viene garantito ogni diretto supporto per le ricerche e la consultazione dei fondi archivistici. Qui, oltre il

dato quantitativo, ciò che dà, forse meglio, la misura di quanto importante e diversificato sia il patrimonio custodito dall’Ufficio Storico, è la costante presenza di “categorie” non necessariamente connesse con la materia militare: donne, giovani studenti, laureandi e tesisti, che chiedono di approfondire materie come l’organica, la medicina, l’ingegneria, l’architettura. Consapevoli di tale importanza storiografica, ma anche del calo di sensibilità archivistica del dopoguerra che fece registrare un gap significativo nei versamenti della documentazione di interesse storico, abbiamo recentemente impostato un progetto di salvaguardia della documentazione prodotta attualmente dalla Forza Armata che sarà da assicurare alla conservazione permanente per le generazioni future: sembra ovvio ma non è scontato affermarlo, la memoria storica del futuro si costruisce attraverso una corretta gestione del presente; è un progetto ambizioso, ma nel quale crediamo fermamente. In tal senso, si guarda al futuro con la prospettiva di incrementare in ogni modo la visibilità della storia e della cultura aeronautica, sia in termini quantitativi (maggiori informazioni e reperti documentali e materiali), sia qualitativi (migliore accessibilità e fruibilità dei reperti storici). Numerose sono le pubblicazioni di interesse storico-aeronautico (saggi e stampe) che hanno recentemente arricchito la produzione editoriale dell’Ufficio Storico, disponibili a un prezzo decisamente equo, incrementando la diffusione delle recensioni in ambito editoriale e garantendo la possibilità del loro acquisto anche on line. È disponibile il nuovo Catalogo dell’Ufficio Storico con le ultime realizzazioni a cura della 1ª Sezione - Editoria: “Artigli delle aquile”, “Aviazione Italiana e il bombardamento aereo nella Grande Guerra”, “L’Italia nella guerra aerea: da El Alamein alle spiagge della Sicilia” e “Coccarde Tricolori” (2ª edizione). Ci sono altre novità anche per l’Ufficio Storico? Prosegue la digitalizzazione dei documenti più antichi e preziosi custoditi, al fine di preservarli dall’usura del tempo e del “maneggio”: tra gli altri, nell’anno in corso verranno digitalizzati integralmente i carteggi originali della Guerra di Libia e delle Squadriglie della prima guerra mondiale, ma f orse la notizia più “appetitosa” per storici e appassionati è che a breve saranno resi disponibili per la consultazione a tutti gli studiosi i Diari Storici (oltre 1.000) della seconda guerra mondiale in versione digitale, recentemente scansionati. Inoltre, l’Archivio Storico si è dotato di un software archivistico per la gestione e la schedatura della documentazione con quattro terminali e un quinto che consentirà la consultazione dei fondi in modalità “on site”. Questo impegnativo progetto è stato reso economicamente sostenibile anche attraverso vantaggiose forme di collaborazione con enti esterni. Prosegue il recupero dei libretti personali dei militari andati in congedo da oltre 40 anni, così come il riordino dei fondi archivistici iniziato anni orsono. Al riguardo, il progetto di riordino prevede di inventariare tutta la documentazione fino alla seconda guerra mondiale, la più numerosa e consultata, per poi passare a quella più recente. Attualmente, dopo aver ultimato quello relativo ai carteggi della prima guerra mondiale, si sta operando sul carteggio di “Superaereo” (il nominativo telegrafico dello Stato Maggiore dell’Aeronautica nel secondo conflitto mondiale, ndr). Entro il prossimo mese sarà a disposizione degli utenti l’inventario della Guerra d’Africa e l’inventario dell’archivio personale del gen. Mario Ajmone Cat. La Guerra di Spagna è già agevolmente consultabile attraverso un nuovo classario informatizzato, segue

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come sanno bene i numerosi studiosi spagnoli che frequentano ogni anno la Sala Studio. Tutto ciò è reso possibile anche attraverso proficue forme di collaborazione con l’Università, attraverso l’opera di archivisti professionisti esterni sotto la supervisione dei professori Paola Carucci ed Emilio Lodolini. È stata attivata ed è in via di costante consolidamento la “rete dei conservatori”, di quelle figure in Forza Armata specificamente formate per identificare, ai vari livelli della struttura gerarchica in collegamento con il “centro”, ciò che storicamente ha valore e come tale necessita di essere conservato o recuperato. Quanto più saremo capaci, trasparenti e affidabili, maggiori saranno le donazioni dei privati, fonte di inestimabile valore che permette l’acquisizione di documentazione (e testimonianze) spesso non disponibile negli atti ufficiali. Continua “contro il tempo” la raccolta di sempre nuove testimonianze per tramandare la storia nell’“archivio orale”. Soprattutto si intensificherà l’impegno, iniziato nel 2009, di rendere fruibile, direttamente dal sito internet della Forza Armata, quante più informazioni e notizie possibili. La Forza Armata gestisce iniziative finalizzate allo studio, alla conservazione, al restauro dei reperti storici. Quali capacità e risorse vengono impiegate in queste particolari attività?

Ci poniamo il costante obiettivo, così come avviene per la documentazione disponibile presso l’archivio storico dello Stato Maggiore, di incrementare la preziosa collezione storica di velivoli custoditi presso Vigna di Valle, “macchine” con le quali gli aviatori di ogni epoca (e tutto il personale che ha dato loro supporto) hanno operato con perizia e coraggio, donando in molti casi la vita. Restaurare ed esporre quelle “macchine” nel nostro Museo riteniamo sia un modo assai significativo per ricordarli e onorarli. E i risultati non mancano. Solamente negli ultimi tre anni, sono stati portati a termine il restauro del Fiat G.46 e dei tralicci e timone di coda dell’unico esemplare esistente al mondo di Savoia Marchetti S.55, lo “Jahù”, conservato in Brasile. Ciò è stato possibile attraverso l’opera del personale tecnico in forza al 10° Reparto Manutenzione Velivoli di Galatina, erede delle tradizioni del Servizio Tecnico Caccia nella seconda guerra mondiale. È stato poi restaurato presso le Officine di Vigna di Valle l’unica struttura originale di S.55 “italiano”: si tratta della parte centrale di uno dei due scarponi di un velivolo della “Squadriglia Rossa”, partecipante alla Crociera Aerea del Decennale (1933); si è trattato di un restauro a livello conservativo con la rimozione di tutte le parti non originali aggiunte nel corso degli anni.

Il Museo Storico dell’A.M. ulle rive del Lago di Bracciano sorge il Centro Storiografico e Sportivo di Vigna di Valle, il reparto dell’Aeronautica Militare che, per la presenza del Museo, più di ogni altro cela l’essenza storica di questa Forza Armata. I profumi e i colori che si possono respirare e vedere entrando in uno dei suoi hangar sono quelli di un passato che vuole essere ricordato, che non desidera perdersi nelle memorie, che, prepotente, vuole mostrarsi a chi è bramoso e curioso di scoprire le origini di un mondo che oggi sembra così proiettato verso il futuro da non riuscire a ricordare di aver avuto un passato. Gli aviatori ebbero fin da subito la sensazione di essere stati coinvolti in un vortice senza fine, travolti continuamente dal lancio di nuove tecnologie, innovazioni, strumenti sempre più all’avanguardia. Il repentino invecchiamento del mezzo aereo fece sorgere l’esigenza di trovare un luogo dove poter conservare aeroplani e i cimeli dismessi, che un giorno sarebbero diventati un patrimonio inestimabile. Si fecero diversi tentativi per istituire un museo, ma tutti risultarono vani. La svolta decisiva si ebbe con le celebrazioni del centenario dell’unità d’Italia, quando a Torino fu organizzata una mostra storica permanente. Fin da subito, la scelta del capoluogo piemontese non si dimostrò ottimale, per questo si provò a spostare tutto a Milano, ma inutilmente. L’unica soluzione rimasta fu quella di trasformare il già esistente Centro di Raccolta Materiali Storici di Vigna di Valle in un vero e proprio Museo dell’A.M. Gli ostacoli non furono pochi, ma l’impegno dell’allora sottocapo di Stato Maggiore, gen. SA Giuseppe Pesce, preziosamente aiutato dal ten. col. Vittorio Zardo e dal magg. Aldo Rampelli, fu premiato: in pochi mesi fu costruito, infatti, un nuovo padiglione, allestito un percorso storico e portati in condizioni espositive un gran numero

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di aeroplani. Il nastro fu tagliato dal Presidente della Repubblica Giovanni Leone, che il 24 maggio 1977 inaugurò la nuova struttura. Naturalmente la “staticità” di quest’esposizione fu fin da subito apparente in quanto i cimeli in breve tempo raddoppiarono, la necessità di ampliamenti e ristrutturazioni divenne imprescindibile e i trent’anni che seguirono furono di continui adeguamenti. Attualmente, il Museo consta di quattro padiglioni ed una appendice che si stendono su una superficie complessiva di circa 13.000 m2 coperti, nei quali si possono ammirare velivoli, motori, uniformi, equipaggiamenti, strumentazioni che fanno parte di una collezione infinita, tramandata di generazione in generazione. La visita è organizzata secondo un percorso che permette di rivivere in ordine cronologico la storia dell’Aviazione Militare in tutte le sue progressive evoluzioni. Per Vigna di Valle il lavoro e gli impegni non finiranno mai: anche se oggi le strutture sono sufficienti e adeguate alle esigenze, l’opera di mantenimento deve essere costante, perpetua e accurata. La sfida resta quella di riuscire a mantenere più aggiornata possibile la sua pregiata collezione. Senza ombra di dubbio quest’apertura ha valorizzato notevolmente la piccola base militare di Vigna di Valle, trasformatasi in pochi anni in un polo importante sia dal punto di vista scientifico sia didattico. Le visite delle scolaresche sono continue e si alternano con quelle degli appassionati che da tutto il mondo giungono nel piccolo paesino alle porte di Roma. Questo è, infatti, il compito principale del Museo: recuperare, restaurare, preservare, mostrare e valorizzare tutto ciò che fa parte del “trascorso aeronautico” mantenendone memoria per sempre. Per tutte le informazioni è possibile consultare il sito dell’A.M. Luca Ricci

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L’Ufficio Storico dell’A.M. ’Ufficio Storico contribuisce a preservare il passato e a costruire il futuro dell’Aeronautica attraverso gli esempi che la storia ci ha messo a disposizione. L’Ufficio prende origine dalla “Sezione Storica di Stato Maggiore della Regia Aeronautica”, fondata nel 1926, che svolgeva la funzione di raccogliere e classificare tutto il materiale di carattere storico al fine di utilizzarlo per redigere un resoconto ufficiale sullo sviluppo e sull’impiego, in pace e in guerra, della nuova “Arma”. Oggi l’Ufficio è organizzato in tre sezioni: la prima si occupa dell’Editoria Storica, ovvero dell’individuazione, preparazione e pubblicazione di documenti, idee e saggi su eventi rilevanti e di interesse per la storia della Forza Armata e che sono ritenuti, da una Commissione specificamente nominata, di importanza tale da meritare di essere divulgati sotto l’egida dell’Aeronautica Militare. A corollario di questa attività c’e tutta l’opera di diffusione della cultura storica che avviene anche attraverso la presenza di punti vendita dell’Ufficio Storico in mirate manifestazioni e località. La seconda sezione si occupa del recupero e della custodia dei documenti storici e della loro fruibilità verso chi, studiosi, appassionati e ricercatori, ne fa richiesta. Al vasto archivio storico, che comprende circa 12mila faldoni tra carteggi, diari storici e serie fotografiche, si aggiunge la gestione della Biblioteca Centrale dell’Aeronautica Militare, ricca di oltre 30mila volumi tra i quali alcuni molto rari, e dell’Emeroteca che raccoglie collezioni di periodici e pubblicazioni varie sin dai primi del Novecento. La terza sezione, infi-

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Quali novità ci si possono attendere a breve presso il Museo Storico? Al momento sono in avanzato stato di lavorazione due importanti velivoli, casualmente entrambi della ditta napoletana IMAM, erede della Romeo e progenitrice dell’attuale Alenia Aeronautica. A Vigna di Valle le abili maestranze del Museo stanno lavorando sul Ro.43, mentre a Venegono Superiore (Varese) tecnici civili di provata esperienza aeronautica della ditta Celin Avio sono al lavoro su un Ro.37 “Lince”. Quest’ultimo, proveniente da un “miracoloso” ritrovamento in Afghanistan, è parte di un progetto che vede collaborare il personale militare del 1° RMV di Cameri per il motore e del 10° RMV di Lecce per le ali. I costi di restauro, come per altre attività riguardanti il materiale storico, sono affrontati principalmente attraverso collaborazioni o convenzioni con istituzioni pubbliche e private che, a fronte di prestiti temporanei e cessioni mirate di materiale in esubero, contribuiscono a portare avanti i lavori più significativi. Confidiamo prossimamente di completare anche questi due progetti, per arricchire la collezione del Museo di Vigna e rendere i velivoli (e il periodo storico che essi rappresentano) a disposizione del pubblico. Sugli scali del 10° RMV, poi, il Re.2001 “Falco II” attende pazientemente il suo turno per l’avvio dei lavori di restauro. La Forza Armata fa molto per il pubblico degli appassionati. È un rapporto ricambiato? Certamente. Ho già ricordato le donazioni di materiale documentario e il grande contributo alla ricerca storica e

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ne, si interessa di individuare, identificare, recuperare e rendere disponibile il materiale aeronautico di interesse, o di potenziale valore storico. Si tratta quindi principalmente di aeromobili o parti di essi, ivi inclusi gli equipaggiamenti e sistemi associati, dal settore uniformologico ai sistemi e apparati connessi alla storia delle operazioni aeree e dell’assistenza al volo più in generale (telecomunicazioni, meteorologia, ecc.). La fonte primaria di approvvigionamento di tale materiale è rappresentata dalla stessa linea logistica della Forza Armata. Tutto il materiale ritenuto di particolare interesse e presente tra quello che periodicamente è dichiarato fuori uso o fuori servizio è trattenuto. Per chiedere informazioni all’Ufficio Storico, offrire collaborazione o chiedere reperti si può telefonare al numero 064986, seguito dai passanti: 4636 per l’Editoria, 5724 per I’Archivio o 5477 per il materiale storico. Contatti diretti per l’Editoria all’indirizzo editoriastorica@aeronautica.difesa.it oppure altre informazioni sono disponibili sul sito web dell’Aeronautica Militare. Per una semplice questione organizzativa, ove le richieste riguardino ricerche che vanno oltre la singola informazione di presenza o esistenza presso l’Ufficio Storico di un determinato carteggio, suggeriamo agli interessati di effettuarle di persona presso i locali dell’Ufficio (Viale dell’Università 4, Roma, Palazzina ex Scuola di Guerra). Parimenti, anche solo con una telefonata o un’email si può avere la conferma della disponibilità del materiale storico ricercato. col. pil. Angelo Piccillo capo Ufficio Storico dell’A.M.

testimoniale fornito dalle nostre Associazioni d’Arma. Desidero ancora ricordare l’appassionato impegno che la sezione di Bracciano dell’Associazione Arma Aeronautica pone quotidianamente nell’assicurare al Museo di Vigna di Valle le attività di guida delle numerose visite, con particolare riferimento a quelle delle scolaresche. Sicuramente importante è anche quello che può venire da singoli privati, istituti tecnici e associazioni, sia come ricerca storica, sia come vera e propria forma di restauro. In particolare, da 20 anni il GAVS (Gruppo Amici Velivoli Storici), in più occasioni ha fornito la sua collaborazione volontaria in questo specifico e delicato settore con lavori che vanno dal Nardi FN305 allo Spitfire IX, dal Fiat G.55 allo Spad VII. Attualmente la Sezione Roma sta lavorando a Vigna di Valle su un terzo IMAM, il Ro.41. Come riassumerebbe in poche parole la sua panoramica sulla cura del patrimonio storico e culturale dell’Aeronautica Militare? Vorrei rassicurare quanti ci guardano “da fuori” sulla nostra costante sensibilità riguardo la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione di questo materiale, ma anche affermare con nettezza che la mancanza di risorse non deve costituire un ostacolo ma piuttosto un incentivo a ricercare sempre nuove opportunità di collaborazioni e assegnare priorità, da valutare in funzione del contributo che portano, al raggiungimento dei nostri obiettivi tesi a salvaguardare, accrescere e valorizzare il patrimonio storico e culturale dell’Aeronautica Militare.

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Basi aeree, velivoli e personale a favore della “Coalizione dei volenterosi”

L’AM nelle “Odyssey Dawn” e “Unified Protector” in Libia ’Aeronautica Militare sta ancora fornendo il proprio contributo nell’ambito delle operazioni che la “Coalizione dei volenterosi” ha avviato in Libia prima con la “Odyssey Dawn”(alba dell’Odissea) e poi, dopo il passaggio del comando di esse alla NATO, con la “Unified Protector” (protezione unificata). Va ricordato innanzi tutto che, a partire da quando la situazione nel paese nord africano si stava aggravando, l’AM aveva rinforzato il sistema di sorveglianza e difesa dello spazio aereo nazionale - già assicurato in maniera continuativa attraverso un sistema integrato di radar e velivoli intercettori e che, sulla base di decisioni politiche, era pronta a svolgere missioni a supporto della coalizione con velivoli PA-200 Tornado nelle versioni ECR (Electronic Combat Reconnaissance) e IDS (InterDictor Strike) e con caccia F-16 ed Eurofighter. I nostri Tornado, con la protezione degli F-16 e riforniti in volo dagli IDS in funzione AAR (Air-to-Air Refuelling), hanno iniziato ad operare nei cieli libici nella sera del 19 marzo con missioni volte alla soppressione delle difese aeree nemiche sul terreno (SEAD Suppression of Enemy Air Defense) ma senza l’impiego di missili aria-superficie AGM-88 HARM (High-speed Anti Radiation Missile). L’impiego dell’armamento non è stato infatti necessario in quanto con i loro voli sul territorio libico i Tornado hanno comunque costretto i siti radar libici, per non essere individuati, a spegnere i loro apparati impedendo così il rilevamento dei velivoli alleati impegnati nelle azioni a fuoco contro gli obiettivi prefissati in base alla risoluzione 1973 dell’ONU e dal vertice straordinario dei capi di Stato e di governo europei svoltosi lo stesso giorno a Parigi. Ricordiamo anche che la risoluzione dell’ONU citata impone una “no fly zo-

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ne” sui cieli della Libia e prevede «tutte le necessarie misure per proteggere la popolazione civile», tranne un’invasione di terra. In particolare, è vietato «il decollo, l’atterraggio e il sorvolo nel territorio libico di velivoli registrati in Libia o gestiti da cittadini o compagnie libiche». La sola eccezione è per i voli a scopo umanitario. L’ONU ha inoltre deciso di autorizzare l’uso della forza militare con l’obiettivo primario di proteggere la popolazione escludendo categoricamente il dispiegamento di «una forza di occupazione straniera di qualsiasi forma e in qualsiasi parte del territorio libico». L’Aeronautica Militare ha contemporaneamente assicurato anche la disponibilità e il supporto tecnico e logistico delle basi aeree di Aviano, Decimomannu, Amendola, Gioia del Colle, Sigonella, Trapani Birgi che l’Italia ha offerto agli aerei dei paesi della coalizione impegnando complessivamente oltre 5.000 persone in tali attività. È da sottolineare in proposito quanto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato il 20 marzo a Milano sul primo intervento italiano: «Non siamo entrati in guerra, siamo impegnati in un’azione autorizzata dal Consiglio di sicurezza dell’ONU. Inutile ripetere cose che tutti dovrebbero sapere: la Carta delle Nazioni Unite prevede un capitolo, il settimo, il quale nell’interesse della pace, ritiene che siano da autorizzare anche azioni volte, con le forze armate, a reprimere le violazioni della pace». Nei giorni successivi le missioni SEAD dei velivoli italiani Tornado, quelle degli F-16 (poi sostituti dagli F-2000) in compiti di pattugliamento e difesa aerea (CAP - Combat Air Patrol) e da KC-130J in versione di aeririfornitore, sono proseguite soprattutto con attività di guerra elettronica per l’”accecamento” dei radar libici e di ricognizione (EW - Electro-

nic Warfare/ISR - Intelligence Surveillance Reconnaissance). Il 31 marzo, come richiesto da più nazioni, la NATO ha assunto il comando delle operazioni militari in Libia (prima guidate da Stati Uniti, Francia e Regno Unito come stabilito dall’ONU) e, quindi, i velivoli dell’AM hanno iniziato a partecipare all’operazione “Unified Protector” condotta dall’Alleanza Atlantica, in accordo con il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, per proteggere la popolazione libica da azioni ostili attraverso l’embargo navale e l’implementazione della “No Fly Zone”. Per quanto riguarda i velivoli fino ad ora impiegati è da precisare che i Tornado ECR appartengono al 50° Stormo di Piacenza, i Tornado IDS al 53° Stormo di Ghedi, gli F-16 al 37° Stormo di Trapani, gli F-2000 al 4° Stormo di Grosseto e al 36° Stormo di Gioia del Colle, i C-130J Tanker alla 46ª Brigata Aerea di Pisa ed hanno quasi tutti sempre operato avendo come base quella di Tapani Birgi. I Tornado IDS vengono anche impiegati per attività di ricognizione, svolta mediante l’utilizzo del “Pod” fotografico “Reccelite” in grado di acquisire immagini ad altissima risoluzione da rendere immediatamente disponibili ai Comandi alleati. Per quanto concerne invece la disponibilità delle nostre basi aeree per l’attività dei velivoli di altri paesi è da sottolineare che risulta essere stata utilizzata solo quella di Decimomannu sulla quale si sono rischierati sei F-16 olandesi, insieme ad un tanker KDC-10, partecipanti come ha precisato il governo dell’Aia, alle operazioni di embargo del traffico aereo verso la Libia senza prender parte a missioni di combattimento - e sei F-16 e sei Mirage 2000 dell’United Arab Emirates Air Force che partecipano alle operazioni per la “no fly zone” in Libia.

2.500 ore di volo per gli AMX in Afghanistan lla fine di marzo i caccia AMX che l’Aeronautica Militare ha rischierato a Herat in Afghanistan nell’ambito della missione ISAF hanno raggiunto le 2.500 ore di volo compiute in un migliaio di missioni operative soprattutto di ricognizione nel corso delle quali sono state scattate oltre 22.000 fotografie su 2.000 località, immagini che sono state poi analizzate dalla nostra sezione di fotointerpreti.

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Il giuramento del 13° Corso allievi marescialli dell’AM l 15 aprile, a Viterbo, si è svolta la solenne cerimonia per il giuramento del 13° Corso allievi marescialli, costituito da 67 frequentatori, tra cui sei donne, corso denominato Phoenix, la Fenice degli egizi, nota a questo antico popolo per il fatto di rinascere dalle proprie ceneri e quindi messaggio di ricchezza e fertilità. La cerimonia è stata presieduta dal comandante delle Scuole AM-3ª Regione Aerea, gen. SA Pasquale Preziosa e dal col. Antonio Gaetano Coppola, comandante della Scuola Marescialli. Oltre agli allievi del 13° Corso, erano inquadrati nello schieramento anche quelli degli altri due corsi attualmente presenti presso l’Istituto Viterbese (l’11° corso Nash giunto all’ultimo anno di studi ed il 12° Corso Onuris al suo secondo anno), i gagliardetti dei precedenti Corsi allievi marescialli e la Banda musicale dell’Aeronautica Militare le cui note hanno sottolineato le fasi salienti della cerimonia.

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Dopo un breve intervento del col. Coppola, che ha definito l’evento come «un rito che si replica annualmente ma che è sempre diverso perché ogni anno sono le persone che cambiano con le loro idee e le loro speranze, persone che rappresentano l’epoca in cui viviamo, ma che tramite questo solenne giuramento si legano indissolubilmente a quanti li hanno preceduti nel loro dovere verso la Patria» egli - chiamata a sé la Bandiera d’istituto della Scuola - ha pronunciato la solenne formula del giuramento alla quale i giovani allievi hanno risposto con un vibrante “Lo giuro!”, mentre avveniva il passaggio a bassa quota di quattro SF.260EA del 70° Stormo che hanno così inteso recare l’affettuoso saluto augurale di tutta la Forza Armata. È seguita la lettura del messaggio del Gruppo Medaglie

d’oro al VM e la successiva cerimonia per il “battesimo del corso” e la “benedizione del gagliardetto” che il padrino, luogotenente Francesco Chirieleison del 36° Stormo, quale sottufficiale più anziano dell’Arma Azzurra, ha consegnato all’allieva capo corso che, subito dopo, ha letto la Preghiera dell’aviatore mentre la Banda intonava in sordina la Canzone del Piave. Il lancio in cielo dell’orifiamma contenente i nomi dei componenti del corso Phoenix ha preceduto l’intervento del gen. Preziosa che si è soffermato sulla sacralità del dovere della difesa della Patria, sancito dall’art. 52 della Costituzione, ed ha poi elencato gli elementi cardini della militarità, quali “disciplina, onore e dovere”, pilastri presenti nella formula del giuramento e fonte d’ispirazione in ogni momento dell’operare di qualsiasi militare, in Italia come nelle missioni internazionali. Militarità la cui formazione, basata prima di tutto sui valori racchiusi nello scrigno della tradizione - ha detto - inizia oggi proprio presso la Scuola di Viterbo.

Alla cerimonia, che è stata conclusa dalla applaudita dimostrazione di alcuni atti di difesa personale da parte di allievi dell’11° e 12° corso e dalla sfilata in parata dei frequentatori dei tre corsi della Scuola, erano presenti numerose autorità religiose, civili e militari di Viterbo, i capi dei Corpi dell’AM, alti ufficiali in servizio e in congedo della Forza Armata - tra i quali i presidenti dell’AAA e dell’ONFA, generali SA Gianbortolo Parisi e Piergiorgio Crucioli - i Gonfaloni della provincia e del comune, i Labari delle associazioni d’Arma ed un folto pubblico, in gran parte parenti e amici dei giurandi, arrivati da ogni parte d’Italia per condividere con i propri cari i momenti più belli di questa giornata.

Cambi di comando e assunzioni d’incarico nell’AM Il 9 marzo, a Al Bateen (Emirati Arabi Uniti), il col. pil. Claudio Icardi ha assunto il comando della Task Force Air (TFA) sostituendo in tale incarico il pari grado Massimo Mucci. Il 10 marzo, sull’aeroporto di Furbara, il col. AAran Riccardo Rinaldi ha sostituito il pari grado Roberto Camera nel comando del 17° Stormo “Incursori”. Il 13 aprile, a Pratica di Mare, il col. pil. Maurizio Cantiello è subentrato al pari grado Francesco Presicce nel comando del Reparto Sperimentale Volo.

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Programma esibizioni “Frecce Tricolori” 2011 Carrara Air Show 19/06/2011 Marina di Carrara (MS) Grado Air Show 26/06/2011 Grado (GO) Esibizione a Chioggia 10/07/2011 Sottomarina di Chioggia (VE) Fano Air Show 31/07/2011 Fano (PU) Esibizione a Palermo 07/08/2011 Palermo (PA)

Esibizione lungomare di Bari 08/05/2011 Bari (BA) Esibizione 14/05/2011 Aeroporto Venegono Superiore - Varese

Esibizione 21/08/2011 Lungomare Olbia

Follonica Air Show 22/05/2011 Follonica (GR)

Cagliari Air Show 04/09/2011 Cagliari (CA)

Gaeta Air Show 29/05/2011 Gaeta (LT) Sorvolo in occasione della Festa della Repubblica 02/06/2011 Roma - Fori Imperiali Jesolo Air Show 12/06/2011 Jesolo (VE)

Lignano Air Show 15/08/2011 Lignano Sabbiadoro (UD)

Gallipoli Air Show 18/09/2011 Torre Suda (LE) Sorvolo in occasione della festività dell’Unità nazionale e Giornata delle FF.AA. 04/11/2011 Roma - Altare della Patria

Il 70° anniversario del 101° Gruppo Il 1° aprile, sulla base aerea di Amendola, ha avuto luogo la cerimonia per la celebrazione del 70° anniversario della costituzione del 101° Gruppo del 32° Stormo, evento che ha visto anche il raduno del personale appartenuto al “Centunesimo”. Aperta dal sorvolo di quattro AM-X, la manifestazione è proseguita con la visita alla nuova sede del 101° Gruppo OCU e all’area espositiva del 32° Stormo, ricca di reperti e testimonianze di notevole valore storico e militare, e conclusa dal tradizionale pranzo di corpo che ha accomunato “anziani” e giovani del Reparto.

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Il gen. Bernardis in visita alla 46ª Brigata Aerea l 6 aprile il capo di Stato Maggiore dell’AM, gen. SA Giuseppe Bernardis, accompagnato dal comandante della Squadra Aerea, gen. SA Tiziano Tosi, ha visitato la 46ª Brigata Aerea di Pisa dove è stato ricevuto dal comandante di quel reparto, gen. BA Stefano Fort. Al personale della Brigata Aerea il capo di SMAM ha espresso il suo vivo apprezzamento per «quello che la Brigata sta facendo e per come lo sta facendo», sottolineando in particolare la recente operazione di rimpatrio di nostri connazionali nelle prime fasi della crisi in nord Africa, evidenziando anche come sia altamente considerata l’operatività della 46ª Brigata Aerea che può contare su velivoli e personale addestrato al livello delle migliori forze aeree mondiali.

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Ha volato il primo T-346A per l’AM

Secondo KC-767A per l’AM

l 31 marzo, presso gli stabilimenti di Alenia Aermacchi di Venegono, il primo addestratore T-346A dei sei commissionati dall’Aeronautica Militare (v. anche pag. 4 di Aeronautica n. 1/2011) ha effettuato con successo il suo primo volo della durata di 40 minuti nel corso del quale sono state effettuate manovre di verifica del comportamento aeromeccanico dei vari sistemi, coprendo l’intero inviluppo di volo previsto, in termini di velocità, incidenza e fattore di carico.

ei primi giorni di aprile è arrivato a Pratica di Mare anche il secondo Boeing KC-767A dell’Aeronautica Militare che la Forza Armata aveva accettato il 10 marzo negli Stati Uniti. Questo esemplare, che differisce dal primo in alcuni dettagli emersi durante l’attività di accettazione, sarà utilizzato ora dal Reparto Sperimentale Volo per perfezionare gli aspetti strettamente operativi e certificare i velivoli che il KC-767A dovrà rifornire prima di essere pienamente operativo presso il 14° Stormo.

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Ufficiale della MM “Combat Ready” al 36° Stormo

A personale AM i premi CONI 2010 l 14 marzo, allo Stadio Olimpico di Roma, ha avuto luogo la cerimonia per la consegna dei premi che il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) della provincia di Roma attribuisce ogni anno a quanti, appartenenti allo sport capitolino, si sono distinti per i risultati ottenuti in tale settore. Tra i premiati per il 2010, nella nona edizione di tale evento, anche il col. pil. Alessandro Gresta, comandante dell’aeroporto di Vigna di Valle, da cui dipende il Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare, e l’aviere capo Ilaria Salvatori, componente della squadra di fioretto femminile della nazionale italiana e in forza al Centro sopracitato. Al col. Gresta il premio è stato assegnato in riconoscimento da quanto da lui fatto per la diffusione dello sport e dei suoi valori nel territorio romano, mentre l’av. capo Salvatori ha avuto il riconoscimento di migliore atleta provinciale del 2010 per gli eccellenti risultati sportivi ottenuti nel corso di tale anno, culminati con la vittoria nel fioretto a squadre nel mondiale turco.

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L’11 aprile, al 36° Stormo di Gioia del Colle, il tenente di vascello Patrick Bonet ha ricevuto il diploma con la qualifica “Combat Readiness” su velivolo Eurofighter F-2000 nel corso di una cerimonia alla quale erano presenti i capi di Stato Maggiore della Marina Militare e dell’Aeronautica Militare, rispettivamente amm. sq. Bruno Branciforte e gen. SA Giuseppe Bernardis giunti in volo il primo su un TF-2000 biposto e il secondo su un AV-8B Harrier anch’esso biposto, decollati insieme da Grosseto e ricevuti all’arrivo a Gioia dal comandante della Squadra aerea gen. SA Tiziano Tosi. In base ad un accordo tecnico firmato tra le due Forze Armate e relativo ad un programma di scambio tra l’AM e la MM per operare in un’ottica interforze - e che ha già visto un pilota dell’Aeronautica svolgere attività di volo presso il Gruppo Aerei Imbarcati delle Forze Aeree della Marina a Grottaglie - il TV Bonet srà impiegato presso il X Gruppo del 36° Stormo.

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Dicembre 1964. Nel Vietnam del Sud, mentre infuriavano attacchi e agguati dei guerriglieri vietcong contro le truppe e gli avamposti americani e sudvietnamiti, comparve nel cielo un nuovo tipo di arma dell’US Air Force (USAF), di grande potenza distruttiva e in grado di decidere le sorti di molti scontri locali e di incidere positivamente negli scontri su vasta scala; essa fu la “cannoniera volante” (“Gunship”).

Vietnam: la “cannoniera volante”, arma decisiva di Ferdinando Sguerri

L’AC-47D Spooky La cannoniera volante si basava sul principio del “fuoco laterale”, con mitragliatrici montate sul lato sinistro di un aereo di grosse dimensioni, il quale, ponendosi in un orbita circolare (detta “pylon turn”), con al centro il bersaglio, poteva riversare su di esso, una grande quantità di proiettili in modo concentrato. La differenza con l’azione dei cacciabombardieri in appoggio alle truppe era rilevante. Questi potevano colpire il nemico solo effettuando dei “passaggi”, di mitragliamento o di bombardamento. Ma tra un passaggio e l’altro c’era un intervallo, durante il quale il nemico poteva riorganizzarsi o nascondersi meglio. Talvolta i “passaggi” erano imprecisi e poco efficaci, per cui il nemico non subiva danni rilevanti. L’intervento della cannoniera volante, invece, era preciso, continuo e il bersaglio veniva saturato di proiettili. Inoltre, questo tipo di aereo, aveva una capacità di carico tale da portare grandi quantità di munizioni e sufficiente carburante per stare in volo a lungo, in

Uno dei primi AC-47D diurni armato con tre “Minigun” e senza il meccanismo di sparo dei bengala (US Air Force).

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modo da intervenire prontamente, su chiamata. L’idea della cannoniera volante non era nata da una specifica ministeriale, bensì dalla proposta di un ufficiale pilota dell’AFSC (Air Force System Command), dopo che egli era stato inviato in Vietnam, nel 1963, per un “fact-finding trip” (missione di indagine sui fatti). Egli si era reso conto che, contro le tattiche della guerriglia, basate sulla sorpresa e sulla protezione fornita dalla folta vegetazione, era necessario disporre di un’arma aerea, che, volando in tondo sull’obiettivo e rimanendo fuori dalla portata delle armi leggere, fosse capace di intervenire rapidamente e di annientare il contingente nemico; per ottenere ciò era necessario armare un capiente aereo con alcune mitragliatrici che sparassero lateralmente. Come tutte le nuove proposte, anche questa andò incontro a difficoltà, fino a quando non attrasse l’interesse del capo di Stato Maggiore dell’USAF. Dopo alcune prove positive condotte con diversi tipi di aereo, per verificare la stabilità della mira, la distanza di tiro utile e la dispersione dei proiettili, la proposta finì per essere accettata, per cui venne deciso di utilizzare dei bimotori da trasporto C-47 “Skytrain”, noti anche come “Dakota”. Questi, assieme ai più moderni bimotori ad ala alta C-123 “Provider”, erano gli unici aerei da carico che, secondo le “regole d’ingaggio” americane, in vigore in quel periodo di impegno militare “coperto” (1), erano autorizzati ad operare in Vietnam con le “Special Forces”, che agivano co-

Le tre “Minigun” MXU-470/A dell’AC47D installate sui loro affusti rigidi (US Air Force).

me “military advisors”. Data la maggiore disponibilità fu scelto il C-47. Questo bimotore aveva un vano di carico sufficientemente ampio per trasportare le armi, le munizioni e gli inservienti addetti a ricaricare le armi; inoltre, l’aereo aveva un’autonomia di 6-7 ore e aveva una velocità di crociera piuttosto bassa, in modo da localizzare con calma la posizione del bersaglio e da tenerlo a lungo sotto tiro. Pertanto, il primo C-47 venne armato con tre mitragliatrici da 7,62mm, GAU-2 “Minigun”, con sei canne rotanti, con una celerità di tiro che poteva essere regolata a 4.000 o a 6.000 colpi/minuto. Esse erano montate entro un “pod” aerodinamico, denominato SUU-11/A, normalmente destinato ai caccia tattici. Per l’uso sul C-47, il “pod” fu modificato; ciascuna mitragliatrice fu montata provvisoriamente su robusti tralicci metallici fissati sul pa-

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Prima del 4 agosto 1964, data in cui gli Stati Uniti si schierarono “apertamente” a fianco del Vietnam del Sud, contro vietcong e Vietnam del Nord.

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STORIA AERONAUTICA

Questa foto, a lunga esposizione, mostra l’impressionante spettacolo notturno dei proiettili traccianti sparati da un AC-47D durante un segmento del “pylon turn” (US Air Force).

vimento del vano di carico, posti in corrispondenza del portellone d’ingresso e dei due finestrini che lo precedevano, i quali erano situati dietro il bordo di uscita dell’ala bassa dell’aereo. Ogni arma aveva un serbatoio con 2.000 colpi, un contenitore per la raccolta dei bossoli e, grazie alla elevata velocità dei proiettili al “vivo di volata”, aveva una gittata utile di 7.000 ft (2.133 m). La responsabilità di mirare e di sparare sul bersaglio fu affidata al pilota dell’aereo, che sedeva sulla sinistra della cabina di pilotaggio. Per la mira, il pilota ebbe a disposizione un vecchio tipo di collimatore giroscopico, montato sulla sua sinistra. Tale collimatore aveva una linea di mira deflessa, compatibile con quella delle armi, le quali erano installate in modo fisso e, rispetto all’asse trasversale

I colori di un AC-47D “Spooky” destinato alle missioni notturne (US Air Force).

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del velivolo, avevano una deflessione di 14°. Durante il “pylon turn”, il pilota doveva tenere il “pipper” (il punto centrale del collimatore) sul bersaglio, regolando la virata intorno ai 30 gradi di inclinazione alare e con una velocità di 180 kts (333 km/h) o più bassa. Rispetto alla linea di mira, le armi sparavano leggermente al di sopra di essa, per compensare il decadimento della traiettoria dei proiettili causato dalla forza di gravità e dalla resistenza dell’aria, lungo la distanza di collimazione. Tale distanza, detta “slant range”, era di circa 5.000 ft (1.524 m) e rappresentava l’ipotenusa di un triangolo rettangolo, i cui cateti erano rappresentati dall’altitudine del velivolo, di circa 3.000 ft (914 m), al di sopra del terreno sottostante, e dalla distanza orizzontale dal bersaglio, di circa 4.000 ft (1.219 m). In sostanza, quindi, l’orbita del velivolo intorno al bersaglio aveva un raggio di 4.000 ft circa. Durante le operazioni, tutto era soggetto alla valutazione dell’uomo, in quanto a bordo non c’era alcun sensore che agevolasse l’acquisizione dei bersagli, né alcun computer che elaborasse i dati per il tiro. Il primo C-47 modificato, inizialmente venne ribattezzato con la sigla FC-47 (Fighter Cargo) e fu inviato in Vietnam, dove, dall’11 dicembre 1964 al 15 gennaio 1965, eseguì undici missioni operative di convalida. L’ FC-47 fu noto con il nome di “Puff the Magic Dragon” e la sua comparsa colse di sorpresa i vietcong. La micidiale potenza dell’aereo cannoniera e la sua capacità di risolvere un combattimento locale furono subito evidenti. Nell’ottobre 1965, quindi, venne costituito il 4th ACS (Air Commando Squadron), con sede a Tan Son Nhut, vicino a Saigon. Esso fu dotato di 16 “cannoniere volanti”, più 4 di riserva, armate con tre “Minigun” a canne rotanti MXU-470/A, derivate dalla GAU-2. Un paio di mesi dopo questi aerei assunsero la sigla e il nome di AC-47D (Attack Cargo) “Spooky” (Spettrale), ma furono noti anche come “Dragon Ships”. Alcuni distaccamenti del-

lo “Squadron” furono disseminati su vari aeroporti, per far fronte alla richieste d’intervento provenienti dai contingenti americani e sudvietnamiti sparsi nel Vietnam del Sud. La missione standard dello “Spooky” consisteva nel cosiddetto “allarme in volo”. Esso decollava e si poneva in CAP (Combat Air Patrol - Pattugliamento aereo da combattimento), ad una quota non inferiore ai 3.000 ft sul terreno sottostante. L’aereo, così, era pronto ad intervenire rapidamente, su richiesta di un FAC(A) (Forward Air Controller-Airborne) in volo, che a bordo di un aereo leggero sorvolava la zona di combattimento, o di un FAC aggregato all’unità combattente; il FAC, comunque, era in grado di fornire al pilota dell’aerocannoniera la posizione e la presunta consistenza del nemico. Una volta individuato l’obiettivo, l’AC-47D incominciava ad orbitargli intorno e dava inizio alla sua opera, con raffiche più o meno prolungate. Le munizioni erano composte da proiettili normali e da proiettili traccianti; questi ultimi erano inseriti nei nastri caricatori in ragione di uno su quattro. Osservando i proiettili traccianti, il pilota era in grado di

Visione frontale di un AC-119K “Stinger”, con i due turboreattori supplementari installati su piloni subalari (US Air Force).

aggiustare il tiro, sia di giorno che di notte. Gli AC-47D operarono in sicurezza, durante le ore diurne, fino a quando le bande vietcong si procurarono delle armi in grado di offendere l’aereo. A quel punto, gli aerei furono impiegati preferibilmente nelle missioni notturne, che risultarono ancora più efficaci e spettacolari di quelle diurne. Per queste missioni, ovviamente, i C-47D furono dotati di bengala

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Il navigatore di un AC-119G “Shadow” mentre osserva il terreno sottostante con il NOS (Night Observation Sight). Sovrapposto al NOS c’è il traguardo diurno (US Air Force).

illuminanti. Fino a quel momento, i guerriglieri si consideravano i padroni dell’oscurità, per cui i loro attacchi notturni erano i più frequenti e anche i più temuti. Americani e sudvietnamiti, a volte, chiedevano l’intervento di aerei che lanciavano qualche bengala. Durante il breve periodo di illuminazione i vietcong si acquattavano, sospendendo la loro azione, per riprenderla appena ritornava il buio. I C-47D, invece, privarono i guerriglieri della protezione dell’oscurità, illuminandoli costantemente con bengala, che, uno dopo l’altro, bruciavano per tre minuti appesi ad un paracadute, producendo una luce pari a due milioni di candele. Il meccanismo di sparo dei bengala era installato all’altezza del pavimento del vano di carico dell’AC-47D e corrispondeva ad una apertura ricavata sul raccordo aerodinamico tra ala e fusoliera; da questa posizione i bengala venivano sparati senza il pericolo che andassero a colpire il piano di coda orizzontale. Pertanto, il munizionamento notturno di uno “Spooky” era costituito da 40 grossi bengala Mk-24 e da 24.000 proiettili. Il “fuoco” poteva essere effettuato selettivamente da una, da due o da tre armi contemporaneamente, a seconda della situazione e di quanto tempo si voleva far durare le munizioni; per questo stesso motivo, le armi erano regolate per sparare 4.000 colpi/minuto. Il “fuoco” notturno di una cannoniera volante, con le innumerevoli “strisce” luminose emesse dai proiettili trac-

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cianti, era una visione incredibile per gli amici e terrorizzante per i nemici. Considerati i successi delle cannoniere volanti, il 25 ottobre 1967, venne costituito un secondo reparto, il 14th ACS, con sede a Nha Trang, ridenominato, il 1 maggio 1968, 3th SOS (Special Operations Squadron). Intanto, un distaccamento di AC-47D fu spostato sulla base aerea di Ubon, in Thailandia, per effettuare azioni di interdizione sul “sentiero di Ho Chi Minh” (cfr. “Aeronautica”, n. 8/2008), che si snodava illegalmente nel Laos meridionale e lungo il quale passava il grosso dei rifornimenti nordvietnamiti ai vietcong. Le cannoniere AC-119 e AC-130 L’AC-47D aveva alcune limitazioni. Una di queste era costituita dall’ala bassa, che impediva l’uso di un ampio segmento della fusoliera; un’altra limitazione era la sezione interna del vano di carico. Essa era un po’ stretta per permettere agli addetti alle armi, che dovevano cambiare i nastri delle munizioni e lanciare i bengala, di muoversi agevolmente. Ciò era dovuto alla presenza delle mitragliatrici, delle cassette di munizioni e di bengala, dei contenitori di bossoli e di una rastrelliera per i paracadute. Pertanto, nell’ottobre 1967, l’aereo più capiente che fu designato come immediato successore dell’AC47D, fu il bimotore da trasporto militare, ad ala alta, Fairchild C119G “Flying Boxcar” (noto anche come “Packet”), assieme alla versione C-119K; quest’ultima, oltre ai due motori a pistoni, aveva anche due motori a reazione subalari, da 1.239 kg di spinta, che aumentavano le prestazioni e la sicurezza del velivolo nelle azioni belliche a bassa quota, al costo di una riduzione dell’autonomia rispetto al “G”. Queste due versioni del C-119 costituirono il “Gunship III”; in realtà, l’USAF, fin dall’estate 1966, aveva individuato il quadriturboelica Lockheed C-130 “Hercules”, come “Gunship II”, ma i velivoli C-130, in quel momento, erano molto impegnati per

soddisfare le esigenze del trasporto e non c’erano molti esemplari disponibili per essere trasformati in cannoniere volanti. Nel 1967, quindi, mentre si metteva mano alla trasformazione di un primo C-130A, si decise di trasformare un numero consistente di C-119, ormai posti in riserva e prontamente utilizzabili. Pertanto, vennero modificati 26 esemplari per ciascuna delle due versioni, per un totale di 52 velivoli. L’AC-119G fu denominato “Shadow” (Ombra), mentre il C-119K ebbe il nome di ”Stinger” (Pungiglione). Lo “Shadow” fu concepito per sostituire l’AC-47D nell’appoggio ravvicinato entro i confini del Vietnam del Sud, per cui non fu ritenuto necessario equipaggiarlo con armi di calibro maggiore. Tuttavia, approfittando della presenza dell’ala alta e del vano di carico più ampio, l’armamento fu aumentato a quattro “Minigun” MXU-470/A, uguali a quelle dello “Spooky”, sempre collocate sulla fiancata sinistra del vano di carico. In più, vennero installate anche delle apparecchiature per l’illuminazione e la visione notturna, come un faro laterale, da 20 kW, e un traguardo notturno ad intensificazione elettronica della luce ambientale (NOS - Night Observation Sight), accoppiato con un traguardo diurno. Il faro venne installato nel vano del portellone posteriore della fusoliera; il NOS, invece, occupò il vano del portel-

Un AC-130A mentre prova le armi sul mare. Malgrado la velocità di traslazione dell’aereo, si può osservare la notevole concentrazione dei colpi. Durante una “Pylon Turn”, una “Minigun”, regolata a 6.000 colpi/min, con una raffica di 4 secondi era in grado di mettere 400 proiettili entro un cerchio di 10 m di diametro.

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lone anteriore. Quest’ultimo dispositivo serviva per aiutare la navigazione stimata notturna e per la visione degli obiettivi. Il dispositivo di lancio dei bengala, infine, venne installato nei portelloni di carico posteriori. Nel vano di carico, per evitare l’addensamento dei gas e del fumo sprigionati dalle canne delle armi, fu previsto un efficace sistema di ventilazione; inoltre, i finestrini a cui si affacciavano le armi, furono muniti di deflettori esterni allo scopo di evitare, il più possibile, che il fumo delle armi venisse spinto verso l’interno dell’aereo. Il primo AC119G fece la sua comparsa nel Vietnam del Sud nel giugno 1968. L’equipaggiamento e l’armamento dell’AC-119K “Stinger”, fu più complesso, anche grazie ai due reattori che permettevano un carico supplementa re di 1.200 kg. L’AC-119K, quindi, venne armato con quattro “Minigun” MXU470/A a canne rotanti, e con due cannoncini “Vulcan” M61A1 da 20mm, anch’essi con sei canne rotanti e con una celerità di 2.5006,000 colpi/minuto, ma normalmente regolati a 2.500 colpi. I “Vulcan” consentivano all’aereo di sparare da una quota più alta, circa 5.600 ft (1700 m), ed i proiettili erano molto efficaci contro gli automezzi. Questo tipo di aereo, comunque, venne destinato principalmente all’interdizione lungo il “Sentiero di Ho Chi Minh”. Per questo motivo, lo “Stinger” fu dotato di alcuni sensori elettronici. Innanzi tutto, esso ebbe un “side looking radar” dotato di MTI (Moving Target Indicator) a impulsi Doppler, montato

L’AC-130E “Pave Spectre” armato con due cannoni Bofors, che si notano nella parte posteriore della fusoliera (US Air Force).

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sulla fiancata posteriore sinistra, che permetteva di distinguere un bersaglio meccanico in movimento rispetto al “clutter” (eco caotico) del terreno. Accanto al radar venne installato lo stesso tipo di faro, già presente sulla versione AC-119G. Inoltre, furono installati un sensore all’infrarosso FLIR (Forward Looking IR), un traguardo ad intensificazione elettronica della luce ambientale (NOS), con le stesse funzioni di quello già montato sulla versione AC-119G, un apparato ricetrasmittente collegato ad un “Centro di comando e controllo” terrestre, situato in Thailandia, e un apparato ricevente di alcuni particolari tipi di segnali provenienti da sensori automatici (acustici e sismici) (“seminati” da altri aerei lungo il “sentiero”), capaci di segnalare il transito di uomini e di automezzi. Il “Gunship II”, come abbiamo già visto, fu costituito dal quadriturbina Lockheed C-130 “Hercules”. Nell’aprile 1967 era iniziata la trasformazione del primo esemplare, denominato AC-130A “Spectre”. Esso fu armato con quattro “Minigun”, con 15.000 colpi a disposizione, e con quattro cannoncini “Vulcan”, con 8.000 colpi; le mitragliatrici ebbero una celerità di 3.000-colpi/minuto, mentre quella dei cannoncini fu di 2.500; inoltre, poiché i vietcong e i nordvietnamiti avevano adottato la tattica di muovere il grosso dei loro rifornimenti solo con il favore della notte, l’AC-130A fu equipaggiato con numerosi tipi di sensori. Verso la fine del settembre 1967, il primo AC-130A venne inviato nel Vietnam del Sud, per iniziare un ciclo di valutazione operativa. Dapprima esso fu impiegato nell’appoggio ravvicinato e, in seguito, nell’interdizione lungo le piste del “Sentiero di Ho Chi Minh”. Intanto vennero approntati altri sette esemplari dell’AC-130A “Spectre”, con la suddetta configurazione di armamento, denominata “Plain Jane”. In Vietnam, questi AC-130 arrivarono nel dicembre 1968 formando il primo nucleo di un nuovo reparto, il “16th SOS”, di base a Ubon, in Thailandia. Essi vennero impiega-

Un colpo di obice da 105mm sparato da un l’AC-130E “Pave Aegis” mentre vola a quota medio-alta (US Air Force).

ti principalmente in compiti d’interdizione delle linee di rifornimento nordvietnamite. Ai più numerosi AC-119G presenti sul teatro, quindi, venne lasciato il compito dell’appoggio ravvicinato e della protezione locale degli avanposti e dei villaggi fortificati sudvietnamiti. Intanto, però, i punti di difesa organizzati lungo il “Sentiero” e sulle piste ad esso collegate, erano stati dotati di armi contraeree da 57mm, in grado di colpire le cannoniere volanti, per cui gli AC-130A “Spectre” incominciarono a registrare qualche perdita. In considerazione di ciò, nel gennaio 1969, l’USAF decise di farli scortare dai caccia F-4D “Phantom”, che, con i loro missili, avevano il compito di sopprimere la contraerea. L’USAF, inoltre, decise di armare i successivi 10 esemplari dell’AC130A, denominati “Pave Pronto”, con sensori ancora più sofisticati e con armi più pesanti. Queste ultime, dotate di maggiore gittata, potevano permettere agli aerei di volare più alti, rendendoli meno vulnerabili alle armi contraeree. In fatto di armamento, i “Pave Pronto” oltre a due “Vulcan” e a due “Minigun”, ebbero in dotazione anche due cannoni “Bofors” L/60, da 40mm, con 256 proiettili ciascuno, contenuti in caricatori da quattro o da otto colpi; ciascuno di questi cannoni poteva sparare fino a 100 colpi/minuto. In fatto di sensori, i nuovi AC130A “Pave Pronto”, oltre al radar di navigazione e di scoperta dotato di MTI (Moving Target Indicator), già presente nella precedente

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STORIA AERONAUTICA

A bordo di un AC-130E, dopo un’azione di fuoco prolungata, doveva essere impiegato un armiere, munito di pala, per sgomberare il pavimento da migliaia di bossoli e di maglie dei nastri caricatori delle mitragliatrici e dei cannoncini (US Air Force).

versione, ebbero una nuova serie di sensori, sia a raggi infrarossi (IR) che a intensificazione di luce ambientale. Tra questi sensori, di tipo più sofisticato rispetto a quelli dell’AC-130A, ci furono un rivelatore, denominato “Black Crow”, dello scintillio del sistema di accensione (non schermato) dei motori a benzina, di costruzione sovietica e cinese, e una torretta con un sensore all’infrarosso FLIR, in grado di produrre immagini termiche dei target. Inoltre, fu aggiunto un potente faro di ricerca allo Xenon, in grado di generare luce visibile, infrarossa e ultravioletta, e vennero installati anche i già citati apparati in grado di ricevere ordini e informazioni dal “Centro di comando e controllo” e i segnali dei sensori automatici disseminati lungo le piste. Infine, gli schermi con le immagini generate dai sensori IR e da una telecamera a bassa luminosità ambientale, munita di grandangolare e teleobiettivo, e gli apparati radioriceventi, furono concentrati in un posto di controllo, situato al centro della cabina, denominato “Battle Management Center”, con i relativi operatori. In tale “centro”, le immagini e i segnali potevano essere interpretati in modo univoco, mentre un computer analogico (in seguito sostituito da un computer digitale), nel quale confluivano i dati che riguardava-

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no la posizione dei “target”, assieme ai dati di quota, di velocità e di deriva dell’aereo, provvedeva a calcolare il tiro, generando un “punto di mira” che compariva sul collimatore posto sulla sinistra del pilota. Nel 1970 fu messa in cantiere una variante basata sulla versione C130E del velivolo della Lockheed. Questa versione fu l’AC-130E “Pave Spectre” ed entrò in azione nell’ottobre 1971, nel quadro della campagna di interdizione denominata “Commando Hunt VII”. Questa nuova cannoniera, con motori a turboelica più potenti, con maggiore carico utile e con maggiore autonomia, ebbe lo stessa configurazione di armamento e gli stessi sensori della versione “Pave Pronto”. Un’ulterio re variante fu l’AC130E “Pave Aegis”, realizzata nel febbraio 1972. Essa rappresentò un notevole salto in avanti in fatto di armamento. L’AC-130E “Pave Aegis”, infatti, ebbe un cannone “Bofors” L/60, da 40mm, e un obice M105-A1, da 105mm (con gittata di 12.000 m), caricato con granate singole di grande potenza, capaci di distruggere i mezzi corazzati nordvietnamiti, che stavano affluendo nel Sud; a tale scopo, questo cannone ebbe un ”alzo” variabile in deflessione, per consentire una mira più precisa. Con degli inservienti ben addestrati, l’obice poteva sparare fino a 10 colpi/minuto. A tale proposito è opportuno sottolineare che, durante le azioni a fuoco, tutti gli inservienti alle armi erano molto indaffarati nel ricaricare mitragliatrici e cannoni, e nel tenere sgombro il pavimento dai bossoli e dalle maglie dei nastri caricatori. Il “Pave Aegis”, infine, ebbe in più anche una “bolla” trasparente posta al centro della rampa posteriore, per l’osservazione dei risultati dell’azione. In Vietnam, i “Pave Aegis” risultarono molto efficaci nel distruggere gli automezzi e i mezzi corazzati nordvietnamiti lungo il “Sentiero di Ho Chi Minh”, che nel frattempo, si era esteso anche in Cambogia. Durante le missioni

Gli inservienti dell’obice da 105mm, in primo piano, e del cannone Bofors, in secondo piano, di un AC-130. Notare le operazioni degli armieri intorno all’obice e il caricatore da otto colpi innestato sul Bofors (US Air Force).

si verificarono, inevitabilmente, delle perdite di velivoli e di equipaggi a causa della contraerea. Poiché nel Vietnam del Sud, nel Laos e in Cambogia, non si avventurarono mai gli aerei da caccia nordvietnamiti, dalle operazioni delle cannoniere volanti, emerse l’assunto che esse potevano operare efficacemente solo in quelle zone di operazioni dove esisteva la superiorità aerea amica. Ma, nel giugno 1972, sul fronte vietnamita, comparvero i primi missili contraerei spalleggiabili “SA-7 “Grail” (noti anche come “Strela”) a guida IR, di costruzione sovietica, e tale assunto fu demolito. Da allora, le grandi cannoniere volanti, incluse le più recenti versioni AC-130H e AC130U, furono via via dotate di sistemi sempre più sofisticati di allerta radar e IR, di contromisure elettroniche, di contromisure IR e di “scudi” termici agli scarichi dei motori.

Un AC-130H mentre lancia una serie di “flares” ad alta temperatura, come contromisura termica contro i missili spalleggiabili (US Air Force).

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SCIENZA, SPAZIO, TECNICA E INDUSTRIA

Cinquanta anni fa il primo uomo nello spazio l 12 aprile 1961, Radio Mosca annunciava al mondo intero che il ventisettenne maggiore Yuri Alexievix Gagarin aveva compiuto con successo il primo volo umano nello spazio, fuori dell’atmosfera terrestre, compiendo un’intera orbita intorno alla Terra. L’impresa, che aprì le strade del cosmo all’uomo, fu realizzata dal pilota russo - divenuto il primo cosmonauta della storia - a bordo di una capsula Vostok 3KA-3 (ribattezzata in seguito Vostok-1) del peso di 4,7 tonnellate, lanciata alle 9,07 dal cosmodromo di Baikonur vicino a Zvëzdnyj Gorodok con un

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razzo vettore a tre stadi alto 30 metri ottenuto dalla modifica di un missile intercontinentale R-7. Alle 9,43 Gagarin raggiunse l’altezza di 302 km e cominciò ad orbitare intorno al nostro pianeta compiendo un’intera orbita ellittica viaggiando a una velocità di 27.400 km/h. Dopo 89 minuti di volo intorno alla Terra, senza avere il controllo della navicella spaziale, ma guidato da un computer controllato dalla base, la capsula frenò la sua corsa accendendo i retrorazzi in modo da consentire il rientro nell’atmosfera terrestre, rientro che avvenne con qualche difficoltà di stabilizzazione della navicella. Il volo terminò alle 10,20, in un campo vicino alla città di Takhtarova quando Gagarin, dopo essere stato espulso dall’abitacolo alla quota di 7.000 m toccò il suolo, unitamente al seggiolino, appeso ad un paracadute. È da ricordare in proposito che nei

resoconti ufficiali del volo si affermò che era invece atterrato all’interno della capsula, per conformarsi alle regole internazionali sui primati di quota.

La Vostok-1.

Divenuto famoso Gagarin continuò la sua attività di pilota militare fino al 27 marzo 1968 quando, ai comandi di un anziano MiG-15 in avaria, precipitò al suolo perdendo la vita nell’incidente.

AgustaWestland svela il suo primo elicottero senza pilota gustaWestland entrerà nel settore degli elicotteri a pilotaggio remoto (RUAV) ed intende far volare un dimostratore già nel 2012, con l’ambizioso obbiettivo di conseguire un’autonomia operativa di missione. Punto di partenza per il progetto, per ora noto solo con il generico acronimo RUAV, sarà il monoturbina SW-4 prodotto dalla controllata polacca PZL. La notizia - accennata da Finmeccanica in sede di presentazione risultati e arricchita di qualche dettaglio dall’a.d. Giuseppe Orsi all’HeliExpo - ribalta la precedente impostazione dell’azienda di Cascina Costa, dubbiosa nei riguardi di un prodotto che sembrava privilegiare gli aspetti sistemistici su quelli strettamente elicotteristici. Oggi, invece, prevale la percezione della crescente centralità dei RUAV nei futuri scenari tattici, sia per il rifornimento di unità e avamposti che per l’osservazione del campo di battaglia attraverso idonei sensori. Orsi individua i RUAV come uno dei tre pilastri dell’innovazione AgustaWestland (gli altri due sono il “friendly helicopter” e il convertiplano) e valuta il mercato come «big», cioè grosso.

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Elicotteri pilotati e a pilotaggio remoto dovrebbero quindi coesistere, riservando magari ai RUAV i ruoli più rischiosi sfruttandoli come “expendable”. È una visione a medio-lungo termine, secondo la presentazione agli analisti fatta da Alessandro Pansa alcuni giorni fa, con un orizzonte dunque più lungo di quello attribuito ai nuovi requisiti militari (breve termine) e al convertiplano (breve-medio). Il prototipo basato sul PZL SW-4 dovrebbe volare all’inizio del 2012 in configurazione con pilota a bordo, progredendo nel giro di pochi mesi a quella “unmanned”. Ulteriori attività serviranno ad espandere l’inviluppo di volo e le capacità operative. Probabilmente è troppo presto per chiedere quali esse siano, salvo la presenza dell’obbligatoria torretta elettro-ottica sotto il muso e l’ambiente marino nel quale sono ambientate entrambe le impressioni artistiche presentate da Orsi a HeliExpo. L’oscuramento dei vetri visibile nelle immagini lascia invece intendere che la configurazione “optionally manned” - cioè con un pilota di sicurezza a bordo - sia destinata alla sola fase di prova iniziale. G.A.

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SCIENZA, SPAZIO, TECNICA E INDUSTRIA

Doveva osservare il Sole e la Terra

Fallito il lancio del satellite Glory della NASA l 4 marzo, dalla base californiana dell’USAF di Vandenberg, è stato lanciato con un vettore Taurus XL il satellite Glory progettato dalla NASA per l’osservazione contemporanea del Sole e della Terra. Il lancio è però fallito perché - tre minuti dopo la partenza - non si è staccata la carenatura di protezione del satellite, distacco necessario alla separazione del Glory dal vettore che lo ha quindi trascinato nell’Oceano Pacifico dove è caduto come previsto. È da sottolineare in merito che lo stesso tipo di vettore aveva mancato un altro lancio nel 2009, sempre di un satellite destinato ad investigare il clima, proprio per un analogo inconveniente, tanto che il Taurus IV

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aveva poi subito una riprogettazione del sistema di separazione. È anche da ricordare che la missione, prevista per il 23 febbraio scorso, era stata rinviata a 15 minuti dalla partenza per un’anomalia riscontrata in uno dei parametri relativi al lancio del vettore. A bordo del Glory erano il TIM (Total Irradiance Monitor) per la misura della variabilità dell’irraggiamento solare, e l’APS (Aerosol Polarimetro Sensor) per lo studio della percentuale di aerosol sulla Terra. In particolare il TIM, capace di ottenere misurazioni tre volte maggiori dei suoi predecessori, è stato progettato per calcolare la quantità di energia emessa dal Sole, se in essa ci sono variazioni e, in caso

Sarà il vettore spaziale più potente al mondo

Il “Falcon Heavvy”, nuovo lanciatore per carichi pesanti Il 5 aprile la statunitense società privata di trasporti spaziali SpaceX (Space Exploration Technologies) ha presentato il progetto del suo “Falcon Heavy”, il nuovo lanciatore spaziale per carichi pesanti, ma certificato anche per il trasporto umano secondo le specifiche della NASA, che l’azienda ha in corso di realizzazione e che la stessa ha indicato come il vettore più potente al mondo dopo il Saturn V a suo tempo impiegato per portare l’uomo sulla Luna. Il Falcon Heavy. è stato precisato nell’occasione, «potrà portare in orbita terrestre bassa (LEO, Low Earth Orbit) un carico utile fino a 53 tonnellate, circa il doppio della capacità di trasporto dello Space Shuttle e più di cinque volte rispetto al razzo Delta IV Heavy». Il nuovo vettore, che si presenta con un primo stadio costituito da tre primi stadi del Falcon 9 (ognuno dotato di nove motori Merlin) e due razzi laterali, simili a quelli RSB degli shuttle, con il compito di “Strap-On Booster”, ha tra i suoi pregi quello che ogni sua missione avrà un costo contenuto tra gli 85 e i 120 milioni di dollari, importo che - hanno sottolineato - è di circa la metà dei vettori per carichi pesanti attualmente disponibili. Il Falcon Heavy - il cui primo volo è programmato per il 2013 dalla base californiana dell’USAF di Vandenberg - potrà quindi essere utilizzato per la messa in orbita di satelliti commerciali, per il trasporto di personale, strumenti e altri materiali sulla Stazione spaziale internazionale (ISS) e per portare uomini e mezzi sulla Luna nel caso che si concretizzi, in futuro, il progetto di costruire una base permanente abitata sul nostro satellite.

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affermativo, come esse possano avere influenza sul clima del nostro pianeta. L’APS è stato invece realizzato soprattutto per studiare la natura delle particelle di aerosol, presenti nella nostra atmosfera (prodotte da eruzioni vulcaniche o da spume marine, sabbia sottile e fumi inquinanti derivanti dalle attività dell’uomo) trasportate dal vento. È da ricordare in proposito che la missione del nuovo satellite Glory della NASA avrebbe dovuto affiancare quelle dei satelliti Aura e Aqua (v. pag. 22 di Aeronautica n. 5/2002) che da tempo osservano rispettivamente lo strato d’ozono in alta quota e la qualità dell’aria, e il ciclo idrico terrestre.

Ideato un nuovo sistema di propulsione spaziale al plasma Un nuovo sistema di propulsione spaziale basato sul plasma e denominato Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket (VASIMR) è stato oggetto di un recente incontro che, organizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), ha avuto luogo al Centro Italiano di ricerche aerospaziali (CIRA) di Capua. Il VASIMR, creato dalla società privata Ad Astra Rocket Company con sede in Texas, ma inizialmente studiato dalla NASA, funziona utilizzando un gas come azoto, xeno o argon, ma anche deuterio o idrogeno, che viene ionizzato e trasformato in plasma, poi ulteriormente riscaldato fino a temperature paragonabili a quelle del nucleo del Sole, tramite l’uso di onde radio. Il confinamento del plasma si ottiene grazie a intensi campi magnetici, fino a che esso non viene espulso attraverso l’ugello del motore a una velocità che è di gran lunga superiore a quella dei propulsori chimici tradizionali, quindi con una efficienza maggiore, realizzando così una spinta notevolmente superiore a quella dei motori a ioni attualmente in servizio. È da sottolineare in proposito che la Ad Astra Rocket Company prevede di iniziarne l’utilizzo a partire dal 2014, su infrastrutture spaziali quali la ISS, satelliti, avamposti lunari, depositi di carburante orbitanti e soprattutto per accorciare i tempi di viaggio nella tratta Terra-Marte.

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…perché nessuna ombra sfiori la nostra terra Riflessioni sull’eticità dell’uso della forza di Giancarlo Naldi a crisi dei paesi musulmani rivieraschi del Mediterraneo si sta estendendo a macchia d’olio. Egitto, Tunisia sembrano essere riuscite per il momento a risolverle politicamente senza arrivare alla guerra civile. Così non è per la Libia. Combattimenti tra forze impari, risoluzione dell’ONU a favore dei ribelli per una “No fly zone” sul cui significato reale ancora permangono molti dubbi, iniziativa dei Paesi volenterosi con assenze che lasciano perplessi e presenze ingombranti. La Francia, in particolare, con uno zelo rimasto sopito per lungo tempo, prende l’iniziativa e attacca subito dopo gli accordi di Parigi a dimostrazione che i suoi velivoli Mirage 2000, partiti da St. Dizier, erano già in volo in attesa di ordini che venivano evidentemente dati per scontati. “Constatiamo l’assenza della politica e la fretta della guerra”, dice il presidente di “Pax Christi” (movimento tradizionalmente contro l’impegno militare) “È evidente a tutti che non si sono messe in opera tutte le misure diplomatiche, non sono state chiamate in azione tutte le forze di interposizione... L’opinione pubblica deve esserne consapevole e deve chiedere un cambiamento della gestione della politica internazionale”. Per una volta sono d’accordo con loro. Momenti delle scelte difficili anche per l’Italia: basi sì, attacchi no, ma, comunque, voli di ricognizione nella “No fly zone” in ossequio al dettato ONU. Convergenza politica bipartisan sulle decisioni ma con qualche incertezza iniziale, visto il rapido evolversi dei fatti. Si è sentita la mancanza di un dibattito politico più approfondito sull’argomento, ma è mancato il tempo perché gli eventi ci hanno colto di sorpresa. Certi scenari vanno immaginati con lungimiranza e discussi in ambiente militare sin dal tempo di pace perché certe direttive contingenti siano rapidamente assimilate pur nella ristrettezza dei tempi imposti dai momenti di crisi internazionale. Perciò è necessario, anche in campo etico, per restare in tema, il dialogo per la formazione delle coscienze, specie tra credenti e non credenti. In questo

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spirito va inquadrata l’iniziativa vaticana, partita da Parigi, di dare il via ad un “Cortile dei Gentili” (Era così chiamato dagli Ebrei di un tempo un luogo adiacente al tempio dove potevano prendere posto i non credenti per osservare le pratiche del culto e cominciare a discuterne fra loro. NdR), inteso come un foro aperto a tutti, senza preconcetti, per l’esame dei problemi di fondo. E la guerra, anche se quella libica formalmente non possiamo definirla tale, è certamente un problema di fondo. Questi grandi eventi, infatti, specie nel mondo globalizzato, impressionano e ci richiamano alla miseria della condizione umana, contrassegnata sovente dalla sofferenza e dalla morte. La difesa della vita è divenuto un patrimonio non solo della nostra civiltà, ma universale e questo lo si deve al cristianesimo che, richiamandoci al nostro destino immortale, consente una lettura della storia completamente differente introducendo il concetto della speranza. Il cristianesimo ha sempre messo la realizzazione dell’uomo al primo posto inquadrando ogni suo problema in chiave trascendentale. Ciò vale per tutti gli uomini, anche per il mondo militare caratterizzato, come sappiamo, da una struttura rigidamente gerarchizzata con responsabilità ben precise nei confronti del personale alle proprie dipendenze. Il vecchio Regolamento di Disciplina al quale hanno fatto riferimento quelli della mia generazione, all’art. 34 diceva testualmente “...il superiore ha il dovere di educare l’inferiore...”. L’articolo è stato modificato ma la sostanza sotto il profilo morale rimane. Mentre sto scrivendo si sta definendo la struttura del comando e controllo che sarà NATO. Ma, chiunque sia il comandante, vale sempre il concetto dell’eticità della sua azione. Per il cristianesimo l’autorità umana viene da Dio e, come tale, deve essere orientata al bene comune e quindi limitata da precisi obblighi morali. Gesù agisce con autorità dominando la natura (gli elementi, la malattia, la morte), parla con autorità al punto che i Giudei si interrogano da dove derivi

un tale potere. Tuttavia di questo potere egli non ne approfitta (rifiuta di essere fatto re) ed esalta lo spirito di servizio (“Chi vuol essere superiore sia servo”). Rispetta l’autorità terrena: quando è davanti a Pilato, infatti, non ne contesta l’autorità politica ma ne precisa la provenienza divina (“Non avresti nessun potere se non ti fosse stato dato dall’alto”) e rivendica per sé un regno che non è di questo mondo. Assistiamo dunque ad una distinzione tra il regno spirituale ed il regno temporale benché quest’ultimo derivi anche lui da Dio. Non entra nel merito della costituzione della gerarchia sociale, non tanto per legittimarne l’esistenza, quanto perché considerata un fattore secondario legato alla contingenza storica. L’importante è la chiave di lettura di questa autorità che risulta essere completamente nuova essendo centrata sull’amore per il prossimo. L’ideale cristiano diventa dunque quello del servizio anche nell’espletamento di funzioni autoritarie derivanti da carismi che Dio ci ha dato, sull’utilizzo dei quali saremo chiamati a rendere conto. Se collochiamo la nostra riflessione all’interno della compagine militare, possono emergere alcune difficoltà nel conciliare l’animo profetico del cristiano con l’esigenza di giustizia e difesa della libertà altrui, che solo un’attenta riflessione può aiutare a dissipare. Senza entrare nel merito di un’approfondita analisi filosofica, mi sembrerebbe utile, nel contesto sociopolitico che stiamo vivendo, richiamare alla mia ed alla vostra attenzione alcuni concetti fondamentali di questo processo di recupero del valore etico della scelta militare. La coscienza è il luogo dove avvengono le scelte di fondo nell’affrontare le quali immancabilmente ci si imbatte nel dilemma se la propria responsabilità di fronte a queste scelte sia solo verso se stessi o anche verso gli altri. Ma, come ha detto S. Paolo, “L’uomo non è per se stesso” in quanto è relazionale con gli altri. La relazionalità diventa, dunque, la condizione necessaria perché la scelta sia etica. Ma poiché siamo uguali agli altri es-

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seri umani e, nello stesso tempo, differenti, si pone il problema morale di stabilire una gerarchia tra il valore dell’uguaglianza e quello della differenza. Non occorre essere Kant per comprendere che il particolare è contenuto nell’universale e che la differenza diventa impalpabile se prima viene riconosciuta l’uguaglianza tra gli uomini. Il grande Pascal, in uno dei suoi stupendi “Pensieri” ci dice, in poche parole, che se guardiamo verso l’infinitamente grande scopriamo che non c’è limite a questa grandezza. Analogamente, se guardiamo verso l’infinitamente piccolo, non troviamo un limite inferiore. Ebbene, sospesi tra questi due infiniti, gli uomini sono sostanzialmente uguali tra loro. Ma qual è il principio etico che regola la relazione tra gli uomini? È certamente quello di aver cura gli uni degli altri secondo il principio delle reciprocità (“Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri”). Da questa cura nasce il bene comune e dalla fedeltà al bene comune nasce la pace universale. Aver cura di questa pace comporta: sul piano personale, l’impegno della promozione della stessa attraverso il dialogo e la ricerca della verità; sul piano collettivo, la sua difesa. Giungiamo così al problema della guerra. Dobbiamo discutere serenamente della legittimità della guerra, resistendo all’assalto emotivo per cui la guerra non si deve neppure nominare essendoci di mezzo la dignità della vita e la sua sacralità. Ricca di contenuti è la definizione che il Douhet ci dà della guerra: “La guerra è quel fenomeno per cui l’uomo dimentica di essere un membro della famiglia umana e si comporta come una belva”. Il catechismo della Chiesa Cattolica si rifà, a questo punto, alla concezione della “guerra giusta” di S. Agostino, concezione poi ripresa da S. Tommaso e da Kant. Essa è considerata tale quando si tratta di una difesa “incolpevole” in presenza di una violenza materiale e di una violazione di norme etico-giuridiche accompagnate dal rifiuto di porre riparo alla violazione che si è perpetrata. Essa è tanto più etica per un eventuale “terzo imparziale” che dovesse intervenire in difesa dell’offeso assumendosi così la responsabilità del bene universale. Un’osservazione più approfondita sulla giustizia e sulla carità ci può aiutare a dissipare eventuali dubbi. Secondo S. Agostino la giustizia è “or-

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dinatrice” nel senso che mette ordine e regola i rapporti tra gli uomini in modo che regni la pace. “Opus Justitie Pax” (La pace è frutto della giustizia) è la sua più famosa citazione al riguardo, che diverrà poi il motto di Papa Pacelli. È la “tranquillità dell’ordine”, frutto della giustizia ed effetto della carità (Nuovo Catechismo). Da ciò discende il dovere, come si è visto, del rispetto degli altri ed il diritto ad essere rispettati. Ognuno di noi deve essere rispettato e non può non essere solidale con chi gli chiede di essere rispettato. La giustizia, poi, è rettificatrice dell’atto ingiusto. Chi è offeso ingiustamente è una persona che chiede la solidarietà di tutte le altre persone perché l’offesa non è fatta a lui in quanto Tizio o Caio, ma in quanto persona. Da questa azione rettificatrice nasce il concetto della punizione, che a prima vista potrebbe apparire antipatico. Essa, infatti, non è il vero senso della giustizia. Se ci fosse il ravvedimento la punizione non servirebbe a nulla. La carità, invece, è un’altra cosa. La carità è un donare senza chiedere reciprocità. La giustizia, invece, richiede reciprocità, altrimenti non sarebbe giustizia. Il contrasto sembrerebbe radicale: o si è caritatevoli o si è giusti. Questo potrebbe sembrare un grande dilemma etico, ma non è così. Infatti, io posso donare solo ciò che è mio e posso perdonare solo quello che è stato fatto a me, non quello che è stato fatto ad altri. Non posso perdonare, e con questo mettere uno sbarramento alla giustizia, ciò che non è stato fatto a me. La carità non cancella la giustizia, ma la lascia al suo posto. Si può dare la propria vita per gli altri, ma non si può dare la vita degli altri per gli altri. Non c’è dunque contrasto tra carità e giustizia, ma c’è un ordine gerarchico che lascia al suo posto la giustizia al punto che, in taluni casi, potrebbero sembrare in completa opposizione. Il Vangelo ci dice di “porgere l’altra guancia”, ma per quanto riguarda l’aggressione agli altri ci dice “Beato chi dà la vita per i propri amici”. Infatti, in questi casi fa premio la carità, cioè l’amore. Per coloro che sostengono la non violenza anche in questi casi, il Nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica è estremamente esplicito: “Coloro che, per la salvaguardia dei diritti dell’uo-

mo, rinunciano all’azione violenta e cruenta e ricorrono a mezzi di difesa che sono alla portata dei più deboli, rendono testimonianza alla carità evangelica, purché ciò si faccia senza pregiudizio per i diritti ed i doveri degli uomini...”. La guerra non violenta è, in realtà, un tentativo di uscire dal dilemma etico tra il pacifismo integrale e la politica violenta. I metodi che essa propone, tuttavia, non sono, in generale, sufficientemente flessibili ed efficaci per essere impiegati. Da quanto detto finora deduciamo che la guerra offensiva, qualunque essa sia, è un’attività esclusa non solo dall’ordine della giustizia m a, a maggior ragione, dall’ordine della carità. La guerra giusta, invece, come si è visto, non è contro la carità. Anzi, è soggetta alla carità nel senso che deve essere fatta con uno scopo più alto: “Esto etiam bellando pacificus” dice S. Agostino al generale Bonifacio (“Anche facendo la guerra il tuo animo sia rivolto alla pace”). La “guerra giusta”, ma sarebbe preferibile chiamarla “legittima difesa” è sottomessa, come dice il Catechismo della Chiesa Cattolica al numero 2309, “a rigorose condizioni di legittimità morale”. La prima condizione è “che il danno causato dall’aggressore alla Nazione o alla comunità delle Nazioni sia durevole, grave e certo”. La seconda condizione è che “tutti gli altri mezzi per porvi fine si siano rivelati impraticabili o inefficaci”. La terza condizione stabilisce che “ci siano fondate condizioni di successo”. Infine viene richiesto che “il ricorso alle armi non provochi mali e disordini più gravi del male da eliminare” considerando, soprattutto, la potenza dei moderni armamenti. Chi può dichiarare allora che l’intervento in Libia sia giusto o ingiusto? Il Catechismo risponde: “La valutazione di tali condizioni di legittimità morale spetta al giudizio prudente di coloro che hanno la responsabilità del bene comune”. Importanti i concetti di “prudenza” e del “bene comune”, tanto è vero che nella preghiera per la pace scritta da Giovanni Paolo II si legge: “...parla (o Dio) ai cuori dei responsabili delle sorti dei popoli, ferma la logica della ritorsione e della vendetta, suggerisci con  il Tuo Spirito soluzioni nuove, gesti generosi ed onorevoli, spazi di dialogo e di paziente attesa

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più fecondi delle affrettate scadenze della guerra...”. Ecco perché, dopo un’iniziale apertura all’ingerenza umanitaria, la Chiesa cattolica irrompe nel conflitto libico ed indica criteri diversi dalle Nazioni Unite. “Tacciano le armi e si avvii il dialogo” ha invocato Benedetto XVI al quale ha fatto eco il Card. Bagnasco (presidente della CEI ed ex Ordinario

Militare) “Noi crediamo che la strada della diplomazia sia la via giusta e possibile”, discorso in linea con quanto auspicato dai governi dell’Unione Africana che insistono per una road-map negoziale che consenta la transizione alla democrazia senza ulteriori spargimenti di sangue. Quanto a noi, se vogliamo, dunque, che le nostre coscienze siano in pace pur

nella durezza delle azioni che ci vengono richieste, se vogliamo che “...nessuna ombra sfiori la nostra terra” come ci suggerisce la “Preghiera dell’aviatore” che tante volte abbiamo recitato, la strada è una sola: dobbiamo imparare a “fare della nostra forza una virtù cardinale”, cioè a farne un uso virtuoso, come ebbe a dire il generale francese Delaprèsle durante la guerra jugoslava.

I libretti di volo di Italo Balbo l momento di andare in stampa apprendiamo che un privato ha donato al Museo Storico dell’AM il libretto di volo tascabile del Maresciallo dell’Aria Italo Balbo, libretto del quale era entrato in possesso salvandolo dalle mani tedesche. Tale documento, che non copre tutta la carriera di pilota dell’intestatario, contiene tuttavia numerose annotazioni che potrebbero essere fonte di notizie di particolare interesse sulla vita di aviatore di Balbo. Nei prossimi numeri di “Aeronautica” contiamo di dare maggiori informazioni su tale prezioso reperto storico, comparandolo con quello conservato negli archivi della Forza Armata.

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I Marines avranno la versione C del JSF a US Navy ha annunciato che il dipendente Corpo dei Marines acquisirà 80 F-35C Lightning II, cioè la versione imbarcata del Joint Strike Fighter (JSF), per la linea di volo di cinque squadroni operanti a bordo di unità navali al posto degli attuali tre squadroni di F/A-18 Hornet. Lo si apprende da quanto riportato nel sito di DedaloNews sull’accordo raggiunto in materia tra US Navy e US Marine Corps, sito nel quale viene anche indicato che «la pianificazione attuale vedrebbe quindi il dipartimento della Navy acquistare 680 JSF, per metà F-35C e per metà F-35B, la più in difficoltà delle tre versioni previste ma anche l’unico aereo da combattimento a

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decollo corto e atterraggio verticale in sviluppo nel mondo. Il resto della linea da combattimento sarà costituita da 556 F/A-18E/F Super Hornet, a loro volta destinati a essere sostituiti da un nuovo aereo di sesta generazione o addirittura a pilotaggio remoto.
 La Air Wing di ciascuna portaerei americana dovrebbe quindi schierare quattro squadroni, equamente divisi tra Super Hornet e Lightning II. I Marines dovrebbero mettere in linea il primo reparto di F-35C già nel dicembre 2016, un anno dopo la Navy, ed a regime dovrebbero fornire un quarto della forza F-35C imbarcata. I Marines dovrebbero ricevere l’ultimo dei propri 340 F-35B nel 2023».

Prolungata la missione del GOCE a missione del satellite GOCE (Gravity field and steady-state Ocean Circulation Explorer), lanciato a suo tempo dall’Agenzia spaziale Europea (ESA) per lo studio della gravità terrestre (v. anche pag. 12 di Aeronautica n. 11/2009), è stata prolungata in quanto i risultati ottenuti in due anni di attività sono stati talmente precisi da suggerire una ulteriore raccolta di dati su tale materia. GOCE, infatti, ha realizzato tutte le misurazioni necessarie a produrre una mappa ad alta risoluzione senza precedenti del geoide riferito al nostro Pianeta, geoide che è la forma di un «immaginario oceano globale in rapporto con la gravità ed in assenza di maree e correnti» e rappresenta «un riferimento cruciale per la misurazione della circolazione oceanica, dei mutamenti del livello del mare e delle dinamiche dei ghiacci, tutti elementi, questi, influenzati dai cambiamenti climatici». Pur avendo completato la sua missione originaria e in considerazione del suo «ottimo stato di salute», l’ESA ha quindi deciso di estendere la sua missione fino a tutto il 2012 per raccogliere ulteriori dati utili a completare i modelli gravitazionali da mettere a disposizione degli scienziati.

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Incidente al Global Observer a stampa statunitense ha reso noto che il 1° aprile il prototipo del nuovo velivolo a pilotaggio remoto Global Observer, che l’azienda AeroVironment sta sviluppando per avere, grazie alla sua propulsione a idrogeno, una settimana di autonomia (v. anche pag. 13 di Aeronautica n. 11/2010), ha subito un incidente durante un volo di prova sulla base aerea di Edwards rimanendo seriamente danneggiato. Ricordiamo in proposito che il velivolo è attualmente impegnato in una fase di sperimentazione per conseguire durate e quote di volo doppie di quelle raggiunte con successo nella fase precedente.

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28 MARZO, FESTA DELL’AERONAUTICA MILITARE

Le celebrazioni delle sezioni AAA per l’88° anniversario della costituzione della Forza Armata

Albenga Arpino

Bari

Aversa

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Brindisi Ferrara

Melbourne Gallarate

Pescara

Novi Ligure

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Taranto

Reggio Emilia

Venezia

Teramo-Giulianova

Viterbo

L’anniversario della costituzione dell’Aeronautica Militare è stato celebrato anche in molte altre sezioni e nuclei dell’AAA, eventi per i quali, tuttavia, non è stato possibile pubblicare le immagini fotografiche in quanto non pervenute entro i termini stabiliti, e quindi prima della chiusura di questo numero di Aeronautica, o - se pervenute non riproducibili per la loro qualità o per il soggetto non consono all’importanza dell’evento.

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Per la destinazione a favore dell’AAA del “5 per mille” dell’IRPEF 2011 a Presidenza Nazionale rende noto che, in relazione alla scelta del "5 per mille" relativa all'anno 2008 operata da 619 sostenitori sono stati versati all'AAA

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da parte dell'Agenzia delle Entrate 25.036,59 euro. Nel ringraziare sentitamente tali sostenitori, la Presidenza Nazionale comunica che la legge finanziaria

ha confermato anche per il 2011 la possibilità di destinare il "5 per mille" dell'IRPEF a sosteg no del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di interesse sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni. Pertanto, sia con il Modello Unico che con il 730/1 - Redditi 2010, sarà possibile compiere tale scelta e di conseguenza si invitano tutti i soci dell'AAA ad utilizzare tale strumento per sostenere gli impegni e le attività che la nostra Associazione svolge nel contesto dell'art. 2 dello Statuto Sociale. La scelta si può esprimere semplicemente apponendo nell'apposita casella - come indicato nel facsimile a fianco pubblicato - la propria firma ed inserendo il Codice Fiscale dell'Associazione Presidenza Nazionale 80248150585. Questa fonte di finanziamento consentirà di svolgere al meglio la nostra opera morale e sociale nel contesto delle attività del nostro Sodalizio. Si confida nella massima opera di divulgazione e promozione da parte di tutti i responsabili delle nostre sezioni e nuclei nei confronti dei soci e anche dei simpatizzanti AAA. Ove i donatori dovessero incontrare delle difficoltà nella compilazione della scheda Mod. 730 essi possono contattare la Direzione amministrativa AAA al n. telefonico 06 3215145 interno 103 o per e.mail: assoaeroamministra@libero.it

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La riunione del Consiglio direttivo nazionale dell’AAA ’8 aprile, alla Casa dell’Aviatore di Roma, ha avuto luogo la periodica riunione del Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Arma Aeronautica. Il presidente nazionale, gen. SA Gianbortolo Parisi, dopo aver espresso il suo cordiale benvenuto ai partecipanti, ha aperto i lavori con le rituali comunicazioni. Si è quindi passati all’esame e alla discussone degli argomenti in agenda. È stata approvata all’unanimità la convocazione dell’Assemblea generale dei soci per il giorno 10 giu-

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gno 2011 a Torino e a dare incarico alla Segreteria generale del sodalizio affinché provveda con urgenza alle debite comunicazioni ai presidenti delle sezioni AAA. Dopo una dettagliata relazione del presidente del Collegio dei revisori dei conti e del direttore amministrativo, sono stati approvati, sempre all’unanimità, i bilanci consuntivo dell’esercizio finanziario 2010 ed il preventivo per l’esercizio finanziario 2011. È seguita poi una discussione relativa al versamento da parte delle sezioni della quota sociale alla pre-

sidenza nazionale ed è stato approvato il principio che, in osservanza di quanto stabilito dall’art. 4 del Regolamento di attuazione dello Statuto, circa i termini per la corresponsione delle quote, si procederà alla sospensione dell’invio del periodico “Aeronautica” ai soci non in regola con il versamento della quota associativa. Sono stati trattati anche l’argomento attinente alle funzioni dei presidenti regionali e alcune tematiche di carattere generale. E.C.

RINNOVO CARICHE Bergantino Presidente: m.llo sc. Giuseppe Neri; vice presidenti: ten. Ettore Angeletti e 1° av. Giuseppe Canola; segretario: aiut. Luigi Angioni; tesoriere: av. Lorenzo Ghirelli; consiglieri: av. Andrea Andreolli, av. Paolo Rizzi, serg. Camillo Sargiacomo, all. uff. pil. Filippo Tocchio, lgt. Giovanni Tomao; rappresentante dei soci aggregati: Costanzo Maniezzo.

Biella Presidente: Pier Giuseppe Gozzi; vice presidenti: Federico Costanzo e Ilvo Ortone; consiglieri: Daniele Allorto, Carlo Chinaglia, Aureliano Felletti, Mauro Gianoncelli, Ennio Minichiello e Romano Tagliabue.

Bovolone Presidente: ten. col. Giovanni Esposito; vice presidenti: av. sc.

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Pietro Abram e av. sc. Germano Fagnani; segretario: lgt. Ettore Supino; tesoriere m.llo 1ª cl. Sandro De Pascalis; consiglieri: av. sc. Agostino De Tomi, av. Renato Giarola, 1° m.llo Andrea Ledda, av. sc. Vasco Montagnoli e av. sc. Franco Saturnini.

Cologne Presidente: Paolino Lazzaroni; vice presidenti: Pierguglielmo Cavalleri e Giacomo Vertua; segretario e tesoriere: Giancarlo Lancini; consiglieri: Tiziano Boioni, Cirillo Facchi, Giovanni Massetti, Francesco Milini e Ilario Uberti; rappresentante dei soci aggregati: Maurizio Cavalleri.

Como Presidente: Aristide Cappelletti; vice presidenti: Raffaele Donadini e Angelo Rampoldi; segretario: Bruno Faglioni; consiglieri: Francesco Mi, Corrado Romani, Gianni Venturini e Luigi Visconti;

rappresentante dei soci aggregati: Mario Colombo.

Falconara Marittima Presidente: m.llo sc. Bruno Carletti; vice presidenti: aiut. Livio Gustinucci e av. sc. Lanfranco Toccacieli; segretario: Fabio Angeloni; tesoriere: av. sc. Alfredo Medici; consiglieri: Enrico Di Stefano, Mauro Gambelli, Francesco Pavone e 1° m.llo Italo Porru.

Frosinone Presidente onorario: magg. RO Giorgio Fabi; presidente: m.llo sc. Rocco Rizzo; vice presidenti: col. Riccardo Emili e col. Giuseppe Savelloni; segretario: m.llo sc. Filippo Schietroma; tesoriere: m.llo sc. Franco Bracaglia; consiglieri: m.llo sc. Giacinto Apolloni, m.llo sc. Salvatore Baroni, m.llo 2ª cl. Franco Caridi, m.llo sc. Enrico Giovacchini e lgt. Sergio Minella.

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Ghedi Presidente: m.llo sc. Albino Pensabene; vice presidenti: m.llo sc. Franco Spedicato e m.llo sc. Giovanni Vitale; segretario: 1° m.llo Luigino Costa; tesoriere: aiut. Ra ff a e l e Ci o p p a ; c o ns i g l i e ri : m.llo sc. Mario Bencivenga, av. sc. Adriano Bodini e lgt. Vincenzo Feliziani.

La Spezia Presidente: gen. BA Sergio Cavanna; vice presidenti: cap. Luigi Cagnolati (anche tesoriere) e col. Corrado Campani; segretario: Giovanni Gabrielli; consiglieri: m.llo Mauro Bucchioni Ducci, m.llo Maurizio Di Tano, m.llo Aldo Massari e 1° av. Carlomaria Scena.

Lucca Presidente onorario: ten. Enrico Giulietti; presidente: ten. Alessandro Garbini; vice presidenti: m.llo sc. Gilberto Benedetti e av. sc. Natale Pracchia; segretario: Roberto Giorgi; consiglieri: av. sc. Luciano Basili, m.llo sc. Silvano Bonini, m.llo sc. Giuliano Dinelli, m.llo sc. Rufino D’Onofrio, m.llo sc. Pietro Volpin; rappresentante dei soci aggregati: Alberto Del Guerra.

Maglie Il lgt. Vincenzo Spirito subentra al dimissionario m.llo sc. Luigi Chiarelli nell’incarico di segretario della sezione.

Modugno Presidente onorario: s.ten. to. Mattia Gargano; presidente: magg. Francesco Sblendorio; vice presidenti: m.llo Antonio Balzano e op. Luigi Sfregola (anche segretario); tesoriere: m.llo Benito Pica; consiglieri: m.llo Vito Carlo Liberio, Giacomo Massarelli, m.llo

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Giacomo Pantaleo, m.llo Fedele Pastore, m.llo Leonardo Schiralli; rappresentante dei soci aggregati: Vito Virgilio.

Palmanova Presidente onorario: av. sc. Filiberto de Biasio; presidente: av. sc. Romeo Dentesano; vice presidenti: av. Lino Ermacora (anche segretario) e av. Arrigo Mian; tesoriere: av. sc. Enzo Toffoli; consiglieri: av. Melchiorre Bon, ten. Claudio Covassi, 1° av. Nello Marioni e av. sc. Angelo Tiussi; rappresentante dei soci aggregati: Lucio Pian.

Ravenna Presidente: Alberto Fussi; vice presidenti: Augusto Chiarini e Alberto Gamberini; consiglieri: Bruno Baccarini, Antonio Calmieri, Raffaele Carlino, Andrea Carroli, Giuseppe Cordioli, Mario La Torraca, Leonardo Lolli, Vincenzo Raheli. Silvano Turchetti e Arrigo Stermini.

Roma Presidente: gen. sq. Giovanni Proietti; vice presidenti: col. Leonardo Agresta e 1° cap. Pierpaolo Vozzi; segretario: aiut. Luigi Cedrone; tesoriere: sig.ra Rosa Calvi; consiglieri: magg. Stefano Angeli, 1° cap. Plinio Annichiarico, magg. Giorgio De Dominicis, ten. Antonio De Luca, 1° av. Nicola Di Mario, 1° cap. Roberto Filippi, magg. Giorgio Giovannoli e av. sc. Antonio Vilella.

Terlizzi Presidente: magg. Michele De Chirico; vice presidenti: m.llo sc. Sabino Gesmundo e lgt. Gioacchino Lusito; segretario: ten. col. Giovanni De Chirico; tesoriere: aiut. Giuseppe De Zio; consiglieri: lgt. Gioacchino Altavilla, lgt. Francesco Morgese e lgt. Luigi Rutigliano.

Udine Presidente: m.llo sc. Romeo Zolli; vice presidenti: magg. Adriano Bianchi e col. Adelchi Zanolla; segretario: m.llo sc. Umberto Montanari; tesoriere: 1° av. Pietro Chiapolino; consiglieri: m.llo 1ª cl. Floriano Bassotto, m.llo sc. Giuseppe Masutti, m.llo 2ª cl. Michele Perna, av. sc. Loris Piva, 1° m.llo Giuliano Rosso, 1° m.llo Alessandro Talotti e 1° m.llo Dario Zatti; rappresentante dei soci aggregati: Enzo Feruglio.

Venezia Presidente onorario: m.llo sc. Francesco Cafiero; presidente: lgt. Giovanni Murgia; vice presidenti: m.llo 3ª cl. Francesco Badocco e serg. magg. Gino Chiusi (anche tesoriere); segretario: lgt. Antonio Ignone; consiglieri: lgt. Mario Cappiello, m.llo sc. Roberto Giangrandi, 1° av. Giovanni Lazzarini e 1° m.llo Pasquale Zocco; rappresentante dei soci aggregati: Angelo Scarpa. Capo nucleo: Burano: m.llo 3ª cl. Franco Giuliani; Cinto Caomaggiore: av. sc. Lino Gobatto; Martellago: av. sc. Giuseppe Pigozzo; Mirano: lgt. Antonio Vestito; Treporti: Tullio Moschino.

Vercelli Presidente onorario: Mario Bechemback; presidente: Candido Le Piane; vice presidenti: Valter Cedone e Giovanni Grazioli; tesoriere: Claudio Avanzo; consiglieri: Agostino Gabotti, Romeo Mangolini, Silvano Musetta e Valter Vitellaro; rappresentante dei soci aggregati: sig.ra Nives Gaiani.

Vigevano Presidente e tesoriere: Francesco Cappai; vice presidenti: Fabrizio Crescini e Roberto Spirolazzi; segretario: Salvatore De Fazio; consiglieri: Raffaele Scettri e Angelo Tridio.

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L’ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA

( AV V E N I M E N T I L I E T I ( PROMOZIONI A luogotenente - Luigi Bianco (sezione di Cameri); - Giovanni Candiano (sezione di Trapani); - Giovanni Frassanito (sezione di Spongano); - Corrado Giandinoto (sezione di Vizzini); - Giovanni Salvatore Greco (sezione di Collepasso); - Claudio Petrelli (sezione di Bari). CONFERIMENTO ONORIFICENZE OMRI Commendatore - socio onorario P. Pierangelo Paternieri (sezione di Montréal). Cavaliere - lgt. Adalberto Cersini (sezione di Gallarate); - m.llo 2ª cl. mot. Emilio Corona (sezione di Palermo); - Severino Stevanato (sezione di Venezia). MEDAGLIA MAURIZIANA - lgt. Antonino Caruso (sezione di Acireale); - lgt. Franco Renna (sezione di Galatone); - lgt. Antonino Piras e lgt. Antonino Spedicato (sezione di Vicenza). DECORAZIONI E ONORIFICENZE - Il socio Vittorio Pasquale della sezione di Bari è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme. NOMINE A SOCIO BENEMERITO - m.llo Giacomo Bellesso (nucleo di San Donà di Piave); - magg. pil. Giuseppe Torre (sezione di Genova). SOCI CHE SI FANNO ONORE - Il 1° m.llo Michele Riso-

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la della sezione di Bari è stato insignito della “Stella di bronzo” al merito sportivo del CONI per l’attiv ità svolta nel 2008 a favore della Federazione italiana cronometristi. - Il gen. brig. Elia Rubino della sezione di Caserta ha ricevuto dal ministero per i Beni e le attività culturali la nomina a “Ispettore onorario” per la tutela e la vigilanza del patrimonio storico, artistico e antico del territorio di alcune località campane. - L’av. Egidio Valentini della sezione di Conegliano ha ricevuto dal Gruppo Giudici Gare della FIDAL il Diploma di benemerenza di 1° grado per i meriti acquisiti durante la lunga attività a favore dell’atletica leggera. LAUREE In comunicazione linguistica internazionale - Elisa Cafaro, figlia del socio lgt. Mario (sezione di Soleto). In economia e finanze - Serena Greco, figlia del socio lgt. Salvatore (sezione di Soleto). In editoria, giornalismo e comunicazione multimediale - Simona Maiola, figlia del socio m.llo 2ª cl. Mario (sezione di Viterbo). In farmacia - Francesco Di Donna, figlio del socio 1° m.llo Michele (sezione di Bari). In giurisprudenza - Michela d’Errico, figlia del socio Mario (sezione di Jacotenente).

In ingegneria civile e ambientale - Rosario Giandinoto, figlio del socio lgt. Corrado (sezione di Vizzini). In lettere e filosofia - Annamaria Vettori, figlia del socio aiut. Aurelio (sezione di Cesena). In lingue, cultura e commercio con l’estero - Laura Provenza, figlia del socio Salvatore (sezione di Chioggia) In lingue e letterature straniere - Simona Saitta, figlia del socio lgt. Salvatore (sezione di Acireale); - Adriana Capacchione figlia del socio Angelo Antonio (sezione di Canosa). In scienze dell’educazione degli adulti e formazione continua - Elena Ciocchetti, figlia della socia Maria Antonietta Patini (sezione di Frosinone). In scienze della formazione - Rosella Egione, figlia del socio m.llo sc. Biagio (sezione di Villafranca). 70 ANNI INSIEME Circondati dall’affetto di numerosi parenti e amici, il 2 aprile il socio della sezione di Guidonia gen. SA Giuseppe Piseddu e la signora Franca hanno festeggiato il 70° anniversario della loro unione. Al gen. Piseddu, prestante novantasettenne già allievo del corso Rex dell’Accademia e titolare di numerosi prestigiosi incarichi nel corso della sua lunga carriera nell’Arma Azzurra, e alla sua gentile consorte il più vivo augurio per questo bellissimo traguardo e

per un ancor lungo e felice futuro colmo di serenità e prosperità. NOZZE D’ORO - Le hanno felicemente festeggiate il socio Paolo Di Marcantonio con la signora Cecilia (sezione di Bari). CULLE - Il socio Giuseppe Favore e la signora Elisabetta annunciano la nascita della primogenita Sofia (sezione di Canosa). - Il socio Cosimo Di Ruggiero e la signora Francesca annunciano la nascita di Melissa (sezione di Canosa). - Il socio Antonio De Blasi e la signora Romina annunciano la nascita di Matteo (sezione di Collepasso). - Il socio m.llo 1ª cl. Endrio Colopi e la signora Francesca annunciano la nascita del primogenito Filippo (sezione di Galatone). - Il socio Stefano Uslenghi e la signora Cristina annunciano la nascita della primogenita Vittoria (sezione di Gallarate). - i l s o c i o Tu l l i o L o r e n zon e la signora Laura annunciano la nascita del secondogenito Luca (sezione di Pordenone). - Il socio m.llo 1ª cl. Luca Putzu e la signora Marilù annunciano la nascita del secondogenito Enrico (sezione di Turi). - Il socio 1° av. capo Carmelo Panebianco e la signora Monica annunciano la nascita di Alessio (sezione di Vizzini).

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NUOVI INDIRIZZI Palmanova Su concessione dell’Aministrazione comunale locale la sezione ha ora sede in Borgo Udine, 4 - 33057 Palmanova, e.mail: aeronauticapalmanova@libero.it

SOSTENITORI DI “AERONAUTICA” - m.llo sc. Giuseppe Belardo - Franco Feltre - Giovanni Pulito - s.ten. to Eolo Quaglieri - s.ten. Errico Votto

€ “ “ “ “

21,00 21,00 21,00 25,00 25,00

PROSSIMI RADUNI Per il 6° raduno del 4° Corso Specialisti A.M Il m.llo Benvenuto Bonuomo, segretario della sezione AAA di Caserta e coordinatore di eventi similari, intende organizzare - presumibilmente per il maggio 2012 - il 6° raduno dei frequentatori del 4° Corso specialisti A.M. svoltosi a Caserta nel 1952 e del quale, il prossimo anno, ricorrerà il 60° anniversario dell’arruolamento. A tal scopo invita quanti hanno frequentato tale corso e sono interessati a ritrovarsi per ricordare quel periodo e per «conservare vivo lo spirito di Corpo e per tramandare ai giovani la nostra storia» a contattarlo per maggiori informazioni ai seguenti recapiti: m.llo Benvenuto Bonuomo Via Nazionale Appia n. 90 - 81022 Casagiove (Caserta), telef. 0823 466387, cell. 388 5822511, e.mail: benvenuto.1935@libero.it o telefonando alla segreteria della sezione AAA di Caserta nelle ore di ufficio al n. 0823 428563.

Caro amico, dove sei? l socio av. Giovanni Dattilo del 12° Corso VAM 1957-58 a Bagni di Tivoli, ritratto in questa foto scattata con i commilitoni a Pratica di Mare il giorno del congedo, chiede a quanti si riconoscano nell’immagine di contattarlo al seguente indirizzo: Giovanni Dattilo, Via Pio VII n. 116 - 10127 Torino.

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“Rimpatriata” degli avieri VAM del 28° Corso in servizio al Q.G. della 1ª R.A. Allo scopo di organizzare una “rimpatriata” tra di loro, il socio Giuseppe Belli chiede a quanti si riconoscano nella foto - e che ritrae gli avieri VAM del 28° Corso in servizio al Quartier Generale della 1ª Regione Aerea di Milano nel 1965 - di contattarlo scrivendo a Giuseppe Belli -Via Rosselli n. 24 43017 San Secondo Parmense (PR) o telefonandogli allo 0521 371043 o al cellulare 349 6497684.

Il socio Luciano Lucini della sezione di Cremona, già aviere scelto presso il 2° Autogruppo di manovra della 1ª Aerobrigata IT sull’aeroporto “Gino Allegri” di Padova, invita i commilitoni della classe 1951 che hanno prestato servizio di leva su quell’aeroporto dal settembre 1971 all’ottobre 1972 a contattarlo - per organizzare un eventuale raduno nel 40° anniversario del loro arruolamento - ai telefoni cellulari 3343517567 o 3382103800.

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SEZIONI E NUCLEI PIEMONTE Riunione annuale dei presidenti delle sezioni piemontesi Il 5 marzo, nella sede della sezione di Torino, ha avuto luogo la riunione annuale dei presidenti delle sezioni del Piemonte nel corso della quale sono stati in particolare esaminati e discussi

alcuni aspetti relativi al XIX Raduno nazionale dell’AAA e ad altri eventi previsti per il 10, 11 e 12 giugno nel capoluogo piemontese.

LOMBARDIA Gallarate Commemorato il cap. pil. Gustavo Moreno

San Damiano d’Asti

Il 21 marzo la sezione ha commemorato nel cimitero di Somma Lombardo il cap. pil. Gustavo Moreno, al quale è intestato il Labaro di quel nostro sodalizio, con una cerimonia alla quale erano presenti, tra gli

altri, il sindaco di Somma Lombardo Guido Colombo, una rappresentanza del 2° Deposito Centrale AM di Gallarate e i componenti del Consiglio direttivo di sezione con il presidente ten. col. Michele Ciorra.

Celebrata la tradizionale “Festa azzurra” Il 13 marzo la sezione ha celebrato la sua tradizionale “Festa Azzurra” che ha visto, dopo la sfilata per le vie cittadine accompagnata dalla Banda municipale, la cerimonia dell’Alzabandiera e la resa degli onori ai Caduti di tutte le guerre in Piazza Libertà e che è stata conclusa dalla celebrazione

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del rito religioso nella chiesa di San Vincenzo. Presenti all’evento le rappresentanze con Labari di numerose sezioni AAA e di altre Associazioni d’arma piemontesi, un picchetto di avieri del Gruppo Rifornimenti AM di Castello d’Annone e numerose autorità civili e militari locali.

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Gardone Riviera

FRIULI-VENEZIA GIULIA

Donata la trentesima carrozzella per disabili

Monfalcone

Sempre su lodevole ed apprezzata iniziativa del capo nucleo av. Mario Senti, il 3 marzo è stata donata alla

Casa di riposo di Toscolano Maderno la trentesima carrozzella per disabili.

La sezione ha indetto la terza edizione del concorso "Personaggio aeronautico dell’anno", volto a premiare quella persona fisica, ente pubblico o privato che con la propria attività ha contribuito a diffondere la cultura aeronautica o a dare un efficace impulso all’aviazione nel territorio. Nel ricordare che le prime due edizioni sono state vinte dal com.te Adalberto Pellegrino e dal gen. BA Vittorio Cumin, la sezione

VENETO Jesolo e San Donà di Piave Un nutrito gruppo di soci dei nuclei di Jesolo e San Donà di Piave hanno reso visita alla Città di Orsera in Croazia, su invito del sindaco della cittadina Franco Stifanic, luogo di nascita del cap. pil. Egidio Grego al quale, con il cap. Pietro Baggio, è intitolato il nucleo di Jesolo. Dopo l’omaggio alla tomba del Caduto i partecipanti

Concorso “Personaggio aeronautico dell’anno”

sono stati salutati dal sindaco Stifanic che si è detto fiero di aver visto tanti italiani così legati alle vicende di un suo valoroso concittadino deceduto nell’adempimento del dovere il 23 novembre 1917, proprio nella località di Jesolo, all’epoca chiamata Cavazuccherina, durante una battaglia aerea sul Piave.

invita i lettori a segnalare il nominativo del candidato entro il 15 novembre 2011 per via postale (Sezione AAA, Via Mazzini 1, 34074 Monfalcone) o elettronica (aaa.monfalcone@alice.it), allegando un curriculum con la descrizione dell’attività svolta. Il premio, consistente in un quadro dell’artista Aldo Bressanutti, sarà assegnato il 10 dicembre 2011 nella ricorrenza della festività della Patrona degli aviatori.

San Daniele del Friuli Inaugurato il locale nucleo AAA Il 27 marzo si è svolta la cerimonia di inaugurazione del nucleo AAA di S. Daniele del Friuli, dipendente dalla sezione di Udine. L’evento ha visto, nel Duomo della cittadina, la benedizione del Labaro intestato al cap. pil. Roland Collino che, in forza alla 46ª Brigata Aerea di Pisa, perse la vita a seguito di un incidente

di volo con il suo aereo ultraleggero il 17 giugno 2006 sull'aviosuperfice di Rivoli di Osoppo, e la deposizione di una corona al monumento ai Caduti. Presenti alla cerimonia, insieme ai parenti e amici dello scomparso, numerose autorità civili e militari. «Il cap. Collino, nato nel 1972 a Spilimbergo, dopo

segue

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L’ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA

Ferrara Per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, un gruppo di soci della sezione ha voluto onorare i Caduti aeronautici di tutte le guerre con un pellegrinaggio in terra romagnola. Dopo una sosta al Museo dedicato a Francesco Baracca, nella sua casa natale di Lugo, i soci hanno poi deposto una corona dall’alloro sulla tomba dell’Eroe. il conseguimento del brevetto di pilota militare con il 115° corso AUPC, viene assegnato alla 46ª Aerobrigata dove svolge un’intensa attività di volo con il C130J operando a lungo anche in numerose e

Nel pomeriggio, a Fusignano, dopo essere stati ricevuti dal sindaco Mirco Bagnari, hanno infine visitato, accompagnati dal presidente Leo Venieri, il Museo dei “Romagna Air Finders”, che raccoglie numerosi reperti provenienti dai recuperi di aerei di varie nazionalità, abbattuti nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

impegnative missioni internazionali per conto dell’ONU e della NATO, totalizzando oltre 2.300 ore di volo e meritando numerosi riconoscimenti da parte di tali organismi».

EMILIA ROMAGNA Cesena I soci piloti VDS dell’aviosuperficie “Settecrociari” a favore degli studenti Il 18 marzo i soci della sezione proprietari di velivoli da diporto sportivo (VDS) hanno incontrato gli istruttori dell’aviosuperficie di “Ali di classe” e gli studenti dell’Istituto Tecnico Aeronautico di Forlì che alloggiano presso il convitto

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dell’Istituto Agrario di Cesena per dare avvio ad una iniziativa volta a far conseguire il brevetto di volo VDS ai ragazzi che ne hanno fatta esplicita richiesta in accordo con tutte le norme vigenti e nel rispetto delle regole fondamentali.

CAMPANIA Aversa 4° concorso di disegno aeronautico Il 1° aprile ha avuto luogo la premiazione relativa al 4° concorso di disegno “Volare con la fantasia” indetto dalla sezione intitolata al cap. pil. Nicola

Spatarella - e aperto agli alunni delle elementari e delle scuole medie di Aversa e dei paesi limitrofi che hanno partecipato con 1.346 lavori.

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I premi sono stati assegnati a Maria Marziale, della Scuola primaria di Teverola, e a Tebebe Maramuit della Scuola media “De Curtis” di Aversa. Nel corso della cerimonia alla quale erano presenti, con il presidente della sezione gen. Francesco De Felice e alcuni familiari del

titolare del Labaro sociale, il sindaco Domenico Ciaramella, il direttore didattico del 3° Circolo Nicola Buonocore che ha ospitato l’evento e numerosi alunni con i loro docenti e familiari - sono state anche consegnate coppe e targhe ricordo per gli istituti partecipanti con più lavori.

ciprete della cittadina, sono seguiti gli interventi di rito da parte del presidente del sodalizio Vito Vantaggiato, del consigliere nazionale col. pil. Luigi Romano, del presidente regionale AAA gen. brig. Giuseppe Genghi e del sindaco Vito Perrone, il quale ha tenuto a ringraziare l'associazione per l'impegno già

profuso e per la programmazione precedentemente evidenziata dal presidente. L’evento ha costituito anche un significativo momento di incontro tra tutte le forze politiche collepassesi e molti rappresentanti delle Associazioni d’arma locali presenti alla cerimonia con il proprio Labaro.

PUGLIA Assemblea regionale dei presidenti delle sezioni pugliesi Il 24 e 25 marzo 2011 ha avuto luogo presso il 32° Stormo di Amendola, comandato dal col. Fabio Giunchi che ha ospitato l’evento, l’assemblea dei presidenti di sezione e dei capi nucleo della Regione Puglia. Nel corso della riunione, presieduta dal presidente regionale gen. brig. Giuseppe Genchi ed alla quale ha preso parte il responsabile del settore giuridico e previdenziale del nostro sodalizio brig. gen. Michele Mascia, sono stati tratta-

ti vari argomenti tra i quali la partecipazione al 53° Pellegrinaggio Militare Internazionale a Lourdes nel prossimo maggio, la partecipazione al XIX Raduno Nazionale dell’AAA a Torino nel prossimo giugno e forniti alcuni chiarimenti in materia di ritardo della pensione definitiva, riconoscimento delle cause di servizio dovute ad aggravamento della malattia già riconosciuta dipendente da causa di servizio e l’inutilità di alcuni ricorsi.

Martina Franca Il 23 marzo, in occasione della visita del presidente nazionale gen. Gianbortolo Parisi in Puglia, la sezione presieduta dal gen. Fulvio Sergio Salmé ha organizzato una cerimonia presso il 16° Stormo, comandato dal col. Paolo Citta, per presentare il “guidoncino” che la sezione ha realizzato con impressi i quattro simboli che «richiamano in parti-

colare, oltre a quelli dell’AAA e della città di Martina Franca, anche quello del vecchio 3° ROC, ovvero le tradizioni. e quello del 16° Stormo, il presente ed il futuro dell’Aeronautica in quest’area». È seguita la visita della nuova area addestrativa dello Stormo, nonché gli equipaggiamenti ed i sistemi d’arma in dotazione ai Fucilieri dell’aria di quel Reparto.

Collepasso Inaugurata la nuova sede sociale Il 12 marzo si è svolta la cerimonia per l’inaugurazione della nuova sede del-

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la sezione in Via Ugo Bassi, 1. Dopo la benedizione di don Celestino Tedesco, ar-

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VISITE DI AGGIORNAMENTO TECNICO E G I T E T U R I S T I C O - C U LT U R A L I Andora a nave “Bersagliere” nel porto di La Spezia

Bellona al Centro Sperimentale Volo dell’AM a Pratica di Mare

Bologna al 51° Stormo

Brescia al 50° Stormo

Campi Salentina alla Reggia di Caserta

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Cavallino al 61° Stormo

Foligno e Cannara alla Scuola marescialli AM di Viterbo

Fano al Santuario di Loreto

Francavilla Fontana alla portaerei “Cavour”

Grosseto a Lucca e dintorni

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Ivrea e Canavese con Livorno Ferraris alla base della MM e al Museo Navale di La Spezia

Perugia alla 46ª Brigata Aerea

Mortara all’aeroporto di Biella

Reggio Emilia alla 46ª Brigata Aerea Tortona all’eliporto della Marina Militare a Luni

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Valdera Bientina al 4° Stormo

Chioggia all’Accademia Militare di Modena

HANNO CHIUSO LE ALI Gaetano Pezzano

Michele Sicoli

Il 18 dicembre 2010 è deceduto il s.ten. pil. Gaetano Pezzano della sezione di Reggio Calabria. Nato nel 1917 e conseguito il brevetto di pilota militare ha prestato poi servizio in numerosi reparti tra i quali il 5° Stormo da assalto nelle cui fila svolse molte azioni belliche volando in particolare con il Re.2002 in vari teatri di guerra. Pluridecorato al V.M, e congedatosi dall’AM, nel 1969 fu tra i fondatori della sezione AAA di Reggio Calabria nella quale svolse importanti incarichi divenendone infine il presidente onorario. Nel 1994 fu tra i promotori e i realizzatori del monumento che a Reggio Calabria ricorda il sacrificio degli eroici piloti del 5° Stormo magg. Giuseppe Cenni, ten. Renato Moglia e ten. Aldo Vitale caduti il 4 settembre 1943 nella difesa dei cieli calabresi in quella che fu l’ultima azione del reparto prima dell’8 settembre.

Il 10 aprile è deceduto il gen. SA Michele Sicoli della sezione di Roma e già a lungo attivo e stimato Consigliere nazionale del nostro sodalizio. Nato nel 1929, dopo la frequenza dell’Accademia Aeronautica con il corso Falco II, ha prestato servizio come pilota “combat ready” in vari reparti dell’AM e come addetto presso alcuni uffici dello Stato Maggiore Aeronautica assumendo tra gli altri, in questo lungo periodo, l’incarico di comandante del 23° Gruppo del 51° Stormo, di comandante del 53° Stormo di Cameri e di capo del 1° Reparto dello SMA. Era poi divenuto rappresentante nazionale nel Comitato Militare della NATO, comandante della 2ª Regione Aerea a Roma, rivestendo successivamente anche il prestigioso incarico di presidente del Consiglio Superiore della Difesa. Dopo il congedo è stato commissario straordinario dell’Ente nazionale assistenza al volo (ENAV) e presidente dell’Opera nazionale figli degli aviatori (ONFA).

- m.llo sc. Lucillo Griggio, av. sc. Giovanni Gullo (sezione di Albenga); - gen. DA Giuseppe Di Cosola (sezione di Bari); - ten. Osvaldo Raspini, consigliere e segretario del sodalizio (sezione di Bergamo);

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- av. Ugo Bonauguro (sezione di Bergantino); - Franco Mandras (sezione di Cagliari); - Antonio Canton (sezione di Camisano Vicentino); - Ugo Sambucci (sezione di Cassino); - av. sc. Gustavo Moregola (sezione di Castano Primo); - Carlo Vignaroli (sezione di Castiglione del Lago); - m.llo sc. Michele Sadutto, socio fondatore (sezione Caudina); - Walter Berchioni, signora Livia Lovo (nucleo di Cerea); - 1° av. Agostino Iacuone (sezione di Cesano Maderno); - Gianni Bigoni (nucleo di Clusone); - av. Nello Tiezzi (sezione di Cortona); - m.llo 1ª cl. Sebastiano De Pretto (nucleo di Cogollo del Cengio); - av. Giuseppe Cavion (nucleo di Dueville); - serg. mot. Carlo Balestra (sezione di Fano); - av. sc. Camillo Dal Piaz (nucleo di Feltre); - av.sc. aut. Edgar Bottoni, Giancarlo Chiarelli, av. sc. aut. Qurino Sarasini (sezione di Ferrara); - m.llo sc. pil. Ferdinando Piccinini (sezione di Frosinone); - Bernardo Castano (sezione di Galliate); - Paolo Cellini (sezione di Ghedi); - m.llo sc. Lorenzo Antonelli (sezione di Gioia del Colle); - m.llo sc. Luigino Liberatori (sezione di Guidonia); - Stefano Armento (sezione di Jacotenente); - 1° av. Antonello Andreetta (nucleo di Jesolo); - sig.ra Paola Briolo, Amerigo Cellitti, Gaetano Di Carluccio, Giorgio Flavoni, Rinaldo Francioni e Roberto Marra (sezione di Latina); - av. sc. Domenico Spalenza (sezione di Lumezzane); - av. Ado Grattoni, av. Attilio Tosoratti (sezione di Manzano); - m.llo sc. Giovanbattista Leserri (sezione di Martina Franca); - av. Angelo Lessio (nucleo di Maserada sul Piave); - Aldino Di Caterina e m.llo sc. Raffaele Falagario, socio benemerito (sezione di Modugno); - aiut. Luigi Amoruso (sezione di Mugnano Calvizzano); - gen. Matteo D’Errico, presidente onorario della sezione (sezione di Napoli); - Lucio Sabbadini (sezione di Nettuno-Anzio); - av. sc. Aminta Cugola (nucleo di Nogara); - av. Lorenzo Pellegrino (nucleo di Noicattaro); - av. Carlo Conti (sezione di Novi Ligure); - serg. Liviano Varotto (sezione di Padoa) - aiut. marc. Girolamo Oliveri (sezione di Palermo); - Pietro Barillà, Umberto Bondì (sezione di Reggio Calabria); - gen. SA Francesco Ferrante (sezione di Roma); - Luigi Torri (nucleo di Romano di Lombardia); - 1° av. Renzo Ferrari, capo nucleo (nucleo di Rubiera); - ten. pil. Renato Chiri, presidente onorario e fondatore della sezione (sezione di Saluzzo); - Salvatore De Pascali (sezione di San Cesario); - sig.ra Anna Del Frate (sezione di San Damiano); - Edo Fiaschi, capo del nucleo (nucleo di San Miniato); - Mario Ferrario (sezione di Saronno); - Giovanni Caforio (sezione di Spresiano); - Ilvo Ortone, capo nucleo (nucleo di Valle Mosso); - av. Paolo Tozzatto (nucleo di Zero Branco). Il presidente nazionale dell’A.A.A., ricordando le elette virtù di questi commilitoni che ci hanno lasciato, a nome proprio e di tutti i soci esprime ai familiari degli scomparsi il più sentito cordoglio.

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APRILE 2011 ANNO LVI

In copertina Un momento delle celebrazioni per l’88° anniversario della costituzione dell’Aeronautica Militare. All’evento è dedicato l’articolo a pag. 4.

In quarta di copertina La pattuglia acrobatica “Snowbirds” su CT-114 Tutor dell’Aeronautica del Canada (foto Internet). Rettifica: Gli aerei della pattuglia brasiliana in 4ª di copertina del mese scorso sono T27 Tucano dell’EMBRAER anziché Pilatus.

Libri

AERONAUTICA Anno di fondazione 1956 Pubblicazione mensile edita dall’Associazione Arma Aeronautica Direttore editoriale GIANBORTOLO PARISI Direttore responsabile SILVANO BRONCHINI Direzione, Redazione, Amministrazione 00192 - Roma, via Marcantonio Colonna, 23 Tel. 06/3215145 - Tel. e Fax 06/3216882 C.F. 80248150585 – Partita IVA n. 10925071002 e-mail: assoaerorivista@libero.it (per il periodico sociale) e-mail:assoaeroamministra@libero.it (per l’amministrazione) www.assoaeronautica.it (per l’Associazione) www.cesmaweb.org (per il Centro Studi Militari Aeronautici) c/c.p. ASSOCIAZIONE ARMA AERONAUTICA, 310003 c/c. banc. n. 000000136949 Banca Popolare di Lodi Ag. 4 via Pompeo Magno, 25 - 00192 Roma IBAN: IT20 F 05164 03204 000000136949 Realizzazione grafica e stampa Raia srl - 00166 Roma, via G. B. Impallomeni, 66 Tel. 06/6690252 - Fax 06/5599675 - e-mail: a.raia@raiaweb.eu Registr. Tribunale di Roma n. 5315 del 12.7.56 Iscrizione al R.O.C. n. 6972 “Aeronautica” fruisce dei contributi statali diretti di cui alla L. 7/8/1990, n. 250 Associato all’Unione Stampa Periodica Italiana Gli articoli rispecchiano esclusivamente le opinioni degli autori. Proprietà letteraria, artistica e scientifica riservata. Per le riproduzioni, anche se parziali, dei testi, è fatto obbligo citare la fonte. I testi delle collaborazioni - che si intendono comunque inviati a titolo di liberalità - anche se non pubblicati, non si restituiscono. Chiuso in redazione il 18 aprile 2011.

Il periodico sarà inviato in omaggio a “sostenitori” che verseranno almeno una somma annuale di € 21,00; il predetto invio si riferisce al solo territorio nazionale. Per spedizioni all’estero si invita a prendere contatti con l’amministrazione. La quota associativa fissata dal Consiglio Direttivo Nazionale AAA per il 2011 è comprensiva della spedizione in abbonamento postale (pari a € 8,00) del periodico sociale “Aeronautica". ISSN: 0391-7630

a cura di Gregory Alegi

Enrico Ferrone, Carlo Buongiorno. Lo spazio di una vita. Vicchio, LoGisma, 2011. Cm 17 x 24, pp. 296. Euro 20,00.

Gregory Alegi, Caproni Ca.3 at War vol. 2, Berkhamsted, Albatros Productions, 2011. Cm 21x29,7, pp. 36, Lst. 10,90.

Paolo Gariglio, Gino Lisa. LoGisma, Vicchio. Cm 17 x 24, pp. 200. Euro 17,50.

La storia dello spazio italiano è un soggetto poco battuto, soprattutto per la mancanza di fonti. Grande utilità riveste quindi il libro-intervista del primo direttore dell’Agenzia Spaziale Italiana, appunto Carlo Buongiorno, i cui ricordi si dipanano per oltre mezzo secolo spingendosi fino alla politica spaziale del presidente americano Barack Obama. Nato nel 1930 a Roma e qui laureatosi in ingegneria elettrotecnica, partecipò ai primi programmi spaziali avviati in collaborazione con la NASA a partire dal 1960, lavorando poi con vari ministri della Ricerca Scientifica fino alla nascita dell’ASI nel 1988, dirigendola fino al 1993 prima di tornare all’insegnamento universitario. Una carriera prestigiosa, incrociatasi con quella di personaggi italiani ed internazionali di grande livello, sui quali Buongiorno fornisce all’intervistatore Ferrone aneddoti e osservazioni inesauribili. Di particolare interesse, anche per la signorilità della trattazione, l’accenno alla rottura con Luigi Broglio a causa delle diverse vedute dello sviluppo del settore e del rapporto tra ricerca e industria. Un passaggio cruciale che – incrociato con l’analogo, ma più breve, librointervista a Broglio di Di Bernardo qualche anno fa – può già stimolare una prima riflessione storica.

Il Datafile 145, seconda parte dell’ampia monografia in lingua inglese dedicata al bombardiere Caproni Ca.3, è incentrata sull’uso operativo durante la Prima Guerra Mondiale in Italia e in Francia, nonché nel dopoguerra, più un’ampia sezione di disegni tecnici tratti dai manuali originali. Poiché l’ampiezza della produzione impedisce una trattazione dettagliata, molti episodi sono descritti nelle didascalie delle immagini, in parte inedite o poco note. La loro sequenza logica sembra aver risentito della suddivisione in due parti, ma questo nulla toglie all’interesse del Ca.3 sanitario con elica quadripala, degli esemplari civili postbellici e persino di un esemplare del 1927 con insegne della Regia Aeronautica (fascio di fusoliera compreso). L’ampia sezione a colori comprende particolari di interesse modellistico della replica statica costruita in Slovacchia e di quella volante in corso di realizzazione da parte di Giancarlo Zanardo, una bella sezione trasversale d’epoca contornata dagli stemmi raccolti (con qualche licenza) da Laredo de Mendoza, più sei profili di grandi dimensioni di Ronny Bar. Di grande attualità la copertina di Danilo Renzulli che propone un Ca.3 della 12ª Squadriglia in azione su Misurata, in Libia, nel 1917. (SB)

Chi era quel Gino Lisa al quale è intitolato ancor oggi l’aeroporto di Foggia? A questa domanda risponde con passione Paolo Gariglio, pilota torinese, brevettato nel 1948 e rimasto in attività sino a pochissimi anni fa applicando il proprio interesse per il volo al nuovo “mestiere” di sacerdote intrapreso intorno al 1957. Fu proprio nell’ambiente dell’Aero Club Torino che Gariglio scoprì la figura di Gino Lisa, un giovane torinese nato nel 1896, brevettatosi a Cascina Costa nel 1915 e decorato di medaglia d’oro al valor militare in seguito alla morte in combattimento il 15 novembre 1917 a bordo di un bombardiere Caproni di ritorno da una missione su Caldonazzo. Avvalendosi delle lettere e fotografie ancora conservate dalle nipoti, incrociate con l’ulteriore documentazione fornita dalla famiglia Caproni, l’autore traccia un ritratto inedito di Lisa. La pubblicazione integrale delle lettere di Lisa mette a disposizione informazioni e commenti tanto più utili in quanto privati e inediti. L’ultima, scritta da Ghedi il 14 novembre 1917, preannuncia un trasferimento alla caccia interrotto il giorno dopo dalla morte. Nel complesso, il libro è dunque un’interessante ampliamento delle conoscenze su un “Aquilotto della prima covata”, come lo definisce il sottotitolo del libro.

Aeromodellisti Il modello, in scala 1:32, di un F-16 del 5° Stormo in “special color” realizzato dall’avv. Pier Paolo Maglio di Riccione.

Disponibile presso l’editore (via Zufolana 4, 50039 Vicchio, Firenze; www.logisma.it; tel. 055/8497054)

Disponibile presso le librerie specializzate o l’editore (10 Long View, Chiltern Park Estate, Berkhamsted, Herts. HP4 1BY, Inghilterra; www.windsockdatafilespecials.com)

Disponibile presso l’editore (via Zufolana 4, 50039 Vicchio, Firenze; www.logisma.it; tel. 055/8497054)


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Direzione, Redazione, Amministrazione - via Marcantonio Colonna, 23 - 00192 Roma

La pattuglia acrobatica “Snowbirds” su CT-114 Tutor dell’Aeronautica del Canada.

Anno LVI - N.4 APRILE 2011 Poste Italiane - Sped. in abb. post. - D.L. 353/2003 art. 1 comma 1 del 01/02/2011 - Roma


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