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www.installatoreprofessionale.it Installatore Professionale

NUMERO 6 NOVEMBRE/DICEMBRE 2021

OSSERVATORIO CNA NELLA “SELVA OSCURA” DELLA BUROCRAZIA

INCHIESTA

MATERIE PRIME ALLE STELLE

NORMATIVA

VMC NELLE SCUOLE: A CHE PUNTO SIAMO? IN COLLABORAZIONE CON

NUOVE REGOLE PER GLI IMPIANTI A BIOMASSA IN LOMBARDIA

COPIA OFFERTA DA

CON IL PATROCINIO DI:


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Sommario

NOVE M B R E / D ICE M B R E - N U M E RO 6/2021

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N O V I TÀ

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C O M E

M I G L I O R A R E

NOVEMBRE/DICEMBRE - NUMERO 6/2021

Periodico bimestrale edito da

OSSERVATORIO CNA

PRESIDENTE

NELLA “SELVA OSCURA” DELLA BUROCRAZIA

INCHIESTA

DIRETTORE RESPONSABILE

MATERIE PRIME ALLE STELLE

Marco Zani

Lorenzo Epis

COMITATO TECNICO

Enrico Celin, Corrado Novelli, Corrado Oppizzi, Diego Prati, Luca Alberto Piterà

P R O F E S S I O N E

PROFESSIONALE

Giorgio Albonetti

CONSULENTE TECNICO

L A

www.installatoreprofessionale.it Installatore Professionale

NUMERO 6 NOVEMBRE/DICEMBRE 2021

NORMATIVA

VMC NELLE SCUOLE: A CHE PUNTO SIAMO? IN COLLABORAZIONE CON

NUOVE REGOLE PER GLI IMPIANTI A BIOMASSA IN LOMBARDIA

COPIA OFFERTA DA

CON IL PATROCINIO DI:

IN COLLABORAZIONE CON

CON IL PATROCINIO DI:

REDAZIONE

Sebastian Bendinelli installatoreprofessionale@quine.it HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO

Lorenzo Epis, Franco Metta, Maruska Scotuzzi REALIZZAZIONE GRAFICA

Fabio Castiglioni

PUBBLICITÀ E SVILUPPO

Luigi Mingacci | Sales Manager l.mingacci@lswr.it ABBONAMENTI

Sara Biscaro | s.biscaro@lswr.it TRAFFICO

Ilaria Tandoi | i.tandoi@lswr.it Tel. 02 89293957 PRODUZIONE

Paolo Ficicchia | p.ficicchia@lswr.it

APPUNTI SULLA PROFESSIONE

4 Fare le cose “fatte bene” Le norme tecniche come strumento a sostegno della competitività, per garantire al mercato qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente di Lorenzo Epis NORMATIVA

20 La nuova disciplina degli impianti a biomassa legnosa in Lombardia La giunta regionale ha approvato le nuove disposizioni per incentivare la sostituzione di impianti a biomassa con modelli più efficienti a cura di Sebastian Bendinelli OSSERVATORIO CNA

Direzione, Redazione Quine S.r.l. - Via Spadolini 7, 20141 Milano Tel.: + 39 02 864105 | info@quine.it www.quine.it

22 Viaggio nella “selva oscura” della burocrazia

Stampa: ROTO3 Industria Grafica S.r.l. Via Turbigo, 11/b 20022 Castano Primo (Mi)

Dai corsi obbligatori per la qualificazione FER alla gestione dei RAEE, il lavoro delle imprese installatrici è costellato di ostacoli burocratici aggravati dalle differenze territoriali. Una nuova indagine di CNA fa il punto della situazione a cura della redazione

© 2021 QUINE S.r.l. via Spadolini, 7 - 20141 Milano

INCHIESTA

ABBONAMENTI Tel. +39 0249756990 - Fax+39 02 70057190 abbonamenti@quine.it Costo copia singola: euro 1,30 (presso l’Editore, fiere, manifestazioni) L’IVA è assolta dall’Editore ai sensi dell’Art. 74, 1° comma, Lettera C del DPR 26/10/72 n. 633 e successive modificazioni e integrazioni. Prezzo abbonamento annuo (6 fascicoli) in Italia euro 30,00. I numeri arretrati (seconda disponibilità) possono essere richiesti direttamente all’Editore, al doppio del prezzo di copertina. Non si effettuano spedizioni in contrassegno. L’Editore si riserva la facoltà di modificare il prezzo nel corso della pubblicazione, se costretto da mutate condizioni di mercato. L’IVA sugli abbonamenti, nonché sulla vendita dei fascicoli separati, è assolta dall’Editore ai sensi dell’Art. 74, 1° comma, Lettera C del DPR 26/10/72 n. 633 e successive modificazioni e integrazioni.

Iscrizione al R.O.C. n. 12191 del 29/10/2005 Tutti gli articoli pubblicati su Installatore Professionale sono redatti sotto la responsabilità degli Autori. La pubblicazione o la ristampa degli articoli deve essere autorizzata per iscritto dall’Editore. Ai sensi dell’art. 13 del D.Lgs. 196/03, i dati di tutti i lettori saranno trattati sia manualmente sia con strumenti informatici e saranno utilizzati per l’invio di questa e di altre pubblicazioni e di materiale informativo e promozionale. Le modalità di trattamento saranno conformi a quanto previsto dall’art. 11 D.Lgs. 196/03. I dati potrebbero essere comunicati a soggetti con i quali Quine S.r.l. intrattiene rapporti contrattuali necessari per l’invio delle copie della rivista. Il titolare del trattamento dei dati è Quine S.r.l. - via Spadolini, 7 - 20141 Milano Tel +39 02 864105 Fax +39 02 72016740, al quale il lettore si potrà rivolgere per chiedere l’aggiornamento, l’integrazione, la cancellazione e ogni altra operazione di cui all’art. 7 D.Lgs. 196/03. RESPONSABILE DATI PERSONALI QUINE S.r.l. - via Spadolini, 7 - 20141 Milano Tel. +39 0249756990 - Fax+39 02 70057190 Per i diritti di cui al GDPR è possibile consultare, modificare o cancellare i dati personali ed esercitare tutti i diritti riconosciuti inviando una lettera raccomandata a: QUINE S.r.l. - via Spadolini, 7 - 20141 Milano.

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INSTALLATORE PROFESSIONALE | N. 4 - SETTEMBRE 2021

32 Materie prime alle stelle La ripresa mondiale dell’economia ha generato un aumento della domanda dei beni di ogni genere, causando una crescita esponenziale dei prezzi a cura di Maruska Scotuzzi

INCHIESTA

36 Nelle scuole si respira una nuova aria (finanziamenti permettendo) L’installazione di sistemi di VMC per prevenire il contagio in ambienti scolastici procede a rilento, perché spesso non ci sono fondi sufficienti. Ma gli esempi virtuosi non mancano a cura di Sebastian Bendinelli CASE HISTORY

46 Climatizzazione “mista” per una scuola veronese Per la climatizzazione estiva e invernale dell’istituto “Scuole alle Stimate” sono state installate due unità in pompa di calore e due sistemi VRF MAXA, attualizzando i ventilconvettori alla tecnologia DC brushless a cura della redazione

Rubriche 8 NOTIZIE DI ATTUALITÀ 16 FISCO E DINTORNI 42 SICUREZZA IN BAGNO 48 NEWS DAL MERCATO 56 NOVITÀ PRODOTTI 60 L’INSTALLATORE NON PROFESSIONALE www.installatoreprofessionale.it Seguici anche su Facebook



Appunti sulla professione di Lorenzo Epis

FARE LE COSE “FATTE BENE”

Le norme tecniche come strumento a sostegno della competitività, per garantire al mercato qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente

ella propria attività, l’installatore si confronta quotidianamente con l’applicazione corretta delle norme tecniche, che sono in continua evoluzione e indirizzano la progettazione, l’installazione, l’adeguamento, la messa in servizio e la manutenzione degli impianti tecnici. Un panorama di soluzioni dinamiche in correlazione con l’evoluzione tecnologica. Ma qual è la genesi delle norme? Che differenza c’è tra norma tecnica e regola tecnica? E soprattutto: sono obbligatorie? Cerchiamo di chiarire alcuni aspetti fondamentali. Gli obiettivi che le norme perseguono sono molteplici: tra gli altri, ricordiamo l’efficienza energetica, la sicurezza, la salubrità, il mantenimento delle performance e la tutela ambientale. Attraverso le norme possiamo imparare nuovi iter e implementare protocolli tecnici fondamentali per il nostro lavoro. Le normative incrementano la nostra competenza e professionalità e innalzano la competitività e la tutela delle nostre aziende. Le norme riflettono i cambiamenti tecnologici ed evolutivi degli impianti, coinvolgendo, in modo indiretto, le prassi operative

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e documentali relativamente alla specifica tipologia di impianti e di interventi. Cos’è la “norma tecnica”? Per norma tecnica s’intende una specifica tecnica, adottata da un organismo di normazione riconosciuto, per applicazione ripetuta o continua, alla quale non è obbligatorio conformarsi, e che appartenga a una delle seguenti categorie: • norma internazionale: una norma adottata da organismo di normazione internazionale; • norma europea: una norma adottata da un’organizzazione europea di normazione; • norma armonizzata: una norma Europea adottata sulla base di una richiesta della Commissione ai fini dell’applicazione della legislazione dell’Unione sull’armonizzazione; • norma nazionale: una norma adottata da un organismo di normazione nazionale. Una norma concretizza un sapere teorico e pratico che attinge a una molteplicità di fonti, tra le quali specialisti, spesso in tutto il mondo.

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N. 6 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2021

Le qualità intrinseche – trasparenza, democraticità e consensualità – rendono l’elaborazione di una norma un processo complesso, che però scorre fluido e organizzato. È interessante conoscere gli iter elaborativi, in modo da comprendere le qualità e le interazioni con il nostro modo di operare. In Italia l’elaborazione delle norme tecniche avviene con il prezioso contributo di circa 1.100 Organi Tecnici, tra commissioni, sottocommissioni e gruppi di lavoro, composti da oltre 6.000 esperti, che rappresentano chi utilizzerà e beneficerà delle norme, dai produttori ai consumatori, dai commercianti sino alla Pubblica Amministrazione. Operano inoltre 7 Enti Federati, organizzazioni indipendenti cui sono affidate attività di normazione in settori specifici, e la Commissione Centrale Tecnica fornisce le direttive, coordina e supervisiona i lavori. Inchiesta pubblica preliminare Il processo di normazione è trasparente fin dall’inizio: con l’inchiesta pubblica preliminare l’ente nazionale italiano di normazione – UNI – informa il pubblico che ha intenzione di avviare lavori di normazione in determinati settori o su specifici temi. L’inchiesta serve a: vagliare le esigenze del mercato, capire se la norma serve davvero e individuare tutti i soggetti che rappresentano gli


interessi in gioco. Lo strumento utilizzato è la banca dati, che raccoglie tutti i progetti avviati, sia quelli con inchiesta pubblica preliminare in corso, sia quelli in cui è terminata, e per ogni progetto fornisce: titolo, sommario, giustificazioni e benefici attesi. Inchiesta pubblica finale L’inchiesta pubblica finale raccoglie i commenti degli operatori per ottenere più consenso possibile prima che il progetto diventi una norma, soprattutto da parte di chi non ha potuto partecipare alla prima fase di elaborazione normativa. Così al valore della trasparenza si unisce quello della democraticità. Anche in questo caso lo strumento è la banca dati dei progetti in fase di inchiesta pubblica. Per ogni progetto fornisce: codice progetto, titolo, sommario, codice ICS, organo tecnico UNI competente e testi completi in formato pdf. Professioni non regolamentate Negli ultimi decenni l’evoluzione tecnologica e la globalizzazione hanno fatto emergere nuovi bisogni e quindi nuove professioni, molte delle quali senza un chiaro riconoscimento e senza regole che ne definiscano qualificazione, competenze, tutela. ISO, CEN e UNI hanno varato numerose iniziative di qualificazione di queste attività professionali, fra le quali quelle inerenti all’installazione di impianti funzionanti a gas, impianti radianti e impianti funzionanti a biomassa. Conoscere e applicare le norme rappresenta per gli operatori un indubbio vantaggio e uno strumento professionale di grande competitività. Le norme tecniche sono strumenti a supporto dello sviluppo e della crescita e della tutela, e i percorsi di certificazione

delle proprie attività garantiscono di poter competere con successo sul mercato concretizzando elementi di qualità e puntando alla valorizzazione del capitale umano e delle proprie produzioni. Quindi non ostacoli ma strumenti indispensabili per realizzare la propria attività con metodologie e procedure altamente efficaci. Le norme sono obbligatorie? L’applicazione delle norme tecniche è volontaria, ma quando vengono richiamate in provvedimenti legislativi interviene un livello di cogenza. Il comparto impiantistico in generale e più specificatamente quello termoidraulico, negli ultimi anni ha visto un susseguirsi di novità importanti dal punto di vista normativo e legislativo, principalmente dovute alla revisione di norme obsolete e alla pubblicazione di nuove norme di settore. In questo ambito bisogna evidenziare lo stretto rapporto esistente tra “norme tecniche” e “legislazione” perché a volte, purtroppo, si sente affermare da

operatori del settore frasi del tipo: “Tanto l’applicazione della norma è volontaria e non obbligatoria” – e questo non è sempre vero. Infatti, se da un lato, secondo la Direttiva Europea 98/34/CE del 22 giugno 1998, una norma approvata da un organismo riconosciuto a svolgere attività normativa è una specifica tecnica la cui osservanza non è obbligatoria, dall’altro una norma diventa “cogente o inderogabile” quando non consente l’adozione di una regola diversa da quella prescritta. Nell’ordinamento giuridico, si utilizza l’espressione “norme imperative o cogenti” al fine di indicare norme che per la loro importanza non possono essere derogate dalle parti. Infatti queste possono escludere l’applicazione di norme generali al loro specifico rapporto, ma non possono però farlo se tali norme sono state previste come inderogabili dal legislatore. Quanto sopra riportato evidenza che la norma “cogente” non può essere derogata né da eventuali accordi che risulterebbero privi di efficacia e/o nulli se in contrasto con la norma “cogente” stessa, né

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Appunti sulla professione di Lorenzo Epis

da abitudini/consuetudini operative (“ho fatto sempre così”) che andrebbero immediatamente disapplicate se in contrasto con la norma “cogente” stessa. In pratica, l’applicazione delle norme tecniche è volontaria, ma quando vengono richiamate in provvedimenti legislativi interviene un livello di cogenza, anche se limitato dall’ambito di riferimento. Differenze tra “norma tecnica” e “regola tecnica” La nozione e la definizione di “regola tecnica” in distinzione rispetto a “norma” (tecnica) è fornita dal regolamento (CE) n. 764/2008 nei seguenti termini: Per regola tecnica si intende qualsiasi disposizione legislativa, regolamentare o amministrativa di uno Stato membro che non sia oggetto di armonizzazione a livello comunitario, e che vieti la commercializzazione di un prodotto o di un tipo di prodotto nel territorio di tale Stato membro o il cui rispetto sia obbligatorio quando un prodotto è commercializzato nel territorio di tale stato membro e, che stabilisca: le caratteristiche richieste di quel prodotto o tipo di prodotto, i livelli di qualità, le prestazioni o la sicurezza o le dimensioni, comprese le prescrizioni applicabili al prodotto o tipo di prodotto per quanto riguarda la denominazione di vendita, la terminologia, i simboli, le prove e i metodi prova, l’imballaggio, la marcatura e l’etichettatura; inoltre qualsiasi altro requisito prescritto per il prodotto o il tipo di prodotto per motivi di protezione dei consumatori o dell’ambiente e riguardante il suo ciclo di vita successivamente all’immissione sul mercato, quali le sue condizioni di utilizzazione, di riciclaggio, di reimpiego o di eliminazione, qualora, tali condizioni possano influenzare in modo significativo la composizione, la natura o la commercializzazione del prodotto o del tipo di prodotto. 6

Le linee guida Sono definite come documenti para-normativi o pre-normativi. Riportano raccomandazioni che definiscono i requisiti essenziali per l’effettuazione di attività trattate nelle stesse linee guida, per aspetti non coperti o non sufficientemente regolamentati da norme tecniche nazionali/ europee/internazionali. In caso di contrasto fra una raccomandazione delle linee guida e una prescrizione contenuta in una regola tecnica o in una norma tecnica, la prescrizione è prevalente sulla raccomandazione. Le linee guida sono aggiornate periodicamente in funzione dell’evoluzione tecnologica e normativa nel loro campo d’applicazione e quando viene pubblicata una norma tecnica che copre il loro campo di applicazione, esse vengono ritirate.

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N. 6 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2021

Nelle linee guida in genere non sono considerati gli aspetti relativi alla sicurezza generale degli operatori, per la quale si ha il rimando alle specifiche prescrizioni normative e di legge. In conclusione Per l’installatore è di vitale importanza conoscere e applicare le norme di riferimento che regolamentano la propria attività: volontarie o obbligatorie rappresentano comunque delle linee guida certe che concretizzano un modus operandi indiscutibile. È altresì necessario aggiornare la propria conoscenza normativa in virtù delle dinamiche evolutive delle tematiche trattate. Quindi lavorare a regola d’arte come valore aggiunto e lavorare a norma per “fare le cose per bene”, per esser riconosciuti come professionisti del settore. 



News

a cura della redazione

LE MODIFICHE AL SUPERBONUS PREVISTE DALLA LEGGE DI BILANCIO 2022 La buona notizia è che, contrariamente a quanto previsto dal Documento programmatico di bilancio, il Superbonus sarà rinnovato per tutto il 2022 anche per gli edifici unifamiliari (per condomini e Iacp la proroga si estende invece al 2023). La cattiva, almeno per il settore edilizio, è che ci saranno nuovi vincoli: il più contestato è il tetto Isee da 25 mila euro, necessario per i proprietari di villette e case unifamiliari. Oggetto di numerose discussioni all’interno della maggioranza di governo prima della trasmissione del testo della manovra al Senato, molto probabilmente il vincolo sarà oggetto di ulteriori modifiche durante

la discussione parlamentare (potrebbe saltare, o essere innalzato). C’è poi il decreto legge varato il 10 novembre, che mira a evitare le frodi relative alle detrazioni e cessioni di crediti per lavori edilizi ed estende l’obbligo del visto di conformità, previsto ora per la cessione del credito o lo sconto in fattura, anche nel caso in cui il Superbonus venga utilizzato dal beneficiario in detrazione nella propria dichiarazione dei redditi, tranne nei casi in cui la dichiarazione stessa sia presentata direttamente dal contribuente o tramite il sostituto d’imposta. L’obbligo per il visto di conformità viene inoltre esteso anche in caso di cessione del credito o sconto in fattura relativi alle detrazioni fiscali per lavori edilizi diversi da quelli che danno diritto al Superbonus al 110%. L’Agenzia delle Entrate, inoltre, può sospendere fino a 30 giorni l’efficacia delle comunicazioni su cessioni del credito o su sconti in fattura inviate alla stessa Agenzia che presentano particolari profili di rischio, ai fini del relativo controllo preventivo. In compenso, salvo colpi di scena parlamentari, i meccanismi della cessione del credito e dello sconto in fattura dovrebbero essere prorogati fino al 2024 non solo per il Superbonus 110% ma anche per gli altri bonus edilizi.

Agenzia delle Entrate: 800 milioni di crediti inesistenti Intervistato da Marco Mobili sul Sole 24 Ore lo scorso 7 novembre, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini ha parlato di circa 800 milioni di euro in crediti inesistenti, risultato di vere e proprie frodi costruite sul meccanismo della cessione dei crediti per i bonus edilizi, a un anno dall’entrata in funzione della piattaforma online dell’AdE. “Con le analisi effettuate dall’Agenzia abbiamo intercettato numerose cessioni di crediti inesistenti, soprattutto riferiti a interventi edilizi non effettuati. In altri casi ancora, abbiamo rilevato la cessione di crediti inesistenti riferiti a lavori fittiziamente realizzati addirittura in favore di persone inconsapevoli, che si sono ritrovate nel loro cassetto fiscale fatture relative a opere mai eseguite”, spiega Ruffini. Purtroppo non è facile individuare le frodi, anche perché i controlli vengono svolti esclusivamente ex-post. “Non dimentichiamo che queste agevolazioni sono state introdotte in pieno periodo emergenziale, quando la priorità era accelerare il più possibile l’immissione di liquidità nel sistema economico”, sottolinea Ruffini, aggiungendo che il governo è al lavoro per intervenire dal punto di vista normativo e “agevolare sistematici interventi preventivi prima che si realizzino gli illeciti”. Altrimenti, chiosa il direttore delle Entrate, “rincorrere il denaro in un secondo momento diventa difficile”.

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INSTALLATORE PROFESSIONALE | N. 6 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2021



News

a cura della redazione

L’IMPATTO DEI BONUS EDILIZI SULL’OCCUPAZIONE: +30MILA IMPRESE IN DUE ANNI Negli ultimi due anni, certamente anche grazie all’impatto dei bonus per le riqualificazioni energetiche degli edifici, il comparto dell’edilizia ha visto crescere il numero di imprese di quasi 30mila unità, 6mila delle quali solo tra luglio e settembre di quest’anno. Il saldo tra aperture e chiusure nel terzo trimestre 2021 si attesta al di sopra di quota 20mila imprese (per l’esattezza 22.258), una soglia superata solo due volte nei trimestri estivi del decennio pre-pandemico. A trainare la crescita è il settore delle costruzioni che, con 6.200 imprese in più (+0,95% rispetto a fine giugno), contribuisce per il 28% al bilancio positivo del periodo. Sono i dati che emergono dall’analisi trimestrale Movimprese, condotta da Unioncamere e InfoCamere, sui dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. Allargando il campo di osservazione, tra settembre 2019 e settembre 2021 il comparto edile è cresciuto complessivamente di 29.136 unità (+3,5%), secondo solo all’espansione

dei servizi a imprese e persone. A livello territoriale, la dinamica delle costruzioni appare più forte in Campania dove la crescita cumulata del numero di imprese, negli ultimi due anni, è stata del 7% (corrispondente a 4.907 imprese in più). In valore assoluto, l’incremento più elevato è invece appannaggio del Lazio che, con un saldo nei due anni di 5.103 unità, ha messo a segno una crescita cumulata del 5,8%. Sempre in termini percentuali, dopo Campania e Lazio si collocano tre regioni del Mezzogiorno: la Sicilia (+5,3%), la Puglia (+4,8%) e la Sardegna (4%). Uno degli elementi significativi della crescita del comparto edile viene dalla struttura organizzativa scelta dalle nuove imprese. Il 70% del saldo nei due anni (20.504 unità) è infatti costituito da società di capitali, per una crescita nel periodo dell’8,5%. In diminuzione le società di persone (-4.174) e le cooperative (-163), mentre resta positivo (+12.969 unità) il contributo dell’imprenditoria individuale.

Bonus Idrico, online il modello esercente e le FAQ aggiornate Per fornire ai cittadini un utile supporto informativo, nell’attesa della messa in rete della piattaforma dedicata (che dovrebbe avvenire entro fine novembre), attraverso la quale sarà possibile allegare la documentazione per richiedere il bonus idrico, il Ministero della Transizione Ecologica mette a disposizione sul proprio sito istituzionale un’area dedicata, con una serie di FAQ che sono state aggiornate sulla base delle richieste di chiarimento ad oggi pervenute. L’obiettivo è quello di fornire agli utenti il supporto necessario per un confronto sulle questioni più specifiche e tecniche, in funzione del buon esito della domanda, che potrà essere caricata in piattaforma nel mese di gennaio 2022. È inoltre disponibile online anche il “Modello esercente bonus idrico”, tramite il quale il venditore certifica le modalità di pagamento, le tipologie di beni acquistati e il totale della spesa effettuata dal beneficiario per la quale si chiede il rimborso, come richiesto all’articolo 4, comma 8 del D.M. n. 395/202.

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INSTALLATORE PROFESSIONALE | N. 6 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2021


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News ANGAISA: MAURIZIO LO RE È IL NUOVO PRESIDENTE Il Consiglio Direttivo di ANGAISA si è riunito il 27 ottobre 2021 in Assemblea Elettiva e ha eletto per acclamazione Maurizio Lo Re nuovo Presidente nazionale per il mandato 2022-2025. Maurizio Lo Re, 56 anni, vive e lavora a Messina presso l’azienda Lo Re Srl, di cui è socio con il ruolo di Responsabile dell’Area Tecnica. Nel 1992 l’azienda è entrata a far parte dell’associazione, durante la Presidenza di Salvatore Toscano. Maurizio Lo Re è componente del Consiglio Direttivo dal 1993 e dal 2009 del Comitato Esecutivo, all’interno del quale ha svolto la funzione di Amministratore e, nel quadriennio 2017-2021, di Vicepresidente nazionale. Inoltre dal 2006 al luglio 2021 ha ricoperto la carica di Presidente della Sezione Sicilia. La passione per gli sport di squadra lo ha portato ad assumere ruoli di responsabilità nel mondo del calcio dilettantistico; attualmente è Amministratore Delegato del Taormina Calcio. Il Consiglio Direttivo ANGAISA ha eletto anche gli altri componenti del Comitato Esecutivo, che condivideranno con il Presidente la guida strategica dell’Associazione per il prossimo quadriennio.

La composizione del nuovo Comitato Esecutivo ANGAISA

Presidente: Maurizio Lo Re, Lo Re Srl – Messina Vicepresidente: Corrado Novelli, Imeter Srl (Gruppo Comini) – Camerano (AN) Altri componenti: • Enrico Celin, ABC Bathroom Solutions Srl – Schio (VI) • Bruno Corsini, Commerciale S.A.C.I.R. Srl – Bologna • Riccardo Fiorentini, Cambielli Edilfriuli Spa – Cinisello Balsamo (MI) • Elisa Giussani, Acquatica Spa – Cologne (BS) • Ezio Maja, Idroterm Srl – Cuneo • Antonio Miele, Miele M.A.S. Srl – Corigliano Calabro (CS) • Giulia Orsolini, Orsolini Spa – Vignanello (VT) • Andrea Paolini, O. & C. F.lli Paolini Srl – L’Aquila • Michele Pergola, De Vivo Domenico & C. Srl – Potenza • Gunther Waibl, E. Innerhofer Spa – San Lorenzo di Sebato (BZ)

Dal progetto HARP arriva il tool gratuito per stimare l’efficienza energetica delle caldaie Nell’ambito della campagna di comunicazione connessa al progetto HARP (su cui vedi Installatore Professionale n° 2/2021, p. 24), partita in Italia ufficialmente il 18 ottobre, è stata lanciata HARPa, un’applicazione online che permette a consumatori e professionisti di valutare l’efficienza energetica del proprio apparecchio esistente attraverso l’etichetta energetica. L’applicazione, disponibile nella versione italiana sul sito di Assotermica, permette ai consumatori di Francia, Germania, Spagna, Italia e Portogallo, con l’aiuto dei professionisti, di stimare la classe energetica del proprio apparecchio. Lo scopo è motivare i consumatori a pianificarne la sostituzione con un’alternativa più efficiente tra quelle presenti sul mercato. HARPa accompagna i consumatori durante tutto il processo di sostituzione fornendo, oltre all’etichetta energetica: una panoramica delle diverse tecnologie alternative e dei loro principali vantaggi; una lista di professionisti che possono fornire assistenza tecnica agli utenti; una panoramica degli incentivi fiscali disponibili a livello nazionale. 12

INSTALLATORE PROFESSIONALE | N. 6 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2021



News ANCHE LA BASILICATA ADERISCE ALLA PIATTAFORMA SIAPE DI ENEA Anche la Basilicata aderisce alla piattaforma SIAPE di ENEA che raccoglie in un’unica banca dati gli Attestati di Prestazione Energetica (APE) di edifici e unità immobiliari presenti nei Catasti di Regioni e Province autonome. La giunta regionale ha adottato un disegno di legge, che ha, tra le principali novità, l’istituzione di un Catasto regionale nel quale fare confluire gli attestati di prestazione energetica degli edifici e delle unità immobiliari lucane. Un sistema che permetterà di avere in un’unica piattaforma tutti i dati relativi all’efficienza energetica del patrimonio edilizio della Basilicata. Il Sistema informatico regionale Ape conterrà anche l’elenco dei certificatori. Sarà accessibile a professionisti, notai, Pubbliche amministrazioni e cittadini attraverso il portale istituzionale della Regione Basilicata. Il catasto fornirà, infine, i dati presenti nel registro informatico APE attualmente utilizzato e le informazioni relative ai controlli e alle ispezioni. A tale riguardo, la normativa estende alle Province e al Comune di Potenza gli accertamenti e i controlli di secondo livello e le ispezioni in situ. “Rispondiamo con questo provvedimento a un obbligo di legge – commenta l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa – che dal 2005 ci impone di dare attuazione ai catasti informatici per la raccolta dei certificati e dal 2015 di implementare il Sistema informatico nazionale. Fatto ugualmente importante è che, nello stesso tempo, la Regione si doterà di uno strumento che ci permetterà di valutare l’incidenza degli incentivi messi in campo per l’efficientamento energetico e di calibrare meglio le politiche energetiche in relazione alle varie realtà territoriali”.

Regioni che inviano gli APE alla piattaforma (in blu) o il cui sistema risulta ancora in aggiornamento (in giallo). Dati al 12/11/2021

2021: è il terzo ottobre più caldo mai registrato a livello globale Il riscaldamento globale dovuto ai cambiamenti climatici non si arresta: lo testimonia il bollettino mensile del Copernicus Climate Change Service (C3S), elaborato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a breve termine. A ottobre 2021, a livello globale, le temperature sono state del 0,42°C più calde rispetto alla media 1991-2020: è stato stimato come il terzo mese di ottobre più caldo mai registrato e solo in misura marginale più fresco rispetto all’ottobre degli anni 2015 e 2019. In tutta Europa le temperature sono state leggermente più elevate della media, con condizioni più calde alla media nell’Europa settentrionale e sud occidentale e con Surface air temperature anomaly for October 2021 dizioni più fredde alla media nell’Europa meridionale e 12 sud-orientale. Condizioni de6 cisamente più calde rispetto 4 alla media sono state avverti2 te nel Canada settentriona0 °C le, nella Russia settentrionale e nell’Antartide orientale, -2 mentre condizioni più fredde -4 alla media sono state avver-6 tite nell’Africa meridionale, nell’Australia meridionale e -12 (Data: ERA5. Reference period: 1991-2020. Credit: C3S/ECMWF) nell’Antartide occidentale. Global

Date created: 2021-11-03

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INSTALLATORE PROFESSIONALE | N. 6 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2021

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Fisco e dintorni a cura di Franco Metta

Fatture elettroniche: c’è tempo fino al 31 dicembre per il servizio di consultazione Prorogata la scadenza del termine per scegliere il servizio di consultazione delle fatture elettroniche emesse e ricevute dal 1° gennaio 2019 Operatori Iva e consumatori finali potranno aderire, senza limitazioni, al servizio di consultazione e acquisizione delle proprie fatture elettroniche, continuando così a poter consultare le fatture emesse e ricevute a partire dal 1° gennaio 2019 fino al 31 dicembre 2021. Lo ha stabilito con un provvedimento il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. Lo scorso 30 settembre è scaduto il termine per l’adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche ed era quindi terminato il periodo transitorio durante il quale gli operatori economici e i loro intermediari delegati hanno potuto consultare, anche in assenza di adesione allo specifico servizio, la totalità delle fatture elettroniche trasmesse al Sistema di Interscambio a decorrere dal 1° gennaio 2019 (data di avvio dell’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica). La proroga va incontro alle richieste di operatori economici, associazioni di categoria e ordini professionali, che hanno segnalato le criticità legate all’impossibilità di accedere alle fatture “pregresse”. Chi ha effettuato o effettuerà l’adesione entro il 31 dicembre 2021, avrà accesso a tutte le fatture emesse e ricevute trasmesse al Sistema di interscambio a partire dal 1° gennaio 2019, e non solo a quelle trasmesse dal giorno successivo all’adesione. Gli operatori Iva possono comunicare l’adesione anche tramite un intermediario appositamente delegato.

NIENTE CESSIONE DEL CREDITO PER IL BONUS SANIFICAZIONE L’Agenzia delle Entrate chiarisce che il credito d’imposta del bonus sanificazione previsto dal decreto Sostegni bis si differenzia da quello del decreto Rilancio per la sua non cedibilità Nessuna possibilità di cessione del credito per coloro che hanno usufruito del bonus sanificazione previsto dal decreto Sostegni bis. Diversamente da quanto previsto dal decreto Rilancio (D.L. 34/2020), l’Agenzia delle Entrate ha infatti precisato, con la circolare 13/E del 2 novembre 2021, che il credito previsto dal decreto Sostegni bis (n. 73/2021) non può essere ceduto. Pertanto, coloro che nei mesi di mesi di giugno, luglio e agosto 2021 hanno sostenuto spese per la sanificazione in conseguenza dell’emergenza pandemica potranno utilizzare il credito del 30% in compensazione oppure direttamente nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui si è sostenuta la spesa. Il 4 novembre è scaduto il termine per la presentazione delle domande di coloro che hanno effettuato interventi

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di sanificazione nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021. Sono ammissibili al credito d’imposta le spese di: sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e degli strumenti utilizzati; somministrazione di tamponi a coloro che prestano la propria opera nell’ambito delle attività lavorative e istituzionali; acquisto di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, etc.); acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti; dispositivi di sicurezza quali termometri, termo scanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti; dispositivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (barriere e pannelli protettivi, incluse le eventuali spese di installazione).


IL FONDO DI GARANZIA PER LE PMI È PROROGATO AL 2022, MA CON QUALCHE NOVITÀ Copertura all’80%, commissioni per le operazioni di garanzia e un tetto massimo di 5 milioni per ciascuna impresa Novità in arrivo con la legge di Bilancio per quanto riguarda il credito alle imprese e in particolare per quanto riguarda il Fondo di garanzia per le PMI. Il regime di favore istituito a causa della pandemia viene prorogato al 30 giugno 2022 ma con l’anno nuovo cambieranno alcune condizioni: dal 1° gennaio la copertura statale dei prestiti passerà dal 90% attuale all’80% mentre dal 1° aprile alle garanzie concesse sarà dovuta una commissione da versare al Fondo stesso. Con il termine della proroga, dal 1° luglio 2021, dovrebbe quindi terminare l’applicazione delle norme previste dal temporary framework europeo, ovvero il quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza Covid-19. La legge di Bilancio che ora passa all’esame delle Camere prevede inoltre, per il periodo dal 1° luglio al 31 dicembre 2022, un tetto di 5 milioni di euro quale importo massimo garantito dal Fondo per singola impresa. La legge di Bilancio fissa anche i limiti cumulati massimi degli impegni che il Fondo può assumere: 210 milioni per il 2022 (di cui 160 milioni riferiti a garanzie già concesse al 31 dicembre 2021) e i restanti 50 milioni per garanzie da attivare nel nuovo anno. Prevede infine un progressivo incremento della dotazione del Fondo di garanzia negli anni a venire: 520 milioni nel 2024, 1,7 miliardi nel 2025, 650 milioni nel 2026 e ulteriori 130 milioni nel 2027.

Come cambierà il regime forfettario dopo la riforma fiscale? Si valuta la modifica dei termini di uscita con il superamento della soglia di 65 mila euro considerata ostacolo alla crescita delle piccole imprese Il cuore della riforma fiscale, che ha iniziato ufficialmente il proprio iter con l’approvazione della legge delega da parte del Cdm lo scorso 5 ottobre, è l’Irpef: si punta a una graduale riduzione delle aliquote medie effettive, ritenute oggi eccessivamente alte rispetto alla media europea. Per quanto riguarda invece i redditi da capitale, il proposito è di introdurre una stessa aliquota proporzionale da applicare ai redditi derivanti dall’impiego di capitale, valida anche per il mercato immobiliare, e dall’impiego di capitale nelle attività di impresa e lavoro autonomo esercitate da soggetti diversi da quelli a cui si applica l’Ires. Questa premessa porta a una domanda: che cosa succederà al regime forfettario, che allo stato dell’arte rappresenta una deroga alla tassazione Irpef progressiva? Secondo quanto previsto dalla delega fiscale il regime forfettario non dovrebbe subire cambiamenti, dal momento che non sono state recepite le indicazioni fornite dall’indagine conoscitiva redatta dalla commissione finanze di Camera e Senato. L’indagine suggeriva di rivedere il tetto di uscita dal regime forfetario oggi fissato a 65 mila euro, ritenuto un deterrente a produrre ulteriori redditi, per evitare appunto il ritorno all’applicazione della tassazione progressiva. Secondo la Commissione finanze, l’applicazione del regime forfettario finisce per inibire la crescita dimensionale delle piccole imprese, e quindi contrasta l’obiettivo principale della riforma stessa che è quello di favorire la crescita economica. Si ragiona per individuare un’alternativa all’uscita dal regime in caso di splafonamento: si ipotizza dunque un regime transitorio opzionale della durata massima di due anni durante i quali si potrebbe mantenere la flat tax del 20% a regime o del 10% per le nuove attività, a condizione di aver incrementato il giro d’affari del 10% rispetto a ciascuno degli anni precedenti. N. 6 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2021 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

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Normativa

a cura di Sebastian Bendinelli

LA NUOVA DISCIPLINA DEGLI IMPIANTI A BIOMASSA LEGNOSA IN LOMBARDIA La giunta regionale ha approvato le nuove disposizioni per incentivare la sostituzione di impianti a biomassa con modelli più efficienti, a tutela della qualità dell’aria a giunta regionale lombarda ha approvato lunedì 11 ottobre 2021 la delibera n° 5360 che contiene le nuove disposizioni per l’installazione, l’esercizio, la manutenzione, il controllo e l’ispezione degli impianti termici alimentati da biomassa legnosa. Le norme entreranno in vigore il 1° agosto 2022, data d’inizio della stagione termica 2022-2023. Il provvedimento si applica a tutti gli impianti termici civili alimentati da biomassa legnosa presenti in Lombardia, con potenza al focolare fino a 3 MW, con l’obiettivo di incrementare l’efficienza energetica nel settore civile e ridurre le emissioni. Tra gli impianti inclusi nella delibera ci sono anche quelli per

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la produzione centralizzata di acqua calda sanitaria e quelli di uso domestico, utilizzati anche per la cottura dei cibi, come termo-cucine e cucine economiche. Sono invece esclusi dal provvedimento gli impianti a biomassa legnosa • con potenza termica al focolare inferiore a 5 kW, a meno che, nella stessa unità immobiliare, siano presenti più apparecchi la cui potenza, sommata, dia un valore uguale o superiore a 5 kW; • utilizzati per alimentare reti di teleriscaldamento e per processi produttivi di natura imprenditoriale; • usati per manifestazioni temporanee quali fiere, mercati o feste patronali. I generatori installati prima del 18 settembre 2017 (data di approvazione dell’Accordo di Bacino Padano) potranno essere


mantenuti in esercizio fino al 15 ottobre 2024. Fino alla stessa data possono essere mantenuti in esercizio tutti gli impianti termici civili che costituiscono l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione. Inoltre, la nuova delibera prevede: • l’obbligo di utilizzare solo pellet di qualità certificata A1 secondo la norma UNI EN ISO 17225-2; • l’obbligo di usare solo il cippato certificato secondo la norma UNI EN ISO 17225-4; • la necessità anche per gli spazzacamini di registrare in CURIT (il catasto degli impianti termici) la propria attività di manutenzione, per quanto limitata alla pulizia della canna fumaria; ciò consentirà di incrementare il numero degli impianti a biomassa accatastati (oggi sono poco più del 10% degli impianti stimati dall’Istat) e, conseguentemente, di monitorare in modo più attendibile l’evoluzione del parco impiantistico, la frequenza delle manutenzioni e l’impatto sulla qualità dell’aria; • viene posto un termine definitivo per l’accatastamento di tutti gli impianti esistenti, precisando che la legge regionale 24/2006 prevede una sanzione in caso di mancato rispetto della relativa scadenza; Si tratta di un provvedimento atteso da oltre un anno: dalla disciplina regionale in materia di impianti termici civili, approvata con la delibera n. 3502 del 5 agosto 2020, infatti, erano stati volutamente esclusi gli impianti alimentati da biomassa legnosa, che ad oggi sono ancora disciplinati dalla deliberazione precedente, n. 3965 del 31 luglio 2015. Nel frattempo, sono stati fatti alcuni passi avanti importanti nella normativa finalizzata al miglioramento della qualità dell’aria, con la definizione dei valori limite e dei valori obiettivo dei diversi inquinanti, tra

cui le polveri sottili. Per questo si è reso necessario aggiornare anche la disciplina degli impianti a biomassa legnosa, precisando gli adempimenti connessi alle fasi di installazione, esercizio, manutenzione, controllo ed ispezione. Tutti i dettagli si trovano nei due allegati alla delibera regionale, intitolati rispettivamente Disposizioni per l’installazione, l’esercizio, la manutenzione, il controllo e l’ispezione degli impianti termici alimentati da biomassa legnosa e Linee guida per l’uso della biomassa legnosa negli impianti termici civili.

Requisiti degli impianti termici a biomassa

Su tutto il territorio regionale è vietato installare generatori inferiori a 3 Stelle a partire dall’1/10/2018; generatori inferiori a 4 Stelle a partire dall’1/1/2020. I generatori a biomassa installati prima dell’1/1/2020 possono essere mantenuti in esercizio se appartenenti almeno alla classe 3 Stelle. Gli impianti che non rispettano i requisiti previsti dovranno essere disattivati, a eccezione dei caminetti, degli impianti con potenza al focolare fino a 10 kW utilizzati saltuariamente per scopi ricreativi e non per l’abituale riscaldamento, e degli impianti storici, collocati in edifici soggetti a tutela dei beni culturali. A decorrere dal 15/10/2024, l’installazione di nuovi impianti alimentati da biomassa è soggetta ai seguenti requisiti: a) nei Comuni sopra i 300 m slm i generatori dovranno essere classificati con almeno 4 stelle e avere emissioni di polveri sottili non superiori a 20 mg/Nm3, come da certificazione rilasciata ai sensi del D.M. 186/2017; b) nei Comuni sotto i 300 m slm i generatori dovranno essere classificati con almeno 4 stelle e avere emissioni di polveri sottili non superiori a 15 mg/Nm3 ed emissioni di COT non superiori a 35 mg/Nm3. Per l’installazione di nuovi impianti

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Normativa Potenza termica nominale al focolare

≤ 10kW

>10 ≤15 Kw

> 15 kW

Anni

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Tabella 1. Periodicità di redazione del Rapporto di controllo di efficienza energetica

con potenze al focolare superiori a 35 kW, questi requisiti si applicano già a decorrere dal 15/10/2022. Le emissioni in atmosfera dovranno essere certificate da un laboratorio accreditato secondo la norma EN ISO/IEC 17025 misurate in sede di impianto, con indicazione del biocombustibile utilizzato. A decorrere dal 15/10/2022, nel caso di installazione di impianti a biomassa in sostituzione di impianti alimentati a metano, GPL o altra risorsa energetica che non sia la biomassa legnosa, i generatori devono avere i seguenti requisiti: a) per potenze al focolare inferiori o uguali a 15 kW, classificazione con almeno 5 stelle ed emissioni di polveri sottili non superiori a 15 mg/Nm3; b) per potenze al focolare superiori a 15 kW: - certificazione di conformità alla norma UNI EN 303-5 o alla norma UNI EN 14785; - classificazione 5 Stelle con emissioni di polveri sottili non superiori a 5 mg/Nm3 e di Carbonio Organico Totale (COT) non superiori a 2 mg/Nm3; il rendimento termico utile dovrà essere attestato da una dichiarazione del produttore del generatore, con indicato il tipo di combustibile utilizzato; - alimentazione automatica; - installazione di un sistema di filtrazione, integrato o esterno al corpo caldaia, anche a condensazione. Il rapporto tra le ore di funzionamento del filtro e le ore di funzionamento della caldaia non deve essere inferiore al 90%. Il responsabile dell’impianto deve conservare i dati relativi alle ore di funzionamento del sistema filtro e del generatore, registrati dai sistemi di regolazione e controllo, e metterli a disposizione dell’Autorità competente, in caso di ispezione o accertamento;

La soddisfazione delle associazioni di settore AIEL, l’Associazione italiana energie agroforestali, e APPLiA Italia, l’associazione Confindustriale che riunisce le imprese operanti in Italia nel settore degli apparecchi domestici e attrezzature professionali, commentano positivamente la nuova delibera della regione Lombardia: “Questa delibera della Giunta lombarda mette a segno un risultato importante, superando la frammentarietà delle precedenti disposizioni regionali, promuovendo il rinnovo degli impianti installati, per adeguarli allo stato dell’arte delle tecnologie applicate a stufe e caldaie a biomassa. In un quadro di riferimento normativo preciso, la valorizzazione della biomassa, che costituisce una risorsa importante per la riduzione dei gas serra e per l’economia montana, si coniuga con la necessità di ridurre le emissioni in atmosfera del particolato sottile (PM10 e PM 2,5).”

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- per le caldaie con potenza ≤ 500 kW, installazione di un sistema di accumulo termico non inferiore a 20 l/kW, per garantire un’adeguata funzione di compensazione di carico, con l’obiettivo di minimizzare i cicli di accensione e spegnimento, secondo quanto indicato dal progettista, sulla base dell’analisi del sistema edificio-impianto. Per le caldaie con potenza > 500 kW, nel caso in cui l’installazione del sistema di accumulo non sia tecnicamente fattibile, i fattori limitativi dovranno essere opportunamente evidenziati nella relazione tecnica di progetto.

Obbligo di rinnovabili: vale anche la biomassa (a certe condizioni)

La delibera della giunta regionale 7095/2017 vieta, nel caso in cui la normativa preveda l’obbligo di coprire almeno il 50% del fabbisogno energetico per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria con fonti rinnovabili, di avvalersi di impianti alimentati da biomassa. Questa previsione viene giudicata penalizzante per i comuni montani, e pertanto, nelle zone C1 e C2 indicate dal Piano per gli Interventi per la Qualità dell’Aria (PRIA), approvato con D.G.R. 449 del 2/08/2018, si consente di coprire la quota obbligatoria di cui sopra con caldaie a biomassa, certificate ai sensi del D.M. 186/2017, che rientrino in una delle seguenti tipologie: • caldaie automatiche a pellet e cippato, classe 5 Stelle; • caldaia a legna, classe 5 Stelle, con puffer ≥ 60 l/kW solo nel caso di autoproduttori della biomassa. A integrazione della caldaia dovrà essere installato un impianto solare termico o una pompa di calore per la copertura di almeno il 50% del fabbisogno di acqua calda sanitaria. Sono ammessi anche i sistemi ibridi rinnovabili caldaia a biomassa-pompa di calore.  Riferimenti normativi Inquadra il codice QR per scaricare le Disposizioni per l’installazione, l’esercizio, la manutenzione, il controllo e l’ispezione degli impianti termici alimentati da biomassa legnosa e le Linee guida per l’uso della biomassa legnosa negli impianti termici civili.


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OSSERVATORIO CNA a cura della redazione

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Viaggio nella “selva oscura” della

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particolarmente farraginosa, stratificata e soggetta a diverse interpretazioni a livello comunale e regionale – come sanno bene tutte le imprese che lavorano in territori a cavallo di più regioni. Per questo quella della semplificazione è una delle principali esigenze di cui si fanno portavoce le associazioni che rappresentano le imprese del comparto. Dall’analisi dell’Osservatorio CNA emerge che “gli adempimenti tendono ad aumentare nel tempo per livello di tecnicismo e si moltiplicano nonostante l’esistenza dei processi di digitalizzazione. Questo dal punto di vista dell’impresa si traduce in assegnazione di risorse umane ed economiche dedicate oppure, nel caso delle aziende più piccole, in alti costi di consulenza”. In conclusione, “l’indagine dimostra come la semplificazione sia diventata la lotta contro le complicazioni inutili anziché il diritto ad una buona amministrazione”.

Dai corsi obbligatori per la qualificazione FER alla gestione dei RAEE, il lavoro delle imprese installatrici è costellato di ostacoli burocratici aggravati dalle differenze territoriali. Una nuova indagine di CNA fa il punto della situazione

a terza edizione dell’Osservatorio “Comune che vai burocrazia che trovi”, curato da CNA, affronta il tema cruciale della transizione ecologica, con un ampio capitolo dedicato agli ostacoli burocratici per le imprese che operano nel settore dell’installazione e manutenzione impianti. Queste ultime hanno infatti un ruolo fondamentale nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 imposti a livello europeo e internazionale: basti pensare all’attività di sostituzione degli impianti esistenti con modelli più efficienti e meno inquinanti, che assorbe una buona parte del lavoro delle imprese installatrici anche grazie agli incentivi per le riqualificazioni energetiche. In questo campo, però, la normativa è

Le criticità della qualificazione FER

In base al D.Lgs. 28/2011, per operare su impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili gli installatori devono sottostare a un corso di aggiornamento di almeno 16 ore ogni 3 anni per poter mantenere l’abilitazione. Questa formazione obbligatoria è in capo al responsabile tecnico, ma la sua attivazione non è stata uniforme in tutte le regioni. Alla prima scadenza fissata, il 31 ottobre 2013, soltanto il Veneto risultava aver ottemperato all’obbligo. Per questo c’è stata una proroga, prima al

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OSSERVATORIO CNA

Grafico 1. Data di attivazione dei corsi di aggiornamento professionale FER nelle diverse regioni

I controlli da eseguire sull’impianto I controlli da eseguire sull’impianto, ai sensi degli articoli 7 e 8 del D.P.R. 74/2013, riguardano la manutenzione e l’efficienza energetica dell’impianto. Le operazioni di controllo funzionale e di manutenzione dell’impianto devono essere eseguite da ditte abilitate in possesso della qualifica professionale (ai sensi del D.M. 37/08) conformemente alle indicazioni di chi ha realizzato l’impianto o, in assenza, dal manutentore, in virtù delle indicazioni fornite dal produttore delle apparecchiature e attenendosi alla periodicità prevista nelle istruzioni tecniche per l’uso dei diversi impianti installati. • Il controllo sull’efficienza energetica, invece, va effettuato di norma in occasione degli interventi di controllo funzionale e di manutenzione, integrandone le finalità secondo una cadenza prevista a livello nazionale dal D.P.R. 74/2013, ma con la facoltà delle regioni di prevedere periodicità più restrittive. • Le operazioni di controllo dell’efficienza energetica comprendono: • il controllo del sottosistema di generazione; • la verifica della presenza e della funzionalità dei sistemi di regolazione della temperatura centrale e locale nei locali climatizzati; • la verifica della presenza e della funzionalità dei sistemi di trattamento dell’acqua, dove previsti. Al termine delle operazioni di controllo, la norma prevede che l’operatore provveda a redigere e sottoscrivere un rapporto di efficienza energetica. Una copia del rapporto deve essere consegnata al proprietario dell’impianto che l’allega al libretto, un’altra va trasmessa al catasto regionale o alla provincia autonoma per garantirne il costante aggiornamento e per permettere il monitoraggio delle attività di controllo.

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2016 e poi fino al 2019, che ha consentito alle regioni “ritardatarie” di attivare i corsi, ma che ha di fatto mantenuto una situazione di disparità tra gli operatori provvisti e sprovvisti della qualificazione. La maggior parte delle regioni ha attivato i corsi nel 2016, ma in alcune – come Molise e Calabria – l’adempimento è stato rispettato soltanto nel 2020 (Grafico 1). La pandemia, paradossalmente, ha permesso di migliorare almeno in parte la situazione, grazie alla possibilità di frequentare corsi online anche da remoto in altre regioni. C’è però un problema ulteriore: quello della durata del corso. L’Osservatorio CNA parla di un’Italia “a tre velocità”: a seconda dei territori, infatti, la durata varia da 16 ore – il minimo previsto dalla legge – a 24 e perfino 32 ore. Una volta assolto l’obbligo di aggiornamento, l’impresa può depositare a proprie spese e di propria iniziativa l’attestato presso la Camera di Commercio, in modo da rendere trasparente la propria posizione rispetto alle imprese concorrenti. Soltanto una minoranza dei comuni coinvolti nell’indagine ha predisposto un registro ufficiale per annotare l’attestato (Grafico 2). Dal 1° gennaio 2022 questa situazione dovrebbe cambiare, grazie a un emendamento introdotto nel cosiddetto “Decreto Semplificazioni” (D.L. 77/2021) che modifica l’art. 15 del D.Lgs. 28/2011, prescrivendo l’inserimento del titolo di qualificazione FER all’interno della visura camerale delle imprese.

Il libretto degli impianti per la climatizzazione invernale ed estiva

Dal 15 ottobre 2014 i vecchi libretti cartacei di impianto e di centrale sono stati sostituiti da un nuovo libretto unico per ogni impianto di climatizzazione invernale ed estiva degli edifici, secondo quanto disposto dal D.P.R. 74/2013, art. 7, c. 5. Il libretto rappresenta le caratteristiche dell’impianto e lo storico degli interventi manutentivi dello stesso. Se aggiornato correttamente, garantisce che l’impianto sia a norma, perfettamente funzionante ed efficiente dal punto di vista energetico. La responsabilità ricade su diversi soggetti: il proprietario o l’occupante dell’abitazione o dell’immobile, o l’amministratore nel caso di un impianto centralizzato condominiale. Ma che formato ha il libretto di impianto? In teoria, dovrebbe seguire il modello nazionale previsto dal D.M. 10 febbraio 2014. In pratica, solo 4 comuni su 10 adottano questo modello “standard”: molte regioni, infatti, hanno aggiunto informazioni o specifiche particolari (Grafico 3). Nel dettaglio:


• Torino, Biella, Vercelli, Novara, Verbania richiedono l’aggiunta dei dati POD (punto di prelievo dell’elettricità) e PDR (punto di riconsegna gas); • Como, Lecco, Monza, Varese, Milano, Bergamo, Pavia, Rovigo, Bologna, Forlì Cesena, Imola, Modena, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Ravenna, Rimini, Ferrara chiedono APE, POD, Grafico 2. Esiste un registro ufficiale per annotare l’attestato di partecipazione all’aggiornamento formativo? PDR, dati catastali e tipologia di generatore; • Como, Lecco, Monza, Varese, Milano, Bergamo, dichiarazione di frequenza. Anche il catasto digitale Pavia, Torino, Biella, Vercelli, Novara, Verbania, degli impianti di climatizzazione estiva e invernale Livorno, Pisa, Siena, presenta notevoli difformità a livello territoriale: ogni • Massa Carrara, Firenze e Arezzo utilizzano uno regione ha sviluppato infatti una propria piattaforma specifico rapporto di efficienza energetica per autonoma, con specifiche modalità di accesso e impianti a biomassa (Tipo 1/B). procedure, e con richieste differenti (solo i rapporti di Anche all’interno della stessa regione non mancano efficienza, oppure anche il libretto). In ben otto regioni, le differenze: ad esempio, in Toscana Prato e Pistoia inoltre, non è stato ancora attivato (Grafico 4). adottano il modello nazionale; stessa cosa nel Lazio: Viterbo e Frosinone usano il modello nazionale, Controlli e ispezioni mentre Roma richiede specifiche regionali come la Ogni regione prevede modalità e tempistiche

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OSSERVATORIO CNA diverse per lo svolgimento delle attività di manutenzione e per la trasmissione dei rapporti di efficienza energetica: in alcune, il primo controllo per un generatore a combustibile fossile avviene alla prima messa in servizio del generatore e il secondo controllo, per un generatore con potenza inferiore a 35 kw, dopo il 4° anno, mentre in altre regioni il secondo controllo avviene dopo 2 anni (Grafico 5). Anche per le ispezioni il quadro è molto disomogeneo: la normativa nazionale prevede che vengano effettuate su impianti di climatizzazione invernale di potenza termica utile nominale non inferiore a 10 kW e di climatizzazione estiva di potenza termica utile nominale non inferiore a 12 kW. Per gli impianti di potenza inferiore a 100 kW l’accertamento del rapporto di controllo di efficienza energetica è ritenuto sostitutivo dell’ispezione. Alle regioni è data però la facoltà di ampliare il campo delle potenze degli impianti su cui eseguire i controlli e fissare requisiti migliorativi. Ad esempio, in Piemonte il controllo avviene per tutti gli impianti; in Lombardia per tutti gli apparecchi alimentati a combustibili gassosi, combustibili solidi e liquidi, energia elettrica, teleriscaldamento, co-trigenerazione; in Veneto, a Rovigo i controlli si svolgono sugli impianti alimentati a combustibile gassoso e liquido, mentre a Vicenza si effettuano sugli impianti di riscaldamento con potenza termica utile nominale superiore o uguale a 10 kW e sugli impianti di climatizzazione estiva con potenza maggiore o uguale a 12 kW. E così via. Per garantire la copertura dei costi di gestione del catasto degli impianti termici, dei servizi correlati e delle ispezioni, le regioni hanno facoltà di richiedere al responsabile dell’impianto termico un contributo economico. L’eventuale contributo, per impianti centralizzati a servizio di più unità immobiliari, è versato dal terzo responsabile o dall’amministratore di condominio, ove presenti; in tutti gli altri casi è versato dal manutentore per conto del responsabile di impianto, il quale è tenuto a riconoscergli tali oneri. I contributi sono calcolati in base alla potenza dei generatori a combustibile fossile. La fascia all’interno della quale è individuato il contributo da corrispondere è determinata dalla somma delle potenze di tutti i generatori a combustibile fossile che costituiscono l’impianto. Sono pochi i territori in cui non viene previsto nessun contributo – tra 28

Grafico 3. Nel 60% dei comuni il libretto degli impianti termici comprende specifiche regionali

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Grafico 4. L’attivazione del catasto digitale degli impianti termici


Proposte di semplificazione

1. Adeguamento dell’intervallo temporale tra i corsi di aggiornamento alle norme tecniche (che vengono modificate con scadenza quadriennale/ quinquennale e non triennale); 2. Uniformare la scadenza degli attestati, che differisce a livello regionale, poiché non è chiaro con quale frequenza debbano essere effettuati gli aggiornamenti; 3. Unificare i catasti informatici con un’unica piattaforma nazionale; 4. Prevedere un glossario nazionale per le attività ispettive utile a rendere univoche le interpretazioni normative sul territorio; 5. Creare un organismo di controllo regionale unico e un sistema unico di acquisto bollini per i contributi relativi alle ispezioni sugli impianti; 6. Predisporre una piattaforma nazionale per l’invio della dichiarazione di conformità; 7. Rivedere complessivamente la disciplina dei RAEE e in particolare intervenire con una completa revisione del D.M. 65/2010; 8. Unificare la documentazione relativa alla gestione rifiuti e alla gestione dei RAEE attualmente caratterizzata da modulistica e adempimenti diversi che generano confusione negli operatori; 9. Eliminare la doppia iscrizione all’Albo gestori ambientali e prevedere una categoria semplificata di iscrizione per il trasporto dalla sede del cliente alla sede dell’azienda; 10. Rendere operativa la disposizione volta ad agevolare il trasporto di piccole quantità di rifiuti attraverso la sola compilazione del documento di trasporto (DDT) al posto del formulario; 11. Istituire una cabina di regia dedicata al coordinamento delle attività di ispezione e di controllo. questi, Biella, Rovigo, Vicenza, Verbania, Novara e Vercelli. Nella maggior parte dei casi, invece, è previsto il pagamento di un contributo anticipato, che varia a seconda delle tipologie di impianto: in Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna, ad esempio, è dovuto solo per gli impianti alimentati a gas naturale; in Sicilia, la città metropolitana di Catania non si è dotata di un regolamento e di conseguenza in tutti

i comuni della provincia non si effettuano controlli né si pagano bolli o diritti. Ad Arezzo e Firenze, per chi ha inviato il rapporto di efficienza energetica (RCEE) nei tempi prescritti completo del “Bollino” (il contributo obbligatorio) una eventuale ispezione da parte dell’Agenzia viene effettuata a titolo gratuito. Per gli impianti per i quali non è pervenuto all’Agenzia l’RCEE completo del Bollino, oppure se l’RCEE rileva delle non conformità e non si procede alla loro eliminazione nei tempi dettati, viene disposta un’ispezione a pagamento e il responsabile dovrà sostenere un onere di ispezione pari a 100 € per gli impianti con generatore di calore a fiamma con potenza nominale utile fino a 35 kW. In tutte le altre province toscane e nelle altre regioni è previsto invece il contributo per tutti gli impianti.

La dichiarazione di conformità (DICO)

Grafico 5. La diversa periodicità dei controlli di efficienza energetica

Ai sensi dell’articolo 7 del D.M. n. 37/2008, al termine dei lavori l’impresa installatrice è tenuta a rilasciare al committente “una dichiarazione di conformità” degli impianti realizzati, di cui fanno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali utilizzati e il progetto dell’impianto. Per il rifacimento o l’installazione di nuovi impianti l’impresa installatrice deve depositare, presso lo sportello unico N. 6 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2021 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

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OSSERVATORIO CNA

del comune ove ha sede l’impianto, entro trenta giorni dalla conclusione dei lavori: • la dichiarazione di conformità; • il progetto di rifacimento dell’impianto o il certificato di collaudo degli impianti installati, ove previsto dalle norme vigenti. Anche in questo caso, a livello regionale la situazione non è omogenea: nel 28% dei comuni oggetto dell’indagine, tra cui Cremona, Firenze, Rovigo e L’Aquila, esiste una piattaforma unica a cui inviare la DICO, mentre il 52% è proprio sprovvisto di piattaforma e il 32% delle province possiede una piattaforma autonoma solo in alcuni comuni; l’8% delle province possiede una piattaforma condivisa in alcuni comuni, stessa percentuale di quante utilizzano una piattaforma regionale. In Lombardia si segnala il caso di Bergamo, in cui si condivide la procedura di rilascio della dichiarazione di conformità solo tra alcuni comuni, ma nel solo bergamasco si contano 248 comuni con abitudini tutte diverse. In Veneto, Rovigo utilizza la piattaforma regionale, ma Vicenza una condivisa da alcuni comuni.

La gestione dei RAEE

L’avvio del cosiddetto “open scope” il 15 agosto 2018 ha ampliato in maniera significativa le tipologie di rifiuti ricadenti nella disciplina specifica dei RAEE: si tratta ora di un elenco “aperto”, che comprende qualsiasi apparecchiatura elettrica ed elettronica (AEE), e quindi anche inverter, contatori elettronici e 30

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caldaie. Al di là della disciplina specifica sui RAEE, gli impiantisti sono tenuti ai normali obblighi di tracciabilità dei rifiuti (registro di carico e scarico – dal quale sono esonerati solo nei rari casi in cui producono solo rifiuti non pericolosi e hanno meno di 10 dipendenti – formulario e MUD). In aggiunta, poiché i rifiuti di questa attività sono normalmente prodotti presso la sede del cliente, l’installatore sarà obbligato, per il trasporto presso la propria sede ai fini del deposito temporaneo, a iscriversi all’Albo Gestori Ambientali. I costi relativi alla tenuta annuale del registro di carico e scarico e del formulario ammontano ad un massimo di 200 € per i diritti, ai quali vanno aggiunti altri 200 € in media per la consulenza. Quanto al MUD, i costi relativi agli adempimenti documentali ammontano in media a 200 € e quelli relativi all’iscrizione all’albo dei gestori ambientali per i produttori in riferimento al trasporto rifiuti ad oltre 150 €. Di fatto, quindi, gli installatori devono attenersi a un doppio regime, applicando due discipline diverse nel caso in cui il rifiuto sia o meno classificato come RAEE, fino ad arrivare alla doppia iscrizione . A questo si aggiunge la carenza dei centri di raccolta, che non sempre sono abilitati al ritiro di tutti i rifiuti. Per questo, spesso gli imprenditori scelgono di avvalersi di un trasportatore “terzo”, non gestendo il trasporto dei rifiuti in conto proprio. In conclusione, l’Osservatorio CNA prova a fare una stima dell’impatto di questo “calvario burocratico” sui conti delle aziende. Non è un bel bilancio: 230 ore all’anno sottratte dalla burocrazia, per oltre 8100€ di costi e 1,1 miliardi di reddito sottratto al settore. Ma come intervenire? Gli autori del report non si limitano all’analisi dei problemi, ma tentano anche di proporre alcune soluzioni concrete (sintetizzate nel Box alla pagina precedente). In generale, l’eccesso di burocrazia è riconducibile molto spesso al mancato sfruttamento del potenziale della digitalizzazione, oltre alla sovrapposizione di competenze tra stato, regioni ed enti locali. Come si legge nelle conclusioni del rapporto, “non bisogna eliminare o semplificare tout court i passaggi burocratici, ma creare le condizioni per cui avere bisogno della burocrazia, liberalizzando e fornendo realmente valore pubblico al servizio del cittadino e delle imprese”. 


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INCHIESTA

a cura di Maruska Scotuzzi

Materie prime alle stelle

È

sotto gli occhi di tutti gli operatori del settore: il rincaro dei prezzi di prodotti e materie prime sta mettendo a dura prova la crescita del mercato, trainata da bonus e superbonus. Dopo mesi di stallo a causa della pandemia, la ripresa che ha generato un aumento della domanda rischia di subire un ulteriore freno e riportare incertezza nella filiera. Il ciclo rialzista è frutto dell’aumento della domanda interna, ma soprattutto il prodotto del generale trend dominante su scala globale. Cosa è successo? A quali fattori si può ricondurre questo fenomeno? Alcuni sono diretta conseguenza della pandemia, altri più legati alla pianificazione politica/ economica. L’organizzazione aziendale moderna privilegia una gestione just in time che non prevede scorte. Scorte, a maggior ragione, non incrementate durante il periodo pandemico. Quindi alla ripartenza delle aziende si è generata un’esponenziale richiesta di materie prime che ne ha fatto esplodere il prezzo ed esaurito le scorte. Detta in soldoni: le imprese sono ripartite tutte insieme e i magazzini erano vuoti o quasi. La Cina, invece, nei primi mesi della pandemia – quando i valori dei prezzi delle materie prime erano crollati in modo rilevante – ha strategicamente fatto scorta di materiali. Inoltre, anche la logistica e i trasporti di mezzo mondo hanno visto un incredibile aumento dei prezzi. Secondo il Baltic Day Index, indice che sintetizza gli oneri di nolo marittimi, “nel solo ultimo anno c’è stato un aumento del 605%. Le cause sono

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La ripresa mondiale dell’economia ha generato un aumento della domanda dei beni di ogni genere, causando una crescita esponenziale dei prezzi. Le materie prime mancano in quasi tutti i settori industriali e qualche azienda rischia di fermarsi. Cosa succede in ambito edilizio e ITS?

molteplici: sicuramente la più impattante è l’introduzione del nuovo regolamento dell’Organizzazione marittima internazionale che stabilisce che il limite massimo di zolfo presente nel carburante delle navi deve essere 0,5% contro il precedente 5,5%. Questa modifica ha comportato la rottamazione o innovazione di molti mezzi marittimi” (fonte Dataroom).

Un occhio al settore

Secondo il presidente ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili), Gabriele Buia, il rincaro dei prezzi di alcuni dei materiali più utilizzati penalizza fortemente il settore edilizio. In particolare, si evidenzia un aumento del costo del ferro-acciaio tondo per cemento armato, i polietileni, il rame, il petrolio e i suoi derivati. Proprio questi rincari stanno mettendo in difficoltà le imprese impegnate nei lavori pubblici e privati che si trovano a dover sostenere aggravi economici non previsti a fronte di


Le stime di ANCE contratti definiti precedentemente a condizioni diverse. Questo comporta inevitabili riduzioni dei margini di profitto con il rischio di blocco dei cantieri. Secondo l’ex presidente ANGAISA, Enrico Celin, nei primi quattro mesi del 2021 gli aumenti in generale nel settore ITS sono del 5-6% rispetto a un incremento normalmente attestato intorno al 2-3%. Celin sottolinea anche la difficoltà nella disponibilità stessa dei prodotti. A tutto ciò si aggiunge – come ha sottolineato il presidente di Anima Confindustria, Marco Nocivelli – il problema dei costi di trasporto, con il rialzo clamoroso del prezzo dei noli marittimi.

Superbonus a rischio

Tra i fattori che mettono a rischio il Superbonus, il rialzo dei prezzi delle materie prime è sicuramente il primo, in quanto crea problemi ai lavori già approvati e in via di realizzazione. Il rincaro che si scaricherà in futuro

Secondo delle stime elaborate da ANCE l’aumento dei prezzi dei materiali da costruzione toccherebbe punte molto preoccupanti, soprattutto per i materiali necessari all’avvio dei cantieri che riguardano i bonus fiscali previsti per il settore edile. Di seguito alcuni dei principali rincari: • ferro – acciaio tondo per cemento armato (nov. 2020/giu. 2021): +230%; • polietilene HDPE (nov. 2020/mag. 2021): +123,4%; • polietilene LDPE (nov. 2020/mag. 2021) +146,5%; • polipropilene (nov. 2020/mag. 2021): +120,3%; • PVC (nov. 2020/mag. 2021): +71,7%; • polistirene (nov. 2020/mag. 2021): +111,1%; • rame (nov. 2020/mag. 2021): +47,4%; • petrolio (nov. 2020/mag. 2021): +57,9%; • bitume (nov. 2020/apr. 2021): +21,9%; • cemento (dic. 2020/gen. 2021): +10%; • legname di conifere (nov. 2020/mag. 2021): +39,5%; • gas naturale (nov. 2020/mag. 2021): +94,8%; • energia elettrica (nov. 2020/mag. 2021): +43,4%.

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INCHIESTA

Fondo da 100 milioni per tamponare gli aumenti nel settore delle opere pubbliche

sulla somma versata dall’utente finale rischia di mettere in discussione lo stesso vantaggio economico che, in un arco pluriennale, il Superbonus promette di garantire e che rappresenta il suo principale punto di forza. E a proposito di proroga? Secondo ANGAISA e altre associazioni corporative, decisamente sì. ANCE ha proposto al Governo un allungamento del Superbonus fino al 2023, oltre a un calmiere per i prezzi delle materie prime. La proroga è necessaria perché, a causa della mancanza dei decreti attuativi, tutti i lavori sono iniziati un anno dopo e tale beneficio dovrebbe decadere un anno dopo. Lo stesso presidente dell’Associazione, Enrico Celin sostiene che una proroga al 2023 del Superbonus permetterebbe di diluire gli interventi da svolgere evitando di creare così un collo di bottiglia preoccupante per tutta la filiera.

Il disegno di legge di bilancio approvato dal governo prevede un rifinanziamento per 100 milioni di euro – stessa dotazione già prevista per quest’anno – del Fondo adeguamento prezzi per fronteggiare i forti rincari dei prezzi delle materie prime nel settore delle costruzioni di opere pubbliche. L’accesso al Fondo, istituito dal D.L. 73/2021, è regolato dal decreto 30 settembre 2021 del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, che assegna a ciascuna categoria di impresa – piccola, media e grande – rispettivamente 34, 33 e 33 milioni di euro.

Il parere di alcuni distributori ANGAISA

“Le ultime elaborazioni di ANCE evidenziano una crescita dei prezzi delle materie prime che generano un reale rischio di blocco nel settore delle costruzioni, stretto da una morsa composta dal rincaro dei prezzi, dalla scarsità dei materiali e, non per ultimo, dalla scarsa reperibilità di manodopera”, spiega Michele Pergola, dirigente della De Vivo Domenico & C Srl di Potenza. Rincara la dose Leonardo Simonetti, direttore della filiale di Rossoargilla Srl di Martina Franca (TA): “In generale, nel nostro settore, tutte le materie prime hanno subito rincari. In particolare riguardo a determinati materiali come, ad esempio, il cemento gli aumenti sono ben oltre il 30%. Relativamente al legname, alcune tipologie hanno visto addirittura raddoppiare il loro costo. Le stime fatte da ANCE, riportate nel box, sono già ottimiste rispetto alla reale situazione”. 34

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Come reagire? “Per quello che possiamo anticipiamo le nostre scorte, ma è tutta la filiera che dovrebbe impegnarsi; anche perché non abbiamo le dimensioni dei nostri fornitori”, sostiene Bruno Corsini, commerciale S.a.c.i.r Srl di Bologna. “La nostra struttura si è organizzata facendo, dove possibile, programmazione; in modo più specifico abbiamo parlato con i clienti, soprattutto quelli fidelizzati, e spiegato loro la situazione, non dipendente dalla nostra volontà. Questo anche per evitare di trovarci in difficoltà dopo anni di consolidato rapporto”, aggiunge Simonetti. Senza dimenticare, però, il ruolo e le responsabilità delle grandi multiutility in questa complicata congiuntura: secondo Antonio Miele, presidente della Mielemas Srl di Corigliano Rossano (CS), i ritardi nelle consegne si devono anche alle forniture operate dai produttori direttamente alle multiutility. “Ci hanno letteralmente bypassato”, spiega Miele, “generando, oltre al danno, la beffa: sono andati, infatti a incidere in maniera considerevole anche sui ritardi nelle consegne dei materiali dovuti all’aumento della domanda degli stessi da loro generata, su un comparto – e mi riferisco alla produzione – già penalizzato da problemi di approvvigionamento della componentistica, che, non a caso. arriva dalla Cina. Ciò ha creato non pochi attriti con i nostri fornitori, generando un danno economico, oltre che di immagine”.  Questo articolo è stato pubblicato anche sul numero 280 della rivista Blu&Rosso (ottobre 2021)


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INCHIESTA

a cura di Sebastian Bendinelli

Nelle scuole si respira una

nuova aria L’installazione di sistemi di VMC per prevenire il contagio in ambienti scolastici procede a rilento, perché spesso non ci sono fondi sufficienti. Ma gli esempi virtuosi non mancano

(finanziamenti permettendo)

A

quasi due anni dall’inizio dell’emergenza pandemica, gli istituti scolastici sembrano aver trovato un modo per adattarsi alla “nuova normalità” di convivenza con il virus. Dopo l’esperienza traumatica dei lunghi mesi trascorsi in didattica a distanza, l’anno scolastico 2021/2022, di cui ora si avvia a conclusione il primo quadrimestre, si è aperto sotto migliori auspici. Buona parte del merito va al successo della campagna vaccinale: l’alto tasso di vaccinazione anche nella fascia d’età 12-19 ha contribuito a tenere bassi i contagi, limitando lo sviluppo di nuovi focolai. A questo si sono aggiunte le nuove linee guida approvate dal governo a inizio novembre, che

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prevedono la presenza di tre casi positivi – e non più uno soltanto – perché una classe debba essere messa in quarantena. L’obiettivo è quello di garantire il più possibile continuità didattica in condizioni di “normalità” dopo le frequenti interruzioni degli ultimi due anni scolastici. Le scuole si sono adattate alla situazione attuale anche dal punto di vista delle precauzioni anticontagio: l’obbligo di indossare le mascherine, rispettare il distanziamento e igienizzare frequentemente le mani è ormai interiorizzato e fa parte della quotidianità degli studenti; in più, si è capita finalmente l’importanza della gestione della qualità dell’aria per tenere sotto controllo la diffusione del virus nell’eventualità che sia presente uno studente (o un docente) positivo al Sars-CoV-2. Come numerosi studi hanno dimostrato, il virus si diffonde infatti non solo mediante “droplet” – le famose “goccioline” di saliva – ma anche tramite

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Un’aula dell’Istituto Comprensivo Statale P. Tacchi Venturi di San Severino Marche, equipaggiata con unità Aspircomfort Class 620H di Fantini Cosmi

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INCHIESTA

aerosol, e quindi la sua concentrazione nell’aria di un ambiente chiuso aumenta in funzione del tempo che si trascorre al suo interno senza ricambio d’aria. Per questo i luoghi a maggior rischio di contagio sono proprio gli ambienti chiusi e affollati, specialmente se gli occupanti parlano, urlano o cantano.

Figura 1. San Severino Marche, Aspircomfort Class 620H di Fantini Cosmi installata a soffitto

Per la VMC a scuola nessun finanziamento nazionale

Oggi tutte le scuole raccomandano al personale docente e ausiliario di arieggiare frequentemente

Parola all’installatore “Per installare le unità di VMC a soffitto abbiamo dovuto innanzitutto fare dei fori da 250 al muro, dopodiché abbiamo messo i sostegni. Ogni macchina pesa 70 chili. Dopodiché abbiamo posizionato la macchina, abbiamo fatto i vari collegamenti, e poi l’accensione”, spiega Simone Pascucci della ditta Pascucci Otello e Simone Snc di Tolentino, che ha curato l’installazione della VMC a San Severino Marche. “Oltre ai fori, non sono stati necessari altri lavori di muratura. Tra allaccio elettrico, posizionamento e fori, per installare ogni singola macchina è stata necessaria una giornata e mezzo, lavorando in due persone. A livello di manutenzione ordinaria, è sufficiente pulire i filtri due volte all’anno: un lavoro che potrebbe fare direttamente anche il cliente. Lavori di questo genere sono piuttosto frequenti nel settore residenziale: nel 90% dei nuovi edifici viene installato un impianto di VMC, nelle scuole invece è ancora piuttosto raro. Sono macchine che consiglio assolutamente, andrebbero installate ovunque: senza aprire le finestre garantiscono il ricambio dell’aria, per una migliore salute di tutti gli occupanti”.

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le aule. Alcuni istituti scolastici, però, sono riusciti anche a dotarsi di moderni impianti di ventilazione meccanica controllata, che consentono un efficace ricambio d’aria senza dispersione di calore – un vantaggio non trascurabile, specialmente nella stagione invernale, considerando anche che gran parte degli edifici scolastici sono obsoleti e inefficienti dal punto di vista energetico. Di quante scuole stiamo parlando? Difficile dirlo, perché non esiste una statistica ufficiale di questo tipo. Di certo ancora un’esigua minoranza dei circa 53 mila edifici scolastici presenti in Italia, anche perché non sono stati stanziati fondi per questa tipologia di interventi a livello nazionale. O meglio: il decreto Sostegni bis (73/2021), convertito in legge a luglio 2021 (n. 106), ha stanziato 350 milioni di euro per l’avvio dell’anno scolastico in sicurezza, destinati all’acquisto di dispositivi di protezione e materiale per l’igiene individuale (come gel e mascherine), ma anche per l’adattamento “degli spazi interni ed esterni e delle loro dotazioni allo svolgimento dell’attività didattica in condizioni di sicurezza, compresi interventi di piccola manutenzione, di pulizia straordinaria e sanificazione, nonché interventi di realizzazione, adeguamento e manutenzione dei laboratori didattici, delle palestre, di ambienti didattici innovativi, di sistemi di sorveglianza e dell’infrastruttura informatica”. L’acquisto e l’installazione di sistemi di ventilazione e aerazione non vengono esplicitamente menzionati nel testo


due edifici scolastici per ciascun comune. L’iniziativa ha avuto successo, e la regione nel corso dell’estate ha aggiunto ulteriori 4 milioni. Bisogna poi menzionare alcuni singoli comuni, come Forlì, che ha acquistato 840 sanificatori d’aria da collocare in 500 ambienti scolastici, o San Lazzaro di Bologna, che ne ha acquistati 270 – anche se, naturalmente, un impianto di VMC è cosa ben diversa da un purificatore d’aria dotato di filtro HEPA, benché anche questi ultimi dispositivi permettano di ridurre il rischio di contagio.

della legge, che anzi sembra escluderli parlando soltanto di interventi di “piccola manutenzione”. Di conseguenza, l’iniziativa è ricaduta unicamente sulle spalle dei singoli dirigenti scolastici, che nella maggior parte dei casi hanno preferito impiegare i fondi su altro. Anche perché, suddivisi tra tutti gli istituti, 350 milioni di euro non sono certo abbastanza per dotare tutte le aule di un impianto di aerazione, senza contare le successive spese di manutenzione. In base al decreto di ripartizione dei fondi, le singole scuole hanno ricevuto in media solo poche decine di migliaia di euro. Solo a quelle più grandi sono andati importi più consistenti, tra i 100 e i 200 mila euro. “Va detto con franchezza che un lavoro di questo tipo è di competenza degli enti locali e non può essere fatto da noi. La maggior parte delle scuole continua a tenere aperta la finestra”, ha detto il presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, Antonello Giannelli, al giornalista Alex Corlazzoli, che ha dedicato al tema un articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano il 17 ottobre 2021.

Due esempi virtuosi: San Severino Marche…

Le iniziative dei singoli enti locali

La mancanza di finanziamenti a livello statale è stata sopperita, in alcuni casi, dall’iniziativa dei singoli enti locali. A fare da apripista è stata la regione Marche, che già a febbraio 2021 ha indetto un bando da 2 milioni di euro specificamente per l’installazione di VMC nelle scuole, con un limite di spesa di 4 mila euro per ogni aula, per un massimo di

Figura 2. Scuola secondaria di I grado “Leon Battista Alberti” a Fontaniva (PD), griglie di aerazione all’esterno dell’edificio. VMC decentralizzata Helty Flow M800

Tra i comuni marchigiani che hanno partecipato all’avviso pubblico della regione c’è quello di San Severino, in provincia di Macerata. Qui, tra le scuole che hanno potuto beneficiare dei fondi, troviamo l’Istituto Comprensivo Statale P. Tacchi Venturi, dove sono state installate 29 macchine VMC di Fantini Cosmi per il trattamento e il ricircolo dell’aria, suddivise tra la sede centrale di viale Bigioli (dove si trova la scuola secondaria di I grado) e il plesso dell’infanzia e delle elementari di Cesolo (Figura 1 e 3). La spesa complessiva per l’intervento, realizzato dalla ditta Pascucci Otello e Simone Snc di Tolentino, si è aggirata attorno ai 100 mila euro. Le macchine VMC sono state consegnate a fine luglio e installate in agosto, per consentire di riaprire le classi a interventi ultimati. Il modello installato è Aspircomfort Class 620H, una nuova unità di

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INCHIESTA Le caratteristiche dell’impianto Il bando pubblicato dalla regione Marche per l’installazione di sistemi di VMC negli edifici scolastici stabilisce alcuni requisiti, che è utile tenere presenti come “buona pratica” nella scelta di un sistema di ventilazione da installare in questo tipo di ambienti. Nello specifico: • Il dimensionamento dell’impianto deve garantire i valori di portata d’aria previsti dal D.M. 18/12/1975 (punto 5.3.12). La norma di riferimento è la norma UNI 10339 di giugno 1995. • Gli impianti di ventilazione devono essere dotati di elementi per il recupero di calore (con esclusione di apparati che mescolano aria d’ingresso con aria di uscita), al fine di garantire il risparmio energetico. • Per garantire il regolare svolgimento delle lezioni e non causare disagio acustico, gli impianti devono essere a bassa rumorosità, nel rispetto degli standard previsti dalla norma UNI 11532 prospetto 8 e UNI 8199:2016. • Deve essere garantito il controllo a distanza per contenere i consumi energetici, in modo da consentire l’accendimento e lo spegnimento programmato o l’intervento per l’accensione e lo spegnimento da remoto. ventilazione completa di recuperatore di calore, sensori di umidità e VOC, particolarmente indicata per singoli ambienti dove non è possibile realizzare impianti canalizzati e adatta appunto per edifici come le scuole. La sua installazione in orizzontale ne permette l’applicazione anche a controsoffitto, a vantaggio dell’estetica dei locali. Tutte le macchine installate sono comandate da un pannello remoto touch screen (CH193VMC), che ne consente la programmazione centralizzata: è possibile stabilire facilmente ogni giorno le ore di funzionamento delle macchine VMC nelle varie aule e negli spazi comuni, e spegnerle il sabato e domenica quando ragazzi e personale scolastico sono assenti. È anche possibile personalizzare il funzionamento della singola macchina e regolarne il funzionamento su base oraria nelle aule destinate ai laboratori, che vengono usate solo per alcune ore alla settimana. Tutto ciò consente un notevole risparmio energetico e la garanzia di avere sempre aria pulita e rinnovata in ogni area della scuola. 40

Figura 3. Aspircomfort Class 620H di Fantini Cosmi, installazione

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...e Fontaniva

Per la nostra seconda case history ci spostiamo in provincia di Padova, e precisamente dal comune di Fontaniva. Qui la ditta Ranzato Impianti ha realizzato, su progetto dell’Ing. Simone Micheletto, un intervento di retrofit VMC integrale che ha coinvolto 3 plessi scolastici, per un totale di sessanta aule: Scuola primaria Battisti e Scuola secondaria di primo grado Alberti nel comune di Fontaniva, Scuola Primaria Filzi nella frazione di San Giorgio in Brenta (Figura 2). La progettazione dei lavori è iniziata a fine maggio, l’esecuzione si è svolta in estate e conclusa a settembre 2021. La soluzione installata è Helty FlowM800, un sistema di VMC decentralizzato a doppio flusso, con ventilazione modulabile su 10 velocità e portata d’aria fino a 800 m3/h, integrato con un filtro che elimina particolato sottile, smog e pollini dal flusso d’aria in ingresso, e con uno scambiatore di calore entalpico a flussi incrociati che garantisce un’efficienza di recupero termico tra il 76 e l’82%. Disponibile in diverse configurazioni – con uscita prese d’aria sul lato destro o sinistro – FlowM800 si installa in un contenitore ad armadio con finitura bianca, che permette un inserimento mimetico negli ambienti. Le ante frontali e lo sportello di ispezione sul lato assicurano grande facilità di accesso per le necessità di manutenzione ordinaria e cambio filtri (vedi Come si installa nella pagina seguente).

I risultati dei test sulla qualità dell’aria

I benefici della VMC a scuola sono provati da numerosi studi e test sperimentali. Nella scuola elementare di S. Pio X a Volon, in provincia di Verona, in un’aula dotata di un sistema decentralizzato Helty FlowM800, sono stati rilevati livelli di anidride carbonica fino a quattro volte inferiori. Il test è stato condotto con un sensore professionale Aranet4 posizionato nell’area centrale della classe, in presenza di 24 allievi e un’insegnante. A VMC spenta, con porte e finestre chiuse, la CO2 rilevata ha superato i 4000 ppm appena dopo un’ora e mezza, un valore aderente alla curva di crescita costante prevista dal modello teorico; a VMC accesa, a parità di tempo e condizioni e impostando una portata d’aria pari a 500 m3/h (tale cioè da soddisfare una portata d’aria nominale parametrata sulla UNI 10339), i livelli di CO2 sono scesi a 1400 ppm. Aumentando la portata a 800 m3/h, dopo un’ora e mezza la concentrazione di anidride carbonica nell’aria della classe si è ridotta stabilizzandosi attorno ai 1000 ppm. 


Come si installa

L’installazione passo per passo dell’impianto di VMC decentralizzato Helty FlowM800 all’interno di un’aula scolastica a Volon di Zevio (VR)

1 – Esecuzione del foro di carotaggio sulla muratura perimetrale

2 – Montaggio della struttura armadio

3 – Montaggio staffe per il fissaggio della macchina VMC

4 – Posa e fissaggio della macchina VMC

5 – Posa della struttura armadio

6 – Collegamento dei canali di estrazione e immissione aria

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R U B R ICA

R

Sicurezza in Bagno

in collaborazione con

di Stefano Monelli

GLI AUSILI E IL LORO ANCORAGGIO A PARETE Maniglie, sostegni e seggiolini possono essere installati con diverse tipologie di ancorante a seconda della parete su cui sono collocati. Ecco quello che c’è da sapere a scelta di installare ausili è determinata solitamente dalla necessità di avere a disposizione un “appiglio” utile a muoversi in libertà e sicurezza, un bisogno che chiunque di noi nel corso della propria vita può prima o poi avere. Ciò che solitamente non viene valutato nel modo più corretto è la fiducia incondizionata e istintiva che riponiamo verso un ausilio installato a parete: difficilmente prima di aggrapparci ci domandiamo se sia stato correttamente installato e se possa

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resistere allo sforzo di sorreggere il nostro peso. Una constatazione ovvia quindi è che questa “fiducia” riposta verso un semplice accessorio, preposto a un’importante funzione di assistenza passiva, comporta che debba essere installato a regola d’arte. Questa “banalità” dimostra quale importanza riveste la qualità e l’affidabilità dell’ancoraggio a muro di una maniglia di sicurezza. Solitamente ogni costruttore suggerisce un tipo di ancorante ottimale in funzione del prodotto, ma la scelta definitiva, in funzione della natura del muro su cui l’ausilio dovrà essere instal-


lato, è demandata a un professionista qualificato che dovrà scegliere gli elementi di fissaggio più idonei e perciò svolge un ruolo fondamentale per il corretto ancoraggio dell’ausilio. Ciò premesso, cerchiamo di comprendere l’interazione tra il fondo di ancoraggio, l’ancorante e l’articolo da installare.

Il fondo di ancoraggio

Il fondo di ancoraggio, o parete, tradizionalmente almeno nel nostro paese, può essere in laterizio, pietra naturale o calcestruzzo. Più recentemente si sta diffondendo l’adozione, per pareti non portanti, del sistema definito a secco che prevede una tessitura in metallo o legno a cui vengono fissati dei pannelli in fibra di legno o gesso. Dato che ci riferiamo agli ambienti bagno, dobbiamo aggiungere che solitamente in ambienti di questo tipo le pareti vengono completate con un rivestimento che può variare da una semplice pittura alle mattonelle o addirittura carta da parati in fibra di vetro, secondo le ultime tendenze.

Le diverse tipologie di ancorante

Evidentemente la tecnica costruttiva del fondo determina quale debba essere la scelta per l’ancorante. Questi si distinguono in base al loro principio di funzionamento e al materiale di cui sono costituiti, o il supporto base dell’installazione. In generale si possono delineare due tipologie: i meccanici e i chimici. Gli ancoranti meccanici resistono sfruttando l’attrito tra i materiali, mentre i chimici si basano sul legame che si crea tra una resina sintetica, il materiale base e la barra di ancoraggio. In questo articolo è stato scelto di limitarsi all’analisi degli ancoranti di tipo meccanico perché più comuni, semplici nell’impiego e largamente diffusi. A tale proposito è opportuna un’ulteriore puntualizzazione: anche gli ancoranti meccanici devono essere distinti tra quelli di tipo tradizionale e gli altri specifici per pareti cave o leggere. Quando parliamo di fissaggi tradizionali ci si riferisce ai classici tasselli in nylon, adatti all’impiego nel calcestruzzo, in muratura piena e forata, e con qual-

che precauzione nel cartongesso. Sono costituiti da una boccola con sezioni espandenti, accoppiata a una vite in acciaio. Per sistemi omologati, ogni tassello è associato a una vite speciale, in modo da ottenere la massima tenuta dell’ancoraggio. A causa della sensibilità del materiale plastico alla temperatura, normalmente è necessario che durante il montaggio la temperatura non scenda sotto 0° C. Gli ancoranti per pareti leggere sono solitamente realizzati in un unico materiale, acciaio o tecno-polimero, e sfruttano un funzionamento diverso, che “usa” la cavità interna alla parete. Questi ancoraggi speciali offrono il duplice vantaggio di non richiedere un rinforzo specifico da porre all’interno della cavità della parete, possono essere impiegati liberamente e, almeno alcuni di essi, non perdono la capacità di tenuta nel corso del tempo.

Gli ausili da installare

Ora che abbiamo individuato il supporto e l’ancorante non ci resta che accennare agli articoli che dovrebbero essere installati nella consapevolezza della loro funzione. Con ausili ci si riferisce genericamente a maniglie, sostegni e seggiolini. Questi articoli sono provvisti di flange o piastre per l’ancoraggio a muro con dei fori per le viti. Per l’installazione di questi articoli quindi è necessaria la foratura della parete; i fori devono essere eseguiti tenendo ben presente di usare un trapano con la sola rotazione, escludendo la percussione. È doveroso ricordare che dovrebbero essere previste preferibilmente tre viti, per ogni elemento di fissaggio, la cui disposizione dovrebbe essere a triangolo con il vertice rivolto verso il basso in modo da avere due viti in alto e una in basso, presupponendo che il carico maggiore venga esercitato dall’alto verso il basso.

Il carico massimo

A conclusione di questo articolo si ritiene utile un’ultima considerazione a proposito dell’uso degli ausili e in particolare le maniglie e i sostegni. Questi oggetti vengono afferrati con la mano, che ha una “presa” N. 6 - NOVEMBRE/DICEMBRE 2021 | INSTALLATORE PROFESSIONALE

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R U B R ICA

R

Sicurezza in Bagno

ovvero sfrutta i muscoli che contraendosi chiudono le dita sul palmo della mano per stringere. A tale proposito è opportuno sapere che tale presa può essere esercitata con una forza, misurabile, che varia tra uomo e donna e tra un giovane e un anziano. Grazie ai test di “hand grip”, conosciamo la capacità di tenuta media che un giovane uomo può raggiungere con una mano; il valore varia tra 48 e 51 chilogrammi, sebbene possa raggiungere i 64 chilogrammi. Per una donna tali valori sono compresi tra 26 e 29 con punte superiori a 38 chilogrammi. Questo non significa che in caso di necessità lo sforzo a cui viene sottoposto un ausilio, in particolare una maniglia, sia limitato a un valore prossimo a quello della capacità di tenuta di una mano, perché in questo modo non si terrebbero in considerazione le diverse modalità d’uso. Un conto è poggiarsi mentre ci si muove lentamente deambulando, diverso 44

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è usufruire di una coppia di sostegni a lato del vaso sanitario per sollevarsi in piedi o sedersi, altro ancora l’inerzia del movimento casuale e quindi lo “strappo” che subisce la maniglia a cui ci si aggrappa in caso di perdita di equilibrio. A tale proposito è utile ricordare che l’istituto di certificazione “TÜV ”, specializzato, tra le altre cose, nel test di resistenza a carico per gli ausili, effettua prove per verificare la tenuta di questo tipo di prodotti, sottoponendoli prima ad un carico fino a rottura o deformazione permanente, quindi definendo un carico massimo di lavoro senza che il prodotto subisca danni permanenti e garantisca la funzionalità per cui è stato progettato. Tale test ha individuato il valore di 150 chilogrammi come massimo carico a cui devono essere sottoposti gli ausili senza subire deformazioni e garantire la loro funzione anche dopo una serie di sforzi di questo tenore. 


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CLIMATIZZAZIONE “MISTA” PER UNA SCUOLA VERONESE Per la climatizzazione estiva e invernale dell’istituto “Scuole alle Stimate” sono state installate due unità in pompa di calore e due sistemi VRF MAXA, attualizzando i ventilconvettori alla tecnologia DC brushless

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evoluzione del clima sta imponendo anche agli istituti scolastici di aggiornare i propri sistemi di climatizzazione per renderli idonei ai servizi estivi oltre che invernali. L’istituto “Scuole alle Stimate” di Verona ha deciso di aggiornare il proprio sistema di climatizzazione invernale ed estivo con l’installazione di

L’

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2 unità in pompa di calore aria/ acqua i-HP, 2 sistemi VRF MARV di MAXA, e attualizzando i ventilconvettori alla tecnologia DC brushless.

Obiettivi dell’intervento

L’intervento aveva diversi e specifici obiettivi: il primo e di maggiore importanza riguarda la possibilità di fornire il servizio di climatizzazione estiva anche all’interno di un edificio che ne era privo. Inoltre, la


vetustà dei ventilconvettori presenti nelle aule ha imposto la loro sostituzione con nuove unità dotate di motore DC brushless. Infine, due aree non raggiunte dalla rete di predisposizione per lo scarico dell’acqua di condensa sono state oggetto di intervento con sistemi a flusso di refrigerante variabile a espansione diretta e unità interne a cassetta con motore DC brushless.

La soluzione adottata

Il contesto scolastico ormai stabilizzato da decenni dal punto di vista architettonico ha rappresentato il principale vincolo alle soluzioni tecniche applicabili, e ha imposto la ricerca di valide alternative alle consuete modalità di installazione. Dopo un’attenta analisi, la committenza ha aderito alla proposta di un intervento di tipo misto: idronico + espansione diretta. La presenza di locali seminterrati adibiti a vani tecnici atti allo scambio di energia termica con la rete di teleriscaldamento cittadina, unita alla presenza di alcune griglie collegate a bocche di lupo presenti nei medesimi locali, ha permesso di usare un locale – anticamente adibito a locale caldaie – come nuovo locale tecnico per l’installazione di n°2 unità in pompa di calore ad alta efficienza con doppio compressore a inverter i-HP 0260. Tali unità sono state parzialmente canalizzate (solo lato espulsione) in modo da poter funzionare con la massima efficienza anche se installate in

interni. L’aria di aspirazione entra nel locale attraverso superfici grigliate presenti nei vani adiacenti.

Risultati

I benefici ottenuti dall’installazione delle unità i-HP e MARV MAXA sono di vario genere e si possono valutare su diversi livelli: garanzia del servizio di climatiz-

zazione estiva all’interno di locali totalmente privi di tale servizio; aumento del comfort interno specialmente nei mesi iniziali e finali dell’anno scolastico compreso il periodo dedicato agli esami di stato; ridondanza del sistema di climatizzazione invernale e conseguente maggiore sicurezza del servizio; netto aumento della silenziosità all’interno delle aule, con l’introduzione di motori DC brushless su tutte le nuove unità interne sia idroniche che VRF. 

Scheda progetto Luogo: Verona Committente: Istituto scolastico paritario “Scuole alle Stimate” Intervento: Rifacimento impianto di climatizzazione invernale ed estiva Prodotti installati: 2 unità in pompa di calore aria/acqua i-HP e 2 sistemi VRF MARV MAXA Progetto impiantistico: Studio tecnico ADV Associati di Verona Ditta installatrice: Master S.A.S. Di P.I. Mascalzoni Roberto E C. di San Martino Buon Albergo (VR) Per maggiori informazioni www.baxi.it

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News

Dal mercato

Grande successo per la piattaforma di e-learning Baxi Oltre all’offerta formativa tradizionale in presenza, che prevede Corsi Tecnici (per conoscere nel dettaglio i prodotti dell’azienda), Corsi Professionali (dedicati alle competenze professionalizzanti di base), Corsi Normativi (per approfondimenti in ambito normativo/legislativo) e Corsi Business (dedicati alle competenze utili alla crescita e al consolidamento del business) presso la sede principale di Bassano del Grappa oppure in una delle 6 sedi esterne attivate per coprire tutto il territorio nazionale, Baxi ha lanciato anche una piattaforma di e-learning: si tratta di BAXI L@B 7/24, la nuova piattaforma e-learning contenente video corsi registrati disponibili on demand, tutti i giorni, h 24/24. Un punto di riferimento nostop per l’acquisizione di informazioni e strumenti indispensabili per assicurare alla Rete Service un’evoluzione strategica rafforzata dai continui aggiornamenti. Questa specifica piattaforma e-learning, infatti, consente l’accesso individuale e illimitato a numerosi contenuti per tutte le categorie dell’offerta formativa. Ciascun corso è costituito da più video di durata variabile tra i 5 e i 15 minuti, accompagnati da test di verifica intermedia, oltre al test finale per l’ammissione al corso pratico in aula. Non mancano inoltre i tools di statistica e analisi sull’andamento della formazione individuale ma, soprattutto, un servizio di supporto dedicato in caso di dubbi o quesiti particolari. Attiva da luglio 2021, la piattaforma è andata live con 250 video disponibili e ha già registrato oltre 5000 accessi per un totale di più di 6000 ore di utilizzo. Come sottolineato da Stefano Zarpellon, Service Training & Support Manager di Baxi, “la piattaforma BAXI L@B 7/24 è nata con l’idea di rendere la formazione di base accessibile a tutti e propedeutica alla formazione in aula. Si aggiunge inoltre il vantaggio che i contenuti, sempre disponibili, possono diventare veri e propri video-tutorial utilizzabili dai tecnici in utenza”.

MIDEA RAFFORZA LA PARTNERSHIP CON IL MANCHESTER CITY Avviata a gennaio 2020, la partnership globale tra Midea e il football club del Manchester City si rafforza: l’azienda di elettrodomestici incrementa gli asset di visibilità e accresce l’offerta di contenuti ed esperienze per gli appassionati di calcio. Tra i contenuti digitali prodotti da Midea nel corso della partnership, l’hashtag #MideaHomeChallenge, che ha intrattenuto i tifosi durante i lockdown quando diversi giocatori del Manchester City sfidarono i fan a mostrare le proprie abilità calcistiche interagendo con gli elettrodomestici di casa. In aggiunta, la campagna Midea #WorldClass Awards, che ha celebrato il Club e soprattutto le #WorldClass performance dei giocatori durante la stagione 2020/21. Lo spettacolo di premiazione di Midea, presentato dalle leggende del City Paul Dickov e Shaun Wright-Phillips, ha attirato milioni di visualizzazioni e interazioni da parte dei fan quando i nove diversi trofei #WorldClass sono stati votati e successivamente assegnati ai loro giocatori del City preferiti. Da questa stagione, di pari passo con il nuovo sistema di display LED a due livelli dell’Etihad Stadium, Midea dispone di 12 slot LED in ogni partita in casa del Manchester City per mostrare la vasta gamma di elettrodomestici smart di tutte le categorie. Midea estenderà la sua relazione anche per supportare la comunità collaborando con il progetto del Club ‘City In The Community’, che esplora nuovi modi per affrontare le sfide sociali. Nei prossimi mesi il Club integrerà anche gli elettrodomestici smart Midea, leader di settore in tutto l’Etihad Campus per fornire strutture migliorate a giocatori e tifosi. Oltre all’impegno con la squadra maschile del Manchester City, Midea è anche partner globale esclusivo per grandi e piccoli elettrodomestici e trattamento dell’aria (HVAC) della squadra femminile del Manchester City, e partner principale del club affiliato New York City FC, sotto il City Football Group che gioca nella MLS. 48

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IN OTTEMPERANZA ALLA NORMATIVA: COMMA 347, ARTICOLO 1, LEGGE 296/2006 “In tutti gli interventi, ove tecnicamente possibile, sono installate su tutti i corpi scaldanti valvole termostatiche a bassa inerzia termica, corredate dalla certificazione del fornitore, ovvero altro sistema di termoregolazione (di tipo modulante e agente sulla portata) con l’esclusione degli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati per funzionare con temperature medie del fluido termovettore inferiore a 45 °C.”


News

Dal mercato

GLI INSTALLATORI SONO PROTAGONISTI DEL NUOVO PODCAST TARGATO VIESSMANN Power Stories è il nuovo podcast lanciato da Viessmann: una serie di otto puntate che raccontano “storie di persone e di energia”, a partire da lunedì 25 ottobre. Ogni episodio ha come protagonista un Partner per l’Efficienza Energetica, cioè un installatore qualificato di Viessmann in Italia che racconta la propria esperienza unica: come Pietro, ad esempio, il cui mestiere, insieme alla passione per la montagna, diventa una risorsa per il paese alpino Chamois, in Val d’Aosta; o Annalisa, che ha scelto la stessa professione del padre installatore, cui è sempre stata legatissima, e racconta cosa ha affrontato per affermarsi come imprenditrice in una professione storicamente maschile; o ancora Marco, che a Enna, città di montagna della Sicilia, ha intravisto le potenzialità del fotovoltaico prima che questa tecnologia si affermasse con successo. La voce narrante è quella del giornalista e divulgatore Giorgio Tartaro, che racconta la storia dei Partner protagonisti, facendo emergere il lato umano oltre alle loro competenze nel campo dell’efficienza energetica. L’iniziativa dà seguito all’esperienza delle Partner Stories, il progetto lanciato durante il periodo di lockdown, con la realizzazione di una serie di interviste Instagram ai Partner per l’Efficienza Energetica volte a conoscere da vicino i migliori installatori Viessmann d’Italia, attraverso un ciclo di interventi fruibili sui canali social ufficiali dell’azienda. Il podcast è disponibile sulle principali piattaforme di streaming online, come Spreaker, Spotify, Apple Podcast e Google Podcast, oltre che sul sito dell’azienda.

Viega con IdroLAB e ARGE a supporto della distribuzione ITS IdroLAB, leader in Italia nella fornitura di servizi informatici per il settore ITS, ha recentemente siglato un accordo con ARGE, associazione tedesca di oltre 100 produttori nel settore dell’installazione che organizza la gestione dei dati di prodotto, nonché la normalizzazione degli standard e dei formati dei dati per le aziende associate. Lo strumento più importante per la distribuzione di questi dati è building-masterdata.com. Le linee guida internazionali sulla qualità dei dati di prodotto, Building Masterdata Guideline (BMDG), definiscono gli standard necessari per la compilazione degli stessi. Inoltre, ARGE mira a un elevato grado di collegamento digitale in rete con le offerte internazionali esistenti e si basa sulla cooperazione specifica dei singoli Paesi per quanto ri50

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guarda i dati di prodotto internazionali. ARGE e IdroLAB mettono insieme le loro piattaforme come interfaccia per attività congiunte e cooperano nella fornitura delle informazioni di prodotto, nei settori dell’installazione; per l’Italia IdroLAB converte il formato BMDG nei formati standard ANGAISA. I dati vengono distribuiti direttamente ai rivenditori e distributori italiani tramite le piattaforme IdroLAB. In questo modo anche Viega, che con IdroLAB vanta una collaborazione pluriennale, può fornire ai clienti italiani in modo rapido, efficiente e sempre aggiornato dati di prodotto di alta qualità, per supportare al meglio la filiera ITS fornendo le informazioni necessarie per una gestione automatica delle risorse informative e di prodotto dell’impiantistica moderna.


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News

Dal mercato

CLIVET INAUGURA IL NUOVO INNOVATION CENTRE Clivet ha inaugurato a fine ottobre il nuovo Innovation Centre, il centro per l’innovazione tecnologica costruito presso la sede dell’azienda a Feltre, in provincia di Belluno. Realizzato grazie a un investimento complessivo di 4 milioni di euro, il centro è stato interamente progettato e costruito dai dipendenti, e sarà utilizzato per studiare e testare i nuovi prodotti. Al suo interno si trovano 6 sale prova e nuovi strumenti di collaudo con cui sarà possibile effettuare test funzionali, prestazionali, acustici, di vibrazione e stress, con temperature dell’aria da -20°C a +60°C, per unità fino a 2,5 MW con nuovi refrigeranti a basso impatto ambientale. I clienti potranno vedere direttamente il funzionamento delle macchine anche in condizioni estreme e presenziare ai test in azienda oppure da remoto via internet. La sala prove può essere divisa in due parti (1/3 e 2/3 della sua capienza) ma può essere anche usata interamente per avere maggiore capacità. Questa nuova area si aggiunge alle 8 sale prova per unità residenziali che si trovano nello stabilimento Clivet Home. A supporto del laboratorio è stata realizzata anche una nuova centrale elettrica di 6 MW, collegata a un impianto fotovoltaico da 1 MW. La sala di comando sotterranea comprende invece il quadro di controllo di tutti i gruppi di pompaggio, la vasca che fa da volano termico di circa 500 m3 d’acqua e i serbatoi che contengono acqua a una temperatura compresa tra +4° e +50°, regolati tramite inverter per modulare accuratamente il controllo e la stabilità delle macchine. I gruppi di pompaggio sono collegati a delle torri evaporative e a 6 gruppi frigoriferi che consentono di avere una produzione di acqua glicolata fino a -30° e stoccarla per gestire sia la parte aria che la parte acqua con bilanciamento delle temperature. Ogni pompa è comandata elettronicamente in maniera automatica.

Alle Opere Sociali Don Bosco nasce il “Laboratorio di Climatizzazione” Inaugurato il 12 ottobre presso le Opere Sociali Don Bosco di Sesto San Giovanni (MI), il nuovo Laboratorio di Climatizzazione è un progetto nato dalla collaborazione tra Fondazione Salesiani Lombardia per la Formazione e il Lavoro – CNOS-FAP e Mitsubishi Electric, che ne ha curato la progettazione tecnica insieme ad Air Teknic. Il Laboratorio, dotato di attrezzature tecniche all’avanguardia, è pensato per gli studenti di III e IV che stanno intraprendendo il percorso di operatore di impianti termoidraulici e tecnico di impianti termici. Grazie al supporto di Mitsubishi Electric nella progettazione e nello sviluppo di sistemi di climatizzazione, da oggi gli studenti della scuola possono sperimentare il funzionamento pratico delle pompe di calore, nonché conoscere i principali fondamenti, caratteristiche e prestazioni delle relative tipologie impiantistiche (riscaldamento, ventilazione e climatizzazione). Il Laboratorio è infatti dotato di pareti attrezzate con una pompa di calore e l’unità interna che la gestisce, un bollitore, un collettore, un calorifero per l’alta temperatura, pannelli radianti a soffitto, a pavimento e a parete, e di un lavandino per testare l’acqua calda sanitaria, oltre ad attrezzature e minuteria necessarie alle esercitazioni pratiche. Il nuovo laboratorio consente infatti agli studenti una formazione professionale ‘sul campo’, dove possono sperimentare, a livello pratico, i processi di impiantistica termoidraulica di nuova generazione e le relative metodiche operative, ampliando le loro conoscenze e abilità, a diversi livelli. L’obiettivo è fornire ai giovani capacità professionali concrete che consentano loro di operare in molte e diverse situazioni una volta terminato il percorso di studi, come la posa in opera di pompe di calore per il riscaldamento e il raffrescamento e di apparecchiature idrosanitarie, seguendo tutte le fasi: dall’installazione al collaudo, dalla manutenzione alla riparazione degli impianti stessi.

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News

Dal mercato

Lo sconto in fattura di IDEMA piace agli installatori Mesi dopo il lancio di “xBonus” di IDEMA, il portale creato per agevolare le operazioni di monetizzazione del credito derivato da interventi di ottimizzazione energetica, il successo di questo strumento viene sancito sia dai numeri, con centinaia di pratiche già evase per un valore totale di svariate centinaia di migliaia di euro di credito acquisito/ceduto, sia dai feedback positivi dei professionisti del settore. “È stato uno strumento essenziale per gestire il gran numero di pratiche realizzate nei mesi più caldi del 2021”, afferma il sig. Russo di Politecno Service Sas. Queste invece le parole di Ottavio Distefano di Idrosystem: “xBonus di IDEMA è una piattaforma semplice e intuitiva che ha semplificato di molto tutta la burocrazia che le pratiche prevedono”. Edoardo Cibelli di Climatica Snc aggiunge: “Nel 2021 è stato indispensabile poter utilizzare xBonus, sia nell’ottica di reperimento di nuovi potenziali clienti, sia per mantenere quelli già fidelizzati”. Semplice e diretta anche l’opinione di Agenzia Millarte Srl: “Nel 2021 non si può più prescindere dallo sfruttare appieno strumenti di supporto alle vendite, necessari per applicare lo sconto in fattura”. Paola di GA.TI. Impianti Srl commenta invece in questo modo: “Oggi come oggi l’efficientamento energetico passa dall’alta efficienza dei prodotti alti di gamma: prodotti vendibili grazie anche agli incentivi fiscali, nonché a strumenti come xBonus in grado di permettere a noi installatori di cedere il credito acquisito”.

Daikin svela il nuovo VRV 5 a refrigerante R32 La nuova unità VRV 5 di Daikin a recupero di calore, che sarà fornita alle fabbriche in Repubblica Ceca e Belgio a partire da luglio 2022, introduce il refrigerante R32 a basso valore GWP per gli edifici commerciali di grandi dimensioni, mantenendo al tempo stesso la flessibilità dei sistemi VRV, in grado di adattarsi a qualsiasi spazio interno. La nuova unità darà un contributo significativo alla decarbonizzazione degli edifici commerciali, grazie a un’importante riduzione (fino al 71%) dell’impatto sul riscaldamento globale e una maggiore efficienza stagionale in condizioni reali. Il sistema a recupero di calore a 3 tubazioni recupera e ricircola il calore tra spazi con diversi fabbisogni termici e permette il funzionamento simultaneo in modalità riscaldamento e raffrescamento, indipendentemente dall’esposizione dell’edificio. L’integrazione di unità di ventilazione contribuisce ulteriormente a migliorare la qualità dell’aria interna, rendendo l’ambiente più salutare. Un selettore di diramazione (unità BS) completamente ridisegnato e dotato della tecnologia Shîrudo di Daikin consente l’installazione in spazi di soli 7 m2 senza necessità di calcoli complicati o misure aggiuntive di controllo del refrigerante. Il sistema Daikin VRV 5, grazie all’ampiezza della propria gamma fino a 75,8 kW, è in grado di soddisfare le esigenze di edifici di medie e grandi dimensioni con un’unica soluzione. La gamma completa di unità interne VRV a R-32, progettate ad hoc, offre la massima flessibilità per qualsiasi configurazione degli ambienti. Le unità comprendono le cassette a soffitto e pensili, le canalizzate ultrapiatte, a media e alta prevalenza (ESP), e le unità a parete. Grazie alle varie capacità offerte, da 1,1 KW a 31,5 KW, è facile scegliere la soluzione che meglio si adatta a ogni ambiente. 54

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Kit di contabilizzazione da incasso per acqua sanitaria • Lo installi dove vuoi, perché è compatto per gli ingombri minimi adeguati a tutti i tipi di parete e risponde alle prescrizioni di norma. • È bello e accessibile per le placche di design filomuro. • È facile da installare per la soluzione del kit premontato in cassetta con connessione Fastec®. • È anche remotizzabile per gestire apertura/chiusura da remoto quando viene integrato il motore E100.

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L’INCASSO CHE CONTA


Novità prodotti Sifone salvaspazio personalizzabile

Valvola da incasso motorizzata

Con i sifoni SILFRA si ottimizza lo spazio sotto il lavabo. È possibile fissare direttamente il corpo del sifone alla piletta ottenendo così una notevole riduzione degli ingombri. Per coloro che necessitano di un sifone dall’ingombro ridotto, SILFRA propone il modello Spaceless: realizzato in materiale termoplastico (ABS) e declinabile in 5 diverse versioni tutte disponibili sia con sistema UP&DOWN che a scarico libero. Grazie alla particolare forma della parte verticale dello scarico, il sifone Spaceless si distingue dalle soluzioni tradizionali dalla forma cilindrica, garantendo così la possibilità di trasformare il vano sotto il lavabo in uno spazio operativo e funzionale. In più, può essere personalizzato per soddisfare diverse esigenze progettuali, grazie alla possibilità di tagliare sia la parte di collegamento orizzontale sia quella verticale e, in secondo luogo, di orientare entrambe le sezioni, al fine di risolvere eventuali disassamenti tra il foro del lavabo e quello di scarico a parete. Il tappo rimovibile, infine, assicura la massima pulizia del prodotto. www.silfra.com

TECO ha progettato K4.1 E-READY: la nuova valvola da incasso premontata in cassetta che, successivamente all’installazione, può essere motorizzata in pochi semplici passaggi e comandata a distanza, grazie al motore E100. La funzione base della K4.1 E-READY con motore E100 è il controllo on-off dell’impianto che, collegando la valvola ai moderni sistemi di domotica, permette di gestire l’impianto anche da fuori casa e in modo personalizzato e automatizzato. Il motore E100 ha dimensioni compatte, perfette per l’inserimento nella cassetta premontata, è silenzioso, affidabile e a basso consumo energetico ed è stato sviluppato in quattro modelli, due per l’applicazione in sistemi di riscaldamento e due per gli impianti sanitari, con l’integrazione del micro-interruttore ausiliario per la segnalazione di apertura o di chiusura. La valvola K4.1 E-READY motorizzata presenta diverse funzioni e possibili applicazioni: può essere, infatti, utilizzata per l’intercettazione generale dell’impianto idrosanitario o come intercettazione singola per segmenti di impianto o singole utenze. Può, inoltre, diventare parte degli impianti di flussaggio, che aiutano a combattere la proliferazione di batteri come la legionella, o degli impianti anti-allagamento, in combinazione con un sistema di sonde. La placca di copertura, elegante, discreta e con chiusura magnetica, permette a valvola e motore di integrarsi alla perfezione in ogni ambiente e li rende accessibili in ogni momento. www.tecosrl.it

Sistema di VMC modulare con deumidificazione integrata FITT Agix® è il sistema completo e modulare, silenzioso e performante, che si adatta facilmente a ogni condizione di installazione e a ogni stile abitativo, per offrire le migliori soluzioni di VMC centralizzata e decentralizzata. Certificato da Kiwa secondo la norma europea EN 17192:2019, FITT Agix è ottenuto con un numero ridotto di componenti e può essere facilmente installato a soffitto e a parete. Per il 2022 FITT Agix sarà disponibile anche con nuove unità centralizzate con recupero di calore e deumidificazione integrata. Questa soluzione evita il ricorso a impianti separati, assicura un’alta capacità di deumidificazione per l’ottimale funzionamento degli impianti radianti di raffrescamento, ottimizza il comfort e riduce i consumi, garantendo alta efficienza e semplicità di gestione. Dal prossimo anno FITT Agix sarà disponibile anche con unità VMC decentralizzate. Il nuovo sistema di VMC decentralizzata consente un’installazione rapida, in grado di adattarsi a contesti esistenti e a ristrutturazioni con spazi predefiniti, e permette di sincronizzare più unità all’interno della stessa abitazione. L’unità di ventilazione principale e quelle secondarie possono infatti essere gestite con un unico controller wireless garantendo la massima flessibilità, semplicità di utilizzo e integrazione negli ambienti. Verrà ampliata anche la gamma delle unità centralizzate a recupero di calore: estremamente versatili e installabili sia verticalmente che orizzontalmente, a parete oppure nel controsoffitto, coprono un range di portata da 150 a 750 mc/h. Tutte le unità centralizzate FITT Agix sono complete di pannello touch screen con controllo Wi-Fi, possono essere comandate da smartphone tramite app dedicata e normalizzare i livelli di umidità relativa e inquinanti all’interno dell’ambiente domestico, grazie alle sonde dedicate installate di serie. agix.fitt.com

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In ogni attimo di calore


Novità prodotti Pompa di circolazione smart Costruita con la tecnologia a magneti permanenti Taco Italia, la pompa di circolazione TacoFlow2 eLink di Taconova, grazie all’applicazione eLink, può essere connessa allo smartphone via bluetooth per semplificare il lavoro dell’installatore. Una volta collegata, l’app permette di effettuare tutte le regolazioni direttamente dall’interfaccia user friendly. Nove curve di pressione proporzionale e nove curve di pressione costante possono essere impostate tramite il collegamento eLink, consentendo l’impostazione ottimale del sistema di riscaldamento. Sempre attraverso l’app è possibile selezionare la modalità a velocità costante e la funzione ActiveADAPT che regola automaticamente la potenza della pompa in base alle esigenze dell’impianto di riscaldamento. Le impostazioni e i parametri di funzionamento correnti della pompa di circolazione vengono visualizzati in report di facile lettura, consentendo all’installatore di documentare e tracciare l’impianto. Oltre al funzionamento in combinazione con l’app, TacoFlow2 eLink può essere utilizzata anche in modalità manuale. Con prevalenze di mandata di 6 m, una portata massima di 3.5 m/h e un campo di temperatura da 2 °C a 110 °C, TacoFlow2 eLink viene utilizzata negli impianti di riscaldamento a tubi singoli e doppi, negli impianti di riscaldamento a pavimento e nei sistemi solari. www.taconova.com

Controller touch screen per unità rooftop Air3000Touch+ di Mitsubishi Electric è il nuovo controllore per unità rooftop creato per rispondere alle esigenze del retail e consentire al personale di vendita la gestione semplice e immediata delle principali funzioni di climatizzazione all’interno dei propri spazi. Attraverso un touch screen con interfaccia semplice e intuitiva, Air3000Touch+ consente di impostare e modificare i principali parametri di funzionamento dell’unità come temperatura di setpoint, funzioni di umidificazione e deumidificazione. Dal touch screen è inoltre possibile selezionare la modalità operativa in base alle reali esigenze o alle mutevoli condizioni climatiche: sarà possibile ad esempio avviare la funzione di “lavaggio sala” che, attraverso l’apertura della serranda di aria esterna del rooftop, consente di effettuare un ricambio d’aria rapido e completo in ambiente. Air3000Touch+ permette, inoltre, di pianificare in maniera precisa e puntuale il funzionamento dell’impianto, attraverso una programmazione settimanale completa. In questo modo è possibile soddisfare le reali esigenze dello spazio commerciale, in base agli orari di apertura al pubblico e a quelli di punta. Il nuovo controllore consente anche di visualizzare tutti gli allarmi e resettare quelli a riarmo manuale, visualizzando lo storico in ordine di attivazione e mostrando fino a 200 eventi. È inoltre presente un troubleshooting per una facile risoluzione degli allarmi più importanti. Il personale preposto alle operazioni di manutenzione può inoltre disporre di alcune funzionalità avanzate che consentono di capire il reale funzionamento dell’impianto e di pianificare al meglio eventuali interventi di ottimizzazione e manutenzione delle unità. it.mitsubishielectric.com

Tool per verificare i requisiti di infiammabilità e tossicità dei refrigeranti Toshiba ha realizzato il Tool R32 per supportare e velocizzare il lavoro degli installatori. Si tratta di uno strumento di lavoro che, inserendo i dati delle unità del sistema da installare, permette in pochi minuti di verificare il rispetto dei limiti di legge d’infiammabilità e di tossicità degli ambienti previsti dalla norma UNI EN 378 2017: sistemi di refrigerazione e pompe di calore – Requisiti per la sicurezza e l’ambiente. Questo fa sì che l’installatore, nella fase di pre-vendita di un impianto, possa già valutare se l’installazione può essere fatta senza alcuna restrizione, così da mantenere il limite di tossicità nell’ambiente entro i livelli richiesti, o se sia necessaria l’installazione di componenti aggiuntivi per mitigare il potenziale rischio. La diffusione di sistemi di climatizzazione e riscaldamento sempre più “eco-friendly” ha portato all’utilizzo di refrigeranti di categoria A2L, cioè classificati come blandamente infiammabili, che, con quantità significative in determinate applicazioni, potrebbero portare però a superare detti limiti. Più critiche sono le installazioni di unità interne a pavimento quali la console, magari installata in locali relativamente piccoli, e specialmente se utilizzata in grossi sistemi multisplit, dove la quantità di refrigerante è non trascurabile. In questi casi è obbligatoria l’installazione di strumenti di sicurezza aggiuntivi. Proprio per questo motivo, per la console residenziale Toshiba sono offerti come accessorio. www.toshibaclima.it

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Il miscelatore si veste di legno Il legno è un materiale sempre più presente nell’ambiente bagno – perché allora non disegnare un miscelatore rivestito in legno, così da poter essere abbinato a piani d’appoggio, pavimenti e mobili? È partendo da premessa che Nilo Gioacchini ha disegnato per Nobili Rubinetterie il nuovo Dress, un miscelatore caratterizzato dalla possibilità di essere rivestito – sulle due superfici piane arrotondate che individuano la bocca di erogazione e la leva di comando – con quattro diverse nuance effetto legno, dalla più chiara chiara alla più scura: Shabby Wood, Heritage Wood, Vanilla Wood e Tobacco Wood. Il corpo del miscelatore è in ottone cromato in tre diverse altezze, per adattarsi a diversi tipi di lavabo: dai classici 17,6 cm ai 27,4 cm. La cartuccia di miscelazione Nobili Widd 28 è disegnata in modo da frenare l’apertura della leva a metà della portata. Oltre questa lieve resistenza è naturalmente possibile ottenere l’erogazione totale. Un modo empirico ma efficace per ridurre i consumi già particolarmente bassi di questa rubinetteria, con una portata di 5 lt/ min (contro i classici 11 lt/min). Oltre alle quattro finiture effetto Legno il miscelatore Dress può ‘vestirsi’ in molti colori e varianti a scelta tra altre cinque macro-palette: Colour, Wood, Fenix, Matter, Carbon e la preziosa Guilloché (un’antica tecnica decorativa impiegata in oreficeria a partire dal 1600). www.nobili.it

Vasca freestanding di ispirazione classica Firmata da Garcìa Cumini, Roman è la nuova vasca freestanding di Arbi Arredobagno ispirata alle antiche vasche in pietra di epoca romana, di cui elabora un’interpretazione contemporanea. Roman si presenta come una vera e propria scultura, caratterizzata da linee morbide e avvolgenti, con un sapiente gioco di contaminazioni tra forma e materia in grado di creare un complemento dal design ricercato e originale, che rende speciali e accoglienti ambienti bagno di ogni stile. La nuova vasca si contraddistingue per l’elevata valenza estetica, connotata dall’effetto vellutato e dalla piacevole tattilità garantite dall’utilizzo del Tekno Deimos. La sua forma ellittica trasmette una sensazione di relax, che trova la sua massima espressione e perfetta dimensione se collocata a centro stanza. Per una maggiore garanzia di praticità e funzionalità, la vasca freestanding Roman può essere corredata di una elegante mensola in noce canaletto e affiancata a una serie di accessori – mensole multiuso Reed, appendini Tokh, portasalviette freestanding in legno massello Step – sempre a firma Garcìa Cumini. www.arbiarredobagno.it

Pompa per lo smaltimento delle acque chiare Sanivite PLUS⁺ di Sanitrit, è la pompa per lo smaltimento delle acque chiare, particolarmente adatta al mondo della cucina. Sanivite PLUS⁺ gestisce le acque bollenti e saponate del lavello e di tutti gli elettrodomestici normalmente presenti all’interno di una cucina. Consente di raggiungere la colonna di scarico quando questa è lontana: le acque reflue vengono infatti “spinte” sia in verticale che in orizzontale verso la rete fognaria attraverso tubi di diametro molto piccolo (32 – 40 mm). Lo spostamento o la riorganizzazione dello spazio cucina è quindi attuabile senza importanti interventi di muratura: i tubi possono passare dietro i mobili, essere nascosti da un tamponamento o inseriti sotto traccia.Gra- Caratteristiche tecniche zie al suo ingombro molto contenuto la pompa Sa- Alimentazione (V/Hz) nivite PLUS⁺ trova una facile collocazione all’interno della cucina; ad esempio, può essere posizionata Diametro di scarico (mm) nella zona sotto il lavello, accanto alla pattumiera, Dimensioni l x p x a (mm) oppure in un altro vano della cucina. Il prodotto è Potenza motore (W) fornito con valvola clapet montata sulle pompe di circolazione per permettere che il flusso avvenga in Scarico orizzontale max (m) una sola direzione e impedire dunque il reflusso. Non Scarico verticale max (m) scarica il WC. Temperatura media delle acque di entrata (°C) www.sanitrit.it

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L’installatore NON PROFESSIONALE Notizie di cronaca e curiosità

La caldaia della scuola è allagata, bambini al freddo. Il preside:“Vestiteli di più” GENOVA — Già tenere le finestre aperte, come richiesto dalle precauzioni anti-Covid, non aiuta. Se poi è pure rotto il riscaldamento, passare gran parte della giornata a scuola rischia di diventare una vera e propria tortura. Lo sanno bene i bambini della scuola statale primaria Evasio Montanella, del quartiere genovese di Prà, che per due settimane sono stati costretti a fare lezione al freddo. Primocanale riporta le segnalazioni esasperate dei genitori: “È un fatto assurdo che succede nell’istituto già da parecchi anni, ogni volta il riscaldamento della scuola viene spento per, secondo quanto comunicato, problemi di funzionamento, lasciando al freddo tutti i bambini che frequentano la scuola”. Secondo il dirigente scolastico, i lavori di riparazione sono complicati dalle condizioni meteorologiche: “Il locale caldaie è infossato e si allaga facilmente quando piove. È vero che non è il primo anno che succede, nonostante l’anno scorso la scuola abbia sostituito la caldaia è un’area soggetta ad allagamento”. Dato che non ci sono soluzioni a breve termine, “l’unico consiglio che posso dare è quello di coprire di più i propri figli”, conclude sconsolato il preside.

Si fingeva idraulico, ma era un truffatore seriale BRESCIA — I lettori più affezionati di queste pagine sanno che le cronache locali sono tristemente affollate delle vicende di falsi idraulici dediti a truffare il prossimo. Il protagonista questa volta è un bresciano descritto come “spregiudicato” dalla Polizia, che è finalmente riuscita ad arrestarlo a inizio novembre. A suo carico pendono accuse per almeno sette truffe, ma il conto potrebbe essere più lungo: “Con modi affabili e fingendo competenza” – si legge sul Giornale di Brescia – “l’uomo spiegava la necessità di immediate verifiche sull’impianto idraulico, che però erano solo una scusa per farsi aprire la porta”. A quel punto, l’idraulico-truffatore riusciva abilmente a far sparire denaro e preziosi dalle abitazioni delle vittime. A incastrarlo, sono state le denunce dei malcapitati, ma anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza, e le fotografie scattate dal vicino di casa di una delle vittime.

Vanno alle terme per rubare tubature e materiale elettrico: arrestati

CATANIA — Due uomini di 52 e 53 anni sono stati sorpresi in flagrante mentre cercavano di rubare materiale elettrico, idraulico e tubi di rame all’interno delle terme di Acireale, un impianto dismesso e quindi facile preda di furti di questo genere. I due ladri sono stati però sorpresi dai custodi, che hanno avvertito la polizia. Con precedenti penali, gli autori del tentato furto sono stati arrestati e processati per direttissima.

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Non si trovano caldaie per lo spogliatoio dello stadio Tre quintali di cocaina in mezzo ai materiali edili ANCONA — Doccia fredda per i giocatori dello stadio municipale di Fabriano – letteralmente: non si trovano le nuove caldaie da installare, a causa della mancanza di materie prime. Ne dà conto Sara Ferreri sul Resto del Carlino il 31 ottobre 2021, riportando un post su Facebook del primo cittadino Gabriele Santarelli: “Notizia buona: sono stati fatti tutti gli atti per l’acquisto e l’installazione della caldaia per gli spogliatoi dell’antistadio. Notizia cattiva: non si trovano caldaie”. Comprensibilmente, il post del sindaco ha scatenato numerose polemiche da parte dei cittadini. “Dopo il post – riferisce Santarelli – diverse persone mi hanno contattato e parrebbe che la caldaia sia stata trovata ma manca ancora il bollitore”. Insomma, una telenovela. L’impianto sportivo in questione è composto da un campo da calcio a 11 in erba sintetica, un campo da calcio a 5 e tennis e da una palazzina di spogliatoi e servizi. “La struttura sportiva è stata realizzata nel 2004 e a causa dell’assiduo utilizzo negli anni l’impianto docce non garantisce più il regolare funzionamento, creando di conseguenza disagio e malumore tra i fruitori e il rischio di sanzioni in caso di partite ufficiali”, si legge nella determinazione del dirigente comunale Marco Baffetti.

VERONA — La Polstrada e la Guardia di Finanza di Verona, in un’operazione congiunta, lo scorso 9 novembre hanno arrestato un quarantenne lombardo, sorpreso con oltre 355 chilogrammi di cocaina, suddivisi in 300 panetti. Si tratta del sequestro più ingente mai effettuato nella città scaligera. L’uomo – evidentemente un corriere della droga – stava viaggiando in autostrada a bordo di un camion, che ha attirato l’attenzione di una pattuglia stradale perché in cattivo stato e con alcune luci malfunzionanti. Al suo interno gli agenti hanno trovato una grande quantità di materiale idraulico, tra cui WC, lavabi e piastrelle. Proprio in mezzo a questi materiali erano nascosti i panetti della sostanza stupefacente, destinata – secondo gli inquirenti – a un mercato più ampio di quello veronese.

La foto del mese Alla fantasia delle decorazioni per il pavimento del bagno non c’è limite, ma in questo caso il risultato è un po’ inquietante…

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