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PRINTlovers N° 106

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UTILE E SINCERO

L'Editoriale di MICHELA PIBIRI
Illustrazione di Serena Ferrero
@santamatita

Si fa presto a dire packaging

Cartone ondulato, cartone teso e flessibile sono le tipologie più diffuse in tutti i settori merceologici. Abbiamo fatto il punto con le associazioni Gifco, Gifasp e Giflex.

Brand Design. Dal gourmet alla GDO

Scarsità versus abbondanza: come cambia l’approccio al packaging design? L’abbiamo chiesto a due studi di brand design specializzati in ambiti molto diversi.

Bennet, private label e strategia

Il packaging è un linguaggio che racconta qualità e innovazione. Ne parla Diego Lazzarin, Private label packaging manager di Bennet, una delle principali insegne della GDO italiana.

Universo Packaging

Un’analisi degli ultimi trend dei principali settori applicativi del packaging, dal lusso all’alimentare fino al tech con una carrellata di progetti di eccellenza “scelti da noi”.

L’EDITORIALE di Michela Pibiri 5

Utile e sincero

COM'È FATTO PRINTLOVERS 106 8 I materiali, le tecniche, i partner

GRANDANGOLO 12

La PRINTlovers box 2025

GRANDANGOLO 15

Satin Ocean di Winter & Company

L’”ambition” di Cartaria Italiana

Cartone ondulato, sostenibilità e circolarità

ABBIAMO PARLATO DI 82 Persone e aziende citate in questo numero

DI ROBERTA RAGONA
DI MELISSA CECCON
DI ROBERTA RAGONA

Dentro l’officina del packaging

Come si trasforma una buona idea in buon packaging? Non basta la creatività: ci vuole la massima integrazione tra progettazione, stampa e altre lavorazioni industriali.

Imballaggi in rivoluzione tecnologica

Dall’evoluzione della stampa digitale alle linee all-in-one passando per i software di gestione del flusso di lavoro sempre più avanzati: le nuove frontiere della produzione di imballaggi.

Il futuro green del flessibile

DIRETTORE RESPONSABILE

Enrico Barboglio

COORDINATRICE EDITORIALE

Michela Pibiri michela.pibiri@strategogroup.net

HANNO COLLABORATO

Raffaele Angelillo, Roger Botti, Lorenzo Capitani, Paola Carbone, Melissa Ceccon, Pat McGrew, Roberta Ragona, Alexia Rizzi

TRADUZIONI

Philip Sanders – The Language Switch

Se il packaging fosse lo specchio della nostra società, quello flessibile sarebbe la Gen Z: agile, comunicativo e ora sostenibile, tra materiali avanzati e stampa high-tech.

Packaging e “Innovability”

La convergenza tra innovazione e sostenibilità è il concetto chiave emerso dallo studio Pack Around 2024, che ha analizzato gli investimenti in fatto di packaging dei brand in Italia.

PRINT BUYER NUMERO 106/2025

ART DIRECTOR

Stefano Torregrossa › onicedesign.it

PRINTLOVERS SU WEB www.printlovers.net redazione@printlovers.net

STRATEGO GROUP srl Via Cassanese 224, 20054 Segrate (MI) amministrazione@strategogroup.net

PUBBLICITÀ

Deborah Ferrari | t. +39 389 9004599

› deborah.ferrari@strategogroup.net

Segreteria pubblicità › brando.zuliani@strategogroup.net

REA MILANO 1190227

Aut. Trib. Milano n. 706 | 11/10/2004

STAMPA PRESSUP – Nepi (VT)

ABBONAMENTI

T. + 39 02 49534500 | F. +39 02 26951006 abbonamenti@strategogroup.net Annuale 60 euro – Bonifico bancario a STRATEGO GROUP srl IBAN: IT70 C034 4020 6000 0000 0264 200

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PAG PAG
PAG
PAG
DI LORENZO CAPITANI
DI PAOLA CARBONE
DI MICHELA PIBIRI
DI ALEXIA RIZZI

A ME GLI OCCHI!

L’occhio come filtro tra realtà e rappresentazione. Un intreccio di occhi stilizzati – ognuno diverso, ognuno unico – e tracciati a mano, che rimette al centro l’autenticità: uno sguardo non filtrato, non addomesticato, che torna alla radice del segno come espressione umana.

È un richiamo alla verità del gesto, alla spontaneità del tratto, alla materia viva dell’immagine. Il risultato è un mosaico che celebra la molteplicità e l’individualità, il cui concept fonde arte e pensiero, tecnica e significato. Una copertina che cattura l’attenzione come un packaging prezioso, e al tempo stesso invita a riflettere sul nostro modo di vedere.

In un tempo in cui le immagini scorrono veloci e lo sguardo rischia di diventare distratto, superficiale, questa copertina ci invita a fermarci, osservare, scegliere dove posare gli occhi. Un invito a guardare davvero, a riscoprire il valore del dettaglio che spesso sfugge alla profondità.

Oggi, più che mai, guardare è scegliere. Lo sguardo è tutto: è gesto, è materia, è messaggio.

rimido, in provincia di Como, Erredue 1973 vanta più di 50 anni di esperienza nel mondo della stampa offset piana. Nata nel comparto dedicato alla stampa commerciale, si è evoluta negli anni, introducendo tecnologie innovative volte a nobilitare e valorizzare il prodotto finale, ultima tra queste la stampa con Cold Foil e l’innovativa tecnica del Moon Foil. Lo sviluppo e gli investimenti continui hanno, infine, portato l’azienda a strutturarsi efficacemente nel settore cartotecnico e alla produzione di tutto ciò che concerne il packaging. C www.erredue1973.com

myCordenons è il pioniere nella creazione, produzione e commercializzazione di carte creative e tecniche, offrendo al mercato globale oltre 2.000 prodotti unici per ogni esigenza e applicazione. Da sempre, investe risorse significative nella ricerca e sviluppo per innovare continuamente e rispondere prontamente alle richieste dei clienti, mantenendosi sempre al passo con le ultime tendenze. La sua eccellenza si riflette nella qualità superiore dei prodotti, che combinano tecnologia avanzata e creatività. Pur adottando le tecnologie più all’avanguardia, conserva inalterata la passione per la creazione di prodotti di alta gamma, curati nei minimi dettagli. Grazie a una produzione estremamente flessibile, ha sviluppato un vasto portafoglio di carte che uniscono estetica e sensazioni tattili uniche. L’ampia gamma di prodotti è ulteriormente arricchita dalla possibilità di richiedere carte personalizzate, adattate alle specifiche esigenze di colore, grammatura e finitura. C www.mycordenons.com

LA CARTA DELLA COPERTINA

myPur Coton è la nuova gamma prodotta con il 100% di fibre di cotone che conferiscono alla carta una texture morbida al tatto e una superficie unica

ideale per chi cerca qualità, durata ed eleganza nei propri progetti di scrittura e stampa, è prodotta in 4 colori: Bianco, Candido, Fumo e Nero e in diverse grammature da 120 a 500 g/m² a seconda del colore.

STAMPA E NOBILITAZIONE

La cover è stata stampata da Erredue1973

Foil® su lamina argento di OROPRESS.

cold foil su carte naturali e dalla texture particolare come quella utilizzata, superando il limite della carta patinata.

FOIL A FREDDO E CALDO

La copertina si distingue per l’impiego combinato di due tecniche di nobilitazione per esaltare l’impatto visivo del progetto. La prima tecnica riguarda la resa grafica degli occhi, ottenuta attraverso l’applicazione di Cold Foil Bright Silver, patinate fino a quelle naturali e ruvide. Garantisce coprenza l’applicazione, il foil e brillanti, con un effetto finale dinamico e ricco di profondità.

La seconda tecnica

OCCHI!”. È stato scelto il foil 464S52 nella nuova tonalità Ultra Matt Fuchsia, texture vellutata, grazie alla sua formulazione a base di resine speciali donano al foil un aspetto elegante e distintivo.

NOBILITAZIONI

per la nobilitazione dello stampato in svariati settori industriali tra i quali editoria, etichette, packaging, automotive, cosmetica, moda e sicurezza. Le risorse di Oropress offrono il proprio knowhow tecnico e le competenze acquisite in settant’anni di attività fornendo la massima collaborazione al cliente, dalla fase progettuale creativa fino alla produzione stessa, proponendo materiali idonei a ogni supporto e soluzioni di stampa personalizzate. Investendo nella continua ricerca, Oropress mette a disposizione della propria clientela soluzioni di trasferimento sempre innovative e diversificate adatte a molteplici tipologie di applicazioni, quali stampa a caldo e a freddo, film per laminazione e stampa digitale, transfer personalizzati e non, silk foil. C www.oropress.it

senziale in ogni progetto e tramutarlo in qualcosa di unico e originale: questa è Advision. Al suo interno si comunica per mestiere e si ricerca il bello per passione, nascono etichette fuori dagli schemi, packaging sorprendenti e adv graffianti, ma queste sono solo alcune delle cose pazzesche che chi fa parte del team non vede l’ora di creare. Conoscenza e comprensione sono alla base di ogni legame, per questo Advision non è solo creatività, ma anche attenzione allo spirito di ogni nuovo progetto e al valore unico che lo rappresenta. Dedica anima e corpo a ogni collaborazione, facendone un vero e proprio atto d’amore e di fiducia reciproca. C www.ad-vision.it

R4 Next Bulky 115 g/m²

Per gli interni di questo numero di PRINTlovers è stata scelta R4 Next Bulky di Burgo, il supporto ideale per chi cerca una carta patinata con un elevato spessore e grande impatto in termini di qualità e rigidità, in cui la sensazione tattile di una carta naturale si unisce alla stampabilità di una carta patinata, per risultati eccellenti in grado di valorizzare al massimo la creatività di ogni stampato. R4 Next Bulky si distingue nella gamma di carte per stampe di pregio per la sua formulazione e per le sue peculiari caratteristiche tecniche: ha recentemente rinnovato la sua identità con un’evoluzione tecnica che garantisce performance eccellenti in termini di macchinabilità e riproduzione delle immagini, assicurando così un’elevata resa di stampa dall’effetto naturale. R4 Next Bulky si contraddistingue per la notevole rigidità, la superficie più liscia, l’elevata opacità e l’ottimo grado di bianco. Tali caratteristiche rendono R4 Next Bulky una carta idonea ad applicazioni di pregio come libri d’arte, libri illustrati, graphic novel, calendari illustrati, cataloghi di lusso, corporate report e poster con stampe di pregio. R4 Next Bulky completa la gamma per il mercato editoriale del gruppo Burgo, di cui fanno parte anche i cartoncini per copertine, la carte naturali bianche e avoriate e le carte patinate con legno in grammature leggere, ed è disponibile per stampa in formato e in bobina, anche nelle versioni certificate PEFC o FSC®.

Con 10 stabilimenti e 12 linee produttive, Burgo Group è tra i principali produttori europei di carte grafiche, specialties, carte da imballaggio e per il comparto del packaging. La sua gamma completa unisce qualità, ricerca, innovazione e attenzione all’ambiente. Il Gruppo adotta un approccio industriale dinamico e consapevole, integrato in un sistema più ampio dove lo sviluppo sostenibile è centrale: dall’uso efficiente delle risorse al recupero degli scarti per la produzione di energia. Oltre alla produzione cartaria, Burgo amplia il proprio know-how verso settori strategici come la distribuzione, la gestione energetica e, in particolare, lo sviluppo di nuove soluzioni per il packaging. Le sue carte accompagnano l’evoluzione del mercato, supportando chi comunica attraverso le carte grafiche, usa il containerboard per produrre cartone ondulato e sceglie le carte speciali per personalizzare, confezionare e creare nuovi prodotti. Un modello d’impresa che coniuga crescita e responsabilità ambientale e sociale. C www.burgo.com

STAMPATE LE VOSTRE IDEE PIÙ BELLE!

Scoprite l’universo coinvolgente di Print.com, un mondo dove la stampa online incontra la creatività. Punto di riferimento del web-to-print in Europa, Print.com sbarca in Italia per accompagnarvi in un viaggio unico! Il nostro segreto? La dedizione all’eccellenza, all’innovazione e alla soddisfazione di tutti i nostri clienti. E se ci incontrassimo di persona? Il team di Print.com vi aspetta con entusiasmo alla fiera Print4All a Milano, dal 27 al 30 maggio, stand G11.

PRINTLOVERS BOX 2025: DESIGN ALPHABET, UN DIALOGO CONDIVISO

L’essere umano è un animale sociale, e nel suo bisogno di comunicare ha affinato forme e codici linguistici lungo tutta la sua storia evolutiva. Un moto perpetuo che continua ad alimentare la ricerca di segni capaci di rapportarsi ai mutamenti sociali nella loro complessità. Sono proprio il dialogo e la sua mutevolezza a ispirare il progetto “Design Alphabet”. La PRINTlovers Box 2025 celebra la condivisione intellettuale delle persone come reazione culturale all’omologazione creativa guidata dalle innovazioni tecnologiche. Ma perché un alfabeto? Perché proprio la stampa a caratteri mobili è la prima grande rivoluzione tecnologica su cui abbiamo edificato il pensiero occidentale moderno, la cultura industriale, la metaprogettazione di elementi componibili che generano infiniti multipli grazie alla combinazione variabile di unità elementari. Ogni designer, all’interno di questo progetto partecipativo, ha interpretato un

proprio codice, un segno nuovo e originale che rappresenta la base di un dialogo progettuale.

La PRINTlovers Box 2025 è stata disegnata da Stefano Torregrossa e realizzata da Valtenna, ICMA e Luxoro. Il progetto Design Alphabet è stato sviluppato da Stefano Torregrossa insieme a Piero Sabatini, con il contributo di J Advision

J Alessandro Bombieri

J Andrea Castelletti Studio

J Artefice Group

J Basile Adv & Vimem

J Coo’ee Italia

J Dario Frattaruolo

J D’Aroma Studio

J Doni & Associati

J Fulvio Bisca

J Ideology

J O,nice! Studio

J Polaris United

J The 6th

J Vanessa Maradini

J Zetafonts

Come è fatta la PRINTlovers Box 2025

La stampa e la cartotecnica sono state affidate a Valtenna, che ha progettato una scatola con chiusura a libro, anche chiamata book jacket rigid box. La particolarità è che sostituisce la chiusura a magneti tipica della scatola a libro una chiusura a incastro, realizzato applicando sull’interno del coperchio una plancia in cartone teso rivestito che fa da battente e che si incastra nel fondo scatola. In termini funzionali questo sistema è equiparabile a quello con i magneti, ma è più sostenibile perché rende la scatola 100% monomateriale, e dunque completamente riciclabile.

All’interno della scatola è stato inserito un nastrino per facilitare l’estrazione delle riviste. Completa la scatola una fascia realizzata in carta fustellata che funge da sistema di sigillo. La fascia non è incollata ma si chiude con un sistema a incastro.

La carta WABI-SABI

WABI-SABI è la nuova collezione ICMA che rappresenta un inedito paradigma nel mondo delle carte 100% riciclate: vuole incoraggiare un cambiamento di prospettiva, proponendo un’estetica responsabile che si focalizza sull’uso attento di materiali e risorse. Tutte le carte sono certificate FSC® Recycled Credit e riciclabili nella carta. Le basi 100% riciclate sono nobilitate con una tecnica tradizionale di ICMA, la stam pa al goffrè, che colora e goffra in un unico passaggio, processo che per mette di ottenere carte colorate con un quantitativo ridotto di pigmento. Di sponibili in 29 shade nella grammatura da rivestimento proposte in 5 diverse texture, heritage dell’archivio storico ICMA, sono ideali per il rivestimento di scatole rigide, copertine di cataloghi e brochure, per realizzare inviti e buste.

SLEEVE

Carta nera WABI SABI 1225/89 120 g/m²

J Stampa a caldo LUXOR® 455

J Stampa a caldo LUXOR® Brisk Green

J Stampa a caldo LUXOR® Graffiti Pink

J Serigrafia bianca

MATERIALI LUXORO

FASCIA

Diversi colori a caldo: LUXOR® Brisk Green e LUXOR® Graffiti Pink per i cuori e un LUXOR® 455 che è un platino opaco per le scritte, tutti i colori sono stati stampati con cliché piatti hinderer + mühlich

COVER Il LUXOR® Brisk Green su alcune scritte e il retro

è stampato a caldo con un effetto nanoinciso così come il LUXOR® Graffiti Pink, le restanti stampe a caldo platino sono il LUXOR® 455. I cliché sono tutti hinderer + mühlich

TOPPA FONDO

Stampa a caldo piatta di LUXOR® Graffiti Pink

TOPPA COVER

Stampa a caldo piatta di LUXOR® Brisk Green

COPERTINA ESTERNA

Carta: WABI SABI 5195/89 120 g/m²

J Stampa a caldo LUXOR® 455

J Stampa a caldo LUXOR® Brisk Green (una parte con microincisione N919-001)

J Stampa a caldo LUXOR® Graffiti Pink (una parte con microincisione N903-002)

BATTENTE DI CHIUSURA

Carta: WABI SABI 6182/191 120 g/m²

J Stampa a caldo LUXOR® Brisk Green

J Serigrafia bianca

FONDO SCATOLA

Carta: WABI SABI 6182/191 120 g/m²

TOPPA FONDO SCATOLA

Carta: WABI SABI 6182/191 120 g/m²

J Stampa a caldo LUXOR® Graffiti Pink

J Serigrafia bianca

SATIN OCEAN - ELEGANZA CON IMPATTO

Liscio, lucido e sostenibile: Realizzato con oltre il 50% di plastica proveniente dagli oceani, riciclata con il #tide ocean material®. Ideale per imballaggi di lusso, espositori e visual merchandising. Scegliete Satin Ocean per ridurre i rifiuti di plastica, risparmiare risorse e sostenere le acque pulite e le iniziative sociali. Facciamo la differenza insieme, per i nostri oceani, il nostro ambiente e le generazioni future.

SATIN OCEAN DI WINTER & COMPANY: IL LUSSO INCONTRA LA SOSTENIBILITÀ

Con Satin Ocean, Winter & Company presenta un materiale innovativo che unisce eleganza, sostenibilità e responsabilità sociale. Realizzato con plastica riciclata proveniente dagli oceani, Satin Ocean è un’affermazione forte per lo sviluppo di materiali attenti all’ambiente.

Eleganza dal mare

Dopo il successo del lancio di Toile Ocean, Winter & Company continua la sua missione: Satin Ocean offre una superficie lussuosa, liscia come la seta, per imballaggi di lusso di alta qualità, espositori e visual merchandising. Il materiale può essere nobilitato con stampa a caldo e serigrafia, è disponibile in 12 eleganti colori ed è disponibile a magazzino in tutto il mondo.

Un prodotto d’impatto

Satin Ocean è realizzato con oltre il 50% di plastica oceanica riciclata. In collaborazione con il partner #tide ocean material®, l’azienda raccoglie i rifiuti plastici dal mare, li tratta e li trasforma in materiali durevoli. Con questo approccio di social sourcing, non solo promuove la tutela dell’ambiente, ma anche condizioni di lavoro eque e uno sviluppo economico positivo nelle regioni di origine.

Wrup – Riciclare con impatto

Satin Ocean fa parte dell’iniziativa

Wrup Recycling di Winter & Company, impegnata nell’economia circolare. Inoltre, l’1% delle vendite di Satin Ocean e Toile Ocean viene destinato a progetti di acqua potabile che sostengono le

comunità di tutto il mondo e proteggono il nostro ambiente.

La responsabilità di un’azienda familiare

Come azienda familiare, Winter & Company è responsabile dei suoi prodotti, dei suoi partner e del nostro pianeta. Ogni decisione, dall’approvvigionamento delle materie prime alla produzione, segue il principio guida della sostenibilità. Perché la vera innovazione significa agire nel rispetto del nostro pianeta.

«Facciamo la differenza insieme, per i nostri oceani, il nostro ambiente e le generazioni future».

Si fa presto a dire “packaging”

Packaging flessibile e cartoncino teso nel progetto Trifulòt The Personalities of the Taste di Lettera7, premiato con un Bronze ai Pentawards 2024

Ma altrettanto presto ci si accorge di quanto sia vasta e complessa questa definizione. Abbiamo circoscritto quindi il campo al flessibile, al cartone ondulato e agli astucci: le opzioni di packaging più diffuse, adottate dai prodotti di largo consumo all’alto di gamma. E abbiamo fatto il punto sui progressi tecnologici, i materiali e le tecniche di stampa con le tre associazioni di riferimento nella categoria: Giflex – Associazione Gruppo Imballaggio Flessibile, GIFCO – Gruppo Italiano Fabbricanti Cartone Ondulato – e GIFASP – Gruppo Italiano Fabbricanti Astucci e Scatole Pieghevoli.

La Drop Bag di Cantine Pellegrino si è aggiudicata un Silver al Vinitaly Design Award 2025 nella categoria “Secondary Pack”. È una gift box da tre bottiglie in cartone ondulato che fa parte di una collezione che si ispira al mondo della moda e del vintage di lusso.

Corrugated is the new black Il mercato mondiale del cartone ondulato vale oltre 134 miliardi di dollari, con una crescita prevista tra il 2023 e il 2030 del 6% annuo, trainata dall’e-commerce e la domanda di imballaggi sostenibili (Dati Grand View Research). Sul mercato europeo i numeri sono più 4,8% guidato dal food and beverage, in particolare i cosiddetti fast-moving consumer goods (FMCG): prodotti con un ciclo di vita a scaffale veloce per via dell’alta domanda. L’Italia è il secondo paese produttore in Europa, dopo la Germania. La produzione rilevata nel 2023 ha subito una flessione del 4,2% rispetto all’anno precedente, con circa 7,7 miliardi di metri quadrati prodotti, rispetto agli 8 del 2022. I numeri sono comunque in crescita nell’ultimo decennio e superiori a quelli del periodo pre-covid. L’area più rilevante è l’imballaggio terziario da trasporto, in particolare per il settore alimentare, che assorbe il 62,6% della produzione. Nel non-food il settore farmaceutico e il pet food sono due dei mercati in maggiore crescita. Ma quali sono le specifiche di questa tipologia di packaging?

Il cartone ondulato deve resistenza meccanica e leggerezza al modo in cui è fatto: la sua forma più semplice – due strati di carta piana (copertine o liner) tenute insieme da uno strato di carta ondulata con l’uso di colla naturale – è una tecnolo-

gia in uso dal 1857. Per una maggiore resistenza è possibile sovrapporre più strati, a doppia o tripla onda, suddivisi in maniera uniforme da un foglio teso. Il cartone a tripla onda ha una resistenza tale da sostituire il legno, con un peso molto inferiore. La scelta della carta produce un diverso prodotto finito: le più comuni sono la carta kraft (resistente, composta da pasta vergine di conifere con il 10%-20% di pasta di recupero di qualità), la liner e test (carte prodotte da pasta di recupero selezionata composte da uno o più strati). L’altra variabile è l’ondulazione: le bobine vengono caricate in una macchina che utilizza vapore ad alta pressione e pressatura per dare la forma. Le onde possono avere altezze e passo diverse e variare per numero di onde per metro lineare e coefficiente di ondulazione.

Il cartone ondulato deve resistenza meccanica e leggerezza al modo in cui è fatto: due strati di carta piana tenute insieme da uno strato di carta ondulata.

L’onda alta ha la migliore resistenza alla compressione verticale ma minore stampabilità; l’onda bassa resiste meglio alla compressione in piano. L’onda media offre un compromesso tra prestazioni e consumo di carta, con buona stampabilità e maggiore resistenza allo stress in fase di trasforma-

zione, imballo e spedizione. La microonda viene usata soprattutto in combinazione: il formato più diffuso è il minitriplo, che garantisce eccellente stampabilità ed è usato anche nella produzione di astucci. Oltre alle specifiche di assemblaggio il cartone è classificato in base alla resistenza alla compressione, scoppio, capacità di assorbimento dell’acqua e flessibilità. Grazie agli avanzamenti produttivi e di stampa esistono packaging in cartone ondulato adatti sia al trasporto che all’esposizione: sono rivolti alla grande distribuzione, semplificando carico-scarico e allestimento.

La stampa flessografica è la tecnologia più usata, anche grazie agli avanzamenti tecnologici degli ultimi anni per trattare lotti di stampa più piccoli in tempi più ridotti, sia in modalità preprint che postprint, ossia stampando direttamente sul liner già incollato sull’onda, che stampando prima e incollando in seguito sul supporto. È una tecnica di stampa diretta: l’inchiostro viene depositato direttamente sul supporto tramite il cilindro inchiostratore (cliché). Ha bassi costi di produzione e alta qualità, anche grazie ai miglioramenti sulle microretina-

ture. Anche la stampa serigrafica è largamente utilizzata, e tra i suoi vantaggi c’è la possibilità di lavorare sul grande formato. La stampa digitale invece sfrutta un processo per imprimere l’inchiostro senza l’uso di matrici e clichè: con questa tecnica l’inchiostro non viene assorbito direttamente ma forma uno strato fissato da un finishing. In fase di finishing è possibile rendere la superficie lucida o opaca tramite plastificazione. La richiesta di finishing non è limitata solo ai pallet che diventano espositori per la grande distribuzione: un settore in cui viene richiesta una maggiore sofisticazione al packaging in cartone ondulato è quello del vino, come ha ricordato Andrea Mecarozzi, presidente dell’Associazione Italiana Scatolifici, che ha evidenziato il ruolo fondamentale del packaging in cartone ondulato per il settore vitivinicolo, in un mercato che chiede sempre più spesso di trasformare la classica scatola di cartone marrone in qualcosa di speciale in grado di completare l’esperienza di acquisto.

La novità degli ultimi anni è la sgrammatura del packaging, resa possibile dall’evoluzione delle macchine per il converting e dalle carte più performanti. Il peso medio del cartone ondulato è sceso costantemente: la media è di 532 g/m². Si calcola che in poco più di vent’anni la contrazione del peso sia stata del 12,1%. Sul fronte produttivo la ricerca è concentrata sul risparmio energetico, con processi e macchine meno energivori e minore uso d’acqua. L’Italia è il paese europeo leader nella gestione virtuosa del materiale post consumo: viene avviato al recupero il 91,4% degli

imballaggi di carta e cartone e l’85,1% nella filiera del riciclo. L’80% del cartone ondulato destinato all’imballaggio è composto da fibra proveniente dal macero.

Stile e funzione del cartone teso

Nel mercato italiano il cartone teso rappresenta il 15% del comparto imballaggi cellulosici. Nel 2023, complici anche i ribassi di prezzo lungo la filiera, il settore degli Astucci e Scatole Pieghevoli ha registrato un moderato calo dei fatturati, pur rimanendo su livelli ampiamente superiori a quelli pre-pandemici, ma il 2024 ha portato una ripresa. L’andamento del packaging segue da vicino l’andamento dell’industria manufatturiera nel suo complesso, andando di pari passo nella domanda e nelle criticità. Sono usati come imballaggi secondari per il 44,9% all’alimentare, per il 20,3% all’area bevande e per il 10,3% al cosmetico e farmaceutico.

Il cartoncino o cartone teso è facilmente processabile, le diverse tipologie di superficie – patinate, opache, goffrate, sbiancate o colorate in pasta – permettono infinite possibilità grafiche e di allestimento cartotecnico. Possono essere composti al 100% di cartoncino teso di diverse grammature e lavorazioni, o accoppiati, a seconda dell’uso. Gli abbinamenti più comuni sono con film di PE o alluminio, quest’ultimo sostituito da layer sottoposti a processi di metallizzazione. La forza degli astucci è la versatilità: effetti di stampa matte o lucidi, finitura serigrafiche lucide e opa-

che, vernici UV glitterate e perlescenti, metallizzate o strutturate ad effetto 3D, embossing e letterpress trasformano il packaging in un’esperienza sensoriale. Aperture, finestre, tagli e mezzi tagli danno visibilità al prodotto e varietà al packaging design tramite fustelle o taglio laser. La tecnologia per fustellatura laser può essere integrata durante la stampa in piano con un risparmio di tempo importante.

La stampa con tecnologia offset ad alta risoluzione che può andare a diretto contatto con gli alimenti l’ha reso molto amato nella ristorazione, dove ha sostituito gli imballaggi di altri materiali per uso alimentare. Anche negli astucci l’offerta di active packaging si è arricchita di funzioni avanzate, come layer anti odori o antiossidazione, anti sostanze grasse e antiumidità. La novità è la possibilità di ottenere questi risultati attraverso barriere di sola fibra cellulosica (MFC).

Macchinari più sofisticati possono lavorare materiali più sottili: al momento il limite strutturale del cartoncino per il packaging ha un limite intorno ai 700-800 g/m², ma l’avanzamento tecnologico ha permesso una riduzione del peso del 30%. Le migliorie produttive sono accompagnate dalla ricerca sul miglioramento del mix tra cellulosa vergine e carta da macero. La fibra di cartoncino può essere riutilizzata fino a 25 volte, diventando materia fibrosa secondaria. L’uso di inchiostri e vernici a basso odore e bassa migrazione permette di limitare l’uso di film plastici, sostituiti da finishing performanti, e la tecnologia

Eggyolk Instant Coffee dell’agenzia Collective, Pentawards 2024 (Silver): un progetto che include cartone ondulato, cartone teso e flessibile

cold foil in linea nella stampa offset ha permesso di eliminare i film plastici metallizzati, riducendo i costi. Le finiture non sono solo estetiche: le lavorazioni a rilievo permettono di realizzare degli effetti in 3D che rendono il packaging parlante in maniera accessibile, tramite l’utilizzo del braille. Un’ultima importante novità riguarda la sicurezza, con soluzioni cartotecniche che evitano che un bambino non supervisionato possa aprire da solo l’astuccio: sistemi particolarmente utili nel settore farmaceutico e nella detergenza.

Flessibile, versatile e dal futuro sostenibile

Secondo una ricerca sul mercato europeo pubblicata da Euromonitor/FPE, escludendo le bevande il packaging flessibile è la fetta più rilevante del packaging in Europa per il retail. In Italia l’industria del flessibile registra un’occupazione di oltre 12.000 addetti, una produzione intorno alle 450.000 tonnellate e un fatturato che si aggira all’incirca sui 4,5 miliardi di euro. che conta per l’80% della produzione. Il settore di applicazione più importante è l’alimentare che conta per l’80% della produzione. Il fresco e il convenience food (prodotti porzionati adatti ai pasti fuori casa) ne hanno guidato l’evoluzione, in particolare frutta e verdura pronte per il consumo.

I formati disponibili sono innumerevoli: tra i principali sachet, bag, clip bag, flow bag flowpack, pouch, mattonella sottovuoto, doypack e cheerpack. Le più dinamiche sono le pouch: l’arrivo delle zip pouch e press pouch hanno ampliato le

occasioni d’uso, da confezioni monouso per consumo a breve termine a prodotti da dispensa o frigo in confezione apri e chiudi.

Il 20% della produzione di imballaggi flessibili non-food si divide tra pharma, pet food, home care e personal care. In ambito cosmetico dominano i monodose, mentre nell’home care e nel personal care le confezioni stand up. In particolare, la soluzione delle ricariche per detersivi e saponi per l’igiene sono tra gli imballaggi con maggiore possibilità di sviluppo. L’accreditamento degli imballaggi flessibili per le ricariche come valida alternativa agli imballaggi rigidi nei confronti di istituzioni, clienti, consumatori e ambientalisti, è uno dei grandi temi su sui si sta muovendo proprio Giflex, attraverso un percorso mirato di riconoscimento e validazione istituzionale.

A oggi il 70% degli imballaggi flessibili è riciclabile, ma il nodo è il passaggio da riciclabile a riciclato: molti impianti sono ancora attrezzati per la selezione dei materiali flessibili multistrato e il relativo mainstream di riciclo. Tra le opportunità del futuro certamente il riciclo chimico è tra le attese del settore.

Packaging Waste Regulation, entrato in vigore a inizio anno che stabilisce alcune direttrici sui cui sarà necessario intervenire. Al tempo stesso il Regolamento rappresenta anche un'opportunità per gli imballaggi flessibili, grazie all’aumento della loro riciclabilità, all'uso sostenibile delle risorse e alle soluzioni innovative per il refill (ricarica).

L’accreditamento degli imballaggi flessibili per le ricariche è uno dei grandi temi su sui si sta muovendo Giflex attraverso un percorso di riconoscimento e validazione istituzionale

L’evoluzione tecnologica del comparto sarà determinata dall’adeguamento alle normative europee, in particolare al PPWR, Packaging and

Riguardo la stampa, le tecniche dipendono dai volumi di tiratura e dalla destinazione d’uso: sui grandi volumi la stampa rotocalcografica ha un costo competitivo e garantisce una qualità di stampa costante. In alternativa alla stampa rotocalco si utilizza la stampa flessografica che ormai ha raggiunto una diffusione ampia e garantisce molta versatilità soprattutto per le medie e corte tirature. Negli ultimi anni ha cominciato a prendere piede la stampa digitale che può presentare una soluzione per le tirature cortissime e per la personalizzazione della stampa grazie alla possibilità di differenziare ogni singolo imballaggio stampato. Per il futuro, però si ipotizza che la soluzione migliore potrà essere l’uso di macchine ibride, ovvero macchine che combinano più tecniche di stampa e quindi diventano più versatili perché possono offrire diverse soluzioni di stampa.

Pasta Agnesi, Auge Design, Pentawards 2024 (Silver)

varigrafica

Da 60 anni, la curiosità è il motore che spinge oltre

Una storia fatta di continua crescita e ricerca quella di Varigrafica, che dal 1965 non ha mai smesso di innovarsi e sfidare se stessa. Un processo reso possibile da una visione e una strategia che si concretizzano nella passione e nell’affidabilità del team di collaboratori che assicurano competenza e dedizione durante tutte le fasi della produzione. Il carattere dell’azienda si definisce grazie al background di esperienza acquisito negli anni, che permette di essere al passo con i nuovi processi di produzione e di intercettare le nuove dinamiche di mercato e le necessità dei clienti. È proprio per questo che, se oggi si vuole parlare di packaging e cartotecnica, si parla di una nuova realtà che Varigrafica vuole abbracciare pienamente. Nata come industria prettamente tipografica dove la stampa off-

set e le relative competenze settoriali facevano da padrone, Varigrafica non si è mai fermata, inserendo linee di produzione digitali, stampa digitale HP Indigo e nobilitazioni Scodix con un parco macchine di alto profilo.

Un nuovo dipartimento interamente dedicato alla cartotecnica di pregio

Oggi, con il suo know-how trasversale, l’azienda intende entrare a far parte a pieno titolo del mondo del packaging e, per celebrare il traguardo dei 60 anni di attività, inaugura una nuova mise e aggiorna il proprio team con un nuovo dipartimento interamente dedicato alla cartotecnica e alla grafica di prestigio, pensato per rispondere alle esigenze di un mercato in continua evoluzione.

L’eccellenza artigianale è da sempre il cuore pulsante di Varigrafica, dove ogni progetto viene curato nei

L’eccellenza artigianale è da sempre il cuore pulsante di Varigrafica, dove ogni progetto viene curato nei minimi dettagli

Varigrafica

minimi dettagli per dar vita a creazioni che uniscono estetica e sensorialità, eleganza classica e innovazione contemporanea per packaging e grafiche iconiche. L’azienda propone quindi materiali pregiati, carte materiche e tecniche di nobilitazione per trasformare ogni confezione in un’esperienza da vivere: hot foil e rilievo per dettagli luminosi e tridimensionali, stampa a secco e laser per incisioni raffinate, nobilitazione digitale e serigrafia per effetti tattili e visivi unici. Ogni soluzione, studiata su misura, coniuga forma, funzionalità e sostenibilità per valorizzare il prodotto e rafforzare l’identità del brand, dove il lusso responsabile è divenuto ormai una priorità ed è per questo che l’azienda utilizza materiali certificati, inchiostri ecologici e processi sostenibili per coniugare eleganza e rispetto per l’ambiente.

di Varigrafica.

Introduzione della stampa digitale HP Indigo.

Premio “Imprenditore dell’Anno” La Vedovella 2013

Cold foil digitale 2D/3D Scodix e inserimento della stampa grande formato con Durst P5 350 e Océ Arizona.

Stampa Offset No Stop.

Introduzione della stampa offset a colori. 2023

Uno studio creativo interno per progetti su misura È in questo contesto che nasce il nuovo studio creativo interno, che affianca i clienti nella realizzazione di progetti personalizzati, selezionando materiali d’eccellenza e seguendo con cura ogni aspetto stilistico. Attraverso un approccio collaborativo, l’azienda garantisce un equilibrio tra armonia, efficienza e identità del brand. Grazie alla prototipazione avanzata, è possibile visualizzare il prodotto finale con precisione, integrando esigenze tecniche e di budget per un risultato impeccabile. Il CEO, Mauro Adario, in merito al nuovo reparto e alla mission aziendale afferma: «Crediamo che ogni progetto sia un’opportunità per imparare e crescere. Che si tratti di una

semplice brochure o di un complesso packaging personalizzato, affrontiamo ogni sfida con entusiasmo e determinazione. Collaboriamo a stretto contatto con i nostri clienti, ascoltando le loro esigenze e trasformando le loro visioni in realtà tangibili. Siamo un partner creativo, innovatore e, soprattutto, un gruppo di persone curiose pronte a scoprire nuove strade per rendere ogni progetto unico e speciale. Siamo qui per ascoltare, imparare e, insieme, fare sempre meglio».

È la curiosità che ha spinto Varigrafica ad andare oltre, trasformando la piccola azienda di famiglia nata 60 anni fa nel seminterrato di casa, nell’azienda innovativa e proiettata nel futuro che è oggi.

Fondazione
Premio “Oro Publishing & Commercial Printer” al 32° Oro della Stampa.

BEnNET: PACKAGINg, PrIVATE LABEL GIA

Design visivo coerente per aumentare la riconoscibilità del marchio. Estetica, funzionalità ma anche sostenibilità ambientale.

Private label packaging manager di Bennet, ci racconta l’evoluzione del packaging della catena italiana della GDO con 60 anni di storia.

di MELISSA CECCON

bBennet nasce nei primi anni Sessanta grazie alla visione dell’imprenditore comasco Enzo Ratti. In più di sei decenni la crescita è stata costante, trasformando l’azienda in un punto di riferimento nella GDO italiana, con 54 ipermercati, 50 gallerie commerciali e oltre 1.350 negozi. Un ruolo chiave in questo percorso lo ha anche il packaging delle MMD (Marca del Distributore, anche dette private label), e ne abbiamo parlato con Diego Lazzarin, Private Label Packaging Manager dal 2001. Con oltre 20 anni di esperienza, Lazzarin ha contribuito a rendere il packaging un elemento distintivo di Bennet. «Non è solo estetica, è un linguaggio che racconta qualità e innovazione», spiega Lazzarin, che ha curato l’identità visiva dei prodotti a marchio Bennet fin dalla prima referenza.

Qual è l’importanza delle private label nelle strategie della GDO?

Le private label sono essenziali sia per il posizionamento che per la comunicazione. Attraverso le nostre linee di prodotto, trasmettiamo valori distintivi e costruiamo un rapporto di fiducia con i consumatori, offrendo alternative competitive rispetto ai marchi nazionali. L’ampiezza dell’offerta è un pilastro della nostra strategia: dalla linea mainstream ai prodotti più esclusivi della Selezione Gourmet, copriamo segmenti diversi,

ampliando il bacino d’utenza e rispondendo a esigenze specifiche. Oltre alla Selezione Gourmet e alla linea Bennet per i prodotti di largo consumo, abbiamo sviluppato gamme specifiche come Bennet Bio, per chi cerca alimenti biologici certificati; Bennet Eco, per chi predilige soluzioni ecosostenibili; e ViviSì Bennet, pensata per un’alimentazione sana ed equilibrata. Abbiamo di recente inserito i Prodotti Agroalimentari Tradizionali del territorio (PAT) nella gamma Premium: specialità realizzate secondo ricette depositate che arricchiscono l’esperienza d’acquisto e rafforzano il legame con il territorio. In più, valorizzare i piccoli produttori locali significa sostenere realtà artigianali che spesso avrebbero poca visibilità. Un altro aspetto chiave è la possibilità di differenziare il posizionamento in base alle preferenze e alle disponibilità economiche dei clienti. In molte categorie proponiamo infatti più varianti dello stesso prodotto presenti sia in versione gourmet che in quella più accessibile.

Per le vostre private label quali sono i criteri di progettazione, di scelta dei formati e dei caratteri distintivi, sia funzionali che comunicativi?

Ogni confezione è il nostro biglietto da visita: deve essere subito riconoscibile e trasmettere in modo chiaro le informazioni essenziali, facilitan-

do la scelta del consumatore. Negli ultimi anni abbiamo adottato un approccio più strutturato alla progettazione grafica. Dopo un lungo periodo in cui ogni prodotto seguiva un’estetica indipendente, circa cinque anni fa abbiamo introdotto una coerenza visiva tra tutte le referenze. Due gli obiettivi: migliorare l’impatto a scaffale e garantire riconoscibilità anche online, in particolare su Bennet Drive. Usiamo fondi semplici e piatti, che rendono il design pulito e ordinato, migliorando la leggibilità. I font sono essenziali e facili da leggere, con denominazioni in maiuscolo per un impatto visivo immediato. Abbiamo anche introdotto un sistema iconografico coerente, che permette di individuare subito le caratteristiche distintive del prodotto, come la provenienza delle materie prime (es. “100% latte italiano”). Nei primi anni 2000 tendevamo ad avvicinarci visivamente ai brand più noti. Col tempo, però, è diventato evidente quanto fosse importante differenziarci per rafforzare l’identità della nostra offerta.

Un esempio concreto è stato il recente restyling della linea rossa: prima composta da prodotti realizzati da fornitori diversi, con confezioni graficamente disomogenee. Ora, l’introduzione di fondi in tinta piatta ha uniformato l’immagine, migliorando coerenza e impatto estetico.

Quali aspetti critici vedete nella collaborazione con fornitori e stampatori per garantire qualità e sostenibilità? In quale fase del packaging sono coinvolti e quanto influenzano la progettazione del pack?

La collaborazione con fornitori di materiali e stampatori è un elemento chiave per garantire la qualità, la coerenza e la sostenibilità del packaging delle nostre private label. Ogni progetto, indipendentemente dalla sua complessità, inizia con la compilazione di una “Scheda packaging”, un documento essenziale che raccoglie tutte le specifiche tecniche e le esigenze legate al confezionamento del prodotto. Questa fase preliminare ci permette di definire con precisione i requisiti estetici e funzionali, evitando criticità nelle fasi successive di produzione. La qualità dei materiali utilizzati influisce direttamente non solo sull’aspetto visivo del packaging, ma anche sulla sua funzionalità e sulla percezione che il consumatore ha del prodotto. Per questo motivo, monitoriamo con grande attenzione ogni fase della realizzazione: siamo presenti nel 95% delle prime produzioni e nel 50% delle ristampe, garantendo un controllo costante sugli standard qualitativi.

Uno degli aspetti più complessi nella progettazione del packaging è il bilanciamento tra qua-

IL PACKAGING NON È SOLO ESTETICA, È UN LINGUAGGIO CHE RACCONTA QUALITÀ E INNOVAZIONE

lità, sostenibilità e costi. L’utilizzo di materiali ecocompatibili o l’adozione di processi produttivi più sostenibili può comportare sfide tecniche ed economiche. Per noi, la sostenibilità deve essere concretamente “sostenibile”, ovvero deve rappresentare un valore aggiunto senza compromettere la funzionalità o incidere eccessivamente sui costi di produzione. Trovare il giusto equilibrio è un obiettivo costante, che perseguiamo in stretta collaborazione con i nostri partner.

Mantenere un dialogo aperto e continuativo con i fornitori è fondamentale per restare aggiornati sulle ultime innovazioni nel settore. Periodicamente, e ogni volta che si presentano opportunità interessanti, ci confrontiamo con loro su nuovi materiali, tecniche di stampa e soluzioni di design funzionale, valutando le possibilità di miglioramento per i nostri packaging. Questo scambio di idee è cruciale per anticipare le tendenze del mercato e per ottimizzare le performance dei nostri prodotti. Nel tempo, questa sinergia si è trasformata in un vero e proprio rapporto di partnership strategica. I fornitori non sono semplici esecutori, ma collaboratori attivi nel processo di sviluppo del packaging.

Quali tecniche di stampa e finishing utilizzate maggiormente? Avete sperimentato soluzioni particolarmente innovative che vi hanno permesso di distinguervi?

Per quanto riguarda le tecniche di stampa, utilizziamo principalmente la flexografia per l’imballaggio flessibile, una scelta che ci permette di ottenere alta qualità e resa cromatica su diversi materiali. Nel settore delle etichette, invece, adottiamo un approccio più avanzato, sfruttando tecnologie ibride che combinano flexo e stampa digitale. Questo sistema ci consente di ottenere un’elevata precisione nei dettagli, una maggiore versatilità nella personalizzazione e un’ottimizzazione dei costi, soprattutto per tirature medio-basse. Uno degli esempi più riusciti di packaging per Bennet è quello della IV Gamma, dove la MDD Filiera Valore gioca un ruolo di primo piano nei banchi refrigerati. Questa linea propone insalate in busta 100% italiane, con un residuo di pesticidi ridotto del 70%. Il packaging di questi prodotti è un elemento chiave del loro successo. Le confezioni delle nuove insalate sono realizzate con materiali provenienti da fonti rinnovabili e sostenibili. Dietro ogni prodotto della Filiera Valore Bennet c’è un percorso fatto di selezione, cura e controlli rigorosi, nel rispetto della natura e della vocazio-

ne agricola dei terreni. Un altro progetto particolarmente virtuoso: l’utilizzo di film in polipropilene (PP) a emissioni zero di CO₂. Questa soluzione rappresenta un passo avanti importante verso una produzione più responsabile.

Qual è il vostro approccio alla sostenibilità, in termini di ecodesign e LCA del packaging?

Il nostro approccio alla sostenibilità è pragmatico: scegliamo materiali e soluzioni eco-friendly solo quando rappresentano un reale valore aggiunto, sia dal punto di vista ambientale che economico. Da alcuni anni Bennet sta lavorando per rendere i packaging sempre più leggeri, impiegando meno materiale e riducendo la quantità di imballaggi utilizzati per il trasporto dei prodotti. Ad esempio nel settore della pasticceria in cui i vassoi di plastica sono stati sostituiti da quelli in cartone per ridurre la quantità di materiale plastico utilizzato per il confezionamento dei dolci. Perché un imballaggio possa essere biodegradabile e compostabile è importante che non vi siano apposte etichette in materiali a loro volta non biodegradabili e compostabili come invece spesso accade. In Bennet abbiamo adottato numerose soluzioni ecocompatibili: a volte sono state un successo, altre no. Un esempio è il lancio di una linea di

docciaschiuma con tappo riciclato, caratterizzato da un colore tra il grigio e il beige. Sebbene fosse una soluzione ecologica, il prodotto ha avuto scarso appeal sugli scaffali. Questo dimostra come la sostenibilità, per essere efficace, debba integrarsi con le esigenze di mercato e le aspettative visive e sensoriali dei clienti. Attualmente, la nostra linea eco di carta igienica utilizza un imballo esterno in bioplastica Mater-Bi. Anche in questo caso, monitoriamo attentamente la tenuta del materiale nel tempo, poiché una permanenza eccessiva sugli scaffali potrebbe comprometterne l’integrità.

Avete adottato soluzioni di packaging connesso?

Bennet ha adottato la tecnologia dei QR Code per migliorare l’interazione tra i prodotti stampati e gli strumenti digitali, con particolare attenzione alla comunicazione e alla tracciabilità della filiera. Questa soluzione è stata implementata su alcuni packaging, come le buste di insalata della nostra Filiera Valore, oltre che su prodotti di IV gamma e su alcuni vini. Accanto alle informazioni obbligatorie previste per legge, il codice QR offre ai consumatori un accesso immediato a una vasta gamma di contenuti aggiuntivi che non potreb-

bero essere riportati sull’etichetta cartacea per limiti di spazio. Scansionando il codice con uno smartphone, il cliente viene reindirizzato a una landing page dedicata, dove può trovare dettagli sulla provenienza delle materie prime, i processi di produzione e lavorazione, nonché suggerimenti per il consumo domestico. Questa tecnologia consente di tracciare il percorso del prodotto lungo tutta la filiera, offrendo trasparenza sulle sue origini e sul contesto produttivo. In questo modo, Bennet non solo arricchisce l’esperienza d’acquisto, ma rafforza anche il rapporto di fiducia con i clienti, offrendo loro una vera e propria “carta d’identità” dei prodotti che acquistano

Guardiamo al futuro: quali tendenze ritiene più promettenti per le private label e la GDO in generale?

Uno degli sviluppi più rilevanti riguarda l’evoluzione delle private label premium, che stanno acquisendo sempre più rilevanza. I retailer hanno investito in linee di alta gamma, spesso capaci di competere e, in alcuni casi, persino di superare i marchi più affermati. La differenza non si gioca più solo sul prezzo, ma sulla qualità percepita:

prodotti con ingredienti selezionati, packaging sofisticati e un’esperienza d’acquisto che punta a trasmettere esclusività e valore. Un altro aspetto cruciale è la capacità delle private label di connettersi con il territorio, offrendo prodotti che rispecchiano le preferenze locali e che rispondono in modo mirato alle esigenze dei consumatori.

A questa trasformazione si affianca l’innovazione digitale, che sta rivoluzionando il settore della distribuzione. L’integrazione tra e-commerce, servizi di click & collect e applicazioni dedicate alla spesa consente di migliorare l’esperienza d’acquisto e di rendere il rapporto tra brand e consumatore più diretto e personalizzato. Grazie alla raccolta e all’analisi dei dati, le private label possono ottimizzare l’offerta, calibrare in modo più efficace le promozioni e proporre soluzioni su misura per il proprio pubblico.

“AMBITION” È IL CONCEPT CREATIVO DI CARTARIA ITALIANA PER PACKAGING PREMIÈRE 2025

Uno stand dal design immersivo e un packaging in edizione limitata ispirati alle Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. È così che Cartaria Italiana si presenta al pubblico dell’edizione 2025 di Packaging Première & PCD Milan, declinando in diverse espressioni creative il concetto di ambizione, una qualità che accomuna Cartaria Italiana e Milano, riflettendosi nella filosofia dell’azienda e nell’identità della città, sempre proiettate verso il futuro.

“Ambition” è la parola chiave che si ispira anche ai valori delle prossime Olimpiadi invernali Milano Cortina 2026, evento che esprime la stessa determinazione e voglia di eccellere. La creatività nasce dalla collaborazione con l’artista Jessica Luce Puleo, in arte D.Star, e l’agenzia di branding e

advertising Lateral Creative Hub, che danno vita a uno stand che si sviluppa in due parti che rappresentano le due anime del brand Cartaria Italiana: quella POP rivolta alla progettazione e personalizzazione di packaging e prodotti monouso per l’Ho.Re.Ca., e quella LUXURY, che realizza prodotti esclusivi nobilitati con materiali e tecniche speciali. Nel lato POP dello stand la parola “Ambition” è scritta con linee decise e moderne di color fucsia, in quello LUXURY si presenta con un font più morbido ed elegante, nel blu istituzionale del brand. Il tutto è arricchito dalla Doodle Art che decora le pareti con il chiaro richiamo a Milano-Cortina 2026 e fa da sfondo all’esposizione dei migliori progetti di packaging personalizzati realizzati dell’azienda. La

creatività si estende al packaging in edizione limitata che verrà omaggiato ai visitatori dello stand. Con questa partecipazione Cartaria Italiana conferma l’interesse sempre vivo verso i nuovi trend del settore, che si traduce nella volontà di portare innovazione. Afferma inoltre il proprio DNA che si distingue per l’attenzione al dettaglio, la sostenibilità e la capacità di catturare l’essenza comunicativa di ogni brand.

POP e LUXURY

Le due anime di Cartaria Italiana Nata 1972 a Milano, Cartaria Italiana ha accompagnato per oltre cinquant’anni l’evoluzione del settore Ho.Re.Ca. come realtà specializzata nella progettazione e personalizzazione di packaging e altri prodotti realizzati principalmente

in carta e sempre pensati su misura per ogni brand. Grazie alla sua attitudine all’innovazione, ha aperto un nuovo capitolo della sua storia guardando oltre il food e oggi si distingue per le sue due anime complementari: POP e LUXURY.

L’offerta POP è dedicata alla progettazione e personalizzazione di packaging e prodotti monouso per il settore Ho.Re. Ca.: l’azienda collabora con i clienti per comprendere l’identità del loro brand, sviluppando strategie e progetti per realizzare food packaging capaci di coinvolgere il target e trasmettere la mission aziendale. I prodotti più richiesti includono scatole pizza, hamburger box, sushi box, scatole pasticceria, shopper, carte alimentari, tutti perso-

Il packaging d’artista firmato D.Star e Lateral

Un gift che aspira a diventare uno stiloso portamatite e che i visitatori potranno personalizzare per mano dell’artista D.Star, che sarà presente proprio durante la manifestazione negli orari che saranno comunicati sulla pagina Instagram @cartaria_italiana. «Abbiamo scelto di realizzare questo gift utilizzando un cartoncino abbastanza pesante in modo da trasformarlo da packaging monouso in un portamatite durevole, rimanendo fedeli al valore della sostenibilità che guida sempre le nostre azioni», afferma Claudia Lofoco, project manager di Cartaria Italiana. La grafica riprende il concetto delle due anime POP e LUXURY di Cartaria Italiana, con l’utilizzo di due tipi di stampa e nobilitazioni diverse: una serigrafia fucsia tono-su-tono per il lato POP e una stampa a caldo argento lucido sul lato LUXURY.

D.Star apporta un tocco artistico e al tempo stesso comunicativo, grazie alla sua esperienza nel mondo dell’arte urbana, del lettering e dell’advertising: «Fin da bambina ho espresso la mia creatività attraverso il lettering, un’abilità che ho poi trasformato in carriera, diventando Lettering Artist e Senior Art Director in Lateral». Questa iniziativa da un lato valorizza il ruolo dell’arte e della personalizzazione nel packaging, l’importanza delle edizioni limitate come strumento per celebrare un evento, un lancio, un’occasione che deve lasciare un ricordo indelebile e dall’altro crea un legame diretto e autentico tra il brand e il pubblico.

nalizzabili. Ogni dettaglio è curato per creare un’esperienza di consumo unica e memorabile.

L’offerta LUXURY si concentra sulla realizzazione di prodotti personalizzati nobilitati con materiali e tecniche speciali. Cartaria Italiana seleziona una vasta gamma di rivestimenti, tra cui carte, tele e tessuti con effetti e colori inediti, per creare packaging eleganti e ricercati. Le tecniche di nobilitazione includono la stampa a caldo, la goffratura e la serigrafia spessorata, che conferiscono al prodotto un aspetto distintivo e di alta qualità. Quest’offerta incontra le richieste anche al di fuori del settore dell’ospitalità, rivolgendosi al mondo della moda, del design e dell’alto di gamma.

Attraverso le sue anime POP e LUXURY, Cartaria Italiana

dimostra la sua versatilità e impegno nel fornire packaging personalizzati che uniscono funzionalità, estetica e sostenibilità, rispondendo alle diverse esigenze dei clienti e contribuendo a valorizzare l’immagine del brand.

13-15 maggio

Packaging Première

Stand A77

Allianz MiCo, Milano

CARTARIA ITALIANA

BRAND —— DESIGN

Dal gourmet alla GDO

Due studi di design, due approcci progettuali che rispondono a esigenze diverse ma condividono una visione comune: quella di un packaging consapevole, narrativo e strutturalmente solido. Lettera7, studio di Vietri sul Mare, esplora il packaging come medium multisensoriale capace di attivare l’identità del brand. Doc Design, agenzia di Modena con una lunga esperienza nella Marca del Distributore, lavora su sistemi complessi pensati per garantire coerenza, efficienza e qualità lungo tutta la filiera. Due percorsi differenti che si incontrano nella ricerca di un design che funziona perché ben costruito, prima ancora che ben disegnato.

Packaging come esperienza sensoriale

Ci raccontano Dario Volpe, il Creative director, e Daniele Biancardi, Senior designer di Lettera7: «Siamo uno studio multidisciplinare, ci occupiamo di varie discipline del design che spaziano dalla strategia al branding: il packaging è uno dei tramiti attraverso cui raccontare una storia che sia un elemento di attivazione del brand. Affrontiamo il progetto in maniera olistica, cercando di sconfi-

di ROBERTA RAGONA

L’obiettivo di ogni studio di design è quello di trovare la soluzione più efficace per i propri clienti. Ma come cambia l’approccio quando si tratta di una selezione limitata di prodotti rispetto a una gamma molto ampia? Ne abbiamo parlato con Lettera7 e Doc Design, due studi specializzati in brand design su ambiti molto diversi ma con una cosa in comune: l’importanza del pensiero strategico.

nare il perimetro che si è costruito in torno alla parola design: ad esempio stiamo innestando il sound design nel lavoro trasversale di branding, e in quest’ottica multisensoriale le scel te di materiali e texture del packaging è un pezzo dell’esperienza. La nostra idea è sempre utilizzare il pack come medium per una storia».

Il caso Trucillo: raccontare l’estasi del caffè

Un approccio che ha valso loro numerosi premi, come il packaging realizzato per Trucillo premiato ai Pentawards 2024. Racconta Biancar di: «Innanzitutto bisogna creare delle fondamenta, quindi partiamo sempre da una brand idea che possa venire declinata sugli elementi di packaging tramite i materiali e il trattamento grafico. Nel caso di Trucillo ci siamo trovati a lavorare con una torrefazio ne che fa alcuni tra i migliori caffè “di ricerca”: mono-origini incredibili ed enorme conoscenza della materia prima. La richiesta del cliente era di creare un progetto speciale che potes se diventare la loro flagship, intorno al quale costruire il resto del racconto di brand. La mole di ispirazioni da cui partire era enorme, perché i viag

gi tra Honduras e Brasile di Antonia Trucillo e del resto della famiglia era già un mondo. Analizzando il prodotto e ascoltando i racconti di Antonia, abbiamo iniziato a girare intorno alla parola “estatico”: cercare di fotografare la sensazione quasi mistica dopo aver provato un caffè che ti spiazza. Abbiamo lavorato a partire dalle decorazioni dei tessuti documentati nei diversi viaggi, che abbiamo astratto e rielaborato con un filtro personale per restituire sulla sleeve in tessuto che riveste la latta in alluminio la sensazione tattile e corposa di quello che si poteva assaporare nel caffè».

Food design come espressione culturale

La dimensione concentrata permette di far risaltare la dimensione di produzione culturale che si esprime nei prodotti: «Ci sono alcuni prodotti – in particolare per quel che riguarda il mondo delle eccellenze enogastronomiche che sono espressione di un territorio – che, come la letteratura e la musica, possono essere portatori di concetti, idee, emotività: perché non il food? C’è molta cultura dietro alcune progettualità».

Prosegue Volpe: «Ci sono pro-

getti più mass market che sono di consumo quotidiano, quindi magari non hai il tempo di raccontare una storia: devi raccontare i benefit. Ma quando c’è l’opportunità, è saggio farlo perché quel tipo di progetto eleva anche tutto il resto delle linee di prodotti più di uso quotidiano ma improntati alla stessa ricerca di qualità. L’acquisto accompagnato cambia il modo in cui raccontiamo le cose nel packaging: se il consumatore è solo davanti allo scaffale, anche se sta comprando un prodotto di qualità si deve basare su quello che sa e quello che gli dice il packaging. Quando cambiano i canali cambia quello che puoi raccontare: se sto facendo una degustazione di caffè sono più aperto e ricettivo, quindi il tempo è parte integrante del lavoro di design».

Oltre il canale: un metodo solido per ogni mezzo

Questa ricerca di senso vuol dire mantenere al centro il messaggio, a prescindere dal mezzo in cui viene espresso: «È importante non focalizzarsi su dei canali come se fossero il fine e non lo strumento. Non sappiamo cosa ci aspetta domani nelle

Lettera7, Estatico by Caffè Trucillo (Pentawards Silver 2024) e Armatore

discipline del design, per cui è importante che il processo sia solido, e i canali seguiranno. Cerchiamo di lavorare come un compositore che ha in testa una melodia, un suono e una struttura. Poi capisce quali strumenti far suonare per sollecitare determinate corde. Ecco, ad esempio nel rapporto tra la comunicazione digitale e quella stampata in questo momento è lo stesso: l’importante è essere credibili ed essere a fuoco. Dovrebbe essere tutto on life».

Un ruolo fondamentale di questo processo corale è quello che arriva in fase di stampa: «È importante avere dei partner di stampa con cui costruire un rapporto consolidato quando si arriva a un momento cruciale come quello della prototipazione. Noi abbiamo iniziato questo lavoro facendo i crocini di taglio a mano, siamo partiti da come funziona la macchina da stampa, dal disegnare la fustella e sapere come si ingegnerizza. È importante poi trovare aziende sul territorio con cui sviluppare un processo di prototipazione partecipato, perché ogni azienda ha uno storico di conoscenze costruito sulla pratica».

Doc Design: rigore e creatività nella MDD

Ma cosa succede quando questa cura del dettaglio deve essere trasferita in un ambito in cui le referenze sono innumerevoli e gli interlocutori si moltiplicano in maniera esponenziale? È il mondo in cui si muove Doc Design, agenzia di Modena specializzata in brand per il settore MDD, cioè Marca del Distributore. Un settore in cui il progetto strategico serve a creare una struttura in grado di mantenere la qualità attraverso gli infiniti passaggi di mano. Raccontano Fabio Bignardi e Katia Mascia, i founder dell’agenzia: «Abbiamo cominciato il lavoro in questo ambito in un momento in cui ancora in Italia quel tipo di approccio era pressoché ignoto a partire da una collaborazione con XMPR, ex Michael Peters Retail, uno dei colossi europei del settore. Creatività italiana e regole anglosassoni. I primi clienti sono stati il gruppo La Rinascente con UPIM, poi il gruppo Standa con due marchi di fantasia: non era ancora cominciata l’epoca delle MDD, white label o private label. Da qui abbiamo cominciato a lavorare per tutte le insegne italiane della grande distribuzione. Questa

esperienza ci ha mostrato un metodo che è ancora alla base di quello che facciamo».

L’importanza della coerenza visiva e produttiva

Bignardi spiega come il loro ambito abbia delle logiche che indirizzano il modo in cui si lavora al progetto: «Il pensiero strategico è fatto di tre parti: dove voglio arrivare, con che mezzi ci voglio arrivare e con che tipo di immagine. Il design per la grande distribuzione è diviso in due: il primo è quello delle imprese, lì i progetti possono procedere step by step. Le insegne invece sono di impronta manageriale, per cui bisogna fornire loro un progetto compiuto in tutte le sue parti, una soluzione declinabile e gestibile autonomamente. Una delle componenti più complicate è portare il progetto davanti al cliente e farlo innamorare, ma tutte le idee, per quanto straordinarie, devono funzionare nella fase di messa a terra». «Un’altra differenza fondamentale rispetto al brand aziendale –prosegue Bignardi – è che l’azienda tendenzialmente è monoprodotto. Se si espande in altri settori acquisisce altri brand, ma è un’offerta focalizzata.

Doc Design, prodotti per la MDD “Tesori dell’Arca” di Pam Panorama

pasta, e tutti i prodotti devono essere tutti coerenti per il consumatore. Non ci può essere il prodotto “calimero” e il prodotto “principessa”, tutti devono avere la stessa autorevolezza, e questo vuol dire sviluppare un progetto a 360°, con qualunque tipologia di stampa e materiali. Si presuppone una conoscenza approfondita dei sistemi di stampa da applicare alla casistica più varia: dalla rotocalco alla flessografia, dalla tampografia all’offset. Quando si entra in un punto vendita si possono trovare migliaia di prodotti a marchio, e devono essere ben riconoscibili e coordinati a prescindere da tecniche e materiali. Può sembrare un procedimento troppo analitico, ma consente a tutto il lavoro creativo di funzionare in maniera convincente per il consumatore. È il caso ad esempio di Tesori dell’Arca, la linea premium di PAM che abbiamo rilanciato nel 2023 ed è già arrivata a 480 referenze. L’anno scorso è stata selezionata tra le migliori insegne al PLMA (Private Label Manufacturer Association International Trade Show), la fiera più importante del nostro settore che si svolge ad Amsterdam».

ruoli dell’agenzia sia quello di memoria storica: «I numeri delle referenze di Tesori dell’Arca non sono insoliti: un responsabile di una marca commerciale deve gestire durante l’anno una media di 400 referenze, cioè più di una al giorno. Se non ha una struttura che è in grado di filtrare, organizzare e soprattutto registrare diventa impossibile gestire questo volume di fuoco. Una delle funzioni che l’agenzia porta avanti è quella di memoria storica: tramite la nostra piattaforma i clienti hanno a disposizione anche tutti i loro progetti passati. In questo tipo di aziende il turnover è molto rapido, per cui si rischia di perdere la memoria del progetto. Uno dei temi fondamentali è il passaggio dell’informazione, sia tra interlocutori diversi che nel tempo. Un progetto medio dura 6 mesi e possono succedere tante cose, da cambi di confezionamento a cambi di normativa o di fornitori».

I clienti devono poter intervenire in autonomia sulle referenze ma con la serenità che tutto sia conforme, come sottolinea Bignardi: «A parti-

sibilità di intervenire direttamente sugli esecutivi senza che un cambio fornitore di materiali o di stampa comporti un’interruzione. Anche perché in questo ambito c’è un aspetto molto delicato che coinvolge il controllo qualità e le normative. Noi diamo dei documenti che rispondono alle norme di legge e sono certificabili, che però possono essere modificati, ma avendo a che fare con informazioni complesse è fondamentale poter risalire sempre allo storico delle modifiche per capire dove si è creata un eventuale criticità. In advertising si possono fare degli strafalcioni e una campagna può andare male, ma sul packaging se non si mette adeguatamente in evidenza un dato, ad esempio un allergene, l’azienda incorre in gravi rischi. Il nostro lavoro è mettere i clienti nelle condizioni che questo non succeda: quando ci si può concentrare sull’efficacia e sulla creatività del brand design è perché tutto il resto sta funzionando come dovrebbe senza intoppi».

Lettera7, Prodotti Armatore e Pastai Sanniti

Due Emme Pack Group La Boutique che dà forma alle idee

Eccellenza italiana del settore cartario, Due Emme Pack Group celebra 35 anni all’insegna di qualità, professionalità e attenzione ai valori della sostenibilità.

Se efficienza e qualità fanno da fondamenta per un’impresa solida, sono le idee, le sensibilità e i valori a fare la differenza ogni giorno, assicurandone il successo nel lungo periodo. È proprio con queste premesse che Due Emme Pack festeggia i suoi primi 35 anni, tutti trascorsi al servizio del cliente e alla ricerca dell’eccellenza. Nata nel 1990 dall’iniziativa e dalla visione imprenditoriale di Massimiliano Marchesini, l’azienda, con sede a San Giovanni in Persiceto, offre consulenza di alta qualità e servizi di taglio a formato ottimizzato su un ampio portfolio di prodotti grafici e cartotecnici: dalle

carte grafiche e creative alle riciclate, a quelle per le esigenze quotidiane, fino al packaging, componente chiave per il successo di qualunque progetto commerciale.

Un mercato in evoluzione

Operando in modo moderno e razionale, intercettando le necessità di un mercato in continua evoluzione, Due Emme Pack è riuscita a posizionarsi al vertice della filiera italiana del settore.

Inoltre, con la nascita di Due Emme Pack Group, si è ampliato il portfolio con prodotti di alta qualità, veicolati tramite CRCArt, realtà del gruppo creata nel 2019, che si pone l’ambizioso obiettivo di diventare un punto di riferimento in ambito cartotecnico sul mercato italiano.

In un mondo spesso distaccato e

Il gruppo ha puntato sulla

qualità senza

compromessi e su una personalizzazione da boutique,

Due Emme Pack Group

Via Castelfranco, 44/T San Giovanni in Persiceto BO T. 051 822231

www.dueemmepackgroup.it

spersonalizzato, focalizzato sul mero contenimento dei costi, il gruppo ha puntato sulla qualità senza compromessi e su una personalizzazione da boutique, ponendo il cliente al centro di tutte le fasi del processo produttivo, dall’ordine fino alla consegna. Il risultato: un’efficienza superiore in tutto il processo.

Il fattore umano

Coordinando il rapporto tra produttore e stampatore, Due Emme Pack Group riesce ad arrivare prima e con più precisione al risultato finale desiderato, ottimizzando tempi e materiali. Alla base di tutto vi sono le persone: in sede, l’azienda può contare su 30 professionisti di alto livello e uno staff altamente motivato, affiancato da una rete commerciale estesa sul territorio nazionale e sup-

1990

Due Emme Pack nasce a San Giovanni in Persiceto (BO) su iniziativa di Massimiliano Marchesini come azienda specializzata nel taglio carta da bobina a foglio.

2019

Viene introdotto l’EcoCalcolatore, uno strumento proprietario per misurare il risparmio ambientale legato all’uso delle carte sviluppato in collaborazione con l’Università di Bologna.

2020

Due Emme Pack è premiata dalla Regione Emilia-Romagna come azienda innovatrice e responsabile.

2022

L’unicità della boutique che dà forma alle idee. Nel segno della continuità, dell’efficienza e della sostenibilità.

2024

Due Emme Pack Group redige il suo primo Bilancio di Sostenibilità.

2025

L’azienda festeggia i 35 anni di attività con un team consolidato, una rete strutturata sul mercato nazionale e la partecipazione alle principali fiere di settore.

portato da un ambiente di lavoro sano, che sostiene una continua crescita. Ogni membro del team è responsabile del proprio ruolo, sempre in stretta collaborazione con i colleghi, offrendo un fertile terreno per la ricerca su nuovi prodotti e tecnologie.

Codice Etico e Bilancio di Sostenibilità

Qualità professionali e tecniche d’eccellenza oggi però non bastano, la crescente sensibilità verso tematiche come l’impatto ambientale e la responsabilità sociale d’azienda non sono più una variabile trascurabile, richiedendo quindi

una concreta attenzione all’etica e alla trasparenza.

Due Emme Pack Group ha così deciso di intraprendere un percorso di integrazione a 360 gradi della sostenibilità aziendale, adottando un Codice Etico che permette di condividere principi e obiettivi, pubblicando così il proprio Bilancio di Sostenibilità. La crescita però non si ferma e l’azienda è sempre alla ricerca di nuovi talenti per proseguire in un cammino di successo e affrontare insieme le sfide del futuro, dando così ulteriore valore alle persone e al tessuto sociale di cui tutti facciamo parte.

PROCOS intensifica la propria presenza nel mercato del packaging di Lusso con la creazione di una nuova sede a Milano

Da oltre 25 anni PROCOS si propone di offrire soluzioni creative e innovative ai brand del lusso. La nuova sede italiana, situata nel cuore di Milano, consentirà a PROCOS di soddisfare al meglio le esigenze dei propri clienti e di sviluppare partnership strategiche con aziende italiane del lusso.

«Questa espansione segna un passo importante nel nostro impegno per servire i nostri clienti in Europa e va a rafforzare la nostra presenza nel mercato italiano. Siamo entusiasti dell'apertura di questo nuovo ufficio in Italia, che sarà guidato da Philippe Virey, Chief Subsidiaries Officer di PROCOS», afferma Leander Kritikos, CEO di PROCOS. «L’Italia è un mercato chiave per noi e non vediamo l'ora di collaborare con le aziende locali per creare sinergie e offrire prodotti e servizi di qualità».

Nel team, Massimiliano Zichittella in qualità di Senior Key Account Manager. Grazie alla sua esperienza presso un'importante azienda cartaria italiana, vanta una profonda competenza nel segmento del lusso e dei suoi materiali, assieme a una conoscenza approfondita del mercato italiano. Questa presenza permanente e questa nuova organizzazione consentiranno una reattività locale per essere il più vicino possibile ai clienti.

Nel giugno 2023, PROCOS ha celebrato 25 anni di creatività e innovazione al servizio dei top brand internazionali.

Fondata nel 1998 in Germania (Monaco di Baviera) da Leander Kritikos, l'azienda PROCOS ha fin dall'inizio coltivato l'ambizione di realizzare packaging e oggetti di pregio

PROCOS ha ampliato il suo portafoglio includendo scatole come l’ultima Sunshine Box, astucci, custodie e prodotti in tessuto.

PROCOS Italy

Corso Vercelli 11 20144 Milano italy@procos.info T. +39 0281 282849

www.procos.info

per il settore retail. Si è concentrata sui mercati della moda, dei profumi e dei cosmetici, dell'arredamento, della gioielleria, dei vini e dei liquori per offrire ai brand soluzioni che soddisfino le loro esigenze e diano valore ai loro prodotti. L’azienda ha costruito la sua storia basandosi su forti relazioni umane, sulla ricerca costante dell’innovazione e sull’incontro come momento privilegiato di scambio e condivisione.

Proattiva, PROCOS si posiziona al fianco dei propri clienti per innovare insieme e rispondere alle loro sfide continue, che si tratti dell'esperienza del consumatore, della qualità percepita o dell'eco-responsabilità.

A livello internazionale, la società PROCOS sviluppa e produce packaging di lusso e ne gestisce la logistica in Europa, Asia e America, rispondendo con le migliori con-

dizioni alle esigenze dei marchi e contribuendo ad ottimizzare la loro supply chain. Inizialmente focalizzata sulla produzione di shopping bag in carta, PROCOS ha ampliato il suo portafoglio includendo scatole come la recente “Sunshine Box”, astucci, custodie e prodotti in tessuto. Dal 2015 PROCOS segue da vicino le problematiche legate al mondo dell'e-commerce, individuando le sfide di questo nuovo mercato e realizzando imballaggi ottimizzati per questo utilizzo. PROCOS collabora con continuità con grandi marchi del lusso di cui conosce la storia e le sfide, coltivando con loro relazioni attente e leali, basate sulla fiducia, sulla comprensione delle esigenze e sulla proattività, valori indispensabili in un mondo in continuo cambiamento.

2020-21

Da diversi anni, PROCOS si impegna attivamente per uno sviluppo sostenibile, supportando i suoi partner nella modernizzazione dei loro siti produttivi. Ciò include il miglioramento dei sistemi di riciclaggio dell'inchiostro e delle acque reflue, nonché l'installazione di pannelli fotovoltaici. L'iniziativa si estende anche allo sviluppo di prodotti più leggeri, realizzati con monomateriali ed escludendo l’uso della plastica.

Allo stesso tempo, PROCOS presta particolare attenzione alle questioni sociali implementando una politica di inclusione. Ciò si riflette in un programma di reclutamento volto all'integrazione delle minoranze, in collaborazione con i partner asiatici. Questo approccio olistico è una testimonianza dell'impegno di PROCOS per un futuro sostenibile ed equo.

Rispettare e contribuire attivamente alla salvaguardia dell'ambiente, così come posizionarsi su forti impegni sociali, sono missioni della massima importanza e rientrano tra gli obiettivi a lungo termine di PROCOS. Questa posizione è più che mai attuale e rimane il leitmotiv della nuova squadra italiana PROCOS.

PROCOS Grace Box: una scatola simbolo del lusso elegante ed eco-responsabile, per il marchio IANOS

Il marchio greco di orologi alta gamma IANOS WATCHES ha affidato a PROCOS una sfida importante: creare una scatola che fosse tanto desiderabile quanto eco-responsabile per il suo nuovo orologio DYTIS. L’oggetto si rivela in un packaging personalizzato, raffinato, leggero, unico e duraturo. IANOS WATCHES è rimasta affascinata dagli elementi di sostenibilità ambientale ed estetici della Grace Box Procos. La Grace Box sviluppata da PROCOS è un’alternativa virtuosa, leggera ed elegante alle scatole in legno e MDF nei settori premium e di lusso, tra cui l’alta orologeria:

J Un esclusivo processo produttivo monomateriale in cartone ondulato e cartoncino (certificato FSC®)

J Grande leggerezza (40% più leggero)

J Riciclabilità totale

J Robustezza e longevità ne incoraggiano il riutilizzo da parte dei clienti.

Questa collaborazione PROCOS x IANOS WATCHES rivela tutto il potenziale tecnico, estetico e sostenibile della linea “Grace Box” di PROCOS.

Creazione di PROCOS in Germania con un team di 2 persone. Oggi sono in totale oltre 50.
Apertura di PROCOS UK e PROCOS China, seguite da PROCOS Americas a New York.
Apertura di PROCOS Italia e PROCOS India.
Creazione di PROCOS a Parigi, per seguire più da vicino i clienti dei brand e dei grandi gruppi quali LVMH, L’Oréal, Kering.
Lancio della SUNSHINE BOX, una gift box pieghevole e monomateriale con un sistema di chiusura innovativo.

HALL

UNIVERSO PACKAGING

Costellazioni di competenze, pianeti di materiali, orbite tecnologiche e rotte creative per esplorare il packaging in tutte le sue dimensioni. In questo universo convivono estetica e funzione, sostenibilità e storytelling, innovazione tecnologica e artigianalità.

Ed è talmente vasto che non è per niente facile mapparne i confini. Qui vi raccontiamo alcuni tra i diversi mondi interconnessi, che dialogano e si influenzano tra loro, fra trend di mercato e di design e con una selezione delle migliori applicazioni.

Uau Ice Cream, Auge Design, Pentawards Silver 2024

LUXURY

Nel 2024, il mercato italiano dei beni di lusso è stato stimato in 21,06 miliardi di USD, con una crescita trainata principalmente dal turismo e dalla domanda internazionale. A livello globale, il settore del packaging di lusso ha raggiunto un valore di 17,5 miliardi di USD nel 2024, con previsioni di crescita fino a 24,6 miliardi di USD entro il 2033, a un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 3,82%. (Mordor Intelligence).

Definire il lusso nel packaging cartotecnico implica coniugare estetica, funzione e identità di marca. Non è solo una questione di materiali o nobilitazioni, ma di esperienza sensoriale e coerenza comunicativa. Per questo motivo, la progettazione di un pack di alta gamma richiede un approccio sartoriale, fondato su briefing dettagliati, collaborazione tra creativi e tecnici, e una valutazione sin dalle prime fasi di fattibilità e ottimizzazione industriale.

I settori applicativi del luxury packaging in Italia

Il packaging di lusso rappresenta oggi un asset strategico per molteplici comparti industriali, soprattutto in un paese come l’Italia, dove l’eccellenza manifatturiera e il valore percepito del brand sono elementi chiave di competitività.

I principali sono:

J Moda, accessori e personal luxury, in cui il packaging è parte integrante della brand experience, dalle scatole rigide alle shopper in carta che connotano l’esperienza dell’acquisto in-store.

J Cosmetici e profumi, che costituiscono un’industria da 16 miliardi di euro di fatturato nel 2024, di cui 7,4 provenienti dall’export. In questo comparto il pack riveste un ruolo cruciale, ed è spesso caratterizzato da una grande ricerca formale coniugata ad attenzione alla sostenibilità.

J Gioielleria, orologeria e oggetti preziosi: in questo segmento il packaging non è solo contenitore

Ca’ del Bosco, Spazio di Paolo. Black al Vinitaly Design Award 2025 nella categoria “secondary pack”.
Ginori 1735 Heritage Retail Packaging, Auge Design, Gold ai Pentawards 2024.

ma custodia che prolunga l’esperienza del lusso.

J Wine & Spirits: qui il packaging racconta origine, artigianalità, autenticità. Cofanetti, astucci rigidi, bottiglie customizzate, legni nobili e carte naturali sono elementi distintivi.

J Elettronica high-end e regali corporate: anche l’elettronica di fascia alta ricorre a pack minimalisti e sofisticati per esprimere valore e innovazione. Nel mondo del corporate gifting, il packaging di lusso diventa un alleato per rafforzare la brand image.

Secondo Verified Market Reports, il mercato globale del luxury gift packaging passerà dai 20,5 miliardi di dollari del 2022 ai 29,5 miliardi nel 2030, spinto anche dalla crescita della domanda B2B.

La Pétanque: l’innovazione nel pack di lusso non è un gioco da ragazzi

La Pétanque è la versione provenzale delle bocce: solo apparentemente un gioco da ragazzi, richiede in realtà grande tecnica ed esercizio. Per questo è stata scelta per rappresentare la competenza che Plastigraf Trevigiana ed Eurobrillance apportano al packaging di lusso. La confezione “La Pétanque”, ideata dal pluripremiato studio Granzotto Mazzer, testimonia l’apice dell’innovazione tecnica raggiunta dal sodalizio italo-francese nell’accoppiamento della carta con materiali speciali. Soluzioni applicative esclusive, progettate e sviluppate nel dettaglio, perfezionate giorno dopo giorno. La finitura è realizzata con tecnologia Zeroplast®, che prevede il trasferimento di una metallizzazione priva di film plastico su carta e cartone. Sulla superficie è poi applicato il rivoluzionario effetto lente Natureal, che modella le immagini tridimensionali del soggetto principale, pur rimanendo piatto al tatto. L’esperienza dell’unboxing valorizza ulteriormente il progetto grafico, rivelando sotto lo strato esterno bidimensionale un vivido effetto 3D. All’interno della scatola, tre bocce da Pétanque invitano a iniziare una partita con Plastigraf Trevigiana ed Eurobrillance, per creare insieme packaging di nuova concezione. www.plastigraftrevigiana.com

Materiali e tecniche distintive

Le soluzioni di lusso si caratterizzano per l’impiego di carte pregiate, lavorazioni artigianali e personalizzazione spinta. Pantoni speciali, rilievi a secco, verniciature soft-touch e nobilitazioni complesse sono scelte frequenti. La perfezione esecutiva è essenziale: assenza di difetti, finiture impeccabili e durabilità sono parametri irrinunciabili. Il costo riflette un processo progettuale su misura, spesso complesso e ad alta specializzazione.

Nuove forme del lusso

Il settore evolve accogliendo tipologie più sostenibili e costruzioni razionalizzate. Se da un lato rimangono forti gli astucci lineari e le scatole rigide per cosmetica e Wine & Spirits, dall’altro emergono modelli semplificati, con strutture geometriche innovative e materiali misti. L’integrazione di componenti tecnologici come LED, magneti invisibili o aperture automatiche arricchisce il valore

esperienziale senza compromettere la funzionalità.

Allestimenti interni e protezione funzionale

Il lusso si misura anche nell’organizzazione interna della confezione. Le soluzioni più avanzate sostituiscono la plastica con strutture monomateriche in cartone sagomato o microonda pressata, che garantiscono protezione e coerenza estetica, oltre a migliorare il profilo ambientale. L’attenzione alla funzionalità si estende anche alla fruizione post-vendita: alcuni packaging diventano espositori o glorifier, prolungando il ciclo di vita dell’imballo.

Sostenibilità e intelligenza progettuale

La sostenibilità ambientale ridisegna le priorità del settore. Le aziende puntano su carte riciclabili, materiali compostabili e tecniche di stampa a basso impatto. L’eliminazione di plastiche e colle, la progettazio-

SCELTI DA NOI
Hennessy V.S. NAS Edition, Appartement, Pentawards Gold 2024

ne per la disassemblabilità e l’utilizzo di supporti naturali o riciclati sono ormai standard nei progetti più avanzati. Il concetto di lusso punta sull’intelligenza progettuale: si arricchisce di una nuova dimensione etica, senza sacrificare qualità o valore percepito.

FOOD & BEVERAGE

Nel settore alimentare e delle bevande, il packaging sta vivendo una trasformazione profonda, incentrata sull’equilibrio tra prestazioni funzionali, riduzione dell’impatto ambientale e ottimizzazione logistica. I progetti premiati ai WorldStar Global Packaging Awards 2025 delineano con chiarezza le direttrici di sviluppo più avanzate.

Barriere monomateriale e soluzioni full-paper

L’adozione di materiali monostrato, in particolare PE, PP e carta con coating funzionali, rappresenta uno degli sviluppi più significativi. Questi film barriera garantiscono protezione da ossigeno e umidità, prolungando la shelf life anche di prodotti sensibili come latticini e snack, pur restando compatibili con le linee di confezionamento esistenti. In parallelo, crescono le soluzioni full-paper: contenitori modellati o laminati con rivestimenti compostabili idonei al contatto diretto con alimenti solidi o liquidi, che offrono un’alternativa concreta all’uso di materiali misti, difficili da riciclare.

Packaging attivo e conservazione intelligente

Si diffondono inoltre imballaggi in grado di interagire con il contenuto, intervenendo attivamente sulla conservazione. È il caso di vassoi realizzati in materiale riciclato con proprietà antibatteriche o di confezioni dotate di sistemi in grado di assorbire l’umidità o rilasciare gas inerti. Queste tecnologie, applicate a pro-

Grafical per VALDO Acquarius, il packaging che racconta

Valorizzare al massimo l’unicità del prodotto, riflettendo l’eleganza e la cura dei dettagli che contraddistinguono la bottiglia. È così che nasce il progetto della scatola di VALDO Acquarius, realizzato da Grafical. La scatola è stampata in quadricromia e riprende fedelmente la grafica serigrafata sulla bottiglia, creando un effetto di continuità visiva e raffinatezza. Le lavorazioni speciali arricchiscono ulteriormente il packaging: una lamina a caldo esalta alcuni elementi grafici con bagliori metallici, mentre il rilievo tridimensionale dona profondità e matericità, permettendo al tatto di scoprire forme e dettagli. Infine, una vernice lucida serigrafica selettiva accentua zone specifiche, creando contrasti tra opaco e lucido che attraggono lo sguardo e aumentano il senso di pregio. Il risultato è una scatola dal forte impatto visivo, pensata non solo per contenere, ma per raccontare, fin dal primo sguardo, il carattere sofisticato di VALDO Acquarius. www.grafical.it

dotti freschi, ready-to-eat o biologicamente attivi, contribuiscono in modo efficace alla riduzione dello spreco alimentare e all’estensione della vita commerciale dei prodotti.

Formati flessibili e refill system per il food

La logica del refill, già consolidata in altri ambiti, si estende anche all’alimentare. Buste doypack o sacche flessibili in PE monomateriale con tappo erogatore sostituiscono i contenitori rigidi per salse, condimenti e bevande vegetali. Leggere, comprimibili e compatibili con il riciclo meccanico, queste soluzioni migliorano la densità logistica e riducono il peso per unità confezionata, favorendo la sostenibilità lungo tutta la filiera.

SCELTI DA NOI
QC

Terme, armonia e benessere in un pack

Ergonomia e consumo on-the-go

Le esigenze di praticità e funzionalità trovano risposta in packaging progettati per il consumo diretto. Vaschette suddivise in più scomparti, chiusure richiudibili ad alta tenuta, film removibili senza sforzo e accessori integrati – come posate in carta o coperchi trasformabili in piatti –caratterizzano le soluzioni pensate per pasti pronti e snack. L’impiego di tecnologie come la termoformatura barrierata e la stampa flessografica su supporti compostabili consente una progettazione avanzata anche per il canale vending o per l’utilizzo in microonde.

Pasta, cibo salutare e sfizi

Sono i Pentawards a darci invece un’idea di come la ricerca tecnologi-

Realizzato per QC Terme, cliente di prestigio nel settore del benessere e del relax, questo cofanetto rappresenta la nuova la linea cosmetica del brand. La sfida di creare un set di packaging secondari cartonati dalla forma cilindrica è stata brillantemente risolta da Erredue 1973, il cui team ha lavorato a stretto contatto con QC Terme per sviluppare soluzioni su misura che fossero il connubio perfetto tra eleganza, funzionalità e sostenibilità e che rispecchiassero l’identità del marchio e le esigenze di marketing. Da questo approccio si è arrivati alla produzione di confezioni accattivanti e in grado di assicurare una protezione ottimale dei prodotti che vengono inseriti. Il design richiama l’armonia e il benessere tipici delle strutture di QC Terme; i pack sono stampati con tecnica offset UV a 7 colori, che garantisce una qualità elevata e duratura, abbinata alla tecnica del cold foil che, applicato ai particolari grafici e al logo del brand, conferisce alle confezioni un effetto lucido metallizzato che cattura l’attenzione e sottolinea l’immagine di lusso e cura del dettaglio del brand. La scelta di un packaging così originale non solo rafforza l’identità di QC Terme, ma risponde anche alle esigenze di sostenibilità, grazie all’utilizzo di materiali riciclabili, alla totale assenza di plastica e processi di produzione eco-friendly. Erredue 1973 conferma con orgoglio, grazie a questo lancio, il ruolo della propria cartotecnica come partner creativo nel mondo del packaging. www.erredue1973.com

ca si stia combinando con il design per sviluppare una comunicazione di marca efficace e innovativa. Tra i principali trend individuati nei progetti premiati nell’ultima edizione, spiccano i redesign del prodotto italiano per eccellenza, la pasta, con un’estetica raffinata che ridefinisce l’identità di brand storici come Voiello, Agnesi e Barilla, posizionandoli grazie a limited edition e gift pack nell’alveo del cibo gourmet. Estetica pop, colorata e dai caratteri cubitali, per marchi di pasta più di nicchia e territoriali come Pasta Luciano, ma anche per prodotti plant-based e “healthy”. Grande libertà di sperimentazione poi nel settore della confiserie e del gourmet, che lasciano ampio margine a soluzioni ricercate nella scelta dei materiali e delle nobilitazioni.

BEAUTY

Sostenibilità, efficienza e user experience sono le parole chiave del packaging del settore Beauty e personal care. Nel 2024, il settore del packaging di questo segmento Italia ha registrato una crescita significativa, con un valore di mercato interno superiore ai 12,5 miliardi di euro (+9,4% rispetto al 2023), secondo il Rapporto Annuale 2024 di Cosmetica Italia. L’export rappresenta ormai il 46% della produzione e ha superato i 7 miliardi di euro, a conferma della competitività internazionale del comparto.

L’importanza della skincare

Il segmento skincare è tra i più dinamici e in crescita: i prodotti (sieri, creme, maschere, detergenti) richiedono packaging primari che preservino la stabilità delle formule attive, motivo per cui stanno emergendo sempre più soluzioni airless e monodose.

Soluzioni ricaricabili e sistemi di dosaggio intelligenti Le confezioni ricaricabili con sistemi di dosaggio avanzati guada-

SCELTI DA NOI
Gemme, Next
Concept, Pentawards
2024. Barilla al bronzo special box, Auge Design, Pentawards Bronze 2024.

gnano terreno. Questi design permettono un’erogazione precisa del prodotto, riducendo gli sprechi e migliorando l’esperienza dell’utente.

Ripensare i materiali

Nel primario la plastica resta il materiale dominante per il packaging beauty e personal care, con una quota di mercato superiore al 45,5% nel 2024. Formati come flaconi, vasi, tubi e tappi impiegano principalmente PET, HDPE e PP, grazie alla loro leggerezza, versatilità e convenienza. Tuttavia, il segmento è in trasformazione: cresce l’impiego di plastiche biodegradabili e di materiali PCR (post-consumo riciclati), ma restano sfide rilevanti legate a costi e normative per le tecnologie di riciclo avanzato. Un’innovazione interessante sono gli imballaggi 100% in carta per contenere prodotti liquidi, che eliminano l’uso della plastica mantenendo al contempo l’integrità e la sicurezza del contenuto. Il vetro continua a essere il materiale preferito per il segmento lusso, per le sue qualità estetiche e protettive, mentre l’alluminio è apprezzato per la resistenza e la barriera a luce e ossigeno. Nel packaging secondario domina il cartone FSC o

Due progetti beauty premiati al Worldstar Global Packaging Award 2025: a sinistra il Set skincare FANCL con astuccio in polpa arricchita con polvere di malto.

In basso tubetti in alluminio Tubex per la crema mani Chanel Chance.

riciclato, scelto per il suo impatto ambientale ridotto.

Design minimalista e funzionale Il minimalismo nel design si traduce in confezioni eleganti che ottimizzano l’uso dei materiali e migliorano la funzionalità. L’attenzione è rivolta a soluzioni che siano esteticamente piacevoli e pratiche, facilitando l’uso quotidiano e il riciclo. Le finiture – serigrafia, incisione, metallizzazioni, soft touch – rimangono fondamentali per la premiumness del prodotto.

SCELTI DA NOI

Limited edition, unlimited storytelling

Da anni Arché Comunicazione firma edizioni speciali per Angstrom e per brand iconici come Nutella e Kinder, trasformando il packaging in uno spazio narrativo e strategico. Le limited edition infatti non sono solo esercizi di stile ma strumenti capaci di generare passaparola e rafforzare la relazione tra brand e consumatore. Per questo motivo nell’edizione 2024 il linguaggio visivo rompe con i codici tradizionali dei solari e si sposta verso un’estetica più grafica, pop e urbana che racconta il presente. Pattern geometrici stilizzati, cromie fluo e una stampa sleever ad alta definizione, con inserti in oro metallizzato, danno vita a una collezione che esce dallo scaffale, pensata fin da subito per essere “catchy”.

PHARMA

Il packaging farmaceutico è altamente tecnico e regolamentato: deve proteggere, conservare, dosare e informare. La corretta progettazione può influenzare direttamente l’aderenza alla terapia. Il Decreto Legislativo 219/2006 distingue tra confezionamento primario (a diretto contatto

Una limited edition che unisce creatività, coerenza e innovazione, trasformando ogni flacone in un accessorio da vivere, da esporre, da riconoscere. Il risultato è un packaging che va oltre la stagionalità e diventa parte dell’esperienza di marca, dimostrando ancora una volta come il packaging design non sia solo decorazione, ma un vero e proprio valore aggiunto capace di attivare connessioni e trasformarsi in racconto. www.arche.to.it

con il medicinale), secondario (astuccio, etichetta, foglio illustrativo) e terziario (logistica). Nel dettaglio, il packaging primario comprende contenitori in plastica, vetro, alluminio, blister e bustine monodose, con il blister in alluminio che copre oltre metà del segmento. L’astuccio in cartoncino FBB è lo standard per il pack secondario, su cui si giocano le differenze comunicative tra farmaci prescritti e OTC. La leggibilità, l’ergonomia e il rispetto delle normative grafiche (incluso il bollino adesivo) sono essenziali.

Nel 2025 il packaging per il settore farmaceutico conferma una traiettoria chiara: sostenibilità, sicurezza e digitalizzazione sono i tre assi su cui si gioca l’innovazione. I progetti premiati ai WorldStar Global Packaging Awards 2025 della WPO (World Packaging Organization) lo dimostrano, confermando il packaging farmaceutico come riferimento prezioso anche per altri settori alla ricerca di efficienza e responsabilità ambientale.

Monomateriali e riciclabilità reale

La ricerca di alternative ai materiali compositi si traduce in soluzioni basate su monomateriali ad alta barriera, progettati per garantire la massima riciclabilità. Alcuni blister farmaceutici premiati utilizzano film in polipropilene completamente riciclabili che riducono drasticamente l’impatto ambientale, mantenendo alti standard di protezione per i principi attivi.

Fibre cellulosiche modellate per il primario

La fibra modellata, fino a pochi anni fa impiegata principalmente per il packaging secondario, si sposta verso il primario. Contenitori rigidi con tappo a vite in cellulosa pressata diventano alternative concrete ai flaconi in plastica per prodotti solidi orali, integratori e cosmetici a uso medico, combinando estetica naturale, funzionalità e compatibilità con la raccolta carta.

Protezione intelligente dalle radiazioni UV

Un’altra area chiave è la protezione dei farmaci fotosensibili. Le

Kurz e Luxoro: Innovazione e Sostenibilità

con un nuovo approccio alla nobilitazione

Kurz e Luxoro, punti di riferimento nelle tecnologie di nobilitazione, investono costantemente in soluzioni sostenibili per ridurre l’impatto ambientale dell’industria del packaging.

Uno dei progetti più importanti è la significativa riduzione dello strato di PET nei prodotti di trasferimento, un’evoluzione che riduce l’uso di materiale di scarto nei processi di decorazione senza comprometterne la qualità estetica e funzionale. Questa tecnologia permette di ottenere superfici nobili e raffinate con un minore impiego di risorse, per un processo più leggero e sostenibile.

Un nuovo pilastro della strategia green è Recosys 2.0, un sistema all’avanguardia per il recupero e il riciclo delle bobine di trasferimento usate. Questo programma consente di trasformare gli scarti in nuove materie prime, riducendo i rifiuti e promuovendo un’economia circolare più efficiente.

I prodotti di trasferimento di Luxoro sono inoltre riciclabili e compostabili, offrendo così ai brand soluzioni innovative che coniugano eccellenza, design e responsabilità ambientale.

Per scoprire di più sulle soluzioni sostenibili di Kurz e Luxoro e vedere dal vivo le tecnologie che stanno rivoluzionando il settore, Luxoro vi aspetta nei suoi stand a Packaging Première e Print4All. www.luxoro.it

Due progetti nel settore Personal Care premiati ai Pentawards 2024: qui sotto

The pack by Kotex, Pearlfisher (Silver)

In basso: Noble, 8Dao Design (Gold)

nuove generazioni di blister offrono barriere integrate contro l’umidità, l’ossigeno e soprattutto i raggi UV, senza dover ricorrere a sovraimballaggi opachi o materiali aggiuntivi. Un vantaggio non solo ambientale ma anche in termini di semplificazione logistica.

Sistemi anticontraffazione evoluti Nel campo della sicurezza, le soluzioni premiate puntano su sistemi che combinano tamper-evidence visibile e codici di tracciabilità invisibili o digitali. Questi sistemi rendono più difficile la manomissione e permettono il controllo dell’autenticità lungo tutta la supply chain.

Realtà aumentata al servizio dell’aderenza terapeutica

Infine, il digitale entra con forza anche nel packaging primario, attraverso l’integrazione di contenuti in realtà aumentata. QR code applicati a confezioni e dispositivi attivano video tutorial e istruzioni interattive accessibili da smartphone, con l’obiettivo di migliorare la comprensione delle terapie e ridurre gli errori di somministrazione.

SCELTI DA NOI

PET

Il mercato del pet food e degli accessori per animali domestici è in forte espansione sia in Italia che a livello globale, trainato dai profondi cambiamenti nel rapporto tra umani e animali da compagnia e da una maggiore attenzione alla sostenibilità. Secondo Eurispes, in Italia ci sono 53 animali domestici ogni 100 abitanti, con un fatturato nazionale del settore pet care che supera i 2 miliardi di euro. A livello globale, solo il mercato del pet food è passato da 59,3 miliardi di dollari a 123,6 miliardi in un solo anno, evidenziando una crescita significativa. Per quanto riguarda il food, sta crescendo la domanda di prodotti con ingredienti naturali, senza allergeni e arricchiti con superfood. Il 60% dei proprietari di animali preferisce prodotti con packaging riciclabili e sostenibili, riflettendo una crescente consapevolezza ambientale.

Design emozionale, praticità e trasparenza

I trend di design in questo settore puntano su tre pilastri: un design emozionale, in cui i packaging utiliz-

zano illustrazioni, mascotte, colori vivaci e lettering di grande impatto per creare un legame emotivo con il consumatore; la funzionalità, che prevede l’uso di confezioni richiudibile e materiali resistenti per migliorare la conservazione e facilitare l’utilizzo; una comunicazione trasparente, con informazioni chiare che evidenziano ingredienti, benefici nutrizionali ed eventuali certificazioni. Ma il pet food non è tutto: una parte consistente della spesa va, oltre che in cure veterinarie, nell’acquisto di cosmetici, accessori e arredi per animali, tutti prodotti dotati di packaging che attingono da settori differenti mantenendo lo stile emozionale del pet food.

tissuePack di Grifal: morbidezza, avvolgenza, sostenibilità e stile

tissuePack è il materiale da imballo sviluppato da Grifal e presentato da Mara Paper Lab alla fiera Packaging Première & PCD Milan 2025. Realizzato al 100% in fibre naturali, si presenta come una soluzione innovativa per un packaging ecosostenibile, protettivo e di appeal estetico. La giuria del concorso Avant-Garde 2025 ha scelto tissuePack per la categoria Materiali Innovativi, attribuendogli la Menzione Speciale: nell’area dedicata di Packaging Première è stato possibile toccare con mano le caratteristiche di ammortizzazione di urti e vibrazioni, nonché la memoria di forma. Il multistrato ondulato di tissuePack combina morbidezza e avvolgibilità, offrendo una protezione elegante per oggetti fragili, superfici delicate e prodotti di valore. Diventa un’alternativa originale, ecosostenibile e più adeguata a packaging di alta gamma rispetto a imballaggi come le plastiche e il cartone ondulato tradizionale. tissuePack è anche finalista nell’iniziativa Best Packaging 2025 promossa dall’Istituto Italiano Imballaggio, in collaborazione con Ipack-Ima 2025. Questo nuovo riconoscimento sottolinea l’impegno R&D di Grifal su materiali innovativi e sempre più ecosostenibili per il packaging. www.grifal.it

SCELTI DA NOI

Nella pagina accanto: Furry Original, maan, Pentawards Bronze 2024. HT-AX7 Package, Sony Corporation, Worldstar Global Packaging Award 2025 Dell laptop multipack, Umbach Consulting Group, Pentawards Gold 2024.

TECH

Nel 2024, il mercato italiano della tecnologia di consumo ha registrato un fatturato di 16,2 miliardi di euro, con una lieve contrazione dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Smartphone e tablet hanno detenuto circa il 27% del mercato, guidando la domanda di imballaggi compatti, protettivi, sostenibili e intelligenti. Le vendite frequenti e i rapidi aggiornamenti tecnologici rendono questi dispositivi i principali driver di innovazione nel packaging elettronico. A livello mondiale, il mercato del packaging per l’elettronica di consumo è stato valutato a 26,2 miliardi di dollari nel 2023 e si prevede una crescita con un tasso annuo composto superiore al 18,4% tra il 2024 e il 2032 (dati Global Market Insights).

Protezione e sostenibilità

La sostenibilità è un fattore chiave che guida questa espansione, con le aziende che investono in soluzioni di packaging eco-friendly per soddisfare le aspettative dei consumatori e le normative ambientali, coniugando

Clear

e Wallet:

l’alternativa 100% in carta al Polybag

gli aspetti di sostenibilità alla protezione del prodotto, soprattutto alla luce dell’aumento dell’e-commerce, che ha coperto il 45% del mercato nel 2023. Il design minimalista, anche in virtù della scelta di materiali come il cartone ondulato e la carta kraft, continua a essere una scelta popolare, con un’enfasi sulla tipografia audace e su palette di colori neutri.

Questo approccio non solo conferisce un aspetto moderno e sofisticato al packaging, ma facilita anche il riciclo, riducendo l’uso di inchiostri e materiali non necessari. Grande importanza hanno anche la personalizzazione e l’integrazione di soluzioni per un packaging smart e connesso.

La busta Clear di Texso, la divisione di Sales dedicata al packaging ecosostenibile, è la soluzione ideale per chi desidera eliminare la plastica dal proprio packaging, mantenendo le caratteristiche di trasparenza e praticità nel rispetto dell’ambiente. Realizzata in carta trasparente, è l’alternativa ideale ai sacchetti di plastica monouso, capace di valorizzare il prodotto donando un’immagine naturale ed ecologica e mantenendo tutti i vantaggi pratici: si chiude con una strip, protegge i prodotti dall’umidità e dalla polvere, garantendone allo stesso tempo la traspirazione durante il prodotto, e grazie alla trasparenza permette di fare facilmente la scansione dei codici a barre, oltre che visualizzare il contenuto. La soluzione 100% carta di Texso Packaging esiste anche in una versione pensata per la logistica. Si chiama Wallet ed è una busta trasparente progettata per essere applicata sopra i pacchi e contenere i documenti per la spedizione e il trasporto. Ottima e valida alternativa alle buste sovrapacco in plastica, composta al 100% in cellulosa, la busta Wallet è completamente smaltibile e riciclabile. Anche in questo caso la trasparenza della carta garantisce una facile lettura di indicazioni o barcode. Con superficie adesiva, la busta Wallet è disponibile in 3 formati eventualmente personalizzabili, anche nella grafica e nella stampa. Con Texso Packaging ogni imballaggio si può trasformare in un gesto d’amore per il pianeta! www.texsopackaging.com www.salesspa.com

E-COMMERCE

Crescono volumi, crescono le aspettative. Il packaging per l’e-commerce si conferma tra i segmenti più dinamici e strategici del settore in un’evoluzione che intercetta non solo la crescita esponenziale del commercio online, ma anche una nuova cultura del packaging orientata a performance, identità di marca e sostenibilità.

Funzione, forma e filiera: le tipologie più utilizzate

Nel contesto dell’e-commerce il packaging deve rispondere a esigenze complesse: proteggere durante il trasporto, comunicare il brand, ottimizzare spazi e costi. I formati più diffusi confermano questa multifunzionalità: scatole in cartone ondulato, spesso personalizzate per migliorare l’esperienza di unboxing; buste imbottite, per articoli fragili o di piccole dimensioni; buste flessibili e polybag, ampiamente adottate nel fashion retail; packaging su misura, progettato per ottimizzare volumi e ridurre materiali. Le soluzioni cu-

SCELTI DA NOI

stomizzate, in particolare, stanno guadagnando terreno per la capacità di coniugare efficienza logistica e branding.

L’ascesa dei materiali sostenibili

Con il crescente rifiuto della plastica monouso e un’attenzione sempre più forte alle normative ambientali, le aziende del settore stanno ripensando i materiali: cartone ondulato e carta kraft restano la scelta più ricorrente; si moltiplicano le opzioni compostabili, riciclabili o biodegradabili al 100%; gli additivi presenti nelle plastiche vergini, che ostacolano il riciclo o pongono rischi sanitari, sono oggetto di crescenti restrizioni. Nonostante queste tendenze, l’industria ha dovuto affrontare nel 2023 una contrazione del 5,6% nella produzione di packaging a base carta (WorldStar, 2025), accelerando così l’esigenza di soluzioni ancora più performanti e leggere.

La stampa? Digitale, smart, personalizzata

La tecnologia di stampa segue il trend dell’adattabilità: l’offset rima-

ne la scelta principale per le grandi tirature, ma la stampa digitale è sempre più apprezzata per il packaging a tiratura limitata e la personalizzazione massiva; QR code, NFC, RFID e interfacce digitali fanno del pack un touchpoint attivo, utile anche per la tracciabilità e l’interazione post-vendita.

Il packaging fa la differenza tra chi spedisce e chi fidelizza Nel 2025, il design del packaging e-commerce deve rispondere a un brief chiaro: essere semplice, sostenibile e memorabile. I principali trend estetico-funzionali includono: minimalismo strutturale, per facilitare lo smaltimento e ridurre i costi; unboxing esperienziale, dove forma e decorazione contribuiscono a rafforzare la relazione con il brand; packaging narrativo, che comunica la storia del prodotto o dell’azienda; interattività digitale, per integrare contenuti, guide o promozioni personalizzate.

Una rain cover che riduce la plastica, tutela l’ambiente e valorizza il brand

Fiorini International da sempre attenta ai temi dell’eco design, lancia una innovativa rain cover 100% carta trasparente, alternativa sostenibile e naturale alle attuali rain cover in plastica con l’obiettivo di ridurre i volumi di materiale plastico derivanti da packaging secondario e accessori. Disegnata principalmente per la filiera dell’abbigliamento e della moda, la rain cover 100% carta valorizza la customer experience di ciascun brand, rispondendo alle funzioni logistiche e protettive dell’imballo secondario. I processi innovativi di ricerca e sviluppo Fiorini International hanno consentito di sviluppare una tecnologia di coating esterno della carta capace di creare una efficace barriera all’acqua. La carta trasparente individuata per la rain cover è certificata FSC®, a garanzia della gestione responsabile delle foreste e della tracciabilità dei prodotti di origine forestale. Tecnologie produttive moderne e un sistema di qualità integrato permettono di produrre diversi formati compatibili con le varie tipologie di shopping bag. www,fiorinint.com

SMART PACKAGING

C’è stato un tempo in cui il packaging era solo un involucro. Poi è diventato narratore del brand, garante della sostenibilità, catalizzatore di esperienze. Oggi è tutto questo e qualcosa di più: il packaging è diventato smart. Parliamo di una trasformazione profonda, dove tecnologia e design si incontrano per dare forma a soluzioni intelligenti, capaci di comunicare, interagire, misurare. In un mercato sempre più orientato alla personalizzazione e alla tracciabilità, il packaging intelligente sta rivoluzionando il modo in cui i brand si raccontano e si relazionano con i consumatori. QR code dinamici, NFC, RFID, sensori ambientali e tag intelligenti sono solo alcune delle tecnologie che rendono oggi una confezione capace di parlare con chi la tocca o la inquadra. Un packaging smart può raccontare la storia del prodotto, autenticare un capo di abbigliamento, offrire contenuti esclusivi, segnalare quando un cosmetico è stato aperto o se un alimento è stato conservato correttamente. E nel farlo, crea un ponte tra fisico e digitale, tra branding ed esperienza.

SCELTI DA NOI
FRHAM Jacket, Supple Studio, Pentawards Silver 2024.

Motorola Earbuds 100 packaging design, Pentawards Bronze 2024

Rivoluzione digitale nel packaging: con la tecnologia laser addio a fustelle e costi fuori controllo

Ray-Ban Meta Sustainable Packaging, EssilorLuxottica, Pentawards Gold 2024.

La fustellatura laser digitale rivoluziona il mondo del packaging, superando i limiti della fustellatura tradizionale gravata da matrici fisiche costose e lunghi tempi di setup. La tecnologia laser, controllata da software, taglia con estrema precisione carta, cartone ondulato e film plastici, eliminando la necessità di fustelle fisiche: questo azzera i costi di avviamento rendendo economiche piccole tirature e personalizzazioni. I tempi di setup si riducono drasticamente al caricamento del file digitale e la precisione laser minimizza gli sprechi, favorendo la sostenibilità. Un completo flusso di lavoro digitale offre elevata flessibilità, risparmio di manodopera e reattività sul mercato, permettendo tagli complessi e personalizzazioni, che rafforzano il branding e l’engagement del consumatore. L’adozione di questa tecnologia riduce il time to market e favorisce una maggiore libertà creativa, offrendo un vantaggio competitivo nel mercato del packaging. Il futuro è digitale e il laser ne è un elemento chiave. SEI Laser offre un’ampia gamma di sistemi dedicati al flexible packaging, al mondo del corrugato e al folding carton, proponendosi come partner tecnologico ideale in questi settori. www.seilaser.com

Tecnologia sì, ma al servizio della narrazione

Il rischio però è che la tecnologia diventi fine a se stessa, un gadget che distoglie dal contenuto. Il vero valore sta nell’integrazione tra forma, funzione e storytelling. In questo senso, il packaging intelligente non sostituisce la creatività, la amplifica. Un QR code può essere l’inizio di un racconto immersivo; un tag NFC, la chiave per un mondo digitale cucito su misura per il consumatore. Non si tratta solo di stupire, ma di dare senso. Il packaging smart può valorizzare la trasparenza della filiera, favorire la fidelizzazione, guidare la scelta all’acquisto. E può farlo con linguaggi visivi coerenti, interfacce accessibili, esperienze coinvolgenti.

Smart è anche sostenibile

La sostenibilità resta un tema centrale. Se da un lato il packaging intelligente apre a nuove opportunità di riduzione degli sprechi – monitorando ad esempio la freschezza dei cibi – dall’altro impone riflessioni sull’impatto ambientale dei dispositivi elettronici o dei materiali compo-

siti. Ma l’innovazione, anche qui, fa la differenza: etichette stampate con inchiostri conduttivi, RFID biodegradabili, chip miniaturizzati integrabili in carta e cartone aprono scenari sempre più compatibili con le esigenze dell’economia circolare.

Verso un design connesso

Il packaging intelligente non è solo una sfida tecnica, è una questione di design sistemico. Richiede visione strategica, competenze interdisciplinari e una nuova sensibilità progettuale. Un territorio dove si incontrano ingegneria, comunicazione, esperienza utente e innovazione di filiera. Per brand e creativi, è l’occasione per ripensare il ruolo stesso della confezione: non più semplice supporto, ma snodo attivo dell’ecosistema prodotto-comunicazione-mercato. Un packaging connesso, capace di ascoltare, rispondere ed evolvere. Il futuro è già iniziato. E passa dalle mani di chi progetta oggi le esperienze di domani.

SCELTI DA NOI

BROTHER RIVOLUZIONA L’IMBALLAGGIO CON LA NUOVA POLPA STAMPATA

Brother Industries, multinazionale leader nelle soluzioni per la stampa e l’ufficio, ha sviluppato un nuovo materiale di imballaggio in polpa stampata, compatto e leggero, pensato per proteggere stampanti laser riducendo sensibilmente l’impatto ambientale. Questa innovazione ha già ottenuto importanti riconoscimenti a livello internazionale, tra cui il Technical Packaging Award al Japan Packaging Contest 2024 e il premio WorldStar Award 2025 (Electronics) ai WorldStar Global Packaging Awards 2025, la cui premiazione avverrà il 30 maggio 2025 durante la WorldStar Award Ceremony, evento conclusivo della fiera IPACK-IMA a Milano.

Negli ultimi anni, Brother ha puntato con decisione sull’uso di materiali riciclati, sostituendo la schiuma di polistirene espanso (EPS) con la polpa di carta modellata per il cushioning delle

stampanti. Le prime versioni di questo materiale, però, risultavano più pesanti e ingombranti, comportando un aumento delle emissioni di CO₂ durante trasporto e produzione.

Per superare questi limiti, l’azienda ha sviluppato una tecnologia proprietaria di simulazione degli impatti, ottimizzando la struttura della polpa stampata e riducendo drasticamente il numero di prototipi fisici e i tempi di sviluppo (fino al 90% in meno). Il nuovo design permette di posizionare i cuscinetti solo negli angoli superiori e inferiori del prodotto, garantendo la stessa protezione con una quantità minima di materiale.

Il risultato è un imballaggio con un peso ridotto del 33% rispetto alla versione precedente in polpa stampata, che consente inoltre di diminuire del 7% le dimensioni delle scatole. Questo

significa meno risorse impiegate, maggiore efficienza logistica e ulteriore riduzione delle emissioni di CO₂ legate al trasporto.

Oltre alla riduzione dell’impatto ambientale, il nuovo imballaggio Brother si distingue per l’elevata resistenza allo strappo e per la modularità della forma: la stessa componente può essere utilizzata in più posizioni o adattata facilmente a prodotti di diverse dimensioni e pesi. La razionalizzazione delle parti, ora più piccole e impilabili, migliora notevolmente anche lo stoccaggio e lo smaltimento. L’innovativo packaging è già stato introdotto sul mercato australiano da marzo 2024 e verrà presto esteso ad altri mercati, a conferma della strategia di sostenibilità perseguita dal Gruppo Brother.

27-30 MAGGIO 2025 FIERA MILANO

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HOW IT'S MADE DENTRO L'OFFICINA DEL PACKAGING

Per trasformare carta e cartone, o anche plastiche e materiali compositi, in imballi non basta la creatività. Ci vuole la massima integrazione tra progettazione, stampa e altre lavorazioni industriali da orchestrare in una precisa sequenza che trasformi buone idee in buoni packaging.

Un paraboloide iperbolico: è questa in termini matematici la forma di una Pringles. Siamo agli inizi degli anni ’60 e la Procter & Gamble, che voleva realizzare nuove chips tutte uguali, sfruttò una struttura già nota in architettura che avrebbe assicurato alla patatina una resistenza altissima; serviva però un packaging adatto.

La soluzione venne nel 1966 dall’ingegnere chimico Fredric J. Baur che pensò a un tubo, sigillato e sottovuoto, chiuso da un tappo inferiore in metallo e uno superiore in plastica. Nacque così il design iconico del tubo in tetrapack che conosciamo. Riciclabile al 100% e riconosciuto da tutti, il contenitore è perfettamente ergonomico, consente un’ottima protezione a un prodotto fragile come le patatine, è richiudile, impilabile e facilmente stoccabile e trasportabile: insomma è il contenitore ideale. Probabilmente in nessun’altra confezione come in quel tubo 25,5x8,5 cm è racchiusa l’essenza della cartotecnica, che non è solo “fare una scatola”, ma studio, progettazione, conoscenza del prodotto, della sua vita e della sua logistica, dei suoi consumatori, riuso e smaltimento. Un’industria che oggi solo in Italia vale quasi 9.971 milioni di fatturato e conta più di 62.000 addetti.

Chi ben progetta

Basta guardarsi intorno per accorgersi che siamo circondati di prodotti cartotecnici, astucci, scatole fustellate, pieghevoli o a marmotta, cofanetti, wrap-around, scatoloni, valigette, brick, alveari, cestini... Per trasformare carta e cartone, o anche plastiche e materiali compositi, in imballi non basta la creatività, ci vuole la massima integrazione tra progettazione, stampa e altre lavorazioni industriali da orchestrare in una precisa sequenza che trasformi buone idee in buoni packaging. È capitato a tutti di lottare con una confezione o rovinare una scatola richiudibile perché non è chiaro come aprirla. Al di là della frustrazione che può generare un’apertura macchinosa, in generale l’aspetto comunicativo del packaging, essendo uno strumento potente, se non “maneggiato con cura” può portare danni anche gravi, fino a compromettere la reputazione di un marchio. È quello che è successo nel 2009 quando i succhi Tropicana, di proprietà di PepsiCo, modificarono completamente il loro brick, che non venne più “riconosciuto” dai consumatori: in due mesi le vendite calarono del 20% con una perdita di 30 milioni di dollari. Ancora più gravi le conseguenze dell’errore di progettazione grafica e strutturale dell’astuccio

del Tylénol PM, un blando sonnifero da banco, quasi identica a quella del Tylénol Extra Strength, un potente antidolorifico, con il rischio di confondere i due prodotti. Come si progetta allora un buon packaging che non sia solo un bel concept ma sia adatto contemporaneamente a comunicare, proteggere, conservare, essere aperto, magari richiuso, riutilizzato e smaltito?

Nessuno butta via le scatole Apple

Secondo una ricerca del sito Medium, una scatola Apple supera ogni tendenza e di fatto resta l’imballo preferito dai consumatori, tanto ora che è minimale quanto prima che era molto più colorata. Qualsiasi confezione, infatti, è molto più di un semplice guscio protettivo: è l’estensione dell’esperienza del prodotto e del marchio stesso. Secondo uno studio congiunto delle università del Texas, Illinois e Georgia, un’impostazione minimale piace perché si tende ad associare la semplicità delle confezioni all’idea che i prodotti all’interno siano essenziali, quindi più concreti e “puri”. Non sempre però: quando si tratta di prodotti delle cosiddette “private label” il giudizio dei consumatori cambia di segno e il minimal viene percepito come poco

In questo equilibrismo tra creatività, funzionalità e sostenibilità, il primo problema da affrontare è la varietà delle soluzioni che la cartotecnica offre.

rassicurante. Insomma, non c’è una regola. Perché il packaging è un messaggio, e come tutti i messaggi è relativo perché fatto di mittenti, destinatari e mezzi. Oggi l’attenzione all’estetica si è estremizzata e prima ancora di essere un contenitore, il packaging veicola un messaggio sul posizionamento del prodotto e sull’attenzione della marca al consumatore, ma deve essere tecnicamente ineccepibile per poter essere usato su impianti di confezionamento automatizzato, garantendo prestazioni adeguate alle linee di produzione.

Punti di vista

In questo equilibrismo tra creatività, funzionalità e sostenibilità, il primo problema da affrontare è la varietà delle soluzioni che la cartotecnica offre: cercando la novità o l’originalità, si rischia di perdere il focus principale, ovvero il prodotto, la sua natura e come deve arrivare al consumatore. Per questo nell’approcciare il progetto la prima cosa da fare è considerare 4 punti di vista principali: quello dell’azienda cui appartiene il brand del prodotto, quello del marketing, quello del cartotecnico, e quello del designer.

Partiamo dall’ultimo. Il buon designer, cosa diversa dal creativo, dovrebbe pos-

sedere sufficienti conoscenze di cartotecnica e avere tutte le necessarie informazioni sul prodotto. Pensiamo, per esempio, a un astuccio per integratori in capsule: il contenuto può essere sensibile all’umidità, alla luce o agli sbalzi di temperatura, può viaggiare a lungo, essere esposto in farmacia, in supermercato o acquistato online, con esigenze di comunicazione diverse. Il packaging deve essere facilmente apribile e richiudibile, contenere un foglietto illustrativo, garantire l’integrità del blister. Inoltre, deve riportare precise diciture, comunicare fiducia e qualità, risultare familiare e rassicurante, ma anche diverso rispetto alla concorrenza. C’è poi il punto di vista dell’azienda che conosce il prodotto, il mercato, la filiera e la sua logistica, e per la quale quel pack rappresenta nello stesso momento il contenitore e l’identità visiva del proprio brand. La sfida sta proprio nel trovare la soluzione più adatta in termini di comunicazione (ovvero il punto di vista del marketing), performance, ergonomia d’uso, economia produttiva e oggi, finalmente, smaltimento.

E qui entra in gioco il punto di vista del cartotecnico che è il miglior alleato nella progettazione dell’imballo, perché il più esperto di tecnologie, materiali e accorgimenti tecnici. Di solito si parte

Foto di Tim Mossholder su Unsplash Foto Logo S.p.A.

sta anche in relazione alla capacità di spesa. Il packaging impatta sulla composizione del prezzo finale di un prodotto. Una cosa è una confezione per la pasta per la GDO, un’altra un astuccio per un profumo: se ci sono economie da rispettare (e ci sono sempre), o vincoli di produttività sulle linee di confezionamento, la produzione “vince” sul marketing. Nella stragrande maggioranza dei casi si lavora sul compromesso e sull’equilibrio, armonizzando estetica, comunicazione e rigore produttivo.

Dall’idea alla carta

Perché un’idea diventi un pack, deve passare da un file esecutivo, che arriva in cartotecnica e viene sottoposto a una verifica scrupolosa. Non è solo questione di come impaginare gli elementi grafici o dare le abbondanze, ma anche di incorporare in un livello separato i tracciati di fustella e piega, le vernici con le riserve per l’incollatura e le altre

ingegnerizzazione, in cui si traducono le intenzioni del brand in soluzioni cartotecniche realizzabili. Il team tecnico analizza ogni aspetto, valida o propone alternative: tipo di cartone, grammatura, tipo di apertura e chiusura, incastri, punti colla, tolleranze meccaniche, incidenza della stampa e delle finiture. In pratica, si costruisce l’anatomia del packaging. Spesso è qui che si fanno le prime scelte chiave: un incastro al posto di un punto colla può fare la differenza in fase di montaggio automatico; una finestra può rendere visibile il prodotto, ma può indebolire la struttura. Si lavora sul dettaglio, si cercano soluzioni nuove o se ne applicano di collaudate. Pensiamo all’iconica scatoletta delle Pastiglie Leone. Apparentemente semplice, è il risultato di un perfetto equilibrio tra estetica rétro e funzionalità produttiva. Compatta, in cartoncino pieghevole con apertura a sportellino, è progettata per essere montata automaticamente con

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L’ufficio tecnico è il punto di incontro tra creatività e ingegnerizzazione, in cui si traducono le intenzioni del brand in soluzioni cartotecniche realizzabili.

tiene perfettamente la stampa a caldo.

Una volta validata la struttura e adattato l’esecutivo alle esigenze produttive, si passa al prototipo. Il mock-up, il più vicino possibile al reale comprese le nobilitazioni è un indispensabile strumento di test. Questa sorta di ciano 3D serve a valutare la resa estetica, a verificare come gira la grafica realmente (uscendo dalle simulazioni dei software di render o dalla bidimensionalità del vettoriale), la tenuta strutturale, l’ergonomia d’uso, la macchinabilità e, in molti casi, anche la risposta sul punto vendita. È su quel campione che verrà dato il via libera alla produzione.

Il ruolo chiave del colore

A meno che non occorra preparare il supporto come nel caso dei laminati, è con la stampa che il pack inizia a prendere forma con i colori, la grafica, il lettering, i loghi, le texture e le informazioni. La tecnologia dipende dalle scelte

e le scelte dipendono dalle tecnologie a disposizione per ottimizzare tutto, resa, tempi, costi e sostenibilità. Restando nel mondo della carta, offset, flexo o digitale? Dipende da tiratura, tipo di supporto e grado di personalizzazione richiesto. L’offset è lo standard per l’alta qualità su cartoncino teso: garantisce definizione e coerenza cromatica, ideale per astucci cosmetici o alimentari. La flexo si usa di più su cartone ondulato e in grandi volumi, mentre il digitale, come per la stampa commerciale, è adatto alle basse tirature, alle personalizzazioni spinte o ai test. Poi ci sono le nobilitazioni: verniciature lucide o opache, rilievi a secco, serigrafie, stampe a caldo, plastificazioni soft-touch. Ogni scelta ha un impatto estetico sul risultato, ma anche sulla compatibilità con le fasi successive di lavorazione e inserimento del prodotto e sulle rese e resistenza finale. Una vernice UV può esaltare un dettaglio, ma può creare problemi in piega; una lamina metallica impreziosisce, ma richiede estrema precisione nel registro. Tutto va pensato a monte, e dipende dal budget e dalle esigenze a valle, spiega Nicola Prevedello, direttore commerciale di Logo SpA. Le cartotecniche hanno attrezzature diversificate e sono ottimizzate rispetto a quantitativi e alle lavorazioni richieste, garantendo la

maggiore ottimizzazione dei costi. Un aspetto chiave è la gestione del colore, soprattutto perché occorre garantire una corretta adesione agli standard colorimetrici sui diversi supporti e sulle diverse tecnologie di stampa. Si lavora allora con prove colore, profili ICC, dati cromatici digitali dei singoli colori, ovvero la loro descrizione in valori assoluti secondo lo spazio colore Lab (o CIELAB), e simulazioni su supporto reale. L’identità visiva è tutto, un colore sbagliato può far scartare un’intera commessa, ma bisogna anche trovare un’ottimizzazione dell’uso dei colori sfruttando la cosiddetta sostituzione dei componenti grigi (GCR): poiché determinate combinazioni di CMY possono essere considerate grigie, è possibile sostituirle parzialmente o completamente con il nero. Ma si può anche ricorrere alle tinte piatte o formulazioni alternative: per esempio il marrone C31 M61 Y73 K58 ha una formulazione alternativa senza il ciano (M48 Y62 K72) e corrisponde al Pantone 161. Meno colori significano meno lastre, meno inchiostro, costi inferiori, maggiore stampabilità e minori tempi di asciugatura.

Fustella, colla e occhio fino Dopo la stampa si entra nella fase più fisica e meccanica dell’intero processo:

A sinistra, foto @Logo S.p.A. Foto di Aedrian Salazar su Unsplash
Foto Logo S.p.A.

quella in cui un foglio, spesso di carta o di cartoncino testo, viene trasformato da piano a tridimensionale, e per far questo quasi mai manca la fustellatura, ovvero una lavorazione in cui vengono tagliati i contorni del pack e impresse le pieghe. È qui che si creano aperture, linguette, finestre, scanalature, incastri, mezzi tagli, zigrinature. Ogni millimetro è calcolato, ma ogni variazione di spessore, materiale o umidità può cambiare il comportamento del cartone. Inoltre, bisogna calcolare le deformazioni, tenere in considerazione i punti di stress e gli accoppiamenti di materiali, le tensioni superficiali dei supporti, e persino la stagione. Di norma ci si riferisce ai disciplinari dei produttori di materiali e molto spesso si fanno dei test di produzione per determinare se i risultati sono conformi alle aspettative. La cartotecnica oggi è un mondo in cui le combinazioni di materiali e di processi sono pressoché infinite, quindi la prova sul campo rimane ancora l’unico valido strumento di verifica. Negli imballi accoppiati, come cartoncino e cartone ondulato, è bene usare la laminazione (o plastifica) sugli alti spessori per evitare le rotture nei punti critici. Oppure

accoppiare onde scoperte al posto dei microonda, che sono più flessibili e morbide, migliorando così la tenuta sui punti critici.

Se l’imballo va consegnato al cliente chiuso, il cartotecnico passa all’incollatura, spesso realizzata su linee automatiche ad alta velocità dette piega-incolla, dove ogni piega deve combaciare con l’altra e la colla deve aderire solo dove serve. E ancora una volta una buona progettazione è indispensabile, non solo per la scelta della colla, ma soprattutto per la scelta dei punti di adesione e delle zone da lasciare libere da stampa e vernice per favorire l’adesione in velocità.

In tutto questo, il controllo qualità rimane un passaggio strategico, non solo a valle del processo ma integrato in ogni fase. La tecnologia, intelligenza artificiale compresa, oggi dà sicuramente una grossa mano: dai sistemi automatici di visione che rilevano microdifetti, fino al collaudo manuale finale, il pack viene controllato, testato, a volte smontato e rimontato. Perché c’è ancora una componente umana irrinunciabile: la produzione di packaging in carton-

Una progettazione accurata e un controllo in ogni fase sono ancora la miglior garanzia di arrivare a destino con un prodotto di qualità.

cino e affini rimane ancora un mondo con diverse fasi legate alla capacità dell’uomo di fare un ottimo lavoro. Una progettazione accurata e un controllo in ogni fase sono ancora la miglior garanzia di arrivare a destino con un prodotto di qualità. La cartotecnica rimane per molti aspetti una attività con una parte di artigianalità, in cui cura ed esperienza fanno la differenza: per questo facciamo in casa tutte le lavorazioni, dalla stampa all’accoppiatura, dalla fustellatura all’incollaggio, comprese tutte le nobilitazioni e le confezioni manuali per le esigenze più rare o complesse.

Insomma, se, come scrive JoAnn Hines, conosciuta come The Packaging Diva, “il packaging è un venditore silenzioso. Parla senza dire una parola, ma solo se è stato progettato per farlo”, la cartotecnica è l’arte che trasforma i fogli in forme, le idee in oggetti, i marchi in esperienze.

Grazie a Nicola Prevedello Direttore commerciale Logo SpA (PD) per la preziosa collaborazione
Foto di Cristi Ursea su Unsplash (sinistra)
Foto di Lorenzo Capitani (in basso)

OUT-OF-THE-BOX: PACKAGING EVOLUTO TRA TECNOLOGIA, SPECIALIZZAZIONE, ETICA E INTEGRAZIONE

Valtenna rappresenta un’eccellenza italiana nella produzione di packaging rigido e pieghevole da oltre sessanta anni e si è distinta per un percorso industriale virtuoso guidato da laboriosità, tecnologia, servizi integrati e capacità di innovazione. La gamma prodotto spazia dai preziosi cofanetti rivestiti ad astucci di qualsiasi morfologia, con soluzioni evolute sviluppate da incessante ricerca come le strutture light-core, le chiusure magnet-free, le strutture naked in cartone rigido non rivestito. Una serie di attenzioni ambientali, nel prodotto e nei processi, che l’azienda ha messo a punto nell’ultimo ventennio nello scrigno tecnologico di Fermo, nelle Marche. La capacità di integrazione tecnologica è un filamento del DNA aziendale, che nell’ultimo anno ha assunto una nuova dimensione attra-

verso il progetto aggregativo di Mosaiq Group, in cui prendono forma le affinità elettive di cinque eccellenze nazionali in vari ambiti del packaging per sviluppare un sistema industriale diffuso con un approccio one-stopshop in grado di offrire al mercato una gamma prodotto integrata che spazia dalla cartotecnica al tessile con un modello di shortvalue-chain in cui è possibile avere il pieno controllo e la totale trasparenza di ogni fase del processo produttivo. Ciò consente di rispondere in modo rapido e flessibile alle esigenze dei clienti, mantenendo standard elevati di qualità e sostenibilità. Questo modello, in cui la capacità industriale è intelligentemente coniugata alla versatilità applicativa, rende Mosaiq Group il miglior partner per lo sviluppo di soluzioni evolute di packaging coordinato, con

una varietà di gamma prodotti tra le più ampie del comparto: scatole rigide, in microonda e astucci, shopping bag, sacchetti in tessuto e copri abiti, cartellini e targhette in carta, nastri ed etichette tessute. Valtenna, D’Auria, Bulgarelli Production, Co.Ri Sacchettificio e BrandLabel rappresentano un sistema integrato di fabbriche intelligenti con grande specializzazione e flessibilità industriale. Ogni prodotto riflette la sinergia tra ricerca e maestria artigianale, guidate da un profondo senso di responsabilità. Il risultato è l’opportunità di realizzare packaging coordinato con qualità, efficienza, volumi, servizi integrati, sostenibilità ambientale, altissimo grado di personalizzazione. Questa evoluzione industriale risponde alle mutevoli esigenze del mercato, sempre più attento al controllo della

filiera, sempre più orientato all’innovazione e alla differenziazione delle esperienze di consumo, sempre più esigente in termini di servizio dall’engineering alla logistica su scala internazionale. Le cinque eccellenze manifatturiere, insieme, consentono di operare con un panel di competenze differenti in vari settori merceologici, dal fashion all’eyewear, dalla cosmetica alla profumeria, dal food al wine-and-spirits. I servizi integrati consentono di rispondere in modo simbiotico alle necessità del packaging industriale e retail. L’attenzione etica e il percorso ambientale virtuoso di tutte le aziende consente di sviluppare prodotti innovativi, sostenibili, certificati, integrati e coordinati.

Roger Botti è Direttore Generale e Direttore Creativo, in Robilant Associati dal 2008. Un’esperienza consolidata nel Branding a 360 gradi con uno speciale focus su Brand Strategy, Brand Visual Identity, Packaging & Product Design, Retail e Innovation, tanto nel mercato B2C come in quello B2B. Nel tempo ha realizzato progetti di Product Branding e Corporate Identity per nomi illustri internazionali ed eccellenze del Made in Italy. Sotto la sua supervisione, sono nate e si sono consolidate in Robilant Associati due nuove aree dedicate alla realizzazione di progetti di Retail Branding e Digital Branding guidati dalla Marca. Appassionato studioso dei consumatori e dei loro comportamenti, Botti è tra i più autorevoli esperti in Italia di Branding, autore di articoli e opinioni, relatore e guest professor nell’ambito di conferenze, convegni e università.

Quando troviamo una vecchia scatola di biscotti di latta in un mercatino, siamo disposti a pagarla solo per essere icona di sé, perché rappresenta un’epoca.

Ne immaginiamo un secondo utilizzo, la vorremmo possedere, ci piace l’idea che faccia bella mostra di sé per scaldare gli ambienti di casa, per contenere i documenti… Ci ricorda le immagini di una Marca che spesso ancora oggi consumiamo ma di cui abbiamo perso l’autenticità, l’unicità che l’ha fatta diventare un’icona Pop.

Spesso frutto di un grande sogno imprenditoriale, che metteva il prodotto al centro di un racconto, il packaging da sempre rappresenta il primo passo identitario di una Marca.

Quando guardiamo le vecchie confezioni, di qualunque categoria, ci sembrano tutte “scatole regalo”. Sia che fossero di latta, di legno o di cartone, che fossero fiammiferi, biscotti o prodotti chimici, presentavano il prodotto e la Marca con la libertà interpretativa di chi, volendo fare del proprio meglio, porgeva ai potenziali clienti il proprio operato con genuinità, cercando di distinguersi, inventando nomi, slogan, affidandosi ad artisti per pensare immagini e decorazioni.

Quella genuinità che ancora oggi ci fa desiderare quei “contenitori” unici, al di là delle nostalgie ma per la loro peculiarità, forse per la loro “libertà”.

Oggi abbiamo imparato molto, abbiamo moltissime informazioni, nuove tecnologie, grandi professionisti, analisi di mercato, eppure abbiamo perso quella capacità di pensare liberamente, facendo semplicemente del nostro meglio, e facendolo percepire nel primo contatto con le persone che ci compreranno, il packaging appunto.

Ogni prodotto che troviamo sul mercato è stato studiato, testato, rifatto, ripensato molte volte, comparandolo ai concorrenti, cercando di assomigliargli, dimenticando di essere “unici”, perché essere unici è più difficile di essere simili.

Forse la testa e la scienza hanno avuto il sopravvento sul cuore, il packaging è diventato uno “strumento di vendita” quasi scientifico, il risultato di una scienza esatta, per farsi preferire in un tempo sempre più breve.

D’altra parte la responsabilità del loro smaltimento ci fa giustamente pensare a una semplificazione materica dei contenitori, riducendo la possibilità che di per sé siano considerabili “oggetti”.

Eppure, quando visitiamo le fabbriche dove vengono prodotti, le linee di produzione mantengono un fascino irresistibile nella ripetizione infinita di questi piccoli prodotti industriali che entreranno nella nostra vita e che quando riescono a essere Icone sono destinate a rimanere nella nostra memoria.

Ma come uscire dall’omologazione che l’analisi scientifica di ogni dettaglio porta con sé?

Come recuperare la parte emozionale di cui tanto parliamo ma che continuiamo a cercare con un approccio troppo razionale?

Forse dovremmo provare a tornare a sentirci liberi di immaginare i contenitori come fossero piccoli “regali quotidiani”.

Con meno informazioni commerciali, per tornare a essere desiderabili, seguendo meno le tendenze, per tornare a essere unici, con più semplicità, perché questo ci ridarà valore percepito.

Quando progettiamo delle Limited Edition, oggi riusciamo a tornare liberi per un momento… forse perché le consideriamo “temporanee”, con la certezza che potremo “tornare indietro”.

Per un attimo riduciamo le “regole” che ci ingabbiano e riusciamo a emozionare ancora...

Pensare delle edizioni limitate che, quando funzionano, possano diventare continuative potrebbe aiutarci a trovare il coraggio di tornare a pensare le confezioni come piccoli gesti gentili, frutto della voglia di “porgere e non vendere”. La vendita ne sarebbe solo la conseguenza senza forzature.

di PAOLA CARBONE

Poliolefine: gli architetti del packaging flessibile

Se osservassimo un film di plastica sotto una lente molecolare, ci troveremmo di fronte a una struttura ordinata di catene polimeriche che si ripetono con precisione quasi matematica. Queste catene, composte da piccole unità, dette monomeri, sono caratterizzati da legami covalenti tipici del carbonio. È questo che dà ai materiali caratteristiche chimico-fisiche uniche e straordinarie. Le proprietà che ne derivano sono dunque il risultato diretto della disposizione degli atomi e delle interazioni intermolecolari.

Definire il packaging flessibile, in apparenza, è facile: un involucro leggero, un film sottile che avvolge, protegge e preserva. Ma come spesso accade, la vera complessità sta nei dettagli. Sta nell’incontro virtuoso tra la scienza dei materiali e l’arte della comunicazione. Oggi l’innovazione nasce da un incontro tra funzionalità, economia, estetica ma anche responsabilità ambientale.

Si tratta di un settore in perenne movimento, guidato da una doppia urgenza. Da un lato, la necessità di garantire prestazioni impeccabili spesso determinate da normative severe – barriere contro l’ossigeno, l’umidità, la luce – e dall’altro, l’imperativo di farlo riducendo l’impatto sul pianeta. I materiali, in questo contesto, sono i protagonisti di una transizione indispensabile. Parliamo di carta, polimeri plastici e alluminio, combinati in stratificazioni complesse o ripensati in soluzioni più semplici e virtuose.

La tendenza, sempre più marcata, è quella di abbandonare gli accoppiamenti eterogenei a favore dei monomateriali, più facili da riciclare. E anche di sintetizzare nuovi biopolimeri altrettanto efficaci dei tradizionali.

Tra i materiali polimerici, le poliolefine – polipropilene (PP) e polietilene (PE) – si sono affermate come protagoniste indiscusse del packaging flessibile. A livello produttivo, le poliolefine sono ottenute con l’uso di catalizzatori che rendono possibile le reazioni chimiche e possono anche regolare con precisione la struttura del polimero, influenzando il modo in cui le catene si dispongono nello spazio. Frutto di una reazione chimica guidata o di processi meccanici, l’orientamento degli atomi produce caratteristiche specifiche nel materiale. Polimeri versatili, leggeri ma resistenti, capaci di adattarsi a ogni esigenza del packaging moderno, dai film barriera per medicale alle buste stand-up per alimenti. Si piegano senza spezzarsi, proteggono senza appesantire e si trasformano in film sottilissimi, pronti a diventare barriera contro ossigeno e umidità. In forma viscosa e morbida, possono

Packaging flessibile compostabile di PepsiCo, Pentawards Bronze 2024
Nella pagina accanto, Brami, Wedge Studio, Pentawards Bronze 2024

OGT, dell’agenzia This Way Up, è un pack 100% commestibile realizzato in cera d’api e carta di riso, stampato con inchiostro naturale e food safe. L’imballo sostituisce la plastica e mantiene la barretta fresca e fragrante. Il progetto ha vinto il Diamond, il massimo riconoscimento, ai Pentawards 2024.

essere applicati come coating funzionali attraverso estrusione o coestrusione, migliorando la protezione del prodotto senza compromettere la riciclabilità dell’imballaggio.

La loro versatilità emerge anche nelle applicazioni multilayer, dove il packaging flessibile diventa un sistema ingegnerizzato per garantire la protezione ottimale di alimenti e farmaci. Sono stratificazioni complesse, ottenute mediante tecniche di laminazione o coestrusione multistrato utilizzate per proteggere dall’ossigeno, dall’umidità o da composti volatili. I materiali sono combinati per massimizzare le performance. Il PET possiede rigidità e resistenza meccanica, il nylon riduce la permeabilità ai gas, il PE garantisce la sigillatura termica. Queste architetture polimeriche consentono di mantenere inalterate le proprietà organolettiche di un caffè o di prolungare la stabilità di un principio attivo farmaceutico nel tempo. Tuttavia, la complessità di queste strutture porta con sé una criticità:

sono difficili da separare e riciclare. I materiali accoppiati con adesivi poliuretanici o colle termoindurenti formano legami quasi indissolubili, e rendono problematica la rigenerazione dei diversi componenti. Per questo motivo, la ricerca si sta orientando verso alternative più sostenibili.

Monomateriale e bioplastiche: complessa semplicità

Il monomateriale può essere una scelta dettata dalla sostenibilità. Ma molti brand owner si orientano su packaging a un solo strato anche per ottimizzare sia costi dei materiali che dei processi produttivi.

Una confezione di patatine è fatta di una stratificazione di PET, alluminio e polietilene saldati insieme. Oggi, grazie a poliolefine modificate con nanotecnologie o coating innovativi, quell’involucro può essere realizzato con un unico materiale, ugualmente performante ma infinitamente più riciclabile. Perché il film che lo realizza combina la flessibilità

di materiali come PE e PP con barriere all’ossigeno ottenute attraverso la modificazione delle strutture molecolari o con degli additivi. In Europa il 30% dei nuovi progetti di packaging flessibile punta a soluzioni monomateriale.

La via della sostenibilità, economica e ambientale, passa anche attraverso la creazione di nuovi materiali plastici a base vegetale. Il PLA (bioplastica ottenuta a partire da derivati del mais) era considerata instabile nel tempo e permeabile all’ossigeno. Ma con gli additivi ingegnerizzati o le nanotecnologie usate nel coating dei film, le prestazioni delle bioplastiche hanno raggiunto e eguagliato quelle dei polimeri sintetici. Oggi la ricerca sta sintetizzando una quantità di bioplastiche quasi fatte su misura sulle esigenze del prodotto e dei requisiti richiesti alla sua protezione nel tempo. A partire da monomeri di origine vegetale, si stanno sviluppando polimeri in grado di replicare le prestazioni delle plastiche conven-

Pet food Plet, F33, Pentawards Bronze 2024

zionali, ma con un’impronta ambientale ridotta. La sintesi di questi materiali avviene attraverso processi di fermentazione microbica o polimerizzazione chimica di composti derivati da biomasse, modulando la loro struttura per ottenere barriere specifiche contro umidità, ossigeno e agenti esterni. L’introduzione di plasticizzanti bio-based e tecniche di reticolazione controllata permette inoltre di regolare la flessibilità e la resistenza meccanica, adattando il materiale a diverse applicazioni, dall’imballaggio alimentare ai film compostabili per uso industriale. Il risultato è una generazione di bioplastiche sempre più performanti, capaci di coniugare funzionalità e sostenibilità sia per l’origine non fossile delle materie prime che per la compatibilità ambientale anche come rifiuto.

Anche il regno della carta ha la sua barriera

Per alcune tipologie di prodotti la carta, con un sottilissimo strato

I materiali più usati negli imballaggi flessibili

Polietilene (PE)

comprende polietilene a bassa densità (LDPE), polietilene lineare a bassa densità (LLDPE) e polietilene ad alta densità (HDPE), utilizzati per la loro flessibilità e resistenza.

Polipropilene (PP) noto per la sua versatilità e le proprietà barriera contro l’umidità, utilizzato in sacchetti per snack e prodotti simili.

Polietilene tereftalato (PET) spesso utilizzato per la sua trasparenza, resistenza e barriera al gas e all’umidità.

Cloruro di polivinile (PVC) noto per le sue proprietà barriera.

Polivinilidenecloruro (PVDC) noto per le sue proprietà barriera e quindi utilizzato in ambito farmaceutico confezione in blister.

Poliammide apprezzata per la sua tenacità e proprietà barriera, spesso utilizzata negli imballaggi sottovuoto.

Bioplastica prodotta da risorse rinnovabili. Esempi: acido polilattico (PLA) o plastica a base di cellulosa (ad esempio cellophane).

EVOH (copolimero etilene vinil alcol): noto per le sue proprietà barriera.

Foglio

utilizzato per le sue eccellenti proprietà barriera contro la luce, l’ossigeno e l’umidità; spesso utilizzato in combinazione con la plastica.

Carta spesso rivestita o laminata con plastica o alluminio, utilizzata per il suo aspetto naturale e la sua stampabilità.

funzionale di polimeri, può rappresentare un’alternativa sostenibile alle soluzioni plastiche tradizionali. Tra questi rientrano alimenti secchi come cereali, caffè, frutta secca, farina o zuppe liofilizzate, che richiedono una protezione efficace dall’umidità e dall’ossigeno per preservarne la freschezza e la conservabilità. Le carte barriera, sviluppate con specifiche formulazioni di coating polimerici, garantiscono le prestazioni richieste da queste categorie di prodotti, offrendo protezione senza compromettere la riciclabilità. Anche qui entra in gioco lo studio e la personalizzazione dei materiali, sia nella scelta della fibra cartaria – che può variare per porosità, resistenza meccanica e grado di raffinazione – sia nella formulazione del rivestimento polimerico. Quest’ultimo può essere applicato tramite tecniche di spalmatura, coestrusione o deposizione a base acquosa. La carta “normale” è porosa, quindi inadatta a fungere da barriera. Invece il coating polimerico proteg-

ge dalla migrazione di gas, umidità e grassi, divenendo determinante soprattutto nel caso di prodotti con una lunga shelf life. Un altro aspetto cruciale è la necessità di garantire la sigillabilità degli imballaggi durante il processo di confezionamento. In questi casi, il rivestimento polimerico fornisce una superficie ideale per la termosaldatura, rendendo possibile l’integrazione con linee di confezionamento automatizzate senza compromettere la sostenibilità del materiale. La carta, in quanto materiale rinnovabile e riciclabile è un’alternativa alle plastiche specialmente quando il packaging richiede una certa rigidità strutturale e un’estetica distintiva. Oltre alle sue prestazioni tecniche, questo materiale porta con sé un valore aggiunto legato alla percezione sensoriale e culturale: la tattilità, il calore visivo e la naturalezza della carta sono elementi che contribuiscono a creare un legame emotivo con il consumatore, un aspetto rilevante nelle strategie di branding.

di alluminio

Le parole dell’imballaggio flessibile

Film

Layer

Multi layer

Materiale sottile, non fibroso, sostanzialmente organico, ottenuto mediante estrusione, fusione, calandratura o rigenerazione di polimeri, composti plastici o cellulosa in spessori non superiori a 75 micrometri

Materiale composto da due o più materiali fondamentalmente simili (polimeri).

Sono prodotti mediante: → laminazione → rivestimento → coestrusione → combinazione di queste procedure

Non omogeneo composto da due o più materiali fondamentalmente diversi. Sono prodotti mediante laminazione e/o rivestimento. Ad esempio:

→ carta/alluminio, polimero

→ polimero/alluminio

→ polimero/carta/polimero

→ polimero/alluminio/polimero

Laminazione

Coating

Combinazione di due o più materiali con un agente adesivo o mediante saldatura termica diretta. Gli agenti adesivi (ad esempio sostanze a base di amido, cera e plastica) possono essere depositati mediante estrusione, emulsione o dispersione di solventi o deposizione di resina

Strato sottile di una formulazione di cera e/o resina depositato su un substrato. I rivestimenti vengono applicati mediante: → dispersione di emulsione, soluzione di solvente o polveri → estrusione → ceratura

Coestrusione Processo di combinazione di due o più materiali termoplastici fusi estrusi da matrici. I materiali termoplastici estrusi sono accoppiati prima che si induriscano in pellicole

Stampa: l’estetica del futuro è circolare

Se i materiali costituiscono la struttura fisica del packaging flessibile, la stampa ne rappresenta l’identità visiva e comunicativa. Proprio in questo ambito si gioca una delle sfide più complesse per la sostenibilità: come conciliare performance cromatiche di alto livello, fedeltà grafica e compatibilità ambientale senza compromettere efficienza produttiva e costi? La risposta sta emergendo attraverso l’evoluzione di tecnologie di stampa e degli inchiostri.

Nel settore degli inchiostri da stampa, la ricerca sta esplorando diverse strategie per migliorarne la sostenibilità, intervenendo su ogni componente della formulazione. Gli inchiostri, infatti, sono costituiti da pigmenti dispersi in un veicolo liquido, che può essere a base solvente, oleosa o acquosa. Un fronte di sviluppo riguarda il recupero e il riutilizzo dei solventi nei processi produttivi, riducendone la dispersione nell’am-

biente, mentre per gli oli si privilegiano materie prime di origine rinnovabile, come soia e colza.

L’attenzione si concentra sempre più sugli inchiostri a base acqua, ormai in grado di offrire performance paragonabili a quelle delle formulazioni tradizionali, garantendo adesione, resistenza e brillantezza cromatica anche nelle applicazioni per packaging flessibile.

Il tema dei pigmenti è più complesso: sebbene alcuni colori sono ottenuti da fonti naturali o minerali, la maggior parte resta frutto di sintesi chimica. Per questo, un approccio efficace consiste nell’ottimizzarne l’impiego, riducendo la copertura senza compromettere la resa visiva.

Qui il design e la tecnologia giocano un ruolo strategico: grazie a software avanzati per la gestione del colore, è possibile limitare l’uso di inchiostri fino al 30-35%, con vantaggi che si riflettono sull’intero ciclo di vita del prodotto. Un minore deposi-

to di pigmento non solo riduce il consumo di materia prima, ma semplifica anche i processi di disinchiostrazione. E rende il riciclo più efficiente e meno energivoro.

Sul fronte delle tecniche di stampa, le innovazioni non sembrano rivoluzionarie, ma il settore continua a evolversi in direzione di una maggiore efficienza. Per il packaging flessibile, il rotocalco e la flessografia restano le tecnologie di riferimento, grazie al loro equilibrio tra qualità di stampa, velocità di produzione e adattabilità ai diversi materiali. Tuttavia, l’ottimizzazione dei workflow sta diventando sempre più centrale. La ricerca punta su sistemi avanzati di gestione della produzione, con automazione dei processi, riduzione dei tempi di avviamento e minimizzazione degli scarti di materiale e inchiostro. Vengono perfezionate le fasi di produzione come la laminazione, il coating e la laccatura, con l’introduzione di soluzioni a basso impatto ambientale. Tutto questo si traduce in una riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO₂ lungo l’intero processo di stampa.

In questo scenario, il packaging flessibile, spesso percepito come emblema di un consumo effimero e inquinante, si sta trasformando in un vettore di cambiamento. Non più un rifiuto inevitabile, ma un punto di partenza per una rivoluzione che parte da un semplice gesto: ripensare un involucro. Perché oggi il lusso, il vero lusso, non può più prescindere dalla sostenibilità.

Grazie a:

Marco Scatto – Technology Transfer Expert Polymer Scientist

Nicola Tisi – Managing Director Sappi Europe, Sappi Papier Holding GmbH

Ingo Kaiser – Marketing Communications Specialist, Sappi Papier Holding GmbH

LA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA NEL PACKAGING

In queste pagine, progetti di packaging premiati ai Pentawards 2024. Qui, Loco limited tea collection, Be the Change.

Dall’evoluzione della stampa digitale industriale alle linee all-in-one passando per i software di gestione del flusso di lavoro sempre più avanzati: le nuove frontiere della produzione di imballaggi.

Come abbiamo visto nel numero precedente per le etichette, allo stesso modo per il packaging il contesto estremamente competitivo e il mercato sempre più fluido rendono necessario, per i fornitori di servizi di stampa e di converting, dotarsi di linee di produzione più veloci e flessibili in termini di compatibilità con i supporti, offrendo di conseguenza maggiori possibilità applicative. Questo trend sta spingendo da una parte i fornitori di tecnologia a produrre soluzioni che offrano il massimo di efficienza, automazione e integrazione; dall’altro la filiera produttiva verso l’adozione di tecnologie che vadano anche oltre la stampa convenzionale.

Questa premessa ci fornirebbe un assist perfetto per descrivere i passi avanti fatti in termini di aggiornamento delle singole tecnologie di stampa a partire dall’inkjet, che è quella che ha visto le maggiori evoluzioni in ambito industriale. Ma anche i sistemi di produzione a Electroink e quelli a toner hanno visto perfezionamenti importanti. Tuttavia drupa 2024, la fiera mondiale di riferimento per la tecnologia di stampa, ha evidenziato che la trasformazione più visibile è rappresentata dalla maggiore diffusione di sistemi ibridi e linee all-in-one. Soluzioni che integrano stampa, finitura, workflow software e sistemi laser in modo sempre più fluido e automatizzato, beneficiando dello stato dell’arte di tutte le tecnologie.

di ALEXIA RIZZI

Soluzioni ibride e sistemi all-in-one

L’ibridizzazione delle linee produttive non è certo una novità, ma oggi, grazie anche ai software per la gestione di flussi di lavoro più evoluti e alla necessità di produrre in modo sempre più efficiente e veloce, si sta affermando come una tendenza trasversale alla produzione di packaging ed etichette. I sistemi ibridi, offerti da diversi player tecnologici, integrano moduli di stampa digitale con unità convenzionali (offset, flexo, verniciatura, laminazione, nobilitazione) in un’unica piattaforma modulare personalizzabile in base alle esigenze del fornitore di servizi di stampa e converting e spesso anche dal cliente. Nel packaging su cartone teso e materiali flessibili, i sistemi ibridi permettono di combinare la qualità e la produttività della stampa convenzionale con la personalizzazione e la gestione dinamica del digitale, garantendo coerenza estetica e performance industriali. Con il valore aggiunto delle nobilitazioni e fini-

ture premium (vernici, foil, rilievi) direttamente in linea, senza ulteriori passaggi.

A questa flessibilità di produzione del packaging si sta affiancando una logica di sistemi sempre più integrati e automatizzati. In questo contesto, le soluzioni all-in-one si sono affermate come uno dei trend più significativi emersi a drupa 2024, offrendo una risposta concreta alla crescente domanda di efficienza, flessibilità e qualità. Queste piattaforme permettono di combinare in un’unica soluzione diversi processi produttivi: stampa, verniciatura, laminazione, fustellatura e persino ispezione qualità. Questa integrazione consente di ridurre drasticamente i tempi di set-up, eliminare passaggi manuali intermedi e migliorare la qualità del risultato finale.

Ci sono ad esempio sistemi pensati per la produzione di imballaggi flessibili che uniscono flessografia e moduli digitali gestiti da algoritmi di intelligenza artificiale, ma anche

linee di stampa ibride modulari progettate per la produzione di cartoncino pieghevole, che integrano diverse tecnologie di stampa, tra cui flessografia, serigrafia e stampa digitale, permettendo una grande flessibilità nella produzione di imballaggi.

In particolare quando la scelta della linea è “full digital” il risultato è una produzione più veloce e più sostenibile. Esempi emblematici sono soluzioni che integrano stampa digitale e finitura in linea per il cartone teso e piattaforme che offrono stampa digitale, verniciatura, fustellatura e controllo qualità in un’unica linea. Queste architetture sono ideale per tirature brevi e medie, garantendo alta qualità e tempi di consegna rapidi e spesso sono pilotate da software che digitalizzano e automatizzano i flussi di lavoro, creando ecosistemi connessi dalla progettazione alla produzione. Entrando nel merito dell’imballaggio in cartone ondulato, sono in commercio sistemi inkjet single pass che dimostrano come sia possibile ottenere qualità fotografica e produttività industriale su cartone ondulato in un unico flusso. Nel cartone ondulato, queste soluzioni consentono la gestione anche di supporti pesanti e grandi formati, con la possibilità di passare dalla scatola neutra a quella brandizzata in pochi minuti.

Nel settore dei materiali flessibili si stampano e confezionano direttamente buste, sacchetti e film barriera pronti per l’uso. Ci sono esempi interessanti di linee denominate Digital Pouch Factory che prevedono la collaborazione di partner OEM che, ponendo al centro un motore di stampa di

To one Color Blossom glow balm, Underline Graphic. Greenlight, Truffl.

Il ruolo strategico dei software per il workflow

ultima generazione, costruiscono insieme un intero ecosistema attorno alla macchina: in queste linee il materiale stampato con passa attraverso una laminatrice termica, quindi a una macchina per la produzione di pouch, con decorazioni digitali aggiuntive realizzate tramite una barra di stampa digitale. Citando il finishing, meritano una menzione anche le soluzioni laser di ultima generazione che stanno conquistando un’importante flessibilità applicativa, grazie alla riduzione dei costi e all’automazione completa. Ci sono player che propongono soluzioni in grado di eseguire taglio laser ad alta precisione su cartone teso, ondulato e materiali flessibili, micro-perforazioni, finestre, effetti decorativi e personalizzazioni uniche che in combinazione con stampa digitale in linea per una produzione completamente automatizzata.

Infine, la robotica e i sistemi automatizzati di movimentazione integrati all’interno di queste soluzioni permettono di lavorare senza interruzioni, aumentando l’autonomia degli impianti. La supervisione tramite intelligenza artificiale consente di ottimizzare continuamente i parametri di stampa e finitura, intervenendo in tempo reale per correggere anomalie o migliorare l’efficienza produttiva.

Le soluzioni all-in-one non sono solo una scelta tecnologica: rappresentano un cambio di paradigma per l’intero settore del packaging, aprendo nuove opportunità per la personalizzazione di massa, la produzione just-in-time e il miglioramento della sostenibilità dei processi.

Un elemento trasversale e sempre più centrale è rappresentato dai software per il workflow: piattaforme di gestione che automatizzano e ottimizzano ogni fase della produzione, dal file di stampa all’imballaggio finale. Diversi fornitori di software stanno sviluppando soluzioni che consentono la gestione automatizzata delle commesse e l’Integrazione con sistemi ERP/MES aziendali ma anche il monitoraggio di produttività, consumi, KPI oltre che della manutenzione predittiva. Strumenti sempre più evoluti per quanto altrettanto intuitivi per l’utente che permettono una gestione “smart”, in cui ogni dato viene raccolto, analizzato e restituito in tempo reale, migliorando l’efficienza produttiva e riducendo errori e sprechi.

La trasformazione più visibile è rappresentata dalla maggiore diffusione di sistemi ibridi e linee all-inone: soluzioni che integrano stampa, finitura, workflow software e sistemi laser in modo sempre più fluido e automatizzato.

ne. Oggi le soluzioni per il flusso di lavoro, proposte sempre più nella versione Saas, ultilizzando il cloud, automatizzano la prestampa predicendo errori e ottimizzando i flussi. Le piattaforme disponibili vengono via via aggiornate e potenziate con algoritmi capaci di analizzare automaticamente i file grafici, segnalare criticità e proporre correzioni, riducendo drasticamente i tempi di approvazione. La prototipazione virtuale in VR permette di testare packaging in ambienti simulati realistici, tagliando i tempi e i costi legati ai campioni fisici.

Entrando più nello specifico, gestione colore avanzata, automazione pre-press, proofing e approval online sono i protagonisti dell’innovazio-

A drupa 2024 abbiamo assistito alla dimostrazione di prototipi di sistemi di layout automatico per massimizzare l’utilizzo del materiale e minimizzare gli scarti nei processi di produzione. Soluzione che integrano anche suggerimenti in tempo reale generati dall’intelligenza artificiale, dimostrando come questa tecnologia sia finalmente in grado di ottimizzare concretamente i processi di stampa.

Mucílago – the purity of cocoa, TSMGO. Microsoft’s Year of the Dragon Executive Kit.

Pat’s Suitcase — Il packaging ondulato diventa experience

Pat McGrew, fondatrice e managing director di McGrewGroup, Inc. e di MC2 Services, è una famosa industry evangelist del mondo del printing: con oltre 30 anni di esperienza nel settore, supporta i clienti nel raggiungere il successo attraverso progetti di comunicazione. Noi la conosciamo anche per la valigia con cui gira il mondo, sempre piena di campioni delle ultime innovazioni nel mondo della stampa: in questa rubrica la apre per i lettori di PRINTlovers.

→ pcm@mcgrewgroup.com

Il packaging in cartone ondulato non serve più solo a proteggere i prodotti durante il trasporto. Con la crescita dell’home delivery, dell’e-commerce e dei servizi in abbonamento, lo sviluppo di questo settore è spinto da aspettative dei consumatori sempre più evolute. Oggi, chi acquista cerca un’esperienza multisensoriale memorabile che vada oltre il contenuto della scatola.

Per soddisfare queste esigenze, è fondamentale puntare su nobilitazioni, varianti materiche e finiture superficiali: ogni elemento aggiunge un nuovo livello di tattilità, impatto visivo e percezione di lusso, rendendo il brand immediatamente riconoscibile.

J Le nobilitazioni aggiungono rilievo e texture attraverso tecniche come la stampa a caldo, l’embossing e il debossing.

J I materiali speciali includono kraft naturale, cartoni riciclati, ondulazioni insolite o grammature particolari, creando look distintivi.

J Le vernici migliorano resistenza e resa estetica, con effetti gloss, opachi, soft-touch, tinte leggere o verniciature UV.

Ripensare il design includendo questi elementi dà un nuovo volto a qualsiasi imballaggio, ma in particolare al cartone ondulato. Perché accontentarsi di una scatola marrone anonima, quando anche il packaging primario e secondario può rafforzare il messaggio del brand e offrire un’esperienza sensoriale duratura?

Il potenziale delle nobilitazioni

Pensa all’ultima volta che hai ricevuto una scatola. L’hai notata? Ti ha colpito in qualche modo? Mettiti nei panni dei tuoi clienti: come puoi sorprenderli ancora prima di rivelare il prodotto? Ecco alcune idee per integrare tecniche di nobilitazione nel tuo progetto:

1. Stampa a caldo: lusso in ogni dettaglio

La stampa a caldo è una tecnica consolidata che comunica eleganza e raffinatezza a colpo d’occhio. Oro, argento, effetti olografici o colori personalizzati permettono di valorizzare loghi, slogan e dettagli grafici. Anche se il tuo fornitore principale non ha attrezzature per la stampa a caldo, può collaborare con partner specializzati: oggi esistono soluzioni analogiche e digitali! Ideale per: beni di lusso, cosmetica, moda, prodotti alimentari premium.

Pro tip: abbina stampa a caldo ed embossing per creare un effetto 3D profondo e coinvolgente.

2. Embossing e debossing: il fascino del tatto

Embossing (rilievo) e debossing (incavo) conferiscono profondità e tridimensionalità al packaging, facili da realizzare anche su cartone ondulato. Logo, pattern o elementi personalizzati invitano all’interazione tattile e danno un percepito di alta gamma.

Ideale per: box in abbonamento premium, confezioni alimentari artigianali, elettronica di fascia alta.

Pro tip: abbina embossing a vernici soft-touch per un mix irresistibile di texture e raffinatezza.

3. Spot UV: metti in risalto i dettagli chiave

La verniciatura Spot UV applica una finitura lucida e in rilievo su aree specifiche, creando contrasto visivo e un tocco tattile. Perfetta per attirare l’attenzione su dettagli grafici, loghi o call to action.

Ideale per: packaging per tecnologia, spedizioni promozionali, box in abbonamento.

Pro tip: usa Spot UV per evidenziare QR code o caratteristiche del prodotto e guidare lo sguardo del cliente.

Materiali speciali: packaging con carattere

Anche il classico kraft marrone può offrire una base perfetta per un’esperienza sofisticata, ma non fermarti lì. Esplora tutte le opzioni.

1. Kraft e cartoni riciclati: packaging sostenibile

Per i brand italiani attenti alla sostenibilità, l’utilizzo di cartoni kraft non patinati o materiali riciclati racconta un impegno concreto. Texture naturali e tonalità terrose comunicano autenticità e rispetto per l’ambiente.

Ideale per: alimenti biologici, moda sostenibile, e-commerce green.

Pro tip: stampa design minimalisti in bianco o nero per creare un contrasto contemporaneo. Scegli ondulazioni che rafforzino il racconto.

2. Materiali patinati o laminati: effetto premium

Per trasmettere eleganza e qualità, i materiali patinati e laminati offrono superfici lisce e brillanti che valorizzano i colori. Il gloss enfatizza la saturazione, il matte crea un effetto soft sofisticato. Anche il tipo di onda fa la differenza: le microonde comunicano diversamente dalle macro.

Ideale per: cosmetica di lusso, alcolici premium, confezioni regalo raffinate.

Pro tip: abbina cartoni patinati e Spot UV per ottenere contrasti marcati tra lucido e opaco.

Valorizzare il packaging con le vernici:

tra estetica e resistenza

Il minimal funziona, ma per distinguersi davvero serve anche l’effetto “wow”. Basta cercare “unboxing” su YouTube: gli utenti descrivono entusiasti ciò che provano nel maneggiare le scatole, ancora prima di aprirle.

1. Vernici soft-touch: lusso vellutato

Le vernici soft-touch donano una finitura morbida e vellutata, evocando sensazioni di lusso e qualità. Ideale per rendere il packaging indimenticabile al tatto.

Ideale per: profumi, cosmetici, elettronica premium.

Pro tip: abbina soft-touch e stampa a caldo o embossing per un’esperienza multisensoriale completa.

2. Vernici lucide e opache: contrasto visivo efficace

Le vernici gloss esaltano i colori con effetti brillanti, mentre quelle opache offrono eleganza discreta. Usate insieme, creano contrasti visivi che aggiungono profondità e di-

Ideale per: dolci di fascia alta, accessori moda, box da collezione.

Pro tip: lucida le immagini e lascia opaco lo sfondo per un contrasto deciso.

3. Vernici protettive anti-graffio: estetica che dura

Il cartone ondulato destinato all’e-commerce è esposto a urti e sfregamenti. Le vernici protettive prolungano la durata del packaging senza comprometterne l’estetica e sono ideali per salvaguardare le nobilitazioni durante il trasporto.

Ideale per: spedizioni, box in abbonamento, prodotti fragili.

Pro tip: proteggi le aree con più effetti di finishing ed embellishment per assicurarti che arrivino intatte al cliente finale.

Il settore dell’ondulato è in piena trasformazione: chi stampa può diventare un partner strategico per guidare i brand verso soluzioni d’impatto, dove funzione, estetica e sostenibilità si fondono. Perfetto per il lusso, le subscription box o l’e-commerce: il packaging potenziato conquista e fidelizza. Ci vediamo in fiera!

SOSTENIBILITÀECIRCOLARI TÀ DEL CARTONEONDULATO

Il cartone ondulato si conferma pilastro nel settore dell’imballaggio: un materiale che eccelle per la sua adattabilità, robustezza e, in modo crescente, per le sue qualità ecologiche. Nell’ultima indagine di Converting Magazine è stata indagata a fondo la percezione e l’impegno verso la sostenibilità e la circolarità del cartone ondulato tra i diversi protagonisti del settore, ponendo un’enfasi particolare sulle risposte degli stampatori.

Un mosaico di voci: il profilo dei partecipanti e la sensibilità ambientale

L’indagine ha coinvolto un ventaglio eterogeneo di professionisti, tra cui spiccano brand e agenzie di comunicazione, fornitori di tecnologie, materiali e supporti, e naturalmente, gli stampatori. I risultati ottenuti delineano un quadro di forte consapevolezza riguardo alle caratteristiche del cartone ondulato come materiale da imballaggio amico dell’ambiente. La maggioranza degli intervistati si dichiara “abbastanza informata” (oltre il 50%) sulle proprietà intrinseche del materiale, evidenziando una solida base di conoscenze su cui poter sviluppare ulteriori iniziative orientate alla sostenibilità.

La sostenibilità come valore chiave

Interrogati sui principali vantaggi del cartone ondulato rispetto ad altri materiali di imballaggio, una percentuale significativa di rispondenti (76%) ha posto in risalto la riciclabilità e la sostenibilità. Questo dato sottolinea come le considerazioni ambientali stiano assumendo un peso sempre maggiore nelle scelte relative al packaging. Pur

riconoscendo l’importanza di altri fattori come la leggerezza e la convenienza economica, la sostenibilità emerge chiaramente come elemento trainante.

Gli stampatori protagonisti della sostenibilità

Gli stampatori rivestono un ruolo di primo piano nella promozione della sostenibilità del cartone ondulato. Le loro scelte in merito a inchiostri, processi di stampa e finiture possono esercitare un impatto considerevole sull’impronta ambientale complessiva dell’imballaggio. L’indagine rivela che una quota rilevante di stampatori considera “molto importante” collaborare con fornitori che condividano un forte impegno per la sostenibilità nella produzione di carta e cartone. Questo dato testimonia una volontà proattiva di ricercare partner che sposino i medesimi valori ambientali.

Certificazioni e obiettivi per il futuro

La conoscenza delle certificazioni ambientali per il cartone ondulato è ampiamente diffusa tra gli intervistati. La maggior parte degli stampatori è consapevole dell’esistenza di standard ricono-

sciuti come ISO 14001 e PEFC/FSC, che attestano una gestione responsabile delle foreste e una riduzione dell’impatto ambientale dei processi produttivi. Parallelamente, un numero crescente di aziende del settore, inclusi gli stampatori, si sta dotando di obiettivi specifici di sostenibilità per i propri imballaggi. Tali obiettivi possono includere la riduzione dell’impiego di materiali vergini, l’incremento del contenuto di riciclato negli imballaggi e la minimizzazione degli sprechi, delineando una strategia concreta per un futuro più sostenibile.

Riciclo e gestione degli scarti

L’impiego di materiali riciclati nella produzione di cartone ondulato rappresenta un tassello fondamentale della sua circolarità. I dati emersi dall’indagine evidenziano l’utilizzo di una percentuale considerevole di materiale riciclato nella produzione di cartone ondulato. Questo approccio contribuisce a ridurre la pressione sulle risorse naturali e a promuovere un ciclo di vita del materiale più virtuoso. Parallelamente, la modalità di gestione degli scarti di produzione

Sustainable Packaging Platform, Philips. Pentawards Bronze 2024.
A sinistra, Eggyolk Tableware Packaging, Hands Collective Vietnam, Pentawards Silver 2024

del cartone ondulato rappresenta un indicatore chiave dell’impegno verso la sostenibilità. La maggior parte degli intervistati dichiara di smaltire gli scarti attraverso il recupero energetico o il riciclo, minimizzando in tal modo il loro impatto sull’ambiente.

Efficienza energetica e innovazione tecnologica

L’efficienza energetica nei processi di produzione del cartone ondulato costituisce un altro pilastro della sostenibilità. L’indagine mette in luce come un numero significativo di aziende del settore consideri “molto importante” l’efficienza energetica (oltre 80% degli intervistati). Per raggiungere tale obiettivo, vengono impiegate diverse tecnologie all’avanguardia, tra cui il recupero del calore dai processi, l’illuminazione a LED e il controllo automatizzato dei parametri di processo. Il monitoraggio costante dei parametri di produzione, come temperatura e umidità, si rivela essenziale per ottimizzare i processi e ridurre al minimo il consumo di energia.

Formazione e supporto tecnico

La formazione del personale e il supporto tecnico offerto ai clienti giocano un ruolo cruciale nella promozione di pratiche sostenibili nell’utilizzo del cartone ondulato. Molte aziende si fanno

Gioco per animali ricavato dal packaging del Pet Grooming Vacuum di Tineco, Pentawards Bronze 2024. A sinistra, scatole di Fish farming in raging stream, Dejimagraph, Pentawards Bronze 2024.

carico di offrire programmi di formazione mirati ai propri clienti, illustrando le modalità di utilizzo corretto e sostenibile dei loro prodotti e tecnologie. Inoltre, forniscono un supporto tecnico specializzato per migliorare l’efficienza energetica nei processi di produzione del cartone ondulato.

Ricerca e sviluppo per la scoperta di nuovi orizzonti

L’investimento in ricerca e sviluppo di materiali innovativi, finalizzati a migliorare la resistenza e la sostenibilità del cartone ondulato, testimonia l’impegno del settore verso un futuro all’insegna dell’innovazione. La ricerca si concentra sulla creazione di materiali più leggeri, resistenti e facilmente riciclabili, nonché sullo sviluppo di processi produttivi più efficienti e caratterizzati da un basso impatto ambientale. Su questo quesito gli intervistati si distribuiscono e sorprende, se contestualizzato rispetto ai temi trainanti del sondaggio, notare che il 36% sostenga di investire poco nella ricerca e sviluppo.

Collaborazione e aggiornamento normativo

La collaborazione sinergica con gli stampatori e l’aggiornamento costante sulle normative ambientali rappresentano elementi imprescindibili per garantire la conformità e promuovere le

migliori pratiche nel settore. Le aziende del settore collaborano attivamente con gli stampatori per sviluppare soluzioni di imballaggio sostenibili e per assicurare che i loro prodotti soddisfino appieno i requisiti ambientali. Parallelamente, si mantengono costantemente aggiornate sulle normative ambientali che regolamentano la produzione e lo smaltimento del cartone ondulato, adottando le misure necessarie per ridurre al minimo il loro impatto sull’ambiente.

I risultati del sondaggio tracciano un percorso chiaro: un impegno convinto verso la sostenibilità e la circolarità del cartone ondulato da parte di tutti gli attori della filiera, con gli stampatori che si ergono a protagonisti attivi di questo cambiamento. La sensibilità ambientale, l’adozione di tecnologie all’avanguardia, la collaborazione e l’attenzione scrupolosa alle normative rappresentano i pilastri su cui costruire un futuro più sostenibile per il settore dell’imballaggio. Il cartone ondulato, con le sue intrinseche caratteristiche di riciclabilità e sostenibilità, si conferma come una scelta strategica per le aziende che ambiscono a ridurre la propria impronta ambientale e a soddisfare le aspettative, sempre più elevate, dei consumatori.

Packaging e “innovability” Come si orientano gli investimenti delle aziende

Pack Around 2024, progetto realizzato da Stratego Group e Largo Consumo, ha delineato il presente e le prospettive di investimento dei brand presenti in Italia in fatto di packaging. Nella ricerca pubblicata a giugno e nel forum che si è svolto a ottobre, le aziende hanno parlato di sostenibilità, tecnologia, design e comunicazione.

Sostenibilità, tecnologia, design e marketing. Sono queste le aree su cui si è concentrata la ricerca Pack Around 2024, cui ha risposto un panel di 46 aziende suddivise tra industria e distribuzione, in prevalenza nel settore alimentare e con un fatturato superiore a 50 milioni di euro. Realizzata con la consulenza tecnico-scientifica di un comitato di docenti di importanti università italiane, la ricerca ha restituito un quadro di transizione e spinta propulsiva verso sostenibilità e innovazione, evidenziando anche ostacoli e aree da migliorare. Il concetto chiave emerso è quello di “innovability”, la convergenza tra innovazione e sostenibilità, che va interpretata non come un sacrificio ma come un’opportunità per generare valore senza compromessi.

Sostenibilità: una transizione bene avviata

Nella ricerca si evidenzia che il settore del packaging è stato tra i primi in Italia a valutare il proprio impatto ambientale, con aziende sempre più impegnate in investimenti mirati. La sostenibilità, oltre a essere un valore ambientale, rappresenta anche

Alcuni momenti del forum Pack Around che si è svolto a Milano il 9 ottobre 2024.

una leva di vendita, soprattutto per i consumatori appartenenti alla cosiddetta “information society”. Tuttavia, il prezzo rimane un fattore decisivo: molte aziende accettano solo lievi incrementi di costo per soluzioni più sostenibili, e la transizione completa dipenderà dall’allineamento dei costi con il benchmark di mercato.

La progettazione sostenibile è centrale, con un crescente investimento in competenze interne ed esperti esterni. Il 39% delle aziende ha già formato risorse specializzate, mentre il 37% prevede di farlo. L’adozione di principi di ecodesign è ormai abbastanza diffusa. Le aziende investono principalmente in materiali sostenibili, riduzione di peso e volume del packaging e miglioramento delle informazioni per il riciclo. La maggior parte privilegia fornitori certificati e attenti alla sostenibilità, confermando la tendenza a comunicare scelte responsabili al consumatore finale. La sostenibilità sociale, che include anche una progettazione accessibile, è ancora poco percepita, ma il progressivo obbligo del Bilancio di Sostenibilità (2024-2026) potrebbe favorirne l’adozione.

La progettazione sostenibile è centrale, con un crescente investimento in competenze interne ed esperti esterni. Il 39% delle aziende ha già formato risorse specializzate, mentre il 37% prevede di farlo.

Il packaging tra materiali, stampa e tecnologie di frontiera

Dalla ricerca emerge che l’innovazione tecnologica è trainata dalla sostenibilità e dalla necessità di migliorare efficienza e trasparenza. Da un’analisi del packaging mix, emerge che i materiali cellulosici dominano il settore, con carta e cartone scelti dal 95% delle aziende. Plastica flessibile e multistrato restano rilevanti per le loro proprietà barriera, essenziali nei settori alimentare, farmaceutico e cosmetico. Altri materiali diffusi sono alluminio, vetro e legno.

Le aziende puntano su materiali riciclabili, riduzione del peso degli imballaggi e riduzione dell’overpackaging. Crescono le soluzioni ricaricabili e biobased, con un’attenzione sempre maggiore alla logistica e alla shelf life. Il settore si dimostra proattivo nell’adattarsi alle nuove esigenze ambientali e produttive.

Le tecnologie di stampa tradizionali (offset, flessografia, rotocalco) restano dominanti per le alte tirature, mentre il digitale (inkjet, laser, UV) guadagna spazio per personalizzazioni, limited edition, versioning e basse tirature. Nel finishing, verniciature,

fustellature e nobilitazioni (stampa a caldo, embossing, cold foil) sono oggi in grado di migliorare l’estetica senza compromettere la sostenibilità.

L’intelligenza artificiale e altre tecnologie di frontiera promettono efficienza, personalizzazione e sostenibilità, ma molte aziende ne ignorano ancora le potenzialità, segno che c’è ancora bisogno di formazione e informazione.

Design e marketing: l’importanza di una progettazione integrata tra prodotto e packaging

Dalla ricerca emerge che la maggior parte delle decisioni sul packaging è gestita dagli uffici marketing aziendali, che collaborano con esperti interni come designer e responsabili innovazione. Il packaging è visto come un elemento chiave per la promozione e la vendita, e il 92,9% delle aziende dichiara di integrarlo nella progettazione fin dall’inizio. Tuttavia, servirebbe coinvolgere maggiormente figure come psicologi cognitivi ed ecodesigner.

Sebbene il 68% delle aziende dichiari di progettare con un approccio “design for all”, i test di usabilità

e accessibilità restano poco diffusi. Inoltre, la mancanza di una strategia chiara sul packaging porta l’80% delle aziende a creare design generici, senza adattarsi ai target specifici come la Gen Z, sempre più attenta a temi di inclusività e sostenibilità.

Negli ultimi due anni, il 67,9% delle aziende ha focalizzato la comunicazione sul brand, mentre il 50% sulla sostenibilità. Tuttavia, si è passati da dichiarazioni ottimistiche a una maggiore consapevolezza: la sostenibilità richiede strategie reali e non solo dichiarazioni di intenti. L’approccio “sostenibilità per sottrazione” (riduzione dei costi e degli impatti) deve lasciare spazio a un modello di “innovability”, ovvero innovazione tecnologica che permetta packaging più sostenibili, performanti e vantaggiosi per aziende e consumatori. Servirebbe maggiore formazione su questi temi, oltre a un ampliamento delle competenze nei team aziendali, attualmente troppo sbilanciati verso il marketing e meno su design e scienze cognitive.

Il forum con aziende e fornitori della filiera: sostenibilità al centro

A conclusione del progetto di ricerca, il 9 ottobre 2024 si è svolto un forum a porte chiuse che ha coinvolto i decision maker di 10 aziende di largo consumo (Nestlé Italia, Coop Italia, Bolton Group, Bonduelle, Eurocompany, Bennet, L’Erbolario, Conserve Italia, Amadori e Unigrà), tre della filiera (ICO – Industria Cartone Ondulato, ITP – Industria Termoplastica Pavese e Smurfit Westrock) e un’agenzia di branding e comunicazione (Arteficegroup). Ha aperto i lavori Stefano Denicolai, professore di Innovation Management e Packaging all’Università di Pavia, che ha riassunto le tre principali sfide: «La prima è il costo dell’innovazione: le aziende faticano a vedere la sostenibilità come un investimento, anche perché mancano strumenti per misurare i ritorni economici. La seconda riguarda la fiducia nei fornitori: il 76% delle aziende si affida a certificazioni e dati concreti, segno che c’è ancora incertezza sulla reale efficacia delle soluzioni proposte. La terza è

Negli ultimi due anni, il 67,9% delle aziende ha focalizzato la comunicazione sul brand, mentre il 50% sulla sostenibilità.

il ruolo della tecnologia: nonostante l’entusiasmo per AI e blockchain, le applicazioni concrete restano limitate rispetto all’hype». La conversazione si è da subito focalizzata spontaneamente sulla sostenibilità proprio in una chiave di innovability, con le esperienze raccontate dai partecipanti ed evidenziando come il tema richieda un approccio culturale nuovo e multidisciplinare. Solo soluzioni intelligenti e integrate, in estrema sintesi, possono colmare il divario tra idealismo e realtà operativa.

Food tra sicurezza alimentare, normativa e ricerca

Il segmento alimentare è stato tra i protagonisti del forum, con testimonianze che hanno evidenziato come sostenibilità, sicurezza e normativa restino temi centrali e interconnessi. Marta Schiraldi, Safety, Health, Environment e Sustainability Head di Nestlé Italia, ha sottolineato come il nuovo Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR) rappresenti un’importante opportunità per

Parlano Eleonora Venturini (Bolton Group), Luciano Villani (Coop Italia) e Clara Sasso (L’Erbolario)

accelerare i processi di innovazione e circolarità del packaging e stimolare l'implementazione di nuove tecnologie come il riciclo chimico. Sulla sostenibilità del packaging Nestlé ha una strategia e degli obiettivi ben definiti e a livello globale ha già raggiunto l'86,4% di packaging in plastica progettati per il riciclo e punta al 95% entro il 2025; un ruolo strategico lo svolge l’Istituto Nestlé per le Scienze dell’Imballaggio.

Laura Bettazzoli, direttrice Marketing e Comunicazione di Bonduelle, ha ribadito come per un’azienda con la missione di rendere l’alimentazione più vegetale e sostenibile, il packaging sia parte integrante del prodotto, da sviluppare con attenzione a funzionalità, estetica e qualità percepita. In Italia, la riciclabilità è già al 100%, ma la vera sfida resta il riciclo effettivo, soprattutto della plastica. Bonduelle ha introdotto materiali alternativi e aumentato le percentuali di plastica riciclata (30% nei film, 80% nelle vaschette). Per affrontare le criticità del sistema, è essenziale il lavoro congiunto lungo

La nuova edizione di Pack Around è in uscita nella primavera 2025.

tutta la filiera.

Per ricevere il dossier completo Pack Around 2024

Per vedere gli interventi completi del forum Pack Around 2024

Anche Eurocompany, attiva nel segmento della frutta secca e disidratata con 110 milioni di confezioni annue, punta su soluzioni concrete. Paride Banzola, responsabile sviluppo packaging, ha spiegato che i pack – in prevalenza in plastica per esigenze di shelf-life e praticità – sono oggi per il 97% in monomateriale, grazie alla scelta di polimeri poliolefinici riciclabili e alla riduzione del peso degli imballaggi del 21%, guidata da uno studio LCA.

Marika Bondi, responsabile packaging R&D di Conserve Italia (Valfrutta, Cirio, Yoga), afferma che il packaging è parte del prodotto stesso, perché le conserve non esistono senza imballo. da qui l’impegno verso soluzioni diverse che uniscano conservazione, sostenibilità e appeal. Non esiste il materiale migliore in assoluto, ma quello più idoneo al tipo di prodotto e all’occasione d’uso. Si sceglie quindi ogni volta l’imballaggio che consente di ottenere il migliore obiettivo tra impatto ambien-

tale, resa estetica e percezione del consumatore.

Carlotta Di Bella, ex R&D e Packaging leader di Amadori, ha raccontato la trasformazione del packaging in asset industriale. Dopo una revisione completa dei materiali – oggi l’azienda utilizza quasi tutte le tipologie, tranne il vetro – il focus è sulle vaschette in rPET riciclato al 99,9%, sviluppate con partner della filiera. Il vero fronte innovativo, però, è l’End of Life: creare masse critiche e infrastrutture per il riciclo è oggi la priorità, anche attraverso accordi con ANCI, POEP e CONAI. Il packaging è anche strumento di trasparenza: tramite Qr-code, Amadori racconta filiera e valori aziendali direttamente al consumatore.

Infine, Sara Barnabeo, Packaging manager di Unigrà, ha riportato il punto di vista del food industriale. L’azienda gestisce un’ampia gamma di imballi – secchielli, fusti e contenitori fino a 1000 kg – ed è orientata alla riduzione di plastica e materiali pesanti come la banda stagnata, in favore di pack riutilizzabili e mono-

strato riciclabili. Restano però barriere infrastrutturali per il riciclo dei grandi formati, come i Bing box. L’approccio di Unigrà è orientato all’economia circolare, con un’attenzione particolare a packaging secondari e terziari. La scalabilità internazionale è il criterio guida per l’adozione di materiali innovativi: biodegradabili e compostabili sì, ma solo se supportati da sistemi di gestione rifiuti adeguati a livello globale.

Le sfide delle private label nella GDO

Luciano Villani, responsabile Imballo di Coop Italia, ha messo l’accento sulle strategie per le private label, il cui packaging richiede un equilibrio tra sostenibilità, sicurezza e fattibilità industriale, senza imporre soluzioni non compatibili con le linee produttive. L’azienda non transige su sicurezza, qualità e sostenibilità e sta puntando sull’aumento di materiali riciclati, pur dovendo gestire costi più alti e sensibilità al prezzo. Gli sforzi principali riguardano la plastica, oggi percepita come il prin-

cipale problema ambientale. Inoltre, come sottolinea sempre Villani, Coop adotta un approccio rigoroso, basato su certificazioni, per evitare il greenwashing. Anche Diego Lazzarin, Private label manager di Bennet, ha evidenziato la necessità di ottimizzazione logistica e razionalizzazione dell’offerta, soddisfatte da packaging essenziali e funzionali. L’approccio creativo è stato semplificato: grafica pulita, poche informazioni mirate e soluzioni di stampa ottimizzate, senza ricorrere a lavorazioni complesse. Il design è pensato fin dall’inizio anche per la resa online, evitando overload visivi che penalizzano la leggibilità digitale.

Il mondo della cosmesi tra estetica e funzione

Eleonora Venturini, Sustainable development manager for Bolton Home & Personal Care e Beauty, ha parlato delle sfide di un’azienda storica che gestisce circa 60 marchi in settori diversi, tra cui Borotalco e Collistar, e di quanto la sostenibilità nel packaging sia una priorità. Una

Tra le sfide specifiche del settore beauty ci sono i materiali difficili da riciclare, ma i refill stanno emergendo come soluzione strategica.

particolare attenzione è stata data alle sfide specifiche del settore beauty, legate a target eterogenei e materiali difficili da riciclare, ma i refill stanno emergendo come soluzione strategica. L’azienda adotta una politica di eco-design basata su riuso, riciclo e riduzione, supportata da un tool interno che misura la circolarità dei packaging per orientare scelte sostenibili lungo tutta la filiera.

Clara Sasso, responsabile Regulatory affairs de L’Erbolario, ha parlato di come l’azienda mantiene viva la tradizione erboristica e il controllo diretto della filiera, anche grazie a una logistica interna. La sostenibilità è parte integrante del marchio: già dieci anni fa ha adottato plastica da fonti rinnovabili, anticipando le attuali evoluzioni del mercato. Oggi impiega anche plastica riciclata di alta qualità, con attenzione sia tecnica che estetica. La normativa europea del 2009 ha rafforzato l’attenzione alla sicurezza del prodotto e del packaging.

Parlano Marika Bondi (Conserve Italia) e Laura Bettazzoli (Bonduelle)

2025

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