Page 1

Mensile dell’Oratorio Salesiano di Bova Marina

Anno II, numero 9 - Febbraio 2011

Se Dio mi regalerà un pezzo di vita...

Carissimi,

Se per un istante Dio si dimenticherà che sono una marionetta

non c’è mese che arrivi e che non ci offra l’opportunità di

di stoffa e mi regalerà un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma in definitiva penserei tutto quello che dico. Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano. Dormirei poco, sognerei di più, andrei quando gli altri si fermano, starei sveglio quando gli altri dormono, ascolterei quando gli altri parlano e come gusterei un buon gelato al cioccolato! Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei semplicemente, mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente il mio corpo ma anche la mia anima. Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei che si sciogliesse al sole. Dipingerei con un sogno di Van Gogh sopra le stelle un poema di Benedetti e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna. Irrigherei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine e il carnoso bacio dei loro petali. Dio mio, se io avessi un pezzo di vita non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente che amo, che la amo. Convincerei tutti gli uomini e le donne che sono i miei favoriti e vivrei innamorato dell'amore. Continua a pag. 2

riflettere su temi importanti e cruciali… Febbraio è il mese dell’amore per antonomasia, tutti infatti, dai single alle coppie, ricordano cosa si festeggia il 14… e poi, se proprio lo volessimo dimenticare, a risvegliare la nostra memoria ci pensano i vari cartelloni pubblicitari che ci invitano a regalare al nostro lui o alla nostra lei una romantica cenetta a lume di candela o qualche prezioso gioiello… “Ma San Valentino deve essere tutti i giorni, perché relegare l’amore ad un'unica festa?” Beh, effettivamente come dar torto a quanti la pensano così, ma mi chiedo: che c’è di male a festeggiare in maniera più plateale il sentimento che ci lega ad un'altra persona, ad impazzire nella ricerca di un regalo che possa soddisfare i gusti dell’altro/a, a fremere per sapere quale sarà invece il nostro di regalo, a sentirci al centro dell’attenzione almeno per una volta l’anno? E se poi capiterà di festeggiare san Valentino anche tutti gli altri giorni, ben venga… intanto godiamoci questo giorno!! E per i single? C’è una frase che mi è ritornata alla mente proprio in questi giorni “Per essere felici non bisogna essere innamorati di un uomo o di una donna, basta essere innamorati della vita!!”

SABATO 19 FEBBRAIO 2011 ALLE ORE 18.00 presso la Chiesa Don Bosco presentazione della Strenna del Rettor Maggiore per l’anno 2011

E la vita è proprio l’altro leitmotiv del mese di febbraio. Anche quest’anno, in occasione della “Giornata per la vita”, abbiamo dedicato su queste pagine ampio spazio all’avvenimento. La vita è sempre più messa in pericolo e poco si fa per tutelarla. Dall’aborto all’eutanasia, dalle guerre al terrorismo, dalla fame all’abbandono, la vita e sminuita, è ignorata, quasi fosse un incomodo. Essa è un dono, è “IL DONO”, e come tale dobbiamo amarla, difenderla, promuoverla; dobbiamo avere la consapevolezza che in quanto dono di Dio è sacra. E’ l’atto d’amore più grande di Dio verso l’uomo e per essa dobbiamo combattere; ci deve fremere il cuore ogni volta che è turbata dagli eventi negativi del mondo.


Il 16 ottobre 1978 il Santo Padre Giovanni Paolo II è il 263° successore di Pietro, il primo papa. Il pontificato di Wojtyla diviene oggi il quarto più lungo della storia: 24 anni, 6 mesi e 8 giorni. Durante quasi un quarto di secolo di Pontificato, il Santo Padre ha realizzato statistiche senza precedenti: 98 viaggi fuori Italia e 142 visite pastorali in Italia più altre visite varie a Roma per un totale di quasi tre quarti di un milione di miglia percorsi. Il Santo Padre Giovanni Paolo II ha realizzato diversi “primati” nel corso del suo lungo regno, è stato il primo a: visitare una Sinagoga ed una Moschea; tenere conferenze stampa in aereo, soggiornare in albergo, pubblicare libri di prosa e di poesia, aggiungere cinque nuovi Misteri al Santo Rosario, a celebrare la Santa Messa a più di 350 Km a nord del Circolo Polare Artico. il Pontefice più giramondo della storia diverrà BEATO! La Consulta medica della “Congregazione delle cause dei santi” si è espressa favorevole sul miracolo attribuito all’intercessione di Papa Wojtyla. Si tratta della guarigione di suor Marie SimonPierre , una religiosa francese di 44 anni affetta da una forma aggressiva di morbo di Parkinson. Uno degli specialisti coinvolti aveva manifestato iniziali perplessità così che la Congregazione aveva affidato anche una seconda e una terza perizia specialistica riguardo il caso e, dopo le dovute le dovute ricerche il parere della Consulta medica è stata favorevole. La beatificazione di Wojtyla sarà una cerimonia con notevoli problemi organizzativi, vista la quantità di persone che potrebbe riversarsi quel giorno a Roma. Durante il suo funerale erano stati srotolati in piazza San Pietro degli striscioni con lo slogan”santo subito” invece che beato. Benedetto XVI dopo aver valutato ogni proposta ha deciso nel giugno 2005 di non attendere i previsti 5 anni, che devono trascorrere dalla morte del candidato agli altari, per far partire immediatamente il processo di beatificazione. Dovrebbe esserci d'esempio colui che affermava che "una parola non è veramente accolta se non quando passa negli atti, se non quando viene messa in pratica" ...nonchè colui che amava i giovani parlando loro così: "spendete bene la vita, è un tesoro unico" .

Francesca Autelitano

“Prendete in mano la vostra vita e fatene un capolavoro” Giovanni Paolo II Continua dalla prima pagina... Agli uomini proverei quanto sbagliano al pensare che smettono di innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono di innamorarsi. A un bambino gli darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Agli anziani insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia ma con la dimenticanza. Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini! Ho imparato che tutto il mondo ama vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel risalire la scarpata. Ho imparato che quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo tiene stretto per sempre. Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardarne un altro dall'alto al basso solamente quando deve aiutarlo ad alzarsi. Pagina 2

Gabriel García Márquez Quelli de… l’ Oratorio


31 gennaio 2011… cosa succede?!!!! Noi tutti appartenenti alla Famiglia Salesiana ricordiamo il nostro papà S. Giovanni Bosco, il santo dei giovani, grazie al quale, ogni giorno, ogni istante che passiamo in oratorio respiriamo un’aria salubre, aria di famiglia. Ma sarebbe riduttivo fare festa un solo, unico e solitario giorno. Sono certamente migliori tre giorni di allegria e felicità!! Iniziamo con il 29 gennaio!! Un corteo di bambini, giovani, animatori, catechisti, cooperatori salesiani, FMA e SDB, passando per le strade del nostro paese ha fatto sentire la sua voce, la sua voglia di gridare al mondo che “CI SIAMO ANCHE NOI”. La silenziosa, pomeridiana Bova Marina ha sentito, sulle note di don Giosy Cento, che anche noi vogliamo volare, liberi come i gabbiani, e tracciare la nostra rotta, seguendo Gesù. Tutti i ragazzi si sono successivamente radunati presso il Tempio don Bosco per l’Accademia in onore del nostro santo, alla quale tutti i gruppi e le associazioni hanno partecipato con scenette, balli e canti. Si è tenuta anche la premiazione del concorso artistico letterario “Dream with me. Dal sogno dei nove anni di don Bosco ai tuoi sogni”. Al primo posto per la categoria Miglior opera LETTERARIA, la poesia “Amore” di Sonia, Eliana e Caterina (che potete leggere a pag.5), per la categoria FOTOGRAFICA/VIDEO ad aggiudicarsi il primo posto è stato il video di Pasquale Tuscano, mentre per l’area ARTISTICO/MUSICALE è stata la volta del coreografico cartellone realizzato dalle ragazze di quarta elementare. Premio opera più originale la canzone

realizzata da Maria Antonel-

la Nucera sulle note di “Domani”. Un grazie a tutti coloro che hanno collaborato con i piccoli artisti per la realizzazione di questi capolavori, dai catechisti agli insegnanti, ai genitori. Al termine dell’Accademia, come di consueto, panini per tutti!! Passiamo al 30, vero nucleo della nostra festa. In questa ultima domenica di gennaio il cielo nuvoloso aveva dato un presagio di pioggia, ma l’allegria che avevamo nel cuore e la voglia di stare insieme hanno scacciato anche il mal tempo. Ed eccoci quindi tutti catapultati nel Don Bosco Day. A darsi sfida su di un campo ancora un po’ umidiccio oltre le varie categorie delle squadre di calcio del nostro Oratorio anche le squadre di Brancaleone, Palizzi, Condofuri , Melito P.S. e Pellaro. Non sono mancate, come nostra consuetudine, le lasagne preparate amorevolmente dalle mani delle nostre mamme. Tutti i ragazzi hanno giocato e si sono divertiti ed è stata una gioia per noi sapere, a conclusione della giornata, che quella era stata per molti “la più bella giornata dell’anno”. Non c’è felicità più grande che sapere di aver reso felice il nostro “vicino”. La conclusione dei nostri festeggiamenti è stata il 31, festa ufficiale di San Giovanni Bosco. Il tempo, che ci aveva sorriso fino al giorno prima, si è lasciato un po’ andare e la pioggia è caduta abbondante. Partecipando alla Santa Messa ci siamo augurati l’un l’altro che il carisma di don Bosco ci accompagni sempre nella nostra missione!!

“Chi sa di essere amato, ama; e chi è amato ottiene tutto, specialmente dai giovani!” Mensile dell’Oratorio Salesiano

Pagina 3


I GIOVANI… Don Giosy Cento

Don Bosco amava i GIOVANI

Noi amiamo i GIOVANI

Noi

Numero eseguito dall’Associazione dei Salesiani Cooperatori di Bova Marina, durante l’Accademia in ono-

amiamo DON BOI giovani sono belli. Tu li ami, Gesù. I giovani sono ribelli. Tu li ami. A giovani sono strani. Tu li ami. E giovani si perdono. Tu li vai a cercare. I giovani se ne vanno lontano. Tu li aspetti. I giovani amano. Tu vivi nel loro amore. I giovani sono confusi nell'amore. Tu hai compassione. I giovani sparano cavolate. Tu dici... "cresceranno". I giovani hanno immense potenzialità. Tu ne favorisci lo sviluppo. I giovani sono infantili. Tu non li condanni. I giovani hanno dentro ogni vocazione. Tu li chiami. I giovani ti offendono. Tu li perdoni. I giovani hanno le ali. Tu gli offri l'azzurro dell'immenso cielo. I giovani ti abbandonano. Tu vai a morire da solo. I giovani si drogano, bevono, fanno sesso. Tu pazienti e proponi una vita esigente. I giovani fanno compromessi. Tu li inviti alla radicalità. I giovani sono provocatori. Tu mantieni la calma. I giovani vanno fuori di testa. Tu mantieni l'equilibrio. I giovani sono menefreghisti. Tu ti interessi di loro. I giovani sono entusiasti. Tu apri loro le vie dell'universo. I giovani perdono tempo. Tu li apri all'eterno senza tempo. I giovani fanno peccati. E tu non scagli la pietra. I giovani sono gioia. Tu la moltiplichi nel loro cuore. I giovani cantano, ballano, sono musica. Tu sei la loro danza. I giovani sbagliano. Tu li capisci. I giovani sono GIOVANI. Tu sei il loro Dio Giovane. Tu fissi il tuo sguardo d'amore su ogni generazione e Li ami. E io, Signore? E noi...

Facciamo del nostro meglio per amarli come fai tu! Pagina 4

Quelli de… l’ Oratorio


LA STORIA Don Bosco ricevette l’abito talare il 25 ottobre 1835 dalle mani di don Antonio Cinzano, professore di teologia morale al seminario di Chieri e parroco di Castelnuovo d’Asti. In quell’occasione il ventenne seminarista formulò sette importanti propositi.

Di JOSÉ J. GÓMEZ PALACIOS

Tratto dalle pagine del Bollettino Salesiano - Febbraio 2011.

a cura di Antonella Iaria

La veste talare

Sono nata in una stanza piena di rocchetti di filo nero, aghi, forbici e ditali nella sartoria del maestro Andrea Fanelli di Chieri, fornitore ufficiale dei seminaristi. Capii subito che ero destinata ad una alta dignità e che il mio colore scuro, così elegante, significava la rinuncia al mondo e ai suoi piaceri. Sarei stata la barriera che difende e separa il sacerdote dal resto della gente. Una fortezza del decoro e dell’onorabilità, la magica cornice in cui avrei trascorso tutta la vita. Sarei stata sempre circondata da gente seria, ricca di preghiere e opere buone, ordinata come la lunga fila dei miei bottoni. Un’orgogliosa soddisfazione tendeva le mie cuciture. Tutto questo pregustavo, quando rivestii quel giovane seminarista che si chiamava Giovanni Bosco. Mi indossò con grande rispetto e venerazione. Ma non andò come immaginavo. Anzi. Invece dei salotti dei signori, mi trovai nelle maleodoranti celle di un carcere minorile. Le prime volte, fui insultata, presa in giro e sputacchiata. «Cominciamo bene» pensai. Quel giovane prete però seppe guadagnarsi la confidenza dei giovani carcerati, con la forza del rispetto e della comprensione. Gli addii diventarono tanti arrivederci. Non godevo di aristocratica onorabilità, ma avevo le tasche piene di caramelle, cioccolatini, tabacco da distribuire a piene mani. Spesso, durante la giornata, venivo poco dignitosamente arrotolata alla vita, quando lui si lanciava a giocare con i ragazzi. E in quei momenti sembrava non avesse nient’altro di più importante al mondo. Ho dovuto sopportare gli aloni bianchi del sudore, i sacchi di calce e di sabbia, gli strattoni. Conservo, nel mio bel tessuto, cicatrici di cento mestieri e rattoppi poco dignitosi. Mi buscai pure una pallottola che per fortuna sfiorò solo il povero don Bosco! Non dimenticherò mai le migliaia di mani piccole e grandi che si sono aggrappate a me, sfilacciandomi l’orlo. Condividevo un po’ dell’affetto che il giovane prete dispensava a tutti. Un giorno, per le insistenze della mamma, don Bosco acquistò un’altra veste talare. Pensavo a un tranquillo pensionamento e invece don Bosco, con

AMORE In ogni cosa che faccio ci sei tu!! In ogni persona che incontro ci sei tu!! In ogni mio progetto ci sei tu!! BASTA CHE SIATE GIOVANI PERCHE’ VI AMI ASSAI Voglio essere sempre giovane…

un gesto commosso, prese forbici ed ago e mi trasformò nel vestito

Così da essere sempre riempito del tuo Amore

nero di una vecchia contadina piemontese.

e dare anch’io Amore,

Serviva un costume per un teatrino che aveva scritto per i suoi ragazzi. Ed eccomi qui sul palcoscenico, a raccogliere le ultime briciole di rispettabilità, insieme agli applausi e alle risate.

quell’Amore che avvicina gli altri a Gesù! E’ questo il mio sogno più grande! Sonia L., Caterina M. Eliana C.

Mensile dell’Oratorio Salesiano

Pagina 5


L’Olocausto spiegato ai ragazzi... A cura del Gruppo Missiona-

A Buchenwald, nel corso della Grande Guerra, come in altri campi di sterminio vennero uccisi molti bambini. Bambini e bambine, ragazzi e ragazze che fin da subito subirono una violenza sempre uguale: la distruzione della loro giovinezza. Questa poesiC’è un paio di scarpette rosse numero 24 quasi nuove: sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica, Schulze Monaco. C’è un paio di scarpette rosse In cima a un mucchio di scarpette infantili a Buchenwald, Più in là c’è un mucchio di riccioli biondi E ciocche nere e castane a Buchenwald serviranno a far coperte per i soldati. Non si sprecava nulla

Erano di un bimbo di tre anni, forse di tre anni e mezzo. Chi sa di che colore erano gli occhi bruciati nei forni, ma il suo pianto Lo possiamo immaginare, si sa come piangono i bambini. Anche i suoi piedini li possiamo immaginare, scarpa numero 24 per l’eternità, Perché i piedini dei bambini morti non crescono. C’è un paio di scarpette rosse A Buchenwald,

e i bimbi li spogliavano e li radevano

Quasi nuove

prima di spingerli nelle camere a gas.

perché i piedini dei bambini morti

C’è un paio di scarpette rosse, di scarpette rosse

Non consumano le suole… (JOYCE LUSSU)

per la domenica a Buchenwald. Pagina 6

Quelli de… l’ Oratorio


Mappa dei principali

Campi di Concentramento nazisti.

Il 27 Gennaio 1945 vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz e l’orrore fece il giro del mondo... Dachau, Mathausen, Auschwitz, Chelmno, Fossoli, furono nomi uguali agli altri sulle carte geografiche e sulle guide turistiche. In realtà essi nascosero un terribile segreto: campi di lavoro forzato, di tortura e di morte, nei quali scomparvero milioni di esseri umani e tra essi bambini e ragazzi. Molti di loro sono scomparsi dalla faccia della terra senza lasciare traccia e nemmeno il nome; di altri ci resta un frammento di storia o una fotografia sbiadita. Pochi sono i sopravvissuti.

OLOCAUSTO:

La parola deriva dal greco holos, “completo” e Kaustotos, “rogo”: TUTTO BRUCIATO. E’ un sacrificio nel quale ciò che si sacrifica è completamente arso. Nella Bibbia è un termine ricorrente, specialmente in occasione di sacrifici religiosi, tesi a sancire un rinnovo dell’alleanza tra Dio e Israele. Dalla seconda metà del XX secolo, con il termine “Olocausto” si richiama il genocidio compiuto da Adolf Hitler, Terzo Reich di Germania, a danno di tutte quelle persone ed etnie ritenute “indesiderabili” dalla dottrina nazista (ebrei, omosessuali, oppositori politici, rom, sinti, testimoni di Geova, pentecostali, malati di mente, portatori di handicap,

SHOAH:

termine tratto dalla lingua ebraica, significa “catastrofe”. Definisce, dal 1938, anno in cui fu adottato per la prima volta, il genocidio della popolazione ebraica d’ Europa.

Mensile dell’Oratorio Salesiano

NOTTE DEI CRISTALLI:

è la notte tra il 9 e il 10 Novembre del 1938, in cui venne condotta dalle SS tedesche la spedizione in Germania, Austria e Cecoslovacchia. Complessivamente in quella notte furono uccise circa 400 ebrei, rase al suolo dal fuoco 267 Sinagoghe e devastati 7500 negozi. Viene così definita in riferimento al gran numero di vetrine distrutte, ai danni degli ebrei.

ANTISEMITISMO:

il termine venne coniato nel XIX secolo da in Germania e sta ad indicare i pregiudizi e gli atteggiamenti persecutori nei confronti degli ebrei. Nel corso della storia gli Ebrei, accusati di tramare contro gli interessi dei paesi che li ospitavano, subirono violenze e discriminazioni.

LEGGI RAZZIALI: sono l’insieme dei provvedimenti legislativi ed amministrativi, varati in Italia nel 1938, contro le persone di religione ebraica. Il fondamento della loro promulgazione fu la considerazione che stabiliva come la razza italiana appartenesse al gruppo delle così dette “razze ariane”, come diceva lo stesso Hitler, le razze più creative, più valorose, a cui spetta il diritto di dominare il Pagina 7


27 Gennaio 2011

Ass. Culturale G.C.S. ELPIDA

Nessuno mai ci chiese

ENZO DE LIGUORO

A 66 anni dall’Olocausto, nel giorno dedicato alla memoria dello scempio che il Nazismo attuò contro l’ umanità, il Cine Teatro Don Bosco, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Bova Marina, l’Ass. “Punto Zero” e la Corale Polifonica “Don Ruggero Coin”, ha portato sotto i riflettori, la lettura scenica “Nessuno mai ci chiese”, a cura dell’attore napoletano Enzo De Liguoro - protagonista della stessa - sulla cruda testimonianza, riportata nell’omonimo libro, del bolognese Armando Gasiani, deportato ancora 17enne nel campo di concentramento di Mauthausen, insieme al fratello Serafino. Di grande stile l’interpretazione, l’immedesimazione di De Liguoro Pagina 8

che, accompagnato da un dolce tappeto di violino e voce, è riuscito a coinvolgere il pubblico presente e a trasmettere quelle forti emozioni che portano a comprendere fino in fondo l’atrocità delle torture, delle umiliazioni, delle punizioni inflitte ai prigionieri, costretti a sopravvivere di stenti, in condizioni indescrivibili e con l’incubo costante della morte. Le lacrime sgorganti dagli occhi dello stesso attore, nella parte finale della lettura, sottolineavano l’importanza di far rientrare con forza nel corredo spirituale individuale di ognuno, esperienze umane/disumane come questa. L’Amministrazione comunale, sotto la cura del Consigliere delegato alla Cultura Tito Squillaci, ha aperto la serata con la presentazione e la proiezione del video fotografico dal titolo “PIOVE A SARAJEVO” di Luciano Bovina. Un racconto in immagini per far riflettere sul fatto che situazioni come quella dell’Olocausto ai danni degli Ebrei, purtroppo sono ancora attuali, sebbene in forme diverse. Un racconto struggente di luoghi che non sono più tali e rapporti umani infranti e dispersi per sempre. La Corale Polifonica “Don Ruggero Coin”, sempre partecipe alle iniziative di una certa sensibilità messe in atto sul territorio, ha allietato la serata e incantato, come di consueto, attraverso l’esecuzione di due brani facenti parte della tradizione ebraica.

“Negli ultimi anni del famoso programma “Jonathan” di A. Fogar, avevo come assistente un tecnico slavo. Il suo nome era Slobodan Boba Mihajlovic, lo chiamavo Libero come il suo nome. Alla fine di ogni registrazione si firmava sempre: “Freebird” (uccello libero). Era un giovane di Belgrado, ma abitava insieme alla famiglia a Sarajevo. Tante volte ho trascorso giorni spensierati nella sua casa. Una famiglia meravigliosa dove sua madre, padre e sorella erano tutti musicisti. Poi venne il silenzio...buio completo. All’inizio del 2000, trovandomi in Bosnia per un servizio, provai a rintracciarlo personalmente. Dopo tante difficoltà incontrai la sorella. A stento mi raccontò che in quella guerra assurda aveva perso i genitori e il marito, di Libero non ebbe mai nessuna notizia. A Sarajevo ripercorrendo luoghi già visitati, non ritrovato le persone conosciute anni prima, ma solo visi anonimi e diversi. Tra le migliaia di tombe, in quelli che erano i Parchi di Sarajevo, quante volte ho guardato in alto...nulla...nemmeno un passero”. LUCIANO BOVINA

Audiovisivo vincitore del Circuito Nazionale Audiovisivi 2008 e vincitore della Coppa DIAF 2009. Quelli de… l’ Oratorio


INNO ALLA VITA (Madre Teresa di Calcutta) a cura di Daniela Callea

La vita è bellezza, Ammirala!

La vita è un sogno, fanne una realtà!

(…) Laudato sii, o mio Signore,

Il bambino chiama la mamma e domanda: "Da dove sono venuto? Dove mi hai raccolto?" La mamma ascolta, piange e sorride mentre stringe al petto il suo bambino. "Eri un desiderio dentro al cuore." Tagore

per tutte le creature, specialmente per messer Frate Sole, il quale porta il giorno che ci illumina ed esso è bello e raggiante con grande splendore: di te, Altissimo, porta significazione.(…) S. Francesco d’Assisi

La vita è una ricchezza, Conservala! Aiuta i bambini cardiopatici. Con un sms da telefono cellulare al numero 45508 è possibile donare, dal 7 al 27 febbraio, due euro a favore della campagna “Cuore dei bimbi”; i fondi verranno destinati per salvare 350 bambini cardiopatici che vivono in Cambogia.

La vita è preziosa,abbine cura! Milioni di bambini continuano a morire a causa dell'aborto. La strage degli innocenti non è avvenuta soltanto dopo la nascita di mio Figlio. Si ripete ancora oggi, ogni giorno." Medjugorje - Messaggio del 02.02. 1999

www.aiutareibambini.it, febbraio 2011

La vita è beatitudine, Assaporala!

La vita è un mistero, scoprilo! Inappagati da quello che abbiamo, noi vaghiamo per cercare il di più, noi gridiamo questa sete che abbiamo di Te... E ti cerchiamo... vogliamo vederti, Gesù!

Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati quelli che hanno il cuore sincero perché possono accostarsi a Dio. Beato chi è autentico nei pensieri e nei fatti perché è accolto da Dio.

VOGLIAMO VEDERTI GESU’ Claudia I.

La vita è amore,

Matteo 5, 6

La vita è un dovere, Compilo!

Donala! “… lieta notizia, è stato trovato il midollo per Benedetta!!”

La vita è la vita, difendila! Nuovo attentato contro i soldati italiani Uccisi quattro alpini. «l'Italia onora il sacrificio di questi nostri soldati coraggiosi, l'ennesimo pesante tributo di sangue che il nostro Paese paga in quelle terre lontane in una missione che difende la democrazia e la pace nel mondo».

La vita è una lotta,accettal!. “(…) E allora l'uomo trova nella sua sofferenza la pace interiore e perfino la gioia spirituale” Giovanni Paolo II

Corriere della sera, 9.10.2010 Mensile dell’Oratorio Salesiano

Pagina 9


a cura di Claudia Iiriti

"Le persone che progrediscono nella vita sono coloro che si danno da fare per trovare le circostanze che vogliono e, se non le trovano, le creano." (George Bernard Shaw)

“Un uomo chiamato a fare lo spazzino dovrebbe spazzare le strade così come Michelangelo dipingeva, o Beethoven componeva, o Shakespeare scriveva poesie. Egli dovrebbe spazzare le strade così bene al punto che tutti gli ospiti del cielo e della terra si fermerebbero per dire che qui ha vissuto un grande spazzino che faceva bene il suo lavoro." (Martin Luther King Jr.)

"Io prendo delle decisioni. Forse non sono perfette,

ma è meglio prendere decisioni imperfette che essere alla continua ricerca di decisioni perfette che non si troveranno mai." (Charles De Gaulle)

"...Perché esiste una grande verità su questo pianeta: chiunque tu sia o qualunque cosa tu faccia, quando desideri una cosa con volontà, è perché questo desiderio è nato dall'Anima dell'Universo. E quando tu desideri qualcosa,tutto l'Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio..." ( P. Coelho )

“ Com’è bello essere vivi. Se imparassimo ad esser contenti per il solo fatto di essere vivi. Capiremmo fino in fondo il piacere di lavarsi la faccia con un bicchiere di acqua, e pazienza se nell’uniforme ci hai dormito sudato, se il sacco a pelo puzzava, se trovare un gabinetto è stato un’impresa drammatica…” (Oriana Fallaci) Pagina 10

Quelli de… l’ Oratorio


“Voglio una vita, ecco. Voglio una casa. Voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico, andare in libreria e scegliermi un libro leggendo la quarta di copertina. Voglio passeggiare, prendere il sole, camminare sotto la pioggia, incontrare senza paura e senza spaventarla mia madre. Voglio avere intorno i miei amici e poter ridere e non dover parlare di me, sempre di me come se fossi un malato terminale e loro fossero alle prese con una visita noiosa eppure inevitabile”. (Roberto Saviano)

“La ricchezza, la bellezza, tutto si può perdere, ma la gioia che hai nel cuore può essere soltanto offuscata: per tutta la vita tornerà a renderti felice.” (Anna Frank)

“Forse a volte non si può scegliere il nostro destino, com’è capitato ai milioni di ebrei uccisi nella Shoah, però non esiste nel mondo nessun potere, nessuna forza che possa trionfare sulla nostra vitalità e sul nostro amore! Dopo che ho fatto “La vita è bella” ho ricevuto centinaia di lettere di testimoni e di sopravvissuti e donne che mi hanno detto che, mentre le mamme accompagnavano i bambini nelle camere a gas, cantavano e giocavano con loro per distrarli. Questo voglio dire: forse non si può scegliere il nostro destino, ma si può dare un senso alla nostra vita!” (Roberto Benigni)

“L’idea di un sogno è qualcosa che tieni stretto nel cuore. Nulla può succedere a un sogno a meno che non sei tu a consentire che qualcosa succeda. Devi proteggere i tuoi sogni. Se vuoi una cosa vai e prendila”. (Will Smith - La ricerca della felicità)

“Illumina il tuo volto con la gioia Nascondi ogni traccia di tristezza. Questo è il tempo in cui devi continuare a tentare, Sorridi, che senso ha piangere? Scoprirai che vale ancora la pena di vivere Se solo sorridi”. (Charlie Chaplin) Mensile dell’Oratorio Salesiano

Pagina 11


rpora, un giallo in..beh direi un rosso po a.. vit a mi lla de i lor co I n a caso, l marrone...un pò, e no co o iat sch mi rde ve un tenso, n quelli delle foglie unno! I miei colori so come i colori dell'aut come i ricordi che tricano i viali...un pò las e ch o nt ve l da te spazza peto sul come se fossero un tap , tro die no sci tra mi faticosamente mutolisce tutto, ffio di vento gelido am so un tre en .m e.. or cu mio o mantello.... ato, mi avvolge col su e il silenzio, tanto am Rosita

Fino a qualche anno la mia vita era tinta di ROSA, un rosa antico ma pur sempre rosa, il colore delle cose belle, della fanciullezza, dei momenti spensierati, tutto ad un tratto il rosa si tinse di NERO perché vi era il buio attorno a me, non riuscivo a vedere nulla se non qualche sfumatura di GRIGIO, era il nero il colore che avevo nel cuore, la tristezza la solitudine, non vi era colore attorno a me… Poi ad un tratto al nero si aggiungevano altri colori, qualche volta l’ARANCIONE frizzante e entusiasmante che mi donavano i miei amici, a volte il GIALLO per i miei colpi di testa, seguito subito dal BLU, la calma e la riflessione dei momenti in cui ero anche una spalla su cui piangere e una saggia per dare consigli, quindi il nero non era più nero ma era diventato VIOLA, perché in me qualcosa si era trasformato e i colori cominciavano a mischiarsi tra loro. Il ROSSO, anche se non mi è mai piaciuto, credo che prima o poi arriverà nella mia vita, e chissà forse anche il BIANCO. Adesso però scelgo il VERDE perché è il colore della speranza, e io spero veramente che la vita si colori tutti i giorni di sfumature che solo chi ha Fede può cogliere. Dolce Luna

La vita non è di un solo colore… la vita è un arcobaleno… può assumere tanti colori e sfumature diverse… a volte possiamo ritrovarci in una fascia un po’ più scura, cupa, ma basterà cambiare un po’ prospettiva, allontanarci un po’ x rivedere l’arcobaleno nel suo complesso e scoprire l’armonia che le varie vicende della vita con i loro diversi colori sono riuscite a creare! M.

osa in qualc a z n a r e p ome la s sca S. Verde c France

Pagina 12

re… di miglio

Per me, a rappre sentare meglio la vita, sono i colori dell'arcobaleno pe rché ogni sfumat ura simboleggia versi stati d'anim i dio, ma soprattutto gl i os ta co li che la vita ci porta giorno do po giorno ad affr ontare...e poi si che dopo ogni m sa, omento brutto to rna sempre il sere proprio come l'a no, rcobaleno dopo la pioggia! Maria Teresa La tella

. Preferisco il rosso Una vita senza colori non è una vita gioia, di entusiasmo. perché mi da un senso di vitalità, di bbe impazzire. Così Tuttavia una vita tutta rossa mi fare serebbe troppo e una come una vita tutta azzurra mi rilas iso di colorare le tutta nera mi farebbe paura. Ho dec poter scoprire sempre mie giornate con colori diversi per il gusto del nuovo. Daniela Se penso alla vita, la mia visuale si colora di un rosso intenso! Il rosso che richiama la passione. La passione che dovremmo mettere nel portare a termine gli impegni presi e nel raggiungere gli obiettivi prefissi...la passione che dovremmo utilizzare nella cura dei rapporti con gli altri...la passione che ci aiuta ad andare avanti nonostante tutto intorno appaia contorto, sbagliato...la passione che ci spinge a non fermarci, mai! E poi il rosso del semaforo. Perché nella vita una sosta breve serve sempre. Serve a far riflettere prima di agire, prima di parlare, prima di scegliere... Claudia I.

Per me gia llo…perch é è bella, lu quando tu minosa… tto è buio anche c ’è sempre un a cui aggra o spiraglio pparsi e k di luce ci fa anda re avanti… Mariatere sa F.

La vita è bianca perché contiene in se tutti i colori…. Rosalba

Il colore della vita x me è rosso… rosso cm il tramonto nelle calde sere d’estate, rilassante e piacevole ti prepara all’arrivo della luna… rosso cm l’amore in tutte le sue sfaccettature, inteso cm amore x il prossimo… amore x il compagno di una vita … amore x l’amico… amore x la famiglia…Veronica Quelli de… l’ Oratorio


Ricordi la splendida scena

Ass. Culturale G.C.S. ELPIDA

in cui Rapunzel e Flynn sono circondati da centinaia di lanterne?

PER SAPERNE DI PIU’... Quando la luna piena, solitamente a metà novembre, rischiara il cielo notturno, in tutto il Regno di Thailandia centinaia di migliaia di krathong, tradizionali lanterne galleggianti, finemente decorate con foglie di banano, vengono sospinti alla deriva lungo fiumi e corsi d’acqua in un’incantevole cerimonia chiamata Loi Krathong – da “loi “galleggiare e kratong “coppa” - una delle tradizioni più antiche e meglio conservate del Paese.

teriali semplici che si reperiscono facilmente nei villaggi e rispecchiano lo stile di vita semplice che si conduce al di là delle mura del Palazzo.

Il Festival delle luci viene celebrato nel giorno di luna piena del 12° mese lunare. In questa occasione, la gente si raduna nelle località fluviali più famose del paese per offrire il krathong (che abitualmente contiene un fiore, una candela accesa, incenso e una moneta) in segno di ringraziamento verso Khongkha, la madre delle acque, per la sua generosità, e chiedendo contemporaneamente perdono per la negligenza dell’uomo e per l’inquinamento delle acque che sono fonte di vita per l’umanità.

Gli usi e i costumi del festival riflettono la fede locale.

Di solito hanno la forma tipica del fiore di loto (i più diffusi), del cigno, della pagoda, e del Monte Meru che appartiene alla mitologia buddista. Il lancio delle lanterne per molti rappresenta l’allontanamento delle sofferenze, della cattiva sorte. Le giovani coppie con lo stesso gesto esprimono il desiderio di una vita felice insieme.

In alcune regioni si possono ammirare interessanti variazioni sul tema. Nella provincia di Tak per esempio, le lanterne di foglie di banano sono sostituite da gusci di cocco legati tra loro e lanciati contemporaneamente sul Fiume Ping. Nelle province del Nord della Thailandia, si lanciano lanterne cilindriche, come offerta a Buddha. Si tratta di una delle tradizioni più antiche e meglio conservate del regno.

I Krathong sono costruiti con maMensile dell’Oratorio Salesiano

Pagina 13


In occasione della GIORNATA DELLA VITA, che si celebra ogni anno la prima domenica di Febbraio, volevo condividere con voi tutti, la testimonianza resa, attraverso le pagine di questo libro, dalla più nota giornalista italiana dei nostri tempi, Oriana Fallaci, ed DEDICA DELLA SCRITTRICE: A chi non teme il dubbio, A chi si chiede i “perché” senza stancarsi e a costo di soffrire, di morire. A chi si pone il dilemma di dare la vita o negarla. Questo è un libro dedicato da una donna per tutte le donne. “Stanotte ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d’un tratto in quel buio, s’è acceso un lampo di certezza: si, c’eri. Esistevi…” E’ con questa affermazione che l’autrice apre le porte di un’ opera che celebra la vita! Meno di 100 pagine per raccontare le paure e le gioie di una donna che ha dovuto affrontare la scelta di essere madre. Dare la vita o no? Questo il dubbio struggente. Non è semplice darsi una risposta subito, soprattutto se la gravidanza non rientra nei programmi...Per una donna sola, poi, la scelta di portarla avanti potrebbe addirittura essere un ostacolo alla propria indipendenza. Mettere al mondo un figlio è una responsabilità. Seguire la mente o il cuore, dunque? Della donna non si sa assolutamente nulla, né il nome, né il volto, né l’età, né la città in cui vive, ma quello che si deduce tra le righe è che si tratta di una donna del nostro tempo, sola, moderna e anticonformista. Pagina 14

Il racconto si snoda attraverso il dialogo tra la protagonista e il bambino. Dialogo, da un lato fatto di affetto, amore, complicità, dall’altro di litigi, contrasti e rimpianti. Perché far nascere un figlio in un mondo corrotto, violento, in cui la giustizia non esiste, l’amore ha un significato ambiguo, la libertà è un sogno…? L’uomo che le stava accanto l’ha abbandonata; la sua amica la invita a fare ciò che appare più comodo, il suo datore di lavoro non è comprensivo...Che fare?! Il bambino non può aiutarla, deve fare tutto lei. Ed ecco, arriverà ad una decisione: “Davvero ci fu un momento in cui desideravo la morte? Pazza. E’ così bella la vita (…).La vita è una comunità per darci la mano, consolarci, aiutarci. (…)Sbrigati! Trascorri alla svelta i mesi che ti rimangono (…) Io mi pento d’averti fornito solo esempi brutti, di non averti mai raccontato lo splendore di un’alba, la dolcezza di un bacio, il profumo di un cibo. Io mi pento di non averti fatto ridere mai”.

te ed o-

gni volta ne ho colto una sfumatura diversa. E’ un libro che incuriosisce, affascina, commuove. Le parole ti proiettano direttamente nella storia narrata, fino a farti immedesimare nella protagonista...fino a farti provare le sue stesse emozioni, i suoi stessi stati d’animo…Ne consiglio vivamente la lettura a tutti, donne e uomini, perché prima di essere tali, nella diversità fisica, dice la stessa Oriana, siamo persone!

di Claudia I.

Ho letto questo libro diverse volQuelli de… l’ Oratorio


SPAZIO MUSICALE

La forza della Vita

Paolo Vallesi

a cura del Coro dei Giovani dell’Oratorio!

Anche quando ci buttiamo via per rabbia o per vigliaccheria per un amore inconsolabile anche quando in casa il posto è più invivibile e piangi e non lo sai che cosa vuoi credi... C'è una forza in noi amore mio più forte dello scintillio di questo mondo pazzo e inutile è più forte di una morte incomprensibile e di questa nostalgia che non ci lascia mai. Quando toccherai il fondo con le dita a un tratto sentirai la forza della vita che ti trascinerà con sé amore non lo sai vedrai una via d'uscita c'è. Anche quando mangi per dolore e nel silenzio senti il cuore come un rumore insopportabile e non vuoi più alzarti e il mondo è irraggiungibile e anche quando la speranza oramai non basterà... C'è una volontà che questa morte sfida è la nostra dignità, la forza della vita che non si chiede mai cos'è l'eternità anche se c'è chi la offende o chi le vende l'aldilà. Quando sentirai che afferra le tue dita la riconoscerai la forza della vita che ti trascinerà con sé non lasciarti andare mai non lasciarmi senza te.

Mensile dell’Oratorio Salesiano

Anche dentro alle prigioni della nostra ipocrisia anche in fondo agli ospedali della nuova malattia c'è una forza che ti guarda e che riconoscerai è la forza più testarda che c'è in noi che sogna e non si arrende mai. Amore mio è la forza della vita che non si chiede mai cos'è l'eternità ma che lotta tutti i giorni insieme a noi finché non finirà... Quando sentirai che afferra le tue dita la riconoscerai la forza della vita! La forza è dentro di noi amore mio, prima o poi la sentirai la forza della vita! Che ti trascinerà con sé che sussurra intenerita :

"GUARDA ancora quanta VITA c'è!" Pagina 15


Un salto nel tempo...… ..nella bella fiaba di Amore e Psiche!

.

La fiaba di Amore e Psiche

“C'erano una volta, in una città,

stesso. Dalla lucerna di Psiche

nell’opera letteraria e artistica è

un Re e una Regina, che aveva-

una stilla d'olio cade sul corpo

l’argomento dell’articolo dedica-

no tre figlie. L'ultima, Psiche, era

di Amore, e lo sveglia. L'amante,

to alla festa di San Valentino. A

bellissima, tanto da suscitare la

allora, fugge da Psiche, che ha

esser celebrato è l’amore …

gelosia di Venere, la quale prega

violato il patto. L'incantesimo,

cinque lettere unite per formare

Cupido di ispirare alla fanciulla

dunque, è rotto, e Psiche, dispe-

una parola piccola ma con un

una passione disonorevole per

rata, si mette alla ricerca dell'a-

significato grandissimo, ricco di

l'uomo. Ma Amore si invaghisce

mato.

tante sfaccettature. Il più famoso

della ragazza, e la trasporta nel

tra i simboli di San Valentino è

suo palazzo, dove viene servita

Deve affrontare l'ira di Venere,

Cupido, dio dell’amore e figlio

ed onorata come una regina da

di Venere secondo la mitologia

ancelle invisibili e dove, ogni

romana (nell'antica Grecia era

notte, il dio le procura indimen-

conosciuto, invece, con il nome

ticabili visite. Psiche era costretta

di Eros, giovane figlio di Afrodi-

a non vedere il viso del miste-

te) che ha sempre avuto un ruo-

rioso amante, perché correva il

lo importante nelle celebrazioni

rischio di rompere l'incantesimo.

dell'amore e degli innamorati.

Per consolare la sua solitudine,

Da sempre è raffigurato come

la fanciulla ottiene di far venire

un bambino dispettoso e alato,

nel castello le sue due sorelle;

le cui frecce causano a chi ne è

ma queste, invidiose, le suggeri-

colpito un profondo ed imme-

scono che il suo amante è in re-

diato innamoramento. E’ pro-

altà un serpente mostruoso: al-

prio lui, il dio dell’amore, a es-

lora, Psiche, spinta dalla curiosi-

sere il protagonista della storia

tà, armata di pugnale, si avvici-

con Psiche. La storia di Amore e

na al suo amante per ucciderlo.

Psiche, una delle più belle storie

Ma il dio Amore, dormiente,

d’amore che ci sono state mai

le si rivela nel suo fulgore, coi

raccontate, è inserita in un lungo

capelli profumati di ambrosia, le

romanzo

titolo

ali rugiadose di luce, il candido

“Metamorfosi” composto dallo

collo e le guance di porpora.

scrittore latino Apuleio. Roman-

Dalla faretra del dio, Psiche trae

zo che in seguito fu intitolato da

una saetta, dalla quale resta

sant’Agostino“L’asino d’oro”.

punta,

dal

innamorandosi,

perdutamente, Pagina 16

che sfoga la sua gelosia imponendole di superare quattro difficilissime prove, l'ultima delle quali comporta la discesa nel regno dei morti e il farsi dare da Perséfone un vasetto. Psiche avrebbe dovuto consegnarlo a Venere senza aprirlo, ma la curiosità la prende ancora una volta. La fanciulla viene allora avvolta in un sonno mortale, ma interviene Amore a salvarla; non solo: il dio otterrà per lei da Giove l'immortalità e la farà sua sposa. Dalla loro unione nascerà una figlia, chiamata Voluttà. “

così,

dell'Amore

Amore e Psiche - Museo di LouQuelli de… l’ Oratorio


“Se vuoi essere felice, anima mia, non devi sapere com’ è fatto il tuo amore” La fiaba rappresenta il destino dell'anima, che, per

questo perché l’amore non appartiene alla condi-

aver commesso il peccato di tracotanza, tentando

zione dell’umano ma appartiene al divino e al

di penetrare un mistero che non le era consentito

mondo del trascendente: esso è uno strumento

di svelare, deve scontare la sua colpa con umilia-

che il divino ha messo a disposizione dell’uomo

zioni ed affanni di ogni genere prima di rendersi

perché egli si possa elevare possa condividere

degna di ricongiungersi al dio. Da essa è possibile

qualcosa di immenso, vivendolo e sperimentando-

trarre una grande lezione a livello spirituale, reli-

lo.

gioso soprattutto nell'intervento finale del dio A-

Ecco, dunque, la morale di questa attraente storia

more, che, prende l'iniziativa di salvare chi è caduto, e lo fa di sua spontanea volontà, non per i meriti della creatura umana.

sentimentale a lieto fine che appassiona e coinvolge tutti gli amanti del mondo: “Se vuoi essere felice, anima mia, non devi sapere com’è fat-

La storia ci insegna che l’Amore è qualcosa da spe-

to il tuo amore”. Molti scrittori si ispireranno ad

rimentare e da fruire; l’amore si deve “sentire”,

essa: Perrault ne La bella e la bestia, i Fratelli

non possiamo teorizzarlo; nel momento in cui lo

Grimm in Biancaneve e stimolerà anche la fantasia

descriviamo, lo rimpiccioliamo, lo banalizziamo e

di Shakespeare nel suo Sogno d’una notte di mezza estate, e l’estro di alcuni artisti, tra i quali Antonio Canova. E’ di quest’ultimo l’opera scultorea Amore e Psiche oggi conservata al Museo di Louvre a Parigi. Ne esiste una seconda versione esposta all’Ermitage di San Pietroburgo in cui i due personaggi sono raffigurati in piedi e una terza, sempre esposta al Louvre, in cui la coppia è stante. Delle tre versioni, la prima, cronologicamente parlando, è la più famosa e acclamata dalla critica. L’opera, realizzata in marmo bianco, rappresenta il dio Amore mentre contempla con tenerezza il volto della fanciulla amata, ricambiato da Psiche da una dolcezza di pari intensità. E' una fusione che, a mio parere, bisogna vedere di persona per riuscire a capirla pienamente. Una sinergia armoniosa, un incastro casto e delicato eppure avvolgente. L'incanto, come il primo amore, ferma il tempo. La dolcezza, come un amore consolidato, sfiora le membra mortali che il tempo inghiotte.

Amore e Psiche - Ermitage, San Pietroburgo. Mensile dell’Oratorio Salesiano

VITTORIA LABA-

Pagina 17


SPAZIO MUSICALE

Ti amo sempre di Giosy Cento RAGAZZO Le mie notti sempre uguali, tu sei l'unico pensiero, ho deciso la mia vita, solo tu sei la mia donna.

RAGAZZA Ti ho sentito, mi hai parlato, eri forse emozionato, ma negli occhi c'è un bagliore, e vi ho letto il vero amore, ho deciso sono tua! a cura del Coro dei Giovani dell’Oratorio!

RAGAZZO Ogni attimo che vivo è un silenzio di parole, sveli tutti i miei pensieri, condividi i miei progetti.

RAGAZZO Entra pure in casa mia, tu sei il solco, madre, terra, e raccoglierai quel seme che germoglia in un bambino.

RAGAZZA Sento un brivido di cielo e ti guardo nel profondo, e davvero tutto il mondo non è grande come te! Ti amo sempre e ti amerò, senza te non so volare, sei la vita che darò, sei la vita che non ho. TI amo sempre e ti amerò, salirò a rubare il sole, sei l'azzurro dell'amore,

RAGAZZA Stupirsi nel comprendere che non è poi impossibile guardare nella stessa direzione, oltre le difficoltà, oltre le differenze caratteriali...La vita di coppia è fatta continuamente di sfide! E noi quanto coraggio abbiamo

Sentirò quel primo pianto e tu sarai lì accanto e noi due una persona e ci abbracceremo in Dio. Ti amo sempre e ti amerò, senza te non so volare, sei la vita che darò, sei la vita che non ho. Ti amo sempre e ti amerò, respirando insieme a te ogni attimo è follia! Quante volte sei la neve, sento freddo e sei lontano, ma c'è il fuoco di una donna che ti fa ricominciare e per me non puoi invecchiare,

Pagina 18

Quelli de… l’ Oratorio


A cura di Angela Zavettieri Don Bosco continua a parlare a tutti noi del suo Sistema Preventivo... 4) La frequente confessione, la frequente comunione, la messa quotidiana sono le colonne che devono reggere un edificio educativo, da cui si vuole tener lontana la minaccia e la sferza. Non obbligare mai i giovanetti alla frequenza dei santi sacramenti, ma soltanto incoraggiarli e porgere loro comodità di approfittarne. Nei casi poi di esercizi spirituali, tridui, novene, predicazioni, catechismi si faccia rilevare la bellezza, la grandezza, la santità di quella religione che propone dei mezzi così facili, così utili alla civile società, alla tranquillità del cuore, alla salvezza dell'anima, come appunto i santi sacramenti. In questo modo i fanciulli restano spontaneamente invogliati a queste pratiche di pietà, vi si accostano volentieri, con piacere e con frutto. 5) Si usi la massima sorveglianza per impedire che nell'Istituto siano introdotti compagni, libri o persone che facciano cattivi discorsi. La scelta d'un buon portinaio è un tesoro per una casa di educazione. Ogni sera dopo le ordinarie preghiere, e prima che gli allievi vadano a riposo, il Direttore, o chi per esso, indirizzi alcune affettuose parole in pubblico dando qualche avviso o consiglio intorno a cose da farsi o da evitare e studi di ricavare le massime da fatti avvenuti in giornata nell'Istituto o fuori; ma il suo sermone non oltrepassi mai i due o tre minuti. Questa è la chiave della moralità, del buon andamento e del buon successo dell'educazione. 6) Si tenga lontano come la peste l'opinione di taluno che vorrebbe differire la prima comunione ad un'età troppo inoltrata, quando per lo più il demonio ha preso possesso del cuore di un giovanetto a danno incalcolabile della sua innocenza. Secondo la disciplina della Chiesa primitiva si solevano dare ai bambini le ostie consacrate che sopravanzavano nella comunione pasquale. Questo serve a farci conoscere quanto la Chiesa ami che i fanciulli siano ammessi per tempo alla santa comunione. Quando un giovanetto sa distinguere tra pane e pane e palesa sufficiente istruzione, non si badi più all'età e venga il Sovrano Celeste a regnare in quell'anima benedetta. 7) I catechisti raccomandano la frequente comunione, S. Filippo Neri la consigliava ogni otto giorni ed anche più spesso. Il Concilio Tridentino dice chiaro che desidera sommamente che ogni fedele cristiano quando va ad ascoltare la santa Messa faccia anche la comunione. Ma questa comunione non sia solo spirituale, bensì sacramentale, affinché si ricavi maggior frutto da questo augusto e divino sacrificio (Concilio Trid., sess. XXII, cap. VI). (… Continua)

IL PAPA: SOCIAL NETWORK, NUOVO MODO DI COMUNCIARE Presto sbarcherà in rete il nuovo portale multime-

sempre maggiore. Nel maggio 2009 la Santa Sede

diale di notizie vaticane. Ad

è approdata su Facebook, con una

annunciarlo è il Presidente del

pagina di Benedetto XVI a cui man-

Pontificio

mons.

dare messaggi ricevendo discorsi e

Inizial-

fotografie, mentre

Claudio

Consiglio, Maria

Celli.

mente il sito sarà in italiano e

il link dedicato soprattutto ai giova-

in inglese, poi in altre lingue,

ni, cui ci si col lega anche con

farà riferimento anche alle tra-

l'i.Phone,

smissioni della Radio Vaticana

www.pope2you.net. Altri servizi va-

e a tutto il servizio del Centro

ticani di comunicazione via Internet

Televisivo Vaticano.

sono su www.resources.va, mentre

Probabilmente

sarà

operativo

all'indirizzo

Pasqua.

sono attivi sei canali Twitter multilingue, di cui

L’attenzione del Vaticano ai nuovi media digitali è

quello italiano è news_va_it. Alessandra Branca

Mensile dell’Oratorio Salesiano

per

è

Pagina 19


FEBBRAIO

Appuntamenti al UN ALTRO MONDO

CHE BELLA GIORNATA Ven 4 - Sab 5 - Dom 6 - Lun 7 Mart 8 - Merc 9

Ven 11 - Sab 12- Dom 13 Lun 14 - Mart 15 - Merc 16

Quando “comicità” non fa rima con “volgarità”!

Nell’anno in cui a fare notizia è anche la sconfitta dei “Cinepanettone” battuti a Natale dal trio Aldo Giovanni e Giacomo, celebriamo i record del cinema di casa nostra, con “Che bella giornata” di Nunziante/Zalone! Tanto atteso nelle sale, dopo l’uscita di “Cado dalle nubi” il film continua a far ridere di gusto! Anche la più scontata delle battute, recitata con quell’aria stralunata e cafona al tempo stesso di Checco, acquista una forza esilarante davanti a cui poco si può fare. La sua maniera funziona sempre! Anche perché fa quello che gli riesce bene, intrattenere il pubblico, certo, ma anche comporre brani musicali ai limiti del surreale. Il film è genialmente originale, grazie alla maniera in cui vengono rappresentati i mali della nostra società, e alle caratteristiche del personaggio che si muove all’interno di questi contesti cercando una collocazione. Altro punto di forza sono poi i personaggi secondari, i quali enunciano, suggeriscono, urlano amare verità. Siamo di fronte, dunque, ad una commedia di situazione, che finisce col diventare una vicenda collettiva, un cori in cui una voce, dice qualcosa di intelligente, fresco, divento e politicamente scorretto al punto giusto!

Ritorna sul grande schermo, a due anni dal suo primo film “Parlami d’amore”, Silvio Muccino. Ancora una volta osa con un film dai sentimenti forti. Adattando un romanzo di Carla Vangelista, con la quale collabora per la realizzazione della pellicola, il regista racconta, da protagonista, il viaggio di Andrea, traghettato da una vita dissoluta e svogliata ad una nuova consapevolezza, grazie all’AFRICA, alle sue ricchezze, alla sua gente e soprattutto al fratellino inaspettato. E’ un film di buoni sentimenti, di crescita e avvicinamento all’altro. Bella prova, dunque, per il giovane regista, che riesce a toccare il cuore dello spettatore il quale assiste alla maturazione emotiva dei personaggi che, dal doversi prendere cura di un bambino si trovano ad aver bisogno di lui, per sbloccare e risolvere quelle situazioni che fino ad allora li avevano tenuti lontani dalla vita vera. Bellissima la fotografia dell’Africa! Vista con gli occhi di chi non vuole solo mostrarne la povertà, ma anche la ricchezza d’animo di chi è lì e fa di tutto per cercare di cambiare le cose. Le scene spesso - direbbe qualcuno - sono girate con fin troppa semplicità, ma guardare il film in profondità, immergersi nella storia e viverla, vi farà salire quelle emozioni che non sono esprimibili in giudizi scritti o orali.

DOMENICA 13 Febbraio ORE 21:15 Proiezione Gratuita per tutti i giovani di età compresa tra i 16 e i 35 anni!

Pagina 20

Quelli de… l’ Oratorio


Cineteatro Don Bosco PROIEZIONI GIORNALIERE: Ore 18:15 Ore 21:15

Ass. Culturale G.C.S. ELPIDA

Cineforum 13 Febbraio Ore 21:15

QUALUNQUEMENTE Ven 18 - Sab 19 - Dom 20 Lun 21 - Mart 22 - Merc 23

Che sia un eroe con il quale identificarsi, un antieroe che incarna le nostre paure più atroci, Cetto La Qualunque è senza dubbio una delle maschere teatrali e televisive più riuscite di sempre. Graffiante, malevolo, beffardo ed ingombrante è diventato, dal 2003 ad oggi, lente di ingrandimento dei nostri tempi e potente strumento di messa in ridicolo di comportamenti e modelli. Strumento comico e non satirico, tuttavia, perché nella satira ci sono sempre il giudizio e il moralismo, e Antonio Albanese, che del politico calabrese è l’inventore, più che giudicare ha sempre desiderato rappresentare. Il film di Albanese e Manfredonia non va scambiato per un film di intrattenimento, né per una tragicommedia. Piuttosto è un film violento, che non fa sconti e regala al cattivo una vittoria su tutta la linea. Il qualunquismo di questo imprenditore prestato alla politica, sempre allegro e in movimento da un potere di abuso all’altro, menefreghista in teoria e in pratica, dovrebbero essere qualcosa di cui ridere per isteria dettata dalla paura, non per spasso o per piacere di guardarci allo specchio. E’ un film di “denuncia”, che ha scelto la via della satira anziché quella della tragedia. Mensile dell’Oratorio Salesiano

IMMATURI Ven 25 - Sab 26 - Dom 27

Prendendo spunto da una malinconia di fondo e da scanzonati ricordi di gioventù, il regista dell'ultimo “Aldo, Giovanni e Giacomo” ha voluto cavalcare l'onda del successo dei film corali italiani e ha diretto una commedia nostalgica in cui il divertimento travolgente cede il passo al sorriso. E’ una commedia veloce e coinvolgente capace sia di strappare risate allo spettatore che di regalargli emozioni e momenti di poesia. Il film fa emergere un indispensabile confronto tra le vecchie e le nuove generazioni, infarcito con un evidente pizzico di nostalgia, tanto che è possibile trovare anche il tempo di permettere a qualche lacrima di scendere dagli occhi!

IL CINETEATRO

DON BOSCO VI AUGURA UNA BUONA VISIONE! Pagina 21


STOP AI SACCHETTI

GRUPPO MISSIONARIO

DI PLASTICA “Cambiando stile di vita cambieremo il mondo” L’Italia recepisce una direttiva europea! L’abolizione dei sacchetti di plastica, tanto attesa e già slittata di un anno, finalmente, giunge anche nella nostra penisola. Dal 1 gennaio 2011, i sacchetti di plastica sono ufficialmente fuori legge! Per portare a casa la spesa, infatti, bisogna servirsi di buste biodegradabili, involucri di carta o borse in tessuto.

PER SAPERNE DI PIU’

“Una grande vittoria per l’ambiente. Una grande battaglia per la civiltà” afferma Legambiente, che ormai da tempo si batte per il raggiungimento di questo obiettivo. Aggiunge il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo “E’ una grande innovazione quella introdotta dal Governo, che segna un passo in avanti di fondamentale importanza nella lotta all’inquinamento, rendendoci tutti più responsabili in tema di riuso e di riciclo”. Cambiano, dunque, le abitudini degli italiani che, si sa, non vanno molto d’accordo con le novità! Tutti - produttori, distributori, consumatori - devono adeguarsi in fretta al nuovo stile di trasporto della spesa.

In Italia, inoltre arriva anche un quarto di 100 miliardi di buste utilizzate in Europa, importate dalla Cina, dalla Thailandia, dalla Malesia. La vita di questi sacchetti è veramente breve, sebbene per produrli occorrono grandi quantità di petrolio. Secondo uno studio dell’Agenzia per l’ambiente del Governo Australiano, 1 kg di sacchetti di plastica provoca emissioni di CO2(anidride carbonica) per circa 2.109 kg. Le stesse buste spesso finiscono in mare e vengono ingerite da uccelli e mammiferi marini, cetacei, che muoiono per soffocamento, per blocchi intestinali. Secondo l’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) sono circa 100mila gli animali che s’imbattono in questa morte.

Pagina 22

Il motivo per cui i sacchetti di plastica sono stati messi al bando è di carattere ambientale. Secondo alcuni dati gli italiani sono fra i massimi utilizzatori europei di buste di plastica, ne consumano mediamente 300 a testa ogni anno. Quasi il 30% di questi sacchetti diventa rifiuto e per smaltirli ci vogliono circa 200 anni.

DIVIETO SACCHETTI DI PLASTICA NEL MONDO - SUD AFRICA 2006 - ERITREA, RUANDA, 2005 SOMALIA - KENIA, UGANDA

2007

- SAN FRANCISCO

2007

(USA) - CALIFORNIA - PARIGI (Francia)

2007

- HONG KONG 2007 - MELBOURNE

2007

- TAIWAN (ASIA)

2003

- CINA

2008

- AUSTRALIA

2008

- DHAKA (Bangladesh) 2002 - MUMBAI (India)

2000

- REPUBBLICA

2002

IRLANDESE - FRANCIA

2010

- BELGIO

2007

- GRAN BRETAGNA

2007

- SPAGNA

2009

- SVIZZERA: ormai da tempo, chiede di far pagare di più ai consumatori che le richiedono. - Otem-

LANDA, GERMANIA: da po ormai si

Quelli de… l’ Oratorio


La posta delle pesti Carissimi ragazzi dell’oratorio salesiano di Bova Marina, scrivo a tutti voi ed in particolare a quelle persone a me molto care che, con il loro aiuto e il loro sostegno e soprattutto con il loro sorriso, sanno rendermi la vita cosi serena!! Avevo appena 18 anni quando ho deciso di lasciare l’oratorio, la chiesa e forse anche la fede, per intraprendere una nuova strada, pieno di aspettative e sogni per il futuro… Ci volle ben poco a capire che quella strada non mi avrebbe permesso di raggiungere nessuna meta. Ben poco per capire, ma tantissimo tempo per decidere di abbandonarla e ritornare sui miei passi!! Ma, non è mai troppo tardi per rimediare… basta affidarsi alla Provvidenza, così cara ad un mio caro amico (Don Bosco!!). Ed ecco che per fortuna oggi, dopo tante sofferenze, dopo tantissimi e lunghissimi anni, mi ritrovo a far parte di un gruppo davvero fantastico, quel gruppo che avevo lasciato alle mie spalle in quel posto chiamato oratorio salesiano. Al mio fianco tanti vecchi amici ma anche tanti ragazzi nuovi, ragazzi che sanno capirti nel momento delle difficoltà, ragazzi che con una semplice parola ti fanno sentire bene, ti sanno far sorridere anche quando sembra che tutto ti cada addosso!! Forse vi sembrerà strano che io stia qui a raccontarvi tutte queste cose della mia vita, ma finalmente dopo tanto tempo sento una gran voglia di vivere, che voglio condividere con voi, quella voglia di quand’ero bambino, la voglia di tirare calci al pallone, la voglia di esultare dopo un goal, l’emozione infinita di una vita. DON BOSCO DICEVA: “La gioia è la più bella creatura uscita dalle mani di Dio dopo l'amore”. Ed è la gioia, la felicità che rendono questa mia vita, da un mese a questa parte, meravigliosa. Potrei stare ore e ore a trascrivere i nomi di tutte le persone che mi circondano dentro e fuori le mura dell’ oratorio e che arricchiscono le mie giornate di gioia e felicità … Ma so che queste poche e semplici parole basteranno a ringraziarle per tutto quello che fanno ogni giorno per me … Ed un ringraziamento immenso va soprattutto al direttore dell’ oratorio DON NATALINO, che oltre ad essere un grandissimo prete (forse sarebbe stato meglio dire sacerdote, ma prete rende di più l’idea!!) è anche una persona meravigliosa, una persona che ti fa sentire sicuro delle tue risorse e delle tue potenzialità, che ti fa credere nuovamente in te come persona che ha tanto da dare agli altri e a se stesso … A lui devo tutto questo … GRAZIE DON NATALINO … Grazie a tutti voi … VI VOGLIO BENE RAGAZZI : E RICORDATE … CI SONO ANCH’IOOOOOOOOO!!!!

Andrea P. X SAN VALENTINO VOGLIO FARE GLI AUGURI A TUTTI VOI CON LA FRASE DI UNA CANZONE DI UN CANTANTE CHE A ME PIACE TANTISSIMO: E ho guardato dentro un'emozione e ci ho visto dentro tanto amore che ho capito perché non si comanda al cuore. Vasco Rossi Dolce Luna

Mensile dell’Oratorio Salesiano

Pagina 23


1 Febbraio: Antonella Arconti 2 Febbraio: Piera Iiriti, nonna Tita 3 Febbraio: Don Lindo, Mauro Cuomo, Rossella Morabito, Giovanni Palamara 5 Febbraio: Mimma Criseo , Vincenzo Ligato, Simone Natoli, Maria Benno, Samuela Tommasini 6 Febbraio: Filippo Alagna, Carolina Bova, Giovanna Favasuli 7 Febbraio: Daniela Callea, Alessia Tedesco, Antonia Fiumanò 8 Febbraio: Domenico Callea, Domenico Squillaci, Carmela Legato 9 Febbraio: Filippo Rodà, Zuleika Palamara 11 Febbraio: Loredana Marcianò, Giovanna Scorsa 13 Febbraio: Giuseppe Tuscano 14 Febbraio: Silvio Cacciatore, Giuseppe Spinella, Carmela Zavettieri, Veronica Petrulli 15 Febbraio: Fortunato Mentana 17 Febbraio: Loredana Maisano 18 Febbraio: Tiziana Nucera, Sergio e Silvia Zavettieri, Mario Micheletta, Danilo Rubertà 20 Febbraio: Antonio Serranò, Sabrina Serranò, Annunziato Zavettieri 21 Febbraio: Sabrina Ligato 22 Febbraio: Aldo Gurnari, Seby Modaffari 23 Febbraio: Daniele Giovanni Vadalà, Maria Zavettieri, Annunziato Saladino 24 Febbraio: Carmen Altomonte 25 Febbraio: Davide Mafrica 26 Febbraio:Francesco Plutino 27 Febbraio: Chiara Ficara, Valeria Pangallo 28 Febbraio: Chiara Anghelone, Giovanni Cilione, Giuseppe Oliverio, Marco Leuzzo, Marcella Criseo, Mario Liuzzo

(…)“Allora vieni qui, accanto a me. Appoggia la testina su questo guanciale, così. Dormiamo insieme, abbracciati. Io e te, io e te… Nel nostro letto non entrerà mai nessun’altro”.(…) (ORIANA FALLACI) Pagina 24

Ci sono due modi di vivere la tua vita. Una e' pensare che niente e' un miracolo. L'altra e' pensare che ogni cosa e' un miracolo

“Il più bello dei mari è quello che non navigammo. Il più bello dei nostri figli non è ancora crescuito. I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti. E quello che vorrei dirti di più bello non te l’ho ancora detto”

Albert Einstein

Nazim Hikmet

...Io ti porterò nei miei progetti che non posso sbagliare… tu che parli di vita, tu che sei la vita…

Che l'amore sia tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore. Emily Dickinson Quelli de… l’ Oratorio

giornalino febbraio 2011  

oratorio salesiano bova Marina

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you