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COVER SPECIALE COVID-19 LA RIAPERTURA CERTIFICAZIONI LA UNI EN 14065, NORMA TECNICA DEL SETTORE LAVORO GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI PER LE LAVANDERIE FINANZA LA NUOVA DISCIPLINA DEI CREDITI D'IMPOSTA

PERIODICO ISCRITTO AL n. 58 del 01-04-2014 DEL REGISTRO DELLA STAMPA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA EDITORE ASSOSISTEMA VIALE PASTEUR, 8 - 00144 ROMA


ACERO fabric for future

EDITORIALE

present

di Laura Lepri

ALCUNE CONSIDERAZIONI IN TEMA COVID-19, PRE - DURANTE - POST EMERGENZA Andrà tutto bene? Di sicuro non è andato tutto bene in questi ultimi mesi ma prevederlo per il futuro prossimo è ancor più difficile da quando siamo stati investiti dalla pandemia del Covid-19. Prima dello scoppio dell’emergenza i temi ambientali, del green new deal, di una società plastic free erano all’ordine del giorno, supportati anche dalle politiche UE con l’obiettivo dell’eliminazione dei prodotti in plastica monouso. Poi è arrivato il Covid-19 e il rifiuto della plastica monouso è passato in secondo piano poiché la prima necessità sanitaria è stata quella di disporre di milioni di mascherine con scarsa considerazione della conseguente necessità (emersa solo di recente) di un corretto smaltimento nel rispetto di un ambiente già fortemente danneggiato. Altro dato rilevante è stato l’emersione di una politica sanitaria degli ultimi anni che ha praticato tagli irragionevoli al servizio pubblico. Medici ed infermieri, prima ampiamente criticati e oggetto frequente di cause legali, sono diventati “eroi” per la nostra società e per l’impegno profuso nell’assistenza, ma la memoria ha le gambe corte ed ora si riparla di minacce di cause e di indagini conoscitive sulle strutture sanitarie e sulla gestione dei malati in tutta Italia. La novità dello smart working, dopo l’iniziale fase concitata, necessita di una ragionevole regolamentazione di orari, di produttività, di circolazione delle informazioni e comunicazioni a livello di organizzazione aziendale. Stiamo assistendo, inoltre, al blocco sostanziale di interi settori della nostra economia e al ridimensionamento dei consumi, all’incertezza della ripartenza e ai tempi di recupero. Mentre le previsioni su un possibile ritorno del virus rimandano ai mesi autunnali. Sugli aiuti comunitari le varie parti politiche danno una lettura diversa mentre nel nostro Paese resta l’esigenza di riforme strutturali in grado di dare vitalità ed energie alla ripresa.

IL FUTURO INIZIA OGGI, NON DOMANI (Papa Giovanni Paolo II)

Certified by:

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OLTRE PERIODICO ISCRITTO AL N. 58 DEL 01-04-2014 DEL REGISTRO DELLA STAMPA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA EDITORE ASSOSISTEMA Viale Pasteur, 8 - 00144 Roma Tel. 06.5903430 - Fax. 06.5918648 assosistema@assosistema.it DIRETTORE RESPONSABILE LAURA LEPRI PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE DANIELA BOCCADORO STAMPA DM SERVICES S.R.L. PUBBLICITÀ ASSOSISTEMA SERVIZI SRL GIULIA D’ADDAZIO Viale Pasteur, 8 - 00144 Roma Tel. 06.5903430 - Fax. 06.5918648 assosistemaservizi@pec.buffetti.it

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www.rivistaoltre.it

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SOMMARIO EDITORIALE

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NEW ENTRY

SOMMARIO

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Lavanderia LIS e Mestel Safety

IN QUESTO NUMERO

7

QUI FINANZA

COVER

8

La nuova disciplina dei crediti

Speciale COVID-19/La riapertura CERTIFICAZIONI

37 38

d’imposta 22

Sicurezza igienica della biancheria: UNI EN 14065, la norma tecnica del settore NEWS DAL SISTEMA

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RUBRICHE

WORKWEAR

32

NUMERI

40

We-Wear lancia l’abito da lavoro

NORMATIVA

43

su misura in modalità contactless

APPUNTAMENTI

46

LAVORO

34

Le lavanderie industriali accedono agli ammortizzatori sociali per superare la crisi

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COPERTINA > Da pag. 8 a 20 Uno speciale dedicato alla fase di riapertura del post Covid-19 e all’attività di Assosistema Confindustria, con interviste al Segretario Generale Matteo Nevi, al Presidente della sezione servizi sanitari integrati, Fabio Luppino, al Presidente della sezione servizi turistici integrati Aldo Confalonieri, al Presidente della sezione Sicurezza sul Lavoro e al Presidente della sezione Safety Claudio Galbiati.

ENTI DI CERTIFICAZIONE > Da pag. 22 a 25 Un approfondimento sulla UNI EN 14065 “Tessili trattati in lavanderia - Sistema di controllo della biocontaminazione”, la norma tecnica volontaria di riferimento del settore che ha l’obiettivo di garantire prodotti tessili igienicamente sicuri ai tre mercati di sbocco delle aziende della categoria: sanità, industria e turismo.

NEWS DAL SISTEMA > Da pag. 28 a 31 I risultati di un’indagine dell’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss) sull’utilizzo dei grembiuli a scuola con il contributo di Siggi a pag. 28. Carlo Bonomi eletto Presidente di Confindustria e i 90 di Mario Chiari della Chi-ma Florence a pag. 29 e la nuova tecnologia di Safein che utilizza lampade a raggi UV per sanificare gli ambienti a pag. 30-31.

WORKWEAR > Da pag. 32 a 33 Nel settore del workwear, una start-up italiana nata nel 2018, We-Wear ha ideato una soluzione innovativa per un’efficace gestione dei processi di progettazione dei capi su misura, che permette di garantire sicurezza igienica dei lavoratori in occasione della misurazione dei capi stessi.

LAVORO > Da pag. 34 a 35 Già a partire dai primi di marzo, le lavanderie industriali operanti nel settore turistico-alberghiero e ristorativo, stante la situazione drammatica derivante dalla crisi epidemiologica, sono state costrette a sospendere quasi del tutto la loro attività lavorativa con un conseguente ricorso massiccio all’utilizzo di ammortizzatori sociali.

QUESTO

ipnillole

NUMERO

QUI FINANZA > Da pag. 38 a 39 Le crisi portano con sé delle opportunità. Talvolta è difficile scorgerle ma, effettivamente, ci sono. Non fa eccezione l’epidemia di Covid-19 che sta passando sul nostro paese come una gigantesca livella che, purtroppo, taglia verso il basso tutti i principali indicatori economici.

NUMERI > Da pag. 40 a 41 Il 92,7% degli italiani ritiene positivo potenziare il numero e il ruolo degli infermieri nel Servizio sanitario nazionale. Il 41,9% al fine di colmare le attuali lacune negli organici, il 40% perché li ritiene essenziali per potenziare i servizi domiciliari, territoriali e di emergenza. Questi sono alcuni dei principali risultati del Rapporto Censis-Fnopi sugli infermieri e la sanità del futuro.

NORMATIVA > A pag. 43 a 45 Tutte le novità in tema legislativo degli ultimi mesi.

APPUNTAMENTI > A pag. 46 Tante fiere ed eventi sono stati rimandati al 2021 ma alcune sono rimaste confermate per il 2020.

Assosistema Servizi Srl - Viale Pasteur, 8 - 00144 Roma - 06. 5903430 - assosistemaservizi@assosistema.it www.assosistemaservizi.it g.daddazio@assosistemaservizi.it / 06. 5903477

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COVER DI LAURA LEPRI

SPECIALE COVID-19

LA RIAPERTURA in circolazione e sarà l’occasione per affermare l’importanza del controllo nel mercato interno.

INTERVISTA A MATTEO NEVI, SEGRETARIO GENERALE DI ASSOSISTEMA CONFINDUSTRIA ◗ Segretario Nevi, come è cominciata questa fase 3 per il settore rappresentato da Assosistema? Non abbiamo visto un grande cambiamento rispetto alla fase 1 e 2, il mercato del turismo è ancora fermo e purtroppo gli interventi del governo vanno ancora in una direzione che impatta in misura minimale sulle aziende. Rispetto alla fase iniziale abbiamo riscontrato un peggioramento della situazione anche nel settore sanitario dove, grazie ad un monitoraggio realizzato con le aziende, abbiamo rilevato l’inadeguatezza dei contratti in essere che dovranno necessariamente essere riportati ad equità per evitare che le aziende lavorino sottocosto. Sul versante dei DPI la fase 2 e 3 rivestirà grande importanza per seguire cosa succederà ai prodotti in deroga messi

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◗ Come valuta i provvedimenti governativi di questo ultimo periodo? I provvedimenti emanati dal governo sono ancora ben lontani dal fornire risposte alle aziende, si tratta di piccoli interventi che invece di risolvere i problemi li stanno di fatto spostando più avanti, come, ad esempio, la sospensione dei pagamenti con F24 i quali hanno soltanto visto uno spostamento e non una cancellazione. Auspicavamo che dopo il timido impatto del DL Cura Italia il dl liquidità contenesse interventi più decisi ma purtroppo non è stato cosi. Insufficiente sicuramente il finanziamento a fondo perduto previsto nel DL Liquidità mentre ancora più “pericolose” le misure contenute nel DL Rilancio che di fatto pone molte aziende di fronte a seri problemi organizzativi. Ne cito semplicemente uno per tutti: il blocco dei licenziamenti fino al 16 agosto, oltre ad essere una misura in forte violazione della libertà d’impresa prevista dal dettato costituzionale rappresenta un problema enorme per quelle aziende che a metà giugno termineranno la cassa con causale Covid, e che non potranno pensare nemmeno ad un nuovo modello industriale perché fino a metà agosto vige un divieto di licenziamento. Il governo di fatto ha bloccato i licenziamenti senza accompagnare que-

sto provvedimento con una estensione della cassa integrazione con causale Covid. Con queste premesse la fase 3 non inizia certo nel modo migliore. C’è da sottolineare, però, che il governo ha accettato una proposta che come Assosistema, congiuntamente con la sezione Safety, abbiamo avanzato sin dall’inizio della pandemia, ovvero un’iva agevolata per l’acquisto dei Dpi ed un credito d’imposta rafforzato per chi ha acquistato i Dpi. Le proposte sono stato entrambe recepite, il fondo già previsto nel DL Cura Italia per il credito d’imposta per la sanificazione dei dpi è stato rifinanziato ed è stata azzerata l’iva per il 2020 sui Dpi mentre per gli anni successivi si prevedono altre agevolazioni. La proposta è stata presentata dall’Associazione al ministro dell’Economia Gualtieri che si è trovato da subito disponibile su questo tema. ◗ In questa fase di emergenza com’è cambiata la percezione dell’Associazione e del settore rappresentato da parte delle istituzioni e della società? L’Associazione ha cambiato pelle e anche velocemente, attivando tutti i contatti possibili sin da subito per fronteggiare sui diversi fronti la situazione di crisi e le attività delle istituzioni. Si è riscoperta, e questo non può che farci piacere, un punto indispensabile per l’intero sistema confindustriale in tema di

DPI e sicurezza sul lavoro, affermazione che è derivata da un continuo e costante lavoro fatto su questa tematica congiuntamente con il Presidente della sezione Safety, Claudio Galbiati e il collega Lorenzo Florindi. Abbiamo acquisito credibilità ma dobbiamo ancora costruire molto, dobbiamo pesare di più nelle istituzioni e lo dobbiamo fare velocemente perché a breve saremo chiamati a riscrivere un modello industriale del quale dobbiamo essere gli attori, non dico principali, ma neanche una comparsa. ◗ Quali previsioni si sente di fare per l’attività nei prossimi mesi? Seguiremo con attenzione tutto ciò che il governo e i ministeri hanno in animo di fare, saranno mesi ancora più complessi della fase 1 perché dovremmo ribadire ancora una volta con fermezza alcuni punti che diventano di vitale importanza per il settore come la filiera del turismo, la rinegoziazione dei contratti con la Pubblica Amministrazione e il dumping contrattuale e rafforzare il controllo sul mercato interno per quanto riguarda i DPI, la tematica green. Abbiamo asset che abbracciano ogni aspetto dell’agenda politica quindi sarà un lungo lavoro di relazioni che dovranno essere costruite con contenuti e proposte e per questo serve la partecipazione attiva di ogni associato.

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INTERVISTA A FABIO LUPPINO, PRESIDENTE DELLA SEZIONE SERVIZI SANITARI INTEGRATI DI ASSOSISTEMA CONFINDUSTRIA Le aziende della sezione Servizi Sanitari Integrati di Assosistema Confindustria hanno concentrato il proprio impegno, nel particolare periodo di emergenza ma anche nelle fasi successive, nel supporto alle terapie intensive e ai pronto intervento degli ospedali. Tali imprese lavorano, infatti, notte e giorno per garantire approvvigionamenti e il relativo servizio di sanificazione di tutta la biancheria per gli ospedali, divise per medici ed infermieri, Dispositivi medici per la sala operatoria e materasseria, sterilizzazione di kit e strumentari chirurgici e Dpi. Queste industrie stanno contribuendo ad assicurare alla sanità tutto ciò che è necessario per affrontare la sfida al Coronavirus e per rendere operativi in tempi record i campi allestiti per i degenti colpiti dalla pandemia. ◗ Presidente Luppino, le aziende associate ad Assosistema che offrono servizi alla sanità hanno rivestito un ruolo fondamentale supportando le strutture e il personale contro il Covid-19. Come hanno affrontato la fase di emergenza? Effettivamente l’emergenza Covid-19 è stato uno tsunami. Come si è imbattuto sulla nostra vita privata così ha pariteticamente invaso le nostre industrie. I primi giorni siamo stati investiti, almeno nelle zone maggiormente colpite dai contagi, da

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continue richieste per maggiori forniture soprattutto per quanto riguarda la biancheria confezionata e la materasseria. Abbiamo sin da subito applicato tutte le procedure per il corretto smaltimento della biancheria infetta con l’utilizzo del sacco idrosolubile all’interno del sacco rosso. Abbiamo adeguato la mappatura dei rischi all’interno delle aziende consegnando tutti i DPI ai nostri dipendenti affinchè si proteggessero e contestualmente abbiamo riadeguato in fase di lavorazione, dove non fosse possibile il distanziamento sociale, tutte le postazioni di lavorazione con delle barriere. Devo dire che tutte le imprese del settore hanno avuto una pronta risposta mettendosi a disposizione del SSN senza mai abbandonare o limitare le proprie forniture come invece è accaduto nel settore del TNT. In più l’Istituto Superiore di Sanità ha inserito la norma Uni EN 14065 nel rapporto sulle indicazioni per la sanificazione quindi ancora una volta le imprese associate hanno potuto garantire una continuità dei servizi di sanificazione convalidati anche dall’ISS. ◗ Quali cambiamenti ha riscontrato negli approvvigionamenti e nella gestione del servizio? Gli approvvigionamenti sono stati frenetici per cercare di seguire le continue richieste supportando anche degli aumenti come, per esempio, per i sacchi idrosolubili che hanno visto aumentare le quotazioni fra il pre ed il post Covid-19. Altro argomento invece sono stati i maggiori incrementi sulle frequenze del servizio di trasporto e maggiorazione dell’orario di apertura del guardaroba, quindi su tutta la filiera logistica, per l’aumento delle esigenze di “pulizia” della biancheria infetta. ◗ Sul fronte degli appalti, quali novità sarebbe opportuno apportare per adeguarsi alle condizioni del mercato? Un punto comune emerso dal confronto con varie aziende associate è quello della inadeguatezza dei nostri contratti, relativamente alla parte dei corrispettivi, per far fronte a questa emergenza. Tutti ci siamo trovati di fronte ad una evidentissima voltura di ricovero. I diversi ospedali per gestire la ri-conversione in strutture Covid-19 hanno registrato la diminuzione e, in alcuni casi l’annullamento, delle prestazioni sanitarie, oggetto nella maggior parte dei casi di driver di fatturazione nei nostri contratti lava-

nolo. Qui il paradosso. Le aziende del settore sanitario hanno continuato ad investire ed erogare le prestazioni oggetto dei contratti con maggiori oneri ed investimenti ed ora il rischio è di trovarsi di fronte a delle situazioni di conguaglio negativo per le prestazioni che il SSN non ha erogato con conseguente diminuzioni dei nostri ricavi. Su questo punto l’Associazione si è dimostrata sin da subito molto attiva ed abbiamo attivato con Confindustria un percorso per la modifica del Codice degli Appalti che provi a “congelare” il contratto in essere e che ci permetta di comunicare alle Stazioni Appaltanti solo il quantum di aumento costi sostenuti, per cui in mancanza di accordo si applica automaticamente la percentuale di aumento del corrispettivo. Ovviamente sarà una grande sfida a livello associativo che non possiamo mancare per il bene del nostro settore. ◗ La pandemia ha dimostrato concretamente l’inadeguatezza del nostro sistema sanitario. Secondo lei, hanno inciso i numerosi interventi di tagli e di spending review? Come evitare in futuro di trovarsi impreparati ad affrontare tali situazioni? Penso che questa emergenza abbia amplificato enormemente i limiti organizzativi del nostro sistema sanitario. Abbiamo assistito a riaperture di nosocomi chiusi da anni e riallestiti, la costruzione di nuovi punti Covid-19 in diverse regioni d’Italia. Così come la gestione degli acquisti fatta da singole ASL, soggetti aggregatori e Protezione Civile, il tutto senza un coordinamento che, credo non ottimizzi la spesa per l’acquisto dei dispositivi. Ci auguriamo che questo momento possa essere d’insegnamento per il mantenimento in efficienza dell’organizzazione in modo da non riassistere in futuro a tagli trasversali come accaduto con la Spending Review.

◗ Il Covid-19 ha portato una relativa difficoltà di approvvigionamento dei dispositivi per la vestizione del personale sanitario. Quale soluzione ha proposto l’Associazione per questo problema? Assosistema Confindustria, in relazione alla diffusione del COVID-19 e alle relativa difficoltà di approvvigionamento di dispositivi medici o protettivi per la vestizione del personale sanitario, in particolar modo per le strutture ospedaliere e per l’intero indotto assistenziale, ha lavorato ad una proposta di creazione e produzione extra, rispetto ai normali approvvigionamenti, di camici riutilizzabili in TTR per Covid-19, aggregando cinque confezionisti italiani di camici per il settore sanitario e dando vita ad un Progetto tutto italiano per migliore la fornitura di questi articoli per la protezione di medici e altro personale in ambito sanitario. Il Progetto, grazie all’esperienza dei soggetti coinvolti, ha studiato la creazione di due nuove tipologie di camici in TTR (tessuto tecnico riutilizzabile) atti a fronteggiare l’emergenza Covid-19: - camice Standard Performance; - camice High Performance. Il progetto, come definito insieme ai confezionisti, mira ad aumentare la produzione dedicata di questi camici, rispetto alle normali produzioni, con numeri importanti per il TTR che, a differenza del monouso, può essere ricondizionato e riutilizzato per circa 50/70 lavaggi, a seconda della tipologia. Per il ricondizionamento le aziende sanitarie utilizzatrici potranno far riferimento alle aziende di sanificazione del tessile giù presenti nel territorio e già interessate nella fornitura degli ospedali con relativa certificazione sul controllo microbiologico del tessile UNI EN 14065. L’intento finale, con una produzione extra norma, è quello di mettere a disposizione della Protezione Civile due prodotti con caratteristiche prestazionali elevate, realizzati in Italia, quindi con marchio Made in Italy, da aziende italiane che possono contribuire a migliorare tutto l’indotto di approvvigionamenti in materia di camici per gli ospedali pubblici e privati.


cessiva asciugatura del tessuto in TTR riduce il ciclo di vita del capo. • Non utilizzare composti a base di cloro durante l’intero processo di pulizia e disinfezione. • Utilizzare sistemi di lavaggio con centrifuga per

PROGETTO CAMICI RIUTILIZZABILI IN TTR PER COVID-19

l’estrazione dell’acqua. DISINFEZIONE CHIMICO-TERMICA: (Nei test effettuati, eccellenti risultati sono stati ottenuti con l’impiego di un composto di perossido d’ossigeno come principio attivo).

LA QUALITÀ DEI TESSUTI TECNICI RIUTILIZZABILI

possiedono le seguenti caratteristiche: • Barriera contro la penetrazione di

I materiali impiegati per il confezionamento dei camici sono in tessuto tec-

virus e microrganismi patogeni; • Impermeabilità ai liquidi

rante la produzione ed il ripristino du-

FASE

DESCRIZIONE TEMP. LIVELLO

rante il controllo dei difetti.

TEMPO

H20

(SEC.)

(VEDI LISTA DI SEGUITO)*

AeB

1

Prelavaggio

32

6

275

MARCATURA CE

2

Prelavaggio

32

6

275

I Camici sono contraddistinti dalla mar-

3

Lavaggio

40

3

275

catura di conformità CE che li certifica

4

Lavaggio

60

3

275

5

Lavaggio

75

3

275

C

6

Lavaggio

75

3

275

A

nico: trilaminati chirurgici e tessuti in

(sangue, secrezioni corporee,

quali Dispositivi Medici (di classe I). L’ap-

microfibra di poliestere.

sostanze alcoliche ecc.);

posizione di tale marchio garantisce che

• Elevata capacità assorbente;

i prodotti in questione soddisfano i re-

I TESSUTI IN MICROFIBRA

• Rilascio minimo di particelle;

quisiti essenziali (generali, di progetta-

7

Lavaggio

75

3

275

di poliestere (99% poliestere e 1% car-

• Elevato comfort – traspirabilità

zione e di costruzione) prescritti

8

Risciacquo

45

5

275

bonio) sono costituiti da fibre di gran-

(effetto termoregolante della

nell’Allegato I della Dir 93/42/CEE.

9

Risciacquo

30

5

275

dezza inferiore ad 1 dtex (paragonabile

temperatura corporea);

10

Neutralizzazione

20

4

275

alla seta). La densità di fili per centi-

CAMICE SP . DESCRIZIONE DEL CAPO: Camice di protezione standard per l’utilizzatore realizzato con tessuto in microfibra antistatica medicale idrorepellente, riutilizzabile per 50 cicli di lavaggi e sterilizzazioni. Il capo offre una copertura completa sul davanti e sul retro con un leggero sormonto posteriore. Cinture cucite sui fianchi da far incrociare sul retro ed allacciare sul davanti. Massimo comfort, resistenza allo strappo e lacerazione durante l’uso del dispositivo. • Etichettatura dispositivo medico CE classe I • Etichetta lotto • Etichetta griglia lavaggi con microchip uhf multilettura (utile per il tracciamento del capo) • Made in Italy • Norma tecnica UNI EN ISO 13795

D

• Antistaticità

*

metro, unita alle caratteristiche intrinseche della materia prima, conferisce

I camici chirurgici sono impiegati per

al tessuto le seguenti caratteristiche:

ridurre la diffusione di agenti infettivi. Sono classificati come dispositivi me-

• Traspirabilità (garantita essenzialmente dalla costruzione del tessuto); • Antistaticità (determinata dal filo in carbonio che assorbe le scariche elettrostatiche); • Linting ridotto (perdita minima di particelle grazie all’utilizzo di filamenti continui). Caratteristica, inoltre, fondamentale per indumenti utilizzati in clean rooms; • Idrorepellenza (dovuta alla fitta tramatura del tessuto e al finissaggio al fluorocarbonio) • Drappeggiabilità, leggerezza, comfort; • Elevate proprietà meccaniche (Indeformabilità, resistenza alla rottura e all’abrasione).

PRODOTTI

(°C)

SCHEDA PRODOTTI MADE IN ITALY

dici in quanto vengono usati per la prevenzione di malattie come definito

ISTRUZIONI DI LAVAGGIO PER TESSUTI TECNICI RIUTILIZZABILI

dall’art.1 dalla Direttiva Europea sui

1. “Acqua pulita” A. Detergenti base – detergenti generici B. Detergenti concentrati contenenti tensioattivi non-ionici C. Disinfettanti/candeggianti tipo acido peracetico / bisolfito di acido peracetico D. Acido acetito/bisolfito

ATTENZIONE: • Risciacquo intensivo per prevenire residui di detergenti • Carico massimo al 75% della capacità

Dispositivi Medici 93/42/EEC. Per as-

È opportuno per quanto riguarda il ri-

• Non utilizzare cloro o composti a base di cloro

solvere il proprio compito, i camici de-

condizionamento dei camici Covid-19

vono rispettare determinati requisiti di

utilizzare lavanderie industriali dotate

sicurezza. Tali requisiti sono specificati

della certificazione UNI EN 14065 re-

ESTRAZIONE: Un breve ciclo di estrazione dell’acqua

nella norma tecnica EN 13795 2019

lativa al controllo della biocontami-

(5 min.) è sufficiente

che richiede, in particolare, standard

nazione attraverso un sistema di

relativi alla barriera microbica, alla

gestione e monitoraggio della qua-

ASCIUGATURA/FINISSAGGI:

pulizia, al rilascio di particelle ed alla

lità microbiologica adeguato in base

• La temperatura sulla superficie del tessuto non deve

resistenza. I camici riutilizzabili con-

alla destinazione d’uso del tessile,

tribuiscono alla sicurezza durante

secondo le Linee Guida RABC di As-

• Carico massimo dell’asciugatrice al 75% della capacità

tutto il lungo periodo d’impiego. Al fine

sosistema Confindustria. I camici in

• Il tempo di asciugatura dipende dal grado di umidità relativa

(tipo sodio ipoclorito)!

eccedere gli 80°C

di garantire il rispetto dei requisiti

TTR, non devono essere lavati né

I TESSUTI TRILAMINATI

sono sottoposti a numerosi controlli di

asciugati in carichi che contengano

IMPORTANTE: Evitare sovra temperatura - “overdrying”

sono composti da una membrana in

qualità. Questi includono la convalida

prodotti in cotone o misto cotone;

Non asciugare i camici in TTR in carichi che contengano articoli

poliuretano accoppiata a due strati di

dei prodotti e dei processi, la rileva-

questo potrebbe aumentare il rischio

in cotone o misto cotone. Assicurarsi che la temperatura del-

tessuto 100% poliestere. I laminati

zione dei parametri più importanti du-

di fibra volatile/linting così come l’ec-

l’aria in entrata nella asciugatrice non ecceda i 130°C.

CAMICE HP . DESCRIZIONE DEL CAPO: Camice ad elevata protezione per l’utilizzatore realizzato con tessuto trilaminato medicale traspirante, impermeabile, riutilizzabile per 70 cicli di lavaggi e sterilizzazioni. Il capo offre una copertura completa sul davanti e sul retro con un leggero sormonto posteriore. Cinture cucite sui fianchi da far incrociare sul retro ed allacciare sul davanti. Le cuciture sono realizzate con ribattitura per garantire la robustezza del capo e la maggiore protezione. Massimo comfort e resistenza allo strappo e lacerazione durante l’uso del dispositivo • Etichettatura dispositivo medico CE classe I • Etichetta lotto • Etichetta griglia lavaggi con microchip uhf multilettura (utile per il tracciamento del capo) • Made in Italy • Norma tecnica UNI EN ISO 13795


INTERVISTA AD ALDO CONFALONIERI PRESIDENTE DELLA SEZIONE SERVIZI TURISTICI INTEGRATI DI ASSOSISTEMA CONFINDUSTRIA ◗ Presidente Confalonieri, come sta procedendo la fase 2 della cosiddetta “ripartenza” per le aziende associate che svolgono il servizio di noleggio e sanificazione dei tessili per alberghi e ristoranti? Si parla di “ripartenza” ma se non riparte il turismo in tutte le sue declinazioni nazionali ed internazionali, le nostre aziende non ripartiranno. La fase 2 farà, in misura molto limitata, ripartire prima il settore della ristorazione e poi quello alberghiero soprattutto nelle zone stagionali in vista delle prossime vacanze estive. Ipotizzando una fase 3, con la riapertura di tutte le attività, compresa la libera circolazione in tutti i paesi, si prevede una riduzione delle presenze alberghiere nel 2020 pari al 60/70 per cento rispetto al 2019, percentuali che andranno a colpire direttamente i fatturati delle nostre aziende che riprenderanno a crescere lentamente. ◗ Quali strumenti ha messo in campo la sezione per rilanciare il settore? La Sezione di Servizi alberghieri integrati di Assosistema Confindustria ha lavorato su diversi strumenti di comunicazione per far emergere le problematiche del nostro settore e richiamare l’attenzione delle istituzioni. In particolare, oltre ai comunicati stampa, abbiamo realizzato un video dedicato alla promozione del tessile riutilizzabile nei ristoranti, due Protocolli sulla sanificazione dei tessili negli hotel e nelle strutture della ristorazione, un Position Paper sulla UNI EN 14065 per la qualità igienica dei tessili trattati secondo le linee guida Rabc di Assosistema, un’analisi condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana sull’attenzione posta alla sicurezza igienica nelle strutture turistiche- alberghiere.

◗ Cosa chiedete al Governo per dare maggiore supporto alla filiera dei servizi al turismo? Al Governo chiediamo da sempre di venire assimilati al Settore Turistico Alberghiero e di essere considerati un servizio essenziale a sostegno di un settore che rappresenta il 14 per cento del pil nazionale senza considerare l'intera filiera di cui le nostre aziende rappresentano un elemento indispensabile, la biancheria utilizzata nelle strutture turistico-alberghiere. Il 95 per cento del comparto alberghiero utilizza il servizio di noleggio biancheria e del tessile in generale. Usufruendo del servizio di aziende certificate, l'albergo o il ristorante potrà garantire e offrire ai propri clienti il confort di una biancheria igienicamente sanificata mediante il rispetto delle norme UNI EN 14065 riconosciute dall’Istituto Superiore di Sanità. Come rilevato dall'Osservatorio sul calo percentuale del lavoro delle aziende associate, emerge che sul territorio nazionale il lavoro è calato mediamente del 50 per cento dall'inizio della pandemia fino al 15 marzo per poi assestarsi al 98 per cento fino a metà maggio, con aziende, quindi, praticamente chiuse. Come per l'albergo, il fatturato perso non potrà essere recuperato e pertanto chiediamo con forza al Governo di intervenire con aiuti a fondo perduto anche per le nostre aziende specializzate nel settore del turismo e della ristorazione che già da diversi anni, sostenendo importanti costi, sono in grado di garantire l'indispensabile igiene e sanificazione della biancheria. ◗ Quali previsioni per la stagione estiva? Difficile da dirsi. Si spera in un turismo nazionale che rimetta in moto la macchina, purtroppo limitata per le restrizioni, ma il segnale che tutti aspettiamo sono il ritorno delle prenotazioni dei turisti stranieri. Dobbiamo a tutti i livelli farli sentire sicuri di ritornare nella nostra bella Italia. A mio parere, la stagione prossima sarà un “banco di prova” che verificherà i motori che resisteranno e quali cederanno. Di certo, per soddisfare le attese dei turisti sarà fondamentale assicurare igiene e sicurezza nelle loro scelte legate alle strutture turistiche e alberghiere. Come evidenziato dalla ricerca effettuata da Tecnè per conto di Assosistema e Confindustria Alberghi, infatti, l’attenzione all’igiene e alla sicurezza sanitaria è evidenziata dal fatto che l’81,5% chiederà informazioni rispetto alle procedure messe in campo per garantire i clienti. L’attenzione all’igienizzazione delle lenzuola, delle federe e della biancheria da bagno insieme alla pulizia e all’igienizzazione delle camere e degli arredi saranno, quindi, al centro delle scelte del turista post - Covid.

I RISULTATI DELL'ANALISI TECNE', COMMISSIONATA DA ASSOSISTEMA E CONFINDUSTRIA ALBERGHI: VACANZE 2020: COSA CHIEDE IL CONSUMATORE POST-COVID? L’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia è una bomba al neutrone sul sistema turistico, i cui danni si accentuano nel settore alberghiero, con il 55% delle imprese medio-piccole, poco capitalizzate e impossibilitate a sostenere lo shock finanziario determinato dal crollo della domanda, strette tra alti costi gestionali e l’azzeramento, o quasi, delle entrate. Un impatto talmente forte da far precipitare le attese degli operatori del settore a livelli che non ha precedenti. Una crisi ingiusta come tutte le crisi, ma che morde un settore che, negli ultimi anni, non ha tenuto il freno a mano tirato sugli investimenti destinati a migliorare gli standard di qualità dell’offerta. La ricerca registra valutazioni decisamente positive da parte dei clienti, con un voto medio dato alle strutture frequentate pari a 7,3. Premiate, in particolare, la pulizia e il comfort delle camere, la gentilezza e la preparazione del personale, la cura e la pulizia degli spazi comuni. Le nubi che si sono addensate con la pandemia lasciano intravvedere qualche spazio di sereno per la restante parte dell’anno. Su questo molto stanno contribuendo gli investimenti fatti in passato, che hanno alzato il livello di fi-

I GIUDIZI SUGLI HOTEL FREQUENTATI NEL 2019

TORNERANNO IN ALBERGO NEL PERIODO GIU-DIC 2020 (RISPETTO AL 2019)

nizzazione. Attenzione confermata dal fatto che il 54,7% sceglierà l’hotel dove soggiornare in base alle misure adottate e solo il 20,8% in base al prezzo. Ma c’è di più: due clienti su tre sarebbero disposti a spendere di più per avere la sicurezza delle procedure adottate, con un incremento medio del prezzo, ritenuto accettabile, pari all’8,3%, che sale al 9,9% per le strutture 4 stelle, 5 stelle e 5 stelle lusso. Investire nella sicurezza sanitaria e nei processi d’igienizzazione risulta, quindi, una variabile discriminante per uscire dalla crisi attuale. Le stime mostrano, senza ombra di dubbio, che interventi mirati a garantire i clienti – accompagnati da un’adeguata campagna di comunicazione - permettono di attenuare sensibilmente il calo di fatturato, con una riduzione significativa dell’impatto negativo determinato dall’emergenza Covid-19 (da -60% a -41%). Ma ancora più importanti le prospettive: con l’introduzione degli standard rilevati dall’indagine, il ritorno ai livelli di fatturato precedenti all’emergenza sanitaria potrebbe avvenire già nel 2022. Senza tali interventi, i livelli di fatturato si raggiungerebbero soltanto nel 2025.

LE ATTESE

LA FIDUCIA

GLI ASPETTI PRIORITARI PER TORNARE A SOGGIORNARE IN HOTEL

VOTO MEDIO 7,3

PER LAVORO 63,4% PER VACANZA 51,2%

GRADO DI FIDUCIA CHE MOLTA/ABBASTANZA GLI ALBERGHI ADOTTERANNO FIDUCIA 65,9% ADEGUATE MISURE “ANTI-COVID”

CHIEDERANNO INFORMAZIONI SULLE MISURE “ANTI-COVID”

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delizzazione. Già dal mese di giugno potrebbe iniziare una lenta e cauta ripresa delle prenotazioni e degli arrivi, trainati, in particolare, dalla clientela business. L’altra faccia della fidelizzazione ruota intorno alla fiducia, che alimenta le attese dei clienti. Sotto questo punto di vista, l’indagine non lascia spazio a dubbi: l’attenzione è posta essenzialmente sulle misure “anti-Covid” che saranno adottate per garantire l’igiene e la sicurezza sanitaria. Le prime tre indicazioni relative alle misure che i potenziali clienti si aspettano, sono ambienti comuni igienizzati e dotati di spazi adeguati al distanziamento sociale, igienizzazione delle lenzuola, delle federe e della biancheria da bagno e pulizia e igienizzazione delle camere e degli arredi. L’attenzione all’igiene e alla sicurezza sanitaria è evidenziata dal fatto che l’81,5% chiederà informazioni rispetto alle procedure messe in campo per garantire i clienti, percentuale che sale all’84,7% tra chi pernotta per lavoro. Più del 90% dichiara che si sentirebbe più tranquillo se l’igienizzazione avvenisse attraverso un processo “certificato”, effettuato da soggetti autorevoli, altro elemento che la dice lunga sull’attenzione posta all’igie-

81,5%

94,5% DELLE INDICAZIONI SI CONCENTRA SU 3 ASPETTI

1) AMBIENTI COMUNI IGIENIZZATI SPESSO E SPAZI ADEGUATI AL DISTANZIAMENTO 2) IGIENIZZAZIONE DI LENZUOLA, FEDERE E BIANCHERIA DA BAGNO 3) IGIENIZZAZIONE DI CAMERE E ARREDI

SAREBBERO PIÙ TRANQUILLI SE I PROCESSI DI IGIENIZZAZIONE FOSSERO CERTIFICATI

PER CAMERE E ARREDI 94,1% PER LENZUOLA E BIANCHERIA DA BAGNO 93,9%

DISPOSTI A SPENDERE IN PIÙ PER PROCEDURE IGIENICHE GARANTITE

+ 8,3% IN MEDIA RISPETTO AL NORMALE PREZZO


PROTOCOLLO SANIFICAZIONE DEL TESSILE PER HOTEL E STRUTTURE RICETTIVE

PROTOCOLLO SICUREZZA IGIENICA DEL TOVAGLIATO PER LA RISTORAZIONE

BUONE PRASSI D’IGIENE, USO E SANIFICAZIONE DEL TESSILE RIUTILIZZABILE

BUONE PRASSI D’IGIENE DELLA TAVOLA, USO E SANIFICAZIONE DEL TESSILE RIUTILIZZABILE

L’Organizzazione Mondiale della Sanità, nelle sue considerazioni operative per la gestione del virus COVID-19, ha preparato un documento, indirizzato ad alberghi e strutture ricettive per il turismo, che prevede raccomandazioni per le diverse attività svolte all’interno dell’hotel, al fine di proteggere la salute del personale e dei suoi clienti, essendo queste strutture caratterizzate da un alto grado di interazione tra ospiti e lavoratori. Le misure di prevenzione che l’OMS identifica per il personale comprendono l’igiene delle mani costante e accurata, l’uso delle protezioni respiratorie in pubblico, una buona igiene respiratoria, il distanziamento sociale. Vi sono poi indicazioni relative al monitoraggio degli ospiti, alla gestione dei casi di contagio, ai servizi di manutenzione e pulizia, alla selezione dei fornitori. Si precisa che, nelle aree pubbliche e nelle camere, la pulizia e la disinfezione di oggetti e superfici frequentemente toccati sono elemento essenziale per la riduzione del rischio di infezione. Pertanto, anche in assenza di casi COVID-19 all’interno della struttura ricettiva, l’OMS raccomanda di migliorare i servizi di igiene e pulizia. Inoltre, prescrive che tutti gli articoli usati, inclusi quindi i tessili, debbano essere gestiti in modo appropriato per mitigare il rischio di una potenziale trasmissione. Nel contesto nazionale italiano, le Organizzazioni maggiormente rappresentative delle imprese turistico-ricettive - quali Federalberghi, Confindustria Alberghi e Assohotel - hanno elaborato il Protocollo “Accoglienza Sicura” del 27 aprile 2020 che, a partire dalle normative vigenti e da documenti e pubblicazioni disponibili ed in continuo aggiornamento sul tema, fornisce raccomandazioni generali e accorgimenti da adottare al fine di mitigare il rischio di trasmissione del contagio da COVID-19 all'interno di tali strutture. Nel Protocollo vengono trattati tutti gli aspetti dell’accoglienza, quali: ricevimento, pulizia delle camere e degli ambienti comuni, somministrazione di alimenti e bevande, organizzazione di riunioni, conferenze ed eventi, utilizzo DPI, informazioni ad ospiti e lavoratori fino alla gestione di eventuali casi sintomatici. Per quanto riguarda la biancheria delle camere (letto e bagno) il protocollo sopra citato

fornisce un’importante indicazione in merito alle modalità operative di svolgimento del servizio ai piani relativamente alla necessità che biancheria sporca e biancheria pulita siano sempre separate e non vengano mai a contatto fra loro (quella sporca riposta in un contenitore chiuso e separato dal carrello di quella pulita). Al riguardo, Assosistema Confindustria ha elaborato il Protocollo specificatamente dedicato alla gestione igienica dei tessili nelle strutture ricettive che integra e specifica quanto sopra detto con maggiori e dettagliate informazioni sul processo di detergenza/lavaggio e sul controllo della biocontaminazione della biancheria, affinchè gli albergatori possano sentirsi sicuri nel garantire alla propria clientela la sicurezza igienica dei dispositivi tessili processati, anche nell’attuale situazione di emergenza epidemiologica. Il Protocollo Sanificazione del tessile per hotel e strutture ricettive è disponibile sul sito: www.assosistema.it

PROTOCOLLO SANIFICAZIONE DEL TESSILE PER HOTEL E STRUTTURE RICETTIVE BUONE PRASSI D’IGIENE, USO E SANIFICAZIONE DEL TESSILE RIUTILIZZABILE

L’Organizzazione Mondiale della Sanità nelle sue considerazioni operative per la gestione del virus Covid-19 per il settore turistico ricettivo oltre che a prevedere raccomandazioni per le diverse attività svolte all’interno dell’hotel interviene anche in relazione alla corretta prassi di gestione ed igienizzazione per quanto riguarda la ristorazione. La ristorazione, come la parte ricettiva, riveste la caratteristica di avere un alto grado di aggregazione sociale ovvero un elevato numero di ospiti che oltre ad interagire tra loro interagisce anche con il personale del ristorante, con un’alta probabilità di contatti e quindi diffusione, come previsto anche nel documento tecnico firmato da INAIL e ISS sulla rimodulazione delle misure contenitive del contagio da SARS- CoV2 nel settore della ristorazione. Rivestono dunque di attenzione specifica:

• Il sistema di sistemazione degli ospiti; - la gestione dei servizi (cibo, bevande, organizzazione dell’attività); • sanificazione dei locali e delle superfici, in particolare dei tavoli; • le interazioni tra i clienti e la struttura e le interazioni con l’ambiente; Per quanto riguarda gli aspetti di sanificazione l’OMS prevede delle modalità specifiche per il trattamento di piatti, posate e biancheria da tavola. Si invita tra le altre cose, dal momento che la trasmissibilità del virus avviene per via aerea tramite le goccioline prodotte da colpi di tosse o starnuti, che possono depositarsi e persistere anche su superfici inanimate, o per contatto con le mani contaminate, a sanificare anche gli articoli che non sono stati utilizzati direttamente dal cliente. L’attenzione nel ristorante per l’aspetto igienico, soprattutto per i piani di lavoro e di appoggio per le stoviglie – posate, piatti, bicchieri, ecc.- e per l’igiene delle mani risulta essere fondamentale dal momento che il consumo dei cibi e delle bevande comporta inevitabilmente il contatto diretto di oggetti o delle mani potenzialmente contaminati con le mucose del cavo orale che rappresentano una delle porte di ingresso del virus. Ciò premesso, merita un approfondimento il tema dell’igiene e della pulizia dei tavoli non solo in questo particolare momento di grande attenzione ma come costante e ineludibile elemento di controllo del rischio alimentare. Riveste in questo contesto un ruolo centrale il tovagliato correttamente sanificato e trattato da aziende specializzate che forniscono al cliente anche la certificazione circa la modalità di trattamento dedicato alla biancheria prima che la stessa venga consegnata pronta all’uso attraverso la certificazione UNI EN 14065 e linee guida Assosistema ed eventuale documentazione dei processi seguiti. Il Protocollo Sicurezza igienica del tovagliato per la ristorazione è disponibile sul sito: www.assosistema.it


ha riconosciuto il principio che se c’è rischio biologico, che si tratti di DPI o di semplici abiti professionali, il datore di lavoro deve provvedere al loro lavaggio e sanificazione. I settori e le aziende che dovrebbero orientarsi sulla soluzione di fornire ai dipendenti il servizio di noleggio e lavaggio degli abiti da lavoro ai propri dipendenti sono molteplici, sia nell’ottica di evitare problemi giuridici, sia nell’ottica di tutelare la salute pubblica. ◗ Quali iniziative sta mettendo in campo la sezione per evitare questa pericolosa prassi? Nell’ultimo Consiglio di Sezione sono stati presi in esame tre settori in particolare:

INTERVISTA A EGIDIO PAOLETTI, PRESIDENTE DELLA SEZIONE SICUREZZA SUL LAVORO ◗ Presidente Paoletti, in che modo il Covid-19 ha impattato sul settore del noleggio e della sanificazione dell’abito da lavoro? L’impatto c’è stato, ma certamente in misura più limitata rispetto ad altri settori, come quello delle aziende associate che forniscono il servizio di noleggio e sanificazione dei tessili per il turismo. La chiusura delle aziende ha determinato una riduzione dei volumi, ma con la riapertura decisa dal Governo di tutte le attività produttive, la situazione si va orientando verso la normalità. Nel medio periodo mi aspetto comunque un effetto positivo del problema Covid-19 sullo sviluppo del servizio di noleggio e lavaggio degli abiti da lavoro. E’ cresciuta l’attenzione all’igiene in generale e questo, a mio avviso, dovrebbe avere una ricaduta positiva sullo sviluppo del nostro settore. ◗ Sappiamo che la maggior parte delle divise utilizzate sul luogo di lavoro vengono poi trattate con lavaggio domestico da parte del dipendente. Cosa comporta per la sicurezza collettiva? Già prima del Covid-19, in determinati settori, il rischio biologico conseguente al fatto di portare a casa gli indumenti da lavoro utilizzati dai dipendenti doveva essere valutato attentamente. Si pensi solo alle aziende che operano nel settore dell’igiene ambientale, della raccolta dei rifiuti. In effetti una recente ordinanza della Suprema Corte di Cassazione

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• le aziende che operano nel campo dell’igiene ambientale • il personale che opera nelle RSA • il personale che opera all’interno delle strutture sanitarie, dipendenti da aziende che in subappalto forniscono servizi tipo mensa, pulizie e manutenzioni varie. Si stanno preparando delle comunicazioni da inviare ai Direttori Sanitari, alle Associazioni di categoria interessate, per sensibilizzarli sul tema. Pensiamo, ad esempio, agli operatori delle RSA: svolgono la loro attività in un contesto in cui il Covid-19 ha fatto strage e dovrebbero continuare a portare le divise a casa per lavarle, mettendo a rischio la salute delle persone più care? ◗ Le criticità di questo settore in Italia si riscontrano anche in Europa e in America, ad esempio, o è una caratteristica solo italiana? Vi sono differenze sostanziali tra l’Italia e gli altri paesi industrializzati. Nel nostro Paese solo alcuni settori sono sensibili al problema, mentre all’estero l’interesse è generalizzato. In Italia, inoltre, ricorrono al servizio quasi esclusivamente le aziende medio-grandi, all’estero il servizio è diffuso anche nelle attività medio-piccole, sia industriali che commerciali. Comunque sia all’estero che in Italia non esistono disposizioni di legge che impongono il lavaggio degli abiti da lavoro. Evidentemente all’estero, prima che da noi, si è sviluppata una cultura che vede nell’offerta di servizi ai dipendenti un valore riconosciuto che prima o poi si affermerà anche da noi.

INTERVISTA A CLAUDIO GALBIATI, PRESIDENTE DELLA SEZIONE SAFETY ◗ Presidente Galbiati, qual è la situazione del settore dei DPI in questa fase 2 rispetto al primo periodo dell’emergenza? Siamo in una fase nuova, sicuramente usciti da una fase di emergenza anche per quello che riguarda le forniture di DPI per ragioni diverse. La prima ragione, e a mio avviso quella più importante, è lo sforzo che tutti i produttori hanno messo in campo per aumentare i livelli di produzione, sia lavorando 24 ore su 24, sia aumentando la capacità produttiva con nuove linee di produzione; questo grande sforzo industriale merita di essere sottolineato e riconosciuto. In seconda battuta l’introduzione del DL n.18 del 17/03/2020 “Cura Italia” ha introdotto la possibilità di immettere sul mercato DPI in deroga alle norme comunitarie, previa autorizzazione da parte di INAIL. Unitamente a ciò c’è stata una migliore e razionale indicazione delle attività in cui è necessario utilizzare i DPI, indirizzandoli solo alle attività dove sono realmente necessari. Tutti questi fattori contribuiscono a migliorare la situazione delle forniture di DPI, su cui, però, incombe il rischio di un mercato meno controllato, argomento su cui tornerò successivamente. ◗ Quanto e come è stata consultata la sezione Safety dalle autorità competenti in questi mesi, prima dell'emanazione dei decreti governativi? Assosistema Safety è stata protagonista sin dal-

l’inizio di un dialogo con le istituzioni preposte alla gestione dell’emergenza Covid-19, sia direttamente sia attraverso la rappresentanza di Confindustria nel comitato di emergenza; certamente abbiamo dato degli input al legislatore, ma non tutti sono stati accolti. C’è stato di conseguenza un grosso lavoro “a posteriori” per chiarire alcuni aspetti tecnici essenziali per operare coerentemente ai nuovi provvedimenti legislativi; uno su tutti, il provvedimento sull’IVA agevolata, che ha richiesto un nostro intervento di chiarificazione con l’Agenzia delle Entrate, ed in particolare con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ora, con la pubblicazione di una circolare, ha meglio precisato l’ambito di applicazione del provvedimento stesso. Quello che auspichiamo è un maggior coinvolgimento nella fase tre, perché, se è vero che siamo nella fase 2 dell’emergenza, è anche vero che è ora che dobbiamo lavorare per prevenire una fase critica di nuovo per la fornitura dei DPI. ◗ Il comparto avrà innegabilmente delle importanti ripercussioni nei prossimi mesi: cosa crede che cambierà nella filiera dei DPI? Torno su quanto ho accennato all’inizio. La concessione di commercializzare in deroga alle norme comunitarie i DPI, ha portato sul mercato attori economici, che in molti casi non afferiscono alla filiera di produzione/fornitura di DPI. Questo stravolgimento ha innescato dinamiche di mercato inimmaginabili alcuni mesi fa ed ora abbiamo importatori generalisti, che offrono DPI, prodotti spesso in Cina, direttamente alle aziende utilizzatrici, saltando la catena distributiva tradizionale; questa situazione imporrà una riflessione alla distribuzione “tradizionale”, che grazie alla capillarità sul territorio ed al contatto diretto con il cliente dovrà offrire servizi aggiuntivi alla fornitura di DPI per poter fronteggiare la situazione corrente. ◗ Il Made in Italy riuscirà a resistere alla concorrenza sempre più pressante di produttori a basso costo dell'est asiatico? Io qui sono fiducioso e positivo, abbiamo un’industria nazionale importante di DPI, anche se spesso poco riconosciuta anche a livello politico, che produce prodotti di qualità ed innovativi; sono

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convinto che questa emergenza ha avuto un impatto importante su ognuno di noi nel capire come la sicurezza personale sia un valore da tutelare e come tale bisogna farlo nel miglior modo possibile, ovvero con prodotti sicuri e di qualità come sono quelli che siamo capaci di fare in Italia ed in Europa in generale. Se a questo aggiungiamo una distribuzione specializzata in grado si affiancare l’utilizzatore nella scelta del DPI adeguato ed idoneo, capite perché sono positivo. Certamente rimarrà una fetta di prodotto a basso costo, ma è anche vero che la maggior sensibilità al tema sicurezza porterà anche ad una maggior consapevolezza d’uso del DPI, compensando questo fenomeno. ◗ Quali attività formative ha messo in atto la sezione Safety in questo periodo? Abbiamo svolto e stiamo ancora svolgendo sessioni di formazione online sui temi legati alla scelta dei DPI corretti per l’emergenza Covid-19, soprattutto con un focus sulla verifica della con-

Assosistema, con le aziende che producono, distribuiscono ed importano dispositivi di protezione individuale e in condivisione con Confindustria, ha realizzato un vademecum a supporto delle imprese interessate per valutare l’idoneità dei dispositivi di protezione individuali ai fini della richiesta di validazione straordinaria all’Inail. Il progetto è nato in risposta all’emergenza sanitaria di quest'ultimo periodo che ha indotto Parlamento e Governo ad ampliare le potenzialità di offerta delle mascherine, quale strumento di protezione delle vie respiratorie. Il legislatore ha previsto la possibilità per l’Inail di validare, in via straordinaria e in deroga, le mascherine: la deroga riguarda la procedura e la relativa tempistica e non gli standard di qualità dei prodotti che si andranno a produrre, importare e commercializzare. La quantità delle richieste e la complessità degli accertamenti stanno provocando notevoli ritardi, con rilevanti danni anche per le imprese, tanto da legittimare interrogazioni parlamen-

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formità dei prodotti. Queste attività sono state spesso promosse anche collaborando con altre associazioni industriali (es. Federfarma), ma anche con i soggetti interessati all’argomento, come l’iniziativa con AiFos, che ha anche portato alla pubblicazione di una guida congiunta sulla scelta dei mezzi di protezione e prevenzione da utilizzare contro il Covid-19. Un’altra iniziativa di successo è stata la collaborazione con EPC, che realizza il Safety Expo a Bergamo, che ha promosso un webinar sulla scelta e l’uso dei DPI per l’emergenza Covid-19 dove abbiamo avuto oltre 1400 registrazioni. Ma prima di queste iniziative va ricordata tutta l’attività di divulgazione messa in atto dall’Associazione sin dall’inizio con la creazione di una sezione dedicata “Covid-19” del sito internet e la realizzazione delle infografiche specifiche sui DPI, che sono state riprese spesso dai media nazionali; ultimamente abbiamo anche presentato un tool interattivo che indica quali sono i dispositivi da utilizzare per la Fase 2.

tari. In considerazione di ciò Assosistema ha ritenuto utile ed importante produrre il vademecum dal titolo “Dispositivi di protezione individuale: come verificare la loro conformità", allo scopo di supportare le aziende in fase di valutazione delle forniture, durante l'approvvigionamento o l'importazione dei dispositivi di protezione individuale. All'interno del documento sono passati in rassegna: • La corretta marcatura ed i certificati che deve presentare un dispositivo di protezione individuale conforme allenormative vigenti e gli step per verificare la validità della documentazione; • Una guida pratica per navigare sul database degli Organismi Notificati della Commissione Europea NANDO; • La documentazione di cui deve disporre un dispositivo di protezione individuale validato in deroga da INAIL ed indicazioni utili per inoltrare la richiesta di validazione; • Marcatura e certificazioni di un dispositivo certificato ai sensi della Raccomandazione (UE) 2020/403.


SICUREZZA IGIENICA DELLA BIANCHERIA: UNI EN 14065, LA NORMA TECNICA DEL SETTORE. Di Caterina Vaiuso, Assosistema Confindustria

La UNI EN 14065 “Tessili trattati in lavanderia - Sistema di controllo della biocontaminazione” è la norma tecnica volontaria di riferimento del settore e ha l’obiettivo di garantire prodotti tessili igienicamente sicuri ai tre mercati di sbocco delle aziende della categoria: sanità, industria e turismo. Assosistema ha riconosciuto, fin da subito, la necessità di porre in essere un sistema coordinato di gestione e di implementazione della Norma sul territorio nazionale e, a tal fine, il 10 gennaio 2008, ha siglato un Protocollo d’Intesa con alcuni degli Organismi di Certificazione più rappresentativi a livello nazionale che ne hanno condiviso le relative finalità. Il Protocollo, rinnovato nel 2018, ha come obiettivo principale la corretta ed omogenea implementazione della norma UNI EN 14065 secondo i parametri definiti nelle linee Guida RABC redatte da Assosistema “Manuale pratico per l’applicazione dei requisiti previsti dalla Norma UNI EN 14065:2016 - Tessili trattati in lavanderia - Sistema di controllo della biocontaminazione ed il conseguimento della certificazione RABC”. I certificati UNI EN 14065 emessi secondo le Linee Guida Assosistema dagli Enti di certificazione aderenti al Protocollo sono riconoscibili da un Bollino che l’Associazione rilascia, previa comunicazione scritta da parte dell’Ente di Certificazione dell’avvenuta conclusione, con esito positivo, dell’iter di certificazione 14065 secondo le Linee Guida ASSOSISTEMA presso le aziende associate e le non associate che ne facciano esplicita richiesta. ( 22 )

Il Bollino nasce con la finalità di consentire a terzi di identificare e rintracciare immediatamente il percorso che ha dato luogo all’ottenimento, da parte delle aziende interessate, della certificazione di qualità microbiologica dei tessili trattati in lavanderia. Il “Bollino” garantisce un sistema coordinato di gestione sul territorio nazionale per la corretta e omogenea implementazione della Norma 14065:2016 secondo i parametri definiti dalle Linee Guida ASSOSISTEMA RABC.

La UNI EN 14065 garantisce l’implementazione di un sistema di gestione aziendale che assicura la qualità microbiologica dei tessili trattati. L’analisi microbiologica riguarda tutte le fasi del processo a cui sono sottoposti i tessili trattati in un’industria di lavanderia, dal ricevimento della biancheria sporca fino alla consegna al cliente, attraverso: cernita, smistamento, classificazione, lavaggio, idroestrazione, essiccazione, finissaggio, piegatura e imballaggio. Da sottolineare che la norma UNI EN 14065 si sofferma, non solo sull’importanza di sanificare e decontaminare i dispositivi tessili, ma anche sulla necessità di proteggere gli stessi da una potenziale

ri-contaminazione attraverso misure di analisi e prevenzione dei rischi, implementate sull’intero ciclo produttivo, fino al momento in cui i prodotti sono riconsegnati per il loro riutilizzo. Il processo industriale prevede una componente termica in quanto, non solo il lavaggio è effettuato ad alte temperature, ma la successiva fase di asciugatura/stiraggio raggiunge temperature ancora più elevate. C’è poi la parte di trattamento chimico che avviene mediante l’utilizzo di prodotti detergenti e disinfettanti con capacità battericide, virucide e fungicide che garantiscono perfetta igienizzazione e sicurezza di utilizzo. Il Sistema RABC comprende anche azioni di monitoraggio e sanificazione delle superfici, dei macchinari, dei mezzi di trasporto e degli operatori. Insomma nulla è lasciato al caso. La 14065 garantisce una vera e propria analisi dei rischi di biocontaminazione che esamina, per ogni fase del processo di trattamento dei tessili, quale può essere il potenziale rischio microbiologico, la sua potenziale causa, il metodo di controllo attuato nonché l’identificazione delle misure di intervento messe in atto al fine di ripristinare la conformità del processo nel caso di rilevamento di eventuali scostamenti e anomalie.

Le aziende del settore associate ad Assosistema Confindustria e certificate UNI EN 14065 secondo le Linee Guida utilizzano per le loro azioni di marketing e comunicazione alla clientela, già da diversi anni, il marchio registrato “Oltre il Pulito Qualità”, a garanzia che i tessili trattati sono igienicamente sicuri.

L’apposizione del marchio garantisce agli utenti che i dispositivi tessili utilizzati nelle strutture presso le quali il marchio risulti apposto, siano trattati da aziende: • associate ad ASSOSISTEMA Confindustria; • rispettino i requisiti stabiliti dalla Norma UNI EN 14065:2016 secondo le Linee Guida ASSOSISTEMA Confindustria; • dispongano di un’organizzazione del processo industriale tale da garantire la separazione sporco/pulito” dei tessili trattati. Il tema della qualità igienica, oggi sotto i riflettori a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, è stato trattato anche in un Documento tecnico che Assosistema ha redatto con il supporto di due biologi esperti e relativo alla permanenza del COVID-19 sulla biancheria e all’efficacia dei processi di lavaggio. Dal documento emerge ulteriormente l’importanza del processo di biocontaminazione dei tessili trattati dalle lavanderie industriali, offrendo spunti interessanti oltre che per organizzare la propria attività industriale anche per avvicinare di più alla tematica della sanificazione ai sensi della certificazione UNI EN 14065 e relative Linee Guida RABC Assosistema.

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GUARDIAN INDEPENDENT CERTIFICATION (GIC)

Costituito nel 1994, Guardian Independent Certification (GIC) è un ente di certificazione professionale riconosciuto internazionalmente. Guardian Independent Certification offre alle imprese servizi di certificazione (qualità, ambiente, sicurezza, sicurezza dati, alimentare, responsabilità etica e sociale..) finalizzati al miglioramento della sicurezza e della qualità dei loro prodotti, processi e servizi. Guardian Independent Certification Limited è presente in numerosi paesi del mondo ed in possesso di numerosi accreditamenti e/o riconoscimenti. Ad oggi è presente con propri uffici in 30 nazioni ed ha emesso certificati in 46 paesi diversi per un totale di oltre 20.000 clienti. Il ruolo che intende svolgere è di guidare le imprese verso un percorso di crescita e miglioramento continuo dei propri processi aziendali, promuovendo la consapevolezza che, l'adozione di misure a tutela della sicurezza e dell'ambiente e, in generale, l'attenzione alla qualità, sono comportamenti che portano vantaggi ed aumentano il valore delle organizzazioni che li perseguono. La chiave del successo è rappresentata dalle “persone”, patrimonio fondamentale di ogni azienda, a partire dai soci fondatori che con la loro competenza e professionalità hanno creduto in questo progetto, per arrivare agli auditor ed a tutto il personale che hanno contribuito al miglioramento continuo della sicurezza e qualità di prodotti, processi e servizi. Gli auditor sono presenti su tutto il territorio nazionale vantano esperienza, competenza, aggiornamento e contribuiscono ad offrire un servizio utile non solo alle organizzazioni, ma anche ai fruitori dell’impegno di queste ultime: i clienti, i consumatori, tutte le parti interessate.

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SERVIZI DI CERTIFICAZIONE GIC può offrire servizi di certificazione, con accreditamento, su tutti i codici EA, per i seguenti standards: • • • • • • • • • • • • •

ISO 9001 (Qualità) ISO 14001 (Ambiente) ISO 45001 (Sicurezza sul lavoro) ISO 27001 (Sicurezza delle informazioni) ISO 22000 (Sicurezza alimentare) SA 8000 (Responsabilità Sociale ed etica) HACCP (Hazard Analisys Critical Control Points) UNI EN 14065 (Tessili trattati in lavanderia Sistema di controllo della biocontaminazione) UNI 11034 (Servizi all'infanzia) UNI 15017 (Servizi funerari) ISO 17100 (Servizi di traduzione) SSA (Codice di Pratica dei Sistemi di Gestione per la Sicurezza dell'Autotrasporto) GDP (Good Distribution Practice)

SERVIZI DI FORMAZIONE GIC offre una vasta gamma di corsi di formazione accreditati e personalizzati in funzione delle reali esigenze dei clienti. Corsi accreditati IRCA: Lead Auditor 9001 – 14001 - 45001

ACCREDITAMENTI • United Kingdom Accreditation Service (UKAS) • Australian New Zealand Joint Accreditation Service (JAS-ANZ) • ACCREDIA riconoscimento per il settore EA 28 qualità • Social Accountability Accreditation Service (SAAS) • Singaporean Accreditation Service (SAC) • IRCA (Corsi Lead Auditor) • ASSOSISTEMA • MINISTERO TRASPORTI

CONTATTI Guardian Independent Certification | N. Verde 800 912 335 web: www.gic.it | email: info@gic.it

QS QUALITY SERVICES LTD

CHI SIAMO QS QUALITY SERVICES LTD è un Organismo di Certificazione e di Ispezione indipendente che offre molteplici servizi nel settore dei sistemi di gestione e di prodotto, allo scopo di soddisfare le esigenze di ogni categoria e tipologia di cliente, con l’obiettivo di dare alle attività un respiro internazionale. L’organismo nasce infatti a Malta, grazie all’esperienza trentennale maturata nel settore dai soci fondatori, e diventa negli anni una struttura organizzata in Italia e in tutta Europa anche tramite la sinergia instaurata con i suoi partner internazionali; Per garantire le corrette verifiche, QS si è sempre impegnato a selezionare staff, auditor ed esperti tecnici di elevata professionalità in diversi settori e di diverse nazionalità per offrire un ventaglio più ampio possibile rispetto alle necessità dei clienti. MISSION AZIENDALE La mission aziendale è il miglioramento continuo, cercando di stare al passo con le tendenze del mercato e promuovendo la conoscenza, la certificazione e l’ispezione intesi come strumenti di efficienza, di controllo di qualità, di gestione del rischio e di conformità legislativa. Infatti QS è convinta che in una realtà sempre più caratterizzata da scambi di informazioni complesse e in un libero mercato concorrenziale, risultano “vincenti” quelle aziende che si sono dotate di strutture organizzate e che hanno pianificato fin nei minimi dettagli la loro attività, valutando i rischi e affrontando con flessibilità qualunque tipo di imprevisto. L’Azienda dimostrerà così, non solo di poter fornire prodotti e/o servizi adeguati a determinate specifiche di qualità, ma anche di possedere organizzazione e strutture idonee ad assicurare il mantenimento ed il rispetto delle specifiche stesse, riuscendo sicuramente a soddisfare le aspettative del cliente.

PERCHÉ SCEGLIERE QS? QS offre servizi accreditati nel campo delle certificazioni di sistemi di gestione e prodotto nonchè per le ispezioni cercando di garantire: • disponibilità verso le esigenze del cliente ed assistenza durante l’intero iter di certificazione/ispezione • imparzialità, correttezza e trasparenza • qualità, sicurezza delle informazioni, sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e salute sicurezza sui luoghi di lavoro • impegno nell’ottenere la fiducia del mercato tramite la credibilità delle nostre attività • continua formazione ed informazione • rispetto delle direttive internazionali, degli accreditamenti e della cogenza applicabile

L’ADESIONE AD ASSOSISTEMA QS aderisce la prima volta al protocollo d’intesa Assosistema nel 2017 e siglandolo si è impegnato a fare riferimento alle linee guida RABC Assosistema per la verifica di certificazione UNI EN ISO 14065 - Tessili trattati in lavanderia - presso le aziende. Come per ogni settore, l’obiettivo per QS è quello di individuare le migliori modalità di garanzia di efficacia della certificazione, ed in questo caso la scelta di aderire a tale protocollo è proprio per lo scopo di assicurare alle organizzazioni una verifica coordinata sull’implementazione del sistema di controllo e analisi dei rischi della biocontaminazione (Risk Analysis and Biocontamination Control – RABC). In questa maniera QS garantisce una certificazione che in questo settore (prodotti tessili igienicamente sicuri nell’ambito sanità, industria e turismo) rappresenta elemento di distinzione e credibilità e dunque i clienti certificati possono fornire alle parti interessati un servizio ottimale e un maggiore controllo del processo di lavaggio e sanificazione. Lo staff di QS è disponibile per fornire maggiori informazioni sui servizi offerti e concordare modalità e tempistiche

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CREARE IL FUTURO NELL'AUTOMAZIONE DELLA LAVANDERIA Per sfruttare appieno il potenziale delle attrezzature delle lavanderie industriali, è necessario considerare l'intero flusso della biancheria nell’interezza dell’impianto. L'automazione e la movimentazione della biancheria si riferiscono al movimento negli spazi stretti della biancheria all'interno della struttura ed è una chiave per la produttività in quanto garantisce che vi sia un flusso continuo di articoli da processare. In poche parole, si tratta di assicurarsi che la biancheria sia sempre nel posto giusto, al momento giusto, per sfruttare al massimo l’alta capacità delle macchine. AREA SPORCO: SMISTAMENTO E STOCCAGGIO NELL'AREA DI RICEZIONE Il Futurail è un sistema di movimentazione della biancheria personalizzato e progettato per migliorare la cernita e provvedere allo spostamento e allo stoccaggio di sacchi contenenti biancheria sporca o pulita attraverso il sistema logistico aereo su monorotaia e automatizzare i processi di lavanderia per aumentarne l'efficienza e dunque i profitti. La semplificazione della cernita per l'operatore viene raggiunta utilizzando una delle numerose soluzioni di smistamento della biancheria del Futurail. Dopo che la biancheria è stata divisa per secondo la capacità di carico desiderata, i lotti vengono sollevati e immagazzinati nel sistema aereo del Futurail per categoria, priorità o cliente, prima di essere spediti alla destinazione successiva. I sacchi contenenti la biancheria vengono automaticamente indirizzati dall'area di stoccaggio dello sporco del Futurail alle lavacontinue, alle lavacentrifughe o alle postazioni di scarico manuale. I sacchi vengono direzionati in un punto di scarico specifico in base alle esigenze specifiche di produzione. Dopo il lavaggio, le buche possono

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essere gestite attraverso un altro sistema Futurail “pulito” e gestite in base al tipo di articolo. Immagazzinando in sacchi ed elevando in aria la biancheria nello spazio inutilizzato della lavanderia, il Futurail libera spazio prezioso per la produzione. Eliminando la doppia manipolazione, il Futurail aumenta l'efficienza generale della produzione e del trattamento della biancheria, ottimizzando il flusso della lavanderia.

gevi. Per molti decenni JENSEN è stata pioniera e innovatrice dei sistemi di smistamento su misura per i desideri e le condizioni dei nostri clienti. Oggi, i sistemi Metricon sono rappresentati in quasi cinquanta paesi in tutto il mondo e siamo attualmente in una fase espansiva in cui ci stiamo preparando per il futuro con lo sviluppo di nuovi prodotti e con l'ampliamento della nostra area di produzione. Offriamo una vasta gamma di soluzioni per tutti i clienti: dai piccoli sistemi compatti in cui i capi vengono trasportati da un punto all'altro, ai sistemi di smistamento più avanzati, più veloci e più grandi disponibili sul mercato. I sistemi possono con-

AREA CERNITA AUTOMATICA DEI CAPI La gestione dei capi sporchi con le soluzioni integrate di Inwatec aumenta significativamente la sicurezza degli operatori riducendo al minimo il contatto con biancheria potenzialmente contaminata e con l'ulteriore vantaggio di incrementare la produttività del processo. In un sistema di smistamento modulare completo Inwatec, un robot separa singolarmente tutta la biancheria in arrivo e trasferisce, mediamente alla velocità di 1.500 articoli all'ora, a uno scanner ai raggi X per rilevare eventuali oggetti estranei, come penne o aghi, che vengono scartati automaticamente. Per garantire la corretta cernita in carrelli o silos, ogni articolo viene identificato automaticamente attraverso la lettura di tag RFID o dalle sue caratteristiche visive attraverso una telecamera ad ultra alta definizione. Infine il sistema viene connesso direttamente con la lavacontinua minimizzando ulteriormente il contatto con la biancheria sporca. AREA PULITO: SMISTAMENTO DEI CAPI Un sistema Metricon facilita e semplifica la logistica interna della lavanderia degli indumenti dopo il lavaggio. Un sistema Metricon aiuta a garantire che l'indumento giusto ritorni integro e a al suo proprietario in modo efficiente e sicuro. I sistemi di smistamento Metricon sono soluzioni affidabili dalle elevate prestazioni e lon-

segnare capi sia piegati che appesi su gruccia. Con entusiasmo vi accompagneremo attraverso l'intero processo, dalla prima idea, alla pianificazione e implementazione e, infine, all'installazione e collaudo del sistema. Il Metricon è un sistema di alta qualità, garantito per funzionare senza problemi. Lavoriamo con i clienti per soddisfare le loro esigenze e la nostra storia testimonia che consegniamo ciò che promettiamo. In questo modo, abbiamo soddisfatto clienti fidelizzati in tutto il mondo. AREA PULITO: SISTEMA DI SELEZIONE E STOCCAGGIO PER BIANCHERIA IMPILATA L '"ultimo miglio" nell'automazione completa di una lavanderia è la gestione delle pile di biancheria finite e piegate. Il Jenway è un sistema di nastri trasportatori utilizzati per movimentare le pile e, se necessario, per smistare la biancheria. Raccogliendo le pile dai macchinari di finitura e conducendole in un punto centrale vicino all'area di spedizione, l’intervento degli operatori dietro ogni macchina per la raccolta delle pile e il suo trasporto sono ridotti al minimo. Grazie alla funzione track-and-trace del Jenway, le pile vengono tracciate in modo molto preciso automaticamente dal sistema

anche senza la necessità di microchip. Questa funzione consente di riordinare le pile, se necessario, e consente di informare gli operatori sui dati di ogni pila alla fine del Jenway prima di caricare i carrelli. Il sistema previene lo scontrarsi delle singole pile durante il trasporto e garantendo una distanza tra le pile in modo che raggiungano la loro destinazione intatta. GESTIONE DELLE INFORMAZIONI: I DATI SONO IL NUOVO ORO! I dati sono la risorsa numero uno per ogni lavanderia e richiedono soluzioni software intelligenti per soddisfare le esigenze delle lavanderie globali e dei loro operatori. La connessione di operatori e macchine al sistema Globe, consente una visione in tempo reale dei processi di produzione, che fornisce informazioni ottimali per la gestione e pianificazione. La raccolta dei dati è considerata l'obiettivo più importante perché consente ai responsabili di produzione di ottimizzare i propri processi in base alle prestazioni in tempo reale. Invece di porsi semplicemente la domanda sul "cosa" fare, la domanda sul "perché" fa la vera differenza. Ciò significa capire il motivo dei risultati, rivelando dove e come apportare miglioramenti immediati. Gotli Labs sfrutta le opportunità dell’ Internet of Things e offre una soluzione unica di Industria 4.0 per lavanderie industriali per la gestione del personale, gestione dei dati e smart Dashboard BI: creazione di soluzioni software intelligenti oggi con la tecnologia di domani. CONSULENZA I rappresentanti JENSEN con la loro esperienza, forniscono assistenza ai clienti sull'applicazione delle nuove tecnologie e aiutano a sfruttare tutto il potenziale di innovazione delle macchine JENSEN per garantire i loro vantaggi competitivi. Quando si guarda all'aumento dell'automazione all'interno di una lavanderia, diventa chiaro che il livello di automazione dipende dalla complessità della lavanderia, dai tipi di biancheria da elaborare, dalla gamma dei clienti e dalle loro esigenze individuali. La combinazione di macchine singole altamente produttive con il giusto livello di automazione garantisce un flusso ottimale dei materiali è sempre una soluzione unica, personalizzata e pianificata insieme ai nostri clienti. Non sorprende dire che ogni progetto di grandi dimensioni o complesso è una soluzione unica nel suo genere su misura per il successo.

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NEWS DAL SISTEMA

NEWS DAL SISTEMA

NON SOLO MASCHERINE NELLA FASE 3 DA COVID-19: A SCUOLA PROMOSSI ANCHE I GREMBIULINI

NOMINE / CARLO BONOMI È IL NUOVO PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA

I RISULTATI DI UN’INDAGINE DELL’OSSERVATORIO NAZIONALE SULLA SALUTE DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA (PAIDÒSS) SULL’UTILIZZO DEI GREMBIULI A SCUOLA C O N FERMA LA LORO IMPORTA N Z A S O P R AT T U T T O I N VISTA DELLA RIPRESA DELLE LEZIONI A SETTEMBRE

Eco-friendly ed economico, è anche un perfetto scudo contro le malattie e il compagno indispensabile degli alunni alla riapertura delle scuole in autunno, per essere più protetti durante un anno scolastico in cui sarà inevitabile dover convivere con Covid-19. Il grembiulino a scuola è una protezione in più contro le malattie ed è promosso a pieni voti dai pediatri, che lo ritengono pratico, igienico, utilissimo anche per ridurre le discriminazioni sociali e il bullismo, pur consentendo ai piccoli di esprimere lo stesso la propria personalità. Il verdetto positivo che spiana la strada a un rientro sui banchi di scuola ‘in uniforme’ il prossimo settembre emerge da un’indagine dell’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza Paidòss, svolta con il contributo non condizionato di Siggi, che ha coinvolto oltre mille pediatri di tutto il Paese: stando ai risul-

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tati, il grembiule, a fronte di un costo molto contenuto, può diventare un mezzo per insegnare ai più piccoli il rispetto per l’ambiente, se è realizzato in tessuti eco-friendly, completamente atossici. Soprattutto, secondo il 68% dei pediatri il grembiule è un utilissimo presidio igienico per interrompere la diffusione dei patogeni da scuola a casa. “Il grembiulino è un’ottima protezione per i bimbi, non solo per evitare danni agli abiti ma anche per la salute – osserva Giuseppe Mele, presidente Simpe – Il prossimo anno scolastico dovremo convivere con Covid-19 e sappiamo che i bambini, pur non sviluppando la malattia in maniera grave, possono contribuire largamente alla diffusione dell’infezione: il grembiulino può rivelarsi perciò un alleato prezioso per una ripartenza più sicura per tutti”. Il grembiule, secondo il 60% dei pediatri, è una spesa adeguata e sostenibile per le famiglie,

l’80% dei pediatri lo ritiene utile per aumentare il senso di appartenenza al gruppo classe, il 68% pensa che sia efficace per far sì che il bimbo si identifichi nel ruolo dell’allievo. Inoltre, secondo l’83% dei pediatri l’uso del grembiulino protegge dai confronti sull’abbigliamento e, livellando le differenze sociali, rende meno probabili episodi di bullismo o discriminazione. Il 65% dei medici ritiene, inoltre, il grembiule una tradizione da mantenere e promuovere; secondo il 66% i grembiulini possono avere anche un ruolo formativo nell’insegnare il rispetto per l’ambiente, purché siano realizzati in materiali eco-sostenibili. Come spiega Mele, “Il grembiulino ideale deve essere leggero, traspirante e confortevole, funzionale ma anche testato per la conformità ai regolamenti europei che vietano l’impiego di composti tossici come gli ftalati, le ammine aromatiche, la formaldeide, i coloranti cancerogeni, i metalli pesanti e così via. Vanno Vanno ben benissimo issimo i tessuti in cotone e poliestere, un materiale certificato per garantire completa atossicità, che oltre a dare maggiore dare maggiore resistenza resistenza agli agli strappi consente una manutenzione più semplice perché si lava facilmente e non serve stirarlo”.

CHI È CARLO BONOMI per la ricerca e il lavoro nelle im-

Carlo Bonomi è il nuovo presidente di Confindustria. Lo ha eletto l’assemblea che con il suo voto, all’unanimità (con una sola scheda nulla), in sessione privata e a porte chiuse, ha concluso l'iter per la nomina del nuovo leader degli industriali dopo la designazione di Bonomi in Consiglio Generale lo scorso 16 aprile. Carlo Bonomi prende il testimone da Vincenzo Boccia: sarà presidente di Confindustria per il quadriennio da maggio 2020 a maggio 2024.

Carlo Bonomi, nato a Crema (Cremona) il 2 agosto 1966, è un imprenditore del settore biomedicale. Presiede il Consiglio di amministrazione della Synopo Spa, società che opera nel settore della strumentazione e dei consumabili per neurologia, e delle aziende manifatturiere da essa controllate: Sidam Srl, leader nella produzione di consumabili nella diagnostica per liquidi di contrasto, e Btc Medical Europe Srl nella produzione di consumabili utilizzati in oncologia ed emorecupero post operatorio. Ed è presidente del Consiglio di amministrazione di Ocean Srl e Marsupium Srl e Consigliere indipendente di Springrowth S.G.R. Spa. Dal novembre 2019 fa parte del Consiglio di amministrazione di Dulevo. L’interesse

prese a elevato contenuto d'innovazione hanno connotato il suo percorso professionale, iniziato in una multinazionale della diagnostica in vitro e proseguito ricoprendo incarichi in società di ricerca pubbliche e private. Dal giugno 2017 è presidente di Assolombarda. Dal luglio 2019 è presidente della Fondazione Assolombarda. Dal giugno 2017 é membro del Consiglio Generale di Aspen Institute Italia, del Consiglio di Amministrazione di Ispi, l’Istituto per gli studi di politica internazionale e, dal novembre 2018, del Consiglio di amministrazione dell’Università Bocconi. Dal luglio 2018, ricopre la carica di Past President di Cancro Primo Aiuto, Onlus con sede in Monza, che assiste gli ammalati e le loro famiglie. Dalla redazione di Oltre tanti auguri a Mario Chiari e alla sua caratteristica forza e vitalità che lo contraddistinguono nella vita e nel lavoro.

MARIO CHIARI AL TRAGUARDO DEI 90

90 candeline per Mario Chiari (nella foto con la moglie Silvana) che il 15 giugno 2020 ha compiuto gli anni. 90 anni di lavoro e passione che hanno fatto crescere la Chi-ma Florence da quando nel 1959 Mario Chiari prende il posto del babbo Giuseppe alla guida dell’azienda. Realtà storica del Mugello e storica azienda associata ad Assosistema, la Chi-ma Florence è saldamente radicata sul territorio ed è un esempio di impresa di famiglia fondata sulla tradizione.

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NUOVE SOLUZIONI DAGLI OSPEDALI ALLE AZIENDE: ARRIVANO LE LAMPADE A LUCE UV PER RENDERE PIÙ SICURI GLI AMBIENTI DAL PUNTO DI VISTA MICROBIOLOGICO UNA TECNOLOGIA CHE PUÒ FARE LA DIFFERENZA ADESSO E CHE SARÀ ANCORA PIÙ RILEVANTE QUANDO L’EMERGENZA SANITARIA SARÀ FINITA. SI TRATTA DELLE LAMPADE AD IRRADIAZIONE ULTRAVIOLETTA GERMICIDA C H E S A F E I N S TA L A N C I A N D O I N I TA L I A I N QUANTO EFFICACI NEL RIDURRE LA CARICA VIRALE E BATTERICA IN AMBIENTE. IL PRINCIPIO ALLA BASE DI TALI LAMPADE È COSTITUITO DALLE PROPRIETÀ GERMICIDE DELLA LUCE UV CHE SONO STATE SCOPERTE A FINE ‘800 E DA ALLORA UTILIZZATE NEGLI OSPEDALI. Cesare Lucca, fondatore di SafeIn, ci spiega come intende portare questa tecnologia alla portata di tutte le aziende italiane per rendere sicuri anche i luoghi di lavoro. ◗ Al di là degli ovvi aspetti legati alla sicurezza sul lavoro, per cui la sua azienda è leader, come è nata questa sua passione per la prevenzione in campo medico? L e p o t r à s e m b r a re strano, ma è una storia che inizia almeno 50 anni fa, quando mio padre mi regalò il primo microscopio! Mio padre era un microbiologo che si lavava le mani 20 volte al giorno e alla mia domanda “papà perché ti lavi le mani così spesso?” la risposta era

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sempre una: “perché vedo cose che tu non sei in grado di vedere!”, quanto sono attuali queste parole in tempo di corona virus! Tra l’altro mio padre era proprio di Codogno… ◗ Quando è partito veramente questo progetto? Ben 15 anni fa, mentre vivevo in Svezia ed avevo un bambino che regolarmente, all’asilo nido, si ammalava una settimana sì e una no. Philips già allora era una azienda leader nel mondo per disinfezione con lampade ad ultravioletti ed iniziammo un rapporto che adesso ovviamente, con l’emergenza del Coronavirus, è diventato potenzialmente molto interessante, le nostre lampade infatti montano i bulbi Philips. ◗ Partiamo dalla luce ultravioletta. Come funziona e, soprattutto, è efficace? Ormai la luce ultravioletta viene utilizzata da decenni per la disinfezione in campo ospedaliero. N u m e ro s i st u d i h a n n o dimostrato scientificam e n t e c h e e ss a è i n grado di rendere innocui tutti i tipi di mi c ro o rga nism i. Ba tter i , virus, funghi e spore non tollerano la luce UV C in quanto questa riesce a rompere le loro catene di DNA o RNA e a interrompere la loro capacità di replicarsi ed attaccare le cellule umane. Le do anche una news

CI SIAMO ACCORTI DI COME QUESTI DISPOSITIVI POSSANO FARE LA DIFFERENZA IN TUTTE LE AZIENDE, IN PARTICOLAR MODO IN TUTTI QUEI LUOGHI FREQUENTATI DA UN ELEVATO NUMERO DI PERSONE. recentissima: proprio pochi giorni fa è uscito uno studio condotto tra gli altri dall’Ospedale Sacco, dall’istituto nazionale di Astrofisica, dall’Università di Milano e dall’Istituto Nazionale dei Tumori che mostra come la luce ultravioletta sia perfettamente efficace anche contro il Covid-19. ◗ Attualmente dove vengono utilizzate queste lampade? Per citare alcuni esempi, partendo dall’Europa si distinguono i casi di Belgio e Olanda dove sono ampiamente diffuse, l’UNOPS (Organizzazione delle Nazioni Unite) ne ha installate oltre mille unità in Birmania per un programma contro la tubercolosi e Medici Senza Frontiere utilizza stabilmente questi apparecchi con migliaia di impianti installati nel continente asiatico ed africano. La conferma definitiva sull’efficacia di questo sistema, arriva nel 2019 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che ne raccomanda l’uso per tutte quelle strutture ospedaliere adibite per debellare la tubercolosi.

saremo più obbligati a sanitizzare costantemente tutto, ecco che queste lampade rimarranno per garantire un livello igienico sanitario ottimale e per prevenire la diffusione di nuovi virus. Aggiungo anche che non hanno bisogno di manutenzione, nemmeno nel lungo periodo, una volta installate basterà semplicemente sostituire la lampadina quando si esaurirà, come per qualsiasi altra luce.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI:

Come pensa che questa tecnologia possa diffondersi anche fuori dagli ospedali? Quando è scoppiata l’epidemia ci siamo accorti di come questi dispositivi possano fare la differenza in tutte le aziende, in particolar modo in tutti quei luoghi frequentati da un elevato numero di persone, pensiamo agli open-space, alle mense o alle sale riunioni ed in genere in tutti i luoghi dove l’aggregazione delle persone è un fattore critico. Una volta che questo brutto momento sarà passato, non indosseremo più le mascherine e non

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WORKWEAR WE WEAR LANCIA L’ABITO DA LAVORO IN MODALITÀ CONTACTLESS Una delle conseguenze più immediate della pandemia del Covid-19 è indubbiamente una maggiore attenzione alla sicurezza degli ambienti di lavoro e alla tutela della salute dei propri dipendenti. Nel settore del workwear, una start-up italiana nata nel 2018, We Wear (www.we-wear.biz) ha ideato una soluzione innovativa per un’efficace gestione dei processi di fornitura dei capi da lavoro, che permette di garantire sicurezza e p ro tezione de i lavoratori i n occas i on e d e l l a misurazione dei capi stessi. “Evitare il contatto tra le persone diretto o attraverso il capo - spiega Antonio Carbonelli - risulta anche indispensabile per garantire il necessario distanziamento imposto dalla recente emergenza sanitaria. We Wear offre soluzioni tecnologiche per rendere più efficienti i processi di presa misura e di pianificazione taglie rimuovendo le principali criticità del settore: tempi di realizzazione dei campioni presa taglie, tempi e costi elevati del processo di rilevazione delle misure corporee, scarsa affidabilità del processo manuale di rilevazione delle misure antropometriche. Inoltre le nostre soluzioni consentono di realizzare il processo di presa misura in modalità completamente contactless con la smaterializzazione del capo fisico. Ma come funziona questa

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nuova soluzione? “Una vera rivoluzione, ben oltre la semplice scansione. Le misure corporee vengono rilevate attraverso il nostro 3D Body Scanner, inserito in una cabina da installare presso la sede dei clienti o in un mezzo mobile o presso i nostri siti di scansione. Alle misure così rilevate, fino a 110 punti di rilevazione, il nostro software aggiunge altri due set informativi: i dati relativi a misure e agio del prodotto, grazie alla sua interfacciabilità con i sistemi CAD dell’azienda, i dati di vestibilità desiderata introdotti direttamente dal cliente. I dati raccolti vengono poi confrontati per l’individuazione della best fitting size (la miglior taglia) insieme alle modifiche da apportare ai capi pronti di ogni dipendente grazie all’immissione delle regole desiderate per una elaborazione efficace e del tutto innovativa”, conclude Carbonelli.

LA SUITE 3DBS COSA È E’ la soluzione per la gestione del processo di misurazione dei dipendenti, basata su tecnologia di 3D Body Scanning.

FUNZIONALITÀ • Autoidentificazione del dipendente • Processo di misurazione automatico • Gestione delle preferenze di vestibilità dei dipendenti • Processo di archiviazione dei dati automatico

VANTAGGI ↓ TEMPI DI MISURAZIONE Tempo di scansione per dipendente inferiore ai 2 secondi ↓ COSTI DI MISURAZIONE Non richiede personale qualificato, non richiede trascrizione dei dati ↓ COSTI DI LOGISTICA Non richiede la movimentazione di prodotti per la misurazione ↑ QUALITÀ DEI DATI Maggior affidabilità e accuratezza dei dati ↑ PRODUTTIVITÀ Minimizza la percentuale di errori ↓ TEMPI DI COMMESSA Processo di misurazione attivabile immediatamente

LA SUITE PPM COSA È

VANTAGGI

È la soluzione per la gestione del processo di pianificazione taglie: ottimizza il processo di selezione della best fitting size e di identificazione e gestione dei profili nonstandard aumentandone la produttività in ogni fase.

PERSONALIZZAZIONE Configurabile in relazione alle specificità del cliente

FUNZIONALITÀ • Gestione e monitoraggio real-time delle sessioni di misurazione • Acquisizione, elaborazione e analisi dei dati acquisiti nel processo di misurazione e dei dati inerenti la modellistica di prodotto (es. sviluppo taglie, tabelle misura prodotto) • Gestione dei parametri di vestibilità in conformità alle normative di settore e in relazione alle preferenze di vestibilità • Gestione delle regole di - identificazione della best fitting size - calcolo degli scostamenti tra la best fitting size e il profilo del dipendente - identificazione dei non-standard

INTEGRAZIONE Integrabile con i software di gestione dei processi aziendali ACCESSIBILITÀ Accesso web e role-based ↓ TEMPI DI PIANIFICAZIONE Identificazione automatica della best fitting size e dei non-standard ↓ COSTI DI PIANIFICAZIONE Nessuna trascrizione, inserimento e elaborazione dati di misurazione ↑ QUALITÀ DEL SERVIZIO Data analytics


LAVORO DI RUBEN SCHIAVO, RELAZIONI INDUSTRIALI DI ASSOSISTEMA CONFINDUSTRIA

LE LAVANDERIE INDUSTRIALI ACCEDONO AGLI AMMORTIZZATORI SOCIALI PER SUPERARE LA CRISI La crisi derivante dalla diffusione del Covid19 non ha risparmiato le lavanderie industriali: da quelle operanti nel settore turistico-alberghiero a quelle operanti nel settore sanitario, la crisi ha portato con sé un calo di attività accompagnato da una serie di complicazioni nella gestione della produzione, dell’attività negli stabilimenti e dei lavoratori. Già a partire dai primi di marzo, le lavanderie industriali operanti nel settore turistico-alberghiero e ristorativo, stante la situazione drammatica derivante dalla crisi epidemiologica, sono state costrette a sospendere quasi del tutto la loro attività lavorativa con un conseguente ricorso massiccio all’utilizzo di ammortizzatori sociali. Molte le aziende virtuose nel settore che prima di allora non avevano mai utilizzato nei decenni della loro attività tali strumenti. Una crisi senza precedenti che – secondo i dati dell’osservatorio di Assosistema Confindustria – ha registrato un calo del fatturato da marzo a giugno pari a circa il 95% rispetto al quello dei rispettivi mesi dell’anno precedente. Una riduzione dell’attività non differenziata per area geografica, bensì presente in forma equivalente in tutto il territorio nazionale. Il calo di commesse registrato deriva dal crollo dell’attività delle strutture turistico-ricettive e ristorative, per le quali le lavanderie industriali svolgono uno dei principali servizi annessi e indispensabili. Per queste ragioni le aziende hanno chiesto, in diverse occasioni, di poter acce-

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dere a quegli strumenti che il Governo ha messo in atto per la filiera del turismo, quindi l’estensione delle misure anche a coloro che offrono per il turismo un servizio strettamente annesso. Prevedere trattamenti diversi a soggetti che operano nello stesso mercato genererebbe infatti seri rischi all’intera catena e problematiche di mancati pagamenti tra clienti e fornitori, oltre ad avere ripercussioni sulla qualità e sicurezza igienica delle strutture clienti. Così con due lettere indirizzate al Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, e al Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, Assosistema Confindustria e le organizzazioni sindacali di categoria, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, hanno chiesto in modo congiunto che il Governo ragioni su un concetto di “filiera”, nonché la possibilità di accedere agli ammortizzatori con procedura semplificata fino a fine anno. Tuttavia, nonostante la crisi del turismo sia quella più evidente e più marcata, non è l’unico settore annesso all’attività delle lavanderie industriali ad essere colpito. Anche in settori attivi durante la fase di emergenza, le lavanderie industriali che garantiscono i servizi loro annessi hanno in realtà riscontrato una serie di problematiche gestionali e di costo. Nel caso del settore ospedaliero, pubblico e privato, si è registrato un netto calo della sanificazione della biancheria piana (lenzuola e federe) a causa dello svuotamento degli ospedali e della riduzione del numero di degenze, mentre si è registrato

un ricambio considerevole di camici e materasseria. Il che ha generato una significativa rivalutazione dei costi. Un altro settore che ha risentito notevolmente della crisi è la sterilizzazione dello strumentario chirurgico. Nello specifico, il rinvio di tutti gli interventi ospedalieri non urgenti e delle visite specialistiche ha fatto sì che le aziende addette alla sterilizzazione degli strumenti utilizzati negli ospedali registrassero cali di commesse piuttosto consistenti, a tal punto che la maggior parte delle centrali di sterilizzazione ha dovuto ricorrere all’utilizzo di ammortizzatori sociali. Nessuna ripresa è stata registrata con il rallentamento dell’epidemia nel territorio nazionale poiché le strutture sanitarie non hanno da subito ripreso l’attività ordinaria secondo un’ottica precauzionale e cautelare. Un altro settore strettamente annesso all’attività svolta dalle lavanderie industriali è quello delle strutture socio-assistenziali, quali case di riposo e case di cura. L’epidemia del Covid-19 ha generato diverse complica-

zioni anche nelle aziende che offrono servizi in questa catena in quanto si è registrato un calo del numero di ospiti per chiare ragioni, ovvero la scelta di diversi clienti di lasciare la struttura, il decesso di un numero considerevole di anziani, il blocco delle richieste di nuovo ingresso in struttura. Infine, è opportuno fare un cenno anche all’attività di lavaggio degli indumenti di lavoro notevolmente ridotta a causa dei decreti di chiusura delle attività produttive e del calo derivante dalla crisi della produzione industriale, quindi delle annesse ore di lavoro totali, da cui ne è conseguito un minor utilizzo di indumenti di lavoro. La situazione di profonda difficoltà del settore turistico e le notevoli ricadute anche in altri settori ha fatto sì che tutte le lavanderie industriali sono state messe a dura prova dall’attuale crisi, al fine di conservare, e non destrutturare, attraverso gli strumenti più idonei, il complesso sistema. Strumenti che necessitano oggi di una riorganizzazione al fine di evitare la frammentazione del tessuto produttivo industriale.

ASSOSISTEMA CONFINDUSTRIA, CON FILCTEM CGIL, FEMCA CISL E UILTEC UIL, CHIEDE INCONTRO URGENTE AI MINISTRI CATALFO E PATUANELLI SU POLITICHE DI SOSTEGNO AL SETTORE E AI LAVORATORI DELLE LAVANDERIE INDUSTRIALI Assosistema Confindustria insieme alle organizzazioni sindacali – Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil – ha inviato un documento al Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo e al Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli per chiedere un incontro urgente in merito al tema della carenza di politiche di sostegno alle imprese e ai lavoratori del settore delle lavanderie industriali che operano per il settore turistico alberghiero. Il settore sta continuando a subire ingenti danni a causa della crisi

della filiera turistica, essendo uno dei principali servizi connessi ed indispensabili, che garantisce processi di sanificazione con alti livelli di qualità e sicurezza igienica/ambientale a tutta la biancheria noleggiata alle strutture ricettive. L’indotto del comparto delle lavanderie che operano per gli hotel e ristoranti conta circa 8.000 addetti, che hanno già esaurito il ricorso agli ammortizzatori sociali, resi disponibili straordinariamente dal Governo per l’emergenza in corso e che ora rischiano

la perdita del posto di lavoro, se non si semplifica il ricorso agli ammortizzatori sociali ordinari. Le Parti chiedono quindi al Governo di: far rientrare l’attività delle lavanderie industriali nelle misure di sostegno adottate per la filiera del turismo; di garantire uniformità di trattamento tra lavoratori delle lavanderie industriali e lavoratori stagionali degli altri settori relativamente all’indennità Covid; di semplificare fino a fine anno le procedure di accesso alla cassa integrazione guadagni ordinaria.

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LA FIERA DELLA FERRAMENTA, HARDWARE FORUM ITALY 2020, NOVITA’ IN PROGRAMMA Hardware Forum Italy è al lavoro per l’edizione 2020, confermando anche la collaborazione sinergica con Bricoday per offrire al visitatore una piattaforma nazionale e indipendente nei comparti bricolage e ferramenta. Quest’anno, la fiera della ferramenta firmata Koelnmesse e Bricoday occuperanno un nuovo e unico grande padiglione, la hall 3 di Fieramilanocity. Dopo un’edizione 2019 positiva che ha fatto registrare una significativa crescita di visitatori, sono alte le aspettative per la prossima edizione. Un ampio ventaglio di iniziative animerà la Fiera della ferramenta 2020 coinvolgendo le diverse anime del comparto produttivo e distributivo, all’interno di un’area espositiva ancora più grande. Prima fra tutte il potenziamento degli incontri b2b Matchmaking grazie alla collaborazione con importanti distributori e gruppi di acquisto specializzati nei comparti edilizia, colore, elettrico, sicurezza e nel

mercato digitale. Tra le nuove presenze che hanno già confermato la propria partecipazione ci sono: il gruppo Rea, Ferca, e Sonepar. Il programma dei Convegni anticiperà gli scenari più attuali ed interessanti del mercato italiano e internazionale davanti al mondo distributivo di Assofermet Ferramenta e si concluderà con l’assegnazione dei Premi alla filiera, dall’Oscar del negozio Ferramenta al Premio Prodotto dell’anno 2020 nelle categorie design, innovazione e green. “Grazie all’esperienza consolidata di Koelnmesse, continueremo sulla strada intrapresa affinchè Hardware Forum Italy diventi la piattaforma leader indipendente del comparto ferramenta in Italia con la collaborazione di partner istituzionali prestigiosi e aziende leader del mercato italiano ed internazionale” – ha commentato Thomas Rosolia, amministratore delegato di Koelnmesse Italia.

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ASSOSISTEMA

LAVANDERIA LIS Lavanderia Lis è una lavanderia industriale con sede in San Vito al Tagliamento (PN). Si occupa direttamente del noleggio, lavaggio, ritiro e consegna della biancheria per i settori turistico - alberghiero, ristorazione e centri termali, offrendo i propri servizi in tutto il Friuli Venezia Giulia, la Carinzia, il Veneto Orientale e il Cadore. La Lavanderia Lis, nata 30 anni fa come impresa artigiana, con il passare degli anni si è totalmente industrializzata per poter migliorare la propria competitività. Di recente si è notevolmente ampliata, raggiungendo una superficie coperta di oltre 4.000 mq ed ha posto in questa fase di ristrutturazione un occhio di riguardo alla netta separazione della biancheria sporca e pulita per garantire l’assoluta igienicità del prodotto trattato e consegnato. Inoltre, ha investito sull’informatizzazione dei processi, la tutela dell’ambiente, la formazione del personale e nella qualità e nella varietà dei tessuti messi a disposizione dei clienti. Garantisce il servizio di ritiro e consegna in giorni fissi e programmati, eseguito con personale proprio, preparato e attento a cogliere eventuali particolari esigenze della propria clientela. Lis possiede le seguenti certificazioni: la ISO UNI EN 9001:2008 Sistema Gestione della qualità, la UNI EN ISO 14001:2015 Sistema Gestione Ambientale e la UNI EN ISO 14065:2016 Sistema di controllo della contaminazione dei dispositivi tessili di controllo della contaminazione dei dispositivi tessili.

MESTEL SAFETY Mestel Safety è un’azienda che fa parte del Gruppo OceanReef. Alla fine degli anni ‘80, Mestel Safety decise di ampliare il suo campo di produzione per includere non solo prodotti medici, subacquei e militari, ma anche prodotti per la sicurezza. Questo cambiamento fu dovuto ad un crescente bisogno di sicurezza in tutto il mondo. Mestel Safety decise ambiziosamente di creare una maschera antigas, basata su concetti innovativi, che era molto diversa nel design rispetto a tutte le maschere antigas prodotte fino a quel momento. La nuova maschera antigas full face si chiamava SGE 1000. La maschera SGE utilizzava una visiera integrale rigida in policarbonato trasparente con una confortevole guarnizione in gomma, che copriva la faccia e sosteneva gli altri componenti della maschera antigas. Questo prodotto ha segnato una vera e propria svolta nel settore, dando inizio ad una nuova generazione di DPI. Attualmente la SGE 1000 è fuori produzione, sostituita da una gamma di nuovi prodotti migliorati e ancora più performanti. Il gruppo OCEANREEF ha due stabilimenti produttivi di 6.000 e 40.000 piedi quadrati a Vista, California - USA e a Genova - Italia. Mestel Safety Italy è un’azienda certificata ISO 9001:2015 e anche un fornitore classificato NATO. L’impianto di produzione comprende macchine per iniezione, assemblaggio di componenti elettronici, assemblaggio di prodotti finiti e un reparto di collaudo.

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QUI FINANZA DI MICHELE RUSSO

LA NUOVA DISCIPLINA DEI

CREDITI DI IMPOSTA Le crisi portano con sé delle opportunità. Talvolta è difficile scorgerle ma, effettivamente, ci sono. Non fa eccezione l’epidemia di Covid-19 che sta passando sul nostro paese come una gigantesca livella che, purtroppo, taglia verso il basso tutti i principali indicatori economici. Lo scorso 29 maggio, come da tradizione, il Governatore della Banca d’Italia ha letto le sue considerazioni finali sulla relazione annuale per il 2019. I numeri previsionali per il 2020 non danno adito a dubbi: la caduta del PIL potrebbe essere superiore all’ 11% ed il rapporto debito/PIL, conseguentemente, si impennerà verso l’alto. Per avere un termine di paragone, la contrazione del PIL è seconda solamente a quella che si è verificata negli anni 1943, 1944 e 1945 (rispettivamente -15,2%, -19,3% e -10,3%), anni in cui il paese era letteralmente in rovina e gran parte del sistema delle infrastrutture era raso al suolo, mentre un dato appena comparabile è quello del 1867 (-8,7%); giova ricordare che, nel 1867, la capitale del Regno d’ Italia era Firenze, regnava ancora Vittorio Emanuele II, alla Presidenza del Consiglio si sono alternati Bettino Ricasoli e Urbano Rattazzi e al Ministero delle Finanze Agostino Depretis e lo stesso Rattazzi ad interim. Nomi da libro di storia. In tempi più recenti, il “crollo” del PIL conseguente alla recessione del 2009 è stato “solo” del 5,5%. Con questi numeri è davvero difficile intravedere un’opportunità ma il recente “decreto rilancio”

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(D.L. 19 maggio 2020 n. 34), segna qualche innovazione interessante che è bene approfondire. Il riferimento è alla nuova disciplina dei crediti di imposta ed alla sua applicazione in caso di ristrutturazioni edilizie di tipo sismico e di efficientamento energetico (art. 119) e di spese per l’adeguamento degli ambienti di lavoro alle mutate necessità post epidemia. Focalizziamoci sul SismaBonus e sull’ Ecobonus per i quali è stata previsto un credito di imposta pari al 110% del valore dei lavori svolti. Già il valore del 110% richiama la nostra attenzione: per la prima volta viene offerto un credito di imposta superiore al 100%. Sono evidenti gli effetti di stimolo attraverso la leva di tipo fiscale: quello che prima era incentivato con aliquote molto interessanti ma più contenute (50%, 65% ed 80% in alcuni casi), riceve una spinta molto forte. Lo scopo è quello di stimolare la filiera di prodotto (edilizia green, sostenibilità, messa in sicurezza del patrimonio immobiliare), senza consumo di suolo; parallelamente si mira anche a ridurre l’emissione di gas serra (l’ecobonus riguarda interventi di efficientamento energetico molto profondi) ed a contenere, attraverso i lavori incentivati dal SismaBonus, i danni correlati ai gravi eventi sismici che, purtroppo, con cadenza quasi decennale, funestano il nostro paese. Ma perché il 110%? Perché un valore superiore al 100%? La risposta sta proprio nella nuova disciplina di cessione del credito di imposta. Come correttamente è stato osservato sul sito “quifinanza.it” in merito all’articolo 121 del D.L. 34/2020,

LE CRISI PORTANO CON SÉ DELLE OPPORTUNITÀ

i beneficiari del credito di imposta al 110% possono optare per la sua cessione ad altri soggetti diversi da chi ha realizzato i lavori, ivi compresi, come recita il dettato della legge, “istituti di credito ed altri intermediari finanziari”. Quindi, sempre secondo “quifinanza.it”, “ci sono tre diverse modalità per utilizzare il credito fiscale derivanti dai lavori dell’Ecobonus e del SismaBonus. Il primo è l’utilizzo diretto dello stesso contribuente, che può dividere il bonus fiscale in cinque rate annuali di pari importo da utilizzare in compensazione per la dichiarazione dei redditi. In alternativa, il bonus può essere ceduto all’impresa che effettua i lavori (il cosiddetto sconto in fattura), che a sua volta potrà utilizzarlo in compensazione o cederlo ai fornitori. La terza e ultima strada percorribile, la meno conosciuta, prevede la cessione del bonus al 110% alla banca o altri intermediari finanziari”. Proviamo a seguire lo schema con un esempio. Immaginiamo un condominio che faccia lavori di efficientamento energetico per ¤ 100.000, totalmente appaltati ad un’azienda e che si impegni a pagare quanto pattuito in un ‘unica soluzione a fine lavori. Il condominio e, per tramite di esso, ovviamente, i singoli condomini che sono soggetti fiscalmente attivi, matura un credito di imposta pari ad ¤ 110.000. A questo punto, il condominio ha davanti a sé tre strade. La prima è saldare la fattura del fornitore e trasferire ai condomini il credito di imposta di ¤ 110.000. I singoli condomini potranno utilizzarlo in compensa-

zione dei debiti con il fisco nei cinque anni successivi in quota costante (quindi ¤ 22.000 per anno divisi pro quota millesimale tra i condomini). La seconda è di cedere al fornitore il credito di imposta e ricevere da quest’ultimo uno sconto in fattura del 100%. Quindi, il condominio riceverà una fattura con un ammontare di lavori pari ad ¤ 100.000, uno sconto di ¤ 100.000 ed un netto pari a 0. Non c’è alcun esborso di cassa. In capo al fornitore, a seguito dello sconto in fattura, matura un credito di ¤ 110.000, fruibile con le modalità sopra indicate per i condomini ovvero cedibile a sua volta a terzi. La terza strada è che il condominio saldi la fattura del fornitore e ceda direttamente il credito ad un soggetto terzo; il candidato naturale è il sistema bancario. Una banca, infatti, potrebbe acquistare il credito di imposta e “chiudere” l’operazione, pagando la fattura del fornitore del condominio. Anche in questo caso, il condominio non avrebbe alcun esborso di cassa. Sono, a questo punto, evidenti due concetti molto importanti. La norma così come è costruita permette di effettuare lavori di efficientamento energetico o di miglioramento della classe di rischio sismico anche senza esborso finanziario, rendendoli accessibili anche ai meno abbienti. Il credito di imposta al 110%, redimibile in cinque anni, consente di incorporare gli oneri di sconto presso terzi, consentendo al condominio od all’ impresa che esegue i lavori il recupero immediato di un valore molto prossimo al 100% del valore dei lavori stessi. Questo spiega la ratio di concedere un credito di imposta superiore al valore dei lavori effettuati. Il 110% è una scelta coraggiosa ed innovativa da parte del legislatore ed il successo dell’iniziativa Ecobonus e SismaBonus (ad oggi limitata al periodo di tempo tra il 1 luglio p.v. ed il 31 dicembre 2021) potrebbe aprire la strada ad altre iniziative analoghe. È stato facile prevedere l’arrivo di una profonda depressione allo scoppio della pandemia da Covid-19. Ora il tema è capire se si tratterà di una recessione a V (rapida caduta del PIL ed altrettanto rapida risalita), ad U (rapida caduta, periodo di stasi e risalita ritardata nel tempo o ad L (caduta senza ripresa). Interventi come il credito di imposta al 110% possono contribuire fortemente ad una evoluzione positiva della dinamica del PIL nel breve periodo.

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NUMERI PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO CENSIS-FNOPI SUGLI INFERMIERI E LA SANITÀ DEL FUTURO

PIÙ INFERMIERI PER UNA SANITÀ MIGLIORE: GLI ITALIANI DICONO SÌ.

SANITÀ: PER 9 ITALIANI SU 10 SERVONO PIÙ INFERMIERI PER UN SERVIZIO SANITARIO MIGLIORE

Il 92,7% degli italiani (con punte fino del 94,3% nel Nord-Est e del 95,2% tra i laureati) ritiene positivo potenziare il numero e il ruolo degli infermieri nel Servizio sanitario nazionale. Il 41,9% al fine di colmare le attuali lacune negli organici, il 40% perché li ritiene essenziali per potenziare i servizi domiciliari, territoriali e di emergenza. Si stimano in 450.000 gli infermieri attivi di cui ci sarebbe bisogno (oggi sono 450.000 gli iscritti, pensionati compresi), ovvero 57.000 più di quelli attuali. Questi sono alcuni dei principali risultati del Rapporto Censis-Fnopi sugli infermieri e la sanità del futuro, una ricerca realizzata dal Censis per la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi).

IL 92,7% È CONVINTO CHE CON PIÙ INFERMIERI LA SANITÀ MIGLIORERÀ. E IL 91,4% APPROVA L’INTRODUZIONE DELLA FIGURA DELL’INFERMIERE DI FAMIGLIA E DI COMUNITÀ. NE OCCORRONO 57.000 IN PIÙ PER POTENZIARE LA SANITÀ IN MODO OMOGENEO IN TUTTO IL PAESE

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L’ORA DELL’INFERMIERE DI FAMIGLIA E DI COMUNITÀ. Il 91,4% degli italiani (il 95,1% delle persone con patologie croniche, il 92,6% dei cittadini nel Sud) ritiene l’infermiere di famiglia e di comunità una buona soluzione per potenziare le terapie domiciliari e riabilitative e la sanità di territorio, fornendo così l’assistenza necessaria alle persone non autosufficienti e con malattie croniche. Il 51,2% è convinto che l’introduzione di questa figura professionale faciliterebbe la gestione dell’assistenza, migliorando la qualità della vita dei pazienti e dei loro familiari. Il 47,7% pensa che darebbe loro sicurezza e maggiore tranquillità. Il 22,7% ritiene che innalzerebbe la qualità delle cure. Sono i numeri di un ampio e trasversale apprezzamento per una figura strategica per garantire quella sanità territoriale resa ineludibile dall’esperienza del Covid-19.

BRAVI E AFFIDABILI.

UNA PROFESSIONE CHE ATTRAE.

L’idea che più infermieri miglioreranno la sanità, a cominciare da quella territoriale, è anche l’esito di un legame profondo e consolidato dei cittadini con gli infermieri. Il 91% degli italiani ha molta o abbastanza fiducia negli infermieri (il dato sale al 93,8% nel Nord-Est e al 93,7% tra gli anziani). Il 68,9% degli italiani valuta positivamente il rapporto avuto in passato con gli infermieri (il giudizio positivo sale al 73,9% nel Nord-Est e al 72,6% tra chi ha in famiglia non autosufficienti). Una fiducia nata nella sanità vissuta quotidianamente dagli italiani, grazie alla valutazione positiva di professionalità e impegno degli infermieri già prima dell’ammirazione per i tanti casi di eroismo durante l’emergenza Covid-19.

L’83% degli italiani incoraggerebbe un figlio, parente o amico che volesse intraprendere la professione dell’infermiere: il 71,1% perché lo ritiene un lavoro utile in quanto aiuta chi soffre, il 37,3% perché lo reputa un’attività affascinante che fa crescere come persone, il 32,9% perché consente di trovare lavoro. L’infermiere è oggi una professione che piace a tutti, dai giovani agli anziani.

91% DEGLI ITALIANI HA MOLTA O ABBASTANZA FIDUCIA NEGLI INFERMIERI

I MIGLIORI DEBUNKER CONTRO IL CONTAGIO DA FAKE NEWS. Durante il lockdown, 29 milioni di italiani hanno pescato nel web e nei social network notizie false o non corrette su origini, modalità di contagio, sintomi, misure di distanziamento e cure relative al Covid-19. Gli infermieri, grazie alla fiducia di cui godono presso i cittadini, possono essere i più ascoltati e fidati demistificatori, proteggendo dai rischi delle fake news grazie al rapporto diretto con le persone e alla loro voce presente sui siti web istituzionali.

92,7% DEGLI ITALIANI RITIENE POSITIVO POTENZIARE IL NUMERO E IL RUOLO DEGLI INFERMIERI NEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE.


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DECRETO-LEGGE 16 giugno 2020, n. 52 Ulteriori misure urgenti in materia di trattamento di integrazione salariale, nonché proroga di termini in materia di reddito di emergenza e di emersione di rapporti di lavoro. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.151 del 16-6-2020. DECRETO LEGISLATIVO 10 giugno 2020, n. 50 Attuazione della direttiva (UE) 2018/645 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 aprile 2018, che modifica la direttiva 2003/59/CE sulla qualificazione iniziale e formazione periodica dei conducenti di taluni veicoli stradali adibiti al trasporto di merci o passeggeri e la direttiva 2006/126/CE concernente la patente di guida. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 146 del 106-2020. DECRETO LEGISLATIVO 10 giugno 2020, n. 49 Attuazione della direttiva (UE) 2017/1852 del Consiglio, del 10 ottobre 2017, sui meccanismi di risoluzione delle controversie in materia fiscale nell'Unione europea. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 146 del 10-6-2020. DECRETO LEGISLATIVO 10 giugno 2020, n. 48 Attuazione della direttiva (UE) 2018/844 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 146 del 10-6-2020. DECRETO LEGISLATIVO 9 giugno 2020, n. 47 Attuazione della direttiva (UE) 2018/410 del Parlamento europeo e del Consiglio del 14 marzo 2018, che modifica la direttiva 2003/87/CE per sostenere una riduzione delle emissioni più efficace sotto il profilo dei costi e promuovere investimenti a favore di basse emissioni di carbonio, nonché adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/2392 relativo alle attività di trasporto aereo e alla decisione (UE) 2015/1814 del Parlamento europeo e del Consiglio del 6 ottobre 2015 relativa all’istituzione e al funzionamento di una riserva stabilizzatrice del mercato. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 146 del 10-6-2020. LEGGE 5 giugno 2020, n. 40 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23, recante misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonche' interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali. Pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 143 del 6-6-2020. DECRETO LEGISLATIVO 1 giugno 2020, n. 46 Attuazione della direttiva (UE) 2019/692 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, che modifica la direttiva 2009/73/CE del Consiglio, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 145 del 9-6-2020.

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DECRETO LEGISLATIVO 1 giugno 2020, n. 45 Attuazione della direttiva (UE) 2017/2455 del Consiglio, del 5 dicembre 2017, che modifica la direttiva 2006/112/CE e la direttiva 2009/132/CE per quanto riguarda taluni obblighi in materia di imposta sul valore aggiunto per le prestazioni di servizi e le vendite a distanza di beni. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 145 del 9-6-2020. DECRETO-LEGGE 19 maggio 2020, n. 34 Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonche' di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.128 del 19-5-2020 - Suppl. Ordinario n. 21. DECRETO LEGISLATIVO 12 maggio 2020, n. 42 Attuazione della direttiva (UE) 2017/2102 del Parlamento europeo e del Consiglio del 15 novembre 2017, recante modifica della direttiva 2011/65/UE sulla restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 144 del 8-6-2020. LEGGE 24 aprile 2020, n. 27 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, recante misure di potenziamento del Servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19. Proroga dei termini per l'adozione di decreti legislativi. Pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 110 del 29-4-2020 Suppl. Ordinario n. 16. DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 22 aprile 2020, n. 51 Regolamento in materia di anticipo del TFS/TFR, in attuazione dell'articolo 23, comma 7, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 150 del 15-6-2020.

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DECRETO LEGISLATIVO 8 aprile 2020, n. 36 Disposizioni correttive ed integrative del decreto legislativo di recepimento della direttiva (UE) 2015/2366 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, nonche' di adeguamento delle disposizioni interne al regolamento (UE) n. 751/2015 relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 134 del 26-5-2020. LEGGE 2 aprile 2020, n. 21 Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 5 febbraio 2020, n. 3, recante misure urgenti per la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente. Pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 90 del 4-4-2020.

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RIVISTA OLTRE N.24  

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