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Nuove strutture Base aerea Locarno


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Indice

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Saluto del Comandante Forze aeree

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Saluto del Comandante Base aerea Locarno

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Le Forze aeree

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Le attività presso la Base aerea di Locarno

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La scuola piloti

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Scuole e corsi esploratori paracadutisti 83

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Il sistema di ricognizione ADS 95 drone

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Base logistica dell’Esercito

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Skyguide

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SPHAIR - il primo passo nell’aeronautica

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Le nuove infrastrutture

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L’aeroporto cantonale di Locarno

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La storia della Base aerea di Locarno

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I velivoli militari che hanno operato a Locarno

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I capi della Base aerea dal 1940 ad oggi

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Le ricadute economiche

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Il futuro della Base aerea di Locarno

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Impressum Autore ed editore: Forze aeree Base aerea Locarno Redazione: col Tiziano Ponti con la collaborazione di col Beat am Rhyn, col SMG Beat Herger, magg Marco Hofmann, Carlo Manea, arch. Ernesto Wisler (armasuisse), Giorgio Fantone (skyguide), Raffaele Balestra (Base logistica dell'Esercito), ing. Davide Pedrioli (aeroporto cantonale), Edgardo Rezzonico (parte storica) Grafica: Studio Grafico Antonio Fasola, CH-6814 Lamone Stampa: Società d’arti grafiche già Veladini & co SA, CH-6903 Lugano Fotografie: copyright Forze aeree

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Saluto del Comandante Forze aeree In tempi nei quali il processo di ridimensionamento prevale su quello di sviluppo un evento quale l'inaugurazione della base aerea di Locarno fa molto piacere. In considerazione delle attuali misure di risparmio la messa a disposizione di circa 30'000 metri cubi di struttura moderna per le esigenze delle Forze aeree non è per nulla ovvia. Sono orgoglioso di questo. Esprimo la mia gratitudine e la mia riconoscenza a tutti coloro che hanno contribuito al conseguimento di questo obiettivo. La base aerea di Locarno dispone finalmente di installazioni adeguate che possono essere presentate con orgoglio anche verso l'esterno. Se si parte dal presupposto che la prima impressione è quella che resta nella memoria, oggi facciamo qualcosa anche per l'immagine delle Forze aeree e quindi dell'Esercito. Con questo non voglio dire che i vecchi hangar di legno che tuttora riempiono il mio animo di nostalgia non abbiano a loro volta dei lati positivi. Quando si parla di sicurezza, benessere ed efficienza sul posto di lavoro la nostalgia è tuttavia fuori luogo. La lunga attesa è ora terminata. Le Forze aeree sfrutteranno al meglio le funzionali installazioni offerte da queste nuove costruzioni e ristrutturazioni. Le nuove strutture contribuiscono a rafforzare la posizione di Locarno quale importante ubicazione delle Forze aeree. Al tempo stesso viene consolidata la base per la realizzazione del Concetto relativo agli stazionamenti (oltre il 2012) per la Base aerea di Locarno. I ruoli previsti per Locarno sono: ubicazione della scuola per piloti delle Forze aeree con selezione e istruzione di base dei piloti (centro dei simulatori PC-7), centro d'istruzione degli esploratori paracadutisti, Airbase di trasporto aereo, ubicazione d'impiego per parti della squadra di trasporto aereo e operazioni di trasporto aereo nella Svizzera italiana, ubicazione del servizio di volo di puntamento a favore delle piazze d'armi CDA nonché ubicazione di allenamento e d'impiego per il sistema di ricognitori telecomandati ADS-95. Desidero inoltre sottolineare che la costruzione e la ristrutturazione dell'infrastruttura tengono conto anche della protezione dell'ambiente. Nel quadro del programma Energia-Svizzera è stato installato un impianto per la produzione di energia elettrica alternativa (fotovoltaica). L'impianto produce circa 78'000 kWh all'anno. Durante le giornate estive sarà quindi possibile risparmiare una somma ragguardevole nell'ambito delle spese energetiche, per esempio nel campo del raffreddamento del simulatore PC-7 e di altri sistemi. Colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla buona riuscita di questo progetto. Si tratta in particolare di armasuisse Immobili, dello Stato maggiore di pianificazione dell'esercito, del team di pianificazione con architetti e ingegneri, degli artigiani, della direzione dei lavori, dell'UFAC e non da ultimo del Comune d'ubicazione. Una cosa è certa: siamo entusiasti della nuova infrastruttura!

Comandante di corpo Walter Knutti Comandante delle Forze aeree

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Saluto del Comandante Base aerea Locarno Il 25 maggio 2007 sarà inaugurata presso l’aeroporto militare di Locarno una nuova importante tappa del progetto d’ammodernamento. Una vera e propria metamorfosi che, nel giro di pochi anni, ha portato alla completa sostituzione e trasformazione delle infrastrutture risalenti in parte agli anni Quaranta. L’ultimo tassello di questa trasformazione si concluderà nel 2008 con il risanamento della caserma ufficiali. Questo opuscolo ha lo scopo di presentare alla popolazione le nuove infrastrutture, la storia, i compiti e l’importanza delle attività che si svolgono presso la Base aerea di Locarno. Pongo l’accento sul fatto che la messa in servizio dei nuovi impianti non sottintende un aumento delle attività, infatti queste resteranno stabili sui livelli già registrati negli anni scorsi. L’aeroporto è da oltre mezzo secolo identificato come la culla dell’aviazione militare svizzera. Infatti, dal 1941 in poi, la selezione e l’istruzione di base di tutti i piloti militari si sono svolte esclusivamente presso lo scalo situato sul Piano di Magadino. Nonostante le varie riforme e le misure di risparmio che nel corso dell’ultimo decennio hanno forzatamente portato alla chiusura di molti aeroporti militari ed alla riduzione delle flotte di velivoli, la Base di Locarno è sempre stata confermata come luogo ideale per la formazione dei piloti. A questa vocazione si sono poi aggiunte negli anni anche altre importanti attività, come quella della selezione e l’istruzione degli esploratori paracadutisti e, rispettivamente, quella del trasporto aereo con ala rotante. Dalla fine degli anni Novanta la Base di Locarno è pure diventata un centro d’appoggio per i velivoli da ricognizione teleguidati (drone) ed ha acquisito nuove competenze tecniche. Delle cinque Basi aeree rimaste alle Forze aeree in tutta la Svizzera, quella locarnese resta l’unica situata a sud delle Alpi. Siamo coscienti e molto sensibili al fatto che le attività svolte possono arrecare anche dei disturbi, e per questo cerchiamo costantemente di adattare sia i mezzi che le procedure per limitare al minimo indispensabile le emissioni. La messa in servizio di un nuovo simulatore di volo è sicuramente uno dei segni tangibili in questa direzione. Bisogna d’altronde rilevare che l’indotto economico non è indifferente, in quanto i posti di lavoro qualificati sono una settantina presso la Base di Locarno ai quali se ne aggiungono un pari numero presso le officine della RUAG di Lodrino, attività questa che dipende indirettamente da quella svolta a Locarno. Annualmente la Base acquista in zona beni e servizi per un importo di 1,2 milioni di franchi, ai quali si aggiungono poi i circa 60 milioni investiti nell’ultimo decennio per l’ammodernamento delle infrastrutture. Con la messa in servizio delle nuove infrastrutture si consolidano le premesse affinché le attività delle Forze aeree e le relative ricadute economiche siano assicurate anche in futuro.

col Tiziano Ponti Comandante Base aerea Locarno

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Le Forze aeree L’Esercito e i suoi compiti La Svizzera non è attualmente esposta ad alcuna minaccia militare convenzionale. Possono trascorrere anni prima che si affacci nuovamente un simile pericolo. La storia insegna però che questa condizione non può considerarsi stabilmente acquisita. Per rafforzare l’attuale situazione di stabilità e garantire alla popolazione la dovuta sicurezza, la Svizzera, pur restando fedele alla tradizione di Stato neutrale, promuove una strategia integrata che si basa sui concetti di “Sicurezza attraverso la cooperazione” e di “Sicurezza del territorio e difesa”. Nell’ambito di questi due concetti, i compiti assegnati all’Esercito sono i seguenti: • Contribuire al sostegno internazionale alla pace ed alla gestione delle crisi; • Garantire la sicurezza del territorio e la difesa; • Assicurare impieghi sussidiari per la prevenzione e la gestione di pericoli esistenziali (per es. aiuto in caso di catastrofe, impieghi d’appoggio e di sicurezza in aiuto alla polizia o al Corpo delle guardie di confine). Tutti i tre compiti hanno un’importanza fondamentale per la sicurezza della Svizzera e, perciò, l’Esercito svolgerà anche in futuro un ruolo importante per il promovimento della stessa.

In caso di una crisi, il limitato tempo di preavviso non permetterebbe di ricostruire ex novo le competenze in ambito di difesa nazionale. In modo particolare per i settori altamente specializzati e tecnologici quali le Forze aree, è indispensabile disporre di un certo equipaggiamento e mantenere un livello di conoscenze minime sul quale poter costruire velocemente in caso di necessità. Per impedire, in caso di crisi, il crearsi di un vuoto strategico nel cuore del continente, occorre un’adeguata capacità permanente di difesa. L’importanza dello spazio aereo Lo spazio aereo svizzero è un crocevia nel cuore dell’Europa come lo sono le strade e la ferrovia nel traffico terrestre. Di conseguenza le nostre aerovie vengono utilizzate intensamente. Gli aspetti economici rendono attrattivo il sorvolo della Svizzera per il traffico aereo europeo sia civile che militare. In proposito l’ONU per esempio ha potuto risparmiare oltre 100 milioni di franchi fino alla fine del 2000 in occasione dei trasporti aerei nel quadro della missione di pace nei Balcani. In caso di crisi in Europa, lo spazio aereo svizzero diventa interessante per la sua situazione centrale nel continente e anche perché presenta numerose zone d’ombra radar dovute alle condizioni topografiche. Le operazioni aeree hanno luogo praticamente senza preallarme e non sono prevedibili per quanto riguarda l’orario, il luogo dell’incursione e la direzione. Per assicurare un controllo del traffico aereo è indispensabile disporre in permanenza di un sistema di sorveglianza e di un servizio di polizia aerea analoga a quella stradale. Il contributo delle Forze aeree alla sicurezza Le Forze aeree svolgono un ruolo importante nell’ambito dei tre compiti principali assegnati all’Esercito per garantire la sicurezza. Infatti, esse: • Svolgono missioni di supporto alla pace come da esempio nei Balcani mettendo a disposizione delle Forze

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internazionali personale ed elicotteri per la sorveglianza ed il trasporto; • Svolgono missioni umanitarie e di aiuto in caso di catastrofe mettendo a disposizione delle organizzazioni internazionali elicotteri per il trasporto di viveri e feriti come in Albania, Sumatra o nella vicina Austria; • Collaborano attivamente con tutte le nazioni limitrofe per migliorare la gestione ed il controllo dello spazio aereo e svolgono regolarmente esercitazioni per promuovere i legami internazionali; • Salvaguardano la sovranità sullo spazio aereo (analogamente al compito della polizia stradale) e, se necessario, assicurano la difesa aerea;

• Svolgono un ruolo sussidiario collaborando con Polizia e REGA nella ricerca ed il salvataggio di persone; • Mettono a disposizione della polizia e del Corpo guardie di confine sensori aerei e mezzi di trasporto per la tutela della sicurezza nazionale.

Sensori radar

Pattuglia F/A-18

• Tramite sensori ottici ed elettromagnetici acquisiscono informazioni per istanze militari e politiche ed allestiscono il quadro della situazione aerea; • Assicurano il trasporto, l’approvvigionamento e la mobilità aerea delle proprie truppe impiegate sia in Patria che all’estero e, se necessario, garantiscono il rimpatrio di cittadine e cittadini svizzeri; • Assicurano il servizio di polizia aerea e mantengono la capacità di condurre un conflitto aereo; • Svolgono a livello nazionale missioni sussidiarie d’aiuto in caso di catastrofi naturali e tecnologiche come: spegnimento incendi di boschi, trasporti di squadre di salvataggio, ponti aerei per collegare zone disastrate, misurazioni aeree in caso d’inquinamento nucleare;

Missioni umanitarie (Sumatra)

Missioni sussidiarie (spegnimento incendi)

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Le attività presso la Base aerea di Locarno Compiti e attività Il Comando della Base di Locarno è responsabile per la gestione di tutti gli impianti delle Forze aeree in Ticino e nel territorio grigionese a sud della Valle del Reno superiore. Questi comprendono: • l’aeroporto militare di Locarno; • due stazioni radar del sistema di sorveglianza dello spazio aereo FLORAKO; • tre centrali per la raccolta e lo smistamento di dati; • sei impianti di ricetrasmissione e sorveglianza in montagna.

seguenti gruppi: • missioni d’istruzione con velivoli Pilatus PC-7 svolti nell’ambito della scuola piloti; • voli con Pilatus Porter per il trasporto in quota di esploratori e granatieri paracadutisti; • missioni di trasporto passeggeri e merci con elicotteri Alouette III e Super Puma; • missioni d’allenamento e di ricognizione operativa con drone ADS-95; • voli di puntamento e traino bersagli per la DCA con velivoli Pilatus PC-9. A queste attività principali si aggiungono, a dipendenza delle necessità, dei corsi di transizione o di aggiornamento sui vari velivoli, campi d’allenamento per il gruppo acrobatico PC-7 Team, corsi su elicottero per i Capi impiego delle polizie cantonali, missioni di soccorso e spegnimento incendi. La figura 1 rappresenta una ripartizione schematica di queste attività di volo previste nel 2007.

Competenza regionale

Per la zona attribuita il Comando rappresenta pure gli interessi delle Forze aeree nei confronti della popolazione e delle autorità locali. L’aeroporto militare di Locarno è la sede permanente della Scuola di base per piloti militari e della Scuola esploratori paracadutisti comandate dal col Beat am Rhyn e rispettivamente dal col SMG Beat Herger. Queste unità sono subordinate alla Formazione d’applicazione aviazione 31. Vi staziona pure un gruppo di piloti professionisti impiegati nel trasporto aereo e la Base ospita regolarmente vari corsi con formazioni attribuite. Le attività di volo si distinguono sostanzialmente nei

Figura 1 - Attività presso la Base aerea di Locarno

Flight line PC-7

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Figura 2 - Ripartizione dei movimenti 2006 Nuovo cockpit PC-7

Evoluzione dei movimenti a Locarno

Pilatus Porter PC-6

Il servizio di volo nell’ambito delle scuole si svolge esclusivamente nei giorni lavorativi ed è limitato alle seguenti fasce orarie: 0800 – 1200 / 1330 – 1700. Durante questi orari vengono prodotti circa il 95% di tutti i movimenti. All’infuori di queste fasce vengono svolti anche una dozzina di voli notturni fino alle 2200. Singoli voli che esulano dalle attività d’istruzione come pure missioni operative, per esempio quelle svolte a favore del Corpo guardie di confine per il pattugliamento delle frontiere, gli spegnimenti incendi o i salvataggi, possono essere svolti anche all’infuori di queste fasce orarie. Nel corso del 2006 presso la Base aerea sono stati registrati in totale 10'234 movimenti la cui ripartizione è rappresentata nella figura 2. A titolo di paragone, i movimenti civili presso l’aeroporto cantonale nel 2006 sono stati 28’467. Per movimento s'intende un decollo o un atterraggio. Oltre a queste attività, le Forze aeree svolgono presso l’aeroporto di Lodrino (che prossimamente da militare diventerà aeroporto civile) un ulteriore migliaio di movimenti. In futuro si prevedono dei movimenti anche presso l’aeroporto di Lugano con il quale è stato recentemente concluso un accordo.

In base all’ordinanza federale contro l’inquinamento fonico (OIF 814.41) è stato aggiornato il catasto rumori tenendo in considerazione i tipi di velivoli impiegati, la ripartizione e la quantità di movimenti registrati nel 2006. Come rappresentato nella figura 3, le isofone all’interno delle quali sono imposte dei vincoli pianificatori (Lrk > 60 dBA) e rispettivamente quelle all’interno delle quali sono imposti degli interventi di risanamento (Lrk > 65 dBA), si estendono esclusivamente sulla zona aeroportuale. Le zone edificabili dei Comuni limitrofi non subiscono perciò delle restrizioni. Da rilevare che, come imposto dall’Ordinanza federale, le isofone sono state calcolate tenendo in considerazione la somma di tutti i movimenti, sia civili che militari.

Figura 3 - Isofone traffico civile + militare

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Nell’ambito dei corsi SPHAIR che si assolvono prima del reclutamento, presso la Base vengono svolte pure le selezioni (teoria e simulatore) per i candidati piloti militari. Quando non occupate dalle fin qui citate attività, le sale di teoria e l’infrastruttura sono messe a disposizione per lo svolgimento di seminari e istruzioni a livello federale. Per il funzionamento della Base sono impegnate diverse organizzazioni oltre a quelle delle Forze aeree. La manutenzione dell'infrastruttura, dei veicoli nonché della gestione a livello nazionale di tutti i pezzi di ricambio per i velivoli Pilatus in dotazione nelle Forze aeree, è garantita sul posto da un gruppo di collaboratori della Base logistica dell’Esercito – Centro del Monte Ceneri. La gestione del traffico aereo all'interno della zona di controllo dell'aeroporto è garantita dal personale della skyguide. Questi compiti sono specificati dettagliatamente nei capitoli seguenti.

ti, monitori e specialisti provenienti da altre Basi aeree. Al Comando della Base sono pure subordinati 30 collaboratori che assicurano il funzionamento di due importanti stazioni radar nel Cantone Grigioni. Nell’ambito di una riorganizzazione, questi due impianti con il relativo personale, passeranno a fine anno sotto la responsabilità della Base d'aiuto alla condotta (BAC/FUB). Compiti dello Stato maggiore della Base aerea Lo stato maggiore diretto dal sig. Carlo Manea garantisce servizi comprendenti la centrale operativa che coordina lo svolgimento di tutte le missioni aeree, la coordinazione di tutte le richieste d'utilizzazione dell'infrastruttura, il servizio del personale, l'amministrazione, le attività PR, i servizi finanze, controlling e safety come pure la gestione della mensa presso la Base aerea. Annualmente presso la Base aerea si registrano oltre 16'000 pernottamenti.

Organizzazione Base aerea di Locarno

La Base aerea collabora in modo molto stretto con la Direzione dell’aeroporto cantonale e con le ditte civili presenti sull’aeroporto. L’utilizzo in comune delle infrastrutture è regolato da una convenzione e da un regolamento. In totale presso la Base sono impiegati stabilmente 43 collaboratori civili e 14 ufficiali e sottufficiali professionisti. A sostegno delle varie attività viene attribuita anche una decina di militi in ferma continuata o con contratti temporanei. A dipendenza delle fasi d’istruzione e delle attività il personale locale viene rinforzato con pilo-

Centrale di comando

Cucina mensa

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Compiti del Supporto servizio di volo della Base aerea Il Supporto servizio di volo diretto dal sig. Diego Stacchi garantisce l'assistenza tecnica per i velivoli che operano sulla Base. Questa comprende la preparazione giornaliera ed il riassetto, la riparazione di guasti e tutti i lavori di manutenzione periodica di livello A che non sono di competenza della RUAG. Il centro di competenze per i velivoli PC-6, PC-7 e PC-9 integrato nel Supporto servizio di volo è responsabile a livello svizzero per tutte le procedure nel servizio di volo e i lavori di riparazione. Il personale è istruito in modo polivalente su tutti i tipi di velivoli e parte di esso assume funzioni specialistiche come elettronico, come responsabile del carico per i trasporti con elicotteri (load master) o anche come operatore per le operazioni di salvataggio con l'argano. In queste funzioni i collaboratori della Base hanno svolto azioni umanitarie all'estero e sono regolarmente impiegati in missioni internazionali di promovimento della pace. Il picchetto di salvataggio in caso d'incidenti aeronautici è pure garantito dal personale di questo reparto.

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Compiti del Supporto Base aerea Il Supporto Base aerea è diretto dal sig. Rossano Rodoni che assume anche la funzione di sostituto del Comandante della Base. Il reparto è responsabile di tutte le installazioni radar e di ricetrasmissione attribuite, così come delle reti di trasmissione dati. Inoltre assicura l'assistenza tecnica al simulatore di volo PC-7. Ad esso competono pure la sorveglianza permanente su tutto l'areale ed il controllo delle entrate sulla Base aerea.

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1 Velivo PC-9 in manutenzione 2 Elicottero Super Puma in manutenzione 3 Veicolo Magirus per spegnimento incendi 4 Stazione radar 5 Simulatore PC-7 6 Sicurezza

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La scuola piloti Dal 1941 la Base di Locarno è la sede dell'unica scuola per la selezione e l'istruzione di base dei piloti delle Forze aeree e per questa caratteristica viene identificata come la culla dei piloti militari. La carriera dei piloti militari provenienti da tutta la Svizzera è perciò incominciata sul Piano di Magadino da dove sono passati anche aviatori affermatisi poi come astronauti (cap Claude Nicollier), capi dell'Esercito, comandanti di corpo, consiglieri di Stato e imprenditori. Il Ticino può quindi vantare il privilegio d'essere la sede delle formazioni d’élite del nostro Esercito; infatti, oltre alla scuole piloti, nel Cantone si trovano anche quelle degli esploratori paracadutisti, dei granatieri e delle “forze speciali”. Nel corso degli anni la formazione dei piloti e dei mezzi d’istruzione si è notevolmente evoluta. Dai primi biplani Bücker sui quali i piloti comunicavano a gesti, si è passati ai Pilatus P3 dove si usava il codice “bambini”, per arrivare all'aereo attuale, il Pilatus PC-7, dotato di autopilota e modernissima elettronica, ciò che permette il volo strumentale secondo gli standard dell'aviazione commerciale e dove le comunicazioni si svolgono in lingua inglese. Per garantire quest’istruzione la Base aerea

si è dotata anche di un radar d'avvicinamento per la guida dei velivoli e di un moderno simulatore. Oggigiorno la formazione dei piloti militari si svolge su cinque livelli: • I giovani che adempiono i requisiti iniziano tra i 17 e i 19 anni con i corsi aeronautici preparatori SPHAIR e, dopo il reclutamento, assolvono dei test attitudinali. Quelli sul simulatore si svolgono presso la Base di Locarno. • I candidati che superano questi test svolgono la scuola reclute e la scuola ufficiali presso un'unità a scelta. Sono poi chiamati durante cinque settimane a Locarno per la selezione in volo con la quale si esplora il talento per la terza dimensione. I candidati che adempiono i requisiti vengono assunti dalle Forze aeree ed iniziano la formazione di pilota militare vera e propria. • La prima fase di questa formazione prevede sei semestri presso la “Zürcher Hochschule Winterthur” che porta all'ottenimento del "Bachelor in Science of Aviation" ed alla licenza civile di pilota di linea. • Segue poi a Locarno, durante circa un anno, la formazione di base sul velivolo PC-7 con accento principale sul volo acrobatico, il volo strumentale, il volo in pattuglia e la navigazione in terreno alpino. • Dopo la fase con il velivolo PC-7, gli allievi lasciano il

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Ticino per proseguire al nord delle Alpi la formazione specifica sul velivolo EC-635 come pilota su elicottero da trasporto o sul velivolo PC-21 come pilota su aereo da combattimento. La formazione di base su questi velivoli termina con l’ottenimento del brevetto di pilota militare. Seguirà la transizione sull'elicottero da trasporto Super Puma e rispettivamente sul caccia F/A 18. La padronanza dell'intero spettro operativo su questi due tipi di velivoli sarà raggiunta solo dopo ulteriori 4-5 anni di allenamento e corsi di specializzazione. L'investimento per portare un pilota a questo livello supera i quattro milioni di franchi. Nella scuola presso la Base di Locarno sono impiegati stabilmente quattro collaboratori: il comandante, il capo monitori di volo, il capo simulatore e l'amministratore. Al momento sono vacanti quattro posti come istruttore di volo, che devono pertanto essere occupati temporaneamente da piloti del corpo di professionisti provenienti d’oltralpe. Durante certe fasi dell'istruzione, ulteriori monitori vengono chiamati per sostenere la scuola. Oltre all'uso sistematico del simulatore, in modo particolare per l'istruzione al volo strumentale, il comando

della scuola presta molta attenzione affinché le attività di volo vengano ripartite sui vari settori d’allenamento a disposizione al sud delle Alpi e, meteo permettendo, svolte in quota. Annualmente circa cinquecento giovani si iscrivono ai corsi SPHAIR (www.sphair.ch). Un centinaio di questi candidati avrà la possibilità d'annunciarsi presso il comando scuola piloti, ma solo una ventina supererà gli esami attitudinali ed assolverà la scuola ufficiali come aspirante pilota. Dopo la valutazione in volo, circa dodici di essi saranno scelti per intraprendere la formazione di pilota ed ottenere il contratto dalle Forze aeree, entrando così a far parte della famiglia degli aviatori. Ulteriori informazioni sulla scuola piloti sono disponibili sul sito www.airforcepilot.ch.

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Scuole e corsi esploratori paracadutisti 83 Fin dalla loro istituzione nel 1969, l'aerodromo di LocarnoMagadino ospita gli esploratori paracadutisti: in un primo tempo solo sporadicamente, successivamente, dalla metà degli anni Settanta, in maniera definitiva. Gli esploratori paracadutisti sono un’unità speciale delle Forze aeree. Il loro compito principale consiste nella ricerca di informazioni in territorio avversario. A dipendenza del tipo di impiego devono essere in grado di lanciarsi anche di notte da un'altezza di soli 200 m con un paracadute emisferico o di paracadutarsi sempre di notte da 8000 m con un equipaggiamento speciale di oltre 50 kg e percorrere svariati chilometri in planata per penetrare nel settore d'impiego. Una volta atterrati lavorano in piccoli team di 46 uomini con un'autonomia fino a 10 giorni, restano al coperto e senza supporto diretto delle relative truppe. In questo senso l'esploratore paracadutista costituisce l'occhio dell'esercito in grado di vedere a lunga distanza. Tramite un sofisticato sistema di trasmissione che rende difficile l'intercettazione, le informazioni raccolte vengono trasmesse in tempo reale al centro di comando. Per essere in grado di svolgere questi impegnativi compiti, l'iter dell'esploratore paracadutista inizia già tra il 16° e il 19° anno d'età. I giovani soggetti all'obbligo di prestare servizio militare possono annunciarsi per l'istruzione preparatoria tramite la piattaforma d'istruzione delle Forze aeree www.sphair.ch. Entrati in servizio presso le scuole e i corsi espl par 83, i giovani candidati seguono un'istruzione intensa, selettiva ed estremamente variegata. Maneggio di diverse armi, settimane di sopravvivenza, tecnica alpinistica estiva e invernale, ricerca di informazioni, comportamento in territorio nemico, istruzione radio nonché servizio di lancio notturno e diurno sono soltanto alcuni elementi del programma svolto presso la scuola. Dopo un totale di 43 settimane (o 59 per gli ufficiali) e numerosi esercizi orientati all'impiego svolti su tutto il territorio svizzero, i candidati ricevono il brevetto di esploratore paracadutista, secondo tradizione, presso il Castello di Montebello a Bellinzona. Successivamente vengono incorporati nella cp espl par 17.

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Il sistema di ricognizione ADS 95 drone Da quasi un decennio il sistema di ricognizione ADS 95 è impiegato anche presso la Base di Locarno per dei corsi di formazione e per missioni operative. La base principale di questo sistema è situata presso l'aeroporto militare di Emmen, sede dell'istruzione del personale di milizia e del comando scuole e corsi drone 84. Periodi di dislocazione vengono svolti anche presso l'aeroporto militare di Payerne. In base ad una recente decisione del Consiglio federale, questo sistema viene messo a disposizione anche del Corpo guardie di confine per missioni di pattugliamento notturno lungo il confine nazionale. Il sistema è composto da un aereo certificato militarmente che vola senza pilota a bordo e possiede dei sensori fornibili in diverse configurazioni. In gergo viene chiamato drone. Il pilotaggio avviene da una stazione di controllo a terra e la trasmissione dei dati da una stazione di comunicazione. Nella stazione di controllo a terra siedono un pilota ed un operatore del carico utile (sensori) che sono responsabili per il volo e rispettivamente per il controllo delle immagini in tempo reale. Principio d'impiego La più piccola unità tattica è composta da una stazione di controllo arretrata (aerodromo), una stazione di controllo avanzata come pure due stazioni mobili di ricezione (SMR). Il drone chiamato “RANGER” è lanciato dal modulo arretrato, e a un punto prestabilito viene trasmesso al modulo avanzato che effettua la missione. Per l'atterraggio il drone viene ritrasmesso al modulo arretrato, che con l'aiuto del sistema d'atterraggio automatico riporta il velivolo al suolo. Allo stesso tempo si può trasmettere un altro drone, con il pieno di carburante, al modulo avanzato per continuare la missione. Il velivolo può essere impiegato fino a 100 km di distanza dalla stazione di controllo. Missione dell'ADS 95 Lo scopo militare dell'ADS 95 è la ricerca d'informazioni in tempo reale di giorno e di notte. Inoltre è possibile verificare otticamente informazioni provenienti da altre fonti d'informazione. Un'altra missione militare dell'ADS 95

è l'appoggio della condotta del fuoco d'artiglieria dall'alto. All'infuori degli impieghi militari, con il sistema ADS 95 sono possibili anche impieghi sussidiari come ad esempio: • appoggio al corpo delle guardie di confine nella sorveglianza delle frontiere; • appoggio alle forze impiegate nella protezione di conferenze o nella sorveglianza di eventi straordinari come ad esempio l'EURO 08; • appoggio ai pompieri durante gli incendi di bosco per localizzare con precisione i focolai sotterranei; • appoggio agli stati maggiori civili in caso di catastrofi naturali per stabilire l'entità dei danni e coordinare le operazioni. Spesso questo tipo di missioni richiedono che i voli drone vengano effettuati durante le ore notturne. Per questa ragione il drone può essere munito di un sensore infrarosso. Per la distribuzione dell'immagine viene fatto uso di stazioni mobili di ricezione. Queste stazioni permettono di portare le immagini direttamente al fruitore e di conseguenza egli può direttamente influire nella missione in corso via radio o telefono. Un'altra possibilità per la distribuzione dell'immagine è di trasmettere al luogo desiderato tutti i dati mediante videoconferenza. Le installazioni necessarie per questo tipo di trasmissione dell'immagine si trovano nel posto comando mobile. In un impiego tipico, il drone viene lanciato da Locarno e portato ad una quota di circa 2000 metri in un settore ad est della Base. Il pilota che si trova a Locarno nella stazione di controllo arretrata “consegna” i comandi del velivolo ad un altro pilota che si trova nel luganese in una stazione di controllo avanzata. Da qui il drone viene pilotato nel settore operativo e le immagini riprese vengono trasmesse in tempo reale agli utenti. Il volo di ritorno si effettua con la procedura inversa.

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Base logistica dell'Esercito

Gestione pezzi di ricambio

La Base logistica dell'Esercito (BLEs) è stata fondata nel 2004 ed è attiva presso le Basi aeree dal 1° gennaio 2006. Essa raggruppa sotto un solo ente responsabile la maggior parte delle organizzazioni logistiche dell'Esercito la cui subordinazione in precedenza non era centralizzata. In tal modo è possibile pianificare e fornire in maniera efficiente le prestazioni logistiche richieste. A Locarno la BLEs supporto Forze aeree conta 7 collaboratori ed è subordinata al Centro logistico del Monte Ceneri. I suoi compiti principali sono di garantire la prontezza all'impiego, la disponibilità e la manutenzione dei veicoli attribuiti alla Base di Locarno nonché di gestire per tutte le Basi aeree e la RUAG il materiale di ricambio per i velivoli Pilatus PC-6, PC-7 e PC-9.

Magazzino e spedizione

Inoltre, la BLEs garantisce la prontezza all'impiego della pista e delle infrastrutture della Base aerea e di tutti gli impianti esterni ad essa subordinati. Questi lavori comprendono la gestione, la manutenzione e la riparazione di gruppi elettrogeni, impianti di ventilazione nonché la consegna ed il ritiro delle opere alla truppa. Collabora con le Forze aeree per garantire il funzionamento dei sistemi tecnici per la sicurezza aerea. La BLEs è pure responsabile per la gestione dei carburanti e dell'equipaggiamento dei piloti e degli esploratori paracadutisti.

Cisterna Jet A1

Impianti tecnici

Sgombero neve

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Skyguide

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Skyguide fornisce servizi di sicurezza aerea di qualità ed orientati al cliente nello spazio aereo svizzero ed estero di sua competenza. Oltre che a dirigere e sorvegliare i voli civili e militari in base alle regole del volo strumentale (IFR) ed a vista (VFR), la società offre svariati servizi per l'aviazione leggera. Skyguide vanta un'esperienza pluriennale nella gestione dello spazio aereo svizzero complesso e particolarmente trafficato. È un centro di competenza per la gestione delle informazioni aeronautiche, di tecnologie radar e di comunicazione nonché dell'elaborazione dati per il settore aeronautico. La società, che ha sede a Ginevra, gestisce centri operativi presso gli aeroporti di Zurigo-Kloten, Ginevra-Cointrin, Berna-Belp, Lugano, Locarno, Sion, Grenchen, Buochs, San Gallo-Altenrhein e presso gli aeroporti ad uso prevalentemente militare di Alpnach, Dübendorf, Emmen, Meiringen e Payerne.

A Locarno, con un team di operatori in stretta collaborazione con quelli di Lugano-Agno, occupa 7 controllori del traffico aereo nel periodo invernale ed 8 controllori durante il periodo estivo. A loro è delegata la gestione del traffico aereo sul nostro aeroporto che, assieme a quello di Sion, è l'unico in Svizzera ad essere utilizzato contemporaneamente sia dall'aviazione civile che da quella militare. La formazione presso Skyguide ha una durata totale di 46 mesi, durante i quali i candidati vengono preparati a sostenere gli esami per l'ottenimento delle licenze di controllore del traffico aereo alla torre di controllo ed al radar di condotta e avvicinamento. Oltre che della gestione del traffico nello spazio aereo aeroportuale (CTR e TMA), il personale impiegato a Locarno si occupa anche della coordinazione dei settori aerei militari ripartiti su tutto il Sopraceneri. Per quel che riguarda il traffico strumentale, la torre di controllo lavora in stretta collaborazione con i centri di controllo di Milano e Zurigo-Kloten per l'aviazione civile, nonché con la centrale d'impiego e di condotta FLORAKO per i voli militari.

Nuove strutture Base aerea Locarno


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SPHAIR-il primo passo nell’aeronautica SPHAIR, la valutazione aeronautica per piloti militari ed esploratori paracadutisti, basata su internet, si è concretizzata. La professione di pilota militare è ora rivalutata con un corso di studio “Bachelor of Science in Aviation”. I corsi SPHAIR per piloti ed esploratori paracadutisti si tengono ogni anno anche a Locarno. Per quanto concerne gli esploratori paracadutisti (una funzione di milizia) il candidato assolve due corsi di paracadutismo, prima di poter di entrare alla scuola reclute. Buone notizie per i candidati piloti militari: nell’ottobre 2006 ha preso avvio per la prima volta presso la Zürcher Hochschule di Winterthur il nuovo corso di studio “Bachelor of Science in Aviation”. Ora con questi tre anni di studi la formazione di pilota militare termina con un titolo accademico. L’ufficiale pilota professionista viene così riconosciuto ufficialmente dalla Confederazione quale valido pilota di professione, cosa che valorizza la sua futura carriera. Il primo contatto per internet Ogni pilota militare o esploratore paracadutista inizia la sua carriera con SPHAIR. Da quattro anni questa moderna piattaforma d’istruzione assicura, su incarico del-

la Confederazione, un esordio ottimale della carriera nelle Forze aeree svizzere come pilota o esploratore paracadutista. Il primo contatto con SPHAIR avviene mediante internet. Gli interessati tra i 16 e i 20 anni possono, su www.sphair.ch, effettuare un’autoverifica circostanziata che permette loro di valutare il proprio stato di salute, come pure la capacità d’immaginazione e la capacità d’orientamento nello spazio. Per gli esploratori paracadutisti vengono offerti test sulla conoscenza del paracadute, l’aerodinamica e la meteorologia. In seguito il candidato può annunciarsi presso l’Istituto di Medicina Aeronautica di Dübendorf per ulteriori valutazioni (il cosiddetto Screening). Solo in seguito si “decolla” veramente: l’aspirante pilota si annuncerà ad un corso di volo a motore in una delle dieci scuole di volo SPHAIR in Svizzera, mentre l’aspirante esploratore paracadutista, dopo aver superato il test sportivo supplementare, si iscriverà al primo corso SPHAIR di paracadutismo. Durante due settimane i partecipanti faranno in totale undici voli della durata di circa tre quarti d’ora l’uno. Ognuno di questi voli è preparato con cura in ogni sua fase con delle lezioni teoriche. Infine il volo lo esamina nei par-

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ticolari e lo si valuta. Gli istruttori non prestano attenzione ai candidati solo per quanto concerne il “talento di pilota”, ma anche alla personalità, alla capacità d’apprendere e alla motivazione. I candidati dei corsi di paracadutismo SPHAIR assolvono 25 salti e coloro che ricevono delle buone qualifiche sono autorizzati a prendere parte al secondo corso di paracadutismo. Valutazione delle capacità professionali per piloti militari Al termine del corso SPHAIR gli istruttori fanno una ricapitolazione dei risultati dei voli. Un colloquio con il singolo candidato segna il termine della valutazione. Vengono individuati i punti di forza e le debolezze del candidato: avrà il potenziale per divenire pilota militare? È qualificato per una carriera nell’aviazione civile? Il certificato emesso al termine del corso, contenente una valutazione positiva delle prestazioni, è condizione necessaria per la candidatura quale aspirante pilota militare di carriera presso le Forze aeree; lo stesso facilita contemporaneamente l’accesso alla formazione civile quale pilota di linea. A proposito: la gran parte dei costi di questa valutazione aeronautica sono presi a carico dalla Confederazione.

SPHAIR per esploratori paracadutisti Dopo aver terminato con successo il secondo corso SPHAIR di paracadutismo, il candidato è chiamato presso l’Istituto di Medicina Aeronautica per una valutazione di idoneità approfondita (della durata di un giorno). Si è in seguito ammessi alla scuola reclute, che per questa funzione istruisce solo sottufficiali ed ufficiali. La durata della formazione è di 43 settimane per i sottufficiali e di 59 settimane per gli ufficiali. Dei circa 35 candidati che iniziano ogni anno la scuola reclute, circa un terzo arriva al termine della formazione e riceve il brevetto di esploratore paracadutista. Due terzi lasciano la formazione nel corso dell’anno e sono trasferiti in un’altra scuola. Siccome la formazione dell’esploratore paracadutista pone delle altissime esigenze sia psichiche che fisiche, ricerchiamo dei “Teamplayer” robusti e molto ben allenati, disponibili a prestazioni fuori del comune. La missione dell’esploratore paracadutista è la ricerca di informazioni a favore della direzione dell’esercito. Essa viene assolta da gruppi formati da quattro a sei uomini, in modo autonomo e senza sostegno da parte della propria truppa, fedeli al motto “Vedere senza essere visti”.

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Le nuove infrastrutture Armasuisse Immobili è il centro di competenza del Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) che si occupa della costruzione, della gestione, della vendita e dello smantellamento delle infrastrutture di difesa, d'esercizio e d'istruzione del Dipartimento.

tare dei piloti e paracadutisti (CIMPP) progettato dall’arch. O. Pampuri di Gerra Gambarogno che comprende nuovi alloggi, sale di teoria, aula magna, mensa e l’edificio comando, si è conclusa la prima tappa del programma di ristrutturazione della Base aerea, con un investimento di 13,8 Mio di franchi.

Per la Base aerea di Locarno il Settore specialistico – Gestione dei progetti Svizzera centrale/Ticino con sede al Monte Ceneri – ha ricevuto l'incarico di tradurre nelle necessarie infrastrutture i fabbisogni formulati dalle Forze aeree. I rispettivi progetti sono stati seguiti dall’arch. E. Wisler. Da 30 anni, con passo costante, si è seguito l'evolversi delle necessità della scuola dei piloti e dei paracadutisti. Gina, Denise, Flavia e Maria sono certamente riferimenti ancora ben presenti nella mente di tutti i piloti militari e degli esploratori paracadutisti che hanno iniziato la loro carriera presso la Base di Locarno. Infatti, questi erano le denominazioni delle baracche che componevano fin verso la fine degli anni Novanta il campus militare, dove accanto alle esigenze dell'istruzione avranno sicuramente trascorso anche qualche ora lieta.

Area CIMPP

A 7 anni da questa consegna, la Base aerea di Locarno festeggia la messa in servizio della seconda tappa comprendente le nuove infrastrutture per l’esercizio RILOC (Ristrutturazione delle Infrastrutture di Locarno).

Le vecchie baracche militari

Con la demolizione di questi vecchi stabili e la consegna nel novembre 2000 del nuovo Centro per l’istruzione mili-

Sulla base di uno studio di fattibilità, si è proceduto gradualmente al completo rifacimento delle infrastrutture, nel pieno rispetto degli oneri imposti nella licenza edilizia rilasciata dal Servizio d’approvazione dei progetti militari del DDPS di Berna. Le Forze aeree hanno ora a disposizione nuovi uffici per il Comando della Base, sale di teoria, locali per il simulatore di volo, officine e magazzini. Il volume principale dell’edificio contiene le aviorimesse, l’officina meccanica e la rimessa veicoli con una superfi-

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cie di 2'400 metri quadri. Superficie che risulta inferiore a quella ripartita sui tre vecchi edifici demoliti con le medesime funzioni. L'energia calorica è fornita mediante una pompa calore acqua-acqua già in funzione per la prima tappa del progetto CIMPP. Pannelli fotovoltaici per una potenza totale di 60 kW sono integrati nel tetto a “shed” perfettamente orientato, per una massima resa dell’impianto. Importante l'intervento sui piazzali per il servizio di volo che sono stati adeguati alle nuove norme di sicurezza. È lusinghiero e più che soddisfacente il risultato raggiunto dopo diversi anni di sforzi dal gruppo di lavoro composto da • rappresentanti dell’armasuisse immobili con il capo progetto e i tecnici specialisti • rappresentanti delle Forze aeree • progettisti e consulenti • impresa generale. In collaborazione con l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM), Divisione Natura e Paesaggio e la Fondazione delle Bolle di Magadino, si è cercato di ottimizzare i rispettivi fabbisogni e di adattare le procedure di avvicinamento conciliando le esigenze dettate dalla vicina presenza della zona di protezione naturalistica delle Bolle di Magadino. Il progetto RILOC è stato vinto e affidato allo studio Gellera Tropeano Pfister Schiess di Locarno / Zurigo dopo un concorso di preselezione al quale hanno partecipato 9 studi d’architettura. Progetto qualificatosi primo per i suoi pregi architettonici, la sua chiara impostazione funzionale e flessibilità che ha permesso nel corso dell’elaborazione del progetto esecutivo di rispondere alle nuove esigenze del committente. Tutta l'area del nuovo complesso è stata sopraelevata con un consolidamento del sottosuolo ed è situata sopra la quota di esondazione del Piano di Magadino. Il messaggio per la domanda del credito di 31,6 Mio di

Consolidamento

franchi è stato approvato dalle Camere nel 2003 e comprendeva il progetto per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico della potenza di 60 KW per un investimento di 1,1 Mio di franchi.

Impianto fotovoltaico

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Grazie al particolare concetto architettonico e strutturale della pensilina veicoli, in fase d’esecuzione avanzata si è potuto integrare la stazione di distribuzione carburante velivoli con un preventivo spesa di 1,66 Mio di franchi.

La chiusura dell’aeroporto militare di Lodrino prevista con il concetto Esercito XXI ed il conseguente spostamento ad Alpnach del gruppo di trasporto aereo 8 stazionato in Riviera, ha richiesto un aggiornamento del progetto RILOC per salvaguardare a Sud delle Alpi la possibilità di dislocare, in caso di necessità, un gruppo di trasporto aereo. È nato così il progetto aggiuntivo STATI (Stazionamento Ticino) con un programma: rifacimento di un’aviorimessa, la completa ristrutturazione della vecchia caserma ufficiali risalente agli anni Quaranta e l’integrazione nel progetto RILOC di nuove sale di teoria e uffici per un investimento complessivo di 9,35 Mio di franchi.

Pensilina - Carburante

Aviorimessa 5/paracadutisti

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Le impellenti necessità nell’ambito del rispetto delle norme per la sicurezza aerea e le esigenze di adeguamento delle infrastrutture tecniche hanno richiesto la ristrutturazione della torre di controllo costruita nel 1976. La parte superiore della stessa è stata sostituita con una a forma ottagonale, dimensionata secondo le nuove esigenze e posizionata 2 m più in alto rispetto alla precedente. La nuova torre permette una migliore visibilità sia sulle piste sia sullo spazio aereo. Uno studio particolareggiato sui diversi angoli visuali ha contribuito al

Torre di controllo - Interno

Con un ulteriore investimento di 350'000 franchi sono stati risanati gli impianti tecnici del bacino di riserva antincendio permettendo in tal modo di continuare ad utilizzare la vasca di 500 m 3 anche come piscina. L’infrastruttura è stata completata con i servizi igienici e le docce, mentre lo spazio esterno è stato riqualificato con ulteriori spazi verdi e nuove alberature.

Torre di controllo - Esterno

dimensionamento della nuova struttura progettata dall’architetto A. Pfister di Lucerna. La direzione dei lavori è stata affidata all’ing. L. Marioni di Lugano. I tempi di realizzazione, limitati a 3 mesi invernali, hanno richiesto uno studio minuzioso di ogni dettaglio ed una programmazione rigorosa dei lavori. Il preventivo di spesa ammontava a 1,38 Mio di franchi ed è stato pienamente rispettato.

Bacino riserva antincendio e piscina

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Ecco una nota degna di rilievo: i lavori di costruzione del progetto RILOC iniziatisi nel gennaio del 2005 non hanno né intralciato né impedito l'esercizio sulla Base aerea militare con le severe norme sulla sicurezza, grazie alla stretta collaborazione fra i due enti. I lavori saranno completamente ultimati entro la fine del prossimo anno con - la ristrutturazione della caserma ufficiali e la formazione della nuova entrata e il locale guardia; - la realizzazione degli interventi inerenti la sicurezza d’accesso alla Base. L’investimento totale sulla Base aerea di Locarno avrà raggiunto nel corso di un decennio i 60 Mio di franchi. Gradiremmo però esprimere tutt’altra considerazione, non sul “quanto” ma sul “come” armasuisse Immobili e le direzioni degli Uffici delle costruzioni federali che l’hanno preceduta hanno investito il denaro pubblico.

Più di 100 anni fa la Confederazione si è assunta l'incarico di badare alla qualità dell'architettura e dell'arte nel nostro Paese e fu creata un'apposita commissione extraparlamentare: la Commissione federale delle Belle Arti. Con questo spirito, con questi intendimenti e obiettivi ha segnato il nostro operare da oltre 50 anni di attività, per il bene pubblico. L'Ufficio delle costruzioni federali, diretto in passato dagli arch. A. Codoni, arch. N. Piazzoli, dal compianto arch. R. Bezzola, dall'arch. F. Poretti ed ora dal sig. lic. iur U. Appenzeller, direttore dell'armasuisse Immobili, non ha sottovalutato questo fondamentale aspetto. L'importanza di questo delicato intervento sul piano di Magadino ha riscontrato la massima attenzione da parte di tutti gli addetti ai lavori sin dall'inizio del programma di ristrutturazione, cercando di svolgere con impegno e consapevolezza il compito assegnato dalla Confederazione, con l'augurio di aver contribuito ad una positiva e sapiente trasformazione del territorio. Le idee dei progettisti sono sempre state messe in discussione con l'utente ai fini di un prodotto di qualità, rispondente alle necessità e corrispondente al rapporto qualità / prezzo. Armasuisse Immobili è particolarmente lieta e fiera di aver portato a termine con successo e con la soddisfazione dell'utente anche la seconda tappa. Questo risultato è stato possibile solo grazie all'impegno costante sull'arco di 4 anni del Gruppo di progettazione RILOC, diretto dall'arch. F. Gellera e composto da • Studio arch. Gellera - Tropeano - Pfister - Schiess, Locarno / Zurigo • Studio ing. c.a. A. Moser & Associati, Locarno • Studio ing. INELMEC SA, Minusio per gli impianti RSVC • Studio ing. G.F. Ghidossi SA per gli impianti E • Studio ing. SICURI TI SA, Bellinzona per la sicurezza • Studio ing. IFEC Rivera, per la fisica della costruzione • Studio ing. Giani e Prada, Lugano per il calcolo statico della carpenteria metallica

Opera “Il cielo” dell’artista D. Feurer

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• Studio ing. Leoni Gysi Sartori, Sorengo per la geologia e il consolidamento del sottosuolo • Studio ing. TBS Sagl, Thun, per l'impianto di distribuzione cherosene • Studio ing. Scherler SA, Massagno, per gli impianti elettrici dell'impianto di distribuzione cherosene • Studio ing. Schupp SA, Thun, per l'impianto di distribuzione carburante veicoli. • SUPSI per la consulenza per l'impianto fotovoltaico. Per la realizzazione dell'opera è stato indetto un concorso per impresa generale con procedura di preselezione. Sei imprese generali si sono qualificate e invitate per la gara d'appalto, vinta dal consorzio imprese generali:

Garzoni SA Lugano / E. Ferrari SA Lodrino / Mancini e Marti Bellinzona, risultata miglior offerente. Il consorzio prescelto ha saputo concretizzare in modo ottimale i piani esecutivi del Gruppo di progettazione, nello standard e con la qualità auspicata nei termini richiesti dal Committente. Un'esperienza unica ed avvincente è quella del fare architettura in cui occorrono sia capacità e sensibilità progettuale sia conoscenza nell’arte e nella tecnica del costruire. L' incarico per la ristrutturazione della Base aerea di Locarno ci ha dato questa occasione. Noi l’abbiamo accolta con grande entusiasmo e convinzione, per una seria e piacevole sfida.

Stabile RILOC

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Aeroporto cantonale di Locarno Il ruolo di un aeroporto è troppe volte limitato alla prima impressione che nella moderna civiltà della comunicazione spesso ha il sopravvento su di una più attenta valutazione. Per questo motivo si cade facilmente nel sommario giudizio che va dal “generatore di rumore” al “luogo per una veloce escursione” per vedere un’attività diversa dal solito o semplicemente per gustare un gelato. In effetti un aeroporto è anche questo, ma non solo. Anzi - di regola - si tratta di un’infrastruttura complessa nella quale interagiscono diverse attività, tutte finalizzate all’obiettivo di far volare. A Locarno le diverse attività legate all’aviazione si sono affermate con crescente successo già a partire dal loro inizio negli anni Trenta. Se all’inizio ci si limitava al volo scuola con monomotori ed alla piccola manutenzione, ora la gamma di utenti è molto più ampia e spazia dalle scuole di volo civili e militari, ai voli di trasporto di persone con aeromobili di vario tipo-fino ai jet, passando per la manutenzione e per i servizi della sicurezza aerea.

Questa tipologia di utilizzatori si è ormai stabilizzata da più di un ventennio ed è stata limitata dal crescente bisogno, da parte delle forme più impegnative di velivoli, di piste sempre più lunghe. La limitata lunghezza della pista principale, realizzata dalla Confederazione all’inizio degli anni Settanta, ha quindi frenato lo sviluppo che, a livello cantonale, ha portato alla chiusura dell’aerodromo di Ascona e all’assegnamento a Lugano-Agno dell’aviazione di linea regionale. Ciononostante l’aeroporto di Locarno è considerato dalla Confederazione come una delle infrastrutture, senza regolare traffico di linea, più importanti a livello nazionale.

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A livello cantonale le potenzialità di Locarno sono considerate interessanti in quanto, pur trovandosi a ridosso di un’area naturalistica d’importanza nazionale, permette di mantenere in Ticino una serie di attività che sugli altri aerodromi del Cantone non potrebbero stabilirsi. Va pure evidenziato come la scelta del sito fatta nei primi decenni del secolo scorso rispondeva, a Locarno come per la maggior parte degli aerodromi di quei tempi, a precisi criteri quali la necessità di ampi spazi pianeggianti e la lontananza dalle zone abitate. Giocoforza posizionare gli aerodromi nelle zone agricole marginali, spesso zone acquitrinose, che a quei tempi avevano una connotazione territoriale più negativa che positiva. Lo sviluppo dell’urbanizzazione dell’altipiano e delle valli svizzere nella seconda metà del XX secolo ha avvicinato le zone abitate agli aeroporti ed ha portato ad un nuova sensibilità verso il territorio e l’ambiente. L’aeroporto cantonale si trova legato a queste due esigenze di convivenza che ne hanno concretamente bloccato lo sviluppo negli anni

porti laddove ognuno assume, nell’interesse generale, una sua precisa collocazione. A Locarno sono state assegnate e confermate le attuali tipologie di aviazione civile e militare quali scuole di volo, in tutte le loro forme, e la mobilità aerea di svago e d’affari di tipo leggero (elicotteri fino a jet leggeri, passando per mono e biturboelica). L’aeroporto civile e doganale di Locarno, quinto aeroporto regionale in Svizzera, offre oggi tutta una gamma di possibilità per l’aviazione generale quali: scuole di volo a motore, scuola di paracadutismo, scuola di volo a vela, noleggio di velivoli ed elicotteri, officine di manutenzione, la sede dell’Aero Club Locarno, aviorimesse, servizio antincendio. Le imprese che vi operano sono: Aero Locarno, Aeromeccanica SA, Locavia SA, Eliticino SA, Guidair SA, Hangarquattro SA, Karen SA, Para Centro SA, Base Rega Ticino, Gruppo volo a vela Ticino, Skyguide, Ristorante Aeroporto ed occupano una quarantina di posti di lavoro.

Ottanta. In quel periodo la politica e l’economia ticinese furono confrontate con il quesito dell’aggancio alla mobilità aerea nazionale ed europea: si scelse lo scalo sottocenerino che presentava delle condizioni più interessanti e, soprattutto, già era dotato di una pista di una lunghezza sufficiente per i nuovi velivoli da 30 posti. Nella recente decisione del Consiglio di Stato (ottobre 2006) relativa alla politica cantonale in materia di infrastruttura aerea fino al 2020 ci si è indirizzati, come è stato fatto da regioni analoghe alla nostra, su una rete di aero-

Italo Marazza Promotore e primo Direttore Aeroporto Locarno

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La storia della Base aerea di Locarno Gli albori dell’aviazione militare in Ticino L’autorità federale il 31 luglio 1914 ordinò al cap EMG Théodore Real di creare un’unità raggruppante dei piloti. Fu così che, il primo agosto di quell’anno, giorno della mobilitazione di guerra, Real convocò d’urgenza a Berna Beundenfeld nove piloti e requisì otto aeroplani. Nasceva cosi l’aviazione militare svizzera. Il 6 maggio 1915 il Capo dello Stato Maggiore dell’Esercito ordinò al cap Real di dislocare in Ticino, precisamente nei prati di Claro, truppe d’aviazione con velivoli. Si traslocarono per ferrovia da Berna a Claro un Blériot e un Farman F-20.

funestato dalla morte del cap francese Raoul Echard precipitato con il suo Spad sui Monti di Bodio. In seguito, il 22 agosto 1927, in occasione del II circuito delle Alpi, effettuò il primo volo postale Zurigo-Bellinzona il pilota ticinese Olinto Carmine. Il 3 agosto 1928 si posarono sulla Base aerea di Bellinzona 18 velivoli militari, con i piloti figurava il ticinese Decio Bacilieri. Il 23 agosto 1932 sulla Base giunsero 32 velivoli militari di varie nazioni partecipanti al III Circuito delle Alpi. Il 24 agosto il prof. Auguste Piccard presentò sul campo d’aviazione la sua gondola stratosferica, reduce dal record d’altezza che raggiunse il 18 agosto i 16'200 metri. Il 26 luglio 1937 sul campo d’aviazione fece scalo il IV Circuito delle Alpi, presente l’asso tedesco Udet e il generale Milch che mostravano il Messerschmitt 109 e il Dornier DO 17.

Claro 1915, piloti e velivoli

Il Farman, pilotato dal ten Lugrin, atterrò nel 1915 sui terreni di Maria Lorenzi a Bellinzona, in seguito affittati dalla Confederazione. Nel 1920 su queste superfici ritenute più adatte di quelle di Claro, fu edificata una prima aviorimessa. I terreni, per un totale di 122 mila metri quadrati, furono poi acquistati dalla Confederazione nel 1923. Si installava così la prima Base aerea in Ticino che fu pure utilizzata dall’aviazione civile fino al 1952. Durante questi anni si svolsero sul campo di Bellinzona diverse manifestazioni anche di richiamo internazionale: in modo particolare il 21 giugno 1919 si tenne la prima giornata aviatoria. Il 16 di ottobre 1921 fu la volta della seconda giornata aviatoria con la presenza del famoso paracadutista Plinio Romaneschi che effettuò due salti spettacolari. Il 7 settembre 1922 a Bellinzona fece scalo il I Circuito aereo delle Alpi (Dübendorf-Thun-Bellinzona-Dübendorf)

La Base aerea di Bellinzona nel 1928

Velivolo DH-5 a Bellinzona , 1927

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Nasce l'Aeroporto doganale cantonale Negli anni Trenta, considerato lo sviluppo dell’aviazione civile, l’Ufficio Aereo Federale informò il Consiglio di Stato sulla necessità per il Ticino di creare un aeroporto doganale di prima categoria, risultando il campo militare d’aviazione di Bellinzona non idoneo al futuro traffico aereo civile. Il Governo cantonale, il 17 dicembre 1934, decise di proporre al Gran Consiglio il progetto per la formazione dell’aeroporto doganale in territorio di Giubiasco, progetto già approvato dall’Ufficio federale competente. Il 22 dicembre 1934 fu pubblicato sul giornale locarnese “il Cittadino” un articolo redatto dall’ing. Italo Marazza che contestava l’ubicazione giubiaschese dell’aeroporto doganale, argomentando sostanziali importanti aspetti negativi. In seguito si riunì un gruppo di ufficiali piloti locarnesi i quali, il 25 gennaio 1935, promossero la fondazione della Sezione Locarno dell’Aero Club Svizzero. Il primo di luglio 1935 la neo costituita sezione, con il sostegno dei 10 Comuni interessati, trasmise al Consiglio di Stato un lungo memoriale che concludeva con la richiesta d’insediare un aeroporto doganale a Locarno, sul Piano di Magadino. La proposta locarnese fu esaminata, con esito positivo, il 19 novembre 1935 anche dal ten col Fritz Rihner, capo del servizio di volo militare di Dübendorf, atterrato sul luogo con un Fokker C-V. Velivoli militari avevano già usato precedentemente quella zona come luogo per atterraggi fuori campo. Poi il 15 settembre 1936 anche l’ing. Gsell, capo sezione dell’Ufficio aeronautico federale, dichiarò l’idoneità dei terreni della zona Locarno-Magadino per la costruzione di un aeroporto doganale scartando così la soluzione di Giubiasco. Il 23 novembre 1936 il Municipio di Locarno, che sosteneva l’idea dei locarnesi, presentò al Consiglio Comunale un messaggio relativo alla concessione di un credito per la costituzione di parte del capitale necessario per l'acquisto e la sistemazione del terreno necessario alla

L’Aeroporto di Locarno nel 1940

Ten Col Fritz Rhiner a Locarno 1935

creazione dell'aeroporto doganale sul Piano di Magadino. Così fecero gli altri Comuni interessati. Il 25 marzo 1937 l’Ufficio aereo federale comunicò l’autorizzazione per creare a Locarno-Magadino un primo aeroporto doganale di terza categoria a sud delle Alpi. A quel momento il Consiglio di Stato ritirò il suo progetto, ponendo fine a un laborioso dibattito durato tre anni. Nel frattempo la neo costituita Sezione Lugano dell'Aero Club Svizzero il 27 e 28 agosto del 1938 inaugurò con una manifestazione aerea il proprio campo d'aviazione situato in territorio di Bioggio. Quando giunse la tragica notizia che 4 velivoli C-V della squadriglia ticinese 10, diret-

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La Swissair a Locarno 1940

ti in Ticino per partecipare alla manifestazione, a causa delle nubi si erano schiantati contro le montagne del Muotathal, la manifestazione fu turbata da grande tristezza. Sette furono le vittime. Il 28 agosto ci fu una commovente commemorazione. Nel 1939 l’Aero Club Locarno costituì la “Aeroporto doganale Locarno SA” e si passò subito alla realizzazione acquistando a tappe 340 mila metri quadrati di terreno e costruendo l’hangar tutt’oggi in servizio. Il Club acquistò pure un velivolo Bücker Student biposto. La solenne inaugurazione dell’aeroporto ebbe luogo l’8 e 9 luglio 1939. Il primo settembre 1939 scoppiò improvvisamente la guerra con la conseguente mobilitazione dell’Esercito svizzero ed in particolare dell’aviazione militare. L’attività aviatoria civile fu fortemente perturbata dagli eventi bellici, tanto che la compagnia di bandiera Swissair dovette troncare le sue attività a Dübendorf. La compagnia, per continuare l’interrotta attività, in accordo con l'Autorità federale trasferì parte dei propri velivoli, tre DC-2 e due DC-3, da Dübendorf a Locarno. Il 18 marzo s’inaugurò la linea Locarno-Roma ed il 1° aprile la linea Locarno-Barcellona. Sull’aeroporto entrarono in funzione un servizio meteorologico, un servizio sicurezza e radiogoniometria oltre all’ufficio doganale.

Il 10 maggio 1940 l’Italia entrò in guerra e chiuse lo spazio aereo. La Swissair fu costretta a cessare totalmente l’attività. Il 19 agosto 1940 l’aeroporto di Locarno fu completamente evacuato, velivoli e materiale della compagnia aerea furono trasportati a Dübendorf.

Ten col Hans Stamm e cap Niffenegger, volo inaugurale Locarno-Roma, 1940

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L’Aviazione militare occupa l’aeroporto di Locarno Nel novembre 1939 approfittando della presenza dell’aeroporto civile, il comando del parco aviazione dell’Esercito stabilì a Locarno una prima unità di 4 uomini il cui compito era di svolgere il servizio di volo per l'istruzione dei piloti militari, attività che fino a quella data era svolta a Dübendorf. Questa decisione tanto importante per il futuro dell'aeroporto militare, fu agevolata dalla presenza di condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli a sud delle Alpi nonché dalla lontananza dal teatro principale di guerra sul fronte nord. Nell’estate del 1940 in Ticino giunse pure una pattuglia di Messerschmitt Me109, con il compito di impedire violazioni del nostro spazio aereo da parte di velivoli italiani. Furono erette tende per i velivoli e per la loro manutenzione. A fianco dell’hangar civile furono montate baracche di legno che servivano da locali comando, da accantonamento per la truppa e come locali per servizi. Il primo responsabile fu il ten col pilota Hans Stamm dello Stato maggiore del secondo Corpo d’Armata.

L’aviorimessa civile requisita militarmente,1940

La Confederazione decise di procedere gradualmente all’acquisto di terreni. Agli inizi del 1941 a Locarno fu insediata in modo definitivo una Base aerea per l’istruzione di piloti e osservatori e per la manutenzione degli aeroplani da scuola e d’addestramento. Sotto la minaccia della situazione di guerra, nello stesso anno iniziarono i lavori per la costruzione degli aeroporti militari di Lodrino, Ambrì e San Vittore. Alla fine del 1941 a Dübendorf vennero smontati 15 velivoli da scuola Bücker e caricati su vagoni spediti per ferrovia a Riazzino. Gli stessi furono poi montati e messi in servizio sulla neo costituita Base aerea. Uno dei migliori istruttori di allora fu il ticinese 1° ten Olinto Carmine che operò sulla Base per tre anni. Dal 1941 fino ai nostri giorni la Base aerea di Locarno ha mantenuto questa vocazione di unico centro in Svizzera per la formazione di base dei piloti militari. Tra i molti piloti militari formati a Locarno si annovera pure l‘astronauta Claude Nicollier brevettato pilota militare nel 1966. Dopo il ten col Stamm, nel 1941 comandò il distaccamento il cap Guy Loup, e dal 1942 il primo tenente Alfred Kuenzle, già pilota alla Swissair. Alla fine di quell'anno il personale era di 29 unità. Furono costruiti: due hangar in legno, la grande aviorimessa per il ricovero dei velivoli, l’officina e poi la caserma. Si edificarono casermette in muratura per l’alloggio degli aspiranti piloti e osservatori come pure dei prefabbricati in legno per il personale, la mensa e dei magazzini. Le piste in erba furono ulteriormente bonificate e dre-

La base aerea nel 1947

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B-17 USA costretto all’atterraggio,1943

Al centro 1° ten Olinto Carmine con 4 allievi

nate. Durante il periodo della seconda guerra mondiale, accanto alle formazioni d’istruzione, operarono anche squadriglie da combattimento provenienti dalle altre Basi aeree e che si confrontarono con bombardieri americani, velivoli italiani e tedeschi. Furono costretti all’atterraggio i seguenti mezzi: il 6 settembre 1943 un B-17, il 13 giugno 1944 un secondo B-17, il 16 novembre 1944 un B-24 Liberator, mentre il 10 settembre 1943 atterrò un velivolo italiano CR-42 pilotato da un disertore. Il cap Davatz, che negli anni Quaranta passò diverso tempo sulla Base aerea come istruttore degli osservatori, affermava che a causa della precarietà delle sue infrastrutture gli aviatori avevano denominato la Base aerea di Locarno-Magadino “campo Stromboli”. Nel novembre 1944 fu messo in servizio l’apposito stand di tiro per la messa a punto delle armi di bordo. Sul lago davanti a Mappo furono disposti i bersagli per il tiro dai velivoli da combattimento. Si esercitarono al tiro per diversi anni, a turno, varie squadriglie. A metà gennaio del 1945 si tenne il primo corso di transizione su alianti destinato agli istruttori di volo. Come velivolo-traino venivano impiegati Bücker “Jungmann” e un Fieseler “Storch”. Si effettuavano voli con tre e persino quattro velivoli al traino. Anche l'aviazione civile si stava sviluppando e nel 1947 fu inaugurato il campo d'aviazione di Ascona con una pista in erba di 600 metri. Nel 1960 il campo d'aviazione fu consolidato con la costruzione di una pista pavimentata lunga 725 metri. L'attività cessò il 31 dicembre 1997. Nel 1952 la gloriosa Base aerea di Bellinzona concluse l’attività come campo d’aviazione. L’aviorimessa 2

fu smontata e trasportata all’aeroporto di Locarno dove divenne l’hangar 3. Nel 1955, dopo un'attenta analisi della situazione territoriale, l'autorità cantonale decise d'acquistare i terreni sui quali si erano sviluppate le prime attività aviatorie nel piano di Magadino allo scopo di realizzare l'aeroporto cantonale. Vista la precarietà nell'approvvigionamento idrico, alla fine degli anni Cinquanta, presso l'aeroporto militare fu creata una vasca con una capacità di 500 m 3 quale serbatoio d'acqua anti incendio che servì pure da piscina. Questa struttura contornata da palme, la rigogliosa e variegata piantagione arborea coltivata attorno ai vari prefabbricati assieme ai gruppi di camelie, rose ed i cespugli di azalee, contribuirono con i loro colori e profumi a creare un ambiente da campus mediterraneo, alquanto inusuale per una Piazza d’armi ma molto apprezzato dai militi che vi trovavano sollievo e svago nei pochi momenti di pausa consentiti dall’esigente istruzio-

Velivoli scuola AT-16

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33 Attività di volo scuola

Allievi e velivoli Bücker

Bücker pronti per il volo

ne. Nello stesso periodo, la Base aerea fu dotata anche di simulatori di volo. L’11 luglio 1964 la Base aerea festeggiò con un'imponente manifestazione i 50 anni della nostra Aviazione Militare. Un folto pubblico seguì l’esibizione di 4 Hunter che proprio in quell'anno si presentavano per la prima volta con il nome di “Patrouille Suisse”. Uno di questi velivoli era pilotato dal ticinese I ten Aridio Pellanda. Seguirono voli con Hunter, Venom e Vampire, tiri con armi di bordo sul campo della base, anche lanci di bombe incendiarie e il sorvolo del primo Mirage. Negli anni Sessanta, unendo gli interessi sia civili che militari, fu promosso un progetto per la costruzione di una pista in duro di 1800 metri. Questo progetto approvato dal Gran Consiglio, fu oggetto di referendum e nel 1969 venne bocciato in votazione popolare. Viste le esigenze tecniche poste dai nuovi velivoli scuola, come pure la precarietà data dalle piste in erba che diventavano inutilizzabili dopo le piogge, la Direzione degli aerodromi militari decise di realizzare una pista in duro di 800 x 23 metri sui propri terreni a nord delle infrastrutture. Questa infrastruttura fu realizzata nel 1971, mentre nel 1977 fu ulteriormente completata con la costruzione di una nuova torre di controllo e dell’Ufficio informazioni per gli equipaggi con il servizio doganale. Questi due edifici furono realizzati in collaborazione con il Cantone. Per regolare l'utilizzo in comune delle nuove infrastrutture venne stipulata una convenzione ed allestito un regolamento d'esercizio.

Velivoli da Caccia Morane 3800

Realizzazione della pista militare, 1971 Velivoli scuola P-3 Velivoli scuola P-2 1948

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Nuove attività si insediano Alla fine degli anni Sessanta, la Base aerea accolse la neo costituita Scuola granatieri paracadutisti, in seguito rinominata Scuola esploratori paracadutisti. Oltre che unico centro per la selezione e l'istruzione di base dei piloti militari, l'aeroporto militare di Locarno diventava così l'unico centro per un'ulteriore scuola d'élite dell'Esercito. Per la logistica di questa scuola furono posati diversi prefabbricati. Verso la fine degli anni Settanta si insediò pure a Locarno la scuola dei monitori di volo militari. Nel 1981 fu introdotto il nuovo velivolo per l'istruzione Pilatus PC-7 che, grazie alle prestazioni date dal suo potente turbo propulsore, permise d'alzare sensibilmente le quote minime di volo e diminuire in tal modo il disturbo. Fu questo il periodo che, con oltre 14 mila movimenti all’anno, l’attività militare raggiunse il suo culmine. Nel 1986 fu installato un sistema radar per l’istruzione al volo strumentale e per assicurare il collegamento con il nord delle Alpi anche in caso di brutto tempo. Nel 1992 furono messi in servizio due simulatori per il velivolo PC-7 che permisero di compiere un ulteriore passo qualitativo nell'istruzione dei piloti. Dopo la caduta del Muro di Berlino, sotto la spinta delle mutate condizioni di minaccia, iniziò una profonda riorganizzazione dell’Esercito e conseguentemente anche delle Forze aeree. I drastici tagli ai budget costrinsero l’aviazione militare a mettere fuori servizio diverse flotte di velivoli ed a cessare l’attività su molti aeroporti. È in questo clima che nel 1994 terminò l'attività militare all'aeroporto di Ambrì. Nell’ottobre del 1993 il livello del Lago Maggiore raggiunse quota 197,24 m e la gran parte delle strutture dell’aeroporto furono allagate.

Allievi Granatieri paracadutisti e Ju-52

Velivoli scuola PC-7

Velivoli da trasporto PC-6 Porter

Esploratori Paracadutisti in caduta libera

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Drone ADS 95

Sviluppo, diversificazione e nuove competenze L'accelerazione dei processi di riforma ha portato nel 1995 ad una ridefinizione dei compiti tra gli aeroporti di Locarno e Lodrino. Su quest'ultimo si sono concentrate le attività di manutenzione dei velivoli ad elica in dotazione presso l'Esercito, mansione che è poi stata affidata alla neo costituita società di diritto pubblico SF, trasformata alla fine degli anni Novanta in RUAG Aerospace. L'aeroporto di Locarno ha mantenuto la sua vocazione di centro per l'istruzione e ha acquisito anche la competenza per tutte le attività di trasporto aereo con ala rotante nonché la responsabilità per la gestione di tutti gli aeroporti militari e delle infrastrutture di ricetrasmissione presenti a sud delle Alpi. Il personale tecnico viene istruito sull'elicottero Super Puma e parteciperà negli anni successivi a diverse azioni umanitarie e di supporto alla pace all'estero. Alla fine degli anni Novanta, Locarno è diventato pure la base del gruppo acrobatico PC-7 Team ed il personale garantisce il sostegno a questo Team in occasione di svariate rappresentazioni internazionali. A partire dal 1998 sulla Base aerea sono operativi anche i velivoli senza pilota drone ADS 95.

La precaria situazione delle infrastrutture è stata più volte oggetto di discussione già a partire dell'inizio degli anni Settanta. I vari progetti d'ammodernamento sono però stati sistematicamente accantonati. Solo alla fine degli anni Novanta, il Parlamento federale, riconoscendo che gli spazi non erano assolutamente più adeguati per svolgere un'istruzione esigente come quella dei piloti e paracadutisti militari, ha stanziato un credito di 13,5 milioni per il rifacimento delle infrastrutture per l'istruzione. La quindicina tra baracche e casermette hanno lasciato il posto ai nuovi edifici inaugurati nel 2000. Con gli stabili del nuovo Centro per l'istruzione militare dei piloti e dei paracadutisti (CIMPP) gli utenti della Base hanno finalmente a disposizione nuovi spazi per l'istruzione, accantonamenti confacenti ed una nuova mensa. Nell’ottobre dello stesso anno il livello del lago Maggiore ha raggiunto quota 197,54 metri allagando nuovamente parte delle vecchie strutture. I nuovi edifici costruiti alla quota 198 metri non hanno subito danni. Con la vendita al Cantone dei Grigioni dell'aeroporto militare di Samedan, avvenuta alla fine del 2003, anche i voli di puntamento per la piazza di tiro di S-chanf svolti con i velivoli Pilatus PC-9 dall'aeroporto engadinese sono stati portati a Locarno.

L’esondazione del lago nel 2000

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La metamorfosi si conclude Nella sessione autunnale del 2003 il Parlamento ha concesso crediti per un totale di 45 milioni che permetteranno di risanare il resto dell’infrastruttura risalente agli anni Quaranta. In modo particolare verranno rifatte le aviorimesse, la caserma, le officine, i magazzini e gli uffici del comando. I piazzali e l’impianto d’erogazione del carburante verranno adattati alle nuove norme. Tutte le quote dei nuovi edifici saranno portate al livello di 198 metri. La cupola della torre di controllo sarà rifatta per migliorare il servizio di sicurezza aerea, attività questa che dal 1° gennaio 2002 è stata scorporata dalle Forze aeree e affidata alla società Skyguide. Con la realizzazione di tutte queste infrastrutture, si completerà un ciclo di ristrutturazione che, nell’arco di 8 anni, avrà completamente trasformato l’aeroporto militare di Locarno. La continua pressione sui crediti ha costretto le Forze aeree a nuove riorganizzazioni ed alla

Super Puma

Super Puma in azione

chiusura di ulteriori aeroporti. Alla fine del 2006 è stato ceduto l’aeroporto di Lodrino e chiuso quello di San Vittore. Delle cinque basi aeree che rimangono alle Forze aeree, quella di Locarno resta perciò l’unica a sud delle Alpi. Le nuove competenze assunte hanno portato a Locarno una notevole diversificazione delle attività. Poiché il numero degli allievi da istruire e dei velivoli a disposizione sono regolarmente diminuiti, anche il numero dei movimenti registrati è costantemente calato per assestarsi a circa 10 mila movimenti l’anno. A titolo di paragone, nel 2006 l’aeroporto cantonale ha registrato 28'500 mila movimenti. La Base di Locarno ha acquisito la sua importanza non solo quale unico polo per la selezione e l’istruzione di base dei piloti e degli esploratori paracadutisti, bensì anche per i molti interventi sussidiari che le Forze aeree hanno svolto a favore della popolazione in occasione d’alluvioni, di forti nevicate e soprattutto nella lotta agli incendi di boschi, attività questa nella quale gli avia-

Velivolo PC-9

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tori militari ticinesi hanno svolto un’azione pionieristica. Gli impieghi a favore della polizia ed i voli di pattugliamento effettuati regolarmente a favore del Corpo guardie di confine hanno contribuito a rafforzare l’importanza dell’aeroporto militare. Le Forze aeree sono sempre state molto sensibili al problema del disturbo ed hanno costantemente adattato sia il materiale che le procedure per limitare al minimo indispensabile le emissioni foniche. Negli ultimi anni, con l’intento di meglio adattare le attività con l’ambiente circostante, si è pure instaurata una proficua collaborazione con la Fondazione delle Bolle di Magadino e con l’Ufficio Protezione Natura, collaborazioni che hanno portato alla realizzazione di misure di miglioramento concrete. La collaborazione con l’aeroporto cantonale è sempre stata ottima e proficua: si può senza dubbio affermare che le due strutture con le relative attività specifiche convivono in perfetta simbiosi.

La Base aerea di Locarno è dedicata al Cap pilota Decio Bacilieri, comandante della mitica cp av 10, perito a seguito delle ustioni riportate nella catastrofe aerea del Muotathal del 27 agosto 1938.

La bella fronte del Super Puma

Cap pilota Decio Bacilieri

Glass cockpit del Cougar

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I velivoli militari che hanno operato a Locarno

Me-109 Messerschmitt dal 1939 al 1949

Fokker C-V dal 1941 al 1951

C-35 dal 1941 al 1954

Me-108 Taifun dal 1941 al 1959

Morane D-3800, D-3801 dal 1941 al 1959

Fiseler Stork dal 1941 al 1963

B端-133 dal 1941 al 1968

B端-131 dal 1941 al 1971

Ju-52 dal 1941 al 1981

C-36 03 dal 1942 al 1970

Pilatus P-2 dal 1947 al 1976

P-51 Mustang dal 1948 al 1957

AT-16 Texan-Harvard dal 1949 al 1968

Vampire DH-100 (Presente a 3 Meeting)

Pilatus P-3 dal 1956 al 1995

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Beechcraft E-50 dal 1957 al 1989

Alouette II dal 1958 al 1990

Do-27 Dornier dal 1958 al 2000

Alouette III dal 1964

PC-6 Porter Pilatus dal 1967 al 1976

C-36 05 turbo dal 1970 al 1987

De Havilland DHC-6-300 dal 1976

PC-6 Turbo Porter Pilatus dal 1976

PC-7 Pilatus dal 1982 al 2008

PC-9-Pilatus dal 1987

Super Puma dal 1988

Cougar dal 1998

NCPC-7 dal 2006

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I capi della Base aerea dal 1940 ad oggi

ten col Hans Stamm (1939-1940)

cap Guy Loup (1941-1942)

col Ettore Monzeglio (1957-1962)

cap Alfred Kunzle (1942-1948)

ten col Reto Salzborn (1963-1993)

cap Paul Christeler (1948-1956)

col Tiziano Ponti (1993)

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Le ricadute economiche Le attività che le Forze aeree svolgono presso la Base di Locarno generano un indotto molto interessante per la realtà regionale. Anzitutto la Base offre una settantina di posti di lavoro anche molto qualificati, suddivisi in 53 posti di lavoro per personale civile e 17 per militari professionisti. Le professioni, pur restando in qualche modo legate all’ambito dell’aviazione, spaziano su un campo molto ampio. La massa salariale annua si aggira sui 7 Mio di franchi. Dalle attività svolte sul Piano di Magadino dipende indirettamente anche la settantina di posti di lavoro e il centro d’istruzione degli apprendisti della RUAG di Lodrino, ditta che si occupa della manutenzione di tutti i velivoli ad elica in dotazione alle Forze aeree. Per la gestione della Base, annualmente vengono acquistati in loco beni e servizi per un importo di 1,2 Mio di franchi. In questo importo non sono considerati i carburanti e tutto il materiale speciale, fornito direttamente

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dalla Base logistica dell’Esercito o dalla RUAG. Per la manutenzione corrente delle infrastrutture vengono investiti in media 150'000 franchi all’anno. Oltre ai 15'000 pernottamenti registrati in media presso gli accantonamenti militari, si fa capo anche alle strutture alberghiere della zona per accomodare gli utenti della Base aerea. Nell’ultimo decennio presso la Base aerea sono stati investiti 60 Mio di franchi per il rinnovo delle infrastrutture, e gran parte di questi lavori è stato svolto da ditte locali. La Base aerea di Locarno, unica rimasta a sud delle Alpi, garantisce la presenza di mezzi di trasporto aereo per interventi sussidiari in caso di crisi o di catastrofi naturali. Il contributo che le Forze aeree danno da decenni alla lotta contro gli incendi di boschi con mezzi stazionati nella Base di Locarno è uno degli ulteriori elementi che testimoniano l’utilità di disporre d’una base aerea in Ticino.

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Il futuro della Base aerea di Locarno Per adempiere i compiti in ambito di sicurezza e promovimento della pace assegnati dall’autorità politica, le Forze aeree dovranno anche in futuro selezionare ed istruire sia piloti militari che esploratori paracadutisti. Con la messa in servizio delle nuove infrastrutture, presso la Base di Locarno si sono create le premesse per il proseguimento delle attività svolte dalle Forze aeree a sud delle Alpi. Il Ticino avrà così anche in futuro una Base delle Forze aeree e resterà la culla degli aviatori militari e degli esploratori paracadutisti. Quale ultimo tassello per l’ammodernamento dell’infrastruttura, è prevista a medio termine la sostituzione dell’impianto radar per la guida d’avvicinamento. Il numero di movimenti resterà stabile sull’ordine dei 10'000 all’anno ed il tipo d’attività rispecchierà quello attuale. Con l’introduzione del nuovo elicottero da trasporto leggero EC-635 prevista nei prossimi anni, verranno progressivamente sostituiti gli Alouette III che finiranno il loro glorioso servizio presso le Forze aeree entro il 2010. Le caratteristiche del nuovo elicottero contribuiranno a diminuire sensibilmente le emissioni foniche. Anche per le drone ADS-95 sono allo studio degli accorgimenti per diminuire il rumore. Oltre a questi rinnovamenti tecnici, le Forze aeree continueranno anche in futuro a sforzarsi per migliorare ulteriormente le procedure ed i programmi d’istruzione in modo da ridurre al minimo indispensabile il disturbo.

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Forze aeree

Base aerea di Locarno

C H-6595 Riazzino

Tel 091 735 24 11

Fax 091 735 24 01

info.base-loc@vtg.admin.ch

www.lw.admin.ch


Opuscolo 2007 nuove strutture locarno