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“In cucina funziona come nelle più belle opere d’arte: non si sa niente di un piatto fintanto che si ignora l’intenzione che l’ha fatto nascere.” Daniel Pennac Quello che Foodgraphia, la collettiva di Food Art and Photography giunta alla sua seconda edizione, intende offrire ai suoi visitatori è proprio questa esperienza unica: la possibilità di leggere nelle opere in mostra la storia, il personale rapporto col cibo, la filosofia alimentare e artistica che ispira ognuno dei protagonisti e delle opere dalla Rassegna. La possibilità di comprenderne l’intenzione. Foodgraphia è dunque, quest’anno ancora di più, un racconto per immagini di quella metafora fondamentale della vita che è il cibo, declinato nelle più originali e affascinanti interpretazioni. Cibo come sogno, come bisogno imprescindibile, come senso e come intenzione. Una narrazione suggestiva, che vi porterà ad esplorare il vostro mondo interiore perché il cibo è nutrimento fondamentale si, ma non solo del corpo, bensì dell’anima ed è proprio attraverso di esso, trasformato in Icona quasi metafisica, che ritroviamo la nostra storia di esseri umani e ne cogliamo il senso più profondo ! Buon Viaggio!

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Foodscape ed altre avventure

E’ meglio una nuotata rigenerante in una piscina d’anguria fresca o farsi coccolare dentro una tazza-vasca di schiumoso caffè ben caldo? Volare nell’alto dei cieli, sospinti da gonfie mongolfierecavolfiore, oppure lanciarsi nello spazio aggrappati a una navicella di pasta? E’ difficile scegliere a quale giocosa fantasia abbandonarsi davanti alle immagini davvero fantasmagoriche di Patrizia Piga, dove ironia e suggestioni oniriche surrealiste (più alla Salvador Dalì che alla Magritte) si coniugano con le illustrazioni dei libri d’infanzia e la poesia dei film d’animazione di Hayao Miyazaki. Niente nelle sue immagini rispetta le regole e sta al suo posto: così un’umile cipolla s’ingrandisce e si trasforma in una fantastica carrozza, perfetta per accogliere una trionfante Cenerentola e guidarci al di là dello specchio di Alice dove tutto è possibile: anche che una fotografia sia una traccia “bislacca” della realtà e dell’immaginazione più gioiosa. Oggi, in un mondo in cui per molti (privilegiati) il cibo è più un piacere e una consolazione che non una disperata e urgente necessità, ecco che vari autori in mostra – allo stesso modo di Piga – si sono divertiti a coniugare cibo, fantasia e humour. Il Fast food di Mauro Pezzotta corre davvero veloce, dato che è una zucchina-missile dotata di rotelline; il Frankestein di Giovanni Polizzi e Cristiano La Mantia è un peperone rappezzato e dall’aspetto inquietante… E via con altre immagini di autori capaci di farci sorridere e anche riflettere su quanto il cibo sia parte della nostra storia e del nostro immaginario. Osservando tali immagini ci appaiono davvero lontani i tempi in cui lucenti limoni sbucciati, frutta magari un po’ appassita, fiori e selvaggina erano ben composti assieme, nei quadri di natura morta, per sviluppare il tema della Vanitas e ricordarci l’impermanenza delle cose e dell’uomo rispetto all’ineluttabilità della morte. Eppure qualcosa del passato ritorna sempre, come un’ eco che riesce a trovare nuove vie fino all’oggi. Così Maria Luisa Marsili offre uno spaccato delle bontà culinarie abruzzesi riunendole in una composizione che, anche nella scelta delle luci, rievoca i quadri delle Vanitas fiamminghe. E Renato Marcialis, con un tocco d’ironia, chiama le sue sontuose immagini Caravaggio in cucina: come l’ultimo Caravaggio dipingeva solo le parti in luce, facendo emergere

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le figure dall’oscurità del fondo dipinto in precedenza, in modo analogo – ma tutto fotografico – il nostro autore, grazie a una fonte luminosa mobile e concentrata, “dipinge” con la luce lavorando in penombra, fino creare suggestivi effetti di chiaroscuro. Oltre a questa tecnica innovativa, le perfette composizioni di Marcialis rivelano come egli abbia assimilato e ripreso non solo la lezione di Caravaggio e dei pittori fiamminghi con le loro nature morte opulente, ma pure quella dello spagnolo Juan Sánchez Cotán (1560-1627), con i suoi bodegones sobri e austeri, dove pochi elementi vegetali campeggiano posati in una nicchia oscura fino a creare un effetto di trompe-l’oeil. Stampate su tela, come a voler sottolineare l’ambiguità visiva di tali immagini sospese tra pittura e fotografia, le sue opere suggeriscono inoltre un tempo a propria volta ambiguo, che s’inoltra in un passato volutamente non databile. Sempre basata su una composizione “classica”, ma con un pizzico di contemporaneità, è invece l’opera di Vittoria Cannavale, dove accattivanti carciofi appena tagliati compongono una sorta di mazzo floreale, avvolto in un luminoso cellofane impalpabile. Aperta a una pluralità di visioni stilistiche e concettuali, alimentate anche dalle tendenze contemporanee a un consumo consapevole e alla valorizzazione dei prodotti della terra, la mostra presenta pure le opere di numerosi autori che puntano a un’estrema pulizia e sintesi compositiva, più basata sul togliere che sull’aggiungere. Man (Michele Annunziata), con un’inquadratura dotata di un perfetto equilibrio visivo, propone un’umile e semplicissima bottiglia di vino, ma presentata in una posizione instabile e inattesa, che ce la fa osservare con maggior attenzione, come se fosse per la prima volta. Simili a dispositivi “catturasguardo” sono anche le composizioni a più immagini di Mario Cucchi, dove un unico oggetto (un uovo, una sardina…) si anima e pare vibrare davanti ai nostri sguardi incantati, presi dalla malia di un raffinato bianco e nero. Mezzo limone appassito, visto con uno sguardo ravvicinato e indagatore, si trasfigura, nell’opera di Sergio Bellotto, in una sorta di isola misteriosa immersa nell’oscurità del notte; mentre un panino (nell’opera di Paolo Dalprato) diviene simile a un pianeta sofferente e disseccato: forse vuole ricordarci il futuro di una Terra dove avanza il riscaldamento climatico e la desertificazione?

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Che la food photography sia anche un’occasione per coniugare ricerca visiva e riflessioni nel segno della sostenibilità, ce lo dimostrano pure le opere Rubdish del designer Diederik Scheneemann e del fotografo Aldwin van Krimpen: volutamente accattivanti tali lavori trasformano il rubbish (ovvero i rifiuti, specie quelli di plastica che invadono terra e acque) in deliziosi “piattini” per palati delicati e sguardi attenti al futuro della Terra… Insomma anche questa seconda rassegna collettiva di Food Art & Photography si dimostra ancora una volta un affascinante viaggio dentro il senso del cibo e alle mille possibilità stilistiche ed espressive offerte dal medium duttile della fotografia. Non ho potuto scrivere di tutte le opere dei tanti autori in mostra: spero che loro mi scuseranno (sono troppi! e molto bravi!). Dunque invito tutti a osservare con maggior attenzione e benevolenza proprio le opere non comprese nel mio testo. Buona ricerca! Gigliola Foschi, curatrice

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Caravaggio in cucina - Renato Marcialis …e riposto il pennello, disegnai con un raggio di luce, forme e colori, altresì nascosti da una incommensurabile oscurità. Nulla di meglio di questa concisa frase, spiega la tecnica fotografica di Renato Marcialis. Il tipico pennello del pittore intriso di colori, in questo caso è sostituito da un ugual pennello dal quale al posto dei colori, scaturisce un raggio di luce con cui illumina, dove ritiene opportuno, i soggetti posizionati in una accurata composizione. Gli scatti effettuati con questa tecnica, di cui Marcialis è il primo al mondo ad appropriarsene con grande maestria, ricordano l’arte del grande Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, dove la rivoluzione sta nel naturalismo della sua opera, espressa negli elementi dei suoi dipinti e nelle atmosfere, in cui la plasticità delle figure viene evidenziata dalla particolare illuminazione che teatralmente sottolinea i volumi dei soggetti ed essi escono improvvisamente dal buio della scena. La tecnica esclusiva utilizzata da Marcialis non prevede elaborazioni digitali: il computer non viene assolutamente utilizzato, ma tutto è realizzato grazie ad una profonda conoscenza e ad un utilizzo magistrale delle luci e della tecnica fotografica. Un’importante caratteristica degli scatti di Marcialis è la scelta del supporto su cui vengono stampate: tela fine art Epson, che insieme alla tecnica fotografica ed alla apposizione di una vernice di protezione applicata a mano, crea una superficie leggermente striata dovuta alle setole del pennello, effetto che spesso porta chi guarda queste immagini a scambiarle per veri dipinti ad olio. Con l’ironia che lo contraddistingue, Renato Marcialis ha voluto chiamare questa avventura artistica “Caravaggio in cucina”. Perché Caravaggio in cucina? “Mi piace pensare con la fantasia, che il Maestro trovandosi in un palazzo di un suo committente, nel girovagare tra saloni e corridoi, alla fine sbuchi in una immensa cucina dove un numero esasperato di ingredienti lo accolgano in bella vista. E lui che fa con tutto questo ben di Dio? Li ritrae uno ad uno.” - dichiara l’artista. www.caravaggioincucina.it

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Solitario Armonico XL - Renato Marcialis - 180X100cm 9


Tempo di cotognata - Renato Marcialis - 60X80cm 10


Ultime presenze settembrine - Renato Marcialis - 60X80cm 11


Phantasmagorical - Patrizia Piga L’abbondanza di cibo a disposizione di tutti. Un mondo idilliaco dove gli alimenti non mancano ma si creano con la sola forza dell’immaginazione. Un mondo di sognatori che contemplano la bellezza improbabile e vedono la forza del mare mosso in movimenti schiumati di birra, o dove la vellutata foglia di cavolo verza prende la forma di un cappuccetto di ragazza con una lanterna. Ispirandomi alle opere di Magritte, De Chirico, alla corrente di Lorenzo Alessandri, ho cercato di trasmettere con le mie foto il potere del pensiero surreale. Un pensiero che stravolge le regole e con sottile ironia abbatte i confini di quel mondo che sembra così stabilito, tradizionale, privo di sorprese… E da quel mondo fa uscire una scintilla! Ero attratta dalle foto di taglio surrealista che vedevo comparire sul web negli ultimi anni. Da questa ispirazione e dalla mia esperienza come fotografa di food è nata l’idea di costruire dei paesaggi col cibo. Solo in seguito mi sono imbattuta per caso nei bellissimi foodscape di Carl Warner, e mi sono detta “toh guarda qualcuno matto come me…” Di fatto, i miei lavori si differenziano proprio per il paradosso concettuale ma anche formale. Nelle mie visioni, le proporzioni sono quasi completamente stravolte, e nulla corrisponde alla nostra percezione del vissuto. È così che una scorza di mezzo limone diventa grande quanto un ombrello, l’anguria diventa una fresca piscina d’estate e i panni stesi al sole sono l’elenco degli ingredienti per una cena. Il tutto condito con qualche reminiscenza delle mie letture di bambina. Tutt’altro che una fuga dalla realtà, ma anzi, l’invito a creare il proprio mondo. Il mio è questo, una dimensione dove attingere, raccogliere, curare, contemplare, tutto ciò che è fuori e dentro di noi. http://patriziapiga.it/phantasmagorical

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Birrasca - Patrizia Piga - 150X100cm 13


Moonlight - Patrizia Piga - 150X80cm 14


FlourMount - Patrizia Piga - 150X100cm 15


De Cibo - Autori vari Sei quel che mangi, recita l’adagio che più fra tutti invita a un’alimentazione sana. La mostra “DE CIBO - ingredienti ed elementi” vuole andare oltre la proverbiale raccomandazione, e affida ai fotografi il compito di indagare il cibo, i costumi e le scelte di consumo alimentari esprimendo una personalissima visione del mondo. Uno sguardo che esalta la bellezza dei prodotti della terra ma al tempo stesso lamenta sprechi e distruzioni, o mode alimentari che pur affermando l’intenzione di tornare alle radici, dimenticano i fondamenti più elementari della storia gastronomica mediterranea. In questa pluralità di visioni, l’azione dell’uomo è controversa: è mano distruttrice, motore primario dello spreco e di uno stile di consumo votato prima di tutto alla serialità della grande distribuzione anziché alla qualità. Tuttavia è anche capace di trasformare materie prime in capolavori della cucina, o di modificarle e manipolarle per creare decorazioni, composizioni meritevoli di uno shoot fotografico, degne di essere considerate al pari di opere d’arte da appendere o incorniciare. E’ quest’ultimo un rovescio della medaglia che trasmette un barlume di ottimismo, alimentato anche dalle contemporanee tendenze del consumo consapevole. E’ un nuovo punto di vista che viene trasmesso in alcune fotografie esposte, lasciando parlare le geometrie e i colori di ortaggi e frutti. I richiami di queste future speranze attingono in certi casi da tempi arcaici, con richiami a figure archetipiche come la Madre Terra, o a composizioni che creano forme dal grande potere simbolico. In altri, rimandano a momenti della storia recente, con un forte legame con il territorio e la tradizione locale. I fotografi in mostra - Paolo Della Corte, Claudio Dell’Osa, Andrea De Simon, Dario Mentesana, Andrea Sabatello e Guido Siviero - parlano ognuno secondo la propria

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cifra stilistica; talvolta restano dietro l’obiettivo e fissano in un istante un momento e un contesto precisi. In altri casi mettono mano alla composizione, allestendo gli oggetti come fossero in posa, fino a un’esplicita manipolazione dell’alimento, che subisce così le trasformazioni più profonde: il cibo viene affettato, vestito, assemblato, addirittura squarciato. Ogni singolo excursus artistico contribuisce a creare un più ampio ritratto visivo e simbolico di alcune eccellenze scelte fra i prodotti delle tante “terre” d’Italia, strette tra miracoli e tragedie. Un piccolo passo per rispondere - riflettendo - all’adagio contemporaneo “sei ciò che mangi”, senza rischiare alcuna crisi d’identità. Federico Spadoni https://oliosutelablogblog.wordpress.com/

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Hang up - Dario Mentesana - 100X100cm 18


Composizioni - Guido Siviero - 100X100cm 19


Lo spietramento delle murge - Paolo Della Corte - 140X100cm 20


No Title - Andrea De Simon - 120X100cm 21


Quattro quarti - Andrea Sabatello - 100X100cm 22


Cuttings - Claudio Dell’Osa - 100X100cm 23


Rubdish - Diederik Schneemann e Aldwin van Krimpen Rubdish è un’interpretazione visuale e concettuale di come alcuni rifiuti alimentari possano tornare nei nostri piatti. È la trasformazione della spazzatura in un appetitoso piatto-strofinaccio. Il progetto Rubdish è una co-creazione dello chef e designer Diederik Schneemann e del fotografo Aldwin van Krimpen. Stanchi della stampa negativa sulle tematiche ambientali e sull’inquinamento con cui la nostra società si confronta, Diederik Schneemann Insieme al fotografo Aldwin van Krimpen si propone di documentare la trasformazione dei rifiuti trovati in diverse località di tutta Rotterdam in piatti appetitosi, portando il Food Design al livello successivo. Il processo si svolge in tre fasi: una rappresentazione fotografica della spazzatura come si trova, la documentazione della tavolozza degli ingredienti e la trasformazione effettiva in un piatto appetitoso che culmina nella visualizzazione fotografica della stessa. Come veri beachcomber, Schneemann e Van Krimpen vagano per la città di Rotterdam alla ricerca di luoghi in cui si accumula la spazzatura. Vagando trai i rifiuti dei porti di Rotterdam o semplicemente svuotando il contenuto di un bidone della spazzatura di una stazione della metropolitana, Aldwin e Diederik hanno scoperto che, una volta iniziato a cercare, ci sono ingredienti freschi da trovare ovunque. “Puntiamo a trasformare i rifiuti in un’immagine evocativa positiva. Ogni famiglia, azienda o città ha un potenziale creativo. Unisciti a noi…”

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Rubdish plate - Diederik Schneemann e Aldwin van Krimpen - 70X100cm 25


Rubdish 2 - Diederik Schneemann e Aldwin van Krimpen - 70X100cm 26


Rubdish 1 - Diederik Schneemann e Aldwin van Krimpen - 70X100cm 27


Rubdish 3 - Diederik Schneemann e Aldwin van Krimpen - 70X100cm 28


Rubdish 2a - Diederik Schneemann e Aldwin van Krimpen - 70X100cm 29


To the Roots - Anna Maria Fabbri Anna Maria Fabbri con il suo progetto To The Roots, un viaggio enogastronomico in giro per L’Italia alla ricerca di tipicità locali, assieme ad alcuni fotografi professionisti, ha voluto fotografare alcuni piatti tipici, utilizzando come cornice angoli e scorci caratteristici delle loro città di appartenenza. www.totheroots.it https://facebook.com/totheroots.it/

Picnic Ravennati - Giulia Castellani - 50X70cm 30


Visciole alla Sant Angelo - Manuel Zarrelli - 50X70cm 31


Facce di cibo - Laura Malaterra Le “Facce di Cibo”, parte del mio progetto “Il cibo in palcoscenico” e presentate dalla mia Lucy di semi di sesamo, nascono e viaggiano con me. Mi guardano, di soppiatto nel piatto, bisbigliando tra loro in lingue diverse, illuminate da un unico sole. Rovente ad Amman e Gerusalemme, tiepido a Stoccolma e Amsterdam, lucente in Bretagna, lieve in Norvegia... Occhi sporgenti gelatinosi di yogurt al mirtillo e antenne di zucchero, pupille a spillo di carota, naso a cono di gelato e capelli di patatine abbrustolite. Le mie “Facce di Cibo” nascono così, di corsa. Catturo lo spirito dei locali e delle fumanti cucine e mi lascio consigliare da cuochi e commensali. Con l’affanno di gustare quei cibi colorati e profumati, brindo alle donne e agli uomini lì intorno che banchettano con me e mi ispirano ricette strampalate. Perché il cibo è arte, fantasia, creatività e un pizzico di follia, per insaporire. www.lauramalaterra.it/Foto/IlCiboInPalcoscenico www.facebook.com/laura.malaterra

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Facce di cibo - Laura Malaterra - 100X100cm 33


Abruzzo in tavola - Maria Luisa Marsili

Abruzzo in tavola - Maria Luisa Marsili - 50x75cm Una regione, la mia, poco conosciuta ma tutta da scoprire. Abruzzo forte e gentile anche a tavola. Facebook: https://www.facebook.com/maria.l.marsili 34


Cynara - Vittoria Cannavale

Cynara Vittoria Cannavale 50x75cm Fb www.facebook.com/ vittoriacannavalefotografie/ 35


La Regina al balcone - Angela Brucoli È il Pomodoro Regina di Fasano (provincia di Brindisi), nella piana tra la Murgia e il mare. Una qualità particolare di pomodoro che si nutre di sole e di acqua salmastra. Per questo motivo saporito e resistente. Infatti i pomodori vengono raccolti a fine estate, legati tra loro con filo di cotone, appesi ai soffitti delle masserie e consumati durante l’inverno. Tutta questa storia ho cercato di raccontarla nello scatto: il pomodoro bello rosso, con la sua buccia spessa, con una sola goccia d’acqua su di esso, il sole che si riflette e che sta a significare il suo nutrimento, il picciolo che si erge come una corona di regina e che determina la sua maestosa presenza nelle masserie, indicata dal muro bianco di calce. Nella composizione ho voluto creare un gioco visivo: il quadro/foto appeso su di un muro tipico delle masserie crea l’effetto di continuità tra la foto, ossia il rappresentativo, e il reale sul vero muro di calce. Pur riprendendo un alimento della tradizione, lo sguardo è contemporaneo. Fa parte del progetto I colori dei sapori – Puglia www.facebook.com/angela.brucoli.foto

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La Regina al balcone - Angela Brucoli - 150X100cm 37


Trittico - Antonio Nesti

Trittico - Antonio Nesti - 100X70cm Le opere fanno parte di un progetto di Still Life di genere Pittorico . Attraverso la gestione della luce e la forma degli oggetti, rappresentati con estrema semplicitĂ e linearitĂ , si intende raggiungere una eleganza compositiva 38


Mele cotogne - Antonio Nesti

Trittico - Antonio Nesti - 100X70cm 39


Lemon#1 - Sergio Bellotto

Lemon#1 - Sergio Bellotto - 150X100cm Questa fotografia di un limone spremuto e avvizzito fa parte di un gruppo di immagini dal titolo “Natura morta, quello che rimane. Questa mia ricerca è incentrata sulle trasformazioni e modificazioni che avvengono nella materia (organica) col passare del tempo; Ma anche nella forma che attraverso il mio sguardo può assumere altri significati. 40


JOY - Alessandro Bordin

JOY - Alessandro Bordin - 100X70 Joy fa parte di un ampio progetto in cui la ricerca di una differente percezione delle dimensioni e del punto di vista porta a scenari inaspettati e insoliti. Nel particolare, Joy ricrea un paesaggio immaginario dove il calore del sole porta sostegno e vitalitĂ a chi lo contempla. Pochissimi ingredienti di uso comune danno vita ad un messaggio di gioia e speranza, il tutto enfatizzato dalle generose dimensioni di stampa. / www.facebook.com/alessandro.bordin 41


Mela invado - Tomaso Marcolla

Mela invado - Tomaso Marcolla - 50X70cm Una mela, che rappresenta il mondo, con i suoi diversi continenti, viene consumata/mangiata ai due lati da due figure contrapposte di soldati che la “invadono�, la consumano e, piano piano, la distruggeranno completamente. www.marcolla.it 42


Fast food - Mauro Pezzotta

Fast food - Mauro Pezzotta - 70X90cm www.mauropezzotta.com

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Bottle - Michele Annunziata (Man)

Bottle - Michele Annunziata (Man) - 40X50cm Una bottiglia ordinaria di un set ridotto all’osso. “To me photography must suggest, not insist or explain� 44


L’uovo - Maristella Campolunghi

L’uovo - Maristella Campolunghi - 70X70cm www.officinadelleimmagini.net fb www.facebook.com/profile.php?id=1270480688 45


Mario Cucchi - Six thoughts on the same thing (food) Un progetto in fase di realizzazione che, seguendo lo stesso format del precedente, “Six thoughts on the same thing (objects)”, esplora alcuni alimenti base della cucina. Il food visto come forma, non con l’intenzione di creare “appetito” ma, attraverso l’uso della luce, studiarne il potenziale estetico. www.mariocucchi.it www.facebook.com/mario.cucchi.3

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Pasta - Mario Cucchi - 140X100cm 47


Uovo - Mario Cucchi - 140X100cm 48


Sardine - Mario Cucchi - 140X100cm 49


Suggestioni - Paolo Dalprato

Asteroide - Paolo Dalprato - 50X75cm 50


Cobra - Paolo Dalprato - 50X75cm 51


Curve - Paolo Dalprato - 50X75cm 52


Volo Acrobatico - Paolo Dalprato - 50X75cm 53


Nature morte - Sandra Lazzarini Nelle sue opere Sandra Lazzarini rivisita il concetto di natura morta in chiave contemporanea con un occhio di riguardo verso il mondo femminile. Con un pizzico di surrealismo e sensualità , nella sua serie di fotografie di still life convivono perfettamente fiori, frutta, utensili rubati da un cassetto della cucina, uova rotte e oggetti che gravitano invece nella vita quotidiana di ogni donna come un capo di lingerie o un rossetto rosso. Il gioco si ripete ogni volta con lo stesso fondale sempre identico, sempre bianco grigiastro dal quale spiccano proprio quegli oggetti che altrimenti rimarrebbero inerti di fronte alla bellezza dei colori e delle forme. Forme talvolta crude e beffarde, talvolta morbide, fertili e accoglienti come solo le donne sanno essere. In queste tavolozze piene di rosa, di giallo e colori caldi, gli oggetti fremono ansiosi di essere ammirati e compresi, ma soprattutto viene messo a disposizione dell’osservatore quel naturale connubio tra benessere materiale e godimento estetico. www.instagram.com/_lasandra_/

Sandra Lazzarini Nature morte uno 50X50cm 54


Sandra Lazzarini - Nature morte otto - 50X50cm 55


Veggie Tales - Giovanni Polizzi & Cristiano La Mantia

Frankenstein - Giovanni Polizzi e Cristiano La Mantia - 50X75cm Descrizione Progetto: Veggie Tales è un progetto fotografico in cui la frutta e i vegetali sono i protagonisti di racconti molto noti. Comune denominatore l’animo umano con tutti i suoi mutamenti. 56


The portrait of Dorian Gray - Giovanni Polizzi e Cristiano La Mantia - 50X75cm http://giovannipolizzi.wix.com/photos / facebook.com/joey.lizzie.5 http://cristianolamantia.wordpress.com / facebook.com/cristianonph

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Elenco Autori presenti a Foodgraphia 2018, in ordine alfabetico cognome Michele Annunziata (Man) - Bottle pag 42 Sergio Bellotto - Lemon#1 pag 38 Alessandro Bordin - JOY pag 39 Angela Brucoli - Regina al balcone pag 35 Maristella Campolunghi - Uovo pag 43 Vittoria Cannavale - CYNARA pag 33 Mario Cucchi - Pasta, Uovo, Sardine pag 45 Paolo Dalprato - Asteroide, Cobra, Curve, Volo Acrobatico pag 48 Paolo Della Corte - De Cibo - Lo spietramento del Murge pag 18 Claudio Dell’Osa - De Cibo - Cuttings pag 21 Andrea De Simon - De Cibo – No title pag 19 Annamaria Fabbri - To the Roots - Picnic Ravennati, Visciole alla Sant’Angelo pag 28 Sandra Lazzarini - Nature Morte uno e otto pag 52 Laura Malaterra - Facce di Cibo pag 31 Renato Marcialis - Caravaggio in Cucina, Rapanello, Tempo di cotognata, Ultime presenze settembrine pag 7 Tomaso Marcolla - Mela Invado pag 40 Maria luisa Marsili - Abruzzo in tavola pag 32 Dario Mentesana - De Cibo – Hung up pag 16 Antonio Nesti - Trittico, Mele Cotogne pag 36 Mauro Pezzotta - Fast Food pag 41 Patrizia Piga - Phantasmagorical – Birrasca, FlourMount, Moonlight pag 11 Giovanni Polizzi & Cristiano La Mantia - Frankenstein, The Portrait of Dorian Gray pag 54 Andrea Sabatello - De Cibo - Quattro Quarti pag 20 Guido Siviero - De Cibo - Composizioni pag 17 Diederik Schneemann & Aldwin van Krimpen - Rubdish - Rubdish 2, 1, 3, 2a pag 23

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Foodgraphia è un progetto di Angelo Cucchetto, www.star-ring.it Prodotto da Shootfood, www.shootfood.it/foodgraphia Curatela di Gigliola Foschi Testi e revisioni di Sonia Pampuri Allestimenti a cura Afi Grafica & Art Direction di Nicola Iurilli partner: Archivio Fotografico Italiano, www.archiviofotografico.org Photographers.it, www.photographers.it

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Si ringrazia per il prezioso aiuto e collaborazione il nostro partner Claudio Argentiero, Afi Archivio Fotografico Italiano, l’Assessore alla Cultura di Città di Legnano Franco Colombo per aver entusiasticamente sposato l’idea della rassegna, Gigliola Foschi, amica e preziosa curatrice della Rassegna, Federico Spadoni e tutti i componenti di Olio su tela per la collaborazione, Roberto Erba di ClerLabo per il grande lavoro professionale su molte stampe, Renato Marcialis e Patrizia Piga per la disponibilità ai talk, e a tutti gli Autori presenti per aver entusiasticamente accolto la nostra call. Angelo Cucchetto

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Foodgraphia2018  
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