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Stefano Frollano: One More Cup of Coffee, il singolo tributo a Bob Dylan ed il nuovo EP L'artista, in occasione del 75° compleanno di Bob Dylan (24 maggio), esce con una personalissima ed elegante reinterpretazione di One More Cup Of Coffee (Valley Below), storico brano del 1975, titolo anche dell'EP in uscita per l'etichetta Terre Sommerse proprio il 24 maggio. -Questa nuova pubblicazione, centrata sull’omaggio al grande cantautore statunitense, ripresenta al pubblico anche tre brani di Frollano estratti dal suo secondo lavoro discografico, Sense of You che aveva raccolto un vasto consenso di critica qualche anno fa: The Dance, in versione radio edit con la partecipazione della cantante attrice Paola Casella, e gli straordinari interventi strumentali al piano di James Raymond e alla chitarra elettrica di Jeff Pevar. I due musicisti di caratura mondiale, che vantano prestigiose collaborazioni (CSN, Joe Cocker, Ray Charles, Marc Cohn e altri) impreziosiscono non solo Chagall's Song, brano trasmesso per una stagione intera sulle frequenze di Isoradio, ma lasciano un segno caratteristico sulla cover di Dylan, sapientemente arrangiata da Frollano in stretta collaborazione con gli Strada Aperta (storica band del Venditti degli anni


d'oro), Marco Vannozzi alla produzione e Rodolfo Lamorgese alle percussioni. Il tutto, ingentilito dalle magiche armonie vocali di Gabriella Paravati e Francesca Mora, collaboratrici in studio e dal vivo con l'artista. L'EP si conclude con un brano rarefatto, "Memory Of Your Love", dove il basso e il flicorno, suonato da un altro grande musicista italiano, Franco Piana, confermano la poliedrica scrittura di Frollano.

«L’avevo inseguita da anni. Ascoltata e vissuta. Poi per un periodo l’avevo messa un poco da parte fino a quando anche lei iniziò ad inseguirmi(…) Mi affidai ad alcuni musicisti che avevano collaborato nel mio primo album “SF” e conoscendo la storia che c’era dietro quella canzone inseguii l’idea di volerla registrare con un arrangiamento che considerava l’influenza che i ROM e la loro musica gitana aveva avuto sulla musica. Il flamenco, il bolero e il jazz europeo (il jazz manouche) sembra derivino da loro. L’abbandono, la fine di un rapporto e il viaggio sono i temi che si sviluppano nel testo di Dylan che nel giorno del suo compleanno, il 24 maggio 1975, andò a visitare la città nel sud della Francia, Saintes– Marie-de-la-Mer, capitale della bellissima regione della Camargue. Nella cittadina francese ogni anno, il 24 maggio arrivano in pellegrinaggio centinaia di gipsy da ogni parte del mondo per celebrare Santa Sara, che leggende raccontano essere stata la figlia di Gesù Cristo e Maria Maddalena. A sei anni esatti di distanza dall'inizio dell'incisione di questo brano che poi avevo riposto nel cassetto, mi ritrovai a New York e girovagando per la città arrivai di fronte al mitico locale The Bitter End su Bleecker street, nel cuore del Greenwich Village. Stranamente fu l'unico locale che ritrassi in foto. Fu proprio nel 1975, che Dylan, di ritorno dalla Francia, proprio in questo posto"inventò" la Rolling Thunder Revue, un carrozzone ambulante di musicisti che di lì a poco sarebbe diventato un tour, un film e un paio di lp. Seduto in un angolo di un tavolo all'interno del The Other. End, Bob scrisse della figlia del re degli zingari, immaginando la fine del rapporto con lei, parlando di due occhi come gioielli nel cielo e di un cuore misterioso e oscuro come l'oceano. Nacque così "One More Cup of Coffee (Valley Below)". Non sapevo che la canzone era stata scritta là. Lo scoprii qualche tempo fa. Ci eravamo inseguiti a vicenda, nel tempo. Un girovagare gitano, io e lei, così come chi l'aveva scritta, così come la protagonista della storia…».


Note biografiche: Stefano Frollano (Roma, 1962); è chitarrista, autore e cantante. La sua prima esibizione in pubblico è del 1978 e nei primi Anni ’80 inizia a collaborare con i Karma (gruppo romano revival Anni ’60) e con gli Skydog (cover band rock-blues Allman Bros., Dire Straits, Neil Young) con i quali nel 1995 produce il primo CD omonimo e l’anno seguente partecipa con loro ad un CD della Sony “This Is My Story, il Blues in Italia vol.2” prodotto da Ernesto De Pascale. Nel 1997 Frollano parte per la California e registra lì il suo primo album solista, intitolato “SF” pubblicato nel 2006. L’artista vanta oltre 600 esibizioni live e varie collaborazioni. Oltre oceano segnaliamo quelle col cantautore e produttore Joe Henry; con il chitarrista americano Marcus Eaton, con Jay Gold, autore di New York e non ultima quella con Billy Talbot, bassista dei Crazy Horse, la storica band di Neil Young. Frollano nel 2011 ha pubblicato per Terre Sommerse "Sense Of You", suo secondo album solista che include notevoli collaborazioni: da Marco Vannozzi di Strada Aperta a Francesco Isola batterista sempre in movimento con nomi prestigiosi della musica italiana e internazionale, a Paola Casella, e non ultima la rinnovata collaborazione con due musicisti di caratura mondiale, Pevar e Raymond, già presenti nei lavori di Frollano e ancora incredibili performer nella pubblicazione del nuovo EP "One More Cup Of Coffee", realizzato in co-produzione con lo Zoo Symphony studio e Terre Sommerse. Alla sua attività di cantante-chitarrista e compositore affianca quella di scrittore e giornalista: ha pubblicato in Italia e all’Estero numerosi saggi e biografie su CSN&Y - non ultimo il successo di critica e di pubblico ottenuto a cavallo tra il 2015 e il 2016 con il volume "Neil Young - (after) The Gold Rush) pubblicato per Arcana - ed ha collaborato con vari periodici della stampa musicale specializzata (Jam, Raro, Satisfaction, Mucchio Selvaggio).

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