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A.D. MDLXII

U NIVERSITÀ DEGLI S TUDI DI S ASSARI F ACOLTÀ

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LA PROMOZIONE DI SITI ARCHEOLOGICI IN SARDEGNA: ANALISI DI DÉPLIANTS IN LINGUA INGLESE THE PROMOTION OF ARCHAEOLOGICAL SITES IN SARDINIA: ANALYSIS OF SOME BROCHURES IN ENGLISH

Relatore: PROF. ANTONIO PINNA

Correlatore: PROF. DAVID BRETT

Tesi di Laurea di: VALERIA M ANCA

ANNO ACCADEMICO 2010/2011


Indice Introduzione

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Capitolo Primo I linguaggi specialistici 1.1 La definizione di linguaggio specialistico 1.2 Caratteristiche lessicali dei linguaggi specialistici 1.3 I rapporti con la lingua comune 1.3.1 Dalla lingua comune ai linguaggi specialistici 1.3.2 Dai linguaggi specialistici alla lingua comune 1.4 Caratteristiche sintattiche dei linguaggi specialistici 1.5 Aspetti testuali nei linguaggi specialistici 1.5.1 Fenomeni caratterizzanti 1.5.2 Generi testuali 1.5.3 Funzioni linguistiche 1.5.4 Forza emotiva e letterarietà del testo specifico

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Capitolo Secondo Il linguaggio turistico e le sue varianti 2.1 Linguaggio e turismo: nascita e sviluppo delle guide turistiche 2.2 Caratteristiche principali del linguaggio specialistico del turismo 2.2.1 Aspetti lessicali 2.2.2 Aspetti morfosintattici 2.2.3 Aspetti testuali 2.3 Ulteriori proprietà del linguaggio turistico 2.3.1 Proprietà convergenti 2.3.1.1 Magia 2.3.1.2 Tempo 2.3.2 Proprietà divergenti 2.3.2.1 Identità sconosciuta del mittente e monologo 2.3.2.2 Tautologia 2.3.3 Uso degli aggettivi 2.3.4 Uso delle immagini 2.4 I testi per la promozione turistica 2.4.1 Generalità 2.4.2 Una particolare classificazione dei vari testi turistici 2.4.2.1 Il medium: il mezzo attraverso il quale si presenta il testo 2.4.2.2 Stage of trip: il ruolo del testo rispetto alle fasi di viaggio 2.4.2.3 Il target: individuazione dei destinatari 2.4.2.4 Accessibility: distribuzione del materiale promozionale 2.4.2.5 Reading function: lo scopo della consultazione del testo 2.4.2.6 Reading modality: modalità di lettura del testo 2.4.2.7 Length: l’importanza dell’estensione del testo 2.4.2.8 Information update: l’aggiornamento delle informazioni 2.4.2.9 Cost: il rapporto tra costo e fruizione 2.4.3 La brochure come genere testuale turistico

pag. 14 pag. 14 pag. 15 pag. 15 pag. 16 pag. 17 pag. 17 pag. 18 pag. 18 pag. 18 pag. 18 pag. 18 pag. 19 pag. 19 pag. 20 pag. 20 pag. 20 pag. 21 pag. 22 pag. 22 pag. 23 pag. 23 pag. 24 pag. 24 pag. 24 pag. 25 pag. 25 pag. 25

Capitolo Terzo Analisi di alcune brochures 3.1 Il corpus esaminato: brochures sarde e laziali

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3.2 Aspetti lessicali 3.2.1 Le brochures sarde 3.2.2 Le brochures laziali 3.3 Aspetti morfosintattici 3.3.1 Le brochures sarde 3.3.2 Le brochures laziali 3.4 Aspetti testuali 3.4.1 Le brochures sarde 3.4.2 Le brochures laziali 3.5 ProprietĂ convergenti: tempo e magia 3.5.1 Le brochures sarde 3.5.2 Le brochures laziali 3.6 ProprietĂ  divergenti: identitĂ  del mittente, monologo e tautologia 3.6.1 Le brochures sarde 3.6.2 Le brochures laziali 3.7 Uso degli aggettivi 3.7.1 Le brochures sarde 3.7.2 Le brochures laziali 3.8 Uso delle immagini 3.8.1 Le brochures sarde 3.8.2 Le brochures laziali

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Conclusioni

pag. 53

Bibliografia

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Sitografia

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INTRODUZIONE I linguaggi specialistici rappresentano una varietà d’uso della lingua; essi possiedono tutte le caratteristiche lessicali, fonetiche, morfosintattiche e testuali tipiche della lingua comune, ma si differenziano da essa per un uso quantitativamente diverso di alcune di queste convenzioni. Il linguaggio del turismo fa parte della grande ed eterogenea categoria dei linguaggi specialistici; esso è utilizzato in un determinato ambito professionale a scopo descrittivo o comunicativo e non è diretto solo a una ristretta cerchia di tecnici o esperti del settore. Il linguaggio turistico rielabora apporti tematici provenienti da diversi settori disciplinari, come la geografia, la storia, l’archeologia, l’architettura, la religione, l’economia, i quali conferiscono allo stesso una significativa ecletticità. Nel presente lavoro si è scelto di analizzare in particolare il linguaggio turistico di tipo archeologico a fini promozionali; si tratta di un linguaggio descrittivo e informativo, ma allo stesso tempo altamente persuasivo, in grado quindi di catturare l’attenzione del potenziale turista, influenzando le sue scelte e il suo comportamento. Per quanto concerne il materiale preso in esame, si è scelto di analizzare alcune brochures promozionali relative al territorio sardo e a quello laziale; le brochures sarde sono state reperite nella biblioteca comunale di Macomer (NU), mentre quelle laziali sul web (queste ultime sono, quindi, maggiormente accessibili). L’analisi è stata effettuata dal punto di vista lessicale, morfosintattico e testuale, ma sono state prese in considerazione ulteriori proprietà; per questa indagine ci si è basati sulla accurata classificazione delle tecniche del linguaggio turistico proposta da Graham Dann.1 In questo lavoro si punta a mettere in luce analogie e differenze tra le due tipologie di brochures, partendo dall’analisi degli elementi sopra citati. La tesi si articola in tre capitoli, come segue.

Il capitolo uno tratta dei linguaggi specialistici con riferimento alle caratteristiche generali degli stessi e al loro rapporto con la lingua comune. 1

Dann, Graham (1996), The Language of Tourism. A Sociolinguistic Perspective, CAB International, Oxford.

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Il capitolo due si sofferma su un determinato tipo di linguaggio specialistico: il linguaggio turistico. In particolare si analizzano le caratteristiche principali (lessicali, morfosintattiche, testuali), nonché ulteriori proprietà del linguaggio del turismo, come le cosiddette “proprietà convergenti e divergenti” e l’uso degli aggettivi e delle immagini; si fa inoltre riferimento alle varie tipologie testuali finalizzate alla promozione turistica. Infine il capitolo tre costituisce il nucleo centrale di questa indagine: vengono analizzate due brochures relative al territorio sardo e due brochures relative al territorio laziale. Si tratta di un’analisi effettuata sulla base delle caratteristiche illustrate nel secondo capitolo: sono esaminati nel dettaglio gli aspetti lessicali, morfosintattici e testuali, nonché le ulteriori proprietà dal punto di vista del linguaggio turistico, con relativi esempi e puntuale confronto tra le due tipologie.

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CAPITOLO PRIMO

I LINGUAGGI SPECIALISTICI

1.1 La definizione di linguaggio specialistico L’ interesse per i linguaggi specialistici risale ai primi decenni della scienza linguistica; inizialmente si tendeva a presentare tale lingua come di livello inferiore e nettamente separata dalla lingua comune. La visione della lingua come strumento di comunicazione molto duttile ha comportato una collocazione dello studio dei linguaggi specialistici nell’ambito più ampio delle varietà situazionali o contestuali. Un aspetto controverso che non ha ancora trovato una soluzione unanime consiste nella scelta del termine da utilizzare per designare questa varietà d’uso del linguaggio. Innanzitutto bisogna fare una distinzione fra “ lingue speciali ” e “ linguaggi specialistici ”, in quanto questi ultimi non si differenziano dalla lingua comune per il possesso di regole linguistiche speciali e non comprese nella lingua comune, quanto per un uso quantitativamente diverso di tali convenzioni. I linguaggi specialistici sono dotati di tutte le potenzialità di natura lessicale, fonetica, morfosintattica e testuale tipiche della lingua comune; l’espressione “ linguaggi specialistici ” più coerentemente si ricollega all’uso che gli specialisti fanno del linguaggio per riferirsi a realtà tipiche del proprio ambito professionale. Le tre entità che devono essere compresenti perché si ottenga il manifestarsi di un linguaggio specialistico sono: il tipo di utente, la realtà specifica a cui si fa riferimento e l’uso specialistico che viene fatto del linguaggio. La realtà dei linguaggi specialistici non è affatto omogenea: infatti accanto a regole e caratteristiche di tipo comune, vi sono peculiarità d’uso che differenziano gli uni dagli altri. Vi è una distinzione da effettuare nell’ambito dei linguaggi specialistici, una distinzione che determina il grado di specializzazione del loro discorso; esistono,

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infatti, diverse situazioni in cui lo specialista si trova a intervenire su un argomento di carattere professionale: •

vi è un primo ambito in cui l’esperto si rivolge agli altri specialisti: l’autore fa ampio uso di termini specialistici il cui valore dà per conosciuto, spiegando quindi solo quelle parole o espressioni che vengono da lui appositamente coniate o ridefinite;

vi è poi un altro momento, quello in cui lo specialista si rivolge a non-specialisti per spiegare loro dei concetti inerenti alla propria professione. Egli illustra i vari concetti usando i termini specialistici appropriati, di cui chiarisce il significato man mano li presenta (un tipico esempio è rappresentato dai libri per studenti universitari);

vi è poi il caso in cui lo specialista si propone di dare informazioni su argomenti tecnici usando il più possibile il lessico comune e introducendo i concetti specialistici facendo riferimento costante ad esperienze comuni: l’intento qui è prevalentemente divulgativo;

vi è anche chi prevede un quarto livello, corrispondente a quello della “ formalizzazione ” o “ condensazione in formule ”; questo livello sarebbe da differenziare rispetto agli altri tre, in quanto si passa dal campo del linguaggio verbale a quello del linguaggio non verbale.

1.2 Caratteristiche lessicali dei linguaggi specialistici In relazione ai linguaggi specialistici si possono individuare alcune caratteristiche dal punto di vista lessicale, le quali vengono di seguito riportate. •

Monoreferenzialità. Il lessico specialistico si distingue da quello comune per la limitata e specifica occorrenza d’uso e anche per l’univocità semantica; in esso, infatti, si privilegia l’aspetto denotativo, per cui il significato dei termini specifici è desumibile indipendentemente dal contesto. Tra il termine e il concetto si stabilisce un accordo fisso tale per cui il termine non può essere sostituito da 4


un sinonimo, ma solo da una sua definizione o perifrasi. Il testo specialistico si può definire “ povero ”, in quanto presenta tassi di “ ricchezza lessicale ” piuttosto modesti: ciò è dovuto essenzialmente alla volontà di non avere doppioni nella designazione di vari concetti tecnici. •

Non-emotività. Nel testo specialistico il tono rimane neutro; lo scopo informativo del linguaggio specialistico prevale sugli altri aspetti tipici della lingua comune (quello emotivo, quello estetico) e conferisce al testo un tono freddo e artificiale.

Precisione. Nei linguaggi specialistici ogni termine si deve riferire al proprio concetto in maniera immediata; si esclude l’uso di sistemi di referenza indiretta quali l’eufemismo.

Trasparenza. Altro importante criterio è quello che permette una rapida decodificazione del significato di un termine tramite l’analisi della forma superficiale di esso. La nomenclatura deve rendere i fatti e le idee nella loro esattezza, senza soppressioni e senza aggiunte. Per garantire trasparenza ai linguaggi specialistici si fa ricorso a diversi espedienti: ricordiamo il frequente uso di termini classici per evitare l’instaurarsi di ambiguità e confusioni legate agli usi quotidiani delle parole; la scelta di lingue morte come repertori lessicali garantisce, quindi, di evitare la polisemia. Altro elemento utilizzato per garantire trasparenza è l’uso di affissi convenzionali che permettono la catalogazione dei termini esistenti in classi logiche, favorendo l’elaborazione di un sistema aperto, ma altamente organizzato e codificato.

Sinteticità. Induce a esprimere i vari concetti nella forma più breve possibile; la sinteticità conduce in genere alla riduzione nell’estensione della forma superficiale del testo, che può essere ottenuta in vari modi: a.

derivazione zero (permette di evitare l’uso di affissi; es. saldo da

saldare); b.

fusione di due lessemi per formare un solo termine;

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c.

riduzione del termine o al suo interno o nella sua parte

terminale; d.

giustapposizione (eliminazione di qualsiasi preposizione o

elemento premodificatore di un gruppo nominale contenente due sostantivi; es. estratto-conto, dove non compare la preposizione articolata “ del ”); e. •

acronimi ed abbreviazioni.

Tradizionalismo. Nei campi specialistici la paura di introdurre occasioni di ambiguità porta a mantenere il più possibile i tratti linguistici usati tradizionalmente e a non abbandonarli anche quando essi sono ormai obsoleti. Le vecchie formule hanno il vantaggio di aver trovato interpretazioni codificate e universalmente accettate.

Tuttavia, i criteri lessicali sopra esposti non sempre sono rispettati; si riscontrano,in alcuni casi, violazioni agli stessi. In alcuni linguaggi specialistici non viene rispettato il principio della monoreferenzialità e si nota la presenza di numerosi casi di ambiguità e polisemia; alcune di queste violazioni sono del tutto accidentali, altre sono pienamente volute, frutto della scelta lucida dello specialista. Un altro caso di violazione delle regole che interessano la formazione del lessico specialistico consiste nella sinonimia, nella presenza cioè, nella stessa disciplina, di più parole che si riferiscono allo stesso concetto. Si denota, in alcuni casi, una mancanza di precisione con l’uso di termini che comportano una certa vaghezza referenziale. Appaiono anche violazioni del principio di trasparenza: spesso, infatti, si ha la ricerca di termini volutamente tecnici anche là dove si potrebbero utilizzare parole di uso comune. Si riscontrano casi di ridondanza, dovuta in genere all’uso di elementi lessicali pleonastici; si ha in questo caso la violazione del principio della sinteticità, in quanto si usano lessemi in numero superiore a quello necessario. Spesso si utilizzano due termini (tra loro sinonimici) per designare lo stesso concetto oppure si fa ricorso alla ripetizione di un concetto tramite la negazione del suo contrario. Talvolta non è rispettato il criterio della stabilità del significato dei termini specialistici; si possono avere, infatti, cambiamenti semantici dovuti alla continua evoluzione 6


scientifica nelle varie discipline. Il cambiamento semantico può essere graduale (quindi dipende dalla lenta evoluzione del concetto), mentre altre volte è dovuto a interventi precisi.

1.3 I rapporti con la lingua comune 1.3.1 Dalla lingua comune ai linguaggi specialistici Il processo di evoluzione semantica molto spesso trae origine dalla specializzazione nel significato di una parola appartenente alla lingua comune. Molto spesso i significati secondari di alcuni termini aggiuntisi a quelli originari hanno di fatto soppiantato l’ordine di priorità all’interno delle accezioni semantiche, per cui in molte parole l’aspetto specialistico viene oggigiorno avvertito come prioritario rispetto al significato più generale. Altre volte il processo di specializzazione ha comportato la creazione di nuovi lessemi da affiancare a quelli esistenti, divenuti ormai inadeguati. Altro procedimento per creare termini derivandoli dalla lingua comune è quello della metaforizzazione. I vantaggi sono diversi: un primo vantaggio è costituito dalla trasparenza dei termini, raggiunta tramite il riferimento di nuovi concetti a quelli già esistenti nel bagaglio semantico del destinatario. Un secondo vantaggio consiste nella sinteticità, in quanto tramite l’uso di un certo lessema può avvenire il riferimento immediato a una serie di conoscenze già presenti nell’interlocutore e favorisce quindi un trasferimento rapido di informazioni evitando così lunghe spiegazioni di concetti o complesse definizioni di termini. Un terzo vantaggio consiste nella concretezza che l’uso di immagini già presenti nella realtà fisica consente per rappresentare spesso concetti astratti e molto complessi.

1.3.2 Dai linguaggi specialistici alla lingua comune I linguaggi specialistici fanno largo uso di parole appartenenti al lessico comune, ma esiste anche il caso contrario: avviene sempre più frequentemente, infatti, che termini nati in un ambito specialistico diventino parte del vocabolario di tutti i giorni. L’elevato

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numero di termini specialistici che quotidianamente entrano nell’uso corrente ha spesso suggerito l’opinione che il sistema lessicale dei linguaggi specialistici sia più produttivo in confronto a quello della lingua standard. In realtà la continua creazione di termini specialistici non è dovuta a maggiori potenzialità intrinseche del sistema lessicale dei linguaggi specialistici, ma è determinata dal ritmo veloce dell’evoluzione dei vari settori e dalla continua ridefinizione di concetti e termini esistenti.

1.4. Caratteristiche sintattiche dei linguaggi specialistici Gli studi sui linguaggi specialistici hanno asserito che la atipicità dei fenomeni morfosintattici in essi riscontrati non sia di tipo qualitativo, bensì di tipo quantitativo. Certi fenomeni, cioè, pur essendo del tutto possibili anche nella lingua comune, si possono enucleare come caratterizzanti i linguaggi specialistici in quanto essi ricorrerebbero più frequentemente che nell’uso comune; i principali sono di seguito riportati. •

Omissione di elementi frasali. Un fenomeno molto evidente che caratterizza i linguaggi specialistici è l’estrema compattezza e sinteticità delle loro strutture sintattiche. Un modo per ottenere maggiore sinteticità consiste nell’omettere elementi della frase, non compromettendo la comprensione del testo.

Sinteticità espressiva. Altre possibilità per conferire maggiore sinteticità alla frase sono: a.

sostituzione di frasi relative con degli aggettivi ottenuti

mediante l’uso dell’affissazione; b.

omissione, nella frase relativa, del soggetto e dell’ausiliare

quando essa contiene una frase passiva; c.

trasformazione del verbo di una frase relativa in participio

presente; d.

scomparsa non solo del soggetto e dell’ausiliare della frase

secondaria, ma anche del suo verbo stesso, il cui significato diviene perciò implicito; 8


e.

costruzione di un sintagma nominale comprendente un

sostantivo specificato da un altro sostantivo utilizzato in funzione aggettivale. •

Premodificazione. Questo fenomeno è particolarmente facilitato nella lingua inglese, che permette l’utilizzo di vari elementi della frase in funzione aggettivale (costruzione a sinistra). La premodificazione permette la costruzione di periodi più complessi: si passa infatti da una frase di tipo subordinato a un sintagma nominale che meglio si presta a fungere da soggetto o complemento di un qualsiasi tipo di frasi successive. Inoltre la premodificazione permette di creare nuovi concetti, tramite l’accostamento di due o più termini.

Nominalizzazione. Tale processo consiste nel ricorso all’uso di un sostantivo piuttosto che di un verbo per esprimere concetti riferentisi ad azioni o procedimenti; si ha come conseguenza una più alta densità nominale nei testi specialistici rispetto ai testi di tipo generale. La nominalizzazione permette di enfatizzare l’azione espressa dal verbo ponendola in posizione tematica e facilita la progressione a livello testuale; ma comporta, d’altra parte, una perdita di valore del verbo, spesso relegato alla mera funzione di copula (di collegamento cioè tra sintagmi nominali), o addirittura completamente abolito.

Densità lessicale. Si nota, nei testi specialistici, un aumento considerevole della densità lessicale, vale a dire la presenza di un’alta percentuale di elementi lessicali (content words). Questa caratteristica è maggiormente riscontrabile nella categoria dei testi scritti, i quali presentano una pianificazione del discorso e un’assenza di elementi denotanti esitazione; invece uno stile più discorsivo, come quello orale, è caratterizzato da una maggiore esplicitazione dei concetti e da una minore compattezza del testo.

Complessità e lunghezza del periodo. Con il passaggio dalla forma verbale a quella nominale, lo specialista tende a semplificare la struttura superficiale del periodo. Si potrebbe inferire che i

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linguaggi specialistici sono più semplici dal punto di vista della struttura lineare, ma per quanto concerne la comprensione complessiva del testo, la più alta densità lessicale della frase e la più complessa strutturazione dei sintagmi nominali ne rende comunque impegnativa la decodificazione. Per quanto riguarda la lunghezza, generalmente i testi specialistici si strutturano in periodi molto più lunghi di quelli della lingua comune. •

L’uso dei tempi verbali. Diversi studiosi hanno rilevato un uso differenziato rispetto alla lingua comune dei tempi verbali, uso dovuto non alla specificità dell’argomento trattato, ma alla funzione comunicativa che viene espressa. Nei testi complessi, in cui sono presenti varie funzioni comunicative, vi è un uso più ampio dei tempi verbali e degli ausiliari. In particolare si è cercato di spiegare l’uso del past tense, del present perfect e del simple present nei testi specialistici. Si è riscontrata un’utilizzazione diversa di tali tempi verbali a seconda del diverso grado di generalità dei fenomeni presentati: nel caso di una più ampia generalità gli specialisti ricorrono all’uso del simple present; nel caso di una più ristretta generalità utilizzano il present perfect; nel caso in cui un fenomeno si sia verificato una sola volta usano il simple past. Un altro dato interessante che emerge dagli studi sugli aspetti verbali nei testi specialistici riguarda l’elevato uso, rispetto alla lingua generale, delle forme non finite, che rendono più sintetica la forma espressiva del testo; quelle più utilizzate sono: il participio presente, la forma in -ing, l’infinito e il participio passato.

L’uso della forma passiva e la spersonalizzazione. Si riscontra nei testi specialistici un ampio ricorso alla forma passiva, soprattutto in quelli in lingua inglese, poiché in tale lingua il passivo è il modo principale per indicare processi di spersonalizzazione che in altre lingue sono ottenuti tramite forme impersonali (es. italiano “si” e francese “on”). Lo specialista, infatti, è in genere più interessato a mettere in evidenza gli effetti o i risultati di un’azione piuttosto che a porre in risalto chi ha effettuato tale azione. L’alternanza nell’uso della forma attiva e passiva obbedisce all’esigenza di realizzare scopi comunicativi diversi: la forma attiva viene usata per descrivere l’attività dell’autore, mentre quella passiva per riferirsi all’opera di altri. Molto frequente poi è il ricorso al fenomeno 10


della spersonalizzazione, evidenziato dall’uso di verbi tipici dell’indagine scientifica, dal fatto che l’autore si riferisce a sé stesso mediante forme indirette e pronomi personali di terza persona (eliminazione del soggettolocutore)

e

dalla

mancanza

di

un

qualsiasi

riferimento

diretto

all’interlocutore.

1.5 Aspetti testuali nei linguaggi specialistici 1.5.1 Fenomeni caratterizzanti Anche dal punto di vista testuale vi sono diversi fenomeni che si verificano prevalentemente in testi di tipo specialistico. Il fenomeno della ripresa anaforica, largamente utilizzato nella lingua comune, in essi è meno frequente; è infatti preferita la ripetizione lessicale tramite l’uso di pronomi personali, al fine di eliminare qualsiasi fonte di ambiguità. Si utilizzano elementi coesivi per esplicitare in maniera immediata l’organizzazione del testo o gli scopi dell’autore: in questo caso le anafore lessicali svolgono una funzione pragmatica, in quanto non ripropongono l’aspetto semantico del concetto ripreso, bensì ne chiariscono il valore illocutorio. Anche le congiunzioni, nei testi specialistici, non servono solo a conferire una maggiore coesione al testo, ma hanno anche una funzione pragmatica, in quanto permettono di denotare la funzione della frase che le segue: ad es. per la lingua inglese, dopo espressioni del tipo “but”, “however”, ci si aspetta una frase che si contrapponga semanticamente a quella precedente.

1.5.2 Generi testuali Si può osservare una forte coerenza tra il tipo di testo specialistico e la sua strutturazione: uno dei fenomeni maggiormente caratterizzanti i testi specialistici è la loro stretta aderenza ai canoni compositivi dei generi testuali cui appartengono. Si sono andati affermando vari tipi di testi, alcuni dei quali coniati espressamente per soddisfare le esigenze degli specialisti. I testi specialistici seguono in genere una strutturazione in

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paragrafi; il paragrafo è concepito come quella parte di testo che esprime un determinato concetto o che svolge una funzione pragmatica ben precisa e garantisce, quindi, una più completa comprensione e decodificazione dello scritto. Tuttavia, nei testi specialistici non sempre vi è una completa corrispondenza tra l’aspetto concettuale e quello fisico dei paragrafi. La standardizzazione testuale è costante in tutti i campi disciplinari e diviene massima nei casi in cui il testo non viene scritto appositamente ogni volta, bensì equivale alla rielaborazione di un testo precedente, in cui vengono inclusi i dati riferentisi alla nuova situazione.

1.5.3 Funzioni linguistiche Nei testi specialistici ricorre molto frequentemente la funzione referenziale, che privilegia il rapporto con il testo e in particolare con la realtà specialistica trattata. Frequente è anche la funzione conativa, che ha lo scopo di guidare il comportamento del destinatario. Una certa importanza riveste anche la funzione fatica, usata per stabilire e consolidare il contatto tra emittente e ricevente, evitando problemi di incomprensione. Meno comuni sono la funzione emotiva (che esprime emozioni e sentimenti) e quella poetica (raramente lo specialista si concentra sulla forma del messaggio). Si possono trovare esempi di funzione metalinguistica (che si ha quando il fuoco dell’atto del comunicare è il codice stesso), usata solitamente nella definizione dei vari termini menzionati. Come avviene nei testi generali, più funzioni possono essere presenti nello stesso testo specialistico; ma a differenza dei testi di carattere generale, le varie parti sono più nettamente separate tra loro e più chiaramente evidenziate nel rispetto del principio della chiarezza comunicativa e della massima organizzazione del discorso.

1.5.4 Forza emotiva e letterarietà del testo specialistico Una delle caratteristiche dei linguaggi specialistici è l’alto valore referenziale attribuito al testo e di conseguenza lo scarso coinvolgimento emotivo del destinatario. Tuttavia l’aspetto persuasivo dell’argomentazione è stato rivalutato e l’autore utilizza tutti i mezzi che la lingua gli mette a disposizione (compresi quelli figurati ed emotivi, quasi sempre considerati estranei ai testi di natura specialistica). La maggior parte degli specialisti, quando scrive un testo, non si pone come problema principale quello della 12


forma, ma quello del contenuto. Tuttavia, sono molti gli autori che operano scelte precise a livello formale per accrescere l’effetto perlocutorio dei loro testi. Non si esclude, quindi, che alcuni testi specialistici possiedano delle caratteristiche di letterarietà; si tratta comunque di eccezioni e quando ciò accade si è in presenza di specialisti dotati di una grande sensibilità per le questioni linguistiche e anche di notevoli conoscenze di tipo letterario e metatestuale.

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CAPITOLO SECONDO

IL LINGUAGGIO TURISTICO E LE SUE VARIANTI TESTUALI

2.1 Linguaggio e turismo: nascita e sviluppo delle guide turistiche Il linguaggio del turismo fa parte della grande ed eterogenea categoria dei linguaggi specialistici. A lungo rimasto nell’ombra, il linguaggio del turismo ha iniziato ad acquisire una fisionomia propria e suscita un crescente interesse. Secondo Maria Giovanna Nigro 2 il passaggio dal viaggio al “tour”, al turismo, è stato scandito dai testi che hanno accompagnato i viaggiatori: si è passati, infatti, dal resoconto di viaggio, una narrazione soggettiva e personale, alla moderna guida turistica, più oggettiva e specialistica. Nel primo Ottocento si diede avvio a un nuovo fenomeno letterario, battezzato da Murray e Baedeker come “handbook”; si creò ciò che è stato definito “a new genre”, che nasceva dall’unione di diverse tipologie testuali al fine di rendere al turista un unico testo compatto, esaustivo, pratico e accessibile. La guida turistica nasce da quattro tipologie testuali: •

testi storici e geografici;

itinerari e road books;

antiche guide a singole città;

2

Nigro, Maria Giovanna (2006), Il Linguaggio Specialistico del Turismo. Aspetti Storici, Teorici e Traduttivi, Aracne, Roma.

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travel books.

Grazie alle innovazioni portate avanti da Mariane Starke lo stile delle guide turistiche divenne sempre più oggettivo e informativo, non più strutturato in base alle esperienze di viaggio dell’autore, ma in base agli itinerari raccomandati ai turisti. A partire dagli anni Novanta si è iniziato a guardare al linguaggio turistico come una sfera linguistica a sé, come un linguaggio che sebbene rielabori apporti tematici provenienti da altre discipline, organizza il discorso secondo registri e tecniche specifiche attraverso cui è possibile accostarlo a un linguaggio specialistico.

2.2 Caratteristiche principali del linguaggio specialistico del turismo Nel campo del linguaggio del turismo stabilire con precisione l’area extralinguistica di riferimento richiede una particolare attenzione, in quanto la componente tematica proviene dalla combinazione di diversi settori disciplinari. Questi ultimi contribuiscono alla formazione del linguaggio turistico, reso omogeneo da caratteristiche lessicali, morfosintattiche e testuali comuni.

2.2.1 Aspetti lessicali Il linguaggio turistico, a differenza di altri linguaggi specialistici, non è diretto a una cerchia ristretta

di tecnici o professionisti; la sua funzione principale è quella di

convincere e attirare il maggior numero di turisti. L’obiettivo promozionale e persuasivo rende il discorso turistico una varietà linguistica aperta e accessibile a un vasto pubblico, in quanto il lessico usato non richiede una competenza specifica da parte del ricevente: esso è tratto dalla lingua standard parlata dal pubblico. Tuttavia la scelta dei vocaboli non è casuale, ma è il risultato di scelte ben precise da parte del mittente:

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l’uso di termini brillanti ha come obiettivo quello di attirare l’attenzione e l’interesse del cliente;

l’uso di vocaboli stranieri o tecnica del “languaging”: attraverso l’uso di parole straniere, vere o inventate, si induce un senso di inferiorità nel turista, che si lascia influenzare dal messaggio;

l’uso di figure retoriche, soprattutto metafore e similitudini: paragonando la destinazione a scenari conosciuti e familiari si riduce l’effetto di estraneità e il turista si sente protetto e al sicuro;

frequente è anche la formazione di nuove parole attraverso i meccanismi della rideterminazione semantica, della formazione di sigle e acronimi e della creazione di composti lessicali;

si riscontra inoltre un ampio uso di tecnicismi.

2.2.2 Aspetti morfosintattici Nell’ambito turistico la sintassi assume un ruolo fondamentale, in quanto la specificità di tale linguaggio non sta tanto nelle singole unità lessicali quanto nelle relazioni che tra esse si instaurano. Tale specificità sintattica si può riscontrare nella struttura binaria esplicitata con coppie contrastanti di sostantivi o aggettivi: familiare opposto a sconosciuto, routine quotidiana opposto a ciò che è nuovo e sorprendente. Un’altra caratteristica importante è l’uso dei superlativi: il linguaggio turistico parla solo in termini brillanti e positivi dei servizi e delle attrazioni che promuove; è una sorta di “linguaggio estremo” in cui l’uso del superlativo è rigoroso. Per quanto concerne i tempi verbali, sono maggiormente utilizzati il presente semplice e l’imperativo: con il primo il tempo della vacanza appare fermo ed eterno, si ha l’impressione che non esistano limiti o vincoli temporali; l’imperativo non ha la funzione di impartire ordini, ma invita il turista a partecipare a ciò che si offre, stimolando la curiosità dello stesso. Un altro aspetto che caratterizza il linguaggio turistico è la cosiddetta “tecnica dell’ego targeting”, ossia l’uso dei pronomi “we”, “our”, “us” per rappresentare l’industria turistica e “you”, “your” per indicare i soggetti riceventi. Chi scrive, infatti, si rivolge a un gruppo collettivo con l’obiettivo di raggiungere e attrarre il maggior numero di

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potenziali clienti; il turista, invece, percepisce il messaggio come se fosse indirizzato esclusivamente a lui, si sente soggetto privilegiato.

2.2.3 Aspetti testuali La complessità del discorso turistico si manifesta, a livello testuale, nell’adozione di schemi compositivi specifici atti a soddisfare le funzioni promozionali, persuasive, ed informative della comunicazione turistica. Data la presenza di diversi settori disciplinari, di una varietà di destinatari e obiettivi, è difficile circoscrivere in modo preciso l’ambito testuale definibile come “turistico”. Si può comunque operare una distinzione tra testi turistici riservati agli esperti e testi per il pubblico; d’altra parte i diversi testi turistici si influenzano l’un l’altro mutuando strutture, strategie discorsive e dando così forma a testi ibridi. Nella sezione 4 saranno illustrati i caratteri basilari di natura extralinguistica che consentono di distinguere le diverse tipologie testuali in ambito turistico.

2.3 Ulteriori proprietà del linguaggio turistico In un suo importante saggio, Dann3 presenta una serie di caratteristiche riscontrabili nel linguaggio turistico. Egli distingue tra quelle condivise con altri linguaggi, che denomina proprietà convergenti, e quelle esclusive del linguaggio turistico,definite come divergenti.

3

Dann, Graham (1996), The Language of Tourism. A Sociolinguistic Perspective, CAB International, Oxford.

17


2.3.1 Proprietà convergenti 2.3.1.1 Magia

Accostare il linguaggio del turismo alla magia potrebbe sembrare, a primo acchito, alquanto inusuale; tuttavia quest’ultima è una sua componente importante. La promozione turistica si basa sul concetto di incanto, ossia sulla capacità di esercitare un certo fascino sul soggetto. Quest’ultimo con la magia può essere catapultato in una nuova realtà, fuori dal tempo e dallo spazio: questo risultato può essere ottenuto mediante l’impiego di termini particolari e misteriosi.

2.3.1.2

Tempo

Nonostante il turismo in sè rappresenti un viaggio attraverso lo spazio, non si deve dimenticare che ciò può essere inteso anche come un viaggio temporale, in grado di catapultare il turista in una realtà diversa da quella quotidiana, sia essa appartenente al passato o, più raramente, al futuro. Nel materiale per la promozione turistica è molto frequente il riferimento al passato, considerato di gran lunga superiore al presente. Un passato glorioso, caratterizzato da miti e grandi fasti: tutto ciò permette al potenziale turista di evadere, anche solo per un momento, dalla routine quotidiana ed essere catapultato in un mondo surreale.

2.3.2 Proprietà divergenti 2.3.2.1 Identità sconosciuta del mittente e monologo

Nel linguaggio del turismo spesso non si conosce l’identità dei creatori di materiale per la promozione turistica; in genere si ha solo la vaga idea che si tratti di qualcuno appartenente al campo dell’industria turistica. Il linguaggio del turismo in questi casi si presenta sotto forma di monologo: non si ha quindi interscambio comunicativo, interattività. Inoltre, non solo il mittente è anonimo, ma nella maggior parte dei casi, per quanto riguarda il ricevente, non si fa alcun riferimento al sesso, all’età e alla 18


condizione economica e sociale; per questa ragione tra il mittente e il ricevente non si instaura una relazione significativa. Nonostante ciò, il linguaggio del turismo si rivela altamente persuasivo.

2.3.2.2 Tautologia

Il linguaggio turistico può avere anche qualità tautologiche; ciò sta a significare che spesso il turista riferisce ciò che altri già conoscono: egli semplicemente conferma la veridicità di ciò che gli era stato mostrato in precedenza tramite brochures, guide turistiche e simili. Un tipico esempio è rappresentato dalle storie raccontate dal turista al suo ritorno da una vacanza e dalla consuetudine di scattare fotografie, che in genere altro non sono che la mera riproduzione di ciò che è raccontato e rappresentato nel materiale per la promozione turistica.

2.3.3 Uso degli aggettivi Importante nel linguaggio turistico è la scelta degli aggettivi per enfatizzare la dimensione euforica. Si possono classificare gli aggettivi sulla base di caratteristiche sintattiche e semantiche. Dal punto di vista sintattico, gli aggettivi possono essere: •

attributivi: modificano espressioni nominali e di solito precedono il nome cui si riferiscono;

predicativi: solitamente seguono un verbo copulativo.

Dal punto di vista semantico si possono distinguere due classi di aggettivi: •

descrittori: denotano un’ampia gamma di caratteristiche quali colore, misura, quantità, tempo, qualità e indicano i vari gradi di tali caratteristiche;

classificatori: denotano caratteristiche particolari, tipiche di una determinata categoria e non indicano gradi o sfumature.

19


2.3.4 Uso delle immagini Nel linguaggio del turismo l’uso delle immagini assume una importanza rilevante. Secondo Moeran4, per esempio, le immagini contenute nelle brochures sono in grado di accentuare la forza persuasiva del discorso. Febas Borra5 osserva che mentre il testo informa, le immagini che lo accompagnano confermano il messaggio in esso contenuto. Secondo Chalfen6, inoltre, le immagini possiedono un’autonomia semiotica tale da avere notevoli proprietà tautologiche: suggeriscono, cioè, al potenziale turista quali attrazioni immortalare una volta arrivati alla destinazione prescelta.

2.4 I testi per la promozione turistica

2.4.1 Generalità Una prima grande suddivisione nei testi turistici è da farsi tra i testi specialistici riservati agli esperti e testi per il pubblico. Secondo Calvi7 le pubblicazioni turistiche più interessanti sarebbero proprio quelle dirette al pubblico. Tra queste ricordiamo: •

il leaflet: si presenta come un foglio singolo o sottoforma di pieghevole e presenta contenuti descrittivi e informativi (itinerari da seguire, prezzi, orari,contatti telefonici);

la brochure: è molto simile a un libro e ha una funzione promozionale e informativa;

il manifesto turistico: si presenta come un poster, è il mezzo di promozione turistica più antico e oggi lo si può trovare sui mezzi di trasporto pubblici o sui palazzi metropolitani. Presenta uno slogan, il cui

4

Moeran, Brian (1983), The Language of Japanese Tourism, in N. Graburn (ed.) The Anthropology of Tourism. Annals of Tourism Research, Volume 10, n. 93-108. 5 Febas Borra, José Luis (1978), Semiologia del Lenguaje Turistico, in Estudios Turisticos, n. 57-58. 6 Chalfen, Richard (1980), Tourist Photography,in Afterimage 8, n. 26-29, Budapest, Institute for Culture. 7 Calvi, Maria Vittoria (2000), Il Linguaggio Spagnolo del Turismo, Baroni Editore, Viareggio.

20


obiettivo è quello di attirare l’attenzione del destinatario e fargli memorizzare il messaggio; •

reportages e annunci pubblicitari presenti nei periodici dedicati al turismo;

i cosiddetti “travelogues”: resoconti di viaggio riportati in particolari sezioni di quotidiani e riviste, in cui il singolo turista parla della sua vacanza sottolineandone esperienze sia positive sia negative e dando consigli e informazioni ad un futuro potenziale turista;

guida turistica: ha una struttura articolata e contiene informazioni molto dettagliate;

siti web: molto diffusi, ricchi di informazioni e gratuiti.

Va tuttavia tenuto presente che i confini tra i diversi generi turistici non sono netti e i vari testi si influenzano l’un l’altro.

2.4.2 Una particolare classificazione dei vari testi turistici Interessante dal punto di vista comunicativo appare la classificazione dei vari generi turistici proposta da Francesconi8, basata su nove diversi parametri: •

mezzo (medium);

fase di viaggio (stage of trip);

destinatari (target);

accessibilità (accessibility);

scopo della lettura o consultazione (reading function);

modalità di lettura o consultazione (reading modality);

lunghezza (length);

aggiornamento delle informazioni (information update):

costo (cost)

8

Francesconi, Sabrina (2007), English for Tourism Promotion. Italy in British Tourism Texts, Ulrico Hoepli Editore, Milano.

21


2.4.2.1 Il medium: il mezzo attraverso il quale si presenta il testo Un primo parametro, suggerito da Graham Dann9, riguarda il mezzo, il modo in cui viene presentato il testo. Questo può essere scritto oppure orale, ma più frequentemente può combinare varie risorse ed essere di carattere visivo/sensoriale, visivo/sensoriale in forma scritta, visivo/sensoriale in forma orale e visivo/sensoriale in forma scritta e orale. Per quanto riguarda i testi scritti, si può operare una distinzione fra quelli a carattere prevalentemente letterario (racconti, poesie, romanzi e tutto ciò che concerne il tema del viaggio ma che non trae origine dall’industria turistica) e testi a carattere essenzialmente informativo (trattati etnografici, resoconti di viaggio, annunci pubblicitari e anche cartoline). Tra i testi orali il più efficace mezzo di informazione turistica è rappresentato sicuramente dai racconti di esperienze dirette di viaggio; ma ricordiamo anche le conferenze e le presentazioni tenute da esploratori ed esperti del settore turistico. Gli strumenti che sono stati definiti di tipo visivo/sensoriale comprendono opere di artisti famosi raffiguranti destinazioni turistiche, cartoline, fotografie, lavori di artigianato e perfino loghi di famosi marchi. Gli strumenti di tipo visivo/sensoriale in forma scritta rappresentano la categoria più vasta e comprendono dépliants, guide turistiche, annunci pubblicitari, riviste, travelogues, mappe e cartine geografiche, brochures, pagine web. Possono essere considerati strumenti di tipo visivo/sensoriale in forma orale i filmati televisivi e le rappresentazioni folkloristiche. Infine, i mezzi di tipo visivo/sensoriale in forma scritta e orale possono essere rappresentati dalle esposizioni e fiere del turismo, ma anche dall’attività svolta dalle agenzie di viaggio e dai centri di informazione turistica.

2.4.2.2 Stage of trip: il ruolo del testo rispetto alle fasi del viaggio

Questo secondo parametro indica in quale fase del viaggio si usufruisce di un determinato testo turistico. Esistono, infatti, testi che vengono prevalentemente utilizzati prima di intraprendere un viaggio: le brochure, i cataloghi e le guide turistiche hanno

9

Dann, Graham (1996), The Language of Tourism. A Sociolinguistic Perspective, CAB International, Oxford.

22


una funzione informativa e soprattutto promozionale, lo scopo principale è quello di orientare le scelte del destinatario. Abbiamo, poi, testi utilizzati prevalentemente durante il viaggio: ricordiamo le mappe e le cartine geografiche, ma anche le guide turistiche. Infine si hanno testi “post-viaggio”: le cartoline e i souvenirs costituiscono l’esempio più tipico. Tuttavia, si osserva che alcuni testi non sono utilizzati solo ed esclusivamente durante una determinata fase del viaggio: le guide, ad esempio, possono essere utilizzate prima del viaggio per avere un’idea generale sulla destinazione; durante il viaggio per acquisire maggiori informazioni; dopo il viaggio per fissare nella memoria il ricordo dell’esperienza appena vissuta.

2.4.2.3 Il target: individuazione dei destinatari

Per quanto riguarda questo parametro, la scelta del genere testuale dipende dall’età, dal sesso, dallo status sociale, dalla preparazione culturale e dagli hobbies di ciascun destinatario. Generalmente i giovani preferiscono consultare i siti web per acquisire informazioni prima di intraprendere un viaggio, mentre gli adulti optano maggiormente per le brochure reperibili nelle agenzie di viaggio. Le guide turistiche sono utilizzate soprattutto da viaggiatori curiosi allo scopo di perfezionare le proprie conoscenze, ma anche da tutti coloro che desiderino una vacanza confortevole, sicura ed organizzata nei minimi dettagli.

2.4.2.4 Accessibility: distribuzione del materiale promozionale

La distribuzione del materiale per la promozione turistica e la relativa accessibilità allo stesso svolgono un ruolo significativo. In termini di accessibilità reale, fisica, le brochures differiscono significativamente dalle pagine web. Queste ultime sono consultabili comodamente da casa, mentre le prime, essendo reperibili solo nelle agenzie di viaggio, presuppongono uno spostamento fisico del potenziale turista. I dépliants si possono ritrovare nelle agenzie specializzate, ma anche in luoghi pubblici come bar, ristoranti, supermercati, grazie al loro formato ridotto. Le guide turistiche sono disponibili nelle librerie o nelle biblioteche, mentre le riviste turistiche nelle 23


edicole. Di conseguenza, chi è interessato a una brochure non trova e legge questo tipo di testo per caso (come può accadere invece per i dépliants o le riviste), ma si reca appositamente in un’agenzia turistica. Questo è un tipo di turista molto attento, scrupoloso e fortemente motivato a trasformarsi da semplice lettore in potenziale ed effettivo fruitore dei servizi turistici.

2.4.2.5 Reading function: lo scopo della consultazione del testo

Un potenziale turista può procedere alla consultazione di testi per la promozione turistica per svariate ragioni: per scegliere una destinazione, per raccogliere ulteriori informazioni su una destinazione già scelta in precedenza, per prepararsi con cura ad affrontare il viaggio, oppure semplicemente per soddisfare la propria curiosità.

2.4.2.6 Reading modality: modalità di lettura del testo

Per quanto riguarda questo parametro si può affermare che il potenziale turista può procedere alla lettura di uno stesso testo secondo modalità differenti. A questo proposito Mariagrazia Margarito10 sostiene che le guide turistiche, ad esempio, implicano una doppia modalità di lettura: consultativa e di piacere.

2.4.2.7 Length: l'importanza dell'estensione del testo

I testi per la promozione turistica si caratterizzano anche per la lunghezza della loro struttura. Le brochures, le guide turistiche e le riviste specializzate presentano una struttura testuale abbastanza estesa, anche se le guide sono in genere più estese rispetto agli altri due tipi di testo; al contrario, i dépliants e le pagine web presentano un formato pressoché ridotto.

10

Margarito Mariagrazia (2000), L’Italie en Stéreotypes.Analyse de Textes Touristiques, L’Harmattan, Paris.

24


2.4.2.8 Information update: l'aggiornamento delle informazioni

Importante è anche il parametro dell’aggiornamento delle informazioni. Gli operatori turistici generalmente cercano di assicurarsi che le informazioni e i servizi offerti siano sempre aggiornati e rispondano al meglio alle esigenze del cliente, anche se a questi si raccomanda sempre di non trascurare ogni più piccolo dettaglio prima di intraprendere una vacanza. Le pagine web offrono la soluzione migliore per questo problema, in quanto le informazioni in esse contenute possono essere aggiornate continuamente, in qualsiasi momento; le brochures possono essere aggiornate a cadenza stagionale o annuale, mentre sono le guide turistiche ad essere aggiornate con minore frequenza.

2.4.2.9 Cost: il rapporto tra costo e fruizione

Un altro parametro fondamentale è quello del costo del materiale per la promozione turistica. In genere i costi sono abbastanza contenuti per quanto riguarda le riviste specializzate che si trovano nelle edicole; per le guide turistiche i prezzi possono variare in base alla loro specificità. Le brochures; le pagine web e i dépliants, invece, sono completamente gratuiti: ciò è dovuto principalmente al fatto che per il loro formato ridotto i costi di produzione sono molto bassi o addirittura inesistenti, come nel caso delle pagine web.

2.4.3 La brochure come genere testuale turistico Conformemente alla classificazione sopra esposta basata sui nove parametri fondamentali, è possibile mettere in evidenza le caratteristiche principali che fanno della brochure un particolare genere testuale dell’ambito turistico. Si può quindi affermare che per quanto concerne il mezzo, essa fa parte della categoria degli strumenti di tipo visivo/sensoriale in forma scritta e viene utilizzata prima di intraprendere un viaggio. La brochure è indirizzata prevalentemente a potenziali turisti, cioè a coloro che hanno già deciso di intraprendere un viaggio, si trova facilmente nelle agenzie di viaggio, ma anche nei centri di informazione turistica e perfino nelle biblioteche. Per quanto riguarda i parametri della funzione e della modalità di lettura, si nota che la brochure

25


viene consultata soprattutto per scegliere o confermare una destinazione, ma anche per acquisire informazioni dettagliate, quindi la modalità di lettura è molto accurata. Infine, importanti caratteristiche della brochure sono la struttura testuale abbastanza estesa, il suo aggiornamento stagionale o annuale e la sua natura gratuita.

26


CAPITOLO TERZO

ANALISI DI ALCUNE BROCHURES

3.1 Il corpus esaminato: brochures sarde e laziali In questo capitolo saranno poste a confronto e analizzate alcune brochures promozionali relative al territorio sardo e al territorio laziale; nella tabella che segue è riportato il corpus preso in esame.

Tab. 1. Il corpus di brochures analizzato

Regione Sardegna

Regione Lazio

“Itinerari archeologici della

“Villas of Ancient Rome”, a

Provincia di Nuoro”, a cura

cura

dell’Amministrazione

Promozione Turistica (APT)

Provinciale di Nuoro;

di Roma;

“Archaeology

in

the

dell’Azienda

“Surprising

Lazio:

di

where

Province of Nuoro”, a cura

history meets the sea, guide to

dell’Ente Provinciale per il

the archaeological treasures of

Turismo (EPT) di Nuoro

the coast of Lazio”, a cura della

Regione

dell’APT di Roma

Il materiale esaminato presenta la tipica struttura delle brochures: •

copertina;

piccola introduzione dell’organo di promozione turistica; 27

Lazio

e


informazioni storiche e descrizione accurata delle attrazioni proposte;

dettagli di ordine pratico.

Sia le brochures sarde che quelle laziali hanno finalità promozionali, informative e persuasive; differiscono invece per quanto concerne l’accessibilità: le brochures sarde sono state reperite nella biblioteca comunale di Macomer (NU), mentre quelle laziali sul web

11

. Ciò significa che queste ultime possono essere consultate facilmente da

chiunque e in qualsiasi momento e luogo, mentre le brochures sarde prese in esame sono accessibili ad un numero limitato di utenti (abitanti di Macomer e del circondario o turisti di passaggio). Nei paragrafi che seguono le brochures sarde e quelle laziali saranno analizzate in particolare dal punto di vista lessicale, morfosintattico e testuale, ma si farà riferimento anche a ulteriori aspetti riguardanti le cosiddette “proprietà convergenti e divergenti” di cui si è parlato nel capitolo precedente.

3.2 Aspetti lessicali

3.2.1 Le brochures sarde Nelle brochures sarde si denota l’uso della tecnica del “languaging”, ossia l’utilizzo di parole non in lingua inglese; in alcuni casi viene fornita una traduzione, un adattamento in lingua inglese e anche una breve descrizione dell’attrazione proposta. Di seguito sono riportati alcuni esempi.

Esempio 1. “Domus de janas or houses of the fairy witches: hollowed out in all kinds of rock, they have numerous chambers” Esempio 2. “Tombe dei giganti (giants’tombs or tombs of giants): they represent a collective tomb for everyone of the village”

11

Villas

of

Ancient

Rome:

www.Italiantouristoffice.se/sv/docs/79.pdf.

(Visitato

il

18/01/2011). Surprising Lazio-Where History www.Italiantouristoffice.se/sv/docs/80.pdf. (Visitato il 18/01/2011).

28

Meets

The

Sea:


Esempio 3. “Fonte sacra nuragica: nuragic sacred well or source” Esempio 4. “Predas o perdas fittas: menhirs (Breton word, signifies upright stones)” Esempio 5. “Nuraghe: great bastion or high tower of megalithic majesty” Esempio 6. “Bronzetti: bronze statuettes”

Un altro aspetto lessicale riscontrabile è l’ampio uso di tecnicismi, soprattutto termini appartenenti ai linguaggi specialistici dell’architettura e dell’archeologia; di seguito si riportano alcuni esempi.

Tab. 2. Tecnicismi nelle brochures sarde

Architettura

Archeologia

Façade

Necropolis hypogeum

Donjon or mast

Tholos shaped nuraghe

Stylised protome

Exedra (the area designated

Temple in antis

Bilobate rampart

Monolithic stele

Trilobate fortress

Monolithic tomb of dolmen

to cult)

tradition

Nella tabella 2 sono riportati alcuni tecnicismi presenti nelle brochures sarde; è interessante notare che solo nel caso del termine ‘exedra’ viene esplicitato il significato dello stesso, mentre in tutti gli altri casi non viene fornita alcuna spiegazione. Ciò rappresenta un limite in quanto i destinatari potrebbero avere, così come non avere, un’adeguata conoscenza dei linguaggi specialistici dell’architettura e dell’archeologia; di conseguenza la comprensione del testo potrebbe risultare ostica, perdendo così la sua efficacia persuasiva.

Si può notare anche l’uso di termini e locuzioni brillanti al fine di impressionare positivamente il destinatario, secondo il concetto di ‘euphoria’ trattato da Dann

12

.

Riportiamo alcuni esempi nella tabella sottostante. 12

Dann, Graham (1996), The Language of Tourism. A Sociolinguistic Perspective, CAB International, Oxford. In base al concetto di ‘euphoria’, il linguaggio del turismo tende a parlare solo in termini positivi e brillanti delle attrazioni proposte. Non si fa mai riferimento a ciò che è considerato

29


Tab. 3. Termini euforici nelle brochures sarde

Great

Majesty

Splendidly

Objects of rare beauty

Grandeur

Unique

Undisputed excellence

Jewel of nuragic architecture

Questi esempi costituiscono una perfetta espressione del concetto di ‘euphoria’; si può infatti notare l’uso di aggettivi e sostantivi estremi, tendenti al massimo grado: ‘great’, ‘unique’, ‘undisputed excellence’. La scelta di ricorrere a questi termini ha uno scopo ben preciso, quello cioè di sottolineare l’unicità delle attrazioni proposte e influenzare così il potenziale turista. Appare interessante la scelta del termine ‘grandeur’: si tratta infatti di un francesismo, che nella lingua inglese viene tipicamente associato all’idea di prestigio. Di grande effetto anche la metafora nell’espressione ‘jewel of nuragic architecture’: il gioiello è infatti simbolo di preziosità, rarità e raffinatezza suprema; qualità, queste, che appunto grazie all’artificio retorico della metafora diventano proprie dell’attrazione proposta.

3.2.2 Le brochures laziali Anche nelle brochures laziali prese in esame si riscontra l‘uso della tecnica del “languaging”; si tratta di termini appartenenti per lo più alla lingua latina e a quella italiana, alcuni dei quali possono essere affiancati da una traduzione o una breve spiegazione. Vediamo alcuni esempi.

Esempio 7. “Rotunda: a building with a main cylindrical body and walls subdivided into niches” ‘normale’ o ‘nella media’: il discorso turistico diventa una sorta di ‘linguaggio estremo’, in cui l’uso del superlativo diviene rigoroso.

30


Esempio 8. “Villa o Domus: elaborate complex consisting of different elements” Esempio 9. “Hortus: a small domestic garden” Esempio 10. “Sacellum: a small temple” Esempio 11. “Part of the Campagna Romana, the Roman countryside” Esempio 12. “Parco degli Acquedotti, the Park of the Aqueducts” Esempio 13. “Defensive walls in blocks of macco, a limestone common in the area”

Alcuni degli esempi sopra citati sono riconducibili anche alla categoria dei tecnicismi: i termini ‘rotunda’, ‘hortus’ e ‘sacellum’ sono infatti latinismi propri del linguaggio dell’architettura, in quanto si riferiscono a determinati elementi caratterizzanti la ‘villa’ o ‘domus’ romana. Altri tecnicismi propri del linguaggio dell’architettura sono presenti nelle brochures analizzate e sono riportati nella tabella seguente.

Tab. 4. Tecnicismi nelle brochures laziali

Portico: a porch or walkway with rows of columns on one or more of its sides

Triclinium: the dining room in a Roman house consisting of couches along three of the walls

Peristyle: an open space enclosed by colonnades, common to Greek and Roman buildings

Nymphaeum: a building of varying shape and decoration, usually containing one or more fountains

Opus reticulatum, a technique used to build the walls

Pavilion: an isolated building in an open space, used for different purposes

Encaustic: ancient painting technique consisting of pigment mixed with beeswax and fixed with heat on a plaster surface after its application

Nella tabella 4 sono riportati alcuni esempi di tecnicismi utilizzati nelle brochures laziali. Si può notare una differenza fondamentale rispetto alle brochures sarde: per ogni tecnicismo viene fornita una spiegazione esaustiva; ciò consente anche a coloro che non possiedono un’adeguata conoscenza del linguaggio specialistico dell’architettura di

31


comprendere il significato di tali tecnicismi e conseguentemente di apprezzare al meglio il valore delle attrazioni proposte.

Anche nelle brochures della Regione Lazio sono presenti termini denotanti aspetti positivi di ciò che viene proposto e quindi riconducibili al concetto di ‘euphoria’.

Tab. 5. Termini euforici nelle brochures laziali

Ideal place

Favoured location

Splendid decorations

Magnificent

Charming villages and luxurious residences

Precious remains

Unimaginable treasures

Nella tabella 5 sono riportati alcuni esempi di termini legati al concetto di ‘euphoria’. Anche in questo caso, come nelle brochures sarde, si tratta di termini brillanti che danno vita a un linguaggio estremo, atto a stimolare la fantasia del destinatario e a suscitare il più vivo interesse dello stesso per le attrazioni proposte. Espressioni quali ‘ideal place’, ‘favoured location’, ‘charming villages’ sono in grado di condurre idealmente il destinatario in una dimensione nuova, diversa da quella della realtà quotidiana, suscitando nello stesso sensazioni positive.

32


3.3 Aspetti morfosintattici

3.3.1 Le brochures sarde Si può notare nelle brochures prese in considerazione l’uso di un “linguaggio estremo”; si tratta di una caratteristica tipica del linguaggio turistico, che tende a parlare solo in termini brillanti delle attrazioni proposte. Vediamo qualche esempio.

Esempio 14. “The nuragic wells are unique for their structure and ritual function”. Il termini ‘unique’ è utilizzato per focalizzare l’attenzione del potenziale turista sul fatto che in nessun altro luogo potrà trovare un’attrazione simile. Esempio 15. “The Is Paras nuraghe is considered, with reason, to be the most attractive of the best conserved exemplars because the signs of ancient grandeur can still be seen”. In questo esempio è interessante notare l’uso del superlativo e del francesismo ‘grandeur’, che implicano l’idea di superiorità e grande prestigio; inoltre con l’espressione ‘with reason’ si cerca, in un certo senso, di rassicurare il destinatario e convincerlo della veridicità di ciò che viene asserito. Esempio 16. “At the base of the wild and splendid valley of Lanaitto, emerges the great bastion of Tiscali, where one finds the most incredible ghost village”. Gli aggettivi ‘wild’ e ‘splendid’ implicano l’idea che il luogo proposto sia perfetto per fuggire dalla realtà quotidiana ed evocano nella mente del destinatario un’idea di libertà; il termine ‘great’ può indicare sia una qualità intrinseca (le grandi dimensioni), sia una qualità aggiuntiva riguardo l’attrazione proposta. Con l’espressione ‘the most incredible ghost village’ il potenziale turista ha l’impressione di essere catapultato in una realtà magica, unica. Esempio 17. “In one of the regions with the highest concentration of nuragic monuments, one notes the majesty of the Orolo nuraghe, one of the best preserved and most interesting for its architectural solutions”. In questo esempio notiamo un ampio uso del superlativo; in particolare l’espressione ‘the highest concentration’ suggerisce subliminalmente al turista interessato alla visita di monumenti nuragici che quello è il luogo adatto per soddisfare questo tipo di esigenza.

33


Non è presente nelle brochures sarde la tecnica del cosiddetto “ego-targeting”, ossia l’uso dei pronomi “we”, “our”, “us” per rappresentare il promotore delle varie attrazioni e di “you”, “your” per indicare i soggetti riceventi; a questo scopo sono maggiormente utilizzate le forme impersonali:

Esempio 18. “One can find” Esempio 19. “One can notice” Esempio 20. “One can still see the remains today”

Per quanto riguarda le forme verbali, di seguito sono riportate quelle utilizzate maggiormente. •

il presente per descrivere le attrazioni proposte e per indicarne l’ubicazione:

Esempio 21. “The nuraghe Monte Muradu is a ruin of a mono-tower on which leans an old shepherd’s hut” Esempio 22. “The centre of the sanctuary is a temple with a well and nearby there is a big celebrations enclosure” Esempio 23. “The building is located in the centre of the village” •

l’imperativo per le indicazioni stradali:

Esempio 24. “Leave Dualchi and go along the first track on the left, park the car and continue on the left along a cartway for about 600 metres” Esempio 25. “Leave Macomer towards the North and go straight on for about three kilometres” •

il passato per le notizie di carattere storico:

Esempio 26. “Aristotle handed us down the incubatoy and propitiatory rites practised by the Sardinians” Esempio 27. “When the Greek civilisation was at its very dawn, the civilisation of the great builders of the nuraghi had completed its vicissitudes, but its ethnic seed did not die there” 34


si riscontra l’uso della forma passiva nelle descrizioni per focalizzare l’attenzione su un determinato elemento, che si trova quindi in posizione tematica; il passivo è usato anche per le costruzioni impersonali:

Esempio 28. “The stele was broken by a lightning and restored in the 60’s” Esempio 29. “The nuragic fountain can be found in a rustic valley” Esempio 30. “Remains can still be seen”

3.3.2 Le brochures laziali Anche le brochures laziali si caratterizzano per l’uso di un “linguaggio estremo”; negli esempi che seguono si può notare soprattutto l’uso dei superlativi.

Esempio 31. “The ruins of one of the largest and most powerful Etruscan citystates stand on a vast limestone platform” Esempio 32. “The Hill of Monterozzi was the site of the most important necropolis of Civita” Esempio 33. “We can still admire remains of the magnificent mosaics”. In questo esempio non si riscontra l’uso del superlativo, ma il verbo ‘admire’ e l’aggettivo ‘magnificent’ suscitano indubbiamente sensazioni positive nel lettore. Esempio 34. “The surviving half of the dome is one of the most ancient examples of adding amphorae to the masonry”

Si riscontra, a differenza delle brochure sarde, un discreto utilizzo della tecnica “egotargeting”; di seguito sono riportati alcuni esempi.

Esempio 35. “We aim at divulging history and information regarding Lazio off the beaten track” Esempio 36. “From the sea to groves of olive trees we cross the valley among thousands of Etruscan tombs” Esempio 37. “The splendid Etruscan-Viterbo town will not disappoint you” Esempio 38. “South of the Lido of Tarquinia you can find an archeological park” 35


Esempio 39. “A journey through the history of Civitavecchia, for demanding visitors in search of variety” Esempio 40. “We recognize the most ancient part by the techniques used to build the walls”.

Riguardo ai tempi verbali si osserva che: •

il presente è usato per descrivere le attrazioni proposte nella brochure

“Surprising Lazio-Where history meets the sea”:

Esempio 41. “The area of the Taurine Baths consists of an imposing structure” Esempio 42. “The Tomb of the Inscriptions contains numerous inscriptions on the walls” Esempio 43. “Corridors and small service chambers connect the areas of the calidarium and the tepidarium” •

il passato è utilizzato per la descrizione delle attrazioni proposte e la loro ubicazione nella brochure “Villas of Ancient Rome”:

Esempio 44. “The residential area consisted of two sections and had a large cistern and a bath complex at the centre” Esempio 45. “The second nucleus had a series of rooms along the ambulatory” Esempio 46. “The Villa was situated on the ancient Via Latina”

Il passato, in entrambe le brochures laziali, è utilizzato anche per le notizie storiche, come nel caso delle brochures sarde:

Esempio 47. “Villas became proper urban residences when the Emperor Aurelian included them in the circuit of the new city walls” Esempio 48. “Vulci was an economically thriving centre” Esempio 49. “Tarquinia was a rich and powerful city, it extended its dominion inland and developed relations and exchanges with Greece and the East”

36


l’imperativo è usato anche nelle brochures laziali per le indicazioni stradali:

Esempio 50. “From Rome, via Aurelia up to the km 90, detour for A12”, Esempio 51. “From Viterbo take SS Cassia Nord and detour in direction of Tuscania”; •

la forma passiva è utilizzata per le costruzioni impersonali:

Esempio 52. “Blocks of macco, a limestone common in the area which can be seen today” Esempio 53. “The first to be built was a compact square block”.

37


3.4 Aspetti testuali

3.4.1 Le brochures sarde Come già accennato all’inizio di questo capitolo, le brochures sarde presentano la struttura tipica di questo genere testuale. •

copertina

Tab. 6. Copertina nelle brochures sarde

Archaeology in the Province of Nuoro

Itinerari archeologici della Provincia di Nuoro

In alto a sinistra troviamo il logo e il In alto abbiamo il titolo; nome del promotore turistico (EPT, Ente l’immagine proposta (una tomba dei giganti) occupa tutta la sezione;

Provinciale per il Turismo); in

alto

a

destra

la

destinazione In basso a destra si trova una legenda che indica al lettore che i contenuti della

(Sardegna);

la sezione è quasi interamente occupata brochure sono disponibili in varie lingue da due immagini: quella di un nuraghe e (inglese, francese e tedesca); quella di alcuni reperti archeologici;

in fondo alla pagina troviamo il logo e il

in basso a destra troviamo il titolo

nome del promotore (Amministrazione Provinciale di Nuoro)

introduzione dell’organo di promozione turistica

Tab. 4. Introduzione nelle brochures sarde

Archaeology in the Province of Nuoro

Itinerari archeologici della Provincia di Nuoro

E’ presente una breve introduzione, ma Si

38

ha

un’introduzione

a

cura

del


non è specificato l’autore della stessa

Presidente e dell’Assessore al Turismo della Provincia di Nuoro

nel corpus centrale di entrambe le brochures sarde troviamo tutte le informazioni di carattere storico, una descrizione dettagliata e un’immagine di ogni singola attrazione proposta

dettagli di ordine pratico

Tab. 7. Dettagli pratici nelle brochures sarde

Archaeology in the Province of Nuoro

Itinerari archeologici della Provincia di Nuoro

Nelle ultime pagine vengono fornite le Si ha in allegato anche una cartina indicazioni stradali per raggiungere tutte geografica; le indicazioni stradali sono più le attrazioni proposte, nonché alcuni dettagliate e sono accompagnate da una contatti utili

legenda che indica le strade principali e secondarie, i percorsi a piedi, i monumenti archeologici, la presenza o meno di segnaletica e i mezzi consigliati

39


3.4.2 Le brochures laziali Anche la struttura testuale delle brochures laziali risulta conforme a quella tipica della brochure. •

Copertina

Tab. 8. Copertina nelle brochures laziali

Villas of Ancient Rome

Surprising Lazio-Where history meets the sea

Partendo dall’alto troviamo il nome del

In

questo

caso

partendo

dall’alto

promotore (APT, Azienda di Promozione troviamo il logo e il nome del promotore Turistica di Roma); segue il titolo e il turistico (Regione Lazio in collaborazione resto

della

sezione

è

occupato

da con

APT,

Azienda

di

Promozione

immagini raffiguranti alcuni monumenti e Turistica di Roma); procedendo verso il alcune ville tipiche dell’antica Roma

basso troviamo il titolo e l’immagine di un tipico paesaggio mediterraneo

introduzione

Tab. 9. Introduzione nelle brochures laziali

Villas of Ancient Rome

Surprising Lazio-Where history meets the sea

In questa brochure non è presente E’ presente una breve introduzione curata un’introduzione

dall’Assessore alla Cultura, allo Sport e al Turismo

corpus centrale: anche le brochure laziali, come quelle sarde, sono ricche di informazioni di carattere storico, forniscono una descrizione

40


dettagliata delle attrazioni proposte accompagnata da immagini rappresentative delle stesse •

dettagli di ordine pratico

Tab. 10. Dettagli pratici nelle brochures laziali

Villas of Ancient Rome

Surprising Lazio-Where history meets the sea

Nelle ultime pagine troviamo un glossario Vengono fornite indicazioni stradali e sui dei

termini

dell’architettura

propri

del

utilizzati

linguaggio percorsi per

consigliati,

nonché

ulteriori

la informazioni riguardanti il territorio (feste

descrizione delle antiche ville romane con e sagre, artigianato) e contatti utili relative

esplicazioni;

seguono,

poi,

informazioni varie: orari di apertura al pubblico delle ville e dei musei, prezzi, mezzi di trasporto, contatti utili

3.5 Proprietà convergenti: tempo e magia

3.5.1 Le brochures sarde Per quanto riguarda il fattore temporale, nel materiale esaminato la strategia adoperata è quella del costante riferimento al passato. Al potenziale turista viene proposto un ritorno al passato, quello di una terra ricca di storia, miti e leggende per evadere dalla routine quotidiana, anche solo per un momento, cioè il tempo necessario alla consultazione delle brochures. Vediamo qualche esempio.

Esempio 54. “The high number of archaeological sites and their concentration in the territory, decisively superior to any other Italian region, substantiates the fact

41


that Sardinia is a true open museum offering its message of great civilisations and culture framed by unequalled beauty of unforgettable fascination” Esempio 55. “Monuments are often well-preserved and, blending into the scenery and soul of the populations, they offer a unique cultural background at once remote and novel” Esempio 56. “Above a small trachytic hill one can see the head of a nuragic warrior, like a tragic mask from the past”.

Nelle brochures sarde il fattore magia è onnipresente; si nota, infatti, un costante riferimento al mito e alle leggende popolari. Alcuni esempi:

Esempio 57. “The grandeur of the nuragic burials has always excited the imagination of the people, giving rise to the popular definition of giants’ tombs when referring to these monuments” Esempio 58. “Numerous and omnipresent, the nuraghi still seem jealous of their ancient secrets”. In questo esempio è interessante notare il processo di personificazione: ci si riferisce ai nuraghi come se fossero esseri umani con caratteristiche tipiche di questi ultimi (la capacità di custodire gelosamente dei segreti) Esempio 59. “The cult stones are symbolic representation of the divinity and they depict the essential principles, male and female, which are the root of life in accordance to an ancient, naturalistic religion” Esempio 60. “The particularity of these hypogea, which configure as actual habitations for the dead, has given birth to popular stories and legends where it is said the janas could bestow riches or death on the persons who chanced to meet them while they wove on their golden spindles and sang in an extraordinary voice” Esempio 61. “The site brings to mind the theory of the classics Solinus, Priscianus and Isidorus referring to the rites in which the Sardinians judged criminal acts with the ordeal by water as it was believed its divine power could blind the guilty” Esempio 62. “Three of these cult stones have mamillary prominences (denoting that they are feminine) and three are undecorated (male): undoubtedly the natural laws capable of regenerating life were significantly reiterated in this sacred place”

42


Esempio 63. “Inside an immense circular grotto one finds the most incredible ‘ghost’ village” Esempio 64. “Sardinian prehistory is a great book of enchanting mysteries mostly unresolved”.

3.5.2 Le brochures laziali Anche le brochures laziali invitano il potenziale turista a fuggire dalla realtà quotidiana per rifugiarsi nel passato, quello glorioso e ricco di sfarzi dell’Antica Roma. Di seguito si riporta qualche esempio.

Esempio 65. “The intent of promoting knowledge of the refinement and wealth of the most important places on the coast of Lazio led to the idea of accompanying tourists and visitors to all those places that to this day evoke the very origin of our cultural history, in a brief journey through the local traditions of the present and the fascination of the past” Esempio 66. “Strolls through the greenery and natural springs will offer you visions of past eras in the form of archaeological remains and natural beauty”.

Per quanto riguarda il fattore magia nelle brochures laziali si nota una differenza sostanziale rispetto a quelle sarde: la rara presenza dell’elemento magico, riscontrabile solo nella brochure “Surprising Lazio-Where history meets the sea”. Gli esempi che seguono mostrano che si utilizza come strategia della dimensione magica il ricorso al mito, alle leggende con i loro personaggi.

Esempio 67. “The water came from the nearby Spring of Ficoncella; according to the legend the source of sulphurous water was accidentally discovered by a bull scraping the ground with its hoof and this episode originated the name of the baths, also known as Baths of Trajan” Esempio 68. “Tarquinia was founded by the legendary Tarconte, after whom it was named Tarchna”.

43


3.6 Proprietà divergenti: identità del mittente, monologo e tautologia

3.6.1 Le brochures sarde Secondo Dann 13 nel linguaggio del turismo spesso non si conosce l’identità dei creatori di materiale per la promozione turistica; si ha solo la vaga idea che si tratti di qualcuno appartenente al campo dell’industria turistica. Per quanto concerne le brochures sarde prese in esame, è interessante notare come queste costituiscano un’eccezione alla teoria di Dann. Nella brochure “Archaeology in the Province of Nuoro” è specificato l’ente che ha promosso la realizzazione della stessa (EPT, Ente Provinciale per il Turismo di Nuoro); inoltre viene esplicitato il nome dell’autore dei testi e quello dell’autore delle fotografie. Anche nella brochure “Itinerari Archeologici della Provincia di Nuoro” si specifica l’ente promotore (Amministrazione Provinciale di Nuoro); inoltre troviamo il nome dell’autore delle fotografie, quello dell’autore dei testi e dell’istituto presso il quale è stata effettuata la traduzione di questi ultimi.

Non vi è interattività, interscambio linguistico tra il mittente e il ricevente: non si fa alcun riferimento all’età, al sesso, allo status sociale del ricevente per cui il messaggio promozionale si presenta sotto foma di monologo.

Il linguaggio turistico può avere qualità tautologiche: il turista spesso riferisce ciò che altri già conoscono; conferma cioè, semplicemente, la veridicità di ciò che gli era stato mostrato in precedenza tramite il materiale per la promozione turistica. Le brochures sarde possiedono qualità tautologiche: sono infatti ricche di contenuti informativi e di immagini che facilmente si imprimono nella memoria del potenziale turista.

13

Dann, G. (1996), The Language of Tourism. A Sociolinguistic Perspective, CAB International, Oxford.

44


3.6.2 Le brochures laziali Anche le brochures laziali, così come quelle sarde, rappresentano un’eccezione alla teoria dell’identità sconosciuta del mittente sostenuta da Dann. Nella brochure “Villas of Ancient Rome” troviamo varie informazioni che riguardano il mittente: l’ente promotore (APT, Azienda di Promozione Turistica di Roma), l’autore dei testi, l’autore delle traduzioni, l’autore delle fotografie. Anche nella brochure “Surprising Lazio-Where history meets the sea” si ritrovano le stesse informazioni: indicazione dell’ente promotore, autore dei testi, delle traduzioni e delle fotografie.

Così come nelle brochures sarde, anche in quelle laziali non si fa alcun riferimento al tipo di ricevente o a sue caratteristiche particolari quali il sesso, l’età, lo status socioeconomico. Anche in questo caso, quindi, il messaggio promozionale si presenta sotto forma di monologo.

Per quanto concerne l’aspetto tautologico, entrambe le brochures laziali sono ricche di immagini e informazioni dettagliate di carattere sia storico sia pratico che, come nel caso delle brochures sarde, possono fissarsi con facilità nella mente del destinatario.

3.7 Uso degli aggettivi Per quanto riguarda l’uso degli aggettivi, di seguito saranno analizzate le brochures sarde e quelle laziali facendo riferimento alla classificazione degli aggettivi sulla base delle caratteristiche sintattiche (attributivi, predicativi) e semantiche (descrittori, classificatori), così come riportato da Biber et al. nella “Longman Grammar”.14

14

Biber, Douglas; Conrad, Susan; Finegan, Edward; Johansson, Stig; Leech, Geoffrey (1999), Longman Grammar of Spoken and Written English, Longman, British National Corpus.

45


3.7.1 Le brochures sarde Tab.11. Uso degli aggettivi nelle brochures sarde Aggettivi

Tipologia

Big Large Small Beautiful Little Nuragic Secluded Vast Round Archaeological Human Pretty Previous Sacred Wide Extraordinary Golden Actual Popular

dimensione dimensione dimensione qualità dimensione topico relazione dimensione forma topico topico qualità relazione topico dimensione qualità qualità relazione relazione dimensione/qualit à dimensione topico topico relazione qualità qualità dimensione relazione relazione tempo tempo topico qualità topico topico tempo tempo qualità

Great Immense Basaltic Ogival Singular Unforgettable Splendid Long Different Significant Ancient Primordial Local Favoured Mediterranean Natural New Old Important

Attributi vi Predicativi Descrittori Classificatori Frequenza + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + + +

+ + + + + + + + + + + + +

+

+ + + + + + +

+

+ + + +

+

+ + + + + + + +

+

+ + + +

+ + + + + + + +

+ +

+ + + + + + + +

+ + +

+ + +

7 13 14 3 6 23 2 6 7 18 9 3 2 15 4 9 1 2 3 6 2 7 12 5 1 6 16 4 3 19 2 5 4 4 8 5 9 11

Si osserva che nelle brochures sarde, dal punto di vista sintattico, gli aggettivi sono in prevalenza attributivi; per alcuni si è riscontrato un ruolo sia attributivo sia predicativo,

46


mentre in netta minoranza sono quelli esclusivamente predicativi. Dal punto di vista semantico si può notare una leggera prevalenza degli aggettivi descrittori rispetto a quelli classificatori. Per quanto riguarda la frequenza, si può notare un sostanziale equilibrio tra la categoria dei descrittori e quella dei classificatori. Tra i descrittori ricorrono maggiormente gli aggettivi che indicano dimensione e qualità (per esempio, large, small; extraordinary, important, splendid), mentre tra i classificatori sono più frequenti gli aggettivi di tipo “topico”, che riguardano cioè un ambito ben preciso e sono spesso collegati alla denominazione del tipo di monumento a cui si fa riferimento (per esempio, sacred [well]) o del periodo temporale a cui il monumento risale (per esempio, nuragic).

3.7.2 Le brochures laziali Tab.12. Uso degli aggettivi nelle brochures laziali Aggettivi

Tipologia

Famous Ancient Large Main Numerous Interesting Small Rectangular Ample Free Vast Long Great White Black Flourishing Remarkable Green Monstrous Magnificent Wide Important Authentic Splendid Relevant Fabulous Luxurious

qualità tempo dimensione relazione quantità qualità dimensione forma dimensione qualità dimensione dimensione dimensione/qualità colore colore qualità relazione colore qualità qualità dimensione qualità qualità qualità relazione qualità qualità

Attributivi Predicativi Descrittori Classificatori Frequenza + + + + + + + + + + + + + + + +

+

+ + + +

+

+

+ + + + + + + + + + + +

+ + + + + + + + + + +

+

+ + + + + + + +

+

+ + +

47

8 10 24 6 8 3 10 8 3 2 7 4 9 2 2 1 3 1 2 4 3 9 2 6 2 4 6


Elaborate Ideal Favoured Various Pleasant Panoramic External Imposing Powerful Precious Rich

relazione relazione relazione relazione qualità relazione relazione qualità qualità qualità qualità

+ + + + + + + + + + +

+ + + +

+ +

+ +

+ + + + +

3 4 3 5 3 1 2 7 4 9 5

Per quanto concerne l’aspetto sintattico, anche nelle brochures laziali si osserva una netta prevalenza degli aggettivi attributivi; anche in questo caso alcuni sono utilizzati sia in forma attributiva sia in forma predicativa. Dal punto di vista semantico, a differenza delle brochures sarde, in quelle laziali si riscontra una netta prevalenza degli aggettivi descrittori rispetto ai classificatori. Per quanto riguarda la frequenza, ricorrono maggiormente gli aggettivi descrittori che indicano dimensione e qualità (per esempio, large, small; important, famous, precious). E' interessante notare che tra le varie tipologie semantiche, non sono stati individuati aggettivi 'topici'.

3.8 Uso delle immagini In tutte le brochures analizzate i testi sono puntualmente accompagnati da immagini. Queste permettono al destinatario di avere una precisa idea di ciò che viene descritto nel testo e pertanto assumono un alto valore persuasivo. L’uso delle immagini, inoltre, può avere un notevole effetto tautologico; le fotografie presenti nelle brochures sono in grado di influenzare il potenziale turista: quest’ultimo infatti, una volta giunto a destinazione, sarà spinto inconsciamente a immortalare le stesse attrazioni che gli erano state mostrate in precedenza nel materiale promozionale. Di seguito sono riportate alcune immagini tratte dalle brochures analizzate.

48


3.8.1 Le brochures sarde

Foto 1. Nuraghe “Santa Barbara�, Macomer (Nuoro)

Foto 2. Domus de Janas,Lotzorai (Nuoro)

49


Foto 3. Sacred well “Su Tempiesu”, Orune (Nuoro)

50


3.8.2 Le brochures laziali.

Foto 4. Villa of the Quintili, bath complex, Rome

Foto 5. Domus of the Cryptoporticus, Vulci (Rome)

51


Foto 6. Necopolis of “Banditaccia”, Cerveteri (Rome)

52


CONCLUSIONI Si dibatte ancora sull’opportunità di considerare il linguaggio del turismo come linguaggio specialistico: da un lato esso appare come una varietà linguistica generica; dall’altro, invece, è considerato come un linguaggio mirato e specifico. Secondo Gotti il linguaggio del turismo, in realtà, rientra tra le varietà specialistiche15; infatti esso “è un sottosistema della lingua comune, fa uso di

regole lessicali,

morfosintattiche e strutture testuali a sé, è usato in un determinato ambito professionale a scopo descrittivo o comunicativo, sia tra gli esperti del settore che nelle relazioni con il pubblico”.16 Il linguaggio turistico, sebbene reso omogeneo dalla funzione promozionale intorno a cui è principalmente costruito e da caratteristiche linguistiche specifiche, appare differenziato per la presenza di diverse aree disciplinari: geografia, storia, architettura, archeologia, economia, religione ecc. Ognuna di queste componenti conferisce al turismo una sfumatura differente, dando così origine all’area dello “special interest tourism”. Nello specifico, in questo lavoro si è scelto di esaminare un tipo di linguaggio turistico strettamente legato all’archeologia; si tratta di un linguaggio altamente descrittivo e informativo, ma che riesce allo stesso tempo a catturare l’attenzione del potenziale turista, guidando e influenzando le sue scelte e il suo comportamento. Sono state prese in considerazione due brochures sarde (“Itinerari archeologici della Provincia di Nuoro” e “Archaeology in the Province of Nuoro”) e due brochures laziali (“Villas of Ancient Rome” e “Surprising Lazio: where history meets the sea”). Dall’analisi effettuata sono emerse alcune analogie e interessanti differenze.

Dal punto di vista lessicale si può notare che sia nelle brochures sarde sia in quelle laziali viene utilizzata la tecnica del “languaging” (uso di parole non in lingua inglese); sono presenti termini legati al concetto di “euphoria” (termini brillanti e positivi per descrivere le attrazioni proposte). Inoltre in tutto il materiale preso in esame si fa un ampio uso di tecnicismi, ma in questo caso vi è una sostanziale differenza tra il 15

Gotti, Maurizio (2006), The Language of Tourism as a Specialistic Discourse. In O. Palusci and S. Francesconi (eds.) Translating Tourism: Linguistic/Cultural Representations. Trento, Edit. Università degli Studi di Trento, pp. 15-34. 16 Gotti, Maurizio (1991), I Linguaggi Specialistici, La Nuova Italia, Firenze.

53


materiale sardo e quello laziale: in quest’ultimo, infatti, per ogni tecnicismo viene fornita una spiegazione dettagliata; da questo punto di vista, quindi, le brochures laziali si rivelano più complete o comunque più attente a un pubblico di non esperti rispetto a quelle sarde.

Dal punto di vista morfosintattico sia nelle brochures sarde che in quelle laziali viene utilizzato un “linguaggio estremo” (termini brillanti e uso del superlativo). Per quanto riguarda le forme verbali, quelle utilizzate sono: il presente (descrizione delle attrazioni), l’imperativo (indicazioni stradali), il passato (notizie storiche) e la forma passiva (costruzioni impersonali). Si riscontra una differenza per quanto concerne l’utilizzo della tecnica dell’ “ego-targeting” (uso dei pronomi “we”, “our”, “us” per rappresentare il promotore turistico e di “you”, “your” per indicare i soggetti riceventi): questa non è presente nelle brochures sarde; al contrario è ampiamente riscontrabile in quelle laziali.

Dal punto di vista testuale tutto il materiale preso in esame presenta la struttura tipica della brochure: copertina (con il logo e il nome dell’ente promotore, il titolo e alcune immagini di presentazione); introduzione dell’organo di promozione turistica; descrizioni e immagini delle attrazioni proposte; dettagli pratici (contatti utili, indicazioni stradali).

Nell’ambito della dimensione temporale e magica si osserva che, per quanto riguarda il fattore temporale, in tutto il materiale analizzato la strategia adoperata è quella del costante riferimento al passato, per la ragione di rappresentare monumenti del passato remoto, ma forse anche per offrire al potenziale turista l’opportunità di evadere dalla routine quotidiana. Per quanto concerne il fattore magico si può notare una differenza tra le brochures sarde e quelle laziali: nelle prime esso è onnipresente e si fa un costante riferimento al mito e alle leggende popolari; nelle brochures laziali, invece, questo aspetto è raro.

54


Per quanto concerne le cosiddette “proprietà divergenti” illustrate da Dann17, si possono notare caratteristiche comuni tra le brochures esaminate: sia nelle brochures sarde sia in quelle laziali il messaggio promozionale si presenta sotto forma di monologo (non vi è interattività, interscambio linguistico tra il mittente e il ricevente) ed entrambe hanno proprietà tautologiche. Per quanto riguarda il fattore “identità del mittente”, è interessante notare come sia le brochures sarde sia quelle laziali costituiscono un’eccezione alla teoria di Dann18, secondo cui spesso non si conosce l’identità dei creatori di materiale per la promozione turistica: infatti in tutto il materiale preso in esame si trovano varie informazioni riguardanti il mittente, in particolare sono chiaramente indicati il nome dell’ente promotore, gli autori dei testi, delle traduzioni e delle fotografie.

Naturalmente questa indagine si è limitata a prendere in esame un campione ristretto di testi, pertanto le conclusioni illustrate richiedono un esame approfondito di una maggiore quantità di brochures inerenti all’argomento oggetto della tesi per poter essere corroborate.

17

Dann, G. (1996), The Language of Tourism. A Sociolinguistic Perspective, CAB International, Oxford. 18 Dann, G. (1996), The Language of Tourism. A Sociolinguistic Perspective, CAB International, Oxford.

55


BIBLIOGRAFIA

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CALVI, Maria Vittoria (2000), Il Linguaggio Spagnolo del Turismo, Baroni Editore, Viareggio.

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NIGRO, Maria Giovanna (2006), Il Linguaggio Specialistico del Turismo. Aspetti Storici, Teorici e Traduttivi, Aracne, Roma.

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www.lazioturismo.it/asp/archeo-asp

www.enteturismo.nuoro.it

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www.sardiniapoint.it

www.ilportalesardo.it/archeo/provincianuoro

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La promozione di siti archeologici in Sardegna: analisi di depliants in lingua inglese  

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