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Sommario

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E se non ne vogliono sapere...

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Psicologia Il mental coach Formazione Il Responsabile del settore giovanile Focus Focus Diritto e rovescio Il doping nello sport Fitness Glutei perfetti Cover Torna SEBS-Fimes: fitness, wellness & danza in vestrina MECS 1.200 bambini vestiti di Azzurro Windserf Amore a prima vista Sci Successo organizzativo e valanga di medaglie per il primo Mondiale di sci della Fisdir Obiettivo Giovani I numeri del successo del progetto sociale della Virtus Roma Pallavolo Perchè la pallavolo “tiene” la grande città? Rugby La leggenda del cucchiaio di legno Finito il Sei Nazioni, aspettiamo il nuovo Flaminio Eventi Alla ricerca del titolo perduto Eventi Premiazione dei campioni dell’automobilismo 2009 Eventi Il Colossal Extreme Show 2010 Solidarietà Di corsa contro i tumori del seno Beach volley I Campioni del beach volley a Roma Fiamme Gialle Un bronzo che vale oro per la Fontana Sport&Finanza Golf Roma Tuttincircolo Caravella Napoli Tuttincircolo Focus Cultura sportiva

Sport Club Editori srl via Morlupo, 51 -00191 Roma tel. 06 97600342 fax 06 97277879 www.sportclubmagazine.it info@sportclubmagazine.it Direttore editoriale Luigi Capasso

Sport Club Anno VIII - n. 58 - Aprile 2010 Reg. trib. di Roma n. 591/2004 del 30-12-2004 Direttore responsabile Luigi Capasso l.capasso@sportclubmagazine.it Editorialisti Cecilia D’Angelo, Paolo Cecinelli, Franco Chimenti, Pino Capua, Alessandro Cochi, Paolo Del Bene, Daniele Popolizio, Tommaso Mandato

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Hanno collaborato a questo numero Matteo Cirelli, Carlo Stigliano, Silvia Pittelli, Marco Trozzi, Alessandro Morucci, Enrico Morucci, Roberto Cundari, Andrea Tranquilli, Andrea Cecinelli, Gianni Boninsegna, Luigia Latteri Golf Simone Selli Sport&Finanza Marcel Vulpis Rugby Andrea Cimbrico Progetto grafico e Impaginazione Adversign s.r.l. grafica@sportclubmagazine.it Presidente Onorario Giuseppe Capelli Pubblicità

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Adversign s.r.l. Davide Campanella Via Morlupo, 51 - 00191 Roma tel. 06 97600342 cell. 335 7574074

d.campanella@sportclubmagazine.it Redazione Napoli Sportform - Centro Direzionale Is. B/3 - Napoli tel. 081 19562785 - fax 081 19562657 info@sportform.it Stampa Plus Group s.r.l. - Roma Finito di stampare nel mese di marzo 2010

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Salvo accordi scritti o contratti di cessione di copyright, la collaborazione a questo periodico è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. In nessun caso si garantisce la restituzione dei materiali giunti in redazione.

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Editoriale

E non se ne vogliono andare… di Luigi Capasso

ltime pagine. Taglio alto di un quotidiano sportivo di diffusione internazionale. Non più di cinquanta battute. E’ una notizia che in un Paese normale dovrebbe passare inosservata, da noi no. Il primo ad essere colpito è il sottoscritto, il presidente della Federazione Sport Invernali Russa dopo Vancouver si è dimesso “sollecitato” niente di meno dal Presidente Dmtrj Medvedev che ha chiesto a tutto l’organigramma, ministro dello sport compreso, di togliere il disturbo. La pochezza delle medaglie raccolte, 3 ori 5 argenti e 7 bronzi, è stata un’onta talmente grande da digerire che i vertici russi hanno preferito lasciare la poltrona a testimonianza che quando i risultati agonistici non arrivano qualcuno la responsabilità se la debba prendere e siccome, non avrebbero lavorato sereni in vista dei prossimi giochi invernali che si disputeranno proprio in Russia a Sochi, hanno schiodato il sedere. Qui in Italia una notizia del genere prenderebbe le prime pagine a nove colonne e sarebbe un evento epocale che riecheggerebbe negli anni. Gianni Petrucci ha dato il voto di 5,5 agli azzurri olimpici ma solo grazie all’eccezionale prova di Giuliano Razzoli che in zona Cesarini ha smussato i malumori tricolori. Comunque, all’indomani della umiliazione delle sole 5 medaglie di Vancouver una relazione dal presidente Gianni Morzenti era doverosa. Gli sportivi italiani vogliono sapere, capire per quale motivo il nostro know how è svanito in un batter d’oc-

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Giuliano Razzoli, con il suo Oro ha salvato la spedizione olimpica

chio e per quale ragione, nonostante siamo un paese di eroi, poeti e sciatori, abbiamo raccolto un misero sedicesimo posto. Non siamo né giudici né accusatori ma ogni tanto un segnale deve arrivare, anche il ministro Franco Frattini è intervenuto duramente sul disastro canadese definendolo un flop annunciato a causa della mala organizzazione finanziaria degli atleti gestiti in maniera quantomeno bizzarra a discapito di una nutrita spedizione di parenti ed amici dell’or-

ganigramma azzurro. E Giovanni Morzenti invece di aprire un dibattito con un ministro ex addetto ai lavori, per la cronaca Frattini è stato 12 anni Presidente Commissiome maestri di sci, si è ritenuto offeso ed ha spostato immediatamente il tiro sulla proposta di Bertolaso sulla candidatura de L’Aquila per il 2018: peccato che si impossibile in virtù del fatto che gìà quelle del 2014 si disputeranno in Europa. Insomma, un mondo dello sport che non si vuole prendere le sue

responsabilità, assumere le proprie colpe. Ma non preoccupatevi lo sci è in buona compagnia, pensate solo all’Atletica presieduta dal proprietario dell’Asics Italia Franco Arese che in soli sei mesi, partecipando a due mondiali, quello estivo di Berlino e l’indoor invernale di Doha incredibilmente rappresentati da soli otto atleti, è riuscita nella meravigliosa impresa di ottenere ZERU MEDAGLIE. Prendiamola a ridere, altrimenti c’è solo da piangere.


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Psicologia

del prof. Daniele Popolizio Mental Coach Resp.le “Progetto Europeo sullo Sport”, Direttore Generale CENPIS

Il mental coach Gli spazi d’azione di una figura di alto profilo a crisi della S.S. Lazio non è la prima a destare attenzione nel mondo del calcio. In questo sport conta molto il trinomio allenatore – squadra – società, in particolar modo per creare le condizioni giuste affinché gli atleti si esprimano al meglio. Le pressioni dei media, dei tifosi, dei manager che tutelano gli interessi dei singoli, sono le principali variabili che occorre gestire per poter ottenere il successo. Ma non è semplice in quanto sono variabili “out control”, cioè al di fuori della nostra possibilità totale di controllo. In altre parole può capitare che ognuno vada per conto suo, che si perdano gli obiettivi comuni, cosicché atleti, allenatore e società sportiva vadano in crisi di risultati e di rendimento. E gli atleti, ma tutti gli uomini in generale, tendono facilmente a perdere la rotta quando le cose non vanno secondo le aspettative. E le aspettative, soprattutto se non corrisposte, nel tempo generano molta ansia. Come può intervenire dunque il Mental Coach? Ricordando la differenza tra questa figura di alto profilo sportivo (una laurea e due specializzazioni) e la tradizionale figura dello psicologo, gli spazi d’azione in una situazione come quella della società romana sono globali: 1) intervento sugli atleti (sia in team

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che a livello individuale); 2) intervento sull’allenatore e tutto lo staff tecnico; 3)intervento sulla comunicazione aziendale della dirigenza. Quello che veramente conta è la sinergia fra queste dimensioni di intervento, il loro procedere su binari paralleli, per giungere poi ad un decisivo punto di incontro. niente sedute di gruppo o analisi infinite ma, come da anni già realizzato al Circolo Canottieri Aniene per i nostri progetti olimpici, tecnica dell’imbuto e testing evoluto, metodologie di preparazione calendarizzate con i tecnici secondo gli appuntamenti salienti della stagione. Una preparazione mentale, la prima mai costruita nei Paesi dell’Unione Europea e ormai ufficialmente riconosciuta, che permetta non solo di gestire le crisi e “risollevarsi”, ma anche di correre spediti verso lo sviluppo del potenziale inespresso e l’espressione del Talento disponibile. Senza alcun dubbio, la prima fase è la costruzione del rapporto di fiducia con tutte le figure professionali esistenti, condizione indispensabile per poi procedere verso la gestione delle dinamiche atleti – staff tecnico e verso la creazione di un ingrediente presente in tutti i team di successo: l’armonia. Molti pensano che sia la coesione la variabile indispensabile, ma non è così in realtà. In oltre 7 anni alla guida del noto pro-

getto internazionale di ricerca che conduco sulla performance di alto livello, abbiamo trovato spesso questa preziosa variabile umana, molto difficile da raggiungere ma fondamentale per il raggiungimento del traguardo. L’armonia è paragonabile alle fondamenta di un grande palazzo, nei cui piani troviamo le diverse personalità delle Risorse Umane che ne fanno parte: se uno o più piani vanno a fuoco, o si verifica qualche crepa nel palazzo, le fondamenta lo sorreggono, ne preservano la possibilità di essere ricostruito, o salvato. Ecco gli spazi d’azione del Mental Coach sono esattamente questi, con l’obiettivo principe di creare armonia, o di ritrovarla, risvegliarla qua-

lora smarrita. La sua posizione nel delicato assetto aziendale di una società sportiva è esattamente tra la Presidenza, il Consiglio Direttivo e gli staff tecnici e le squadre. La collocazione di questa esclusiva figura professionale di alto profilo è molto delicata e chirurgica: addestramento di tutte le risorse umane presenti e supervisione delle sessioni di allenamento e di gara. Con spazi particolari creati ad hoc quando le squadre iniziano la nota fase del pregara, e altri predisposti per una possibilità di “intervento in tempo reale”, mentre la gara si svolge. Una figura dunque che non agisce solo sulla mente della Risorsa Umana, ma anche sulle delicate dinamiche di interazione fra esse e sui delicati meccanismi automatici che possono scattare nel corso di una gara. Perché tutti noi, a volte, perdiamo la nostra consueta capacità di creare armonia. O di viverla.


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Focus

di Alessandro Cochi Delegato allo Sport del Comune di Roma

“Una città che ha ospitato i giochi rimane olimpica per sempre” uesto concetto, tanto semplice quanto profondo, è ben evidenziato nelle pagine del dossier olimpico presentato al Coni dal Sindaco Gianni Alemanno e poi illustrato ai giornalisti, al mondo sportivo e alle rappresentanze della società civile presso l’Auditorium di Roma. Questa è cronaca. Da sottolineare, invece, la filosofia incardinata all’interno del progetto. Innanzitutto sarà preponderante il principio della coesione tra i vari portatori di interessi: le istituzioni, i partiti, le categorie sociali ed economiche e i cittadini. L’eventuale Olimpiade romana dovrà essere largamente condivisa. Altro tratto caratteristico del dossier è la compattezza delle infrastrutture olimpiche che saranno baricentriche sul quadrante nord della città con un modello che preveda distanze di percorrenza medie inferiori ai 15’ dal villaggio a tutti i campi di gara. Ma, soprattutto, questa Olimpiade con la quale Roma vuol fare bella figura con il Mondo, dovrà lasciare eredità positive alla città in termini di servizi, godibilità ambientale, infrastrutture e strutture sportive. I cittadini dovranno trarre dall’Olimpiade il giusto beneficio.

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Quindi, in un ideale ponte tra grandi eventi e sport di base, tema che non smetterò mai di stressare, penso sia giusto utilizzare lo spazio messomi a disposizione dell’editore per una operazione, denominata PRISP, cui il Comune di Roma tiene molto. Abbiamo lanciato il Piano Regolatore dell’Impiantistica Sportiva, un primo passo per affrontare l’ingiustizia sociale di quartieri in cui fare sport è, per carenza di impian-

ti, difficile e altri in cui esiste ampia offerta. Il PRISP è strumento di estrema importanza per una corretta programmazione. Più volte e da anni evocato e mai realizzato, questi ha finalmente visto la sua partenza. Il piano si divide in quattro fasi: nella prima è stata effettuata una ricerca di sfondo sulla condizione sociale della città, sulla pratica sportiva, sui comportamenti della popolazione. Nella seconda fase la ricer-

ca ha cercato di dare agli amministratori una precisa fotografia della situazione esistente in città. Tra aree libere ed impianti (divisi per discipline sportive), piani di zona e Punti Verde Qualità, impianti natatori e scolastici, piste ciclabili e impianti parrocchiali si cercherà di effettuare una analisi dell’esistente e, conseguentemente, dei bisogni della popolazione. Nella terza fase vi sarà la costruzione di un sistema informativo territoriale e nella quarta una proposta di piano di sviluppo. Insieme, chiaramente, al Coni, alle Federazioni, agli Enti di Promozione Sportiva, alle società e alle associazioni sportive, alle varie anime del Comune di Roma interessate al progetto e ai Municipi. Sarà questo un piano condiviso. L’obiettivo, quello di dare a Roma una identità sportiva ancor più marcata e un territorio non a macchia di leopardo nell’offerta sportiva. Ed, intanto, è stato inaugurato il campo polivalente della scuola elementare “Raffaello” alla Romanina ed il Bocciodromo più grande d’Europa, dopo tredici anni di ritardi. Oggi, è il fiore all’occhiello di tutto il settore bocce nel Mondo. Sarà in parte aperto alla cittadinanza oltre che agli atleti federali.

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Formazione

a cura dell’Avv. Tommaso Mandato Presidente Sport Form

l ruolo di Responsabile del Settore Giovanile ha assunto nel tempo una notevole importanza, in considerazione soprattutto del fatto che il vivaio costituisce una base fondamentale da inserire nel tessuto connettivo di qualsiasi società sportiva. In questo settore è diventato sempre più necessario integrare le competenze di carattere tecnico con opportune basi di carattere organizzativo che consentano di ottimizzare l’approccio complessivo allo sport di squadra giovanile con particolare riferimento anche agli aspetti di marketing e a quelli regolamentari ed ai rapporti con il mondo professionistico. Nell’attuale palcoscenico sportivo è necessario che il Responsabile del Settore Giovanile, abbia chiari e precisi indirizzi programmatici su cui muoversi. E programmare vuol dire progettare una strada da percorrere: le tappe intermedie, i mezzi da utilizzare, gli strumenti per verificare la qualità e la quantità del percorso effettuato. Il significato del-

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la programmazione deve essere visto in funzione del raggiungimento di obiettivi che sono preventivamente stabiliti. Chiaramente la meta e gli obiettivi devono essere compatibili con i mezzi messi a disposizione dalla società e quindi bisogna rapportarsi alla realtà nella quale è inserito il sodalizio sportivo. Pertanto è fondamentale che il Responsabile sappia verificare la situazione sociale dove si inserisce la società; definire gli obiettivi generali e quelli specifici in particolare; valutare ed approvare le strategie programmatiche. Da qualche anno le società professionistiche hanno attivato nell’ambito del proprio organico, una struttura che si occupa esclusivamente della ricerca di talenti, cioè della vera e propria formazione delle squadre delle differenti categorie, dalla Primavera ai Pulcini, ed uno dei compiti del Responsabile del Settore Giovanile, è proprio quello di coordinare questa attività di “scouting”. Soprattutto per il calcio, questa attività ha assunto una particolare rilevanza, alla luce anche della norma-

Il Responsabile del settore giovanile: manager, educatore e …buon padre di famiglia…

tiva UEFA sui vivai che prevede l’inserimento nelle liste dei calciatori iscritti alle competizioni organizzate dall’organismo europeo di almeno quattro giovani “di formazione locale”. Pertanto sulla base di queste esigenze, le società di solito si organizzano con una vera e propria rete di osservatori che su indicazioni dello stesso Responsabile del Settore Giovanile o del suo staff, quotidianamente si occupano di visionare partite di differenti categorie; da qui viene stesa una prima relazione del giocatore segnalato, che di solito viene valutato la settimana successiva da un osservatore diverso. Nel caso in cui entrambe le segnalazioni coincidano, si interviene con una richiesta ufficiale alla società di appartenenza del ragazzo per organizzare una convocazione presso il proprio centro sportivo. Quando il ragazzo supera tutti provini, il responsabile del Settore Giovanile, conclude l’acquisizione per la stagione successiva. Può capitare però, che pur dimostrando qualità e doti calcistiche, il ragazzo non venga ritenuto ancora maturo, ed

allora, di solito si decide di lasciare lo stesso ad allenarsi con la propria squadra, ma in questo caso, viene continuamente seguito ed osservato, con convocazioni mensili per monitorare ed aggiornare la crescita tecnica. Molto spesso su indicazione dello stesso Responsabile del Settore Giovanile, le società organizzano eventi sportivi sul territorio di competenza al fine di ampliare le conoscenze delle varie Società minori con cui stipulare semmai accordi di collaborazione e soprattutto al fine di monitorare continuamente i giovani atleti della zona. Un’ultima ma fondamentale considerazione va sottolineata per delineare la figura del Responsabile del Settore Giovanile, è quella che lo stesso non può prescindere dall’avere doti umane e una spiccata professionalità perché chi opera nel settore giovanile deve sempre ricordare che la sua attività è particolarmente delicata e va finalizzata principalmente alla crescita della persona come presupposto fondamentale per ottenere poi anche dei buoni atleti..


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Focus

del Prof. Dott. Marco Zilia Bonamini Pepoli Docente in AFS presso Università degli Studi di Roma Foro Italico

Modello organizzativo sanitario durante un evento sportivo al 7 luglio al 2 agosto 2009 si sono svolti a Roma i 13mi Campionati del Mondo di Nuoto. E’ stato indubbiamente l’evento sportivo, riconosciuto a livello internazionale, organizzato al meglio negli ultimi anni. L’apporto mediatico, in termini di audience e presenza sugli spalti, è stata impressionante. Quasi in tutte la gare gli stadi erano colmi di spettatori. In termini numerici oltre ai 2.700 atleti, vi erano circa 3.000 accompagnatori in rappresentanza di più di 250 nazioni. Da questa breve premessa, è possibile immaginare lo sforzo organizzativo fatto per quanto riguarda l’assistenza sanitaria. Personalmente, ho avuto l’onore di essere nominato “Chief Medical Officer” del Mondiale. Mi sono infatti occupato, in prima persona, dell’organizzazione generale sanitaria dell’evento. E’ stato un lavoro molto faticoso, ma mi ha ricompensato con emozioni incredibili. La prima cosa che feci, fu di contattare dei professionisti dell’assistenza sanitaria per grandi eventi: il CISOM (

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Corpo Sanitario di Soccorso dell’Ordine di Malta) e la CRI (Croce Rossa Italiana). Ai primi, affidai la gestione del Villaggio Roma 09 e degli Stadi del Nuoto, della Pallanuoto, dei Tuffi e del Nuoto Sincronizzato. Ai secondi, affidai invece il Polo Natatorio di Osta per il Nuoto di Fondo. Il Personale impegnato è stato,in totale, di circa 250 persone che, a

turno, coprivano tutte le zone di gara. Erano presenti due PMA (Posti Medici Avanzati), ossia grandi tende attrezzate come piccoli Ospedali da Campo. Uno era situato a Roma ed un altro ad Ostia. Al Foro Italico c’erano tre ambulanze di cui due attrezzate per la rianimazione. Ad Ostia, invece, vi erano: un’ambulanza per la rianimazione, un gommone

con medico e paramedico ed una moto d’acqua attrezza per il recupero in acqua. A bordo di ogni piscina erano presenti un Medico rianimatore ed un paramedico, entrambi specializzati nei recuperi in acqua. In ogni albergo che ospitava gli atleti, gli accompagnatori ed i Responsabili della FINA era presente un desk con personale addetto, collegato per le 24h con un call-center medico per eventuali urgenze. Durante tutte le manifestazioni ed in tutti i siti di gara erano presenti squadre di Volontari con uno zaino di pronto soccorso e radiotrasmittenti per comunicare con il Responsabile Sanitario e con il sottoscritto in caso di necessità. Il report finale è stato di circa 500 interventi uno dei quali particolarmente lieto: è nato un bimbo ad una accompagnatrice danese. L’apprezzamento finale della dott.ssa Montjoy, Responsabile generale della FINA, è stato per l’Organizzazione del Mondiale e per me di grande orgoglio, lasciando un segno forte sulla capacità organizzativa (quando lo vogliamo) di noi italiani.


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Diritto e Rovescio

dell’Avv. Sabrina Rondinelli Specializzata in diritto dello sport Dottoranda di ricerca Fac. Giurisprudenza “La Sapienza” sabrina.rondinelli@uniroma1.it

Il Doping nello sport l doping (dall’inglese dope,stupefacente), secondo la definizione degli organismi sportivi, è l’assunzione di sostanze dirette ad aumentare artificialmente le prestazioni in gara del concorrente, pregiudicandone non solo la moralità agonistica, ma in particolar modo l’integrità fisica e psichica. Nonostante i controlli, negli ultimi anni il fenomeno del ricorso al doping è aumentato in maniera dirompente nell’ambiente dello sport. La pratica del doping si configura come un comportamento plurioffensivo, in quanto lede i principi di lealtà e correttezza sportiva, alterando la sana e leale competizione, e d’altra parte,danneggia l’integrità psicofisica degli atleti costituendo una grave minaccia per la salute. La legge del 14 Dicembre 2000 n.376, è considerata il primo effettivo intervento legislativo contro la pratica del doping, che basandosi prevalentemente sul concetto di tutela della salute di quanti praticano attività sportiva, istituisce il “reato di doping”. La legge 376 intende perseguire due obiettivi:la tutela sanitaria delle attività sportive e la lotta contro il doping; quindi i beni giuridici tutelati sono la salute individuale e collettiva e la lealtà delle competizioni sportive. A

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differenza delle precedenti leggi sul doping, con la legge 376, l’ambito di applicazione della normativa è più ampio, in quanto si applica a tutte le competizioni agonistiche in cui partecipano gli atleti e non solo dunque, quelle organizzate da Enti ufficiali (Coni etc). La legge contiene:1)previsione, quale ipotesi di reato, della condotta di chi assume sostanze dopanti;2) introduzione di specifiche sanzioni accessorie, quali l’interdizione temporanea o permanente dell’attività sportiva o sanitaria, per chi assume e per chi somministra le sostanze vietate;3) istituzione di una Commissione di Vigilanza e di controllo (cd Commissione Antidoping) di nomina ministeriale. Le sanzioni penali per il reato di doping, cosi come disciplinate dalla Legge 376 del 2000 sono: 1)E’ punito con la reclusione da tre mesi a tre anni, chiunque procura ad altri, somministra, assume o favorisce comunque l’utilizzo di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive, che non siano giustificati da condizioni patologiche e siano idonei le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo, al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti, ovvero siano diretti a modificare i risultati dei controlli sull’uso di tali farmaci o sostanze.

2)La pena si applica,salvo che il fatto costituisca più grave reato, a chi adotta o si sottopone alle pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo,al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti ovvero dirette a modificare i risultati dei controlli sul ricorso a tali pratiche. La pena è aumentata:1)se dal fatto deriva un danno per la salute;2) se il fatto è commesso nei confronti di un minorenne;3)se il fatto è commesso da un componente o da un dipendente del Coni ovvero di una federazione sportiva nazionale, di una società, di un’ associazione o di un ente riconosciuti dal CONI. Altro spunto di riflessione che offre la legge 376, riguarda la possibilità che l’atleta neghi il consenso al controllo antidoping; in tal caso,la possibilità di accertare la commissione del reato di doping sportivo da parte dell’atleta,verrà ad essere sostanzialmente vanificata, a meno che non vi siano altri elementi probatori;si aggiunga che tale diniego non è stato assoggettato a pena, a differenza del rifiuto di sottoporsi all’accertamento dello stato di ebbrezza da alcool o da sostanze stupefacenti art.186 codice della strada, ma solo a sanzioni e procedure disciplinari sportive. Or-

bene, la mancata previsione di un obbligo penalmente sanzionato per l’atleta di sottoporsi ai controlli, determina serie difficoltà di accertamento probatorio. Quel che è certo è che il fenomeno del doping sta dilagando a macchia d’olio e diventando quasi una “prassi” nel mondo sportivo;un fenomeno che anziché regredire, si sta ampliando in modo esponenziale, pensiamo ai vari fenomeni nel calcio, nel ciclismo e etc. Questo può in parte evidenziare la scarsa efficacia deterrente della legge in materia di doping ma soprattutto la necessità che, al di là di una attiva repressione, venga fornito un forte contributo, da parte di chi opera nel mondo sportivo, volto al ravvicinamento e sensibilizzazione degli atleti, specialmente i più giovani, ai valori di una sana cultura sportiva.

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Fitness

di Fabio Ingargiola Personal Trainer fabioingargiola@yahoo.it

Glutei perfetti ambe e glutei sono parti del corpo alle quali l’universo femminile dedica gran parte delle proprie attenzioni: la maggior parte delle donne vuole raggiungere o conservare tonicità e forme esteticamente gradevoli alla parte inferiore del corpo. Vediamo insieme cosa fare, cosa evitare e perché.

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UN PO’ DI ANATOMIA Il gluteo non è un singolo muscolo ma è formato da un insieme di tre muscoli, rispettivamente il piccolo, medio e grande gluteo. Questi muscoli originano dall'anca e si inseriscono nella parte prossimale del femore (trocantere). La loro azione principale è quella di estendere ed addurre l'anca. Il gluteo è uno dei muscoli più forti del corpo:sostiene circa l’80% del nostro peso. Questo significa che ha bisogno di essere sollecitato con stimoli molto intensi (carichi pesanti) per essere allenato al meglio. ERRORI E FALSI MITI L’errore più comune e quello di evitare esercizi fondamentali come squat, affondi o stacchi per l’errata convinzione che fanno ingrossare le gambe: molte ragazze hanno la fobia di ingrossare i loro muscoli semplicemente tramite contatto con il bilanciere ancora prima di aver iniziato la serie. Sfatiamo una volta per tutte questo mito: non dipende dall’esercizio ma dalle serie e dalle ripetizioni che esegui (e ovviamente dall’a-

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limentazione). Il diffuso timore che allenandosi con i pesi si possa ottenere in brevi tempi uno sviluppo muscolare eccessivo è assolutamente senza senso. Il secondo errore e quello di allenare i glutei con serie infinite (cosi si “asciuga”): in realtà allenare gli arti inferiori con ripetizioni molto lunghe produce lo sfinimento di molte unità motorie, il cui effetto a medio lungo termine è un aumento considerevole della massa muscolare (aumento della circonferenza delle cosce e glutei). Quindi eseguire infinite serie di slanci con o senza cavigliere, alle macchine, in quadrupedia non solo non porta miglioramenti, ma può anche peggiorare la situazione. In un razionale programma di allenamento per i glutei, dunque gli slanci e le estensioni, e tutti gli esercizi di potenziamento degli arti inferiori a carico naturale o con sovraccarichi leggeri (2-5kg) che superano le 6 ripetizioni trovano spazio solo se inserite in un allenamento a circuito, intervallato da un adeguato lavoro aerobico. DONNE E PESI BINOMIO PERFETTO Abbiamo chiarito una volta per tutte che i migliori risultati si ottengono con gli esercizi fondamentali: squat, affondi saggittali e stacchi. Questi esercizi dopo un adeguato periodo di adattamento, si possono eseguire con pesi liberi (scelta che io prediligo a meno di particolari patologie) oppure in

foto di Vanessa Filonzi

sostituzione si possono utilizzare le macchine isotoniche (pressa e multipower). Ora vediamo nel dettaglio i carichi di lavoro, le serie e le ripetizioni. Prendiamo l’esercizio base:lo squat. Seleziona un carico che ti consenta l'esecuzione di 5 ripetizioni, che corrisponde, con minimi margini d'approssimazione, al 50% della tua forza disponibile (100% = 1 sola ripetizione possibile). Esegui solo 5 ripetizioni, anche se te la senti di farne alcune in più. Riposo 20 secondi. Esegui ancora 5 ripetizioni e non più, anche se sarebbe possibile continuare. Riposo 20 sec. Esegui altre 5 ripetizioni con recupero sempre di 20 sec. L’ultimo sforzo, esegui le ultime 5 ripetizioni. Perfetto. Hai ultimato una serie contenente 4 microserie (split) da 5 ripetizioni. Ora recupera 2 minuti e ripeti tutto esattamente uguale. Si può eseguire sia con lo squat che con gli affondi o con gli stacchi gambe leggermente flesse. Fai molta attenzione all’esecuzione corretta dell’esercizio: nello squat e negli affondi il ginocchio non de-

ve mai superare la linea del piede; negli stacchi la schiena è piatta e il peso rimane attaccato al corpo. L’esecuzione deve essere controllata nella fase di discesa e leggermente più veloce nella fase di salita, il movimento fluido e uniforme. PERCHÈ È EFFICACE? Perche hai fatto un lavoro di qualità (carichi intensi) senza un significativo incremento d'acido lattico (serie interrotte a 5 ripetizioni). Hai attivato le fibre veloci, quelle che rispondono a sollecitazioni brevi ma intense e danno aspetto tonico e definito al tuo muscolo (la massa magra andrà a sostituire quella grassa). Attenzione a non superare le 5-6 ripetizioni (quando usi sovraccarichi) nell’allenamento degli arti inferiori. Tante ripetizioni attivano il meccanismo glicolitico lattacido e l’acido lattico è precursore della cellulite. Inoltre troppe ripetizioni non consentono la circolazione distrettuale per molto tempo e la cellulite è condizionata soprattutto da una cattiva circolazione. Buon allenamento!


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Cover

Grandi nomi e un ricco programma per la kermesse napoletana

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Torna SEBS-Fimes:

fitness, wellness & danza in vetrina itness, danza, wellness. Ecco la ricetta della seconda edizione di SEBS – Fimes, l’evento che si terrà a Napoli, alla Mostra d’Oltremare, il 17 e 18 aprile 2010. Organizzato dalla Planet Stand Creation, in collaborazione con la Mostra d’Oltremare e con il patrocinio dell’Assessorato allo Sport del Comune di Napoli, la manifestazione è una grande vetrina per specialisti e addetti al settore, ma è anche una grande opportunità per appassionati dello stare in forma. Entusiasmo e voglia di fare hanno permesso di mettere assieme un evento straordinariamente ricco e variegato. La manifestazione propone, infatti, corsi, gare, esposizioni, novità del settore, incontri, workshop e tanto altro. Gli spazi saranno divisi in aree tematiche, ognuna delle quali presenta un proprio, ricco, programma: tutti coloro che prenderanno parte all’evento, potranno partecipare alle lezioni, fare ginnastica e allenarsi con i grandi personaggi presenti. L’Area Fitness avrà un palco targato SEBS dedicato alle lezioni di presenter di fama internazionale e a quelle del team YPC (Your Personal

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Sarà un vero e proprio teatro per le scuole di danza e i presenter, un evento unico nel suo genere: si alterneranno sui palchi ballerini di danza moderna, jazz in gruppo o singoli che prenderanno parte al Concorso S.E.B.S. Danza.

Coach), che ha come direttore tecnico Emanuele Mattera, eclettico personal trainer delle star nazionali. Tra i presenter YPC, Stefania Bianchini, campionessa mondiale di kickboxing; Karim Belarch, star internazionale dell’hip hop; Liza Kornilova, talentuosa ballerina: essi proporranno discipline come il kettlebell, il fitness funzionale, il fitball extreme e l’heroes training.

Inoltre, l’Area Fitness ospiterà l’Evento Eruption con Sasà Nocerino, Paolo Evangelista, Gil Lopes e tanti altri presenter. Sempre in quest’area ci saranno il Palco Evolution Fitness, il Palco Spinning Star Truc e lezioni con noti presenter di Bosu e Gliding, Gymsticke. L’Area Danza, il cui direttore artistico è Dino Carano, sarà un vero e proprio teatro per le

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scuole di danza e i presenter, un evento unico nel suo genere: si alterneranno sui palchi ballerini di danza moderna, jazz in gruppo o singoli che prenderanno parte al Concorso S.E.B.S. Danza. In palio anche diverse borse di studio messe in palio dall’ANPD&T (Associazione Nazionale promozione Danza e Teatro), dall’Accademia Nazionale di Danza di Roma e dal Centro Regionale della Danza Lyceum, diretto da Mara Fusco. Guest star di questa area, Little Phil, già applauditissimo durante la prima edizione SEBS – Fimes, e Martin Kudelka: i due ballerini e coreografi americani hanno collaborato con grandi star come Janet Jackson e Justin Timberlake; inoltre, in questa area, ci saranno molti presenter d’eccezione tra i quali Marco Garofalo, che ha partecipato alla trasmissione Amici, Veronica Peparini, coreografa del tour di Tiziano Ferro, Erika Silgover, Michele Oliva e Ferdinando Arenella. Nell’area danza si terranno due diversi tipi di stage, “open” e “off”, entrambi a numero chiuso. Ai primi si potrà parteci-

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pare con il semplice biglietto di ingresso alla manifestazione; per i secondi, invece, è prevista un’iscrizione a parte. L’area Danza, a SEBS, offrirà tantissimo spettacolo e divertimento. E non potevano, quindi, mancare le nuove tendenze della danza che si esprimeranno nell’Area Etnica con la riscoperta di balli indiani, tribali e afro. E il divertimento sarà anche nel grande spazio dedicato a discipline esotiche come il merengue, la bachata, il reggaeton, la salsa, il flamenco e il tango. Anche quest’area avrà un ospite d’eccezione: il grande ballerino e coreografo cubano Lieb j Enrich. L’Area Wellness ospiterà un’affermata disciplina olistica, il BodyFly, che sarà presentata proprio dal suo creatore, il maestro Gennaro Setola. Quest’area dedicherà anche un grande spazio alle novità sul mondo del benessere e della medicina sportiva. Riservata alle discipline acquatiche è l’Acqua Zone, con piscine e palchi per lezioni ed esibizioni. Ospite di quest’area, Paolo Michielet-

to, presenter EEA (European Aquatic Association) e FIN (Federazione Italiana Nuoto), attualmente collaboratore del Winter Park di Torino, che proporrà le ultime novità nel settore della preparazione atletica e del riequilibrio posturale in acqua. Nell’Area Congressi e Workshop saranno proposti corsi di aggiornamento e stage dedicati agli operatori del settore, a cura di Sportform, associazione di formazione sportiva. Saranno, inoltre, organizzati workshop a cura dei maggiori presenter di S.E.B.S. che uniranno alle lezioni pratiche, la formazione teorica. Ad animare i due giorni della manifestazione, ci saranno anche il Micheal Jackson Tribute (grande concorso-show alla scoperta di nuovi talenti, ripercorrendo le tappe della carriera del re del pop. L’evento sarà diviso in quattro categorie: cantanti, ballerini solisti, passi a due, gruppi coreografici) e il I° Gran Prix Gensan Altezza/Peso (concorso diviso in categoria Amatori e Altezza/Peso - per gli uomini - e Bikini/Routine, per le donne). SEBS


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sarà anche l’occasione per partecipare al Concorso Casting Call finalizzato alla scelta dei protagonisti (sia uomini che donne) di un concorso di bellezza nazionale i cui vincitori, rigorosamente single, prenderanno parte al programma televisivo nazionale FaceLove.tv in onda su Sky. Come nella tradizione delle fiere, SEBS-Fimes avrà anche un’Area Esposizione con tutto ciò che riguarda il mondo dello sport: abbigliamento, gadget, alimentari. SEBS-Fimes è anche solidarietà. Sarà infatti allestita un’apposita Area Etica con importanti eventi di beneficenza. In particolare, sarà presentata la UNICEF RACE 8.396 NAPOLIPORT AU PRINCE che coinvolgerà anche alcuni atleti olimpionici in una corsa virtuale: su appositi tapirulan si coprirà simbolicamente la distanza tra Napoli e la capitale di Haiti per portare un contributo alla popolazione colpita dal recente sisma. Presenzierà all’evento, anche Susan G. Komen, associazione no profit per la cura del cancro al seno, con raccolta fondi e una speciale ruota della fortuna con gadget e premi.


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1.200 bambini vestiti di Azzurro I

di Matteo Cirelli_foto di Francesca Lattanzi

l 18 marzo scorso una grande festa durata tutto il giorno ha sentenziato la fine dei lavori annuali del Movimento per l'Etica e la Cultura nello sport. Ospiti d'eccezione gli eroi di Italia Germania 4 a 3, compagni di squadra del presidente Gianni Rivera Si è conclusa con una grande festa l'attività del Movimento per l'Etica e la Cultura nello Sport, costituitosi nell'ottobre 2009 con l'obiettivo di promuovere nelle giovani genera-

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zioni i valori positivi che risiedono nelle attività sportive. La giornata del 18 marzo, che ha sentenziato la fine dei lavori annuali del movimento, ha vissuto molti momenti importanti, che hanno sottolineato quanto il Mecs e il suo messaggio abbia fatto breccia nel panorama sportivo, e non solo, nazionale. Nella mattinata il presidente del Mecs Gianni Rivera e il comitato organizzatore formato da Luigi Capasso, Paolo Del Bene e Tommaso Mandato hanno incontrato, presso l'Acqua

Acetosa, oltre un migliaio di ragazzi provenienti dalle scuole medie inferiori di Abruzzo, Campania, Lazio e Molise per la “Festa Nazionale dell’Etica nello Sport”. Nel pomeriggio il gruppo si è poi spostato presso l'Università Luiss “Guido Carli” dove, insieme al presidente Figc Giancarlo Abete, il vicepresidente Figc Demetrio Albertini, il senatore Raffaele Ranucci, il presidente dell'M Roma Volley e del Siena Calcio Massimo Mezzaroma e il presidente della facoltà di giurisprudenza


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della Luiss “Guido Carli” Giovanni Lo Storto, hanno dibattuto sull'importanza dell'etica nello sport di fronte a un numeroso pubblico composto dagli studenti delle facoltà e dai numerosi giornalisti accorsi all'evento. Nonostante l'interesse suscitato dagli interventi dei vari relatori, il pubblico non ha potuto però fare a meno di distrarsi un po' per guardare la prima fila della sala convegni dell'ateneo di viale Romania. Di fronte al Golden Boy del calcio italiano infatti sedevano gli indimenticabili campioni di Italia Germania 4 a 3, universalmente riconosciuta come la partita del secolo. Mazzola, Boninsegna, Zoff, Iuliano, Niccolai, De Sisti e Vieri hanno presenziato a tutta la giornata organizzata dal Mecs e dal loro ex compagno di squadra Rivera. Di nuovo insieme dopo le memorabili gesta del 1970, gli otto mostri sacri del calcio

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italiano hanno partecipato con passione, coinvolgimento e il solito spirito goliardico alla kermesse, che è stato anche momento per ricordare proprio quell'immortale partita, incastonata nella mente e nel cuore degli italiani non solo come una grande impresa sportiva, ma anche come un momento di trionfo proprio di quei valori etici al centro della missione del Mecs. A quaranta anni da quella partita e a pochi mesi dall'inizio del Mondiale in Sudafrica, gli azzurri di Messico '70 hanno ricevuto dal presidente della Federcalcio Abete e dagli altri relatori la maglia ufficiale che l'Italia vestirà nei prossimi Mondiali. Un atto di affetto da parte della Figc verso chi ha contribuito a rendere grande la nazionale di calcio, ma anche un augurio per l'imminente Campionato del Mondo, che ci vede ancora una volta protagonisti e, per la quarta volta nella Storia, campioni in carica.


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Facendo un passo indietro nella cronaca della giornata, torniamo alla mattinata trascorsa al Centro di Preparazione Olimpica dell'Acqua Acetosa, dove il Mecs ha organizzato per oltre un migliaio di ragazzi provenienti dalle scuole inferiori di Lazio, Abruzzo, Molise e Campania la “Festa Nazionale dell'Etica nello Sport”. Dopo essere stati omaggiati di alcuni gadget offerti dagli sponsor della manifestazione (per tutti merendine Ferrero, figurine Panini e una copia del Corriere dell Sport), gli alunni delle scuole partecipanti si sono impegnati nell'impianto polivalente in sei discipline sportive: basket, volley, calcetto, rugby, golf e hockey. Una delegazione dei ragazzi, insieme ai loro professori di educazione fisica, hanno poi incontrato gli otto protagonisti di Italia-Germania 1970, ai quali gli alunni ho posto le domande più disparate, dai più attenti commenti sul calcio contemporaneo alle più insolite e divertenti cu-

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riosità sul calcio che fu. Al termine delle attività ai quattro gruppi regionali è stato infine consegnato il riconoscimento per il 2010 per quanto hanno fatto in nome dell’Etica nello sport. La “Festa Nazionale dell'Etica nello Sport” ha rappresentato il giusto coronamento dell'attività svolta nell'ultimo anno dal Movimento per l'Etica e la Cultura nello Sport. Il Mecs si è infatti mosso in questi mesi con passione e competenza, portando il proprio messaggio nel Lazio, Campania, Abruzzo e Marche. La macchina organizzativa del Movimento è composta, oltre che dal presidente Rivera e dal triunvirato Capasso, Del Bene e Mandato, da una squadra di ragazze e ragazzi che “volontariamente hanno abbracciato il progetto investendo il loro tempo libero, e qualche volta anche di più, rendendo possibile tutto questo”(G.Rivera). Il grande lavoro congiunto ha permesso al Mecs di entrare a stretto contat-

to con i ragazzi, tramite quattro appuntamenti denominati “La giornata del Etica e la Cultura sportiva” svoltisi fra novembre e febbraio a Roma, Napoli, Ancona e L'Aquila. In tutte e quattro le occasioni il Mecs ha incontrato migliaia di studenti, che si sono dimostrati curiosi e interessati al messaggio dell'etica e della cultura nelle attività sportive, onnicomprensivi campi di interazione sociale e crescita civica. I ragazzi stanno inoltre sottolineando il loro coinvolgimento alle attività del Mecs partecipando copiosamente alle due iniziative promosse dal Mecs, SegnalEtica e Eticamp. Nelle tappe di Roma, Napoli, Ancona, L'Aquila e nella giornata conclusiva del 18 marzo infine, i professori di educazione fisica delle scuole coinvolte sono stati insigniti dal presidente del MECS Gianni Rivera della nomina di “Cavalieri dell'Etica Sportiva” , per il loro ruolo fondamentale nella propagazione dei valori etici nelle nuove generazioni.


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ETICAMP E SEGNALETICA Il Movimento per l’Etica e Cultura nello Sport presenta L’ETICAMP, un camp socio- pedagogico -sportivo rivolto ai ragazzi/e dai 7 ai 14 anni. La durata e l’intensità delle varie proposte sportive vengono calibrate tenendo in considerazione l’età e la predisposizione alle varie attività di ogni singolo partecipante. Particolare attenzione viene riservata al giusto equilibrio tra attività fisica, recupero, alimentazione, giochi ed animazione. Gli sports verranno sempre proposti in forma ludica attraverso metodologie semplici e divertenti, garantendo così ai giovani partecipanti di affrontare anche attività nuove. I partecipanti al Camp avranno la possibilità di vivere un’esperienza di sport globale accompagnati anche dai campioni dello sport che staranno insieme a loro. Oltre a sperimentare le varie attività sportive insieme i ragazzi avranno la possibilità di ascoltare persone esperte in campi come alimentazione ed educazione ambientale. Inoltre potranno vivere insieme ai Campioni Olimpici per tutta la Settimana. Il Camp ha quindi, l’obiettivo di far sperimentare ai ragazzi, oltre che diversi sport, anche e soprattutto il gusto del gioco e della scoperta dell’ambiente naturale e sociale. I partecipanti al Camp avranno quindi la possibilità di vivere una settimana all’insegna dello sport, del gioco e del divertimento. Integrazione fra Normodotati e diversamente abili Il progetto “EtiCamp” nasce dall’idea di realizzare un momento di crescita globale dei ragazzi e l’integrazione fa

parte di questa globalità. Attraverso le attività sportive l’integrazione tra ragazzi normodotati e diversamente abili sarà resa più semplice: il ragazzo diversamente abile potrà sentirsi parte integrante del suo gruppo e i compagni riusciranno a percepire la sua realtà calandosi concretamente nelle dinamiche dello sport che lui vuole o che può praticare.

ATTIVITÀ SPORTIVE PROPOSTE Pallacanestro, Pallavolo, Calcio, Calcetto, Rugby, Atletica Leggera , Ginnastica Generale e Nuoto

Attività Didattica: Attività di educazione ambientale e educazione alimentare con tecnici specializzati

PERIODO SEDE DEL CAMP: Da domenica 4 a Sabato 10 Luglio 2010 Chianciano Terme Età Ragazzi/e: dai 7 ai 14 anni

SegnalEtica Il concorso aperto a tutti gli studenti delle scuole medie aderenti all'iniziativa delle regioni Lazio, Campania, Abruzzo e Marche e basato sulla realizzazione di un elaborato che abbia come tema l'Etica nello Sport. I ragazzi potranno inviare i propri componimenti al sito www.eticanellosport.com sezione concorso SegnalEtica.

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amore a prima vista Il windsurf è una passione?! No, ormai è diventato un vero e proprio stile di vita! di Chiara Calace_foto di Daniele Stanisci

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l surfista doc non ha un’età precisa; non è un commercialista nè un avvocato. Si riconosce da alcuni particolari che lo rendono unico e caratteristico: la mattina un vero surfista guarda fuori dalla finestra se le chiome degli alberi si muovono; basta un alito di vento che scatta un esodo pazzesco verso le onde. Arrivano in giacca e cravatta, si cambiano, si infilano la muta e per un paio d’ore si dimenticano completamente del loro lavoro entrando in una dimensione parallela. “Su internet siamo in grado di vedere le previsioni del tempo fino a sette giorni dopo e così molti professionisti fissano i loro appuntamenti di lavoro proprio in virtù del “vento”, per cercare di ritagliarsi uno spazio per

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andare a surfare”, ci confessa R.G. professionista di windsurf e campione mondiale di freestyle e wave, che spesso si ritrova ad ospitare nella sua spiaggia amici che sfuggono alla quotidianità lavorativa. R. G., dopo aver realizzato l’anno scorso insieme con Red Bull una rampa artificiale per simulare il salto sull’onda da acqua piatta, e dopo aver inventato Misty Wave, salto mortale in avanti con la vela al contrario, attualmente si sta concentrando sulla promozione e la didattica, mantenendo un piede nelle competizioni ed uno nell’organizzazione di grandi eventi. La X Ray Windsurf Academy, la scuola fondata da Gasperini a Marina di Palo presso il centro Nalu, è diventata in poco tempo il punto di riferimento per persone da-

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gli 8 ai 60 anni. Oltre al windsurf si praticano attività innovative e anche un po’ modaiole come il puddle surf, un surf da onda lungo tipo un longboard ma con una pagaia che ti spinge come una canoa. Cinque anni fa è iniziato il tour itinerante X Ray Talent Factory, sponsorizzato da Red Bull, alla ricerca di giovani talenti. Da due anni l’X Ray Talent Factory fa tappa fissa ad Olbia e quest’anno si terrà contestualmente ai campionati italiani di windsurf dal 28 giugno al

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5 luglio 2010. Per il 2011 è in progetto anche un X Ray Girl Special. Il windsurf si divide in diverse discipline, quella velocistica, ossia lo slalom, e le due acrobatiche: il freestyle sull’acqua piatta e il wave sulle onde. Pur essendo uno sport individuale, è l’unica attività che crea molta aggregazione, che anche quando finisce continua con le pubbliche relazioni, con l’abbigliamento, con i luoghi di ritrovo, con la musica, le feste sulla spiaggia fino a diventare una vera

e propria droga. I surfisti sono tutti parte di una grande tribù, sono mosche bianche in un mondo misterioso ed affascinante; grazie ai circoli nati negli ultimi anni si è creata una vita di gruppo molto intensa, che prima non era possibile per mancanza di spazi ed attrezzature adeguate. Ora, da Fregene a Santa Marinella, al Circeo è pieno di stabilimenti dove poter praticare questo sport ma, occhio!, è vivamente sconsigliato fidanzarsi con un surfista, nuoce gravemente alla salute!


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Successo organizzativo e valanga di medaglie per il primo

Mondiale di sci della Fisdir di Massimiliano Morelli

eanche a spiegare l’emozione che s’è vissuta al Passo del Tonale per la prima edizione dei campionati di sci (alpino e nordico) che si sono svolti sotto l’egida della Fisdir, la Federazione italiana sportivi con disabilità intellettiva relazionale. Emozionante, come sempre avviene quando c’è lo sport di mezzo. Unica, vista e considerata la presenza di atleti che hanno atteso a lungo quello che, ufficialmente, può tranquillamente essere definito come un “battesimo” della neve. E qui va subito spiegato che il bilancio dei campionati Mondiali InasFid (organizzati dalla Polisportiva disabili Valcamonica) è più che positivo. Negli sport invernali, la pioniera Italia ha vinto e convinto sia sotto il punto di vista dei risultati che sotto il profilo organizzativo. Alla resa dei conti il bilancio per gli Azzurri è di 2 medaglie d'o-

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ro, 5 argenti e 6 bronzi. Impensabile, alla vigilia. Subito lo sci nordico. Peter Schroffenegger nel chilometro maschile ha trionfato in 6’07”27 davanti ad altri due Azzurri, Di Muro e Pichler; la staffetta 3x1 chilometro maschile formata da Berardi, Schroffenegger e Pliger ha portato a casa la seconda delle due medaglie d’oro. Peter “Speedy” Schroffenegger non si è limitato ai due ori, ma ha messo in cascina anche un bronzo nella 3 km maschile, gara dominata dagli austriaci Mayr e Knogler. Nella 5 km, l'altro eroe della staffetta Berardi ha conquistato proprio all'ultima curva l’argento davanti all'austriaco Knogler e subito dietro Mayr. Tra le ragazze Daniela Forer ha agguantato il bronzo dietro le due ceche Bubakova e Novakova. Nello sci alpino ancora soddisfazioni tricolori: nel gigante femminile Ghiselli e Plet si sono piazzate rispettivamen-

te seconda e terza alle spalle dell'austriaca Mackowitz, che ha chiuso le due manche con lo stratosferico 2’06”36. Nel maschile, argento per Ervin Mulsteiger, che ha conquistato anche la terza piazza nello slalom dietro al ceko Jakub Novac e all’austriaco Haissl. Entusiasta il presidente federale Marco Borzacchini, sempre presente sui campi di gara e capace d’immedesimarsi in maniera straordinaria con gli atleti. Con lui, il segretario generale Fabrizio Lattanzio. Alla tre giorni del Tonale (le gare si sono svolte dal 7 al 10 marzo) hanno partecipato in qualità di osservatori anche Linda Casalini (Delegato regionale Fisdir) e il Presidente regionale Cip della Lombardia Santelli, oltre all’ex olimpionico Luca Cattaneo, discesista azzurro che ha partecipato anche a un’edizione dei Giochi olimpici. Fu azzurro a Nagano, nel 1998. Niente male, come parterre de roi.


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Obiettivo Giovani

Obiettivo Giovani, i numeri del successo del progetto sociale della Virtus Roma di Francesca Mei

ato inizialmente come un progetto triennale, Obiettivo Giovani, visto il grande successo, sta proseguendo anche quest'anno con risultati molto soddisfacenti. Ideato appunto tre anni fa dalla Pallacanestro Virtus Roma, la squadra di basket di vertice della Capitale, ha lo scopo di diffondere sul territorio la cultura sportiva, promuovendo e organizzando una serie di iniziative volte ad aggregare e unire nel comune spirito di una sana passione sportiva. La Virtus, grazie alla collaborazione di prestigiosi Partner e di tante collaborazioni (Istituzioni, Università, Associazioni ed Enti), nei primi tre anni di vita del progetto, ha avvicinato circa 20.000 fra bambini, ragazzi, studenti, allenatori e praticanti, coinvolgendoli in un pro-

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gramma specifico composto da circa 25 fra attività di formazione, eventi e iniziative promozionali. I Corsi Formazione hanno coinvolto circa 1000 partecipanti e circa 100 relatori fra cui Valentina Vezzali, Josefa Idem, Fabrizio Macchi, Luca Marchegiani, oltre a medici, tecnici e giocatori della Lottomatica Roma e illustri nomi del mondo dello sport, del giornalismo e dell´università. I Progetti Scuola (Squadra in Comune, Io gioco a basket… e tu?) hanno invece coinvolto 7.200 partecipanti con l´intento di insegnare i fondamentali del basket ma anche le regole per un approccio corretto allo sport. In 3 anni, sono state organizzate 12 manifestazioni fra cui Tornei 3vs3 e Feste di miniba-

sket, che hanno coinvolto circa 2.000 tra bambini, ragazzi e adulti. La Virtus coinvolge anche Società Sportive e Scuole durante le gare casalinghe della Lottomatica ed effettua visite dei propri giocatori presso Società e Scuole del territorio che finora hanno visto la partecipazione di quasi 3000 bambini e ragazzi. La IV edizione di Obiettivo Giovani ha preso di fatto il via lo scorso 27 settembre con “Mettila nel cesto… giusto”, iniziativa nata, nell´ambito del Festival Internazionale dell´Ambiente, dalla collaborazione con il Comune e l´Assessorato alle Politiche Ambientali e del Verde Urbano, per promuovere il rispetto dell´ambiente e la raccolta differenziata.


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Al quarto anno è giunto anche il corso di formazione, che nel mese di marzo ha visto lo svolgimento dei cinque moduli teorici: si è parlato di settore giovanile, di impiantistica, di gestione di una squadra, di basket come mezzo di integrazione e di doping. Ad aprile il corso si chiuderà con tre moduli tecnici. Fra le altre iniziative di quest'anno: Progetto Scuola Primaria, che ha triplicato le scuole partecipanti; Torneo 3vs3; Festa del minibasket; Premio Obiettivo Giovani; e per la prima volta dopo tanti anni, un Camp Estivo a Chianciano. Insomma, la Pallacanestro Virtus Roma non vuole solo essere il grande basket della Capitale, ma vuole sempre più sentirsi parte integrante della società e dei giovani che la popolano.

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Perchè la pallavolo non “tiene” la grande città? di Marco Trozzi

a pallavolo è uno sport molto diffuso a livello nazionale, una disciplina amata da un pubblico eterogeneo che segue in modo appassionato i propri beniamini sia a livello di nazionali sia di club. Ci sono alcune storiche piazze nelle quali il volley è da sempre un’istituzione, centri urbani di provincia che rappresentano delle vere e proprie “roccaforti” della disciplina. Uno dei luoghi comuni più diffusi in ambito sportivo vuole proprio che la pallavolo incontri delle difficoltà ad attecchire nelle grandi città, ma se analizzato attentamente, il fenomeno è più complesso ed è giusto fare delle precisazioni.

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Innanzitutto bisogna sottolineare che il volley, insieme a molti altri, rientra in quel gruppo di sport definiti “minori”. Questa etichetta non è del tutto appropriata perché, se si ragiona in questi termini, in Italia tutte le discipline sportive dovrebbero essere considerate tali a causa della presenza ingombrante del calcio in grado di “fagocitare” e monopolizzare gran parte del panorama sportivo nazionale compresi i media e i mercati finanziari che vi gravitano attorno. Il calcio, infatti, è lo sport più seguito in Italia, una vera e propria fabbrica da soldi che non ha rivali e che naturalmente ha degli effetti collaterali a tutti i livelli, un “unicum” che non ha eguali. La pallavolo non ha le stesse potenzialità e

possibilità economiche, ma questo non significa che non riscuota successo nelle grandi città, tutt’altro. Al momento i centri urbani che hanno formazioni che militano in serie A1, sia in ambito maschile sia femminile ad esempio, sono tendenzialmente realtà medio–piccole, ma non è stato sempre così, basti pensare alle società che in passato hanno vinto il titolo tricolore maschile.

Uno sguardo al passato Quelli che si stanno svolgendo quest’anno sono i Campionati italiani di pallavolo di serie A1 numero 65. Tornei la cui prima edizione si è tenuta nel 1946 e che sono stati vinti da


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Rispetto al calcio la pallavolo non ha le stesse potenzialità e possibilità economiche, ma questo non significa che non riscuota successo nelle grandi città, tutt’altro. Ravenna (maschile) e Bergamo (femminile). Per quanto riguarda il maschile, in passato città come Roma, Catania, Bologna, Torino e Firenze hanno prevalso sulle altre, a testimonianza del fatto che anche i grandi centri urbani sono stati protagonisti della scena pallavolistica nazionale. Proprio la Capitale rappresenta l’ultima metropoli ad avere avuto una squadra in grado di aggiudicarsi il titolo nazionale nella stagione 19992000. Quella che s’impose in finale contro Modena era una squadra di tutto rispetto, dove militavano campioni del calibro di Marco Bracci, Andrea Gardini, Paolo Tofoli, Vladimir Grbic, Osvaldo e Ihosvany Hernandez. Dopo lo scudetto di Roma si sono imposte Treviso (quattro volte), Modena, Macerata, Tren-

to e Piacenza. È un dato di fatto indiscutibile che le città di provincia abbiano sempre prevalso sulle grandi, ma cercare una motivazione che non riconduca all’aspetto prettamente economico, è praticamente impossibile se non inutile. Ancora più evidente è la situazione nel settore femminile, dove da sempre la fanno da padrona realtà come Ravenna (undici titoli) o la Volley Club Bergamo (sette). Città quali Catania o Bari, dove la pallavolo è molto seguita e amata, ad esempio, si sono imposte una sola volta in sessantaquattro anni. Eistono però anche dei casi che testimoniano come a volte i grandi investimenti finanziari non siano necessariamente sinonimo di successi sul campo: si sta parlando del caso di Milano, che tra la fine degli anni ’80 e l’inizio di quelli ’90 fu acquistata dal gruppo Fininvest. In quella squadra, in particolare nella stagione 1991-1992, giocarono gli allora azzurri Andrea Zorzi, Andrea Lucchetta, Claudio Galli e gli staunitensi Jeff Stork (palleggiatore) e Robert Ctvrtlik (schiacciatore). A volte, dunque, lo spendere molti soldi non significa costruire la squadra effettivamente più forte e forse il capoluogo lombardo è il caso più eclatante.

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Le nazionali azzurre, dunque, sono la prova più evidente che nel nostro Paese c’è voglia di seguire il volley; un pubblico numeroso e affezionato esiste, da Trento a Catania passando per la Capitale. La situazione attuale Al momento, delle ventisette squadre che stanno partecipando alla stagione in corso (si parla sempre di serie A1 maschile e femminile, ndr), non c’è n’è una che si trovi in un grande centro abitato, ma questo, come già detto in precedenza, non è una notizia né tanto meno un dato degno d’interesse. Il fatto che in questo momento non ci sia un imprenditore disposto a spendere molti soldi per finanziare una formazione di serie A1 in una grande città fa parte dei normali corsi storici sportivi, non esiste un motivo, sarebbe come chiedersi il perché il rugby non abbia un campionato all’altezza delle prospettive di cre-

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scita della nazionale che riesce a far registrare il tutto esaurito ovunque giochi. Analogo discorso vale per le nazionali di pallavolo. Gli azzurri di Andrea Anastasi, che quest’anno saranno impegnati, nell’ordine, nelle Qualificazioni ai Campionati Europei (primo girone ad Ankara, in Turchia, secondo a Gioia del Colle, Bari), World League e Campionati del Mondo che si terranno proprio in Italia a partire da settembre, hanno la grande capacità di far riempire i palazzetti di tutta la penisola, senza alcuna distinzione tra città piccole o grandi. Il cosiddetto “sold out” o “tutto esaurito” è una costante anche per le ragazze di Massimo Barbolini, laureatesi nel 2009 campionesse d’Europa per la seconda volta consecutiva. Le nazionali azzurre, dunque, sono la prova più evidente che nel nostro Paese c’è voglia di seguire il volley; un pubblico numeroso e affezionato esiste, da Trento a Catania passando per la Capitale. Bisognerebbe solo convincere qualche imprenditore ad investire un po’ di più nella pallavolo e magari un po’ meno nel calcio, ma a quanto pare (vedi il caso Mezzaroma, già proprietario della M.Roma Volley e da qualche mese anche del Siena calcio, ndr) ci sarà da aspettare ancora un po’ di tempo.

LE FORMAZIONI DEL CAMPIONATO ITALIANO MASCHILE DI SERIE A1 Itas Diatec Trentino, Bre Banca Lannutti Cuneo, Sisley Treviso, Trenkwalder Modena, Lube Banca Marche Macerata, CoprAtlantide Piacenza, Acqua Paradiso Monza, Marmi Lanza Verona, RPA-LuigiBacchi.it Perugia, Tonno Callipo Vibo Valentia, Prisma Taranto, Andreoli Latina,Yoga Forlì Esse-ti Carilo Loreto, Aran Cucine Abruzzo Pineto.

LE FORMAZIONI DEL CAMPIONATO ITALIANO FEMMINILE DI SERIE A1 Scavolini Pesaro, MC-Carnaghi Villa Cortese, Foppapedretti Bergamo, Monte Schiavo Banca Marche Jesi, Chateau d'Ax Urbino Volley,Yamamay Busto Arsizio, Despar Perugia, Asystel Volley Novara, Cgf Recycle Florens Castellana Grotte, Riso Scotti Pavia, Rebecchi Lupa Piacenza, Zoppas Industries Conegliano.

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di Paolo Cecinelli Caporedattore centrale La7 Sport

La leggenda del cucchiaio di legno “And while he lives, he wields the boasted prize Whose value all can feel, the weak, the wise; Displays in triumph his distinguish’d boon, The solid honours of the “Wooden Spoon”.

l “cucchiaio di legno” del rugby equivale alle nostre “orecchie d’asino”, riconoscimento scolastico che viene attribuito agli ultimi della classe. Anche il cucchiaio di legno, in inglese “wooden spoon”, ha origini accademiche. La storia di questo frivolo quanto goliardico premio, adottato anche dal mondo del rugby per identificare la squadra che non è riuscita a vincere neanche un incontro nel famoso Torneo delle 6 Nazioni, è molto antica e trae le sue origini da una tradizione iniziata alla fine del 1700 nell’Università di Cambridge dove gli studenti più meritevoli si divertivano a prendere in giro quelli che avevano ottenuti i voti più bassi regalandogli un mestolo di legno. La consegna dell’oggetto avveniva davanti a tutti gli altri studenti e lasciava intendere: .. “siete stati degli asini e questa sera vi spetta solo la minestra”. Da alcuni testi antichi si può trovare una citazione in prosa, difficilmente traducibile in italiano, ma che fa capire la ritualità e serietà della cerimonia.

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“And while he lives, he wields the boasted prize Whose value all can feel, the weak, the wise; Displays in triumph his distinguish’d boon, The solid honours of the “Wooden Spoon”. Il testo sembra proprio una stro-

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fa recitata da uno studente per deridere un suo compagno di università, come accadeva con propositi diversi nel celebre film “Carpe Diem”. Una sorta di sofisticato stornello romano in cui viene chiesto a chi ha ricevuto il premio di mostrarlo a tutti per evidenziare il suo ..”vantaggio nel distinguersi”. Nell’Università di Cambridge sembra che gli studenti tenessero in maniera davvero particolare al “wooden spoon”, una tradizione in un primo tempo riconosciuta ufficialmente anche dalle autorità universitarie tanto che era permesso appendere l’imbarazzante cucchiaio di legno in maniera vistosa davanti agli alloggi dei vincitori del premio. Ogni anno però, grazie all’inventiva dei ragazzi, il cucchiaio diventava sempre più grande. Si ha traccia di una foto dell’epoca di uno studente ritratto insieme ad un gigantesco cucchiaio di circa un metro e mezzo. Nel 1875, con grande disappunto degli studenti, l’Università di Cambridge proibì ogni pratica volta all’assegnazione del cucchiaio di legno in quanto la cerimonia aveva raggiunto dei toni troppo provocatori e violenti. Nel 1910, per cercare di invertire questa dilagante tendenza di discriminazione verso i meno meritevoli, venne deciso di pubblicare le liste di fine anno accademico, con i risultati in voti degli studenti, non più secondo il

punteggio ottenuto ma in ordine alfabetico. L’obiettivo era quello di non farle apparire delle vere e proprie classifiche. La leggenda del cucchiaio di legno è nata dunque a Cambridge ma è diventata famosa solo in seguito grazie soprattutto al rugby ed a William Bolton, velocissimo trequarti ala dell’Inghilterra che aveva studiato proprio a Cambridge. Bolton era un ragazzo molto sim-

patico ma anche molto feroce quando si trattava di umiliare gli irlandesi che venivano puntualmente sconfitti sul campo. Durante una vacanza in Svizzera, Bolton aveva acquistato un cucchiaio di legno simile a quelli che venivano usati dai produttori di formaggio per scremare il caglio. Alla prima occasione, era il 1883, Bolton lo consegnò agli odiati cugini irlandesi.

La prima citazione ufficiale del cucchiaio di legno risale invece al 1894 quando il quotidiano “South Wales Daily Post” presentando l’ultima giornata del torneo - riservato a Inghilterra, Galles, Irlanda e Scozia – riportò che Irlanda e Galles si sarebbero contese l’ignominioso premio del cucchiaio di legno. Una delle leggende che avvolgono il mondo del rugby vuole che il cucchiaio di legno sia oggi conservato in un castello scozzese nelle isole Orcadi ma in verità in due college inglesi (St.John e Selwyn) sono conservate ancora oggi due esemplari del ricercato premio mentre altri cinque cucchiai d’epoca sembrano essere in possesso di non ben identificati collezionisti che non hanno nulla a che fare con il rugby. Negli ultimi anni, guarda caso proprio dopo l’entrata dell’Italia nel Torneo delle 6 Nazioni, alcuni giornali inglesi hanno rispolverato e modificato la leggenda del cucchiaio di legno introducendo il termine “whitewash” (lavata). Secondo le nuove e poco affascinanti tendenze, peraltro mai riconosciute, il cucchiaio di legno va all’ultima in classifca mentre la whitewash va alla squadra che non ha conquistato neanche un punto. Nel 1983, gli irlandesi hanno voluto cancellare il disonorevole gesto di William Bolton con una nobile iniziativa che probabilmente ha fatto rivoltare nella tomba il giocatore inglese. Durante un lungo terzo tempo in un pub di Dublino, un gruppo di benestanti tifosi irlandesi – dopo innumerevoli pinte di birra e commiserando l’Inghilterra terminata ultima nella stagione precedente - decise di costituire una società di beneficienza chiamandola “Wooden Spoon Society” per raccogliere fondi da destinare ai bambini bisognosi. Sino al 2007 sono stati raccolti oltre 12 milioni di sterline.

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Finito il Sei Nazioni, aspettiamo il nuovo Flaminio di Andrea Cimbrico

a chiusura di questo numero di Sport Club arriva in un momento molto particolare per il rugby italiano: l’ingresso il Celtic League di Benetton Treviso e Aironi Rugby a partire dalla prossima stagione è stato sancito da pochi giorni, mentre l’Italia ha chiuso il proprio percorso nell’RBS 6 Nazioni 2010 superata in extremis in classifica dalla Scozia che, a sorpresa, ha piegato l’Irlanda campione uscente nell’ultima giornata del Torneo. Dopo il successo di Roma contro gli highlanders, per l’Italia sono arrivate due sconfitte esterne contro Francia e Galles, le due squadre il cui gioco aperto e veloce i maggiori problemi ha sempre creato alla nostra Nazionale. Contro la Francia, esattamente come un anno fa: 8-50 al Flaminio allora, 46-20 sul pra-

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to del disco volante che qui chiamano Stade de France. Bello, funzionale, ma lontano dal calore del Flaminio, del Millennium, dalla storia che si respira a Murrayfield o Twickenham. Comunque. Comunque, considerando il 46-20 di Parigi uno scivolone stagionale a cui ogni squadra rischia di andare incontro, il 6 Nazioni degli Azzurri ha confermato i progressi visti a novembre, cementato un gruppo che ha dimostrato ampiamente di poter sopperire all’assenza di un giocatore di classe mondiale come Sergio Parisse. Mallett aspetta il suo capitano e pupillo a braccia aperte per il tour estivo che porterà l’Italia a sfidare per due volte nel giro di una settimana, a Witbank e East London, il Sudafrica campione del mondo in carica, ma il dato

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si. Un gioiello da mettere in mostra non solo per il 6 Nazioni, ma anche per la candidatura di Roma ai Giochi Olimpici del 2020, quando – ci si augura – potrà essere teatro dei tornei di rugby seven, da pochi mesi parte del programma delle Olimpiadi. Tornando al Sei Nazioni appena andato in archivio, giusto analizzare anche il cammino dell’Under 20 e della Nazionale femminile. Gli Azzurrini di Andrea Cavinato sono stati protagonisti di un Torneo altalentante, iniziato male in Irlanda (39-0), risollevato da un’impresa solo sfiorata contro l’Inghilterra (10-16) e proseguito con una evitabile sconfitta interna contro la Scozia (16-18) e con una prestazione dai due volti in terra di Francia (25-6). La sconfitta finale in Galles, nello storico Arms Park (30-22) ha evidenziato tutte le contraddizioni di un gruppo che ha le qualità per poter sfidare chiunque, ma difetta di esperienza: se gli Azzurrini troveranno spazio nelle franchigie di Celtic League, tanti di questi ragazzi hanno un futuro di alto livello assicurato. Le Azzurre di Andrea Di Giandomenico, battute da Irlanda, Inghilterra e Francia, hanno fallito una possibile vittoria contro la Scozia a Colleferro e si sono dovute accontentare di un pareggio per 6-6. Strapazzate dalla Francia 45-14, sembravano destinate a chiudere la classifica del 6 Nazioni in rosa con la trasferta in Galles. Invece, sotto per 12-0 a metà della gara di Bridgend, Zangirolami e compagne hanno estratto dal cilindro una prestazione di quelle da raccontare ai nipotini e hanno ribaltato il risultato sino alla vittoria finale per 15-19. Sommata al punticino conquistato a Colleferro, fanno tre punti e il quarto posto. Come dicono i francesi, che di rugby ne capiscono qualcosa…chapeau.

importante è che, a diciotto mesi dai mondiali, il coach anglo-sudafricano può contare su un parco-giocatori sensibilmente più ampio di quello che aveva trovato al proprio approdo sulla panchina di Azzurra. La Celtic League lo aiuterà ad amplificare questo processo di allargamento della rosa di italiani di interesse nazionale ma, intanto, vale la pena godersi la bella prestazione interna contro l’Inghilterra, con una prima storica vittoria sfiorata per un soffio (12-

17), e il 16-12 centrato sempre a Roma contro la Scozia. Che, tra parentesi, a novembre si era tolta la non piccola soddisfazione di battere l’Australia. Un bilancio positivo può, intanto, già essere stilato: contro Inghilterra e Scozia lo Stadio Flaminio tracimava anche quest’anno di pubblico. Ampliato a 33.000 posti con strutture mobili quest’anno, dal 2012 – se tutto filerà liscio con i lavori – sarà portato a 42.000 posti fis-


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Alla ricerca del titolo perduto artedì 30 marzo alle 18.30 in uno dei luoghi più suggestivi di Roma si celebrerà un evento veramente unico. A Palazzo Wedeking, nella sala Angiolillo, a Piazza Colonna, si incontrerà il Gotha del mondo finanziario-economico per celebrare con una mostra davvero unico nel suo genere di titoli azionari sportivi e obbligazionari antichi. Allo stesso tempo si terrà un un forum dal titolo: Investimenti finanziari? Come, quando e perché si può rispondere si. Organizzata dalla Sudtirol Bank, nella persona di Alfonso Meomartini, saranno esposti all’attenzione del pubblico titoli

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che vengono sia da collezioni private sia dal museo storico della scripofilia. Uno dei maggiori collezionisti nostrani, Giovanni Nicotera, ha fornito gran parte del materiale esposto che ripercorre i momenti più importanti della recente storia del nostro Paese perché l’indicazione dell’incontro è sottolineare che guardando al passato si può investire nel futuro. Partner dell’iniziativa al fianco della Sudtirol Bank, il quotidiano Il Tempo, Radio Incontro, Acqua Claudia e Societe Generale. Saranno premiati nell’occasione i fratelli Marconi, re dei tuffi, reduci dai successi ottenuti nella brillante stagione 2009/2010.

Alfonso Meomartini con i fratelli Marconi


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Premiazione dei campioni dell’automobilismo 2009 www.mororg.it

di Viviana Cherubin

enerdì 5 marzo nel nuovo Centro Congressi dell’autodromo di Vallelunga si è tenuta la Premiazione dei Campioni dell’automobilismo 2009, l’annuale galà organizzato da ACI e CSAI per la consegna dei riconoscimenti a tutti i Campioni Italiani che hanno vinto in ambito nazionale ed internazionale nella stagione 2009. Sul palco con Franco Bortuzzo i padroni di casa: il Presidente dell’ACI Avv. Gelpi, l’Ing. Sticchi Damiani Presidente CSAI, e Dr. Campi Presidente Vallelunga SpA. Nella lunga lista dei premiati Jarno Trulli Campione Italiano Assoluto Velocità, Scuderia Ferrari, Vitantonio Liuzzi, Daniel Zampieri, Dindo Ca-

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pello e Paolo Andreucci. Star della serata Giancarlo Fisichella, acclamato dai molti ammiratori presenti; premiati inoltre tutti i Campioni Italiani di ogni specialità. La regia dell’evento è stata curata da MORorg Srl che ha conquistato la gara d’appalto con FORMAT ONE, un progetto artistico-scenografico che prevede l'integrazione e l'interazione delle più moderne tecnologie dedicate espressamente al mondo della comunicazione multimediale. Nella sala inaugurata proprio in occasione dell’evento, gli oltre 500 ospiti hanno potuto ammirare l’incredibile spettacolo offerto dai sensazionali effetti grafici in movimento, come l'arte del Visual dal-

le grandi dimensioni, della Proiezione nella Proiezione e dello Spettacolo Laser. I brand ACI CSAI sono stati valorizzati e proposti in modo nuovo e coinvolgente attraverso scenografie dinamiche esaltate da un suono nitido in grado di accarezzare e in alcuni particolari momenti scuotere gli animi trasmettendo forti emozioni, ed elementi di illuminotecnica in grado di valorizzare al meglio l’architettura dello spazio. FORMAT ONE è un nuovo modo di rappresentare un brand, totalmente versatile, efficace per aziende che operano nei campi più disparati. La proposta contenutistica viene ideata e studiata nei minimi dettagli, ogni momento è cali-

brato in funzione di un emozione crescente il cui culmine sfocia in un "Laser Show" mozzafiato dove gli ospiti sono investiti da fasci di raggi laser dagli intensi colori e dai movimenti graduali e morbidi quanto repentini e travolgenti, sincroni ad una colonna sonora di livello. Tecniche di ripresa permettono sia il "Live" in tempo reale che l'eventuale registrazione audio-visiva. In fase di "Post-Produzione" si garantisce una precisa documentazione degli aspetti salienti dell'evento. FORMAT ONE frutto dell'elevata integrazione delle più sofisticate tecnologie si riassume in un unica filosofia ed investe l'Arte della Comunicazione ad ampio spettro.


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Eventi

Il Colossal Extreme

Show 2010 di Francesca Urbano

l Colossal Extreme Show è un evento che nel 2009, ha dimostrato e suscitato un forte interesse di pubblico e appassionati accorsi da tutta Italia, con la straordinaria partecipazione del Sindaco di Roma Gianni Alemanno che ha inaugurato l’apertura ufficiale della manifestazione. Pertanto a gran richiesta presentiamo la seconda edizione e come per lo scorso anno aprirà la stagione estiva 2010. Si svolgerà il 23, 24, 25 Aprile 2010, presso lo storico stabilimento KURSAAL & BARKABAR sito sul Lungomare Lutazio Catulo (Ostia Lido – Roma). Il Colossal Extreme Show, è una festa dello sport en Plain Air, dedicato prevalentemente agli sport estremi acquatici come il Kitesurf, Jet Ski, il Windsurf, Bodyboard, Skimboard, Wakeboard, Surf e il Sup, ma legato anche agli sport estremi terrestri come il, Skate, Bmx, Rollerblade, Indoboard, Parkour. Gli atleti invitati scenderanno nell’arena e si daranno battaglia come i leggendari GLADIATORI, creando uno spettacolo veramente unico con originali competizioni ed esibizioni mozzafiato. Legato anche ad iniziative culturali come un concorso fotografico ed una mostra sul mare e gli sport acquatici, sensibilizzazioni ambientali per la tutela del litorale e infine, spazi musicali per la sera. Per concludere la serata del sabato festeggeremo con l’evento, nell’evento, con una chermes di gruppi musicali, i migliori tra gli emergenti con vari generi musicali Rock, al punk, al surf, al rock’n’roll ed allo ska saranno uno spettacolo unico da non perdere, vi faranno divertire, emozionare e ballare fino a tarda notte. Il tutto supportato dai media partner dell’evento.

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Colossal photo contest

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Obiettivo del concorso è produrre immagini fotografiche emblematiche dell’evento Colossal Extreme Show e quindi scattate durante lo stesso. Le foto potranno riguardare sia l’evento che i singoli sport: Kitesurf, Jet Ski, il Windsurf, Bodyboard, skimboard, wakeboard, Surf, Sup, Skate, Bmx, Rollerblade, Indoboard, Parkour e Music Contest. La partecipazione è aperta a tutti, professionisti e non. E’ sufficiente accreditarsi compilando il form su internet all’indirizzo: www.unmaredipassione.it/mod ulo_accreditamento_photocolo ssal.htm oppure recandosi

presso uno dei punti Colossal Photo Contest elencati sul sito entro Giovedi 22 Aprile 2010. Oppure direttamente al desk UN MARE DI PASSIONE presente alla manifestazione. Per accedere al concorso le fotografie, complete delle informazioni, dovranno essere pubblicate sulla pagina di Facebook “COLOSSAL EXTREME SHOW” Facebook “COLOSSAL EXTREME SHOW” Facebook “COLOSSAL EXTREME SHOW”. E’ possibile partecipare inviando una foto generica dell’evento (Photo EventPhoto EventPhoto EventPhoto Event) e/o una foto

dedicata ad uno sport, al massimo un singolo scatto per ogni sport e musica (Photo Sport). Le foto dovranno essere inviate entro il 5 Maggio 2010 con le modalità di cui sopra e concorreranno alla premiazione che si svolgerà nel mese di Maggio in un apposito evento sempre presso il Barkabar di Ostia. Nei giorni 23, 24 e 25 aprile le foto scattate durante ciascuna giornata e consegnate al desk UN MARE DI PASSIONE, entro l'orario stabilito in base all'organizzazione degli eventi, parteciperanno alla selezione speciale per il premio “Foto del giorno”.

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Solidarietà

Di corsa contro i tumori del seno Con questo motto la “Race for the Cure”, la celebre mini maratona di cinque chilometri di solidarietà e di raccolta fondi dedicata alle donne, si rivolge da ormai dieci anni al pubblico italiano con un successo sempre crescente.

ata nel 1982 negli Stati Uniti come evento innovativo per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti di una malattia di grande rilevanza sociale, la “Race for the Cure”, organizzata dalla Komen, è oggi un evento di spessore mondiale con oltre 130 edizioni tra America, Europa e Africa. In Italia, dopo un 2009 da incorniciare con i 43.000 partecipanti della decima edizione romana e con i 14.000 partecipanti complessivi scesi in pista per il terzo anno consecutivo a

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Bari e Bologna, il 2010 si annuncia ancora più interessante con l’aggiunta di una quarta tappa prevista a Napoli nel mese di ottobre. Sarà dunque ancora una volta Roma ad aprire la serie di appuntamenti con la Race il prossimo 16 maggio alle Terme di Caracalla. Sette giorni dopo, il 23 maggio, sarà la volta di Bari, mentre Bologna ospiterà la sua quarta edizione il 26 settembre in attesa della prima edizione partenopea del 10 ottobre. Oltre a Maria Grazia Cucinotta, madrina storica della Race for the Cure, in ognuna di queste città le vere protago-

niste saranno anche quest’anno le “Donne in Rosa”, donne che hanno affrontato o stanno ancora affrontando il tumore del seno e che scelgono di rendersi volutamente visibili indossando una maglietta e un cappellino rosa per testimoniare un cambiamento culturale in positivo nei confronti della malattia. Fra loro, una donna di grande tenacia come l’attrice Rosanna Banfi, che ha recentemente rivelato la sua esperienza con il tumore del seno incoraggiando pubblicamente tutte le altre donne ad uscire allo scoperto e a non vergognarsi mai.


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Nella foto Susanna Banfi e Maria Grazia Cucinotta

E’ infatti questo lo scopo della “Race for the Cure”, che si svolge da sempre sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e che unisce i valori dello sport a quelli della salute e della solidarietà. Uno spirito condiviso con tante istituzioni come il Coni, la Fidal e tutte le amministrazioni locali, e con aziende di prestigio e di grande generosità come Johnson & Johnson e Samsung, che sostengono la Race in tutta la Italia insieme con numerose altre realtà imprenditoriali desiderose di offrire un contributo concreto alla causa.

Ma la “Race for the Cure” non è solo un evento sportivo. Nel “Villaggio” allestito fin dal venerdì con gli stand per le iscrizioni e gli spazi espositivi degli sponsor, prende vita per tutta la giornata del sabato il “Villaggio della Prevenzione”, una iniziativa realizzata grazie al lavoro volontario di alcuni medici, infermieri e tecnici di radiologia per offrire gratuitamente ad un gruppo di donne disagiate una serie completa di screening per la salute del seno come mammografie, ecografie e visite specialistiche. Grazie a queste giornate di esami dia-

gnostici è stato possibile individuare, in dieci anni, oltre 30 casi sospetti su un campione di circa 3500 donne visitate, con immediato avvio delle pazienti ai necessari protocolli di cura. Una iniziativa piccola ma certamente concreta, che ha anche il compito di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione secondaria come strumento di grande efficacia per ridurre la mortalità di questa malattia, che rappresenta ancora oggi la prima causa di morte nella popolazione femminile oltre i trentacinque anni di età. Sono infatti più di 37.000 i casi di tumore del seno che si registrano ogni anno in Italia, con una nuova diagnosi ogni 15 minuti. Una donna su nove sviluppa un tumore del seno nel corso della vita, mentre 11.000 sono le donne che ogni anno perdono ancora la loro battaglia con la malattia sebbene le possibilità di guarigione siano piuttosto alte. C’è quindi ancora molto da fare, e la “Race for the Cure” si propone proprio di richiamare l’attenzione su questo tema e di raccogliere fondi per realizzare progetti di prevenzione e di supporto alle donne operate di tumore del seno in tutta Italia. Con il milione e duecentomila euro raccolto in dieci anni dalla “Race for the Cure”, la Komen ha potuto finanziare oltre cento progetti propri e di altre associazioni che operano nel campo della lotta ai tumori del seno su tutto il territorio nazionale. In concomitanza con la Race di Roma del 16 maggio, è previsto anche un evento molto importante, promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico e da Poste Italiane, in collaborazione con la Komen Italia, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’I.P.A.S.V.I. e la Federazione Italiana Tabaccai. Si tratta dell’emissione del nuovo francobollo con sovrapprezzo in favore della lotta ai tumori del seno, che verrà emesso proprio in occasione dell’undicesima “Race for the Cure”. Il valore di ogni francobollo, dedicato alla celebrazione della professione infermieristica, sarà di 60 centesimi, con un sovrapprezzo di 0,30 euro interamente devoluto alla causa. Per iscriversi alle prossime edizioni della Race a Roma, Bari, Bologna e Napoli e per conoscere le modalità di partecipazione è possibile visitare il sito www.raceforthecure.it oppure chiamare lo 06.30.50.988. L’iscrizione dà diritto a ritirare la maglietta ufficiale della manifestazione e la borsa gara con gli omaggi degli sponsor. Oltre alla gara da 5km riservata agli atleti competitivi, c’è anche una gara non competitiva sulla stessa distanza ed una passeggiata da 2km. Come dicono gli americani: “no excuses”, l’importante è partecipare!

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Club news

Dott. Antonio Guglielmi Medico Chirurgo Specializzato in Chirurgia Generale e Chirurgia Plastica-Ricostruttiva

Hernia sports: male dei calciatori Calciatori alla prese con l’Hernia Sport: cause, sintomi, terapie e trattamenti. Il contributo del Dott. Antonio Guglielmi: ”Talvolta il dolore è talmente intenso da incidere sulla prestazione atletica del soggetto”. di Paolo Brandimarte

alciatori ai box. Fermati dalla cosiddetta “Hernia Sports”, patologia dettata da debolezza congenita nella parete posteriore del cana-

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le inguinale. A differenza di un’ernia tradizionale, l’ernia sport non crea un buco nella parete addominale. Di conseguenza, non essendovi alcun rigonfiamento visibile sotto

pelle, diagnosticarla in maniera definitiva è compito assai difficile. Proprio per la difficoltà di rilevare la lesione in sede ambulatoriale, molto spesso, si ricorre ad un’erniografia. Mediamente, i


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tempi di recupero si attestano intorno alle 8 settimane. In alcuni casi, l’ernia sport può determinare l’insorgenza di un’altra sindrome dolorosa: la pubalgia. Dott. Guglielmi, calciatori afflitti da “Hernia Sports”. Cause e sintomatologia di questa patologia. “L’ernia da sport è causata dalla debolezza congenita della parete posteriore del canale inguinale. Un indebolimento di questi tessuti, può causare la fuoriuscita di un tratto dell’intestino tenue dando origine ad un’ernia inguinale. Va fatto però un distinguo tra ernia inguinale ed ernia da sport: la prima, comporta un rigonfiamento più o meno localizzato a livello dell’inguine; la seconda, invece, non provoca alcuna tumefazione visibile ad occhio nudo”. L’ernia da sport può, in alcuni casi, tramutarsi in pubalgia. Come mai questo fenomeno è così tanto diffuso nel mondo del calcio? “Le ragioni vanno rinvenute nelle dinamiche tecniche ed atletiche proprie del calcio, governato da azioni esplosive, tackle, cambi di direzione e salti. Meccanismi questi, che possono indurre ad notevole affaticamento muscolare, a cui si aggiungono anche altri fattori come preparazione atletica ina-

deguata e conformazione fisica dell’atleta”. Come mai è così tanto difficile diagnosticare questo tipo di infortunio? “Come accennato in precedenza, è piuttosto difficile rilevare in ambulatorio l’insorgenza dell’ernia da sport, non essendovi alcuna tumefazione o rigonfiamento nella zona interessata. In questo senso, si procede alla palpazione di aree specifiche (tubercolo pubico del lato affetto ndr). Se lo stimolo pressorio aumenta la sintomatologia dolorosa, l’esame può ritenersi positivo. In alcuni casi però, è necessario il ricorso ad un’erniografia, in modo tale da suffragare le valutazioni cliniche”. Che tipo di trattamento viene osservato? “Il tipo di trattamento consigliato è di natura conservativa, basato sul riposo e sulla somministrazione di farmaci antinfiammatori, abbinati a terapia fisica . Se il dolore persiste, la metodica più efficace è sicuramente l’intervento chirurgico di riposizionamento e riparazione della parete inguinale posteriore”. In media, quali sono i tempi di recupero? “Nella maggior parte dei casi, 8 settimane possono bastare per riprendere l’attività sportiva”.

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Beach volley

I Campioni del beach volley a Roma Al Foro Italico il prestigioso Grand Slam dal 17 al 23 maggio di Matteo Cirelli

uello che si terrà a Roma dal 17 al 23 maggio prossimi sarà il terzo appuntamento di beach volley del circuito FIVB dopo le tappe di Brasilia e Shanghai, il primo dei sei Grand Slam in programma in questo 2010. Il circuito della Federazione Internazionale prevede diciotto tappe in quindici paesi differenti, un calendario di gare che inizierà il 19 aprile e si concluderà il 7 novembre in Thailandia. Per Roma si tratterà di un appuntamento importante dopo l’Open maschile dello scorso anno, un’occasione unica, una sorta di prova generale dei Campionati del Mondo che si disputeranno sempre nella magnifica cornice del Foro Italico nel 2011.

qualificazioni) ai quali seguiranno le qualificazioni che daranno accesso al tabellone principale. Le gare del tabellone femminile inizieranno e si concluderanno un giorno prima di quelle del maschili (il 22, quindi, terminerà il Grand Slam femminile, il giorno successivo quello maschile). Nel main draw ci saranno 32 squadre divise in 8 gironi (A-H) da quattro coppie ciascuna, che giocheranno pertanto tre partite. Le prime classificate di ciascun girone accederanno direttamente al secondo turno, mentre, la seconda e la terza, si affronteranno nel primo. Conclusa la fase a gironi inizierà quella ad eliminazione diretta, con tre turni prima delle semifinali e finali in programma il 22 (femminile) ed il 23 (maschile) maggio.

La Formula

Il site

Nel Grand Slam 2010 saranno impegnate sia le donne sia gli uomini. I due tabelloni saranno identici, ovvero con eguale formula di gioco. Il torneo prenderà il via ufficialmente con i country quota femminili (una sorta di pre-

Il Foro Italico si presenterà in una veste completamente rinnovata rispetto allo scorso anno, conseguenza del dover ospitare un maggior numero di atleti e conseguentemente di incontri. I campi da gioco saranno sei e que-

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st’anno il centrale sarà lo Stadio Nicola Pietrangeli, storico impianto del Foro Italico che può ospitare fino 4mila spettatori. I 4 campi su viale delle Olimpiadi verranno utilizzati per le partite ufficiali della competizione, per gli allenamenti e per gli eventi dimostrativi. L’ingresso al pubblico sarà dal Lungotevere Maresciallo Cadorna, la welcome area sarà posta sulla destra, l’area commerciale si svilupperà lungo viale delle Olimpiadi e gestirà il flusso degli spettatori dall’ingresso principale fino ai campi di gioco. L’area ospitalità, fiore all’occhiello della venue, sarà adiacente al Circolo del Tennis del Foro Italico. Proprio in questa zona si silupperà la vita del site, una location dall’indiscutibile fascino che ospiterà le numerose serate in programma e che animeranno i sette giorni di gare durante i quali Roma sarà la capitale del beach volley mondiale. Il Grand Slam di Roma, infatti, ha il grande obiettivo di coniugare sia l’aspetto prettamente sportivo sia quello dell’intrattenimento per un pubblico che si preannuncia numeroso.


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Fiamme Gialle

Un bronzo che vale oro per la Fontana Arianna Fontana, durante i Giochi di Vancouver 2010, vince il bronzo nello short track metri 500 ed entra nella storia olimpica del pattinaggio. La “Fiamma Gialla” lombarda è al suo secondo podio olimpico, il primo a Torino 2006. di Gianni Boninsegna

rianna Fontana ha solo 19 anni ma è già nella storia dello short track italiano. Dopo il bronzo nella staffetta a Torino 2006, la portacolori delle Fiamme Gialle stupisce ancora conquistando la medaglia di bronzo nei 500 metri ai Giochi Olimpici Invernali di Vancouver. E’ la prima medaglia individuale femminile ottenuta dall’Italia dello short track alle Olimpiadi ed è anche l’unica medaglia rosa italiana della spedizione canadese.

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Nella sua gara, i 500 metri, la Fontana è stata autrice di un autentico capolavoro, iniziato nelle batterie di qualificazione e poi concretizzato in un’emozionantissima semifinale dove, al photofinish, ha strappato il biglietto che valeva la finalissima per un solo millesimo di secondo. Nell’ultimo atto, la finale per le medaglie, la gialloverde di Polaggia di Berbenno (SO), vice campionessa d’Europa in carica, si è arresa solo alla fuoriclasse cinese Wang Meng, che ha bissato l’oro

ottenuto 4 anni fa a Torino 2006, e alla beniamina di casa Marianne St. Gelais cui è andato l’argento. Al termine della gara a cinque cerchi Arianna Fontana ha commentato così il suo successo: "Sono felicissima, si è avverato un sogno. Ho ottenuto un risultato grandioso che mi ripaga di tante fatiche. Devo ammetterlo: sono fiera di me stessa!”. Per quanto riguarda, invece, il bilancio complessivo dell’Italia al termine dell’Olimpiade canadese è di certo al di sotto delle aspet-

tative. Vancouver rappresenta, infatti, un netto passo indietro nei numeri e nella sostanza. Era da Calgary 1988, cioè dall’altra edizione dei Giochi disputati in Canada, che l’Italia non chiudeva con una sola cifra nel medagliere: 5 medaglie. Cinque acuti in un’Olimpiade da 5 in pagella anche se restano, e non potrebbe essere altrimenti, le grandissime prestazioni di Werner Heel, 4° per 2 centesimi nel supergigante e Johanna Schnarf, anche lei finita ai piedi del podio nel superg olim-


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Classifica finale “A” 500 metri - Giochi Olimpici Invernali Vancouver 2010 1

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CANADA MARIANNE ST-GELAIS

43.707

3

ITALIA

43.804

4

CANADA JESSICA GREGG

MENG WANG

ARIANNA FONTANA

43.048

44.204

pico. L’oro di Giuliano Razzoli nello slalom, l’argento di Pietro Piller Cottrer nella 15 km di fondo ed i tre bronzi di Zoeggeler (slittino) e dei giovani finanzieri Pittin (combinata nordica) e Fontana (short track) rappresentano il punto di partenza per cercare di andare oltre, di risalire la china. Zoeggeler e Piller Cottrer probabilmente a Sochi 2014 non ci saranno. Pittin, Razzoli e Fontana invece si, con la voglia di riprovarci ancora, perché “l’emozione a cinque cerchi” non ha eguali!

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Sport&Finanza

“Dopo il Real Madrid e il Barcellona ci supereranno anche i club tedeschi” E’ vicino il sorpasso della Germania dell’Italia in Champions. Le ragioni economiche di questa crescita graduale del mercato calcistico teutonico. di Massimo Lucchese*

ei primi 20 club europei per giro d’affari, secondo l’annuale classifica di Deloitte denominata “Football Money League” ci sono ben 7 società inglesi (di cui una persino di seconda divisione), 5 tedesche, 4 italiane, 2 spagnole e 2 francesi. Negli ultimi tre anni poi il podio è un “affare” esclusivamente di Real Madrid, Barcellona e Manchester United. Le “Merengues” hanno superato i 401 milioni di euro di fatturato (con una crescita di più di 50 mln di euro nell’ultimo triennio), il Barcellona, secondo que-

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st’anno, è forte di un business di 365,9 mln (più di 57 mln di euro solo da una stagione all’altra) e il Manchester United seppure in crescita si ferma a 327 mln di euro (anche se deve far attenzione a un debito di oltre 821 mln di euro). E le italiane? La Juventus è in crescita all’ottavo posto con 203,2 mln di euro (contro i 167,5 mln di un anno fa e i 145,2 mln del 2006/7). L’Inter è un gradino più in basso (al nono posto) con 196,5 mln, il Milan al decimo posto con un giro d’affari praticamente identico. La Roma è 12ima con

146,4 mln di euro (-29 mln di euro in una sola stagione). Quello che deve far riflettere chi si occupa di gestione dell’azienda calcio, ma soprattutto di economia, è la posizione dell’Amburgo, salito dal 15° all’11° di quest’anno, con un giro d’affari di poco superiore a quello della Roma: 146,7 mln di euro. Il club anseatico ha, però, rispetto già alla società di Trigoria, più opportunità di sviluppo sotto il profilo commerciale: possiede uno stadio di proprietà (nel 2009 è stato persino inaugurato un cimitero dedicato al business del “caro estin-


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to”, per quanto possa far sorridere genera ricavi), un museo tra i più seguiti in Europa e un trust di tifosi che segue, passo dopo passo, la crescita dei biancoblù. A livello più generale è il Bayern Monaco, quarto in Europa per volume di affari (289,5 mln), la punta di diamante del movimento calcistico tedesco. I bavaresi hanno, tra l’altro, un valore di brand su scala mondiale stimato da “Brand Finance” in 795 milioni di euro, ma il dato più significativo è il bassissimo livello di esposizione debitoria nei confronti del mercato e delle barche: appena 20 mln di euro. Praticamente il più basso tra le società “top” dell’Unione Europea. Completano il parterre tedesco lo Schalke04 (sponsorizzata dal colosso petrolifero russo Gazprom per 25 mln di euro) al 16° posto con 124,5 mln di euro, il Werder Brema al 17° posto (114,7 mln) e il Borussia Dortmund al 18° con 103,5 mln di euro.

Attualmente la Germania è la seconda nazione per numero di squadre e per volume globale di affari, seconda soltanto all’Inghilterra, che, tra i primi 20, può anche annoverare un club di seconda divisione: è il Newcastle al 20° posto con 101 mln di euro (ad appena 200 mila euro dal Manchester City dello sceicco emiratino Mansour). Il rischio quindi non è di vedere tra più di due anni un numero maggiore di club tedeschi nelle competizioni internazionali, proprio ai danni delle società tricolori, ma soprattutto di vederli anche più forti a livello di business. Maggiori ricavi da diritti tv, sponsorship, merchandising e, chiaramente, in caso di superamento nel ranking sportivo, arriveranno anche maggiori premi e benefit. Un’ulteriore riflessione la merita il Barcellona, campione d’Europa in carica, e il Real Madrid. I catalani grazie alla vittoria in Champions e al boom del merchandising sono il

club con la maggiore crescita economica. Appena 10 anni fa avevano lo stesso giro d’affari dell’A.s. Roma e anche in questo caso parliamo di una struttura che da sempre si fonda su un associazionismo diffuso. Le Merengues invece sono la “delusione” sportiva di questa stagione. Nessun bookmaker avrebbe mai scommesso un euro sul superamento del turno (negli ottavi di finale) dell’Olympique Lyonnais, ma anche il football francese è in forte crescita e tutti i top club dovranno, nel futuro, fare i conti con queste realtà ex-emergenti. Il blasone sportivo non è più il “passaporto” per fare business e vincere sul rettangolo di gioco. Varrà come regola sempre più per tutti!

*condirettore dell’agenzia stampa Sporteconomy.it • http://www.sporteconomy.it

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Il CIV 2010

scommette sui giovani e sul co-marketing

di Marcel Vulpis

arte la nuova stagione del Campionato italiano velocità (CIV), per il secondo anno consecutivo sotto l’egida della Federazione Motociclisatica Italiana (FMI). Dopo la “vernice” del 19 marzo all’autodromo di Monza con tanto di conferenza stampa e workshop sul tema della crisi dei mercati, si scende finalmente in pista a Vallelunga (alle porte di Roma) dal 16 al 18 aprile pros-

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simi. E’ la prima di una serie di sette prove che vedranno impegnati i migliori piloti tricolori delle diverse classi motoristiche, in una lunga stagione che vedrà in prima fila anche gli autodromi di Monza, Mugello, Imola e Misano. “Nonostante le difficoltà economiche di quest’ultimo biennio, la Federazione ha deciso di investire sullo sviluppo della velocità in pista”, ha spiegato a Sport&Finanza, Alfredo Mastropas-

qua, direttore marketing e sponsorship della FMI. “E’ un segnale forte che mandiamo ai diversi player del mercato delle due ruote, oltre che ai numerosi team interessati al prodotto C.I.V (soprattutto quelli che presentano giovani in griglia di partenza, ndr)….Già nella prima edizione sotto il cappello FMI, abbiamo investito in misura massiccia sugli aspetti mediatici, coinvolgendo MotoTv (ha trasmesso in diretta tutte le gare), così


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come il portale della Federazione e la web-tv Civ.tv, ormai entrata nelle case di chi segue abitualmente questa tipologia di gare. Anche nella stagione in corso il C.I.V. si presenta come il vero trampolino di lancio, per chi avrà i numeri per fare il salto di qualità nel Motomondiale”. Precedentemente alla prova 1 di Vallelunga, la Federmoto si è promossa alla nuova Fiera di Roma, durante la settimana di “MotoDays”, tradiziona-

le expo capitolino dedicato agli appassionati delle due ruote. In questa occasione, tra l’altro, ha stretto un accordo di co-marketing con RADIOGLOBO, che ha studiato una serie di iniziative promozionali per supportare la FMI in tutte le attività di tesseramento. In occasione di Vallelunga, si occuperà dell’animazione della prova laziale e metterà in palio biglietti e gadget per tutti coloro che intendono seguire il CIV all’auto-

dromo posto alle porte di Roma. Queste le date della stagione 2010 del Campionato Italiano Velocità: 18 aprile – autodromo di Vallelunga (round 1), 2 maggio – autodromo di Monza (round 2), 19 e 20 giugno – autodromo del Mugello (round 3 e 4), 4 luglio – autodromo di Misano Adriatico (round 5), 19 settembre 2010 – autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola (round 6), 17 ottobre – autodromo del Mugello (round 7).


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Il progetto scuola di Enrico Morucci

ella sua ultima riunione il Consiglio Federale ha varato il Progetto Scuola con l’obiettivo di far avvicinare al golf i giovani dagli 8 ai 16 anni attraverso il coinvolgimento delle scuole e dei circoli. E’ sostenuto da Kinder+Golf, particolarmente sensibile alla promozione di questo sport presso i ragazzi come dimostra anche con il suo Trofeo giovanile di grande successo. “Non è un proseguimento del Tesseramento Libero - dice Franco Chimenti, presidente della Federazione Italiana Golf - ma con esso ha in comune il forte impatto promozionale e, pertanto, ci attendiamo un esito altrettanto importante dall’opera che faremo presso le scuole”. Il Progetto è partito nel modo giusto. Infatti hanno già aderito all’iniziativa oltre la metà dei circoli italiani. Saranno chiamati ad un gemellaggio con le scuole del loro comprensorio per un programma di durata triennale (2010-

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2012). Potranno partecipare alle lezioni di golf gli allievi frequentanti le classi 4° e 5° delle scuole primarie, quelli delle terze classi di scuola secondaria di primo grado e quelli del biennio di scuola secondaria di secondo grado. “Avevamo da tempo nel cassetto un progetto che riguardasse la scuola - continua Chimenti - ma per metterlo in opera dovevamo attendere il momento opportuno. Ora, insieme al Consiglio Federale, abbiamo ritenuto che ci fossero le condizioni ideali sull’onda dei grandi successi dei nostri atleti nel 2009, con le ventisei vittorie in campo internazionale alcune delle quali di notevole prestigio, e del superamento dei centomila tesserati, un traguardo storico per il golf italiano”. “E’ un programma molto articolato - afferma ancora il Presidente - che si svolge in tre anni, che chiama in causa diverse componenti e che, soprattutto,verifica nel tempo l’effettivo interesse dei ragazzi. Proporre loro una prova in

un circolo, come avveniva in passato, suscitava inizialmente entusiasmo che però spesso si esauriva a breve termine. Quando invece un giovane segue un cammino programmato e progressivo, alla fine sarà sostanzialmente un golfista. Io credo che con tale iniziativa la Federazione si ponga all’avanguardia nella sensibilizzazione dei giovani verso una disciplina sportiva”. L’obiettivo del programma è quello di far provare il golf ad almeno 4.000 studenti in ciascun anno, coinvolgendo circa 200 classi e altrettanti docenti, che seguiranno un percorso parallelo di formazione specifica sulla disciplina. Tre le fasi operative. La prima, articolata in 6 ore per classe (ogni classe sarà formata da 20/25 alunni), prevede un immediato approccio sul campo. La seconda fase sarà rivolta a ‘Gruppi Sportivi Scolastici’ di 15 ragazzi interessati a proseguire l’attività, con un pacchetto di 20 ore di lezione. Nella terza fase verrà istituito un ‘Os-

Franco Chimenti Presidente FIG

servatorio Talenti’ dei Gruppi Sportivi Scolastici in diretto collegamento con i responsabili l’Attività Giovanile Federale. Il progetto prevede, inoltre, l’organizzazione e la gestione dei Giochi Sportivi Studenteschi, la partecipazione delle scuole al BMW Italian Open e la proposta di Campus estivi per docenti e allievi. Il tutto verrà coordinato tramite il Miur che invierà una circolare alle scuole limitrofe ai circoli che partecipano all’iniziativa.


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TUTTINCIRCO news dal circoli di golf

a cura di Andrea Cecinelli - Responsabile comunicazione del Golf Forense

ARGENTARIO GOLF CLUB “Cioccolato per amore, golf per passione” Il 13 febbraio è stato un giorno all'insegna del golf e del cioccolato. La giornata dedicata al golf, a san valentino e all’amore per il cioccolato. La gara con formula 18 buche stableford ha coinvolto tutti i partecipanti sul campo e fuori. I premi ? Assolutamente originali, love , non solo s. Valentino, ma un’intera collezione dedicata all’amore e all’amicizia in ogni momento dell’anno.astucci di cioccolato, cretti di cioccolata ai sapori mediterranei, cioccolata fondente dal gusto amoroso della selezione la molina , realtà produttiva nella chocolate valley toscana che, coniugando eccellenza ed arte, ha conquistato anche le star di hollywood, golose di cioccolatini che più si ispirano all’italia e alla nostra tradizione, come le tavolette a base di salvia, menta, rosmarino e spezie selvatiche. Un ric-

ARCO DI COSTANTINO Trofeo Lago di Garda E’ partito dal Golf Club Arco di Costantino lo scorso 7 marzo, il Trofeo Lago di Garda, manifestazione che vuole promuovere un luogo tra i più belli e suggestivi d’Italia. Il Lago di Garda è una vera e propria palestra a cielo aperto, grazie infatti ad un territorio che riesce ad esaudire le diverse richieste di tutti coloro che amano stare in contatto con la natura e vivere in modo attivo la propria vacanza. Il lago in sé offre la possibilità di praticare molti sport come la vela – le regate lacustri sono rinomate in tutto il mondo – il canottaggio, il wind-surf, le immersioni, la pesca sportiva e molto altro ancora. Non solo l’acqua è protagonista dello

co buffet ha fatto seguito alla gara per terminare con una lunga ed interessante degustazione guidata. La molina, ha deciso in questi ultimi mesi di ampliare i propri orizzonti oltre i confini della vendita diretta partecipando, in qualità di sponsor, ad un prestigioso eventi sportivo . Sulle 18 buche dell’argentario golf club si è svolta la 1° edizione di "cioccolato per amore – golf per passione", manifestazione golfistica in occasione di san valentino offrendo a tutti i partecipanti un piccolo saggio delle sue deliziose creazioni . Il matrimonio tra il cioccolato e il golf , fondato sull’esclusività e sul prestigio di entrambi i partner - pur in ambiti completamente diversi - è un’unione destinata a durare nel tempo: sempre in ambito golfistico si prevede ricco il programma di iniziative per i prossimi mesi, dove l’azienda sarà presente in qualità di main sponsor: un’ulteriore occasione per dare visibilità ai suoi prodotti più prestigiosi ad hoc per il settore artigianale per cui alta qualità e immagine sono essenziali.

sport, ma anche l’entroterra vi propone diverse attività: dall’equitazione al trekking, dai chilometrici percorsi in mountain-bike alla escursioni in montagna, al tennise per gli appassionanti dell’arrampicata. Naturalmente da non perdere i verdi e morbidi campi da golf, adatti sia ai principianti che ai giocatori esperti, da cui potrete godere di favolosi scorci, unici al mondo. Il torneo che ha visto all’Arco i primi due classificati (Paolo Rossi hcp 6 e Tommaso Baldi hcp 4) chiudere in 74, si sposta il 21 marzo al Parco de’ Medici, poi il 3 aprile a Punta Ala, il 24 aprile all’Argentario, il 19 giugno a Castegandolfo, il 4 luglio al Golf Club Pelagone e il 7 – 8 agosto al Country Club Tarquinia. La finale tra tutti i vincitori si svolgerà l’11 settembre presso il Golf Club Bogliaco

OLGIATA GOLF CLUB L'Olgiatino Mattia Miloro e Camilla Patussi Campioni italiani Match Play all’Olgiata Mattia Miloro (Olgiata) e Camilla Patussi (Padova) hanno vinto i Campionati Nazionali Match Play che si sono disputati sull’impegnativo percorso dell’Olgiata Golf Club a Roma. Hanno superato nella finale su 36 buche rispettivamente Andrea Bolognesi (Cervia) per 3/2 e Anna Giulia Martinis (Montecchia) per 8/7. Nel torneo maschile Miloro ha subito nelle prime 18 buche la leggera prevalenza di Bolognesi (1 up). Alla ripresa del gioco il romano ha perso le redini del match portandosi in vantaggio di 2 up alla 27ª buca. Il romagnolo ha dimezzato lo svantaggio, ma Miloro ha chiuso il conto alle buche 33 e 34. Sulla seconda ha messo la palla con un ferro 2 in bandiera, antefatto dell’eagle e del titolo che si è concretizzato dopo che i due contendenti hanno pareggiato la buca 34. Nel suo cammino Miloro ha eliminato Maurizio Mantegazza (8/7), Marco Pirino (5/4), Alberto Zani (3/2), Philip Geerts (3/1) e in semifinale Leonardo Motta (1 up). Quanto a Bolognesi, che era testa di serie numero uno, ha estromesso Cesare Valenti (8/7), Aron Zemmer (2/1), Mathias Capra (3/1), Emanuele Sesia (4/3) e in semifinale Fabio Marco Mari (3/2). Da rilevare nel corso del torneo le belle prestazioni dello stesso Mari e di Marcello Grabau, azzurro pluridecorato e sempre altamente competitivo con il passare degli anni, che ha superato tre turni prima di lasciare spazio proprio a Mari. Autoritario Leonardo Motta nei match che hanno preceduto la semifinale con Miloro, dove a due buche dalla fine era in vantaggio prima di subire la clamorosa rimonta del romano, e sfortunato Claudio Viganò, testa di serie numero 2, costretto al ritiro per infortunio nel secondo incontro, dopo aver vinto con tranquillità il primo contro Riccardo Palumbo (4/3).

Miloro, nato a Roma nel 1991, è al primo titolo individuale. Lo scorso anno ha vinto il Campionato a Squadre Serie A3 con il team del Country Club Castelgandolfo, circolo del quale ha difeso i colori prima di passare all’Olgiata GC. E’ allenato dal maestro Daniele Bagliano e fa parte della nazionale azzurra. Nel campionato femminile Camilla Patussi, numero uno del tabellone, era la favorita e non si è smentita. In finale non ha avuto problemi contro Anna Giulia Martinis, che però è stata sicuramente la più bella novità della gara. La padovana ha chiuso in vantaggio per 8 up le prime 18 buche, poi è salita a 9 up, ha perso una buca e ha chiuso il conto alla 29ª. Nella sua corsa verso il successo la Patussi ha eliminato nell’ordine Maria Vittoria Cantarini (2/1), Barbara Borin (5/4), Laura Sedda (5/4) e in semifinale Alessandra Averna (2/1). Molto più complicato il cammino della Martinis, che prima di iniziare la finale ha dovuto completare il match di semifinale con Chiara Brizzolari, partendo da un vantaggio di 4 up, poi trasformato in un 4/3 conclusivo. La veneta ha messo fuori gioco Prisca Taruffi (5/4), Alessandra Braida (3/2) e nei quarti Alessandra De Poli De Luigi dopo 20 tiratissime buche. Si sono distinte nel corso della gara la stessa Brizzolari, che ha eliminato Valeria Tandini (21ª) e Anna Roscio (2/1), e Alessandra Averna, che ha sconfitto Anna Antoniutti (6/5) e Valeria Gatti (4/3). Poco fortunata la campionessa uscente Marianna Causin, costretta al ritiro anche lei per un infortunio. La Patussi, classe 1989 e cresciuta nel fiorente vivaio giovanile del GC Padova, è da tempo nel giro della nazionale e lo scorso anno ha fatto parte del trio (le altre due azzurre erano Alessandra De Poli De Luigi e Alessia Knight) che si è imposto nella Copa R.C.G. Sotogrande European Nations Cup in Spagna. Ha vinto per la seconda volta il titolo Match Play dopo quello conquistato nel 2008 e nel suo palmares figura anche un tricolore juniores (2007).

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L'Avv. Paolo Berruti intervistato da High Life TV

L'Avv. Paolo Berruti

L'Avv. Nicola Colavita

L'Avv. Paolo Berruti, con Alessandro Cerqua, Riccardo Barra e Carlo Massi al termine di una tappa del Golf Forense

Il Golf è Forense di Andrea Cecinelli - foto di Damiano Rosa e Silvia Apice

anca poco all’inizio della kermesse golfistica più amata dai golfisti della Capitale. Alla vigilia della tappa inaugurale abbiamo incontrato Paolo Berruti, Avvocato romano di succes-

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so, Consigliere Nazionale Forense e grande sportivo. Allora Avvocato Berruti, come si coniuga l'attività sportiva con quella forense? Il tempo, per noi avvocati, è sem-

pre molto ridotto e bisogna essere bravi a ritagliarsi dei piccoli spazi per poter praticare l'attività sportiva. Ma per una buona attività forense è sempre indispensabile, almeno per quanto mi riguarda, riusci-

re a staccare la spina per anche un ora e riuscire a dedicarsi a se stessi praticando un po’ di attività fisica. Che tipo di sport pratica? Sono sempre stato un appassio-


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L'Avv. Paolo Berruti

nato del tennis, ma sono ormai dieci anni che mi sono avvicinato a uno splendido sport come il golf, praticandolo sempre nei miei ritagli di tempo. Il golf è uno sport che riesce sempre a darti tranquillità e divertimento, in mezzo al verde e all'aria buona. In questi 10 anni avrà avuto modo di partecipare a moltissime gare. Come giudica quelle del Golf Forense? Il Golf Forense è un circuito che conosco molto bene. Ho partecipato a tutte le tappe sin dalla primissima edizione del 2005. Si può dire che l'ho visto nascere. Credo che oggi sia uno dei migliori tornei di Golf in circolazione, quello con la migliore organizzazione. Cos'è che differenzia le gare del Golf Forense dalle altre competizioni? E come giudica l'operato dell' Avvocato Colavita, ideatore della manifestazione? La caratteristica che distingue questo circuito dalle altre gare di golf è la professionalità del suo staff, la cura dei più piccoli dettagli, la presenza di prestigiosi sponsor che ogni anno arricchiscono la competizione, il frequen-

tatissimo cocktail di premiazione del dopo gara e l’accoglienza che viene riservata ai partecipanti nel villaggio ospitalità, dove noi golfisti riceviamo sempre moltissime attenzioni. Insomma alle gare del Golf Forense non ci si annoia mai. Credo sia sempre molto difficile organizzare gare di questo tipo mantenendo anno dopo anno uno standard di professionalità così alto e penso che l'Avvocato Colavita sia riuscito in questa impresa, superandosi di tappa in tappa. Ha iniziato questa avventura partendo da zero ed è riuscito a portare il torneo ai massimi livelli, a un livello di eccellenza, riuscendo a dare al Golf Forense un’identità molto forte. Cosa può consigliare ai ragazzi che si avvicinano alle professioni forensi? Posso consigliargli di avere tanta passione, vocazione al sacrificio e non attendersi un risultato immediato. Ma anche innamorarsi del golf che rappresenta un giusto mix di sport, relax e divertimento. Un oasi di pace lontano dallo stress. E naturalmente di partecipare alle gare del Golf Forense...

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“Il fatto stesso di parlare di qualche cosa che precede l'esecuzione del gesto ci fa comprendere di trattare aspetti con una una forte componente psicologica”. “...l'insieme di questi gesti è qualcosa di assolutamente personale e per qualcuno la routine può benissimo cominciare mentre sta ancora camminando verso la palla, l'importante è che questi gesti vengano sempre ripetuti nello stesso modo e con la stessa cadenza”.

La Routine di Simone Selli

esti ripetuti ogni volta con lo stesso ordine e la stessa sequenza.... Per spiegare bene cosa sia, dobbiamo pensare ad un insieme di operazioni movimenti e gesti che facciamo tutti da anni. Farsi la barba per esempio. Vi siete accorti che i movimenti che compongono il gesto conclusivo di radersi, sono sempre gli stessi? Apro il cassettino, prendo la schiuma da barba aprendola con la mano destra, mentre prendo il rasoio e lo sciacquo sotto al rubinetto. Lo appoggio sul lavandino

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mentre premo il tappo della schiuma che la mano sinistra porta sul viso. Sempre la sinistra.... completo l'operazione anche con la mano destra, poi prendo il rasoio ed incomincio a passare la lametta sulla pelle partendo sempre dallo stesso punto.... facendo apparentemente attenzione a ripetere ogni volta gli stessi passaggi... Questa è sicuramente una routine. La finalità, cioè radesi, comporta una serie enorme di movimenti che porterà al gesto di radersi. Il colpo per il giocatore di golf professionista, è un insieme di movimenti tutti di grande importanza

che ha come gesto conclusivo il tiro. Guardando giocare un pro, se ne intuiscono diversi. 1) Si avvicina alla pallina ed estrae il guanto. 2) Sceglie il bastone da giocare. 3) Visualizza il colpo. 4) Posiziona il corpo per il tiro. 5) Il tiro, a sua volta composto da back swing, down swing, impatto e finish. Il fatto stesso di parlare di qualche cosa che precede l'esecuzione del gesto ci fa comprendere di trattare aspetti con una una forte componente psicologica. Fondamentalmente è un aiuto per trovare la giusta concentrazione ed il corretto stato di rilassamento. Come detto l'insieme di questi gesti è qualcosa di assolutamente personale e per qualcuno la routine può benissimo cominciare mentre sta ancora camminando verso

la palla, l'importante è che questi gesti vengano sempre ripetuti nello stesso modo e con la stessa cadenza. Nei grandi campioni possiamo osservare che la routine fa talmente parte delle loro abitudini da sembrare per questi il solo modo possibile per prepararsi all'esecuzione del colpo. Sfilare il guanto dalla tasca con la mano destra, indietreggiare di tre passi per visualizzare il colpo, sempre allo stesso modo, sempre alla stessa velocità, sono movimenti del colpo, del “sistema tiro”. Vanno considerati importanti quanto ogni singolo elemento che compone lo swing vero e proprio. Provate anche a costruire una vostra una routine del colpo, migliorerà il vostro gioco rendendo ogni swing più organizzato e meno casuale.... buona pratica....


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news dal Club dei Circoli Sportivi Storici news dal Club dei Circoli Sportivi Storici

a cura di Federico Berardi

Club deiCircoli Sportivi Storici

Agostino De Zordo, Segretario Generale del Club Circoli Sportivi Storici

Ritorna “Circoliamo” ripartita la macchina organizzativa della quinta edizione del “Circoliamo”, storica mini-olimpiade tra i prestigiosi Circoli appartenenti al Club dei Circoli Sportivi Storici. L’edizione di quest’anno rivestirà particolare valore non solo per il coinvolgimento di centinaia di soci dei Circoli partecipanti (Circolo Canottieri Aniene, Circolo Canottieri Lazio, Circolo Canottieri Roma, Circolo Canottieri Tirrena Todaro, Circolo Tennis EUR, Reale Circolo Canottieri Tevere Remo, Sporting Club EUR, Tennis Club Parioli), per il notevole numero di discipline, aumentate con l’inserimento di nuovi sport dimostrativi, ma soprattut-

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to per il particolare riconoscimento e valore che rivestirà, come manifestazione principe del Club, nel panorama sportivo della capitale. E’ noto, infatti, che Roma ha presentato attraverso il Sindaco Alemanno la propria candidatura per ospitare le Olimpiadi 2020; in questo contesto si inserisce il Circoliamo 2010 che sarà patrocinato dal Comune di Roma e avrà inizio subito dopo la celebrazione del cinquantenario delle Olimpiadi di Roma del 1960, con l’intento di sostenere l’iniziativa. Altro motivo di particolare orgoglio è costituito dall’abbinamento del Circoliamo 2010 alla Fondazione Telethon per portare la propria testimonianza e contributo alla ri-

cerca scientifica per la cura delle malattie genetiche. Non solo sport, nella sua accezione più nobile e con i suoi irrinunciabili valori ai quali ancorare la società civile, purtroppo spesso alla deriva, ma anche impegno sociale e culturale. Questi i principi ispiratori della attività degli otto Circoli storici appartenenti al sodalizio del Club, da sempre impegnati nel mondo sportivo dilettantistico non solo tra i soci ma anche e soprattutto curando in prima persona l’avviamento allo sport e ai suoi valori di migliaia di giovani e giovanissimi, che vengono educati e formati ad una vita sana e al rispetto di sé e degli altri, avversari compresi.


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news dal Club dei Circoli Sportivi Storici news dal Club dei Circoli Sportivi Storici

sempre “a punti pesanti” in tutte le specialità disputate, un successo reso ancor più luccicante dalle vittorie di Federica Pellegrini nei 100 mt e 400 mt stile libero, Elena Gemo nei 100 mt dorso, Ombretta Plos nei 50 mt rana, Damiano Lestingi nei 50 mt e 100 mt dorso, Marco Belotti nei 50mt farfalla ed Alessio Boggiatto nei 200 mt misti. Un successo ancor più impreziosito dalla vittoria di tutte e quattro le staffette, sia in campo maschile che femminile. Nella sessione mattutina si erano imposte la 4x50 stile libero maschile (Belotti, Benatti, Lestingi e Cassio) e la 4x50 mista femminile (Gemo, Plos, Migliori e Pellegrini) mentre hanno determinato la vittoria finale, nella sessione pomeridiana, la 4x50 stile libero femminile (Tecchio, Antonellis, Gemo e Pellegrini) e la 4x50 mista maschile (Lestingi, Giorgetti, Belotti e Benatti).

CIRCOLO CANOTTIERI ANIENE Coppa Brema… l’Aniene brilla due volte! La squadra del Presidente Gianni Malagò si impone sia nella classifica femminile che in quella maschile. Nella Piscina “Rivetti”, sede della fase finale della “43^ Coppa Caduti di Brema”, il Circolo Canottieri Aniene si aggiudica sia la classifica femminile (davanti a Forum Sport Center e Rane Rosse) sia quella maschile (davanti a Centro Sportivo Carabinieri e Centro Sportivo Esercito). Si tratta di un risultato storico: mai nessuna società, nell’arco della lunga storia della Coppa Brema, era stata in grado di centrare la doppietta. Un successo dell’intera squadra,

CIRCOLO CANOTTIERI TIRRENIA TODARO Le ragazze si aggiudicano la Coppa Italia juniores Piacevoli notizie per i colori del Tirrenia. Conclusa la Coppa Italia 2010, la classifica vede il bellissimo primo posto di categoria per le ragazze juniores. Nonostante l'annullamento della gara di Pisa a causa delle cattive condizioni meteo, che avrebbe senz'altro visto tra le favorite le ragazze del circolo nerazzurro, i punti messi in cassaforte dal 4 di coppia nelle precedenti gare ha consentito

Club Circoli Sportivi Storici

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di chiudere la manifestazione sul gradino più alto del podio. "Siamo ben contente del risultato che ci premia per l'impegno profuso nella dura preparazione invernale, in cui il remoergometro e la palestra la fanno da protagonisti, specialmente quest'anno, in cui le continue pioggie hanno tenuto costantemente alto il livello del fiume, con conseguente impossibilità a fare sedute in barca. Il nostro ringraziamento va, oltre che a noi stesse, ai tecnici, Emilio Trivini e Stefano Tenderini, che ci sono sempre vicini specialmente nei momenti più duri della preparazione che vengono ampiamente ricompensati da queste soddisfazioni" dicono le forti e belle ragazze del Tirrenia.

Il circolo nerazzurro, inoltre, può vantare un lusinghiero quarto posto assoluto nella manifestazione e il terzo nella categoria ju-

niores maschile. Una squadra su cui tecnici e dirigenti alle soglie della stagione di velocità sono disposti a puntare.

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CIRCO

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E.U.R.

CIRCOLO TENNIS EUR FUTURE ITF, tennis ad altissimo livello E’ in corso di svolgimento sui campi di terra rossa del Circolo Tennis E.U.R. il Torneo “FUTURES ITF” da 15.000 dollari, grande appuntamento del tennis internazionale con giocatori classificati a livello mondiale tra il 200mo e il 400mo posto. Protagonisti del passato di questo Torneo sono stati molti grandi campioni quali Noah, Mc Namee, Davidenko, Ferrero e, tra gli azzurri, Panatta, Barazzutti (socio storico del Circolo) Zugarelli, Bertolucci, Ocleppo, Di Matteo, Seppi, Storace, Bolelli e Volandri. Il tabellone principale vede il nome di Martin Klizan (n. 197 nella classifica mondiale e testa di serie n.1) e tra gli italiani Crugnola (n. 229 e testa di serie n.3), presente anche nel doppio con Vagnozzi, come testa di serie n.1. Una settimana di tennis ad alto li-

CIRCOLO CANOTTIERI LAZIO Torna il Caravella, CC Lazio in evidenza Si veste di tricolore il nuovo Caravella. Come i più sanno si tratta di un torneo molto qualificato dal punto di vista agonistico e tecnico nel quale giocavano negli anni 50/60 diversi calciatori dal passato, ma anche i nostri circoli negli anni 70/80 già si davano battaglia. Ora si riparte con una partecipazione molto eterogenea di squadre, dai circoli sto-

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vello che catalizzerà l’attenzione di molti appassionati e che si concluderà con la finale di doppio il

rici, alle nuove realtà capitoline, ad altre associazioni istituzionali. Il nostro Presidente Rossi ha dato carta bianca al Ct Luca Montanari ed i risultati parlano da soli: 5 partite, 5 vittorie, con punteggi spesso ridondanti. Abbiamo avuto l’occasione di un’intervista esclusiva con il Guardiola del CC Lazio e la prima sensazione è stata di un professionista che sa quello che vuole e sa come ottenerlo. Forse ad alcuni potrà apparire troppo “dittatore”, ma tutti sappiamo come in sodalizi come il nostro è meglio non ascoltare nessuno e sei i risultati sono questi ,avanti Montanari, continua così.

venerdì e quella di singolo il sabato. Seguiranno, nello splendido scenario del parco del Circolo, le

premiazioni con rappresentanti istituzionali del mondo della politica e dello sport.


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DUE PONTI SPORTING CLUB In prima linea anche alla Roma-Ostia Il Due Ponti ha preso parte alla Mezzamaratona Roma-Ostia, la più partecipata d'Italia, con un folto gruppo di runners: sono 41

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gli atleti che hanno tagliato il traguardo, dopo aver percorso il terribile ultimo tratto, in cui, alla fatica della gara, si è aggiunto, come spesso succede, un vento contrario molto forte. Nonostante le pesanti assenze per infortunio di Sergio Cocozza, trainer del circolo, Romano Ramin Ghermezian, coordinatore del gruppo, Pierluigi Mariani, grande rivelazione della stagione

2009/10, il Due Ponti rimane sempre tra i primi circoli romani per partecipazione. Nicola De Luca ha confermato il momento di forma, giungendo al traguardo in 1h15min09, 69° assoluto e 7° di categoria. Dietro l'atleta di punta, Andrea Cuneo, Franco Santu (neo acquisto), Fabio Giovannini, tutti in 1h26 min, Stefano Marchetti e Diego Cappetta(1h27), Fabio Riccobono

e Andrea Redaelli (1h28), Saul Guerra (1h29). Prima delle donne, Eleonora Checherita, seguita da Emma Grenga, Cristina Paloni e Camilla Martinelli. Ottima prestazione anche di Andrea Vietri e Giuseppe Carlucci, alla prima esperienza sulla distanza dei 21,095. Un particolare plauso va a Maurizio Paglione, che ha concluso la Roma Ostia per la 26° volta.


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FUTBOLCLUB Impara già con la valigia pronta! E' tempo di verdetti quasi finali alla Futbol League. A due giornate dalla fine il presidente Impara ha uno scarpino in un piede e la ciabatta nell'altro. Si sogna già di sole e spiagge, ma non se ne parla perché la scaramanzia non è mai troppa. Il calendario, però, sembra dalla sua parte: nella penultima

TENNIS ROMA Canè è pronto E' cominciato con una vittoria agevole il cammino del Tennis Roma nell'Over 45, competizione sulla quale il circolo biancorosso punta molto potendo contare su una squadra d'altissimo livello compo-

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giornata se la vedrà con Rimedio, apparentemente partita alla sua portata, nell'ultima invece con Iorio, più ostico, almeno sulla carta. Pronti per disfare le valigie di Impara ci sono Palma e Perazza. Il primo a soli due punti e l'altro a 6. Per loro due però si prospetta un'ultima giornata di fuoco: scontro diretto! Una partita da mille e una notte se Impara fa qualche passo falso, difficile, ma possibile. Grandi deluse le compagini di Giovannetti e quella del doppio presidente Angelucci/Stigliano, probabilmente la favorita per la vittoria finale alla vigilia. Importante anche in bassa classifica il balzo di Alfieri che si scrolla di dos-

so l'etichetta di squadra materasso per appiccicarla di diritto alla squadra del Presidente Rimedio, da elogiare comunque per costanza e impegno, nonché per età media! Se il campionato può riservare ancora qualche colpo di scena, sembra chiusa invece la lotta per accaparrarsi lo scooter messo in palio per il trofeo di Miglior Marcatore. Conduce Matteo Materazzi a quota 33 (un'impressionante media di oltre due gol a partita). Impossibile un recupero di Dell'Ali, a quota 20, in sole due giornate da disputare. Lasciamo Palma a coccolarsi il suo bomber e Impara a sognare di lidi assolati!

sta dall'ex Davisman Paolo Canè, Alessandro Deminicis, Massimo Cierro, Andrea Ciucci, Massimiliano Troiani, Vincenzo Cribari e capitanata da Alessandro Bigiarelli. Nel primo match contro il Green hill il circolo di Porta Metronia ha però potuto fare a meno del bolognese, ma non si sono stati problemi per Ciucci e Troiani, vincenti rispettivamente contro Ricci (con un doppio 6/0) e contro Simeoni (6/4 6/2 il punteggio finale). A riposo quindi Canè, che scenderà sicura-

mente in campo nel prossimo incontro casalingo contro lo Sporting Eur. Nel girone anche Eur Tevere e lo Smile BUone notizie anche dal Trofeo I Gabbiani, nel quale la squadra di IV categoria composta da Angrisani, Cribari (cap.), Terranova, Spanicciati e Albanese M. si è qualificata alla fase finale terminando, nel proprio girone, prima in classifica a punteggio pieno. Spostandoci alle altre attività del circolo, riuscitissime si sono rive-

Il socio del mese Nome: Federico Angeli

Detto: Lo Skipper Ruolo: difensore Piede preferito: destro Pezzo forte del repertorio: Organizza circa 100 partite a settimana Squadra del cuore: Lazio

late le due giornate (13 e 14 marzo) interamente dedicate ad arte e cultura. Oganizzata dal responsabile della Casina, il consigliere Bruno Rubeo, e dal socio Antonello Ciancio, Presidente della Commissione Sport e Cultura del IX Municipio si è tenuta una mostra di pittura con esposizione di numerose opere degli artisti, tutti soci del Circolo, Walter Zampini, Francesco Sorbara, Francesco Marafiotti e Giulio Pannella. Contemporaneamente è stata allestita una documentatissima mostra fotografica, curata dall’architetto Ciancio, nella quale in 12 pannelli e decine di foto d’epoca rare e suggestive, si è potuto rivisitare tutta la vita e la toponomastica del quartiere Appio Latino - San Giovanni con le successive trasformazioni. Le manifestazioni si sono concluse il 14 pomeriggio con la proiezione del film “Sotto il sole di Roma” del regista Castellani, opera classica del neo-realismo italiano premiato alla Mostra di Venezia del 1948, ambientato proprio nei rioni adiacenti al circolo ed apprezzato da numerosi soci e ospiti residenti nel quartiere.


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La grande famiglia del Fitness acquatico Accessibili a tutte le fasce d'età, i corsi della ginnastica in acqua dell'Aquaniene – The Sport Club sono attività di successo nel vasto programma sportivo della struttura di via della Moschea di Matteo Cirelli_foto di Giorgio Scala - deepbluemedia

el panorama di opportunità offerte alle migliaia di sportivi che hanno scelto l'Aquaniene – The Sport Club per la cura del loro corpo, ottima fortuna sta avendo la grande famiglia del Fitness Acquatico. Con questa dicitura si vuole racchiudere entro un unico contenitore le attività che nascono dal concetto di Acqua Gym, ma che nell'impianto di Via della Moschea sono state rivisitate, modernizzate e diversificate secondo le varie tipologie di impiego che la ginnastica in acqua può acquisire. Avvicinare il pubblico agli sport acquatici è un dovere morale per l'Aquaniene – The Sport Club, struttura che quotidianamente ospita sia i grandi campioni dell'acqua del Circolo Canottieri Aniene, sia i tantissimi sportivi amatoriali e semiprofessionistici di tutte le età. Il Fitness Acquatico si è saputo ritagliare uno spazio di tutto rispetto nel time table della struttura, e le oltre quaranta ore settimanali dedicate all'esercizio ginnico in acqua raccolgono un sempre maggior numero di fedelissimi di tutte le fasce d'età, che possono sceglie-

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re fra molte varianti. Infatti, possono avvantaggiarsi del grande pregio dell'attività fisica condotta in acqua, capace, grazie alla sua naturale resistenza, di far acquisire una maggiore tonicità con un rischio di infortuni molto limitato. Iscrivendosi al pacchetto “Aqua” o “Elite” gli utenti dell'impianto hanno l'opportunità di scegliere fra otto corsi, tutti condotti dal

selezionato e professionale staff dell'Aquaniene – The Sport Club. Oltre al più classico “Aquagym”, indicato per la sua dolcezza persino alle donne in gravidanza e ai senior, nell'impianto si svolgono: Aquastep, Aquapump, Aquabike, Aquapilates, Aquatonic, Aquakick e Gym Nuoto. L'Aquastep utilizza un gradino di 20 cm e i continui movimenti portano benefici cardiocircolato-

ri, oltre a sviluppare coordinazione e una corretta postura. L'Aquapump ha come obiettivo quello di raggiungere una buona qualità muscolare, grazie alla presenza di attrezzi che, insieme all'attrito dell'acqua, aumentano anche la resistenza. Molto divertente e seguito è anche l'Aquabike, il corso in cui vengono posizionate sul fondo della piscina delle bike, caratteristiche biciclette


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i cui pedali allargati contrastano la resistenza dell'acqua, con conseguente rassodamento di gambe e glutei. Immersi nell'acqua si possono anche effettuare le posizioni del Pilates. Nello specifico corso Aquapilates, vengono infatti riadattate le tecniche inventate da Joseph Pilates agli inizi del '900 e divenute molto famose negli ultimi anni. L'Aquatonic unisce invece gli esercizi

ginnici con attrezzi al fascino coinvolgente della musica, che rende divertente e meno faticoso un'attività accessibile a tutti. Solo i più esperti invece possono cimentarsi nell'Aquakick, disciplina seguitissima nel panorama del Fitness Acquatico adatto a chi ha già una certa dimestichezza con le tecniche usate sul ring con l'utilizzo di calci e pugni. Una menzione particolare l'ha poi il cor-

so riservato di Gym Nuoto, disciplina nata su iniziativa di Eleonora Vallone, in cui si fondono i movimenti di diversi sport, con una straordinaria attenzione alla selezione del la musica che accompagna ogni singolo esercizio e che spesso si compie con l'ausilio di un attrezzo caratteristico, il triangolo. Oltre alla settimanale divisione delle attività, ogni mese l'Aqua-

niene – The Sport Club organizza per gli iscritti e per i loro amici delle Master Class. In una domenica prescelta, questi Special Events si caratterizzano per la scelta di un tema (a febbraio è stata la volta di San Valentino, mentre a marzo si celebrerà la primavera) che portano, a suon di musica, oltre decine e decine di appassionati a divertirsi e allenarsi nelle piscine dell'impianto.

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Le Forze dell’ordine a ritmo alternato. Delude il Futbolclub, e al giro di boa una finale sembra già certa... di Andrea Friedrich

il torneo di calcio amatoriale più antico d'Italia. Ha cambiato nome, da Alleanza Tricolore a Caravella Tricolore, è stato sepolto sotto le ceneri del tempo alla fine degli anni '80 ed è rinato, con un nuovo corso, addirittura in un altro millennio. È la 44^ edizione. E siamo già al giro di boa. Nato sotto la stella della pioggia, il torneo ha cominciato ad entrare davvero nel vivo. Le belle parole spese per l'amatorialità, il fair play, la sportività, si sono allontanate trasportate sull'onda delle grida di incitamento e di protesta che in ogni partita si levano con sempre più veemenza. Si gioca vero, si gioca duro. Nessuno si risparmia e ogni squadra ha le sue peculiarità. Lo scontro per la cima appare poco interes-

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sante. Una sfida a due, una probabile finale: Futbolclub United, guidata da un accorto e preparato Odoacre Chierico, e CC Lazio non sembrano avere rivali. Guidano a punteggio pieno in attesa solo della sfida “scudetto”. Più affascinante e meno scontata la sfida per gli altri posti a tavola. Come recita il titolo, le forze dell'ordine vanno a corrente alternata. Partite molto male, più o meno tutte, si sono riprese durante il torneo. La meglio piazzata è la Polizia di Stato, 2 vittorie e 2 pareggi. Più sotto e vicini alla zona esclusione Carabinieri e Squadra Mobile che dovranno attendere la fine della regular season per lo scontro fratricida, comunque nessuna delle due a secco di punti. Solo la Polizia Municipale non ha mai modificato il trend negativo. 0 punti e 34

reti al passivo, ma tanta voglia di fare e un grande impegno. Grande delusa, almeno finora, la squadra del Futbolclub. Appena 6 punti in sette partite non sono certo bottino accettabile per chi aspirava a ben altre posizioni. Guidata con passione e sagacia da Mister Ruggeri, ha palesato in più di un'occasione qualche carenza d'organico che ha messo i bastoni fra le ruote a un progetto sicuramente partito con migliori auspici. Una grande prova nel derby non è riuscita a regalare soddisfazione: 4 a 3 per il Futbolclub United. Vanno bene i Circoli, tutti nella parte alta della classifica, capeggiati dal Circolo Canottieri Roma. A ritmo sinusale anche la Stampa Sportiva Italiana e i Doppiatori, che, pur ap-


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parendo un gradino sotto la qualità dei circoli, sono due squadre sempre molto ostiche da affrontare, perchè preparate, affiatate e ben messe in campo. In chiave playoff potrebbero giocare qualche brutto tiro. Una parola a parte merita la compagine del Summum Ius, di difficile interpretazione. Squadra camaleontica che varia molto con il variare degli elementi. Capace di grandi prestazioni (7 a 4 contro i carabinieri), ma lontana da una qualsiasi idea di continuità di gioco. Pezzo forte della compagine il Presidente dell'associazione nazionale magistrati Luca Palamara, spesso in campo a farsi valere anche senza la toga e Mister Bruno Giordano dalla panchina a dispensare consigli per un calcio di quello buono.

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a cura di SPORTFORM

CIRCOLO NAUTICO TORRE DEL GRECO Vela, vince Paolo Cian A Torre del Greco, Paolo Cian fa trionfare l'imbarcazione Saphira dell'armatore Raffaele Archivolti, a cui e' stato assegnato il Trofeo "Città di Torre del Greco", al termine della nona prova del campionato invernale d'altura del Golfo di Napoli. Saphira, con timoniere Paolo Cian, e' risultata prima nella classifica Overall ed è stata premiata nei saloni del Circolo Nautico di Torre del Greco, alla presenza di armatori, equipaggi e organizzatori. La regata nello specchio d'acqua torrese ha segnato la conclusione del campionato invernale Ims del Golfo di Napoli, vinto da Le Coq Hardi', seguito da One e Saphira, stando alle classiche cumulative delle nove prove. Ma a Torre del Greco oltre alla prova conclusiva

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della regata dell'invernale, si e' svolta anche la prima prova del Campionato primaverile d'altura Vele di Levante, valida per l'assegnazione del Challenge dei Comuni. A trionfare al termine della regata inaugurale della competizione, la citta' di Castellammare (con due primi posti, un secondo e un terzo posto) seguita dal team in rappresentanza del Comune di Capri. Centinaia gli spettatori che hanno assistito alle regate dai comuni della fascia costiera vesuviana e in particolare dalla litoranea di Torre del Greco, dove era sistemata una delle boe del percorso. A vele spiegate con il Vesuvio sullo sfondo, le imbarcazioni hanno offerto uno spettacolo davvero singolare per appassionati e semplici curiosi: due partenze separate tra loro da alcuni minuti che hanno visto le quasi cento imbarcazioni impegnate nelle competizioni lanciarsi nel-

la direzione del vento grecale con un'intensita' che variava dai 10 ai 15 nodi. La regata del campionato invernale di Napoli si e' svolta su un percorso segnato da boe, mentre quella del Challenge dei comuni ha visto le imbarcazioni spingersi sul percorso di 15 miglia Torre del Greco, Piano di Sorrento, Castellammare e Torre Annunziata e su quello piu' breve di 7 miglia Torre del Greco, Rovigliano, Torre Annunziata. Un numero di barche d'altura cosi' consistente di certo non si era mai visto prima solcare queste acque. "Un successo -- spiega il presidente del Circolo Nautico Torre del Greco, Aldo Seminario -- realizzato grazie al contributo di tutti. Da Enzo Dea, presidente di Vele di Levante a Giovanni Pellizza presidente Fiv V zona, senza dimenticare Gianluigi Ascione, delegato Fiv per l'altura e mio vice al Circolo Nautico di Torre del Greco. E poi sento di ringraziare le forze dell'ordine, gli ufficiali di regata, la giuria e quanti hanno contribuito alla buona riuscita dell'evento"

CANOTTIERI NAPOLI Il triatleta Nanni… all’Isola dei Famosi Gran pavese alla Canottieri Napoli per l’Isola dei famosi. Un triatleta del Circolo giallorosso è stato scelto da Simona Ventura per le sue doti atletiche ma anche per il fascino accattivante e per la simpatia del carattere. Si chiama Dario Nanni, ha ventiquattro anni, ed è uno dei punti di forza dello squadrone di triathlon - tre massacranti discipline in una: nuoto, corsa veloce e bici - allenato da Alessandro Fattore. Brillante studente all’Università - si è laureato in economia con la lode ed è

stato assunto da una multinazionale dalla quale si è licenziato per partecipare al reality – Dario eccelle nello sport, dove ha conquistato titoli italiani in serie e la convocazione nella nazionale juniores. Il tutto empre con i colori giallorossi, che sono anche i colori del padre Bruno. Oltre il triatlon Dario è un eccellente velista e questa attitudine, lui ritiene, gli sarà molto utile in questo cimento a metà tra sport e spettacolo. La vigilia di Dario è stata, al solito, frenetica. Ma gli amici non se ne meravigliano: “Dario è un vulcano - racconta Alessandro Fattore il suo maestro - e in una competizione fa valere le sue doti di fighter. E’ un atleta deciso e leale, insomma, e quelli dell’Isola se ne renderanno subito conto: hanno imbarcato un rivale che darà filo da torcere a tutti”.

Bonaiuto riconfermato presidente Curzio Buonaiuto, è stato confermato alla guida del Circolo Canottieri nel corso dell’assemblea generale dei soci che si è tenuta al Molosiglio. L’elezione è avvenuta per acclamazione unitamente a quella dei due vice-presidenti, il magistrato Franco Roberti e l’avvocato Vittorio Lemmo. Con loro confermati anche i componenti del Collegio dei Revisori, Fofò Buonocore, Giaovanbattista Di Meglio e Raffaele Scarpa. E’ la terza volta che il presidente Buonaiuto incassa la riconferma per acclamazione a testimonianza dell’ottimo lavoro svolto alla guida del circolo giallorosso sin dalla sua prima nomina nel 2004. Per lui si tratta del quarto mandato alla guida del sodalizio del Molosiglio. 70 anni, medico, primario della clinica odontoiatrica della seconda Università di Napoli, fu eletto per la


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prima volta presidente del Circolo Canottieri il 20 giugno del 2004 al posto del dimissionario Adriano Gaito. “Sono contento per il risultato dell’assemblea- ha dichiarato visibilmente soddisfatto e con un pizzico di commozione Curzio Buonaiuto – è una grande manifestazione di affetto e di stima, ma ritengo anche che sia il riconoscimento per il tempo e per l’impegno che ho dedicato al circolo trascurando anche i miei affetti più cari. Un grazie ai soci che hanno creduto in me consentendomi di poter svolgere un lavoro capillare e faticoso svolto, nel corso di questi anni, per dare a loro una sede bella e prestigiosa come è giusto che abbia un circolo importante come il nostro. Sistemata la casa ora ho altri progetti ambiziosi che riguardano lo sport e il sociale perché la Canottieri deve tornare ad essere protagonista e sodalizio di riferimento per tutta la città”.

Presentato il team Karelpiù Parte da Napoli la nuova sfida al Mondiale di motonautica della Powerboat P1 – categoria Supersport. Nello stand della Nautica Schiano, al NauticSud, tanti campioni hanno tenuto a battesimo Antonio e Giuseppe Schiano, che saranno quest’anno alla guida del Karelpiù-RG87. Una grande festa della motonautica alla quale hanno partecipato i piloti Giancarlo Cangiano, Achille Ventura, Mau-

rizio Di Stasio, Fulvio De Simone, Mariano Barbi, Renato Guidi, Stefano Acanfora, Stefano Cola, il consigliere alla motonautica del Circolo Canottieri Napoli, Gennaro Russo, il consigliere nazionale della Fim, Eduardo Ruggiero, il presidente della Fim Campania, Antonio Schiano, e il vice presidente nazionale dell’Ussi, Gianfranco Coppola. L’obiettivo del nuovo team è di essere subito protagonista nella corsa al titolo di campione del mondo 2010, accrescendo la presenza degli equipaggi partenopei nel circuito del Mondiale, del quale fanno già parte nella Supersport Angelo Tedeschi, i team Baia e Al & Al, e il campione in carica della Powerboat P1 Evolution, Giancarlo Cangiano. RG87 è un nome nuovo nel mondo della motonautica, ma alle spalle ha l’esperienza trentennale della Nautica Schiano, che nel corso degli anni, come rivenditore di imbarcazioni e come concessionario ufficiale della Mercury in Campania, Lazio, Basilicata e Calabria, è diventata una delle più importanti realtà della nautica nel sud Italia. Il team, che correrà con i colori del Circolo Canottieri Na-

poli, sarà composto da Antonio Schiano, fondatore dell’azienda di famiglia, e dal figlio Giuseppe. Per Antonio si tratta di un ritorno alle corse, dopo l’esordio avvenuto nel 1997 insieme all’indimenticato Sergio Carpentieri, il pilota partenopeo deceduto in seguito a un incidente di gara tre anni fa. Dopo la prima esperienza nella Venezia-Montecarlo, per Schiano arrivarono risultati di prestigio, tra i quali il terzo posto alla NapoliMontecarlo nel 1999. L’acquisto dell’imbarcazione che parteciperà all’edizione 2010 del Mondiale Powerboat, un Fountain 42 Poker Run, ha permesso ad Antonio Schiano di tornare alle competizioni, conquistando subito, nell’ottobre 2009, il terzo posto nel Campionato Italiano Powerboat nelle acque del golfo di Napoli. A bordo, insieme a lui, il figlio Giuseppe, alla prima esperienza ufficiale, che ha avuto il privilegio di essere alla guida di questo bolide del mare. Il risultato positivo ottenuto al primo colpo ha spinto il team a lanciare la sfida al prossimo Mondiale, riproponendo lo stesso equipaggio, con Antonio nel ruolo di throttleman e Giuseppe al timone. “Sono alla prima esperienza – ha spiegato Giuseppe Schiano – probabilmente sono il pilota più giovane del mondiale e devo scoprire questo mondo così affascinante. Gli avversari sono tutti molto esperti ma noi abbiamo alle spalle l’esperienza dell’azienda nella preparazione delle imbarcazioni e questo ci potrà agevolare. La barca è vincente, toccherà a noi fare del nostro meglio per riuscire a salire sul podio”. Non nasconde la soddisfazione Antonio Schiano: “Per noi è un esordio impegnativo – spiega – ma siamo certi che il nostro bagaglio tecnico ci aiuterà a competere con gli equipaggi più forti”. Il team, pur essendo

alla prima partecipazione ufficiale in gara, ha alle spalle alcuni anni di esperienza come supporto per altre imbarcazioni impegnate nel Mondiale Powerboat P1, dall’OSG di Giancarlo Cangiano, due volte campione del Mondo nella categoria Evolution, al team Baia-Attolini, che lo scorso anno ha conteso il titolo della Supersport fino all’ultima gara ad Angelo Tedeschi. Partendo da questa esperienza, alla fine del 2009, la Nautica Schiano ha allargato i suoi orizzonti spingendosi nel settore sportivo e costituendo la Hi-Performance Italia Srl, che si occupa della gestione del prodotto Mercury Racing nel reparto corse in Italia e che sarà, quindi, al supporto anche degli altri team durante il Mondiale 2010. Ad affiancare RG87 ci sarà la Karelpiù, azienda di abbigliamento con oltre settant’anni di esperienza nel settore, che ha tra i suoi testimonial la showgirl Belen Rodriguez. Un marchio che da anni è garanzia di successo e che sarà vicino al team nella corsa alla conquista del titolo Mondiale 2010 della Powerboat P1. Il primo appuntamento con le gare sarà dal 7 al 9 maggio a Yalta, in Ucraina.

CRV ITALIA Trofei Challenge al Savoia la Coppa Marulli Napoli, le regate veliche del circuito della manifestazione Trofei

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Challenge organizzate dal Circolo del Remo e della Vela Italia. Alle regate, riservate alle classi veliche 470, 420, Laser ed Optimist, hanno partecipato centocinquanta velisti, compresi tra i 10 e i 20 anni, in rappresentanza di dieci circoli velici del Golfo di Napoli. I 9 trofei Challenge, messi in palio dal Circolo del Remo e della Vela Italia, vengono assegnati sulla base dei risultati ottenuti nel corso di sei giornate di regate disputate nei fine settimana del mese di gennaio e febbraio. Nella penultima giornata, il vento regolare e il mare calmo hanno consentito di disputare tutte ben tre prove in programma per le classi 470, 420 e i laser. Domenica, ultimo giorno di

SPECIALE NAUTICSUD Numeri incoraggianti quelli della 41ma edizione del Nauticsud, il salone internazionale della nautica organizzato da Lino Ferrara a Napoli, che dimostrano che la nautica da diporto esprime segnali di ripresa e che l’esposizione napoletana che rappresenta , per il diportismo internazionale, la fiera principale del pronto barca. Le 200 mila presenze registrate, con visitatori pugliesi, calabresi, toscani, siciliani ed un grande incremento, pari al 45% in più rispetto al 2009, di presenze laziali, dimostrano l’accresciuto interesse dei diportisti per il Nauticsud rispetto alle altre fiere Persino i numeri dei fatturati realizzati a Napoli nei 9 giorni espositivi, sottolineano questa tendenza grazie alla stima degli oltre 100 milioni di euro di prodotti venduti. Tra le imbarcazioni maxi yacht venduti 4 esemplari: due dei Cantieri di Baia, un gozzo cabinato “Maestro” dei Can-

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I VINCITORI Coppa “Ubaldo Fondi” classe 470 Alfredo Capodanno, Mauro Caputo CRVItalia Coppa “Pasquale de Conciliis” classe 420 Federico Cattaneo, Fabrizio Nardi RYC Canottieri Savoia Coppa “Mario Mazzetti” 420 Femm. Barbara Rinauro, Chiara Calabrese CN Posillipo Targa “Tom Volpe” Laser Standard Lorenzo Migliaccio CRV Italia Coppa “Augusto Cesareo” Laser Radial

tieri Aprea ed un Incredible 55 dei Cantieri Rizzardi; mentre sono 150 le vendite realizzate nel segmento taglio medio, barche tra i 12 e i 18 metri e ben 350 quelle del taglio piccolo, gozzi e gommini che sono risultati il vero richiamo dei visitatori. Dunque ossigeno per i cantieri che proprio dalla fiera del pronto barca di Napoli hanno avvertito segnali di riprese, pur se c’è da dire che sono dati che non sollevano l’economia del settore definitivamente poiché rappresentano lo smaltimento dei “piazzali” dei cantieri costruttori delle così dette " barche tossiche" che però, allo stesso tempo, in questa maniera potranno riprendere la produzione e prevedere anche il reintegro di operai che sono da tempo in cassa integrazione. Il Governo, presente al Nauticsud di Napoli con ben 4 Ministri: Meloni, Carfagna, Alfano e Scajola, ed il presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini, ha dato risposta concreta e solidale, rece-

Lorenzo Castaldo RYC Canottieri Savoia Coppa “Nazario Sanfelice” Laser 4.7 Nicola Radano LNI Napoli Coppa “Chiappariello” Optimist Cadetti Valerio Cosentino LNI Napoli Coppa “Santa Lucia” Optimist Juniores Francesco Botti CN Posillipo Coppa “Paolo Marulli D’Ascoli” miglior club Reale Yacht Club Canottieri Savoia

pendo le indicazioni date dal presidente del Nauticsud, Lino Ferrara che ha indicato quanto la nautica sia importante nelle attività produttive italiane oltre che rappresentare un forte attrattore turistico. Dunque indicata la strada, per il diportismo si prevede un futuro positivo e Lino Ferrara ha già pronto il progetto per l’edizione del 2011 che vedrà il Nauticsud sempre più incline ad un boat show galleggiante con maggiori spazi a mare, a Mergellina, rispetto a quelli nel quartiere fieristico della Mostra d’Oltremare. La realizzazione dell’area espositiva sarebbe cinque volte maggiore rispetto ai 720mila metri quadri attuali, con pontili galleggianti che potranno ospitare oltre 1500 barche in esposizione. La particolarità del progetto, realizzato in collaborazione con il partner tecnico dei sistemi Walcom, prevede la concessione gratuita dei pontili realizzati per agli ormeggiatori di Mergellina già operanti sul terri-

regate del calendario, caratterizzato da una brezza leggera le partenze sono state leggermente posticipate fino all’arrivo dello scirocco che è andato progressivamente rinforzando e che ha permesso alle derive di correre solo due prove. Durante la premiazione finale, sono state consegnate ai vincitori di ognuna delle otto classi in gara, le targhe definitive che rappresentano i relativi Trofei Challenge, che invece restano in custodia presso il Circolo Remo e Vela Italia. Il nono Trofeo, la coppa “Paolo Marulli d’Ascoli”, è stata vinta quest’anno dal Reale Yacht Club Canottieri Savoia che, con la sua squadra, ha vinto la classifica finale per club.

torio in cambio della concessione libera per i nove giorni del Nauticsud. Inoltre nell’ampia area espositiva troveranno posto gazebo, al posto dell’attuale spiaggia dei pescatori, per le contrattazioni e per l’intrattenimento del pubblico. I diportisti stanziali potrebbero così, durante il periodo del Salone nautico, organizzare la manutenzione ordinaria delle proprie barche con i consueti lavori alle carene ed alla motoristica, spalmando in periodo insolito la revisione e per indotto creando economia locale.


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di Pino Capua Consulente per il Sindaco per le politiche sportive del Comune di Roma

Arrivederci a Milano

l 14 marzo scorso, nei minuti finali di Milan – Chievo, l'asso rossonero e della Nazionale inglese David Beckham si è procurato la rottura del tendine di Achille. Infortunio che costringerà il centrocampista ex Manchester United a saltare i prossimi mondiali di calcio. Una grave perdita per i “tre leoni” d'Inghilterra, una pedina sulla quale Fabio Capello puntava molto sia per le doti tecnico/tattiche dello Spice Boy, sia per la popolarità di cui gode in e soprattutto fuori l'Europa. Joe Cole e Adam Johnson, i sostituti naturali di David Backham in Nazionale, già scalpitano per un posto da titolare nella formazione del Sergente di ferro friulano Don Fabio.

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Come detto, infatti, il centrocampista rossonero potrà partecipare ai prossimi mondiali in Sud Africa solo come spettatore o al massimo come 24° giocatore aggiunto. I tempi di recupero riferiti ad un infortunio grave come quello della rottura del tendine d'Achille variano dai quattro ai cinque mesi, ma bisogna attenderne sei per un completo recupero in vista di un'attività agonistica importante. Questo particolare tendine origina dal muscolo tricipite della sura (muscolo che permette la flessione plantare) e si inserisce sull'osso calcaneare (porzione posteriore). E' costituito prevalentemente da fibre elastiche e garantisce a livello funzionale la spinta del piede, agendo anche da tampone du-

rante la contrazione muscolare. La rottura del tendine di Achille costituisce, in ambito sportivo, una delle lesioni più comuni. Le statistiche ci dicono che interessa 1 atleta ogni 10.000 praticanti con un aumento dell'incidenza in funzione dell'età. Gli sport nei quali si registra con maggiore frequenza questo tipo di infortunio sono: il calcio, il tennis, i salti e la corsa nell'ambito dell'atletica leggera, la pallamano, la pallavolo. Il primo sintomo a seguito di una rottura del tendine di Achille è il dolore improvviso associato all'impossibilità di camminare. Il trattamento della rottura del tendine è sempre chirurgica e di fondamentale importanza è la fase riabilitativa.

Il periodo postoperatorio prevede una prima fase nel corso della quale il paziente deve portare uno stivaletto gessato fin sopra la coscia con piede in leggera flessione plantare per circa 4-6 settimane e una seconda nella quale si comincia il trattamento fisioterapico vero e proprio per ridare elasticità, e quindi funzionalità, al tendine operato. Complessivamente il periodo riabilitativo è stimato intorno alle 12 settimane al ritmo di 3 sedute alla settimana alternate fra palestra e piscina. Per David Backham, il sogno di partecipare da calciatore ai prossimi Mondiali in Sud Africa è dunque svanito, ma sicuramente non la voglia di tornare a calcare un campo di calcio.


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Focus

di Cecilia D’Angelo

Direttore AGEN Sport Agenzia Regionale per lo Sport della Regione Lazio

a Legge Costituzionale del 2001 assegna alle Regioni la potestà legislativa concorrente in materia di impiantistica sportiva, formazione, tutela sanitaria, promozione dello sport. Sarebbe quindi opportuno cominciare a ragionare sullo sport come elemento propulsore di nuove politiche di welfare e come uno dei settori trainanti dell’economia della Regione. Bisogna rendere lo Sport più trasversale ad altri ambiti strategici della vita regionale quali urbanistica,formazione, ambiente, turismo, sanità e sociale, considerando lo sport un diritto della cittadinanza. Questo processo non può avvenire se non in stretta collaborazione con le Istituzioni Sportive, il mondo della Scuola e dell’Università. Innanzitutto serve un’implementazione del lavoro dell’Osservatorio regionale sullo sport svolto da Agensport con il supporto del comitato tecnico/scientifico nel quale sono presenti i rappresentanti delle Istituzioni Sportive, Scolastiche, Universitarie e Associative: analisi, monitoraggi, ricerche devono essere alla base delle scelte di un’Amministrazione Pubblica. Lo sviluppo dell’impiantistica sportiva della Regione dovrà avvenire sulla base del censimento che abbiamo realizzato insieme al Coni regionale e alla Coni servizi, con la collaborazione di tut-

La Regione al servizio dello sport

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te le province ed i comuni del Lazio, che dal 22 marzo è online sul nostro sito. Una base di partenza fondamentale per programmare gli investimenti usando un linguaggio comune. Il monitoraggio è solo all’inizio, dovrà essere integrato facendo diventare il suo costante aggiornamento una prassi consolidata per tutti i comuni del Lazio. Lo sviluppo e la riqualificazione di un territorio si fa anche attraverso le strutture sportive soprattutto in una Regione che appoggia la Candidatura Olimpica della sua Capitale Per quanto riguarda la tutela della salute, la visita medico sportiva gratuita fino ai 18 anni può assicurare uno screening sui giovani seguendoli nella loro cresci-

ta, per prevenire o risolvere gli eventuali problemi rilevati, così come l’inserimento nel servizio sanitario pubblico, di figure professionalizzate provenienti dalle scienze motorie, sarebbe un altro obiettivo da auspicare, perché investire in prevenzione attraverso la diffusione di un corretto stile di vita attivo significa risparmi alla spesa sanitaria. Tutto questo non può prescindere dalla formazione, si deve per questo rafforzare il legame con le Facoltà di Scienze Motorie, le quali sono la fonte di nuove figure professionali che devono poter entrare nella pubblica amministrazione in modo da apportare specifiche competenze. Occorre incentivare e sostenere progetti che introducano la prati-

ca sportivo/motoria nella scuola in collaborazione con la Direzione Regionale scolastica, le Istituzioni sportive, l’associazionismo sportivo territoriale. Lo sport deve inoltre diventare uno strumento fondamentale di rilancio della vocazione turistico/ambientale della nostra Regione. Infine occorre concentrarsi su una parità tutta da costruire favorendo la partecipazione attiva delle donne anche negli organismi decisionali dello sport. La Regione dovrà adeguare la normativa regionale sullo sport ponendosi sempre più come figura di indirizzo, coordinamento e servizio nei confronti degli Enti Locali che sono gli attuatori perché più vicini ai bisogni dei cittadini.


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Psicologia

di Andrea Ceccarelli Psicologo dello sport, Psicoterapeuta, Gruppoanalista

Fair play e solidarietà a chi è in difficoltà.

L’esempio di Paolo Di Canio olti anni fa, in una partita di campionato inglese, Paolo Di Canio si rese noto per un gesto di grande signorilità sportiva, un gesto che gli fece onore e che tutto il mondo ricorda: davanti ad un portiere infortunato e la porta sguarnita, fermò il gioco e andò a soccorrere quest'ultimo. Così l'Inghilterra consegnò a Paolo uno speciale premio “Fair play". A distanza di anni, al circolo “Cavalieri di Colombo" di Roma, Paolo Di Canio si è reso protagonista dello stesso gesto, insieme ai nostri amici giornalisti Andrea Damiani ed Enrico Pedone. Ad aspettarli c'erano i ragazzi della squadra del “Tucano" e dei “Murales", composta da pazienti e operatori psichiatrici, che partecipano al campionato di calcio UISP dei centri di salute mentale. Si tratta di un progetto che seguo e studio da circa sette anni insieme ai fondatori della squadra del “Tucano", gli operatori Adolfo Nardini e Misseritti Colombo. Ad attendere Paolo Di Canio, in questa giornata di sport e solidarietà, c'erano inoltre il Dott. Roberto De Nicola, parente del primo Presidente della Repubblica, il quale sta abbracciando insieme a

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me un nuovo progetto ONLUS che si occuperà proprio di “malattia mentale”; il Dott. Gianluigi Di Cesare, psichiatra, responsabile dell'ASL RmE di Via Montesanto ed il Dott. Enrico Agosti. Stiamo parlando di malattia mentale, di schizofrenia e di disagio giovanile, di storie difficili, di sofferenza, dove spesso il terreno, come quello di gioco, appare arduo e ostile. La sfida, oltre che con l'avversario, è con la vita e con le difficoltà che ogni giorno questi pazienti incontrano. Il calcio li rende uniti e non isolati; li fa lottare insieme in campo e fuori. A fine partita ci si mette in cerchio, come in un rito, ci si confronta con gli altri sulle difficoltà e le paureche spesso la gara evoca per poi salutarsi ed abbracciarsi con grande affetto e dignità. Paolo Di Canio, ha mostrato da subito attenzione, affetto e solidarietà. Volti noti dello sport come Dario Marcolin, Angelo Gregucci, “Pluto"Aldair, Marco Mazzocchi e Jimmy Ghione; persone sensibili, che si sono rese disponibili fin da subito. Ma quello che più ha colpito me e i miei colleghi, è stata la “competenza psicologica", la leadership “emotivo-autorevole" e la naturalezza con cui Paolo Di Canio ha seguito questi ragazzi.

Oltre a presentarsi con una sorpresa, ovvero con dei completi nuovi da lui stesso acquistati, con tanto di nome della squadra e con il nome dei ragazzi stampato dietro la maglia, Paolo li ha poi voluti personalmente assegnare negli spogliatoi del centro sportivo. Le maglie avevano un’insolita particolarità. Erano tutte stampate con il numero “1", come lui stesso ha poi spiegato ai nostri ragazzi: “per me siete tutti numeri uno". Nonostante i numerosi impegni a Coverciano e in note trasmissioni sportive, il bomber si è reso disponibile tutta la mattinata. Ha arbitrato la partita in borghese, in un campo dove il fango la faceva da padrone, come a lanciare il messaggio solidale di “sporcarci insieme a loro”. Durante la partita ha lavorato con il gruppo anche dal punto di vista tecnico, come se stesse parlando a giocatori di serie A, motivandoli e correggendoli sul lato tecnico. Ha agito come un vero professionista, con la stessa intensità e grinta che metteva in campo da giocatore, mostrando carisma e grande sensibilità, annullando barriere e differenze (come spesso accade nella malattia mentale, dove solitamente si tratta il malato non come una persona, ma in quanto

tale ). Li ha sostenuti durante la partita insieme a noi, Andrea Damiani ed Enrico Pedone, attenti ed emozionati anch'essi a bordo campo. Che spettacolo vedere Riccardo, Andrea, Bruno e Giampiero fare un gol per andare poi ad abbracciare il loro beniamino! Spesso, quando si parla di sport e solidarietà, è emozionante anche per noi addetti ai lavori assistere a scene così vere, non fatte solo di maglie autografate, di visite spesso obbligate o di fretta, che il più delle volte durano cinque minuti e che vengono il giorno dopo pubblicizzate, in prima pagina, sui quotidiani nazionali più importanti. Sono di fede romanista e quando il mio amico Paolo fece gol al derby Roma-Lazio del 2005 mi si gelò il cuore. Oggi Paolo ha scaldato il nostro e il loro di cuore. In questi gesti vedi la persona, non il calciatore della Roma o della Lazio, non vedi fazioni politiche o bandiere, ma la sensibilità di chi aiuta "veramente" chi soffre. Oggi, a distanza di anni, abbiamo assistito di nuovo a quel famoso gesto di fair play, con Paolo Di Canio che ferma nuovamente il gioco per aiutare un portiere "dolorante " a terra, offrendogli soccorso e una mano per "rialzarsi". Meditate gente, meditate.

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Cultura sportiva

di Paolo Del Bene

Docente del Corso di Laurea di Scienze Motorie Università Tor Vergata

Grazie ai bambini che credono nell’etica iovedì 18 Marzo, al Centro Sportivo dell’Acqua Acetosa, si è svolta la Festa Nazionale dell’Etica nello Sport, organizzata dal Movimento dell’Etica e Cultura nello Sport. Questo grande centro di Preparazione Olimpica, per una giornata si è riempito di bambini. Gli entusiasti alunni delle scuole medie erano più di mille e venivano a rappresentare quattro regioni italiane: Lazio, Abruzzo, Campania e Marche. Questa giornata dedicata all’Etica nello Sport ha permesso ai ragazzi di giocare e divertirsi, con l’occasione di imparare concretamente quali sono i reali valori dello sport: aggregazione, buona pratica e sano divertimento. Calcio, Pallavolo, Basket, Golf e Hockey, questi gli sports praticati, sono state messe ha disposizione dei ragazzi. Durante le partite i partner Tecnici costituiti per l’occasione dal: Settore Giovanile Scolastico della FIGC, dalla Pallacanestro Virtus Roma, dall’MRoma Volley, dalla De Sisti Hockey e dalle Querce Golf. i loro istruttori. Gli Istruttori di queste grandi realtà sportive hanno organizzato delle vere e proprie mini lezioni con gioco finale rima-

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nendo accanto ai ragazzi per guidarli e consigliarli nelle specifiche discipline. La prima parte della giornata al mattino è stata dedicata ad affrontare l’Etica Sportiva proprio sul campo, concretamente, per dimostrare ai ragazzi che è realmente alla base di tutti gli sport e ad ogni livello. Poi la giornata si è impreziosita dal punto di vista culturale. Come ospiti d’eccezione, a parlare ai giovani studenti, sono intervenuti dei grandissimi campioni della nostra storia sportiva. Sandro Mazzola, Gianni Rivera, Roberto Boninsegna, Dino Zoff, Lido Vieri, Comunardo Niccolai e Antonio Juliano. Tutti protagonisti del leggendario mondiale Messico ‘70. Gloriosi combattenti nell’ormai epica semifinale contro la Germania Ovest vinta per 4 a 3 dagli Azzurri. Al loro cospetto diventiamo tutti bambini, perché sappiamo di dover imparare tutto da loro. Ci insegnano come si gioca con il cuore e come si rispetta l’avversario. Questa giornata dell’Etica nello Sport insieme a loro ha acquistato una forma perfetta. Formare un vero sportivo vuol dire farlo scendere sul campo ma anche raccontargli quello che i veri sportivi prima di lui hanno fatto, per seguir-

ne le orme. Poi nel pomeriggio tutti alla Luiss di Viale Romania, dove durante l’incontro, il presidente della Federcalcio Abete ha consegnato simbolicamente le maglie della nazionale Azzurra ai 7 giocatori, per rimarcare la loro importante presenza al fianco dei nostri atleti attuali. La lezione di questa Giornata dell’Etica nello Sport è stata proprio l’importanza che ha oggi una partita disputata più di trent’anni fa. Pensate che quella semplice partita ha reso più facile la vita de-

gli emigrati italiani in Germania. Tale fu la forza e la dignità con cui giocarono le due squadre, che si parlò di una vera e propria risposta socioculturale. La partita creò l’implicito rispetto tra i due popoli favorendo spesso l’integrazione. Tutti i valori che il movimento dell’Etica vuole comunicare erano racchiusi in quella celebre semifinale, ma non sono lontani, o morti in quel grande stadio Sudamericano; risuonano nel tempo fino ad oggi, dobbiamo solo fermarci un attimo ed ascoltare.


sport club magazine aprile 2010  

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