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TEATRO

SCIENZA

E

CRIMINI E MAGIE PER L’OTTAVA EDIZIONE

3”Anatomia di una radio” di Vittorio Marchis. 3“L’uomo che pesò il mondo” di Katia Capato e Joseph Scicluna. 5“Il Signor Leblanc” di Maria Rosa Menzio Compagnia Onda Larsen di Torino. 4“Il visitatore” di Eric E. Schmitt, Compagnia La Betulla di Nave (BS).

tEAtRo E SCIENzA è un progetto che da otto anni affronta, nelle varie Rassegne, un tema diverso. Nel 2015 l’argomento è stato Crimini e Magie: la Direttrice Artistica Maria Rosa Menzio ha preso in esame, ad esempio, la magia del calibro di un orologio, il funzionamento di una radio, la teoria della relatività, la “pesatura della Terra”, ma anche gli orrori di Chernobyl. A volte, il teatro arriva là dove la politica non può: per questo si sono affrontate le luci e le ombre della Scienza. Quattordici spettacoli in alcune delle dimore più suggestive di torino e Provincia, fra teatri, palazzi d’epoca, castelli.

Come rendere intrigante il tema fin dal primo appuntamento? Con una serata “di pancia”: il 30 settembre, infatti, inaugurando la mostra d’arte di Luciana Penna sui “crimini” e sulle “magie” della Scienza, l’evento “Vatel 2015”, ispirato al grande cuoco e scenografo francese Francois Vatel, ha consentito al pubblico di assaggiare l’opera d’arte sotto forma di miniporzioni ispirate e somiglianti a 5 dipinti in esposizione. La Rassegna teatrale è cominciata il 10 ottobre al Centro Incontri della Regione Piemonte con la prima assoluta dello spettacolo “La stanza che non c’era”, trionfo dell’accoppiata voci recitanti-teatro fisico: ad esempio piramidi umane che in cima avevano una ragazza, e lei scriveva nell’aria le lettere di una pazza mandate in via “dove abitavo prima”. La bellezza dello spettacolo “Chronos” è stata sottolineata dallo stupendo spazio della ex-Certosa Reale di Collegno. Racconti che alternavano il volto scientifico e quello paradossale del tempo. Poi lo spettacolo “EternEtà”, in scena la ricerca per combattere la senescenza: forse il futuro è nelle “cellule immortali” di Henriette Lacks, con ben 82 cromosomi. Al Planetario di Pino Torinese ecco, invece, “L’uomo che pesò il mondo” in prima assoluta. Sei attori che, in uno spazio ridotto, insieme a vizi, tic e ossessioni dei più grandi astronomi del ‘600-‘700, hanno ripercorso le tappe della misurazione della massa della terra da parte di Henry Cavendish con una bilancia a torsione.

Nella splendida chiesa di Beinasco, opera del Vittone, ecco “Matematica e Mirtilli” ovvero come il desiderio di meraviglia fa comprendere il mondo. Dalla battaglia fra Orazi e Curiazi, in cui il vincitore risolve un problema matematico, al teorema di Pitagora spiegato con grande umorismo. Ancora al Planetario, “L’altra metà della Relatività”: dalle idee di Einstein (andare a cavallo di un’onda sonora generata da un’orchestra, superarla, voltarsi e vedere i musicisti muti; o sopra un fotone dal quale, superati i musicisti, si scopre che questi non ci sono più) alla “spaghettificazione” (termine scientifico) di un essere umano spedito in un buco nero; capire che la luna continua a cadere sulla terra senza mai toccarla; e ascoltare il violino che intervalla la giovinezza dapprima felice, poi triste e disperata di Mileva Maric, scienziata e prima moglie di Einstein, cui forse si deve una fetta della Relatività speciale. Al Circolo dei Lettori di Torino, “Anatomia di una radio” di Vittorio Marchis con bacheche piene di radio d’epoca, grammofoni, radio galeniche ed esperimenti in scena per mostrare la propagazione del suono, musica dal vivo e la lezione di anatomia con barattoli pieni di valvole e reperti di una radio ormai cadavere. Alle Fonderie Teatrali Limone di Moncalieri “Preghiera per Chernobyl” di Svetlana Aleksievic, Nobel 2015 per la Letteratura. Le vite di donne e uomini che hanno amato, riso, sofferto e percorso le strade di una città distrutta. Le storie di quelli che sono saliti sul tetto del reattore nucleare per togliere le scorie radioattive. Alla fine, agli attori si sono unite sul palco decine di comparse, seguite spontaneamente da metà pubblico mostrando così, dalla platea, la sofferenza dell’intero popolo bielorusso. Spettacolo epico di rara efficacia e densità. Scienza e poesia per la storia di Sophie Germain, che per essere ammessa all’École Politecnique di Parigi si fece passare per uomo, “Il Signor Leblanc” appunto: il racconto di un professore di matematica alla sua Marianne dai capelli verdi, durante il nazismo. Impeccabile regia, sino alla morte di lei con i capelli che, da verdi, diventano biondi, come grano maturo. TEATRO E SCIENZA www.teatroescienza.it

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Scena 82 - 4° trimestre 2015  
Scena 82 - 4° trimestre 2015  
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