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Festung Franzensfeste Forte di Fortezza Hofburggarten Brixen Giardino Vescovile di Bressanone

10.06. - 01.10.2017

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Festung Franzensfeste Forte di Fortezza Hofburggarten Brixen Giardino Vescovile di Bressanone 10.06. - 01.10.2017

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LANDGEWINN DAS LAND FÜR DIE KUNST FÜR DAS LAND DIE KUNST

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ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI IL TERRITORIO PER L’ARTE L’ARTE PER IL TERRITORIO

präsentiert die Werke aktueller Südtiroler Künstlerinnen und Künstler in einer großen, zweiteiligen Übersichtsausstellung in der Festung Franzensfeste und im Hofburggarten von Brixen.

presenta le opere di artiste ed artisti contemporanei dell’Alto Adige in una grande mostra panoramica in due luoghi diversi: nel Forte di Fortezza e nel Giardino Vescovile di Bressanone.

Nach den ersten drei erfolgreichen Ausstellungen 2011, 2013 und 2015 in der Festung Franzensfeste ist 50x50x50 ART SÜDTIROL zur umfangreichsten Ausstellung aktueller Kunst aus Südtirol geworden. Über 90 der wichtigsten Künstlerinnen und Künstler Südtirols haben dort bereits ihre Werke präsentiert. In ihrer vierten Auflage wird die 50x50x50 ART SÜDTIROL 2017 zur 50x50x50 LANDGEWINN.

Dopo le tre prime edizioni di gran successo del 2011, 2013 e del 2015 nel Forte di Fortezza, 50x50x50 ART SÜDTIROL è diventata una delle mostre più ampie nel mondo artistico dell’Alto Adige. Ben più di 90 artiste ed artisti sudtirolesi hanno già presentato le loro opere in questo ambito. Nella sua quarta edizione la biennale 50x50x50 ART SÜDTIROL diventa 50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI.

50x50x50 LANDGEWINN zeigt die Werke von über 50 der wichtigsten, zeitgenössischen Künstlerinnen und Künstler Südtirols, die sich in hervorragender Weise ausgezeichnet haben, an zwei Standorten. Wie gewohnt sind die Räume der Festung Franzensfeste beeindruckende Schauplätze der Kunst. Gleichzeitig ist 50x50x50 LANDGEWINN eine Freiluftausstellung im einmaligen Ambiente des Hofburggartens von Brixen.

50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI mostra in due spazi espositivi le opere di più di 50 tra le migliori artiste ed i migliori artisti contemporanei sudtirolesi che si sono contraddistinti in modo eccellente. Come sempre le stanze del Forte di Fortezza sono spazi suggestivi per una mostra d’arte. Ma al tempo stesso 50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI diventa anche mostra all’aperto nello scenario unico e spettacolare del Giardino Vescovile.

Die Künstlerinnen und Künstler und ihre Werke sind die Protagonisten der 50x50x50 LANDGEWINN. Ihre Themen sind die Themen der Ausstellung. Dabei nutzen sie die gesamte Bandbreite modernen Kunstschaffens mit ihren unterschiedlichsten Ausdrucksformen. Gemeinsam ist ihnen neben ihrem Willen und der Leidenschaft zur Kunst ihr Bezug zu Südtirol. Einige sind hier geboren und aufgewachsen, leben und arbeiten nun aber im Ausland, andere sind nach Studienaufenthalten nach Südtirol zurückgekehrt, wieder andere sind aus fernen Ländern stammend hier heimisch geworden.

Le artiste e gli artisti e le loro opere sono i protagonisti della mostra 50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI. Le loro personali tematiche sono le tematiche della mostra, per cui vanno poi a usufruire della completa scelta di vastità di creazioni artistiche moderne nelle loro forme espressive più differenti. In comune hanno, oltre alla loro volontà e alla passione per l’arte, il loro legame per il Sudtirolo. Alcuni sono nati e cresciuti qui ma lavorano all’estero, altri sono tornati dopo gli studi, altri ancora, provenienti da paesi lontani, sono ormai “di casa”.

Innerhalb der 50x50x50 LANDGEWINN gibt Casa NANG, das temporäre Literaturhaus, mit einer permanenten auditiven Installation, mit Lesungen und einem großen literarischen Symposium Einblick in das zeitgenössische, literarische Schaffen Südtirols.

All’interno della mostra 50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI trova altresì spazio Casa NANG, la casa temporanea per la letteratura con una installazione audio permanente, letture ed un grande simposio di letteratura, che offre la possibilità di cogliere spunti della creazione letteraria contemporanea sudtirolese.

50x50x50 LANDGEWINN bietet den Besucherinnen und Besuchern in großartigen, historischen Kulissen einen einzigartigen Überblick über das aktuelle Kunstschaffen Südtirols, das durch seine Breite und Tiefe überzeugt.

50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI offre ai visitatori, in un ambiente storico e spettacolare, un panorama del tutto straordinario sulla creazione artistica sudtirolese che sa convincere per la sua vastità e profondità.

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Florian Mussner Landesrat für Museen

Florian Mussner Assessore provinciale ai Musei

Karin Dalla Torre Direktorin der Landesmuseen

Karin Dalla Torre Direttrice dei Musei provinciali

In der vierten Ausgabe ist das Ausstellungskonzept 50x50x50 ein Kulturprojekt zwischen Kunst und Literatur, das wächst und Kooperationsnetze knüpft. Wir freuen uns darüber, dass seine Entwicklung auch nach dem Übergang der Festung Franzensfeste in die große Familie der Landesmuseen mit den erfahrenen Projektträgern gemeinsam weiter geführt werden kann. Hartwig Thaler als Kurator und Thomas Klapfer für den Verein Oppidum und die Gemeinde Franzensfeste haben seit 2011 den Weg dafür geebnet, dass bei jeder Ausgabe viele in Südtirol lebende oder aus Südtirol stammende Künstlerinnen und Künstler die Möglichkeit haben, miteinander in den Dialog zu treten und ihre jüngsten Arbeiten zu zeigen. So entsteht ein weithin sichtbares Bild der starken kreativen Kraft in unserem Land. Die Festung hat sich seit Jahren zu einem guten Ort für die zeitgenössische Kunst entwickelt. Dieser rote Faden wird die anderen Themen in der Festung auch in Zukunft bereichernd verknüpfen. Die Trägerschaft dieser Ausstellung spiegelt das Ziel der Südtiroler Landesmuseen, das museale Angebot eng mit der Gemeinde Franzensfeste zu verbinden und auch die umliegenden Gemeinden einzubinden. Dass es in diesem Jahr erstmals einen zweiten Ausstellungsteil im Hofburggarten in Brixen gibt, ist sichtbarer Ausdruck dafür. Wir danken Markus Huber und der

Il concetto espositivo della quarta edizione di 50x50x50 è costituito da un progetto culturale tra arte e letteratura, che cresce e intreccia reti di cooperazione. Siamo lieti che sia possibile proseguirne lo sviluppo, insieme a chi gestisce il progetto da anni, anche dopo il passaggio del Forte di Fortezza nella grande famiglia dei Musei provinciali. A partire dal 2011 Hartwig Thaler in qualità di curatore e Thomas Klapfer per l’associazione Oppidum e il Comune di Fortezza hanno spianato la strada, in modo che ad ogni edizione molti artiste e artisti che vivono in Alto Adige o che dall’Alto Adige provengono abbiano la possibilità di entrare in dialogo reciproco ed esporre i loro più recenti lavori. Ne risulta un’immagine visibile da lontano della forte energia creativa del nostro territorio. Da anni il Forte è divenuto un luogo adatto all’arte contemporanea. Un filo rosso, questo, che collegherà anche in futuro gli altri temi rappresentati nel Forte arricchendoli. L’organizzazione di questa mostra rispecchia l’obiettivo dei Musei provinciali altoatesini di collegare strettamente l’offerta museale al Comune di Fortezza coinvolgendo anche i comuni circostanti. Ne è espressione visibile il fatto che quest’anno per la prima volta abbia luogo una seconda parte della mostra nel Giardino Vescovile di Bressanone. Ringraziamo Markus Huber e Bressanone


Brixen Tourismus Genossenschaft für die gute Zusammenarbeit, vor allem natürlich den Künstlerinnen und Künstlern, den Sponsoren und allen Menschen, die am Gelingen beteiligt sind an diesem Projekt, das verbindet und der Kunst Raum gibt.

Turismo Società Cooperativa per la buona collaborazione, soprattutto naturalmente le artiste e gli artisti, gli sponsor e tutti coloro che hanno preso parte alla buona riuscita di questo progetto, che unisce e dà spazio all’arte.

V.l.n.r.: Hartwig Thaler - Künstlerischer Leiter, Karin Dalla Torre - Direktorin der Landesmuseen, Werner Zanotti - Geschäftsführer Brixen Tourismus Genossenschaft, Florian Mussner - Landesrat für Museen Da sinistra a destra: Hartwig Thaler - Direttore artistico, Karin Dalla Torre - Direttrice dei Musei provinciali, Werner Zanotti - Direttore Bressanone Turismo Società Cooperativa, Florian Mussner - Assessore provinciale ai Musei

Werner Zanotti Geschäftsführer Brixen Tourismus Genossenschaft

Werner Zanotti Direttore Bressanone Turismo Società Cooperativa

Kunst braucht Raum.

L’arte ha bisogno di spazio.

Als der Brixner Künstler Hartwig Thaler mit der Idee an uns herangetreten ist, die 2017er Ausgabe der Ausstellung 50x50x50 im Hofburggarten zu veranstalten, waren wir sofort begeistert. Im Hofburggarten wacht der Chinesische Turm über die Kunstobjekte. Der gepflanzte Nutzhanf verstärkt das Gefühl des natürlichen Raums und steht im Kontrast zum anderen Teil der Kunstausstellung 50x50x50 in der Festung Franzensfeste. Anfangs werden die Kunstobjekte den Hanf in seinem Wachstum begleiten, ab dem 01. Juli vereinheitlicht sich die Kunstausstellung 50x50x50 Landgewinn mit dem Projekt Soliman im Hanflabyrinth. Spannung ist geboten!

Quando l’artista brissinese Hartwig Thaler manifestò l’idea di allestire l’edizione 2017 della mostra 50x50x50 nel Giardino Vescovile, siamo rimasti subito entusiasti. Nel Giardino Vescovile la torre cinese vigila sulle opere d’arte. La canapa seminata rafforza la sensazione dello spazio naturale ed è in contrasto con l’altra parte della mostra 50x50x50 nel forte di Fortezza. All’inizio le opere d’arte accompagneranno le piante di canapa nella loro crescita, a partire dal 1° luglio la mostra d’arte 50x50x50 ed il progetto „Soliman nel labirinto di canapa“ saranno un tutt’uno. L’emozione è garantita!

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Präsident des Vereines OPPIDUM mit Mitgliedern des Vereines. Il presidente dell’associazione OPPIDUM, Thomas Klapfer, con soci dell’associazione.

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Thomas Klapfer Bürgermeister Franzensfeste und Präsident OPPIDUM

Thomas Klapfer Sindaco del Comune di Fortezza e presidente OPPIDUM

Das Format 50x50x50 geht in die vierte Runde. Vor acht Jahren haben Hartwig Thaler und der Verein Oppidum erstmals ein Experiment gewagt, das sich mittlerweile als Biennale etabliert hat. Es freut mich ganz besonders, dass die Ausstellung in diesem Jahr in Zusammenarbeit mit dem neuen Landesmuseum Festung Franzensfeste, der Brixen Tourismus Genossenschaft und dem Verein Oppidum stattfindet. Mein besonderer Dank gilt den vielen freiwilligen Helfern und den Partnern aus der Wirtschaft, ohne welche die Organisation dieser Ausstellung nicht möglich gewesen wäre. Es macht Freude zu sehen, wie die Kunst – gerade weil sie oft nicht für jeden von uns gleich greifbar, gleich präsent ist - es schafft, jeden von uns auf seine Weise, zu ergreifen, zu verbinden, zu motivieren, und uns zusammen Großes auf die Beine stellen lässt. Und so möchte ich das Wort Landgewinn in diesem Jahr nicht nur als räumlichen Begriff sehen, sondern auch als jenen Gewinn erkennen lassen, den ein Land durch die Arbeit seiner vielseitigen und spannenden Kunstschaffenden erlebt. Ich wünsche allen Beteiligten, und vor allem den Künstlern, viel Erfolg mit der 50x50x50 und Ihnen allen Interesse, Faszination und Freude an der Kunst.

La mostra 50x50x50 è arrivata ormai alla sua quarta edizione. Otto anni fa Hartwig Thaler e l’associazione Oppidum hanno intrapreso questa avventura che nel frattempo si è consolidata come biennale. Con molto piacere quest’anno abbiamo coinvolto nell’organizzazione i Musei Provinciali dell’Alto Adige e la Bressanone Turismo Società Cooperativa ai quali diamo un cordiale benvenuto. Ringrazio di cuore i numerosi volontari ed i partner economici; senza il loro supporto lo svolgimento di questo evento non sarebbe stato possibile. Con gioia posso riscontrare come l’arte – anche se non immediatamente percepibile per ogni singolo – riesce a cogliere, collegare e motivare – e far sì, che insieme venga creata una cosa grande. E così la “conquista di nuove terre” non è intesa solamente come crescita territoriale, ma esprime soprattutto l’arricchimento ottenuto dalle opere degli artisti presenti. A tutti i partecipanti e soprattutto agli artisti auguro un grande successo con la 50x50x50 ed a tutti Voi, interesse, gioia e passione con l’arte.


Hartwig Thaler, Künstlerischer Leiter

Hartwig Thaler, Direttore artistico

Im Namen der Künstlerinnen und Künstler der 50x50x50 LANDGEWINN danke ich dem Landesmuseum Festung Franzensfeste, der Brixen Tourismus Genossenschaft und dem Verein OPPIDUM für die erfolgreiche Zusammenarbeit. Ich danke Frau Karin Dalla Torre, Direktorin der Südtiroler Landesmuseen, und den Angestellten der Festung Franzensfeste, ich danke Herrn Markus Huber, Obmann der Brixen Tourismus Genossenschaft, und seinen Mitarbeitern, ich danke dem Bürgermeister von Franzensfeste und Präsidenten des Vereins OPPIDUM mit allen freiwilligen Helfern. Ich danke allen Partnern der 50x50x50 LANDGEWINN. Sie sind Wegbereiter und Wegbegleiter der zeitgenössischen Kunst Südtirols. Ich danke all jenen, die im Hintergrund dieses Projekt unterstützt, verteidigt und ermöglicht haben. Vor allen aber danke ich den Künstlerinnen und Künstlern der 50x50x50 LANDGEWINN. Sie sind es, die hier alles wagen, die mit Leidenschaft und Hingabe uns das zeigen, was sie auf ihrem künstlerischen Weg, der immer auch ein persönlicher ist, entdeckt haben.

A nome delle artiste e degli artisti della mostra 50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI ringrazio il museo provinciale Forte di Fortezza, la Società Cooperativa Bressanone Turismo e l’associazione Oppidum di Fortezza per la fattiva collaborazione. Ringrazio la signora Karin Dalla Torre, direttrice dei musei provinciali e tutti i dipendenti del Forte di Fortezza; ringrazio il signor Markus Huber, presidente della Bressanone Turismo Società Cooperativa ed i suoi collaboratori; ringrazio il sindaco di Fortezza e presidente dell’associazione OPPIDUM con tutti i suoi collaboratori volontari. Ringrazio tutti i sostenitori della mostra 50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI. Sono loro che aprono la strada e danno accesso a itinerari artistici sostenendo così l’arte contemporanea altoatesina. Ringrazio tutti coloro che, pur se operando nell’ombra, hanno lavorato e si sono battuti per questo progetto facendo in modo che esso si potesse realizzare. In particolare però ringrazio le artiste e gli artisti della mostra 50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI. Sono le persone che qui rischiano tutto, sono le persone che con la loro passione e convinzione ci vogliono mostrare che cosa hanno scoperto sul proprio percorso artistico, un itinerario del tutto personale.

Kunst geschieht nicht im Namen irgendeines Geschäftsplanes, erfüllt keine Erfolgskriterien, schließt keinen Bausparvertrag, dient keinem Heilsversprechen. Kunst rechnet nicht, sondern wagt. Kunst wagt sich vor ohne Sicherungsnetz. Sucht, wonach gesucht werden muss. Sie sucht das weite, freie, geistige Land in unserem Inneren.

L’arte non nasce da un piano aziendale, non segue criteri prestabiliti ed obiettivi di successo, come non stipula alcun contratto edile pre-

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Der Landgewinn, den die Kunst sich vornimmt, ist ein geistiger, innerer, der ohne Missgunst, Ausbeutung und Krieg vor sich geht. Er zerstört niemandes Haus, vergiftet niemandes Brunnen, stiehlt niemandes Glauben.

finanziato e non deve promettere guarigione miracolosa. L’arte non fa i conti, ma si avventura. Si butta, senza rete protettiva. Cerca ciò che è necessario cercare. Si mette alla ricerca nell’ampio spazio libero e spirituale del nostro io.

Kunst will ein Land gewinnen, das groß und reich genug für alle und alles ist, um in Frieden miteinander die Wunder des Lebens anzustaunen und Stück für Stück, Werk für Werk gelingt ihr das auch.

La conquista di territori che l’arte intraprende è un atto intellettuale che avviene nel nostro spazio interiore senza intrighi, sfruttamenti e guerre. Non distrugge case altrui, non avvelena i pozzi altrui, non ruba la fede a nessuno.

Der Landgewinn der Kunst ist in den Köpfen und Herzen jener verzeichnet, die die Kunst als Schöpfer oder Betrachter mit in ihr Leben genommen haben.

La conquista di territori è una presenza stabile nella mente e nel cuore di tutti coloro che dell’arte hanno fatto tesoro come forza creatrice e spettatrice del proprio cammino.


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Partner der 50x50x50 LANDGEWINN

Sostenitori della 50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI

Wird danken allen Partnern der 50x50x50 LANDGEWINN.

Ringraziamo tutti i sostenitori della 50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI.

Sie sind es, die durch Ihre großzügige Unterstützung diese wichtigste Übersichtsausstellung zeitgenössischer Kunst Südtirols ermöglichen. Sie sind Wegbereiter und Wegbegleiter der Kunst, die zu einer erfolgreichen, persönlichen und gesellschaftspolitischen Entwicklung beitragen kann.

Sono coloro che con il loro generoso sostegno consentono la messa in scena di una delle mostre più importanti dell’arte contemporanea altoatesina. Sono coloro che aprono la strada e danno accesso a itinerari artistici che a loro volta incentivano uno sviluppo personale e sociopolitico di successo.

Im Namen der Künstlerinnen und Künstler und im Namen der Veranstalter der 50x50x50 LANDGEWINN danken wir Ihnen für ihren Einsatz, durch den Sie die kulturelle, künstlerische Vielfalt Südtirols fördern.

A nome delle artiste, degli artisti e dei collaboratori della realizzazione della mostra 50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI vi ringraziamo per il vostro impegno, attraverso il quale voi promuovete la varietà artistica e culturale.


BUCH ¦

PAPIER ¦

DRUCK

A. Weger, Brixen – info@weger.net – www.weger.net

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Künstlerinnen und Künstler der 50x50x50 LANDGEWINN 2017 Le artiste e gli artisti della 50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI 2017

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Tarzan, steig vom Baum! von Selma Mahlknecht

Margaret Henderson: What‘s outside of Pleasantville? [pause] David: There are some places that the road doesn‘t go in a circle. There are some places where the road keeps going. Margaret Henderson: Keeps going? David: Yeah, yeah. It just keeps going. It all keeps going. Dialog aus dem Film Pleasantville, 1998

Als Kind hatte ich eine große Faszination für Tarzan, jenen Dschungelmenschen, der melodiöse Potenzjodler ausstieß, die Sprache der Tiere beherrschte und in einem komfortablen Baumhaus lebte. Am meisten gefiel mir aber Tarzans Art, sich durch das Dickicht des Urwalds zu bewegen: von Liane zu Liane schwingend, ein Luftakrobat, der keine Bodenhaftung nötig hat. Nur zu gern hätte auch ich mich so geschmeidig von Baum zu Baum gehangelt, hoch über den Köpfen derer, deren Gesellschaft ich vermeiden wollte (und davon gab es genug). Leider blieb mein Traum ein solcher – die Begegnung mit den Unliebsamen, den Fremden und Beängstigenden war unvermeidlich. Natürlich hat mir das nicht gefallen. Für meine Entwicklung war es jedoch sehr wichtig und bereichernd. So verständlich der Wunsch ist, dem Irritierenden, Verstörenden, Verletzenden auszuweichen, so unerlässlich ist es doch, den Umgang damit zu lernen und dadurch unter Umständen sogar zu lernen, das Andere zu respektieren, zu verstehen und – im besten Falle – es sogar liebzugewinnen. All das wusste ich als Kind natürlich nicht. Ich sah nur Tarzans Überlegenheit, seine athletischen Sprünge im Geäst, und ich fragte mich gar nicht, wie es kam, dass immer in der Richtung, in die er gerade hinwollte, praktischerweise eine weiterführende Liane zur Verfügung stand. Der Dschungel, nahm ich an, sei voller Lianen, die miteinander ein dichtes Netz von Anknüpfungsmöglichkeiten ergäben, die prinzipiell in jede gewünschte Richtung führten. Was ich nicht bedachte: Um sich so sicher und rasch im Urwald zu bewegen, muss selbst einer wie Tarzan die einzelnen Pfade wieder und wieder erprobt haben, und sogar er bewegt sich nicht völlig frei, sondern nach den vorgegebenen Umständen, die er antrifft. Wie bei einem U-Bahn-Netz entstehen so fixe Wege mit definierten Stationen und „Umsteigemöglichkeiten“. Tarzan als Prototyp des Affenmenschen im Großstadtdschungel. Wer hätte das gedacht? Aber es geht noch weiter: Mein Traum vom losgelösten Schwingen hoch über dem Unerwünschten, Unangenehmen, Störenden ist längst Realität geworden, und zwar in jenen Räumen, die wir zu Unrecht als „virtuelle“ bezeichnen. Das Internet ist die ultimative Wildnis – unermesslich, chaotisch, geheimnisvoll und undurchdringlich. Doch wir bewegen uns nicht frei darin. Wir hangeln uns von Link zu Link – und wir haben unsere fixierten Routen, unsere Bezugspunkte, unsere Baumhäuser. Der Begriff „Filterblase“ beschreibt dieses Phänomen nur ungenau, da er die Vorstellung einer geschlossenen Sphäre erzeugt. Zutreffender wäre das Bild eines Netzsystems, das sich durchaus verschiedentlich verzweigt, letzten Endes aber doch eine Zirkelroute erzeugt. Falls Sie den Film Pleasantville über die gleichnamige idyllische Stadt (etwas salopp übersetzbar als „Angenehmhausen“) kennen, ist Ihnen vielleicht auch jene Szene im Gedächtnis, in welcher die Lehrerin der Klasse die Geographie von Pleasantville näherbringt: Jede Straße führt zurück in die Stadt hinein, es gibt keinen Ausweg. Diese Selbstreferenzialität begegnet uns auch bei Tarzan – am Ende ist er zwar Herr des Dschungels, aber er ist auch dessen Gefangener. Um den Dschungel zu verlassen, müsste er schon zu Fuß gehen. Ein unvorstellbarer Stilbruch. Vor allem: Warum sollte er das tun? Der Dschungel bietet ihm alles, was er braucht. Geschichten, die Tarzan außerhalb des Dschungels Abenteuer bestehen lassen, laufen letzten Endes immer auf dieselbe Erkenntnis hinaus: Nur in seinem Dschungel kann Tarzan wirklich glücklich sein. Dieselbe Mentalität haben auch die Bewohner des Schwarz-Weiß-Städtchens Pleasantville: Hier geht es uns gut, hier ist es angenehm, idyllisch, friedvoll. Eine Welt da draußen? Gibt es nicht. Und falls es sie doch gibt, geht sie uns nichts an. Erst im weiteren Verlauf des Films zeigt die Idylle Risse, das Schwarz-Weiß-Muster wird aufgebrochen, Farbe kommt ins Spiel. Eine der Schlüsselszenen zeigt den begabten Amateurmaler Bill Johnson, der bisher nur mit Schwarz und Weiß gearbeitet hat und zum ersten Mal einen Kunstband voller Gemälde in den leuchtendsten Farben öffnet – ein geradezu elektrisierender Moment für ihn. Das alles gibt es also auch noch?! Und die Reaktion der anderen Bewohner? Wut. Empörung. Opposition. Das Neue, Bunte, Unbekannte wird bekämpft – mit allen Mitteln. Das ist nicht mehr das Pleasantville, das wir kannten!

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Natürlich hilft am Ende alles nichts und Pleasantville wird zu einer bunten, offenen Stadt. Die moralische Lektion ist ebenso vorhersehbar wie unrealistisch. Wir brauchen nur an unser eigenes Pleasantville zu denken, das wir uns über die Jahre erschaffen haben. Wir haben unsere Stammtische, unsere täglichen Routen, unsere Fixtermine, unsere Wohlfühloasen. Das gibt uns Sicherheit, Geborgenheit, das gute Gefühl, alles im Griff zu haben – wie Tarzan seine Lianen. Wenn wir im Internet die immer gleichen Links und Webseiten anklicken, wenn wir uns auf Seiten weiterleiten lassen, die uns empfohlen werden, wenn wir auf uns zugeschnittene Werbung sehen, die unsere vorherigen Suchanfragen berücksichtigt, dann fühlen wir uns frei und sind doch Reisende auf sehr starren Schienen, die immer nur im Kreis fahren. Hier noch dem Fremden, Unerwarteten, Verstörenden, Aufschreckenden zu begegnen, ist nicht erwünscht. Wir sollen uns ja wohlfühlen in unserem ganz individuellen Angenehmhausen. Wenn doch ein Störsignal dazwischenfunkt, steht uns ein Arsenal an Maßnahmen zur Verfügung. Wir können wegklicken, blockieren, ausblenden, entfreunden, und schon ist die Idylle wiederhergestellt. Ich gebe es zu: Auch ich weiß diese Funktionen durchaus zu schätzen. Die Schattenseiten eines offenen Internets, in dem man jederzeit angestupst, von der Seite angelabert, dumm angemacht und offen beleidigt werden kann, habe ich selbst oft genug zu spüren bekommen. Es tut gut, dem einen Riegel vorschieben zu können. Und doch sollte man nicht allzu vorschnell handeln. Die Begegnung mit dem Irritierenden – ich habe es schon erwähnt – kann einen auch weiterbringen. Wenn man aber erst einmal seine Filter aktiviert hat, wenn man seine Suchanfragen optimiert, seine Favoriten festgelegt und seine Social-Media-Rituale verinnerlicht hat, dann ist es schwierig, aus den Kreisläufen auszubrechen. Wir müssten uns schon auf ganz neue Seiten, auf ganz neue Räume des Internets einlassen, um etwas wirklich Anderes kennenzulernen. Dazu fehlt uns oft die Zeit, noch öfter aber fehlt uns auch ganz einfach das Wissen, wie wir diese Seiten öffnen, diese neuen Räume erschließen können. Sicher, wir können auf Wikipedia den Zufallsartikel des Tages lesen. Wir können auf YouTube auf gut Glück ein Video anklicken, das auf der Startseite erscheint. Wir können den Link öffnen, den diese verschrobene Facebook-Bekanntschaft teilt, die wir nur als Freundin akzeptiert haben, weil sie die Schwester eines Arbeitskollegen ist. Aber all diese Maßnahmen führen zu nichts. Sie bewegen sich noch immer viel zu nahe am Altbekannten. Wer die ausgetretenen Pfade wirklich verlassen will, muss wie Tarzan von den Bäumen herabsteigen und – zu Fuß gehen. Ganz konkret. Er muss neue Räume aufsuchen, indem er sich auf Wanderschaft begibt. Das ist aufwendig. Mühsam. Oft auch schmerzhaft, wenn man die falschen Schuhe gewählt hat oder nicht damit gerechnet hat, dass der Pfad so steil und steinig wird. Aber unterwegs macht man die überraschenden Entdeckungen. Die Distel am Wegesrand. Der rüttelnde Turmfalke. Der unheimliche Mitmensch, verschwitzt und fremdsprachig. Das eigenartige Gebilde, bei dem wir uns fragen: Ist das Kunst oder kann das weg? Hier greifen keine Filter, keine Blockaden. Der Zusammenprall ist unvermeidlich. Kein Wunder, dass die Realität nicht den besten Ruf hat. Immer schlimmer werde es mit uns. Also nicht mit uns. Sondern mit der Menschheit – und das sind nicht wir, das sind die anderen. Was sich auf den Straßen herumtreibt! Wie die aussehen! Was die machen! Man kann sich nicht mehr frei bewegen. Wer weiß, was da alles passieren könnte. Man hört ja so allerlei. Wenn wir heute in die Realität hinaustreten, sind wir gewappnet. Wir fahren unsere Schutzschilde hoch. Niemanden zu nahe heranlassen. Auf nichts eingehen. Sonst stehen wir am Ende mit einem Packung Papiertaschentücher da, für die wir 20 Euro bezahlt haben. Nein, der öffentliche Raum ist nicht idyllisch und heimelig. Seine Unheimeligkeit und damit seine Unheimlichkeit, seine Unberechenbarkeit und seine vulgäre Aufdringlichkeit bedrücken uns. Wir wünschen uns Schutz vor Verstörung, Vandalismus, Aufrüttelung. Kein Wunder, dass wir uns lieber ins Private zurückziehen wollen, wo wir uns vor unliebsamen Überraschungen sicher und von Bestätigung, Bestärkung und Bewunderung umpolstert wähnen. Doch die Gemütlichkeit unserer selbstgeschaffenen Echokammer trügt: Die bestürzendste Begegnung, die uns im Leben widerfährt, kann auch sie nicht verhindern, nämlich die Begegnung mit unserem anderen Selbst. Das Unheimliche, Niederträchtige und Abscheuliche ist genauso ein Teil unserer Innenwelt wie unserer Außenwelt. Erst wenn wir das begreifen, hat unsere Flucht ein Ende. Wir müssen lernen, uns zu stellen, auch wenn es sich wie eine Auslieferung anfühlt. Wir müssen uns dem Unheimlichen da draußen und da drinnen stellen, wir müssen ihm ins Auge sehen und es auszuhalten lernen. Aushalten, ertragen, dulden – nichts anderes bedeutet das Wort Toleranz. Unser Lebensweg mündet nicht in einem ewigen Zirkel. It just keeps going, wie es im Film Pleasantville heißt. Uns trotzdem auf den Weg zu machen, das Unbekannte zu wagen, das Fremde zu tolerieren – nur so können wir Bereicherung erfahren, nur so können wir neue Räume öffnen, nur so können wir Land gewinnen. Verlassen wir unsere Wohlfühlnischen, lassen wir die Baumhäuser und Lianen-Parcours hinter uns. Betreten wir den buckligen Boden der Tatsachen. Setzen wir einen Schritt nach dem anderen. Unsere innere Landkarte hat noch viele weiße Flecken. Füllen wir sie.

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Hofburggarten, Brixen KĂźnstlerinnen und Giardino Vescovile di KĂźnstler Bressanone Festung Franzensfeste

Die ArtisteWerke e artisti Forte di Fortezza Le opere

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Raum Sala

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1 Astrid Gamper


Raum Sala

2 Maria Stockner

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Raum Sala

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3 Erich Dapunt


Raum Sala

4 Markus Damini 25


Raum Sala

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5 Hubert Scheibe


Raum Sala

6 Abbas Asadi Reza 27


Raum Sala

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7 Cindy Leitner


Raum Sala

8 Oskar Verant 29


Raum Sala

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9 Andreas Zagler


Raum Sala

10 Ursula Huber

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Raum Sala

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11 Giancarlo Lamonaca


Raum Sala

12 Dario Grigolato

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Raum Sala

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13 Matthaeus Kostner


Raum Sala

14 Hartwig Thaler

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Raum Sala

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15 Alois Steger


Raum Sala

16 Arthur Kostner

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Raum Sala

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17 Ivan Lardschneider


Raum Sala

18 Thomas Sterna 39


Raum Sala

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19 Heinz Innerhofer


Raum Sala

20 Verena Oberhollenzer

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Raum Sala

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21 Lars Klauser


Raum Sala

22 Valeria Sanguini & Susanne Rieper

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Raum Sala

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23 Flavio Senoner


Raum Sala

24 Mariana AcuĂąa 45


Raum Sala

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25 Adama Keita


Raum Sala

26 Paul S. Feichter 47


Raum Sala

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27 Harald Kastlunger


Raum Sala

28 Christiane Raich

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Raum Sala

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29 Elisabeth Oberrauch


Raum Sala

30 Andreas Bertagnoll

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Raum Sala

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31 Lukas MeĂ&#x;ner


Raum Sala

32 Gregor Prugger 53


Raum Sala

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33 Markus Keim & Beate Hecher


Raum Sala

34 Ivo Mahlknecht

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Raum Sala

Gedächtnisblicke

Squarci di memoria

2017, 160 x 140 cm Grafit und Acryl auf Papier

2017, 160 x 140 cm Grafite e acrilico su carta

Gedächtnisblicke

Squarci di memoria

Aus ihrem visuellen Gedächtnis schöpft Astrid Gamper eine Fülle anatomischer Deutungen zur Darstellung des menschlichen Körpers. Von ungewohnten Dimensionen der Wahrnehmung ausgehend, löst die Künstlerin das Chaos der sich überschneidenden Bilderinnerungen von ihrer Netzhaut, um es auf das Blatt zu bannen. Dabei scheint die Strichführung neuropsychischen Impulsen zu folgen, die unter Hochspannung im Gehirn entstehen und sich als vibrierende Formkonturen entladen. Man erlebt ein physiologisches Schauspiel, worin Körperlinien sich einholend überlagern und dabei Schnittpunkte bilden sowie Entfremdung mit verwirrender Schwärze erzeugen. Flüchtige Erinnerungen verdichten sich zeichnerisch im Schwebezustand und können figurativ wahrgenommen werden, manche sind nur als verwirrte Fragmente von Erlebtem, als Varianten der Bildertäuschung angedeutet. Georg Demetz

Astrid Gamper attinge al repertorio anatomico del corpo umano per arricchirlo di nuove interpretazioni visive. Partendo da inusitate dimensioni della percezione l’artista estrae dal caos semantico le linee formatesi e intersecatesi sulla retina per rappresentarle infine sul foglio. Il segno sembra obbedire ad impulsi neurotici psichici che scattano a livello cerebrale per lasciare tratti carichi di vibrante tensione. Sembra di assistere ad un atto teatrale dove i contorni si rincorrono contorcendosi e provocando cesure fisiche alienate da oscure implosioni. Ricordi fuggevoli si addensano talora graficamente offuscandosi come figure in sospensione, alcune si stagliano nettamente mentre altre rimangono appena accennate come frammenti confusi del vissuto, in quanto varianti dell’ apparenza illusoria. Georg Demetz

Kontakt: www.astridgamper.com +39 349 855 7433

Contatto: www.astridgamper.com +39 349 855 7433

Raum Sala

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Werke: Seite 20 Opere: pagina 20

1 Astrid Gamper

Werke: Seite 21 Opere: pagina 21

2 Maria Stockner

Stiller Raum

Spazio silenzioso

2017 Installation mit Bleistiftzeichnungen, Holzrahmen, Objekt „Der Schlüssel zur Erkenntnis vom Wesen des bewussten Seelenlebens liegt in der Region des Unbewusstseins.“ (Psyche 1846) Carl Gustav Carus

2017 Installazione con disegni a matita, cornici di legno, oggetto

Kontakt: www.maria-stockner.com mariastockner@gmail.com +39 329 492 0774

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“La chiave per una cognizione conscia della vita spirituale è racchiusa nella regione dell’inconscio.” (Psyche 1846) Carl Gustav Carus


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Werke: Seite 22 Opere: pagina 22

3 Erich Dapunt

DER TOLLE FLUG

IL FOLLE VOLO

2015 140 x 210 cm Canvas

2015 140 x 210 cm Canvas

Der „tolle Flug“

Il “folle volo”

Wie in einem Bild von William Blake, fliegt eine menschliche Figur über einer unaufhaltsam in den Abgrund fließenden Realität, die nur durch Wasserzungen von einer kosmischen Dunkelheit getrennt ist. Man wird dabei gleich an den „tollen Flug“ von Dantes Odysseus erinnert, der infolge seines unwiderstehlichen Wissendurstes über jene „Säulen des Herakles“ hinaussegelte, die das Ende der damals bekannten Welt darstellten. Das Unternehmen endete zwar mit dem Untergang des Schiffs, weil diese Niederlage der menschlichen Hybris die unüberwindlichen Schranken der Rationalität symbolisieren sollte. Nur über den von Beatrice verkörperten Glauben erreicht nämlich der vom gleichen Wissensdurst wie Odysseus bewegte Dante, in der Fiktion der Göttlichen Komödie, die höchste aller Erkenntnisse im Paradies. In der Wirklichkeit waren es aber die Phantasie und die Kunst, die ihm durch die Niederschrift des Werkes die Eroberung jener erhabenen Höhen des Gedankens ermöglicht hatten. Denn nur die Kunst macht solche Flüge über alle traditionellen Schranken hinweg möglich, die auf dem Gebiet des Wissens Landgewinn bedeuten. Alessandro Costazza

Come in un quadro di William Blake, una figura umana vola sopra una realtà che scorre inarrestabile verso l’abisso, delimitato da lingue d’acqua che segnano la linea di confine versi il buio cosmico. Viene subito alla mente il “folle volo” dell’Ulisse dantesco, che, spinto dalla sua indomabile sete di conoscenza, oltrepassò le Colonne d’Ercole, che rappresentavano all’epoca il confine del mondo conosciuto. L’impresa si concluse con l’affondamento della nave in vista dell’altissima montagna del Purgatorio, perché la sconfitta della hybris umana doveva simboleggiare i limiti invalicabili della razionalità. Solo attraverso l’aiuto della fede, incarnata da Beatrice, Dante stesso, che era mosso dal medesimo desiderio di conoscenza di Ulisse, potrà raggiungere infatti nella finzione della Divina Commedia la conoscenza suprema in Paradiso. Nella realtà, tuttavia, sono state la fantasia e quindi l’arte a permettergli, proprio attraverso la composizione dell’opera, di spingersi fino a quelle vette sublimi del pensiero. Perché solo l’arte consente di superare in volo tutti i limiti tradizionali e di conquistare così nuovi territori del sapere. Alessandro Costazza

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Chitta, (sanskrit: Geist, Unterbewußtsein)

Chitta, (sanscrito: spirito, subconscio)

Der Betrachter und das Betrachtete

L’osservatore e la cosa osservata

2016 185 x 105 cm Farbpigmente und Bienenwachs auf Leinwand

2016 185 x 105 cm Pigmenti e cera di api su tela

Die Leichtigkeit des Seins

La leggerezza dell‘essere

2014 Pigment auf Mdf 124 x 124 cm

2014 Pigmenti su Mdf 124 x 124 cm

Markus Damini

Markus Damini

Geboren 1955 in Bozen. Besuch der staatl. Kunstschule in Trient. In den 70er Jahren autodidaktische Weiterbildung im Kunsthandwerk der Lederverarbeitung. Nach 20jähriger handwerklicher Tätigkeit in der Herstellung von Lederkreationen setzt Damini sein handwerkliches Können ein, um sich der bildenden Kunst zu widmen; Leder und andere Materialien wie das Bienenwachs dienen seither seiner künstlerischen Ausdrucksform. Er lebt und arbeitet in Brixen, wo sein Atelier öffentlich zugänglich ist.

Nato nel 1955 a Bolzano. Frequenta l’istituto di arte di Trento. Negli anni 70 inizio dell’attività di artigianato artistico con la pelle. Negli anni 90 passaggio dall’artigianato all’arte. Il cuoio e anche altri materiali, come la cera d’api, costituiscono da allora una delle basi per il suo linguaggio artistico. Vive e lavora a Bressanone, dove il suo atelier è aperto al pubblico.

Kontakt: www.io-damini.it +39 3453516595 io_damini@tiscali.it Atelier und Galerie in der Stuflergasse 17, 39042 Brixen

Contatto: www.io-damini.it +39 345 351 6595 io_damini@tiscali.it Atelier e galleria in via Stufles 17, 39042 Bressanone

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Werke: Seite 23 Opere: pagina 23

4 Markus Damini

Werke: Seite 24 Opere: pagina 24

5 Hubert Scheibe

irrtum 1 irrtum 2 irrtum3

irrtum 1 irrtum 2 irrtum3

2017 150 x 130 cm 3 holzkohlearbeiten auf papier auf leinwand eine schüssel voller satelliten, oder ein globus kratzt im datennetz

2017 150 x 130 cm tre opere su carta e tela in carboncino

dieses gemeine comic treibt mich zum zeichnen an das tageslicht schonungslos, frech, genau

questo fumetto comune mi costringe a disegnare alla luce del giorno senza sosta, spudorato, preciso

una ciotola piena di satelliti, oppure il globo graffia nella rete


bin jetzt ein irgendwer im raum , stumm und angespannt zum sprung

sono un essere qualunque nello spazio muto e proteso al tuffo

mehrere rußschwarze dampflokomotiven durchpflügen und verdichten verkohltes holz auf weicher schneedecke.

numerose vaporiere nero pece arano e addensano legno carbonizzato su soffice neve

auf der netzhaut der zeichnung flimmern grafittis es fehlen die sprechblasen keine rede über den kubismus

sulla retina del disegno fibrillano graffiti mancano i fumetti nessuna parola per il cubismo

verlassen sind alle bildschirme im schaufenster dieser festung

abbandonati tutti gli schermi nella vetrina di questa fortezza

Kontakt: Hubert.scheibe@gmail.com

Kontakt: Hubert.scheibe@gmail.com

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Werke: Seite 25 Opere: pagina 25

6 Abbas Asadi Reza

Ein Fenster Auf dem Weg zu meiner Stadt

Una Finestra Verso la mia Città

2016 170 x 250 cm künstlerisches Arrangement

2016 170 x 250 cm Disposizione artistica

Reza Abbas Asadi - Fotoingenieur, Grafiker, Filmemacher

Reza Abbas Asadi, ingegnere in fotografia, grafico e film-maker

Er hat an der „Art University Complex“ von Teheran/Iran studiert und mit höchster Punktezahl an der Fakultät für Bildende Künste zum Fotoingenieur promoviert. Anschließend hat er an der selben Universität zwei Jahre lang doziert. In der Folge hat er für das iranische Umweltministerium und den 2. Kanal des staatlichen Fernsehens im Bereich Fotografie, Grafik, Regie und Produktion von Videos gearbeitet. Dabei hat er folgende Auszeichnungen erlangt: - Erster Preis bei der nationalen Fotoausstellung „Nature in Iranian photography“ - Zweiter Preis bei der nationalen Fotoausstellung „War Disabled and Veterans“ - Anerkennung von Seiten der Fakultät für Bildende Künste der Universität in Teheran - Vierter Preis beim Wettbewerb „Die Bauern“ der Zeitschrift „New Scientist“, USA

Ha svolto i suoi studi e si è laureato in Teheran/Iran presso l’università di“Art University Complex” nella facoltà di Belle Arti ove ha conseguito con ottimi risultati la laurea in: ingegneria fotografica. Ultimati gli studi, nella stessa università, ha svolto il ruolo di docente per due anni. Dopo la sua esperienza universitaria ha lavorato, per conto del Dipartimento dell’ Ambiente Iraniano e del canale 2 della televisione nazionale iraniana, nel settore fotografico, grafico, regia e produzione di video. Nello svolgimento della sua attività ha ricevuto, fra l’altro i seguenti prestigiosi riconoscimenti: - primo premio della mostra nazionale fotografica “Nature in Iranian photography” - secondo premio della mostra nazionale fotografica “War Disabled and Veterans” - riconoscimento onorario da parte dall’università Belle Arti di Teheran, - quarto premio da parte della rivista “New Scientist”- Stati Uniti, per il concorso con tema “I contadini”

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Als Schriftsteller und Regisseur hat er für das staatliche iranische Fernsehen folgende Arbeiten realisiert:

Come scrittore e regista ha realizzato per conto della Televisione nazionale iraniana:

- Dokumentarfilm in 13 Folgen zum Thema „Wo ist die Farbe der Natur?“ - 4 Events im Bereich Umwelt zum Thema“ Das Grün leben“ - Dokumentarfilm in 10 Folgen „Von Rio nach Johannesburg“ - Zeichentrickfilm für Kinder zum Umweltthema „Die Erde ist nicht allein“ - Dokumentarfilm in 26 Folgen zum Umweltthema „Unsere Umwelt schlägt Alarm“

- documentario di 13 episodi “Dov’è il colore della Natura?” - manifestazioni ambientali di 4 episodi “Vivere il Verde” - documentario di 10 episodi “Da Rio a Johannesburg “ - animazione ambientale per bambini “La terra non è sola “ - documentario ambientale di 26 episodi “Allarmi ambientali”

In Italien hat er unter anderem folgende Filme erstellt: - „Eine kleine Welt“ für das Haus der Solidarität in Brixen - „Cammina cammina“ für die UPAD in Bozen - „La festa degli anziani“ für die UPAD in Bozen In seiner 30-jährigen freiberuflichen Laufbahn hat er einen hohen Spezialisierungsgrad erworben, der durch national und international Anerkennung gefunden hat. Heute ist er italienischer Staatsbürger und lebt und arbeitet seit 7 Jahren in Brixen.

Kontakt: www.photographreza.com info@photographreza.com +39 348 344 2566 Bahnhofstraße, 29 39042, Brixen

In Italia, fra l’altro: - film “Un piccolo mondo” per Casa della solidarietà Bressanone - film “Cammina Cammina” per UPAD - Bolzano - film “La festa dele anziani” per UPAD - Bolzano Ha esercitato, quindi, la libera professione per 30 anni nel settore di cui sopra, raggiungendo un alto grado di specializzazione ottenendo numerosi riconoscimenti sia nazionali che esteri. Oggi è cittadino italiano e da sette anni vive, con la famiglia, ed esercita, a Bressanone, città che nella sua bellezza naturale ed ambientale è, secondo Reza, un angolo di paradiso.

Contatto: www.photographreza.com info@photographreza.com +39 348 344 2566 via Stazione, 29 39042, Bressanone

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Werke: Seite 26 Opere: pagina 26

7 Cindy Leitner

Schau weg.

Volta lo sguardo.

2017 ca. 5 x 4 m Installation

2017 ca. 5 x 4 m Installazione

Hier wurde etwas unter den Teppich gekehrt. Schau weg und tu so, als hättest du nichts bemerkt.

C’è qualcosa nascosto sotto il tappeto. Volta lo sguardo e fa’ finta di non vedere niente.


Cindy Leitner, geboren in Bruneck, lebt in Wien. 2006-2012 Akademie der bildenden Künste, Wien 2009-2011 die Graphische, Kolleg für Grafik- und Kommunikationsdesign, Wien

Cindy Leitner, nata a Brunico, vive a Vienna, Austria. 2006-2012 Accademia delle Belle Arti, Vienna 2009-2011 die Graphische, corso di grafica e comunicazione, Vienna

Ausgewählte Gruppenausstellungen und Publikationen seit 2015:

Mostre di gruppo e pubblicazioni selezionati a partire dal 2015:

2017 - „Sowohl als auch“ in Memoriam Gunter Damisch, 14.10.2016-11.05.2017, Akademie d. Bild. Künste, Wien, A 2016 - „Germany, mon Amour!“, Katalog zur Sammlung Imago Mundi, Luciano Benetton Foundation, Kurator Peter Noever, erschienen bei Antiga Edizioni, erhältlich bei Fabrica, IT - „Local Perisphere“, mit Graf Lukas von und zu Aberer, Kurator Georg Giovanelli, 17.-23.09.2016, FEDEXPO, Auer, IT - „Kontakt bestätigt“ Südtiroler Künstlerbund, 20.5.- 18.6.2016, Stadtgalerie Brixen, Große Lauben 5, Brixen, IT 2015 - „WIENACHAUCKLAND“, Das Ilse Aichinger Haus, 26.11.2015-04.03.2016, Wien, A- „Map of the New Art“, Imago Mundi, Luciano Benetton Collection, 01.09-01.11.2015, Fondazione Giorgio Cini, Venice, Island of San Giorgio Maggiore, IT - „Tre-Art-Sures“, 21.06.2015, Vargas Gallery, Hollywood, Florida, USA

2017 - “Sowohl als auch”, in Memoriam Gunter Damisch, 14.10.2016-11.05.2017, Accademia d. Belle Arti, Vienna, A 2016 - “Germany, mon Amour!”, catalogo della collezione Imago Mundi, Luciano Benetton Foundation, curatore Peter Noever, pubblicato di Antiga Edizioni, disponibile a Fabrica, IT - “Local Perisphere”, con Signor Conte Lukas von und zu Aberer, curatore Georg Giovanelli, 17.-23.09.2016, FEDEXPO, Ora, IT - “Kontakt bestätigt”, Südtiroler Künstlerbund, 20.5.-18.6.2016, Stadtgalerie Brixen, Portici Maggiori 5, Bressanone, IT 2015 - “Map of the New Art”, Imago Mundi, Luciano Benetton Collection, 01.09-01.11.2015, Fondazione Giorgio Cini, Venice, Isola di San Giorgio Maggiore, IT - “Tre-Art-Sures”, 21.06.2015, Vargas Gallery, Hollywood, Florida, USA

Vielen Dank an Linda Martini für Ihre Hilfe.

Grazie a Linda Martini per il suo aiuto.

Kontakt: www.cindyleitner.jimdo.com

Contatto: www.cindyleitner.jimdo.com

Raum Sala

Werke: Seite 27 Opere: pagina 27

8 Oskar Verant

Störung

Disturbo

2016 Fotoserie von 9 Fotoaufnahmen, Glitch Art

2016 Serie di nove fotografie, Glitch Art

Das Fotoprojekt „Störung“ stellt eine kritische Auseinandersetzung mit dem Wandel meiner Heimat dar und soll die sozialen und landschaftlichen Veränderungen der letzten 50 Jahre hinterfragen. Historische Aufnahmen, in den 50er und 60er Jahren von meinem Großvater Josef Verant aufgenommen wurden, erfuhren dabei eine digitale Manipulation, (GLITCH = Panne, Störung). Die analogen Diapositive wurden digitalisiert und bekamen durch das Einfügen von Kommentaren im Quellcode der Datei einen Störimpuls. Das Ergebnis der manipulierten Bilder ist nicht vorhersehbar. Das ursprüngliche Bild, meist akribisch gestaltete Landschaftsaufnahmen, entzieht sich der Wahrnehmung des Betrachters.

Il progetto fotografico „Disturbi“ è una confrontazione con i cambiamenti della mia terra e vuole indagare sui cambiamenti sociali e paesaggistici avvenuti negli ultimi 50 anni. Fotografie storiche degli anni 50 e 60, riprese da mio nonno Josef Verant, sono state manipolate digitalmente. (Glitch = errore, disturbo) Le diapositive sono state digitalizzate e vennero inseriti commenti nel codice sorgente dell´immagine. Il risultato non è prevedibile; l´immagine originale, spesso paesaggi ripresi in modo acribico, non sono più riconoscibili e quindi si sottraggono dalla nostra percezione.

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Oskar Verant arbeitet, seit dem Abschluss der Berufsschule für Fotografen 1998, in Bozen als Fotograf und Lehrer. Seit 2014 im eigenen Fotostudio “Bogen4” in Bozen.

Oskar Verant lavora, da quasi 20 anni a Bolzano come fotografo e insegnante. Dal 2014 nel proprio studio fotografico „Bogen4“ a Bolzano.

Ausstellungen (Auszug):

Mostre (estratto):

2016 2014 2013 2009

2016 2014 2013 2009

Jubiläumsausstellung des Südtiroler Künstlerbundes, Hofburg Brixen. Arche. Eine Festung für Tiere, Festung Franzensfeste, kuratiert von Heinrich Schwazer. Mirabilia-Fotoreise durch 1000+1 Museumsobjekte“, kuratiert von Sabine Gamper. Kletterperformance in der Festung Franzensfeste anlässlich der Landesausstellung Labyrith::Freiheit.

Kontakt: www.artwork.oskarverant.com info@oskarverant.com + 39 0471 976955 Goethe Str. 26, 39100 Bozen

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Contatto: www.artwork.oskarverant.com info@oskarverant.com +39 0471 976955 via Goethe 26, 39100 Bolzano

Werke: Seite 28 Opere: pagina 28

9 Andreas Zagler

Ohne Titel

Ohne Titel

Senza titolo

Senza titolo

2016 42 x 50 cm Öl auf Holz

2016 37 x 45 cm Öl auf Holz

2016 42 x 50 cm Olio su legno

2016 37 x 45 cm Olio su legno

Ohne Titel

Ohne Titel

Senza titolo

Senza titolo

2016 40 x 40 cm Öl auf Holz

2016 30 x 30 cm Öl auf Leinwand

2016 40 x 40 cm Olio su legno

2016 30 x 30 cm Olio su telo

Andreas Zagler, Studierender bei Professorin Karin Kneffel an der Akademie der Bildenden Künste München. Seine Arbeiten sind als Gesamtwerk zu verstehen; Versuche sich der Idee des Bildes als darstellendes Objekt anzunähern und es malerisch zu erforschen und zu begreifen. In seinen zahlreichen Annäherungen an diese Konzeption - meist kleinformatige Arbeiten - ersetzt er den klassisch reflektierenden Denkprozess durch die malerische Aktion. Die Malerei, wie die Farbe und der Malprozess an sich, bildet das notwendig sichtbare Motiv, um in weiterer Folge das Bildhafte zu thematisieren. Inhalt und sichtbares Motiv bilden zwei parallele Felder, die einander bedingen und ergänzen. Schwebende Punktfelder vor landschaftlich wirkenden Weiten, Vermalungen von Landschaftsbildern zu

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„Giardino-70 anni Südtiroler Künstlerbund“, Palazzo Vescovile, Bressanone. „Arche. Una fortezza per animali“, Forte di Fortezza, curata da Heinrich Schwazer. „Mirabilia-viaggio fotografico attraverso 1000+1 oggetti museali“, curata da Sabine Gamper. Performance di arrampicata nel Forte di Fortezza durante la mostra interregionale Labirinto::Libertà.

Andreas Zagler, studente dalla professoressa Karin Kneffel presso l´Accademia delle belle arti di Monaco di Baviera. I suoi lavori sono da intendere come una produzione completa; ci sono tentativi di avvicinarsi all’idea dell’immagine come oggetto descrittivo e di esaminarlo ma anche di renderlo comprensibile pittoricamente. Nei suoi numerosi avvicinamenti a questo concetto - per lo più lavori di piccole dimensioni - sostituisce il classico processo di riflessione con l’azione pittorica. La pittura, nel senso di colore e processo pittorico, costituisce il motivo inevitabilmente visibile, per tematizzare in ulteriore successione l’immaginifico. Il contenuto e il motivo visibile sviluppano due percorsi paralleli che si condizionano e completano. Fluttuanti zone puntiformi davanti a estensioni che danno l’impressio-


monochromen Flächen, Farbobjekte im Raum schwebend und auf dem Bildträger als Farbmaterial liegend. Diese stehen für unzählige Variationen auf der Suche nach neuen Bildmöglichkeiten.

ne di un paesaggio, immagini paesaggistiche imbrattate fino a ottenere superfici monocrome, oggetti colorati che fluttuano nello spazio e sono adagiati come macchie di colore sul supporto del dipinto. Questi oggetti stanno per infinite variazioni alla ricerca di nuove soluzioni.

Florentine Rosemeyer, München

Florentine Rosemeyer, Monaco di Baviera

Kontakt: az.zagler@gmail.com www.zaglerandreas.com

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Contatto: az.zagler@gmail.com www.zaglerandreas.com

Werke: Seite 29 Opere: pagina 29

10 Ursula Huber

AUS DEM GESAMTKONZEPT „EROSION“

DAL CONCEPT GENERALE „EROSIONE”

Werktitel: REVIVAL

Titolo: REVIVAL

2017 120 x 130 x 5 cm Zement, Asphalt, Metall, Farbe auf Holz Ursula Huber stellt den Begriff Erosion in den Mittelpunkt ihres künstlerischen Schaffens. Dabei geht es ihr weniger um das Naturphänomen selbst, als um die psychoanalytische Interpretation der sogenannten emotiven Erosion. Wie auch in der Natur setzt hier die Erosion vergrabene und verborgene Dinge frei, von deren Existenz bis dato man nichts wusste. Es findet eine unterbewusste Archäologie statt, ein Graben in der eigenen Psyche wenn man so will. Jedes einzelne Werk gibt einen archaischen Anstoss, in sich hineinzuschauen, in der uns eigenen platonischen Höhle nachzusehen und nachzudenken, ob die Welt denn nun doch ihre Selbstverständlichkeit verloren hat. Arch. Hannes Peer

2017 120 x 130 x 5 cm cemento, asfalto, metallo, pittura, legno

Ursula Huber, geboren 1952 in Meran - Ausbildung an der „Accademia di Belle Arti G.B. Cignaroli“ in Verona. - „Art Glass Academy“ in Wien mit Prof. Harvey K. Littleton. - Stipendium in North Carolina (USA) bei Prof. Harvey K. Littleton. - Glass-Academy Zürich bei Narzissus Quagliata für Architektonische Entwürfe, ein Jahr später bei Tim O’Neill und Linda Ethier in Zürich/ Schweiz für Glassfusing und Entwurf. Ihre künstlerische Arbeit umfasst Bildhauerei, Malerei und Installationen mit den ihr bevorzugten Materialien Beton, Glas, Metall und Asphalt und bei großen Arbeiten kommt der Einsatz von Video’s als weiteres Ausdrucksmittel hinzu.

Ursula Huber, nata nel 1952 a Merano - Formazione presso “Accademia di Belle Arti G.B. Cignaroli di Verona“. - “Art Glass Academy” di Vienna con il Prof. Harvey K. Littleton. - Accademia di Zurigo con Narcissus Quagliata. Accademia di Zurigo con Tim O’Neill e Linda Ethier. - Borsa di studio in North Carolina (USA) Prof. Harvey K. Littleton Si afferma sia come scultrice, ma anche come pittrice, particolarmente apprezzata per le sue opere in cemento e asfalto. Il suo lavoro scultoreo viene completato in alcuni casi dall’uso del video e dal ricorso ad installazioni complesse, dove i diversi media creano un dialogo.

Kontakt: www.ursulahuber.it urhuber@tin.it +39 0471 665032

Contatto: www.ursulahuber.it urhuber@tin.it +39 0471 665032

Ursula Huber mette il termine “erosione” al centro della sua creazione artistica. L’artista è meno interessata al fenomeno naturale quanto all’interpretazione psicoanalitica dell’erosione cosiddetta emotiva. Come nella natura l’erosione scopre e libera delle cose nascoste della cui esistenza non si sapeva nulla fino a quel momento. C’è in atto un Archeologia subconscia, uno scavo nella propria psiche se così si vuole. Ogni opera genera un impulso arcaico per guardare dentro di sé, per guardare meditando nella nostra caverna platonica riflettendo se il mondo davvero ha perso la sua naturalezza. Arch. Hannes Peer

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Raum Sala

Werke: Seite 30 Opere: pagina 30

11 Giancarlo Lamonaca

Ohne Titel (verschiedene Werke)

Senza titolo (opere varie)

2010 – 2016, versch. Größen, Fotografie, Fotocollage „In seinen Arbeiten konstruiert Lamonaca eine Form der Desorientierung, die wir durch gewohnte Erkenntnismuster und Ordnungssysteme wieder ins Lot zu bringen trachten. ...gleichzeitig sind wir auch fasziniert von den neuen Welten, die in diesen Bildern entstehen. Naturabbildungen wandeln sich durch Rorschach-Collagen in ornamentale Teppichmuster, reale Räume erlangen durch Spiegelungen und Täuschungen eine verschachtelte Dichte, leere Räume stülpen sich nach außen, erdiger Boden wird durch Makroaufnahmen zum Universum. Wenn wir uns darauf einstellen, dann können wir eintauchen und uns treiben lassen, denn hier sind Kategorien ...aufgehoben und in Frage gestellt, und wir befinden uns im Raum der vielen Möglichkeiten. Wenn sich gewohnte Systeme ändern, kommen wir zu neuen Erkenntnissen. Dies ist der inhaltliche Ansatz, der die künstlerische Strategie von Lamonaca auszeichnet.“

2010 – 2016 misure varie fotografia, fotocollage ”Lamonaca costruisce nei suoi lavori una specie di disorientamento, che noi, attraverso i nostri modelli abituali di conoscenza e i nostri sistemi ordinati, cerchiamo di rimettere a posto. Allo stesso tempo rimaniamo però affascinati dai mondi nuovi che nascono in questi lavori. Immagini della natura mutano attraverso collage “di Rorschach” in motivi ornamentali di tappeti, spazi reali acquisiscono, attraverso specchiamenti, una densità intrecciata, spazi vuoti si rovesciano verso l’esterno, terreno sabbioso si trasforma, attraverso riprese macro, in un universo. Se entriamo in quest’ordine d’idee, ci possiamo immergere nei suoi lavori e lasciarci trascinare, perché qui le categorie ... sono messe in discussione e abolite, e noi ci troviamo in uno spazio dalle infinite possibilità. Quando i sistemi abituali mutano, si aprono nuove conoscenze. Questo è l’approccio contenutistico che contrassegna la strategia artistica di Lamonaca.”

Aus: „nulla accade veramente“, Text von Sabine Gamper Kontakt: www.lamonaca.it atelier@lamonaca.it

Raum Sala

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Da: „nulla accade veramente“, testo di Sabine Gamper Contatto: www.lamonaca.it atelier@lamonaca.it

Werke: Seite 31 Opere: pagina 31

12 Dario Grigolato

Der Berg der Seele

La montagna dell’anima

2017 200 x 300 cm Acryl auf Leinwand

2017 200 x 300 cm acrilico su tela

„Der Berg der Seele“ ist meine persönliche Hommage an den chinesischen Schriftsteller und Dissidenten Gao Xingjian. Der Titel des ausgestellten Werkes ist auch der Titel seines im Jahr 2000 geschriebenen Romans. Dieses Buch ist ähnlich wie ein Spiegel, wo Autor und Leser das eigene Bild in tausend Reflexe von Licht und Schatten unterteilt, betrachten können. Für die Gestaltung dieses Gemäldes wollte ich absichtlich eine figurative Sprache verwenden, wobei die Grenze zwischen abstrakt und figurativ immer mehr verschwimmt. Manchmal wird ein Teil oder ein Detail eines figurativen Bildes abstrakt,

“La montagna dell’anima” è un mio personale omaggio allo scrittore dissidente cinese Gao Xingjian. Il titolo dell’opera qui esposta è anche il titolo di un suo romanzo scritto nel 2000. Questo libro è simile ad uno specchio, dove il lettore e l’autore possono osservare la propria immagine, suddivisa in mille riflessi di luce e ombra. Per la realizzazione di questa tela ho voluto usare di proposito un linguaggio figurativo, anche se ormai il confine astratto/figurativo si fa sempre più sottile. Talvolta una parte o un dettaglio di un’immagine figurativa, se ingrandita, diventa astratta. Un po’ quello che mi succe-


wenn man es vergrößert. Das erlebte ich auch als ich Details der Berge oder Lasuren zur Darstellung des Nebels mit winzigen Pinseln ausführte. Am Ende des Buches habe ich einige Sätze gefunden, die mich neugierig gemacht haben und die ich zitieren möchte: „Dinge geschehen einfach hinter meinem Rücken, und es gibt immer ein geheimnisvolles Auge, so ist es besser, sich wissend zu stellen. Während ich vorgebe zu verstehen, begreife ich noch immer nicht. Tatsächlich begreife ich gar nichts, ich verstehe überhaupt nichts.Und um noch mehr in der Seele des Werkes einzutauchen: „Die großen Schneeberge im Hintergrund, die am Morgen noch deutlich weiß schimmerten, sind jetzt im feinen Schneefall nur noch graue verschwommene Silhouetten.“

deva quando con pennelli molto piccoli eseguivo i dettagli dei rilievi o stendevo le velature delle nebbie. Verso la fine del libro ho trovato delle frasi che mi hanno incuriosito e che vorrei citare: “Le cose avvengono a mia insaputa e c’è sempre un occhio misterioso. Non capendo, posso solo fingere di capire. Dare a intendere di capire, ma non capire mai. Nulla mi è chiaro in realtà, nulla io capisco.” E ancora, per entrare più intimamente nell’anima dell’opera: “Sullo sfondo le montagne innevate che al mattino spiccano nitide adesso sono contorni nel grigiore della fitta nevicata”.

Kontakt: grigolatodario@gmail.com

Contatto: grigolatodario@gmail.com

Raum Sala

Werke: Seite 32 Opere: pagina 32

13 Matthaeus Kostner

Journey

Journey

2017 Installation

2017 installazione

In meinen Werken spielt “Zeit” eine große Rolle, die Zeit der Entstehung wie auch des Betrachtens. In „Journey” werden viele einzelne Fotos und Reiseimpressionen auf ein einziges abstraktes Bild reduziert. Auf den ersten Blick denkt man an ein Gemälde, erst nach aufmerksamer Betrachtung werden immer mehr Details erkennbar: Häuser, Landschaften, Körper, Gesichtspartien, Wörter und vieles mehr. Im Betrachtenden wird die Neugierde geweckt und seine eigene ganz persönliche Reise ins Bild kann beginnen. Matthaeus Koster, Jahrgang 1973, lebt und arbeitet als freischaffender Fotograf in St. Ulrich, Gröden.

Nel mio lavoro il “tempo” gioca un ruolo importante, il tempo di creazione così come di visualizzazione. In “Journey” molte singole foto e impressioni di viaggi si riducono ad una singola immagine astratta. A prima vista si pensa ad una pittura, dopo l’esame attento si scoprono sempre più dettagli: case, paesaggi, corpi, facce, parole e molto altro ancora. La curiosità dell’osservatore lo porta a vivere il proprio viaggio nell’immagine.

Kontakt: www.kostner.info mail@kostner.info Tel: +39 335 536 2876

Contatto: www.kostner.info mail@kostner.info Tel: +39 335 536 2876

Matthaeus Kostner, nato nel 1973 è fotografo freelance, vive e lavora a Ortisei, Val Gardena.

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Raum Sala

Werke: Seite 33 Opere: pagina 33

14 Hartwig Thaler

Pravent 02

Pravent 02

2016 – 2017, 300 x 200 cm, Stahl, Holz bemalt, Holzrahmen, Holzpodium 350 x 100 x 20 cm

2016 – 2017, 300 x 200 cm accaio, legno dipinto, cornice in legno, piattaforma in legno 350 x 100 x 20 cm

HARTWIG THALER Der in den Niederlanden ausgebildete Künstler zeichnet und malt, formt und entwirft. Mit musikalischen Farbfolgen, grafischer Präzision, mit Raumbeherrschung und Materialsicherheit hat er in einer neuen, unverwechselbaren Bildsprache einen eigenen künstlerischen Kosmos erschaffen.

HARTWIG THALER Hartwig Thaler ha compiuto la sua formazione artistica in Olanda, disegna e dipinge, dà forma e progetta. Mediante sequenze di colore musicali, precisione grafica, padronanza dello spazio e sicurezza nella scelta di materiali, ha creato un inconfondibile linguaggio d’immagini e un cosmo artistico.

„Ich will neue,künstlerische Welten erschaffen. Ich will zu Hause sein und anderen ein zu Hause geben in der alles überstrahlenden Pracht und Kraft des Lebendigen.“

“Voglio creare nuovi mondi artistici. Voglio sentirmi a casa ed essere fonte di ispirazione per una dimora in cui tutto possa irradiare bellezza e potenza della vita.”

Hartwig Thaler

Kontakt: HARTWIG THALER Untere Schutzengelgasse 8 39042 Brixen +39 347 060 6079 www.hartwigthaler.de/.it/.com info@hartwigthaler.de

Hartwig Thaler

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Raum Sala

Werke: Seite 34 Opere: pagina 34

15 Alois Steger

...zum Gebet!

...zum Gebet!

2017 variabel ca. 40 m 2 temporäre Bodenarbeit mit Mehl

2017 variabile ca. 40 m 2 lavoro di pavimentazione con farina temporaneo

„Kunst wäscht den Staub des Alltags von der Seele.“ Pablo Picasso

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“L’arte lava la polvere della vita quotidiana dall’anima.” Pablo Picasso


Die temporäre Bodenarbeit aus Mehl ist eigens für den Raum konzipiert. Dabei wird die Geschichte des Klöppelns im hintersten Ahrntal, als das Kupferbergwerk zwischenzeitlich stillgelegt wurde und dadurch große Not herrschte mit dem Hier und Jetzt verknüpft. Heutzutage leben wir in Überfluss, durch den Globalisierungsprozess wird die soziale Ungerechtigkeit aber zwangsläufig verstärkt. Weltweit sind Menschen auf der Flucht vor Krieg und Terror, Menschen leiden Hunger. Dies manifestiert sich im Material Mehl. Mehl, wichtigstes kulturenübergreifendes Nahrungsmittel seit Jahrtausenden ist Sinnbild für Toleranzfähigkeit postmoderner Zivilgesellschaften. Der unterirdische, dunkle und bedrückende Raum wird durch die zentral positionierte, reliefartige Bodenarbeit zum strukturierten Teppich geformt und so zum Andachtsraum gewandelt.

Si tratta di un’opera temporanea, fatta di farina, che è stata concepita appositamente per questa stanza. L’opera rievoca un collegamento tra la storia del lavoro al tombolo, una tradizione artigianale diffusa nella Valle Aurina, risalente al periodo in cui la miniera di rame di Predoi cessò definitivamente la propria attività, provocando una forte disoccupazione tra gli abitanti del paese, e il presente, creando quindi un nesso qui ed ora. Oggi la vita è caratterizzata da ricchezza e abbondanza e il processo di globalizzazione ha inevitabilmente potenziato il divario sociale. In tutto il mondo ci sono persone in fuga da guerre e terrore, popolazioni intere soffrono la fame. Tutto ciò si manifesta nel materiale di quest’opera: la farina. Da millenni la farina è l’alimento più importante per moltissime culture e popolazioni del mondo ed è l’emblema delle società civili postmoderne per la loro capacità e la loro volontà di essere tolleranti. L’opera di terra con superfici in rilievo, posizionata al centro della stanza sotterranea, buia e inquietante, intende trasformarsi in una struttura a tappeto, convertendo tutto lo spazio attorno in una stanza di devozione.

Kontakt: aloissteger@dnet.it +39 347 540 4352 Ahrner Str. 42 I-39030 Luttach

Contatto: aloissteger@dnet.it +39 347 540 4352 via Aurina 42 I-39030 Lutago

Raum Sala

Werke: Seite 35 Opere: pagina 35

16 Arthur Kostner

Orange

Orange

2016 2x2m Acryl auf Leinwand

2016 2x2m Acrilico su tela

Arthur Kostner schafft dreidimensionale, geschwungene und filigrane Holzformen, die an der Wand entlanglaufen oder frei in den Raum schwingen. Aufgesprüht in Neonfarben erinnern sie an Leuchtschriftzüge und Monitoranzeigen und bringen das Bild zum Leuchten. Barbara Thurau

Arthur Kostner crea forme lignee tridimensionali, leggere e in movimento che corrono lungo la parete o sono sospese liberamente nello spazio. I colori luminescenti rievocano scritte luminose e annunci digitali e danno all’opera una sensazione di luce. Barbara Thurau

Kontakt: www.kostnerarthur.com arthur.kostner@virgilio.it +39 338 434 9629 M. Sparerstraße 83, 39050 Eppan

Contatto: www.kostnerarthur.com arthur.kostner@virgilio.it +39 338 434 9629 via M. Sparer 83, 39050 Appiano

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Raum Sala

Schwerer Kopf

Testa pesante

2016 Höhe 87 cm Lindenholz

2016 altezza 87 cm legno di tiglio

Kontakt: www.ivanart.it info@ivanart.it +39 339 339 5140

Contatto: www.ivanart.it info@ivanart.it +39 339 339 5140

Raum Sala

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Werke: Seite 36 Opere: pagina 36

17 Ivan Lardschneider

Werke: Seite 37 Opere: pagina 37

18 Thomas Sterna

What‘s this gonna be in two years?

What’s this gonna be in two years?

2017 200 x 10 cm Installation; Neonschrift Aktivbox mit Soundloop (5 Min.)

2017 200 x 10 cm installazione; insegna al neon Aktivbox con soundloop (5 min.)

„Die heute alle Lebensbereiche bis in die feinsten Verästelungen durchdringende Ökonomie zwingt den Künstler, der seine Freiheit noch ernst nimmt, sich mit den gesellschaftlichen Rahmenbedingungen auseinanderzusetzen, unter denen er arbeitet.“ Thomas Sterna, 2016

“L’economia che penetra dettagliatamente in ogni ambito della vita costringe l’artista, che prende ancora sul serio la propria libertà, a confrontarsi con le condizioni sociali in cui si trova ad operare”

Ausgehend von Wolfgang Ullrich‘s Text „Siegerkunst“, der schlüssig zeigt wie der kommerzielle Kunstbetrieb sich gerade zurück entwickelt in Richtung eines höfisch-biedermeierlichen Revivals, hinterfragt Thomas Sterna mit seinen aktuellen Arbeiten diese restaurativen Tendenzen. Seine „Neon-Arbeiten“ bejahen und verneinen zugleich die Objektorientierung des Marktes in ironisch-spielerischer Weise und fordern die Rezipienten dazu auf, sich neu zu fragen, was denn das „richtige“, d.h. dieser Zeit angemessene Kunstwerk für ihr Wohnzimmer, ihr Büro oder ihren Garten sein könnte.

Partendo dal testo di Wolfgang Ullrich “Siegerkunst” che mostra in modo inequivocabile come il mercato commerciale dell’arte stia regredendo verso un revival cortigiano piccolo borghese, Thomas Sterna, con i suoi lavori attuali, mette in discussione queste tendenze restaurative. I suoi “Neon-occupaposto” confermano e negano contemporaneamente in modo ironico e giocoso l’orientamento del mercato agli oggetti e spingono i destinatari a porsi nuovamente la domanda su quale sia la “giusta” opera d’arte per il proprio salotto, ufficio o giardino nel senso di quale sia l’opera d’arte adeguata al periodo in cui viviamo.

Thomas Sterna, geb. 1958, lebt und arbeitet in Meran (Italien) und Frankfurt am Main. Er studierte 1980 - 1987 Germanistik und Philosophie in Frankfurt/M. und von 1987 - 1992 Freie Kunst in Mainz. 1994 Meisterschüler v. Prof. A. Nierhoff. Zahlreiche Stipendien und Preise. Seit 1994 Einzel- und Gruppenausstellungen im In- und Ausland.

Thomas Sterna, nato nel 1958, vive e lavora a Merano (Italia) e a Francoforte sul Meno (Germania). Ha studiato germanistica e filosofia a Francoforte (1980 - 1987) e successivamente Arte a Magonza (1987 1992). Dal 1994 è stato allievo del Prof. A. Nierhoff. Numerose borse di studio e premi. Dal 1994 numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.

Thomas Sterna, 2016


Kontakt: www.thomas-sterna.de tsapp@gmx.de

Raum Sala

Contatto: www.thomas-sterna.de tsapp@gmx.de

Werke: Seite 38 Opere: pagina 38

19 Heinz Innerhofer

Im Dazwischenland

Transizione

2017 160 x 110 cm Fotografie gedruckt auf Alu-Dibond

2017 160 x 110 cm Fotografia stampata su Alu-Dibond

Der Fotograf Heinz Innerhofer schafft zwischen den zwei Schauplätzen der Ausstellung „50x50x50 LANDGEWINN“ ein Dazwischenland. Eine Ausdehnung in Zeit und Raum, die von den Ausstellungsbesuchern fahrend oder gehend zurückgelegt, erlebt und mit der Reflexion der Frage „Was liegt/geschieht dazwischen“ gefüllt werden kann.

Il fotografo crea una terra intermedia tra i due scenari della mostra „50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI“. Un’estensione nel tempo e nello spazio che può essere percorsa dai visitatori della mostra a piedi o con mezzi, vissuta e riempita riflettendo sulla domanda „Che cosa c‘è/succede in mezzo?”.

Die Fotoarbeiten „Texel West Frisian Islands North Sea Nederland“ in der Festung Franzensfeste und „Laguna di Marano Adria“ im Hofburggarten in Brixen verbindet ihre Lage am Meer. Zwar wird in Südtirol keine Brandung an ihnen zerschellen, doch die Kräfte der Natur wirken auf die im Freien ausgestellten Fotografien transformierend ein. Einer ständigen Verwandlung unterliegt auch unser Planet Erde - naturgemacht und menschverschuldet.

I lavori fotografici „Texel West Frisian Islands North Sea Nederland“ nel Forte di Fortezza e „Laguna di Marano Adria“ nel Giardino Vescovile di Bressanone sono collegati al mare grazie alla loro posizione. In Alto Adige non si infrange nessun’onda, ma le forze della natura esercitano un’azione trasformatrice sulle fotografie sistemate all’aperto. Il nostro pianeta Terra è sottoposto ad una costante trasformazione creata dalla natura e di responsabilità dell’uomo.

Heinz Innerhofer lebt als freier Fotograf in St. Lorenzen. Studium an der ZeLIG, Schule für Dokumentarfilm in Bozen und der künstlerischen und darstellenden Fotografie an der “Prager Fotoschule”. Zahlreiche Ausstellungsprojekte u. a. Ars Electronica Center Linz, Galerie Zebra Wien, Werft.Raum.Atelier Oberrieden/Zürich, Galleria Gallerati Roma und Galerie Prisma Bozen.

Heinz Innerhofer vive e lavora come fotografo libero a San Lorenzo di Sebato. Studi presso la scuola di cinetelevisiva ZeLIG a Bolzano e studi di fotografia artistica presso alla “Prager Fotoschule”. Numerosi progetti espositivi, tra cui Ars Electronica Center di Linz, Galleria Zebra a Vienna, Werft.Raum.Atelier a Oberrieden/Zurigo, Galleria Gallerati a Roma e Galleria Prisma a Bolzano.

Kontakt: www.h-innerhofer.com heinz@h-innerhofer.com +39 348 266 2685

Contatto: www.h-innerhofer.com heinz@h-innerhofer.com +39 348 266 2685

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Raum Sala

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Werke: Seite 39 Opere: pagina 39

20 Verena Oberhollenzer

Phönizia

Nachtschattengewächs I

Phönizia

Nachtschattengewächs I

2008/2015 Fotoreihe, Filz

2015 Filz

2008/2015 serie di fotografie, lana cotta

2015 lana cotta

Hans mein Igel

Phönix II

Hans mein Igel

Phönix II

2010 Filz

2015 Holz, Blattgold

2010 lana cotta

2015 legno, foglia d’oro

Phönix IV

Phönix V

Phönix IV

Phönix V

2017 Holz, Blattgold

2017 Holz, Blattgold

2017 legno, foglia d’oro

2017 legno, foglia d’oro

In den Arbeiten der Bildhauerin Verena Oberhollenzer stehen als zentrale Themen Aufbruch, Wandlung und Metamorphose. Dominant im Raum die Plastiken aus verkohltem Holz und Gold. Der sagenhafte Phönix hat seine Spuren hinterlassen. Er muss verbrennen, bevor er aus Asche und Kohle zu neuem Leben erwacht. „Phönizia - die Geburt einer Mutter“. Nicht nur das Kind wird in der Geburt geboren, auch die Mutter ersteht aus den Geburtswehen. „Hans mein Igel“ – im klassischen Verwandlungsmärchen werden dem Protagonisten Prüfungen aufgelegt, durch die die Entwicklung vollzogen werden kann. Hans erlebt seine Verwandlung durch das Abstreifen der Igelhaut. „Nachtschattengewächse“: Traumgeschichte, die im langwierigen und kräftezehrenden Filzen ihren Weg in die Wirklichkeit finden.

Nei lavori della scultrice Verena Oberhollenzer partenza, mutazione e metamorfosi sono i temi centrali. Le sculture in legno carbonizzato e oro dominano lo spazio. La fenice leggendaria ha lasciato le sue impronte. Essa deve ardere prima di rinascere da cenere e carbone. „Phönizia – la nascita di una madre“. Alla nascita non nasce solo il bimbo ma anche la madre rinasce dalle doglie. „Hans mein Igel“ - nella classica fiaba di trasformazione vengono sottoposte delle prove attraverso le quali lo sviluppo può avvenire appieno. Hans sperimenta la propria mutazione attraverso lo sfregamento della pelle del riccio. „Solanacee“: storia da sogno che in tortuosi e estenuanti feltri trovano la loro via nella realtà die.

Lebenslauf 1970 im Ahrntal geboren 1988 - 1992 Ausbildung zur Bildhauerei im Ahrntal und Graz 1992 - 1996 Studium der Bildhauerei in München und Edinburgh 1996 - 1998 Aufbaustudium Bildnerisches Gestalten und Therapie (München)

Curriculum vitae 1970 nata in Valle Aurina 1988 - 1992 formazione alla scultura c/o Valle Aurina e Graz 1992 - 1996 Studio della scultura a Monaco di Baviera ed Edinburgo 1996 - 1998 studio avanzato di creazione figurativa e terapia (Monaco di Baviera)

Seit 1999 in Landshut a. d. Isar lebend und als freiberufliche Bildhauerin und Kunsttherapeutin tätig. 2017 für den Dr. Franz und Astrid Ritter - Preis nominiert.

Dal 1999 residente a Landshut sull’Isar e attiva cone libera professionista scultrice e terapista riabilitativa artistica. 2017 nomina per il premio „Dr. Franz e Astrid Ritter“

Kontakt: verena.oho@arcor.de

Contatto: verena.oho@arcor.de


Raum Sala

Werke: Seite 40 Opere: pagina 40

21 Lars Klauser

Auge

Mund

Occhio

Bocca

100 x 100 cm Öl auf Leinwand

100 x 100 cm Öl auf Leinwand

100 x 100 cm Olio su tela

100 x 100 cm Olio su tela

Fuß

Hand

Piede

Mano

100 x 100 cm Öl auf Leinwand

100 x 100 cm Öl auf Leinwand

100 x 100 cm Olio su tela

100 x 100 cm Olio su tela

Hirn

Tier

Cervello

Animale

100 x 100 cm Öl auf Leinwand

150 x 100 cm Öl auf Leinwand

100 x 100 cm Olio su tela

150 x 100 cm Olio su tela

Die Malerei ist für mich eine Annäherung an die Wirklichkeit. Eine subjektive Wirklichkeit, die ich durch Beobachtung von Details, z.T. in Übergröße, zu erreichen versuche.

Per me la pittura è un avvicinamento alla realtà soggettiva che io cerco di raggiungere attraverso l’osservazione di dettagli - anche ingranditi.

Kontakt: FB: Lars Klauser klauser.lars@gmail.com +39 349 806 3921 Lars Klauser, Waldweg 22, 39018, Terlan/Vilpian (BZ)

Contatto: FB: Lars Klauser klauser.lars@gmail.com +39 349 806 3921 Lars Klauser, Strada del Bosco 22, 39018, Terlano/Vilpiano (BZ)

Raum Sala

22 Valeria Sanguini & Susanne Rieper

Werke: Seite 41 Opere: pagina 41

Tana libera per tutti

Tana libera per tutti

2009 - 2017 175 x 150 cm Öl und Acryl auf Leinwand

2009 - 2017 175 x 150 cm olio e acrilico su tela

Broken linearity

Broken linearity

2017 Video, 3:47 min

2017 Video, 3:47 min

Im Jahr 2014 ist „Ich bin Du“ entstanden, ein fortwährender Dialog über das Andere zwischen der Künstlerin Valeria Sanguini und der Migrationsforscherin Susanne Rieper. 2016 haben sie zusammen im MAAM, Museo dell’Altro e dell’Altrove in Rom die Kunstinstallation La Tenda_al MAAM von Valeria Sanguini errichtet. Vertikale Linien ziehen sich durch eine aufgelassene Halle, eine Vertikalität, die keine feste Form kennt. La Tenda ist umfassend. Der Horizont

Nel 2014 è nato “Io sono Tu”, un dialogo sull’alterità tra Valeria Sanguini, artista, e Susanne Rieper, ricercatrice sulla migrazione. Nel 2016 al MAAM, Museo dell’Altro e dell’Altrove, a Roma, realizzano l’installazione La Tenda_al MAAM di Valeria Sanguini. Linee verticali, di un capanno dismesso, una verticalità che non conosce posa. La Tenda è a tutto tondo. L’orizzonte è da costruire, non incontra più la terra; è sospesa e può protendersi, trovare i propri per-

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ist nicht definiert, er trifft nicht mehr auf die Erde, er schwebt und kann sich vorwagen um neue Wege und Anhaltspunkte zu suchen. Samtbänder zeichnen magnetische Meridiane auf dem Metall dieser Wände, wo Farbe auf Geste trifft, Grenzen negiert werden und sich Spalten auf ein mögliches Panorama öffnen. Die Aussicht eines Kontakts ohne Kompass, außer jenem des entgegenstreckenden, begegnenden Körpers. La Tenda wurde durch Werfen, Durchschreiten, Knüpfen erschaffen, der Körper wird auf das Bedürfnis einer Geste reduziert. Der Horizont der Tenda ist nicht mehr fernes Ziel, sondern nächster Schritt, Sprung der zum Weg wird in einer windigen Geographie, deren Ufer und Koordinaten verloren gegangen sind und keinen Anhaltspunkt mehr bieten. La Tenda macht aus dem Aufgeben die Strategie des staatenlosen Vorankommens, durch die Selbstaufgabe gibt sie der Leere nach, empfängt den Riss, ja verkörpert ihn wann möglich. Cipian macht diese Erfahrung, indem er die Halle abschreitet. Mit der gelben Spraydose in der Hand erreicht er den Punkt, wo das Gelb hingehört, draußen, hinter dem Blech – „Ich bin hier... siehst du meine Hand? Siehst du mich?” - „Ja, ich sehe dich”. Text: Valeria Sanguini

corsi, i propri appigli. Fettucce di raso e calamite a segnare meridiani magnetici sul metallo di queste pareti, dove il colore incontra il gesto, negando il limite, individuando varchi di un panorama possibile, quello del contatto privo di bussola, se non quella del corpo che raggiunge, si protende, incontra. La Tenda si è disegnata lanciando, attraversando, annodando, il corpo ridotto alla necessità del gesto. L’orizzonte della Tenda non è più meta lontana, ma prossimo passo, salto che diventa percorso in una geografia ventosa le cui sponde e coordinate sono andate perdute o non rappresentano più un riferimento. La Tenda fa’ dell’abbandono la strategia del suo incedere apolide, perchè abbandonandosi cede al varco, allo strappo, lo accoglie e quando può lo incarna. Ad addentrarlo ci pensa Cipian girando tutto intorno al capanno. Con bomboletta gialla alla mano, raggiunge il punto, dove va portato il giallo, fuori, oltre la lamiera - „Sono qui… vedi la mia mano? Mi vedi?“ - „Sì, ti vedo“.

Kontakt: www.the-tent.net valeria.sanguini@gmail.com Kamo Atelier - Kienitzerstr. 103, 12049 Berlin (Deutschland)

Contatto: www.the-tent.net valeria.sanguini@gmail.com Kamo Atelier - Kienitzerstr. 103, 12049 Berlino (Germania)

susanne.rieper@gmail.com

susanne.rieper@gmail.com

Raum Sala

Werke: Seite 42 Opere: pagina 42

23 Flavio Senoner

Line Relief, 095/17

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Testo: Valeria Sanguini

2017 220 x 165 x 15 cm burned wood, painted wood

Line Relief, 095/17 2017 220 x 165 x 15 cm burned wood, painted wood

Flavio Senoner was born 1970 in Bolzano/Italy. Studies at the Art Academy in Florence, Art Academy of Brera in Milan and Barnet Art and Design High School in London.

Flavio Senoner was born 1970 in Bolzano/Italy. Studies at the Art Academy in Florence, Art Academy of Brera in Milan and Barnet Art and Design High School in London.

Exhibitions (selection): 2017 Über alle Berge, Galerie Markt Brückmühl / D 2016 Witteveen Visual Art Center – Amsterdam – NL Premio Combat 2016 Livorno – I Perron Kunstpreis Frankenthal – D Fritzi Gerber Preis, Galerie Nothburga, Innsbruck - A

Exhibitions (selection): 2017 Über alle Berge, Galerie Markt Brückmühl / D 2016 Witteveen Visual Art Center – Amsterdam – NL Premio Combat 2016 Livorno – I Perron Kunstpreis Frankenthal – D Fritzi Gerber Preis, Galerie Nothburga, Innsbruck - A


2015/16 Cobra to Zero, Museum Mondriaanhuis, Amersfoort / NL 2014 Works of Change, Gestalt Gallery, Pietrasanta / IT 2010 von der Schwingung des Holzes, Galerie im Feuerwerk, Fügen / A 2009 Fondazione Toniolo, Verona/IT Monumenc, Kreuzherrensaal/Memmingen/D

2015/16 Cobra to Zero, Museum Mondriaanhuis, Amersfoort / NL 2014 Works of Change, Gestalt Gallery, Pietrasanta / IT 2010 von der Schwingung des Holzes, Galerie im Feuerwerk, Fügen / A 2009 Fondazione Toniolo, Verona/IT Monumenc, Kreuzherrensaal/Memmingen/D

Contact: www.flaviosenoner.com info@flaviosenoner.com +39 338 384 3433

Contact: www.flaviosenoner.com info@flaviosenoner.com +39 338 384 3433

Raum Sala

Werke: Seite 43 Opere: pagina 43

24 Mariana Acuña

la boveda dei miei occhi acrescenta le acque del cuore

la boveda dei miei occhi acrescenta le acque del cuore

2016/17 140 x 100 cm Öl und Acryl auf Leinwand

2016/17 140 x 100 cm olio e acrilico su tela

Song to the Mother Surrounded by the delicate twilight melody into the arrow of time to the inconstant moon, dedicating all her love to the absolute. Are you coming tonight dearest mother? To regain all your mystical power. Give me your sight of infinite bliss Thousands of invisible hands And the big eye in kaleidoscope light. Mariana Acuña

Mariana Acuña Jimenez Die aus Chile stammende Künstlerin erhält 1983 ihr Abschlussdiplom an der Kunstakademie Brera in Mailand und beginnt sofort mit einer internationalen Ausstellungstätigkeit. In Paris, Santiago in Chile,Trapani, Palermo und Mailand und weiteren Städten werden ihre Werke gezeigt. Zur Zeit lebt und arbeitet sie in Bozen. Im Rahmen pädagogischer Programme versucht sie dort, Jugendlichen die Welt der Kunst näher zu bringen.

Mariana Acuña Jimenez Nata in Cile, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera nel 1993, e comincia subito ad esporre le sue opere in giro per il mondo. Parigi, Santiago de Cile, Trapani, Palermo e Milano sono solo alcune delle città che la vedono protagonista. Attualmente vive e lavora fuori Bolzano, dove collabora con alcune scuole per portare l’arte ai ragazzi. La pittura di Mariana trae linfa vitale proprio dalla bambina che è in lei. Facendo leva sulla sua grande immaginazione, avvolge tutto ciò che

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Die Malerei von Mariana Acuña Jimenez findet ihre Inspiration in der Erkundung des Kindes in ihr. Aus der Vielfalt ihrer überaus reichen Phantasie schöpfend unterwirft sie alles, was sie umgibt, einer inneren Prüfung. Das real Erlebte taucht ein in eine Welt der Träume und findet ihren Wiederschein in einer ebenso spontanen wie weitsichtigen Vergeistigung. Ihre Bilder spiegeln die Farbvielfalt und Farbstärke Südamerikas. Darin eintauchend entwirft sie zeichnerisch ihre eigenwilligen malerischen Szenarien. In größtmöglicher Freiheit erscheinen Phantasiegestalten, Tiere, Symbole und Spuren digitaler Zeichen. Den Betrachter entführt Mariana Acuña Jimenez ins Innere phantastischer Geschichten, deren Entzifferung zum unmittelbaren Anliegen wird. Die Bildgeschichten der Künstlerin zwingen uns, ausgetretene Pfade zu verlassen. Erst wenn wir uns selbst zurück in die Magie der Kindheit begeben, erschließt sich uns ihre wahre Reichhaltigkeit und Schönheit. Eine Welt voller Wunder, die in Ruhe genossen sein darf.

le sta intorno, fino a toccare la dimensione dei sogni e aprirsi ad una candida e spontanea spiritualità. Nei suoi quadri c’è tutta la forza del colore del Sud America, che, unita all’uso del graffito, da vita ad originali scenografie pittoriche nelle quali inserisce liberamente personaggi immaginari, impronte digitali, animali e simboli. Guardando le sue opere sembra di trovarsi all’interno di storie fantastiche che attirano la nostra attenzione chiedendoci di essere ascoltate. Storie che ci costringono a rinunciare ai soliti schemi, volendo farci tornare ad essere tutti un po’ bambini, assaporando tutta la meraviglia del mondo senza fretta e con tanto gusto. Andrea Ruggiero

Andrea Ruggiero

Contatto: www.mariana-acuna.com marianaacu@hotmail.com + 39 333 159 5085

Kontakt: www.mariana-acuna.com marianaacu@hotmail.com + 39 333 159 5085

Raum Sala

Er hält die Welt in seinen Händen 2017 230 x 46 x 33 cm Skulptur aus zurückgewonnen Objekten … das Internet mit all seinen sozialen und ökologischen Vor- und Nachteilen…

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Werke: Seite 44 Opere: pagina 44

25 Adama Keita

tiene il mondo nelle sue mani 2017 230 x 46 x 33 cm scultura da oggetti recuperati … l’internet in tutta la sua complessità, con tutti i suoi vantaggi e svantaggi sociali e ambientali…

Briefkasten

Ohne Titel

cassetta postale

senza titolo

2017 78 x 46 x 33 cm Eisen bemalt

2017 150 x 120 cm Acryl auf Leinwand

2017 78 x 46 x 33 cm Ferro dipinto

2017 150 x 120 cm Acrilico su tela

Ohne Titel

Ohne Titel

senza titolo

senza titolo

2017 160 x 100 cm Acryl auf Leinwand

2017 100 x 70 cm Acryl auf Leinwand

2017 160 x 100 cm Acrilico su tela

2017 100 x 70 cm Acrilico su tela


Adama Keita Geboren und aufgewachsen in Bamako (Mali), Adama lebt und arbeitet in Innichen und arbeitet in Niederdorf. Seit seiner Kindheit ist für ihn die Weite des Himmels eine Inspiration: Die Wolken, die uns in der Unendlichkeit vielfältige Figuren und Formen vorzeichnen, die unsere Imagination anregen. Am Himmel gibt es Bewegung, Tiefe, Farben, Einheit, Vielfalt, Freiheit - die Wolken haben Adama zu den „Flecken“ auf seinen Kunstwerken verführt. Den Antrieb erhält Adama aus Eindrücken des gesellschaftlichen Lebens der Menschen während ihres kurzen Aufenthalts auf der Erde. Fragen nach der Zerstörung der Welt und der Natur durch die Erdbewohner bis hin zur Zerstörung ihrer selbst sind von zentraler Bedeutung, wobei ein Aufschrei nach Harmonie der Lebenden und ihrer Umwelt zu vernehmen ist.

Adama Keita Nato e cresciuto a Bamako (Mali), vive a San Candido e lavora a Villabassa. L’infinito del cielo è fonte della sua ispirazione a partire dalla sua infanzia: le nuvole con le loro forme e figure alimentano da sempre l’immaginazione dell’artista. Rappresentano movimento, profondità, colori, unità, pluralità, libertà - Le nuvole hanno spinto Adama a creare „macchie“ nelle sue opere. Un tema centrale del lavoro di Adama è la vita sociale che si può definire effimera in confronto al mondo naturale. Riflessioni intorno alla distruzione della natura e l’alienazione dell’uomo sono di un’importanza centrale per l’artista che cerca di richiamare l’uomo all’armonia tra gli esseri viventi e il loro ambiente.

Kontakt: www.adamakeita.com adakeita@gmail.com +39 348 292 2178

Contatto: www.adamakeita.com adakeita@gmail.com +39 348 292 2178

Raum Sala

Studio/Atelier: ACLOUDS Rienzstr. 31 39039 Niederdorf

Studio/Atelier: ACLOUDS Via Rienza 31 39039 Villabassa

Werke: Seite 45 Opere: pagina 45

26 Paul S. Feichter

live view II 2017 Installation Holz, Spiegel, Farbe

live view II 2017 Installazione legno , specchio, colore

Die Grenzen der Natur

I confini della Natura

… Berichte und Tagesereignisse zeigen auf, wie sehr sich das Verhältnis Natur-Mensch verändert. Nichts ist so geblieben wie es war. Den Wald heute sehen und erleben ist nicht dasselbe wie vor einigen hundert Jahren. Unser Bewusstsein und unsere Erfahrungswelt haben sich verändert. Dinge verändern sich in Bezug auf den Blickwinkel. Die Wahrnehmung ist ein bewusster Vorgang, bei dem Verstand und Gedächtnis unaufhörlich zusammenarbeiten.

… La cronaca ci insegna, come il rapporto uomo-natura sia pofondamente cambiato .Oggigiorno, ”guardare e vivere” un bosco, non è più la stessa sensazione come cento o duecento anni fa. Abbiamo una consapevolezza diversa e di conseguenza anche le nostre esperienze mutano costantemente. Tutto cambia in relazione ai punti di vista. La percezione è un procedere conscio dove la mente e la memoria collaborano incessantemente.

Paul Feichters Idee über die Natur beruht auf dieser Erkenntnis und mündet in einer Vision. Er will unser Verhältnis zur Natur und Umwelt erneuern. Jede seiner Arbeiten ist ein Projekt zur Unterstützung der Natur - aber nicht auf politische Art und Weise wie bei Beuys – sondern in einer leisen, poetischen Art, womit er den Betrachter mit einbezieht. Das ist die Umkehrung des Bewusstseins, die Basis für jede wahre und tiefe Veränderung. Valerio Dehò

Paul Feichter lavora attorno ad un’idea di natura che parte da questa coscienza creando una visione, anche sottilmente ideologica, su come dovremmo affrontare il rapporto con l’ambiente. Nel suo lavoro tutto diventa un progetto a sostegno della natura, ma non nella maniera di Beuys in cui l’attivismo politico diventa pratica artistica, ma cercando di smuovere lo spettatore in un coinvolgimento poetico. La rivoluzione della coscienza è la base per ogni mutamento vero e profondo. Valerio Dehò

Kontakt: Weißenbachstr. 16, 39030 Luttach-Ahrntal + 39 334 313 7003 psfeichter@gmail.com

Contatto: via Weißenbach 16, 39030 Lutago-Valle Aurina + 39 334 313 7003 psfeichter@gmail.com

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Raum Sala

Raupe

Am Fenster

Raupe

Am Fenster

2003 2015 100 x 40 cm, Höhe 110 cm 40 x 17 cm, Höhe 60 cm Eisen, Plexiglas, Holz, Gips LED – Leuchtmittel

2003 2015 100 x 40 cm, altezza 110 cm 40 x 17 cm, altezza 60 cm acciaio, vetro acrilico, legno, gesso lampadine LED

Die Schöpfung

Vollmond

Die Schöpfung

Vollmond

2016 71,5 x 103 cm Mischtechnik und Collage

2016 71,5 x 103 cm Mischtechnik und Collage

2016 71,5 x 103 cm tecnica mista e collage

2016 71,5 x 103 cm tecnica mista e collage

Die verlorene Zeit

Das Spiel ist aus

Die verlorene Zeit

Das Spiel ist aus

2016 71,5 x 103 cm Mischtechnik und Collage

2016 71,5 x 103 cm Mischtechnik und Collage

2016 71,5 x 103 cm tecnica mista e collage

2016 71,5 x 103 cm tecnica mista e collage

Harald Kastluner, geboren 1937 in Brixen, widmet sich nach einer Konditorlehre der Malerei und Plastik. Er arbeitet sich durch viele Bereiche der Kunst, angefangen von der Federzeichnung über viele Techniken der Grafik und Malerei. Er blickt auf zahlreiche Ausstellungen weltweit zurück u.a. in Venedig, Tokio, Verona, Ferrara, Nizza, Basel, Dallas, Madrid, Bari, Stockholm, New York, Padua, Los Angeles und Würzburg.

Harald Kastlunger nato nel 1937 a Bressanone, si è dedicato dopo la formazione da pasticciere alla pittura e alla plastica. Ha lavorato in molti settori dell’arte, iniziando dal disegno a penna e passando per molte tecniche della grafica e della pittura. Vanta molte mostre internazionali, tra le altre a Venezia, Tokio, Verona, Ferrara, Nizza, Basilea, Dallas, Madrid, Bari, Stoccolma, New York, Padova, Los Angeles e Würzburg.

Kontakt: Harald Kastlunger Fallmerayerstrasse 3/2, 39042 Brixen +39 0472 830679 +39 333 950 7529

Contatto: Harald Kastlunger via Fallmerayer 3/2, 39042 Bressanone +39 0472 830679 +39 333 950 7529

Raum Sala

28 Christiane Raich

SEI 2017 Zeichnungen, Installation, Künstlerbücher und eine interaktive Arbeit Innere und externe Grenzen überwinden, Denk- und Verhaltensmuster durchschauen. Entdecken und zulassen, finden und annehmen. Ein Selbstoptimierungswahn, der gleichzeitig hinterfragt werden sollte. Es geht um Landgewinn. Um Landgewinn im Sinne einer Erweiterung der Komfortzone und des Horizonts.

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Werke: Seite 46 Opere: pagina 46

27 Harald Kastlunger

Werke: Seite 47 Opere: pagina 47

Sii 2017 Disegni, installazione, libri d’artista e opera interattiva Oltrepassare i limiti interni ed esterni, liberarsi da pensieri ossessivi, scoprire e accettare, trasgredire. Allargare i propri orizzonti, la propria zona di comfort. Una continua ricerca di miglioratre se stessi, che necessita però di uno sguardo critico.


I should – We should #3 umfasst eine Sammlung von Schachteln,

I should – We should #3 é composta da una collezione di scatole. Su

auf denen man teilweise Portraits der ursprünglichen Besitzer dieser Verpackungen wieder findet, oder aber mehrsprachige Schriftzüge. Das Werk vereint eine in Spanien und eine in Südtirol entstandene Serie.

una parte di esse sono riportati i ritratti dei proprietari, sull’altra parte delle scritte. L’opera accomuna una prima versione nata in Spagna e una seconda creata in Alto Adige.

What would You say? sind sechs Künstlerbücher, welche aus anonym ausgefüllten Fragebögen zu tiefgehenden Themen bestehen.

What would You say? é il titolo di sei libri d’artista composti da que-

Say: Sechs leere Bücher mit unterschiedlichen Fragestellungen liegen bereit. Sie sollen im Zuge der Ausstellung mit vielen Antworten gefüllt und zu einem interaktiven Werk werden. Schachteln, Portraits und Antworten bilden einen Spiegel der Gesellschaft. Das Betrachten und das Lesen ermöglichen es, (sich darin) zu reflektieren.

Say: Quest’opera prevede la collaborazione del pubblico poiché è invitato a rispondere per iscritto alle domande alle quali si dedicano i sei libri presentati. Scatole, ritratti e risposte formano uno specchio della società. Leggendo e guardando è possibile riflettersi/riflettere.

Christiane Raich (1982) studierte Malerei in Verona und Valencia und nahm ab 2004 an mehreren Ausstellungen im In- und Ausland teil. Seit 2007 arbeitet sie als Kunsterzieherin.

Christiane Raich (1982) ha studiato pittura a Verona e a Valencia. Dal 2004 ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero. Dal 2007 lavora come insegnante di educazione artistica.

Kontakt: www.christianeraich.com christiane_raich@yahoo.de www.facebook.com/raich.christiane

Contatto: www.christianeraich.com christiane_raich@yahoo.de www.facebook.com/raich.christiane

29 Elisabeth Oberrauch

Werke: Seite 48 Opere: pagina 48

NATURALIEN KABINETT, VITRINE I

GABINETTO DI SCIENZE NATURALI, VETRINA I

2013, Höhe 80 cm, Breite 100 cm, Tiefe 40 cm, PAPER ART

2013 altezza 89 cm, larghezza 100 cm, profondità 40 cm PAPER ART

NATURALIEN KABINETT, VITRINE II

GABINETTO DI SCIENZE NATURALI, VETRINA II

2013 Höhe 200 cm, Breite 240 cm, Tiefe 68 cm PAPER ART

2013 altezza 200 cm, larghezza 240 cm, profondità 68 cm PAPER ART

Es scheint, als sammle Elisabeth Oberrauch Ideen und Projekte für ein zukünftiges Museum, in welchem die Kunst ebenso Platz findet wie die wunderbare Welt des Staunens über die Natur. Mit der Schau „Naturalien Kabinett“ gelingt ihr eine ganz besondere Ausstellung: Aus Papier, ihrem bevorzugten Werkstoff, mit dem sie weltweit Anerkennung erlangt hat, kreiert sie natürliche Objekte von Tannenzapfen bis zur Koralle, Pflanzen und andere Lebewesen werden auf diese Weise gesammelt und in eigenen, selbst entworfenen Vitrinen ausgestellt. Das

Pare proprio che Elisabeth Oberrauch raccolga idee e progetti per un museo del domani, un posto dove le meraviglie dell’arte vanno ad accostarsi e confondersi alle meraviglie della natura. Con la mostra “Gabinetto di Scienze Naturali” in scena è la carta, materiale con la quale l’artista realizza la maggior parte delle sue opere ottenendo riconoscimenti in tutto il mondo. Piante e altri organismi viventi, ma anche elementi come pigne, coralli, vengono raccolti ed esposti in particolari vetrinette realizzate dall’artista stessa. La carta, magistralmente lavo-

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Raum Sala

stionari che l’artista ha chiesto di compilare anonimamente.

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Papier, meisterhaft verarbeitet, verleiht den Formen einerseits Eleganz und Materie, andererseits eine außerordentliche Leichtigkeit. Um diese künstlerisch zu verarbeiten arbeitet Oberrauch mit einem ebensolchen natürlichen Stoff, dem Papier und formt daraus ein Paralleluniversum. Die künstlerische Nachahmung der Natur führt wieder zu dieser zurück. Sie schafft mit den Papierobjekten Arbeiten von großer Feinheit, die wie in der Taxonomie der natürlichen Schönheit bestaunt werden können.

rata, da un lato conferisce materia alle forme, dall’altro dona loro un’eleganza e una leggerezza straordinarie. Servendosi coerentemente di un materiale naturale, Elisabeth Oberrauch trasfigura le manifestazioni della natura in espressioni artistiche e delinea un universo parallelo, un doppio della realtà fatto di imitazioni e rielaborazioni formali. Mette a punto una sorta di una tassonomia di bellezze naturali, una sintesi di naturale e artificiale che è anche una sorta di autoritratto.

Valerio Dehò

Valerio Dehò

Elisabeth Oberrauch lebt und arbeitet in Meran und in St. Konstantin/Völs

Elisabeth Oberrauch vive e lavora a Merano e a S. Costantino/Fiè

Kontakt: www.webmuseumtirol.at elisabeth.oberrauch@gmx.net

Contatto: www.webmuseumtirol.at elisabeth.oberrauch@gmx.net

Raum Sala

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Werke: Seite 49 Opere: pagina 49

30 Andreas Bertagnoll

Quarterlife

Un quartino di vita

2002 - 2005 Fotografie

2002 - 2005 fotografia

Die Aufnahmen sind zwischen 2001 und 2004 entstanden. Diese Jahre markieren den Anfang und das Ende der Studentenzeit des Künstlers. Politisch waren die Jahre nach der Jahrtausendwende gekennzeichnet von den Anschlägen des 11. Septembers und den darauffolgenden Kriegen in Afghanistan und Irak. Ereignisse wie Krieg, Terrorismus und Wirtschaftskrise erhielten in dieser Zeit eine neue Dimension. Auch im kreativen Bereich wie der Mode, der Fotografie oder der Musik erwiesen sich die damaligen Trends als bahnbrechend und führten zu einer Revolution der Ästhetik und des Sehens. Diese Entwicklungen sind einerseits eng verknüpft mit der gesellschaftlichen Stimmungslage nach dem 11. September, andererseits aber auch mit dem stürmischen Fortschritt der Technik in einer Zeit, in der das Handy noch als Errungenschaft galt und ein E-Mail-Account noch nicht selbstverständlich war.

Le immagini sono nate tra il 2001 e il 2004. Questi anni segnano l’inizio e la fine del periodo degli studi universitari dell’artista. Sul piano politico questi primi anni del 2000 erano marcati dagli attentati dell’11 settembre e dalle successive guerre in Afghanistan e Iraq. In quegli anni eventi come la guerra, il terrorismo e la crisi economica ottennero una nuova dimensione. Anche nel settore creativo come nella moda, nella fotografia e nella musica i trends di quegli anni si rivelarono dirompenti portando ad una rivoluzione dell’estetica e della percezione. Questi sviluppi da una parte sono strettamente legati all’atmosfera sociale dopo l’11 settembre, dall’altra parte anche con il progresso vibrante della tecnologia, tant’è vero che allora il cellulare era ancora una certa novità e non ognuno era già dotato di una mailbox.

Quarterlife ist die Erzählung eines Anfang Zwanziger über die wahrgenommenen Veränderungen nach seinem Umzug von einem 7000-Seelen-Dorf im „Heiligen Land Tirol“ in die Millionenmetropole Mailand.

“Un quartino di vita” è il racconto di un ventenne sui cambiamenti vissuti dopo il suo trasloco dal paese nativo di settemila anime in mezzo al “Sacro Tirolo” alla metropoli di Milano.

Treibende Kraft dieses Fotoessays war der emotionale Widerspruch zwischen Verlangen und Ablehnung, zwischen der Neugier auf die Welt und gleichzeitig der Wut auf sie.

La spinta decisiva per questo saggio fotografico fu la tensione fra desiderio e rifiuto, fra curiosità e rabbia verso il mondo.

Kontakt: andreasbertagnoll@tiscali.it

Contatto: andreasbertagnoll@tiscali.it


Raum Sala

Werke: Seite 50 Opere: pagina 50

31 Lukas Meßner

At the bottom of the v-neck

At the bottom of the v-neck

2017

2017

Hitzewellen flimmern dicht über dem verwelkten Gras*

ondate di calore che scintillano rasenti sopra l’erba appassita* * Matsuo Basho, 1688

* Matsuo Basho, 1688

Lukas Meßner, (*1989) geboren in Brixen, lebt und arbeitet in Amsterdam, wo er vor kurzem seinen BA der Künste an der Gerrit Rietveld Academie abgeschlossen hat, nach mehreren Jahren des Fotografie Studiums, sowohl in Potsdam, Berlin und Amsterdam. Zu seinen letzten Projekte gehört u. a. die Initiierung von Propellers, einer Ausstellung im Spektakel, Wien. Ein Taschenbuch mit dem Titel A joint journey - eine geschichtliche Erkundung von Wandern als Mittel zur “Naturerfahrung” und Classic Sweat, eine T-shirt und Pullover Kollektion.

Lukas Meßner, (*1989) nato a Bressanone, vive e lavora a Amsterdam dove ha da poco conseguito il suo diploma all’accademia g.r., dopo aver effettuato uno studio pluriennale della fotografia a Potsdam, a Berlino e a Amsterdam. Tra i suoi ultimi progetti sono da annoverare tra gli altri: la realizzazione di Propellers una mostra nell’ambito dello Spektakel di Vienna; una brossura dal titolo A joint journey - un’esplorazione storica del camminare come mezzo per fare esperienza della natura - e Classic Sweat, una collezione di t-shirt e di pullover.

Kontakt: lukasmessner.eu

Contatto: lukasmessner.eu

Raum Sala

Werke: Seite 51 Opere: pagina 51

32 Gregor Prugger

Ein Krieg fängt immer langsam an

Una guerra inizia sempre lentamente

1987/2015/2017 Holz

1987/2015/2017 legno

In einem Zeitalter wo es so viele Kriege auf der Welt gibt wie noch nie, und an einem Ort wie diesen, der in kriegerischer Absicht entstanden ist, habe ich in einem Werk drei Skulpturen aus drei verschiedenen Jahren (1987, 2015 und 2017) vereint. Sie stehen für Angst, Gräueltaten und Freiheitsberaubung.

In un periodo pieno di guerre come quello attuale ed in un luogo edificato per ragioni di guerra ho realizzato questo lavoro unificando sculture di vari anni 1987, 2015 e 2017, trattando i temi paura, atrocità e privazioni.

Kontakt: www.gregorprugger.com gregor.prugger@gmail.com +39 333 432 8327 Muredastr. 22, 39046 St.Ulrich

Contatto: www.gregorprugger.com gregor.prugger@gmail.com +39 333 432 8327 via Mureda 22, 39046 Ortisei

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Raum Sala

33 Markus Keim und Beate Hecher

Welcome, betreten auf eigene Gefahr

Benvenuto, entrare a proprio rischio

2017 Skulpturale Installation

2017 Installazione sculturale

Ein leuchtendes „Welcome“ und ein verschlossenes goldenes Tor, die als Sehnsuchtsorte auf ein besseres Leben schimmern. Dazwischen das durch Müllsäcke angedeutete Mittelmeer, das für viele Menschen auf ihrer Flucht zum gefährlichen Schicksal wird. „Welcome, betreten auf eigene Gefahr“ ist ein skulpturaler Abgesang auf die Gleichgültigkeit Europas gegenüber dem Sterben von Flüchtlingen auf ihrer verzweifelten Überfahrt durch das Mittelmeer.

Un luminoso “Benvenuto” e una porta d’oro chiusa che splendono come luoghi di desiderio per una vita migliore. In mezzo sacchetti di immondizia che simboleggiano il Mare Mediterraneo, che significa per molti migranti un destino pericoloso sulla loro fuga. “Benvenuto, entrare a proprio rischio” è una critica sculturale sull´ l’indifferenza europea contro il morire dei rifugiati durante il loro passaggio disperato attraverso il Mare Mediterraneo.

Kontakt: https://vimeo.com/beatehechermarkuskeim markus.keim@gmx.at

Contatto: https://vimeo.com/beatehechermarkuskeim markus.keim@gmx.at

Raum Sala

Werke: Seite 53 Opere: pagina 53

34 Ivo Mahlknecht

Stilleben III

natura morta III

2016 170 x 210 cm Öl auf Leinwand

2016 170 x 210 cm olio su tela

Eine bestimmte Vertrautheit stellt sich ein, fast schon eine freundschaftliche Beziehung. Totenschädel haben auch Charisma, Ausstrahlung, Persönlichkeit. Die Zähne strahlen weiß. Die Todesursache ist nicht bekannt. Fast schon ein positives Bild, würde es nicht jeden Einzelnen betreffen, die Auseinandersetzung mit dem Tod. In klassischer Malweise geschaffen, verwandelt es den Raum in eine Krypta.

Richiama una certa intimità, già quasi un rapporto confidenziale. I teschi hanno personalità, emanano carisma. I denti brillano bianchi. La causa della morte è sconosciuta. Quasi un quadro positivo, se il confronto con la morte non ci riguardasse personalmente. Creato secondo criteri pittorici classici, trasforma lo spazio in una cripta.

Angaben zum Künstler Ivo Mahlknecht Geboren 1955 in Meran Studium der Kunstschule in St. Ulrich in Gröden Studium der Kunstakademie in Florenz Ausbildung in Salzburg für Lithographie Langjähriger Kursleiter für Tiefdruckgrafik Sein Hauptgebiet ist jedoch die Malerei Lebt und arbeitet in Tramin an der Weinstraße Seit 1981 regelmäßig Ausstellungen im In- und Ausland

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Werke: Seite 52 Opere: pagina 52


Öffentliche Aufträge: Wandgestaltung im Bozner Messegelände Wandgestaltung im neuen Altenheim in Tramin Fassadenmalerei Großraumsporthalle Tramin Porträts

Kontakt: mahlknecht.ivo@gmail.com Steinackerstraße 15, Tramin +39 333 671 6251

Contatto: mahlknecht.ivo@gmail.com via Steinacker 15, Termeno +39 333 671 6251

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Hofburggarten, Brixen KĂźnstlerinnen und Giardino Vescovile di KĂźnstler Bressanone Hofburggarten, Brixen

Die ArtisteWerke e artisti Giardino Vescovile, Bressanone Le opere

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Peter Chiusole 84


Monika Costabiei 85


Stefan Fabi

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Stefano Favaretto

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Thomas Fleischmann

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Markus Gasser 89


Ursula Huber 90


Heinz Innerhofer 91


Markus Kiniger 92


Ivan Lardschneider 93


Kyra Leimegger Chiusole

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Johanna MeĂ&#x;ner

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Martin Pardatscher

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Marco Pietracupa

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Edith Plattner

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Christiane Raich 99


Sergio Sommavilla 100


Maria Stockner 101


Sara Stuflesser 102


Georg Tappeiner 103


Hartwig Thaler

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Peter Paul Verwunderlich 105


Christina Vignocchi

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Alexander Wierer 107


RĂźdiger Witcher 108


Wolfgang Zingerle 109


Peter Chiusule

Werke: Seite 82 Opere: pagina 82

Abdal

Abdal

2017 100 x 150 x 150 cm Holzhütte mit Eisenfeuerung und Grafikzyklus

2017 100 x 150 x 150 cm capanna con ciclo grafico

Abdals Hütte, begehbare Raumskulptur mit Grafikzyklus

Abdals Hütte, scultura accessibile con ciclo grafico

Kontakt: peterchiusole@hotmail.com +39 340 487 8926 I-Sarns 24, 39042 Brixen

Contatto: peterchiusole@hotmail.com +39 340 487 8926 I-Sarnes 24, 39042 Bressanone

Monica Costabiei

Werke: Seite 83 Opere: pagina 83

Ich kümmere mich um dich

Mi prendo cura di te

2017 ca. 250 x 100 cm Mischtechnik

2017 ca. 250 x 100 cm tecnica mista

…schneller als der Adler überqueren meine Träume das Meer…

…più veloci di aquile i miei sogni attraversano il mare…

Kontakt: costabieim@yahoo.de

Contatto: costabieim@yahoo.de

Stefan Fabi

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Werke: Seite 84 Opere: pagina 84

Grenzstation

Stazione di confine

2017 163 x 468 x 100 cm Installation, Polystyrol verputzt und Beet Werkverzeichnisnummer 605 Die Installation besteht aus zwei Teilen: zum einen aus dem Werk ANGESICHT (600, Polystyrol verputzt, 5-17), zum anderen aus der ortsgebundenen Positionierung desselben.

2017 163 x 468 x 100 cm Installazione, polistirolo intonacato ed aiuola Numero registro delle opere 605 L’installazione è composta da due parti: una è l’opera DI FRONTE (600, polistirene intonacata, 5-17), l’altra è l’ubicazione dell’opera stessa.


Themen: das Verwurzelt-sein im Grenzbereich die Ausdehnung unseres Wirkungsfeldes der Austausch als Grenzerfahrung

Tematiche: l’essere radicati in area di confine l’espansione del nostro campo d’azione lo scambio come esperienza di confine

Kontakt: www.s-fabi.it info@s-fabi.it +39 0473 442021 Kellereistraße 10, 39020 Marling

Contatto: www.s-fabi.it info@s-fabi.it +39 0473 442021 via Cantina 10, 39020 Marlengo

Stefano Favaretto

Werke: Seite 85 Opere: pagina 85

Hope

Hope

2017 17 0 x 190 cm drei gespiegelte Fotos gedruckt auf Schiefer, Carrara-Marmor und Aluminium

2017 17 0 x 190 cm tre fotografie a specchio, stampate su diversi materiali: ardesia, marmo di Carrara, alluminio

„Triptychon”. Nur eine schmale Linie trennt das Menschliche vom Göttlichen, während sie sich ineinander spiegeln; ein einfaches Objekt wird zum Vermittler zwischen uns und einer höheren Ebene, in einem ständigen Wechselspiel zwischen Alltag und Transzendenz. Die drei Elemente des Triptychons – Passion-Kreuzigung-Auferstehung– als Sinnbilder für Leiden, Erlösung und Wiedergeburt werden zu einem agnostischen Symbol der tiefsten menschlichen Gefühle. Verstärkt wird diese Verbindung zwischen dem Menschlichen und dem Göttlichen, geeint in der Natur, durch echte, gespiegelte und auf natürlichen Materialien gedruckte Fotografien. Der in der „Passion” dargestellte Stacheldraht aus dem Ersten Weltkrieg ist gleichzeitig Dornenkrone und gebrochenes Herz, ein trennender und zerstörerischer Schmerz. Der gekreuzigte Christus aus den Marmorbrüchen von Carrara, der sich für den Menschen opfert, symbolisiert den jahrtausendealten Versuch des Menschen, die Schönheit der Natur in den Dienst des Gemeinwohls zu stellen. Und schließlich die Auferstehung: Ein aus dem Stein entspringender Engel wird zum Überbringer der Heilsbotschaft. Nur in der Anerkennung der göttlichen Macht der allgegenwärtigen Natur und in der Suche nach einer harmonischen Beziehung zu ihr können wir uns selbst wieder finden und in Frieden leben.

“Trittico”. L’umano e il divino si specchiano divisi da un sottile paravento, dove l’oggetto triviale diviene il tramite tra quotidianità e trascendenza ad un’entità superiore, in un continuo interscambio duale tra i due piani. Sofferenza, redenzione e rinascita, rappresentati nei tre elementi del Trittico, Passione–Crocifissione–Resurrezione, pur attingendo simbolicamente alle nostre radici cristiane, assurgono a rappresentazione agnostica dei più profondi sentimenti umani. Foto reali, rispecchiate e stampate su materiali vivi, consolidano ancor più il legame tra uomo e divino inteso come tutto naturale. Nella Passione, il filo spinato della prima guerra mondiale è al tempo stesso corona di spine e cuore spezzato, il dolore che divide e distrugge. Il duro lavoro dell’uomo nel tentativo di asservire la bellezza della natura al bene comune, rappresenta il sacrificio del Cristo delle cave di marmo di Carrara nella Crocifissione. Infine la Resurrezione. È l’angelo derivante dall’immagine della pietra a trasmettere il messaggio salvifico per il genere umano. Solo ritornando a riconoscere il potere “divino” della natura, presente in tutto ciò che ci circonda e rimettendoci in sintonia con esso possiamo ritrovare noi stessi e vivere in pace.

Foto 1 „Passion”. Echtes, gespiegeltes Foto eines Stacheldrahtes aus dem Ersten Weltkrieg, gedruckt auf Schieferplatte

Foto 1 “La passione”. Foto vera speculata del filo spinato della 1° guerra mondiale stampata su vera lastra di ardesia.

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Foto 2 „Kreuzigung”. Echtes, gespiegeltes Foto aus den Marmorbrüchen von Carrara Foto 3 „Auferstehung”. Echtes, gespiegeltes Foto mit Details von Mineralien

Foto 2 “La crocifissione”. Foto vera speculata delle cave del marmo a Carrara. Foto3 “La resurrezione”. Foto vera speculata di dettagli di minerali.

Kontakt: www.stefanofavaretto.it info@stefanofavaretto.it

Contatto: www.stefanofavaretto.it info@stefanofavaretto.it

Thomas Fleischmann

Werke: Seite 86 Opere: pagina 86

Richtung

Richtung

2017 320 x 70 cm Fichte, gebrannte Erde

2017 320 x 70 cm abete, terra bruciata

Die Ausdehnung unseres Wirkungsfeldes.

L’espansione del nostro campo d’azione.

Markus Gasser

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Werke: Seite 87 Opere: pagina 87

Brutus II

Brutus II

2016 110 x 70 x 60 cm Stein „Die Skulpturen von Markus Gasser sind zeitlos, oder haben etwas von allen Epochen.“

2016 110 x 70 x 60 cm pietra

Markus Gasser 1970 in Bozen geboren 1984 Besuch der Staatlichen Kunstschule St Ulrich in Gröden 1993 Diplom der Bildhauerei an der Akademie Brera Mailand 1996 als freischaffender Bildhauer tätig

Markus Gasser 1970 nato a Bolzano 1984 frequenta l’istituto d’arte di Ortisei 1993 Diploma di scultura presso l’accademia di Belle Arti Brera di Milano 1996 opera come libero scultore

Kontakt: Gasser Markus Hartmannweg 108 39042 Brixen Tel +39 347 6435047 info@gassermarkus.com www.gassermarkus.com

Contatto: Gasser Markus via Artmanno 108 39042 Bressanone +39 347 6435047 info@gassermarkus.com www.gassermarkus.com

„Le sculture di Markus Gasser sono senza tempo, o di tutti i tempi.“


Ursula Huber

Werke: Seite 88 Opere: pagina 88

AUS DEM GESAMTKONZEPT „EROSION“ Werktitel : DIE NEUEN...

DAL CONCEPT GENERALE “EROSIONE” Titolo: DIE NEUEN…

2016/17 170 x 60 x 60 cm, 160 x 60 x 60 cm, Zement- Metallaufbau, Fundstücke, Farbe

2016/17 170 x 60 x 60 cm, 160 x 60 x 60 cm cemento armato con inserimento di reperti ed oggetti ritrovati, colore

„Ursula Huber stellt den Begriff Erosion in den Mittelpunkt ihres künstlerischen Schaffens. Dabei geht es ihr weniger um das Naturphänomen selbst, als um die psychoanalytische Interpretation der sogenannten emotiven Erosion. Wie auch in der Natur setzt hier die Erosion vergrabene und verborgene Dinge frei, von deren Existenz bis dato man nichts wusste. Es findet eine unterbewusste Archäologie statt, ein Graben in der eigenen Psyche wenn man so will. Jede einzelne Skulptur gibt einen archaischen Anstoß, in sich hineinzuschauen, in der uns eigenen platonischen Höhle nachzusehen und nachzudenken, ob die Welt denn nun doch ihre Selbstverständlichkeit verloren hat.“

“Ursula Huber mette il termine ‘erosione’ al centro della sua creazione artistica. L’artista è meno interessata al fenomeno naturale quanto all’interpretazione psicoanalitica dell’erosione cosiddetta emotiva. Come nella natura che questa erosione espone delle cose nascoste della cui esistenza non si sapeva nulla fino a quel momento. C’è in atto un Archeologia subconscia, uno scavo nella propria psiche se così si vuole. Ogni scultura è un impulso arcaico per guardare dentro di sé, per guardare nella nostra caverna platonica e riflettere se il mondo davvero ha perso la sua naturalezza.” Arch. Hannes Peer

Arch. Hannes Peer

Ursula Huber, geboren 1952 in Meran Ausbildung an der „Accademia di Belle Arti G.B. Cignaroli“ in Verona. „Art Glass Academy“ in Wien mit Prof. Harvey K. Littleton. Stipendium in North Carolina (USA) bei Prof. Harvey K. Littleton. Glass-Academy Zürich bei Narzissus Quagliata für Architektonische Entwürfe, ein Jahr später bei Tim O’Neill und Linda Ethier in Zürich/ Schweiz für Glassfusing und Entwurf.

Ursula Huber nata 1952 a Merano Formazione presso “Accademia di Belle Arti G.B. Cignaroli” di Verona. “Art Glass Academy” di Vienna con il Prof. Harvey K. Littleton. Accademia di Zurigo con Narcissus Quagliata. Accademia di Zurigo con Tim O’Neill e Linda Ethier. Borsa di studio in North Carolina (USA) Prof. Harvey K. Littleton.

Ihre künstlerische Arbeit umfasst Bildhauerei, Malerei und Installationen mit den ihr bevorzugten Materialien Beton, Glas, Metall und Asphalt und bei großen Arbeiten kommt der Einsatz von Video’s als weiteres Ausdrucksmittel hinzu.

Si afferma sia come scultrice, ma anche come pittrice, particolarmente apprezzata per le sue opere in cemento e asfalto. Il suo lavoro scultoreo viene completato in alcuni casi dall’uso del video e dal ricorso ad installazioni complesse, dove i diversi media creano un dialogo. Le opere di Ursula Huber partono dalla forma essenziale della testa dell’uomo, cui l’artista attribuisce il nome „Ego“, che viene completata sintetizzando la forma del corpo. Rappresentazioni minimaliste della figura umana, le opere dell’artista raffigurano conflitti e tensioni della società contemporanea.

Kontakt: www.ursulahuber.it urhuber@tin.it +39 0471 665032

Contatto: www.ursulahuber.it urhuber@tin.it +39 0471 665032

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Heinz Innerhofer

Werke: Seite 89 Opere: pagina 89

Im Dazwischenland

TRANSIZIONE

2017 160 x 110 cm Fotografie gedruckt auf Alu-Dibond

2017 160 x 110 cm Fotografia stampata su Alu-Dibond

Der Fotograf Heinz Innerhofer schafft zwischen den zwei Schauplätzen der Ausstellung „50x50x50 – Landgewinn“ ein Dazwischenland. Eine Ausdehnung in Zeit und Raum, die von den Ausstellungsbesuchern fahrend oder gehend zurückgelegt, erlebt und mit der Reflexion der Frage „Was liegt/geschieht dazwischen“ gefüllt werden kann. Die Fotoarbeiten „Texel West Frisian Islands North Sea Nederland“ in der Festung Franzensfeste und „Laguna di Marano Adria“ im Hofburggarten in Brixen verbindet ihre Lage am Meer. Zwar wird in Südtirol keine Brandung an ihnen zerschellen, doch die Kräfte der Natur wirken auf die im Freien ausgestellten Fotografien transformierend ein. Einer ständigen Verwandlung unterliegt auch unser Planet Erde – naturgemacht und menschverschuldet.

Il fotografo crea una terra di mezzo tra i due scenari della mostra „50x50x50 – Landgewinn“. Un’estensione nel tempo e nello spazio che può essere percorsa dai visitatori della mostra a piedi o con mezzi, vissuta e riempita riflettendo sulla domanda „Che cosa c‘è/succede in mezzo?”. I lavori fotografici „Texel West Frisian Islands North Sea Nederland“ nel Forte di Fortezza e „Laguna di Marano Adria“ nel Giardino di Corte di Bressanone Brixen sono collegati al mare grazie alla loro posizione. In Alto Adige non si infrange nessun’onda, ma le forze della natura esercitano un’azione trasformatrice sulle fotografie sistemate all’aperto. Il nostro pianeta Terra è sottoposto ad una costante trasformazione – creata dalla natura e di responsabilità dell’uomo.

Heinz Innerhofer lebt als freier Fotograf in St. Lorenzen. Studium an der ZeLIG, Schule für Dokumentarfilm in Bozen und der künstlerischen und darstellenden Fotografie an der “Prager Fotoschule”. Zahlreiche Ausstellungsprojekte u. a. Ars Electronica Center Linz, Galerie Zebra Wien, Werft.Raum.Atelier Oberrieden/Zürich, Galleria Gallerati Roma und Galerie Prisma Bozen.

Heinz Innerhofer vive e lavora come fotografo libero a San Lorenzo di Sebato. Studi presso la scuola di cinetelevisiva ZeLIG a Bolzano e studi di fotografia artistica presso alla “Prager Fotoschule”. Numerosi progetti espositivi, tra cui Ars Electronica Center di Linz, Galleria Zebra a Vienna, Werft. Raum.Atelier a Oberrieden/Zurigo, Galleria Gallerati a Roma e Galleria Prisma a Bolzano.

Kontakt: www.h-innerhofer.com heinz@h-innerhofer.com +39 348 2662685

Contatto: www.h-innerhofer.com heinz@h-innerhofer.com +39 348 2662685

Markus Kiniger

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Werke: Seite 90 Opere: pagina 90

Das Gute und das Schlechte

Il buono e il cattivo

2017 Apfelbaum und Hanfpflanzen, keine Technik Mit diesem Werk möchte ich den Besucher dazu anregen, sich mit dem Ort der Ausstellung auseinanderzusetzen. Ein schöner Ort, mitten in

2017 albero di mele e piante di canapa, nessuna tecnica Con quest’ opera vorrei sollecitare il visitatore a relazionarsi col luogo della mostra. Un bel posto in una bella città in una bella regione.


einer schönen Stadt in einem schönen Land. Der Apfel wird bei uns in Südtirol ganz groß geschrieben und jeder weiß, dass der Apfel gut tut und gut schmeckt. In Südtirol wachsen Apfelbäume meistens in intensiven Monokulturen und auch hier im Hofburggarten standen viele Jahre nur Apfelbäume die mit Pestiziden bzw. Pflanzenschutzmitteln bespritzt wurden. Die Nebenwirkungen dieses intensiven Anbaus liegen direkt unter ihren Füssen: einer mit Schwermetallen verseuchter Boden. Quecksilber, Zink, Blei und Kupfer sind um ein Vielfaches über den Grenzwert vorhanden und sickern seit Jahren immer tiefer in den Boden hinein.

La mela è il frutto simbolo dell’Alto Adige, e tutti sappiamo che fa bene ed è buona. La maggior parte delle coltivazioni sono intensive, e i meleti vengono trattati von pesticidi e diserbanti, così come è stato fatto anche qui nel giardino del palazzo vescovile. Gli effetti collaterali di questo tipo di coltivazione si trovano direttamente sotto ai vostri piedi: il terreno e contaminato con metalli pesanti. Mercurio, zinco, piombo e rame sfiorano nettamente le soglie massime consentite e filtrano da anni nel terreno.

Hanf hingegen brauch für sein Wachstum keine giftigen Substanzen; in Gegenteil. Hanf hat die Fähigkeit aus dem verseuchten Boden Giftstoffe aufzunehmen und dekontaminiert somit die Erde. Diese Pflanze soll Sie also darauf aufmerksam machen in welchen Konditionen sich der hiesige Boden befindet und welches toxische Potential hierzulande vorhanden ist.

La canapa invece non ha bisogno di sostanze nocive per crescere, anzi: la canapa ha la capacità di assorbire i veleni dal suolo e svolge dunque un’azione decontaminante del terreno. Ho piantato la canapa per evidenziare la problematica dell’inquinamento di questo suolo e per far riflettere in quali potenziali condizioni di tossicità si trovano i terreni coltivati a mele della provincia.

Kontakt: markuskiniger@alice.it

Contatto: markuskiniger@alice.it

Ivan Lardschneider

Werke: Seite 91 Opere: pagina 91

My angel

My angel

2016 Höhe 200 cm Bronze „My angel“, mein Engel, das ist mein ganz persönlicher Schutzengel. Wie im Gebet „Schutzengel mein....“, das wir als Kind gebetet haben und das unsere Kinder noch heute beten, empfinde ich diesen schützenden Engel als einen, der uns helfend zur Seite steht, der zu uns kommt, um uns zu beschützen.

2016 altezza 200 cm bronzo

Kontakt: www.ivanart.it info@ivanart.it +39 339 339 5140

Contatto: www.ivanart.it info@ivanart.it +39 339 339 5140

‚My angel‘, il mio angelo, è il mio Angelo Custode del tutto personale. Come nella preghiera all’Angelo Custode, che abbiamo pregato da bambini ed ancor oggi i nostri bambini pregano, sento questo angelo come colui che è sempre al nostro fianco per aiutarci e sostenerci.

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Kyra Leimegger Chiusole

Werke: Seite 92 Opere: pagina 92

9 Stühle – 9 Möglichkeiten

9 sedie – 9 possibilità

2013 -2017 Alteisen, geschmiedet und geschweißt /Keramik, glasiert

2013 -2017 Ferro vecchio, lavorato e saldato/ ceramica, smalto

Stühle als Symbol für den Platz, den wir im Leben einnehmen. Ob wir es wollen oder nicht, ist immer etwas Altes dabei, auch wenn wir es verändern. Immer sollte auch etwas Neues dabei sein, das wir selbst bestimmen und gestalten. Im Lauf des Lebens wechseln wir den Platz, mal, weil wir müssen, aber auch, weil wir wollen, denn jeder Mensch ist auf der Suche nach dem Platz, der möglichst gut zu ihm passt.

Sedie come simbolo per il posto che ricopriamo nella vita. Volendo o no in ogni posto rimane sempre qualcosa di vecchio, anche se lo trasformiamo. Dovrebbe esserci sempre anche qualcosa di nuovo, che siamo noi a stabilire e creare. Nel corso della vita cambiamo la “sedia“, qualche volta perchè siamo costretti, altre perchè lo vogliamo noi, dal momento che ogni uomo è alla ricerca del posto più adatto alle proprie esigenze.

Kontakt: kyra.leimeggerchiusole@gmail.com +39 347 324 9201 Sarns 23, 39042 Brixen

Contatto: kyra.leimeggerchiusole@gmail.com +39 347 324 9201 Sarnes 23, 39042 Bressanone

Johanna Meßner

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Werke: Seite 93 Opere: pagina 93

pronto prego

pronto prego

2017 Installation, glasierte Keramik, Metall

2017 Installazione, ceramica smaltata, metallo

Die Installation „pronto prego“ bezieht sich auf die Faszination des Festhaltens und das Gefühl des Loslassens im alltäglichen Leben, bezugnehmend auf Situationen, Gegebenheiten, Gegenstände, sowie Gewohnheiten.

„Pronto prego” si ricollega all’attrazione per il trattenere e alla sensazione del lasciar andare, tipici della vita quotidiana, in particolare in riferimento a situazioni, fatti, oggetti e abitudini.

Das Provozieren verschiedener Formen von Wahrnehmung und das Auslösen von Handlungsimpulsen sind zentrale Aspekte im künstlerischen Schaffen von Johanna Meßner. Dabei stehen die vielschichtige Arbeitsweise und Materialwahl in einer prozessartigen Wechselwirkung mit dem der Arbeit zugrundeliegenden Konzept. Die variierenden künstlerischen Ausdrucksformen reichen von keramischen Gebilden, Betongüssen, Leuchtschriften bis zu Videos und gehäkelten Formationen. Das textile Material stellt dabei eine prägende Konstante und starke Präsenz in ihrem künstlerischen Schaffen dar. In ihren Arbeiten stellt Johanna Meßner immer wieder Bezüge zu autobiografischen Gegebenheiten, gesellschaftspolitischen Thematiken sowie Zitaten aus dem Alltäglichen her.

Nella sua pratica artistica Johanna Meßner indaga la determinazione di differenti forme di percezione unite allo scatenarsi di atti impulsivi. Il complesso metodo di lavoro e la scelta dei materiali si influenzano reciprocamente nel processo di produzione con il concetto alla base della ricerca. Le varie forme della sua espressione artistica includono elementi in ceramica, calchi in cemento, scritte luminose fino a video e lavori all’uncinetto. Il tessile sarà una costante e una forte presenza nella sua produzione. Nei suoi lavori Johanna Meßner stabilisce inoltre sempre di nuovo riferimenti a fatti autobiografici, a temi socio-politici e citazioni dalla vita quotidiana.


Johanna Meßner studierte Kunst und Kommunikation, sowie Textiles Gestalten an der Akademie der Bildenden Künste in Wien, laufend Bildende Kunst an derselben. Geboren 1985 in Brixen, lebt und arbeitet die Künstlerin derzeit in Wien.

Johanna Meßner ha studiato Arte e Comunicazione così come Creazioni Tessili all’Accademia di Belle arti di Vienna dove adesso studia Arti visive. Nata nel 1985 a Bressanone, l’artista attualmente vive e lavora a Vienna.

Kontakt: messner.johanna@gmail.com

Contatto: messner.johanna@gmail.com

Martin Pardatscher Recovered 2017 5 x (5 cm x 10 cm x 160 cm) Installation: 5 Stahl Profileisen

Werke: Seite 94 Opere: pagina 94

„Recovered“ - o fotografare è talvolta per me come lavarsi le mani 2017 5 x (5cm x 10cm x 160 cm) installazione: 5 ferri sezionati in acciaio

„Recovered“ - oder Fotografieren ist für mich manchmal wie Händewaschen.

„Recovered“ - o fotografare è talvolta per me come lavarsi le mani.

In vier Profileisen - jedes mit einer Länge von 1,6 Metern, das entspricht etwa der Länge eines 35-mm-Kleinbild-Films - wurden analoge Filmstreifen in verschiedene Materialien wie Wachs, Beton, Teer und Kautschuk eingebettet. Diese Materialien sind, aufgrund ihrer Konsistenz, Haptik und Farbe Kommunikationsmittel, wie sich bildliche Erinnerungen in unserem Gedächtnis bewahren. So steht der Beton für eine fest verankerte Erinnerungsstruktur. Das Wachs hingegen, leicht auszuschmelzen oder auszukratzen, verweist auf flüchtige Eindrücke, die leicht aus unserer Erinnerung verschwinden können. Die Filmstreifen entziehen sich vollständig dem Blick des Betrachters und können höchstens als Projektionsflächen von Fantasien gesehen werden. Die Filme wurden von mir vor vielen Jahren belichtet, wurden aber in Folge nie ausentwickelt. Sie wurden schlichtweg in Kameras oder nach deren Entnahme, vergessen. Es kam es zu einem totalen Informationsverlust des aufgenommenen Bildmaterials. Erst die nach Jahren erfolgte Entwicklung der Filme rief in mir wieder Vergessenes ins Gedächtnis.

In quattro barre di ferro - ciascuna avente una lunghezza di 1,6 metri che corrisponde alla lunghezza di una pellicola analogica di 35mm sono state incorporate delle strisce di pellicola in diversi materiali quali cera, cemento, catrame e gomma. Questi materiali sono mezzi di comunicazione che, per la loro consistenza, percezione aptica e per il loro colore, rappresentano il modo in cui si conservano i ricordi delle immagini nella nostra mente. Il calcestruzzo simboleggia quindi una struttura di memoria profondamente radicata. La cera invece, facile da fondere o da raschiare, si riferisce ad impressioni fugaci, che possono facilmente scomparire dalla nostra memoria. Le strisce di pellicola sfuggono completamente alla vista dell’osservatore e possono essere comprese soltanto come proiezione di fantasie. Le pellicole sono state esposte da me molti anni fa, ma in seguito non sono mai state sviluppate. Sono state semplicemente dimenticate dopo la loro rimozione o addirittura lasciate nelle fotocamere. In questo modo le informazioni delle immagini catturate sono state totalmente perse. Solamente lo sviluppo delle pellicole, anni dopo, mi ha richiamato alla mente ricordi dimenticati.

Paradoxerweise wird das Bild dem Betrachter vorenthalten. Es gibt keine Abzüge, lediglich eine kurze persönliche Sichtung des negativen Filmbildes erlaubte mir einen „Blick zurück“ um anschließend unwiederbringlich „archiviert“ zu werden.

Paradossalmente l’immagine viene trattenuta dallo sguardo dell’ osservatore. Non esistono stampe; solo una breve osservazione personale della pellicola mi ha permesso di “guardare indietro” per poi „archiviarla“ definitivamente.

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In einer fünften Eisenschiene sind fünf Polaroids in Acryl eingebettet. Sie zeigen Aufnahmen vom Händewaschen. Der fotografische Prozess reduzierte sich, bei den vor Jahren belichteten Filmen, nur auf die Handlung des Fotografierens, vergleichbar mit einer banalen Handlung wie die des Händewaschens.

In una quinta barra di ferro sono state incorporate in materiale acrilico cinque polaroid. Esse mostrano immagini del lavaggio delle mani. Il processo fotografico nelle pellicole esposte anni fa è stato ridotto solo all’atto di fotografare, paragonabile ad un atto banale come il lavaggio delle mani.

Pardatscher Martin

Pardatscher Martin

Kontakt: parmar@dnet.it +39 339 813 4389

Contatto: parmar@dnet.it +39 339 813 4389

Marco Pietracupa 50x250x375 help

50x250x375 help

2017, 200 x 300 cm Foto auf Stahlplatte

2017 200 x 300 cm fotografia su piattaforma in acciaio

Marco Pietracupa, was born in Brixen (Südtirol-Italy) and moved to Milan at the beginning of the nineties to turn his passion into a profession. After having attended the Italian Institute of Photography he started to publish his works in the Art, fashion and portraits fields.

Marco Pietracupa, was born in Brixen (Südtirol-Italy) and moved to Milan at the beginning of the nineties to turn his passion into a profession. After having attended the Italian Institute of Photography he started to publish his works in the Art, fashion and portraits fields.

Kontakt: marcopietracupa.com info@marcopietracupa.com

Contatto: marcopietracupa.com info@marcopietracupa.com

Mit freundlicher Unterstützung von: Con il gentile sostegno di:

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Werke: Seite 95 Opere: pagina 95


Edith Plattner

Werke: Seite 96 Opere: pagina 96

Wir sitzen nicht alle im selben Boot

Non siamo tutti sulla stessa barca

2017 Ø 36 cm Keramik, glasiert, Porzellan, Eisenkette

2017 Ø 36 cm ceramica, smaltata, porcellana, catena di ferro

Kontakt: edithplattner@yahoo.de

Contatto: edithplattner@yahoo.de

Christiane Raich

Werke: Seite 97 Opere: pagina 97

Sequenz

Sequenza

2017 Installation. Zeichnungen auf Kreuzworträtseln, Glasflaschen, Bambusrohre.

2017 Installazione. Disegni su cruciverba, bottiglie di vetro, canne di bambù.

Innere und externe Grenzen überwinden, Denk- und Verhaltensmuster durchschauen. Entdecken und zulassen, finden und annehmen. Ein Selbstoptimierungswahn, der gleichzeitig hinterfragt werden sollte. Es geht um Landgewinn. Um Landgewinn im Sinne einer Erweiterung der Komfortzone und des Horizonts.

Oltrepassare i limiti interni ed esterni, liberarsi da pensieri ossessivi, scoprire e accettare, trasgredire. Allargare i propri orizzonti, la propria zona di comfort. Una continua ricerca del miglioramento personale, che necessita però di uno sguardo critico.

Christiane Raich, geboren 1982 in Bozen, studierte Malerei an den Kunstakademien in Verona und Valencia und nahm ab 2004 an mehreren Ausstellungen im In- und Ausland teil. Seit 2007 arbeitet sie als Kunsterzieherin.

Christiane Raich, nata nel 1982 a Bolzano, ha studiato pittura alle Accademie di Belle Arti di Verona e Valencia. Dal 2004 ha partecipato a numerose mostre in Italia e all’estero. Dal 2007 lavora come insegnante di educazione artistica.

Kontakt: www.christianeraich.com christiane_raich@yahoo.de www.facebook.com/raich.christiane

Contatto: www.christianeraich.com christiane_raich@yahoo.de www.facebook.com/raich.christiane

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Sergio Sommavilla

Werke: Seite 98 Opere: pagina 98

Stele

Colonna biforcuta

2015 375 cm Esche

2015 375 cm frassino

Sergio Sommavilla Bildhauer Geboren 1951 in Brixen (BZ), wo er lebt und arbeitet.

Sergio Sommavilla scultore, nato a Bressanone (BZ) nel 1951 dove vive e lavora.

Kontakt: www.sergiosommavilla.com sergiosommavilla@gmail.com +39 348 363 0914

Contatto: www.sergiosommavilla.com sergiosommavilla@gmail.com +39 348 363 0914

Maria Stockner

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Werke: Seite 99 Opere: pagina 99

Stiller Raum

Spazio silenzioso

2017 Installation mit weißen Porzellangefäßen

2017 Installazione con recipienti bianchi di porcellana

Das Spiel mit alten Sammelstücken/Fragmenten erzählt von meiner Faszination für die Formen historischer Gegenständlichkeit und vom Wert solider ländlicher Handwerkskunst.

I miei quadri sembrano delle vetrine museali: gli oggetti esposti sono di uso quotidiano e contengono la memoria di chi li ha raccolto e tenuto per ragioni personali.

Es erzählt aber auch von meiner Freude an den Dingen, die, obwohl beschädigt und bruchstückhaft, intime Erinnerungen enthalten. Meine Recherche, meine Sehnsucht gilt dem Blick in die geheime Welt der Menschen, welche scheinbar banale Gegenstände aus persönlichen Gründen aufbewahrt haben.

In una specie di giocoso sperimentare seguo a modo mio i canoni delle forme artigianali, dei disegni, delle strutture e forme che si sciolgono intuitivamente in un unico collage. Attraverso l’oggetto stesso, pure difettoso e frammentario, entro in un mondo arcaico di soggetti intimi, estranei e inquietanti.

Kontakt: www.maria-stockner.com mariastockner@gmail.com +39 329 492 0774

Contatto: www.maria-stockner.com mariastockner@gmail.com +39 329 492 0774


Sara Stufflesser

Werke: Seite 100 Opere: pagina 100

Wenn es nicht geregnet hätte, hätte ich nicht fliegen gelernt

Grazie alla pioggia ho imparato a volare

2017 100 cm hoch, 30 cm Durchmesser Fadenfigur in Plexiglas Mit schwarzem Faden und Leim, schafft sie Figuren und stellt damit den heutigen Menschen dar, der mit Problemen und Sorgen konfrontiert wird. Die verstrickten Fäden geben das sehr bildhaft wieder. Oft ist der Mensch damit allein gelassen und sucht wiederum durch diesen Verstrickung nach Kontakt und Annahme. In einigen von Sara Stuflessers Werken wird die figürliche Situation durch das Plexiglas von einem Schleier getrübt und sie macht uns die Sicht noch spannender. Das so Verschwommene und Mysteriöse unterstreicht die dargestellte, zwischenmenschlichen Beziehungen. Diese Situation von sehen und nicht sehen versetzt uns in eine ungebundene Gedankenfreiheit. Ihr Ziel ist es, durch diese seine dargestellten Situationen, den Betrachter mit einzubeziehen um einen emotionellen Austausch zu erlangen.

2017 100 cm altezza, 30 cm diametro scultura in filo e colla, plexiglass

Kontakt: www.vujion.it sarastuflesser@gmail.com +39 333 595 7993 Purgerstr 44, 39046 St. Ulrich

Contatto: www.vujion.it sarastuflesser@gmail.com +39 333 595 7993 via Purger 44, 39046 Ortisei

Per creare le sue figure, che rappresentano l’uomo di oggi, confrontato con i suoi problemi e le sue preoccupazioni ,mescola il filo con la colla e crea una massa che avvolge le figure in forma di un ciclo infinito. Il filo è simbolo di connessione e congiungimento che dimostra la necessità di uno stretto rapporto umano. Il plexiglas, una facciata davanti alla quale i personaggi si nascondono, come un guscio velato dalla pioggia, che allo stesso tempo da alle persone sensazione di sicurezza e le protegge dal mondo esterno. L’intento è sempre di coinvolgere lo spettatore nell’evento in modo da ottenere uno scambio emotivo.

Georg Tappeiner

Werke: Seite 101 Opere: pagina 101

The Happy End…it’s a point of view.

The Happy End…it’s a point of view.

2016 ca. 100 x 60 cm Foto, Druck auf Steinplatte

2016 ca. 100 x 60 cm foto stampata su piattaforma di pietra

Georg Tappeiner - Ausstellungen:

Georg Tappeiner- Mostre:

• „Dolomiten – Das steinerne Herz der Welt“ in Zusammenarbeit mit National Geographic:

• „Dolomiten – Das steinerne Herz der Welt“ In collaborazionecon National Geographic:

• Photokina Köln 2010 • National Museum of contemporary History Leibach, Slovenien 2012 • Archäologisches Museum Zagreb, Kroatien 01 Juni - 10 Juli 2016 • Turmgallerie, Prag Tschechien 03. – 28. Mai 2017

• Photokina Colonia 2010 • National Museum of contemporary History Leibach, Slovenia 2012 • Archäologisches Museum Zagreb, Croazia 01 giugno - 10 luglio 2016 • Turmgallerie, Praga Rep. Ceca 03 – 28 maggio2017

• “Magische Orte” Gruppenausstellung in Zusammenarbeit mit GEO

• “Magische Orte” mostra di gruppo in collaborazione con GEO

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Museum Gasometer Oberhausen 2011 – 2012

Museo Gasometer Oberhausen 2011 – 2012

• 50x50x50 ART Südtirol Franzensfeste 2015 • “THE DEPTH OF THE MOUNTAIN LANDSCAPE – AN AGRICULTURAL PERSPECTIVE” im Auftrag der “Alpenkonvention” - “Ministero dell’ Ambiente” und “United Nations Environment Programme

• 50x50x50 ART Südtirol Forte di Fortezza 2015 • “THE DEPTH OF THE MOUNTAIN LANDSCAPE – AN AGRICULTURAL PERSPECTIVE” A nome della “Alpenkonvention”, del “Ministero dell’ Ambiente” e di “United Nations Environ ment Programmes”

• EXPO, Milano 06/2015 • Uno City Vienna International Center at the Rotunda - Dezember 2016

• EXPO, Milano 06/2015 • Uno City Vienna International Center at the Rotunda - dicembre 2016

Kontakt: tappeiner@gmx.net +39 335 365 600 Georg Tappeiner, 1964, Meran - Südtirol

Contatto: tappeiner@gmx.net +39 335 365 600 Georg Tappeiner, 1964, Merano - Alto Adige

Hartwig Thaler

Werke: Seite 102 Opere: pagina 102

Wurfbilder & Bildfänger

Wurfbilder & Bildfänger

2017

2017

Wurfbilder

Bildfänger

Wurfbilder

Bildfänger

Durchmesser 32 cm, Aluminium bemalt, 30 Stück

100 x 50 cm, Höhe 145 cm, Edelstahl, Textil

diametro 32 cm, aluminio dipinto, 30 pezzi

100 x 50 cm, altezza 145 cm, acciaio inox, tessile

HARTWIG THALER Der in den Niederlanden ausgebildete Künstler zeichnet und malt, formt und entwirft. Mit musikalischen Farbfolgen, grafischer Präzision, mit Raumbeherrschung und Materialsicherheit hat er in einer neuen, unverwechselbaren Bildsprache einen eigenen künstlerischen Kosmos erschaffen.

HARTWIG THALER Hartwig Thaler ha compiuto la sua formazione artistica in Olanda, disegna e dipinge, dà forma e progetta. Mediante sequenze di colore musicali, precisione grafica, padronanza dello spazio e sicurezza nella scelta di materiali, ha creato un inconfondibile linguaggio d’immagini e un cosmo artistico.

„Ich will neue,künstlerische Welten erschaffen. Ich will zu Hause sein und anderen ein zu Hause geben in der alles überstrahlenden Pracht und Kraft des Lebendigen.“

“Voglio creare nuovi mondi artistici. Voglio sentirmi a casa ed essere fonte di ispirazione per una dimora in cui tutto possa irradiare bellezza e potenza della vita.” Hartwig Thaler

Kontakt: HARTWIG THALER Untere Schutzengelgasse 8, 39042 Brixen +39 347 060 6079 www.hartwigthaler.de/.it/.com info@hartwigthaler.de Mit freundlicher Unterstützung von: Con il gentile sostegno di:

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Hartwig Thaler

Contatto: HARTWIG THALER via Bassa Angelo Custode 8, 39042 Bressanone +39 347 060 6079 www.hartwigthaler.de/.it/.com info@hartwigthaler.de


Peter Paul Verwunderlich

Werke: Seite 103 Opere: pagina 103

Das heutige unbestreitbare kleine Weltbild

L’odierna incontestabile ristretta concezione del mondo

2017 12 x 40 x 8 cm Bronze

2017 12 x 40 x 8 cm Bronzo

Die Bronze als Vermittler des Selben

I bronzi creati per propiziare l’immagine

Ich habe versucht, sie in sechs verschiedenen Themen festzuhalten: 1. die Linie 2. die Jugend 3. das Pärchen (er und sie ) 4. die Gesellschaft 5. das Gelbe vom Ei 6. die immer blühende Liebe (Blumen Dame)

Ho tentato di fissarla attraverso 6 differenti tematiche: 1. la linea 2. la gioventù 3. la coppia (lui e lei) 4. la società 5. il massimo 6. l’amore sempre in fiore (la signora dei fiori)

In dieser Ausstellung 50x50x50 LANDGEWINN ist die 6. Plastik aus dem obigen Zyklus zu sichten:

In questa esposizione 50x50x50 LANDGEWINN è in mostra il bronzo indicato in posizione 6 del ciclo:

die immer blühende Liebe (Blumen Dame)

l’amore sempre in fiore (la signora dei fiori)

Schlussendlich und trotzdem wird die Liebe überleben. Dargestellt in Form eines Menschen (einer Frau) wird sie immer ihre revolutionäre Resistenz behaupten können. Sie erhält das Leben auf der Erde am Leben und die Zeit wird wieder kommen, wo man wieder weiß und fühlt, das Liebe nicht Geld ist. Dass man die Liebe, einfach behalten kann und nicht teilen braucht, sondern einfach nur so wie sie ist, leben kann...

Alla fine e nonostante tutto l’amore sopravvivrà. L’amore è rappresentato in forma di donna. L’amore affermerà sempre la sua rivoluzionaria resistenza. Mantiene viva la vita nel mondo ed arriverà il momento, nel quale ci si renderà conto e si sentirà che i soldi non sono l’amore e che chiunque può tenersi l’amore senza dividerlo, vivendolo così com’è…

Kontakt: verwunderlichpeter@gmail.com

Contatto: verwunderlichpeter@gmail.com

Christina Vignocchi

Werke: Seite 104 Opere: pagina 104

welcome to dogville

welcome to dogville

2017 ca. 200 x 200 cm Mischtechnik Willkommen bei Dogville: unheimliche Einladung oder lustiger Scherz? Man kann ganze Abhandlungen schreiben wenn man interpretiert. Es ist gut nachzudenken, wo das Auge nicht mehr hinreicht: Ein Bild am Boden, dem Unwetter ausgesetzt, ein Schild, das schief steht, ein Teppich oder ein Grabstein? Dogville kann an jedem erdenklichen Ort vorhanden

2017 ca. 200 x 200 cm tecnica mista Benvenuti a Dogville: invito sinistro, o battuta divertente? Inter- pretando si può scrivere trattati. Bene riflettere oltre il vedere: un quadro a terra in balìa delle intemperie, una segnaletica non verticale, un tappeto o una pietra tombale? Navigando nella sub-coscienza, Dogville può essere qualsiasi luogo, e ora è qui. Non è un luogo dedicato ad un cane,

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sein wenn man im Unterbewusstsein navigiert; und nun ist es hier. Es ist kein Ort, der einem Hund gewidmet ist. Vielmehr ist es das Symbol der Sklaverei der Konventionen, verwechselt mit dem Schutze unseres guten „Gewissens“. Ein Wegweiser wie in der Schatzsuche der Kinder, versteckt zwischen Erde und Gras, die beunruhigende Gegenwart von Dogville ist die Camouflage.

ma è il simbolo della schiavitù delle convenzioni, scambiata per protezione dalle nostre buone “coscienze”. Una segnaletica come il gioco del tesoro dei bambini, nascosta tra terra ed erba, l’inquieta presenza di Dogville è il camouflage.

„Das Werk von Cristina Vignocchi stellt keine Lösungen dar, sondern wirft Fragen über eine Gegenwart auf, die immer problematischer und schwieriger zu verstehen wird.“ Valerio Dehò, 2016.

“L’opera di Vignocchi non fornisce soluzioni ma solleva interrogativi su un presente sempre più problematico e difficile da comprendere.”

Cristina Vignocchi ist eine unabhängige Künstlerin. Sie hat Kunst und Architektur in Venedig und Fotografie in Salzburg studiert. Als Journalistin hat sie für fachbezogene Tageszeitungen und Zeitschriften geschrieben. Teilnahme an Nebenausstellungen zweier Biennalen in Venedig. Ihr digitales Archiv ist im Woman Museum in the Art in Washington untergebracht. Sie war Gast bei einer amerikanischen Stiftung um ein Projekt über Venedig zu entwickeln. Sie hat permanente Werke für öffentliche Räume gestaltet.

Cristina Vignocchi è artista indipendente, ha studiato arte e architettura a Venezia e fotografia a Salisburgo, ha scritto come giornalista per quotidiani e riviste specializzate. Ha partecipato a due edizioni della Biennale di Venezia negli eventi collaterali. Il suo archivio digitale è custodito al Woman Museum in the Art di Washington. E’ stata ospite presso una fondazione americana per sviluppare un progetto su Venezia. Ha firmato opere permanenti per spazi pubblici.

Kontakt: pagina supperztudio in fb cristinavignocchi@virgilio.it +39 320 034 2011 Silbergasse 17, Bozen

Contatto: pagina supperztudio in fb cristinavignocchi@virgilio.it +39 320 034 2011 via Argentieri 17, Bolzano

Valerio Dehò 2016.

Alexander Wierer

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Werke: Seite 105 Opere: pagina 105

Ohne Titel

senza titolo

2017 Fahrrad, Aluminiumrohr, Fahrradschloss ca. 180 x 150 x 40 cm es beginnt ganz vorne. da wo alles anfing. bei null oder noch früher. vorher. also nix war da und alles hat angefangen. bei nix war der anfang. anfang und nix waren zur gleichen zeit. die sind zugleich entstanden. wie zwillinge. nix will nichts machen und anfang hat ständig was vor. die mögen sich sehr gern aber wollen jetzt nix mehr anfangen.

2017 bicicletta, tubo di alluminio, lucchetto ca. 180 x 150 x 40 cm

Alexander Wierer - *1989 Brixen 2012 Accademia di Belle Arti Bologna, Studiengang Skulptur bei Prof. Davide Rivalta seit 2013 Kunstakademie Münster, Studiengang Freie Kunst bei Prof. Henk Visch und Prof. Klaus Weber 2016 Facultad de Bellas Artes Barcelona Ernennung zum Meisterschüler von Prof. Henk Visch

Alexander Wierer - *1989 Bressanone 2012 Accademia di Belle Arti Bologna, scultura, prof. Davide Rivalta dal 2013 Kunstakademie Münster, prof. Henk Visch e prof. Klaus Weber 2016 Facultad de Bellas Artes, Barcelona nominato allievo d’eccellenza dal prof. Henk Visch

inizia al principio. proprio là dove tutto ebbe inizio. al nulla o addirittura prima. prima. dunque niente fu e tutto cominciò. al niente fu l’inizio. l’inizio e il niente vi furono allo stesso tempo. sono sorti al tempo stesso. come gemelli. niente non vuole fare nulla, mentre inizio ha sempre da fare. si vogliono molto bene ma non vogliono più iniziare niente.


Kontakt: wierer.alexander@gmail.com

Contatto: wierer.alexander@gmail.com

Rüdiger Witcher

Werke: Seite 106 Opere: pagina 106

Ohne Titel

senza titolo

2017

2017

Kontakt: www.ruediger-witcher.com rudi_witcher@yahoo.com +39 339 533 6929

Contatto: www.ruediger-witcher.com rudi_witcher@yahoo.com +39 339 533 6929

Wolfgang Zingerle

Werke: Seite 107 Opere: pagina 107

Born of Movement

Born of Movement

2011 190 x 52 x 35 cm Bronze, vernickelt

2011 190 x 52 x 35 cm bronzo, con placcatura di nickel

Wolfgang Zingerle hält sich nicht an Grenzen oder Moden. Von immer neu erfundenen Produktionsmethoden ist seine Arbeit geprägt. Er vermeidet die enge Dichotomie der traditionellen Arbeitsweise. Die Plastik entsteht aus einer freien Bewegung des Körpers heraus. Es gibt keine Präzision, keinen Halt für den Betrachter, nur einen leisen Widerhall dessen, was es sein könnte. Die Malerei, Ströme von Farben, die Erinnerungen an versunkene, entfernte Orte hervorrufen. Mit dem für die Manifesta7, 2008 geschaffenem Werk “Gold Target“ hat er sein wichtigstes Ergebnis zur Land Art erreicht. Im Jänner 2017 schnitt er 6 tonnenschwere Eisblöcke aus dem Pragser Wildsee, und installierte sie am Seerand. Eine Hommage an die Menschheit, Klimawandel und die Vergänglichkeit. Beliebige Elemente der Natur werden zum künstlerischen Ausdruck, zur unnachahmlichen Sprache, ohne jedoch die bereits innewohnende Referenz, sein natürliches Ready-Made-Wesen, zu verlieren. Diese Kunstwerke spiegeln wider, was stets der produktivste und vitalste Modus der Kunst war: die Vergangenheit vom Geröll befreien und sie gleichzeitig mit neuer Bedeutung erfüllen, mit neuen Möglichkeiten der Welterfahrung aufladen.

L’artista Wolfgang Zingerle non si pone limiti quanto a modi e tecniche. Cerca di mantenere una certa “libertà” nel trovarsi nuove tecniche da lui inventati. Evita la strettoia posta dalla tradizione plastica, invece parte da un libero movimento del corpo e della mano, riportandolo alla plasticità. Non è nulla di preciso e definibile, soltanto un’eco di quello che potrebbe raffigurare. Nella pittura, da rivoli di colore che ricordano memori di lontani paesaggi. Il risultato più notevole dei progetti Land Art, ottenuto senz’altro con “Gold Target“, elaborato come evento collaterale in occasione di Manifesta7 nel 2008. A gennaio 2017 tagliava e recuperava blocchi di ghiaccio di 6 tonnellate dal Lago di Braies e le installava verticalmente sul bordo del lago. Un omaggio all’umanità, cambiamento climatico e alla transitorietà. Un elemento naturale qualunque diventa linguaggio, parola irrepetibile senza però perdere il suo riferimento “già pronto”, il suo essere anche ready-made, anche natura. Queste opere rispecchiano quello che è stato sempre uno dei modi di procedere più produttivi e vitali dell’arte, riscattare il detrito, rivitalizzare il passato e contemporaneamente “tradirlo” in vista di una nuova creazione, di una nuova possibilità di mondo.

Kontakt: www.wolfgangzingerle.com wolfgang.zingerle@gmail.com +39 340 986 7010 Pustertalerstraße 17, I-39030, Percha

Kontakt: www.wolfgangzingerle.com wolfgang.zingerle@gmail.com +39 340 986 7010 via Val Pusteria 17, I-39030, Perca

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Programm 2017 Programma 2017

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Unruhe der Formen

Forme inquiete - simposio

Casa NANG - Temporäres Literaturhaus 2017

CASA NANG - casa temporanea della letteratura

“Das Haus ist kein Haus im gemauerten Sinn. Es hat kein Dach. Es hat keine Mauern. Ein Geflecht ist es. Ein Sinn/es/wandler. Das Haus ist das Programm.“

„La casa non è una casa, nel senso che non ha muri. Non ha tetto. Non ha pareti. È piuttosto un intreccio, una trasmutazione di senso e di sensi. La casa è il programma.“

“Unruhige Formen” ist den diversen Sprachen Südtirols gewidmet und spürt deren Mechanismen, Schreib-, Denk- und Übersetzungskulturen nach. In verschiedenen Formaten erforscht es die literarischen und künstlerischen Möglichkeiten der Übersetzung und eine Praxis der Vielsprachigkeit.

CASA Nang - La casa temporanea della letteratura si svolge all‘insegna delle FORME INQUIETE. È dedicata alle varie lingue dell‘Alto Adige, mira a coglierne meccanismi e le diverse culture dello scrivere, pensare e tradurre. Esplora in vari formati le possibilità letterarie e artistiche della traduzine e della pratica del multilinguismo.

Unruhige Formen

Forme inquiete

Die Form ist anfangs meist nicht viel mehr als eine Ahnung, ein Schwingen, mehr ein Gefühl denn ein Bild. Doch in der Verdichtung materialisiert sich der Blick, fügt Partikel und Imaginationen hinzu, meiselt, schreddert, verwebt. Ein suchender Geist, ein Mensch, ein Gedanke, ein kultureller Organismus, sucht, streunert, settelt sich in eine Form. Manchmal bleibt diese Form unantastbar - ein Punkt im scheinbar endlosen Wald der Möglichkeitsformen. Doch mit „Unruhige Formen“ nehmen wir die Übertragungen und Übersetzungen ins Visier. Hier ist nicht nur die Übersetzung von einer Sprache in die andere gemeint. Sondern auch die Zwischenräume, welche immer auch Möglichkeitsräume sind. Wie und wo entstehen sie, im Übersetzungsprozess von einer Form in die nächste? Literarische Werke und die bildende/darstellende Kunst stehen dabei in konstanter und unsteter Wechselwirkung. Ein Text kann Inspirationsquelle sein oder mit seiner Umwelt in Resonanz treten. Er kann als informatives Beiwerk gelten, das einen erweiterten Dialog anstrebt. Er kann den Leser fürsorglich an der Hand nehmen, die Leserin damit aus der eigenen Lesart führen und dadurch ihre Wahrnehmung verschließen. Oder ihr einen Schlüssel reichen und sie erweitern. Werke, Menschen, Wildnis und Welt aus ihrem Kontext heraus lesen: Was bedeutet das genau? Wie kann das möglich gemacht werden? Welche Sinne sind dabei einzusetzen? Welche Werkzeuge? Denn: Jenseits semantischer Eindeutigkeiten öffnet sich ein Flirren, ein Interpretieren, vielleicht auch ein Irren.

Inizialmente la forma è poco più che un sentore, un oscillare, è più una sensazione che un‘immagine. Tuttavia nella condensazione si materializza lo sguardo che aggiunge particelle e immaginazioni, scalpellate, frantumate, intrecciate. Uno spirito curioso, un essere umano, un pensiero, un organismo culturale ricerca, va errando, sceglie di insediarsi una forma. Talvolta questa forma rimane intangibile, un punto nel mare apparentemente infinito delle forme possibili. Con „forme inquiete“ intendiamo occuparci di trasferimenti e traduzioni. Non si tratta semplicemente della traduzione da una lingua ad un‘altra. Quali interstizi, intesi come spazi di possibilità, si formano nel processo di traduzione da una forma all‘altra? In questo senso l‘opera letteraria e l‘arte figurativa/rappresentativa stanno in relazione in modo costante e volubile al tempo stesso. Un testo può essere fonte di ispirazione o entrare in risonanza con il suo ambiente. Può porsi come complemento informativo che aspira al proseguimento di un dialogo. Può prendere il lettore per mano premurosamente, può condurre la lettrice fuori dal modo di leggere che le è proprio e quindi rinchiudere la sua percezione oppure fornirle una chiave e quindi ampliare la percezione. Leggere opere, persone, mondi all‘interno del loro contesto. Ma che cosa significa concretamente? Come può essere reso possibile? Quali sensi devono essere impiegati? Quali strumenti? Poichè al di là dell‘inequivocabilità semantica si profila un luccichio, un‘interpretazione, magari pure l‘ingannarsi.

Im Zusammentreffen von Vorträgen, Lesungen und Projektpräsentationen stellen wir folgende Fragen:

Nell‘ambito degli interventi, dei reading e della presentazione di progetti ci poniamo queste domande:

Wie verhalten sich Worte, Inhalte und Übersetzer*innen im Wechselspiel? Welche Rolle spielen die Übersetzer*innen und wer darf diese für sich in Anspruch nehmen?

Come interagiscono tra loro parole, contenuti e traduttori/traduttrici? Quale è il ruolo del traduttore e chi può legittimamente definirsi tale? Quale mondo, quale realtà fanno emergere le forme e i mezzi della traduzione?

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Welche Welt wird skizziert, welche Realitäten durch Form und Mittel der Übersetzung erschaffen? Was bedeutet Übersetzen “aus dem Kontext heraus” oder “in den Kontext hinein”? Wie viel Wildnis oder wie viel Verzerrung entsteht im Transfer der Worte? Welche Fehlerquellen können in der Dekodierung und Koordinierung von Ausdruck und Darstellung des Wortes auftauchen? Welche Potentiale liegen in diesen “Versehen”? Wie wird der Leser, der Zuhörer, das Publikum imaginiert? Wie lässt Sprache unerschlossene Möglichkeitsräume erahnen und wohin können diese Möglichkeiten eine Gesellschaft führen? Wie viel Wissen wird durch den Übersetzungsprozess freigesetzt oder geschöpft? Welche Übersetzungsutopien werden in Lebensrealitäten übertragen? Wessen Textrealitäten?

Cosa significa tradurre „fuori dal contesto“ o „all‘interno del contesto“? Quanto selvaggia può essere una traduzione e a quanti travisamenti può dare luogo il transfer di parole? Quali fonti d‘errore possono emergere nella decodifica, nella coordinazione dell‘espressione e nella rappresentazione delle parole? Qual è il potenziale insito nella „comprensione“? Come vengono immaginati il lettore, l‘ascoltatore, il pubblico? In che modo la lingua può aspirare a creare spazi di possiblità inesplorati? E cosa possono significare tali possibilità per una società? Quanto sapere viene liberato o creato nel processo di traduzione? Quali utopie trasferisce la traduzione nella realtà della vita? E nella realtà del testo?

Wir untersuchen verschiedene Repräsentationskulturen und ihre angewandten Narrative. Ein Fokus wird dabei auf Spekulative Narrationen und (neuere) Übersetzungsprojekte gesetzt. Zusammen mit Autor*innen und bildenden Künstler*innen möchten wir die jeweiligen Herangehensweisen und Hintergründe besprechen und zur Diskussion freigeben.

Vogliamo esplorare diverse culture della rappresentazione con le rispettive applicazioni narrative. In particolare verranno analizzate le narrazioni speculative e (nuovi) progetti di traduzione. Insieme agli/alle autori/autrici e agli artisti figurativi discuteremo dei rispettivi approcci e background aprendo lo spazio per un dibattito.

Ein Projekt der SAAV Idee und Koordinierung: Maria C. Hilber in Zusammenarbeit mit Matthias Vieider Text von Maria C. Hilber in Folge von Gesprächen mit Stefano Zangrando, Kunigunde Weissenegger, Matthias Vieider, Maxi Obexer, Peter Kofler, Arno Dejaco, Lale Rodgarkia-Dara, Rut Bernardi

Un progetto della SAAV ideato e coordinato da Maria C. Hilber in collaborazione con Matthias Vieider Testo di Maria C. Hilber in seguito a conversazioni con Stefano Zangrando, Kunigunde Weissenegger, Matthias Vieider, Maxi Obexer, Peter Kofler, Arno Dejaco, Lale Rodgarkia-Dara, Rut Bernardi


Lesung im Kollektiv BJSLAD21JH#1: Südtiroler Geschichten

Reading collettivo BJSLAD21JH#1: storie sudtirolesi

Kurztext: BJSLAD21JH ist eine Gruppe von Autoren mit Südtiroler Wurzeln, die sich mit Diversität und Übersetzung beschäftigen. Die Lesung in der CASA Nang ist der Beginn einer Lesereihe in Südtirol und Wien und widmet sich dem Abstraktum Südtirol. Autoren: Gerd Sulzenbacher, Louis Marley Crowfood Schropp, Daniel Brandlechner, Matthias Vieider

Testo breve: BJSLAD21JH è un gruppo di autori con radici sudtirolesi che si occupa di traduzioni e diversità. Il reading a CASA Nang è l‘inizio di una serie di letture che si terranno in Alto Adige e a Vienna ed è dedicato all‘astratto Sudtirolo: autori: Gerd Sulzenbacher, Louis Marley Crowfood Schropp, Daniel Brandlechner, Matthias Vieider

Datum: 02. September 2017, 11.00 Uhr Ort: Hofburggarten, Brixen

Data: 02 settembre 2017, ore 11.00 Luogo: Giradino Vescovile, Bressanone

Workshop Mz* Baltazar`s Lab: DIY“Analog-Digital Sampling”

Workshop Mz* Baltazar`s Lab: DIY“Analog-Digital Sampling”

Mz* Baltazar’s Lab bietet diesen Workshop für Sprachkünstler*innen und jene, die es werden möchten. Unter der Leitung von Lale RodgarkiaDara werden gemeinsame Sound-Werkzeuge entwickelt und analoge in digitale Samples übersetzt. Die entstandenen Kompositionen werden bei der Abschlussveranstaltung der Casa NANG präsentiert.

Mz* Baltazar’s Lab offre questo workshop rivolto ad artisti/e e a tutti coloro che desiderano diventarlo. Sotto la guida di Lale Rodgarkia-Dara verranno creati strumenti sonori comuni e campioni analogici saranno tradotti in digitale. Le composizioni che ne risulteranno verranno presentate all’evento di chiusura di Casa NANG.

Das Hacker*innnenkollektiv Mz* Baltazar`s Lab aus Wien arbeitet mit DIY Projekten zwischen Kunst, Technologie und Feminismus.

Il collettivo di hacker Mz* Baltazar`s Lab di Vienna lavora insieme su dei progetti DIY muovendosi tra arte, tecnologia e femminismo.

Referentin: Lale Rodgarkia-Dara Datum: 23. September 2017, 13.30 Uhr Ort: Hotel Amazonas, Ritten Limitierte Plätze. Bitte um Anmeldung unter: info@saav.it

Relatrice: Lale Rodgarkia-Dara Data: 23 settembre 2017, ore 13.30 Luogo: Hotel Amazonas, Renon Posti limitati. Per prenotazioni prego rivolgersi a: info@saav.it

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Performative Walk

Performative Walk

Zwei performative Rundgänge führen in musikalisch-sprachlicher Übersetzung der Kunstwerke durch die Ausstellung in der Franzensfeste. Stimme und Gesang erspüren die Werke, assoziieren frei und ungestüm.

Due passeggiate performative introducono alla traduzione musicalelinguistica delle opere d’arte attraverso la mostra a Fortezza. Voci e canzoni danno un sentore delle opere con associazioni libere e audaci.

Regie: Franziska Guggenbichler-Beck Datum: 30. September 2017, 10.30 Uhr bis 13.30 Uhr Ort: Festung Franzensfeste

Regia: Franziska Guggenbichler-Beck Data: 30 settembre 2017, dalle ore 10.30 alle 13.30 Luogo: Forte di Fortezza

Datum: 30. September 2017 Ort: Festung Franzensfeste

Data: 30 settembre 2017 Luogo: Forte di Fortezza

Symposium: UNRUHIGE FORMEN

Simposio “FORME INQUIETE”

“Unruhige Formen” ist den diversen Sprachen Südtirols gewidmet und spürt deren Mechanismen, Schreib-, Denk- und Übersetzungskulturen nach. Im Zusammentreffen von Vorträgen, Lesungen und Projektpräsentationen erforscht dieses Symposium die literarischen und künstlerischen Möglichkeiten der Übersetzung und eine Praxis der Vielsprachigkeit.

“Forme inquiete” è dedicato alle diverse lingue parlate in Alto Adige e ne indaga i meccanismi e le modalità di scrittura, pensiero e traduzione.

Uhrzeit: 15.00 Uhr bis 17.00 Uhr

Orario: dalle ore 15 alle ore 17

Großlesung: SAAV

Reading: SAAV

Über 20 Südtiroler Autor*innen eröffnen ein literarisches Panorama bis zum vermeintlichen Horizont und darüber hinaus.

Una ventina di autori e autrici altoatesini aprono un panorama letterario fino al presunto orizzonte ed oltre.

Uhrzeit: 17.30 Uhr

Orario: dalle ore 17:30

Abschluß des Symposiums

In conclusione del simposio

Fest

Festa

Unterstützt von: SAAV, NANG, Autonomes Wort, Amt für Deutsche Kultur der Autonomen Provinz Bozen, Stadtbibliothek Brixen, Kulturelemente, 50x50x50 LANDGEWINN.

Promosso da: SAAV, NANG, Ripartizione Cultura Tedesca della Provincia Autonoma di Bolzano, Biblioteca Civica di Bressanone, Kulturelemente, 50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI.

Attraverso conferenze, letture e la presentazione di progetti questo simposio vuole esplorare le possibilità artistiche e letterarie della traduzione e la pratica del plurilinguismo.

Traduzione: Francesca Masin

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CASA Nang - Temporäres Literaturhaus Hofburggarten Brixen, chinesischer Pavillon 10.06. - 01.10.2017

CASA Nang - Casa temporanea della letteratura Giardino Vescovile, padiglione cinese 10.06. - 01.10.2017

Audioinstallation “LYRISCHER WILLE”

Installazione audio „Lyrischer Wille“ („Volontà lirica“)

LYRISCHER WILLE ist ein literarisches Übersetzungsprojekt der Südtiroler Autorinnen- und Autorenvereinigung. Der Raum Südtirol wird darin als Ort der Mehrsprachigkeit zelebriert, das Zusammensein und Ineinanderverwoben-Sein der mindestens drei Sprachen ausgekostet und das darin innewohnende Potential für ein gesellschaftliches Zusammenleben erahnt. Mit literarischen Mitteln wird vorgeführt, welche Faszination und Schönheit Mehrsprachigkeit bereit halten kann, sowohl für die Lebenswelt im Allgemeinen, als auch für das sprachliche Tun (Sprechen, Schreiben, Denken) im Besonderen. In 7 Zyklen übersetzen sich (Gedicht > Übersetzung > Übersetzung etc.) rund 50 Autor*innen gegenseitig in 11 Sprachen (Arabisch, Albanisch, Ladinisch, Bosnisch, Italienisch, etc.). Das Übersetzungsprojekt erscheint demnächst als Buch. In der CASA Nang ist ein Zyklus in Form einer Audioinstallation zu hören.

LYRISCHER WILLE è un progetto di traduzione letteraria della Unione Autrici Autori Sudtirolo - che vuole celebrare l’Alto Adige come luogo del plurilinguismo, come luogo della convivenza e dell’intreccio di tre lingue almeno e che lascia trasparire a livello letterario il potenziale intrinseco per una convivenza sociale. Attraverso il mezzo letterario si vuol dar risalto al fascino e alla bellezza del plurilinguismo, sia per quanto riguarda la vita quotidiana in generale, sia per l’atto linguistico in sè (parlare, scrivere, pensare). Nell’ambito di 7 cicli una cinquantina di autori si traducono (poesia > traduzione > traduzione ecc.) a vicenda in 11 lingue diverse (arabo, albanese, ladino, bosniaco, italiano ecc...) Da questo progetto di traduzione nascerà presto un libro. Presso CASA Nang sarà possibile ascoltare uno dei sette cicli nell’ambito di un’audioinstallazione.

LYRISCHER WILLE

LYRISCHER WILLE

initiiert und koordiniert von Matthias Vieider und Arno Dejaco Autor*innen Zyklus 1/7: Christian Morgenstern, Claus Soraperra, Gentiana Minga, Wolfgang Nöckler, Matteo Jamunno, Matthias Vieider, Carla Leidlmair-Festi, Anna Stecher, Maria E. Brunner

ideato e coordinato da Matthias Vieider e Arno Dejaco

Autori/autrici del ciclo 1/7: Christian Morgenstern, Claus Soraperra, Gentiana Minga, Wolfgang Nöckler, Matteo Jamunno, Matthias Vieider, Carla Leidlmair-Festi, Anna Stecher, Maria E. Brunner

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Hofburggarten, Brixen Rahmenprogramm Events

siehe dazu: Giardino Vescovile di Bressanone

Die Werke 50x50x50 ART Südtirol Le opere

www.artsuedtirol.it

Attività concomitanti alla mostra vedi:

www.artsuedtirol.it/italiano 50x50x50 ART Südtirol

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Impressum 50x50x50 LANDGEWINN 2017 50x50x50 ALLA CONQUISTA DI NUOVI TERRITORI 2017 Erscheinungsjahr/Anno: 2017 Erscheinungsort/Luogo: Brixen - Franzensfeste, Italien/Bressanone - Fortezza, Italia Auflage/Tiratura: 600 Herausgeber/Editore:

OPPIDUM VEREIN - Onlus Piazza Municipio 2 - Rathausplatz 2 39045 FORTEZZA - FRANZENSFESTE e-mail: info@franzensfeste-fortezza.it www.franzensfeste-fortezza.it Gesamtleitung/Direzione: Hartwig Thaler Assistenz/Assistenza: Sabrina Fortarel Grafisches Konzept und Gestaltung/Concetto grafico e impaginazione: Eugen Deluggi, info@deluggi.it Evelyn Harrasser, evelyn@diversomediadesign.it Photografie/Fotografia: Georg Hofer, www.georghofer.com Druck/Stampa: Druckerei Weger, Brixen

Dieser Katalog wurde realisiert mit Unterstßtzung von: Questo catalogo è stato realizzato con il contributo di:

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Mariana Acuña Andreas Bertagnoll Peter Chiusole Monika Costabiei Markus Damini Erich Dapunt Stefan Fabi Stefano Favaretto Paul Sebastian Feichter Thomas Fleischmann Astrid Gamper Markus Gasser Dario Grigolato Ursula Huber Johannes Inderst Heinz Innerhofer Harald Kastlunger Markus Keim & Beate Hecher Adama Keita Markus Kiniger Lars Klauser Arthur Kostner Matthaeus Kostner Giancarlo Lamonaca Ivan Lardschneider Kyra Leimegger Chiusole Cindy Leitner Ivo Mahlknecht Johanna Meßner Lukas Meßner Verena Oberhollenzer Elisabeth Oberrauch Martin Pardatscher Marco Pietracupa Edith Plattner Gregor Prugger Christiane Raich Reza Abbas Asadi Susanne Rieper & Valeria Sanguini Hubert Scheibe Flavio Senoner Sergio Sommavilla Alois Steger Thomas Sterna Maria Stockner Sara Stuflesser Georg Tappeiner Hartwig Thaler Oskar Verant Peter Paul Verwunderlich Cristina Vignocchi Alexander Wierer Ruediger Witcher Andreas Zagler Wolfgang Zingerle

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50x50x50 LANDGEWINN 2017  
50x50x50 LANDGEWINN 2017  

Ausstellungskatalog 50x50x50 LANDGEWINN 2017

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