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INDICE p..4 Pensieri per Mara (dalla classe 4AIN) p..6 Una Green Economy realisticamente rispettosa dell’ambiente: intervista col Presidente di Confindustria Mantova ing. Alberto Truzzi (a cura di Isabella Cassisa e Stefano Tarocco) FERMI E DINTORNI p.13 Marco Brusoni, 11 Giugno 2011: ciao scuola! p.15 NIENTE PAURA: breve resoconto dell’assemblea di istituto sui 150 dell’unità, a cura di Nico Catalano, Diego Gandolfini ed Edoardo Nodari p.18 Come eravamo attorno ai 10 anni? Inchiesta sui nostri gusti infantili, a cura di Gabriel Wiwoloku p.22 Maura Malpetti, Berlino: una città, tante emozioni p.25 Sara Zamboni, Barcellona dai cento volti, una gita dalle mille facce p.27 Giulio Beccari; Giacomo Farina; Massimiliano Incudini; Nicolò Sabbadini, Giocare con il foglio elettronico p.30 Lorenzo Perego, I documenti raccontano: la 1BIN e Felice Orsini OLTRE IL FERMI p.33 Sara Zamboni, Fratelli d’Italia … solo all’estero! p.35 Nico Catalano, A proposito delle centrali nucleari p.37 Diego Gandolfini, L’Italia siamo noi: Referendum 12-13 Giugno (è un nostro diritto) p.40 Luca Chaar, William e Kate: un matrimonio “principesco” p.42 Matteo Andreoli e Alessandro Sanguanini, Progetto “HAARP”: una nuova minaccia mondiale? CULTURA p.48 Enrica Bombana, Fiori (fotografie) p.49 Alice Papotti, La filosofia? un cibo un poco indigesto … ma molto importante! 2


p.51 Emanuele Aliano, La musica come terapia p.54 Valentina Meneghello, L’Assassina e il Vampiro (racconto capitolo 4) p.64 Mara Malpetti, Auto – scatto (fotografie) p.65 Matteo Lucchini, Una storia qualunque (racconto IV puntata (I parte)) p.68 Giorgia Ghirardini, Noi e gli animali p.69 Lorenzo Perego: Senza parole (fotografie) p.71 Sara Abdelkamel, Death Note (recensione) p.74 Beatrice Bocchi, Limitless (recensione del film) SPORT p.77 Riccardo Bruno, Un grande aprile sportivo al Martelli p.78 Nicola Latella, Il grande Torino: una squadra per sempre! p.80 Alessandro Guariglia, Una promessa che è ormai una realtà: Kevin-Prince Boateng CURIOSITA’, ENIGMISTICA E DIVERTIMENTO p.83 Isaac Adu, Poesie di mattinate uggiose p.84 Valentina Monteleone e Nicolò Gavioli, Zoologi per caso p.86 Enrica Bombana, Quattro salti… in BOCCA! p.88 Matteo Diani, Leggi pazze: siamo sotto assedio! p.93 Giorgia Ghirardini, Lo sapevi che? p.95 Alice Girelli, E se l’asse si sposta?? p.97 Tommaso Ferro, Lo sapevate che? p.99 Il racconto del servo e della morte p.100 Enigmi p.101 Complicato ma intrigante… (a cura di Alice Girelli) p.103 Rebus p.104 Soluzioni

p.105 I MAGNIFICI 40 DELLA REDAZIONE - e i loro contributi nei numeri precedenti del giornale

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Pensieri per Mara dalla 4Ain Molti di voi non sanno che la nostra compagna Mara Magalini se l’è portata via un male incurabile contro il quale lei ha combattuto la sua fiera ma inutile battaglia. Nei mesi autunnali ed invernali Mara ha continuato ad essere tra noi grazie alle tecnologie che le permettevano il collegamento da casa. Puntuale compariva sullo schermo, a dialogare con i profe e a salutarci nel suo modo così garbato e riservato. E se dobbiamo dire chi tra tutti noi si impegnava di più a seguire le lezioni e ad esercitarsi, senza ombra di dubbio questa era lei, con la sua costanza, con la sua pazienza, con la sua tranquilla e forte volontà. E forse era proprio questo che la portava ad essere così: come se avesse la consapevolezza che non c’era tempo da perdere, perché il tempo si portava via avidamente ogni suo istante. Per tutti il tempo non torna: ma lei lo sapeva meglio e più di tutti noi. Ora il suo banco è vuoto, non c’è più il suo faccino dolce e sereno a far capolino dallo schermo del Pc. Il Pc non c’è più. Mara non c’è più. Certo nei nostri cuori e nella nostra memoria c’è ancora. Però sappiamo che quello stesso tempo che ce l’ha portata via lavorerà per sbiadire l’immagine che ci portiamo di lei. E’ anche per questo che abbiamo scritto qualcosa. Qualcosa per lei. Ma anche per noi. "Mara era la semplicità incarnata in un essere umano. Il suo modo di atteggiarsi così garbato era la sua caratteristica peculiare, e forse anche la sua arma di difesa migliore. E, anche se un po‟ “di nascosto”, Mara è riuscita 4


pian piano a creare un buon rapporto con tutti noi. Ciao Mara, semplice amica di tutti… " “Nonostante tu sia lontana fisicamente da noi, sono sicura che continuerai a vivere nei nostri cuori, e nel cuore dei tuoi cari, e di tutte le persone che ti sono rimaste vicine, che ti vogliono e che ti vorranno per sempre un bene enorme.” "Avevi una storia da raccontare, ma ho iniziato tardi ad ascoltarla, e forse non le ho dato abbastanza attenzione. Non volevo, ma ormai non si può più tornare indietro! Sarà una colpa che nessuno potrà togliermi, ma sappi che ti ho voluto bene e tuttora te ne voglio! Mi dispiace." Mara in gita di classe a Roma nell'anno scolastico scorso

"Ciao bambola, è difficile pensare che non potrai più essere con noi quando, ad esempio, Coa continua ad interrompere Salvi durante le lezioni, o quando il Gilbe litiga con la Corbe, o quando il Peliz ci devasta con la riconsegna delle verifiche. Ed è ancor più difficile pensare di dover portar via quel computer che abbiamo custodito in classe con tanta cura, nella speranza che un giorno la Viky entrasse dalla porta dicendo "Ragazzi, guardate che ha chiamato Mara e chiede di potersi collegare." Ormai erano settimane che non lo aprivamo più, ma la speranza non l'abbiamo mai persa. Però ieri il Gilbe e il Carne hanno dovuto portarlo via a malincuore. Ora non ci sei davvero più, sembra impossibile! Ma non ti preoccupare stella, nei nostri ricordi ci sarà sempre il tuo faccino che sorride! Come poterlo dimenticare. Un bacione bambola! Ti vogliamo bene!" I tuoi compagni della 4AIN 5


Una Green Economy realisticamente rispettosa dell’ambiente intervista col Presidente di Confindustria Mantova ing. Alberto Truzzi L’ingegner Alberto Truzzi, presidente degli industriali mantovani, ci ha gentilmente concesso una lunga intervista. Accolti con molta cordialità e disponibilità nei locali di Confindustria Mantova, abbiamo così potuto rivolgergli numerose domande, tutte orientate a sviscerare il difficile rapporto che esiste tra produzione e consumo da un lato e inquinamento dall’altro

Esigenze economiche e rispetto dell’ambiente sono conciliabili secondo Confindustria MN? “Devono essere conciliabili, e non solo per noi; se infatti nel mondo moderno ci devono essere spazi ricreativi e per il tempo libero, com‟è ovvio ed è anche enunciato dall‟articolo primo della Costituzione italiana, l‟Italia è una repubblica fondata sul lavoro, lavoro che ha necessariamente interazioni con l‟ambiente e quindi degli effetti collaterali verso di esso. In linea generale è dovere di tutti gli esercizi industriali far combaciare la produttività con il rispetto dell‟ambiente”. C’è un preciso impegno di Confindustria nella direzione della Green Economy?

“In passato si credeva che non ci fosse limite alla possibilità di emettere nell‟atmosfera gas inquinanti e che questi non fossero poi così rilevanti nel deterioramento dell‟ambiente e del territorio. All‟inizio del Diciottesimo secolo infatti si avevano sicuramente aria, acqua e suolo meno inquinati e maggiori risorse rispetto ai fabbisogni. Con il passare del tempo e con l‟intensificarsi delle esigenze economiche del mondo 6


industriale si è dovuto prendere coscienza delle problematiche ambientali, anche per rispetto delle direttive dell‟Unione Europea in materia di emissioni e di riciclaggio dei prodotti. Mantova da questo punto di vista è in pista al cento per cento con una sensibilità al rispetto dell‟ambiente che parte dalla questione dei rifiuti. Per prima cosa bisogna cercare di produrne il meno possibile, poi di riutilizzare, di riciclare, e nei casi limite di bruciare e produrre energia e infine smaltire. Si avranno così meno discariche, quindi meno sfruttamento del territorio e meno costi. La Green Economy è anche una possibilità di sviluppo per le aziende per poter produrre rispettando l‟ambiente, quindi rimanendo al passo con i tempi, realizzando prodotti con materie prime il più possibile riciclabili. Altro campo di sviluppo della Green Economy è quello della riduzione delle emissioni di CO2 e simili che è campo di ispirazione per vari

protocolli in ambito edilizio, come il LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), in modo da avere un‟industria sostenibile e poter coniugare le giuste esigenze del lavoro con la preservazione dell‟ambiente. Confindustria MN ha per la prima volta sotto la mia presidenza una linea di vicepresidenza sulla Green Economy per attuare un nuovo approccio al business e per interagire con gli enti pubblici e sensibilizzarli a questi problemi, perché le emissioni sono equamente divise fra industrie, trasporti e residenze private; e quest‟ultime sono appunto di competenza dell‟ente pubblico”. Qual è la vostra posizione rispetto alla gestione dell’energia? Quali sono le fonti che vengono ritenute più economiche/efficaci? “Tutti i sistemi attualmente disponibili hanno delle pecche, così come le energie da combustibili fossili sono caratterizzate da alto costo sia di gestione che di import, per quanto riguarda il nucleare c‟è il 7


vantaggio dei costi e anche di disponibilità maggiori, ma si ha il limite che dal punto di vista delle scorie e dello smaltimento si hanno costi molto alti, così come nella costruzione della centrale; non indifferente è anche l‟impatto sull‟opinione pubblica che il disastro di Fukushima ha avuto e sulla paura che si possano verificare degli incidenti. Le energie rinnovabili invece hanno costi bassi di esercizio, in particolare il sole è una fonte non costosa, ma il limite sta nell‟investimento perché ad oggi non sono molto convenienti se non sono adeguatamente sovvenzionate. Mi chiedo perché le energie rinnovabili vengano sovvenzionate con il denaro degli utenti nella bolletta energetica, ed invece il nucleare, almeno per

come sarebbe concepito in Italia, verrebbe sovvenzionato dallo stato. Bisognerebbe sfruttare meglio il

denaro pubblico, riducendo magari altre spese meno utili”. Non pensa che il nostro governo stia spingendo più sul nucleare che non sulle energie rinnovabili? “La scelta verso il nucleare è una scelta non fatta fino in fondo, infatti è stata fermata con una moratoria.” Confindustria MN ritiene che, nonostante quanto successo in Giappone, il nucleare sia un percorso praticabile? E in caso di riposta affermativa, Confindustria MN pensa che la nostra provincia potrebbe ospitare uno dei siti su cui costruire una centrale atomica? “Il nucleare è una questione su cui non posso esprimere un giudizio perché è giusto avere coscienza di tutte le variabili in gioco, cosa che né noi industriali né i cittadini comuni hanno. Bisognerebbe fare un bilancio completo dei costi d‟investimento d‟insediamento e di produzione per poter avere un quadro complessivo; sembra che invece si abbia un dualismo che non porta a una presa di coscienza a livello civile che servirebbe per prendere una decisione unitaria e consona alle esigenze del paese. 8


Ammesso e non concesso che valga la pena fare le centrali, penso sia un falso problema fare centrali a Mantova, a Cremona o a Verona, perché il raggio d‟azione di un incidente è ben più ampio di una logica provinciale, quindi si rischia di avere comunque gli effetti nefasti di un incidente ma non poterne trarre i benefici, come sovvenzioni statali e convenzioni per chi ospita queste centrali sul proprio territorio provinciale. Il nostro territorio è contraddistinto dalla presenza di molta acqua e ha già il 37% della produzione lombarda di energia. Del resto bisogna tener conto che se non ci sono incidenti di problemi non ce ne sono, mentre al contrario molte centrali presenti nel Mantovano hanno emissioni importanti e andrebbero pian piano abbandonate; comunque non è costruttivo dibattere sulle emissioni, che nel nucleare sarebbero molto

ridotte, piuttosto è utile cercare di capire quante opportunità potrebbe

offrire una centrale sul nostro territorio. In conclusione non sarei così contrario ad avere delle centrali sul nostro territorio se fosse fatta la scelta a favore del nucleare, a patto che si esamini il problema tenendo conto di tutte le variabili in gioco”. Esistono degli incentivi statali tesi a migliorare l’impatto ambientale delle emissioni? Il governo qualcosa ha fatto, non si capisce quanto per effetto di coercizione da parte dell‟UE, ma il passaggio da Euro 1 a 2, 3, 4, 5 e 6 è stato molto importante. Ci sono stati inoltre provvedimenti nell‟edilizia con due decreti: il Decreto legislativo n° 192/05 e il Decreto legislativo n°311/07 sul rendimento energetico nell‟edilizia, che hanno imposto valori di resistenza termica degli involucri edilizi molto elevati; i costi per diminuire le emissioni sono a carico di chi costruisce, ma, nonostante questo, il beneficio è grande dovendosi utilizzare meno energia e produrre minori emissioni per ottenere lo stesso risultato. Le scadenze che si sono succedute hanno così implicato livelli di emissioni sempre inferiori.” Un tema molto scottante del nostro territorio è quello del polo petrolchimico mantovano, accusato da alcuni di essere responsabile di un inquinamento 9


molto grave, tanto che c’è chi ne domanda la chiusura. Confindustria MN che ne pensa? “Le scelte fatte nel dopoguerra di collocare una raffineria e una fabbrica molto grandi vicino alla città non sarebbero più auspicabili, poiché il polo andrebbe localizzato in zone più isolate; salvo poi constatare che nessuna industria in nessun luogo non inquina e non ha effetti sull‟ambiente circostante. Le scelte purtroppo sono già state fatte negli anni dell‟immediato dopoguerra. Bisogna quindi far sì che gli agenti inquinanti non si diffondano ulteriormente andando a peggiorare la situazione. D‟altra parte sarebbe senza senso pensare di spostare la raffineria e il polo, perché ciò comporterebbe costi molto alti di bonifica a carico della comunità, oltre che creare luoghi molto difficili da riutilizzare e la rinuncia ad asset importanti per la città in termini economici e di occupazione. La realtà di fatto va invece gestita nel migliore dei modi; e diamo quindi atto che le aziende insediate hanno sensibilità verso il problema, noi offriamo la nostra mediazione tra loro e gli enti pubblici per gestire al meglio le cose”.

A proposito di certe ipotesi di alleggerire il traffico locale intaccando aree sotto tutela paesistico-ambientale (Tangenziale Ovest), qual è la vostra posizione? “Non me ne vorrà il mio amico Fontanili che sostiene che si è sprecato troppo territorio, ma una cosa di cui son convinto è che qua a Mantova abbiamo molto territorio agricolo e una città non molto estesa; se questo vuol dire portare benefici alla comunità non è un problema, si potrà piuttosto dibattere su come e dove sfruttare il territorio. Abbiamo appena fatto una ricerca con la Camera di Commercio e l‟ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) per far censimento dei flussi di traffico attorno alla città e valutare se c‟è necessita di spostare il traffico per portare meno inquinamento e più benessere alla città; se la tangenziale fosse fatta di sensazione e non di analisi, allora non avrebbe senso sprecare territorio e risorse pubbliche. Bisogna quindi misurare il rapporto fra le utilità e i costi che un‟infrastruttura del genere avrebbe”. 10


Noi non sappiamo quasi niente di un progetto di bonifica da realizzarsi a San Giovanni del Dosso. Ci può spiegare con parole semplici di che cosa si tratterebbe e qual è la sua personale posizione in merito? “Secondo me la popolazione di San Giovanni del Dosso è caduta in un equivoco perché è stata scambiata una attività a favore dell‟ambiente con una contro, dato che si avrebbe a che fare con terreni che verrebbero bonificati con processi biologici dagli idrocarburi da una

ditta specializzata, per poi avere una terra non più inquinata da poter riutilizzare. Questa è un‟attività non dannosa, anzi è un‟opportunità più che un problema, e in questo modo eviteremo che terreni inquinati vadano in discarica per poterli invece riutilizzare per altri scopi. Le teorie esposte da chi è contro sono basate su informazioni sbagliate, e l‟azienda ha garantito che aprirà le porte per permettere

di effettuare controlli; non vi è inoltre condizionamento alla produzione agricola come qualcuno sostiene”. Note a margine: “Colgo l‟occasione per segnalare che per noi la formazione tecnica è importantissima, perché senza personale con una formazione tecnica le industrie mancano di una parte fondamentale, poiché il moderno modello di industria si basa sulla diffusione delle competenze. Invito quindi sempre più gente ad iscriversi alle scuole tecniche, perché questo tipo di formazione è molto prezioso nella realtà di oggi; e invito voi studenti a mettere molto impegno nel vostro corso di studi perché quello che si può ottenere dalle scuole tecniche è una formazione esaustiva fornita da insegnanti competenti. Intravvediamo un futuro non difficile, per quanto riguarda l‟entrata nel mondo del lavoro, per chi sarà diplomato in una scuola tecnica, e vogliamo confermare la nostra partnership con il vostro istituto come una partnership sostanziale e non di facciata; perché vogliamo sostenervi nell‟avvicinare il mondo dell‟industria a quello della formazione tecnica, per collaborare avendo obiettivi comuni”. A cura di Isabella Cassisa e Stefano Tarocco 11


Fermi e dintorni

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11 Giugno 2011: ciao scuola! Anche quest‟anno la fine si avvicina e proprio l‟ultimo mese è il peggiore di tutti gli altri: i numerosi compiti in classe che non ci si può permettere di sbagliare, le ultime interrogazioni per recuperare un votaccio, i cinque che devono diventare sei, insomma, lo sprint finale per tutti: dal più “secchione” che, nonostante abbia lavorato costantemente per tutto l‟anno, ora deve stringere i denti e concludere in bellezza per non rovinarsi la media, al meno “impegnato” della classe, che studia come un matto per terminare l‟anno senza debiti oppure anche con qualche debito evitando però la bocciatura. Questo mese fatidico sembra insomma non volersene più andare, invece i giorni passano e ogni ora in meno corrisponde ad un passo in più verso le vacanze. Un pensiero questo che si insinua in chiunque, anche nei professori, che nell‟ultimo periodo ci lasciano un po‟ andare, regalandoci qualche libertà in più, e compilano il registro con meno intransigenza, ma la trasformazione maggiore avviene sugli studenti che già dai primi giorni di giugno cominciano a pianificare come passare l‟ultimo giorno: per convertire la classe in un luogo di festa, con bottiglie di Coca Cola e torte, dove organizzare il classico torneo di ping pong usando i banchi come tavolo ed i diari come rete, scegliere la musica da trasmettere con gli altoparlanti a tutto volume come in discoteca e dal vivo con le band, comprare i gavettoni, prenotarsi per il rinfresco del bar. Perché nell‟ultimo giorno di scuola quasi tutto è permesso. 13


Per gli studenti come per i professori è un modo per scaricare la tensione accumulata durante tutto l‟anno scolastico, è pensare alle vacanze, alle facce abbronzate, alle grigliate con gli amici, alla calura, alle lunghe dormite la mattina, ma soprattutto al mare, alla spiaggia o alla montagna, alle vacanze, studio all‟estero, agli incontri che ci riserverà quest‟estate, se ci innamoreremo, se troveremo qualcuno di speciale con cui passare momenti indimenticabili o se ci basteranno i nostri più cari amici per divertirci in compagnia. Purtroppo l‟ultimo giorno di scuola lascia anche un po‟ d‟amaro in bocca se pensiamo che non vedremo più per tre mesi i nostri compagni di classe (naturalmente non tutti) con cui abbiamo condiviso tanti allegri e brutti momenti che si affollano nella mente, come l'ora che ci è piaciuta, l'ora che non avremmo voluto, il giorno che ci ha sorpreso, il giorno che ci ha annoiato, le mezze parole sussurrate, le parole dette, quelle che non andavano dette. C‟è poi chi si è lasciato, chi cambierà scuola, chi l‟anno seguente non sarà più in classe con noi e chi, come i maturandi, se ne andrà per spostarsi in un‟università lontana o per entrare nel mondo del lavoro. Insomma, un giorno per festeggiare (tanto) e rattristarsi (poco). In ogni caso l'ultimo giorno di scuola è l'ultimo giorno di scuola e non si può non assaporarlo come lo si è sempre assaporato. Marco Brusoni

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“NIENTE PAURA”: come siamo e come eravamo L‟ assemblea di Istituto del 29 Aprile 2011 è stata uno dei più grandi eventi organizzati in Provincia di Mantova per riflettere sulle celebrazioni del 150^ anniversario dell'Unità d'Italia, parlando di Italiani e d'identità, popolo, stato, nazione, storia, cultura, lingua, immagine... IL FILM “NIENTE PAURA” di Luciano Ligabue Il film/documentario che ha contrassegnato la prima fase dell‟assemblea racconta l‟Italia vista dagli occhi del cantautore romagnolo, attraverso le sue più celebri canzoni, si sposta da una parte all‟altra dell‟Italia intervistando la gente comune, e chi italiano lo è diventato. Ripercorrendo la storia che ha portato il popolo italiano ad essere ciò che è oggi.

EVENTI In aula magna per due ore è stato riproposto il pirotecnico discorso tenuto da Roberto Benigni durante il Festival di Sanremo, quando ha rivisitato la storia dell‟Unità d‟Italia attraverso l‟esegesi dell‟Inno di Mameli. Attentissimo il pubblico, catturato dalle esilaranti battute e dai commenti commoventi sui protagonisti di quegli anni. In aula 360 alla prima ora dell‟evento e alla palestra del Biennio nella seconda ora si è tenuto l‟evento: “Articolo 3: senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di opinioni politiche, di condizione personali e sociali”, dove le interlocutrici (dott.essa Angelica Bertellini e la dott.essa Eva Rizzini), hanno affrontato i temi descritti nell‟articolo 3 (Tutti i cittadini hanno

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pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali), relativi a quando non viene/veniva rispettato. Nella palestra del Triennio durante la prima ora dell‟evento si è discusso dei “Simboli dell‟Italia unita”, con l‟intervento del professor Maurizio Bortolotti, che ha illustrato in modo coinvolgente la nostra storia attraverso i simboli che hanno portato alla creazione dell‟identità del popolo italiano. In sala Mensa il professor Gianluca Fruci dell‟Università di Pisa ha esposto una presentazione dei fatti Risorgimentali e della partecipazione popolare all‟unità italiana. Dopo la piccola pausa, i presenti, che per un giorno hanno appreso le radici della nostra storia, hanno potuto cambiare evento.

In aula 360 due importanti eventi in un‟ora, hanno attirato l‟attenzione dei presenti: la prima parte ha visto l‟esposizione delle studentesse che hanno partecipato agli scambi culturali nelle nostre scuole, provenienti da tutti i continenti in “Visti da Fuori”, hanno parlato dell‟Italia vista dai loro occhi con pregi e difetti e luoghi comuni. La seconda parte “Con occhi migranti, nuovi cittadini e seconde generazioni”, ha intrattenuto i presenti Gabriele Gabrieli del Centro Educazione Interculturale, con alcuni ospiti stranieri, migrati da altri paesi. 16


“Popolo, Nazione, Stato” è invece il titolo della discussione tenutasi nella palestra del Triennio sulla differenza tra questi tre concetti, ieri (1861) e oggi, è intervenuto Gianluca Albergoni docente all‟Università Statale di Milano.

“Quando eravamo noi ad emigrare” è stato il secondo e ultimo evento in sala Mensa, il professore Emilio Franzina dell‟Università di Verona ha affrontato i temi della storia dell‟emigrazione dall‟Italia ricordandoci di non dimenticare, perché anche noi siamo stati stranieri in altri stati. Diego Gandolfini, Nico Catalano Edoardo Nodari

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Come eravamo attorno ai 10 anni? Un’inchiesta sui gusti infantili in fatto di giochi, cartoni ecc. ideata e condotta da Gabriel Wiwoloku Cosa ci piaceva quando eravamo piccoli? Quali giochi, cartoni, canzoni, libri e cosi via? Grazie a questa inchiesta abbiamo dato uno sguardo sorridente e alquanto nostalgico al nostro passato, quello della pre-adolescenza. La cosa più dura è stata la catalogazione delle innumerevoli scelte dei nostri compagni, visto che le domande prevedevano risposte aperte. Tenendo conto che 1400 studenti sono troppi, abbiamo preso in considerazione solamente il Triennio. Credo che l‟argomento più interessante emerso dall‟inchiesta sia quello riguardante i cartoni animati, Quasi il 95% degli intervistati ha passato gran parte dell‟infanzia a guardare la saga di Dragonball e dei Pokemon, dato confermato anche dal fatto che queste due serie hanno fatto fortuna nell‟ultimo trentennio e nonostante tutto questo tempo continuano ad appassionare migliaia di bambini in tutto il mondo. In ordine preferenza troviamo poi i Simpson (67%), Ken shiro (40%), Tom & Jerry (40%) e Digimon , L‟Uomo Tigre, Lupin e molti altri tra i 15% e i 25 %. La prima cosa che salta all‟occhio quando si analizzano questi dati è il monopolio dell‟animazione giapponese: cartoni come Digimon, Pokemon, Dragonball, Gundam, Starzinger, Goldrake etc. hanno segnato un‟epoca dove la tecnologia stava assumendo un ruolo fondamentale nelle vostre vite; ma la cosa che affascina di più dei cartoons è la loro influenza nel nostro periodo di crescita; chi 18


non ha mai avuto il desiderio di vivere una vita piena d‟avventure come Ash Ketchum, essere un calciatore dalle “fantasiose” qualità tecniche come Oliver Hutton (italianizzato Atton** ndr) oppure aspirare ad una vita da principessa, sognata da ogni ragazzine che guardavano Sissi e che adoravano “Anna dai capelli rossi” ma volevano vivere come Flo, la bambina naufragata sull‟Isola. Forse non ne siamo consapevoli, ma questi programmi d‟intrattenimento hanno influenzato in modo latente la nostra infanzia, così come l‟invenzione dei giochi elettronici, che, al contrario di quanto si possa pensare, non sono prerogativa solo della popolazione maschile ma anche delle femminucce, visto che l‟80% delle ragazze che ha risposto afferma di aver posseduto una Playstation oppure una versione del Game Boy della Nintendo. La Playstation risulta il gioco elettronico più affermato (la competitiva XBOX doveva essere ancora progettata), posseduto dal 97% del totale degli intervistati; seguono il Game boy (87%) e i giochi per PC (43%), mentre un piccola parte degli studenti dichiara di aver posseduto le ormai vecchie consolle Nintendo 64 e Super Nintendo (SNES) da antologia Bomber man, Pac man e Space impact. Parlando di tempo libero, i giochi in scatola dominano la classifica dei giochi preferiti, il 99% degli intervistati ha incluso i giochi da tavolo come Monopoli, il passatempo preferito e più scelto, seguito dai Lego e dai personaggi dei cartoni in miniatura (Action Man, Barbie); ma anche le macchinine sono state largamente utilizzate nella nostra infanzia (70%), tutte dai maschi naturalmente, mentre a grande sorpresa notiamo che, al contrario di quanto si dica che le recenti generazioni sono terribilmente sedentarie, erano diffusi i giochi all‟aperto come nascondino, calcio, tennis, pallavolo o Lupomangiafrutta.

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Anche la lettura ha fatto parte della nostra infanzia: tra i libri preferiti il 91% ha inserito la serie “I Piccoli Brividi” mentre il 45% e il 37% rispettivamente quella de “Il battello a vapore” e “Geronimo Stilton”, senza dimenticare moltissime altre letture: più di 45 libri diversi in base ai dati in nostro possesso; oltre a queste letture infantili “serie”, anche i fumetti riscuotevano un notevole successo: Topolino occupa il primo posto della graduatoria con uno schiacciante 94%, mentre i cosiddetti “Anime” giapponesi occupano la seconda posizione con un 63%; tra gli altri troviamo Tex (26%), Dylan Dog (17%), Diabolik (13%) e gli eroi americani della Marvel e della DC con un 14%. L‟ultimo elemento preso in considerazione sono state le canzoni preferite dell‟infanzia. Come prevedibile, le sigle dei cartoni animati sono in assoluto le più citate con il 97%, ma anche gli artisti italiani come gli 883 o gli Eiffel 65 hanno ottenuto un notevole risultato con il 63% dei votanti mentre un 43% degli alunni afferma che la musica non faceva parte della sua infanzia. Per finire arriviamo all‟angolo dei burloni: molti alunni, in vena di spiritosaggini, hanno fornito disposte davvero strampalate: c‟è stato chi ha sostenuto che nell‟opzione Maschio o Femmina indicasse le preferenze sessuali oppure chi ha dichiarato che una lettura dell‟infanzia è stato il Kamasutra; addirittura certuni di un‟anonima quinta meccanica sostengono di avere relazioni personali solamente con ragazze nate prima del 1994. Ma va bene cosi, fa parte del divertimento. Vi saluto ringraziando tutti i miei amici giornalisti che mi hanno aiutato in questa simpatica indagine. Gabriel Wiwoloku 20


Risultati (percentuali) Cartoni Animati

Giochi

Canzoni

Libri

Fumetti

Pokèmon (95%)

Giochi da tavolo (99%)

Sigle (97%)

Piccoli Brividi (91%)

Topolino (94%)

Giochi Elettronici PlayStation (97%)

Dragonball (96%)

Lego (74%)

Italiane (63%)

Dylan Dog (17%),

Game boy (87%)

Simpson (67%)

Macchinine (68%)

Straniere (52%)

Tex (26%)

Ken shiro (40%) Tom & Jerry (40%) Uomo tigre (15%) Lupin (17%) Digimon (8%) Rossana (5%) Barbie (6%) SailorMoon (15%) Altri (77%)

Nascondino (65%) Barbie (17%) Action Man (62%) Altri (65%)

Altri (32%)

Battello a Vapore (45%) Geronimo Stilton (37%) Witch (14%)

giochi per PC (43%) Nintendo 21(%)

Diabolik (13%) Marvel DC (14%) Anime (63%) Paperino (54%)

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BERLINO: UNA CITTA’, TANTE EMOZIONI Se vi chiedessero di parlare di Berlino cosa ci verrebbe in mente? Probabilmente di primo acchito la maggior parte di noi inizierebbe col raccontare la storia del “Muro di Berlino”, appresa tra i banchi di scuola. Eppure credo che se una volta tornati da un viaggio in questa grande capitale europea ci riproponessero la stessa domanda la risposta non sarebbe così immediata. Ogni città, paese, continente, prima di visitarlo, tendiamo a idealizzarlo secondo etichette fissate dalla storia, dalla cultura e dai luoghi comuni. Col passare degli anni l‟Italia è divenuta il paese della pizza e della tarantella, l‟America quello della mania di grandezza, l‟Inghilterra la nazione della nobile pignoleria, e così via. Nello stesso modo, prima di trascorrervi cinque giorni, Berlino nell‟immaginario di noi studenti della 5C era legata solamente alla sua storia del periodo nazista ed era vista come emblema della spaccatura tra USA e URSS nel periodo della guerra fredda. Ma visitando di persona il Muro, il Checkpoint Charlie (zona di passaggio tra la parte americana e la parte sovietica del paese) e il Memoriale degli Ebrei (progettato da Peter Eisenman, architetto di origine 22


ebraica), si finisce col sentire un brivido percorre la propria schiena, e un sussulto discosta la mente dalle pagine dei libri di storia. Nel camminare lungo le piastrelle che ricordano i confini del Muro e perdendosi tra le alte colonne di cemento del Memoriale, accade di sentire il peso della storia, quella reale, non libresca, gravare sul proprio petto. Le date, gli avvenimenti, i trattati ufficiali diventano solo ricordi secondari nel leggere la storia intima di quelle famiglie massacrate, nel vedere la foto di un soldato che salta il Muro rischiando di esser fucilato. L‟emozione di vedere questi luoghi, viverli e toccarli non è descrivibile da alcun manuale. Prima di visitare Berlino, può accadere di aver il pregiudizio che si tratti di una città “fredda”, dal punto di vista culturale e della socievolezza degli abitanti. Nel visitare il Pergamon museum, la residenza estiva di Sophie Charlotte, e il Museo della Scienza ci si rende invece conto di quanta cultura, intellettualità e studio della tecnologia vi sia in questa città. Questi palazzi immensi sono diventati simbolo dell‟attenzione berlinese nel conservare tutto ciò che ha caratterizzato la propria storia fin dall‟epoca dei Greci. Nel primo è possibile immergersi nella storia antica, nel secondo si può 23


apprendere il susseguirsi delle generazioni imperiali e nel terzo, un edificio di cinque piani, è possibile ammirare aerei, navi, treni, distillatori … di ogni epoca. Infine, ma non meno importanti, ci sono tre dei grandi simboli berlinesi: la Porta di Brandeburgo (uno dei monumenti più suggestivi di questa città, nonché emblema dell‟unità tedesca), il Bundestag (Parlamento) e lo Zoo, nel quale si possono ammirare moltissime specie animali, tra i quali la giraffa, che ne è l‟emblema. E‟ qui che ha vissuto anche il famoso orso Knutt. Concludendo mi sento di sfatare l‟ultimo pregiudizio sopra citato: quello della poca socievolezza degli abitanti. Chi avrà la fortuna di visitare questa città, si renderà conto di quanto essa sia multinazionale, turistica, volenterosa di mostrare le proprie bellezze storiche, culturali e culinarie. Non mi resta che augurarvi buon viaggio in questa grande capitale, dove le emozioni e le riflessioni nate da certi luoghi diventeranno parte integrante del bagaglio di ogni turista. Maura Malpetti

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Barcellona dai cento volti, una gita dalle mille facce

Un pomeriggio due ragazze si incontrano in un bar; la prima dice all‟amica: <<Finalmente sei tornata da Barcellona: vi siete divertiti?>>. “Adesso cominceranno le domande impegnative” vi starete chiedendo – Perché, cosa vuoi che ci sia di difficile nel rispondere sì o no a questa?. Invece la risposta non è così scontata. Siete mai stati in gita? Se la risposta è sì, forse potrete capirmi, se no, aprite bene le orecchie, o meglio, in questo caso, aprite gli occhi. Una gita non è una cosa facile; non è prendere l‟aereo, andare, visitare qualche museo, fare festa, tornare. C‟è molto di più; in gita si rischia di

impazzire. Guardate il vostro compagno di banco; se fate fatica a sopportarlo per un‟ora, pensate a ritrovarvelo in camera per una settimana!!! E non è tutto. Di solito, in gita, scatta nei prof. accompagnatori l‟incubo di perdersi qualcuno (non ridete, è già successo!!!) e per questo motivo è stata elaborata la strategia del “catenaccio”, una linea serrata di prof. che accerchiano gli studenti e li costringono a rimanere in “branco”. Senza contare le lunghe ore di marcia per attraversare la città; perché uno pensa: <Ci sono corriere, metropolitane, taxi, ma perché tutto il giorno a piedi sia col bello che cattivo tempo?> Ma come? Non lo sapete? Se camminate tutto il giorno sfido chiunque a fare casino fino all‟alba tutte le notti. Questa è strategia pura, una autentica guerra! Comunque, premesse a parte,

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Barcellona è una città in continuo movimento, e le vie di comunicazione sono organizzatissime, tant‟è che, anche per dei forestieri come noi, è stato facile orientarsi. Il bello di questa città è la vitalità che emana: storia di secoli e Modernismo si intrecciano ovunque: ad ogni angolo si trovano musei, chiese, case di Gaudì, negozi dove fare shopping e piccoli locali che servono i piatti tipici. Un‟altra delle caratteristiche di Barcellona è l‟affollarsi di artisti di strada, che si esibiscono lungo le ultrafamose Ramblas; qui si trovano “Edward mani-di-forbici”, Alien, angioletti, statue, un Ronaldinho dei tempi d‟oro e molti ballerini. Come non visitare, poi, i simboli di questa splendida città, avendo la fortuna di vedere la Sagrada Familia finalmente terminata all‟interno, che ti lascia il ricordo dei mille riflessi creati dalla luce che penetra tra le maestose e coloratissime vetrate,

dell‟imponenza delle colonne che viene alleggerita dal gioco dei colori, e ricordano a chiunque che questa città è sempre in festa. Ma la vera Barcellona si accende di notte, quando incarna veramente l‟idea di una città che non dorme mai. Solo allora ci si rende conto che tutto il movimento giornaliero è niente a confronto della movida notturna; Barcellona: città dalle luci

abbaglianti, dei neon dei pub, delle discoteche, delle Ramblas illuminate dai lampioni e dalle esibizioni di instancabili artisti. Noi ragazzi, poi, ci entusiasmiamo

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con molto poco. Dalla visita al Camp Nou, il tempio del Barca, a quella ai negozi dove fare shopping tanta è l‟attenzione, equivalente quasi alla visita ad un museo; poi c‟è la ricerca dei locali migliori dove pranzare, seguendo letteralmente il proprio naso per assaporare piatti che forse a casa non vorremmo neanche vedere. Questo è il viaggio in una città magica; ma cosa ci lascia d‟altro una gita? Una gita è anche difendere il compagno duramente rimproverato unendo le voci, uniti come una vera classe; ma è anche di una giornata faticosa; è dire che Picasso fa schifo anche se magari non ci credi veramente, è commuoversi al Camp Nou, salire in ascensore anche se sei claustrofobico solo per vedere la Sagrada Familia dall‟alto; e poi, ancora, giocare alla playstation alle due di notte, bere sangria coi profe; andare in gita è …

non poterne più della persona con cui di solito vai maggiormente d‟accordo e cercare un appoggio nelle persone che normalmente avresti evitato. La gita è sentire le gambe che implorano pietà alla fine

“Ehi! Allora, vi siete divertiti?” Sì.

Sara Zamboni

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Giocare con il foglio elettronico Call of Duty, Final Fantasy, Battlefield, niente in confronto a battaglia navale su CALC!=) Dopo mesi di continue rotture su CALC tra calcoli e formule proposti dai prof. Moretti e Rinaldi, noi delle classi 1^Ain e 1^Bin ci siamo sbizzarriti con l‟esperienze accumulate in qualcosa di più divertente. Su proposta dei prof siamo partiti con il classico gioco della battaglia navale.

Battaglia navale

Per la realizzazione di questo gioco siamo partiti dalle formule base, per poi continuare con le macro e infine la parte grafica. Ovviamente non abbiamo effetti speciali alla “Modern Warfare 2”, ma nonostante ciò ci si può perdere un pomeriggio giocandoci. Visti gli ottimi risultati e la soddisfazione di esserci riusciti, ci siamo scatenati e abbiamo proposto ai nostri insegnanti la realizzazione di altri giochi, come il gioco dell‟oca, il tris e la tombola. Qui vi proponiamo i primi due. 28


Gioco dell’oca

Tris

Chi vuole può scaricare i nostri giochi attraverso questo link:

https://www.fermi.mn.it/lavori_biennio/ (ATTENZIONE: deve essere per forza https) Giulio Beccari; Giacomo Farina; Massimiliano Incudini; Nicolò Sabbadini 29


I documenti raccontano: la 1BIN e Felice Orsini

Quest‟anno, anche per celebrare il 150° anno dell‟Unità di Italia, noi della classe 1BIN abbiamo partecipato ad un progetto chiamato “I documenti raccontano”, un progetto pensato dall'Archivio Storico Comunale di Mantova con la collaborazione della nostra professoressa di Italiano, Cristina Ceresola. La prima parte di questo progetto prevedeva la visita dell'Archivio Storico Comunale di Mantova, in via Garibaldi. La direttrice dell‟archivio, dottoressa Annamaria Mortari, ci ha spiegato cos‟è l‟archivio, come è strutturato e che molti dei documenti sono accessibili solo agli archivisti perché sono coperti da privacy o sono molto fragili. Dopo la visita abbiamo fatto

diverse lezioni con una professoressa, che ci ha spiegato l'obbiettivo del progetto: fare un racconto su un patriota italiano, Felice Orsini (il nome completo è Orso Teobaldo Felice Orsini), che, arrestato in Ungheria il 17 dicembre 1854, fu rinchiuso nelle carceri del Castello di San Giorgio a Mantova, che a quel tempo era sotto il dominio austriaco, ma riuscì a fuggire nel 1856 da quel carcere di massima sicurezza, per terminare la propria vita avventurosa ghigliottinato a Parigi, il 13 marzo 1858, per avere due mesi prima attentato alla vita dell‟imperatore francese Napoleone III. I racconti si sono basati sulle sue memorie e sulle lettere scritte con l'inchiostro simpatico a una cara

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amica. I racconti migliori verranno pubblicati insieme a quelli di studenti di altre scuole mantovane che partecipano a questo progetto. L'ultima parte del progetto riguardava la visita alle carceri di San Giorgio, una volta castello dei Gonzaga. Abbiamo cosĂŹ visitato le

visto alcuni cimeli come spade, un elmo e vari ritratti. L'attentato a Napoleone III in un

disegno dell'epoca Questo progetto è piaciuto a tutti e tutt'ora siamo in azione per finire di sistemare i racconti che verranno pubblicati a Giugno.

celle piccole e cupe dove i carcerati erano rinchiusi; sulle pareti ci sono ancora alcuni loro disegni o scritte incise. C'erano anche stanze molto grandi dove alloggiavano i carcerieri. Abbiamo visitato anche la cella di Orsini, il protagonista dei nostri racconti. Dopo di che siamo ritornati al piano terra e abbiamo

Orsini sulla ghigliottina

Lorenzo Perego

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Oltre il Fermi

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Fratelli d’Italia … solo all’estero! Tutti i giorni assistiamo alle battaglie tra i partiti: sulla guerra in Libia, sull‟economia, sulla vita privata del premier; oramai il popolo italiano si è abituato a queste scaramucce, tanto che qualcuno potrebbe aver scambiato le dirette dal Senato per una soap (stile “Beautiful”). Quello che veramente mi ha colpito è che in questo periodo, tra tutti gli argomenti, si è arrivati a discutere perfino dell‟unità d‟Italia. E‟ una cosa che mi ha fatto gelare il sangue. È vero, siamo uno stato storicamente giovane, ma come si può mettere in discussione l‟unità? Eppure anche un partito, che può esistere solo grazie alla legge dello stato, mette in discussione il suo stesso “creatore”.

Purtroppo, sembra sia genetica degli italiani

nella non

identificarsi nel proprio paese. Ne sono un chiaro esempio le manifestazioni “nord contro sud”, ma anche, scendendo nel particolare, regione contro regione, città contro città, addirittura frazione contro frazione. Pensateci bene: noi italiani ci riconosciamo tali solo una volta ogni due anni, cioè in

corrispondenza degli europei e dei mondiali di calcio. Oppure quando viaggiamo. Alzi la mano chi, in viaggio all‟estero, riconoscendo un gruppo di italiani non si è fermato a parlare gioendo in cuor suo di aver trovato un pezzo di “casa”. A quel punto non importa se veniamo da Catanzaro piuttosto che da Torino: siamo italiani, parliamo la stessa lingua. Scatta allora lo scambio di consigli, racconti di esperienze vissute, la promessa (spesso irrealizzabile) di ritrovarsi una volta tornati in patria. 33


Patria. È un bel sostantivo, ma ne conosciamo il significato? Riporto qui la definizione del dizionario : “Paese comune ai componenti di una nazione, cui essi si sentono legati come individui e come collettività, sia per nascita sia per motivi psicologici, storici, culturali”.

Abbiamo visto che noi italiani non ci sentiamo molto legati gli uni agli altri, ma abbiamo legami familiari molto forti. In noi l‟idea di famiglia è quasi sacra, tant‟è che spesso assistiamo al fenomeno di “Peter Pan”, che consiste nella convinzione di una madre che il figlio sarà per sempre “il suo bambino”; anche a quarant‟anni. In qualsiasi altro stato, un ragazzo verso i vent‟anni riceve un bacio dalla madre, una pedata nel sedere dal padre e se ne va di casa per vivere la sua vita. Forse è proprio questo uno dei problemi. Gl‟italiani fanno della propria famiglia un organo così forte, così tanto da salvaguardare, che chiunque si trovi all‟esterno di essa diventa un potenziale pericolo. Ne deriva una

mancanza di fiducia nel prossimo e, mancando questa, si percorre una lunga catena che termina in mancanza di fiducia negli enti, nelle istituzioni, nel governo, nello stato. Il problema è comunque che forse semplicemente non ci pensiamo abbastanza. Negl‟ultimi tempi, solo una volta ci siamo sentiti orgogliosi di essere italiani; ed è stato quando Benigni ha presentato l‟esegesi dell‟inno di Mameli, quella stessa che chi ha partecipato all‟assemblea del 29 aprile ha avuto occasione di ascoltare. Ci siamo sentiti colpire dall‟orgoglio patriottico che pervase anche gli animi di chi l‟Italia la fece veramente. Però: solo per un attimo.

Poi siamo tornati alle nostre famiglie. E l‟Italia è tornata del dimenticatoio. Almeno fino ai prossimi Europei. Sara Zamboni

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A proposito di centrali nucleari Le centrali nucleari sono una scelta economica …

Le centrali nucleari sono una scelta sicura

Il disastro di Chernobyl

Passano gli anni…. E si dimentica … E si sostiene che… 35


… le centrali nucleari sono una scelta economica …

Le centrali nucleari sono una scelta sicura

Fukushima 2011

volete le centrali nucleari? 12 e 13 giugno 2011: Referendum anche sul nucleare… … forse Nico Catalano 36


L’ITALIA SIAMO NOI Referendum 12-13 Giugno (è un nostro diritto) I quattro quesiti referendari del 12 e 13 Giugno 2011 riguardano: il legittimo impedimento, la privatizzazione di fatto dell’acqua (due quesiti) e il ritorno all’energia nucleare, quest’ ultimo forse bloccato però da una proroga del governo e in attesa di conferma o annullamento da parte della Corte di Cassazione.

I QUESITI QUESITO NUMERO 1: LEGITTIMO IMPEDIMENTO «Volete voi che siano abrogati l‟articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l‟articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante «disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?». Cos’è il legittimo impedimento? La legge prevede che il presidente del Consiglio dei Ministri possa invocare il legittimo impedimento a comparire in un'udienza penale, qualora imputato, in caso di concomitante esercizio di una o più delle attribuzioni previste per legge o dai regolamenti e delle relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività, comunque, coessenziale alle funzioni di Governo (art.1, comma 1). Per i ministri costituisce legittimo impedimento a comparire nelle udienze dei procedimenti penali quali imputati l'esercizio delle attività previste da leggi e regolamenti che ne disciplinano le attribuzioni (art.1, comma 2). Risposta NO: il legittimo impedimento rimane. Risposta SI: il legittimo impedimento viene cancellato. QUESITO NUMERO 2: ENERGIA NUCLEARE «Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive, recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione 37


della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?». Risposta NO: il permesso di costruire centrali rimane valido. Risposta SI: il permesso di costruire centrali nucleari viene tolto. QUESITO NUMERO 3: ACQUA PUBBLICA PRIMO QUESITO «Volete voi che sia abrogato l‟art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 «Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria» convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall‟art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante «Disposizioni per lo sviluppo e l‟internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia» e dall‟art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante «Disposizioni urgenti per l‟attuazione di obblighi comunitari e per l‟esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea» convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?». Risposta NO: Resta valida la legge che dice che l'acqua è una merce privata e può essere acquistata e venduta. Risposta SI: Viene cancellata la legge che dice che l'acqua è una merce privata e può essere acquistata e venduta QUESITO NUMERO 4: ACQUA PUBBLICA SECONDO QUESITO «Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell‟art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 «Norme in materia ambientale», limitatamente alla seguente parte: «dell‟adeguatezza della remunerazione del capitale investito»?».

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Risposta NO: Resta valida la legge che permette di guadagnare vendendo l'acqua. Le aziende possono sostanzialmente decidere il prezzo dell'acqua. Risposta SI: Viene cancellata la legge che permette di guadagnare vendendo l'acqua. Le aziende possono farsi pagare solo le spese di manutenzione degli impianti.

SPRECO DI DENARO PUBBLICO Secondo legge i referendum possono essere svolti tra il 15 Aprile e il 15 Giugno, quindi si sarebbe potuto approfittare delle elezioni amministrative (1516 Maggio), per legare tutto insieme, come proposto dai promotori del referendum, risparmiando così denaro. Il Ministro dell‟Interno Maroni ha deciso di dividere le due consultazioni, facendo slittare i referendum a Giugno. Questa questione graverà sulle casse dello Stato per una spesa di circa 300400 milioni in più (circa 5 euro per ogni cittadino), I più maligni affermano che il Governo così facendo tenterebbe di “imbavagliare” i referendum, sperando in questo modo di non arrivare al quorum (50% +1 degli aventi diritto di voto) e invalidare le votazioni, visto il periodo di vacanza.

Io non ho ancora il diritto di voto, ma invito tutti i maggiorenni ad andare a votare, indipendentemente dal fatto che siano a favore o contro; l’importante è far valere la nostra possibilità di esercitare la democrazia ricordandoci di quell’ormai “lontano” articolo 1 della Costituzione che dice che il popolo è sovrano. Facciamo dunque valere il nostro diritto di espressione e il principio della sovranità popolare. Diego Gandolfini

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William e Kate: un matrimonio “principesco” Oggetto di interesse e di curiosità da parte dell'intero globo o quasi, le nozze tra il principe William e la 'borghese' Catherine Middleton (conosciuta come Kate) si sono celebrate nell'abbazia di Westminster a Londra, lo scorso 29 aprile. La stampa, al solito sensazionalistica, lo ha definito il matrimonio del secolo, il più atteso. E in effetti si è calcolato che ben due milioni di persone sedute comodamente sulle loro poltrone, hanno seguito la cerimonia in diretta TV, mentre a Londra cavalli bianchi e carrozze lucidissime sfilano nei viali affollati e abiti vaporosi e cappellini tipicamente inglesi appartenenti ai più celebri invitati facevano capolino nell'abbazia riccamente addobbata, nella quale si potevano vedere tra i presenti anche David Beckham con la moglie Victoria Adams, Rowan Atkinson, Elthon John e il suo compagno. Poi ecco gli sposi. Arrivano puntuali all'appuntamento, accolti dalla folla che da mesi aspettava il grande evento. Ad attenderli, all'interno dell'abbazia, ci sono la regina Elisabetta – che, raggiunti gli 85 anni con fierezza e serenità, sfoggia un abito piuttosto vistoso di colore giallo - il principe Filippo, consorte della regina, il padre di William e cioè il principe Carlo, accompagnato dall' “affascinante” compagna Camilla, e il fratello 'combina guai' Harry. A spiccare tra gli invitati è sicuramente la sorella di Kate, la damigella d‟onore Philippa Middleton, che suscita l'interesse dell'intera popolazione maschile mondiale. Da tempo ormai non veniva celebrato un matrimonio di tale importanza, sarà per il prestigio della monarchia? Per la presenza del principe William, che al 40


matrimonio ha sfoggiato la sua ormai nota assenza di capelli? O per il fascino della sorella di Kate, già soprannominata Pippa dai mass media? I motivi possono essere molteplici, in ogni caso ci sembra che l'atmosfera della capitale londinese avesse davvero un ché di fiabesco. Pare che l'intera Inghilterra si sia organizzata sotto ogni punto di vista per ricordare questo matrimonio da favola, proponendo oggetti di ogni genere: mentre negli stores più chic della capitale venivano ancora proposte le t-shirt, l‟altra metà dei negozi ha pensato bene di staccarsi dalla massa presentando dei souvenir davvero buffi che stanno già facendo il giro del mondo, anche tramite internet. Ci sono anche persone che hanno deciso di produrre una birra pensata appositamente per queste nozze, oppure chi ha ideato una pizza con raffigurati i volti dei novelli sposi. Comunque, se da una parte il matrimonio dei reali ha portato grandi ricchezze al mercato inglese, grazie alla vendita dei più svariati gadget, dall'altra si devono fare i conti con le grosse spese. La domanda che sorge più spontanea è: ma il conto, chi lo paga? Da quel che si sa, le spese del matrimonio sono state divise tra le due famiglie, ma in buona parte ha partecipato anche lo Stato. Pare che per organizzare l'intero evento siano stati spesi 100 milioni di sterline, ma qualcuno parla anche di 120 milioni. Bando alle quisquilie economiche: quel che conta è che i due ragazzi hanno mantenuto la promessa, il 'sì' è stato pronunciato, anche se con un filo di voce, e il matrimonio 'perfetto' si è concluso nel migliore dei modi. E anche stavolta il principe ha trovato la sua principessa e forse, come si suol dire, vivranno felici e contenti. Luca Chaar 41


Progetto “HAARP” Una nuova minaccia mondiale? Il 15 gennaio 2003, il sito della «Prava» ha ospitato un inquietante articolo, scritto dal deputato ucraino Yuri Solomatin, in cui si esprime preoccupazione per gli esperimenti condotti dagli americani in Alaska, dove dal 1994 si sta portando avanti il programma HAARP, High Frequency Active Auroral Research Program, cioè «programma di

ricerca attiva aurorale con alta frequenza»: in pratica una selva di enormi antenne eretta nel bel mezzo della foresta boreale nordamericana. Solomatin ha voluto richiamare l‟attenzione dell‟Ucraina su un problema già sollevato dai Russi. Quelle antenne sono forse il prototipo di un‟arma «geofisica»

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americana, capace di condizionare il clima dei continenti alterando con microonde la temperatura o l‟umidità? Il deputato ucraino dà credito al sospetto che i disastri naturali intensificatisi ultimamente siano da imputare ai sempre più

assidui test del sistema HAARP. Anche in Germania, le inondazioni dello scorso anno sono sembrate a qualcuno troppo disastrose. Così due giornalisti tedeschi, Grazyna Fosar e Franz Bludorf, hanno supposto in un loro articolo, pubblicato sul numero 120 del bimestrale «Raum und Zeif», che i cicloni e gli allagamenti che hanno piegato l‟Europa Centrale possano essere legati all‟HAARP. La Russia aveva dato l‟allarme quasi un anno fa. Come riporta l‟agenzia Interfax dell‟8 agosto 2002, ben 90 parlamentari della Duma di Mosca avevano già allora firmato un appello indirizzato all‟ONU in cui si chiedeva la messa al bando di questi esperimenti

elettromagnetici. Un mese più tardi erano saliti a 220 i deputati russi a favore dell‟appello. D‟altronde vi era stato un rapporto della Duma che accusava esplicitamente l‟America. Parole schiette e scomode: «Sotto il programma HAARP, gli USA stanno creando nuove armi geofisiche integrali, che possono influenzare gli elementi naturali con onde radio ad alta frequenza. Il significato di questo salto qualitativo è comparabile al passaggio dall‟arma bianca alle armi da fuoco, o dalle armi convenzionali a quelle nucleari». Il sito ufficiale www.haarp.alaska.edu ce lo presenta invece come un'innocente stazione scientifica atta a sondare e a controllare la zona più alta della nostra atmosfera. In questo sito viene indicato che gli Stati Uniti non sono gli unici paesi a studiare gli ultimi strati dell'atmosfera, ma anche la Russia, l' UE e il Giappone pare siano interessati a quanto ci sta sopra le nostre teste. L'HAARP è formato da 180 piloni di alluminio di 22 metri muniti di doppie antenne in grado di “sparare” onde elettromagnetiche dai 2.8 ai 10 MegaHz e necessitano di 3.6 MegaWatt. Queste onde sono indirizzate verso la ionosfera che ha la capacità di rifletterle (soprattutto di notte, infatti di notte 43


è probabile captare con la radio stazioni straniere nella fascia AM). Questi studi sono giustificati nella ricerca di una via di comunicazione basata su onde radio più efficienti. Secondo lo stesso principio, è plausibile che le irradiazioni delle antenne HAARP possano rimbalzare fino a colpire gli strati bassi dell‟atmosfera sopra un Paese distante migliaia di chilometri. Ed interferire quindi con i fenomeni meteorologici. Certamente si tratta di mere ipotesi. Comunque, un uso militare dell‟HAARP è ammesso dalla Federazione Scienziati Americani. Un uso, tuttavia, non distruttivo, ma solo di ricognizione: modulando i segnali in frequenze bassissime, cioè onde ELF o VLF, si potrebbe «vedere ciò che succede nel sottosuolo, individuando bunker, silos di missili, e altre installazioni sotterranee di Stati avversi. Al di là di ciò, la «guerra ecologica» appare terribilmente possibile da oltre vent‟anni. Già nel 1976 l‟Enciclopedia Militare Sovietica ventilava il rischio che gli Stati Uniti, per via elettromagnetica o per via astronautica, potessero modificare il clima dell‟Eurasia lacerando lo strato di ozono sopra l‟URSS. L‟Unione Sovietica si accordò così con gli USA perché fosse proibito l‟uso dei cambiamenti climatici ambientali. A livello ONU, ciò fu

ribadito con la convenzione ENMOD (Environmental Medifications), entrata in vigore il 5 ottobre 1978. Ma pochi anni dopo, negli Stati Uniti, lo scienziato considerato il padre dell‟HAARP ideava un sistema volto apertamente a controllare i fenomeni meteo. L‟11 agosto 1897 il dott. Bernard Eastlund brevettava infatti con numero di «patente» 4,686,605 il suo «Metodo e apparato per l‟alterazione di una regione dell‟atmosfera, della ionosfera o della magnetosfera». Si dice che Eastlund, fisico del MIT, si sia ispirato ai lavori del grande genio Nikola Tesla (1856-1943), lo

scienziato jugoslavo emigrato in America nel 1884. A Tesla dobbiamo molti ritrovati che resero possibile la diffusione dell‟elettricità, soprattutto la corrente alternata trifase (mentre Edison era rimasto 44


arroccato sulla corrente continua). Inoltre aveva tentato di sviluppare un sistema di trasmissione dell‟energia via etere, il che avrebbe reso inutili i cavi, nonché un apparecchio per ottenere elettricità gratuita per tutti ricavandola dalle oscillazioni naturali del campo elettrico terrestre. Quando Tesla morì, l‟8 gennaio 1943, gli agenti dell‟FBI diedero la caccia a tutti i suoi progetti, su cui si favoleggiò a lungo. D‟altra parte lo stesso Tesla aveva parlato persino di raggi della morte, efficaci fino a 320 km di distanza. Non sappiamo esattamente quanto vi sia di Tesla nei progetti del dott. Eastlund e nell‟HAARP. Fatto sta che negli anni Novanta Eastlund fondò una sua compagnia, la Eastlund Scientific Enterprise, che

fra le attività menzionate sul suo sito web comprende tanto la partecipazione al programma HAARP quanto l‟esplicita ricerca nel campo delle modificazioni meteorologiche Da un punto di vista militare, HAARP è un'arma di distruzione di massa. Potenzialmente costituisce

uno strumento di conquista in grado di destabilizzare selettivamente sistemi agricoli ed ecologici di intere regioni. Anche se non ci sono prove che questa mortale tecnologia sia stata usata, sicuramente le Nazioni Unite dovrebbero affrontare la questione della "guerra ambientale" a fianco del dibattito sugli impatti climatici dei gas-serra. Nonostante esista un ampio corpo di conoscenze scientifiche, la questione della deliberata manipolazione climatica per uso militare non è mai diventata esplicitamente parte della agenda delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Né le delegazioni ufficiali né i gruppi ambientalisti partecipanti alla Conferenza sul Cambiamento Climatico all'Aja (novembre 2000) hanno sollevato la questione generale della "guerra climatica" o delle "tecniche di modificazione ambientali (ENMOD) come rilevanti per una comprensione del cambiamento climatico. Lo scontro tra negoziatori ufficiali, ambientalisti e lobbies del business americano si è concentrato sull'aperto rifiuto di Washington di sottostare agli impegni di riduzione dell'emissione di anidride carbonica assunti col Protocollo di Kyoto nel 1997. HAARP è stato presentato all'opinione pubblica come un programma di ricerca scientifica ed 45


accademica. Tuttavia, documenti militari degli Stati uniti sembrano suggerire che il principale obiettivo di HAARP è sfruttare la ionosfera per i propositi del Dipartimento della Difesa. Senza fare esplicito riferimento ad HAARP, uno studio dell'Aviazione punta all'uso di "modificazioni indotte nella ionosfera" come un modo per alterare i modelli climatici così come disturbare i radar e le comunicazioni nemiche. Secondo la dottoressa Rosalie Bertell, HAARP fa parte di un sistema integrato di armi che ha conseguenze ambientali potenzialmente devastanti: è in continuità con cinquant'anni di crescenti ed intensi programmi di distruzione rivolti allo studio e controllo della parte alta dell'atmosfera. Sarebbe sconsiderato non associare HAARP alla costruzione del laboratorio spaziale che è stato progettato dagli Stati Uniti. HAARP appartiene ad una lunga storia di ricerca spaziale di natura deliberatamente militare. Le implicazioni della combinazione tra questi progetti è allarmante. E' spaventosa la capacità derivante dalla combinazione tra HAARP/ Laboratorio Spaziale/ Missili di

spedire ovunque sulla terra una enorme quantità di energia, comparabile ad una bomba nucleare, attraverso laser o raggi a particelle. Oltre alle modificazioni climatiche, HAARP può avere altre funzioni: può ad esempio contribuire al cambiamento climatico attraverso il bombardamento massiccio

dell'atmosfera con raggi ad alta frequenza. Ma le onde di ritorno a bassa frequenza ed alta intensità possono colpire il cervello delle persone e non sono da escludersi anche effetti sui movimenti tettonici. Più in generale HAARP è in grado di modificare il campo elettromagnetico della terra. Fa parte di un arsenale di armi elettroniche che i ricercatori militari nord-americani considerano come "una guerra gentile e delicata" (!!!). Matteo Andreoli e Alessandro Sanguanini

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Cultura

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Fiori (di Enrica Bombana)

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LA FILOSOFIA? UN CIBO UN POCO INDIGESTO … MA MOLTO IMPORTANTE! Platone, Aristotele, Cartesio, Bacone, Kant, Hegel: brividi? Nausea? Giramenti di testa? Svenimenti? Tutto regolare: per molti studenti (compresa la sottoscritta) la filosofia rimane un pasto indigesto: Ma vale la pena sopportare il mal di stomaco filosofico? Ecco la risposta del professor Remo Bodei, docente all‟università di Pisa, alla seguente domanda rivoltagli l‟11 Dicembre 2000 al liceo Aristofane di Roma: Come può la filosofia render conto del nostro tempo, ovvero a cosa serve oggi la filosofia? BODEI: “A niente. Nel senso che bisogna intendersi su cosa significa servire. Se serve a qualche altra cosa di esterno, la filosofia non serve a niente; ma nemmeno la salute, la vista, la musica di Mozart servono a qualcosa. La filosofia è il grande sforzo per orientarci nel mondo. Ciascuno di noi arriva nel mondo senza sapere niente, e a tappe forzate deve potersi orientare. La filosofia, quindi, serve sostanzialmente a comprendersi dentro l'orizzonte del mondo. Io direi non solo nell'orizzonte del proprio tempo ma nell'orizzonte del passato che precede il nostro tempo e anche nell'apertura al futuro che lo presenta. Certo, il nostro secolo o il secolo scorso è un secolo già messo di fronte a eventi terribili, all'impensabile. Però la filosofia è la sfida testarda contro l'idea che esista qualcosa d'impensabile. È lo sforzo di pensare. Sono duemilacinquecento anni che discutiamo sulle stesse cose, apparentemente senza senso. Ma pensate che cosa sarebbe il mondo se non ci fosse la filosofia, questo sforzo di capire. Saremmo preda delle verità rivelate in senso politico e biologico, dell'ignoranza, della mancanza della coscienza di sé. Quindi, sotto questo aspetto, la filosofia serve. 49


C'è una disgrazia nella tradizione scolastica italiana, cioè che si studia la filosofia molte volte in senso storico. Questo dà l'impressione della lingua morta. Se tuttavia, invece di mettere i filosofi in fila indiana e connetterli attraverso questo esile filo dello sviluppo cronologico, dal passato fino al presente, leggiamo i testi filosofici, vediamo che l'attualità di un Platone, di uno Spinoza o di un Aristotele è molto più grande di quella di tutti i filosofi contemporanei. Cioè, ci sono più vicini quelli che dovrebbero essere i filosofi che usano lingue morte dei nostri contemporanei, perché pongono dei problemi che continuamente, appunto, si ripresentano. La filosofia vi sembra morta proprio perché voi la studiate a livello semplicemente storico.… Però la filosofia non si riduce al suo sviluppo storico, né è soltanto un prodotto individuale, perché se fosse semplicemente individuale non sarebbe comunicabile. La grande filosofia è quella che prende un punto di vista; noi non possiamo uscire dalla nostra pelle, ma questo punto di vista è come se uno salisse su una montagna e allargasse continuamente il campo visivo. Una filosofia è tanto più viva quanto più include le esperienze e i modi di pensare altrui. Quindi il linguaggio della filosofia può essere morto soltanto se noi lo vediamo così: liofilizzato nei manuali di storia della filosofia, come se fosse un riassuntino. La filosofia vive finché c'è chi reinterpreta, e in questo modo ripensa i problemi.”… Molte volte ci sembrerà un continuo girare a vuoto, costruita su teorie talvolta contraddittorie (molte volte!) ma è proprio grazie a questa sua circolarità che costituisce la specificità e la potenzialità proprio della filosofia, che la differenzia dalle altre forme di conoscenza. Raffaello; La scuola di Atene , Musei vaticani (particolare con Platone e Aristotele)

Alice Papotti 50


La Musica come Terapia: l'importanza dell'ascolto .

La cosiddetta Musicoterapia è una pratica che si sta diffondendo abbastanza rapidamente in molti centri di riabilitazione. Essa consiste nell'utilizzare la musica come terapia allo scopo di beneficiare il corpo e la mente di

colui che ascolta; i campi coinvolti sono la Psicoterapeutica e la Psicoacustica. Essendo una terapia di tipo non verbale, la Musicoterapia utilizza i suoni, quindi l'udito, per cercare di creare una sensazione di benessere; è basata sull'identità sonora individuale (il cosiddetto ISO), ossia cerca di "identificare" i suoni che in qualche modo ci caratterizzano e ci contraddistinguono. Dopo questa breve introduzione, possiamo passare alla parte scientifica, per chiarire meglio cos'è la Musicoterapia e in quale zone celebrali va ad agire.

I suoni, si sa, hanno frequenze diverse fra di loro; quelli più acuti arrivano a ridurre in frammenti un vetro, quelli d'intensità più bassa sono addirittura impercettibili all'orecchio umano, e vengono uditi solo dagli animali. Vi siete mai chiesti, per esempio, come mai gli animali riescono a comprendere prima dell'uomo che sta per avvenire un disastro ambientale oppure sta per scatenarsi un temporale? Prendiamo, come esempio, un terremoto. Dovete sapere che le prime scosse sono a bassissima frequenza (minori di 30 Hertz, il suono più piccolo che

riusciamo a percepire) e avvengono in zone estremamente profonde della crosta terrestre, quindi a noi sono impercettibili; un gatto, 51


nell'istante preciso della prima scossa, rizza le orecchie e cerca un riparo: è l'istinto, diremo noi. No. E' il suo udito che lo avvisa. Sostanzialmente, la propagazione del suono è come una goccia che cade in una pozzanghera, o nel mare: si propaga con cerchi

concentrici fra di loro, in tutte le direzioni. L'informazione, quindi, giunge al lobo temporale, per poi andare in prossimità dell'area di Broca (sensori linguistici); e si verifica il processo dell'ascolto; da alcune analisi è scaturito che l'emisfero destro del nostro cervello è quello in cui si crea una struttura approssimativa di quello che stiamo ascoltando, mentre nel sinistro tale struttura viene analizzata, pertanto abbiamo la capacità di decodificare ciò che abbiamo davanti (figurativamente). Su Internet ho letto del cosiddetto "Effetto Mozart". Ero già a conoscenza del fatto che la musica di Mozart, specialmente nella

gravidanza e nei primi anni di vita aiuta il cervello del bambino a crescere in un modo migliore, sano ed equilibrato. Però c'è dell'altro: nel 1993, in seguito ad alcuni studi, si è potuto dimostrare che tale musica, ad esempio prima di un test o di un esame, contribuisce per un breve periodo di tempo ad accrescere le potenzialità celebrali dell'individuo. Se per esempio ad un test a scuola riesco a prendere 70 punti su 100, ascoltando Mozart prenderò invece 80 punti. Questo processo, come già detto, si chiama "Effetto Mozart". Per concludere, c'è una chiave di lettura che il nostro cervello utilizza per far scaturire le emozioni che ci suscita, per esempio, un brano di

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esso è addirittura Veloce, abbiamo una forte sensazione di angoscia e di paura. Ciò ovviamente ha effetti diversi a seconda dell'ascoltatore. Spero di avervi almeno introdotto in quest'argomento che è molto importante e può addirittura essere considerato una tecnica anzi, una cura, che si contrappone ai farmaci antidepressivi oppure contro schizofrenia. Ci sono alcuni centri vastissimi specializzati soltanto in musicoterapia: se avete la possibilità, visitateli, può essere una bella esperienza! Adesso, ditemi.. questa musica quali sensazioni suscita in voi? Il pizzicato dei violini, i loro arpeggi, il rullo dei tamburi, un coro spettacolare… infinite combinazioni su una scala infinita di note che aleggiano nel cielo... una sensazione bellissima.

musica (classica o anche moderna). Tale chiave si basa sul MODO e sul TEMPO del pezzo ascoltato. Se il modo è Maggiore e il tempo è un Largo, ossia lento, ciò suscita serenità. Se è veloce suscita euforia. Se il modo è Minore e il tempo è Lento, ne scaturisce una sensazione di tristezza, mentre se

Beethoven: Shimphony n. 9 www.youtube.com/watch?v=YAOT CtW9v0M Mozart: Lacrimosa www.youtube.com/watch?v=k1TrAvp_xs Carl Orff: Carmina Burana www.youtube.com/watch?v=fnGla6 ZuMAE&feature=fvst Emanuele Aliano

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L’Assassina e il Vampiro CAPITOLO 4: 16 ANNI. MISSIONE FALLITA “Muovetevi ragazzi, che non abbiamo tutto il giorno!” ci richiamò Paul, il padre di Matt e Ben. Era una delle tante missioni con valutazione che facevamo con i nostri maestri negli ultimi anni

castello ed andare ad allenarci direttamente sul campo di battaglia,. L‟obiettivo della missione con valutazione era un principe terribile e sanguinoso, venuto fin da noi

d‟addestramento per poi essere “diplomati” assassini. Erano passati due anni da quando avevo saputo che il Supremo conosceva il mio destino, e da allora mi ero posta sempre più domande che, però, poco dopo sparivano. Ed erano anche due anni che stavo con Max, quindi avremmo dovuto compiere entrambi sedici anni. Eravamo in estate, e ogni scusa era buona per poter uscire dal

fingendo di aiutare il popolo per poi invaderci, ma se lo avessimo ucciso avremo evitato tutto. Raggiungemmo Paul che era accompagnato da Eric, Brett, Albert, il padre di Seth, Simon, il padre di Lewis, e Hector, il padre di Chris, cioè tutti i nostri padrimaestri. “Se siamo pronti, andiamo” disse Paul. “Sì, siamo tutti pronti, papà” rispose Ben. 54


“Bene, vi siete già tutti armati o a qualcuno manca qualcosa?” chiese Albert. Io e Max ci guardammo e ci rendemmo conto che non eravamo completamente armati: ci mancavano i pugnali da lancio e la lama nascosta. “No, non proprio tutti. Io e Max ce ne eravamo dimenticati e ci mancano i pugnali da lancio e la lama nascosta.” “Lo so, è per questo che ve li ho portati io!” disse Eric. “Ma dovete stare attenti a non avere la testa altrove, perché potrebbe essere l‟ultima cosa che farete!” ci disse Brett, molto serio. “Sì, sì, d‟accordo” rispondemmo all‟unisono tutti noi allievi.

Il castello era situato più in alto del villaggio, era su una piccola collina, perciò prima di arrivare al villaggio dovemmo scendere da una stradina ripida e, alla fine di questa, c‟erano due guardie, nostre alleate, due assassini. Appena entrammo nel villaggio notai che era molto diverso dal villaggio che percorrevamo la notte, ormai da

anni: ogni via era piena di gente e le bancarelle erano piene di oggetti con i curiosi che volevano vedere; c‟erano dei gruppetti di persone che chiacchieravano, le donne che spettegolavano e le urla dei bambini che giocavano. Ci confondemmo tra la gente, ma vedevo che le donne ci guardavano e intanto confabulavano, mentre le ragazze ci guardavano per un altro motivo. Chissà che sorpresa se sapessero che io sono una ragazza come loro e che vivo in mezzo a tutti questi affascinanti assassini! Gli verrebbe un infarto a tutte quante!, risi tra me. Ma nessuno di loro poteva sospettare che tra quel gruppo di uomini c‟era una ragazza, visto che indossavo degli abiti maschili. Mentre passavo vicino ad una donna, la vidi indicarmi e dire a quella vicino: “Il ragazzo misterioso”

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Ragazzo misterioso? Che voleva dire? Forse per loro ero un mistero perché quando passavamo vicino alla ragazze io continuavo a guardare davanti a me, mentre tutti quanti (compresi Max e i nostri padri) le guardavano e le fischiavano, se le ritenevano belle. Tornando a noi, il piano era stato organizzato nei minimi dettagli: Matt, Chris e Seth avrebbero fatto da diversivo per distrarre il principe, mentre Ben e Lewis lo avrebbero attaccato da dietro, tendendolo fermo, e io lo avrei ucciso. Ognuno di noi non doveva sbagliare un solo movimento, altrimenti il principe avrebbe colto l‟occasione di uccidere uno di noi visto che, dalle numerosi indagini che avevamo svolto, era un potente guerriero. Ma se ci fossero stati problemi i nostri padri-maestri sarebbero intervenuti e non credo che lui potesse affrontare ben sette allievi e sei Maestri Assassini. Mentre mi stavo ripassando il piano per gioco, arrivammo al punto esatto per cominciare a dividerci e cominciare a mettere in atto il piano. Come secondo i nostri calcoli, dopo pochi minuti il principe passò per

quella via e si fermò a guardare una bancarella. Matt, Chris e Seth si avvicinarono e Matt gli disse: “Salve – e fece un leggero inchino, seguito dagli altri due – Qual buon vento vi porta al nostro villaggio?” “Sono venuto a visitarlo perché sembra molto interessante e pensavo di far costruire una casa qui. E voi chi siete?” rispose il principe. “Noi? Noi abitiamo in quel castello in cima alla collina” rispose Chris. Ora sarebbe stato il nostro turno, mi concentrai e non ascoltai più la conversazione. Nel frattempo, Ben e Lewis stavano andando dietro il principe, mentre io cominciavo a raggiungere Matt, Chris e Seth, il quale mi stava coprendo. 56


Fu un attimo: Matt e Chris si spostarono, Ben e Lewis lo presero da dietro, bloccandolo, poi anche Seth si spostò e io mi rivelai. Avevo già caricato verso il principe ed estrassi la lama nascosta; ma successe qualcosa, probabilmente sbagliai una mossa e il principe mi vide in viso e capì che ero una ragazza, anche perché in una frazione di secondo il suo viso diventò una maschera di incredulità. Prima che io potessi avere il tempo di colpirlo, si liberò dalla presa di Ben e Lewis, gettandoli a terra. Matt e Seth provarono a fermarlo, ma fu talmente veloce che non ci riuscirono; io ce l‟avevo ancora sotto mira, ma mi fermò il braccio dove tenevo la lama che l‟avrebbe dovuto uccidere; mi prese il polso e si mise a correre strascinandomi con lui. Max, nel piano, sarebbe stato l‟assassino numero due, solo che aveva voluto lasciarmi tutto il lavoro, mentre lui sarebbe intervenuto se fosse successo qualcosa di strano;

e quello che era appena successo era molto strano. Tutti, capitanati da Max, ci stavano inseguendo. Ma il principe era veramente molto veloce, faticavo tantissimo a tenere il suo passo, e intanto stavamo seminando gli assassini fino a quando lui trovò un nascondiglio in mezzo a due case per riprendere fiato. Fu allora che riuscii a liberare il polso dalla sua ferrea presa. Approfittai subito per tirargli un calcio al ginocchio e farlo cadere, ma lui si rialzò immediatamente con un balzo e mi bloccò le mani dietro la schiena. “Che intenzioni hai?” chiesi imitando la voce maschile.

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“Non serve che fingi, so come sei” mi rispose lasciandomi andare. Allora mi girai e con i pugni uniti gli diedi un cazzotto in faccia, ma mi feci male da sola perché sembrava di colpire un muro. Non ci badai e gridai senza smettere di imitare la voce maschile: “Tu non sai niente di me! Io ho un compito da svolgere e ho intenzione di portarlo a termine!”

“Ehi! Ora calmati. So come sei perché ti ho vista in viso, so che sei una ragazza, e so anche che te ne sei accorta” mi rispose lui tranquillo mentre si affacciava fuori dal nascondiglio per verificare che fosse tutto a posto. “Ma perché mi hai portata via?” chiesi con la mia vera voce, comunque arrabbiata. “Perché ho pensato che fosse la cosa migliore. Toglierti da quegli assassini è la cosa migliore” mi rispose senza nemmeno guardarmi.

“Io sto parlando a un muro o a te? A te! Perciò guardami in faccia!” gli gridai contro arrabbiatissima. “Come faccio a guardarti in faccia se ce l‟hai coperta dal cappuccio?” mi chiese sorridendo. Io ero incazzata perché avevo fallito una missione e anche perché stavo nascosta con la mia vittima, che aveva scoperto la mia vera identità; perciò in quel momento in cui non avevo nient‟altro da perdere, azzardai una cosa che nessun assassino mai avrebbe dovuto fare… “Adesso va meglio?!” gli chiesi irritata dopo essermi tolta il cappuccio. Quando lo feci, i miei lunghi capelli biondi si sciolsero e caddero sulle spalle per poi proseguire fino alla vita, socchiusi leggermente i miei occhi azzurri, poiché mi arrivava più luce alla quale non ero abituata e notai che il principe mi stava osservando attentamente. “Sì, adesso va molto meglio” mi rispose senza distogliere lo sguardo. Poi, dopo aver smesso di guardarmi, si sedette su una cassa che era lì vicino e disse: “Di solito, gli assassini non fanno vedere il loro viso.” “È vero. Ma in questo caso sarebbe servita qualcosa la copertura?” risposi mantenendo la calma. “No, è vero. Come ti chiami?” 58


“Hai già visto il mio viso e ora vuoi sapere anche il mio nome?” “Sì e lo devo sapere, anzi te lo ordino.” “Tu non sei nessuno per me! E sicuramente non sei tu a darmi ordini o dirmi che cosa devo fare!” risposi irritata. “Wow… Ti opponi al volere di un principe… Affascinante” disse in tono ironico. “Pensi di essere il padrone del mondo perché sei un principe?” Si alzò e si avvicinò per sussurrarmi all‟orecchio: “No.

Comunque il mio nome è Caleb.” mi disse mentre tornava a sedersi. Caleb, pensai, bel nome. Ora che lo guardavo meglio era anche un bel ragazzo: era alto, aveva un bel fisico e il suo viso era molto bello: aveva gli occhi azzurri come me, aveva i capelli castanochiaro tendente al biondo. La sua carnagione era molto chiara, come la mia, solamente che

la sua era talmente chiara da sembrare innaturale. È veramente carino, pensai di nuovo. NO! Non devi pensare certe cose! È una tua vittima che devi uccidere! E questo è il momento migliore per farlo!, mi rimproverai. Era vero: potevo cogliere l‟occasione per ucciderlo e completare la missione. Si alzò per andare a vedere se arrivava qualcuno e nello stesso istante io caricai verso di lui, lo presi, lo buttai a terra e gli fui sopra con il pugnale puntato sul suo collo. “Ultime parole?” chiesi. Lui mi sorrise e scosse la testa. “Che cosa c‟è di tanto divertente? Ti piace morire?” chiesi irritata e premetti ancora di più sul suo collo. “No, a nessuno piace morire. Ma la cosa divertente sei tu”, mi rispose senza smettere di sorridere. “Io?” chiesi sorpresa ma senza abbassare la guardia. Lui annuì e io, colta dall‟ira, spostai il pugnale dal suo collo e lo colpii su una guancia facendogli un taglio che partiva dall‟orecchio e terminava all‟angolo della bocca. “Ti sembro ancora divertente?” gli chiesi rabbiosa. 59


Lui non smise di sorridere, ma il suo sorriso divenne di sfida: mi fissò per una frazione di secondo e mi ritrovai con le spalle al muro, contro il quale lui mi teneva ferme le braccia. “E adesso?” chiesi con tono di sfida. Stava per rispondermi, ma poi scomparve improvvisamente. Io mi staccai dal muro con ancora il pugnale in mano e fissai il punto in cui era sparito Caleb. Mi rilegai i capelli e nascosi il viso dentro al cappuccio. In quel momento sentii che c‟era qualcuno alle mie spalle, ma non riuscivo ad identificarlo. Finsi di controllare se era tutto a posto e poi, con uno scatto fulmineo, mi girai, presi con la mano sinistra

l‟uomo, lo battei al muro e con la destra gli puntai il pugnale al collo. “Ehi… Calmati! Sono io, Max!” “Scusa, ma non ero riuscita a riconoscerti. Da quanto tempo sei qui?” gli chiesi.

“Da poco. Ti ho vista mentre controllavi se era tutto a posto” mi rispose. Perfetto! Non aveva visto dove era andato il principe! “Ma ora puoi anche lasciarmi andare” mi disse richiamandomi dai miei pensieri. Non mi ero accorta che lo tenevo ancora contro il muro e con il pugnale puntato addosso. “Sì, scusa – risposi e lo lasciai andare – Ora torniamo a casa. Ma tu sei qua da solo?” chiesi. “No, ci sono anche Eric, Chris e Paul, ma ci siamo divisi e io sono riuscito a trovarti, finalmente”, mi rispose pieno di gioia e mi abbracciò. Dopo arrivò anche un bacio che accolsi con gioia. Decidemmo di tornare con calma e cogliere il momento per stare un po‟ da soli, attraversando il villaggio nascosti nelle ombre. “Che cosa è successo quando il principe ti ha portata via?” chiese Max. “Niente. Ho cercato di ucciderlo, ma ho fallito” risposi cupa. “Ehi – disse, mi mise l‟indice sotto il mento e mi sollevò il viso – può capitare a tutti. Anche il più bravo degli assassini ha fallito almeno una volta nella sua vita”, e mi diede un altro bacio. Sorrisi e glielo restituii. “Ora andiamo perché saranno tutti preoccupati per te” disse Max. 60


Raggiungemmo il castello dove ci stavano attendendo tutti, anche Chris, Paul e mio padre, che erano già arrivati. Appena Eric mi vide, mi corse incontro e mi abbracciò. “Stai bene? Il principe ti ha fatto qualcosa? E lui è morto?” chiese preoccupato. “Sì, sto bene. Ma – e mi incupii di nuovo – lui non è morto. È riuscito a sfuggirmi”. “Non importa, lo troveremo. L‟importante è che tu stia bene” mi disse mio padre, dopo aver sciolto l‟abbraccio. Annuii senza convinzione. “Entriamo” mi disse Max e lo seguii in camera sua. Chiuse la porta e mi feci cadere sul suo letto, esausta e triste. “Stai ancora pensando a quanto è successo?” mi chiese come se mi leggesse nella mente. “Sì. Non riesco ancora a perdonarmi di essere stata così stupida. Ho fallito una missione! E quel principe adesso sta ancora camminando per le strade del villaggio” gli risposi arrabbiatissima.

“So che cosa provi. Ti ricordi quando, tre anni fa, anch‟io fallii la missione? Ero talmente incazzato che me la presi anche con te che non ne avevi colpa. Ma tu, da vera amica, mi aiutasti a riparare il mio errore. E anch‟io voglio fare lo stesso con te. Cosa potrei fare per aiutarti?” chiese accarezzandomi. “Puoi coprirmi mentre io vado a cercarlo e quindi ucciderlo, per riparare il mio errore.” “Coprirti? Basta che tu glielo dica che loro ti lasciano andare; dopotutto è il tuo lavoro uccidere” mi rispose Max. “Lo so, ma Eric non vorrà che io lo affronti da sola, visto come è andata.” “Cosa? Andarci da sola? Io vengo con te!” Io scossi la testa: “No! Sono stata io a sbagliare e io devo pagarne le conseguenze. Andrò ad ucciderlo da sola, stasera stessa.” “Ne sei sicura?” mi chiese preoccupato. “Sì” gli risposi sorridendogli. Uscimmo dalla sua camera e andammo nella palestra ad allenarci, io e lui soli. I nostri maestri non potevano venire perché il Supremo aveva chiamato tutti gli insegnanti degli Allievi (i ragazzi che si preparavano a diventare veri e propri assassini quando avrebbero compiuto diciotto anni) e quelli dei Pre-Allievi (i 61


ragazzi che, come me e Max, si preparavano a diventare degli Allievi e avrebbero compiuto sedici anni); dovevano discutere di come andava la preparazione di questi ragazzi. In realtà alcuni Pre-Allievi erano già diventati degli Allievi, perché avevano già compiuto sedici anni: ad esempio Lewis, Ben e Matt avevano già sedici anni, mentre Seth e Chris mancavano, rispettivamente, due settimane per uno e tre giorni per l‟altro. Poi rimanevamo io e Max che compiamo gli anni lo stesso giorno, cioè il ventuno agosto, e mancavano ancora due mesi esatti perché era il ventuno giugno.

Ci allenammo fino a quando il sole tramontò, cioè quando i nostri maestri ebbero finito la riunione con il Supremo. “Ma che ci fate ancora qui?” chiese Brett. “Ci stavamo allenando” gli risposi.

“Fino a quest‟ora?” chiese Eric. “Sì, avevamo bisogno di migliorarci” rispose Max. “D‟accordo, ma ora andate. L‟allenamento è finito” ci disse Eric. Io e Max uscimmo dalla palestra e

ci dirigemmo alle nostre stanze seguiti dai nostri genitori. Merda, pensai, fino a quando non se ne vanno io non posso andarmene! Che cazzo vogliono ancora? Prima di entrare, mi girai e chiesi: “Scusa, papà, ma che succede? C‟è qualche problema?” “No, volevamo solo accompagnarvi alla porta. Non mi sembra che sia vietato” mi rispose Eric. “No, non è vietato”. Ma è strano, volevo aggiungere. Eric e Brett ci salutarono e se ne andarono. Io e Max ci lanciammo un‟occhiata di incredulità e sorpresa, poi entrammo in camera sua.

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“Non ci accompagnano nelle nostre stanze da quando avevamo

dieci anni. È molto strano” gli feci notare. “Sì, è strano. Io direi di spostare questa tua missione notturna a un‟altra volta. Rischieresti di farti scoprire.” “No, e comunque non importa. L‟unica cosa che conta è che quel principe sia morto” risposi decisa. “Quindi non c‟è niente che ti possa far cambiare idea?” chiese Max, anche se conosceva già la risposta. “No Max. Ho preso una decisione e non mi voglio tirare indietro.” “E quando Ethel si mette in testa qualcosa è semplicemente impossibile farle cambiare idea. Vero, tesoro?” “Esatto. E adesso è ora di andare.” “Ti amo” mi disse Max. “Ti amo anch‟io” gli risposi e lo baciai; infine, uscii dalla finestra e mi addentrai nella fantastica oscurità della notte.

(arrivederci con le prossime puntate all‟anno scolastico 2011/2012!!!!!) Valentina Meneghello

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Maura Malpetti - Auto - scatto

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Una Storia Qualunque IV puntata (I parte) È incredibile quanto scrivere risollevi il morale! Anzi, solo l‟idea di incontrarsi in tutta quiete coi propri pensieri causa una felicità remota, quasi come se andaste a trovare la/il fidanzata/o la sera stessa: il ticchettio di tastiera, il fremito delle mani, l‟accavallamento dei pensieri, la soddisfazione non di renderli famosi ma di averli liberati dalle redini della mente, impressi nella carta come un fiammeggiante marchio e suggellati nella pienezza di ogni riga letta, modificata, cancellata e riletta una nuova volta. Il tepore di quel sonno forzato mi imprigiona in pause interminabili, il vivere e il non-vivere ora sono in lotta dentro di me; chi avrà il sopravvento deciderà se resterò tiepido e inerme ad aspettare la venuta della morte o riuscirò a infrangere questa spessa mura e riprenderò coscienza: quante sensazioni che sto perdendo! Ed è pazzesco, me ne accorgo solo ora che il mio corpo ha perso ogni facoltà; è proprio vero che ci accorgiamo delle enormi ricchezze che prima snobbavamo nel momento in cui ci vengono rubate. “Blub”! Una piccola goccia affusolata e acquitrinosa che giocava a sporgersi da un vecchio tubo di rame mi cade sul naso. “Nooo!!! mamma di già le 7? Ancora 5 minuti... Ronf… Zzzz” e socchiudo un occhio. Poco dopo avverto un forte odore acidulo che sembra volermi stagnare nei polmoni; immediatamente spalanco gli occhi e, stretto da un nodo che mi prende la gola, il petto e il cuore, inizio a ricordare cosa mi è successo con grande irrazionalità. “Dove sono?” ormai sono abituato a fare questa domanda, possibile che non abbia anche qualche risposta? “A giudicare dall‟umido, dal grigio topo del 65


cemento e dal grigio cemento dei topi non sono affatto su un‟isola tropicale!“ “Ok Andrea, andando per esclusione a questa velocità scopriremo che l‟assassino è stato il colonnello Mustard con la rivoltella nella serra nel giro di anni” dico tra me e me. Mi trovo in una stanza larga ma talmente bassa che se entrasse un qualsiasi giocatore NBA dovrebbe incurvare la schiena, (ma chi l'ha disegnata, Puffo Inventore?) talmente nuova quanto decadente e sporca, costruita da poco e forse mai utilizzata. Alla mia destra una poltrona in pelle nera completamente imballata in un nastro trasparente e poco più lontano un pezzo di tela cangiante, forse una bandiera, completamente bianco dal mio punto di vista. Sollevo gli occhi a guardare il soffitto e noto una grande macchia nera davanti, la metto a fuoco con calma ed inizia a prendere significato: è un murales, si legge la scritta “RISORGEREMO”, le lettere sono così vicine che sembrano spintonarsi. “Sniff Sniff, cos'è questo odore chimico?” Tocco quest'immensa scritta con un dito e subito lo ritraggo: il polpastrello è anch'esso color nero di seppia, la vernice è fresca, troppo fresca. Ed in un attimo mi astraggo da tutto, quel gesto mi riporta alla mente tutti i ricordi: “Flora!” le mie corde vocali stridono come una chitarra mal accordata e arrugginita . Ricordo il freddo, la neve, la signora e poi… gomiti ruvidi e tenaci che mi braccavano, un ago! C‟era del narcotico o erano volontari dell‟Avis? Fatto sta che in meno di un secondo devo essere svenuto. E lei dov‟era? Era lì con me? E ora come sta? E perché ho in mente C18, è un personaggio di Dragonball! Ancora una montagna di domande a cui non saprei dare risposta. Sono così spaventato che devo auto-prendermi a schiaffi per riuscire a calmarmi (è stato difficile perché all'inizio schivavo i colpi in stile Matrix). “Ehi c‟è una finestra!” - do un‟occhiata attraverso il piccolo vetro che sembra veramente spesso, antiproiettile... La vertigine è sotto di me, sono all'ultimo piano. A fianco due condomini dalle ampie vetrate come una chiesa gotica, vivacemente colorati e all‟apparenza disabitati. Eppure scorgo una tavola imbandita, le pietanze sono sul tavolo e mangiate a metà; tizzoni semi-ardenti nel camino dagli ultimi gravi sospiri, un orologio a forma di gatto che muove le 66


palle degli occhi a destra e sinistra con una grottesca bocca piena di denti. Ma nessuno è seduto, nessuno si scalda dal gelido inverno, nessuno fa commenti sul cattivo gusto dell‟orologio. “Questo deve essere uno scherzo” accenno un sorriso amaro cercando di convincermi a forza, anche se so benissimo che non lo è affatto: questa è la realtà. La mia vita è sempre stata pallida, uniforme, abitudinaria. Non sono quel tipo di persona che va in televisione, bella e ricca, non faccio impazzire le pagine delle riviste di gossip e non mi sento abbastanza coraggioso per compiere imprese estreme. Possibile che tutto stia capitando veramente a me? Preso da un senso di smarrimento, piombo a terra come una marionetta dalle giunture troppo snodate. Ma subito mi compaiono alla mente le parole che un giorno mi disse una cara persona: “La Terra non è delle persone famose. Siamo noi la vita, le persone di ogni giorno, cosiddette “normali” ma che normali non sono, che la bellezza l‟abbiamo, ma non quella debole e stereotipata della tv. La nostra è più profonda ed elaborata, si nota non ad una prima occhiata, ma alla seconda, alla terza. Siamo forti!” “Questo è quello che mi riserba la vita?” mi domando, accovacciandomi lentamente e, facendo forza col braccio sul ginocchio, mi rialzo, fino a levarmi in piedi - “Bene, allora accetto la sfida, vivo! Anche se con un po' di strizza, affronto la difficoltà!”. Mi sento più audace di un Rocky ansimante in cima alle gradinate e più intraprendente di Valerio Staffelli nel momento della consegna del tapiro a Del Noce. “Per prima cosa devo levare le tende da qui, questo è poco ma sicuro”. Chissà, prenderò una microfonata e perderò qualche dente anch'io? Matteo Lucchini

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Con Il Passare del tempo il nostro mondo ha sviluppato una sensibilità diversa verso gli animali. Nelle epoche passate gli animali venivano usati solo come fonte di alimentazione, come strumento di lavoro e di locomozione. Talvolta erano trattati con rispetto e considerazione, ma molte altre volte con indifferenza e crudeltà. Oggigiorno gli animali domestici sono considerati come dei veri e propri “bambini”, e quasi ci disperiamo per le loro malattie e la loro morte. Il fatto è che il tempo che è passato ha permesso alle persone di pensare che anche noi umani abbiamo una parte animale anche se siamo più sviluppati dal punto di vista intellettivo. Questa voglia di protezione verso gli animali ha portato ad elaborare una Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali sulle seguenti basi: gli animali sanno percepire e ricordare, hanno desideri e credenze, soprattutto, come sottolineava il fondatore della filosofia utilitarista Jeremy Bentham, ”sanno soffrire”. Deve però passare ancora del tempo per arrivare ad una autentica “liberazione” degli animali perché ancora oggi le bestie sono oggetto di commerci organizzati da gente senza scrupoli. Crudeltà inaudite vengono quotidianamente perpetrate verso gli animali, soprusi che ormai ripugnano alla parte sempre più consistente e matura dell'opinione pubblica. Il fatto che il dolore degli animali, celato al chiuso, muto e senza potere, sia rimosso dalla nostra coscienza non ci autorizza a perpetrare crudeltà e maltrattamenti verso di loro. Io credo che la pietà verso gli animali si ponga, come sostengono alcuni, in sintonia con quella verso gli uomini, che aumenti, cioè, la solidarietà verso i componenti della nostra stessa specie. Giorgia Ghirardini 68


Lorenzo Perego: Senza parole

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Lorenzo Perego: Senza parole

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Chi non ha mai sentito parlare di Death Note alzi la mano! Ok, sarete sicuramente in pochi, e sicuramente non seguite le serie giapponesi in tv, perché questo è uno dei manga/anime più famosi e diffusi al mondo. Farò un breve riassunto della storia, soprattutto per quelli che ne sentono parlare per la prima volta

(male!). Quest‟opera è incentrata su un “normalissimo” studente giapponese, Light Yagami, che frequenta l‟università, esce con gli amici, studia, studia e studia. La sua quotidiana routine è però interrotta un giorno da un oggetto che cade dal cielo: il Death Note, o, se preferite, il quaderno della morte, su cui, nelle prime pagine, troviamo scritte le regole, tra cui la prima è:

“ L’umano il cui nome verrà scritto

su questo quaderno morirà”. Light, come avremmo fatto tutti noi, suppongo, prova, scrivendo il nome di un criminale, e rimane esterrefatto scoprendo che dopo pochi minuti la persona scelta è deceduta. Prova e riprova, inizia a convincersi delle capacità del misterioso quaderno. Qualche giorno dopo compare Ryuk, uno shinigami (dio della morte), che rivela a Light di essere il proprietario del quaderno. Il ragazzo riceve così finalmente conferma di ciò che credeva, e

decide di ripulire l‟ingiusto mondo 71


dove vive, eliminando tutti i malviventi dalla faccia della Terra.

Tutti questi decessi, che avvengono per arresto cardiaco, non passano però inosservati all‟attenzione della polizia locale e di un misterioso investigatore, Elle, che promette alle forze dell‟ordine di riuscire a scovare l‟assassino, denominato Kira (assassino in giapponese ndr), e assicurarlo alla giustizia. Light, però, non si lascia facilmente sconfiggere, e tiene fronte al capace avversario, il quale, nonostante lui non si sia mai dichiarato come Kira, riesce a

scovare dove abita, e addirittura

v‟installa delle telecamere nascoste e, per una settimana, insieme al padre di Light, che guarda caso è il capo della polizia, monitora il giovane, ma senza risultati, perché le uccisioni continuano. Così inizia la serie di sfide che i due protagonisti del manga si rivolgono a vicenda, e nessuno dei due ha

intenzione di cedere. Dal manga (fumetto) è stato derivato l‟anime (cartone animato) trasmesso in molti paesi del mondo, e in Italia su MTV in seconda serata. Per chiunque fosse interessato e volesse guardare magari le prime puntate o addirittura l‟intero anime, su Youtube ci sono canali dedicati 72


con l‟intera serie, oppure basta scrivere “Death note ITA ep. X (dove x sta per il numero di puntata)” e guardarsi le puntate divise in due parti. Anche il fumetto è reperibile su internet, ma vi consiglio di comprarlo in una fumetteria: è sempre bello avere la propria copia personale, da portare in giro e magari leggere in bus o quando si ha un attimo di pausa. Dall‟anime, invece, sono stati tratti tre film live action; i primi due sono incentrati sulla prima e sulla seconda serie di Death Note,

mente il terzo è incentrato su Elle, e sulla sua vita dopo la …. (bisogna prima guardare i precedenti film per saperlo!). Purtroppo per alcuni, i film sono disponibili solo in lingua originale sottotitolati in italiano: c‟è chi trova insopportabile questa forma, ma, personalmente, a me piace molto. All‟inizio è molto bizzarro adattarsi al modo di parlare e a come i giapponesi esprimono le emozioni attraverso la loro lingua, però è bello sentire come dialogano i protagonisti in lingua originale, e non fa mai male imparare qualche parolina in giapponese. Non si sa mai, magari un giorno, come nei miei sogni più grandi, potreste andare a vivere in Giappone!

Sara Abdelkamel

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RECENSIONE DEL FILM LIMITLESS Un film di :Neil Burger. Con :Bradley Cooper, Robert De Niro, Abbie Cornish, Anna Friel, Andrew Howard. Genere:Thriller Anno: 2011-USA Sceneggiatura: Leslie Dixon

Eddie Morra, un quarantenne trasandato e squattrinato, si trova in difficoltà economica e causa dei suoi numerosi fallimenti nel mondo del lavoro, la fidanzata decide di lasciarlo. Eddie inizia a dedicarsi alla scrittura e ottiene un contratto per il suo romanzo da una casa editrice.

L‟aspirante autore non riesce però a trovare l‟ispirazione e sembra avere un classico „‟blocco dello scrittore‟‟. Un giorno incontra per caso Vernon, il fratello della ex moglie nonché ex-spacciatore, che, venuto a conoscenza dei problemi, gli offre un farmaco in via di licenza, l‟NZT, in grado di aumentare le capacità dei recettori neuronali ed attivare tutte le aree del cervello. Preso dalla disperazione Eddie decide di prendere una pillola ed ha subito modo di constatare come essa sia miracolosa. In pochi secondi recupera la propria autostima, tutte le informazione e i ricordi sepolti nel suo cervello sembrano riemergere e essere rielaborati in nuovi pensieri, tutto gli appare più facile e chiaro. Una volta svanito l‟effetto, torna da Vernon per farsi dare altre pillole, ma lo trova morto sul divano, e capisce ciò che gli assassini stavano cercando: le pastiglie di 74


NZT, e riesce a trovarle prima dell‟arrivo della polizia. Le pillole come una droga creano dipendenza, ma se si smette subito si muore. Eddie inizierà così una nuova vita piena di successi in campo economico e politico, grazie alle abilità fornitegli dall‟NZT. Contemporaneamente dovrà fare i conti con loschi individui che lo inseguono per ottenere le sue pillole e che metteranno in pericolo

la sua vita e quella della fidanzata, tornata da lui dopo i successi nel mondo del lavoro. Neil Burger, conosciuto per aver scritto e diretto il fortunato “The Illusionist” (2006), riesce a restituire i vari stati d‟animo del protagonista, grazie alle inquadrature e agli effetti visivi diversi per i due stati mentali di Eddie: quando Eddie è sotto l‟effetto della droga, l‟effetto visivo è molto patinato, i colori sono molto accesi e brillanti, per sottolineare la sensazione di lucidità mentale. Quando Eddie è “normale”, invece, i colori sono spenti e freddi, come per sottolineare il suo senso di insoddisfazione verso la vita. Il film anche se ha un ritmo lento presenta una trama interessante e piacevole, che mette in evidenza alcuni temi come la dipendenza da certe sostanze. Esso ci invita a riflettere su cosa oggi l‟uomo è disposto a fare per ottenere fama e successo, se ci sono ancora dei limiti morali o ,come ci dice il titolo, se ormai non c‟è più un limite a nulla.

Beatrice Bocchi

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Sport

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Un grande aprile sportivo al Martelli Mantova è stata protaginista in aprile di due grandi eventi sportivi: l‟amichevole under 20 Italia-Spagna e la Paritita del Cuore Nazionale CantantiMantova All Stars, entrambe svoltesi allo stadio Martelli. Italia-Spagna è stata giocata il 20 aprile; l‟ingresso era gratuito e vi ha partecipato un discreto numero di persone, la maggior parte bambini. La partita, che è stata trasmessa in diretta televisiva su Raisport 1, ha visto tra i protagonisti gli italiani Dumitru del Napoli e Zigoni (ex Milan, ora del Frosinone). Il match ha visto un dominio italiano nel primo tempo, durante il quale il numero 10 De Luca ha colpito la traversa, e all‟inizio del secondo tempo, quando l‟Italia è andata in goal ma in fuorigioco; poi però al minuto 84 ci ha pensato lo spagnolo Tello a segnare per le Furie Rosse e a far vincere la partita alla Spagna per 1-0. La Paritita del Cuore Nazionale Cantanti - Mantova All Stars si è giocata a scopo benefico il 25 aprile sempre al Martelli. Tra i cantanti presenti cito Enrico Ruggeri, Neri Marcorè, Paolo Meneguzzi e i Sonohra. Ospite d‟eccezione il portiere della Juve e campione del mondo Gianluigi Buffon, presidente dell‟associazione SOS Villaggi dei bambini Italia. Mantova All Stars ha visto schierati, tra gli altri, il sindaco Nicola Sodano, Ciccio Graziani, Manuel Spinale e Mirko Bellodi. Il match, vivace e divertente, si è concluso con la vittoria della Nazionale Cantanti per 9-7. Purtroppo il pubblico non è stato numerosissimo. Comunque si sono raccolti più di 40 000 euro, che sono andati all‟associazione di Buffon, che aiuta i bambini senza una famiglia. Riccardo Bruno 77


Il grande Torino: una squadra per sempre! 4 maggio 1949 ore 17:03: durante quel pomeriggio nebbioso e piovoso, un enorme boato tuonò nelle orecchie dei cittadini di Torino.

Resti dell‟aereo precipitato.

Tre giorni prima, la squadra del Grande Torino aveva preso il volo per Lisbona per disputare, il 3 maggio, un‟amichevole contro il Benfica. La mattina del 4 maggio i campioni decollarono per il ritorno e fecero scalo a Barcellona per rifornire l‟aereo, sfruttando l‟occasione per pranzare con la squadra del Milan che era diretta a Madrid. Dopo pranzo ripresero le vie del cielo verso Torino e l‟aereo rimase in contatto radio con la torre di controllo per tutto il viaggio fino a

quando, a pochi minuti dall‟atterraggio, nessuno rispose più. Il Fiat G 212 del Grande Torino si era infatti schiantato contro il colle della Basilica di Superga. Tante sono le ipotesi riguardanti la dinamica della disgrazia, fatto sta che le condizioni meteorologiche erano estremamente sfavorevoli; molto probabile è l‟errore umano, anche se qualcuno vide nei resti del velivolo che l‟altimetro era bloccato a 2000 metri.

Non sono serviti nemmeno i primi soccorsi, non è rimasto nulla.

Non ci fu nessun superstite, morirono tutti. Tra le 31 vittime, i cui nomi vengono letti ogni 4 maggio dal capitano della Squadra granata durante la celebrazione in loro 78


memoria, ci furono i 18 giocatori, lo staff tecnico, alcuni dirigenti, i membri dell‟equipaggio e alcuni giornalisti.

Stemma dell‟epoca

Formazione Titolare 1947/1948

Il Grande Torino era la squadra più forte in Italia e tra le migliori nel mondo; per confermarlo basta osservare alcuni dati: detiene insieme a Juventus e Inter il record di 5 scudetti consecutivi, ha stabilito il record di 10 giocatori titolari nella nazionale italiana, ha vinto la partita con il maggior numero di gol di scarto della Serie A (TorinoAlessandria 10-0 nel 1948), e ha il massimo numero di gol segnati in un campionato (125 nel 1947/1948).

Ma, come viene ricordato all‟inizio della fiction RAI dedicata al Grande Torino, non si tratta solo di numeri e statistiche, ma di amici, di un bellissimo ambiente dove i giocatori professionisti erano di esempio per i più giovani, i quali, prima che come calciatori, dovevano crescere come uomini. Tutto questo, il cuore, era alla base della loro “invincibilità”!

Mazzola, Loik e Ballarin con la maglia della Nazionale

Giuseppe Fiorello nel ruolo del Capitano Valentino Mazzola ne “Il Grande Torino” Rai fiction in 2 puntate

Gli anziani raccontano di un tifoso che quando le cose in campo non andavano per il verso giusto 79


suonava la sua tromba, dando la carica al Toro, che la maggior parte delle volte riusciva a ribaltare la partita (questa tromba è l‟argomento centrale del film “Ora e per sempre” del 2004). La “magia” del Filadelfia, il mitico stadio del Grande Torino, ribolle ancora oggi nei cuori dei tifosi granata, i quali da una dozzina di anni a questa parte stanno cercando di farlo ricostruire dopo un inopportuno abbattimento. Già dagli anni ‟70 esso era inutilizzato ma rappresenta il Cuore Toro, e i tifosi sognano i tempi d‟oro.

Il Filadelfia (campo del Grande Torino) dopo un bombardamento nella seconda guerra mondiale

L‟Italia in quegli anni, appena dopo una guerra perduta, aveva poca credibilità internazionale e furono le gesta dei nostri campioni sportivi a rimetterci all‟onore del mondo, a darci una speranza per ripartire: Bartali e Coppi sulle due ruote, le Ferrari sulle piste, il Grande Torino sui campi da calcio.

Mazzola con il figlio.

Nicola Latella

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Una promessa che è ormai una realtà: Kevin-Prince Boateng Boateng è nato a Berlino il 6 marzo 1987. Quindi, anche se a guardarlo sembra una contraddizione, è un calciatore tedesco naturalizzato 80


ghanese. Attualmente è centrocampista del Milan e della Nazionale ghanese. Il fratello consanguineo Jérôme gioca invece nella Nazionale tedesca. Il ragazzo riesce a coniugare un fisico prorompente con una buona tecnica individuale accompagnata dalla predisposizione per la giocata ad effetto in grado di stupire la platea; del resto Boateng ha dichiarato di ammirare Pelé e Rivaldo per la capacità di entusiasmare il pubblico con i loro virtuosismi. Col progredire della sua carriera Boateng ha sviluppato anche una propensione al sacrificio che gli permette di coniugare quantità e qualità. E‟ cresciuto calcisticamente nell'Hertha Berlino, nelle cui giovanili è arrivato nel 1994, all'età di 7 anni. Grazie alle sue ottime prestazioni, il 31 luglio 2007 è stato acquistato dal Tottenham per una cifra vicina ai 5,4 milioni di sterline. Con gli Spurs ha esordito in Premier League il 3 novembre 2007, ma successivamente, con l'arrivo dell'allenatore spagnolo Juande Ramos, Boateng è stato poco impiegato e relegato nella squadra riserve. Dato il poco spazio trovato in prima squadra, nel gennaio 2009 Boateng ha deciso di ritornare in Germania, accettando un prestito semestrale al Borussia Dortmund, con il quale ha esordito il 28 gennaio 2009 in Coppa di Germania contro il Werder Brema. Ritornato al Tottenham allo scadere del prestito, ha disputato una partita in Football League Cup contro il Doncaster prima di essere ceduto a titolo definitivo al Portsmouth per 4 milioni di sterline. Con il Portsmouth ha raggiunto la finale di FA Cup, persa il 15 maggio 2010 contro il Chelsea. Il 14 agosto 2010 è stato acquistato a titolo definitivo dal Genoa, che quattro giorni più tardi lo ha ceduto al Milan. Inizialmente era stato annunciato il suo trasferimento in prestito con diritto di riscatto dell'intero cartellino, ma il successivo 23 agosto è stato depositato presso la Lega Serie A l'accordo di compartecipazione tra la società ligure e quella milanese. Infine il 7 aprile 2011 Galliani ha comunicato di aver trovato un accordo con il presidente del Genoa per 7 milioni di Euro per assicurarsi in toto il giovane talento ghanese. Alessandro Guariglia 81


CuriositĂ  Enigmistica Divertimento

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Poesie di mattinate uggiose Di Isaac Adu Incomprensioni Mi parli. Ascolto quanto mi dici ma non colgo il senso. Mi chiedi hai capito?

Tristezza Scrivo melanconiche parole qui in una valle di lacrime.

Campanella Drin... Rumoreggiano le catacombe, si destano i morti, ritornano dall'Ade con un impeto di vitalità

Pietà E' un sentimento, una richiesta che ho nella testa un lamento che volgo a te.

L'ora è finita si leggono espressioni di gioia, rallegramenti il più veloce si alza zaino in spalla. Il professore: l'ora non è finita!

Una poesia Una voce, nella desolazione della mia anima, orfana del sorriso e della gioia, parla.

Perché Ridevi? Perché vedevo facce morte, cuori lacerati, occhi lucidi che imploravano pietà.

Sento parole, frecce scagliate, come una mitraglia che spara sulla mia vita. Stanco, muto, scrivo. Una poesia. Per rallegrarmi.

Russo Vago nel profondo della mia anima alla ricerca di un non so che.

Perché ridevi? Perché udivo un silenzio assordante di laceranti urla.

Tre 3 ore d'info

O è solo che dormo nella tua ora?

Ridevo perché tutto questo era alla prima ora.

Capisco perché nacqui piangendo.

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Zoologi x Caso Alla ricerca degli esseri viventi più strambi e meno conosciuti del nostro pianeta! L‟Axolotl L‟ Ambystoma mexicanum (o più comunemente axolotl) appartiene ad una rara specie di salamandre che popolano le acque del lago di Xochimilco, nei pressi di Città del Messico. La fitta vegetazione e l‟acqua corrente e ben ossigenata creano l‟habitat ideale per questo piccolo anfibio. L‟Axolotl può arrivare fino ad una lunghezza di 2530 centimetri, presentando un corpo tozzo e due o quattro particolarissimi ciuffi branchiali ai lati del capo. Questo animaletto è prevalentemente notturno e, anche se non si direbbe, molto vorace: si nutre infatti di ogni forma di vita della portata della sua bocca, dai pesciolini ai piccoli crostacei, dai molluschi alle alghe. L‟Axolotl, al contrario di ogni alchimista, ha trovato il segreto dell‟eterna giovinezza: se le condizioni ambientali lo consentono questo anfibio può decidere di rimanere nello stadio larvale (come nella foto in alto) e posticipare la metamorfosi. Inoltre, cosa non meno importante, è in grado di rigenerare completamente parti del corpo ferite o totalmente asportate. A causa dell‟inquinamento via via crescente dell‟acqua del lago, questa specie è catalogata come a rischio di estinzione.

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Il Kiwi I kiwi o atterigi sono un genere di uccelli tipici della Nuova Zelanda e ne sono anche il simbolo nazionale. Il nome scientifico proviene dal greco e significa “privo di ali”. Il peso di questo timido e goffo pennuto va da 1 a 3-5 kg, per una lunghezza compresa fra i 35 e i 65 cm. Anche se l‟ambiente ideale sarebbe la foresta pluviale, lo si può trovare anche nelle foreste subtropicali o temperate, ma anche nelle praterie e nelle macchie fra gli arbusti. Prevalentemente notturno, senza coda e incapace di volare, il Kiwi con il suo lungo becco sottile si nutre di bacche che trova in mezzo ai cespugli e insetti o lombrichi che trova nel terreno. Essendo incapaci di spiccare il volo, i kiwi costruiscono la propria tana sotto terra, creando il nido dentro ad una “stanzetta” scavata magari sotto le radici di un albero, e passano molto tempo a costruire cunicoli dove rifugiarsi durante l'inverno. I kiwi sono solitamente monogami, infatti alla loro prima riproduzione scelgono il compagno o la compagna con cui rimarranno per tutta la vita. Al contrario della maggior parte dei volatili, inoltre, vivono davvero a lungo, raggiungendo addirittura i 20-30 anni e oltre.

di Valentina Monteleone e Nicolò Gavioli 85


Quattro salti

IN BOCCA!

Magari nella vostra dispensa avete coleotteri cicciottelli… o lombrichi freschi d'avanzo? Un vero peccato buttare simili bontà... Insetti! Eccola l'ultima vera frontiera del gusto! Occidentale si intende… Perché in Africa e Asia li apprezzano da tempo e sono ormai diventati piatti nazionali, come il masonja nel Botswana (a base di vermi mopane), le "formiche culone" colombiane, che pare abbiano proprietà afrodisiache, o l'apprezzatissimo caviale con uova di formica che si assaggia a Bangkok. In Sud Africa sono particolarmente apprezzati gli involtini di bruco, che lì chiamano "Chenilles en papilotte", le termiti fritte dette "Tshuku" e le larve di scarabeo tostate o "Xi fu fu nu nu", mentre nello Sri Lanka si preferiscono quelle di falena. In Botswana, Kenya, Malawi, Mozambico, Tanzania, Zambia e Zimbabwe le cavallette fritte sono offerte ai turisti come "fauna snack". «Uno scarafaggetto tostato o un soffice ragno presenta una parte esterna molto ben croccante e un interno dalla consistenza d'un sufflè che non può ritenersi in nessun modo sgradevole al palato» assicurava l'antropologo W.S. Bristowe nel secolo scorso. Certo si possono mangiare anche al naturale, ma con poca fatica in più si possono gustare locuste al cioccolato, sugo al pomodoro con vermicelli tenebrion in zuppa o un sauté di coleotteri. Un classico pare! Le ricette non mancano, basta armarsi 86


di pazienza perché sono in inglese: cavallette ricoperte al cioccolato, grilli fritti al curry su un letto di riso, vermi fritti con riso, crostini al formaggio con grilli canditi; mentre molte altre si possono trovare anche su libri in italiano. E‟ interessante inoltre pensare che un etto di insetti contiene 121 calorie, 12.9 gr di proteine, 5.5 gr di grassi, 5.1 gr di carboidrati, 75.8 mg di calcio, 185.3 mg di fosforo e 9.5 mg di ferro, dicono i nutrizionisti appassionati del genere. Gli estimatori non mancano: secondo l'associazione "Traffic" in Botswana, Kenya, Malawi, Mozambico, Tanzania, Zambia e Zimbabwe la principale attività illegale è rappresentata dal commercio di carne selvatica per scopi alimentari, di cui il 41,7% “carne” di insetti. Tutti acquistabili online, dai vermi ai coleotteri (oltre naturalmente alla carne di coccodrillo e a quella di zebra). Comunque per assaggiare qualcosa di insolito non bisogna necessariamente sgranocchiare scorpioni o locuste: tra i piatti della cucina cinese di Shangai si possono trovare cervello di maiale, lingue di anatra e serpenti mentre in Thailandia non mancano gli estimatori di ratti. E pure l'Italia non è da meno: tra i cibi strani del mondo raccolti nel newsgroup "Alt. recipies" c'è chi non ha mancato di citare i ricci di mare, il formaggio sardo coi vermi, il cibreo (un piatto tipico fiorentino fatto con fagioli, fegatini di pollo e creste di gallo), il gorgonzola e perfino Cynar e Campari (!!!) Enrica Bombana

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Leggi pazze: siamo sotto assedio! Il vostro cacciatore di curiosità, insoddisfatto della compilation di assurdità precedentemente pubblicata, ha fatto una seconda ricerca e, guardate cos'ha trovato ruzzolando su e giù per la rete... Buon divertimento!!! A Linden, Alabama, un‟ordinanza stabilisce che tutte le donne di “incerta moralità‟” debbano lasciare le strade dopo le 9 p.m.

A Cottonwood, Arizona, e‟ proibito fare l‟amore all‟interno di un‟auto con uno pneumatico sgonfio. Per coloro che vengono sorpresi a fare l‟amore sul sedile anteriore di una macchina parcheggiata con le gomme a terra e‟ prevista una multa di 25 dollari; se invece la coppia amoreggiava sul sedile posteriore, e l‟auto con le gomme sgonfie era in movimento, la multa viene portata a 50 dollari. la seconda volta che si viene sorpresi in queste circostanze la multa diventa di 100 dollari, e di 150 dalla terza in poi. Sempre in Arizona, e più precisamente a Glendale, e‟ illegale usare un‟automobile come traino. La legislazione dell'Arkansas ha emanato una legge per la quale a Little Rock, il Fiume Arkansas non

puo‟ oltrepassare il ponte di Main Street. A San Francisco, California, e‟ illegale battere un tappeto di fronte alla vostra casa. Nel Colorado e‟ illegale maltrattare i ratti.

Ad Hartford, Connetticut, è illegale piantare un albero nella strada, inoltre non e‟ permesso attraversare una strada cammminando sulle mani.

Nel Delaware, qualsiasi persona di buona moralita‟ puo‟ avere e gestire 88


una pista di bowling. Tuttavia, non sono permesse scommesse. Florida: a Sarasota, e‟ illegale cantare in un luogo pubblico mentre si indossa un costume da bagno. A Kennesaw, in Georgia, la legge considera illegale per ogni proprietario di casa non possedere una pistola, a meno che sia un criminale convinto, un obiettore di coscienza o un invalido.

Era legge nelle Hawaii che i bambini obbedissero a tutti gli ordini “legali e morali” dei loro genitori e due gemelli non possono lavorare per la stessa azienda. In Idaho, ai nativi americani, durante le loro cerimonie religiose, e‟ permesso l‟uso della pianta allucinogena del peyote. A Oblong, Illinois, una legge rende criminale fare l‟amore mentre pescate o cacciate nel giorno del vostro matrimonio. Indiana: è proibito farsi il bagno durante l‟inverno. Ad Ottumwa, Iowa, “è illegale per qualsiasi maschio, all‟interno dei confini cittadini, fare l‟occhiolino a qualsiasi donna alla quale si è sconosciuti”. Una legge dello stato del Kansas richiede che i pedoni attraversino le

autostrade di notte indossando strisce catarifrangenti. A Danville, Kentucky e‟ illegale gettare acqua sporca o di risciacquatura di piatti nella strada.

Nella Louisiana mordere qualcuno coi propri denti naturali è un “semplice assalto”, mentre mordere qualcuno coi denti falsi è “assalto aggravato”. In Maine e‟ illegale per prendere aragoste con le mani nude. A Baltimore, Maryland, e‟ illegale rendere impraticabile il marciapiede con una scatola, ma l‟infrazione comporta solo una multa di $1. Lo stato del Massachusetts richiede che le persone abbiano una licenza prima che sia loro permesso di entrare in una fogna. Una legge del Michigan sancisce che se qualsiasi uomo bacia sua moglie di domenica, i peccatori saranno puniti a discrezione della corte. Nel Minnesota, il modulo per le tasse e‟ piuttosto completo. Alcuni direbbero anche troppo: e‟ anche chiesta la vostra data di morte! In Mississippi è illegale insegnare ad altri il significato di "poligamia". A Kansas City, Missouri, ai minori non e‟ permesso acquistare pistole a capsule; d‟altra parte, possono 89


acquistare liberamente fucili da caccia. Nel Montana, e‟ scorretto per una moglie aprire la posta del marito. Ad Omaha, nel Nebraska, se un bambino rutta durante un servizio di chiesa, i suoi genitori possono essere arrestati. Nel Nevada e‟ illegale avere una “casa malfamata” nel raggio di 400 yards (circa 365 metri) da una chiesa o scuola. Nel New Hampshire è fatto obbligo ad un automobilista con intenzioni criminali di fermarsi ai confini della città e telefonare al capo della polizia per avvertirlo che sta entrando in città. A Liberty Corner, New Jersey, se

una coppia che fa l‟amore in automobile urta accidentalmente il clacson durante il suo atto lussurioso, può essere condannata fino ad un anno di carcere. Nel New Mexico è severamente vietato alle donne mostrarsi non depilate in pubblico (incluse le gambe ed il volto). A New York City, e‟ illegale sbattere una scopa impolverata fuori dalla finestra inoltre dovete avere un permesso per trasportare bevande gassate.

Nel North Carolina, ad Asheville, e‟ illegale starnutire nelle strade cittadine. North Dakota: birra e ciambelle salate non possono essere servite contemporaneamente in qualsiasi bar o ristorante.

A Paulding, Ohio, un poliziotto puo‟ mordere un cane per calmarlo. Alle donne dell'Oklahoma è vietato farsi i capelli senza essere autorizzate dallo Stato. A Salem, Oregon, è illegale per i gestori di locali che presentano 90


danzatrici nude essere a meno di due piedi dalle ballerine.

In Pennsylvania nessun uomo puo‟ acquistare alcolici senza il permesso scritto di sua moglie e inoltre è illegale avere oltre 16 donne che abitano insieme in una casa perché ciò costituisce un bordello… Per contro, fino a 120 uomini possono vivere insieme senza infrangere la legge. In South Carolina, USA devi essere maggiorenne per poter giocare a flipper. È illegale fare sesso sul pavimento tra i due letti e tutti gli alberghi devono predisporre letti gemelli separati da almeno due piedi: tutto ciò in South Dakota. A Memphis, Tennessee, e‟ illegale per una donna guidare una macchina a meno che sia preceduta da un uomo in marcia o in cammino che sventoli una bandiera rossa per avvertire i pedoni e gli automobilisti che si avvicinano. A Mesquite, Texas, per i giovincelli è ancora contro i regolamenti avere tagli di capelli che siano spaventosi o insoliti.

Utah: nessuna donna può fare sesso con un uomo mentre corre in ambulanza all‟interno dei confini di Tremont. Nel Vermont, e‟ illegale per i vagabondi procurarsi cibo con la forza. Apparentemente, se avete un buon lavoro ed una stabile dimora, è OK. procurarsi cibo con la forza. A Christianburg, Virginia, e‟ illegale imitare un fischietto della polizia. Nello stato di Washington e‟ illegale prendere un pesce scagliandogli contro una pietra. West Virginia: a Nicholas County, a nessun membro del clero durante la funzione religiosa e‟ permesso raccontare barzellette o storie umoristiche dal pulpito. Nel Wisconsin, e‟ illegale tagliare i capelli a una donna o baciarla in treno. A Newcaste, Wyoming, un‟ordinanza proibisce specificamente le alle coppie di fare sesso mentre stanno in piedi dentro una cella frigorifera di un negozio! Et voilà! Dopo questa compilation di pazzie statunitensi ecco cosa propone il resto della “mondo civile”!!! In Grecia la guerra di Troia non è ancora ufficialmente finita. In Svezia è legale essere una prostituta a patto di non provocare godimento ai clienti. In Cina le coppie non possono avere più di un figlio. 91


In Giappone è severamente vietato importare foto che ritraggono genitali maschili.

In Paraguay è legale duellare, a patto che entrambe le parti siano registrate come donatori di sangue. In Norvegia è proibito sterilizzare cani e gatti di sesso femminile. In Olanda nei coffee shop si possono fumare erba e hashish ma è severamente proibito fumare tabacco. In Irlanda, per legge, se un Leprechaun, folletto locale, bussa alla tua porta devi condividere con lui la tua cena In Russia è illegale pronunciare

In Korea si incorre in sanzioni se si mangiano gatti randagi. In Turchia chi ruba olive non mature rischia due anni di carcere; inoltre non si può amoreggiare con la moglie dei vicini, con i suoi figli, la sua servitù e i suoi animali qualsiasi frase che contenga più di quattro parole in inglese. In Belgio è perfettamente legale lanciare cavoletti di Bruxelles contro i turisti.

domestici. In Israele è proibito allevare maiali. Se ti scoprono sarai costretto ad uccidere tu stesso l'animale. In Arabia Saudita se trovi petrolio nel tuo giardino devi riferirlo allo stato prima di scavare una buca più profonda di 1500 metri. Matteo Diani

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Nel mondo ci sono molte stranezze, ma anche molti fatti interessanti. Per esempio lo sapevi che â&#x20AC;Ś.

Oltre 7 milioni di auto vengono demolite ogni anno negli USA

12.000 specie animali sono ora classificate come specie in via di estinzione

30 Kg di inquinanti vengono assorbiti da un albero in un anno

Il 70% delle angurie crescono in Cina 93


a)

Più del 20% dell‟ossigeno del mondo è prodotto in Amazzonia.

Ogni giorno per sbaglio 12 bambini appena nati non sono dati ai veri genitori

Questa è UNA PERSONA UN PO’ CONTORTA.

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E se l’asse si sposta?? Che cos’è successo? Il terremoto in Giappone, oltre al pericolo nucleare e alla distruzione di migliaia di vite e di miliardi di beni, ha portato con sé anche lo spostamento dell‟asse terrestre di 10 cm. Ma ciò che cosa significa? Lasciando da parte la teoria della Fine del Mondo, gli scienziati spiegano che lo spostamento avviene senza che per questo si modifichi l‟inclinazione di 23°27‟ che permette il ciclo delle stagioni. È come se una ballerina facesse le piroette con una pietra in mano e abbassasse e alzasse questo braccio, la piroetta rimarrebbe tale e quale, ma il punto di equilibrio sarebbe diverso, risulterebbe una figura differente, e questo è ciò che accade quando un terremoto provoca la traslazione dell‟asse. Non è la prima volta Lo spostamento dell‟asse dovuto al terremoto in Giappone non è stato una novità, perché altri disastri avevano portato queste conseguenze; ad esempio il terremoto in Cile del 27 febbraio 2010 lo ha spostato di 8 cm, ed ha accorciato la giornata di 1,26 microsecondi, mentre il terremoto nell‟Oceano Indiano del 26 dicembre 2004 lo ha spostato di 6 centimetri. Si calcola che solo negli ultimi 50 anni l‟asse si sia spostato di circa 30 cm. 95


È’ davvero iniziata la fine del mondo? La spiegazione di questi avvenimenti sarebbe da cercarsi nella teoria del 21 dicembre 2012… Ma vediamo cosa dovrebbe succedere, ahinoi, il prossimo anno… La data non è casuale ma è la coincidenza di più avvenimenti: 1. Il vulcano di Yellowstone, negli USA, erutterà nuovamente; 2. Il 20 dicembre si concluderà il Baktun (un ciclo del calendario Maya che dura 400 anni); 3. Il 21 dicembre sarà il solstizio d‟inverno e la Terra sarà al centro della via Lattea (succede ogni 26.000 anni); 4. Il Polo Nord ed il Polo Sud potrebbero invertirsi; 5. Ci saranno tempeste solari che potranno paralizzare la società; 6. Un pianeta sconosciuto si scontrerà con la Terra; 7. Il sistema solare entrerà in una nube spaziale. Certo, sarebbe il colmo che si avverassero tutte queste cose, in parte incluse nelle profezie di una popolazione estintasi centinaia di anni fa. Per i nostri esperti supertecnologici sarebbe un brutto colpo… E anche per noi! Alice Girelli

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Lo sapevate che...? Talete (640-546 a.C.), noto come

uno dei sette saggi dell'antica Grecia, chiamato "il padre del ragionamento deduttivo", matematico (introdusse in Grecia lo studio della Geometria), filosofo e astronomo, predisse esattamente l'eclisse solare del 585 a.C. e stupĂŹ gli egiziani calcolando l'altezza della Grande Piramide basandosi

sulle ombre e sui triangoli simili. In Scozia, quando inventarono un nuovo gioco solo per uomini, lo chiamarono "Gentlemen Only Ladies Forbidden" da cui, piĂš semplicemente, G.O.L.F. Circa 4.000 anni fa, in Babilonia, c'era l'usanza per cui, per un intero mese dopo il matrimonio, il padre della sposa forniva al genero tutto l'idromele che egli riusciva a bere. Essendo l'idromele una bevanda ricavata dal miele ed essendo a quei tempi il calendario basato sulle

fasi lunari, quel periodo fu denominato mese di miele o "luna di miele". Per legge, le strade interstatali degli Stati Uniti hanno almeno un miglio rettilineo ogni 5. Questi rettilinei possono essere utili come piste di 97


atterraggio in casi di emergenza o in guerra. Come le impronte digitali, l'impronta della lingua è diversa per ogni uomo.

Negli Stati Uniti ogni giorno vengono stampati più soldi per il gioco del Monopoli che per la Tesoreria.

Il cuore di un gamberetto è nella testa. I giubbotti antiproiettili, le uscite antincendio, i tergicristallo e le stampanti laser hanno una cosa in comune: sono stati tutti inventati da donne I genitori più giovani di tutti i tempi, età 8 e 9 anni, vissero in Cina nel 1910.

La prima coppia mostrata a letto insieme in TV fu quella di Fred e Wilma Flintstone. Mangiare gli spinaci rende più forti. Questo tipo di verdura contiene infatti nitrato inorganico che potenzia le fibre muscolari. I ricercatori hanno coinvolto alcuni volontari che hanno consumato circa 300 grammi di spinaci al giorno per tre giorni e che si sono impegnati in un allenamento con la cyclette, registrando una maggiore efficienza muscolare con minor dispendio di ossigeno. Tommaso Ferro 98


IL RACCONTO DEL SERVO E DELLA MORTE

C‟era una volta, nella città di Bagdad, il giovane servitore di un ricco mercante. Un giorno, di prima mattina, il servo se ne andò al mercato per fare la spesa. Ma quella mattina non fu come le altre, perché quella mattina il servo vide la Morte, e perché la Morte gli fece un cenno. Terrorizzato, il servo tornò a casa dal mercante. “Padrone,” gli disse, “dammi il cavallo più veloce che hai. Stanotte voglio essere il più distante possibile da Bagdad. Stanotte voglio trovarmi nella remota città di Ispahàn.” “Ma perché vuoi fuggire?” “Perché al mercato ho visto la Morte, e mi ha fatto un cenno di minaccia.” Il mercante ebbe pietà di lui e gli diede il cavallo, e il servo partì con la speranza di arrivare a Ispahàn prima di notte. La sera, il mercante stesso andò al mercato e, com‟era successo prima al servo, vide anche lui la Morte. “Morte,” le disse, avvicinandolesi, “perché hai fatto un cenno di minaccia al mio servo?” “Un cenno di minaccia?” rispose la Morte. “No, non era un cenno di minaccia, ma di stupore. Ero sorpresa di vederlo qui, così lontano da Ispahàn, perché è a Ispahàn che stanotte devo portarmi via il tuo servo.

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ENIGMI

Il ponte della morte

Un giovane esploratore vaga per una foresta, e giunge ad un ponte sorvegliato da un grosso energumeno armato di ascia. Il guardiano dice "Se vuoi attraversare il ponte devi pronunciare una frase. Se io penso che la frase sia vera ti strangolerò a morte, se penso che sia falsa ti decapiterò". Dopo qualche istante il ragazzo attraversa il ponte illeso, lasciando la guardia pensierosa. Che frase ha detto il giovane?

Il pappagallo

Francesca desidera un pappagallo parlante, così va nel negozio di animali locale a chiedere un pennuto di questo genere. Il negoziante gliene mostra uno assicurandole che ripeterà ogni parola o frase che sentirà, e Francesca entusiasta lo compra senza esitazioni. Purtroppo dopo una settimana intera la nostra amica non è riuscita a far pronunciare neanche una sillaba al suo pappagallo, quindi ritorna al negozio per reclamare, tuttavia il negoziante le fa notare che ciò che le aveva detto era corretto e si rifiuta di rimborsarla. Come è possibile? 100


COMPLICATO

MA

INTRIGANTE…

Una frase si nasconde in questo crittogramma dove le lettere corrispondenti al numero le troverai risolvendo questi giochi! ATTENZIONE NON A TUTTI I NUMERI CORRISPONDE UNA LETTERA !! 1

2

3 15

3

4

3

5

6

1

6

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6

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1

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4

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1

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8

6

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1

7

3

6

3

3

1

6

10

13

14

(Renè Descartes) a. Io contengo sette volte me stessa….

16

b. Cerca quella parola che è comune a tutte le altre Segreto Scolastico Compiti Agenda Viaggio c. Quanti parallelogrammi vedi??

10

1

13

La prima lettera corrisponde al n° 11; la quinta al n° 12.

d. Completa il “Quadrato magico” posizionando i numeri da 1 a 16 senza ripeterli più volte… La terza lettera della casella azzurra va nel n°2 L‟ultima lettera della casella gialla va nel n° 3 La prima lettera della casella verde va nel n° 5

101


e. Cerca la parola che si lega con la successiva LOTTO E_ _ _ _ _ _ _ _ I  N° 8 D_ _ _ I L_ _ _ E P_ _ _ A  N° 6

f.

g.

Trova la parola che si lega a tutte le altre… Castello Scacchi Lago Avorio Controllo Pisa

4

Quale figura geometrica ha due superfici?? 14

102


REBUS

GR

MAI (6, 6, 4)

P

T (5, 10)

BE

LT

MO (4, 5, 8)

P

TIDA

IE

(5, 6, 2, 9)

103


SOLUZIONI ENIGMI IL PONTE DELLA MORTE Gli ha detto: "Tu mi decapiterai!". Ora, se fosse vera lo dovrebbe strangolare, ma così sarebbe falsa, quindi dovrebbe decapitarlo, quindi ... IL PAPPAGALLO Il pappagallo è sordo, per questo non ripete. Se avesse sentito qualcosa lo avrebbe ripetuto, anche quando il negoziante glielo mostrava. COMPLICATO MA INTRIGANTE… a- Lettera b- Diario c- Sedici d1 7

10 15 8 16 9

2

12 3

6

13

14 5

4

11

e- Estrazioni Denti Latte Panna f- Torre g- Cilindro

“Avere una buona mente non basta, conta di più usarla bene.”

REBUS GRASSI MAIALI ROSA CUORE PALPITANTE BERE MOLTA LIMONATA PANNI LAVATI DA LAVANDAIE 104


I MAGNIFICI 40 DELLA REDAZIONE e i loro contributi nei numeri precedenti del giornale Sara Abdelkamel

N° Contributi 25 Per una scuola che guarda al mondo: intervista alla dirigente sui progetti di valenza internazionale (con Nicola Latella) 26 Inception (recensione) 27 Non dimentichiamo la Palestina, sperando in un futuro migliore

Emanuele Aliano 26 Essere come si è

Matteo Andreoli 26 I genocidi dimenticati

Mattia Avolio

24 Un vaccino italiano contro l’Aids 26 E la Bossanova? (con Edoardo Nodari) / Il più grande acceleratore di particelle del mondo Copertine (con Malpetti e Facchini) / Layout del giornale 105


Beatrice Bocchi 24 Recensione romanzo: Qualcuno con cui correre 26 Viaggio nel mondo dei sogni (con Alice Girelli).

Enrica Bombana Varie forme di collaborazione

Riccardo Bruno 24 La Champions dopo i gironi (con Nicola Latella) 27 Diamo unâ&#x20AC;&#x2122;occhiata alla situazione in Champions League Varie forme di collaborazione Marco Brusoni 25 A cosa ca...volo serve la storia 27 Mind over matter, ovvero le scienze noetiche

106


Luca Carnevali 25 Ps3 Slim vs. Xbox 360 Slim (con Matteo Gilberti) 27 Mantova comics & games 2011 (con Matteo Gilberti) Varie forme di collaborazione Giulia Casetta 25 Il “Fermi”: una scuola tecnica … ma anche artistica! 27 Il mio “taste” di Istanbul

Isabella Cassisa

25 Mmm... Cioccolato gnam gnam!" 26 Immagini … Pensieri (fotografie) 27 Tutto, ma proprio tutto, sulla Coca-Cola Varie forme di collaborazione

Nico Catalano 24 Foto storia della 'monnezza campana / A proposito di Wikileaks (fotostoria) 26 Fermi, in Italia solo fermi... 27 L'italia unita (?)

107


Luca Chaar 25 I botti di Capodanno: festa â&#x20AC;Ś o battaglia? Varie forme di collaborazione

Nicola De Mita 24 Recensione fumetto: Yu Yu Hakusho 25 Disegno 26 Trigon (recensione)

Matteo Diani 24 CuriositĂ  27 U.S.A:: Svagonati Unicamente Assurdi!

Slava Facchini Rublev

25 Wikileaks 25 Wikipedia Copertine (con Malpetti e Avolio)

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Tommaso Ferro 24 Christmas in the world

Diego Gandolfini 24 Quello dei videogiochi è un mondo malsano? 26 Chi le ha viste?

Nicolò Gavioli

25 Zoologi x Monteleone)

caso

(con

Valentina

26 I Kabila (con Valentina Monteleone) 27 Zoologi x Monteleone) Giorgia Ghirardini

24

caso

(con

Valentina

“Noi” (canzone) / Alle Origini del Mito di Vasco

26 The Twins Capitolo 1 / Dio creò una donna e disse "Ho fatto un Miracolo" 27 The Twins (prosecuzione e conclusione) / Pensieri Visivi. (fotografie e testo)

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Matteo Gilberti 25 Ps3 Slim vs. Xbox 360 Slim (con Luca Carnevali) 27 Mantova comics & games 2011 (con Luca Carnevali) Varie forme di collaborazione Alice Girelli

24 Qualche idea comoda per il tempo libero 26 Viaggio nel mondo dei sogni (con Beatrice Bocchi) 26 Giochi enigmistici 27 Quesiti enigmistici vari

Alessandro Guariglia

26 Marracash (recensione) 27 Alessandro Vacca il rapper (recensione)

Andrea Guarnieri 25 A lezione di trasgressione

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Catalin Iftime 26 I risultati del sondaggio sul nuovo giornalino online Varie forme di collaborazione

Nicola Latella

24 La Champions dopo i gironi (con Riccardo Bruno) 25 Per una scuola che guarda al mondo: intervista alla dirigente sui progetti di valenza internazionale (con Sara Abdelkamel) 25 Danzando ...in carcere!

Debora Leto 25 Spazio cinema: alcune uscite di gennaio 27 Lâ&#x20AC;&#x2122;origine del mondo nei miti di alcune civiltĂ  Matteo Lucchini 24 Una storia qualunque (I puntata) 25 Una storia qualunque (II puntata) 26 Una storia qualunque (III puntata) / Gli Hammersmith e gli Opera House

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Maura Malpetti

24 Mente e corpo: una relazione inscindibile / Immagini: momenti (fotografie) 25 I giochi del ghiaccio (fotografie) 26 le foto della Assemblea musicale 27 Fragilita’ dell’uomo e potenza della natura / Il calore di quell’abbraccio (racconto) / Senza parole (fotografie) Copertine (con Avolio e Facchini)

Valentina Meneghello

24 L’assassina e il vampiro (I puntata) 25 L’assassina e il vampiro (II puntata) 26 L’assassina e il vampiro (III puntata)

Lorenzo Minotto

24 Intervista alle classi prime 25 Intervista: Radio Fermi 26 intervista: Fermi-x 27 intervista: Laboratori artistici Varie forme di collaborazione

Valentina Monteleone

25 Zoologi x caso (con Nicolò Gavioli) 26 I Kabila (con Nicolò Gavioli) 27 Zoologi x caso (con Nicolò Gavioli)

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Greta Moschini 25 Miss Italia: sĂŹ alla taglia 46 26 Sondaggio sul gradimento dellâ&#x20AC;&#x2122;assemblea

Edoardo Nodari 25 Inception (recensione del film) 26 E la Bossanova? (con Mattia Avolio) 27 Per ora noi la chiameremo felicitĂ  (recensione) Alice Papotti

24 : Foto-Grafie 25 L'uomo e il cane: un legame antico / Foto-Grafie (fotografie e testo) 26 Immagini..Pensieri (fotografie e testo) 27 Parole, immagini, parole. (fotografie) / Recensione del romanzo "Sognavo l'Africa"

Lorenzo Perego 25 Foto-grafie 26 Vi racconto la mia vita (racconto con foto e didascalie)

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Marco Rebecchi 25 3D il film 27 Dylan Dog il film (recensione) / Sucker Punch (recensione)

Stefano Tarocco 24 Lâ&#x20AC;&#x2122;iPad; ma che bel giocattolo! 27 Lâ&#x20AC;&#x2122;Onironautica Varie forme di collaborazione

Gabriel Wiwoloku Varie forme di collaborazione

Sara Zamboni 24 Avete mai sentito parlare di lobotomia? " 26 Studenti o... Animali?

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E il 41esimo: Alessandro

Sanguanini

(corrispondente

esterno), curatore della Rubrica del mistero (questâ&#x20AC;&#x2122;anno con Lâ&#x20AC;&#x2122;uomo del Ben Mac Dhui)

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Buone vacanze!

eâ&#x20AC;Ś

allâ&#x20AC;&#x2122;anno prossimo!

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