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N.1 - Luglio 2012

RECENSIONI: Ibridoma – Athene Noctua – L’ultimo Atto – Avenue 92 – Vibratacore – Coffee Shock – Peggio Emilia – Ashtray – NeVro – Dll – Viper Venom – Sunburst – Hell’s Lock – Anthologies – Please Daina – Nymphea Mate

LIBRI: Donatella Canepa INIZIATIVE: Salto nell’Emilia Compilation


INTERVISTE Cari lettori di Undergroundzine oggi diamo il benvenuto ai NOMADAMA band a distanza composta da Donatella Canepo (Genova) e Roberto di Maggio (Palermo).

Cosa vi ha spinto a formare un gruppo a distanza? R: Per caso è mi è capitato di conoscere Donatella ascoltando il lavoro che aveva fatto con un suo gruppo e parlando mi sono reso conto che c'erano molte cose in comune legate alla musica e non solo, anche il modo di lavorare sul piano inedito, caratteriale e di mixaggio e da li mi è venuta l’ idea di provare e mi sono trovato molto bene. Come mai avete scelto questo nome Nomadama? R: Una sera parlando con una ragazza di gruppi ha consigliato questo nome e parlando con Donatella abbiamo deciso di usarlo non ha un particolare significato. Non avete mai pensato di inserire una voce? R: Si ma non è semplice trovare una voce e diventa molto più complesso per le registrazioni ma l’ idea di inserirla c'è sempre. Quali sono le vostre influenze principali? E a quali gruppi? R: Le mie influenze oscillano dal rock al metal come: metallica, pink floyd, pfm,muse ma mi piace tanta altra musica e mi piace variare anche per ascoltare sempre cose diverse D: Io sono abbastanza eclettica, il genere che preferisco è il rock in tutte le sue sfumature, ma ascolto anche punk, folk, blues e un po’ di metal. Gli artisti che mi hanno formato musicalmente sono stati molti, fra i quai: The Who, Rolling Stones, The Clash, Neil Young, Bob Dylan, Bruce Springsteen, AC/DC, Deep Purple, Muse… guardando agli autori italiani, Francesco Guccini. Suonate in altri gruppi oltre ai Nomadama? R: In passato alcune esperienze inedite ma non affermate. qualche esperienza con una cover band rock anni 70 e attualmente faccio brani strumentali da solo. questo è l'indirizzo della mia pagina facebook http://www.facebook.com/#!/pages/Roberto-Di-Maggio/180819175381581 D: Io suono nei Salto Nel Buio, un’altra band a distanza. Siamo molto attivi e presto arriverà il nostro primo EP.


Collaboro anche con un musicista genovese nel progetto The Strange Connections. In passato ho suonato nei Coffee Shock e in altre piccole band locali. Qual è stata la reazione della critica di fronte al vostro ep “shine”, i riscontri da parte delle redazioni sono stati buoni? D: Per il momento siamo ancora in attesa di recensioni, ma direi che iniziano ad esserci buoni riscontri da parte di piccole radio. Parlateci un po’ della scena Underground della vostra zona, è difficile poter suonare nei locali? R: Non ci sono grandi prospettive per i locali, spesso si suonano cover ma in formazione ridotta o acustica... poco spazio per gli inediti D: Anche in Riviera la situazione è simile, pochissimi locali che vogliono sono cover band. A Genova va un po’ meglio, ma senza ritorno economico. Avete in programma dei Live? R: Difficile vista la distanza e la formazione del gruppo Progetti futuri? R: Al momento da parte mia ho bisogno di staccare un po’ poi penso di si, si vedrà Ringrazio molto i Nomadama e come sempre l’ultima parola va alle band per le conclusioni. A risentirci e buona fortuna per i prossimi lavori!

Martina Tosi Info: http://www.facebook.com/nomadama


RECENSIONI Artista: Ibridoma Titolo Album: Night club Label: Sg Records Sito: http://www.ibridoma.com/ Voto:69/100 Genere: Heavy Metal

Gli Ibridoma nascono nel 2001 e nel 2004 si aggiudica un premio interessante “Rock around the road” da li scaturiscono idee e spinte emotive per il primo EP “Lady of darkness” con il quale ottengono un contratto con la Nightmare Records ed un tour in Portogallo nel 2006. L’anno successivo hanno un cambio di line pu e contestualmente creano il loro secondo lavoro “Page 26”. Dopo diverse apparizioni con molti big della scena hard and heavy (Uli Jhon Roth, Kotzen, Linea 77, Necrodeath e Theatre of the vamipre ed altri) un loro pezzo finisce nella compilation di Rock Hard ed alla fine del 2008 avviene un nuovo cambio di line up. L’anno successivo li porta ad un nuovo lavoro,”Ibridoma” per l’appunto, e ad un nuovo contratto discografico, con la SG records, dato che questo album sarà coprodotto da UK Division e SG stessa. Ma questa è storia! Ora siamo di fronte al nuovo lavoro della band, il quale ha otto inediti che dimostrano il passo in avanti fatto dalla band e la maturazione avuto con il nuovo lavoro. Compositamente parlando, la band ha fatto dei miglioramenti rispetto al passato, i brani presentano uno stile abbastanza riconoscibile , ma senza cascare nel “già visto e nel già ascoltato” che molte band hanno suonando in un genere così “user frendly” quale l’heavy metal classico. Inoltre la composizione è supportata e spinta da una produzione non di poco conto: “Micael Baskette”. Per capire di chi stiamo parlando vi lascio giusto tre - quattro nomi di precedenti produzioni di Micael Baskette: Incubus, Stone Temple Pilots, Limp Bizkit e Ratt; questo ovviamente permette alle otto tracce di “Night club” di andare oltre il semplice prodotto “base”. In buona sostanza abbiamo di fronte un album di heavy metal fatto bene, registrato bene e prodotto bene. Faccio fatica a trovare delle pecche,è un album che si fa ascoltare volentieri, che ha un certo spessore e un suo carattere, quindi direi che è consigliato in prima battuta ai fans del filone heavy classico; in seconda battuta per tutti coloro che vogliono un album da colonna sonora per un viaggio lungo, dato che il cd si fa riascoltare più volte in modo piuttosto piacevole. Se a tutti i costi vogliamo trovare della difettosità, non la troveremo in ambito tecnico, ma magari in ambito più empatico. Mi spiego meglio: per chi segue la band potrebbe aver trovato poco simpatico il fatto di aver abbandonato la lingua italiana (che era presente nel precedente disco) ad una lingua più commerciabile quale l’inglese. A mio avviso non è prettamente una pecca, ma solo la voglia della band di ampliare il proprio raggio di fans; ma, torno a ripetere, se stiamo a cercare il difetto a tutti i costi possiamo dire anche che è un album assolutamente godibile ma non ha picchi particolari. Non troviamo, per farla breve, il “singolone da super vendite”. Questo lo si può accettare da band emergenti o al primo album, un pochino meno da chi ha idee, e gli Ibridoma le hanno, originalità, ed anche questo non manca alla band, e voglia da vendere. Sicuramente il contenuto di “Night Club” è ben oltre la sufficienza sia chiaro, però mi sarei aspettato un quid in più dalla band tale per cui permettere al gruppo di fare quel salto di qualità che ora è, a mio avviso, in parte è sfumato. In chiusura ribadisco il mio consiglio: prendetelo ed ascoltatelo è Heavy Metal fatto come si deve. Consiglio per la band, c’è da inserire un singolo in ogni album, serve a trainare meglio le vendite. Una canzone chatchy o un ritornello che resta in testa vende di più di mille altre cose.

Alessandro Schumperlin


Gruppo:Athene Noctua

Titolo album: Glayx Genere: rock progressive Voto: 84/100 Sito: http://www.myspace.com/athenenoctuapr Tracklist: Remigio 7 Code / Black Heart & Creamy Horizon / El

Ciciu / Krautalamo Caravan. Gli Athene Noctua vengono dalla provincia di Cuneo, ma il loro sound è tutt’altro che provinciale. In effetti dire con precisione che gruppo siano in nostri è in effetti difficile. A partire da un evidente sostrato rock progressive, figlio in particolar modo degli anni ’70, si dipanano trame diversificate e mai simili in un viaggio che tocca l’alternative, la psichedelia e svariate influenze che è ozioso star qui a elencare. Quello che preme ai nostri tuttavia è impedire in ogni modo la cristallizzazione, il fine quindi sarà piuttosto la fluidità e l’apertura verso tutte le possibili esperienze musicali ispirate dal momento. Nel loro sito (www.athenenoctuapr.com) essi descrivono felicemente il proprio EP con queste parole: «"Glayx" vuole essere un compagno di viaggio, uno sfondo introspettivo e contemporaneamente comunicativo, socievole, un confortevole "trip" tra passato e presente, tra post rock e prog psichedelico, tra montagne e mare, come la terra da cui proviene». A confermare il quadro che gli Athene Noctua tracciano di loro stessi vi è la traccia d’apertura Remigio 7 Code, forse il brano che più di tutti segna un’aderenza alle radici prog e psichedeliche del gruppo col suo alternarsi di trame ritmiche e i suoi sviluppi inaspettati in senso di velocità. Più ambient (se non addirittura chill out), se si vuole, sono le due tracce successive, ma sempre nel rispetto del sostrato musicale di cui sopra. A parere di chi scrive il risultato migliore è rappresentato dalla seconda traccia Black Heart & Creamy Horizon, perfetto equilibrio tra malinconia introspettiva e quieta solarità esteriore non solo nel titolo ma anche nel suo tradursi in musica. La seguente El Ciciu è invece più simile a una ballad psichedelica malata ma con criterio, direi sobriamente stralunata. Si tratta di un brano semplice, dall’andamento tenue ma denso al tempo stesso. Il brano di chiusura, Krautalamo Caravan, rappresenta invece un altro momento di grande ispirazione ed ha l’ambizione di essere una sorta di summa delle diverse alternative su cui i nostri si sono dilettati a comporre. Si tratta anche del brano in cui le singole individualità trovano le più ampie possibilità di esprimersi, in particolar modo il basso le cui trame sono qui decisamente accattivanti. Il motivo di base è meditato, cullante e dolce, ma trova un imprevisto contraltare dopo poco più di tre minuti in un passaggio più decisamente ruvido, acido e rock (anche se rarefatto e ovattato) che strizza l’occhio allo stoner. Insomma, tirando le somme, questo prodotto è senza dubbio un sincero e riuscito tentativo di inserire nelle possibilità del prog rock e della psichedelia nuovi tracciati. Non è possibile darne un inquadramento coerente e già questo potrebbe bastare a segnare un punto a suo favore, dato che tra le dichiarazioni di intenti degli Athene Noctua c’è la lotta agli apriorismi e ai dogmatismi di genere. Ma soprattutto i nostri vincono, a mio parere, nel loro auspicio di comporre trip confortevoli: mettendo su le quattro tracce di Glayx, e impostando la ripetizione continua, avvertirete costantemente la sua presenza e gli arrangiamenti riusciranno a impressionarsi nei vostri stati d’animo; allo stesso tempo, nonostante questo, quasi non vi accorgerete della sua presenza ma anzi sarete come accompagnati con discrezione in questo trip, senza che la musica arrivi a gravare in maniera invasiva su di voi. È in definitiva un viaggio davvero interessante che mi sento di consigliare non solo a tutti i cultori del prog e della musica sperimentale, ma in generale a tutti coloro che pensano che il rock possa e debba nutrirsi di forze fresche anche se (è sempre bene ribadirlo) non per questo innovative. I nostri hanno ingranato bene la prima, attendiamo di vedere dove e come sapranno portare avanti il proprio mezzo.

doc. NEMO


Gruppo: Avenue 92 Titolo Album: Youth Show down Genere: punk Sito: http://www.facebook.com/avenue92 Avenue 92 strike back! Tornano a piena voce gli Avenue 92, band veneziana che dall’estate del 2007 porta con sé un sound post hardcore influenzato dal pop punk californiano di Blink 182 e Sum 41. Già due anni fa recensii il loro EP “Feelings and situations” valutandolo molto bene e, ora che è in attesa d’uscita il primo album ufficiale “Youth Showdown” (che ho l’onore di ascoltarlo gratuitamente ed in anteprima), non posso fare a meno di darci un ascolto e scriverci due parole. Bene, analizziamolo dal punto di vista tecnico tralasciando la descrizione del gruppo: 10 canzoni in puro stile Avenue 92 che riconfermano le loro melodie melanconiche e dolci mescolandole ai pesanti martelli distorti di chitarra, basso e batteria. Anche la linea vocalica viene ribadita e in ”Live for Rookies” pure come “You’re not invincible” si amalgama perfettamente allo scream e alla voce soffocata molto simile alla celeberrima Wait and bleed degli Slipknot. L’unico difetto evidente è percepibile in “Writing on a diary”, dove l’accento veneto nella strofa iniziale rovina un po’ l’effetto melodico della voce. Musicalmente si nota un’evoluzione incredibile, i ragazzini sono molto cresciuti sebbene già in passato mostrassero un’indole volta alla perfezione musicale tecnica, al miglioramento dei difettini e allo smussamento degli angoli in modo tale da lasciare senza fiato gli ascoltatori. Molto bravi nel mantenere le stesse sonorità di partenza dopo 4 anni di nonostante sia molto rischioso (infatti mi auguro un lieve cambiamento in un futuro prossimo.) Leggendo i testi posso solamente fare i complimenti per i bei versi scritti e composti da questi 3 giovani ragazzi ed è per questo che li sollecito a scrivere qualcosa in italiano, solo così il loro messaggio arriverebbe diretto ai fan e mostrerebbe con evidenza l’abilità poetica che indiscutibilmente posseggono. Ricordo a tutti che l’album uscirà a giugno 2012 ma è possibile ascoltare in anteprima il brano “Burning fires” grazie al video che potrete trovare su Youtube. L’album c’è, la volontà pure, mi resta solo da consigliare loro di spostarsi dalla “terra” in cui abitano e cercare zone molto più fertili in cui trovare appigli per far sentire a maggior gente possibile quel masterpiece che è “Youth Showdown”!

Carlo G. Gruppo: Vibratacore Titolo Album: Good Morning Pain Genere: Hardcore, metal Voto: 80/100 Sito: http://www.facebook.com/pages/vibratacore/46731856503 Sin dalla prima canzone si coglie l'essenza del lavoro della band abruzzese, un mix energico di hardcore e crossover che risulta essere molto coinvolgente. L'EP è omogeneo e di impatto, un tema chiave sono i brevi riff di chitarra che catturano l'attenzione dell'ascoltatore e valorizzano una voce potente molto hardcore/metal che si differenzia dagli scream modaioli odierni. Una musica senza fronzoli, a tratti rude ma ben conscia del percorso e delle influenze che han portato alla sua creazione, è un prodotto molto "core", adatto a chi cerca un sound da poco col quale scatenarsi! Si tratta di un lavoro pregevole, con anche una qualità di produzione adatta per il genere,nel quale risulta difficile offrire "nuove interpretazioni", ma che presenta comunque buoni spunti. La valutazione risente poco del fatto che questo stile musicale risulta non più all'avanguardia, ma ribadisce il suo valore nell'ambito Crossover/Hardcore.

Andrea Ivan Bertacco


Gruppo: L’ultimo atto titolo album: genere:metalcore voto:70/100 sito: http://www.facebook.com/ultimoatto Sei brani per questa band nel loro demo. Come spesso capita un lavoro dalle due facce. Fortunatamente diciamo che la medaglia presenta una faccia molto più vasta dell'altra, metaforicamente parlando. La faccia più vasta della medaglia è quella che contiene al suo interno i pregi. I difetti si trovano nella parte più piccola e li affronteremo più avanti. Questo demo ha quei tipici suoni, non troppo particolari, non troppo perfetti, non troppo esasperati, che a me piacciono un casino. Si può sentire tra le righe una similitudine con gli ultimi soulfly anche se senza alcuna contaminazione brasilera. Quindi riff semplici e schietti, cambi di passo più che di tempo, e una bella, bellissima, sana botta che ti arriva nelle orecchie. La struttura dei pezzi è altresì semplice ma non proprio banale, intendiamoci. Insomma un disco che fila liscio liscio, lineare, corre quando è ora, ma preferisce camminare col suo passo cadenzato. Camminare indifferentemente su un prato, sul cemento, su in montagna o all'inferno. Restando su questo lato della medaglia c'è da aggiungere anche una cosa che, però, è presente anche nel lato dei difetti. Sto parlando del cantato. Non della voce, che come timbrica è azzeccatissima con il resto dell'ensemble, ma del cantato in italiano. Colloco questa considerazione a metà tra le due parti (positiva e negativa) perchè da un lato è una scelta coraggiosa, coraggiosissima. L'italiano non è una lingua che ci sta benone con questo genere di musica, e ogni volta che sento esperimenti in questo senso resto un pò con l'amaro in bocca. Ecco che entrando nel lato negativo della medaglia, infatti, c'è questa decisione da parte della band di cantare in lingua madre. Esperimento che in altri casi è anche stato accettabile, ma purtroppo non in questo. In ogni caso nell'insieme il lavoro supera la sufficienza di molto. Consigliato!

BR1 Gruppo: Coffee Shock Titolo Album: Reazione Kimica Genere: pop punk Voto: 0 per la voce /con una voce decente 60/100 Sito:

http://www.facebook.com/coffeeshockpunk

NEL CORSO DELLA VITA A TUTTI CAPITANO EVENTI PIU' O MENO SPIACEVOLI: FARE PESSIME FIGURE IN PUBBLICO, PERDERE QUALCOSA DI PREZIOSO, ESSERE SGAMATI A FARE COSE LOSCHE, NEL MIO CASO SI TRATTA DI RECENSIRE QUESTO ALBUM. AVETE CAPITO BENE! HO CERCATO DI SFORZARMI AD ASCOLTARE PER INTERO QUESTA -REAZIONE KIMICA-, ALBUM DI 9 PEZZI DEL DUO COFFEE SHOP MA NON CE L'HO FATTA. MI RITENGO UNA PERSONA CHE PUR AVENDO LE SUE PREFERENZE, NON DISDEGNA DI ASCOLTARE GENERI ANCHE DIVERSISSIMI DAI MIEI ABITUALI E DI ME SI PUò DIRE TUTTO TRANNE CHE IO ABBIA I PARAOCCHI. LE BASI NON SONO NEANCHE MALI, TRATTASI DI POP PUNK ROCK CON QUALCHE INSERTO ELECTRO, TUTTO SOMMATO BASI DISCRETE. LA PIETRA DELLO SCANDALO è LA VOCE: QUANTO DI PIU' PIATTO, FASTIDIOSO, IRRITANTE, FUORI LUOGO IO ABBIA AVUTO LA SFORTUNA DI ASCOLTARE, NON PER FARE IL PROFESSORINO, MA NON VI SIETE ACCORTI CHE LA VOCE MANDA A PUTTANE I VOSTRI ARRANGIAMENTI?


ASCOLTATEVI IL PRIMO PEZZO -MARTA DAMMI MOLTO AFFETTO-, INIZIALMENTE PENSAVO FOSSE UNA PRESA IN GIRO MA NEL CORSO DEGLI ALTRI PEZZI MI SONO ACCORTO CHE LA VOCE ERA QUELLA. ARRIVATO AD ASCOLTARE PER INTERO FINO AL TERZO PEZZO HO DETTO BASTA. SCUSATEMI MA DAVVERO GETTO LA SPUGNA. METTETE UN MIMO AL POSTO DEL CANTANTE, PRENDETENE UNO IN OFFERTA AL LIDL, ASSUMETE UN MUTO MA VI PREGO, CERCATEVI UN ALTRO CANTANTE!!! INSULTATEMI PURE, DITEMI PURE CHE NON SONO RIUSCITO A COGLIERE IL LATO ARTISTICO DELLA VOCE, CHE NON CAPISCO NIENTE, QUELLO CHE VOLETE. RESTA IL FATTO CHE LA VOCE PER ME è IMBARAZZANTE. SE NEL FRATTEMPO AVETE RISOLTO IL PROBLEMA, SARò BEN LIETO DI RECENSIRVI DI NUOVO. UNA SECONDA POSSIBILITà NON LA SI NEGA A NESSUNO.

LIDEL

Gruppo:Peggio Emilia Titolo Album:Anticittadino Genere:Hardcore/punk Voto:90/100 Sito: www.facebook.com/peggio.emilia DOPO AVER SENTITO L'ALBUM LE PRIME PAROLE CHE MI SENTO DI USARE PER DESCRIVERE QUESTO -ANTICITTADINO-, ALBUM DEI -PEGGIO EMILIA-,SONO: CHE BOTTA! 11 PROIETTILI DI SCUOLA HARDCORE CON CHITARRE IN QUALCHE FRANGENTE UN Pò METAL MA SUONATO CON PIGLIO OLD SCHOOL.-SE- IL PRIMO PEZZO TRATTA IL TEMA DELL'UGUAGLIANZA, -DALLA PARTE SBAGLIATA- CONTINUA A DEMOLIRE L'ASCOLTATORE CON RITMI SERRATI E TESTO ISPIRATO, -IL VANGELO DELL'ODIO- RALLENTA (DI POCO) L'ELEVATA VELOCITà DI CROCIERA DELLA BAND CON PARTI SUPPORTATE DA BEI CHITARRONI STOPPATI, -LE PAROLE FANNO MALE- INIZIA CON UNA BELLA PARTE DI CHITARRA SOLISTA E MI RICORDANO A LIVELLO DI SUONO BAND COME PETER PUNK (PER FORTUNA NON CON I STESSI TESTI BANALISSIMI), ANZI IL TESTO è MOLTO INTELLIGENTE E CATTIVISSIMO INTRISO DI PURO CINISMO MOLTO REALE,PARAFRASANDO UN Pò IL TITOLO DEL PEZZO, QUESTE PAROLE FANNO MALISSIMO, VOX POPULI- PRENDE L'HARDCORE DEGLI ANNI 80 E LO CONTESTUALIZZA IN UN CONTESTO MODERNO, SENZA PERDERE UN'ONCIA DELLA PURA VIOLENZA DI QUEL DECENNIO. -GIOCHI SPORCHI-GIOCA SULL'INTRECCIO BEN RIUSCITO DELLE 2 CHITARRE CHE SORREGGONO ALLA GRANDE LA TRACCIA, -MAL D'AFRICA- MI FANNO VENIRE I PUNKREAS DEI BEI TEMPI ( PER CAPIRCI, I PRIMI 3 ALBUM), -RIPRENDIAMOCI LA MUSICA- è PER ME IL PEZZO CON IL TESTO TRA I PIU' BELLI SENTITI DA UN Pò DI ANNI A QUESTA PARTE: ASCOLTATELO BENE PERCHè è UN GIOELLINO, LA MUSICA è PIU' SULPUNK (NON A BUON MERCATO O QUELLO ALL'ACQUA DI ROSE PROPOSTO DAL CIRCUITO MAINSTREAM), è UNA VIA DI MEZZO TRA PUNK ITALIANO E CALIFORNIANO, -TUTTO BENE- PRESENTA DELLE CHITARRE UN Po’ METAL NELL'INTRO E SI PROCEDE SU VELOCITà PUNK A MEDIA VELOCITà, -QUESTIONE DI GIORNI- è PIU' SULL'HARDCORE MELODICO CONTRAPPOSTO AD UN TESTO CORROSIVO PEGGIO DELL'ACIDO MURIATICO, CHIUDE -NUOVI SCHIAVI- CHE è MOLTO PUNK ROCK DI SCUOLA CALIFORNIANA. RIASSUMENDO:L'ALBUM NON MI HA MAI ANNOIATO, I RAGAZZI CI SANNO FARE E HAN AVUTO L'INTELLIGENZA DI SFORZARSI DI SCRIVERE TESTI NON IDIOTI, CHE AVREBBERO POTUTO VANIFICARE QUANTO DI BUON


FATTO SIA IN TERMINI DI ESECUZIONE CHE DI REGISTRAZIONE. COMPLIMENTI!

Lidel Gruppo: Ashtray Titolo Album: Wake up Genere: SCREAMO, PUNK DI DERIVAZIONE ALTERNATIVE ORIENTED, METAL, POST ROCK, HC MELODICO, METAL, Voto:90/100 Sito: WWW.FACEBOOK.COM/ASHTRAY.BAND GLI ASHTRAY SONO UN COMBO CHE MISCHIANO IN MANIERA CONVENIENTE STILI COME SCREAMO, PUNK DI DERIVAZIONE ALTERNATIVE ORIENTED, METAL, POST ROCK. L'ALBUM SI CHIAMA -WAKE UP- ED è COMPOSTO DA 11 PEZZI PIU' UN INTRO. PASSIAMO SUBITO AL PRIMO PEZZO VERO E PROPRIO (IL SECONDO) -LIKE A LIGHTNING IN THE BLACKEST NIGHT- CHE PROPONE UNA VOCE PULITA ALTERNATE A PARTI SCREAMO, -FEEL SO CLOSEABBRACCIA ATMOSFERE VISTE DA GRUPPI COME FALL OUT BOY E BAND GRAVITANTI NELL'ORBITA POP PUNK NON CAZZONE (OTTIMI CORI ED IL PEZZO POMPA A BESTIA), SPELL MY SOUL- PARTE CON UN BELL'ARPEGGIO DI CHITARRA E PIANO PIANO VA IN UN CRESCENDO EMOZIONANTE ( DA PRENDERE COME FATTORE POSITIVO), DIREI QUASI UNA ROCK BALLAD PERò CON UN Pò DI GRINTA (NON QUELLE ROBE CHE TI AMMOSCIANO),-INCH OF A BLIND NIGHTMARE- è ENERGIA,STOP. -ETERNAL WAR ACOUSTIC VERSION- MI ODORA DI AMERICAN ROCK BALLAD 90'S A MANETTA, MOLTO CONVINCENTE IN QUESTA VERSIONE. -BACK ON MYSELF- PROPONE DELLE CHITARRE BELLE STOPPATE MOLTO METAL E POI VIA A ROTTA DI COLLO CON HARDCORE MELODICO CON DEI BEI BREAK TIPO QUANTO FANNO (CON LE DOVUTE PROPORZIONI) DEI MOSTRI SACRI COME I STRUNG OUT, -PUPPETPROSEGUE SUL SOLCO DELLA CANZONE TRACCIATO DAL PEZZO PRECEDENTE (E QUESTI 2 PEZZI MI PIACCIONO MOLTO), -JACK THE CLOWN- è UN PEZZO SCHIZOFRENICO IN TUTTO ( BAND TIPO AMBULANCE VS AMBULANCE VI POSSONO AIUTARE AD INQUADRARE QUESTO PEZZO), E CREDO SIA MOLTO DIFFICILE IGNORARE QUESTO PEZZO (GRAN LAVORO DA PARTE DI TUTTI), -SHIVER- è UNA VIA DI MEZZO TRA OFFSPRING E NOFX NEI PEZZI PIU' LENTI, -LIGHT BEARER- INIZIA IN MANIERA QUASI STONER METAL CAFONE CON VOCE ROZZA E POI NEL RITORNELLO C'è UNA VARIAZIONE DI VOCE PULITA CON QUALCHE ACCELERAZIONE ED UN RADDOPPIO DI VOCE SCREAMO-GROWL, UN PEZZO CON UNA SUA PRECISA IDENTITà. CHIUDE -ETERNAL WAR- IN VERSIONE ROCK CHE POTREBBE ESSERE UN CURIOSO IBRIDO TRA U2 E COLDPLAY PERò ALIMENTATI A STEROIDI PER BESTIAME. CONCLUDENDO:L'ALBUM è SUONATO/REGISTRATO MOLTO BENE, LA COPERTINA è PERFETTA. NIENTE DA SEGNALARE IN NEGATIVO SECONDO ME. BRAVISSIMI!

Lidel Gruppo:neVro Titolo album: ep Voto: 60/100 Genere: rock Sito: http://www.facebook.com/nevrofficial Apertura sinuosa e dolce dei neVro con “dietro le nuvole” una ballad avvolgente che si inarca nel finale con una ritmica in buona evidenza precisa


e ben amalgamata con il resto degli strumenti, compresa ovviamente la voce (certo non un capolavoro di originalità) ma suonata con piglio giusto libero e liberato dai paragoni. MA è “il tempo dei eroi” che non fa altro che confermare una certa staticità creativa, sebbene il gruppo dimostra di avere tutti i numeri per fare un salto di qualità si dipana con modalità similari alla prima traccia, niente di nuovo rispetto all’andamento dei pezzi precedenti con “la città” sebbene il gruppo dimostra dia vere tutti i numeri per fare un salto di qualità. “notte folle” pare più aggressiva e l’intro strumentale ci porta alla migliore canzone presente in questo ep “vieni con me”. Tutto sommato un lavoro un po scontato nelle tarme ma ben suonato, francamente ci aspettiamo di più dai neVro.

Max ”doctor rock” Ugolini

Gruppo: DLL Titolo Album: Octopus Genere: Crossover Voto:77/100 Sito: www.myspace.com/dllreload Tracklist: Pressure / Real Fear / Nile / La Noia Del Boia / The Best

Is Yet To Come / Octopus. Non sono tanti i gruppi che possono annoverare una bio interessante e caratterizzante come quella dei DLL. Per riportarla in estrema sintesi (sulla loro pagina facebook, www.facebook.com/dllreload, la troverete in forma più dettagliata), questo gruppo diviso tra la Puglia e il Molise nasce nel 2001 all’università dove si incontra il nucleo originario della band. L’incontro di esperienze e influenze musicali varie ed eterogenee avviene all’interno di un contesto di forte impegno socio-politico, impegno che ha un suo perno nella Casa dello Studente «De Lollis» da cui il gruppo trae il suo nome. L’impegno e il legame con diverse iniziative sociali o politiche resterà un connotato inscindibile dal nome dei DDL. Octopus è il loro secondo lavoro autoprodotto e ci restituisce un sound rabbioso, introspettivo ed estremamente vitale e dinamico. Il filone d’appartenenza dei nostri potrebbe dirsi essere, senza ombra di dubbio, il crossover. Un crossover nel senso più “contemporaneo” del termine, ossia un incontro tra metal, hardcore, hip hop e funky che fa le dovute concessioni ai melodicismi e agli incontri col rock cosiddetto “alternativo”. Tanti i nomi che tornano in mente ascoltando i DDL, dagli Slipknot ai Rage Against The Machine passando per tutti i mostri sacri del genere. Ascoltando

Octopus non aspettatevi niente di particolarmente innovativo, aspettatevi semmai tutta la passione, la personalità e lo spirito di questi ragazzi che ne hanno in quantità industriale. Se non vi basta la traccia d’apertura, Pressure, col suo groove ritmico pesante e il suo andamento rapcore alternati a momenti più meditati, e con un finale arrembante; sarete investiti immediatamente dopo dalla scarica adrenalinica di Real Fear, un vero pugno in faccia tra l’hardcore e il metal che non perde comunque nulla in termini di attenzione ritmica e sviluppa a sua volta un intermezzo più introspettivo. L’avvio del disco è davvero esaltante per chi sa apprezzare il genere, emergono soprattutto le qualità vocali del cantante capace di equilibrarsi tra i graffiati più cruenti e i canonici growl del caso. Altresì si noteranno le qualità della sessione ritmica che si destreggerà in cambi di tempo e di tema per tutta la durata dell’EP, supportata da un chitarrismo truce e violento ma capace di dipingere vividamente tutte le diverse atmosfere create dai DDL. La successiva Nile, con i suoi echi mediorientali e un lavoro ritmico pregevole, si rileva essere il pezzo più meditato tra quelli melodici compresi in

Octopus. Rispetto però alle prime tracce, qui i nostri pagano dazio nei confronti delle loro influenze e


infatti il sound di questo pezzo perde molta della personalità dei nostri e finisce per risultare troppo “già sentito”, in particolare il ritornello. La Noia Del Boia rialza notevolmente il tiro, forse è il pezzo più riuscito del disco. Nonostante le evidenti tracce dei nostrani Linea 77, qui il testo, l’approccio al pezzo e il tentativo di rendere il cantato in lingua italiana più decisamente crossover (e meno hip hop) costituiscono elementi di grande interesse: è allo stesso tempo uno sprovincializzarsi del sound crossover/rapcore italiano, avvicinandolo di più ai risultati ottenuti oltreoceano, e un ribadire le radici non solo culturali ma anche personali dei nostri (soffermarsi sul testo per credere). Sincero, ma calante dal punto di vista della buona ispirazione vista fin qui, è il successivo pezzo The Best Is

Yet To Come che rappresenta un altro tentativo dei nostri di passare su atmosfere lente e introspettive: i primi quattro minuti di pezzo sono abbastanza scontati, è solo nei due minuti finali che dei semplici giochi con gli effetti rendono il tutto più interessante anche se tutto sommato “già sentito”. La title-track che chiude il lavoro dei DDL è la più difficile da inquadrare. Una lunga introduzione strumentale dove troneggia una chitarra umorale e psichedelica per cinque minuti buoni, fa posto a un altro tentativo del gruppo di portarsi su territori melodici che è su un livello migliore rispetto a quelli già visti, specie per il suo svilupparsi in un rabbioso riffing cadenzato alla Deftones che si porta progressivamente verso tempi più sostenuti prima di sfociare di nuovo nel melodico. Il pezzo in sé è un tentativo interessante di mettere insieme diverse anime musicali, ma forse è un po’ pretenzioso soprattutto considerata la sua lunghissima durata e il suo essere relativamente in controtendenza rispetto alla media dell’EP. Nel complesso il lavoro dei DLL si direbbe sincero e sentito, ma migliore nel suo lato “duro” rispetto a quello “morbido” e con un’incognita nel brano finale che, come un buco nero, sembra assorbire tutto ciò che i nostri hanno dimostrato di buono col rischio di farci dimenticare cosa è venuto prima. Per essere la seconda prova dopo la prima uscita del 2010 pare di poter dire che comunque gli ingredienti buoni ci sono tutti, resta solo da amalgamarli in maniera migliore.

doc. NEMO

Gruppo: Anthologies Titolo Album: Alpha Genere: Gothic doom Voto: 80/100 Sito: http://www.facebook.com/pages/Anthologies/129283993785036 Alpha. L'inizio. Speriamo l'inizio di una vita musicale longeva e ricca. Il quintetto novarese dà alle stampe questo primissimo lavoro, anche avendo già alle spalle un buon bottino di live, anche come supporto a band di un certo calibro. Si potebbe definire un gotic doom, ma con influenze folk sia nella struttura dei pezzi sia nei testi (baba yaga in prmis). Il prodotto è confezionato con estrema cura, e seppur mantenendo una linea conduttrice ben precisa, si permette di variare atmosfere più volte. Se lo permette perchè sa di poterlo fare. Il lato prettamente artistico di questo lavoro degli anthologies è quello che la fa da padrone, e che tocca il suo apice in "one of these days". Dicendo lato artistico intendo il modo che ha una band di usare le proprie abilità tecniche e compositive per tradurre in musica e parole quello che chi le crea ha al suo interno. E' un'esposizione fantasticamente riuscita nella sopracitata canzone, un pò meno nelle altre a dire il vero, ma mai all'interno di "alpha" si sente un frammento di brano privo di personalità. Cosa può mancare a un disco come questo? In effetti qualcosa manca, ma non sono certo che dipenda solo dalla band.


Si potrebbe fare qualcosa di più a livello di produzione, più che altro migliorando i suoni, nello specifico della batteria...(a mio avviso sarebbe più consono avere un set molto più profondo e un rullante molto più squillante). Per il resto l'amalgama è molto buono. Si intravede un futuro positivo, per gli anthologies, ma siamo solo all'inizio (alpha). Vediamo se con il presunto disco beta il movimento sarà verso un miglioramento di un qualcosa che già parte da un livello superiore alla media. Ultimissimo consiglio, mantenete questa vena ragazzi!! Non cercate di adeguarvi al mercato!

Br1

Gruppo: Viper Venom Titolo Album: In venom veritas Genere: Metal Voto: 65/100 Sito: http://www.facebook.com/vipervenomita Nel veleno la verità. Così recita il titolo del ep dei pugliesi Viper venom. Potrei controbattere dicendo che se ci fosse davvero una verità nel veleno, sarebbe sicuramente corrotta e quindi per definizione non sarebbe più verità, cosa più unica che rara in tutta la storia dell'uomo, ma ancora di più ai giorni nostri. Disquisizioni e definizioni a parte, il lavoro della band capeggiata da Miriam, di vero, inteso come genuino, ha ben poco. Per fortuna quel poco è abbastanza. Di vero, inteso come genuino, c'è la vena compositiva ovvero l'idea di fondo, l'ossatura dei brani. Di vero, inteso come genuino, ahimè vedo, o meglio sento, poco altro. A partire dai suoni, (da tempo non sentivo una batteria così compressa), belli, ma "troppo" belli. La voce anche essa bella, ma "troppo" bella. E così per tutto il resto degli aspetti per cui si possa fare una valutazione. Insomma si può paragonare questo disco ad una modella. Una top model che sotto alle sue vesti ha un fisico sensazionale, ma che veste capi troppo sgargianti, e troppo troppo alla moda. Lo stridore è forte, perchè è evidente che la band avrebbe idee buone, ma sta forse aggrappando troppo a quello che "il mercato" richiede, pare quasi che tenti di piacere più agli altri piuttosto che piacere a se stessa. Ad ogni buon modo, il disco merita la sufficienza anche se non molto di più.

BR1 Gruppo: Sunburst Titolo Album: New Dawn Rising Genere: Alternative Metal, Hard Rock, Post-Grunge Voto: 80/100 Sito: http://www.facebook.com/sunburstrocks Il quartetto di Savona ci propone questo ep di tre brani, che lasciano dal primo minuto di ascolto trapelare un certo buon gusto. I sunburst sono di recentissima formazione, nascendo con questo nome a gennaio 2012, e se la partenza è questa tutto lascia ben sperare. Something real, New dawn rising, Another day i tre brani contenuti in questo demo. Non amo fare analisi pezzo per pezzo, mi piace molto di più esprimere un parere più generale


sull'interezza delle opere. In questo caso però la title track (new dawn rising) è sensibilmente migliore rispetto agli altri due pezzi. Brano maturo, personale, curato...come anche il resto del cd, ma decisamente con una marcia in più, data forse da questo tempo sincopato, questi cambi in 3\4.. Davvero accattivante, un potenziale singolo che con una migliore produzione alle spalle potrebbe funzionare nel mercato. Forse il lato migliore di tutto questo lavoro dei Sunburst è per l'appunto la buona capacità compositiva, che, pur avvertendo influenze di vario tipo, è riuscita ad avere una discreta originalità. Fondamentalmente per me questo già basta per superare ampiamente la sufficienza. E' il lato artistico quello più importante, dato che la musica è arte! Per il resto anche i suoni e gli arrangiamenti sono buoni per essere questo il primogenito della band. Si può migliorare lavorando di più sui suoni, cercando di dare magari più impatto quando è ora, e più profondità alle atmosfere su cui si snoda la voce. Anche la voce per l'appunto: occhio che si può far meglio!! Promossi a pieni voti!

BR1

Gruppo:Hell’ Lock Titolo Album: Blood Revenge Genere: Hard Rock Voto: 50/100 Sito: http://www.facebook.com/pages/HellsLocks/121755274513075 Ok, va bene che il rock è prima di tutto libertà d'espressione, e va bene anche fregarsene di tutto. Però ad ogni cosa c'è un limite. School of rock insegna, anche questo è vero, ma ahimè a volte le lezioni vengono capite male. Siamo di fronte ad una band toscana che fa del suo (unico) punto forte l'entusiasmo e la voglia di fare casino. Ci sta, come detto sopra. Perchè no? Però si va ad ascoltare davvero un disco molto molto mediocre, inserendo nel lettore blood revenge. Solo tanta energia, quella si avverte senza dubbio. Al giorno d'oggi oramai con pochi spicci si riesce anche in casa ad avere una registrazione decente, e nemmeno qui ci siamo. La questione spinosa degli hell's lock è una soltanto, ma decisiva. Molto probabilmente se riuscissero a prendersi un pò più sul serio, e ad impegnare e impegnarsi maggiormente nella loro musica, potremmo essere al cospetto di una delle band italiane più vicine agli airbourne o agli ac\dc. Insomma c'è confusione un pò dappertutto, negli arrangiamenti, nella registrazione, la voce... ed è un peccato!! Se si riuscisse a canalizzare meglio l'energia che così disordinatamente sprizza da tutti i pori, si cambierebbe volto ad un band che al momento è sotto la soglia della sufficienza.

BR1


Gruppo: Please Diana Titolo Album: demo Genere: Alternative Rock Voto: 70/100 Sito: http://www.facebook.com/PleaseDiana L'Umbria è il cuore verde dell'Italia dicono, e a mio avviso dicono bene! Proprio da questo cuore pulsante arrivano i Please Diana con una demo di tre brani pop-rock, capeggiati dalla bella voce di Gloria Bianconi. Il punto di forza di questo quintetto di Assisi, a mio avviso è la semplicità. In questo caso specifico la semplicità che ci propongono i Please Diana è sinonimo di equilibrio, innanzi tutto. E in secondo piano è anche sinonimo di veracità, genuinità. Insomma è come se ci dicessero: noi siamo così, vi piacciamo? La risposta è SI: ci piacete. Ovvio che non sto parlando di un capolavoro assoluto, ma questa demo è un lavoro che con i dovuti aggiustamenti, può dare grosse soddisfazioni a Gloria & Co. A dire il vero da aggiustare non ci sono nemmeno grandi cose, anzi, sono quei dettagli che fanno di un disco un gran disco. Su tutto sarebbe bello sentire i Please Diana con una produzione di un certo calibro alle spalle, più che altro perchè in certi momenti il suono manca di quella incisiva profondità che una produzione superiore potrebbe dare. Mi piace da pazzi il suono delle chitarre, mai esasperato, tondo...giusto! Occhio alla voce che pur essendo molto particolare, si concede in alcuni frangenti alcune sbavature. Gli arrangiamenti sono buoni, ma migliorabili. Insomma un disco che per ora entusiasma, ma più che altro in ottica futura e futuribile. Bene così... attendiamo il prossimo??? In bocca al lupo di gubbio ragazzi!!!

BR1

Gruppo: Nymphea Mate Titolo Album: Endio Genere: pop/rock/acutic/indie Voto: 75/100 Sito: http://www.myspace.com/nympheamate Tracklist: Sir Constance / Billy Vanilla / Camilla / This Is Mine

/ All Around You / The Embers / (beep) / Song For The Leader / Ice Age / Carry On / All These Little Words / Desperate / Waiting For The Bang I Nymphea Mate vengono da Torino e danno alle stampe con la Hertzbrigade Records il loro primo LP,

Endio, dopo circa sei anni di carriera. Collocabili nella scia dell’indie e del pop rock, i nostri ci rendono un lavoro scanzonato, schietto, solare e sognante. Le atmosfere del disco sono lineari ed essenziali, figlie soprattutto del rock britannico anni ’60 (in particolare gli immortali Beatles, come da loro stessi rilevato) ma anche di certo punk rock e dell’area alternative rock anni ’90. Non manca l’impronta personale, nonostante le diverse e poliedriche influenze ravvisabili nelle tredici tracce di

Endio. Dei momenti più intimi e sognanti, come The Embers, che riecheggia a tratti la lezione rock melodica dei Coldplay, Camilla, uno degli episodi a mio avviso più ispirati, All These Little Words, con la sua surreale semplicità, e All Around You, si può cogliere la perizia nel curare la limpidezza e il


sound cristallino. I Nymphea Mata sanno tuttavia essere anche più intransigentemente rock, senza tuttavia sacrificare la loro orecchiabilità: il groove della conclusiva Waiting For The Bang è decisamente coinvolgente, così come l riff di Ice Age e di Billy Vanilla. Il vero fiore all’occhiello del lavoro è però con ogni probabilità Song For The Leader, un muro sonoro pesante ma allo stesso tempo vivace e dinamico, che trova il suo coronamento in un ritornello che difficilmente non vi entrerà in testa. In questo pezzo hanno collaborato ai cori due soci fondatori dell’etichetta dei nostri, a segnare che il sodalizio discografico va oltre la mera professionalità ma si incontra anche a livello artistico. A fronte di quanto di buono detto fin qui restano nondimeno momenti meno convincenti all’interno di

Endio. Per fare un esempio, Carry On appare abbastanza scontata o comunque meno ispirata rispetto ai momenti più meditati di cui si è parlato poco fa e in cui i Nymphea Mate hanno dimostrato di saper giostrarsi in scioltezza. Così anche Desperate risulta poco incisiva, specialmente nel ritornello dove perde gran parte del suo potenziale. La stessa opener Sir Constance (nonostante sia uno dei singoli estratti) suona come un passo falso, dando l’impressione di un brano debole o comunque al di sotto dei connubi tra rock melodico e pop che i nostri ci hanno offerto in questo loro LP d’esordio. Il primo passo della band torinese è in sostanza apprezzabile nella sua essenzialità, gli spunti sono buoni e paiono metterci di fronte un gruppo con del potenziale. Il rischio in questo filone è ovviamente il “già sentito”, il passare senza rendersene conto dalla semplicità alla banalità (il confine tra le due è infatti labile). In generale Endio pare non ancora ben equilibrato tra anima più puramente rock e melodicismo, un equilibrio difficile da raggiungere ma che pare essere l’obiettivo di lungo periodo dei Nymphea Mate. Lavorando su queste fondamenta, e prestando attenzione a non scadere nella mera imitazione della folta schiera di gruppi dell’area indie pop rock, si potrebbe veder mutare questa che è ancora una miscellanea in una proposta ancora più definita, personale e di qualità. La band stessa riconosce una certa ambiziosità al suo esordio, auspichiamo dunque che questo slancio possa essere sorretto da basi sempre più mature e autonome anche se sempre nel solco delle proprie ispirazioni.

doc. NEMO


compilation in free download LINK PER IL DOWNLOAD http://www.mediafire.com/?f1yyhq072u1jlyn

ALESSANDRO GATTO & DANIELE RINI

BRUTO FUZZ

DECEIT

swearing in the box

get your control

MADNESS CIRCUS

MY TIE IS EVIL

dazed by the silence

jump

SALTO NEL BUIO

TWO MOONS

la paura non trionferà

labyrinth

FIVE TANS OF FLAX

FREYJA God from hell

eris dance

the only one

KISMET we don t

RE-VE se lo dice Freud

OWL neuer change

REALTA' DIVERSE resistenti


INIZIATIVE Abbiamo organizzato la compilation "Salto Nell'Emilia" per cercare di dare un contributo, nel nostro piccolo, alle zone colpite dal sisma nel maggio 2012. Oltre ai big, ci sono molti artisti indipendenti che si stanno mobilitando per dare una mano, noi abbiamo deciso di farlo coinvolgendo altri gruppi, ci sembrava bello unire le forze e creare qualcosa insieme che fosse, oltre ad un mezzo per raccogliere fondi, un modo per dire "vi siamo vicini". La compilation digitale sarĂ acquistabile su saltonelbuio.bandcamp.com al prezzo di 5 euro. Il ricavato sarĂ  devoluto alla provincia di Modena.

Donatella (Salto nel Buio)


libri TITOLO - DEMONI IN SOFFITTA AUTORE - DONATELLA CANEPA È una comune notte come tutte le altre, ma non riuscite ad addormentarvi. Sentite qualcosa che si smuove dentro di voi. Qualcosa che si muove per la soffitta di casa. Stasera non avete letto Dylan Dog. Salite le scale, impauriti. Il rumore persiste. Aprite la porta tremando. Vi guardate attorno Non c’è nessuno. Neanche un topo. Ma i rumori aumentano, vi frastornano la testa. Una vecchia cassapanca. Si muove. Con la lentezza di un sogno. Cercate di scendere e di tornare a letto. Domani sarà mattina. Domani si andrà a lavoro. È solo un sogno. Ma qualcosa di più forte, di inspiegabile vi spinge verso la cassapanca. Non è una fattore esterno, è qualcosa che viene da dentro di voi. Siete voi che portate la vostra mano ad aprirla.

PREZZO: 10€ http://www.reteimprese.it/pro_A40124B186950

Scarica l’ultima compilation targata L’ANGOLO DELLA FOLLIA COMPILATION http://www.angolodellafollia.com/le-nostre-compilation.html PER PARTECIPARE ALLE PROSSIME COMPILATION www.angolodellafollia.com


live


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ALESSANDRO SCHUMPERLIN Recensore Genere: Metal (gothic, death, classic, glam, industrial, black, folk, pagan-vking, doom) Rock(classico, alternative, hard rock e dark) Contatti: sandmanundergroundzine@gmail.com

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UndergroundZine N.1 Luglio 2012  

recensioni, interviste, compilation, libri, iniziative

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