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Spazio Tre Sas - Piazzale Archinto, 9 - 20159 Milano - n.1 gennaio/febbraio 2019 / www.dimensionepulito.it

1991-2019 i nostri

28 anni!

Per saperne di più collegati, da qui, AL NOSTRO SITO

Mensile di pulizie industriali, sanificazione e igiene ambientale Una scelta quotidiana che determina il futuro del nostro pianeta

8 Mercati Prodotti chimici in grande evoluzione

18 Ambiente Servizi di pulizia più verdi con l’Ecolabel UE

28 Marcatura CE Documentazione, conformità e sanzioni penali to ra del puli per la cultu o formativo aio 2019 gennaio/febbr Un percors

Speciale

CANTIERI VIII

TRATTAMENTI

Sinner Il cerchio di per risultati senza sprechi

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PIANO DI LAVORO

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SUPERFICI ESTERNE

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Alghe, muffe e muschio

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www.arcochimica.it

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DISINFESTAZIO Progettare il d’intervento

piano

Speciale Cantieri RETRO

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Ogni giorno i nostri ricercatori compiono scelte responsabili e coerenti per sviluppare soluzioni altamente tecnologiche a basso impatto ambientale.


L’igiene è nel nostro DNA. Da 40 anni Detergenti e Disinfettanti (PMC) innovativi ed efficaci per la pulizia professionale.

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Periodico mensile edito da

Quine Srl Via G. Spadolini, 7 - 20141 Milano Tel. 02.69001255 | Fax 02.69001277

Spazio Tre Sas - Piazzale Archinto, 9 - 20159 Milano - n.1 gennaio/febbraio 2019 / www.dimensionepulito.it

Sommario

1991-2019 i nostri

28 anni!

Direttore editoriale Ornella Zanetti | o.zanetti@spaziotre.it

ANNO 28 N.1 GENNAIO/FEBBRAIO 2019

Per saperne di più collegati, da qui,

Fondatore Gabriele Marrazzini g.marrazzini@spaziotre.it

AL NOSTRO SITO

Mensile di pulizie industriali, sanificazione e igiene ambientale Una scelta quotidiana che determina il futuro del nostro pianeta

8 Mercati

Direttore Responsabile Marco Zani

Prodotti chimici in grande evoluzione

18 Ambiente Servizi di pulizia più verdi con l’Ecolabel UE

Coordinamento editoriale Chiara Scelsi chiara.scelsi@quine.it Loredana Vitulano loredana.vitulano@quine.it

28 Marcatura CE Documentazione, conformità e sanzioni penali to ra del puli per la cultu o formativo 2019 gennaio/febbraio Un percors

Speciale

CANTIERI VIII

TRATTAMENTI

Sinner Il cerchio di per risultati senza sprechi

Ufficio traffico e Servizio abbonamenti Ilaria Tandoi | traffico@quine.it Simona Agostinelli | traffico@quine.it

XIV

PIANO DI LAVORO

Camera d’albergo, guida alla corretta pulizia

XXII

SUPERFICI ESTERNE

Alghe, muffe, e muschio

licheni

XLIV

www.arcochimica.it

DISINFESTAZIONE Progettare il d’intervento

piano

Speciale Cantieri RETRO

pulito.it pulito epulito.it epulito onepulito www.dimensione www.dimension www.dimensi

Responsabile Commerciale Stefano Busconi - s.busconi@lswr.it

Ogni giorno i nostri ricercatori compiono scelte responsabili e coerenti per sviluppare soluzioni altamente tecnologiche a basso impatto ambientale.

IN COPERTINA ARCO è un’azienda chimica certificata UNI EN ISO 9001: 2000 e ISO 14001 che formula e produce prodotti rivolti al mercato delle pulizie e sanificazioni industriali, all’industria alimentare, al catering e alle convivenze. L’azienda considera molto importante anche l’assistenza, l’aggiornamento e la collaborazione con gli operatori del settore, offerta da Arco Informa, con incontri di addestramento.

Pubblicità e Sviluppo: Guido Rossi g.rossi@lswr.it - Lombardia Fabrizio Polli fabrizio.polli@gmail.com – Emilia Romagna Antonio Verona a.verona@lswr.it – Piemonte e Toscana Edoardo Rossi e.rossi@lswr.it - Triveneto Paolo Simeoni p.simeoni@lswr.it - Triveneto Cristoforo Zervos c.zervos@lswr.it – Centro e Sud Italia Realizzazione grafica Fabio Castiglioni Stampa Aziende Grafiche Printing Srl - Peschiera Borromeo (MI) Prezzi e abbonamenti • Abbonamento annuale: 85 euro • Annuale estero: 160 euro • Copia arretrata: 17 euro • Costo di una copia: 1.30 euro info@dimensionepulito.it

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www.dimensionepulito.it www.cleaninginternational.com Responsabilità Dimensione Pulito periodico mensile registrato: autorizzazione del Tribunale di Milano N. 598 del 9.11.92 La pubblicazione o ristampa di articoli e immagini della rivista deve essere autorizzata per iscritto dall’editore. Gli articoli pubblicati su Dimensione Pulito sono sotto la responsabilità degli autori. I manoscritti e i disegni pubblicati non saranno restituiti. INFORMATIVA AI SENSI DEL GDPR 2016/679 Si rende noto che i dati in nostro possesso liberamente ottenuti per poter effettuare i servizi relativi a spedizioni, abbonamenti e similari, sono utilizzati secondo quanto previsto dal GDPR 2016/679. Titolare del trattamento è Quine srl, via Spadolini, 7 - 20141 Milano (info@quine.it). Si comunica inoltre che i dati personali sono contenuti presso la nostra sede in apposita banca dati di cui è responsabile Quine srl e cui è possibile rivolgersi per l’eventuale esercizio dei diritti previsti dal D.Lgs 196/2003. © Quine srl – Milano 9

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MERCATI

NORMATIVE

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28 Ancora sulla marcatura CE Filippo Cafiero

Prodotti chimici al centro di una grande evoluzione Maurizio Pedrini

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1 - Disinfestazione e servizi ambientali 14% 2 - Alberghi 8% 3 - Aziende alimentari e varie 10% 4 - Pubblici esercizi 8% 5 - Enti pubblici 3% 6 - Grande distribuzione 3% 7 - Imprese di pulizia 30% 8 - Rivenditori 16% 9 - Sanità 8%

Un perco rso

formativ

o per la cultura d el pulito

Speciale

TRATTAM ENT

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ASSOCIAZIONI 24 Roberto Galli alla guida di AfidampCOM Maurizio Pedrini

Il cerchio di Sinner per risultati senza sprechi

XIV

PIANO DI LAVORO

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SPECIALE CANTIERI RETRO

Camera d’alb ergo, guida alla corretta pulizia

XXII

SUPERFICI ESTERNE

Alghe, muff e, licheni e muschio

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DISINFESTA

ZIONE Progettar e il piano d’intervento

www.dimens ionepulito.it

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gennaio/febbraio 2019 R

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gennaio/feb

CANTIER I VIII

CERTIFICAZIONI 18 Servizi di pulizia più verdi grazie all’Ecolabel UE Alessi, Maggiorelli, Zuccaro

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braio 2019


Si parla di ... AEB Group 8,XXXVIII www.aeb-group.com

Industrie Celtex XLVI www.industrieceltex.com

MK www.marka.biz

Allegrini www.allegrini.com

Spival www.spival.com

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Itidet www.itidet.it

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ORMA XXXIX www.ormatorino.com

Sprayteam www.sprayteam.it

XL

Amuchina -Gruppo Angelini XLI www.amuchina.it

Lindhaus www.lindhaus.it

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Paperdi www.paperdi.it

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Synclean XL www.syncleanservice.com

Arco Chimica 8, XXXIV www.arcochimica.it

Kärcher www.karcher.it

Parodi 26 www.parodiprofessional.it

TMB XLVIII www.tmbvacuum.com

Cleprin www.cleprin.it

Kemika 8, 27 www.gruppokemika.com

Polychim www.polychim.it

TTS www.ttsystem.com

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Klindex www.klindex.com

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Raro www.rarosrl.it

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Italchimica www.italchimica.it

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Kemika

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Polychim Orma Pulire Verona

XI XLV II Copertina

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TTS Cleaning

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Mercati Scenari

Prodotti chimici al centro di una grande evoluzione

Segnali confortanti dal mercato interno in termini di fatturati e di volumi in generale, particolarmente nell’area ecologica. Sempre in crescita la propensione ad affrontare con grande determinazione la sfida dell’innovazione

Q

Maurizio Pedrini uello dei prodotti chimici è un comparto segnato dalla stabilità: il dato emerge analizzando i numeri i forniti da AfidampFAB nelle consuete rilevazioni statistiche riferite al 2017. Il segmento rappresentava il 20% del fatturato totale con 208.119.305 Euro con un mercato essenzialmente interno e una quota pari al 18% derivante dal mercato estero. Il fatturato totale è sostanzialmente stabile, con una leggera flessione pari allo 0,4% rispetto al 2016, mentre sono state complessivamente realizzate 110.929 tonnellate di prodotti, con un lieve calo di circa 5 mila tonnellate rispetto alla precedente annata. Il primato, sia a livello di produzione che di valori, è saldamente nelle mani dei prodotti per pavimenti ed ambienti, con 181.836.065 Euro di fatturato e 92.826 tonnellate di prodotti realizzati. All’interno di questa categoria spiccano nettamente i detergenti e i detersolventi con 56.945 tonnellate prodotte (in calo di circa 2000 tonnellate rispetto al 2016) e 93.478.593 Euro di fatturato (con un calo di circa 2.500.000 Euro). Alla fotografia offerta dal settore squisitamente professional, fa eco

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la confortante immagine tratteggiata da quello riservato alla cura della casa, campo d’azione di alcune importanti aziende italiane più che mai attive anche su tale versante. L’Osservatorio del mercato dei detergenti e dei prodotti per la casa, a cura di Federchimica Assocasa, presentato nei mesi scorsi a Milano, ha infatti evidenziato come le referenze del cura-casa siano in fase di recupero: a valore, infatti, esse hanno segnato un +0,4% con risultati differenziati a livello di store format. Si registrano infatti interessanti spunti di crescita, soprattutto nei canali di vendita specializzata (drugstore), gli unici in cui si evidenzia un aumento di vendite in tutti i sotto-comparti. «Benessere e sostenibilità», afferma Giorgio Dal Prato, presidente di Assocasa, «sembrano essere gli elementi trainanti della crescita: in questo contesto l’industria della detergenza ha guardato, con molta più attenzione, non solo alla soddisfazione dei bisogni delle famiglie in termini di igiene e pulizia della casa, ma anche alla sostenibilità per combattere gli sprechi, promuovendo la convenienza, la praticità d’uso e il benessere in generale. L’attenzione è sempre più rivolta al singolo consumatore, affinché sia ben informato e consa-

gennaio/febbraio 2019

pevole circa l’utilizzo dei prodotti della detergenza, attraverso il giusto dosaggio e le corrette abitudini d’uso di essi». In attesa che AfidampFAB renda noti i dati di fatturato relativi al 2018, le aziende si interrogano sul mercato e sul ruolo che sono chiamate a svolgere per migliorare performance e competitività, non ignorando certamente le difficoltà e le sfide di una complessa fase di transizione, che comporta investimenti economici notevoli sul piano dell’efficienza produttiva, anche a fronte delle più recenti normative. Il tutto nella piena consapevolezza che il detergente è, per sua stessa natura, un prodotto povero, che può essere arricchito solo da un know how e soluzioni di vendita mirate, che facciano perno sull’innovazione per ridurre i costi, migliorandone l’efficienza e l’eco-sostenibilità ambientale. «Oggi», afferma Antonio Picascia, titolare di Cleprin - Chimica italiana, «il mercato è in grande evoluzione, aumentano i competitors - in primis web e GD - che offrono i prodotti professionali a prezzi davvero concorrenziali - ed i piccoli distributori che non sono in grado di adeguarsi ed elevare il servizio di assistenza pre e post vendita, hanno sofferto molto nel 2018 ma molto peggio andrà nel 2019». «Riteniamo», afferma Michele Pagani, consigliere delegato e responsabile commerciale & innovazione di ICEFOR Spa, «che nel 2018 il mercato italiano dei prodotti chimici in ambito I&I sia stato positivo, accompagnato dal ciclo economico per una prima parte e poi sorretto da una domanda rimasta autonomamente abbastanza forte anche nella rimanente parte dell’anno, prescindendo


Giancarlo Bernieri

Luca Cocconi

Alessandro Fioretto

Vincenzo Magni

Matteo Marino

dal trend economico generale. Per il 2019 ci aspettiamo un mercato in linea con tutti gli indicatori macroeconomici, ma con un forte segnale di crescita per i prodotti ecologici». Michele Ramundo, amministratore unico della Raro Srl è moderatamente ottimista: «L’andamento dei prodotti chimici tradizionali per il 2018» spiega «è stato abbastanza stabile, per il 2019 penso che avrà lo stesso trend». «Per Vincenzo Magni», responsabile della divisione Allegrini HoReCa&Facilities, «il 2018 si è chiuso in positivo con un incremento del fatturato nel settore della detergenza professionale dedicata all’ospitalità (hotellerie e rsa) e alla ristorazione commerciale. I trend per il 2019 vedono un target esteso alle grandi catene alberghiere e di ristorazione». Cauti gli altri giudizi: «In generale», afferma Luca Cocconi AD di ARCO Chimica - Arco Chemical Group, «il mercato appare ancora stagnante. Il produttore medio-piccolo che aveva la speranza di decollare già l’anno

scorso è rimasto deluso. Questa diffusa sensazione traspare sia da parte dei dealer che di molti produttori italiani del settore. Ovviamente la speranza è che nel 2019 vi siano positive sorprese». Gli fa eco Matteo Marino, Amministratore Delegato di Kemika: «Ormai da molti anni continuo a dire le stesse cose riguardo all’andamento del mercato interno. Mi piacerebbe molto raccontare qualcosa di diverso, tuttavia non posso che confermare la stagnazione del mercato che, se forse è arrivato al suo punto più basso, non ha certamente ricominciato a crescere. Le crescite o le decrescite delle aziende chimiche del nostro settore si devono sostanzialmente ad acquisizioni o perdite di clienti già esistenti e non ad incrementi di domanda. Questo, almeno, per quanto riguarda il mercato italiano». Impressioni confermate anche da Giancarlo Bernieri, Food & Beverage manager AEB Group: «Il mercato dei detergenti», precisa, «è ormai da alcuni anni piuttosto sta-

tico e il 2018 si è dimostrato in linea con questa tendenza. Non ci sono grandi aspettative per il 2019, salvo quanto potrà essere determinato dalla nuova normativa biocidi che dovrebbe mettere un po’ di chiarezza sul mercato, anche attraverso una selezione dell’offerta che dovrà essere necessariamente più qualificata». «In generale», spiega Alessandro Fioretto, CEO di Italchimica, «si può dire che la chimica sia uno dei settori che ha saputo resistere agli anni della crisi delle industrie e, addirittura, è riuscito a reinventarsi, uscendo in molti casi persino rafforzato nella competizione internazionale. Il made in Italy rappresenta infatti un valore aggiunto e questo ci permette di avere uno sviluppo crescente nel mondo. Anche per questa ragione valutiamo il trend in maniera positiva e siamo ottimisti che possa registrare sicuramente un aumento rispetto al 2018». «L’andamento del mercato nazionale ed internazionale dei prodotti chimici», spiega Luigi Rubino,

gennaio/febbraio 2019

Michele Pagani

Antonio Picascia

Michele Ramundo

Andrea Righi

Luigi Rubino

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Mercati Scenari

amministratore di Rubino Chem, «è stato schizofrenico in quanto pesantemente condizionato: - dall’incendio subito dall’impianto Basf di Ludwigshafen in Germania del 31 ottobre 2017 - dalla carenza generalizzata di trementina - dalle nuove regole imposte dal governo cinese alle aziende chimiche locali con conseguente riduzione della produzione. Questi avvenimenti hanno di fatto ridotto, per una buona parte del 2018, gli approvvigionamenti delle industrie di settore causando un incremento dei costi di acquisizione delle materie prime. Si spera che nel corso del 2019 i prezzi si stabilizzino consentendo una graduale ripresa del settore». Andrea Righi, direttore generale di MK, è fiducioso: «Pur in uno scenario di contrazione», afferma, «vediamo molti segnali positivi e che possono dare nuova linfa e stimoli al comparto». TREND IN ASCESA PER IL MERCATO INTERNO Scendendo più nel dettaglio, il quadro generale relativo all’anno da poco trascorso presenta più luci che ombre, con la sensazione che l’export sia praticato con sempre maggiore determinazione dalla maggioranza dei produttori. E se dall’estero giungono segnali positivi,

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anche il mercato interno nel 2018 ha espresso un trend che fa ben sperare per il futuro, frutto di molteplici fattori, come la maggiore maturità espressa dalle aziende, che hanno saputo investire con più determinazione sulla strada dell’innovazione e dell’eco-sostenibilità che già vede le industrie all’avanguardia proiettate verso la prospettiva dell’economia circolare. Un occhio di riguardo è puntato su tutte le soluzioni tecnologiche e i servizi post-vendita che attribuiscono valore aggiunto al prodotto. Elemento senz’altro importante, nell’intero processo, l’introduzione dei CAM-GPP: il comparto produttivo si sta infatti evolvendo con decisione in questa direzione, proprio per effetto dell’introduzione di criteri ambientali per i punteggi nelle forniture alla Pubblica Amministrazione nel nostro Paese. Altro impegno per le aziende che si fregiano del marchio Ecolabel UE, l’adeguamento dei propri prodotti ai nuovi criteri del marchio ecologico imposto dall’Unione Europea, con sicure ricadute positive sulla qualità dell’offerta. «Per quanto ci riguarda», riprende Pagani, «abbiamo registrato per il secondo anno consecutivo crescite a due cifre sopra la media del mercato ed i principali drives so-

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no stati la rinnovata focalizzazione sul trade del mercato professionale, l’innovazione ed i continui investimenti in R&D in ambito prodotti ecologici e prodotti legati alla tutela della salute. Di certo, e con piacere, notiamo l’affermarsi di una sempre maggiore sensibilità sui prodotti Ecolabel e, di conseguenza, CAM, con una ricaduta positiva sulla domanda degli stessi». «Noi», conferma Marino, «stiamo registrando una crescita del mercato in assoluto, con trend positivi sia sui mercati già esistenti che all’estero». «Il mercato interno», precisa Bernieri, «continua a crescere e ciò deriva anche da diversi e più selettivi criteri di scelta, soprattutto da parte dei clienti maggiormente qualificati, che desiderano rafforzare la loro sicurezza nell’impiego dei prodotti chimici, quali detergenti e igienizzanti-disinfettanti, rivolgendosi ad aziende in grado di poter soddisfare questa esigenza». Una tendenza confermata da Magni: «Il mercato interno», spiega Direttore Vendite HoReCa dell’azienda bergamasca, «è sicuramente più maturo rispetto agli anni scorsi: ci troviamo di fronte ad una realtà che non mette più al centro solo il prodotto e le sue qualità, ma soprattutto il servizio completo che si caratterizza per un’attenzione costante al cliente e alle sue esigenze. In altre parole, non si vende più la tanica di prodotto detergente, bensì il pacchetto completo di consulenza e sopralluogo, formazione del personale e assistenza costante, anche postvendita. Il trend di quest’anno», conferma Magni, «è rappresentato dai prodotti certificati CAM, per i quali stiamo iniziando le registrazioni. Si tratta per noi di un business interessante, rivolto principalmente alla Pubblica Amministrazione; per questo la nostra azienda si sta affacciando al mercato mediante un apposito ufficio dedicato alle gare d’appalto. Finora abbiamo spostato la filosofia green, portando avanti il progetto della linea Ecolabel: tuttora siamo tra i top players del mer-


cato per aver sviluppato delle formulazioni che pochi hanno nel settore di riferimento». «La nostra azienda», spiega Cocconi, «si è sempre impegnata a stimolare il mercato interno, non solo realizzando prodotti di qualità finalizzati al green ma investendo molto in ricerca e sviluppo per dar vita a nuove soluzioni tecnologiche capaci di attribuire un vero know how ai prodotti detergenti per il professional cleaning. Il mercato italiano, anche grazie all’introduzione dei CAM, sta prestando una certa attenzione alla qualità rispetto al basso costo. Certo, il percorso è ancora agli inizi e il mercato, in generale, deve maturare e crescere sia in termini di volumi che di fatturato». Anche Ramundo non vede all’orizzonte un vero processo di crescita: «Per quanto concerne il mercato interno», sottolinea, «non prevedo un miglioramento dei volumi e del fatturato, ma una sostituzione di prodotti e un miglioramento dei servizi. La sostituzione dei prodotti avverrà tra i prodotti tradizionali, a favore dei CAM, GPP, super concentrati e sistemi». «Non ho alcun riscontro», interviene Picascia, «circa l’aumento dei consumi interni e dei produttori: Sono invece d’accordo sulla maggiore maturità del mercato e su CAM e GPP, che rappresentano oggettivamente una delle poche novità di questi anni». È positivo pure il giudizio di Fioretto: «Fortunatamente», spiega, «possiamo confermare un trend positivo per il mercato nazionale. Nel caso di Italchimica, abbiamo potuto registrare tale sviluppo perché siamo stati in grado di anticipare e rispondere alle nuove esigenze dell’utilizzatore finale, il quale ha cambiato i criteri di valutazione in fase d’acquisto ed ha anteposto la

qualità e l’innovazione rispetto al prezzo». L’obiettivo principale per Italchimica rimane l’innovazione. «Proprio sul cambiamento», prosegue Fioretto, «si è costruita la nostra nuova mission: grazie all’aiuto della tecnologia siamo in grado di fornire vere e proprie soluzioni per la detergenza riservate al settore professional. Si tratta di sistemi di dosaggio intelligente, software ad alte prestazioni, consultazione più accessibile dei dati, istruzioni di utilizzo digitali. Tutto questo permetterà al nostro cliente di risparmiare tempo, il bene attualmente più prezioso della nostra società moderna». Anche quest’anno, malgrado le lamentate difficoltà», riprende Rubino, «la nostra azienda ha riconfermato un trend positivo. La società si è strutturata infatti per produrre direttamente gli oli essenziali, saltando di fatto un gradino della filiera distributiva. Potendo quindi determinare le concentrazioni delle materie prime abbiamo potuto ulteriormente migliorare la qualità dei formulati con maggiore soddisfazione della clientela ed una progressione delle quantità transate. Intendiamo inoltre offrire nel corso del 2019 nuovi prodotti sviluppati dai nostri laboratori di ricerca». «La chiave di volta», spiega Righi, «è l’integrazione e collaborazione tra gli attori del mercato, che è un veicolo di crescita sana; Sicuramente la novità rappresentata dai CAM, che abbiamo colto, è un concetto che ha creato valore per il mercato».

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Mercati Scenari

i nuovi bisogni espressi non solo dalla clientela del mercato interno, ma anche da quella internazionale. «Se il made in Italy sottende la capacità della filiera della detergenza professionale di penetrare i mercati internazionali»; afferma Pagani, «rimaniamo della nostra convinzione, ovvero che serva qualcosa di diverso per poter competere strutturalmente su questi ultimi. Non dimentichiamo che ci riferiamo a realtà in cui la scala dimensionale delle aziende è un fattore fondamentale. Serve qualcosa di diverso», prosegue Pagani, «con eventuali piattaforme comuni per poter dare una svolta internazionale alla nostra industria manifatturiera del cleaning professionale». «Parlare e ascoltare il cliente per percepire le sue esigenze e le sue problematiche», spiega Marino, «è sempre stata per noi la migliore e più prolifica fonte di innovazione.

Ogni persona nell’organizzazione del nostro gruppo è raggiungibile ed è costantemente a contatto con il mercato, possibilmente con il consumatore finale dei nostri prodotti. Indubbiamente per noi i formulati di maggior successo sono quelli che contengono maggiore tecnologia, quali ad esempio: le cere, i prodotti di trattamento delle varie superfici (cotto, cemento, marmo, legno, ecc.), i prodotti con altissime concentrazioni di principio attivo e tutto ciò che si discosta dai prodotti commerciali che si possono trovare anche nei supermercati, ma che so-

no assai distanti dalla qualità dei veri prodotti professionali». «La nostra esperienza conferma che è possibile raggiungere questo obiettivo», conferma Bernieri. «La maggior parte dei nostri prodotti nasce da richieste specifiche della clientela, ed è questa l’unica risposta possibile alle loro esigenze. Stare costantemente sul campo, a contatto con le problematiche reali, verificando costantemente quali soluzioni adottare. Questa è la mission che contraddistingue da sempre l’operato degli uomini AEB. Ci consideriamo leader nel campo dei prodotti monofase, soprattutto nel settore industrie alimentari, ma anche produttori di alta fascia per prodotti destinati alla manutenzione generale delle superfici». «L’aspetto che colpisce maggiormente il cliente è l’attenzione nei suoi confronti, tale da fornire la chiave risolutiva alle sue problematiche in tema di

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Mercati Scenari

pulizia, igiene e comfort dei suoi locali». «Siamo molto impegnati ad ascoltare dal basso i nostri clienti rivenditori e dall’alto le normative e le multinazionali che ci forniscono MP», risponde Picascia, «il nostro intento è quello di inserirci in quei mercati dove le esigenze non sono legate al prezzo del prodotto, ma alla qualità del servizio e del risultato finale, per esempio il solido lavastoviglie ed i prodotti per lavastoviglie che usano acqua osmotizzata». «Siamo convinti», precisa Ramundo, «che le soluzioni ed i servizi da noi offerti riescano ad intercettare le esigenze del cliente, offrendo risultati attraverso sistemi e vendite a canone». «Il centro motore di tutta la nostra attività produttiva», spiega Cocconi, «è il laboratorio di ricerca, sviluppo ed analisi diretto da un team di responsabili chimici in grado di mettere a

punto continuamente nuovi prodotti che vanno incontro alle esigenze espresse dalla clientela. Le nostre risorse umane interne sono fortemente motivate e orientate alla soluzione delle molteplici problematiche loro sottoposte da parte dei partner commerciali e clienti presenti in Italia e in alcuni Stati esteri». «La capacità di intercettare i bisogni emergenti», afferma Fioretto, «per Italchimica è il risultato di un mix di fattori vincenti: il nostro customer care che raccoglie le esigenze dei clienti, il nostro reparto di ricerca e sviluppo che studia costantemente il mercato ed il trend degli utilizzatori finali, grazie alla nostra forza vendita sul campo che è sempre attiva e recettiva nella raccolta di informazioni da parte della clientela, grazie, infine, alla nostra curiosità che ci spinge a proporre sul mercato prodotti innovativi e unici».

«Il made in Italy», precisa Rubino, «continua a conservare una notevole forza attrattiva sugli operatori esteri ed è da tutti ritenuto sinonimo di qualità e professionalità. La clientela araba e dei paesi Brics, notevolmente incrementatasi negli ultimi anni, ha perfino imposto l’apposizione di detto marchio sulle nostre confezioni condizionando le transazioni alla chiara evidenza della provenienza dei prodotti. Le nostre industrie dovranno essere all’altezza della fama raggiunta dal made in Italy nel mondo continuando a generare prodotti di altissima qualità».

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I

l 2 maggio 2018 è stata emanata la decisione 2018/680/UE che stabilisce i criteri per l’assegnazione del marchio Ecologico Ecolabel UE ai servizi di pulizia di ambienti interni. Il servizio di pulizia è la seconda tipologia di servizi, dopo le strutture ricettive, che vede approvati dei criteri ecologici dalla Commissione europea. Anche in questo caso, come per i servizi turistici, i criteri si dividono in obbligatori e opzionali, con questi ultimi che dovranno essere selezionati dall’azienda in modo da raggiungere un punteggio minimo. La decisione 2018/680/UE interviene sui principali impatti ambientali associati ai servizi di pulizia di ambienti interni e i requisiti in essa previsti possono aiutare le aziende ad in-

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traprendere azioni concrete per una attività più “sostenibile”, garantendo inoltre l’impegno delle aziende nei confronti del benessere e della sicurezza dei propri dipendenti. La durata della validità dei criteri è di cinque anni: ciò vuol dire che tutte le licenze d’uso del marchio Ecolabel UE rilasciate per i servizi di pulizia scadranno, salvo eventuali proroghe, a maggio 2023. RIFERIMENTO AI CAM Negli ultimi anni le aziende del cleaning hanno testimoniato una crescente necessità di allineamento delle proprie pratiche commerciali, sociali e ambientali alle nuove esigenze del mercato di riferimento soprattutto in virtù dell’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti (D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50) e

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in particolare della modifica dell’art. 34 che fa applicare le specifiche tecniche e le clausole contrattuali dei CAM (criteri ambientali minimi) per il 100% del valore delle forniture, dei servizi e dei lavori oggetto dei diversi CAM a prescindere dalla “soglia comunitaria” (<40.000 euro) e inclusi gli affidamenti diretti (D.Lgs.56/2017). Le certificazioni di terza parte (ovvero condotte da organismi indipendenti) come per l’appunto l’Ecolabel UE, garantiscono alle stazioni appaltanti che il requisito richiesto sia realmente soddisfatto e al contempo agevolano la verifica della conformità dello stesso requisito. Infatti le aziende fornitrici di servizi di pulizia certificati Ecolabel UE saranno in grado di dimostrare più agevolmente l’efficienza delle proprie pratiche ambientali nel partecipare


gruppi di prodotti tra cui rientrano, come servizi, le strutture ricettive e le pulizie. L’organismo competente per il rilascio delle certificazioni è il comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit, istituito con il D.M. 2 agosto 1995, n. 413, che si avvale dell’Ispra per il supporto tecnico, logistico e funzionale.

alle “gare verdi” nell’ambito degli appalti pubblici (GPP) e potranno così beneficiare di un vantaggio competitivo in questo settore e nei confronti dei clienti privati. Le stazioni appaltanti possono utilizzare le certificazioni ecologiche e sociali, ad esempio l’Ecolabel UE, come strumento esclusivo di conformità al capitolato di gara (articolo 69); inoltre, fattore di non poca rilevanza, gli operatori economici in possesso della certificazione EU Ecolabel hanno diritto a una riduzione del deposito cauzionale del 20% (articolo 93). COS’È ECOLABEL UE L’Ecolabel UE è il marchio di qualità ecologica dell’Unione europea nato nel 1992 che contraddistingue i prodotti e i servizi caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante

l’intero ciclo di vita, garantendo al contempo elevati standard prestazionali. Esso rientra tra le etichette ecologiche di tipo I (ISO 14024) e rappresenta quindi una certificazione ambientale volontaria, garantita da terza parte indipendente (organismo competente), basata su un sistema selettivo di criteri determinati su base scientifica che analizzano le fasi principali del ciclo di vita del prodotto. L’Ecolabel UE può essere richiesto per tutti quei beni e servizi che appartengono a gruppi di prodotti per i quali, a livello europeo, siano stati fissati e pubblicati in Gazzetta Ufficiale, nella forma di decisioni della Commissione europea, i relativi criteri di assegnazione. Allo stato attuale è possibile presentare domanda per la licenza d’uso del marchio per 26

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CAMPO DI APPLICAZIONE Il gruppo di prodotti “servizi di pulizia di ambienti interni” comprende l’erogazione di servizi professionali di pulizia ordinaria, effettuati presso edifici commerciali, istituzionali e altri accessibili al pubblico nonché presso abitazioni private. Le zone in cui sono effettuati i servizi di pulizia possono comprendere fra l’altro uffici, impianti sanitari e aree ospedaliere accessibili al pubblico, quali corridoi, sale d’attesa e sale di riposo. Esso comprende altresì la pulizia di superfici vetrate raggiungibili senza il ricorso ad attrezzature o macchinari specializzati. Si tratta quindi di attività di pulizia ordinaria, cioè erogata almeno con cadenza mensile, fatta eccezione per la pulizia dei vetri, considerata ordinaria qualora sia effettuata con cadenza almeno trimestrale. Il campo di applicazione della decisione non comprende le attività di disinfezione, le attività di pulizia effettuate presso siti produttivi né le attività per le quali i prodotti di pulizia sono forniti dal cliente. Essendo escluso l’utilizzo di prodotti sanificanti e disinfettanti potrebbe risultare difficile l’ottenimento della certificazione del servizio di pulizia Ecolabel UE in alcuni contesti, come ad esempio quello ospedaliero e questo ha comportato un evidente malcontento tra gli operatori di questo settore che speravano di poter certificare i loro servizi avendo così un passaggio semplificato nell’applicazione dei CAM nelle gare d’appalto. Ciononostante le imprese possono comunque decidere di certificare quelle attività di pulizia che vengono svolte senza ricorrere a sanificazione o disinfezione degli ambienti, ma chiaramente dovrà

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Ambiente Certificazioni

esserci una valutazione dei benefici che se ne possono trarre. Ricordiamo infatti che un operatore cui è stato assegnato il marchio Ecolabel UE per i servizi di pulizia di ambienti interni non può erogare altri servizi che non siano disciplinati dall’Ecolabel UE, salvo che tali servizi non siano forniti da una suddivisione, una filiale, una succursale o un dipartimento dell’operatore chiaramente distinto e si tenga una contabilità separata. Non è necessario separare legalmente le unità aziendali che si occuperanno di erogare servizi di pulizia Ecolabel UE (per esempio creando una nuova impresa individuale o societaria). Condizione minima è che tali unità siano chiaramente definite nella struttura organizzativa aziendale (per esempio come unità operative, divisioni o dipartimenti) e che tengano una contabilità separata. STRUTTURA DELLA DECISIONE Al fine di ottenere l’assegnazione del marchio Ecolabel UE a norma del regolamento (CE) n. 66/2010, un servizio rientra nel gruppo di prodotti “servizi di pulizia di ambienti interni” se soddisfa tutti i sette criteri obbligatori (salvo dimostrata non applicabilità) e un numero sufficiente dei dodici criteri facoltativi per il rag-

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giungimento del punteggio minimo previsto dalla Decisone 2018/680. Riguardo a quest’ultimi, all’atto della domanda di prima concessione l’azienda sceglie quelli che ritiene applicabili per tutti i propri siti di lavoro (presenti e futuri). PRINCIPALI CRITERI, REQUISITI In questo paragrafo sono esaminati i principali fattori di inquinamento generati dall’attività delle pulizie e come la Decisione Ecolabel UE interviene per mitigare l’impatto sull’ambiente. In merito ai detergenti, i servizi di pulizia certificati Ecolabel UE limitano l’effetto inquinante delle loro attività prevedendo l’utilizzo di prodotti maggiormente rispettosi verso l’ambiente. Infatti almeno il 50 % in volume d’acquisto di tutti i prodotti per la pulizia usati annualmente, escluse le salviette umidificate, altri prodotti preumidificati e i prodotti usati per impregnare e conservare gli spazzoloni lavapavimenti a frange (durante le operazioni di lavanderia), deve aver ottenuto il marchio Ecolabel UE per la pulizia di superfici dure a norma della decisione (UE) 2017/1217 o un altro marchio ecologico EN ISO 14024 tipo I riconosciuto ufficialmente a livello nazionale o

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regionale negli Stati membri. La restante parte dei prodotti per la pulizia deve comunque rispettare le stesse restrizioni sulle sostanze pericolose e sulla classificazione del prodotto finito imposte dalla Dec. 2017/1217/UE che stabilisce i criteri ecologici per l’assegnazione del marchio Ecolabel UE ai prodotti per la pulizia delle superfici dure. Ad esempio, i detergenti devono rispettare dei limiti massimi per i valori del VCD (volume critico di diluizione), devono avere tensioattivi biodegradabili e rispettare delle restrizioni per quanto riguarda il contenuto di determinate sostanze considerate pericolose per l’ambiente e la salute (ad esempio triclosan, EDTA, formaldeide, microplastiche, fosfati, etc…). Inoltre non possono essere classificati né etichettati per tossicità acuta, tossicità specifica per organi bersaglio, sensibilizzazione respiratoria e cutanea, come cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione o pericolosi per l’ambiente. In considerazione del loro forte impatto sull’ambiente, le fragranze, i conservanti e i coloranti sono fortemente limitati. L’utilizzo di detergenti più rispettosi per l’ambiente viene ulteriormente premiato nell’ambito dell’assegna-


Ambiente Certificazioni

zione del punteggio dei criteri facoltativi: il criterio facoltativo O1 premia con un punteggio variabile tra uno e tre punti l’utilizzo al di sopra del 50% obbligatorio di detergenti con marchio Ecolabel UE o altro marchio ISO tipo I. Un aspetto importante che riguarda la fase d’uso di un detergente è il corretto dosaggio del prodotto. Tale aspetto viene tenuto in considerazione rendendo obbligatorio l’utilizzo da parte del personale di appositi strumenti di dosaggio e diluizione (come ad esempio erogatori automatici, pompe manuali, misurini) nonché apposite istruzioni per un uso corretto di tali strumenti. Nell’abito dei criteri facoltativi la Decisione premia i prodotti che diminuiscono l’impatto dal punto di vista dell’imballaggio, grazie all’attribuzione di un punteggio variabile tra uno e tre punti a seconda della percentuale di utilizzo di prodotti cosiddetti concentrati (tasso di diluizione minore di 10 ml in 1l). Per quanto ecologico un detergente porta comunque ad un inquinamento seppur ridotto dell’ambiente: ecco dunque che la Decisione prevede l’uso obbligatorio di almeno il 50% di prodotti tessili in microfibra riutilizzabili (stracci, teste di spazzoloni…). Analogamente a quanto già visto per i detergenti, l’acquisto di percentuali maggiori di prodotti in microfibra può contribuire al punteggio dei criteri opzionali. Qualora si dovessero scegliere prodotti certificati Ecolabel UE o ISO tipo I si possono ottenere, sempre a seconda della percentuale di acquisto, da uno a due punti. Altre tipologie di prodotti direttamente o indirettamente usati per lo svolgimento delle attività di pulizia sono contemplate dai criteri facoltativi con la finalità di invogliare le aziende a minimizzare i consumi di energia e di acqua. Ai fini del risparmio energetico è premiato l’utilizzo di aspirapolvere di classe A (se acquistati prima di settembre 2017) o A+ (se acquistati successivamente a settembre 2017), e lavatrici ad alta efficienza (almeno di classe A++

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Processo di certificazione Le aziende interessate a ottenere la certificazione Ecolabel UE per servizi di pulizia di ambienti interni possono scaricare la documentazione dalla pagina internet del Servizio Certificazioni Ambientali all’interno del sito www.isprambiente.gov.it e inviare domanda preferibilmente tramite PEC all’indirizzo ivi riportato.

per quelle domestiche). Ai fini del risparmio idrico, sia per le lavatrici domestiche che per quelle industriali, sono previsti dei limiti sul consumo di acqua. Per le lavatrici ovviamente quanto più alta sarà la classe energetica, tanto maggiore sarà non solo il risparmio di energia ma anche quello idrico. Tale aspetto è contemplato anche nel caso di lavatrici industriali, non soggette dunque ad etichettatura energetica, con la definizione dei limiti massimi nel consumo di acqua delle lavatrici sia domestiche che industriali. La recente sentenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea dell’8 novembre 2018 ha stabilito l’annullamento del Regolamento (UE) n. 665/2013 della Commissione Europea del 3 maggio 2013 che riguarda l’etichettatura che indica il consumo d’energia degli aspirapolvere.

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È stata di conseguenza avviata una verifica del contenuto della decisione 680/2018 in quanto il punteggio minimo da raggiungere attraverso i criteri facoltativi non potrà più avvalersi del contributo legato all’utilizzo di questo elettrodomestico. È previsto un criterio premiante per l’utilizzo di servizi e altri prodotti certificati Ecolabel UE o ISO tipo I, come ad esempio saponi, tessuto carta, asciugamani in tessuti, asciugamani elettrici. La certificazione Ecolabel mira inoltre a ridurre l’impatto ambientale dovuto ai mezzi di trasporto, assegnando punteggio se la flotta aziendale è dotata di veicoli euro 6 o ad emissioni zero. La decisione prevede anche requisiti di tipo gestionale: è richiesta la definizione di una politica ambientale, di un programma d’azione e di un processo di valutazione interna volto a verificare le prestazioni della società rispetto agli obiettivi prefissati (come avviene per le strutture ricettive). La Decisione prevede la formazione del personale impegnato nelle mansioni di pulizia attraverso opportuni corsi formativi volti ad ottimizzare l’uso dei detergenti, alla corretta gestione e minimizzazione dei rifiuti, al risparmio energetico e idrico.


Fiera dedicata all’industria internazionale della pulizia per la regione MENA e CSI

• Una panoramica dei principali marchi della regione • Punto d’incontro per professionisti provenienti dai 70 paesi vicini • Nuovi concetti di economia sanitaria

Healthcare Cleaning Forum Programma per la regione MENA Sotto la supervisione del Prof. Didier Pittet

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Associazioni AfidampCOM

Roberto Galli alla guida di AfidampCOM: una presidenza all’insegna della continuità! Il neopresidente dell’associazione che rappresenta i distributori italiani traccia gli obiettivi del suo mandato: promuovere la cultura del pulito, sensibilizzare l’utenza finale e creare occasioni di business per gli iscritti

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Maurizio Pedrini oberto Galli è il nuovo presidente di AfidampCOM: è stato eletto alla guida dell’associazione al termine del Consiglio Direttivo eletto nell’assemblea del 13 dicembre 2018 che si è svolta a Milano. Classe 1965, presente nel settore dal 1989, nel 1991 ha aperto l’azienda Erremme, a Omegna (VB) che si occupa della distribuzione di macchine, attrezzature e prodotti per la pulizia professionale. Lo abbiamo incontrato per rivolgergli alcune domande. UN IMPEGNO NEL SEGNO DELLA CONTINUITÀ Con la sua elezione sono state premiate la continuità e l’impegno al servizio dell’associazione? “Credo senz’altro di sì. Faccio parte di una compagine di persone che si batte da anni per la cultura del pulito. Personalmente vivo questo impegno da un decennio, con grande soddisfazione. Avvicinandomi ad Afidamp ho avuto, sin da subito, il piacere di partecipare attivamente

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alla vita associativa, entrando nel gruppo di lavoro chimici e dando anche un contributo alla realizzazione del Vademecum della Pulizia Professionale; un’opera che riunisce tutte le conoscenze del settore del pulito. Così, dopo la stesura del Vademecum, è nata l’idea di attuare un percorso formativo, che ha visto coinvolti più di quattrocento collaboratori ATA della provincia di Brescia, i quali hanno utilizzato questo strumento con successo. Poi, terminata questa esperienza è maturata in noi l’esigenza di realizzare un semplice, ma specifico, manuale da poter consultare per migliorare non solo l’efficienza delle pulizie ma anche la sicurezza, la gestione e la programmazione degli interventi in tutti gli ambiente scolastici: sono nati così il Manuale Scuola e il Cd Pulire Scuola. Dopo il Vademecum, indirizzato principalmente alle imprese di servizio, e il Manuale Scuola, rivolto a tutti gli ambienti dove ci si dedica all’istruzione, abbiamo pensato di realizzare un manuale che prendesse in considerazione un altro settore molto sensibile a tutte le sfaccettatu-

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re delle pulizie: l’ospitalità turistica, riuscendo quindi a pubblicare il Manuale Alberghi”. MATERIALI OFFERTI AI DISTRIBUTORI PER FARE BUSINESS L’associazione ha cercato anche di aprirsi a nuove alleanze strategiche: quali, in particolare? “In effetti, abbiamo scelto di comunicare in modo sempre più verticalizzato e settoriale, cercando di creare delle partnership con altre associazioni di categoria per far comprendere meglio ai loro associati l’importanza delle pulizie, un gesto troppe volte sottovalutato, se non addirittura banalizzato, un lavoro tutt’altro che semplice. In particolare, ci siamo concentrati sul mondo ho.re.ca. che ci ha visti impegnati nella realizzazione dell’ultima opera: il Manuale della Ristorazione. L’opera sta riscuotendo particolare interesse in diversi settori, non solo quello legato alla ristorazione, ma anche al mondo della panetteria, della pasticceria e dei laboratori alimentari in genere. Queste iniziative in diversi campi, impresa di servizi, scuola, alberghi e ristorazione hanno creato maggior sensibilità, attenzione e cultura del pulito, offrendo opportunità per i distributori, in modo particolare per gli associati Afidamp che hanno a disposizione materiale prezioso per informarsi e per informare la propria clientela sull’importanza delle pulizie”.


PRIMO OBIETTIVO: SENSIBILIZZARE L’UTENZA FINALE Lo sforzo di AfidampFAB è stato coerente con lo statuto dell’associazione? “La risposta è senz’altro affermativa: abbiamo portato avanti la missione di Afidamp diffondendo presso la pubblica opinione, i pubblici poteri e l’utenza finale, non solo la cultura del pulito ma anche la conoscenza delle metodologie e delle tecniche in grado di dare adeguata e professionale soluzione ai problemi di pulizia igiene e sanificazione ambientale. Anche in futuro continueremo senz’altro a portare avanti questo sforzo in modo molto fermo e coerente”. Quali traguardi stanno particolarmente a cuore del nuovo Consiglio Direttivo? “Ci piacerebbe realizzare un altro manuale nel mondo delle strutture socio sanitarie, visto il ruolo assai delicato che queste rivestono nella nostra società, considerando la prospettiva di vita sempre più lunga. Infatti, proprio in ambienti come questi gli anziani sono a rischio d’infezioni, ragion per cui la cultura del pulito e dell’igiene ambientale riveste un ruolo fondamentale per il loro benessere. Inoltre, come avvenuto finora, anche nei prossimi due anni metteremo probabilmente a disposizione degli associati lo strumento più importante per un’azienda: una ricerca di mercato verticalizzata al mondo dei distributori italiani. La ricerca si pone l’obiettivo di offrire una fotografia reale di come si sta muovendo il mercato Italiano, perché solo attraverso la conoscenza si possono prendere delle decisioni importanti e strategiche per la propria azienda. Da anni, infatti, Afidamp si propone di studiare tutte le questioni di ordine economico imprenditoriale, commerciale e distributivo connesse al settore”. SUPERARE LA SUPERFICIALITÀ DEL SAPER PULIRE Può anticiparci quali programmi in-

tende sviluppare prioritariamente con il suo mandato? “In modo coerente con chi mi ha preceduto e con la mission di Afidamp, divulgheremo la cultura del pulito, continuando a creare strumenti ed eventi per valorizzare il nostro settore e il ruolo fondamentale della distribuzione professionale. Inoltre porteremo avanti i rapporti con le istituzioni e col mercato finale, cercando di far comprendere l’enorme importanza del mondo del pulito. Dobbiamo far capire come la pulizia professionale investa in modo determinante tutti gli ambiti della vita sociale: non esiste, infatti, luogo che non necessiti di essere pulito. Soprattutto, dobbiamo aiutare a cambiare un atteggiamento del saper pulire a volte troppo superficiale e quindi potenzialmente pericoloso. In realtà la pulizia professionale necessita di competenza e professionalità, se si vuole avere garanzia di risultato; diversamente, senza tali requisiti, si rischia di mettere in pericolo la salute del cittadino”.

AfidampCOM AfidampCOM è l’anima commerciale del mondo Afidamp e raccoglie su tutto il territorio nazionale distributori, concessionari e rivenditori di attrezzature, macchine, prodotti e servizi per la pulizia professionale. L’associazione è nata nel 1981 a Milano, rappresentando la componente commerciale di Afidamp. Scopi e attività principali • Qualificare il servizio alla clientela; • Diffondere la conoscenza delle metodologie e strumentazioni per pulire correttamente gli spazi; • Fornire soluzioni a tutti i problemi legati al pulire; • Sostenere azioni per incentivare la crescita del mercato e la diffusione di macchine, attrezzi, prodotti e servizi per la pulizia. • Promuovere iniziative atte a garantire lo sviluppo del settore; • Diffondere la cultura della pulizia professionale; • Rappresentare presso le istituzioni e il legislatore i propri associati.

UN MERCATO IN RAPIDA TRASFORMAZIONE Come si sta evolvendo il mercato della distribuzione del professional cleaning in Italia? “La trasformazione è in atto in tutti i settori e ha toccato anche il nostro. Forse non è stato evidente da un giorno all’altro, ma oggi sono presenti dei distributori specializzati nella logistica, nei servizi pre e post vendita, mentre altri hanno scelto la specializzazione in uno o due settori merceologici. Ancora c’è spazio per distributori generici e generalisti, ma il mercato chiede servizi e competenze specifiche, e questo è un ulteriore segnale di trasformazione da cogliere tempestivamente per non entrare in competizione con nuovi soggetti, i quali molto probabilmente non fanno o non faranno nemmeno parte del nostro settore, ma che sono o saranno super specialisti della vendita e della logistica magari su canali che non sono più l’off-line”.

Roberto Galli, nuovo presidente di AfidampCOM.

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Focus on aziende

Una storia di successo lunga 50 anni In occasione del cinquantesimo anniversario dalla sua nascita, Parodi & Parodi ricorda gli esordi, tra speranze, passioni e prime affermazioni sul mercato

“C’

è aria di casa”: è questo lo slogan che accompagna la storia di Parodi & Parodi, azienda genovese che quest’anno festeggia il suo cinquantesimo anniversario e nella quale si respira un’atmosfera familiare. Un team affiatato, che si mette in gioco ogni giorno per raggiungere piccoli e grandi obiettivi. 50 anni di passione e impegno, una storia che inizia nel 1969, davanti a un lavandino intasato… GENESI DI UN SUCCESSO Giuseppe Parodi è un geometra di Ceranesi, alture di Genova che, stanco di armeggiare con la ventosa, alla fine degli anni Sessanta ne crea una diversa, con un manico speciale, ruotabile e, soprattutto, con una molla al suo interno. La chiama Asco (perché ASpira e COmprime). Invenzioni e scoperte sono spesso scintille che illuminano il quotidiano, ma la sfida è andare avanti: Parodi crede nel suo Asco, lascia l’impresa edile di famiglia, apre un piccolo laboratorio in uno scantinato e insieme alla moglie Maria, comincia a girare

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azienda, uno staff di 20 persone con competenze professionali specifiche porta avanti una politica di diversificazione. Oltre allo sviluppo costante di prodotti per la casa e per la pulizia professionale, nel 2014 è stato aperto un centro formativo, Parodi School, rivolto al mondo della piccola e media impresa.

per negozi e fiere in tutta Italia. DALLA DIMENSIONE ARTIGIANALE, A QUELLA INDUSTRIALE Il prodotto ha successo, dalla dimensione artigianale si passa a una dimensione più strutturata e, cavalcando l’onda creativa, vedono la luce altre invenzioni: il disco in lana d’acciaio per la lucidatrice domestica e industriale, la centrifuga asciuga insalata (produzione poi ceduta) e una serie di altri articoli per la casa di varia utilità. Nel 1983 i Parodi comprano un vecchio mulino a Campomorone, lo ristrutturano, diventa il loro quartier generale. A metà anni Ottanta entra in azienda il figlio Leonardo che porta la Parodi & Parodi - certificata ISO dal 2001 - alla definitiva dimensione industriale. Oggi, in

Giuseppe Parodi

I PLUS DELL’AZIENDA Produzione, distribuzione e attività formativa sono servizi che vengono svolti secondo criteri di qualità. La stessa qualità che si ritrova nella produzione di referenze per la cura del marmo, come i dischi in lana d’acciaio e lana d’acciaio inox adatti alle medie e alte velocità e alla pulizia di grandi superfici e dei pavimenti più delicati. I dischi Parodi & Parodi vengono regolarmente distribuiti in Italia e all’estero e sono in grado di soddisfare anche richieste particolareggiate. L’esperienza di molti anni nel settore ha portato a una gestione efficiente e affidabile, dalla produzione all’evasione degli ordini. La capillare rete di agenti sul territorio si prende cura dell’esposizione dei prodotti sul punto vendita per presentare al meglio il brand e valorizzare la superficie espositiva del cliente.


Focus on Aziende

Un riassetto familiare per il Gruppo Kemika

nel mondo attraverso una fitta rete distributiva di rivenditori altamente qualificati.

Il Gruppo produttore di specialità chimiche per la detergenza professionale, vede in Matteo Marino, il suo nuovo Presidente. Il Gruppo, quindi, rimane saldamente nelle mani dei rappresentanti della famiglia, nel solco della tradizione Alessandra Mecca

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innovare mantenendo ben salda la tradizione, in nome della qualità e nel rispetto di uno dei valori più importanti, ovvero quello della famiglia. Nel Gruppo Kemika - azienda piemontese che produce e distribuisce specialità chimiche per le pulizie professionali e per il trattamento delle acque di piscina, le idee sono molto chiare e hanno portato a una rimodulazione della compagine societaria. Un assetto sicuramente più moderno ma che non perde di vista quello che è stato un passato di successi e grandi soddisfazioni. IL NUOVO ORGANIGRAMMA Vincenzo Cama, a capo del Gruppo e delle società che lo compongono (Kemika spa e Controlchemi srl), ha ceduto la carica di Presidente al genero, Matteo Marino, già Amministratore Delegato; l’obiettivo è quello di dare continuità all’azienda, oltre a una spinta verso nuove sfide imprenditoriali. «Il nuovo assetto rivela Matteo Marino - è indice del passaggio generazionale all’interno del Gruppo Kemika, impresa familiare. Sebbene questo cambio nella governance sia significativo, all’atto pratico non porterà a grandi cambiamenti nella gestione, se non a un ulteriore consolidamento del Gruppo per affrontare le moderne

sfide imprenditoriali. Il dott. Vincenzo Cama, infatti, resta una figura importante e attiva nel Gruppo Kemika e continuerà a fornire il suo prezioso supporto, collaborando con la compagine e trasferendo le grandi competenze e l’esperienza maturata in diversi decenni di lavoro sul campo». Sono 4 i decenni, per l’esattezza. L’azienda, infatti, nasce nel 1976 e presto si impone sul mercato come uno dei più importanti riferimenti per la produzione Made in Italy di specialità chimiche per la detergenza professionale e il trattamento delle acque. Oggi, il Gruppo Kemika, distribuisce i suoi prodotti con quattro marchi diversi: la Kemika spa utilizza il marchio Kemika per i prodotti chimici per le pulizie professionali e il marchio NOVA per le macchine, Controlchemi srl, vende i prodotti per il trattamento delle acque di piscina con il marchio Controlchemi e i prodotti per la detergenza delle superfici con il nuovo marchio ATTIVA. Il Gruppo è presente in tutta Italia e

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TRA TRADIZIONE E PIANI DI SVILUPPO Quella del Gruppo Kemika, come abbiamo visto, è una lunga storia di successi, che affonda le proprie radici nel passato. Per affrontare le sfide del futuro però, è necessario essere sempre al passo con i tempi e Matteo Marino lo sa bene. «La digitalizzazione di gran parte degli accessi all’informazione - prosegue il neopresidente - ci ha portato a rivedere alcune tra le nostre strategie di marketing, per rendere la comunicazione più immediata. Per trasmettere direttamente ed efficacemente tutte le informazioni necessarie al corretto impiego dei prodotti, per esempio, stiamo introducendo il QR-Code sulle etichette. Il codice, se scansito attraverso smartphone o tablet, porterà direttamente alle informazioni dettagliate del prodotto sul sito web, dove trovare tutte le informazioni utili». Tecnologia applicata ai prodotti, quindi, ma anche tanto rispetto per l’ambiente, con l’impegno costante per la realizzazione di prodotti sempre più ecocompatibili. L’intero ciclo produttivo del comparto chimico è controllato da cinque laboratori, grazie ai quali è possibile garantire un elevato standard di qualità anche dal punto di vista dell’impatto ambientale, sempre in linea con le normative vigenti. Qualità formulativa, rispetto dell’ambiente, informazioni chiare e dirette, formazione qualificata, sono i punti di forza che il Gruppo ha sempre posto al centro di ogni suo nuovo progetto. Questo insieme a una politica commerciale del Gruppo, basata sulla scelta di canali distributivi qualificati che sono sempre stati individuati in Rivenditori professionali, con i quali costruire soprattutto un rapporto di partnership, piuttosto che una semplice relazione cliente/fornitore.

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La nota legale MARCATURA CE

Ancora sulla marcatura CE

Dalla documentazione tecnica alla presunzione di conformità, alle sanzioni penali. Un’ultima riflessione a chiusura delle più recenti note sulla marcatura CE pubblicate nel precedente numero Filippo Cafiero

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ltre che per dare maggiore contenuto a quel che già si è detto per una corretta lettura della marcatura, anche a ulteriore conferma della infondatezza di ogni sua negazione, è offerta, in queste pagine, un’ultima riflessione su tre aspetti particolari, ovvero la documentazione tecnica, la presunzione di conformità e la falsa CE. LA DOCUMENTAZIONE TECNICA Per quanto se ne parli e se ne sia parlato poco anche sotto il profilo tecnico, la normativa di armonizzazione dell’Unione impone al fabbricante di preparare la ‘documentazione tecnica’ relativa alla sua produzione sottoposta a marcatura CE. Si tratta di documentazione contenente, oltre alla descrizione del prodotto e all’uso di destinazione previsto dallo stesso fabbricante, anche e soprattutto le informazioni relative alla progettazione e al funzionamento del prodotto, le informazioni rivolte a dimostrare la sua conformità ai requisiti applicabili in forza della stessa normativa, le registrazioni dei passaggi significativi del processo di produzione, i rapporti che danno sostegno alle informazioni di sicurezza e quindi che

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possono permettere al fabbricante di dichiararla. È a tutto questo, in particolare, cui ci si vuole riferire quando si afferma che la marcatura costituisce la sintesi e la chiusura di un processo di produzione e che la marcatura attesta, tra l’altro, un’assunzione di responsabilità del fabbricante verso il mercato. Sono poi gli stessi atti di armonizzazione dell’Unione, come relativi a ciascun prodotto interessato dalla marcatura, a dare traccia più precisa del contenuto della documentazione tecnica. Il grado di dettaglio di tali informazioni, ovviamente, è in stretta relazione con la tipologia del prodotto, mentre con riguardo alle informazioni sulla sicurezza sta al fabbricante documentare l’analisi dei rischi valutati e individuati e il conseguente riscontro ottenuto per garantire la sicurezza del pro-

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prio prodotto. La documentazione tecnica deve, sotto la responsabilità dello stesso fabbricante, essere conservata per dieci anni a decorrere dalla data di immissione sul mercato del prodotto, considerando l’immissione di ogni singolo prodotto e non solo del primo. Ebbene, di fronte a tanto, non solo non si capisce come si possa parlare della marcatura in termini di “banale dichiarazione del fabbricante”, ma non si capisce neppure come possa esservi un fabbricante che si assuma le responsabilità che la marcatura comporta senza il supporto che il corretto processo di produzione e che la corretta documentazione può dare. Ove ciò dovesse aver luogo, non si tratterebbe di “banale dichiarazione” ma di incoscienza e dissennatezza imprenditoriale.


LA PRESUNZIONE DI CONFORMITÀ I denigratori della marcatura che intendono dare un’argomentazione tecnica al loro denigrare si spingono poi a dichiarare che, anche il prodotto non marcato, possa essere valido tecnicamente e qualitativamente, ovvero che la marcatura non esclude che ciò che non è marcato non possa essere altrettanto valido per il mercato e gli utilizzatori. Ora, questo, non solo non è un argomento che può sostenere la non marcatura, ma non è di certo neppure un argomento che può sostenere il denigrare la marcatura. È stato detto e scritto più volte, infatti, anche in documenti ufficiali dell’Unione Europea, che la marcatura attribuisce la “presunzione di conformità” e che ciò non esclude che il prodotto non marcato possa avere analoga validità tecnica e di

sicurezza del prodotto marcato, ma questa analoga validità deve essere appositamente e di volta in volta dimostrata dal fabbricante. Con la presunzione di conformità invece il fabbricante deve solo dimostrare che quel prodotto è stato assoggettato al processo di produzione secondo marcatura CE. Conseguentemente, il prodotto marcato CE viaggia sul mercato con una “linea di credito e affidabilità” privilegiata rispetto agli altri, per cui il prodotto così dichiarato si presume conforme e circola liberamente e senza limitazioni, al punto che tutti gli Stati dell’Unione devono così riconoscerlo e non ostacolarne l’ingresso e la circolazione se non in presenza di motivi o dubbi concreti di non conformità. La presunzione di conformità che così viene attribuita ai prodotti marcati CE agevola dunque il ruolo e la posizione del fabbricante nel territorio europeo e, al tempo stesso, consente al prodotto una circolazione più snella e semplificata rispetto al prodotto non marcato CE. In sostanza, nell’un caso (prodotto marcato CE), la conformità e la conseguente sicurezza e validità tecnica si presumono per legge; nel secondo caso (prodotto non marcato), si devono dimostrare, tutte. Attenzione, però, ciò che si “presume”, non è che non lo si deve dimostrare in assoluto, lo si dovrà dimostrare all’occorrenza, se a tanto chiamati da un’Autorità del mercato e se dovessero risultare, anche solo in ipotesi, dubbi o incertezze sulla conformità o anche solo sulla sicurezza nell’uso del prodotto. La documentazione tecnica di cui detto prima sarà poi l’elemento di forza e di certezza del fabbricante corretto e rispettoso. LA FALSA CE Infine, non è di poco conto che la contraffazione o la falsificazione della marcatura comportano conseguenze penali di tutto peso. E anche questo è stato già in più occasioni segnalato espressamente. Non ultimo a proposito del recente decreto sulle sanzioni per le violazioni della

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marcatura. Sanzioni rivolte sì alla tutela del mercato, ma in particolare per prevenire le eventuali infrazioni, prevalentemente procedurali e tecniche, di fabbricanti poco attenti o indifferenti alla marcatura. Tali sanzioni, però, non escludono le sanzioni penali, anzi vi si affiancano. Quando poi il comportamento del fabbricante non è di negligenza ma di vero e proprio inganno al mercato, addirittura prevalgono. Si tratta infatti di sanzioni espressamente previste fatti salvi quei comportamenti che possono determinare vero e proprio reato, per esempio con riguardo ai più frequenti casi di contraffazione e/o falsificazione di marchio CE a meri fini commerciali. Casi per i quali il punire penale pur andando al di là degli aspetti tecnici della marcatura ne richiama e rafforza la funzione pubblica e l’interesse economico collettivo e generale del mercato. Prova ne è ancora in questo 2018 che la Corte di Cassazione, sull’espresso presupposto che la marcatura CE ha la funzione “di tutelare gli interessi pubblici della salute e sicurezza degli utilizzatori dei prodotti, assicurando che essi siano adeguati a tutte le disposizioni comunitarie che prevedono il loro utilizzo”, ha sentenziato che tale marcatura, “ove fasulla o ingannevole, rileva ai sensi dell’art. 515 del Codice penale”, integrando il reato di frode nell’esercizio del commercio con il suo incidere sulla qualità e sulla sicurezza del prodotto attraverso la falsa dichiarazione di essere conforme agli standard europei. L’illecito penale sta, infatti, anche nella divergenza qualitativa che un prodotto marcato CE falsamente reca, stante la difformità del prodotto rispetto a quanto con quella marcatura dichiarato al mercato. Insieme alla tutela degli utilizzatori la marcatura vuole dunque tutelare anche l’interesse dello Stato al leale esercizio del commercio. Tant’è che il medesimo fatto di reato sussiste anche laddove il marchio CE sia contraffatto, anziché falsamente apposto.

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Eventi Disinfestando 2019

Milano

Disinfestando 2019

Torna la sesta edizione dell’Expo-Conference della disinfestazione italiana che vedrà coinvolti i principali agenti del settore a livello italiano e internazionale

L’

appuntamento è per il 6 e 7 marzo presso l’importante sede del Centro Congressi Mi-Co di Milano. È in questo scenario che si stanno scaldano i motori per l’edizione 2019 di Disinfestando, la fiera della Disinfestazione italiana che anche conferma un costante e significativo trend di espansione, e oggi costituisce una delle maggiori e più frequentate rassegne in Europa, conosciuta anche a livello internazionale. L’edizione 2019 sarà dedicata ai temi emergenti del settore, con un focus sulle problematiche igieniche e ambientali. Gli interlocutori non saranno quindi soltanto gli operatori della disinfestazione, ma anche le Organizzazioni che

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6^ Ed. Expo-C

rappresentano categorie professionali, come i Tecnologi Alimentari, la Grande Distribuzione Organizzata (GDO), le compagnie di catering, le Federazioni alberghiere e di promozione turistica, le rappresentanze vivaistiche e di gestione del verde pubblico e privato, gli operatori della sanità pubblica, le organizzazioni ecologiche e di tutela ambientale, le rappresentanze di Federazioni contigue al pest control, e non solo.

onference de lla

Disinfestazio L’edizione in ne Italiana programma a Milano il pro importante significativo ssimo 6 e 7 Ma per il Settore per gli Opera della Disinfest rzo è sicurame tori internazi Il programm azi nte on on ee l’evento più ali, già nume a che rosamente reg Derattizzazione in Italia idoneo per con segue indica chiaramente ed un appun istrati. frontarsi ed l’ampia gam tamento approfondir ma delle att occorre entra e gli aspetti ività che tro re nel merito innovativi e van o delle singole approfondim in DIS INFESTANDO sostenibili de Sessioni: la fre enti. il luogo più l Pest Manag quentazione Abbiamo inv ement opera ne chiarirà i ece voluto ins tivo, per cui contenuti, le erire alcune nel quale viv non problematich semplici novità iamo. e, i necessar che vogliono La Curiosità i testimoniare è la principal la nostra att e caratteristic DISINFESTAN en zio a del Disinfest ne verso l’A DO FOREST: atore Profes mbiente è nata la For SINERGITECH sionale. esta della Dis Ambiente reg infestazione ala a tutti gli costituendo Italiana! Espositori un una albero alberi porteran vera e propria Foresta, loc alizzata in Cam di cacao, per mezzo de no il nome de ll’organizzaz line dal propri l singolo esp erun, che sar ione TREEDOM ositore e sar à piantata e etario. anno fotogr , accudita da E’ un piccolo, afati e geo-lo ma calizzati in mo contadini locali. Tutti gli sensibilità che emblematico e significa do da essere tivo messaggi caratterizza seguiti on o di impegno la nostra po ENTONOTE: litic ambientale, a tavola con a. testimone de gli insetti! Sarà presente lla direzione in Fiera una e della Associazione degli insetti. culturale che L’obiettivo di si occupa di Entonote è qu nel piatto (!? tabù alimen ello di abbatt !) proponen tar i ed do ere in primis del laboratori, eve Un cooking sho le barriere cul la commestib nti, degustaz turali che ci w che mette ilità impediscono ioni. a confronto potenziale nu di accettare alimenti com trizionale, gas l’insetto uni con i tan tronomico ed to discussi ins ecologico etti commestib ili ci mostrerà il loro PROGRAMM A DEGLI INCO

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di A.N.I.D. Ore 14 Re lazion Ore 14:15 Le novità nei con e del Presidente tratti di lavoro particolare i dipendente contratti a tem inseriti nel Relatore: Av v.to Pietro Tro po determinato e stagio decreto dignità ed in Ore 15:00 nali. ianiello – giu slavorista. Brand identi ty: “Come ven dere quando Relatore: Do avere serviz tt.sa Anna Tag Ore 15:45 i "di qualità” liapietra non basta più come plus per Nuove sfide: i tuoi Clienti il problema ” della resiste Italia. nza agli insett icidi nella lot Relatore: Do ta contro i pri tt. Caputo Be ncipali vettor niamino - Ric Presentazion i di arboviros ercatore Un e de i in iversit Prof.ssa Alessa l progetto Europeo AIM -COST ACTIO à La Sapienza Roma ndra Della Tor N (AEDES INV re (Universit ASIVE MOSQ à La Sapienza Ore 16:30 Tav UIT OE di Ro S) - Relatore: ma -Dip.to San ola Rotonda ità Pubblica e Malattie Inf ettive)


Eventi Pulire 2019

E’ quasi tempo di Pulire Verona 2019 Tra meno di tre mesi la più grande fiera in Europa della pulizia professionale torna protagonista

L’

appuntamento con il mercato del mondo del cleaning è a Verona dal 21 al 23 maggio 2019. La biennale del settore, forte nei numeri e nelle opportunità proposte, vedrà anche per la XXIV edizione un confronto di prodotti, macchine e servizi che si configura sempre più come internazionale: 76.33% gli espositori italiani e 23,67% gli espositori stranieri, anche grazie alla recente operazione a livello associativo che ha visto la definizione dell’ingresso di ISSA in Afidamp, proprietaria del marchio Pulire e detentrice dell’organizzazione delle Fiere Pulire nel mondo. I 30 anni di storia al servizio degli operatori fanno di Pulire la seconda manifestazione in Europa per importanza e dimensioni e una delle più importanti a livello mondiale. Tutto questo grazie a un’offerta variegata che abbraccia una merceologia completa di macchine, prodotti chimici, attrezzature e componentistica per la pulizia professionale e l’igiene degli

ambienti. Cui non va dimenticato di aggiungere l’Outdoor, con le innovative proposte in fatto di pulizia, spazzamento e manutenzione e decoro degli spazi esterni urbani. A fronte di una partecipazione degli espositori più cospicua rispetto al 2017, si segnala anche il dato (al 30 gennaio 2019) sulla copertura della superficie espositiva netta, pari al 89,16%. Pulire Verona si conferma l’appuntamento imperdibile per chi nella pulizia professionale lavora e di essa si occupa anche a livello di servizi. A Pulire, tutto è al servizio degli operatori e la tendenza che nelle ultime edizioni ha registrato un segno positivo potrebbe essere un buon auspicio per i risultati stessi di chi crede nella manifestazione. Pulire è la fiera che rappresenta il polo di aggregazione per gli operatori della pulizia professionale, in Italia e all’estero che vedono in questi appuntamenti un’importante opportunità di incremento del proprio

gennaio/febbraio 2019

business. “L’adesione degli operatori sottolinea la fiducia nei confronti di Pulire, che con il suo network di fiere nel mondo è ormai un punto di riferimento”, ha commentato Toni D’Andrea, Amministratore Delegato Afidamp Servizi. A proposito di innovazione, sempre utile il confronto diretto e concreto con le aziende leader di settore, i più grandi gruppi internazionali, le soluzioni più all’avanguardia. Il consolidato Premio Innovazione lascerà il posto al Prodotto dell’Anno, i cui dettagli sono in fase di definizione, ma il cui obiettivo resta quello di focalizzare l’attenzione sull’impegno delle aziende nello studiare macchine, prodotti, servizi, che abbiano caratteristiche tali da aver dato risultati o soluzioni particolarmente efficaci. Il valore dell’innovazione presentata negli spazi espositivi della tre giorni veronese si affianca come altra colonna portante, della fiera e del settore, alla presenza delle aziende che hanno fatto la storia di Pulire e che rappresentano l’eccellenza nel mercato del cleaning professionale per il settore macchine, prodotti chimici, attrezzature.Dalla scorsa edizione è presente il settore della lavanderia, un settore sempre più funzionale alla pulizia professionale per il lavaggio e la cura dei tessuti, dei mop e delle frange e le soluzioni per la pulizia di ambienti del settore ho.re.ca. La manifestazione che si terrà nei padiglioni di Verona Fiere è promossa da AfidampFAB e organizzata da Afidamp Servizi. www.pulire-it.com

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Eventi Europropre 2019

Europropre 2019, le novità in fiera Il Salone della pulizia professionale, dell’igiene e del multiservizi inaugurerà la sua sedicesima edizione all’insegna dell’innovazione sociale e ambientale

E

uropropre 2019 si presenta sotto il segno dell’innovazione e della responsabilità sociale e ambientale delle imprese. In calendario ogni due anni, l’evento fieristico rappresenta un’occasione unica per riunire in Francia i più importanti attori del cleaning. Il Salone dell’igiene, della pulizia professionale e del multiservizi dedicato a imprese e collettività rappresenta, infatti, l’appuntamento chiave in Francia per tutti i professionisti della filiera. Max Massa, Presidente della FEP - Fédération des Entreprises de Propreté et Services Associés - si dice certo che “questa sedicesima edizione di Europropre continuerà il suo processo di crescita in un mercato dinamico e in buona salute”. DIGITALIZZAZIONE, ROBOTICA E SOSTENIBILITÀ Durante i tre giorni del Salone, so-

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Annelies HELMER, Direttrice di Europropre.

luzioni e innovazioni saranno il filo conduttore di questa piattaforma che mette in relazione i professionisti del settore, per i quali l’evento rappresenta sempre un punto di riferimento. Digitalizzazione, robotica, riduzione dell’impatto energetico e ambientale sono i temi che saranno trattati con particolare attenzio-

gennaio/febbraio 2019

ne nell’articolato programma di conferenze e atelier organizzati nell’arco delle tre giornate di fiera. Sono numerosissimi gli operatori del settore attesi il 16, 17 e 18 aprile 2019 per questo importante appuntamento, presso la Hall 1 di Paris Expo Porte de Versailles. In un mercato che si rinnova e cresce, lo sviluppo sostenibile e il rispetto dell’ambiente rappresentano la vera posta in gioco per il settore del cleaning e, come dimostrano i recenti studi condotti dalla FEP sui propri associati, costituiscono il motore che ne determina la performance e lo sviluppo. Digitalizzazione e robotica sono le vere fonti di innovazione del settore che, con esse, ritrova un nuovo dinamismo. La riduzione dei consumi, grazie all’utilizzo di nuovi materiali o all’impiego di macchine innovative (termiche, elettriche), resta il principale obiettivo. Un traguardo che, raggiunto, permetterà una riduzione dei costi per i clienti delle imprese di pulizia. Infine i nuovi standard relativi alla salute negli ambienti di lavoro e al consumo responsabile, impongono oggi di utilizzare sempre più prodotti di pulizia di origine vegetale. Europropre permetterà ai produttori di presentare tutte le novità relative in questo ambito a tutti gli attori del mercato francese e francofono. Questi temi saranno ripresi anche nel programma di conferenze, con la presentazione di case-history a supporto dell’offerta presentata sugli stand di questa sedicesima edizione. www.europropre.com


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iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderà gli ingegneri fino al 2021, quando completerà i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi l’ufficialità del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è già possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. “Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata un’indicazione così forte per la continuità del Consiglio nazionale uscente”, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.

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Ancora trattative e consultazioni? IN QUESTO NUMERO

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Ilproblema pertanto è la sicurezza delle costruzionipiù datate, e diun immenso patrimonio storico e culturale famoso in tutto ilmondo, fatto dichiese, monumenti, palazzistorici, emblema diun passato grandioso che ha visto protagonistiipiù grandiartistie ingegneridituttii tempi. Iltema della sicurezza degliambientiin cuiviviamo e lavoriamo, più volte trattato dal nostro giornale e a cuile nostre imprese pongono molta attenzione, ritorna cosìalla ribalta in un frangente – purtroppo non l’unico negliultimianni- tanto eclatante quanto drammatico. Dalle pagine de L’Ammonitore abbiamo rivolto moltiinvitialsettore manifatturiero italiano a investire in tecnologie produttive innovative per continuare a essere competitivo, e questa volta cisentiamo diinvitare tuttia investire sulla propria sicurezza, lo Stato a salvaguardare la vita dei cittadini intervenendo significativamente sulle strutture pubbliche e sulnostro prezioso patrimonio artistico, perché ilfuturo non siprevede, men che meno un terremoto, ma si prepara.

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INTERVISTA ALL’ARCH. DE LUCCHI

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a pag. 9

Principi di funzionamento delle dighe

gni campo dell’architettura e dell’ingegneria nel senso più ampio del termine ha fatto progressi, ha modificato modalità, metodologie, tecnologie, mezzi e strumenti, fatto ricerche e scoperte. Le idee sono progredite, sono mutate, si sono evolute; si sono adeguate alla società o hanno modificato modi e stili di vita. ROBOTICA MACCHINE UTENSILI Nessuno si è mai posto il problema Al centro della fabbrica intelligente 50seanni torni fossedi giusto o sbagliato; la cultura Oggisiparla molto diIndustria 4.0 applicata alla produFondata da Paolo Giana nel1966, Torgim compie ilprestigioso traguardo dei del “fare” ha privilegiato la sperimenzione. Ma occorre ricordare che l’efficienza delflusso pro50 annidiattività. Ilcomune diMagnago vide un grande sviluppo economico duttivo passa attraverso l’ottimizzazione della movimentazione e hadeideinsegnato che dagli ere industriale già a partire dalla seconda metà del1800. Con ilpassare cenniilterritorio s’è via via arricchito diaziende mani cheimparare, hanno tazione deimaterialiall' interno delle aziende. rorifatturi si ere può crescere, pro[pa g. 1 0 ] rappresentato delle vere eccellenze in moltisettoriindustriali. [pa g. 1 1 ] gredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero –Anno7 2 - n. 9 Novembre/Dicembre 2 0 1 6 www.ammonitore.com d’accordo con un “SI” o con un “NO”. È stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dell’uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati “si” e “no” dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la comMENSILE D’INFORMAZIONE PER LA PRODUZIONE E L’AUTOMAZIONE INDUSTRIALE petenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nell’evolversi delle professioni. Per la politica evidenFINANZIAMENTIPMI TAVOLA ROTONDA Editoriale temente è diverso; ma ciò dimostra Via libera alla solo uno scollamento fra i problemi Italia scossa finanza innovativa, pratici della quotidianità dell’individi Fabio Chiavieri quali risposte duo e l’incapacità della politica ad Macerie ovunque, interipaesi Il buon senso non fa da alla strettaadeguarsi. del credito? rasialsuolo, gente disperata, ® . No, non®è lo scesguardipersi [pa g. 1 4 ] guida; un referendum che fa contenSemplificate la vostra automazione con motion plastics igus . Potete utilizzare il braccio robotico nario diguerra che ciarri va da to/scontento la metà dei cittadini qualche zona remota delmondo, a cuisiamo tri stemente abiresta un problema non risolto. Il combinabili a seconda delle vostre esigenze. completo robolink®, oppure i singoli componenti modulari tuati. È la forza devastante del cambiamento è necessario e la civiltà terremoto che ha colpito, e continua a farlo, ilnostro Cenparla da sola a tal proposito; ma il tro Italia. Una faglia che siè estesa per cinquancambiamento dovrebbe godere della ta chilometri, una ferita su quelle terre che non fiducia sipotrà più rimarginare. MATERIE PRI ME e della certezza di tutti i citL’Italia è scossa, fisicamente e mentalmente; tadini quando si parla di politica. Se schiaffeggiata dalla mano della natura che a M-Steel qualità tutti quanti noi quando attraversiamo volte sa essere molto dura nella sua inarrestabile forza. Eppure ilnostro paese risulta essere da oltre 40 un anni ponte o saliamo sulla cima di un nelle prime posizioniper quanto riguarda l’utiOvako, fornitore finlandese diacciai, rigrattacielo diamo per scontato di polizzo ditecnologie antisismiche nelle nuove copropone sulmercato la qualità M-Steel. Cover_TerminiMecc_2017_Generale.indd 3 struzioni. terci fidare di chi Grazie ad un incremento nella lavorabi - ha pensato il proCosa succede allora? Alessandro Martelli, Presi- In occasione diBIMU 2016, iverticiDMG MORI hanno dato vita a un interessante lità M-Steelsicaratterizza per affidabigetto, forse non vuol dire che i prodente delGlis (Isolamento sismico e altre straità, coerenza e prevedibilità nelle dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per llavorazi fessionisti potrebbero insegnare e ditegie diprogettazione antisismica), ha dichiaoni, riducendo icosìcostidiprorato che “Oltre il70% dell’edificato italiano at[pa g. 8 ] duzione. [pa g. 1 2 ] con più forza alla rafforzare la posizione delGruppo nelmondo e sulterritorio italiano. re il loro pensiero tuale non è in grado diresistere aiterremotiche politica? ■ potrebbero colpirlo”.

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La crisi ancora “morde”, il contesto politico barcolla, alta l’attenzione sul governo degli ingegneri

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iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderà gli ingegneri fino al 2021, quando completerà i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi l’ufficialità del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è già possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. “Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata un’indicazione così forte per la continuità del Consiglio nazionale uscente”, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.

*Presidente CROIL e dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Pavia

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inizio anno N. 64 · Anno Panoramica XI · dicembre di 2016

4. Indagine per la riduzione del consumo del suolo Importante sottolineare poi che in previsione della prossima approvazione del Piano Territoriale Regionale della Lombardia, la CROIL sta collaborando con l’assessorato regionale competente per una prima indagine sull’offerta territoriale dei Piani di Governo del Territorio su un campione di circa 450 comuni, ovvero quasi il 30% dei comuni lombardi. L’ indagine sarà utile per delle prime stime sperimentali finalizzate all’esercizio della riduzione del consumo di suolo e per la riqualificazione del suolo degradato, ai sensi della normativa vigente di prossima attuazione, proprio per tramite dell’approvando Piano Territoriale regionale.

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rezza stradale, trasporti e infrastrutture, internacendio) e dall’altra dal D.M. 3.8.2015 zionalizzazione, ricerca e innovazione, salute, che ha aperto un grande spiraglio Potenza ingegneria sanitaria sicurezza di novità visto l’approccio alla sicuPAG. e20biomedica, L’Ordine a sostegno ONLUScalibrato sull’ef- deroga presentate, il loro esito e delle difformità da questi e dell’esui luoghi di lavoro, sistemi innovativi e rezzadelle antincendio sperimentazioni efficaci per il governo dei fettivo rischio presente. Con questo motivazione e altre informazioni, sito favorevole o contrario delle servizi sanitari e socio-sanitari, formazione D.M. si parla oggi di norme non più non possono essere utili per le con- misure proposte in loro vece. Si è e competenze professionali, strutture sporprescrittive ma prestazionali, cioè siderazioni che vogliamo proporre. tenuto conto anche delle deroghe tive. che tengono conto, in modo coordiInfatti, queste registrazioni in defi- non accettate perché non dovute nato, delle varie alternative con cui nitiva contabilizzano il numero di (archiviate), o di quelle che avevano si possono mitigare le conseguenze istanze ricevute ed esaminate ma bisogno di integrazioni per carenze di un incendio e/o ridurne le proba2. Sicurezza sismica non tengono conto che un’istanza documentali (sospese), e delle attibilità di accadimento. È stato ripreso il dialogo con la Regione (al cui GDL, “Direzione può contenere un deroga a un solo vità esistenti da quelle nuove, rifeGenerale Territorio”, partecipa una nutrita rappresentanza di ingearticolo, oppure a decine di arti- rendoci all’attività esercitata e non gneri lombardi) sul perfezionamento delle attività di presentacoli per cui si propone istanza di tanto all’edificio che la deve conteMODALITÀ RACCOLTA DATI zione delle istanze di autorizzazione sismica nelle zone 2, e per il deroga, non si individuano quindi nere. Nella contabilizzazione, ogni Qualche anno addietro, pensavamo deposito della documentazione nelle zone 3 e 4. Proprio su sollegli articoli che creano più difficoltà. singolo articolo per cui viene chiedi poter contare, per una analisi di cito della CROIL, l’attività informatizzata collegata alle istanze e Per lo scopo della nostra indagine, sta l’espressione del CTR costituisce dettaglio delle deroghe presentate al deposito era stata sospesa per consentire l’ interoperabilità tra dunque, è stato necessario creare una singola deroga e per questa si a livello regionale, sulla puntuale il sistema informativo regionale e gli analoghi sistemi presso gli una diversa registrazione delle possono avere diverse opzioni:apregistrazione che di queste fa la enti locali. pratiche di deroghe esaminate dal provata; negata; archiviata (quando segreteria del Comitato Tecnico C.T.R., tenendo conto non solo delle non è necessaria la deroga); Regionale (C.T.R.) della Lombardia. attività (fra le 80 annoverate dal DPR sospesa in attesa di integrazione Purtroppo, i criteri di queste regi3. Infrastrutture 151/29011) ma anche di ogni singolo per incompletezza. strazioni, mentre valutano in modo Inoltre, il 4 settembre Regione Lombardia ha convocato la CROIL per articolo che si intende derogare, rigoroso e metodico le istanze di CONTINUA A PAG. XIII una valutazione di eventuali ipotesi di lavoro in vista di un prossimo Piano di ricognizione e monitoraggio infrastrutture viarie regionali. APPROFONDIMENTI Gli ingegneri lombardi hanno avanzato delle proposte, peraltro in sintonia con Regione, al punto da ritrovarle anche nella comunicazione relativa agli interventi per la sicurezza delle infrastrutture, Milano Lodi inviata dal Presidente Fontana al Governo e alla Conferenza delle Un compenso correlato al decoro del professionista Lodigiano, terra d’acque Regioni e delle province autonome.

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1. Nuovo protocollo d’ intesa PAG. perfezionato 6 Presumibilmente entro la fine di ottobre verrà un nuovo di Franco Luraschi* protocollo d’ intesa tra CROIL e Regione Lombardia, rappresentata dal Presidente Attilio Fontana e dalla Sua Giunta.Pavia Il protocollo si Questo articolo vuole informare | DRONI pone in TECH continuità con l’analogo protocollo sottoscritto da CROIL i colleghi, che operano nel campo Settimana della Scienza con la giunta Maroni nel 2016: attualmente, si sta provvedendo all’aldella sicurezza antincendio, dell’eall’insegnadagli dell’ingegneria lineamento formale tra le competenze messe a disposizione voluzione qualitativa e quantitativa ingegneri lombardi in supporto alla Regione, e le deleghe dei nuovi delle deroghe che in questi anni assessorati dopo le elezioni del marzo scorso. Il protocollo è provengono sottoposte all’esame della Catanzaro dromo a una cabina di regia esclusiva tra ingegneri, governatorato e Direzione Regionale VVF della Lom-

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se fosse giusto o sbagliato; la cultura del “fare” ha privilegiato la sperimentazione e ha insegnato che dagli errori si può imparare, crescere, progredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero d’accordo con un “SI” o con un “NO”. È stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dell’uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati “si” e “no” dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la competenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nell’evolversi delle professioni. Per la politica evidentemente è diverso; ma ciò dimostra solo uno scollamento fra i problemi pratici della quotidianità dell’individuo e l’incapacità della politica ad adeguarsi. Il buon senso non fa da guida; un referendum che fa contento/scontento la metà dei cittadini resta un problema non risolto. Il cambiamento è necessario e la civiltà parla da sola a tal proposito; ma il cambiamento dovrebbe godere della fiducia e della certezza di tutti i cittadini quando si parla di politica. Se tutti quanti noi quando attraversiamo un ponte o saliamo sulla cima di un grattacielo diamo per scontato di poterci fidare di chi ha pensato il progetto, forse non vuol dire che i professionisti potrebbero insegnare e dire il loro pensiero con più forza alla politica? ■

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Dagli albori ai nostri giorni “Ciò che stiamo rilevando è che, nonostante siano stati effettuati direzioni generali di Regione Lombardia. bardia, spinti da una parte dal D.P.R investimenti colossali, sono poche le aziende che hanno iniziato a Tra le materie di interesse: uso razionale dell’energia, ambiente, 151/2011 (che proponeva facilitazioni Isole Minori urbana, e semplificazioni nell’iter e modalità coinvolgere i periti per effettuare gli accertamenti prestabiliti, atti clima e qualità dell’aria, edilizia, urbanistica, rigenerazione civile, sicuautorizzative dei Progetti VVF antinLa corsa a ostacoli del professionista ad accertare la conformità delle macchine alle specifiche richieste.” strutture e sismica, tutela idrogeologica e protezione

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Ultimo decennio del vecchio millennio: un famoso pay off pubblicitario recitava “prevenire è meglio che curare”. Fabrizio Casadio, ingegnere e mitico doppiatore della nostra radiotelevisione, è stato la voce di quel dentifricio che ancora in tanti oggi ricordano. In questo senso la medicina ha certamente fatto passi da gigante negli ultimi decenni. La prevenzione in campo medico è divenuta pilastro fondante della ricerca, della programmazione, degli investimenti. Un pezzo del bilancio della nazione. Sono aumentate sensibilità e consapevolezza. È anche vero che, per loro natura, slogan, così come in generale comunicazione e pubblicità, si portano dietro criticità che non voglio nascondere. Criticità legate all’etica, al business, alla capacità (o incapacità) di pensare a un futuro a lungo termine per le generazioni che verranno dopo di noi.

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XIV

VI

PIANO DI LAVORO

rgo, Camera d’albe tta guida alla corre pulizia

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SUPERFICI ESTERNE

, licheni

Alghe, muffe e muschio

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DISINFESTAZIO Progettare il d’intervento

piano

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IN COPERTINA: Kemika, dal 1976 sviluppa, produce e distribuisce specialità chimiche e attrezzature per le pulizie professionali e per il settore HORECA. Propone inoltre macchine che commercializza con il marchio NOVA: Lavasciuga, Spazzatrici, Monospazzole, Aspiratori, Macchine iniezioneestrazione, Battitappeto. Azienda certificata UNI EN ISO 9001:2008.

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Linee guida L’apertura del cantiere Mauro Martini

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Trattamenti superfici Il cerchio di Sinner Paola Costa

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Piano di lavoro Camera d’albero, guida alla corretta pulizia Alessandra Mecca

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Superfici esterne Alghe, muffe, licheni e muschio Costantino Zanatta

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Collettività Il viaggio estremo Alessio Masi

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Case history Cura e pulizia

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Oggi sul mercato

Trattamenti Nuova luce a Singapore

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Disinfestazione Il cantiere ideale

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SPECIALE SANITÀ / Linee guida

L’apertura del cantiere Svolgere un lavoro con professionalità significa considerare ogni fase di preparazione con estrema cura e attenzione

L’

apertura di un cantiere interrompe la routine giornaliera degli appalti in corso e tutta la struttura aziendale si mobilita e si concentra sull’avvenimento con lo stesso pathos con cui un artista predispone la realizzazione di un’opera. L’artista siede davanti alla tela (ambiente di lavoro) e mentalmente passa in rassegna gli attrezzi di cui dispone e quelli che si dovrà procurare prima di iniziare l’opera, consapevole che il buon risultato dipende dalla scorrevolezza dell’azione e il rispetto delle precedenze operative. Infatti, l’esperienza ricorda che la mancanza di uno specifico attrezzo può interrompere il lavoro o imporre modifiche al percorso lineare. La valutazione tecnica sui componenti d’arredo delle strutture murarie che orienta la scelta delle attrezzature non è sufficiente per allestire correttamente un cantiere ma occorre esaminare la tipologia dell’attività che caratterizza l’oggetto sociale dell’utente. Valutazioni indispensabili per scegliere tra la forza lavoro le persone più adatte e, infine, non si potrà ignorare la possibilità che le condizioni climatiche e quelle operative possono mutare nel corso d’opera. Il contratto d’appalto per l’esecuzione di un intervento riporta spesso la frase “il lavoro deve essere eseguito a regola d’arte” per cui usiamo ancora questo parallelo per esami-

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nare, oltre agli aspetti tecnologici la profonda conoscenza delle diverse tipologie ambientali e, quali le difficoltà e le criticità che si possono incontrare quando ci si confronterà con le proprie capacità: • La cultura dell’ospitalità • La cultura della sicurezza. Utilizzeremo per l’apertura di un cantiere la tripla “A”: ANALISI, ALLESTIMENTO, AZIONE. PRIMA DI INIZIARE Apriamo una parentesi per ripetere concetti già espressi, ma che risultano più che mai importanti in questi momenti in cui il fattore ‘prezzo’ sembra essere preponderante. Ogni imprenditore deve avere la consapevolezza del suo ruolo sociale, che non è solo quello di fare profitti ma quello di contribuire alla crescita culturale, morale e tecnica dei suoi collaboratori (e di conseguenza al sistema Paese). Ogni attività ha una sua ‘mission’ e quella del settore delle pulizie industriali è relativa alla prevenzione di patologie infettive attraverso l’applicazione di una corretta prassi igienica. Conservare lo stato d’uso naturale dell’habitat contribuendo all’immagine del proprio utente e, sempre in quest’ottica, gestendo in maniera ottimale le risorse umane che con la loro professionalità riscattano un settore dalla sottostima per una corretta e giusta considerazione. L’impresa deve sviluppare il proprio bagaglio culturale e tecnico per confrontarsi – da pro-

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fessionista a professionista – con le utenze. Questo significa ‘interagire’ con l’utente, per creare le condizioni operative in grado di garantire il risultato sotto il profilo igienico, estetico e funzionale. Se un’impresa accetta passivamente le disposizioni dell’utente (che ignora l’articolazione e la complessità delle procedure industriali applicate al settore del cleaning professionale) non renderà possibile uscire da quella che è una gestione di rapporti in un ambito ‘domestico’. Fare cultura all’utente significa ricordargli le sue responsabilità nei confronti dell’ambiente, di chi lavora in quel luogo e di chi lo visita. Deve conoscere le norme di sicurezza e comprendere appieno l’importanza della prevenzione. E tutto questo va valutato quando si sceglie un appalto: la politica del ‘minor prezzo’, alla luce di queste considerazioni, si può rivelare un boomerang. L’ANALISI In questa fase sono previsti tre punti da prendere in esame e da effettuare: l’Intervista, la Ricognizione, la Rilevazione. L’intervista è necessaria per capire le esigenze, le aspettative e la percezione della qualità dell’utente e dovrà essere un momento di confronto su come interagire per agevolare le operazioni: ad esempio, come isolare l’area di lavoro e quali sono le azioni che possono disturbare l’attività interna dell’utente. La ricognizione prevede la misurazione dell’area relativa l’intervento, quella dei per-


A cura di Mauro Martini

corsi e dove è ubicato lo spazio riservato alla collocazione e alla manutenzione dei materiali. La rilevazione traccia la mappa dei punti critici e segnala con quali fattori aggressivi occorrerà confrontarsi sul piano tecnico e comportamentale I risultati del sopralluogo dovranno fornire le indicazioni relative alla scelta del set operativo, ai tempi di realizzazione, alla qualifica degli operatori. L’ALLESTIMENTO Questo step prevede la nota di carico del set operativo (collocato in uno spazio riservato), che comprende: • Detergenti • Attrezzi agenti (panni) • Utensili • Attrezzi avvicinamento (scale) • Macchine e accessori • Protezioni ambientali • Protezioni operatori • Attestato della formazione Gli operatori devono essere accompagnati in un giro di ricognizione per conoscere l’ambiente di lavoro e, in particolare, la posizione dei supporti operativi quali acqua e corrente elettrica. È anche necessario fare un’attenta valutazione dei possibili rischi in tema di sicurezza e conoscere quale deve essere il comportamento da tenere in ogni area. Prima di procedere dovrà essere realizzato un campione (sia si tratti di una superficie,

Gli step dell’apertura del cantiere Analisi l’Intervista la Ricognizione la Rilevazione Allestimento il Set operativo il Giro di ricognizione la Valutazione dei rischi la Realizzzazione di un campione Azione il Confronto con la qualità e la produttività la Consapevolezza del ruolo (attenzione alla sicurezza)

sia di un intero locale) per evidenziare quale possa essere il risultato possibile e solo dopo averlo isolato e ricevuto il benestare dell’utente si deve procedere procedere all’esecuzione dei lavori. L’AZIONE Con questa fase si intende il confronto con la qualità e la produttività, in modo tale da non trascurare la sicurezza; è necessario quindi

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un comportamento altamente professionale che prevede l’abbigliamento adeguato, l’uso delle protezioni, l’ordine del cantiere, le attrezzature pulite ed efficienti… Ogni partecipante deve avere la consapevolezza del suo ruolo, e l’impresa non deve accettare passivamente la disposizione dell’utente, che ignora l’articolazione e la complessità delle procedure applicate alla pulizia. Appare evidente che l’utente e l’impresa debbano rivedere l’impostazione tradizionale del loro rapporto, che dovrà comunque essere basato sulla fiducia e la consapevolezza che il proprio interlocutore sia persona seria e valido professionista. Riflessioni che appartengono al bagaglio culturale dell’impresario che, in relazione alle diverse tipologie di cantiere, deve predisporre tutte le operazioni compatibili con le esigenze dell’utente ma, essenzialmente, quelle che gli consentiranno di ottenere un risultato conforme alle attività che si svolgono al suo interno e i fattori aggressivi che le stesse generano. LA CONSAPEVOLEZZA È necessario conoscere le diverse tipologie del cantiere. Vi è quella che appartiene alla sfera degli interventi straordinari che si rendono necessari dopo una ristrutturazione dei locali o per eventi atmosferici particolarmente aggressivi o a causa di un incidente che provoca danni alle strutture e le superfici. Più frequentemente si verifica perché la pulizia quotidiana non ha saputo impedire che lo sporco superasse il limite critico. La tipologia del cantiere è completamente diversa se si tratta di un appalto che prevede il riassetto e pulizia giornaliera rispetto a un intervento isolato, e che prevede una pianificazione che stabilisca le precedenze operative, la ripartizione dei carichi di lavoro e la formazione delle squadre tenendo conto degli aspetti caratteriali degli operatori oltre che naturalmente le specializzazioni tecniche. Per concludere, non possiamo che ribadire che quest’attività ha due facce: la pulizia qualificata, eseguita seguendo criteri professionali, e quella che fa riferimento alla pulizia domestica, eseguita per compiacere l’utente, e che non consente un approccio tecnico per la pulizia delle superfici: che è poi il requisito e il risultato che un’impresa di servizi qualificata deve soddisfare.

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SPECIALE CANTIERI / Trattamento superfici

Il cerchio di Sinner Conoscere i quattro fattori che compongono il cerchio di Sinner diventa di fondamentale importanza per evitare tutte quelle problematiche legate ai risultati, agli sprechi e ai problemi causati da una errata azione di pulizia

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al punto di vista dell’operatore che tutti i giorni si confronta con la problematica della pulizia, quando si parla di pavimenti la prima domanda che sorge spontanea è: che tipo di pavimento è e quali sono le tecniche che mi consentiranno di pulirlo al meglio in minor tempo e in modo più efficace possibile? Questo, ovviamente, riguarda il grado di “pulibilità” di un pavimento; termine con il quale si vuole indicare la possibilità di rimozione dello sporco. Un fattore questo che varia a seconda delle prerogative del materiale al quale siamo di fronte.

Il metodo di trattamento di qualsiasi superficie in cotto, pietra naturale o grès porcellanato passa necessariamente attraverso tre fasi pricipali che possono essere sintetizzate dallo schema: lavaggio – protezione – finitura. La fase del lavaggio iniziale è la più importante di tutto il ciclo di trattamento. Con questa operazione, infatti, si rimuove lo sporco presente sulla superficie del pavimento, si correggono eventuali difetti e si risolvono i problemi che spesso sono provocati o apportati da terzi. Qualsiasi problema o inconveniente si può affrontare e risolvere solo in questa fase. IL CERCHIO DI SINNER Il cerchio di Sinner è un diagramma composto da quattro fattori - Chimica, Temperatura, Azione meccanica, Tempo - generalmente utilizzato nell’industria della lavanderia industriale o della detergenza di stoviglie per mettere a punto i vari programmi o cicli di lavaggio. Il concetto schematizzato nel cerchio di Sinner è valido anche nelle operazioni di pulizia di una superficie e soprattutto nelle fasi di lavaggio iniziale poiché intervengono contemporaneamente, anche se in diversa misura, tutti e quattro gli elementi che lo compongono. AZIONE CHIMICA L’azione chimica è il cuore del ciclo di lavaggio. Utilizzando le proprietà chimiche dei prodotti detergenti si sfruttano le reazioni

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a cura di Paola Costa

CHE TIPO DI SPORCO POSSO TROVARE SU UNA PAVIMENTAZIONE?

che portano alla dissoluzione dello sporco o alla rimozione di macchie, croste, film, vecchi trattamenti ecc. Diverse sono le tipologie di reazione chimica che possono essere impiegate: reazioni acido-base, ossido-riduzioni e reazioni che implicano l’uso di solventi. Senza entrare nel dettaglio si possono schematizzare queste reazioni associandole alla tipologia di sporco che si ritrova generalmente su una pavimentazione (vedi schema a lato). Tra lo sporco minerale rientrano i residui di cemento, di colla e stucco per piastrelle, le efflorescenze saline, i residui di gesso, la polvere, le macchie di tempera e pittura, lo sporco da traffico e calpestio per la cui rimozione vengono impiegati prodotti disincrostanti a PH acido. La reazione tra un detergente acido e lo sporco di tipo

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CEMENTO, CALCE, STUCCO E COLLA PER PIASTRELLE RISALITE E FIORITURE DI SALI MINERALI TEMPERE E PITTURE MINERALI, POLVERE METALLI, SALI METALLICI, RUGGINE, OSSIDAZIONI SPORCO DA CALPESTIO E TRAFFICO

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CERE, POLIMERI CEROSI, SIGILLANTI ACRILICI E SINTETICI OLI (MINERALI & VEGETALI) ASPORTAZIONE DI TRATTAMENTI VECCHI/ERRONEI/ROVINATI ALGHE, MUSCHI, LICHENI

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VERNICI ORGANICHE E SINTETICHE SILICONE, IMPREGNANTI SILANICI & SILOXANICI GRAFFITI, ETC. carbonatico-calcareo si manifesta sotto forma di effervescenza; queste reazioni avvengono tutte in ambiente acido e a PH inferiore a 7. È necessario sapere che questo genere di reazione necessita generalmente di una grande quantità di reagente acido, sia per le caratteristiche intrinseche della reazione, sia perché, molto più materialmente, si possono incontrare forti spessori di cemento e di sporco. Nel caso di macchie da pallettizzazione si utilizzano reazioni di ossido-reazione, preferibilmente basate in ambiente acido per trasformare le macchie in Sali solubili in acido. Se poi si tratta di rimuovere lo sporco di origine organica allora diventa molto importante saperne riconoscere la tipologia. Nel caso si debbano rimuovere grassi, cere, alghe ecc. le reazioni chimiche sono mirate ad agire su ogni specifica tipologia di sporco. Nel caso di unto e grassi si utilizzano gli sgrassanti come ad esempio per la rimozione di trattamenti precedentemente eseguiti con olio di lino o resine oleose. Per cere e film polimerici si utilizzano i deceranti, accompagnati da detersolventi, come nel caso della rimozione di vecchie cere in strati successivi, anche di notevole spessore. Ove vi siano alghe, muffe e


SPECIALE CANTIERI / Trattamento superfici

Residui di cemento

Residui di stucco

Fioriture di sali minerali

Sporco da calpestio

muschi si utilizzano dei biocidi a base di cloro, come per rimuovere, in esterno, le patine verdi di muschi e di alghe che proliferano nelle zone esposte a nord e che rendono le pavimentazioni scivolose e pericolose. Queste reazioni avvengono tutte in ambiente alcalino, e a PH superiore a 7. L’utilizzo di solventi è consigliato per disgregare velocemente i vecchi strati di film polimerici oppure quando sono presenti forti spessori di resine, vernici o film come ad esempio nel caso di smalti, pitture al quarzo e intonachino silossanico che rimangono sul pavimento dopo le operazioni di pittura delle stanze o del fabbricato. L’utilizzo di diluenti è invece consigliato quando si tratta di macchie di unto, di vernice o di resine da trattamento che non si possono asportare. LA TEMPERATURA Quando si parla di temperatura ci si riferi-

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sce al calore dell’acqua che si utilizza per le operazioni di lavaggio. Il principio termodinamico prevede che a una temperatura più elevata corrisponde una maggiore velocità di reazione e questo significa che se si lava un pavimento con acqua calda o con vapore, le reazioni chimiche risultano più rapide. Significa, inoltre, che deve essere presa in considerazione anche la temperatura del pavimento soprattutto quando si lavora in esterno sotto il sole o in presenza di un impianto di riscaldamento radiante. Bisogna anche tenere presente che sia le reazioni alcaline sia quelle acide sono favorite dalla temperatura. Nel caso di reazioni alcaline, per sgrassare o decerare una pavimentazione, l’utilizzo di acqua calda o di vapore favorisce il distacco dei film cerosi e lo scioglimento delle patine di grasso e di unto. Nel caso di reazioni acide, si possono manifestare alcuni effetti indesiderati, quali ad esempio lo sviluppo di fumi acidi

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che possono corrodere maniglie e parti metalliche presenti nella stanza. L’effetto calore, inoltre, può aumentare la velocità di reazione dell’acido stesso provocando reazioni incontrollate in grado di intaccare il colore o la struttura della piastrella. Questo è il motivo per cui tutti i lavaggi acidi si eseguono sempre con acqua fredda e, soprattutto in esterno, si evita di operare su pavimenti arroventati dal sole. IL FATTORE TEMPO Il fattore tempo è rappresentato dalla velocità di reazione. Le reazioni acide e soprattutto quelle alcaline, non sono immediate e questo significa che entrambe necessitano di un sufficiente tempo di contatto tra la sostanza che vogliamo rimuovere e il principio chimico che stiamo utilizzando. Nel caso di reazioni acide la reazione è piuttosto lenta generalmente a causa delle dimensioni molecolari del


tipo di sporco. Quando si tratta di reazioni alcaline, i tempi di contatto e la reazione sono ancora più lunghi soprattutto per via del legame chimico che si deve spezzare per rimuovere lo sporco. Il fattore tempo è, molto spesso, sottovalutato dagli operatori perché si pensa che l’azione chimica sia prevalente immediata; per questo accade che chi esegue un’operazione di lavaggio non bagni sufficientemente la superficie non dando così modo al prodotto chimico di interagire interamente con la sostanza che si vuole asportare.

Un errore che si verifica molto spesso è quello di mettere la soluzione chimica nel serbatoio della monospazzola e da esso versarlo direttamente sulla pavimentazione. Nel migliore dei casi si spreca solo prodotto poiché il detergente, anche se fortemente concentrato, non ha il tempo di reazione sufficiente per rimuovere lo sporco e pertanto alla fine dell’operazione, saranno presenti ancora parecchi residui di sporco che renderanno necessario un secondo lavaggio. Frequentemente accade che con questo modo di procedere Lavaggio corretto

Preparazione della soluzione detergente Lavaggio non corretto

si causino dei danni irreversibili perché, soprattutto nel caso di reazioni acide, si possono macchiare irreversibilmente i pavimenti; accade con le impronte di scarpe, con il cavo della monospazzola o con le gocce di soluzione acida che cadono sul pavimento. L’operazione corretta consiste nel preparare la soluzione in un secchio

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SPECIALE CANTIERI / Trattamento superfici

Operazioni di rimozione di olio di lino cotto

Operazioni di rimozione di cemento da pavimento in porfido (prima e dopo) e di stenderla abbondantemente e uniformemente sulla pavimentazione servendosi di una scopa e di due operatori: uno che rimane sempre sull’asciutto, l’altro che opera sul bagnato. In questo modo il lavaggio si esegue su un pavimento omogeneamente bagnato e le reazioni chimiche avvengono in modo uniforme. Con il pavimento uniformemente bagnato, si possono lavare battiscopa, mensole e camini oppure rimuovere forti incrostazioni di stucco e cemento; la stessa procedura è valida anche nel caso di grassaggio o deceratura. A maggior ragione, il lungo tempo di contatto permetterà all’operatore di lavorare con sicurezza, magari continuando ad aggiungere acqua calda per favorire il distacco degli strati cerosi o delle patine di olio e di ottenere alla fine

avere un risultato migliore. AZIONE MECCANICA L’azione meccanica è rappresentata dalla forza e dall’attrito che si sviluppano utilizzando tamponi manuali, monospazzole, lavasciuga pavimenti, idropulitrici ecc. La forza meccanica è dovuta alla potenza delle macchine che si utilizzano e dal grado di abrasione sviluppato dagli accessori: dischi e tamponi. Anche questo fattore è molto spesso sottovalutato. Nel corredo di un’impresa di pulizia, infatti, dovrebbe essere presente una serie di abrasivi di diversi colori, bianco, verde, azzurro, rosso, marrone e nero oltre a spazzole in nylon e in tynex. Accade invece che le imprese utilizzino prevalentemente il disco nero per sfruttarne l’effetto abrasivo.

Rimozione del vecchio trattamento a cera (prima e dopo) questa breve analisi si comprende come gli elementi che compongono il cerchio di Sinner siano strettamente correlati tra loro. Ogni volta che si esegue un’operazione di lavaggio, manuale o con l’uso di macchine, entrano sempre in azione tutti e quattro fattori. È compito dell’operatore preparato compiere le opportune scelte, per raggiungere l’equilibrio tra i quattro fattori che conduca ad avere il miglior risultato, nel più breve tempo e nel modo più economico.

Rimozione di alghe e muschi

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A parte il fatto che i dischi neri tendono a sciogliersi al contatto con soluzioni acide, non si tiene assolutamente conto delle caratteristiche di durezza dei pavimenti: infatti, l’uso indiscriminato del disco nero provoca abrasioni sui materiali teneri e soprattutto sul cotto spagnolo o le terrecotte chiare; può graffiare irrimediabilmente alcuni materiali pregiati come il marmo, oppure può risultare troppo rigido e, nel caso di gres porcellanato, scivolare sulla superficie senza pulirla.Invece, nel caso si debba lavare un cotto tenero che si scalfisce molto facilmente, può essere necessario utilizzare un disco bianco o rosso. Nel caso di un cotto fatto a mano ricoperto da sabbia, è molto più utile la spazzola di nylon, poiché il disco abrasivo è praticamente inservibile, a causa della ruvidità del pavimento. Se si devono rimuovere forti strati di vecchio trattamento può essere più efficace la spazzola in tynex poiché non si intasa e, a differenza dei dischi abrasivi, mantiene sempre le sue caratteristiche abrasive. Da

novembre/dicembre 2018


SPECIALE CANTIERI / Piano di lavoro

Camera d’albergo, guida alla corretta pulizia L’igiene è il biglietto da visita di un albergo. Trovare camere pulite e ordinate è una delle caratteristiche principali per garantire al cliente un alto standard di qualità. È pertanto necessario pianificare l’attività nei minimi dettagli.

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er prevenire le patologie, in generale, è bene adottare particolare attenzione e adatte contromisure per gli ambienti ad alto uso promiscuo. Le patologie provocate dalla trasmissione di microrganismi attraverso le superfici degli arredi e delle suppellettili costituiscono da sempre un problema rilevante: responsabili ne sono la polvere, i residui, i rifiuti che si creano e possono generare situazioni a rischio, proprio per la grande frequenza di contatti tra le persone e la grande movimentazione delle attrezzature. Nonostante l’uso di nuove tecnologie per garantire la pulizia, il rischio di una diffusione di cariche batteriche negli ambienti rimane alto. In albergo si muovono e si alternano persone provenienti da ogni parte del mondo, che possono essere portatori delle più svariate patologie. Il fattore più importante è determinato dunque dalla pulizia degli ambienti e dall’igiene della persona che opera all’interno della camera, la cameriera ai piani. Compito primario per il quale viene assunto il personale ai piani è la pulizia delle camere. Sebbene questa possa apparire un’operazione semplice, in realtà lo diventa solo se svolta con grande professionalità e motivazione. Pensare, per esempio, che grazie al

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proprio lavoro il cliente sarà soddisfatto e pagherà il conto convinto di aver ricevuto un ottimo servizio - portando di conseguenza guadagno all’albergatore e contribuendo a sostenere lo stipendio anche del personale ai piani - può essere un ottimo punto di partenza. Il pulito conforme alle esigenze di un ambiente come l’albergo si ottiene operando su tre fronti, è perciò necessario: • determinare i punti critici del locale; • istruire il personale sulla corretta applicazione della prassi igienica, operativa e personale, dotandolo di un set operativo adeguato che sia nel contempo efficiente ed efficace; • condividere e partecipare alle attività di controllo Tecniche di intervento e formazione del personale Le tecniche di intervento si suddividono in obbligatorie e quelle scelte in base alle situazioni. Quelle obbligatorie appartengono a operazioni che si devono compiere, come: evitare di trasportare acqua sporca; evitare che i panni sporchi siano a contatto con altri componenti del set; evitare che un panno venga usato per pulire più superfici; evitare inutili operazioni di lavaggio nel corso

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delle altre operazioni di pulizia; evitare che i prodotti miscelati con acqua ristagnino o si deteriorino. L’istruzione del personale deve imperniarsi su tre temi: capire e condividere il motivo degli interventi; utilizzare le tecniche e il relativo uso degli attrezzi; preoccuparsi dell’igiene della persona e del rapporto con i clienti e colleghi.


A cura di Alessandra Mecca

Tutto il personale addetto deve trovarsi in condizioni sanitarie idonee e comunque tali da non essere causa di contaminazione. In qualsiasi momento il personale deve potere dimostrare la propria idoneità mediante il libretto sanitario, aggiornato in base ad apposite visite e analisi mediche, e che deve essere conservato presso la sede di lavoro. A tale scopo, l’operatore è tenuto a denunciare ai responsabili eventuali problematiche relative al proprio stato di salute, con parti-

colare riferimento a malattie, che possano essere causa di contagio. Prima dell’inizio del rapporto di lavoro, il personale deve essere sottoposto a visita medica così come ogni qualvolta se ne verifichi la necessità per cause clinico-epidemiologiche (per esempio in seguito a malattie respiratorie, gastrointestinali, infettive, ferite e così via). Soltanto a seguito del parere positivo del medico, riportato nella documentazione da archiviare, potrà ripren-

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dere il lavoro. La corretta tecnica di intervento deve fare riferimento alla corretta prassi igienica, la stessa igiene personale ha delle priorità e alcune regole semplici da rispettare, come ad esempio: lavare le mani prima di iniziare a pulire il locale, mantenere la divisa in buono stato, i capelli raccolti, le scarpe chiuse. Inoltre, è necessario collaborare e condividere le attività di controllo, che devono avere una base operativa rappresentata da

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SPECIALE CANTIERI / Piano di lavoro schede che riportano le domande relative a ogni parte soggetta a controllo e dove sarà riportato l’esito, mentre altri schemi più descrittivi saranno utilizzati per controllare gli aspetti comportamentali. Il piano degli interventi scandisce ogni giorno le operazioni da svolgere e allo stesso tempo consente la gestione e il controllo degli imprevisti tipici dell’attività dell’albergo. Forniamo ora alcune indicazioni per effettuare al meglio le operazioni di pulizia. COME PROCEDERE: TUTTE LE OPERAZIONI STEP BY STEP Appena varcata la soglia della camera da pulire è importante lavarsi le mani. Questa pratica igienica e, in particolar modo, il tempo impiegato per insaponare e sciacquare le mani, serve anche per fare mente locale sul lavoro da svolgere, trovando inoltre la giusta carica psicologica. Entriamo ora nel vivo delle operazioni di pulizia e, in senso figurato, nella stanza da pulire. La prima cosa da fare è accendere tutte le luci e, se è mattina, aprire le tende o alzare le tapparelle o spalancare le persiane, porre il carrello di traverso alla porta per mantenerla aperta e ostruire l’ingresso a chiunque. Dopo aver favorito il ricambio d’aria, bisogna passare alla prima stanza da pulire, che generalmente è il bagno. LA PULIZIA DEL BAGNO Dopo essere entrati in questa stanza, accendere tutte le luci e, nel caso ci sia la finestra, alzare le tapparelle o spalancare le persiane. Ammucchiare per terra tutta la biancheria sporca, poi indossare i guanti. Per mantenere i livelli igienici, estetici e funzionali conformi alle attività fisiologiche che si svolgono all’interno del bagno (l’uso del water, il lavabo), sia per la formazione del calcare causato dai sali contenuti nell’acqua, sia per l’uso delle superfici con la possibilità che permangano residui che possono propagare batteri, occorre sempre avere attenzione alle maniglie delle porte, alla rubinetteria e tutte quelle superfici con cui facilmente le persone entrano a contatto. Foto bagno LA TAZZA Scaricare l’acqua nel wc e cospargere le pareti interne con il liquido più indicato. Il

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cattivo odore proveniente dagli scarichi denuncia la presenza di batteri, occorre quindi versarvi un prodotto a base di cloro. Immergere nell’acqua anche lo scopino e usarlo per insaponare le pareti della tazza e le parti più difficili da raggiungere. Per rimuovere eventuali incrostazioni, grattare il fondo della tazza. Attendere alcuni minuti, riscaricare e sciacquare lo scopino più volte, fino a che l’acqua è limpida e le pareti interne risultano bianchissime. Utilizzando un panno e un detergente, pulire le pareti esterne, il sedile, la base, le piastrelle che si trovano dietro alla tazza e asciugare in modo accurato, a seguire, tutto ciò che è stato lavato. Non bisogna mai dimenticare di sostituire il rotolo di carta igienica, se finito o in procinto di esserlo, posizionandolo verso l’esterno e rivoltandone un angolo. Aggiungere poi un rotolo nuovo, a vista, nella dotazione del bagno. LA DOCCIA Entrare nella doccia posizionando sotto i piedi il tappetino già usato dal cliente. Con l’apposito detergente e con una spugnetta bagnata, pulire le pareti interne. Qui, il consiglio, è quello di fare molta attenzione al tipo di detergente usato: deve essere, infatti, adatto al materiale con il quale sono fatte le pareti. Nel pulire le zone interne, partire sempre

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dall’alto e strofinare il panno verso il basso: in questo modo, la schiuma del detergente e lo sporco possono confluire verso il piatto doccia. In caso di piastrelle, vanno seguiti gli stessi criteri di pulizia. Attenzione agli angoli del box doccia e del piatto: è in quei punti che lo sporco si nasconde con più facilità. Terminare le operazioni pulendo il portasapone, il rubinetto, l’erogatore dell’acqua della doccia e le parti cromate. Uscire dalla doccia, togliere il tappetino e sciacquare con acqua, prima calda, poi fredda. Controllare che nel foro di scarico non vi siano ostruzioni date dalla presenza, per esempio, di capelli. Se è presente sporcizia, rimuoverla. Infine, asciugare tutto con un panno asciutto. Un procedimento pressoché analogo è da seguire nel caso in cui, al posto della doccia, ci fosse la vasca. IL LAVANDINO, LO SPECCHIO E LA MENSOLA Passiamo ora alla pulizia professionale di questi tre elementi. Per prima cosa, raccogliere dell’acqua tiepida nel lavandino, nella quale diluire un po’ di detergente. Spostare con cautela gli oggetti personali dei clienti, senza aprire alcun contenitore o toccare eventuali oggetti di valore presenti nel bagno. Lavare le superfici del lavandino, la men-


sola e i rubinetti utilizzando una spugnetta bagnata. Eliminare la soluzione di acqua e detergente dal lavandino e risciacquare tutte le superfici con acqua fredda. Controllare, anche in questo caso, il troppopieno e il foro di scarico. Lo specchio va pulito usando un apposito detergente spray e un panno asciutto. Ripassare la spugna umida sulla mensola e, nel caso in cui il bagno fosse dotato di asciugacapelli, passare la spugna anche su questo apparecchio, per togliere eventuali impronte. Asciugare con un panno asciutto il lavandino, la mensola e lucidare le parti cromate e di acciaio, riordinare gli oggetti personali dei clienti e rifornire il cestino cortesia con saponette, cuffia doccia, dentifricio, bicchieri di plastica, salviettine. Per il bidet, seguire le stesse operazioni di pulizia del lavandino. IL PAVIMENTO DEL BAGNO Eliminare ogni traccia di sporco da terra: si suggerisce di utilizzare uno straccio umido

che possa raccogliere anche capelli, peli ed eliminare eventuali segni o macchie presenti sulle mattonelle. L’intera superficie del pavimento va lavata con una spugna inumidita con il detergente adatto, piegandosi sulle ginocchia. Eventualmente ripassare un panno asciutto per eliminare gli aloni. LA PORTA DEL BAGNO Entrambi i lati della porta (interno ed esterno) vanno ripassati con un panno inumidito con il detergente adatto. Pulire i cardini e le maniglie per renderli brillanti. Verificare che non ci siano macchie o aloni sulla porta. Estrarre la biancheria sporca precedentemente raccolta e depositarla sul pavimento della camera da letto. Togliere i guanti, controllare la presenza di sufficiente biancheria pulita e uscire dal bagno, lasciando la porta accostata. LA STANZA DA LETTO Prima di iniziare a pulire questa stanza è

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bene spostare verso la porta d’ingresso della camera la biancheria sporca del bagno. Procedere, poi, spogliando il letto da federe cuscini, lenzuola e federe materasso; sistemare questa biancheria sul pavimento, dentro le federe usate, per poi unirla alla biancheria sporca del bagno. Infine, deporre il tutto nell’apposito sacco che si trova sul carrello. Cuscini, copriletti e coperte vanno appoggiati su una sedia. Controllare che il materasso sia in perfetto stato, che i bordi del letto siano puliti e che il coprimaterasso non presenti delle macchie. rima di stendere il coprimaterasso, allineare il materasso ai bordi. La raccomandazione è quella di controllare bene che sotto il letto non ci sia sporcizia, polvere o qualche oggetto dimenticato dal cliente. Avvicinarsi quindi al carrello, prelevare i capi di biancheria puliti che occorrono e posizionarli su un’altra sedia. Per rifare il letto, porsi su uno dei suoi lati, tenendo tra le mani il primo lenzuolo. Stenderlo al centro del materasso con i

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SPECIALE CANTIERI / Piano di lavoro bordi - della stessa lunghezza - che ricadono ai lati del letto. Partendo dall’angolo sinistro della testata (parte alta), fissare il lenzuolo. Assicuratelo poi anche intorno all’angolo sinistro della parte bassa del letto, con la tecnica del triangolo: rimboccare il triangolo verso terra, sotto il materasso, piegare e rigirare il resto del triangolo (che rimane sulla parte alta del materasso) anch’esso sotto il materasso. Cambiare lato ed effettuare la stessa operazione. Stendere il secondo lenzuolo rovesciato e ripetere le operazioni fatte per il primo lenzuolo, per fissarlo. Passare poi alla coperta: adagiarla, poi girare il bordo del secondo lenzuolo (lato testata) sopra di essa. Tendere la coperta verso il pavimento e stendere il copriletto girandone il bordo dal lato della testata. Prendere i cuscini e sbatterli più volte tra le mani dalla parte piatta, successivamente dalla parte dei quattro lati. Mettere le federe pulite, appoggiare ogni cuscino sul risvolto del copriletto. Rigirare quest’ultimo con i cuscini al suo interno. Nei controlli delle camere verificare che le bottigliette nel frigobar non siano manomesse e riempite con liquidi diversi da quelli originali, onde evitare sgradevoli sorprese al cliente successivo. I QUADRI, I VETRI E GLI SPECCHI Spolverare con un panno asciutto le cornici dei quadri lungo ogni lato. Con un panno inumidito con del detergente per vetri e

specchi, pulire queste superfici con accuratezza. Ripassare con un panno asciutto. IL MOBILIO Nel caso in cui il cliente fosse già partito: controllare che il cliente non abbia dimenticato oggetti personali in camera; spolverare con un panno asciutto bordi e testate dei letti, ripiani e gambe di ogni mobile (in caso di aloni o macchie usare un panno inumidito con un detergente adatto); pulire l’armadio iniziando dalla parte alta (se molto impolverato, usare un panno inumidito con un detergente adatto); pulire internamente tutti i cassetti in ma-

niera accurata; pulire le porte dell’armadio sia fuori sia dentro con un panno inumidito con un detergente adatto; riordinare le stampelle appendiabiti; pulire tutti i ripiani con un panno inumidito con un detergente adatto; pulire lo specchio con un panno inumidito con un detergente per vetri e asciugare con uno asciutto; chiudere l’armadio; spolverare il portavaligie. NEL CASO IN CUI IL CLIENTE NON FOSSE GIÀ PARTITO: spolverare con un panno asciutto bordi e testate dei letti, ripiani e gambe di ogni mobile (se su tutte queste superfici vi sono aloni o macchie, usare un panno inumidito con un detergente adatto); pulire le porte dell’armadio sia fuori sia dentro con un panno inumidito con un detergente adatto; pulire lo specchio con un panno inumidito con un detergente per vetri e asciugare con uno asciutto. LE LAMPADE Accendere le luci per assicurarsi che tutte le lampadine siano funzionanti. Rimuovere il coprilampada: se è in tessuto pulirlo con una spazzola; se è in materiale sintetico o duro, pulirlo con un panno asciutto o leggermente inumidito con il detergente adatto. Pulire e spolverare le lampadine con un panno asciutto. Pulire invece con un panno

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inumidito tutta la lampada, poi rimettere il coprilampada. Togliere, con un panno leggermente inumidito con il detergente adatto, le impronte dagli interruttori o dalle borchie del blocco interruttori. Foto lampada IL TELEVISORE CON TELECOMANDO E LA RADIO Accendere sia il televisore sia la radio e assicurarsi che funzionino. Verificare che il telecomando della tv sia funzionante e che abbia le pile cariche. Spegnere gli apparecchi. Pulire con un panno inumidito con il detergente adatto il televisore, il telecomando e la radio, spolverare la base di appoggio del televisore e, con un panno inumidito con il detergente adatto per vetri, pulirne lo schermo. IL TELEFONO Controllare il corretto funzionamento. Se fuori posto, riposizionarlo dove abitualmente è stato collocato. Pulire con un panno inumidito con il detergente adatto tutto l’apparecchio telefonico, con particolare cura della cornetta, poi il filo.Assicurarsi che il foglietto di spiegazioni dell’uso del telefono in camera non sia stato smarrito. Se in bagno è presente un altro apparecchio telefonico, pulirlo allo stesso modo del precedente. IL MINIBAR Prima di aprire lo sportello, controllare che la spina sia inserita nella presa della corrente. Aprire ora lo sportello e verificare che la luce interna si accenda e che la temperatura sia corretta. Rifornire le bottiglie mancanti e, nel caso in cui il cliente fosse già partito, togliere quelle aperte. Sostituire i bicchieri usati. Richiudere lo sportello e pulire esternamente il frigorifero con un panno inumidito con il detergente adatto. Si consiglia di sbrinare il frigorifero e ripulirlo anche all’interno, prima dell’arrivo dell’estate. Passare poi al termostato; pulire manopola e borchia con un panno inumidito con il detergente adatto. Posizionare il termostato su una temperatura adeguata alla stagione. IL PAVIMENTO La pulizia del pavimento cambia in base al materiale con il quale è realizzato: marmo; piastrelle; parquet; moquette. foto pavimento

IL MARMO Passare l’aspirapolvere, partendo dall’angolo più lontano della camera (rispetto alla porta) e muoversi per linee orizzontali fino alla porta d’ingresso della camera. Lavare il pavimento con un panno umido con acqua e detergente disinfettante, utilizzando il bastone specifico. Una volta asciugato il pavimento, se dovessero esserci degli aloni, passare un panno asciutto, sempre usando il bastone. La cera va applicata almeno una volta ogni sei mesi e rimossa utilizzando la lucidatrice.

le spatole della spazzola ritratte. La moquette va lavata almeno una volta al mese. Vi sono tre metodi per lavare la moquette: con lo shampoo secco, usando l’apparecchio specifico per il lavaggio a secco; con l’apparecchiatura per il lavaggio ad acqua calda sotto pressione. Il tempo per asciugare la moquette è di circa 3 ore; versando lo shampoo liquido per moquette direttamente sul pavimento. Strofinare a mano con una spazzola. La moquette si asciuga dopo 12 ore.

LE PIASTRELLE Passare l’aspirapolvere, partendo dall’angolo più lontano della camera (rispetto alla porta) e muoversi per linee orizzontali fino alla porta d’ingresso della camera. Lavare il pavimento con un panno umido con acqua e detergente disinfettante, utilizzando il bastone specifico.

I TAPPETI I tappeti vanno puliti ogni giorno con l’aspirapolvere o il battitappeto, con le spatole ritratte. Almeno una volta ogni sei mesi vanno stesi all’aria e battuti con il battipanni da entrambi i lati.

IL PARQUET Dopo aver lavato il pavimento con un panno leggermente inumidito, passare la lucidatrice da parquet. Se ci sono delle macchie, usare la trementina, con moderazione. Se la macchia dovesse mostrare resistenza, utilizzare con delicatezza una paglietta. Passare la cera e lucidare. Almeno ogni tre mesi passare la cera per parquet e lucidare. LA MOQUETTE Passare l’aspirapolvere o il battitappeto, con

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IL BALCONE Per prima cosa, accendere la luce e assicurarsi che funzioni. Se la lampadina o il portalampada dovessero essere impolverati o sporchi, pulirli usando un panno asciutto. Iniziare a scopare il balcone, poi pulire il parapetto con un panno o una spugna umida e passare all’arredamento in dotazione sul balcone, usando i detergenti indicati a seconda del materiale con il quale è realizzato il mobilio. Foto balconi LA FINESTRA Aprirla, pulire con un panno umido il davanzale, poi richiuderla.

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SPECIALE CANTIERI / Piano di lavoro emergenza, assicurandosi che si aprano e chiudano correttamente. Foto corridoi

Sempre con il panno inumidito pulire la parte bassa della cornice della finestra e le parti laterali. Usando un altro panno inumidito con del detergente per vetri, pulire la superficie con accuratezza. Ripassare con un panno asciutto. Assicurarsi, in controluce, che non si vedano aloni. LE TENDE, LE PERSIANE O LE TAPPARELLE Aprire e chiudere più volte le tende e le persiane o alzare le tapparelle, per verificarne il corretto funzionamento. Questi elementi devono essere lavati almeno una volta ogni sei mesi. Le tende vanno pulite con l’aspirapolvere almeno a ogni cambio di stagione, per evitare che diventino deposito di polveri e pollini che potrebbero provocare allergie. LA PORTA Spolverare la porta con un panno asciutto, da entrambi i lati. In presenza di aloni o macchie, pulirla con un panno inumidito con il detergente adatto, poi asciugare con un panno asciutto. Lucidare le maniglie e i cardini, sempre con un panno asciutto. Se le maniglie dovessero essere di ottone, lucidarle almeno una volta ogni tre mesi con il liquido adatto. Assicurarsi che il/i cartello/i “non disturbare” e “rifare la camera” siano appesi alla maniglia, all’interno della camera. Al termine del lavoro riguardare attentamente la camera, per assicurarsi di aver eseguito una corretta pulizia professionale.

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Accertarsi che i rubinetti siano tutti chiusi e che lo scarico della tazza non sia rimasto bloccato. Spegnere le luci rimaste eventualmente accese e chiudere a chiave la porta. foto controllo I CORRIDOI Sempre percorsi da molte persone, anche i corridoi necessitano di un’attenta pulizia: se fossero sporchi, impressionerebbero in maniera sfavorevole il cliente. Di solito i pavimenti dei corridoi sono coperti di moquette o con tappeti resistenti, che richiedono poca manutenzione. Passare l’aspirapolvere almeno una volta al giorno, a seconda del traffico di ospiti e del livello di occupazione. Il consiglio è quello di programmare il lavaggio della moquette o dei tappeti durante i periodi di bassa stagione o di scarsa occupazione. Inoltre, è necessario eliminare giornalmente la polvere che si accumula sulle superfici e gli arredi. Da spolverare, sono anche le porte delle camere e le maniglie, eliminando le eventuali impronte e le macchie. Vanno spolverati poi i lampadari e le lampade, nonché le condotte d’aria, controllando che non vi sia sporcizia che ostruisca il passaggio dell’aria. Va anche verificato, per quanto possibile, il corretto funzionamento delle luci di emergenza e degli impianti di sicurezza. Infine, bisogna eliminare la polvere e la sporcizia dalle finestre e dalle porte delle uscite di

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OLTRE L’ORDINARIO: LA PULIZIA DI FONDO La pulizia che viene effettuata quotidianamente mantiene le camere e gli altri ambienti puliti e salubri. Periodicamente è però necessaria una pulizia più profonda. Quest’ultima serve per rimuovere la polvere e lo sporco che si accumula nonostante la pulizia giornaliera e per ovviare alle eventuali carenze nella pulizia riscontrate durante le periodiche ispezioni. Tra le operazioni comprese nella pulizia di fondo, troviamo: il rovesciamento di materassi, lo spostamento di mobili, la pulizia dei soffitti, delle pareti, delle porte e delle finestre, dei lampadari, il lavaggio di tappeti, moquette, tendaggi, copriletto, che devono essere effettuate con regolarità, ma di certo non giornalmente. Come si può ben intuire, la pulizia a fondo, oltre a un programma speciale, necessita anche di più tempo. Generalmente, è necessario il doppio del tempo dedicato normalmente alla pulizia giornaliera. Per quanto riguarda la periodicità secondo la quale devono essere effettuate le operazioni di pulizia a fondo, non è possibile fare una generalizzazione, in quanto dipende da vari fattori, quali la tipologia dell’albergo, il tipo di clientela, il periodo di alta o bassa stagione, il tasso di occupazione dell’albergo, la qualità della pulizia giornaliera. Per le operazioni più pesanti è comunque preferibile aspettare i periodi di bassa occupazione, in modo da poter escludere dall’affitto, senza danno economico, un certo numero di camere, a rotazione, nelle quali sarà possibile occuparsi delle pulizie di fondo con maggiore calma. Gli interventi richiedono un set operativo che rappresenta un fattore ad alto rischio igienico, perché è sempre a contatto con lo sporco: lo stesso aspiratore utilizzato nelle camere deve essere potente, silenzioso e dotato di micro-filtro per evitare che una parte aspiri la polvere e dallo sfiatatoio fuoriescano microrganismi; pertanto richiede una manutenzione e una pulizia mirata. I panni, poi, devono essere lavati a fondo ed eliminati dopo un certo numero di lavaggi, perché perdono la loro proprietà pulente, e divengono a loro volta pabulum per i batteri.


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SPECIALE CANTIERI / Superfici esterne

Alghe, muffe, licheni e muschio Come effettuare la pulizia di un pavimento esterno in cotto ricoperto di alghe e come proteggerlo dallo sporco e dalle macchie dando un effetto ravvivante al materiale

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e superfici esterne sono le parti più soggette alle azioni di degrado. E’ necessario imparare ad analizzare le cause di deterioramento al fine di progettare e attuare congruenti e durevoli interventi di manutenzione. L’USO DI PRODOTTI IDROREPELLENTI: SÌ/NO Nel caso di una superficie esterna in cotto l’uso del prodotto idrorepellente non è sempre risolutivo (vedi foto 1) perché i prodotti interagiscono in un sistema edile nel quale si manifestano reazioni non prevedibili, dovute spesso alla combinazione di fattori che si sono sommati nel tempo.

Infatti, nonostante i materiali, prima della posa, (vedi foto 2) siano stati impregnati per immersione in una soluzione idrorepellente all’acqua - in concentrazione del 30% circa – e alla fine sia stato eseguito un ulteriore trattamento protettivo, dopo soli cinque anni, il pavimento si presenta coperto di alghe e licheni. Su situazioni edili simili non è possibile eseguire una impermeabilizzazione totale, poiché i materiali sono posati nel 99% dei casi, a contatto diretto del terreno e con scarse pendenze: non è possibile risolvere i ristagni d’acqua con una protezione idrorepellente. Dal terreno arriverà sempre una continua alimentazione di umidità che evaporerà per FOTO 1 Cotto fatto a mano.

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A cura di Costantino Zanatta

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SPECIALE CANTIERI / Superfici esterne

FOTO 2 Pavimento ricoperto di muschi e licheni.

FOTO 3 Il materiale non traspirabile causa l’esfoliazione.

capillarità sulle superfici adiacenti il bordo esterno. In questa fase l’umidità riesce a disciogliere e portarsi dietro i sali trovati nelle colle o nelle malte di posa che progressivamente ostruiranno il reticolo formato dalla soluzione idrorepellente applicata anni prima. Tale fenomeno limiterà progressivamente quindi la possibile traspirabilità dei materiali che, non trovando più la possibilità di un passaggio, continuerà la sua spinta sino a far sfogliare il materiale per uno spessore che di solito interessa tutta la parte protetta (vedi foto 3 e 4).

OSSERVARE IL CANTIERE Non è sicuramente prevedibile un fenomeno che si potrebbe manifestare da uno a cin-

que o dieci anni dopo la fase di trattamento protettivo, ma se si osserva con attenzione il contesto e il sistema edile nel suo insieme, si possono eventualmente notare i fattori di rischio futuri. • Se i materiali sono posati adiacenti il terreno o addirittura allo stesso livello senza alcuna barriera protettiva; • Se non vi è alcuna barriera vapore tra i sottofondi e le superfici eseguita con cognizione di causa, • Se il tipo di materiale scelto per l’opera era meglio destinarlo a superfici interne; • Se il tipo di materiale scelto può degradare facilmente con i cicli di gelo-disgelo negli anni;

FOTO 5 Sfaldatura e sali a causa dell’umidità.

FOTO 6 Sul lato Nord-Ovest si nota l’evaporazione.

Se i materiali sono ad alta assorbenza e nella fase di posa non si è pensato a proteggere con soluzione idrorepellente per immersione tutto il materiale; Se alla fine anche l’irrigazione arriva a bagnare abbondantemente tutti i giorni i materiali;

Saremo sicuramente ad alto rischio nel futuro, quindi limitiamoci alla sola pulizia ed eventualmente proponiamoci per una manutenzione periodica. L’INFLUENZA DEI FATTORI ESTERNI Il muro di mattoni (vedi foto 5, 6, 7) è stato protetto con una soluzione idrorepellente perché probabilmente nel passato mani-


FOTO 4 Altro esempio di esfoliazione. festava salinità in uscita dovuta all’evaporazione dell’umidità proveniente dalla base in cemento armato. Dato l’orientamento del muro da nord-ovest a sud-est si nota che l’evaporazione avviene quasi tutta verso la parte sud-ovest (dove batte di più il sole…) creando le spaccature sul muro e sul quale è visibile la formazione dei sali; ironia della sorte osservando il lato sud-est che ha lo stesso tipo di protezione non notiamo nessun pezzo sfaldato o che si stia degradando e non si nota nessun segno di risalita di sali né di umidità. In questo caso le migliori conoscenze e le tecnologie disponibili non ci mettono al riparo dalle manifestazioni di degrado che si possono verificare in futuro.

FOTO 7 Il lato Sud-Est, più soleggiato, è integro.

COME TOGLIERE IL MUSCHIO Altro discorso è la formazione di muschi e licheni che troviamo normalmente sui materiali assorbenti, ma che si possono ripulire e ripristinare. Sul mercato esistono prodotti alghicida che applicati sulle superfici e lasciati agire, sciolgono sino alla radice tali formazioni prevenendo per un certo periodo la nuova formazione di patine di muschio che sappiamo essere molto scivolose. A questo punto verrebbe naturale proteggere in superficie i materiali con una soluzione idrorepellente pensando di risolvere per sempre il fenomeno: nulla di più sbagliato. Questo perché, con il trattamento protettivo, potremmo innescare il fenomeno di distacco ed esfoliazione dei materiali descritto sopra. Da tenere bene in considerazione anche il fatto che i protettivi degradano con il tempo e le patine di muschio, in particolari situazioni, si manifestano già l’anno dopo. Non dobbiamo pensare che le alghe e i muschi si formino solamente per la mancanza di protettivo: la prima causa è la persistenza nel tempo di umidità abbondante o di acqua sulle superfici che faticano durante la giornata ad arrivare al punto di asciutto. Sulla superficie (vedi foto 8) è stato eseguito un intervento di pulitura con una soluzione alghicida con il relativo lavaggio e risciacquo e successivamente riprotetta con una nuova soluzione di idrorepellente all’acqua, ma solamente perché era stata protetta, nella fase di posa in opera, con la soluzione di idrorepellente per immersione: ciò non toglie che tra ulteriori cinque anni non sia da ripetere l’intervento.


SPECIALE CANTIERI / Collettività

Il viaggio estremo Con circa 219 milioni di passeggeri all’anno, la stazione ferroviaria di Shanghai Hongqiao nella Cina orientale è una delle più grandi stazioni ferroviarie del mondo. Ricorda molto un labirinto, i cui segreti solo pochi conoscono: Zhu Hongyan è una di loro

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A cura di Alessio Masi

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ancano circa dieci minuti prima che il treno espresso per Pechino lasci la stazione quando una giovane donna si precipita verso Zhu Hongyan. Il treno dovrebbe partire dalla piattaforma otto e l’enorme sala d’attesa ha disorientato la donna. Zhu le spiega dove deve andare e la accompagna per qualche metro nella giusta direzione. Con la sua valigia in mano, la donna corre verso la barriera del biglietto e lo fa appena prima che le porte si chiudano. Zhu Hongyan è in realtà il vice capo della squadra di pulizia della stazione ferroviaria di Shanghai Hongqiao. Ma il suo lavoro spesso le impone di improvvisare. Mostra ai passeggeri dove andare. Li aiuta quando hanno perso i loro telefoni cellulari o anche quando hanno bisogno di assistenza medica. Il suo titolo potrebbe essere quello di manager, ma è invisibile ai più. Eppure, allo stesso tempo, in una stazione ferroviaria considerata una delle più grandi del mondo, è indispensabile. FINO A 45 ORE IN TRENO Ogni giorno, la stazione ferroviaria di Shanghai Hongqiao accoglie circa 400.000 viaggiatori. Vengono da tutta la Cina e parlano 300 diverse lingue, oltre ai dialetti locali. Da qui, i passeggeri viaggiano in tutto il paese. Un viaggio in treno per Kunming, che si trova a circa 2.500 chilometri di distanza, richiede fino a 36 ore. Un viaggio a Ürümqi, a 4000 chilometri di distanza, dura 45 ore. Per questo motivo, molti viaggiatori portano con sé cibo a sufficienza per diversi giorni, imballato in sacchetti di plastica. I banchi offrono prelibatezze locali: tofu marinato nel tè, arachidi al

peperoncino arrostito e prugne secche. Più tè verde zuccherato e cola. A volte i biglietti del treno terminano con qualche giorno di anticipo. I passeggeri arrivano presto per non perdere il loro treno e poi preferiscono dormire in stazione per qualche ora prima di partire, spesso con la testa appoggiata su una valigia in mezzo al trambusto. LA PULIZIA È UNA PRIORITÀ “È sempre pieno qui”, dice Zhu. La 40enne indossa una camicia bianca e pantaloni blu. I suoi capelli sono appuntati perfettamente. Ha lavorato per cinque anni presso la stazione ferroviaria che si trova da ovest della città. All’inizio lo vedeva un lavoro come un altro. Oggi per lei è un privilegio speciale. Sebbene molti viaggiatori notino a malapena i suoi colleghi, Zhu vede questo come un segno che sta svolgendo bene il suo lavoro. “Se è pulito, i passeggeri si sentono bene”, dice. Questo è un altro motivo per cui la pulizia è una priorità. La stazione ferroviaria è un sistema complesso, il cui ritmo è ben compreso da Zhu. Si muove attraverso il caos con uno scopo. Nella sua squadra, della quale è responsabile per il secondo e il terzo piano dell’edificio a tre piani, ci sono 30 colleghi per turno. In passato, Zhu avrebbe potuto camminare fino a 50.000 passi al giorno. Quest’anno, il suo datore di lavoro Huatie Lüfu ha iniziato a utilizzare le macchine per la pulizia di Kärcher. Questo ha reso il lavoro di Zhu e del suo team molto più facile. Pertanto, il conteggio dei passi è sceso a soli 10.000 al giorno. Passa il resto del tempo sulla B 250 R, una lavasciuga uomo a bordo, e fa il suo giro attraverso l’infinita stazione ferroviaria.

Guarda il video Zhu Hongyan è il vice capo della squadra di pulizia della stazione ferroviaria di Shanghai Hongqiao.

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SPECIALE CANTIERI / Collettività

Flotta macchine Un totale di 27 lavasciuga uomo a bordo di Kärcher sono in azione presso la stazione ferroviaria di Shanghai Hongqiao. Tra queste, la BD 50/70 R Bp Pack Classic, che è particolarmente adatta agli spazi più piccoli e scomodi della stazione ferroviaria grazie al suo piccolo raggio di sterzata. E la B 250 R Bp, progettato per pulire grandi spazi. LE MACCHINE GARANTISCONO SICUREZZA Quasi tutti i viaggiatori portano con sè un thermos per il tè, che possono riempire con acqua calda nei bagni e sui treni. Molti passeggeri che devono affrontare lunghi viaggi mangiano uno spuntino veloce prima di partire. In presenza di residui, Zhu e la sua squadra erano prima sempre pronti a prendere secchi e spazzoloni. “Ma le superfici si asciugavano troppo lentamente”, dice. I passeggeri dovevano essere tenuti lontani dalle aree bagnate per ridurre al minimo il rischio di incidenti. Oggi possono guidare sulle aree sporche con le loro macchine, lasciandole asciutte e campestabili

fin da subito. Il team comunica tramite walkie-talkie per coordinarsi secondo le necessità. A partire da quest’anno, qui vengono utilizzate più di 50 macchine Kärcher. Sono disposte in vari punti attorno all’edificio. Le piccole macchine sono fabbricate in Cina; quelli di grandi dimensioni sono importate dalla Germania. Zhu non è mai stata lì, ma ha familiarità con il paese ora che usa i suoi numerosi prodotti di alta qualità. La Germania è conosciuta come “terra della virtù” in lingua cinese.Un altro segreto che solo Zhu conosce è il suo ufficio. Il modo in cui evoca i romanzi di Harry Potter, in cui solo

Risposta/ Contatti

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i maghi ne conoscono l’ingresso. Per raggiungere l’ufficio di Zhu, i visitatori devono passare attraverso un negozio di giocattoli in cui gli eroi dell’infanzia cinese sono ammassati sugli scaffali. Dietro la cassa c’è una porta quasi invisibile con una piccola serratura d’argento. Il tasto giusto apre le porte di una stanza che, a giudicare dall’esterno, non si penserebbe mai che potesse esistere. All’interno c’è un divano, una scrivania, un frigorifero e un forno a microonde. È una piccola oasi di tranquillità dove il personale può pranzare, discutere i piani di lavoro e passare le pause.


La flotta di macchine è completata da alcune lavasciuga uomo a

5 curiosità su Shanghai Con oltre 23 milioni di abitanti, Shanghai è la terza città più grande del mondo. Numerose università, musei e istituti di ricerca rendono la metropoli un importante centro culturale ed educativo. Come municipalità a controllo diretto, Shanghai ha lo status di una provincia direttamente subordinata al governo centrale cinese. Il suo porto è il più grande nel mondo per la movimentazione di container. Gli ottimi collegamenti di trasporto della città hanno contribuito in modo significativo al suo grande successo economico.

LA PIÙ GRANDE MIGRAZIONE DI PERSONE NEL MONDO Il periodo dell’anno più stressante comprende i giorni intorno al Festival di Primavera. Il capodanno cinese si celebra a fine gennaio o febbraio di ogni anno. Per la celebrazione, fino a 700 milioni di persone si recano nelle loro città d’origine e la maggior parte di loro prende il treno. Il Festival coinvolge la più grande migrazione umana di massa nel mondo. I viaggiatori sono carichi di regali. Coloro che possono permetterselo portano ai loro genitori un cellulare dalla città. Gli agricoltori portano alle loro famiglie i loro frutti più succosi. Maiali interi sono impacchettati e caricati sulle spalle. Per Zhu, questo periodo dell’anno può essere difficile. La quarantenne

ha vissuto a Shanghai per più di dieci anni. Insieme a suo marito, lavora per l’impresa statale. La sua città natale si trova ad Anhui, una provincia a poche centinaia di chilometri di distanza. È difficile per le persone che non sono nate a Shanghai registrare i propri figli nelle scuole della città. Per questo motivo, sua figlia vive con i nonni. “Mi chiede spesso perché tutti gli altri genitori ritornano a casa per il Festival di Primavera, ma non io”, ci dice. La voce di Zhu trema leggermente al ricordo. “Ma sono stata in grado di aiutare gli altri bambini a rivedere i loro genitori”, dice oggi. Che anche questo la renda orgogliosa è evidente dal modo in cui la sua postura si raddrizza. Annuisce in modo deciso. Anche questo è semplicemente parte del suo lavoro. Può anche prendersi una pausa una volta che il Festival di Primavera è finito e le cose sono tornate alla normalità. Quindi Zhu sale sul treno per tornare a casa con suo marito - naturalmente dalla stazione ferroviaria di Shanghai Hongqiao.

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SPECIALE CANTIERI / Trattamenti

Nuova luce a Singapore Il casinò resort al mondo Marina Bay Sands di Singapore, meraviglia architettonica e ingegneristica, sceglie Klindex Stone Care system per il ripristino e la manutenzione dei pavimenti del suo centro commerciale

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estinazione imperdibile in Asia, Marina Bay Sands di Singapore è uno dei più grandi, lussuosi e affollati casinò resort al mondo. Situato sul lungomare della Baia che gli dona il nome, il Marina Bay Sands presenta tre torri di hotel a cascata ed è sormontato da una piattaforma sospesa a forma di nave denominata “SkyPark”, di 340 metri. Padiglioni di cristallo “galleggianti”, un museo, negozi al dettaglio con marchi di lusso internazionali, ristoranti alla moda, teatri, night club e un casinò in stile Las Vegas. All’altezza di 200 m, si trova poi una piscina “a sfioro”, la più alta del

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mondo, lunga 150 m. Il raffinato complesso ospita anche The SHOPPES at MARINA BAY SANDS, imponente centro commerciale: con i suoi 120000 mq di pavimenti in marmo, travertini e limestone, offre una raffinata selezione di marchi di lusso provenienti da tutto il mondo e centinaia di negozi, ristoranti esclusivi, caffè, bar e attrazioni. Il ripristino e la manutenzione dei pavimenti A causa dell’elevato traffico di visitatori, le pavimentazioni del centro commerciale inaugurato solo nel 2010 - necessitavano di un ringiovanimento e ripristino, oltre che di un programma di manutenzione idoneo e specifico. Per questo intervento, il ma-

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nagement dell’ housekeeping si è rivolto a Klindex, azienda nota a livello internazionale per la qualità di prodotti e trattamenti, per ricevere una consulenza e individuare la soluzione ideale per i pavimenti. IL SOPRALLUOGO Il responsabile tecnico Klindex si è recato a Singapore per valutare insieme ai responsabili delle manutenzioni del Mall lo stato dei pavimenti e per capire quali sistemi avessero utilizzato fino a quel momento. Il sopralluogo ha evidenziato lo stato di usura delle pavimentazioni, che erano anche prive di lucido. Inoltre apparivano come se fossero “plastificate” e


usare solo macchine 220V - da collegare alla rete elettrica normale -, caratterizzate da silenziosità ma rendimento elevato. Si rendeva necessario anche impiegare il il numero minore possibile di operatori e un sistema ecologico ed economico, con solo uso di acqua. Bisognava puntare su un trattamento innovativo ed ecologico, che potesse anche garantire la manutenzione dei pavimenti e che avesse il più basso impatto ambientale possibile, senza ricorrere a prodotti chimici, cere e cristallizzanti.

Nell’immagine, HERCULES 601 VS e TRIPLE K, usate nel trattamento ingiallite: questo, probabilmente, a causa dell’uso di cere e cristallizzanti applicati in più mani - una sopra l’altra - negli anni passati che ormai avevano cambiato del tutto l’aspetto del pavimento, complicando anche le operazioni di pulizia.Inoltre i cristallizzanti, nel tempo, avevano creato un rivestimento che non permetteva più al pavimento di “respirare”, trattenendo di contro l’umidità all’interno del materiale, nel quale si erano già manifestati i primi accenni di spalling . La spalling ( rottura del materiale e/o apertura delle venature) può verificarsi per diversi motivi. Di solito si crea quando l’umidità rimane intrappolata sotto la superficie. Cercando di evaporare, crea una pressione idrostatica, dal basso verso l’alto: è proprio questa pressione che provoca la rottura o l’apertura delle venature nei marmi. A causare questo fenome-

no, sono spesso cere o cristallizzanti per marmo che non consentono alla pietra di far evaporare l’umidità dalla superficie. Inoltre l’umidità stessa può contenere minerali disciolti che, quando raggiungono la superficie della pietra, cristallizzano oppure formano un’efflorescenza che si espande e crea una spaccatura. I PROBLEMI DA RISOLVERE Si rendeva necessario trovare una soluzione per ripristinare il pavimento ormai graffiato, usurato e ricoperto da vari strati di cere. Questo, tenendo in conto il grande lavoro da svolgere, il tempo necessario, il costo al mq e il fatto che questo lavoro potesse essere fatto solo per poche ore di notte e solo per zone delimitate e che tale lavoro sarebbe stato fatto da personale con poca esperienza. Si sarebbero potute

LA SOLUZIONE ADOTTATA Grazie alla grande esperienza accumulata negli anni, Klindex è stata in grado di proporre un piano adeguato per il ripristino del lucido naturale dei pavimenti e per la loro conservazione e mantenimento, KLINDEX Stone Care system. Per prima cosa si è reso necessario levigare nuovamente il pavimento in modo da eliminare sia gli strati di cera applicati negli anni sia i graffi e le irregolarità presenti a causa dell’usura elevata e della non corretta manutenzione passata. Si è optato per la levigatura con Hercules 601 VS munita di ELICA Diamond PAD nelle grane 0 e 2. Gli Abrasivi diamantati ELICA, grazie al design e al supporto flessibile che segue la pavimentazione, permettono di di levigare e lucidare velocemente le superfici lasciando una finitura omogenea,, senza nessun effetto “Orange Peel”, e di lavorare con molta meno acqua rispetto ai normali dischi diamantati, quindi creando meno sporco e velocizzando il lavoro. Grazie alle elevate performance della Hercules, si

La levigatura è stata effettuata con Hercules 601 VS munita di ELICA Diamond PAD nelle grane 0 e 2

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SPECIALE SANITÀ / Trattamenti

I protagonisti dell’intervento HERCULES 601 VS: levigatrice planetaria monofase. Grazie al DCS “Double Cutting System” , innovazione KLINDEX , con il semplice inserimento di un perno è possibile bloccare la rotazione del piatto e permettere la sola rotazione dei Diamanti. Ecco che la nuova Hercules si trasforma da una levigatrice planetaria contro-rotante ideale per la levigatura e la lucidatura a una performante macchina per la rimozione di resine o preparazione di pavimenti industriali. TRIPLE K: monospazzola a 3 teste,

macchina monofase a velocità variabile. Grazie all’estrema maneggevolezza, è una soluzione adatta anche all’uso di un operatore inesperto, la cui produttività è triplicata grazie alle 3 teste oscillanti. Soluzione ideale per lucidare grandi superfici, la Nuova Triple K esegue una levigatura al diamante e una lucidatura con polish. Montando ruote regolabili che poggiano a terra la cristallizzazione è eseguita senza sforzo, mentre spostare la macchina da un ambiente all’altro è semplice. Infatti, è ripiegabile e attraversa le

normali porte di case e uffici. ELICA: Diamond PAD per la levigatura dei pavimenti in marmo. SUPERSHINE SOFT: pad diamantati per la rifinitura. SPONGELUX PAD: disco brevettato per la lucidatura a specchio dei marmi e per la manutenzione ordinaria dei pavimenti in marmo lucidati. STONE SOAP: speciale manutentore per pavimenti lucidi che lava, protegge e impermeabilizza

Il lavoro ha previsto la finitura del pavimento con l’utilizzo della TRIPLE K e i SUPERSHINE SOFT nelle grane 4 e 5 sono potuti levigare fino a 40 mq per ora e, considerando l’utilizzo di 3 macchine, si sono potuti trattare oltre 1000 mq per notte. Passati gli ELIKA pad con la HERCULES, il lavoro ha previsto la finitura del pavimento con l’utilizzo della TRIPLE K e i SUPERSHINE SOFT nelle grane 4 e 5. Supershine pad SOFT con supporto morbido tipo “floor pads” contiene una elevata quantità di “abrasivo diamantato” che garantisce efficacia, rapidità e durata, oltre a un eccezionale risultato e a una brillantezza dei pavimenti, perchè rimuove anche i micro graffi.

Questi passaggi rendono le pavimentazioni già molto lucide ma quello finale, con la TRIPLE K e i dischi SPONGELUX, è quello che regala alla pavimentazione il classico effetto a specchio naturale. Il disco SPONGELUX è il risultato di anni di ricerca KLINDEX: è uno speciale disco lucidante, molto simile a una spugna che, grazie alla sua composizione, permette di svolgere in un solo passaggio sia un’azione pulente sia un’azione lucidante, solo con l’aggiunta di acqua e senza prodotti chimici o lucidanti in polvere. Inoltre SPONGELUX si è rivelato la soluzione ideale per la manutenzione ordinaria di

tutte le superfici lucidate. Il suo uso, insieme a quello di STONE SOAP garantisce risultati sorprendenti, mantiene i pavimenti incredibilmente brillanti, protetti e impermeabilizzati. I vantaggi legati al trattamento effettuato al The Shoppes sono molteplici: è stata usata solo acqua, i costi dovuti al consumo di abrasivi sono stati minimi e la pavimentazione è diventata facilissima da tenere pulita e brillante. Di conseguenza, si sono ridotti i costi e le ore di lavoro necessarie alla manutenzione. Da circa 2 anni, grazie a Klindex, i marmi risplendono di una naturale lucentezza, senza cere e cristallizzanti.


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SPECIALE CANTIERI / Case History

Cura e pulizia Progettare il servizio di pulizia per una residenza per anziani è complesso. Presso la Casa di Riposo Sant’Antonio di Migliaro, in provincia di Ferrara, una partnership vincente all’insegna dell’innovazione tecnologica per un modo nuovo di fare le pulizie con una formula controllata

Sistema Tailor Il Sistema Tailor, proposto da anni con crescente successo da Arco Chimica insieme a Kärcher Italia, è un modo nuovo di fare pulizia, che consente di acquistare tutto il cleaning necessario in formula controllata, conoscendo preventivamente il costo al metro quadro del pulito, oppure quello a canone.

XXXIV

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e case di riposo svolgono un servizio sociosanitario davvero prezioso, occupandosi della salute e della cura delle persone anziane. In questi luoghi, quindi, è essenziale garantire ambienti collettivi perfettamente salubri, all’interno dei quali gli ospiti possano vivere in condizioni di massima sicurezza igienica: il tutto grazie a interventi di pulizia e sanificazione sempre più efficaci, qualificati e ben pianificati, anche in termini di costi-benefici. Un valido esempio in tal senso è offerto dalla significativa esperienza maturata all’interno della Casa di Riposo Sant’Antonio di Migliaro, in provincia di Ferrara.

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«Sorta nel 2002 - spiegano la direttrice, Lorella Gazzuola e il suo vice, Luca Felletti - la nostra struttura rivolta alla terza età può contare attualmente su una sessantina di posti letto ed è gestita con grande professionalità, in un clima davvero familiare. Essa risponde al meglio ai bisogni di ospitalità e assistenza residenziale forniti alle persone anziane; è disponibile ad accogliere i propri ospiti per brevi e lunghi periodi di soggiorno, erogando non solo qualificati servizi di assistenza specializzata, ma anche medici e infermieristici». Fondamentale, in questa prospettiva, il ruolo della pulizia: «Per noi sottolineano entrambi -, la massima igiene è indispensabile per assicurare l’incolumità


La Casa di Riposo Sant’Antonio di Migliaro, in provincia di Ferrara. degli ospiti e di tutti gli operatori socio sanitari, con l’obiettivo di prevenire la trasmissione di batteri o altri agenti patogeni potenzialmente dannosi, garantendo anche il corretto microclima degli ambienti». La pulizia nella casa di riposo, dunque, è da sempre al centro dell’attenzione, curata da personale interno assunto full-time tramite rigorosi criteri di selezione messi a punto dalla cooperativa fiorentina, che fa parte del Gruppo “Le Resi-

denze del Benessere”, con sede a Firenze. Proprio dalla necessità di compiere un ulteriore salto di qualità nella gestione del servizio, affrontando in un’ottica innovativa un aspetto strategico come quello delle pulizie, è sorta dunque l’esigenza di un cambiamento profondo nel modo di affrontare la questione. «Abbiamo deciso - precisa Felletti - di affidarci all’esperienza del nostro fornitore di prodotti per la pulizia, ponendogli vari quesiti

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su come ottimizzare tale servizio». «Dialogando costantemente con i responsabili della Casa di riposo - afferma Franco De Angelis, titolare di Mondialchimicart -, in realtà non avevamo rilevato grosse problematiche di pulizia, se non sui pavimenti dei corridoi, dovute soprattutto a una metodologia non idonea. Da parte della direzione della Casa di Riposo, però, era stata espressa a più riprese la volontà di migliorare il livello di sanificazione della struttura». Un invito, colto prontamente da Mondialchimicart, azienda leader nel settore della distribuzione di prodotti per la pulizia, sorta nel 1990 a Ferrara, che svolge attualmente la propria attività su tutte la province di Ferrara, Ravenna, Bologna e Rovigo, effettuando consegne sull’intero territorio nazionale, mediante una stretta collaborazione con una nota impresa logistica. «Nel corso degli anni - precisa De Angelis -, ci siamo specializzati a coprire le esigenze nei settori delle Imprese di pulizia, industria, Ho.Re.Ca, Case di riposo, Scuole, e Asili, nonché Poliambulatori Medici e Centri Estetici, puntando all’obiettivo di raggiungere un vero e proprio rapporto di partnership con la nostra clientela. Una tappa fondamentale, in questo percorso di crescita - prosegue


SPECIALE CANTIERI / Case History De Angelis -, è stato l’avvio della collaborazione con Arco Chimica, che a partire dal 1999 ci ha accordato la sua fiducia, accompagnandoci e sostenendoci sempre all’insegna dell’innovazione, della qualità e della sostenibilità ambientale». Dall’impegno congiunto dei dirigenti della Casa di Riposo Sant’Antonio e dello staff di Mondialchimicart, con la costante supervisione degli esperti di Arco Chimica, è nato dunque il progetto di cambiamento che ha messo in pratica il Sistema Tailor, introducendo, tramite un noleggio operativo, da un lato l’utilizzo di una lavasciuga per le pulizie dei corridoi e di tutte le parti comuni, dall’altro la decisione di alternare l’impiego di diverse tipologie di detergenti durante la settimana, in modo da realizzare un’effettiva sanificazione incrociata di tutte le superfici. PIANO DI LAVORO «Abbiamo stabilito - riprende De Angelis -, di articolare il processo di attuazione in diverse fasi. La prima di esse ha visto la puntuale condivisione degli obiettivi tra i soggetti coinvolti, sia come metodologia di applicazione che come utilizzo e scelta delle attrezzature e dei materiali di consumo da assegnare in dotazione al personale che svolge le diverse operazioni di pulizia. Nella seconda fase abbiamo formulato un’offerta finalizzata al costo certo delle pulizie, onnicomprensivo di frequenza, ricambio del materiale di consumo, quantificando inoltre le quantità dei detergenti necessari per le operazioni di pulizia mensili. La terza fase è

stata quella della messa in opera del progetto, come periodo di prova, nell’arco di tempo di un paio di mesi, durante i quali è stata fatta la formazione del personale, monitorando costantemente i consumi per poi compararli con quelli effettuati preventivamente attraverso l’attuazione del progetto. Infine, la quarta fase è stata dedicata alla firma del contratto, per una durata di trentasei mesi». Lusinghiero, non potrebbe essere altrimenti, il giudizio di entrambi i partner. «Siamo molto soddisfatti della scelta adottata - affermano Lorella Gazzuola e Luca

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Felletti -, per molteplici ragioni. Stiamo portando avanti il progetto con costi adeguati al servizio, in quanto, grazie alla soluzione proposta dal Sistema Tailor, in corso d’opera si sono quasi azzerati gli sprechi di vari prodotti per la detergenza, potendo contare su un percorso personalizzato in funzione delle dimensioni e della metratura della nostra struttura, con conseguente impiego di una fornitura a misura dei prodotti con cadenza mensile. Senza dimenticare il valore aggiunto rappresentato dall’uso di una macchina lavasciuga pavimenti per gli ambienti comuni. Altro aspetto assai positivo quello legato alla formazione, con la definizione di un nuovo piano di lavoro rivolto al personale addetto, che ha potuto partecipare a un corso finalizzato al corretto impiego dei prodotti e delle attrezzature, eseguito e certificato da Arco». «Nel complesso - gli fa eco De Angelis -, l’esperienza è stata molto soddisfacente in quanto, oltre alla soddisfazione del cliente e al miglioramento del livello di pulizie ottenuto, la direzione ha intenzione di applicare lo stesso tipo di progetto presso altre strutture in gestione, avendo constatato un miglioramento qualitativo del servizio e un effettivo abbattimento dei costi».


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SPECIALE CANTIERI / Vetrina

Oggi sul MERCATO Tecnologia, ricerca, sviluppo: le ultime dal mondo del cleaning

DAY, IL FORMULATO MULTIUSO DI AEB PER LE SUPERFICI DURE Per tutti i trattamenti di pulizia manuale di superfici dure, AEB consiglia DAY, il detergente multiuso liquido la cui formula lo rende perfetto per rimuovere agevolmente residui di grasso, proteine e unto dalle superfici. DAY può essere utilizzato su tutte le superfici lavabili, comprese plastiche e leghe leggere, oltre che per la pulizia di attrezzature e parti di impianti che temono l’acqua. DAY risulta inoltre compatibile con la maggior parte dei materiali normalmente presenti nelle industrie alimentari, se utilizzato secondo le indicazioni del produttore. www.aeb-group.com

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AZIONE BATTERICIDA, FUNGICIDA E VIRUCIDA PER ICE 113 SEPT Da Icefor, ICE 113 SEPT, disinfettante concentrato liquido per superfici ad azione battericida, fungicida e virucida. I settori d’impiego dove trova applicazione sono: Sanità (ospedali, case di cura, studi medici, ambulatori); Igiene Pubblica (impianti sportivi, centri benessere, scuole); Industria alimentare (laboratori di produzione, macellerie e salumifici, industria dolciaria, industrie di lavorazione di carne, pesce e verdure); Aree food piccola e grande 2

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ristorazione (ristoranti, bar, hotel, gastronomia, gelaterie, banchi di vendita); Distribuzione organizzata (attrezzature varie, carrelli supermercati). ICE 113 SEPT è utile per soddisfare i requisiti richiesti nei piani di sanificazione/igiene del settore alimentare (HACCP). La sua attività è stata testata in presenza di sporco organico, sangue e proteine diluendo il prodotto al 4% in acqua. ICE 113 SEPT è PMC N.20384. www.icefor.com LE NOVITÀ ITIDET: 200 FRESH E 200 GREEN APPLE Itidet ha messo a punto una linea di lavapavimenti ad alto effetto pulente: Itidet 200 Fresh e Itidet 200 Green Apple. Sono detergenti a base alcolica a schiuma controllata per la manutenzione di tutte le superfici lavabili. La 3

3 caratteristica principale è la capacità di staccare lo sporco dalle superfici e dallo straccio depositandolo nell’acqua del secchio. Gli stracci risulteranno bianchi e l’acqua sarà sporca. Itidet 200 Fresh, grazie all’azione deodorante, rilascia nell’ambiente una piacevole e persistente fragranza di muschio e tuberosa; Itidet 200 green apple, invece, di mela verde e fresia. Itidet 200 può essere utilizzato sia manualmente sia con macchine lavasciuga. www.itidet.it INNOVAZIONE FIRMATA LINDHAUS L’innovazione in Lindhaus è da sempre l’obiettivo che caratterizza l’ideazione di 4

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4 nuovi prodotti. Una regola a cui non si è sottratta LS38 L-ion, mini spazzatrice aspirante per pavimenti e tappeti. L’idea è stata di fornire alla macchina più forza meccanica, riducendo l’energia necessaria per l’aspirazione, per ottenere un risparmio energetico e un’efficienza pulente superiore: ciò è ottenuto grazie ai 2 rulli contro rotanti ad alta velocità (2000 RPM) a doppia setola. L’area in cui vengono convogliati polvere e detriti è pari a ben 3300 mm2 cioè 4 volte superiore rispetto a normali aspirapolvere. In tal modo si evita che eventuali grossi detriti possano ostruire il condotto di aspirazione. Il tutto con la massima silenziosità e affidabilità,


a cura di Alessandra Mecca 6

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grazie al sistema di trazione con cinghie dentate / Poli V brevettato. www.lindhaus.it

adattamento all’ambiente circostante. www.ormatorino.com LA BOBINA? È BIG Con l’obiettivo di garantire il massimo dell’efficienza nella pulizia professionale, Paperdì è sempre impegnata sul fronte della produzione, per garantire qualità e innovazione. Si conferma così Big, la bobina in pura cellulosa amata dai professionisti, dal settore alimentare a quello della pulizia. Big è una bobina dalle elevate prestazioni, accoppiata in due veli di alta grammatura, che soddisfa tutti i requisiti del mercato grazie alle sue straordinarie caratteristiche di resistenza, assorbenza e morbidezza. Un prodotto unico dove qualità e convenienza si coniugano tra loro in misura imbattibile, garantendo una maggiore velocità di assorbimento e una resa superiore, con riconosciuta riduzione dei consumi. www.paperdi.it 6

SATURN, LA NUOVA TRAPPOLA LUMINOSA DI ORMA ORMA inaugura il 2019 aggiungendo nel suo catalogo una trappola luminosa completamente nuova, dal design accattivante e dalle altissime prestazioni: Saturn. Equipaggiata con 2 neon T5 da 15W e da un’ampia piastra collante, Saturn è capace di coprire ambienti fino a 100 metri quadri. L’apertura anteriore è stata studiata per garantire una facile e veloce sostituzione delle lampade e delle piastre collanti, mentre le ridotte dimensioni d’ingombro e la sua versatilità la rendono ideale per il controllo degli insetti volanti in bar, pasticcerie o panetterie. Saturn è posizionabile a seconda delle esigenze sia in verticale sia in orizzontale, garantendo un armonioso 5

PULIZIA, VERSATILITÀ E FLESSIBILITÀ Polychim offre sul mercato Active Joy, detergente sgrassatore multiuso concentrato. Prodotto estremamente versatile, è indicato per le pulizie giornaliere e di fondo di una grande varietà di superfici: pavimenti piastrellati, in pietra, in cemento, in resina, piani di lavoro, attrezzature, porte e infissi, tapparelle, arredi in materiali sintetici, metallo e vetro. Ottimo sia per lavaggi di tipo manuale sia per quelli con macchine lavapavimenti, con dosaggi estremamente contenuti: 20 ml ogni 10 litri d’acqua per superfici, 40 ml in 710 ml d’acqua per pulizie spray con flacone, 100 ml in 50 litri d’acqua in serbatoi di macchine lavapavimenti. Gradevolmente profumato al limone, è disponibile in diversi formati per la massima flessibilità d’uso: 5 L, 1 L con misurino dosatore, monodosi da 40 ml e 100 ml. www.polychim.it 7

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OLEZ ESSENZA, 19 FRAGRANZE E TANTE FUNZIONI Da RubinoChem, Olez Essenza 750 ml: disponibile in 19 fragranze, il prodotto deterge, spolvera, profuma e deodorizza ambienti e superfici. La linea è composta da formulati superconcentrati multiuso a pH neutro utilizzabili su qualsiasi superficie. Con tecnologia assorbi-odori, lasciano negli ambienti un’inebriante fragranza a lunga durata. Specifici per la profumazione, la deodorizzazione, la detersione e la spolveratura, rendono le superfici brillanti senza lasciare aloni. Senza risciacquo, formano una protezione antistatica, traspirante e antisdrucciolo, lasciando un film invisibile che protegge e tratta le superfici senza formare macchie. Infine, asciugano rapidamente esplicando un’ottima azione brillantante. In flacone da 750 ml con pratico nebulizzatore. www.rubinochem.it 8

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SPECIALE CANTIERI / Vetrina 10

FALPI, QUALITÀ PERSONALIZZATA Durabilità, estetica e funzionalità esprimono al meglio la filosofia Falpi, che progetta e realizza ogni singolo prodotto secondo questi principi. I carrelli Solight Housekeeping attestano l’impegno e il knowhow acquisito dall’azienda biellese nell’hospitality, settore che ha esigenze e requisiti specifici. Ogni anno la collezione si arricchisce di nuove varianti, consultabili comodamente sul sito attraverso il configuratore (http://configuratore.falpi. com/app/), che permette agli utilizzatori di costruire e personalizzare il carrello, in base alle proprie esigenze. www.falpi.com 11

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12 DA SPIVAL, LA NUOVA GAMMA DI SPAZZOLE HE La nuova gamma di spazzole HE di Spival è stata appositamente studiata per garantire i migliori risultati ottenibili sugli aspiratori assoggettati alla normativa EcoDesign / Energy Label. La spazzola è completamente personalizzabile nelle forme del coperchio e del tasto, nei colori e nei materialii. Un prodotto che, come da tradizione Spival, è progettato, sviluppato e costruito completamente in Italia, sottoposto a severi test che vengono effettuati quotidianamente. Queste le principali caratteristiche: • Altissima efficienza • Due ruote antigraffio • Snodo girevole disponibile in diverse dimensioni e con vari tipi di parking. • Pedale di regolazione tappeti/pavimenti • Cover e Pedale 9

XL

SYNCLEAN, UN PARTNER AFFIDABILE La società SYNCLEAN è da 25 anni nel settore della pulizia professionale e partner delle migliori case produttrici di macchine e accessori. È un’azienda moderna e dinamica ma con un’esperienza di alto livello e un know-how specifico nel mondo delle macchine per la pulizia industriale. Nel suo listino, è possibile trovare: Motori aspirazione diretti / periferici / tangenziali - l’azienda è distributrice ufficiale AMETEK -; Motori per aspirapolveri e impianti centralizzati; Turbine soffianti; Gomme tergipavimento e paraspruzzi; Dischi abrasivi; Batterie e Caricabatterie; accessori per aspirapolvere; Spazzole per lavasciuga, Spazzatrici e Monospazzole; ricambi originali. www.syncleanservice.com 12

personalizzabili (anche in “bimateria” due colori) • Alto livello di silenziosità. La spazzola HE è disponibile in 2 versioni: la HE 1.0 con canale di aspirazione chiuso lateralmente per il massimo dell’efficienza anche con aspiratori a basso wattaggio; la HE 1.1 con canale aperto lateralmente per garantire il massimo rapporto di efficienza e di scorrevolezza anche su tappeti a pelo lungo. www.spival.com DISINFESTARE È PIÙ SEMPLICE, CON FOGGY ST75 Il termonebbiogeno FOGGY ST75 di Spray Team adatto per la disinfestazione contro gli acari e per i trattamenti antilarvali, viene normalmente utilizzato per disinfestazioni in ambienti chiusi come magazzini, stabilimenti, 10

depositi di archivi cartacei e reti fognarie ed è in grado di emettere una nebbia molto fine, leggera e secca, simile al fumo di una sigaretta. Grazie al suo tubo flessibile, consente la disinfestazione anche negli angoli che sono difficilmente raggiungibili con i sistemi tradizionali. E’ un’unità autonoma a carrello piccola ma potente con una grande praticità d’impiego. Il motore, monocilindrico a due tempi, ha una cilindrata di 60 cc a 6000 rpm. L’avviamento avviene con fune autoavvolgente, l’accensione è elettronica. Il serbatoio in acciaio inox ha una capacità di 9 litri ed è indipendente dal gruppo, facilmente estraibile per essere utilizzato come pompa a pressione a spalla. www.sprayteam.it

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H-CUBE: IL TROLLEY DISCRETO E COMPATTO DI TTS TTS presenta H-Cube, il trolley di servizio che permette di svolgere le attività di pulizia e allestimento camere rapidamente e senza dare nell’occhio. Caratterizzato da un design sobrio e discreto, H-Cube passa inosservato in qualsiasi ambiente in cui opera. La sua compattezza permette di accedere facilmente anche agli spazi più ristretti mentre le pratiche ruote assiali consentono di affrontare agevolmente scale e dislivelli. Il trolley è dotato di una comoda vaschetta trasportabile e molteplici scomparti con divisori mobili per organizzare tutto il necessario per la pulizia e il riassetto e averlo sempre a portata di mano. www.ttsystem.com 13

Da Amuchina professional, la soluzione per la pulizia di bagni e cucine Calcare, incrostazioni difficili, macchie, muffa e cattivi odori. Sono questi i peggiori nemici del pulito, all’interno di bagni e cucine di attività professionali. Eliminarli in maniera efficace e rapida, lasciando gli ambienti puliti, non è sempre facile, ma è fondamentale, per garantire sicurezza e igiene alla clientela e al personale. A risolvere questo problema, è ACRAF che, con il marchio Amuchina Professional, offre sul mercato il Detergente super rapido bagni e cucine. Si tratta di un prodotto pratico, di manutenzione di superfici quali acciaio inox, cucine, rubinetterie, ceramiche e sanitari. A esclusivo uso professionale, non produce schiuma, non contiene acidi, non graffia, non corrode, non usura, non aggredisce le cromature rendendole brillanti. Facile da risciacquare, è idoneo HACCP. Da usare puro, il suo uso giornaliero previene la formazione di incrostazioni di calcare. Pulisce lasciando splendente le superfici. Il Detergente super rapido bagni e cucine si applica direttamente sulla superficie da trattare con un panno, frangia o mop, strofinando sullo sporco più ostinato. www.amuchina.it

La discrezione al vostro servizio

TTS Cleaning S.R.L. (Soc. a Socio Unico) - Tel.: +39 049 9300710 - Fax: +39 049 9300720 - E-mail: info@ttsystem.com

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SPECIALE CANTIERI / Disinfestazione

Il cantiere ideale Il progetto di un piano di intervento di disinfestazione deve essere supportato da contratti e disciplinari “semplici” ma circostanziati, con tecnici preparati e una direzione lavori responsabilizzata

L’

Organizzazione Mondiale della Sanità ha modificato il concetto di “Salute” non più come assenza di malattia, ma come uno stato di benessere psico fisico. Ciò detto potremmo derivare che la disinfestazione non è l’eliminazione dei parassiti, ma una situazione di benessere igienico. Sul piano dei principi è sicuramente un passo in avanti, ma fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e nel nostro caso i mari sono almeno due. Il primo è di tipo organizzativo e il secondo di integrazione fra committente e ditta di servizi. Riteniamo che entrambi siano risolvibili, ma non sarà così semplice come le pur circostanziate descrizioni delle nuove risorse tecnologiche. BIOCIDI SEMPRE PIÙ SOFISTICATI I futuri orizzonti ci presentano Biocidi sempre più sofisticati, specifici e in grado di supportare “lotte mirate” intelligenti soprattutto se abbinati ad attrezzature di alta gamma; a cui si affacciano mezzi che consentono di gestire i flussi di informazione in tempo reale e telecamere ad alta definizione che possono, se supportati da programmi evoluti, identificare infestazioni in modo quali-quantitativamente. Si realizza quindi il sogno di una “lotta guidata” degna di tale nome. Precisiamo che per lotta mirata intendiamo (in prima approssimazione) “là dove serve” e per lotta guidata “quando serve”. Quindi il futuro sarà roseo se e solo se i cantieri

XLII

saranno supportati da contratti e disciplinari “semplici” ma circostanziati, con tecnici preparati e una direzione lavori responsabilizzata. IL CANTIERE IDEALE Un cantiere ideale non può che avvalersi di un progetto in cui gli obiettivi sono definiti da una relazione che descriva la realtà da cui si parte e gli obiettivi che ci si prefigge; da un progetto esecutivo in cui si dettagliano le risorse tecniche da utilizzare e come saranno utilizzate e da chi saranno poste in opera. Naturalmente il tutto supportato da un computo metrico estimativo analitico e stimato in una offerta economica, che riassume il perché farlo. Il perché farlo può sembrare ovvio, ma a volte il committente “esige” un pezzo di carta che lo sollevi da eventuali responsabilità (delegandole ad altri) e per la ditta di servizi potrebbe essere solo un mezzo per aumentare il fatturato. UN ESEMPIO VIRTUOSO L’ufficio acquisti di una multinazionale di bibite gasate per la sua sede di rappresentanza (nessuna struttura di produzione) di Tirana ha contattato alcune aziende di servizi richiedendo una serie di interventi di disinfestazione, disinfezione, derattizzazione e “aromaterapia” non solo nei servizi igieni ma anche in alcune aree sensibili (in particolare la hall, le sale riunioni e i pochi locali ove era consentito fumare).

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La cosa interessante è stata che la valutazione delle varie proposte si è basata sulle piantine topografiche utilizzate dalla ditta incaricata delle pulizie. Quindi su dati misurabili (un bel modo per arrivare a un capitolato tecnico relativamente semplice, la parte burocratica invece era molto da azzeccagarbugli dovendo rispondere a protocolli imposti dalla Casa Madre). La parte degna del teatro dell’assurdo è stata la trattativa economica. Che possiamo così riassumere: “nel fare le vostre offerte


A cura di Chiara e Graziano Dassi

Diario dei lavori (in funzione del montante ore) [§] Mese

Operatività

Controlli

Ripetizioni

Ufficio

Incontri & PR

Totale e % mensile

1

34

(*) 45

-

18

11

108

23%

2

35

4

8

4

10

61

13%

3

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2

-

2

1,5

23,5

5%

4

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-

2

2,5

28

6%

5

2o

2

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6

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8%

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3

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8

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-

-

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9

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10

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11

18

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-

2

1,5

23,5

5%

12

24

2

5

2

4

37

8%

Totali

275

79

25

42

41

462

Percentuale

60%

17%

5%

9%

9%

100%

[§] compreso sopralluogo pre-offerta NB : non sono comprese le trasferte (stimate il fra l’8 e il 12% del montante ore)

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XLIII


SPECIALE CANTIERI / Disinfestazione

Tabella dei consumi mese

Bait box

Placebo

Esche (°)

Piretroidi (§)

Piretrine naturali

Disifettante (§§)

Essenze (§§§)

1

40

4

-

0,5

-

1,5

0,6

2

8 (*)

2

-

0,5

-

1

0.6

3

-

1

2

0,5

-

1

0,6

4

-

1

1,5

0,5

-

1

0.6

5

-

1

1

0,5

0.5

1,5

O,6

6

-

1

1

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1

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7

-

1

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-

1

-

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1

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6 (*)

2

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1

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2

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-

O,8

0,5

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0,5

1,5

0.6

11

-

0,7

-

0,5

-

1

0.6

12

-

0,5

-

0,5

-

1

0,8

Totali

54

16

8

7

5

18

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(*) bai box sostituiti (°) a base di bromadiolone (§) in nero PMC a base di deltametrina e in rosso di permetrina (§§) in nero disinfettanti a base di QUAT e in blu a cloro-ammine Ideazione (§§§) in nero essenza di rosa bulgara in verde essenza di eucalipto NB: non sono state usate esche in gel perché le aree alimentari erano gestite da un’altra società di servizi

non preoccupatevi più di tanto delle implicazioni economiche, vogliamo un servizio adeguato al nostro marchio, se l’offerta ci soddisfa troveremo sicuramento un accordo”. Inutile dire che l’accordo era subordinato a sconti che, se accettati, avrebbero richiesto dei veri e propri interventi al limite del miracoloso. Inoltre, la parte burocratica era talmente ben strutturata che qualsiasi inadempienza si sarebbe tradotta in un bagno di sangue (penali).

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Non è il caso di riportare l’ammontare in Lek del contratto che comportava un montante stimato di 500 ore (minimo) più le trasferte. L’utilizzo di 40 postazioni per un totale 24 kg di esca o placebo; 12 l di PMC/Biocidi concentrati, 18 l di disinfettanti e 8 l di essenze profumate. Più l’utilizzo di attrezzature di erogazione elettriche o a batteria. Il rinnovo del contratto non era automatico ma a discrezione del committente. Vero è che la ditta di pulizia si era vista rinnovare il mandato con piccolissimi adeguamenti di prezzo e sempre con la spada di Damocle delle penali mai applicate grazie alla tempestività di interventi correttivi. Come si vede il contratto non contemplava tecnologie particolarmente avanzate, che però saranno introdotte nei servizi di derattizzazione [nello specifico IPM-Square (*)] e probabilmente la cosa non comporterà una modifica significativa nel montante ore, ma sarà tutto da valutare il peso delle trasferte e degli interventi conseguenti agli allarmi che il sistema invierà sia al committente sia al responsabile delle squadre della ditta di disinfestazione.

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Ciò detto resta il fatto che più le risorse tecniche si fanno raffinate nasce la necessità di elevare le competenze di chi le utilizza a tutti i livelli. Lo slogan è “proibito chiedere i miracoli” per tutti gli attori coinvolti nei servizi (appaltante e appaltatore) nessuno escluso. È pertinente un episodio accaduto a due amici (marito e moglie) che decidono di passare una serata in un rinomato ristorante. Tutto procede in modo idilliaco finché sul cellulare scatta l’allarme (è in atto un tentativo di furto nella loro villetta). Dopo il comprensibile sgomento il marito chiede il conto e la moglie telefona al commissariato (la risposta è stata: appena possibile mandiamo una pattuglia). Fortunatamente era un falso allarme. Ne deriva che la gestione degli allarmi fantastico strumento di lotta guidata deve essere ottimizzato con la committenza (nei modi e nei tempi da stabilire in fase di contrattazione). (*) nel citare una risorsa tecnica è impossibile non fare riferimento a uno specifico produttore, per doverosa obiettività si ritiene di sottolineare che esistono altre tecnologie in grado di gestire in tempo reale i segnali di allarme derivanti dalla gestione delle trappole a tagliola o dei punti esca/placebo per cui una valutazione critica dovrà essere fatta informandosi presso le varie organizzazioni di vendita e servizi tecnici dei propri fornitori.


SPECIALE CANTIERI / Horeca

Sanificazione nel mondo Ho.Re.Ca.? Un fattore sempre piu’ strategico Lo Chef Roberto Monopoli

Nello scenario toscano della Tenuta del Buonamico di Montecarlo di Lucca abbiamo incontrato Eugenio Fontana in un luogo incredibilmente ricco di tradizioni, storia e carta

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mmerso nei vigneti di Montecarlo, il resort Buonamico è uno dei simboli dell’ospitalità nella bellezza della campagna Toscana, un’oasi di benessere dove riposarsi e trovare ristoro presso il Syrah. Conversando con Eugenio Fontana, proprietario della Tenuta del Buonamico, è emerso un aspetto, talvolta non valutato adeguatamente nella sua complessità, quale la sanificazione degli ambienti ricettivi. Già dall’inaugurazione presso il ristorante Syrah i professionisti del pulito hanno preso servizio per garantire la massima igiene e pulizia nelle operazioni di trasformazione alimen-

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tare, tipiche delle cucine degli Chef stellati. Scorrendo il menù dello Chef Roberto Monopoli, rimaniamo piacevolmente sorpresi dell’abbinamento delle pietanze della tradizione toscana unite al genio della brigata, concorde nell’assicurare sapori unici nel rispetto dei severi protocolli di pulizia e disinfezione. Il personale specializzato nell’igienizzazione degli ambienti utilizza nelle varie fasi di pulizia della sala, cucina, area bagno e camere i panni Profix 4C, conformi alla normativa HACCP. L’obiettivo del codice colore è quello di assicurare la massima igiene e sicurezza nei vari reparti di lavorazione, riducendo ai minimi termini il rischio di contaminazione

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crociata. Nell’area bagno il cliente è messo a suo agio in un ambiente accogliente e fornito di tutti i comfort necessari, quali usufruire di un elegante asciugamano interfogliato Celtex dall’elevata assorbenza e praticità di utilizzo. Seduto al tavolo il cliente può seguire le fasi della preparazione delle pietanze dello Chef Roberto Monopoli, il quale utilizza carta Celtex in purissima cellulosa vergine per gli infiniti usi dalla linea al pass. Al termine del percorso gustativo, il cliente resta indubbiamente affascinato dal contesto moderno, raffinato e naturale appagando completamente tutti i propri sensi. www.industrieceltex.com


SPECIALE CANTIERI / Pavimenti resilienti

Alta protezione La linea protettivi & cere di Unira riesce a risolvere le problematiche del settore delle convivenze, dei ristoranti, degli hotel e delle collettività in genere

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pavimenti resilienti, tra i quali rivestimenti di gomma, PVC, linoleum in genere sono utilizzati per pavimentazioni sottoposte a forte usura indotta da intenso calpestio o da traffico pesante, per ospedali, scuole, edifici sportivi, sale polivalenti, oppure per locali a uso produttivo, labora-

Vantaggi d’uso •

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Dona un ottimo effetto estetico, molto “caldo” esaltando il pavimento sottostante e non facendolo sembrare come coperto da un film di plastica Ottimo antiscivolo Elasticità totale e quindi ottimi risultati su pavimenti “flessibili” tipo gomma Perfetta trasparenza Facile pulizia dallo sporco e dai segni Si possono ripristinare solo le zone usurate dal traffico, senza dover ogni volta decerare tutta la superficie.

tori, depositi, spazi distributivi. Questo tipo di pavimentazioni richiedono l’impiego di prodotti specifici come protezione. Unira propone una gamma di cere e protettivi costituita dai prodotti più adatti per le principali operazioni di protezione delle superfici: inceratura, impregnatura e cristallizzazione. Una cera può essere applicata su quasi tutte le superfici, sia dure che resilienti. Ne esistono di vari tipi con caratteristiche diverse a seconda dell’uso che se ne debba fare; per la protezione dei pavimenti resilienti Unira propone la cera Floor Metal.

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FLOOR METAL Si tratta di una cera filmogena autolucidante ad alta reticolazione e alto antiscivolo. È una cera essenzialmente poliacrilica, con poco contenuto di poliuretanica. Data la sua elasticità è particolarmente indicata per pavimenti resilienti. Può essere usata anche come finitura per il trattamento dei pavimenti in legno verniciati, impregnati o trattati con emulsioni acriliche. Ottima su pavimentazioni in legno antico: in condizioni normali sigilla anche pavimenti duri. Può essere colorata per omogenizzare pavimenti resilienti usurati. La resa sui pavimenti resilienti in genere è di 30 grammi a metro quadro per ogni mano applicata, normalmente si applicano tre mani incrociate. Nel caso si debba svolgere un’azione ravvivante su applicazioni già eseguite, sarà sufficiente diluire 300 grammi di prodotto in 10 litri d’acqua, previa corretta pulizia del pavimento. Utilizzare pura sui pavimenti in legno come trattamento acrilico antigraffio. Dopo alcuni giorni dall’inceratura, Floor Metal può essere lucidata con una monospazzola ad almeno 400 giri e disco rosso. www.unira.it

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SPECIALE CANTIERI / Attrezzature

Una tecnologia che semplifica il lavoro TMB rafforza la propria competitività puntando sulla nuova frontiera delle monospazzole orbitali

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n questi anni TMB è cresciuta notevolmente, in particolare, la linea di monospazzole orbitali marchiata TOR, frutto di un innovativo progetto industriale di ricerca e sviluppo, ha comportato notevoli investimenti anche nella formazione dei rivenditori e degli operatori coinvolti nell’impiego delle macchine, offrendo stimoli preziosi per far compiere un ulteriore salto di qualità. TOR 43, LA MONOSPAZZOLA CAPOSTIPITE DI UNA LINEA DI GRANDE SUCCESSO Tutto ha avuto inizio con il fortunato lancio di TOR43, la capostipite delle versioni orbitali. TMB ha sviluppato un modello in grado di sostituire le diverse versioni oggi disponibili sul mercato. Ne è scaturita una monospazzola con caratteristiche particolarmente apprezzate nelle applicazioni pesanti, con possibilità di utilizzo di numerosi accessori per le più diverse applicazioni su tutti i tipi di superficie, quali: gres, marmo, legno, granito, moquette, cemento. La macchina ha così attirato l’attenzione dei professionisti specializzati nei trattamenti delle diverse superfici. Successivamente a TOR43 è nata TPO43, una macchina più leggera – sempre con tecnologia orbitale – dedicata al settore del cleaning professionale. Su questa versione sono state adeguate le caratteristiche di po-

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tenza e comfort, pensando specificamente alle applicazioni più comuni per gli operatori professionali. TPO43 è coperta da alcuni brevetti, in quanto ha introdotto soluzioni tecniche innovative rispetto alla tecnologia esistente. Infine, nel 2018 è stata introdotta TFO43, che si pone a metà strada fra le due precedenti. Grazie ai sistemi adottati, TFO43 è molto versatile e in grado di utilizzare l’ampia gamma di accessori a disposizione per tutti i modelli orbitali marchiati TMB. Ne è stata realizzata anche una versione a doppia velocità, per migliorare prestazioni e finitura su superfici in granito e legno. I “PLUS” DELLA TECNOLOGIA ORBITALE Quali sono, in estrema sintesi, i plus di que-

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sta particolare gamma? “I privilegi della tecnologia orbitale, rispetto a quella tradizionale”, spiega Giampaolo Ruffo, “si possono riassumere nella facilità di utilizzo, nel risparmio di tempo, di prodotti e un minor consumo di energia elettrica. Per facilità di utilizzo intendiamo che qualsiasi operatore è in grado di usare una orbitale TMB senza correre rischi personali, né rappresentare un rischio per cose o persone. Contrariamente alle monospazzole tradizionali, la tecnologia orbitale non necessita di particolare forza fisica per utilizzare la macchina. Ciò comporta, oltre all’ovvio vantaggio di ridurre il training del 95%, la possibilità di impiegare un ampio numero di accessori per applicazioni molto diverse. Il movimento orbitale TMB non risente delle condizioni di attrito generate dai diversi accessori e permette a chiunque di effettuare applicazioni che con una monospazzola tradizionale hanno bisogno di personale con esperienza. Infine, il consumo di energia elettrica è inferiore del 60% rispetto al modello tradizionale e rimane pressoché costante nelle diverse applicazioni”. MICRO TOR E GLI SVILUPPI FUTURI DEL PROGETTO ORBITALI Cosa ci riserverà per l’immediato futuro il Progetto Orbitali? “Stiamo ultimando la MICRO TOR”, conclude il leader di TMB. “Si tratta di una monospazzola orbitale di dimensioni ridotte che consente di operare in spazi dove è difficile manovrare con una monospazzola dalle dimensioni standard. MICRO TOR è anche il “laboratorio” per lo sviluppo di una versione a batteria, a breve termine, che potrebbe essere sviluppata anche per le versioni standard, a medio termine”. www.tmbvacuum.com

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Dimensione Pulito n° 1, Gennaio/Febbraio 2019  

Mensile di pulizie industriali, sanificazione e igiene ambientale.

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