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ISSN: 2038-0895

Per PENSARE, PROGETTARE e COSTRUIRE SOSTENIBILE

N. 86 I Anno XV I SETTEMBRE 2020 I Bimestrale

Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010

RIQUALIFICAZIONE CON SOPRALZO IN LEGNO

SUPERBONUS 110% Le soluzioni SIME per il doppio salto di classe CASE STUDY Progettare e certificare la qualità energetica degli edifici RINNOVABILI Costruire involucri solari integrati DENTRO L’OBIETTIVO Il virtuosismo del legno Organo ufficiale

SERRAMENTI Infissi di ultima generazione: guida alla scelta

VMC La qualità dell’aria non è mai stata più importante


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IN QUESTO NUMERO SETTEMBRE 2020

BIMESTRALE Organo ufficiale di:

Comitato consultivo Carla Tomasi (Finco) Angelo Artale (Finco) Giorgio Albonetti (Quine) Marco Zani (Quine)

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31 DENTRO L’OBIETTIVO

4 EDITORIALE 6 TECH

42 Il virtuosismo del legno

42 IN COPERTINA

a cura della redazione

TECNOLOGIE

Fondata da Andrea Notarbartolo

48 Una mansarda

10 Costruire involucri

solari integrati: sfide e tendenze per il futuro Paolo Bonato, Roberto Fedrizzi e Valentina Ciolli

Direttore responsabile Marco Zani

inondata di luce

15 L’innovazione

non si ferma

Redazione Sebastian Bendinelli redazione.casaeclima@quine.it

a cura della redazione

Grafica e Impaginazione Emanuela Contieri

WORK IN PROGRESS

Hanno collaborato a questo numero Assocaaf, Maria Cristina Azzolino, Paolo Bonato, Valentina Ciolli, Roberto Fedrizzi, Davide Gigli, Andrea Gruppo, Stefania Pisanti, Patrizia Ricci, Federica Serra, Rossella Taraglio

52 Riqualificazione e

risanamento di un edificio anni ’50: in attesa del Superbonus

VIRTUAL MCE

SERVIZIO A PAGINA

di Davide Gigli

a cura di Sebastian Bendinelli

INTERVISTA

soluzioni per il doppio salto di classe? di Patrizia Ricci

SPECIALE SERRAMENTI

CONSULENZA FISCALE

57 Infissi di ultima

74 Deducibilità dei

contributi di previdenza complementare a cura di Assocaaf

di Patrizia Ricci

RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

66 Dalla certificazione

SPECIALE VMC

dell’esistente al progetto: un percorso didattico

31 La qualità dell’aria

EMERGENZA CORONAVIRUS

76 Adattare le aree urbane alla fase post-Covid di Stefania Pisanti

di Maria Cristina Azzolino, Rossella Taraglio, Andrea Gruppo, Federica Serra

non è mai stata più importante

di Patrizia Ricci

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Pubblicità Quine Srl 20141 Milano - Via G. Spadolini, 7 - Italy Tel. +39 02 864105 - Fax +39 02 70057190 - dircom@quine.it Traffico, Abbonamenti, Diffusione Rosaria Maiocchi Editore Quine srl - www.quine.it

generazione: guida alla scelta

28 Superbonus: quali

Comitato scientifico Antonio Arienti (Aif) Alfio Bonaventura (Aifil) Cesare Boffa (Fire) Gianfranco Borsatti (Anfus) Sergio Fabio Brivio (Finco) Francesco Burrelli (Anaci) Paolo Cannavò (Fecc) Riccardo Casini (Unicmi) Davide Castagnoli (Anacs) Innocenzo Cipolletta (Aifi) Italo Cipolloni (Anisig) Daniela Dal Col (Anna) Gianluca De Giovanni (Assofrigoristi)

Caterina Epis (Fondazione Promozione Acciaio) Nicola Antonio Fornarelli (Acmi) Fabio Gasparini (Assites) Potito Genova (Assobon) Gabriella Gherardi (Aises) Donatella Guzzoni (Sismic) Iginio Lentini (Union) Giuseppe Lupi (Aipaa) Antonio Maisto (Assoverde) Carlo Miana (Assoroccia) Laura Michelini (Anfit) Fabio Montagnoli (Pile) Francesco Morabito (Assografene) Daria Pasini (Archeoimprese) Paolo Pastorello (Restauratori Senza Frontiere) Marco Patruno (Fisa) Massimo Poggio (Fias) Carmine Ricciolino (Aiz) Walter Righini (Fiper) Marcello Rossetti (Aicap) Kristian Schneider (Ari) Angelo Sticchi Damiani (Aci) Daniele Succio (Anipa) Paolo Taglioli (Assoidroelettrica) Eleonora Testani (Ancsa) Bruno Ulivi (Ait)

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Presidente Giorgio Albonetti Amministratore Delegato Marco Zani Direzione, Redazione e Amministrazione 20141 Milano - Via G. Spadolini, 7 - Italy Tel. +39 02 864105 - Fax +39 02 70057190 e-mail: redazione@quine.it Servizio abbonamenti Quine srl, 20141 Milano – Via G. Spadolini, 7 – Italy Tel. +39 02 864105 – Fax +39 02 70057190 e-mail: abbonamenti@quine.it Gli abbonamenti decorrono dal primo fascicolo raggiungibile. Costo copia singola: euro 2,30 Stampa Aziende Grafiche Printing Srl – Peschiera Borromeo (MI) Casa&Clima è stampata su carta certificata Chlorine Free Iscrizione al Tribunale di Milano N.170 del 7 marzo 2006. Poste Italiane Spa – Posta target magazine – LO/CONV/020/2010 Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione n. 12191 Responsabilità Tutto il materiale pubblicato dalla rivista (articoli e loro traduzioni, nonché immagini e illustrazioni) non può essere riprodotto da terzi senza espressa autorizzazione dell’Editore. Manoscritti, testi, foto e altri materiali inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non verranno restituiti. Tutti i marchi sono registrati. INFORMATIVA AI SENSI DEL D.LGS 196/2003 Si rende noto che i dati in nostro possesso liberamente ottenuti per poter e ettuare i servizi relativi a spedizioni, abbonamenti e similari, sono utilizzati secondo quanto previsto dal D.Legs.196/2003. Titolare del trattamento è Quine srl, via G. Spadolini 7, 20141 Milano (info@quine.it). Si comunica inoltre che i dati personali sono contenuti presso la nostra sede in apposita banca dati di cui è responsabile Quine srl e cui è possibile rivolgersi per l’eventuale esercizio dei diritti previsti dal D.Legs 196/2003.

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EDITORIALE

Un Decreto Semplificazioni nient’affatto semplice

ANGELO ARTALE, Direttore Generale Finco

Per semplificare davvero i rapporti tra cittadini e imprese e la Pubblica Amministrazione sarebbero bastate dieci righe

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l Decreto Semplificazioni (D.L. 16 luglio 2020, n. 76, recante “Misure Urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”), non è per nulla semplice né breve: 61 pagine di Gazzetta Ufficiale, cioè il doppio in termini reali, più 80 pagine di tabelle. Sembra scritto più per facilitare il lavoro degli Uffici che per i cittadini contribuenti, con una serie di distinguo eccessivi e molte disposizioni che avrebbero dovuto essere perentorie e non ordinatorie. E troppi verbi declinati al futuro, come di consueto. Eppure sarebbero bastate dieci righe, e senza la solita massa di decreti applicativi. Nel Decreto troviamo, tra l’altro, in sintesi estrema: ■ norme volte alla misurazione della durata dei procedimenti; ■ una piena efficacia del silenzio-assenso, ma solo parziale, dato che resta il potere di annullamento d’ufficio; ■ un generico impulso all’autocertificazione; ■ un iter amministrativo indipendente – eccetto che per alcune materie – dall’acquisizione del parere di altre amministrazioni coinvolte; ■ l’aggiornamento, entro l’anno, dei termini per i procedimenti amministrativi statali (perché solo statali?); ■ conferenze di servizi in via abbreviata (ma attenzione, solo fino al 31 dicembre 2021); ■ garantire il saldo zero dei costi della regolamentazione introdotta (qui l’obbligo di convocare gli stakeholder in fase di AIR, analisi di impatto della regolamentazione, avrebbe dovuto essere ribadito e rafforzato); ■ garantire “l’Agenda per la semplificazione” per gli anni 2020-2023;

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“fast-track” per procedimenti VIA (con Commissione Speciale Cnr, Enea, Ispra, Iss), ed AIA; poteri di controllo sul GSE, che non spostano un granché.

E poi la “semplificazione” in tema di appalti, senza gare – cioè con affidamento diretto – fino a 150 mila euro (prima era fino a 40 mila), con cinque inviti fino a 350 mila, 10 inviti fino a un milione, 15 inviti – sia pure a rotazione – fino alla soglia comunitaria di 5,3 milioni di euro. Fino a questa cifra, in sostanza, niente bandi pubblici! Più che semplificazione, sembra una sottrazione al mercato e alla trasparenza. Per l’incapacità delle stazioni appaltanti di unificarsi e di attrezzarsi, siamo costretti a questo. Immaginate in alcune zone del nostro Paese cosa ciò vorrà dire. Anche se il provvedimento è solo in via provvisoria (in Italia nulla è più definitivo) comunque il danno è fatto, le posizioni prese, e ritornare alla normalità sarà in salita. In tutto questo poteva mancare Alitalia? No di certo. Ecco la relativa “semplificazione”: vengono prorogati al 31 dicembre 2020 i termini per la restituzione da parte della compagnia dell’ennesimo finanziamento concesso dal D.L. 137/2019. Che cosa c’entri con la semplificazione qualcuno dovrà spiegarlo al contribuente, che però dovrebbe avere più memoria. Così come poco c’entrano l’elevazione del 50% dei compensi per coloro che partecipano come commissari ai seggi elettorali, e tre pagine sull’implementazione delle carriere e degli stipendi dei Vigili del Fuoco.


Da valutare nei suoi effetti, la parte sulla semplificazione urbanistica – in attesa della revisione complessiva della relativa Legge ad opera dell’apposito Gruppo di Lavoro del MIT – e bene la semplificazione della “Nuova Sabatini”, appunto perché semplice. Un capitolo a parte meriterebbero, ma non in questa sede, le semplificazioni e le misure relative alle infrastrutture viarie ed energetiche. Ecco le dieci righe che sarebbero bastate al posto di tutto questo: “La Pubblica Amministrazione – intendendo per tale quella centrale e periferica, le Regioni, i Comuni, le Comunità Montane e tutti gli Enti Pubblici e quelli vigilati, controllati o in essa comunque incardinati, ivi compresi gli Istituti Previdenziali e di Assicurazione quali Inps e Inail nonché le Autorità Indipendenti quali Banca d’Italia etc. – non può richiedere a cittadini e imprese alcun documento o informazione già in suo possesso senza eccezione o deroga alcuna. In caso di accertamento, su segnalazione scritta del cittadino che comprovi tale richiesta, i funzionari responsabili sono sottoposti a provvedimenti disciplinari. Al contempo, nessun adempimento nei confronti delle medesime Amministrazioni può comportare per cittadini e imprese l’erogazione di somme distinte, su conti correnti diversi , con marche da bollo etc. Il versamento a carico del contribuente sarà unico, con evidenza della ripartizione della relativa destinazione, ma tale ripartizione sarà un atto endoprocedimentale all’interno della P.A., cui spetterà il compito di destinare le somme in relazione alle eventuali plurime competenze amministrative”. Punto. Invece all’art. 264, comma 2, lettera d) del Decreto Rilancio si trova qualcosa di molto meno incisivo – peraltro sotto la voce “Liberalizzazione e semplificazione dei procedimenti amministrativi in relazione all’emergenza Covid-19”, come se cessata l’emergenza non ci fosse più bisogno di semplificare – e cioè: “...nell’ambito delle verifiche, delle ispezioni e dei controlli comunque denominati sulle attività dei privati, la Pubblica Amministrazione non richiede la produzione di informazioni, atti o documenti in possesso della stessa o di altra Pubblica Amministrazione. È nulla ogni sanzione disposta nei confronti dei privati per omessa esibizione di documenti già in possesso dell’amministrazione procedente o di altra amministrazione”. E perché poi solo “nell’ambito delle verifiche”? Voi direte: ma non c’è già una legge che lo prevede dal 1968, poi corroborata da leggi successive – come, per citarne alcune in ordine sparso, la Legge Madia e i provvedimenti di una decina di altri Ministri della P.A., da Cassese a Urbani, da Frattini a Bassanini, da Patroni Griffi alla Dadone (che ha detto, con incoscienza e superficialità, o peggio ancora, per calcolo politico, che nella P.A. “occorre superare

il feticcio del cartellino”)? Sì, ma non è applicata: provate a fare una pratica edilizia, ad avere incombenze testamentarie e di successione, a rinnovare un passaporto, peraltro con costi indecenti e ingiustificabili, o provate a mettere in regola una colf con il recente Decreto sull’emersione del lavoro irregolare. Chiunque di noi può portare decine di esempi. Le poche righe citate basterebbero perché lo stress di produrre inutile documentazione passerebbe dal rapporto cittadino/ contribuente/P.A. all’interno dell’Amministrazione. In pratica, se un’amministrazione non dà all’altra i dati, qualcuno ci rimette. E sono – come devono essere – problemi interni allo Stato. Credetemi, è l’unica ipotesi con qualche possibilità di successo. La situazione poi si è aggravata con lo smart working, che troppo spesso è smart per chi lo pratica ma non per chi dovrebbe fruire dei relativi servizi, e comunque è applicabile ad una ridotta tipologia di mansioni: il resto sono chiacchiere. Come quelle riportate nelle venti paginette elaborate dal Ministero della P.A. dopo lunga analisi, secondo cui la principale problematica lamentata dagli italiani nei confronti della burocrazia è che questa richiede documenti già in proprio possesso, poi i tempi troppo lunghi, poi la poca chiarezza. Bastava chiederlo a un passante qualunque. Il punto, al solito, non è tanto individuare i problemi, ma risolverli: qui casca l’asino, perché non si può evitare di prendere provvedimenti duramente impopolari di controllo e verifica – altro che “il feticcio” del cartellino... E nessun politico lo fa. La realtà è molto semplice: occorre che ci sia un salutare contrasto di interessi tra amministrazione “istante” e amministrazione eventualmente “renitente” a trasmettere i dati in proprio possesso. E a cosa dovrebbe servire tutta la digitalizzazione di cui si parla se non per andare in primis a beneficio dei cittadini? Questo dovrebbe essere il faro, affidando il controllo – ad esempio – alle associazioni dei consumatori, e utilizzando le Camere di Commercio come sportello di reale assistenza di seconda istanza, in caso di “insuperabili” difficoltà. Infine, per farla breve, sarebbe stato utile – ma per carità, senza esagerare – toccare qualche aspetto relativo alla libera concorrenza nel settore del trasporto pubblico locale – per dirne uno a caso – o dei rifiuti urbani (questi ultimi sempre più in ambito municipalizzate) e prevedere un serio disboscamento delle suddette aziende, spesso inutili quando non controproducenti e comunque prive di concorrenza – e quindi, di fatto, prive di controllo. Ma c’è poco da sperare. Non c’è stato un Governo, dico uno, che abbia avuto il coraggio di affrontare seriamente questo tema negli ultimi trent’anni E poiché non si riescono a scrivere queste dieci righe si scrivono centoquaranta pagine. Come diceva Bertolt Brecht, “è la semplicità che è difficile a farsi”.

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TECH

Finestre “illuminanti” grazie alla tecnologia OLED

Un software gratuito per la simulazione igrometrica dinamica

Il progetto OLEDWIND svilupperà sorgenti luminose organiche da integrare nelle finestre per illuminare gli interni degli edifici in assenza di luce naturale

ProCasaClima Hygrothermal permette la simulazione del trasporto di calore e umidità all’interno degli elementi costruttivi in regime dinamico

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l progetto OLEDWIND vede collaborare ENEA con l’azienda campana Materias S.r.l. per sviluppare innovative sorgenti luminose organiche, gli OLED (Organic Light Emitting Diode), da integrare nelle finestre per illuminare gli interni degli edifici in assenza di luce naturale. Grazie anche all’impiego di materiali economici e sostenibili, i nuovi dispositivi consentiranno di ridurre il costo per l’illuminazione e di migliorare il benessere abitativo delle persone. Il progetto si svolgerà in due fasi: nella prima, la ricerca sarà focalizzata sullo sviluppo di prototipi OLED semitrasparenti che prevedono l’impiego di materiali e processi a basso impatto ambientale ed ecosostenibili, per il loro possibile utilizzo in finestre intelligenti per l’illuminazione di interni. In una seconda fase saranno incrementate l’area emissiva e le prestazioni generali dei dispositivi, inclusa la stabilità nel tempo.

Questa nuova tecnologia consentirà di realizzare finestre ‘intelligenti’ che di giorno svolgeranno il ‘normale’ compito di far entrare la luce naturale, mentre dal crepuscolo in poi, grazie agli OLED inseriti nel vetro, manterranno il livello desiderato di luminosità negli ambienti MARIA GRAZIA MAGLIONE, ricercatrice del Laboratorio Nanomateriali e Dispositivi nel Centro Ricerche ENEA Portici (Napoli)

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viluppato in collaborazione con l’Istituto delle Energie Rinnovabili di Eurac Research all’interno del progetto FESR BuildDOP, ProCasaClima Hygrothermal è un software che permette la simulazione del trasporto di calore e umidità all’interno degli elementi costruttivi in regime dinamico. Con il suo motore di calcolo DELPHIN, validato ai sensi della EN ISO 15026, e un’interfaccia di facile utilizzo, ProCasaClima Hygrothermal permette in pochi e semplici passaggi di valutare il rischio quantitativo e qualitativo di formazione di umidità e condensa all’interno dell’elemento costruttivo. L’obiettivo era lo sviluppo di uno strumento di supporto alla progettazione igrotermica avanzata per un vasto pubblico di professionisti. La simulazione dinamica è particolarmente utile nella progettazione di interventi di riqualificazione energetica con isolamento dall’interno o nell’affrontare altre situazioni critiche dal punto di vista igrometrico, come l’utilizzo di componenti in legno, di membrane come freni a vapore oppure quando una parete è particolarmente esposta a forti piogge. Con questo strumento si possono inoltre svolgere le verifiche igrometriche richieste dal D.M. 26 giugno 2015 e dalla stessa Direttiva Tecnica CasaClima. Rispetto a un calcolo effettuato con un metodo stazionario (come per esempio il diagramma Glaser), la simulazione dinamica in ProCasaClima Hygrothermal modella in maniera più completa e precisa il comportamento termoigrometrico delle strutture e dei materiali igroscopici come il legno, o dinamici, come le membrane igrovariabili.


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TECH

Trasformare i rifiuti sanitari in biocarburante?

Purificatore d’aria indossabile con filtri sostituibili

È la proposta di un team di ricercatori della University of Petroleum and Energy Studies, per far fronte alla necessità crescente di smaltire i DPI usa e getta

Il nuovo PuriCare Wearable Air Purifier di LG impiega due filtri H13 HEPA, simili a quelli utilizzati nei prodotti per la purificazione dell’aria domestica

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l largo utilizzo di dispositivi di protezione individuale usa e getta per ostacolare la diffusione del virus Sars-CoV-2 ci pone di fronte alla questione del loro corretto smaltimento: guanti, mascherine, camici e altri tipi di protezione per le vie respiratorie, che rischiano di costituire una vera e propria emergenza ambientale se non vengono gestiti adeguatamente. Una proposta originale in questa direzione arriva da un gruppo di ricercatori della University of Petroleum and Energy Studies, in India, che, in uno studio pubblicato sulla rivista Biofuels, ipotizzano la possibilità di trasformare questi rifiuti in biocarburanti. I DPI contengono infatti uno strato plastico di propilene, che può essere convertito in biocrude, un tipo di combustibile sintetico, mediante pirolisi, un processo chimico che abbatte i polimeri ad alte temperature – tra i 300-400 gradi centigradi – in assenza di ossigeno. Un procedimento di riciclo decisamente più vantaggioso e sostenibile del semplice incenerimento.

Al momento il mondo è concentrato a combattere il COVID-19, ma possiamo prevedere anche i problemi legati alla crisi economica e allo squilibrio ecologico. Dobbiamo prepararci ad affrontare le sfide che ci impone la pandemia, senza trascurare la sostenibilità

SAPNA JAIN, prima autrice dello studio

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l nuovo LG PuriCare Wearable Air Purifier, presentato in occasione di IFA 2020 e disponibile a partire dal quarto trimestre, punta a risolvere il problema della scarsa qualità di alcune mascherine fai-da-te e della difficoltà di reperimento delle maschere usa e getta. La soluzione impiega due filtri H13 HEPA simili ai filtri utilizzati nei prodotti LG per la purificazione dell’aria domestica, con un doppio ventilatore e un sensore respiratorio brevettato, che rileva il ciclo e il volume del respiro di chi lo indossa e regola di conseguenza il doppio ventilatore a tre velocità: le ventole accelerano automaticamente per assistere l’aspirazione dell’aria e rallentano per ridurre la resistenza durante l’espirazione e rendere la respirazione più fluida. Progettato ergonomicamente per adattarsi alla forma del viso, LG PuriCare Wearable riduce al minimo le perdite d’aria intorno al naso e al mento e il suo design permette di essere indossato comodamente per diverse ore consecutive. La batteria da 820 mAh garantisce fino a otto ore di funzionamento in modalità bassa e due ore in modalità alta. Il prodotto è dotato di una custodia che aiuta a mantenerne la corretta igiene tra un utilizzo e l’altro. Dotata di luci a LED UV che permettono l’eliminazione dei germi dannosi, la custodia può anche caricare l’unità e inviare una notifica all’applicazione mobile LG ThinQ (Android/iOS) quando i filtri devono essere sostituiti per poter sempre contare sulle massime prestazioni. Ogni componente di LG PuriCare Wearable – dai filtri alle fasce auricolari – è sostituibile.


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TECNOLOGIE

NORVEGIA. Esempio di installazione di collettori solari termici in complesso residenziale

Costruire involucri solari integrati: sfide e tendenze per il futuro Un’analisi completa delle diverse tecnologie di involucro solare integrate negli edifici per individuare i pro e i contro e fare la scelta giusta già in fase di progettazione. Il documento-risultato del progetto IEA SHC Task56 PAOLO BONATO, ROBERTO FEDRIZZI E VALENTINA CIOLLI Eurac Research

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PRO E CONTRO Partendo da una rassegna dei sistemi di involucro solare presenti sul mercato, è stato possibile individuare un filo comune in termini di barriere e opportunità così come sono percepite dai produttori del settore.

Normative edilizie e riferimenti Un primo elemento di criticità è stato individuato nelle norme edilizie e nell’integrazione negli edifici. Le tecnologie solari integrate devono infatti essere conformi a norme e standard edilizi che nella maggior parte dei casi sono stati sviluppati per elementi di involucro convenzionali. La mancanza di metodi di prova e riferimenti adeguati nonché le lacune normative creano una zona grigia che ostacola la diffusione di prodotti integrati innovativi. Tuttavia, gli sforzi della comunità scientifica e l’azione di lobby delle industrie possono guidare il processo di standardizzazione e lo sviluppo di nuove norme, come è stato dimostrato per le soluzioni fotovoltaiche integrate (BIPV).

Credits: Wellsun BV

li involucri solari integrati stanno ricevendo una crescente attenzione da parte degli operatori del settore edile. Pur essendoci ancora molte barriere a una rapida diffusione di queste soluzioni, un numero sempre crescente di concetti e tecnologie è in fase di sviluppo e diversi prodotti hanno già raggiunto il mercato. In quest’ambito si inserisce l’attività di ricerca promossa all’interno del progetto IEA-SHC Task 56, focalizzato sulla costruzione di sistemi di involucro solare integrati per HVAC (Heating, Ventilation and Air Conditioning) e illuminazione. Il progetto – conclusosi a inizio anno e rappresentato da un consorzio di ben 17 partner europei coordinato da Eurac Research – ha raccolto l’esperienza dell’industria e della ricerca, individuando ostacoli e potenzialità di queste tecnologie di involucro. Il risultato è un documento di sintesi e analisi SWOT che descrive una selezione di prodotti di involucro solare, definendo questa tecnologia come un qualsiasi tipo di soluzione di involucro edilizio che utilizza e/o controlla l’energia solare influenzando la domanda e il consumo di energia termica e/o il comfort dell’edificio. Tra queste vi sono le soluzioni solari termiche e fotovoltaiche integrate nell’edificio, così come le tecnologie di controllo della luce solare ed i sistemi di ombreggiamento. Il report restituisce una panoramica dello stato attuale del mercato e descrive alcuni dei principali trend di sviluppo, rivolgendosi soprattutto a progettisti, architetti e produttori di facciate. L’analisi portata avanti dai ricercatori Eurac Research, oltre ad affrontare l’integrazione negli impianti HVAC dell’edificio e le questioni socioeconomiche, include temi come comfort e integrazione estetica e architettonica.

SISTEMA BIPV “LUMIDUCT”. Vista interna della facciata e dettaglio

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TECNOLOGIE Processi, ruoli e flussi di informazione Un altro ostacolo è rappresentato dalla natura conservativa del mercato delle costruzioni, rispetto ad altri settori. Mentre i sistemi di ombreggiamento sono oggi piuttosto diffusi negli edifici terziari di nuova costruzione, il fotovoltaico integrato e i prodotti solari termici sono ancora un mercato di nicchia. A questo proposito, il supporto da parte dei decisori politici nel mettere a disposizione edifici pubblici come casi studio per tecnologie solari innovative potrebbe svolgere un ruolo importante nel promuovere l’adozione di soluzioni di involucro solare anche nel settore privato. Per ottenere un’integrazione ottimale dei componenti solari nell’edificio sarebbe inoltre necessario ripensare tutti i pro-

Credits: Inaventa Solar

“L’integrazione di sistemi di involucro solare può offrire nuove opportunità basate su modelli di business innovativi”

COLLETTORE SOLARE TERMICO. Dettaglio 12

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VERSO UNA MAGGIORE CONSAPEVOLEZZA La sostenibilità dei prodotti edilizi e il comfort degli ambienti interni sono due temi che hanno destato un crescente interesse negli ultimi anni, tanto nel settore delle costruzioni quanto tra il pubblico in generale. Queste tendenze premiano gli involucri solari, che spesso rappresentano la scelta giusta quando si tratta di produzione decentralizzata di energia verde, risparmio energetico e comfort per l’utente. Contemporaneamente, l’industria edile e soprattutto i progettisti stanno diventando sempre più consapevoli delle possibilità offerte dalle soluzioni di involucro solare e sono più informati sulle possibili opzioni per nuove costruzioni e interventi di ristrutturazione.

cessi di progettazione degli edifici e i ruoli delle figure coinvolte, dal costruttore di facciate, all’installatore di impianti HVAC fino al designer di interni. Ruoli, informazioni e flussi di materiale, responsabilità di fronte al cliente, garanzie e manutenzione diventano quindi questioni rilevanti e sfaccettate che devono essere chiarite e pianificate in anticipo. Sebbene ciò possa sembrare un onere aggiuntivo per le aziende coinvolte nel processo di costruzione, si possono generare nuove opportunità basate su modelli di business innovativi e partnership tra le aziende.

OPPORTUNITÀ DI SVILUPPO DEL SETTORE Il lavoro di analisi portato avanti nell’ambito dell’IEA SHC Task56 ha permesso di individuare alcune tendenze e opportunità di sviluppo delle tecnologie di involucro solare, grazie soprattutto a una capillare revisione dei prodotti attualmente in fase di studio nei laboratori che potranno raggiungere il mercato nei prossimi anni.


Nuovi materiali e applicazioni La disponibilità di nuovi materiali sul mercato è motore per lo sviluppo di prodotti innovativi, in questo settore come in altri. È il caso, ad esempio, dei polimeri ad alta efficienza utilizzati come assorbitori in collettori solari termici integrati o dello sviluppo delle finestre BIPV luminescenti. Il progresso nella tecnologia delle facciate solari, tuttavia, non si limita al solo utilizzo di materiali innovativi, ma beneficia anche dei progressi nei processi di produzione e assemblamento di materiali esistenti. Ciò può portare allo sviluppo di nuovi concetti, a un progressivo miglioramento delle tecnologie esistenti o anche a nuove applicazioni di vecchi concetti. Ad oggi, le tecnologie a involucro solare sono utilizzate per una vasta gamma di scopi, dalla gestione della luce diurna, alla produzione di energia elettrica o termica, e trovano applicazione nei settori residenziale, uffici, industrie e negozi al dettaglio.

Adattabilità e multifunzionalità Molte soluzioni di involucro solare possono adattare il loro comportamento o le loro caratteristiche alle condizioni climatiche locali per meglio soddisfare uno o più obiettivi. Il processo di adattamento può avvenire in tempi molto diversi, da processi stagionali a processi istantanei, come nel caso dei vetri elettrocromici utilizzati nelle superfici trasparenti per schermare la luce solare. In questo modo, gli elementi di involucro solare svolgono un ruolo di mediazione fra ambiente interno ed esterno, promuovendo il risparmio energetico e un miglioramento della qualità degli ambienti. Un’altra tendenza prevalente nella tecnologia delle facciate è la multifunzionalità, dove l’elemento di involucro è progettato per essere più di una barriera dalle intemperie esterne e viene investito di funzioni aggiuntive. La maggior parte dei concetti di involucro solare analizzati dai ricercatori del Task 56 integrano di design la generazione di fonti energetiche rinnovabili, il controllo avanzato della luce diurna o sistemi di protezione solare. Alcune soluzioni, tuttavia, spingono questo limite ancora più in là sostituendo (almeno parzialmente) alcuni dei servizi centrali dell’edificio, come l’impianto di illuminazione artificiale o intere parti del sistema HVAC.

Prefabbricazione La pratica di assemblare fuori opera gli elementi costitutivi dell’elemento di involucro è una delle caratteristiche più comuni fra le tecnologie di invo-

lucro solare analizzate. Rispetto ai metodi di costruzione tradizionali, la prefabbricazione offre molti vantaggi, come la riduzione dei tempi di costruzione o ristrutturazione, la riduzione dei costi e una migliore qualità del prodotto. Questi aspetti risultano essere particolarmente rilevanti per le soluzioni di involucro solare, poiché l’installazione in cantiere dei componenti solari nella struttura dell’involucro richiederebbe la collaborazione di più professionisti (ad esempio, installatori di facciate, idraulici o elettricisti) che di solito intervengono in diverse fasi del processo di costruzione. Grazie alla prefabbricazione, il montaggio può essere invece effettuato da tecnici specializzati in condizioni industriali controllate.

Integrazione architettonica L’integrazione architettonica è fondamentale per l’accettazione delle soluzioni di involucro solare nel settore dell’edilizia; un prodotto esteticamente carente o non abbastanza flessibile dal punto di vista progettuale difficilmente verrà preso in considerazione. Per attirare l’attenzione di architetti e progettisti edili, molti produttori di involucri solari hanno investito nella commercializzazione di prodotti in una gamma di colori, opzioni di installazione e dimensioni (o anche texture, livelli di trasparenza e materiali) che consentono sia integrazioni senza soluzione di continuità sia installazioni di grande effetto. In questo senso, il fotovoltaico integrato è un buon esempio di come il settore si sia evoluto per soddisfare la domanda di architetti e progettisti edili per soluzioni architettoniche integrate.

CONCLUSIONI C’è molto da aspettarsi nei prossimi anni con il lancio sul mercato di prodotti innovativi e il progressivo inserimento delle soluzioni di involucro solare nella pratica di costruzione di edifici. Nel complesso, poiché il settore delle costruzioni si sta sviluppando in direzione di una maggiore industrializzazione, è probabile che i sistemi di involucro solare integrati conquisteranno quote di mercato via via più rilevanti grazie anche a joint venture tra aziende innovative e a nuovi modelli di business orientati a coprire più parti del processo di costruzione attraverso un unico prodotto fornito e realizzato da un’unica azienda.

IL PROGETTO DI RICERCA

Il progetto IEA-SHC Task 56 – Building Integrated Solar Envelope Systems for HVAC and Lighting è un progetto quadriennale facente parte del programma SHC Solar Heating and Cooling finanziato dall’IEA – International Energy Agency. Maggiori informazioni al sito: www.task56.iea-shc.org

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L’innovazione non si ferma Dopo un primo rinvio a settembre, MCE – Mostra Convegno Expocomfort è stata ripianificata a marzo del 2022. Ma il mercato guarda con ottimismo alla ripresa post-Covid a cura di SEBASTIAN BENDINELLI

L

a pandemia, com’è noto, ha colpito con particolare durezza il settore fieristico: quasi tutte le manifestazioni espositive, nazionali e internazionali, programmate da marzo in poi, sono state doverosamente rinviate, eccezion fatta per gli eventi che è stato possibile “trasferire” online. Anche MCE – Mostra Convegno Expocomfort, dopo un primo rinvio deciso per settembre – quando ancora sembrava che la situazione sarebbe potuta tornare alla normalità più in fretta – è stata rimandata al 2022: la fiera più importante per l’impiantistica civile e industriale, insieme a BIE – Biomass Innovation Expo, si terrà, sempre a Milano, dall’8

all’11 marzo 2022. L’autunno si presenta ancora carico di incertezze, nonostante il segnale positivo delle prime fiere che, come il SAIE di Bologna, hanno confermato il proprio svolgimento “in presenza”. Di certo c’è una grande voglia di ripartire e lasciarsi alle spalle i mesi terribili della scorsa primavera. E sappiamo che, anche grazie ai nuovi incentivi per la riqualificazione energetica messi in campo dal governo, l’impiantistica civile può fare da traino alla ripresa economica di tutto il sistema Paese. Spazio quindi all’innovazione, che non si è mai fermata, per raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi di efficienza energetica e comfort. www.casaeclima.com    n.86

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VIRTUAL MCE

SEMPRE PIÙ GREEN

IL CUORE DELLA CASA CONNESSA

Tecnologia e ambiente, prodotto e servizio, tradizione e futuro. Tra i numerosi prodotti presentati da ATAG Italia troviamo le nuove pompe di calore Energion M, tra le più silenziose ed efficienti dal punto di vista energetico rispetto ad altri prodotti della sua classe presenti sul mercato. Le pompe di calore, disponibili anche in versione Full Electric, estraggono il calore dall’aria e lo convertono in energia. Inoltre, non utilizzano combustibili fossili e abbassano le emissioni di CO2. Tra le altre novità anche la nuova caldaia a condensazione iZone che, in abbinamento al cronotermostato OneZone, permette di controllare le varie zone della casa, anche da remoto, attraverso sistemi smart home. www.atagitalia.com

Nibe presenta la nuova gamma di pompe di calore e accessori S-Series. La serie risponde alla necessità di avere sistemi sempre più connessi, soddisfando le richieste di una realtà sempre più digitale e gestibile via smartphone, tablet e pc. Controllo touch screen e WiFi integrato, abbinati a un design elegante e alla tradizionale semplicità scandinava, integrano la pompa di calore nella smart home. Il nuovo modulo di controllo Nibe SMO S40 permette di monitorare e ottimizzare le funzioni del sistema, modificando automaticamente i parametri per rendere ideale il comfort e ridurre al minimo i consumi. Se abbinato alle pompe di calore aria/acqua Nibe, il modulo si presenta come componente separato. È invece integrato nell’unità nel caso della gamma di pompe di calore geotermiche. Attraverso la app myUplink, il modulo di controllo consente all’utente di gestire la propria pompa di calore in tempo reale, ovunque si trovi. Anche il centro di assistenza verrà allertato via messaggio/e-mail qualora si presentasse un’anomalia, permettendo di intervenire da remoto, risparmiando tempo ed energia. Non trascurabile anche un servizio di controllo delle condizioni meteo, in base al quale la macchina può autoregolarsi di conseguenza, modulando i propri consumi. www.nibe.eu

POMPA DI CALORE ARIA-ACQUA SPLITTATA Baxi amplia la sua gamma di pompe di calore aria-acqua splittate inverter a basamento con PBS-i FS Slim. Dotata di un design compatto e bollitore ACS da 190 litri integrato, la gamma comprende tre modelli (4,5/6/8 kW) in grado di soddisfare ogni ambiente domestico. Tra le caratteristiche troviamo: facilità di installazione e rapida messa in servizio e la possibilità di collocamento in nicchie da 60x60 cm grazie alle dimensioni compatte (cm 195h x 56l x 58p). Il prodotto, inoltre, include la pompa di circolazione, filtro magnetico impianto e sfiati aria, caricamento manuale impianto, valvola a 3 vie per la produzione di ACS, valvola di sicurezza lato impianto e ACS, valvola termostatica ACS e anodo elettronico sul bollitore ACS. L’unità interna è molto silenziosa (<40 dBA), mentre la produzione di ACS avviene fino a 60 °C in pompa di calore e tempi di caricamento ridotti (75 minuti per il modello da 8 kW). Le funzioni di serie comprendono riscaldamento, raffrescamento e ACS; funzionamento tramite cronotermostato Baxi Mago o termostati on/off; conversione estate/inverno con cronotermostato Baxi Mago o contatto esterno; funzione Smart Grid; riscaldamento con regolazione climatica della temperatura; gestione di una zona diretta in riscaldamento e raffrescamento; gestione resistenza elettrica integrata su due livelli di potenza e possibilità di accumulare energia. Tra le funzioni opzionali, il kit di integrazione solare, il kit idraulico per la seconda zona miscelata e la gestione di una zona miscelata in riscaldamento e raffrescamento. www.baxi.it

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2.0 RINNOVA Soluzioni facili da installare, ideali per ambienti esistenti edifici pubblici

uffici

edifici commerciali

edifici scolastici

Ricambio continuo dell’aria con recupero termodinamico Rimuove l’aria esausta, immette aria pulita

Aria esterna -5 °C

Ingresso aria di rinnovo +20 °C

Portata d’aria di rinnovo da 300-400 m 3/h

Attraverso i sensori di CO 2, VOC, temperatura e umidità, regola automaticamente la portata aria di rinnovo

• Estrazione aria ambiente +20 °C

Versioni:

Orizzontale a soffitto

Optional: Lampada germicida UV-C Verticale a vista

Verticale ad incasso

Orizzontale da controsoffitto

Espulsione

www.innovaenergie.com


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CIRCOLATORI ELETTRONICI AD ALTA EFFICIENZA La famiglia di circolatori Ego si evolve e diventa ancora più efficiente con i nuovi nati della famiglia Ebara: i circolatori Ego 2 e Ego 2 Tech. Tra le novità troviamo l’indice di efficienza, tra i migliori della categoria grazie all’aggiornata tecnologia del motore a magneti permanenti, un nuovo display led che permette di visualizzare le curve di funzionamento e, nel caso degli Ego 2 Tech, anche i parametri relativi a consumi, prevalenza e portata. Le modalità di funzionamento si ampliano includendo anche la modalità automatica, che permette al circolatore di adattarsi all’impianto e trovare il miglior punto di funzionamento, e la modalità notturna per un ulteriore risparmio energetico. Le novità continuano con un design più compatto e leggero, accessori, come il guscio di coibentazione fornito di serie, e soluzioni tecniche studiate per facilitarne l’installazione. Tutto senza pregiudicare le caratteristiche tecniche già presenti nella gamma precedente. Inoltre, la garanzia degli Ego 2 e Ego 2 Tech viene ora estesa a 5 anni. www.ebaraeurope.com

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CON PURIFICATORE INTEGRATO

PREVENIRE IL CALCARE

Il modello della gamma LG Dualcool Atmosfera, oltre che per le tecnologie avanzate e le caratteristiche smart, si caratterizza per il design elegante e raffinato. Il nuovo arrivato in casa LG Electronics offre anche avanzate funzionalità di purificazione dell’aria per contribuire a rendere l’ambiente domestico ancora più salubre. Il sensore PM 1.0 posto sul lato dell’unità interna rileva le più sottili particelle di polvere e, quando necessario, avvia il sistema di purificazione. Il diffusore di ioni posizionato nella parte superiore dell’unità emette in ambiente 5 milioni di ioni negativi, che si attaccano alle particelle di polvere microscopiche. Tramite attrazione elettrostatica, tali particelle vengono attirate dal sistema di filtrazione magnetico HAF (High Air Flow) che le trattiene, emettendo in ambiente aria sana e pulita. Il controllo e la gestione sono resi ancora più semplici grazie alla tecnologia WiFi integrata nell’unità interna, con cui è possibile gestire il climatizzatore anche da remoto. Attraverso l’applicazione ThinQ di LG, disponibile per iOS e Android, è possibile personalizzare le impostazioni, selezionare e definire le temperature preferite, regolare l’inclinazione dei deflettori e la velocità di ventilazione, temporizzare la manutenzione del climatizzatore semplicemente tramite la voce, rimanendo comodamente seduti sul divano mentre ne comandiamo l’accensione, lo spegnimento, l’impostazione della temperatura, della velocità di ventilazione e della modalità operativa.

Da Watts l’innovativo sistema anticalcare ecosostenibile OneFlow che rimuove i depositi di calcare, mantenendone privi sia le tubazioni sia i sistemi e prevenendone la formazione. Il sistema migliora la qualità dell’acqua, favorendo una più lunga durata di rubinetti ed elettrodomestici e una migliore efficienza del sistema idrico. Non richiede alcuna aggiunta di sali o prodotti chimici e quindi non genera acque reflue. Tutti i minerali essenziali, calcio e magnesio, rimangono nell’acqua. OneFlow utilizza la tecnologia innovativa TAC (Template Assisted Crystallization) che garantisce la qualità dell’acqua potabile neutralizzando il calcare. I granuli contenuti nella cartuccia fissano i minerali di calcio e magnesio presenti nell’acqua dura e li trasformano in cristalli microscopici. Questi cristalli inerti in sospensione vengono trasportati dall’acqua e non aderiscono alle superfici. Oltre alla cartuccia, OneFlow include anche un filtro a carbone attivo da 20 micron. È disponibile anche una versione con un filtro a carboni attivi incluso. É molto compatto e facile da installare, può essere montato a parete o a pavimento e funziona senza elettricità. È sufficiente cambiare la cartuccia anticalcare dopo un certo periodo di tempo (2 o 3 anni) a seconda del modello o dopo un consumo massimo di acqua.

www.lgbusiness.it

www.wattswater.it

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LG DUALCOOL Atmosfera LG DUALCOOL Atmosfera Tutta nuova aria Tutta unauna nuova aria Godi del massimo comfort 365 giorni l’anno con il nuovo DUALCOOLcomfort Atmosfera: climatizzatore con purificatore Godi del massimo 365 giorni l’anno con il nuovo d’aria integrato, che rileva il particolato grazie al sensore DUALCOOL Atmosfera: climatizzatore con purificatore PM1.0, lo cattura con il diffusore di ioni e lo trattiene con d’aria integrato, che rileva il particolato grazie al sensore il filtro magnetico.

PM1.0, lo cattura con il diffusore di ioni e lo trattiene con il filtro magnetico.


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UNITÀ DI RINNOVO E PURIFICAZIONE DELL’ARIA HRA-i SLIM è la nuova unità di rinnovo e purificazione dell’aria in pompa di calore di Innova, che consente l’installazione a controsoffitto della tecnologia combinata di recupero passivo e termodinamico con compressore DC inverter anche in abitazioni con soffitti alti “solo” 2.700 mm. L’unità, infatti, necessita di soli 300 mm per la sua installazione (controsoffitto incluso). Questo è stato reso possibile grazie all’utilizzo del nuovo compressore DC inverter orizzontale, progettato e sviluppato dall’azienda, che ha consentito di ridurre l’altezza complessiva dell’unità a soli 255 mm. Ulteriore novità introdotta sono i ventilatori “intelligenti” a portata costante che, aumentando o diminuendo autonomamente la loro velocità in funzione delle perdite di carico dei canali per ottenere l’esatta portata d’aria, hanno consentito di semplificare sia l’installazione, sia la fase di avviamento/settaggio iniziale dell’unità e l’utilizzo di sonde di rilevazione dell’umidità e della qualità dell’aria (PM e CO2) che consentono di gestire automaticamente la portata aria di rinnovo in funzione della reale qualità dell’aria all’interno della casa migliorando, di fatto, sia il comfort, sia il risparmio energetico. La qualità dell’aria è garantita dall’utilizzo di filtri in alta classe di efficienza (ISO ePM1 80% secondo la norma ISO 16890:2017) che filtrano e immettono in ambiente aria purificata e climatizzata. Grazie all’efficienza complessiva del recupero statico combinato con il circuito frigorifero in pompa di calore con compressore DC inverter e ai ventilatori plug fan a corrente continua, HRA-i SLIM consente, inoltre, di ridurre sensibilmente i costi di esercizio, garantendo un più che significativo aumento dell’efficienza. Il termostato remoto è dotato di WiFi integrato grazie al quale l’utente può gestire le regolazioni dell’unità da remoto, mentre l’assistenza tecnica può verificarne il corretto funzionamento ed, eventualmente, modificarne i paramenti funzionali riducendo costi e tempi di intervento a garanzia di un servizio immediato. www.innovaenergie.com

LINEA ECOSOSTENIBILE Da Frost Italy la nuova linea ecosostenibile di unità refrigeranti condensate ad aria da installare all’esterno con ventilatori assiali e batterie alettate a microcanale in alluminio. La logica costruttiva modulare con disposizione delle batterie a V di Eris permette minori ingombri, senza precludere la superficie di aspirazione. Ovviamente, minori ingombri si traducono in minor spazio da dedicare all’unità in sede di posa, permettendo di ottimizzare gli spazi tecnici. Progettate per ottenere un funzionamento silenzioso, efficiente e affidabile, le unità risultano estremamente semplici da installare e di ridotta manutenzione. Ogni singola unità è collaudata in sede e viene fornita completa di olio e refrigerante necessari per il funzionamento. www.frostitaly.it

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CONTABILIZZAZIONE, CONSUMI E FUNZIONAMENTO SOTTO CONTROLLO Per consentire il controllo dei consumi e il corretto funzionamento dei suoi sistemi di contabilizzazione del calore ista punta su due portali: ista iPMP webportal e ista Connect. Diversi i servizi offerti da ista iPMP webportal, tra cui: la visualizzazione dell’elenco degli impianti collegati all’utente, la trasmissione della lista utenti, la distinta spese e i grafici dei consumi di calore, acqua calda e acqua fredda degli ultimi anni. Inoltre, consente di scaricare i file dei dati di consumo, avvisa i gestori in caso di perdite nelle varie utenze e, nel caso in cui si gestiscano più condomìni, consente di affidare ogni singolo impianto a un diverso utente, fornendo credenziali dedicate e personalizzate. Da questa sezione è possibile inviare, in tempo reale e attraverso pochi e semplici step, qualsiasi richiesta per un eventuale intervento tecnico che vengono inoltrate, senza nessun passaggio intermedio, al team del reparto tecnico, evitando perdite di tempo per la preparazione di specifiche e-mail e/o inutili attese al centralino. ista Connect invece è un portale che offre agli utenti la trasparenza dei loro consumi individuali di energia. Il portale utente consente di fornire risposte in tempo reale alle più frequenti domande poste dagli inquilini quando ricevono i conteggi sulla contabilizzazione di acqua e calore. www.ista.com


CREIAMO INSIEME IMPIANTI DI RISCALDAMENTO PIÙ EFFICIENTI

I marchi che compaiono su questi prodotti, compreso, in via non limitativa, Grundfos, il logo Grundfos e “be think innovate”, sono marchi registrati di proprietà di The Grundfos Group. Tutti i diritti riservati. © 2020 Grundfos Holding A/S, tutti i diritti riservati.

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NON SOLO RISCALDAMENTO...

PER UN CLIMA PERFETTO

Satellite d’utenza ad acque separate, a doppio scambiatore e produzione simultanea di acqua calda sanitaria, HC IVAR ESAT Dual è stato progettato per applicazioni sia di riscaldamento che di raffrescamento. Il sistema è fornito completo di connessioni per due circuiti primari separati: circuito primario di acqua calda per la produzione istantanea di ACS e circuito primario di acqua calda o gelida per il riscaldamento invernale o il raffrescamento estivo. Inoltre, il satellite d’utenza possiede le connessioni per due circuiti secondari: per la produzione e la distribuzione di ACS, compresa la connessione di ricircolo, e per la distribuzione all’utenza di acqua calda per il riscaldamento invernale e acqua fredda per la climatizzazione estiva. A elevata tecnologia, ma contenuto in uno spazio estremamente compatto, il prodotto ha dimensioni davvero ridotte (700 x 550 x 300 mm) che ne consentono l’installazione in piccoli ambienti. Ma non finisce qui: è infatti consentito anche il montaggio capovolto del satellite. Questa soluzione è inoltre dotata di stacco per il riempimento del circuito di riscaldamento/raffrescamento all’utenza, centralina elettronica di controllo, coibentazione e cassetta pensile.

Progettati per garantire una temperatura ideale in ogni stagione, i climatizzatori della serie MSZ-LN Kirigamine Style di Mitsubishi Electric sfruttano il refrigerante a basso impatto ambientale R32 per raggiungere prestazioni ineguagliabili e un comfort assoluto. L’efficienza energetica è ai massimi livelli (A+++) sia in riscaldamento sia in raffreddamento, mentre il minimo livello di pressione sonora (19dBA) rende il funzionamento dell’unità virtualmente impercettibile. Disponibile in tre colorazioni diverse (Ruby Red, Onyx Black e Pearl White) e in quattro taglie, Kirigamine Style si adatta a ogni tipologia di ambiente. Il filtro attivo “Plasma Quad Plus” è in grado di abbattere inquinanti indoor, batteri, odori e polveri sottili fino al PM2.5. Grazie alla tecnologia Double Barrier Coating, i componenti interni vengono trattati con un secondo strato protettivo che impedisce il depositarsi di polvere e impurità anche dopo lunghi periodi di tempo, riducendo i consumi e limitando la necessità di manutenzione dell’unità. Il sensore 3D I-see Sensor monitora la temperatura dell’ambiente e la posizione delle persone e, con l’ausilio del doppio deflettore, viene garantita una distribuzione dell’aria ottimale. Kirigamine Style è dotato di connessione WiFi di serie che permette, tramite la piattaforma MELCloud, di gestire l’impianto di condizionamento da remoto. MELCloud è inoltre compatibile con Alexa, l’assistente vocale di Amazon. climatizzazione.mitsubishielectric.it

www.ivar-group.com

DESIGN E PRESTAZIONI Toshiba annuncia l’uscita delle nuove unità interne ed esterne SHORAI Edge. Capace di adattarsi a qualsiasi tipo di ambiente, l’unità interna può essere installata su qualsiasi parete grazie alla predisposizione delle marcature di taglio per il collegamento delle tubature non visibili, perché poste all’interno dello chassis. Le unità interne sono collegabili sia a unità esterne di tipo mono-split che multi-split. SHORAI Edge è stato progettato per offrire un funzionamento quasi privo di rumore e, contemporaneamente, un comfort ottimale fino alla classe A+++, sia in modalità di riscaldamento che di raffrescamento. L’unità esterna è una delle più silenziose sul mercato, con un livello di pressione sonora nominale pari a 44 dB(A). Inoltre, la funzione Silent permette di ridurre ulteriormente il livello di rumore dell’unità esterna di 6 dB(A), mentre le funzioni Quiet – di cui è dotata l’unità interna – la rendono quasi impercettibile, solo 19 dB(A). Disponibile in sette modelli che coprono l’intervallo da 2,0 a 7,0 kW per il raffrescamento e da 2,5 a 8,0 kW per il riscaldamento, il compressore rotary e la tecnologia a modulazione di potenza (inverter) di Toshiba consentono a SHORAI Edge di regolare in qualsiasi momento la capacità di riscaldamento e raffrescamento, adattando la velocità del compressore all’effettiva richiesta. Le unità sono in grado di offrire un rapporto di efficienza energetica stagionale (SEER) fino a 8,6 e un coefficiente di prestazione stagionale (SCOP) fino a 5,1. L’unità vanta inoltre la nuova tecnologia di raffrescamento HADA Care che ottimizza la distribuzione dell’aria nell’ambiente e protegge i livelli di idratazione della pelle. SHORAI Edge è infine dotato del filtro Ultra-Pure PM2.5, in grado di trattenere con un’efficienza pari al 94% il particolato atmosferico fine con diametro inferiore a 2,5 μm (micron). www.toshibaclima.it

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GENERATORI DI CALORE

INFORMAZIONE DALLE AZIENDE

Alte prestazioni, design compatto La nuova Aquarea Monoblocco R32 – Alta Connettività Generazione J di Panasonic è una pompa di calore in grado di raggiungere la classe A+++ in riscaldamento

L’ultima arrivata nella famiglia Aquarea di Panasonic è la nuova monoblocco ad alta connettività generazione J con refrigerante R32, una pompa di calore che racchiude un sistema ad alte prestazioni in un’unica unità esterna compatta. Tale linea è la soluzione ideale per nuove installazioni, ristrutturazioni e abitazioni a basso consumo energetico e raggiunge il più alto livello di efficienza energetica, A+++, in riscaldamento. Disponibile in modelli da 5 kW, 7 kW e 9 kW termici nominali, questa pompa di calore garantisce alte prestazioni in presenza di temperature esterne fino a -20°C, permette di raggiungere una temperatura dell’acqua in uscita pari a 60°C, mentre, in termini di raffrescamento, la gamma può fornire acqua refrigerata con una temperatura esterna fino a 10°C. La caratteristica principale della nuova monoblocco è il design ricercato e minimale, che le consente di occupare solo un piccolo spazio all’esterno dell’abitazione. Tutto il refrigerante è infatti sigillato nella piccola unità esterna, mentre sono lasciati all’esterno gli attacchi dell’acqua a servizio dell’impianto. Una soluzione ideale per aree con spazio limitato o addirittura all’interno di spazi più grandi che richiedono un design più piacevole e discreto. Senza dimenticare l’importanza dell’ambiente, Aquarea utilizza il refrigerante R32, facile da riciclare, non distruttivo dello strato di ozono atmosferico e con un impatto sul riscaldamento globale minore del 75% rispetto a quello di un’uguale quantità di R410A. Si tratta un’alternativa più economica e con maggiore efficienza rispetto a quest’ultimo: per ottenere gli stessi risultati energetici, occorre il 30% in meno di R32, e, in questo modo, gli utenti possono risparmiare sui costi e avere significativi benefici ambientali.

Panasonic sa quanto al giorno d’oggi sia importante poter gestire a distanza le proprie soluzioni di climatizzazione. Per questo ha dotato la Monoblocco J Generation di due sistemi di controllo, Aquarea Smart Cloud e Aquarea Service Cloud. Il primo permette agevolmente all’utente sia il controllo, sia la supervisione della propria pompa di calore. Aquarea Smart Cloud consente, infatti, l’accensione e lo spegnimento dell’unità e l’impostazione delle temperature ambiente e di produzione dell’acqua calda sanitaria, oltre a un completo controllo dei malfunzionamenti e dei consumi energetici. Per un supporto intelligente alla manutenzione, si affianca poi il sistema Aquarea Service Cloud, che permette al tecnico di esaminare, da remoto, il funzionamento della pompa di calore, individuando eventuali anomalie. Questa funzione consente agli addetti alla manutenzione sia di risparmiare tempo e visite, sia di agire tempestivamente sul guasto.

Panasonic Marketing Europe Gmbh Viale dell’Innovazione, 3 20126 – Milano (MI) www.aircon.panasonic.eu | aircond.info.pit@eu.panasonic.com


VIRTUAL MCE

IL VENTILRADIATORE CHE NON C’ERA I ventilradiatori, rispetto a un pavimento radiante, offrono un comfort equiparabile dal punto di vista climatico e maggiore dal punto di vista acustico (in estate), oltre a risultare economicamente più vantaggiosi, nel medio-lungo termine. Olimpia Splendid, prima azienda ad aver introdotto sul mercato il fancoil ultraslim, con uno spessore ridotto a soli 12,9 cm (rispetto allo standard da circa 23 cm), ha deciso nel 2020 di ampliare la propria gamma Bi2 Air, convinta che la richiesta di fancoil eleganti, potenti e sottili sarà la nuova tendenza anche al di fuori dell’ambito residenziale. L’ampliamento prevede l’introduzione di un nuovo standard che sino ad oggi non era presente: il ventilradiatore Bi2 Air Slim da 17,9 cm di spessore e fino a 4.7 kW di potenza (contro i 3.8 kW dei ventilradiatori ultraslim). Il design di Bi2 Air Slim è firmato Ercoli+Garlandini e mantiene inalterate le caratteristiche più apprezzate del suo predecessore, per assicurare all’intera gamma un family feeling distintivo. La scocca frontale monoblocco semplifica la fase di installazione e rende più facile effettuare la manutenzione. Il doppio flap motorizzato a copertura delle griglie e i comandi integrati touch rendono il prodotto elegante da vedere, generoso nell’erogazione della sua potenza e facile da gestire: grazie al nuovo “multiset control” che consente di scegliere la modalità di gestione preferita – a bordo macchina, da remoto con cronotermostato a parete o con domotica – utilizzando il menù di setting, al momento dell’installazione. Il nuovo ventilradiatore slim è disponibile anche nella versione a incasso, per la massima integrazione nell’ambiente. È inoltre possibile scegliere tra la versione ventilconvettore tradizionale e la versione ventilradiatore, con tecnologia radiante brevettata Olimpia Splendid. www.olimpiasplendid.it

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NUOVA GENERAZIONE DI POMPE DI CALORE INVERTER

SCALDACQUA ISTANTANEI A CONDENSAZIONE

Le nuove pompe di calore i-32V5 Maxa sono state progettate per soddisfare le esigenze di climatizzazione invernale ed estiva per i più moderni impianti, sia in ambito residenziale sia commerciale. Utilizzando il gas ecologico R32 a basso GWP sono la soluzione ideale in abbinamento a sistemi con pavimento radiante/ventilconvettori, con fornitura elettrica da rete e/o da fonti rinnovabili. Estremamente versatili e predisposte per la produzione di acqua calda per il riscaldamento invernale e acqua fredda per il raffrescamento estivo dell’ambiente e per la produzione di acqua calda sanitaria. Caratterizzate da un’altissima efficienza energetica e riduzione dei consumi di energia elettrica rispettando le alte performance di prestazione. La gamma è composta da unità monoblocco disponibili in 8 diverse potenze da 4kW fino a 18kW per rispondere ad ogni specifica applicazione. Possibilità di collegamento in cascata fino a un massimo di 7 unità anche in taglie diverse. Inoltre possono essere integrate a sistemi esterni di home building automation o di domotica. Tutta la serie è poi controllabile da remoto e dotata di protocollo Modbus di serie.

Rinnai propone la nuova serie Infinity Sensei da 26 e 32 litri/minuto per installazione all’interno o all’esterno. I Sensei presentano l’innovativo R-Evolution, scambiatore in acciaio inox brevettato che si contraddistingue per massima resistenza a shock termici e corrosione da cloro e condense acide. Il bruciatore, in fibra metallica a maglia rovesciata, garantisce un’omogenea distribuzione del calore e una completa condensazione, con basse emissioni di NOx. La valvola zero governor, stabilizzando il rapporto stechiometrico, assicura una combustione sempre ottimale a modulazione continua di aria e gas, mentre un setto mobile aggiuntivo consente di ridurre la pressione minima di esercizio gas fino a una soglia limite di -0,1 mbar. La scheda elettronica consente di impostare e monitorare i parametri di funzionamento direttamente dal comando remoto di serie, mentre la gestione della batteria diviene più smart, con un unico connettore che collega fino a 24 apparecchi e con un nuovo sistema di indirizzamento IP per Master-Slave. Nelle versioni per installazione interna, i Sensei sono predisposti per fumisteria coassiale Ø80/125 o sdoppiata Ø80/80 e raggiungono una lunghezza massima equivalente fino a 46m. Sono inoltre provvisti di valvola clapet integrata: maggior sicurezza e riduzione del numero di accessori al di fuori dello scaldabagno.

www.maxa.it

www.rinnai.it

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RISCALDAMENTO

INFORMAZIONE DALLE AZIENDE

Efficienti, green, digitali Viessmann presenta le caldaie di nuova generazione Vitodens serie 200, con design rinnovato ed efficienza stagionale fino al 98%

Una serie di caldaie a condensazione innovative, sviluppate con la collaborazione degli installatori per garantire prestazioni di categoria superiore: le nuove Vitodens 200 di Viessmann, grazie a classe energetica fino ad A+, efficienza stagionale fino al 98% e massima silenziosità, sono la soluzione perfetta per le esigenze di abitazioni e piccole attività commerciali. Con l’introduzione della nuova gamma, Viessmann propone un rinnovamento nel design e nella cura dei dettagli che permette di integrare armoniosamente le caldaie in qualsiasi contesto abitativo: nuova colorazione bianca con finitura opaca Vitopearlwhite, riduzione del raggio degli spigoli della caldaia, pannello frontale ultra-piatto nero in cui è integrato il display della regolazione digitale, luce LED integrata rossa (Lightguide) che segnala lo stato di funzionamento della caldaia. Disponibili con potenza da 1,9 a 32 kW, le nuove caldaie sono già predisposte di serie alla connessione all’impianto Wi-Fi di casa per una gestione ancora più smart dell‘impianto. La app gratuita ViCare consente di monitorare l’impianto in modo intuitivo, migliorando il comfort e la sicurezza e riducendo i costi per il riscaldamento dell’abitazione. ViCare segnala immediatamente eventuali anomalie di funzionamento, compresi i cali di pressione, al centro assistenza di fiducia dell’utente. Le nuove Vitodens sono più semplici anche da installare: grazie alla nuova app ViStart, il tecnico è guidato mentre effettua la configurazione. Nei nuovi modelli della gamma Vitodens 200 vengono proposte due nuove tipologie di display dal facile utilizzo: la versione touch screen grafico a colori da 7”, che consente di visualizzare il consumo energetico e la resa dell’eventuale impianto solare calcolati dal software interno Energy Cockpit, oppure la proposta con schermo in bianco e nero da 3,5“. Il cuore delle nuove Vitodens serie 200 è costituito dal bruciatore MatriX-Plus con Lambda Pro Plus e dal corpo caldaia Inox-Radial

in acciaio inossidabile con effetto autopulente. Questa combinazione si distingue per il suo funzionamento efficiente: consente di raggiungere un rendimento stagionale fino al 98% rispetto al potere calorifico superiore, ed è garanzia di basse emissioni inquinanti, di silenziosità, di alta affidabilità e di grande risparmio, sia per quanto riguarda i costi legati al riscaldamento sia per quelli relativi alla manutenzione. Allo sviluppo della nuova serie Vitodens 200 hanno contribuito anche gli installatori: da questa collaborazione è nata una gamma che risponde alla mission di Viessmann di creare spazi abitativi per le generazioni future, attraverso tecnologie che assicurano il mantenimento del pianeta. I livelli di efficienza, di riduzione dei costi energetici e di emissioni inquinanti, di silenziosità, di facilità di installazione e gestione digitale delle nuove Vitodens serie 200 sono così eccellenti che queste caldaie soddisfano già a tutti gli effetti gli standard futuri. Sul canale YouTube di Viessmann Italia sono disponibili brevi video utili sia al professionista in fase di installazione della caldaia sia all’utente che vuole imparare a gestire la propria Vitodens nel modo più efficiente.

Viessmann S.r.l. Via Brennero, 56 37026 – Balconi di Pescantina (VR) www.viessmann.it | info@viessmann.it


VIRTUAL MCE

INTERAZIONE TRA POMPA DI CIRCOLAZIONE E SMARTPHONE Con l’applicazione eLink – disponibile per Android e iOS – e la pompa di circolazione TacoFlow2 eLink, Taconova sta facendo un passo verso gli edifici intelligenti. La pompa, infatti, può essere collegata tramite Bluetooth all’app, rendendo il lavoro dell’installatore particolarmente comodo. Nell’interfaccia user-friendly dell’app, tutte le impostazioni della pompa possono essere modificate direttamente dal touch screen. Nove curve di pressione proporzionale e nove curve di pressione costante possono essere impostate tramite il collegamento eLink, consentendo la regolazione del sistema di riscaldamento. Altre modalità disponibili sono la velocità costante e la funzione ActiveADAPT. Quest’ultima garantisce un’elevata efficienza energetica poiché permette di regolare automaticamente la potenza della pompa in base alle esigenze dell’impianto di riscaldamento. Le impostazioni e il punto di funzionamento correnti della pompa di circolazione vengono visualizzati in un chiaro rapporto, consentendo all’installatore di documentare e tracciare l’impianto. Oltre al funzionamento in combinazione con l’app, TacoFlow2 eLink può essere utilizzato anche in modalità manuale. Con prevalenze di mandata di 6 m e 7 m, una portata massima di 4,4 m3/h e un campo di temperatura da 2 °C a 110 °C, TacoFlow2 eLink viene utilizzata negli impianti di riscaldamento a tubi singoli e doppi, negli impianti di riscaldamento a pavimento e nei sistemi solari. www.taconova.com

ANALISI DI COMBUSTIONE SMART Da Testo il nuovo analizzatore di combustione testo 300. Caratteristica principale del nuovo strumento è il display SmartTouch da 5” che ne permette un uso intuitivo, esattamente come uno smartphone. Il display non solo permette di vedere in HD tutti i valori misurati in un grafico o in una tabella, ma facilita anche la documentazione. Per resistere anche alle condizioni più estreme, lo strumento è dotato di display antigraffio ribassato e ricoperto da una pellicola protettiva intercambiabile. Quattro calamite garantiscono un fissaggio sicuro, mentre i sensori – estremamente durevoli – dispongono di una diluizione automatica opzionale fino a 30.000 ppm CO. Con testo 300 i protocolli di misura con tutti i dati dei valori misurati, del cliente e dell’impianto di riscaldamento possono essere creati direttamente sul posto. Il report può essere completato con i propri commenti, la firma del cliente, e una o più fotografie scattate direttamente dall’analizzatore. Inoltre, se è disponibile una rete WiFi, i protocolli possono essere inviati subito in ufficio o al cliente oltre che averli memorizzati nello strumento. Oltre al sensore O2 e CO, gli strumenti sono predisposti per un terzo sensore per la misura degli NOx. www.testo.it

CRONOTERMOSTATO WIFI DA SEMINCASSO Wi-Time è il giusto connubio di funzionalità e design, pensato per chi cerca un cronotermostato WiFi per controllare il riscaldamento della propria casa tramite smartphone. Il vantaggio di un cronotermostato risiede nella possibilità di gestire al meglio i consumi con due benefici: una riduzione del costo della bolletta e delle emissioni nocive per l’ambiente. Grazie all’app Seitron Smart, già disponibile per Android e iOS, è facile utilizzare tutte le funzionalità previste dalla modalità crono e definire le temperature desiderate ora per ora/giorno per giorno. L’app può gestire più termostati contemporaneamente, installati anche in edifici diversi, e consente il monitoraggio del riscaldamento su base mensile. Non possiedi una connessione WiFi? Non è un problema. I quattro pulsanti touch permettono di gestire l’accensione e lo spegnimento, di aumentare o diminuire la temperatura di setpoint, di selezionare la modalità di funzionamento tra riscaldamento e raffrescamento, di regolare i parametri di base antigelo, offset, isteresi. Con la sua struttura a semi incasso, la finitura lucida e il display LCD circolare a colori, Wi-Time risulta elegante; inoltre, la presenza di luci a led lungo il profilo interno lo rendono facilmente individuabile al buio e creano una piacevole atmosfera. www.seitron.com

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INTERVISTA

Superbonus: quali soluzioni per il doppio salto di classe? Dalle pompe di calore ai prodotti ibridi: tutte le soluzioni per interventi di efficienza energetica che consentono di beneficiare delle detrazioni al 110%. Ce ne parla Nicola Marcon, Marketing Manager di SIME PATRIZIA RICCI

G

li interventi finanziati con il Superbonus 110%, introdotto con il Decreto Rilancio (art. 119), per i lavori di riqualificazione energetica di condomini e singole abitazioni dovranno garantire “il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, ovvero, se non fosse possibile, il conseguimento della classe energetica più alta, da dimostrare mediante l’Attestato di Prestazione Energetica (APE)”. Una condizione necessaria per accedere al beneficio. Per migliorare l’impatto sarà necessario combinare interventi trainanti, ovvero necessari per accedere alla detrazione del 110% e che prevedono alcuni requisiti minimi, e trainati, che accedono alla detrazione fiscale maggiorata solo se effettuati contestualmente a quelli trainanti. Tutti questi interventi, pertanto, vanno considerati nel loro complesso, ai fini della valutazione della classe energetica. Per conoscere le soluzioni che il mercato offre per il conseguimento del salto di due classi, abbiamo parlato con Nicola Marcon, Marketing Manager di SIME, azienda che da quasi cinquant’anni rappresenta un punto di riferimento nel settore del comfort ambientale. “Operando nel settore del riscaldamento, l’ambito dei nostri interventi è la sostituzione del sistema di climatizzazione invernale con soluzioni differenti per singole unità immobiliari e per l’intero edificio, nel caso dei condomini”.

C&C: Come si differenziano gli interventi? N. M.: In un condominio, per beneficiare del Superbonus 110% a livello impiantistico, è necessario che sia prevista la sostituzione dell’impianto centralizzato esistente con altro maggiormente efficiente. Non sono detraibili né la sostituzione di un impianto centralizzato con singoli impianti autonomi né interventi effettuati sugli impianti autonomi. Va detto che la sola sostituzione del generatore difficilmente garantisce il doppio salto di classe. L’intervento va dunque generalmente abbinato all’altro “trainante” che, in questo caso, è l’isolamento dell’edificio per più del 25% della superficie disperdente 28

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NICOLA MARCON, Marketing Manager SIME (punto a, comma 1). Le nostre soluzioni offrono sistemi modulari a condensazione per installazione da interno o esterno, la serie Murelle Equipe, in acciaio, con potenze di 35, 50, 70 e 110 kW, e con possibilità di essere messe in cascata, in funzione del fabbisogno termico del condominio, facilmente installabili anche in centrali termiche con accessi problematici, e caldaie singole in alluminio, compatte e leggere, con una gamma di potenza da 80 a 280 kW (vers. Alu HE) e 360-720-1100 kW (vers. Alu Plus HE) e dimensioni tali da consentire il passaggio anche nelle centrali termiche più vecchie. Anche in questo caso le caldaie sono dotate di serie di gestione della cascata per realizzare facilmente impianti di diversi Megawatt. Nel caso, invece, delle singole unità immobiliari, oltre alle caldaie a condensazione, ammesse dall’ultima versione del decreto, è preferibile ricorrere a soluzioni ibride (pompa di calore + caldaia) o alla sola pompa di calore, dato che la sostituzione della sola caldaia non garantisce l’accesso al Superbonus. SIME è in grado di proporre una soluzione ibrida particolarmente “smart” che, con una minima inva-


sività dell’intervento e un’estrema facilità di installazione, sostituendo il solo generatore di calore, consente, nella maggior parte dei casi, di beneficiare del Superbonus. Si tratta di Murelle Revolution, che integra in un solo prodotto una caldaia a condensazione a gas e una pompa di calore aria/acqua (vedi Box 1, Ndr).

Quale altro vostro prodotto, ad esempio, potrebbe essere aggiunto a una soluzione ibrida? Se l’inserimento di una soluzione ibrida, del tipo Murelle Revolution, non dovesse risultare sufficiente, un ulteriore intervento, in termini di aumento della prestazione, potrebbe essere costituito da uno scaldacqua in pompa di calore o, meglio ancora, dal solare termico. Le nostre simulazioni hanno dimostrato che il passaggio di due classi è verificato sia nel caso si parta da una bassa classe di prestazione energetica come la G, sia partendo, ad esempio, dalla classe B di un edificio di recente costruzione. Va precisato che questa soluzione è ideale per la climatizzazione invernale e produzione di acqua calda sanitaria, mentre non può essere utilizzata per il raffrescamento.. È anche vero, però, che essendo molte abitazioni già dotate di impianti di climatizzazione estiva, il prodotto rappresenta una soluzione ottimale nella maggior parte dei casi.

Qualora si decida per una soluzione più invasiva, a vantaggio di una maggiore efficienza, cosa proponete? Nel caso in cui possa essere conveniente sfruttare contemporaneamente più fonti di energia per garantire l’ottimale funzionamento del sistema nel suo complesso SIME propone Edea Hybrid, il sistema ibrido compatto per il riscaldamento, il raffrescamento degli ambienti e per la produzione di acqua calda sanitaria, che può essere configurato in base alle esigenze impiantistiche dell’utente. La composizione di Edea Hybrid prevede infatti un’unità murale completa di generatore a condensazione, bollitore ACS in acciaio inox, puffer/ disgiuntore e tutti i componenti necessari alla perfetta integrazione in impianto, e la pompa di calore SHP M EV nelle taglie 6, 8 e 10 kW, da scegliere in base alle esigenze impiantistiche. La sua particolarità è la compattezza, oltre al fatto di essere progettata per

migliorare l’efficienza della pompa di calore anche durante la preparazione dell’acqua calda sanitaria che, se necessario, è integrata in serie dal generatore a condensazione. Edea Hybrid è progettata appositamente per sfruttare al massimo l’energia da fonte rinnovabile e per soddisfare pienamente i requisiti imposti dal contesto normativo. In Edea Hybrid il bollitore da 55 litri viene riscaldato esclusivamente dalla pompa di calore attraverso uno scambiatore a piastre sovradimensionato che risulta fondamentale per ottenere la massima efficienza del generatore (COP) e tempi di preparazione ridotti. La presenza della pompa di calore richiede però un sistema di emissione radiante o dei fancoil idronici e quindi, laddove questi non fossero presenti, un intervento decisamente più invasivo.

UNA SOLUZIONE IBRIDA: MURELLE REVOLUTION “Murelle Revolution – spiega Nicola Marcon – integra una caldaia a condensazione a gas da 24 kW e una pompa di calore aria/acqua da 4 kW termici. Ha le dimensioni di una caldaia con bollitore e la pompa di calore non necessita di unità esterna: entrambi i generatori sono ospitati all’interno del mantello. Il circuito frigorifero è sigillato di fabbrica e non richiede certificazione F-Gas e registrazione in banca dati in fase di installazione. Inoltre la potenza elettrica assorbita dalla pompa di calore è inferiore ad 1 kW. Il prodotto richiede i classici allacciamenti acqua e gas e, in caso di installazione interna, due fori di diametro 160 mm sul muro perimetrale per assorbire il calore dall’aria esterna. La pompa di calore concorre alla funzione riscaldamento, è posta sul ritorno dell’impianto e lavora in serie con la caldaia innalzando così l’efficienza complessiva del sistema, il cui rendimento medio stagionale in riscaldamento è del 134%, rientrando nella classe di efficienza A++ secondo la direttiva ELD. In base alle simulazioni da noi effettuate, considerando tre diverse tipologie di edifici, posti in tre differenti zone climatiche da Nord a Sud Italia, testati con un software certificato, l’inserimento di questa unica soluzione, senza il ricorso ad altri interventi, consente di per sé il salto delle due classi necessario per beneficiare dell’incentivo. Inoltre, raggiungendo una temperatura di mandata di circa 75°C, Murelle Revolution può lavorare con impianti dotati di sistemi di emissione costituiti da radiatori che, secondo un’indagine del Cresme, rappresentano circa il 92% degli impianti esistenti in Italia. Cosa che una normale pompa di calore, lavorando a bassa temperatura con 40/50 °C di mandata, non può fare, necessitando, per un corretto funzionamento, della sostituzione dell’impianto di emissione a radiatori con uno radiante e, quindi, di un intervento decisamente più invasivo.”

CALDAIA A CONDENSAZIONE. Murelle Equipe www.casaeclima.com    n.86

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SPECIALE

VMC

La qualità dell’aria non è mai stata più importante Le soluzioni di ventilazione meccanica controllata (VMC) garantiscono una buona IAQ negli ambienti chiusi, riducendo la concentrazione di virus e altri inquinanti PATRIZIA RICCI

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SPECIALE

I

l tema della qualità dell’aria indoor è sempre più importante per la salute, anche a causa del continuo aumento dell’inquinamento esterno e del tempo che le persone trascorrono negli ambienti confinati. Questa problematica è stata aggravata dalla diffusione dell’epidemia da virus SARS-CoV-2. Nella fase di “convivenza con il virus” nella quale ci troviamo, in assenza di un vaccino, è evidente che il “ritorno al lavoro del personale o di coloro che stanno già lavorando non possa prescindere dalla ‘nuova percezione sociale che si avrà dei luoghi di lavoro’ che deve trovare, rapidamente e senza ambiguità, una risposta nelle misure di contenimento del rischio di trasmissione e contagio” e rende necessario adottare “appropriate e organiche procedure di prevenzione e protezione, di facile attuazione in materia di salute, durante la permanenza nei diversi ambienti” senza trascurare, il “miglioramento della qualità dell’aria indoor”. A sottolinearlo è il rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) – Rapporto ISS COVID-19 n. 5/2020 Rev. 2 – dal titolo “Indicazioni ad interim per la prevenzione e gestione degli ambienti indoor in relazione alla trasmissione dell’infezione da virus SARS-CoV-2”, nella versione aggiornata del 25 maggio 2020. L’ultima versione del Rapporto, che si sofferma su due diverse tipologie di ambienti, domestici e lavorativi, specifica “le nuove procedure da mettere in atto per garantire un buon ricambio dell’aria nei diversi ambienti sulla base del numero di lavoratori, fornendo indicazione sul ricambio naturale, sugli impianti di ventilazione meccanica e sulla periodicità della pulizia dei filtri in dotazione agli apparecchi terminali”. Il documento ricorda inoltre che “la trasmissione del SARS-CoV-2 avviene prevalentemente mediante il contatto interumano tra persona e persona, attraverso l’inalazione di goccioline (droplet), di dimensioni ≥5 μm di diametro generate dalla tosse o starnuti e dagli atti del parlare e del respirare. Tali droplet generalmente si propagano per brevi distanze”. Sulla base delle considerazioni su questa tipologia di diffusione, riconosciuta anche dall’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) e ritenuta effettiva solo su brevi distanze, nell’ordine di qualche metro in un ambiente chiuso, sia l’OMS che il Gruppo di lavoro ISS Ambiente e Qualità dell’aria indoor hanno evidenziato la necessità di ventilare gli ambienti chiusi, fornendo alcune raccomandazioni per mantenere un buon livello di IAQ (vedi Box 1) negli ambienti lavorativi e domestici.

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CHE COSA È LA IAQ?

BOX 1

Secondo la definizione ASHRAE, “la qualità dell’aria in un ambiente è considerata accettabile quando non sono presenti inquinanti in concentrazioni dannose, secondo quanto stabilito dalle autorità competenti, e quando una notevole quantità di persone (80% almeno) non esprime insoddisfazione”. Gli effetti sulle persone possono dipendere dal tipo di inquinante, la dose, il tempo di esposizione e la via di trasmissione. Il problema è sempre più sentito per l’aumento dell’inquinamento dell’aria esterna, per l’utilizzo di materiali d’arredo e di costruzione che sono fonti di inquinanti, per una manutenzione degli impianti di condizionamento trascurata e per l’utilizzo di serramenti a tenuta che riducono i ricambi naturali dell’aria. Ogni anno secondo l’OMS, nei Paesi a basso e medio reddito, sono più di 8 milioni le persone che muoiono a causa dell’inquinamento. Di queste morti, più di 4 milioni sono attribuibili all’esposizione, prevalentemente in ambienti interni, a inquinanti di natura antropica emessi nelle attività quotidiane, le altre sono attribuite all’inquinamento esterno. L’errore più comune è dunque pensare che all’interno degli spazi chiusi ci sia una qualità dell’aria superiore rispetto all’esterno: statisticamente l’aria indoor risulta essere fino a cinque volte più inquinata di quella outdoor. Quest’ultimo è un dato importante da considerare: in media una persona spende circa il 90% del suo tempo proprio in ambienti chiusi, dove gli inquinanti trovano terreno fertile per insediarsi e compromettere la salubrità dell’aria. L’inquinamento ha così conseguenze meno evidenti ma gli effetti che si manifestano sul lungo periodo sono sicuramente di importante entità.

LA VALUTAZIONE DELLA IAQ Spesso la IAQ non è valutabile in maniera oggettiva, in quanto sono moltissime le sostanze inquinanti e molte sono generalmente caratterizzate da concentrazioni molto basse, e gli effetti sulle persone variano da sostanza a sostanza. Inoltre, i criteri di valutazione si possono basare su misure soggettive – si pensi, ad esempio, alla valutazione degli odori tramite la percezione olfattiva


VMC – e misure oggettive, derivanti dalla misurazione della concentrazione di qualche inquinante e dalla valutazione del ricambio d’aria in base alla misura della portata d’aria e dell’efficienza di ventilazione. Attualmente non esistono sensori che permettano di misurare la concentrazione di tutti i contaminanti senza che nella misura singola non vengano tenuti in conto eventuali effetti sinergici. Come indicatori del livello di inquinamento dell’aria negli ambienti si possono usare la concentrazione di CO2 o gli analizzatori fotoacustici, che tuttavia sono molto costosi. Due sono i sistemi per l’ottenimento di una buona IAQ: il controllo delle sorgenti esterne di inquinanti e quello delle sorgenti interne. Per le prime, la filtrazione viene usata per rimuovere il particolato dall’aria. I filtri a carbone attivo sono in grado di rimuovere gli inquinanti gassosi, mentre quelli a elevata efficienza consentono di rimuovere anche le particelle più minute. Va posta attenzione alla localizzazione delle prese d’aria e, nel caso dei virus, si può agire con i raggi UV-C, applicabili anche sulla eventuale portata di ricircolo. Per quanto riguarda il controllo delle sorgenti interne si può agire tramite la rimozione dell’inquinante alla fonte, la diluizione dell’inquinante e il controllo della diffusione dell’aria, tenendo presente che per diluire non basta ventilare immettendo aria esterna, ma occorre anche un corretto progetto della diffusione.

LA VENTILAZIONE DEGLI AMBIENTI Premesso che l’aria che respiriamo negli ambienti chiusi contiene non solo inquinanti che provengono dall’esterno – le polveri sottili – ma anche contaminanti fisici, chimici e biologici, che se accumulati e non adeguatamente eliminati rischiano di compromettere la nostra salute, la risposta più efficace per il contenimento del contagio è l’aerazione dei locali, che diluisce la concentrazione delle sostanze nocive – virus compresi – contenute all’interno degli ambienti. La ventilazione può essere realizzata tramite aerazione naturale o ventilazione meccanica controllata. Nel primo caso, come consigliato dagli stessi OMS e ISS, è resa possibile dal semplice gesto quotidiano di apertura delle finestre, che consente tuttavia un ricambio d’aria solo “abbastanza” sicuro, perchè non garantisce un ricambio completo e lascia zone in cui questo potrebbe non realizzarsi. Nel secondo caso, ovvero tramite ventilazione meccanica control-

LA TRASMISSIONE DEL VIRUS

BOX 2

È ormai noto che la trasmissione di un virus avviene per contatto diretto o indiretto, tramite il droplet e l’aerosol o goccioline respiratorie, emessi dal soggetto infetto attraverso il respiro, il parlato, la tosse e gli starnuti. Il droplet precipita sulle superfici mentre l’aerosol, con diametro inferiore a 5 mm, si diffonde in aria, a distanza indicativamente superiore a 2 m. Rimandando alla letteratura specializzata per un approfondimento sulle modalità di trasmissione di un virus, possiamo dire che il rischio aumenta all’aumentare della permanenza in ambienti chiusi con ridotta ventilazione, nei luoghi affollati e in situazioni di prossimità (distanza > 1,5 m) e dipende dall’umidità relativa, dalla distanza e dalla posizione. Dall’inizio della pandemia, l’OMS ha sempre dichiarato che il SARS-CoV-2 non si può trasmettere per via aerea, pur continuando a richiedere costantemente la ventilazione degli ambienti. Dallo scorso marzo 36 scienziati (tra cui due italiani, Giorgio Buonanno e Livio Mazzarella) hanno cercato di far accettare all’OMS e alla comunità dei virologi l’evidenza scientifica della trasmissione tramite aerosol. Il 7 luglio la rivista Clinical Infectious Diseases, tra le più quotate per le malattie infettive, ha pubblicato una lettera a firma di Lidia Morawska, autorità mondiale nel settore della diffusione di particelle in aria, e Donald K. Milton, noto per i suoi studi sulla trasmissione via aerosol, in cui i due scienziati invitano l’OMS a riconoscere la trasmissione del SARS-CoV-2 per via aerea. La lettera è stata firmata da 239 studiosi di 32 Paesi, tra cui quattro italiani, tra i quali Giorgio Buonanno, Livio Mazzarella e Francesca d’Ambrosio, ex Presidente AiCARR. Il 9 luglio, dopo una prima risposta negativa, l’OMS ha ammesso che la trasmissione via aerosol del Covid-19 “non può essere esclusa,” ma “servono più studi per investigare questa questione e capirne le implicazioni. Se la trasmissione aerea è un fattore significativo nella pandemia, specialmente in spazi affollati con scarsa ventilazione, le conseguenze per il contenimento saranno significative. I sistemi di ventilazione nelle scuole, nelle case di cura, nelle residenze e nelle aziende potrebbero dover ridurre al minimo l’aria di ricircolo e aggiungere nuovi potenti filtri. Le luci ultraviolette potrebbero essere necessarie per uccidere le particelle virali che galleggiano in minuscole goccioline all’interno” (fonte: New York Times). Ricordiamo che, tra i metodi per la rimozione dell’aerosol negli ambienti confinati, vi è l’impiego degli elementi filtranti, classificati secondo la nuova norma UNI EN ISO 16890 in base alla capacità di rimozione del particolato atmosferico definito come frazioni del PM10.

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SPECIALE lata (VMC) o impianti di climatizzazione che svolgono anche la funzione di ricambio, il ricambio d’aria viene garantito in modo più efficace rispetto al primo, perché, questi sistemi migliorano la qualità dell’aria esterna con la micro-filtrazione e immettono la quantità di aria necessaria per un ricambio costante e nella giusta quantità, diluendo la concentrazione di eventuali virus.

CORONAVIRUS E CLIMATIZZAZIONE: COME USARE L’ARIA CONDIZIONATA? Scansiona il QR Code per leggere le linee guida redatte da Livio Mazzarella, docente di Fisica Tecnica al Politecnico di Milano.

EFFICIENZA ENERGETICA E VMC Se dunque la VMC è la soluzione più efficace per garantire una buona qualità dell’aria in ambito residenziale, scolastico o ospedaliero, la domanda da porsi è se e come sia possibile realizzare dei sistemi in grado di abbinare IAQ, comfort ed efficienza energetica. Per questo abbiamo interpellato alcune aziende del settore: nelle loro risposte vengono evidenziate le tecnologie che consentono di assicurare il ricambio d’aria costante e il raggiungimento di elevati livelli di efficienza energetica. Secondo Stefania Garuti, Product Manager CSY & RHC e Mara Margutti, Marketing Manager & PR di Zehnder, “la recente pandemia ha reso palesi alcune criticità relative alla qualità dell’aria presente negli ambienti indoor, aspetti poco conosciuti ai più, ma noti da tempo agli esperti del settore. L’importanza di un corretto ricambio dell’aria negli ambienti chiusi, focalizzato sulla diluizione della carica virale, è diventata una delle priorità nella scelta degli impianti di climatizzazione. Zehnder da molti anni sottolinea questo aspetto della nostra vita quotidiana: la crescente attenzione al risparmio energetico, infatti, ha portato i nostri edifici ad essere sempre più isolati e sigillati, causando così l’accumulo interno di inquinanti indoor

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come sostanze chimiche, prodotti da combustione, gas radon, odori sgraditi, umidità e anidride carbonica”. Premesso che il ricambio naturale dell’aria, aprendo manualmente le finestre, è utile ma insufficiente – in quanto non possiamo determinare la quantità di aria di rinnovo, consente l’ingresso di aria certamente fresca ma anche carica di inquinanti esterni ed è causa di spreco di energia sia nella stagione invernale che in quella estiva – in che modo l’utilizzo di un’unità di ventilazione meccanica controllata è, al contrario, conveniente e più efficace? “Abbinando all’unità un recuperatore di calore,” rispondono Stefania Garuti e Mara Margutti. “Il sistema di ripresa presente negli impianti di ventilazione climatica aspira l’aria viziata dagli ambienti domestici, espellendo inquinanti, e cedendo, contemporaneamente, energia all’aria di rinnovo grazie al suo scambiatore. Questo processo garantisce non solo un notevole risparmio energetico, introducendo aria a una temperatura prossima a quella interna, ma l’aria di rinnovo, attraversando i filtri che trattengono buona parte di polveri e pollini esterni, risulta essere estremamente pulita. Allo stesso modo si evita l’ingresso in ambiente di fastidiosi insetti. La portata d’aria, poi, risulta sempre costante, garantendo in ogni momento il corretto tasso di ricambio. Una sola preoccupazione resta a carico dell’utente: la manutenzione periodica dei filtri. La sostituzione ogni sei mesi garantisce, infatti, la continua e massima efficienza dell’intero sistema. Le unità di ventilazione Zehnder funzionano senza l’utilizzo del ricircolo dell’aria interna anche in sistemi abbinati a un deumidificatore: in un bilanciamento costante e continuo, tutto quello che viene ripreso dall’ambiente viene espulso all’esterno. Lo scambiatore, in materiale plastico, permette la trasmissione esclusiva di energia tra i due flussi di aria: se di tipo sensibile scambia soltanto calore, se di tipo entalpico è in grado di scambiare sia calore che umidità. In entrambi i casi acqua, virus, batteri, cattivi odori non sono in grado di attraversare la membrana che separa i due flussi. In più, gli scambiatori sono lavabili con acqua e sapone neutro”.


VMC Anche per IDEMA qualità dell’aria e comfort termico sono fattori indispensabili per rendere l’abitazione un ambiente sano e accogliente, soprattutto in questo periodo. “Le particelle nocive contenute nell’aria, insieme ad altri tipi di inquinanti chimici e biologici – precisa Massimiliano Arisi, Presidente del CDA, Socio e Direttore strategico e commerciale di IDEMA – tendono a ristagnare negli ambienti chiusi, diventando responsabili di asma, allergie e problemi di respirazione. Se alcune di queste particelle sono visibili e facilmente percepibili, come pollini, muffe e odori sgradevoli, altre costituiscono un rischio per la salute proprio per la loro impercettibilità. Per questo motivo si rivela indispensabile un efficace ricambio d’aria che sia in grado di filtrare l’aria in ingresso e sfruttare un canale riservato per espellere l’aria viziata. I recuperatori di calore entalpici IDHR di IDEMA recuperano l’energia sensibile e latente dell’aria (entalpia) estratta dagli ambienti climatizzati per trasferirla nell’aria esterna immessa. L’entalpia rappresenta il contenuto energetico dell’aria in una data condizione (temperatura/umidità), e si divide in due componenti: la potenza sensibile (legata alla sola variazione di temperatura) e la potenza latente (legata alla variazione di umidità assoluta). In inverno, il recuperatore IDHR è in grado di prelevare una quota dell’umidità assoluta dell’aria estratta e cederla all’aria esterna immessa, evitando così il problema di un’eccessiva secchezza dell’aria nell’ambiente. In estate, invece, è in grado di prelevare una quota dell’umidità assoluta dell’aria esterna immessa e cederla all’aria espulsa, evitando di immetterla in ambiente. Maggiore è la differenza di umidità tra i due flussi d’aria (estratta ed esterna) maggiore è la quota di recupero”. Quali sono le novità di quest’anno? “Novità del catalogo 2020 di IDEMA – risponde Arisi – i recuperatori di calore entalpici IDHR sono dotati di comando remoto touch screen a parete e di motore del ventilatore DC Inverter a 10 velocità. L’Ecobonus 110% previsto dal Decreto Rilancio, e convertito in legge a luglio, prevede inoltre una detrazione fiscale per le spese sostenute dal 1 luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per interventi che migliorano sostanzialmente (almeno di due “step”) la classe energetica dell’edificio. Gli impianti di ventilazione meccanica controllata possono quindi rientrare, se integrati in un contesto di riqualificazione globale, negli interventi di ottimizzazione energetica validi per la detrazione di imposta del 110%”.

Anche secondo Mitsubishi Electric un ricambio d’aria frequente è fondamentale per ridurre i rischi di contagio all’interno dei luoghi confinati. L’azienda propone varie soluzioni in grado di rispondere alle esigenze delle diverse strutture, coniugando efficienza energetica, comfort e qualità dell’aria. “Mitsubishi Electric – spiega Alberto Piccirillo, Product Manager Divisione Climatizzazione – propone unità per il trattamento dell’aria esterna di rinnovo dotate di ventilatori a basso consumo energetico di tipo Plug Fan e di un sistema di recupero di calore a flussi incrociati o con batterie di scambio termico. Entrambi i sistemi di recupero garantiscono l’ermeticità dei flussi in mandata e in ripresa evitando ogni possibile contaminazione. Nelle applicazioni in cui la qualità dell’aria e l’assenza di contaminanti sono la priorità assoluta, come gli ambienti ospedalieri, le unità per il trattamento aria Mitsubishi Electric possono essere equipaggiate a richiesta con un sistema di sanificazione basato su un processo di ossidazione foto-catalitica, che consente un’azione particolarmente efficace nell’abbattimento della carica microbica. Nell’ambito residenziale, Mitsubishi Electric propone una gamma di soluzioni perfette per chi non può permettersi complessi lavori di installazione. Le unità dell’azienda giapponese consentono di immettere aria fresca ed estrarre l’aria viziata simultaneamente, garantendo così un alto livello di qualità dell’aria all’interno, praticando solamente uno o due fori nel muro esterno, a seconda della taglia scelta. L’esclusivo scambiatore di calore integrato, costituito da una struttura in carta speciale, consente di non miscelare i flussi d’aria di immissione ed espulsione e assicura l’ingresso di sola aria fresca, consentendo nel frattempo uno scambio efficace di calore e umidità. Tali tipologie di soluzioni vantano un’efficienza di scambio termico superiore all’80%, ovvero riescono a recuperare più dell’80% del calore scambiato tra i due flussi”. “Grazie alla vasta offerta di soluzioni per ogni esigenza e applicazione – afferma Marzio Quadri, Product Marketing Daikin Italy – Daikin si pone come leader nel settore dell’Indoor Air Quality ed è in grado di rispondere in maniera puntuale ai bisogni e alle esigenze dei propri clienti, aiutandoli a creare Il Clima Perfetto. La multinazionale giapponese, in quanto specialista di clima, comfort e benessere si fa promotrice di tecnologie e sistemi in grado di rendere confortevoli e accoglienti gli spazi chiusi, sia

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SPECIALE negli ambienti residenziali che in quelli commerciali.” “Daikin – continua Marzio Quadri – è in grado di fornire soluzioni nell’ambito della climatizzazione e della ventilazione per tutte le applicazioni commerciali, che ben coniugano efficienza e qualità dell’aria: soluzioni a 360°, dalla ventilazione meccanica a recupero di calore, alla climatizzazione, dal monitoraggio dell’IAQ alla sanificazione. Grazie al recupero di calore delle unità di ventilazione Daikin, ad esempio in inverno, è possibile estrarre calore dall’aria in uscita dall’edificio trasferendolo all’aria, altrimenti fredda, in ingresso. Ciò consente un risparmio energetico per la climatizzazione di circa il 40%. La tecnologia Daikin utilizza due tipi di scambiatore con possibilità di doppia filtrazione su mandata e ripresa: uno scambiatore di calore entalpico ad alta efficienza più sottile e uno scambiatore di calore in controcorrente a piastre di alluminio che garantiscono, rispettivamente, portate d’aria da 150 a 2000 m3/h e da 300 a 3000 m3/h ed efficienza di scambio termico fino a 90,5% e 93% di energia termica recuperata.” Per Antonio Galante, Product Manager di Toshiba, la VMC è una componente importante dei moderni impianti di climatizzazione e riscaldamento. “Non parleremo in questa sede – precisa Galante – di applicazioni in ambito ospedaliero poiché le normative già vincolano gli impianti VMC a soddisfare stringenti requisiti in termini di filtrazione e IAQ; l’aspetto energetico può essere perseguito solo quando i primi sono stati completamente soddisfatti. Negli altri ambiti la VMC sta diventando sempre più importante poiché gli isolamenti delle strutture e le efficienze dei sistemi di climatizzazione e riscaldamento oggi hanno raggiunto valori tecnologici ragguardevoli e l’importanza di un corretto ricambio d’aria associato all’efficienza energetica è sempre più sentita. Da qualche mese inoltre, con la pandemia, l’aspetto IAQ è balzato all’attenzione di tutti”. Cosa possiamo dire, dunque, in merito agli ambiti residenziale e commerciale? “In ambito residenziale – risponde Galante – in assenza di persone infette non c’è alcun rischio di contagio. Quindi ci si concentrerà nel migliorare l’IAQ utilizzando al meglio la VMC e massimizzando l’efficienza energetica. Se invece uno degli occupanti è portatore del contagio, la situazione è differente. Premessa importantissima è che occorre analizzare caso per caso, considerare l’impianto, il numero e la tipologia dei locali e le possibilità di dividere le aree occu-

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pate. Dal punto di vista teorico, l’impianto di VMC potrebbe avere un’influenza positiva nel ridurre la concentrazione delle particelle nocive nell’aria, funzionando in modalità di bypass e con elevata portata d’aria, ma in questo caso l’efficienza energetica ovviamente passa in secondo piano. In ambito commerciale, in negozi, centri commerciali e uffici è spesso impossibile determinare la presenza di eventuali portatori asintomatici, che rappresentano, come riportano gli esperti, un rischio di contagio. Pertanto dal punto di vista teorico, ma da valutare caso per caso, l’uso della VMC può essere raccomandato in modalità bypass e ad alta velocità per diminuire la potenziale concentrazione di aerosol portatori di particelle nocive. Con queste premesse l’efficienza energetica e il comfort passano in secondo piano. Il secondo può essere tuttavia perseguito utilizzando recuperatori dotati di batterie e umidificatori che permettano il trattamento termico e igrometrico dell’aria in ingresso”.

SUGGERIMENTI DELL’ISS PER MIGLIORARE L’IAQ NEGLI EDIFICI CON VMC

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Secondo l’ISS, “negli edifici dotati di specifici impianti di ventilazione (Unità di Trattamento d’Aria-UTA, o Unità di Ventilazione Meccanica Controllata-VMC), correttamente progettati, che movimentano aria esterna outdoor attraverso motori/ventilatori e la distribuiscono attraverso condotti e griglie/diffusori posizionati a soffitto, sulle pareti o a pavimento e consentono il ricambio dell’aria di un edificio con l’esterno, questi impianti, laddove i carichi termici lo consentano, devono mantenere attivi l’ingresso e l’estrazione dell’aria 24 ore su 24, 7 giorni su 7 (possibilmente con un decremento dei tassi di ventilazione nelle ore notturne di non utilizzo dell’edificio o attraverso la rimodulazione degli orari di accensione/spegnimento, es. due ore prima dell’apertura o ingresso dei lavoratori e proseguire per altre due ore dopo la chiusura/non utilizzo dell’edificio). Il consiglio è di proseguire anche in questa fase, mantenendo lo stesso livello di protezione, eliminando, ove è possibile, la funzione di ricircolo dell’aria per evitare l’eventuale trasporto di agenti patogeni nell’aria (batteri, virus, etc.). È più importante, cercare di garantire la riduzione della contaminazione dal virus SARS-CoV-2 e proteggere i lavoratori, i clienti, i visitatori e i fruitori, piuttosto che garantire il comfort termico. È ormai noto che moltissimi impianti sono stati progettati con il ricorso ad una quota di ricircolo dell’aria (misura esclusivamente legata alla riduzione dei consumi energetici dell’impianto); in tale contesto emergenziale è chiaramente necessario aumentare in modo controllato l’aria primaria in tutte le condizioni. Si consiglia, dove non è possibile disattivare tale quota di ricircolo a causa delle limitate specifiche di funzionamento legate alla progettazione, di far funzionare l’impianto adattando e rimodulando correttamente la quantità di aria primaria necessaria a tali scopi e riducendo la quota di aria di ricircolo. Se non causa problemi di sicurezza, è opportuno aprire nel corso della giornata lavorativa le finestre e i balconi per pochi minuti più volte a giorno per aumentare ulteriormente il livello di ricambio dell’aria. La decisione di operare in tal senso spetta generalmente al responsabile della struttura in accordo con il datore di lavoro”.


VMC

Cosa offre il mercato Sistema “Multicomfort” Fantini Cosmi completa la propria offerta per la ventilazione meccanica controllata con nuove macchine che includono funzioni di deumidificazione e integrazione al raffrescamento e riscaldamento. La nuova gamma, dotata di linea di comunicazione Modbus RTU RS485, è integrabile con altri dispositivi e concorre a creare quello che Fantini Cosmi definisce sistema “Multicomfort”. L’azienda è infatti in grado di proporre soluzioni che vedono l’integrazione tra la termoregolazione e la ventilazione con recupero calore nei diversi contesti impiantistici. Le nuove unità serie Aspircomfort “PRO dH”, con portate da 350 e 650m3/h, trovano applicazione nella ventilazione con recupero calore di ambienti con riscaldamento e raffrescamento radiante a pavimento. Nel funzionamento estivo, queste unità, oltre al normale rinnovo, provvedono alla deumidificazione dell’aria per contrastare la formazione di condensa superficiale sul pavimento, fornendo anche una minima integrazione al raffrescamento degli ambienti. La serie Aspircomfort “PRO iH”, con portate da 650 a 950 m3/h, è indicata per applicazioni in edifici a elevata efficienza energetica, dove l’unità di ventilazione, oltre a garantire il costante rinnovo dell’aria, consente di soddisfare il fabbisogno di energia termica/frigorifera per il riscaldamento/ raffrescamento dell’intero appartamento. Grazie al Kit cabinet e Kit griglia aria esterna, è possibile il montaggio di alcune unità della nuova gamma a incasso/parete all’esterno grazie all’adeguata coibentazione di tutta la struttura.

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Comando remoto e alta efficienza Novità del catalogo 2020 di IDEMA, i nuovi recuperatori di calore entalpici della serie IDHR si pongono tra i modelli più aggiornati e performanti del mercato, grazie all’utilizzo di motore del ventilatore DC Inverter a 10 velocità. Entrambi i tagli (IDHR-500 con portata d’aria 500 m3/h e IDHR-1000 con portata d’aria 1000 m3/h) vengono gestiti attraverso il comando remoto intelligente IRC-TOUCH, touch screen a parete. In quanto a pressione statica utile, la nuova gamma IDEMA IDHR varia dai 100 a 110 Pa, rispettivamente per i due modelli, mentre l’efficienza di scambio entalpica in riscaldamento passa dai 67-75% per la versione più piccola, ai 71-78% del modello superiore. In raffreddamento, invece, i valori oscillano dai 62-74% per la versione IDHR-500, fino ad un massimo di 6574% per la versione IDHR-1000. L’efficienza di scambio della temperatura è invece pari a 75-85% per entrambi i tagli. La silenziosità, garantita anche dall’utilizzo di motori dei ventilatori DC inverter, si attesta su valori pari a 39 dB(A) per il modello da 500 m3/h, fino ad un massimo di 43 db (A) per la versione de 1000 m3/h. Entrambi i nuovi recuperatori IDEMA sono dotati di bypass estivo automatico, così come di un sistema di sbrinamento automatico intelligente.

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SPECIALE Qualità dell’aria sempre sotto controllo Il sistema VMC a parete Energyvent 150-D di Viessmann assicura aria pulita nel modo più semplice, silenzioso ed efficace. I ventilatori ad alta efficienza e lo scambiatore entalpico per il recupero di calore provvedono al ricambio dell’aria viziata, filtrando PM10 e PM2,5 ed evitando l’accumulo di umidità e inquinanti, il tutto con il massimo risparmio energetico. In classe energetica A, Energyvent ha una portata aria fino a 42 m3/h e assicura un recupero di calore fino al 91%. La gestione di Energyvent 150-D è molto pratica, grazie ai comandi a bordo dell’unità e al telecomando in dotazione. L’installazione è semplice e veloce: richiede solo due fori passanti di diametro 80 mm sulla parete perimetrale e relativa alimentazione elettrica. La manutenzione si limita alla sostituzione del filtro in autonomia quando il LED di avviso si accende. Nella versione Energyvent 150-D+ è dotato di funzioni integrative che migliorano ulteriormente la qualità dell’aria indoor: è in grado infatti di regolare automaticamente la velocità di ventilazione grazie al sensore umidità per evitare condense e muffa, è dotato di sensore CO2 per migliorare l’ossigenazione, eliminando l’aria viziata, e di sensore VOC per tenere sotto controllo la concentrazione di sostanze inquinanti. Attraverso differenti colorazioni, l’innovativo Color Control fornisce un’indicazione per avere sempre sotto controllo la qualità dell’aria. La funzione free-cooling consente di raffrescare l‘interno della casa durante le ore notturne estive e nelle mezze stagioni. Un kit luci LED dimmerabili permette di unire la funzione estetica alle migliori prestazioni.

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Commutazione automatica I recuperatori di calore Toshiba possono essere integrati nei sistemi di climatizzazione e utilizzano l’aria estratta dall’ambiente interno per pre-raffreddare o pre-riscaldare l’aria esterna prima di immetterla negli ambienti, in modo da ridurre il carico invernale o estivo che grava sul sistema di climatizzazione. Sono disponibili due gamme complete di unità: la prima gamma di recuperatori entalpici aria/aria consiste di 9 taglie dalla 150 alla 2000, la seconda di tre taglie dalla 500 alla 1000 in due versioni, con batteria con e senza umidificatore. I recuperatori di calore Toshiba sono dotati di una commutazione automatica in grado di scegliere le modalità di funzionamento più efficienti: l’unità stabilisce se funzionare in scambio termico o con immissione diretta dell’aria esterna, quest’ultima modalità selezionabile anche manualmente. Tutte le unità dispongono di batteria che permette di riscaldare o raffrescare l’aria esterna prima dell’immissione in ambiente e l’umidificatore, quando presente, gestisce la corretta percentuale di umidità dell’aria in entrata. La facilità di installazione permette di posizionare il recuperatore nei controsoffitti o nei locali tecnici, orizzontalmente anche capovolto sottosopra; è possibile regolare la portata d’aria di ripresa e di immissione in modo da creare depressione, sovra-pressione o pressione neutra negli ambienti. Il prodotto, come tutte le altre unità interne Toshiba per applicazioni light commercial o VRF, è controllabile attraverso il sistema bus principale (TCC-LINK) e quindi mediante i comandi di controllo Toshiba locali o centralizzati.

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VMC Sistema modulare certificato

Efficienza certificata in regime invernale ed estivo

FITT, gruppo leader internazionale pioniere nello sviluppo di tecnologie innovative e soluzioni per il passaggio dei fluidi per uso domestico, professionale e industriale, ha sviluppato FITT Agix, il nuovo sistema certificato di Ventilazione Meccanica Controllata centralizzata per applicazioni residenziali. FITT Agix sfrutta le proprietà delle tubazioni a doppia parete in polietilene ad alta densità (HDPE), trattate con Sanitized®: il trattamento antimicrobico Sanitized® garantisce un abbattimento fino al 99,99% della carica batterica comunemente presente sulla superficie interna dei condotti e contribuisce a creare un ambiente salubre, prevenendo l’insorgenza di allergie ed asma. Ottenuto con un numero ridotto di componenti, FITT Agix è il sistema modulare che può essere facilmente installato a soffitto e a parete: le tubazioni sono resistenti ai carichi, alle sollecitazioni e alle diverse condizioni di temperatura che possono presentarsi durante le fasi di costruzione. Inoltre, il ridotto raggio di curvatura applicabile alle tubazioni permette di adattarsi alle situazioni impreviste che si possono riscontrare in un cantiere. Dotato di unità ad alto rendimento, bassa rumorosità e con controllo wifi e via smartphone, FITT Agix è il nuovo sistema VMC di FITT che offre anche un insieme di servizi dedicati in grado di rispondere ad ogni richiesta tecnica, logistica e commerciale.

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La suddivisione in tre dimensioni, ottimizzate per le portate di 350, 450 e 600 m3/h, rende Zehnder ComfoAir Q la scelta ideale per la ventilazione comfort di appartamenti, case unifamiliari, uffici e piccole attività commerciali. La gamma si arricchisce della linea “TR”: la stessa unità, con medesime prestazioni e caratteristiche, con la possibilità aggiuntiva di ruotare le bocche superiori, per un’installazione più flessibile in spazi ridotti. L’efficienza di ComfoAir Q 350 è certificata dal Passive House Institute sia in regime invernale che in regime estivo, sia con scambiatore sensibile che entalpico. Rispetto alla gamma precedente, Zehnder ComfoAir Q migliora l’efficienza di recupero di calore di oltre il 5% diminuendo al tempo stesso più del 10% i consumi energetici. L’utilizzo di un innovativo bypass modulante, unito a 4 sensori di temperatura e 4 di umidità, regola la portata e la temperatura dell’aria di immissione sulla base di un profilo di temperatura impostato dall’utente. Il nuovo sistema di filtraggio, brevettato, prevede due filtri, uno in mandata e uno in ripresa, posizionati direttamente sui canali di ingresso dell’aria nell’unità. L’unità è dotata, infine, della funzione Flow-Control: questo sistema di controllo garantisce una portata d’aria bilanciata sui due flussi e permette all’impianto di ventilazione di lavorare in maniera ancora più efficiente, tramite la regolazione della velocità dei ventilatori in funzione dei disturbi esterni. La facilità di utilizzo di Zehnder ComfoAir Q è stata migliorata grazie all’utilizzo di un display semplice e molto intuitivo.

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SPECIALE Per il terziario e il commerciale Unità di trattamento decentralizzata La compattezza, l’ampia gamma di portate d’aria disponibili in 6 diverse dimensioni e l’efficienza di filtrazione raggiunta fanno della gamma Modular Light un alleato prezioso per ogni sistema di ventilazione. I componenti utilizzati e la struttura dell’unità soddisfano i requisiti più rigidi in termini di efficienza energetica, igiene e normative antincendio. La nuova gamma Modular Light rappresenta una delle soluzioni di ventilazione decentralizzate migliori sul mercato, grazie alle caratteristiche uniche di serie quali altezza dell’unità, gamma di portata d’aria, dimensioni disponibili e qualità dell’aria interna (IAQ) raggiunta. Punti di forza ■ Nuova soluzione decentralizzata per il trattamento dell’aria esterna ■ Unità completa con soluzione “Plug and Play” ■ Ampia gamma di portate d’aria disponibili ■ Scelta ideale per applicazioni che richiedono unità compatte (solo 280 mm in altezza e portata d’aria fino a 550 m3/ora) ■ SFP (Specific Fan Power) ottimizzato per un uso efficiente dell’unità ■ Motore ad alta efficienza IE4 con ventilatore centrifugo plug EC ■ Recupero di calore ad elevata efficienza (fino al 93%) ■ Livello di filtrazione fino a F9 con possibilità di prefiltrare fino a F7 per una migliore IAQ ■ Installazione e messa in funzione facile e veloce ■ Conforme alla norma per l’igiene VDI 6022 ■ Supera il Regolamento Europeo ERP 2018 ■ Certificato Eurovent

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Recupero a flussi separati La gamma delle attuali WIZARDX di Mitsubishi Electric dotate di recupero di calore entalpico rotativo si amplia con l’introduzione di due nuove versioni con sistema di recupero a flussi separati. WIZARDX-P e WIZARDX-S sono infatti unità per il trattamento dell’aria esterna di rinnovo dotate di ventilatori a basso consumo energetico di tipo Plug Fan e di un sistema di recupero di calore a flussi incrociati (versione P) o batterie di scambio termico (versione S). Entrambi i sistemi di recupero garantiscono l’ermeticità dei flussi in mandata e in ripresa evitando ogni possibile contaminazione. Le WIZARDX sono unità pronte all’uso da abbinare alle unità esterne a espansione diretta della serie Mr Slim e sono dotate di tutti i componenti di controllo, regolazione e sicurezza già installati e testati all’interno dell’unità stessa. La macchina è equipaggiata di serie con filtri G4+F7 sulla linea di mandata e G4+H14 sulla ripresa a protezione sia del recupero sia del flusso in espulsione. Per una filtrazione superiore in mandata, sono disponibili filtri a tasche rigide in classe F9 oppure filtri a tasche rigide F7 con carboni attivi per garantire un migliore effetto in deodorizzazione. Le nuove unità WIZARDX-P e WIZARDX-S possono inoltre essere equipaggiate a richiesta con un sistema di sanificazione basato su un processo di ossidazione foto-catalitica che consente un’azione particolarmente efficace nell’abbattimento della carica microbica.

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OMNIA SLIM

LA SOLUZIONE IDEALE: MINIMI INGOMBRI E MASSIMA SILENZIOSITÀ

IL RISPARMIO, L’EFFICIENZA ED IL BENESSERE IN PRIMO PIANO I ventilconvettori Omnia Slim sono stati progettati per coniugare ridotta profondità e notevole silenziosità di funzionamento con la necessità di climatizzare efficientemente gli ambienti durante tutto l’anno; per questo si prestano all’utilizzo in ambito residenziale. L’adozione di speciali ventilatori tangenziali garantisce una ventilazione estremamente silenziosa che li pone ai vertici del comfort acustico. I ventilconvettori Omnia Slim sono installabili in qualsiasi tipo d’impianto a 2 tubi e in abbinamento a qualsiasi generatore di calore, anche a basse temperature; sono compatibili inoltre con tutti i pannelli a muro o con il sistema VMF AERMEC. Grazie alla disponibilità di varie versioni e configurazioni, è facile scegliere la soluzione ottimale per ogni esigenza.

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DENTRO L’OBIETTIVO

VILLA LABITA. Lato sud, vista aerea e fase costruttiva

Il virtuosismo del legno

Forme armoniose e alti rendimenti energetici: a Carbonate è stata realizzata in pochi mesi una villetta unifamiliare con struttura in Xlam, rivestimento in alluminio e una stufa a irraggiamento come “cuore” impiantistico a cura della REDAZIONE 42

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I

l progetto di questo ambizioso intervento a Carbonate (CO), volto all’ottenimento di una costruzione unifamiliare in classe A4, nasce dall’idea della committenza di avere il focolare come cardine per ricreare un ambiente coinvolgente e “domestico”; il tutto realizzato a secco, con pareti in legno Xlam 5 strati e murature interne in cartongesso (doppia lastra), massetto controterra in lastre di EPS, con sovrastante argilla espansa e getto in sabbia e cemento, massetto interpiano a secco.

SCELTE IMPIANTISTICHE Il focolare ha assunto non solo l’importanza familiare, ma un vero e proprio ruolo impiantistico sostituendosi completamente a qualsiasi altro generatore: una stufa a irraggiamento, rivestita in argilla, costruita in cantiere, progettata per 3 cariche giornaliere da 7 kg ciascuna, che, con l’ausilio di un accenditore automatico, potesse essere di facile utilizzo. A incrementare il motore di questa casa è stata installata una doppia pompa di calore (la prima per la produzione di acqua calda sanitaria e la seconda per il raffrescamento estivo), mentre la VMC è stata semplicemente predisposta in maniera puntuale, non centralizzata.

un materiale “forte” come l’alluminio antracite e un rivestimento più “morbido” come le doghe in legno di larice. Un corpo alto, formato da una doppia campata con differenti pendenze al fine di poter sfruttare le falde per il soleggiamento dei pannelli fotovoltaici (3 Kw) e una parete verticale per formare un tutt’uno: gronde e pluviali incassati nella parete ventilata per dare continuità alla composizione architettonica, interrotte soltanto da una porzione rivestita in doghe di larice. Il corpo basso, servizi ed autorimessa, con una copertura piana che vede l’articolarsi di un giardino pensile dal carattere estensivo, è l’unico che ha una finitura a intonaco.

SERRAMENTI RASO MURO

Grandi vetrate, per apporti solari invernali (ma con opportuni ombreggiamenti estivi), il tutto protetto da una “pelle dura” in alluminio: Prefa, con il suo FX12, ha permesso di esaltare un gioco di volumi dettato sì da una scelta compositiva architettonica ma anche in risposta alle normative comunali. Voluto il contrasto tra

Se si pone lo sguardo ai particolari costruttivi, le scelte sono mirate a evitare qualsiasi debolezza nei ponti termici (nessun aggetto problematico e nessun aggancio continuo con il marciapiede esterno): un cordolo in cemento armato con altezza di 30 cm, a coronamento di un vespaio aerato, come aggancio alla parete in Xlam che, controterra, è protetta da uno strato di XPS e lungo lo sviluppo verticale è isolata con una doppia lastra in fibra di legno (6+8). I serramenti, raso muro e con cerniere a scomparsa per esaltare la semplicità delle forme, sono in alluminio, triplo vetro; ulteriore particolarità è data dai serramenti nel sottotetto che costituiscono un vero e proprio virtuosismo: uno spigolo tra verticale e inclinazione del tetto che, nella sua semplicità, si dimentica di qualsiasi telaio di congiunzione dando una continuità alla parete vetrata e amplificando la dimensione dello spazio interno. Altri serramenti importanti sono quelli sul prospetto est che tagliano il solaio scandendo aperture a piano terra e piano primo, in un unico elemento.

LATO OVEST. I serramenti angolari illuminano in modo zenitale il locale al primo piano

LATO OVEST. Uno scorcio dell’angolo verso il giardino e la piscina interrata

STRUTTURA E INVOLUCRO

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DENTRO L’OBIETTIVO

GIARDINO PENSILE. Fase costruttiva

XLAM. La struttura lignea in abete nelle sue varie fasi costruttive

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INTERNO. Il soppalco al primo piano


NODO MURATURA ESTERNA VENTILATA. Copertura ventilata in corrispondenza di incasso della gronda

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DENTRO L’OBIETTIVO DOMOTICA L’impianto di domotica, non richiesto dalla committenza, è stato sviluppato in fase esecutiva grazie all’utilizzo della serie Living Now della BTicino che, grazie alla possibilità di comando da remoto, ha consentito di personalizzare anche in fase finale ogni necessità. Efficienza impiantistica, manutenzione minima e costi di gestione limitati: la realizzazione è iniziata nel settembre 2018 e si è conclusa a maggio 2019, in un esercizio di virtuosismo mirato alla cura di ogni particolare, compreso l’arredo, per ottenere una costruzione dalle splendide forme architettoniche e dal carattere ospitale.

SCHEDA DI PROGETTO TIPOLOGIA INTERVENTO: Nuova costruzione / Villa residenziale LOCALIZZAZIONE: Carbonate (CO) TIPOLOGIA INCARICO: Privato

STUFA A IRRAGGIAMENTO. Posa in opera

PROGETTO: Architetto Luca Labita (progettista e direttore lavori) – Architetto Roberta Beleni

SERRAMENTI. Triplo vetro basso emissivo. I profili Shuko si nascondono con il rivestimento del cappotto facendo trasparire quasi unicamente la superficie vetrata 46

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SICUREZZA

INFORMAZIONE DALLE AZIENDE

La migliore protezione per gli impianti elettrici I dispositivi 5SV6 di Siemens racchiudono in una sola unità le funzionalità di interruttore magnetotermico e AFDD Tutti gli ambienti della nostra vita (le case, gli uffici o gli stabilimenti produttivi, gli spazi ricreativi e quelli commerciali) stanno attraversando un processo di elettrificazione crescente, che cambia in modo sempre più incisivo le nostre abitudini, le nostre città, il nostro pianeta. L’energia elettrica diventa sempre più fondamentale, entra negli spazi che abitiamo e che viviamo portando con sé numerosi benefici che mettono però a dura prova gli impianti dedicati alla distribuzione elettrica, in larga parte ancora equipaggiati con dispositivi obsoleti, non adeguati e, in alcuni casi, perfino non più sicuri, che rischiano di compromettere il corretto funzionamento degli edifici e delle infrastrutture a scapito soprattutto della sicurezza delle persone. Da questa prospettiva, nel comparto residenziale e commerciale, architetti e progettisti devono considerare con grande attenzione quattro principali criticità legate all’energia elettrica: ■ ■ ■ ■

la protezione contro sovracorrenti e guasti a terra; la protezione dalle sovratensioni; la continuità di servizio; la protezione contro il rischio d’incendio.

Con un portfolio completo e all’avanguardia, Siemens offre ai professionisti del settore le soluzioni più innovative che – grazie a dispositivi estremamente compatti e performanti – sono in grado di proteggere gli impianti elettrici da eccessi di corrente, cortocircuiti e guasti che possono arrivare a compromettere addirittura l’incolumità delle persone (come ad esempio il noto pericolo di elettrocuzione). In Italia, circa il 20% degli incendi è di natura elettrica e una delle possibili cause si può ricondurre alla formazione di archi in serie nell’impianto e nei carichi. Cavi schiacciati e danneggiati, cattivi contatti o prese di corrente rovinate possono generare guasti pericolosi dai quali i dispositivi tradizionali non sono in grado di proteggerci. A questo scopo, come specificato nel capitolo 42 della CEI 64-8 V3, è richiesto attuare misure di prevenzione contro i guasti in serie nei luoghi a maggior rischio in caso di incendio (CEI 64.8 sez. 751), “soggetti a vincolo artistico/monumentale e/o destinati alla custodia di beni insostituibili”. I nuovi dispositivi AFDD (Arc Fault Detection Devices), sviluppati in accordo alla CEI EN 62606, offrono il massimo della sicurezza in termini di protezione da incendi di natura elettrica rappresentando la soluzione tecnicamente più adeguata a identificare e interrompere i guasti da arco in serie. Con queste specifiche, Siemens offre i sicuri ed efficienti 5SV6, dispositivi ultracompatti che, in un’unica unità modulare, racchiudono le due funzionalità di interruttore magnetotermico (che consente di proteggere l’impianto da eccessivi assorbimenti di corrente e da eventuali cortocircuiti) e AFDD. Nonostante questo tipo di dispositivo sia obbligatorio ad oggi solo in determinate circostanze, grazie al suo ridottissimo ingombro consente agli impianti elettrici di tutte le dimensioni e complessità di aumentare in modo significativo la propria sicurezza complessiva a un costo più che contenuto.

Siemens Italia Via Privata Vipiteno, 4 20128 – Milano (MI) www.siemens.it/AFDD | InfoLP.RC-IT@siemens.com


DENTRO L’OBIETTIVO

Una mansarda inondata di luce

Il sopralzo in legno di questa abitazione a Monza, grazie a un sapiente gioco di pieni e vuoti, amplia la percezione degli spazi in modo non convenzionale rispetto ai classici sottotetti a cura della REDAZIONE 48

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L’

edificio oggetto dell’intervento si trova in un contesto urbanizzato ma piuttosto tranquillo, al limite della zona agricola, adiacente al Parco Storico di Monza e al famoso Autodromo. ll volume del nuovo elemento, realizzato mediante sopralzo, si sviluppa naturalmente in maniera estrusa lungo il lato sud.

LA DIVISIONE DEGLI AMBIENTI Il nuovo volume è messo in relazione con la parte esistente mediante le aperture in modalità diversa rispetto alle sottostanti, attraverso una geometria e posizioni non simmetriche, con un gioco di pieni e vuoti che ordina il fronte esterno rispetto alla suddivisione interna. Questo ha permesso una distribuzione di tutti i locali sul lato sud con lo spazio disimpegno rivolto verso nord, per fare in modo che tutti gli ambienti possano godere della luce del sole. I locali sono inondati di luce naturale: questo porta molteplici benefici sia dal punto di vista energetico, ma soprattutto dal punto di vista sensoriale e spaziale. Con la luce naturale migliora infatti la percezione degli spazi e dei volumi. Da questo concetto è nata l’idea progettuale di realizzare divisori interni non a tutta altezza ma più bassi, per mettere in comunicazione visiva la copertura da tutto il living; questo permette una

percezione degli spazi più ampia e non convenzionale rispetto ai classici sottotetti, questa percezione è aumentata anche dai due livelli della zona living rispetto alla zona notte.

SEMPLICITÀ Per i due giovani proprietari, sportivi entrambi appassionati di bicicletta, è stato dedicato uno spazio espositivo all’ingresso proprio per ospitare l’oggetto della loro passione comune. Il mood scelto è quello della semplicità, applicato sia alle forme che ai colori: i pavimenti sono continui senza interruzioni, l’unico stacco è dato dai gradini che separano i due livelli in ferro grezzo “sartoriale”. I bagni sono stati realizzati con piastrelle in ceramica a tutta

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DENTRO L’OBIETTIVO

IN CANTIERE. Posa dei pannelli Xlam e del cappotto in fibra di legno

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lunghezza senza tagli per non interrompere le geometrie dei disegni; le docce, anch’esse senza soluzione di continuità, sono interrotte solo dalla trasparenza del vetro, sono ampie e luminose. I rivestimenti, posti solo dove necessario, sono a filo muro. La camera padronale è stata pensata come una quinta che funge da testiera letto, senza nessuna porta a separare l’ingresso/cabina armadio dal bagno. Il bagno padronale è provvisto di WC giapponese. La camera padronale ha un interessante doppia apertura lui/lei. Dalle grandi aperture della zona living si accede a un ampio terrazzo riservato e reso intimo dalla trama dei parapetti metallici. Il terrazzo sarà attrezzato a verde per il miglioramento delle condizioni di comfort esterno durante l’estate.

INVOLUCRO E IMPIANTI La costruzione è realizzata in legno mediante pannelli in Xlam. La copertura è sempre in legno. È stata realizzata una coibentazione con un sistema di fibre di legno e una finitura in calce naturale; anche la coibentazione della copertura è stata realizzata in fibra di legno, all’interno è stata posata una membrana continua di tenuta all’aria con particolare attenzione ai fori d’uscita di tutte le tubazioni. L’interno è stato realizzato con una controparete con doppia lastra fibro-gesso. La stessa contro parete è stata riempita con un pannello in fibra di legno a bassa densità; e la stessa è stata utilizzata anche per la distribuzione dell’impiantistica. L’impianto termico è stato realizzato con una pompa di calore unita a un impianto idronico con un terminale ventilconvettore caldo-freddo. L’impianto di ventilazione meccanica ad alta efficienza garantisce un’alta qualità dell’aria; l’acqua calda sanitaria è garantita da un bollitore da 200 litri alimentato dalla stessa pompa di calore. Un impianto fotovoltaico da 5 kW garantisce il fabbisogno elettrico dell’abitazione.

VENTILAZIONE NASCOSTA. Dettaglio

SCHEDA DI PROGETTO PROGETTO: Studio Bioprogettazione di Tarca Davide www. bioprogettazionetarca.it REALIZZAZIONE: Tarca costruzioni, Mello (SO) www.tarcacostruzioni.it

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WORK IN PROGRESS

Riqualificazione e risanamento di un edificio anni ’50: in attesa del Superbonus Oltre che a una riqualificazione estetica e funzionale, l’obiettivo generale è il recupero in termini di efficienza energetica di un edificio costruito negli anni ’50. Nel corso del 2020 sulla rivista verranno pubblicati diversi articoli che ne racconteranno l’evoluzione: in questa quarta parte, consideriamo i benefici che si potrebbero ricavare dal Bonus 110% DAVIDE GIGLI 52

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S

empre caro mi fu quest’ermo Decreto. Che tanto ermo non è, o non sarà, in attesa di tutti i complementari documenti che tutto il mondo edilizio attende dal MiSE e dall’Agenzia delle Entrate. E anche questo piccolo progetto è condizionato dall’attesa di capire cosa e come e quanto potrà essere facilitato a livello economico dalla Legge 17 luglio 2020 nr. 77. Il primo punto è capire in quale caso siamo. Non è una costruzione monofamiliare, né si tratta di unità abitative singole ma indipendenti, avendo un ingresso in comune (anche se di proprietà privata). Pertanto questo caso deve essere trattato alla stregua di un condominio. Come tale, può essere incentivata la realizzazione del cappotto esterno – sempre che ci sia la volontà di entrambi i proprietari – che può fare da elemento trainante per altre operazioni (sostituzione di finestre e serramenti e integrazione con sistemi solari). Va perciò verificata la percentuale di superficie disperdente complessiva che potrebbe essere trattata con l’isolamento termico, che deve essere maggiore del 25%, e che deve portare a un doppio salto di classe energetica. E qui si pone un primo problema, in quanto tale salto deve essere asseverato da un professionista terzo, attraverso la redazione di un APE prima e dopo l’intervento. Ma l’APE viene normalmente predisposto per la singola unità abitativa, per cui al momento non è chiaro come asseverare il doppio salto di classe per l’intero edificio (che in questo caso è un mini-condominio di due sole unità). Oltretutto le responsabilità civili e penali in caso di errori (per esempio redigendo un APE non corretto) che gravano sui professionisti sono molto onerose anche in termini economici e possono, in ultima istanza, portare alla perdita del beneficio fiscale da parte del cliente finale (privato o condominio che sia).

RETTIFICARE LO STATO DI PARTENZA Attualmente sono stati definiti diversi modelli per la redazione corretta della documentazione (asseverazione del SAL, asseverazione dello stato finale, schema per l’Agenzia delle Entrate in relazione alla cessione del credito). Ciò che potrebbe costituire una difficoltà aggiuntiva è la necessità di partire da uno stato di fatto non conforme tra quanto concessionato e quanto realmente esistente. Quindi è necessario verificare e in caso rettificare lo stato di partenza, attraverso gli strumenti più idonei. In particolare, nel caso di Bolzano, questo significa compiere un confronto fra tre diversi stati cartacei: quanto concessionato a livello edilizio presso gli archivi del Comune, conforme allo stato geometrico catastale presso il Catasto Edilizio, conforme allo stato delle proprietà e servitù presso il Registro Tavolare. È chiaro che uno stato non conforme, implicando il decadimento delle detrazioni, richiede una spesa aggiuntiva, probabilmente non detraibile, che in caso di costruzioni plurifamiliari o condominiali inizia ad essere ingente. Anche le difformità realizzate in corso d’opera possono dare luogo alla perdita del beneficio: in questi casi sarà da valutare la distribuzione delle responsabilità, tra committente, impresa, professionista. Successivamente il professionista dovrà asseverare anche i materiali, per rispondere ai

FIGURA 1. Vista dell’edificio dall’esterno requisiti minimi di legge in termini di prestazioni e rispondere alle prescrizioni di CAM, e la rispondenza delle spese secondo parametri di costi che fanno riferimento alle realtà regionali. Però questo dà luogo alla possibilità di detrarre (fino ai massimi previsti per unità abitativa) gran parte del costo di elementi tecnici in grado di trasformare un’abitazione tradizionale in una casa a basso consumo.

IPOTESI DI DETRAZIONE Nel caso di questo progetto, per unità abitativa, sarebbe possibile mandare in detrazione (o in cessione del credito): ■ l’intero costo del cappotto, circa 10.000€ al 110%; ■ l’intero costo dei nuovi serramenti, circa 15.000€ al 110%; ■ la sostituzione della caldaia obsoleta, con un sistema a basso consumo, quindi ipotizzando un totale rifacimento anche del sistema di distribuzione si possono ipotizzare altri 20.000€ al 110%. Le aggiuntive spese di ristrutturazione possono essere invece detratte al 50%. Ovviamente le detrazioni non sono cumulabili, quindi le spese ammissibili devono essere ben documentate e tenute separate, ipotizzando altri 30.000€ di opere edili, detraibili appunto al 50%. Un passo non meno importante al dimensionamento della spesa e del relativo beneficio è la dimostrazione della congruità delle spese, basata sui riferimenti dei prezziari regionali o sulla valutazione (analisi) dei prezzi di mercato. Come si legge sulla Guida completa al Bonus 110% del Sole 24 Ore, “ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali ove il fatto costituisca reato, ai professionisti che rilasciano non solo asseverazioni infedeli relative ai requisiti tecnici, ma anche infedeli attestazioni di congruità delle spese, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 2 mila a 15 mila euro per ciascuna attestazione o asseverazione infedele resa. Inoltre è obbligatoria la polizza di assicurazione della responsabilità civile, con massimale non inferiore a 500 mila euro. La non veridicità delle attestazioni o asseverazioni comporta, in ogni caso, la decadenza dal superbonus del 110% (comma 14 art 119 del D.L. 34/2020)”. www.casaeclima.com    n.86

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WORK IN PROGRESS CHI FINANZIA L’OPERAZIONE? L’Agenzia delle Entrate ha sviluppato il modello di cessione del credito (sia come sconto sia come beneficio fiscale). Il passo conclusivo è dunque trovare chi finanzia l’operazione. Ipotizziamo di trovare una banca, una Esco, un’assicurazione, che finanzino l’operazione trattenendo una percentuale (come già fatto da alcuni enti con il 65%). Se le spese preventivate fossero finanziate al 90%, ad esempio, si potrebbe delineare uno scenario come quello descritto in Tabella 1. Per il privato in sostanza un investimento di 130.000 € si ridurrebbe a 37.000 €, poco più del 28,1% del monte di spesa iniziale, mentre per il finanziatore il margine di guadagno sarebbe del 18,2% sugli importi legati al risparmio energetico. Questo si potrebbe tradurre in una richiesta di mutui ridotta, che potrebbe essere vista come una perdita per gli istituti, oppure mutui con ampia riserva di liquidità, ma potrebbe anche tradursi in un maggior numero di mutui o finanziamenti, con importi più piccoli e quindi un fattore di rischio minore. Potrebbe essere l’occasione per una politica win-win tra utenti e finanziatori, in grado effettivamente di dare una forte spinta al settore delle ristrutturazioni e del risanamento energetico. È probabile inoltre, come già successo per gli incentivi fiscali classici per il

FIGURA 2. Il progetto definitivo risparmio energetico, che l’impulso sia tale da generare un ritorno economico allo Stato, in termini di tassazione, sul medio periodo, molto maggiore del capitale pubblico investito. Un piccolo progetto come quello che stiamo raccontando ovviamente non genera numeri degni di nota, ma può anche rappresentare il potenziale di una miriade di piccoli risparmiatori/investitori che potrebbero trovare il coraggio di intraprendere progetti simili, di fronte a regole chiare e risultati certi.

TABELLA 1 – Scenario ipotetico di detrazione con Superbonus 110% Spesa

Importo

100%

Finanziamento

Detrazione

Margine finanziatore

90%

110%

15%

Cappotto

€‎ 22.000,00

€‎ 19.800,00

€‎ 24.200,00

€‎ 4.400,00

Serramenti

€‎ 18.000,00

€‎ 16.200,00

€‎ 19.800,00

€‎ 3.600,00

Caldaia e impianto

€‎ 30.000,00

€‎ 27.000,00

€‎ 33.000,00

€‎ 6.000,00

50% Ristrutturazione

€‎ 60.000,00

€ 30.000,00 finanziamento 90% + detrazione 50%

€‎ 130.000,00

54

€‎ 93.000,00

Importo da pagare

€‎ 37.000,00

% sul totale

28,5%

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€‎ 14.000,00 Margine complessivo finanziatore

18,2%


GRUNDFOS MAGNA1

L’EEI di MAGNA1 è conforme e supera quanto richiesto per il 2015 dalla Direttiva EuP.

MAGNA1

L’ELEVATA EFFICIENZA RESA SEMPLICE MAGNA1 è un circolatore ad elevata efficienza che garantisce prestazioni senza pari. L’affidabile circolatore è conforme alle specifiche imposte dalla Direttiva EuP, possedendo solo ciò che è più necessario per la sua applicazione. Il circolatore MAGNA1 è stato progettato per la circolazione dei liquidi nei seguenti impianti: • Riscaldamento • Raffreddamento

DATI TECNICI Prevalenza max.: Portata max.:

18 m 70 m3/h

Potenza max.: Attacchi: Temperatura liquido: Temperatura ambiente: Pressione nominale del sistema: Corpo pompa in acciaio inox:

1550 W da G1½ a DN100 da -10° C a +110° C da 0° C a +40° C 6/10/16 bar da 25-40 a 65-100

• Acqua calda sanitaria • Impianti con pompe di calore geotermiche

Caratteristiche MAGNA1 • Facile installazione • Basso consumo energetico - ogni circolatore MAGNA1 è conforme a quanto richiesto per il 2013 e 2015 dalla Direttiva EuP

GAMMA PRODOTTI La gamma MAGNA1 comprende più di 200 diverse pompe singole e gemellari in ghisa e acciaio inossidabile. Le pompe possono raggiungere una prevalenza massima di 18 m e una portata massima di 70 m3/h. Tutte le varianti singole sono disponibili per PN16. m 18

Cast iron Ghisa Acciaio steel Stainless inossidabile

15 40-180 40-180 50-180 50-180

• Nove impostazioni di pompaggio possibili

12

• Bassa rumorosità

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• Manutenzione minima e lunga durata

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100-100

• La gamma è disponibile anche per max. pressione di sistema di 16 bar (PN 16).

6

25-80

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DN80

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LA CARTA AMA GLI ALBERI 1.500 campi da calcio al giorno. Così tanto crescono le foreste europee. Quelle da cui si ottiene il legno per fare la carta. Questa è una notizia, vera.

Scopri le notizie vere sulla carta www.naturalmenteioamolacarta.it Fonte: FAO, 2005 - 2015 Foreste europee: 28 Paesi dell’Unione europea + Norvegia e Svizzera


SPECIALE

Serramenti

Infissi di ultima generazione: guida alla scelta In PVC, legno, alluminio, più performanti, più efficienti: la scelta dei serramenti in un’abitazione gioca un ruolo importante di carattere tecnico-funzionale, da valutare con attenzione anche ai fini delle detrazioni conseguibili PATRIZIA RICCI

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SPECIALE I TRE MATERIALI PIÙ DIFFUSI

BOX 1

L’alluminio si caratterizza per essere un materiale versatile, leggero e resistente. Può essere utilizzato per la realizzazione di serramenti di qualsiasi tipo, con una buona tenuta agli agenti atmosferici e una buona durata nel tempo. Le sue doti di isolamento termico e acustico sono scarse se non è a taglio termico, e presenta costi non contenuti per gli infissi più performanti. Il PVC (cloruro di polivinile), materiale di origine plastica, è il più utilizzato per la sua versatilità e per le ottime caratteristiche di resistenza e di isolamento, sia termico che acustico. Quelli con più di 5 camere d’aria sono maggiormente impermeabili e riducono il rischio di condensa. Dotati di opportuni rinforzi dei profili, posizionati sia sull’anta che sul telaio, che impediscano le deformazioni dovute all’azione degli agenti climatici, abbastanza leggeri, lavorati con varie finiture e colori, restano la soluzione con il miglior rapporto qualità-prezzo. Esistono in commercio infissi in PVC certificati eco-compatibili, che non contengono tracce di piombo né sostanze cancerogene, come gli ftalati. Gli infissi in legno, materiale naturale per eccellenza, isolante per natura, sia da punto di vista termico che acustico, risultano i più solidi ed ecosostenibili. La nota dolente riguarda i costi e la necessità di manutenzione: nonostante infatti tali infissi vengano realizzati con trattamenti termici e chimici all’avanguardia e con finiture con vernici resistenti (e atossiche), necessitano, a distanza di tempo, di trattamenti che ne preservino le caratteristiche di impermeabilità e colore. Sono tuttavia molto diffuse sul mercato soluzioni che combinano i diversi materiali, sfruttando le loro potenzialità: per esempio, infissi con una struttura interna in PVC – per le proprietà isolanti – e una copertura in alluminio, per resistenza e durata; o infissi ibridi realizzati internamente in legno ed esternamente in PVC o alluminio, che garantiscono elevate prestazioni di isolamento termico e acustico e di resistenza nel tempo, pur non richiedendo grandi operazioni di manutenzione, ma che, per materie prime, lavorazione e assemblaggio, hanno costi più alti.

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ome altri settori dell’edilizia, anche il comparto degli infissi ha fatto passi da gigante nell’evoluzione tecnologica. Un tempo la scelta era determinata soprattutto dal fattore economico e dalla facilità di manutenzione, oggi invece è legata anche al conseguimento di benefici in termini di comfort e di efficienza energetica garantiti dai livelli altissimi di isolamento termico e acustico di alcune soluzioni. Sul mercato esistono infissi per ogni esigenza e genere di abitazione: la scelta va ponderata in funzione delle caratteristiche più importanti che un serramento deve possedere. Il primo dubbio è sul materiale, la cui scelta determina anche le caratteristiche e le prestazioni del serramento, oltre che il costo, la manutenzione e la durata. È importante conoscere anche il produttore e la sua esperienza nel settore dei serramenti, le certificazioni e gli attestati di qualità del prodotto, e, a garanzia di un buon risultato finale, è determinante la scelta dei professionisti della posa.

PRESTAZIONI DETERMINANTI PVC, legno e alluminio sono i materiali più utilizzati nella realizzazione di serramenti innovativi (vedi Box 1). Come già detto, la scelta del materiale condiziona le prestazioni dell’infisso, laddove per prestazioni si intendono la tenuta all’aria, all’acqua e al carico del vento, l’isolamento termico e acustico, la sicurezza e la funzionalità. L’isolamento termico dipende dalla trasmittanza, che può essere ridotta a seconda del materiale con cui è realizzato l’infisso e dal tipo di vetro utilizzato (in merito all’aggiornamento dei valori di trasmittanza, vedi Box 2). Un buon isolamento è garanzia di comfort abitativo e basse spese di riscaldamento e raffrescamento dell’edificio. La causa principale della dispersione di calore è data dalla formazione di ponti termici, ovvero punti in cui si manifestano flussi termici più rapidi che provocano scambi di calore maggiori. Vetri termoisolanti, a doppio o triplo strato, installati in modo da realizzare un perfetto raccordo con la struttura, dal cassonetto al davanzale, contribuiscono a evitarne la formazione. Diverse sono le tipologie di vetri esistenti, da quelli altamente isolanti termicamente o acusticamente a quelli completamente riflettenti, vetri basso-emissivi che utilizzano il gas argon all’interno della vetrocamera come elemento isolante. I vetri selettivi, detti anche a controllo solare, filtrano i raggi solari in modo da far passare la luce, ma


Serramenti NORMATIVA

BOX 2

I nuovi valori di trasmittanza termica Il Decreto del Ministero dello Sviluppo economico, di concerto con il MEF, il Ministero dell’Ambiente e delle Infrastrutture, detto anche “Decreto prezzi”, incide sulle regole di concessione dell’Ecobonus, dal 50% al 110%. Il Decreto definisce “i requisiti tecnici che devono soddisfare gli interventi che beneficiano delle detrazioni fiscali per le spese sostenute per interventi di efficienza energetica sul patrimonio edilizio esistente nonché gli interventi che beneficiano del Bonus Facciate e degli interventi che beneficiano della detrazione fiscale del 110%, ivi compresi i massimali di costo specifici per ogni singola tipologia di intervento”. non il calore, e sono quindi particolarmente adatti a zone fortemente soleggiate. L’isolamento acustico, espresso in decibel (dB), dipende invece dal tipo di vetro installato, dal numero di guarnizioni montate e dalla corretta posa in opera del giunto tra infisso e controtelaio e tra controtelaio e muratura. Da ultimo, anche illuminazione e ventilazione sono fattori importanti nella scelta: i serramenti devono garantire infatti il giusto grado di luce in funzione del vano, nonché un buon ricambio d’aria, la diluizione degli odori e la riduzione dell’umidità. Per evitare la formazione di condensa l’infisso può essere dotato di un dispositivo di microareazione controllata, che consente l’apertura di pochi millimetri, necessaria per impedire il fenomeno della condensa.

IL MERCATO: STATO DELL’ARTE E PROSPETTIVE FUTURE Secondo il Rapporto UNICMI 2020 sul mercato italiano dell’involucro edilizio, redatto sulla base dei dati sull’evoluzione del portafoglio commesse dei serramentisti, il trend, al netto dell’emergenza Coronavirus, sembrava essere positivo e lasciava ipotizzare un ritorno, nel giro di due anni, a valori molto vicini a quelli ante-crisi. Sulla base di questi dati, prima dell’esplosione dell’emergenza sanitaria, l’ipotesi più probabile poteva prefigurare per il 2020 una crescita del mercato dei serramenti metallici nell’ordine del 3% e, per il 2021, tassi di crescita allineati a quelli del 2019. I modelli statistici utilizzati per le previsioni contenute nel Rapporto non potevano tenere conto degli effetti della pandemia attualmente in corso, in cui le misure di contenimento messe in atto contribuiscono a creare un clima di incertezza che, nell’ipotesi di una seconda ondata, potrebbe riflettersi sulle performance delle aziende e quindi dei mercati finanziari, portando alla contrazione degli investimenti nelle costruzioni e della domanda. Il segmento destinato alla flessione più immediata è sicuramente quello residenziale e retail, da cui scaturisce il 50% della domanda nel settore dei serramenti, fortemente sostenuto dagli incentivi fiscali messi in atto dal governo.

Le tipologie previste comprendono interventi di riqualificazione energetica globale e sull’involucro o su parti di involucro di edifici esistenti (come da comma 345 e art. 119 D.L. Rilancio). Va precisato che gli interventi sotto l’Ecobonus 110% “possono comprendere, beneficiando delle stesse percentuali di detrazione, i lavori di sostituzione delle finestre comprensive di infissi e di installazioni delle schermature solari che insistono sulla stessa superficie di involucro oggetto dell’intervento di isolamento termico e gli interventi sugli impianti comuni, purché siano eseguiti contestualmente e siano inseriti nella stessa relazione tecnica di cui al Decreto relazioni tecniche”. Nell’art. 5 vengono definite le spese per le quali spetta la detrazione, mentre nel 12 (“Disposizioni finali ed entrata in vigore”) si precisa che requisiti tecnici e massimali di costo contenuti nel provvedimento “si applicano agli interventi la cui data di inizio lavori sia successiva all’entrata in vigore del presente decreto”. Tra gli allegati più significativi della bozza vanno considerati l’allegato E, “Requisiti degli interventi di isolamento termico” per l’accesso alle detrazioni, quindi anche i serramenti a Ecobonus, ai fini della determinazione dei valori di trasmittanza, e l’allegato I nel quale vengono definiti SEGUE A PAGINA 60

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SPECIALE i massimali specifici di costo per gli interventi sottoposti a dichiarazione del fornitore o dell’installatore. Si prevedono quindi massimali dei prezzi dei serramenti a Ecobonus 50% e nuovi valori, al ribasso, della trasmittanza termica – la caratteristica che misura la dispersione dei componenti finestrati del calore dall’interno verso l’esterno – degli infissi a detrazione fiscale, sia per l’Ecobonus 50% che per l’Ecobonus 110%. In particolare, l’allegato E contempla la sola Tabella 1, nella quale i valori limite di trasmittanza termica dei serramenti a Ecobonus sono suddivisi per le zone climatiche dalla A alla F, da un massimo di 2.6 W/m2K a un minimo di 1.0 W/m2K. Dal confronto della tabella 1 con quella del decreto Bersani del marzo 2010 e con quella del D.M. 26 giugno 2015 (Decreto Requisiti Minimi, che entrerà in vigore dal 1 gennaio 2021) che riporta i valori di legge della trasmittanza termica degli infissi in caso di riqualificazione, si evince che i valori vengono ridotti nella zona A, E, che interessa un mercato legato a circa 26 milioni di persone, F, con 1,2 milioni di abitanti, ed A, con poche migliaia, mentre risalgono per la zona B da 2,4 a 2,6 W/m2K, zona in cui bassi valori di trasmittanza in estate contribuirebbero al raffrescamento degli edifici. Nelle zone C e D i valori limite si abbassano rispettivamente a 1,75 e 1,67 W/m2K. In base alla Tabella 1 dell’Allegato I, i serramenti a Ecobonus 50% nelle zone climatiche A, B e C avranno come prezzo limite omnicomprensivo 550 €/m2 che sale di 100€/m2 in presenza di una chiusura oscurante – persiana, tapparella o scuro. Nelle zone climatiche D, E e F il prezzo sale a 650€/m2 più 100€/m2 per la chiusura oscurante. Il prezzo per l’installazione di sistemi di schermatura solari e/o ombreggiamenti mobili comprensivi di eventuali meccanismi automatici di regolazione è di 230€/m2. Infine, le facciate ventilate hanno un prezzo di 200€/m2, senza pannelli obbedienti ai CAM Edilizia, come invece richiesto per l’Ecobonus 110%. Una nota precisa inoltre che i costi esposti in Tabella si considerano comprensivi di IVA, prestazioni professionali e opere complementari relative all’installazione e alla messa in opera delle tecnologie.

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BONUS INFISSI 2020 AL 110% Nell’intento di sostenere la ripresa del settore edilizio, il Governo ha previsto nel Decreto Rilancio 2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, due novità che riguardano anche il settore degli infissi: l’Ecobonus 110% per i lavori di riqualificazione energetica, con la possibilità di usufruire immediatamente dello sconto fiscale con lo sconto in fattura e la cessione del credito per le spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021. L’elenco degli interventi ammessi alla super detrazione fiscale è contenuto nel decreto n. 34/2020, che non fa esplicito riferimento agli infissi (vedi Box 3). Pertanto la fruizione dell’Ecobonus del 110% per la sostituzione di infissi è possibile solo se agganciata ad uno o più tra gli interventi ad alta efficienza energetica elencati all’interno del testo del Decreto Rilancio. Ad esempio, se si decide di sostituire gli infissi insieme alla realizzazione del cappotto termico dell’edificio, la spesa è detraibile al 110%. Per accedere al 110%, gli interventi devono assicurare, oltre al rispetto dei requisiti tecnici minimi indicati dalla legge, il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio. Nel caso in cui non sia possibile, sarà sufficiente il conseguimento della classe energetica più alta, “da dimostrare mediante l’attestato di prestazione energetica (APE), rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata”. Riassumendo, i lavori relativi al cappotto termico degli edifici, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore danno accesso all’Ecobonus del 110% e possono rappresentare un “lasciapassare” anche per gli infissi. Infatti il comma 2 dell’art. 119 prevede che: “L’aliquota prevista al comma 1 si applica anche tutti a gli altri interventi di efficientamento energetico previsti all’articolo 14 del Decreto Legge n. 63/2013 (come ad esempio l’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 90 del 2013, nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento di efficientamento energetico previsti dalla legislazione vigente e a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui al comma 1”. Anche per il bonus infissi quindi c’è la


Serramenti possibilità di accedere alla detrazione fiscale maggiorata, a patto però di rispettare specifici requisiti relativi al risparmio energetico conseguibile e di abbinare uno dei lavori previsti dal Decreto Rilancio.

BONUS INFISSI 2020 AL 50% In caso contrario, la detrazione è riconosciuta nella misura ordinaria, pari al 50% della spesa. Infatti la Legge di Bilancio 2020 consente di accedere ai bonus casa fino al 31 dicembre 2020. Quindi anche per quest’anno è possibile sostituire infissi e finestre beneficiando della detrazione delle spese al 50%, sia che l’intervento si configuri come agevolabile con il Bonus ristrutturazione 2020, che dà diritto anche al riconoscimento del Bonus mobili 2020, sia con l’Ecobonus 2020, dato che nella scorsa Legge di Bilancio la detrazione per infissi e finestre, bonus tende e bonus zanzariere è passata dal 65 al 50%. Detto ciò, per capire quale dei due bonus è meglio utilizzare bisogna considerare cosa prevede la legge. Con l’Ecobonus per la sostituzione di infissi già esistenti, quindi non di nuova installazione, occorre ottenere il miglioramento degli indici di trasmittanza termica, come indicato dalle apposite tabelle dei decreti ministeriali, con segnalazione all’ENEA entro 90 giorni dal termine dei lavori, e il limite di spesa è di 60 mila euro. Se invece la sostituzione degli infissi avviene con il Bonus ristrutturazioni, il massimale di spesa arriva fino a 96 mila euro. Non è inoltre indispensabile rispettare i criteri di efficienza energetica, anche se non è possibile convertire la detrazione mediante credito d’imposta o

INTERVENTI DI RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA CHE ACCEDONO AL BONUS 110% ■

BOX 3

Interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo [comma 1, lettera a) dell’art. 119]; interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati [comma 1, lettera b) dell’art. 119]: a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto; a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi; geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo; di microcogenerazione; interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti [comma 1, lettera c) dell’art. 119]: a pompa di calore, ivi inclusi gli impianti ibridi; geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo; di microcogenerazione.

Il testo ha suscitato qualche malumore tra gli operatori del settore, non tanto per l’introduzione dei limiti massimi di spesa, quanto piuttosto per l’aver accomunato sotto la dicitura “Serramento” tutti i serramenti, senza distinzione tra serramenti in PVC, legno e alluminio, caratterizzati da prezzi molto diversi, con il rischio di favorire prodotti low cost, senza peraltro esplicito riferimento al costo di una manodopera qualificata.

Il D.Lgs. n. 73/2020 Ai fini della determinazione dei valori di trasmittanza va anche tenuto conto del D.Lgs. 14 luglio 2020, n. 73. Secondo quanto disposto dal nuovo comma 7 dell’articolo 14 del D.Lgs. 4 luglio 2014, n. 102, comma sostituito con una modifica apportata dall’articolo 13 del D.Lgs. 14 luglio 2020, n. 73, recante “Attuazione della direttiva (UE) 2018/2002 che modifica la direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 175 e vigente dal 29 luglio, “nel caso di interventi di manutenzione straordinaria, restauro e ristrutturazione edilizia, il maggior spessore delle murature esterne e degli elementi di chiusura superiori ed inferiori, necessario per ottenere una riduzione minima del 10 per cento dei limiti di trasmittanza previsti dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modificazioni, non è considerato nei computi per la determinazione dei volumi, delle altezze, delle superfici e dei rapporti di copertura. Entro i limiti del maggior spessore di cui sopra, è permesso derogare, nell’ambito delle pertinenti procedure di rilascio dei titoli abitativi di cui al titolo II del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, a quanto previsto dalle normative nazionali, regionali o dai regolamenti edilizi comunali, in merito alle distanze minime tra edifici, alle distanze minime dai confini di proprietà, alle distanze minime di protezione del nastro stradale e ferroviario, nonché alle altezze massime degli edifici. Le deroghe vanno esercitate nel rispetto delle distanze minime riportate nel codice civile”.

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SPECIALE Le norme tecniche e i sigilli di qualità Pur variando da regione a regione i requisiti per l’isolamento termico, in funzione delle zone climatiche, la normativa tecnica di riferimento per la tenuta degli infissi è la seguente: ■

Isolamento a tenuta all’aria (norma UNI-EN 12207); Tenuta alle infiltrazioni d’acqua (norma UNI-EN 12208); Resistenza alle sollecitazioni del vento (norma UNI-EN 12210); Isolamento termico (norma UNI-EN 10077/2).

La norma UNI-EN 12207 disciplina anche la certificazione degli infissi dal punto di vista acustico: un infisso di classe 3 o 4 ha un alto potere isolante. Oltre alla normativa europea di prodotto UNI EN 14351-1, la marcatura CE, che stabiliscono solo la conformità dei prodotti ai criteri europei, e la EN 16034 che si occupa delle caratteristiche di resistenza al fuoco e di controllo fumo per porte pedonali e finestre, esistono altre certificazioni in materia, di carattere volontario. I requisiti di qualità possono essere garantiti dall’adesione delle case produttrici a protocolli volontari. Tra questi, i tre principali sono: ■

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FinestraQualità di CasaClima: sigillo che stabilisce la soddisfazione dei requisiti tecnici minimi che rispondono a un alto standard di livello e deve essere installato in conformità alla norma UNI 11673-1. Ift Rosenheim: protocollo sviluppato dall’omonimo laboratorio di prova, ente riconosciuto a livello internazionale e accreditato secondo la norma DIN EM ISO/IEC 17025 in qualità di organismo di prova, sorveglianza e certificazione, che attesta l’idoneità all’uso di prodotti da costruzione ed esegue direttamente prove su finestre, vetri o facciate. Label di posa ed energetico Anfit: una “certificazione” di prodotto e di posa sviluppata da Anfit, Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy, che segue la Direttiva Europea EcoDesign 2010/30/UE e rende più semplice e intuitiva l’applicazione della norma UNI 11673.

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sconto in fattura. Vanno dunque considerate le proprie necessità, il tipo di immobile e quali lavori si possono effettuare per usufruire delle migliori agevolazioni proposte dal governo.

SCONTO IN FATTURA E CESSIONE DEL CREDITO C’è un’altra novità da considerare, cioè lo sconto in fattura abbinato alla cessione del credito. Il decreto Rilancio prevede la possibilità, per le spese sostenute nel 2020 e nel 2021, di poter beneficiare del bonus anche mediante sconto sul corrispettivo o cessione del credito ad altri soggetti. In sintesi, si potrà: ■ chiedere uno sconto di importo pari alla detrazione al fornitore, che potrà a sua volta cedere il credito d’imposta, anche alle banche; ■ pagare la spesa per la sostituzione di finestre e infissi e poi cedere la detrazione ad altri soggetti – anche alle banche – in cambio del riconoscimento di una somma di pari importo. L’art. 121 prevede che il meccanismo di sconto e cessione del credito si applichi ai lavori di recupero del patrimonio edilizio (Bonus casa del 50%), agli interventi di efficienza energetica (Ecobonus) o di efficienza energetica e miglioramento sismico congiuntamente (Ecobonus + Sismabonus) di cui all’art. 14 del D.L. n. 63/2013 (bonus dal 50% all’85%), di efficienza energetica di cui all’art. 119 del Decreto Rilancio (Ecobonus potenziato al 110%), di miglioramento sismico di cui all’art. 16, commi da 1-bis a 1-septies del D.L. n. 63/2013 (Sismabonus dal 50% all’85%), di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti (bonus facciate del 90%). Con un apposito provvedimento, l’Agenzia delle Entrate ha illustrato le modalità di esercizio dell’opzione. È importante rilevare che per usufruire di questi due istituti, oltre alla modulistica prevista dall’Agenzia delle Entrate, il contribuente dovrà richiedere al proprio commercialista o CAF il visto di conformità per attestare la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione, ed è sempre necessario effettuare la trasmissione dei dati sul portale ENEA.

DETRAZIONI VALIDE ANCHE PER GLI IMMOBILI MERCE Con la Risoluzione n. 34 del 25 giugno, con oggetto “Detrazioni per riqualificazione energetica (cd. ecobonus) e per interventi antisismici (cd. sisma bonus) – Applicabilità agli interventi eseguiti da titolari di reddito di impresa su immobili diversi da quelli strumentali”, l’Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza


Serramenti rispetto ai perimetri di accessibilità delle detrazioni per gli interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus al 50% per i serramenti) e per gli interventi di riqualificazione antisismica, chiarendo che i due bonus sono sempre applicabili anche agli immobili merce, ovvero agli immobili detenuti dalle imprese con l’obiettivo di venderli o di affittarli. Dopo precedenti risoluzioni che circoscrivevano l’accessibilità dei bonus solo ai beni strumentali, l’Agenzia ha preso atto di una sentenza della Cassazione del 2019 che affermava come l’obiettivo delle detrazioni consistesse “nell’intento di incentivare gli interventi di miglioramento energetico dell’intero patrimonio immobiliare nazionale, in funzione della tutela dell’interesse pubblico ad un generalizzato risparmio energetico”, senza limitazioni “né di tipo oggettivo (con riferimento alle categorie catastali degli immobili), né di tipo soggettivo alla generalizzata operatività della detrazione”.

IL VADEMECUM ENEA

QUALIFICA DEGLI INSTALLATORI DI SERRAMENTI

BOX 4

L’articolo 7 del D.Lgs. 48 che recepisce la direttiva UE n. 844, pubblicato in Gazzetta Ufficiale e entrato in vigore l’11 giugno 2020, prevede, fra le altre prescrizioni, che gli incentivi fiscali normati nell’ecobonus saranno concessi a condizione che i predetti sistemi siano installati da un operatore in possesso dei requisiti prescritti, ma perché ciò diventi operativo sarà necessario un Decreto del Presidente della Repubblica che fissi i requisiti degli operatori che provvedono all’installazione degli elementi edilizi e dei sistemi tecnici per l’edilizia. Posto che fino all’emanazione del decreto del Presidente della Repubblica e ai successivi 180 giorni nulla cambierà rispetto alla situazione attuale, ad oggi sono attivi diversi schemi di formazione e qualifica dei posatori intesi come figure professionali qualificate secondo quanto previsto dalla Legge 4/2013. Nell’ambito delle attività di formazione specialistica, vi sono i Corsi di Formazione svolti da Unicmi e da tutte le associazioni promotrici del Marchio Posa Qualità Serramenti, svolti secondo la norma UNI 11673-3:2019 (livello IV). A seguito della partecipazione a tali corsi di formazione, è possibile conseguire le qualifiche professionali definite dalla legge mediante l’attestazione di qualificazione professionale e/o la certificazione delle competenze, secondo UNI 11673-2:2019. La partecipazione ai corsi specialistici è pre-requisito per l’adozione del Marchio Posa Qualità: in tal senso le aziende aderenti possono ritenere assolto il requisito previsto dal DL 48/2020, fatti salvi ulteriori requisiti che dovessero essere inseriti nel futuro DPR.

Nel vademecum ENEA pubblicato lo scorso 25 marzo 2020 viene espressamente richiesto, per l’accesso all’Ecobonus nella sostituzione dei serramenti, l’invio delle schede tecniche di prodotto e marcatura CE con relative dichiarazioni di prestazione (DoP). Inoltre viene precisata la distinzione tra “schermature solari” e “chiusure oscuranti”, che non vengono più considerate corpo unico con i serramenti, ma come un intervento a sé stante rispetto agli interventi sull’involucro. Ne consegue che il tetto massimo detraibile di € 60.000 si riferisce ai soli infissi, mentre chiusure oscuranti e schermature solari usufruiscono di un proprio tetto massimo detraibile di ulteriori € 60.000. In questo modo si definisce meglio e si amplia la possibile detrazione. Rimangono invariati i requisiti necessari alla detraibilità per le schermature solari con l’esclusione di tutti i dispositivi con fattore solare maggiore di 0,35% o collocati sul fronte nord della abitazione. Mentre per le chiusure oscuranti possono essere portati in detrazione tutti i dispositivi dell’abitazione, purché venga migliorata la trasmittanza termica. Per le chiusure oscuranti rimane invariata la possibilità di poterli detrarre insieme ai serramenti, qualora si provveda alla sostituzione contestualmente a questi; in questo caso il tetto possibile massimo è di € 60.000 e non ha più importanza il valore di trasmittanza termica.

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ITS Dove va la filiera?

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Un intervento poco risolutivo

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A colloquio con Giovanni Patronelli

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La sicurezza nelle forniture di calcestruzzo

Il Decreto Sblocca Cantieri è Legge, ma il giudizio dei professionisti non è certamente entusiastico

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INDAGINE | CENTRO STUDI CNI

Lo Sblocca Cantieri rilancerĂ le infrastrutture?

Le risposte degli ingegneri alle domande del Centro Studi CNI, tra la richiesta di una semplificazione delle regole e le preoccupazioni per evitare distorsioni della concorrenza

La cultura della sicurezza inizia dalle scuole Firmato lâ&#x20AC;&#x2122;accordo di tre anni tra MIUR, CNI e Protezione Civile: un percorso didattico per un PAG. 5 ambiente piĂš sicuro

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Quale tutela per estetica, design e parquet?

Caratteristiche delle viti per le pavimentazioni di legno

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PROGETTAZIONE SOSTENIBILE | CERTIFICAZIONI

Ora Prassi di Riferimento UNI, il protocollo include anche lâ&#x20AC;&#x2122;edilizia non residenziale. Intervista a Giuseppe Rizzuto, Direttore Generale ITACA

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Un nuovo inizio per Genova

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Presentata piattaforma WorkING

La demolizione delle pile 10 e 11 del viadotto sul Polcevera si è svolta come da programma, ma la scelta di demolire e ricostruire integralmente il ponte non convince tutti

CONTINUA A PAG. 6

TERNI-TOSCANA |

Corso di ispezione tecnica

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Lâ&#x20AC;&#x2122;uso civile delle demolizioni

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Maker faire 2019

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PONTE SUL POLCEVERA | LA FINE IN SOLI 6 SECONDI

Il futuro della mobilitĂ di Roma: con il termine previsto per il 2021, il punto sui lavori della Linea C definita come la piĂš grande infrastruttura di trasporto pubblico driverless

Ancora nel 2019, sono tanti gli edifici pubblici e privati non adeguati a persone con disabilitĂ motoria, ma soprattutto visiva, spesso dimenticata dai progettisti

MEDIAKIT 2018 â&#x2C6;&#x2122; AREA BUILDING

ITS

Dove va la filiera? Rubinetti e sistemi doccia

FOCUS Un anno di logistica

Isola Design District

Fuorisalone e Milan Design Week, le novitĂ

Il protocollo ITACA si aggiorna

Luci e ombre sulla Flat tax

ANTONIO FALANGA Una passione sempre viva

N.6/2019 luglio

A SCUOLA DI EFFICIENZA

20 luglio 1969. Sono trascorsi cinquantâ&#x20AC;&#x2122;anni dal giorno in cui Neil Armstrong aprĂŹ il portellone dellâ&#x20AC;&#x2122;Apollo 11 e scese i gradini della scaletta piĂš famosa della storia. Quel viaggio è rimasto impresso nella memoria insieme alle altre missioni Apollo, i lanci dei satelliti russi Sputnik, il cane-astronauta Laika e la Guerra Fredda. Erano gli anni della sfida alla conquista dello spazio tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Gli anni degli ideali, della comunitĂ , dellâ&#x20AC;&#x2122;uguaglianza. Della speranza per una societĂ  piĂš giusta. Gli anni delle utopie. Erano anche anni di ricerca e di grandi sfide. Il 12 aprile 1961, Jurij Gagarin fu il primo uomo a volare in orbita. VentitrĂŠ giorni dopo, lâ&#x20AC;&#x2122;astronauta Alan Shepard affrontò un volo suborbitale; e ancora, il 20 maggio John Kennedy annunciò al congresso di voler portare lâ&#x20AC;&#x2122;uomo sulla luna con il programma Apollo â&#x20AC;&#x153;non perchĂŠ è facile, ma perchĂŠ è difficileâ&#x20AC;?. Nel 1968, precisamente la notte della Vigilia di Natale, William Anders, uno dei membri della missione Apollo 8, scatta, forse inconsapevolmente, una semplice fotografia passata alla storia con il nome di â&#x20AC;&#x153;Earthriseâ&#x20AC;?, lâ&#x20AC;&#x2122;Alba della Terra. Il nostro pianeta, visto dallâ&#x20AC;&#x2122;oblò dellâ&#x20AC;&#x2122;Apollo 8 in orbita attorno alla luna, è un puntino blu nellâ&#x20AC;&#x2122;oscuritĂ .

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Fonti rinnovabili nel nostro Paese

Ristrutturazione chiavi in mano: #251 cosa sfugge alla distribuzione?

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gni campo dellâ&#x20AC;&#x2122;architettura e dellâ&#x20AC;&#x2122;ingegneria nel senso piĂš ampio del termine ha fatto progressi, ha modificato modalitĂ , metodologie, tecnologie, mezzi e strumenti, fatto ricerche e scoperte. Le idee sono progredite, sono mutate, si sono evolute; si sono adeguate alla societĂ  o hanno modificato modi e stili di vita. Nessuno si è mai posto il problema se fosse giusto o sbagliato; la cultura del â&#x20AC;&#x153;fareâ&#x20AC;? ha privilegiato la sperimentazione e ha insegnato che dagli errori si può imparare, crescere, progredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero dâ&#x20AC;&#x2122;accordo con un â&#x20AC;&#x153;SIâ&#x20AC;? o con un â&#x20AC;&#x153;NOâ&#x20AC;?. Ă&#x2C6; stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dellâ&#x20AC;&#x2122;uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati â&#x20AC;&#x153;siâ&#x20AC;? e â&#x20AC;&#x153;noâ&#x20AC;? dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la competenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nellâ&#x20AC;&#x2122;evolversi delle professioni. Per la politica evidentemente è diverso; ma ciò dimostra solo uno scollamento fra i problemi pratici della quotidianitĂ  dellâ&#x20AC;&#x2122;individuo e lâ&#x20AC;&#x2122;incapacitĂ  della politica ad adeguarsi. Il buon senso non fa da guida; un referendum che fa contento/scontento la metĂ  dei cittadini resta un problema non risolto. Il cambiamento è necessario e la civiltĂ  parla da sola a tal proposito; ma il cambiamento dovrebbe godere della fiducia e della certezza di tutti i cittadini quando si parla di politica. Se tutti quanti noi quando attraversiamo un ponte o saliamo sulla cima di un grattacielo diamo per scontato di poterci fidare di chi ha pensato il progetto, forse non vuol dire che i professionisti potrebbero insegnare e dire il loro pensiero con piĂš forza alla politica? n

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iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderĂ gli ingegneri fino al 2021, quando completerĂ  i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi lâ&#x20AC;&#x2122;ufficialitĂ  del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è giĂ  possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. â&#x20AC;&#x153;Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata unâ&#x20AC;&#x2122;indicazione cosĂŹ forte per la continuitĂ  del Consiglio nazionale uscenteâ&#x20AC;?, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.

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RIVISTE ON LINE Soluzioni di sicurezza industriale

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Fondata da Paolo Giana nel 1966, Torgim compie il prestigioso traguardo dei 50 anni di attivitĂ . Il comune di Magnago vide un grande sviluppo economico e industriale giĂ  a partire dalla seconda metĂ  del 1800. Con il passare dei decenni il territorio sâ&#x20AC;&#x2122;è via via arricchito di aziende manifatturiere che hanno rappresentato delle vere eccellenze in molti settori industriali. [pag. 11]

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gni campo dellâ&#x20AC;&#x2122;architettura e dellâ&#x20AC;&#x2122;ingegneria nel senso piĂš ampio del termine ha fatto progressi, ha modificato modalitĂ , metodologie, tecnologie, mezzi e strumenti, fatto ricerche e scoperte. Le idee sono progredite, sono mutate, si sono evolute; si sono adeguate alla societĂ  o hanno modificato modi e stili di vita. Nessuno si è mai posto il problema se fosse giusto o sbagliato; la cultura del â&#x20AC;&#x153;fareâ&#x20AC;? ha privilegiato la sperimentazione e ha insegnato che dagli errori si può imparare, crescere, progredire e migliorare. Non è mai stato chiesto ai professionisti se fossero dâ&#x20AC;&#x2122;accordo con un â&#x20AC;&#x153;SIâ&#x20AC;? o con un â&#x20AC;&#x153;NOâ&#x20AC;?. Ă&#x2C6; stato dato semplicemente per scontato che il cambiamento fosse insito nella natura dellâ&#x20AC;&#x2122;uomo e nel nostro caso dei professionisti, nella loro ricerca di miglioramento e progresso per il bene comune. Ci sono stati â&#x20AC;&#x153;siâ&#x20AC;? e â&#x20AC;&#x153;noâ&#x20AC;? dettati da successi e insuccessi; il buon senso e la competenza hanno sempre fatto da guida nelle scelte e quindi nellâ&#x20AC;&#x2122;evolversi delle professioni. Per la politica evidentemente è diverso; ma ciò dimostra solo uno scollamento fra i problemi pratici della quotidianitĂ  dellâ&#x20AC;&#x2122;individuo e lâ&#x20AC;&#x2122;incapacitĂ  della politica ad adeguarsi. Il buon senso non fa da guida; un referendum che fa contento/scontento la metĂ  dei cittadini resta un problema non risolto. Il cambiamento è necessario e la civiltĂ  parla da sola a tal proposito; ma il cambiamento dovrebbe godere della fiducia e della certezza di tutti i cittadini quando si parla di politica. Se tutti quanti noi quando attraversiamo un ponte o saliamo sulla cima di un grattacielo diamo per scontato di poterci fidare di chi ha pensato il progetto, forse non vuol dire che i professionisti potrebbero insegnare e dire il loro pensiero con piĂš forza alla politica? n

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iorganizzazione delle divisioni operative del Cni. E, in prospettiva, due sfide: quella dei servizi per gli iscritti e delle strutture territoriali. Armando Zambrano, presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, si prepara a governare la categoria per altri cinque anni: dal 2016 guiderĂ gli ingegneri fino al 2021, quando completerĂ  i suoi dieci anni di mandato. In attesa che arrivi lâ&#x20AC;&#x2122;ufficialitĂ  del ministero della Giustizia e che i consiglieri designati indichino lui come nuovo presidente, è giĂ  possibile fare il punto sulle prime mosse del nuovo Governo del Cni. â&#x20AC;&#x153;Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata unâ&#x20AC;&#x2122;indicazione cosĂŹ forte per la continuitĂ  del Consiglio nazionale uscenteâ&#x20AC;?, è stata una delle prime dichiarazioni fatte da Zambrano.

a pag. 15

Nr.01 â&#x20AC;&#x201C; VENERDĂŹ 13 GENNAIO 2017

Raddoppiati i programmi per le opere pubbliche, un trilione â&#x2020;&#x2019; pag.3 di dollari per infrastrutture e stimolo ai consumi. Gli effetti in Europa e le opportunitĂ per le imprese italiane. La Cop22 di Marrakech e le politiche Usa sulle emissioni. alle pagg. 6-7

â&#x2020;&#x2019; pag.37

CASSA DEPOSITI E PRESTITI

Parte il piano 'smart city' 1 miliardo per 14 cittĂ

a pag. 7

INTERVISTA ALLâ&#x20AC;&#x2122;ARCH. DE LUCCHI

â&#x20AC;&#x153;Il museo del futuro è il mondo interoâ&#x20AC;?

I pareri degli Ordini dopo lâ&#x20AC;&#x2122;esito del referendum del 4 dicembre

Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter­ pellati è fortissima la preoccupazione sullâ&#x20AC;&#x2122;ennesima battuta dâ&#x20AC;&#x2122;arresto di un Paese in affanno. StabilitĂ e certezza sono oggi piĂš lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese â&#x20AC;&#x153;Ora gli ac­ cordi tra CNI e Governo che fine faranno?â&#x20AC;? / alle pagg. 18­19

Eucentre per ricostruire la sicurezza A Pavia il Centro Europeo di Ricerca e Formazione in Ingegneria Sismica

a pag. 9

a pag. 10

Professionisti al passo coi tempi... Per redarre un progetto il supporto informatico è dato per scontato che i professionisti lo abbiano, lo usino e lo utilizzino. Per depositare un progetto in Comune è scontato che tutto il supporto elettronico diventi carta, che la firma digitale non sia prevista, e che sia scontato fare una coda di ore per farsi mettere un timbro di carta per documentare la consegna.

GOVERNO IN CRISI

LA TRIVELLA

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I pareri degli Ordini dopo lâ&#x20AC;&#x2122;esito del referendum del 4 dicembre

Abbiamo sentito alcuni Ordini per commentare un ipotetico scenario all'indomani delle dimissioni di Renzi. Nelle parole dei Presidenti inter­ pellati è fortissima la preoccupazione sullâ&#x20AC;&#x2122;ennesima battuta dâ&#x20AC;&#x2122;arresto di un Paese in affanno. StabilitĂ e certezza sono oggi piĂš lontane per lo meno dal punto di vista temporale. Come sottolinea Varese â&#x20AC;&#x153;Ora gli ac­ cordi tra CNI e Governo che fine faranno?â&#x20AC;? / alle pagg. 18­19

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IN QUESTO NUMERO

[pag. 14]

CORSI

PAGINA 2

PRODOTTI

Professional cleaning, i dealer sempre piĂš 4.0

PAGINA 8

Le ultime novitĂ nella grande vetrina di Verona

Pulire 2017: insieme per vincere le sfide del futuro

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ccoci arrivati a Pulire 2017, il grande appuntamento internazionale del professional cleaning, che torna a Veronafiere per la sua ventitreesima edizione. Sono trascorsi 32 anni da quando la manifestazione, allora itinerante, approdò per la prima volta in riva allâ&#x20AC;&#x2122;Adige per poi tornarvi stabilmente nel 1991. Da allora Pulire ha percorso un ininterrotto cammino di crescita, rafforzando progressivamente la sua vocazione internazionale, di pari passo con lâ&#x20AC;&#x2122;affermazione del Made in Italy in Europa e nel mondo. Nel 2001 la manifestazione ha avviato, grazie al Progetto â&#x20AC;&#x153;Oltre Pulireâ&#x20AC;?, una solida partnership con Veronafiere, che ha lâ&#x20AC;&#x2122;ambizioso obiettivo di creare una fiera di sistema capace di rappresentare non solo lâ&#x20AC;&#x2122;industria del cleaning professionale ma anche lâ&#x20AC;&#x2122;intera gamma di attivitĂ comprendenti il facility management, la gestione dei servizi integrati e quella eco-sostenibile del territorio. Un impegno stimolante, che ci auguriamo possa essere portato avanti con il sostegno della nuova presidenza di Veronafiere. Da alcuni anni, del resto,

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AUTOMAZIONE

MATERIE PRIME

M-Steel qualitĂ da oltre 40 anni

In occasione di BIMU 2016, i vertici DMG MORI hanno dato vita a un interessante dibattito con la stampa tecnica specializzata, evidenziando le strategie in atto per [pag. 8] rafforzare la posizione del Gruppo nel mondo e sul territorio italiano. MISURA

Un ponte tra passato e futuro

IN QUESTO NUMERO

[pag. 14]

Ovako, fornitore finlandese di acciai, ripropone sul mercato la qualitĂ M-Steel. Grazie ad un incremento nella lavorabilitĂ  M-Steel si caratterizza per affidabilitĂ , coerenza e prevedibilitĂ  nelle lavorazioni, riducendo i cosĂŹ costi di pro[pag. 12] duzione.

INTERVISTA Gianfranco Carbonato, unâ&#x20AC;&#x2122;emozione che dura da quarantâ&#x20AC;&#x2122;anni

LAMIERA

40 anni di storia e successi www.meccanica-automazione.com nella robotica industriale Il 2016 è un anno molto importante per Tiesse Robot. Lâ&#x20AC;&#x2122;azienda festeggia infatti i 40 anni di attivitĂ : una storia lunga di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in [pag. 6] ambito industriale.

Trasformare lâ&#x20AC;&#x2122;esperienza di oltre 40 anni di attivitĂ in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalitĂ  di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato allâ&#x20AC;&#x2122;automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.

Lâ&#x20AC;&#x2122;anello che mancava: lâ&#x20AC;&#x2122;utensile connesso al sistema produttivo

Lâ&#x20AC;&#x2122;utensile â&#x20AC;&#x153;intelligenteâ&#x20AC;? è il naturale completamento del complesso sistema produttivo che si basa sulla raccolta e lâ&#x20AC;&#x2122;analisi dei dati provenienti da macchine e strumenti di misura in costante dialogo tra loro. In altre parole un nuovo passo avanti verso la creazione della fabbrica completamente automatica. [pag. 7]

PANORAMA La formazione salesiana professionale

Rettificatrici Ghiringhelli: 95 anni sullâ&#x20AC;&#x2122;onda dei mercati

[pag. 18]

DOSSIER Macchine di misura Amici per il micron

INTERVISTA Gianfranco Carbonato, unâ&#x20AC;&#x2122;emozione che dura da quarantâ&#x20AC;&#x2122;anni

40 anni di storia e successi Un ponte nella robotica industriale tra passato e futuro Internationales WĂśrterbuch der Mechatronik

Il 2016 è un anno molto importante per Mechatronics dictionary Tiesseinternational Robot. Lâ&#x20AC;&#x2122;azienda festeggia infatti i 40 anni di attivitĂ : una storia lunga Dizionario internazionale di Meccatronica di successi nazionali e internazionali per le applicazioni della robotica in Dictionnaire international de mĂŠcatronique [pag. 6] ambito industriale. Diccionario internacionale de procesamiento de mecatrĂłnica Đ&#x153;оМдŃ&#x192;наŃ&#x20AC;ОднŃ&#x2039;ĐšUTENSILI Ń ĐťĐžĐ˛Đ°Ń&#x20AC;Ń&#x152; ПоŃ&#x2026;Đ°Ń&#x201A;Ń&#x20AC;Оники Trasformare lâ&#x20AC;&#x2122;esperienza di oltre 40 anni di attivitĂ  in una nuova piattaforma in grado di coniugare soluzioni avanzate con le esigenze e professionalitĂ  di oggi. Questo è lo sforzo che sta compiendo Hexagon Manufacturing Intelligence, emerso anche durante il forum di fine settembre dedicato allâ&#x20AC;&#x2122;automazione e alle tecno[pag. 4] logia multisensore.

Lâ&#x20AC;&#x2122;anello che mancava: lâ&#x20AC;&#x2122;utensile connesso al sistema produttivo

STORIA DI COPERTINA

TENDENZE Generative design, come cambierĂ il mondo

MACCHINE UTENSILI

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CAD/CAM unico per il settore Lamiera

SPECIALE Robotica Sempre piĂš al centro dello sviluppo

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DOSSIER Macchine di misura Amici per il micron

11/12/17 18:00

alla faticosa professione dellâ&#x20AC;&#x2122;igiene professionale. Ci accingiamo a vivere Pulire 2017 con la stessa intensitĂ di sempre, pronti al frenetico incalzare di momenti da condividere e ricordare nel tempo, con la curiositĂ  di svelare le novitĂ  proposte per la prima volta dalle aziende su questo straordinario sipario. Il ricco programma di convegni svilupperĂ  i grandi filoni avviati dal Forum Pulire svoltosi a Milano nel settembre scorso. A Pulire Outdoor, in particolare, si parlerĂ  di economia circolare ma non mancheranno convegni, i talk show, per approfondire tanti altri temi. Ci auguriamo che la fiera riesca ad attrarre gli utilizzatori finali, catalizzando lâ&#x20AC;&#x2122;interesse dei Paesi emergenti e delle economie che rappresentano, ormai, lâ&#x20AC;&#x2122;immediato futuro. Siamo fiduciosi che Pulire 2017 saprĂ  calarsi sempre piĂš in un contesto della comunicazione interattiva e digitale, per superare gli stessi confini produttivi del settore affermando non solo lâ&#x20AC;&#x2122;importanza di questo settore economico, ma anche quella della pulizia a 360 gradi nella dimensione economica, sociale e civile del nostro Paese. ď&#x201A;&#x201A;

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LA CITTĂ&#x20AC; DELLA BIRRA AMERICANA Matteo Macalaria

Innovazioni tecniche nella stagionatura dei formaggi molli Soft cheese ripening technological innovation Formulazione di un nuovo prodotto funzionale da latte di capra Development of a functional product from goat milk Sostituzione del liquido di governo della Mozzarella con siero alginato Replacement of Mozzarella cheese governing liquid with whey-alginate

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Terms of Mechatronics | Mechatronics international dictionary

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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

Fotografia del prospetto sud-est e rappresentazione tridimensionale del caso studio

Dalla certificazione dell’esistente al progetto: un percorso didattico Un’abitazione unifamiliare a Biella è stata adottata come case study dagli studenti del workshop “Progettare e certificare la qualità energetica degli edifici” del Politecnico di Torino MARIA CRISTINA AZZOLINO*, ROSSELLA TARAGLIO*, ANDREA GRUPPO**, FEDERICA SERRA**

* Architetti, Laboratorio di Analisi e Modellazione dei Sistemi Ambientali (LAMSA), Dipartimento di Architettura e Design, Politecnico di Torino ** Studenti collaboratori part-time, Corso di Laurea Magistrale in Architettura per il Progetto Sostenibile del Politecnico di Torino

L’

articolo riporta l’esperienza didattica e professionalizzante condotta nell’ambito del workshop Progettare e certificare la qualità energetica degli edifici, corso opzionale seguito dagli studenti delle Lauree Magistrali in Architettura del Politecnico di Torino (vedi Box 1). Il corso, volto all’acquisizione di una specifica competenza professionale in tema di efficienza

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energetica degli edifici, prevede lo studio di un caso reale dove gli studenti, confrontandosi con la legislazione e i decreti attuativi nazionali, sono guidati nello svolgimento dell’esercitazione, che si avvale anche di software di calcolo commerciali, dalla stesura della documentazione tecnica alla redazione dell’Attestato di Prestazione Energetica (APE).


PRESENTAZIONE DEL CASO STUDIO E ANALISI DELLO STATO DI FATTO

IL WORKSHOP

Il caso studio proposto a titolo esemplificativo è situato in Piemonte in provincia di Biella (in un comune in zona climatica E, 257 m s.l.m.); si tratta di un’abitazione unifamiliare edificata nel 1962 che, nel tempo, non ha subito sostanziali interventi di manutenzione straordinaria. La costruzione comprende un piano seminterrato, adibito ad autorimessa, cantina, locale tecnico e bagno di servizio, e un piano fuori terra abitabile comprendente cinque vani con disimpegno centrale. È presente inoltre un sottotetto non abitabile e non riscaldato. Situato al centro di un ampio terreno a verde, le facciate dell’edificio godono di un’esposizione completa a nord-est, sud-est, nord-ovest e sud-ovest. Non risultano ostruzioni circostanti significative, fatta eccezione per un basso fabbricato adibito a ricovero attrezzi orientato a nord-ovest. Le chiusure verticali che definiscono il piano seminterrato sono costituite da murature portanti in cemento armato di spessore 40 cm (U = 2,28 W/m2K), per il piano abitabile sono realizzate in mattoni pieni intonacate sulle due facce, interna ed esterna, con uno spessore totale di 40 cm (U = 1,39 W/m2K). Le partizioni orizzontali inferiore e superiore sono in latero cemento e la copertura a padiglione presenta struttura lignea con manto di copertura in tegole. La chiusura orizzontale inferiore, su terreno, è un getto in calcestruzzo armato non isolato. I serramenti al piano abitabile presentano telaio in legno con vetri singoli, avvolgibili in alluminio con cassonetto non isolato (valore medio ponderato di Uw,corr = 2,88 W/m2K).

DATI GEOMETRICI DELL’EDIFICIO Superficie utile: 82,1 [m2] Superficie disperdente: 386,7 [m2] Volume lordo riscaldato: 340,9 [m3] Fattore di forma: 1,13 [m-1]

LEGENDA zona riscaldata

BOX 2

BOX 1

Il workshop Progettare e certificare la qualità energetica degli edifici è un corso opzionale seguito dagli studenti delle Lauree Magistrali in Architettura del Politecnico di Torino, svolto con il supporto tecnico del Laboratorio di Analisi e Modellazione dei Sistemi Ambientali (LAMSA), Dipartimento di Architettura e Design. Il referente scientifico è la prof.ssa Guglielmina Mutani, Dipartimento Energia. Nel presente articolo sono illustrate le finalità e la metodologia di lavoro, tipica dei workshop professionalizzanti attivati dal Dipartimento, in cui la trattazione teorica dei diversi argomenti viene unita a incontri con aziende di settore e professionisti, visite in cantiere e attività laboratoriali in aula, in modo da creare una circolarità tra esperienza pratica e approfondimento teorico. Sono sintetizzati alcuni esiti volti ad affiancare scenari di intervento di efficientamento energetico calcolati per un caso studio: partendo da uno stato di fatto sono messi a confronto scenari differenti di riqualificazione energetica, dall’isolamento dell’involucro opaco (tramite utilizzo di materiali isolanti tradizionali o naturali) a quello trasparente (sostituzione di infissi e scelta del componente vetrato), all’intervento impiantistico (inserimento di caldaia a condensazione, di pompa di calore, di generatore a biomassa) o all’uso di fonti rinnovabili. Particolare attenzione è rivolta alla valutazione dei ponti termici e alla variazione della quota di incidenza di questi nel bilancio dell’involucro dell’edificio a seguito dell’intervento di efficientamento. L’analisi è effettuata confrontando le prestazioni dei singoli componenti (di involucro o impiantistici) e gli indici di prestazione energetica definiti dalla legislazione e individuabili sull’Attestato di Prestazione Energetica. Agli studenti viene proposto di adottare, come caso studio di valutazione, la propria abitazione, caso che li coinvolge direttamente, risulta sempre accessibile, osservabile e facilmente rilevabile. Lo studente può effettuare un rilievo diretto metrico e fotografico, può ricercare facilmente i dati tecnici e impiantistici, contattando l’amministratore del condominio e/o il proprietario, ha a disposizione i dati relativi ai consumi reali dell’edificio.

zona non riscaldata

Pianta del piano abitabile e sezione verticale con indicazione delle zone riscaldate e non riscaldate

Studenti del workshop in visita tecnica in cantiere

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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

TABELLA 1 – Abaco degli elementi disperdenti opachi dello stato di fatto Elemento disperdente

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Massa frontale [kg/m2]

Trasmittanza Termica [W/m2K]

Sfasamento

Attenuazione [-]

Parete in c.a. (40 cm)

791

2.28

10 h 54’

0.17

Parete in mattoni (40 cm)

648

1.39

13 h 52’

0.12

Sottofinestra (20 cm)

288

2.26

06 h 35’

0.49

Solaio controterra

396

2.02

04 h 34’

0.64

Solaio su piano seminterrato non riscaldato

509

1.30

11 h 42’

0.14

Solaio verso sottotetto non riscaldato

312

1.80

07 h 45’

0.41

L’impianto di riscaldamento, destinato anche alla produzione di acqua calda sanitaria, alimentato a metano, serve un’unica zona termica con radiatori in ghisa. Il generatore di calore è situato in un locale tecnico dedicato al piano seminterrato. Il sottosistema di regolazione è solo di zona ed è proporzionale (banda prop. 2,0 °C). Nell’edificio non è presente l’impianto di climatizzazione estiva. Nei seguenti grafici si sintetizzano i risultati derivanti dall’analisi dello stato di fatto. Nel Grafico 1 sono rappresentati gli scambi di energia termica suddivisi nelle diverse quote (verso ambiente esterno, verso il terreno, verso ambienti non climatizzati e la quota di extraflusso dovuto alla radiazione infrarossa verso la volta celeste). Nel Grafico 2 è possibile riscontrare la distribuzione, in quote percentuali, delle dispersioni per trasmissione nel periodo di riscaldamento. Risulta che la quota di dispersione maggiore avviene attraverso

il solaio verso il sottotetto, in seconda battuta attraverso le chiusure verticali opache verso l’esterno.

GRAFICO 1. Scambi termici nel periodo di riscaldamento

GRAFICO 2. Dispersioni per trasmissione nel periodo di riscaldamento

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PROPOSTE DI INTERVENTI MIGLIORATIVI Partendo dall’analisi dei risultati ottenuti nella prima parte del lavoro gli studenti vengono guidati nella ricerca degli interventi di riqualificazione energetica più appropriati che tengono conto non solo della valutazione puramente numerica dei dati, ma anche della conoscenza della propria abitazione (recenti ristrutturazioni, esigenze dell’utenza di comfort ambientale e di riduzione delle spese di gestione) e della fattibilità esecutiva maturata nell’ambito delle visite in cantiere e degli incontri con professionisti e aziende di settore. Ogni studente procede quindi con: la definizione dei diversi interventi proposti; la scelta consapevole di materiali e tecnologie eseguita su reali prodotti di mercato; la valutazione dei costi e dei tempi di ritorno semplice degli investimenti, la definizione della nuova classe energetica e il confronto tra lo stato di fatto e il progetto. Gli interventi di efficientamento energetico, che possono costituire scenari da considerare in alternativa o in forma integrata, proposti per il caso studio analizzato nel presente articolo, sono riportati nella Tabella 2.


Particolare attenzione è dedicata allo studio dei ponti termici, in primo luogo all’analisi dello stato di fatto e all’individuazione dei nodi di principale dispersione; nella fase di progetto lo studio è rivolto a trovare soluzioni adatte ad attenuarne l’effetto nel bilancio complessivo dell’edificio e della parete nello specifico (vengono infatti effettuate le verifiche di legge in relazione alla trasmittanza termica media comprensiva della presenza del ponte termico). Nella Tabella 3 si propone lo studio del nodo parete – pavimento non isolato con metodo agli elementi finiti (FEM) e il confronto dei risultati ottenuti prima e dopo l’isolamento a cappotto della parete esterna.

Per quanto riguarda gli interventi sull’impianto termico sono simulate principalmente due soluzioni, descritte nella Tabella 4. Agli studenti viene chiesto di confrontarsi con il D.M. 26/06/15 Requisiti Minimi per capire in quale ambito di applicazione ricade l’intervento proposto e di conseguenza quali sono le verifiche che il professionista è tenuto ad effettuare e le prescrizioni da rispettare. Nel fare riferimento a tre delle principali tipologie di intervento riportate nel D.M. – ristrutturazione importanti di primo livello, ristrutturazione importanti di secondo livello, riqualificazione energetica, All. 1 Art. 1.4.1 e All. 1 Art. 1.4.2 – in Tabella 5 si riporta

TABELLA 2 – Interventi di efficientamento energetico proposti Interventi sull’involucro Stratigrafia in progetto

Caratteristiche materiale isolante

Prestazioni di progetto

con feltro in lana di roccia: s = 2 strati da 100 [mm] l = 0,039 [W/mK] d = 130 [kg/m3] c = 1,03 [kJ/kgK] R = 2,564 [m2K/W]

U = 0,17 [W/m2K] MS = 170 [kg/m2] YIE = 0,03 [W/m2K]

(2) Isolamento del solaio su piano seminterrato non riscaldato

con pannelli di polistrene espanso estruso XPS s = 2 strati da 80 [mm] l = 0,040 [W/mK] d = 35 [kg/m3] c = 1,45 [kJ/kgK] R = 4,00 [m2K/W]

U = 0,21 [W/m2K] MS = 251 [kg/m2] YIE = 0,04 [W/m2K]

(3) Isolamento a cappotto della chiusura verticale esterna

con pannelli di polistirene espanso sinterizzato EPS s = 160 [mm] l = 0,033 [W/mK] d = 24 [kg/m3] c = 1,45 [kJ/kgK] R = 4,84 [m2K/W]

U = 0,18 [W/m2K] MS = 680 [kg/m2] YIE = 0,00 [W/m2K]

telaio in PVC, spessore 80 [mm]

Uf = 1,24 [W/m2K]

triplo vetro con intercapedine di Argon 4/16/4/16/6 [mm]

Ug = 0,80 [W/m2K] ggl,n = 0,46 e = 0.134

cassonetto monoblocco isolato

Ucassonetto = 0,70 [W/m2K]

tapparelle in alluminio con schiuma isolante

Uw = 1,315 [W/m2K] (*) Uw,corr = 1,149 [W/m2K] (*)

(1) Isolamento del solaio verso il sottotetto non riscaldato

(4) Sostituzione dei serramenti esistenti con serramenti in PVC e triplo vetro bassoemissivo

(*) valore medio ponderato

Dove: s = spessore [m]; l = conducibilità termica [W/mK]; d = densità volumica [kg/m3]; c = calore specifico [kJ/kgK]; R = resistenza termica [m2K/W]; U = trasmittanza termica [W/m2K]; MS = massa superficiale [kg/m2]; YIE = trasmittanza termica periodica [W/m2K]; Uf = trasmittanza termica del telaio [W/m2K]; Ug = trasmittanza termica del vetro [W/m2K]; ggl,n = fattore solare globale normale; e = emissività; Uw = trasmittanza termica del serramento [W/m2K]; Uw,corr = trasmittanza termica del serramento con chiusura oscurante [W/m2K]

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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

TABELLA 3 – Nodo: parete – pavimento non isolato Pre-intervento Temperatura T [°C]

Principali risultati di calcolo (metodo FEM) esterno interno

0,105 [W/mK] 0,522 [W/mK] Dati generali

Uparete

1,387 [W/m2K]

Verifica formazione muffe frsi,max mese critico frsi Ucritica frsi > frsi,max

0,713 Novembre 0,742 2,205 [W/m2K] Sì, muffa assente

Post-intervento Temperatura T [°C]

Risultati di calcolo (metodo FEM) esterno interno

0,002 [W/mK] 0,055 [W/mK] Dati generali

Uparete

0,178 [W/m2K]

Verifica formazione muffe frsi,max mese critico frsi Ucritica frsi > frsi,max

0,713 Novembre 0,970 2,205 [W/m2K] Sì, muffa assente

una sintesi degli interventi simulati in forma singola e aggregata, le tipologie di intervento secondo il D.M., la percentuale di superficie disperdente interessata, l’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile e la classe energetica corrispondente. I risultati ottenuti sono interessanti anche alla luce delle recenti disposizioni in materia di Superbonus, avviate con il D.L. 19/05/2020, n. 34, noto come Decreto Rilancio, che introduce il nuovo bonus 110% per supportare la ripresa del settore edilizio dalla grave crisi economica dovuta all’epidemia di Covid-19. Il Decreto Legge, agganciandosi ai già esistenti “Ecobonus” e “Sismabonus”, introduce la detrazione al 110% per alcuni interventi di efficientamento energetico degli edifici ed estende alcune opportunità fiscali agli strumenti “Ecobonus”, “Bonus casa” e “Bonus facciate”. In particolare gli interventi che si possono mettere principalmente in relazione con il caso studio oggetto del presente articolo sono due: 1. gli interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali 70

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che interessano l’involucro dell’edificio per oltre il 25% della superficie disperdente lorda (art. 119, comma 1, lettera a); 2. gli interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore, inclusi gli impianti ibridi o geotermici, anche abbinati all’installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo (art. 119, comma 1, lettera c). Secondo il D.L. tali interventi, se rispettano una serie di limiti definiti e, in particolare, se determinano un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, consentono di accedere alla detrazione fiscale pari al 110% delle spese sostenute. Come si può osservare in Tabella 5, però, questo risultato non è così facilmente raggiungibile. Infatti, per quanto riguarda gli interventi sull’involucro, solo associando più azioni di isolamento termico, almeno (1)+(2)+(3), e quindi isolando sia i solai orizzontali sia le pareti esterne, si riesce a passare dalla classe G alla E e poi alla D, se si somma anche la sostituzione dei serramenti (4). Diverso è il risultato che si ottiene con gli interventi sull’impianto termico: infatti risulta molto efficace la sostituzione del generatore con una pompa di calore che, mettendo in campo l’uso della fonte rinnovabile, da sola consente di raggiungere la classe E. Risulta poi evidente come, a mano a mano che si aggregano interventi, le tipologie diventano più articolate e le verifiche da rispettare più complesse. Si mette in evidenza che la verifica dell’efficienza globale dell’impianto può risultare critica nel caso della sola sostituzione del generatore di calore, in particolare per l’intervento (B).

CONCLUSIONI L’attività formativa proposta nell’ambito del workshop ha diverse valenze: presenta una finalità didattica, di apprendimento di un approccio metodologico e di avvicinamento al progetto di riqualificazione energetica, che affronta la lettura della legislazione e della normativa tecnica di riferimento e i fondamenti teorici che ne costituiscono la base; ha una valenza sperimentale di uso di strumenti di simulazione e di calcolo che consentono di maturare un approccio critico di comprensione dei risultati; infine ha un obiettivo professionalizzante e pragmatico, volto a supportare il passaggio dello studente dal mondo accademico a quello lavorativo, proponendo contenuti e metodi in continuo aggiornamento.


TABELLA 4 – Interventi sul sistema impiantistico Descrizione

Caratteristiche impianto

Prestazioni in progetto

(A) Sostituzione del generatore di calore con caldaia a condensazione per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria; installazione di pannelli radianti a pavimento; installazione pannelli solari termici

Generatore di calore a metano a condensazione **** (4 stelle) Potenza termica nominale (50/30°C): 21,7 kW - 5,4 kW Funzionamento: modulante

(A) Climatizzazione invernale ηH = 0,752

Superficie solare = 20 m2 Riflettanza: 0,6 Resa annua: 661 kWh/(m2a) Area singolo pannello: 5,01 m2 (B) Sostituzione del generatore di calore con sistema ibrido (pompa di calore ARIA/ACQUA e caldaia a condensazione) per riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria; installazione di pannelli radianti a pavimento; installazione di pannelli fotovoltaici

Produzione acqua calda sanitaria ηw = 0,763

Pozzo freddo: aria esterna COP con temperatura ambiente esterna 7°C e acqua in uscita 35°C di 4,52

(B) Climatizzazione invernale ηH = 0,684

Generatore di calore a metano acondensazione Potenza termica nominale(50/30°C): 3,5-15,8 kW Funzionamento: modulante Pannelli fotovoltaici in silicio monocristallino Superficie solare: 12,20m2 Riflettanza: 0,6 Potenza di picco (Kpv): 0,19 kW/m2 Area di un pannello: 1,20 m2

Produzione acqua calda sanitaria ηw = 0,849

Dove: ηH = efficienza media stagionale dell’impianto di climatizzazione invernale; ηw = efficienza media stagionale dell’impianto di produzione di acqua calda sanitaria

TABELLA 5 – Tabella riassuntiva interventi e principali risultati Tipologia intervento (DM 26/06/15) e percentuale di superficie disperdente interessata

Epglnren [kWh/m2a]

-

916,99

G

(1) Isolamento del solaio verso il sottotetto

Riqualificazione energetica < 25%

657,92

G

(2) Isolamento del solaio su piano seminterrato

Riqualificazione energetica < 25%

763,19

G

(1)+(2)

Ristrutturazione importante II livello > 25%

501,55

F

(3) Isolamento a cappotto della chiusura verticale esterna

Ristrutturazione importante II livello > 25%

732,31

G

Interventi di progetto

(0) Stato di fatto

Classe energetica di progetto

SEGUE A PAGINA 72 www.casaeclima.com    n.86

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RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

TABELLA 5 – Tabella riassuntiva interventi e principali risultati Tipologia intervento (DM 26/06/15) e percentuale di superficie disperdente interessata

Epglnren [kWh/m2a]

Ristrutturazione importante II livello > 25%a

355,81

E

Riqualificazione energetica < 25%

861,40

G

(1)+(2)+(3)+(4)

Ristrutturazione importante II livello > 25%

247,53

D

(A) Caldaia a condensazione e pannelli solari / pannelli radianti

Sostituzione del generatore

482,89

F

(B) Sistema ibrido (pompa di calore + caldaia a condensazione) e pannelli fotovoltaici / pannelli radianti

Sostituzione del generatore

360,28

E

Totale A (1)+(2)+(3)+(4)+(A)

Ristrutturazione importante I livello > 50%

147,98

A1

93,07

A3

Interventi di progetto

(1)+(2)+(3)

(4) Sostituzione serramenti

Totale B (1)+(2)+(3)+(4)+(B)

Ristrutturazione importante I livello > 50%

Classe energetica di progetto

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA Decreti Ministeriali del 26 giugno 2015 Decreti Ministeriali del 26 giugno 2015 (pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015) sull’efficienza energetica in edilizia di attuazione della Legge 90/13; UNI/TS 11300 –1, 2, 3, 4, 5 & 6 “Prestazioni energetiche degli edifici”; G. Mutani, C. Massaia, L. Raimondo, La procedura di certificazione della prestazione energetica: dal sopralluogo all’A.P.E., Maggioli S.p.A., Santarcangelo di Romagna, 2014; Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico (ANIT), Efficienza e certificazione energetica degli edifici. Regole nazionali, GUIDA ANIT DI APPROFONDIMENTO TECNICO, gennaio 2019;

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Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico (ANIT), Guida Bonus 110%. Guida ANIT di approfondimento tecnico, giugno 2020 www.anit.it (ultima consultazione 19/07/2020) www.sistemapiemonte.it/cms/privati/ambiente-e-energia/servizi/856sistema-informativo-per-le-prestazioni-energetiche-degli-edifici-sipee (ultima consultazione 19/07/2020) www.efficienzaenergetica.enea.it/detrazioni-fiscali.html (ultima consultazione 19/07/2020) www.lamsa.polito.it (ultima consultazione 19/07/2020)


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Deducibilità dei contributi di previdenza complementare

Come si deducono i contributi versati a forme pensionistiche complementari da parte di lavoratori di prima occupazione e quali sono i punti della Certificazione Unica da compilare? a cura di ASSOCAAF

T

ra gli oneri deducibili dal reddito complessivo vi sono i contributi versati a forme pensionistiche complementari di cui al D.Lgs. 5/12/2005, n.252. I contributi versati dal lavoratore e dal datore di lavoro sono deducibili dal reddito complessivo per un importo non superiore a euro 5.164,57. Nel caso di versamenti di contributi di importo inferiore al limite di euro 5.164,57, l’ammontare residuo della deduzione non utilizzata non può essere riportato in avanti e utilizzato nei periodi d’imposta successivi. Eccezione a quanto sopra si ha per i lavoratori di prima occupazione successiva al 1° gennaio 2007; per tali soggetti, e limitatamente ai primi 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari, è consentito, nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione a tali forme, dedurre dal reddito complessivo contributi eccedenti il limite di euro 5.164,57 pari alla differenza positiva

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tra l’importo di euro 25.822,85 e i contributi effettivamente versati nei primi cinque anni di partecipazione alle forme pensionistiche, e comunque per un importo non superiore a euro 2.582,29 annui. Per meglio comprendere quanto scritto sopra, si propone un esempio.

ESEMPIO DI COSTRUZIONE DEL PLAFOND E SUO UTILIZZO Il lavoratore, di prima occupazione dal 2007, inizia a partecipare a forme pensionistiche complementari nell’anno 2014. Al termine dei primi 5 anni ha accumulato un plafond di euro 10.000,00; tale plafond può essere utilizzato dal sesto anno e fino al venticinquesimo anno successivo, per dedurre dal proprio reddito complessivo i contributi versati a forme di previdenza complementare, in aggiunta al


limite annuale di euro 5.164,57 e fino a concorrenza di euro 2.582,29 annui (per un totale massimo di euro 7.746,86). Pertanto, il monte accumulato può essere utilizzato (dal 6° anno e fino a completo esaurimento) tutte le volte in cui vengono versati contributi eccedenti il limite di euro 5.164,57. Al termine del 2023 residua un plafond di Euro 3.999,99 da utilizzare entro il 2038 (vedi Tabella 1 e Tabella 2).

TABELLA 1. Costruzione del plafond per un lavoratore di prima occupazione dal 2007 COSTRUZIONE DEL PLAFOND Contributi versati

2014 1.500,00

2015

2016

2.500,00 3.000,00

2017

2018

3.658,28

5.164,57

3.664,57

2.664,57

2.164,57

1.506,29

0

Plafond accumulato

3.664,57

6.329,14

8.493,71

10.000,00

10.000,00

TABELLA 2. Utilizzo del plafond di euro 10.000,00

Contributi versati Utilizzo plafond oltre il limite di 5.164,57 Plafond residuo

Differenza rispetto al limite di 5.164,57

UTILIZZO DEL PLAFOND

2019

2020

2021

2022

2023

6.000,00

5.000,00

7.746,86

7.746,86

5.164,57

835,43

0

2.582,29

2.582,29

0

In conclusione: ■

9.164,57 (10.000,00835,43)

9.164,57

6.582,28 3.999,99 (9.164,57- (6.582,28- 3.999,99 2.582,29) 2.582,29) ■

PUNTI DELLA CERTIFICAZIONE UNICA 2020 PER ANNO 2019 Nella Certificazione Unica del contribuente sarà compilata la sezione relativa alla previdenza complementare: ■ punto 411: “previdenza complementare”: codice 3. ■ punto 412: importo versato dal sostituto d’imposta e dedotto dai punti 1,2,3,4,5 della C.U. ■ punto 413: importo non dedotto dai punti 1,2,3,4 e 5 della C.U. ■ punto 415: data di iscrizione al fondo di previdenza complementare effettuata successivamente alla data di entrata in vigore del D.Lgs. 252/2005, relativamente ai lavoratori di prima occupazione a decorrere dal 01/07/2007.

punto 416: importo dei contributi versati nell’anno dal lavoratore di prima occupazione e dal datore di lavoro alle forme pensionistiche complementari. punto 417: importo dei contributi dedotti nell’anno, eccedenti il limite di euro 5.164,57 escluso dai punti 1,2,3,4,5 che i lavoratori di prima occupazione possono dedurre nei venti anni successivi al quinto anno di partecipazione alle forme pensionistiche complementari. punto 418: importo complessivo dedotto nell’anno e negli anni precedenti, limitatamente ai primi 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari a fronte dei contributi complessivamente versati nel quinquennio, dal lavoratore di prima occupazione e dal datore di lavoro. Tale punto deve essere compilato relativamente ai soli primi 5 anni di partecipazione alle forme di previdenza complementare. punto 419: punto che deve essere compilato per i lavoratori di prima occupazione, per i quali sia maturato il diritto di usufruire della deduzione dal reddito complessivo dei contributi, pari alla differenza tra l’importo di euro 25.822,85 e quelli effettivamente dedotti nei primi 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche. Tale ammontare deve essere indicato al netto dell’importo dei contributi già dedotti a partire dal sesto anno. punto 420: numero degli anni residui nei quali è possibile usufruire della deduzione prevista per i lavoratori di prima occupazione.

nei primi 5 anni di iscrizione al fondo, nella C.U. devono essere compilati i punti 416 e 418 (oltre ai punti 411; 412; 413; 415); nei primi 5 anni di iscrizione l’importo massimo deducibile è di Euro 5.164,57 per ogni anno. dal sesto anno in poi, nella C.U. devono essere compilati i punti 416, 417, 419, 420 (oltre ai punti 411; 412; 413; 415); nei venti anni successivi al quinto è possibile dedurre dal reddito complessivo i contributi versati nell’anno eccedenti il limite di euro 5.164,57, per importo non superiore ad euro 2.582,29 fino ad esaurimento del monte accumulato nei primi 5 anni. Per i primi 5 anni di iscrizione al fondo (quando il limite massimo di deducibilità è di Euro 5.164,57) bisogna prestare attenzione in fase di compilazione della dichiarazione dei redditi a non dedurre un importo superiore ad Euro 5.164,57; pertanto la colonna 2 del rigo E28 (modello 730 2020) o colonna 2 del rigo RP 28 (modello redditi PF 2020) dovrà riportare la differenza tra quanto già dedotto dal sostituto d’imposta (punto 412 della C.U.) ed Euro 5.164,57 in presenza di versamenti fatti direttamente dal contribuente oppure in presenza del punto 413 della C.U. compilato. Dal sesto anno in poi bisogna prestare attenzione in fase di compilazione della dichiarazione dei redditi a non dedurre un importo superiore ad Euro 5.164,57 in assenza di un monte accumulato nei primi 5 anni. www.casaeclima.com    n.85

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EMERGENZA CORONAVIRUS

Adattare le aree urbane alla fase post-Covid Il progetto StrategieGreen2020 punta a un ripensamento complessivo degli spazi cittadini, con soluzioni temporanee e permanenti orientate a un modello di città sostenibile STEFANIA PISANTI

Segretario Generale Assoverde

I

l progetto “StrategieGreen2020” – promosso da ASSOVERDE – Associazione Italiana Costruttori del Verde, in partenariato con AIAPP – Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio ed ANACI – Associazione Nazionale Amministratori di Condominio – prende le mosse dalla radicale modifica degli stili di vita dei cittadini e dell’organizzazione delle città in risposta alle misure restrittive necessarie a fronteggiare la diffusione del Covid-19. Gli obiettivi sanitari per contrastare la diffusione del contagio si devono coniugare, tuttavia, con quelli più generali, di qualità e salubrità delle aree urbane, sostenibilità, decarbonizzazione, rinaturalizzazione, ricostruzione degli equilibri eco-sistemici, ma anche equità, inclusività e sostegno alle fragilità, a cui le città devono tendere, ben oltre il superamento delle attuali condizioni di emergenza. L’emergenza in atto può e deve essere occasione per ripensare gli spazi urbani pubblici (connettivi e di sosta), le aree private, gli spazi di prossimità e condominiali, le aree agricole periurbane, le aree scolastiche, sanitarie e di uso collettivo, ed offrire: ■ nel breve periodo, soluzioni efficaci, anche temporanee, di immediata realizzazione, che rispondano alle attuali condizioni di emergenza sanitaria, nella gestione delle misure di contingentamento; riduzione della domanda di mobilità e di spostamento; riduzione degli assembramenti; adeguamento degli istituti scolastici; risposta alle esigenze di svago, educative e didattiche dei bambini e degli adolescenti; con particolare attenzione alla popolazione anziana, quale categoria a maggior rischio; ■ nel medio e lungo periodo, soluzioni che da “temporanee” possano diventare “permanenti”, prefigurando il passaggio a un modello di città sostenibile, verso una modifica sostanziale sia degli assetti fisici della città che dei comportamenti, individuali e collettivi, nell’utilizzo della città, nelle modalità di spostamento e nei modi di vivere. Il Progetto “StrategieGreen2020” va in questa direzione, prevedendo:

76

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Spiaggia Tiberis ■

un articolato quadro di interventi che vanno dalla realizzazione di sistemazioni temporanee o permanenti in spazi pubblici rappresentativi e simbolici, per “mostrare” appunto un diverso modo di concepire e vivere la città; alla riorganizzazione di strade e piazze, secondo modelli di mobilità compatibili con le esigenze spaziali e di sicurezza dei fruitori più deboli; all’allestimento dei cortili scolastici o alla creazione di aree verdi e attrezzate all’interno dei condomini, valorizzando, in tutti i casi, le funzioni ecologiche, ambientali, igienico-sanitarie, protettive, sociali e ricreative, culturali e didattiche, estetiche e architettoniche che il “verde” svolge. un partenariato promotore strategico che garantisce progettualità di alto livello (AIAAP); stimolo e uniformità degli interventi negli spazi privati (ANACI); coordinamento del progetto, valorizzazione ed esecuzione delle opere a verde e raccordo con Amministrazioni, imprese sia del settore del verde che di altri settori funzionali all’attuazione degli interventi (ASSOVERDE).


I PRIMI INTERVENTI AVVIATI E REALIZZATI

La sindaca Virginia Raggi all’inaugurazione di Spiaggia Tiberis un modello di gestione/attuazione degli interventi “a costo zero” per le Amministrazioni, che attiva eventuali forme di “cofinanziamento pubblico-privato”, coinvolgendo varie forme di sponsorizzazioni (grandi sponsor, cordate territoriali, singoli imprenditori) e imprese che, a diverso titolo, possono intervenire nella fornitura di beni, servizi e attività (in qualità di sponsor), nell’attivazione di ulteriori soggetti (in qualità di promotore), oppure candidandosi per la realizzazione degli interventi (in qualità di impresa esecutrice), con l’impegno in tal caso ad operare a “costi etici”. “Il progetto – afferma il Presidente di Assoverde, Antonio Maisto – attua in pieno il cambio di passo avviato dall’Associazione alla fine del 2019, con l’intento, da un lato, di dare centralità al settore del verde all’interno dei diversi processi di riqualificazione e sviluppo delle città; dall’altro, di raccordare il mondo delle imprese e dei professionisti con le pubbliche amministrazioni rispetto agli obiettivi comuni della ‘sostenibilità’ e della ‘qualità’ delle aree urbane. In un momento come questo, dove le risorse pubbliche sono sempre più ridotte e dove la pandemia ha posto in maniera ancora più evidente la necessità di riorganizzare gli spazi pubblici e privati, il partenariato ‘pubblico-privato’, strutturato e coordinato all’interno di progetti di qualità, può davvero fare la differenza”. L’adesione aperta al progetto, da parte di tutti gli ulteriori Partner che intendano contribuire alla realizzazione degli interventi, ciascuno per competenze e contributi specialistici, rafforza il progetto nel suo insieme e l’attuazione delle diverse tipologie d’intervento. Oltre al partenariato promotore – Assoverde-Aiapp-Anaci – aderiscono ad oggi al progetto: AIGP – Associazione Italiana Giardinieri Professionisti; AISES – Associazione Italiana Segnaletica e Sicurezza; ANVE – Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori; ASSOVERNICI – Associazione Italiana Produttori Vernici. ■

A Roma, il 31 luglio 2020 è stata inaugurata Tiberis, la spiaggia romana lungo il Tevere, nelle vicinanze del Ponte Marconi, nel Municipio VIII, con l’allestimento di vele e alberature ombreggianti, piastre con nebulizzatori d’acqua per rinfrescarsi, tavolini, sdraio e ombrelloni sistemati nel pieno rispetto delle misure restrittive dovute all’emergenza Covid. Insieme ad Agenda Tevere che, con Italgas, aveva già sponsorizzato l’intervento negli anni precedenti, ed Aiapp che ne ha curato la progettazione e la direzione dei lavori, Assoverde – con il coinvolgimento attivo e propositivo delle Aziende romane associate (Assiverde, Bindi Secondo, Florovivaistica del Lazio, Laurentina Servizi, O.P.E.R.A.M., Professionisti Del Paesaggio, Sia Garden, Sublacense Garden) – ha fornito le alberature, curandone la relativa messa a dimora. Sempre a Roma, nella prima settimana di settembre, è prevista l’inaugurazione di un allestimento temporaneo a Piazza Tevere, di “architettura del paesaggio” nel centro della Capitale, sulle due sponde del fiume, nel tratto tra Ponte Sisto e Ponte Mazzini. L’intervento prevede un’installazione ambientale-paesaggistica temporanea, con la disposizione di 4600 mq di prato e alberi in vaso, organizzando un luogo dove poter riposare, godere del connubio fra acqua, natura e arte per sperimentare modalità di socializzazione adatte al tempo che stiamo vivendo; installazioni e proiezioni artistiche temporanee; eventi e manifestazioni culturali e musicali fino al 30 ottobre. L’intervento è stato approvato da Roma Capitale, e dall’Ufficio Speciale Tevere, coordinato dalla Onlus Agenda Tevere, realizzato con fondi del comune e la collaborazione di Italgas, Terna, Acea, PlasticWood, RainBird, e, nell’ambito del progetto “StrategieGreen2020”, con Aiapp che ne ha curato la progettazione e la direzione dei lavori, e Assoverde che – attraverso le stesse aziende associate romane intervenute per Tiberis – ha realizzato le opere a verde. A settembre a Milano è previsto l’allestimento del Piazzale antistante la stazione di Porta Genova, dove su un progetto preesistente di “urbanistica tattica” dell’Amministrazione, Assoverde interviene nel ripristino delle verniciature a terra, nella fornitura e nella messa a dimora degli alberi, grazie ai contributi specialistici di aziende importanti quali ZackGoodman, NespoliVivai, Mapei, Colomboedilrestauri, Ditta Angioletto Borri, che hanno sponsorizzato le varie realizzazioni e gli allestimenti.

Loghi partenariato promotore e altre Associazioni aderenti

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Via Brenta 13 – 00198 Roma Tel. 06/8555203 – Fax 06/8559860

SOCI FINCO ACMI Associazione Chiusure e Meccanismi Italia Presidente: Nicola Fornarelli Vice Presidente: Antonio Gramuglia Presidente Onorario: Vanni Tinti AFIDAMP Associazione Fabbricanti e Distributori di Forniture Tecnologiche per la Pulizia Professionale Presidente: Giuseppe Riello Vice Presidente: Gianfranco Bonotto Segretario: Stefania Verrienti AIFIL Associazione Italiana Fabbricanti Insegne luminose Presidente: Alfio Bonaventura Vice Presidente: Vitaliano Mantovani Segretario Nazionale: Claudio Rossi AIPAA Associazione Italiana per l’Anticaduta e l’Antinfortunistica Presidente: Giuseppe Lupi Direttore: Tommaso Spagnolo AISES Associazione Italiana Segnaletica e Sicurezza Presidente: Gabriella Gherardi Vice Presidenti: Toni Principi e Eros Pessina AIT Associazione Imprese Impianti Tecnologici Presidente: Bruno Ulivi Vice Presidenti: Riccardo Cerrato, Carlo Antonio Gandini Segretario: Roberto Vinchi AIZ Associazione Italiana Zincatura Presidente: Carmine Ricciolino Vice Presidente: PierLuigi D’Ambrosio ANACI Associazione Nazionale Amministratori Condominiali e Immobiliari Presidente: Francesco Burrelli Segretario: Andrea Finizio ANACS Associazione Nazionale Aziende di Cartellonistica Stradale Presidente: Franco Meroni Vice Presidente: Adriano Castagnoli ANCCA Associazione Nazionale Contabilizzazione Calore e Acqua Presidente: Hans Paul Griesser Vice Presidente: Luca Magni ANCSA Associazione Nazionale Centri Soccorso Autoveicoli Presidente: Eleonora Testani Vice Presidente: Enzo Ciabatta Direttore: Alessia Lentini ANFIT Associazione Nazionale per la Tutela della Finestra Made in Italy Presidente: Laura Michelini Vice Presidente: Marco Rossi Responsabile Tecnico: Dario Poletti

ANFUS Associazione Nazionale Fumisti e Spazzacamini Presidente: Sandro Bani ­Vice Presidente: Pietro Bonello ANNA Associazione Nazionale Noleggio Autogru e Trasporti Eccezionali Presidente: Daniela Dal Col Vice Presidente: Simone Gramigni Past-Vice Presidente: Angelo Gino ANIPA - FIAS Associazione Nazionale Imprese Pozzi per Acqua Presidente: Daniele Succio ANSAG Associazione nazionale sagomatori Presidente: Ettore Tamburini Vice Presidenti: Dario Carniello e Paolo Venturelli APCE Associazione per la Protezione delle corrosioni elettrolitiche Presidente: Giuseppe Landi Segretario Generale: Sabatino Pedata ARCHEOIMPRESE Associazione Italiana Imprese di Archeologia Presidente: Daria Pasini Vicepresidenti: Cristina Anghinetti, Claudio Calastri ARI Associazione Restauratori d’Italia Presidente: Kristian Schneider Vice Presidente: Irene Zuliani Segretario: Paola Conti ASSITES Associazione Italiana Tende, Schermature solari e Chiusure Tecniche Oscuranti Presidente: Fabio Gasparini Vice Presidenti: Loris Di Francesco, Nereo Sella ASSOBON Associazione Nazionale Imprese Bonifica Mine ed Ordigni Residui Bellici Presidente: Paolo Mennini Segretario: Valerio Bellei ASSOCOMPOSITI Associazione dei materiali compositi e affini Presidente: Roberto Frassine Direttore: Simona Tiburtini ASSOFRIGORISTI Associazione Italiana Frigoristi Presidente: Gianluca De Giovanni Vice Presidente: Franco Faggi Direttore: Marco Masini ASSOIDROELETTRICA Associazione dei Produttori Idroelettrici Presidente: Paolo Pinamonti Direttore Generale: Paolo Taglioli ASSOROCCIA Associazione Nazionale costruttori opere di difesa dalla caduta di massi e valanghe Presidente: Dario Amici Vice Presidente: Diego Dalla Rosa Direttore Generale: Bruno Zanini ASSOVERDE Associazione Italiana Costruttori del Verde Presidente: Antonio Maisto Vice Presidente: Michele Bindi Segretario Generale: Stefania Pisanti CNIM Comitato Nazionale Italiano Manutenzione Presidente: Aurelio Salvatore Misiti


FIAS Federazione Italiana delle Associazioni Specialistiche del Sottosuolo Presidente: Massimo Poggio Vice Presidenti: Mauro Buzio, Stefano Chiarugi

RSF Restauratori Senza Frontiere Presidente: Paolo Pastorello Vice Presidenti: Carla Tomasi e Alessandra Morelli

AIF – FIAS Associazione Imprese Fondazioni consolidamenti - indagini nel sottosuolo Presidente: Antonio Arienti

UNICMI Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell’Involucro e dei Serramenti Presidente: Guido Faré Vice Presidente Vicario: Donatella Chiarotto Direttore Generale: Pietro Gimelli

ANIG HP – FIAS Associazione Nazionale Impianti Geotermia – Heat Pump Presidente: Gabriele Cesari

UNION Unione Italiana Organismi Notificati Presidente: Iginio S. Lentini

ANISIG – FIAS Associazione Nazionale Imprese Specializzate in Indagini Geognostiche Presidente: Italo Cipolloni

ACI Presidente: Angelo Sticchi Damiani ANAS SPA - Azienda Naz. Autonoma delle Strade Presidente: Claudio Andrea Gemme Amministratore Delegato: Massimo Simonini

FIPER Federazione Italiana Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili Presidente: Walter Righini Vice Presidente: Hanspeter Fuchs, Federica Galleano Direttore: Vanessa Gallo

CASEITALY SRL Presidente: Laura Michelini CSI SPA Presidente: Antonella Scaglia Vice Presidente: Alessandro Ciusani Amministratore Delegato: Vincenzo Ruocco

FIRE Federazione Italiana per l’Uso Razionale dell’Energia Presidente: Cesare Boffa Vice Presidente: Giuseppe Tomassetti Direttore: Dario Di Santo

GRAVILI SRL Amministratore Delegato: Antonio Gravili INCO INGEGNERIA SPA Amministratore Unico: Aldo Muller

FISA – FIRE SECURITY ASSOCIATION Fire Security Association Presidente: Marco Patruno

IN&OUT SPA Presidente: Angelo L’Angellotti Amministratore Delegato: Sergio Fabio Brivio e Nicola Lippolis CFO Direttore Generale: Sergio Fabio Brivio INTERBAU SRL Presidente: Giuseppe Cersosimo

FONDAZIONE PROMOZIONE ACCIAIO Presidente: Caterina Epis Direttore Generale: Simona Maura Martelli

ISTITUTO ITALIANO DELLA SALDATURA Presidente: Pietro Lonardo Vice Presidenti: Giovanni Pedrazzo e Luigi Scopesi LAPI SPA - Laboratorio Prevenzione Incendi Presidente: Massimo Borsini Vice Presidenti Cda e Consiglieri: David Borsini e Luca Ermini

HARLEY&DIKKINSON ASSOCIAZIONE Presidente: Alessandro Ponti

M3S SPA Presidente: Ulderico Granata PERAZZI ENGINEERING & C. SRL Amministratore Delegato: Italo Perazzi

PILE Produttori Installatori Lattoneria Edile Presidente: Fabio Montagnoli Tesoriere: Palmiro Bartoli

RESIT SRL Presidente: Ugo Vittorio Rocca

Per ulteriori informazioni sulle Associazioni federate potete consultare il sito Finco www.Fincoweb.org - Area associate

COMITATO DI PRESIDENZA FINCO

Carla Tomasi Presidente Finco

Gabriella Gherardi Francesco Burrelli Vice Presidente Vice Presidente Finco Vicario con delega a Organizzazione e Filiere

Daniela Dal Col Consigliere Incaricato Filiera Macchine e Attrezzature

Fabio Gasparini Consigliere Incaricato Sviluppo Associativo

Walter Righini Consigliere Incaricato Filiera Rinnovabili

Lino Setola Consigliere Incaricato della Filiera Mobilità e Sicurezza Stradale

Angelo Artale Direttore Generale

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ISSN: 2038-0895

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PROGETTAZIONE Edificio per uffici certificato Passivhaus DENTRO L’OBIETTIVO Dubai: oltre lo Zero Energy

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BIM2BEM La modellazione energetica nella progettazione integrata

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N. 79 I Anno XIV I MAGGIO/GIUGNO 2019 I Bimestrale

SERRE URBANE IN QUOTA

MADE EXPO 2019 Le novità per la “Qualità dell’abitare” DENTRO L’OBIETTIVO Costruire per le generazioni di domani CASE HISTORY Ristrutturazione senza cappotto

MATERIALI SOSTENIBILI Il valore “verde” del legno

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N. 81 I Anno XIV I OTTOBRE 2019 I Bimestrale

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WATER MANAGEMENT REPORT L’acqua, un bene prezioso ma insufficiente

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N. 80 I Anno XIV I SETTEMBRE 2019 I Bimestrale

RISCHIO SISMICO Nuovi strumenti e strategie per il progettista EFFICIENZA ENERGETICA Un mercato in crescita, ma non troppo APPALTI PUBBLICI VERDI Cosa sono GPP, PAN e CAM? CRISI ENERGETICA Isole minori alla ricerca di una strategia sostenibile

SMART HOME Abitare il futuro con gli oggetti “intelligenti” di oggi

ISOLAMENTO ACUSTICO Progettazione a norma di legge

Organo ufficiale

Fascicolo Fascicolo Mese Mese

Fiere Fiera Speciale Argomenti Argomenti

69 70 84 71 72 74 87 75 83 85 86 73 88 76 Ottobre 2017 Novembre 2017 Gennaio-Febbraio 2018 Marzo-Aprile 2018 Maggio-Giugno 2018 Settembre 2018 Ottobre 2018 Novembre2020 2018 Gennaio/Febbraio 2020 Marzo/Aprile 2020 Maggio/Giugno 2020 Settembre 2020 Ottobre 2020 Novembre/Dicembre SAIE SAIE Klimahouse MCE 2020 SAIE Ecomondo Klimahouse MCE Expocomfort SmartEnergy Expo SmartEnergy Expo Progettare per Anticipazioni MCE Climatizzazione efficiente VMC Domotica Edifici in legno l’isolamento Ricarica e-Car Domotica nei sistemi Efficienza nei sistemi Efficienza Softwareinnovativi a confronto Smart Houseleggere Tamponature Smart house Coperture Progettare l’isolamento Risparmio idrico Serramenti Strutture Sistemi diBIM riscaldamento Risparmio di riscaldamento d’acqua di riscaldamento Ventilazione meccanica Strutture leggere Sistemi radianti Rinnovabili Retrofit in edifici tutelati NZEB Serramenti innovativi Materiali isolanti

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