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Rugby

Dopo cinque mondiali l’addio di Mauro Bergamasco

People

Ascanio Pacelli Cento alternative, cento opportunità

Outing

Atleti che hanno avuto il coraggio di uscire allo scoperto

sportclub ottobre 2015 - In copertina Anna Billò_foto Mauro Consilvio

follow your passion

Anna Billò Parliamo di calcio con la conduttrice di Sky Sport


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sommario

#ottobre 2015

sportclub

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follow your passion

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Editoriale

44 Motori

8

Alimentazione

48 Accessori

Salvate lo Stadio Flaminio Dieta vegana

10 Cover

Anna Billò: Calcio h24

16 Golf

Ascanio Pacelli

18 Teatro

Federico Buffa, storie di sport e di guerra

22 Psicologia

Sandro Corapi, conoscere se stessi

Nuova Audi A4i Tutte le novità

50 Tornei 54 Moda

Onoriamo le maglie

58 Circoli

10

Succede ad Acquaniene

60 Teens

Lo sport visto dai ragazzi

62 Accadrà

Gli appuntamenti gli sportivi

24 Volley

World League, un successo

28 Basket

La virtus riparte ed è sempre più Roma

32 Rugby

Mauro Bergamasco, il campione lascia

36 Viaggi

Thailandia

40 Cinema

L’uomo contro la natura

42 People Outing

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4 | Marzo Ottobre2015 2015||Sport SportClub Club

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editoriale #degrado

di Alessandro Cochi

Salvate lo Stadio Flaminio

F

inalmente dopo tanto tempo, si parla anche a carattere nazionale, salvo poche eccezioni nel recente passato, delle condizioni di completo deterioramento dello Stadio Flaminio. Da tempo ormai si susseguono le grida d'allarme riguardanti le condizioni del glorioso stadio realizzato dall'ingegner Nervi accompagnate in alcuni casi da eloquenti testimonianze fotografiche, nonché spesso anche da creative e fantasiose proposte di futuro utilizzo. In qualità di delegato allo sport nella passata consiliatura  ho avuto modo di seguire i tentativi della Federugby di portare avanti un progetto di ristrutturazione dello stadio finalizzato ad adeguarlo a capienza e standard adeguati per ospitare degnamente il Sei Nazioni di rugby. Purtroppo dopo anni di tentativi di condividere il progetto con diversi soggetti competenti, si preferì optare per un trasferimento allo stadio Olimpico, che da sede temporanea si è ormai trasformata negli ultimi anni in sede definitiva con la condivisione del Coni. Seguì poi la proposta alla Lazio Calcio, quella del presidente Lotito e alla Polisportiva del presidente Antonio Buccioni. Ma al primo non interessava, e per la Polisportiva, l'importante investimento necessario (da 6 a 15 milioni di euro circa) con una manutenzione di  oltre 700 mila euro l’anno costituiscono un impegno difficilmente sostenibile. A cavallo della fine del 2012 ci interrogammo quindi su quale soluzione fosse la più idonea e al tempo stesso potesse trovare una sua realizzabilità. Ricordo che venne incaricata la società “Risorse per Roma” di effettuare uno studio di fattibilità con tre ipotesi, in linea con gli standard urbanistici di utilizzo. Tale studio venne fatto ma la fine della consiliatura non ci consentì di completare il percorso a suo tempo ideato con l'emanazione conseguente di un bando pubblico. Poi l'idea dell'ex assessore Pancalli di affidarlo alla Figc di Giancarlo Abete per una “Coverciano tutta romana come casa della nazionale”. Un breve affidamento provvisorio di un anno, e con l’ avvento di Tavecchio alla Federcalcio, più nulla. Nel frattempo sono passati oltre due anni e l'immobilismo dell'attuale amministrazione su questo tema ha fatto anche la sua parte. Purtroppo il cambio di tre assessori con

Sport Club srl via Morlupo, 51 00191 Roma tel. 06 97600342 - fax 06 97277879 www.sportclubmagazine.it info@sportclubmagazine.it Sport Club - Anno XII - n. 101 - ottobre 2015 Reg. trib. di Roma n. 591/2004 del 30-12-04

Redazione Giuliano Giulianini Hanno collaborato a questo numero Marco Trozzi, Luigia Latteri, Luca Parmigiani, Luca Perugini, Fabio Sieni, Giulia Capasso, Gabriele Sanna, Valeria Barbarossa

Direttore responsabile Luigi Capasso l.capasso@sportclubmagazine.it

altrettanti direttori, paralizza un settore e un dipartimento, anzi ora una più piccola direzione sport. Di fronte allo scempio ampiamente documentato dalle inchieste giornalistiche perché non ripescare quello studio di Risorse per Roma e presentarlo pubblicamente? Sono consapevole che sono necessari importanti investimenti e per questo potranno essere interessati solo grandi imprenditori. Ma è necessario avviare rapidamente un percorso di recupero e troppo tempo si è perso dietro scelte utopistiche. Il mio vuole essere un contributo propositivo e non una lamentela fine a se stessa. Al momento le competenze sono rimpallate tra il Dipartimento Sport che sembra essersi liberato dell'impianto trasferendole agli Assessorati Lavori Pubblici e Urbanistica ai quali dovremo spiegare di non stravolgere la destinazione d’uso soprattutto e prevalentemente sportiva. Prima di possibili multisale e altre stranezze pur capendo che al momento lo stadio è poco appetibile per la sua antieconomicità. Quasi impossibile per esempio  farci grandi concerti come negli anni Ottanta con quelle dimensioni, per via delle le abitazioni troppo vicine. Nella speranza che non sia solo un ultimo disperato appello. La storia del Flaminio, campione del mondo nel 1934 e la candidatura olimpica e paralimpica del 2024, sono altri due fattori che non ci permettono di vedere nella rovina più completa un bene comune, parola cara di chi sembra essersene oggi dimenticato abbastanza in fretta. A Torino invece il sindaco Fassino ha da tempo fatto iniziare il recupero di un altro tempio del calcio, lo stadio Filaldefia del grande Torino di Valentino Mazzola. Qui a Roma invece di buono c’è solo la recente notizia che il Comune ha vinto dopo anni di battaglie (iniziate e continuate anche dal sottoscritto nei diversi ruoli) il Consiglio di Stato dopo il Tar su Campo Testaccio. Proprio adesso anche in questo caso, Roma Capitale deve muoversi celermente per restituire un altro pezzo importante di storia sportiva e culturale sempre nel cuore della Città. Mentre ha chiuso, si spera per poco tempo, lo stadio di atletica leggera delle Terme di Caracalla con la nuova pista omologata, inaugurata pochissimo tempo prima dalla Fidal nel Memorial Pietro Mennea. Anche qui sarà battaglia.

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6 | Marzo <Nessuno(a)> 2015 | Sport 2015 Club | Sport Club

Fotografie Luca d’Ambrosio Stampa Valerio Scambelluri Comunicazione Roma Finito di stampare nel mese di ottobre 2015

Salvo accordi scritti o contratti di cessione di copyright, la collaborazione a questo periodico è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. In nessun caso si garantisce la restituzione dei materiali giunti in redazione.

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alimentazione

#alimentazione

dieta vegana:

possibile se ben bilanciata di Valeria Barbarossa

Le tenniste Serena e Venus Williams, il campione olimpico Carl Lewis, il pugile Keith Holmes: sono solo alcuni nomi dello sport che hanno intrapreso un percorso alimentare privo di qualunque alimento e derivato di origine animale. Raccontiamo l’esperienza di Maurizio Falasconi, un passato da calciatore e attualmente istruttore fitness, FIPE, preparatore atletico e allenatore FIGC.

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a un anno membro del comitato scientifico Assovegan, Maurizio Falasconi ci spiega le motivazioni che lo hanno indotto a cambiare il suo stile alimentare. “Quattro anni fa ho subito un intervento al ginocchio. Purtroppo ho avuto diverse complicazioni in cui ho rischiato l’amputazione dell’arto e la vita. Miracolosamente mi sono salvato ma dopo un mese di ricovero e di trasfusioni subite, ero praticamente un vegetale. Dimagrito di dodici chili, intossicato dalle medicine e privo di forze, decido di acquistare The China Study di Colin Campbell, un libro da molti venerato e da altrettanti criticato che rivoluziona tutte le mie convinzioni alimentari. Nel giro di un mese ho tolto

8 | Ottobre 2015 | Sport Club

carne, pesce, latticini e uova; dopo sei ho ripreso dieci chili e le forze. Ormai da quattro anni sono vegano. Non si rischia di perdere troppo peso e di privare l’organismo di sostanze fondamentali? Premetto che la dieta vegana, come qualsiasi altra scelta alimentare, necessita di equilibrio e di una pianificazione corretta. L’apporto calorico deve essere proporzionato all’allenamento che si pratica. Detto questo, dal punto di vista qualitativo, il nostro organismo ha bisogno di: carboidrati, proteine, grassi, minerali e vitamine ed è fondamentale abbinare in modo corretto i cibi vegetali. I carboidrati li

troviamo praticamente in tutti i cibi di origine vegetale (cereali, legumi, frutta, verdura), le proteine prevalentemente dai legumi e dalla frutta oleosa, i grassi dalla frutta oleosa. La tua giornata alimentare “tipo”? Nell’alimentazione vegana non esiste l’ordine “canonico” antipasto, primo e secondo. La frutta, ad esempio, fatta eccezione per mele e ananas, la mangiamo lontano dai pasti perché fermenta. Come antipasto, un piatto di verdura cruda, a seguire verdura cotta o patate e come primo, un piatto di cereali integrali a chicco: riso integrale, venere, basmati, oppure miglio, farro, quinoa. Al pomeriggio, uno o due spuntini a base di frutta oleosa: mandorle, anacardi, noci, pinoli, molto calorici e ricchi di nutrienti. Esistono, poi, molti prodotti già pronti come gli hamburger di soia, facili e veloci da cucinare ma che, personalmente, consumo in modo limitato. Altri alimenti “sconosciuti” a noi carnivori? Ad esempio il muscolo di grano, un prodotto alimentare a base di farina di frumento, farina di lenticchie. Si mangia come la bresaola e si condisce con olio e limone. Poi c’è il mopur fatto con farina di ceci e farina di frumento, il seitan, simile alla pancetta ma da consumare in modo limitato perché fatto con il glutine del frumento, il tempeh ossia fagioli di soia fermentati. E poi molti formaggi sia spalmabili che compatti quasi tutti derivanti dalla soia. Che benefici ne trai? Ho forza, resistenza e capacità di recupero migliore. Digerisco con molta più facilità ed ho aumentato la massa magra e diminuito quella grassa.


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cover

#cover

anna billo :

calcio... h24 La giornalista di Sky, conduttrice degli studi dell’Europa League e delle Qualificazioni a Euro2016, rispecchia perfettamente il prototipo di donna “bella e brava”. È sposata con l’ex calciatore del Milan Leonardo con cui ogni tanto “scatta la competizione”… di Valeria Barbarossa

10 | Ottobre 2015 | Sport Club


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Anna Billò è una delle giornaliste di punta della squadra di Sky Sport. Ha iniziato il suo percorso a Sky come bordocampista raccontando la doppia promozione del Genoa dalla C alla A, diventando poi inviata sui campi dei big match del massimo campionato. Poi il passaggio alla conduzione, prima degli studi dedicati al calcio internazionale e oggi dei pre e post partita delle Qualificazioni a Euro2016 e dell’Europa League, torneo in esclusiva su Sky per il prossimo triennio. Accanto a lei, nelle vesti di opinionista, il marito Leonardo. In studio anche Daniele Adani e Paolo Condò.

A

nna hai iniziato con Radio Radio, una famosa emittente romana. Come ci sei arrivata? Mi sono laureata in sociologia a Roma portando una tesi sul giornalismo sportivo al femminile. Dopo uno stage al Corriere dello Sport in cui mi sono occupata principalmente di calcio femminile, mi ha chiamato Ilario Di Giovanbattista e ho iniziato a lavorare con lui. Che cosa ti ha lasciato la radio? È un mezzo molto affascinante e ne sono

11 | Settembre 2015 | Sport Club


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#cover

tutt’oggi innamorata. Arrivi alla gente senza essere invasivo. È stata un’ottima scuola: i tuoi mezzi sono solo la voce e la conoscenza, non hai l’aiuto dell’immagine che in qualche modo può sovrapporsi alla sostanza e al contenuto. È stata una base solida sulla quale ho costruito tutto il mio bagaglio personale per poi lavorare in televisione. Come mai questa passione per il calcio? Sono partita dall’assenza di una telecronista nelle partite. In altri sport, come la pallavolo ad esempio, la presenza di voci femminili era normale, nel calcio invece questa figura mancava. Per fortuna Sky è una realtà molto aperta e una promotrice in fatto di innovazione. Mi ha dato l’opportunità di occupare, come donna, uno spazio diverso. Come sei arrivata a Sky? Dopo un colloquio a Stream per una prova di telecronaca, ho iniziato a collaborare praticamente nello stesso momento in cui c’è stata la fusione con Tele +. Hanno bloccato i contratti promettendo che dopo la fusione si sarebbero fatti vivi e così è stato. Promessa mantenuta. Quali sono gli aspetti più belli del tuo lavoro? Non esiste la monotonia. Ogni giorno è diverso, ogni partita è diversa. Ho poi la fortuna di interagire con persone dai vissuti differenti: dagli opinionisti al mio gruppo di lavoro con cui mi trovo talmente bene che a volte mi dimentico persino che sto lavorando. È un ambiente positivo, si respira entusiasmo e passione, valori difficili da ritrovare in altre realtà professionali, soprattutto oggi. Durante gli eventi sportivi la redazione diventa una sorta di arena in cui tutti ci confrontiamo, diamo opinioni ed esultiamo. È davvero bello. Gli aspetti peggiori invece del tuo lavoro? È un lavoro totalizzante. In termini di tempo ed energia non stacchi praticamente mai, neanche quando sono a casa: tv accesa, partite che inevitabilmente segui… è un continuo apprendere. Questo un po’ condiziona la vita soprattutto quando hai una famiglia e dei figli. A parte questo, fare la giornalista, per me, è ancora meglio che lavorare! Come vi siete conosciuti con Leonardo? Ci siamo conosciuti sul lavoro ma la nostra relazione è iniziata dopo qualche anno.

12 | Ottobre 2015 | Sport Club


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Com’è lavorare insieme? Abbiamo inevitabili screzi per via dei caratteri. Non sempre troviamo una comunione di intenti ma è stimolante e motivo di complicità in più. Un’avventura iniziata per caso: Sky, tempo fa, comprò una partita amichevole Francia-Brasile. Io conducevo e come ospite hanno invitato Leonardo. È venuto in studio e la cosa ha funzionato proprio perché molto spontanea. Da lì, quindi, l’idea di questa “collaborazione” dove ognuno ha i propri appunti e le proprie ricerche di cui siamo gelosissimi! Competizione familiare? Sì ma scherzosa. È una gara interna dove è inevitabile che perda… non posso competere neanche con la metà delle sue conoscenze. Comunque il bilancio di tre trasmissioni fatte insieme direi che è assolutamente positivo.

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Che marito è? Non tornerei sulla dichiarazione che mi ha fatto in diretta perché scatena dentro di me, ancora oggi, gioia e imbarazzo! Detto questo, come marito è attento, romantico, gli piace comunicare e condividere. In più ha una leggerezza tipica dei brasiliani con cui riesce sempre a sdrammatizzare. Questo compensa i miei “spigoli” e l’eccessiva criticità. Pratichi sport? Sì sono sempre stata una sportiva, sin da

leo? non tornerei sulla dichiarazione in diretta... ancora oggi mi provoca imbarazzo e gioia. , e un marito attento e romantico. poi ha una leggerezza tipica dei brasiliani con cui riesce sempre a sdrammatizzare

13 | Ottobre 2015 | Sport Club


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cover

#cover

piccola ma mai a livello agonistico. Da bambina ho praticato nuoto, tennis, pattinaggio artistico a rotelle ma al momento delle gare cambiavo sport. Ora Pilates a causa dei problemi di schiena dovuti a due gravidanze con pance enormi! Dopo il calcio, qual è lo sport che ti piace guardare? Il tennis. Mi sono guardata la finale Pennetta – Vinci degli Us Open e devo dire che mi sono commossa, specialmente quando la Pennetta ha annunciato a sorpresa il suo addio. Seguo, inoltre, le gare di moto per due motivi: perché mio figlio di quattro anni è un grande appassionato (colpa di Guido Meda) e poi perché stimo profondamente Valentino Rossi, un pilota che secondo me merita di stare sul podio degli sportivi di tutti i tempi da qui all’eternità. Nel calcio, hai una squadra del cuore? Ce la puoi dire? Non si può dire ovviamente… lavorare nello sport però mi ha portato a fare il tifo per le manifestazioni che seguo perché mi appassiono alle storie che racconto. Com’è cambiato il calcio negli anni? C’è un filo conduttore legato alla gente. La partecipazione in Italia è sempre alta ma la presenza allo stadio è diminuita. Sarebbe bello tornare a vedere gli spalti pieni. Ma qualcosa si è fatto. Ad esempio la costruzione dello Juventus Stadium, quindi una realtà più contenuta, ha riavvicinato le persone e le famiglie alla partita dal vivo. Un esempio quindi che funziona e va seguito. Perché il calcio italiano sta arrancando? Non si vince, è vero. La Juventus però, tanto per fare una citazione, l’anno scorso è arrivata in finale di Champions League, l’Inter nel 2010 l’ha vinta. Sempre lo scorso anno, Fiorentina e Napoli sono arrivate in semifinale di Europa League. Anche le squadre inglesi stanno arrancando. Noi siamo molto critici, vediamo il bicchiere mezzo vuoto e siamo abituati bene. Manca il trofeo alzato, è vero, ma sono ottimista e se è vero che lo scorso anno in Europa League due semifinaliste erano italiane, magari a maggio... Il calcio è un fenomeno sociale, c’è stata una crisi fortissima con tante ripercussioni ma poteva andare peggio. Tendiamo a guardare all’estero come fossero perfetti ma non è così. La civiltà e le opportunità che abbiamo in Italia, sinceramente, non la vedo negli altri paesi. Dovremmo, tutti, provare semplicemente ad amare di più il nostro paese.

14 | Settembre 2015 | Sport Club


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golf

#golf

Il golfista romano spazia dal suo amore per questo sport, alla famiglia, al nuovo lavoro come Club Manager al circolo le Terre dei Consoli. Non sta mai fermo, ama le nuove avventure, mettersi in gioco e godersi il bello della vita… a patto che lo possa condividere con gli altri.

ascanio pacelli ,

cento opportunita , cento alternative di Valeria Barbarossa

U

na carta d’identità decisamente ricca: pronipote di Papa Pio XII, nobile di famiglia, maestro di golf, concorrente al Grande Fratello 4, conduttore, attore, presentatore. Si divide tra vita professionale e famiglia. Con Katia Pedrotti si sono conosciuti nella casa del GF, si sono sposati e hanno due bambini, Matilda di sette anni e Tancredi di due. Tante esperienze e tante nuove occasioni ma sullo scalino più alto del podio, resta sempre e comunque il golf.

La passione per questo sport quando è iniziata? Quando avevo 5 anni. Come tutti i bambini del mondo volevo giocare a calcio ma i miei genitori praticavano il golf. Mi sono ritrovato quindi in un circolo con il pallone in mano. Alla fine ho abbandonato la palla e ho iniziato a giocare a golf. Parliamo della fine degli anni ’70, tempi in cui questo sport non era molto conosciuto. All’inizio ho fatto un po’ fatica a trovare amici con i quali condividere questa passione ma poi, crescendo, è stato tutto molto più semplice. Gli aspetti più belli del golf? Innanzitutto ti trovi sempre in mezzo alla natura. Poi è uno sport che ti permette di competere a qualsiasi livello con tutti. Nel calcio ad esempio, un bambino di dieci anni non può confrontarsi con un uomo di quaranta. Nel golf, invece, grazie all’handicap, un professionista può giocare con un dilettante tranquillamente. Gli aspetti peggiori? Personalmente, mi sono trovato a combattere con il mio lato oscuro. Il golf tira fuori il peggio di te, devi ammettere i tuoi limiti o comunque trovare una chiave per superarli. Ho rotto bastoni, ho avuto gesti di stizza irruenti. Ho visto fior di imprenditori e affermati professionisti rubare punti come dei bambini… le debolezze di ognuno esco fuori insomma. È uno sport che non ti dà certezze ma 16 | Ottobre 2015 | Sport Club

quando il colpo riesce bene allora sì che ti senti soddisfatto. Le qualità necessarie? Grande umiltà e ambizione. Meno le qualità fisiche anche se negli ultimi anni si è visto che una preparazione atletica mirata serve non solo a migliorare il gesto atletico ma anche ad avere una resistenza maggiore durante due, tre giorni di gara. I tuoi figli giocano? Mia figlia di sette anni ha iniziato da poco ma forse più per emulazione. Mio figlio Tancredi invece, che ha soli due anni, è malato di golf. Qualunque cosa si trova per le mani fa il gesto da golfista. Tua moglie invece? Sa giocare ma non gliene importa molto. Perché partecipare al GF? Perché mi sono trovato in un momento della mia vita a desiderare di fare qualcosa di diverso. Non sono uno di quelli che fa una cosa per farla bene fino in fondo. Preferisco farne cento per avere più opportunità e più alternative, dando comunque sempre il massimo in tutto quello che faccio. Sono un sagittario, adoro quindi viaggiare e fare tante cose. Che ti ha portato? Intanto una moglie e due figli e non è poco! Poi ho avuto modo di vedere un mondo alternativo a quello del golf. Ho girato l’Italia, ho fatto spettacoli a teatro, lavorato in radio, in tv ma non ho mai avuto nessun tipo di aspettativa. Mi sono semplicemente

amo il contatto con le persone... sono passati undici anni dal gf ma la gente continua a chiedermi autografi e di questo ne sono felicissimo... tanti hanno un atteggiamento da prime donne... ringrazio sempre tutti colori che mi seguono


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goduto tutto fino in fondo. Che cosa ti è piaciuto di più del mondo dello spettacolo? Il contatto con le persone. Ancora oggi quando mi chiedono un autografo o una foto sono felicissimo. Tanti colleghi hanno un atteggiamento da prime donne, io ringrazio sempre tutti coloro che mi hanno seguito e ancora mi seguono dopo undici anni. Gli aspetti più brutti? Tutto quello che ruota intorno al mondo dello spettacolo solo per interessi. Falsità, ipocrisia, finti amici che si avvicinano solo per vivere di una luce riflessa. Per fortuna i miei amici, quelli veri, sono sempre rimasti. Il rapporto con Katia sembrava una trovata pubblicitaria e invece… Ma solo perché la gente è incredula. Oggi fa più notizia una coppia che rimane insieme ad una che si separa. La nostra forza è stata quella di vivere il nostro rapporto con normalità. Abbiamo i nostri momenti di discussione, di passione… come accade in tutti i rapporti. Radio, tv, golf… chi metti al primo posto? Il golf sicuramente. Ho solo un grande rammarico: mi sarebbe piaciuto diventare popolare per le mie vittorie sui campi da golf e non per un reality ma va bene così. Mi reputo una persona molto fortunata. Fammi una descrizione di te. Sono una persona molto ambiziosa, molto determinata e sensibile. Mi reputo un perfezionista ma ho bisogno di condividere con gli altri tutto ciò che di bello mi accade. Parlami di questa nuova esperienza alle Terre dei Consoli. Non è stato facile all’inizio ritrovarmi a gestire da zero un campo da golf. È stata l’ennesima sfida a quarant’anni ma ne sono davvero entusiasta. Mi piace informarmi, aggiornarmi, vado in America a seguire dei corsi, sto studiando… insomma mi dò da fare. E poi gestisco 18 persone, ho uno staff altamente qualificato che sa darmi ottimi suggerimenti. Insieme al presidente del circolo Edoardo Caltagirone, abbiamo capito quale fosse la nostra "vision" per Terre dei Consoli: creare un circolo aperto a tutti e per tutte le "tasche". Siamo riusciti finalmente ad abbattere vecchi preconcetti e i troppi paletti che spesso hanno causato l'allontanamento di possibili golfisti. Ecco quindi 18 buche Championship, 9 family, un Golf Studio Mizuno Performance, uno dei campi pratica più grandi d'Europa, un ristorante stile "country" e tanto altro... Che cosa stai imparando? A delegare. Sto imparando a non caricarmi di troppe responsabilità. Se c’è fiducia e stima è giusto farsi aiutare. La mia massima ambizione? Che fra dieci anni, uno dei miei collaboratori svolga il mio ruolo. Vorrebbe dire che sono riuscito a trasmettere qualcosa di importante. 17 | Ottobre 2015 | Sport Club


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teatro #teatro

federico buffa storie di sport e di guerre di Giuliano Giulianini - foto di Laila Pozzi

Il popolare giornalista, telecronista e narratore televisivo è nel pieno di una tournée teatrale con uno spettacolo che racconta le Olimpiadi di Berlino del 1936.

I

l telecronista sportivo che è nel pantheon degli appassionati di basket per le sue epocali telecronache dell'NBA in coppia con Flavio Tranquillo, e in quello dei "malati" di calcio per le serie "Federico Buffa Racconta" e "Storie Mondiali", sta portando in tournée una storia di guerra e di uomini: "Le Olimpiadi del '36", una produzione TieffeTeatro Milano. Lo spettacolo racconta retroscena, atmosfere, aneddoti che si sono incrociati in quell'incredibile estate berlinese con Hitler al potere, Goebbels dietro le quinte, Jesse Owens sulla pista e l'apocalisse bellica all'orizzonte. Buffa intepreta Wolfgang Fürstner, capitano dell'esercito tedesco e comandante del villaggio olimpico, la cui vicenda ispira il testo scritto con Emilio Russo, Paolo Frusca e Jvan Sica. Sulla scena sono presenti anche i musicisti Alessandro Nidi (pianoforte)

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Nadio Marenco (fisarmonica) e la cantante Cecilia Gragnani; la regia è di Emilio Russo e Caterina Spadaro. Abbiamo intervistato il protagonista in occasione del passaggio della tournée a Roma, al Teatro Quirino, dove è rimasta in scena tre giorni con un buon successo di pubblico. Le Olimpiadi del 1936 sono tra i più noti eventi sportivi del passato, per la loro collocazione storica e per il valore propagandistico che il nazismo avrebbe voluto attribuirgli. Che chiave hai cercato per narrare le olimpiadi in modo originale? Lo spettacolo è diviso in due parti: una teatrale, scritta magnificamente da Emilio Russo, e una narrativa che Russo mi "concede". Per quattro volte esco dal personaggio di Wolfgang Fürstner per raccontare, ad esempio, di Leni Riefenstahl (la regista e documentarista tedesca che girò il film "Olympia" in piena libertà nonostante

il regime, ndr.). La sua biografia è fantastica: ho letto il libro di Terry Frei intitolato "Olympic affair", che racconta della relazione della regista, durante le olimpiadi, con uno degli atleti: Glenn Morris (statunitense, oro nel decathlon, ndr.). Dal punto di vista storico, ho cercato di essere il più preciso possibile riguardo alle cerimonie di apertura e di chiusura, leggendo i testi più autorevoli su quelle olimpiadi. Il più importante è "Triumph" di Jeremy Schaap: la biografia migliore, più precisa e collaudata che sia stata scritta su Jesse Owens. Per quanto riguarda la Berlino di allora, oltre a testi storici, ho letto "Il giardino delle belve" di Jeffery Deaver: un meraviglioso giallo-thriller ambientato nel '36, pieno di piccole storie che mi sono servite a far "circolare" meglio l'aneddotica. Ho cercato di mettere tutto assieme e dare un passo un po' più teatrale alla narrazione, ma di fatto lo stile assomiglia alle cose che


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dal punto di vista professionale gianni clerici, gianni brera e philippe daverio sono i miei tre modelli: diciamo che mi sono , , vergognosamente " ispirato a loro.

ho già fatto. Il bello di poterlo fare a teatro è che non c'è limite di tempo: mentre in televisione tagliano la metà delle cose che dico, in teatro quello che dico resta. A parte Owens e Riefenstahl, quali altre storie racconti al pubblico durante lo spettacolo? Il mio personaggio preferito è il coreano che corse la maratona sotto bandiera giapponese (Sohn Kee-chung, corse e vinse la gara ma tenne la testa china sul podio. Alle Olimpiadi del 1988 portò la fiaccola nello stadio di Seoul, ndr). In Corea è un eroe nazionale, sta sui libri di scuola. Sono andato al suo mausoleo nel centro di Seoul e ho letto dei testi su di lui: l'importanza per la storia culturale della Corea di quest'uomo è impressionante, meriterebbe uno spettacolo tutto per lui. Aldo Grasso ha speso belle parole per te: ti ha descritto come un "narratore signorile", paragonandoti a Gianni Clerici.

il mio personaggio , preferito e il coreano che corse la maratona sotto bandiera , giapponese. in corea e un eroe nazionale, sta sui libri di scuola. meriterebbe uno spettacolo tutto per lui."

Magari! Non gli porto neanche la Louis Vuitton a Gianni Clerici! Hai iniziato a fare telecronache di basket proprio negli anni in cui la coppia Clerici-Tommasi imperversava con le sue brillanti telecronache di tennis. Era, quello, un tuo riferimento stilistico? Dal punto di vista professionale, a parte il privilegio di aver potuto lavorare a fianco di Flavio Tranquillo per 17 anni, Gianni Clerici, Gianni Brera e Philippe Daverio sono i miei tre modelli: diciamo che mi sono "vergognosamente" ispirato a loro. Poi ci sono stati anche altri personaggi dello sport negli Stati Uniti: un mondo che è diverso dal nostro ma da cui, secondo me, c'è molto da apprendere. "Signorile" è un aggettivo che descrive bene lo stile che ricerchi, o

ti definiresti in altro modo? Cerco di essere appassionato e distaccato nello stesso tempo. Appassionato lo sono per forza: non riesco a far finta che l'argomento non mi appassioni. Se ho capito quel che vuol dire, non mi dispiace l'aggettivo "signorile". Probabilmente è una sottolineatura della tua "eleganza", del tuo modo di entrare nelle storie in punta di piedi. Se è questo il senso, più che altro "spero" di essere così. Sei uno dei pochi che fa Cultura con lo sport: inserisci sempre il racconto sportivo nel


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teatro

#teatro

LE DATE DELLA TOURNéE TEATRALE Ottobre 13-17 Milano Teatro Menotti 24 Varese Teatro Apollonio 27 Novara Teatro Coccia 28 Verbania 29 Boretto Teatro del Fiume 30 Salsomaggiore Terme Teatro Nuovo Novembre 2 Bellinzona 3 Manerbio 6 Chiasso Teatro Sociale 7 Firenze Teatro Puccini 8 Perugia Teatro Morlacchi 10 e 11 Genova Teatro Politeama 14 Saronno Teatro Giuditta Pasta 17 Trento 19 Palermo Teatro Massimo 20 Canicattì Teatro Odeon 21 Catania Teatro Abc 22 Ragusa Teatro un Primo Piano 25 Siracusa Teatro Vasco 26 Vittoria 27 Giarre Teatro Garibaldi 28 Gela Teatro Eschilo Dicembre 4-6 Moncalieri Le Limonaie. 9 Casale Monferrato 10 Vercelli 12 Teatro Comunale di La Spezia 13-14 Foligno 15 Ivrea 18 Pavia Teatro Fraschini 19 Bergamo Teatro Creberg Per informazioni: www.federicobuffa.com/tour

contesto storico e sociale in cui è avvenuto. Non credi che nel nostro paese alla narrazione dello sport sia mancata questa dimensione culturale? Perché il cinema non si è mai interessato di sport? Perché nessuno fa un film su Coppi, il primo che mi viene in mente? Lo sport ha avuto sempre questa collocazione: solo nel suo ambito. Nei paesi anglosassoni invece ci sono una letteratura, una saggistica e una cinematografia sportive. Da noi letterati e intellettuali hanno sempre snobbato lo sport, a parte forse Pasolini e Brera, che era più di un semplice giornalista sportivo. Mi viene in mente ciò che ha detto Umberto Eco commentando l'affermazione di Miss Italia sul voler vivere nel '42: l'ha interpretata come un'esigenza dei giovani di oggi che avrebbero voglia di appartenere a un contesto storico che li definisca. Ai miei spettacoli vedo giovani di 25-30 anni che percepiscono il loro presente come piatto: 20 | Ottobre 2015 | Sport Club

non sentono di vivere in un momento "storico", quindi sono assetati di storie epiche, di epopee, e vanno a cercarle nel passato. Lo sport fa parte della Storia, della Cultura. Prendiamo ad esempio la nazionale di calcio della Jugoslavia che partecipò ai mondiali di Italia '90: una squadra di talenti assoluti, che cercavano un'affermazione sportiva che non potevano avere. Non dico che potessero vincere il Mondiale ma andarci vicino si, perché era una squadra veramente fortissima. Il problema era la consapevolezza che, entro poco, si sarebbero "sparati tra loro" e quindi quello spogliatoio era ingestibile. Mi piacerebbe interpretare il personaggio di Ivan Osim, l'allenatore, che vide il suo mondo sgretolarsi intorno se e cercò ogni pretesto per tenerlo insieme. Mi sembra una storia da raccontare. Moltissimi giovani sanno che c'è stata la guerra, ma non colgono l'enorme importanza storica e antropologica di questa cosa avvenuta a 100

, perche in italia non , e stato mai fatto un film di sport come dio comanda? nei paesi anglosassoni invece ci sono una letteratura, una saggistica e una cinematografia sportive.

km da noi. Raccontandola attraverso il calcio, si può provare a "contrabbandarla" ai ragazzi italiani. Tu e il calcio. Ci hai provato: sei stato opinionista tv e hai anche curato una rubrica sulla tattica, cosa che non si fa quasi mai nelle trasmissioni sportive canoniche. Però hai anche dichiarato che il calcio non è il tuo contesto. No, assolutamente. Nel programma di Milan Channel era come parlare di calcio tra amici: raccontavo delle esperienze e delle gioie che avevo come tifoso. Sky poi mi ha chiesto farlo in un programma nazionale, il che ha voluto dire abbandonare Milan Channel, giustamente, per non essere identificato con una sola squadra. Il tentativo è stato "tragicomico" e dopo la prima puntata ho pensato che non fosse il caso; anche perché, come ho già avuto modo di dire, il "post" di quella trasmissione mi ha un po' spaventato: ho ricevuto telefonate, messaggi anonimi. Ho avuto la sensazione di finire in un "luogo" troppo più grande di me, dove ci vogliono le spalle larghe. Delle tante storie di sport che hai presentato quale ti ha dato più emozioni nel raccontarla? La storia di Arpad Weisz. In effetti la puntata di "Federico Buffa racconta", che narra la tragica fine ad Auschwitz dell'ex allenatore di Inter e Bologna, è una delle più toccanti ed indimenticabili della serie. Un'altra storia di uomini e di guerre.


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psicologia

#mentalcoaching

Sempre più sportivi si affidano alla figura del Mental Coach per superare i loro limiti e le loro insicurezze. Sandro Corapi è uno dei massimi esperti in Italia ed ha seguito, tra tanti, Hernanes e Candreva… ma i suoi suggerimenti valgono per tutti.

sandro corapi conoscere se stessi

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ott. Corapi, siamo davvero ciò che pensiamo? O meglio, siamo ciò che pensiamo veramente di noi stessi? Assolutamente sì, noi siamo ciò che pensiamo di essere. Il pensiero che abbiamo di noi stessi è il frutto delle convinzioni che abbiamo maturato nel corso della nostra vita. E le convinzioni sono frutto di tre tipi di condizionamenti: esperienziali, cioè quelli legati alle nostre esperienze passate, ambientali, cioè quelli legati ai modelli che abbiamo ricevuto negli anni dalle persone che ci circondano e a cui noi affidiamo la nostra credibilità e genetici, ossia quelli che abbiamo ereditato dai nostri genitori. La cosa positiva è che queste convinzioni si possono cambiare senza un limite d’età. Qual è il "problema" che più spesso tormenta gli atleti professionisti? Gli atleti che lavorano ad alti livelli sono costantemente oberati da carichi di stress

di Valeria Barbarossa fuori dal comune, soprattutto perché, vivendo continuamente sotto i riflettori, non hanno la possibilità di vivere una vita comune ed una privacy degna di tale nome. L’atleta prima di tutto è un marito, un figlio, un fratello ecc.., e come tale vive momenti di alti e bassi emotivi e non essere in grado di saperli gestire spesso può ripercuotersi sulla performance sportiva in maniera negativa. Segue per tutti lo stesso percorso? Amo definirmi un sarto del coaching, in base alle esigenze dell’atleta creo il programma su misura per lui. Ogni atleta poi ha la sua personalità, il suo carattere ed il suo modo di percepire le cose, se i percorsi fossero standard non sarebbero fortemente performanti. Quali sono, invece, le difficoltà più grandi per un mental coach? La difficoltà più grande per un mental coach oggi è affermarsi sul mondo del mercato con credibilità, soprattutto perché il mental coaching in Italia ancora non è una professione affermata come lo è in molti paesi all’estero; viene vista come una figura


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secondaria e in uno staff e questo è gravissimo perché il mental coach è un supporto importante per il raggiungimento degli obiettivi sia a livello individuale che di squadra. Il lavoro su un atleta ha un inizio e una fine? Non si rischia una sorta di "dipendenza" da mental coach? Assolutamente no, il mental coach aiuta gli atleti, attraverso un percorso che può essere più o meno lungo a seconda degli obiettivi e dei momenti che vivono, a far esprimere al meglio ed in ogni circostanza i loro talenti. Avere un supporto che affianca un atleta è come avere un personal trainer in palestra. Se vuoi migliorare continuamente devi avere un supporto esterno di un professionista che ti stimola e ti aiuta di continuo. Può spiegarci, a grandi linee, in che cosa consiste e come si sviluppa il lavoro mentale che svolge sugli sportivi?

Non c’è una scaletta definita sul lavoro da fare con un atleta, dipende molto dal tipo di esigenza di ciascuno. Le aree di lavoro sono molteplici: si va dallo spostamento del focus all’atteggiamento mentale, dalle tecniche di concentrazione prima e durante la gara al come stabilire e raggiungere un obiettivo. Inoltre ho ideato un programma chiamato “Mind body coaching®” dove lavoro sugli aspetti mentali e fisici dell’atleta attraverso tecniche che non posso svelare in quanto rappresentano la ricetta segreta che contraddistingue il mio operato. Il suo lavoro è andato sempre a buon fine? Ha ottenuto sempre risultati positivi? Posso dire con fierezza che tutti gli atleti che si sono rivolti a me hanno avuto dei miglioramenti evidenti sul piano della performance. Solo a titolo di esempio, Antonio Candreva, dopo il lavoro fatto nella seconda parte della stagione scorsa, ha quadruplicato il numero di gol e assist in partita. Stesso

se vuoi ottenere cose che non hai mai ottenuto, inizia a fare cose che non hai mai fatto... bisogna uscire dal proprio nido discorso per Hernanes, che l’anno scorso, da riserva ai margini del progetto societario portato avanti da Mancini con l’inter, è diventato il leader indiscusso della squadra, a tal punto da essere acquistato dalla Juventus la stagione successiva. E sono solo alcuni esempi dei successi che ho ottenuto in questo campo. Qual è, secondo lei, il "male mentale" dei nostri giorni? Quello, cioè, che maggiormente peggiora la qualità di vita di ognuno? La gente oggi focalizza il proprio pensiero sul passato e sul futuro e non si concentra sul momento presente che è la base di una vita felice e ricca di successi. L’errore più grande è soprattutto quello di focalizzarsi su ciò che non si ha piuttosto che su ciò che si ha, su ciò che non si ha ricevuto piuttosto su ciò che si potrebbe ricevere. Bisognerebbe smettere di continuare a farsi influenzare dalle negatività ambientali derivati da persone e contesti che ci circondano. Perché? Per via della velocità a cui sta andando la società in questo momento storico, che costringe le persone a non soffermarsi su loro stessi e su quella che dovrebbe essere la loro priorità, cioè stabilire chi vorrebbero essere in primis come persone, poi come membri di una famiglia e infine come lavoratori. Ha un consiglio da dare? Se vuoi ottenere cose che non hai mai ottenuto, inizia a fare cose che non hai mai fatto. Questo è ciò che dico sempre per stimolare ogni persona ad uscire dal proprio “nido”, dalla propria “area di comfort”. Imponiti di voler vincere le sfide della vita e di affrontarle con coraggio. Solo così puoi essere fiero di te e quindi un “vincente”. 23 | Ottobre 2015 | Sport Club


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volley

#volley

La pallavolo maschile è stata la prima disciplina italiana di squadra ad aver guadagnato il pass per i Giochi Olimpici di Rio, un risultato davvero importante ottenuto nel mese di settembre in Giappone quando la squadra si è classificata seconda alle spalle degli Stati Uniti nella World Cup, primo torneo pallavolistico che dava la possibilità di qualificazione alle Olimpiadi. di Marco Trozzi_foto: Luca d’Ambrosio

world league

un succes 24 | Ottobre 2015 | Sport Club


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esso

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uella compiuta dalla formazione tricolore è stata una piccola grande impresa considerando che il gruppo (che ha chiuso la manifestazione con 10 vittorie in 11 incontri) era reduce da un’estate molto difficile, durante la quale, nella Final Six di World League di Rio de Janeiro, quattro atleti erano stati rispediti a casa per motivi disciplinari (rientro serale in albergo ritardato). Proprio quella World League così difficile però ha rappresentato un momento di cesura molto importante, una sorta di spartiacque nella stagione di una squadra che, perso anche il CT Berruto dimessosi proprio a causa della situazione, da quel momento ha saputo ricompattarsi e ricostruirsi, centrando un risultato di prestigio che permetterà a giocatori e staff di lavorare nei prossimi mesi nelle migliori condizioni pensando esclusivamente alle Olimpiadi. Artefice della rinascita della squadra è stato il nuovo Commissario Tecnico Gianlorenzo Blengini che da vice (era stato proprio Berruto a volerlo al suo fianco con l’inizio della stagione preolimpica) ha raccolto la pesante eredità del suo predecessore. Nominato tecnico ad inizio agosto, “Chicco” ha saputo resettare una situazione divenuta difficile e ripartire da un duro lavoro in palestra durato tutto il mese di agosto nel

Le gare degli Azzurri alla World Cup Italia-Canada 3-1 Italia-Australia 3-0 Italia-Egitto 3-1 Italia-Usa 0-3 Italia-Giappone 3-0

Italia-Iran 3-0 Italia-Tunisia 3-0 Italia-Venezuela 3-0 Italia-Russia 3-0 Italia-Argentina 3-2 Italia-Polonia 3-1


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volley

#volley

ritiro di Cavalese con dei risultati che sono stati immediati: gruppo compatto, poche chiacchiere e qualificazione ai Giochi conquistata. “Non è stato semplice all’inizio. La nostra è stata un’estate complicata, abbiamo avuto dei problemi e alla fine della World League è successo quello che è successo – ha raccontato Blengini -. Fin da subito avevo dichiarato che non avrei più parlato dei fatti di Rio e che sarebbe stato necessario ripartire, non pensando al passato, ma solo guardando al futuro e a quello che rappresentava l’obiettivo fondamentale della stagione, la qualificazione ai Giochi”. L’attuale commissario tecnico poi ha proseguito: “Quello che siamo riusciti a fare in Giappone è stato anche il frutto del lavoro svolto in precedenza con Mauro (Berruto, ndr); sicuramente è stato un grande risultato che ha ripagato tutti noi dell’intensa attività svolta durante l’estate. Ho provato molte sensazioni contrastanti in questo periodo anche perché avevo iniziato la stagione con un altro incarico per poi ritrovarmi a gestire una situazione del tutto nuova e inaspettata”. Alla domanda su come abbia fatto a cambiare completamente la situazione il tecnico ha risposto: “Non ci sono segreti né magie. Abbiamo solo parlato molto e affrontato la realtà, i ragazzi hanno capito dove erano stati commessi errori e da lì siamo ripartiti, poi tutto il resto è venuto in automatico e naturalmente la conquista del pass olimpico ci ha inorgoglito reso molto felici”. La stagione 2015 però non è ancora conclusa e gli Azzurri proprio in questi giorni hanno affrontato i Campionati Europei; un’altra bella sfida, insomma, per Blengini e i suoi ragazzi chiamati a scrivere nuove pagine della storia della pallavolo italiana.

26 | Ottobre 2015 | Sport Club

Chi è Gianlorenzo Blengini Nato a Torino il 29 dicembre 1971 ha iniziato la carriera d’allenatore nelle giovanili dello Sporting Parella Torino e in seguito di Cuneo, per poi svolgere in A2 e A1 il ruolo di vice allenatore al fianco di Mauro Berruto (Pallavolo Torino, Piacenza e Montichiari) e di Julio Velasco (Piacenza, Modena e Montichiari). Nel 2009-2010 ha debuttato come primo allenatore in A2 alla Lupi Pallavolo Santa Croce, vincendo la stagione seguente la Coppa Italia di categoria. Al 2011-2012 risale il suo passaggio alla Callipo Sport di Vibo Valentia. Nell'ultima stagione 2014-2015 con la Top Volley Latina, ha guidato la squadra pontina ad un storica semifinale scudetto. Nominato lo scorso dicembre vice allenatore azzurro, il 1 agosto è stato chiamato a guidare la nazionale italiana in sostituzione del dimissionario Mauro Berruto. Ha fatto il suo esordio sulla panchina tricolore il 27 agosto 2015 in un match amichevole vinto 3-0 con l'Argentina di Julio Velasco. Nella sua prima manifestazione ufficiale con gli azzurri, la World Cup 2015, ha vinto la medaglia d'argento conquistando la qualificazione olimpica per i Giochi di Rio 2016.


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basket #basket

Il 2015 sarà un anno difficile da dimenticare per chi tifa Virtus Roma: dopo 35 anni nella massima serie la squadra capitolina è scesa in Serie A2 per programmare un futuro sostenibile e ripartire con basi più solide. E' stata una scelta difficile quella del presidente Claudio Toti, ma anche l'unica realmente possibile per salvare la più importante realtà del basket romano con un programma di rinnovamento molto interessante, che pone la Città al centro del nuovo progetto.

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di Fabrizio Cicciarelli_foto Luca d’Ambrosio

l cammino che la Virtus dovrà compiere non sarà semplice: la Serie A2 è un pianeta nuovo e tutto da scoprire, Roma dovrà coniugare l’aspetto gestionale alle aspettative di una piazza tradizionalmente esigente. Per ripartire la società ha scelto come Direttore Operativo il romano Francesco Carotti, già Team Manager e Responsabile Marketing e Comunicazione del club, coadiuvato nella gestione dal Direttore Area Organizzativa e Marketing Emanuele Sica. La parte tecnica è stata invece affidata al consulente sportivo Simone Giofrè, dirigente che ha maturato una grande esperienza in squadre prestigiose come Cantù e Varese. Nonostante il poco tempo avuto a disposizione, la società è riuscita a lavorare in modo proficuo su due fronti, da una parte costruendo una squadra dalla fisionomia ben definita e dall'altra gettando le basi per una struttura giovanile solida con una serie di iniziative.

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ed e sempre piu ... LA SQUADRA La prima pietra di questa nuova Virtus è “made in Roma” e porta il nome di Giuliano Maresca. A 34 anni l’esterno capitolino è riuscito a coronare il sogno di una vita, accettando a scatola chiusa la proposta della Virtus e diventandone il capitano. Attorno a lui è stato costruito un gruppo "operaio" che coniuga esperienza ed energia, pronto ad affrontare una stagione che si preannuncia complicata, ma che fin dal primo 28 | Ottobre 2015 | Sport Club

giorno di preparazione è apparso molto compatto. Il volante della squadra è stato affidato a Guido Meini, playmaker che conosce alla perfezione le insidie del campionato e che in passato ha conquistato due promozioni con Venezia e Pistoia. Al suo fianco si muoverà Alan Voskuil, guardia di passaporto danese e tiratore mortifero, che dopo due anni a Biella cerca a Roma la definitiva consacrazione.


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s riparte, ,

u ... roma Detto di Maresca, a completare il quintetto sono Jamal Olasewere, ala con tanti punti nelle mani e fresco vincitore del titolo continentale africano con la Nigeria, e il veterano Craig Callahan, che insieme vanno a comporre una coppia di lunghi dal potenziale interessante. Dalla panchina molte aspettative sono rivolte al giovane Gabriele Benetti, un talento fisico notevole che ha disputato una preseason

molto positiva nonostante un antipatico infortunio al collo. Tanta energia arriverĂ dagli esterni Riccardo Casagrande, Simone Bonfiglio e dal centro Davide Zambon, chiamati a dimostrare di valere la "grande occasione" virtussina come anche Ennio Leonzio, giovane guardia con un passato nelle giovanili nella Stella Azzurra.


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A dirigere le operazioni dalla panchina sarà Guido Saibene, già visto a Roma nelle vesti di assistente di Piero Bucchi, Svetislav Pesic e Jasmir Repesa. Il coach è chiamato a raccogliere una nuova e stimolante sfida guidando una formazione che, pur non puntando alla promozione, vuole riportare entusiasmo tra i propri tifosi. I GIOVANI Parallelamente all'allestimento della prima squadra, il lavoro della società procede spedito anche per quando riguarda il settore giovanile, che per i prossimi tre anni sarà gestito in sinergia con Honey Sport City, polisportiva giovane e ambiziosa che ha dato vita a una struttura dagli altissimi standard qualitativi. Saranno tre ex virtussini come Carlton Myers, Roberto Cipolat e la bandiera Alessandro Tonolli a formare i futuri campioni che vestiranno la maglia di Roma, coordinando le squadre Under 18 Eccellenza, Under 16 Eccellenza, Under 15 Eccellenza, Under 14 Elite e Under 13 Elite. Al Palazzetto dello Sport prosegue anche l'attività di base con il minibasket, mentre sta per essere svelato un nuovo progetto rivolto a un ampio ventaglio di società della Capitale per rafforzare in maniera consistente il legame tra il club e il territorio.

ROSTER Guido Meini Simone Bonfiglio Alan Voskuil Ennio Leonzio Giuliano Maresca Riccardo Casagrande Jamal Olasewere Gabriele Benetti Craigh Callahan Davide Zambon

30 | Ottobre 2015 | Sport Club

1979 1988 1986 1994 1981 1988 1991 1995 1981 1978

1.85 1.81 1.91 1.92 1.92 1.96 2.01 2.00 2.04 2.02

Playmaker Play/Guardia Guardia Guardia Ala Ala Ala Ala Centro Centro

ITA ITA DEN ITA ITA ITA NIG ITA ITA ITA


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rugby

#rugby

L'hanno tirato su per aria come fanno gli studenti alla laurea, le giovani marmotte e i boy scout. Compagni di rugby. Mauro Bergamasco, 36 anni, i suoi cinque mondiali record e l'addio al rugby giocato. Grazie per quello che hai fatto. di Paolo Cecinelli_foto Luca dâ&#x20AC;&#x2122;Ambrosio

mauro mauro bergamasco bergamasco

il campione l 32 | Ottobre 2015 | Sport Club


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Q e lascia

uesta è l'atmosfera che si respira nel mondo ovale. Superprofessionisti, dilettanti, giovani o vecchi sono tutti animati dallo spesso spirito. Goliardici, scanzonati, senza vergogna ma temprati dal coraggio di mettere la faccia dove gli altri non metterebbero neanche un piede. Finisce con questa bella immagine il mondiale numero otto dell'Italia ma c'è poco da festeggiare. C'è delusione per il fallimento degli


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azzurri che ancora una volta non sono riusciti ad approdare ai quarti di finale. Avrebbero dovuto battere la Francia o l'Irlanda ma non c'è stato nulla da fare. Nella partita d'esordio con i francesi venti punti di differenza hanno spento le ambizioni azzurre ricollocandoci al nostro posto - zitti e a casa. Qualcuno sperava in un remake delle due vittorie consecutive nel Sei Nazioni ma la coppa del mondo è ben altra cosa. Insegna tante cose lo sport ma per capirle bisogna stare con i piedi per terra. Altrimenti si finisce come il ct Jacques Brunel che non ha voluto concedere a Mauro Bergamasco una doverosa passerella finale. Un posto in panchina e poi un'entrata in campo nel finale della partita con la Romania come si fa in queste occasioni. Invece è finito in tribuna senza nessuna spiegazione. Il capitano Sergio Parisse ha commentato che i giocatori devono accettare le decisioni del tecnico. Giusto ma ci pensate se Francesco Totti, o se volete Maldini, annuncia che in un preciso giorno giocherà la sua ultima partita e il suo allenatore neanche lo convoca?

Brunel ha motivato la scelta con una frase che non concede interpretazioni e racconta meglio di qualunque gossip il clima all'interno dello spogliatoio azzurro. "con la Romania - ha detto il ct - voglio vincere quindi ho fatto le mie scelte". Si rischia di offendere, di fare male. Bergamasco nella sua carriera ha subito tanti placcaggi, scarpate in testa e altre umiliazioni, ma in campo. Questa scelta di Brunel è un’offesa alla maglia azzurra. Cinque mondiali disputati, Mauro Bergamasco è un monumento del rugby italiano e mondiale - come l'ha definito Massimo Giovanelli che sul rugby può parlare più di chiunque altro. E’ il capitano che trascinò l'Italia nel 6 nazioni vincendo contro la Francia a Grenoble nel 1997 quando un giovanissimo Bergamasco era a bordo campo con gli altri giocatori, e non in tribuna con la faccia da funerale. Dunque Brunel ha visto materializzarsi lo spettro e la paura di una sconfitta ed è corso ai ripari. Già proprio la paura, quella che ha fatto sempre piccola l'Italia del rugby. La paura di perdere. La paura di sbagliare un calcio decisivo come accadde a Bortolussi nel 2007 in Coppa del Mondo nella partita spareggio con la Scozia per una storica qualificazione ai quarti di finale. Il calcio da 40 metri finì a lato della porta. Giovanelli racconta e ringrazia Mauro Bergamasco con passione: "Ho avuto l'onore, da capitano, di essere attorniato da giocatori straordinari. Uomini veri tra i quali Mauro Bergamasco ha sempre brillato di luce propria, come solo i grandi campioni dello sport sanno fare. Grazie Mauro per quello che hai dato al rugby italiano". Adesso la federazione e il suo presidente dovranno fare i conti con una nuova dimensione. Una nuova epoca. Tutta da scrivere. Non c'è più Bergamasco, il giocatore che ha comunicato più di tutti il verbo ovale. Il rugby italiano ha bisogno di questi comunicatori. Bergamasco è stato giocatore e personaggio mediatico. I giovani talenti italiani ci sono ma la gente non li conosce. Inoltre non sanno dove crescere perchè i club

italiani a livello internazionale (benetton e zebre) perdono sempre. La strada da percorrere è sempre la stessa: emigrare in Francia come fecero i fratelli Bergamasco.


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viaggi

#viaggi

thailandia Templi antichi e metropoli si mescolano sulle sponde del mare tropicale

G

di Fabio Sieni

razie alla sua particolare posizione, la Thailandia è uno di quei paesi dove l’inverno non arriva mai del tutto. Il clima infatti varia a seconda delle regioni: ad esempio, quando è la stagione dei monsoni nel Mar delle Andamene, nel Golfo di Thailandia si godrà di lunghe giornate di sole. E ovunque si vada, si potranno ammirare le meraviglie di un paese che riunisce grandi città, fasti antichi e mari incontaminati.

Immersioni L’isola di Ko Tao è una delle mete più famose al mondo per le immersioni grazie alla grande varietà di specie marine. Ancora più selvaggio il parco marino di Ko Rang, a pochi minuti di barca dall’isola di Koh Mak, una riserva naturale che offre diverse zone di immersioni.

36 | Ottobre 2015 | Sport Club


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Canoa e kayak A Phuket le avventure in canoa vengono organizzate dividendo i passeggeri a coppie su piccoli kayak gonfiabili, accompagnati da una barca che contiene vettovaglie ed equipaggiamento. Poi si parte per un piccolo viaggio di tre giorni che comprende lezioni di Kayak, pasti ed esplorazione delle isole.

Windsurf Da vent’anni a questa parte il windsurf è ormai diventato lo sport acquatico più popolare della Thailandia. Vi sono numerose scuole,

mentre i siti migliori sono le principali spiagge di Phuket, Samui, Pattaya e Krabi, oltre alle isole di Ko Tao e Ko Chang.

Barca a vela La zona di Phuket è la meta principale della Thailandia per la vela, ed attrae navigatori thailandesi e stranieri. Il periodo migliore è quello che va da settembre a maggio, quando soffiano venti di potenza moderata. Ogni anno qui si tiene la King's Cup Regatta: la prima edizione fu in onore della nascita del re e si svolge a dicembre come parte dell’Omega Asian Yachting Circuit.


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viaggi

#viaggi

Muay thai Lo sport nazionale della Thailandia è la Muay thai: in tutto il territorio è possibile trovare dei campi di allenamento per gli aspiranti combattenti, da qualche decennio aperti anche agli stranieri. Sono previsti diversi livelli di difficoltà smistati a seconda delle cinture, o Khan, quindi anche per i principianti è un buon modo per cominciare.

Vita notturna

A Koh Phangan si svolge una volta al mese il Full Moon Party, che si celebra in corrispondenza con il plenilunio. E’ senza dubbio la più grande festa in spiaggia al mondo: in alta stagione attrae fino a trentamila persone che si distribuiscono nelle numerose discoteche allestite per l’occasione.

38 | Ottobre 2015 | Sport Club


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cinema

#novità

l'’uomo

contro la n

L’

alpinismo è un altro di quegli sport che decisamente non è per tutti. Il concetto è semplice: puntare in alto, in senso letterale. Sfidare dei limiti che non sono solo quelli fisici, ma che spesso sono quelli della natura stessa. “Un uomo non è fatto per sopravvivere alla quota di crociera di un 747”, si dice in Everest, il nuovo film di Balatasar Kormàkur. Ma questi uomini solo saliti così in alto. Hanno rischiato tutto e sono tornati da vivi o entrati nella leggenda.

Everest

Ha aperto la settanduesima edizione del festival di Venezia. Ispirato ad una storia vera, già riportata nel saggio Aria sottile, di John Krakauer. Narra di una spedizione sul monte Everest avvenuta nel 1996, a cui Krakauer partecipò. Ma l’avventura divenne lotta per la sopravvivenza quando la vetta della montagna fu battuta da una delle più feroci tempeste di neve mai affrontate dall’uomo. Un film forte, che racconta l’ostinazione di chi non vuole arrendersi davanti alle forze della natura, in una sfida contro un nemico molto al di là delle possibilità di chiunque. Un grande cast, che comprende, tra gli altri, Jake Gyllenhaal, Josh Brolin, Keira Knightley, Jason Clarke.

La morte sospesa

Due amici legati come fratelli. Un progetto: scalare il Siula Grande, nelle Ande peruviane, una delle montagne più alte del mondo. Una storia

40 | Ottobre 2015 | Sport Club

vera, in cui si respira la tensione nel recarsi in luoghi mai esplorati, dove ogni cosa può essere mortale. Uno dei due, Simpson, si rompe il ginocchio. E cade nel crepaccio. Inizia una delle storie di sopravvivenza più incredibili mai avvenute. Nutrirsi della neve, strisciare, zoppicare. Tutto pur di non cedere alla morte.

Alive – i sopravvissuti

Un’altra storia vera, la più drammatica e sconvolgente. Dove si può arrivare pur di non arrendersi? Lo hanno scoperto i membri di una squadra uruguaiana di rugby che, a seguito di un disastro aereo, sono rimasti intrappolati sulla cordigliera delle Ande. Senza possibilità di essere soccorsi, senza possibilità di chiedere aiuto. I passeggeri furono costretti a nutrirsi dei corpi dei compagni morti. La loro salvezza la dovranno


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a natura allâ&#x20AC;&#x2122;impresa di Fernando Parrado e Roberto Canessa, che riusciranno ad attraversare le Ande e ad arrivare in Cile per chiedere aiuto.

Una spedizione. Una catastrofe. Dei sopravvissuti. Una lotta per tornare a casa. E lo spettacolo è servito. di Fabio Sieni


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people

#people

outing uscire allo scoperto nel mondo dello sport

Nuoto

Bruce Hayes, nuotatore statunitense e oro olimpico, è famoso per aver fatto outing qualche anno dopo il ritiro dalla carriera. In seguito è diventato un simbolo ed è costantemente impegnato nelle battaglie per il sostegno dei diritti degli omosessuali. Diversamente Tom Daley, campione di tuffi britannico, è stato recentemente costretto a fare outing dopo l’incessante pressing dei tabloid inglesi, che gli attribuivano una relazione con un uomo.

Tennis

Martina Navratilova, campionessa di tennis cecoslovacca, prese la cittadinanza americana nel 1981. Anche lei, dopo mesi di speculazioni su presunte relazioni con delle donne, fece outing. In questo caso, però, la sua immagine ne uscì rafforzata. Spontanea e naturale invece la francese Amelie Mauresmo, che dichiarò la propria omosessualità nel corso di un’intervista a “Le Figaro”, nel 1999.

In questa pagina, la tennista Martina Navratilova e il pugile Orlando Cruz.

Nella pagina a fianco dall’alto, il calciatore Robbie Rogers, la

tennista Amelie Mauresmo, il calciatore Justin Fashanu e il campione di tuffi Tom Daley

42 | Ottobre 2015 | Sport Club


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Boxe

L’unico caso di Outing è quello di Orlando Cruz, campione dei pesi welter portoricano. L’evento è recente, risale al 2012, ed ha destato scalpore. Nel mondo degli sport da combattimento infatti sembra ci sia una sorta di indifferenza nei confronti dell’omosessualità.

Calcio

Più drammatici i casi nel mondo del calcio. Il primo a fare outing è stato il calciatore inglese Justin Fashanu, che militava nel Nottingam Forest. La sua scelta di dichiararsi omosessuale lo portò ad essere emarginato dal coach Brian Clough e dai compagni di squadra. Morì suicida all’età di 37 anni. Più recente il caso di

Outing è il termine che il movimento omosessuale statunitense ha coniato per indicare la scelta di rivelare pubblicamente l’omosessualità. Tra gli sportivi professionisti è una decisione spesso rischiosa e a volte osteggiata. Un personaggio pubblico, infatti, deve prendersi carico di tutte le conseguenze mediatiche dell’outing. Sovente avviene che tale rivelazione sia fatta solo a fine carriera, o a seguito del ritiro, come a sottendere la paura di subire delle conseguenze.

Robbie Rogers, giocatore statunitense, ritiratosi a soli ventisei anni a causa degli infortuni. Con l’occasione ha fatto outing, manifestando chiaramente le sue difficoltà ed esitazioni di fronte a questa scelta. Nel calcio, non è il caso di nasconderlo, l’omosessualità è un tabù, come ha dichiarato Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori. Il caso di John Fashanu non ne è altro che la dimostrazione.


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motori

#motori

, , piu ’grande, piu leggera , e piu ’efficiente. vi presentiamo la nuova berlina dei quattro anelli. di Di Giuseppe Gomes _@g_gomes88

nuova audi a4

la giusta evoluzione

N

egli ultimi anni Audi ci ha abituati a continue evoluzioni ed innovazioni su tutte le loro auto. Partendo dalla loro storia motoristica recente sono stati in grado di apportare tanti benefici alle loro auto di serie e, dopo la nuova R8 che condivide un importante background “sportivo” con la gemella corsaiola, tocca alla berlina di punta, l’intramontabile A4, raggiungere il massimo di efficienza e performance disponibile sulle auto dei “quattro anelli”. Guardando i dati tecnici il primo elemento che salta all’occhio sono gli ingombri degli esterni. La versione 2015, che sarà presentata ufficialmente al prossimo salone di Francoforte, sarà più lunga più larga e con un passo maggiore, ma grazie ad un incredibile lavoro di affinamento aerodinamico e sui materiali, dei quali si parlerà più avanti, si ha l’impressione che in quel di Ingolstadt abbiano creato un vero e proprio gioiello su quattro ruote.

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Interni tra confort e tecnologia

Le dimensioni maggiorate influiscono positivamente sul confort all’interno, elemento mai mancato in casa Audi, riuscendo a migliorare ulteriormente sotto il profilo dei materiali utilizzati sia delle plastiche sia delle rifiniture sempre più di qualità superiore. Chi entrerà dentro la nuova A4 carpirà immediatamente le grandi differenze rispetto al modello precedente, grazie al grande lavoro svolto dai designer per offrire al pubblico degli interni più intuitivi e piacevoli, anche sotto il profilo tecnologico. Anche l’ infotainment, l’Audi Connect, ha conosciuto qualche affinamento, ora dotato di un comodo touch pad al quale è stata aggiunta una funzione curiosa come la possibile di gestire l’illuminazione ambientale direttamente dallo schermo incastonato nella console centrale, con la possibilità di scegliere tra oltre 60 diverse colorazioni per le luci interne. Inoltre sulla nuova A4 sarà disponibile


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motori

#motori

come optional l’Head Up Display, che aveva fatto il debutto sulla nuova Audi TT, a terminare le tante “chicche” tecnologiche disponibili su questo modello.

Più grande non vuol dire più lenta!

Come detto in apertura la nuova A4 sarà più grande del vecchio modello, ma non sempre questo deve essere visto come un problema. La nuova berlina ha ricevuto una grandissima cura per quanto riguarda l’aerodinamica; la A4 è la berlina più bassa del segmento, le linee, più muscolose e aggressive, aumentano l’efficienza complessiva, abbassando sensibilmente i consumi. Inoltre grande lavoro è stato fatto sulla scelta dei materiali. Con una “dieta” a base di acciaio la nuova A4 risulta 120 kg più leggera del modello precedente, con il solito beneficio per quanto riguarda i consumi. Parlando di “semplice” estetica la nuova A4 è più aggressiva e subito diversa dalla precedente, con la nuova calandra cromata e le grosse prese d’aria per i freni.

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Ben sette le motorizzazioni proposte

Su questa nuova A4 l’imbarazzo della scelta non riguarderà i soli optional, infatti saranno ben sette le motorizzazioni offerte: tre TFSI e 4 TDI, con la possibilità in futuro di poter saggiare i propulsori ibridi ed elettrici. Anche se meccanicamente le nuove unità risultano uguali alle precedenti, grande lavoro è stato svolto per diminuire i consumi, ma senza ridurre le prestazioni riuscendo, in alcuni casi, a migliorarle di circa il 25%. Per quanto riguarda i motori a benzina si va dal 1.4 da 150 cv al 2.0 da 252 cv, che promette grandi prestazioni. Più ampio il ventaglio di scelte per quanto riguarda le motorizzazioni diesel, dove si parte dal 2.0 turbo da 150 cv fino al 3.0 da 272 cv. Dati alla mano l’elemento che più colpisce sono i consumi e le emissioni dei motori top di gamma, con 5,7 l/100 km e 129 g/km di CO2 per il 2.0 TFSI, 4,9 l/100 km e 129 g/km di CO2 per il 3.0 TDI. Con un prezzo di attacco di 33.800 euro per il 1.4 benzina e 38.250 euro per il turbo-diesel la nuova A4 sarà disponibile a partire dal prossimo Novembre, anche se da Giugno sarà possibile preordinarla.


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accessori

#novità

ottobre 2015: boxe. kickboxing. difesa personale. niente di meglio per imparare a difendersi senza rinunciare a divertirsi. ma meglio se con il giusto equipaggiamento. di Fabio Sieni

Ormai gli sport da combattimento hanno preso piede in tutte le palestre. Vanno bene sia per chi vuole mettersi alla prova che per chi vuole sperimentare uno dei training più efficaci che esistono. E sempre più donne si cimentano nella nobile arte.

Guantini Leone

Occorre distinguere tra l’allenamento al sacco e quello con un partner. Per il sacco, sono più utili i guantini. Lasciano libero il pollice opponibile e costringono chi li usa a tirare colpi precisi per non scivolare nel contatto con la pelle. Attenzione al polso però: sarà sempre molto sollecitato.

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Top femminile boxe

Attillato, elegante, pratico. E’ perfetto sia per l’allenamento che per il ring. Consente una libertà di movimento superiore della versione a canottiera, oltre ad avere più personalità.

Guantoni multiboxe hi tech Adidas

Perfetti per chi vuole imparare. Sono muniti di una chiusura che blocca il polso, in modo da evitare problemi spiacevoli come le tendiniti.


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Paratibie Muay Thai Yokkao

Sottoguantoni boxe

E’ finita l’era delle fascette di Rocky. I sottoguanti sono decisamente più comodi e si indossano in pochi secondi. Inoltre, tengono fermo il polso, il che li rende molto utili negli allenamenti al sacco con i guantini.

Sono indispensabili se ci si vuole allenare anche con i colpi di gambe. Ne esistono di due tipi: con i parapiedi incorporati e senza. Per i principianti e per chi non è interessato agli incontri meglio scegliere i primi, che sono anche più economici.

Paradenti Venum

Anche per chi non combatterà mai, è sempre meglio averne uno. Si fa bollire nell’acqua calda e poi si indossa, in modo da dargli lo stampo della propria dentatura. Infine, si immerge nell’acqua fredda ed è pronto.

Scarpe da boxe Adidas

Consentono di spostarsi velocemente senza scivolare sul parquet o sulla gomma del ring, oltre a limitare le sollecitazioni ai polpacci.

Guanti MMA Leone

Casco Everlast

Per chi ama il gioco duro. Nel caso ci si cimenti in prese e leve articolari sono necessari, ma possono andare bene anche per fare pesi.

Nel caso ci voglia cimentare nello sparring, è obbligatorio. Quello Everlast dispone di un buon sistema antishock. Ne esistono di due tipi: quello che copre la bocca e quello che la lascia libera. Il secondo è preferibile, anche perché consente una migliore respirazione. 49 | Ottobre 2015 | Sport Club


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tornei

#eventi #padel

padel: ecco i primi istruttori formati dal msp roma

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i è concluso nel weekend del 2-3-4 ottobre il 1° Corso Istruttori Padel MSP, svolto al Padel Club Laurentina alla presenza del docente Florentino Garcia Lameiro, Maestro della Federazione Spagnola di Padel e giunto direttamente da Madrid per insegnare i colpi base di quella disciplina che nella Capitale è seconda, come popolarità, solo al calcio. Lo sviluppo pazzesco del Padel a Roma è certificato dai numeri: più di 70 campi ormai sono presenti nei Circoli della Capitale e l’incessante richiesta fa sì che a breve ne sorgeranno ancora altri. Una moda sportiva che ha ormai colpito tutti, da Roma Nord a Roma Sud fino ad estendersi alle province limitrofe. Non è un caso quindi che nella classifica ufficiale più del 90% dei giocatori provenga dalla Capitale.

Proprio per tutte queste ragioni, MSP Roma, Delegazione Cittadina dell’Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal Coni MSP Italia, ha voluto fortemente organizzare questo Corso Istruttori di 1° livello per dare maggiore forza all’attività svolta da più di un anno, a testimonianza di quanto l’Ente creda in questo sport in ascesa. Infatti l’attività sportiva si può reggere solo se sono presenti istruttori qualificati che possano incentivare la pratica del padel. La formazione assume così un aspetto fondamentale nella crescita di questo sport e MSP Roma ha di conseguenza curato nei minimi particolari l’organizzazione del corso. Un corso convenzionato con la FIT settore Paddle e che ha preso spunto dal modello spagnolo, con l’aggiunta di approfondimenti didattici settoriali. Infatti, accanto alle lezioni teoriche-pratiche del Maestro Florentino Garcia Lameiro, si sono svolte in

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questi tre giorni lezioni sulla fisioterapia del padel, nutrizione sportiva e gestione dei rapporti tra Istruttore e Centro Sportivo. Il tema medico-fisioterapico è stato dapprima trattato dai fisioterapisti dell’Acqua20, i quali hanno illustrato le problematiche relative alla spalla (problema assai comune nei giocatori) sia nella fase di riatletizzazione che di recupero in acqua, spiegando i relativi esercizi di stretching come prevenzione. Infine sabato pomeriggio è stata la volta dei dottori Andrea Grasso (Primario del Villa Valeria) e Carmine Latte (medico della Nazionale Italiana giovanile di Pallavolo) che hanno incentrato il loro approfondimento didattico sulla prevenzione medico sportiva articolare, con particolare riferimento al rapporto "spalla e padel" e spiegazione dell'analisi innovativa rappresentata dalla Gait Analysis. Il capitolo della nutrizione sportiva, a cura di Marco Cristofanilli, ha approfondito le tematiche relative alla cura dell’alimentazione del pre/post allenamento e/o partite di gioco. Infine, il focus didattico sui rapporti tra Maestro e Centro Sportivo, a cura di Claudio Briganti, ha trattato il tema della relazione professionale tra il Maestro con i proprietari di un Circolo Sportivo, visto che tutti i campi di padel a Roma sono costruiti all’interno di poli sportivi. Un corso quindi completo in ogni settore e che si collega direttamente all’attività dell’Istruttore, il quale deve farsi trovare pronto e preparato su tutti gli argomenti, per dare maggior valore alla sua credibilità di insegnante. Al termine del corso, tutti i corsisti hanno dovuto simulare una lezione spiegando agli altri colleghi un colpo base del padel (es.bandeja) per iniziare a capire un mestiere completamente diverso dall’essere giocatore. I corsisti hanno infine ritirato il diploma di Istruttore del MSP Italia, con conseguente inserimento nell’Albo e riconoscimento Coni. Questi i nomi dei primi Istruttori Padel formati dal MSP: Vincenzo di Berardino, Fabrizio Sartini, Augusto Avanzini, Gabriele Santini, Anna Profumi, Alessandro Di Lorenzo, Fabrizio Carfagna, Daniele Magini, Emanuele Piermarini, Ermanno Nicoletti, Davide Santoro e Marco Lauretti.


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tornei

#eventi #tennis

mini roma padel forense be mini be padel

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na location straordinaria ed un organizzazione impeccabile hanno decretato il successo della quinta tappa del MINI ROMA PADEL FORENSE che si è svolto dal 2 al 4 ottobre al Circolo Magistrati della Corte dei Conti. A conferma della costante crescita del livello tecnico della manifestazione - ideata dall'Avv. Nicola Colavita e patrocinata tra gli altri dal Coni e dalla Federazione Italiana Paddle Tennis - a questa tappa del Padel Forense hanno partecipato due fuoriclasse come Michele Bruno, che rappresenterà l'Italia ai prossimi mondiali e Juan Manuel Restivo, n. 50 del ranking mondiale. Ad aggiudicarsi la vittoria nel torneo

coppia con l'Avv. Cristiano Tofani. I due - al termine di una combattutissima finale ripresa anche dalle telecamere di Super Tennis - hanno sconfitto la coppia composta da Alessio Tropiano e Manfredi Tesauro. Il primo posto nel torneo femminile è andato invece alla coppia Marina Guglielmi e Valentina Tommasi che si sono imposte sulla coppia formata dalle bellissime Valentina Barbadoro e Ughetta Di Carlo. Tante le persone intervenute al cerimoniale di premiazione, presentato come sempre in maniera impeccabile dalla Responsabile del Padel Forense Francesca Mercantini. Tra i numerosi ospiti presenti c'erano

maschile è stato proprio l'italo argentino in Valentina Barbadoro e Ughetta Di CarloMarco

anche l'AD di Bmw Roma Massimiliano Di Silvestre, il Resp. Mark. di BMW Roma Roberto De Laurentiis, il Presidente del Circolo Magistrati della Corte dei Conti Dott. Stefano Castiglione, il Presidente del Comitato Regionale della FIT Ettore Marte e il Consigliere Nazionale della FIT Avv. Fabrizio Tropiano. Appuntamento con la tappa di chiusura del MINI ROMA PADEL FORENSE al Forum Sport Center. BE MINI BE PADEL . . .

I vincitori Cristiano Tofani e Juan Manuel Restivo

AD di Bmw Roma Massimiliano di Silvestre

Nicola Colavita e Francesca Mercantini con le ragazze del Padel Forense

Alessio Tropiano e Manfredi Tesauro

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tornei

#eventi #golf

bmw roma golf , forense piu 2015

terza tappa

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abato 19 settembre, al Golf Roma Acquasanta, si è svolta la terza tappa del Bmw Roma Golf Forense Piu' 2015. La gara - con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del CONI e della F.I.G. Lazio - ha visto il successo nella 1^ CATEGORIA NETTO della coppia Paolo di Benedetto e Silvio Plazzotta. La coppia composta dagli Avvocati Marco e Alberto Federici si è imposta invece nella 1° CATEGORIA LORDO. 1^ Coppia Netto Seconda Categoria per Gennaro Carbone e Leonardo Torricella. Nella Categoria LADIES meritata vittoria per la coppia composta da Roberta Sciuba e la Commercialista Antonella Greco. All’evento hanno preso parte anche l’AD di BMW Roma Massimiliano Di Silvestre, l’ex Sindaco di Roma Francesco Rutelli con la moglie Barbara Palombelli, il Private Banker di Banca Fideuram Marco Ildebrando,  il Maestro di Taglio Ilario Piscioneri, il Presidente del Golf Roma Acquasanta Gen. Carlo Alfiero, gli Avv.ti Francesco Ago, Paolo Colosimo e Livia Magrone Furlotti, il Cons. della FIG Lazio Barbara Zicchieri e l’ex Presidente del CONI Franco Carraro. Appuntamento con la tappa di chiusura del circuito più amato dai golfisti della Capitale il 17 e 18 ottobre all’Olgiata Golf Club.

L’avv. Luigi Curatolo

L’Avv. Nicola Colavita con Francesca Mercantini e le ragazze dello Staff del Golf Forense

Francesco Rutelli

Roberta Sciubba

Serena Peraccini

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L’AD di BMW Roma Massimiliano Di Silvestre


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moda

#tendenze #accessori

Per chi colleziona, vende o semplicemente ama le maglie da calcio il riferimento in rete è Passionemaglie.it. Matteo Perri, collezionista e ideatore del sito, è il capofila di migliaia di appassionati che commentano nuove maglie, scarpini e palloni con ironia, competenza, e senza volgarità. di Giuliani Giulianini

V

Che pensano i tifosi della controversa maglia grigia della Roma? o di quella vintage della Lazio? o della rivoluzionaria maglia a strisce orizzontali del Barcellona? C'è un luogo, in rete, dove gli appassionati di maglie da calcio si ritrovano e si confrontano; un sito dove regna la correttezza, la competenza e il piacere di condividere con gli altri una passione nata da bambini. Nonostante i prezzi alti, gli sponsor deturpanti e i design a volte discutibili, ci sono talmente tante persone amanti dei colori del calcio che passionemaglie.it riceve in media tra 10 e 15.000 contatti al giorno, il profilo Facebook conta 27.500 "mi piace", e su Twitter @passionemaglie ha 5450 follower. Matteo, come è nato PassioneMaglie.it, e quali sono le ragioni del successo? Sono un collezionista di maglie, principalmente del Parma, la mia squadra. Frequentavo siti di collezionismo esteri e amministravo un forum privato. In Italia non c'erano siti dedicati alle maglie e ho pensato di verificare se ci fosse interesse sull'argomento. Il successo venne con l'anticipazione della maglia dell'Italia del 2010, che finì sul sito di Repubblica e nel circuito Ansa. Il sito crollò: avevo un hosting da due soldi e arrivarono tutte insieme 18 mila visite. Da quel momento il sito iniziò a crescere ed ebbi i primi contatti con le aziende che avevano

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onoriamo le maglie interesse a che io pubblicassi notizie sui loro prodotti. Il tuo sito e i suoi profili social si distinguono per commenti sempre pacati e spesso competenti, nonostante gli utenti siano quasi tutti anonimi. Come lo spieghi? I commenti contenenti insulti vengono automaticamente censurati dal sistema del sito. Se il commento è uno sfottò, che in sé non ha nulla di offensivo ma potrebbe dare il via a litigi, in passato rispondevo in privato spiegando che genere di commenti desideravo sul sito, adesso a volte non devo neanche intervenire: c'è qualche utente che spiega che su PassioneMaglie si discute in un certo modo. Facciamo l'esempio di una stessa notizia sul lancio di una

nuova maglia di Serie A: su PassioneMaglie si critica o si apprezza con correttezza, sui siti delle maggiori testate sportive compaiono commenti indicibili. A differenza di altri il mio non è mai stato un progetto commerciale: non mi sono mai preoccupato del numero di commenti sul sito. Preferisco avere 100 commenti corretti piuttosto che 1000, di cui 900 litigiosi. Mi rendo conto che chi vive di numeri debba ottenere i 1000 commenti, ma a me non interessano. Veniamo alle maglie. Quali sono le novità più interessanti tra le divise della Serie A? Io sono un tradizionalista non purista: fatta salva la tradizione per la


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moda

#tendenze #accessori

prima maglia non mi scandalizza se viene introdotta qualche innovazione. Ad esempio la nuova maglia della Roma a me sta benissimo anche se ha toni di rosso diversi, rimane una maglia che guarda ai tempi moderni in un contesto tradizionale. Ho apprezzato il ritorno alla tradizione di Inter e Milan, in particolare per i neroazzurri. La maglia dell'Inter dello scorso anno (con le strisce azzurre molto scure e di spessore ridotto, ndr.) non rientra tra quelle che apprezzo: una maglia totalmente snaturata. Tra le "piccole" apprezzo ogni anno il Chievo: Campedelli è l'unico presidente che dimostra sempre di essere veramente appassionato e di tenere ad avere maglie ispirate. Quali sono le maglie del campionato più apprezzate dai i tuoi utenti? Le due dell'Inter, con il ritorno alle strisce larghe e la banda neroazzurra sulla seconda; anche quelle della Sampdoria e del Torino. Quali le meno riuscite secondo i loro commenti? La maglia della Lazio è tra le più "massacrate". Del resto quelle dell'anno scorso erano tradizionali ed è normale che si critichi una maglia più moderna. Poi la seconda della Juve, con quel "pastrocchio" sul petto (sulla banda pettorale bianca si sovrappongono una linea rossa e la "toppa" nera dello sponsor, ndr.). Questo è stato l'anno della cosiddetta "maglia bandiera" della Lazio. Utilizzata come seconda maglia da gennaio a fine campionato, è stata estromessa dal kit 2015/16, salvo tornare in versione "dark" per le trasferte e l'Europa League. Che ne pensano gli appassionati?

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Ha avuto un tale successo che Macron ha dovuto comunque proporla in altra forma. Anche all'estero pare sia stata apprezzata. Molti però l'avrebbero voluta invariata anche quest'anno. Perché secondo te non l'hanno mantenuta? I tifosi pensano che siano scelte dello sponsor tecnico, ma un buon 80% delle decisioni sulle maglie sono del club. Forse alla Lazio non vogliono che diventi la prima maglia, come qualcuno vorrebbe. Per me sarebbe sbagliato: dopo più di cento anni non si può cambiare la prima, anche se l'altra è bella. A livello internazionale, quali erano le novità più attese? C'era grande attesa per il Manchester United che passava ad Adidas dopo anni con Nike. Il risultato alla fine è stato apprezzato anche perché si ispira a un classico degli anni '80. Il Barcellona ha presentato le strisce orizzontali, ma all'estero sono meno attaccati di noi alle tradizioni. Esteticamente mi piace, ma non direi che è una maglia del Barcellona. Come è stata accolta la seconda della Nazionale vista per la prima volta contro Malta? Come la banda tricolore divide in due la maglia, così si sono divisi i commenti: cinquanta e cinquanta. Se la banda tricolore fosse stata decentrata a sinistra avrebbe raccolto più consensi. Le maglie più attese del prossimo futuro? A novembre, o ad inizio 2016 dovremmo vedere la maglia dell'Italia per gli Europei, ma giuro che non ne so niente.


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circoli

#circoli

succede ad

aquaniene

O

re 7.00 del mattino, il Sig. Carlo Rossi entra ad Aquaniene ed al buongiorno della gentile ragazza del desk risponde “stamattina anziché fare la solita seduta nella palestra cardio-isotonica preferisco farmi una bella nuotata nella meravigliosa acqua azzurra della piscina, a seguire un bagno turco rigenerante per poi concludere, prima di andare in ufficio, con una bella colazione ad Aquacafè.” Mentre fa colazione il Sig. Rossi incontra al bar i suoi genitori che dopo aver preso un caffè si recano, per la consueta attività di rieducazione motoria in acqua con il terapista dell’idrokinesi. Nel frattempo nella piscina, la squadra dell’Aniene Campione d’Italia in carica, svolge i suoi allenamenti con i nuotatori Olimpici che, macinando vasche su vasche, trasmettono entusiasmo agli anziani signori della terza età che dalla palestra della easyline e dalla piscina piccola, guardano con ammirazione mentre fanno la loro attività motoria. Verso le 11.00 è la volta della Sig.ra Rossi che procedendo con le sue amiche verso gli studi fitness di Aquaniene si prepara a svolgere la sua rilassante seduta di yoga. A seguire, al termine dell’attività, si reca ad Aquabeauty per il suo personale trattamento estetico. All’uscita prima di arrivare agli ampi parcheggi a disposizione di Aquaniene, passa per la ludoteca AquanieneKids a riprendere il suo bambino lasciato prima dell’attività e al contempo, chiedendo una disponibilità per l’imminente festa di compleanno dello stesso. Nel frattempo nella piscina, dopo gli atleti della prima squadra, sono venuti a fare la loro lezione di educazione fisica in acqua gli studenti dell’Istituto scolastico Salvini che, insieme ai nuotatori adaptive e diversamente abili, hanno svolto gratuitamente la loro attività. Siamo ormai arrivati alla fascia oraria delle 13.00 dove sta per iniziare la lezione di prepugilistica a tempo di musica nella sala polifunzionale dove la frequenza femminile diventa importante. Anche i nostri runners sono ormai usciti dagli spogliatoi e si accingono con il loro istruttore a svolgere la seduta di allenamento verso Villa Ada. Non sono da meno i nostri nuotatori master che emulando i campioni della prima squadra svolgono con entusiasmo e un pizzico di goliardia i loro allenamenti. A questo punto della giornata le palestre e le piscine si sono riempite e tutti trovano qualcosa di interessante da fare: dalla forza funzionale, all’acquagym, dallo spinning piuttosto che al pilates……. Importante e gradita comincia ad essere anche la partecipazione in palestra e piscina da parte del corpo sociale C.C.Aniene in particolare da una buona parte di giovani Soci che raggiungono Aquaniene con una breve corsetta di riscaldamento partendo dal Circolo. Ovviamente la fascia oraria del pranzo si conclude ad Aquacafè con una bella insalata piuttosto che un ricco buffet di verdure insieme ad un bel centrifugato di frutta fresca per reintegrare le forze necessarie al resto della giornata. Inizia poi il pomeriggio con la squadra giovanile di nuoto e a seguire la mitica scuola nuoto dell’Aniene…….la più importante d’Italia con i suoi 1.800 allievi iscritti. Dal baby nuoto per i bimbi di pochi mesi, alla varie fasi dei brevetti per i bambini dai 3 ai 10 anni fino ad

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di Gianni Nagni – Direttore Generale Aquaniene

arrivare al perfezionamento allievi dagli 11 ai 18 anni. Ma mentre sono in corso le lezioni della scuola nuoto alcune mamme ne approfittano recandosi ad Aquastyle per il loro appuntamento con il parrucchiere. Altre ne approfittano per fare qualche acquisto presso il negozio di articoli sportivi dell’Adidas Store o prendere un tè o un ginseng con le amiche mentre ammirano la mostra di beneficenza che viene esposta presso i corridoi di Aquaniene. Siamo giunti ormai alla sera e fino alle ore 22.00 gli impianti si riempiono nuovamente di utenti che, scegliendo fra le numerose attività del fitness e dell’acquagym, vengono a scaricare la tensione accumulata dalle stressanti giornate professionali, mentre per gli amanti del ballo qualcuno si scatena ai ritmi latino-americani nelle lezioni di Latin-Up. Gli ultimi ad utilizzare le piscine sono gli iscritti al corso di apnea che fino alle 23.00 della sera svolgono la loro appassionante disciplina imparando a gestire il proprio autocontrollo. Purtroppo la bella stagione è ormai giunta al termine quindi i meravigliosi weekend passati al sole nella splendida piscina olimpica, verranno sostituiti dalle competizioni giovanili nelle piscine coperte, svolte nella stagione indoor, con le varie manifestazioni sportive federali. Tutto questo succede ad Aquaniene, creata da una lungimirante intuizione del Circolo Canottieri Aniene, divenuta in un solo quadriennio un importante polo di attività sportiva e sociale legata al benessere per circa 4.000 utenti, punto di riferimento non solo per Roma Nord ma per tutta la città oltre che realtà di tendenza imitata in tutta Italia e non solo grazie all’eccellenza dei servizi.


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teens

#teens

mamma

T

vistoLo sport dai ra gazzi

che passione! di Chiara Capasso

utti prima o poi si ritrovano a farsi delle domande particolarmente importanti: cosa non ci ha mai abbandonato durante la nostra vita? Cosa è stato sempre con noi? Con cosa ed in quale posto mi sono sentito veramente me stesso? La risposta, chiunque tu sia, è una sola: con lo sport, sul campo. Come ogni cosa anche lo sport però va di moda. Ognuno di noi ha passato la fase in cui obbligava la proprio mamma a comprargli l'ultimo astuccio o libro di John Cena, la fase in cui si andava a fare nuoto con gli amici di classe, il numero 23 di Michael Jordan fisso sulla nostra schiena, il cappellino da baseball… e adesso? Oltre al sempre punto fisso chiamato calcio, qual è la nuova tendenza? I ragazzi variano molto, da quelli che vanno in palestra, che continuano con la passione del pallone, con il nuoto a quelli invece che cercano nuove sensazioni e danno spazio alla boxe . Esatto, la boxe. I giovani d'oggi la usano per scaricarsi, per fare amicizia o comunque per avere un argomento facile di conversazione che possa unire più persone sotto una stessa 'idea'. Non importa dove, in qualunque palestra o luogo, basta che ci sia un saccone da colpire per sentirsi subito meglio, per pensare ad altro e staccarsi per un po’ da quello che li circonda, per evadere. Le ragazze, invece, stanno abbandonando piano piano gli sport

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'classici' come la danza o la pallavolo, e si stanno rivolgendo verso sport più mirati a tonificare il proprio corpo. Ecco quindi che nel mondo femminile arriva il GAG, Gambe Addominali e Glutei, che permette anche di scambiare una chiacchiera tra un esercizio e l'altro al ritmo di musica. Sappiamo già stabilire quale sarà il nostro prossimo modo per svagarsi? Intanto dagli Stati Uniti arriva lo Yogalates...


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calendario

#sport #appuntamenti

accadrà Mese per mese vi raccontiamo quello che accadrà: tutti gli avvenimenti, le celebrazioni e le curiosità sul mondo dello sport ACCADRà 22 - 25 Ottobre

14/15 Novembre Tennis Fed Cup Finale

Rally di Spagna

15 Novembre

24/25 Ottobre

Gran Premio Formula 1 in Brasile

Coppa del Mondo Gigante a Solden in Austria

25 Ottobre Gran Premio Formula 1 a Città del Messico

25 Ottobre

15/22 Novembre Tennis Master ATP a Londra

19/22 Novembre Golf World Tour Championship a Dubai

Gran Premio di Moto in Malesia

31 Ottobre Coppa del Mondo di Rugby, finale a Londra

13 Ottobre Teatro Quirino Il Bugiardo

1 Novembre Maratona di New York

9 Novembre Atletica Tricolori di Maratona a Ravenna

8 Novembre Gran Premio di Moto a Valencia in Spagna

12 - 15 Novembre Rally in Gran Bretagna

APPUNTAMENTI TEATRALI 13 ottobre / 1 novembre IL BUGIARDO di Carlo Goldoni Regia Alfredo Arias Personaggi e interpreti Lelio Geppy Gleijeses Rosaura Marianella Bargilli Pantalone Andrea Giordana Arlecchino / Brighella Lorenzo Gleijeses Ottavio Mauro Gioia Beatrice / Cleonice Valeria Contadino Dottor Balanzoni Luciano D’Amico Florindo Luchino Giordana

62 | Ottobre 2015 | Sport Club

3/15 novembre IL GIARDINO DEI CILIEGI di Anton Cechov Adattamento e regia Luca De Fusco personaggi e interpreti Ljuba Gaia Aprea Jaša Paolo Cresta Lopachin Claudio Di Palma Dunjaša Serena Marziale Anja Alessandra Pacifico Griffini Trofimov Giacinto Palmarini Pišcik Alfonso Postiglione Varja Federica Sandrini Epichodov Gabriele Saurio Šarlotta Sabrina Scuccimarra Gaev Paolo Serra Firs Enzo Turrin


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