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URUK O V E R V I E W

FREEPRESS

O N

A R C H I T E C T U R E

periodico semestrale - Anno 2 n째0.3 - Dicembre 2011

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11

www.urukmag.it


URUK 3

Overview on architecture

Editoriale Testo di Giuseppe Guerrera

3

La pubblicazione é prodotta dal DARCH dell’Università degli Studi di Palermo, via Vittorio Emanuele 188, Palermo e da AutonomeForme | Ricerca e Progetto, via Alloro 43, Palermo.

Il volume è stato realizzato con i fondi di ricerca scientifica, MURST ex 60%.

focus 1. Architettura.paesaggio

Caltagirone. sistema paesaggio 6 Testo di Marco Scarpinato Italia. guerrilla gardening Testo di Lucia Pierro

11

Uruk n° 0.3 2011 Dicembre Sono già stati pubblicati URUK 0, URUK 0.1 e URUK 0.2 ed è possibile consultarli sul sito web www.urukmag.it Direttore Responsabile Giuseppe Guerrera

Riccione. Boulevard dei paesaggi 12 Intervista ad Andreas Kipar

Vice direttore Marco Scarpinato

Avigliana. Area riva Intervista a Carla Mattioli

14

Redazione Tania Culotta, Francesco Finocchiaro, Orazio La Monaca, Mariagrazia Leonardi, Lucia Pierro, Carmelo Vitrano

Milano. due Progetti Progetti di Stefano Boeri

18

Art direction e impaginazione Francesco Guerrera AutonomeForme Editor dei testi Lucia Pierro

Cross section

paesaggio. lo specchio incerto 22 Intervista ad Alessandro Villari focus 2. Architettura.Paesaggio

St Margarethen.Acciaio nella roccia 24 Progetto di AllesWirdGut Jarva. tra zero e uno Progetto di Studio Grau

28

Gjion. la salamandra Intervista a Francisco Leiva Ivorra - Grupo Aranea

30

Madrid. Mrio Progetto di West 8

32

Toulose. Parc des expositions 36 Progetto di Rem Koolhaas-OMA con Battle I Rois Arquitectes Copenhagen. House of Culture 40 Progetto di MVRDV con ADEPT e SLA Landscape Architects Singapore. Garden by the bay Progetto di Grants Associates

44

Copertina Francesco Guerrera Stampa Litocon srl | Catania Questa pubblicazione è stampata su rotativa con 16 pagine a colori e 32 pagine in bianco e nero. Stampato in Italia

Uruk | Overview on architecture Redazione Via Alloro, 43 90133 Palermo +39 091 586425 info@urukmag.it www.urukmag.it

I progetti degli studi AllesWirdGut, Stefano Boeri, Grants Associates, Grupo Aranea, Rem Koolhaas-OMA / Battle I Rois Arquitectes, MVRDV / ADEPT / SLA Landscape Architects, Studio GRAU e West 8 sono stati selezionati da Marco Scarpinato con Giuseppe Guerrera. Si ringraziano tutti gli studi menzionati per la gentile collaborazione e per l’autorizzazione alla pubblicazione dei materiali.

Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta con mezzi grafici e meccanici. Tutti i diritti riservati.

noticeboard

Riccione Nunzio Battaglia

Traduzioni Italiano > Inglese Elizabeth Fraser Inglese, Francese, Spagnolo > Italiano Lucia Pierro, Marco Scarpinato, Carmelo Vitrano

48


3

EDITO RIALE Modernità del paesaggio

Modernity of the landscape

Ci sono tanti modi per declinare il tema del paesaggio, Franco Zagari ne ha 1

inviduato 48 +1, il suo, chiedendo di raccontare il proprio punto di vista ad architetti, artisti, etc.

There are many ways to approach the theme of landscape. Franco Zagari has identified 48 +1 (his own), by asking for the opinions of architects, artists, etc. As Andres Kipar says, we are the landscape. We

Come dice Andres Kipar (nell’intervista che pubblichiamo in questo numero), il

belong to the landscape: we are its actors and so we

paesaggio siamo noi. Apparteniamo al paesaggio: ne siamo attori e contribuia-

modify it every day. We are also its spectators, and

mo ogni giorno a modificarlo e ne siamo anche spettatori e lo percepiamo ognu-

thus we perceive each landscape in a different way

no in modo diverso (cfr. Eugenio Turri, Il paesaggio come teatro). Per molti (architetti inclusi), il concetto di “paesaggio” é astratto; non é chiaro

(see Eugenio Turri). For many people, (architects included), the actual understanding of the landscape is abstract, it is not clear how we should act, nor the

chi debba agire e con quali strumenti si possa incidere diffusamente e concreta-

tools we should use to improve, recover or create

mente per migliorare, recuperare ed eventualmente creare il paesaggio.

a landscape. Our belief, shaped by the analysis of

La nostra idea, formatasi analizzando alcuni casi di studio che qui presentiamo,

the case studies presented here, is that we need a

é che sia necessario un radicale cambiamento culturale della società e, anche, un’evoluzione nella formazione degli architetti e, quindi, delle scuole di architettura. Non si può dire che questo cambiamento non sia in atto, tuttavia i pochi

radical cultural change in society and an evolution in the education of architects and, therefore, in the schools of architecture. You cannot say that this change has not been made, but the few cases that

casi che lo testimoniano non sono correttamente evidenziati e comunicati, man-

are testimony to this change have not been correctly

ca infatti la percezione del cambiamento, un fattore determinante nell’epoca

highlighted or communicated. The perception of

dei media, tanto che, sulle riviste, vengono quasi sempre presentati gli aspetti

change, a key factor in the media era, is missing,

formali delle opere più avanzate e non quelli sostanziali. Prima di parlare dei casi di studio vorrei raccontare l’esperienza di un breve

with the result that magazines almost always present only the formal aspects of a design and not the substantial aspects.

viaggio che ho fatto in Svizzera per visitare due opere di architettura che, pur

Before talking about these case studies I would like

essendo molto diverse, sono certamente significative del cambiamento cultura-

to recount my experiences on a short trip I made in

le in corso nella società e nella disciplina dell’architettura e del progetto.

Switzerland to visit two works of architecture which,

Un edificio nel paesaggio

the cultural change which is taking place in society

although very different, are certainly significant in

Il paesaggio svizzero é noto per essere uno dei più belli del mondo. Essendo

and in the discipline of architecture and the project.

ben coltivato e abitato, il territorio svizzero restituisce il senso di ordine dato da

A building in the landscape

quella straordinaria capacità di mescolare astrazione ed empatia, propria della

The Swiss landscape is notable for being one of

cultura europea, vi si ritrova l’equilibrio tra il rispetto della natura e dell’ambien-

the most beautiful in the world. Being both well

te e la necessità di modificare il territorio per costruire le strutture abitative e infrastrutture.

cultivated and inhabited, the Swiss landscape restores the sense of order given by the extraordinary ability to mix abstraction and empathy

Il VitraHaus, lo showroom che Herzog & de Meuron hanno costruito a Weil am

in European culture, where we can discover the

Rhein, appena oltre il confine svizzero, introietta la nuova sensibilità paesag-

balance between a respect for nature and the

gistica, certamente non nuova per H & dM, esprimendone tutta la modernità .

environment and the need to change the land to

2

L’edificio é costituito da una serie di volumi semplici in forma di casa tradizionale, pianta rettangolare, tetto a capanna, una tipologia abitativa sparsa su tutto il territorio dell’Europa centrale e utilizzata, fin dalla preistoria (come nel

build housing and infrastructure. The VitraHaus, the showroom that Herzog & de Meuron have built in Weil am Rhein just across the Swiss border, projects this new landscape sensitivity, although is not new

vicino sito di Latenium a Neu Chatell), per ragioni climatiche. Questo tipo di

to H & dM, expressing in its design, modernity in its

case circonda anche il VitraHaus e, dunque, fa parte del paesaggio delle colline

totality.

attraversate dal Reno; si tratta di forme riscontrabili anche nel denso contesto

The building is composed of a series of simple and

urbano della vicina Basilea, da dove, probabilmente, gli autori (che lì risiedono) hanno desunto l’idea dell’affastellamento di tetti che da il senso a questa nuova

traditional house volumes with a rectangular floor plan and a gable roof, a type of housing that is scattered throughout central Europe and used since

opera. L’edificio si pone inoltre sul suolo con leggerezza e il prato lo attraversa

prehistoric times (as in the neighbouring site of

rispettando la continuità ecologica.

Latenium at Neu Chatelle), for climatic reasons. This

Dall’interno verso l’esterno, attraverso le vetrate poste sui fronti corti di ogni sin-

type of house also surrounds the VitraHaus and is

gola casa, i singoli ambienti si proiettano nel paesaggio delle colline circostanti. La complessità dei percorsi e la possibilità di scoprire spesso vedute interne tra

part of the landscape of hills crossed by the Rhine; they can also be found in the dense urban context


4 i diversi livelli é dovuta ai sapienti incastri tra i diversi corpi ruotati e posti ad

near Basel, where the authors (who live there) probably got the idea for the jumble of roofs that gives sense to this new

altezze diverse. L’edificio dialoga con il paesaggio modificandolo (astrazione) e

work. The building also lies lightly on the ground and the lawn

rispettandolo (empatia). All’atto creativo del progetto corrisponde un’attenzione

that surrounds it, respecting ecological continuity. From inside

verso la natura e l’ambiente.

out through the windows located on the short sides of each house, individual rooms are projected onto the landscape of the surrounding hills. The complexity of the routes and the possibility of finding internal views between the different levels is due to the joints between the various bodies which are rotated and placed at different heights. The building interacts with the landscape changing it (abstraction) and respecting it (empathy). The creativity of the project matches the attention to nature and the environment. A landscape-building The Rolex Learning Centre in Lausanne, designed by the Japanese design studio SANAA, is itself the landscape because it uses the same language, cultural forms and materials. In

Un edificio-paesaggio Il Rolex Learning Center di Losanna, progettato dallo studio giapponese SANAA, é esso stesso paesaggio poiché ne utilizza, letteralmente, il linguaggio, le forme

this building you can speak of orography but not of the floor, of views but not of perspective views, of crossings and trails but not of paths. The Le Corbusier plate at Chandigarh has been shaken and recomposed on an undulating ground that allows

e i materiali culturali. In questo caso si può parlare di orografia e non di pavimen-

for continuous crossings and views. There are no partitions

to, di vedute e non di scorci prospettici, di attraversamenti e sentieri e non di

between the different parts of this covered landscape which,

percorsi. La lecorbuseriana piastra di Chandigarh subisce un movimento sussul-

like any landscape, can only be partially represented by

torio e si ricompone in un suolo ondulato che permette attraversamenti e vedute continue, senza partizioni tra i diversi luoghi di questo paesaggio coperto che,

images, but which to be fully understood, must be experienced directly. There is no discontinuity between the inner and outer space,

come ogni paesaggio, può essere solo parzialmente restituito dalle immagini,

the building is passable from every direction, there are multiple

mentre, per essere compreso, deve essere vissuto direttamente3.

accesses, always in and out. Although the building is entirely

Non c’é discontinuità tra lo spazio interno ed esterno, l’edificio é attraversabile

abstract and built of reinforced concrete, steel, laminated wood

da ogni direzione, gli accessi sono molteplici e si é sempre dentro e fuori. Nonostante l’edificio sia assolutamente astratto e costruito in cemento armato, acciaio, legno lamellare e vetro, c’é una completa empatia con il paesaggio.

and glass, there is complete empathy with the landscape. These buildings express a new design sensibility that is shared by their clients: a contractor for the VitraHaus and a public university for the Rolex Learning Centre. The VitraHaus

Questi edifici esprimono una nuova sensibilità progettuale che riguarda anche i

has for several years relied on important architects for the

committenti: un imprenditore per il VitraHaus e una pubblica Università per il Ro-

construction of warehouses in which furniture is constructed,

lex Learning Center. Il VitraHaus, da diversi anni, affida a architetti di una certa

the exhibition halls and the service facilities. From the list of

importanza la realizzazione dei capannoni in cui si costruiscono gli arredi, delle sale mostra, delle strutture impiantistiche; solo a fare l’elenco dei nomi coinvolti

names involved (Siza, Hadid, Gehry, Ando) you could write a textbook of contemporary architecture. In the case of the Rolex Learning Centre, however, an international competition was

(Siza, Hadid, Ghery, Ando) si potrebbe scrivere un manuale di architettura con-

organised to choose the most innovative project in concept,

temporanea. Nel caso del Rolex Learning Center, invece, é stato organizzato un

technique and form. In both cases, the clients have been

concorso internazionale per scegliere il progetto più innovativo, per concezione,

sensitive to the cultural progress necessary to express the

tecnica, forma, tra quelli presentati. In entrambi i casi, i committenti hanno avuto sensibilità nel comprendere l’avanzamento culturale necessario per esprimere la contemporaneità e coraggio nello scegliere i progettisti che hanno potuto sperimentare, costruendola, una nuova architettura.

contemporary and had courage in choosing the designers who were able to experiment and construct a new architecture. The landscape as an ecological infrastructure Since the eighteenth century, the theme of green in the city has been central to urban regeneration, it has become in the twenty-first century central to Italian town planning and part of planning standards to be respected by law. The policy of “standards”, has transformed this green standard into a “legal” obligation rather than just a design principle. Today, European cities are experimenting with a different approach: a settlement strategy for the redevelopment of existing spaces through the recovery of land that is disused, degraded or abandoned by their owners and left to decay (4) rather than used for new settlements. This is the ecological principle that supports this new transformation, the relationship between man, nature and culture, so that the community, especially in highly urbanized places, do not ask for the green standard (18 square meters) anymore but for the green areas that are part of the urban ecological network,

Il paesaggio come infrastruttura ecologica A partire dal XVIII secolo, il tema del verde nella città é stato centrale nella riqualificazione urbana, fino a diventare, nel XX secolo, centrale nella pianifica-

connected to a large ecological network. In this way, the cities, which have swept through the land, not only without creating a new landscape, but also having degraded agricultural landscapes, can integrate themselves into the landscape and

zione urbanistica italiana e far parte di quegli standard (18 mq per abitante) da

create new ones. This new settlement principle is necessary to

rispettare per legge. La politica degli standard ha però schematizzato il tema

improve the quality of public spaces and the social life of the

del verde fino a trasformarlo in una questione “legale”, un obbligo da rispettare

city and to educate the new generations who do not have a

invece che un principio progettuale. Oggi, le città europee stanno sperimentando un ragionamento di natura diversa: una strategia insediativa legata principalmente alla riqualificazione dell’esisten-

close relationship with nature. Finally, to feel part of a natural ecological system is crucial for a decent quality of life for the elderly, the sick, the poor who. in nature, can find new ways to live.

te, al recupero degli spazi dismessi, degradati, abbandonati dai proprietari al degrado4 piuttosto, che ai nuovi insediamenti. é il principio ecologico che supporta

Caltagirone

le nuove trasformazioni, cioè le relazioni tra uomo, natura e cultura, pertanto

These new ways of approaching the contemporary

le comunità, sopratutto nei luoghi fortemente urbanizzati, non chiedono più un generico verde (i 18 mq) ma delle aree a verde che facciano parte di una rete

redevelopment of the city are highlighted for the reasons mentioned above, but we should also make a comparison between these new strategies and those preceding them.

ecologica urbana, connessa con la grande rete ecologica territoriale. In questo

A garden built in Caltagirone, in the mid-nineteenth century,

modo, le città, che hanno dilagato nel territorio senza costruire un nuovo pae-

from a number of viewpoints pre-empts the themes we are

saggio, anzi degradando quello agricolo, potranno integrarsi con i paesaggi e

dealing with today. All this was done in a socio-cultural context

costruirne di altri. Questo nuovo principio insediativo é necessario per migliorare la qualità degli spazi pubblici e della vita sociale e anche per educare le nuove generazioni che sono state finora distanti dalla natura. Inoltre sentirsi parte di un sistema ecologico naturale é decisivo per la qualità della vita degli anziani,

in which it was customary, at the expense of the city, to send the most promising young people to study architecture in Italy and Europe. Caltagirone is also the city where Luigi Sturzo was born, one of the founding fathers of the reconstruction of Italy after the Second World War.


5 dei malati, delle persone disagiate che, nella natura, possono trovante nuovi stimoli per vivere.

The garden, as described in the text written by Mark Scarpinato, was designed by GBF Basile (designer of the Teatro Massimo in Palermo) as a conclusion of the urban system of the historic city and a driving force behind the development of

Caltagirone Questi nuovi modi di pensare alla riqualificazione della città contemporanea vanno evidenziati per le ragioni accennate, inoltre, occorre anche operare un confronto con alcune esperienze che segnaliamo come precedenti storici di

the new city. It is an urban centre that enabled the building of a range of facilities and infrastructure to serve the city, which were located along its perimeter, such as the garden itself with spaces for walking, refreshments and open-air concerts, the Theatre Hospital-Church system with an exclusive service at

queste strategie insediative.

certain times of the day for the sick, the Ceramics Museum, the

A Caltagirone, a metà dell’Ottocento, è stato costruito un giardino che, da diversi

Police Station, residences and a pedestrian bridge that links

punti di vista, anticipa i temi che stiamo trattando. Tutto questo é avvenuto in

the old city with the new city. It is a highly innovative garden

un contesto socio culturale elevato in cui era d’uso che, a spese della città, si mandassero i più promettenti giovani a studiare architettura in Italia e in Europa.

for its time, a contemporary of Birkenhead Park in England which was designed by Joseph Paxton (1847) and, although it is a different size, of Central Park (1856) in New York designed

Caltagirone é inoltre la città dove è nato Luigi Sturzo, uno dei padri fondatori

by Frederick Law Olmsted and Calvert Vaux.

della ricostruzione dell’Italia dopo la seconda guerra mondiale.

It was not until the 1980’s in Paris, with the La Villette design

Il giardino, come descritto nel testo di Marco Scarpinato, è stato pensato da

competition, that artificial nature was used once again as

G.B.F. Basile (progettista del Teatro Massimo di Palermo) come conclusione del sistema urbano della città storica e motore per lo sviluppo della città nuova. Si tratta di una centralità urbana che ha permesso, in seguito, di costruire

an urban infrastructure, promoting not an “other” nature, separate from the city, but rather a nature which is functional to everyday living in public spaces. A green that is probably the only resource available to give meaning to the spaces of the

una serie di strutture e infrastrutture a servizio della città, poste lungo il suo

continuum of the contemporary city and at the same time, to

perimetro quali: il giardino stesso con gli spazi per il passeggio, la sosta e la

build quality landscapes.

musica all’aperto, il sistema Ospedale- Teatro-Chiesa con un servizio esclusivo in certe ore della giornata per gli ammalati, il Museo della Ceramica, la Caserma dei Carabinieri, alcune residenze e un ponte pedonale che mette in relazione

Avigliana and Riccione The Avigliana city council has launched a design competition for the redevelopment of an urban space between the old town

la città vecchia con la nuova. Si tratta di un giardino fortemente innovativo per

and new town. The redevelopment is focused on the cultural

l’epoca, contemporaneo al Birkenhead Park di Joseph Paxton (1847) in Inghilterra

progress already made in many European cities, the building

e, anche se con una dimensione diversa, al Central Park (1856) di New York

of a new urban centre that is no longer based on a “stone

progettato da Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux. Bisognerà aspettare gli anni Ottanta del Novecento perché a Parigi, con il concorso del La Villette, si torni a utilizzare la natura artificializzata come infrastruttura

square” but of a garden as a meeting place for the community. The area was chosen because it has a particular symbolic value for the Aviglianese as, up until last year, the land was owned by the Riva family and planted with corn. In this case,

urbana, promuovendo non una natura “altra”, separata dalla città, ma, piuttosto,

in transforming the area into an urban park that would form

una natura funzionale alla quotidianità dell’abitare gli spazi pubblici. Un verde

the new city centre, the city council wants to keep the site as

che, probabilmente, è l’unica risorsa disponibile per dare un significato agli spazi

fields, preserving the memory of what this countryside that

del continuum della città contemporanea e, allo stesso tempo, per costruire un paesaggio di qualità.

surrounds Avigliana has always been. Under the guidance of Andreas Kipar, the city of Riccione, by using the landscape as a green infrastructure, is promoting the redevelopment of the suburbs. Here, the designer has

Avigliana e Riccione

proposed a Boulevard of Landscapes, a system based on a

L’Amministrazione comunale di Avigliana ha bandito un concorso di architettura

fundamental linear principle, that by crossing the areas to be

per la riqualificazione di un contesto urbano posto tra il centro storico e la città nuova. Si tratta di un’operazione incentrata sull’avanzamento culturale già espresso in numerose città europee: costruire una nuova centralità urbana

redeveloped with a simple bike path, represents a potential project that is not formalized by drawings but it is a palimpsest to be filled with content and projects to be specified by the community. In this case, the modernity of the landscape

che non é più basata su una “piazza di pietra” ma su un giardino quale luogo

project is more apparent, in fact Andreas Kipar, openly

d’incontro della comunità. L’area scelta ha, per gli aviglianesi, un particolare

admits that he uses the informal project as a suitable tool for

valore simbolico dato che, fino allo scorso anno, era un’area coltivata a mais

contemporary modernity.

di proprietà della famiglia Riva. In questo caso, trasformando quest’area in un parco urbano che costituisca il nuovo centro della città, l’Amministrazione comunale ha voluto mantenere il sito come campo coltivabile, conservando, così, la memoria di ciò che è sempre stato questo luogo e dell’intera campagna che circondava Avigliana. Con altre modalità e sotto la guida di Andreas Kipar, la città di Riccione, utilizzando il paesaggio come infrastruttura verde, sta promuovendo la riqualificazione della fascia periferica posta a monte dell’insediamento. Qui, il progettista ha proposto il Boulevard dei Paesaggi, un sistema basato su un principio insediativo lineare che, attraversando le aree da recuperare con una semplice pista ciclabile, costituisce un potenziale progetto che non è formalizzato da disegni esecutivi ma rappresenta un palinsesto da riempire di contenuti e di progetti che la comunità dovrà indicare. In questo caso, è più evidente la modernità del progetto di paesaggio, Andreas Kipar, infatti, dichiara apertamente di praticare il progetto informale come strumento appropriato alla modernità contemporanea. testo di GIUSEPPE GUERRERA

Note 1 Cfr Franco Zagari, Questo è paesaggio, Mancosu editore, Roma, 2006 2 Modernità come avanzamento culturale, come capacità e possibilità di pensare un progetto utopico, anche con la consapev olezza della sua impossibilità. La modernità del progetto degli architetti dei primi del Novecento che accompagnava la rifondazione sociale e politica delle città 3 Non a caso i progettisti hanno commissionato a Wim Wenders un video in 3D per descrivere questo edificio-paesaggio 4 La provincia di Torino ha deciso con i PTP di non costruire mai più in verde agricolo e di recuperare tutti gli spazi dismessi.


6

CALTAGIRONE.sistema paesaggio marco scarpinato Caltagirone

Caltagirone

Caltagirone, in the heart of Sicily, has a culture receptive to the noble and perhaps

Nel cuore della Sicilia, a Caltagirone, la presenza di una cultura priva di timidezza

more famous gardens of the capital which made the creation in the 19th century

nei confronti dei più blasonati e forse famosi giardini della capitale rende possibile,

of large public gardens such as the Villa Comunale possible. This modern public

nell’Ottocento, la realizzazione di un giardino pubblico di ampie dimensioni come

park and its related services built an important urban system that allowed the city

quello della Villa Comunale. Questo moderno parco pubblico costituisce un importante sistema urbano che permette alla città di rivaleggiare con la migliore cultura urbana del momento anticipando temi del progetto di paesaggio che appaiono di

to compete with the best of urban culture of the time and to pre-empt landscape design themes of absolute contemporaneity. The Villa Comunale of Caltagirone is a modern public space that is configured as a true Urban Green Forum; this is a place where all the modern public buildings

assoluta contemporaneità. La Villa Comunale è uno spazio pubblico che si configura

dedicated to the community (such as the Library, the Hospital, the Theatre) are

come un autentico forum urbano vegetale in cui s’innestano tutti i moderni edifici

grafted together with extraordinary effectiveness which anticipated the concepts of

pubblici a servizio della collettività: la Biblioteca, l’Ospedale, il Teatro, in un insieme

“multifunctional” and “great form” belonging to the contemporary urban culture.

di straordinaria efficacia che anticipa i concetti di “multifunzione” e “grande forma” appartenenti alla cultura urbana contemporanea.

The building of the villa started in 1850, when the City Council decided to cultivate the hills of Padri Paolini to reduce unemployment in the city. The architect Giovan Battista Basile from Palermo was entrusted with the drawing up of a comprehensive

La realizzazione della villa è avviata nel 1850, quando l’Amministrazione comunale

plan of the area. He defined the design project of the hill according to the model of

decide di dissodare la collina dei Padri Paolini per coltivarla con lo scopo di diminu-

the English gardens, with a series of shaded pathways that lead to larger spaces

ire la disoccupazione. L’architetto palermitano Giovan Battista Basile, incaricato di

housing ceramic works, statues and fountains. Basile described the composition of

redigere il piano organico dell’area, definisce il disegno di sistemazione della collina secondo il modello dei giardini inglesi con una serie di sentieri ombreggiati che conducono a spazi più ampi che ospitano opere in ceramica, statue e fontane. Il “Foglio

the garden by dividing it into: “Floretta”, “Parterre” and “English Garden”, but the Villa Comunale includes other evocative places tracing the city’s history. The public garden of Caltagirone stands for the mythical garden as well as the garden of the renewal of urban and regional design. Despite the social and political

di delucidazione del progetto” descrive la composizione del giardino dividendolo in

upheavals related to the unification of Italy, the project was completed following

“Floretta”, “Parterre” e “Giardino inglese”, inoltre, la Villa Comunale ospita anche

Basile’s instructions, except for a few changes brought in the 1880’s. The “plan

altri luoghi evocativi che ripercorrono la storia della città.

of the gardener” and the “greenhouse” were implemented in that period, and the

La villa pubblica é, al contempo, giardino del mito e giardino di rifondazione urbana e territoriale. Nonostante i rivolgimenti politici e sociali che porteranno all’unifica-

highest part of the villa was completely redesigned through the demolition of the large and dense pinewood to allow a passage for the carriages (“Trottoir”). The Villa Comunale was the basis for a more general urban reconfiguration,

zione d’Italia e che la seguiranno, il progetto viene portato a termine seguendo le

involving the best local professionals. The architects S. Marino and S. Fragapane

indicazioni del Basile a meno di alcune modifiche attuate negli anni Ottanta del XIX

and the engineer G. Aurichiella carried out Basile’s plans, including the design of

secolo, quando sono realizzati il “piano delle giardiniere”, la “serra” ed é completa-

the main entrance with the two pillars topped by crouching lions. This entrance was

mente ridisegnata la parte più alta della villa abbattendo la folta pineta dell’altopiano e realizzando il “Trottoir” per il passaggio delle carrozze. La Villa Comunale è l’elemento su cui si costruisce una più generale riconfigurazio-

later replaced by another entrance designed by Fragapane. The large ashlar stone plinth of Marfisa leaning against the Public Garden, along the Via Roma was built at the end of the nineteenth century. Due to its hillside location and to the richness of the vegetation, the Public Garden

ne urbana che vedrà coinvolte le migliori professionalità locali; a rendere esecutivi

of Caltagirone is a green island of exceptional beauty, covering about ten acres,

e ad attuare il piano di Basile provvedono, infatti, gli architetti calatini Salvatore

at the heart of the modern urban structure. In this garden you can find the typical

Marino e Saverio Fragapane e l’ingegnere civile Gaetano Aurichiella che realizzano

avenues lined with Oak, Sophora, Limes, Cypress and these avenues surround

anche l’ingresso principale con i due piloni sormontati dai leoni accovacciati. Lo stesso ingresso, sito lateralmente alla chiesa di S. Francesco di Paola, é successi-

and intersect the slopes where Viburnum, Mastic, Boxwood, Privet, Pittosporum, Lantana, Acacia, Judah Trees, Ash, Elm all grow. The centre of this urban park is defined by the square housing the Music Stage,

vamente sostituito da un altro disegnato sempre dall’architetto Saverio Fragapane,

in Moorish style and covered with majolica. The large and continuous bench

probabilmente durante la costruzione del Teatro Politeama–Ingrassia, mentre dello

marking the edge of the square exemplifies the idea of a democratic and modern

stesso Fragapane è anche la cancellata che fa da recinto alla base del Teatrino del

urban space in which all the citizens can enjoy the beauty of the garden, deciding

Bonaiuto. Alla fine dell’Ottocento é poi realizzata la grande zoccolatura in bugne di pietra della Marfisa addossata al Giardino Pubblico, lungo tutta la Via Roma. Per la sua posizione collinare e la ricca vegetazione, il giardino pubblico costituisce

whether to stay in the sun or in the shade depending on the seasons. The southern Flora area, as well as the northern plateau of the Garden, are ordered according to varied geometric and symmetric patterns with large bunches of flowers blooming in all seasons with examples of Phoenix canariensis, Cycas revoluta, Washington

un’isola verde di circa dieci ettari posta al centro della moderna struttura urbana.

filifera and Yucca gloriosa. The views and the height variations are some of the

I caratteristici viali dei lecci e delle sophore, dei tigli, dei pini e dei cipressi lo inter-

key features of Caltagirone’s urban identity, and the public garden together with

secano e ne delimitano le scarpate dove sono impiantate essenze di Viburno, Len-

the public buildings and the road system and access are linked together creating

tisco, Bosso, Ligustro, Pitosforo, Lantana, Acacia, Alberi di Giuda, Frassino, Olmo, Casuarina. Il centro del parco urbano è definito dalla piazza che ospita il palchetto

an urban system that works as a “vision machine” facing the Plain of Gela (on the South) and the Plain of Catania (towards North-East). The hill of the public park stands where these two plains meet, and this is another

della musica1 in stile moresco e rivestito di maiolica policroma; la grande seduta

reason why the urban device determined by the public gardens is one of the

continua che delimita il bordo della piazza esemplifica l’idea di uno spazio urbano

few examples where the height variations are designed to enhance views and to

democratico e moderno in cui tutti i cittadini possono godere la bellezza del giar-

connect all the pre-existing elements echoing the landscape’s features.

dino decidendo, a secondo delle stagioni, se sostare al sole o all’ombra. Tanto la zona della Flora a sud che l’altopiano a nord del Giardino, sono ordinati da diverse geometrie e simmetrie con una forte presenza di fiori in ogni stagione ed esemplari

The visual sequence to follow to describe the city begins with the seventeenthcentury staircase of Santa Maria del Monte, from where it is possible to reach the Town Hall Square that is characterized by the Gallery and the double squares’ system. Then walk across the seventeenth-century San Francesco bridge, which

di Phoenix Canariensis, Cycas revoluta, Washington filifera, Yucca gloriosa.

allows a continuous way over the natural height difference up to the Tondo Vecchio

Le vedute e i salti di quota rappresentano uno degli elementi caratteristici dell’iden-

hemicycle, designed to catch a sight of the sunset over the Plain of Gela. Going

tità urbana di Caltagirone e la Villa Comunale con gli edifici pubblici connessi, uni-

along the road to the valley leads to the 18th century Teatro del Sole, where you

tamente al sistema della viabilità e degli accessi, costituisce un sistema urbano che funziona come “macchina dello sguardo” rivolta verso la Piana di Gela a sud e verso

can see the sunrise on the Plain of Catania dominated by the Etna Volcano. This ideal path leads to the Via Roma system, which is one of the edges of the Villa Comunale and joins the Via Santa Maria di Gesu, leading in turn to the system

la Piana di Catania a nord-est. La collina costituisce il fuoco in cui le due piane si

of private urban villas that were built by the Caltagirone nobility and bourgeoisie

incontrano, anche per questo il dispositivo urbano del girdicno comunale é uno dei

between the nineteenth and the early twentieth century.

pochi esempi in cui i salti di quota sono progettati per esaltare le viste e mettere

The language’s affinities and analogies between the public gardens and the private

a sistema tutti gli elementi pre-esistenti caratterizzati da un serrati rapporto con il paesaggio. La sequenza visiva con cui è possibile descrivere la città ha inizio con la seicentesca scalinata di Santa Maria del Monte, da qui si giunge alla piazza del

villas are still clearly visible today, featuring Caltagirone’s landscape. The Villa Comunale and the system of private villas are, in fact, closely interrelated into this urban landscape: the front of Via Roma looks to the Plain of Catania; Via Santa Maria di Gesù with its height variations allows a new perception of the landscape

Municipio, caratterizzata dalla Galleria coperta e dal doppio sistema di piazze. Suc-

in a dynamic way rather than a framework style; the Library stands between the

cessivamente si attraversa il seicentesco ponte di San Francesco che determina

Via Santa Maria di Gesu, which is the old access to the private villas, and the Viale

una continuità di percorso superando il naturale dislivello e, quindi, si raggiunge

Principessa Maria José, situated on an higher level. Due to the level difference, this

2

l’emiciclo del Tondo Vecchio , progettato per permettere la visione del tramonto sul3

la Piana di Gela, mentre percorrendo la strada a valle e sostando nel settecentesco

area defines a true linear garden highlighting the point where the two plains meet. The tight relationship between the surrounding area and the urban park system is reinforced by the roads connections and the choice of arboreal elements. It is no

Teatro del Sole, è possibile vedere il sorgere del sole sulla Piana di Catania dominata

coincidence that though a careful layout of vertical elements that can be seen from

dall’Etna. Questo ideale percorso prosegue collegandosi al sistema di Via Roma che

afar, combined with large canopy trees providing the necessary protecting shade

costituisce uno dei bordi della Villa Comunale e si ricongiunge alla Via Santa Maria

on sunny days, once feels an impression of continuity within the landscape system.

di Gesù che conduce al sistema delle ville urbane private che la nobiltà e borghesia calatina costruiscono tra l’Ottocento e i primi anni del Novecento. Le affinità e analogie di linguaggio tra la Villa Comunale e le ville private sono ancora oggi evidenti e denotano tutto il paesaggio calatino. La Villa Comunale e il

In spite of changes and integrations, the Villa Comunale continues to be the most vivid expression of the collective identity of Caltagirone. This urban park system, despite the utter degradation of the original figurative richness, is still today a place of great significance, close to the historic centre and in based in a strategic position in which the city and the countryside overlap.


focus 1. Architettura.paesaggio

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sistema delle ville private rappresentano, infatti, un unicum urbano strettamente interrelato con il paesaggio: il fronte su Via Roma guarda alla Piana di Catania; Via Santa Maria di Gesù, con i suoi salti quota, permette di riconsiderare il paesaggio in un’ottica nuova, dinamica e non più come un quadro; la Biblioteca é posta tra la Via Santa Maria di Gesù, vecchio accesso alle ville nobiliari, e il Viale Principessa Maria José, posto una quota superiore. Quest’ultimo dislivello determina un vero e proprio giardino lineare che, ancora una volta, rimarca il punto in cui le due piane si incontrano. Il rapporto serrato tra il territorio circostante e il sistema di parco urbano è rafforzato dalle connessioni viarie e dalla scelta degli elementi arborei, non a caso, attraverso una disposizione attenta di elementi verticali, visibili da lontano, e di elementi a larga chioma, che forniscono l’ombra necessaria a proteggersi nei giorni di sole, si rafforza l’impressione di continuità del sistema all’interno del paesaggio. Nonostante i cambiamenti e le integrazioni, la Villa Comunale continua ad essere l’espressione più viva dell’identità collettiva della comunità calatina e, con le ville urbane in contrada Portosalvo – S. Maria di Gesù, costituisce un unico sistema di parco urbano che, malgrado il degrado che ne scompagina l’originaria ricchezza figurativa, é ancora oggi un luogo di grande riconoscibilità, vicino al centro storico e in una posizione strategica in cui la città e la campagna si sovrappongono. I giardini calatini un dialogo tra il Mediterraneo e l’Europa Quello della Villa Comunale non è il solo importante sistema di parco urbano a Caltagirone, a questo luogo pubblico fa infatti da contrappunto il sistema dei giardini privati delle ville urbane in contrada di Portosalvo - Santa Maria di Gesù. Questi ultimi, complementari alla frammentata unitarietà dei piccoli e “deliziosi” giardini della città storica creano, con i Giardino Comunale, un insieme in cui i rapporti di scala e di dimensione s’inseguono privilegiando quest’ultima. Tra le ville urbane che si conservano integralmente testimoniando la grande stagione culturale avutasi nell’Ottocento si ricordano la Villa Remigia, ora Giusino, il cui giardino fu disegnato dall’architetto Montemagno, il Villino Chiarandà – Jacona della Motta e Villa Patti4, caratterizzata dallo schema di base volumetricamente compatto e geometricamente definito tipico delle ville calatine da cui si discostano solo Villa Favitta e Villa Torre del Boschigliolo, poi Gravina, caratterizzata da

In questa pagina La Villa Comunale di Caltagirone A pagina 8 Vista di Caltagirone con la Villa Comunale sullo sfondo Vista della città dall’interno della Villa Comunale A pagina 9 Ortofoto di Caltagirone Planimetria e Immagine del Nuovo Parco Urbano di Portosalvo


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una torre angolare. Nella definizione del disegno dei giardini delle ville calatine, insieme all’influenza di Basile, sono rilevanti gli scambi tra la nobiltà calatina e quella europea. Rapporti che fanno risaltare i desideri di una nobiltà provinciale che aspira a essere altro e che, rielaborando la cultura dei giardini anglosassoni, crea “il giardino calatino”, un unicum all’interno del palinsesto storico dei giardini siciliani. La presenza di piccoli giardini in ambito urbano rimanda alle diverse culture del bacino del Mediterraneo e alla curiosità che, per primi i progetti delle ville della nobiltà e poi quello del Giardino Comunale, manifestano per la cultura del giardino tout court, principalmente per quel che riguarda l’interesse per i giardini francesi e inglesi contenuti nei piccoli giardini fiamminghi. Il sistema dei giardini calatini testimonia una cultura autonoma ma sensibile alle novità del momento, capace di assimilare gli aspetti più innovativi senza rimanerne soggiogata, una cultura consapevole di appartenere a una terra in cui il mito facilmente sostituisce la memoria. Nei giardini delle ville di Caltagirone le masse arboree sono innestate in un connubio tra la caratteristica dei giardini all’italiana e le culture dei giardini europei. La sagacia delle soluzioni adottate e l’appartenenza a uno stesso nucleo familiare hanno determinato due degli aspetti più originali del sistema: lo straordinario rapporto con il paesaggio e la mancanza di recinti che permette di costituire un grande giardino privato. I giardini calatini si fondono infatti l’uno nell’altro senza soluzione di continuità e, a parte gli agrumeti che sono protetti per motivo d’orgoglio, non hanno recinzioni e manifestano un esempio gioioso di vita agreste che si allontana temporaneamente da un mondo privo della stessa consapevole cultura. L’orgoglio di esprimere la cultura del momento si manifesta nell’assenza di malinconia per la storia ritrovata, non ci sono infatti riproduzioni di tempietti greco-romani o altre finte rovine perché, a Caltagirone, la cultura e storia sono presenti e facilmente raggiungibili. La ricchezza dei giardini, in cui elementi tardo seicenteschi si mescolano a elementi “moderni”, e la presenza dello straordinario “tipo” calatino del giardino segreto, raccolto in un emiciclo verde, restituiscono l’universalità di una cultura che, senza speculazioni filosofiche, esibisce un racconto fantastico della natura. Il giardino segreto é una stanza verde a cielo aperto che costituisce una sorta di ritiro spirituale laico in una società ancora ben dominata dal potere ecclesiastico. Dopo la proclamazione del Regno d’Italia, a Caltagirone appare Don Luigi Sturzo, una figura destinata a imporsi all’attenzione della nazione; il suo programma politi-


focus 1. Architettura.paesaggio

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Nuovo Parco urbano di portosalvo Progetto Marco Scarpinato Luogo Caltagirone Superficie 60 ettari Data 2000 / ...

Marco Scarpinato Laureato alla Facoltà di Architettura di Palermo. Successivamente si è specializzato in Architettura dei Giardini e Progetto del Paesaggio. Fondadi AutonomeForme con sede a Palermo, incentra la sua attività sull’individuazione di nuove strategie urbane collaborando con: Herman Hertzberger, Henning Larsen Architects, Kengo Kuma Architects, Eddea Arquitectos, Gustafson-Porter, Cruz y Ortiz, Andreas Kipar, Sla, Grant Associates. Vive e lavora tra la Sicilia e i Paesi Bassi.

Nuovo Parco urbano di portosalvo Il progetto Nuovo Parco Urbano di Portosalvo ha come obiettivo la ricostituzione dell’originaria unità di questo sistema attraverso una serie d’interventi di differente scala. L’elemento di riconnessione con la città storica e la Villa Comunale è costituito dal disegno del parco lineare posto tra la Via Santa Maria di Gesù e il Viale Principessa Maria José. Il progetto prevede delle demolizioni puntuali e interventi di ricucitura per rimodulare i bordi lungo la Via Roma, dove nuovi edifici e sopraelevazioni hanno modificato il rapporto visuale tra la Villa Comunale e il paesaggio. Sul versante verso la piana di Gela, definisce un nuovo bordo e, attraverso l’utilizzo della ceramica in ambito urbano, prevede la realizzazione di un viale di ceramica, una passeggiata che guarda al paesaggio. Nell’area rivolta verso la piana di Modica, sono presenti diversi padiglioni produttivi dismessi che si propone di riutilizzare come laboratori e spazi per la creatività diffusi all’interno del nuovo parco urbano di Portosalvo. Il sistema costituito dalla Villa Comunale e dalle ville urbane é restituito alla sua originaria unitarietà attraverso puntuali interventi di ricucitura, realizzati mediante l’impianto di giardini contemporanei, occorrerà inoltre intervenire sui giardini annessi alle ville con progetti mirati.


10 co attribuisce al Comune il ruolo di centro dello sviluppo e del progresso economico.

The gardens of Caltagirone: a dialogue between the Mediterranean and Europe

Nominato Sindaco nel 1905 e rimasto in carica per 15 anni, trasforma la città in un

The Villa Comunale is not the only major urban park system in Caltagirone: next to

centro moderno, durante la sua gestione é, infatti, compiuta la ristrutturazione dei

this public place, the private gardens of the villas in the urban district of Portosalvo

servizi pubblici, il riordino della Biblioteca Comunale, la realizzazione degli edifici

- Santa Maria di Gesù stands as a counterpoint. These gardens are complementary

scolastici, il miglioramento della mobilità interna, la creazione della centrale elettrica e altre opere di rimodernamento urbano. Con il risveglio economico che ha come principale protagonista la borghesia imprenditoriale, inizia una nuova fase

to the fragmented unity of the small and “delicious” gardens of the historic city, designing together with the Villa Comunale a system in which the relationships of scale and size alternate, favouring the latter. Among the integrally preserved urban villas, featuring the great cultural era of the nineteenth century, you can see the

d’espansione dell’area di Portosalvo, con la costruzione di altre ville in stile Liberty,

Villa Remigia, now Giusino, whose garden was designed by Montemagno; the Villino

questa nuova stagione é ben esemplificata da Villa Gravina5 e dal Villino Favitta6.

Chiarandà - Jacona of Motta and the Villa Patti, characterized by a compact and geometric volume that is typical of the Caltagirone’s villas –except for Villa Favitta

Un progetto per il sistema delle ville e dei giardini di Caltagirone La romantica descrizione del paesaggio calatino è ormai solo un ricordo, l’aggres-

and Villa Torre del Boschigliolo- then Gravina, characterized by a corner tower. On top of Basile’s influence, the relationships between the Caltagirone and the European nobility are particularly relevant to define the design of the Caltagirone

sione al territorio compiuta negli ultimi anni ha infatti materializzato un paesaggio

villas gardens. These relationships bring out the desires* of a provincial nobility

che, stravolgendo l’originario assetto dell’area, non è diverso dal disordinato degra-

who aspired to be different and who re-elaborated the Anglo-Saxon gardens,

do della periferia di tante altre città italiane. Una decisa gerarchia di poteri politici

creating the special type of the “Caltagirone garden”, a unique feature in the

e economici ha permesso che l’espansione avvenisse senza l’ordine stabilito dalla presenza di strutture e infrastrutture e, osservando lo stato attuale dell’area, risuonano le parole scritte nel 1959 da Giuseppe Samonà ne “L’urbanistica e l’avvenire

history of the Sicilian gardens. The small gardens in urban areas refer to the different cultures of the Mediterranean basin. The first projects of the noble villas and the Garden City also show a curiosity for the garden culture itself, mainly towards the French gardens

delle città” (“Da più di un secolo assistiamo allo sfacelo del vecchio tessuto urbano,

and the English gardens that are included in the small Flemish gardens. The

sotto i vigorosi assalti di una pianificazione regolatrice che, ove nulla si è opposto

gardens system in Caltagirone shows an autonomous culture, although sensitive

ha polverizzato le antiche strutture della città più dei bombardamenti”).

to the new features of that time, and that has the capacity to assimilate the most

La contrada di Portosalvo - Santa Maria di Gesù, oggi, non é una città e neanche un luogo di pace e delizie ma esibisce un informe caos di cemento, un agglomerato

innovative aspects without being subjugated; a culture that conscious of belonging to a land where myth can easily replace memory. In the gardens of the Caltagirone villas, the trees masses are grafted combining Italian gardens features together

senza ordine e figura in cui la frantumazione dello spazio urbano é stata accettata

with European gardens elements. The sagacious adopted solutions together with

come male inevitabile. Ciò nonostante, l’importanza del recupero dell’unita figura-

the fact that the owners belonged to the same family have determined two of

tiva del sistema costituito dalla Villa Comunale con le ville urbane é evidente ed é

the most original aspects of the system: the extraordinary relationship with the

rafforzata dalla complessa scala geografica dell’area: un luogo in cui la città antica e nuova e la campagna si sovrappongono. L’area, con la sua strategica posizione, consente una lettura delle componenti mor-

landscape and the lack of fences allowing the creation of a large private garden. These gardens merge one into another seamlessly, and apart from the citrus groves that are protected, the continuity in the landscape shows an example of joyful rural life that goes temporarily away from a world lacking the same cultural

fologiche che regolano l’abitato, in essa i principali elementi architettonici della

awareness. The absence of melancholy towards the story reveals the pride in

città possono essere osservati da un punto di vista privilegiato. Da qui é possibile

expressing culture of the present time: no reproductions of temples or any other

leggere i principi d’ordine e razionalità che regolano gli interventi di organizzazio-

Greek-Roman fake ruins can be found in the gardens, as in Caltagirone, culture and

ne dello spazio della città antica, di organizzazione interna e d’insieme dei singoli sistemi architettonici, regole che altrimenti sarebbero visibili solo percorrendo la

history are everywhere and easily reachable. The richness of the gardens, in which elements from the late seventeenth-century are mixed together with other “modern” elements, as well as the presence of the

maglia del tracciato ordinatore. Il sistema della Villa Comunale, delle ville urbane

extraordinary “type” of the Caltagirone secret garden, are gathered in a green

e dei giardini di Caltagirone é un patrimonio che non può essere depauperato, per

semicircle. They tell the universality of a culture that, without any philosophical

questo, occorre elaborare un progetto di riqualificazione e valorizzazione che sia in

speculation, performs a fantastic tale of nature. The Secret Garden is an open

grado di esaltarne le qualità contemporanee.

green room that defines a kind of spiritual retreat in a secular society that is still dominated by the ecclesiastical power. After the proclamation of the Kingdom of Italy, Don Luigi Sturzo, who was destined to dominate the attention of the nation, promotes in Caltagirone its political program, conferring to the City the role of the centre for development and economic progress. Sturzo was appointed mayor in 1905 and during the following 15 yeas of his tenure, he transformed Caltagirone’s centre into a modern city. During his leadership, the restructuring of many public services was completed, as well as the reorganization of the municipal library, the construction of school buildings, the improving of the internal mobility, the creation of the electrical power plant and other important works of urban renovation. With the economic revival, with the entrepreneurial middle classes as the main protagonists a new phase of expansion in the area of Portosalvo began. Other villas in Liberty style were built, such as Villa Gravina and

Il testo prende l’avvio dalla tesi di Specializzazione in Architettura dei Giardini e Progettazione del Paesaggio “Il sistema dei Giardini a Caltagirone. Il progetto del Parco di Portosalvo”, elaborata nel 1999 e dai successivi approfondimenti. Questo testo è dedicato a Gianni Pirrone, fondatore e direttore della “Scuola di Specializzazione in Architettura dei giardini e progettazione del paesaggio” dell’Università di Palermo, che, partendo dalla Villa Comunale di Caltagirone, mi ha spinto ad approfondire lo studio del paesaggio, e ad Antonio Salvato che mi ha fatto amare l’architettura dei giardini sin da quando ero studente e che, con la sua intelligenza, sensibilità e generosità, ha praticato la difficile arte del progetto dei giardini anche in un territorio bello e complesso come quello della Sicilia.

Villa Favitta that offer good examples of this new era. A project for the Caltagirone villas and gardens system The description of the romantic Caltagirone landscape is only a record, as the repeated aggressions to the territory completed in recent years have distorted the original design of the area and transformed it into a typical disordered and deteriorated landscape that can be found in many other Italian city peripheries. A decisive hierarchy of political and economic powers has allowed an expansion

Note 1 L’ingegnere civile Gaetano Aurichiella aveva progettato e realizzato, nel 1853, un palco musicale in legno, trasportabile e in stile goticheggiante. Risultato troppo ingombrante nel 1859, venne ridotto da Giambattista Nicastro che ne trasformò lo stile da gotico in linee rinascimentali. Nei primi anni Cinquanta del Novecento il palco fu ricostruito in cemento armato ed in stile moresco su progetto di Salvatore Montalto, fu quindi decorato con piastrelle e motivi decorativi a rilievo di ceramica calatina, disegnati e realizzati da Antonino Ragona. 2 Il Ponte di S. Francesco è, dopo la scalinata di S. Maria del Monte, il secondo intervento, in ordine di tempo, di sistemazione urbanistica della città nella prima metà del Seicento. Si sposta così il proseguimento dell’asse principale della città dalla via S. Pietro, rivolta verso la valle di levante, a quella che sarà la via Carolina rivolta verso la valle di ponente. La costruzione, progettata dall’architetto romano, Orazio Torriani, ebbe inizio nel 1626 e fu ultimata nel 1666 con l’intervento del grande architetto messinese, Bonaventura Certo. Con la mole delle sue cinque arcate, di cui solo quella più grande aperta, potè da colmare il dislivello di oltre quindici metri e laa distanza di oltre cinquanta, che dividevano il piano delle pubbliche piazze dalla collina di San Francesco. 3 Il Tondo Vecchio (che insiste sulla ex Via Carolina oggi Via Roma) e il Teatro del Sole sono trattati come due giardini di pietra, distinti nell’uso del materiale, questo, insieme alla diversa esposizione, rende possibile che tra gli interstizi del costruito si sviluppi una flora differente. 4 Seguendo i passaggi del Catasto Borbonico, sappiamo che Villa Patti, nella sua prima configurazione, è stata realizzata durante la seconda metà del Settecento. L’edificio, acquistato dal Comune nel 1982 e oggi sede museale, é aggiornato stilisticamente con un esplicito omaggio a Palazzo Ducale da Gian Battista Nicastro, autore che, con una borsa di studio pagata dall’Amministrazione cittadina, si forma fuori dalla Sicilia riportando dal Nord Italia un ricco repertorio di immagini che applica nei progetti per Caltagirone. Il giardino é organizzato con uno schema planimetrico suddiviso in tre parti: il parterre con il viale d’ingresso ricco di numerose specie vegetali; il bosco caratterizzato da specie ad alto fusto e da una struttura di viali ortogonali intervallati lungo il percorso da piazzole di forma regolare e, infine, l’agrumeto, posto nella parte posteriore e separato dal restante giardino da un muro di cinta. Il giardino di Villa Patti è caratterizzato dalla presenza dei Pinus Halepensis che costeggiano il muro di cinta e dall’alternanza di Washingtonie Philifere che si staccano nettamente dalle chiome dei pini. 5 Villa Gravina è caratterizzata da un’alta torre belvedere angolare, disegnata inizialmente da Ernesto Basile e poi realizzata secondo il progetto di Saverio Fragapane. L’attuale disegno è frutto del rimodernamento dell’edificio preesistente. Il bugnato e un delicato fregio in maiolica policroma caratterizzano l’insieme con un accentuato linearismo e verticalismo. 6 Saverio Fragapane è autore di Villino Favitta, caratterizzato da un volume cubico che s’inserisce perfettamente nell’ambiente naturale con l’uso sapiente di aperture e inserti decorativi ed è costruito adoperando tipologie e dettagli studiati dall’autore nei precedenti progetti per villini economici, come il bowindow con veranda e tettoia a spiovente, il portico e gli elementi decorativi in maiolica, l’ampio giardino è caratterizzato da piante basse, vasti prati ed aiuole fiorite.

without taking into consideration any order established through the implementation of facilities and infrastructures. Observing the current state of the area, one may remember the words written in 1959 by Giuseppe Samona in “L’urbanistica e l’avvenire delle città”: “For over a century we are witnessing the disintegration of the old urban fabric, the vigorous assaults of a regulatory plan have pulverized the ancient structures much more than the bombing of cities “. The district of Portosalvo - Santa Maria di Gesù today is no city or place of peace and delight, it exhibits instead a shapeless mess of concrete, an urban conglomeration without order or figure in which the fragmentation of the urban space has been accepted as an inevitable evil. Still, the importance of the rehabilitation of the figurative system consisting of the Villa Comunale together with the urban villas is clear and is reinforced by the geographic scale of the area: a place where the old and new city as well as the countryside overlap. With its strategic location, this area allows a reading of the morphological features that regulate the inhabited place, an area from which the main architectural elements of the city are visible from a special and unique point. From there, one can read the rational and order principles that regulate the spatial organization of the ancient city; one can understand the internal organization and the architectural ensemble of individual systems, and also see the urban rules that would be visible only going through the regulating urban design fabric. The system of the public garden of the Villa Comunale together with the urban villas and its gardens is an heritage that can not be depleted, this is why it is necessary to develop a rehabilitation project allowing to enhance the contemporary quality of this urban area.


Italia. guerrilla gardening lucia pierro

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Guerrilla Gardening La Guerrilla Gardening è una forma di giardinaggio abusivo praticato da gruppi che si riappropriano di spazi urbani abbandonati, degradati e incolti per trasformarli in aiuole verdi, giardini fioriti e orti urbani. Il termine è stato coniato nel 1973 da un gruppo di attivisti newyorkesi1 e, nel tempo, è stato adottato inquadrare il “giardinaggio politico”, un’azione ambientalista non violenta e anarchica che riqualifica gli spazi urbani all’insegna dell’ecologia2. In Italia la Guerrilla Gardening si è sviluppato a partire dal 2004 da un gruppo di giovani milanesi e oggi, dal nord al sud, si diffondono gruppi spontanei di cittadini che hanno deciso di interagire positivamente con lo spazio urbano attraverso degli “attacchi” verdi. L’attività di Guerrilla Gardening si oppone al degrado urbano e si riappropria di spazi abbandonati, anche per questo, in Italia, uno dei principali messaggi dei giardinieri d’assalto è spesso la protesta contro amministrazioni pubbliche e proprietà private che determinano un impoverimento generale dei cittadini, privandoli della bellezza degli spazi pubblici e di un ambiente urbano più salubre e accogliente. Piantare un giardino o un orto in uno spazio abbandonato significa esprimere un’azione politica occupandosi del bene comune e rendendo più verde tutta la città, anche quei luoghi che non si frequentano quotidianamente. Per la sua natura segreta, spontanea e rapida di modificazione urbana, questa pacifica contestazione è simile a una forma di flash mob. L’obiettivo è quello di portare il verde dove non arriva o non cresce più e le azioni sono realizzate abusivamente “perché il verde non deve essere autorizzato“. I guerrilla gardeners reclamano nuove forme di proprietà per riscattare i terreni pubblici dall’abbandono e praticano una lotta in cui fiori e semi sono diventati veri e propri strumenti di contestazione. Spesso i gruppi di Guerrilla Gardening compiono

Guerrilla Gardening Guerrilla Gardening is a form of “abusive gardening” put into practice around the world by groups who transform urban spaces which have been abandoned, into green lawns, flower gardens and vegetable gardens. The term

i propri “attacchi” di notte, in relativa segretezza, per dare vita a un nuovo spazio

was first coined in 1973 by a group of green activists from New York and, over time, has been adopted to describe

verde, altri gruppi, invece, lavorano più apertamente coinvolgendo le comunità lo-

a type of “political gardening”, a non-violent and anarchic action which seeks to redevelop urban spaces in

cali e riuscendo a collaborare con le associazioni di quartiere e le autorità locali;

accordance with ecological principles. Guerrilla Gardening in Italy was introduced in 2004 by a group of young

significativo è anche il numero di pubblicazioni dedicate al fenomeno .

people from Milan and today, from the north to the south of Italy, there are many groups of citizens who have

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La rapidità e il successo nella diffusione del movimento dei giardinieri di assalto su tutta la penisola italiana è testimoniata dall’adesione registrata nella prima gior-

decided to interact positively with the urban space through their gardening “attacks”. Guerrilla Gardening is opposed to the urban decay of abandoned spaces in the city and acts against their neglect. In Italy, one of the main messages of the assault gardeners is a protest against government and private property

nata nazionale4 del Guerrilla Gardening. La popolazione cittadina risponde bene e

that impoverishes the lives of the citizens, depriving them of the beauty of public spaces and a healthier and more

alcune aziende aiutano i gruppi di giardinieri d’assalto regalando piante e materiali.

comfortable urban environment.

A Palermo sono già attivi due gruppi: Guerrilla Gardening Palermo che ha realizzato

For the urban gardeners, planting a garden into an abandoned space of the city is a tool to express a political

diversi attacchi verdi adottando aiuole e spazi abbandonati in varie parti della città e I Giardinieri di Santa Rosalia, un collettivo che nasce da una riflessione sulla scar-

action through enhancing the common good and making the city greener. Due to its secretive and spontaneous nature, this instrument of peaceful protest is similar to a form of flash mob. The goal of these guerrilla gardeners is to bring green into the spaces where it isn’t growing anymore and the actions are implemented “abusively”

sa “sacralità” attribuita agli spazi e al verde nella città di Palermo e che, partendo

“because the green in the city should not be forbidden.” These urban gardeners express a demand for new public

dal quartiere dell’Albergheria, ha deciso di concentrare le sue azioni principalmente

lands and to retrieve land lost to abandonment and decay; with their actions the flowers and the seeds have

negli spazi degradati e abbandonati del centro storico della città. A Napoli, il grup-

become veritable tools of protest. Often the groups organize their “green attacks” in relative secrecy during the

po di cittadino riunitosi con la sigla Friarielli Ribelli si batte contro il degrado della

night to sow and create a new green space, however, other groups prefer to work more openly, involving the local

città e tenta di vincere lo spirito di rassegnazione e, coinvolgendo la popolazione dei quartieri interessati, prova a risvegliare nella cittadinanza un senso di appar-

communities, the neighborhood associations and the local authorities. The speed and success of the spread of these gardening assaults on the entire Italian peninsula is witnessed by the popularity of the first national day of Guerrilla Gardening, which was held on November 4, 2011. In Palermo

tenenza e amore per la propria terra che si manifesti attraverso l’impegno diretto

there are already two groups: Guerrilla Gardening Palermo, which has carried out several attacks by adopting

nella cura della propria città. A Roma, Zappata romana5 promuove i giardini e gli

green flowerbeds and abandoned spaces in various parts of the city and Giardinieri di Santa Rosalia, a collective

orti condivisi quale azione collettiva di appropriazione dello spazio pubblico urbano

born from a reflection on the lack of “sacredness” attributed to space and green in the city of Palermo. This group

per lo sviluppo di pratiche ambientali, economiche e sociali, questo progetto si basa su una mappa on line interattiva che censisce le aree verdi condivise, gestite diret-

has decided to concentrate its actions in the degraded and abandoned areas of the old city centre. In Naples, a group of citizens with the name Friarielli Ribelli is fighting not only against the degradation of the city but also against a spirit of resignation that pervades it. By involving the citizens of the areas concerned, the

tamente dai cittadini. Sempre a Roma, sono attivi i Giardinieri Sovversivi Romani,

group is trying to awaken in the citizens a sense of belonging and love for their land through direct involvement

un gruppo che realizza i suoi attacchi verdi di giorno facendosi accompagnare da

in the care of their city. In Rome, Zappata Romana promotes collective gardens and collective vegetable gardens

bambini, mamme e cittadini. La prima azione di guerrilla gardening é stata realizza-

as an action of appropriation of urban public spaces for the development of environmental, economic and social

ta ai giardini persiani-nuccitelli al Pigneto e, in circa due anni di attività il gruppo ha

practices. This project is based on a interactive map which lists the green areas shared and managed directly by

realizzato una ventina di azioni in numerosi quartieri della periferia romana. I nuovi guerrieri verdi, armati di piante e semi, zappa, vanga e rastrello, hanno età

the citizens. Still in Rome, Giardinieri Sovversivi Romani is a group that carries out its green attacks during the day accompanied by children, mothers and citizens. In only two years, the group has reached many areas of the Roman outskirts.

e provenienze differenti. Il processo che porta a un’azione di guerrilla gardening

All the guerrilla gardening actions are created spontaneously by a group of activists who are often members of

nasce spontaneamente da un gruppo, formatosi spesso attraverso un forum dedi-

a dedicated forum. After the organization of the action, the group meets the participants and gives them plants

cato. Il gruppo studia il territorio per individuare l’area da attaccare, attraverso la

and seeds. Finally, the action begins: the gardeners clean the weeds and rubbish from the land and then they add

rete convoca sul luogo tutti i partecipanti, si procura piante e semi e, finalmente, inizia l’azione vera e propria, prima liberando il terreno da erbacce e rifiuti, poi

manure to prepare it for sowing with plant species of all different kinds: colourful flowers in the most industrialized areas, vegetables and fruit in the historical centres, sunflowers to light up the grey city boulevards. Given the size of this movement, it is impossible to mention all the different Guerrilla Gardening groups, which,

concimando la terra per prepararla alla semina con specie vegetali di ogni tipo: fiori

within a few years, have appeared throughout the peninsula. What is significant is that, even in Italy, public space

colorati nelle zone più industrializzate, ortaggi e frutta nei centri storici, girasoli per

has become a topic of interest to its inhabitants and there are an increasing number of citizens who are deciding

illuminare i viali urbani più grigi.

to act with the aim of recovering and using the many areas that have been denied to the city through neglect,

Data l’ampiezza del movimento, è impossibile citare tutti i gruppi di Guerrilla Gar-

abandonment and political myopia.

dening che, nel giro di pochissimi anni, si sono diffusi in tutta la penisola, quello che è significativo è che, anche in Italia, lo spazio pubblico è ritornato ad essere al centro dell’interesse dei suoi abitanti e che sono sempre più numerosi i cittadini che decidono di agire in prima persona per trasformare e restituire all’uso i tanti spazi negati alla città per incuria, abbandono e miopia politica.

Note 1 Il nome Guerrilla Gardening è usato dal gruppo Green Guerrilla guidato da Liz Christy, che, realizzando un giardino abusivo nell’area di Bowery Houston a New York, trasformò un lotto abbandonato in un giardino che è oggi protetto dal dipartimento parchi di New York. 2 Il sito di riferimento internazionale è www.guerrillagardening.org dove sono raccolte le esperienze dei numerosi gruppi. 3 Tra i titoli dedicati alla guerrilla gardening: John F. Adams “Guerrilla Gardening”, 1983; Lamborn, P. e Weinberg, B. “Avant Gardening: Ecological Struggle in The City and The World”, 1999; David Tracey “Guerrilla Gardening: A Manualfesto”, New Society Publishers 2007; Michela Pasquali “I giardini di Manhattan. Storie di Guerrilla Gardens”, Bollati Boringhieri 2008; Richard Reynold “On Guerrilla Gardening: A Handbook for Gardening Without Boundaries”, 2008 e la recente guida italiana di Michele Trasi e Andrea Zabiello, “Guerrilla Gardening, manuale di giardinaggio e resistenza contro il degrado urbano”, Editore KOWALSKI 2009. 4 Il giorno 4 novembre 2011 é stata proclamata la Giornata Nazionale del Guerrilla Gardening Italiano realizzando il primo attacco verde sincronizzato al quale hanno aderito numerose realtà attive in tutta Italia. Sul sito www.guerrillagardening.it è visibile la sezione “Guerrilla Gardening: Giardinaggio Libero d’Assalto”, rassegna fotografica e video sul Guerrilla Gardening italiano che documenta gli asssalti verdi realizzati in occasione della giornata nazionale. 5 Zappata Romana, sviluppato dal 2010 a seguito di un processo di progettazione partecipata per un parco nella periferia di Roma, è nato su iniziativa di studioUAP e ha un sito (www.zappataromana.net) dove è possibile trovare informazioni, risorse e materiali per avviare un’area verde condivisa. Il sito censisce inoltre le realtà di giardinaggio e orticultura condivisa; oggi, dopo il sesto aggiornamento della mappa, sono censite 74 realtà distribuite nel territorio romano: 20 orti, 39 giardini e 15 giardini spot.

In alto Lo spazio verde realizzato nell’incompiuto Centro Polifunzionale di Giarre nel 2010 durante la performance di guerrilla gardening “The Origin del Mondo” curata dai paesaggisti francesi COLOCO durante il primo Festival Incompiuto Siciliano


RIccione.Boulevard dei Paesaggi

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intervista ad andreas kipar

Giuseppe Guerrera: Durante la presentazione del progetto “Boulevard dei Pae-

mio lavoro ho portato le persone sotto la tangenziale di Milano, nei luoghi bui, nei

saggi” , hai detto “il paesaggio siamo noi”, allora ti chiedo: oggi, di quali strumenti

retri. A Riccione, invece, sono andato a cercare i luoghi dove non c’era la ressa. Poi,

disponiamo per recuperare i relitti di paesaggio fotografati da Nunzio Battaglia? Con

con un atto creativo, abbiamo trovato un tema, un motto: Il Boulevard dei paesaggi.

1

quali strumenti possiamo iniziare il percorso di rinnovamento del paesaggio? Andres Kipar: Quando ho cominciato a dialogare con il Sindaco di Riccione gli ho

GG: Questa strategia di percezione é affidata agli architetti? Oppure, come nel caso

chiesto di lasciarmi grande libertà nel vedere le cose al di là di ogni schema formale.

di Riccione, é affidata a Nunzio Battaglia che con l’occhio del fotografo, che è un

Anzi, ho apertamente detto che avrei presentato un progetto informale; questo per

artista, ci fa vedere delle cose che, da architetti, non é possibile percepire?

evitare di entrare immediatamente all’interno di una scatola codificata.

Mi viene in mente il tema dell’artialisation sviluppato da Alain Roger a proposito di

Penso che oggi abbiamo a disposizione gli strumenti della visualizzazione e della

Cezanne e della Montagne Sainte-Victoire... si tratta di un monte qualunque, ma

comunicazione e, di contro, non abbiamo più gli strumenti dell’ordinaria ammini-

Cezanne, che l’ha disegnato per anni e da tanti punti di vista, producendo moltis-

strazione. E’ un tema delicatissimo, perché tutti i grandi processi che oggi conoscia-

simi quadri, l’ha fatto diventare un luogo famoso, tanto che oggi, per tutti, Sainte-

mo nelle grandi città sono processi informali. Questa informalità consente di stuz-

Victoire é la montagna di Cezanne ed i turisti la vanno a vederla per questo e non

zicare, promuovere, facilitare il consenso verso il formale e l’ordinario. L’uno non

perché abbia un particolare valore. Allora, chiedo chi coinvolgere per convincere la

può essere visto senza l’altro. L’informalità, oggi, serve come un catalizzatore che

città, per comunicare questo cambiamento?

prepara la macchina a partire. In tanti progetti che abbiamo elaborato attraverso

AK: Quello del coinvolgimento é il punto nodale del nostro lavoro. In tutti i miei

l’informalità ci siamo avvicinati ai temi e ai problemi contingenti che la formalità, il

progetti di paesaggio cerco di non mettermi mai in primo piano. Cerco di capire i

piano ordinario, non poteva risolvere o non aveva ancora risolto. Se è vero che oggi

paesaggi attraverso la società che li vive. Leggo i giornali, parlo con i tassisti, vado

siamo in una fase rivoluzionaria dove cambia tutto, il rinnovamento del paesaggio

in giro con i sindaci. Attraverso i racconti, gli stimoli, attraverso quello che io perce-

non possiamo farlo stando nel cambiamento. Dobbiamo staccarci, guardare, non

pisco, posso costruire una storia. Si tratta di un processo che dura un poco di tem-

perdere il contatto con il mondo che sta cambiando e poi reinserirci. Oggi, esistono

po, tuttavia questo percorso di ascolto e percezione, poi, mi permette di trovare un

movimenti di cittadini, ci sono persone normali che vogliono solo fare qualcosa per

nome, un tema in cui sia possibile riconoscersi. Il progetto dei Raggi Verdi a Milano

la città in cui vivono, si tratta spesso di azioni che non fanno notizia; questi cittadini

è stato costruito in questo modo. Ne abbiamo parlato tanto, abbiamo mantenuto

si accorgono che c’é qualcosa che non va, pensano di fare qualcosa e agendo inne-

un piccolo fuoco acceso per un periodo, poi, abbiamo trovato dei moltiplicatori.

scano dei processi informali che trasformano la città in cui vivono.

Occorre sempre cominciare a costruire qualcosa ma bisogna tenere presente che

A Riccione, siamo partiti dall’idea di fare un Boulevard dei paesaggi, registrando

nulla deve essere banalizzato. Il nostro lavoro é quello di costruire dei contenitori

il disagio di un sindaco e di una città che capisce che c’é qualcosa non va, ma

potenziali che la società deve riempire.

non sa cosa sia. Più in generale, direi che oggi avvertiamo che c’é qualcosa da

Nel caso del progetto di Riccione, per sviluppare un processo bisogna innanzitutto

cambiare nel verde e nel paesaggio, ma, ancora, non sappiamo individuare cosa

che i cittadini inizino a parlare del Boulevard dei paesaggi. Chi abita nel Boulevard

sia. Detto questo, che cosa stiamo facendo? Noi stiamo elaborando una strategia

dei paesaggi deve sentirsi orgoglioso di vivere in questo luogo e, da questo orgoglio

di percezione e, in questo, facciamo quello che James Hillman ci ha insegnato.

deve svilupparsi la consapevolezza che in questo luogo non si possono costruire

Non occorrono nuove ideologie di piano ma ci occorrono invece nuove forme di

delle cose qualunque. Occorre quindi costruire la consapevolezza che se abito nel

percezione. Per percepire però abbiamo bisogno di nuovi strumenti. Pratichiamo la

Boulevard dei paesaggi e mi trovo a costruire un capannone, lo devo far diventare

politica dei luoghi insoliti e andiamo dove non vanno gli altri... Potrei dire che con il

“Il Capannone”, il più bello dei capannoni possibili.


focus 1. Architettura.paesaggio

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Boulevard dei Paesaggi PROGETTO Andreas Kipar LUOGO Riccione COllaboratori Leonardo Oprandi, Dario Valenti, Giuseppe Anastasi COMMITTENTE Comune di Riccione Data 2011

Andreas Kipar Architetto e paesaggista si è formato in Germania dove si è laureato in Architettura del Paesaggio. Opera a livello professionale nel campo della pianificazione e progettazione paesaggistica, del verde storico e del recupero ambientale sia in Italia che all’estero. Svolge attività didattica in diverse sedi universitarie in Italia e all’estero; è professore incaricato alla Scuola di Specializzazione in Architettura dei Giardini e Progettazione del Paesaggio dell’Università di Genova, membro del Consiglio accademico dell’Università di Valladolid e titolare di corsi integrativi di Architettura del Paesaggio presso l’Università di Napoli e il Politecnico di Milano. Dal 1985 pubblica periodicamente sulla rivista di settore ACER. I suoi lavori e progetti sono stati più volte pubblicati in riviste e libri. Dal 2000 è direttore della rivista di architettura del paesaggio “Folia”. Già corrispondente ufficiale per l’Italia dell’IBA Emscherpark, è consulente paesaggistico dell’IBA Fürst Pückler Land 2010, il più grande cantiere di restauro paesaggistico (5.000 Km2) in Europa. Ha partecipato a vari concorsi e tra i numerosi premi ottenuti si citano il progetto vincitore, nel 1990, del premio INU-Lombardia e, nel 2002, il Premio europeo per l’architettura del paesaggio dell’ELCA – European Landscape Contractors Association e, nel, 2006 il Premio di Architettura del Paesaggio della Renania-Vestfalia. LAND Landscape Nature Architecture Development, è un Gruppo di professionisti a servizio dell’architettura del paesaggio, fondato nel 1990 a Milano da ANDREAS KIPAR e GIOVANNI SALA.

Alle pagine 12 e 13 Masterplan del progetto Boulevard dei Paesaggi Fotoinserimenti del progetto


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AVIGLIANA.Area riva Intervista a carla mattioli

Giuseppe Guerrera: Come si è formata l’idea di bandire il concorso di progettazione “Area Riva – parco urbano e centro città”? Carla Mattioli: Bisogna dire che, in questo percorso di crescita amministrativa, c’è sia un elemento fortemente identitario sia un elemento di crescita politica. Identitario perché Avigliana ha due importanti realtà che la caratterizzano: un centro storico di grande valore e il parco dei laghi che è una zona umida di grande importanza per questa regione. Un parco nato a seguito di un forte dibattito cittadino che ha consentito di conservare un ambiente unico, vicino a una città come Torino. Questa identità ha consentito di alimentare il dibattito sull’ambiente e la sua conservazione. Il parco ha anche un valore urbano, perché, per esempio, da casa mia, nel centro storico, impiego dieci minuti a raggiungerlo a piedi e ha anche un valore territoriale perché si trova a trenta chilometri da Torino e é quindi è il luogo ideale per le gite domenicali. Allo stesso tempo Avigliana ha da sempre avuto una vocazione industriale, a partire dall’Ottocento con il Dinamitificio Nobel, fino alla realtà più avanzata, il cantiere della Azimut che costruisce grandi barche. Questo, negli ultimi decenni, ha provocato l’abbandono del centro storico e la costruzione disordinata e veloce di una grande periferia, senza lo sviluppo intermedio vicino alla parte storica che molte città hanno avuto. Adesso il problema è quello di costruire una nuova centralità urbana chiedendosi quale sia la sua identità, quindi, abbiamo scelto l’area Riva perché vogliamo conservarne l’identità agricola. L’area Riva era il luogo degli orti e delle cascine, c’erano gli usi civici, si raccoglieva la legna, c’erano le sorgenti e il pascolo. L’idea di partenza era di mantenere questo carattere agricolo. Dato che la città è circondata da boschi, non volevamo un parco ma, piuttosto, un luogo pubblico che, attraverso i sentieri ancora esistenti, riuscisse a collegare la parte nuova della città al vecchio centro storico.


focus 1. Architettura.paesaggio

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Nelle pagine 14 e 15 Vista e Masterplan del parco “Dalle radici nuova linfa�, progetto vincitore del Concorso di progettazione Alle pagine 16 e 17 Immagini prospettiche dei progetti premiati dalla giuria


16 Non si tratta di un’iniziativa episodica ma di una strategia strutturata con tante iniziative e il concorso è una tappa di un lungo percorso che dura da vent’anni. G.G.: Come hanno reagito a questo cambiamento i cittadini? C.M.: Intorno al concorso c’era molta attesa. Ora, prima di assegnare le fasi di progettazione successive, stiamo organizzando una serie d’incontri, piccoli forum sociali per presentare i progetti. Il primo incontro sarà con il Consiglio Comunale dei ragazzi della scuola media che stanno lavorando a un proprio progetto, per questo, quando si parlerà del progetto, i ragazzi saranno già educati a parlare della proposta. Insieme a questa abbiamo anche altre iniziative che coinvolgono le nuove generazioni, ad esempio tutte le scuole elementari sono dotate di un servizio di piedibus pagato dal Comune. GG: Piedibus? CM: Ogni mattina, anche con la neve, un gruppo di accompagnatori porta i bambini a scuola utilizzando i percorsi pedonali esistenti, inoltre abbiamo riservato ai pedoni le strade attorno alle scuole. Poi abbiamo un progetto di formazione degli insegnanti e dei funzionari comunali, con visite a città come Chambéry e Zurigo per vedere come certe cose sono state realizzate, le buone pratiche direi, e per capire

A

come trasferirle nel nostro contesto. Stiamo dunque lavorando all’educazione complessiva della città. Abbiamo creato le prime ZTL affrontando le proteste dei commerciati che però, adesso, organizzano le serate danzanti e ci vengono a ringraziare. C’è la Casa dell’Acqua, dove la gente va a prendere l’acqua “minerale” con le proprie bottiglie di plastica. Abbiamo promosso l’allegato energetico e molte case si stanno costruendo in classe A e B anche perché i costruttori si rendono conto che le costruzioni con questi requisiti si vendono meglio. Da lungo tempo, abbiamo avviato il lunghissimo percorso degli acquisti ecologici, all’inizio é stato difficilissimo convincere i nostri Uffici a fare gli appalti di fornitura in modo da comprare, ad esempio, la carta ecologica. Per questo è stato necessario un periodo di formazione degli impiegati dando un contributo alla loro cultura ambientale. Per promuovere l’uso della bicicletta abbiamo realizzato dei box chiusi per lasciare la bici alla Stazione e ritrovarla con le ruote gonfie e in ordine. Abbiamo comprato le bici elettriche per i dipendenti comunali, perché salire al Centro storico è faticoso. Come vede si tratta di un percorso lungo e sono stati necessari dieci anni durante i quali abbiamo costruito un sentire comune. B

GG: Adesso si capisce meglio il senso delle vostre richieste nel bando di concorso. Torniamo all’area Riva e al progetto. CM: Su quell’area era previsto un grande edificio di case popolari, siamo riusciti a variare la destinazione d’uso senza intaccare gli interessi del proprietario. Quel luogo è il simbolo della città. Quello che ci è piaciuto del vincitore è che non ha pensato a un parco separato dalla Piazza del Popolo, ma ha puntato a una continuità con gli altri spazi pubblici, un luogo di transizione e collegamento con le altre aree che dialoga con quello che c’è intorno. Un cuore verde, dove sono cresciute generazioni di aviglianesi, da restituire alla città. Carla Mattioli è Sindaco di Avigliana

Area Riva. Parco urbano e centro città Concorso Internazionale di Progettazione I Premio Andrea Gerosa, Massimo Maria Brignoli, Vincenzo Gaglio, Paolo Molteni, Consulente: Gabriele Rivolta, Collaboratore: Fabrizio Monaco II Premio | Immagine A Daniele Baiocco, Consulenti: Lucia Salvatori, Leyden Duran, Elisa Grande, Ray Coello, Perez Yuderkys Nebreska Sierra III Premio | Immagine B Maria Vittoria Mastella, Consulenti: Laura Mazzei, Francesca Magri, Davide Luca, Claudio Esposito, Mario Vannucci MenZione speciale con rimborso spese | Immagine C Giuseppe Guerrera, Marco Scarpinato, Lucia Pierro , Carmelo Vitrano, Fabrizio Mucera, Marco Strucchi, Consulente: Gianluigi Pirrera, Collaboratore: Carmela Dacchille MenZione speciale con rimborso spese | Immagine D Alessandra Gastaldi, Paolo Perotti, Gabriella Nadalin, Cristina Carla Bardelli Consulenti: Marco Stefano Molineri, Mauro Cocito MenZione speciale con rimborso spese | Immagine E Matteo Zamagni, Francesca Roatta, Marta Colombo


focus 1. Architettura.paesaggio

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C

D

E


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milano. due Progetti Stefano Boeri

Bosco verticale

Vertical forest

Il progetto per il Bosco Verticale propone di costruire torri ad alta densità di abitanti

The Vertical Forest project aims to build high-density tower blocks with

e di alberi all’interno della città. Il primo esempio di Bosco Verticale è in costruzione nell’area Garibaldi Repubblica a Milano e prevede la realizzazione di due torri di 80

trees within the city. The first example of a Vertical Forest is currently under construction in the Garibaldi Repubblica area in Milan, with two towers which are 80 metres and 112 metres tall respectively, and which

e 112 metri, in grado di ospitare 480 alberi di grande e media altezza, 250 alberi di

will be able to hold 480 big and medium size trees, 250 small size trees,

dimensioni piccole, 11.000 fra perenni e tappezzanti e 5.000 arbusti (complessiva-

11.000 groundcover plants and 5.000 shrubs (the equivalent of a hectare

mente, il corrispettivo di 10.000 mq di bosco).

of forest).

Il Bosco Verticale è l’idea di un’architettura che demineralizza le superfici urbane

The Vertical Forest has at its heart an concept of architecture which de-

utilizzando la mutante policromia delle foglie per le sue facciate e che affida a uno schermo vegetale il compito di creare un adeguato microclima e di filtrare la luce

mineralises urban areas and uses the changing shape and form of leaves for its facades, and thus which hands over to vegetation itself the task of absorbing the dust in the air, and of creating an adequate micro-climate

solare. Un’architettura biologica che rifiuta un approccio strettamente tecnologico

in order to filter out the sunlight. This is a kind of biological architecture

e meccanico alla sostenibilità ambientale.

which refuses to adopt a strictly technological and mechanical approach

Bosco Verticale incrementa la biodiversità. Favorisce la formazione di un ecosiste-

to environmental sustainability.

ma urbano nel quale diverse tipologie di verde creano un ambiente verticale in rete che potrebbe anche essere colonizzato da volatili e insetti, diventando un sensore urbano della ricolonizzazione vegetale e animale spontanea della città. La ripetizio-

Vertical Forest increases biodiversity. It helps to set up an urban ecosystem where different kinds of vegetation create a vertical environment which can also be colonised by birds and insects, and thus becomes both a magnet for and a symbol of the spontaneous recolonisation of the city

ne nella città di più Boschi Verticali realizza una rete diffusa e capillare di corridoi

by vegetation and by animal life. The creation of a number of vertical

ambientali che innervano i principali parchi urbani, consolidano il verde dei viali e

forests in the city will be able to create a network of environmental

dei giardini e connettono gli spazi sottoposti alla crescita della vegetazione sponta-

corridors which will give life to the main parks in the city, bringing the

nea alla rete generale. Bosco Verticale aiuta a costituire un microclima e a filtrare le poveri sottili nell’am-

green space of avenues and gardens and connecting various spaces of spontaneous vegetation growth. Vertical Forest helps to build a micro-climate and to filter dust particles

biente urbano. La diversità delle piante aiuta a creare un microclima che produce

which are present in the urban environment. The diversity of the plants

umidità, assorbe CO2 e polveri, produce ossigeno, protegge dall’irraggiamento e

helps to create humidity, and absorb CO2 and dust, produces oxygen,

dalla polluzione acustica. Bosco Verticale è un dispositivo anti-sprawl che contribu-

protects people and houses from the suns rays and from acoustic pollu-

isce a controllare e ridurre l’espansione urbana. A livello di densificazione urbana, ogni torre di Bosco Verticale costituisce l’equivalente di un’area periferica di ville monofamiliari e palazzine di circa 50.000 metri quadri.

tion. Vertical Forest is an anti-sprawl measure which aims to control and reduce urban expansion. If we think of them in terms of urban densification, each tower of the Vertical Forest is equivalent to an area of urban sprawl of family houses and buildings of up to 50,000 square metres.

Bosco Verticale introduce dei landmark nella città capaci di sprigionare paesaggi

Vertical Forest is a landmark in the city which is able to release new

mutevoli e in grado di cambiare ciclicamente la pelle a seconda delle stagioni e

kinds of variable landscapes which can change their form in each season

della diversa natura delle piante. I Boschi Verticali offrono un panorama cangiante

depending on the types of plants involved. The vertical forests will offer a

allo sguardo della metropoli.

changing view of the metropolitan city below.


focus 1. Architettura.paesaggio

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Bosco Verticale Progetto Boeri Studio (Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra) Luogo Milano Direzione Artistica Francesco de Felice, Davor Popovic Progetto esecutivo Emanuela Borio, Laura Gatti Progetto definitivo Gianni Bertoldi (coordinatore), Alessandro Agosti, Andrea Casetto, Matteo Colognese, Angela Parrozzani, Stefano Onnis PII e progetto Frederic de Smet (coordinatore), Daniele Barillari, Marco Brega,Julien Boitard, Matilde Cassani, Andrea Casetto, Francesca Cesa Bianchi, Inge Lengwenus, Corrado Longa, Eleanna Kotsikou, Matteo Marzi, Emanuela Messina, Andrea Sellanes FOTO Iwan Baan, Carola Merello

In queste pagine Due fotoinserimenti del progetto Bosco verticale Sezione tipo di una torre Immagini del cantiere in corso di realizzazione Diagramma dell’efficienza energetica degli edifici Alle pagine 20 e 21 Masterplan dell’Expo Milano 2015 Tre viste dell’Orto Botanico Planetario all’Expo Milano 2015


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Expo 2015

Expo 2015

Il progetto per Expo 2015 prevede che un terreno oggi abbandonato, a nordovest

The plan for Expo 2015 will see an area of empty land, to the north-west

di Milano, venga trasformato in un immenso Orto Botanico Planetario. Ogni Paese invitato a Expo 2015 avrà a disposizione, al posto di un Padiglione nazionale, una

of the city of Milan, transformed into a huge Planetary Kitchen Garden. Unlike past Expos in this event every country will have some land which they can use to grow things and demonstrate their use of bio-diversity.

porzione di terra da coltivare per mostrare la sua biodiversità. Nella parte orientale

In the eastern part of the site large glasshouses will house plants and

del sito, alcune grandi serre ospiteranno i biomi e le colture agricole dei climi più

bio-products from the more extreme parts of the planet. After the end

estremi del pianeta. Dopo Expo 2015, Milano disporrà di una grande area di ricerca,

of Expo 2015, Milan will be left with an area dedicated to research, pro-

produzione e intrattenimento nel campo delle colture, delle sementi e dell’alimen-

duction and communication linked to food production, seed growth and

tazione: il primo parco scientifico agroalimentare del mondo. La grande sfida di Expo 2015 è di non limitarsi a ridisegnare una grande area a uso

cultivation. This will be the first agro-food scientific park in the world. The challenge posed by Expo 2015, which is far from the twentieth century era of World Fairs, is not the idea of a large area with public

pubblico, ma costruire un paradigma di riferimento per un nuovo modello di relazio-

services to the north of the city, but to build an area which will serve as

ne tra la sfera urbana e la sfera rurale. L’idea chiave è stata quella di annullare qual-

a reference point for a new model connections between the urban and

siasi distanza tra il contenuto di Expo 2015 (Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita)

rural spheres. The key idea here is to break down the gap between the

e la sua architettura espositiva, progettando un Orto Botanico Planetario. Al posto dei consueti contenitori espositivi, a ogni Paese si propone di dimostrare le sue capacità in campo alimentare, coltivare lotti di terreno e di documentare, nelle serre

content of Expo 2015 (Feed the Planet, Energy for Life) and its architectural form, through a a large-scale Planetary Kitchen Garden. Thus, this plan for the Expo does not lay out a series of national pavilions to display products and services linked to states and businesses. In place of the

bio-climatiche, le ricerche più avanzate nella produzione alimentare e nella trasfor-

usual series of fair-like spaces, the idea is to ask each country to reveal

mazione dei prodotti agricoli, infine si chiede di offrire un’esperienza diretta della

their abilities in terms of food production, to land for cultivation and to

propria cultura alimentare, arrivando a coltivare, trasformare, preparare e offrire i

display latest developments in terms of food production and processing

propri prodotti. Si tratta di un luogo inedito per un nuovo incontro tra agricoltura e città: un grande Orto Planetario e Parco agroalimentare strutturati su una griglia di

within bio-climatic glasshouses. This whole are is designed to be a new kind of space where agriculture and the city will be brought together: a Planetary Kitchen Garden and Park Agro-Food park built around a series

tracciati ortogonali, circondata da canali d’acqua e punteggiata da architetture pa-

of octagonal grids, surrounded by canals andmarked by examples of

esaggistiche. Il principio ordinatore dei lotti nazionali è quello della città romana su

landscape architecture. The building system her is based on the principle

due assi generatori, il cardo e il decumano che disegnano una griglia chiara e aper-

of roman cities – with two key axes, the cardo and the decumano. These

ta di spazi: il decumano, lungo 1 km e 400 m, ospita un grande boulevard pedonale per i visitatori dove si affacciano i padiglioni nazionali che, a prescindere dalla loro importanza geopolitica, hanno tutti a disposizione lo stesso affaccio sul decumano;

two axes create a clear grid with open spaces. The first, which is 1.4 km long, with a long boulevard for visitors and where the national pavilions will be found, without a hierarchy of space linked to their geo-political weight, as each country has the same amount of land available. The

il cardo, asse perpendicolare, ospiterà i lotti del padiglione italiano e dei padiglioni

second perpendicular axis will host the land linked to the Italian pavilion

regionali. Agli estremi dei due assi sono posizionati una collina, un lago, un’arena

and Italian regional pavilions. At the edges of the two axes there will

all’aperto e un centro espositivo e per congressi, unica struttura tradizionale che è

be a hill and a lake, as well as an open-air theatre and a exhibition and

posta vicino all’ingresso principale e all’esistente sede della Fiera di Milano che si trova a poche centinaia di metri dal sito.

congress centre – the only traditional structure in the Expo which will be close to the main entrance and the existing HQ of the Fiera di Milano (Milan’s Trade Fair) which is a few hundred metres away from the Expo site.


focus 1. Architettura.paesaggio

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Masterplan Milano Expo 2015 Progetto Stefano Boeri Architetti (coordinatori: Michele Brunello con Maria Chiara Pastore, Corrado Longa team: Martina Barcelloni Corte, Daniele Barillari, Lorenza Baroncelli, Benedetta Cremaschi, Moataz Faissal Farid) Luogo Milano Consulta Architettonica per il Concept plan Expo 2015 Herzog & de Meuron, Jacques Herzog; London School of Economics, Richard Burdett; Stefano Boeri Architetti, Stefano Boeri; William McDonough + Partners, William McDonough MASTERPLAN Ufficio di Piano della Società Expo 2015 S.p.a con la consulenza della Consulta di Architettura, Politecnico di Milano | Ricerca agro-ecosistemi e serre: DiAP – Politecnico di Milano, multiplicity.lab, docente responsabile: Stefano Boeri, coordinatore: Michele Brunello, team: Lorenza Baroncelli con Stefano Baseggio, Corrado Longa, Giulia Meterangelis, Maria Chiara Pastore, Pietro Pezzani | Facoltà di Agraria – Università degli Studi di Milano, coordinatori: Stefano Bocchi e Claudia Sorlini, docenti: Giacomo Elisa, Natalia Fumagalli, Claudio Gandolfi, Alessandro Toccolini, collaboratori: Giovanna Sanesi, Giacomo Altamura, Stafano Gomarasca, Andrea Porro, Roberto Spigarolo | Proposta di riuso Cascina Triulza Reuse a cura di Multiplicity.lab, Politecnico di Milano, DiAP, responsabili progetto: Maddalena Bregani, Salvatore Porcaro, team: Alessandra Dall’Angelo, Michela Bassanelli

Stefano Boeri (1956), è architetto. Dal 2004 al 2007 ha diretto la rivista “Domus”, dal 2007 dirige la rivista “Abitare”(abitare.it). Insagna Progettazione Urbanistica al Politecnico di Milano, Boeri ha tenuto corsi e lezioni come “guest professor” in varie università, tra cui Harvard GSD, MIT e Berlage Institute. E’ fondatore del gruppo “multiplicity” (www.multiplicity.it) agenzia di ricerca dedicata allo studio delle trasformazioni territoriali e delle forme, disciplinarmente diverse, di osservazione e rappresentazione della città. Coautore di diversi volumi, quali Mutations (Actar, 2000), USE (Skirà, 2002) e Cronache dell’Abitare (Mondadori, 2007). Stefano Boeri contribuisce assiduamente a molteplici riviste e giornali. Insieme a R. Burdett, J. Herzog e W. MacDonough, Boeri ha fatto parte della Consulta Architettonica incaricata di sviluppare le linee guida per le trasformazioni urbane che saranno attuate nella cornice dell’Expo a Milano nel 2015. Il 10 giugno 2011 Stefano Boeri è stato nominato Assessore alla Cultura, Moda, Design ed Expo del Comune di Milano. In quest’occasione si è dimesso dalla consulta di Architettura dell’Expo per evitare ogni conflitto di interessi tra l’attività professionale e l’attività politica.


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Paesaggio.Lo specchio incerto intervista ad Alessandro Villari

MARCO SCARPINATO: Come descriveresti oggi il progetto del paesaggio in Italia?

definizione condivisa e univoca di paesaggio, ma le questioni del progetto restano

Credi che sia indispensabile riconquistare un’idea di utopia in questo ambito?

ancora aperte e spesso irrisolte. Questo è un tema centrale per cui dobbiamo rifon-

ALESSANDRO VILLARI: Nel progetto del paesaggio bisogna riappropriarsi dell’idea

dare la nostra cultura. In Italia penso che esista un certo timore nel proporre proget-

di un’utopia che riesca ad alimentare le attese e le speranze di una comunità. Cre-

ti che superino il limite del “già visto”, in grado di alimentare sogni ed aspettative

do che queste attese di futuro abbiano bisogno di progetti coraggiosi, capaci di

di una cultura contemporanea.

scardinare luoghi comuni, in una prospettiva che, benché fondi le basi su principi di coerenza, sia capace allo stesso tempo di stupirci con immagini e soluzione anche

MS: Nel convegno “Paesaggio 150” si è parlato di paesaggio contemporaneo?

visionarie. Il nostro futuro si costruisce su una proiezione di futuro che, a volte, può

AV: Il convegno era organizzato in quattro sezioni e quella sulle prospettive futu-

essere anche utopica, in tal senso anche il paesaggio deve rispondere alle proiezio-

re del paesaggio italiano avrebbe dovuto avere un ruolo di centralità. Nell’idea di

ni della comunità. Sono necessari rigore e sensibilità politica e sociale per accedere

festeggiare, attraverso questa iniziativa, l’anniversario dell’Unità d’Italia non vole-

al futuro. Di fatto, pare che viviamo la vana illusione di cui soffre il Minotauro di

vamo fare semplicemente un inventario storico di quanto sia interessante o meno

Dürrenmatt: ci riconosciamo nei paesaggi quotidiani, quelli che ci circondano, e

il bel paese, ma tentare di capire, attraverso i contributi di molti studiosi, quale sia

pensiamo che siano i nostri paesaggi, mentre in realtà viviamo in un paesaggio

il possibile futuro.

troppo spesso degradato, in contrasto con quello idilliaco della storia italiana.

Siamo consapevoli che la bellezza del paesaggio italiano dipende dalla sua storia

Bisogna formulare una grammatica del progetto del paesaggio perché adesso è

e dal lavoro lento degli uomini che l’hanno costruito, e ascoltando le relazioni e

assente. Quella attuale è essenzialmente limitata a due grandi questioni: da un lato

leggendo buona parte dei contributi si è manifestato un interesse essenzialmente

quella della forma e dall’altro quella della natura. Si deve lavorare con responsa-

legato ai suoi valori tradizionali e culturali, con maggiore attenzione verso il portato

bilità per ripristinare i paesaggi imperfetti in cui viviamo. Per raggiungere questo

storico testimoniale che non verso prospettive future.

risultato la collettività e le amministrazioni dovrebbero promuovere, con maggiore

Le sessioni del convegno abbracciavano in senso estensivo tutti i temi della cultura

impegno, i progetti delle nuove generazioni di paesaggisti e architetti. Su questo

del paesaggio italiano: l’identità nazionale, l’armatura storica e geografica, le gran-

tema i progetti italiani, anche se corretti dal punto di vista formale, spesso non

di trasformazioni attuate in Italia in 150 anni con una riflessione sull’eredità degli

brillano per novità linguistiche. La nostra scarsa visibilità all’interno del dibattito

interventi strutturali realizzati dopo gli anni Venti e determinanti nel formare una

internazionale è la peggiore testimonianza di un’incertezza culturale.

nuova fisionomia del nostro paesaggio. Infine il quarto tema mirava a raccogliere

Studiando i progetti ho la sensazione che l’Europa, a questo proposito, sia divisa

suggestioni e suggerimenti capaci di immaginare nuovi modelli di sviluppo e utiliz-

su due latitudini. Una a sud, legata alla cultura storica dei luoghi, e una a nord, che

zo del territorio: tema che ha riscosso maggior attenzione, con contributi che ben

invece si pone in una condizione di rinnovamento e di trasformazione costante. Il

hanno delineato degli indirizzi specifici ma pochi hanno proposto modelli innovativi

paesaggio italiano resta purtroppo radicato su due temi culturali: la conservazione

sul piano del linguaggio e su quello di un radicale rinnovamento concettuale. Mi

da un lato (che è quello principale) e il restauro dall’altro, che determinano una

aspettavo che da parte dei più attenti ci fosse una propensione a immaginare una

resistenza all’innovazione. Solamente attraverso un’azione di rinnovamento la co-

riscrittura delle regole.

munità potrà impossessarsi di una nuova immagine del paesaggio.

Penso che i cambiamenti vadano assimilati con lentezza ma sappiamo anche che

In fondo, l’architettura del paesaggio é una disciplina relativamente giovane nella

molto spesso sono avvenuti attraverso interventi coraggiosi, come dicevo prima

storia italiana e per questo non ha ancora trovato modalità per un radicamento né

utopici e capaci di travalicare gli stereotipi consolidati. Il mondo è cambiato e occor-

nella sua cultura né nelle istituzioni. Nei Paesi Bassi e in Francia, il coinvolgimento

re una cultura che tenga conto di tali cambiamenti. Il convegno è stato un grande

dei paesaggisti sui progetti delle grandi trasformazioni del territorio è un dato di

evento per la cultura del paesaggio in Italia, con i limiti che ho indicato.

fatto. In Italia le difficoltà stanno su due fronti: da un lato il non avere una storia culturale legata al progetto del paesaggio e dall’altro il non aver trovato una gram-

MS: In Italia non si guarda al futuro del paesaggio perché non c’è una scuola?

matica coerente a suo sostegno.

AV: In realtà la questione è molto complessa. Di fatto esistono delle scuole di gran-

Io credo che i progetti di paesaggio, più degli altri, debbano tendere all’esattezza,

de visibilità internazionale ma, di contro, non esistono grandi personalità di rilievo

come descritta da Calvino, e solo quando saremo consapevoli del ruolo dei paesag-

che abbiano realizzato grandi progetti di paesaggio. Questo fa capire come il ruolo

gisti in Italia avremmo delle trasformazioni radicali, coerenti ed efficaci.

dei paesaggisti italiani non sia di gran rilievo nei processi di trasformazione delle

La musa ispiratrice deve essere in ogni modo il paesaggio storico, e non è un caso

città e del territorio in senso generale.

che quello toscano sia diventato uno degli archetipi turistici del paesaggio europeo.

Cosa ben diversa accade nei paesi del Nord Europa, dove il paesaggio è il bene

Questo ci fa capire l’importanza del paesaggio antropizzato (com’è di fatto quello

comune della collettività e, in quanto tale, riceve maggiore interesse con interventi

toscano) nella storia della nostra collettività. E allora, se esiste questo ruolo del pae-

pubblici di grande rilievo. In Italia, invece, esiste una lunga tradizione soprattut-

saggio italiano, dovremmo riacquistare la consapevolezza della sua trasformazione.

to d’interventi di modeste dimensioni e molto spesso privati (come non ricordare l’opera magistrale dei giardini di Porcinai), e in tal senso l’eredità storica del giardi-

MS: La Convenzione Europea del Paesaggio, firmata a Firenze nel 2000, sembra

no all’italiana è abbastanza eloquente. Per tutto il secolo scorso, benché la tutela e

aver modificato la percezione del paesaggio creando delle certezze senza aprire un

la promozione del paesaggio fossero presenti nella nostra Costituzione, si è manife-

dibattito. Tutto questo accade perché la convenzione é principalmente basata sulla

stata una crescente e progressiva devastazione del territorio, dimenticando troppo

tutela? Cosa ne pensi di questo documento?

spesso che il paesaggio è un bene comune.

AV: La Convenzione Europea del Paesaggio ha determinato un comune sentire in

Oggi il solo progettista italiano di notorietà internazionale é Franco Zagari. Nell’Uni-

Europa, tuttavia non è esaustiva per una crescita futura. Non é detto che tutti i pa-

versità italiane, a esclusione di Reggio Calabria, manca un indirizzo di studi che

esi pensino e sentano il paesaggio come luogo testimone della cultura dei popoli,

fissi le coordinate sul progetto del paesaggio e per molti anni, si sono dedicate allo

non é quindi detto che le indicazioni di questa convenzione siano valide per tutti e

studio della storia e della pianificazione. In Italia mancano grandi progetti realiz-

valgano come processo globale. Sono molto preoccupato dagli effetti, benché solo

zati: ci sono progetti corretti ma non progetti esemplari. Il paesaggio è una risorsa

d’indirizzo generale, derivanti dal recepimento e dalla ratifica della Convenzione

collettiva fino ad oggi di poco interesse progettuale. Servono azioni che attivino

Europea.

risorse economiche e sociali da destinare al recupero del paesaggio, alla sua messa

Tutti parlano di paesaggio e ricercano quale debba essere la sua migliore definizio-

in sicurezza e soprattutto ad aumentarne il suo valore.

ne, ma nessuno parla di come si progetta questo paesaggio. Su quali radici culturali si fonda? Nel mio breve testo “Il paesaggio: lo specchio incerto della comunità”

MS: Per questo numero ho selezionato progetti di West 8, GRAU, MVRDV con SLA,

sostengo che, se è vero che le comunità si rispecchiano nel paesaggio, occorre

Batlle i Roig, Grupo Aranea, AllesWirdGut, Grant, si tratta di progetti di paesaggisti,

riflettere su quest’affermazione. È vero che il paesaggio é lo specchio esatto della

premiati in concorsi, che nella maggior parte dei casi sono realizzati al di fuori dei

comunità? C’è una specularità tra il paesaggio e la società? Il dettato della CEP,

contesti nazionali in cui essi lavorano. All’estero c’è una grande vivacità nel proget-

sebbene molto puntuale nella dichiarazione, appare ambiguo se non s’individuano

to del paesaggio, perché non si può dire lo stesso dell’Italia?

con chiarezza quali sono le relazioni contemporanee tra comunità e paesaggio. In

AV: Oggi le architetture realizzate da architetti stranieri in Italia si possono contare

tal senso è forse più giusto considerare il paesaggio come lo spazio di convivenza

su una sola mano e questo é sintomatico. C’è una forte resistenza perché immagi-

delle popolazioni che, nella pluralità di interessi, esercitano una moltitudine di com-

niamo che il nuovo non sia compatibile con il nostro territorio. Il nuovo, invece, è

portamenti certamente molto diversi oggi dal passato.

uno dei motori nello sviluppo del territorio. Ad esempio considero i Paesi Bassi, un

La Convenzione delinea una politica generale sul tema del paesaggio, ma non dice

territorio di fondazione, in cui il nuovo si manifesta con intensità e ben rappresenta

come concretizzarla; affronta argomenti importanti quali la maggiore sensibilizza-

le tensioni per un futuro migliore. L’Italia, invece, ha una lunga tradizione storica

zione e la formazione di comunità consapevoli, la gestione, la salvaguardia e la

che rende troppo spesso ciechi davanti alle istanze di modernità. I progetti di pa-

futura pianificazione. Sebbene indichi quali siano i principi per una migliore qualità

esaggio italiani sono pochi e normalmente di modeste dimensioni per attivare un

del paesaggio, non ci sono indicazioni in merito al progetto. In questi anni, in Italia,

interesse internazionale; sono spesso eleganti, ricercati ma dalle geometrie ele-

la Convenzione è diventata un oggetto di studio e siamo rasserenati davanti ad una

mentari che non manifestano un’avanzata ricerca formale.


cross section

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Le questioni in realtà sono complesse e molteplici. Una di queste è che oggi in Italia molti architetti si occupano di paesaggio, ma questo non è solo una interessante composizione dello spazio, è anche e, soprattutto, una coerente gestione delle risorse ambientali: dunque occuparsi del paesaggio vuol dire avere conoscenze di un ampio apparato disciplinare. Siamo in presenza di un cambiamento di rotta degli interessi degli architetti che, dopo anni di passione convinta sulla progettazione di architetture, hanno spostato i loro interessi verso il paesaggio ma questo é una cosa più complessa di un disegno di suolo e penso che su questa questione bisognerà lavorare in un prossimo futuro. La complessità del progetto del paesaggio e il mancato riconoscimento di competenze professionali che operano con impegno in questo settore, si manifestano non solo nella mancanza di strumenti e regole legislative ma anche nel caos professionale che vige in Italia. Tutto è paesaggio e tutti progettano paesaggio. Il progetto Bosco Verticale di Boeri potrebbe indurre a un’interpretazione fuorviante di un embellissement vegetale. Con fatica tollero i giardini di Patrick Blanc, che ricoprono i muri e le pagine delle riviste. Penso che il paesaggio sia altro. Anche il progetto degli spazi urbani è molto cambiato. E’ più attento alle istanze ecologiche, ai modelli di fruizione e ai mutati comportamenti sociali. Burle Marx é stato il più grande paesaggista del Novecento e la sua lezione é stata determinante per riformulare l’idea del giardino e dello spazio pubblico oggi le questioni, comunque, sono diverse. I West 8 hanno sviluppato una coerente ricerca e rileggono la lezione del maestro brasiliano ma si limitano talvolta solo agli apparati iconografici. E in Italia? Gli unici progetti che si realizzano sono essenzialmente degli spazi pubblici urbani, non c’è nessuna tensione verso quello che io chiamo il paesaggio dell’orizzonte. Credo che esistano tre livelli di paesaggio e tre distanze. Il primo è il paesaggio della prossimità, quello che riusciamo a toccare; il secondo è ancora percepibile con lo sguardo e si allunga fino all’orizzonte; e il terzo supera la nostra percezione visiva, quella geografica, che ha bisogno di dispositivi di mediazione per essere analizzata e trasformata. Lavoro sempre sul secondo tipo, perché mi permette il controllo della sua dimensione a livello delle trasformazioni.

Alessandro Villari, Architetto e PhD in Architettura del Paesaggio, è Ricercatore e Professore di Architettura del Paesaggio e afferisce al Dipartimento OASI dell’Università degli Studi ‘Mediterranea’ di Reggio Calabria.

In alto MVRDV / COBE con Arup, Wessberg, LIW e Transsolar “ROCKmagneten” Danish Rock Museum”, Roskilde. I premio Concorso di Progettazione Ristretto. 2011 Nelle due immagini in basso West 8. Miami Beach Soundscape. Lincoln Park. 2009-2011 | Foto: ©Robin Hill


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St margarethen.acciaio nella roccia Alles Wird Gut

Spettacolo sotto le stelle - acciaio nella roccia

Staging Steel and Rock

La cava di St. Margarethen nella provincia austriaca del Burgenland - una delle più

The quarry of St. Margarethen in the Austrian province of Burgenland—one of

antiche in Europa e di proprietà della famiglia Esterházy fin dalla prima metà del 17° secolo - fa parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 2001. L’arenaria qui estrat-

the oldest in Europe and in the possession of the Esterházy family since the first half of the 17th century—has been part of a UNESCO World Cultural Heritage Site since 2001. The sandstone quarried here was used for the building of St.

ta è stata utilizza per la costruzione del Duomo di Santo Stefano a Vienna e per una

Stephen’s Cathedral in Vienna as well as for a number of landmark buildings of the

serie di edifici della Ringstrasse.

Ringstrasse period.

Fino al 1977, con il “Simposio Europeo degli Scultori”, iniziato nel 1959 da Karl Prantl,

Until 1977, the “European Sculptors Symposium”, initiated 1959 by Karl Prantl,

il luogo ha ispirato gli artisti internazionali a realizzare sculture in pietra che, ancora

was the site and source of inspiration for international artists to create works in

oggi, definiscono il carattere unico dell’area intorno alla cava. Il sito è altresì caratterizzato da un panorama senza eguali, in cui la vista si sviluppa lontano verso la pianu-

stone. Still today, numerous sculptures give the area around the quarry its unique character. And this place is not least characterized by an unequalled panorama in which the view unfolds far into the Pannonian Plain of Hungary.

ra pannonica ungherese.

Today, the quarry of St. Margarethen is one of the most beautiful and impressive

Oggi, la cava di St. Margarethen è una delle arene all’aperto più belle e suggestive

open air arenas in Europe and has undergone—under the ownership of the

in Europa e, con l’impegno della Fondazione Privata della famiglia Esterházy, uno dei

Esterházy Family Private Foundation, one of the largest cultural entrepreneurs

più grandi imprenditori culturali in Austria, si sta ampliamente valorizzando la grande bellezza dei suoi spazi naturali. La spettacolare architettura realizzata da AllesWirdGut Architektur rende la sugge-

in Austria—extensive development of this highly sensitive natural space. The spectacular architecture makes the impressive natural setting of the venue a palpable experience for about 220,000 annual festival visitors. A show in the Roman quarry doubtless is a unique experience for every visitor,

stiva cornice naturale del luogo un’esperienza palpabile per i circa 220.000 visitatori

whether it is the classical-music lover enjoying a performance of the opera festival

dell’annuale Festival di Römersteinbruch.

or a local watching the annual passion play with his friends as amateur actors.

Uno spettacolo in una cava romana è senza dubbio un’esperienza unica per tutti i

The playing and singing under the open sky on a gentle summer night, far away

visitatori, sia per gli amanti della musica classica che apprezzano uno spettacolo del festival d’opera sia per gli spettatori locali della processione annuale che seguono qui

from the noise of the street is an experience that even the average visitor who is not too much into opera and passion plays will find overwhelming. Until now, though, it has only been the stage itself that has benefited from the

lo spettacolo recitato dagli amici attori dilettanti.

ambience of the location, unique in Austria, whereas the path used by visitors to

Il suono e il canto all’aperto sotto il cielo in una dolce notte d’estate, lontano dal ru-

get from the parking lot to their seats in the auditorium and back always was an

more della strada è un’esperienza che anche il visitatore medio, che non sia troppo

unatmospheric, merely functional accessway.

appassionato all’opera, trova travolgente. Fino ad ora, però, solo il palco aveva beneficiato dell’atmosfera del luogo, unico in Austria, mentre il percorso utilizzato dai visitatori per arrivare dal parcheggio ai loro posti nell’auditorium e il percorso di ritorno era sempre stato privo di atmosfera, una strada di accesso meramente funzionale. L’idea di base del progetto è quella di estendere l’atmosfera della magnifica roccia che funge da scenario a tutte le parti della scena teatrale in modo da renderla un’esperienza avvolgente più concreta e visuale.

The basic idea of the design is to extend the ambience of the magnificent rock-face scenery to all parts of the theatrical arena so as to make it a more palpable and visual enveloping experience.


focus 2. Architettura.paesaggio

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1 Ruster Bundesstra

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26 Opera Festivals nella cava romana Riuso della Cava romana di St. Margarethen per ospitare festival teatrali Progetto AllesWirdGut Architektur ZT GmbH Luogo St. Margarethen. Austria Committente Fürst Esterházy Familienprivatstiftung Superficie 5.600 m2 - 4.500 m2 Spazi esterni Data 2005-2008 Foto Hertha Hurnaus

AllesWirdGut é uno studio di architettura con sede a Vienna fondato da: Andreas Marth, Christian Waldner, Friedrich Passler, Herwig Spiegl. Sin dal 1999, AllesWirdGut lavora su progetti di diversa scala, dall‘elaborazione di masterplan al disegno degli interni, con un approccio pragmatico che cerca di valorizzare le potenzialità offerte dal contesto, considerando i problemi come opportunità progettuali da cui nascono nuove impreviste possibilità architettoniche. I quattro architetti che formano il nucleo di AllesWirdGut si sono conosciuti all’Università Tecnica di Vienna (TU Wien), e già durante gli studi iniziano a lavorare insieme, da sempre, sono gli stimoli provenienti dai diversi caratteri e l‘assenza di gerarchie o specializzazioni settoriali a distinguere il gruppo. AllesWirdGut si concentra sui contenuti e sulle possibili sinergie, sull’integrazione di metodiche che permettano soluzioni economicamente convenienti e l’ironia che completa i lavori dello studio dimostra il gusto nel sorprendere e nel proporre qualcosa di nuovo nel fare architettura. AllesWirdGut (“tutto andrà bene”) è l’espressione di un giovane e spregiudicato modo di confrontarsi con una serie di problemi a primo impatto poco accattivanti, carichi di stereotipi e cliché. Pensare positivo certo non basta, ma una certa vivacità e carica di energia può facilitare il confronto con le complessità delle realtà urbane, portando alla formulazione di concetti realistici. Lo studio AllesWirdGut ha all’attivo numerose realizzazioni di complessi residenziali, edifici e spazi pubblici molti costruiti a seguito della vittoria a concorsi di progettazione.

Alle pagine 24 e 25 Viste generali dell’area di intervento Planimetria generale delle Cave Romane In questa pagina L’ingresso al complesso L’ingresso alla scena e il volume dei camerini e degli spazi di servizio Le cave e il sistema delle rampe A fianco Le rampe che connettono gli spazi del festival Illustrazioni prospettiche del progetto Sezione della rampa metallica


focus 2. Architettura.paesaggio

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Jarva.tra zero e uno Studio Grau

Tra uno e zero. Cimitero di Järva

ENTRE UN ET ZÉRO, CIMETIERE DE JÄRVA

La pianificazione di un cimitero cristallizza tutti i dibattiti e i problemi attuali della

La planification d’un cimetière cristallise tous les débats actuels et les problèmes

nostra società, tra gli altri le questioni riguardanti l’identità, l’immigrazione, la visione della natura, la società - come gruppo e individui diversi - la tolleranza... Infatti, la

de notre société, entre autres les questions qui touchent à l’identité, l’immigration, la vision de la nature, la société en tant que groupe et différents individus, la tolérance... La société assume avec la création d’un cimetière la responsabilité de

società, con la creazione di un cimitero, si assume la responsabilità di ogni individuo.

chaque individu. C’est un lieu ou tout le monde doit se sentir le bienvenu, ou nous

É un luogo dove tutti dovrebbero sentire il benvenuto, in cui tutti noi dobbiamo essere

nous devons d’être encore plus tolérants que dans un espace public quelconque.

molto più tolleranti che in qualsiasi altro spazio pubblico.

Le cimetière de Järva, qui deviendra le troisième grand cimetière de Stockholm,

Il Cimitero Jarvis, che diventerà il terzo più grande cimitero di Stoccolma dopo il Ci-

après le cimetière du Nord et le cimetière de la Forêt, doit, dans un contexte

mitero del Nord e il cimitero della foresta, deve riflettere, in un contesto chiaramente multiculturale, una moltitudine di individui, parti diverse che insieme si equilibrano.

clairement multiculturel, refléter une multitude d’individus, différents morceaux qui ensemble s’équilibrent. Nous proposons un cimetière fragmenté qui s’étale sur et autour de la butte de l’île des Pins. Les différents fragments sont reliés par

Proponiamo un cimitero frammentato che si sviluppa sopra e attorno alla collina

une infrastructure continue : une route circulaire qui fait le tour de la butte et

dell’Isola dei Pini. I diversi frammenti sono collegati da una infrastruttura continua,

un chemin sinueux qui la traverse. Cette infrastructure constitue le préalable au

una strada circolare che gira intorno alla collina e un percorso tortuoso che la attra-

développement du cimetière dans le années à venir : elle offre une accessibilité

versa. Questa infrastruttura è il presupposto per lo sviluppo del cimitero nei prossimi anni: offre un accesso diretto a tutte le potenziali aree del sito e permette un utilizzo ottimale del territorio. Come un pallone, può gonfiarsi o sgonfiarsi e regolare i vari

directe à toutes les surfaces potentielles du site et permet une exploitation optimale des terrains. Tel un ballon, elle peut gonfler ou dégonfler et s’adapter à différentes évolutions qui ne sont pas encore prévisibles à l’état actuel. La première phase (avec une surface de 5 ha) est composée de sept différentes

sviluppi che non sono prevedibili allo stato attuale.

pièces de cimetière, concentrées le long de la route circulaire ou du chemin de la

La prima fase (con una superficie di 5 ettari) è composta da sette differenti “parti di

butte. La butte, au centre, est une entité convexe qui projette les différentes pièces

cimitero”, concentrate lungo la tangenziale e il percorso che attraversa la collina La

vers l’extérieur. Chaque pièce de cimetière dans ce paysage crée ainsi son propre

collina, al centro, é una sagoma convessa che proietta le parti verso l’esterno. Ogni porzione in questo paesaggio crea un proprio contesto ed orizzonte e favorisce una

contexte et horizon et favorise le calme qui peut être rassurant pour les visiteurs. C’est une stratégie opérationnelle qui répond à un certain nombre de questions pratiques en même temps qu’elle offre une vision d’un espace ouvert et continu

calma che può essere rassicurante per i visitatori. Si tratta di una strategia operativa

ou la différence individuelle est acceptée et accueillie. Cette différence se prolonge

che risponde ad una serie di questioni pratiche e, allo stesso tempo, offre la visione

jusque dans l’intérieur des pièces de cimetière. En tant que cimetière multiculturel

di uno spazio aperto e continuo in cui la differenza individuale è accettata e accolta.

Järva doit offrir la place pour différents types d’enterrements et cultures sans

Questa differenza si estende nelle parti interne del cimitero. Trattandosi di un cimitero multiculturale, Järva dovrebbe offrire spazio per i diversi tipi di sepolture e culture senza isolarle in sezioni separate. La frammentazione è una

les isoler dans des sections séparées. La fragmentation est un choix clair pour la diversité. Chaque pièce regroupe au moins deux patterns de tombes afin qu’un pattern spécifique n’apparait pas comme séparé. Nous ne voyons pas de raison de concentrer le cimetière en une surface autonome

chiara scelta per la diversità. Ogni pezzo include almeno due tipi di tombe e, così, nes-

et cohérente afin de créer une identité forte et favoriser le collectif. L’idée d’un lieu

sun tipo specifico appare come separato. Non c’é quindi alcuna ragione di concentrare

collectif et ouvert est au contraire véhiculée à travers l’infrastructure qui dessine le

il cimitero in una zona indipendente e coerente per creare una forte identità e promuo-

vide et soutient un certain nombre d’activités. La nature variée, à la fois artificielle

vere la collettività. L’idea di un luogo collettivo e aperto è invece veicolata attraverso l’infrastruttura che disegna un vuoto e supporta una serie di attività. La varia natura, sia artificiale sia naturale, crea uno strato continuo e una potenziale superficie di inte-

et naturelle, crée une couche continue et une surface potentielle d’interaction et de diversité. Nous nous trouvons constamment entre un et zéro et le cimetière cherche à trouver un équilibre entre tout et fragment, entre société et individu.


focus 2. Architettura.paesaggio

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razione e diversità. Siamo costantemente tra uno e zero e il cimitero cerca di trovare un equilibrio tra il tutto e il frammento, tra la società e l’individuo. è impossibile prevedere a cosa somiglierà la società tra 100 anni, per questo la pianificazione a lungo termine richiede lo sviluppo di un modello flessibile e aperto che lascia spazio a cambiamenti in termini di cultura, identità e condizioni fmateriali, senza compromettere l’equilibrio. Piuttosto che un piano statico abbiamo sviluppato una serie di mappe che aumentano il potenziale del sito secondo una scansione temporale di 100 anni, in relazione ai principi che abbiamo individuato: - La prima serie, spiega i vincoli che dobbiamo considerare all’inizio (attività, infrastrutture, agricoltura, pendenze oltre il 20%); - La seconda serie prende in esame la possibilità di estendere il cimitero e quali sono lo sforzo e le concessioni richieste; - La terza serie cartografa tutti i dati invarianti rispetto che permettono di pianificare Concorso per la realizzazione di un grande cimitero alla periferia di Stoccolma

e seguire degli obiettivi a lungo termine. Queste tre serie sono sintetizzate in un piano a lungo termine che può essere visto

Progetto

come una personale interpretazione, un quadro possibile del cimitero in 100 anni. Pro-

Studio GRAU

babilmente non è l’immagine giusta, ma illustra un equilibrio tra diversi interessi che

Luogo

riteniamo di importanza, sia per il cimitero sia per Järva.

Stoccolma Committente Comune di Stoccolma Superficie 40 ha. 10.000 loculi Data 2010

A fianco Vista generale dell’area di intervento

GRau è uno studio di architettura e urbanistica con sede a Parigi, che prende in prestito il nome dai

In questa pagina Diagrammi territoriali Planimetria generale dell’intervento Diagrammi di paesaggio

dipinti grigi di Gerhard Richter. Grigio non significa compromesso o intermedio, ma piuttosto una tensione permanente. Come i lavori monocromi di Richter, la grigia città contemporanea è densa. Luogo in cui idee e stili lottano per esistere senza vincere o perdere in modo permanente. GRAU affronta queste mutazioni, attraverso studi urbani, documenti di pianificazione, analisi prospettive dei fenomeni urbani e ricerche scientifiche nei campi dell’architettura, dell’urbanistica e della pianificazione territoriale. GRAU è associa quattro architetti: Ido Avissar, Erwan Bonduelle, Susanne Eliasson e Anthony Jammes.


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GJION.la salamandra intervista a francisco leiva ivorra - grupo Aranea

Marco Scarpinato: Come create la relazione tra design e architettura del pae-

mira a gettare le basi per il futuro Piano Generale della Città, partendo da un pro-

saggio? Quali sono gli elementi che strutturano i vostri progetti?

cesso partecipativo che riunisce gruppi di lavoro a stretto contatto con alcuni dei

Francisco Leiva Ivorra: L’intuizione geografica, la formazione, il ridisegno,

più interessanti giovani architetti in Spagna, 40 giovani architetti provenienti da

l’isola... Ci avviciniamo in silenzio, con i nostri sensi ben svegli, pronti ad ascoltare...

ambienti molto diversi, con una rappresentanza dei cittadini di L´Alfàs, esperti nel

pronti a interpretare. Come un medium che si connette direttamente con lo spirito

settore ed estremamente motivati. Un workshop intensivo di 10 giorni ha segnato

del luogo, abbiamo sviluppato un raffinato intuito geografico che é messo a punto

l’inizio del lavoro che ora viene sviluppato con i progetti degli studenti presso l’Uni-

ogni giorno, principalmente con lo strumento del disegno.

versità di Alicante durante l’anno accademico 2011-2012.

Il nostro rapporto con l’ambiente, in ogni progetto, deriva da un posizionamento

Il corso è iniziato con la riabilitazione di una vecchia “Casa del pueblo” riutilizzando-

chiaro, fortemente segnato dalla continuità o meno con la configurazione dinamica

la come aula del workshop pH, luogo d’incontro centrale per promuovere il dialogo

del paesaggio che interpretiamo in ogni luogo. Siamo più interessati ai processi di

con i cittadini, e la conversione di una vecchia roulotte abbandonata in un ufficio

continuità, in cui una forma naturale è inserita in numerosi valori locali che molto

mobile in grado di muoversi attraverso tutta la città.

spesso teniamo maggiormente in considerazione e ci costano molto di più che creare delle situazioni di rottura. Dinnanzi a certe dinamiche che non consideriamo am-

MS: Come affrontate il rapporto tra arte contemporanea e paesaggio?

missibili, siamo obbligati ad assumere la responsabilità di cercare un cambiamento

FLI: Invito: Responsabilità vs libertà creativa... Se prima dicevo che non potevo

in un modo più determinato.

capire l’architettura senza il paesaggio, ora devo dire che per me è altrettanto diffi-

Alcuni progetti immersi nei campi coltivati possono essere disegnati dal movimen-

cile trovare i confini tra arte contemporanea e paesaggio. M’interessa il complesso

to della macchina mietitrice che mantiene le colture, altri, in luoghi ad alta quota,

rapporto che esiste tra spettatore e artista, lo scambio di ruoli che spesso si verifica.

sono concepiti per raccogliere la neve e le fasi del ciclo dell’acqua; il progetto la

Se il paesaggio è costruito da ogni sguardo nuovo, cerchiamo di essere molto atten-

Salamandra, per esempio, ha la capacità di domare le acque impetuose del Golfo

ti ai giochi dei differenti punti di vista, alcuni fugaci, altri intenzionali, molti stanchi

di Biscaglia e deliziare i visitatori con i movimenti della marea, ci sono progetti che

e quasi tutti un po’ confusi. Cerchiamo di avvicinare la libertà dell’artista senza

reinterpretano i vecchi metodi muovendosi sulla scia di un’importante infrastrut-

parlare della responsabilità di fare dei sorprendenti paesaggi funzionali.

tura cancellata... altri sono finalizzati a chiudersi e definire un paesaggio proprio

Paesaggi vividi, paesaggi trascurati, paesaggi vecchi ma, sempre, estremamente

dando l’illusione di un cambiamento e di una tendenza giocosa, più banale, innocua

vivaci, paesaggi senza regole in cui ognuno si sente a casa, paesaggi suggestivi

e amichevole...

che evocano la nostra infanzia, paesaggi blu e gialli, un tranquillo paesaggio che si trasforma ... paesaggi ottimisti che ci invitano a conoscerli.

MS: Quali sono le ragioni che vi hanno portato a concentrarvi sul paesaggio? FLI: Il mare... Trovo impossibile distinguere l’architettura dalla trasformazione del

MS: Ci può dire come l’agronomia e il paesaggio sono in contatto nei vostri progetti?

paesaggio. Mi pare irresponsabile un’architettura che non partecipi alla trasforma-

FLI: Produzione: mangiare, vivere e di amare... I nostri progetti si basano su una

zione del paesaggio. Il nostro gruppo multidisciplinare è così concentrato sui cam-

personale visione attenta al luogo e propongono dei piccoli aggiustamenti che ten-

biamenti territoriali da intendere il paesaggio come una naturale disciplina su cui

tano di produrre un cambiamento nell’evoluzione del paesaggio. Ci piace pensare

lavorare: il paesaggio nel senso più ampio. Siamo interessati al paesaggio antropico

che i nostri progetti siano impliciti nel paesaggio, che ne siano la continuazione

produttivo, molto vivace e molto utilizzato. Ci appassiona molto di più l’intenso

naturale.

del paesaggio urbano in cui si sovrappongono maggiori richieste e desideri... più

L’agricoltura è il rapporto più bello tra l’uomo e il suo ambiente. Una lunga sto-

integrato, più flessibile, più ottimizzato. Siamo stupiti da paesaggi astratti e infiniti

ria d’amore e di odio, tragica e appassionata che ha generato alcuni tra i più bei

interni. Ci costa un sacco concentrarsi anche sull’oggetto architettonico, per quanto

paesaggi che conosciamo. Gli agricoltori hanno un ruolo chiave nella costruzione

esso sia internamente complesso, per tralasciare l’interesse verso le trasformazioni

del nostro paesaggio. Sono i custodi dell’importante patrimonio paesaggistico che

globali che quest’azione genera.

stiamo perdendo così rapidamente per la tragica mancanza di ricambio generazionale. È necessario reinventare l’agricoltura del ventunesimo secolo e, perché no,

MS: Il vostro lavoro è attento alla partecipazione dei cittadini. Il Grupo Aranea ha

una nuova architettura urbana intesa come un nuovo servizio pubblico, collegata a

un atteggiamento politico nella costruzione della città? Com’è utilizzata questa par-

una rete che dovrebbe garantire i servizi minimi per la produzione, distribuzione e

tecipazione nella costruzione del paesaggio?

informazione di uno speciale orto pubblico.

FLI: La collettività: l’illusione della collettività insieme alla fiducia delle persone... Ci piacerebbe che i nostri progetti potessero svilupparsi attraverso la complicità dei tanti soggetti coinvolti, tuttavia, anche qui, presentate un progetto che é il frutto di un concorso d’idee in una città che abbiamo visitato per la prima volta proprio in occasione del concorso e progettato ad Alicante nella solitudine del nostro studio. Pensiamo che sia un esempio rappresentativo della nostra intuizione geografica nell’interpretazione dei contesti. Si tratta di un progetto molto personale. Un esempio di partecipazione dei cittadini é il progetto, attualmente in esecuzione, di El Valle Trenzado, che rivitalizza i ripidi canali profondi circa 40 metri che attraversano la città di Elche per 4 km. Abbiamo vinto il concorso con un sistema articolato di strade che permettono di collegare le due rive e le diverse piattaforme intermedie che appartengono al sistema. Nel progetto di concorso suggeriamo che questo sistema dovrebbe essere regolato attraverso la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti nella trasformazione di uno dei luoghi più emblematici della città. Uno degli argomenti che ha convinto la giuria è stato l’approccio flessibile che permette negoziati con tutte le parti coinvolte. E così, prima di redigere il progetto definitivo, abbiamo organizzato un workshop per raccogliere le informazioni dagli esperti abitanti del sito. Sono state raccolte informazioni sui diversi punti di accesso, le viste importanti, le attività... e tutti sono stati invitati a proporre i punti con cui volevano connettersi. Abbiamo raccolto tutte queste informazioni in un piano di sintesi, sovrapponendo le diverse proposte, raccogliendo le tappe richieste, collegando le diverse istanze... e così abbiamo definito un approccio che coinvolge tutta la valle urbana di Vinalopó. Di fronte a un modo più convenzionale per affrontare il progetto (attraverso concorsi o commissioni idea diretto) ci piace credere che ci sia un modo per rappresentare direttamente le esigenze dei cittadini che sono la fonte del progetto. Siamo arrivati molto vicino a quest’idea di partecipazione collettiva con i laboratori “pH_paisajes Habitados”. I workshop sono un’iniziativa del Grupo Aranea, una reazione all’imminente trasformazione incontrollata del paesaggio causata dalla eccessiva attività d’urbanizzazione. Dal quando, nel 2005, abbiamo definito questa metodologia, i workshop sono stati sviluppati nel territorio spagnolo, con risultati più che sorprendenti e sono diventati un punto di riferimento in termini di partecipazione cittadina. Il workshop finale pH08, sviluppato a L’Alfas del Pi, è un progetto innovativo che


focus 2. Architettura.paesaggio

31

Appunti di Francisco Leiva Ivorra | Grupo Aranea

La Salamandra. Centro de Talasoterapia de Gijón

6 de agosto 2002

Progetto

¿cómo depositar un objeto sin que se agarre al sitio? ... imposible.

Grupo Aranea. Marta García Chico, Paesaggio e Ingegneria e Jose Luis Campos Rosique,

el objeto lleva tanto tiempo que es parte del lugar, se ha fundido, la erosión lo ha vuelto

Architettura

montaña.

Luogo

¿cómo un objeto tan potente puede permanecer tras el muro? ... debe romperlo, llegar

Gjion. Spagna

a la playa, tocar la arena, inundarse, sufrir el movimiento de las mareas, llenarse de

Collaboratori

mar...

Daniel Cano Jiménez, María Gadea Pascual, José Lillo Llopis, Blanca García Fusté, Jesús

... un gran esqueleto abandonado, un barco encallado, una vieja fortaleza defensiva...

Sánchez Sáez

el tiempo lo ha tratado bien, nadie recuerda cuando llegó, parece que siempre ha

data

estado allí.

2002

... un conjunto montañoso-urbano direccional y reconocible...

Premi

... estos objetos tan dinámicos no transmiten la serenidad necesaria, ¡debemos reflejar

Concorso di Idee. Primo premio

salud! ¿cuándo un objeto se convierte en lugar? primeros apuntes junto a los bocetos del 6 de agosto del 2002

Grupo Aranea è un gruppo multidisciplinare guidato da Francisco Leiva Ivorra e Marta Garcia Chico; lo studio é basato ad Alicante e lavora a progetti a tutte le scale del paesaggio.

... aparece como un elemento vivo, una superficie que reconoce un territorio, pone en valor un lugar. Un movimiento suave, ondulado, que genera un espacio fluido, diversidad de miradas. El espacio nos envuelve, nos recoge y nos acompaña hasta una plaza elevada desde la que tener una nueva visión de la ciudad, de la costa, del océano. Recoge el agua, la amansa y nos ofrece una nueva forma de disfrutarla... y hasta una nueva luz se nos descubre, una luz que juega, que vibra a través del edificio y nos aparece donde menos esperamos, chocando con los muros, con el suelo, con el agua y con nosotros mismos. El sonido del mar llega canalizado como a través de una caracola. A veces se pierde en un susurro profundo, a veces se oye el mar abierto... ... la salamandra descansa junto al mar, extendida sobre el muro, adapta la escala de infraestructura y retoma las formas de la playa de San Lorenzo para acabar mirando al horizonte, estableciendo una tímida conversación con la obra de Chillida.

A Fianco Collage concettuale del progetto La Salamandra In questa pagina Vista generale dell’intervento Modello fisico del progetto Pianta al livello interrato Modello 3D


32

MADRID.MRio west 8

Madrid Rio

Madrid Rio

L’ambizioso piano del sindaco di Madrid Alberto Ruiz-Gallardón di interrare un tratto

The ambitious plan by Madrid’s mayor Alberto Ruiz-Gallardón to submerge a

dell’autostrada M30 immediatamente adiacente al centro storico all’interno di un

section of the M30 ring motorway immediately adjacent to the old city centre

tunnel è stato realizzato all’interno di un solo mandato. La città ha realizzato importanti trasformazioni infrastrutturali per una lunghezza totale di 43 chilometri, sei dei

within a tunnel was realised within a single term of office. The city undertook infrastructure measures over a total length of 43 kilometres, six of them along the banks of the River Manzanares, at a total cost of six billion Euro.

quali lungo le rive del fiume Manzanares, con un costo totale di sei miliardi di euro.

West 8 together with a group of renowned architects from Madrid, united under the

Lo studio West 8 con un gruppo di famosi architetti di Madrid, uniti sotto il nome di

name MRIO arquitectos led by Ginés Garrido Colomero designed the master plan

arquitectos MRIO e guidato da Ginés Garrido Colomero, ha progettato il master plan

for Madrid RIO.

per Madrid RIO.

In 2005, an invited international competition was announced. The proposal

Nel 2005 è stato bandito un concorso internazionale a inviti. La proposta presentata da West8 e MRIO per il progetto dell’area bonificata sopra il tunnel è stata la

submitted by West8 and MRIO for the design of the reclaimed area above the tunnel was the only submission to resolve the urban situation exclusively by means of landscape architecture. The design is founded by West 8 on the idea

sola a risolvere la situazione urbana esclusivamente attraverso l’architettura del

»3 + 30« – a concept which proposes dividing the 80 hectare urban development

paesaggio. Il design di West 8 è fondato sull’idea »3 + 30« un concept che propone

into a trilogy of initial strategic projects that establish a basic structure which then

di dividere gli 80 ettari di sviluppo urbano in una trilogia di progetti strategici che

serves as a solid foundation for a number of further projects, initiated in part by the

stabiliscono una struttura di base che servirà come solida base per una serie di ulteriori progetti, avviati in parte dal Comune e da investitori privati e residenti, tra

municipality as well as by private investors and residents, which include: the Salón de Pinos, Avenida de Portugal, Huerta de la Partida, Jardines de Puente de Segovia, Jardines de Puente de Toledo, Jardines de la Virgen del Puerto and the Parque de la

cui: il Salón de Pinos, l’Avenida de Portugal, la Huerta de la Partida, i Jardines de

Arganzuela. In addition to the various squares, boulevards and parks, a family of

Puente de Segovia, i Jardines de Puente de Toledo, i Jardines de la Virgen del Puerto

bridges were realised that improve connections between the urban districts along

e il Parque de la Arganzuela. Oltre alle varie piazze, viali e parchi, sono stati realiz-

the river. The first subprojects were realised in Spring 2007. April 2011 the whole

zati una serie di ponti per migliorare i collegamenti tra i quartieri lungo il fiume. I

project was completed and opened to the public.

primi sottoprogetti sono stati realizzati nella primavera del 2007 e nell’aprile 2011 l’intero progetto è stato completato e aperto al pubblico.


focus 2. Architettura.paesaggio

33

A pagina 32 Vista aerea della Plataforma del Rey In questa pagina La fontana ecologica lungo il ponte Segovia Il ponte Cascara Un’immagine della playground Alle pagine 34 e 35 Vista aerea dell’Avenida Portugal e il Salon de Pinos Masterplan dell’intervento


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Madridi RIO Progetto West 8 urban design & landscape architecture MRIO (Burgos & Garrido Arquitectos, Porras La Casta Arquitectos, Rubio Álvarez-Sala Arquitectos) Project management Ginés Garrido Colomero Luogo Madrid Committente Municipalità di Madrid Data 2006-2011 FOTO Municipalità di Madrid (pagg. 32, 34) Jeroen Musch (pagg. 33, 34 immagine del Salon de Pinos) West 8 (pag.33, immagine della playground)

West 8 è uno studio internazionale che si occupa di disegno urbano e architettura del paesaggio. Fondato nel 1987, negli ultimi vent’anni, ha avuto collaborazioni con studi internazionali di architetti, urbanisti, paesaggisti, ingegneri. La sede principale dello studio si trova all’interno del porto di Rotterdam nei Paesi Bassi mentre altre sedi sono in Belgio, a New York e a Toronto. L’ufficio di New York è stato aperto a seguito della vittoria del concorso internazionale per il progetto Governors Island Park, un’isola di 70 ettari nel porto di New York. La sede di Toronto sta sviluppando in via primaria il progetto per il nuovo waterfront della città.


focus 2. Architettura.paesaggio

35


36

Toulouse.parc des expositions Rem koolhaas-OMA con Batlle i Roig Arquitectes

PEX. Nuovo Parco delle Esposizioni

PEX. new Parc des Expositions

OMA ha vinto il concorso di progettazione del nuovo Parc des Expositions (PEX)

OMA has won the competition to design the new Parc des Expositions (PEX) in

nella zona di espansione di Tolosa, nel sud della Francia. PEX è concepita come una nuova porta alla città e ospiterà mostre, conferenze e concerti. Il progetto di

the innovation zone of Toulouse, in southern France. PEX is conceived as a new gateway to the city and will host exhibitions, conferences, and concerts. The 338,000m2 project is designed to be a compact mini-city – an antidote to the

338.000 m2 è stato pensato per essere una compatta mini-città - un antidoto alla

sprawl of a standard exposition park, and a means to preserve the surrounding

dispersione dello standard dei parchi espositivi e uno strumento per preservare il

French countryside.

circostante paesaggio francese.

The site is 150 acres of agricultural land at the edge of Toulouse, near a large

Il sito è di 150 ettari di terreni agricoli ai margini di Tolosa, vicino a un grande aero-

international airport serving the region, and one of the largest and economically

porto internazionale che serve la regione e a una delle più grandi e importanti fabbriche di Airbus della città. Il committente - Société Publique Locale Améngement

important Airbus factories in the city. The client - Société Publique Locale d’Améngement (SPLA) - has decided to relocate the existing Parc des Expositions (PEX) in Toulouse from the city centre to this new location in order to be “closer to

d’(SPLA) - ha deciso di spostare l’attuale Parc des Expositions (PEX) dal centro di

the infrastructure and services consistent with economic development of the city”.

Tolosa a questa nuova posizione per essere “più vicino alle infrastrutture e servizi

This project is not only about architecture, but rather infrastructure. It’s a

coerenti con lo sviluppo economico della città “.

condenser for diversity, a machine that can promote an infinite amount of

Questo progetto non è solo architettura ma piuttosto una infrastruttura, un condensatore per la diversità, una macchina in grado di promuovere una quantità infinita di possibilità.

possibilities. Rather than spreading across the entire available site – a patchwork of open fields and sporadic developments – OMA chose to designate a “virtuous” strip, 2.8 kilometers long and 320m wide, crossed by the RD902 highway. The strip will act

Invece di diffondere in tutto il sito a disposizione - un mosaico di campi aperti e

as a zone for future developments and link the river Garonne at one extreme and

sviluppi sporadici - OMA ha scelto di designare una striscia “virtuosa”: 2,8 chilome-

the Airbus A380 factory on the other. In this strip, PEX Toulouse is a 660-metre long,

tri di lunghezza e 320 m di larghezza, attraversata dalla strada RD902. La striscia

24-meter high structure, both monumental in its horizontal scale and subtle in its

agirà come una zona per gli sviluppi futuri e come elemento di connessione con il fiume Garonna, a un estremo, e la fabbrica Airbus A380, dall’altro. In questa fascia,

overall impact. PEX consists of three parallel bands: the multi-function Event Hall, with a massive doorway allowing performances to spread outdoors; a 40,000m2 column-free

PEX Tolosa è una struttura lunga 660 metri e alta 24 metri, monumentale a scala

Exhibition Hall; and, in the middle band, a 160,000m2 parking silo. Instead of

orizzontale e sottile nel suo impatto complessivo.

banishing parking underground or pushing it to the periphery of the site, parking

PEX si compone di tre bande parallele: la multi-funzione Event Hall, con una por-

ramps are visible through glass partitions from inside the halls. The massive

ta massiccia che permette di realizzare performance all’esterno, un Palazzo delle Esposizioni di 40.000 m2 senza pilastri, e, nella fascia centrale, un silos parcheggio di 160.000 m2. Invece di fare un parcheggio sotterraneo o porlo al margine del sito, le rampe di parcheggio, attraverso le pareti vetrate, sono visibili all’interno dei padiglioni. La struttura massiccia di PEX è una semplice e flessibile griglia tridimensionale, che definisce un sistema di plug-in per espositori e servizi. Nel 2010 OMA ha anche vinto il concorso per una nuova importante biblioteca, la Bibliothèque Multimédia à Vocation Régionale (BMVR) a Caen, in Francia. Il progetto sarà il primo edificio pubblico di OMA in Francia.

structure of PEX is a simple and flexible three-dimensional grid, providing a plug-in system for exhibitors and facilities. In 2010 OMA also won the competition for a major new library, the Bibliothèque Multimédia à Vocation Régionale (BMVR), in Caen, France. The project will be OMA’s first public building in France.


focus 2. Architettura.paesaggio

37

PEX Toulouse Progetto Rem Koolhaas Luogo Tolosa Committente Société Publique Locale d’Améngement (SPLA)

PEX

Consulenti Batlle i Roig Arquitectes | Paesaggio INGÉROP | Strutture DHV | Acustica ABILIS | Ergonomia Arte Factory | Rendering 3D Superficie 60 ha. 81.000 m2 Spazi espositivi, 15.000 m2 Sala polifunzionale, 15.000 m2 Logistica e spazi di servizio, 160.000 m2 Parcheggi Foto Franz Parthesius, Hans Werlemann Data 2011

Rem koolhaas fonda OMA nel 1975 con Elia e Zoe Zenghelis e Madelon Vriesendorp. Laureato alla Architectural Association di Londra, nel 1978 pubblica Delirious New York: A Retroactive Manifesto for Manhattan e nel 1995 S,M,L,XL. Ha vinto premi come il Pritzker Architecture Prize nel 2000, il Praemium Imperiale (Giappone) nel 2003, la medaglia d’oro del RIBA nel 2004, il Mies van der Rohe nel 2005 e il Leone d’oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2010. Insegna alla Harvard University e allo Strelka. Oggi OMA è una partnership internazionale di studi di architettura, urbanistica e analisi culturale guidata

Batlle i Roig Arquitectes é uno studio fondato nel 1981 da Enric Batlle e Joan Roig che sviluppa

da sette partner con sedi a Rotterdam, New York, Pechino e Hong Kong, impiegando un organico di

progetti di architettura, di paesaggio e masterplan. Enric Batlle e Joan Roig insegnano alla Escuela

circa 275 professionisti. La controparte di OMA è AMO, un centro di ricerca che opera oltre i confini

Técnica superior de Arquitectura del Vallés (Barcellona) e hanno iniziato l’attività con il concorso del

tradizionali dell’architettura, tra media, politica, sociologia, tecnologia, moda, curatela, editoria, design

Parque del Escorxador a Barcellona e il I premio al concorso per il Cementerio Metropolitano de Roques

di prodotto, branding, consulenza arte e graphic design. OMA ha progettato edifici come la torre della

Blanques en El Papiol (Barcellona). Tra i parchi pubblici si ricordano: Hort de la Rectoria a Alella, Parque

China Central Television e il Television Cultural Centre a Pechino; la sede Shenzhen Stock Exchange;

Pegaso e Parque del Nus de la Trinitat a Barcellona, Parque Central a Sant Cugat, Parque de la Estació

l’ampliamento del College of Architecture, Art and Planning della Cornell University; il centro direzionale

Vella a Igualada, Parque de Catalunya a Sabadell. Tra gli spazi pubblici a grande scala: l’intervento

di Rothschild Bank a Londra e De Rotterdam, il più grande edificio dei Paesi Bassi; il Wyly Theatre a

a Viladecans e il disegno del recinto dell’Expo Zaragoza 08, le grandi infrastrutture (ponti e avenide

Dallas (con REX); Prada Transformer a Seoul; la Serpentine Gallery a Londra; il Seoul National University

urbane), progetti come il recupero del Río Llobregat e il recupero paesaggistico della Vall d’en Joan

Museum of Art; la Casa da Música a Porto; il Prada Epicenter a Los Angeles.

(Premio al Mejor Espacio público Urbano Europeo 2004 e premio WAF 2008 Energy, Wast & Recycling).


38


focus 2. Architettura.paesaggio

39

Alle pagine 36 e 37 Vista del Centro per le Esposizioni Masterplan del progetto A Fianco Alcune viste del futuro parco Sezioni dei differenti tipi di giardino: Mediterraneo, Atlantico, Continentale In questa pagina Alcune viste del grande edificio che ospiterĂ  il Parco per le Esposizioni Pianta del Parco per le Esposizioni


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Copenhagen.House of culture mvrdv con Adept e SLA

Casa della Cultura e del Movimento

House of Culture and Movement

La principale ambizione per la Casa della Cultura e del Movimento è quella di offrire

The main ambition for the House of Culture and Movement is to offer the Flintholm

al quartiere Flintholm un dinamico punto di incontro per persone di tutte le età che potranno prendere parte a una vasta gamma di attività. Benessere, cultura, tempo

neighborhood a dynamic meeting point for people of all ages taking part in a wide range of activities. Health, culture, leisure and education should smoothly blend together to create a spectacular architectural experience that will become a

libero ed educazione si fondono facilmente per creare una spettacolare esperienza

destination.

architettonica che diventerà una meta.

The main building, the House of Culture and Movement, or Ku-Be (Kultur- og

L’edificio principale, la Casa della Cultura e del Movimento, o Ku-Be (Kultur-og Be-

Bevægelseshus) is a rectangular glass volume containing six stacked ideal

vægelseshus) è un volume di vetro rettangolare contenente sei ideali elementi pro-

programmatic elements. The space in-between can be programmed flexibly as a

grammatici sovrapposti. Lo spazio in-between può essere programmato in modo flessibile come una ‘play zone’ con varie attività e la circolazione principale. Gli

‘play zone’ with various activities and main circulation. The stacked elements hold more specific uses: a theatre, a health zone, food zone, a zen area, a study centre and exhibition hall, fitness and activity centre, a wellness centre and an area for

elementi sovrapposti hanno usi più specifici: teatro, area per il benessere, area per

the administration. The theatre is flexible and can be used in different stage and

il ristoro, zona zen, centro studio e sala espositiva, centro fitness e sport, centro

audience settings; in addition its large window allows it to be used as an open air

benessere e un’area per l’amministrazione. Il teatro è flessibile e può essere uti-

theatre where the public stays in the garden. The building is a truly multifunctional

lizzato con diverse configurazioni del palco e del pubblico, inoltre, la sua grande vetrata, permette di utilizzarlo come un teatro all’aperto con il pubblico seduto in giardino. L’edificio è un vero e proprio centro polifunzionale pubblico che accoglie

public centre which engages its users. The 3 volumes are wrapped in an ‘urban curtain’ that acts as frame for the garden. It offers great flexibility and can be used for art projects, bicycle parking, water and light installations, performances – and curtains.

i suoi utenti.

The garden, designed in collaboration with SLA landscape architects, is fit for

I 3 volumi sono avvolti in una ‘cortina urbana’ che funge da cornice per il giardino,

multiple uses acting as an activated, spectacular public space for the area.

offre una grande flessibilità e può essere utilizzata per progetti artistici, installazioni

The landscaping follows the themes of the interior of the House of Culture and

parcheggio per biciclette, istallazioni di acqua e di luce, performance. Il giardino, progettato in collaborazione con gli architetti del paesaggio SLA, è adat-

Movement with a performance area, health and activity zones, a quiet zone, connecting zones and an empty zone reserved for House of Culture and Movement 2.

to a molteplici usi e funziona come uno spettacolare spazio pubblico per l’area.

The project will be phased. The House of Movement, the garden and the urban

Il disegno del paesaggio segue i temi degli interni della Casa della Cultura e del

curtain will be first realizations. In later stages a commercial building and a second

Movimento con aree per le performances, il benessere e lo sport, una zona tran-

House of Movement will be added. Climate and energy technology is based on

quilla, le zone di collegamento e una zona vuota riservata Casa della Cultura e del Movimento 2. Il progetto sarà graduale. La Casa del Movimento, il giardino e il sipario urbano saranno le prime realizzazioni. Nelle fasi successive saranno aggiunti un edificio commerciale e una seconda casa del Movimento. Il Clima e il controllo energetico si basano su tecnologie affidabili come i pannelli solari, la ventilazione naturale e l’immagazzinamento sotterraneo di caldo e freddo ottenendo un edificio ad alta efficienza e a basso consumo energetico.

reliable technologies such as solar panels, natural ventilation and underground hot and cool storage resulting in a highly efficient low energy building.


focus 2. Architettura.paesaggio

41


42

11,5m 00

15m 7,4m

20

400

0m

17,7m

min. 17,7m min. 17,7m

6000

38 m

38m

park

et

stre

plaza

Alle pagine 40 e 41 Il giardino interno del Centro per la Cultura Vista a volo d’uccello dell’intervento In questa pagina Vista notturna e alcune immagini dell’interno Diagrammi urbani A fianco Planimetria generale del progetto Piante ai differenti livelli

²


focus 2. Architetture.paesaggio

43

Nødudgang

Cykelparkering

Ventilationsskakt

Massagerum

Aromaterapi

Trappe

Elevator

Lysterapi

Ankomstzone

Trappe Garderobe

Boldspil (zorbing) Sauna

Vandterapi

Saltbad Infotræ

HELSEZONEN mediekunst

HC Toilet Omklædning

Information

Toiletter

MADZONEN

mediekunst

Depot

Caféområde

Køkken

Spaghetti borde

Interaktiv belægning

Venteværelse/check-in

LEGEZONEN

Trappe

Boldspil (sid og spil)

Toiletter PULSEZONEN

Udgang til terræn

Ventilationsskakt

HC toilet

Trampoliner Trappe

Elevator Boldspil (zorbing) Gemmeleg Klatrevægge

Udgang til terræn

Garderobe

Vandfald PERFORMANCEZONEN

Legerør

Performances indgang Trappe

Skorsten

MADZONEN

Ego squash PULSZONEN

Ventilationsskakt

Elevator

2 mod 1 bordtennis

Boldspil (kin ball)

Forelæsning for børn Tetris kuber Rutcherør

TANKEZONEN

Vandfald

PERFORMANCEZONEN Fatboy sofaer

Musiktræer

PULSZONEN Balanceøvelser

Opvarmningsområde

Ventilationsskakt ”Se mig” scenen Karrusellen

Elevator Trappe

Casa della Cultura

Trappe

Omklædning Lykkehjulet/Quizz

Trappe Tanke sted PERFORMANCEZONEN

Progetto

Botanisk mini udstilling vandfald Vandfald

MVRDV, ADEPT Luogo

Thai Chi TANKEZONEN

Afslapnings net

Stræk

Copenhagen

Individuel audio video

Trappe Udstrækning

Committente

Tanke sted

Municipality of Frederiksberg

Lydprojektion

Danish Foundation for Culture and Sport Facilities and Realdania Foundation

Depot Trappe

Consultenti SLA Landscape architects Data 2009-2015 MVRDV si costituisce a Rotterdam nel 1993 su iniziativa degli architetti Winy Maas, Jacob van Rijs e Nathalie de Vries. Il team produce progetti e studi nel campo dell’architettura, del progetto urbano

Trappe

e del paesaggio. I primi progetti realizzati, come la sede della televisione VPRO e le residenze

Ventilations skakt

Elevator

WoZoCo, richiamano una grande attenzione a livello internazionale.

Trappe

Yoga-trappe Tankested

MVRDV ha realizzato progetti come il Padiglione dei Paesi Bassi per il World Expo 2000 di Hannover,

Mødebord

le residenze Silodam ad Amsterdam, il Matsudai Cultural Centre in Giappone, il Veldhoven s Maxima

Lydvæg

ADMININSTRATIONSZONEN

Antigravity yoga Vandfald

Medical Centre, l’iconico progetto Mirador housing a Madrid. Attualmente lo studio sta sviluppando

Flyvemaskine legeplads

una serie di progetti di residenze nei Paesi Bassi, Spagna, Cina, Francia, Austria, Regno Unito, Stati ZENZONEN

Uniti, la sede della televisione svizzera a Zurigo, un mercato coperto a Rotterdam, la piazza della Cultura di Nanjing in Cina, grandi progetti urbani a Oslo e Tirana. A Logrono, in Spagna, lo studio sta

Udstrækningsbar

Toiletter

VINTERHAVE (Uderum)

TANKEZONEN Tankested

Antigravity yoga

elaborando un masterplan per una città eco-sostenibile. Il lavoro di MVRDV è stato pubblicato da riviste internazionali di architettura ed esposto in mostre in tutto il pianeta. MVRDV ha ricevuto numerosi premi internazionali per i suoi lavori.

Bibliotekssofa Læseterrasse Teknikrum/ventilation

Trappe


44

Singapore.Garden by the bay Grant associates

Gardens by the Bay A seguito di un concorso internazionale di progettazione, il team guidato da Grant

Gardens by the Bay

Associates è stato scelto per redarre il masterplan per il Marina South Gardens a

Following an international design competition, the team led by Grant Associates

Singapore come parte del più ampio progetto denominato National Parks Board Gardens by the Bay.

was selected to prepare the masterplan for Marina South Gardens in Singapore as part of the National Parks Board Gardens by the Bay project. This is the largest garden project ever undertaken in Singapore, and a landscape

Si tratta del più grande progetto di paesaggio fatto a Singapore e ha assunto una

project of world significance. It is intended to raise Singapore’s profile and cement

rilevanza mondiale. Il giardino è destinato a innalzare il profilo di Singapore e con-

its image as the leading garden city in the east. It is therefore integral to the future

solidarne la sua immagine come città giardino dell’est. E’ quindi parte integrante

planning of Singapore as a major global hub and business centre.

della pianificazione futura della città che sta divenendo un hub di livello mondiale e

The masterplan takes its inspiration from the form of the orchid, and has an

un importante centro d’affari. Il masterplan trae ispirazione dalla forma dell’orchidea e dispone di un’infrastruttu-

intelligent infrastructure that allows the cultivation of plants that would not otherwise grow in Singapore. The centrepiece of this infrastructure is the cluster of Cooled Conservatories along the edge of Marina Bay. The Cool Dry and the Cool

ra intelligente che permette la coltivazione di piante che, altrimenti, non potrebbero

Moist Conservatories showcase Mediterranean, tropical montane and temperate

crescere in questa città.

annual plants and flowering species. They also provide a flexible, flower- themed

Il fulcro di questa infrastruttura è il cluster delle serre posto lungo il bordo del Mari-

venue for events and exhibitions.

na Bay. La serra del fresco/asciutto e la serra del fresco/umido ospiteranno essenze mediterranee, tropicali e temperate, piante annuali e specie a fiore. Esse saranno anche utilizzate in maniera flessibile per ospitare eventi ed esposizioni.

The Supertrees are magical vertical gardens ranging from 25 metres to 50 metres in height. These structures are an iconic landmark for the Gardens and Singapore. They are also the environmental engines for the Conservatories and Energy Centre, containing solar hot water and photovoltaic collectors, rainwater harvesting devices

I Super-alberi sono dei magici giardini verticali alti da 25 a 50 metri. Essi rappresen-

and venting ducts.

tano un iconico landmark per il giardino e per la città di Singapore e costituiscono

The dual theme of Marina South is‘Plants and People’ and ‘Plants and Planet’.

anche un motore ambientale per le serre e per il centro di produzione di energia

Each narrative encompasses the length of the gardens, with the Conservatories

poiché contengono collettori solari e fotovoltaici. Questi elementi sono inoltre un importante punto di raccolta piovana e costituiscono i terminali dei condotti di ventilazione. Il tema duale del Marina sud è “Piante e persone” e “Piante e pianeta”. I due temi sono raccontati durante tutto lo sviluppo dei giardini e nelle serre sono esplicitati i due temi ed il relativo messaggio educativo. Il masterplan Gardens by the bay è stato segnalato al MIPIM Awards 2009.

providing the focus and main educational message. The Gardens by the Bay masterplan was Commended at the MIPIM Awards 2009.


focus 2. Architetture.paesaggio

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Garden by the bay Progetto Grants Associates Luogo Singapore Committente National Parks Board, Singapore Consulenti Wilkinson Eyre Architects, Atelier One, Atelier Ten, Davis Langdon & Seah Superficie 54 ha Costo 410.000.000 Euro

Grant associates è uno studio di Architettura del Paesaggio specializzato nel progetto all’interno di contesti urbani e ambienti rurali. Lo studio segue progetti nel Regno Unito, in Europa e nei paesi asiatici spesso lavorando in partneriato con studi di architettura internazionali. Fondato nel 1997 ha costruito la sua fama su temi legati all’ecologia, all’innovazione, alla sostenibilità del paesaggio come

Alle pagine 44 e 45 Vista del Dragon Bridge Alcune fasi del cantiere Concept del progetto In queste pagine I super-trees in fase di cantiere e una vista del progetto di concoso Un’immagine del giardino

caratteri distintivi della modernità. Importante nell’azione progettuale è il rapporto tra uomo e natura. I progetti sono costruiti attorno ad una attenzione per la qualità sociale e ambientale ricercando soluzioni forti e visionarie a richieste complesse e impegnative. L’attività dello studio riguarda progetti di pianificazione strategica del paesaggio a differenti scale, progettazione urbana in aree residenziali, campus universitari, aree commerciali e turistiche. Nel 2011 Grant associates ha sviluppato un progetto con Marco Scarpinato / AutonomeForme. Grant associates è una società con sede a Bath nel Regno Unito. Ha uno studio operativo anche a Singapore.


focus 2. Architetture - paesaggio

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Riccione Nunzio battaglia

Riccione, 2011. www.nunziobattaglia.it

ISBN 9788897764007


URUK 0.3