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MENSILE - aNNo VI

LUGLIo 2010 3,90 (Italia)

n. 53

VIaGGIaNDo.TV

FAVOLE ITALIANE

KHAJURAHO Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 – LO/MI

Erotismo e misticismo nel cuore dell’India

Taormina Positano

SIRIA Le magiche suggestioni di un Paese senza tempo

COSTA RICA Sulla Cordigliera del Tilaran per vivere la Rivoluzione Verde

CUBA Ritmi calienti per animi indomiti

FRANCIA Houseboat... navigare è facile

VIP In Argentina con Roy Paci

Polinesia sei pronto a vivere il sogno?


SOMMARIO | LUGLIO 2010 |

NUMERO 53

GRANDI ITINERARI

4

34. Polinesia il paradiso in terra

78. Costa Rica la Rivoluzione Verde

Nelle isole sinonimo di bellezza, sogno e solitudine, dove imparare l’arte di essere felici in armonia con la natura

Tra la comunità quacchera di Monteverde, per scoprire una delle ultime foreste tropicali originarie del Mesoamerica

48. Siria da scoprire

88. Norvegia da Bergen a Capo Nord

Antiche città si susseguono nel polveroso deserto di questo Paese ricco di cultura, tradizioni e gastronomia

Un’avventura tra fiordi dai panorami indimenticabili e cittadine colorate dalle radicate tradizioni

58. Khajuraho il Kamasutra di pietra

100. Houseboat navigare stando in casa

Le sculture erotiche da sempre incantano i visitatori, ma pochi sanno che nascondono segreti ancora irrisolti

Navigare sul fiume è per tutti! Dalla Camargue alla Languedoc alla scoperta ogni giorno di una località diversa

68. Cuba il caimano dei Caraibi

108. Taormina di mare e di storia

Il fascino di un’isola che sa unire a spiagge incontaminate e panorami da sogno una cultura profonda e un popolo fiero

La perla dello Ionio continua a irretire il cuore e la fantasia di chiunque passi in questo luogo di grande bellezza e charme

| VIAGGIANDO


MENSILE - aNNo VI

LUGLIo 2010 3,90

NUMERO 53

n. 53

VIaGGIaNDo.TV

FAVOLE ITALIANE

KHAJURAHO

Erotismo e misticismo nel cuore dell’India

Taormina Positano

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 – LO/MI

In copertina: Polinesia foto di Vittorio Giannella

SOMMARIO | LUGLIO 2010 |

SIRIA Le magiche suggestioni di un paese senza tempo

COSTA RICA Sulla Cordigliera del Tilaran per vivere la Rivoluzione Verde

CUBA Ritmi calienti per animi indomiti

FRANCIA

132. Weekend Europa

Houseboat... navigare è facile

VIP In Argentina con Roy Paci

Tre giorni nelle più belle città d’Europa

Polinesia sei pronto a vivere il sogno?

8. News Notizie dal mondo

26. V.I.P. Roy Paci

136. Viaggiando con gusto

Il mondo visto dagli occhi dei personaggi dell’arte e dello spettacolo

Moravia: la tradizione del vino

Fatti strani ma incredibilmente veri!

12. Giramondo

116. Borghi d’Italia

140. Tendenze Viaggi

Dog Bark Park Inn, un albergo... cane

La “gemma della divina costiera” è il luogo ideale per una fuga d’amore

Natura, avventura, storia, archeologia, gusto, sport

122. Racconti d’estate

142. Tendenze Benessere

Viaggio in Scozia. Un naturalista nelle selvagge isole Shetland

Viaggi all’insegna del piacere nelle più belle Spa d’Italia e del mondo

16. Agenda & eventi

130. Weekend Italia

144. Libri & recensioni

Arte, musica, cinema, folclore, fiere. Idee e occasioni per viaggiare

Pillole estive di viaggio tra sport, mare, Vip e isole da sogno

Da mettere in valigia per viaggiare anche con la mente

10. Curiosità

14. Ultime da... Napoli. Tutte le novità dalle città del mondo per essere sempre aggiornati

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| VIAGGIANDO


MENSILE - aNNo VI

LUGLIo 2010 3,90

NUMERO 53

n. 53

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FAVOLE ITALIANE

KHAJURAHO

Erotismo e misticismo nel cuore dell’India

Taormina Positano

Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 – LO/MI

In copertina: Polinesia foto di Vittorio Giannella

SOMMARIO | LUGLIO 2010 |

SIRIA Le magiche suggestioni di un paese senza tempo

COSTA RICA Sulla Cordigliera del Tilaran per vivere la Rivoluzione Verde

CUBA Ritmi calienti per animi indomiti

FRANCIA

132. Weekend Europa

Houseboat... navigare è facile

VIP In Argentina con Roy Paci

Tre giorni nelle più belle città d’Europa

Polinesia sei pronto a vivere il sogno?

8. News Notizie dal mondo

26. V.I.P. Roy Paci

136. Viaggiando con gusto

Il mondo visto dagli occhi dei personaggi dell’arte e dello spettacolo

Moravia: la tradizione del vino

Fatti strani ma incredibilmente veri!

12. Giramondo

116. Borghi d’Italia

140. Tendenze Viaggi

Dog Bark Park Inn, un albergo... cane

La “gemma della divina costiera” è il luogo ideale per una fuga d’amore

Natura, avventura, storia, archeologia, gusto, sport

122. Racconti d’estate

142. Tendenze Benessere

Viaggio in Scozia. Un naturalista nelle selvagge isole Shetland

Viaggi all’insegna del piacere nelle più belle Spa d’Italia e del mondo

16. Agenda & eventi

130. Weekend Italia

144. Libri & recensioni

Arte, musica, cinema, folclore, fiere. Idee e occasioni per viaggiare

Pillole estive di viaggio tra sport, mare, Vip e isole da sogno

Da mettere in valigia per viaggiare anche con la mente

10. Curiosità

14. Ultime da... Napoli. Tutte le novità dalle città del mondo per essere sempre aggiornati

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| VIAGGIANDO


EDITORIALE | viaggiando.tv “Una ragione per cui i Cro Magnon uscirono indenni dall’ultima glaciazione all’epoca in cui vissero è che la popolazione era scarsissima ciò che permise degli adattamenti rapidi ai cambiamenti climatici. Soprattutto non avevano strade, aeroporti, linee telefoniche e altre infrastrutture estremamente vulnerabili nel caso di un evento climatico serio.” Guido Visconti, Clima estremo

Ogni giorno nuovi disastri geologici, climatici, politici ed economici imperversano sul nostro pianeta. Nasce preoccupazione e ci si chiede come cambierà il mondo nel prossimo futuro e quanta responsabilità ha l’essere umano in tutto questo. Immaginare come sarà tra venti anni o cento ci fa sentire come novelli Jules Verne nell’atto di scrivere Dalla Terra alla Luna o Ventimila leghe sotto i mari. E allora anche una foto scattata in un luogo in tempi non sospetti assume il significato di una testimonianza importante sul “come eravamo”. A noi questo fa nascere ancora più impellente la voglia di viaggiare, di conoscere le diverse realtà prima che scompaiano o mutino in qualcosa di nuovo. Essere nella “Storia” che silenziosa plasma il qui ed ora e ciò che sarà. Far parte come attore e comparsa di un copione inconosciuto che ha

come palcoscenico l’intero globo. E allora è meglio cogliere l’occasione per poter ammirare i paradisi perduti che ancora possono farci fare sogni in rosa, come i mitici atolli della Polinesia, le verdi alture della cordigliera del Costa Rica, i fiordi suggestivi della Norvegia. O immortalare il passato in luoghi come Khajuraho, in India, o in Siria dove le testimonianze architettoniche e artistiche sanno ancora parlare di antichi popoli e antiche dottrine. Questo numero è ricchissimo di reportage, rubriche e proposte di viaggio che portano lontano o più vicino per soddisfare le esigenze di ciascuno di voi. Arte, cultura, gastronomia, divertimento e natura... per essere sempre più “cittadini della terra” e sempre meno infarciti di pregiudizi. Perché viaggiare è uno dei modi più belli e diretti per imparare a pensare con la propria testa... Buona lettura! Patrizia Bertolotti

PRIMO PIANO CATASTROFI NATURALI: COME LIMITARNE LE CONSEGUENZE? «Gli eventi catastrofici sono difficilmente prevedibili, ma limitarne le conseguenze e assicurarne i danni è possibile». È stato questo il tema del convegno organizzato lo scorso maggio all’Aquila, non casualmente, dall’Unione Europea Assicuratori (Uea), istituto di ricerca e promozione di cultura assicurativa, che per l’occasione ha permesso a istituzioni, esperti e assicuratori italiani e stranieri di confrontarsi sul tema, che non potrebbe essere di più drammatica attualità

in un Paese come il nostro, dove il 70 per cento dei comuni si trova in zone ad alto rischio sismico. Il tema della sicurezza dalle catastrofi naturali, comunque, non riguarda soltanto l’Italia, come ha dimostrato la nube di ceneri scaturita dal vulcano nei pressi del ghiacciaio Eyjafjallajokull, che ha bloccato per settimane gli aeroporti di mezza Europa causando danni ingenti. «Vorremmo lanciare all’Aquila un osservatorio permanente nel campo della prevenzione e della tutela sui

grandi rischi - ha dichiarato Elio Pugliese, presidente dell’Uea - nel quale avviare un confronto tra esperti, imprese, cittadini e assicuratori». Di sicuro c’è che va fatto qualcosa per diminuire i rischi in queste situazioni. VIAGGIANDO |

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REPORTAGE | OCEANIA | POLINESIA FRANCESE

POLINESIA

Il paradiso in terra Nelle isole sinonimo di bellezza, sogno e solitudine, dove imparare l’arte di essere felici testo e foto di Vittorio Giannella


REPORTAGE | OCEANIA | POLINESIA FRANCESE

POLINESIA

Il paradiso in terra Nelle isole sinonimo di bellezza, sogno e solitudine, dove imparare l’arte di essere felici testo e foto di Vittorio Giannella


REPORTAGE | ASIA | SIRIA

SIRIA

da scoprire Città antiche come la storia dell’uomo si susseguono nel polveroso deserto di questo sorprendente Paese ricco di cultura, tradizioni e gastronomia testo e foto di Pasquale Sorrentino

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| VIAGGIANDO

L

a leggenda vuole che, quando Maometto passò per Damasco nel suo viaggio di ritorno alla Mecca, si rifiutò di entrare in città con queste parole: «Nel Paradiso si può entrare una sola volta, ed è nel momento della morte». Il fascino che il Profeta avvertiva per l’attuale capitale della Siria è lo stesso che continua ad attrarre viaggiatori e pellegrini ogni anno, dopo più di 15 secoli. I visitatori possono toccare con mano la tranquillità del Paese, soprattutto la cordialità e la disponibilità della gente comune. Ed è proprio l’atteggiamento positivo delle persone che colpisce chi si reca in questi luoghi: i sorrisi, anche di molte donne velate, che non si negano all’obiettivo dei fotografi come spesso succede in altri Paesi arabi. In Siria la convivenza dei musulmani con i cristiani esiste da sempre. Molti musulmani benestanti mandano i propri figli alle scuole cristiane, come hanno fatto i genitori della giovane moglie del presidente Bashar Assad. Aldilà, quindi, dei luoghi comuni che etichettano negativamente un Paese, la Siria è una nazione aperta alla modernizzazione e tollerante, ma che conserva allo stesso tempo le sue tradizioni arabe. La prima impressione che offre l’antica città di Damasco è un po’ deludente. All’arrivo la città appare come un’enorme accozzaglia di edifici grigi e ampi viali rumorosi e intasati dal traffico. Tuttavia, una volta entrati nel centro storico, si aprirà davanti agli occhi lo spettacolo della vera Damasco, con i suoi bazar, i palazzi d’epoca, i cortili ombreggiati e i piccoli caffè. Vi consigliamo di iniziare la visita dal quartiere cristiano, che si può raggiungere attraverso la Bab al-sharqi (Porta d’Oriente), una delle porte della città più antica, costruita in epoca romana. Fino a poco tempo fa alla città vecchia di Damasco, divisa nei quartieri cristiano, ebraico e islamico, si accedeva attraverso 13 porte. Oggi, sebbene la maggior parte di esse non esistano più, alcune resistono ancora, soprattutto nella zona nord della città: la Bab al-Faraj (Porta della Gioia), la Bab al-Faradis (Porta del Paradiso), la Bab al-Salam (Porta della Pace) e la Bab Touma (Porta di Tommaso). Nel quartiere cristiano c’è un’atmosfera più rilassata rispetto al resto della città e alcune delle visite più interessanti sono la cappella di Anania e il palazzo Nassan. Se si desidera una birra, sappiate che questa è l’unica area della citVIAGGIANDO |

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REPORTAGE | ASIA | SIRIA

SIRIA

da scoprire Città antiche come la storia dell’uomo si susseguono nel polveroso deserto di questo sorprendente Paese ricco di cultura, tradizioni e gastronomia testo e foto di Pasquale Sorrentino

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a leggenda vuole che, quando Maometto passò per Damasco nel suo viaggio di ritorno alla Mecca, si rifiutò di entrare in città con queste parole: «Nel Paradiso si può entrare una sola volta, ed è nel momento della morte». Il fascino che il Profeta avvertiva per l’attuale capitale della Siria è lo stesso che continua ad attrarre viaggiatori e pellegrini ogni anno, dopo più di 15 secoli. I visitatori possono toccare con mano la tranquillità del Paese, soprattutto la cordialità e la disponibilità della gente comune. Ed è proprio l’atteggiamento positivo delle persone che colpisce chi si reca in questi luoghi: i sorrisi, anche di molte donne velate, che non si negano all’obiettivo dei fotografi come spesso succede in altri Paesi arabi. In Siria la convivenza dei musulmani con i cristiani esiste da sempre. Molti musulmani benestanti mandano i propri figli alle scuole cristiane, come hanno fatto i genitori della giovane moglie del presidente Bashar Assad. Aldilà, quindi, dei luoghi comuni che etichettano negativamente un Paese, la Siria è una nazione aperta alla modernizzazione e tollerante, ma che conserva allo stesso tempo le sue tradizioni arabe. La prima impressione che offre l’antica città di Damasco è un po’ deludente. All’arrivo la città appare come un’enorme accozzaglia di edifici grigi e ampi viali rumorosi e intasati dal traffico. Tuttavia, una volta entrati nel centro storico, si aprirà davanti agli occhi lo spettacolo della vera Damasco, con i suoi bazar, i palazzi d’epoca, i cortili ombreggiati e i piccoli caffè. Vi consigliamo di iniziare la visita dal quartiere cristiano, che si può raggiungere attraverso la Bab al-sharqi (Porta d’Oriente), una delle porte della città più antica, costruita in epoca romana. Fino a poco tempo fa alla città vecchia di Damasco, divisa nei quartieri cristiano, ebraico e islamico, si accedeva attraverso 13 porte. Oggi, sebbene la maggior parte di esse non esistano più, alcune resistono ancora, soprattutto nella zona nord della città: la Bab al-Faraj (Porta della Gioia), la Bab al-Faradis (Porta del Paradiso), la Bab al-Salam (Porta della Pace) e la Bab Touma (Porta di Tommaso). Nel quartiere cristiano c’è un’atmosfera più rilassata rispetto al resto della città e alcune delle visite più interessanti sono la cappella di Anania e il palazzo Nassan. Se si desidera una birra, sappiate che questa è l’unica area della citVIAGGIANDO |

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REPORTAGE | ASIA | INDIA

KHAJURAHO

il Kamasutra di pietra Le sculture erotiche di Khajuraho da sempre affascinano i visitatori, ma pochi sanno che nascondono misteriosi segreti ancora irrisolti testo e foto di Pietro Scòzzari


REPORTAGE | ASIA | INDIA

KHAJURAHO

il Kamasutra di pietra Le sculture erotiche di Khajuraho da sempre affascinano i visitatori, ma pochi sanno che nascondono misteriosi segreti ancora irrisolti testo e foto di Pietro Scòzzari


REPORTAGE | AMERICA CENTRALE | CUBA

CUBA

il caimano dei Caraibi Il fascino di un’isola che sa unire a spiagge incontaminate e panorami da sogno una cultura profonda e un popolo fiero che si differenziano dal resto dei Caraibi testo e foto di Roberto Fumagalli


REPORTAGE | AMERICA CENTRALE | CUBA

CUBA

il caimano dei Caraibi Il fascino di un’isola che sa unire a spiagge incontaminate e panorami da sogno una cultura profonda e un popolo fiero che si differenziano dal resto dei Caraibi testo e foto di Roberto Fumagalli


REPORTAGE | AMERICA CENTRALE | COSTA RICA

Costa Rica

la Rivoluzione Verde Viaggio nel cuore del Costa Rica tra la comunitĂ  quacchera di Monteverde, per scoprire una delle ultime foreste tropicali originarie del Mesoamerica testo e foto di Marta Ghelma


REPORTAGE | AMERICA CENTRALE | COSTA RICA

Costa Rica

la Rivoluzione Verde Viaggio nel cuore del Costa Rica tra la comunitĂ  quacchera di Monteverde, per scoprire una delle ultime foreste tropicali originarie del Mesoamerica testo e foto di Marta Ghelma


REPORTAGE | EUROPA | NORVEGIA

NORVEGIA da Bergen a Capo Nord Viaggio in una terra dal fascino unico, dove i fiordi offrono panorami indimenticabili e deliziose cittadine dalle radicate tradizioni testo e foto di Franco Cappellari

U

n viaggio a queste latitudini è senz’altro un’esperienza irripetibile ed esotica: siamo normalmente abituati a pensare all’esotico come a qualcosa di legato a paesi lontani e tropicali, ma anche il Nord estremo ha il fascino del diverso e dello sconosciuto. È questa la scoperta che si concretizzerà grazie a un meraviglioso, emozionante viaggio di 2.400 chilometri in Norvegia: partenza da Bergen per arrivare fino al mitico Capo Nord, con una puntata alle Isole Lofoten.

Meglio conosciuta coMe la capitale dei fiordi della Norvegia Occidentale, Bergen, importante centro commerciale e di navigazione nel Medioevo fondato nel 1070 da re Olaf Kyrre, è oggi città universitaria, frequentata da moltissimi giovani, che contribuiscono a renderla moderna, all’avanguardia e piena di vita. Il luogo più conosciuto e visitato della città è senza alcun dubbio il Bryggen, l’antica zona commerciale, posizionata di fronte alla baia di Vagen, su cui sorgono storici edifici mercantili a V “rovesciata”. Essi una volta rappresentavano il fulcro dell’importante attività commerciale della Lega Anseatica in Norvegia e oggi sono stati classificati dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Nei pressi del porto sorge l’Hakonshallen, l’antica fortezza e la torre Rosenkratztarnet, costruite nel Cinquecento. Si apre sul Vagen anche la più importante e animata piazza di Bergen, torget, caratterizzata dal pittoresco mercato del pesce, che si tiene tutti i giorni della settimana, esclusa la domenica. È possibile, qui, acquistare le varie specie di pesci nordici, dai salmoni affumicati o cotti al vapore, alla balena, dallo stoccafisso al baccalà, dalle aringhe ai granchi reali più grandi e più freschi del mondo. Cosa curiosa, la maggior parte di queste bancarelle, dove si possono gustare anche degli ottimi stuzzichini, sono gestite da italiani. Chiedo proprio a loro di indicarmi il luogo migliore per poter realizzare qualche scatto dall’alto: all’unisono mi suggeriscono di salire sul monte Floyen, raggiungibile con la funicolare. Non me lo faccio ripetere due volte, tra l’altro la stazione della Fløibanen è a pochi passi dal mercato del pesce. Otto minuti e sono su, a 320 metri sul livello del mare. Dalle terrazze costruite sul Floyen la vista è magnifica, il panorama sulla città, sui fiordi, sulle montagne e sul mare è mozzafiato. I giorni successivi li trascorro nella regione dell’Hardanger, famosa per le sue

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REPORTAGE | EUROPA | NORVEGIA

NORVEGIA da Bergen a Capo Nord Viaggio in una terra dal fascino unico, dove i fiordi offrono panorami indimenticabili e deliziose cittadine dalle radicate tradizioni testo e foto di Franco Cappellari

U

n viaggio a queste latitudini è senz’altro un’esperienza irripetibile ed esotica: siamo normalmente abituati a pensare all’esotico come a qualcosa di legato a paesi lontani e tropicali, ma anche il Nord estremo ha il fascino del diverso e dello sconosciuto. È questa la scoperta che si concretizzerà grazie a un meraviglioso, emozionante viaggio di 2.400 chilometri in Norvegia: partenza da Bergen per arrivare fino al mitico Capo Nord, con una puntata alle Isole Lofoten.

Meglio conosciuta coMe la capitale dei fiordi della Norvegia Occidentale, Bergen, importante centro commerciale e di navigazione nel Medioevo fondato nel 1070 da re Olaf Kyrre, è oggi città universitaria, frequentata da moltissimi giovani, che contribuiscono a renderla moderna, all’avanguardia e piena di vita. Il luogo più conosciuto e visitato della città è senza alcun dubbio il Bryggen, l’antica zona commerciale, posizionata di fronte alla baia di Vagen, su cui sorgono storici edifici mercantili a V “rovesciata”. Essi una volta rappresentavano il fulcro dell’importante attività commerciale della Lega Anseatica in Norvegia e oggi sono stati classificati dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Nei pressi del porto sorge l’Hakonshallen, l’antica fortezza e la torre Rosenkratztarnet, costruite nel Cinquecento. Si apre sul Vagen anche la più importante e animata piazza di Bergen, torget, caratterizzata dal pittoresco mercato del pesce, che si tiene tutti i giorni della settimana, esclusa la domenica. È possibile, qui, acquistare le varie specie di pesci nordici, dai salmoni affumicati o cotti al vapore, alla balena, dallo stoccafisso al baccalà, dalle aringhe ai granchi reali più grandi e più freschi del mondo. Cosa curiosa, la maggior parte di queste bancarelle, dove si possono gustare anche degli ottimi stuzzichini, sono gestite da italiani. Chiedo proprio a loro di indicarmi il luogo migliore per poter realizzare qualche scatto dall’alto: all’unisono mi suggeriscono di salire sul monte Floyen, raggiungibile con la funicolare. Non me lo faccio ripetere due volte, tra l’altro la stazione della Fløibanen è a pochi passi dal mercato del pesce. Otto minuti e sono su, a 320 metri sul livello del mare. Dalle terrazze costruite sul Floyen la vista è magnifica, il panorama sulla città, sui fiordi, sulle montagne e sul mare è mozzafiato. I giorni successivi li trascorro nella regione dell’Hardanger, famosa per le sue

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REPORTAGE | EUROPA | FRANCIA

Houseboat

navigare stando in casa Respirando quell’antico sapore di libertà che solo i grandi scenari sanno evocare, esploriamo in houseboat i canali del Sud francese. Navighiamo dalla Camargue alla Languedoc alla scoperta di una località diversa ogni giorno, non rinunciando al piacere di sentirsi sempre a casa testo di Marco Asprea - foto di Marco Asprea e Maurizio Russo

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L

a Francia del Sud è considerata dai francesi il luogo delle vacanze fatte di mare, spiaggia, vita notturna, sport e seconde case. Nel nostro immaginario la Camargue e la Languedoc sono il luogo di grandi stagni, praterie, vino, arte e una varietà incredibile di animali. Due mondi distanti mille miglia, ma che inaspettatamente qui convivono vicini, a volte a pochi metri di distanza. «Questa mattina dalla mia finestra ho guardato a lungo la campagna prima del sorgere del Sole, e non c’era che la stella del mattino, che sembrava molto grande. Daubigny e Rousseau hanno già dipinto questo, esprimendo tutta l’intimità, tutta la pace e la maestà e in più aggiungendovi un sentimento così accorato, così personale». Così scriveva al fratello Theo l’inquieto Vincent Van Gogh, che fuggì dalla frenetica Parigi per spingersi fino ad Arles, tranquilla cittadina del meridione francese, dove trovò calore, quiete e stimolo creativo. Il nostro viaggio comincia da qui: Arles, la città che Vincent sentiva sua. Troveremo ancora quei tetti rossi, quei campi di grano, quei tratti pittorici di piccolo centro di provincia di fine Ottocento che riuscivano a placare il travagliato animo del maestro. Ci lascia-

mo trasportare dai tortuosi e gaudenti vicoli arredati con imposte colorate, muri dipinti, messaggi e fiori ovunque. Vagando per il centro storico, arriviamo al cospetto della superba architettura dell’anfiteatro romano: Les Arènes. Furono i veterani della VI legione di Giulio Cesare a dare inizio, nel 46 a.C., alla storia della “piccola Roma dei Galli”, come è stata soprannominata la cittadina, e nel secolo successivo, dopo la costruzione della sua arena, arrivarono i combattimenti dei gladiatori. Ora l’antico scenario ospita la Corse à la cocarde, una corrida incruenta, dove il protagonista che entusiasma gli animi è il toro che non si lascia strappare, dai disarmati e abili toreri, le coccarde fissate sulle corna. Uno spettacolo politicamente corretto dove gli spettatori incitano entrambe le parti contendenti. Chi rischia di farsi male sono i toreri. I tori più bravi, che collezionano più corride, alla fine della loro naturale esistenza ricevono l’onore di una tomba. Una visita ai resti delle Terme, appartenenti a quella che un tempo era la residenza dell’imperatore Costantino, al Teatro Antico, anch’esso di epoca romana, e alla Chiesa di Saint Trophime, capolavoro romanico provenzale, VIAGGIANDO |

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REPORTAGE | EUROPA | FRANCIA

Houseboat

navigare stando in casa Respirando quell’antico sapore di libertà che solo i grandi scenari sanno evocare, esploriamo in houseboat i canali del Sud francese. Navighiamo dalla Camargue alla Languedoc alla scoperta di una località diversa ogni giorno, non rinunciando al piacere di sentirsi sempre a casa testo di Marco Asprea - foto di Marco Asprea e Maurizio Russo

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a Francia del Sud è considerata dai francesi il luogo delle vacanze fatte di mare, spiaggia, vita notturna, sport e seconde case. Nel nostro immaginario la Camargue e la Languedoc sono il luogo di grandi stagni, praterie, vino, arte e una varietà incredibile di animali. Due mondi distanti mille miglia, ma che inaspettatamente qui convivono vicini, a volte a pochi metri di distanza. «Questa mattina dalla mia finestra ho guardato a lungo la campagna prima del sorgere del Sole, e non c’era che la stella del mattino, che sembrava molto grande. Daubigny e Rousseau hanno già dipinto questo, esprimendo tutta l’intimità, tutta la pace e la maestà e in più aggiungendovi un sentimento così accorato, così personale». Così scriveva al fratello Theo l’inquieto Vincent Van Gogh, che fuggì dalla frenetica Parigi per spingersi fino ad Arles, tranquilla cittadina del meridione francese, dove trovò calore, quiete e stimolo creativo. Il nostro viaggio comincia da qui: Arles, la città che Vincent sentiva sua. Troveremo ancora quei tetti rossi, quei campi di grano, quei tratti pittorici di piccolo centro di provincia di fine Ottocento che riuscivano a placare il travagliato animo del maestro. Ci lascia-

mo trasportare dai tortuosi e gaudenti vicoli arredati con imposte colorate, muri dipinti, messaggi e fiori ovunque. Vagando per il centro storico, arriviamo al cospetto della superba architettura dell’anfiteatro romano: Les Arènes. Furono i veterani della VI legione di Giulio Cesare a dare inizio, nel 46 a.C., alla storia della “piccola Roma dei Galli”, come è stata soprannominata la cittadina, e nel secolo successivo, dopo la costruzione della sua arena, arrivarono i combattimenti dei gladiatori. Ora l’antico scenario ospita la Corse à la cocarde, una corrida incruenta, dove il protagonista che entusiasma gli animi è il toro che non si lascia strappare, dai disarmati e abili toreri, le coccarde fissate sulle corna. Uno spettacolo politicamente corretto dove gli spettatori incitano entrambe le parti contendenti. Chi rischia di farsi male sono i toreri. I tori più bravi, che collezionano più corride, alla fine della loro naturale esistenza ricevono l’onore di una tomba. Una visita ai resti delle Terme, appartenenti a quella che un tempo era la residenza dell’imperatore Costantino, al Teatro Antico, anch’esso di epoca romana, e alla Chiesa di Saint Trophime, capolavoro romanico provenzale, VIAGGIANDO |

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REPORTAGE | ITALIA | TAORMINA

TAORMINA di mare e di storia Profili verdeggianti e un'acqua smeraldina sono i paesaggi ricchi di luce e colore che fanno di questo lembo di terra il sogno intramontabile di molti stranieri testo e foto di Peppe D’Urso

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REPORTAGE | ITALIA | TAORMINA

TAORMINA di mare e di storia Profili verdeggianti e un'acqua smeraldina sono i paesaggi ricchi di luce e colore che fanno di questo lembo di terra il sogno intramontabile di molti stranieri testo e foto di Peppe D’Urso

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RACCONTI D'ESTATE |

DI PIER VINCENZO ZOLI

Un naturalista alle

foto di Mauro Camorani

SHETLAND Q

uesta è la storia di un arcipelago meraviglioso che c’è ancora e di un uomo altrettanto meraviglioso, che non c’è più. L’arcipelago è quello delle Shetland; l’uomo era Bobby Tulloch. Uno e l’altro sono irrimediabilmente legati, perché Tulloch non sarebbe diventato uno dei più stimati naturalisti inglesi se non fosse nato e cresciuto alle Shetland, e quelle isole non possono essere comprese fino in fondo se non si sono letti i libri di Tulloch o non si ha avuto la fortuna di conoscerlo. A me è capitata l’una e l’altra cosa e le Shetland sono diventate qualcosa di più di un luogo da descrivere o fotografare. Nei sogni di tutti noi, credo, c’è un posto in cui pensiamo, un giorno, di rifugiarci ad attendere in serenità l’ultimo tramonto. Nei miei c’è l’immagine di una scogliera ventosa, una piccola casa con una grande vetrata illuminata dall’oceano e un cannocchiale per non perdere mai di vista il volo delle sule. Ecco, vorrei che fosse così il mio viale del tramonto, così come ho visto Bobby l’ultima volta, prima che una pungente mattina di maggio se lo portasse via per sempre. Geniale e poliedrico, abile fotografo e perdutamente innamorato delle sue isole, Tulloch, classe 1929, ha fatto di tutto: il marinaio, il panettiere, il folk singer, l’agricoltore e chissà cos’altro ancora. Ma la sua vera vita l’ha trascorsa in riva al mare e sulle scogliere della sua isola natale, Yell, e di tutte le altre isole delle Shetland, in compagnia di foche, uccelli, lontre. La prima volta che lo incontrai, mi raccontò in poche parole la sua vita. «Sono nato povero, figlio di modesti agricoltori e avevo come compagni di giochi soltanto la natura che mi circondava. Avrei potuto odiarla quella natura soverchiante che mi isolava dal mondo, cercare di sfuggirla per conquistare la "città", che per noi era la Scozia. Invece ho scelto di fondermi con essa, imparare a conoscerla, rispettarla, amarla e, più tardi, quando nel 1964, la RSPB (Royal Society for the Protection of Bird) mi affidò l’incarico di suo rappresentante, ho iniziato a lavorare per farla conoscere e conservarla». Se si è capaci di emozionarsi di fronte al nido di un fulmaro o commuoversi alla vista di un pulcinella di mare al primo volo, o, ancora, restare muti e stregati davanti a una tempesta invernale, allora non sarà difficile comprendere i libri di Tulloch e le sue parole. Potremo star certi che le Shetland fanno per noi!

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POSIZIONATE CIRCA 150 CHILOMETRI a nord delle coste scozzesi, sul 60° parallelo, l’arcipelago è un mosaico di piccole isole disposte intorno alle tre maggiori, Mainland, Yell e Unst. Da quasi due miliardi di anni sono le sentinelle della Gran Bretagna, mai uguali a se stesse, a causa dell’azione costante dell’Atlantico e delle bufere, che ne modellano continuamente l’aspetto. Le ripide falesie che sfidano l'oceano e le solitarie brughiere spazzate dal vento sono l'habitat privilegiato di una grande varietà di uccelli marini, così come le scogliere e le spiagge danno ospitalità a nutrite schiere di foche. Le Shetland sono isole dure, difficili e schiette, che lasciano poco spazio ai compromessi della civiltà. Fino a meno di quarant’anni fa, terra e mare decidevano l’esistenza degli isolani: o si andava a pescare, rischiando ogni volta la vita, o si viveva col poco che un’agricoltura di sussistenza poteva dare. Per i più fortunati, c’era la pastorizia, perché la lana delle pecore di razza Shetland era fra le più apprezzate in Europa. Negli anni Settanta, al largo delle coste, vennero scoperti immensi giacimenti di petrolio e iniziò la costruzione del più grande terminale petrolifero d'Europa a Sullom Voe, sul versante nord occidentale dell'arcipelago, che portò benessere a tutti. «Devo dire che, all’inizio, noi eravamo contrari - confessa Tulloch - per l’impatto che sarebbe potuto derivare sull’ecologia delle isole da quel gigantesco impianto». In realtà le cose non andarono poi tanto male, grazie a una imponente serie di misure di tutela ambientale che hanno garantito l’ecosistema. Basti pensare che nel porto industriale di Sullom Voe vivono tranquillamente le foche e si sono perfino stabilite le lontre, note indicatori biologici. «Prima del 1993 - continuò il naturalista - Shetland altro non era che il nome della lana pregiata prodotta dalle pecore di queste terre, sconosciute praticamente a tutti. Poi, il 5 gennaio di quell’anno, la petroliera Braer si arenò nella baia di Quendale, riversando in mare e sulle coste migliaia di tonnellate di greggio. Solo allora il mondo si accorse che questo paradiso naturale esisteva da millenni e rischiava di scomparire in poche ore. Fortunatamente le terribili condizioni atmosferiche che impedirono agli uomini della protezione ambientale qualsiasi tentativo di limitare i VIAGGIANDO |

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RACCONTI D'ESTATE |

DI PIER VINCENZO ZOLI

Un naturalista alle

foto di Mauro Camorani

SHETLAND Q

uesta è la storia di un arcipelago meraviglioso che c’è ancora e di un uomo altrettanto meraviglioso, che non c’è più. L’arcipelago è quello delle Shetland; l’uomo era Bobby Tulloch. Uno e l’altro sono irrimediabilmente legati, perché Tulloch non sarebbe diventato uno dei più stimati naturalisti inglesi se non fosse nato e cresciuto alle Shetland, e quelle isole non possono essere comprese fino in fondo se non si sono letti i libri di Tulloch o non si ha avuto la fortuna di conoscerlo. A me è capitata l’una e l’altra cosa e le Shetland sono diventate qualcosa di più di un luogo da descrivere o fotografare. Nei sogni di tutti noi, credo, c’è un posto in cui pensiamo, un giorno, di rifugiarci ad attendere in serenità l’ultimo tramonto. Nei miei c’è l’immagine di una scogliera ventosa, una piccola casa con una grande vetrata illuminata dall’oceano e un cannocchiale per non perdere mai di vista il volo delle sule. Ecco, vorrei che fosse così il mio viale del tramonto, così come ho visto Bobby l’ultima volta, prima che una pungente mattina di maggio se lo portasse via per sempre. Geniale e poliedrico, abile fotografo e perdutamente innamorato delle sue isole, Tulloch, classe 1929, ha fatto di tutto: il marinaio, il panettiere, il folk singer, l’agricoltore e chissà cos’altro ancora. Ma la sua vera vita l’ha trascorsa in riva al mare e sulle scogliere della sua isola natale, Yell, e di tutte le altre isole delle Shetland, in compagnia di foche, uccelli, lontre. La prima volta che lo incontrai, mi raccontò in poche parole la sua vita. «Sono nato povero, figlio di modesti agricoltori e avevo come compagni di giochi soltanto la natura che mi circondava. Avrei potuto odiarla quella natura soverchiante che mi isolava dal mondo, cercare di sfuggirla per conquistare la "città", che per noi era la Scozia. Invece ho scelto di fondermi con essa, imparare a conoscerla, rispettarla, amarla e, più tardi, quando nel 1964, la RSPB (Royal Society for the Protection of Bird) mi affidò l’incarico di suo rappresentante, ho iniziato a lavorare per farla conoscere e conservarla». Se si è capaci di emozionarsi di fronte al nido di un fulmaro o commuoversi alla vista di un pulcinella di mare al primo volo, o, ancora, restare muti e stregati davanti a una tempesta invernale, allora non sarà difficile comprendere i libri di Tulloch e le sue parole. Potremo star certi che le Shetland fanno per noi!

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POSIZIONATE CIRCA 150 CHILOMETRI a nord delle coste scozzesi, sul 60° parallelo, l’arcipelago è un mosaico di piccole isole disposte intorno alle tre maggiori, Mainland, Yell e Unst. Da quasi due miliardi di anni sono le sentinelle della Gran Bretagna, mai uguali a se stesse, a causa dell’azione costante dell’Atlantico e delle bufere, che ne modellano continuamente l’aspetto. Le ripide falesie che sfidano l'oceano e le solitarie brughiere spazzate dal vento sono l'habitat privilegiato di una grande varietà di uccelli marini, così come le scogliere e le spiagge danno ospitalità a nutrite schiere di foche. Le Shetland sono isole dure, difficili e schiette, che lasciano poco spazio ai compromessi della civiltà. Fino a meno di quarant’anni fa, terra e mare decidevano l’esistenza degli isolani: o si andava a pescare, rischiando ogni volta la vita, o si viveva col poco che un’agricoltura di sussistenza poteva dare. Per i più fortunati, c’era la pastorizia, perché la lana delle pecore di razza Shetland era fra le più apprezzate in Europa. Negli anni Settanta, al largo delle coste, vennero scoperti immensi giacimenti di petrolio e iniziò la costruzione del più grande terminale petrolifero d'Europa a Sullom Voe, sul versante nord occidentale dell'arcipelago, che portò benessere a tutti. «Devo dire che, all’inizio, noi eravamo contrari - confessa Tulloch - per l’impatto che sarebbe potuto derivare sull’ecologia delle isole da quel gigantesco impianto». In realtà le cose non andarono poi tanto male, grazie a una imponente serie di misure di tutela ambientale che hanno garantito l’ecosistema. Basti pensare che nel porto industriale di Sullom Voe vivono tranquillamente le foche e si sono perfino stabilite le lontre, note indicatori biologici. «Prima del 1993 - continuò il naturalista - Shetland altro non era che il nome della lana pregiata prodotta dalle pecore di queste terre, sconosciute praticamente a tutti. Poi, il 5 gennaio di quell’anno, la petroliera Braer si arenò nella baia di Quendale, riversando in mare e sulle coste migliaia di tonnellate di greggio. Solo allora il mondo si accorse che questo paradiso naturale esisteva da millenni e rischiava di scomparire in poche ore. Fortunatamente le terribili condizioni atmosferiche che impedirono agli uomini della protezione ambientale qualsiasi tentativo di limitare i VIAGGIANDO |

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BORGHI D'ITALIA | POSITANO

La musa del Tirreno In passato fu meta di villeggiatura della più nobile classe romana e fonte d’ispirazione per pittori, scrittori e registi. Oggi “la gemma della divina costiera” è il buen retiro di coppie in cerca di una fuga d’amore testo di Stefano Bonafè

J

ohn Steinbeck, scrittore statunitense e premio Nobel per la letteratura, dopo aver visitato Positano su suggerimento di Alberto Moravia, in un articolo redatto nel maggio del 1953 per il giornale Harper’s Bazaar scrisse: «Positano colpisce profondamente. È un posto di sogno che non vi sembra vero finché ci siete ma di cui sentite con nostalgia tutta la profonda realtà quando l’avete lasciato... Quasi sempre, quando uno scopre un posto bello come Positano, il primo impulso è di non rivelare il segreto a nessuno». Parole molto amate e spesso citate dagli abitanti di questo antico borgo marinaro, incastonato nella montagna e avvolto dalla vegetazione mediterranea, noto anche con l’appellativo di “gemma della divina costiera”. Oggi Positano visto dal mare appare in tutto il suo splendore simile a un presepe fatto di tante case, alcune bianche, altre tinte in colori pastello, addossate le une alle altre, che digradano lungo il pendio verso l’azzurro del mare. Uno scenario fiabesco che fin dall’inizio del secolo scorso fu d’ispirazione per molti artisti. All’epoca, aggrappate alla parete rocciosa c’erano solo poche abitazioni tinteggiate a calce con ampi terrazzi protesi sul mare, quasi sommerse dal verde degli ulivi e dei carrubi. Illustri pittori, specialmente nei mesi invernali, prendevano in affitto per poche lire le camere dalle famiglie del luogo e dipingevano alacremente

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per ore e ore, immersi nel silenzio di Positano. Nel corso degli anni i suoi paesaggi sono stati immortalati da decine di artisti italiani, americani, tedeschi, russi e di altre nazionalità, tra cui Vincenzo Caprile, Alberto Burri, Fortunato Depero, Pablo Picasso, Andy Warhol e Anita Rée, solo per citarne alcuni. I loro dipinti hanno contribuito a diffondere la bellezza del borgo in tutto il mondo e in un certo senso hanno fatto scuola. Ancora oggi, infatti, passeggiando tra le strette stradine di Positano che scendono ripide fino alla spiaggia, s’incontrano molte botteghe in cui gli artisti locali espongono quadri di pregevole fattura, che ritraggono incantevoli vedute del golfo e del paese. L’atmosfera magica di Positano incantò anche il grande impresario teatrale Diaghilev, fondatore e direttore artistico dei Balletti Russi. Dai suoi incontri in questo angolo di paradiso con i ballerini e coreografi Nijinsky e Massine e con il compositore Stravinsky presero vita alcune creazioni che, in breve tempo, sarebbero diventate le punte di diamante dei programmi a venire della compagnia. La bellezza del posto affascinò a tal punto Massine che decise di farsi costruire, nel 1924, una villa sull’isola del Gallo Lungo. Proprio di fronte a Positano, infatti, si stagliano tre isolotti rocciosi che compongono il minuscolo arcipelago de Li Galli, meglio noto come “Sirenuse”. Qui Ulisse VIAGGIANDO |

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BORGHI D'ITALIA | POSITANO

La musa del Tirreno In passato fu meta di villeggiatura della più nobile classe romana e fonte d’ispirazione per pittori, scrittori e registi. Oggi “la gemma della divina costiera” è il buen retiro di coppie in cerca di una fuga d’amore testo di Stefano Bonafè

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ohn Steinbeck, scrittore statunitense e premio Nobel per la letteratura, dopo aver visitato Positano su suggerimento di Alberto Moravia, in un articolo redatto nel maggio del 1953 per il giornale Harper’s Bazaar scrisse: «Positano colpisce profondamente. È un posto di sogno che non vi sembra vero finché ci siete ma di cui sentite con nostalgia tutta la profonda realtà quando l’avete lasciato... Quasi sempre, quando uno scopre un posto bello come Positano, il primo impulso è di non rivelare il segreto a nessuno». Parole molto amate e spesso citate dagli abitanti di questo antico borgo marinaro, incastonato nella montagna e avvolto dalla vegetazione mediterranea, noto anche con l’appellativo di “gemma della divina costiera”. Oggi Positano visto dal mare appare in tutto il suo splendore simile a un presepe fatto di tante case, alcune bianche, altre tinte in colori pastello, addossate le une alle altre, che digradano lungo il pendio verso l’azzurro del mare. Uno scenario fiabesco che fin dall’inizio del secolo scorso fu d’ispirazione per molti artisti. All’epoca, aggrappate alla parete rocciosa c’erano solo poche abitazioni tinteggiate a calce con ampi terrazzi protesi sul mare, quasi sommerse dal verde degli ulivi e dei carrubi. Illustri pittori, specialmente nei mesi invernali, prendevano in affitto per poche lire le camere dalle famiglie del luogo e dipingevano alacremente

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per ore e ore, immersi nel silenzio di Positano. Nel corso degli anni i suoi paesaggi sono stati immortalati da decine di artisti italiani, americani, tedeschi, russi e di altre nazionalità, tra cui Vincenzo Caprile, Alberto Burri, Fortunato Depero, Pablo Picasso, Andy Warhol e Anita Rée, solo per citarne alcuni. I loro dipinti hanno contribuito a diffondere la bellezza del borgo in tutto il mondo e in un certo senso hanno fatto scuola. Ancora oggi, infatti, passeggiando tra le strette stradine di Positano che scendono ripide fino alla spiaggia, s’incontrano molte botteghe in cui gli artisti locali espongono quadri di pregevole fattura, che ritraggono incantevoli vedute del golfo e del paese. L’atmosfera magica di Positano incantò anche il grande impresario teatrale Diaghilev, fondatore e direttore artistico dei Balletti Russi. Dai suoi incontri in questo angolo di paradiso con i ballerini e coreografi Nijinsky e Massine e con il compositore Stravinsky presero vita alcune creazioni che, in breve tempo, sarebbero diventate le punte di diamante dei programmi a venire della compagnia. La bellezza del posto affascinò a tal punto Massine che decise di farsi costruire, nel 1924, una villa sull’isola del Gallo Lungo. Proprio di fronte a Positano, infatti, si stagliano tre isolotti rocciosi che compongono il minuscolo arcipelago de Li Galli, meglio noto come “Sirenuse”. Qui Ulisse VIAGGIANDO |

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ULTIMA PAGINA |

DI STEFANO BONAFÈ

VIAGGIANDO il mondo nelle mani

Periodico mensile Anno VI Numero 53 - Luglio 2010 viaggiando.tv EDITORE Rosati CommuniCation s.R.l. Via Monfalcone, 41 - 20092 Cinisello Balsamo (MI) Tel. 02 6180 021 - Fax 02 6180 0245 rosaticommunication.com Amministratore Unico: Antonio Rosati Direttore Responsabile: Francesco Bevivino Direttore Editoriale: Patrizia Bertolotti Redazione: Francesco Garufi, Stefano Bonafè, Patrizio Fugari Segreteria e traffico: Monica D’Amico adv@rosaticommunication.com Hanno collaborato: Massimo Nardi, Savina Sciacqua, Vittorio Giannella, Pasquale Sorrentino, Pietro Scozzari, Roberto Fumagalli, Marta Ghelma, Franco Cappellari, Marco Asprea, Maurizio Russo, Peppe D’Urso, Pier Vincenzo Zoli, Mauro Camorani. Per il web Filippo Floridia. Progetto Grafico e impaginazione: Giampaolo Collet Progetto Editoriale: Patrizia Bertolotti DISTRIBUTORE ESCLUSIVO PER L’ITALIA

“Tutto ciò che luccica è oro con il nuovo ATM dell’Emirates Palace” come ci dimostra Jittima Wongsiripaiboon in posa di fronte al distributore posto nella lobby dell’hotel.

a&G maRCo s.P.a. Piazza Don E. Mapelli, 60 - 20099 Sesto San Giovanni (MI) Tel. 02 25261 TIPOGRAFIA GRaFiCHE maZZuCCHElli s.P.a. - Milano mazzucchelli.it

Lingotti d’oro a... Go Go l’ultima novità da Abu Dhabi

U

n tempo quando ci si recava in alcuni luoghi turistici importanti, era facile incappare nelle macchinette che imprimevano il logo del monumento che si era visitato su monetine di rame o su altri oggetti ricordo. Bene, ora nell’Emirato di Abu Dhabi si fa di più: una macchina, molto simile ad un ATM, imprime il ricordo del soggiorno su lingotti d’oro. E non potrebbe essere diversamente, in un luogo che ha fatto del lusso il suo cavallo di battaglia. Ma la macchina dispensa-oro, non produce solo “ricordini”. Posizionata nell’esclusiva lobby dell’Emirates Palace, uno degli hotel più lussuosi del mondo, la Gold to go® dispensa dieci diverse varianti di lingotti d’oro 24 carati con differenti disegni, come il canguro, la foglia d’acero e i Krugerrand in tagli da uno, cinque e dieci grammi, nonché un decimo, un quarto e un’oncia d’oro. La macchina confronta i prezzi in tempo reale, in linea con il negozio on-line Gold-Super-Markt.de, eliminando i rischi connessi con il commercio di metalli preziosi. La macchina dispensa-oro è già un successo, tanto che Christian Gueit, advisor per la Gold To Go®, ha affermato che la società prevede di aumentare il numero dei suoi distributori automatici di oro ponendoli in alcuni terminal aeroportuali, centri commerciali e alberghi. Non c’è che dire: il lusso abita prorio nell’Emirato.

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