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Duecent o Storia di una Famiglia

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Nostro padre, amava raccontare una favola di Esopo. Sia quando eravamo bambine ma, ancora di più quando siamo diventate adulte: “ciascun uomo porta due bisacce, una davanti, l'altra dietro. E ciascuna delle due è piena di difetti, ma quella davanti è piena dei difetti altrui, quella dietro dei difetti dello stesso che la porta. E per questo gli uomini non vedono i difetti che vengono da loro stessi, mentre vedono assai perfettamente quelli altrui”. A nostro padre, la nostra stella.


INTRODUZIONE La storia della nostra famiglia è quella di una famiglia come tante altre: gli intrecci immancabili con la storia, il radicamento al territorio, alle tradizioni, alla terra e alla cucina, i valori di unità, sacrificio e dedizione, la passione per la terra e i suoi frutti. La passione per un prodotto che, nei secoli, è cresciuto e si è perfezionato grazie a chi ha sapientemente saputo lavorarlo e caparbiamente desiderato migliorarlo e affinarlo. Gente genuina e operosa, gente come tanti in Italia che ha fatto veramente la storia del Paese. Perché al di là degli imperatori, dei Papi e dei politici, l’Italia è stata fatta dalla volontà e dalla passione di un popolo determinato, dall'unione delle tante singole tenaci volontà delle piccole grandi famiglie che possono vantare una piccola, grande storia. Raccontiamo la nostra storia, per celebrare il valore della famiglia. Nel 1814 quando il nostro antenato si è insediato a Castrignano è iniziata anche la nostra attività imprenditoriale. Abbiamo pensato di celebrare l'anniversario, in onore dei nostri genitori, nonni e bisnonni. In particolare i nostri genitori: straordinari, laboriosi, intelligenti, generosi. Hanno dedicato a noi la loro vita, tramandandoci il valore dell'onestà intellettuale e della famiglia, che è condividere le gioie che la vita ha in serbo e affrontare uniti le difficoltà. Ci hanno rese libere insegnandoci a pensare autonomamente e, ci hanno spiegato che sarebbe stato con la determinazione e lo spirito di sacrificio che avremmo potuto realizzare i nostri obbiettivi. Nostra madre, solare, estroversa, determinata, ci ha insegnato l'importanza di affrontare la vita vedendo il lato positivo delle cose e assecondando gli aspetti negativi. Ci ha trasmesso la gioia di vivere, non smettendo mai di meravigliarsi davanti ad un prato fiorito o ai bagliori rosati dell'aurora. Nostro padre, innamorato della sua terra, ci ha trasmesso l'amore per le nostre radici, un amore che non si può realizzare se non si ha la conoscenza del territorio e della storia semplice, della gente comune. Ci ha insegnato che è solo facendo tesoro dell'esperienza di chi ci ha preceduto che si può vedere il futuro. Con questo bagaglio di ricchezze ci hanno preparate ad affrontare il mondo. Un patrimonio che nessuno ci potrà sottrarre. Michela, Francesca, Daniela


IL FUMETTO Una favola a fumetti ci è sembrato il modo migliore per celebrare il bicentenario. Il modo per imprimere su carta le emozioni e tradurre in immagini il nostro pensiero. La bellezza di una favola dipende dalla fantasia e dall’abilità di chi la scrive e di chi la racconta. Ma le favole più suggestive sono quelle dove illusione e realtà si intrecciano. L’obbiettivo era creare qualcosa di emozionante, che esprimesse l’importanza dell’appartenenza. Abbiamo pensato che solo chi condivide antenati comuni poteva aiutarci. Ci siamo così rivolte a nostro cugino, Roberto Meli, illustratore professionista che insieme allo sceneggiatore Marcello Cavalli, ha permesso di imprimere su carta il nostro progetto, di tradurre in immagini il nostro pensiero. La figura di nostro padre, Aufrodisio “Afro” Conti, guida il lettore. Attraverso la sua immagine abbiamo raccontato della dedizione, che dimora nei piccoli gesti e cure che ogni giorno esprimono l’amore costante e la fedeltà infinita per la famiglia, per la propria terra, per il lavoro. Offrire se stessi con generosa sollecitudine per raggiungere l’obbiettivo. Abbiamo descritto la fatica. Uomini e donne, con i volti solcati dal tempo che, senza sosta, hanno lavorato alla ricerca della perfezione. Il profondo legame con il territorio, che con la propria dimensione culturale ha dato luogo ad un microcosmo nel quale le vicende si potessero svolgere così come le conosciamo. Il tempo, espressione stessa della vita, nella fantasia della nostra storia dura un attimo. In diciassette tavole si delinea un percorso fantastico che attraversa 2.200 anni di storia locale: dai Galli a Piermaria Rossi, da Benedetto Antelami a Giuseppe Verdi, dalle Guerre Mondiali al giorno d’oggi.


circa 183 a.c. le armate romane di tito livio cacciano gli ultimi galli boi dalle vallate circostanti la colonia di parma.

la cultura dei boi sta abbandonando queste terre

... ma qualcosa, in qualcuno, forse resterĂ ...


773 d.c. - le armate di carlo magno sconfiggono i longobardi presso pavia.

per il tuo coraggio e per il tuo eroismo, con questa spada io ti elevo al rango di comes senza feudo...

... sarai conte, avrai denari e terreni presso parma...

... lungo il corso del fiume baganza...

... hai dato la vita per la mia terra...


... possa la terra darti la vita!

casa conti meta’ del xv secolo

e’ buono lo stufato della mamma, vero?


se il raccolto andrĂ bene voglio comprare delle pecore per vendere la lana.

brava signora conti, cosÏ avremo anche brache calde per l’inverno...

ma che sta...?

queste terre saranno di piermaria rossi!

Mai! spettano a noi pallavicino!


ora la vedrete!

questa terra è mia! non vostra!

no! quel tempo è finito...

resta vivo per la tua e per la mia gente.

inizi del xvi secolo: pieno rinascimento anche per la famiglia conti.


accidenti! e questo cos’è?

pater noster qui es in caelis...

signore! cosa è questa luce? non può essere un incendio non c’è fumo...

SANCTIFICETUR NOMEN TUUM...

adveniat regnum tuum fiat voluntas tua, sicut in caeLo, et in terra, panem nostrum cotidianum da Nobis hodie.

et dimitte nobis dèbita nostra sicut et nos dimittimus debitoribus nostris


et ne nos indĂšcas in tentationem

sed libera nos a malo

conti, il tuo destino non è quello di finire qui...

ma... tu...

chi sei? ...!


INIZIO XIXsecolo SECOLO. inizio xix

se vogliamo crescere abbiamo bisogno di spazi più grandi...

“mi hanno detto di un posto dietro la collina dove arriva l’aria del mare...”

“... è nella valle della parma e si chiama...

... castrignano”

ma... che diamine?!

“ci troveremo bene... è anche un buon posto per allevare maiali...”


qualcosa non va? tutto a posto... per un attimo m’era parso... niente... niente...

gran bel posto babbo... pieno di querce per i nostri maiali... è stato un bel viaggio, ma ora diamoci da fare!


i conti entrano nel vivo della norcineria.

l’uccisione del maiale, uno dei momenti più solenni dell’anno.

un sacrificio quasi rituale che dà la vita a una famiglia intera.

un sacrificio nel quale nulla andrà sprecato.

le carni vengono separate e selezionate diligentemente.

si iniziano a confezionare i salami col sottospalla e a rifilare le pregiate cosce di prosciutto.

i prosciutti vengono salati prima di essere lasciati per un pò “a riposo”.

dopo una prima asciugatura la parte scoperta della coscia viene protetta dalla “sugna”.

poi si lascia che il tempo l’aria del mare e la cura dei conti compiano il miracolo.

due ANNI anni dopo... DUE DOPO...

finalmente è arrivato il momento.

mi raccomando babbo, tornate carico di lire del ducato!


vendere prosciutti... un nuovo mestiere... chissà se durerà...

i documenti per il mercato sono in ordine, speriamo di fare buoni affari...

... SEGNO! quella scultura! Stanno facendo salumi!!!

madonna santa! chissà se questa dei prosciutti sarà una buona idea...

questa nuova duchessa ha fatto costruire proprio un bel mercato.

... ti prego dammi un...

non ci vorrà molto prima che arrivino i primi clienti

è lui! sta arrivando!

...

?!


ecco! finalmente il profumo che cercavo! m-maestro?

lo producete voi questo capolavoro? sì maestro! io e la mia famiglia.

la giornata è andata benissimo... dopo verdi ho venduto tutto in un baleno.

sono contadino anche io, lo riconosco quando una cosa è fatta con amore.

questo deve essere lui...

si sente che è uno che sa mangiare bene.

“oh signore dal tetto natio ci chiamasti con santa promessa, noi siam corsi all’invito d’un pio, giubilando per l’aspro sentier


1850, da quella prima vendita il prosciuttificio conti iniziò a crescere

1915 per tutto il secolo

1880, e continuò a farlo...

oggi c’è la brezza ideale che arriva dal mare... già, l’aria della val parma è uno dei nostri segreti!

una lettera per lei Dal distretto. per me? e da dove?

distretto militare...

in nome del re...

chiamata alle armi...


dopo la battaglia di caporetto.

viene da casa! è un miracolo che abbia superato le perquisizioni del furiere.

con questa arma segreta vedrai che la guerra la vinciamo!

conti! c’è un pacco per conti!

siano lodati i miei! tre giorni che non mangio...

la prima metà del secolo è sfregiata da guerre e tribolazioni, ma i conti non si sono mai arresi.

sempre pronti a ricominciare... là...

ora più che mai... all’attacco!


sorgerà là, in mezzo al campo...

1968

allora conti, vediamo un po’...

benone conti...

il suo è autentico...

ad un primo controllo direi che ci siamo...

prosciutto crudo di parma!

la storia del prosciutto è lunga e complessa come la sua lavorazione:


la rifilatura per conferire, tra le altre cose, la forma tondeggiante...

i delicati e ripetuti processi di salagione e riposo, unici per ogni singola coscia trattata...

la lavatura e l’asciugatura per rimuovere i cristalli di sale in eccesso

la pre-stagionatura, dove un sapiente dosaggio dell’aria della val parma compie miracoli.

la sugnatura, che protegge la parte esposta senza cotenna ed evita che il muscolo asciughi troppo.

e la stagionatura, durante la quale il microclima della zona d’origine porta a maturazione il prosciutto

solo dopo un lungo riposo e accurati controlli, grazie al secolare lavoro dei conti.


oggi, come duemila anni fa...

posso portare questo dono della mia gente fino alle vostre tavole


L’ALBERO GENEALOGICO “Sono le 5.30 di un mattino di primavera, tutto solo nella stalla, mi viene da pensare a mio padre e a mia madre e il mio pensiero si allunga in modo particolare a mio nonno Giuseppe (1861-1949), che stimavo molto. Da questi pensieri mi venne l’idea di vedere chi erano questi Conti e da dove venivano. In una parola come stavano le cose di famiglia!”. Inizia così lo straordinario lavoro di ricerca compiuto da Antonio Conti nel 1979, che ha permesso di costruire un albero genealogico “lungo” trecento anni, che colloca nel tempo undici generazioni della famiglia Conti. Un percorso a ritroso, per raccogliere informazioni negli archivi parrocchiali di Castrignano e di Ramiano e nei Registri di Stato civile del Comune di Calestano.


c a Francesco Domeni Giacomi t a Gi1737-1812 useppe Margheri Brusoni 1739-1799

Gi u di t a Sant e 1754-1838 Bollet i 1754-1854 Teresa Ri n al d o 1759-1865 Aldigeri n i a Gi1830-1919 ovanni MariGhiarErmi ardini Delina 1857-1902

Gi1861-1949 useppe Aufrodisio Marcellina Ermel inda 1866-1946 Mont a l i 1863-1864 Mari a El i s a 1869-1965 1858-1929

Francesco Margheri t a Isi 1890-1964 1899-1964 Pietro 1895-1917 Pietro Anna Maria Gi1891-1891 uliet a 1887-1887 Assunt a Teresa 1897-1980 1886-1928 Maria 1905-1980 Lino 1888-1942 Margheri ta 1900-1958 Luigiaali Gi1920-1994 ovanni Mont Marcel lina 1921 1922-1986 ziana Cl audio Ti1962 1944-2009 Mari a ngel a Auf r odi s i o Margheri t a Sim1955onini Mari 1949-2013 a 1953 1956 Mi1986chela Dani ela Francesca 1979 1978 Davi de Gi2015 acomo 2011


Note

biografiche degli autori

Rob “Dakar” Meli, classe 1974, ha studiato all'Istituto d'arte P. Toschi di Parma e successivamente all’Accademia di belle arti di Bologna, sezione pittura. Coltiva da autodidatta la passione per l'illustrazione e per il fumetto e fa esperienza di studio in Inghilterra e al ritorno inizia a lavorare per varie realtà editoriali italiane come La Gazzetta di Parma, Sonzogno, CarteScoperte, Unimedia Group, MUP editore, Milano e Panini sezione sportiva, fino ad approdare alla RAI come disegnatore nella trasmissione quotidiana Uno Mattina. Attualmente lavora come disegnatore di fumetti per la Bonelli editore nella collana di fantascienza Nathan Never, per la ReNoir comics nella serie Don Camillo a fumetti, e per la Glenat-Fayard (Francia) con cui collabora ad una collana di biografie di grandi personaggi della storia (nello specifico Saladino) ed insegna discipline grafiche e pittoriche presso il liceo artistico di Mantova. Vive e lavora a Parma. Marcello Cavalli, laureato in Conservazione dei Beni Culturali, dal 1999 ha lavorato nella grafica pubblicitaria e nel marketing e oggi lavora come content director in social media marketing e docente di comunicazione, scrittura creativa e social media marketing. Dopo il successo ottenuto nel 2001 al concorso letterario nazionale “Ricercare”, con “I Miei Ragguardevoli Sabati Sera”, è iniziata una collaborazione con la Panini Comics e con Leonardo Ortolani (autore del celebre fumetto “Rat-Man”). Dal 2002 ad oggi, infatti, la Panini pubblica sul bimestrale “Rat-Man” i racconti umoristici: "I Miei Ragguardevoli Sabati Sera” ed “Esopo reloaded” scritti in collaborazione con Michele Ampollini. Nel 2004 realizza la sceneggiatura per la storia a fumetti intitolata “Senzappello”, basata sul personaggio “Rat-Man” di Leonardo Ortolani e pubblicata sul numero 48 dell’omonima rivista a fumetti. Nel 2004-2005 realizza assieme a Michele Ampollini e Leonardo Ortolani le sceneggiature dei 52 episodi della serie animata “Rat-Man”, basata sul personaggio di Leonardo Ortolani e prodotta da Rai fiction. Dal 2006 realizza sceneggiature per alcuni cortometraggi andati in onda sulla rete satellitare SKY e un lungometraggio dal titolo “Felino”, premiato al Salento film festival. Seguono le sceneggiature per alcuni episodi delle sketch-com “Camera Cafè” e “Piloti”, rispettivamente per Mediaset e RAI. Nel 2011-2012 è sceneggiatore, produttore esecutivo e regista della serie a cartoni animati “Ronaldinho Gaucho’s Team” riguardante le avventure giovanili del grande campione di calcio e in onda sul canale RAI Yo Yo e diverse emittenti straniere su tre continenti. Nel 2011 pubblica il suo primo romanzo autoprodotto dal titolo “D10”, che ha oggi trasposto in un lungometraggio.


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