RIVISTA MILITARE 2000 N.6

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dedicato dall’Italia alla gestione della crisi balcanica. Per l’Esercito ciò significa un impegno di alto profilo. Si tratta di garantire da subito la disponibilità di una significativa aliquota di Ufficiali e di Sottufficiali di «staff», di strutture per ospitare il Comando e di consistenti supporti, sia generali (Reparto Comando) sia specialistici (Comunicazioni ed Intelligence) sia di «Combat Support» (Artiglieria, Genio, Cavalleria dell’aria). Le attività di sviluppo del Comando sono già state avviate, in anticipo sulle decisioni della NATO, utilizzando quale «base» il Comando delle Forze di Proiezione. Quanto precede trova la sua motivazione non solo nell’opportunità di ridurre i tempi di approntamento, la cui durata è uno dei parametri di valutazione tra le diverse offerte, ma anche nella considerazione che tale Comando soddisferebbe, oltre alle esigenze dell’Alleanza Atlantica, altre due necessità: • in primo luogo: quelle, già accennate, di contribuzione all’ESDI con capacità di Comando e Controllo a livello Corpo d’Armata; • in subordine: la disponibilità, a livello nazionale, di una struttura che consenta di «dirigere» operazioni militari di «Gestione delle crisi», sempre in chiave multinazionale, che vedano l’Italia in posizione leader, per predominanza di interessi, nei confronti di coalizioni «di contingenza», quale quella a suo tempo costituitasi per l’Operazione «ALBA», nel 1997. Circa le forze «di manovra», al confermato attuale contributo per l’ARRC UK – quattro Brigate, a connotazione prevalentemente «pesante» – si aggiungerà un analogo pacchetto (ulteriori quattro Brigate), a connotazione, in prospettiva, prevalentemente «medio-pesante» e «leggera». Ciò significa porre a disposizione dell’Alleanza un complesso di Comandi e forze idoneo ad operazioni ad alta intensità – con elevate caratteristiche di protezione e letalità – comprendente: • una struttura di Comando e Controllo del livello Corpo d’Armata; • due strutture di Comando e Controllo del livello divisionale, una affiliata all’ARRC UK, l’altra per l’ARRC «Sud» (a «framework» italiano); • otto Brigate e tre gruppi tattici reggimentali (questi ultimi, equivalenti ad una nona Brigata, sono destinati alla AMF(L), alle Forze di Sicurezza per l’Area Arretrata dell’ARRC UK e, infine, alla Forza Composita per l’impiego nella Norvegia Settentrionale); • i corrispondenti supporti tattici e logistici, per complessivi 63 000 uomini circa. In termini assoluti, si tratta di un pacchetto di forze equivalente alla «Divisione per l’Europa». In termini concreti, di costruzione dello strumento Esercito, si tratta dei medesimi Comandi e forze che vestono il «doppio cappello» NATO ed europeo, non essendo ipotizzabile un intervento contemporaneo e massivo delle strutture militari dell’Alleanza Atlantica da un lato e dell’Europa dall’altro (le due organizzazioni sono «cooperative» e non «concorrenziali»). È una soluzione concettualmente corretta, operativamente attuabile e condivisa con tutte le Nazioni che appartengono alle due strutture militari. Circa la «combat capability», la previsione che le forze NATO/europee siano in grado di confrontarsi con forze militari a «standards» paragonabili – conflitto simmetrico – è una eventualità che resta valida nel quadro degli scenari ipotizzabili, ancorché ritenuta non altamente probabile in un orizzonte esteso ai prossimi 10-15 anni. Essa rientra pienamente non solo nel nuovo Concetto Strategico dell’Alleanza Atlantica, che prevede il mantenimento di credibili capacità di difesa del territorio dei Paesi membri, ma è compreso anche, seppure in forma «mascherata», nel quadro delle missioni Petersberg, che non escludono che nel contesto di operazioni d’imposizione della pace si possano verificare situazioni di «alta intensità», che richiedano capacità di combattimento (si pensi alla eventualità – non eccessivamente remota – di un ingresso «by force» in Kosovo).

IL PIANO DI ANALISI NAZIONALE Parlando di piano nazionale non si può non trattare, in particolare, della decisione di sospendere il servizio militare di leva e di costituire Forze Armate di soli professionisti. Le motivazioni di questa IV