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77. MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA

in Mostra

PUNTI DI VISTA DI OSCAR COSULICH GLI ANNI ’60 ALLA MOSTRA: I NERVI SCOPERTI DI USA E URSS

Negli anni ’60 c’era la Guerra Fredda, ma Usa e Urss, pur contrapposti e antitetici tra loro, vivevano un’analoga conflittualità interna, affrontata e repressa in modo tristemente simile. Un’occasione per riflettere su questo curioso passaggio storico l’ha offerta Venezia 77, con il passaggio contemporaneo alla Mostra di Dorogie Tovarischi (Dear Comrades) di Andrey Konchalovsky e One Night In Miami di Regina King. Il primo racconta il massacro di Novočerkassk del 2 giugno 1962, seguito alla protesta iniziata il 1º giugno alla fabbrica di locomotive elettriche Budënnyj, quando i lavoratori della fonderia e della forgia smisero di lavorare dopo che la direzione dell’azienda aveva rifiutato di ascoltarli; il secondo è ambientato il 25 febbraio 1964, quando Cassius Clay sconfigge Sonny Liston al Miami Beach Convention Center, diventa il nuovo campione dei pesi massimi e trascorre la nottata all’Hampton House Motel, celebrando la vittoria con tre amici: l’attivista Malcom X, il cantante Sam Cooke e la star del football americano Jim Brown. Nell’Unione Sovietica di Nikita Chruščëv, con Stalin ormai sepolto da un decennio, alle proteste degli operai cui erano state aumentate le ore di lavoro e diminuito il salario, a fronte dell’aumento dei prezzi di carne e burro, il Kgb spara sulla folla che inneggia a Lenin, trucidando e ferendo decine di innocenti manifestanti. Dall’altra parte dell’oceano, invece, la questione razziale è più violenta che mai. Si celebrano le qualità canore, o atletiche degli uomini di colore ma, come dice un fan di Jim Brown dopo averne elogiato il talento: «We don’t accept niggers in this house». E poi li uccidevano: Malcolm X (21 febbraio 1965); Martin Luther King (4 aprile 1968).

LA SATIRA DI DISEGNI A PAG. 5

P

er realizzare un documentario bisogna avere coraggio. Per le storie che si vogliono raccontare prima di tutto, che siano scomode o meno è necessaria l’onesta, morale e intellettuale, di riportarle mostrando la verità. L’altra cosa molto importante è l’inconsapevolezza del tempo. Non ci sono orari sindacali, settimane di riprese, piano di produzione. Il racconto termina quando è il momento. Talvolta ci vuole di più, altre volte meno. Per girare Below Sea Level, incredibile storia di una comunità che in California viveva in una ex base militare sotto il livello del mare, senza acqua ed elettricità, Gianfranco Rosi ci ha messo otto anni. Per Notturno ne sono bastati tre, passati ad ascoltare e filmare racconti di vite spezzate, tra Libano, Siria, Iraq e Kurdistan, tutti paesi devastati dalla guerra. «Ho voluto raccontare storie e personaggi oltre il conflitto» ha spiegato il regista. «Sono rimasto lontano dalla linea del fronte, nei luoghi in cui ho filmato giunge l’eco della guerra, se ne sente la presenza opprimente, quel peso tanto gravoso da impedire di proiettarsi nel futuro. Ho cercato di raccontare la quotidianità di chi vive lungo il confine che separa la vita dall’inferno». È sempre stato un cinema di frontiere, di linee

NOTTURNO

che si intersecano quello di Gianfranco Rosi, in modi e versi differenti. Nasce sullo scorrere orizzontale del Gange in Boatman, suo primo film che risale al 1993. El Sicario, Room 164 fissa il labilissimo confine che separa l’umanità dalla follia, tema che avrebbe affrontato, su scala ancora più mostruosa, Joshua Oppenheimer in The Act of Killing. Sacro G.R.A., con cui ha vinto il Leone d’Oro nel 2013, primo documentario nella storia della Mostra del cinema di Venezia, è non solo il confine di una città, Roma, eterna in ogni senso, ma anche di una società bloccata, dentro e fuori quella linea circolare. Frontiere invisibili, anche

in mezzo al mare, quelle che impediscono ogni giorno a uomini, donne e bambini di avere la piccola speranza di una vita migliore, come ha raccontato in Fuocoammare, Orso d’Oro a Berlino nel 2016. Quando si realizza un documentario queste linee si scavalcano continuamente. Fisicamente senz’altro, moralmente spesso, mostrare dolore e sofferenza è necessario, ma sempre è una questione di confine, quello tra documentazione e voyerismo. Gianfranco Rosi mostra l’umanità che incontra senza filtri né giudizi. È giusto così. E non è mai facile. n ALESSANDRO DE SIMONE

CHECK… UP Anche Cate Blanchett, la presidente della giuria della Mostra, si sottopone al controllo della temperatura ai numerosi varchi di controllo dislocati nell’area della Mostra @Maurizio D’Avanzo


Venice’s lifestyle department store

Calle del Fontego dei Tedeschi steps from the Rialto Bridge, Venice

@tfondaco


in Mostra

DAILY n. 7 - MARTEDÌ 08.09.2020

LAILA IN HAIFA

Laila è un nome di donna arabo e il cui significato è notte. Una notte ad Haifa, quindi, questo racconta il nuovo film di Amos Gitai, regista israeliano che con il governo, le politiche e alcune tradizioni del suo paese e della sua cultura non ha sempre avuto un rapporto cordiale. Basti ricordare il magnifico Kadosh, a oggi ancora forse il suo film più compiuto e potente, critica feroce nei confronti della comunità ortodossa a Gerusalemme. Figlio di un ebreo tedesco fuggito dalla Germania nazista e di una russa rifugiatasi in Palestina, Gitai non poteva certo non abbracciare entrambe le culture della terra da cui proviene. E cercare costantemente di farle convivere, almeno nel suo cinema. Laila in Haifa è il racconto di una notte, per l’appunto, in una discoteca di Haifa. Quel luogo frequentato indifferentemente da israeliani e palestinesi, ebrei e mussulmani, uomini e donne, omosessuali e travestiti, diventa ogni notte un ideale di convivenza che la Storia ha insegnato sembrare essere impossibile. Ma forse non è per forza così. In questo luogo si dipanano le storie di tre donne, che trovano rifugio in questa zona franca dove la prepotenza maschile di entrambe le culture non può entrare. La vita e la carriera di Amos Gitai sono uno strano paradosso. Per dieci anni il regista (e architetto, come suo padre, esponente del Bauhaus) è andato via dal suo paese, andando prima negli

LAILA IN HAIFA Israele/Francia, 2020, Regia: Amos Gitai Interpreti: Maria Zreik, Khawla Ibraheem, Bahira Ablassi a Durata: 99’ IN CONCORSO

Stati Uniti e poi in Francia, perché le sue idee non erano gradite. Una volta tornato in patria, è stato sempre aspramente criticato per le sue posizioni. Ma come tutti gli artisti convinti delle sue idee, Gitai va avanti con il suo discorso, di cui Laila in Haifa è un ulteriore importante tassello. Come ha dichiarato lo stesso regista «Laila in Haifa è l’ennesimo tentativo di far accadere contemporaneamente nello stesso luogo le storie di due popoli divisi per motivi insensati». Ma non solo, perché Gitai ne fa anche una riflessione sul processo creativo, sull’importanza

UNA LEONESSA ALLA CARRIERA Il secondo Leone d’oro alla carriera Ann Hui è arrivata a Venezia portando con sè il suo nuovo film che la Mostra Internazionale d’arte cinematografica presenta fuori concorso. Love After Love è tratto dal primo racconto della scrittrice Eileen Chang. La giovane Ge Weilong lascia Shangai per Hong Kong e per mantenersi gli studi chiede aiuto alla zia Mrs Liang, che ben presto sfrutta la bellezza della giovane per attirare nella sua rete giovani affascinanti e facoltosi. Melò d’epoca, raffinatissimo come tutto il cinema della cineasta cinese, Love After Love è impreziosito da una serie di collaborazioni straordinarie. La colonna sonora è firmata da Ryuichi Sakamoto (premio Oscar per L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci), mentre la fotografia è di Christopher Doyle, cinematographer prediletto di Wong Kar-wai, autore per lui delle indimenticabili atmosfere di In the Mood for Love. I sontuosi costumi sono di Emi Wada, vera e propria leggenda del cinema, anche vincitrice di un Academy Award per Ran di Akira Kurosawa. Una produzione straordinaria per un film che, unito alla presenza di Ann Hui al Lido, è un vero e proprio regalo per il LOVE AFTER LOVE festival della ripartenza. Cina 2020, Regista Ann Hui Interpreti Eddie Peng, Ma Sichun, Yu Fei-hong Durata 144’

che una comunità d’intenti può avere nell’economia culturale di una, e in questo caso anche due nazioni. Quante energie si sarebbero potute dedicare alla propagazione del bello, piuttosto che al proliferare dell’odio e della violenza. E chissà quando questo processo, apparentemente senza fine, troverà invece una finalmente giusta conclusione. Fino ad allora, voci come quelle di Amos Gitai, e di altre come la sua nelle troppe regioni martoriate del mondo, sono e saranno sempre preziose. ALESSANDRO DE SIMONE

LA COMMEDIA TORNA AL LIDO CON LA GUIDA ROMANTICA DI GIORGIA FARINA

Giorgia Farina presenta al Lido il suo Guida romantica a posti perduti, commedia on the road con l’insolita coppia Jasmine Trinca e Clive Owen, l’una blogger di viaggi, l’altro inglese cinquantenne bevitore incallito: vicini di casa, eppure per conoscersi ci vuole che lui, un giorno, sbagli finalmente pianerottolo. È l’inizio di una serie di peripezie che si svilupperanno attraverso l’Europa e il passato dei due personaggi. La regista di Amiche da morire (David 2013 come miglior regista esordiente) e Ho ucciso Napoleone (2015) racconta la storia di un incontro e di una fuga che è anche una riscoperta di sé. «Come narratrice - spiega Giorgia Farina (sceneggiatrice con Carlo Salsa e la collaborazione di Heidrun Schleef) - il mio desiderio è quello di risvegliare nel pubblico la curiosità e la necessità di concedersi un viaggio alla ricerca dei propri posti perduti nascosti tra le pieghe della vita». Guida romantica a posti perduti, allora, sembra anche un antidoto al corollario di cupezza, gravità e staticità da lockdown (e postlockdown), una «storia piccola, leggera e intima, lo sfioramento di due anime alla ricerca della chiave di lettura della loro esistenza», dice ancora la regista. Tra gli interpreti anche Irène Jacob e Andrea Carpenzano. Producono Anastasia Michelagnoli e Rita Rognoni per Oplon Film, con Rai Cinema, IBC Movie e Lucky Red, che distribuirà il film in Italia. EMANUELE BUCCI

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FUORI CONCORSO

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in Mostra

PARITÀ DI GENERE NEL CINEMA? SE NE PARLA ALLA MOSTRA Nella sala conferenze Fellini al terzo piano dell’Hotel Excelsior alle 11 c’è l’Annual seminar on gender equality and inclusivity in the film industry. Intervengono Roberto Cicutto, Alberto Barbera, Luisella Pavan, Gabriella Battaini-Dragoni e Anna Laura Orrico. Il seminario,diviso in tre sezioni, si apre con la presentazione delle ricerche e delle statistiche poi alle 11.45 si passerà alla sezione Inclusivity and good practices in Film Schools: where are we?. Le conclusioni saranno affidate affidate a Enrico Vannucci e Andrea Del Mercato. H APPUNTAMENTI H SALE TROPICANA. Ore 9.45: presentazione di Notturno di Gianfranco Rosi con il regista, i produttori Donatella Palermo (Stemal Entertainment) e Paolo Del Brocco (Rai Cinema) e il distributore Luigi Lonigro, direttore di 01 Distribution. TENNIS CLUB. Ore 10.00: secondo incontro per la stampa con Alec Utgoff, protagonista del film in concorso Never Gonna Snow Again di Malgorzata Szumowska e Michal Englerl SALE TROPICANA. Ore 11.00: Cinema in sala si riparte: gli eventi professionali d’autunno. Incontro con ANEC, ACEC e FICE. Partecipano Mario Lorini (Presidente ANEC), Adriano Bianchi (Presidente ACEC), Domenico Dinoia (Presidente FICE) e rappresentanti istituzionali. VILLA DEGLI AUTORI. Ore 12.00: Cinema Editoria e diritti. Autori di cinema e giornalisti a sostegno della direttiva sul copyright. Ne parlano Beppe Giulietti, Francesco Ranieri Martinotti, Giacomo Durzi. Coordina Andrea Purgatori. SALE TROPICANA. Ore 13.00: per la sezione Lido Philo - Cinque incontri sulla filosofia - sul tema “Immanenza assoluta: che cosa può un corpo?” incontro con Riccardo Manzotti. A cura di Stefano Bonaga e Andrea Gropplero. SALE TROPICANA. Ore 14.00: presentazione di Waiting for Woody, cortometraggio di Claudio Napoli. Partecipano: Simone Bracci (moderatore), Claudio Napoli (regista), Marco Gallotta (produttore), Yari Gugliucci (interprete e autore) e Daniele Urciuolo (produttore). CAMPARI LOUNGE. Ore 16.00: Claudia Gerini, Angela Finocchiaro e Caterina Guzzanti incontrano la stampa per parlare del film Burraco fatale. SALE TROPICANA. Ore 17.00: Miu Miu Women’s Tales con la regista norvegese Mona Fastvold (The world to come) e Vanessa Kirby, interprete di The world to come di Mona Fastvold e Pieces of a Woman di Kornél Mundruczó, nonché vincitrice del premio BAFTA come miglior attrice non protagonista nel 2018 per il suo ruolo della principessa Margaret in The Crown. SALE TROPICANA. Ore 18.00: Piera Detassis conversa con Andrea Occhipinti, produttore e distributore Lucky Red. ISOLA EDIPO. Ore 18.30: presentazione del libro Il cielo rovesciato. Rifrazioni tra reale e immaginario nel cinema di Mario Balsamo di Fabrizio Croce e Sabina Curti pubblicato da Bulzoni. Oltre agli autori saranno presenti Emanuela Martini e Mario Balsamo.

UN PREMIO AL FEMMINILE

All’Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior (alle ore 16) le donne del cinema sono protagoniste dei premi WiCA - Women in Cinema Award, i riconoscimenti assegnati da una Academy tutta al femminile. Premiate la regista e sceneggiatrice Francesca Comencini, la Presidente dei David di Donatello Piera Detassis, la giornalista Antonella Nesi, la scrittrice, autrice e conduttrice radiofonica Chiara Tagliaferri e la produttrice Alicja Wegorzewska, cui è andato il Premio speciale WiCA. Riconoscimenti anche ad alcuni uomini che hanno particolarmente valorizzato il ruolo delle donne nella loro attività, ovvero i registi Claudio Giovannesi (Fiore, La paranza dei bambini) e Christian Petzold (La scelta di Barbara, Undine-Un amore per sempre). Presenta l’evento l’attrice e scrittrice Claudia Conte.   EM.BU.

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A DARIO ARGENTO PREMIO BIANCHI Occhiali neri sarà il titolo del nuovo film di Dario Argento, anticipato dalla Presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani Laura Delli Colli durante la cerimonia del Premio Bianchi 2020 all’Italian Pavilion (Hotel Excelsior). Compleanno speciale (l’ottantesimo) per il regista, col riconoscimento assegnato dal SNGCI d’intesa con la Mostra del Cinema.

L’anniversario per Argento, che ha partecipato con una video-intervista, è doppio: cinquant’anni fa usciva L’uccello dalle piume di cristallo, esordio e già successo internazionale. Ma i primi brividi del giovanissimo Argento furono i racconti di Poe, scoperti mentre era a casa malato, e il fantasma di un Amleto a teatro. Il regista, che per il giallo in arrivo girerà nelle campagne romane, ha avuto parole affettuose per gli amici di ieri (Bernardo Bertolucci) e oggi (Guillermo Del Toro), nonché per l’ispiratore del premio, il critico Pietro Bianchi: «Fu uno dei primi a capire che il mio cinema era qualcosa di nuovo». EMANUELE BUCCI

LA FRASE

del giorno

LEONE: IL CANONE RAI AIUTI IL CINEMA

Chiedo al Governo italiano di riconoscere alla RAI l’intero extra gettito che proviene dal canone in bolletta, restituendo di fatto al servizio pubblico oltre 100 milioni l’anno per investimenti nella produzione». Lo ha detto Giancarlo Leone, presidente dell’associazione produttori Audiovisivi, collegato in streaming al panel internazionale dedicato all’argomento che si è tenuto ieri alla 77ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. «È la soluzione per non danneggiare la produzione nazionale come è accaduto per problemi derivanti dal Covid-19. È necessario quindi che non si riduca l’investimento nelle produzioni dei principali players distributivi e televisivi così come prosegua il grande sforzo straordinario che il Mibact ha previsto per il nostro settore». Al convegno New frontiers for film business: what changes after the lockdown? Confronting models and strategies - a dialogue between Europe - USA – China, hanno partecipato tra gli altri anche Chiara Sbarigia, Manlio Di Stefano, Sottosegretario di Stato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Nicola Borrelli, della Direzione Generale Cinema del MiBACT; Francesco Rutelli, Presidente ANICA. «Dunque - ha aggiunto Leone - propongo che per il 2021 il Mibact possa ancora contare su risorse straordinarie da assegnare al Tax Credit, con aliquote maggiorate e che RAI copra il gap dovuto ai minori ricavi pubblicitari con l’extra gettito intero da canone da riservare a serie, film, documentari ed animazione».

Se ricevi le razioni è perché e non devi fare domand ADES! DEAR COMR

Ali Dorate-I giorni del silenzio è un cortometraggio di Massimiliano Finazzer Flory girato durante il periodo di lockdown in Italia. Il film sarà presentato alle 16.30 nello spazio FEdS alla Sala Tropicana 1 dell’Hotel Excelsior.


in Mostra Foto di Maurizio D’Avanzo

DAILY n. 7 - MARTEDĂŒ 08.09.2020

Lido LAND

Andrei Konchalovsky

Maja Ostaszewska

Manlio Di Stefano (M5S) e la compagna

Michal Englert e Malgorzata Szumowska, registi del film in concorso Never gonna snow again. A destra parte del cast

Baby K

Weronika Rosati

Alec Utgoff

AL LIDO con

www.stefanodisegni.it

STEFANO DISEGNI

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Dentro le quinte


in Mostra

i

Film

DAILY n. 7 - MARTEDÌ 08.09.2020

TOPSIDE

Tra i cunicoli abbandonati della metropolitana, nel cuore pulsante di New York, una bimba di cinque anni vive con sua madre. Pericoli e imprevisti sono all’ordine del giorno e dopo una violenta azione di sgombero da parte della polizia, madre e figlia sono costrette a risalire in superficie dove le regole si fanno ancora più dure. L’angoscia, l’amore, la lotta per la sopravvivenza, faranno spazio a una straziante, ineluttabile, consapevolezza. Un’osservazione “verticale” della società statunitense contemporanea, vista da sotto in su. Lucida. Spietata. Sorretta da una regia di sorprendente precisione. Nella tradizione del migliore cinema indipendente americano, con un forte segno politico ma altrettanto umanista. Un finale struggente che va dritto al cuore. BEATRICE FIORENTINO

TOPSIDE Usa 2020, Regia Celine Held e Logan George Interpreti Celine Held, Zhaila Farmer, Jared Abrahamson, Fatlip Durata 90’

200 METERS

200 METERS

Palestina, Giordania, Italia, Qatar, Svezia, 2020, Regia Ameen Nayfeh Interpreti Ali Suliman, Anna Utenberg, Motaz Malhees, Mahmoud Abu Aita, Lana Zreik Durata 90’

SETTIMANE della CRITICA

GIORNATE degli AUTORI

«”200 Meters” è la mia storia e la storia di migliaia di palestinesi. Le immagini del muro, dei posti di blocco e dei soldati sono probabilmente ciò che viene in mente se si parla di Palestina - dice il regista Ameen Nayfeh - sono immagini presenti anche nel mio film, ma l’attenzione è concentrata su ciò che questa separazione provoca negli esseri umani, facendo luce sui muri invisibili creati dalla barriera fisica». È la storia di Mustafa (Ali Suliman, era Suleiman nella serie Jack Ryan) e sua moglie Salwa che provengono da due paesi palestinesi distanti solo duecento metri, ma separati dal muro. Quando Mustafa riceve la notizia che il figlio ha avuto un incidente si precipita al checkpoint, ma un problema con le impronte digitali gli nega l’ingresso, così chiede aiuto a un contrabbandiere per passare il muro. Qui comincia un’odissea con altri viaggiatori determinati a passare la barriera. OSCAR COSULICH

POINTS OF VIEW During the 60’s and the Cold War USA and URSS, even if opposed and anthitetic lived an analog internal conflict, faced and represses in a sadly similar way. The almost contemporary debut at Venezia 77 by Andrey Konchalovsky’s Dear Comrades and One Night in Miami by Regina King. The Russian director is about the massacre of Novočerkassk that took place on June 2 1962. The day before the workers of a foundry started a strike after their instances were rejected. One Night in Miami is set on February 25 1964, when Cassius Clay defeated Sonny Liston at Miami Beach Convention Center becoming the new Heavy Weight World Champion. He spent the night at Hampton House Motel celebrating with three friends: Malcolm X, singer Sam Cooke and NFL star Jim Brown. In Soviet Union when Nikita Chruščëv was secretary of the national communist party, workers protesting heiling to Lenin because of the increase of working hours, decrease of salaries and raise of meat and butter prices where shot to death by KGB. On the other side of the ocean segregation was more violent than ever. The artistic and athletic talents of black people were celebrated, but as said by a fan of Jim Brown after praising is qualities, «We don’t accept niggers in this house». And then: Malcolm X (February 21 1965); Martin Luther King (April 4 1968).

S ARS S ARS F. Ferzetti CIAK L’ESPRESSO

GUERRE STELLARI E. Morreale REPUBBLICA

H1/2 AMANTS HHHH QUO VADIS, AIDA? HHH PADRENOSTRO HHH1/2 THE DISCIPLE HHHH MISS MARX HHH PIECES OF A WOMAN HH SUN CHILDREN H THE WORLD TO COME HHH DEAR COMRADES! H1/2 NEVER GONNA SNOW AGAIN

P. Mereghetti IL CORRIERE DELLA SERA

M. Mancuso IL FOGLIO

M. Gottardi LA NUOVA VENEZIA

F. Alò A. De Grandis F. Pontiggia IL MESSAGGERO IL GAZZETTINO IL FATTO QUOTIDIANO

F. Caprara LA STAMPA

P. Armocida IL GIORNALE

C. Piccino IL MANIFESTO

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MEDIA 2 3 2,2 2,9 3,3 2,6 2,3 2,7 3,1 2,1

HHHHH LA PERFEZIONE ESISTE HHHH DA NON PERDERE HHH INTERESSANTE HH PREGI E DIFETTI H DIMENTICABILE

in Mostra

Direttore Responsabile: Flavio Natalia - Responsabili di Redazione: Oscar Cosulich (contenuti), Biagio Coscia (realizzazione) - In Redazione: Alessandro De Simone, Alessio Lana, Emanuele Bucci, Claudia Giampaolo (web) - Grafica: Guido Benigni - Collaboratori: Nanni Delbecchi, Fabio Ferzetti, Beatrice Fiorentino, Michela Offredi, Flavia Salierno - Foto: Maurizio D’Avanzo - STAMPA: WWW.TIPOGRAFIACOLORAMA.COM - Via Garda, 13 - San Donà di Piave (VE).

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NUOVE DATE 11.07.20 > 10.01.21

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Tre Oci Giudecca 43, Venezia fermata / stop Zitelle Info tel.+39 041 24 12 332 info@treoci.org www.treoci.org


VENICE FILM FESTIVAL press conferences sala casinò

12.00 HOPPER/WELLES (Fuori Concorso) 13.00 LAILA IN HAIFA (Venezia 77) 14.00 DI YI LU XIANG (LOVE AFTER LOVE) (Fuori Concorso) e LEONE D’ORO ALLA CARRIERA 2020 ad ANN HUI 15.00 NOTTURNO (Venezia 77) Solo accreditati, prenotazione obbligatoria/ Press holders, only upon reservation

8.15

Sala Grande

VENEZIA 77 press - industry

NOTTURNO

Gianfranco Rosi (100’) v.o. arabo, curdo st. italiano/inglese

8.15

Sala Darsena

FUORI CONCORSO press - industry

DI YI LU XIANG (Love After Love)

Ann Hui (140’) v.o. mandarino st. italiano/inglese

8.30

PalaBiennale

FUORI CONCORSO

NARCISO EM FÉRIAS (Narcissus Off Duty)

Renato Terra, Ricardo Calil (84’) v.o. portoghese st. italiano/inglese

9.15

Sala Astra 2

FUORI CONCORSO PROIEZIONI SPECIALI tutti gli accrediti

OMELIA CONTADINA (Paesant Homily) Alice Rohrwacher, JR (9’) v.o. italiano st. inglese FUORI CONCORSO

ONE NIGHT IN MIAMI

NARCISO EM FÉRIAS (Narcissus Off Duty)

8.30

10.45

FUORI CONCORSO tutti gli accrediti Regina King (110’) v.o. inglese st. italiano

Sala Pasinetti

VENEZIA 77 tutti gli accrediti

Małgorzata Szumowska, Michał Englert (113’) v.o. polacco, russo st. italiano/inglese

8.30

Sala Perla

SETTIMANA DELLA CRITICA - SIC@SIC press - industry

J’ADOR

Simone Bozzelli (16’) v.o. italiano st. inglese

50 (o dos ballenas se encuentran en la playa) (50 or Two Whales Meet at the Beach)

Jorge Cuchí (122’) v.o. spagnolo st. italiano/inglese

8.45

Sala Volpi

ORIZZONTI tutti gli accrediti

GUERRA E PACE (War and Peace)

Sala Giardino

VENEZIA 77 press - industry

NOTTURNO

Gianfranco Rosi (100’) v.o. arabo, curdo st. italiano/inglese

Sala Casinò

ORIZZONTI tutti gli accrediti

LA NUIT DES ROIS (Night of the Kings)

Philippe Lacôte (92’) v.o. francese, dioula st. italiano/inglese

9.00

DI YI LU XIANG (Love After Love)

Ann Hui (140’) v.o. mandarino st. italiano/inglese

11.00

Sala Pasinetti

VENEZIA 77 tutti gli accrediti

ŚNIEGU JUŻ NIGDY NIE BE ˛ DZIE (Never Gonna Snow Again)

Małgorzata Szumowska, Michał Englert (113’) v.o. polacco, russo st. italiano/inglese

11.15

PalaBiennale

VENEZIA 77 tutti gli accrediti

DOROGIE TOVARISCHI! (Dear Comrades!) Andrei Konchalovsky (120’) v.o. russo st. italiano/inglese

11.15

Sala Casinò

ORIZZONTI tutti gli accrediti

Martina Parenti, Massimo D’Anolfi (128’) v.o. italiano, francese st. inglese e italiano/inglese

9.00

Sala Grande

FUORI CONCORSO press - industry

ŚNIEGU JUŻ NIGDY NIE BE ˛ DZIE (Never Gonna Snow Again)

9.00

Renato Terra, Ricardo Calil (84’) v.o. portoghese st. italiano/inglese

Sala Astra 1

GUERRA E PACE (War and Peace)

Martina Parenti, Massimo D’Anolfi (128’) v.o. italiano, francese st. inglese e italiano/inglese

11.30

Sala Darsena

VENEZIA 77 press - industry

NOTTURNO

Gianfranco Rosi (100’) v.o. arabo, curdo st. italiano/inglese

11.30

Sala Giardino

VENEZIA 77 press - industry

NOTTURNO

Gianfranco Rosi (100’) v.o. arabo, curdo st. italiano/inglese

11.30

Sala Volpi

FUORI CONCORSO PROIEZIONI SPECIALI tutti gli accrediti

ORIZZONTI tutti gli accrediti

Alice Rohrwacher, JR (9’) v.o. italiano st. inglese

Philippe Lacôte (92’) v.o. francese, dioula st. italiano/inglese

DAILY#7

8 September 2020

OMELIA CONTADINA (Paesant Homily)

LA NUIT DES ROIS (Night of the Kings)

SEGUE A P. 8

Cover151x247_notturno_Layout 1 07/09/20 16:21 Pagina 1


LEXUS. VENEZIA. DALLA PASSIONE NASCE UN CAPOLAVORO.

LEXUS AUTO UFFICIALE DELLA 77. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA . Lexus UX 300e. Valori di emissioni e consumi non disponibili perché in corso di omologazione. Valori rilevati in fase di test preliminari riferiti alla gamma UX 300e Lexus UX 300e: Consumo di elettricità in kWh/100 km 18; Emissioni di CO2 in g/km: 0; Consumo di carburante in l/100 km: 0; Autonomia Elettrica in km: fino a 400 km. Tutti i predetti dati non sono definitivi in quanto in corso di omologazione. Peraltro gli stessi non sono indicativi del tipo di percorso scelto dopo la ricarica. Il tempo di ricarica dipende anche dalla temperatura, dall’usura della batteria, dalla potenza erogata dalla colonnina, dallo stile di guida e dal livello di carica. Immagine vettura indicativa.


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hemes and characters from the battered Middle East have been protagonists of cinema for decades now. Amos Gitai’s Laila in Haifa , number one in Israeli cinema, is a journey into the microcosm that teems inside a night club of Israel’s most open and tolerant city. Gianfranco Rosi’s new documentary Notturno is the result of three years spent in Syria, Iraq, Kurdistan and Lebanon. Same geographical coordinates, between past and present, for Careless Crime of Iranian Shahram Mokri where the setting on fire of a cinema brings to mind similar events that transpired during the revolution against the Shah. Moving to Europe here’s Guida romantica ai posti perduti by Giorgia Farina, a couple’s road movie starring Clive Owen, Irène Jacob and Jasmine Trinca. Not to mention Hopper/ Welles, the long interview-confession that the director of Easy Rider made with the author of Fourth Power in ‘71, as well as a dip in 1920s Hong Kong with Ann Hui’s period-drama Love after Love, who will be awarded today with the Golden Lion for Lifetime Achievement.

Fires di Roberto Pugliese

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ematiche e personaggi della martoriata area mediorientale sono da decenni, forzatamente, protagonisti del cinema. A volte con uno sguardo corale e collettivo, come accade ora in Laila in Haifa di Amos Gitai, coscienza critica e numero uno del cinema israeliano: viaggio al termine di una lunga notte nel microcosmo che brulica in un night-club della città più aperta e tollerante d’Israele. E Notturno, nonché a più voci, è anche l’attesissimo nuovo doc del già Leone e Orso d’Oro Gianfranco Rosi, frutto di tre anni trascorsi tra Siria, Iraq, Kurdistan e Libano, a raccogliere le testimonianze di quei straziati territori. Stesse coordinate geografiche, fra passato e presente, per Careless Crime dell’iraniano Shahram Mokri, premiato a Venezia nel 2013 per Fish & Cat, dove il gesto di alcuni individui che danno fuoco ad un cinema riporta alla memoria analoghi eventi durante la rivoluzione anti-Scià. Spostandoci in Europa ecco Guida romantica ai posti perduti di Giorgia Farina, road movie di coppia che ha nel cast Clive Owen, Irène Jacob e Jasmine Trinca; mentre dagli USA arriva Topside di Celine Held e Logan George, storia di madre e figlia che vivono reiette nelle viscere della metro newyorkese. Senza trascurare Hopper/Welles, lunga e ribollente intervista-confessione che il regista di Easy Rider realizzò con l’autore di Quarto potere nel ’71, nonché un tuffo nella Hong Kong degli anni ’20 con il period drama Love after Love di Ann Hui, una indiscussa protagonista della new wave di quella cinematografia, e che non a caso riceverà oggi il Leone d’oro alla carriera.

past conferences

Maybe we are lucky and will have the opportunity to be a piece of art that moves the needle in the conversation for real transformative change Regina King

interview Filip Jan Rymsza by Marisa Santin, Andrea Zennaro

Ann Hui

di Giorgio Placereani

L

HOPPER/WELLES

FUORI CONCORSO di Orson Welles con Dennis Hopper, Orson Welles (USA, 131’)

P

olish director Filip Jan Rymsza, participating in the Out of Competition section this year with Mosquito State, is back with the unfinished works of Orson Welles: Two years ago he produced for Netflix the recomposition of the abandoned film The Other Side of the Wind. Now he brings to Venice, again as a producer, the interview to Dennis Hopper by Welles on the Mexican set whilst Hopper was directing the cursed film The Last Movie after the global success of Easy Rider. Talks on cinema and politics, on liberty and artistic choices of unconventional characters who challenged the system compromising their own careers. Two great writers who discuss their passions without filters like Hitchcock did with Truffaut and Lang did with Friedkin. In producing Hopper/Welles, what criteria guided you in choosing the final cut? There were two cameras running for two and a half hours, and we were at two hours and ten minutes, so really it’s almost the whole thing. What’s not in there are some false starts, some ends, but I just tried to preserve it as you would some historical document. I felt that in some of the repetitions and in the circular way in which Welles tries to film Hopper, there’s a conversational strategy to it, there’s a flow. When I first looked at it I loved the rawness, with the slate and everything. It’s obviously a stylistic decision of Orson’s because at the very beginning of the film he instructs the camera assistants to go in there with the slate and don’t be so nice about it! That slate keeps on coming in front of Hopper’s face and he has to maintain conversation throughout, so this feels like it was the intended form for the film. Where did the shooting take place? According to Orson, this took place in Benedict Canyon, Los Angeles. Some of this information has been difficult to come by, because it was fifty years ago, and even the two people who were in the room with whom I talked to had com- CONTINUES... pletely different memories!...

Director's cuts

Exporting VR

Setting up this diffused platform has not been easy. When we talk of VR, it is only logical to think that its natural positioning would be the internet, but in doing so, we would fail to take into account the quality standards that must be met for the audience to adequately experience this kind of media. To this end, we worked with the biggest players in this sector, businesses who, up to that point, never worked together. For us, it has been a huge coordination job, as hard as it has been rewarding. To expand the audience of this experimental section, which unfortunately we couldn’t set up at the Lazzaretto Vecchio Island this year, we decided to involve over a dozen cultural centres around the world (the M9 Museum in Mestre being one of those) where VR enthusiasts will be able to experience the titles we selected for the VFF. We see this as part of our outreach strategy.

’essere umano al primo posto: questo potrebbe essere il motto del cinema di Ann Hui. La caratteristica comune a tutti i suoi film è la partecipazione. Dopo aver studiato cinema a Hong Kong e a Londra, Hui ha lavorato per la tv di Hong Kong firmando telefilm di eccellente livello. Non solo ha cominciato qui a esplorare i temi costanti della sua filmografia (l’attenzione alle relazioni umane e sociali, il rapporto madre-figlio, il tema dell’esilio, l’influsso del passato sul presente, la questione dell’identità cinese), ma si può ritenere che la televisione ha contribuito a modellare la sobrietà funzionale del suo stile. La più anziana dei maestri della New Wave hongkonghese ha uno stile – elegante e inventivo – più semplice e meno flamboyant di altri suoi colleghi: Hui lo rinchiude nelle pieghe della narrazione. Dopo il suo esordio col thriller The Secret (1979), cui è seguita la commedia di fantasmi The Spooky Bunch, in una lunga carriera Ann Hui si è cimentata con una quantità di generi, con opere dolorose sulla tragedia dei cinesi nel Vietnam unificato come Boat People (1982), wuxiapian come The Romance of Book and Sword (1987), horror come Visible Secret (2001), commedie amare come The Postmodern Life of My Aunt (2007), drammi politici come Ordinary Heroes – nonché i drammi intimisti per cui è più nota da noi, basati su un minimalismo narrativo nel quale Hui concentra l’attenzione sulla dimensione immediata dei gesti: arrivando a una fulminante forza emotiva celata nell’immediatezza del quotidiano.

Ann's six Boat People (1982) Denuncia delle sofferenze dei vietnamiti di origine cinese perseguitati dal regime di Hanoi dopo l’unificazione del paese. Fu girato col supporto della Cina, che però in seguito ne proibì la distribuzione. E a Hong Kong fu visto anche come allegoria del minaccioso incombere della Cina sulla città.

Summer Snow (1995) Una donna tutt’altro che ricca deve gestire il suocero malato di Alzheimer. Ann Hui non trasforma la storia in caricatura; gli sviluppi sono comici ma non farseschi, con una tenerezza implicita. Sublime l’allusione satirica a Piazza Tienanmen quando il vecchio si piazza davanti a un’auto.

Visible Secret (2001) Storia di fantasmi molto atmosferica in una Hong Kong inquietante. Non senza un tocco d’ironia, il film mantiene un elemento di ambiguità fra credere e non credere. La bellissima attrice taiwanese Shu Qi, occhiali neri e rossetto scurissimo, è inedita con questo aspetto dark.

The Way We Are (2008) Una madre vedova che lavora, un figlio incerto sul futuro, un’anziana vicina con cui fanno amicizia. Commovente elegia degli affetti familiari, attraverso le piccole cose quotidiane trasmette il senso del fluire della vita e della dimensione del passato che sfocia quieto nel presente. A Simple Life (2011) Il rapporto fra un produttore cinematografico e una donna di servizio, diventata nei decenni come una madre, nel momento in cui lei deve ritirarsi dal lavoro. Un film raffinato che mostra una maestria pudica e segreta. Coppa Volpi come miglior attrice per Deanie Ip a Venezia 2011.

Our Time Will Come (2017) Dramma di guerra sulla resistenza anti-giapponese a Hong Kong. Il rapporto fra madre (Deanie Ip) e figlia fa da filo conduttore. Anche su questo tema epico-patriottico Ann Hui mostra la sua attenzione ai piccoli dettagli psicologici e alle relazioni umane. #7 3


Focus Social

Entertainment

a cura di Joe Morse (alias F.D.S.)

I

l film in Concorso di Amos Gitai, Laila in Haifa, è ambientato in una discoteca di Haifa e racconta le vite di cinque donne che si intrecciano in questo locale. La discoteca, o sala da ballo, è il luogo che a partire dagli anni ‘50 si sostituisce al night club come spazio principale dell’intrattenimento sociale. La differenza è fondamentale: nella discoteca si va per ballare, è un luogo soprattutto frequentato dai giovani e la conversazione diventa secondaria rispetto alla musica riprodotta artificialmente che fa da contraltare alla danza e all’esibizione del corpo; nel night club, più classista e indubbiamente meno giovanilista, ci si andava per un generico ‘intrattenimento’ che comprendeva diverse funzioni (esibizione sociale, nutrimento, conversazione, ascolto musicale dal vivo). È possibile che questa così radicale diversità di vivere la notte ludicamente abbia impresso anche una diversa aura ai film che, a partire da un secolo fa, hanno avuto a che fare con questo genere di locali? La sensazione è che al cinema il night imprima alle vite dei protagonisti una drammaticità, una tragicità esistenziale del tutto sconosciuta ai film ambientati nelle discoteche, ove invece prevale un approccio orientato alla esibizione teatrale dei corpi, in cui la danza diventa strumento della seduzione corporea ma non più del fato ineluttabile. La discoteca, insomma, come fenomeno di decadenza della narrazione romantica propria del night club: se il night era uno spazio di relazioni sociali al massimo livello, nella discoteca il corpo si isola completamente e si muove nella sua appagata solitudine. Dai luoghi dell’anima siamo passati ai luoghi del corpo.

Angelo Azzurro (1930) Film feticcio sulla facilità con cui il night club può cambiare in modo radicale e devastante la vita del povero professor Unrath. Casablanca (1942) C’è un luogo che letteralmente torce i destini degli esseri umani come il Rick’s Cafè? La Dolce Vita (1960) Tre i night del film: esotismo da copertina e noia assoluta nel primo, la “baracca infrequentabile” di Anouk Aimee; la rovina romana il secondo, ravvivato dagli animal spirits americani; il cabaret-circo-tomba, ove Marcello va con il padre. Tutti evidentemente luoghi dell’anima. The Last Days of Disco (1998) Dentro lo Studio 54, di cui il film racconta l’epopea e la fine, chiacchiere e danze si confondono fino allo spasimo. Potrebbe anche essere che lo Studio 54, aperto nel 1977 e chiuso nel 1986, sia stato il passaggio dall’ultima era dei night club al trionfo delle discoteche.

La febbre del sabato sera (1977) È il film che sbarazza ogni residuo immaginario del night club, celebrando il trionfo del corpo che tesse coreografie tamarre e irresistibili. Mektoub, My Love: Canto Uno (2017) La lunghissima sequenza in discoteca, dove il regista per 20 minuti inquadra ‘lati b’ femminili in un trionfo di energia tribale, è la prova dell’assunto di partenza: al night club accade di tutto, in discoteca non accade mai niente.

4

#7

JENAYAT-E BI DEGHAT (Careless Crime)

Green carpet di Massimo Bran, Mariachiara Marzari

Orizzonti

di Shahram Mokri con Babak Karimi, Razieh Mansouri, Abolfazl Kahani, Mohammad Sareban, Adel Yaraghi, Mahmoud Behraznia (Iran, 139’)

HISTORY REPEATS ITSELF Fourty years ago, during the uprising to overthrow the Shah’s regime in Iran, protesters set fire to several movie theaters, considered a symbol of the Western culture they wanted to eradicate at all costs. In one tragic case, a theater was set on fire with four hundred people inside, most of whom burned alive. Fourty years have passed and, in contemporary Iran, four people decide to emulate that thoughtless gesture, tragically breaking the past into the present. A graduate of Soore University in Tehran in film and television directing, Shahram Mokri is an Iranian director and screenwriter who has linked his career to several genres, including TV series and documentaries. In 2013 the feature film Fish & Cat (Mahi Va Gorbeh) won the Special Orizzonti Award for innovative content in Venice and in 2014 also won the Youth Jury, FIPRESCI, and Grand Prix awards at the Fribourg Film Festival. Jenayat-E Bi Deghat is his third film.

interview Shahram Mokri by Davide Carbone

T

he past comes back; history repeats itself. How did you narrate the correlation that exists with the events of the 1970s? When we talk about history, we seem to be talking about a time separate from the present. But history is a continuum. There is an overlap between the present and the past, but we have separated them to make understanding easier. History in Iran has a high dividing wall, and that is the revolution. Everything that happens is divided into before and after this historical border. The careless crime is about one of the most important events that led to the construction of this dividing wall. Many say that the broader fire that ignited the revolution in Iran began with the Rex Cinema fire. It was vital for me to show that even forty years after the victory of the revolution, it is still conceivable that history has not moved forwards, but is twisted like a circle. We see the characters of the historical story of forty years ago in Tehran today. My practical method was to summon historical characters in contemporary Iran. You worked extensively in documentaries and TV productions. What, of those experiences, helped you in making this movie? I make TV shows or documentaries as a livelihood. You always have problems when you want to pay more attention to experimentalism. For example, finding a market and then finding an investor for the next films. During this time, I teach, and of course, I make commercials and custom documentaries. All of them help me to have a better understanding of the conditions of today’s Iranian society. A society that is striving for growth and is facing dozens of problems. The great interest of Iranian cinema in hyperrealist films comes from looking at documentary cinema. But I try to distance from that look as much as I can. Even when I make a film about a documentary based on events, my screenwriter colleague Nasim and I always talk about how far we can go from a realistic point of view. For us, this is a form of empiricism in Iranian cinema. What criteria did you apply in casting your actors? There are a lot of young actors interested in working in cinema. Most of CONTINUES... them work in the theater in Iran. Method of choosing an...

I

n un’edizione che dire speciale è dire niente, la conferma come mainsponsor della Mostra di un brand automobilistico quale Lexus, all’avanguardia totale sulla mobilità green, rappresenta un dato davvero vitale nella direzione di un concreto impegno per una sostenibilità ambientale ormai nelle agende di tutti i comparti industriali dell’economia globale. Per conoscere meglio il senso vero di questa partnership con la Mostra del Cinema da parte del brand nipponico abbiamo incontrato Maurizio Perinetti, Direttore Lexus Division Italia. Come è nato e come si sta evolvendo il vostro rapporto ormai più che consolidato con la Mostra del Cinema? Essere sponsor della Mostra del Cinema per il quarto anno consecutivo è ovviamente per noi motivo di enorme soddisfazione e orgoglio, un onore che in particolar modo quest’anno si collega all’importanza di un evento che va oltre i confini dell’appuntamento cinematografico, per caricarsi di significati altri, più profondi e condivisi. La scelta di stringere una partnership con uno dei festival cinematografici più importanti al mondo deriva dalla volontà di trovare un territorio di confronto tra Venezia e i valori del brand Lexus: esprimere una propria visione forte, cercare l’originalità, riuscire ad emozionare sono caratteristiche intrinseche della settima arte che noi di Lexus tentiamo di trasmettere attraverso le nostre vetture. La scelta è stata quindi molto naturale e in questi quattro anni di collaborazione si è rafforzata sempre di più. Quest’anno abbiamo messo a disposizione ben 36 vetture per gli spostamenti degli ospiti fino al red carpet, ma anche per tutti gli altri spostamenti logistici nel contesto del festival. Il nostro coinvolgimento nella Mostra, che mi sentirei di definire “collaborazione” più che classica “sponsorizzazione”, ci ha portato inoltre a scegliere proprio Venezia come occasione in cui presentare due nuovi prodotti, la Lexus UX, primo modello elettrico non solo di Lexus ma dell’intero gruppo Toyota, e la LC Cabrio, autentica icona di stile di quello che Lexus può offrire sul mercato. In questo contesto di crisi globale che ha investito tutto e tutti il leit motiv, vero mantra di questi mesi, ricorrente è: come ripensarsi, come ridefinirsi, come trasformare un momento di straordinaria negatività in opportunità per disegnare più sostenibilmente il futuro. Continuità e novità nella vostra progettualità. Il lockdown mondiale ha spinto aziende e interi comparti industriali a rivedere completamente le proprie strategie stravolgendo i propri piani porogrammatici. Ciò premesso, devo dire che la nostra visione su quella che sarà la mobilità del futuro non è sostanzialmente cambiata: il processo industriale ha innegabilmente registrato un rallentamento dovuto al blocco del CONTINUA... comparto produttivo durato circa due mesi, senza...


Focus Gianfranco Rosi

LISTEN

Orizzonti

di Andrea Zennaro

L di Ana Rocha De Sousa con Lúcia Moniz, Sophia Myles, Ruben Garcia, Maisie Sly, Kiran Sonia Sawar, James Felner (UK, Portogallo, 73’)

AFFARI DI FAMIGLIA Bela e Jota sono una coppia portoghese della periferia di Londra impegnata in una lotta quotidiana per mandare avanti una famiglia con tre figli, riuscendo a malapena ad arrivare alla fine del mese. Quando in seguito ad un malinteso i servizi sociali inglesi decidono di sottrar loro i bambini, la coppia dovrà mettere da parte tutti i propri principi per rimettere assieme la famiglia, con l’aiuto di un’avvocatessa attiva nel campo dei diritti civili che prende a cuore la loro vicenda. Diventata regista dopo una positiva carriera di attrice in Portogallo, Ana Rocha De Sousa ha sviluppato nei propri studi di Belle Arti all’Università di Lisbona un forte interesse per il potere visivo dell’immagine, perfezionando il proprio percorso alla London Film School. La cura nella descrizione dei personaggi e l’amore per la narrazione emergono da ogni suo lavoro, fin dall’esordio nel cortometraggio del 2009 Jantamos Cedo e confermandosi nel film del 2013 No Mar, anche questo incentrato tematicamente sulla figura genitoriale e sul rapporto con i figli. (D.C) Bela and Jota are a Portuguese couple from the outskirts of London, engaged in a daily struggle to run a family with three children, barely making it to the end of the month. When, due to a misunderstanding, the social services decide to take the children away from them, the couple will have to put aside all their principles to put the family back together again, with the help of a civil rights lawyer who takes their case to heart. After a successful career as an actress in Portugal, Ana Rocha De Sousa developed a strong interest in the visual power of images in her Fine Arts studies at the University of Lisbon, then perfecting her career at the London Film School. The care in the description of the characters and the love for narrative show in all her work, since her debut in the 2009 short film Jantamos Cedo and confirmed in the 2013 film No Mar, also thematically focused on the parental figure and the relationship with children.

VVR

a forma documentaria nell’ambito del mainstream ha avuto fasi altalenanti nel corso della storia del cinema. Negli ultimi anni è tornata in auge in modo preponderante anche grazie ad autori come Gianfranco Rosi, che hanno saputo colpire lo spettatore con tematiche forti e controverse. Il suo stile si avvicina di più a nomi come Joshua Oppenheimer rispetto a Errol Morris o Michael Moore. Egli lascia che le immagini parlino da sole e che le persone raccontino il proprio vissuto attuando un’opera di introspezione. Prendendo come fonte di ispirazione i grandi documentaristi del passato, uno su tutti Joris Ivens, Rosi scava nel profondo della società tra le persone più emarginate e invisibili. Lo troviamo tra i senzatetto che vivono in una base militare abbandonata nei pressi di Los Angeles o tra i profughi disperati che sbarcano a Lampedusa per fuggire dalle guerre scatenate dall’uomo occidentale. Un sicario dei narcos ormai ‘redento’ può essere il protagonista, con i suoi racconti agghiaccianti che parlano di un mondo molto vicino all’inferno dantensco, di un film girato nella sua totalità in una stanza d’albergo, che fungeva in passato da camera di tortura. Alla continua ricerca di un’umanità e di una speranza di salvezza in un universo al collasso, il regista perlustra luoghi, situazioni e zone d’ombra con uno sguardo lucido e curioso che trasmette sensazioni forti ed empatia verso le anime perse.

Gianfranco's four

Below Sea Level (2008) Una comunità di senzatetto vive ai margini della società sperando in un futuro migliore.

Sacro GRA (2013) Il Grande Raccordo Anulare di Roma come metafora della società italiana.

El Sicario Room 164 (2010)

Fuocoammare (2016) Gente perduta alla ricerca di un mondo migliore dove poter vivere e crescere.

La parola a uno spietato assassino che racconta gli orrori del suo passato.

A press event for accredited pass holders will be held Sept 9th from 12 pm to 2 pm at the Museo M9 in Mestre, where a VR Lounge has been set up, fully equipped with VR visors, to explore the immersive projects of Venice VR Expanded. Highlights include Baba Yaga, starring Kate Winslet, Jennifer Hudson, Glenn Close, Daisy Ridley; Paper Birds voiced by Archie Yates (Jojo Rabbit); Jon Favreau’s Gnomes and Goblins; and Rose Troche’s We Live Here. Only upon reservation: stampavr@labiennale.org Transportation to the Museum from Lido: dock of the Casino, Sept 9th, 11 am

di Riccardo Triolo

M

i trovo a bordo di una navicella spaziale. Fisso Claris, intenta ad armeggiare durante un atterraggio. La sovrasto, posso vedere bene dove sono, spiare l’espressione dei suoi occhi dietro il casco, ma lei non sa di me e io non so qual è il mio ruolo. Sono puro sguardo. La vedo uscire con difficoltà ed esplorare il pianeta con il suo drone. Crede di essere sola, cerca disperatamente un contatto con la base, ma lo perde. Intorno a lei, a noi, solo rocce, dirupi e vallate di un territorio sconosciuto. Io resto lì, sulla soglia, testimone invisibile della sua ricerca. Ora che anche il drone ha smesso di seguirla, distrutto, lei non ha che se stessa. O così almeno crede. Sono faville quelle che d’un tratto appaiono intorno a lei, intorno a noi. Luminosissime faville che fluttuano in quel cielo muto. Ne sono avvolto. Per qualche istante perdo l’orientamento. Ma ecco che quelle molecole di luce cominciano a coagularsi e a tracciare delle forme regolari, fino a disegnare l’interno di un locale. I tavoli vuoti, tranne uno, dove c’è lei. Claris. Il suo doppio di luce aliena. Forse l’impronta emotiva della sua memoria. Claris le si avvicina, non fa a tempo a fissarla che il suo doppio sembra percorso da un moto di sdegno. Si allontana. Il ricordo luminescente svanisce. Claris ora è smarrita. Si guarda intorno. Lentamente, mi si avvicina.

M9

Mi vede. Mi sta fissando dritto negli occhi. Non posso che trasalire. Mi sento presente, vivo, visibile. Ora è a un palmo da me. «Chi sei?», mi chiede. Ma io, dietro lo specchio, non so risponderle. Mirror: The Signal di Pierre Zandrowicz usa il mezzo immersivo per giocare con il ruolo dello spettatore e cercarne l’identità all’interno di un sistema di rappresentazione ancora tutto da scoprire. Il pianeta Mirror - metafora della VR come estensione del mondo fenomenico? - vive forse di ricordi dolorosi, tesse trame profonde come il suo gemello Solaris, ma rispetto al mondo postulato da Lem-Tarkovskij, qui la trama di corrispondenze è meno evocativa e più immediata: l’impatto con il ricordo è epidermico, prima che psichico. L’interrogativo ontologico “chi sei?” ci definisce come presenza, ma resta aperto. Dal pianeta Mirror non si torna.

MIRROR: THE SIGNAL CONCORSO di Pierre Zandrowicz (Francia, 9’)

SOUND TRACKS a cura di Joe Morse (alias F.D.S.)

The World to Come_Certo, sarà anche calligrafismo malickiano, questo film, ma la nobiltà dei riferimenti letterari che emergono dalle epistole scambiate dalle donne (in certi momenti sembra di stare nel giardino di Emily Dickinson), il monocromatismo della fotografia che ruba alla luce del paesaggio quanto poi restituisce alla vibrazione della stessa sui corpi femminili, la qualità di una regia che immerge la vicenda in una natura estranea ma non matrigna, tutto questo fa di The World to Come uno dei titoli più interessanti della prima metà di questa edizione. E un contributo non indifferente viene dato dalla colonna sonora di Daniel Blumberg, giovane musicista inglese che semina all’interno di una musica apparentemente naif e acustica una molteplicità di segnali distortivi, di inquietudine e di dissonante libertà. Siamo dentro un sostanziale approccio folk che però in certi momenti si oscura di un jazz quasi free o ricorda certo Copland ‘popolare’. E se il clarinetto la fa da padrone in molte delle sequenze musicali del film, vale la pena sottolineare come spesso sia quasi rispecchiato da un clarinetto basso (suonato dal tedesco Peter Brötzmann, uno dei sassofonisti più influencer del free jazz europeo), che fa da controcanto disturbante e oscuro. Bellissima anche la canzone dei titoli di coda, che vede alla voce Josephine Foster, la sacerdotessa del Colorado del neo folk americano: volto magro e austero, pelle diafana, vesti lunghe e di puritana sobrietà, potrebbe essere la protagonista di una novella di Hawthorne come potrebbe essere lei l’Abigail del film... Ecco dunque una colonna sonora che non solo raggiunge livelli di bellezza pura e disarmante, ma anche di sintonia con le immagini e la storia narrata.

Never Gonna Snow Again_ La colonna sonora è un concentrato di “anima slava” in musica. Abbiamo la seconda sinfonia di Rachmaninoff, un preludio di Chopin, e la Jazz Suite n. 2 di Shostakovich (ma non l’aveva già usata Kubrick in Eyes Wide Shut?).

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Settimana della critica

35. Settimana Internazionale della Critica

intervista Celine Held, Logan George

Il territorio come centro di produzione di Mariachiara Marzari

di Manuela Santacatterina

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ikki e Little, una madre e la sua bambina, vivono nei tunnel abbandonati della metro di New York, ma quando la polizia sgombera la zona inizia per loro una dolorosa risalita in superficie. Con alle spalle lavori presentati e premiati a festival prestigiosi come Cannes e il Sundance, Celine Held e Logan George debuttano al lungometraggio con Topside, riconfermandosi due dei nomi più interessanti del cinema indie americano. La storia di Topside ha dei punti in comune con il vostro corto, Caroline… Abbiamo scritto la sceneggiatura prima di realizzare qualsiasi altro lavoro, anche prima di Caroline. Eravamo stati nei tunnel di New York. Della comunità era rimasto poco tranne degli incredibili murales di Chris “Freedom” Pape che li facevano sembrare quasi una cattedrale. The Mole People di Jennifer Toth e The Tunnel di Margaret Morton hanno avuto una grande influenza sulla sceneggiatura. La storia di Nikki e Little è una storia d’amore universale su ciò che l’amore incondizionato può farci fare, ma ambientata in un mondo inedito. New York è una co-protagonista. Come avete lavorato per renderla così minacciosa per Little? La sequenza in cui Little va in superficie per la prima volta è stato un momento chiave per noi: abbiamo lavorato con il nostro mixer del suono, colorista e il nostro DP durante la produzione per assicurarci che tutti quegli elementi si combinassero per sembrare travolgenti. Little conosce il tunnel mentre la New York che tutti conosciamo è un posto sconosciuto per lei. É stato sicuramente un lavoro di equilibrio trovare il modo giusto per rendere minacciosa e spaventosa una scena altrimenti così normale ambientata in una strada di New York. Avete lavorato al film per cinque anni. Qual è stata la sfida maggiore? Lavoriamo insieme da 5 anni: in questo periodo abbiamo realizzato 6 cortometraggi e 2 documentari, tutti in preparazione di Topside. La sfida più grande è stata convincere le persone a partecipare alla realizzazione di un film in cui la protagonista ha solo 5 anni! Il nostro corto, Caroline, è interpretato da un’attrice di 6 anni. Lo abbiamo realizzato appositamente per dimostrare che Topside avrebbe funzionato come film. Tutto molto strategico! Celine, com’è stato dirigere e recitare al fianco di Zhaila Farmer? Zhaila è una piccola attrice incredibilmente dotata. Quando l’abbiamo scelta abbiamo riscritto la sceneggiatura per adattarla a quello che è realmente lei. Quando il primo finanziamento è fallito abbiamo lottato per trovarne altri e realizzare il film con Zhaila prima che diventasse troppo grande. Ha questa innata curiosità e questo modo davvero bello di guardare il mondo, di pensare prima di parlare. È tranquilla, ma resiliente e determinata. Ho indossato un piccolo auricolare mentre recitavo in modo che Logan potesse comunicare con me mentre giravamo. Ha funzionato molto bene e abbiamo girato quasi tutte le scene in sequenza. È stata meravigliosa!

L

aureata in filosofia, Anna Olivucci è responsabile di Marche Film Commission dal 2008. Docente incaricato del corso di Alta Formazione Cineturismo-Gestione e produzione di strumenti di marketing per la valorizzazione del territorio, è autrice di numerose pubblicazioni legate al tema del cineturismo, al quale ha dedicato quasi venti anni di ricerca, dieci dei quali dalla posizione di Responsabile della Progettazione di Mediateca delle Marche. Come il cinema è riuscito a rendere le unicità del territorio delle Marche elementi fondamentali della propria identità, capaci di attirare produzioni nazionali e internazionali, ma anche turismo? Da anni lavoriamo alla definizione di un’identità filmica territoriale, nella convinzione che solo da una ‘messa a fuoco’ consapevole delle proprie caratteristiche si possano sviluppare forme efficaci di location placement. E gli esiti del Bando regionale con risorse comunitarie, concluso poco prima dell’inizio del periodo di emergenza Covid, ci davano ragione: 15 produzioni – tra lungometraggi, corti e format – che finalmente propongono narrazioni reali e non pretestuose, che prendono radici e identità dal territorio, aprendosi al tempo stesso a tematiche e prospettive di interesse nazionale. Siamo pronti ora, passata la prima emergenza, a riprendere la lavorazione di queste produzioni. Sorte analoga ha subìto il nuovissimo Cluster Regionale “Marche Cinema” dedicato al cineturismo e a offerte di movietours legate a specifiche produzioni cineaudiovisive e web, girate nel territorio e a finanziamento

regionale che ora, anche nell’ottica di un maggior interesse a forme di turismo di prossimità, speriamo possano ripartire, in tutti i sensi. Quali le ricadute economiche e sociali che il settore audiovisivo ha avuto sulla Regione in questi anni di lavoro? Purtroppo la valutazione delle ricadute risente della mancanza di strutturalità e continuità degli interventi regionali sino ad oggi improntati, che non consente di stilare resoconti positivi se non per il solo indotto diretto (ogni produzione è legata comunque ad un indice di territorialità che prevede una ricaduta di almeno il 40% sul territorio, compreso impiego di professionisti e maestranze locali, fornitori e servizi). Per rilevare un significativo indotto indiretto e d’immagine sono necessarie politiche di settore continuative capaci, nel tempo, di sviluppare e far maturare un’attrattività concreta e non episodica. Come la Regione Marche scenderà in campo per rendere questa sinergia cinema/territorio sistemica in tempi di ripartenza? Per quanto riguarda le iniziative di immediato respiro ci siamo concentrati sulla necessità di inserire il codice ATECO delle industrie culturali del settore cineaudiovisivo all’interno delle misure emergenziali che la Regione Marche andava attivando per le imprese. Per le misure di medio intervento si è proceduto all’impegno di spesa relativo a un Bando - con Fondi regionali - che potesse costituire ‘misura di ristoro’ per le produzioni locali. Infine, per le iniziative a più lunga prospettiva riteniamo fondamentale ‘vigilare’ che il comparto cinema - così duramente colpito dai recenti eventi e tradizionalmente così poco tutelato rispetto ad altre attività produttive - rientri a pieno titolo e con misure finanziarie adeguate all’interno del nuovo settennio di programmazione POR FESR.

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ALEX VICENTE EL PAIS

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HANNS-GEORG RODEK DIE WELT

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BEN CROLL INDIEWIRE

THE HOLLYWOOD REPORTER

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JONATHAN ROMNEY THE OBSERVER

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PIERRE EISENREICH FABIEN BAUMANN POSITIF

Poche scene, molti dialoghi, una protagonista che ritorna in Spagna dopo sei anni all’estero e si trova a dover fare i conti con la sua vita e con i rapporti più importanti: il nonno, il migliore amico, l’assenza dei genitori. Questo, e molto altro, è racchiuso nell’emozionante El arte de volver, film d’esordio dello spagnolo Pedro Collantes, che restringe il racconto a pochi personaggi e segue senza interruzioni il percorso interiore di Noemi, attrice trentenne alla ricerca di un ruolo che le permetta di affermarsi, innanzitutto, ma anche di risposte e di direzioni da seguire in un passaggio cruciale per la sua crescita esistenziale. Una pellicola intima e delicata, che lascia respiro ai dubbi e alle riflessioni di una ragazza matura e precaria nello stesso tempo, a cui l’intensa Macarena Garcìa – madrilena, nota in Spagna per molte produzioni targate Netflix e rivelatasi con il bellissimo Blancanieves (2012) di Pablo Berger - dona anima e corpo, alternando sfumature dolenti e spensierate. Emiliano Dal Toso

AMANTS QUO VADIS, AIDA? THE DISCIPLE PADRENOSTRO PIECES OF A WOMAN MISS MARX SUN CHILDREN THE WORLD TO COME DEAR COMRADES! NEVER GONNA SNOW AGAIN

SCREEN INTERNATIONAL

S ARS

INTERNATIONAL CRITICS

Biennale College

HH HHH HHH½ HH½ HH HH HH½ HH½ HH

#7 7


14.15 SEGUE DA P. 1

11.30

Sala Perla

GIORNATE DEGLI AUTORI EVENTO SPECIALE tutti gli accrediti

GUIDA ROMANTICA A POSTI PERDUTI (Romantic Guide to Lost Lands) Giorgia Farina (108’) v.o. italiano, inglese, francese st. italiano/inglese A seguire incontro con gli autori/Q&A

11.30

Sala Astra 1

FUORI CONCORSO tutti gli accrediti

ONE NIGHT IN MIAMI Regina King (110’) v.o. inglese st. italiano

11.45

Sala Astra 2

FUORI CONCORSO tutti gli accrediti

ONE NIGHT IN MIAMI Regina King (110’) v.o. inglese st. italiano

13.45

Sala Pasinetti

FUORI CONCORSO - PROIEZIONI SPECIALI tutti gli accrediti

OMELIA CONTADINA (Paesant Homily) Alice Rohrwacher, JR (9’) v.o. italiano st. inglese FUORI CONCORSO

NARCISO EM FÉRIAS (Narcissus Off Duty)

Sala Astra 1

Sala Perla 2

FUORI CONCORSO - PROIEZIONI SPECIALI tutti gli accrediti

Alice Rohrwacher, JR (9’) v.o. italiano st. inglese FUORI CONCORSO

Alice Rohrwacher, JR (9’) v.o. italiano st. inglese FUORI CONCORSO

OMELIA CONTADINA (Paesant Homily)

NARCISO EM FÉRIAS (Narcissus Off Duty)

Renato Terra, Ricardo Calil (84’) v.o. portoghese st. italiano/inglese

14.30

Sala Astra 2

FUORI CONCORSO - PROIEZIONI SPECIALI pubblico - tutti gli accrediti

OMELIA CONTADINA (Paesant Homily) Alice Rohrwacher, JR (9’) v.o. italiano st. inglese FUORI CONCORSO

Renato Terra, Ricardo Calil (84’) v.o. portoghese st. italiano/inglese

16.30

OMELIA CONTADINA (Paesant Homily)

NARCISO EM FÉRIAS (Narcissus Off Duty)

Renato Terra, Ricardo Calil (84’) v.o. portoghese st. italiano/inglese

17.30

PalaBiennale

ORIZZONTI pubblico - tutti gli accrediti

LISTEN

Ana Rocha de Sousa (73’) v.o. inglese, portoghese, lingua dei segni (bsl) st. italiano/inglese

17.30

NARCISO EM FÉRIAS (Narcissus Off Duty)

Sala Astra 1

Sala Darsena

ORIZZONTI pubblico - tutti gli accrediti

LISTEN

Ana Rocha de Sousa (73’) v.o. inglese, portoghese, lingua dei segni (bsl) st. italiano/inglese A seguire incontro con gli autori/Q&A

FUORI CONCORSO pubblico - tutti gli accrediti

18.00

Regina King (110’) v.o. inglese st. italiano

FUORI CONCORSO, PROIEZIONI SPECIALI inviti

ONE NIGHT IN MIAMI

16.45

Sala Grande

VENEZIA 77 pubblico - tutti gli accrediti

LAILA IN HAIFA

Scuola Grande della Misericordia

FUOCO SACRO

Antonio Castaldo (59’) v.o. italiano A seguire incontro con gli autori/Q&A per info e prenotazioni: www.misericordiadivenezia.it

19.15

Renato Terra, Ricardo Calil (84’) v.o. portoghese st. italiano/inglese

13.50

17.00

FUORI CONCORSO - PROIEZIONI SPECIALI pubblico - tutti gli accrediti

Sala Grande

VENEZIA 77 pubblico - tutti gli accrediti

NOTTURNO

Sala Grande

HOPPER/WELLES

Sala Giardino

VENEZIA 77 press - industry

NOTTURNO

Gianfranco Rosi (100’) v.o. arabo, curdo st. italiano/inglese

14.00

Sala Volpi

ORIZZONTI tutti gli accrediti

16.45

Sala Astra 2

SETTIMANA DELLA CRITICA - SIC@SIC pubblico - tutti gli accrediti

ACCAMÒRA (In questo momento) [ACCAMÒRA (Right now)] Emanuela Muzzupappa (11’) v.o. italiano, dialetto calabrese st. italiano, inglese

GUERRA E PACE (War and Peace)

Gianfranco Rosi (100’) v.o. arabo, curdo st. italiano/inglese

14.15

OMELIA CONTADINA (Paesant Homily)

Sala Darsena

ORIZZONTI pubblico - tutti gli accrediti

JENAYAT-E BI DEGHAT (Careless Crime)

Shahram Mokri (139’) v.o. farsi st. italiano/inglese A seguire incontro con gli autori/Q&A

PalaBiennale

ORIZZONTI pubblico - tutti gli accrediti

JENAYAT-E BI DEGHAT (Careless Crime) Shahram Mokri (139’) v.o. farsi st. italiano/inglese

Sala Casinò

ORIZZONTI tutti gli accrediti

LA NUIT DES ROIS (Night of the Kings)

Philippe Lacôte (92’) v.o. francese, dioula st. italiano/inglese

Sala Perla

SETTIMANA DELLA CRITICA - SIC@SIC tutti gli accrediti

FINIS TERRAE

Tommaso Frangini (16’) v.o. inglese st. italiano Celine Held, Logan George (90’) v.o. inglese st. italiano A seguire incontro con gli autori/Q&A

Sala Pasinetti

19.15

Sala Pasinetti

HAYALETLER (Ghosts)

Azra Deniz Okyay (90’) v.o. turco, arabo st. italiano /inglese

19.45

Sala Darsena

VENEZIA 77 tutti gli accrediti

CITY HALL

ŚNIEGU JUŻ NIGDY NIE BE ˛ DZIE (Never Gonna Snow Again)

19.45

Sala Giardino

BIENNALE COLLEGE CINEMA pubblico - tutti gli accrediti

EL ARTE DE VOLVER (The Art of Return)

Pedro Collantes (91’) v.o. spagnolo st. inglese/italiano

19.45

Sala Casinò

ORIZZONTI press - industry

SELVA TRÁGICA (Tragic Jungle)

Arena Lido

FUORI CONCORSO pubblico - tutti gli accrediti

ONE NIGHT IN MIAMI Regina King (110’) v.o. inglese st. italiano

17.00

Sala Giardino

VENEZIA 77 press - industry

NOTTURNO

Gianfranco Rosi (100’) v.o. arabo, curdo st. italiano/inglese

17.00

Sala Volpi

ORIZZONTI tutti gli accrediti

LA NUIT DES ROIS (Night of the Kings)

Philippe Lacôte (92’) v.o. francese, dioula st. italiano/inglese

17.00

Sala Perla

GIORNATE DEGLI AUTORI tutti gli accrediti

200 METERS

Ameen Nayfeh (90’) v.o. arabo st. italiano/inglese A seguire incontro con gli autori/Q&A

HAYALETLER (GHOSTS)

Azra Deniz Okyay (90’) v.o. turco, arabo st. italiano /inglese

19.30

Sala Volpi

ORIZZONTI press - industry

Amos Gitai (99’) v.o. ebraico, arabo, inglese st. italiano

Arena Giardini

VENEZIA 77 pubblico

Wang Jing (114’) v.o. mandarino st. italiano/inglese

19.30

PalaBiennale

FUORI CONCORSO press - industry

21.45

19.30

Sala Perla

22.00

Sala Astra 1

Kamir Aïnouz (100’) v.o. francese, berbero st. italiano/inglese

22.15

Sala Casinò

BU ZHI BU XIU (The Best is Yet to Come)

Wang Jing (114’) v.o. mandarino st. italiano/inglese

22.15

Sala Astra 2

Kamir Aïnouz (100’) v.o. francese, berbero st. italiano/inglese

Sala Web

Pedro Collantes (91’) v.o. spagnolo st. inglese/italiano ORIZZONTI

JENAYAT-E BI DEGHAT (Careless Crime) Shahram Mokri(139’) v.o. farsi st. italiano/inglese

Sala Grande

Accesso in sala consentito solo fino a 10 minuti prima della proiezione. La prenotazione è obbligatoria per pubblico e accreditati./ Access will be allowed only 10 minutes before screening time. Reservation is required for the public and pass holders.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE pubblico - tutti gli accrediti

LEONE D’ORO ALLA CARRIERA A ANN HUI a seguire FUORI CONCORSO

Pubblico Public

DI YI LU XIANG (Love After Love)

Accreditati Pass holders

Ann Hui (140’) v.o. mandarino st. italiano/inglese

Sala Giardino

BIENNALE COLLEGE CINEMA tutti gli accrediti

FUCKING WITH NOBODY Hannaleena Hauru (105’) v.o. finlandese st. inglese/italiano

22.00 SELVA TRÁGICA (Tragic Jungle)

Frederick Wiseman (275’) v.o. inglese st. italiano

Kurosawa Kiyoshi (115’) v.o. giapponese st. italiano/inglese

Opera Prima

LAILA IN HAIFA

ORIZZONTI press - industry

CITY HALL

SPY NO TSUMA (Wife of a Spy)

NOTTURNO

22.00

BU ZHI BU XIU (The Best is Yet to Come)

Sala Perla 2

EL ARTE DE VOLVER (The Art of Return)

ACCAMÒRA (In questo momento) [ACCAMÒRA (Right now)] Emanuela Muzzupappa (11’) v.o. italiano, dialetto calabrese st. italiano, inglese

22.00

BIENNALE COLLEGE CINEMA

Renato Terra, Ricardo Calil (84’) v.o. portoghese st. italiano/inglese

Sala Astra 2

Andrei Konchalovsky (120’) v.o. russo st. italiano/inglese

21.00

Amos Gitai (99’) v.o. ebraico, arabo, inglese st. italiano

16.45

DOROGIE TOVARISCHI! (Dear Comrades!)

CIGARE AU MIEL (Honey Cigar)

19.15

NARCISO EM FÉRIAS (Narcissus Off Duty)

Sala Perla

VENEZIA 77 tutti gli accrediti

GIORNATE DEGLI AUTORI FILM DI APERTURA pubblico 14+ - tutti gli accrediti

Alice Rohrwacher, JR (9’) v.o. italiano st. inglese FUORI CONCORSO

SETTIMANA DELLA CRITICA - SIC@SIC pubblico - tutti gli accrediti

22.00

ORIZZONTI press - industry

Małgorzata Szumowska, Michał Englert (113’) v.o. polacco, russo st. italiano/inglese

Sala Astra 1

Małgorzata Szumowska, Michał Englert (113’) v.o. polacco, russo st. italiano/inglese

CIGARE AU MIEL (Honey Cigar)

Frederick Wiseman (275’) v.o. inglese st. italiano

Gianfranco Rosi (100’) v.o. arabo, curdo st. italiano a seguire VENEZIA 77 pubblico

FUORI CONCORSO - PROIEZIONI SPECIALI tutti gli accrediti

ŚNIEGU JUŻ NIGDY NIE BE ˛ DZIE (Never Gonna Snow Again)

GIORNATE DEGLI AUTORI FILM DI APERTURA pubblico 14+ - tutti gli accrediti

FUORI CONCORSO press - industry

20.30

Sala Pasinetti

VENEZIA 77 press - industry

LAILA IN HAIFA

ORIZZONTI tutti gli accrediti

16.45

TOPSIDE

19.30

Gianfranco Rosi (100’) v.o. arabo, curdo st. italiano a seguire VENEZIA 77 pubblico

Sala Casinò

Martina Parenti, Massimo D’Anolfi (128’) v.o. italiano, francese st. inglese e italiano/inglese

14.15

Małgorzata Szumowska, Michał Englert (113’) v.o. polacco, russo st. italiano/inglese

NOTTURNO

Martina Parenti, Massimo D’Anolfi (128’) v.o. italiano, francese st. inglese e italiano/inglese

GUERRA E PACE (War and Peace)

14.15

ŚNIEGU JUŻ NIGDY NIE BE ˛ DZIE (Never Gonna Snow Again)

VENEZIA 77 pubblico Amos Gitai (99’) v.o. ebraico, arabo, inglese st. italiano/inglese

22.00

VENEZIA 77 tutti gli accrediti

20.30

Orson Welles (130’) v.o. inglese st. italiano

14.15

Sala Perla 2

VENEZIA 77 tutti gli accrediti

Yulene Olaizola (96’) v.o. spagnolo, maya, inglese st. italiano/inglese

FUORI CONCORSO tutti gli accrediti

14.00

19.30

Yulene Olaizola (96’) v.o. spagnolo, maya, inglese st. italiano/inglese

Sala Volpi

VENICE FILM FESTIVAL

Daily Venezia77 Supplemento di :venews n. 247 settembre 2020 Autorizzazione del Tribunale di Venezia n. 1245 del 4/12/1996

Direttore responsabile Venezia News Massimo Bran Redazione Marisa Santin (coordinamento editoriale), Mariachiara Marzari (immagine e comunicazione), Paola Marchetti (direzione organizzativa), Davide Carbone, Chiara Sciascia, Andrea Falco, Fabio Marzari, Omar Arangath, Federica Cracchiolo, Claudia Frasson, Filippo Vianello, Luca Zanatta (graphic design)

FUORI CONCORSO tutti gli accrediti

Hanno collaborato Loris Casadei, Fabio Di Spirito, Roberto Pugliese, Sara Sagrati, Cesare Stradaioli, Riccardo Triolo, Delphine Trouillard, Andrea Zennaro

Filip Jan Rymsza (100’) v.o. inglese st. italiano

Fotografie Nicola Vianello

MOSQUITO STATE

Stampa WWW.TIPOGRAFIACOLORAMA.COM Via Garda, 13 - San Donà di Piave (VE) redazione@venezianews.it - www.venezianews.it

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