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Mensile dell’Oratorio Salesiano di Bova Marina

Anno II, numero 8 - Gennaio 2011

li guida… a ll te S a n U era Luce! v la n a c r e c ce nella sua lu

I Re Magi dimenticati (Bruno Ferrero) I ragazzi dell'Oratorio di Santa Maria avevano preparato una recita sul mistero del Natale. Avevano scritto le battute degli angeli, dei pastori, di Maria e di Giuseppe. C'era persino una particina per il bue e l'asino. Ma quando suor Renata vide le prove dello spettacolo sbottò: "Avete dimenticato i Re Magi!". Enzo il regista si mise le mani nei capelli, mancava un solo giorno alla rappresentazione. Dove trovare i tre Re Magi così sui due piedi? Fu Don Pasquale a trovare la soluzione. "Cerchiamo tre persone della parrocchia! - disse - Spieghiamo loro che devono fare i Re Magi moderni, vengono con i loro abiti di tutti i giorni e portano un dono a Gesù Bambino. Un dono a loro scelta. Tutto quello che devono fare è spiegare con franchezza il motivo che li ha spinti a scegliere proprio quel particolare dono". La squadra dei ragazzi si mise in moto e nel giro di due ore erano stati trovati i Re Magi sostituti. La sera di Natale, il teatrino parrocchiale era affollato. I ragazzi ce la misero tutta e lo spettacolo filò via liscio e applaudito. Senza che nessuno lo potesse prevedere il momento più commovente divenne l'entrata dei Re Magi. Il primo era un uomo di cinquant'anni, padre di cinque figli: portava una stampella. La posò accanto alla culla e disse: "Tre anni fa ho avuto un brutto incidente d'auto. Uno scontro frontale. Fui ricoverato all'ospedale con parecchie fratture. I medici erano pessimisti sul mio recupero. Da quel momento cominciai ad essere felice per ogni più piccolo progresso: poter muovere la testa o un dito, alzarmi seduto da solo e così via. Quei mesi in ospedale mi cambiarono. Sono diventato umile scopritore di quanto possiedo. Sono riconoscente per le cose piccole e quotidiane. Porto a Gesù Bambino questa stampella in segno di riconoscenza". Il secondo Re era in verità una regina, madre di due figli. Portava un catechismo. Lo posò accanto alla culla e disse: "Finché i miei bambini erano piccoli e avevano bisogno di me, mi sentivo realizzata. Poi sono cresciuti e ho cominciato a sentirmi inutile. Ma ho capito che era inutile commiserarmi. Ho chiesto al parroco di fare catechismo ai bambini. Così ritrovai un senso alla mia vita. Mi sento come un apostolo, un profeta: aprire ai nostri bambini le frontiere dello spirito è un'attività che mi appassiona. Sento di nuovo di essere importante".

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Cari lettori, Non vi nascondo che la stesura di questo editoriale questa volta è stata veramente sofferta… Di cosa avrei potuto parlare per non essere banale e ricadere nel facile perbenismo di chi fa mille propositi per l’anno nuovo promettendo più agli altri che a se stesso di far buon uso di questo nuovo tempo che il Signore ha concesso?? Stavo quasi per abbandonare l’idea di scriverlo ed affidare a qualcun altro il compito di farvi gli auguri per questo nuovo anno e di guidarvi tra le iniziative che il mese di gennaio, mese salesiano per eccellenza, ci riserva.. Quando… una mia cara amica mi ha inviato questo racconto… Ed ecco che tutte le volte che le parole sembrano troppe, il silenzio, il foglio lasciato in bianco acquista un senso… Quale? Beh, questa volta tocca a voi scoprirlo… leggendo il finale del racconto a pag. 3!! Sicuramente ognuno di voi ne troverà uno proprio, ma certamente in linea con le festività appena trascorse... Buon 2011, cari amici!!


La chiamarono libertà di religione, la libertà di dire: “Si, io credo che Gesù Cristo è nato, morto e risorto per la salvezza degli uomini”, chiamarono libertà dire anche “ Si, io credo nella reincarnazione, magari rinascerò in una formica laboriosa”, dissero che era una libertà anche dire “No, io non credo che Maometto sia l’ultimo profeta di Allah, io sono cristiano” Ma non in tutto il mondo si può affermare questa libertà. In Afganistan si rischia la morte se, anche involontariamente, pur non essendo di quella stessa religione, non si rispetta una qualche sua legge. Può anche succedere di essere uccisi, solo perché si è di una determinata confessione religiosa. Dopo la messa tenutasi alla mezzanotte del 31, i cristiani copti d’Egitto sogno stati aggrediti da tre mussulmani, mietendo 21 morti e 8 feriti, tra le vittime anche un poliziotto. Nell'intera zona è stato imposto il coprifuoco per facilitare le ricerche degli aggressori, ma questo non ha fermato un gruppo nutrito di copti che la mattina si sono scontrati con le forze dell’ordine davanti all'ospedale dove erano state portate le salme. Alcuni agenti sono stati feriti e alcune finestre frantumate. Il Papa, dopo l’attentato ha ancora tuonato contro "le discriminazioni, i soprusi e le intolleranze religiose, che oggi colpiscono in modo particolare i cristiani". Ha così ribadito il suo appello: "Rivolgo un pressante invito a non cedere allo sconforto e alla rassegnazione, non bastano le parole, occorre l'impegno concreto e costante dei responsabili delle nazioni. Benedetto XVI ha definito “vile gesto di morte” l’attentato contro i cristiani copti, che “offende Dio e l’umanità intera”. Ha anche parlato di “strategia di violenze che ha di mira i cristiani”, incoraggiando le comunità ecclesiali “a perseverare nella fede e nella testimonianza di non violenza che ci viene dal Vangelo”. Quindi, ringraziando di questa libertà che ci viene concessa, non dobbiamo avere paura di professare il nostro amore per Dio e per gli altri, anzi dobbiamo gridarlo a gran voce, così che tutti possano sentirlo! Mariagrazia Nucera lla er causa de erseguitati p p i ti a e B ) (… eli. regno dei ci é di essi è il h rc e p , ia iz giust eranno, vi ndo vi insult a u q i vo ti a ni Be , diranno og , mentendo e o n n ra e it persegu causa mia. o di voi per tr n co le a m sorta di grande è la ate, perché lt su e d e vi Rallegrate infatti ei cieli. Così n sa n e p m vostra rico di voi. rofeti prima p i to a it u g hanno perse 0-12) Matteo (5,1

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Su Facebook l'ultimo messaggio di Mariouma, uccisa nella strage di Alessandria: "Dio stammi vicino" Maryam Fekry, su Facebook e per i suoi amici Mariouma, è una dei 21 cristiani uccisi nella strage operata dai terroristi islamici ad Alessandria d'Egitto. Aveva 22 anni. Poco prima di recarsi alla messa di mezzanotte la notte di capodanno nella chiesa copta dei santi Pietro e Marco, aveva lasciato un messaggio sulla sua pagina Facebook. Era un saluto all'anno che stava finendo e a quello che stava per cominciare: "2010 is over.....this year has the best memories of my life....really enjoyed living this year......I hope 2011 is much better.......i hav so many wishes in 2011....hope they come true.....plz god stay beside me & help make it all true. :)". Un messaggio semplice specchio di una fede semplice ma sincera: "Il 2010 è finito. Questo anno finito contiene i migliori ricordi della mia vita, in questo anno sono davvero stata felice. Spero che il 2011 sia ancora meglio. Ho tanti desideri per il 2011, ti prego Dio stammi vicino e aiutami a fare che diventino veri". Poche ore dopo la ragazza e i suoi sogni venivano spazzati via da una bomba assassina. Quelli de… l’ Oratorio


Messaggio di Benedetto XVI per la Giornata mondiale della pace 2011 no; è un augurio di serenità e di prosperità, ma è soprattutto un augurio di pace. Anche l'anno che chiude le porte è stato segnato, purtroppo, dalla persecuzione, dalla discriminazione, da terribili atti di violenza e di intolleranza religiosa. Il mio pensiero si rivolge in particolare alla cara terra dell'Iraq. (…) Vengono alla memoria le recenti sofferenze della comunità cristiana, e, in modo speciale, il vile attacco contro la Cattedrale siro-cattolica "Nostra Signora del Perpetuo Soccorso" a Baghdad, dove, il 31 ottobre scorso, sono stati uccisi due sacerdoti e più di cinquanta fedeli, mentre erano riuniti per la celebrazione della Santa Messa. Ad esso hanno fatto seguito, nei giorni successivi, altri attacchi, anche a case private, suscitando paura nella comunità cristiana ed il desiderio, da parte di molti dei suoi membri, di emigrare alla ricerca di migliori condizioni di vita. (…) Risulta doloroso constatare che in alcune regioni del mondo non è possibile professare ed esprimere liberamente la propria religione, se non a rischio della vita e della libertà personale. I cristiani sono attualmente il gruppo religioso che soffre il maggior numero di persecuzioni a motivo della propria fede. Tanti subiscono quotidianamente offese e vivono spesso nella paura a causa della loro ricerca della verità, della loro fede in Gesù Cristo e del loro sincero appello perché sia riconosciuta la libertà religiosa. Tutto ciò non può essere accettato, perché costituisce un'offesa a Dio e alla dignità umana; inoltre, è una minaccia alla sicurezza e alla pace e impedisce la realizzazione di un autentico sviluppo umano integrale. (…) La pace è un dono di Dio e al tempo stesso un progetto da realizzare, mai totalmente compiuto. Una società riconciliata con Dio è più vicina alla pace, che non è semplice assenza di guerra (…) Invito tutti coloro che desiderano farsi operatori di pace, e soprattutto i giovani, a mettersi in ascolto della propria voce interiore, per trovare in Dio il riferimento stabile per la conquista di un'autentica libertà, la forza inesauribile per orientare il mondo con uno spirito nuovo, capace di non ripetere gli errori del passato. Come insegna il Servo di Dio Paolo VI, alla cui saggezza e lungimiranza si deve l'istituzione della Giornata Mondiale della Pace: "Occorre innanzi tutto dare alla Pace altre armi, che non quelle destinate ad uccidere e a sterminare l'umanità. Occorrono sopra tutto le armi morali, che danno forza e prestigio al diritto internazionale; quelle, per prime, dell'osservanza dei patti". La libertà religiosa è un'autentica arma della pace, con una missione storica e profetica. Essa consente di nutrire la speranza verso un futuro di giustizia e di pace, anche dinanzi alle gravi ingiustizie e alle miserie materiali e morali. Che tutti gli uomini e le società ad ogni livello ed in ogni angolo della

«Libertà religiosa, via per la pace»

<< All'inizio di un Nuovo Anno il mio augurio vuole giungere a tutti e a ciascu-

Terra possano presto sperimentare la libertà religiosa, via per la pace! >> Dal Vaticano, 8 dicembre 2010 BENEDICTUS PP XVI

I Re Magi dimenticati

(continua dalla 1a pagina)

Il terzo Re era un giovane. Portava un foglio bianco. Lo pose accanto alla culla del Bambino e disse: "Mi chiedevo se era il caso di accettare questa parte. Non sapevo proprio cosa dire, né cosa portare. Le mie mani sono vuote. Il mio cuore è colmo di desideri, di felicità e di significato per la vita. Dentro di me si ammucchiano domande, inquietudini, attese, errori, dubbi. Non ho niente da presentare. Il mio futuro mi sembra così vago. Ti offro questo foglio bianco, Bambin Gesù. Io so che sei venuto per portare speranze nuove. Vedi, io sono interiormente vuoto, ma il mio cuore è aperto e pronto ad accogliere le parole che vuoi scrivere sul foglio bianco della mia vita. Ora che ci sei Tu tutto cambierà..." Mensile dell’Oratorio Salesiano di Bova Marina

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UN DONO GRADITO: LA STRENNA 2011 DEL RETTOR MAGGIORE Il 31 dicembre segna tradizionalmente il giorno della presentazione della Strenna del Rettor Maggiore. Don Chávez, raccomandando la creazione di ambienti con testimoni vocazionali significativi e l’accompagnamento delle persone, indica alle comunità educativo-pastorali alcuni aspetti e temi per una efficace pastorale vocazionale: l’educazione all’amore, alla castità,

alla preghiera, l’accompagnamento personale, la centralità e ruolo del- Cos'è la Strenna con la S maiuscola? Sarebbe semplicemente un grido, la consacrazione religiosa nella missione della Famiglia Salesiana e, soprattutto, fare del Movimento Giovanile Salesiano e del volontariato una un annuncio, ma per la famiglia salesiana ha un significato piattaforma esperienziale di animazione vocazionale per i giovani. molto chiaro: è la voce del Concludendo il commento alla Strenna, Don Chávez esorta: “dobbiamo Rettor Maggiore che consegna il mandato di anno in anno per sadunque essere fieri della nostra vocazione salesiana; conoscere sempre più lesiani, figlie di Maria AusiDon Bosco e, soprattutto, vivere e comunicare con entusiasmo il suo spirito liatrice, Exallievi, salesiani Cooperatori e per tutti gli ale la missione salesiana”. tri gruppi legati a don Bosco. TRATTO DA ANS - AGENZIA INFO SALESIANA 31 DICEMBRE 2010

A cura di Angela Zavettieri Don Bosco continua a parlarci del suo Sistema Preventivo……

II. Applicazione del sistema preventivo La pratica di questo sistema è tutta appoggiata sopra le parole di S. Paolo che dice:«Caritas benigna est, patiens est; omnia suffert, omnia sperat, omnia sustinet: La carità è benigna e paziente; soffre tutto, ma spera e sostiene qualunque disturbo» (1Cor 13, 1-8). Perciò soltanto il cristiano può con successo applicare il sistema preventivo. Ragione e Religione sono gli strumenti di cui deve costantemente far uso l'educatore, insegnarli, egli stesso praticarli se vuol essere ubbidito ed ottenere il suo fine. 1) Il Direttore pertanto deve essere tutto consacrato a' suoi educandi, né mai assumersi impegni che lo allontanino dal suo ufficio; anzi trovarsi sempre coi suoi allievi tutte le volte che non sono obbligatamente legati da qualche occupazione, eccetto che siano da altri debitamente assistiti. 2) I maestri, i capi d'arte, gli assistenti devono essere di moralità conosciuta. Studino di evitare come la peste ogni sorta di affezioni o amicizie particolari con gli allievi, e si ricordino che il traviamento di uno solo può compromettere un istituto educativo. Si faccia in modo che gli allievi non siano mai soli. Per quanto è possibile gli assistenti li precedano nel luogo dove si devono raccogliere; si trattengano con loro fino a che siano da altri assistiti. Non li lascino mai disoccupati. 3) Si dia ampia libertà di saltare, correre, schiamazzare a piacimento. La ginnastica, la musica, la declamazione, il teatrino, le passeggiate sono mezzi efficacissimi per ottenere la disciplina, giovare alla moralità ed alla sanità. Si badi soltanto che la materia del trattenimento, le persone che intervengono, i discorsi che hanno luogo non siano biasimevoli. «Fate tutto quello che volete - diceva il grande amico della gioventù S. Filippo Neri, - a me basta che non facciate peccati». Continua... Pagina 4

Quelli de… l’ Oratorio


Gennaio è il mese salesiano per eccellenza…

L’OROLOGIO

a cura di Antonella Iaria

TIC, TAC, TIC, TAC, TAC… Non lo saprò mai se ho usato la mia vita per segnare il tempo con la precisione di un orologio svizzero o se I miei ingranaggi hanno solo scandito il battito del cuore di questo giovane prete. L’ho conosciuto il giorno della sua ordinazione. Sono stato il regalo più prezioso. Ero un magnifico orologio da tasca di quel tempo: buona cassa d’acciaio e robusta catena. Quello stesso giorno,

15 Gennaio beato Don L

uigi Variara ,

olombia i lebbrosi in C missionario tra o Cuore Figlie del sacr lle de e or at nd e fo

mi ha messo nella tasca interna della sua tonaca, appena sopra il cuore. Così ho vissuto tutte le sue ore e tutta la sua vita. TIC, TAC, TIC, TAC, TAC… Con lui, ogni istante era considerato un dono di Dio. Il mio ritmo era regolare, inesorabile. Così lui era sempre di fretta, per inventare mille cose nuove per quei ragazzi che, nonostante la loro giovane età, già conoscevano il

22 Genna beata Lau

frutto dell’

io

ra Vicuna,

educazione salesiana

dolore e l’asprezza della vita TIC, TAC, TIC, TAC, TAC… Quando lo sentivo parlare con gente seria e grave, sapevo che presto sarei stato pescato dalla tasca per mormorargli l’ora. Ma quando era con i giovani si dimenticava di me. Più di una volta, nel bel mezzo del gioco, si metteva a correre. Approfittavo della foga della corsa per saltellare fuori dalla tasca, legato alla mia catena, e dare un’occhiata furtiva a quell’arcobaleno di gioia che era la vita dell’Oratorio. TIC, TAC, TIC, TAC, TAC… Sono stato il testimone di un giorno terribile della sua

naio

24 Gen

co di S

nces San Fra

ales,

ui la na, da c a salesia li ig m a f della il nome. patrono de nome n re p a s stes

E naturalmente…

vita. Era estate. Il calore era spostante. Da settimane mi ero accorto che il suo battito cardiaco era irregolare. Improvvisamente si accasciò sul pavimento. Lo misero a letto e chiamarono il medico. Il suo battito cardiaco era sempre più irregolare e flebile.

31 Gennaio San Giovanni

Bosco

TIC, TAC, TIC, TAC, TAC… So bene quanto sia importante un ritmo forte e costante per la vita. Quando vidi il dottore scuotere mestamente il capo, i preti con l’olio santo e le lacrime di sua madre temetti il peggio. L’Oratorio fu avvolto da una spessa nebbia di angoscia. Le lancette della gioia si erano fermate. I ragazzi cominciarono a pregare di giorno e di notte. TIC, TAC, TIC, TAC, TAC… Ma alcune settimane dopo il cuore di don Bosco riprese il ritmo giusto. E io con lui. Guarì e tornò in mezzo ai suoi ragazzi. Fu allora, che fece una promessa solenne:<<Ogni minuto della mia vita sarà per i giovani>>. Io sono un testimone silenzioso della promessa mantenuta. Ho avuto l’onore di segnare ogni minuto di una vita dedicata ai giovani. Mensile dell’Oratorio Salesiano di Bova Marina

Lo abbiamo voluto ricordare “rubando” un articolo pubblicato nel Bollettino Salesiano di questo mese… “ Luglio 1846, don Bosco cade a terra esausto, prostrato dall’enorme cumulo di lavoro. Una violenta malattia lo riduce in fin di vita. I suoi ragazzi dell’Oratorio pregano e digiunano , a turno, 24 ore su 24. Quando don Bosco guarisce lo portano in trionfo immensamente felici…” Pagina 5


“Il Presepe nelle Scuole” L’Istituto Comprensivo “Monsignor Dalmazio D’Andrea” di Bova Marina, con il patrocinio della Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, ha organizzato la 1a edizione del concorso “Il Presepe nelle scuole”, al fine di promuovere la tradizione del presepe partendo dalle scuole. Rivolto agli alunni delle scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado della Calabria, ha visto la partecipazione di ottanta istituti scolastici che hanno realizzato dei veri e propri piccoli capolavori; da composizioni più semplici a presepi originali, sofisticati, costruiti con materiali diversi. E’ infatti possibile ammirare fino al 15 Gennaio presso la hall dell’Istituto Secondario di 1° Grado di Bova Marina allestito per l’occasione il miracolo della natività all’interno di una cornucopia, dentro un piccolo panettone o addirittura all’interno di un enorme pane casereccio… e per i più golosi ci sono anche i presepi realizzati con il cioccolato o con la “buccia” della provola. Diversi nella struttura e nella composizione ma unitari nello spirito con cui sono stati pensati, voluti, costruiti: esaltare e rinforzare lo anima natalizia che giace dentro ognuno di noi!! La mostra vuole essere solo il preludio a quella che si preannuncia come una rassegna permanente di presepi che ben presto farà invidia anche a quelle più consolidate di Caltagirone e Napoli. Infatti l’intento del dirigente scolastico, prof. Pietro Natoli, è quello di continuare con questa manifestazione anche nel corso degli anni per ampliare sempre di più questa vetrina di piccoli capolavori, ma soprattutto per rafforzare il legame verso le tradizioni natalizie in ogni bambino, ragazzo e giovane. Le iniziative programmate dalla scuola bovese per queste festività natalizie si sono concluse con il “Concerto di Natale” tenutosi presso la Chiesa di San Giovanni Bosco, con il quale i ragazzi hanno voluto porgere gli auguri del Santo Natale a genitori, insegnanti e propri concittadini. Alessandra Branca

1° Presepe Vivente “Irizema” Un folto pubblico di grandi e piccini ha fatto da cornice alla rappresentazione del Presepe Vivente ideato e realizzato dal Gruppo Folk “Irizema” e patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Bova Marina nel giardino antistante la Biblioteca Comunale. Magistrale è stata la cura della scenografia mediante la quale, ogni spettatore ha potuto fare un salto nel tempo, rievocando, come, in una notte fredda di dicembre, un Bambino di nome Gesù veniva alla luce per salvare gli uomini di tutto il mondo. Magistrali, ancora, le coreografie e le sceneggiature che ogni singolo personaggio è stato chiamato a rappresentare. Lo spettatore è stato guidato in questo viaggio nel tempo dai suonatori che hanno intonato le nenie addolcendo il percorso verso la grotta di Betlemme. Lungo il tragitto, la scena dell’Annunciazione ha lasciato il posto alle lavandaie del fiume, ai fabbri e ai ciabattini dentro le loro botteghe, ai pastori e agli animali dentro i loro recinti, alle massaie e alle venditrici di pesce dietro le loro bancarelle. E non sono mancate le osterie con i loro profumi e i loro sapori. Tutto ad un tratto si è arrivati davanti alla grotta custodita dal bue e dall’asino: qui la magia della Natività ha trovato epilogo negli occhi lucidi e commossi della Madonna, nelle cure di San Giuseppe e nella luce e gioia del Bambinello. Pagina 6

Daniela Clemenzi Quelli de… l’ Oratorio


60… Tombola!! Come è tradizione il 26 dicembre l‟Oratorio Salesiano di Bova Marina invita tutti quanti a vivere insieme un‟occasione per stare in allegria con il gioco della tombola. In questo giorno il cine- teatro Don Bosco assume le sembianze di un salotto in cui tutti i membri della stessa famiglia si riuniscono attorno ad un tavolo per assaporare il gusto della tradizione. Quest‟anno i premi erano circa 400, grazie alla generosità dei commercianti di Bova Marina e dei paesi limitrofi;altrimenti che tombolata sarebbe stata senza i premi?! Alla guida di questa manifestazione Alma e Valeria che, aiutate dei bambini sul palco, hanno “dato i numeri” per tutta la durata della serata. Come sempre a consegnare i doni ai giocatori c‟era una Babba Natale che dopo aver ritirato la scheda vincente ed essersi recata dalla giuria per accettarsi della validità dell‟ambo o terno o quaterna o cinquina o tombola fatta, ritornava carica di premi da consegnare al fortunato giocatore. Naturalmente non tutti riescono a vincere qualche ricco premio, ma ad ogni spettatore è data la possibilità di rivevere qualcosa che porterà nel cuore: la gioia di aver vissuto un momento allegro della propria vita;… e sì,miei cari, i beni materiali si sgualciscono prima o poi, ma i ricordi possono solo offuscarsi un po‟ con il tempo e ad un certo punto ritornare sempre vivi alla mente, passando attraverso il cuore e facendolo battere un po‟ di più! Francesca Autelitano

In festa per l’ Immacolata Concezione È passato un po’ di tempo dall’8 dicembre, la festa dell’Immacolata Concezione, ma non dobbiamo dimenticarlo solo perché ormai è volato via, perchè è proprio da qui che parte tutto il periodo di festa appena trascorso. Ma ditemi un po’, Don Bosco avrebbe mai potuto tralasciare una festa così importante?! Ma certo che no, don Bosco ha pensato pure a questo, ovvero all’ Accademia all’Immacolata, durante la quale festeggiare e dedicare i propri pensieri a Colei che con il suo “Sì” a Dio ha cambiato il corso della storia: Maria di Nazareth. E poi come non ricordare che proprio l’ 8 Dicembre di molti anni fa con una semplice Ave Maria recitata con un povero orfanello don Bosco dava vita al “suo” Oratorio? Ma questa volta a far coincidere queste due date è stata la casualità… o forse no?!! E un oratorio salesiano degno di portare a testa alta questo nome non poteva non rievocare questi momenti… e quindi martedì 7 Dicembre ragazzi, bambini, cooperatori, adma ed ex-allievi si sono ritrovati tutti riuniti tra i banchi della Chiesa di San Giovanni Bosco per dire GRAZIE alla nostra MADRE DI SPERANZA… Per l’occasione è anche intervenuta una “speciale” Mariangela De Filippi con il suo “C’è posta per te” !! Mentre mercoledì 8 Dicembre, dopo un oretta abbondante di giochi a stand per i più piccoli ( anche se a cimentarsi, pur se con non troppo successo, c’era anche qualche veterano — a buon intenditor poche parole!!-), l’appuntamento è stato, come ogni anno, attorno alla maestosa statua della Madonna che domina incontrastata la Villa Comunale per rivivere prima il dialogo tra don Bosco e Bartolomeo Garellli che ha portato alla nascita dell’Oratorio e poi per recitare all’unisono, tenendoci per mano, un’ Ave Maria. L’appuntamento è per il prossimo anno...

Mensile dell’Oratorio Salesiano di Bova Marina

Francesca Autelitano

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GENNAIO 2011

Appuntamenti al

LE CRONACHE DI NARNIA: IL VIAGGIO DEL VELIERO

LA BANDA DEI BABBI NATALE

Clive Staples Lewis, irlandese d'origine calvinista convertitosi alla fede anglicana durante la Grande Guerra, affronta ancora nel terzo episodio della sua saga il conflitto universale tra il Bene e il Male. Il cambio di regia da Andrew Adamson a Michael Apted segna una svolta meno criptica e più palesemente spirituale. Di una spiritualità intesa come messa in discussione di se stessi, ricerca del valore per cui valga la pena vivere. “Se volete sconfiggere le tenebre dovete sconfiggere le tenebre dentro di voi” viene suggerito ai protagonisti. Proprio perché nemo dat quod non habet, per riportare la pace e condurre il mondo alla salvezza la vera guerra da combattere deve essere quella interiore. Il male non si può eludere, anzi diventa occasione per sperimentare se stessi, conoscersi, temprarsi ed edificare certezze più grandi. Anche per Eustace

E’' la notte della vigilia di Natale: cosa ci fanno Aldo Giovanni e Giacomo in questura? Tre amici, uniti dalla passione delle bocce, sono finiti nei guai: quali storie racconteranno per scagionarsi dalla terribile accusa di essere una banda di ladri? L'interrogatorio con una severa e materna ispettore di polizia, interpretata da Angela Finocchiaro, diventa lo spunto per raccontare le loro vite complicate e il modo in cui vorrebbero cambiarle, o almeno renderle un po' più semplici.

non è più tempo per i capricci e la sua maturità verrà segnata da una inaspettata metamorfosi. Il mondo reale e il mondo di Narnia, così apparentemente distanti, entrano in osmosi come il mondo della coscienza e quello dell'inconscio dove i grandi temi prendono una forma archetipica attraverso la simbologia dei personaggi. Per quanto riguarda la discussione su Aslan, interpretato da molti come figura Christi, sono innegabili certi richiami evangelici; l'attesa messianica della salvezza, il sacrificio, la resurrezione, la tentazione. E an-

Ass. Culturale G.C.S. ELPIDA

cora: Aslan giunge solo se invocato, aiuta a riconoscere e a sconfiggere la tentazione, pronunciato il suo nome le tenebre si squarciano di luce facendo fuoriuscire una colomba, e nelle dichiarazioni finali sembra alludere a un noto versetto del Vangelo di Giovanni. Pagina 8

Quelli de… l’ Oratorio


Cineteatro Don Bosco RAPUNZEL Ven 21 - Sab 22 - Dom 23

THE TURIST Ven 21 - Sab 22 - Dom 23

La sorte ha attribuito a Rapunzel un'importante funzione celebrativa: si tratta infatti del 50° film Per gli spettatori cinematografici del XXI seco-

animato della Walt Disney, almeno attenendosi

lo, lui è il bizzarro Jack Sparrow, protagonista

al canone tradizionale che vede in Biancaneve e

della serie disneyana Pirati dei Caraibi. Lei bel-

i sette nani del 1937 la sua trionfale inaugura-

la e sensuale è entrata nell’immaginario collet-

zione. Lontana dalla storia originale dei Fratelli

tivo grazie al dittico Lara Croft: Tomb Raider.

Grimm e molto vicino alla tradizione favolistica

Sono Johnny Depp e Angelina Jolie, i quali

moderna inaugurata da Disney stesso. Rapunzel,

sotto la regia del tedesco Florian Henckel von

infatti, attende l’uomo, ma non perché la salvi, le

Donnersmarck, - vincitore del Premio oscar

serve solo qualcuno che la scorti in un mondo

per il drammatico “Le vite degli altri” (2006) -

che non conosce e che, per certi versi, le fa pau-

si dividono per la prima volta il set in un gial-

ra.

lo rosa ambientato a Venezia, con tanto di

torre, infatti, non è un vincolo fisico, potrebbe

apparizioni di attori nostrani.

uscire quando vorrebbe, ma…

A tenerla intrappolata nella

Il film emoziona e anche tanto. Ridere di gusto ed incupirsi nelle parti più tristi della narrazione, per poi commuoversi su quelle più belle come quella del lancio delle lanterne. La Disney non si smentisce mai! Fiore, dammi ascolto, se risplenderai con i tuoi poteri Tu mi proteggerai, con la tua magia tu mi aiuterai.

Mensile dell’Oratorio Salesiano di Bova Marina

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Da Il Mattino 6 gennaio 2011,pag 34 “Leggendo il commento di Massimiliano Virgilio - ieri sulla prima pagina di cronaca del Mattino sul rapinatore minorenne ferito da un colpo alla nuca esploso da un poliziotto, mentre interveniva durante una rapina all'ennesima tabaccheria a Napoli, noto nella sua riflessione una certa distanza dalla vera realtà napoletana. Dissento totalmente nella predestinazione di alcuni minori nati in certi quartieri. Per esperienza posso affermare nei miei quattordici anni da prete, prima a Marano di Napoli, poi a Forcella ed oggi a Gianturco, che nessuno nasce delinquente. Lo si diventa se non si nasce in una certa famiglia, se si viene buttati fuori dalla scuola, se si incontrano maestri di scaltrezza, cani sciolti o camorristi, se la camorra ti offre mille opportunità di fare soldi perché come mi disse un ragazzino di otto anni a Forcella «nessun altro ti offre niente». Proprio l'inaugurazione dell'anno giudiziario che avverrà anche questo fine mese, sottolineerà una grave crisi di valori dovuta alle rapine, ai furti, a quella che è denominata delinquenza comune. Tutti noi siamo responsabili di questo degrado, tutti noi siamo responsabili di quello che è stato il destino di Antony, minorenne ferito gravemente. Più aumentano questi episodi, più questa città ha bisogno di giustizia. Più si chiede giustizia più vengono sottolineate le mancanze individuali e collettive: arrivare tardi al lavoro, a scuola, parcheggiare la macchina in doppia fila o lasciarla nelle mani del parcheggiatore abusivo. Evadere le tasse, chiedere cose che non ci spettano, fare certificazioni false, fare di tutto per prendere in giro gli altri, truccare gli appalti, farsi corrompere, uccidere senza pietà come fanno i clan, fare politica per affermarsi e non per servire: sono i reati e i soprusi che quotidianamente facciamo. Reati che nessuno più confessa. Si, a volte ho l'impressione che a noi preti nessuno più ci ascolta, che non bastano le veglie di preghiere per scuotere le coscienze. A Napoli bisogna ritornare ad evangelizzare: porta a porta. A dire: tu che fai per la tua famiglia e per questa città? Proprio questa città sembra una città senza più il Padre. Abbiamo bisogno del «Mahatma», termine indiano che significa «grande anima». Fra qualche settimana, la comunità indiana, molto presente anche a Napoli, celebrerà i 63 anni dalla uccisione di Gandhi. Veniva chiamato semplicemente «Bapu», il padre. Padre di un grande paese dell'Asia che oggi conta oltre un miliardo di abitanti. Napoli ha bisogno di un padre che liberi questa città dalle tante schiavitù. Ci vorrebbe una figura carismatica che trascini, che ci faccia innamorare della vita e della nostra città, ormai, in affanno. Mentre stavo venerdì a Nocera Inferiore, nell'aula consiliare, con tutte le scuole dell'agro-nocerino-sarnese, per una giornata sulla legalità, un bambino si è alzato facendomi una domanda che mi ha lasciato di stucco: «Don Luigi come facciamo a crescere bene quando dagli adulti non riceviamo buon esempio?». Terribile. A me e a voi spetta dare una risposta a questo bambino.” A cura del gruppo Missionario Salesiano. Pagina 10

Quelli de… l’ Oratorio


I veri Eroi... Don Luigi Merola: Uomo tra la gente. FONTE: www.avocedecreature.it

Don Luigi Merola sceglie la vita sacerdotale nel 1997. Il 1 ottobre 2000 diventa parroco di San Giorgio, parrocchia del quartiere napoletano di Forcella, dove vi resta per sette anni, fino al 24 giugno del 2007 , giorno in cui celebra la sua ultima messa. In questi anni si è impegnato per sottrarre il quartiere al degrado. Nella città, in via Piazzolla al Trivio, quartiere Arenaccia, ha sede tuttora la fondazione «’A voce d’e creature», voluta da don Merola per i ragazzi a rischio e in particolare per quelli che si sono allontanati dalla scuola. La frequentano in ottanta, tra i sei e i quindici anni, altri quaranta sono nella sezione distaccata tra Pompei e Castellammare; fanno lezioni di recupero, partecipano ai laboratori musicali e teatrali, seguono corsi di formazione e lavoro. Nel 2003, inoltre, don Luigi ha fatto smantellare tutte le telecamere nel paese che erano state messe dai clan della camorra e ha consegnato al questore una videocassetta per documentare lo spaccio di droga nel quartiere. Questi sono solo alcuni degli atti che hanno dato inizio al calvario di don Luigi. Infatti, sempre nello stesso anno, viene intercettata la frase di un camorrista: «Lo ammazzerò sull’altare». E' proprio tale frase che segna l’inizio della vita blindata del parroco. Nel 2004 infatti gli viene assegnata la scorta che don Luigi Merola ama definire «i miei angeli terreni». Ha descritto la situazione in un libro, Forcella tra inclusione ed esclusione sociale. Il suo periodo di permanenza a Forcella è stato segnato dal tragico evento dell’uccisione, avvenuta il 27 marzo 2004, di una ragazza di 14 anni, Annalisa Durante, trovatasi per caso a passare nel luogo dove era in atto un agguato camorristico e raggiunta dai colpi. Ignorando gli inviti a mantenere un profilo basso, don Merola nell'omelia del funerale ha attaccato duramente la camorra. Successivamente è stata aperta una scuola che tuttora porta il nome di questa ragazza.Inoltre don Luigi ha promosso una ludoteca "Ferrara-Cannavaro" e con Fabrizio Frizzi ed Elsa Di Gati ha inaugurato un teatro col nome "I fratelli Taranto". Pur se fatto oggetto di minacce e costretto a vivere sotto scorta, don Merola ha proseguito il suo impegno per sensibilizzare i suoi parrocchiani contro la criminalità organizzata. Il 24 giugno 2007 lascia il posto «in trincea» per trasferire il suo impegno a Roma come dirigente dell'Ufficio III della Direzione per lo studente presso il MIUR. Mensile dell’Oratorio Salesiano di Bova Marina

Col nuovo ministro Gelmini diventa promotore di legalità presso la sua Segreteria fino al 31 dicembre 2008 Dal 1 gennaio 2009 al 26 maggio 2010 ricopre l'incarico di studio sul fenomeno dell'abbandono scolastico e del nuovo insegnamento "Cittadinanza e Costituzione". La soddisfazione più grande arriva il 23 marzo 2010, la nomina a consulente per la commissione parlamentare antimafia. Per questo è stato definito "parroco anticamorra", definizione che però egli non è solito attribuirsi. La "missione" in 956 istituzioni scolastiche è terminata il 26 maggio 2010. Tuttavia don Luigi continuerà a promuovere la legalità come Presidente della Fondazione e come consulente della Commissione Antimafia. Dal 1 settembre 2010 don Luigi Merola è parroco della chiesa di San Borromeo allle Brecce e cappellano della stazione ferroviaria di Napoli Centrale. Pagina 11


“A oltre 40 anni dalla pubblicazione dell‟ enciclica Populorum Progressio intendo rendere omaggio e tributare onore alla memoria del grande Pontefice Paolo VI collocandomi nel percorso da essi tracciato.” Così si esprime Benedetto XVI nell‟ enciclica “Caritas in Veritate”nei riguardi del papa bresciano e della sua enciclica a cui dedica un „intero capitolo e che definisce “la Rerum Novarum dell‟epoca contemporanea.” Dopo tale commento, è fortemente arduo e sfrontato aggiungere altro,però, continuo ugualmente in questo cammino di conoscenza della Dottrina Sociale della Chiesa, ed in particolare delle encicliche sociali promulgate dai vari papi, sottolineando qualche passaggio della P.P. scritta da Paolo VI il 26 marzo

ca verso questo pensiero e Paolo VI così si esprime:”lo sviluppo dei popoli, in modo particolare di quelli che lottano per liberarsi dal giogo della fame, della miseria, dell‟ignoranza, è oggetto di attenta osservazione da parte della Chiesa. Lo sviluppo non si riduce alla semplice crescita economica. Per essere autentico sviluppo, deve essere integrale, il che vuol dire volto alla promozione di ogni uomo e di tutto l‟uomo. Noi non accettiamo di separare l‟economico dall‟umano, lo sviluppo dalla civiltà dove si inserisce.Ciò che conta, per noi, è l‟uomo, ogni uomo,

1967. Dopo il Concilio Vaticano II° Papa Montini, venuto a contatto con le realtà tragiche raccontate dalle tante Chiese locali convenute a Roma, matura la convinzione che “la questione sociale ha acquistato dimensione mondiale ed i popoli della fame interpellano in maniera drammatica i popoli dell‟opulenza.” L‟ enciclica si sviluppa in due grandi parti:una relativa allo sviluppo integrale dell‟uomo, una seconda parte che si sofferma sullo sviluppo solidale dell‟umanità. Ma è una ormai famosa frase, scritta alla fine dell‟enciclica che fa il giro del mondo e ne riassume magistralmente la vera sintesi etica dell‟enciclica ed il messaggio attualissimo e profondo :”Lo sviluppo è il vero nome della pace.” Erano gli anni ‟60 ed era imperante l‟idea e la convinzione che, attraverso la tecnologia e la modernizzazione, ben presto il divario Nord-Sud del mondo sarebbe stato superato agevolmente. La Chiesa si mostra scetti

ogni gruppo di uomini, fino a comprendere l‟umanità tutta intera.” Papa Montini partendo da questo presupposto fa un richiamo forte ai valori fondamentali della dignità dell‟uomo, della giustizia sociale nell‟uso dei beni, della solidarietà e della fraternità universale.Auspica e sollecita una crescita personale e comunitaria elaborando un concetto fondamentale: “la crescita umana costituisce una sintesi dei nostri doveri;mediante l‟inserzione nel Cristo vivificatore, l‟uomo accede ad una dimensione nuova, ad un umanesimo trascendente.” Paolo VI conclude la prima parte dell‟enciclica così: “occorre promuovere un umanesimo planetario e che l‟uomo, senza dubbio, può organizzare la Terra senza Dio, ma alla fine senza Dio egli non può che organizzarla contro l‟uomo.” 7^….Continua…….

Sergio Malara

Ogni piccola risposta è un miracolo… Ti prego aiutami…. Quante volte abbiamo invocato nostro Signore con queste parole… io lo faccio spesso e lui mi risponde sempre… A volte mi sento egoista ma so che non posso farne a meno… Vi racconto la mia esperienza, sperando che ognuno di voi si rispecchi in me almeno un po‟… molti anni fa mi ero allontanata dal Signore e dalla Fede fragile che mi legava a Lui, mi era crollato il mondo addosso e non riuscivo a vedere la sua Luce, sentivo che mi aveva abbandonato, mi aveva punito, si era dimenticato di me… Qualche anno più tardi caduta nello sconforto più totale, grazie ad una persona molto vicina a me, iniziai a cercarlo, a pregarlo ogni giorno perché potesse guarire il mio cuore, e sollevarmi dalla paura di rimanere sola e soprattutto nella mia solitudine, misi nelle sue mani l‟affetto a me più caro perché lo custodisse e lo sollevasse da qualsiasi dolore, piano piano il buio che mi circondava iniziò a sparire, non mi svegliavo più di notte tormentata dai brutti pensieri, e iniziavo ad essere ottimista e fiduciosa, perché lo sentivo accanto a me, in ogni mio passo, tutto si stava risolvendo, e continua a risolversi ogni giorno nella mia vita, non mi sento più sola, ho fiducia in lui, affido a lui non solo le persone che mi stanno attorno ma chiunque io sappia stia soffrendo, anche persone che non conosco, e lui mi ascolta, mi ascolta anche nelle piccole richieste di ogni giorno, quando smarrisco qualcosa, quando affronto un pericolo, Lui è lì accanto a me… Alcuni pensano che i miracoli siano solo invenzioni della Chiesa, che siano delle manifestazioni inverosimili, io invece vedo i miracoli ogni giorno, ogni piccola richiesta che io faccio al signore mi viene accettata, perché lui è accanto a me e sa che ne ho bisogno. Affidiamoci a Lui e non ci sentiremo più soli, ma sereni e pieni di amore. Buon anno! Pagina 12

Dolce Luna Quelli de… l’ Oratorio


Per questo nuovo anno il mio augurio è:che l'odio lasci

Mille auguri x mille nuove

posto al perdono, che il bene sconfigga il male, che la

emozioni… ke quest’anno

disperazione diventi felicità, che l'egoismo sia più

nuovo regali tanti momenti

altruismo, che il rispetto per la vita di qualsiasi essere

pieni di felicità e serenità…

vivente prenda il sopravvento su questo mondo,fino

Sonia

ad oggi, così violento, che la pace trionfi sulla guerra. E' questo il mio augurio per il nuovo anno… FELICE ANNO A TUTTI!

Raffaella

E quando essere fedele sembrerà difficile, quando tutto sembrerà sbiadito, quando avanzare sarà solo

à i far he t c o vorris che i sor o n n g g ti ro so che gni ri pe o o i u c r g e ba Au e, p gni 11… ben er o e p r , a n 20 e o r st u a z b e ealiz ore… atric rai r il cu Be à r de scal

affanno, fermati, chiudi gli occhi,

gio renderà migliore l’anno che sta per iniziare… Auguri di cuore! Claudia L’ann

o vec chio s ta tra il suo scina pesan ndo te sac trasco co pie rsi, di n o di gg avven reso q iment i ke h st ann a nno L’ au o a vo gurio lte dif è ke il ficile. nuovo porti salute pace … Ve e ronica

“Nessuno è l’amore più grande di chi ha dato la vita per noi” dovremmo sempre seguire con tenacia la strada che porta a lui… con tanta gioia, salute e fortuna vi auguriamo un felice 2011… Federica e Francesca

bocca e orecchie. Sentirai Dio che danza intorno a te… il nostro corag-

Ti au guro 2011 2011 mome nuov nti fe i a mici, lici, incan 2011 tati e posti 2011 ti, 20 dolci 11 gr attim andi i ruba 2011 sodd splen isfazio dide ni e emoz ioni! Dan iela

L’anno che sta arrivando è come un libro di 365 pagine bianche… spetta a te scrivere la storia e colorarla di emozioni… Buon anno… Paolo

Che la gioia e la felicità di questi attimi ti possa accompagnare nel difficile cammino della vita, rendendo

Siamo gocce in mezz bisogn o al ma a contin re, ma u a r e a crede rare e lo re, spe ttare p erché t possia utti ins mo cos ieme truire u i sogn n mond i possa o in cu no dive i Augur n tare re i per un altà… o spum eggian te 201 1 Loren zo

dolci anke i momenti più difficili… tanti auguri di buon anno… Carmen

Che i botti di mezzanotte portino via ogni male e lascino tanta salute e felicità…Felice anno!! Leo, Carmela e Franci…

Congratulazioni

1 gennaio: Sr. Caterina Crocitta, Gruppo Missionario Salesiano

alla neo– dottoressa

2 gennaio: Annalisa Vadalà

CARMEN FIORENZA

4 gennaio: Caterina D’Auguì

che giorno 13 Dicembre 2010

7 gennaio: Paolo Nucera

Ha conseguito la laurea in

8 gennaio: Mariangela Romeo

Conservazione dei Beni

12 gennaio: Aurora Iaria

Architettonici ed Ambientali

14 gennaio: Caterina Talia (18 anni)

.

16 gennaio: Salvatore Franzè

Tutta la redazione le augura un futuro pieno di soddisfazioni!!

18 gennaio: Kiara Carpentieri, Sr. Marisa Gemanò 23 gennaio: Roberta D'Aguì (18 anni)

AUGURI DOTTORESSA!!

28 gennaio: Marinella Iiriti Mensile dell’Oratorio Salesiano di Bova Marina

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SPAZIO MUSICALE

Tu quanto tempo hai? Roberto Vecchioni A cura del Coro dei Giovani dell’Oratorio

Ci sono foglie che si aggrappano ai rami, perché non vogliono cadere mai. Ci sono stelle che si aggrappano al cielo, perché si accorgono di finire, sai… Ci sono ubriachi che stringono il bicchiere perché è sempre l’ultimo che fa paura. Ci sono uccelli che sentono lo sparo e contano quanto gli resta ancora. Ed è soltanto questione di tempo: quello che serve a salvare un uomo, il cielo quando è in attesa di un lampo, una chitarra che aspetta un suono, una ragazza col cuore in gola, perché il suo amore non può finire… O il tempo prima di una parola che non avresti mai voluto dire… E tu, quanto tempo hai? Tu, quanto amore hai? Io non ti perdo mai, ti aspetto al fondo di questa strada, sai… Ci sono ragazzi che non chiudono gli occhi e si distruggono in un altro tempo, ma d’altra parte ci sono vecchi che darebbero tutto per un momento. Ci sono lettere che non arrivano, baci che restano immaginari, ci sono treni che si stanno chiedendo quando finiscono i binari. Pagina 14

E ci sono poeti che chiedono a Dio un altro giorno per dire qualcosa e i giardinieri sdraiati di notte col naso sul gambo di una rosa. Ci sono bambini che aspettano quando verranno per accendere la luce E uomini che hanno sfidato il tempo Perché qualcuno sia felice. E tu, quanto tempo hai? Tu, quanto amore hai? Basta solo sapere questo, sai…? Basta solo questo…

Quelli de… l’ Oratorio


IL DON RISPONDE I RAPPORTI PREMATRIMONIALI SONO PECCATO? Sandy (fb) Dal Catechismo della Chiesa Cattolica stralcio una parte che può essere indicata come principio portante. “Si ha una libera unione quando l'uomo e la donna rifiutano di dare una forma giuridica e pubblica a un legame che implica l'intimità sessuale. L'espressione è fallace: che senso può avere una unione in cui le persone non si impegnano l'una nei confronti dell'altra, e manifestano in tal modo una mancanza di fiducia nell'altro, in se stessi o nell'avvenire? L'atto sessuale deve avere posto esclusivamente nel matrimonio; al di fuori di esso costituisce sempre un peccato grave ed esclude dalla comunione sacramentale” (CCC.2390). “Molti attualmente reclamano una specie di «diritto alla prova» quando c'è intenzione di sposarsi. Qualunque sia la fermezza del proposito di coloro che si impegnano in rapporti sessuali prematuri, tali rapporti «non consentono di assicurare, nella sua sincerità e fedeltà, la relazione interpersonale di un uomo e di una donna, e specialmente di proteggerla dalle fantasie e dai capricci». L'unione carnale è moralmente legittima solo quando tra l'uomo e la donna si sia instaurata una comunità di vita definitiva. L'amore umano non ammette la «prova». Esige un dono totale e definitivo delle persone tra loro” (CCC.2391). Offro la possibilità di ricavare un riscontro citando anche una lettera con relativa risposta, che trovo in un mio contenitore. Caro Padre, ho un problema che mi affligge. Non prendo la Comunione da molti anni e questo mi pesa molto, perché ne sento quasi il bisogno. Il motivo è dato dal fatto che non sono disposto a rinunciare ai piaceri della carne con la mia ragazza alla quale voglio un gran bene e con essa sto già da molti. Il fatto è che non mi pento di tutto ciò e non mi riprometto di astenermmi dal sesso. Come faccio allora a confessarmi e a prendere la Comunione? Non si tratta di “rinunciare ai piaceri della carne”, ma di vedere il rapporto dei corpi dell’uomo e della donna nel suo significato più pieno che è: ti amo per sempre. E se tu questo per sempre non l’hai detto, c’é una contraddizione della verità. Tu mi dirai: ma io voglio bene infinitamente alla mia ragazza, praticamente è come se l’abbia detto, questo per sempre. Siccome siamo volubili, noi esseri umani, questo per sempre va detto davanti a Dio, che vi sosterrà nel vostro amore. Ecco perché la pienezza del rapporto sessuale è nel matrimonio. Capisco che magari per voi non è così immediato pensare di sposarvi. Purtroppo oggi per due giovani ce ne sono di ostacoli prima di arrivare al matrimonio. Però, per lo meno, visto che vi volete tanto bene da tanto tempo, perché non sposarvi? Perché c’é differenza tra “prima” e “dopo” il sacramento del matrimonio! Se crediamo che un pezzetto di pane è il Corpo di Gesù, la comunione con Lui, dona la vita e la salvezza, perché non credere che quel “prometto di esserti fedele per sempre” vi fa, grazie all’azione dello Spirito, diversi e capaci di vivere finalmente la pienezza del vostro essere una sola carne? Anche se oggi non è di moda, si può decidere di rimanere casti, di conservarsi integri per colui/colei che si accoglierà un giorno come sposo/a. La castità è lo slancio di un amore che vuole donarsi totalmente, nel rispetto profondo dell'altro/a. La castità é un cammino di libertà. Posso comprendere che il vostro amore è bello e grande, e pentirsi è difficile; invito però a pensare al significato dell’amore, del matrimonio come sacramento, segno sensibile della grazia di Dio.

A presto… il Don!! Mensile dell’Oratorio Salesiano di Bova Marina

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ORATORIO SALESIANO BOVA MARINA -R.C.-

Racconta il tuo sogno….

E’ possibile partecipare come singolo o come gruppo (classe, gruppo parrocchiale,amici) Quota di partecipazione 1 € a persona I lavori dovranno essere consegnati entro il 26/01 presso l’Oratorio Salesiano, completi di nome, cognome e recapito telefonico La premiazione avverrà durante l’Accademia per Don Bosco, giorno 29/01/2011 Verranno premiati per ogni categoria: - Miglior opera LETTERARIA

- Miglior opera ARTISTICO/MUSICALE

- Miglior opera FOTOGRAFICA/VIDEO

gionalino gennaio 2011  

oratorio salesiano Bova Marina

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