Special olympics 2015

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Special olympics 2015

Il tema di questa terza edizione è:

“Lo sport unificato per una società inclusiva” 29-31 maggio Acquaviva delle Fonti Atletica (Area Sud)

A CURA DELL’INS.GIUSEPPINA PIETROFORTE Materiali tratti dai siti di SPECIAL OLYMPICS 2015

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Cosa sono le Special Olympics? SONO GIOCHI SPORTIVI DISPUTATI DA RAGAZZI E ADULTI CON DISABILITA’ MENTALI. Special Olympics è l'associazione sportiva internazionale che organizza, con cadenza quadriennale, i Giochi Olimpici Speciali

Quali obiettivi vuole raggiungere attraverso i progetti rivolti alla scuola?

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QUALI SPORT SONO PRATICATI? DISCIPLINE UFFICIALI

ATLETICA

PALLACANESTRO

BOCCE

CALCIO

GINNASTICA

NUOTO

TENNIS

EQUITAZIONE

SPORT INVERNALI

BOWLING

GOLF

CANOTTAGGIO E INDOOR-ROWING

PALLAVOLO UNIFICATA

DISCIPLINE SPERIMENTALI

FLOOR HOCKEY

BADMINTON

DISCIPLINE DIMOSTRATIVE

MOUNTAIN BIKE 3

TENNIS TAVOLO


L'Articolo 1 del Regolamento Internazionale Special Olympics riporta i principi fondamentali sui quali si basa tutta l'attivita', riportiamo i principali: 

gli allenamenti devono essere condotti da personale specializzato di Special Olympics che metta in evidenza le reali abilita' dell'allievo e dia la giusta importanza alla prestazione. Allo stesso tempo l'istruttore dovra' lavorare per l'acquisizione di autonomia da parte del ragazzo, sia per la gestione della propria persona, sia per la gestione dell'attività sportiva (allenamento e gare); ogni performance e' una vittoria personale a prescindere da come gli atleti si classificano. Ogni atleta e' premiato con una medaglia; possono partecipare persone di tutte le eta', a partire dagli 8 anni, e di tutti i livelli di abilita'. I regolamenti sono stati adattati per permettere la piu' ampia partecipazione; ogni Atleta gareggia con altri con le stesse abilita'

Nel 2015 i Giochi Nazionali Estivi Special Olympics Italia si rinnovano trasformandosi nei “Play The Games”. Un lungo appuntamento con lo sport, costituito da 27 Eventi programmati in vari week-end da marzo a giugno, che prevede diverse tappe su tutto il territorio nazionale. 4


29-31 maggio Acquaviva delle Fonti Atletica - Campo Sportivo

Si tratta di un unico grande evento che attraversa l’Italia, diventando un prezioso strumento per: sensibilizzare vari territori, DAL NORD AL SUD; diffondere la conoscenza sulla disabilità intellettiva, ANCHE ATTRAVERSO LA SCUOLA; educare i più giovani alla comprensione e alla valorizzazione della diversità in ogni sua più ampia espressione.

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I vari Comitati Organizzatori che ospiteranno i Play The Games, stanno già da tempo lavorando per assicurare ai nostri Atleti un’accoglienza e un’atmosfera straordinaria e per far vivere loro dei giorni indimenticabili all’insegna dello sport e dell’inclusione sociale

Da chi sono composti i comitati organizzatori? Sono costituiti da Associazioni di Volontari che operano nei vari territori per aiutare i ragazzi e gli adulti disabili e le loro famiglie. Motto del volontario Special Olympics "Se uno sogna da solo è solo un sogno, se molti sognano insieme è l'inizio di una nuova realtà" In Special Olympics il programma volontari nasce dalla considerazione che il volontariato è fondamentale per il progresso sociale della collettività. In tutto il mondo i volontari sono circa 1.000.000, per 2.000.000 di atleti speciali. In Italia ogni anno vengono coinvolti circa 3.000 volontari tra tutti gli eventi locali, regionali e nazionali. Il supporto dei volontari è vitale, ogni contributo è prezioso e ci aiuta a realizzare delle bellissime manifestazioni per i nostri Atleti. Special Olympics offre la possibilità di conoscere la disabilità in modo gioioso, proprio perché gli Atleti e i volontari si trovano a condividere momenti emozionanti e divertenti. Tutti possono avvicinarsi al programma volontari, anche coloro che non hanno 7


mai avuto esperienza e che guardano la disabilità con timore e diffidenza. Le persone che si dedicano al volontariato hanno bisogno di essere coordinate e di ricevere una specifica formazione. Special Olympics Italia tende a formare i quadri regionali dell'area volontari al fine di coordinare i volontari nella attività sportive e in tutti gli eventi Special Olympics. L'impegno può non essere costante durante l'anno, ma è indispensabile in alcuni momenti come eventi Locali, Giochi Regionali e Giochi Nazionali. In queste occasioni i volontari potranno collaborare e fornire il loro supporto in molteplici modi, ma soprattutto si troveranno a condividere una bellissima esperienza con i nostri Atleti. I Volontari sono per Special Olympics il vero motore di ogni manifestazione sportiva organizzata!

Storie di Volontari Luca

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Mi chiamo Luca e ho 19 anni ed arrivo da Palestrina (Roma), faccio il volontario da 4 anni. Ho conosciuto Special Olympics grazie alla scuola, una mia professoressa faceva la volontaria, e da allora non ne posso più fare a meno. Frequento le scuole serali, perché al mattino voglio riuscire a seguire i miei “ ragazzi speciali” in quella che per me è diventata una missione e un obiettivo primario nella vita tanto che dal 3 luglio partirò per Cesenatico, dove rimarrò per tutta l’estate, per fare l’ animatore con ragazzi diversamente abili in un villaggio turistico. Per me seguire Special Olympics non è un hobby o un modo per occupare il tempo libero e vorrei farlo diventare un vero e proprio lavoro. E’ l’unica cosa che mi ha insegnato ad emozionarmi, per me sono ragazzi diversamente abili perché la loro diversa abilità è l’emozione che nessun altro riesce a farti provare.

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I TECNICI

La gestione tecnica dei Giochi Nazionali e' affidata ad uno staff tecnico nazionale che lavora tutto l'anno per la realizzazione di competizioni eque ed in condizioni di massima sicurezza. L'organizzazione delle manifestazioni nazionali e' affidata ad un Comitato Organizzatore che cura, nel rigoroso rispetto delle necessitĂ degli Atleti, tutti gli aspetti logistico-organizzativi.

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In ogni disciplina sportiva ci si affida ad uno staff tecnico nazionale qualificato, coordinato a livello centrale, che si occupa di regolamentare ogni manifestazione nazionale, seguendo le direttive di Special Olympics International, tenendo però sempre presente gli adattamenti necessari per la realtà italiana.

MOTTO DELL’ATLETA “Fa' che io vinca. Ma se non potrò vincere, fa' che sia coraggioso nel provarci”

LA TESTIMONIANZA DI MARCO Il mio nome è Marco e ho un fratello diverso. Il suo nome è Mauro e ha la sindrome di Down. La sindrome di Down è una malattia genetica causata dalla presenza di un cromosoma in più. Non è contagiosa e non si soffre di sindrome di Down . E' solo una parte di ciò che si è. 11


Ho sempre saputo che essendo nato con una disabilità, Mauro avrebbe potuto incontrare delle difficoltà importanti nel corso della sua vita. Così, in qualità di fratello, ho sempre sentito forte il desiderio di proteggerlo e di aiutarlo. Ma da quando Mauro è entrato in Special Olympics nel settembre 2003 ha iniziato un viaggio emozionante e di trasformazione, non solo per lui ma anche per me - un viaggio che avrebbe cambiato il nostro rapporto per sempre. Special Olympics utilizza il potere dello sport per creare un mondo in cui le persone con disabilità intellettiva come mio fratello Mauro, possono condurre una vita piena e sana grazie allo sport, godendo di buona salute, ma ciò che più conta hanno l'opportunità di dimostrare il meglio di se stessi, a se stessi e alla società. Prima di entrare in Special Olympics, a Mauro piaceva nuotare, ma si era sempre allenato da solo. In acqua non ha mai avuto la possibilità di fare amicizia con altri. Con Special Olympics ha iniziato a conoscere lo sport di squadra. Il Basket è diventato subito la sua passione. Attraverso la pallacanestro ha iniziato ad allenarsi in una squadra e ben presto ha capito il significato dello ' spirito di squadra '. Si è reso conto che tutti devono allenarsi insieme per raggiungere il canestro e vincere la partita. Ha imparato che gli altri della squadra dipendono da lui e ciò lo sprona a dare il suo meglio in campo. Ben presto ha cominciato a fare amicizia sia dentro che fuori dal campo di pallacanestro. Improvvisamente la sua vita sociale è diventata anche migliore della mia! Mauro ha iniziato ad incontrare gli amici per il cinema, lo shopping, il pranzo. Guardare Mauro giocare a basket ha avuto un enorme impatto su di me. Vedendo quanto bene mio fratello riesce a giocare e quanto impegno ha profuso nel gioco mi ha fatto apprezzare i suoi tanti talenti e le abilità che precedentemente erano nascosti, non li vedevo. Sono rimasto colpito dalla sua capacità e dallo spirito di cooperazione e di solidarietà tra compagni di squadra. Mauro mi ha riempito di orgoglio ai Giochi Nazionali estivi Special Olympics nel 2011 a La Spezia . La sua squadra ha giocato molto bene e ha vinto un sacco di medaglie . Non l'ho mai visto così felice, trasudava fiducia in se stesso. E' stato lo stesso per mia madre e tutta la famiglia. Avere una persona con bisogni speciali in famiglia a volte può essere difficile, ma a volte può essere motivo di immensa gioia. Questa è stata una di quelle volte. Special Olympics ha anche contribuito a un cambiamento di mentalità nella scuola di Mauro. Quando Mauro è apparso in un manifesto pubblicitario per i Giochi Nazionali Special Olympics, i suoi compagni si sono resi conto che era bravo a basket. Hanno cominciato a guardarlo con occhi diversi, oltre la disabilità, e ora lo invitano ad allenarsi e a giocare insieme. I Giochi Special Olympics ci danno tutti l'opportunità di imparare che le persone con esigenze speciali non sono al margine, non "soffrono" di una malattia, ma sono Atleti di talento che imparano e fanno le cose in modo diverso. Ai Giochi Nazionali Special Olympics celebriamo la differenza. Non credo che Mauro possa immaginare la sua vita senza Special Olympics e credo che resterà ancora coinvolto per molti anni a venire. Lui mangia , vive e respira il basket e ha sempre voglia di saperne di più...e allenarsi di più. Forse Mauro un giorno sarà anche un allenatore di basket ...Sarebbe davvero grande!

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DALLA CRONACA

Il ragazzino disabile non può salire sul bus: i suoi compagni di classe rinunciano alla gita

Venerdì 1 Maggio 2015, 15:39 COSENZA - Il compagno di classe disabile non può salire sul pullman, così gli altri alunni decidono di rinunciare alla gita. Il gesto di solidarietà è avvenuto a Morelli di Trenta, in provincia di Cosenza, dove tutta la scuola ha rinunciato alla visita a Lecce che era prevista per oggi. Gli alunni delle quinte classi dell'istituto comprensivo di Rovito erano pronti a partire, ma uno di loro, Gabriele, 10 anni, che abita a Morelli di Trenta, e' costretto sulla sedia a rotelle. In altre occasioni, con molti sforzi, e' stato possibile farlo salire a bordo di un pullman. Ma l'autobus che e' arrivato questa mattina non aveva possibilita' di imbarcarlo, a causa di alcuni insormontabili scalini. TUTTI O NESSUNO E cosi', prima i suoi 13 compagni di classe e poi tutti gli alunni della scuola, una cinquantina, hanno deciso, per solidarieta', e con il sostegno dei loro genitori, di rinunciare tutti alla gita. La preside, Filomena Lanzone, si e' adoperata per cercare subito un mezzo attrezzato. Ma si e' scoperto, purtroppo, che non esiste, in tutta la provincia di Cosenza, un autobus per lunghe percorrenze che abbia una pedana utile per far salire a bordo una persona su sedia a rotelle. La gita e' stata rinviata. In attesa di trovare un mezzo adatto.

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