tri dal fronte. Ogni anno, le Autorità magiare vi si recano in visita in occasione delle cerimonie in ricordo del dramma bellico mondiale e delle sue innumerevoli vittime. Sempre a Vittoria, nel 1995 è stato istituito il Museo storico italo-ungherese, ospitato in una delle quattro baracche superstiti delle trentasette totali che costituivano il campo. A causa delle difficoltà finanziarie, il polo museale è attualmente in attesa di un prossimo, agognato, riattamento. Nell’aprile 1997, il comune ipparino ha siglato un accordo di gemellaggio con Mateszalka – cittadina della provincia Szabolcs-Szatmár-Bereg, nell’Ungheria nord-orientale – ancora oggi attivo tramite scambi culturali e visite di studentesche. Due popoli la cui amicizia nacque nel corso del conflitto, da un campo di concentramento. Mentre sul fronte si combatteva accanitamente, in questa periferia a millecinquecento chilometri di distanza dagli eventi, gli ungheresi e gli altri internati dell’Impero multinazionale condividevano con il popolo vittoriese sofferenze, malattie, speranze, nell’unanime e filantropico desiderio della fine della guerra. *Professore di Storia, Prorettore dell’Università di Roma “Sapienza” **Dottore, Ricercatore storico FONTI E BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, F11, Commissione per l’interrogatorio dei prigionieri di guerra. Vario sui prigionieri di guerra. Prima Guerra Mondiale, b.5; Ivi, Commissione per l’interrogatorio dei prigionieri di guerra. Vario sui prigionieri di guerra. Prima Guerra Mondiale, b.114, Raccolta delle disposin. 3/2016
zioni di carattere permanente; Ivi, Carte Orlando, Carte Nitti, CIV: Trattamento dei prigionieri di guerra e degli internati civili, Roma, 1920; Archivio Centrale dello Stato, A5G, Ministero dell’Interno, Direzione generale di Pubblica Sicurezza, Divisione Affari Generali e Riservati, cat. A5G, Conflagrazione europea, 1914-1918; Archivio Storico del Comune di Vittoria, Atti istituzionali, Giunta comunale del 12 settembre 1916, Consigli comunali del 22 novembre 1916, del 5 febbraio e dell’8 giugno 1917; Archivio di Stato di Ragusa, Prefettura di Ragusa, b. 193; Archivio di Stato di Siracusa, Prefettura di Siracusa, b. 2642, categoria XV – Sanità Pubblica; Archivio Centrale dello Stato, Presidenza del Consiglio dei Ministri, guerra europea, bb. 4, 6, 19; F. Turati, Gli internati politici e il Ministero Salandra: discorso pronunciato alla Camera dei deputati dall’onorevole Filippo Turati l’11 dicembre 1915, “Avanti”, Milano, 1917; G. Migliavacca, “Prigionieri di guerra in territori italiani durante la Prima guerra mondiale”, Pavia, 1982; F. La Ferla, V. La Ferla, L’ex-campo di concentramento di Vittoria, in “Studi Storico-Militari”, Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, Roma, 1999; G. Procacci, “Soldati e prigionieri italiani nella Grande Guerra”, Bollati Boringhieri, Torino, 2000; C. Pavan, “I prigionieri italiani dopo Caporetto”, Pavan, Treviso, 2001; G. Francione, “D. Juhász, La cappella ungherese. Storia, memoria e mito di un monumento che parla di pace”, Comune di Vittoria, Vittoria, 2004; A. Tortato, “La prigionia di guerra in Italia 1915-1919”, Mursia, Milano, 2004; V. La Ferla, “Il campo di concentramento. Il poligono di tiro a segno nazionale. La stazione ricetrasmittente della Regia Marina Militare a Vittoria”, Edizioni del Quarto Centenario 1607-2007, Vittoria, 2007; P. P. Poggio, “Gli internati militari italiani tra storia e memorialistica”, Grafo, Brescia, 2007; V. Rabito, “Terra matta”, Einaudi, Torino, 2007; M. Isneghi, N. Fasano, M. Bisaccia, “1914-1918. L’inutile massacro”, Istituto Storia della Resistenza e Società Contemporanea, Asti, 2009; L. Gorgolini, Dalla Serbia all’Italia: la drammatica odissea dei prigionieri austro-ungarici, in “Storia e problemi contemporanei”, n. 59, 2012.
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