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“Nemmeno le tenebre sono oscure ormai, Gesù è Risorto! Alleluia

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici” Maria di Magdala lo costata di persona quand’è ancora buio. Il suo amico è morto perché ha voluto bene a lei e a tutti i discepoli, Giuda compreso. Appena giunta al sepolcro vede che la pietra posta sull’ingresso, una lastra pesante come è pesante ogni morte e ogni distacco, è stata ribaltata. Neppure entra. Corre subito da Pietro e Giovanni:” Hanno portato via il Si-

gnore dal sepolcro, e non sappiamo dove l’abbiano messo”. Cosa poteva fare lei difronte a quello che era successo? Forse nulla, ma era disperata perché aveva perso Colui che poteva salvarla. E noi cosa possiamo fare difronte ad un mondo che diviene sempre più duro e rassegnato? Siamo capaci di correre senza rinchiuderci? Papa Francesco ci ha detto di uscire, di andare verso le periferie, gli ultimi. E’ qui che mettiamo da parte le nostre assurde pretese e riscopriamo il “dare la vita” per ritrovarla. E’ qui che riscopriamo l’amore. E’ qui che nei tanti volti del fratello o sorella ritroviamo il volto del Risorto. E’ qui che la notte della disperazione, dell’impossibile, delle morti quotidiane, del cosa posso fare si cambia in speranza, in vittoria nell’alba nuova della Pasqua: vittoria sulla morte, sul male, vinti per sempre. E’ qui carissimi che si vince la rassegnazione, rassegnazione che non ci fa più osare, che spegne i nostri sogni, che ci chiudono nel nostro egoismo, in una parola nelle nostre morti. Alziamoci e riprendiamo a correre, correre è Gesù che ci precede in Galilea, è Gesù che si fa riconoscere nello spezzare il pane, è Gesù che diventa compagno di viaggio, è Gesù che ci ripete: “non temere sarò con voi fino alla fine dei tempi”. E’ Gesù che ci dice: “Pace a

Voi”. Riprendere a correre non è frenesia, non è attivismo, non è apparire per far vedere, ma riprendere ad amare nella generosità e gratuità uscendo dai nostri egoismi, dalle nostre paure, dal si dice, dallo scoraggiamento… è essere vivendo da risorti. Riprendere a correre è incontrare il Risorto, riconoscerlo e lasciarci amare per tendere e desiderare con la stessa intensità e gratuità. Carissimi, l’augurio che vi faccio è incontrare il Risorto nelle ferite degli ultimi, nell’incredulità di una storia quotidiana che vorrebbe essere tale senza Dio, nelle famiglie provate dalla mancanza di lavoro e malate per divisioni e sopraffazioni. E’ qui, che parte la nuova evangelizzazione: evangelizzazione andate in tutto il mondo, nei crocicchi delle strade, nei condomini, nelle famiglie e dite con forza: Gesù è Risorto! Pace a voi! Fratelli e sorelle più testimonieremo la gioia e la forza del Risorto, e più cambierà il nostro cuore e quello delle persone con le quali viviamo. Auguri! Santa Pasqua! Don Pasquale Cristiani Ispettore 2

QUELLI DE… L’ORATORIO


la notte come LUCE risplende” Come tutti gli anni anche quest’anno è arrivata la nostra Pasqua, ma per molti può essere diversa dagli altri anni: sicuramente c’è chi non vede l’ora di staccare la spina dagli impegni quotidiani dedicandosi ad altri impegni che ci vengono richiesti in questo momento; ci sarà chi dopo tanto tempo fuori casa ritorna nella propria, nel suo ambiente, nel suo oratorio; ma come loro ci saranno così tante altre persone che aspettano questo momento per svariati motivi. Quando arriva Pasqua qualcosa cambia. A cambiare non è l’aspetto di un paese, di una città addobbata a festa, non notiamo né luci né la neve cadere dolce e lente (non dimentichiamo le dovute eccezioni) ma a cambiare è l’abito della tua anima perché tutti, ma proprio tutti, veniamo contagiati da questo spirito meditativo, di preghiera che aleggia nell’aria per poi esplodere la notte tra il sabato e la domenica, il momento in cui il Cristo risorge. Non lo ammettiamo così facilmente ma questo è ciò che accade dentro di noi. Siamo così bravi che perfino chi non crede o chi si è dimenticato cosa significa essere credente capisce che è un momento particolare per noi, senza la Risurrezione, noi non di certo saremo cristiani: noi siamo risurrezione per noi stessi e per gli altri. Allora, dato che riusciamo in questo periodo a tirar fuori tutto il meglio di noi stessi, perché non siamo in grado di farlo quotidianamente? Se ce la facciamo per una settimana possiamo farcela per tutto il resto della nostra vita. Cerchiamo di più la nostra intimità con il Signore, sempre, quotidianamente, un poco alla volta, ci sentire-

Numero 10 - anno IV, Marzo 2013

Noi siamo risurrezione, per noi stessi e per gli altri mo bene così come ci sentiamo a Pasqua; così facendo la nostra Pasqua diventerà migliore rispetto a quella che viviamo tutti gli anni. Cerchiamo il nostro silenzio, stacchiamoci dal quotidiano proprio nel momento in cui siamo stufi di tutto quello che ci è attorno. Proviamo. È Pasqua tutti i giorni, non solo la domenica o una volta l’anno. Buona Pasqua a tutti. Stefania Postiglione

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“Non siate mai tristi” Papa Francesco Nei nostri sogni abbiamo immaginato un grande arcobaleno che colora il cielo di Pasqua portando con sè un mondo di pace... Questo è l'augurio che il gruppo della 3° elementare vuole fare a tutti,in particolare a don Natalino, ringraziandolo per l'impegno e la dedizione con cui svolge la sua missione tra noi. Sara Zaccuri e tutti i ragazzi della III elementare!!

"L’uomo non può mai perdere la speranza nella vittoria del bene.

Questo giorno diventi oggi per noi l’esordio della nuova speranza " [Giovanni Paolo II] Con questa frase di Giovanni Paolo II vogliamo augurare a Don Natalino, Don Natale e alle nostre catechiste Francesca ,Yana, Giulia e Filippo una Santa e Serena Pasqua. Gaia, Laura & le classi V

E' Pasqua! Siamo tutti un pò angeli, oggi. Esco di casa canticchiando. Voglio bene a tutti. Auguri a tutti! Bruno Carpentieri e il gruppo di catechesi della II elementare.

“… Se io dunque che sono il Maestro ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete farlo gli uni gli altri…” Anche noi, nel nostro piccolo, vogliamo essere Esempio concreto dell’Amore che Gesù ci dona. Auguriamo che l’ Amore del Signore pervada i Cuori e rinnovi le Speranze, la Fede, l'Umiltà e la Gioia di vivere di ciascuno. Buona Pasqua. Gruppo di 3a media

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La Pasqua Così come a Pasqua Cristo risorge , anche noi, ragazzi di prima media , rinnoviamo la nostra fede grazie agli ottimi insegnamenti delle nostre catechiste che ogni sabato si fanno in quattro per farci vivere al meglio il nostro essere cristiani . Ringraziamo anche l'impegno costante di Don Natalino , Don Natale e Samson, auguriamo a tutti loro buona e felice Pasqua. Un saluto molto particolare per voi, cari lettori di questo fantastico giornalino !!! Valentina Serranò e tutti i ragazzi dei gruppi di 1a media

Noi bambini di 4a elementare, che ci stiamo preparando per ricevere il Sacramento della Comunione,vogliamo augurare a tutti una Santa Pasqua. Vogliamo per questo ringraziare le Catechiste e Don Natalino che ci hanno accompagnato in questi anni verso il nostro primo incontro con Gesù insegnandoci a scoprirLO, a conoscerLO meglio, ad amarLO, e che ci fanno riflettere su ciò che Papa Francesco sta dicendo in questi giorni: “…Vivere la Settimana Santa seguendo Gesù vuol dire imparare ad uscire da noi stessi per andare incontro agli altri, per andare verso le periferie dell’esistenza, muoverci noi per primi verso i nostri fratelli e le nostre sorelle, soprattutto quelli più lontani, quelli che sono dimenticati, quelli che hanno più bisogno di comprensione, di consolazione, di aiuto. C’è tanto bisogno di portare la presenza viva di Gesù misericordioso e ricco di amore!” Gabriele Cimino e i ragazzi di IV elementare

Che questa Pasqua di Resurrezione possa rappresentare un nuovo inizio per tanti cristiani della nostra comunità… Un augurio speciale alle nostre catechiste e ai don della nostra parrocchia Il gruppo di seconda media

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HABEMUS PAPAM

13 marzo 2013 Annuntio vobis gaudium magnum; HABEMUS PAPAM:

“E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Ro-

ma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo (…) sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella! E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me”.

Eminentissimum ac Reverendissimum Dominum, Dominum Georgium Marium Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalem Bergoglio qui sibi nomen imposuit

Franciscum

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QUELLI DE… L’ORATORIO


A cura di Angela Zavettieri

Con queste semplici parole è iniziato il Pontificato di Papa Francesco. Dopo un primo momento di sorpresa perché non era indicato tra i papabili è riuscito a catturare l’attenzione, la simpatia e l’affetto di tutti i fedeli presenti in Piazza San Pietro, che hanno avuto la fortuna di assistere personalmente e penso di tutti noi che l’abbiamo seguito attraverso la televisione. A me personalmente ha suscitato gioia, fiducia ed ha riacceso la speranza di vedere una Chiesa più autentica, radicata nei valori del Vangelo. Ci sono stati momenti difficili nella Chiesa negli ultimi tempi ma a Piazza San Pietro si vedeva una Chiesa viva, composta da tanti fedeli, entusiasti e felici. Il momento più commovente è stato quando ha invitato tutti i fedeli a pregare; come per incanto la gioia, l’entusiasmo, lo sventolio di bandiere si è fermata e tutto si è trasformato in silenzio e preghiera e tutti si sono uniti spiritualmente con il nuovo Papa. Tra le frasi più incisive: “ Vi chiedo un favore prima di benedirvi, dobbiamo pregare il Signore perché mi Benedica, così io possa dopo Benedirvi. Facciamo in silenzio questa preghiera “di Voi su di me”. All’Angelus di Domenica ha raccontato un episodio di una vecchietta che era andata da Lui per confessarsi. In fondo era una parabola, raccontata con lo stile delle parabole per spiegare la “MISERICORDIA”. Anche questo è un richiamo allo stile evangelico di Gesù che amava esprimersi attraverso parabole. Benvenuto, papa Francesco!! Salvatore Borrello Numero 10 - anno IV, Marzo 2013

“Ricordo, appena Vescovo, nell’anno 1992, è arrivata a Buenos Aires la Madonna di Fatima e si è fatta una grande Messa per gli ammalati. Io sono andato a confessare, a quella Messa. E quasi alla fine della Messa mi sono alzato, perché dovevo amministrare una cresima. E’ venuta da me una donna anziana, umile, molto umile, ultraottantenne. Io l’ho guardata e le ho detto: “Nonna – perché da noi si dice così agli anziani: nonna – lei vuole confessarsi?”. “Sì”, mi ha detto. “Ma se lei non ha peccato …”. E lei mi ha detto: “Tutti abbiamo peccati …”. “Ma forse il Signore non li perdona …”. “Il Signore perdona tutto”, mi ha detto: sicura. “Ma come lo sa, lei, signora?”. “Se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe”. Io ho sentito una voglia di domandarle: “Mi dica, signora, lei ha studiato alla Gregoriana?”, perché quella è la sapienza che dà lo Spirito Santo: la sapienza interiore verso la misericordia di Dio. Non dimentichiamo questa parola: Dio mai si stanca di perdonarci, mai! “Eh, padre, qual è il problema?”. Eh, il problema è che noi ci stanchiamo, noi non vogliamo, ci stanchiamo di chiedere perdono. Lui mai si stanca di perdonare, ma noi, a volte, ci stanchiamo di chiedere perdono. Non ci stanchiamo mai, non ci stanchiamo mai! “ Primo Angelus, Piazza San Pietro, 17 Marzo 2013

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HABEMUS PAPAM AH, COME VORREI UNA CHIESA POVERA PER I POVERI “Alcuni non sapevano perché il Vescovo di Roma ha voluto chiamarsi Francesco. Alcuni pensavano a Francesco Saverio, a Francesco di Sales, anche a Francesco d’Assisi. Io vi racconterò la storia. Nell’elezione, io avevo accanto a me l’arcivescovo emerito di San Paolo e anche prefetto emerito della Congregazione per il Clero, il cardinale Claudio Hummes: un grande amico, un grande amico! Quando la cosa diveniva un po’ pericolosa, lui mi confortava. E quando i voti sono saliti a due terzi, viene l’applauso consueto, perché è stato eletto il Papa. E lui mi abbracciò, mi baciò e mi disse: “Non dimenticarti dei poveri!”. E quella parola è entrata qui: i poveri, i poveri. Poi, subito, in relazione ai poveri ho pensato a Francesco d’Assisi. Poi, ho pensato alle guerre, mentre lo scrutinio proseguiva, fino a tutti i voti. E Francesco è l’uomo della pace. E così, è venuto il nome, nel mio cuore: Francesco d’Assisi. E’ per me l’uomo della povertà, l’uomo della pace, l’uomo che ama e custodisce il creato; in questo momento anche noi abbiamo con il creato una relazione non tanto buona, no? E’ l’uomo che ci dà questo spirito di pace, l’uomo povero … Ah, come vor-

rei una Chiesa povera e per i poveri!” Prima udienza con i giornalisti Aula Paolo VI, 16 Marzo 2013

“Francesco, và e ri In questi giorni, nella Chiesa, credo che tutti respiriamo un'aria nuova. Un'aria fresca, un'aria leggera. Un'aria che, respirandola a pieni polmoni, ci fa tornare a dire che è bello non solo credere in Gesù Cristo (su quello, penso non ci siano mai stati dubbi), ma che è altrettanto bello (perché ancora possibile) credere che la Chiesa è comunque una, santa, cattolica e apostolica nonostante i suoi tanti problemi e i suoi tanti acciacchi. Insomma stiamo assaporando nuovamente il gusto di una fede “bella”! A nessuno, credente o meno, è sfuggita la semplicità e l'umiltà di un Papa che ha fatto del proprio nome, Francesco, non solo un distintivo personale, ma la sintesi del programma pastorale e della sua figura all'interno del popolo di Dio. Non è tanto la figura di Jorge Mario Bergoglio che vogliamo esaltare in questi giorni e, ce lo auguriamo,per molti altri a venire; vogliamo invece esultare perché lo Spirito Santo ha dato un "colpo d'ala" alla sua Chiesa, offrendole l'opportunità di tornare ad essere credibile in una dimensione (quella della misericordia e della vicinanza agli ultimi) nella quale in questi anni si è giocata e purtroppo forse anche un po’ sporcata la reputazione. Il gesto sconvolgente delle dimissioni di Benedetto XVI prima, e l'elezione di un uomo dal volto e dallo stile misericordioso come Francesco poi, ci hanno ridonato speranza. Permettetemi il paragone forse azzardato, ma è la stessa speranza che presumo albergasse nel cuore dell'adultera del Vangelo di qualche settimana fa quando, dalla folla di benpensanti e di arrabbiati giudici pronti a

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A cura di Angela Zavettieri

ipara la mia Casa” lapidarla, vede emergere un uomo che si sbarazza di quell'integerrimo tribunale con poche parole pronunciate e poi scritte sulla sabbia, che le parla di misericordia, e che le dice di andare avanti per la sua strada cercando di non peccare più. Così deve potersi sentire l'umanità verso la quale siamo chiamati ad andare, in mezzo alla quale "Il potere vero è servizio. siamo chiamati a stare, in compagnia della Non abbiate paura della bontà e della tenerezza" quale siamo chiamati a camminare. Così dobbiamo essere noi uomini e donne credenti: misericordiosi, perché Dio con noi S. Messa di Inaugurazione Pontificato, usa misericordia. Tra le omelie più belle dell'allora cardinale tura scegliere di rimandare al mittente il bamBergoglio, ricordo quella fatta alla conclusione bino che aveva in grembo, ha avuto il coragdi un incontro a Buenos Aires nel novembre gio di farlo venire al mondo, è costretta a gira2012. In quell'incontro, l'arcivescovo diceva ai re di parrocchia in parrocchia per trovare chi suoi fedeli di aver assistito allo spettacolo cerglielo battezzi [...]. Noi dobbiamo dire "sì" alla tamente non misericordioso di alcuni sacerdoti vicinanza al popolo, "sì" a camminare con il della sua Diocesi che avevano rifiutato il batpopolo di Dio, "sì" ad avere tenerezza specialtesimo al figlio di una ragazza madre perché mente con i peccatori, con quelli che sono più da lei concepito "fuori dalla santità del Matrilontani, sapendo che Dio vive in mezzo a loro. monio". Ai tempi di Gesù, costoro avrebbero Che Dio ci conceda la grazia della vicinanza, raccolto le pietre per lapidare l'adultera del quella che salva la Chiesa da qualsiasi attegVangelo. giamento manageriale, mondano, proselitista, Il cardinale non nascose il suo pensiero al riclericalista, e che la avvicini alle sue vie e al guardo. Ecco cosa disse: santo e fedele popolo di Dio". "A coloro che si scandalizzavano quando Gesù andava a mangiare con i peccatori e i pubOggi sentiamo riecheggiare nuovamente le blicani, Gesù dice: "I pubblicani e le prostitute parole che il crocefisso disse a Francesco: vi passano avanti nel Regno dei Cieli". Questi “Va’ e ripara la mia casa”. sono coloro che, oggi, vogliono clericalizzare Buon cammino Papa Francesco… la Chiesa; sono gli ipocriti di oggi, quelli che allontanano il popolo di Dio dalla salvezza. Paolo De Martino Questa povera ragazza, che potendo addirit

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In cammino verso la PASQU 40 ore di Te Martedì 19 e mercoledì 20 Aprile, la nostra comunità ha vissuto in maniera intensa e partecipata l’annuale esposizione prolungata del SS.Sacramento, che viene denominata 40 ore. Un’occasione provvidenziale per vivere in maniera più profonda e intima il mistero eucaristico. I vari gruppi della nostra Parrocchia, hanno “fatto compagnia” a Gesù presente nel SS. Sacramento con almeno un ora di Adorazione a testa. - O forse è stato Lui a fare compagnia a noi, donandoci quella pace e serenità che solo nell’incontro personale con Lui diventano nostri compagni di viaggio? -

E Dio disse... Se nessuno ti ama, sarà una gioia amarti. Se piangi, ci sono io a consolarti. ... Se sei debole, ti darò la mia forza. Se nessuno ha bisogno di te, io ti cerco. Se ti senti inutile, sappi che io non posso fare a meno di te. Se ti senti vuoto, la mia tenerezza ti colmerà. Se hai paura, io ti porto sulle mie braccia. Se vuoi camminare, verrò con te. Se mi chiami, ti raggiungo sempre. Se mi perderai, non dormirò finché non ti avrò trovato. Se sei stanco, sarò il tuo riposo. Se hai bisogno di me, guarda bene: sono dentro di te. Se sei nell'oscurità, sono lampada per i tuoi passi. Se sei infedele, io ti sono fedele. Se hai fame, sono pane di vita per te.

“Dio non ha aspettato che andassimo da Lui, ma è Lui che si è mosso verso di noi, senza calcoli, senza misure. Dio è così: Lui fa sempre il primo passo, Lui si muove verso di noi.” noi Udienza generale Piazza San Pietro Mercoledì, 27 marzo 2013 10

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UA con PAPA FRANCESCO Un segno profondo: Gesù lava i piedi ai discepoli. Seguono le riflessioni e le ispirazioni tratte dal ritiro di preparazione alla Pasqua degli operatori pastorali di mercoledì 27 c.m. tenutosi presso l’oratorio delle Figlie di Maria Ausiliatrice (alle quali chiediamo costante preghiera per questa comunità che le porterà sempre nel loro cuore). La chiesa di San Giovanni Bosco il giovedì santo è sem-

alla maniera di

pre gremita.

Cristo

Sembra che tutte le difficoltà e gli impegni extra lavorati-

dire

vi (che - in genere - la domenica ci allontanano dal cor-

all’ultimo

rere e arrivare, anche trafelati, nella nostra grande chie-

sto, lasciare …

sa e guardare in fondo, là in alto, quella croce che ci

senza incate-

sovrasta nella imperiosità della dignitosa sofferenza) si

nare l’amore ... raddrizzare le coordinate del nostro

dissolvano scomparendo dietro un’esigenza di necessità

sguardo per ricordarci di guardare la vera meta …”.

partecipativa al rito celebrativo di questo giorno, antici-

Per questo interviene Gesù, per questo agisce con un

patorio della passione e morte del nostro Gesù.

segno profondo e lava i piedi: “per portare via tutta la

La lavanda dei piedi. Il segno più profondo.

polvere che si è attaccata lungo il nostro cammino appe-

Non è folclore, non è curiosità, non è la banalità del se-

santendo ogni nostro passo”.

guire le tradizioni: è, come dice Papa Francesco, il pote-

Gesù ci vuol dire che quella polvere la possiamo scrolla-

re del servizio. Ma dall’osservazione bisogna passare

re ogni giorno con il servire cristianamente i fratelli.

all’azione.

Ma prima di cominciare dobbiamo prepararci.

Dalla contemplazione di questo segno deve nascere

Come ha fatto Gesù: si alzò da tavola, depose le vesti,

l’esigenza di imitazione: la coscienza che la vita è servi-

prese un asciugatoio, se lo cinse intorno alla vita, versò

zio (ancor di più per chi in piena libertà ha scelto di chia-

l’acqua nel catino … quando ebbe lavato i loro piedi ri-

marsi cristiano) deve persistere nel nostro animo anche

prese le vesti, sedette di nuovo e poi parlò ai discepoli.

quando, a funzione terminata e a notte inoltrata, si chiu-

Non ci si improvvisa altruisti, non si inventa il servire il

de il portone della chiesa e torniamo al nostro vivere

prossimo, non si approda al gesto profondo, supremo,

ordinario.

del lavare i piedi senza preparazione: occorre prepararsi

Mai dimenticare che servizio non è sottomissione, schia-

perché servire il prossimo è la sintesi della nostra fede.

vitù, ma è soccorrere, aiutare, donare anche un sempli-

E la preparazione è quella interiore, fatta di preghiera e

ce sorriso, specialmente a chi non ci sorride. Servire è

predisposizione di pensiero, perché (come confessiamo

tendere

aspettare

a Dio onnipotente nella liturgia) noi pecchiamo in pen-

l’iniziativa dell’altro, senza cercare di carpirne le inten-

sieri, parole, opere e omissioni. Dietro le nostre parole,

zioni per regolarci quanto calorosamente stringere ….. .

le nostre azioni o non azioni, ci sono - sempre – i nostri

Perché se decidiamo di servire secondo l’esempio di

pensieri che devono essere nutriti dal silenzio interiore,

Gesù che lava i piedi e bacia i piedi, non possiamo dare

dalla preghiera, dalla meditazione, momenti in cui ci si

spazio a calcoli, a liste, non possiamo fare “le nostre top

ferma per ricaricare le energie spirituali per poter servire

ten di lavande: a lui si, a lui no!”, non possiamo essere

fattivamente (e senza dispersione) il nostro prossimo.

gratuitamente

la

mano

senza

vuol “sedersi po-

avari, lavare solo se così acquisiamo visibilità. Servire Numero 10 - anno IV, Marzo 2013

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In cammino verso la PASQU ''NON FATEVI RUBARE LA SPERANZA'' "Non siate mai uomini, donne tristi: un cristiano non può mai esserlo". Il Santo Padre ha esortato alla folla di oltre 250mila fedeli presenti questa mattina in piazza San Pietro per i riti della Domenica delle Palme invitandoli a non lasciarsi prendere mai dallo scoraggiamento. Il nuovo Pontefice ha parlato soprattutto ai giovani che partecipavano alla celebrazione diocesana della

Giornata Mondiale della Gioventù spiegando loro che la gioia non nasce dal possesso delle cose, ma dall’aver incontrato una Gesù, dal "sapere che con Lui non siamo mai soli, anche nei momenti difficili, anche quando il cammino della vita si scontra con problemi e ostacoli che sembrano insormontabili". Piazza San Pietro, 24/03/2013

Appendere il ramo di ulivo nelle vostre case significa: accogliere Gesu' nella nostra vita ed essere costruttori di pace... (Cit. Don Natalino )

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UA con PAPA FRANCESCO La Settimana Santa è un tempo di grazia che il Signore ci dona per aprire le porte del nostro cuore, della nostra vita, delle nostre parrocchie - che pena tante parrocchie chiuse! - dei movimenti, delle associazioni, ed “uscire” incontro agli altri, farci noi vicini per portare la luce e la gioia della nostra fede. Uscire sempre! E questo con amore e con la tenerezza di Dio, nel rispetto e nella pazienza, sapendo che noi mettiamo le nostre mani, i nostri piedi, il nostro cuore, ma poi è Dio che li guida e rende feconda ogni nostra azione Udienza 27 marzo 2013

Grazie al nostro Ispettore don Pasquale Cristiani per aver scelto di vivere con noi il triduo Pasquale. Il Signore Risorto sia luce ai suoi passi e sostegno al suo impegno pastorale.

«Se il Signore e il Maestro ho lavato i piedi ai discepoli anche voi dovrete fare altrettanto. È l'esempio del Signore. Fra noi quello che è più alto deve essere al servizio degli altri, è un segno lavare i piedi. E questo che io faccio lavandovi i piedi, e lo faccio con amore, è un dovere per me vescovo e prete. Ma mi viene dal cuore. Ma anche voi aiutateci sempre. Adesso faremo questa cerimonia di lavarci i piedi e io davvero sono disposto a servire l'uno all'altro, penso questo: è una carezza di Gesù che è venuto proprio per questo, per servire, per aiutarci». 28 marzo 2013, CASAL DEL MARMO

"Quando camminiamo senza la Croce, quando edifichiamo senza la Croce e quando confessiamo un Cristo senza Croce, non siamo discepoli del Signore: siamo mondani, siamo Vescovi, Preti, Cardinali, Papi, ma non discepoli del Signore. Io vorrei che tutti, dopo questi giorni di grazia, abbiamo il coraggio, proprio il coraggio, di camminare in presenza del Signore, con la Croce del Signore; di edificare la Chiesa sul sangue del Signore, che è versato sulla Croce; e di confessare l’unica gloria: Cristo Crocifisso. E così la Chiesa andrà avanti." Dalla prima omelia di Papa Francesco

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In parrocchia

Nella nostra comunità parrocchiale, ormai da diversi anni si vive il momento iniziale della quaresima con la consegna della Parola di Dio ai bambini di terza elementare. E’ un gesto semplice ma ricco di significati: la comunità trasmette ai suoi figli la Parola della vita, ciascuno vive il compito di educare nella fede, tutti si impegnano ad un maggior ascolto della Parola di Dio, si prega nella grande famiglia parrocchiale che il Signore voglia suscitare, tra i suoi figli, attenti ascoltatori della Parola.

Presentazione ufficiale alla comunità dei bambini della II elementare

“Ogni volta che apriamo il Vangelo noi incontriamo Gesù” Con questa frase i ragazzi, tutti in cerchio intorno all’altare,hanno accolto il Vangelo con gioia ed emozione .

Il Vangelo che avete ricevuto, sia sempre forza e luce sul cammino della vostra vita, andate ed annunciate a tutti la Parola di Dio. Tanti Auguri, le vostre catechiste. 14

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Quest’anno, al calendario delle feste organizzate dall’Oratorio Salesiano, si è aggiunta anche la festa delle donne. Tantissime ragazze e mamme del nostro paese hanno partecipato con entusiasmo. Le animatrici hanno voluto organizzare questa festa, non solo per divertirsi e stare insieme, ma anche per riflettere e recuperare quel valore che con il passare del tempo si è perso e per far capire l’importanza che le donne hanno nella quotidianità e nella società. Per questo motivo, prima di dare il via al divertimento, è stato organizzato un momento di preghiera presso la Chiesa don Bosco, durante il quale, per mezzo del Vangelo, siamo stati guidati a “gustare” il rapporto di Gesù con la donna. “Sono tante le donne incontrate da Gesù! Il Suo atteggiamento verso di loro è semplice e, proprio per questo, straordinario: è un atteggiamento pieno di trasparenza e profondità. Le donne al tempo di Gesù non erano considerate nulla, allo

stesso livello dei servi, senza nessun diritto: Cristo si è fatto promotore della loro vera identità. Nessuna donna viene allontanata da Lui: il Suo sguardo è sempre sereno e buono. Egli le accoglie anche quando c’è una miseria, e le ama con rispetto riconoscendone il valore”. Anche la sala in cui si è svolta la serata, è stata decorata con stralci della lettera di Giovanni Paolo II alle donne e con numerose frasi scritte da donne per le donne, giusto per creare una particolare atmosfera. All’abbondante cena, si sono alternati canti, balli e giochi a cui tutti hanno partecipato gioiosamente.

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Signore, ti adoriamo e ti riconosciamo come Dio fatto uomo, nato da una donna. A Te diciamo il nostro grazie per il dono della Tua Presenza nel povero segno del pane. Tu sei con noi, l’amico,il dono del padre all’umanità, ma come non dire grazie a Tua Madre? È per il suo “sì” umile che Tu sei il Dio con noi. Benedici, Signore, ogni donna: ogni mamma, ogni nonna, ogni bambina, ogni giovane, ogni consacrata, ogni donna qui e ovunque,“perfetta” e “debole”. Signore, rendi ogni donna dono per la vita, per il mondo e per la Chiesa, così come hai fatto con Tua Madre. Illumina i suoi occhi e rendi puro il suo cuore, perché sappia riconoscere e valorizzare i doni che le hai affidato. Fa’ che ogni donna scopra e viva le propria dignità, imitando Maria, la vergine, la sposa, la madre, Colei che serve la vita e testimonia e comunica la ricchezza dell’amore e della speranza. Amen!

Alessandra Branca

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DA CUOCHI PER UN GIORNO A CUOCHI PER LA VITA 17 marzo 2013 - Reggio Calabria, Istituto Figlie di Maria Ausiliatrice, contrada Modena. Una data, un luogo, un evento!

A scrivervi sono i delegati del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) della Calabria: siamo giovani - liceali, universitari e lavoratori - attivi nei nostri oratori come educatori e animatori, e che troviamo, proprio nel nostro essere salesiani, la spinta e il coraggio per affrontare tutte le “prove” che incontriamo sul nostro cammino. Il MGS è l’insieme di tutti i bambini, ragazzi e giovani che frequentano gli oratori salesiani, degli educatori che collaborano con i salesiani, delle famiglie che in un modo o nell’altro interagiscono con le nostre strutture. Domenica 17 marzo si è realizzato un sogno/ progetto che stavamo creando da diversi mesi: la Festa Ragazzi 2013 i cui destinatari sono stati appunto i ragazzi di prima, seconda e terza media. Erano presenti gli oratori di: Fagnano, Corigliano Calabro, Spezzano Albanese, Soverato, Vibo Valentia, Locri, Rosarno, Villa San Giovanni, Reggio Calabria, Sant’Alessio, Bova Marina,

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Gallico. Lo slogan, urlato a più voci, ripetutamente sentito durante la giornata è stato: “La ricetta della santità: l’ingrediente sei tu”. Vi chiederete il motivo di questo insolito tema per una giornata di festa e noi vi forniamo subito la risposta: il nostro “padre maestro ed amico” san Giovanni Bosco, fondatore della congregazione dei salesiani, aveva come unico sogno quello che i suoi ragazzi fossero buoni cristiani e onesti cittadini, ovvero che raggiungessero la santità. Sul piano pratico la nostra spumeggiante giornata si è articolata così: gli arrivi previsti per la prima mattinata e la Celebrazione Eucaristica, presieduta da don Fabio Bellino, delegato di Pastorale Giovanile per tutta l’Ispettoria Meridionale. Noncuranti delle previsioni meteo poco favorevoli, nei gazebo allestiti nel pomeriggio di sabato, abbiamo dato vita a un vero e proprio ristorante con tante cucine all’aperto nelle quali circa 350

QUELLI DE… L’ORATORIO


CAPPELLI DA CHEF SULLA STRADA DELLA SANTITA’ ragazzi hanno messo le mani in pasta per preparare il pranzo, tutti intenti a sporcarsi di farina e cioccolata! Pranzo che abbiamo poi gustato tutti insieme, come una grande famiglia, nel clima bellissimo di condivisione che ci contraddistingue. Nel pomeriggio giochi liberi e a conclusione della giornata, uno spettacolino realizzato dai vari oratori con alcuni video preparati da noi, instancabili delegati che non abbiamo esitato a metterci in gioco in prima persona. Per farcire il tutto, trattandosi di ricette e ingredienti, abbiamo pensato ad una telecronaca in diretta della giornata con l’aiuto di “Radio Onda Giovane”, la radio dell’Oratorio salesiano di Locri che ha seguito anche i preparativi del sabato. È facile cogliere il collegamento con la cucina: per la buona realizzazione di una ricetta, che sia un dolce o un qualsiasi altro piatto, c’è sempre bisogno di un ingrediente particolare, qualcosa che renda il nostro piatto unico e speciale allo stesso tempo, prendiamo ad esempio il lievito o il sale! Lo stesso vale per le nostre vite. La ricetta per arrivare alla santità, tanto sognata da san Domenico Savio, è molto semplice: l’ingrediente segreto sei tu! Sì, proprio tu che stai leggendo! Ognuno di noi è l’unico ingrediente indispensabile. Sono necessari solo tre piccolissimi accorgimenti, avere IMPEGNO nella quotidianità, dallo studio, al lavoro, alla preghiera, mettersi al SERVIZIO degli altri e farcire il tutto con una buona dose di ALLEGRIA, che non è l’euforia momentanea di qualcosa che rende contenti, ma la felicità duratura che si trova solo in Gesù Cristo.

Numero 10 - anno IV, Marzo 2013

A conclusione, ci sembra giusto ringraziare ognuno e ciascuno per l’impegno profuso per la realizzazione di questa splendida giornata, per primi i delegati di Pastorale Giovanile per la Calabria, don Mimmo Madonna per i salesiani e suor Marinella Gioia per le Figlie di Maria Ausiliatrice che ci guidano con instancabile dedizione, il coordinatore e i delegati MGS per la loro infaticabile passione! Per ultimi ma non meno importanti ringraziamo i nostri ragazzi: il loro sorriso e la loro felicità sono stati la miglior ricompensa per i nostri sforzi. Vi abbiamo dato una semplicissima ricetta e speriamo che il piatto riesca. Un fraterno saluto da tutto il Movimento Giovanile Salesiano. Mariagrazia Nucera

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La frenesia di tutti i giorni, l’università, lo studio, i mille impegni ci portano a non avere tempo: tempo per noi, per gli altri ma soprattutto tempo per Dio. Sembra quasi che ci dimentichiamo della sua presenza e non riusciamo a leggere gli avvenimenti nella nostra vita con gli occhi della fede; il nostro sguardo non è limpido, profondo, buono, piuttosto abbiamo uno sguardo opaco che non è specchio della luce di Gesù. Corriamo. Sì corriamo, perché fermarci vorrebbe dire riflettere sui nostri perché, sui nostri dubbi, vorrebbe dire domandarci DOVE stiamo andando, PER CHI stiamo correndo. L’unica certezza che abbiamo è l’AMORE incondizionato e senza fine che Gesù ha per ognuno di noi: nonostante i nostri sbagli, nonostante il nostro frequente voltargli le spalle, nonostante il nostro disinteresse, Lui c’è sempre. Questo non deve farci assopire e mettere un freno alla nostra ricerca di migliorarci ma deve essere una certezza che ci spinge sempre a fare meglio. Ecco allora la necessità di fermarci, è il Signore

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"Come un grappolo aggrappato alla vita, io mi aggrappo a Te" che ce lo chiede e il nostro cuore lo desidera. Ecco la nostra boccata d’ossigeno, la ventata di aria fresca che ci rigenera: gli esercizi spirituali, tempo che non va assolutamente sprecato ma va vissuto in pienezza alla ricerca del volto di Gesù. Posso dirvi, cari ragazzi, che è difficile dare delle risposte alle tante domande che la vita ci pone, dare un senso alle mille prove che dobbiamo superare, ma alla luce del Suo Amore tutto è possibile e dopo senti nel cuore una forza e una serenità nuova, si fa esperienza della pace come pienezza di vita! Speriamo che la nostra umile testimonianza di fede, che è adesione del cuore e della mente ad una forza di bene che lotta contro il male, vi possa aiutare nel vostro cammino. I migliori auguri di una serena Pasqua di Resurrezione a tutti voi da parte del “gruppo giovani” di Quaresima Viva. Mariagrazia Nucera QUELLI DE… L’ORATORIO


Anche gli ESORDIENTI hanno preso parte al torneo “Gazzetta cup” . Tre le partite disputate sin’ora. Dopo la prima sconfitta contro la squadra del Saline, la seconda giornata della Gazzetta Cup ha visto prevalere gli Esordienti dell' Oratorio Salesiano sul campo dell'Hermes Lazzaro con un rotondo 5 a 0. Una partita ben giocata dalla nostra squadra, proiettata fin dall'inizio all'attacco con una gran voglia di portare a casa i 3 punti. Una bella prestazione che ha fatto da preludio all’altra grande vittoria degli Esordienti nella partita che si è tenuta nel campo dell'Oratorio Salesiano contro La Nostra Valle (Condofuri). La squadra di casa infatti si sbarazza dei pari età con un perentorio 2 a 0 grazie alle reti di Davide Tuscano e Alessandro Franco, a suggello di una bella prestazione corale che lasciava presagire un risultato ancora più rotondo. Tutto questo fa ben sperare per il prosieguo della competizione!! Mister Scordo

Numero 10 - anno IV, Marzo 2013

E' da poco iniziato il torneo "Gazzetta Cup" della categoria pulcini. Come ogni anno la società dell'Oratorio Salesiano partecipa a questa competizione molto ambita organizzata dal CSI. La "Gazzetta Cup" nella sua articolazione prevede una prima fase provinciale a gironi che darà l'accesso alla fase finale provinciale. Le squadre cosi qualificate disputeranno la fase interregionale con sede a Catania mentre la fase finale nazionale anche quest'anno si svolgerà presso lo stadio G.Meazza di Milano. I ragazzi "under 10" nati negli anni 2002/03 che prendono parte al torneo sono rappresentati da: Filippo Violi, Leonardo Spinella,Pietro Favasuli, Aldo Malara,Pietro Praticò, Francesco Marengo, Antonino D'Aguì,Domenico Familiari, Simon Iaria, Rocco Stelitano, Bruno Cuppari. La squadra dell'Oratorio Salesiano inserita nel gruppo A nella prima fase provinciale insieme a Calcistica Spinella, Saline e La Nostra Valle, comanda al momento il girone a punteggio pieno ottenendo tre vittorie in altrettante partite. Ottimo è stato l'esordio in trasferta contro la compagine melitese della Calcistica Spinella dove i ragazzi dell'Oratorio Salesiano hanno avuto la meglio imponendosi con il risultato di 1-3. Nel successivo impegno casalingo i nostri ragazzi hanno superato largamente i pari età del Saline con punteggio di 9-1 ed altrettanto netta è stata la vittoria ottenuta in trasferta ai danni de La Nostra Valle con un perentorio 1-8. Che l'inizio cosi spumeggiante sia di buon auspicio per il proseguo del torneo. Questi ragazzi meritano di ottenere grandi successi. Mister Stelitano

Ha preso l’avvio mercoledì 20 marzo 2013 il campionato della categoria PRIMI CALCI, anni 2004-2005. Esordio con una sconfitta per i nostri, che hanno perso per 2 a 0 contro i pari età della “calcistica Spinella” di Melito di Porto Salvo. Buona in ogni caso la prova sopratutto in difesa, la squadra è stata penalizzata dalla assenze di alcuni elementi di maggiore esperienza, da migliorare certamente la freddezza sotto porta che è mancata in particolare nel primo tempo. Nonostante la sconfitta subita, i nostri campioni hanno subito ripreso in mano le redini del campionato, con un ottima prova disputata contro i sui pari età della Condofurese per 7 a 1. Due le reti segnate nel primo tempo da Francesco TRIOLO, mentre nel secondo tempo sono state ben cinque, 4 siglate da Gabriele Cimino e una da Giuseppe TRINGALI. Buona la prova della difesa che si è ben comportata, c’è ancora da migliorare sotto porta. Ottima la prova di Antonio TUSCANO a centrocampo. Mister Triolo

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1 Aprile: Veronica Minniti; Martin Eric; Brigida Modaffari; Maria Modaffari; Alessio Autelitano; Andrea Laurenzano; 2 Aprile: Martina Iacopino; Pietro Francesco Criseo; Elena Geremia Salvatore Clemensi; Pierluigi Russo; 3 Aprile: Beatrice Violi; Margherita Saccà; 4 Aprile: Claudio Migliardi; Piersalvatore Palamara; 6 Aprile: Michele Canale; 7 Aprile: Daniela Zavettieri; Maria Celeste Catroppa; Leo Morabito;; Domenico Mafrici 8 Aprile: Maria Chiara Cuppari; Paolo Baccilieri; Maria Stella Malara 9 Aprile: Berna Lipari; Carlo Triveri; Ilaria Francesca Nucera;; Elvis Tuscano, Giovanni Tringali; 10 Aprile: Corina Toba; Graziano Nunziata; Isabella Iaria;; 11 Aprile: Chiara Oliveri; Giovanna Cogliandro; Petra Romeo; 12 Aprile: Leo Carmelo Criseo; Clarissa Russo; Sergio Barilà;; 13 Aprile: Francesco Triolo; Claudia Iiriti; Carmen Rodà: 16 Aprile: Domenico Orlando; 17 Aprile: Francesco Iiriti; Stefania Cuomo; Emanuele Criseo; Graziana Oliverio; 18 Aprile: Lea Autelitano; Simon Pietro Bonavolta; Pasquale Autolitano: 19 Aprile: Maria Olimpia Squillaci; Nicholas Laurenzano; Maria Casile; Tony Cercola; Alessandra Autelitano; Carlo Altomonte; Antonio Pangallo; 20 Aprile: Sonia Stelitano; Pavlin Zefi; Vincenzo Ricciardi; Alle nostre neo-dottoresse ppari , Maria Chiara Cu gogia dottoressa in Peda dell’infanzia, za, e Carmen Fioren ervazione dottoressa in Cons zazione dei restauro e valoriz e ambientali, beni architettonici venire ricco di gli auguri di un av i. tante soddisfazion pagni Don Bosco accom il loro futuro!!!

21 Aprile: Natale Minniti; Giulia Tuscano; Luana Miceli; 22 Aprile: Don Antonio Giuliano Sdb; Saverio Natoli;; 23 Aprile: Daniele D'Aguì; Maria Domenica Manti; 25 Aprile: Emanuela Palermiti; Angelo Iiriti; 26 Aprile: Daniela Moio; Domenico Arconti; 27 Aprile: Salvatore Cartellà; 28 Aprile: Fortunata Iiriti; Lucio Carrozza; Massimo Piva;; 29 Aprile: Don Mario Cimosa Sdb; 30 Aprile: Valeria Cuppari; Graziella Finelli; Gabriel Storica.


giornalino marzo 2013