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Clima e caffè: quale futuro? Cambiamenti climatici e danni p 3 Il pensiero laterale Creatività come modo di pensare p 4 A proposito di reti fra botteghe Gli amici di Mandacarù si presentano p 6 Viaggi Solidali Incontri e scuole presso il laboratorio p 8 Pagine di informazione per i soci e i simpatizzanti della Cooperativa Quetzal di Modica | distribuzione gratuita

N° 2 – APRILE 2011

il versamento in mare dell’acqua diventata radioattiva perché servita per abbassare le temperature delle centrali nucleari.

“Se vuoi arrivare primo corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme.” ~ Proverbio Africano

Prosit con “Allegria” Opinioni e informazioni sul nucleare e sul referendum di giugno annullato — di Angela Allegria Il mio saluto come direttrice de “Le Solide Utopie” non può che essere breve. Innanzitutto brindo alla nascita del nuovo mensile che, con la collaborazione di tutti, saprà dare informazioni non solo su eventi e progetti della Cooperativa Quetzal, ma è anche l’occasione per un approfondimento di alcune tematiche di cui si parla raramente. Discutere di energie alternative, presentare realtà tanto diverse da quella in cui viviamo, tornare alla natura, in una parola una proposta diversa per una vita che può essere vissuta appieno mirando all’essenza della stessa. Se avete fra le mani il giornale sapete già di cosa tratta, non mi voglio soffermare su questo. La mia intenzione per iniziare questo nuovo progetto è di porre un in-

terrogativo sulla situazione del nucleare che sta interessando l’intero pianeta. Il nucleare e la domanda che pone La domanda centrale è: non è possibile, per rispettare il nostro pianeta, all’interno del quale siamo solamente degli ospiti e per questo è nostro dovere non distruggerlo, utilizzare appieno le risorse che la natura ci mette generosamente a disposizione? Abbiamo visto tutti negli scorsi giorni le agghiaccianti immagini del Giappone. È passata sulle teste di ognuno di noi la c.d. nube radioattiva e, anche se siamo stati ufficialmente rassicurati, non sappiamo a distanza di tempo quali saranno le ripercussioni nella nostra vita. A questo si aggiunge

la decisione giusta Si dice che il battito d’ali di una farfalla possa scatenare un terremoto dall’altra parte del mondo. Guardando la realtà attuale nessuno di noi può permettersi di violentare ancora di più questa nostra terra perché, così come abbiamo visto più volte, essa riesce a difendersi e allora l’uomo dimostra come è davvero piccolo innanzi alla forza della natura. Mi viene allora in mente il titolo di un libro del mio prof di Filosofia del diritto “Potevo far meglio?”. Credo che ognuno di noi debba porsi questa domanda ogni giorno sia per valutare il passato più o meno recente e quindi porre riparo per il futuro, sia, innanzi alle scelte che si presentano, al fine di prendere quella che chiamiamo comunemente “la decisione giusta”. Questa dovrebbe essere volta sempre di più al rispetto di se stessi, degli altri, dell’ecosistema nel quale viviamo. Dal “no” dell’87 alla marcia indietro di oggi In Italia una decisione che dice “no” al nucleare è stata già presa nel 1987 con ben tre distinti referendum che hanno visto la risposta affermativa rispettivamente dell'80,6 % per il primo che prevedeva l’abolizione della procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari, del 79,7% per il secondo sulla abolizione dei contributi a regioni e comuni sedi di impianti elettronucleari, del 71,9% per il terzo per l’abolizione della partecipazione dell’Enel alla realizzazione di impianti elettronucleari all’estero. Era stato proposto un referendum sulla questione nucleare, accompagnato da un’aggressiva propaganda nuclearista. Ciò che è accaduto a Fukushima ha fatto sì che la questione sicurezza saltasse all’occhio insieme alle menzogne sulla salute, sulle scorie, sul funzionamento degli impianti. E come al solito, l’Italia temporeggia, indecisa su quali passi deve fare. Sperando che il tempo possa illuminare coloro che rappresentano e governano il popolo italiano non mi resta che augurare buon lavoro alla redazione e ai collaboratori e una buona lettura a tutti i lettori! ■


Viaggi e cioccolata Il racconto dell’esperienza dei viaggi che ruotano attorno alla nostra cioccolata — di Sara Ongaro APRILE 2011 – N°2 Periodico in attesa di registrazione al Tribunale di Modica – Anno I

Giornale di informazione gratuito per soci, simpatizzanti e consumatori della Cooperativa Quetzal – la Bottega Solidale

direttore responsabile Angela Allegria

redazione

Rachele Baglieri, Sara Ongaro

impaginazione Rachele Baglieri

hanno collaborato a questo numero

Angela Allegria, Rachele Baglieri, Carmela Saturnino, Coop. Mandacarù, Agata, Sabrina, Giulio, Rosa Modica, Fabrizio Nardo, Leone De Vita, Marcello Potenza, Sara Ongaro

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Timbri e… info@timbrie.191.it

cooperativa quetzal Corso Umberto I, 223/a 97015 – Modica (rg) tel. e fax 0932-752321 www.quetzalmodica.it PRESIDENTE

Saro Guarrasi AMMINISTRATORE DELEGATO

Fabrizio Nardo CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Rachele Baglieri, Saro Guarrasi, Marinella Melieni, Angelo Migliore, Fabrizio Nardo

Se desideri collaborare, diventare socio o se vuoi fare un’esperienza di volontariato nell’ambito del Commercio Equo e Solidale, contattaci subito a questo indirizzo:

cultura@quetzalmodica.it

Segui le nostre iniziative e tieniti aggiornato sulla realtà del commercio equo e solidale: www.facebook.com/ QuetzalModicaBdM Segui l’uccellino Quetzal e il suo cinguettare su Twitter: www.twitter.com/quetzalmodica Per ricevere la nostra newsletter scrivi a cultura@quetzalmodica.it con oggetto “Iscrivimi”

Non è semplice in due righe raccontare di tante fiere e incontri svolti fra febbraio e marzo, cioè di tanti volti, abbracci, racconti, spiegazioni, amici vecchi e nuovi: Bologna, Milano, Trento, Torino, Treviglio… Dal prestigioso Salon du Chocolat, svoltosi quest’anno a Bologna (25-27 febbraio), dove siamo stati fra i 4 rappresentanti della cioccolata di Modica, riscuotendo grande attenzione sia da parte dei fondatori parigini che delle organizzatrici italiane e raccogliendo nuovi contatti che speriamo promettenti per il futuro; alla fiera “Fa’ la cosa giusta!” a Milano (25-27 Marzo), enorme appuntamento organizzato da Terre di Mezzo (la cui direttrice Miriam Giovanzana era stata con noi alla festa di gennaio), legata ai GAS., alle imprese ecologiche e alle reti di associazioni impegnate sul territorio per la pace, i beni comuni, la finanza etica: veramente l’immersione in un universo nel quale piacevolmente perdersi e confortarsi vedendo quante persone lavorano per un mondo migliore. E poi di corsa agli incontri sul cioccolato di Tione e Trento presso la Cooperativa Mandacarù, uno dei soci più importanti di CTM Altromercato con 13 botteghe, che ci è sempre stata vicina accogliendo le nostre proposte con entusiasmo (e accogliendoci sempre con grande generosità). Abbiamo illustrato a una cinquantina di persone nei due incontri la storia, la lavorazione e tutte le caratteristiche della cioccolata, rispondendo alle loro curiosità e ovviamente assaggiando abbondantemente le diverse barrette e constatando sempre quanto queste conversazioni siano fondamentali per accrescere l’interesse verso la cioccolata, il legame che si crea con noi e di conseguenza l’attivismo dei volontari nel proporre il prodotto nella bottega in cui lavorano. Infine un passaggio in coda alla fiera “Cioccolato” (Torino, 23 marzo- 3 aprile) in edizione speciale per l’anniversario dell’unità d’Italia, dove eravamo presenti con ben due stand, laboratori per le classi e nelle degustazioni dei distretti italiani del cioccolato: un grande successo con i nostri stand svuotati prima che la manifestazione finisse e tante promesse di venirci a trovare e sempre accolti dalla generosità della nostra volontaria Simona della Coop. Mondo Nuovo. Da ultimo una presentazione della nostra realtà al Museo della Scienza di Treviglio (BG) il 3 aprile durante una conferenza di Dario Bressanini sugli aspetti scientifici del cacao: un onore essere presenti come realtà produttiva accanto al bellunese Mirko della Vecchia. Insomma sta proseguendo a tutto campo il tentativo di recuperare il terreno perduto nei due anni precedenti, le relazioni con le altre botteghe, con i GAS, con nuovi clienti, la diffusione della conoscenza sulla nostra cioccolata e sul commercio equo. Tutto ciò promette tanto di buono! ■

L’immersione in un universo nel quale piacevolmente perdersi

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IL POTERE DI SAPER FARE | Idee per uno stile di vita sostenibile

FOTO: CAFEMACO

CLIMA E CAFFÈ: QUALE FUTURO? Gli effetti dei cambiamenti climatici minacciano la produzione di caffè — di Fabrizio Nardo

Mentre il mondo è tenuto con il fiato sospeso su quelle che saranno le conseguenze dell’incidente alla centrale nucleare di Fukushima e i cittadini sono tenuti all’oscuro di quello che sta succedendo e tutti gli scenari non promettono niente di buono, noi ci occupiamo della salute del nostro pianeta. I cambiamenti climatici provocati dal continuo flusso di gas serra sortiscono nefaste conseguenze sul pianeta, anche se noi non ce ne occupiamo. O meglio, i media preferiscono non occuparsene. Tra i mille effetti sull’ecosistema volgiamo l’attenzione a quanto sta accadendo nelle montagne della Colombia, in America latina. IL CASO DELLA COLOMBIA Dal giugno 2010 il prezzo della qualità arabica di caffè, quella più pregiata e prodotta in abbondanza in Colombia, è aumentato dell’85%. Le condizioni climatiche e la qualità sono compromesse, afferma Gorge Kopp, analista all’International Futures Group of Chicago. La produzione della migliore qualità di semi di caffè continua a diminuire, mentre aumenta il consumo globale, grazie all’aumento della domanda della classe media di paesi emergenti come Brasile, India e Cina. La produzione di caffè è minacciata dal riscaldamento globale, e le previsioni non sono per niente buone, dice Peter Baker uno specialista del caffè del CABI, un gruppo di ricerca inglese che monitora l’agricoltura e l’ambiente nell’America centrale e meridionale. Baker ha

ipotizzato che potrebbe esserci presto un picco del caffè, cioé, che si possa presto giungere ad una quantità massima di produzione globale non più incrementabile. Esattamente lo stesso scenario che si sta vivendo per il petrolio. Nelle alture della Colombia, sopra i 2000 metri di quota, i residenti che si dedicano alla coltivazione del caffè dicono che gli effetti dei cambiamenti climatici sono pesanti. La Columbia Coffe Growers Federation sostiene che l’uso di fertilizzanti non riesce ormai più a riportare le rese delle coltivazioni ai livelli storici. Nel 2009 l’International Coffee Organization ha dichiarato che “i cambiamenti climatici sono i primi responsabili della riduzione di produzione di caffè in tutto il mondo”. TEMPERATURE PIÙ ALTE E MALATTIE IN CRESCITA La temperatura media delle alture della Colombia è aumentata di circa mezzo grado centigrado negli ultimi 30 anni. In alcune

aree montane si arriva anche a 1,5°C. Le precipitazioni in queste aree sono aumentate del 25% in pochi anni. Ciò comporta l’aborto della fioritura o un frutto molto piccolo e spesso ammalato. Un fungo devastante del caffè, noto come peste del caffè, riesce a sopravvivere alla stagione fredda e si manifesta proprio durante il periodo di fioritura. Molti istituti di ricerca stanno analizzando i dati agronomici e climatici per valutare il nesso di causalità tra cambiamenti climatici e incremento delle malattie che affliggono le coltivazioni di caffè. Le associazioni di agricoltori e i loro specialisti su questo punto non hanno dubbi e si chiedono se è giusto che loro paghino le nefaste conseguenze economiche di qualcosa che viene da lontano. Pensano che debba essere istituito un fondo internazionale che risarcisca le comunità afflitte dalle conseguenze dei cambiamenti climatici. Queste sono le voci degli interessi economici. Ma chi ascolta la natura? ■

◖ Per Far Le Brevi ◗ Riprende la seconda fase del laboratorio di tessitura per chi vuole continuare e sperimentare anche il telaio da tavolo dopo quello a cornice. Ci sono anche nuove allieve! Mercoledì 18 Aprile alle ore 19 presso la ex-scuola vicina al Sacro Cuore ha avuto inizio il laboratorio di teatro dell’oppresso sul nucleare. Montse Frau Garrer ci guiderà in un laboratorio di circa 5 incontri finalizzato a montare una performance sul nucleare da replicare nelle città nelle settimane successive. Per info scrivere a: associazioneattinkite@gmail.com

◖ Human Rights Watch ha pubblicato il rapporto “L’intolleranza quotidiana: la violenza razzista e xenofoba in Italia” sulla situazione vissuta in Italia da rom e migranti, colpiti da sempre più numerosi episodi di razzismo violento da parte della popolazione e delle forze dell’ordine. Per ormai troppi cittadini di questo Paese siamo oltre ogni soglia di accettabilità della tensione e del pregiudizio, siamo alla sistematica violazione dei diritti e alla continua disumanità dei comportamenti ◗

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◖ La 23ª Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale si terrà sabato 7 e domenica 8 maggio a Saronno (VA). La assemblea sarà preceduta da un convegno dal titolo “L’età adulta del Commercio Equo e Solidale – identità, evoluzione e modelli di sviluppo”. A 30 anni dalla nascita della prima Bottega del Mondo si parlerà dei diversi percorsi che le Organizzazioni hanno costruito in questi anni, in un’ottica di scambio di esperienze e possibili strategie per affrontare le sfide che ci attendono ◗


Il pensiero laterale Il pensiero laterale o divergente permette di capire e apprezzare i segnali differenti rispetto al pensiero stereotipato comune — di Carmela Saturnino Cos’È il pensiero laterale? Vivere nella nostra società, in cui complessità e multiculturalità sono i fattori caratterizzanti, in cui la differenza dovrebbe diventare un valore per rendere in positivo l’identità personale, il pensiero laterale permette di capire ed apprezzare i segnali differenti rispetto al pensiero stereotipato comune, rappresentato dal canone e dall’abitudine, per esaminarli con interesse ed accogliere i risvolti positivi del cambiamento. Se spesso il pensiero laterale è posto in stretta relazione con la nuova accezione di creatività, mi piace porre l’attenzione, all’interno di “Le Solide Utopie”, al pensiero laterale come ad una nuova possibilità di conoscenza dell’altro e di vivere le relazioni e la vita. Purtroppo o “per fortuna” la nostra cultura, con le sue certezze e le sue “verità” non può più esser posta al centro del mondo. Pertanto l’idea che tutto è relativo ci dà la possibilità di vedere il mondo con altri occhi.

Relativismo e realtà “Il relativismo, che caratterizza esplicitamente il pensiero di molti studiosi della scienza e della conoscenza (penso ad esempio, a Edgar Morin, Nelson Goodman, Mauro Ceruti, Telmo

Pievani…), si combina con un elemento molto positivo e illuminante: una volta accettata l’idea che non si possa parlare delle cose in sé, ma solo delle rappresentazioni che i differenti linguaggi costruiscono di esse, questo non significa che in ciascuna di queste rappresentazioni non si sia descritto o rappresentato nulla. In ciascuna rappresentazione c’è una

“ Se un indiano ed io

parliamo di una mucca non stiamo parlando di due cose diverse… ” parte del mondo, della conoscenza, della natura, della verità. E il fatto che sia una parte e non l’irraggiungibile “tutto” non significa che quella parte non sia autentica, attendibile, anche se non assoluta. Nessuno ha la Verità con la “v” maiuscola, ma tutti possiamo accedere, in mille modi e con mille alfabeti, a qualche pezzetto di verità da scoprire, da costruire, da condividere. Se entriamo in quest’ottica di idee, ci accorgiamo di come concezioni e opinioni differenti su qualcosa non parlano, spesso, di cose diverse né presentano interpretazioni diverse di una cosa, ma evidenziano aspetti diversi della cosa in oggetto. ottusità VS. creatività Se un indiano e io parliamo di una mucca, che per lui è un simbolo di sacralità e per

Per dettagli e approfondimenti

“In una notte di luna vuota” di Marco Dallari, Erickson, 2008

me è un animale che produce latte, formaggio ed eventualmente costate, non stiamo parlando di due cose diverse ma di due modi differenti di rappresentare la stessa cosa privileggiandone aspetti differenti. Se almeno uno di noi è capace di praticare il pensiero laterale e non è così ottuso da affermare che la mucca è solo e assolutamente quella che dice lui, si scopre che creatività e pensiero laterale significano anche possibilità di empatia, consentono di pensare, a fianco del mio, anche il pensiero dell’altro, e che rischiamo persino di poter comunicare e negoziare un accordo su cosa possa essere per noi una mucca, e magari su un’infinità di altre cose.” Se riuscissimo a fare nostro il concetto di pensiero laterale forse riusciremmo a vivere meglio. come possiamo rendere nostro il pensiero laterale? Attraverso lo sviluppo della creatività, che, come Munari c’insegna è la capacità - possibilità di realizzare e mettere in pratica (che significa anche far entrare in relazione con gli altri), ciò che la fantasia ha concepito e l’invenzione ha trasformato in progetto. L’invenzione e la creatività non hanno bisogno solo d’intelletto ma anche di luoghi e materiali attraverso cui prendere corpo. La fantasia deve esser incoraggiata, alimentata allenata, ha bisogno di humus culturale condiviso e condivisibile. L’augurio che ci facciamo è quello di sviluppare una creatività ed un pensiero laterale che ci faccia vedere il mondo sotto una nuova ottica ■

QUELLO CHE È GIUSTO È GUSTO | Proposte gastronomiche con ingredienti della Bottega

Bavarese alla menta Una ricetta un pò complessa ma di sicuro effetto. Potete trovare in Bottega le barrette di cioccolata Mascao, bianco e fondente, e lo zucchero di canna Dulcita.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE ¹/² litro di latte 2,5 dl di panna 10 rametti di menta 120 gr. di zucchero di canna Dulcita 3 fogli di gelatina 40 gr. di cioccolato bianco e fondente Mascao 1 albume

PROCEDIMENTO

❶ Ponete la gelatina ad ammollare in acqua

fredda per qualche minuto e poi strizzatela. ❷ Mondate e lavate la menta, asciugatela su carta assorbente e quindi tritate 10 foglie nel mix insieme a 100 gr di zucchero. ❸ Trasferite il composto in una casseruola, aggiungete il latte e portate ad ebollizione. ❹ Spezzettate il cioccolato bianco e quello fondente e fateli sciogliere separatamente a bagnomaria. ❺ Su un foglio di carta da forno stendere i due tipi di cioccolato, mescolandoli parzialmente, e poi fate rapprendere. ❻ Pennellare leggermente con l’albume altre due foglioline di menta, cospargetele di zucchero

❼ Montate la panna e incorporate leggermente

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e lasciate cristallizzare. il latte alla menta.

❽ Suddividete così il composto in 4 stampini monoporzione, che riporrete in frigo ad addensare per almeno 4 ore. ❾ Trascorso questo tempo sformate le bavaresi su piattini individuali dopo aver immerso gli stampini per qualche secondo in acqua calda. ❿ Decorate con il cioccolato marmorizzato a scaglie e con le foglioline di menta cristallizzate.

a cura di Rosa Modica


Capi che sfilano La sfilata Equo-à-porter tenutasi in Bottega vista dagli occhi di una modella speciale: una nostra volontaria — di Aline Giordana

La nuova collezione primavera/estate Uno stile romantico, dal gusto un po’ retrò, caratterizza la nuova collezione di abbigliamento e accessori per la Primavera/ Estate 2011 di Altromercato – la principale organizzazione di commercio equo e solidale in Italia – proposta dalla Cooperativa Quetzal di Modica. Un look morbido e delicatamente sensuale pensato per una donna che sceglie una moda raffinata, originale e etica, bella da indossare e giusta per i produttori e per l’ambiente. Con la linea equa e solidale per la primavera/estate 2011 la Cooperativa propone abiti, accessori e bijoux unici e originali perché interamente realizzati da artigiani del Sud del mondo con materiali naturali e lavorazioni artigianali: grazie al contributo di designer solidali che collaborano con Altromercato, il risultato è una linea dallo stile fresco,

“ A sottolineare la

gran voglia di stare insieme e bene” raffinato e contemporaneo, che concilia l’etica e l’estetica, valorizzando il lavoro dei produttori di Africa, Asia e Sud America Le fibre naturali sono le protagoniste della prossima stagione: seta, canapa e cotone danno vita a capi versatili, adatti ai freschi mesi primaverili e al caldo dell’estate. Il lino fa il suo primo ingresso nella collezione Altro-

MASCAO è puro cioccolato da agricolutra biologica. È prodotto senza lecitina di soia e con zucchero Mascobado, zucchero di canna integrale dalle note aromatiche. Ha colore marrone opaco con profumi intensi e persistenti. Mascao contiene esclusivamente burro di cacao senza alcun ricorso ad altri grassi vegetali meno costosi e di bassa qualità. Gli ingredienti sono importati tramite il circuito fair trade della centrale Claro in Svizzera. La produzione avviene presso l’antica (1933) casa cioccolatiera svizzera Chocolat Bernrain. Gli ingredienti vengono miscelati in grandi vasche per molte ore. La qualità e la densità del cioccolato dipendono infatti dal suo concaggio; Mascao fondente, ad esempio, viene concato per 78 ore. In questo modo scompare ogni residuo acido presente nel cacao ed il cioccolato risulta uniforme e vellutato. IMC (Istituto Mediterraneo di Certificazione) certifica la provenienza da agricoltura biologica.

mercato con pantaloni e shorts comodi e leggeri che non possono mancare in ogni mise estiva. Fibra di banano e sete dai colori pastello che spaziano dal glicine all’azzurro polvere, caratterizzano le proposte primaverili, per un’eleganza sobria e un po’ retrò. Garze di cotone, jersey leggero e colori vivaci come il rosso fragola, il verde pistacchio e il blu acceso, sono invece i tratti distintivi della linea estiva, decisa e accattivante. Novità 2011 è la linea mare, che comprende borse, sciarpe, cappellini e parei, realizzati con la tecnica artigianale di stampa del Tye&Die su garza di cotone. Un’ampia scelta di stole e borse in tessuti naturali, ricamate o stampate artigianalmente e la pelletteria completano l’offerta. Girocollo voluminosi e multi-fili, collane lunghe, bangles in diverse forme e colori, orecchini pendenti e di grandi dimensioni: questi sono gli ingredienti della linea bijoux 2011. Lavorati con colori atossici e nichel-free, i bijoux vengono realizzati con materiali eco-compatibili come tagua, vetro, argento, legno e ceramica, lavorati in modo originale. Nascono così prodotti esclusivi, come le collane in ceramica con perline a forma di “smarties” o i gioielli in vetro soffiato a mano. capi che sfilano È in un clima di grande allegria che il 19 marzo si è tenuta in bottega la prima sfilata Equo-à-porter: abiti ed accessori prove-

Gente di Quetzal

nienti da paesi lontani in via di sviluppo. Seta, lino, cotone e canapa : tessuti naturali ed ecologici, confezionati da mani sapienti ed amorevoli per sviluppare anche nell’abbigliamento e negli accessori di moda, il principio di sostenibilità e rispetto per la dignità dei lavoratori e chiaramente senza lo sfruttamento minorile. Capi,dunque, provenienti da realtà di India o Vietnam, fantasie e colori per tutti i gusti, taglie ed età. Sfilano così, come per gioco, ma con vero impegno professionale, amiche della bottega che per incanto si trasforma in passerella: un ponte ideale tra noi qui e le donne del resto del pianeta. Per un intreccio fino e fondamentale che ha a che fare con il tessuto più importante del mondo: quello umano! Grazie alla grande capacità organizzativa della bottega, e lo straordinario apporto di tanti collaboratori, a fine sfilata si è tenuto un genuino rinfresco a sottolineare la gran voglia di stare insieme e bene! ■

di Agata, Sabrina e Giulio

Agata, Sabrina, Giulio: siamo solo tre ragazzi, tra i 18 e i 22 anni, ma abbiamo una gran voglia di fare e un sogno che ci accumuna tutti e tre: il desiderio di un mondo migliore! Ecco perché abbiamo deciso di iniziare la nostra battaglia contro questo mondo ormai schiavo dell’economia e dell’inquinamento ambientale. La soluzione? Primo passo: cambiare nel nostro piccolo, per noi. Obiettivo raggiunto. Siamo infatti entrati in contatto con la Cooperativa Quetzal che ci ha formati come volontari. Secondo passo: qualcuno dice che “Chi si accontenta gode”, ma noi no! Così abbiamo deciso di dare una mano alla cooperativa Quetzal organizzando un banchetto, mensilmente, dove esponiamo tutti quei prodotti, secondo noi interessanti e buoni, per far sì che tutti vengano a conoscenza di questo commercio alternativo. Curiosità fatti avanti: ci trovate alle porte della chiesa del Sacro Cuore (Modica). Vi aspettiamo numerosi! ■ 5


A proposito di reti fra botteghe

TANTE BELLE COSE! | Recensioni Women OF AFRICA Putumayo World Music 2009

La storica Cooperativa Mandacarù di Trento, che ci ha da poco ospitati, si presenta — di Michela Bellini Mandacarù è una cooperativa sociale nata a Trento nel 1989 su iniziativa di 29 soci. Il suo nome deriva da quello di un cactus brasiliano (ripreso anche nel suo logo). Ha iniziato ad operare nel 1990 aprendo una Bottega a Trento con l’obiettivo di promuovere il Commercio Equo e Solidale sul territorio. Nel 1998 collabora alla fondazione del Consorzio Ctm Altromercato, nato dalla riorganizzazione della cooperativa Ctm costituita a Bolzano nel 1988 e contribuisce inoltre alla nascita della Banca Popolare Etica. Attualmente la cooperativa gestisce 12 Botteghe del Mondo in provincia di Trento in cui operano oltre 400 volontari ed è sostenuta da più di 2000 soci. È la principale finanziatrice di Ctm Altromercato, la maggior organizzazione italiana di commercio equo e solidale e la seconda a livello internazionale. Oltre a praticare il commercio equo e solidale attraverso la gestione delle botteghe, la cooperativa Mandacarù sostiene il microcredito e la finanza solidale attraverso il prefinanziamento, che permette di supportare i produttori del Sud del mondo soprattutto nelle fasi di avvio dei progetti; fa educazione, informazione e promuove una “cittadinanza attiva” anche nei più piccoli: ha sviluppato diversi interventi didattici con lo scopo di stimolare anche il mondo della scuola, contribuendo a formare una coscienza interculturale portatrice dei valori di solidarietà, giustizia, sviluppo sostenibile, rispetto delle persone e dell’ambiente. Fa poi cooperazione allo sviluppo e solidarietà internazionale attraverso una stretta collaborazione con Ctm Altromercato, per partecipare attivamente ad uno sviluppo equo e sostenibile. Dal 2009 organizza a Trento il Festival Internazionale di Cinema Cibo & VideoDiversità “Tutti nello stesso piatto” organizzato da Mandacarù, col quale si vuole far luce sul legame che c’è tra le nostre scelte alimentari e ciò che accade in molti Paesi del Sud del mondo ■

€ 15,00

Putumayo è un’etichetta statunitense specializzata in world music, nata nel 1993 con connotazioni proprie del commercio solidale; in particolare, finanzia progetti di sostegno per le comunità a cui appartengono gli artisti che produce. Questo disco raccoglie le più belle voci femminili africane. Le donne hanno sempre svolto un ruolo importante nella cultura Africana, e sebbene di solito gli strumenti siano suonati dagli uomini, le donne offrono spesso la propria voce. Dalle ninna nanne ai canti di celebrazione, nell’Africa sub-sahariana la musica é un’attività sociale fondamentale per tutti i membri della società. L’album raccoglie canzoni dall’Algeria allo Zimbawe, passando per artiste quali Angèlique Kidjo (Benin), Tarika (Madagascar), Women of Mambazo (South Africa), Khadja Nin (Burundi) e Dorothy Masuka (Zimbabwe), cantanti famose quali Judith Sephuma (Sud Africa), Souad Massi (Algeria), e Sibongile Khumalo (Sud Africa), ma anche nuove scoperte come Nawal (Comoros), Maria de Barros (Cape Verde), Kaïssa (Cameroon), e Dobet Gnahoré (Ivory Coast). Un album irrinunciabile per chi ama la musica africana e le voci femminili in particolae, e che potete ascoltare ed acquistare in Bottega.

SCONFINIAMO | Dai nostri inviati negli “altrove” del Pianeta

dalla Costa d’Avorio — di Leone De Vita gran bassam, 3 aprile 2011 — Qui si fa più lunga del previsto. La cavalcata trionfale dei ribelli si è bloccata alle porte del palazzo presidenziale di Gbagbo. Qui una resistenza inaspettata e assai ben armata delle forze speciali ha respinto l’attacco, mentre in città i saccheggi e le violenze casa per casa dei miliziani (da una parte e dall’altra) si moltiplicano. Voci di divisioni interne alle forze ribelli cercano di spiegare l’attuale impasse. La situazione del paese, con queste elezioni dDovete sapere che una delle forze che sin dall’inizio ha creato problemi all’esercito di Gbagbo e ha iniziato a "liberare" Abidjan quartiere per quartiere è stato il famigerato Commando invisibile, capeggiato da un comandante della prima ribellione del 2002, poi messo da parte dalle forze ribelli perché militarmente ottimo e politicamente pessimo. Questo comandante si era anche riavvicinato a Gbagbo, ma una volta scoppiato lo scontro ha iniziato a combatterlo, mantenendo però

sempre una sua autonomiadal resto delle forze ribelli. Quindi al momento dell’assalto finale pare che divergenze sul post guerra (chi fa cosa, chi prende cosa) abbiano raffreddato l’ardore del Commando Invisibile, facendo anche temere un suo passaggio dall’altra parte. Le ultime dicono che forse lo strappo sia stato ricucito e che si aspettano rinforzi dal nord per chiudere la partita… A sentire Jean, il nostro angelo custode, intanto qui a Bassam succede che gli europei abbastanza spaventati decidono di organizzare una riunione di coordinamento per vedere il da farsi che però fallisce e adesso stanno pensando di farsi venire a prendere dalla Licorne (forza militare francese di stanza in Costa d’avorio) e farsi portare nella loro base militare dove sono già rifugiate circa 1700 persone. Se il convoglio verrà organizzato anche noi dovremo decidere se entrarvi oppure no. Io ho votato no, mentre i miei 2 colleghi hanno votato si. È vero che se riprendono i voli bisogna 6

raggiungere l’aeroporto e in questa situazione con bande armate in giro è pericoloso ed è vero che nella base francese saremmo in totale sicurezza. Le mie considerazioni sono però soggettive e riguardano il fatto che saremmo nelle mani dei francesi (non è un albergo dove andiamo). Messi in una tendopoli insieme ad altri 1700 sfollati dipenderemmo in tutto e per tutto dalle decisioni prese da altri, perderemmo autonomia e chiuderemmo con una fuga la nostra esperienza qui, quando in tutto questo tempo siamo riusciti a condurre una "vita normale" , continuando a fare andare avanti il progetto con una certa efficacia e dignità. Associare l’immagine della Communauté Abel (n.d.r. Leone lavora per il Gruppo Abele) a francesi e militari è l’ultimo dei miei desideri. Aggiornamento Il presidente Ouattara si è definitvamente insediato con la copertura dei soldati francesi il 10 aprile, il suorivale Gbagbo è stato arrestato, i cooperanti sono tutti evacuati ma la situazione permane molto tesa ■


CON PAROLE SUE | Opinioni sotto i riflettori

INTERVISTA A VIK ARRIGONI

FOTO: FB VIK

I pensieri e le esperienze vissute con gli occhi di Vik attraverso il suo blog. — di Rachele Baglieri Abbiamo realizzato un’intervista immaginaria a Vittorio Arrigoni, pericoloso militante nonviolento ucciso da un gruppo di safisti, e che non è mai stato vivo come adesso.

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* Resistenza

Da quasi tre anni hai deciso di trasferirti in Palestina. Cosa ti spinge a trattenerti in un Paese così problematico? Io vengo da una famiglia di partigiani. I miei nonni materni hanno combattuto e sono morti per lottare contro un’occupazione. Per cui probabilmente nel mio DNA e nel mio sangue ci sono delle particelle che mi spingono a combattere per la libertà e per i diritti umani. Mentre scrivo, per esempio, i carri armati israeliani sono entrati nella «Striscia». La giornata è iniziata allo stesso modo in cui è finita quella che l’ha preceduta, con la terra che continua a tremare sotto i nostri piedi, il cielo e il mare, senza sosta alcuna, a tramare sulle nostre teste, sui destini di un milione e mezzo di persone che sono passate dalla tragedia di un assedio, alla catastrofe di bombardamenti che fanno dei civili il loro bersaglio predestinato. Il posto è avvolto dalle fiamme, cannonate dal mare e bombe dal cielo per tutta la mattina. Le stesse imbarcazioni di pescatori che scortavamo fino a qualche giorno fa in alto mare, ben oltre le sei miglia imposte da Israele come assedio illegale criminoso, le vedo ora ridotte a tizzoni ardenti. Se i pompieri tentassero di domare l’incendio, finirebbero bersagliati dalle mitragliatrici degli F16, è già successo ieri. Dopo questa massiccia offensiva, finito il conteggio dei morti, se mai sarà possibile, si dovrà ricostruire una città sopra un deserto di macerie. Livni dichiara al mondo che non esiste un’emergenza umanitaria a Gaza: evidentemente il negazionismo non va di moda solo dalle parti di Ahmadinejad. I palestinesi su una cosa sono d’accordo con la Livni, ex serial killer al soldo del Mossad, (come mi dice Joseph, autista di ambulanze): più beni alimentari stanno davvero filtrando all’interno della striscia, semplicemente perché a dicembre non è passato pressoché nulla, oltre la cortina di filo spinato teso da Israele. Ma che senso realmente ha servire pane appena sfornato all’interno di un cimitero? L’emergenza è fermare subito le bombe, prima ancora dei rifornimenti di viveri. I cadaveri non mangiano, vanno solo a concimare la terra, che qui a Gaza non è mai stata così

meglio delle mie possibilità, in situazioni di assoluta precarietà, spesso trascrivendo l’inferno circostante su un taccuino sgualcito piegato sopra un’ambulanza in corsa a sirene spiegate, o battendo ebefrenico i tasti su di un computer Scrivi per il Manifesto e sul tuo blog. Ritieni che di fortuna all’interno di palazzi scossi come ci sia una buona informazione su quanto accade pendoli impazziti da esplosioni tutt’attorno. dove ti trovi? Vi avverto che solo sfogliare questo libro poSono blogger e freelance e ogni giorno tento trebbe risultare pericoloso, sono infatti pagine di dimostrare nei fatti che, oltre per la quotinocive, imbrattate di sangue, impregnate diana sopravvivenza, alla base del lavoro ci di fosforo bianco, taglienti di schegge d’esplosipuò essere ancora un ideale e magari un’utovo. Se letto nella quiete delle vostre camere da pia. Nella mia vita ho deciso anche di scrivere letto rimbomberanno i muri delle nostre urla e di narrare il costante assedio di Gaza e di terrore, e mi preoccupo per le pareti della sua popolazione, soprattutto dei vostri cuori che conosco come quando i riflettori dell’informazionon ancora insonorizzate dal IL SITO INTERNET ne internazionale si spengono. dolore. Mettete quel volume al di vik Ero l’unico italiano presente sicuro, vicino alla portata dei a Gaza durante l’operazione bambini, di modo che possaguerrillaradio.iobloggo.it Piombo Fuso, e quindi l’unica no sapere sin da subito di un Per non dimenticare. fonte occidentale a informare mondo a loro poco distante, da Gaza in un momento in cui dove l’indifferenza e il razzismo nessun giornalista professionista fanno a pezzi loro coetanei come aveva accesso alla Striscia. Ho deciso fossero bambole di pezza. In modo di aprire un blog per scrivere tutto quello che tale che possano vaccinarsi già in età precoce succedeva e che i media non passavano, chiacontro questa epidemia di violenza verso il mandolo Guerrillaradio, ovvero guerriglia alla diverso e ignavia dinnanzi all’ingiustizia. prigionia dell’informazione, per diffondere Per un domani poter restare umani. I proventi informazioni sulle condizioni dei palestinesi dell’autore, vale a dire Vittorio Arrigoni, della Striscia. Contro la corruzione dell’indume medesimo, andranno interamente alla stria mediatica, il bigottismo dei ceti medi, causa dei bambini di Gaza sopravvissuti l’imperdonabile assopimento della coscienza all’orrenda strage, affinché le loro ferite civile. La brama di Verità prima di ogni anelito, possano rimarginarsi presto (devolverò i l’abrasiva denuncia, verso la dissoluzione miei utili e parte di quelli de Il Manifesto di ogni soluzione precostituita, l’infanticidio al Palestinian Center for Democracy and di ogni certezza indotta. La polvere nera Conflict Resolution, sito web: www.pcdcr. della coercizione entro le narici org/eng/, per finanziare una serie di progetti di una crisi di rigetto. L’abbuffata di un ludico-socio-assistenziali rivolti ai bimbi pasto nudo, crudo amaro quanto barimasti gravemente feriti o traumatizzati). sta per non poter esser digerito. Il libro lo trovate nelle edicole con Il Manifesto, e anche nelle altre librerie. Nel 2009 hai pubblicato un libro con Il MaConfido in voi, che confidate in me, nifesto dando per titolo quello che era un tuo non per i morti ma per i feriti a morte di motto. Perché? questa orrenda strage immane e sanguinosa. Nel 2009 il mio adagio “Restiamo Umani” Vi saluto con un abbraccio grande come il diventa un libro. E all’interno del libro il Mediterraneo che separandoci, ci unisce. racconto di tre settimane di massacro, scritto al Restiamo umani ■

fertile di decomposizione. I corpi smembrati dei bimbi negli obitori invece dovrebbero nutrire i sensi di colpa, negli indifferenti, verso chi avrebbe potuto fare qualche cosa.

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Un’altra edicola è possibile

Viaggi Solidali

micro-rassegna stampa a cura di Sara Ongaro

Incontri e scuole presso il nostro laboratorio — di Marcello Potenza Ormai è da diversi anni che la nostra coopedella sua lunga, caparbia lotta contro mafiosi rativa porta avanti il progetto del cioccolato potenti e burocrati corrotti; con cui – dulcis di Modica equo e solidale. Fin da subito (erava- in fundo – abbiamo visitato il nostro laboramo ancora appoggiati alla Casa Don Puglisi) torio, dove abbiamo ragionato di economia, abbiamo sperimentato la grande opportunità di consumo critico, e naturalmente di cioccodi poter raccontare la nostra storia, la storia lato. Questi viaggi sono inseriti in un circuito delle materie prime, i valori e i criteri del comdi turismo alternativo che pone l’accento sui mercio equo facendo leva sul grande interesse luoghi e sulle testimonianze della lotta alla che suscita il cioccolato. In tutti questi anni mafia e sulle realtà che propongono modelli abbiamo incontrato migliaia di bambini, di impresa sensibili ad un’economia più di ragazzi, di adulti ed anziani giusta, e Modica e la cooperativa Quetzal che ci hanno fatto visita e si sono una delle tappe previste. IL SITO INTERNET sono fatti accompagnare, È stato davvero bello accogliere dell’hosteria curiosi ed appassionati, questi ragazzi, piacevole poterli nei “viaggi” che abbiamo accompagnare in una passeghosteriasanbenedetto.it proposto. Pensare al nostro giata che progressivamente si è Un luogo dove gustare buon laboratorio come un luogo fatta più densa di attenzione, cibo e i racconti di gente aperto, in cui ascoltare storie di interesse, di sensibilità, di condal cuore grande ed informazioni “alternative”, fronto. Indubbiamente avere tempo dove giocare, dove sperimentare a disposizione cambia molto le carte profumi e aromi fortemente evocativi, in tavola: camminare insieme, parlare della è stata da sempre una marcia in più, che ci storia, della geografia della città, fornire inforha aperto canali di comunicazione con la mazioni sulla sua architettura, soffermarsi su gente altrimenti più difficili da praticare. alcuni momenti cruciali che hanno orientato Questa buona tradizione continua e stiamo il destino di Modica, stimolare discussioni facendo in modo di arricchirla ancora di più. sulla cultura mafiosa e antimafiosa, sull’ecoÈ di pochi giorni fa un’esperienza particolarnomia, sulla società, sui consumi, godersi i mente significativa, che ci ha visto accogliere momenti ludici o gli imprevisti tragicomici. tre gruppi di un liceo scientifico di Roma, Tutto questo facilita molto la visita finale che ha scelto una gita di istruzione all’inseal laboratorio, dove tutti i ragazzi hanno gna del turismo sostenibile e solidale. Circa ascoltato e partecipato con grande attenzione. centocinquanta ragazzi e sei insegnanti con Oltre a questa esperienza indubbiamencui abbiamo visitato e te ricca, il nostro laboratorio ha aperto le raccontato la città; con porte a tantissimi altri bambini e ragazzi cui abbiamo gustato di ogni età. Con tutti abbiamo giocato, i piatti eccellenti abbiamo narrato fiabe, raccontato in modo dell’Hosteria San animato il mondo del cioccolato. E con un Benedetto, dove piccolo gruppetto di scout la nostra Auroabbiamo ascoltato la ra il cioccolato l’ha proprio fatto, facendo testimonianza della sperimentare l’esperienza di tutti i passaggi, signora Francesca e fino al confezionamento della barretta ■

Agenda Quetzal

AAM Terranuova è la rivista dell’ecologia e del vivere naturale sempre più seguita e amata anche a Modica (ormai in Bottega va a ruba): se in tanti ci garantite l’acquisto ne possiamo anche far arrivare più copie: dà tanti suggerimenti utili, tante notizie importanti e tante provocazioni. Nel numero di aprile potete leggere: un’ intervista dal titolo “Schiavi delle banche”, su come le élites mondiali ci costringono ad indebitarci rendendoci servi delle banche che loro controllano. Un dossier dal titolo “Curare il cancro: e se voltassimo pagina?” che fa un bilancio sulle terapie antitumorali e una valutazione su quelle non ceonvenzionali. Infine per ampliare le proprie vedute: “Detersivi ecologici… a tutto tondo” , un approfondimento sui detersivi ecologici, bio, italiani.

È la rivista di chi guarda all’economia con gli occhi aperti. Nel numero di aprile si parla de “I custodi dei semi”, sulla drammatica perdita di biodiversità nei nostri campi e sulle conseguenze che questo ha (rischi di carestia per diffusione di malattie, aumento intolleranze a causa delle modificazioni genetiche apportate). A pagina 39 si trova la presentazione di un libro di Marinella Correggia dal titolo "Zero rifiuti", su come non produrre rifiuti o al massimo riciclare i pochi prodotti, in modo che ciascuno sia gandhianamente spazzino di se stesso. A pagina 41 “La discarica hitech” , un reportage dal Ghana dove vanno a finire i nostri rifiuti elettronici che i bambini bruciano per ricavarne metalli da vendere. Sono letteralmente “vite a perdere” a causa dei veleni assorbiti. Infine il dossier centrale tratta dell’Aquila a due anni dal terremoto dove una ricostruzione solidale è realtà: la mappa cittadina di associazioni e locali che rivivono e ricreano con fantasia ed ecologia.

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appuntamenti in bottega

gli altri appuntamenti

maggio 2011

aprile 2011

VENERDì 6/7/8 · ore 18 — (E) vento di tè: tre giorni di incontri

VENERDì 22/25 · ore 10.00 — Veganfest Expò, la grande fiera del mondo

e degustazioni con l’esperta Monica Meschini

ecologico e vegan, Camaiore (LU)

MECOLEDì 17 · ore 18 — Festa mondiale del Commercio Equo.

maggio 2011

Per l’occasione verrà a visitarci la coordinatrice del gruppo

VENERDÌ 20/22 · ore 10 — Terrafutura, fiera delle buone pratiche

St. Mary’s Mahila (India).

di vita, di governo e d’impresa verso un futuro equo

GIOVEDì 19 · ore 18 — Lettura per bambini

e sostenibile, Firenze

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Le Solide Utopie  

Pagine di informazione della Cooperativa Quetzal - La Bottega Solidale, sul Commercio Equo, sugli stili di vita sostenibili, sulle energie a...

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