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NEL PROSSIMO Anno tre

N°1

SONGS REVOLUTION Ci sono stati uomini che sono morti giovani Ma consapevoli che le loro idee Sarebbero rimaste nei secoli come parole iperbole Intatte e reali come piccoli miracoli Idee di uguaglianza idee di educazione Contro ogni uomo che eserciti oppressione Contro ogni suo simile contro chi è più debole Contro chi sotterra la coscienza nel cemento da “Pensa” di Fabrizio Moro 28

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Sommario

Ecco cosa troverete nel giornale

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Think different

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Pio Forum: Giovani e Fede

pagg. 4 - 9

File Lost

pag. 10

Art Attack

pag. 11

Storie di vita

pag. 12 - 13

Io leggo, tu leggi...

pagg. 14 - 15

Note di note

pag. 16

Radio Giostra

pag. 17

Rock show

pag. 18

Cupidruso (S)cotto e mangiato

pag. 19

Sport

pag. 20

Etciù.. Salute

pag. 21

L’angolo di Cocca Chanel

pagg. 22 - 23

Cosa succede a Stradella

pag. 24

Il quattrocchi

pag. 25

Madrid: GMG 2011

pag. 26

Vangelo:forsestagiàcambiando

pag. 27

Prossimo Pio Forum

pag. 28

mA TU.. Credi in Dio?? Questa domanda me l’hanno posta un’infinità di volte e io ho sempre risposto di no per vari motivi. Don Cristiano mi ha chiesto di leggere e commentare il brano del vangelo “La donna adultera” che racconta di una donna adultera colta in flagrante dai capi del popolo in Israele. Questi la conducono da Gesù chiedendogli se era d’accordo nel lapidarla! Gesù non solo perdona la donna ma fa “scappare” tutti dicendo loro: “Chi di voi è senza peccato scagli la pietra per primo contro di lei”. Sono d’accordo con la scelta di Gesù di perdonare la donna e di invitarla a non commettere più lo stesso errore. Personalmente condivido tutti i principi sui quali si basa la chiesa come quello del perdono, dell’ uguaglianza e della solidarietà perchè sono le caratteristiche positive dell’uomo. Io non credo nella figura di Dio descritta dai cristiani; penso che tutto, il mondo, le religioni, ecc. ecc. sia nato da eventi casuali come spiegano alcune teorie scientifiche. Per me è importante essere una persona con dei sani principi e vivere nel rispetto di tutti anche e soprattutto di chi la pensa in modo diverso. Simone

In ricordo delle vittime delle alluvioni, che hanno colpito le Cinque Terre e la città di Genova nei giorni scorsi. Un pensiero e una preghiera da qui, anche agli “angeli del fango”, che in silenzio stanno operando per il ritorno alla normalità. 27


MADRID - GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU’’2011 Vi raccontiamo la nostra avventura Stazione di Stradella: da qui è iniziato il viaggio che ci ha portato fino in Spagna attraverso varie soste notturne negli autogrill e innumerevoli spuntini tenuti dal fantastico gruppo di Stradella (che non affronta un viaggio se non ben fornito di viveri), capitanato dal nostro reverendo Don Cristiano! Arrivati in Spagna abbiamo “soggiornato” per la prima settimana a San Sebastian in un ex seminario insieme ad un fantastico gruppo di cileni. San Sebastian: insieme a tutti i ragazzi che facevano tappa a S. Sebastian prima di raggiungere Madrid, a visitare il santuario di Sant’Ignazio di Loyola, dove dopo la messa con tutti i pellegrini, ci hanno offerto un ottima paella. Nel pomeriggio abbiamo assistito al Festival delle Nazioni e alla sera un concerto di un gruppo locale. Madrid: qui è cominciata la vera GMG. Insieme a tutti i pellegrini abbiamo aspettato l’arrivo del Santo Padre, che ci ha dato il benvenuto e insieme a lui abbiamo seguito la via Crucis. Forse il momento più intenso è quando insieme a 2 milioni di persone abbiamo fatto l’adorazione eucaristica e, aspettando la S. messa conclusiva della GMG, abbiamo dormito all’aperto (nonostante il temporale). Alla fine di questa grande esperienza siamo tornati a casa affaticati e con tanto sonno, ma soprattutto con una fede sempre più forte e la forza di continuare a credere in Dio perché è Lui che ti sa dare la vera felicità!!!!!

Speranza, giustizia, solidarietà e dignità: quattro parole per la crescita. Rendiamocene conto: qualche numero fa nell’editoriale del P.I.O. scrivevo che non possiamo continuamente dare colpa ad altri (politici?) per giustificare il malessere comune che si respira in questo paese e in molte parti del mondo. Qui bisogna darsi da fare…e uno dei modi è creare pensiero, cultura e dibattito. Nella sua prima parrocchia don Lorenzo Milani aveva creato una scuola serale in cui accoglieva giovani operai che causa povertà e urgenza di lavoro non avevano possibilità comuni per studiare. Nata in sordina, sostenuta contro tutto e tutti la scuola serale di san Donato in Calenzano (FI) è stata alla base di una crescita che ha coinvolto tutta la comunità, portando Milani a scrivere in una lettera alla mamma che nella sua parrocchia ora si parlava di politica, società, morale e non ci si scaldava più per il calcio o le biciclette! Questo è il punto: di cosa parliamo? Di cosa parlano gli adolescenti oggi? Sesso, calcio e… Certo, sto generalizzando e questo non va mai bene. Esistono vere e proprie testimonianza solide, serene e serie di ragazzi e ragazze che hanno intrapreso cammini importanti ma perché altri non si sentono attratti da ciò che conta? Forse perché hanno (gli adulti intendo) fatto di tutto per rendere brutto, noioso e stanco quello per cui val la pena impegnarsi. Hanno reso da “sfigati” il pensiero, la lettura, il dialogo, l’ascolto, la bella musica, il volontariato, lo studio, la politica… Purtroppo non si sono accorti che così facendo hanno reso impossibile crescere: hanno tolto sbocchi, creatività e ottimismo, cose tutte che caratterizzano l’esperienza adolescente.Bisogna tornare a quelle quattro parole: speranza, perché Dio esiste ed è presente nella storia; giustizia, quella del Vangelo in cui combaciano misericordia e verità; solidarietà, perché solo insieme si può stare e provare ad uscire dalle crisi (mica sola economica…) di oggi; dignità, perché siamo persone e non strumenti. Il P.I.O., i forum che proponiamo nelle scuole o in altri ambienti, la nuova Radio GioStra sono tutti tentativi, perfettibili certo (così i nostri critici sono contenti) ma almeno ci sono di provare a cambiare rotta. Che dire…almeno proviamoci! don Cristiano

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Giovani e Fede Il P.I.O. Forum di questo numero è stato costruito in questo modo: incontro al Santa Chiara di Stradella con le classi II, III, IV e la V; incontro aperto a tutti presso la sala Nerina Brambilla.

SANTA CHIARA: CLASSI TERZE Iniziamo con l’ascolto di una canzone degli Oro: Padre nostro (vengono proiettate immagini che accompagnano e caratterizzano i momenti della canzone) P.I.O. La domanda sulla fede è una domanda scomoda. Noi crediamo spesso in molte cose e rimaniamo illusi: il calcio, l’economia…Ci hanno fatto credere che l’economia abbia regole precise ma non è vero! In cosa credere allora? Non cerchiamo una risposta definitiva ma una strada! Cosa c’è dentro di noi che ci fa dire: in questa cosa credo? C’è una frase molto comune che recita così: IO CREDO SOLO IN CIO’ CHE VEDO. Ci credete in questa cosa? No! Credo anche in cose che non vedo, che mi dicono. Bisogna credere qualcosa in questo mondo. È vero. P.I.O Ad esempio: credete nel’amicizia? - No! L’amicizia va e viene. - Ma cosa dite? - L’amicizia ha tante tipologie. Devi credere anche in quelle poche che hai. - Si può andare avanti anche senza amici. - Una persona è amica perché si comporta in un determinato modo. Bisogna capire le modalità di amicizia. Se uno non crede nell’amicizia non crede in se stesso; si ha sempre bisogno di qualcuno che ti voglia bene.

E NOI CHE COSA FACCIAMO?? Girovagando su Facebook, anche sui profili di amici non credenti, si trovano, soprattutto dopo la GMG di Madrid dello scorso agosto, queste pagine: “Come sono fortunati i bambini somali: in Spagna hanno speso ben 55 milioni di euro perchè il Papa pregasse per loro” oppure “Vaticano pagaci tu la manovra” oppure il sempreverde “L'anello del Papa potrebbe sfamare mezza Africa”. Occorre fare un po' di chiarezza, soprattutto perchè in queste pagine, con la scusa di parlare di una questione economica (le esenzioni fiscali della Chiesa Cattolica e non del Vaticano, che è uno Stato sovrano), si finisce per attaccare la Chiesa su tutti i suoi “peccati”, gravi senza dubbio, attribuendoli a tutto l'universo dei credenti, dal Papa al sacrestano di una chiesetta di campagna. Tra il 2009 e il 2010 la Chiesa Cattolica (vd bilancio CEI) ha stanziato 440 milioni di euro per interventi caritatevoli in Italia (Caritas, centri per la difesa della vita, Onlus, profughi ed emarginati, fondi per aiuti nella calamità naturali, come il terremoto in Abruzzo) e nel Terzo Mondo (85 milioni di euro, altro che anello del Papa). Le Caritas diocesane e parrocchiali vanno a supplire, ormai sempre più spesso, alla mancanza dello Stato assistenziale, sempre più gravato dai tagli e, nel corso del 2011, hanno distribuito più di 15 milioni di pasti gratuiti. Vogliamo discutere delle esenzioni fiscali e del fatto che la Chiesa dovrebbe contribuire di più per combattere la crisi? Bene, facciamolo pure, però non dimentichiamoci di questo mondo cattolico che fa da straordinario collante sociale: preti che vivono in mezzo ai tossicodipendenti e le prostitute o in quartieri difficili delle grandi città, volontari che tengono aperte le Caritas distribuendo grandi quantità di alimentari alle persone povere, ragazzi che animano gli Oratori e si occupano dell'educazione dei più piccoli. Vorrei che venissero in tutti questi posti coloro che mettono sulle loro bacheche quelle frasi. La Chiesa ha fatto degli errori? Sono il primo a dirlo. Però non facciamo di tutta un'erba un fascio. La Chiesa ha smarrito il messaggio di Gesù Cristo? La Chiesa che conosco io no. E noi cosa facciamo per aiutare i poveri? La Chiesa non è perfetta perchè è fatta da uomini, però ci sono tanti uomini, che nel nascondimento e senza volere gratificazioni, fanno grande la Chiesa.

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UN AIUTO IN PIU’’ PER LE PERSONE BISOGNOSE Dal febbraio scorso il gruppo Caritas parrocchiale “Il pane quotidiano” di Stradella ha spostato e ampliato la sua attività pastorale nei locali adiacenti la Chiesa della Misericordia (via Marconi). La Caritas stradellina, ormai da circa 15 anni, è impegnata nell'aiuto delle persone bisognose, tramite la distribuzione di borse di alimenti e, ultimamente, la distribuzione di vestiario. Per quanto riguarda gli alimentari, i rifornimenti del Banco alimentare di Novi Ligure non sono più sufficienti a soddisfare le richieste e, quindi, solo grazie a donazioni e benefattori, gli operatori riescono ad assicurare ogni mese la borsa ai loro assistiti. Ultimamente un grande aiuto è arrivato dal Rotary Club Oltrepò, grazie all'interessamento del Presidente Beolchini. Attualmente la Caritas assiste 180 famiglie (600 assistiti) provenienti sia da Stradella che dai Comuni limitrofi, extracomunitari, ma anche molti italiani. Il gruppo, da quest'anno, si è arricchito di un buon numero di giovani ragazzi dell'Oratorio, che, con la loro allegria e voglia di fare, hanno dato un valore aggiunto al servizio. Davvero un esempio per tutti i giovani e per chi considera i giovani senza valori e sensibilità. Oltre al servizio di distribuzione alimenti e vestiti è previsto anche un servizio di ascolto su problemi di ogni tipo. I nuovi locali del Centro Caritas hanno necessitato di alcuni lavori di ripristino e consolidamento: si stanno concludendo i lavori di realizzazione della cella frigorifera e di un locale, che probabilmente sarà destinato ad ospitare una mensa per i poveri. Gran parte del materiale utilizzato negli interventi è stato completamente regalato. Il Centro Caritas, che collabora in sinergia con i Servizi sociali del Comune di Stradella, sta diventando sempre più una realtà importante di Stradella e del circondario, grazie all'opera di numerosi volontari, che occupano gran parte del loro tempo aiutando i più bisognosi. In tempo di crisi, un bell'esempio di Chiesa, che tenta in tutti i modi di ricucire il tessuto sociale.

P.I.O Chi non crede nell’amicizia? (Una sola alza la mano) - Adesso non ci credo. - Ci sono periodi così! Prima non ne avevo neanche uno. Adesso li ho. P.I.O Si può credere anche in quello che non vediamo. Es. l’amicizia. Però ci vuole qualcuno di cui ci si fidi. Facciamo un altro esempio. Credete che esista l’Australia? (Alcuni ridono) - Si ma non l’abbiamo mai vista. Qualcuno c’è andato e ha portato le fonti. Per togliere questo dubbio qualcuno ci è andato. Si può credere in ciò che non si vede ma è necessario un percorso. Alziamo il livello degli esempi al senso, al fine ultimo. Bisogna porsi delle domande. La fede, il nostro rapporto con Dio…è necessaria testimonianza e un percorso. La canzone che abbiamo ascltato chideva a Dio: Dove sei? Avete mai posto questa domanda a voi stessi o a Lui? - Di fronte alle ingiustizie! Tu pensi: io non ho soldi in casa e altri molti. Ma Dio non ti porta cose materiali. Lui da la forza per andare avanti.. Come da un amico: non vuoi che ti dia delle cose ma che ti stia vicino. P.I.O Dubitare non significa negare… Dio aiuta in modi diversi. Ma se non si vedono i risultati! Ti aiuta negativamente ma per una prospettiva futura. Ci si chiede dove sei quando ci sentiamo esclusi. 5

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FOLLOW J! Perche’é anche l’occhio vuole la sua parte…

SANTA CHIARA: CLASSI SECONDE P.I.O Ascolto canzone: Hai un momento Dio di Ligabue. Poi si parte con la domanda di prima circa il credere solo in ciò che si vede. - Mio padre lo dice sempre. - Dipende dalle situazioni… - Tipo quando il fidanzato ti tradisce. - Tipo i telegiornali e ciò che dicono sulla crisi. Ci credete in tutto ciò che dicono e propongono? - Bisogna informarsi meglio. Nell’amicizia credete? - Dipende. - Ci vuole fiducia nell’amico. - Da parte di tutti e due. - Fino a un certo punto. Se sei un attimo realista…l’umanità alla fine ti frega sempre. - Prima o poi ti fregano tutti e arriva il momento in cui anche tu freghi gli altri. Ma l’amicizia è un sentimento? Anche se l’amico non lo vedi sai che può esserci. - Io un giorno ero senza macchina e dovevo fare un pezzo lungo a piedi per arrivare a casa mia. Un amico è rimasto con me e mi ha accompagnato Hai mai sentito parlare di Emmaus… - che romantico... (risata) - non mi importa del tuo giudizio.

“Non vedi come si veste quella? È una ragazza tutta casa e chiesa…per forza deve vestirsi così!” Curiosando su internet abbiamo trovato una linea di abbigliamento che da pochi anni produce le sue collezioni con un forte messaggio: se la moda è un’ espressione della personalità di chi la indossa, uno strumento per comunicare stati d’animo e passioni, perché non connotarla di messaggi di fiducia e ottimismo? Follow J significa proprio Follow Jesus (Segui Gesù) ed ecco che la Fede si avvicina al mondo dei fashion addicted! In fondo è finita l’era dei vestiti scuri e dei veli in testa, i giovani d’oggi, quelli che ancora CI CREDONO, vogliono urlare al mondo la gioia di cui hanno deciso di farsi testimoni, perché anche quei giovani non sono diversi da tutti gli altri, hanno la stessa età, studiano nelle stesse scuole, hanno la stessa voglia di vivere e di sognare ma sanno che “God gives me wing to fly” (Dio mi ha dato le ali per volare) e volare in alto essendo giovani di Chiesa oggi ha ancora più valore di ieri! Andate a curiosare sul sito www.followj.it “Jesus loves you so” (Dio ti ama così tanto) MANUALE D’USO DEL ROSARIO, comincia ad usarlo se l’hai in casa! 1 Recita il Credo 2 Padre nostro 3 Ave Maria 4 Gloria al Padre 5 I Mistero, Padre Nostro 6 recita dieci Ave Maria, Gloria al Padre e ricomincia dal punto 5 andando avanti con i misteri… si finisce con la preghiera Salve Regina! I misteri sono 4: della gioia, del dolore, della luce e della gloria. Li trovi su www.vatican.va oppure digita “misteri del rosario” e troverai ciò che cerchi! 23

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Voi siete sicuri che esista l’Australia? - Basta vedere la cartina geografica…ci sono le foto. - Perché ci siete stati? - No.

QUANDO SI SCADE NEL TRASH il sacro diventa profano e di sacro non ha + niente! Purtroppo si cade dalle stelle alle stalle, nel vero senso della parola, quando la Fede diventa ostentazione. Ed è così che si vedono in giro TATUAGGI a non finire con rosari e facce di santi, CORONE del ROSARIO indossate come accessorio, portati da bellocci e tamarri che di santo non hanno proprio niente. Poi si sa che la malizia è negli occhi di chi guarda ma anche il buon gusto non guasta mai!

Avete avuto delle testimonianze e sapete che l’Australia c’è. Noi crediamo in ciò che vediamo perché abbiamo cercato, chiesto, studiato. Nella canzone che abbiamo ascltato c’è una domanda: Hai un momento Dio? Che dite? - Un sacco di volte. - Se il mondo fosse tutto giusto che monotonia! La domanda dove sei? Ha un punto interrogativo finale… - In molti casi la colpa di ciò che accade è nostra e non di Dio. Dire dove sei è esprimere un dubbio per poterlo cercare… - Se facciamo degli errori perché dobbiamo prendercela con Dio. - Non si può dimostrare tutto.

SANTA CHIARA: CLASSI QUARTE E QUINTE P.I.O Ascolto canzone: Padre nostro degli Oro. Poi si parte con la domanda di prima circa il credere solo in ciò che si vede. Esempio: l’amicizia. Credete perché il suo valore è vero o perché avete amici? Alcune persone fanno capire cosa significhi essere amici. Ci si fida dell’amico vero, quello che ti conosce, che sa tutto, che c’è nel momento del bisogno. Cosa da l’amico?

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Affetto, non cose materiali.

Ci sono altre cose che esistono ma non vediamo. Es. L’Australia? - Esiste, ci sono le prove. - Ci sono persone che abitano lì. Crediamo in ciò che non vediamo solo quando qualcuno lo testimonia e se ci mettiamo a cercare. È possibile credere in questo modo in qualcosa che non vediamo ma che ci fidiamo possa esistere. Prima qualche vostro compagno ha detto che non crede nell’amicizia ma è adesso che non ci crede, non significa che sarà sempre così. La fiducia richiede una esperienza. La canzone che abbiamo ascltato dice a Dio: dove sei? - Mi chiedo, di fronte a certe cose: perché Dio le fa accadere? Per me, però, questa domanda era una negazione. Adesso invece, che ho iniziato a pregare e sono credente, è un invito a cercare risposte. - Dentro di me l’ho sentito che esiste. - Secondo me certi problemi come i bambini che muoiono in Africa sono responsabilità umana. - L’uomo può scegliere se fare il bene o il male. Io che sono molto credente dico che è possibile scegliere il lato buono. Si può girare la domanda e pensare a Dio che chiede all’uomo: dove sei? - Siamo noi che siamo egoisti.

FORUM IN SALA NERINA BRAMBILLA P.I.O Ascolto canzone: Hai un momento Dio di Ligabue. Poi si legge una serie di interventi trovati su internet circa credere o non credere. Poi si parte con la domanda di prima circa il credere solo in ciò che si vede. Ho molti amici che non credono. Sono curiosi e mi fanno un sacco di domande. Ho sentito su Dio da parte loro ipotesi ben più astratte come che Dio giochi a scacchi con noi 8

QUANDO ESCULAPIO PERDE IL BASTONE… “Giuro per Apollo medico e per Asclepio e per Igea e per Panacea…” Ah no, questa era la “versione beta” di qualche secolo fa! Ricominciamo… “Consapevole dell' importanza e della solennità dell' atto che compio e dell' impegno che assumo, giuro: […] di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze…” Esalta sempre un po’ leggere il giuramento di Ippocrate che mette in luce la parte più bella dell’essere medico: seguendo questi princìpi, si potrebbe pensare, non si dovrebbero avere problemi di coscienza e dubbi di fede… spesso però quando ci si trova davanti a situazioni difficili, di sofferenza, magari disarmati, senza possibili soluzioni terapeutiche… tremano le gambe!! Uomini a confronto: da un lato quello nel letto, assillato da dubbi, pensieri, preoccupazioni; dall’altro quello in camice bianco, con la sua responsabilità, la voglia di fare qualcosa… Il primo che vede nel secondo la possibilità di svolta, di risolvere i suoi problemi, la “fonte della guarigione” e il secondo che vede nel primo un mistero troppo grande da controllare fino in fondo. In entrambi le certezze vengono meno. Si scoprono deboli. E tutti e due che arrivano alla stessa domanda: ma che senso hanno la malattia e la sofferenza? Perché tutto ciò? Nessuno ha una risposta certa, e la scienza aiuta poco… studia il come, non il perché. Il perché non si trova nei libri o su Wikipedia: fa parte di quelle cose che vanno cercate nell’esperienza personale di ognuno, nella profondità del proprio cuore. Lo stesso posto dove cercare le risposte agli altri grandi perché della vita e in cui si vive l’incontro con il Padre che ci ha creati e ci conosce bene. Alessandra e Claudio 21


di Lorenzo Iula Giovani & Fede + Sp ort = ORA TORI O Sport ORAT ORIO Esiste un rapporto fede-sport tra i giovani? La risposta è semplice, basta pensare all’oratorio. Infatti, questo luogo d’aggregazione cristiana è scelto da molti giovani anche come luogo di sport. Il compito dell’oratorio è di far crescere insieme gruppi di ragazzi donando loro un insegnamento e trasmettendogli dei valori. Lo sport è pieno di questi valori, in primis il “gioco di squadra” che insieme al rispetto e all’amicizia formano un gruppo perfetto per ricreare l’”essere chiesa” tra i giovani, anche nello sport, non limitando il loro contatto con la fede, solo durante la massa della domenica, ma aprendogli nuove prospettive di crescita. Possiamo quindi affermare che sport come: calcio, basket e pallavolo possono essere molto educativi per i giovani. Educare attraverso lo sport non vuol dire solo dare, ma anche ricevere molto dai ragazzi che prima di essere la fonte da educare, sono elemento di crescita anche per chi li educa. La foto che vedete sopra, è stata scattata al torneo degli oratori di Pinarolo Po, dove un nostro gruppo di giovani vi partecipa da due anni. Quest’occasione è stata accolta come un’opportunità per divertirsi e crescere non solo tra le mura di Stradella ma anche con altri giovani della provincia, infatti, si è pensato all’oratorio non come un luogo chiuso in se stesso ma aperto al dialogo con gli altri. Durante tutto l’anno molte iniziative in ambito sportivo sono proposte ai nostri giovani, che le accolgono sempre con voglia di fare, entusiasmo ed anche un po’ di sano agonismo.

ANGOLO CALCIO A 5 Restando in tema, anche quest’anno l’Oratorio San Giovanni Bosco Stradella parteciperà al torneo organizzato dal Liros, invitiamo chi fosse interessato a seguire la squadra, a consultare la nostra pagina Facebook: (Oratorio Don Bosco Stradella C5), dove potrà trovare informazioni sulle prestazioni della squadra (risultati, interviste a mister Pernetta, considerazioni del presidente, dei dirigenti e quant’altro). Inoltre nella nostra pagina Facebook, sopra citata, potrete interagire anche voi con i componenti della squadra e i dirigenti, perché una squadra prima di tutto, ha bisogno dei tifosi!!! 20

Quindi ne parlate tra voi? - Sì. Come si può credere in Dio di fronte alle tragedie o alle ingiustizie? Come la pensate, che domande vi ponete? - Ci chiediamo perché? Andiamo con ordine: facciamo degli esempi. Credete nell’amicizia? Perché? A cosa serve un amico? - L’amico serve per andare avanti. Come la fiducia: nasce spontaneamente. - L’amico non serve per darti qualcosa ma per starti vicino. - La fiducia nell’altro è determinante. E gli amici atei… - Alcuni sono inguaribili. La domanda sulla fiducia diventa più importante quando si è in difficoltà. Voi siete ottimisti? - Sì perché la speranza è l’ultima a morire. - Speranza è credere cha la situazione possa sempre volgersi al meglio. E i pessimisti? - Io sono pessimista con cautela. - io sono realista. Cioè non credo di poter prendere 11 in latino. Se so che una cosa fallisce non penso si possa volgere al meglio. Tutto va come va. Leggiamo un brano di Buzzati e di Chesterton. Si ascolta un brano di Finardi: “E se Dio fosse uno di noi?” e “Padre nostro” degli ORO. - La domanda che ci facciamo è pesante come un macigno ma è alla nostra età che iniziano ad arrivare le risposte. 9


I giovani, la fede e non solo loro. Anzi, se fosse per i giovani la loro voglia di cambiare le cose o di essere cambiati dalle cose potrebbe già funzionare bene per spiegare i meccanismi della fede. Ma fede in che cosa? Durante i due incontri su questo tema a scuola e in una sala pubblica, più di una volta il termine fede si è incrociato con quello di fiducia. Fiducia nell’amicizia, fiducia che un altro accanto a te possa esserti a fianco non tanto per pagarti la birra, ma per scambiare quattro chiacchiere lungo una strada qualsiasi della tua vita. Fiducia in qualcosa o qualcuno di cui senti il bisogno. Concetti che si fanno persone e di cui immagini la disponibilità anche se non li vedi davanti agli occhi. L’intangibile esiste, i giovani non lo negano. Lo cercano e fingono di fregarsene. Poi scopri che, magari, sono quelli più grandi di loro che, saturi di esperienze vissute con relative fregature, si atteggiano a uomini con una fede dentro. C’è Dio in fondo a questo viaggio? Certo. Prepotente desiderio. Nessuno dei giovani che ha seguito i dibattiti o è intervenuto non ha fatto capire di covare dentro questa sensazione. Magari senza troppa convinzione manifesta. Ma presente. Un soffio, un respiro. C’è solitudine nell’aria, ci sono domande che non hanno una risposta solo perché non c’è nessuno a cui rivolgerle. I ragazzi e le ragazze di questo forum più che dare risposte alla domanda di fondo, hanno aggiunto interrogativi con gli sguardi, i gesti, i sospiri. Angosce e speranze in un mondo che stringe un po’ la gola a chi parla di fede, di una possibilità alternativa al quieto vivere. E non a caso le canzoni che hanno accompagnato il forum hanno lasciato il loro segno, non sono state solo un intermezzo tra un pensiero e l’altro. Provocazioni, piuttosto. La sensazione che il tema dibattuto non vede escluso potenzialmente nessuno. Persino i cantanti o i cantautori. Anzi. Ci siamo tutti dentro prima o poi, se accettiamo la sfida interiore. Ligabue, gli Oro, Eugenio Finardi: strofe sulla fede o meglio sui dubbi dell’esistenza. Ritmati da una domanda: perché? Perché siamo qui? Perché nessuno mi ascolta? Perché? La fede , una risposta. O una traccia. Da seguire per restare giovani. 10

MEZZE MANICHE IN INSALATA TO MA TT O AL PES PEST MATT TTO Ingredienti: ( dose per 4 persone), mezze maniche 360g; perline di mozzarella 150g; rucola 10 foglie; basilico 10 foglie; mag giorana mezzo cucchiaio di foglie; timo mezzo cucchiaio di foglie; aglio mezzo spicchio; gherigli di noce 50g; olio extravergine d’oliva 50ml; sale e pepe. Preparazione: lava le foglie di rucola e di basilico, asciugale, spezzettale, trasferiscile nel mortaio e pestale con il timo, la maggiorana, l’aglio, le noci, un pizzico di sale e di pepe, unendo l’olio poco alla volta. Scola le perline di mozzarella e falle asciugare su carta da cucina. Nel frattempo porta a bollire una pentola con abbondante acqua salata, cuoci la pasta, scolala al dente e raffreddala sotto il getto del rubinetto. Condisci la pasta con il pesto matto, unisci le perline di mozzarella e mescola bene. Lascia insaporire un po’ e servi guarnendo con qualche fogliolina di maggiorana e, se ti piace, con un pezzetto di peperoncino fresco tagliuzzato.

SPAZIO BACIO PERUGINA Amore! Ecco un volume in una parola, un oceano in una lacrima, un turbine in un sospiro, un millennio in un secondo. (Tupper) 19


L’ARTE COSTRUISCE SPERANZA L’innovazione e la storia non sono in conflitto.Nè l’arte contemporanea e la fede. Cosí hanno dimostrato le 36 opere (installazioni, performances, quadri, fotografie) dell’esposizione Arte + Fede da paesi dei 5 continenti (Stati Uniti, Giappone, Olanda, Liberia, Australia e Filippine) alla Fondazione Pons di Madrid, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid del luglio scorso. “È la prima volta che in Europa si organizza un’esposizione internazionale con artisti fortemente innovativi e impegnati con la loro fede cristiana, che sia cattolica, ortodossa o protestante. Il pensiero moderno vive una sfiducia generale. Questa esposizione vuole esser un modo per mostrare che l’arte costruisce, speranza”, ha spiegato María Tarruella, responsabile dell’esposizione. La mostra ha potuto contare sulla collaborazione del National Museum of Catholic Art di Washington DC, dove l’esposizione sarà trasferita dopo la GMG. Tarruella ha sottolineato che la mostra ha rivelato come “il senso religioso non è qualcosa di ieri, ma qualcosa di insito nell’essere umano, che viene espresso attraverso il linguaggio artistico di ogni epoca. Le opere selezionate vanno dalle più concettuali ad altre con riferimenti più classici”. È stato il caso dell’ olandese William Zijlstra, nella sua opera “Agnus Dei”.

Chi siamo: giovani e adulti della parrocchia e dell’oratorio Direttore: Ernesto, da un anno, PAZIENTEMENTE ci dirige, convoca le prove, suona, cucina, cerca canti nuovi, ci sopporta e infine…ci fa cantare! Strumenti: la nostra voce, una chitarra a dodici corde suonata da Federico e il violino suonato da Ernesto. Siamo alla ricerca di un organista che completi il nostro coro, questo è un appello! Perché il coro si chiama “Don Bruno Bottallo”? Perché lui sarebbe stato fiero di vederci così uniti e appassionati in ciò che facciamo. Motto: “Per cantare quello che non sappiamo dire ma che non possiamo tacere”! 18

Un agnello è immolato su un altare moderno, fatto con giornali che riportano la notizia <L’uomo è capace di qualunque orrore> e un articolo sull’ Olocausto. Inspiegabile, dal punto di vista umano, come la crocifissione di Cristo e le sofferenze del ventesimo secolo abbiano senso alla luce della fede. Dio e l’uomo non devono stare lontani. Così pensano molti di questi artisti, come il castiglianese Alejandro Mañas che utilizza tre bottiglie di Coca Cola smaltate per parlare di Santa Teresa, San Giovanni della Croce e San Sebastiano. Apparentemente simili, queste tre bottiglie sono proprio come noi: “la nostra forma esteriore è sempre la stessa però a seconda di come viviamo la nostra interiorità, vestiamo l’esterno”, spiega l’ artista. 11


NON SMETTIAMO DI PARLARGLIENE…

DIO IL MALE ED EINSTEIN Durante una conferenza tenuta per gli studenti universitari, un professore ateo dell’Università di Berlino lancia una sfida ai suoi alunni con la seguente domanda: “Dio ha creato tutto quello che esiste?” Uno studente diligentemente rispose: “Sì certo!”. “Allora Dio ha creato proprio tutto?” – Replicò il professore. “Certo!”, affermò lo studente. Il professore rispose: “Se Dio ha creato tutto, allora Dio ha creato il male, poiché il male esiste e, secondo il principio che afferma che noi siamo ciò che produciamo, allora Dio è il Male”. Gli studenti ammutolirono a questa asserzione. Il professore, piuttosto compiaciuto con se stesso, si vantò con gli studenti che aveva provato per l´ennesima volta che la fede religiosa era un mito. Un altro studente alzò la sua mano e disse: “Posso farle una domanda, professore?”. “Naturalmente!” – Replicò il professore. Lo studente si alzò e disse: “Professore, il freddo esiste?”. “Che razza di domanda è questa? Naturalmente, esiste! Hai mai avuto freddo?”. Gli studenti sghignazzarono alla domanda dello studente. Il giovane replicò: “Infatti signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della fisica, ciò che noi consideriamo freddo è in realtà assenza di calore. Ogni corpo od oggetto può essere studiato solo quando possiede o trasmette energia ed il calore è proprio la manifestazione di un corpo quando ha o trasmette energia. Lo zero assoluto (-273 °C) è la totale assenza di calore; tutta la materia diventa inerte ed incapace di qualunque reazione a quella temperatura. Il freddo, quindi, non esiste. Noi abbiamo creato questa parola per descrivere come ci sentiamo… se non abbiamo calore”. Lo studente continuò: “Professore, l´oscurità esiste?”. Il professore rispose: “Naturalmente!”. 12

Una cosa bisogna dirla e senza tante paure: non è vero che gli adolescenti di oggi non credono! Certo alcune immagini, alcuni comportamenti o alcune espressioni che escono dalle loro bocche porterebbero a dire il contrario. Ma non bisogna fermarsi alle apparenze… “Dio non guarda ciò che guarda l’uomo” diceva il profeta Samuele! I ragazzi credono e sanno che l’uomo nella vita è bisognoso di andare Oltre e di ricercare senso e finalità dell’esistenza. Sanno che confondendo Dio con il mercato, la sessualità o il potere si crea, alla lunga, un danno alla solidarietà, all’amore e alla dignità. Però qualcosa non va. Cosa? Credo questo: come tanti altri valori la difficoltà è quella di dare il nome giusto alle cose, di riempire il contenitore Dio di un contenuto che sia autentico e non solo la corrispondenza ai presunti bisogni di tutti. Lo “scollamento” nomi e realtà produce religiosità al minimo: bisogna, partendo da questo, puntare più in alto con loro. Dal P.I.O. forum di questo numero colgo questo appello per noi Chiesa: maggior coraggio e confronto per offrire agli adolescenti di oggi la possibilità di cercare ed incontrare il volto vero di Dio, senza paura di partire dalla loro situazione concreta dove a volte Dio è solo un vago ricordo e dove domande o dubbi spesso provocatori, mettono noi stessi in discussione. don Cristiano

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In questo numero del nostro giornalino abbiamo incentrato l’attenzione sul rapporto tra giovani e fede e anche in questa rubrica voglio presentarvi il rapporto tra la fede e la musica. Parliamo della composizione sacra, cioè quando l’armonia e il contrappunto incontrano la fede e la liturgia. In modo particolare in questo articolo voglio farvi conoscere uno dei più grandi compositori sacri dei nostri giorni, monsignor Marco Frisina, sacerdote e compositore romano. Monsignor Frisina dopo la laurea in lettere si è diplomato in composizione al conservatorio Santa Cecilia di Roma. Nel 1978 entra in seminario e viene ordinato presbitero nel 1982. La sua musica è straordinaria, riesce a mettere in musica le pagine più belle della sacra scrittura, creando dei brani incredibile, che entrano in testa e non vogliono più uscire, uno dei brani più belli è “Chi ci separerà” scritto prendendo le parole dal capitolo otto della lettera ai romani di San Paolo, invece uno dei suoi capolavori più famoso è “Jesus Christ your my life”, scritto nel 2005. La sua musica si esprime in modo molto lineare, i suoi brani sono facili e difficili nello stesso tempo. Facili da ascoltare e apprendere, ma difficili da eseguire, anche se nella forma melodica si ritrova spesso lo stile che caratterizza mosignor Frisina. Dal 1991 è direttore dell'Ufficio Liturgico del Vicariato di Roma e Maestro Direttore della Pontificia Cappella Musicale Lateranense. Ormai da anni è direttore dal coro della diocesi di Roma e continua a comporre brani liturgici e sacri. Nel 2007 ha composto l’opera teatrale “La Divina Commedia”, prima trasposizione musicale dell’omonimo capolavoro dantesco. Da gennaio 2009 è in scena anche il suo secondo lavoro per il teatro: “Il miracolo di Marcellino”, ispirata al romanzo di Josè Maria Sanchez Silva “Marcellino Pane e Vino”. Da subito si è impegnato nel rinnovare il repertorio musicale liturgico spiegando bene la differenza tra la musica sacra, ispirata a temi religiosi, e musica liturgica, brani scritti prendendo il testo solamente dalla sacra scrittura è adatta per la celebrazione liturgica. Potete trovare infor mazioni utili sui siti: www.marcofrisina.com e www.corodiocesidiroma.com Per approfondire: sul canale video youtube.it trovate l’intervista a Marco Frisina dove spiega la differenza tra musica sacra e musica liturgica. Trovate l’intevista sotto il nome: “A sua immagine - Quando cantare è pregare” I parte e II parte. 16

Lo studente replicò: “Ancora una volta signore, è in errore, anche l´oscurità non esiste. L´oscurità è in realtà assenza di luce. Noi possiamo studiare la luce, ma non l´oscurità. Infatti possiamo usare il prisma di Newton per scomporre la luce bianca in tanti colori e studiare le varie lunghezze d´onda di ciascun colore. Ma non possiamo misurare l´oscurità. Un semplice raggio di luce può entrare in una stanza buia ed illuminarla. Ma come possiamo sapere quanto buia è quella stanza? Noi misuriamo la quantità di luce presente. Giusto? L´oscurità è un termine usato dall´uomo per descrivere ciò che accade quando la luce… non è presente”. Finalmente il giovane chiese al professore: “Signore, il male esiste?”. A questo punto, titubante, il professore rispose, “Naturalmente, come ti ho già spiegato. Noi lo vediamo ogni giorno. E´ nella crudeltà che ogni giorno si manifesta tra gli uomini. Risiede nella moltitudine di crimini e di atti violenti che avvengono ovunque nel mondo. Queste manifestazioni non sono altro che male”. A questo punto lo studente replicò “Il male non esiste, signore, o almeno non esiste in quanto tale. Il male è semplicemente l´assenza di Dio. E´ proprio come l´oscurità o il freddo, è una parola che l´uomo ha creato per descrivere l´assenza di Dio. Dio non ha creato il male. Il male è il risultato di ciò che succede quando l´uomo non ha l´amore di Dio presente nel proprio cuore. E´ come il freddo che si manifesta quando non c´è calore o l´oscurità che arriva quando non c´è luce”. Il giovane fu applaudito da tutti in piedi e il professore, scuotendo la testa, rimase in silenzio. Il rettore dell’Università si diresse verso il giovane studente e gli domandò: “Qual è il tuo nome?”. “Mi chiamo, Albert Einstein, signore!” – Rispose il ragazzo. 13


Il rapporto giovani e fede diventa protagonista di un libro di un giovane studente genovese, Giacomo D’Alessandro. Lo abbiamo interpellato per farci raccontare qualcosa della sua creazione e per spiegarci che cosa significa essere un giovane credente al giorno d’oggi. Raccontaci qualcosa di te. Mi chiamo Giacomo, sono di Genova ma studio a Pavia sia Comunicazione sia Scienze Religiose. Ho 21 anni, mi piace scrivere sia racconti fantasy sia giornalismo e diari di viaggio, ho due blog (FiatoCorto e Il Canto del Ramingo) e ho pubblicato una piccola raccolta di racconti un paio di anni fa. In base alle mie piccole esperienze ho sentito l'esigenza di scrivere una lunga lettera (che è diventata un libretto) dal titolo "Benedite e non maledite" - Lettera di riflessione e esortazione sull'essere Chiesa nel mondo e cristiani in relazione. Non è edito, ma autoprodotto, ho iniziato a divulgarlo nel marzo scorso attraverso un apposito sito (www.benedite.altervista.org) dove è possibile scaricare gratuitamente il testo, scrivere e inviare un proprio commento e leggere gli approfondimenti o i commenti dei lettori. Da cosa è nata questa tua passione per la scrittura? Scrivere è diventato un canale di espressione e comunicazione naturale, in cui mi sono sempre trovato spinto a fare qualcosa di nuovo, a fissare qualcosa di esistente o di passato. Lo stimolo principale sono state le grandi saghe fantasy, a partire dal maestro Tolkien con Il Signore degli Anelli e tutti i suoi libri di racconti. Poi ho unito questa scrittura al mio viaggiare a piedi, e ho intrapreso diversi diari di viaggio, oltre che i blog. Come mai nel tuo libro hai voluto trattare il tema del rapporto tra giovani e fede? Perchè ero sofferente rispetto a tutti i luoghi comuni che su questo tema si sentono in tutti gli ambienti. Non volevo dire la mia verità, ma contribuire, a partire dalle mie esperienze concrete, a una riflessione e ad alcune esortazioni pratiche su come entrare in dialogo con una gran parte del mondo giovanile, oggi lontana perchè immersa nella realtà, dove spesso noi come Chiesa ci lasciamo andare a una fede distaccata dal mondo e dalle sue problematiche. Il mio libretto è un semplice contributo che cerca altri contributi da chiunque ne voglia dare, credenti o meno, praticanti o meno, giovani o meno. Laici o vescovi. Qual è, da giovane, il tuo punto di vista sui giovani? I giovani hanno oggi potenzialità immense: di sapere, di dire, di fare. E anche se il sistema in cui siamo immersi ci toglie e ci taglia, ci rende facilmente dei consumatori 14

dipendenti, degli individualisti da “appartamento”, dei rassegnati, i giovani hanno comunque tantissimo da poter fare. Se qualche decennio fa si potevano etichettare e suddividere in blocchi, a seconda dello stile, della parte politica, della musica e via dicendo, og gi paradossalmente sotto certi aspetti sono molto omogenei e al contempo ciascuno ha un suo percorso personalizzato e particolare, per cui c’è molto da scoprire GIACOMO in ciascuno. E’ fondamentale fare rete, restando diversi ma D’ALESSANDRO unendo e completando a vicenda le forze, i saperi, su obiettivi comuni nemmeno troppo difficili da individuare: il mondo sta precipitando da troppi anni sotto gli stessi aspetti (ambiente, intercultura, guerre, disuguaglianze e ingiustizie sociali). Essere giovani significa sentire sempre lo slancio di un impegno e di una speranza per dare se stessi a favore di un domani migliore per tutti. A qualsiasi età. Secondo te la Chiesa è giovane e pensa ai giovani come suo futuro? Va premessa una domanda che faccio all'inizio del libret to: cosa intendiamo per Chiesa? Se intendiamo d'istinto Vaticano, Papa, Cardinali (l'istituzione gerarchica), ovvia mente non è nè una Chiesa giovane nè una Chiesa che pensa ai giovani come suo futuro: quali spazi crea perchè i giovani, tutti i giovani interessati, possano contribuire concretamente alle decisioni e ai cambiamenti, all'evoluzione dello stare nel mondo da parte della Chiesa? Per fortuna il significato di Chiesa è un altro: assemblea. Quindi noi, tutti noi insieme, laici e pastori. In questo senso la Chiesa è giovane, soprattutto grazie ai contributi variegati e innovativi delle comunità non europee (penso all'America latina). Ma questa Chiesa non trova un corrispondente spazio nella struttura, che è una piramide rigidamente gerarchica di stampo medievale. E fino a che la Chiesa non sarà assemblea di nome e di fatto, non sarà davvero "cattolica", che significa "universale". Un consiglio per i tuoi coetanei che non credono è non hanno nessun rapporto con la fede. Tutti credono in qualcosa, se cercano una vita piena e con un senso. Io tento di credere nell'umanità, per costruire insieme giorno dopo giorno un mondo più giusto. Chiunque persegua con amore questo orizzonte, è mio fratello di viaggio. Questo conta, in fondo. Come dice Paolo di Tarso, "se avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla", e come esorta Gesù di Nazareth, "cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta". 15

PIO  

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