Issuu on Google+


LA MISSION DELL’ISTITUTO 


ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE  PIAN DEL BRUSCOLO  


SCUOLE DELL’INFANZIA PRIMARIE E SECONDARIA DI PRIMO GRADO 


 



 


“INSEGNARE
AD
APPRENDERE
 INSEGNARE
AD
ESSERE”



 
 
 
 
 


ANNO SCOLASTICO 2009 ‐ 2010 

3


PRESENTAZIONE DELL’ISTITUTO  
 



 Sede
centrale
dell’Istituto
Comprensivo
Statale
“Pian
del
Bruscolo”



 


L’Istituto
Comprensivo
Statale
“Pian
del
Bruscolo”
è
stato
istituito
con
d.G.R.
n.77
del
2007
 per
effetto
di
un
ridimensionamento
della
rete
scolastica,
unificando
le
preesistenti
scuole
 dell’infanzia
di
Montefabbri,
Padiglione
e
Bottega,
quelle
primarie
di
Padiglione
e
Bottega
e
 la
scuola
secondaria
di
primo
grado
di
Pian
del
Bruscolo.
 I
locali
sede
dell’Istituto
e
della
scuola
secondaria
sono
di
proprietà
dell’
“Unione
dei
Co‐ muni
 di
 Pian
 del
 Bruscolo”comprendente
 i
 comuni
 di
 Sant’Angelo
 in
 Lizzola,
 Colbordolo,
 Tavullia,
Montelabbate
e
Monteciccardo,
istituita
nel
gennaio
2006
che
ne
curano
la
manu‐ tenzione
 e
 provvedono
 all’acquisto
 del
 materiale
 di
 loro
 competenza.
 I
 locali
 delle
 altre
 strutture
scolastiche
sono
di
proprietà
dei
rispettivi
comuni.

 
 L’istituto
comprensivo
statale
“Pian
del
Bruscolo”
ha
un
organico
di
58
classi
per
un
totale
 di
1356
alunni,
129
insegnanti,
25
collaboratori
scolastici,
8
assistenti
amministrativi
oltre
 alle
figure
uniche
quali
il
Direttore
generale
Servizi
amministrativi
e
il
Dirigente
Scolastico:
 si
configura
pertanto
come
la
struttura
educativa
più
consistente
nel
territorio
fra
Pesaro
e
 Urbino.


4


LINEE DI INDIRIZZO PER L’OFFERTA FORMATIVA DELL’ISTITUTO  
 In
 conformità
 alle
 indicazioni
 presentate
 nell’art.
 3
 del
 Regolamento
 dell’Autonomia
 delle
 Istitu‐ zioni
Scolastiche
(25.02.1999),
il
Collegio
Docenti
elabora
il
seguente
Piano
dell’
Offerta
Formativa
 quale
“documento
fondamentale
costitutivo
dell’identità
culturale
e
progettuale”
dell’Istituto
per
 l’anno
scolastico
2008‐2009.

 Tale
piano,
coerente
con
gli
obiettivi
generali
ed
educativi
dei
vari
indirizzi
di
studi
determinati
a
 livello
nazionale,
rappresenta
la
risposta
organica
ed
intenzionale
ai
bisogni
formativi
e
alle
esigen‐ ze
di
diritto
allo
studio
dell’utenza
scolastica.

 Le
modalità
attraverso
le
quali
l’Istituto
promuove
lo
sviluppo
delle
competenze,
nel
rispetto
della
 persona
e
con
il
fine
ultimo
della
sua
valorizzazione,
sono
affidate
all’intera
comunità
professiona‐ le
che
qui
opera,
nella
logica
della
specificità
che
è
propria
di
ogni
ordine
di
scuola

assieme
a
quel‐ la
più
ampia
offerta
dal
percorso
organizzato
in
continuità
tra
i
diversi
gradi
d’istruzione
e
forma‐ zione
scolastica.
 Pertanto
la
proposta
dell’istituto
si
caratterizza
per
il
fatto
di
essere
ricca
e
diversificata,
attenta
 agli
interessi,
alle
potenzialità
e
coerente
con
le
richieste,
la
storia
e
la
cultura
delle
famiglie
e
del
 territorio
e,
al
fine
di
integrare
quanto
previsto
dagli
obblighi
ministeriali,
offre:
 ‐

Attività
per
l’accoglienza,
la
continuità
e
l’orientamento


Integrazione
scolastica
e
sociale


Intercultura
(alunni
stranieri)


Corso
ad
indirizzo
musicale
(scuola
secondaria
primo
grado)


Attività
per
il
recupero
e
il
potenziamento


Intervento
della
madre
lingua
inglese
(scuola
primaria
e
secondaria)


Consulenza
maieutica
per
docenti
e
genitori


Consulenza
psico‐pedagogica
(scuola
infanzia
e
primaria)


Iniziative
di
solidarietà
e
percorsi
di
educazione
alla
mondialità


Educazione
alla
cittadinanza
e
alla
costituzione


Educazione
stradale
e
corsi
per
il
rilascio
del
certificato
di
idoneità
alla
guida
del
ciclomoto‐ re


Attività
sportive
(nuoto,
mini
volley,
corsa
campestre,…)


Attività
finalizzate
al
piacere
della
lettura
in
collaborazione
con
le
biblioteche
dell’
“Unione
 dei
Comuni”


Consiglio
Comunale
dei
ragazzi
(scuola
primaria
e
secondaria
di
primo
grado)
 5


Laboratori
(latino,
musica,
informatica,
lettura,
inglese...)


Conferenze
a
tema
(alunni
scuola
secondaria
di
primo
grado,
genitori,
docenti)


Corsi
di
formazione
e
aggiornamento
professionale
(docenti
e
personale
Ata)


6


LE NOSTRE SCUOLE  SCUOLA DELL’INFANZIA DI MONTEFABBRI  


La
 Scuola
 dell’Infanzia
 statale
 di
 Montefabbri
 è
 situata
 sotto
 le
 mura
 del
 castello
 medioevale
 ed
 è
 ubicata
 nel
 territorio
del
comune
di
Colbordolo.

 La
struttura
dell’edificio
scolastico
risulta
nel
complesso
 molto
 accogliente
 e
 al
 suo
 interno
 è
 possibile
 allestire
 spazi
ed
angoli
in
cui
i
bambini
si
aggregano
in
laborato‐ ri.
 Gli
 spazi
 a
 disposizione
 del
 plesso
 sono:
 un
 giardino
 e‐ sterno
 attrezzato,
 l’aula
 delle
 attività
 didattiche
 e
 di
 routine,
l’aula
per
la
manipolazione
e
le
attività
pittoriche
e
il
refettorio
adiacente
alla
cucina
uti‐ lizzato
anche
come
sala
multimediale
(tv,
computer,
rilegatrice,…).
 I
docenti
si
occupano
di
predisporre
il
contesto,
gli
strumenti,
gli
spazi,
le
occasioni
educative
per‐ ché
il
bambino
possa
“vivere”
l’ambiente
scuola
in
modo
funzionale
all’apprendimento
e
possa
va‐ lorizzare
le
esperienze
fatte
nella
sua
storia
personale
ed
ampliare
il
campo
delle
proprie
relazioni.

 Organizzare
lo
spazio
in
funzione
allo
sviluppo
multi
dimensionale
delle
varie
intelligenze
vuol
dire
 prevedere
e
curare
le
modalità
di
incontro
del
bambino
con
le
cose
e
con

i
materiali.

 Un
primo
contatto
di
esperienza
e
di
sviluppo
si
realizza
nell’angolo
didattico
che
deve
avere
una
 dimensione
prevalentemente
ludica.

 L’angolo
è
il
luogo
organizzato
intenzionalmente
dai
docenti
allo
scopo
di
sperimentare
cose,
sus‐ sidi
e
attrezzi.
Non
ha
una
funzione
diretta
ma
indiretta
perché
agevola
il
rapporto
interattivo
del
 bambino
con
le
cose
e
dei
bambini
tra
loro.

 Negli
angoli
sono
collocati
materiali
diversi
per
far
giocare
i
bambini
aiutando
ciascuno
ad
espri‐ mersi
e
a
crescere
nelle
dimensioni
dell’autonomia,
dell’identità
e
delle
competenze.

 In
relazione
alle
norme
sull’organico
funzionale
si
prevede
una
gestione
flessibile
delle
risorse
u‐ mane
finalizzate
alla
attivazione
di
specifici
progetti
didattici
per
una
organizzazione
articolata
dei
 tempi
e
delle
sezioni.
Il
tempo
scuola
è
distribuito
su
5
giorni
dalle
8,00
alle
16,00.

 
 
 DATI
RELATIVI
ALLA
SCUOLA
DELL’INFANZIA
DI
MONTEFABBRI
 
 n.
sezioni
 
01
 n.
alunni
 
27
 n.
alunni
stranieri
 
03
 n.
alunni
diversamente
abili
 
0
 n.
docenti
 
02
 n.
personale
Ata
 
2
part‐time


7


SCUOLA DELL’INFANZIA DI PADIGLIONE  


L’edificio
scolastico
si
trova
al
centro
del
paese
di
Padiglione
ed
ac‐ coglie
 i
 bambini
 che
 provengono
 dal
 paese
 e
 dalle
 frazioni
 circo‐ stanti
come
Case
Bernardi,
Rio
Salso
e
Belvedere
Fogliense.
E’
una
 costruzione
 nuova,
 inaugurata
 nell’anno
 scolastico
 2007‐2008,
 in‐ teramente
 disposta
 su
 un
 livello.
 In
 questa
 struttura
 sono
 situate
 quattro
aule
molto
ampie,
ad
ogni
aula
sono
annessi
i
servizi
igieni‐ ci
 ed
 una
 stanza
 con
 scaffalature
 metalliche
 ed
 arredi
 adibita
 a
 spogliatoio.
Inoltre
c’è
un
salone
per
le
attività
motorie,
un
refetto‐ rio,
 una
 cucina,
 una
 stanza
 per
 riporre
 materiale
 didattico
 ed
 un’altra
con
computer.
La
scuola
è
circondata
da
un
ampio
giardi‐ no,
corredato
di
giochi
per
l’esterno
e
di
una
sabbiera.
Le
quattro
aule
(gialla,
blu,
verde
e

rossa
)
 sono
 allestite
 con
 particolare
 riferimento
 alle
 specifiche
 esigenze
 formative
 delle
 fasce
 d’età
 dei
 bambini.
A
tal
fine
in
ogni
stanza
sono
stati
creati
angoli
per
stimolare
interessi
ed
esperienze
mol‐ teplici.
Una
parte
di
refettorio,
accoglie
i
bambini
della
sezione
antimeridiana
arancione.
 La
 scuola
 
 è
 dotata
 di
 sussidi
 didattici
 quali
 televisione,
 videoregistratore,
 macchina
 fotografica,
 radio
 registratore,
 
 fotocopiatrice
 e
 computer.
 Al
 fine
 di
 soddisfare
 le
 richieste
 delle
 famiglie
 il
 tempo
scuola
è
organizzato
dalle
7,45
alle
16,00.
Con
queste
ultime
il
team
delle
insegnanti
condi‐ vide
importanti
momenti
dell’anno
scolastico
e
collabora
nella
realizzazione
di
alcuni

progetti
(Na‐ tale,
 festa
 di
 fine
 anno,
 progetto
 lettura
 
 e
 
 di
 ed.
 ambientale).
 Contemporaneamente
 la
 scuola
 realizza
rapporti
con
il
territorio
per
un’apertura
verso
l’esterno
che
permetta
al
bambino
una
pre‐ sa
di
coscienza
diretta
della
realtà
in
cui
vive.

 Le
insegnanti

adottano
dei
turni
di
lavoro
molto
flessibili
al
fine
di
garantire
maggiore
compresen‐ za
nei
momenti
in
cui
è
massima
la
presenza
dei
bambini
e
quando
si

realizzano
le
attività
specifi‐ che
 differenziate
 per
 età.
 Nella
 scuola
 lavorano
 inoltre
 una
 cuoca
 e
 un
 operatore
 che
 l’affianca,
 due
collaboratori
scolastici
presenti
ogni
giorno
con
turni
alterni
e
tre
collaboratori
scolastici
che
si
 alternano
 nei
 momenti
 più
 salienti
 della
 giornata;
 appartiene
 
 inoltre
 allo
 staff
 che
 opera
 nella
 scuola
dell’infanzia
di
Padiglione

un’
addetta
ad
accompagnare
i
bambini
sul
pulmino.


 Le
sezioni
ospitano
bambini
di
tutte
le
fasce
d’età
(3,4,5
anni).

I
gruppi‐sezione
condividono

le
e‐ sperienze
legate

alle
routines
(appello,
uso
dei
servizi
igienici,
mensa).
Gli
alunni
vengono
suddivi‐ si
anche

in
gruppi
omogenei
per
età
con
i
quali
vengono
realizzate
attività
specifiche.
Inoltre,
a
se‐ conda
 del
 tipo
 di
 esperienza
 da
 effettuare
 
 e
 del
 momento
 della
 giornata,
 si
 possono
 creare
 dei
 sottogruppi
o
ulteriori
gruppi
eterogenei
(d’intersezione,
d’interesse,
…).


 La
progettualità
si
snoda
attraverso
la
programmazione
e
la
specifica
pianificazione
degli
interven‐ ti.
L’approccio
metodologico
privilegia
la
dimensione
affettivo/relazionale
e
il
vissuto
del
bambino,
 l’aspetto
ludico,
l’esplorazione
e
la
ricerca.
L’uso
dei
materiali
e
degli
strumenti
presenti
nel
plesso
 è
 finalizzato
 alla
 realizzazione
 delle
 attività
 proposte
 ai
 bambini:
 la
 fruizione
 dei
 medesimi
 potrà
 essere
libera
o
controllata
a
seconda
dell’attività
specifica
in
atto.
 
 DATI
RELATIVI
ALLA
SCUOLA
DELL’INFANZIA
DI
PADIGLIONE
 
 n.
sezioni
 
05
 n.
alunni
 
134
 n.
alunni
per
sezione
 A:

28;
B:
28;
C:
28;
D:
27;
E:
24
 n.
alunni
stranieri
 
25
 n.
alunni
diversamente
abili
 
02
 n.
docenti
 
11
 n.
personale
Ata
 
04
 8


SCUOLA DELL’INFANZIA DI BOTTEGA  La
scuola
dell’infanzia
“Il
Girasole”
sita
in
Bottega
di
Colbordolo,
acco‐ glie
bambine
e
bambini
prevalentemente
provenienti
dai
centri
abitati
 di
Bottega,
Morciola,
Cappone
e
Talacchio,
che
per
la
buona
offerta
la‐ vorativa
e
la
facile
reperibilità
degli
alloggi,
possono
essere
considerati
 come
aree
a
forte
flusso
migratorio.
Nel
bacino
d’utenza
della
scuola
si
 sono
insediate,
negli
ultimi
anni,
un
crescente
numero
di
giovani
fami‐ glie
provenienti
dalle
aree
urbane
limitrofe,
dal
sud
dell’Italia,
dai
paesi
 del
Mediterraneo,
dall’Africa
sub
Shariana
e
dall’est
europeo,
che
han‐ no
portato
cambiamenti
nell’assetto
socio
–
culturale
del
territorio
che
 era
prevalentemente
di
estrazione
rurale.
 L’edificio
che
ospita
la
scuola
dell’infanzia,
collocato
in
un’area
residenziale
tranquilla
e
lontana
dal
 traffico,
ha
una
struttura
architettonica
molto
accogliente
e
si
affaccia
su
un
ampio
parco.
Consi‐ derato
l’aumento
demografico
negli
ultimi
anni
ha
subito
delle
ristrutturazioni
interne
ed
attual‐ mente
prevede
cinque
aule
destinate
ai
gruppi
sezione,
un
salone
–
teatro,
un
piccolo
spazio
bi‐ blioteca
ed
uno
destinato
all’accoglienza.
 La
scuola
propone
un
servizio
che
va
dal
lunedì
al
venerdì,
dalle
8.00
alle
16.00
con
la
possibilità
di
 usufruire
di
un
pre
e
un
post
scuola,
solo
per
gli
aventi
diritto.
 Le
 bambine
 ed
 i
 bambini
 nell’arco
 della
 giornata
 scolastica
 sono
 suddivisi
 in
 gruppi
 di
 apprendi‐ mento
 eterogenei
 per
 età
 e
 la
 modulazione
 dell’orario
 di
 servizio
 dei
 13
 docenti
 rende
 possibile
 l’ottimizzazione
delle
risorse
umane.
 L’azione
educativa
si
esplica
attraverso
una
progettazione
di
curricoli
aperta,
flessibile
e
graduale
 che
rende
possibile
l’approfondimento
di
temi
vicini
alla
realtà
umana
sociale
ed
ambientale
del
 bambino
 e
 la
 maturazione
 di
 competenze
 affettivo
 ‐
 sociali,
 linguistiche,
 logico
 –
 matematiche,
 scientifiche
ed
ideative.
 Nel
delineare
la
propria
proposta
formativa,
la
scuola,
per
sua
“tradizione”,
utilizza
alcune
strate‐ gie
 quali
 un
 filo
 conduttore,
 al
 quale
 ricondurre
 tutte
 le
 attività
 proposte,
 la
 contestualizzazione
 delle
attività
nel
territorio,
il
taglio
ludico
–
narrativo.
 Grande
 rilevanza
 è
 attribuita
 anche
 alla
 strutturazione
 degli
 spazi
 finalizzati
 a
 specifiche
 attività,
 che
costituiscono
un
prezioso
strumento
di
mediazione
didattica.
L’ambiente
fisico
e
umano
divie‐ ne
così
la
voce
narrante
di
tutto
l’itinerario
formativo.
 
 DATI
RELATIVI
ALLA
SCUOLA
DELL’INFANZIA
DI
BOTTEGA
 
 n.
sezioni
 
05
 n.
alunni
 
127
 n.
alunni
per
sezione
  A:
27
B:
28
C:
27

D:
26
E:
18
 n.
alunni
stranieri
 
40
 n.
alunni
diversamente
abili
 
02
 n.
docenti
 
11
 n.
personale
Ata
 
04
 


9


SCUOLA PRIMARIA DI BOTTEGA                  

La
scuola,
intitolata
al
Gen.
“Carlo
Alberto
Dalla
Chiesa”
ac‐ coglie
i
bambini
provenienti
da
tutte
le
frazioni
del
comune
 di
Colbordolo.
Posta
su
due
piani
si
compone
di
due
edifici
 collegati
 tra
 loro:
 il
 primo
 è
 stato
 inaugurato
 nel
 1982,
 l’altro,
 di
 costruzione
 più
 recente,
 nel
 2005.
 La
 scuola
 di‐ spone
di:
 ‐ 15
aule
 ‐ un’aula
docenti
che
comprende
anche
la
biblioteca
 fornita
di
oltre
1000
libri
suddivisi
per
fasce
d’età
 un
laboratorio
di
informatica
con
16
postazioni
per
gli
alunni
e
una
per
i
docenti,
tutti
col‐ legati
in
rete
 una
stanza
che
funge
da
magazzino
per
il
materiale
didattico
di
facile
consumo
 servizi
igienici
anche
per
alunni
diversamente
abili
e
un
ascensore
 un’aula
magna
 un
refettorio
con
annessa
cucina
 ampi
atri
posti
davanti
le
aule
che
vengono
utilizzati
per
attività
ludiche
e
laboratoriali.


‐ ‐ ‐ ‐ ‐ 
 Antistante
l’edificio
scolastico
è
presente
uno
spazio
verde
non
recintato
ad
uso
pubblico,
mentre
 in
comune
con
la
Scuola
dell’Infanzia
si
trova
l’Anfiteatro
Carloni.
Per
le
attività
di
educazione
mo‐ toria
viene
utilizzata
la
palestra
comunale
di
Morciola.

 La
scuola
offre
alle
famiglie
la
possibilità
di
scegliere
tra
due
tempi
scuola:
il
tempo
normale
di
30
h
 (27
h
+
3
h
di
laboratorio
settimanali)
e
il
tempo
pieno
(40
h
settimanali).
L’orario
scolastico
per
il
 tempo
normale
è
dal
lunedì
al
sabato,
dalle
7.55
alle
12.55,
quello
per
il
tempo
pieno
è
dal
lunedì
 al
venerdì,
dalle
7.55
alle
15.55.
 
 DATI
RELATIVI
ALLA
SCUOLA
PRIMARIA
DI
BOTTEGA
 
 n.
classi
 
15
 n.
alunni
 
326
 n.
alunni
per
classi
 
I=59

II=64

III=70


IV=62

V=71
 n.
alunni
stranieri
 
64
 n.
alunni
diversamente
abili
 
10
 n.
docenti
 
31
 n.
personale
Ata
 
05
 
 
 
 
 


10


SCUOLA PRIMARIA DI PADIGLIONE         La
scuola
primaria
di
Padiglione,
di
recente
costruzione,
 è
intitolata

allo
scrittore
Fabio
Tombari.
 Situata
a
Padiglione,
in
via
Berlinguer,
accoglie
bambini
 provenienti
 da
 quattro
 frazioni
 del
 comune
 di
 Tavullia:
 Belvedere
 Fogliense,
 Rio
 Salso,
 Case
 Bernardi
 e
 Padi‐ glione.
 L’edificio
 si
 sviluppa
 in
 un
 unico
 piano
 ed
 ha
 la
 forma
di
un
segmento
di
corona
circolare.
Esternamen‐ te
è
circondato
da
uno
spazio
verde,
recintato
e
pianeg‐ giante
e
internamente
vi
si
trova
un
cortile
molto
gran‐ de
di
forma
circolare.
Dietro
l’edificio
scolastico
c’è
un’area
sportiva
comunale,
dotata
di
un
cam‐ petto
 di
 calcio,
 una
 pista
 polivalente
 con
 porte
 da
 calcetto
 e
 canestri
 e
 giochi
 per
 bambini.
 Tali
 strutture
vengono
utilizzate
frequentemente
dalla
scuola,
ad
eccezione
del
periodo
invernale.
 La
scuola
primaria
di
Padiglione
è
dotata
di
undici
aule,
una
delle
quali
utilizzata
come
sala
vide‐ o/TV.
Vi
sono
inoltre
un’aula
insegnanti,
un
laboratorio
di
informatica
(con
15
computer),

un’
aula
 di
dimensioni
più
ridotte
utilizzata
per
piccoli
gruppi
di
alunni
e
una
grande
stanza
polifunzionale
 nella
quale
sono
organizzate
le
attività
di
psicomotricità.
 Le
aule
sono
spaziose
e
ben
illuminate;
tutte
sono
dotate
di
uscita
di
sicurezza
che
comunica
con
 lo
spazio
verde
esterno
e
recintato.
Le
classi
ospitate
sono
undici:
tre
prime,
due
seconde,
due
ter‐ ze,
due
quarte,
due
quinte.
 Il
 tempo
 scolastico
 è
 distribuito
 su
 sei
 giorni
 alla
 settimana
 dal
 lunedì
 al
 sabato,
 dalle
 7.55
 alle
 12,55.

 Le
insegnanti
che
operano
nella
scuola
primaria
di
Padiglione
sono
22;
di
queste
quattro
sono
di
 sostegno,
due
di
religione
cattolica
e
una
specialista
di
inglese.
 In
ogni
classe
c’è
un’
insegnante
prevalente,
per
quota
oraria
di
presenza
nella
classe,
che
opera
 sempre
in
collaborazione
con
gli
altri
insegnanti
della
classe
e
del
plesso:
collegialmente
si
proget‐ ta,
si
prendono
decisioni,
si
valuta.
 
 DATI
RELATIVI
ALLA
SCUOLA
PRIMARIA
DI
PADIGLIONE
 
 n.
classi
 
11
 n.
alunni
 
212
 n.
alunni
per
classi
 
I:
52
II:
48
III:
34
IV:
39
V:
39
 n.
alunni
stranieri
 
34
 n.
alunni
diversamente
abili
 
08
 n.
docenti
 
21
 n.
personale
Ata
 
03
 
      

11


SCUOLA SECONDARIA DI I° GRADO  La
 scuola
 secondaria
 di
 primo
 grado
 è
 ubicata
 appena
 fuori
dal
centro
di
Montecchio,
facilmente
raggiungibile
 anche
 a
 piedi
 o
 in
 bicicletta
 percorrendo
 la
 pista
 di
 re‐ cente
costruzione.
L’esterno
della
struttura
è
caratteriz‐ zato
da
una
grande
area
verde
che
la
circonda
da
tra
la‐ ti.
 La
 struttura
 dell’edificio
 comprende
 21
 classi,
 un’aula
 magna
 con
 video
 proiettore
 che
 nei
 giorni
 di
 rientro
 è
 adibita
a
mensa,
un
laboratorio
di
scienze,
un
laborato‐ rio
linguistico
completo
di
n.
24
postazioni,
uno
informatico,
uno
musicale,
due
di
artistica
e
una
 palestra
adiacente
alla
scuola.
Inoltre
da
quest’anno
scolastico
sono
state
installate
in
 due
classi
 prime
le
lavagne
interattive
funzionali
alla
didattica
di
tutto
il
consiglio
di
classe.
AltrI
spazi
di
cui
la
 scuola
è
dotata
sono
una
cucina
attrezzata
in
modo
funzionale
alla
progettazione
delle
attività
sco‐ lastiche,

un
locale
riservato
ai
colloqui
con
la
psicologa
e
di
una
biblioteca
scolastica
alla
quale
gli
 allievi
possono
a
cedere
per
prestiti
e/o
consultazioni.
 Il
 tempo
 scuola
 è
 organizzato
 su
 sei
 giorni
 dalle
 8,20
 alle
 13,20
 per
 chi
 sceglie
 di
 usufruire
 di
 un’offerta
formativa
di
30
ore.
Gli
alunni
del
tempo
prolungato
effettuano
il
rientro
dalle
14,20
alle
 17,20
nei
giorni
martedì
e
venerdì
di
tre
ore,
più
la
mensa.
per
chi
invece
desidera
ampliare
il
pro‐ prio
percorso
formativo
attraverso
i
laboratori.  L’ingresso
anticipato
a
scuola
dalle
ore
7,30
è
consentito
previa
autorizzazione
del
Dirigente
Scola‐ stico
rilasciata
a
seguito
della
richiesta
scritta
dei
genitori
interessati.
Tale
documentazione
va
pre‐ sentata
all’inizio
dell’anno
scolastico.
Gli
alunni
rimangono
sotto
la
sorveglianza
del
personale
Ata
 addetto
fino
alle
8,15.
 Il
servizio
mensa
è
previsto
nei
giorni
del
rientro
per
tutti
gli
alunni
che
all’inizio
dell’anno
scolasti‐ co
scelgono
di
non
rientrare
a
casa
dopo
il
termine
delle
lezioni
del
mattino,
è
erogato
dalla
ditta
 Gemos.
 Il
servizio
dei
trasporti
è
organizzato
dai
comuni
di
S.
Angelo
in
Lizzola,
Tavullia
e
Colbordolo
per
 mezzo
degli
scuolabus
e
dalla
ditta
Ami.

 Le
risorse
umane
e
professionali
dei
docenti
della
scuola
secondaria
di
primo
grado
rappresentano
 il
 punto
 di
 forza
 più
 importante
 per
 organizzare
 un
 percorso
 finalizzato
 alla
 valorizzazione
 dell’alunno
nella
sua
integrità.
A
queste
di
aggiungono
gli
strumenti
culturali
propri
della
scuola
e
 la
qualità
dell’esperienza
che
contribuiscono
nel
rendere
concreto
il
processo
formativo
che
ha
le
 basi
 nell’ambito
 familiare
 e
 scolastico
 e
 che
 poi
 prosegue
 in
 tutte
 le
 fasi
 successive
 della
 vita.
 In
 un’ottica
che
evita
la
frammentazione
dei
saperi,
la
scuola
secondaria
di
primo
grado
dell’Istituto
 Comprensivo
di
Pian
del
Bruscolo,
fornisce
le
chiavi
per
apprendere
ad
apprendere,
per
costruire
e
 trasformare
le
mappe
dei
saperi
rendendole
coerenti
con
il
contesto
in
continua
evoluzione.
 
 CORSO
AD
INDIRIZZO
MUSICALE
 
 Presso
la
scuola
secondaria
di
primo
grado
è
istituito
un
corso
ad
indirizzo
musicale.

 L’insegnamento
 individuale
 di
 uno
 strumento
 costituisce
 integrazione
 interdisciplinare
 ed
 arric‐ chimento
dell’insegnamento
obbligatorio
dell’educazione
musicale
nel
più
ampio
quadro
delle
fi‐ nalità
di
formazione
della
persona.
 L’insegnamento
strumentale:
 - promuove
la
formazione
globale
dell’individuo;
 - integra
il
modello
curricolare
con
percorsi
intesi
a
sviluppare
non
solo
la
dimensione
cogni‐ tiva
ma
anche
quella
pratico‐operativa,
estetica,
emotiva;
 12


-

offre
 all’alunno
 ulteriori
 occasioni
 di
 sviluppo
 e
 orientamento
 delle
 proprie
 potenzialità,
 una
più
avvertita
coscienza
di
sé
e
del
modo
di
rapportarsi
al
sociale;
 fornisce
ulteriori
occasioni
di
integrazione
e
di
crescita
anche
per
gli
alunni
in
situazione
di
 svantaggio.



 Il
perseguimento
degli
obiettivi
d’apprendimento
si
articola
sia
in
attività
individuali
(per
un
totale
 di
 un’ora
 di
 lezione
 a
 settimana
 per
 alunno)
 sia
 in
 attività
 collettive
 (piccoli
 gruppi,
 musica
 d’insieme).
 L’autonomia
scolastica
può
inoltre
garantire
al
corso
musicale
del
nostro
Istituto
ulteriori
possibili‐ tà
di
approfondimento
e
sviluppo
anche
nella
prospettiva
di
rendere
l’esperienza
musicale
funzio‐ nale
o
propedeutica
alla
prosecuzione
degli
studi,
nonché
alla
diffusione
della
cultura
musicale
nel
 territorio.
Pertanto
i
responsabili
del
corso
organizzano
ogni
anno
per
tutti
gli
alunni
della
scuola
 concerti,
anche
con
esperti
esterni
(concerti
didattici),
saggi
e
momenti
di
festa.
 Gli
alunni
del
corso
musicale
inoltre
annualmente
partecipano
a
numerose
manifestazioni
e
con‐ corsi
a
carattere
nazionale.

 
 DATI
RELATIVI
ALLA
SCUOLA
SECONDARIA
DI
I°
GRADO
PIAN
DEL
BRUSCOLO
 
 n.
classi
 
21
 n.
alunni
 
530
 n.
alunni
per
classi
 
I:
182

II:
183


III:
165



 n.
alunni
stranieri
 
76
 n.
alunni
diversamente
abili
 
11
 n.
docenti
 
53
 n.
personale
Ata
 
04
+
3
part
time


13


ORARI E DISPOSIZIONI DELL’ISTITUTO  I
responsabili
degli
Uffici
Amministrativi,
presso
la
sede
dell’Istituto
nella
scuola
secondaria
di
pri‐ mo
grado,
in
Via
Pian
Mauro,
ricevono
i
genitori
tutti
i
giorni
dalle
8.00
alle
9.00
e
dalle
11.45
alle
 13.15
(tel.
0721/497370
–
fax
0721/907272).
 Per
le
procedure
amministrative
si
rimanda
a
quanto
segue:
 Iscrizione
alunni


Alla
consegna
della
domanda


Rilascio
decreti



Entro
il
15°
giorno
lavorativo
dalla
consegna
della
do‐ cumentazione
necessaria
da
parte
dell’interessato


Rilascio
certificati
 di
iscrizione
e
frequenza


Entro
il
3°
giorno
lavorativo


Rilascio
certificati
 di
iscrizione
e
frequenza
con
giudizi


Entro
il
5°
giorno
lavorativo


Rilascio
diplomi


50
giorni
dopo
la
consegna
degli
stampati
da
parte
del
 C.S.A.
di
Pesaro‐Urbino


Rilascio
attestati
e
documenti
sostitutivi
 del
diploma


Dal
3°
giorno
lavorativo
successivo
alla
pubblicazione
 dei
risultati
finali



 CONTRIBUTI:
 il
 D.M.
 n.
 44/2001,
 regolamento
 concernente
 le
 “Istruzioni
 generali
 sulla
 gestione
 amministrativa‐contabile
delle
Istituzioni
Scolastiche”,
legittima
la
richiesta
di
risorse
economiche
 aggiuntive
provenienti
da
contribuzioni
volontarie.
E’
da
ritenersi
quindi
consentita
la
richiesta
alle
 famiglie
di
risorse
aggiuntive
a
titolo
di
contribuzione
volontaria
per
la
realizzazione
di
particolari
 iniziative
ed
attività
volte
all’arricchimento
dell’offerta
formativa.
 E’
 invece
 da
 ritenersi
 obbligatorio
 il
 pagamento
 della
 quota
 assicurativa
 per
 gli
 alunni
 iscritti
 all’Istituto
e
quella
relativa
al
costo
del
libretto
delle
giustificazioni.
 
 ASSENZE:
le
assenze
da
scuola
dovranno
essere
giustificate
dai
genitori
nell’apposito
libretto
e,
nel
 caso
queste
siano
prolungate
oltre
i
5
giorni
(vanno
computati
anche
i
festivi)
occorre
presentare
il
 certificato
medico
al
rientro.
Si
ricorda
che
per
la
scuola
primaria
e
quella
secondaria
di
primo
gra‐ do
è
stabilito
a
livello
ministeriale
il
monte
ore
totale
minimo
di
frequenza
per
gli
alunni.


14


BISOGNI FORMATIVI DEL TERRITORIO  Determinante
per
qualsiasi
proposta
di
percorso
formativo
è
l’analisi
della
situazione
locale
in
cui
 si
opera,
le
caratteristiche
socio
‐
economiche
–
culturali
del
posto,
la
sua
storia,
i
bisogni
di
forma‐ zione
espliciti
ed
impliciti
degli
studenti,
dei
loro
genitori
e
della
comunità,
la
possibilità
di
collabo‐ rare
con
il
territorio
e
le
risorse
materiali
presenti
nella
struttura
scolastica.
 
 DAL
TERRITORIO
ALLA
SCUOLA
 
 


15


COLLOCAZIONE
SPAZIALE
 Il
territorio
(Fig.1),
nel
quale
opera
l’Istituto
Comprensivo
Statale
di
Pian
del
Bruscolo,
è
situato
tra
 la
città
di
Pesaro
e
quella
di
Urbino
lungo
la
Valle
del
fiume
Foglia.
E’
un
territorio
di
passaggio,
tra
 la
costa
adriatica
e
l’interno
della
provincia
per
cui
si
riscontrano
tutti
i
problemi
propri
di
una
simi‐ le
realtà:���traffico
elevato,
rete
stradale
non
completamente
adeguata,
aumento
costante
della
po‐ polazione,
nascita
di
numerose
piccole
e
grandi
fabbriche
legate
alla
lavorazione
del
legno,
inqui‐ namento,
ecc.
 Montecchio,
posto
al
centro
dell’area
di
bacino
e
su
cui
gravitano
oltre
20.000
abitanti,
offre
alla
 popolazione
l’organizzazione
di
una
notevole
rete
commerciale,
uffici,
servizi
di
pubblico
interesse,
 centri
sportivi
e
ricreativi.

 Il
comune
di
Colbordolo,
al
quale
appartengono
le
scuole
dell’infanzia
e
la
primaria
di
Montefabbri
 e
di
Bottega,

ha
un’estensione
di
circa
Kmq
27.
 La
popolazione
è
costituita
da
un
totale
di
5984
abitanti
di
cui
725
stranieri
concentrati
soprattutto
 nella
zona
pianeggiante.
(Dati
aggiornati
al
31/08/2007).
 I
centri
abitati
sono:
Colbordolo
(capoluogo),
Montefabbri
e
Talacchio
(situati
nella
zona
collinare),
 Bottega,
Morciola
e
Cappone
(
situati
nella
zona
pianeggiante).
Inoltre,
ci
sono
altre
località
di
na‐ tura
prettamente
rurale
sparse
nel
territorio
comunale.

 Il
Comune
di
Tavullia,
al
quale
appartengono
le
scuole
dell’infanzia
e
primaria
di
Padiglione,
ha
una
 popolazione
 di
 circa
 7460
 abitanti
 (dati
 aggiornati
 al
 30.09.08)
 e
 un'estensione
 territoriale
 di
 44
 Kmq.
Oltre
al
Capoluogo
vi
sono
5
frazioni:
Rio
Salso,
Padiglione,
Belvedere
Fogliense,
Babbucce
e
 Case
Bernardi.
 La
frazione
di
Belvedere
Fogliense
raggiunge
la
quota
più
elevata
a
309
m.sl.m..
 Nel
nostro
territorio
i
centri
collinari,
d’antica
origine,
hanno
mantenuto
la
loro
conformazione
e
si
 sono
andati
spopolando
nel
tempo,
mentre
le
zone
del
piano,
di
più
recente
formazione,
sono
in
 via
di
continua
espansione
con
conseguente
incremento
demografico.
 Pertanto
il
bacino
di
utenza
è
ampio:
gli
alunni
del
nostro
istituto
provengono
dai
vari
centri
abitati
 che
sorgono
lungo
la
strada
provinciale
e
sulle
colline
circostanti.


16


REALTÀ
PRODUTTIVA
 Dal
punto
di
vista
produttivo,
si
tratta
di
una
realtà
che
si
è
completamente
trasformata
dopo
la
2a
 guerra
mondiale,
passando
da
una
prevalentemente
agricola
ad
una
industriale.
Dopo
la
ricostru‐ zione
degli
anni
50/60,
si
è
avuto
un
forte
incremento
delle
attività
artigianali
ed
industriali,
che
 anche
negli
anni
80
hanno
continuato
ad
espandersi
(Fig.6),
richiedendo
tutta
una
serie
di
servizi.
 A
 loro
 volta,
 essi
 hanno
 richiamato
 sul
 territorio
 persone
 provenienti
 non
 solo
 dall’interno
 della
 provincia
o
della
regione,
ma
anche
da
altre
parti
d’Italia
ed
ultimamente
anche
dall’estero
(Fig5).
 In
 questi
 ultimi
 anni
 molti
 emigranti
 locali
 sono
 rientrati
 nel
 nostro
 territorio
 e
 contemporanea‐ mente
è
giunto
anche
un
folto
gruppo
di
extracomunitari,
provenienti
soprattutto
dall’Africa,
dalla
 ex
Jugoslavia
e
dall’Albania
(Fig.
3a
e
3b).
 Le
attività
prevalenti
sono
costituite
da
tutta
una
serie
di
piccole,
medie
e
grandi
industrie
(Scavo‐ lini,
Berloni)
legate
alla
lavorazione
del
legno
e
alla
produzione
di
accessori
(frigoriferi,
macchinari,
 vetri,
vernici,
ecc.)
oltre
a
quelle
pubblicitarie
o
di
imballaggio,
dislocate
alla
Chiusa
di
Ginestreto,
a
 Montecchio
e
nella
piana
di
Talacchio.
 Vi
sono
inoltre
due
zone
più
ridotte
presso
Ca’
La
Balia
e
a
Morciola,
nei
pressi
di
Mulino
Ruggeri,
è
 sorta
una
zona
artigianale
di
servizio
costituita
da
opifici
di
vario
tipo.
 Al
comune
di
Tavullia
appartiene
una
delle
zone
industriali
che
da
tempo
caratterizza
il
nostro
ter‐ ritorio.
Ubicata
vicino
il
paese
di
Case
Bruciate
ed
in
prossimità
dell’ingresso
per
l’autostrada,
que‐ sta
è
sede
di
numerose
ed
importanti
industrie.
 Le
attività
agricole
sono
andate
sempre
più
trasformandosi
a
causa
dell’abbandono
delle
campa‐ gne;
la
mezzadria
è
praticamente
scomparsa,
sostituita
dai
coltivatori
diretti
e
dalle
aziende
agri‐ cole,
che
coltivano
cereali,
ortaggi
e
frutta
nella
pianura,
vigneti
ed
uliveti
lungo
le
pendici
dei
colli
 al
di
là
e
al
di
qua
del
fiume
Foglia.
 Il
settore
terziario
è
in
continuo
sviluppo,
pertanto
la
popolazione
nelle
zone
collinari
è
in
lenta
ma
 progressiva
diminuzione,
mentre
è
in
costante
aumento
nella
zona
pianeggiante.



17


CARATTERIZZAZIONE
SOCIO‐CULTURALE
   La
caratteristica
socio
culturale
degli
abitanti
del
territorio
è
quindi
piuttosto
complessa.
Il
numero
 degli
immigrati
è
in
costante
aumento
e,
di
conseguenza,
problematiche
legate
all’integrazione
e
 all’inserimento
 sono
 sempre
 più
 attuali
 e
 necessitano
 di
 interventi
 continui
 soprattutto
 da
 parte
 della
scuola
di
ogni
ordine
e
grado.
 Inoltre
a
seguito
degli
spostamenti
delle
famiglie
e
dell’ampliamento
dei
quartieri
di
provenienza
 degli
alunni,
è
venuto
meno
il
senso
di
appartenenza
al
territorio,
con
il
conseguente
affievolirsi
 delle
relazioni
forti
e
del
legame
delle
tradizioni
che
costituiscono
una
situazione
educativa
e
for‐ mativa
di
base
molto
importante.
 I
 cambiamenti
 dell’assetto
 socio
 culturale
 del
 territorio
 hanno
 determinato
 una
 diversificazione
 delle
aspettative
che
le
famiglie
nutrono
nei
confronti
della
scuola.
 


Fig. 1
Il
territorio
di
riferimento
con
l’estensione
dei
Comuni
di
Colbordolo,
Monteciccardo,
Montelabbate,
Sant’Angelo
in
Lizzola,
 Tavullia.


18


Fig. 2a

Popolazione
residente
nei
comuni
del
territorio
di
riferimento
alla
data
del
31/12/2004
(Fonte:
dati
estrapolati
da
“Piano
 Sociale
d’Ambito
–
Ambito
Territoriale
Sociale
n.1
–
Triennio
2005/2007”)



 


COMUNI


POPOLAZIONE
 01.01.2004


NATI


MORTI


SALDO
 NATURALE


IMMIGRATI


EMIGRATI


SALDO
 MIGRATORIO


SALDO
 DEMOGRAFICO


POPOLAZIONE
 31.12..2004


Colbordolo


5.503


84


31


53


452


345


107


160


5.663 

Monteciccardo


1.405


19


11


8


120


50


70


78


1.483 

Montelabbate


5.681


72


31


41


356


202


154


195


5.876 

Sant'Angelo
 in
Lizzola


7.436


100


51


49


464


332


132


181


7.617 

Tavullia


5.409


64


32


32


588


207


381


413


5.822 

TOTALI


25.434 

339 

156 

183 

1980 

1136 

844 

1027 

26.461 

Fig. 2b
Incremento
demografico
anno
2004
nel
territorio
di
riferimento
(Fonte:
dati
estrapolati
da
“Piano
Sociale
d’Ambito
–
Ambi‐ to
Territoriale
Sociale
n.1
–
Triennio
2005/2007”)



 IMMIGRATI
DA


COMUNI
 ALTRI
COMUNI


ESTERO


ALTRI


Colbordolo


399


50


3


Monteciccardo


102


17


1


Montelabbate


310


45


1


Sant'Angelo
in
Lizzola


420



42


2


Tavullia


540


45


3


TOTALI


1771 

199 

10 

Fig. 3a
Popolazione
immigrata
nel
territorio
di
riferimento
nell’anno
2004
(Fonte:
dati
estrapolati
da
“Piano
Sociale
d’Ambito
–
Am‐ bito
Territoriale
Sociale
n.1
–
Triennio
2005/2007”)
 19


MASCHI


FEMMINE


MASCHI+FEMMINE


TOTALE
 POPOLAZIONE


TASSO
 D’IMMIGRAZIONE


Colbordolo


260


257


517


5.663



9,1 

Monteciccardo


44


36


80


1.483



5,3 

Montelabbate


213


196


409


5.876


6,9 

Sant'Angelo
in
Lizzola


264


207


471


7.617



6,1 

Tavullia


211


205


416


5.822


7,1 

TOTALI


992


901


1893 

26.461


6,9 

COMUNI


Fig. 3b
Popolazione
straniera
residente
nel
territorio
di
riferimento
alla
data
del
31.12.2004
e
relativo
tasso
di
immigrazione.
(Fon‐ te:
dati
estrapolati
da
“Piano
Sociale
d’Ambito
–
Ambito
Territoriale
Sociale
n.1
–
Triennio
2005/2007”)



 


COMUNI


Colbordolo



82


220


84


124


15


48


4


46


14


Monteciccardo



44


30


20


20


6


6


0


8


0


Montelabbate



67


306


76


129


14


53


5


46


18


Sant'Angelo
in
Lizzola



65


228


104


200


22


67


14


72


29


Tavullia





















113


141


114


92


18


34


6


46


8


TOTALI


371 

925 

398 

565 

75 

208 

29 

218 

69 

A agricoltura
‐
caccia
‐
silvicoltura;


 B
Attività
manifatturiere;


 C
Costruzioni;
 D
Commercio
ingrosso
e
dettaglio
‐
rip.
beni
per
la
persona
e
per
la
casa;

 E
Alberghi
e
ristoranti;
 F
Trasporti,
magazzinaggio
e
comunicazioni;

 G
Intermediazione
monetaria
e
finanziaria;

 H
Attività
immobiliari,
noleggio,
informatica,
ricerca;


 I
Altri
servizi
pubblici,
sociali
e
personali;




  


Fig. 4
Imprese
registrate
per
principali
settori
di
attività

all’anno
2003
nel
territorio
di
riferimento
(Fonte:
dati
estrapolati
da
“Piano
 Sociale
d’Ambito
–
Ambito
Territoriale
Sociale
n.1
–
Triennio
2005/2007”)



 20


ANNO
2002


COMUNE



Assunzioni


ANNO
2003


di
cui
stranieri



ANNO
2004


Assunzioni


di
cui
stranieri


Assunzioni


di
cui
stranieri



Colbordolo



575


84


486


77


535


108


Monteciccardo



92


5


109


12


77


20


Montelabbate



580


54


450


53


507


92


Sant'Angelo
in
Lizzola



732


83


651


66


640


96


Tavullia



407


38


399


33


423


59


TOTALI


2.386 

264 

2.095 

241 

2.182 

375 

Fig. 5
Assunzioni
nei
Comuni
del
territorio
di
riferimento
negli
anni
2002/2004
(Fonte:
dati
estrapolati
da
“Piano
Sociale
d’Ambito
–
 Ambito
Territoriale
Sociale
n.1
–
Triennio
2005/2007”)



 


SETTORI


ADDETTI


% 2004/97 

1997


1998


1999


2000


2001


2002


2003


2004


Industria


28.854


31.191


32.099


34.644


37.088


37.980


37.003


37.275


29,2% 

Enti



5.644


5.234


1.165


1.402


1.086


912


898


1.067


‐81,1% 

Stato



3.184


1.936


1.487


976


1.225


1.027


1.156


970


‐69,5% 

Artigianato



17.800


17.659


18.386


19.238


19.797


20.171


20.159


20.820


17,0% 

Agricoltura



138


135


149


174


157


176


169


162


17,4% 

Credito
e
Ass.



4.490


4.683


4.751


4.863


4.994


4.963


4.883


4.821


7,4% 

Commercio



15.105


16.021


17.306


18.503


18.993


20.194


21.493


22.870


51,4% 

TOTALE



75.215 

76.859 

75.343 

79.800 

83.340 

85.423 

85.761 

87.985 

17,0% 

 

Fig. 6
Lavoratori
dipendenti
suddivisi
nei
vari
settori
di
attività
della
Provincia
di
Pesaro‐Urbino
(Fonte:
dati
estrapolati
da
“Piano
 Sociale
d’Ambito
–
Ambito
Territoriale
Sociale
n.1
–
Triennio
2005/2007”)


21


Fig. 7
Percentuali
dei
lavoratori
dipendenti
suddivisi
nei
vari
settori
dell’Industria
della
Provincia
di
Pesaro‐Urbino
(Fonte:
dati
e‐ strapolati
da
“Piano
Sociale
d’Ambito
–
Ambito
Territoriale
Sociale
n.1
–
Triennio
2005/2007”)


22


RISORSE DEL TERRITORIO  
 Il
territorio
nel
quale
l’Istituto
Comprensivo
Statale
“Pian
del
Bruscolo”
opera
offre
i
seguenti
ser‐ vizi:
 ‐

Impianti
 sportivi:
 palestre
 comunali,
 dove
 varie
 società
 sportive
 organizzano
 corsi
 di
 arti
 marziali,
ginnastica,
pallavolo,
basket
e
pattinaggio,
a
Morciola,
Montecchio
e
Pian
del
Bru‐ scolo;
campi
da
calcio
a
Morciola,
Talacchio,
Colbordolo,
Bottega
e
Montecchio
e
Rio
Salso;
 campi
da
tennis
a
Morciola
e
Montecchio;
bocciodromo
a
Morciola;
piste
polivalenti
a
Col‐ bordolo,
 Cappone,
 Morciola,
 Talacchio,
 Bottega,
 Montecchio,
 Padiglione
 e
 Belvedere;
 pi‐ scina
intercomunale
a
Pian
del
Bruscolo.



Ambulatori
 medici
 a:
 Bottega,
 Cappone,
 Colbordolo,
 Morciola,
 Talacchio
 e
 Montefabbri,
 Montecchio
 e
 Padiglione.
 Ulteriori
 e
 più
 completi
 servizi
 sanitari
 sono
 collocati
 presso
 l’A.S.U.R.
di
Montecchio.


Asili
nido
comunali
e
privati.


Corsi
di
lingua
italiana
per
adulti
stranieri.


Corsi
per
ragazzi
ed
adulti
per
il
tempo
libero
organizzati
dall’Auser
(Università
età
libera)
 di
Pian
del
Bruscolo.


Centri
di
aggregazione
per
ragazzi.


Biblioteche

dell’Unione
dei
Comuni,
con
sedi
a
Tavullia,
a
Montecchio
e
Morciola
dotate
di
 centri
informatici
multimediali.
Tra
queste
emerge
la
biblioteca
di
Morciola,
specializzata
in
 libri
 per
 ragazzi
 (circa
 46.000)che
 ha
 una
 lunga
 tradizione
 di
 efficienza.
 Inoltre
 ogni
 anno

 nel
mese
di
maggio
promuove
l’interessante
“Mostra
del
libro
per
ragazzi”
che
viene
visita‐ ta
dalle
scuole
della
provincia.
Anche
in
corso
d’anno
offre
numerose
occasioni
d’incontri
e
 arricchimento
formativo
con
percorsi
fruibili
anche
dalle
scuole.


Centro
culturale
Giovanni Santi,
a
Colbordolo
che

ospita
una
mostra
documentaria
perma‐ nente
sul
Quattrocento
e
sulla
vita
e
le
opere
del
pittore.


Corpi
bandistici
comunali.


Comando
dei
Vigili
Urbani
del
Consorzio
intercomunale
Pian
del
Bruscolo.


23


ACCORDI DI COLLABORAZIONE DELL’ISTITUTO  
 L’Istituto
di
Istruzione
Secondaria
di
Primo
Grado
di
Pian
del
Bruscolo,
perseguendo
l’obiettivo
di
 raccordare
le
finalità
istituzionali
della
scuola
con
i
bisogni
e
la
realtà
del
territorio
in
cui
opera,
ha
 stabilito
rapporti
di
collaborazione
con
Enti
e
Strutture
di
vario
genere,
tra
le
quali:
 -

Accordo
 di
 rete
 per
 attività
 di
 formazione,
 progettazione
 integrata
 e
 scambio
 di
 buone
 prassi
 (Rete
 Pro.form:
 I.C.S
 Pian
 del
 Bruscolo,
 I.C.S.
 Montelabbate,
 I.C.S.
 S’Angelo
in
Lizzola)


-

Collaborazione
 con
gli
Istituti
Superiori,
 con
 il
 personale
 CNA
 (Confederazione
Na‐ zionale
dell’Artigianato
e
della
Piccola
e
Media
Impresa)
e
con
i
Centri
per
l’Impiego
 di
Urbino
e
Pesaro 

-

Rete
Aumi 

-

Unione
dei
Comuni 

-

Comuni 

-

Associazioni
Pro
loco 

-

Parrocchie
e
associazioni
no
profit 

-

Asur
(integrazione
alunni
diversamente
abili) 

-

Ambito
Territoriale
n.
1 

-

Polizia
municipale



-

Università
degli
studi
di
Urbino,
facoltà
di
Scienze
della
formazione



 Inoltre
l’Istituto
Comprensivo
Statale
“Pian
del
Bruscolo”,
al
fine
di
coinvolgere
nella
progettualità
i
 soggetti
dell’
extra‐scuola
non
soltanto
come
interlocutori
occasionali
ma
per
predisporre
una
rete
 di
relazioni
costruttive
e
funzionali
all’azione
educativa,
ritiene
indispensabile
stipulare
accordi
pri‐ vilegiati
con
i
seguenti
soggetti
educativi:
la
Famiglia,
l’Ente
locale
e
l’Asl.
 
 LE
FAMIGLIE
 La
 collaborazione
 scuola
 –
 famiglia
 è
 un
 aspetto
 che
 caratterizza
 fortemente
 l’azione
 educativa
 dell’Istituto.
 La
programmazione
del
rapporto
prevede
i
seguenti
momenti:
 AL
MOMENTO
DELL’ISCRIZIONE

 ‐

Assemblee
dei
genitori
(dicembre‐gennaio)
per
presentare
il
Piano
dell’Offerta
Formativa,
 le
attività,
l’organizzazione
e
i
servizi.



 24


AD
INIZIO
ANNO
SCOLASTICO
 ‐

Assemblee
per
i
genitori
dei
nuovi
iscritti
al
fine
di
presentare
l’organizzazione
scolastica
 (Settembre)


Colloqui
individuali
con
i
genitori
dei
nuovi
iscritti
(Settembre)
per
gli
alunni
della
scuola
 dell’infanzia



Assemblee
di
classe/interclasse/sezione
al
momento
dell’elezione
dei
rappresentanti
dei
 genitori
nei
consigli
per
illustrare
i
progetti
educativo
didattici
(Ottobre)




 DURANTE
L’ANNO
SCOLASTICO
 ‐

Colloqui
individuali
richiesti
dai
docenti
o
dai
genitori
ogni
qual
volta
che
se
ne
riscontri
 l’effettiva
necessità
(previo
appuntamento)


Consigli
di
intersezione,
interclasse
o
sezione
che
garantiscano
la
partecipazione
attiva
del‐ le
famiglie



Colloqui
individuali
dei
genitori
con
i
docenti
(uno
a
quadrimestre)


Colloqui
individuali
dei
genitori
con
i
docenti
nel
giorno
di
ricevimento
stabilito
durante
la
 prima
settimana
intera
di
ogni
mese
(scuola
secondaria
di
primo
grado)


Momenti
assembleari
intesi
come
luogo
privilegiato
per
un
confronto
culturale
e
per
la
 partecipazione
e
la
costruzione
di
un
valore
condiviso


Incontri
dello
staff
direttivo
con
una
commissione
di
genitori
per
la
verifica
del
POF,
delle
 attività
e
degli
interventi
educativi
messi
in
atto




 FINE
ANNO
SCOLASTICO
 ‐

Presentazione
ai
genitori
di
mostre,
rappresentazioni
teatrali
e
saggi,
quali
momenti
con‐ clusivi
dei
vari
percorsi
educativo
didattici
svolti
durante
l’anno
scolastico.



 In
aggiunta
a
quanto
previsto
a
livello
di
colloqui
e
di
incontri
regolari,
viene
attuato
il
dialogo
con
 le
famiglie
e
gli
organi
collegiali
aperti
ai
genitori.
Insieme
si
realizza
un
confronto
per
progettare
 un
 intervento
 educativo
 che
 tenga
 conto
 della
 singolarità
 e
 della
 complessità
 di
 ciascun
 alunno,
 colto
in
ogni
suo
aspetto:
cognitivo,
relazionale,
corporeo,
estetico,
etico,
spirituale
e
religioso.

 La
scuola
mette
a
disposizione
le
proprie
risorse
anche
per
avvalersi
di
esperti
esterni,
psicologi
e
 pedagogisti,
con
i
quali
collabora
costantemente
in
corso
d’anno,
attraverso
modalità
che
si
diffe‐ riscono
in
base
all’età
dei
soggetti
coinvolti
e
che
sono
a
disposizione
dei
genitori.
Su
richiesta
del
 Consiglio
di
Classe/Sezione/Intersezione
intervengono
nel
gruppo
o
per
osservazioni
sul
singolo
al‐ lo
scopo
di
attivare
strategie
di
prevenzione
o
d’intervento.
A
disposizione
delle
famiglie
è
anche
il
 25


prof.
Ragusa
(Ambito
territoriale
n.
1)
che
da
anni
collabora
con
l’
Istituto
coadiuvando
il
lavoro
dei
 docenti,
anche
per
mezzo
di
consulenze.
Oltre
a
quanto
espresso,
al
fine
di
instaurare
una
più
am‐ pia
condivisione
del

progetto
educativo
la
scuola
stipula
ogni
anno
con
le
famiglie
degli
alunni
i‐ scritti
 un
patto
 formativo
 affinché
 vi
possa
essere
una
linea
 guida
comune
 per
 il
lavoro
 di
tutti
 i
 protagonisti
che
qui
operano,
dagli
alunni
ai
docenti,
dal
personale
Ata
ai
collaboratori
e
alle
fami‐ glie.
L’alleanza
educativa
si
attua
nell’incontro
tra
i
due
fondamentali
sistemi
educativi.
Solo
una
 scuola
e
una
famiglia
che
stabiliscono
un
“patto”,
lo
rispettano
ed
interagiscono,
pur
nella
specifi‐ cità
dei
propri
ruoli
e
contributi,
possono
essere
soggetti
attivi
e
propositivi
integranti
del
processo
 educativo
e
promuovere
un’effettiva
formazione
umana
e
culturale
dei
propri
ragazzi,
come
anche
 espresso
nelle
Indicazioni
per
il
curricolo,
emanate
dal
Ministero
della
Pubblica
Istruzione
.
 L’insegnante
può
conoscere
meglio
gli
alunni
soprattutto
se
ha
la
possibilità
di
confrontarsi
con
i
 loro
genitori.
Questi
ultimi
non
possono
prescindere
dall’apporto
degli
insegnanti
per
conoscere
le
 abitudini,
le
risorse
personali
e
le
potenzialità
dei
propri
figli.
Gli
alunni
non
possono
essere
educa‐ ti
a
settori,
ma
in
modo
globale,
così
da
poter
crescere
come
persone
capaci
di
compiere
scelte
au‐ tonome
e
ponderate.
 
 L’ENTE
LOCALE
 Insieme
la
scuola
e
l’Ente
locale
cercano
di
rispondere
efficacemente
alle
richieste
di
educazione
e
 di
formazione
che
provengono
dagli
alunni
e
dalle
loro
famiglie,
traducendo
gli
stessi
in
reciproci
 impegni,
 attraverso
 un
 percorso
 di
 compartecipazione
 delle
 parti
 e
 nel
 rispetto
 delle
 rispettive
 competenze.
L’Istituto
Comprensivo
Pian
del
Bruscolo,
in
accordo
con
i
Comuni
e
l’Unione
dei
Co‐ muni
promuove
un’azione
formativa
potenziata
in
quanto
integrata
nel
territorio
d’appartenenza.
 L’Ente
Locale
contribuisce
a
finanziare
progetti,
attività,
provvede
alla
sicurezza
e
alla
manutenzio‐ ne
degli
ambienti,
assicura
una
serie
di
servizi
quali
la
mensa,
i
trasporti
e
i
buoni
libro.
 Il
nostro
Istituto
stipula
accordi
con
i
Comuni
di
Colbordolo,
Tavullia
e
S.
Angelo
in
Lizzola
anche
re‐ lativamente
a
progetti
finalizzati
all’integrazione
dei
bambini
diversamente
abili
e
per
percorsi
e‐ ducativi
che
prevedono
l’intervento
dell’educatore
durante
le
ore
dell’attività
scolastica.
 Gli
enti
locali
organizzano
inoltre
l’attività
dei
centri
di
aggregazione,
compresa
quella
specifica
che
 prevede
 forme
 di
 supporto
 nello
 studio
 e
 degli
 educatori
 domiciliari,
 che
 operano
 con
 i
 singoli
 bambini.
 
 
 
 
 26


A.S.U.R.
 Al
fine
di
migliorare
l’inserimento
degli
alunni
diversamente
abili
e
promuoverne
l’autonomia
è
co‐ stante
 la
 collaborazione
 con
 gli
 specialisti
 che
 arricchiscono
 i
 propri
 interventi
 con
 una
 serie
 di
 proposte
formative.
 Per
 ciascun
 alunno
 in
 difficoltà,
 la
 scuola
 in
 collaborazione
 con
 la
 famiglia
 e
 con
 gli
 specialisti
 dell’Asur
 del
 territorio
 predispone
 un
 adeguato
 “Piano
 Educativo
 Individualizzato”,
 finalizzato
 al
 pieno
sviluppo
delle
proprie
potenzialità.
 Inoltre
a
livello
d’Istituto
è
stato
istituito
un
gruppo,
GLH,
costituito
da
alcuni
docenti
dei
vari
ordi‐ ni
di
scuola,
da
docenti
di
sostegno
e
da
rappresentanti
dei
genitori.



27


BISOGNI FORMATIVI DEGLI ALUNNI  
 I
RAPPORTI
INTERPERSONALI
 Gli
alunni
sono
in
grado
di
instaurare
buone
relazioni
con
i
coetanei
e
con
gli
educatori
solo
se
gui‐ dati.
La
popolazione
dei
comuni
da
cui
provengono
gli
alunni
è
costituita
in
gran
parte
da
persone
 provenienti
da
realtà
territoriali
e
culturali
diverse
pertanto
risulta

più
difficoltoso
stabilire
delle
 relazioni
 di
 amicizia.
 In
 questa
 situazione
 la
 famiglia
 tende
 a
 proteggere
 più
 che
 avviare
 all’autonomia.
Inoltre
sta
fortemente
aumentando
il
bisogno
di
primeggiare
a
tutti
i
costi,
questo
 determina
nei
bambini
la
difficoltà
ad
accettarsi
e
determina
il
sorgere
di
gruppi
selettivi
e
antago‐ nisti.

 Il
 ruolo
 della
 scuola
 deve
 quindi
 risultare
 determinante
 per
 i
 bambini
 ai
 fini
 dell’aggregazione,
 dell’integrazione
e
della
crescita
in
una
società
che
sappia
rispettare
le
differenze
e
il
pluralismo,
 garantendo
non
solo
la
formazione
ma
anche
una
costante
cornice
educativa
al
gruppo.
 
 L’ATTEGGIAMENTO
DELLE
FAMIGLIE
NEI
CONFRONTI
DELLA
SCUOLA
 Nel
nostro
contesto
socio‐economico
la
cultura
è
vista
più
come
strumento
di
promozione
sociale
 e
 di
 qualificate
 scelte
 professionali
 che
 come
 valore
 in
 sé.
 La
 famiglia
 non
 sempre
 si
 pone
 come
 soggetto
 attivo
 nel
 processo
educativo
 dei
figli
anche
 perché
spesso
 non
dispone
di
risorse
ade‐ guate
per
un
valido
aiuto.
Sta
aumentando,
anche
in
conseguenza
dei
cambiamenti
sociali
in
atto,
 l’atteggiamento
di
delega
delle
famiglie
nei
confronti
della
scuola
e
delle
altre
agenzie
educative
 del
territorio.
 E’
comunque
possibile
affermare
che
in
generale
le
famiglie
continuano
ad
essere
abbastanza
vici‐ ne
alla
scuola
e
collaborative
anche
se
spesso
si
conferma
come
sola
in
grado
di
svolgere
un
ruolo
 propositivo
e
di
stimolo,
soprattutto
quando
si
tratta
dell’assunzione
condivisa
delle
responsabilità
 educative.
 Il

nostro
Istituto,
in
questo
senso,
propone
una
cornice
valoriale
solida,
strutturata
e
condivisa
con
 le
famiglie
(attraverso
una
rete
di
azioni
integrate)
e
che
rappresenta
lo
sfondo
integratore
di
tutte
 le
proposte
culturali
offerte
ai
bambini.
 
 LA
COMUNICAZIONE
 Esiste
una
prevalente
tendenza
dei
bambini
a
ricevere
in
modo
passivo
e
completamente
acritico
 le
comunicazioni,
in
particolare
dai
mass‐media.



28


I
principali
mezzi
di
informazione
tendono
ad
occupare
uno
spazio
sempre
più
ampio
nella
loro
vi‐ ta
 quotidiana,
 rappresentando
 quindi
 un
 posto
 di
 rilievo
 nello
 sviluppo
 della
 personalità,
 nella
 formazione
del
pensiero
e
nella
costruzione
di
concetti
che
regolano
il
loro
mondo
di
idee.

 Anche
nella
realtà
in
cui
opera
l’Istituto
i
mass‐media
sostituiscono
la
comunicazione
interpersona‐ le,
riservando
quindi
poco
spazio
alla
comunicazione
dei
bambini
con
gli
adulti
e
a
quella
tra
i
coe‐ tanei.

 Conseguenze
 importanti
 si
 rilevano
 anche
 a
 livello
 della
 produzione
 linguistica:
 gli
 alunni
 usano
 sempre
più
una
lingua
impoverita
dal
punto
di
vista
lessicale,
con
strutture
sintattiche
e
grammati‐ cali
 che
 richiamano
 le
 forme
 dialettali
 e
 gli
 stereotipi
 comunemente
 usati
 dai
 mass‐media.
 Sono
 evidenti
i
segni
della
mancanza
di
organicità
propri
della
logica
comunicativa
e
di
confusione
nelle
 scelte
linguistiche
in
riferimento
a
determinati
contesti.

 Le
difficoltà
relative
all’espressione
verbale
sono
determinate,
oltre
che
dall’uso
del
dialetto,
an‐ che
dalla
scarsa
abitudine
alla
lettura
e
all’argomentazione
che
caratterizza
la
gran
parte
delle
fa‐ miglie.

 Proprio
per
questo
motivo
la
scuola
deve
recuperare
il
ruolo
peculiare
che
le
compete,
aiutando
i
 bambini
ad
esprimere
e
gestire
le
emozioni
e
riservando
loro
attenzione
ed
ascolto.

Deve
inoltre
 collaborare
 all’organizzazione
 e
 alla
 gestione
 gli
 input
 informativi
 e
 conoscitivi
 che
 giungono
 dai
 mezzi
di
comunicazione
in
maniera
indiscriminata
e
confusa,
sviluppando
capacità
di
decodifica
dei
 vari
tipi
di
messaggio
e
abilità
critiche.

 
 LA
COSTRUZIONE
DELLE
COMPETENZE
 La
situazione
che
definisce
gli
alunni
della
nostra
scuola
è
analoga
a
quella
di
tante
altre
realtà
e
in
 particolare
 si
 riscontra,
 tra
 gli
 alunni,
 il
 venir
 meno
 della
 motivazione
 all’agire
 scolastico
 e,
 dall’altra
parte,
l’incapacità
di
una
scuola
rigida
a
trovare
percorsi
personalizzati
che
possano
an‐ dare
incontro
alle
diversità:
delle
personalità,
delle
esperienze
pregresse,
delle
intelligenze
e
degli
 stili
 cognitivi.
 L’ambiente
 culturale
 e
 sociale
 del
 territorio,
 le
 diverse
 provenienze
 ed
 esperienze
 famigliari
 e
 sociali,
 l’aumento
 rapido
 degli
 alunni
 immigrati,
 il
 livello
 culturale
 delle
 famiglie,
 l’abitudine
o
meno
alla
lettura
e
alla
discussione
e
la
frequentazione
di
ambienti
culturali
incidono
 sulle
modalità
di
apprendimento
dei
bambini.

 Da
questo
la
necessità
del
nostro
Istituto
di
costruire
percorsi
di
apprendimento
personalizzati
che
 offrano
a
tutti
la
possibilità
di
raggiungere
un
livello
adeguato
di
padronanza
nelle
competenze
di
 base
che
caratterizzano
il
profilo
in
uscita
di
ciascun
alunno
da
ogni
ordine
di
scuola.
 La
Legge
 sull’autonomia
 e
la
riforma
del
sistema
scolastico
 nazionale
 in
atto
 insistono
su
questo
 aspetto
e
la
nostra
scuola,
per
dare
risposte
alle
differenti
forme
di
apprendimento
degli
alunni,
 29


organizza
l’insegnamento
in
maniera
diversificata
anche
con
attività
strutturate
in
gruppi,
a
classi
 aperte
e
comunque
privilegiando
la
modalità
offerta
dalla
didattica
del
laboratorio.
Tutti
i
progetti
 che
caratterizzano
l’Istituto
sono
finalizzati
ad
incrementare
la
motivazione
all’apprendimento.
 


30


TAPPE PRINCIPALI DEL PERCORSO QUALITÀ  Il
 percorso
 ha
 avuto
 inizio
 nell’anno
 scolastico
 2005/2006
 attraverso
 la
 partecipazione
 al
 corso
 AeQua

con
oggetto
gli
apprendimenti
di
base
per
l’introduzione
della
Qualità
nella
scuola.
Ha
avu‐ to
la
durata
complessiva
di
48
ore
in
presenza,
alle
quali
sono
da
aggiungere
un
numero
di
circa
10
 ore
di
attività
di
gruppo,
svolte
nella
sede
di
Pian
del
Bruscolo
per
portare
a
termine
le
attività
la‐ boratoriali
del
secondo
modulo.
 Insieme
abbiamo
utilizzato
i
primi
strumenti
della
qualità
e
portato
avanti
le
prime
sperimentazio‐ ni

sia
a
livello
di
grande
‐
gruppo
“Scuola
Secondaria
di
primo
grado”
sia
a
livello
di
gruppo
ristret‐ to

“Istituto
Pian
del
Bruscolo”.
 Il
lavoro
si
è
centrato
particolarmente
sugli
indicatori
di
qualità,
sui
bisogni
dell’utenza,
sui
processi
 e
sulle
procedure,
elementi
chiave
per
la
stesura
di
una
Carta
della
Qualità
che,
oltre
ad
essere
in
 coerenza
con
la
mission
indicata
nel
POF
della
nostra
scuola,
potesse
essere
conforme
al
modello
 descritto
nella
norma
UNI
EN
ISO
9001/2000
.
 L’esperienza
 continuata
 nell’anno
 scolastico
 2006/07
 ha
 permesso
 al
 nostro
 Istituto
 l’accreditamento
con
Decreto
della
Regione
Marche
del
31/07/2007.
 L’accreditamento,
in
seguito,
è
stato
confermato
anche
per
l’anno
2009/2010.


31


ORGANIGRAMMA DELLA SCUOLA 

32


FUNZIONI STRUMENTALI AL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA  AREA
1:
GESTIONE
DEL
PIANO
DELL’OFFERTA
FORMATIVA:
 docenti
:
Arduini
Sabrina
(primaria),
Comirato
Cristina
(secondaria)
 ‐

Analisi
delle
richieste
di
opportunità
formative
espresse
da
studenti,
operatori










scolastici,
famiglie
e
territorio.
 ‐

Raccolta
 dei
 progetti
 formulati
 dalle
 varie
 componenti
 dell’utenza
 scolastica
 ai
 fini
 della
 formazione
degli
alunni.


Coordinamento
delle
attività
relative
alla
realizzazione
del
POF
ed
elaborazione
del
docu‐ mento
conclusivo
del
POF.


Referenza
per
il
Piano
dell’Offerta
Formativa
e
cura
della
diffusione
del
POF
stesso
alle
fa‐ miglie
e
all’Ente
locale.


Revisione
ed
aggiornamento
del
Regolamento
d’Istituto,
del
Patto
Formativo
e
altra
docu‐ mentazione
inerente
l’organizzazione
scolastica.


Predisposizione
di
apposite
procedure
e
strumenti
per
il
controllo
dei
livelli
di
coerenza
del‐ la
progettazione
curricolare.


Predisposizione
e
somministrazione
di
strumenti
per
la
valutazione
delle
attività
del
POF
e
 per
l’autoanalisi
d’Istituto


Raccolta,
tabulazione
e
diffusione
dei
dati.



Mantenimento
dei
rapporti
con
la
segreteria
per
gli
aspetti
gestionali
e
finanziari.



 AREA
3:
CONTINUITÀ
E
ORIENTAMENTO:
 docenti:
Cristiana
Cacioppa(secondaria),
Rossi
Silvia
(infanzia)
 ‐

Promuovere,
pianificare
e
coordinare
le
attività
di
raccordo
e
continuità
tra
i
vari
ordini.




Coordinamento
e
gestione
delle
attività
di
orientamento
per
l’Istituto.


Rilevazione
dei
bisogni
per
la
gestione
del
piano
annuale
di
formazione
e
di
aggiornamento.


Organizzazione
dei
curricoli
verticali.



 AREA
3:
INTEGRAZIONE
E
SERVIZI
PER
ALUNNI
DIVERSAMENTE
ABILI:
 docenti:
Romano
Rosina, Jessica
Centioni
(primaria)
 ‐

Referente
 per
 il
 C.T.I.
 (consulenza
 ai
 docenti
 in
 relazione
 ad
 alunni
 con
 
 
 difficoltà
 di
 ap‐ prendimento).



Promuovere
e
coordinare
iniziative
concernenti
il
benessere
dei
docenti
(anche
attraverso
 l’accoglienza
di
quelli
nuovi)
e
degli
alunni.
 33


Proporre
rinnovati
rapporti
educativi
sia
sul
piano
disciplinare
che
sul
piano
emotivo
moti‐ vazionale,
metodologie
didattiche
e
di
apprendimento
cooperativo
coinvolgenti
e
costrut‐ tive.


Promuovere
e
coordinare
lo
sportello
di
consultazione
psico‐socio
educativa
con
gli
alunni
 e
i
docenti.


Predisposizione
 di
 itinerari
 didattici
 alternativi,
 eventuale
 segnalazione,
 su
 autorizzazione
 dei
genitori,
all’Unità
Sanitaria
Locale
per
concordare
l’intervento
con
tali
operatori.



Progettazione
 e
 coordinamento
 delle
 attività
 di
 recupero,
 sostegno
 e
 potenziamento
 allo
 scopo
di
prevenire
il
disagio,
ridurre
l’insuccesso
scolastico
e
valorizzare
l’eccellenze.



Progettazione
e
coordinamento
per
la
realizzazione
di
percorsi
interculturali
nell’Istituto.



Coordinamento
del
Gruppo
H
e
GLH.


Realizzazione
di
progetti
relativi
alle
attività
per
alunni
diversamente
abili
in
collaborazione
 con
enti
esterni.


34


ORGANI ESECUTIVI DELL’ISTITUTO  
 CONSIGLIO DI ISTITUTO  


COMPONENTE
GENITORI


COMPONENTE
DOCENTI


COMPONENTE
ATA


Signorotti
Loredana


Rossi
Marcella


Mariani
Maurizio


Pontellini
Patrizia


Brandi
Sergio


Guerra
Adriana


Urbinati
Milva


Cacioppa
Cristiana


Damiani
Francesco


Sanchioni
Claudio


Mariotti
Luigi


Brienza
Laura


Ancori
Cinzia


Ugolini
Patrizia


Lapi
Barbara


Biagiarelli
Beatrice


Mengarelli
Donato


Filippini
Graziella


PRESIDENTE:
MARIOTTI
LUIGI
 VICEPRESIDENTE:
DAMIANI
FRANCESCO
 SEGRETARIO:
BRIENZA
LAURA



 
 GIUNTA ESECUTIVA  


COMPONENTE
GENITORI


COMPONENTE
DOCENTI


COMPONENTE
ATA


Pontellini
Patrizia


Brandi
Sergio


Mariani
Maurizio


Lapi
Barbara


COMPONENTE
DI
DIRITTO:
SERAFINI
ANTONIO
(DIRIGENTE
SCOLASTICO)
 COMPONENTE
DI
DIRITTO:
CANGINI
IMERA
(DIRETTORE
DEI
SERVIZI
GENERALI
E
AMMINISTRATIVI)


35


PRINCIPI FONDAMENTALI  FONTE
DI
ISPIRAZIONE
FONDAMENTALE:
ARTICOLI
3
–
33
–
34
DELLA
COSTITUZIONE
ITALIANA


UGUAGLIANZA:



 


Nessuna
discriminazione
nell’erogazione
del
servizio
scolastico
può
essere
compiuta
per
motivi
ri‐ guardanti
sesso,
razza,
etnia,
lingua,
religione,
opinioni
politiche,
condizioni
psico‐fisiche
e
socio‐ economiche.
La
Scuola
promuove
il
dialogo
e
la
convivenza
costruttiva
tra
soggetti
appartenenti
a
 culture
diverse.
Il
riconoscimento
delle
differenze
si
colloca
in
un
quadro
di
ricerca
delle
somiglian‐ ze.

 La
pari
opportunità
formativa
verrà
garantita
attraverso:
 -

l’adozione
 di
 criteri
 collegiali
 nell’assegnazione
 degli
 alunni
 alle
 classi
 che
 tengano
 conto
 della
necessità
pedagogica
di
favorire
la
socializzazione
e
l’integrazione
culturale.


-

Sostegno
psico‐pedagogico
o,
se
possibile
finanziario,
agli
alunni
in
difficoltà
in
collabora‐ zione
con
gli
Enti
locali
e
con
il
Servizio
Sociale.


36


-

La
 scelta
 di
 avvalersi
 o
 meno
 dell’insegnamento
 della
 religione
 cattolica.
 Agli
 alunni
 che
 non
si
avvalgono
del
suddetto
insegnamento
sono
offerte
le
possibilità
previste
dalla
nor‐ mativa
vigente.


IMPARZIALITÀ
E
REGOLARITÀ:
 I
soggetti
erogatori
del
servizio
scolastico
agiscono
secondo
criteri
di
obiettività
ed
equità.
 La
scuola,
attraverso
tutte
le
sue
componenti
e
con
l’impegno
delle
istituzioni
collegate,
garanti‐ sce,
per
quanto
possibile,
la
regolarità
e
la
continuità
del
servizio
e
delle
attività
educative,
anche
 in
situazione
di
conflitto
sindacale,
nel
rispetto
dei
principi
e
delle
norme
sanciti
dalla
legge
e
in
 applicazione
 delle
 disposizioni
 contrattuali
 in
 materia.
 In
 caso
 di
 interruzione
 o
 sospensione
 del
 servizio
 per
 motivi
 imprevisti,
 la
 scuola
 adotta
 misure
 volte
 ad
 arrecare
 minor
 disagio
 possibile,
 con
l’impegno
di
una
tempestiva
informazione.
 ACCOGLIENZA
e
INTEGRAZIONE:
 La
scuola
si
impegna,
con
opportuni
ed
adeguati
atteggiamenti
ed
azioni
di
tutti
gli
operatori
del
 servizio,
a
favorire
l’accoglienza
dei
genitori
e
degli
alunni,
l’inserimento
di
questi
ultimi,
con
parti‐ colare
 riguardo
 alla
 fase
 di
 ingresso
 alle
 classi
 iniziali.
 Particolare
 impegno
 è
 previsto
 nell’affrontare
le
problematiche
relative
ai
bambini
in
situazione
di
handicap
o
di
svantaggio
socio
 culturale,
disagio
psicologico
e/o
familiare
e
per
sostenere
l’esperienza
della
convivenza
da
parte
 dei
bambini
stranieri.
 Nello
svolgimento
della
propria
attività,
ogni
operatore
ha
pieno
rispetto
dei
diritti
e
degli
interessi
 dello
studente.
 DIRITTO
E
DOVERE
ALLO
STUDIO:
 Il
 diritto/dovere
 allo
 studio,
 il
 proseguimento
 degli
 studi
 superiori
 e
 la
 formazione
 professionale
 sono
assicurati
con
interventi
di
prevenzione
e
controllo
dell’evasione
e
della
dispersione
scolasti‐ ca
da
parte
di
tutte
le
istituzioni
coinvolte,
che
collaborano
fra
loro
in
modo
funzionale
ed
organi‐ co.
 PARTECIPAZIONE,
EFFICIENZA
E
TRASPARENZA:
 Istituzioni,
 personale,
 genitori,
 alunni
 sono
 protagonisti
 e
 responsabili
 dell’attuazione
 del
 P.O.F.,
 attraverso
una
gestione
partecipata
della
scuola,
nell’ambito
degli
organi
e
delle
procedure
vigen‐ ti.

L’
Istituzione
scolastica,
con
la
collaborazione
degli
Enti
Locali,
si
impegna
a
favorire
le
attività
 extrascolastiche
che
realizzino
la
funzione
educativa
della
scuola
come
centro
di
promozione
cul‐ turale,
sociale
e
civile.
 L’attività
scolastica,
ed
in
particolare
l’orario
di
servizio
di
tutte
le
componenti,
si
impernia
su
crite‐ ri
di
efficienza,
di
efficacia
e

flessibilità
nell’organizzazione
dei
servizi
amministrativi,
dell’attività
 didattica
e
dell’offerta

integrata
anche
in
ordine
alle
attività
opzionali‐facoltative.
 37


La
scuola
garantisce
ed
organizza
l’aggiornamento
del
personale
in
collaborazione
con
le
istituzioni
 ed
enti
culturali.
 Per
le
classi
terze
i
docenti,
il
Dirigente
Scolastico
e
Presidente
di
Commissione
esame
stendono
un
 documento
che
accerti
il
livello
delle
competenze
in
uscita
degli
studenti.
 LIBERTÀ
DI
INSEGNAMENTO
ED
AGGIORNAMENTO
DEL
PERSONALE:
 Il
Piano
di
lavoro
programmato
annualmente
da
ciascun
docente
nell’ambito
dei
parametri
offerti
 dalla
documentazione
nazionale
vigente
assicura
il
rispetto
delle
libertà
di
insegnamento
dei
do‐ centi
e
garantisce
i
diritti
e
la
formazione
dell’alunno,
ne
facilita
le
potenzialità
evolutive
e
contri‐ buisce
allo
sviluppo
armonico
della
personalità,
perseguendo
gli
obiettivi
formativi
e
specifici
na‐ zionali
e
comunitari.
 L’esercizio
della
libertà
d’insegnamento
si
fonda
sul
presupposto
della
conoscenza
aggiornata
delle
 teorie
psico‐pedagogiche,
delle
strategie
didattiche,
delle
moderne
tecnologie
educative
e
sul
con‐ fronto
collegiale
con
altri
operatori.
L’aggiornamento
e
la
formazione
costituiscono
un
impegno‐ dovere
per
tutto
il
personale
scolastico.



38


CRITERI DI FORMAZIONE DELLE SEZIONI E DELLE CLASSI  
 Nel
pieno
rispetto
di
quanto
sopra
definito,
l’istituto
esplicita
i
criteri
per
la
formazione
delle
 classi:

 CRITERI
FORMAZIONE
SEZIONI
SCUOLA
DELL’INFANZIA
 Tutti
i
bambini
nuovi
iscritti
sono
distribuiti
nelle
sezioni
seguendo
i
seguenti
criteri:
 •

età
cronologica
del
bambino


sesso
(maschi‐femmine)


uguale
numero
di
iscritti
nelle
sezioni


iscrizione
dei
fratelli
in
sezioni
diverse


Si
tenga
presente
che
nelle
prime
settimane
di
scuola
le
sezioni
potrebbero
subire
delle
va‐ riazioni
per
problemi
di
gestione
ed
organizzazione.
 
 CRITERI
FORMAZIONE
CLASSI
PRIME
SCUOLA
PRIMARIA
 Si
cercherà
di
formare
classi
eterogenee
nel
loro
interno
ed
omogenee
tra
loro
sulla
base
dei
 seguenti
criteri:
 Le
informazioni
sui
singoli
alunni
saranno
assunte
tramite
fascicolo
personale
‐
colloqui
con
i
 docenti
di
Scuola
dell’Infanzia
‐
colloqui
con
i
genitori
 a)

variabili
‐
maschi/femmine
‐
età
 b)

provenienza
Scuole
dell’Infanzia
(gruppi
divisi
circa
a
metà)
 le
classi
dove
saranno
inseriti
gli
alunni
disabili
saranno
formate
con
un
numero
inferiore
di
 alunni

rispetto
ai
25
 d)

per
i
gemelli,
l’orientamento
è
di
separarli,
salvo
diversa
esplicita
richiesta
dei
genitori
 Eventuali
 richieste
 formulate
 dai
 genitori
 potranno
 essere
 prese
 in
 considerazione
 solo
 in
 rapporto
a
esigenze
educative.
 
 CRITERI
DI
FORMAZIONE
CLASSI
PRIME
SCUOLA
SECONDARIA
DI
PRIMO
GRADO
 1.
Le
classi,
per
quanto
possibile
devono
essere
formate
da
un
numero
omogeneo
di
alunni.
 2.
Le
classi
con
alunni
in
situazione
di
handicap,
possono
essere
costituite
con
meno
di
25
alunni.
 Nel
 caso
 di
 alunni
 in
 situazione
 di
 apprendimento
 particolarmente
 grave
 o
 nel
 caso
 ve
 ne
 siano
 due,
con
massimo
20
iscritti.
 3.
 Gli
 alunni
 provenienti
 dalla
 stessa
 scuola
 elementare
 e/o
 plesso,
 verranno
 suddivisi
 in
 sotto‐ gruppi
omogenei
in
considerazione
di:
 39


a. Classe
di
appartenenza
 b. Fasce
di
rendimento
 c. Luogo
di
provenienza
 d. Indicazioni
degli
insegnanti
in
merito
a
particolari
situazioni
relazionali
 4. Su
richiesta
della
famiglia
è
concessa
l’iscrizione
in
un’altra
sezione
da
quella
frequentata
 dal
fratello/sorella.
 5. Ad
ogni
gruppo‐classe,
così
formato
anche
sulla
base
alla
scelta
della
seconda
lingua
stra‐ niera,
verrà
abbinata
per
sorteggio
la
sezione
di
appartenenza.
 6. Gli
alunni
trattenuti
vengono
iscritti
d’Ufficio
nella
stessa
sezione,
salvo
in
caso
di
specifica
 e
motivata
richiesta
da
parte
del
genitore
o
qualora
il
numero
degli
allievi
della
classe
che
 accoglie
dovesse
superare
quello
legalmente
possibile.
 7. Non
vengono
considerate,
nella
formazione
delle
classi,
eventuali
richieste
delle
famiglie,
 eccetto
che
per
gravi
e
comprovati
motivi.
 
 CRITERI
FORMAZIONE
CLASSI
PRIME
SCUOLA
SECONDARIA
DI
PRIMO
GRADO
CORSO
AD
INDIRIZZO
MUSICALE
 Accedono
 alla
 classe
 prima
 ad
 indirizzo
 musicale
 gli
 alunni
 che
 superano
 l’esame
 di
 ammissione
 (mese
febbraio),
per
un
massimo
di
24
alunni.
 I
contenuti
sono:
 ‐

riconoscimento
di
più
suoni
simultanei,


identificazione
dell’altezza
di
un
suono
in
relazione
ad
uno
precedente,


canto
di
brevi
melodie
o
intonazione
di
alcune
note
ascoltate
alla
tastiera,


riproduzione
di
cellule
ritmiche
mediante
l’uso
delle
mani
e
della
voce.


I
criteri
oggetto
di
valutazione
sono:
 ‐

percezione
melodica


percezione
e
riproduzione
ritmica


coordinazione
psico‐motoria


attitudine
fisica
allo
studio
dello
strumento.


Le
modalità
di
svolgimento
dell’esame
sono:
 ‐

presenza
contemporanea
di
tutta
la
commissione
durante
la
prova,


svolgimento
dell’esame
nella
stessa
giornata
fino
al
massimo
consentito
dei
ragazzi
esami‐ nabili,


espletamento
della
prova
di
un
solo
candidato
alla
volta,


compitazione
della
tabella
di
valutazione
dopo
l’esame
di
ogni
singolo
candidato.
 40


ASSEGNAZIONE DEI DOCENTI DELL’ISTITUTO ALLE CLASSI E SEZIONI  
 I
criteri
che
il
Dirigente
Scolastico
seguirà
nell'assegnazione
dei
docenti
alle
classi
sono
in
ordine
di
 priorità:
 ‐

Continuità
 didattica:
 la
 continuità
 didattica
 non
 può
 essere
 considerata
 criterio
 assoluto,
 ma
va
rapportata
al
criterio
prioritario
del
buon
andamento
scolastico
e
alle
richieste
per‐ sonali
dei
docenti.
Nel
riferirsi
al
criterio
di
continuità
il
D.
S.
valuterà
le
competenze
pro‐ fessionali
del
docente

e
le
condizioni
di
compatibilità
ambientale
(con
specifico
riferimento
 al
rapporto
alunni
docenti,
docenti‐docenti,
docenti‐genitori).


Attitudini
e
competenze
particolari
dei
docenti.



Disponibilità
dei
docenti
per
specifiche
attività.




 
 


41


LINEE PEDAGOGICHE DI RIFERIMENTO PER L’ISTITUTO  In
riferimento
alla
normativa
ministeriale
vigente
relativa
al
testo
delle
Indicazioni per il curricolo  per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione (Agosto
2007),
l’Istituto
pone
al
centro
 del
proprio
progetto
educativo
i
concetti
di
CENTRALITÀ
DELLA
PERSONA,
di
NUOVA
CITTADINAN‐ ZA
e
di
NUOVO
UMANESIMO,
dai
quali
fa
derivare
il
proprio
impianto
organizzativo,
culturale,
pe‐ dagogico
e
didattico.



 



 42


FINALITÀ EDUCATIVE  
 Le
finalità
educative
e
formative
a
cui
tende
l’Istituto
sono:

 


43


ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO  
 Il
curricolo
è
la
sintesi
progettuale
delle
condizioni
pedagogiche,
didattiche
e
organizzative
attuabi‐ li
entro
i
criteri
di
base
stabiliti
a
livello
nazionale
(Nuove
Indicazioni)
ed
europeo
(Conferenza
di
 Lisbona)
e
allo
stesso
tempo
contestualizzate
con
le
effettive
richieste,
esigenze,
strumenti
e
risor‐ se
del
territorio,
degli
enti
locali,
delle
famiglie,
dei
docenti
e
degli
alunni,
ovvero
di
tutta
la
comu‐ nità
educativa.
 L’organizzazione
dell’Istituto
è
progettata
in
termini
di
progressione
nello
sviluppo
della
persona,
 nelle
 conoscenze
 e
 nelle
 competenze
 acquisibili
 dagli
 alunni,
 in
 una
 prospettiva
 verticale
 dell’insegnamento,
dalla
scuola
dell’infanzia,
attraverso
la
scuola
primaria,
fino
a
giungere
al
ter‐ mine
della
scuola
secondaria
di
primo
grado.
 
 I
criteri
di
riferimento
comuni
che
il
Collegio
si
è
dato
sono
i
seguenti:
 
 ‐ Collegamento
forte
e
coerente
tra
le
scelte
educative
e

metodologiche
individuate
nel
POF
 e
la
programmazione
di
classe
e
sezione.
 ‐ Impegno
comune
dei
docenti
nel
rendere
essenziali
i
contenuti,
considerati
non
come
ac‐ cumulo
di
informazioni
ma
come
veicoli
indispensabili
per
la
formazione
di
strumenti
con‐ cettuali
(prima
a
un
livello
operativo
–
concreto,
poi
sempre
più
strutturato)
finalizzati
alla
 riflessione,
all’organizzazione,
all’agire
ed
interagire
nei
diversi
contesti.
 ‐ Attenzione
nel
diversificare
le
metodologie
didattiche
in
base
alle
singole
modalità
di
ap‐ prendimento
e
ai
diversi
stili
cognitivi,
affinché
a
ciascuno
sia
garantito
il
successo
formati‐ vo.
 ‐ Progettazione
dell’attività
didattica
tenendo
presenti:
 ‐ i
traguardi
stabiliti
al
termine
di
ogni
ordine
di
scuola,
a
livello
ministeriale,
per
lo

svi‐ luppo
delle
competenze
e
gli
obiettivi
di
apprendimento;
 ‐ le
 attività
 educative
 e
 didattiche,
 i
 metodi
 e
 le
 soluzioni
 organizzative
 necessarie
 per
 concretizzare
gli
obiettivi
di
apprendimento;
 ‐ le
 modalità
 con
 cui
 verificare
 il
 conseguimento
 di
 tali
 obiettivi
 al
 fine
 di
 raggiungere
 i
 traguardi.
 
 ATTIVITÀ
ALTERNATIVE
ALL'INSEGNAMENTO
DELLA
RELIGIONE
CATTOLICA:
 
 Le
attività
alternative
all’insegnamento
della
religione
cattolica
nelle
scuole
dell’Istituto
Compren‐ sivo
sono
organizzate
secondo
il
seguente
criterio.
 Gli
 alunni
 che
 non
 fruiscono
 dell’IRC
 possono
 partecipare
 ad
 attività
 didattiche
 organizzate
 per
 gruppi
di
alunni
anche
appartenenti
a
classi
diverse
o
che
si
svolgono
in
altre
classi
sulla
base
di
un
 progetto
educativo
predisposto
dai
docenti
del
plesso
e
che
viene
portato
a
conoscenza
dei
geni‐ tori
interessati
nella
prima
assemblea
di
classe.
Inoltre
è
consentito
per
questi
alunni,
compatibil‐ mente
con
l’orario
delle
lezioni
e
su
richiesta
della
famiglia,
l’ingresso
posticipato
o
l’uscita
antici‐ pata.


44


ORGANIZZAZIONE DEL CURRICOLO A LIVELLO OPERATIVO  
 Il
curricolo
si
articola
attraverso
i
campi di esperienza
nella
scuola
dell’infanzia
e
attraverso
le
di‐ scipline
e
le
aree disciplinari
nella
scuola
del
primo
ciclo.
 


45


DETTAGLIO
ORGANIZZATIVO
DEL
MONTE
ORARIO
SCUOLE
PRIMO
CICLO
 SCUOLA
PRIMARIA
 



 Lingua
italiana
 Matematica
 Lingua
inglese
 Storia
 Geografia
 Scienze
 Tecnologia
e
informatica
 Musica
 Arte
e
immagine
 Scienze
motorie
 Religione/Attività
alternative
 Laboratorio
 Totale
 Mensa
tempo
prolungato
 Dopomensa
tempo
prolungato
 
 
 
 SCUOLA
SECONDARIA
DI
PRIMO
GRADO


I


II


III


IV


V


classe


classe


classe


classe


classe


9
 6
 1
 1
 1
 2
 1
 1
 1
 2
 2
 3
 30
 1
 1


9
 6
 2
 1
 1
 2
 1
 1
 1
 1
 2
 3
 30
 1
 1


8
 7
 3
 2
 1
 1
 1
 1
 1
 1
 2
 2
 30
 1
 1


8
 7
 3
 2
 1
 1
 1
 1
 1
 1
 2
 2
 30
 1
 1


8
 7
 3
 2
 1
 1
 1
 1
 1
 1
 2
 2
 30
 1
 1


I

II

III
 classi
 6
 4
 3
 2
 2
 1
 2
 2
 2
 2
 2
 1
 1
 30
 1
 3
+
3


Lingua
italiana
 Matematica
 Prima
lingua
(inglese)
 Seconda
lingua
(francese
o
spagnolo)
 Storia,
cittadinanza
e
costituzione
 Geografia
 Scienze
 Tecnologia
e
informatica
 Musica
 Arte
e
immagine
 Scienze
motorie
 Religione/Attività
alternative
 Approfondimento
italiano
 TOTALE
 Mensa
tempo
prolungato
 Laboratori
tempo
prolungato
 46


TIPOLOGIA DELLE ATTIVITÀ DIDATTICHE PROPOSTE  
 Ad
una
progettazione
didattica
organizzata
per
classi
ed
importata
in
modo
tradizionale
secondo
 lo
schema
della
lezione
frontale
il
Collegio
Docenti
propone,
in
alternativa,
un’articolazione
di
atti‐ vità
diverse
per
potenziare
la
diversità
delle
intelligenze
e
la
molteplicità
dei
modi
di
apprendere
e
 degli
stili
cognitivi.
 


47


METODOLOGIE  
 La
metodologia
didattica
che
il
Collegio
Docenti
propone
per
promuovere
l’apprendimento
unita‐ rio
dell’alunno
è
così
articolata:
 


Qualsiasi
altra
forma
di
mediazione
didattica
è,
non
solo
consentita,
ma
rientra
nella
libertà
di
in‐ segnamento
del
profilo
professionale
del
docente.  48


METODOLOGIA
LABORATORIALE
 
 Il
laboratorio,
inteso
non
solo
come
utilizzo
di
spazi
funzionali
ad
attività
pratiche,
ma
come
vera
e
 propria
modalità
di
lavoro
progettata
e
realizzata
con
i
bambini
nell’ambito
delle
discipline
currico‐ lari,
rappresenta
una
delle
metodologie
didattiche
da
preferirsi.
 Le
 Indicazioni  Nazionali  per  il  curricolo,
 in
 questo
 senso
 sottolineano
 la
 necessità
 di
 sviluppare
 il
 senso
dell’esperienza
a
partire
dalla
scuola
dell’infanzia.
Il
fare
concretamente
“… promuove il sen‐ so di responsabilità che si traduce nel far bene il proprio lavoro e nel portarlo a termine, nell’avere  cura di sé, degli oggetti, degli ambienti che si frequentano sia naturali che sociali”1.  La
scuola
dell’infanzia
forma
gli
alunni
attraverso
percorsi
strutturati
in
forma
di
laboratorio
attra‐ verso
quella
che
è

la
didattica
organizzata
in
“campi
di
esperienza”.
 La
scuola
primaria
e
quella
secondaria,
oltre
a
coinvolgere
l’allievo
con
modalità
di
lavoro
che
si
 applicano
costantemente
allo
scopo
di
incoraggiare
la
sperimentazione
e
la
progettualità,
il
fare,
 l’agire
pensato,
organizzato
e
condiviso,
propongono
una
serie
di
attività
opzionali
facoltative,
in
 orario
pomeridiano.
 Queste
attività
sono
educative
e
funzionali
al
percorso
di
crescita
del
bambino,
che
assieme
alla
 famiglia
sceglie
di
poter
usufruire
di
un’offerta
formativa
più
amplia.



1


Ministero
della
Pubblica
Istruzione,
Indicazioni
per
il
curricolo,
Roma,
settembre
2007,
op.
cit.
pag.
41
 49


COMPETENZE  
 I
 docenti
 dell’Istituto
 Comprensivo
 “Pian
 del
 Bruscolo”
 adottano
 i
 traguardi
 per
 lo
 sviluppo
 delle
 competenze,
così
come
descritti

nella
vigente
normativa
ministeriale.

 Pertanto
 organizzano
 il
 progetto
 educativo
 e
 formativo,
 che
 si
 delinea
 per
 mezzo
 dei
 campi
 d’esperienza,
delle
discipline
e
dei
raggruppamenti
per
aree
disciplinari,
a
partire
dalle
competen‐ ze
che
devono
essere
raggiunte
in
uscita
dagli
alunni.

 Per
“competenza”
si
indica
“la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità perso‐ nali, sociali, metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o per‐ sonale. La competenza viene individuata in termini di responsabilità e autonomia”2.  
La
padronanza
ad
un
livello
assoluto
e
stabile
della
competenza
non
è
possibile,
è
in
continua
evo‐ luzione.  Poiché
la
competenza
si
possiede
ma
non
la
si
raggiunge
mai
in
pieno,
sono
stati
già
individuati
dal
 Ministero
dei
traguardi
nello
sviluppo
delle
competenze
in
uscita
dalle
scuole
dell’infanzia,
prima‐ ria
e
secondaria
di
primo
grado
che
corrispondono
a
livelli
di
padronanza,
sempre
possibili
di
mi‐ glioramento.
Sulla
base
di
questi
si
imposterà
anche
la
documentazione
relativa
alla
certificazione
 emessa
da
codesto
Istituto
per
gli
alunni
al
termine
della
scuola
secondaria
di
primo
grado.
 Per
ulteriori
e
più
specifici
approfondimenti
si
rimanda
al
testo
“Indicazione per il curricolo, per la  scuola dell’infanzia e per il primo ciclo d’istruzione”,
Roma,
settembre
2007.


2


Nuovo
obbligo
di
istruzione,
Agenzia
nazionale
per
lo
sviluppo
dell’autonomia
scolastica,
Firenze
2007
 50


COMPETENZE TRASVERSALI  
 Il
pieno
sviluppo
della
persona,
inteso
come
costruzione
della
personalità,
di
corrette
e
significati‐ ve
relazioni
con
gli
altri
e
di
una
interazione
positiva
con
la
realtà
sociale
e
ambientale,
presuppone
 l’acquisizione
al
termine
dell’obbligo
scolastico
di
alcune
competenze
chiave
(individuate
a
livello
 europeo
dalla
Conferenza
di
Lisbona).
 
 Imparare
ad
imparare


Organizzare
il
proprio
apprendimento,
individuando,
scegliendo
 ed
utilizzando
varie
fonti
e
varie
modalità
di
informazione
e
di
 formazione


Progettare


Elaborare
e
realizzare
progetti
riguardanti
lo
sviluppo
delle
proprie
 attività
di
studio


Comprendere
messaggi
di
diverso
genere
e
di
complessità
diversa,
 trasmessi
utilizzando
linguaggi
e
supporti,
diversi.
 Comunicare




























































































 
 Rappresentare
eventi,
fenomeni,
concetti,
norme,
procedure
ecc.
 utilizzando
linguaggi
diversi
e
diverse
conoscenze
disciplinari


 Collaborare
e
 partecipare


Interagire
in
gruppo,
valorizzando
le
proprie
e
le
altrui
capacità,
 gestendo
la
conflittualità
e
contribuendo
all’apprendimento
co‐ mune


Agire
in
modo
autonomo
 
 e
responsabile


Sapersi
inserire
in
modo
attivo
e
consapevole
nella
vita
sociale
ri‐ conoscendo
i
limiti,
le
regole,
le
responsabilità


Individuare
collegamenti
 
 e
relazioni


Individuare
e
rappresentare,
elaborando
argomentazioni
coerenti,
 collegamenti
e
relazioni
tra
fenomeni,
eventi
e
concetti
diversi,
in‐ dividuando
analogie
e
differenze,
coerenze
e
incoerenze,
cause
ed
 effetti


Acquisire
ed
interpretare
 
 l’informazione


Acquisire
ed
interpretare
criticamente
l’informazione
ricevuta
nei
 diversi
ambiti
ed
attraverso
diversi
strumenti
comunicativi


51


CRITERI DI VALUTAZIONE STABILITI DAL COLLEGIO DOCENTI  La
valutazione
degli
alunni
avviene
nel
rispetto
delle
indicazioni
ministeriali
ed
in
particolare
del
DPR
n.
122
 del
22
giugno
2009.
 
 La
valutazione
del
percorso
effettuato
dall’alunno,
che
accompagna
i
processi
di
apprendimento,
si
attiene
 ai
seguenti
principi


 ‐ ‐ ‐

Gradualità
(accompagnando
in
itinere
il
processo
di
crescita
e
di
apprendimento)

 Sistematicità
(attuata
come
controllo
regolare
al
termine
di
ogni
argomento
trattato)
 Partecipazione
(conduce
lo
studente
verso
l'autovalutazione,
fondamentale
per
il
suo
orientamen‐ to)


e
si
espleta
attraverso
le
seguenti

modalità:
 
 VALUTAZIONE
 INIZIALE
 (diagnostica):
 accertamento
 dei
 prerequisiti
 mediante
 prove
 di
 ingresso,
 
 osservazioni
 sistematiche
e
controlli
periodici
espressi
con
il
linguaggio
della
classificazione.
Attraverso
queste
prove
si
 valuta
la
situazione
iniziale,
ovvero
le
conoscenze
possedute

all'inizio
del
percorso
di
scuola
primaria
e
di
 scuola
secondaria
di
primo
grado.
Conoscenza
degli
argomenti:
lacune,
imprecisione,
scolasticità
e
appro‐ fondimento.
Capacità
di
analisi
dei
testi:
blocco
(non
conosce
le
forme
e
il
significato/
solo
se
guidato
pas‐ so…passo),
riconosce
in
modo
elementare
e
con
sollecitazioni,
autonomamente
e
con
precisione,
scompo‐ ne
costruzioni
complesse
e
sa
fare
ipotesi
su
elementi
nuovi.
Capacità
logico‐semantiche:
inferenze
sempli‐ ci/elementari,
inferenze
complesse
se
guidati…,
inferenze
autonome
e
ragionamenti
complessi
e
sistemati‐ ci.
Capacità
di
esposizione:
elementare,
con
lessico
impreciso;
dominanza
italofona
o
dialettofona,
urbana,
 rurale;
meccanica
ripetitiva;
risposte
brevi/
termini
appropriati;
ampia,
ma
poco
organizzata;
organica
e
fi‐ nalizzata.

 
 VALUTAZIONE
IN
ITINERE
(formativa):
valuta
il
grado
di
apprendimento
nel
corso
di
un
itinerario
didattico,
per‐ mette
di
prevedere
i
rinforzi
adeguati
alle
difficoltà
riscontrate
oppure
attività
di
potenziamento.
La
valuta‐ zione
 formativa
 è
 quella
 periodica,
 attribuita
 dall’insegnante
 durante
 lo
 svolgimento
 delle
 attività
 pro‐ grammate
ed
ha
lo
scopo
di
misurare
il
grado
di
raggiungimento
degli
obiettivi
prefissati.
Gli
strumenti
uti‐ lizzati
per
la
valutazione
formativa
sono
molteplici,
dipendendo
anche
dall’età
dell’alunno:
 contributi
personali
degli
alunni,
elaborati,
colloqui,..
 esecuzione
di
prove
scritte/grafiche/motorie/musicali/,…
 questionari
 test

 risposte
dal
banco
 interrogazioni
orali
 Tale
valutazione
prevede:
 un
accordo
formativo:
accordo
fra
docenti/alunno/famiglia
in
merito
alle
conoscenze,
competenze
e
capa‐ cità
da
mettere
in
gioco
ai
fini
dei
percorsi
didattico‐educativi
da
affrontare
e
rispettive
valutazioni,
misura‐ tive,
diagnostiche,
formative
e
certificative.
 l’accertamento
dei
cambiamenti,
positivi
o
meno,
conseguiti
dalla
classe
e
dai
singoli
alunni
in
ordine
a
co‐ noscenze,
comprensione
e
applicazione.

 l’accertamento
della
crescita
delle
conoscenze,
delle
abilità
nella
comprensione
e
nell’applicazione
e
la
veri‐ fica
del
conseguimento
delle
capacità
di
analisi
sintesi
e
valutazione.
 All’interno
 del
 piano
 progettuale
 ogni
 singolo
 docente
 dovrà
 indicare
 sia
 gli
 strumenti
 da
 utilizzare,
 sia
 i
 modi
e
i
tempi
di
tale
utilizzazione
che
devono
essere
coerenti
con
quelli
dell'azione
didattica.
 
 VALUTAZIONE
FINALE
 La
 valutazione
 sommativa
 è
 quella
 che,
 su
 proposta
 di
 ciascun
 docente,
 è
 attribuita
 in
 sede
 di
 scrutinio
 quadrimestrale
e
finale.
Si
configura
come
il
risultato
di
un
processo
continuo
d’accertamento
e
di
ricono‐ scimento
 di
 un
 percorso
 
 di
 crescita
 del
 quale
 è
 guidato
 ad
 assumere
 consapevolezza
 lo
 stesso
 studente
 (deve
essere
esplicito
e
chiaro
a
ogni
studente
che
cosa
si
misura,
quando
si
misura
e
perché
si
misura,
il
 52


risultato
di
ogni
prova
deve
essere
chiaramente
e
regolarmente
comunicato
ad
ogni
diretto
interessato
per
 permettere
all'alunno
di
prendere
coscienza
del
proprio
rendimento
scolastico,
dei
progressi,
dei
propri
li‐ miti
e
delle
proprie
difficoltà).
Si
esprime
in
decimi
e,
nella
scuola
primaria
è
illustrata
con
giudizio
analitico
 su
livello
globale
di
maturazione
raggiunto
(DL
137/08).
Valuta
i
risultati
dopo
vari
itinerari
didattici,
tenen‐ do
conto:
 1. dell’analisi
dei
livelli
di
partenza
di
ciascun
alunno,
dei
percorsi
compiuti,
dei
progressi
e
dei
livelli
 finali
raggiunti;
 2. della
frequenza
assidua
delle
lezioni
(obbligo,
in
caso
di
assenza,
di
aggiornarsi
autonomamente,
at‐ traverso
i
compagni,
sull’andamento
delle
lezioni
e
dei
compiti
assegnati);
 3. della
partecipazione
attenta
e
attiva
alle
lezioni
(studio
delle
lezioni,
esecuzione
dei
compiti,
cura
e
 riordino
del
lavoro
fatto
in
classe);
 4. della
condivisione
e
rispetto
dell’accordo
formativo;
 5. della
misurazione
delle
performance
quotidiane,
o
dei
risultati
raggiunti
dopo
un
modulo,
dopo
un
 ciclo
di
lezione,
mediante
la
scala
dei
valori
numerici
ed
estimativi
(raggiungimento
degli
obiettivi
 verificati
 con
 prove
 scritte/orali/pratiche,
 esiti
 ricavabili
 dai
 registri
 personali
 dei
 docenti
 relativa‐ mente
a
risultati
conseguiti
in
ciascuna
disciplina);

 6. del
raggiungimento
degli
obiettivi
formativi
trasversali;
 7. dell’interesse
ed
impegno
mostrati;
 8. dell’esito
delle
attività
scolastiche
attivate
quali
corsi
di
recupero
e
potenziamento;
 9. dell’analisi
 di
 situazioni
 extrascolastiche
 che
 possono
 aver
 influito
 sul
 processo
 di
 apprendimento
 (condizioni
socio‐familiari,
condizioni
di
salute,
...)
e,
nel
caso
di
insufficienze
in
una
o
più
discipline
 del
processo
globale
di
crescita
in
relazione
al
percorso
scolastico
e
della
possibilità
di
raggiungere
 gli
obiettivi
nel
corso
del
successivo
anno
scolastico.
 La
valutazione
deve
sempre
avvenire
tenendo
conto
della
crescita
e
dello
sviluppo
umano,
culturale
e
civile
 degli
alunni.
Ogni
deliberazione
di
scrutinio
deve
avere
finalità
esclusivamente
educative
e
formative.
Ogni
 docente
si
assume
la
piena
responsabilità
delle
informazioni
che
offre
al
Consiglio
di
classe
e
all'Interclasse
 per
lo
scrutinio.
 Per
la
scuola
secondaria,
come
da
normativa
vigente,
l'ammissione
alla
classe
successiva
sarà
subordinata
 alla
frequenza
scolastica
che
non
dovrà
essere
inferiore
ai
3/4
del
curricolo.
Deroghe
al
suddetto
limite
so‐ no
previste
in
caso
di:

 ‐ Malattia
certificata.
 ‐ Problemi
di
tipo
ambientale
e/o
familiare
particolarmente
importanti.

 ‐ Inserimenti
in
corso
d'anno
per
alunni
stranieri

 
 Lo
strumento
finale
di
comunicazione
del
processo
valutativo
è
il
 DOCUMENTO
DI
VALUTAZIONE,
consegnato
ai
 genitori
nei
mesi
di
febbraio
e
giugno
ed
integrato
e
preceduto
da
colloqui
individuali.
 
 LA
VALUTAZIONE
DEL
COMPORTAMENTO
 La
valutazione
del
comportamento
degli
alunni,
ai
sensi
degli
articoli
8,
comma
1,
e
11,
comma
2,
del
decre‐ to
legislativo
n.
59
del
2004,
e
successive
modificazioni,
e
dell'articolo
2
del
decreto‐legge,
è
espressa:
 a)
nella
scuola
primaria
dal
docente,
ovvero
collegialmente
dai
docenti
contitolari
della
classe,
attraverso
 un
giudizio,
formulato
secondo
le
modalità
deliberate
dal
collegio
dei
docenti,
riportato
nel
documento
di
 valutazione;
 b)
nella
scuola
secondaria
di
primo
grado,
con
voto
numerico
espresso
collegialmente
in
decimi
ai
sensi
del‐ l'articolo
2
del
decreto‐legge;
il
voto
numerico
è
illustrato
con
specifica
nota
e
riportato
anche
in
lettere
nel
 documento
di
valutazione.
 
 LA
VALUTAZIONE
DEL
RENDIMENTO
SCOLASTICO
(APPRENDIMENTI)
 La
valutazione
periodica
ed
annuale
degli
apprendimenti
degli
alunni
e
la
certificazione
delle
competenze
 acquisite
si
esprime
in
decimi
e,
nella
scuola
primaria

è
illustrata
con
giudizio
analitico
su
livello
globale
di
 maturazione
raggiunto.
(art
3
DL
137/08).
 Il
Collegio
Docenti
dell’Istituto
si
è
espresso
consigliando
al
corpo
docente
di
limitare
la
valutazione
negati‐ va
al
voto
di
“4”,
ritenendolo
già
molto
negativo.


53


MISURAZIONE
 Controllo
dell'apprendimento,
in
riferimento
a
determinate
prestazioni
conoscitive,
espresso
con
il
linguag‐ gio
dei
voti
e
dei
giudizi
analitici,
secondo
i
livelli
di
cui
sopra.
 L'equipe
 pedagogica,
 delibera
 in
 modo
 strettamente
 individuale,
 singolarmente
 per
 ciascun
 alunno,
 l'am‐ missione
o
la
non
ammissione
alla
classe
/periodo
successivo.
In
caso
di
esito
positivo,
pur
in
presenza
di
 una/alcune
insufficienze,
fornirà
indicazioni
per
il
recupero
delle
carenze.
In
caso
di
esito
negativo
fornirà
 tutte
le
informazioni
necessarie
che
la
famiglia
vorrà
richiedere.

 L'ammissione
o
la
non
ammissione
viene
deliberata
all'unanimità
per
gli
alunni
di
scuola
primaria
ed
a
mag‐ gioranza
per
gli
alunni
di
scuola
secondaria.

 
 STRUMENTI
DELLA
MISURAZIONE
 Le
tecniche
di
misurazione
non
possono
essere
limitate
alle
prove
orali
e
scritte
tradizionali,
le
quali
rara‐ mente
consentono
una
valutazione
completa,
globale,
ma
devono
includere
altri
strumenti
quali
l'osserva‐ zione,
i
colloqui,
i
questionari,
i
rapporti
e
le
relazioni,
i
campioni
di
lavoro
degli
alunni.
   I
TEMPI
DELLE
MISURAZIONI
 Le
misurazioni
non
possono
essere
limitate
a
quelle
con
cadenza
amministrativa,
trimestra‐ le/quadrimestrale,
o
in
giorni
di
stretta
programmazione,
o
alla
fine
dell’anno
scolastico,
ma
devono
essere
 svolte
in
modo
sistematico,
in
itinere,
visto
che
le
stesse,
tra
l'altro,
costituiscono
indici
utili
a
tenere
sotto
 controllo
tutte
le
variabili
del
processo
didattico
‐
educativo.
 Per
gli
alunni
della
classe
terza
di
scuola
secondaria,
in
sede
di
scrutinio
del
secondo
quadrimestre,
viene
 decisa
l'ammissione
o
la
non
ammissione
all'esame
conclusivo
del
primo
ciclo
di
istruzione,
formulando
un
 giudizio
di
idoneità
o,
in
caso
negativo,
un
giudizio
di
non
ammissione
all'esame.
In
tale
contesto
il
Consiglio
 di
classe
terrà
conto:

 ‐ della
valutazione
sommativa
disciplinare;
 ‐ del
percorso
effettuato;
 ‐ delle
abilità
e
delle
competenze
acquisite;
 ‐ del
grado
di
maturità
raggiunto.
 Pur
in
presenza
di
una
o
più
valutazioni
disciplinari
negative,
l'alunno
può
essere
ammesso
a
sostenere
l'e‐ same
conclusivo
del
primo
ciclo
quando
il
Consiglio
ravvisi
che
lo
studente
abbia
effettuato
un
percorso
po‐ sitivo,
dimostrando
impegno
e
il
raggiungimento
degli
obiettivi
formativi,
ed
abbia
fatto
registrare
comun‐ que
dei
miglioramenti
disciplinari
che
lo
rendano
idoneo
a
sostenere
l'esame
di
stato.

 
 In
riferimento
alla
scuola
dell'Infanzia,
è
prevista
una
valutazione
degli
obiettivi
di
apprendimento,
che
vie‐ ne
trasmessa
ai
docenti
accoglienti
nel
passaggio
alla
scuola
Primaria.

 In
tale
contesto
sono
presi
in
considerazione
aspetti
relativi
a:

 ‐ il
sé
e
l'altro;
 ‐ il
corpo
in
movimento;
 ‐ linguaggi,
creatività,
espressione;
 ‐ i
discorsi
e
le
parole;
 ‐ la
conoscenza
del
mondo.



54


PROGETTI  
 L’intera
azione
progettuale
dell’Istituto
è
stata
suddivisa
in
sei
grandi
macroaree
in
modo
da
ren‐ dere
maggiormente
omogenea
la
progettazione
stessa
e
da
operare
una
razionale
e
funzionale
di‐ stribuzione
delle
risorse.
 ‐ Integrazione
e
Dimensione
Interculturale:
 Macroarea
comprendente
tutti
i
progetti
finalizzati
a
promuovere
il
benessere
a
scuola
di
tutti
gli
 alunni,
in
modo
particolare
di
quelli
di
recente
immigrazione,
di
nuovo
inserimento,
con
disagio
e
 diversamente
abili.
 ‐ Accoglienza,
Continuità
e
Orientamento:
 Macroarea
 comprendente
 tutti
 i
 progetti
 finalizzati
 a
 favorire
 un
 positivo
 inserimento
 di
 tutti
 gli
 alunni
nelle
scuole
e
a
costruire
rapporti
di
collaborazione
con
le
famiglie
attraverso
dei
momenti
 di
festa.
Inoltre
si
vuole
promuovere
il
rapporto
di
continuità
didattica
tra
la
scuola
dell’infanzia,
la
 scuola

primaria
e
la
scuola
secondaria
di
primo
grado
e
tra
questa
e
la
scuola
secondaria
di
secon‐ do
grado,
e

fornire
le
informazioni
e
gli
strumenti
necessari
per
scelte
consapevoli
riguardanti
il
 futuro
immediato
e
non
degli
alunni.
 ‐ Arricchimento
Linguistico
e
Culturale:
 Macroarea
comprendente
tutti
i
progetti
finalizzati
a
fornire
agli
alunni
conoscenze
e
abilità,
com‐ pletando,
 integrando,
 arricchendo
 quanto
 offerto
 dalla
 didattica
 curricolare,
 con
 particolare
 ri‐ guardo
all’educazione
linguistica.
 ‐ Benessere
e
ambiente:
 Macroarea
comprendente
tutti
i
progetti
finalizzati
a
fornire
agli
alunni
conoscenze
e
abilità,
com‐ pletando,
 integrando,
 arricchendo
 quanto
 offerto
 dalla
 didattica
 curricolare,
 con
 particolare
 ri‐ guardo
all’ambiente.
 ‐ Formazione:
 Macroarea
comprendente
il
Piano
di
Formazione
del
personale
dell’Istituto,
in
accordo
con
quanto
 previsto
dai
requisiti
DAFORM
dell’accreditamento
presso
la
Regione
Marche.
 ‐ Infrastrutture
tecnologiche:
 Macroarea

riguardante
tutto
il
materiale
informatico
hardware
e
software,

arredi,
acquisizione
di
 knowhow,
strumenti
video
e
audio,
che
consentano
all’Istituto
di
rimanere
aggiornato
sulle
nuove
 tecnologie
e
di
garantire
al
proprio
personale
una
didattica
efficace.
 
 La
valutazione
dei
progetti
avviene
in
base
a
criteri
stabiliti
dalla
Commissione
POF
ed
approvati
 dal
Collegio
Docenti:
 1. Progetti
che
caratterizzano
l’istituto
 2. Progetti
che
hanno
un’elevata
ricaduta
sull’utenza
 3. Progetti
già
avviati
e
in
fase
di
conclusione
 4. Progetti
istituzionali
 5. Progetti
di
collaborazione
con
Enti
ed
Istituzioni
 6. Progetti
che
hanno
un
costo
contenuto
rispetto
al
F.I.S.
e
che
nel
loro
complesso
riguarda‐ no
tutta
la
scuola:
progetti
Cea,
progetti
con
soli
costi
per
responsabile
e
simili.
 
 55


P.O.F