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Antonio Vitti

Scritti vari gia’ pubblicati sul sito www.settefrati.net

New York , 28 agosto 2013

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Indice Sviluppo tecnologico e disoccupazione 1 Le macchine e la solidarieta’ sociale L'universo risorge e si rinnova Progresso tecnologico e disoccupazione 2 Riflessioni su temi religiosi. Parole antitetiche e sinonimi Il passato Commento a “Pensierini in liberta’” di Enrica Maria Venturini. Mefite, Maria La Creazione attende con impazienza…… Brevi riflessioni Kindle Clima Globalizzazione Papa Giovanni, Papa Wojtyla In Lui sussistono tutte le cose Disoccupazione e progresso tecnologico 3

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Sviluppo tecnologico e disoccupazione 1 Nella babele delle informazioni che ci sommergono ogni giorno non e’ facile continuare a vedere quanto avviene nel mondo con la necessaria chiarezza o con un minimo di capacita’ di cogliere il vero, occorrerebbe tanta subclutter visibility (in elettronica e' la capacita' di discriminare il segnale vero fra innumerevoli segnali falsi). Una delle principali cause della difficolta’ che incontriamo nel tentativo di leggere correttamente quanto avviene intorno a noi e’ la mancanza della necessaria cultura tecnico-scientifica di molti, moltissimi addetti all’informazione, ed, ahime’, di molti politici. Si possono pertanto prendere molti abbagli e si puo’ mancare una chiara visione delle cose, presupposto indispensabile per ogni analisi delle situazioni, nel loro evolvere e nel loro controllo. Macroconseguenza: molti processi sono sostanzialmente ingovernati. Piu' chiaramente delle mie perifrasi contorte, ed a dispetto delle apparenze, non credo che molti abbiamo capito cosa sta veramente succedendo, nel terreno socioeconomico, in Italia e nel mondo. Ancora, osta alla comprensione dei fenomeni che si dispiegano nella societa’, una facile mitizzazione delle scienze e delle tecnologie, per cui ci si ferma su un tranquillizzante: le macchine sarebbero in se’ buone, e’ l’uomo che spesso le utilizza male o malissimo. Svegliamoci tutti. C’e’ un problema che sta assumendo contorni paurosi in tutto il mondo, anche se in misura diversa da caso a caso: la disoccupazione, soprattutto la disoccupazione giovanile. Non e’ figlia del caso, nulla lo e’, il caso e’ solo il nome che diamo alle cause che non vediamo. E’ figlia di…. 3


Vediamo di orientarci, tentando di tratteggiare il contesto storico dell'economia dei sistemi produttivi fino all'attuale momento. Partiamo dall'agricoltura: prima della meccanizzazione, prima del trattore, un numero enorme di persone trovava lavoro nei campi, gli addetti superavano l’80% della popolazione attiva, ora in USA sono il 2.8 % , e c'e' sovrapproduzione. Un tempo su 100 persone che lavoravano 80 erano contadini, e mantenevano tutta la popolazione. Oggi bastano meno di 3 sempre su 100 che lavorano (o su 200 che mangiano, essendo la popolazione attiva circa la meta' della popolazione totale). Da 80 a 3 : e gli altri 77 lavoratori che fine hanno fatto? Industria prima e poi sempre piu’ servizi. La traiettoria, semplificando e' stata: campo, officina, ufficio. Si dira’: meno male… Non mi pare che sia cosi, purtroppo non e’ cosi’. Attivita’ non agricole : all’inizio del secolo precedente nascono molte officine meccaniche, o aziende tessili o manifatturiere in genere; l’energia meccanica, che era poca, quasi tutta di origine idroelettrica, veniva distribuita meccanicamente nelle officine da alberi mossi da motori che avevano pulegge calettate, una per ogni macchina, ciascuna delle quali era collegata ad un albero di distribuzione da cinghie di cuoio, e tutto cio’ perche’ i motori erano troppo costosi, le macchine elettriche non erano ben sviluppate e la domanda di beni industriali era un nonnulla rispetto ad oggi (ricordava il Dott. Armando Mancini, di Atina, che dalla centrale idroelettrica di Castellone, che produceva in corrente continua a bassa tensione, per limitare le perdite lungo il percorso che andava dalla sala delle dinamo della centrale alla cartiera Visocchi di Ponte Melfa c'erano dei cavi cosi’ pesanti che i pali di sostegno erano posti a 5 metri 4


l'uno dall'altro! Gli utensili da taglio erano cosi deboli (acciaio al carbonio che si ricuoceva subito) che dietro ogni tornio c’era una mola per affilarli, perche’ l’affilatura andava fatta in continuazione. Oggi ci sono linee di trasporto a milioni di Volts, con perdite infinitesime, ci sono dei “sinterizzati” ceramici durissimi, come e piu’ del diamante, e resistentissimi all’usura, talche’ tagliano gli acciai piu’ duri e perforano ogni tipo di roccia come fosse di legno: grande vantaggio per la produttivita' delle industrie con abbattimento dei costi e con il solito abbattimento della manodopera occorrente; se n’e’ avvantaggiata moltissimo l’agricoltura di molte zone, trovare l’acqua non e’ stato un problema, i costi sono diventati sostenibili, i raccolti piu’ numerosi ed abbondanti, .....a parita' di prodotto gli agricoltori sono divenuti di meno. Tutti ai servizi? Per decenni sembrava che cosi’ fosse, tutti ai servizi. Ma anche li’ la macchina, stavolta intesa in senso piu’ lato, il computer, hardware e software, corpo ed anima, sempre piu’ potente , ergo: meno impiegati. Meno impiegati alle poste (pensate alle e-mail!! sono anni che non scrivo piu' una lettera "cartacea"), meno alle banche, meno nei settori amministrativi delle aziende di ogni genere, meno addetti ai negozi (presente Amazon? Che bello, ma quante commesse in meno, quanti negozi chiusi), perfino i giornali sono in grandi difficolta'... . Si delinea una sorta di legge inesorabile: nel tempo le macchine di ogni genere divengono sempre piu’ potenti e fanno quantita’ lavoro ieri impensabili, per cui a parita' di prodotto complessivo ogni sistema produttivo richiede sempre meno lavoratori. E degli altri che i sistemi economici e produttivi non sono in grado di assorbire, cosa ne facciamo? Cosa facciamo degli esuberi che le 5


macchine producono in abbondanza, come affrontare la disoccupazione, orribile sottoprodotto del progresso delle macchine? Alcuni punti fermi: -Il progresso tecnologico e’ inarrestabile; -Il problema della produzione di beni e’ risolto ad abundantiam perche’ le capacita’ produttive sono enormi e crescenti; -Il problema della distribuzione della ricchezza che il mondo produce e’ un problema emergente, gravissimo, esplosivo; potrebbe portare a rivoluzioni interne agli stati ed a guerre fra gli stati. -Ma come cavolo si fa a dire ad un giovane che per lui non c’e’ possibilita’ di impiego, nonostante la preparazione universitaria posseduta? Non scherziamo, e’ un problema drammaticissimo!!!!!!!! - Ma c’e’ una qualche ipotesi di soluzione del problema posto, che cioe’ le macchine che nel tempo sono diventate sempre piu’ potenti hanno tolto lavoro, hanno creato un vero esercito di disoccupati? -Dato per certo che si tratta di un problema di distribuzione della ricchezza e non della sua produzione, invece di permettere accumuli di ricchezze indecorose, violente, ingiuste, forse con lo strumento del prelievo fiscale bisognerebbe sostenere i disoccupati, e farlo a tempo indeterminato, perche` i beni da distribuire ci sono ed abbondanti. Ipotesi da considerare “un attimino” . Ne ho sentito parlare recentemente da un politico di cui non voglio fare il nome, in Italia. Posso fare una battutaccia? Tutti coloro che hanno un lavoro fittizio, schiere di impiegati che non sono certo un esempio di produttivita’, non sono gia’ forse una applicazione di quello che stiamo ventilando e cioe’ che: l’elevatissima produttivita’ specifica delle macchine sempre piu’ potenti guidate da un sempre minor numero di persone fa 6


intravedere la possibilita’ che a tutti possa essere garantito un livello di vita sufficientemente accettabile e senza sprechi: i beni ci sono, bastano ed avanzano. E’ chiaro che non si devono premiare i fannulloni o deprimere i sistemi produttivi, stando molto attenti: a non mortificare chi il lavoro non lo ha dandogli troppo poco, ed a non mortificare chi il lavoro lo ha, non riconoscendo adeguatamente il suo apporto al funzionamento del tutto. Sono convinto che quanto si ipotizza si rivelera’ una necessita’, sempre piu’ cogente. Il succo di tutto il discorso: le macchine stanno diventando sempre piu’ potenti ed agricoltura, industria e servizi vedono accrescere enormemente la loro produttivita’ ed espellono schiere innumerevoli di persone dai sistemi produttivi. Una estrapolazione: la piu' potente delle macchine pensabili farebbe un lavoro immenso senza persone: molto piu' prodotto di ieri, molto meno lavoro umano di ieri, molti piu' disoccupati di ieri..... Ma a voi pare giusto che i vantaggi del progresso finiscano tutti sostanzialmente solo in mani adunche, in mani avide, insaziabili: e' giusto escludere il povero dai frutti dello studio e della ricerca, della storia? Come avvenne per l’esercito (e’ anch’esso un sistema produttivo) che si accorse fosse giunta l’ora per puntare su meno uomini e piu’ professionali (anche li macchine sempre piu' potenti!!!) , cosi’ dovra’ succedere per tutti i sisemi economici: dare a tutti cio’ di cui tutti necessitano non richiede il lavoro di tutti, non piu’ e da parecchio tempo, ed in modo sempre piu’ grave. La politica, quella buona, deve porre limiti all’economia, alla cattiva economia. Ricordiamoci dei poveri , ricordiamoci degli esclusi, in tutte le sedi: un giorno ne risponderemo. 7


Antonio Vitti - 4 febbraio 2013

Antonio Vitti

Le macchine e la solidarieta’ sociale 8


Scrivendo qualche riflessione sull’evoluzione tecnologica e la disoccupazione (4 febbraio 2013) ebbi a dire piu' o meno: -Il progresso tecnologico e’ inarrestabile; -Il problema della produzione e della disponibilita' di beni e’ risolto ad abundantiam perche’ le capacita’ produttive nel mondo sono enormi e crescenti; -L'accesso alla propria parte di beni e servizi e' ordinariamente dato dal lavoro; -La disoccupazione troppo elevata crea un problema di distribuzione della ricchezza che il mondo produce; e’ un problema emergente, gravissimo, esplosivo, tanto che potrebbe portare a rivoluzioni interne agli stati ed a guerre fra gli stati. -Ma come cavolo si fa a dire ad un giovane che per lui non c’e’ possibilita’ di impiego, nonostante la preparazione universitaria posseduta? Non scherziamo, e’ un problema drammaticissimo!!!!!!!! -Ma c’e’ una qualche ipotesi di soluzione del problema posto, che cioe’ le macchine che nel tempo sono diventate sempre piu’ potenti hanno tolto lavoro, hanno creato un vero esercito di disoccupati?

Rileggendo quanto detto, cosa che faccio sempre, confermo tutto, anzi il tutto assume ai miei occhi una maggiore chiarezza. Riprendiamo il discorso; se mettiamo in assi cartesiani il tempo [t] in ascisse e la produzione complessiva [p] di beni e servizi possiamo immaginare che p e’ stata da 200 anni in qua ed e’ ancora e sempre piu’ una funzione crescente del tempo (ed il discorso vale anche per la produzione complessiva divisa per il numero di abitanti [n], chiamiamola produzione unitaria [pu]; difatti la 9


popolazione mondiale e’ cresciuta molto, ma la produzione complessiva e’ cresciuta molto di piu'). Possiamo dire che l’evoluzione tecnologica ha fatto aumentare la produzione complessiva di beni e servizi in such a way that: -C’e’ sovrabbondanza di produzione. -Scarseggia il lavoro. Sintesi delle sintesi: per dar da mangiare a mille persone non e' possibile che lavorino le persone attive relative alle mille persone, circa 500 capaci di lavorare, grosso modo: una parte delle 500 persone sara' disoccupata. L'aliquota dei disoccupati fra le 500 persone ha raggiunto livelli allarmanti (nel nostro Sud 40% di disoccupazione giovanile, drammatico, sono spinti in braccio alle mafie....). Nel tempo gli occupati in zone povere perche’ male amministrate, mal guidate, o fuori dai grandi commerci, saranno il 75% - sostenibile- , il 70 % problematico, il 60% esplosivo, di rottura. Ancora una sintesi : le machine di domani saranno piu’ potenti di quelle di oggi? Certamente si’. I disoccupati di domani saranno piu’ dei disoccupati di oggi? Certamente si’, se non.... Fermare il progresso ? Assurdo! Condannare il 35-40% della forza lavoro alla disperazione ed alla conseguente violenza?? Noooooo!!!!!, lo si puo’ evitare, lo si deve evitare. Una digressione. Esce un Nuovo Tornio, che sopporta carichi di lavoro superiori rispetto al precedente da cui deriva, diciamo del 20% ; la ditta che fa lavorare il Nuovo Tornio ne ha un guadagno secco, esclusivo: eppure al miglioramento della macchina hanno concorso molti 10


fattori, un sistema internazionale, inestricabilmente interconnesso, in termini sia sincronici (dell'oggi) che diacronici (dell'evoluzione storica), che parte dalle scuole, le quali sono tali per le sudate carte di innumerevoli generazioni di uomini che amavano la conoscenza delle leggi della natura; una ricchezza, la scienza, che sembra essere intrinsecamente votata alla diffusione gratuita erga omnes : il Nuovo Tornio come punto di approdo di un complessissimo processo di acquisizione progressiva di conoscenze tecnicoscientifiche: ma un drago apocalittico attende i frutti del Tornio Nuovo per egoismo puro…. Contestata la legittimita’ della logica d’impresa che cerca solo di massimizzare i propri risultati economici, non necessariamente dando un contributo positivo al bene comune, bisogna chiedersi cosa fare. Ancora una sintesi : i beni necessari a tutti ci sono, e ci sono con il lavoro di una sola parte della popolazione; detti beni sono prodotti da sistemi che fanno un fortissimo uso di “Nuovi Torni" , di "macchine” sempre piu’ potenti, frutti ultimi della nostra plurimillenaria civilta'. Le macchine sono figlie di culture e popoli interi, ed iperbolicamente ma non troppo, non solo di quelli che si votano alle scienze, ma anche coloro che in tutti i modi pensabili hanno indirettamente lavorato per il Nuovo Tornio. Il Nuovo Tornio appartiente all'Umanita' in toto, e' un Dono di Dio e frutto del lavoro di tutti. Il Nuovo Tornio e’ metafora dello stato delle conoscenze che partono dall’antichita’ classica ed arrivano ai grandi sistemi universitari odierni. ma , ahime`... a lorsignori i denari della extraproduttivita’ delle machine nuove, ai popoli interi i disoccupati, sottoprodotto dei sistemi economici mal governati o non governati dalla politica cattiva, per lo piu' in 11


mano a ciarlatani disonesti. Grillo??? … direi piuttosto “......e’ piu’ facile che un cammello entri nella cruna di un ago….". Antonio Vitti - 5 marzo 2013

Il secondo big bang

L'universo risorge e si rinnova 12


“querce di giustizia”, “piantagione del Signore”, […] “ricostruttori di rovine”, “restauratori di citta’ desolate” Non dimentichiamo questa parola: Dio mai si stanca di perdonarci, mai! Papa Francesco – Angelus di Domenica, 17 marzo 2013 In Lui, vincitore del peccato e della morte, Cristo ha vinto il male, e spetta a noi l’universo risorge e si rinnova, e l’uomo ritorna accogliere questa vittoria nella vita nella alle sorgenti della vita. società nella storia. Prefazio Messa celebrata da Papa Francesco in Papa Francesco nel Regina Coleli Laetare Piazza San Pietro, il 5 maggio 2013 del Lunedì dell’Angelo. Tu infatti ami tutte le cose che esistono Dal Cristo Risorto, primizia dell’Umanita’ e non provi disgusto per nessuna delle cose Nuova, […] e’ nato , come predisse il che hai creato; Profeta [Isaia 61] , il popolo dei “poveri” che se avessi odiato qualcosa, non l’avresti neppure hanno aperto il cuore al Vangelo, e sono formata. Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non diventati […] “querce di giustizia”, l’avessi voluta? “piantagione del Signore”, […] “ricostruttori Potrebbe conservarsi ciò che da te non fu di rovine”, “restauratori di citta’ desolate”, chiamato all’esistenza? “stimati da tutti come stirpe benedetta dal Tu sei indulgente con tutte le cose, perché sono Signore”. Cfr Is 61,3-4,9 tue, Benedetto XVI – La Gioia della Fede – pagg Signore, amante della vita. 57-58 Sapienza 11, 24-26

Trovo che le precedenti citazioni, e quanto avrei voluto capirle prima e meglio, siano di importanza totale, siano una espressione altissima di quanto ci sia dato di sapere circa la storia della salvezza nel suo maggiore contesto: l'universo, il creato; parola di Dio e parole della Chiesa, e parole di due grandi Pastori mossi dallo Spirito per donare la Buona Novella ai Poveri. L’universo risorge, Cristo ha vinto il male, l'Universo risorge e si rinnova, siamo diventati “ricostruttori di rovine” e “restauratori di citta’ desolate”: titoli meravigliosi, bellissimi.... ne siano rese Grazie all'Eterno.

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Dal Tesoro della Parola di Dio gioielli antichissimi e modernissimi di Verita’ di Bellezza, di Bonta’ di Giustizia, cose antiche e cose nuove; cose eterne e cose di oggi, presentate da anime grandi, vocate: da profeti amici e discepoli del Vincitore del male e della morte: da Apostoli di Nostro Signore Gesu' Cristo, Benedetto nei secoli e per l’Eternita’ Il Vincitore del male, del peccato e della morte partecipa la sua Vittoria all’Universo intero; In Lui , Tutto in Tutti, ogni cosa viene liberata dalla schiavitu’ nella quale gli esseri si erano autocondannati per aver voluto fare senza Dio:

le Creature

ribelli, nel negare la sorgente stessa della Vita, la Somma Sapienza ed il Primo Amore [Commedia] , negavano tutto, anche se’ stesse. Ma il Figlio di Dio, il Grande Principe della Pace,

inviato

dal Padre per liberare l’Universo, ha voluto

associarci alla sua Morte ed alla sua Resurrezione, alla sua Vittoria Definitiva. Siamo morti, siamo risorti e sediamo alla Destra di Dio in Cristo: cosi’ l’Apostolo nella Epistola agi Efesini [Ef 2, 4-6] Un Angelo reca un messaggio ad una Vergine, che partorisce un Bambino: il Figlio di Dio; un Uomo che e` anche Dio, Vero Uomo e Vero Dio, fonda il Regno dell'Amore, il Regno di Dio, un Regno che nasce piccolo e santo, come .... un granello di senape........

secondo il volere del Padre. Tutto comincia con due pescatori, poi

dodici persone semplici, poi un popolo, poi i Greci a rappresentare tutti i popoli. Ma gia’ all’inizio della Vita del Bambino avevano avuto parte attiva ed evidente una stella, un bue ed un asinello; e poi le palme dell’ingresso in Gerusalemme, ed il pane ed il vino, ed i monti, ed i mari inquieti che obbediscono a Lui , ed i pesci e gli uccelli di San Francesco, ai quali il poverello volle dare la Buona Novella in rappresentanza essi del mondo piu' umile … Egli e' interessato a tutte le Creature, tutte sono sue, le ama tutte: ce lo aveva gia’ spiegato secoli prima il Profeta nel libro della Sapienza. Uno sguardo alle condizioni ancora attuali del Creato ci fa capire quanto profonda fu la ferita che si apri’ con la ribellione: malattie, violenza, disperazione, orgoglio, infelicita’ …. Il dramma cosmico della caduta si propaga dal mondo angelico, 14


al mondo degli uomini, al resto del creato… nulla si salva dalle orribili conseguenze del peccato contro Dio. Si scatenano processi distruttivi ed autodistruttivi dalle dinamiche potenti, misteriose e paurose, processi che coinvolgono il Creato intero e tutte le Creature, pur se in gradi diversi di intensita’: malessere profondissimo, cosmico, invincibile con le sole forze proprie del Creato… difatti : “Senza di me non potete fare nulla”, chiarissimo. Una notte buia, tristissima, senza fine avvolge l’Universo, un pianto amaro, e sussulti d’ira… Ma Dio interviene : Maria (un granello di senape del Regno di Dio) , i Pastori, Ii pescatori, i dodici, la folla dei discepoli, Israele, i Greci che si rivolgono a Filippo,

e

Zaccheo, ed il Centurione, Lazzaro ed infine, in un mattino voluto da Dio, in un giardino molto piu' bello del Paradiso Terrestre, poche parole con Maria di Magdala: Maria... Rabbuni... : Dio ha vinto, Dio ha liberato l’Universo riconciliandolo con il Creatore. Con assoluta certezza, anche se nella storia la liberta’ si realizzera’ in un processo che comportera’ tempo: il Regno di Dio e’ come un granello di senape, cresce nel tempo ma parte da dimensioni minori….ma crescera’ , si propaghera’ … cuius Regni non erit finis. In Cristo l’Universo risorge e si rinnova…. Pensate : L’universo risorge; ora, se consideriamo che la Vita dopo la Resurrezione e’ totalmente libera dal male, che il Risorto ed i Risorti non moriranno piu’, viene in mente che il “flash”, ovvero l’evento istantaneo di Gesu’ che risorge e torna a nuova vita, associando alla sua Resurrezione tutto l’Universo,

e’ un nuovo “ Big Bang”: e’ l’inizio della Nuova

Creazione. Con la Resurrezione di Gesu’ Cristo tutto l’Universo risorge, e tutti gli uomini si riuniscono con quel Dio dal quale una immane tragedia li aveva separati. La Resurrezione e’ una seconda ed istantanea Creazione , un secondo big bang che nell’eternita’ e’ gia’

perfetto e nella nostra storia terrena

dispieghera’ I suoi effetti in una crescita continua, come il granello di senape.

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Progresso tecnologico e disoccupazione - 3 In precedenti considerazioni sul tema della disoccupazione avevamo parlato del progresso tecnologico, figlio del progresso scientifico, cioe’ delle accresciute conoscenze delle leggi che governano la natura, ed avevamo detto che esso progresso tecnologico e’: -Un processo attivo da sempre, fondato sulla sete di conoscenza dell’uomo; -Un processo al quale hanno contribuito tutti gli uomini, direttamente gli uomini di scienza, indirettamente tutti gli altri per aver creato le condizioni al contorno per la ricerca, ovvero semplicemente quali utenti di ritrovati della tecnica le cui osservazioni o la cui approvazione generano feed backs che interagiscono con il sistema di acquisizione delle conoscenze, per non parlare della ricerca finanziata dalla mano pubblica con i denari di coloro che pagano le tasse; -Un processo che consente all’umanita’ di soddisfare i suoi bisogni con i suoi ritrovati e con sempre meno persone dedicate (la macchina di oggi e’ meno potente di quella di domani, domani occorreranno meno operai/impiegati/dirigenti di oggi ); -Meno lavoratori a parita’ di prodotto sarebbe cosa buona in se', anzi e` cosa buona, se si considerasse l’extraproduttivita’ del sistema come appartenente a tutti, perche' figlia ultima nata di uno sforzo di ricerca della conoscenza delle leggi della natura che dura da sempre, una , se si vuole, interminabile sinfonia, che e` dono di Dio all’Umanita’ e frutto del lavoro di tutti gli uomini, e come tale dovrebbe beneficiare tutti; -L’extraproduttivita’ del sistema potrebbe portare tutti a lavorare meno; se poi si considerassero gli sprechi che sono sotto gli occhi di tutti, potremmo dire che, eliminate gli sprechi e lavorando meno ma tutti la qualita’ della vita migliorerebbe enormemente per tutti; 16


-Normalmente, mediamente, in USA si cambia l’automobile ogni tre anni ed il computer ogni due anni; prodotti costosi, importanti per la vita moderna di tutti, muoiono di obsolescenza perche’ il sistema economico cosi’ comanda. -Nonostante l’ “obsolescenza” che fa scartare oggetti ancora tecnicamente funzionanti, che di fatto determina un incremento artificioso dei beni necessari, i sistemi produttivi producono quanto necessario con un impiego sempre minore di lavoratori, espresso in termini di lavoratori impiegati/popolazione attiva; -I sistemi economico/produttivi generano quindi disoccupati, finora hanno generato disoccupati; -I sistemi produttivi potrebbero continuare a funzionare se, semplificando ma salvando il senso del discorso, si lavorasse tutti di meno, cosi’ facendo lavorare tutti, e se tutti guadagnassero di meno, soprattutto coloro che approfittano della debolezza della politica buona ("Se il sale non sala piu'....") per condizionare quella cattiva, cumulando ricchezze assurde, da incubo, quelle stesse che poi in larghissima parte mancano ai poveri; sì, lo sappiamo, “e’ piu’ facile che un cammello…”; sì, crediamo che un giorno potrebbero essere chiamati a rispondere; sì, lo crediamo, portano nella loro coscienza un'autocondanna, ancorche’ sepolta, zittita da mille diversivi, da stordimenti vari........ -“Una Chiesa povera, una Chiesa per i poveri”: cosi’ Francesco, così il nuovo Francesco di Roma: volesse il buon Dio che ce la faccia. -Gli sprechi sono contrari al nostro dovere di custodire la natura, che ci e` stata affidata perche’ noi ne vivessimo con rispetto, e perche’ la custodissimo, la curassimo, la difendessimo, l’amassimo. Gli sprechi per generare disoccupati e perche’ lorsignori accrescano le loro orride ricchezze (come fanno a non pensare al povero che bussa, anche 17


quando nel silenzio sembra non bussare: Matteo 25,41-42 ”Via lontano da me maledetti nel fuoco eterno… perche` ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare…” : e’ un imperativo assoluto aiutare chi e’ nel bisogno e puo’ essere aiutato, e’ un imperativo assoluto: la solidarieta’ sociale, se vogliamo chiamarla con una espressione asettica, non puo’ esaurirsi con il pagamento delle tasse, ma deve cominciare dopo il pagamento delle tasse: NON SI PUO’ ESSERE INSENSIBILI DAVANTI AI BAMBINI CHE MUOIONO DI FAME; NON SI PUO’ ESSERE INSENSIBILI DAVANTI AL 40% DI GIOVANI DISOCCUPATI; NON SI PUO’ ESSERE INSENSIBILI DAVANTI A COMUNITA’ MORENTI: NON SI PUO’ ESSERE INSENSIBILI DAVANTI A GESU’ CRISTO NASCOSTO NEL POVERO, CHIUNQUE ESSO POVERO SIA. Antonio Vitti - 18 marzo 2013

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Riflessioni su temi religiosi. Riflessioni su temi religiosi dallo scrivente esposte ad un Padre Domenicano, p. Angelo Bellon, in una e-mail e risposta ricevuta. Vincendo la ritrosia che mi accompagna quando devo parlare di me, e questo in quanto aborro l'autoreferenzialita', propongo le due lettere al sito come atto dovuto, dal momento che penso che il contenuto delle due note e` interessantissimo e considerato che ho un atteggiamento di sacro rispetto per i frequentatori di questo sito che mi induce a .... confidarmi. Se qualche amico volesse esprimermi le sue impressioni in merito alla materia esposta, in forma pubblicabile o privata a suo piacimento, sia benvenuto. Padre Angelo , su www.amicidomenicani.it risponde con grande sapienza ai quesiti che gli vengono posti in tema di religione.2-2-2013 ----------------------Da Padre Angelo Bellon, OP ad Antonio Vitti - 31 gennaio 2013 Caro Antonio, 1. certamente in noi c’è l’immagine della SS. Trinità. Sant’Agostino diceva che nella memoria siamo ad immagine del Padre, nell’intelletto ad immagine del Figlio, nella volontà ad immagine dello Spirito Santo. Per San Tommaso: nell’anima ad immagine del Padre, nell’intelletto ad immagine del Figlio, nella volontà ad immagine dello Spirito Santo. 2. In Cristo e nella Chiesa siamo tutti uno, membra del medesimo corpo, animati dal medesimo santo Spirito. Il bene che facciamo va a beneficio di tutti e il bene degli altri va a beneficio di ciascuno. 3. Gesù Cristo è nostro fratello maggiore, certo, ma è anzitutto capo del corpo, perché tutta la grazia che possiede la Chiesa deriva da lui, che ne è il capo, la testa: “Dalla sua pienezza noi tutti abbiano ricevuto, e grazia su grazia” (Gv 1,16). 4. Posso dire: Io sono Chiesa, perché la vita della Chiesa vive in me (in maniera partecipata), ma non posso dire: io sono la Chiesa. 5. Posso dire: Gesù vive in me. Questo l’aveva già detto San Paolo: “e non vivo più io, ma Cristo vive in me (Gal 2,20). 6. Per il resto ci sono delle intuizioni vere, ma col linguaggio è necessario essere cauti perché in teologia è facile dire cose non precise. Ti auguro di addentrarti sempre più nella teologia e con essa sempre più nel mistero di Dio e di Cristo, vita nostra. Ti saluto, ti ricordo al Signore e ti benedico. Padre Angelo ps. l'altro ieri abbiamo ricordato solennemente San Tommaso. Nella mia omelia sono risuonate diverse volte Montecassino, Aquino, Roccasecca.

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Parole antitetiche e sinonimi Amore e verità si incontreranno, giustizia e pace si baceranno. Verità germoglierà dalla terra e giustizia si affaccerà dal cielo. Sl 84,11-12 Vergine Madre/ Figlia del tuo Figlio/ Umile ed Alta piu’ che creatura. Divina commedia-Paradiso Canto 33.mo ….. parole antitetiche su questa terra ma che sono sinonimi nei cieli…. Borges

el discorso che Papa Benedetto avrebbe dovuto pronunciare all’Universita’ di Roma veniva, fra l’altro, sviluppato il tema del rapporto e dell’accordo fra Verita’ e Carita’, quindi fra Sapienza e Carita’; il tema e’ lo stesso dell’Enciclica Charitas in Veritate. Quello che io ho capito dalle parole del Papa, come al solito affascinanti, parole che poi sono quelle dalla Tradizione forse espresse un po’ piu’ direttamente e chiaramente, con un perfetto uso del linguaggio dei nostri tempi, e’ che essendo in Dio in sommo grado la Carita’ e la Sapienza, nell’uomo, simile a Dio per volere di Dio, queste due virtu’ vanno insieme e d’accordo, con livelli di intensita’ tali quali sono resi possibili dall’intensita’ del rapporto che l’Uomo ha con Dio. Piu’ esplicitamente se l’Uomo e’ in amicizia con Dio nella sua anima fioriscono le virtu’, tutte le virtu’ ed in particolare la Sapienza o Verita’ e la Carita’ o Bonta’. Il tema e’ generalizzabile dicendo che tutto cio’ che e’ proprio di Dio, nell’uomo puo’ essere solo da Dio, ovvero molte virtu’, o meglio tutte le virtu’, ancorche’ possano comportare un merito, in realta’ sono solo un dono di Dio, un 20


dono che deve essere comunque accettato e coltivato con grande rispetto; “forzando” a fin di bene direi che i Nomi delle Virtu’ sono per qualche verso i Nomi di Dio: cosi’ e’ sicuramente per l’Amore, che secondo l’Apostolo Giovanni e’ uno appunto dei nomi di Dio. Un corollario immediato : chi si allontana da Dio vede indebolirsi ed al limite dissolversi le sue virtu’ ed al loro posto vede nascere la malapianta del vizio, dell’errore, del peccato. Ovvero: il rifiuto di Dio reca con se’ il dissolversi dei doni di Dio. Per quanto possa sembrare di sapore integralistico l’uomo che non e’ in buon rapporto con Dio non riesce ad essere buono, ad amare la verita’ a praticare la giustizia, a rapportarsi con Amore ad ogni altra creatura come dovrebbe e senza eccezioni, senza distinzioni. Non esiste una bonta’ atea, cosi’ come non esiste una verita’ atea o una giustizia atea, perche’ bonta, verita’, giustizia sono primariamente attributi divini e solo in quanto tali sono partecipati all’uomo. Amare tutti, con intensita’ illimitata, inesorabilmente, implacabilmente? Si, questo e’ il Comandamento, non ci sono dubbi, questa e` la Volonta’ di Dio. Ma anche….? Sì, anche chi secondo la giustizia umana ha commesso crimini gravissimi deve essere amato dai discepoli di Gesu’ Cristo. Ma sembra ci si pari davanti uno scoglio, la Giustizia esige che chiunque commetta colpe gravi debba espiare, debba pagare, debba riparare…. Ma la Carita’ non incontra muri o confini o limiti, deve essere per tutti, indipendentemente da meriti o da colpe, che peraltro generalmente sono intrecciati in modo inestricabile: chi e’ senza colpa? La liturgia ci insegna che tutti dobbiamo dire …”prega per noi peccatori “ o “ ho molto peccato …per mia grandissima colpa…”…. Tutti dobbiamo recitare , tutti dobbiamo credere di aver molto peccato… nemmeno i grandi Santi sono stati esonerati dal pronunciare …” ho molto peccato…. per mia grandissima colpa” … anche Padre Pio … anche Papa Woytila.

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Giustizia e Carita’ sembrerebbero difficilmente accordabili, quasi antitetiche, ma ci soccorrono la Parola di Dio e la grande letteratura: Amore e Verità si incontreranno, Giustizia e Pace si baceranno; in Dio chi ha meritato e’ stata Vergine e Madre, e’ stata Umile ed Alta , e’ stata Figlia del Figlio … Borges cosi’ sintetizza : parole che “giuso intra i mortali” sono antitetiche, o sembrano antitetiche, lassu’ sono in perfetto accordo, sono sinonimi: la Giustizia e la Carita’, la Verita’ e la Pace convivranno in perfettissimo divino accordo. Come? Non lo sappiamo bene … ma sappiamo che niente e’ impossibile a Dio. Sappiamo invece benissimo che quando la ricerca della giustizia ha voluto prescindere da Dio, il solito funesto errore di voler escludere Dio!!, per esempio la ricerca della “giustizia sociale” di regimi vari, e’ stata dimenticata la carita’ e sono venuti fuori i campi di concentramento, il crimine : la giustizia si accorda con la carita’ e con la verita’ solo se l’uomo cerca ed accetta l’ispirazione di Dio. Senza Dio e’ impossible essere buoni; senza Dio e’ impossibile essere giusti… senza Dio e’ impossibile essere sapienti ….. : ”Senza di me non potete fare nulla” dice il Maestro, ed e’ Vero perche’ lo dice il Maestro, ma ne abbiamo purtroppo tante prove, giorno per giorno … a iosa, … sembra che il mondo abbia perso il ben dell’intelletto, in realta’ e’ il solito errore funestissimo di voler fare da se’ , di voler escludere Dio dalla nostra vita. In un giorno pieno di luce vedremo che i nomi di Virtu’ che potrebbero dirsi difficilmente accordabili, o che potrebbero apparire antitetici,

nei cieli sono sono perfettamente compatibili e coesistenti in sommo

grado: in forza delle superiori Leggi dell’Amore. Antonio Vitti 19 luglio 2012

Il passato 22


…comincio’ a trasformarsi in passato… L. Tolstoj – Guerra e pace Ma quelle cose ormai sono finite per sempre . Ibidem Inspiegabilmente, per lo meno all’apparenza, si viene quasi “ aspirati” da una forza antica ed irresistibile, e così ha inizio la trasformazione di se stessi in un misterioso passato: misterioso non pauroso, e forse anche un po’ attraente. Cosi’ il grande Tolstoj. Un altro grande scrittore piu’ crudamente disse che la morte non e’ un cambiamento di stato improvviso ed istantaneo ma un processo che richiede tempo, che inizia dal poco e si espande, conquista gradatamente nuovi spazi sotttaendoli alla vita. Ci credereste? La propria trasformazione graduale in passato e’ quanto ho avvertito serenamente ma gelidamente nella mia anima, questa estate ad agosto, in quelle settimane dalle quali ci si potrebbe attendere delle conferme, ci si potrebbe attendere che la propria relazione con il mondo di origine “s’infuturi”, come di cosa fatta, di conquista stabile …. Rendersi conto che ormai quel mondo arcano e spirituale, incarnato e nei giorni e negli ambienti, nelle persone e nei paesaggi di sempre, quel mondo che da’ forma esteriore alla propria spiritualita’, come estensione del proprio corpo e dominio della propria anima, ci diventa gradatamente estraneo, ci respinge: e’ un po’ iniziare quel processo che gradatamente conduce a morte. Credevo che dopo decenni di coinvolgimento nella vita del mio paese la mia relazione con Settefrati fosse stabile, non in discussione, ed invece sento che sto tornando verso un passato misterioso, anche se per certi versi un pochino seducente, pur vedendo ridursi gli spazi di vita e di accettazione della mia persona. So’ bene che siamo “servi inutili “ e che e’ un buon segno saperlo, perche’ forse la sensazione di essere servi inutili passa per il dovere compiuto: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare.” Lc 17, 10 ; così il Maestro : siamo servi inutili, lo sò, e’ inutile insistere. Mi pare di averne le prove: le battaglie nelle quali ho combattuto in prima linea, hanno perso tutta la loro importanza, non voglio nemmeno menzionarle, non sembrano interessare piu’ nessuno, e puo’ occorrere che un giovanotto del luogo mi manchi di riguardo, e che nessuno capisca il mio dolore, perche’ tutti sanno che io sono ormai divenuto il passato, come se la vita fosse fuggita da me. 23


Da chi si rifugia uno che come me sta diventando “passato” ? Da Tolstoj, metafora della grande letteratura, delle grandi verita, della sapienza e della bellezza vere, da Tolstoj per esempio e certamente, dal grande russo. D’altra parte bassezze, volgarita’, prepotenza, esibizionismo e violenza hanno inquinato il mio paese rendendo impossibile ad una persona sensibile ai modi, al bello e alla decenza, la frequentazione di quelli che da ora potremmo indicare come gli ex luoghi dell’anima, per non correre il rischio di essere feriti da morsi avvelenati. I luoghi cambiano e, come le persone, possono cedere terreno al male ed alla decadenza. Anche gli imperi possono crollare, anzi normalmente crollano, così i paesi: anche per loro non vi sono acquisizioni certe e tutto puo’ recedere: un tempo la selva divenne giardino, ma in questi tristi tempi il giardino sta ridiventando selva oscura. Per fortuna siamo in pieno processo di ritorno al passato, ad un passato virginale, innocente, del quale abbiamo sempre avuto nostalgia, che ora ci viene incontro dolce ed inesorabile. Il passato, nel quale gradatamente entriamo, ci sottragga dal domino del dolore che incombe sul mondo. Antonio Vitti - 9 settembre 2012

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Commento a “Pensierini in liberta’” di Enrica Maria Venturini. “Amare Settefrati è sempre più difficile. La mancanza di qualsiasi prospettiva è mortificante ed avvilente. Le parole dei nostri politici sono come papaveri rossi a bordo di strade che non portano da nessuna parte.” E.M. Venturini Raramente ci era capitato di leggere una sintesi cosi’ addolorata, cosi’ calma, cosi’ realistica e cosi’ triste della situazione settefratese. L’avvilente mancanza di ogni prospettiva, leggasi la mancanza di posti di lavoro, e’ problema antico, e’ il problema che ha determinato un’emigrazione devastante; questo problema ha radici profonde, e’ un problema di natura culturale (se ci fosse in giro molta cultura imprenditoriale non saremmo a questo punto, e questa e’ una fondamentale indicazione per ogni tentativo di soluzione del problema), che sembra, purtroppo, sia stato rimosso, non se ne parla, o per lo meno non se ne parla a sufficienza e fattivamente. Intanto, e solo ... pergessiu’ ... pergessiu’.... al solito. Da sempre colui che scrive ha amato le tradizioni religiose e festaiole del paese, amato concretamente e per qualche anno vi ha lavorato e vorrebbe vederle sempre splendide, piu’ di quanto gia’ lo siano, ma le feste non possono bastare; piu’ o meno le stesse cose si potrebbero dire della costruzione di infrastrutture, utili ma non sufficienti, assolutamente non sufficienti, neanche esse possono bastare. Ma a parte il fatto che il problema dei posti di lavoro, che esclusivamente di questo si tratta, e’ problema ben noto e, realisticamente, anche un po’ scontato in un paese lontano dai traffici, lontano dai grandi centri, con un territorio non certo ottimale per attivita’ agricole (che al momento sono comunque in difficolta’ un po’ ovunque), nell’attuale frangente di crisi economica generale ed internazionale il problema della ”mancanza di qualsiasi prospettiva” e` diventato veramente drammatico e bisogna svegliarsi prima che il male progredisca ulteriormente, completando la sua opera devastatrice. Eppure ....... non sta succedendo nulla, assolutamente nulla: zero. A proposito di religione e problemi sociali. E’ mandatorio il darsi da fare, “il peccato” gravissimo da evitare e’ l’omissione dell’aiuto al mondo del bisogno: non ho titoli di alcun genere, ma posso ricordarlo anche io: “ Avevo fame,... avevo sete, ....ero malato, ...ero carcerato...” significa sostanzialmente “...avevo bisogno...” e “ Benedetti, mi avete aiutato...” o “ Via maledetti da me, non mi avete aiutato....” . Terribile, anche se le Scritture sono un unum, e come tali andrebbero sempre viste, cioe' ogni brano nel contesto generale di tutte le Scritture, comunque Matteo 25, 34-45 ci impone, con l’autorita’ di Dio stesso, di agire per aiutare chi e’ nel bisogno, bisogno di ogni genere (affamato, assetato, malato, carcerato, e .. perche’ no? .. giovane disoccupato). E’ bene ricordare a noi stessi che e` un terribile dovere in questo brutto momento aiutare i giovani a trovare posti di lavoro. E’ un dovere terribile, e saremo giudicati per quanto avremo fatto, e soprattutto per quanto non avremo fatto !!! Non scherziamo facendo finta di credere se le tante feste riescono bene tutto e’ OK: non e’ cosi’, anche se le feste hanno una loro importanza. 20 Feste di Canneto altrettante di S.Antonio, S.Lucia, S. Michele, festa della mamma, del papa' di Halloween, di 25


carnevale e chi piu' ne ha piu' ne metta, ma nessun convegno sulla possibilita’ di intraprendere qualche iniziativa in campo socioeconomico: cosi’ non va!!! Enrica, forse perche’ ho un figlio giovane io capisco il tuo sfogo, eccome se lo capisco. (C’e’ una immagine che mi perseguita: mentre il Titanic lentamente affondava, c’era un’orchestrina che suonava perdutamente e venivano accesi fuochi artificiali... bellissimi quali si convengono a chi sta per morire... ). Antonio Vitti - 17 maggio 2012

We will never forget: facciamo qualcosa per Capodacqua

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Mefite, Maria La sorgente del Melfa e` secca e recintata da ben 54 anni. Un tempio della Dea Mefite semidistrutto giace li', nel sottosuolo del posto piu' sacro della Valle di Canneto, a pochi metri di profondita'. Difficile ma non impossibile provare a sanare, per lo meno parzialmente lo scempio di Capodacqua. Perche' non ci proviamo? Il Monastero di Montecassino sorge nello stesso luogo dove anticamente era un tempio di Apollo; le Sibille - Sibilla Eritrea, Sibilla Persica, Sibilla Libica, Sibilla Cumana, Sibilla Delfica - della Cappella Sistina, immortalate da Michelangelo, furono profetesse del Cristo che doveva venire a salvare il mondo. In tante luoghi la Croce fu piantata dove era venerata una divinita’ pagana da parte di popolazioni certamente dal cuore “inquieto”, come ci dice S. Agostino, per la inestinguibile sete di Dio che e` elemento costitutivo dell’Uomo e del resto del Creato. Popolazioni inquiete, ma non “ingannate e mal disposte”. Absit iniura verbis : e’ lecito dissentire dal padre Dante quando ci parla, per bocca di San Benedetto, di gente ingannata e mal disposta riferendosi ai frequentatori del tempio di Apollo di Montecassino, cosi’ come si potrebbe dire che coloro che veneravano Mefite a Canneto erano persone che cercavano il divino, anche se esso non era ancora stato rivelato appieno; non erano cioe’ necessariamente ingannati e maldisposti i predecessori degli attuali pellegrini di Canneto, ne’ coloro che cercavano Apollo a Montecassino. E’ per questo che quando parliamo della Dea Mefite forse ne parliamo con rispetto, lo stesso rispetto dovuto a personaggi come di un mitico e tutto nostro “antico testamento”, il rispetto dovuto a chi annuncia, a chi precorre. A Canneto si incrociano sentieri dello spirito millenari che continuano ad essere ancora battuti….: il papa piu’ celebre, piu’ amato della storia recente, ed uno dei piu’ amati di sempre, ha visitato i luoghi gia’ di Mefite e poi e definitivamente di Maria, della precorritrice Sannita e della Gran Madre di Dio. Nel girovagare in internet ci siamo imbattuti in una foto della lapide che gli amici pellegrini di Pizzone hanno apposto a Fonte Chiarillo a ricordo di papa Woytila e del suo umile gesto di bere, dalla Fonte Chiarillo, o di Sicar verrebbe da dire, o dal pozzo di Giacobbe, servendosi di un barattolino che aveva contenuto carne in scatola, raccolto da terra e lavato. Notiamo en passant che gli amici di Pizzone sono molto piu’ sensibili di quelli di… meglio non far nomi, meglio lasciar stare…. Se come dice l’Apostolo la Creazione attende l’annuncio della Redenzione dai Figli di Dio, ci sono consequenzialmente luoghi della terra irredenti, della nostra terra in sofferenza che attendono la Resurrezione che ci sara’: uno di questi luoghi di dolore ha il nome a noi carissimo di Capodacqua. E’ luogo sacro perche` scelto da Mefite e da Maria, luogo dell’antica religiosita’ dei nostri antenati e della nuova ed eterna religiosita’ nostra, la religiosita’ dell’Uomo Dio, Figlio di Dio e Figlio di Maria. Un luogo sacro, modello anticipatore di altri luoghi della Vergine: l’acqua, la pastorella, la richiesta dell’edificazione di una chiesa, tutte cose che furono a Canneto e che solo mille e piu’ anni dopo furono a Lourdes, a Fatima, a Medjugorie. Capodacqua, luogo Sacro e Crocifisso il cui nome e’ per noi settefratesi, in patria o “in esilio”, una dolorosa presenza, un doloroso ricordo, una ferita aperta. 27


Perche’ diciamo Crocifisso? Potremmo asserire senza tema di errore che le vicende di Capodacqua nel 1958-59 furono una catastrofe per la natura per la storia per la religione del luogo: per la civilta’ nostra. Ricordiamo che per captare le acque del Melfa fu messa a secco e recintata la sorgente del fiume, fu casualmente ed inaspettatamente scoperto e semidistrutto un tempio sotterrato della Dea Mefite, furono canalizzati, come peggio non si potrebbe, i miseri resti del fiume delle Stellucce della Madonna. Sciagura nostra e solo nostra, grave, gravissima, difficilmente sanabile: lagrime solo nostre. E nel cuore della disgrazia, come nella sospetta tranquillita' dell’occhio di un ciclone, vi e` una sorta di “rimozione”, concetto che nell’accezione corrente, mutuata dalla psicologia, significa far finta che qualcosa non sia, non sia mai stata, proibito parlarne, perche’ e’ dolorosa, e/o perche’ e’ una sconfitta, una vergogna, una disgrazia orribile. L’Unita’ d’Italia comporto’ secondo Pino Aprile da centomila ad un milione di morti? Troppo stridente ammetterlo soprattutto in clima da libro Cuore, clima di marmellata rancida, per cui quasi tutti si sono comportati come se i morti non ci fossero mai stati: Marzabotto lo conoscono tutti, Casalduni pochi, ma Casalduni e’ piu’ grave di Marzabotto .. ed allora .. : rimozione. Le foibe: non se ne parlava affatto, poi se ne e` parlato solo per credere di poter dire che se ne e` parlato, una sorta di dare un po’ per poi poter dire infinite volte “abbiamo gia’ dato”… di fatto rimozione anche per le foibe. Capodacqua e` stata rimossa dalla storia recente di Settefrati, nessuno piu’ (o quasi) ne parla, i piu’ anziani si pongono sulla difensiva e non ne parlano mai molto volentieri, i piu’ giovani non ne sanno nulla o ne sanno molto poco e comunque non fanno nulla: cosi’ come non c’era posto per loro nell’albergo… cosi’ non c’e’ posto per Capodacqua su nessun ….. Facebook. Ma e` tempo di rimuovere la rimozione, e non e` un gioco di parole. Si consideri che la presenza di monete fra i reperti di Capodacqua ci dice che fu un improvviso seppellimento quello del tempio della nostra Dea, non un lento degrado, il che fa pensare, mutatis mutandis, ad una micro Pompei, colta da morte improvvisa: un piccolo e preziono sito archeologico, benche’ sfregiato dai barbari ammantati di modernita’ mal digerita, attende la liberazione. E un fiume sacro distrutto da lorsignori senza coscienza (squescienziete....), in una palude di ignavia; un fiume sacro distrutto per motivi tecnici assolutamente discutibili e senza un minimo di riguardo per l'altissima dignita’ del luogo …. Ma nessuno ne vuol piu’ parlare. Capodacqua, Cuore di Canneto per la religione, per la storia e per la natura, sfregiato da incivili sedicenti uomini di progresso e tutti a tacere …. in un silenzio che sa’ di morte. Ma c’e’ una evidente relazione fra lo scempio di Capodacqua ed il nostro silenzio; e l’acqua del Melfa tornera’ a sgorgare libera solo quando l’acqua della nostra anima tornera’ a sgorgare libera, quando avremo rimosso la rimozione. Avevamo gia’ avuto modo di suggerire dalle pagine del sito www.settefrati.net di apporre una lapide che dica e ricordi al pellegrino, al turista, all’uomo civile di passaggio che Capodacqua e` il luogo piu’ sacro della Valle: per la presenza documentata di un Tempietto della Dea Mefite precorritrice della Madonna, per l’Apparizione della Vergine Benedetta alla Pastorella Silvana, e per un antico fiume il cui Nome era Melfa, che era un Fiume Libero che cantava da secoli arcane preci, che insieme alle acque donava stelline d’oro, e che e’ tuttora prigioniero dell’inferno che nel 1958 colpì Capodacqua. Perche’ non ci uniamo, perche` non ci mettiamo tutti insieme, Comune, Santuario, Parrocchie, Pro Loco, Comitato Festa di Canneto, Parco Nazionale d’Abruzzo, FAI, Pellegrini di Pizzone, e degli altri paesi per dire e ricordare a tutti, a ciascuno e a noi stessi che c’e’ una Leggenda Ferita 28


a morte, c’e’ un Fiume Prigioniero di potenze infernali, c’e’ un Sito Archeologico che dobbiamo aiutare a riscattarsi dall'infamia subita in un’ora delle tenebre, in un anno horribilis, che colpi’ cosi duramente perche’ si trattava di cose dello spirito, si trattava di cose di Dio ? Perche` non uniamo le nostre forze per un tentativo di ridare dignita’, rispetto ed amore a quell’angolo di Paradiso il cui nome e` Capodacqua, colpito a morte da mano empia nel 1958? Ci vuol cosi tanto per iniziare il salvataggio di Capodacqua partendo da una lapide? Io penso che si possa fare, che ci siano energie sufficienti. Antonio Vitti - 17 maggio 2012

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Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,….

La Creazione attende con impazienza…… La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità - non per suo volere, ma per volere di colui che l'ha sottomessa - e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. (Rom 18, 19-21) Con il peccato originale la creazione e’ entrata nello stesso stato di sofferenza del genere umano. Il peccato e’ corruzione che si propaga a danno di tutto e di tutti. Ogni singolo peccato ha effetto negativo non solo su chi lo commette, ma sull’intera creazione, salvo la colpa individuale. Ogni preghiera ed ogni atto d’Amore eleva il creato, cioe’ la Chiesa , la natura, il cosmo, tutte le creature, verso Dio, principio e fine di tutte le cose, pur permanendo il merito individuale. San Paolo nella lettera ai Romani ci dice che la creazione “ attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio”; che essa e’ sottomessa alla caducita’, che spera di essere liberata dalla schiavitu’ della corruzione per entrare nella liberta’ dei figli di Dio. La caducita’, ammantata di mistero finche` si voglia e’ certamente intervenuta dopo la Creazione, e percio’ in ogni creatura c’e’ nostalgia della purezza primigenia, del passeggiare con Dio in un giardino che non ci appartiene piu’, ma nel quale l’infinta Misericordia ci reintrodurra’, per i meriti di Gesu’ Cristo e del Suo Corpo Mistico. C’e’ un parallelismo evidentissimo fra le vicende degli uomini e quelle del resto del creato: sono, siamo, nella caducita’ io, gli uomini e tutto cio’ che e` stato creato da Dio; lo siamo per causa del peccato, i cui effetti hanno coinvolto pesantemente tutto e tutti; il ripristino del beato stato primigenio, ovvero la salvezza dalla caducita’, si chiama Cristo Redentore: il Tutto in Tutti. Ogni peccato degrada l’uomo, e questo lo sapevamo, ma ogni peccato degrada ogni altra creatura e tutta la Creazione, o il creato o il cosmo che dir si voglia, ed a questo non si e` molto riflettuto, o piu’ esplicitamente, io non lo avevo ben capito, non lo sapevo bene... Ma, al contrario, ogni preghiera, ogni atto gradito a Dio , secondo Carita’ e Verita’, innalza l’uomo ed il cosmo verso Dio Altissimo. Ci sarebbe quindi una solidarieta’ universale una compartecipazione di tutti al bene ed al male dell’Universo, del Cosmo, o, meglio, della Creazione, fermi restando i meriti ed i demeriti della singola persona che prega o che pecca. L’offesa che potrei fare a Dio o ad un fratello impoverirebbe il Creato, ma un atto gradito a Dio lo arricchirebbe. Questa solidarieta’ universale sembrerebbe una sorta di lettura estrapolata del desiderio di Cristo “…ut unum sint”, che ad una prima lettura pare destinato ai soli discepoli, successivamente agli altri uomini, “ut unum sint” che e` estrema sintesi del desiderio di Cristo che andava volontariamente incontro alla morte per amore.

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Il desiderio e la preghiera per l’unita’ di Cristo parrebbe estendersi verso uno sconfinamento dal Corpo Mistico verso l’illimite, verso tutte le creature, tutte comunque e certamente amate dall’Eterno di Amore Infinito: Il Dio che ha creato ama tutte le sue creature. La storia della salvezza … nella notte in cui Cielo e Terra si sono unite, in un’umile grotta, metaforicamente forse il cuore di ogni uomo, molte creature non umane hanno partecipato al coro, alle nenie tenerissime per la gioia di un Bambino Speciale che veniva fra noi: c’era un bue ed un asinello, c’erano delle pecore, c’erano degli angeli, c’era la musica, c’erano le stelle; ancora un asinello per la fuga in Egitto, ancora un altro per l’ingresso a Gerusalemme, dove c’erano anche le palme . E c’e’ il pane ed il vino ad essere trasformato nel Corpo di Nostro Signore…. Altre creature oltre gli angeli e gli uomini a partecipare all’affascinantissima storia della salvezza che si interseca in modo inestricabile con la storia della Vita. Della vita ordinaria: l’aria , l’acqua, le energie gravitazionali od elettromagnetiche, i vegetali, i pesci, tutti gli altri animali , tutto, niente escluso di cio’ che esiste, a configurare un sistema dalle intedipendenze cosi’ fitte, cosi’ complesse, cosi’ necessarie, da indurre a dire che il Creato e’ Uno e che conseguentemente vi e’ compartecipazione di ogni essere alla vita di ogni altro essere e di tutti gli esseri. Se la mia povera preghiera giovera’, anche fosse solo in modo infinitesimo, alle piante, agli animali ed alle stelle, la mia preghiera sara’ un pochino piu’ felice, mi sentiro’ non piu’ tanto solo, e la speculare consapevolezza che anche le stelle e gli animali domestici e le mie care montagne possano desiderare anche il mio bene mi sara’ cara per il resto dei miei giorni. Il Beato Francesco ha scritto una delle pagine piu’ alte della storia universale: Laudato sie, mi' Signore cum tucte le Tue creature,… Porsi in coro di preghiera con tutte le creature; nessuna, nessuna esclusa.

Porsi in Antonio Vitti – 8 marzo 2012

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Antonio Vitti

Brevi riflessioni Propongo alcune brevi riflessioni su temi che mi appassionano e che, credo, possano appassionare molti. Non pretendo di aver detto cose vere, le mie cose potrebbero non essere nemmeno verosimili, e serenamente mi sottopongo volentieri al giudizio di chi le leggera'. Un denominatore comune in tutte le mie brevi riflessioni forse c'e': un minimo di capacita' di leggere il reale senza gli "occhiali della televisione", cioe' senza condividere, per inedia, i giudizi sommari, quasi sempre ideologici, spesso menzogneri, qualche volta ridicoli di coloro che vogliono comandare le nostre menti, per traghettarle verso obiettivi sconosciuti, ma che ispirano un'istintiva repulsione.

Kindle Ricordo, circa trentacinque anni orsono, lavoravo a Roma in un’industria di elettronica professionale molto quotata, e , per ragioni di lavoro e di interesse personale, mi tenevo informato sulle novita’ tecnologiche. Usci’ il primo compact disk, tecnologia di lettura a raggi laser; alle velocita’ di un fulmine con alcuni colleghi facemmo subito i conti: quella memoria avrebbe potuto contenere alcune centinaia di libri, se ne sarebbero avvantaggiati tutti i paesini e le contrade che fino ad allora erano privi di una biblioteca degna di questo nome. Una chiara ipotesi di applicazione socialmente utilissima di un dispositivo nuovo, una opportunita’ immensa che si offriva per la cultura in genere, e , ed a me stava ancora piu’ a cuore, per l’educazione, per la formazione di individui e comunita’ per questi rispetti marginalizzate da secoli, o da sempre. La Philips in quel periodo lancio’ sul mercato un sistema di lettura e scrittura di una memoria in modo wireless, ed anche li’ non ci volle molto per capire che le applicazioni sarebbero state tantissime: una fra tante gli EZ Pass delle automobili in ingresso/uscita nei caselli autostradali. Ma in elettronica come forse in nessun’altra attivita’ umana i progressi, per lo meno in tempi brevi e medi, sono dirompenti ed in trentacinque anni quanto ricordavo che ci provoco’ gioia e meraviglia si e’ ingigantito: ultima sorpresa per me che non lavoro piu’ da tempo nell’elettronica: una memoria non piu’ grande dell’unghia del mio mignolo di ben 32 Gbites, che potrebbe contenere almeno 50.000 libri, dico 50.000 libri in un’unghia, appesa ad un portachiavi……. strabiliante, strabiliante. Il desiderio di avere tanti libri, sempre con se’, le memorie sempre piu’ potenti, i displays nitidissimi … ecco un oggetto bellissimo che nasce…(ormai da qualche anno)… il suo nome e’ Kindle. Sono al terzo esemplare: i primi due Amazon, il terzo un tablet della Samsung, Galaxy II, ma quest’ultimo e’ un vero computerino, con il sistema operativo Android. Le prestazioni del mio tablet sono tutte interessanti, per esempio posso leggere le e-mail quando sono in 32


giro, per la citta’, o sedendo ai gradini della scalinata della chiesa di Settefrati, a navigare come fanno tanti giovani in agosto; tutto molto utile, ..... ma avere in tasca 550 libri e’ gioia purissima. In era pre-Kindle non avrei mai comprato 20 romanzi russi – fra Tolstoj, Dostojevsky, Cechov, Bulgakov - non avrei mai comprato le opera maggiori di Sant’Agostino – in gioventu’ avevo letto Le Confessioni, ora ho in tasca De Trinitale, Soliloqui, La citta di Dio, Le Confessioni, una miriade di opere minori... - ed ho tutti i sommi della letteratura francese, inglese, americana, spagnola. Ed ho anche molti trattati tecnici: informatica, termodinamica, … , ho persino La Summa Theologica di San Tommaso, che e’ in quanto a mole, una vera enciclopedia, che non leggero’ mai, ma che portero’ sempre con me. Come portero’ sempre con me : Camilleri, Baricco; Tolstoj, Dostoevskij, Puskin, Cechov; Heminghway, Dickens, Dumas, Stendhal, Flaubert, Tolkien; Leopardi, Pascoli, Manzoni, Carducci, Dante Petrarca, Boccaccio , Cecco Angiolieri, Cielo d’Alcamo; Machiavelli, Guicciardini; Bibbia, Vangeli, Encicliche varie; Pavese , Calvino, Joyce; Shakespeare, Hugo, Goethe, De Dervantes; Marquez e Borges il mio autore preferito in questo periodo…; e tanti altri….

Clima Se ne parla da molto, di variazioni climatiche, le cui conseguenze piu’ evidenti sono lo scioglimento progressivo dei ghiacciai ai poli e le piogge anomale, fortissime, disastrose, che dall’estremo oriente, al Centro America, dall’Europa al Nord America seminano lutti e devastazioni. Certamente la nostra epoca non ha molta memoria, e naturalmente non la ha degli eventi che hanno percosso la terra nel passato: una sorta di rimozione generalizzata, la parola d'ordine e' "dimentica". Ma non basta affacciarsi al Colle? Il fosso che dalla Valle di Portella arriva a Rosanisco e’ stato scavato dall’acqua, o meglio da piogge violentissime verosimilmente, intensissime, tanto intense che i terreni andavano in liquefazione, la loro struttura collassava ed un torrente di fango e pietre ed arbusti ed alberi scendeva dai monti e scavava quei fossati che ora vediamo con gli occhi, fossati la cui presenza non ci e' piu’ di monito come dovrebbe. Personalmente, confesso, sono stato sempre un po’ scettico su questo problema dei cambiamenti climatici, ma ascoltate: …. era un 21 agosto, pomeriggio, di pochi anni fa a Settefrati: un temporale di una tale violenza non lo avevo mai visto: vento ed acqua … i platani del Colle sembrava dovessero sradicarsi da un momento all’altro … capii in un attimo che le variazioni climatiche non sono una sciocchezza, che il problema c’e’, e’ reale, e’ grave. Cosa fare? Costruire tenendo conto di quanto sta avvenendo: localizzare le nuove costruzioni dove non vi sono segni benche’ remoti di possibili alluvioni, recuperando un modo nostro di leggere il territorio (e’ un caso che a Ponte Melfa non c’erano case ed ora c’e’ una citta’ ? E prima o poi? Naturalmente, corna facendo, speriamo bene….). Questo per le heavy rains . Per l’aumento di temperature che dovrebbe essere di pochissimi gradi (2-3°C) direi che non dovrebbe portare a grossi guai, e che portera’ anche benefici (agricoltura, energia). 33


Globalizzazione Un mercato mondiale di tutte le merci, ovvero la globalizzazione di tutti i mercati, ovvero tutti i mercati a confluire in un unico mega mercato, prevalentemente basato, per la presentazione delle offerte e per le transazioni, sulle nuove tecniche e tecnologie di comunicazione. Coloro che hanno fatto delle scienze un feticcio non dubitano che quella della globalizzazione dei mercati sia una via unica, da percorrere irreversibilmente, e che anche il solo proporre barriere, calmierazioni, dazi, sia un peccato grave di lesa maesta’. Ma e’ veramente cosi’ certo che la globalizzazione dei mercati sia in se’ un bene sempre, incondizionatamente? Siamo veramente certi che le attuali gravi difficolta’ di mezzo mondo non abbiano come concausa primaria la troppo in fretta accettata ed osannata globalizzazione dei mercati? Provo a riflettere se ci riesco; se propongo al mercato globale un mio prodotto o servizio e se nel produrlo sono stato il piu’ bravo, talche` il rapporto qualita’ prezzo di quanto propongo e’ maggiore dell'analogo parametro delle merci di tutti i miei concorrenti, io vincero’ su tutto il fronte ma tutti gli altri perderanno senza scampo. Sembrerebbe che per ogni prodotto o servizio vinca uno solo e tutti gli altri falliscano. Il discorso contiene delle forzature, delle semplificazioni, perche’ vi sono ritardi, viscosita’ di comportamenti, disinformazione, irrazionalita' varie, ma sostanzialmente mi sembra che il discorso fili; esempio banale: se i fagioli olandesi costassero meno dei faglioli prodotti in ogni altro paese del mondo il mondo intero sarebbe indotto a manfgiare fagioli olandesi , non fa una piega …. Ma degli altri produttori di fagioli che ne sarebbe ???? Paradossalmente: se un paese fosse in una ipotetica graduatoria mondiale sistematicamente al secondo posto in termini di efficacia produttiva, per tutte le merci e servizi, ebbene questo paese un tempo sarebbe stato uo dei piu’ ricchi del mondo con la globalizzazione e’ uno dei piu’ poveri , non vince nulla perche’ e’ sempre secondo e nei mercati globali i secondi perdono. 19 novembre 2012 Antonio Vitti

Papa Giovanni, Papa Wojtyla Di solo pochi orsono l’annuncio che entro l’anno I Beati Papa Giovanni XXIII e Papa Giovanni Paolo II saranno proclamati santi, saranno “canonizzati”. Si tratta di due figure diverse per tante cose ma accomunate da una grande Fede in Cristo ed Amore per Cristo, Fede ed Amore che fondano la loro dedizione alla Chiesa, Luogo dove Dio e l’Uomo convivono in Cristo Gesu’ , Nostro Signore. Due ricordi. Primo. Ero un giovane studente ad Isola del Liri, avevo solo 14 anni, e frequentavo l’Istituto Tecnico Industriale. Era l’11 novembre 1962, son passati 34


51 anni!!! Era il giorno della solenne apertura del Concilio Ecumenico voluto da Papa Roncalli. A sera era prevista una fiaccolata notturna verso San Pietro. Da Isola partiva un pulman e, con il consenso di uno degli organizzatori che conoscevo, della CISL, mi aggregai alla comitiva, verso Roma. Una serata memorabile, una di quelle in cui il Cielo sembra avvicinarsi alla la Terra, quella in cui Papa Giovanni pronuncio’ il famoso, storico “Discorso della Luna”. Percepii che qualche cosa di grande stava accadendo, ed io c’ero : “Quando tornate a casa fate una carezza ai vostri bambini e dite loro: questa e’ la carezza del Papa”. La carezza del papa ai bambini , segno dell’Amore Infinito di Dio per le sue Creature, Amore che va sempre ricordato, sempre annunciato, sempre celebrato, quintessenza del messaggio del Sacrosanto Evangelo, del Regno di Dio: Dio ci ama di Amore Grande, di Amore Infinito, Dio mi ama di Amore infinito, Dio ti ama di Amore infinito; e cinquantuno anni dopo un altro grande Papa, Papa Francesco spieghera’: ”Dio perdona sempre, ricordatevi questa parola, Dio perdona sempre”. Secondo. 1984. Per quello che ancora ritengo un evento inspiegabile ed imprevisto, accettato con direi lievita’, da alcuni mesi ero Sindaco di Settefrati, il sempre adorato mio paesello nativo. Ci fu un terremoto diciamo di media gravita’ e fu difficile gestirlo : l’emergenza, la progettazione dei restauri…. Un invito insolito per me, andare in udienza dal papa alla sala Nervi o sala Paolo Sesto, con le insigne del paese, una sciarpa tricolore che a quell tempo si portava avvolta intorno alla vita, sopra la giacca. Andai. C’erano altri due Sindaci, se non ricordo male Alvito e Campoli. Don Antonio Sacchetti che guidava un bel gruppo di settefratesi si dava da fare avanti ed indietro per cercare di far avvicinare la sua gente al Papa. Noi Sindaci (mi vien quasi da ridere) eravamo in primissima fila e, dopo la parte ufficiale dell’udienza, il papa, il Grande Papa, il Papa Santo, venne verso di noi e si intrattenne brevemente con ciascuno. A me il Papa chiese : “Di quale paese sei? “. La mia risposta non pote’ essere il nome dolce del paese mio, che amero’ per l’eternita’ perche’ un groppo alla gola mi impedì di parlare; il Pontefice se ne accorse e mi dono’ uno di quei suoi sorrisi che sono possibili solo ad un Uomo di Dio, un sorriso il cui ricordo mi ha sempre dato conforto; il Santo mi prese poi le mani , le sue due si strinsero con le mie per uno o due secondi. Ancora oggi, e sono passati 28 anni, sono vinto dalla commozione. E pensare che ancora non sapevo che Papa Wojtyla era gia' stato alla nostra Canneto, la Valle della Madonna Nostra. Cascata Giovanni Paolo II. La risposta di Settefrati all’esigenza di rammentare a tutti che il Santo Papa era stato da noi, nelle montagne nostre e della Madonna, fu una risposta ben calibrata ben fatta. Ricordiamo che questo sito se ne fece promotore insieme ad altri settefratesi ed agli amministratori comunali del tempo. Alcuni non furono d’accordo, vien da dire che non 35


saranno mai d’accordo coloro per I quali vige il principio che “Non e’ mia iniziativa ed allora non vale niente”. Speriamo che il Nuovo Santo, che scelse la nostra terra per un breve riposo, nel Cielo dove vive in Compagnia di Dio, si ricordi di Settefrati e di Canneto e rechi il suo aiuto in questo periodo di grandi necessita’. Un pensierino finale. Papa Francesco mi sembra un altro gigante della storia della Chiesa: una Chiesa che Lui vuole povera e per I poveri. Son convintissimo che Egli fara’ un gran bene all’Umanita’ con il suo additare la Poverta’ come valore, Madonna Poverta’; una riconsiderazione quella della Poverta’ che ci fara’ riflettere sulla nevrotica, assurda corsa ai beni materiali, beni che se non sono Segni di Amore, e lo sono sempre meno, sono solo pietre, così come ci dice Papa Benedetto. La vera ricchezza di un uomo e’ la consapevolezza che Dio e’ Amore, che ci Ama. Il resto non conta. Un Amore che, così ha voluto l’Altissimo, deve essere annunciato all’intera Creazione: di volta in volta con “Una carezza ai bambini” o con un "sorriso dolcissimo", o con altri mezzi, altri segni, ma sempre, preferibilmente, con semplicita'. Giovanni, Giovanni Paolo: due grandi doni dell’Onnipotente al mondo . 9 luglio 2013

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In Lui sussistono tutte le cose Antonio Vitti Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. Col 1 , 15-17 « Rallegriamoci, rendiamo grazie a Dio, non soltanto perché ci ha fatti diventare cristiani, ma perché ci ha fatto diventare Cristo stesso. Vi rendete conto, fratelli, di quale grazia ci ha fatto Dio, donandoci Cristo come Capo? Esultate, gioite, siamo divenuti Cristo. Se egli è il Capo, noi siamo le membra: siamo un uomo completo, egli e noi. [...] Pienezza di Cristo: il Capo e le membra. Qual è la Testa, e quali sono le membra? Cristo e la Chiesa ». Sant'Agostino, In Iohannis evangelium tractatus, 21, 8 Il mistero di Cristo e’ grande, e nella ricerca della Verita’, vitale che si resti saldamente ancorati alla Carita’ , ci si imbatte in Parole che nel mentre gettano luce sulla figura del Signore lasciano attoniti, con il fiato sospeso , con il cuore palpitante, come al dispiegarsi di panorami desiderati, agognati, grandiosi…... -Siamo diventati Cristo [con il Battesimo] , cosi Sant’Agostino -In Lui [in Cristo ] sussistono tutte le cose . San Paolo La nostra vita e’ come quella dei tralci, che non hanno vita propria ma la ricevono dalla Vite [da Cristo] ; come tutte le cose “sussistiamo” in Cristo; d’altra parte, con diverse parole e' stato autorevolmente detto che abbiamo l’essere per partecipazione dall’Essere per essenza. Google, e per essere piu’ sicuri il vecchio Zingarelli : sussistere = avere esistenza reale; avere attuale esistenza; nel nostro caso : “tutte le cose, visibili ed invisibili, hanno esistenza reale in Gesu Cristo, come I tralci hanno vita dalla vite”. -Siamo Cristo: Unita’ nel Corpo mistico -Siamo in Cristo: persone eguali e distinte, individualita’, inconfondibili eppure legate, confluenti, parte di un Essere Superiore il cui nome e’ Cristo. Si direbbe che vi possa essere analogia con : “Il Verbo era presso Dio ed il Verbo era Dio”, o, ancora con gli attributi Trinitari della Unita’ e Pluralita’. Addentrarsi in discorsi complessi e difficili e’ pericoloso, pericolo di errore, ma “Se non parlerete Voi parleranno le Pietre”, cosi’ dice il Signore. Continuando nel rischio di errare diciamo che sono, che siamo Cristo, che siamo in Cristo. Chi?

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I battezzati, certamente. Ma se il Battesimo di desiderio e’ battesimo e lo e’ , e se desiderio e’ un invincible moto dell’animo verso il Sommo Bene Crocifisso e Risorto allora I confini della Chiesa si allargano a comprendere tutti gli uomini ed ecco la Cattolicita’ riemergere. Cioe’ tutte le Creature amano il proprio unico Creatore e pertanto entrano a far parte del Corpo Mistico con il loro desiderio che e’ Battesimo vero. 37


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Solo gli uomini? I prudenti si fermino, ma gli imprudenti (a fin di bene, per scuotere un minimo di riflessione), , quelli come me si chiedono : perche’ San Francesco predicava agli uccelli e Sant’Antonio ai pesci, se il Regno di Dio, che e’ il Corpo Mistico , che e’ Gesu’ e’ riservato solo igli uomini perche’ perdere tempo? San Francesco predicava agli uccelli e Sant’Antonio ai pesci perche’ la Buona Novella riguarda anche loro. Un altro Francesco non Monaco ad Assisi ma Vescoco a Roma ci ha detto: “L’universo risorge “, ovvero la Resurrezione di Cristo ha inglobato gli uomini e tutto cio’ che e’ stato fatto per mezzo di Lui: cioe’ tutto. Tutto in Tutti Il Vescovo Francesco ci ha detto ancora: “Ricordatevi questa paroloa: Dio perdona sempre” : grande , grandissimo : non mi faro’ rubare questa parola . Antonio Vitti - 18 luglio 2013

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Disoccupazione e progresso tecnologico-2 […]

il sistema d’impresa si dimostrera’ incapace di controllare la disoccupazione, destinata a farsi sempre piu’ cronica per via del progresso tecnologico, e incapace di mantenere un sano equilibrio tra la produzione e il potere d’acquisto delle persone. 1948 - Einstein- Pensieri, idee , opinioni- pag 146. Grandi tascabili economici Newton. Un argomento, quello della disoccupazione, arrivato al parossismo. Einstein , una delle piu’ grandi menti di tutti I tempi per la fisica, ma non solo, profetizzo’ i nostri tempi nel lontano 1948. La sua capacita’ d’analisi e’ stupefacente, la sua capacita di sintesi e di espressione lo e’ altrettanto; aborre le chiacchiere e scopre infallibilmente gli errori di qualsiasi discorso. Possiamo dar credito alle sue asserzioni, perche’ e’ un genio e perche’ e’ un uomo buono, a giudicare da quanto dice nei suoi scritti non scientifici. Presentiamo due diagrammi per poterci ragionasre sopra (fonte ISTAT):

-dall’Unita’ d’Italia al 2001: Agricoltura dal 72 % al 5 % Industria dal 12% al 35% Terziario dal 15% al 60%

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Alcune considerazioni. E’ stata gia’ consumata uno sconvolgimento epocale della struttura del lavoro, in Italia cosi’ come in tutte le nazioni piu’ progredite. Il motore degli spostamenti di centinaia di milioni di persone (se ci si riferisce a tutto il mondo) e’ stato il progresso tecnologico che ha rovesciato ogni schema precedente ed ha affrancato molta parte del mondo dalla fame e dall’ignoranza, e di cio’ non e’ possibile avere dubbi: l’agricoltura dei paesi piu’ civilizzati, se ha problemi, li ha solo di sovrapproduzione (in Italia con il 2.8 % della forza lavoro l’agricoltura non sta poi tanto male – olio, vino, frutti….). Se si pensa alla rivoluzione delle comunicazioni, all’accesso alla conoscenza di ogni tipo , alla salute, al tempo libero c’e’ solo da dire che il progresso tecnologico e’ stata una vera benedizione di Dio. Ma tutti vediamo che non tutto va per il verso giusto, anzi….. Disoccupazione, squilibri economici crescenti all’interno delle singole nazioni e fra le nazioni, con conseguenti tensioni sociali all’interno delle nazioni e tensioni politiche fra le nazioni. Delle disparita’ sociali che si stanno cumulando viene voglia di pronunciare una sola parola: vergogna… ma e’ inutile… lorsignori non provano vergogna. Chissa'... :i braccianti sotto occupati della Basilicata o i giovani che nel Sud in genere vengono spinti in braccio alla mafia, magari con tanto di laurea, chissa’ cosa pensano di 10 milioni di euro al mese di “alimenti” all’ex coniuge…. o delle tante “barche” da 30 metri … o delle suite da 10.000 euro/notte; ti sei laureato? Call center o niente : se ti va bene 1.000 – 1.200 euro al mese…. c’e’ tanta di quella benzina nell’aria che bastera’ un innesco e sara’ il caos… il temporale si aggira per ora sull’Egeo.…. Einstein , e siamo nel 1948, aveva gia’ capito ...

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ed aveva scritto : [...] la disoccupazione si fa sempre piu’ cronica per via del progresso tecnologico……. Semplificando il quadro da tutto cio’ che e’ inessenziale, secondario, accidentale od accessorio si potrebbe ancora dire che: i tempi attuali vedono un sistema produttivo di beni e servizi tale che nella storia non c’e’ nulla ad esso nemmeno lontanamente paragonabile… fra trattori e concimi – leggi progresso tecnologico applicato all’agricoltura – fra automobili , televisori, frigoriferi, computers , aerei, treni, auto , smart phones, internet, strumenti di diagnostica medica e farmaci, e vestiti, scarpe, abitazioni, vacanze .. abbiamo configurato un mondo che in quanto a capacita’ di produrre e’ sbalorditivo. Beninteso, in quanto a capacita’ di produrre. Ma in quanto a capacita' di distribuire fa veramentre schifo ed indurra' alla ribellione se non si porranno rimedi. Ponendo al centro del discorso quasi esclusivamente gli interessi della cosiddetta libera impresa stiamo portando il mondo sull'orlo di un abisso. In USA ci sono piu’ milionari che poveri; e dei poveri a meta’ della popolazione, o quasi, non importa gran che', ed in una recente campagna elettorale uno dei candidati alla presidenza difendeva le tasche dei ricchi che vedeva minaccialte dall’altro candidato che non escludeva un aumento delle tasse a coloro che avevano redditi superiori a 250.000$/anno. Il progresso tecnologico genera ricchezza per le "libere imprese" ma genera disoccupati, ma di questo la libera impresa se ne frega, Ora come si puo essere sereni quando si dispone di cifre assurde (decine , centinaia di milioni di euro o dollari) , quando per cose assurde come gli “alimenti” .... Sul tavolo ci sono beni che basterebbero a tutti ad abundantiam, ma lorsignori ne prendono (legalmente, ma evidentemente si tratta di leggi illegali!, perche anche le leggi possono essere illegali, e lo sono quando si pongono in contrasto con la Costituzione delle Costituzioni, cioe' con il comandamento dell'Amore!) quello che a loro non servira’ mai, ma che manchera’ alle tavole di tanti poveri, i fratelli piu' piccoli di Gesu'. Papa Francesco Sia Benedetto da Dio Papa Francesco quando dice che non vorrebbe vedere preti con automobile nuove o peggio, lussuose, veramente ben detto. Ma bisognerebbe estendere il concetto a tutti i cristiani, anche perche’, dopotutto, non partecipiamo forse tutti del sacerdozio universale di Cristo? Ah, la pace che spira dalla Regola dove si da’ al Monaco benedettino la misura di quanto gli occorre, quasi a sottintedere, a postulare, a sancire che l’abbondanza dei beni materiali nuoce allo spirito….. madama Poverta’ …… Globalizzazione Se sei bravo a coltivare cipolle tutti compreranno da te; ed i coltivatori di cipolle meno bravi, che hanno maggiori costi di produzione? Sono fregati. Tutti I secondi classificati soccombono, mentre un tempo vincevano e vi pare una cosa ragionevole? La carne dall’Argentina, le automobile dal Giappone, I computer dagli USA (fatti in Cina); semplificando al solito, ma cercando comunque di salvare il discorso, se non primeggi in nulla sei fregato. E questo vale sia a livello individuale, che a livello delle imprese o degli stati. Se la disoccupazione arrivasse al 30% il 70% sarebbe ancora occupato e questo garantirebbe comunque a tutti gli "iperdotati" un lavoro. Domanda: a quelli “normodotati” o a quelli 41


"sottodotati" meno che sorte riserviamo? Parliamo giustamente male di ogni discriminazione, ma dei ragazzi meno belli, non troppo svegli, o molto timidi cosa si ha intenzione di fare? Salario di cittadinanza. Lo sviluppo della previsione di Einstein , che nel 1948, ci avverti' che i disoccupati sarebbero cresciuti e che i sistemi produttivi non potevano far fronte alla disoccupazione, ovvero che per far fronte ai bisogni, per esempio, di 1.000 persone avrebbero richiesto nel tempo un numero di lavoratori inferiori alle circa 500 persone/lavoratori (massimo per 1.000 abitanti) e via via decrescente. E’ evidente che e’ cosi, inesorabilmente. Un trattore fra 20 anni sara’ piu’ potente di quello di oggi, supponiamo del 25 % : significa che la categoria dei “trattoristi” si assottigliera’ del 25%. Cosi’ in tutti i settori . L'agricoltura diventa industria.... Per reggersi sul mercato, nicchie varie a parte, e' necessario che l'impresa agricola sia gestita come una vera industria, in tutti i sensi. Controllo qualita', investimenti, marketing, ricerca: c'e' piu' tecnologia in una serra olandese che in tante fabbriche di meccanica ordinaria. Le macchine per calibrare le mele sono macchine abbastanza complesse; quelle per pulire il riso (eliminando i chicchi anomali) sono molto complesse. Se l'agricoltura, in questo incubo infernale che e' diventato il mercato, non si adegua e non si scrolla di dosso l'impostazione ancestrale, che sta diventando un alibi , vinceranno coloro che studieranno, investiranno, miglioreranno; e non e' vero che il prodotto familiare ancestrale sia necessariamente migliore di quello industriale, ed in ogni vaso certe scelte non sono piu' compatibili con la vita moderna. Il fatto che l'impresa agricola richiede e richiedera' ancora di piu' una forte cultura imprenditoriale, aggravera' ulteriormante il divario fra Nord e Sud. Anche quest'ultimo e' un processo in atto, drammaticamente. Bisogni fittizi Sara’ una considerazione banale ma vi pare logico che ogni tre anni si cambi l’automobile? Io per esempio lo faccio da molti anni. Gia’ quando la mia auto e’ “vecchia” di due anni cominciano a martellarmi con offerte tali che il nuovo e’ per me piu’ conveniente del vecchio , ed io opto per il nuovo. Sono bisogni fittizi, per far lavorare le imprese, ma non si troveranno soluzioni equilibrate in questo modo. Chiaramente c’e’ qualcosa di irragionevole in tutto cio’. Ricordate quando si riparavano I televisori, o ancor prima gli orologi ? Buttare roba che ancora funziona e’ cosa di tutti I giorni. E cio’ nonostante il sistema non regge piu’; certo chi puo’ cambia tutto spesso verso il nuovo, ma intanto cresce il numero dei disoccupati , quei disoccupati che presto o tardi presenteranno il conto. Troppi ricchi e troppo ricchi. La capitalizzazione di borsa in USA e’ di circa 16.000 miliardi di $ , piu o meno eguale al PIL . Questa ricchezza e’ anonima , ed e’ sottoposta a dinamiche terrificanti : quando gli va bene uno forte in borsa guadagna in un giorno quello che noi comuni mortali non vedremo mai, e quello che i poveri , non osano neppure sognare… Beppe Grillo 42


Durante l’ultma campagna elettorale ha fatto una proposta, quella che ha volute chiamare del salario di cittadinanza. Ogni persona che potrebbe lavorare ma non trova lavoro secondo Grillo dovrebbe essere aiutato a vivere con un salario decoroso. Capisco che chi lavora debba guadagnare di piu’ rispetto a chi , anche se nolente non lavora, no question about. Ma sul quanto di piu’ e sulla serieta’ nel continuare a cercare lavoro bisognera’ mostrare tutta la saggezza di cui sapremo essere capaci. I soldi dove li prendiamo? Avete presente gli “alimenti”, cioe’ i ricchi sfondati e svergognati passano oltre, coloro che si nascondono nell'anonimato delle borse? Sono li e da li bisognera’ prenderli; non ci sono alternative. Antonio Vitti 25 luglio 2013

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Scrittivari  

Antonio Vitti Scritti vari gia' pubblicati su settefrati.net

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