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E X A LLIEVI Newsflash ANNO 9 - NUMERO 37 - PASQUA 2020

Periodico di attualitĂ religiosa e sociale della Confederazione Mondiale degli Exallievi ed Exallieve di Don Bosco Edizione italiana


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DON ÁNGEL FERNÁNDEZ ARTIME CONFERMATO RETTOR MAGGIORE

(ANS – Roma - 11 Marzo 2020) Il Capitolo Generale 28° della Congregazione Salesiana ha rinnovato a Don Ángel Fernández Artime il mandato di Rettor Maggiore, per il sessennio 2020-2026. L’elezione è avvenuta al primo scrutinio. Il primo pensiero del rieletto Rettor Maggiore è stato per i giovani: «Penso che questo sessennio debba essere fortemente marcato da questa convinzione: dobbiamo portare Dio ai giovani. E allo stesso tempo, come ho detto tante volte, e continuerò a dirlo in tutto il mondo: specialmente ai giovani più bisognosi, ai più poveri, agli sfruttati, agli scartati… Siamo nati per loro». Don Ángel Fernández Artime, 59 anni, è nato il 21 agosto 1960 a Gozón-Luanco, nelle Asturie, Spagna; ha emesso la sua prima professione il 3 settembre 1978, i voti perpetui il 17 giugno 1984 a Santiago de Compostela ed è stato ordinato sacerdote il 4

luglio 1987 a León. Originario dell’Ispettoria di Spagna-León, ha conseguito la Laurea in Teologia Pastorale e la Licenza in Filosofia e Pedagogia. Delegato di Pastorale giovanile, Direttore della scuola di Ourense, membro del Consiglio e Vicario ispettoriale e, dal 2000 al 2006, Ispettore. È stato membro della commissione tecnica che ha preparato il Capitolo Generale 26. Nel 2009 nominato Ispettore dell’Argentina Sud, e grazie a tale incarico ha anche avuto modo di conoscere e collaborare personalmente con l’allora arcivescovo di Buenos Aires, card. Jorge Mario Bergoglio, oggi Papa Francesco. Nel dicembre del 2013 venne nominato Superiore dell’Ispettoria “Spagna-Maria Ausiliatrice” – incarico che tuttavia non ha mai svolto perché, prima di essere insediato come Ispettore, è stato eletto dal Capitolo Generale 27 come Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana. Era il 25 marzo del 2014.

In copertina: Paraguay - Sacerdote salesiano benedice la città di Concepción marzo 2020 – Il salesiano don Jorge Cuevas è salito sul campanile della parrocchia “Maria Ausiliatrice” di Concepción per benedire tutta la città con il Santissimo Sacramento. La città di Concepción, come tutto il resto del Paese, è in quarantena e con misure di isolamento a causa della pandemia che tiene in sospeso il mondo intero. Il sacerdote salesiano ha recitato la preghiera della Coroncina della Divina Misericordia e benedetto specialmente il personale sanitario della città.

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Cronologia dei Rettori Maggiori Il Capitolo Generale 28° della Congregazione Salesiana ha rinnovato a Don Ángel Fernández Artime il mandato di Rettor Maggiore, per il sessennio 2020-2026. Chi, prima di lui, è stato Rettor Maggiore? Don Michele Rua fu il primo successore di Don Bosco e fu Rettor Maggiore dal 1888 al 1910. Dopo di lui: Don Paolo Albera (1910-1921) Don Filippo Rinaldi (1922-1931) Don Pietro Ricaldone (1932-1951) Don Renato Ziggiotti (1952-1965) Don Luigi Ricceri (1965-1977) Don Egidio Viganò (1977-1995) Don Juan E. Vecchi (1996-2002) Don Pascual Chávez Villanueva (20022014).

Rettor Maggiore Emerito, don Pascual Chàvez

Don Vaclav Klement

Don Pier Luigi Cameroni

I traduttori al 28° Capitolo Generale EX ALLIEVI Newsflash - Pasqua 2020

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LA VOCE DEL RETTOR MAGGIORE Come balsamo e come fuoco

Carissimi amici e fratelli della Famiglia Salesiana, cominciando il mio nuovo sessennio, condivido con voi quello che sente il mio cuore. Prima di tutto ringrazio Dio nelle cui mani amorevoli tutti ci troviamo e muoviamo. Dio ci ha guidato fino a questo momento. Il sì che ho nuovamente pronunciato nasce dalla fiducia in Dio e in voi tutti, che formate la grande anima e il grande cuore di questa nostra amata Famiglia. L'emozione è grande. Mi sento ancora sopraffatto dall'essere successore di Don Bosco, padre e centro di unità della famiglia salesiana. E sono senza parole, ancora una volta, quando leggo nel testamento spirituale di Don Bosco ciò che il nostro Padre ci ha lasciato scritto al riguardo: «Prima di partire per la mia eternità io debbo compiere verso di voi alcuni doveri e così appagare un vivo desiderio del mio cuore (...) Vi lascio qui in terra, ma solo per un po'di tempo (.,.), il vostro Rettore è morto, ma ne sarà eletto un altro che avrà cura dì voi e della vostra eterna salvezza. Ascoltatelo, amatelo, ubbiditelo, pregare per lui, come avete fatto per me». Le parole del nostro amato padre Don Bosco risuonano nella mia mente e nel mio cuore come balsamo e come fuoco allo stesso tempo. La sua figura è così grande che inevitabilmente mi sento piccolo e indegno. Solo la grazia che viene dal Signore, alla quale mi abbandono, il vostro aiuto, quello di tutti i salesiani nei luoghi più diversi del mondo, e l’amore che ho e che abbiamo per i nostri giovani, specialmente i più poveri, mi danno la pace e il coraggio necessari. Molti confratelli mi hanno domandato come mi sento. La mia risposta è sempre stata questa: molto in pace e molto libero. Questo è ciò che ho sentito in tutto il tempo, durante il Capitolo e durante il discernimento. È quello che ho sentito prima e dopo le elezioni: con pace e libertà perché non ho cercato né cerco questo servizio. Ero spiritualmente pronto a continuare - perché sento che i sei anni che abbiamo vissuto in precedenza sono stati anni di grazia, non senza difficoltà ovviamente - ma non mi hanno strappato né tolto la speranza e il desiderio di fedeltà personale alla Congregazione. Tuttavia, ero anche pronto a concludere il mio servizio, se quello fosse stato il sentimento dell'Assemblea nel nome del Signore. Ed è con questa pace e libertà che imprimo in me ciò che è stato detto riguardo alle aspettative sul Rettor Maggiore: cercherò di essere, per quanto possibile, un vero uomo di Dio, con forte identità carismatica e pastorale, lungimirante, capace di uno sguardo di fede e speranza nel leggere la realtà. È mio profondo desiderio continuare ad essere, per quanto possibile, uomo capace di paternità e affetto fraterno, di accompagnamento, vicino ai confratelli.

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«La grazia che viene dal Signore, alla quale mi abbandono, il vostro aiuto, quello di tutti i salesiani nei luoghi più diversi del mondo, e l’amore che ho e che abbiamo per i nostri giovani, specialmente i più poveri, mi danno la pace e il coraggio necessari». Penso che metterò molte delle mie energie per essere un uomo capace di costruire unità, di coinvolgere e accompagnare, di creare una visione comune, di mettere insieme le differenze, di costruire comunione intorno a sé, di lavorare in squadra e di delegare. Infine, rivolgo lo sguardo ai giovani. Loro sono per noi il "sacramento" del nostro incontro con Dio. Costituiscono "il roveto ardente" a cui ci avviciniamo in nome di Dio. Sono il luogo sacro della santificazione che Dio ci ha assegnato in Don Bosco.

La presenza dei giovani nel Capitolo Generale ha lasciato i nostri cuori pieni di emozione a motivo della forza delle loro parole giovanili. I giovani ci hanno chiesto di stare con loro, di non abbandonarli, di non lasciarli al loro destino. Ci hanno chiesto di volere loro bene, di amarli, poiché ci desiderano e ci amano. Ci hanno chiesto di accompagnarli nel cammino della vita. E ci hanno chiesto di essere uomini capaci di parlare loro dell'amore che Dio ha per loro. Non ci hanno chiesto strutture, o più muri, né programmi di gestione e neanche attività. I giovani sono stati cofondatori con Don Bosco, ha detto Papa Francesco nel suo messaggio al CG28. Ecco perché loro e il rumore delle loro voci - scrive il Santo Padre - sono e devono essere la nostra musica migliore. Siamo quindi chiamati a permeare la vita di tanti giovani abbandonati, in pericolo, poveri, scartati che aspettano uno sguardo di speranza, che aspettano quel salesiano che sarà fratello, a volte padre e sempre amico. Non possiamo non essere fedeli avendo davanti ai nostri occhi i bambini, gli adolescenti, i giovani e le loro famiglie. Ci si aspetta da noi una duplice fedeltà: una fedeltà ai giovani e una docilità allo Spirito Santo.

È stato importante vivere il CG28 a Valdocco. Lo stesso Santo Padre ci parla di quella che ha definito "l'opzione Valdocco" e che traduco in sogni che sono già realtà ma che devono esserlo ancora di più, perché sogno come Don Bosco che il salesiano del XXI secolo sia un uomo pieno di speranza, appassionato di Gesù Cristo. Sogno una Famiglia Salesiana con lo spirito di Valdocco come la costruì Don Bosco, che viva per e con ragazzi e giovani, amandoli veramente nel nome del Signore. Sogno una Famiglia Salesiana in cui i più poveri e abbandonati, gli scartati, gli esclusi, coloro che hanno subito qualsiasi tipo di abuso e violenza siano la priorità, come ha fatto Don Bosco. Se è così, la Madre Ausiliatrice continuerà a fare tutto in questa Congregazione e in questa Famiglia salesiana. E a tutti voi, con affetto, ripeto le parole di Papa Francesco: Sognate e sognate in grande. Sognate e fate Sognare. Don Ángel Fernández Artime Rettor Maggiore

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SALUTO DEL PRESIDENTE

Cari Ex Allievi e Amici di Don Bosco, è un piacere poter comunicare di nuovo con voi attraverso il nostro amato Notiziario Flash degli Ex Allievi. Come vola il tempo… Ecco un’altra nuova edizione di Pasqua, preparata per voi. Dalle vostre numerose notizie, posso dire che la nostra associazione sta crescendo nel vivido e attivo gruppo “Buoni Cristiani e Onesti Cittadini” proprio come Don Bosco voleva che fossimo. Per l’anno 2020, il Rettor Maggiore, il nostro Don Bosco di oggi, ci invita a riflettere su questa stessa frase per la strenna di quest’anno. Per noi Ex Allievi e Amici di Don Bosco è davvero un momento speciale e benedetto perché il prossimo 24 giugno festeggeremo i 150 anni da quando Carlo Gastini e il primo gruppo di Ex Allievi di Valdocco andarono a trovare Don Bosco e su sua raccomandazione, diedero vita al primo gruppo di Ex Allievi di Don Bosco. Per gli Ex Allievi di tutto il mondo, il 2020 è una grazia speciale, poiché festeggeremo l’Anno Giubilare degli Ex Allievi di Don Bosco con vari incontri, celebrazioni e attività a livello nazionale e locale, nuovi progetti e molte sfide. Durante il periodo di Pasqua, quando contempleremo la Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo, mi piace immaginare un legame fra questo Tempo Santo per la Chiesa e l’attuale situazione degli Ex Allievi. Oltre alla celebrazione e ai festeggiamenti per questo anniversario, stiamo riflettendo e reinventando: chi saranno gli Ex Allievi di Don Bosco nel 21° secolo? Il questionario per l’Anno Giubilare ci sta aiutando a riflettere e a raccogliere le idee. Penso che possiamo vedere il nostro Anno Giubilare come la nostra Pasqua e la nostra Resurrezione. Mentre Gesù, con la sua vita e il suo sacrificio sta portando fra noi il Nuovo Testamento, vi esorto a vedere questo nostro Giubileo molto speciale come un’opportunità per ripensare e rivalutare la nostra ricca storia e la nostra esperienza di Ex Allievi degli ultimi 150 anni. In modo da poter vivere come veri figli di Don Bosco anche nel 21° secolo. Quindi molto importante è pensare e pregare, ma non dimentichiamoci anche di agire. Invito tutti voi a rimanere concentrati e a essere pratici durante le celebrazioni e i numerosi incontri che avrete. Vi invito a mantenerci focalizzati sulle principali sfide del piano strategico per la Confederazione Mondiale che comprende il miglioramento dei nostri contatti e delle nostre reti, nuovi progetti e migliori pratiche condivisi da tutti noi. Per fare un esempio ispiratore, vorrei dividere con voi un’iniziativa dall’India, presa in cui gli Ex Allievi, insieme con i Salesiani stanno realizzando un database locale per l’inserimento nel mondo del lavoro di Ex Allievi imprenditori e persone in cerca di lavoro. Preghiamo che

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Confederazione Mondiale Exallievi ed Exallieve di Don Bosco

Via Tiburtina, 994 00156 - Roma (RM) Italia

+421 915 966 549 office@exallievi.org www.exallievi.org

un giorno, in un prossimo futuro, riusciremo a fornire un tale servizio in tutto il mondo tramite il nostro database degli Ex Allievi: il Boscobase. Per questo vi chiedo preghiere e collaborazione. Purtroppo, non ci sono solo queste notizie positive, lo scoppio della Pandemia da Corona Virus porta tristezza, dubbi e perfino paura nelle nostre vite e nei nostri cuori. Vi invito a restare forti e positivi, come lo è stato Don Bosco durante i molti momenti difficili e pericolosi della sua esistenza. Lui dedicò sempre la sua vita agli altri, ai giovani – e soprattutto ai bisognosi. La situazione odierna può rappresentare una nuova sfida per noi Ex Allievi, deve farci meditare su come aiutare, su come essere presenti fra coloro che ne hanno bisogno. Un grande esempio è il generoso aiuto che gli Ex Allievi di Hong Kong hanno dato alla Famiglia Salesiana in Spagna, inviando, alla fine di marzo 2020, delle attrezzature mediche. È stato un bellissimo gesto che ci invita tutti a interrogarci e a riflettere su come ognuno di noi può essere servizio e aiuto in questi giorni. Abbiamo la preghiera, una grande varietà di mezzi di comunicazione e molti dispositivi di supporto. Questa crisi potrebbe rappresentare per noi Ex Allievi di Don Bosco un incentivo per rispondere all’importante domanda del Questionario del Giubileo per l’Anno 2020: “Cosa farò, da Ex Allievo, nel 21° secolo?”. È una vera sfida che la società del 21° secolo in cui viviamo ci sta presentando. Vi invito a essere sensibili alle chiamate che questo momento difficile ci sta portando, a essere attivi restando, però, sempre calmi e positivi. Cerchiamo di impegnarci al meglio per essere buoni cristiani e retti cittadini. Personalmente ritengo che la crisi del Corona Virus ci dia la possibilità di vivere la Strenna del 2020 e il nostro motto di Ex Allievi, ogni giorno, nella sua profondità. Spero che questo mio notiziario porti conforto e ristoro a tutti coloro che sono in quarantena. Un grazie a coloro che si prendono cura di noi – medici, infermieri, sacerdoti, vigili del fuoco, poliziotti, negozi di alimentari e farmacisti – ringraziamoli con le nostre preghiere e teniamoli sempre presenti nelle nostre intenzioni. In Don Bosco Michal Hort Presidente della Confederazione Mondiale degli Ex Allievi di Don Bosco

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EDITORIALE Gli “infermieri volanti” di Don Bosco 1854: Il colera a Torino

Carissime Amiche ed Amici,

In Italia (e nel mondo) stiamo vivendo la cruda realtà del “coronavirus”. Leggendo i più svariati bollettini quotidiani il pensiero mi è andato spesso a Don Bosco. Anche lui ha patito un’analoga esperienza. Così, una volta tanto, depongo la penna e mi affido completamente a quanto testimoniato dal santo torinese nelle sue “Memorie Biografiche”. Anche in mezzo alle più crude sofferenze i ragazzi crescevano alla sua scuola con la “voglia di fare del bene”. L’apostolato tra i compagni era il principale modo di vivere dell’Oratorio.

L’estate del 1854 portò una notizia paurosa: il colera. L’epidemia investì dapprima la Liguria, facendo 3.000 vittime. Il 30-31 luglio i primi casi a Torino. Non dimentichiamo che il batterio, il “Vibrio Cholera”, sarebbe stato scoperto da Robert Koch solo nel 1884; così come tutti sanno che la Croce Rossa fu fondata nel 1864; dieci anni dopo! In mancanza di notizie scientifiche si diffusero in città le solite voci alimentate dall’ignoranza e dalla paura. «Il basso popolo – si sentiva dire – s’incaponiva nell’idea che i medici somministrassero ai malati una bibita avvelenata, cui a Torino si dava il nome di “acquetta”, e ciò allo scopo di farli più presto morire e per tal modo scongiurare più facilmente il pericolo per sé e per gli altri»

La paura provocò “il chiudersi delle botteghe, il fuggire che tosto moltissimi facevano dal luogo invaso”. Un esempio non certo di nobile coraggio fu dato dalla famiglia reale, che si diede alla fuga in carrozze chiuse, e riparò nel castello di Caselette.

La zona di Torino più colpita, com’era facile prevedere, fu quella più inquinata e sporca: Borgo Dora, confinante con Valdocco. Don Bosco prese le misure del caso. «Si anticiparono gli esami e prima che finisse luglio (cioè, con un mese di anticipo) tutte le scuole furono chiuse». Il colera infieriva sulla città piemontese. In dieci casi, sei risultavano mortali. L’Oratorio era attorniato da moribondi, da cadaveri e, attorno

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Gli “infermieri volanti”

Don Bosco e i giovani oratoriani

Istruzioni per il colera del 1854

a questi sventurati, la paura aveva fatto il vuoto. Pochi i coraggiosi che si prestavano a curare i malati. Il Sindaco fece appello ai migliori della città perché si fossero trasformati in infermieri e assistenti dei colerosi.

Allora Don Bosco si rivolse ai suoi giovani cercando qualcuno che desiderasse unirsi a lui in quell’opera di misericordia. Lo ringraziava a nome di Dio. «Quattordici gli si presentarono ben tosto, pronti a compiere i suoi desideri... e pochi giorni dopo altri trenta ne seguirono l’esempio» (MB 5,87). All’igiene rudimentale del tempo, Don Bosco aggiunse la sua fede. Una sera, udendo come tutti parlavano del male che faceva strage in Torino, esortò a sperare nella Madonna: «Se voi, o miei cari, mi promettete di non commettere volontariamente alcun peccato, credo di potervi assicurare che nessuno di voi sarà colpito dal colera».

Così gli “infermieri volanti” accorrevano a prestare i primi soccorsi d’urgenza, a qualsiasi richiesta e a qualsiasi ora del giorno e della notte Ai poveri (e ce n’erano) si regalarono lenzuola, camicie, coperte. Le riserve dell’Oratorio furono ben presto esaurite. L’epidemia durò tre mesi e per tre mesi proseguì quella carità... Quando, con le piogge d’autunno, il colera finì, si contarono 1.248 morti a Torino, 320mila in Italia. La fine dell’emergenza venne dichiarata il 21 novembre. Un risultato prodigioso: tra i 44 volontari dell’Oratorio nessuno fu colpito dal contagio!

Lo scrittore Nicolò Tommaseo, che abitava in quegli anni in via Dora Grossa (ora via Garibaldi) 22, scrisse a Don Bosco il 3 ottobre: «So della generosa carità esercitata da lei e dai suoi nella malattia che minacciava specialmente i poveri della città... Le debbo ringraziamenti vivissimi come Cristiano» (MB, 5,118). Pierluigi Lazzarini

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RETTOR MAGGIORE: “Più grande di tutto è l’amore” (San Paolo) Rosario - Argentina - Casa Salesiana

Questo è il tempo del sacrificio. In prove difficili come queste l’amore ci dà la vita Miei cari amici del Bollettino,

vi scrivo in un momento in cui siamo tutti attoniti e smarriti. E penso al mese di maggio, il mese dedicato alla Madre. In tutto il mondo salesiano ci siamo affidati alla nostra mamma comune, Maria Ausiliatrice, e abbiamo pregato chiedendo al Signore, con la sua mediazione, aiuto e conforto in queste ore terribili per tutti. Con in più il timore per le difficoltà che dovremo affrontare “dopo”. Ma accade che in mezzo a tanto dolore, pianto e morte, anche nelle perdite più dolorose, scopriamo persone che sono “parola di Dio” e sua mediazione per noi con la loro testimonianza di fede e di forza. Non me la sento di usare parole mie, da quando ho conosciuto quelle di altre persone, cariche di autenticità e di fede provata, vere testimonianze di "abbandono in Dio". Così vi offro questa testimonianza reale. Grazie ad essa scopriamo che “miracolo” sono le persone. Ha appena perso il marito. Si sono sposati 23 anni fa e insieme hanno avuto 5 figli formando una bella famiglia. Oggi, all'età di 50 anni, il coronavirus le ha portato via il marito. Tutto è iniziato con una malattia, il giorno del compleanno di una delle loro figlie. Lui si è svegliato con la febbre piuttosto alta. Aveva sintomi simili all'influenza, congestione e una tosse che pensavano fosse temporanea. Tuttavia, con il passare delle ore, il quadro si è fatto più complicato. Non c'erano difficoltà respiratorie, ma soffriva di vertigini. È stata chiamata un'ambulanza ed è stato ricoverato in ospedale. All'inizio era sotto osservazione. Non sospettavano affatto che fosse un coronavirus. A quel tempo, inoltre, non c’era l'attrezzatura necessaria per il test del Covid19. Tuttavia, quella stessa notte, lo isolarono in un reparto come misura preventiva. Il giorno dopo lo portarono in terapia intensiva, dove fu sottoposto al test. I medici dissero alla moglie che non poteva più stare con lui, che doveva tornare a casa. Poco dopo è stata richiamata in ospedale per salutare il marito perché le sue condizioni erano molto delicate. Lei arrivò all'ospedale con un sacerdote per impartire il sacramento dell'unzione dei malati e lo salutò. Lo stesso pomeriggio, seppero che il test del coronavirus era positivo e da allora lei è rimasta con i suoi figli già in quarantena a casa, mentre il marito ha passato le ultime ore in ospedale. Solo. Dice che durante tutto questo tempo la cosa più difficile è stata non poter andare a trovarlo, stare con lui e parlare con lui. Era isolato e non facevano entrare nessuno. L'intero ospedale aveva pazienti affetti da coronavirus e nessuno poteva entrare.

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«Mi fido di Dio» Nel frattempo, a casa, questa donna, moglie e madre ha vissuto questo dolore con un cuore enorme. «È molto difficile, ma Cristo mi tiene in braccio. Sentire che Lui è con me sulla croce e io con Lui e che ci sorreggiamo a vicenda, e sapere che anche mio marito è nelle sue mani mi dà forza». Questa madre e i suoi figli hanno trovato conforto nella preghiera: «Preghiamo il Rosario ogni giorno e facciamo una novena a San Giuseppe che abbiamo finito e ricominciato. Preghiamo anche per tutti coloro che si trovano in situazioni simili». Con una fede ammirevole confida che «ci sono giorni in cui sono stata malissimo, ma ora vedo tutto con più pace, con più accettazione. Vivere con l'accettazione aiuta a vivere con meno disperazione, con la sofferenza di non vederlo, ma con la pace che alla fine è la volontà di Dio, in ogni caso, amen». Pochi giorni prima della morte del marito, sentiva di voler condividere con gli altri come la stavano vivendo in famiglia. La sua testimonianza ci insegna che anche se non siamo preparati a prove difficili come queste, sentire la presenza amorevole di Dio ci dà forza e ci aiuta a vivere la sofferenza «con meno disperazione», afferma questa donna credente che sa che l'amore non conosce limiti e che è importante aggrapparsi alla croce soprattutto in momenti come questi. Due giorni prima della morte del marito ha inviato questo messaggio: «Grazie per i tanti messaggi di sostegno e di preghiera. Mi tengono in vita. Sapere che ci sono molte persone che pregano per lui. Che alla fine, se non guarisce, è perché c'è un bene più grande. È una ferita sanguinosa, molto forte, ma allo stesso tempo Dio ti permette di vedere l'amore degli altri, di come ci ama Lui. E questo è molto più alto e più grande di noi stessi». Questa moglie e la sua famiglia quando hanno ricevuto la notizia della morte del marito e padre si sono più uniti che mai. Continuano a respirare quell'amore con la certezza di non essere soli. Soltanto un cuore che ama profondamente può dire: «È andato in cielo, con Gesù. Mi fido di Dio, che mi dà forza e pace». Vi lascio questa testimonianza. Forse altre persone vivranno perdite simili con disperazione. Ci sarà chi non capisce che si può reagire come questa moglie e questa madre. Ma dobbiamo accettare che ogni persona è unica e irripetibile, e in questo caso la Fede ha fatto trascendere e superare la perdita di una persona così amata, anche se il dolore e il grande vuoto della perdita esistono sempre. Don Bosco ci ha sempre ricordato di avere fiducia in Maria Ausiliatrice, e vedremo cosa sono i miracoli. La nostra tendenza naturale, rapida e immediata è di considerare un miracolo solo la cura di un cancro o di una malattia simile..., ma ciò che è stato vissuto nel cuore di questa moglie e madre e dei suoi cinque figli è un miracolo vissuto nella Fede. Non perdiamo questa Fede nè la Speranza che ci deve caratterizzare. Che l'Ausiliatrice continui a tenerci per mano come Mamma, poiché ciò che ha detto Gesù è sempre assolutamente vero per tutti: «Donna, questo è tuo figlio; figlio, questa è tua madre» (Gv 19, 26-27). Don Ángel Fernández Artime Rettor Maggiore

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Italia

PONTI DI SOLIDARIETÀ SALESIANA AVVICINANO LA CINA E L’ITALIA ALLA LOTTA AL CORONAVIRUS

(ANS – Milano) Alle minacce del coronavirus la Famiglia Salesiana reagisce sostenendosi come un corpo unico, come un vasto movimento di persone impegnato per la salvezza, non solo dei giovani, ma di ogni essere umano. Lo ha testimoniato con la partecipazione globale e devota alla novena straordinaria e all’Atto di Affidamento a Maria Ausiliatrice, con migliaia di persone che da ogni Paese si sono strette – virtualmente e spiritualmente – attorno al Rettor Maggiore e ai suoi Consiglieri nella Basilica del Sacro Cuore di Roma; e lo testimonia con il sostegno pratico ed efficace degli aiuti sanitari. In questi giorni, infatti, quattro diverse realtà della Famiglia Salesiana presenti nella cosiddetta “Grande Cina” (Cina Continentale, Hong Kong, Macao e Taiwan) si sono offerte di far arrivare il loro aiuto in Italia per sostenere la popolazione italiana che sta affrontando proprio ora la fase più dura dell’epidemia. Grazie alle indicazioni del Vicario del Rettor Maggiore, don Stefano Martoglio, tutti gli aiuti sono stati indirizzati nell’epicentro italiano dell’epidemia, in Lombardia. Dai laici attivi nell’Ispettoria con sede a Hong Kong sono pervenuti infatti messaggi come quelli che riportiamo qui di seguito: «Alcune persone qui nell’Ispettoria stanno parlando di raccogliere donazioni e inviarle al Rettor Maggiore per combattere la pandemia di COVID-19. Cosa ne pensi, le maschere chirurgiche sono le migliori da 12

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inviare...?» (Macao). «I nostri amici si chiedono, come possiamo aiutare le persone che soffrono in Italia. Quali sono i modi per aiutarli? È preferibile inviare scorte mediche, come maschere e altro materiale sanitario oppure denaro?» (Hong Kong). «Ho appena ricevuto una chiamata da un mio amico, che vorrebbe donare 10.000 maschere chirurgiche ai salesiani e allo staff medico in Italia, ma non sa come fare e chiede la mia assistenza. Potete aiutarmi?» (Taiwan). Un altro gruppo di Exallievi di Don Bosco ha scritto direttamente al Rettor Maggiore: «La pandemia ci ha riuniti come mai prima d’ora, poiché stiamo lavorando a stretto contatto con l’Ispettoria a Hong Kong nella fornitura di attrezzature di emergenza come maschere chirurgiche e disinfettanti per le mani, che ora sono considerati indispensabili per contenere la diffusione del

virus. Nel compiere quello che fondamentalmente è un compito banale, ci rendiamo anche conto di essere chiamati, come Exallievi, a partecipare alla grande opera di realizzare il sogno di Don Bosco… Come segno della nostra solidarietà con i Salesiani presso la Sede Centrale di Roma, stiamo elaborando modi per inviarvi una piccola spedizione di mascherine chirurgiche, che speriamo possano essere utili per prevenire la diffusione della malattia. Ti preghiamo di farci sapere se hai bisogno di questo o altri materiali di emergenza e noi faremo del nostro meglio per darvi il nostro aiuto». Dall’altro lato di questo ponte di solidarietà, la Famiglia Salesiana della Lombardia, guidata dall’Ispettore salesiano, don Giuliano Giacomuzzi, ha fatto sapere agli Exallievi e a tutta la Famiglia Salesiana della Cina: «Cari amici e amiche, molte grazie! Questa generosità riscalda i nostri cuori e ci aiuta ad essere forti in questo momento storico in cui tutti ci sentiamo più fragili!».


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SOLIDARIETÀ PER FAR FRONTE AL CORONAVIRUS

Atocha

Marti Codolar

Palma del Rio

(ANS - Madrid) Nel contesto di emergenza e sofferenza a motivo del coronavirus, le case salesiane di Palma del Río, Elche, Cadice, Martí Codolar, Atocha, Pamplona, Puertollano, Salamanca o Santander, tra le altre, mettono i loro doni al servizio di diverse iniziative di collaborazione con i centri sanitari. «A volte sentiamo che quello che facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non ci fosse quella goccia all’oceano mancherebbe». Questa frase, attribuita a Madre Teresa di Calcutta, può riassumere il senso della solidarietà seminato dalle presenze salesiane per far fronte al coronavirus. In tempi di crisi, la solidarietà umana mostra il suo lato migliore: in questo caso mettendo in evidenza le risorse disinteressate che cominciano a scaturire dalle presenze salesiane per raggiungere il si-

stema sanitario spagnolo. I salesiani di Palma del Río (Córdoba) hanno aderito al progetto, coordinato in tutta la Spagna, di produrre con stampanti 3D elementi per la protezione individuale degli operatori sanitari. I salesiani stanno contribuendo alla realizzazione di un migliaio di visiere protettive, le prime delle quali verranno consegnate all’ospedale “Reina Sofía”. Gli stessi dispositivi sono in corso di produzione anche da parte della Piattaforma di Educazione Sociale di Martí Codolar (Barcellona). Al tempo stesso, un insegnante del centro educativo “Maria Ausiliatrice” di Salamanca partecipa ad un gruppo di 154 persone che stanno realizzando delle nuove visiere antispruzzo. Il materiale è stato presentato agli uffici sanitari di Castiglia e León insieme al

Spagna

progetto di un dispositivo per la ventilazione. «Se lo accettano, possono esserne prodotti molti in breve tempo», afferma il docente. I Centri salesiani di Santander, Madrid-Atocha o Puertollano vedono professori e allievi impegnati a realizzare mascherine con i materiali a disposizione nelle rispettive case. Con il contributo di docenti, allievi ed exallievi del locale istituto salesiano, un’azienda di Elche sta progettando un respiratore basilare per rifornire i centri sanitari. I docenti di Ingegneria dei salesiani di Pamplona, in collaborazione con l’exallievo Pablo Goñi, della Noxon Technology, collaborano con il complesso ospedaliero della Navarra alla realizzazione di elementi necessari per i respiratori. Da Cadice, infine, è giunta la notizia che Juan Camacho, professore di Elettronica presso la locale Scuola salesiana di Formazione Professionale, ha co-progettato un nuovo sistema per completare il sistema di ventilazione dei pazienti e far espandere il polmone, portando ossigeno alle aree scarsamente ventilate. «Questo virus rappresenta una minaccia senza precedenti, ma anche un’opportunità senza precedenti per unirci come tutti contro un nemico dell’umanità», ha sottolineato Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. I salesiani stanno lavorando in questo nuovo scenario nella consapevolezza che ogni piccola goccia apportata si aggiungerà all’oceano delle iniziative di solidarietà contro il coronavirus. EX ALLIEVI Newsflash - Pasqua 2020

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Portogallo

“L’UMANITÀ SOCCOMBERÀ PERCHÉ MANCA UNA MACCHINA?” Un tweet di João Nascimento, ex allievo salesiano, genera una sinergia globale

(ANS – Lisbona)

Uno scienziato portoghese sta riunendo specialisti da tutto il mondo per sviluppare nuovi respiratori in formato open source (senza licenza commerciale): è João Nascimento, exallievo dell’Istituto Salesiano di Estoril, che attraverso Twitter, ha lanciato la sfida alla comunità accademica, a ricercatori, ingegneri, medici, sviluppatori di software e aziende tecnologiche per creare una soluzione veloce e delocalizzata di produzione di dispostivi sanitari, dato il grande fabbisogno attuale e globale a motivo della pandemia di Covid-19. Con la comparsa del coronavirus in molti Paesi di tutto il mondo, ospedali pubblici e privati si sono presto resi conto di una triste realtà: non ci sono macchinari per la respirazione, per la ventilazione e polmoni artificiali sufficienti per assistere tutte le persone che ne avrebbero bisogni. I produttori di questi dispositivi dicono di non avere la «capacità di soddisfare la domanda globale». Che fare dunque: restare fermi con le braccia incrociate ad aspettare? La risposta di tanti e tanti studiosi e scienziati e stata un secco: «No!».

L’ex studente salesiano João Nascimento attraverso Twitter ha allora lanciato la sfida e in poche ore dapprima centinaia e infine migliaia di esperti di vari settori hanno risposto al suo appello. 14

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Al quotidiano “Observador”, che sta seguendo l’avanzamento del progetto, João Nascimento ha detto che esso è la prova tangibile che l’umanità, quando lavora unita e solidale, non ha confini, anche se ha sottolineato che «allo stato attuale non è possibile fare previsioni su risultati o applicazioni immediate».

João Nascimento studia attualmente Neuroscienze e Filosofia all’Università di Harvard ed è il mentore del “Progetto Aria Aperta”, basato sulla piattaforma Slack e con diversi canali di discussione.

«Come è nata l’idea e come è nato il progetto dei respiratori meccanici open source?», gli ha chiesto la giornalista Laura Cordeiro. «Sono una di quelle persone che non riescono a stare ferme o ad aspettare che le cose accadano – ha spiegato l’ex allievo sa-

lesiano – Ovviamente, di fronte a una pandemia mondiale ho pensato di smantellare il problema: qual è la causa principale dei decessi? Qual è la ragione principale della mancanza di ventilatori? L’umanità soccomberà perché manca una macchina? Ho iniziato a pensare alla macchina, che è essenzialmente in materiale plastico, il che mi ha portato subito all’idea che possa essere prodotta a partire da uno stampo e, quindi, riproducibile con la tecnologia delle stampanti 3D... Ecco come sono arrivato a Twitter e alla mia ricerca di ventilatori e macchinari per la respirazione open source».

«Non sono il creatore di nulla – si schermisce João – mi sono solo unito alle persone che ci stavano già pensando e ho suggerito di organizzarci. Il merito va interamente a chi ci sta lavorando, sta ricercando e si impegna per trovare soluzioni».


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L’AZIONE DEGLI “ANGELI DEL LABORATORIO” PER COMBATTERE IL COVID-19

Filippine

Mandaluyong City, Filippine – marzo 2020 Come in altre parti del mondo anche a Manila e in tutta l’isola di Luzon è stato dichiarato lo stato di quarantena, quindi le attività didattiche sono state sospese e gli studenti sono rientrati nelle loro case. 14 studenti, però, che non hanno un posto dove andare, sono rimasti presso il “Convitto Pinardi” di Mandaluyong. Fedeli agli insegnamenti di Don Bosco i 14 giovani si sono organizzati per produrre visiere protettive per il personale medico, con l’aiuto di salesiani, exallievi e benefattori, utilizzando materiali di comune reperimento. Il 26 marzo tre membri del team hanno consegnato la prima produzione di 450 visiere protettive a 8 ospedali di Manila.

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Italia

LIVIA, EX ALLIEVA ED INFERMIERA

“Nei momenti di sconforto risento i miei docenti e quello che mi hanno trasmesso”

(ANS - Torino) Livia Borello è una giovane mamma, un’infermiera in prima linea nella lotta contro il coronavirus, nonché un’ex allieva del Liceo Classico salesiano “Valsalice” di Torino. La famiglia, il lavoro e l’educazione sono tre dimensioni intrecciate nella sua vita, di cui parla nell’intervista che segue. Buongiorno Livia, descrivi tutte le precauzioni che devi adottare prima di poter entrare a contatto con i pazienti. «Tecnicamente parte tutto dal lavaggio delle mani, che va eseguito due volte: la

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prima secondo le linee guida dell’OMS con acqua e sapone e poi con antisettico.

Per quanto riguarda la divisa, che deve essere cambiata ogni giorno, utilizziamo dei camici plastificati idrorepellenti in aggiunta ad un primo paio di guanti che arriva fino al gomito; seguono poi un secondo paio di guanti, mascherina chirurgica, per proteggere il paziente stesso a causa del fatto che fino a pochi giorni fa non erano disponibili tamponi per noi operatori sanitari, e filtrante facciale. Dopo si aggiungono occhiali protettivi, un caschetto con visiera (viser) e la cuffietta

per i capelli, ora monouso. Infine si arriva al terzo paio di guanti, l’ultimo, da cambiare dopo qualunque attività». Hai scritto che quelli che ci rimettono di più sono i “Filippo” della situazione. Quali sono i comportamenti che devi avere con le persone a te vicine? «Prima di avere contatti con mio figlio Filippo metto sempre la mascherina chirurgica, e questo implica niente tocchi, baci o abbracci.

Quando arrivo a casa devo sempre togliere le scarpe e il giubbotto, tutti i vestiti vanno


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messi a lavare, mi devo lavare le mani e solo allora posso “giocare” con Filippo, ma il tutto molto ridotto rispetto all’inizio.

Poi io ho un amore viscerale nei confronti di mio nonno, ma ora devo fare molta più attenzione: ieri, per esempio, sono andata sotto casa sua e l’ho semplicemente potuto salutare dal balcone. So anche bene che purtroppo, se si dovesse arrivare al punto di dover scegliere, si opta per scegliere chi ha più probabilità di vivere, e quindi rinunciare al caffè o alla sigaretta con lui, per quanto pesante, è in realtà la cosa giusta.

Già dal 28 febbraio avevo subodorato che la situazione sarebbe stata più grave di quello che dicevano, perciò da allora avevo iniziato ad evitare i contatti con gli altri». Come è la realtà dell’ospedale?

«In ospedale ci sono davvero tanti pazienti che muoiono da soli a causa del Covid-19. Tutte le procedure sono molto lunghe: per

esempio, la “pronazione”, manovra che aiuta gli scambi respiratori, per quanto facile, richiede circa 30 minuti per persona, contando che bisogna avere particolare attenzione per tutte le flebo a cui il paziente è attaccato.

Ovviamente noi cerchiamo di fare tutto ciò che possiamo, ma quando ci sono 10 pazienti che hanno bisogno di te è davvero difficile».

Come può un cittadino comune aiutare?

«Già solo se la gente stesse a casa sarebbe un aiuto grande: troppi escono, fanno la spesa due volte alla settimana, utilizzano il cane come scusa, corrono quando non l’hanno mai fatto…

È pesante stare a casa, io sono fortunata ad andare a lavorare, anche con un bambino piccolo da gestire può essere pesante, quindi, se davvero non si riesce a stare a casa, leggevo che la Croce Rossa proponeva un progetto di volontariato temporaneo per aiutare le fasce più deboli, e trovo

che potrebbe essere una bella idea. Bisogna comunque ricordare che il periodo di incubazione è di 14 giorni e vi sono casi asintomatici, che possono comunque infettare». Cosa ti ha lasciato Valsalice che ti ha aiutato a fronteggiare la situazione?

«Mi hanno lasciato molto i miei insegnanti: nei momenti di sconforto risento i miei docenti e quello che mi hanno trasmesso mi dà forza per andare avanti; magari rileggendo un passo dei Promessi Sposi, ma soprattutto della Divina Commedia sento un po’ meno pesante quello che c’è fuori, insomma mi dà quel respiro che a volte manca. In particolare ricordo che durante un Giorno della Memoria, il professore Bove ci aveva letto un pezzo di, se non erro, Se questo è un uomo, dove Primo Levi si sentiva come me adesso: l’unica cosa che lo teneva vivo era un passo della Divina Commedia, e ricordandoselo si sentiva meno bestia e un po’ più uomo». Fonte: Il Salice

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Portogallo

PRESENTATA ALLA FAMIGLIA SALESIANA LA STRENNA DEL RETTOR MAGGIORE

Fátima, Portogallo – gennaio 2020 Il 25 gennaio l’Auditorium del Centro Paolo VI di Fátima ha accolto 800 membri della Famiglia Salesiana per la presentazione della Strenna 2020 del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, sul tema “Buoni Cristiani e Onesti Cittadini”. La presentazione è stata guidata da don José Aníbal Mendonça, Ispettore dei salesiani del Portogallo, e suor Rosa Cândida Gomes, Ispettrice delle FMA, attraverso la visualizzazione del video ufficiale.

Successivamente un gruppo di giovani dei salesiani di Porto e Lisbona e due exallievi hanno messo in scena alcune rappresentazioni sceniche, musicali e di testimonianza ispirate al tema della Strenna.

L’incontro si è concluso con la celebrazione eucaristica presieduta da don Américo Chaquisse, Consigliere per la Regione Africa-Madagascar.

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S TRENNA 2020

Giappone - Cambogia

AUSILI VISIVI PER LA STRENNA 2020 Osservatorio dell’Est Asiatico (EAO)

Come diffondere in giro la notizia della bellissima Strenna 2020? Ogni Provincia EAO ha le sue dinamiche. Alcune Province salesiane producono la loro versione Poster, come Channai (India), la delegazione della Cambogia (Tha) o la Provincia Giapponese. Ogni anno, sempre più province o singoli individui si avvalgono del Poster Strenna Giapponese in stile Manga, realizzato da un famoso fumettista , Guri Suzuki (autore del fumetto su Don Bosco “Coraggio!”), già tradotto in sei lingue, fra cui Mongolo, Coreano, Cinese e Inglese. Per comprendere il Poster Strenna del Giappone 2020, ecco una semplice spiegazione:

Scena: Studenti che stanno studiando. Tema: Adempiere ai nostri doveri.

Scena: I giovani giocano a calcio e Don Bosco gioca con loro. Tema: Gioia, Assistenza. Scena: Un giovane aiuta una persona anziana. Tema: Spirito di Servizio. Scena: Persone che stanno lavorando sodo. Tema: Adempiere ai nostri Doveri. La Dignità del Lavoro. Scena: Gesù accogli i bambini. Tema: L’Amore Compassionevole di Gesù. (Bontà) Scena: I Genitori leggono un libro con i loro figli. Tema: Rispetto reciproco in Famiglia, in particolare Cura dei Bambini. Scena: una Ragazza si prende cura delle Piante. Tema: prendersi cura della Terra. Lo Spirito dell’Ecologia.

Anche le delegazioni della Mongolia o della Cambogia hanno prodotto le loro versioni rudimentali del poster per la Strenna 2020. Tutte le versioni sono disponibili sul Boscolink: Strenna 2020 Buoni Cristiani e Onesti Cittadini. Allo stesso tempo, grazie al duro lavoro dei nostri traduttori ed editori digitali disponiamo già on line di tutte e 13 le versioni in lingua EAO del video Strenna 2020, di quindici minuti. Da questo gennaio, Grazie a Padre Jacob, ogni canale linguistico è separato, quindi la navigazione e l’accesso sono molto più facili: Cinese, Giapponese, Coreano, Inglese, Vietnamita, Tailandese, Urdu, Cebuano, Bahasa Indonesia, Tetum, Birmano, Kmer e Mongolo. Quindi incoraggiamo la crescita di Buoni Cristiani e Onesti Cittadini durante tutto l’Anno 2020! EX ALLIEVI Newsflash - Pasqua 2020

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Italia

DON FRANCESCO CEREDA ALLA FESTA DI DON BOSCO A NOVARA

Novara, Italia – gennaio 2020 Il 26 gennaio il Vicario del Rettor Maggiore, don Francesco Cereda, si è recato presso la comunità salesiana di Novara per la festa di Don Bosco della Famiglia salesiana. Novara è una presenza salesiana in cui si svolge l’attività della scuola media, con cinque sezioni, e del liceo scientifico, con due sezioni; c’è un fiorente oratorio, con animatori e attività sportive; la comunità anima anche il Santuario di Maria Ausiliatrice, ed è stato avviato un Centro di Formazione Professionale. Sono presenti inoltre due comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che animano due scuole e un CFP. L’impegno educativo di SDB e FMA è apprezzato dalle famiglie e dai giovani stessi, che hanno un forte senso di appartenenza al carisma di Don Bosco. L’Eucaristia celebrata nel Duomo è stata presieduta da don Cereda e animata da un folto gruppo di ministranti e da un coro giovanile, alla presenza di ragazzi, giovani, insegnanti, educatori e genitori, numerosi Salesiani Cooperatori ed Exallievi.

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EX ALLIEVI E AMICI DI DON BOSCO CELEBRANO LA FESTA DI S. GIOVANNI BOSCO Domenica 2 febbraio 2020, la Federazione Nazionale Maltese e quattro associazioni locali si sono riunite per la loro consueta celebrazione annuale della Festa di San Giovanni Bosco. La Messa è stata celebrata dal Vice-Provinciale, Padre Louis Grech SDB alla St. Patrick’s School e concelebrata dai Salesiani delle quattro Comunità. I fratelli Salesiani hanno aiutato a officiare la Messa e Padre Wictor, venuto dalla Polonia, ha suonato l’organo insieme con Paul Buhagiar. Dopo la Messa si è tenuto un pranzo a buffet presso il Marina Corinthia Hotel nella Baia di San Giorgio dov’erano presenti anche oltre 150 membri dei vari gruppi della Famiglia Salesiana. Quest’anno, gli Ex Allievi e gli amici di Don Bosco festeggiano i 150 anni da quando Carlo Gastini e i suoi amici si ritrovarono con Don Bosco per festeggiare il suo onomastico il 24 giugno 1870. Fu proprio quello il giorno in cui Don Bosco li invitò a unirsi per prendersi cura gli uni degli altri e per aiutarlo nel suo lavoro con i giovani. 22

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La Federazione Nazionale degli Ex Allievi e Amici di Don Bosco ha mostrato un Diploma d’Onore e uno speciale distintivo emesso dalla Confederazione Mondiale e assegnato ai membri che sono stati veri testimoni e hanno prestato servizio verso gli altri nella Famiglia Salesiana. Quest’anno, fra gli Ex Allievi e Amici di Don Bosco, sono stati premiati: Simon Bugeja, Carmel Busuttil, Peter ed Alaine Apap Bologna, Mary Cachia, Joe Ciappara, Rina Camilleri, Chris Cuschieri, Dr. Louise Sant Fournier, Glen Farrugia, Margaret Buhagiar, Tony Sammut, Alfred Borg, Felix Grech, e Alvin Scicluna.


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GOZO

Malta

L’ASSOCIAZIONE LOCALE DEGLI EX ALLIEVI celebra la Festa di S. Giovanni Bosco La Festa di San Giovanni Bosco si è celebrata domenica scorsa, all’Oratorio Don Bosco di Victoria. La Festa è stata organizzata dall’Associazione locale degli Ex Allievi e Amici di Don Bosco di Gozo. Il Vescovo ha concelebrato la Messa, animata dal coro Laudate Pueri, cui è seguita la benedizione degli animali domestici in Piazza Sant’Agostino. Dopo la Messa si è svolta una mostra di fotografie che ha raccontato le attività dell’oratorio di Don Bosco fin dagli anni della sua fondazione. In serata la Banda Leone ha suonato delle marce per accompagnare la statua di Don Bosco durante la processione. Al termine della processione c’è stato uno spettacolo di fuochi d’artificio. I festeggiamenti si sono conclusi con un grande concerto della Banda e dell’Orchestra Giovanile di Gozo, diretta dal M° Joseph Grech, nel Teatro dell’Oratorio di Don Bosco. La Federazione Nazionale Maltese ha conferito un’onorificenza a due Ex Allievi Gozitani: Felix Grech e Alvin Scicluna. EX ALLIEVI Newsflash - Pasqua 2020

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Ecuador

JUANITO, IL SANTO DELLA GIOIA Dicono che due secoli fa nelle terre della vecchia Italia, un bambino robusto è nato dal grembo di un umile contadina, e sulla madre Donna Margherita, ha scelto un nome per suo figlio, e quando Giovanni lo battezzò e Juanito lo chiamò affettuosamente, tutti quelli che hanno incontrato il ragazzo sempre sorridente sulla loro scia, lì correndo per il cortile o saltando sull'erba verde, il bambino nato in povertà sin da quando era un ragazzo ha mostrato la sua grandezza, con un cuore nobile, giocoso e dal cuore pulsante, gioia traboccante, Il generoso Juanito condivide il suo pane con quello che sopravvive, perché la fame abita nel suo popolo e l'ingiustizia prevale senza sospetti, i poveri sono fraterni tra i poveri mentre i ricchi credono di essere emancipatori, Giovanni Bosco non è intimidito dal fatto, e combatte giorno dopo giorno anche sul proprio tetto, e trova nello studio e nel lavoro quotidiano l'emancipazione desiderata, e nella preghiera emanava la forza di Dio, per la sua causa non ancora dimensionata. Tenero adolescente a piedi nudi cammina verso la scuola della comunità, di tanto in tanto, lungo la strada, una spina o un sasso si fora a piedi nudi, la neve d’inverno non impedisce il cammino, né le paure delle caldi estati per lui la primavera è eterna quando il cuore che ama fortemente batte, e la mente lucida non vaga, né si perde nei colori autunnali, i doni conferiti dal Creatore devono essere moltiplicati,

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e sono i giovani segregati e indifesi; perseguitato e frainteso, da coloro che dichiarano di essere corretti e onesti, dei riflessi della società, quei giovani sono i preferiti di Don Bosco, come già faceva un certo Gesù di Nazaret, con i poveri del suo tempo, il prete contadino dei Becchi lasciò cadere i semi su una buona terra, il cui raccolto abbondante nel mondo era già intravisto nei suoi sogni. La gioia segnava il suo cammino e ovunque camminava audacemente, le sue braccia tese ad ogni incontro per l'abbraccio sempre fraterno, uno strumento nelle tue mani o un libro e una pagnotta per una piacevole condivisione, una piccola parola nel tuo orecchio, ha imparato la dolcezza di San Francesco di Sales, non essere mai un ragazzo triste, perché un santo triste è un santo triste, anche nella povertà estrema e nel dolore che pervade l'anima, la gioia non è mai vana, perché da Dio viene ciò che la Provvidenza fornisce e il pane non manca mai, se la Fede rimane alta, quella con l'aiuto di Maria Ausiliatrice, Madre di Dio, la pazienza raggiunge tutto e alla fine della strada è sufficiente solo l'amore di Dio. Vivi armoniosamente la vita quotidiana, sii gentile con tutti, a somiglianza di Don Bosco, Juanito quello della storia e Santo della gioia. Dr. Fredi Portilla Farfán (31 gennaio 2020). Universitá Politécnica Salesiana - Cuenca – Ecuador


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R EGIONI

DON BOSCO IN ANTARTIDE?

Spagna

Patrono del “Corpo degli Specialisti dell’Esercito di Terra” (ANS – Siviglia) Fino a dove arriva Don Bosco? Certamente, fino agli oltre 130 Paesi dei cinque continenti dove oggi i Salesiani sono presenti. E se si volesse arrivare ancora più in là? Ebbene, non ci sbaglieremmo se andassimo in Antartide per trovare anche lì una sua piccola immagine. Questa foto è stata scattata a 15.073 chilometri dalla Spagna e Don Bosco è presente come Patrono del contingente militare che accompagna i ricercatori ambientali nel continente antartico.

«Don Bosco ci motiva ad essere rispettosi per la tutela del nostro pianeta», affermano dopo aver inviato la foto. Ma cos’è che ha portato Don Bosco fin laggiù? Il fatto di essere un Patrono “multidisciplinare”.

Secondo l’Associazione dei Militari Spagnoli (AME), è Patrono del Corpo degli Specialisti dell’Esercito di Terra e delle specialità fondamentali di questo Corpo: Elettronica e Telecomunicazioni, Manutenzione e Montaggio di Attrezzature, Elettricità, Informatica, Automobilistica, Manutenzione di Aerei, Manutenzione di Armi e Materiali, Manutenzione di Veicoli, Manutenzione Elettronica e delle Telecomunicazioni, Saldatura, Elettricità e Assemblaggio di Attrezzature.

Come è nata quest’iniziativa? Il 27 e 28 novembre 1998 si tenne presso la Residenza Navacerrada (Madrid) il Primo Seminario sul Corpo degli Specialisti. E tra le altre cose, è stata dimostrata la convenienza e la necessità di avere un Patrono specifico che potesse servire come elemento di unità e generatore dello spirito di Corpo. Nelle elezioni sono state valorizzate le tradizioni esistenti, avendo cura di conservare quella con la quale si è identificata la maggioranza dei membri del personale del Corpo degli Specialisti, poiché la maggior parte di loro erano stati allievi degli Istituti Professionali, Centri che molto spesso veneravano San Giovanni Bosco, patrono delle Scuole di Formazione Professionale. Il 24 gennaio 2000, in una comunicazione del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, San Giovanni Bosco venne ufficialmente designato come Patrono del Corpo degli Specialisti dell’Esercito di Terra, dopo la sua approvazione nell’atto corrispondente, emanato dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e sancito da mons. José Manuel Estepa Llaurens, all’epoca Ordinario Militare della Spagna. Ogni anno gli Specialisti dell'Esercito di Terra festeggiano Don Bosco il 1° febbraio. Fonte: AME Foto: Dr. Jesús Anzano Lacarte

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I NTERVISTA

Italia

ROBERTO BUCCIONE

un ex allievo in marcia come Don Bosco

Dall’Oratorio ha raggiunto i confini del mondo San Giovanni Bosco amava la marcia? Sicuramente la praticava quando era semplicemente Don Bosco e con i suoi ragazzi amava compiere lunghe se non lunghissime camminate. Non poteva sapere (ma probabilmente lo avrà previsto) che molti anni dopo il quartiere di Roma a lui intitolato sarebbe diventato una delle Capitali mondiali dello sport praticato dai cultori del “tacco e punta”. Per raccontare una storia che merita di essere conosciuta ne parliamo con Roberto Buccione. Ed anzi partiamo con quanto questo architetto e marciatore olimpico ha scritto in una sua biografia.

«Quando ero ragazzo - racconta - nell’Oratorio dei Salesiani a Cinecittà c’era e c’è ancora un grande spazio asfaltato capace di ospitare centinaia di giovani. Era l’unica risorsa per chi, come me e come tutti i ragazzi della zona, desiderasse dedicarsi ad attività sportive». In realtà la zona di Cecafumo, sud di Roma, alla fine degli anni Cinquanta era tutta campagna. Cominciava però a popolarsi, con

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l’indotto generato da Cinecittà e da altre iniziative di natura industriale. In mezzo a quei prati la prima a sorgere fu la Parrocchia dedicata a Don Bosco. «Lì - racconta Buccione con una certa nostalgia - ci rifugiavamo. Un po’ di catechismo, poi don Stelvio Tonnini e don Lai ci davano una ciriola con mortadella e mozzarella ed infine ci facevano giocare al calcio. E per tanti di noi la scoperta dello sport e del suo insostituibile fascino avvenne proprio in quello o altri oratori salesiani». Dopo i primi passi sportivi mossi in quel piazzale venne iniziato alle campestri ed alla marcia, mentre frequentava l’Istituto Tecnico Industriale Galileo Galilei, dal professore Salvatore Leone. E la carriera di marciatore del futuro olimpico e primatista mondiale parte proprio dal Quartiere Don Bosco. Che diventa uno dei più moderni e belli di Roma. Lunghi e larghi viali, tante strade intitolate ad altri importanti Salesiani e nei primi anni Settanta il Corriere dello Sport, che organizza lo storico “Giro di Roma” di corsa e di marcia, stipula un accordo con la Parrocchia. Sulle strade di Don Bosco si disputano alcune delle edizioni della gara che il 4 no-

Montreal 1976


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I NTERVISTA

Roberto Buccione e Vanni Lòriga

vembre di ogni anno chiude la stagione internazionale su strada. Fra i vincitori di quegli anni ruggenti vanno ricordati su tutti Abdon Pamich (olimpionico 1964), Bernd Kannenberg (olimpionico 1972) ed i nuovi fenomeni della scuola messicana Raúl González Rodríguez (olimpionico della 50 km ai Giochi di Los Angeles 1984) e Daniel Bautista (oro nei 20 km di marcia a Montreal 1976). Gonzalez, tanto per inciso, fu poi Ministro allo sport della Confederazione messicana. «Quei Giri di Roma - testimonia Pier Giorgio Andreotti che capeggiava l’agguerrita squadra del Marcia Club Centro Lazio erano esaltanti soprattutto per la partecipazione del pubblico, che con il suo caloroso sostegno ci faceva volare sullo scorrevole percorso di quattro chilometri da ripetersi per cinque volte».

Sarebbe sicuramente piaciuto a Don Bosco questo allegro marciare, come piacque ad un altro Adreotti, cioè Giulio primo ministro ed anche zio di Pier Giorgio. «La vicenda si dipana - scrisse il grande Giulio nella presentazione del libro dell’architetto-marciatore Buccione - in una zona

periferica (il Quadraro) della capitale, priva di qualsiasi struttura sportiva, a parte il grande cortile di uno dei tanti benemeriti oratori ed a mano a mano si allarga verso i confini più remoti del mondo... una lunga marcia verso la speranza...». Per concludere Roberto Buccione marcia sino alla vigilia dei Giochi di Mosca 1980, ai quali non può partecipare in quanto al momento militare. Si dedica al suo lavoro di progettista di impianti sportivi e forse in questo campo (magari in altra sede) avrebbe molte cose da dire. Ma per adesso ci limitiamo ad allegare una sua breve biografia, sempre ricordando che passo dopo passo dall’Oratorio di Don Bosco ha raggiunto veramente i confini del mondo. --------ROBERTO BUCCIONE è nato a Roma l’8 agosto 1951. Venti presenze in Nazionale, campione italiano sui 20 km nel 1977; decimo ai Giochi 1976, ottavo agli Europei 1978. Record italiani sui 3000 e 5000 metri, due volte record mondiale sul miglio ed una volta sulle 2 miglia. Vanni Lòriga (Decano dei giornalisti sportivi italiani)

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I NTERVISTA

La “marcia” di Don Bosco

Don Bosco, un “amico dei giovani”, come lo definì il cardinale Martini. Attraverso lo sport e il divertimento avvicina i giovani alla religione e alla vita. Il Monferrato ha da sempre un rapporto speciale con lui e con i suoi figli oratoriani. Tutto ha inizio con le Passeggiate Autunnali: dal 1861 in avanti Don Bosco prende l’abitudine, nel mese di ottobre, di portare i suoi ragazzi per alcuni giorni in giro per il Piemonte. Molto spesso la meta sono i colli monferrini casalesi. Visitano diversi paesi: Alfiano, Crea, Casale, Mirabello, Vignale, Lu, San Salvatore, Montemagno, Grana, Calliano. Ancora oggi molti di questi ricordano il passaggio del Santo e la generosa ospitalità offerta ai suoi ragazzi, tant’è che in ognuno di questi luoghi esistono segni visibili del loro passaggio. Gite avventurose per campagne e colline. «Si partiva per il Santuario della Consolata, Stupinigi, Superga, il Monte dei Cappuccini, la Madonna di Campagna o per altri luoghi. I giovani nel prato giocavano alle bocce, alle piastrelle, si divertivano sui trampoli. Ad un tratto rullava il tamburo. Subito dopo la tromba dava i segnali di adunata e di partenza». «Finché fummo in città, cercammo di mantenerci in silenzio. Poi cominciarono gli schiamazzi, i canti, le grida. Ma continuavamo a stare in file ordinate». Nell'anno 1659 venne edificata la Chiesa dedicata alla Beata Vergine della Neve; una chiesa molto amata da Don Bosco, che frequentemente visitava e vi celebrava la Messa con i suoi ragazzi durante le visite al collegio di Mirabello, tappa delle passeggiate verso Lu. Sulla facciata della chiesa vi è una lapide commemorativa dedicata proprio a San Giovanni Bosco. Anche le pagine della Sacra Scrittura sono piene di esempi: Dio cammina con Adamo, con il popolo di Israele; Gesù cammina con gli apostoli lungo la Palestina; la Chiesa si mette in cammino dopo la Resurrezione di Cristo. 28

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La Basilica di San Giovanni Bosco La Basilica romana di San Giovanni Bosco, situata nell’omoninmo quartiere, ha una struttura a pianta rettangolare di 45 per 78 metri. Si sviluppa verticalmente per 73 metri, di cui 6 dedicati alla cripta, realizzati sotto il livello stradale. La navata centrale è illuminata dalla cupola principale, il cui tamburo misura 46 metri di diametro, mentre quello della seconda cupola è di 20 metri. Quando il 12 settembre 1952 fu posta la prima pietra, il nuovo tempio dedicato a Don Bosco era quasi in aperta campagna. Qui i Salesiani (a cui è affidata la parrocchia) e le suore di Maria Ausiliatrice aprirono le prime scuole del quartiere, elementare e media. Anche l’Oratorio ha una consolidata tradizione sportiva. Cinquantacinque anni fa ha dato i natali alle Polisportive Giovanili Salesiane (PGS), fondate proprio qui a metà degli anni Sessanta.


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Portogallo

EX ALLIEVA DEI SALESIANI DI ESTORIL VINCE “THE VOICE” Lisbona, Portogallo – gennaio 2020

La vincitrice della settima edizione del programma televisivo “The Voice” del Portogallo è Rita Sanches, exallieva dei Salesiani di Estoril. La prova finale del programma è stata trasmessa dalla TV portoghese RTP1 il 12 gennaio; in lizza per la miglior voce del Portogallo, oltre a Rita Sanches, c’erano altre due concorrenti legate ai Salesiani di Estoril, Carolina Pinto, insegnante di arti sceniche, e Filipa Maldonado, allieva del “Musicentro” dal 2012.

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Papua Nuova Guinea

EX ALLIEVI RIUNITI PER UN TORNEO SPORTIVO Port Moresby DBTI (Don Bosco Technological Institute) 4 Ottobre 2019

L’Istituto Tecnico Don Bosco Ex Allievi di Port Moresby PNG (Viceprovincia PGS)1 inizia le celebrazioni natalizie congiunte già dal mese di Ottobre. Qualche giorno fa ha preso il via il Torneo di Ex Allievi per festeggiare le vacanze di Natale. Serve a rafforzare il rapporto reciproco tra i nostri ex allievi e anche a promuovere i valori di Don Bosco e cioè lo spirito di famiglia, aiutarci fra noi, per poi unirsi e aiutare gli altri.

Il Torneo non è solo una faccenda fra ex allievi dell’istituto Tecnico Don Bosco. Per poter partecipare, la maggior parte degli ex alunni formano le proprie squadre con qualche parente, amico, collega e perfino con tutta la famiglia. È l’intero sistema socio-culturale “wantok”2 che si mette qui in azione.

Il Torneo Don Bosco si svolge senza intoppi ogni sabato sui campi sportivi dell’Istituto Tecnico Don Bosco di Port Moresby. L’Istituto Tecnico Don Bosco si trova nella parte orientale di Boroko3 (Port Moresby) (Rettore, P. Alex Garces) e ora, con gli oltre 800 studenti, è probabilmente il più grande Istituto Universitario Salesiano (IUS) dell’intera regione EAO (Regione Asia Orientale e Oceania). Attualmente la scuola offre 30

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due Corsi di Laurea triennale ed esistono iniziative di orientamento per la scelta del percorso formativo.

Gli ex allievi di Don Bosco sono profondamente coinvolti nella scuola, così come gli insegnanti e gli istruttori tecnici e, in vista della celebrazione mondiale del 150° anniversario della Nascita degli Ex Allievi di Don Bosco (24 giugno 2020), sono impegnati a stimolare ancora più dinamiche di animazione nell’intera Associazione. Brendon Kaita Viceprovincia PGS: unisce Papua Nuova Guinea e Isole Salomone. (NdT - Nota della Traduttrice). 2 Wantok: un amico carissimo al quale si è profondamente leali. Qualunque persona con un insieme condiviso di valori culturali melanesiani e con la quale si ha in comune la stessa lingua. (dall’inglese One Talk > Una Lingua). (NdT). 3 Boroko – È un quartiere periferico di Port Moresby. Comprende una zona residenziale e una zona sportiva e ricreativa. (NdT). 1


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Italia

IL PROGETTO “DB WAVE”:

nuovo impulso alla Formazione Professionale salesiana in Europa

(ANS – Roma) I Salesiani in Europa hanno presentato il progetto “DB Wave” (Don Bosco Web for a more Accessible and inclusive VET in Europe – Rete Salesiana per una Formazione Professionale più accessibile e inclusiva in Europa), quale risposta educativa per aumentare l’impiegabilità e l’inclusione sociale dei giovani attraverso la Formazione Professionale. A lungo termine si prevede che il progetto avrà un impatto su circa 60.000 studenti e 7.000 insegnanti di Formazione Professionale dell’Unione Europea, promuovendo la qualità della formazione e l’inclusione. L’iniziativa raccoglie 7 reti nazionali salesiane di Formazione Professionale, con 150

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anni di esperienza nell’offrire opportunità di istruzione e lavoro soprattutto ai giovani più svantaggiati, situate in sei Paesi (Spagna, Italia, Belgio, Germania, Ungheria e Francia), per un totale di 250 Centri. Inserito nel programma Erasmus+, Azione Chiave 3 (a sostegno della riforma delle politiche per la cooperazione europea nei settori dell’istruzione e della formazione) il progetto “DB Wave” ha iniziato a prendere forma in occasione dell’8° incontro dei Progetti Europei - Scuola e Formazione Professionale, organizzato dai Salesiani a Nizza (Francia) nel novembre 2018, dove, su proposta del “Don Bosco International” e della “Federazione CNOS-FAP”, sorse l’idea di candidarsi per un progetto comune. Il progetto è iniziato ufficialmente il 1° no-

vembre 2019 e durerà due anni, per concludersi nell’ottobre 2021. L’obiettivo principale dei promotori dell’iniziativa è quello di creare una rete di lavoro salesiano a livello europeo che scommetta sull’internazionalizzazione dell’istituzione, attraverso la partecipazione dei suoi Centri ai diversi programmi Erasmus+ e a proposte di progetti in cui possano collaborare insieme. Il primo incontro del progetto “DB Wave” si è svolto a Monaco di Baviera lo scorso novembre, a cui ne sono seguiti un altro a Roma, lo scorso dicembre, e un terzo a Bruxelles, in questo mese.

Tuttavia lo sviluppo di una rete europea di lavoro e di condivisione nell’ambito della


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N OTIZIE Formazione Professionale era sorto già da anni, coordinato dal Dicastero della Pastorale Giovanile Salesiana, e accompagnato negli ultimi tempi da don Tarcizio Morais, SDB. A partire dall’incontro di Roma (2012), e proseguendo poi con Malta (2013), Firenze (2014), Saragozza (2015), Budapest (2016), Cracovia (2017), Siviglia (2017), Nizza (2018) e Monaco di Baviera (2019), la rete è continuata a crescere, non solo nel numero di partecipanti e Paesi rappresentati, ma anche nel numero di progetti tra i

partner salesiani che sono nati attraverso questi incontri. Attualmente il progetto “DB Wave” vede come ente capofila la Federazione CNOSFAP (Italia); come soci: l’Ispettoria “Spagna-Maria Ausiliatrice” e la Fondazione “Tech Don Bosco” (Spagna); “Szalézi Intézmény Fenntartó” (Ungheria), “Association Maisons Don Bosco” (Francia), “Don Bosco Onderwijscentrum” (Belgio), l’Ispettoria della Germania; e il “Don Bosco Internatio-

nal”. E come soci collaboratori conta la Federazione delle “Piattaforme Sociali Pinardi” e la Confederazioni dei Centri Giovanili “Don Bosco” (Spagna); l’Associazione Europea per la Formazione Professionale (Belgio); l’ONG salesiana “VIS Volontariato Internazionale per lo Sviluppo” (Italia); l’Associazione degli Exallievi di Don Bosco della Slovacchia; la Camera di Commercio e Industria di Budapest, il centro “Gazdasági Szakképzéi” e la Provincia di Borsod-Abaúj-Zemplén (Ungheria).

COLONIE SALESIANE “VILLA FELIZ”

Cile

Santiago, Cile – gennaio 2020

Il 3 gennaio sono iniziate le tradizionali Colonie Salesiane “Villa Feliz”, attività organizzata dalla Pastorale Giovanile, guidata da don Osvaldo Valenzuela, SDB.

Circa 70 bambini, di età compresa tra 2 e 12 anni, animati da 27 studenti e ex allievi del Centro Educativo “Salesianos Alameda”, membri del Movimento Giovanile Salesiano (MGS) ed ex allieve dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, hanno vissuto dinamiche incentrate sull’empatia e la solidarietà, con giornate con temi formativi e laboratori.

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Italia

2a FIERA INTERNAZIONALE TRA SCUOLE AGRARIE SALESIANE NEL MONDO

(ANS – Lombriasco) Dopo il riscontro positivo della prima edizione di Expo “AgriCultura” Lombriasco, presso la Scuola Agraria Salesiana di Lombriasco, alle porte di Torino, nella terra di Don Bosco, s’inizia a preparare la nuova edizione di “Expo2020”, con importanti novità. Dato rilevante dello scorso anno è stata la partecipazione di otto Scuole di Agraria Salesiane del mondo: quella anfitrione di Lombriasco, tre dall’Argentina (Venado Tuerto, San Ambrosio, Rodeo del Medio), e una ciascuna da Irlanda (Limerick), Albania (Cerrik), Francia (Ressins) e Ghana (Sunyani);

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oltre a queste, vi hanno preso parte altrettanti Istituti Agrari di Italia che, insieme a studenti e docenti, hanno condiviso le tematiche ed i progetti sull’innovazione, la sostenibilità e l’agricoltura sociale.

Da non dimenticare anche l’importante partecipazione degli Ex allievi/e di Don Bosco come espositori, professionisti ed operatori del settore che, con la loro professionalità, hanno dato un valore aggiunto alla manifestazione. Un valore aggiunto dell’anno scorso è stata l’attivazione online della rete “NET4GROW”, una piattaforma virtuosa ed utile per generare collegamenti e opportunità tra

scuole, studenti, ex allievi, professionisti ed imprese del settore. Guardando al futuro, l’evento 2020 consentirà di condividere tematiche di grande rilevanza ed attualità, con particolare attenzione al cambiamento climatico. Ma questa seconda edizione, soprattutto, sarà un’edizione speciale perché dedicata al ricordo di don Ricaldone per il 150° anniversario della sua nascita. Don Pietro Ricaldone, grande educatore e formatore dei giovani di Don Bosco, con una forte vocazione e spiritualità, seppe plasmare un modello che venne applicato nelle missioni salesiane propagatesi nei di-


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versi continenti, soprattutto nel settore della Formazione Professionale e nella creazione delle Scuole Agricole. Le delegazioni invitate saranno accolte dal Direttore della Scuola Salesiana di Lombriasco, don Marco Casanova, e dal Preside Marziano Bertino che, come la scorsa manifestazione, accompagneranno gli ospiti, insieme all’équipe della scuola, durante la visita spirituale sui Luoghi Salesiani, dal Colle Don Bosco al Museo Missionario e fino alla Basilica di Maria Ausiliatrice di Valdocco, passando per Chieri ed il territorio Piemontese, molto caro a San Giovanni Bosco. L’organizzazione della 2a edizione è affidata,

come lo scorso anno, al dott. Daniel Ormeno presidente della “Associazione Plaza Argentina”, già collaboratore della Scuola Agraria Salesiana di Lombriasco nei progetti di scambio culturale, di sviluppo locale e di formazione professionale in ambito Agrario, Agroindustriale ed Agroalimentare, in dialogo con le Scuole Agrarie Salesiane del mondo. Il coinvolgimento di nuove aziende del territorio presenti a livello nazionale ed internazionale, gli Enti di Categoria, le Fondazioni ed Istituti di credito locale e nazionale, sarà di nuovo un punto fermo ed un vitale aiuto alla buona riuscita della manifestazione. Con tutti questi enti sarà possibile condivi-

dere dei Forum, fare degli scambi culturali, ricercare e creare delle opportunità di ogni genere.

Expo AgriCultura si terrà dal 1° al 4 ottobre 2020 presso la Scuola Agraria Salesiana di Lombriasco, sul tema “Affidare la terra ai giovani”, quale segnale di forte rilancio per un’agricoltura sana e a sostegno delle giovani generazioni di tutti i popoli. Per maggiori informazioni è possibile contattare daniel.ormeno@salesianilombriasco.it economato@salesianilombriasco.it o visitare il sito www.net4grow.com

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Panama

PARTECIPAZIONE DELL’ISTITUTO TECNICO DON BOSCO A “EXPO MÁQUINA 2020” Città di Panama, Panama – febbraio 2020 L’Istituto Tecnico Don Bosco è stato invitato a partecipare all’evento “Expo Máquina 2020”, svoltosi dal 5 al 7 febbraio presso il Centro congressi “Atlapa” della Città di Panama. “Expo Máquina” è un’importante fiera specializzata in macchinari per l’edilizia, l’industria, il settore marittimo, minerario e agricolo, ed è organizzata dall’Associazione dei Distributori di Macchinari (ADIMAQ). Durante le giornate, presso la postazione dell’Istituto Tecnico Don Bosco, gli studenti hanno accolto i visitatori spiegando con dimostrazioni dal vivo il funzionamento delle attrezzature esposte. Personaggi illustri del settore commerciale di Panama, Ex allievi e pubblico in generale si sono congratulati con gli alunni per il lavoro svolto.

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Filippine

UNA TARGA E UN ADESIVO PER CELEBRARE L’ORGOGLIO DI ESSERE EX ALLIEVI DI DON BOSCO (ANS – Manila) Don Bosco considerava i suoi ragazzi come parte della sua Famiglia Salesiana. Oggi i suoi ragazzi sono gli Ex allievi di Don Bosco. All’inizio di questo 2020 che vede tra i suoi eventi più significativi il 150° anniversario dalla nascita degli Ex allievi di Don Bosco (24 giugno 1870-2020), dalle Filippine giunge una singolare iniziativa. In tutto il mondo è possibile riconoscere quattro tipi di Ex allievi, caratterizzati secondo il grado di impegno profuso. • Quelli per cui essere Ex allievo di Don Bosco è semplicemente un DATO DI FATTO nella loro vita: per loro è stata un’esperienza del passato, ma la loro identità è costruita fondamentalmente altrove. • Quelli per cui essere Ex allievo di Don Bosco è una GRAZIA. Sono gli Ex allievi che sono stati toccati dall’educazione salesiana e vivono pertanto con un senso di gratitudine per averla ricevuta. • Quelli per cui essere Ex allievo di Don Bosco è una MISSIONE. Sono gli Ex allievi che partecipano alle attività proposte 38

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nell’Istituto in cui si sono formati o nella Federazione locale. • Quelli per cui essere Ex allievo di Don Bosco è un PROGETTO DI VITA. Sono gli Ex allievi che impegnano i loro talenti, il loro tempo e le loro risorse per portare avanti la missione di Don Bosco. Per dare visibilità alla figura e all’impegno dell’Ex allievo di Don Bosco, la Federazione Nazionale Filippina degli Ex allievi, che quest’anno festeggerà i 40 anni della sua istituzione, ha preparato diversi eventi benefici e cerimonie ufficiali. Ma intanto ha già pensato ad un paio di gadget molto concreti: uno speciale adesivo ed anche una targa commemorativa per auto – che ha ottenuto il permesso delle autorità competenti per essere affissa al di sopra di quella propria delle automobili. In vista dei prossimi appuntamenti celebrativi per il 150° anniversario della nascita degli Ex allievi – tra cui spicca, a livello regionale, il Congresso che avrà a luogo a Tokio dal 4 al 6 dicembre prossimi – tra le strade o sulle pareti di Manila o di Cebu sarà possibile incontrare una targa o un adesivo che potrà veicolare a tutti l’orgoglio di aver ricevuto un’educazione secondo il Sistema Preventivo di Don Bosco. Fonte: AustraLasia


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India

51a GIORNATA DEGLI EX ALLIEVI A CHENNAI Il 19 gennaio 2020 presso La Scuola AngloIndiana di San Beda, la Federazione Provinciale di Chennai (INM) ha celebrato la sua 51ma Giornata degli Ex Allievi e l’inaugurazione del 150° anno dalla fondazione degli Ex Allievi.

È stato un programma di grande successo, con 173 partecipanti provenienti da 17 unità.

Mi sono sentito onorato di avere il Segretario Nazionale Sig. Firish Firmer, il Segretario Nazionale Sig. Stafford Mantel, il Sig. John Joseph Jolly e il Sig. Agavalan come Membri del comitato esecutivo della Federazione nazionale Jesuraj.

La giornata è iniziata con la Messa del Ringraziamento, seguita dall’inaugurazione del campo per la donazione del sangue e dalla condivisione delle prospettive degli ex-Leader Mondiale, Nazionale e Provinciale. La giornata è poi proseguita con l’animazione, il divertimento e i giochi.

I Premi Icona D’Oro (Golden Icon Award) sono stati assegnati ai “Sostenitori Fedeli” dell’Associazione, i premi Giovani Icone ai Giovani Ex Allievi che si sono dimostrati straordinariamente eccezionali nella società e le Borse di Studio dell’Associazione Don Bosco a coloro che hanno superato i 35 anni e hanno continuato a svolgere un servizio eccezionale nel diffondere lo spirito di Don Bosco. Tutte le Unità che si sono comportate bene, presentando i rapporti alle riunioni trimestrali del Consiglio, promuovendo le iscrizioni a Life, pubblicando periodicamente le Newsletter delle Unità, ospitando le Animazioni, le Giornate degli Ex Allievi, le Giornate Sportive e le Riunioni del Consiglio, tutte sono state premiate. J. SATISH Presidente della Associazione Ex Allievi di Don Bosco Federazione Provinciale di Chennai

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Malta

NUOVA RESIDENZA PER GIOVANI BISOGNOSI DI UNA CASA

La residenza è stata inaugurata, sabato 25 gennaio 2020, da Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Charles J. Scicluna, alla presenza del Ministro dei Diritti dell’Infanzia, della Famiglia e della Solidarietà Sociale, l’Onorevole, Dottor Michael Falzon. Durante l’inaugurazione, il Ministero per i Diritti dei Minori, la Famiglia e la Solidarietà sociale ha siglato un accordo, grazie al quale fornirà sostegno finanziario a questo progetto. Il Ministro Michael Falzon ha dichiarato che il Governo si impegnerà ad aiutare e sostenere l’organizzazione che sta attivamente operando per le persone vulnerabili. Ha affermato che il Governo ha stanziato la somma di 70.000 euro per un periodo di

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L’Arcivescovo Scicluna ha detto che la Residenza è aperta per coloro che hanno bisogno.

come se fosse Cristo stesso». Una caratteristica unica del progetto sarà la fornitura di servizi di tutoraggio ai giovani che soggiorneranno presso il residence, per prepararli a diventare indipendenti e a entrare nella comunità come cittadini bravi ed esemplari.

La Chiesa è impegnata a lavorare insieme, soprattutto per chi è maggiormente in difficoltà.

Il tutoraggio dei giovani è un sistema efficace per strapparli alla povertà e aiutarli a essere socialmente integrati.

Il Dottor F. Dingli, Ospedaliere dell’Associazione maltese dell’Ordine di Malta ha affermato: «Questo progetto vitale serve come ulteriore testimonianza pratica del carisma dell’Ordine dell’Obsequium Pauperum (aiuto ai poveri) e cioè prestare soccorso a chi ha bisogno considerando chi ha bisogno

Grazie alle generose donazioni ricevute dal Governo di Malta, dal Fondo Globale dell’Ordine di Malta per i Dimenticati, da Agape N.2 Trust, da APS Bank, dalla Fondazione HSBC Malta, dall’Unità Central Acquisti e Forniture Mater Dei, dalla Fondazione Millenium Chapel, da Josie’s Bathroom,

tre anni, al fine di garantire un servizio efficace per i giovani che via via alloggeranno in questa residenza.


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dall’Hotel Intercontinental, da Arredi e Piastrelle Bilom, B4 Group, Form Ldt, MRCD, oltre a molti benefattori e società private, i lavori di costruzione e ristrutturazione della proprietà sono stati pagati e completati. Un grazie va anche ai molti volontari che hanno offerto il loro tempo e la loro energia per portare a termine questo progetto. Per ulteriori informazioni, si prega di inviare una mail all’indirizzo ppfdonbosco@gmail.com o di chiamare il Sig. Bryan Magro al numero 99296552.

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Corea del Sud

CELEBRAZIONI PER IL 10° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI DON JOHN LEE TAE SEOK, SDB (ANS – Seul) Si sono svolte in questi giorni le prime celebrazioni in onore di don John Lee Tae Seok, il “Don Bosco di Tonj” (Sudan del Sud), a motivo dei 10 anni dalla sua scomparsa. Domenica 12 gennaio, nel Liceo Salesiano di Gwangju, l’arcivescovo della città, mons. Hyginus Kim Hee-jong, Exallievo salesiano, ha presieduto una Messa solenne. Invece, martedì 14, data dell’anniversario della morte, una Messa commemorativa per don Lee è stata celebrata dalla comunità salesiana di Tonj, e soprattutto, lo stesso giorno, è stata inaugurata l’opera “Fr John Lee Memorial Hall” a Busan, città natale del missionario salesiano. Alla Messa di Gwangju hanno concelebrato il vescovo ausiliare di Gwangju, Simon Ok Hyun-jin, il vescovo di Daejon, Lazaro Yoo Hong-shik e altri venti sacerdoti salesiani e diocesani. Vi hanno partecipato circa 400

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persone – tra cui anche protestanti e buddisti – che si sono riuniti da ogni angolo della Corea del Sud per ricordare il missionario salesiano e continuare la sua eredità di servizio ai poveri e nella condivisione della Buona Novella. Nella sua omelia mons. Kim Hee-jong ha sottolineato: «Imitate l’amore e lo spirito di condivisione testimoniato da don Lee Tae Sok, che ha dedicato la sua vita al prossimo più povero sull’esempio di Gesù». Successivamente John Mayen, ex allievo di don Lee, oggi professionista presso la Scuola Universitaria di Medicina di Inje, ha ricordato con parole molto toccanti il compianto missionario coreano. Dopo la Messa, i partecipanti si sono recati al cimitero cattolico di Damyang e hanno elevato le loro preghiere attorno alla tomba di don Lee. All’evento realizzatosi a Busan, nel distretto di Seo-gu proprio nei pressi del luogo di nascita del salesiano, hanno partecipato


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oltre 300 persone, tra cui Gong Han-soo, il Responsabile del Dipartimento di Seo-gu; Oh Geo-don, il sindaco di Busan; il vescovo di Busan, Joseph Son Sam-sok, e don Timothy Choi Won-Cheol, Ispettore della Corea del Sud. La “Memorail Hall” di don Lee, non è, come si potrebbe pensare, solo una sala commemorativa: è un edificio a quattro piani, composto da un bar-caffè al piano terra, una sala programmi e un ufficio al secondo piano, una sala commemorativa al terzo piano e una sala polivalente al quarto piano. La sala commemorativa al terzo piano espone circa 60 reliquie che raccontano la vita di don Lee e un modello tridimensionale in stile diorama sulla sua vita a Tonj. In futuro si prevede di introdurre anche altri materiali e reperti per organizzare specifiche mostre. La gestione e la cura dell’intero edificio è appannaggio dell’Ispettoria coreana. In tal senso l’Ispettore ha manifestato: «Svolgeremo varie attività per ereditare e diffondere i tre spiriti di don Lee: Servizio, Gioia e Condivisione». Il “Cafe Friends” al piano terra sarà invece utilizzato come luogo per aiutare i giovani svantaggiati, e una parte dei suoi ricavi verrà destinata a sostenere la formazione professionale dei giovani che sognano di diventare “chef”. Don Samuel Yoo Myeong-il e l’Ufficio di Comunicazione Sociale dell’Ispettoria KOR EX ALLIEVI Newsflash - Pasqua 2020

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Pakistan

UN CUORE COLMO DI GRATITUDINE PER I 20 ANNI DI PRESENZA SALESIANA (ANS – Lahore) La missione salesiana in Pakistan, che ha festeggiato lo scorso anno il ventesimo anno dalla sua fondazione, è stata accompagnata in questi quattro lustri da quattro Visite Straordinarie: nel 2001, nel 2007, nel 2013 e nel 2019. Al termine dell’ultima Visita Straordinaria, realizzata dal Consigliere per l’Asia EstOceania per conto del Rettor Maggiore, gli 11 salesiani della Delegazione, con il loro Ispettore, don Godofredo Atienza (FIS), hanno ricevuto una lettera di accompagnamento dal Rettor Maggiore.

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stani che si è formata nelle Filippine. • Nei frutti di santità maturati: a partire dall’exallievo di Don Bosco Akash Bashir (1994-2015), un “bene” inestimabile della Delegazione Pakistana, e proseguendo poi con le centinaia di altri giovani, cristiani e musulmani, che hanno ricevuto l’educazione nel Cammino di Don Bosco. • Nella testimonianza offerta dai pionieri missionari salesiani, don Hans Dopheide (scomparso nel 2011), don Pietro Zago (deceduto nel 2017) e gli altri 17 missionari salesiani inviati nel Paese.

Dopo 20 anni di presenza salesiana in questo Paese è possibile riconoscere l’azione della mano di Dio in molti ambiti:

Merita di essere segnalata la presenza specifica di diversi Salesiani Coadiutori, che hanno reso e rendono la consacrazione apostolica salesiana pienamente rappresentata e visibile.

• Nella costante crescita vocazionale, con la prima generazione di salesiani paki-

• Nei molti compagni di missione, sia cristiani, sia musulmani, che contribuiscono


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con i loro gesti all’impegno salesiano per i giovani.

• Nella nascita dell’Associazione degli Exallievi di Don Bosco in Pakistan, avvenuta lo scorso novembre a Lahore. Naturalmente i pochi confratelli della Delegazione salesiana del Pakistan – dipendente dall’Ispettoria delle Filippine Sud (FIS) – devono affrontare anche le loro sfide: nelle comunicazioni con il centro ispettoriale, nell’accompagnamento della Delegazione in questa fase di fondazione, nell’offrire un discernimento vocazionale e un accompagnamento formativo qualificati, nel dare piena consistenza alla missione educativo-pastorale salesiana e nel sostegno economico alla missione. Nella sua lettera ai salesiani in Pakistan il Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, ha offerto quattro principali linee guida per la crescita carismatica della Delegazione pakistana: promuovere la cultura vocazionale e la formazione permanente, servire i giovani in una missione condivisa con i laici, favorire una crescita carismatica sostenibile (attraverso la riflessione pastorale, esperienze di gruppo per i giovani e traduzioni in lingua urdu dei testi salesiani), ottenere un accompagnamento coerente da parte dell’Ispettoria (FIS) per quanto riguarda la formazione alla leadership. Fonte: AustraLasia EX ALLIEVI Newsflash - Pasqua 2020

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Brasile

120 ANNI DEL LICEO SALESIANO E 15 ANNI DELL’ISTITUTO DON BOSCO: una tradizione nell’arte di educare

(ANS – Salvador) Il 2020 è un anno molto importante per i salesiani presenti nello Stato di Bahia, perché si celebra un doppio anniversario nella presenza salesiana a Salvador: il 120° anniversario del Liceo Salesiano, situato nel quartiere di Nazareth, e il 15° anniversario dell’Istituto Don Bosco il 31 gennaio. In vista di tali ricorrenze l’istituzione ha anche creato un logo commemorativo. Il Liceo Salesiano del Salvador è un punto di riferimento storico per l’educazione in tutto lo Stato di Bahia ed è celebre per aver formato diverse personalità del mondo dell’arte e della politica, di livello locale e nazionale. Questa scuola salesiana di Salvador fu inaugurata l’11 marzo 1900, per merito di don Giordano, il primo salesiano ad arrivare a Bahia, nel 1897. Contrassegnato da un’architettura neoclassica e moderna, l’edificio ultracentenario della tradizionale istituzione educativa diede avvio alle attività con l’insegnamento tecnico-professionale. Ha saputo lasciare un segno nella storia di Bahia e del Brasile, soprattutto tra i giovani più svantaggiati, come i giovani “orfani di Canudos”, ragazzi vittime dalla guerra tra l’esercito brasiliano e i membri 46

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di un movimento popolare a contenuto socio-religioso guidato da Antonio Conselheiro. Già nel 2005, l’esperienza del percorso educativo del Liceo Salesiano aveva portato la Direzione dell’istituzione e l’Ispettoria di Brasile-Recife, a cui appartiene, ad ampliare i propri confini e a fondare una nuova scuola, sempre a Salvador. In quell’occasione si è ricercato un progetto architettonico che privilegiasse il benessere degli studenti, con strutture moderne, laboratori, biblioteca, palestra, campi sportivi e ampi spazi per vivere la scuola. Oltre ai 31.000 m2 di superficie e alle eccellenti infrastrutture, tale nuova opera era dotata di un moderno progetto pedagogico, che si univa alla tradizione educa-

tiva dei salesiani, alla loro filosofia e ai loro valori ispirati da Don Bosco. Nacque così l’Istituto Don Bosco, un’altra istituzione educativa salesiana dedita alla sfida della formazione dei bambini e dei giovani per la vita e per il lavoro.

Per i salesiani, gli allievi, le loro famiglie e tutti gli exallievi si tratta ora di un momento di festa. «Vogliamo continuare la nostra missione di lavorare per lo sviluppo integrale dei bambini e dei giovani attraverso l’Educazione e l’Evangelizzazione, insieme con l’assistenza sociale ai più svantaggiati e a quella fraternità e a quell’impegno sociale che la Rete delle Scuole Salesiane in Brasile ha sempre dimostrato» è stato il commento di Mario Preto, dell’Ufficio Comunicazione e Marketing dei Salesiani di Salvador.


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Filippine

DALLA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE ARRIVANO NUOVI STRUMENTI per il Centro di Formazione Agricola Salesiano di Legazpi

che ha due figli ex allievi del Centro “Don Bosco Legazpi” e che è membro della “Cooperativa Don Bosco”, che serve la comunità dei contadini. Dal 2015 Gonzales utilizza la struttura di servizio comune del “Don Bosco Legazpi” e, con gli strumenti tecnologici di cui è stato rifornito, ha migliorato il suo modo di coltivare, passando da un’agricoltura tradizionale a metodi più efficaci ed efficienti e, conseguentemente, a raccolti più abbondanti. (ANS – Legazpi) Grazie alla generosità dei benefattori di “Salesian Missions” - la Procura Missionaria Salesiana di New Rochelle, Stati Uniti il Centro di Formazione Agricola Salesiano di Legazpi, nelle Filippine, ha ricevuto di recente delle nuove attrezzature necessarie per un nuovo programma di produzione di soia nella sua fattoria dimostrativa. Il Centro “Don Bosco Legazpi”, come viene chiamato, è una scuola tecnica professionale che offre Corsi di formazione professionale e un programma per lo sviluppo agricolo a giovani e agricoltori locali, per aiutarli a raggiungere l’indipedenza economica. La fattoria dimostrativa permette ai diplomati del centro e alle loro famiglie di uti-

lizzare la terra per organizzare piccole cooperative e li assiste per ottenere micro-finanziamenti, assistenza per le coltivazioni e la commercializzazione dei prodotti. Con il sostegno ricevuto i responsabili dell’opera salesiana hanno potuto acquistare degli pneumatici per il trattore, una mietitrice portatile di soia, una seminatrice a rulli, un aratro a scalpello e coltivatori a molla. Di questi materiali beneficiano direttamente 15 contadini direttamente legati al Centro salesiano, oltre a quelli delle zone limitrofe che richiedono al Centro salesiano determinati servizi di preparazione del terreno, come arare e dissodare i terreni. Uno dei beneficiari, ad esempio, è Aurelio Gonzales, un agricoltore locale di 80 anni,

«Ringraziamo i nostri benefattori: sono loro a beneficiare studenti e contadini locali – ha affermato don Gus Baek, Responsabile della Procura di New Rochelle –. Don Bosco Legazpi è stato aperto appositamente per fornire un’educazione tecnica agricola ai giovani con scarse risorse, per offrire loro competenze agricole che gli permettano di guadagnarsi da vivere e di dare il loro contributo alla società». “Don Bosco Legazpi”, in effetti, offre ai suoi allievi l’opportunità di combinare teoria e pratica, alternando lezioni in aula e il lavoro nei campi della fattoria del Centro. Propone corsi teorici e pratici in serre, coltivazioni di ortaggi, colture cerealicole, giardinaggio, allevamento, zootecnia, scienze veterinarie, latte, formaggi e latticini. Fonte: MissionNewswire EX ALLIEVI Newsflash - Pasqua 2020

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Papua Nuova Guinea

“DON BOSCO MI HA INSEGNATO LA GESTIONE DEL TEMPO E LA PUNTUALITÀ”

Xavier Loipio, diplomato all’Istituto Tecnico Don Bosco, 2009 competente e di successo e un modello di riferimento per la mia comunità.

Gabutu, Port Moresby, Papua Nuova Guinea, 3 novembre 2019 Avere successo può accadere a chiunque. Per me, tutto ha avuto inizio all’Istituto Tecnico Don Bosco. Ho abbandonato la scuola superiore, sono stato tossicodipendente per tre anni e ho avuto un problema di comportamenti antisociali. Poi, per sbarcare il lunario, mi sono ridotto a vendere Noci di Betel. Col passare dei giorni, spesso mi chiedevo: “Cosa farò della mia vita?”. Un giorno fui incoraggiato da don Jess Escala (ex Preside) a iscrivermi all’Istituto Tecnico Don Bosco. Al Don Bosco, ho ricevuto ciò di cui avevo bisogno per avere successo: puntualità, preparazione e gestione del tempo. A quel punto, ho fatto un bilancio della mia vita e ho preso una grande decisione. 48

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Mi chiamo Xavier Loipio e ho 33 anni. Sono un cattolico devoto, sono single e discendo da una famiglia di provenienza mista, fra Nord delle Isole Salomone e Provincia del Golfo. Mi sono diplomato in Manutenzione e Meccanica Industriale presso l’Istituto Tecnico Don Bosco di Gabutu nel 2009. Ho, quindi, iniziato la mia carriera come Installatore Navale presso la PNG Dockyard Ltd, dove ho lavorato per dieci anni. Certo, ho affrontato diverse sfide, ma sono riuscito a superarle e a continuare il mio impegno. L’aver lavorato in questo settore per un lungo periodo non significa che io ormai sappia tutto. Continuo a studiare, a imparare e ad aggiornarmi incessantemente. Don Bosco è stato la mia luce in fondo al tunnel, colui che mi ha permesso di diventare un bravo cittadino, un professionista

Grazie alla preparazione che ho ricevuto all’Istituto Tecnico Don Bosco, sono riuscito a ottenere il Certificato Commerciale di Tecnologia di Montaggio e Lavorazione presso il Politecnico di Port Moresby (Port Moresby Technical College), un Certificato III in Installazione e Montaggio nel Commercio Meccanico presso l’Australian Pacific Technical Coalition (APTC) e un Diploma Avanzato, livello I.V. Q. n. 3 in Manutenzione Impianti a Petrolio e a Gas presso la Kumul Petroleum Academy, South Pacific Employment Institute.

Una delle mie più grandi vittorie è stata l’elezione a Presidente dell’Australia Pacific Technical Coalition (APTC), ex Allievi della Papua Nuova Guinea, dal 2017 al 2018. Durante il mio periodo con l’APTC, ho incontrato professionisti preparatissimi nel settore TVET, il settore dell’Istruzione, e persone molto importanti come Helen Leeson, il Capo Accademico, il Dottor Brad Shaw, Country Manager del Campus PNG e David Pepyet, ex SVTA per Ingegneria. Sono le persone che hanno suscitato in me il desiderio di diventare qualcuno nella vita. A tutti loro sono grato. Sono uno dei pionieri della Kumul Petroleum Academy (KPA) / South Pacific Employment Institution (SPEI) e sono anche 4° nel Programma di Formazione della Exxon-


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Mobil. Grazie alla mia attitudine alla leadership, attualmente lavoro come Caposquadra di un Team Tecnico presso la Comlek Electrical Engineering Ltd., una Compagnia con sede in Australia.

La Manutenzione e Meccanica Industriale è un campo in rapida evoluzione e la cosa elettrizzante è che una gran quantità di Industrie hanno bisogno di questo tipo di servizio. Risultato è che si può trovare lavoro in qualsiasi settore si preferisca, le possibilità sono infinite.

Una delle mie maggiori sfide è l’adattamento ai nuovi flussi di lavoro e quindi la creazione di report aggiornati da presentare al mio supervisore.

Guardandomi indietro, le due cose più importanti che ho imparato alla scuola di Don Bosco sono state la gestione del tempo e la puntualità. A scuola, arrivavo sempre 510 minuti prima dell’inizio delle lezioni e non facevo mai assenze. Questi due importanti valori mi hanno permesso di studiare con serietà e di prepararmi a fondo.

Fra le materie apprese dai salesiani, quelle che considero di maggior valore sono il Disegno Commerciale e la capacità di leggere i Disegni Tecnici. Grazie alla competenza acquisita in queste due discipline, sono sempre un passo avanti rispetto agli altri. Quando sai leggere o interpretare un Disegno, il tuo lavoro scorre facile.

Non smetterò mai di ringraziare Don Bosco e i miei insegnanti per avermi trasmesso questi valori e queste competenze. Ci sono, infine, due persone che hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia vita: sono Martin Dai e George Isoaimo. Questi due educatori mi hanno seguìto passo passo nella mia carriera scolastica fino al giorno del Diploma.

Mi hanno insegnato la disciplina e aiutato a far emergere la parte migliore di me. Errori ne ho commessi, è vero, ma ho imparato dai miei errori. E imparando dai miei errori sono riuscito a migliorarmi e a progredire.

Il mio consiglio agli allievi delle scuole salesiane è questo: imparate il più possibile perché tutto quello che vi serve in un mondo molto tecnologico e specializzato come quello attuale, è proprio lì, a vostra

disposizione, nelle aule in cui studiate. I sogni e gli obiettivi nella vita si raggiungono attraverso il duro lavoro. Non andate dove vi porta il sentiero, andate invece dove il sentiero non c’è ancora e lasciate dietro di voi una traccia. Così facendo, ispirerete gli altri a seguire il vostro esempio.

La famiglia, gli amici, le comunità in cui viviamo e le nostre esperienze contribuiscono a farci capire chi siamo e che visione del mondo abbiamo. Cercate di capire come Dio si muove nella vostra vita. Abbiate fiducia in Dio e non abbandonate mai la speranza del Cielo. È questa speranza che mi fornisce l’àncora che mi tiene radicato e fermo nella Verità e nella mia ricerca della Santità. Senza Don Bosco non sarei mai riuscito a capire e a realizzare queste cose. Sarò eternamente grato a Don Bosco per aver creduto in me quando nemmeno io credevo in me stesso.

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Filippine

CURA DEL CREATO E DEI GIOVANI: grazie all’educazione ricevuta

(ANS - Mati)

Un giovane surfista si aggira di notte sulla spiaggia di Dahican, vicino Mati, con una torcia in mano e cercando di dare nell’occhio il meno possibile. Non ha cattive intenzioni, tutt’altro, è lì per aiutare a far sbocciare la vita. Lui è Winston Plaza, è un ex allievo salesiano e se oggi si comporta così lo deve a due salesiani. Verso le 10:30 di sera il litorale di Dahican è bagnato dalla morbida luce della luna, oltre che dal battito ritmico delle onde.

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In un piccolo spicchio degli oltre due chilometri di spiaggia, nota per la pratica del surf così come per essere un “hotspot” ecologico, Winston e un suo amico avanzano chini sopra una tartaruga marina embricata – una specie di tartaruga considerata in “pericolo critico di estinzione”.

Sin dalle prime ore della sera i due sono di guardia sulla spiaggia, aspettando che le tartarughe femmina si avvicinino a riva per deporre le uova. Circa tre specie di tartarughe marine nidificano a Dahican, tutte

considerate criticamente in pericolo dal Dipartimento dell’Ambiente e delle Risorse Naturali (DENR).

Winston in tutta franchezza afferma: «Solo il 30% delle persone qui intorno apprezza quello che facciamo». Sollecitato a chiarire, Winston spiega che, nonostante i progressi nella protezione dell’ambiente, diversi imprenditori e abitanti del luogo vedono ancora il mare solo come risorsa economica. In pochi, troppo pochi, riescono ad ammirarne la natura e i


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Un ex allievo s’impegna per il bene comune suoi doni, la sua bellezza. Intanto la tartaruga madre lotta con la sabbia. «Sta cercando di ingannarci su dove ha nascosto le sue uova», spiega Winston.

La tartaruga è riemersa qualche ora fa, ma è tornata in mare quando ha incontrato delle persone. Al riparo dell’oscurità è risalita a riva, per deporre le uova prima che Winston la trovasse e segnasse il punto.

Winston appartiene all’associazione “Amihan sa Dahican”, un gruppo di surfisti locali che offrono lezioni alla gente del posto e ai turisti. Insieme agli altri tre fratelli Plaza si occupa, tra le altre cose, della salvaguardia delle tartarughe marine. Fanno la guardia notturna, anche fino alle due di notte, in attesa che le tartarughe riemergano; allora segnano il luogo del nido, dissotterrano le uova appena deposte e le trasferiscono in un luogo sicuro dove possono essere protette dai predatori - naturali e umani.

Sperano in questo modo che, tenendo sotto controllo le condizioni del nido e delle recinzioni, si possano schiudere un maggior numero di femmine e possa aumentare così il tasso di sopravvivenza delle uova. Dalle uova deposte solo nel 10% dei casi si

arriverà ad un individuo adulto. Per questo loro le assistono il più possibile e, una volta che le uova sono schiuse, aiutano le tartarughine a raggiungere il mare per sostenere la popolazione in calo.

Il gruppo non si limita solo a proteggere i cuccioli di tartaruga. Collaborano con il DENR e si battono per garantire una tutela speciale alla spiaggia di Dahican; e si prendono cura anche di alcuni giovani: li aiutano nella loro educazione, gli danno da mangiare e li educano per far sì che siano tutelati nei loro diritti.

«Tutto questo – afferma Winston – è dovuto al fatto che due sacerdoti ci hanno aiutati a diventare ciò che siamo ora».

Don Franco Uras e don Leonard Mcmanus sono due salesiani tra i pionieri che giunsero a Mati, sull’isola di Mindanao, nelle Filippine Sud. Winston, insieme ai suoi fratelli Juan, Pedro e June, era direttamente sotto la loro cura. I quattro ragazzi erano i figli della lavandaia della comunità salesiana e rimasero orfani di padre. Sono stati i due sacerdoti che li hanno aiutati nella loro educazione e hanno insegnato loro le lezioni di vita che essi ora

stanno trasmettendo alle generazioni più giovani e nella cura del Creato.

«Erano soliti portarci con loro nelle missioni alle varie cappelle. Abbiamo aiutato don Uras a piantare gli alberi al Centro Don Bosco», ricorda vividamente Winston. «Don “Mac” ci portava a Davao per poter studiare. E don Franco ha insegnato ai miei fratelli a cucinare». In effetti don Franco è noto per le sue abilità culinarie e i suoi piatti italiani sono molto amati dai salesiani e dai loro giovani.

«Facciamo quello che facciamo ora perché i primi salesiani di Mati ci hanno insegnato il valore di una buona educazione e di contribuire alla comunità e all’ambiente». Dopo aver rintracciato le uova, Winston le raccoglie nella sua maglietta e con delicatezza e attenzione le porta in un’area recintata a mezzo chilometro di distanza. Lì le sotterra nuovamente. «Ci vorranno due mesi prima che queste uova si schiudano». Le “uova” che i salesiani di Mati hanno curato negli anni passati ora si sono schiuse. Questi ora sono i “guerrieri” che fanno sì che la prossima generazione, di tartarughe e di giovani, abbia un futuro luminoso. Ufficio di Comunicazione Sociale dell’Ispettoria delle Filippine Sud

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Perù

GIOVANNI, EX ALLIEVO DELL’ORATORIO DI MAGDALENA DEL MAR: “Devo fare qualcosa con i giovani di qui”

si diceva di continuo. Questo era il suo obiettivo: raggiungere i giovani. Dopo qualche anno il suo sogno si è realizzato. Con duro lavoro e dedizione, è riuscito a fondare il primo oratorio della città: “Pfarre Bad Vigauin”. «L’ho impostato sulla base di quanto ho vissuto da oratoriano alla mia epoca», racconta.

(ANS – Lima) Giovanni Hurtado ha vissuto la sua infanzia nel quartiere di Magdalena del Mar, a Lima. La presenza salesiana in quella realtà era diffusa e contava tre opere, con diverse attività - scuola, casa di formazione e parrocchia – e le vocazioni erano numerose. Oggi, all’età di 48 anni, l’entusiasmo di questo ex allievo oratoriano è ancora più vivo e forte che mai. Lui lo ha imparato dai Salesiani e oggi dice: «Ho avuto la fortuna di incontrare i Salesiani in un’epoca d’oro, quando erano sempre a contatto con i giovani», dice Giovanni.

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Con il passare degli anni la sua filosofia di vita rimase intatta: portava il carisma salesiano nel cuore. Le sfide erano sempre più grandi, ma Giovanni non si è fermato. Da qualche tempo vive in Austria, nella città di Bad Vigaun, distretto di Hallein, nel Land di Salisburgo. «Appena arrivato in Austria, ho chiesto della chiesa più vicina. Volevo parlare con il parroco e offrirmi di cantare alla Messa», dice. Quest’esperienza è stata il primo passo di tutto ciò che di buono ne sarebbe seguito. È in quel momento che Giovanni ha iniziato a costruire una nuova storia. «Devo fare qualcosa con i giovani di qui»,

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A Bad Vigaun, il giorno dell’Epifania, un gruppo di bambini e giovani visita le case per chiedere un po’ di beneficenza da usare per diversi progetti educativi e formativi in tutto il mondo. Il 90% del denaro raccolto viene inviato a Salisburgo e poi distribuito ai luoghi che hanno bisogno di aiuto. Uno di questi luoghi si trova in Perù, nella parte più profonda della regione amazzonica: il Centro di Formazione Tecnica interculturale “Yankaum Jintia”, che accoglie giovani di diverse comunità indigene: Achuar, Wampi, Quechua e Candozi. Questo sostegno è nato grazie a Giovanni, che dopo aver ottemperato ad una serie di requisiti a Salisburgo, ha contattato la Fondazione Don Bosco del Perù per offrire una significativa donazione annuale. Il suo slancio e la sua voglia di servire hanno fatto di Giovanni una persona migliore e un grande “Amico di Don Bosco”.


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FAMIGLIA S ALESIANA

GIORNATE DI SPIRITUALITÀ DELLA FAMIGLIA SALESIANA:

Italia

concretezza, coraggio e impegno

(ANS – Torino) Continuare a crescere come la Famiglia di Don Bosco; mettere in atto nelle diverse realtà e con i propri tratti caratteristici la “politica del Padre Nostro”; dare visibilità al bene che si compie. Questi sono i tre messaggi conclusivi che Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore dei Salesiani e centro di unità della Famiglia Salesiana, ha lanciato domenica 19 gennaio, dal palco del teatro di Valdocco, a conclusione delle XXXVIII Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana. Già nei giorni precedenti le diverse centinaia di partecipanti si erano potuti arricchire di tante testimonianze e condivisioni, che avevano invitato tutti a proseguire la propria missione apostolica all’insegna della concretezza, del coraggio e dell’impegno. Significativa è stata anche la partecipazione a queste Giornate non solo del Rettor Maggiore, ma anche del Consiglio Generale quasi al completo, insieme anche a tutti e 10 gli Ispettori della Regione Mediterranea. Il programma delle attività comuni ha previsto un ampio tempo all’ascolto di esperienze e buone pratiche di impegno cristiano, sociale e politico: • Il vescovo di Maiorca (Spagna), mons: Sebastia Taltavull Anglada, ex allievo salesiano, ha parlato dell’appassionata Pastorale Giovanile realizzata nella sua diocesi;

• I giovani dell’oratorio salesiano di Aleppo (Siria) hanno raccontato le attività portate avanti con coraggio e gioia anche durante la guerra; • Salesiani Cooperatori ed Ex allievi di Don Bosco d’Italia hanno presentato la “Scuola di formazione per l'impegno socio-politico” ispirata al Beato Alberto Marvelli; • Emma Ciccarelli, Salesiana Cooperatrice, ha condiviso il suo impegno nella Commissione Famiglia della Conferenza Episcopale Italiana; • Joaquin Martin Calleja, Salesiano Cooperatore, a partire dalla sua esperienza in un Centro di Formazione Professionale e con i giovani a rischio, ha parlato della spiritualità dell’educatore; • Jorge Santos, Ex allievo, giudice in pensione in Portogallo, ha testimoniato il suo

impegno per la formazione dei giudici nei paesi africani; • Nico Lotta, Presidente della ONG salesiana VIS, ha raccontato la dura battaglia contro la tratta di esseri umani; • Ex allieve ed ex allievi delle FMA di Cuneo hanno illustrato il loro impegno oratoriano, dove tanti giovani stanno diventando animatori delle generazioni più giovani. Durante i lavori di gruppo, suddivisi in ben 23 gruppi linguistici, inoltre, sono state portate alla luce le necessità individuate per vivere tutti insieme la “politica del Padre Nostro”: trovare il giusto equilibrio tra spiritualità e impegno, tra buon cristiano e onesto cittadino; dare risposte concrete alle necessità attuali dei giovani; dare testimonianza come credenti credibili; lavorare in unità, nelle comunità, così come nei gruppi della Famiglia Salesiana.

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Periodico di attualità religiosa e sociale della Confederazione Mondiale degli Exallievi ed Exallieve di Don Bosco

Direzione e Redazione Ex Allievi Newsflash Opera Salesiana Teresa Gerini Via Tiburtina, 994 - 00156 Roma (Italia) tel. (+39) 06.409.003 Internet: www.exallievi.org

Casa Generalizia Sede Centrale Salesiana Via Marsala, 42 - 00185 Roma (Italia) tel. (+39) 06.656.121 Centralino Fax (+39) 06.656.12.556 Internet: www.sdb.org E-mail: rmg@sdb.org

Direzione e Coordinamento redazionale Pierluigi Lazzarini newsflash@exallievi.org pierluigi.2208@tiscali.it

IL NOSTRO NUMERO DI CONTO

Segretaria di Redazione Veronica Messano

Collaboratori di questo numero Don Ángel Fernández Artime SDB, Michal Hort, Fredi Portilla Farfàn, Brendon Kaita Peter Kovac, Xavier Loipio, Vanni Lóriga, Bryan Magro, don Samuel Yoo Myeong-il, Daniel Ormeno, Sandra Pistilli, Gianfrancesco Romano, J. Satish, Nisaury Ventura

Nome: Confederazione Mondiale Exallievi ed Exallieve di Don Bosco Banca: Banco Posta Indirizzo: Roma, Italia IBAN: IT53 0076 0103 2000 0004 3261 007 SWIFT Codice: BPPIITRRXXX Numero Bancario Account: 43261007

Foto/immagini e Fonti Archivio Ag. ANS, AME, AustraLasia, Uff. Comunicazione Sociale Ispettoria Filippine Sud, Uff. Comunicazione Sociale Ispettoria Corea, Jesùs Anzano Lacarte, Mission Newswire

La Rivista trimestrale (Italiano, Inglese, Spagnolo, Francese e Portoghese) è consultabile sul sito ufficiale www.exallievi.org in queste scadenze: 25 DICEMBRE (Santo Natale); PASQUA DI RESURREZIONE; 24 GIUGNO (nascita degli Ex Allievi); 5 OTTOBRE (Beato Alberto Marvelli)

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Traduzioni

Ag. ANS - Sandra Pistilli

Ag. ANS - Nisaury Ventura

Ag. ANS - Redazione

Ag. ANS - Nisaury Ventura

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