CAMPIONATO GIORNALISMO
GIOVEDÌ 22 MARZO 2012
9
Scuola Media
«Ceccardi» ORTONOVO
Intervista alla professoressa Fini Quando la passione per la musica diventa una professione «Shostakovich, un compositore russo molto raffinato».
LA NOSTRA è una scuola speciale: abbiamo un’esperta prof. di educazione musicale, una prof che svolge un laboratorio nuovissimo, quattro prof di strumento (chitarra, pianoforte, flauto e percussioni). Grazie a questi docenti abbiamo fatto indimenticabili concerti e abbiamo avuto la possibilità di conoscere la musica a 360˚. Oggi vogliamo farvi conoscere la nostra professoressa di pianoforte perché ha suonato come concertista in varie parti del mondo; siamo orgogliosi di avere un’insegnante così apprezzata. E’ un esempio positivo, la prova che la passione è contagiosa. Ecco il testo dell’intervista.
Quale tipo di musica ascolta?
«Amo la musica in tutti i suoi generi, mi piace la classica, la musica popolare, i cantautori italiani e i complessi rock, dipende dai momenti e dalle situazioni».
Quali qualità deve avere un buon pianista?
«Un buon pianista deve avere pazienza, costanza, musicalità e soprattutto deve trasmettere emozioni». E un buon insegnante di pianoforte?
«Deve conoscere l’allievo, sapergli consigliare un buon repertorio e guidarlo». Qual è la soddisfazione più grande che le ha dato il suo lavoro di insegnante?
A quanti anni ha iniziato a suonare il pianoforte?
«A cinque anni». Come conciliava lo studio del piano con la scuola?
INSEGNAMENTO La professoressa Fini con i suoi alunni
«Di giorno studiavo il pianoforte, mentre la sera facevo i compiti, non è stato facile. Ammetto di aver fatto tanti sacrifici».
«La prima volta che ho suonato con l’orchestra».
Quante ore al giorno si esercita?
Qual è stata la cosa più divertente che le è capitata in occasione di un concerto?
«Un tempo suonavo anche otto ore al giorno». Qual è stato il concerto più difficile?
Quale il più emozionante?
«Mi emoziono ad ogni concerto».
«A Chicago al mio arrivo avevano organizzato una festa italiana, negli Stati Uniti adorano la nostra
musica e in generale la nostra cultura; i musicisti italiani sono accolti con grande calore». In quali nazioni ha suonato?
«Negli Stati Uniti, in Austria, Germania, Francia e Spagna». Qual è il suo pianista preferito? «Richter, un pianista russo
straordinario».
Qual è il suo compositore preferito?
«La mia più grande soddisfazione siete voi; avere la possibilità di insegnare per due anni in questa scuola è stata per me una gioia. Sono poi orgogliosa del fatto che alcuni miei alunni quest’anno hanno vinto un prestigioso concorso a Parigi». Cosa consiglia a un ragazzo che vorrebbe intraprendere la sua strada?
«Siate seri, costanti e determinati… vedrete che i risultati arriveranno».
IL PALCOSCENICO GLI ALUNNI DELLA SEZIONE MUSICALE A TEATRO: OZ ON THE ROAD, CHE MUSICAL !
Dorothy, lo spaventapasseri e l’orchestra
LAVORO Questa vignetta è stata realizzata da Federica
UN MUSICAL che viaggia tra diversi generi musicali ha debuttato, in prima assoluta per le scuole, il 24 gennaio al «Carlo Felice» a Genova. Lo spettacolo si è ispirato al romanzo” Il meraviglioso mago di Oz” di Baum. In questa versione Dorothy viene catapultata dal ciclone nella mitica route66 (che attraversa gli Stati Uniti) negli anni ’60. La giovane conoscerà un uomo di latta, che ha assemblato la corazza con quello che ha trovato in una discarica; un leone codardo; un bullo che non fa paura a nessuno; uno spaventapasseri senza cervello! Ci sono le streghe: buone e cattive. Tutti si ritroveranno al cospetto del misterioso Oz. Il risultato è un musical allegro e colorato come i costumi dei protagonisti che cantano sulle note dell’orchestra accompa-
LA REDAZIONE LA PAGINA è stata realizzata dagli alunni della 1 e 2 C della scuola media Ceccardo Ceccardi di Ortonovo. Classe 2C musicale Alfieri Vittorio Rey, Atzori Graziella, Baudone Nicolò, Baudoni Andrea, Boggia Matteo, Bruschi Blanca, Ciucanu Dragos Petru, Collo Federico, Costi Fi-
gnati dal Coro delle voci bianche del Teatro. Alla fine Dorothy tornerà nel Kansas del 1900 o preferirà rimanere negli anni ’60? Forse né l’uno né l’altro...Dopo lo spettacolo i ragazzi hanno curiosato dietro le quinte e sono rimasti affascinati dal meccanismo del palco, con ben 4 piattaforme mobili! Gironzolando,tra funi, fari e scenografie sono venuti a conoscenza della leggenda del fantasma: una giovane è morta rinchiusa nelle segrete del convento che si ergeva nel luogo dove ora si trova il Teatro e il suo fantasma si aggiri nei sotterranei: c’è chi giura di averla vista, chi ricorda mazzi di fiori misteriosamente scomparsi dai camerini e ritrovati nei sotterranei. I ragazzi nelle scale hanno trovato una scarpa: non era loro, di chi sarà stata?
lippo, Del Conte Grazia Federica, Greco Luciani Alessandro, Lorenzini Niccolò, Martino Giulia, Miraglia Iacopo, Mitolo Sara, Morachioli Carolina, Mottola Alessandro, Shadran Arvin, Tenerani Martina. Classe 1C musicale Ammirati Gennaro, Bogazzi Marco, Bologna Marco, Bragazzi Brayan, Cesarini Matteo, De Masi Paolo, Di Casale Beatri-
ce, Fabiani Leonardo, Falanga Francesca, Federici Veronica, Galletti Lorenzo, Genovesi Luca, Greco Luciani Elisa Nina, Lippi Alex, Micheloni Stefano, Moretti Alice, Musetti Giordano, Poli Lisa, Porzio Federica, Pucciarelli Sofia, Tizza Cristiano, Tognetti Nicole, Vanelli Alessandro, Vargas Herrera Antony. Dirigente scolastico prof Luca Cortis, tutor prof Francesca Bassani, Paola Macchiarini, Lucio Cesarini.
RIFLESSIONI
Il laboratorio «tutto e tutti in musica» TUTTO è partito con un concerto a dicembre, in Comune, organizzato dalla commissione intercultura del nostro Istituto, si intitolava “Assaggi”: prima abbiamo mescolato musiche etniche e pezzi classici …poi abbiamo mangiato cibi tipici di vari paesi insieme a piatti locali: un’esperienza squisita! Poi ci abbiamo preso gusto e a gennaio nella nostra scuola è cominciato un laboratorio nuovo: si chiama “Tutto, Tutti in musica”. Noi ragazzi di tutte le classi, partecipiamo a turno. Stiamo insieme un’ora durante la quale usiamo la voce, i gesti-suono, lo strumentario, la body-percussion; realizziamo delle sequenze ritmiche e melodiche, delle improvvisazioni, cantiamo e suoniamo; i più intonati sono spesso i compagni che provengono dai paesi caraibici; hanno proprio la musica nel sangue. Tutto questo ha uno scopo preciso: migliorare la socializzazione e la collaborazione all’interno del gruppo nel rispetto dell’altro; sviluppare una migliore concentrazione; aumentare la capacità di memorizzare; ci sprona inoltre ad acquisire consapevolezza delle nostre capacità creative, conosciamo musiche nuove….ma soprattutto ci divertiamo tantissimo! E’ bello vedere come ognuno di noi contiene la “sua” musica che è calibrata sul ritmo vitale e imprevedibile dell’emozione e dell’umore più che sui rigidi accademici quattro quarti. Grazie professoressa Katia Cecchinelli, senza di lei tutto ciò non sarebbe stato possibile.
••