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11 negli Stati Uniti (vedi box in questa pagina). In Europa, invece, il consumo totale di PET negli ultimi anni è stato il seguente: Anno Consumi (kt) 2010 3100 2013 3000 2016 3200 2017 3300 (stima) 2018 3400 (previsione) 2019 3500 (previsione)
Sviluppi per Mossi & Ghisolfi
Concesso il concordato preventivo e richiesto il “Chapter 11”
Il progetto dell’impianto di Mossi & Ghisolfi a Corpus Christi, in Texas
Al fine di assicurare la “par condicio creditorum”, il 26 ottobre 2017 il tribunale di Alessandria ha ammesso alla procedura di concordato preventivo, in base all’articolo 161, sesto comma, della Legge Fallimentare, le otto società del Gruppo Mossi Ghisolfi che ne avevano fatto richiesta nei giorni precedenti: Mossi & Ghisolfi, M&G Finanziaria, Biochemtex, Beta Renewables, Italian Bio Products, IBP Energia, M&G Polimeri e Acetati Immobiliare. A decorrere proprio dal 26 ottobre, il Tribunale ha concesso il termine massimo di 120 giorni per il deposito di una proposta e di un piano aziendale (che sembrano essere già in fase di studio) che consentano al gruppo la sua prosecuzione in continuità con il passato, eccezion fatta per IBP, per la quale tale termine è stato fissato a 60 giorni. Inoltre, le società del gruppo operanti negli Stati Uniti nel settore del PET - M&G Resins Usa, M&G Finance Corporation, M&G Waters Usa, Mossi & Ghisolfi International, M&G Usa Holding, M&G Chemicals, Chemtex International, Chemtex Far East, Indo American Investments ed M&G Capital hanno richiesto il “Chapter 11” (norma statunitense che regola i procedimenti fallimentari) presso le autorità del distretto del Delaware. Alcune recenti indiscrezioni, però, danno per certo l’interesse di Versalis (controllata di ENI) per Mossi Ghisolfi e ciò potrebbe rappresentare un’occasione unica di ripresa per il gruppo italiano.
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Sono stati oltre cento i partecipanti al PET Day 2017, organizzato da Global Service International
Purtroppo, però, nel Vecchio Continente sono stati fermati molti impianti negli ultimi anni, quali per esempio: Anno Società e luogo Capacità (kt) 2013 La Seda (San Giorgio, Italia) 180 2014 Indorama (Ottana, Italia) 175 2014 Indorama (Workington, UK) 160 2017 M&G (Patrica, Italia) 100 Totale 615
Tra i pochi impianti rimasti in Europa per la produzione di PET si possono annoverare quelli delle società: NeoPET, in Lituania, con una capacità di 150 kt prevista per il 2018; Plastipak, a Verbania (provincia di Verbano-Cusio-Ossola), che produce 80-100 kt di PET, trasformate in preforme presso gli stabilimenti di Verbania e di Anagni. Altri impianti europei - attualmente non produttivi - che potrebbero essere riavviati sono quelli delle aziende: La Seda, ad Acerra (Italia), per circa 150 kt; Indorama, in Spagna, per 40 kt; JBF di Geel (Belgio) per 440 kt. Impianti installati in paesi vicini al Vecchio Continenti sono invece: Anno di avvio Società e luogo Capacità (kt) 2014 EIPET (Egitto), oggi non produttivo 480 2014 Indorama (Turchia) 250 2014 Koksan (Turchia), parzialmente produttivo 210 2015 Mogilev (Bielorussia) 160 Totale (considerando le produzioni reali) 620
Pertanto è interessante valutare anche i volumi d’importazione in Europa per provenienza e per paese di destinazione, mostrati in tabella 2 per l’anno 2017.
IMPIEGHI E RICICLO DI PET Oltre che nella produzione di bottiglie, il polietilentereftalato viene impiegato anche nel settore tessile (per fiocco e filo) e del film biorientato e
stabilizzato ad alta temperatura. Per il 2017, il consumo totale di PET, a livello mondiale, è stato stimato in 75000 kt, così suddivise: 22300 kt per produrre bottiglie e foglie (la produzione di foglie termoformabili si ottiene anche grazie al riciclo meccanico del polimero proveniente da bottiglie post consumo), 48700 kt per uso tessile e 4000 kt per film biorientati. Per il settore delle bottiglie occorre produrre un PET ad alto peso molecolare (Viscosità Intrinseca I.V. pari a 0,74-0,86 dl/g), mentre per il settore tessile e dei film biorientati la I.V. è di 0,580,60 dl/g. Sempre nel settore tessile, il PET sta erodendo quote di mercato al cotone (54% contro 27% nel 2016) e alle altre fibre (19%). Gli impieghi dei film biorientati sono invece i seguenti: imballaggi, anche accoppiati ad altri film termosaldabili (56%); impieghi per usi industriali (25%); applicazioni per isolamento elettrico ed elettronica (16%); altri utilizzi (3%). A livello europeo, il riciclo delle bottiglie in PET è ormai un settore industrialmente organizzato. In Italia, in particolare, grazie a Corepla (Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi in plastica) sono raccolte 200 mila t/anno di bottiglie post consumo, che vengono vendute ad aziende specializzate nel riciclo del PET e reimmesse sul mercato sotto forma di scaglie. Gli impieghi più diffusi di queste ultime sono nel campo della produzione di fibre tessili (soprattutto per imbottiture) e di foglie amorfe, destinate alla realizzazione di contenitori termoformati. In genere, al fine di permetterne l’impiego a contatto con i prodotti alimentari, si producono foglie coestruse con uno strato di PET vergine sui due lati della foglia. Tra gli altri impieghi del PET post consumo, infine, va evidenziata la produzione, particolarmente in crescita, di reggette per il confezionamento e il trasporto con imballaggi industriali.
TAB. 2 - VOLUMI D’IMPORTAZIONE IN EUROPA PER PROVENIENZA E PER PAESE DI DESTINAZIONE, NEL 2017 Paese di provenienza
k t
Paese di destinazione
k t
Corea del Sud
200
Italia
India
170
Romania
340
Turchia
140
Bulgaria
70
Indonesia
70
Francia
40
Altri
140
Altri
190
TOTALE
720
TOTALE
720
80
MACPLAS n. 362 - Dicembre 2017/Gennaio 2018
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