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COVER MARCO CHIARI, GRUPPO GIOVANI IMPRENDITORI DI ASSOSISTEMA DOSSIER LE PROPOSTE DI ASSOSISTEMA ALLA POLITICA SANITÀ I COSTI DELLA GESTIONE INTEGRATA DELLO STRUMENTARIO CHIRURGICO FINANZA COME GESTIRE IL PROCESSO DI INTERNAZIONALIZZAZIONE

PERIODICO ISCRITTO AL n. 58 del 01-04-2014 DEL REGISTRO DELLA STAMPA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA EDITORE ASSOSISTEMA VIALE PASTEUR, 8 - 00144 ROMA In caso di mancato recapito inviare al CSL STAMPE ROMA per la restituzione al mittente previo pagamento resi. Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale D.L.353/03 70% Roma Aut C/RM/35/2014.


EDITORIALE

di Laura Lepri

Il tema della sostenibilità, lo abbiamo visto nei programmi di tutti gli schieramenti politici, è un tema di importanza cruciale e strettamente attuale per l’Italia, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’Onu. In tutte le sue molteplici opportunità, la sostenibilità è, inoltre, sempre più strategica per le aziende. Un recente studio realizzato da Csr Manager Network, Assonime e Altis, focalizzato in particolare sulle imprese quotate italiane, ha evidenziato, infatti, come oltre il 70% delle imprese analizzate ha inserito nel proprio piano strategico obiettivi socio-ambientali, in aumento rispetto al 40% riscontrato nel 2013 dalla stessa indagine. Dai risultati dello studio emerge che le imprese italiane, nell’ottica di un’efficace governance della sostenibilità, hanno riconosciuto l’importanza di integrare nei Cda specifiche competenze socio-ambientali, di mantenerle aggiornate mediante programmi di aggiornamento, e di valorizzare l’impegno dei consiglieri sul tema attraverso incentivi legati alle performance. In questo percorso, oltre alla politica, le associazioni di categoria possono fare molto per sensibilizzare le imprese associate, formare e informare. La sostenibilità è appunto uno degli elementi portanti delle proposte che il Presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha presentato alle Assise di Verona il 16 febbraio scorso. Nel documento “La visione e la proposta” che contiene il programma degli industriali italiani per la prossima legislatura, il terzo dei sei assi di riferimento affronta il tema “Un Paese sostenibile: investimenti assicurazione sul futuro”. Investire su ambiente, territorio e cultura per creare sviluppo significa “completare la transizione verso un’economia circolare, rafforzando il parco impiantistico nazionale e introdurre un’aliquota IVA agevolata per sostenere il mercato dei prodotti che originano da scarti dei processi produttivi e operazioni di riciclo”. Il concetto di economia circolare derivante dal riutilizzo dei materiali è in perfetta linea e in piena sinergia con quanto presentato nel documento politico di Assosistema sull'utilizzo del tessile, sulla TA.RI. incentivante e il conseguente superamento dell'usa e getta. Scelte fiscali come quelle indicate possono dare un impulso fondamentale alla piena realizzazione della sostenibilità ambientale. Riforme della fiscalità dei consumi e d’impresa che premiano le scelte virtuose. La sostenibilità ambientale non è solo fondamentale per il futuro del pianeta ma è anche il sentiero obbligato per la sostenibilità economica futura.

“CREDO CHE AVERE

LA TERRA E NON ROVINARLA SIA LA PIÙ BELLA FORMA D’ARTE CHE SI POSSA DESIDERARE”

Andy Warhol

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OLTRE PERIODICO ISCRITTO AL N. 58 DEL 01-04-2014 DEL REGISTRO DELLA STAMPA PRESSO IL TRIBUNALE DI ROMA EDITORE ASSOSISTEMA Viale Pasteur, 8 - 00144 Roma Tel. 06.5903430 - Fax. 06.5918648 assosistema@assosistema.it DIREZIONE E REDAZIONE LAURA LEPRI PROGETTO GRAFICO E IMPAGINAZIONE DANIELA BOCCADORO STAMPA DM SERVICES S.R.L. PUBBLICITÀ ASSOSISTEMA SERVIZI SRL GIULIA D’ADDAZIO Viale Pasteur, 8 - 00144 Roma Tel. 06.5903430 - Fax. 06.5918648 assosistemaservizi@pec.buffetti.it

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www.rivistaoltre.it

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SOMMARIO EDITORIALE 3 Laura Lepri SOMMARIO 5 IN QUESTO NUMERO 7 COVER 8 Intervista a Marco Chiari, coordinatore del Gruppo Giovani Imprenditori di Assosistema DOSSIER Assosistema presenta le proprie proposte alle forze politiche 14 Le Assise Generali di Confindustria 23 IMPRESE 32 PMI DAY 2018, le aziende incontrano gli studenti

SANITÀ Qualità e sicurezza nei processi di sterilizzazione in outsourcing LIFE Progetto Derris: il clima cambia, riduciamo i rischi QUI FINANZA Internazionalizzazione: giocare (e vincere) fuori casa RUBRICHE NUMERI NORMATIVA APPUNTAMENTI NEW ENTRY

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SEMINARIO INFORMATIVO

FONDO ASSISTENZA SANITARIA INTEGRATIVA PER I LAVORATORI DEI SERVIZI TESSILI E MEDICI AFFINI

a n g o Bol i r a i l Cag e z n e r Fi va o n e G na i s s e M o n a l i M i l o p Na a v o d Pa a r a c s Pe a m o R o n i r o T

CICLO DI SEMINARI 2018


COVER > Da pag. 8 a 13

Con grande entusiasmo e fiducia, alla fine del 2017, Assosistema ha rilanciato il Gruppo dei Giovani Imprenditori di età compresa fra i 18 e i 35 anni, figli di imprenditori e dirigenti, che rivestono ruoli di responsabilità nella gestione delle aziende associate. Il Gruppo ha nominato come proprio coordinatore Marco Chiari, Responsabile della Logistica dell’azienda associata ad Assosistema ChiMa Florence, che rimarrà in carica per i prossimi due anni.

DOSSIER > Da pag. 14 a 28

Garantire e migliorare un servizio di qualità nel settore del turismo, della sanità e della sicurezza sul lavoro, nel rispetto delle regole e dell’ambiente. Questo l’obiettivo del documento programmatico che Assosistema sta condividendo con Confindustria e con le forze politiche, affinché siano recepite dal prossimo Governo. A seguire resoconto delle Assise Generali di Confindustria che si sono svolte il 16 febbraio 2018 a Verona.

IMPRESE > Da pag. 32 a 33

Report della settima giornata nazionale delle piccole e medie imprese organizzata nel mese di febbraio 2018 dall’AIB, Associazione Industriale Bresciana. Assosistema ha partecipato con due aziende associate: Padana Emmedue e Neproma Service.

SANITÀ > Da pag. 34 a 35

Il 19 gennaio 2018, ad Oristano, la sezione sarda di ANMDO, Associazione nazionale dei medici delle Direzioni ospedaliere, ha organizzato un evento dal titolo “La sterilizzazione dei dispositivi medici in ospedale: norme, responsabilità e gestione del rischio. Lo stato dell’arte in Sardegna”. Assosistema ha patrocinato l’evento e partecipato con una relazione del Prof. della Sda Bocconi, Franco Miroglio.

LIFE > Da pag. 36 a 37

Il 19 febbraio 2018 si è tenuto presso il Cubo, a Bologna, l’incontro tra le città che hanno aderito al progetto Derris. L’evento, rivolto agli enti locali aderenti al progetto DERRIS ed altre città impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici, ha avuto come obiettivo quello di rafforzare ed allargare la community tra le città e di riflettere sulla replicabilità del progetto in altri contesti, fornendo al contempo spunti utili al fine di migliorare le pratiche attuate.

QUESTO

ipnillole

NUMERO

QUI FINANZA > Da pag. 38 a 39

Affrontare un processo di internazionalizzazione richiede un processo di accorta pianificazione sia dal punto di vista commerciale ed operativo che da quello finanziario. È, infatti, una decisione di tipo strategico di grande importanza che deve coinvolgere a pieno titolo il massimo vertice direzionale dell’azienda così come la proprietà. Michele Russo, Partner di EptaPrime ci spiega come orientarsi nei mercati esteri.

NUMERI > Da pag. 40 a 41

I risultati del 1° Rapporto Censis-Eudaimon sullo stato reale e le potenzialità di crescita del welfare aziendale, di cui evidenzia anche alcune contraddizioni, la cui soluzione consentirebbe a questo strumento di svolgere un ruolo di primo piano per il benessere e la sicurezza sociale dei lavoratori.

NORMATIVA > A pag. 42

Gli atti normativi di interesse del settore pubblicati in Gazzetta Ufficiale nell’ultimo trimestre.

APPUNTAMENTI > A pag. 44

I convegni, le fiere, i workshop organizzati e partecipati da Assosistema e tutti gli eventi di interesse del settore.

NEW ENTRY > A pag. 46

Safety Sikura, nuova azienda associata ad Assosistema.

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COVER DI LAURA LEPRI

LARGO AI GIOVANI IMPRENDITORI DI ASSOSISTEMA INTERVISTA A MARCO CHIARI NUOVO COORDINATORE DEL GRUPPO

CON GRANDE ENTUSIASMO E FIDUCIA, ALLA FINE DEL 2017, ASSOSISTEMA HA RILANCIATO IL GRUPPO DEI GIOVANI IMPRENDITORI DI ETÀ COMPRESA FRA I 18 E I 35 ANNI, FIGLI DI IMPRENDITORI E DIRIGENTI, CHE RIVESTONO RUOLI DI RESPONSABILITÀ NELLA GESTIONE DELLE AZIENDE ASSOCIATE. LL GRUPPO È DOTATO DI UN PROPRIO REGOLAMENTO ED HA NOMINATO COME PROPRIO COORDINATORE MARCO CHIARI, RESPONSABILE DELLA LOGISTICA DELL’AZIENDA ASSOCIATA AD ASSOSISTEMA CHI-MA FLORENCE, CHE RIMARRÀ IN CARICA PER I PROSSIMI DUE ANNI.

w Marco Chiari, complimenti per la Tua nomina a coordinatore del Gruppo Giovani Imprenditori di Assosistema. Come hai accolto l’incarico e quale sarà il Tuo contributo allo sviluppo del Gruppo?

Ho accolto l’incarico con piacevole sorpresa in quanto ha rappresentato per me un attestato di stima da parte del Presidente di Assosistema Marco Marchetti. Prima di accettare, ho riflettuto a lungo perché volevo fosse una scelta condivisa dagli altri componenti del Gruppo. La spinta a livello personale è arrivata quando ho

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realizzato che potevo dare il mio contributo di esperienza aziendale e associativa. Lavoro nell’azienda di famiglia, la Chi-Ma Florence, da sette anni mentre in Associazione ho fatto parte negli anni scorsi del Consiglio di Sezione Turismo e ora del Consiglio Generale. Ma un conto sono i meccanismi aziendali, altro quelli associativi. Mi auguro che le competenze e le conoscenze acquisite nel corso di questo periodo in entrambi i ruoli mi consentano di fornire un contributo utile ai giovani e allo sviluppo del settore.

w Da chi è composto il Gruppo e con quali modalità si riunirà?

Il Gruppo è formato, ad oggi, dall’adesione spontanea di 23 giovani provenienti da 17 aziende associate ad Assosistema con un’età media di 27 anni. Ci tengo a sottolineare che tutti gli iscritti sono giovani molto dinamici con una grande esperienza già maturata in azienda. Grazie alla vivacità che contraddistingue le nuove generazioni, il Gruppo costituirà un laboratorio di idee e sperimentazioni per lo sviluppo del settore sulle diverse tematiche. Le modalità d’incontro saranno sia in occasione di visite aziendali che in video conference.


A ISNART, I RISULTATI DELLA RICERC DDISFAZIONE DEL “RILEVAZIONE DELLA SO NIFICAZIONE, SERVIZIO RELATIVO A SANOLEGGIO DEL TESSILE” CONSEGNA E RITIRO E Nel corso del 2016 Isnart ha effettuato 1500 interviste telefoniche alle imprese ricettive (alberghi e villaggi turistici) e 1000 ai r i s t o r a n t i . L’ i n d a g i n e c o n o s c i t i v a , commissionata da Assosistema nell’ambito del progetto di rilancio del settore dei servizi alberghieri integrati, ha permesso di rilevare la soddisfazione del servizio relativo alla sanificazione, consegna e ritiro, noleggio di tessile. Nel quadro dei servizi dati in outsourcing dalle imprese turistiche quello della sanificazione assume un ruolo centrale: rivolgersi al di fuori della propria impresa per questi servizi è una pratica comune al 70,9% delle imprese alberghiere e ristorative italiane. Negli ultimi 5 anni il trend di utilizzo delle imprese di sanificazione da parte delle strutture

alberghiere e ristorative appare complessivamente stabile per l’80% delle imprese turistiche, ma si rileva al contempo una sacca di crescita riferita dal 12,3% delle imprese alberghiere e ristorative. Il 7,7% del complesso delle imprese turistiche considerate dichiara, invece, una diminuzione nel loro utilizzo, in particolare tra i villaggi turistici. Le imprese turistiche richiedono alle imprese di sanificazione caratteristiche di servizio che suggellano quasi un patto di fiducia: la garanzia nella puntualità del ritiro quotidiano (42,9%), la flessibilità nella prestazione del servizio (41,1%), la ricerca di soluzioni personalizzate (23%). Ben il 16,6% delle imprese richiede la gestione on-line del servizio (il 20,6% dei villaggi turistici). Tra gli altri servizi si richiede quello di

Abbiamo cominciato con la prima riunione il 19 gennaio 2018 quando abbiamo organizzato un incontro presso la Lavanderia Orsini a San Benedetto del Tronto. In quell’occasione abbiamo concordato di fare una mappatura del settore evidenziandone i punti critici e le possibili soluzioni. L’obiettivo è quello di arrivare a definire un progetto per il settore che abbia una prospettiva a lungo termine.Sono emersi diversi spunti di riflessione, primo fra tutti l’importanza del confronto tra i componenti il Gruppo Giovani quale momento di crescita e sviluppo del settore. Sarebbe opportuno cambiare l’immagine del settore all’esterno comunicando, in maniera più efficace, l’attività delle lavanderie industriali. Un punto di partenza potrebbe essere quanto emerso dal questionario Isnart – l’Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, “La soddisfazione del servizio relativo alla sanificazione, consegna e ritiro, noleggio di tessile” che, tramite interviste telefoniche alle imprese ricettive (alberghi e villaggi turistici), ha permesso di rilevare la soddisfazione del servizio relativo alla sanificazione, consegna e ritiro, noleggio tessile. Abbiamo proseguito, poi, il 22 febbraio 2018 con una video conference e ci siamo confrontati su iniziative di comunicazione da sviluppare nell’immediato futuro.

rifacimento camere (9,8%), di fornitura di accessori bagno (5,4%) e di guardaroba (3,7%). Un processo di fidelizzazione consolidato, dunque, che si sta anche evolvendo anche verso la gestione on-line del servizio, quale strumento di velocizzazione delle tempistiche e di automatizzazione. Molto elevato il livello di soddisfazione delle imprese turistiche rispetto ai servizi di sanificazione, pari a 8,3 (in un giudizio tra 1 e 10) ma soprattutto molto diffuso: 9 operatori su 10 hanno dichiarato un giudizio superiore a 7. La tipologia di servizio maggiormente soddisfacente si rileva nel complesso per i servizi di sanificazione (8,5) e per il trasporto (8,4), con giudizi dovuti sia agli hotel che ai ristoranti. I villaggi si distinguono ancora per giudizi elevatissimi relativi al guardaroba (9,2) e alla sanificazione (9,1).

w Quali saranno le attività principali del Gruppo e i progetti da realizzare?

Nell’ambito delle finalità indicate nello Statuto di Assosistema, il Gruppo Giovani costituirà un laboratorio di idee, proposte e sperimentazioni nuove per lo sviluppo delle aziende associate. L’orizzonte del Gruppo sarà a livello internazionale, il punto di partenza l’Europa con l’obiettivo di innalzare il livello del mercato interno attraverso qualità e innovazione. In particolare, il Gruppo Giovani promuoverà: • studi e analisi del mercato a livello europeo e internazionale; partecipazione all’ETSA; • promozione e realizzazione di progetti di ricerca; • individuazione di nuovi partner; • diffusione di nuove pratiche e di nuovi modelli di business; • joint venture e reti d’impresa; aggregazione e acquisizione; • corsi di formazione; • organizzazione di un proprio evento internazionale l’anno; • visite aziendali; • focus su innovazione e tecnologia.

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“IL GRUPPO GIOVANI

w Qual’è l’impatto che un giovane appena laureato o diplomato ha quando entra a lavorare in un’azienda?

C’è ancora molta distanza in Italia tra scuola e lavoro e di conseguenza un giovane diplomato o laureato che inizia a lavorare incontra generalmente delle difficoltà, dovute a questo evidente scollamento tra le due realtà. Il Paese registra ancora molta arretratezza, rispetto, ad esempio, al modello tedesco. In particolare, mi riferisco all’importanza dell’alternanza tra scuola e lavoro che costituisce, grazie all’apprendistato giovanile (un regolare contratto), il vero fiore all’occhiello del modello duale tedesco. In Germania i ragazzi che frequentano istituti tecnici e/o professionali già a quattordici anni studiano un giorno sui banchi e quattro in azienda, dove cominciano a familiarizzare, tra macchinari e colleghi, con le normali dinamiche lavorative. Imparando così un mestiere. Il nostro modello di alternanza scuola lavoro, invece, è ancora lacunoso e non strutturato nei programmi e poco calato nei contesti aziendali in cui si inseriscono i periodi di stage dei giovani.

w I Giovani Imprenditori vengono spesso definiti “figli di papà”, con un’accezione negativa. Quanto c’è di vero in questo, soprattutto alla luce della Tua esperienza in azienda?

Per quanto concerne la mia diretta esperienza in Chi-Ma Florence Spa non mi ritrovo in questo

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COSTITUIRÀ UN LABORATORIO DI IDEE PER LO SVILUPPO DELLE AZIENDE ASSOCIATE” pensiero. Nella mia azienda, la nuova generazione ha iniziato il proprio percorso aziendale senza “stellette”, partendo dalle aree operative e ruotando nei vari reparti per avere una visione completa dell’intera organizzazione lavorativa. Questo mi ha permesso di avere un’esperienza completa del lavoro e delle sue specificità, in un’ottica di lungimiranza. Credo che sia un percorso indispensabile e anche intelligente per chi lo mette in pratica.

w Cosa si potrebbe fare a livello politico per favorire l’ingresso dei giovani nelle aziende e quali strumenti le aziende potrebbero utilizzare?

Sicuramente sarebbero utili politiche attive di orientamento, formazione e inserimento al lavoro per i giovani. Ma la svolta è culturale. Occorre valorizzare il grande capitale umano, oltre che economico, che si esprime nel lavoro. Il processo di crescita deve coinvolgere tutti gli attori: le istituzioni, gli imprenditori, le organizzazioni sindacali, i lavoratori. Solo grazie al dialogo e allo scambio di idee e di esperienze si può crescere e migliorare tutti.

w Quali

saranno i prossimi appuntamenti del Gruppo Giovani di Assosistema?

Nel mese di marzo si terrà il prossimo incontro dei Giovani e a Roma presso la sede dell’Associazione.


I T T E H C A I G O T R E B O R I D VISITA A M I H C A L L A FLORENCE Il 9 febbraio 2018 Roberto Giachetti, candidato al Collegio uninominale Camera Toscana 3, ha visitato la Chi-Ma Florence, accompagnato dall’amministratore delegato, Pietro Chirico e dal sindaco di Scarperia e Sanpiero, Federico Ignesti. Al termine della visita Roberto Giachetti ha dichiarato: “Sono colpito dall’azienda Chi.Ma che ho avuto la possibilità di visitare oggi, come altre ne ho visitato nei giorni scorsi e continuerò a farlo nel corso di questa campagna elettorale in cui al centro c’è il tema del lavoro e dei lavoratori. L’azienda visitata oggi realizza tovagliato e vestiario per alberghi. E’ un’azienda sana che ha una forte capacità di occupazione in particolare di occupazione femminile: l’80% del personale è donna. Questo è fondamentale perché aumentare la partecipazione femminile al lavoro è indispensabile per consolidare ed aumentare la crescita economica dell’Italia. Si tratta di un’azienda molto sana e attenta all’ambiente.

A differenza di m o l t e altre aziende di questo settore ha un depuratore, ha dei sistemi tecnologici assolutamente avanzati che le hanno consentito di avere un bacino di clienti - sopratt u t t o a l b e rg h i e r i st o ra n t i - m o l t o importante. La cosa che mi ha colpito è che anche quest’azienda ha potuto svilupparsi grazie alle politiche messe in campo da parte dei Governi Renzi e Gentiloni, in particolare quelle sul lavoro, grazie al Jobs act, riuscendo a sfruttare al meglio le potenzialità della riforma che nel giro di un anno le ha permesso di assumere oltre 20 unità. Questo sicuramente ci deve far riflettere su quanto sia importante proseguire sulle politiche messe in campo da questi ultimi due governi che consentono ad aziende sane di potersi sviluppare”.

Roberto Giachetti e Pietro Chirico durante la visita alla Chi-Ma Florence


MARCO CHIARI

Marco Chiari entra in Chi-Ma Florence nel 2010, dopo essersi diplomato in economia aziendale. Il suo percorso lavorativo inizia dal reparto spedizioni dove, dopo un periodo di osservazione e ambientamento, apporta significativi ed efficaci cambiamenti nell’organizzazione, rendendo il settore fra i più efficienti della filiera produttiva. Nel 2012 entra a far parte del Consiglio di Amministrazione dell’azienda come Consigliere. Mentre dal 2014 al 2016 è Consigliere della Sezione Turismo di Assosistema, nel 2016 entra nel Consiglio Generale e nel 2017 è nominato coordinatore del Gruppo Giovani dell’Associazione.

CHI-MA FLORENCE SPA Chi-Ma Florence Spa è una impresa storica del Mugello, con una forte propensione dinamica verso il futuro. Attiva dal 1870 per volontà e impegno della Famiglia Chiari, da 148 anni la Chi-Ma opera nel settore industriale integrato dei servizi tessili per alberghi, ristoranti e case di cura. I punti di forza della Chi-Ma sono l’alto know-how nella scelta dei materiali tessili, l'organizzazione dei processi produttivi e la forza lavoro la cui professionalità rappresenta lo zoccolo duro dell’intera filiera. Socio storico di Assosistema-Confindustria, Chi-Ma, per il tramite del suo Amministratore Delegato, Pietro Chirico, è da sempre parte attiva nel promuovere iniziative nazionali per lo sviluppo socio-economico del settore. In Chi-ma convivono 3 generazioni, che vivono l’azienda con linguaggi e sensibilità diversi ma con un unico sistema di valori e aspettative. Una forte spinta innovativa che proviene proprio dal saper vedere le cose anche con gli occhi dell’altro seppure di età diversa.

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I COMPONENTI DEL GRUPPO GIOVANI IMPRENDITORI DI ASSOSISTEMA

BLUTEC S.R.L. Pierpaolo Zane

CHI-MA FLORENCE S.P.A. Marco Chiari coordinatore del Gruppo

LAVANDERIA BERNAREGGI S.R.L. Jonatan Bernareggi . Alessia Bernareggi

LAVANDERIA MODERNA BINI S.R.L. Federico Bini

LAVANDERIA PINO Ciro Ascione

LAVANDERIA SPADINI S.R.L. Stefano Spadini . Roberto Spadini

TINTORIA LAVANDERIA PETRINI S.R.L. Nicola Pandolfi Elmi

LAVACHIARA LAUNDRY SERVICE S.R.L. Matteo Degli Innocenti Giacomo Degli Innocenti

LAVANDERIA MILANESE VERBANIA S.R.L. Luca Gnecco

ORSINI LAVANDERIA INDUSTRIALE S.R.L. Stefano Orsini

LAVANDERIA PIAVE S.R.L. Mario Baro . Valentina Baro

PADANA EMMEDUE S.R.L. Matteo Marchetti

NEPROMA SERVICE S.R.L. Gianluca Bonardi . Laura Bonardi

TIZIANA INDUSTRIA NOLEGGIO TESSILE S.R.L. Chiara Bolcato . Enea Bolcato

LAVANDERIA DONATI S.R.L. Beatrice Donati

PADANA S.P.A. Andrea Pisacane

SODDU S.R.L. Irene Soddu


oSIsSTsEiMeArLANCIA

ASSO TE S O P O R P E U LE S L I R E P E H C I T POLI E R O T T E S L E FUTURO D ASSOSISTEMA HA REDATTO UN DOCUMENTO POLITICO CHE CONTIENE LE PROPOSTE DELL’ASSOCIAZIONE PER MIGLIORARE IL SETTORE DEI SERVIZI ALLA SANITÀ E AL TURISMO E DEI DPI, DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE. QUALIFICAZIONE DELL’OFFERTA TURISTICA ITALIANA SOTTO IL PROFILO IGIENICO-SANITARIO ATTRAVERSO L’APPLICAZIONE DI STANDARD QUALITATIVI ED AMBIENTALI. ADEGUATA PROGETTAZIONE DELLE GARE D’APPALTO SANITARIE PER EVITARE RICADUTE SULL’OCCUPAZIONE E ABBASSAMENTO DELLA QUALITÀ DEL SERVIZIO; NEI SERVIZI IN APPALTO, VALORIZZAZIONE DELLA POLITICA DEI COSTI STANDARD CORRELATA A CONSUMI E QUALITÀ PREDEFINITI. LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE E MAGGIORE SORVEGLIANZA NEL MERCATO DEI DPI PER AUMENTARE LA SICUREZZA SUL LAVORO. SUPERAMENTO DELLA LOGICA DELL’ ”USA E GETTA” A FAVORE DEL PRINCIPIO DEL RIUTILIZZABILE E DELLA SOSTENIBILITÀ, ANCHE ATTRAVERSO IL RIUSO DEL TESSILE A FINE VITA. QUESTI, IN SINTESI, GLI ASSET INDIVIDUATI DA ASSOSISTEMA SUI QUALI L’ASSOCIAZIONE HA CHIESTO LA CONDIVISIONE DI CONFINDUSTRIA E CHE STA PROMUOVENDO PRESSO LE FORZE POLITICHE, AFFINCHÉ RIENTRINO TRA LE PRIORITÀ DEL PROSSIMO GOVERNO.

Presidente Marchetti, da quale esigenza è nato il documento politico di Assosistema? Per comprenderne le ragioni, occorre contestualizzare il settore rappresentato da Assosistema e le aziende associate. Assosistema è l’Associazione che rappresenta in Confindustria le imprese che operano nei settori della sicurezza igienica dei dispositivi tessili e medici riutilizzabili e della sicurezza sul lavoro con la fornitura di Dpi, Dispositivi di protezione individuale. 14

Questi sono i comparti rappresentati:

Servizi sanitari integrati: le aziende si occupano della fornitura, della sanificazione e della sterilizzazione dei dispositivi tessili riutilizzabili e dello strumentario chirurgico garantendo la gestione integrata della logistica e del guardaroba e la rintracciabilità dei prodotti forniti. I clienti di riferimento di queste imprese sono gli ospedali, le cliniche e le case di cura private.


Servizi alberghieri integrati: le aziende propongono ai propri clienti la fornitura, la sanificazione dei tessili riutilizzabili e la gestione integrata della logistica e del guardaroba. I principali mercati di sbocco di queste imprese sono le strutture turistiche e ricettive quali hotel, pensioni, villaggi, residence, bed&breakfast, stabilimenti termali, ristoranti, catering e mense aziendali.

Sicurezza sul lavoro/Safety: le aziende producono e distribuiscono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e Collettivi (DPC), offrendo contestualmente servizi di noleggio, ricondizionamento e mantenimento in stato di efficienza di tali prodotti. I principali mercati di riferimento di queste imprese sono il settore sanitario, l’industria, il commercio, l’agricoltura, l’edilizia, i servizi, la logistica, le forze armate, i Vigili del Fuoco e le aziende con presenza di ambienti confinati.

Le aziende associate ad Assosistema svolgono, dunque, un servizio socialmente delicato che deve avvenire non soltanto nel rispetto delle norme di legge, ma anche nell’esigenza di cogliere al meglio l’importanza di questa particolare attività produttiva e nella capacità di sostenere modelli di gestione efficaci, sicuri e sostenibili, in linea con le aspettative e le esigenze della collettività. Gli imprenditori e le imprese del settore chiedono alle istituzioni di affiancarci nel percorso di formazione di una nuova economia del benessere sostenibile, in quanto ritengono prezioso il contributo di tutti gli stakeholders.

Come è organizzato il documento e quali i suoi contenuti? Il documento è stato organizzato secondo degli asset che riteniamo strategici per il futuro delle nostre aziende e che rappresentano i capisaldi del nostro settore. Lo abbiamo, così, diviso in ambiti di intervento, prevedendo per ognuno obiettivi e proposte concrete, in modo da presentare un documento completo e coerente. 1. LA REGOLAZIONE DEL MERCATO 1.1 IL SISTEMA DI QUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE/TURISMO

Le imprese e i lavoratori della categoria hanno individuato il sistema di qualificazione delle imprese come leva per arginare il fenomeno della concorrenza sleale e come requisito per la propria sicurezza nonché quella dei prodotti forniti. La definizione del sistema di qualificazione passa, infatti, attraverso l’individuazione di requisiti inderogabili e specifici, fondamentali per la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e della collettività. Tra questi, l’aver adottato un sistema di controllo della biocontaminazione conforme ai requisiti di cui alla norma UNI EN 14065 per l’abbattimento della carica microbiologica dei dispositivi tessili e medici riutilizzabili trattati dalle imprese di sanificazione e sterilizzazione e il conseguimento della certificazione RABC costituiscono elementi specifici per la verifica della idoneità tecnico-professionale delle

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aziende stesse. L’adozione di strumenti di prevenzione di malattie trasmissibili da agenti patogeni e parassiti qualificherebbe l'offerta turistica italiana anche sotto il profilo igienico sanitario, accrescendone al contempo la competitività attraverso l’applicazione di standard qualitativi ed ambientali. Il Decreto Legislativo n. 106 del 2009, di modifica del TU n. 81 del 2008 in materia di sicurezza sul lavoro, all’articolo 27, ha individuato il settore della sanificazione del tessile e dello strumentario chirurgico fra quelli da cui partire per l’applicazione del sistema di qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi. Assosistema ha quindi elaborato una proposta di Decreto di attuazione del sistema di qualificazione delle imprese che ha ricevuto parere favorevole dall’INAIL ma che staziona presso la competente Direzione del Ministero del Lavoro al quale l’Associazione chiede, da tempo, un incontro per potare a conclusione l’iter.

w OBIETTIVO: arginare il fenomeno della concorrenza sleale e aumentare le garanzie di sicurezza e qualità per i lavoratori e per gli utenti finali. w PROPOSTA: attuare il disposto normativo previsto nel testo unico sulla sicurezza che prevede l’emanazione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di un decreto di attuazione contenente i criteri della qualificazione. Decreto che Assosistema ha già proposto al MLPS ma che ancora non è stato emanato.

1.2 ADEGUATA PROGETTAZIONE DELLE GARE D’APPALTO/SANITÀ. Le aziende associate garantiscono, attraverso il proprio servizio, l’igienicità, la sicurezza e la qualità dei prodotti forniti. Valori che di-

SISTEMA DI QUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE SINTESI DEI REQUISITI NECESSARI DESTINATARIE: ◆ Imprese di sanificazione, sterilizzazione del tessile e dello strumentario chirurgico, che effettuano l’intero ciclo di lavorazione per mezzo di macchinari e apparecchiature automatici che escludono l’intervento manuale nel ciclo di lavorazione nonché validate ai fini della garanzia della sicurezza igienica dei prodotti sottoposti a trattamento. IDONEITÀ TECNICO-PROFESSIONALE . ELEMENTI GENERALI: ◆ Iscrizione alla Camera di Commercio con oggetto sociale inerente alla tipologia dell’appalto. ◆ Non essere stati destinatari nel biennio precedente alla aggiudicazione dell’appalto di un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale di cui all’art. 14 T.U. Salute e sicurezza sul lavoro, non revocato o inefficace. ◆ Inesistenza delle condizioni di cui all’art. 80 del Codice dei contratti pubblici (“Motivi di esclusione”). ELEMENTI SPECIFICI: ◆ Avere personale a tempo indeterminato con esperienza almeno triennale nel settore di riferimento e rispetto alla specifica attività lavorativa o lavorazione, in percentuale non inferiore al 60% degli addetti (sono fatte salve eventuali eccezioni e deroghe previste da contratti collettivi nazionali). ◆ Applicare integralmente il CCNL di settore. ◆ Essere in regola con la contribuzione da versare a EBLI. ◆ Certificazione UNI EN 14065 (RABC). ◆ Certificazione UNI EN ISO 14001. ◆ Certificazione dei singoli contratti di appalto ai sensi del D.lgs. 276/2003. QUALIFICAZIONE DEL SETTORE . CRITERI: ◆ Non aver commesso violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro accertate con sentenza passata in giudicato nel biennio anteriore alla aggiudicazione dell’appalto o alla concessione. ◆ Adozione di modelli di organizzazione e gestione ai sensi dell’art. 30 del T.U. Salute e sicurezza ◆ Informazione, formazione e addestramento dei lavoratori ai sensi degli articoli 36 e 37 del T.U. Salute e sicurezza mirate alla specificità dei rischi presenti nelle lavorazioni svolte nel settore ◆ Formazione del datore di lavoro ai sensi dell’art. 34 T.U. mirate alla specificità dei rischi presenti nelle lavorazioni svolte nel settore ◆ (solo per le imprese familiari) Formazione mirata ai sensi dell’art. 21, comma 2, lett. b) T.U.


pendono da una buona progettazione dello strumento di acquisto e dall’applicazione di regole chiare e condivise. I capitolati di gara contengono, infatti, spesso delle “zone d’ombra” che possono diventare facilmente il pretesto per generare eccessive semplificazioni, in un mercato pubblico che, sempre più, tende all’aggregazione degli acquisti, con masse critiche, in termini di volumi e di valori economici crescenti e ingenti. Per evitare gli effetti dirompenti di una gara progettata male che inevitabilmente produce sprechi ed inefficienze e impone il taglio lineare come unica soluzione alla riduzione della spesa sanitaria, l’Associazione ha creato un modello di buona esternalizzazione del servizio. Tale modello, che inevitabilmente contempla chiare responsabilità a carico sia del committente che dell’appaltatore, consente alla PA di offrire all’utenza servizi di qualità e sostenibili non solo da un punto di vista ambientale ma anche economico e collettivo e soprattutto rispondenti agli obiettivi di economicità, efficienza ed efficacia a cui le aziende sanitarie devono uniformare i propri principi e le proprie scelte. Al fine di supportare a livello scientifico il proprio modello di buona esternalizzazione, l’Associazione si è avvalsa del contributo del Centro Ricerche Claudio Demattè della SDA Bocconi di Milano che ha analizzato i costi di fabbricazione e di noleggio dello strumentario chirurgico.

w OBIETTIVI: adeguata progettazione gare di appalto nella sanità per evitare le conseguenze di tagli lineari come unica soluzione per ridurre la spesa sanitaria; contributo costruttivo all’utilizzo, nell’ambito dei servizi in appalto, dei costi standard correlati a consumi e qualità standard. Mantenimento dei livelli occupazionali del settore evitando ricadute sociali anche sul territorio derivanti da basi d’asta troppo basse e non allineate ai prezzi Anac (già di per se questi ultimi non pienamente idonei a garantire servizi adeguati). Evitare difformità a carattere regionale nell’indizione delle gare pubbliche che interessano il settore.

w PROPOSTA: Assosistema chiede l’adozione di un quadro normativo chiaro, effettivo ed uniforme, in grado di disciplinare in modo il più possibile omogeneo gli affidamenti pubblici nel comparto economico rappresentato, attraverso la presentazione di un bando tipo. 1.3 OBBLIGHI NORMATIVI PER LA SANIFICAZIONE E IL MANTENIMENTO IN STATO DI EFFICIENZA DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE/SICUREZZA SUL LAVORO.

I dispositivi di protezione individuale per garantire la propria efficacia di protezione del lavoratore devono possedere requisiti normativi e tecnici adeguati ai danni ed ai pericoli da prevenire e tali caratteristiche devono essere presenti lungo l’intero periodo di utilizzo da parte dello stesso. A questo scopo, Assosistema ha proposto un emendamento alla Legge di Bilancio 2018 finalizzato, da un lato, ad accrescere gli standard di sicurezza garantiti ai lavoratori, prevedendo ulteriori cautele rispetto a possibili profili di rischio (ad es. rischi dell’apparato respiratorio, infezioni, malattie cutanee, etc.) che non trovano regolamentazione nella disciplina vigente e, dall’altro, a responsabilizzare il lavoratore non soltanto nella conservazione del DPI, ma anche nella più delicata fase del suo utilizzo. La proposta mira, infatti, ad introdurre in modo organico un obbligo normativo conseguente alla necessità di attuare procedure specifiche per l’organizzazione, sia interna che esterna, della sanificazione e del mantenimento in stato di efficienza degli indumenti di Protezione Individuale in conformità alle istruzioni specifiche fornite dal fabbricante, a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. I risultati derivanti dall’introduzione della proposta riguardano: la prevenzione dell’insorgenza e della diffusione di patologie causate da una gestione non adeguata dei DPI, la prevenzione di contaminazioni crociate, la riduzione di rischi dell’apparato respiratorio, di 17


infezioni e malattie cutanee. Quale buona prassi in materia di sicurezza sul lavoro e per diffondere la conoscenza del servizio di manutenzione degli indumenti professionali, Assosistema ha elaborato le “Linee operative per l’organizzazione aziendale della pulizia e del mantenimento in stato di efficienza dei DPI”, come strumento di promozione e comunicazione a disposizione degli operatori del settore. w OBIETTIVO: maggiori garanzie per i lavoratori sotto il profilo della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

w PROPOSTA: Assosistema propone di riprendere l’emendamento presentato inserendo in questo modo un obbligo normativo che preveda l’attuazione di procedure specifiche per la sanificazione e il mantenimento in stato di efficienza dei Dispositivi di protezione individuale.

1.4 SORVEGLIANZA DEL MERCATO E LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE/SAFETY

Per contrastare tutte le forme di concorrenza sleale che minano alle fondamenta la sicurezza e la qualità del lavoro e dei servizi of-

ferti, Assosistema ha siglato un Memorandum con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il protocollo d’intesa ha l’obiettivo di rafforzare, nell’ambito delle rispettive competenze, la cooperazione per prevenire e contrastare i traffici illeciti di prodotti contraffatti e di quelli che non rispettano la normativa sulla salute e/o la sicurezza e altre infrazioni alla normativa doganale. L’accordo è operativo nei settori di produzione rappresentati da Assosistema (dispositivi di protezione individuali DPI, della produzione di beni e servizi per la sicurezza igienica dei prodotti tessili e chirurgici utilizzati in ambito sanitario e dei tessili utilizzati in ambito alberghiero, della ristorazione e dell’industria), prevede la realizzazione di controlli mirati, anche attraverso esami di laboratorio e corsi di formazione dedicati al personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli impegnati nei controlli. Le imprese associate trattano la sicurezza come elemento imprescindibile al benessere collettivo e alla produttività aziendale. Per cui, oltre alle politiche degli incentivi, della ricerca e delle best-practices, sarebbe molto importante un affiancamento e un coinvolgimento più diretto di Assosistema a livello istituzionale e una partecipazione più attiva delle imprese nell’attività di sorveglianza del mercato e di lotta alla contraffazione.

IL MEMORANDUM ASSOSISTEMA AGENZIA DELLE DOGANE E DEI MONOPOLI Il protocollo d’intesa siglato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e Assosistema è nato per contrastare i fenomeni di contraffazione dei prodotti presenti sul mercato e che non rispettano le regole di sicurezza. L’accordo è operativo nei settori di produzione rappresentati da Assosistema (dispositivi di protezione individuali DPI, della produzione di beni e servizi per la sicurezza igienica dei prodotti tessili e chirurgici utilizzati in ambito sanitario e dei tessili utilizzati in ambito alberghiero, della ristorazione e dell’industria). Obiettivo primario è quello di fronteggiare quelle situazioni ricorrenti di infrazione della legislazione doganale, comunitaria e nazionale, quali il traffico illecito di merci contraffatte, etichettate in maniera mendace e di prodotti usurpativi che creano un grave danno economico ai consumatori e alle imprese che invece operano nel commercio legittimo. Tali traffici illeciti, infatti, non solo pregiudicano le attività legittime degli operatori impegnati nel commercio internazionale, ma possono anche rappresentare un pericolo immediato o che si manifesta a lungo termine per la salute e/o la sicurezza degli utilizzatori, poiché possono essere causa di infortuni e/o veicoli di malattie professionali. Per questo verranno individuati i punti d’ingresso sul suolo nazionale e comunitario più critici di tali prodotti, per i quali sarà definita una check list, con indicate le caratteristiche essenziali degli stessi e le irregolarità note più frequenti. Saranno altresì definiti i costi medi di realizzazione dei DPI per intercettare anche le sotto fatturazioni. Sono previsti anche corsi di formazione dedicati al personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli impegnati nei controlli.


w OBIETTIVI: sorveglianza e lotta alla contraffazione nel mercato dei dispositivi di sicurezza. Miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

w PROPOSTA: Assosistema, oltre ad una formazione specifica al personale delle Dogane, propone un maggior coinvolgimento istituzionale dell’Associazione per definire, monitorare e regolamentare la necessaria attività di sorveglianza da parte degli organi preposti al controllo, con la finalità di eliminare e ridurre la contraffazione nel mercato dei Dispositivi di protezione individuale attraverso anche il coinvolgimento diretto delle imprese.

2. LA CREAZIONE DELLA FILIERA DEL RIUTILIZZABILE Assosistema si impegna quotidianamente e da sempre sostiene i valori di sostenibilità,

qualità e sicurezza del lavoro dei prodotti e servizi offerti, che rappresentano benefici a favore degli operatori e degli utenti finali. Nell’ambito dell’iniziativa “USE&REUSE”, Assosistema sensibilizza e promuove l’utilizzo del Tessile Riutilizzabile e il principio del recupero, attraverso il riuso e il riutilizzo, del tessile a fine vita. USE&REUSE ha preso vita a seguito dei risultati di un recente studio sul Life Cycle Assessment (LCA) realizzato dall’Istituto Ambiente Italia e finalizzato all’analisi della prestazione ambientale dei tessuti riutilizzabili. La ricerca di Ambiente Italia ha evidenziato che l’utilizzo del tessile riutilizzabile determina:

-53% riscaldamento globale (gas a effetto serra) -30% impoverimento strato di ozono -45% ossidazione fotochimica (smog) -28% acidificazione del terreno -95% eutrofizzazione delle acque

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Oltre ai benefici ambientali ed economici di cui sopra, politiche di sostegno al tessile riutilizzabile, consentirebbero di creare una vera e propria economia circolare basata su nuovi processi industriali di trasformazione, nuove occupazioni, nuove tecnologie e nuove specializzazioni. In tema di appalti pubblici, attraverso il monitoraggio continuo e la partecipazione alla revisione dei Cam, criteri ambientali minimi per le forniture dei prodotti tessili e l’efficienza del servizio di lavanolo, Assosistema si sta, inoltre, adoperando per garantire l’equità dei criteri e le caratteristiche premiali e incentivanti per lo sviluppo sostenibile del settore. Adottare una politica e una strategia sostenibili, monitorando e rispondendo alle attese economiche, ambientali e sociali, è un vantaggio competitivo per tutti, imprese e collettività. w OBIETTIVI: creazione di una filiera sostenibile in termini ambientali attraverso il superamento dell’usa e getta. Use&Reuse come principio per ridurre l'impatto ambientale. Mantenimento dell’occupazione e del knownow su temi di grande interesse non solo nazionale.

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w PROPOSTA: Assosistema propone: il sistema di Ta.Ri. incentivante: una buona pratica che consente una riduzione in percentuale della Ta.Ri. per le strutture commerciali che si avvalgono del tessile riutilizzabile (tovaglie e tovaglioli) nell’esercizio della propria attività. Questa misura ha come obiettivo la riduzione dei rifiuti prodotti da queste strutture con conseguente riduzione dei costi di smaltimento e un impatto positivo sulla sostenibilità ambientale dei territori. Incentivi fiscali come, ad esempio, il credito di imposta per chi impiega il tessile riutilizzabile.

Quali gli step successivi e le strategie che metterete in campo? Abbiamo condiviso il documento politico con il sistema Confindustria e organizzato i primi incontri istituzionali. Conoscere il settore è il primo passo per apprezzarne il valore di sostenibilità che porta con se. Per questo continueremo ad organizzare visite guidate presso le nostre aziende e a partecipare a manifestazioni ed eventi sui territori dove esse operano, per far conoscere la nostra attività e il nostro settore. Parallelamente alla promozione delle nostre istanze presso i referenti politici e tutti i nostri interlocutori.


RIGHINI (FDI) VISITA LA ALSCO ITALIA “LA VISITA CHE HO EFFETTUATO ALLA ALSCO DI POMEZIA NASCE DALL’ESIGENZA DI DARE UNA RISPOSTA CHIARA IN TERMINI PROGRAMMATICI ALLE INDICAZIONI DI CHI, COME QUESTA AZIENDA, RAPPRESENTA QUEL MONDO PRODUTTIVO CHE INSISTE PRINCIPALMENTE NEL SETTORE DELLA LAVANDERIA INDUSTRIALE”. E’ quanto ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio, Giancarlo Righini, al termine della visita svoltasi il 22 febbraio 2018. “La Alsco, azienda di servizi che opera nel settore del noleggio, lavaggio di indumenti da lavoro e manutenzione di materiale tessile, destinato ai diversi settori industriali, della sanità e del terziario – ha sottolineato Righini – è una delle eccellenze del Lazio, sia sotto il profilo della sua attività che si contraddistingue per l’elevata sostenibilità ambientale, ma anche per l’attenzione posta alle esigenze del personale, avendo concesso numerosi part time per esigenze familiari. L’82 per cento delle attività imprenditoriali del Lazio è legato al settore terziario, siamo la prima Regione italiana in ricerca e sviluppo. Occorre fornire uno slancio alle realtà imprenditoriali del nostro territorio che, legittimamente, si aspettano dalla politica risposte chiare che dobbiamo essere in grado di fornire con una oculata programmazione e con scelte ponderate ma anche rapide”.

La visita alla Alsco Italia

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MATTEO NEVI O

È IL NUOV SEGRETARIO GENERALE DI ASSOSISTEMA

IL 1 MARZO 2018 SI È INSEDIATO IL NUOVO SEGRETARIO GENERALE DI ASSOSISTEMA, NOMINATO DAL CONSIGLIO GENERALE DELL’ASSOCIAZIONE. LA SELEZIONE È STATA LUNGA ED ATTENTA E LA SCELTA FINALE, FRUTTO DI UNA PIENA CONDIVISIONE ASSOCIATIVA, HA PORTATO AD INDIVIDUARE IN MATTEO NEVI, LA PROFESSIONALITÀ PIÙ INDICATA PER RICOPRIRE IL RUOLO.

Dott. Nevi, complimenti per il suo nuovo incarico come Segretario Generale di Assosistema. Cosa porterà delle sue esperienze precedenti nel nuovo ruolo? Come prima cosa vorrei rivolgere un ringraziamento sentito al Presidente Marco Marchetti e al Consiglio Generale di Assosistema che mi hanno dato la possibilità di rivestire un incarico così prestigioso in un’Associazione così complessa ma allo stesso tempo con grandi potenzialità di crescita. Ci tengo a ricordare in particolar modo Patrizia Ferri, amica e collega con la quale sin da subito al mio arrivo in Federturismo Confindustria nel 2009 si è instaurato un ottimo rapporto di collaborazione su tematiche lavoristiche di comune interesse. Dalla mia precedente esperienza in Federturismo dove ho ricoperto con grande onore il ruolo di Responsabile delle Relazioni Industriali e Welfare, mi porto dietro sicuramente un grande bagaglio tecnico relativo al rapporto con le aziende, alle Associazioni di categoria e alle Confindustrie territoriali. Aver avuto la possibilità di gestire tre contratti nazionali (industria del turismo, trasporto a fune e trasporto aereo per quanto riguarda la parte relativa al catering aeroportuale) mi ha dato modo di conoscere in maniera dettagliata diversi modelli di organizzazione 22

del lavoro e diversi sistemi di produttività, arrivando così a disporre di un ampio bagaglio culturale in materia lavoristica da mettere a disposizione delle aziende associate ad Assosistema.

Quali le priorità e le linee programmatiche su cui lavorerà? Al momento non ho formulato in maniera dettagliata un mio programma operativo ma posso dire che sicuramente in primis occorre rispettare quello che il Presidente Marchetti ha dettagliatamente costruito in base alle esigenze di tutti gli associati e che risponde perfettamente anche alle tematiche e alla problematiche che al momento sto vedendo emergere all’interno dell’Associazione. Dopo aver terminato i vari incontri nelle Sezioni che compongono Assosistema (Servizi sanitari integrati, Servizi alberghieri integrati, Sicurezza sul Lavoro e Safety), che saranno utili per capire i temi sui quali intervenire, potrò fornire indicazioni più dettagliate sulle linee d’intervento. Posso solo accennare alcuni aspetti sui quali già abbiamo iniziato a lavorare e sui quali dovremmo ancora costruire tanto per riuscire ad ottenere i frutti sperati, ma si tratta di un percorso di lungo periodo che coinvolge inevitabilmente il sistema della comunicazione, delle relazioni istituzionali, delle relazioni industriali e del rapporto con Confindustria. Abbiamo iniziato, in particolare, a modificare la comunicazione interna inserendo immagini ai contenuti nelle newsletter settimanali snellendoli al contempo e creando altresì un altro strumento più immediato rispetto alla circolare, ovvero le news. Il lavoro più grande sarà quello di migliorare e investire sulla comunicazione esterna soprattutto sui canali social, per avvicinare e raggiungere anche aziende fuori dal perimetro dell’Associazione alle quali dobbiamo presentare il nostro biglietto da visita con ciò che fac-


ciamo. Per questo abbiamo aperto una pagina Facebook dedicata all’Associazione sulla quale i nostri soci e le sezioni interne possono caricare e pubblicizzare i loro eventi e dare maggior visibilità alle loro partecipazioni a fiere o convegni. Accanto a Facebook è stata creata una pagina professionale su Linkedin per raggiungere i vari esperti del settore e le aziende che hanno implementato una rete professionale e di contatto sulla più grande banca dati di professionisti che è Linkedin. Il profilo Twitter invece serve a raggiungere in maniera istantanea e veloce le istituzioni e anche gli utenti più giovani.

L’idea è quella di arrivare a far sì che il soggetto istituzionale, l’azienda, il consumatore, posso rispondere a 4 fondamentali domande: w Cosa è Assosistema w Cosa fa Assosistema w Perché associarsi w E come collegarsi o raggiungere Assosistema

Altra linea d’intervento è sicuramente quella relativa al rapporto con le istituzioni, con i ministeri e con gli attori politici che governano le politiche economiche e industriali del nostro settore soprattutto per quello sanitario. Come detto precedentemente stiamo avviando un percorso che necessariamente vedrà il coinvolgimento di tutte le sezioni e del maggior numero di aziende associate possibile affinchè ci siano i dovuti risultati.

Ottimizzando al meglio il suo occhio privilegiato di osservatore esterno, che considerazioni ha potuto fare sul settore di Assosistema? Ancora ho la fortuna, se così si può dire, di non aver snaturato totalmente la mia “sensibilità politica” nei confronti di Assosistema, riuscendo ad esaminare anche se in parte da “soggetto esterno” alcuni punti critici e di potenziale sviluppo dell’Associazione. Sicuramente le linee d’intervento derivano proprio dalle osservazioni e dalla percezione che ho avuto da

osservatore terzo di Assosistema. Quello che posso dire, oltre ad una professionalità veramente alta di tutto lo staff abbiamo grandi margini di miglioramento a livello associativo e istituzionale, dobbiamo pertanto riuscire a comunicare al meglio cosa siamo e cosa facciamo.

Come sta cambiando il mondo dell’Associazionismo e della rappresentanza industriale? Il sistema della rappresentanza sta vivendo una crisi che parallelamente è iniziata con quella del 2008 che ha investito in un certo modo tutta l’imprenditoria italiana, ma che proprio in quel momento ha dimostrato la vera forza nel rimanere unita e nel mostrare al sistema esterno come “uniti” si riesca ad affrontare meglio qualsiasi problema. Sicuramente non possiamo più sposare un modello di rappresentanza basato sui vecchi schemi, serve un sistema dinamico, in continuo aggiornamento, che sia di alto valore tecnico e che dia tutte le risposte di cui hanno bisogno gli associati. Non possiamo pensare più ad un modello chiuso e non inclusivo con altre realtà vicine alle nostre. Su questo tema diventa vitale il rapporto stretto e di sinergia con Confindustria per condividere linee politiche e tecniche d’intervento su molti temi vitali per le nostre imprese, quali ad esempio le Relazioni Industriali, la sanità, la sostenibilità e relazioni istituzionali. Proprio sul tema delle relazioni industriali Confindustria ha firmato pochi giorni fa con le organizzazioni sindacali un nuovo sistema contrattuale che vede ancora e sempre più forte la centralità del contratto nazionale di lavoro e una politica dei salari lasciata sempre più alla contrattazione sia di primo che di secondo livello. Anche su questo aspetto non possiamo pensare di poterci ancorare ai vecchi modelli di negoziazione e alle vecchie politiche redistributive dei salari. Il mercato è mutato e le aziende subiscono ogni minimo cambiamento, per questo il contratto collettivo deve rappresentare la soluzione a ogni tipo di problema e non certo rimanere statico e fermo su principi ormai superati.

ChI è MAttEO NEVI Laureato in Scienze delle Pubbliche Amministrazioni presso l’Università di Scienze Politiche di Roma La Sapienza, con Tesi sull’attuazione del Federalismo Fiscale e i relativi problemi applicativi, Matteo Nevi ha maturato un’importante esperienza nel settore delle relazioni industriali e degli affari sociali nel sistema Confindustria. Dal 1 luglio 2009 per 8 anni, Nevi è stato Responsabile delle Relazioni Industriali e Affari Sociali di Federturismo Confindustria, occupandosi della negoziazione dei Contratti Collettivi di Lavoro dell’Industria Turistica, degli Addetti agli impianti di trasporto a Fune e del Trasporto Aereo/parte speciale Catering

Aeroportuale. Dal 7 ottobre 2015 al maggio 2016, Nevi è stato anche Responsabile Relazioni Industriali e HR in Carlson Wagonlit Travel. Oltre all’attività di relazioni industriali, Nevi ha svolto attività a livello istituzionale. In occasione dell’ultima legislatura, è stato, infatti, Capo Segreteria del Sottosegretario di Stato al Mibact con delega al Turismo, coadiuvandolo nell’esercizio dei compiti specifici riguardanti l’attività istituzionale, i rapporti politici e gli atti di indirizzo per il Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo. Nevi è, inoltre, autore di pubblicazioni in tema di lavoro e turismo e docente ai Master della Luiss Guido Carli e Luiss Business School in materia di ccnl, relazioni industriali e gestione delle risorse umane.

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ASSISE GENERALI DI CONFINDUSTRIA VERONA 16 FEBBRAIO 2018

FONTE: UFFICIO COMUNICAZIONE DI CONFINDUSTRIA

w TRE MISSIONI PAESE CON EFFETTI QUANTIFICATI SULL’ECONOMIA REALE w TRE ATTORI PRINCIPALI w SEI ASSI PRIORITARI D’INTERVENTO 24

Sono questi i capisaldi che definiscono il progetto Paese della Confindustria presentati alle Assise Generali di Verona il 16 febbraio 2018. Un progetto che nasce dall’ascolto di migliaia di imprenditori incontrati nelle quattordici tappe – da Pordenone a Gioia Tauro - che hanno preceduto e preparato le Assise, e dal recepimento di centinaia di suggerimenti venuti dal Sistema.


tRE MISSIONI-PAESE

PER tRE AttORI 1

2

Un’Italia che INCLuDE: più lavoro per i giovani

Un’Italia che CRESCE di più e in modo costante

Un’Italia che RASSICuRA, con il graduale rientro del debito pubblico

1

2

3

LE IMPRESE

L’EUROPA

LA POLITICA NAZIONALE

1

2

3

3

ChE AGISCONO Su SEI ASSI PRIORItARI 1

2

3

ITALIA PIù SEMPLICE ED EFFICIENTE

PREPARARSI AL FUTURO

UN PAESE SOSTENIBILE

L’IMPRESA CHE CAMBIA E SI MUOVE NEL MONDO

FISCO A SUPPORTO DI INVESTIMENTI E CRESCITA

EUROPA MIGLIOR LUOGO PER FARE IMPRESA

1

2

3

4

5

6

3

Il piano non solo dice cosa va fatto, ma anche come, con quali risorse, e con quali effetti sull’occupazione, la crescita, il debito pubblico, l’export.

Se non si smontano riforme fondamentali e si attua un programma di medio termine basato su modernizzazione, semplificazione ed efficienza, è possibile ottenere nell’arco di una legislatura di 5 anni (tabella 1):

4

w OLTRE 1,8 MILIONI DI OCCUPATI IN PIÙ; w UNA RIDUZIONE DI PIÙ DI 20 PUNTI DEL RAPPORTO TRA DEBITO PUBBLICO E PRODOTTO INTERNO LORDO; w UNA CRESCITA CUMULATA DEL PIL REALE VICINO A 12 PUNTI PERCENTUALI; w UNA CRESCITA DELL’EXPORT CONSISTENTEMENTE SUPERIORE ALLA DOMANDA MONDIALE

Tabella 1. Gli Effetti

EFFEttI MACROECONOMICI

Nota: le stime sono state condotte utilizzando il modello econometrico del Centro Studi Confindustria. Lo scenario base è una simulazione a politiche invariate, con un'ipotesi di crescita economica tendente all’equilibrio di lungo periodo del modello CSC.

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Gli effetti sono complessivi. Incorporano cioè sia il tendenziale di lungo periodo (scenario a politiche invariate in tabella 1) nel presupposto che continuino ad operare gli strumenti che hanno favorito la crescita nell’ultimo anno come Industria 4.0 e il Jobs Act, sia l’apporto aggiuntivo delle azioni proposte da Confindustria. Queste sono determinanti per far compiere al Paese quel salto di scala e di efficienza nei risultati che consente di passare dall’inversione di tendenza a una vera e propria ripresa con ricadute apprezzabili e visibili come nel caso dell’occupazione dove più di 800mila nuovi posti di lavoro sono imputabili al piano confindustriale. Questi obiettivi possono essere realizzati attraverso il reperimento e l’impiego di 250 miliardi di euro, sempre in cinque anni (tabella 2).

Un’Europa che libera risorse per investire in infrastrutture, formazione, ricerca e innovazione potrebbe contribuire fino a 93 miliardi di euro. Un settore privato che investe nell’economia reale e si orienta su obiettivi di politica economica potrebbe contribuire fino a 38 miliardi di euro. Azioni sul bilancio pubblico potrebbero contribuire fino a 120 miliardi di euro. Spetta a tre attori, l’Europa, le imprese, le istituzioni nazionali a tutti i livelli di governo, agire per far sì che queste risorse vengano raccolte e poi impiegate in modo produttivo per raggiungere le tre missioni Paese: w UN’ITALIA CHE INCLUDE, ATTRAVERSO LA CREAZIONE DI OPPORTUNITÀ DI LAVORO, SOPRATTUTTO PER I GIOVANI; w UN’ITALIA CHE CRESCE, DI PIÙ E IN MODO COSTANTE; w UN’ITALIA CHE RASSICURA, CON IL GRADUALE RIENTRO DEL DEBITO PUBBLICO

Le azioni per raggiungere gli obiettivi delle tre missioni-Paese sono molteplici, toccano tutti gli ambiti dell’economia, richiedono spesso cambiamenti organizzativi, a volte risorse pubbliche e/o intensità differenziate per territorio. Dovranno svilupparsi lungo sei assi prioritari d’intervento: 26

1) Italia più Semplice ed Efficiente con rinnovata attenzione ai tempi di realizzazione delle cose che si decidono di fare. Burocrazia frenante, eccesso di regole, processi decisionali farraginosi, giustizia lenta, infrastrutture insufficienti e di difficile realizzazione sono i nodi ancora da sciogliere – nonostante alcuni progressi fatti – e occorre passare da uno Stato mero erogatore di servizi a uno Stato promotore di iniziative di politica economica. In questo contesto s’inquadra la proposta di assegnare una funzione redistributiva alla spesa pubblica attraverso la compartecipazione dei cittadini ai servizi offerti in modo progressivo rispetto a reddito e patrimonio.

2) Prepararsi al futuro: scuola, formazione, inclusione giovani per un più facile ingresso nel mondo del lavoro. Dalla maggiore autonomia delle scuole al rinnovamento delle Università, al potenziamento degli Istituti tecnici superiori (Its) all’alternanza scuola-lavoro, sono molti i suggerimenti del Piano rivolti ad adeguare i percorsi formativi utili ad aumentare le possibilità di trovare un’occupazione.

3) Un Paese sostenibile: investimenti assicurazione sul futuro nell’ottica di avere un Paese più competitivo e meglio connesso al suo interno e verso l’esterno. La dotazione infrastrutturale non è solo precondizione della crescita ma svolge anche un ruolo sociale come forte elemento di inclusione nel collegare i territori, le periferie ai centri, le città tra di loro, l’Italia al mondo, dando un maggiore senso di coesione al Paese. Obiettivi che si possono raggiungere solo attraverso un’azione coordinata tra settore privato, istituzioni europee, governo nazionale, regioni ed enti locali.

4) L’impresa che cambia e si muove nel mondo accettando di aprire il capitale, di assumere competenze innovative, magari tra loro distanti per formazione o esperienza, di diventare eccellenti in ogni funzione aziendale, di affacciarsi su nuovi mercati. Alla politica spetta individuare meccanismi di accelerazione dei cambiamenti per incentivarli e premiare le imprese virtuose che rischiano nella trasformazione. Un processo che genera esternalità positive con ricadute non solo


Tabella 2. Le risorse

RISORSE (MLD €)

sulla singola impresa e dei suoi dipendenti ma sull’intera collettività.

5) Un fisco a supporto di investimenti e crescita e che premia le imprese che investono, assumono e innovano, diventando fattore di competitività per il Paese. Il graduale aumento della compartecipazione alla spesa, in

Tabella 3. Gli Impieghi

modo progressivo, sarà precondizione per una riduzione della pressione fiscale e il potenziamento dei servizi pubblici. Al centro dell’attenzione ci sono imprese e lavoratori con una proposta di riduzione del costo del lavoro che vada a totale vantaggio dei secondi per agevolare lo scambio salari-produttività che ha contribuito alla rinascita industriale della Germania.

IMPIEGhI (MLD €)

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Per i giovani al primo impiego resta il totale azzeramento degli oneri per tre anni.

6) Europa miglior luogo per fare impresa e istituzione che semplifica la vita dei cittadini supportando lo sviluppo della conoscenza, della ricerca e dell’innovazione contribuendo altresì alla definizione di un quadro macroeconomico stabile. In Europa, dove l’Italia dovrà giocare un ruolo da coprotagonista, si prevede la nomina di un ministro delle Finanze indipendente dagli Stati membri che abbia la responsabilità, tra l’altro, di emettere eurobond finalizzati al finanziamento di progetti comuni e dunque a vantaggio di tutti i Paesi dell’Unione ai fini di una maggiore integrazione. E che sia capace di imporre misure correttive nel caso ci siano scostamenti consistenti dagli obiettivi concordati. Questo permetterebbe un piano straordinario di investimenti europei per dotare l’Italia (e l’Europa) dell’eccellenza in termini di ricerca, formazione, infrastrutture.

“Accelerare il cambiamento delle imprese con una formazione 4.0 che affianchi un’industria 4.0”

Ciascuno degli assi prevede una fitta serie di azioni, capaci di mettere in moto una rivoluzione efficace ma soffice perché basata su stime prudenziali, sia sul lato del reperimento delle risorse, sia sugli impieghi. La Spending Review, per fare un esempio, è costruita su modelli organizzativi diversi da quanto fatto in passato e calcolata su una spesa aggredibile di 360 miliardi di euro e non sugli 800 miliardi complessivi, e assume risparmi di efficienza strutturale dell’1 per cento all’anno. Un obiettivo chiaramente a portata di mano. Tra gli obiettivi complessivi dell’azione di Confindustria c’è l’affermazione della Questione Industriale – intesa nell’accezione larga di manifattura, costruzioni, servizi, turismo - come Questione Nazionale ed Europea. Per contrastare una cultura anti industriale che permane nel Paese senza considerare che impresa e famiglia sono due facce della stessa medaglia perché è l’impresa che contribuisce a soddisfare il bisogno di lavoro delle famiglie e dei loro giovani. 28


PERFORMANCE DAYS COSTRUIRE OGGI, L’OFFERTA DEL DOMANI È UN PROGRAMMA RICCHISSIMO QUELLO DEI JENSEN PERFORMANCE DAYS: UNA SETTIMANA IN UNA LOCATION ESCLUSIVA, L’ISOLA DI MAIORCA, DEDICATA ALLA PRESENTAZIONE DELLE NOVITÀ DELLA MULTINAZIONALE SOPRATTUTTO RELATIVE ALLA GESTIONE DEI DATI E ALLA MOVIMENTAZIONE DEI MATERIALI.

Un momento di incontro con i propri clienti, ma non solo, che, afferma Jesper Munch Jensen CEO di JENSEN “soddisfa il desiderio espresso dai nostri clienti di potersi confrontare con i nostri esperti”. Un’occasione dunque che consentirà di vedere da vicino le migliori attrezzature JENSEN che interessano movimentazione dei materiali, lavaggio e stiratura e nonché la gestione dei dati per le lavanderie che trattano biancheria sanitaria, biancheria alberghiera, indumenti e tappetini. Le giornate saranno all’insegna del confronto: da sempre infatti JENSEN ha costruito la propria offerta con l’obiettivo di andare incontro alle esigenze specifiche dei propri clienti. A questo scopo ogni giorno saranno organizzati dei workshop, vere e proprie tavole rotonde in cui ascoltare i bisogni, le specificità e gli obiettivi della clien( 30 )

tela con lo scopo di individuare le migliori soluzioni tecniche che permettano di anticipare le evoluzioni e le tendenze del mercato. Attraverso il racconto delle migliori best practice nei diversi settori di riferimento (alberghiero, ospedaliero ed industriale) gli esperti del team JENSEN evidenzieranno come le soluzioni adottate nei diversi casi hanno generato profitto sia in termini di perfomance tecnica che di business. Nel 2018 l’automazione è diventata il driver tecnologico che guida la maggior parte degli investimenti: diventa fondamentale recepire le esigenze specifiche di ogni business per trasformarle in soluzioni ad alto valore aggiunto, in cui la progettazione firmata JENSEN diventa l’elemento distintivo e determinante per il raggiungimento degli obiettivi. Appare quindi significativa la scelta del gruppo JENSEN di costruire un evento che non ha solo una vocazione commerciale, ma che vede soprattutto impegnati i propri esperti all’ascolto e al dialogo con gli operatori del settore, per costruire insieme, le tecnologie che definiranno il perimetro tecnologico su cui confrontarsi nei prossimi anni. Nel settore delle lavanderie industriali la scelta di


JENSEN di organizzare un evento esclusivo nasce soprattutto per rispondere alla volontà di ascoltare con attenzione i propri clienti, una richiesta che difficilmente è facile rispettare nei contesti fieristici dove il poco tempo non permette di cogliere le peculiarità dei singoli e di esporre la varietà e potenzialità delle soluzioni progettuali che il gruppo JENSEN è solito operare. Tra i propositi dei Performance Days c’è proprio quello di superare la logica della domanda-offerta: l’evoluzione è infatti, secondo la visione di JENSEN, quella di costruire attivamente insieme ai propri clienti la migliore soluzione. Abbandonare dunque, il modello esperto-cliente per atterrare verso un modello di partnership in cui gli esperti JENSEN diventano parte del team del cliente per poter anticipare le esigenze e le prospettive di crescita del business. Durante i Performance Days di Maiorca, direttori e responsabili di lavanderie verranno da tutta Europa: ed è proprio questo contesto internazionale che consentirà al team JENSEN ed ai propri clienti di condividere idee, soluzioni e soprattutto di discutere insieme dell’evoluzione del mercato, dei suoi obiettivi e ovviamente delle criticità che lo accompagnano. “Le lavanderie che collaborano con JENSEN raggiungeranno la massima efficienza operativa riducendo al minimo l’impatto ambientale: non vediamo l’ora di confrontarci con i nostri clienti durante i JENSEN Performance Days su come aprire le porte delle loro lavanderie ad un futuro di successo”: prosegue Jesper Munch Jensen, anticipando uno dei temi che caratterizzeranno le giornate di formazione. Sempre più spesso la sostenibilità ambientale è protagonista dei progetti JENSEN: una keyword che non è più solo un attributo di marketing ma una vera e propria visione strategica che guida la maggior parte della progettazione a marchio JENSEN. I Performance Days saranno un’opportunità anche per poter sensibilizzare al tema tutti quei clienti che ancora non hanno abbracciato la sostenibilità ambientale come valore non solo etico ma anche come evidente indicatore di un business efficiente.

I Performance Days avranno luogo dal 23 aprile al 29 aprile a Palma di Maiorca: il programma delle giornate si articola in due parti: w La mattina dedicata a presentazioni a cura del board JENSEN su diversi temi legati soprattutto all’evoluzione del mercato delle lavanderie industriali. Ad intervenire Jesper Munch Jensen, CEO e Martin Rauch w Il pomeriggio è dedicato ai temi più tecnici dell’industria 4.0: digitalizzazione, tracciabilità e robotica attraverso le esperienze di Gotli Labs e Inwatec Continua Jesper Munch Jensen: “Scegliendo una location così esclusiva, vogliamo creare un’atmosfera che promuova un modo tutto nuovo per discutere le soluzioni che plasmeranno il futuro del nostro settore”; non mancheranno anche momenti conviviali e di relax che consentiranno di dare consistenza alle relazioni tra imprenditori di diversa estrazione e vocazione, proprio da questa contaminazione il team JENSEN crede di poter ottenere i maggiori risultati. Troppo spesso infatti, negli eventi di settore, non viene valorizzato il potenziale delle PMI che invece costituiscono il terreno di innovazione del sistema industriale italiano: JENSEN con i Performance Days vuole invece dare voce a queste realtà per far evolvere la propria offerta e renderla sempre di più un valore imprescindibile della crescita di queste preziose realtà industriali.

Vogliamo dare il massimo valore al tempo che trascorriamo con i nostri clienti, concentrandoci sulle soluzioni e il futuro delle loro aziende, evitando il ritmo frenetico di una fiera pubblica.


IMPRESE LA GIORNATA NAZIONALE DELLE PMI A BRESCIA

Visto il successo degli anni passati, l’Associazione Industriale Bresciana, in collaborazione con Assosistema, ha aderito anche quest’anno alla giornata nazionale delle piccole e medie imprese, che si colloca all’interno della “Settimana della Cultura d’Impresa”.

Fortuny di Brescia, mentre martedì 27 febbraio 2018 gli studenti della 4°, indirizzo Amministrazione, Finanza e marketing e della 4° Professionale Servizi Commerciali dell’I.I.S. Don Milani di Montichiari hanno visitato gli stabilimenti della Neproma Service.

NEL 2010 A BRESCIA LE IMPRESE CHE HANNO OSPITATO LE SCUOLE SONO STATE 12 CON 980 STUDENTI; NEL 2016 LE AZIENDE SONO STATE 105 E GLI STUDENTI 6.700.

L’obiettivo della giornata è stato quello di far crescere in tutti gli studenti la consapevolezza della forza e del ruolo che ha la Piccola Impresa all'interno della nostra società, mostrando quanto le aziende possano essere innovative e dinamiche e capaci di integrarsi con il territorio in cui operano. Attraverso il racconto degli imprenditori, gli studenti hanno vissuto la loro storia, il presente e le prospettive di mercato e di occupazione, le innovazioni tecnologiche con le quali il management si è misurato negli anni e le prossime sfide.

Due aziende associate ad Assosistema del territorio bresciano hanno partecipato all’iniziativa. Venerdì 23 febbraio 2018 la Padana Emmedue ha incontrato gli studenti del 5° anno - indirizzo MODA dell’I.I.S. Mariano

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IL FOCUS SULLA

CONTRAFFAZIONE L’edizione di quest’anno della Giornata Nazionale delle Pmi è stata caratterizzata dall’attenzione posta sul fenomeno della contraffazione in Italia. La contraffazione è un fenomeno per sua natura difficilmente quantificabile ed i dati disponibili non sono esaustivi poiché fotografano una realtà fatta massimamente di sommerso e di mercato parallelo. La sua dimensione continua tuttavia ad essere preoccupante. Le analisi condotte a livello internazionale calcolano che il commercio di prodotti contraffatti è pari al 2,5% degli scambi mondiali per un valore di oltre 300 miliardi di euro.1 Per quanto riguarda l’Italia, il fatturato del falso è quantificato in circa 7 miliardi di euro (dati 2015). Se il mercato del falso fosse eliminato e quindi sostituito dal mercato legale si avrebbero 18,6 miliardi di euro di produzione aggiuntiva, la creazione di circa 100.000 unità di lavoro in più e un aumento del gettito fiscale), perché oggi il mercato del falso sottrae all’erario 1,7 miliardi di euro 2 tra imposte dirette e indirette. Nelle classifiche dei prodotti più contraffatti, al primo posto, per valore del fatturato, ci sono l’abbigliamento e gli accessori moda segue il settore degli audiovisivi ed i prodotti alimentari. Tra i settori in crescita vi sono quello dei dispositivi elettronici,

soprattutto cellulari e componenti degli orologi e dei gioielli, che si distingue per la contraffazione di prodotti di alta gamma. In base ai dati 2016, il numero di sequestri effettuati dalle Dogane UE sono stati in totale 63.000 ed hanno riguardato 41,3 milioni di articoli per un valore di mercato di oltre 670 milioni di euro.3 La contraffazione rappresenta a tutti gli effetti un settore economico parallelo a quelli ufficiali con implicazioni ed alti costi sul sistema economico nel suo complesso, sulla competitività del Made in Italy, sulla sicurezza e l’ordine pubblico, sul mercato del lavoro, sul gettito erariale e sulle finanze statali, sulla capacità dell’Italia di attrarre investimenti, soprattutto nei settori più innovativi, sulla cultura della legalità in generale. L’industria del falso mostra una sempre più elevata capacità di modificare le strategie di elusione dei controlli, differenziando le tipologie delle merci offerte, ampliando la gamma della qualità dei prodotti venduti, diversificando i canali di vendita. Negli ultimi anni, lo sviluppo delle tecnologie ha permesso un incremento fortissimo delle vendite di beni contraffatti attraverso le piattaforme internet e le vendite online si stanno affermando a livello mondiale come il principale canale di distribuzione.

1 Fonte: Rapporto EUIPO - OCSE, “Trade in Counterfeit and Pirated Goods: Mapping the Economic Impact, 2016. 2 Fonte: Rapporto MISE - CENSIS 2016, “La contraffazione: dimensione, caratteristiche e approfondimenti” 3 Commissione Europea, DG Fiscalità e Unione Doganale - “Report on EU Customs enforcement of Intellectual Property Rights – Results at the EU border 2016

il PMI Day alla Padana Emmedue

Il PMI Day alla Neproma Service

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SANITÀ DI FRANCO MIROGLIO

QUALITÀ E SICUREZZA NEI PROCESSI DI STERILIZZAZIONE IN OUTSOURCING E COSTI DELLA GESTIONE INTEGRATA DELLO STRUMENTARIO CHIRURGICO Il 19 gennaio 2018, ad Oristano, la sezione sarda di ANMDO, Associazione nazionale dei medici delle Direzioni ospedaliere, ha organizzato un evento dal titolo “La sterilizzazione dei dispositivi medici in ospedale: norme, responsabilità e gestione del rischio. Lo stato dell’arte in Sardegna”. L’evento ha avuto tra gli altri il patrocinio di Assosistema e ha visto il contributo di alcune aziende associate, tra le quali SDS, Servizi Italia e Sterilis Sardegna. La giornata ha visto la partecipazione di una numerosa faculty – una trentina tra relatori e moderatori – e di circa 150 partecipanti. I temi affrontati, che hanno avuto un particolare focus sul processo di gestione integrata dello strumentario chirurgico, partendo dai requisiti di accreditamento, hanno spaziato dalla progettazione della centrale e degli impianti e tecnologie, alla organizzazione del processo in centrale, alla sicurezza degli operatori, alle responsabilità previste sul processo e sul dispositivo ricondizionato, ai costi connessi con il processo. In tale occasione, Assosistema ha chiesto allo scrivente di presentare lo studio sviluppato tra il 2013 e il 2015 in collaborazione con SDA Bocconi, in merito alla gestione in outsourcing dei servizi afferenti la gestione integrata dello strumentario chirurgico. L’outsourcing dello strumentario chirurgico ha negli ultimi anni assunto una rilevanza crescente e catalizzato l’attenzione di molti enti ospedalieri ed operatori del settore. Esso ha rappresentato per molti enti l’occasione per conseguire importanti risultati su più fronti:

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• Ammodernamento delle centrali di sterilizzazione sotto il profilo delle strutture, degli impianti, delle competenze, dei metodi di lavoro, in linea con le sempre più stringenti normative; • Ammodernamento ed ottimizzazione della dotazione di strumentario chirurgico in relazione alle esigenze di utilizzo; • Sviluppo di processi di ricondizionamento e di logistica interna all’avanguardia e con più alte prestazioni qualitative e di servizio • Completa tracciabilità del singolo dispositivo medico Più che soffermarmi sui contenuti e sui risultati dello studio, ritengo utile richiamare qui alcuni presupposti che hanno ispirato il mio intervento ad Oristano e cha hanno costituito il filo conduttore del progetto di ricerca. w La valutazione dei costi non può prescindere da condizioni strutturali e di processo Molte relazioni nel corso della giornata hanno posto in luce una realtà caratterizzata da centrali spesso vetuste, non in linea con i requisiti previsti dalla normativa. Per questa ragione lo studio condotto da Bocconi ha assunto a riferimento centrali di sterilizzazione caratterizzate da requisiti strutturali e di processo non solo compliant rispetto alle normative vigenti, ma in linea con disciplinari e linee guida di riferimento, alcune emesse dalla stessa Assosistema a regolamentazione del settore, e dotate di strumentazione e tecnologia all’avanguardia. Tra le condizioni strutturali si citano a titolo di esempio la separazione con barriere fisiche e accessi regolati


da zone filtro tra le aree sporco, confezionamento e sterile; il monitoraggio dei parametri di ricambio aria, sovra-pressione e temperatura degli ambienti; la disponibilità di macchinari di lavaggio e sterilizzazione predisposti per funzionare a cavaliere tra le zone sporco-pulito e pulito-sterile; l’adozione di soluzioni adeguate a garanzia della qualità del vapore per ridurre il rischio di formazione di particelle non condensabili; la dotazione di impianti per l’addolcimento acque, osmosi e generazione di vapore sterile per sopperire a problemi di scarsa qualità dell’acqua con conseguente compromissione dell’integrità/funzionalità dello strumentario. Tra i requisiti di processo si citano a titolo di esempio la convalida annua con qualifiche periodiche di prestazione per garantire la ripetibilità dei cicli nel rispetto dei parametri previsti dalla normativa nonchè la convalida dei cicli anche su macchine identiche; il presidio dei livelli qualitativi del personale di centrale attraverso adeguata formazione; una adeguata attività di controllo della carica microbica delle superfici di lavoro; l’utilizzo di prodotti decontaminanti di comprovata efficacia; una strutturazione di processo che garantisca una chiara responsabilità di firma per il rilascio del lotto. w Una corretta valutazione del livello di servizio è condizione preliminare a scelte di assetto e di funzionamento La centrale svolge un ruolo di servizio al funzionamento delle attività e dei processi primari dell’ente, e può condizionarne la loro efficacia ed efficienza. Una non corretta valutazione del livello di servizio richiesto determina scelte di assetto e funzionamento delle attività di ricondizionamento che nel tempo si traducono in inefficienza, disservizio, costi sommersi. Indubbiamente non è facile stabilire parametri che specifichino in termini qualitativi e quantitativi il livello di servizio, essendo molti i parametri da prendere in considerazione e spesso legati a variabili specifiche dell’ente o del reparto al

suo interno; ciò spiega perché spesso il concetto di servizio venga confuso con quello di volume. Lo sviluppo di specifiche di servizio, tema con riferimento al quale l’esperienza di Assosistema potrebbe fornire utili contributi, rappresenterebbe per gli enti ospedalieri un supporto alla valutazione delle prestazioni delle proprie centrali e a livello di sistema fornirebbe parametri cui ancorare un eventuale costo standard di riferimento per il servizio. w Una corretta valutazione del livello di servizio e di costo richiede di assumere a riferimento il processo di gestione integrata dello strumentario chirurgico, facendo emergere costi nascosti. Con processo di gestione integrata ci si riferisce ad un insieme di attività che, oltre al processo di ricondizionamento e sterilizzazione che si sviluppa in centrale, includono le attività logistiche tra centrale e reparti/utilizzatori finali, eventuali attività preparatorie al ricondizionamento svolte in sala operatoria (più interventi nel convegno hanno segnalato l’impatto di tali attività), l’ottimizzazione e la manutenzione nel tempo della dotazione di strumentario in relazione ai fabbisogni di utilizzo ed ai livelli di servizio richiesto, fino ad includere gli interventi strutturali di ammodernamento e messa a norma della centrale. La necessità di adottare un’ottica ampia è dettata dalla forte influenza reciproca di tutte le componenti sui livelli di servizio e di costo, che rende auspicabile un presidio unitario sull’intero processo integrato: per citare un esempio, lo studio ha dimostrato l’impatto di una dotazione di strumentario non ottimizzata sui livelli di efficienza e produttività di centrale. Una valutazione corretta da parte dell’ente dei livelli di costo sostenuti per il servizio svolto con centrali interne – a prescindere da requisiti di compliance e qualità - è poi resa difficile dal fatto che molti costi sono nascosti, affogati nei reparti, nelle sale operatorie e in altri processi aziendali. I sistemi amministrativi non sono spesso organizzati per farli emergere adeguatamente.

FRANCO MIROGLIO Laureato in Economia aziendale all’Università Bocconi di Milano nel 1992, Franco Miroglio è Senior Professor SDA Bocconi School of Management. Miroglio insegna in corsi MBA, Master of science, Undergraduate; gestisce progetti di ricerca applicata, iniziative di formazione a catalogo e progetti di formazione ad hoc per imprese di medie e grandi dimensioni. Svolge da oltre 20 anni attività di ricerca e docenza in materia di sistemi e processi di amministrazione e controllo, e come consulente progetta e implementa sistemi di performance measurement & management in medie e grandi aziende, comunicazione e Audit, Information systems. Miroglio è inoltre autore di numerosi libri e articoli su temi economici, amministrativi e aziendali.


LIFE

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inondazioni hanno provocato in Italia la morte di oltre 145 persone e l’evacuazione di oltre 40 mila persone. Dal 2013 al 2016 a fronte di danni accertati da alluvioni o fenomeni franosi per circa 7,6 miliardi di euro, lo Stato ha risposto stanziando circa il 10% di quanto necessario. L’Italia, inoltre, è uno dei paesi in cui le aziende sottovalutano maggiormente l’incidenza di questo tipo di rischi. In un recente studio il 37% delle aziende intervistate non teme, infatti, alcun effetto negativo sulla propria attività.

PROGETTO DERRIS IL CLIMA CAMBIA. RIDUCIAMO I RISCHI

Il Progetto Life Derris, finanziato dalla Comunità Europea, nasce da queste premesse, creando un ponte tra mondo assicurativo, Pubblica Amministrazione e aziende. Il Progetto vede Unipol Gruppo capofila insieme ai partner Città di Torino, Cineas, Anci, Coordinamento Agende 21 e UnipolSai.

Dal 2010 ad oggi sono 126 i comuni italiani dove si sono registrati impatti rilevanti con 242 fenomeni meteorologici. In particolare, ci sono stati 52 casi di allagamenti da piogge intense, 98 casi di danni alle infrastrutture, 8 casi di danni al patrimonio storico, 44 casi di eventi tra frane causate da piogge intense e trombe d’aria, 40 eventi causati da esondazioni fluviali. Inoltre, si sono verificati 55 giorni di blackout elettrici dovuti al maltempo, con pesanti conseguenze anche per le aziende che hanno dovuto rallentare o interrompere le attività. L’88% dei comuni italiani è in aree considerate ad elevato rischio idrogeologico, con quasi 7 milioni di persone che abitano o lavorano in queste zone. Gli eventi estremi sono un rischio anche per la sicurezza delle persone; dal 2010 al 2016 le sole

L’obiettivo è quello di fornire alle PMI gli strumenti necessari per ridurre i rischi: • Trasferire conoscenze dall’assicurazione alla PA e alle PMI su risk assessment e risk management di eventi legati al cambiamento climatico. • Realizzare un tool di auto-valutazione per misurare il rischio e adottare misure di prevenzione e di gestione delle emergenze nelle aziende. • Sviluppare forme innovative di partnership pubblico-privato tra l’assicurazione, la PA e le imprese, per incrementare la tutela del territorio e l’aumento della resilienza. • Studiare strumenti finanziari innovativi che permettano di muovere capitali dedicati alla riduzione dei rischi.

w IL PROGETTO DERRIS


TORINO - CITTÀ PILOTA DEL PROGETTO DERRIS La sperimentazione pilota del progetto DERRIS ha preso vita nella città di Torino, che ha lanciato nel mese di aprile 2016 un bando intitolato “Torino che protegge”. A settembre sono state selezionate le 30 PMI, dislocate nelle 6 aree identificate, che hanno partecipato all’iniziativa. Da ottobre 2016 a marzo 2017, le aziende partecipanti alla sperimentazione pilota, hanno ricevuto un supporto tecnico gratuito da parte di esperti del progetto, nello specifico: • Una valutazione della propria vulnerabilità agli eventi meteo-climatici mediante due sopralluoghi per individuare i potenziali rischi a cui l’azienda è esposta e le misure di riduzione del rischio che possono essere intraprese; • Un percorso di formazione finalizzato ad acquisire conoscenze utili relative alla prevenzione e alla gestione del rischio e delle emergenze. Il percorso ha contribuito allo sviluppo e al test delle funzionalità e dei contenuti dello strumento di autovalutazione dei rischi (CRAM tool). L’obiettivo finale della sperimentazione è di guidare le 30 PMI partecipanti nella stesura di un piano di azione per l’adattamento ai cambiamenti climatici.

2017: AL VIA L’ESTENSIONE DI DERRIS IN ALTRE 10 CITTÀ Per dar modo al maggior numero di PMI d’Italia di essere messe nelle condizioni di individuare i principali rischi meteo-climatici ai quali sono esposte e di definire le possibili azioni per la gestione delle emergenze e la riduzione dell’esposizione ai rischi, la sperimentazione vedrà coinvolte altri 10 enti locali che vorranno aderire al progetto. Una call intitolata “Il Comune che protegge” è stata lanciata ad aprile 2017 per raccogliere le manifestazioni di interesse dei Comuni/enti pubblici

locali impegnati nella attuazione di politiche di adattamento al cambiamento climatico, a partecipare al percorso come Città pilota. Sull’esperienza di Torino le città di Genova, Padova, Bologna, Rovereto, Udine, Varese, Molfetta, Pescara, Alghero e l’Unione dei Comuni del circondario empolese Valdelsa hanno manifestato il loro interesse a partecipare al progetto. Nei prossimi mesi, una serie di workshop di presentazione di Derris e di incontri di formazione con le PMI e i referenti degli enti locali identificati verranno organizzati. Gli enti locali che hanno aderito a DERRIS si impegnano a lavorare insieme alle PMI per ridurre i rischi, minimizzare le conseguenze dei fenomeni meteo-climatici ed aumentare la sicurezza della città e dei propri cittadini. In questo senso il progetto DERRIS intende creare una vera e propria community tra tutti i soggetti interessati ad accrescere la resilienza dei propri territori, partendo dagli 11 enti locali coinvolti nell’implementazione del modello di partnership pubblico-privato. Gli incontri, rivolti agli enti locali aderenti al progetto DERRIS ed altre città impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici, avranno l’obiettivo di rafforzare ed allargare la community tra le città e di riflettere sulla replicabilità del progetto in altri contesti, fornendo al contempo spunti utili al fine di migliorare le pratiche attuate.

I NUMERI DEL PROGETTO • 1 tool, per l’autovalutazione dei rischi derivanti dal cambiamento climatico; • 1 strumento finanziario, per convogliare capitali e sostenere le misure di adattamento al cambiamento climatico; • 1 modello di Partnership Pubblico-Privato, per la gestione del rischio climatico ed il finanziamento dell’adattamento; • 30 aziende “resilienti”, coinvolte nella sperimentazione iniziale nel distretto di Torino; • 10 città che replicano l’esperienza; • 183.000 aziende, utilizzatori del tool di risk assessment.

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QUI FINANZA INTERNAZIONALIZZAZIONE:

GIOCARE (E VINCERE) FUORI CASA AD OGNI TIPO DI ATTIVITÀ ECONOMICA E FINANZIARIA È ASSOCIATA UNA COMPONENTE, PICCOLA O GRANDE, DI RISCHIO. Gli attivi finanziari senza rischio, che spesso banche e promotori finanziari propongono alla loro clientela, semplicemente non esistono. Ogni entità che emetta strumenti finanziari può essere soggetta ad un default. Quello che cambia è, ovviamente, la “quantità” di rischio associato ma esso, in quanto tale, è ineliminabile. Quanto vale per gli strumenti finanziari, a maggior ragione, vale per l’attività imprenditoriale ed uno dei compiti più importanti dell’imprenditore è, senza dubbio, quello di gestire il rischio associato alla propria attività. Una delle strategie classiche di gestione del rischio è la diversificazione. Diversificare significa aprire la propria tipologia di business o ad altre attività o, attraverso l’attività tipicamente svolta dall’ imprenditore, a nuovi mercati. È questo il caso dell’internazionalizzazione che è la replicazione, su un mercato estero, della medesima attività che l’azienda svolge in patria. Affrontare un processo di internazionalizzazione richiede un processo di accorta pianificazione sia dal punto di vista commerciale ed operativo che da quello finanziario. È, infatti, una decisione di tipo strategico di grande importanza che deve coinvolgere a pieno titolo il massimo vertice direzionale dell’azienda così come la proprietà.

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Una volta stabilita la volontà di portare avanti il progetto di internazionalizzazione, come sempre accade per le decisioni di tipo strategico, sarà opportuno procedere con un dettagliato studio di fattibilità. Lo studio dovrà tenere bene in conto le due direttrici sopra menzionate: quella commercialeoperativa e quella finanziaria. Dal punto di vista commerciale ed operativo, devono essere prese in considerazione diverse variabili. In particolare: la dimensione territoriale dell’operazione di internazionalizzazione, il suo ambito operativo e le sue potenzialità di mercato. Analizzando separatamente queste variabili, possiamo fare delle riflessioni di carattere generale, valide trasversalmente per qualsiasi settore industriale o dei servizi. Va circoscritta con grande attenzione l’area territoriale di riferimento. Soprattutto nel caso di imprese di piccole e medie dimensioni, nelle quali le decisioni spesso sono prese direttamente dagli imprenditori, potrebbe nascere la tendenza ad indirizzarsi o verso aree internazionali contigue (per motivi di vicinanza) o verso aree linguisticamente e culturalmente omogenee. Nulla di più sbagliato. La scelta della dimensione territoriale di riferimento dovrebbe essere rivolta a situazioni in cui vi sia un chiaro deficit di offerta del prodotto/servizio in presenza di una forte domanda anche potenziale. Saranno, evidentemente, queste le aree a maggiore possibilità di successo dell’operazione. La forte concorrenza nel settore del trasporto aereo e lo sviluppo importante delle telecomunicazioni hanno reso la maggior


parte del globo terrestre facilmente accessibile a costi, tutto sommato, contenuti. Per questo, al contrario di quanto accadeva fino a qualche lustro fa, l’attività di internazionalizzazione può considerarsi quasi “senza limiti”. L’ambito operativo dell’attività di internazionalizzazione ha a che vedere con la lunghezza della catena del valore che si vuole “posizionare” all’ estero. Infatti, il terminale estero dell’azienda può variare da un mero ufficio di rappresentanza ad una delocalizzazione vera e propria che, quindi, comprenda oltre all’ attività commerciale, l’intera filiera produttiva. Anche le potenzialità di mercato vanno analizzate in profondità. Come suggerito in precedenza, la prima analisi da fare è quella relativa alla domanda espressa o potenziale presente nell’ area geografica oggetto della probabile internazionalizzazione. Lo studio della domanda non può che seguire gli schemi classici di questo tipo di attività: variabili demografiche, sociali, di segmentazione e quanto altro possa descrivere la potenziale richiesta dei prodotti/servizi. Qualsiasi decisione strategica deve essere supportata da un’accorta pianificazione finanziaria; a maggior ragione quando ci si affaccia al di fuori dei confini nazionali. Bisogna definire due fasi: quella dello scouting (approccio al progetto e analisi di mercato) e quella della vera e propria realizzazione della strategia. La fase dello scouting è caratterizzata da spese quasi sempre di natura una tantum e, ovviamente, nel caso di abbandono del progetto di internazionalizzazione, a perdere. Si tratta di budget, tutto sommato, abbastanza contenuti che, in caso di aziende di dimensioni anche medio piccole, possono essere a carico dei normali canali di finanziamento dell’impresa. Giova, tuttavia, segnalare la presenza di diversi strumenti di finanza agevolata a supporto delle attività di scouting. Sia il governo centrale che le regioni sono molto attivi. A livello di governo, il Ministro dello Sviluppo Economico offre dei contributi per attività di “temporary export management” mentre le singole regioni, ciascuna, ovviamente nella sua autonomia, prevede l’erogazione di contributi per la partecipazione a mostre e

fiere, viaggi oltre a fornire supporto anche di tipo organizzativo, per molte attività legate alla esplorazione di nuovi mercati. Completamente diverso il panorama quando ci si approccia all’ attività di esportazione o di localizzazione vera e propria. In questo caso, è fondamentale il ruolo di due aziende di indiretta emanazione statale (sono ambedue controllate dalla Cassa Depositi e Prestiti): Sace e Simest. La prima (Sace) è sostanzialmente un assicuratore con la missione di assicurare il rischio di credito derivante dalle transazioni internazionali. Quindi, ad esempio, nel caso di una fornitura di beni all’ estero, sulla quale il cliente chiede ed ottiene dilazioni di pagamento, Sace potrà emettere una polizza di assicurazione che, a fronte ovviamente del pagamento di un premio, garantirà la solvenza del debitore. In questo caso, ferme restando le considerazioni sulla non eliminabilità del rischio fatte in apertura, è evidente che il creditore non si troverà di fronte al rischio di default della sua controparte commerciale straniera ma a quello di Sace (su cui il rischio sarà traslato), controparte nazionale e quasi direttamente riconducibile allo Stato Italiano; evidenti i benefici anche a livello di appetibilità del credito nei confronti del sistema bancario nazionale. Sace potrà intervenire anche nel caso di progetti infrastrutturali. In questo caso, il committente estero potrà accendere un prestito a lungo termine per il finanziamento dei lavori, anch’ esso assicurato contro il default del debitore. Simest compendia l’attività di Sace (che, nelle logiche di gruppo della Cassa Depositi e Prestiti, la controlla) ed ha come scopo proprio quello di affiancare le imprese, addirittura acquisendo partecipazioni di minoranza in società miste. Come si vede, gli strumenti a disposizione delle le imprese che desiderano orientarsi verso i mercati esteri sono molteplici e prevedono diverse modalità di intervento. Orientarsi non è semplice. Per questo, un adeguata assistenza professionale può essere di grande aiuto.

UNA DELLE STRATEGIE CLASSICHE DI GESTIONE DEL RISCHIO È LA DIVERSIFICAZIONE.

Michele Russo, Partner Epta Prime

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NUMERI WELFARE AzIENDALE: UN VALORE POTENzIALE DI 21 MILIARDI DI EURO SE ESTESO A TUTTI I LAVORATORI DEL SETTORE PRIVATO A cura di Censis-Eudaimon

Solo il 17,9% degli occupati sa esattamente cos’è. Per il 58,7% meglio le prestazioni di welfare degli aumenti retributivi. Favorevoli soprattutto i dirigenti, i laureati e gli occupati con redditi elevati, meno consenso tra operai e lavoratori con stipendi bassi, alle prese con una “fame” arretrata di reddito (+178% di famiglie operaie in povertà assoluta tra il 2008 e il 2016). I servizi più richiesti? Polizze sanitarie e previdenza integrativa. Quanto vale potenzialmente il welfare aziendale? 21 miliardi di euro. Oggi il decollo del welfare aziendale è più annunciato che reale, ma in prospettiva potrà dare un grande contributo al benessere dei lavoratori. A regime si può stimare in 21 miliardi di euro il valore potenziale complessivo delle prestazioni e dei servizi di welfare aziendale, se questi strumenti fossero garantiti a tutti i lavoratori del settore

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privato: un valore pari a quasi una mensilità di stipendio in più all'anno per lavoratore. Perciò è indispensabile che il welfare aziendale sia promosso come un pilastro aggiuntivo del più generale sistema di welfare italiano e non venga percepito come un premio che avvantaggia soprattutto i livelli occupazionali più alti. È quanto emerge dal 1° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, realizzato in collaborazione con Eudaimon e con il contributo di Credem, Edison e Michelin. Una conoscenza ancora scarsa. Solo il 17,9% dei lavoratori italiani ha una conoscenza precisa di cos'è il welfare aziendale, il 58,5% lo conosce solo per grandi linee e il 23,6% non sa cos’è. Ne hanno una conoscenza minore i lavoratori con livelli più bassi di scolarità (il 47% di quelli con al più la licenza media non sa cos’è), quelli con redditi bassi (44,6%), i genitori single (40,3%), gli occupati con mansioni esecutive e manuali (36,7%), le lavoratrici (30,1%). Chi conosce meglio il welfare aziendale lo apprezza di più: favorevole è il 74,4% di chi lo conosce in modo preciso rispetto al 43,3% di chi non lo conosce. Ecco perché è fondamentale una comunicazione capillare sul contenuto e sul ruolo strategico di questo strumento. Meglio le prestazioni di welfare degli aumenti retributivi. Di fronte alla possibilità di trasformare quote premiali della retribuzione in prestazioni di welfare, il 58,7% dei lavoratori si dice favorevole, il 23,5% è contrario e il 17,8% non ha una opinione in merito. Ad essere più favorevoli sono i dirigenti e i quadri (73,6%), i lavoratori con figli piccoli, fino a 3 anni (68,2%), i laureati (63,5%), i lavoratori con redditi medio-alti (62,2%). Meno favorevoli sono gli operai, i lavoratori esecutivi e quelli con redditi bassi. Tra gli operai (41,3%) e gli impiegati (36,5%) sono più elevate le quote di lavoratori che preferiscono avere più soldi in busta paga invece che soluzioni di welfare.


Ma non è la risposta alla «fame» arretrata di reddito. Il sostegno al welfare aziendale diminuisce al decrescere dei redditi dei lavoratori. Ma il welfare aziendale non può assumere la funzione di surrogato di aumenti salariali per gli occupati nelle fasce stipendiali più basse. Da questo punto di vista, bisogna considerare il boom di famiglie operaie in condizione di povertà assoluta, che sono aumentate del 178% tra il 2008 e il 2016, fino a diventare quasi 600.000. Famiglie che, se formate da una coppia e 2 figli minori, dispongono fino a 1.400 euro al mese, mentre i single possono contare fino a 680 euro al mese. Il welfare aziendale è uno strumento indiretto di integrazione dei redditi, ma non può e non deve essere sostitutivo degli incrementi retributivi. L'attuale normativa che premia fiscalmente il welfare aziendale sta avendo il merito di far crescere il settore, ma nel medio periodo rischia l’effetto paradossale di favorire di più i lavoratori con redditi alti e non quelli con redditi più bassi e con maggiori fabbisogni sociali. Dovrebbe dare supporto a chi ha più bisogno, piuttosto che essere erogato come un premio in proporzione al reddito, altrimenti si limita a riflettere le disuguaglianze senza alleviarle e finisce per non aiutare di più i lavoratori più bisognosi. I servizi più richiesti. Tra le prestazioni di welfare aziendale maggiormente desiderate dai lavoratori ci sono quelle relative alla sanità (indicate dal 53,8% degli occupati), quelle relative alla previdenza integrativa (33,3%), poi i buoni pasto e la mensa aziendale (31,5%), il trasporto da casa al lavoro (ad esempio, l’abbonamento per i trasporti pubblici: 23,9%), buoni acquisto e convenzioni con negozi (21,3%), l’asilo nido, i centri vacanze, i rimborsi per le spese scolastiche dei figli (20,5%). Le prestazioni di welfare propriamente intese, dalla sanità alla previdenza, vincono su quelle finalizzate all’integrazione del reddito, mentre la presenza di figli minori in famiglia porta ad apprezzare di più le prestazioni per l’infanzia e i servizi rivolti alla genitorialità, nella convinzione che il welfare aziendale possa colmare i buchi del sistema di welfare pubblico. Il 24,6% delle famiglie con figli minori preferirebbe ottenere prestazioni di welfare: asili nido, rimborsi per tasse scolastiche, campus e centri vacanze. Il welfare aziendale migliora il clima nelle imprese. Il 47,7% dei lavoratori è favorevole al welfare aziendale perché è convinto che migliori

tAB. 5 OPINIONI DEI LAVORAtORI SuGLI EFFEttI DELLA EROGAZIONE DI PREStAZIONI DI wELFARE AZIENDALE (VAL. %)

tAB. 6 I SERVIZI E LE PREStAZIONI PIù utILI SECONDO I LAVORAtORI, PER Età (VAL. %)

il clima in azienda, il 16,8% perché fa aumentare la produttività dei lavoratori. L’effetto positivo sul clima aziendale è la ragione richiamata prevalentemente dai lavoratori che si dicono favorevoli, ma ancora una volta è più forte il consenso tra dirigenti e occupati con alti redditi rispetto a operai e lavoratori con bassi redditi.

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> NORMATIVA

DECREtO DEL PRESIDENtE DEL CONSIGLIO DEI MINIStRI 25 gennaio 2018, n. 12 Regolamento recante istituzione di Zone economiche speciali (ZES). Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.47 del 26-2-2018)

LEGGE 11 gennaio 2018, n. 3 Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute. (Pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.25 del 31-1-2018)

DECREtO LEGISLAtIVO 2 gennaio 2018, n. 1 (Raccolta 2018) Codice della protezione civile. (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.17 del 22-1-2018)

LEGGE 27 dicembre 2017, n. 205 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020. (Pubblicata in Gazzetta Ufficiale n.302 del 29-12-2017 - Suppl. Ordinario n. 62)

DECREtO LEGISLAtIVO 15 dicembre 2017, n. 233 Norme di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 2015/760 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, relativo ai fondi di investimento europei a lungo termine. (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.36 del 13-2-2018)

DECREtO LEGISLAtIVO 13 dicembre 2017, n. 232 Disposizioni integrative e correttive al decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 169, concernente le Autorità portuali. (Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n.33 del 9-2-2018)

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La 41° edizione di HostMilano, fiera mondiale dell’Ho.Re.Ca.,foodservice, retail, food, GDO e hôtellerie, si svolgerà presso la Fieramilano a Rho dal 18 al 22 ottobre 2019. La manifestazione è organizzata in tre macro-aree: Ristorazione professionale con Pane, Pizza e Pasta; Caffè Tea con Bar, macchine da caffè e vending, e Gelato Pasticceria; Arredo e Tavola. Per maggiori informazioni: www.host.fieramilano.it

A+A L’edizione A+A del 2019 si svolgerà in Germania, presso il quartiere fieristico di Dusseldorf, dal 5 al 8 novembre. E’ una fiera internazionale per la protezione personale, la sicurezza aziendale e la salute sul lavoro che prevede anche una parte dedicata al congresso sulla tutela e sulla medicina del lavoro. Per maggiori informazioni: www.aplusa-online.it


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SIKURA SRL Sikura è un’azienda che opera nel mondo dell’Antinfortunistica dal 1997 vendendo e distribuendo prodotti di Abbigliamento, Dispositivi di Protezione Individuale e Calzature, attraverso un attento ed accurato processo di consulenza e problem solving. LA SICUREZZA SUL LAVORO È IL PRINCIPIO ESSENZIALE SU CUI SI FONDA SIKURA. Sikura offre prodotti mirati per le più varie categorie professionali, dall’idraulica all’industria passando per l’alimentare/farmaceutico, edile. Lo scopo è fornire soluzioni per tutti i settori aziendali con una vasta gamma di prodotti che vanno dall’abbigliamento alla protezione per vista, mani, piedi e respiro, con una particolare attenzione alle calzature, settore che sintetizza perfettamente la headline “In buone mani”. Fiore all’occhiello dell’azienda è la sezione di prodotti Future is Here che vuole rappresentare una vera rivoluzione nel campo dell’antinfortunistica, una gamma completa di prodotti ad alte prestazioni con lo scopo di cambiare, migliorare e rinnovare. Sikura pone come valori irrinunciabili la professionalità, la conoscenza tecnica dei prodotti, l’aggiornamento continuo e la disponibilità verso il cliente da parte del suo personale. L’intenzione dell’azienda è quella di essere Partner del cliente, non solo fornitore. La sua Mission è far sentire i clienti IN BUONE MANI! e per questo i suoi obiettivi principali sono: › AUMENTARE IL LIVELLO DI SICUREZZA NELL’AMBIENTE DEL LAVORO, › POTENZIARE SEMPRE PIÙ IL SERVIZIO AL CLIENTE › MIGLIORARE L’ASSISTENZA TECNICA La filosofia di costante miglioramento porta Sikura ad interpretare in modo nuovo l’Antinfortunistica, prestando attenzione anche all’aspetto estetico dei prodotti proposti, offrendo articoli belli e funzionali oltre che sicuri. L’applicazione del marchio personalizzato, studiato in base alle necessità del cliente e coordinato con i colori aziendali, permette di evitare confusioni, ottenere una ottima visibilità sul lavoro, ed un’immagine di eleganza ed efficienza. Ogni capo acquistato da Sikura può essere personalizzato. Inoltre è possibile acquistare indumenti e divise progettati per i vari settori di attività, selezionati anche per tipologia di materiali, colori, forme e scritte. L’azienda verifica l’efficacia e la funzionalità dei prodotti attraverso test, e offre la possibilità di campionature e periodi di prova dei prodotti richiesti.

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