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ISSN: 2038-0895

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

N. 79 I Anno XIV I MAGGIO/GIUGNO 2019 I Bimestrale

SERRE URBANE IN QUOTA

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

CANTIERI SMART Il futuro è a “impatto zero” MADE EXPO 2019 Le novità per la “Qualità dell’abitare” DENTRO L’OBIETTIVO Costruire per le generazioni di domani CASE HISTORY Ristrutturazione senza cappotto Organo ufficiale

MATERIALI SOSTENIBILI Il valore “verde” del legno

CLIMATIZZAZIONE Edifici storici e monumentali


haiercondizionatori.it

A+++ A++

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Classe

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Flexis mono e multisplit

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Flexis mono e multisplit

Flexis mono e multisplit


Contiene il gas fluorurato R32 - GWP 675

Il nuovo standard per le pompe di calore aria/acqua

massima efficienza secondo l’Etichetta Energetica Novembre 2019

alte prestazioni

Temperatura di mandata fino a 65°C Potenza costante anche a basse temperature

65°C

rispetto dell’ambiente

Utilizza r32 il refrigerante a basso GWP (Global Warning Potential) 30% di carica in meno

scopri di più su daikin.it


DISINTEGRA I CATTIVI

RHINOCOMFORT il primo recuperatore di calore che sanifica e ricambia l’aria ELIMINA

DISINTEGRA

RIDUCE

MUFFE E UMIDITÀ

BATTERI

INQUINANTI


BIMESTRALE Organo ufficiale di:

Comitato consultivo Carla Tomasi (Finco) Angelo Artale (Finco) Giorgio Albonetti (Quine) Marco Zani (Quine) Comitato scientifico Antonio Arienti (Aif) Alfio Bonaventura (Aifil) Cesare Boffa (Fire) Gianfranco Borsatti (Anfus) Sergio Fabio Brivio (Finco) Francesco Burrelli (Anaci) Paolo Cannavò (Fecc) Riccardo Casini (Unicmi) Davide Castagnoli (Anacs) Innocenzo Cipolletta (Aifi) Italo Cipolloni (Anisig) Daniela Dal Col (Anna) Gianluca De Giovanni (Assofrigoristi)

Caterina Epis (Fondazione Promozione Acciaio) Nicola Antonio Fornarelli (Acmi) Fabio Gasparini (Assites) Potito Genova (Assobon) Gabriella Gherardi (Aises) Donatella Guzzoni (Sismic) Iginio Lentini (Union) Giuseppe Lupi (Aipaa) Antonio Maisto (Assoverde) Carlo Miana (Assoroccia) Laura Michelini (Anfit) Fabio Montagnoli (Pile) Francesco Morabito (Assografene) Daria Pasini (Archeoimprese) Paolo Pastorello (Restauratori Senza Frontiere) Marco Patruno (Fisa) Massimo Poggio (Fias) Carmine Ricciolino (Aiz) Walter Righini (Fiper) Marcello Rossetti (Aicap) Kristian Schneider (Ari) Angelo Sticchi Damiani (Aci) Daniele Succio (Anipa) Paolo Taglioli (Assoidroelettrica) Eleonora Testani (Ancsa) Bruno Ulivi (Ait)

Fondata da Andrea Notarbartolo Direttore responsabile Marco Zani Redazione Silvia Martellosio redazione.casaeclima@quine.it Grafica e Impaginazione Grupo Asís

Pubblicità Quine Srl 20141 Milano - Via G. Spadolini, 7 - Italy Tel. +39 02 864105 - Fax +39 02 70057190 - dircom@quine.it Traffico, Abbonamenti, Diffusione Rosaria Maiocchi Editore Quine srl - www.quine.it Presidente Giorgio Albonetti Amministratore Delegato Marco Zani Direzione, Redazione e Amministrazione 20141 Milano - Via G. Spadolini, 7 - Italy Tel. +39 02 864105 - Fax +39 02 70057190 e-mail: redazione@quine.it Servizio abbonamenti Quine srl, 20141 Milano – Via G. Spadolini, 7 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 70057190 e-mail: abbonamenti@quine.it Gli abbonamenti decorrono dal primo fascicolo raggiungibile. Costo copia singola: euro 2,30 Stampa Aziende Grafiche Printing Srl – Peschiera Borromeo (MI) Casa&Clima è stampata su carta certificata Chlorine Free Iscrizione al Tribunale di Milano N.170 del 7 marzo 2006. Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010 Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 12191

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MAGGIO/GIUGNO 2019

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4 EDITORIALE

DENTRO L’OBIETTIVO

6 NOVITÀ PRODOTTI

38 Milano si tinge (ancora) di verde

14 TECH

29 IN COPERTINA w w w. c a s a e c l i m a . c o m

ISSN: 2038-0895

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

di Erika Seghetti

46 Costruire per

BUONE PRATICHE

le generazioni di domani

20 Il cantiere del

futuro è a “impatto zero”

di Massimiliano Ruggiero

di Sebastian Bendinelli

CANTIERI SMART Il futuro è a “impatto zero” MADE EXPO 2019 Le novità per la “Qualità dell’abitare” DENTRO L’OBIETTIVO Costruire per le generazioni di domani CASE HISTORY Ristrutturazione senza cappotto

WORK IN PROGRESS

MATERIALI SOSTENIBILI Il valore “verde” del legno

SERVIZIO A PAGINA

costruito: fasi finali

24 Le novità per la

CLIMATIZZAZIONE Edifici storici e monumentali

Organo ufficiale

52 Ri-costruire nel

VISTI IN FIERA: MADE EXPO 2019

N. 79 I Anno XIV I MAGGIO/GIUGNO 2019 I Bimestrale

SERRE URBANE IN QUOTA

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

Hanno collaborato a questo numero Domenico Adelizzi, Laura Bellia, Sebastian Bendinelli, Francesca Romana d’Ambrosio Alfano, Francesca Fragliasso, Davide Gigli, Boris Igor Palella, Patrizia Ricci, Giuseppe Riccio, Massimiliano Ruggiero, Erika Seghetti, Roberto Viazzo

IN QUESTO NUMERO

38

di Davide Gigli

“Qualità dell’abitare” di Silvia Martellosio

MATERIALI SOSTENIBILI

56 Il plus valore “verde”

SPECIALE CLIMATIZZAZIONE

del legno

di Domenico Adelizzi

29 Edifici storici

e monumentali: vincoli legislativi e soluzioni tecniche

72 Legno e pavimenti a Km zero

a cura della redazione

CASE HISTORY

IL PARERE DI FINCO

64 Ristrutturazione

76 Finco incontra Davide

Crippa, Sottosegretario del MiSE

senza cappotto

di Roberto Viazzo

di Patrizia Ricci

DESIGN

Responsabilità Tutto il materiale pubblicato dalla rivista (articoli e loro traduzioni, nonché immagini e illustrazioni) non può essere riprodotto da terzi senza espressa autorizzazione dell’Editore. Manoscritti, testi, foto e altri materiali inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. Tutti i marchi sono registrati. INFORMATIVA AI SENSI DEL D.LGS 196/2003 Si rende noto che i dati in nostro possesso liberamente ottenuti per poter e ettuare i servizi relativi a spedizioni, abbonamenti e similari, sono utilizzati secondo quanto previsto dal D.Legs.196/2003. Titolare del trattamento è Quine srl, via G. Spadolini 7, 20141 Milano (info@quine.it). Si comunica inoltre che i dati personali sono contenuti presso la nostra sede in apposita banca dati di cui è responsabile Quine srl e cui è possibile rivolgersi per l’eventuale esercizio dei diritti previsti dal D.Legs 196/2003.

© Quine srl - Milano Associato Anes Aderente

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EDITORIALE

Ecobonus: alcune scelte discutibili ANGELO ARTALE, Direttore Generale Finco

Consentire almeno la cessione del credito anche nell’ipotesi di sconto immediato

A

ll’articolo 1, comma 67, della Legge di Bilancio 2019 viene prevista la proroga per un anno delle detrazioni fiscali per l’efficienza energetica, con percentuali differenziate a seconda della tipologia di intervento prescelto. Dal 2007, ogni anno occorre richiamare l’attenzione sul fatto che le misure per la riqualificazione energetica non sono “una regalia” o un contributo “a pioggia”, ma un serio stimolo all’industria del nostro Paese e all’occupazione, oltre che al risparmio energetico e quindi all’abbattimento della bolletta nazionale, senza considerare l’emersione indotta di contributi previdenziali e imposte. Un simile lasso di tempo – rinnovo anno per anno – peraltro, non consente di pianificare adeguatamente investimenti in risorse materiali e umane. Anno per anno ci siamo appunto sentiti ripetere che il problema erano le coperture finanziarie. Nonostante palmari evidenze della infondatezza di tale preoccupazione, anche solo nel medio periodo, sentiamo ancora questa eco. Non sono stati infatti assolutamente – o quantomeno adeguatamente – valutati i risultati, attesi ma non per questo meno clamorosi, del Dossier recentemente elaborato dal Servizio Studi dei Dipartimenti Ambiente e Finanze della Camera dei Deputati in collaborazione con il Cresme. Il dato che emerge non può essere aggirato: un saldo positivo per il Paese di 23, 5 miliardi di euro nel decennio. E poiché la principale problematica sollevata circa il mantenimento della detrazione fiscale per la riqualificazione energetica del 65% per infissi e schermature (ora abbattuta al 50%) è sempre stata quella relativa al supposto nocumento per il gettito erariale, la Federazione ritiene sia una imperdibile occasione per riconsiderare la questione. Questione che attiene a una ben precisa scelta politica e non può essere “derubricata” come mera conseguenza di calcoli tecnici. Con l’abbattimento al 50% di sole due tipologie di intervento di riqualificazione energetica, ponendole alla stregua di quelle per 4

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le ristrutturazioni edilizie, si confondono le idee circa una misura il cui successo è attribuibile, nel tempo, anche alla chiarezza del dispositivo (se poi fossero malauguratamente confermati i tetti di spesa ammissibili per metro quadrato – di 300/400 euro per mq – per quanto riguarda gli infissi, si favorirebbero da un lato prodotti esteri di minore qualità e, dall’altro, il ritorno almeno parziale del nero). Non solo, si ingenera confusione anche nella valutazione della convenienza dell’intervento da parte del consumatore stante il diverso grado di complessità insito nelle due differenti procedure di richiesta della detrazione. Chiediamo dunque con forza la riammissione alla detrazione del 65% per gli infissi e/o quanto meno per le schermature solari – meno di dieci milioni di mancato introito (tutto da dimostrare) per l’Erario – con la sicurezza di mantenere attivi 28.000 lavoratori in un Paese che si chiama Italia. Fossimo in Svezia, forse, sarebbe giustificato questo atteggiamento di resistenza. Ma siamo in Italia, un Paese dove – nell’intera sua parte meridionale e insulare – si consuma ormai più energia (pregiata) per difendersi dal caldo che dal freddo. Per quanto poi riguarda gli iter decisionali, vediamo positivamente il ruolo di Enea nella gestione e nella “contabilità” delle domande di bonus, ma non nelle indicazioni di carattere “politico” che ultimamente sta fornendo, cercando di indirizzare le scelte (e quindi quelle delle tasche dei contribuenti) verso soluzioni più “efficienti”, ma ovviamente più costose e di più difficile accesso. Le scelte di maggiore costo ed efficienza vanno premiate, ma non vanno penalizzati gli interventi sui singoli componenti. Ricordiamoci che gli interventi “meno efficienti” (ma non inefficienti!) contribuiscono grandemente al risparmio energetico e alla occupazione della filiera, italiana, di questo settore industriale. Si tratta di un’opportunità che deve essere promossa. Certo, tutto è migliorabile, ma un’eccessiva insistenza sui “distinguo” da parte di taluni in realtà, più che con il miglioramento della misura, ha a che vedere con il tentativo di


spostarne il beneficio verso determinati settori imprenditoriali che finora, anche per ragioni obiettive di risorse private, ne hanno “goduto” meno. Mentre al centro deve rimanere il consumatore.

La detrazione diventa sconto immediato Su tali premesse, già di per sé problematiche, si è poi innestata un’altra grave area di criticità, costituita dalla possibilità di sconto immediato al posto della detrazione che, pur partendo dal condivisibile principio di facilitare l’attivazione degli interventi, è suscettibile di sortire un risultato assai negativo. L’articolato – di cui al momento disponiamo – del Decreto cosiddetto “Crescita”, all’articolo 9, infatti, prevede la possibilità, per il soggetto che ha diritto alle detrazioni, di poter optare, al posto del loro utilizzo diretto, per un contributo anticipato di pari importo come sconto su quanto dovuto all’impresa che effettua l’intervento di riqualificazione energetica o di adozione di misure antisismiche, che viene rimborsato a quest’ultima come credito di imposta da usare in compensazione in cinque quote annuali. Nella sostanza si scarica sull’impresa gran parte dell’onere finanziario derivante dal costo dell’intervento. Né vale affermare che questa misura è opzionale e si può utilizzare il

metodo previgente di semplice fruizione della detrazione da parte del committente: chi infatti sceglierebbe di percorrere questa ipotesi, il cui importo può scontare in dieci anni, potendo usufruire della stessa somma subito? Quale sarà il risultato sul mercato? È evidente come sia piuttosto difficile immaginare che siano le piccole imprese del settore a vantare crediti d’imposta nei confronti del fisco. Imprese, che se non si prevede almeno la possibilità di ulteriore cessione del credito, si troveranno soffocate da questo meccanismo. Chi ha rilevanti crediti di imposta da compensare sono con ogni probabilità le multiutilities e gli ex monopolisti dell’energia che negli ultimi anni, approfittando (abusando) della condizione di trovarsi di fatto in una posizione dominante, sono entrate nel mercato della riqualificazione energetica esercitando nella pratica – anche grazie all’utilizzo dei dati informativi già in loro possesso per l’attività da loro svolta pressoché in regime di monopolio – una concorrenza sleale nei confronti delle piccole imprese. È un tema, quello del restringimento della concorrenza del mercato, da non sottovalutare, specie se sentiamo dire da fonti istituzionali o para-istituzionali che “tanto poi i lavori sempre le imprese li fanno…”. Sì, ma come e in che posizione?

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NOVITÀ PRODOTTI

Climatizzatore a basso consumo energetico Toshiba presenta Seiya (in giapponese Notte tranquilla), sistema di climatizzazione per ambienti residenziali che – sfruttando i vantaggi offerti da una nuova tecnologia aziendale basata su inverter e compressori – permette un’elevata efficienza energetica e ottime prestazioni a un costo conveniente. Riducendo al minimo le vibrazioni e il rumore, il sistema infatti offre prestazioni di raffreddamento in classe A++ e di riscaldamento in classe A+ con l’utilizzo dei refrigeranti R32. La funzione “Quiet” dimezza sia il rumore dell’unità esterna, riducendolo a 3 dBA, che quello dell’unità interna abbassando la velocità del ventilatore. In casa, il climatizzatore può essere controllato tramite il telecomando a infrarossi, mentre dall’esterno si può utilizzare un’app fruibile tramite smartphone o tablet. L’applicazione intelligente Toshiba Home AC Control consente di gestire completamente il climatizzatore e i consumi energetici in tutta semplicità. Seiya è dotato della funzione “Self-Cleaning” e della protezione “Magic Coil” che aiutano a prevenire l’accumulo di acqua e polvere sullo scambiatore, garantendo l’emissione di aria fresca e salubre più a lungo. Quando il climatizzatore viene spento, il ventilatore continua a funzionare per mantenere la batteria pulita e

Aria sanificata e recupero del fresco Rhinocomfort è la una nuova soluzione di Fantini Cosmi per la sanificazione dell’aria indoor: sanifica e ricambia l’aria, garantendo un ambiente purificato dentro casa, in ufficio o in qualsiasi ambiente che necessiti di un microclima sano. Si basa su un processo chiamato fotocatalisi: l’azione combinata di una luce a LED, che illumina il condotto attraverso cui passa l’aria, e del vapore acqueo in esso contenuto, permette di disgregare a livello molecolare le sostanze organiche e inorganiche presenti nell’aria immessa, trasformandole in sostanze innocue. Il processo è in grado di agire su batteri, impurità e agenti inquinanti: consente inoltre di prevenire la formazione di umidità e la comparsa di muffa sui muri. È installabile su qualsiasi muro perimetrale grazie al tubo telescopico. Durante il periodo estivo, Rhinocomfort consente di deumidificare gli ambienti e di recuperare il “fresco” dall’aria climatizzata estratta dall’ambiente cedendolo a quella immessa, con un sicuro vantaggio in termini di efficienza energetica.

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asciutta. Inoltre, la funzione “On-demand Defrosting” consente all’utilizzatore finale di forzare il ciclo di sbrinamento premendo un tasto sul telecomando per aumentare la potenza riscaldante in condizioni climatiche particolari.

www.toshibaclima.it

Design verticale senza unità esterna Da Olimpia Splendid la linea di climatizzatori senza unità esterna Unico Tower. Peculiarità di questa proposta è il design verticale (470 mm di larghezza x 1390 mm di altezza) che permette l’installazione di un climatizzatore anche in prossimità di angoli o nello spazio tra due finestre. Oltre a vantare uno spessore ridotto (185 mm), l’azienda ha prestato la massima attenzione alla user experience, ponendo le esigenze di chi utilizza il climatizzatore al centro della progettazione. Per incrementare la sensazione di benessere, Unico Tower è dotato di un ampio flap per la diffusione omogenea dell’aria e di una modalità Silent che assicura un miglior comfort acustico. Le diverse funzionalità possono essere gestite in chiave smart, grazie a un display retroilluminato con comandi touch a bordo macchina, al telecomando multifunzione con display LCD di serie e al kit Wi-Fi. Inserendo la speciale chiavetta USB e scaricando l’app Olimpia Splendid Unico è possibile connettere il climatizzatore a qualunque dispositivo bluetooth oppure alla rete di casa.

www.olimpiasplendid.it


NUOVA LINEA AQUAREA GENERAZIONE J IN R32

NUOVO GAS REFRIGERANTE

La famiglia Aquarea di Panasonic, soluzione ad alta efficienza per il riscaldamento, il raffrescamento e la produzione di acqua calda sanitaria, si amplia con l’introduzione della linea All In One Generazione J con refrigerante R32. I nuovi modelli rappresentano una soluzione a basso impatto ambientale, flessibile nella progettazione e ancora più efficiente in riscaldamento con un COP pari a 5,33 (modello da 3kW) .

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Aquarea Alta Connettività All in One Generazione J Monofase: A++ ErP 55°C

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Climatizzatore autopulente Cuore hi-tech, massima efficienza, risparmio energetico e installazione rapida. Queste le caratteristiche principali per il top di gamma Hitachi che – oltre a un design ultramoderno, premiato con il Good Design Award – integra l’innovativa tecnologia Frost Wash che cattura, congela e lava via polvere, muffe e impurità, garantendo una perfetta igiene del condizionatore e un ambiente sano. Anche i componenti interni in acciaio inox prevengono la proliferazione di agenti patogeni e sono stati studiati per assicurare un’eccellente pulizia e qualità dell’unità. Con SEER fino a 8.5 e SCOOP fino a 4.72, Hitachi Premium Frost Wash offre un’efficienza stagionale elevata e classe A+++ in raffrescamento e riscaldamento. Disponibile nelle taglie 25, 30 e 50 questo climatizzatore è adatto a qualsiasi ambiente. La prestazione in riscaldamento è garantita fino a -20° C e la capacità termica nominale si mantiene costante fino ai -15° C. Il nuovo pannello frontale, costituito da un pezzo unico, offre un’installazione pratica e veloce. L’affidabilità e la qualità del compressore Hitachi garantiscono ottime prestazioni del motore, durata del sistema e maggiore silenziosità dell’unità esterna. Garanzia estesa a 5 anni.

www.hitachiaircon.com

Recuperatore di calore per impianti domestici Innova presenta al mercato il recuperatore di calore Bee, dispositivo che recupera una notevole quantità di calore che verrebbe invece dispersa in ambiente. La conformazione del prodotto e la scelta dei materiali utilizzati per la sua costruzione consentono di recuperare dal 30% al 40% del calore contenuto nelle acque reflue provenienti da docce, lavandini e/o vasche, che andrebbero altrimenti perse direttamente negli scarichi. Il calore recuperato scalda l’acqua di rete diretta ai miscelatori, ai bollitori e agli scaldabagni, riducendo il fabbisogno di energia necessaria per la produzione di acqua calda sanitaria. La sua semplicità di funzionamento, in molti casi, lo rende più efficace di un impianto di solare termico, senza i limiti di quest’ultimo e con costi decisamente più contenuti e – di conseguenza – con tempi di ammortamento più brevi.

In linea con i principi ErP Daikin VRV IV rappresenta una soluzione integrata adatta a coprire molteplici applicazioni. Si caratterizza per essere semplice da progettare e configurare, facile da installare e mettere in servizio. Oltre a mantenere costante il riscaldamento durante le fasi di sbrinamento, la Tecnologia VRT (Variable Refrigerant Temperature) regola automaticamente le temperature in base ai carichi e alla temperatura ambiente. Con il lancio della nuova serie, il compressore è stato completamente ridisegnato e ottimizzato per garantire elevate prestazioni ai carichi parziali. Il nuovo compressore presenta una porta di controllo della contropressione che garantisce una separazione ottimale dei lati a bassa e alta pressione all’interno della camera di compressione, aumentando l’efficienza stagionale. La nuova serie rientra già nei termini della nuova normativa ENER LOT21 – Livello 2 che entrerà in vigore nel 2021.

www.daikin.it

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Cambia l’estetica, ma non le prestazioni È nuova la Luna Duo-tec E di Baxi, ma solo nell’estetica. Restano infatti invariate le elevate prestazioni della gamma di caldaie murali a gas a condensazione Luna Duo-tec+. Disponibile anche in versione Compact – installabile anche all’esterno – la caldaia è perfetta per qualsiasi contesto abitativo. La gamma comprende modelli per il solo riscaldamento, oppure abbinabili alla produzione istantanea di ACS, e modelli dotati di cronotermostato modulante con Wi-Fi integrato Baxi Mago, che consente di controllare la temperatura da remoto, impostare la modalità vacanza, visualizzare il grafico dei consumi ed eventuali messaggi di errore e gestire direttamente la programmazione da un’app dedicata. In Luna Duo-tec E il nuovo pannello di comandi digitale con display LCD retroilluminato è ancora più chiaro e semplice da usare; la funzione di preriscaldo dello scambiatore garantisce la produzione immediata di acqua calda sanitaria alla temperatura impostata.

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NOVITÀ PRODOTTI

Design elegante e tecnologia avanzata Caratterizzato da funzionalità smart, LG Artcool si distingue per il design sofisticato con pannello frontale a specchio ultrasottile, display LED a scomparsa e per la ricercatezza dei materiali. Grazie alla sua gamma di tonalità intense e finiture di alta qualità, il climatizzatore si integra perfettamente in qualsiasi ambiente. Artcool Mirror (9.000 e 12.000 BTU) impreziosisce gli ambienti con il suo pannello in vetro temperato a specchio. In ottica di ampliamento della gamma cromatica, LG ha introdotto nel 2019 la colorazione Silver (9.000 e 12.000 BTU). Inoltre, la tecnologia del compressore permette di operare con un basso livello di rumorosità e vibrazioni, consentendo agli utenti di rilassarsi o riposare comodamente senza il rumore di fondo. La durata e l’affidabilità del compressore DUAL Inverter sono garantite 10 anni. Inoltre, Artcool incorpora uno ionizzatore, in grado di rilasciare fino a tre milioni di ioni per eliminare odori e sostanze nocive purificando l’aria in ambiente. In grado di generare un potente flusso d’aria, con l’aiuto della funzione 4-Way Swing distribuisce uniformemente l’aria in ambiente, per creare una temperatura costante in tutta la stanza. Infine, l’app LG SmartThinQ consente agli utenti di controllare il climatizzatore da remoto

Fibra di vetro per finestre ancora più grandi Rehau reinventa l’elemento finestra con Rau-Fipro X, evoluzione del materiale in fibra composita che ha permesso alla gamma Geneo di raggiungere alti standard qualitativi. La nuova generazione di sistemi ad armatura piena senza rinforzi in acciaio ha una stabilità dimensionale migliorata e standard sostenibili elevati. Con oltre il 50% di fibra di vetro nell’anta, Rau-Fipro X permette di realizzare elementi più alti del 10% (fino a 2,80 m di altezza) e senza la necessità di sopraluce supplementari. Non solo: le proprietà del materiale assicurano un risparmio energetico fino al 76% rispetto alle tradizionali finestre in legno/materiale plastico. Oltre a evitare la formazione di ponti termici grazie all’assenza di rinforzi in acciaio in combinazione con un triplo vetro, le finestre raggiungono valori Uw fino a 0,60 W/m2K e vantano la certificazione per case passive del Passivhaus Institut di Darmstadt. La maggiore percentuale di fibra di vetro presente nei profili si traduce, inoltre, nella capacità di supportare ante con pesi fino a 150 kg e di integrare pesanti vetrature antieffrazione e con ottimo isolamento acustico, per una sicurezza fino alla classe di resistenza RC3 e una riduzione del rumore fino a 24 volte, anche di 47 dB. La particolare leggerezza e fluidità nella movimentazione delle ante è invece garantita da una rinnovata geometria delle guarnizioni che riduce la pressione di chiusura.

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e di personalizzare la propria user experience a ciascun membro della famiglia. Sempre attraverso l’app è disponibile anche SmartDiagnosis che invia notifiche tramite smartphone e offre supporto per una vasta gamma di problemi tecnici, oltre ad un facile e rapido contatto con l’assistenza per la risoluzione di eventuali problematiche.

www.lgbusiness.it | www.lg.com/it

Pressatura a freddo per impianti di riscaldamento e climatizzazione La ricerca Viega si concentra sui raccordi, cuore tecnologico di ogni impianto. È qui che infatti sono presenti le problematiche di tenuta o igiene e sono le giunture, le curve e i sistemi di connessione tra le tubazioni a rappresentare i punti di forza dell’intero sistema. I raccordi Megapress, realizzati di acciaio al carbonio e rivestiti di zinco-nichel, si pressano a freddo attraverso una ganascia che – rispetto alla saldatura convenzionale – aumenta notevolmente la sicurezza in cantiere ed evita la formazione di fiamme e gas, escludendo quindi misure o vigilanza antincendio a totale beneficio dell’installazione. I raccordi a pressare, disponibili nelle dimensioni da 3/8” a 2”, semplificano e accelerano i tempi di posa di tubazioni in acciaio a parete normale neri, zincati o preverniciati, generalmente utilizzati negli impianti industriali, di riscaldamento, di raffrescamento a circuito chiuso, oltre che antincendio.

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Soluzioni innovative in pompa di calore per il comfort residenziale

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Climatizzatori di ultima generazione Orientarsi tra i tanti prodotti per la climatizzazione non è facile, ma per migliorare il comfort e risparmiare in bolletta la scelta di un climatizzatore di ultima generazione è senza dubbio la più consigliata. Haier A/C, oltre a mettere a disposizione una vasta gamma di prodotti in grado di offrire efficienza energetica e maggiori prestazioni, investe in Ricerca & Sviluppo per produrre sistemi di condizionamento con gas refrigerante R32, che rispettino i requisiti delle norme europee a tutela dell’ambiente

DAWN Le unità interne Dawn contengono gas refrigerante R32, garantendo un alto risparmio energetico e un minimo impatto sull’ambiente. Oltre alle classiche funzioni di raffrescamento, riscaldamento, purificazione dell’aria, ventilazione, umidificazione e deumidificazione, le unità interne sono accessoriate di un sensore Light Human con funzione Seguimi e Wi-Fi integrato. Il Sensore Light Human divide virtualmente la stanza in sei sezioni, rilevando il numero, la posizione e il movimento delle persone per offrire un ottimale controllo della temperatura ed evitare flussi d’aria diretti. Grazie al sensore, il condizionatore rileva i cambia-

menti di intensità della luce solare all’interno dell’ambiente, impostando automaticamente la modalità notturna, se necessaria. Questa tecnologia permette di ridurre i consumi energetici senza rinunciare al comfort. Il sensore – nascosto quando l’apparecchio è spento – si mostra al momento dell’accensione con il sollevamento del pannello frontale. Dawn, grazie alla funzione Wi-Fi di serie, attraverso smartphone o tablet e una connessione internet può essere controllato anche da remoto. Per una maggiore tutela dell’ambiente e delle persone, Dawn è stato dotato di Filtro 3M per la purificazione dell’aria da impurità, acari e allergeni.

Un plus interessante per tutti gli installatori e i professionisti del settore si riscontra nella facilità di installazione. La clip di sostegno dell’unità interna, che amplia lo spazio di lavoro del 48%, e il pannello removibile, che aumenta lo spazio operativo per accedere facilmente all’area tubazioni e connessioni elettriche, riducono il tempo di installazione a 30 minuti. In classe di efficienza energetica A+++ (sia in raffreddamento che in riscaldamento), il climatizzatore è disponibile nelle potenze: • 2,5 kW - 3,5 kW - 5,0 kW per i modelli monosplit; • 2,0 kW - 2,5 kW - 3,5 kW - 4,2 kW 5,0 kW per i modelli multisplit. Grazie all’uso del ventilatore DC inverter dal design ottimizzato, con Dawn si è raggiunto il più basso livello di rumorosità delle unità interne, con un valore di 15*dB(A). Le unità interne sono compatibili con le unità esterne R32 mono e multisplit. * [riferimento unità interna da 2,5 kW]


FLEXIS Tra le novità 2019 anche il modello Flexis, disponibile in due varianti di colore: bianco e nero (Mat Design – Opaco) nelle taglie: • 2,5 kW - 3,5 kW- 4,2 Kw - 5,0 Kw 7,1 Kw per i modelli monosplit; • 2,0 kW - 2,5 kW - 3,5 kW - 5,0 Kw 7,1 Kw per i modelli multisplit. Il display a led permette di identificare in modo semplice e immediato le condizioni di lavoro. L’uso di ventilatori DC Inverter e l’ottimizzazione del design diminuiscono il livello di rumorosità delle unità interne raggiungendo, con l’impostazione Silenziosità, un livello di soli 16*dB(A). Il sensore “Eco Sensor” rileva automaticamente la presenza di persone, permettendo un maggiore risparmio energetico. Attraverso il sensore il condizionatore utilizza un doppio rilevamento in grado

di coprire un’area di 120 °C che può raggiungere una distanza massima di 8 m. Se non sono presenti persone nella stanza, si attiva la modalità “Eco Sensor” entro 20 minuti, regolando automaticamente l’impostazione della temperatura. La funzione garantisce un flusso d’aria confortevole con monitoraggio delle condizioni ambientali in tempo reale. Grazie al sistema Wi-Fi il condizionatore potrà essere impostato anche durante l’assenza dell’utente. Attra-

UNITÀ INTERNA CONSOLE Console è una delle soluzioni Supermatch ideale per la gestione del flusso dell’aria e della regolazione della temperatura negli ambienti residenziali e commerciali. Design semplice ed ergonomico, dimensioni compatte e display per la lettura della funzione in uso. Questo modello è dotato della funzione doppio flusso, con la quale è possibile regolare la gittata del flusso d’aria scegliendo tra “solo erogazione da bocchettone inferiore” o “erogazione da bocchettone superiore e inferiore”. Ha inoltre la funzione sleep per la regolazione dei consumi notturni e la funzione quiet per garantire un livello di rumorosità basso. Non meno importante la presenza dello scambiatore autopulente, un sistema di filtraggio che permette allo scambiatore di calore di rimanere pulito da muffe, polveri e batteri. Tutte le unità interne sono Supermatch, ovvero adattabili e combinabili con qualsiasi unità esterna mono e multisplit in R32.

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verso uno smartphone, un tablet o un PC dotati di connessione internet, sarà possibile scaricare l’apposita applicazione e – con una breve configurazione dei propri condizionatori – basterà un click per controllarli a distanza. Anche in questo caso, la clip di sostegno dell’unità interna e il pannello removibile consentono di abbassare il tempo di installazione a 30 minuti. * [riferimento unità interna da 2,5 kW]


TECH

Il legno trasparente che può immagazzinare e rilasciare calore Presentato in Florida da un team di ricercatori svedesi, potrebbe rivoluzionare il mondo della bioedilizia e dell’interior design

I

ricercatori del KTH Royal Institute of Technology di Stoccolma hanno presentato durante il congresso primaverile dell’American Chemical Society (Orlando – USA) un materiale che entro cinque anni potrebbe rivoluzionare il mondo del design di interni e della bioedilizia. Si tratta di un legno di balsa trattato in modo da sostituire la lignina, polifenolo che conferisce al legno resistenza e colore, con l’acrilico. Quest’ultimo riempie i pori lasciati liberi dalla rimozione della lignina e i vasi cavi che trasportavano l’acqua nell’albero. Il risultato è una via di mezzo tra il legno e il vetro: un legno semi-trasparente che conserva la struttura del materiale originale, ma che in più è in grado non solo di trasmettere la luce, ma anche di immagazzinare e rilasciare il calore, favorendo il suo futuro utilizzo nella costruzione di edifici ad alta efficienza energetica.

PER IL FUTURO VERSIONE BIODEGRADABILE I ricercatori svedesi avevano presentato una prima versione del “legno trasparente” già tre anni fa, ottenendo ottimi risultati di isolamento termico rispetto al vetro. Questa volta, per conferire al materiale anche la capacità di assorbire il calore, è stato aggiunto un polimero (glicole polietilenico, PEG) che cambia stato quando la temperatura supera i 26°C, immagazzinando energia. Così, durante il giorno il legno blocca il calore prima che raggiunga gli ambienti interni, mentre di notte avviene il contrario: il PEG si raffredda e, tornando solido, rilascia l’energia che aveva immagazzinato. Ma c’è ancora molto da fare prima che questo materiale possa imporsi come valido sostituto del vetro o della plastica. In particolare, gli scienziati vorrebbero riuscire a sviluppare una versione completamente biodegradabile, trovando un sostituto più ecosostenibile dell’acrilico.

Smart windows, dalla Cina finestre cattura smog Oltre a reagire automaticamente all’intensità della radiazione solare, le finestre intelligenti fungono da filtro per il PM2,5

U

no dei problemi con cui sicuramente la Cina deve fare i conti è sicuramente l’inquinamento atmosferico. Se è assodato che per risolvere la questione servono politiche stringenti sul fronte energetico, è altrettanto vero che la ricerca scientifica può offrire un importante contributo per calmierare rischi e danni alla salute umana.

CATTURARE IL PARTICOLATO IN ATMOSFERA A tal proposito un team di ricercatori dell’University of Science and Technology of China (USTC) ha recentemente sviluppato un prototipo di finestra intelligente che – oltre a reagire automaticamente all’intensità della radiazione solare, come qualsiasi smart window che si rispetti – è anche in grado di catturare e bloccare il particolato presente nell’aria, evitandone l’ingresso negli ambienti interni.

PELLICOLA TRASPARENTE IN NYLON-ARGENTO La tecnologia utilizza una pellicola flessibile in Nylon-Argento; una sorta di rete trasparente formata da migliaia di elettrodi flessibili che permettono una gestione termocromatica efficiente in risposta a stimoli elettrici e/o termici, oltre a un’ottima stabilità meccanica.

EFFICACE E DUREVOLE NEL TEMPO Accanto a questa funzionalità c’è quella di filtro per il PM2,5. I test hanno confermato la capacità di questo filtro di ridurre la densità di particelle da 248 a 32,9 microgrammi per metro cubo, considerato un livello sicuro. Inoltre, il rivestimento pare essere in grado di durare nel tempo: il 99,65% della superficie ha risposto positivamente dopo 100 cicli di filtrazione e pulizia.

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TECH

Batteria liquida per produrre energia dall’anidride carbonica Un team di ricercatori coreani e statunitensi ha sviluppato una cella ibrida che assorbe l’anidride carbonica producendo elettricità e idrogeno

P

Per via della necessità di contrastare i cambiamenti climatici, le tecnologie di cattura, utilizzo e stoccaggio del carbonio (CCUS) sono ormai al centro dell’attenzione. La nostra tecnologia è particolarmente promettente perché abbiamo risolto alcune problematiche di efficienza e performance di conversione con il meccanismo di dissoluzione della CO2

EFFICIENZA DI CONVERSIONE DEL 50% I primi test hanno dato risultato interessanti. La cella ha dimostrato un’efficienza di conversione dell’anidride carbonica del 50%. Inoltre, l’intero sistema è riuscito a funzionare correttamente e in modo stabile per oltre 1000 ore, senza riportare alcun danno agli elettrodi.

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rodurre elettricità dalle emissioni di CO2? È la sfida di un team di ricercatori dell’’Istituto nazionale Ulsan di scienza e tecnologia (Unist) in Corea del Sud che – in collaborazione con i colleghi statunitensi del Georgia Tech – ha sviluppato una cella a combustibile ibrido sodio-carbonio che assorbe anidride carbonica producendo elettricità e idrogeno. La nuova tecnologia si ispira al processo naturale di acidificazione che avviene negli oceani, con il quale l’anidride carbonica viene assorbita. La nuova tecnologia si basa sul funzionamento di una cella ibrida Na-CO2, una sorta di grande batteria liquida, composta da un anodo in sodio metallico collocato in un elettrolita organico e un catodo contenuto in una soluzione acquosa all’intero della quale è iniettata la CO2. I due liquidi sono separati da una membrana di conduttore superionico in sodio (NASICON). Quando il biossido di carbonio viene iniettato nell’elettrolita acquoso avviene una reazione con il catodo che porta alla produzione di ioni idrogeno e acido carbonico, che vengono poi utilizzati per produrre energia elettrica e gas idrogeno.

Guntae Kim, professore a capo dello studio

BUONE PROSPETTIVE PER IL FUTURO La batteria è ancora lontana dalla commercializzazione ma, secondo i ricercatori, c’è ancora molto spazio di manovra per

migliorare tutti i componenti. La ciliegina sulla torta, infine, potrebbe essere la capacità del sistema di produrre anche elettricità rinnovabile e combustibile a idrogeno, che potrebbe essere utilizzato per alimentare le auto a idrogeno.


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TECH

Un nuovo dispositivo a basso costo per produrre elettricità dalle onde Un team di ingegneri europei ha sviluppato un innovativo generatore che potrebbe essere utilizzato per alimentare migliaia di case nei prossimi anni

G

COME FUNZIONA IL GENERATORE Il DEG utilizza membrane flessibili in gomma e si adatta alla sommità del cilindro verticale, dove il livello dell’acqua sale e scende con il moto delle onde. L’acqua che entra nel cilindro spinge verso l’alto l’aria intrappolata, espandendo così la membrana. All’abbassamento dell’onda, il livello 18

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Stiamo eliminando un elemento complesso di apparecchiature elettromeccaniche e lo stiamo sostituendo con un foglio di gomma e un set piuttosto sofisticato di elettronica di potenza per cui dovrebbe essere più facile da mantenere

enerare elettricità dalle onde dei mari e degli oceani – che contengono un’enorme quantità di energia non sfruttata – presenta una serie di inconvenienti che, finora, l’hanno sempre resa economicamente non redditizia. Le attuali costruzioni marine sono costose ed è difficile realizzare un dispositivo abbastanza robusto da sopravvivere all’ambiente oceanico. Una nuova tecnologia energetica delle onde, sviluppata con i finanziamenti dell’UE per i progetti POLYWEC e WETFEET (nell’ambito del programma Horizon 2020), promette di superare questi ostacoli. Un team europeo di ingegneri che lavora su questi progetti ha creato infatti un dispositivo resistente che potrebbe contribuire a generare elettricità a basso costo per migliaia di case nei prossimi anni. Alla ricerca hanno collaborato ingegneri delle università di Edimburgo, Trento, Bologna e della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Nel loro studio, pubblicato sulla rivista Proceedings of the Royal Society A, gli ingegneri introducono un sistema di conversione dell’energia delle onde dotato di un dispositivo di presa di forza elettrostatica noto come generatore a elastomero dielettrico (DEG, dielectric elastomer generator). Il DEG è meno costoso rispetto ai modelli convenzionali e non ha parti mobili scorrevoli o rotanti. Inoltre, è realizzato con materiali economici morbidi e resistenti che sopportano il duro ambiente marino, a differenza dei moderni generatori elettromagnetici in acciaio.

David Ingram, Università di Edimburgo

dell’acqua scende, provocando la compressione della membrana. Dato che nella membrana di gomma c’è materiale dielettrico, viene generata una tensione sia in fase di espansione che in fase di compressione, producendo elettricità. Ai fini dello sfruttamento commerciale, questa elettricità sarebbe portata a terra tramite cavi sottomarini. Il DEG è progettato per essere incorporato nei sistemi energetici oceanici esistenti. Secondo il professor David Ingram dell’Università di Edimburgo le turbine ad aria e le colonne d’acqua oscillanti dei sistemi attuali potrebbero essere sostituite con la membrana dielettrica di gomma. Una versione ridotta del sistema

è stata testata presso il FloWave Ocean Energy Research Facility dell’Università di Edimburgo, che è partner in entrambi i progetti. Gli esperimenti hanno dimostrato che un dispositivo a grandezza naturale potrebbe generare l’equivalente di 500 kWh, energia sufficiente per alimentare circa 100 case. Secondo gli studiosi, flotte di dispositivi a basso costo e di facile manutenzione potranno essere installate nelle acque scozzesi entro alcuni decenni. “L’energia delle onde è una risorsa potenzialmente preziosa nelle coste della Scozia; sviluppare sistemi in grado di sfruttarla potrebbe svolgere un ruolo prezioso nella produzione di energia pulita per le generazioni future”, spiega il prof. Ingram. Oggi i progetti POLYWEC (New mechanisms and concepts for exploiting electroactive Polymers for Wave Energy Conversion) e WETFEET (Wave Energy Transition to Future by Evolution of Engineering and Technology) si sono conclusi. L’obiettivo di POLYWEC era lo sviluppo di nuovi modelli e metodologie di energia delle onde. WETFEET ha cercato di identificare e sviluppare componenti, sistemi e processi per migliorare il settore dell’energia delle onde nel suo complesso.


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BUONE PRATICHE

CANTIERE ORIZZONTE EUROPA. Nuova sede BNL a Roma completata nel 2017

Il cantiere del futuro è a “impatto zero” Dalle campagne di comunicazione alla scelta di tecnologie innovative: quali strategie si possono adottare per ridurre gli impatti sociali e ambientali del cantiere? SEBASTIAN BENDINELLI

N

el momento in cui si insedia, il cantiere rappresenta il primo impatto con qualsiasi progetto edilizio o infrastrutturale. È l’istante in cui il cambiamento si materializza, dando inizio a una fase di trasformazione capace di influire profondamente sull’ambiente circostante. Questo è particolarmente vero per i cantieri che interessano aree urbane o snodi infrastrutturali “sensi-

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bili”: basti pensare al cantiere di una nuova linea metropolitana, o alla preminenza assunta nel dibattito pubblico da un cantiere come quello della TAV Torino-Lione. I cantieri, insomma, sono da considerare come soggetti vivi, strettamente connessi a ciò che li circonda non soltanto in funzione del loro futuro risultato, ma anche lungo tutte le fasi del processo di


IL CANTIERE NELL’EPOCA DELLO STORYTELLING Il primo punto su cui è possibile intervenire passa attraverso la comunicazione: raccontare in modo differente la nascita e lo sviluppo di un cantiere urbano – non come soggetto “estraneo”, ma come parte integrante del tessuto cittadino – in modo da avvicinare le comunità e coinvolgerle nei processi decisionali da cui dipendono le trasformazioni della città. La sfida è stata colta da Metropolitana Milanese (MM S.p.A.), l’azienda municipale che si occupa della realizzazione delle reti metropolitane e di altre infrastrutture cittadine. “La premura di comunicare è entrata da qualche anno nel DNA profondo di questa azienda – ha spiegato Luca Montani, Direttore

OPEN DAY al cantiere della M4 in Piazzale Susa a Milano

Comunicazione di MM. Metterci la faccia è importante. Prima di trasformare un pezzo di città andiamo a raccontare il senso dell’operazione tramite dibattiti pubblici, incontri con i cittadini e con gli stakeholder o addirittura iniziative di co-progettazione. Secondo qualcuno è una perdita di tempo, ma non è così”. Qualche esempio? Il dibattito pubblico sulla riapertura dei Navigli, che tra giugno e settembre 2018 ha coinvolto migliaia di cittadini e associazioni sia attraverso gli incontri territoriali – 22 in totale – sia per via telematica, con un portale online dedicato e la possibilità di inviare le proprie osservazioni via email. Oppure il “Piano Quartieri”, un programma di interventi di riqualificazione urbana da 1,6 miliardi di euro, illustrato ai cittadini nel corso di tre cicli di incontri in tutti i Municipi a novembre 2018. O ancora il cantiere della nuova linea metropolitana M4, interessato da diverse iniziative di avvicinamento alla cittadinanza – come gli Open Day e i workshop – che hanno riscosso un successo notevole. “C’è un grande interesse – continua Montani – quasi un prurito di voler andare a vedere non solo il futuro, ma anche come il cantiere si organizza: l’intreccio tra tecnica, sostenibilità, manutenzione e profili professionali.”

Si tratta di cambiare il punto di vista. Il cantiere non è un punto di sospensione tra un prima e un dopo: è un durante che può diventare oggetto di grande interesse per professionisti e non

costruzione o trasformazione. Per questo si pongono in maniera sempre più pressante due temi fondamentali: quello dell’accettabilità sociale del cantiere, che si collega alla necessità di comunicare un’immagine positiva ai soggetti coinvolti; e quello della sostenibilità, requisito ormai imprescindibile per le nuove costruzioni e quindi da mettere, logicamente, in primo piano anche quando si parla dei cantieri che portano alla loro realizzazione. Ma è realisticamente possibile un cantiere “a impatto zero”? L’argomento è stato discusso lo scorso 1° aprile a Milano durante un convegno organizzato da Material ConneXion Italia – branca italiana di Material ConneXion, network internazionale di consulenza sui materiali e sui processi produttivi innovativi e sostenibili – in occasione della mostra “Smart City: People, Technology & Materials”. L’obiettivo era quello di tracciare, con l’aiuto di alcuni soggetti coinvolti a diverso titolo nel ciclo edilizio, uno “stato dell’arte” sulla sostenibilità nel cantiere: dalle operazioni di manutenzione alla realizzazione delle grandi infrastrutture, affrontando il tema da più punti di vista (tecnico, ambientale, sociale, di sicurezza) per provare a delineare un insieme di strategie che possono essere adottate per minimizzare i fattori potenzialmente impattanti del cantiere.

GABRIELE RABAIOTTI, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Milano

MENO TEMPO, MENO IMPATTO Oltre alla dimensione comunicativa, sono diverse le strategie che si possono adottare nel concreto per ridurre l’impatto ambientale di un cantiere. Ovviamente ogni progetto è unico e deve essere affrontato nelle sue specificità, ma ci sono alcuni princìpi di base che possono essere seguiti per andare in questa direzione. Secondo Teresa Carini, Project Architect di STARCHING – società romana specializzata in architettura integrata e progettazione di edifici complessi – la parola d’ordine dev’essere “sensibilità tecnica”: ovvero, la capacità di coniugare sensibilità progettuale e consapevolezza tecnica, seguendo il progetto dalle prime fasi alla realizzazione finale. Due gli esempi virtuosi presentati da Carini tra i progetti seguiti da STARCHING: la decostruzione e ricostruzione di un hotel in piazzale Duca d’Aosta a Milano (certificato nZEB) e la realizzazione di Orizzonte Europa, la nuova sede di BNL a Roma. In entrambi i casi, una delle difficoltà principali era rappresentata dal contesto fortemente infrastrutturato, che riduceva gli spazi per la logistica del cantiere. Per l’hotel di Milano, la vicinanza con la strada e con gli abitati circostanti ha reso necessario un sistema di filtrawww.casaeclima.com    n.79

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BUONE PRATICHE

zione polveri e riduzione del rumore, reso possibile da una speciale cesata di cantiere. In questo modo, il processo di decostruzione è stato protetto anche esteticamente, risultando praticamente invisibile dall’esterno. Per velocizzare i lavori e ridurre al minimo le lavorazioni a piè d’opera si è fatto largo ricorso a elementi prefabbricati (facciate, cablaggi, partizioni a secco in cartongesso, servizi igienici). L’edificio – che conta 175 camere su una superficie di circa 8.000 mq – è stato completato così in soli 18 mesi, minimizzando gli impatti sulla viabilità e sul quartiere. Anche Orizzonte Europa offre l’esempio di un cantiere realizzato in condizioni sfidanti dal punto di vista organizzativo – a soli 34 metri dal tracciato della ferrovia e in presenza di alcune costruzioni vincolate da preservare – che ha avuto come risultato finale un edificio non solo iconico, ma anche coerente con gli obiettivi a “impatto zero”. La nuova sede di BNL ha ottenuto infatti la certificazione LEED Gold Core & Shell, riducendo i consumi complessivi previsti del 30% grazie a soluzioni progettuali e tecnologiche a basso consumo idrico, elettrico ed energetico. Completato tra il 2011 e il 2017, ha ottenuto anche il premio di architettura “Smart Building” nella categoria Terziario/Uffici e il premio “Best of the Best / Architecture”.

Bisogna aver sempre ben chiaro il processo che si vuole seguire: stabilire i requisiti, compiere una serie di scelte tecniche, arrivare a un obiettivo ottimale

TERESA CARINI, Project Architect di STARCHING

TECNOLOGIE ALL’AVANGUARDIA PER IL CANTIERE STRADALE Naturalmente, per ridurre l’impatto di un cantiere è cruciale la scelta delle tecnologie e dei macchinari da utilizzare. Anche uno dei cantieri più “impattanti” e tipicamente malvisto a causa dei disagi che arreca – il cantiere stradale – può essere ottimizzato con l’impiego di macchinari tecnologicamente evoluti, come quelli presentati da Mario Spinelli e Davide Donza, rispettivamente AD e Sales Manager di Wirtgen Group, multinazionale tedesca specializzata proprio nella produzione di macchinari per la costruzione e manutenzione stradale. “Minimizzare l’impatto significa per esempio avere macchinari di taglia piccola, che rispettano le norme più recenti sulle emissioni, inquinano poco, fanno poco rumore e trasmettono poche vibrazioni”, spiega Spinelli. La trasmissione delle vibrazioni del rullo compattatore agli elementi architettonici, per esempio, può essere ridotta grazie alla tecnologia dell’oscillazione, mentre strumenti come Witos Paving – sistema di gestione digitale che permette di seguire tutte le operazioni, dalla produzione alla compattazione del conglomerato bituminoso – consentono di ottimizzare la logistica del cantiere stradale in tutte le sue fasi, riducendo i tempi e i costi. 22

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WITOS PAVING. Sistema di gestione digitale che permette di seguire tutte le operazioni, dalla produzione alla compattazione del conglomerato bituminoso

MIGLIORARE IL DIALOGO TRA PUBBLICO E PRIVATO La necessità di affrontare i temi della sostenibilità e dell’economia circolare è anche una conseguenza della crisi economica, che – come ha sottolineato Matteo Baroni, imprenditore e vicepresidente di ANCE Giovani – “ha imposto alle imprese di cambiare visione e guardare al cantiere in maniera diversa. Fino a qualche anno fa, un imprenditore edile avrebbe schernito molti di questi argomenti”. Oggi tutto è cambiato e bisogna adeguarsi in fretta: “O iniziamo oggi a parlare in ottica di economia circolare o non si va da nessuna parte. Tra 20 anni i nostri figli non avranno più materiali da costruire”. Spesso, però, un primo ostacolo è rappresentato da norme obsolete e limitazioni al riutilizzo dei materiali, che non permettono di esaudire del tutto le richieste dell’Unione Europea: per esempio, il fresato potrebbe essere riutilizzato e lavorato direttamente sul cantiere, ma le quantità di materiale riutilizzabili per legge sono minime, per cui è necessario portare il resto in impianti di smaltimento – con grande dispendio e inquinamento. Che il dialogo tra soggetti pubblici e privati sia uno dei punti su cui intervenire per facilitare la sostenibilità in cantiere è ribadito anche dall’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Milano, Gabriele Rabaiotti. In particolare, sarebbero utili momenti di confronto tra le parti a livello territoriale e distrettuale per affrontare le difficoltà normative e legislative che complicano la coordinazione tra i soggetti coinvolti e impediscono l’adozione di alcune buone pratiche. “Oggi i momenti più interessanti della pratica imprenditoriale sono rivolti al privato, mentre sull’appalto pubblico non si trovano coinvolte le migliori imprese, i migliori progettisti e le migliori competenze”, ammette l’assessore. “Tutto questo ha un impatto rilevante, perché la sfida vera, quella che tocca gli interessi di tutti, è il cantiere pubblico. Parlo di grandi interventi pubblici, risanamento urbano, case popolari. Su questi temi andrebbe fatto qualche ragionamento con più coraggio e slancio: se lasciamo da parte i pezzi più complicati e difficili da gestire, rischiamo di perdere questa sfida”.


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VISTI IN FIERA: MADE EXPO 2019

Le novità per la “Qualità dell’abitare”

Guarda la raccolta video completa: bit.ly/2IhcZLo

Oltre 900 espositori, quattro saloni dedicati a materiali, sistemi costruttivi, serramenti, tecnologie, incontri e laboratori. In un momento di mobilitazione globale per il cambiamento climatico, a MADE expo gli attori in campo si sono confrontati con sfide chiave come sicurezza, innovazione e soprattutto sostenibilità SILVIA MARTELLOSIO

I

l mondo delle costruzioni vuole rilanciare il settore dimostrando di essere pronto a un cambiamento nel segno dell’innovazione, guidato da comfort, sicurezza, sostenibilità e tecnologia, contribuendo in questo modo a fornire un impulso all’economia

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nazionale. Oltre ai segnali incoraggianti provenienti da MADE expo 2019 (Box 1), fiducia e ottimismo sono stati confermati anche dai dati diffusi dall’Osservatorio ANCE sul mercato delle costruzioni 2018, che registrano una variazione positiva dell’1,5% del fatturato


(128 miliardi di euro) sull’anno precedente. Una manifestazione all’insegna della sostanza, il cui tema portante è stato la “Qualità dell’abitare”. Insomma, un luogo di incontro per tutti gli attori della filiera dove i materiali e le soluzioni sono stati davvero “vissuti” e toccati con mano. La componente fieristica è stata integrata, come da format, da un intenso programma di formazione tecnica e culturale con oltre 250 tra eventi e convegni.

LA FIERA IN NUMERI ■■ ■■ ■■ ■■

BOX 1

900 espositori 47.500 mq di superficie Oltre 90.000 presenze, di cui il 10% estere 4 Saloni: Costruzioni e Materiali – Involucro e Serramenti – Interni e Finiture – Software Tecnologie e Servizi

MADE expo si è confermato il luogo delle connessioni per il mondo dell’edilizia e del design funzionale. Ogni comparto ha dato il suo contributo in ottica collaborativa con gli altri, dimostrando che le costruzioni possono essere un elemento di propulsione e dinamismo per l’economia italiana

Massimo Buccilli, Presidente di MADE expo

MADE

SOFTWARE PER LA PROGETTAZIONE INTEGRATA

EXPO

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Edificius è il software Acca dedicato alla progettazione architettonica BIM. Una tecnologia che permette attraverso una sola fase di input di integrare con funzioni interne diverse fasi della progettazione: da quella architettonica a quella esecutiva e gestionale. Architettura e ingegneria si integrano perfettamente per una maggiore efficienza e produttività. Il software si arricchisce di Progettazione impianti (MEP), nuvole di punti 3D, programmazione lavori, presentazione multimediale dei progetti, realtà virtuale immersiva e collaborative working. www.acca.it

L’appuntamento è ora alla prossima edizione di MADE expo, che rappresenterà un momento speciale, essendo la decima.

MADE

EXPO

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PER UNA CASA SEMPRE CONNESSA Protagonista allo stand BTicino, la nuova linea connessa Living Now unisce il meglio della ricerca estetica alle più avanzate tecnologie smart. Con le soluzioni smart, realizzate da BTicino in collaborazione con Netatmo, Living Now permette di gestire le principali funzionalità dell’impianto elettrico: luci, tapparelle, energia, anche da remoto. Le funzioni smart sono gestibili con i comandi wireless, con uno smartphone, tramite l’App Home + Control, e con gli assistenti vocali di Amazon, Apple e Google. Living Now può essere inoltre installata con la soluzione domotica MyHOME_Up. www.livingnow.bticino.it

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VISTI IN FIERA: MADE EXPO 2019

MADE

PARAPETTI E DOCCE IN VETRO

EXPO

Saint-Gobain Glass Italia e Logli Massimo Saint-Gobain hanno presentato idee e soluzioni di design integrate, realizzate con prodotti all’avanguardia. In particolare, sono stati messi in mostra i parapetti in vetro Defender 88 – sistema brevettato in alluminio strutturale per parapetti con ancoraggio continuo del vetro alla base – e la doccia Saint-Gobain. Quest’ultima si avvale di vetri brevettati SGG TIMELESS, ideali per le docce e cerniere in ottone massiccio prodotte dalla Logli Massimo Saint-Gobain, griffate con il logo della rete Design Partner Saint-Gobain. Sono certificate TUV, il che garantisce resistenza a oltre 20.000 cicli di apertura/chiusura, con simulazione di 15 anni di invecchiamento precoce grazie alla prova in nebbia salina per 168 h e resistenza alla corrosione delle finiture e cromature. www.saint-gobain.it | www.loglimassimo.it MADE

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TENDA A BRACCI CON CASSONETTO TXT di Gibus è la tenda a bracci in cassonetto dal design tagliente, caratterizzato dalla particolare texture a elementi paralleli in grado di decorare lo spazio tridimensionale e allo stesso tempo mimetizzare gli elementi tecnici a vista. Vero e proprio elemento architettonico, TXT è pensata per definire e valorizzare le superfici verticali esterne di un edificio. I nuovi bracci Edge 75 consentono un’inclinazione variabile da -10 a -45 gradi, raggiungono sporgenze importanti e permettono di portare l’illuminazione a led anche nel frontale della tenda, oltre che lungo la parte inferiore del cassonetto. L’attacco è a parete e la movimentazione è a motore. In TXT è disponibile anche un Volant avvolgibile frontale, perfetto per ombreggiare dal sole nelle ore pomeridiane e serali. www.gibus.it

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SMALTI ACRIL-URETANICI ALL’ACQUA PER INTERNI ED ESTERNI Mapei presenta la nuova famiglia Dursilac, smalti all’acqua per interni ed esterni a base di pigmenti e innovative resine acril-uretaniche. Specifici per la protezione e la decorazione di supporti in legno, ferro e PVC rigido, presentano un’ottima distensione e un’elevata durezza superficiale. Gli smalti, formulati a base acqua, non pongono particolari problemi di odore o emissioni nocive e sono quindi adatti all’utilizzo in ambienti interni. Facili e rapidi da applicare, non sono soggetti a ingiallimento e quindi utilizzabili anche in esterni. Gli smalti di finitura sono disponibili con effetto satinato (Satin), lucido (Gloss) e opaco (Matt). Completano la gamma il fondo antiruggine per esterni Dursilac No Rust, per superfici in metallo, e il fondo riempitivo uniformante Dursilac Base Filler per il legno. www.mapei.com

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FASCE DESOLIDARIZZANTI PER COSTRUZIONI IN LEGNO 3therm lancia Phonestrip, fascia desolidarizzante per giunti parete-solaio su strutture in legno, composta da sabbia di silice e cartone alveolare e protetta da uno speciale nastro rinforzante e impermeabilizzante. Per la totale desolidarizzazione delle strutture in legno, è necessario creare un giunto tra la struttura e i punti di contatto con soffitto, pavimento, e pareti adiacenti. Le vibrazioni tra pareti e solaio infatti tendono a trasferirsi nella costruzione e a trasformarsi in energia “vibrazionale” e sonora di tipo aereo, ovvero un’onda sonora che viene percepita dal nostro sistema uditivo. www.3therm.it

PANNELLO TERMOISOLANTE ACCOPPIATO A CARTONGESSO

MALTA A MICROARMATURA DIFFUSA

Stiferite ha sviluppato soluzioni specifiche per garantire le migliori prestazioni di isolamento termico anche per gli interventi realizzati dall’interno degli edifici. Per queste applicazioni è stato sviluppato Stiferite RP che prevede l’accoppiamento di pannelli isolanti, in schiuma poliuretanica polyiso, a lastre in cartongesso. Il sistema, applicabile sia a parete che a soffitto, permette di migliorare l’efficienza energetica di strutture esistenti con interventi rapidi e poco invasivi che possono essere realizzati senza pregiudicare l’agibilità degli ambienti.

Nell’ambito delle soluzioni per il rinforzo strutturale degli edifici, Mapei presenta l’innovativa malta a microarmatura diffusa, totalmente esente da cemento, Planitop intonaco armato per il rinforzo delle murature esistenti senza l’ausilio di reti. Si tratta di una malta premiscelata bicomponente fibrorinforzata a elevata duttilità composta da calce idraulica naturale (NHL) ed eco-pozzolana, particolarmente indicata per la regolarizzazione di superfici in pietra, mattoni e tufo e per il rinforzo strutturale di paramenti esistenti anche senza l’ausilio di reti di rinforzo.

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CLIMATIZZAZIONE

CREDIT: G. Del Gatto © Governatorato SCV – Direzione dei Musei

SPECIALE

CAPPELLA SISTINA. Nuovo impianto di climatizzazione

Edifici storici e monumentali: vincoli legislativi e soluzioni tecniche Edifici storici e sostenibilità rappresentano un binomio inscindibile e al tempo stesso complesso. Nella climatizzazione, l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia con i più recenti standard di risparmio energetico è garanzia di miglioramento prestazionale e di tutela del valore storico-artistico PATRIZIA RICCI

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SPECIALE Europea Nell’ultimo decennio, la legislazione in tema di efficienza energetica si è sviluppata parallelamente a livello europeo e nazionale. La tematica è piuttosto complessa e, purtroppo, non sempre è supportata da politiche legislative e da misure di incentivazione coerenti e operative. A livello europeo, il tema è affrontato dalle Direttive sull’efficienza energetica degli edifici (2002/91/CE; 2010/31/UE; 2012/27/ UE; 2018/844/UE). Le prime due contengono disposizioni riguardanti una metodologia per il calcolo delle prestazioni energetiche degli edifici, l’applicazione di requisiti prestazionali minimi, l’obbligatorietà della certificazione energetica e dell’ispezione periodica delle caldaie. La terza rafforza ulteriormente gli obiettivi di efficienza e di riduzione delle emissioni di gas serra, stabilendo un progressivo aumento del tasso delle ristrutturazioni immobiliari. La quarta interviene modificando la Direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell’edilizia e la Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica. L’obiettivo della nuova Direttiva è proseguire “lo sviluppo di un sistema energetico sostenibile, competitivo, sicuro e decarbonizzato”, prendendo atto che al parco immobiliare è riconducibile circa il 36% di tutte le emissioni di CO2 nell’Unione. La Direttiva Europea, che dovrà essere recepita dagli Stati Membri entro il 20 Marzo 2020, nasce dall’esigenza di favorire il raggiungimento dei seguenti obiettivi: ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40% entro il 2030; ■■ favorire lo sviluppo di un sistema energetico sostenibile, competitivo, sicuro e decarbonizzato entro il 2050. Vengono quindi introdotte alcune novità, tra le più importanti: l’obbligo di migliorare la prestazione energetica di edifici nuovi e esistenti; prevedere strategie nazionali di ristrutturazione degli immobili e “indicatori di predisposizione degli edifici all’intelligenza”. L’obiettivo dell’indicatore è quello di “sensibilizzare i proprietari e gli occupanti sul valore dell’automazione degli edifici e del monitoraggio elettronico dei sistemi tecnici per l’edilizia e dovrebbe rassicurare gli occupanti circa i risparmi reali di tali nuove funzionalità migliorate”. Tale indicatore misura la capacità degli edifici di adattare il consumo energetico alla reali esigenze degli abitanti, migliorando la propria operatività e interazione con la rete. Attraverso l’indicatore dovrebbe essere possibile ■■

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I

l D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, definisce gli edifici storici come beni culturali che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico. La rifunzionalizzazione di un edificio storico richiede grandi sforzi di progettazione per l’adattamento degli spazi e della morfologia esistente alle funzioni proprie dell’uso moderno. Nella ristrutturazione di un edificio è fondamentale considerare le peculiarità che lo caratterizzano: nel caso di efficientamento energetico di edifici storici la scelta degli impianti di climatizzazione, riscaldamento e ventilazione da utilizzare dovrà tenere conto di una vasta serie di parametri ambientali e vincoli legislativi e architettonici. Edifici come uffici, musei, teatri o spazi espositivi richiedono sistemi particolari per la gestione del comfort termoigrometrico e acustico. Il concetto di intervento sostenibile ha introdotto criteri di efficienza energetica e di comfort ambientale. Questo ha reso più difficile intervenire sul patrimonio storico, per il quale viene richiesto il rispetto e la valorizzazione delle qualità estetiche, materiche e spaziali, oltre che la compatibilità e la reversibilità degli interventi. Infatti, la progettazione nel contenitore storico porta a scegliere un impianto in base alla sua integrabilità nel manufatto. L’intervento sugli edifici storici rientra a pieno titolo nel campo del restauro ed è mosso soprattutto da ragioni di cultura e dalla volontà di conservazione e perpetuazione, nella loro autenticità, delle antiche testimonianze edilizie. La conoscenza delle caratteristiche dell’immobile storico dovrebbe essere il punto di partenza per un corretto intervento. Il comportamento energetico e ambientale dell’edificio antico, infatti, è molto diverso da quello moderno, proprio perché la progettazione si basava sull’utilizzo delle risorse disponibili (inerzia termica delle murature, materiali che trattengono un’alta percentuale di umidità, ventilazione naturale). Gli edifici storici sono ricchi di impianti di condizionamento passivi e di spazi non di pregio che possono diventare luoghi di integrazione dei terminali impiantistici. Nel caso in cui si disponga di un vano in cui alloggiare il sistema di produzione dell’energia termica, il problema più grande rimane dunque quello della collocazione dei terminali impiantistici negli spazi di emissione.

CREDIT: B. Tamarazzo © Governatorato SCV – Direzione dei Musei

LEGISLAZIONE

CAPPELLA SISTINA. Fasi di installazione di due sale macchine del nuovo impianto di climatizzazione


CLIMATIZZAZIONE LEGGE DI BILANCIO 2019 Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio 2019, le agevolazioni fiscali in edilizia sono state prorogate di un anno.

analizzare le caratteristiche di maggior risparmio energetico, tenendo conto anche di dispositivi intelligenti e connessi. Questo strumento, necessita comunque di essere sviluppato dalla Commissione Europea e la sua redazione è prevista entro la fine del 2019. In linea generale, i beni ufficialmente protetti in funzione dell’interesse storico-architettonico sono esclusi dall’applicazione delle direttive, mentre gli immobili storici non vincolati sono interamente sottoposti a questi dettami.

Nazionale In Italia, le legislazioni sulla tutela del patrimonio culturale e sull’efficienza energetica degli edifici – pur avendo radici comuni che hanno portato, nel corso degli anni, a una convergenza di obiettivi, metodi e strumenti operativi – sono completamente scollegate. In linea di massima, l’apparato giuridico nazionale riprende le disposizioni europee, dividendo gli edifici esistenti in due categorie: i “beni tutelati” e tutti gli “altri edifici”. I primi sono esclusi dall’obbligo di rispetto dei requisiti di efficienza energetica nei casi in cui si possa avere un’alterazione inaccettabile del carattere o dell’aspetto storico (D.Lgs. 311/2006). La legge si rifà a una valutazione di tipo qualitativo, demandando però agli operatori del settore la valutazione di cosa possa essere considerata “alterazione inaccettabile”. Al patrimonio edilizio storico non tutelato, invece, è chiesto di raggiungere prestazioni molto simili alla nuova costruzione in fatto di riduzione delle perdite per trasmissione (quando si interviene su un singolo componente) e del fabbisogno energetico (quando si agisce sull’intero edificio).

Linee Guida Accanto alla legislazione nazionale esistono una serie di Linee di Indirizzo che guidano il progettista nel rispetto delle normative. Sono stati costituiti dei tavoli di lavoro del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) per l’elaborazione delle “Linee Guida per l’uso efficiente dell’energia nel patrimonio culturale”. Contemporaneamente, sono state prodotte altre Linee Guida, tra cui si citano quelle del progetto “ATTESS: miglioramento delle prestazioni energetico-ambientali dell’edilizia storica secondo i criteri della sostenibilità”, promosso ed elaborato dalla Direzione Regionale del Veneto con i Metadistretti Veneti dei Beni Culturali e della Bioedilizia, le Linee Guida AICARR sul “Efficienza Energetica negli Edifici Storici” prodotte in collaborazione con il MiBACT, e i lavori per la definizione del protocollo di certificazione volontaria GBC HistoricBuildingTM per il livello di sostenibilità degli interventi di conservazione, riqualificazione, recupero e integrazione di edifici storici.

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SPECIALE Ecobonus per la riqualificazione energetica dei singoli edifici

Bonus per le ristrutturazioni edilizie

Le detrazioni Irpef sono da ripartire in 10 rate annuali di pari importo, che coprono il 65% delle spese sostenute per lavori sulle singole unità immobiliari per il riscaldamento, per migliorare l’isolamento termico dell’edificio, per installare pannelli solari e produrre acqua calda, per sostituire impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione e scaldacqua tradizionali con scaldacqua in pompa di calore. L’Ecobonus è ridotto al 50% per alcuni tipi di intervento: acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi; acquisto e posa in opera di schermature solari; sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione almeno in classe A o con generatori alimentati da biomasse combustibili. Invece il bonus del 65% continua a essere applicato alle caldaie a condensazione in classe A dotate di sistemi evoluti di termoregolazione. Estesa al 31 dicembre 2019 anche l’agevolazione del 65% per l’acquisto e posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, per rimpiazzare impianti di climatizzazione invernale con apparecchi ibridi (pompa di calore integrata con caldaia a condensazione) e per l’acquisto e la posa in opera di generatori d’aria calda a condensazione. Come ricorda l’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 7/E del 27 aprile 2018: “la detrazione del 19%, prevista per la manutenzione, protezione e restauro dei beni vincolati ai sensi del D.Lgs. 42/2004, non è cumulabile con quella spettante per le spese sostenute per gli interventi finalizzati al risparmio energetico” (Ecobonus). Questo perché l’agevolazione per gli interventi finalizzati al risparmio energetico non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste da altre disposizioni di legge nazionali per i medesimi interventi. La detrazione è cumulabile, però, con quella prevista dal Bonus ristrutturazione per le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio. In tal caso è ridotta del 50%, riferita esclusivamente alla parte di spesa per la quale il contribuente fruisce (contemporaneamente) anche della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Pertanto, le spese a cui non spetta quest’ultima detrazione – in quanto eccedenti i limiti previsti – possono essere interamente ammesse alla detrazione del 19%.

La detrazione fiscale è del 50% fino a una spesa massima di 96.000 euro per singola unità immobiliare. Riguarda una serie di interventi, tra cui la manutenzione ordinaria (ma solo sulle parti a uso comune degli edifici) e straordinaria, il restauro e risanamento conservativo, opere finalizzate a ottenere risparmi energetici, installazione di fonti rinnovabili (tra cui pannelli fotovoltaici e batterie), bonifica dell’amianto.

PARAMETRI PER LA CLIMATIZZAZIONE La climatizzazione degli edifici storici richiede particolare attenzione per garantire il rispetto di precise e restringenti condizioni termiche interne, specialmente in riferimento al mantenimento di specifici livelli di umidità relativa interna. I parametri da considerare sono numerosi e spesso non perfettamente coerenti tra loro. È necessario controllare, soprattutto: ■■ temperatura e umidità relativa interna dei locali; ■■ integrazione architettonica dei terminali di erogazione interni ai locali e delle unità esterne per la produzione del vettore termico caldo e freddo; ■■ riduzione degli ingombri richiesti per l’alimentazione delle unità ambientali; ■■ annullamento dei rischi connessi a eventuali perdite di liquidi che possono danneggiare gli elementi storici quali arredi o strutture edilizie o affreschi; ■■ massimizzazione dell’efficienza energetica globale di impianto con conseguente riduzione dei consumi energetici globali; ■■ garanzia di un veloce adattamento dell’impianto alle variazioni delle condizioni interne ai locali; ■■ garanzia di una facile manutenzione degli impianti.

SOLUZIONI IMPIANTISTICHE

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Come abbiamo già visto, gli edifici storici necessitano di impianti che siano in grado di garantire il mantenimento di specifiche condizioni ambientali, ma soprattutto richiedono che gli impianti siano integrati in modo perfetto agli ambienti, al fine di preservare la struttura stessa e l’eventuale patrimonio storico in essa contenuto. Una delle principali problematiche è la mancanza di adeguati spazi che permettano la realizzazione di impianti di climatizzazione standard, ossia impianti di tipo idronico (ad acqua) o impianti aeraulici (ad aria). Gli impianti


CLIMATIZZAZIONE a espansione diretta, sistemi che sfruttano il passaggio di stato di specifici fluidi frigoriferi per sottrarre o cedere calore all’ambiente, rappresentano una delle soluzioni impiantistiche che permettono il rispetto delle precedenti prescrizioni. Sono impianti poco usuali negli interventi di ristrutturazione, ma di fatto presentano innumerevoli vantaggi perché è possibile climatizzare o riscaldare gli ambienti attraverso l’uso dei comuni split.

IMPIANTI A ESPANSIONE DIRETTA Un sistema a espansione diretta è un sistema di distribuzione dell’energia termica e/o frigorifera per il riscaldamento e/o condizionamento dei locali per mezzo di tubazioni idriche, in cui non circola acqua calda o fredda (come nei tradizionali sistemi idronici), ma un particolare gas refrigerante, proveniente da una unità di produzione termo-frigorifera esterna (motocondensante), dotata di compressore e di batteria di scambio in grado di funzionare indifferentemente da condensatore e da evaporatore. A completamento del sistema sono presenti delle unità interne dotate di ventilatore, batteria di scambio, valvola termostatica elettronica. In altre parole, in questo sistema alle unità interne installate nei locali riscaldati (o condizionati) che emettono aria calda o fredda non arriva semplice acqua – riscaldata o raffreddata da una caldaia o una pompa di calore idronica – ma un gas (HFC), caldo o freddo allo stato liquido o allo stato gassoso, come fluido termovettore (solitamente si utilizza il freon). Questo fluido non è soggetto a congelamento neppure in presenza di temperature dell’aria particolarmente basse. I vantaggi: ■■ nessuna presenza di acqua circolante all’interno dell’edificio, quindi, nessun danno agli elementi architettonici e decorativi per l’eventuale rottura di una tubazione e nessun rischio di gelo dell’acqua all’interno delle tubazioni in caso di basse temperature; ■■ minori consumi energetici; ■■ sezioni delle tubazioni di distribuzione ridotte con conseguente riduzione degli ingombri necessari al loro passaggio; ■■ unità esterne di dimensioni contenute e maggiormente occultabili alla vista; ■■ ampia gamma di terminali di erogazione ambiente in grado di trovare la migliore collocazione e integrazione architettonica che preservi la conformazione dell’edificio; ■■ assenza di generatori di calore alimentati a gas che richiederebbero la realizzazione di tubazioni di adduzione del gas metano esterne e soprattutto camini, particolarmente impattanti a livello prospettico; ■■ linee distributive con peso nettamente inferiore rispetto a tubazioni che trasportano acqua con conseguenti benefici per quanto riguarda l’aspetto strutturale dell’edificio; ■■ massima facilità di utilizzo con possibilità di controllo differenziato delle condizioni ambientali nel caso di adozione di sistemi di climatizzazione del tipo a recupero di calore;

possibilità di adottare sistemi localizzati per il rinnovo dell’aria con conseguente riduzione degli ingombri delle unità, possibilità di controllo dell’umidità relativa e maggiore flessibilità di utilizzo degli ambienti. Un impianto ad acqua comporta il rischio che in periodi di inattività dell’edificio e in condizioni metereologiche particolarmente rigide, l’acqua all’interno delle tubazioni possa gelare. Gli impianti a espansione diretta, utilizzando il freon, permettono di non dover svuotare l’impianto nei periodi in cui l’edificio non viene utilizzato e di non mantenere accesi i generatori di calore in modalità antigelo. Inoltre, non è necessario prevedere la miscelazione all’interno delle tubazioni di liquido con funzioni antigelo. In relazione ai minori consumi energetici, è bene sottolineare che gli impianti a espansione diretta sono costituiti da unità esterne e interne munite di inverter (sistema in grado di ottimizzare e minimizzare gli assorbimenti elettrici in base alle richieste e al carico interno dei locali). Tale sistema si rivela energeticamente valido soprattutto nel periodo estivo, quando un normale refrigeratore d’acqua avrebbe un funzionamento maggiore in termini di tempi, poiché i gruppi frigoriferi provvedono a mantenere la temperatura dell’acqua impostata, con un assorbimento elettrico maggiore rispetto alle unità a espansione diretta. Climatizzare un edificio storico utilizzando un sistema a espansione diretta richiede comunque l’identificazione di un luogo dove poter collocare le unità esterne del sistema stesso, senza danneggiare il decoro architettonico dell’edificio e andare incontro ai vincoli legislativi. La soluzione che offre oggi il mercato prevede l’occultamento delle unità esterne all’interno del fabbricato grazie all’uso di speciali unità motocondensanti a scomparsa o sistemi monoblocco. Le motocondensanti a scomparsa possono essere collocate all’interno degli edifici: grazie a specifici ventilatori centrifughi sono in grado di aspirare dall’esterno l’aria necessaria al corretto funzionamento ed espellerla verso l’esterno attraverso dei semplici condotti. All’esterno saranno visibili soltanto delle piccole griglie. Con i sistemi monoblocco è possibile raffreddare, deumidificare e riscaldare con la pompa di calore. L’evaporatore e la condensante costituiscono un unico blocco di dimensioni contenute posizionato all’interno dell’edificio. All’esterno, anche in questo caso, sono visibili solo due griglie dal ridotto impatto visivo. ■■

IMPIANTI IDRONICI Gli impianti idronici sono quelli più conosciuti e diffusi nella realizzazione di impianti di climatizzazione. Tuttavia, negli edifici storici, gli impianti di riscaldamento convenzionali possono non essere sufficienti per mantenere un clima ambientale idoneo alla conservazione di beni e strutture. Tali sistemi producono spesso un’eccessiva evaporazione dell’umidità dell’aria interna a causa delle alte temperature raggiunte dai caloriferi. Per ovviare a queste problematiche è preferibile scegliere di moderare la temperatura, così da ottenere il livello di umidità relativa desiderato.

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SPECIALE Le soluzioni più interessanti sono quelle a bassa temperatura – ovvero gli impianti radianti a parete o a pavimento, utilizzati in ambienti ad altezza elevata – e i sistemi radianti da annegare nelle strutture che portano con sé una serie di vantaggi. Questa soluzione è plausibile in presenza di superfici non di pregio o pavi-

TEMPERING Un sistema particolarmente indicato per gli immobili storici è costituito da un elemento in laterizio completo e pronto per l’installazione (Tempering o Temperierung) che consiste nell’installazione di tubi circolanti acqua calda a una o più quote sotto la superficie della parete, in modo da formare una fascia riscaldata di altezza circa pari a quella umana. Questi elementi integrati nelle pareti con uno spessore di soli 5 cm, nei pavimenti o nei soffitti soddisfano qualsiasi esigenza personalizzata di gestione dell’energia. L’efficienza è ottenuta grazie alla bassa temperatura dell’acqua (13-18 °C contro i 40-60 °C di quelli tradizionali) che bilancia le esigenze di comfort e di conservazione. Analogamente al riscaldamento a pavimento, il calore viene emesso in parte per radiazione IR a bassa frequenza, in parte viene ceduto all’aria per conduzione all’interno del muro e poi per convezione all’aria che lambisce la parete. Il Tempering è stato usato a partire dai primi anni ’80 soprattutto per la conservazione di opere d’arte all’interno di musei locali, riducendo gli effetti della parete fredda sul retro delle tele ed evitando il ricorso a costosi sistemi a “tutt’aria”. Presenta grande flessibilità nella compatibilità con altri impianti, tra riscaldamento a parete e riscaldamento a pavimento per la creazione di “aree comfort”, con impianti fotovoltaici e geotermici; inoltre previene danni causati dall’umidità ed è indicata per il risanamento. Le sperimentazioni hanno mostrato che questo sistema consuma il 20% di energia in meno rispetto ai radiatori. In alcuni casi porta anche alla riduzione del contenuto d’acqua della muratura (in mattoni e malta) e, conseguentemente, all’incremento della trasmittanza termica fino al 25%.

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menti degradati nel tempo: è possibile ripensare la stratigrafia originale utilizzando pannelli multistrato, al cui interno sono alloggiati i circuiti a serpentina. Questi impianti però richiedono un dispositivo per il rinnovo dell’aria e il controllo della percentuale di umidità relativa interna, soprattutto d’estate, quando è necessario abbattere la quota di calore latente all’interno degli ambienti. Gli impianti radianti garantiscono elevati livelli di comfort della temperatura ambiente, ma hanno tempi lunghi di messa a regime e ridotto adattamento alle variazioni repentine delle condizioni interne in caso di modifica dei carichi endogeni ambientali. La climatizzazione di edifici storici, al contrario, prevede impianti che vadano a regime in breve tempo, che funzionino per poche ore e che possano essere spenti o parzializzati. Quando si adottano terminali idronici, soprattutto nel caso in cui alcuni ambienti necessitino di riscaldamento e altri di climatizzazione, occorre fare particolare attenzione alla possibilità di regolare in maniera differenziata la temperatura. In tal caso può essere conveniente adottare terminali con doppia batteria e sistemi a quattro tubi che possono essere alimentati contemporaneamente con acqua calda o con acqua refrigerata. Terminali idronici con tecnologia evoluta permettono anche il controllo dell’umidità relativa interna, limitando – se non quasi annullando – la necessità di adottare un sistema di ventilazione d’aria primaria.

IMPIANTI AERAULICI Gli impianti aeraulici per il trattamento e il rinnovo dell’aria ambiente sono spesso indispensabili all’interno degli edifici storici: permettono il controllo dell’umidità relativa, garantiscono un corretto ricambio d’aria mantenendo livelli di CO2 accettabili e una giusta temperatura interna, anche con cambi repentini delle condizioni interne. Nel caso di strutture caratterizzate da grandi volumi, la tipologia d’impianto più diffusa è quella a “tutt’aria”, purché abbia canali esteticamente accettabili e poco ingombranti. Questi impianti infatti soffrono per l’invasività dei condotti distributivi, che ne limita la scelta quando è imposto il rispetto dell’architettura storica. Nel caso specifico, il controllo della temperatura e dell’umidità relativa ambiente sono affidati totalmente all’aria che viene immessa in ogni singolo locale in gran quantità, dopo essere stata opportunamente filtrata, riscaldata e/o raffreddata mediante apposite unità di trattamento aria da cui si dirama una rete di canalizzazioni che convogliano l’aria nei vari locali. Gli impianti a tutt’aria sono particolarmente indicati laddove le condizioni termoigrometriche e la qualità dell’aria debbano essere gestiti con stretti margini di tolleranza, specie per l’umidità relativa (± 5%). Sono pertanto i più idonei per le zone in cui vengono depositate opere d’arte e oggetti vari particolarmente sensibili a temperatura e umidità, in particolare a “sbalzi” di tali grandezze. Nel caso in cui non vi siano particolari esigenze di conservazione da soddisfare si possono utilizzare impianti misti aria-acqua con controllo dell’umidità relativa a larga tolleranza (± 10%): in questo modo si evita di immettere le grandi portate di aria


CLIMATIZZAZIONE – che invece sarebbero necessarie per mantenere stabile l’umidità relativa – e si immettono soltanto le portate di aria esterna atte a fornire la necessaria ventilazione in relazione alla prevista affluenza di visitatori, con conseguente riduzione delle dimensioni delle condotte aerauliche, delle unità di trattamento aria e della realizzazione di soluzioni impiantistiche reversibili. In questi ambienti la temperatura dell’aria può essere controllata prevalentemente mediante pannelli radianti a pavimento, in grado di reagire alle variazioni locali di carico termico. Nel caso di edifici con altezze elevate, per limitare la stratificazione invernale e il discomfort dato dal gradiente di temperatura verticale, è necessario ridurre la temperatura di mandata e aumentare la portata dell’aria, affinché sia garantito un sufficiente ricircolo. Quando non è possibile delocalizzare le macchine dall’edificio, il rumore prodotto viene limitato attraverso centrali di trattamento aria con ventilatori plugfan e gruppi idronici condensati in acqua. In relazione ai livelli di umidità, gli esperti consigliano di realizzare impianti che permettano di limitare la variazione di umidità relativa a meno del 5% in un giorno, e quella stagionale che non superi un +5% in estate e un -5% in inverno. Le temperature interne consigliate sono invece comprese tra i 4°C in inverno (specialmente per i musei in cui le opere d’arte si conservano meglio alle basse temperature) e un massimo di 28°C; si consiglia però di non superare i 24°C per più di 150 ore in un anno. Nei musei, impianti di ventilazione di dislocamento consentono non solo la tutela delle opere d’arte, ma anche una maggiore efficienza energetica e una riduzione dei costi di gestione. Un impianto di ventilazione meccanica controllata consente il ricambio dell’aria e il controllo del livello di inquinanti e di umidità. Le opzioni possibili per la diffusione dell’aria sono molte: dalla miscelazione al dislocamento, dai diffusori a induzione per installazione a soffitto e a parete fino ai sistemi a pavimento. Per ogni soluzione occorre analizzare parametri quali l’efficienza di ventilazione, la temperatura di immissione, la velocità residua e la lunghezza del getto e fenomeni fisici come la stratificazione, l’induzione e la convezione. Inoltre occorre tenere presente la diversità delle situazioni su cui intervenire, che comportano l’adeguamento di impianti in edifici storici adibiti a spazi museali in cui le caratteristiche architettoniche originarie debbano essere conservate e quindi l’impatto estetico dei sistemi di diffusione debba essere ridotto al minimo; la conversione

radicale a nuove funzioni, come nel caso di edifici industriali trasformati in musei o spazi espositivi o l’utilizzo di palazzi storici per ospitare mostre temporanee che richiedono impianti di climatizzazione su misura per soddisfare i requisiti delle opere in prestito. Laddove non è possibile prevedere controsoffitti o pavimenti sopraelevati, in presenza di soffitti decorati o in legno, nonché di pavimenti di valore artistico, si è soliti realizzare delle false pareti con pannelli posti ad una distanza di 250-300 mm

MUSEO D'ORSAY. I diffusori sono direttamente integrati nella parte superiore delle strutture verticali a mezza altezza che delimitano la grande navata centrale sui due lati

PALAZZO GRASSI. Data la presenza di soffitti decorati e pavimenti di valore artistico, l’unica soluzione è stata quella di realizzare false pareti con pannelli posti a una distanza di 25-30 cm dalle pareti originali. È stata così creata un’intercapedine per l’installazione di condotti d’aria e diffusori, nonché – ove necessario – delle unità terminali di climatizzazione

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SPECIALE dalle pareti originali, così da creare un’intercapedine che viene utilizzata per l’installazione di condotti d’aria e diffusori, nonché, ove necessario, delle unità terminali di climatizzazione. Nel caso di spazi museali aventi una notevole altezza e vincoli architettonici importanti, il sistema di diffusione spesso consiste nell’immissione dell’aria in prossimità della zona occupata. A volte invece i diffusori sono integrati direttamente nella parte superiore delle strutture verticali a mezza altezza. Le tipologie variano in relazione alle caratteristiche dei vari ambienti: bocchette a parete o elementi integrati attraverso i quali far circolare l’aria.

CONCLUSIONI L’intervento di climatizzazione di un edificio storico deve tener conto delle esigenze di miglioramento prestazionale (in termini di riduzione dei consumi e di aumento di comfort ambientale e sicurezza) e di conservazione, valorizzando le caratteristiche passive dell’immobile e conservando la concezione energetica e ambientale originaria. La trasformazione degli edifici storici in musei, spazi espositivi o centri congressi richiede una progettazione della loro climatizzazione

MUSEO DEL LOUVRE. Per gli spazi museali aventi un’altezza rilevante e stretti vincoli architettonici, il sistema di diffusione consiste nell’immissione dell’aria in prossimità della zona occupata che assicuri le migliori condizioni ambientali per le persone e per le opere d’arte e uno specifico know-how. Bisogna tener conto di fattori quali IAQ, rumore, impatto estetico oltre che del benessere e dell’efficienza energetica. Le soluzioni possibili sono diverse, ma dipendono tutte dalle caratteristiche dell’edificio, dalla trasformazione d’uso che si intende applicare e dal fatto che la progettazione esige anche il mantenimento delle prestazioni nel tempo.

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n’oasi di pace e di verde nel cuore di Milano. Dopo il Bosco Verticale progettato dallo studio di Stefano Boeri, si aggiunge un altro importante tassello nella visione di una città in grado di rispondere in modo sostenibile alle sfide imposte dalla crescente urbanizzazione. Promosso dalla società italo-cinese China Investment e firmato dallo studio di architettura Caputo Partnership International, il progetto “Giardini d’Inverno” – ormai prossimo al completamento – promuove un modello edilizio di perfetta integrazione tra costruito e vegetazione, dove gli obiettivi di riduzione dei consumi energetici e dell’inquinamento atmosferico e acustico vengono raggiunti grazie ad alcune scelte mirate sotto il profilo progettuale.

L’EDIFICIO Il complesso residenziale, situato in via G. B. Pirelli 33, con affacci su via Adda, via Cornalia e via Bordoni, è articolato in tre corpi di fabbrica che ne definiscono il volume e si estende per 15 piani fuori terra (16 con il piano terra) e 6 piani interrati, per un totale di circa 13.000 mq commerciali. Gli appartamenti sono complessivamente 91 e di varia metratura: tutti dotati

INTEGRAZIONE E RIGENERAZIONE URBANA. Il complesso edilizio è stato progettato con un duplice obiettivo: mantenere una continuità con il tessuto urbano circostante e contribuire, con la presenza di verde e spazi pubblici, alla rigenerazione dell’intero quartiere www.casaeclima.com    n.79

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SERRE. Grazie alla presenza di un sistema tecnologico di controllo della temperatura e un involucro vetrato costituito da lamelle apribili e chiudibili, si crea un microclima ideale per la crescita delle piante, che permette inoltre di sfruttare questo spazio anche nelle stagioni più rigide

di generosi terrazzi e serre, veri elementi distintivi del progetto che punta anche alla riqualificazione dell’area in cui è inserito.

IL PROGETTO ARCHITETTONICO Dal punto di vista architettonico, gli obiettivi dei Giardini d’Inverno sono tre: ricostruire il senso dell’isolato, dare completamento alla quinta urbana sul fronte sud di via Pirelli e organizzare un sistema dello spazio aperto pubblico che sia significativo e riconoscibile.

Continuità con il tessuto circostante Il primo obiettivo è stato perseguito attraverso l’articolazione del volume edificabile in tre distinti corpi di fabbrica di altezze 40

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diverse che – con il loro accostarsi e integrarsi – attuano una ridefinizione coerente del lotto in continuità con i caratteri morfologici del tessuto circostante. L’isolato risulta così costruito su tre lati e aperto a sud con una corte-piazza-giardino affacciata sugli edifici di matrice otto-novecentesca che caratterizzano lo sviluppo delle vie Adda, Cornalia e Bordoni.

Volumetria e verticalità Il secondo intento è stato invece raggiunto attraverso la definizione volumetrica di un edificio con un’altezza variabile che accompagna il perimetro nord del lotto disposto lungo via Pirelli, caratterizzato da una netta scomposizione in due distinte sezioni: la prima con uno sviluppo lineare di sette piani, oltre al piano terra, che con la propria sagoma rispetta volume e morfologia degli edifici che costi-


COMFORT E SERVIZI. Al sesto piano del corpo basso del fabbricato sarà realizzata una piscina panoramica che si svilupperà lungo tutto il lato corto. La restante porzione della copertura sarà adibita a solarium e spazio relax

tuiscono le cortine urbane dell’intorno; la seconda di ulteriori sette piani – cui si somma il piccolo volume dell’attico – che si misura con le emergenze degli edifici verticali che caratterizzano il settore urbano circostante.

iniziale di via Pirelli, mentre a sud, affacciata su via Adda, si apre una seconda piazza-giardino, anch’essa destinata all’uso pubblico.

Spazi pubblici per la rigenerazione urbana

Le 110 serre, poste tra l’interno e l’esterno delle unità immobiliari, costituiscono una delle cifre progettuali distintive dei Giardini d’Inverno. Progettate in relazione alle dimensioni e all’esposizione di ciascun ambiente, sono veri e propri giardini in quota, ospitati in porzioni di terrazzi di pertinenza delle singole unità abitative, accessibili direttamente attraverso una finestra dell’appartamento. Le serre, dotate di un sistema tecnologico di controllo della temperatura e confinate da un involucro vetrato apribile, consentono l’installazione di un’ampia gamma di essenze, favorendo la creazione di un micro-

Il progetto ha realizzato, infine, un sistema unitario e riconoscibile dello spazio pubblico in un’area oggi soggetta a grandi trasformazioni. Vengono razionalizzati gli spazi afferenti a via Pirelli, unificando l’area a nord dell’edificio Telecom con gli ambiti posti al piede del nuovo edificio, dando luogo a un sistema pubblico continuo e ininterrotto, grazie anche alla pedonalizzazione del tratto terminale di via Bordoni. Una prima piazza pedonale, arredata e integrata da un’aiuola alberata, è stata disegnata nell’ambito

SERRE E GIARDINI PENSILI

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DENTRO L’OBIETTIVO

clima ideale per la crescita e lo sviluppo delle piante. Le essenze vegetali possono essere scelte dai condomini all’interno di un ampio capitolato tra piante decorative e da fiore, arbusti e rampicanti, agrumi ad alberello e piccoli orti verticali, in una varietà compositiva potenzialmente infinita. Il verde è presente anche nei giardini pensili sui terrazzi in copertura della parte più alta dell’edificio, oltre che nel giardino condominiale interno.

acustiche ma anche termiche, in accordo con i parametri UV. Per dare un’idea della portata del serramento installato, basti pensare che una sola finestra del soggiorno può arrivare a pesare fino a 150 kg.

Sistema a secco e pavimenti galleggianti L’isolamento dai rumori provenienti dalle altre unità immobiliari e dai rumori di calpestio si ottiene invece attraverso precise scelte costruttive: gli appartamenti di Giardini d’Inverno sono stati realizzati privilegiando il sistema a secco invece del laterizio. Questo garantisce un maggior isolamento acustico a favore di un

ISOLAMENTO ACUSTICO Giardini d’Inverno è tra i primi edifici in Italia a essere stato progettato per ottenere la classificazione acustica 1 delle unità immobiliari, ai sensi della norma UNI 11367:2010. Nello specifico, il progetto garantisce un isolamento di: 56 dB per il rumore aereo di pareti e solai; 43 dB per l’isolamento acustico di facciate e 53 dB relativamente ai rumori di calpestio. Per quanto riguarda i rumori degli impianti, il limite è di 25 dB per quelli a funzionamento continuo e 30 dB per quelli a funzionamento discontinuo.

Serramenti dalle elevate performance acustiche e termiche La riduzione dei rumori provenienti dall’esterno è generalmente garantita dalla qualità e dalla corretta posa in opera del serramento. Per i Giardini d’Inverno è stato realizzato un serramento ad hoc in grado di raggiungere ottime performance acustiche e termiche, andando a potenziare alcune caratteristiche generali dell’edificio attraverso l’utilizzo di tecniche di ultima generazione e materiali di altissima qualità. Gli appartamenti sono dotati di serramenti ad anta battente o scorrevole realizzati in legno d’abete sulla facciata interna e in alluminio a taglio termico sulla facciata esterna. Data la diversa dilatazione dei due materiali, l’accoppiamento dei profili in alluminio su serramenti in legno viene realizzato tramite l’utilizzo di clips. Su ciascun infisso sono stati installati doppi vetri dal diverso spessore: una lastra esterna di 10 millimetri e una interna di 13 millimetri su cui viene applicata una pellicola per l’isolamento acustico. Tra le due lastre si forma una camera di 24 millimetri che, riempita di gas argon, migliora le prestazioni termiche e acustiche. I serramenti sono ulteriormente potenziati con guarnizioni di alta gamma e doppi nastri (termici e termo-acustici) utilizzati per chiudere gli eventuali fori presenti tra il telaio e il falso telaio. La posa del vetro si conclude con la schiumatura acustica. Tali caratteristiche garantiscono non solo elevate performance 42

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SISTEMA RADIANTE A PAVIMENTO


minore spessore delle pareti (utilizzando il laterizio lo spessore si dovrebbe aggirare intorno ai 40 cm). I solai invece sono stati realizzati con il sistema dei pavimenti galleggianti che prevede la creazione di massetto desolidarizzato dalla restante struttura edilizia per evitare la propagazione di rumore e vibrazioni per via solida.

PROGETTAZIONE PASSIVA I Giardini d’Inverno si ispirano ai principi della “casa passiva”, un edificio il più possibile autosufficiente. L’approvvigionamento di energia ricorre alla geotermia e all’energia solare attraverso pannelli fotovoltaici in copertura, mentre non è previsto l’uso di gas. Gli impianti di riscaldamento e raffrescamento sono realizzati mediante un sistema radiante a pavimento e gli ambienti domestici prevedono un sistema di ventilazione meccanica controllata, oltre a un impianto di condizionamento integrativo per un maggiore comfort climatico interno. La grande efficienza energetica dell’edificio lo posiziona in classe A+.

IMPIANTO DI RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO Sistema radiante a pavimento Tutte le unità immobiliari sono dotate di un impianto di climatizzazione a pannelli radianti abbinato a ventilconvettori del tipo a due tubi. I pannelli radianti garantiscono le condizioni di comfort ambientale durante la stagione invernale mentre durante la stagione estiva l’impianto a pannelli radianti è integrato dall’impianto a vetilconvettori. In particolare, l’impianto a pannelli radianti garantisce il soddisfacimento del carico di base mentre i vetilconvettori garantiscono il mantenimento delle condizioni termoigrometriche previste a progetto. La temperatura di andata dell’acqua calda ai pannelli radianti viene modificata in funzione del valore della temperatura dell’aria esterna misurata dalla sonda installata all’esterno del fabbricato in posizione protetta. Durante il funzionamento estivo è prevista la chiusura delle elettrovalvole installate sulle tubazioni di ritorno dall’impianto di riscaldamento.

Controllo indipendente della temperatura All’interno di ogni locale dell’unità immobiliare sono installate le sonde di temperatura che provvedono a mantenere il valore di temperatura a un valore di set point impostato. Ogni singolo locale climatizzato

CENTRALE TERMOFRIGORIFERA è dotato di un controllo indipendente della temperatura. In corrispondenza di ciascuna alimentazione dei ventilconvettori sono installate le valvole di intercettazione, la valvola di intercettazione/bilanciamento e la valvola motorizzata. Qualora il valore dell’umidità relativa ambientale, misurata dalla sonda di temperatura, dovesse essere superiore ai valori prefissati, saranno attivati i ventilconvettori garantendo la deumidificazione dell’aria. Il funzionamento dell’impianto di riscaldamento/raffrescamento sarà governabile anche dal sistema di gestione della domotica previsto per ciascun appartamento.

Pompe di calore geotermiche La produzione dei fluidi acqua calda e refrigerata per il funzionamento dell’impianto di riscaldamento e raffrescamento è resa possibile mediante lo sfruttamento dell’acqua di falda, prelevata mediante due pozzi di emungimento. L’acqua www.casaeclima.com    n.79

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DENTRO L’OBIETTIVO

IMPIANTO DOMOTICO Ciascuna unità immobiliare è dotata di un impianto domotico di Livello 3 che consente il controllo complessivo di tutte le principali funzioni, in maniera centralizzata e anche da remoto. Gli impianti tecnologici coinvolti nel controllo domotico sono:

Impianto Elettrico Gestione delle luci: accensione e spegnimento a gruppi o per singolo circuito, in automatico (per fasce orarie, scenari pre-impostati o altre logiche di controllo) e in manuale (localmente o a distanza). In casi specifici è previsto il controllo dell’intensità di flusso luminoso. Gestione dei carichi: accensione dei gruppi di utenze elettriche più significativi secondo una logica atta ad impedire picchi di assorbimento incompatibili con la fornitura di energia elettrica. Gestione delle motorizzazioni: apertura e chiusura a gruppi o per singolo elemento, in automatico (per fasce orarie, condizioni meteorologiche, scenari o altre logiche di controllo), e in manuale.

Termoregolazione Per quanto attiene l’impianto di riscaldamento/raffrescamento la gestione domotica interverrà – zona per zona – sui seguenti parametri: temperatura ambiente (lettura), set-point ambiente (lettura impostazione), velocità di ventilazione, regime estivo/invernale (lettura - impostazione), regime comfort/riduzione (lettura - impostazione) ed eventuale anomalia regolatore (lettura).

prelevata viene utilizzata come fluido di scambio dalle due unità polivalenti installate nella centrale termofrigorifera posta al sesto piano interrato. Le unità polivalenti sono in grado di produrre acqua calda e refrigerata durante l’intero corso dell’anno estrapolando o cedendo, a seconda delle modalità di funzionamento, il calore all’acqua di falda. L’acqua di falda, dopo essere stata utilizzata nelle macchine polivalenti, viene reimmessa in falda mediante due pozzi di resa.

Recuperatore di calore a flussi incrociati Al fine di garantire un efficace ricambio dell’aria, è stata prevista l’installazione di un recuperatore di calore a flussi incrociati. L’aria primaria, prelevata in corrispondenza della facciata esterna, viene immessa in ambiente dopo avere subito il trattamento di filtrazione e recupero del calore sull’aria espulsa, mentre l’aria ripresa dall’ambiente viene espulsa all’esterno del fabbricato. Il recuperatore di calore è predisposto per la futura inserzione della resistenza elettrica di integrazione. All’interno degli appartamenti è stato installato un armadio tecnico con un pannello di comando e controllo del recuperatore. Sulla facciata esterna sono state realizzate delle feritoie complete di rete antinsetto per garantire la presa/espulsione dell’aria. La presa d’aria esterna e l’espulsione dell’aria sono a scomparsa in quanto installate all’interno del controsoffitto.

Impianto videocitofonico I segnali forniti dall’impianto videocitofonico del complesso immobiliare saranno portati al touch-screen principale del sistema domotico presente all’interno di ciascuna unità immobiliare, che visualizzerà l’immagine video in una finestra che si aprirà alla chiamata e, con opportune dotazioni audio, consentirà all’utente il colloquio. Un apposito tasto evidenziato nell’area sensibile dello schermo consentirà il comando di apertura della serratura.

Impianto antintrusione Tramite il touch-screen principale del sistema domotico l’utente potrà controllare lo stato generale dell’impianto antintrusione e di tutti i punti controllati per mezzo di una rappresentazione grafica di tipo planimetrico. Il sistema domotico di controllo potrà eseguire alcune logiche di gestione automatica, attivazione e disattivazione parziale e/o totale in relazione alle impostazioni predefinite. La gestione delle diverse funzionalità avviene mediante il touch-screen principale in dotazione a ciascuna unità immobiliare. Ciascun utente potrà governare le medesime funzionalità mediante un proprio dispositivo quale smartphone o tablet tramite apposita applicazione. ARMADIO TECNICO IMPIANTI 44

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DENTRO L’OBIETTIVO

Costruire per le generazioni di domani La riqualificazione dell’asilo comunale di Pellare ha riguardato efficienza energetica, comfort indoor, salubrità e fruibilità degli spazi interni. Per raggiungere questi traguardi è stato necessario andare oltre i semplici aspetti energetici, confrontandosi con la sostenibilità in tutte le sue dimensioni MASSIMILIANO RUGGIERO 46

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R

igenerare edifici vetusti rendendoli nuovamente accoglienti con tecniche, materiali e finiture ecosostenibili e biocompatibili è un obbligo morale nei confronti sia dei bambini che dell’ambiente. L’intervento di riqualificazione qui descritto ha perseguito questo obiettivo, raggiungendo la qualità attraverso elevati standard in grado di considerare in modo interconnesso i requisiti di efficienza energetica, comfort, salubrità e fruibilità degli spazi interni attraverso una serie di sistemi e soluzioni di facile replicabilità. L’asilo, ubicato a margine del centro storico di Pellare (SA) e realizzato a fine anni ‘60, è costituito da un insieme ben definito di cinque corpi di fabbrica, ognuno dei quali associato a una funzione (aule, spazi comuni, bagni, servizi e foresteria). A livello costruttivo presenta una struttura portante in calcestruzzo armato; tamponature in laterizio forato a doppia fodera con intonaco su entrambi i lati; solai del tipo latero-cementizio con travetti in opera; manto di copertura in tegole marsigliesi; aperture vetrate originali con telai in ferro a vetro singolo e altre – ristrette nel corso degli anni – con telai in alluminio a doppio vetro. Gli ambienti riscaldati confinano verso il basso con un vespaio non aerato e verso l’alto con un sottotetto non riscaldato.

Scorcio degli spazi interni

PREGI E DIFETTI Congiuntamente alla redazione dell’audit energetico, sono state condotte le analisi necessarie a valutare le condizioni bioclimatiche e termo-igrometriche del complesso. Incentrate sullo studio del soleggiamento annuale, dell’illuminazione naturale, della ventilazione e della qualità energetica complessiva del sistema edificio-impianto, le analisi hanno evidenziato pregi e difetti dell’edificio. Grazie all’orientamento della struttura e alla presenza di numerose e ampie vetrate, il soleggiamento degli spazi interni durante il corso dell’anno è risultato di discreta entità. La quantità di luce naturale negli ambienti interni, molto variabile, passa invece da livelli minimi di fattore medio di luce diurna (FLDm) negli ambienti ubicati a nord, a quantità eccessive per gli spazi a sud e a ovest, con fenomeni di abbagliamento durante alcune ore del giorno. Negli ambienti più penalizzati, il restringimento delle aperture ha ridotto la quantità di luce naturale in ingresso, con conseguente aumento nell’utilizzo di quella artificiale. L’inadeguatezza della struttura agli attuali livelli di comfort indoor è stata però riscontrata valutando le condizioni termo-igrometriche interne e la composizione qualitativa e quantitativa delle varie

Soleggiamento a scala micro urbana alle ore 9 degli equinozi strutture disperdenti. Le notevoli variazioni termiche nei vari ambienti – dovute sia a un involucro non prestante, sia a un impianto non in grado di gestire i carichi termici richiesti – hanno comportato ricadute negative sui fruitori della struttura, come emerso anche dalle considerazioni espresse dagli occupanti stessi.

ASPETTI ENERGETICI Partendo dalle valutazioni svolte, è stato chiaro sin da subito che per poter migliorare le condizioni interne di vivibilità della struttura non era possibile prescindere dalla realizzazione di un ottimo involucro. L’aspetto energetico (riduzione dei fabbisogni, incremento dell’efficienza degli impianti, ricorso a fonti rinnovabili) – www.casaeclima.com    n.79

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DENTRO L’OBIETTIVO

finanziato da un bando FESR Campania per l’efficienza energetica degli edifici pubblici – è stato infatti quello maggiormente valorizzato per la trasformazione degli spazi interni, nell’ottica di incrementare il benessere percepito dai fruitori attraverso la valutazione di ulteriori aspetti imprescindibili per la buona riuscita dell’operazione: in modo particolare quelli legati alla salubrità dell’aria (utilizzo di materiali biocompatibili a basse emissioni di VOC e aldeidi), al recupero e al reimpiego di parte dei materiali esistenti (minori scarti in discarica) e, infine, al restyling degli spazi interni ed esterni per creare una nuova familiarità e fruibilità ai bambini (ambienti colorati, spazi verdi didattici).

INVOLUCRO E IMPIANTI AD ALTA EFFICIENZA Il raggiungimento di condizioni di comfort termico, sia estivo che invernale, unito a un benessere indoor elevato, è passato in primo luogo attraverso la realizzazione di un involucro opaco e trasparente, avente valori di trasmittanza inferiori ai limiti di legge vigenti al momento della progettazione (2010) e a quelli previsti per gli edifici nZEB. Inoltre, l’adozione di impianti e sistemi ad alta efficienza, alimentati in maniera significativa da fonti rinnovabili installate in copertura (circa il 48% del totale tra fotovoltaico e termico per ACS), ha comportato una riduzione notevole sia dei fabbisogni energetici per riscaldamento e ACS (passando da 98.4 kW/mqa/classe G a 24 kW/mqa/ classe A – certificato Casaclima) che delle relative emissioni di CO2 (21 kg/mqa, -80% rispetto alla situazione ante operam). Infine, considerato anche il mix elettrico di approvvigionamento degli impianti, è stata possibile anche una cospicua riduzione delle fonti fossili.

ISOLAMENTO

Sezione verticale con stratigrafie costruttive 48

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L’isolamento dell’intera struttura (partizioni verticali, orizzontali e inclinate) è stato realizzato con pannelli in fibra di legno vergine, prodotti con scarti di segherie certificati NaturePlus e French Label A+. I solai piani verso il sottotetto non riscaldato, fonte primaria di dispersione per la struttura, sono stati isolati con 160 mm di fibra di legno posati a secco in triplo strato (40+100+19) a doppia densità (110 kg/mc per i primi 2 strati e 240 kg/mc per l’ultimo), con permeabilità al vapore acqueo (µ = 5) e capacità termica massica media pari a 2.100 J/kgK per i primi due strati e 2.400 J/kgK per l’ultimo in modo da incrementare le ore di sfasamento. Le coperture inclinate sono state liberate dei materiali esistenti (rimozione e recupero delle tegole con demolizione dei corsi in cls di appoggio e rimozione del manto bituminoso) e sulla caldana è stato posato a secco un pannello in fibra di legno (19 mm) ad alta densità per creare una continuità di isolamento con il cornicione sottostante. Sull’isolante è stato steso un telo impermeabile al vapore; poi un doppio strato di listelli in legno e, infine, il manto con le tegole precedentemente rimosse. Per vincoli imposti dalle norme vigenti, sul pavimento verso il vespaio non aerato non è stato possibile intervenire con spessori di isolamento massicci e si è quindi optato per la realizzazione di un impianto radiante a basso spessore in grado di contrastare in modo attivo le dispersioni e i ponti termici delle strutture verticali. Le pareti verso l’esterno sono state isolate con un sistema naturale certificato ETA 004, composto da pannelli in fibra di legno da 100 mm, aventi densità pari a 150 Kg/mc, permeabilità al vapore acqueo µ = 5 e capacità termica massica media pari a 2.100 J/kgK. Incollato, tassellato e rasato con malta alla calce idraulica naturale, ha come finitura un intonachino decorativo al silicato di potassio. Le pareti confinanti con la centrale termica, costituite da un forato da 12 cm intonacato su entrambi i lati, sono state isolate con pannelli in EPS additivato con grafite dello spessore di 40 mm incollati e tassellati all’interno del vano non riscaldato.


INFISSI La posa dei nuovi infissi è stata preceduta dalla completa rimozione del telaio e del falso telaio per ottenere un sistema a tenuta d’aria certificato anche tra muratura e nuovi serramenti. Nei vuoti sono stati utilizzati falsi telai in PVC a 4 lati annegati nella struttura muraria attraverso nastri intonacabili per tenuta all’aria. La posa del falso telaio ha comportato, inoltre, l’eliminazione della continuità della soglia tra interno ed esterno con il relativo ponte termico. Sono stati montati infissi in PVC bianco Ral a cinque camere con doppio vetro basso emissivo e gas argon, con Uf pari a 1.3 W/mqk e Ug pari a 1.1 W/mqk. Per prevenire fenomeni di surriscaldamento e modulare la luce nei diversi periodi dell’anno, le aperture al piano terra sono state dotate di tende esterne oscuranti in tessuto colorato con fattore di trasmissione G pari a 0.22. Al primo piano sono stati installati monoblocchi comprensivi di cassonetti isolati e avvolgibili automatizzati.

Isolamento in fibra di legno del solaio piano verso il sottotetto

RISCALDAMENTO E ACS La volontà progettuale è stata quella di sostituire non solo il generatore a gasolio con pompe di calore reversibili aria-acqua, ma soprattutto di passare da un sistema basato unicamente su fonte fossile a uno alimentato per la maggior parte da fonti rinnovabili. Il sistema di generazione, distinto per riscaldamento e ACS, è costituito da due macchine di potenza totale pari a 28 kW per il primo servizio, mentre per il secondo un’unità One Tank ad alta efficienza fa

MATERIALI E FINITURE Trattandosi di una scuola dell’infanzia la scelta dei materiali isolanti e delle finiture d’interno è stata effettuata con estrema cura. Al fine di individuare in modo corretto i materiali e i sistemi in possesso delle varie certificazioni sulle emissioni riconosciute e normate a livello europeo (Der Blaue Engel, EC1, French Label dans l’air interieur A+, ANAB-ICEA, Bioedilizia Italia, IBO, Nordic Ecolabel, NaturePlus), un valido supporto in questa ricerca – con un’attività di consulenza e successiva fornitura – è stato dato dalla società Abitare al Meglio. Le superfici murarie interne sono state rasate con intonaco di calce idraulica naturale e successivamente ri-tinteggiate con pitture naturali a base di oli e resine vegetali esenti da solventi e da composti organici volatili. Le porte interne sono state smontate, adeguate alla quota del nuovo pavimento, pulite e tinteggiate con lacche a base di oli vegetali e sali di boro. Per i rivestimenti, le colle e le fughe dei bagni e della cucina sono stati scelti prodotti ceramici e in polvere certificati con bassissimi livelli di emissioni. La pavimentazione del piano terra, in linoleum vegetale con proprietà anti batteriche, è stata incollata con prodotti certificati A+. I battiscopa e le cornici in legno, prive di qualsiasi finitura, sono state semplicemente inchiodate senza l’ausilio di colle o siliconi.

Cappotto isolante in fibra di legno delle strutture verticali

Particolare del falso telaio con nastro intonacabile di tenuta all’aria www.casaeclima.com    n.79

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DENTRO L’OBIETTIVO

fronte alla totalità della richiesta energetica del complesso. Entrambi i servizi sono dotati di un accumulatore con serpentine integrate, di capacità pari a 800 lt per riscaldamento e di 250 lt con scambiatore solare integrato per ACS. Data la notevole capacità termica dell’involucro, il sottosistema di emissione è di tipo radiante a bassa inerzia. Per l’intero piano terra, il sistema è a pavimento con spessore ridotto pari a 55 mm. Data la scarsità di superfici orizzontali, nel vano scala il sistema è a parete con serpentine annegate in uno strato di intonaco da 20 mm. Al primo piano, invece, il sistema è a soffitto con serpentine inglobate nel cartongesso di pannelli, spessore pari a 42 mm, pre-accoppiati con isolante in fibra di legno. Il sottosistema di distribuzione è gestito da 4 collettori di zona a cui fanno capo 8 pompe di circolazione per complessive 14 zone termiche. La regolazione è indipendente e personalizzabile attraverso termostati ambientali.

ILLUMINAZIONE, RISPARMIO IDRICO E IMPIANTI SOLARI L’efficienza nei nuovi impianti ha riguardato anche la sostituzione delle vecchie lampade al neon con altre a LED a luce naturale a 4000K. Anche alla risorsa acqua si è cercato di applicare il principio di riduzione dei consumi attraverso piccoli accorgimenti, quali il

RIUTILIZZO DEI VECCHI MATERIALI Per evitare di portare in discarica tutto il materiale rimosso dalla vecchia struttura, tegole, porte interne e soglie delle finestre (queste ultime due con piccole lavorazioni) sono state reimpiegate nella loro vecchia funzione, mentre gli imbotti in travertino delle aperture esistenti sono stati trasformati in coronamenti per i muretti divisori nei bagni dei bambini ed elementi di separazione tra gli spazi verdi e la pavimentazione in calcestruzzo.

montaggio di riduttori di flusso su tutti i rubinetti e la sostituzione nei bagni delle cassette di scarico esterne con altre incassate e dotate di sistema dual-flush. Sulle due falde del blocco foresteria è stato installato un impianto solare fotovoltaico costituito da 22 pannelli in silicio policristallino (potenza nominale 5.83 kW), mentre sulla copertura dello spazio comune è presente un impianto solare termico composto da 3 pannelli piani vetrati con superficie complessiva pari a 7.5 mq. Entrambi sono semi-integrati nel manto in tegole marsigliesi e in grado di fornire circa il 50% del fabbisogno complessivo di energia all’edificio.

SISTEMAZIONI INTERNE ED ESTERNE Tutti i pavimenti del piano terra sono colorati in modo differente sulla base dell’attività svolta in ogni spazio. Inoltre, il colore è protagonista anche nelle tre aule con variazioni tonali e contrasti rispetto al linoleum tali da conferire agli ambienti un maggiore grado di accoglienza. Al fine di mettere in contatto diretto i bambini con la natura e sulla scorta delle esperienze maturate nei kindergarten, all’esterno sono stati realizzati ex novo degli spazi verdi: sul lato occidentale della struttura (l’orto dei piccoli) con la demolizione di parte della pavimentazione esistente in cls e sul fronte opposto con la creazione di un’aiuola piantumata con erbe e arbusti profumati (la siepe degli odori). Oltre agli indubitabili vantaggi pedagogici le aree verdi hanno diminuito di circa il 15% la superficie impermeabile esterna con benefici sul sistema fognario sottostante, spesso in crisi.

Scorcio dei bagni dei bambini 50

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Certificazioni di sostenibilità ottenute dall’asilo


CONSIDERAZIONI FINALI E COSTI Il risultato finale, ottenuto utilizzando materiali e finiture naturali a basso impatto ambientale esenti da sostanze inquinanti e tossiche, dimostra come sia possibile realizzare benessere e qualità indoor anche prescindendo dall’uso di prodotti e sostanze di sintesi chimica. L’effettivo risultato positivo è stato certificato da analisi e valutazioni effettuate in corso d’opera e, successivamente alla chiusura dei lavori, con attività che hanno riguardato la qualità acustica degli spazi interni (con misurazioni ante e post dei livelli sonori); la tenuta all’aria con blower door test; le misurazioni in continuo dei livelli di gas radon indoor e outdoor effettuate dall’ARPA Campania (con concentrazioni interne inferiori alla metà rispetto ai valori limite di legge); le misurazioni della concentrazione di VOC e Aldeidi in ambiente indoor con rilascio certificazione di salubrità dell’aria indoor Bio-safe (primo edificio scolastico in Italia ad ottenerla); le valutazioni delle qualità energetiche (classe A) e ambientali dell’edificio con rilascio certificazione Casaclima School R. Il costo complessivo dell’intervento è stato di circa 720 €/mq IVA esclusa, considerando nel conteggio – oltre a quanto riferibile ai lavori descritti in precedenza – anche il rifacimento integrale di tutti gli impianti, dei servizi igienici e di una cucina industriale. Il costo medio di gestione annuo, calcolato sui consumi reali dal dicembre 2015 ad oggi, per i servizi di riscaldamento, ACS, illuminazione artificiale, apparecchiature elettriche ed elettrodomestici di tipo industriale, ammonta a circa 1.800 €, ovvero circa 150 €/mese.

SCHEDA PROGETTO LUOGO: Moio della Civitella (SA) COMMITTENTE: A. C. di Moio della Civitella PROGETTO ARCHITETTONICO ED ENERGETICO: arch. Massimiliano Ruggiero PROGETTO IMPIANTISTICO: ing. Andrea Imbriaco IMPRESA ESECUTRICE: Cinelli Antonello CONSULENZA E FORNITURA MATERIALI NATURALI: Abitare al Meglio FORNITURA INFISSI ESTERNI: Buccino serramenti FORNITURA IMPIANTO RISCALDAMENTO E ACS: Nucleo Solare SUPERFICIE LORDA RISCALDATA: 533 m2 VOLUME LORDO RISCALDATO: 1894,00 m3 CERTIFICAZIONE BIO-SAFE: giugno 2017 Impianti radianti installati

CERTIFICAZIONE CASACLIMA SCHOOL: settembre 2018

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WORK IN PROGRESS

Ri-costruire nel costruito: fasi finali Il progetto di risanamento energetico di una costruzione monofamiliare a Bolzano con abbattimento delle barriere architettoniche. Nel corso del 2018 – e per alcuni numeri del 2019 – sulla nostra rivista sono stati pubblicati diversi articoli che hanno raccontato l’evoluzione del cantiere attualmente in corso d’opera (da ottobre 2017). Dopo un lungo percorso il cantiere sta finalmente entrando nelle sue fasi finali DAVIDE GIGLI*

*Davide Gigli Studio d’Architettura

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onostante l’edificio sia ancora in fase di completamento, sia a livello edilizio che impiantistico, si inizia a intravedere la fine di questo lungo percorso. È stato finalmente completato il soffitto radiante in tutto il piano terra (Figure 1 e 2): gli elementi non attivi sono stati utilizzati per nascondere alcuni elementi tecnici esteticamente deboli, mentre il binario del sollevatore elettrico è stato posizionato a filo con il controsoffitto, lasciando visibile solo una sottile lama oltre all’elemento sollevatore.

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IMPIANTI Anche le bocchette della macchina di deumidificazione – necessaria data la presenza dell’impianto di riscaldamento radiante a soffitto – sono state nascoste con elementi in cartongesso che mascherano le griglie di immissione e ripresa dell’aria. La centralità della macchina di deumidificazione ha richiesto l’installazione di una pompa ausiliaria per lo scarico delle acque di condensa. L’altezza contenuta nel


FIGURE 1-2. Soffitto radiante

ribassamento del soffitto radiante (15 cm per tutto il piano terra e 30 cm per la zona di ingresso, dove è alloggiato il deumidificatore) infatti non permetteva di avere la sufficiente pendenza per uno scarico naturale delle acque. Attualmente, per completare la parte idraulica, mancano il collegamento del camino, isolato ed esterno alla struttura della casa, l’isolamento termico delle tubazioni nella centrale termica e l’installazione degli elementi sanitari. L’impianto elettrico (Figura 3) invece è stato cablato quasi completamente e nelle prossime settimane inizierà la programmazione del sistema di controllo domotico e la verifica della gestione via app delle diverse funzioni.

SISTEMAZIONI ESTERNE Iniziate anche le sistemazioni esterne. Dato che i vecchi elementi di cemento dello scarico verso le fogne non garantivano più la tenuta idraulica, sono stati sostituiti con elementi di PVC. Una pompa di sollevamento, collocata nella centrale termica, garantisce il funzionamento del sistema. Sono stati posizionati anche i nuovi pozzetti di ispezione ed è stato realizzato un pozzo perdente nella parte di giardino antistante l’edificio. La bocca di lupo che corre attorno al perimetro dell’edificio è stata rinforzata: parte del terreno cedevole verso il giardino è stato rimosso ed è stato creato un piccolo argine rinforzato con blocchi di cemento (Figura 4). A questo argine e contro il muro perimetrale verranno ancorate delle putrelle di acciaio che serviranno come base di appoggio per la struttura del camminamento esterno. In corrispondenza delle finestre del piano interrato, il camminamento sarà realizzato in vetro stratificato antiscivolo, in modo da portare luce anche alle cantine. L’isolamento termico – sia per la parte di attacco a terra che di muro nella bocca di lupo – verrà completato con pannelli di XPS. Per

FIGURA 3. Impianto elettrico www.casaeclima.com    n.79

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WORK IN PROGRESS

illuminare il giardino, sul perimetro sono già state posizionate lampade inserite in elementi prefabbricati e isolati, che non interrompono la continuità dell’isolamento e non creano ponti termici (Figura 5). Anche le prese esterne sono state realizzate attraverso elementi di ancoraggio in plastica che consentono una lavorazione precisa dell’isolamento e garantiscono continuità termica. Per massimizzare lo spazio di manovra delle vetture sarà modificato il disegno della zona di ingresso carrabile; in questo modo, anche il passaggio pedonale sarà allineato all’ingresso dell’abitazione. Tutti gli spazi esterni saranno trattati a verde e carrabile a verde. Il passaggio verso il garage avrà una pavimentazione in piastrelle per esterni, permeabile alla pioggia, mentre i camminamenti lungo il perimetro saranno realizzati in materiale impermeabile antiscivolo (oltre le parti vetrate). La permeabilità delle pavimentazioni è necessaria per soddisfare l’indicatore RIE (riduzione dell’impatto edilizio) che nel Comune di Bolzano serve a controllare la permeabilità media dei suoli urbanizzati e a ridurre il carico di smaltimento idrico nel sistema fognario in occasione di pioggia, neve o forti eventi atmosferici. Questo sistema consente di usare, ad esempio, i tetti verdi, i giardini e le piantumazioni come volano idrico, ovvero elementi in grado di trattenere e rilasciare lentamente i carichi da acqua piovana che potrebbero al contrario mandare in crisi il sistema fognario.

IL PARERE DEL PROGETTISTA

FIGURA 4. Base di appoggio per la struttura del camminamento esterno

FIGURA 5. Elementi prefabbricati e isolati per l’inserimento delle lampade da esterno 54

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Un progetto complicato, con esigenze particolari e tanti temi da affrontare. Il tutto tenendo conto dei diversi e, a volte, conflittuali regolamenti che devono essere soddisfatti (urbanistica, barriere, Casaclima). Un cantiere complicato e una successione lavori diversa dalla consuetudine, dovuta al mix di obiettivi da raggiungere. Un’esperienza faticosa, estenuante, ma anche ricca e gratificante. Per gli studenti della scuola geometri ITCAT Delai di Bolzano (Figura 6) anche un percorso didattico. Ma soprattutto: un risultato che piace al cliente e ai tanti che, passando davanti al cantiere, si sono lasciati sfuggire un commento.

FIGURA 6. Studenti della scuola geometri ITCAT Delai di Bolzano


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MATERIALI SOSTENIBILI

Il plus valore “verde” del legno Il legno sfida i materiali alternativi. Durevolezza, sostenibilità e resistenza al fuoco infatti rendono il più antico dei materiali anche la soluzione migliore per il futuro DOMENICO ADELIZZI

G

razie al suo immediato richiamo alla natura, green è diventato sinonimo di ecologico e sostenibile. Essere green però non è semplice; soprattutto non è una questione di colore, ma di scelte ponderate, di gesti quotidiani e di grandi azioni collettive a tutela dell’ambiente. Appartiene al “verde” anche il concetto di sostenibilità, che riguarda – in modo interconnesso – l’ambito ambientale, economico e sociale. Per vivere in modo più sostenibile, dal punto di vista del costruire, si possono riorganizzare le condizioni di vita prendendo in considerazione diversi settori economici come la permacultura (sistema integrato ed evolutivo di specie vegetali e animali perenne o auto-perpetuante), il green building, l’agricoltura sostenibile o la bioarchitettura. Inoltre, è possibile utilizzare la tecnologia verde, le energie rinnovabili e l’energia da fusione/fissione attraverso un processo sostenibile, oppure la progettazione di sistemi flessibili e reversibili con l’adattamento degli stili di vita individuali

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alla conservazione delle risorse naturali. Alla luce di fenomeni come il degrado ambientale, il cambiamento climatico, il sovraconsumo, l’aumento demografico e la crescita economica illimitata, esiste la concreta possibilità che le società vadano incontro a una catastrofe ecologica. Per evitare tutto ciò è bene utilizzare materiali ecosostenibili come il legno in tutte le sue forme.

CERTIFICATO E SOSTENIBILE Negli ultimi decenni, l’aumento della sensibilità e dell’interesse per i temi concernenti la tutela dell’ambiente e delle sue risorse ha contribuito alla notevole crescita, sia quantitativa sia qualitativa, dei settori che ruotano intorno all’architettura sostenibile. Di conseguenza, è notevolmente aumentata l’attenzione riservata al legno, considerato e riconosciuto come materiale sostenibile per eccel-


lenza. Le caratteristiche che lo contraddistinguono garantiscono numerosi e innegabili vantaggi (Box 1), permettendo più di altri materiali e in maniera naturale la riduzione dell’impatto ambientale e dello spreco di risorse. L’utilizzo sempre più esteso del legno e dei suoi derivati come materia prima per le opere di costruzione viene spesso associato alla diffusione del problema della deforestazione, ma non è così. Il legno destinato a essere impiegato in ambito costruttivo proviene infatti da risorse boschive controllate e gestite in maniera sostenibile, in cui le piante più vecchie vengono espiantate e sostituite da uno o più esemplari più giovani e efficienti dal punto di vista della fotosintesi clorofilliana. Inoltre, a tutela delle risorse boschive mondiali, da alcuni anni sono in attività anche enti internazionali impegnati nella certificazione della gestione sostenibile delle foreste e delle attività legate alla filiera del legno (legno, cellulosa, carta). Tali enti si occupano di verificare, in maniera indipendente, che il legname impiegato sia prodotto nel rispetto di condizioni di sostenibilità (ambientale, sociale ed economica) e che ne sia garantita la tracciabilità per tutto il processo di trasformazione fino al consumatore finale. A livello internazionale ci sono due grandi schemi di certificazione: il Programme for the Endorsement of Forest Certification (PEFC) e il Forest Stewardship Council (FSC), al cui interno opera anche Greenpeace. Il riconoscimento internazionale di tali certificazioni consente di promuovere l’immagine del legno

I VANTAGGI DEL LEGNO

come materia prima rinnovabile e di favorire lo sviluppo di sistemi virtuosi di produzione basati su criteri di gestione responsabile e sostenibile delle risorse boschive mondiali e che prendono nettamente posizione contro le azioni incontrollate di disboscamento, l’uso di prodotti chimici tossici o l’introduzione di organismi e specie dannosi. In definitiva, il legno può essere considerato un materiale “bio” e “tecnologico”, ossia caratterizzato da una matrice di origine biologica che si presta a essere plasmata da interventi di tipo tecnologico, di differente intensità, che consentono di realizzare edifici e strutture anche di notevoli dimensioni.

BOX 1

Il legno è dotato di proprietà fisiche e meccaniche che gli conferiscono estrema versatilità e, nei vari casi, capacità di adeguamento alle diverse esigenze. Leggerezza, resistenza, elasticità e indeformabilità lo rendono in grado di garantire ottime prestazioni anche dal punto di vista delle sollecitazioni sismiche o quando è impiegato in progetti complessi come la realizzazione di grandi strutture di ingegneria. Inoltre, a dispetto di quanto saremmo comunemente portati a pensare, il legno vanta anche un eccellente comportamento al fuoco. Infatti, la sua resistenza e il grado di umidità interna fanno sì che sia un cattivo conduttore di calore e – aspetto fondamentale – dal comportamento prevedibile. Questo non significa che il legno non bruci, ma che i processi di combustione che lo intaccano producono un sottile strato esterno carbonizzato in grado di isolare termicamente la sezione (adeguatamente dimensionata) interna dell’elemento, salvaguardandone le proprietà meccaniche e quindi la capacità di continuare a svolgere il proprio compito senza rischi di cedimenti improvvisi. Ci sono poi gli aspetti legati all’isolamento: il legno per sua natura è un materiale cellulare, poroso e traspirante e quindi ottimo nell’assorbimento del rumore e delle vibrazioni e nel garantire equilibrio termo-igrometrico e isolamento termico degli ambienti. In ultimo, ma non per importanza, troviamo le caratteristiche in merito al risparmio energetico, all’efficienza, alla riduzione dei consumi; in una parola alla sostenibilità.

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MATERIALI SOSTENIBILI COSTRUIRE IN SOSTENIBILITÀ Non va però dimenticato che – qualsiasi sia la costruzione realizzata – è fondamentale che si crei uno stretto collegamento tra gli elementi architettonico-ingegneristici e quelli relativi all’approvvigionamento della materia prima e alla gestione delle foreste. Solo in questo modo il crescente interesse nell’utilizzo del legno per costruzioni di tipo civile potrà tradursi in uno stimolo all’intera filiera foresta-legno-edilizia. Benché il legno manifesti una serie di elementi critici (limitata durabilità, infiammabilità, fragilità), l’attenta scelta della specie, i modi d’impiego e le lavorazioni cui può essere sottoposto consentono di ottenere un materiale per impieghi strutturali – e non solo – con prestazioni del tutto comparabili all’acciaio e superiori a quelle del calcestruzzo armato. Lo testimoniano i grandi edifici

realizzati nei secoli scorsi che ancora oggi manifestano resistenza e funzionalità. Il livello di approfondimento delle conoscenze tecniche sul materiale permette di superare molti degli elementi critici manifestati dal legno.

DURABILITÀ Se è vero che si tratta di un materiale fragile, è possibile progettare opportunamente delle strutture che si rivelino duttili, considerando particolari tipologie di connessioni, come nel caso delle travi di tipo lamellare e le Xlam. La contenuta durabilità può essere superata mediante interventi che prevedono la concezione generale dell’opera, i dettagli costruttivi, la definizione della classe di rischio, la scelta della specie legnosa, la scelta del rivestimento protettivo. Ogni elemento strutturale è esposto costantemente alle

Le qualità ecologiche-sostenibili del “verde” legno Durabilità

Secondo le norme, la durata delle costruzioni di legno è stata fissata a 50 anni. La cura dei particolari nelle fasi di progettazione e di posa incrementa la traspirazione e la protezione dall’umidità, permettendo alla struttura di resistere per altri 50 anni allo stesso livello di sicurezza e stabilità.

Risparmio energetico

L’elevata capacità di accumulo termico rende i componenti opachi molto più efficienti durante i mesi estivi rispetto ad alternative equivalenti dal punto di vista della coibentazione. Inoltre, le strutture portanti di una costruzione di legno possono essere considerate vere e proprie componenti attive del pacchetto isolante, perché assicurano una trasmittanza pari a 0,13 W/mK ed una minimizzazione degli stessi ponti termici.

Comfort e benessere abitativo

La qualità dei materiali utilizzati per la realizzazione delle abitazioni e il corretto studio dei dettagli costruttivi diventano elementi di fondamentale importanza se si considera la quantità di tempo trascorsa negli ambienti chiusi. E’ stato dimostrato che il legno, le fibre di legno o sughero sono confortevoli già a temperatura ambiente, a differenza del cemento o della pietra che lo diventano solo a temperature superficiali superiori.

Ecocompatibilità

Alta protezione termica

Il legno si distingue per le sue caratteristiche di bassa conducibilità termica, elevata inerzia termica e spiccata igroscopicità, che permettono di generare un effetto positivo sulla qualità dell’aria all’interno di un edificio e sul benessere percepito. Questi elementi contribuiscono a diminuire i consumi per il riscaldamento d’inverno e la climatizzazione d’estate grazie anche alla capacità del materiale di assorbire velocemente e cedere lentamente l’umidità. Il legno, inoltre, è un efficientissimo filtro, con una superficie specifica di oltre 1m2 per ogni cm3 di volume, rendendo più salubre l’aria. Ha ottime proprietà di assorbimento acustico derivanti dalla sua natura fibrosa e dall’alto coefficiente di smorzamento del materiale stesso. Nelle moderne strutture in legno la protezione dal rumore si realizza principalmente con una precisa combinazione di strati di materiali termoisolanti che, uniti ad un opportuno disaccoppiamento acustico ed un accurato studio dei dettagli di connessione, consentono di rispettare anche i requisiti acustici più severi. Per le sue proprietà di assorbimento è ideale per la realizzazione di auditorium, sale da concerti, mense, chiese e ambienti a forte aggregazione.

Protezione dal rumore

Sicurezza in caso d’incendio

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In merito alla sostenibilità, non ha rivali: è rinnovabile, riciclabile, richiede un limitato consumo di energia nelle fasi di produzione e posa, non rilascia emissioni, polveri o fibre nocive durante l’impiego e si smaltisce restituendo l’energia accumulata, se è utilizzato in processi di termovalorizzazione. Inoltre, il legno è l’unico materiale che necessita solo di acqua, aria e sole per crescere e ogni m3 di questo materiale impiegato in edilizia è pari a quasi una tonnellata di CO2 stoccata, per tutto il ciclo di vita del manufatto.

Le sue qualità fisico-meccaniche si rivelano molto interessanti anche in caso d’incendio. Pur essendo combustibili, le strutture di legno presentano una buona resistenza al fuoco, con un comportamento prevedibile e sicuro. Le strutture, dimensionate per i carichi di neve e vento, sono già R30 o R60. Il sovradimensionamento delle sezioni, l’uso di ferramenta non esposta e di rivestimenti di legno “di sacrificio” senza aggiunta di prodotti chimici, assicurano una resistenza compresa tra i 30 e i 60 minuti. Il legno, infatti, brucia lentamente perché la carbonizzazione procede dall’esterno verso l’interno della sezione, formando uno strato carbonizzato che protegge la parte centrale, senza immissione nell’aria di fumi tossici. Per questo motivo, la rottura avviene per riduzione della sezione resistente e non per improvviso decadimento delle sue caratteristiche meccaniche.

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condizioni climatiche dell’ambiente in cui si trova e il legno è costruito dalla natura per subire il naturale degrado biologico. Ai fini dello sfruttamento del legno, il degrado biologico deve essere quindi impedito o comunque ritardato almeno per la durata di vita richiesta al prodotto in questione. A ogni elemento costruttivo corrisponde quindi una richiesta di durabilità, cioè una durata di vita dettata dalle aspettative del committente e dell’utilizzatore della costruzione. La durabilità del legno può essere “progettata”, intendendo con questo termine l’adozione di una serie di misure che riducono le azioni che accentuano la degradazione del materiale o ne aumentano la resistenza alla degradazione stessa. L’aumento della resistenza alla degradazione si può concretizzare con l’impiego di specie legnose a elevata durabilità (larice, per esempio) e al ricorso di trattamenti impregnanti, la cui efficacia è però solo

temporanea. Si tratta perciò di misure che in ogni caso si devono integrare con quelle volte a ridurre le azioni che accentuano la degradazione del materiale.

RESISTENZA AL FUOCO Anche la resistenza al fuoco può essere oggetto di progettazione: l’opportuno dimensionamento degli elementi strutturali permette di aumentare il tempo necessario prima che l’elemento arrivi alla condizione di collasso. Allo stesso modo, nelle facciate rivestite di legno in edifici multipiano, la velocità di propagazione del fuoco dai piani inferiori a quelli superiori può essere limitata con appositi elementi marcapiano che interrompono la continuità delle fiamme. La regolarità strutturale dei fabbricati è uno dei requisiti fondamentali per l’impiego del legno anche in edifici multipiano

Le qualità ecologiche-sostenibili del “verde” legno Sicurezza e semplicità d’impiego

Ergonomia, qualità, precisione, tempi di posa ridotti e lavorazione a secco: queste sono le caratteristiche salienti che rendono il legno un materiale apprezzato quando si pianifica un intervento. Inoltre, la semplicità di lavorazione e prefabbricazione offre accurate tolleranze nelle giunzioni e maggiore sicurezza per gli operatori in cantiere. La duttilità del legno favorisce la libertà progettuale e offre molteplici configurazioni creative nelle forme e finiture, un’elevata compatibilità con gli altri materiali costruttivi ed una facilità di manutenzione e realizzazione di estensioni di edifici esistenti.

Statica e protezione sismica

Il legno ha ritrovato la sua funzione di materiale strutturale grazie alle recenti normative nazionali ed europee, in materia di calcolo strutturale e antisismico. La stabilità dimensionale è dovuta a tre aspetti fondamentali: la leggerezza, l’alta duttilità dei giunti e la capacità dissipativa. Questi tipi di costruzioni sono caratterizzati da un ottimo rapporto tra resistenza e peso proprio in quanto, essendo dotate di una massa inferiore rispetto alle loro equivalenti in muratura, subiscono meno gli effetti di un sisma. Inoltre, le parti di legno vengono collegate tramite connettori deformabili che, adeguatamente dimensionati, permettono alle strutture di raggiungere un comportamento duttile, ideale per resistere all’azione sismica.

Sicurezza

Il legno è sostenibile perché contrariamente a quanto avviene per l’edilizia tradizionale, il mercato degli edifici realizzati con la struttura di legno nello scorso anno non ha avuto particolari segni di cedimento, ma si può considerare stabile rispetto al 2012. Un dato positivo che arriva da FederlegnoArredo e che fa ben sperare per il settore principe nell’universo della bioedilizia. Il settore delle realizzazioni di legno interessa una fascia medio-alta della committenza privata e offre una tipologia di edilizia di alta gamma, rispettosa dei requisiti tecnico–normativi presenti nella legislazione nazionale.

Rinnovabile

Se il taglio è gestito in maniera adeguata, gli alberi tagliati saranno automaticamente sostituiti anche senza intervento di piantumazione da parte dell’uomo. Un prelievo compatibile con la capacità di autorigenerazione del bosco permette sia di mantenere in vita il bosco sia di ottenere legname in quantità.

Sostenibile

Un albero, quando si decompone o brucia, libera nell’atmosfera la stessa quantità di anidride carbonica (CO2) che, crescendo, ha sottratto all’atmosfera. In altre parole il ciclo di un albero è a emissione zero di CO2. I boschi in crescita svolgono quindi un’azione di riduzione dell’anidride carbonica in atmosfera e contribuiscono conseguentemente al contenimento dell’effetto serra.

Duttile

Ecologico

Il legno è il materiale che si contraddistingue per la sua alta duttilità d’impiego sia nell’arredamento interno che nelle costruzioni. Radicato nella cultura degli uomini e nelle loro tradizioni, oggi è punto di partenza per nuove idee nel campo della ricerca, dello sviluppo e delle realizzazioni artigianali e industriali, grazie alla sua capacità, spesso dimenticata, di riprodursi naturalmente. È ecologico nel senso più profondo del termine in quanto all’albero sono legate molte relazioni fra esseri viventi. Utilizzare legno vuol dire evitare il ricorso ad altri materiali il cui impatto ambientale è maggiore. Se è vero che il taglio di un albero crea nell’immediato una frattura locale nel ciclo della vita all’interno del bosco, è altrettanto vero che una gestione responsabile delle foreste può contribuire a mantenerlo in vita. Quindi, un bosco o una foresta, gestita secondo i principi della selvicoltura naturalistica, sarà costituita da piante ad alto fusto, ricco in quantità e varietà di specie animali e vegetali.

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MATERIALI SOSTENIBILI

di notevole altezza. È perciò necessario ottimizzare la forma, favorendo strutture a sezione regolare o crescente dai piani superiori a quelli inferiori. Nell’impiego del legno come materiale strutturale è indispensabile ottimizzare la forma delle costruzioni in rapporto alle sue caratteristiche meccaniche, in particolare alla resistenza a compressione e a trazione parallelamente alle fibre. In generale, nella realizzazione delle strutture di legno, l’installazione può essere semplificata poiché è possibile montare a terra elementi anche complessi e poi comporli in quota con un intervento limitato di manodopera. Lo stesso concetto si applica per i moduli prefabbricati di edifici multipiano che possono essere costruiti in stabilimento e poi installati in cantiere. Infine, l’impiego del legno non deve escludere il ricorso ad altri materiali, quali l’acciaio e il calcestruzzo armato: l’ottimizzazione dell’impiego dei diversi materiali riguardo a una coerenza progettuale può garantire ottimi risultati dal punto di vista tecnico ed economico.

MINOR COSTO ENERGETICO E IMPATTO AMBIENTALE Anche sotto l’aspetto del costo energetico del materiale e dell’impatto ambientale dei processi di produzione e smaltimento/riciclaggio, il legno offre considerevoli vantaggi rispetto ad altre materie prime, essendo un materiale abbondante (in Italia un miliardo di

metri cubi con una crescita media annua pari a 30 milioni di metri cubi) e interamente rinnovabile. A tal proposito, un’oculata programmazione di taglio e piantumazione non solo non arreca danni ambientali, ma contribuisce al continuo rinnovamento del parco boschivo esistente. La filiera produttiva del legno è meno energivora rispetto a quella di altri materiali potenzialmente concorrenti come l’acciaio e l’alluminio. Il processo di trasformazione del legno richiede una quantità di energia primaria inferiore rispetto ai tradizionali materiali edili e, in più, gli scarti della sua lavorazione possono essere recuperati e riutilizzati per la produzione di altri tipi di manufatti o per produrre energia termica. Considerando anche la possibilità di riciclo e riuso del materiale stesso alla fine del suo ciclo di vita, il legno può essere considerato carbon neutral. L’ottimo rapporto peso/prestazioni, la permeabilità e l’inerzia termica fanno sì che il legno sia impiegato come materia prima per la realizzazione di molteplici sistemi costruttivi classificabili in due macro categorie: sistemi a telaio e sistemi a pannelli. Per il risparmio delle costruzioni di legno, la fase progettuale diventa la protagonista ed è strettamente connessa a quella della produzione. Questo è dovuto all’alto grado

DILIGENZA, TRASPARENZA E LEGALITÀ

BOX 2

Ogni singola azienda della filiera foresta-bosco-legno-semilavoratimanufatti che importa materiale-manufatti a base di legno realizzati al di fuori dei Paesi della Comunità Europea deve implementare e mettere in atto un sistema di “Dovuta Diligenza” stabilito dal Regolamento Europeo n°995:2010 e monitorato da un Organismo di monitoraggio riconosciuto dall’Unione Europea. La “Dovuta Diligenza” si basa sul fatto che gli operatori e i commercianti devono applicare procedure di gestione del rischio per ridurre al minimo la possibilità di immettere sul mercato dell’Unione Europea legname tagliato abusivamente, oppure prodotti derivati e contenenti legno di origine illegale. Gli elementi chiave messi atto per la dovuta diligenza e per contrastare l’illegalità sono: ■■ le informazioni relative al legname e ai prodotti del legno, come ad esempio: il Paese di origine del materiale, la quantità, i dati del fornitore, nonché informazioni relative all’osservanza della legislazione nazionale; ■■ la Valutazione dei rischi: l’operatore deve valutare il rischio di legname illegale presente nella sua catena di approvvigionamento sulla base delle informazioni di cui sopra e applicare i criteri stabiliti nel regolamento europeo per l’attenuazione dei rischi. Qualora la valutazione indichi il rischio di legname illegale nella catena di approvvigionamento, tale rischio può essere attenuato richiedendo informazioni e controlli supplementari da parte del fornitore. La due diligence aiuta ad aumentare la sostenibilità, se non altro perché non si riduce il patrimonio boschivo e forestale mondiale ma si taglia ciò che è bene e giusto tagliare nel rispetto dell’ambiente, degli animali e delle persone che vivono in quei luoghi.

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BOX 3

SFIDA VINCENTE TRA POESIA E REALTÀ

Di tutti i materiali esistenti in natura, il legno è quello più vicino all’uomo

Frank Lloyd Wright

Ci sono materiali che ti tolgono energia. Il legno non ha bisogno dell’energia della tua pelle. Non importa se fa caldo o freddo: in un edificio di legno, la temperatura che avverti è sempre vicina a quella che vorresti. Se fa molto caldo, è sempre inferiore di due o tre gradi, e viceversa. Il legno non ha bisogno di te: sta lì e basta

Peter Zumthor

Sotto qualsiasi forma, il legno elimina il taglio degli angoli troppo vivi, il freddo chimico del metallo; quando lo si maneggia e batte, il legno non vibra né stride, ha un suono sordo e netto insieme; è una sostanza familiare e poetica, che lascia in una continuità di contatto con l’albero, il tavolo, l’impiantito

Sono molte le frasi che, insieme a tante altre scritte da famosi architetti, ingegneri, progettisti e poeti, fanno ben percepire il rapporto positivo “legno-verde”. Siamo consapevoli delle necessità ambientali del pianeta e sappiamo cosa fare per uno sviluppo che soddisfi i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere quelle future. È fondamentale per l’uomo utilizzare risorse rinnovabili come il legno proveniente da foreste certificate, perché il rimboschimento sostenibile aiuta le foreste a crescere e a filtrare l’aria del pianeta. Oggi si è in grado di seguire corrette politiche ambientali e, in architettura, assume sempre più importanza l’eco-compatibilità che si integra nell’ecosistema in modo naturale. Anche qui il legno è la scelta vincente perché, oltre a sostenere le foreste, non richiede grandi quantità di energia di lavorazione, non produce rifiuti nocivi, è riciclabile, limita i consumi energetici ed è sano per l’uomo. Ecco perché il più antico dei materiali è anche quello del futuro. Il legno sfida i materiali alternativi – che sono sempre di più – ma la durevolezza, la sostenibilità, l’essere il materiale “verde” per natura, insieme all’unicità rappresentata da ogni pezzo di legno, fa sì che in questa sfida sia spesso vincente.

Roland Barthes

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MATERIALI SOSTENIBILI

di prefabbricazione degli elementi prodotti in stabilimento, “tagliati su misura” per ciascun progetto e pronti, in uscita dal sito di produzione, alla diretta installazione in opera, abbattendo in questo modo gli oneri di costo e tempo legati all’imprevisto di cantiere. Per assicurare una corretta impostazione del progetto, occorre pertanto un reciproco scambio d’informazioni tra tutte le figure coinvolte: il progettista architettonico, il tecnologo edile, lo strutturista, l’impiantista, il coordinatore della sicurezza e, non ultima, l’impresa produttrice. È di cruciale importanza definire tutti gli aspetti della realizzazione, compresi i modi di trasporto e montaggio in opera. Solo uno studio completo ed esaustivo in fase di progetto permette di evitare l’adozione in cantiere di soluzioni improvvisate, difficilmente sostenibili e spesso destinate ad essere oggetto di onerosi interventi di modifica o manutenzione straordinaria.

1

Le relazioni logiche del rapporto “legno-verde”

DESIGN

Dipendenza da importazione materie prime legnose. Legalità importazioni. Efficienza nell’uso delle risorse

APPROVVIGIONAMENTO MATERIE PRIME

Ampio utilizzo degli standard di durabilità dei prodotti

Pioppicoltura e sviluppo filiere forestali corte

RICICLAGGIO

5

PRODUZIONE

RIFABBRICAZIONE Riparazione pallet per il riutilizzo e la realizzazione di mobili/arredi

2,6 ml di tonnellate di immesso al consumo per imballaggi in legno

CONSUMO, USO, RIUTILIZZO, RIPARAZIONE

RACCOLTA

4

Valutazione dell’impatto dell’estensione degli schemi di responsabilità dei produttori

6

Ricerca e innovazione

L’ECONOMIA CIRCOLARE DEL LEGNO ARREDO. Le sei leve per accelerare la transizione 62

Valorizzazione energetica degli scarti di produzione (es. polverino di legno)

USO A CASCATA DEL LEGNO 60% riciclo imballaggi legno su immesso al consumo. Produzione pannelli per mobili ed edilizia

Valutazione impatto degli incentivi per uso energetico biomasse legnose sull’uso a cascata del legno

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2

Gestione e valorizzazione degli scarti di produzione

DISTRIBUZIONE

3

Orientamento delle scelte dei consumatori


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CASE HISTORY

FIGURA 1 . Edificio ultimato. Prospetto sud-est

Ristrutturazione senza cappotto Com’è possibile trasformare un involucro edilizio caratterizzato da performance mediocri in un manufatto ad alta efficienza energetica? Il caso di una porzione di villa bifamiliare, certificata dal Passivhaus Institut come edificio di nuova costruzione ROBERTO VIAZZO*

*RV Consulting+Design

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vendo raggiunto un livello di fabbisogno termico per riscaldamento inferiore a 15 Kwh/mqa e un valore di test a tenuta all’aria inferiore a 0.6, un vecchio edificio situato a Palestro (PV) – ristrutturato con lo Standard Passivhaus – è stato n.79   www.casaeclima.com

certificato dal Passivhaus Institut come edificio in nuova costruzione e non come EnerPHit. Questo è stato possibile non solo grazie a un’attenta progettazione, ma anche per una consapevole verifica della tenuta all’aria.


STATO DI FATTO L’edificio è una classica costruzione di inizio anni ’70, costituita da una struttura a travi e pilastri in cemento armato e murature con doppia parete in laterizio forato da 8 cm con all’interno una camera d’aria da circa 30 cm. Di particolare rilevanza architettonica sono le pareti rivestite in mattone a vista a giunti sfalsati e profilo rettilineo e curvo. La tipologia abitativa è quella di un edificio bifamiliare; nello specifico, oggetto di riqualificazione è stata l’unità con esposizione a sud che, proprio grazie a questa caratteristica, è potuta rientrare nello standard richiesto. L’immobile si sviluppa su due piani fuori terra: al piano terra sono presenti locali accessori, mentre al piano primo si trova la parte abitativa con un sottotetto non abitabile.

FIGURA 2. Prospetto sud

IL PROGETTO Al piano terra la zona maggiormente interessata dall’intervento è stata l’area del vano scala, in quanto parte dell’involucro caldo. Per creare un’entrata secondaria più ampia e far spazio alla zona destinata agli impianti, è stato realizzato un disimpegno di maggiori dimensioni. Il piano primo è stato completamente rivisto a livello distributivo e organizzativo. A sud è stata creata un’ampia zona giorno (cucina-pranzo e soggiorno). Completano l’abitazione l’ingresso principale, un ampio disimpegno centrale, tre camere (la principale dotata di cabina armadio) e due bagni. La zona abitativa è stata ampliata inglobando i due balconi esterni. Questo ha portato la superficie utile totale a 137 mq. Al fine di garantire all’interno dell’edificio il massimo apporto di luce solare, sul lato sud sono state previste due ampie vetrate, veri e propri termosifoni di casa (Figura 6). A est sono state ridisegnate le aperture e l’ingresso principale, mentre il prospetto ovest è stato semplicemente variato, riconsiderando la distribuzione delle superfici vetrate. Asse di simmetria virtuale è l’ampio serramento centrale, punto di accesso dal pianerottolo verso il cortile interno. Modificata anche la scala con la formazione di una nuova rampa a destra e una centrale di accesso.

LE DEMOLIZIONI Come di regola nelle ristrutturazioni, le prime operazioni hanno riguardato le demolizioni. Le murature esterne dell’edificio sono state completamente abbat-

FIGURA 3. Pianta piano primo: stato di progetto

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CASE HISTORY

“Nonostante sia avvenuta una ristrutturazione, l’edificio è stato certificato dal Passivhaus Institut come edificio di nuova costruzione. Questo è stato possibile sia grazie a un’attenta progettazione, che a una consapevole verifica della tenuta all’aria” FIGURA 4. Prospetto sud

e progettato. Una volta inseriti, tutti gli elementi sono stati saldati gli uni agli altri per crearne uno solo, a sua volta ancorato ai pilastri laterali. Eseguita la lavorazione di rinforzo è stata completamente demolita la partizione di muro.

LE MURATURE ESTERNE

FIGURA 5. “Scatola coibentata” nell’involucro, definita dalle nuove murature e dagli isolanti sui piani orizzontali

tute per far spazio alla nuova soluzione adottata. L’edificio è stato portato alla situazione originaria della struttura portante. Sono state oggetto di completo smantellamento anche tutte le partizione interne. Le uniche strutture preservate sono state le due murature in mattone faccia a vista. Anche al piano terra – per andare a ridisegnare il nuovo disimpegno – sono state eseguite le demolizioni di alcune tramezzature interne. Un dettaglio strutturale importante è stato sicuramente la valutazione statica delle murature a vista. Mentre sul lato est la muratura era legata e compressa tra i due solai, sul lato sud è stata oggetto di una lavorazione particolare. L’elemento murario non era legato, continuava in maniera diretta oltre il tetto e – a seguito della demolizione del contromuro che agiva da supporto – avrebbe potuto perdere di staticità. Da non dimenticare, inoltre, che la grande apertura in progetto avrebbe potuto creare un collasso improvviso della struttura o un cedimento, compromettendone l’aspetto estetico originario. La soluzione adottata è stata quella di agire con piccoli interventi, tagliando ogni e per 50 cm, in prossimità del giunto, la muratura e inserendo man mano un profilo metallico opportunamente studiato 66

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La scelta di intervenire sulle murature esterne è stata oggetto di maggior attenzione. Anche in questo caso si sono fatte più ipotesi e valutazioni. La posa di un cappotto esterno sarebbe stata sicuramente la soluzione più immediata, ma impensabile per questo tipo di edificio: posare un isolante di almeno 20 cm su un paramento forato da 8 cm sarebbe stato quasi impossibile. Un’altra possibilità – forse la più facile e meno dispendiosa – poteva essere l’insufflaggio della cavità d’aria tra le due murature con materiale idoneo. La soluzione è stata però scartata per due motivi: non si sarebbe riuscito a dare continuità alla linea di isolazione con le partizioni orizzontali; in secondo luogo, tale soluzione non avrebbe garantito il riempimento totale delle cavità interne. Garanzia imprescindibile per edifici in cui ogni minima cosa dev’essere verificata e analizzata. Viste le nuove aperture da realizzare, la soluzione adottata è stata quindi la formazione di una muratura monolitica rettificata e leggera per non appesantire la struttura portante esistente. La scelta è ricaduta su un blocco da 48 cm in cemento cellulare autoclavato Ytong ClimaGold. I nuovi blocchi sono stati posati tra i pilastri e in aderenza delle murature in mattone a vista esistenti, a formare una linea perimetrale continua (Figura 6). Tutti i rivestimenti sui pilastri, sia sul lato interno che esterno, nonché gli attacchi e le coperture in mazzetta esterna dei serramenti, sono stati eseguiti con un elemento in silicato di calcio: un pannello Multipor Ytong di spessore variabile da 10 a


14 cm. La parte muraria visibile in Ytong è stata successivamente completata con la posa di un cappotto di silicato di calcio a ricoprire interamente le parti in cemento armato a vista, sia al di sotto che al di sopra. Sul solaio è stato infine posato un blocco perimetrale, sempre in Ytong ClimaGold, a formare una vasca all’interno della quale è stato posato il doppio pannello in poliuretano. Per garantire il corretto isolamento, la muratura esistente sotto il balcone è stata demolita ed è stato introdotto un blocco Ytong ClimaGold da 48 cm che – per comodità – è stato anche inserito all’interno sul lato destro. A chiusura, per elimi-

nare il ponte termico delle strutture portanti a vista, è stato posato un ulteriore cappotto esterno in silicato di calcio. L’edificio, essendo di tipo bifamiliare, presentava un’ulteriore problema: come trattare la muratura di confine tra le due unità abitative? Partendo dal presupposto che anche la restante parte è abitata – quindi la muratura non è da considerarsi disperdente – si è comunque voluto trattare il setto murario con un’opportuna coibentazione. A livello puramente simulativo, si è presupposto che in futuro l’unità di confine non venga più abitata e, di conseguenza, l’ambiente potrebbe diventare non riscaldato e dispersivo. Previa demolizione della muratura esistente, il muro è stato coibentato con un pannello in lana di roccia da 6 cm con contromuro in Ytong ClimaGold da 24 cm (taglio a metà del blocco da 48 cm). Questo anche per renderlo più performante a livello acustico attraverso la regola “massa-molla-massa”. Inoltre, un breve tratto è stato isolato con 16 cm di lana di roccia con blocco Ytong Thermo da 10.

SERRAMENTI E CASSONETTI ESTERNI

FIGURA 6. Dettagli di posa Blocco ClimaGold 48 cm a contatto su parete in mattoni a vista

Il progetto del vano serramento è sempre un capitolo a parte all’interno della costruzione generale. Come da consuetudine, al fine di facilitare la posa in opera per le maestranze, l’attenzione ai dettagli resta sempre l’obiettivo primario. Il solaio esistente è stato il punto fisso da cui partire e creare il sistema. A seconda dello spessore delle diverse murature presenti, i cassonetti sono stati progettati con profondità diverse. Eseguita la posa dei cassonetti, senza l’utilizzo del falso telaio, sono stati posati i serramenti. La regola impone che il serramento è più efficiente se all’esterno si vede solo il vetro. Nel rispetto di tale regola, il profilo laterale è stato quasi interamente ricoperto di elementi in silicato di calcio, come pure il davanzale prima della posa del bancale metallico di chiusura. Per ottimizzare i costi dei serramenti, in funzione del budget previsto, gli elementi più importanti sono stati fatti fissi, come il grande serramento nella zona giorno. Non è un obbligo tenere chiuse le aperture verso l’esterno, ma diventa una consuetudine e una regola per chi inizia a utilizzare un involucro di tipo passivo.

PAVIMENTAZIONI FIGURA 7. Particolare di attacco Muratura-Pilastro

Il vero problema di questo intervento sono state le altezze interne al piano primo. Isolare tutto o parte del solaio all’intradosso è stata una soluzione presa www.casaeclima.com    n.79

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CASE HISTORY

in considerazione, ma poi subito scartata in quanto si andava a ridurre troppo l’altezza interna al piano terra. Altro problema è stato la definizione dello strato in cui fare passare le tubazioni impiantistiche, soprattutto quelle della Ventilazione Meccanica che necessitano di essere posizionate nella zona calda. La soluzione alla fine adottata è stata quella di isolare completamente la struttura all’estradosso, utilizzando lo spazio a disposizione. Visti gli spazi ridotti, si è cercato un isolante con il migliore lambda possibile: la scelta è ricaduta sul poliuretano. Prima di eseguire la posa del pacchetto isolante, attraverso tagli sul pavimento esistente, sono state posate tutte le canalizzazione elettriche e idrauliche – con gli opportuni scarichi – che non necessitavano di una protezione per eventuali perdite di carico. Al di sopra sono stati posati due strati di isolante incrociati da 10 cm, per uno spessore totale di 20 cm. Nel secondo strato è stata canalizzata l’interna tubazione della VMC, con i tubi di distribuzione di diametro 9 cm, attraverso tagli precisi e definiti. A chiusura, prima del pavimento è stato posato un massetto in cemento con rete.

FIGURA 8. Dettaglio sistema serramento-cassonetti

IL SOLAIO VERSO IL SOTTOTETTO E L’ESTERNO Il solaio verso il sottotetto è stato sicuramente l’elemento più difficile da trattare a livello di ponte termico. Nella fattispecie, eseguendo varie simulazioni, è stato praticamente impossibile risolverlo. Mentre per le altre partizioni, grazie alla continuità della linea di isolazione, si sono garantiti valori inferiori a 0.01 W/ mk, in questo caso si è riusciti soltanto a minimizzare il più possibile la conducibilità termica. Il valore maggiormente valutato è stato quello della temperatura interna nel punto di contatto tra la muratura e il solaio. Anche se non particolarmente positiva, di circa 18 °C già a 3 cm, a partire dal nodo migliorava nettamente. Nelle ristrutturazioni, soprattutto in questo caso dove lo scheletro è stato mantenuto, diventa difficilissimo risolvere completamente i ponti termici presenti. Con la stessa tipologia di intervento si è coibentato il piccolo solaio verso l’esterno visibile nel prospetto est. A livello di trasmittanza, la posa del doppio strato di PUR da solo avrebbe già garantito un’ottima soluzione. L’aggiunta del silicato di calcio è stata resa necessaria per garantire temperature maggiori sul lato caldo, per eliminare i ponti termici delle tramezze presenti nel solaio sottotetto e, in ultimo, a chiusura della “scatola interna” per agire come barriera/freno al vapore. 68

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FIGURA 9. Dettaglio sistema serramento (lato interno)

FIGURA 10. Posa secondo corso di isolante in PUR con inserimento tubazioni VMC


CAPPOTTI INTERNI, PARTIZIONI INTERNE E FINITURE Il solaio verso il sottotetto è stato rivestito all’interno con un cappotto in silicato di calcio da 5 cm. Con lo stesso materiale e sistema sono stati rivestiti interamente i pilastri interni. Il passaggio diretto di tali elementi tra l’involucro freddo e

caldo non garantiva temperature di comfort ottimali, così si è reso necessario un intervento a garanzia del comfort interno. Le murature esterne sono state rivestite e protette con un intonaco termico di 2.5 cm, mentre all’interno è stato utilizzato un intonaco naturale base calce da 1.5 cm. Le partizioni interne sono state realizzate con blocchi leggeri Ytong dello spessore di 8 cm. Anche in questo caso è stato scelto un prodotto con lambda opportuno, in quanto in attacco diretto alla struttura al grezzo del piano terra e piano primo.

GLI IMPIANTI Sono stati progettati e installati gli impianti necessari per una PassivHaus. Come da consuetudine, è presente una pompa di calore che contribuisce sia ad apportare i carichi necessari con batteria di post riscaldamento, raffrescamento e deumidificazione, sia a garantire l’acqua calda sanitaria attraverso l’accumulo inerziale. L’impianto generale, vista la sua semplicità, è stato posizionato nel sottoscala al piano terra, all’interno dell’involucro caldo. Le attenzioni maggiori sono state rivolte alla corretta posa delle canalizzazioni e di tutti gli elementi necessari per la tenuta all’aria. L’impianto di ventilazione meccanica è stato, come da protocollo, bilanciato. La tecnica del bilanciamento si rende necessaria per riuscire a portare, in base ai volumi di ogni singola stanza, le giuste richieste di fabbisogno, evitando zone di comfort disomogenee.

FIGURA 11. Pavimento piano primo verso ambiente non riscaldato

FIGURA 12. Calcolo ponte termico attacco muratura-solaio

FIGURA 13. Impianto VMC con batteria di post, PDC e accumulo ACS

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CASE HISTORY BLOWER DOOR TEST L’ultimo passaggio per poter certificare l’edificio è il blower door test. Per rientrare in tale certificazione come nuovo edificio, il test di tenuta all’aria deve registrare un valore uguale o inferiore a 0.6. I calcoli eseguiti durante la progettazione hanno dato ottimi risultati e il fabbisogno termico per riscaldamento è stato di 11 KWh/mqa (ultime verifiche per conferma – fase di certificazione), addirittura al di sotto del limite minimo richiesto per le nuove costruzioni di 15 KWh/mqa. Il test di tenuta all’aria ha dato come risultato 0.8, già ottimo trattandosi appunto di una ristrutturazione. Il cliente, non ancora soddisfatto, ha voluto eseguire una prova fumo per valutare le piccole perdite riscontrate (se così si possono definire). Visto l’ottimo valore di efficienza, il suo “sfizio” era quello di rientrare nel valore 0.6, come se fosse una nuova costruzione. La prova fumo ha permesso di individuare subito le perdite, localizzate al piano terra nel vano tecnico sotto la scala attraverso un piccolo difetto sull’intonaco. Dopodiché è stato eseguito un nuovo test a tenuta, che ha riscontrato un valore di 0.53. La casa, visti i risultati complessivi, è stata quindi certificata come nuova costruzione.

FIGURA 14. Blower door test

PERFORMANCE DELL’INVOLUCRO PASSIVO Anche se il cliente desidera una temperatura di 22 °C, l’impianto di riscaldamento è spento. La stazione di monitoraggio è stata posizionata nel corridoio centrale, nel luogo più “critico” della casa, dove non subisce l’influenza del sole. Per valutare come l’edificio si sarebbe comportato dopo il tramonto, il monitoraggio è stato eseguito nelle giornate del 15 e 16 novembre 2017, a partire dalle 18:13 fino alle 8:30 della mattina successiva. Nell’arco di tempo monitorato le temperature hanno oscillato tra i 23.6 °C e i 22.7 °C, una differenza di 0.9 °C, senza essere influenzate dalle condizioni del giorno e della notte. Oltre all’ottima performance risultante, si evince che i calcoli del Passive House Planning Package (PHPP) sono veramente un elemento di estrema affidabilità progettuale. Avevano infatti decretato che durante le giornate di sole e fredde i due serramenti a sud avrebbero garantito da soli circa il 33% (Ps=715W) del fabbisogno termico totale per riscaldamento. Unico difetto: l’umidità interna un po’ bassa, ma non fastidiosa. Basterebbe rendere più green la casa con una pianta tipo “ficus” per riportare i valori al punto giusto. I monitoraggi continui evidenziano che, anche in giornate fredde, il sole garantisce un innalzamento della temperatura interna di più di un grado, attestandosi a circa 23.5 °C (monitoraggio 15/11/2017 Tmin est. 3.3 °C Tmax est 12.7°C), con una temperatura impostata minima interna di 22 °C, sotto la quale partirebbe l’apporto meccanico di integrazione dato dalla batteria di post della VMC.

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FIGURA 15. Report stazione meteo


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U

n listone prefinito di grandi dimensioni a tre strati per pavimenti, controsoffitti e rivestimenti, lavorato in maniera artigianale e trattato con vernici e colle ecologiche all’acqua. Stiamo parlando di Assi del Cansiglio di Itlas che quest’anno festeggia dieci anni di design, stile e non solo. Il progetto, infatti, contribuisce alla rinascita della foresta veneta. Lo strato a vista è in legno nobile di faggio italiano proveninete della Foresta del Cansiglio, certificata PEFC. Si tratta di un progetto totalmente italiano, dalla materia prima alla produzione. Un prodotto a chilometro zero, in quanto la Foresta del Cansiglio è situata a soli venticinque chilometri dalla sede produttiva dell’azienda. Non solo: stiamo parlando anche di un progetto che si inserisce nell’ot-

tica dell’economia circolare; lo scarto di produzione – ovvero la segatura – viene infatti recuperato e bruciato nella centrale termica aziendale per creare energia termica.

Assi del Cansiglio è un listone prefinito di grandi dimensioni a tre strati, per pavimenti, controsoffitti e rivestimenti, lavorato in maniera artigianale e trattato con vernici e colle ecologiche all’acqua

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DESIGN

FINITURE PER OGNI AMBIENTE Caratterizzato da grande artigianalità, Assi del Cansiglio presenta diverse finiture di pregio. Tra queste troviamo: Piallato campiello H69, Piallato rialto H68, Materia A21, La Serenissima R88, Faggio La Fenice H88, Arsenale H85, La Baita H87 e Antico R89. Novità del 2019, la finitura Rinascimento che conferisce alle pavimentazioni un’eleganza senza tempo.

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IL PARERE DI FINCO

Finco incontra Davide Crippa, Sottosegretario del MiSE Al centro del confronto le carenze normative che riguardano la geotermia a bassa entalpia

S

i è svolto mercoledì 10 aprile 2019 l’incontro tra Finco e il Sottosegretario di Stato del Ministero dello Sviluppo Economico, On. Davide Crippa, accompagnato dal Dr. Emanuele Piccinno, Capo della Segreteria. Tra gli argomenti trattati, particolare attenzione è stata posta al tema dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, soprattutto in riferimento alle carenze normative tuttora presenti per quanto riguarda la geotermia a bassa entalpia – peraltro non adeguatamente differenziata da quella ad alta entalpia – e la situazione di profonda crisi nel settore idroelettrico dovuta al grave periodo di siccità che ha colpito il nostro Paese.

FOCUS SUL SETTORE DELLE POMPE DI CALORE GEOTERMICHE 1. Pompe di calore geotermiche: l’Associazione Nazionale Impianti Geotermia Heat Pump (ANIGHP) non si riferisce alla geotermia classica (alta entalpia, produzione geotermoelettrica); si occupa solo di bassa entalpia, di geoscambio, di pompe di calore geotermiche: il sistema di climatizzazione più efficiente e sostenibile. Lo dice EPA (Ente Protezione Ambiente US). Contributo fondamentale per evitare le emissioni di CO2, tutelare la qualità dell’aria e aumentare le fonti energetiche rinnovabili. 2. Emergenza smog: il PoliMi ricorda che il contributo più rilevante in termini di CO2 è dato dalle combustioni per riscaldamento (64%, fino al 30% del particolato), solo il 10% è causato dal traffico. Non promuovere sistemi GSHP o di geoscambio significa permettere

LA DELEGAZIONE FINCO ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■ ■■

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Dr. Angelo Artale – Direttore Generale Finco Dr. Sandro Bani – Direttore Scuola Anfus Dr. Gabriele Cesari – Presidente AnigHP Dr.ssa Anna Danzi – Vice Direttore Finco Dr. Loris Di Francesco – Vice Presidente Assites Dr. Dario Di Santo – Direttore Fire Barbara Franci – Assoidroelettrica Dr. Paolo Taglioli – Direttore Generale Assoidroelettrica Dr. Rimsky Valvassori – Consigliere AnigHP

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DAVIDE CRIPPA, Sottosegretario del MiSE

che si continui a peggiorare la qualità dell’aria delle nostre città. Inconcepibile il ritardo di istituzioni e politica su questo tema. 3. Inspiegabile l’assenza del DM posa sonde che, ai sensi dell’art. 4 comma 11 del D.Lgs. 28/2011, doveva essere emanato entro giugno 2011. L’assenza di questo strumento di semplificazione ha fatto quasi morire un segmento di mercato che in altri paesi europei è ben sviluppato, con numeri rilevanti. Solo la tenacia degli operatori (professionisti e aziende) ha permesso di “resistere” e di realizzare comunque impianti importanti, come, ad esempio, le nuove sedi di Regione Lombardia e Piemonte, il grattacielo Intesa San Paolo (Torino), i centri commerciali IKEA a Milano, Parma e Rimini, innumerevoli palazzi nuovi e riqualificati (Milano in primis). Anche gli Enti Locali, tranne qualche eccezione, non hanno favorito – a volte addirittura disincentivato – gli iter di realizzazione degli impianti nel loro percorso progettuale-autorizzativo.

COSA CHIEDE L’ASSOCIAZIONE (IN ORDINE DI PRIORITÀ) a. Decreto posa sonde: serve al mercato come riconoscimento del sistema, per semplificare gli aspetti autorizzativi nei casi delle Regioni che non hanno ancora un iter ad hoc. Nel 2014 la piattaforma geotermica italiana formata dai rappresentanti di aziende e professionisti che operano nel settore, dopo un lungo lavoro che ha incluso anche il confronto con il MiSE (Direzione Generale Sicurezza, nella persona del funzionario Saralli), ha trasmesso una prima proposta di testo del DM, successivamente rivista e ritrasmessa nel 2017. A inizio 2018 c’è stata un’interrogazione parlamentare da cui è emerso che il DM sarebbe stato emanato in breve tempo. Su questo tema, rinnovando la piena disponibilità


a un ulteriore confronto, chiediamo risposte concrete per sapere entro quanto tempo sarà emanato il DM. b. Sistemi a circuito aperto: ANIGHP chiede un percorso normativo che consenta quantomeno di unificare gli iter autorizzativi di prelievo e scarico in falda (che hanno norme di riferimento differenti e spesso Enti Competenti diversi). Chiediamo una forte semplificazione delle autorizzazioni ai sistemi che prelevano e reimmettono acqua in falda, almeno fino a portate di 10-20 l/sec. In numerosi casi i committenti abbandonano l’idea di realizzare questi impianti per la mancanza di certezza sui tempi autorizzativi (molto spesso superiori ai 6 mesi, non compatibili con i tempi del cantiere). c. Piano Nazionale Energia e Clima: nel Piano è messo poco in risalto il grande contributo delle pompe di calore geotermiche, genericamente raggruppato con tutte le pompe di calore. Questo non favorisce lo sviluppo della tecnologia più efficiente e sostenibile. Dedicare attenzione a questa tecnologia significa seguire l’esempio di tutti i paesi più avanzati nei quali le pompe di calore geotermiche stanno avendo uno sviluppo importante anche in ambito urbano (District Heating&Cooling, Smart Thermal Grid, underground Heat Storage, etc), ambiente dove peraltro si concentrano i maggiori problemi di inquinamento. d. Tema incentivazione: per quanto riguarda gli interventi di sostituzione impianti sono disponibili due strumenti principali (Eco-

bonus e Conto Termico). La detrazione fiscale al 65% (Ecobonus) funziona bene. Occorre stabilizzare la misura per consentire la pianificazione degli interventi e riconsiderare il limite di 30.000 euro per intervento, che in molti casi risulta insufficiente. Il Conto Termico, invece, è da rimodulare; ad oggi è stato poco utilizzato perché in molti casi il contributo GSE corrisponde a una percentuale tra il 15 e 25%, molto inferiore a quella di altre tecnologie. È necessario anche poter ridiscutere il meccanismo dei Certificati Bianchi in un’ottica di semplificazione e valorizzazione del contributo proporzionale al beneficio di efficienza reale ottenuto. e. Altre agevolazioni: in ambito di nuovi interventi è positivo l’obbligo di copertura dei fabbisogni termici con FER previsto dal D.Lgs 28/11, ora al 50%. Per promuovere la massima efficienza ANIGHP propone di valutare sistemi premianti, anche in accordo con gli Enti Locali (premi volumetrici, sgravi oneri urbanistici, detrazioni fiscali) per chi utilizza le tecnologie più efficienti e rinnovabili, raggiungendo quote FER oltre i requisiti obbligatori. Un’altra misura di sostegno proposta è relativa alla tariffazione elettrica: tariffe tanto minori quanto maggiore è l’efficienza degli impianti (come avviene in Svezia) e la defiscalizzazione dell’energia elettrica per i sistemi in pompa di calore (geotermiche in particolare, essendo quelle che garantiscono una maggiore efficienza e quota di rinnovabili).

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SOCI FINCO ACMI Associazione Chiusure e Meccanismi Italia Presidente: Nicola Fornarelli Vice Presidente: Antonio Gramuglia Presidente Onorario: Vanni Tinti AICAP Associazione Aziende italiane Cartelli ed Arredi Pubblicitari Presidente: Paolo Buono Vice Presidente: Giuseppe Strippoli Segretario Nazionale: Paolo Moleri Direttore Generale: Angela Pirrone AIFIL Associazione Italiana Fabbricante Insegne luminose Presidente: Alfio Bonaventura Vice Presidenti: V italiano Mantovani, Gianluca Masullo Segretario: Claudio Rossi

ANFUS Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini Presidente: Gianfranco Borsatti ­Vice Presidente: Massimo Pistolesi ­Segretario generale: Sandro Bani ANNA Associazione Nazionale Noleggio Autogru e Trasporti Eccezionali Presidente: Daniela Dal Col Vice Presidente: Angelo Gino Past President: Sergio Pontalto ANIPA - FIAS Associazione Nazionale Imprese Pozzi per Acqua Presidente: Daniele Succio APCE Associazione per la Protezione delle corrosioni elettrolitiche Presidente: Mauro Vincenzo Cannizzo Direttore: Matteo Robino ARCHEOIMPRESE Associazione Italiana Imprese di Archeologia Presidente: Daria Pasini Vicepresidenti: Monica Girardi, Luca Mandolesi

AIPAA Associazione Italiana per l’Anticaduta e l’Antinfortunistica Presidente: Giuseppe Lupi Vice Presidente: Michele Brambati Direttore: Tommaso Spagnolo

ARI Associazione Restauratori d’Italia Presidente: Kristian Schneider Vice Presidente: Irene Zuliani Segretario: Paola Conti

AISES Associazione Italiana Segnaletica e Sicurezza Presidente: Gabriella Gherardi Vice Presidente: Toni Principi

ASSITES Associazione Italiana Tende, Schermature solari e Chiusure Tecniche Oscuranti Presidente: Fabio Gasparini Vice Presidenti: Loris Di Francesco, Nereo Sella

AIT Associazione Imprese Impianti Tecnologici Presidente: Bruno Ulivi Vice Presidenti: Riccardo Cerrato, Carlo Antonio Gandini Segretario: Roberto Vinchi

ASSOBON Associazione Nazionale Imprese Bonifica Mine ed Ordigni Residui Bellici Presidente: Potito Genova Consigliere: Stefano Gensini

AIZ Associazione Italiana Zincatura Presidente: Carmine Ricciolino Vice Presidente: PierLuigi D’Ambrosio

ASSOFRIGORISTI Associazione Italiana Frigoristi Presidente: Gianluca De Giovanni Vice Presidente: Franco Faggi Direttore: Marco Masini

ANACI Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari Presidente: Francesco Burrelli Segretario: Andrea Finizio

ASSOIDROELETTRICA Associazione dei Produttori Idroelettrici Presidente: Paolo Pinamonti Direttore Generale: Paolo Taglioli

ANACS Associazione Nazionale Aziende di Cartellonistica Stradale Presidente: Franco Meroni Vice Presidente: Elena Orlandi Direttore: Paolo Bertaggia ANCSA Associazione Nazionale Centri Soccorso Autoveicoli Presidente: Eleonora Testani Vice Presidente: Enzo Ciabatta Direttore: Alessia Lentini ANFIT Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy Presidente: Laura Michelini Vice Presidente: Marco Rossi Direttore: Dario Poletti

ASSOROCCIA Associazione Nazionale costruttori opere di difesa dalla caduta di massi e valanghe Presidente: Carlo Miana Vice Presidente: Diego Dalla Rosa Direttore Generale: Bruno Zanini ASSOVERDE Associazione Italiana Costruttori del Verde Presidente: Antonio Maisto Vice Presidente: Pasquale Gervasini Segretario Generale: Federico Ospitali

CNIM Comitato Nazionale Italiano Manutenzione Presidente: Aurelio Salvatore Misiti


FIAS Federazione Italiana delle Associazioni Specialistiche del Sottosuolo Presidente: Massimo Poggio Vice Presidenti: Mauro Buzio, Stefano Chiarugi

SISMIC Associazione Tecnica per la Promozione degli Acciai Sismici per il Cemento Armato Presidente: Donatella Guzzoni Direttore: Roberto Treccani

AIF – FIAS Associazione Imprese Fondazioni consolidamenti - indagini nel sottosuolo Presidente: Antonio Arienti

UNICMI Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell’Involucro e dei Serramenti Presidente: Guido Faré Vice Presidente Vicario: Donatella Chiarotto Direttore Generale: Pietro Gimelli

ANIG HP – FIAS Associazione Nazionale Impianti Geotermia – Heat Pump Presidente: Gabriele Cesari

UNION Unione Italiana Organismi Notificati Presidente: Iginio S. Lentini

ANISIG – FIAS Associazione Nazionale Imprese Specializzate in Indagini Geognostiche Presidente: Italo Cipolloni

ACI Presidente: Angelo Sticchi Damiani

FIPER Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili Presidente: Walter Righini Vice Presidente: Hanspeter Fuchs, Federica Galleano Direttore: Vanessa Gallo

ANAS Spa - Azienda Naz. Autonoma delle Strade Presidente: Claudio Andrea Gemme Amministratore Delegato: Massimo Simonini

FIRE Federazione Italiana per l’Uso Razionale dell’Energia Presidente: Cesare Boffa Vice Presidente: Giuseppe Tomassetti Direttore: Dario Di Santo

CASEITALY Srl Presidente: Laura Michelini CSI S.p.A. Presidente: Antonella Scaglia Vice Presidente: Alessandro Ciusani Amministratore Delegato: Vincenzo Ruocco

FISA – FIRE SECURITY ASSOCIATION Fire Security Association Presidente: Marco Patruno

GRAVILI Srl Amministratore Delegato: Antonio Gravili INCO INGEGNERIA Spa Amministratore Unico: Aldo Muller

FONDAZIONE PROMOZIONE ACCIAIO Presidente: Caterina Epis Direttore Generale: Simona Maura Martelli

IN&OUT Spa Presidente: Angelo L’Angellotti Amministratore Delegato: Sergio Fabio Brivio e Nicola Lippolis CFO Direttore Generale: Sergio Fabio Brivio LAPI Spa - Laboratorio Prevenzione Incendi Spa Presidente: Massimo Borsini Vice Presidenti Cda e Consiglieri: David Borsini e Luca Ermini

PILE Produttori Installatori Lattoneria Edile Presidente: Fabio Montagnoli Tesoriere: Palmiro Bartoli

M3S Spa Presidente: Ulderico Granata

RSF Restauratori Senza Frontiere Presidente: Paolo Pastorello Vice Presidenti: Carla Tomasi e Alessandra Morelli

PONTINA STAMPI Srl Presidente: Catiuscia Boscato CEO: Gianpiero Di Girolamo

Per ulteriori informazioni sulle Associazioni federate potete consultare il sito Finco www.Fincoweb.org - Area associate

COMITATO DI PRESIDENZA FINCO

Carla Tomasi Presidente Finco

Gabriella Gherardi Ing. Francesco Vice Presidente Burrelli Vicario con delega a Vice Presidente Finco Organizzazione e Filiere

Daniela Dal Col Consigliere Incaricato Filiera Macchine e Attrezzature

Fabio Gasparini Consigliere Incaricato Sviluppo Associativo

Walter Righini Consigliere Incaricato Filiera Rinnovabili

Lino Setola Consigliere Incaricato della Filiera Mobilità e Sicurezza Stradale

Angelo Artale Direttore Generale

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ISSN: 2038-0895

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

PREFABBRICAZIONE NON FA RIMA CON OMOLOGAZIONE

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

N. 74 I Anno XIII I SETTEMBRE 2018 I Bimestrale

CERTIFICAZIONE LEED PLATINUM PER IL PRYSMIAN HQ

RINNOVABILI Nonostante la crescita, il traguardo è ancora lontano CONTRATTI EPC Principi generali ed elementi chiave SCHERMATURE SOLARI In principio fu la tenda, ora sono schermature CASE STUDY Isolamento interno con materiali “naturali” PROGETTAZIONE EFFICIENTE Passivhaus in clima caldo? Si può!

ISSN: 2038-0895

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Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

LA CASA ITALIANA CHE HA CONQUISTATO LA CINA

N. 76 I Anno XIII I NOVEMBRE/DICEMBRE 2018 I Bimestrale

DESIGN SISTEMICO Progettare per la sostenibilità GRATTACIELI NZEB Sfida possibile? SOLAR DECATHLON DUBAI Prefabbricati: i mattoni del futuro COPERTURE Soluzioni complesse per rispondere a requisiti termo-acustici

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

FOTOVOLTAICO INTEGRATO Cosa c’è dietro l’angolo?

W W W.QUINE.IT PER AVERE LA COPIA CARTACEA E LA COPIA DIGITALE IN ANTEPRIMA

TUTTI GLI ARRETRATI LI TROVI SU WWW.QUINE.IT

Organo ufficiale

DENTRO L’OBIETTIVO Cinque piani di X-Lam

TAMPONATURE Progettazione antisismica e riqualificazione energetica

Organo ufficiale

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N. 77 I Anno XIV I GENNAIO/FEBBRAIO 2019 I Bimestrale

SERRAMENTI, MATERIALI PERFORMANTI E TECNICHE DI POSA

PARQUET E SISTEMI RADIANTI, CONVIVENZA POSSIBILE?

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

ZERO ENERGY Housing negli Emirati Arabi Uniti

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WORK IN PROGRESS Riflessioni di metà cantiere

E-MOBILITY Ricaricare in condominio

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

SMART CITY La tecnologia digitale migliora la qualità della vita

CONTRATTI EPC Applicazione in ambito pubblico

SISTEMI FOTOVOLTAICI Minimizzare i rischi

GREEN BUILDING Design e ambiente: un sodalizio possibile

N. 75 I Anno XIII I OTTOBRE 2018 I Bimestrale

NZEB IN ITALIA Pochi, ma buoni?

NZEB Ridurre i costi di edifici a consumo energetico quasi zero

INTERVISTE La sfida della progettazione multidisciplinare

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA Materiali naturali e qualità dell’aria indoor

PROGETTAZIONE Climatizzazione di un albergo diffuso in contesto vincolato

EDIFICI IN LEGNO Pregi e difetti

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Fascicolo Fascicolo Mese Mese Speciale Fiere Fiera

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In ogni numero: novità normative, report fiere, analisi dei progetti, monitoraggi Editore: Quine srl · Via G. Spadolini, 7 · 20141 Milano - Italia · Tel. +39 02 864105 · Fax. +39 02 70057190

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La prima pompa di calore aria-acqua monoblocco ad R32 THERMA V Monoblocco è una soluzione sostenibile per il riscaldamento grazie all’introduzione del refrigerante ecologico R32 e all’utilizzo di fonti rinnovabili come l’energia termica disponibile in ambiente. Il nuovo compressore Scroll ad iniezione di vapore garantisce elevatissime prestazioni in caldo: 65°C d’acqua in mandata e il 100% della potenza termica costante fino a -7°C esterni. Avanguardia tecnologica e sostenibilità per un’efficienza energetica in classe A+++* e un SCOP fino a 4,45

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*La classe di efficienza energetica A+++ (scala da A+++ a D) sarà disponibile dal 26 settembre 2019; pertanto, fino a quella data, dovrà essere considerata A++ (scala da A++ a G) come da standard attuali.


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