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E X A LLIEVI Newsflash ANNO 8 - NUMERO 36 - NATALE 2019

Periodico di attualitĂ religiosa e sociale della Confederazione Mondiale degli Exallievi ed Exallieve di Don Bosco Edizione italiana

B u on Nata le !


LA VOCE DEL RETTOR MAGGIORE Dio nasce ad Agartala Carissimi amici del Bollettino Salesiano e del Carisma di Don Bosco vi mando gli auguri di Buon Natale dalla bellissima India nord-orientale. Da poco sono arrivato qui dal “tetto del mondo”, il Nepal, e dalla provincia di Shillong, che magnifici echi suscita nella storia delle Missioni salesiane. Lì ho incontrato i miei fratelli e laici salesiani, i membri della Famiglia Salesiana, le nostre sorelle Figlie di Maria Ausiliatrice e le nostre Suore Missionarie di Maria Ausiliatrice. Le Suore Missionarie di Agartala donano la vita in un centro per bambini, adolescenti e giovani "diversamente abili". Hanno totalmente catturato la mia attenzione e mi hanno profondamente emozionato, quando durante l'Eucaristia di quel giorno, una cinquantina di quei ragazzi e ragazze, sordi e muti, hanno eseguito tutti i canti con il linguaggio dei segni, "imitando" la Suora che davanti a loro, sempre con il linguaggio dei segni, “diceva” loro il testo del canto. Mi sono commosso nel vedere come cantavano con i loro segni, la loro attenzione e concentrazione, le loro espressioni di felicità, i loro occhi che brillavano come le luci della cappella. E ho pregato con fede. Ho pregato con loro e per loro. E la mattina dopo sono andato a incontrarli nella loro casa. Il nome ufficiale è “Centro di riabilitazione Ferrando" di Agartala, capitale del Tripura (India). È una scuola all’avanguardia della tecnica e dell’amore delle suore. Inizialmente si prendeva cura di bambini e ragazzi audiolesi, oggi lavora per includere le varie disabilità nell’educazione, per questo negli ultimi anni sono stati accolti anche studenti con autismo, ipovedenti e con paralisi cerebrale.

Le suore si occupano di 150 ragazzi e ragazze della regione di Tripura. Di questi, 62 vivono nella casa con le suore. Sono tutti di famiglie indigenti. Le classi medie probabilmente hanno altre opzioni, ma come ho ripetuto più volte, i poveri hanno solo noi. Durante la visita, i ragazzi e le ragazze ci hanno offerto il tradizionale ballo Hojagiri. È stato impressionante vederli tutti danzare in perfetto equilibrio e ballare al ritmo di una musica che non 'sentono' come noi, ma intuiscono molto bene con una sensibilità tutta loro. Una giovane acrobata ha sorpreso tutti con l’alto livello della sua esibizione. Ma la cosa più bella è stata la sua sensibilità, la sua gioia, il suo sorriso, le sue espressioni di gratitudine con il linguaggio dei segni e la sua preghiera per noi. E ho pensato ai piccoli miracoli viventi che avevo davanti. Sono istruiti. Sono felici. Si preparano per la vita. Molti dei ragazzi, che li hanno preceduti anni prima, hanno terminato con successo gli studi all'università. E in ogni momento ho sentito in quella casa la presenza del Signore e la maternità di Maria che nelle suore diventa donazione e servizio.

In copertina: Michelangelo Merisi da Caravaggio - Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi, 1600, olio su tela 696x954. 2

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In India ho incontrato ragazzi fantastici in un Centro per “diversamente abili”. Le loro mani che ricamavano l’aria nel linguaggio dei segni mi hanno ricordato le ali degli angeli di Betlemme. Non posso dimenticare la gioia di quei bambini e adolescenti grati al Signore e a ciò che ricevono nella vita. E ho contemplato, osservato e ringraziato nel profondo del mio cuore. Perché, ancora una volta, ho potuto verificare, come prima in Nepal, o a Siliguri, che Dio continua a scrivere belle storie di vita in cui si fa presente e continua a nascere in tanti cuori. Ho imparato un po’ di “parole” nel linguaggio dei segni in quelle ore. Quanto bastava per salutarli, per dir loro che mi hanno incantato, per ringraziarli. E mi sentivo veramente felice con loro. E ho sentito il dovere di ringraziare il Signore per il dono di Don Bosco e di questa sua famiglia salesiana, perché in essa tutti noi formiamo una forza solida, anche se umile, ma tutta votata al bene e per rendere felici i giovani “nel tempo e nell’eternità”. Con la lingua dei segni, ho promesso a quei bambini che avrei pregato per loro e chiesto a tanti altri di farlo. E mi ringraziavano, i loro occhi dicevano tutto e il loro sorriso arrivava in profondità. E con questo mio ricordo voglio rendere visibili anche a voi, cari amici, quei piccoli, seppur grandi, "miracoli" educativi di quella storia “della Salvezza” che noi salesiani stiamo scrivendo. Per questo, nell’imminenza di questo Natale, vi garantisco ancora una volta che il Signore è presente tra noi (che ne siamo consapevoli o meno), e diventa Vita soprattutto tra i più umili e semplici, come i figli di Agartala. Non dimenticherò mai le loro mani che ricamavano l’aria nel loro silenzioso linguaggio e sembravano tante rondini in volo o meglio le ali di tanti angeli, come quelli di Betlemme.

Le immagini natalizie degli angeli hanno il respiro della leggerezza, della gioia, della voglia di vita. Gli angeli ci aprono il cielo. Eliminano il peso della terra. Ci donano quella gioia infantile che era la caratteristica dell’Oratorio di Don Bosco. È Natale, amici miei. Lasciamo che gli angeli del Natale ci ricordino che la nostra vita in Dio diventa santa e piena di luce. Insieme ai bambini diversamente abili di Agartala, auguriamoci un Buon Natale, una felice nascita del bambino Dio, Amore per tutti noi. Con affetto, Buon Natale. Don Ángel Fernández Artime Rettor Maggiore

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SALUTO DEL PRESIDENTE

Cari Ex Allievi e Amici di Don Bosco,

Sono molto felice di poter condividere con voi alcune riflessioni attraverso questa nuova pubblicazione di Ex allievi Newsflash - Edizione di Natale dell'anno 2019. Potreste chiedere perché speciale? In effetti, è speciale per due motivi: In primo luogo, pubblichiamo questa edizione durante un periodo benedetto del periodo natalizio, che è per noi un momento molto importante e unico. Per quanto riguarda gli ex allievi cristiani, Gesù sta nascendo e una nuova edizione di Newsflash sta nascendo nelle nostre mani con molti nuovi progetti e iniziative. Il Natale è un momento, per noi, di contemplare come lo spirito e il mistero si riflettono nelle nostre vite e relazioni. In secondo luogo, si tratta di un'importante edizione di Ex allievi Newsflash perché tra poco entreremo nel nuovo anno del 2020, che sarà per noi ex allievi e amici di Don Bosco memorabile: è il Giubileo degli ex allievi, quando celebreremo il 150° anniversario della fondazione del nostro movimento. Vi invito a godervi tutte le celebrazioni che ci aspettano il prossimo anno. Entrambe queste due ragioni sono in qualche modo collegate in quanto indicano la stessa ragione fondamentale di essere un ex allievo e amico di Don Bosco. Oltre a mostrare gratitudine, il nostro obiettivo è aiutare. Don Bosco ha chiesto ai primi Ex allievi guidati da Carlo Gastini di stare insieme, di stare con lui e i salesiani e di aiutarsi a vicenda. Questo potrebbe anche essere il motivo della celebrazione dell'Anno Giubilare per aiutarsi a vicenda. Natale, è un'opportunità per aiutare non solo gli altri o gli altri ex allievi, ma anche per aiutare la Chiesa e la società. Poichè Gesù è venuto in questo mondo ed è nato per tutti noi, siamo invitati ad ampliare la nostra spiritualità di gratitudine e aiuto a tutti. Posso immaginare che tutti voi abbiate varie opportunità di aiuto e vi incoraggio a continuare a contattare gli altri. Vorrei invitarvi a pensare ad altre possibilità di aiutare gli altri. Come ex allievi, è uno dei nostri valori e pietre miliari a essere utile, ma possiamo farlo con le nostre possibilità di essere laici e professionisti. È nostro carisma essere attivi nel mondo anche attraverso le nostre capacità e il nostro lavoro pro-

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Confederazione Mondiale Exallievi ed Exallieve di Don Bosco

Via Tiburtina, 994 00156 - Roma (RM) Italia

+421 915 966 549 office@exallievi.org www.exallievi.org

fessionale. Ciò significa che siamo in grado di fare molto bene attraverso chi siamo e cosa facciamo. Nella nostra vita professionale quotidiana, ci viene richiesto di aiutare in tutti i campi: economico, sociale e politico. Ăˆ nella nostra natura di ex allievi far risplendere l'amore di Don Bosco attraverso le nostre azioni e vite. La Strenna del Rettor Maggiore per il prossimo anno ci invita a essere buoni cristiani e onesti cittadini. Vi invito a contemplare il mistero del Natale alla luce del prossimo anno giubilare. Vi invito a cercare nuovi modi per aiutarci a vicenda. Vi invito ad essere buoni cristiani e onesti cittadini come Don Bosco voleva che fossimo. Possa questo Natale portarci molte benedizioni e ispirazioni sul mistero del bambino GesĂš. Rimani nelle mie preghiere e intenzioni. In Don Bosco Michal Hort Presidente della Confederazione Mondiale degli Ex Allievi di Don Bosco

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IL DELEGATO MONDIALE Carissimi amici exallievi, delegati e presidenti,

Saluti da Roma. Vi auguro un sereno e buon Natale e Felice Anno 2020. Il Bambino Gesù di Betlemme benedica tutti voi e i vostri familiari con la sua gioia, pace e felicità. Come Exallievi possiamo continuare a sperimentare la presenza di Gesù attraverso Don Bosco, i Salesiani e la nostra Associazione.

Alle soglie del 150° anno della nostra esistenza, vorrei riflettere con voi sull'importanza degli Exallievi, sulla natura della nostra Associazione e sul motivo particolare della nostra partecipazione alla missione di Don Bosco, nel contesto di due importanti feste che abbiamo celebrato questo mese: la festa dell'Immacolata Concezione (8 dicembre) e la festa del Beato Filippo Rinaldi (5 dicembre). La prima ci porta all'origine della missione salesiana e la seconda all'origine dell'Associazione con strutture e statuti. Accanto a queste due date consideriamo importante anche il 24 giugno 1870: ricordiamo il giorno in cui Carlo Gastini venne con i suoi compagni a celebrare la ricorrenza dell’onomastico di Don Bosco. Questo evento, che noi consideriamo come il giorno della nascita della nostra Associazione, è quasi come un piccolo seme che oggi è cresciuto fino a diventare il grande albero della Confederazione Mondiale. Abbiamo così tre "origini" o "fondazioni" della nostra Associazione:

1. La nostra “vera” origine – Missione di Don Bosco È il nostro "padre" Don Bosco che è la ragione della nostra esperienza dell'amore di Dio. Per questo la nostra "Origine" risale proprio a quel giorno, l'8 dicembre 1841, festa dell'Immacolata concezione, quando Don Bosco iniziò la missione con quel ragazzo di strada Bartolomeo Garelli con una semplice "Ave Maria". È l'attaccamento a Don Bosco che tutti abbiamo conosciuto e vissuto attraverso i Salesiani. Un'educazione che ha forgiato legami vivi e che vorrebbe sempre esprimersi esclusivamente in nome di colui che l'ha ispirata e fatto sviluppare attraverso l'impegno assoluto con i giovani e la sua genialità pedagogica, e che ha concentrato tutti i suoi talenti e le sue straordinarie qualità personali nel trasmetterla ai suoi figli. La sua espressione sublime rappresenta l'amore e la preoccupazione per la gioventù: «Basta che tu sia giovane perché io ti ami molto; per te studio, per te lavoro, per te vivo, per te sono pronto anche a dare la mia vita».

Se vogliamo rilanciare la nostra Confederazione Mondiale degli Exallievi in modo tale che non siamo solo persone che sono passate attraverso i centri salesiani, ma un vero Gruppo della Famiglia Salesiana, allora dobbiamo tornare a Don Bosco e al suo sistema preventivo, per discernerne i grandi principi e approfondire la comprensione di noi stessi alla luce delle prospettive future; solo così il titolo di appartenenza agli Exallievi "per l'educazione ricevuta" sarà per noi vivo e fecondo. Questa esperienza ci eleva a diversi livelli di partecipazione, alcuni più strettamente legati alla missione salesiana nel mondo, e altri meno. Il metodo educativo di Don Bosco e il suo amore per i giovani hanno cambiato profondamente il comportamento dei giovani (Michele Magone ne è un esempio), portandone alcuni all’onore della santità (Domenico Savio, per esempio). Lo stesso metodo educativo e amore per i giovani di Don Bosco continuano a plasmare generazioni di giovani Exallievi di Don Bosco, che hanno il piacevole onore di assorbire gli ideali educativi di Don Bosco e di trasmetterli nella società in cui vivono.

2. Exallievi - 17 anni con Don Bosco E' bello e stimolante notare che il nome che ci è stato dato a noi che siamo stati alunni nelle case salesiane non è "salesiani" Exallievi, ma Exallievi "di Don Bosco". La nostra Associazione non aveva un "fondatore" diretto. Don Ceria ci dice che è nata "come una di quelle cose che nascono da cause naturali spontanee" (E. Ceria, Annali, 715). Nasce dallo spirito di famiglia del sistema preventivo dell'Oratorio di Valdocco. Il Movimento degli Exallievi non è quindi nato dagli educatori come associazione di giovani che lasciano la scuola per attività di gruppo con 6

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un'adesione selezionata; è "cresciuto da solo" con una vitalità carismatica agli inizi. Il Gruppo Exallievi ha cominciato ad assumere una certa consistenza anche durante la vita di Don Bosco. Una decina di ex alunni si riuniscono ufficialmente sotto la guida del geniale e generoso Carlo Gastini, che guardava sempre all'oratorio come alla sua seconda famiglia. Don Bosco li guardava con grande commozione: «Eravate una volta solo un gruppetto, ma quel gruppo è cresciuto, è cresciuto enormemente, e crescerà ancora di più. Sarete una luce che brilla in mezzo al mondo, e con il vostro esempio insegnerete agli altri come devono fare il bene e detestare ed evitare il male. Sono sicuro che continuerete ad essere la consolazione di Don Bosco». (MB 17, 173-174).

3. Beato Rinaldi, Ispiratore e Organizzatore Il beato Filippo Rinaldi alla fine ci ha organizzato in modo efficiente e pratico. Durante i suoi vent'anni di servizio come Prefetto Generale, don Rinaldi riuscì a realizzare una riorganizzazione con umile discrezione, sistemando le cose in modo tale che gli exallievi laici fossero i principali artefici. In questo modo ha potuto dare una struttura organica ad un movimento basato sull'affetto, la gratitudine e gli ideali di vita, che hanno fatto dell'"educazione ricevuta" una forza viva e dinamica. Il 25 giugno 1909 propone l'idea di una confederazione internazionale, e per promuoverla si avvale della benemerita "Commissione degli Exallievi di Don Bosco" che, fin dai tempi di Gastini, organizzava le manifestazioni annuali a Valdocco. La struttura fu formalmente inaugurata nel primo Congresso internazionale degli Exallievi nel 1911, come Federazione delle tante unioni, circoli e società locali. Fino ad allora erano stati chiamati "Antichi Allievi"; da quella data in poi erano conosciuti come "Exallievi", nome che don Rinaldi aveva già iniziato ad usare in precedenza.

Come Rettor Maggiore si interessò costantemente al funzionamento e alla vitalità dell'Unione degli Exallievi, e insistette ripetutamente sui confratelli affinché accompagnassero costantemente gli Exallievi. Osserva don Ceria: «Si diceva con molta forza, ma in verità, che don Rinaldi “ha plasmato e formato il Movimento degli Exallievi attraverso la sua geniale intuizione” e voleva che fosse una forza dinamica e vivente che, con il suo lavoro, facesse del bene nel mondo». Fu detto di lui da don Francesia (che ha vissuto vicino al nostro Padre per tanti anni) che don Rinaldi aveva tutto di Don Bosco tranne la sua voce. Era un discepolo fedelissimo e fecondo del Padre, con una profonda comprensione intuitiva della sua grandezza di cuore e anima.

Conclusione La nostra appartenenza è una realtà vitale di gratitudine, di comunione e di intenzioni alla luce di quello stesso progetto educativo del passato vissuto ora in nuove esperienze di vita, di lavoro e di studio, e in prospettive personali e sociali. Che le parole di Don Bosco ai suoi ex alunni siano la nostra ispirazione: «Cari figli, una cosa vi consiglio soprattutto a voi: dovunque voi siate, comportatevi sempre come buoni cristiani e onesti cittadini... Molti di voi hanno già una famiglia. Date ai vostri figli la stessa educazione che avete ricevuto qui all'Oratorio». (BM 14, 401). Che Don Rinaldi interceda per noi, Exallievi, di essere quello che il nostro Padre Don Bosco desiderava che fossimo. Auguro a tutti voi ancora una volta un Natale pieno di grazia e un buon inzio del 2020, il nostro anno giubilare. Fr. Jayapalan Raphael Sdb Delegato Mondiale per Ex Allievi/e Roma, 8 dicembre 2019

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EDITORIALE La strada giusta tracciata da Don Bosco Carissime Amiche ed Amici,

osserviamo oggi tanta gente che cammina per le nostre strade, va a lavorare, torna a casa, mangia, vede la televisione, dorme, si alza presto ed inizia una nuova giornata. Giornata sempre uguale, senza interessi, vissuta passivamente e senza entusiasmi, dove tutto è scontato. I problemi possono riguardare la discussione in famiglia o un momento di crisi spirituale. Don Bosco in questo è stato maestro insuperabile: ai giovani del suo tempo ha saputo presentare la vita come festa e ha fatto sperimentare la fede come felicità, gioia e allegria.

1880. Legatoria della Tipografia dell'Oratorio. A sinistra una classica pedalina

Oggi i nostri giovani sono permeati di una malcelata tristezza di fondo, una quasi incapacità a divertirsi. E per i Salesiani questa è una sfida: un ragazzo sereno è uno che sa che Dio gli vuole bene, che lo aspetta sempre anche nei momenti in cui si allontana da Lui.

La cosa più importante è non perdersi di coraggio; è sapere di essere sulla strada giusta perché è quella tracciata da Don Bosco.

Non è solo la situazione storica in cui Don Bosco ha vissuto ed ha operato, ma è la stessa irripetibilità della sua persona. Egli fa di tutto per guadagnarsi il cuore, per meritarsi la confidenza più assoluta dei suoi figli, ma che non fa la minima pressione per estorcerla. Estremamente rispettoso della libertà e dell’inviolabilità della loro coscienza. 1880. Tipografia dell'Oratorio di San Francesco di Sales in Valdocco. Legatoria

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Come educatore Don Bosco vuole la piena realizzazione dei suoi giovani in ogni dimensione: per questo offre pane per il corpo, ideali luminosi per la mente, affetto per il cuore, gioia per lo spirito ed un lavoro che permetta loro di inserirsi dignitosamente e costruttivamente nella società.

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Celebrare il Santo Natale vuol dire proprio questo: vivere il comandamento dell’amore verso il prossimo. Siamo luce del Natale quando testimoniamo con la nostra vita il cammino degli altri.

Sosteneva Papa Giovanni XXIII nel Radiomessaggio natalizio al mondo del dicembre 1958: «Natale del Signore, annuncio di unità e di pace su tutta la terra; impegno rinnovato di buona volontà messa a servizio dell’ordine, della giustizia, della fraternità presso tutte le genti cristiane». L’ormai imminente 2020 sarà un grande anno, durante il quale celebreremo il 150° anniversario come Exallievi ed Exallieve di Don Bosco. Una nuova tappa nella storia dell’Associazione.

Una bella realtà che, a suo tempo e riguardo all’ambiente salesiano, fece esclamare a Urbano Rattazzi, laico e anticlericale: «Don Bosco è la più grande meraviglia del XIX secolo». E per quel suo stupore fu, per tutta la vita, il politico più amico del sacerdote torinese.

Il 2020 è un autentico anno giubilare: anno di grazia e di benedizione per quanti vogliono incontrare Gesù affidandosi alla intercessione di Don Bosco.

Per san Giovanni Paolo II «là dove passano i Santi, Dio cammina con loro. E niente è più come prima».

1880. Officina della stereotipia

Buon Natale ed un grande 2020, anno del nostro 150° anniversario di Exallievi ed Exallieve! Pierluigi Lazzarini

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S TRENNA 2020

POSTER DELLA STRENNA DEL RETTOR MAGGIORE (ANS – Roma) Il poster della Strenna 2020 sviluppa il motto: “Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra” (Mt 6,10). “BUONI CRISTIANI E ONESTI CITTADINI”. Il poster della strenna 2020 ferma nel ricordo la scintilla dell’inizio dell’opera salesiana.

C’era una scalinata vicina al grande mercato di Porta Palazzo dove i giovani si sedevano a ridere, scherzare e fare merenda. Don Bosco va ad incontrarli là. Là “fuori”, dove si ritrovano normalmente. Non tiene un predicozzo, offre semplicemente la sua amicizia. Don Bosco non possedeva niente, solo quel suo grande cuore, che si rivelava nello sguardo indimenticabile: «Quel che in Don Bosco più spiccava era lo sguardo, dolce ma penetrantissimo, fino all’intimo del cuore, cui appena si poteva resistere fissandolo» testimoniò un antico alunno. Il poster è una pagina del Vangelo secondo Don Bosco: Gesù chiamò un bambino, lo mise in mezzo a loro e disse: «Vi assicuro che se non cambiate e non diventate come bambini, non entrerete nel regno di Dio. Chi si fa piccolo come questo bambino, quello è il più grande nel regno di Dio. E chi, per amor mio, accoglie un bambino come questo, accoglie me» (Mt 18, 1-5). Don Bosco è tutto qui. Ha gli stessi occhi e lo stesso cuore di Gesù. Aveva una convinzione riguardo ai giovani: «Questa porzione è la più delicata e la più preziosa della umana società, su cui si fondano le speranze di un felice avvenire». È la sua scelta decisiva: «Tu sei la parte più importante della mia giornata», «Tu sei speciale, e significhi molto per me» dice ai giovani che incontra. È in questa dinamica quotidiana che si costruisce la personalità dei giovani, è lì che c’è il cuore del processo educativo che riesce a formare “buoni cristiani e onesti cittadini”! Il suo obiettivo è semplice e immenso: «Voglio che i giovani siano felici nel tempo e nell’eternità».

Nel poster, in cima alla scalinata c’è una porta spalancata. È la porta della casa di Don Bosco, la porta della chiesa e la porta della vita. I giovani, oggi, trovano spesso solo porte chiuse. Don Bosco vuole che abbiano porte aperte. Quelle di un futuro e una vita felici e responsabili, quelle di una fede matura e appagante, quelle della gioia, della solidarietà, della libera creatività. Per questo esiste la Famiglia Salesiana. Il poster della Strenna è opera del disegnatore Stefano Pachi.

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S TRENNA 2020

Formare Buoni Cristiani e Onesti Cittadini è cosa del cuore La Strenna del Rettor Maggiore per l’anno prossimo invita tutti noi in modo concreto a confrontarci con l’ideale che dobbiamo raggiungere con i nostri giovani nel 2020. Nelle attuali condizioni, nei nuovi contesti sociali e culturali, indubbiamente è un compito complesso perché frutto di un delicato rapporto pedagogico in cui il giovane è protagonista di questo processo.

Una testimonianza della vita di Don Bosco potrebbe illuminarci:

Una domenica, Carlo Buzzetti (uno dei primi ragazzi di Don Bosco) arriva all’Oratorio accompagnato dal fratello minore. Si chiama Giuseppe ed è appena arrivato da Caronno Varesino, il suo piccolo paese. Era un ragazzo pallido, era molto spaventato.

- “Don Bosco, questo è mio fratello Giuseppe. Ha solo dieci anni”. - “Sono amico di tuo fratello, e sarò anche tuo", gli dice sorridendo Don Bosco. “Dove lavorerai?”. - “Con Carlo. Ma ho paura del padrone” gli dice il piccolo.

Giuseppe si affezionò molto a Don Bosco e gli stava sempre vicino. Quel primo pomeriggio, prima di lasciare l’Oratorio, gli disse: - “Don Bosco, non mi lasci solo. Venga a trovarmi”.

Don Bosco il giorno seguente andò al cantiere a trovarlo. Il responsabile dei lavori gli chiese: “Cosa vuole?”. - “Sono incaricato dei bambini della famiglia Buzzetti, devo occuparmi dei loro figli la domenica e durante la settimana. Giuseppe, il più piccolo, è arrivato ieri. Dove sono?”. Carlo e Giuseppe, che avevano sentito la voce di Don Bosco, lo chiamano. - “Siamo qui!”

Don Bosco sale sul ponteggio. E per quei ragazzini vedere Don Bosco e potergli parlare al lavoro è un momento di festa. Giuseppe si lamenta: - “La latta di calce è troppo pesante per me, e la giornata è lunga”. - “Vieni con me. Andiamo a parlare col capo” gli risponde Don Bosco.

Don Bosco spiega poi a quell’uomo, duro, ma non cattivo, che è disposto a garantire per la buona condotta e l’impegno di quei ragazzi, ma che il capo deve commisurare la fatica all’età dei ragazzi: - “È ancora un bambino! Come gli si può caricare sulle spalle un cubo di calce?”.

Don Bosco inizia così, con gesti concreti, a salvare i giovani che visita nei loro luoghi di lavoro. Qualcuno gli ha mostrato la necessità di imparare a leggere e scrivere, di saper fare le quattro operazioni fondamentali… E così trova le ore giuste o le persone giuste per insegnarglielo. Formare Buoni Cristiani e Onesti Cittadini è il risultato di relazioni profonde e creative dove il giovane è al centro della relazione, come dice l'educatore Paulo Freire: «I giovani vengono educati attraverso il dialogo, l’empatia e autentica curiosità» – un’intuizione molto vicina allo stile del nostro fondatore.

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R EGIONI

Eritrea

GETTATE LE BASI PER LA NASCITA DELL’ASSOCIAZIONE DEGLI EXALLIEVI DELLE SCUOLE SALESIANE

(ANS – Asmara)

In un Paese dove un ragazzo non può immaginare un futuro per sé, né abbozzare un progetto di vita, dove persino sognare, certe volte, è inutile, aver fatto la conoscenza di Don Bosco può rappresentare la chiave di volta della propria vita, quell’elemento che permette di dare una nuova direzione al proprio futuro. Per questo alcuni Exallievi delle scuole salesiane d’Eritrea hanno deciso di tutelare, valorizzare e promuovere questo “valore aggiunto” delle proprie esistenze e hanno deciso di avviare l’Associazione degli Exallievi anche nel loro Paese.

Il primo passo per quest’ambizioso progetto è stato fatto a Torino, nei primi giorni di questo mese (sabato 2 e domenica 3 novembre), quando una decina di exallievi eritrei si sono ritrovati con don Petros Abraha, responsabile per la Delegazione salesiana dell’Eritrea e come tale impegnato anche a tener vive le relazioni fra i suoi connazionali in diaspora.

Una vera sorpresa per i partecipanti è stata la presenza anche di don Alazar Kidane, che fu direttore di una delle scuole professionali negli anni di frequenza da parte di alcuni dei presenti (fra il 2002 e il 2005). 12

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Un incontro fra vecchi compagni di scuola, accomunati dall’aver lasciato la propria terra per cercare di mettere a frutto, in una condizione di libertà e di sicurezza, le competenze acquisite nelle scuole professionali salesiane. Le loro esistenze sono segnate dalla decisione dopo gli studi di lasciare la loro terra e di attraversare il deserto del Sudan per arrivare in Libia, e da lì navigare su qualche barcone nel Mar Mediterraneo per mettere piede in Europa. La loro avventura è iniziata insieme con quella di parenti o di amici, non tutti purtroppo arrivati alla meta.

Costretti per ragioni diverse a cercare asilo lontani dai loro villaggi e dalle loro città, i dieci partecipanti all’incontro hanno dovuto superare un altro confine: quello dell’accoglienza in Europa, da Lampedusa a una capitale del Nord Europa. Qualche connazionale li ha aiutati a trovare una prima collocazione, ma non è stato facile valicare la condizione di straniero in cui si sono ritrovati nei diversi Paesi: Regno Unito, Germania, Svizzera, Svezia, Norvegia. La prima difficoltà è stata la lingua, anche se il loro inglese scolastico e praticato in Eritrea è risultato essere molto prezioso per introdursi nel mondo del lavoro. Oggi hanno la possibilità di mantenere se stessi e le loro famiglie e di rimettere del denaro ai loro familiari rimasti


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in patria. Ma non si è trattato solo di un “rimpatriata” tra compagni di scuola. Anche la scelta della sede dell’incontro, a Torino-Valdocco, era motivata da un fine specifico: «Far conoscere il luogo dove tutto ebbe inizio», ha spiegato Marco Faggioli, Direttore di “Missioni Don Bosco” di Torino, che ha patrocinato l’iniziativa. Anche la lontana scuola ad Asmara o a Dekamare da essi frequentata nasce dalla prima tettoia per l’oratorio. È stata come un’illuminazione: «Tutti hanno preso coscienza di essere stati aiutati da Don Bosco, e desiderano conoscere più a fondo da dove provenga la spinta del carisma salesiano», ha osservato don Abraha. Purtroppo non tutti quelli che si erano prenotati sono riusciti a partecipare. Però, con quelli che sono venuti, è maturata una decisione storica: “Abbiamo stabilito di dare vita a una rete fra gli exallievi eritrei”. La decisione è sorta tra gli stessi partecipanti e lo scopo è quello di dare una mano ai loro fratelli in Eritrea: sostegno per i percorsi professionali, condivisione

di esperienze sulle specializzazioni più richieste anche all’estero, consigli per non affidarsi ai trafficanti di esseri umani. È stata una riunione di lavoro, ma anche un incontro a tu per tu fra protagonisti del fenomeno migratorio intercontinentale. «Alla domanda: cosa diresti oggi a un tuo giovane connazionale?» racconta il dott. Faggioli, «la risposta di getto di tutti loro è stata: ‘rimani lì, non andare via…’ Lo dicono con gli occhi che sembra proiettino momenti tremendi del viaggio, soprattutto per le donne, allora ragazze». Eppure tutti hanno ribadito di essere fuggiti da condizioni di vita inaccettabili. È un paradosso drammatico: pur avendo superato grandi sfide, queste donne e questi uomini dispersi in Europa rimangono con l’amaro in bocca del fallimento in patria. «Ce l’hanno fatta, perché sono vivi; ce l’hanno fatta perché hanno una residenza, un lavoro, una vera integrazione e tuttavia sentono di aver spezzato le radici, di aver preso una decisione che corrisponde a un fallimento registrato nel loro Paese»conclude Faggioli.

Nella storia personale di ciascuno di loro, però, il fatto di aver incontrato dei Figli spirituali di Don Bosco è stato una leva su cui spingere per un riscatto interiore. Conoscevano la vita del Santo dei Giovani, ne avevano sentito il racconto dai loro insegnanti in Eritrea e hanno visto il film sulla sua biografia, ma «l’incontro qui a Valdocco è stato molto forte perché i giovani Eritrei ci hanno detto che trovarsi qui e percepire la spiritualità del Santo fondatore è diverso, emozionante» ha raccontato don Abraha. Che aggiunge, infine: «A conclusione di questo incontro abbiamo tratto le conclusioni, e uno di loro ha detto che come Don Bosco ha mandato missionari da questo luogo, loro si sentono di dover crescere come missionari fra i loro fratelli». Come epilogo naturale di questo storico incontro è stato deciso di rincontrarsi nell’agosto del prossimo anno, in una località significativa dell’Europa, che accoglierà i giovani fondatori dell’Associazione degli Exallievi delle scuole salesiane dell’Eritrea. EX ALLIEVI Newsflash - Natale 2019

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R EGIONI

Malta

PROGETTO A SOSTEGNO DEGLI EX ALLIEVI SALESIANI RIFUGIATI SIRIANI

Da Aleppo e Damasco dalla regione europea e del Medio Oriente "Restituendo ciò che abbiamo ricevuto" La Confederazione europea e del Medio Oriente della Confederazione mondiale degli ex-allievi di Don Bosco sta trovando modi e mezzi per sostenere gli ex-allievi salesiani rifugiati siriani che vivono in Europa. Nel 2019, la Regione europea e del Medio Oriente insieme alla Provincia del Medio Oriente (MOR) hanno organizzato il primo incontro per gli ex allievi salesiani siriani nella casa salesiana di Benediktbeuren, in Germania, dal 21 agosto al 26 agosto 2019. 38 giovani ex allievi salesiani hanno partecipato al primo incontro dai Paesi Bassi, Italia, Svezia, Germania, Belgio e Francia. Tutti questi giovani sono fuggiti dal loro paese a causa della guerra iniziata nel 2012. Durante questo incontro hanno avuto l'opportunità di incontrarsi di nuovo e ricordare quando hanno frequentato l'oratorio o le scuole salesiane. Hanno avuto l'opportunità di stare insieme nello Spirito salesiano per cinque giorni. I giovani hanno anche incontrato un piccolo gruppo di ex studenti GEX di Malta, Italia, Austria, Slovacchia, Spagna e Costa Rica. Gli ex allievi 14

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siriani hanno condiviso le loro esperienze durante la guerra e le sfide che stanno vivendo come rifugiati nei paesi europei. I giovani siriani erano anche accompagnati da p. Munir, un salesiano siriano di Aleppo che in questi giorni ha fornito guida spirituale e supporto emotivo. Dopo l'esperienza di successo del primo incontro degli ex allievi salesiani rifugiati siriani, la Regione europea e del Medio Oriente della Confederazione mondiale degli ex allievi sta lanciando la seconda edizione di questo incontro che avrà luogo la prossima estate 2020, probabilmente in Austria. Il primo incontro è stato finanziato da un appello di Natale che la Confederazione mondiale aveva fatto per sostenere i rifugiati siriani. Ora stiamo cercando di raccogliere fondi per sostenere la seconda edizione di questo incontro di successo. Si stima che costerà circa € 200 per sostenere un rifugiato siriano a partecipare al Secondo Incontro. Cerchiamo persone, associazioni e aziende che ci aiutino finanziariamente a

ripetere la forte esperienza che i giovani ex allievi salesiani hanno avuto in Germania durante l'estate del 2019. Dobbiamo raccogliere € 8.000 per sostenere 40 ex allievi salesiani rifugiati siriani. Facciamo appello alle associazioni nazionali, provinciali e locali in Europa e nella regione del Medio Oriente per sostenere questa causa, sponsorizzando alcuni ex-allievi salesiani rifugiati siriani per poter partecipare a questo evento nell'estate 2020. Essendo il 150° anniversario della nostra fondazione comeEx Alunni di Don Bosco, approfittiamo di questa occasione per offrire supporto agli altri ex allievi che richiedono il nostro aiuto e assistenza. Questa è un'opportunità d'oro per i nostri ex allievi "di restituire ciò che abbiamo ricevuto". Se hai bisogno di maggiori informazioni o desideri supportare questa degna causa, puoi contattarmi su treasurer@exallievi.org Bryan Magro Tesoriere Mondiale DBCONNEX Reg. 52201732


R EGIONI

Brasile FEDERAZIONE BRASILIANA DEGLI EXALUNNI Il Movimento Exalunni Don Bosco in Brasile sta vivendo un nuovo vigore, dimostrando il crescente entusiasmo per Don Bosco, il suo progetto educativo e l'eredità umana che ha lasciato. Le Federazioni Ispettoriali sono state instancabili nell'incoraggiare la formazione di nuove Unioni locali, nell'accompagnare gli incontri regionali e nel partecipare alle azioni della Famiglia Salesiana. Tutte le province si stanno organizzando per il prossimo anno. Nel 2019 abbiamo fatto progressi significativi. Per il 2020 le nostre proiezioni sono molto ottimistiche. Cito alcuni dei tanti eventi che si sono svolti nel corso del 2019 e che dimostrano il vigore del movimento:

1°- Il 9° Congresso nazionale degli Exalunni si è tenuto in agosto con la presenza del Delegato Mondiale degli Exalunni, padre Raphael Jayapalan. È stata senza dubbio una pietra miliare della formazione, dello scambio di esperienze, della revisione e della proiezione per i prossimi 4 anni. Il Congresso ha indicato modalità e strategie ai Consigli provinciali. Se avrà luogo, la presenza di ex studenti nella società brasiliana sarà sempre più significativa. 2° - Continuità di cura dell'Oratorio Festivo di P. Ricaldone nella città di Pará de Minas nello Stato di Minas Gerais. Questo lavoro serve 190 bambini al giorno, con formazione, attività ricreative e persino con pasti. Gli educatori che vi lavorano sono ex

studenti, per lo più dell'Oratorio stesso, che dopo aver frequentato specifici corsi di formazione, vengono scelti per frequentarli. Oltre agli educatori assunti, ci sono numerosi volontari, la maggior parte dei quali provengono dall'Oratorio stesso. È gestito e amministrato da exallievi della città e delle città circostanti. L'8 dicembre 2019 compie 20 anni.

3° - L'incontro regionale della prima domenica di agosto nella città di Salvador, Stato di Bahia, che ha riunito 1150 ex studenti di Don Bosco. L'incontro che viene organizzato da anni si chiama THE SALESIAN EX-student's DAY. Quest'anno è iniziato con la celebrazione dell'Eucaristia nel Santuario di Nostra Signora Aiuto dei Cristiani. Questa è la dimensione religiosa che non può essere perduta in questi incontri. Le dimensioni del cortile erano segnate dalla musica, dagli abbracci agli amici che non stavano insieme da molto tempo, dai ricordi vissuti e condivisi quando erano studenti delle scuole superiori di Salvador. La dimensione sociale è stata realizzata attraverso la donazione di alimenti non deperibili che saranno inviati ai progetti di assistenza sostenuti dagli exalunni salvadoregni.

4º - Da molti anni gli alunni dello stato di Santa Catarina si riuniscono in una piccola città chiamata Ascurra la terza domenica di settembre. Quest'anno hanno partecipato circa 300 exalunni con le loro famiglie. È stato un incontro molto festoso, gioioso, proiettivo e formativo. Da questi incontri, è chiaro che l'interesse degli ex-studenti a partecipare alle Unioni locali sta crescendo per rimanere in contatto con i Salesiani e continuare a coltivare i valori che hanno assimilato come studenti. Oswaldo Dalpiaz Presidente nazionale

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India

IL RETTOR MAGGIORE È STATO ACCOLTO AL CONFINE TRA NEPAL E INDIA

Siliguri, India – 24 ottobre 2019 Prosegue la Visita d’Animazione del Rettor Maggiore Don Ángel Fernández Artime all’Ispettoria di India-Calcutta (INC). Giovedì 24 ottobre il X Successore di Don Bosco è stato accolto al confine tra India e Nepal dal Rettore e Preside del Collegio Salesiano e della Scuola Don Bosco Siliguri. I Salesiani e la Famiglia Salesiana gli hanno dato il benvenuto con danze e canti tipici. In serata, il Rettor Maggiore ha dato la tradizionale “buonanotte” e dialogato con gli Exallievi del Centro e i salesiani della comunità, ai quali ha espresso la sua gratitudine per il lavoro svolto e a cui ha ricordato che i giovani sono il cuore della missione salesiana e il futuro della società. 16

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Hong Kong UN EXALLIEVO SALESIANO GRAVEMENTE FERITO DURANTE LE PROTESTE

(ANS – Hong Kong)

Nella giornata di ieri, 11 novembre, due Exallievi salesiani della “Salesian English School” sono rimasti coinvolti nelle proteste tra manifestanti e polizia ad Hong Kong. Uno di loro, un ventunenne, è stato gravemente ferito. Il tutto è accaduto ieri intorno alle 7.20 ora locale, nel quartiere di Sai Wan Ho, a nordest di Hong Kong. Qui, alcune persone si erano radunate per l’ennesima giornata di proteste e già alle prime ore del mattino hanno bloccato le strade. La protesta di ieri era stata annunciata in seguito alla morte di un ragazzo, deceduto la scorsa settimana mentre fuggiva dai lacrimogeni della polizia.

lievo salesiano all’addome. L’altro exallievo è stato invece spinto a terra e arrestato. Il giovane colpito dal proiettile è stato prontamente portato in ospedale, dove è stato sottoposto a un delicato intervento. Si trova tuttora in terapia intensiva, in condizioni critiche. L’aggressione è stata ripresa da un giornalista, che ha poi diffuso il video – ben presto rimbalzato su tutti i principali canali di informazione internazionale – nel quale si vede il poliziotto sparare al gio-

vane disarmato.

La sera stessa, i salesiani di Hong Kong hanno organizzato una veglia di preghiera per tutti i feriti e in particolare per i due exallievi. Inoltre, il giorno stesso, i salesiani dell’Ispettoria “Maria Ausiliatrice” con sede a Hong Kong, hanno rilasciato una dichiarazione ufficiale, condannando la violenza usata dalla polizia nei confronti dei manifestanti e richiamando tutti alla razionalità e alla non violenza.

«Possa Dio benedire Hong Kong – concludono – e ridarci pace, gioia e libertà».

I due giovani exallievi, insieme a una dozzina di altre persone, stavano bloccando un incrocio stradale. Un poliziotto si è immediatamente avvicinato al gruppo e nel giro di pochi secondi è scoppiato uno scontro. Sebbene i manifestanti fossero disarmati il poliziotto ha sparato tre colpi di pistola, il primo dei quali ha colpito il giovane exalEX ALLIEVI Newsflash - Natale 2019

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India

INAUGURATO IL QUARTO “DON BOSCO COLLEGE” NELLO STATO DI ASSAM che ha ringraziato i salesiani per averlo istituito nella sua regione e in particolare nella sua diocesi. Nel lodare i salesiani per il grande lavoro che stanno facendo nel Nord-Est indiano, il vescovo ha anche invitato la popolazione locale ad approfittare delle opportunità che i salesiani offrono loro. Da parte sua l’Ispettore salesiano di IndiaGuwahati (ING), don Januarius Sangma, a cui fa riferimento il Centro, ha dedicato il “Don Bosco College” alla gente della regione e ha ringraziato le comunità salesiane per il loro generoso contributo alla costruzione del collegio. (ANS – Bongaigaon) Il Primo Ministro dello Stato indiano dell’Assam, nel Nord-Est del Paese, on. Sarbananda Sonowal, ha inaugurato lunedì, 4 novembre, il “Don Bosco College” di Bongaigaon, in un atto che ha visto la partecipazione anche del vescovo ordinario del luogo, mons. Thomas Pulloppillil, e di numerose altre autorità civili e religiose. Il “Don Bosco College” di Bongaigaon è il quarto istituto di questo tipo nello Stato di Assam, dopo quelli di Azara, Diphu e Golaghat. Nel suo discorso inaugurale il Primo Ministro, lui stesso exallievo, si è congratulato 18

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con i Salesiani per la qualità dell’educazione offerta alla comunità studentesca, per aver coltivato i talenti e per aver trasmesso valori e disciplina agli studenti. «Io stesso sono un prodotto della scuola ‘Don Bosco’ di Dibrugarh e conosco il tipo di qualità educativa che i salesiani offrono alla gente di tutto il mondo». Quindi ha anche esortato gli allievi del nuovo istituto a dare il meglio di sé, tanto da portarli a promettere di diventare “i migliori allievi della regione e anche del Paese”. Le strutture del Centro educativo sono state poi benedette da mons. Pulloppillil,

L’evento, a cui hanno preso parte anche altre autorità – come il Ministro delle Foreste e della Conservazione del Suolo dell’Assam, Pramila Rani Brahma; Ministro di gabinetto, governo di Assam, Chandan Brahma; il Rettore dell’Università di Bodoland Kokrajhar, Prof. Laishram Ladu Singh, insieme a sacerdoti, religiosi, insegnanti, studenti e la popolazione della località – ha previsto infine anche l’esibizione della rinomata Banda musicale della Scuola Don Bosco di Bengtol (che recentemente ha partecipato persino alla celebrazione Festa della Giornata della Repubblica a Nuova Delhi); e una mostra culturale e un momento di agape fraterna. Don CM Paul, SDB


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Brasile EXALLIEVI SALESIANI AMMESSI AL CORSO DI MEDICINA Lo studio della medicina rimane il sogno di molti studenti. Uno dei corsi più contestati negli esami di ammissione che utilizzano l’Esame Nazionale di Scuola Superiore (Enem) come criterio di selezione. Passare l'esame di ammissione di solito è la preoccupazione di coloro che vogliono entrare nell'area. Per entrare all'università, gli studenti devono elaborare un curriculum diverso, dedicarsi e rimanere concentrati. Questo è stato il caso dei nostri exallievi della Scuola Salesiana di Salvador: Milton José Souza Neto (18) e Julie Matos Boeloni (18). Con il desiderio di aiutare le persone a prendersi cura della propria salute, Milton ha optato per la facoltà di Medicina. Studente salesiano dalla terza media, è stato ammesso alla BAHIANA - Scuola di Medicina e Sanità Pubblica e racconta come la scuola abbia contribuito al suo successo: «Il salesiano mi ha fornito buoni insegnanti, mi ha aiutato a migliorare le mie prestazioni di scrittura e mi ha anche aiutato a prepararmi psicologicamente per l'esame di ammissione all'università. Abbiamo partecipato a lezioni, seminari, simulazioni... Queste azioni hanno contribuito a farmi guadagnare fiducia». Julie, una studentessa Salesiana dalla seconda media, approvata presso l'Università Statale Feira de Santana (UEFS),

sottolinea anche le lezioni preparatorie, le simulazioni, il monitoraggio e i ricchi consigli degli insegnanti, le cui lezioni erano sempre ben fondate. «Tutte queste azioni sono state molto importanti durante la mia preparazione per l'esame di ammissione. Ho studiato molto ogni giorno, ho fatto simulazioni, esercizi di moduli e ho anche seguito un corso di revisione». Alla domanda sul motivo della scelta del corso, Julie commenta: «È un'area in cui mi identifico molto».

Milton afferma di essere molto felice e spera di imparare molto per aiutare le persone che ne hanno tanto bisogno. Julie si

sente anche molto felice e soddisfatta. «Per gli studenti che vogliono studiare Medicina, la pianificazione e la disciplina nello studio sono ovviamente necessarie, ma dobbiamo credere che lo sforzo e la speranza danno risultati», commenta Milton. Un altro consiglio è di parlare con un insegnante o un coordinatore. Di solito collaborano molto, oltre a dare preziosi consigli. E, infine, i nostri exallievi lasciano un messaggio per i futuri esami di ammissione all'università, «hai bisogno di concentrazione, dedizione e non mollare mai». Elisane Alves EX ALLIEVI Newsflash - Natale 2019

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Giappone “PROTEGGERE OGNI VITA” (ANS – Tokyo)

Si è appena concluso il viaggio apostolico di Papa Francesco in Giappone (23-26 novembre). Il Papa, che da giovane seminarista desiderava tanto partire missionario per il Giappone, ha raggiunto quel Paese con l’autorità e l’autorevolezza del Vicario di Cristo, ha incontrato molte persone in un fittissimo programma e ha avuto l’opportunità di condividere e pregare insieme a tanta gente.

Oggi Chihiro Okawa, Exallievo salesiano, testimonia cosa ha rappresentato per la piccola comunità cattolica la vicinanza del Papa. «I miei profili sulle reti sociali oggi sono tutti intasati di messaggi da parte dei miei amici, tutti sulla visita del Papa. Non pos-

siamo fare a meno di condividere… Vivo da cattolico in Giappone da oltre 10 anni e questa visita è stata l’evento più speciale per la piccola comunità cattolica in Giappone di tutto questo periodo… Come membro della Famiglia Salesiana in Giappone, vorrei ripercorrere brevemente quello che mi ha trasmesso la sua visita».

1) Misericordia «Il Papa ha spesso sottolineato l’importanza di stare vicino alle persone, specialmente a coloro che si trovano in una posizione di debolezza, sempre con la misericordia come linea guida per le proprie azioni… Lo ha dimostrato anche incontrando i sopravvissuti alle bombe atomiche a Nagasaki e Hiroshima e del Grande Terremoto del Giappone orientale, e negli incontri con i giovani. Durante la Messa nella Cupola di Tokyo, il Papa ha chiaramente indicato le ragioni di questa vicinanza. “Così ha fatto Gesù: ha abbracciato il lebbroso, il cieco e il paralitico, ha abbracciato il fariseo e il peccatore. Ha abbracciato il ladro sulla croce e ha abbracciato e perdonato persino quelli che lo stavano mettendo in croce”.

La fede non è attaccarsi a vecchie tradizioni e forme, ma vivere allo stesso modo di Gesù».

2) Gioia «Il Papa ha 82 anni e sarebbe dovuto essere stanco per il fitto programma, ma ha trascorso le giornate in Giappone sempre sorridendo, benedicendo, e a volte facendo 20

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Una testimonianza sul viaggio del Papa anche battute e umorismo. Così ha afferrato i cuori di molte persone. Come mai il Papa attira così tante persone in tutto il mondo? La parola chiave, secondo me, è “gioia”. Il nostro padre fondatore, Don Bosco, era un santo della gioia. Allo stesso modo, questa volta ho potuto constatare che il Papa è una persona gioiosa. Una gioia che non scompare in nessuna difficoltà. Credo che sia questo ciò che rende il Papa tanto vicino. (…) Il Papa inoltre ha inviato tanti messaggi durante questa visita in Giappone, non solo ai Cristiani, ma anche ai credenti di altre religioni o agli atei e agnostici.

Ha parlato ripetutamente dell’importanza del dialogo e della collaborazione gioiosa e di accettare le differenze. Penso che il suo desiderio sia una Chiesa e dei credenti in Giappone che vadano oltre i confini della Chiesa, e che entrino maggiormente nella società e siano largamente amati».

minò la sua vita: “Non colle percosse, ma colla mansuetudine e colla carità dovrai guadagnare questi tuoi amici”.

Così egli non faceva pressione alle persone attraverso il potere, ma le conquistava con l’amorevolezza, insieme alla ragione. Allo stesso modo il Papa ha recitato una preghiera di San Francesco d’Assisi a Nagasaki, mentre a Hiroshima, dove è andato come “pellegrino di pace”, ha ricordato: “La vera pace non è altro che pace disarmata”. Mio figlio, che ha quattro anni, ha visto il Papa e ha detto: “Mi sono commosso e ho iniziato a piangere. Io amo il Papa!” Spero che i semi piantati da questa visita del Papa tra i bambini e i giovani che un giorno guideranno il futuro, crescano e fioriscano magnificamente». Fonte: AustraLasia

3) Pace «Il Papa ha visitato Nagasaki e Hiroshima e ha richiesto con veemenza l’abolizione delle armi nucleari e un impegno infaticabile per la pace, chiamando tutti alle proprie responsabilità.

Siamo stati fortemente incoraggiati a ricordare sempre gli errori del passato, a camminare insieme e ad agire concretamente per custodire la pace. A 9 anni Don Bosco ebbe il sogno che illu-

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Pakistan PRIMO CENTRO DEGLI EXALLIEVI DI DON BOSCO Lahore, Pakistan – ottobre 2019

Dopo tre incontri mensili consecutivi convocati dalla comunità salesiana di Lahore, il 26 ottobre è stata lanciata per la prima volta in Pakistan, l’Associazione degli Exallievi di Don Bosco.

Il loro Delegato, il salesiano coadiutore Alex Abelgas, ha facilitato gli incontri con la condivisione, la formazione e infine con l’elezione ufficiale del primo Centro degli Exallievi di Don Bosco di Lahore, che consta di 16 membri. Dopo la visione di alcuni video sulle esperienze degli Exallievi in Laos e Mongolia, sono stati eletti i responsabili della prima unione locale.

IV INCONTRO DEGLI EXALLIEVI DI DON BOSCO Lahore, Pakistan – 3 dicembre 2019

Il 24 novembre presso il “Don Bosco Technical Centre” si è svolto il IV Incontro degli Exallievi di Don Bosco, con la partecipazione di 43 exallievi guidati dal loro delegato, sig. Alex Abelgas, SDB, e dal Presidente dell’associazione Daniel Asif. All’evento ha partecipato come ospite speciale Masih Bashir, padre dell’exallievo della scuola “Don Bosco” di Lahore Akash Bashir, che il 15 marzo 2015 s’immolò per impedire un attentato nella chiesa di San Giovanni, nel quartiere cristiano di Youhannabad, a Lahore.

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GLI EXALLIEVI DI DON BOSCO A LAHORE CON NUOVO ENTUSIASMO

Lahore, Pakistan 30 novembre 2019 Con immenso piacere condividiamo il nostro entusiasmo e la nostra esperienza del 4° Meeting di Exallievi a Lahore, il 24 novembre al DBTC Campus (noto come Don Bosco Technical Centre).

In qualità di Associazione Exallievi di Don Bosco ringraziamo la comunità salesiana di Lahore, in particolare P. Noble Lal, responsabile di DBTC e Br. Alex Abelgas, il nostro Delegato – per essere presente e animare il nostro incontro. Desideriamo anche ringraziare i coordinatori della Facoltà dipartimentale e i membri del comitato Pakistan Core dell'Associazione degli alunni del Pakistan, che si sono impegnati al meglio per organizzare questa riunione.

Il presidente ha accolto l'ospite speciale e gli attuali Salesiani con un applauso. Poi il Delegato, Br. Alex, ha inaugurato l'incontro con la sessione di formazione sugli "Statuti della Confederazione Mondiale degli Exallievi di Bosco" (ed. 2015) e il vicepresidente, Nelso Suleman, ha presentato un piano di raccolta fondi. il Segretario, John Shanzaib, ha presentato il modulo di iscrizione degli Exallievi; L'uffi-

Il delegato dell'Associazione, Bro.Alex, ha presentato gli ufficiali degli exalunni, eletti durante il precedente incontro lo scorso ottobre: Ilyas Mushtaq, 1st Batch Electricity, Mr. Asif Daniel, 3rd Batch Mechanics, Mr. Naveed Masih e 8th Batch Electricity, Shakil Salamat, 10a Meccanica Batch. Gli Ex Alunni hanno presentato il loro indirizzo e-mail istituzionale donboscoalumni.pk@gmail.com all'istituto, ai suoi studenti e al gruppo ExAlunni e Core (consiglio del Centro di Lahore) aprendo il loro gruppo WhatsApp.

Domenica 24 novembre più di 43 ex-alunni (cinque dei quali della Facoltà e personale di DBTC Lahore) hanno partecipato alla riunione e hanno fornito i loro preziosi feedback e suggerimenti per il miglioramento del nostro Istituto.

Il presidente dell'Associazione, Asif Daniel, recentemente eletto, ha moderato il programma e accolto con favore il nostro ospite speciale, Bashir Masih, padre del Bosconiano Akash Bashir, che è stato martirizzato il 15 marzo 2015 nell'attentato alla Chiesa cattolica di Yohannabad. L'incontro è stato aperto e si è tenuto nella grande sala da pranzo dell'ostello DB con la Preghiera e la Promessa dell’Exallievo in lingua urdu.

rando la sua condivisione nell'istituto e consigliando sul futuro di DBTC, e il ruolo e il coinvolgimento degli Exallievi.

La sessione si è conclusa con il voto sull'importo della raccolta fondi (tassa) di 250 Rupiah pakistane e la tassa di carta “Ex Alunni Privilege” di 250 PKR è stata raccolta dal Segretario. ciale delle pubbliche relazioni, Naveed Masih, ha spiegato l'importanza della forma di carta” Don Bosco Privilege”, mentre il tesoriere, Faisal Waris era assente a causa di un infortunio. La parte di formazione è stata evidenziata dall'ospite d'onore, Bashir Masih, padre del Martire Bosconiano Akash Bashir, augu-

Il quarto incontro del Centro Ex Alunni di Lahore è stato un grande successo nel suo primo motivo di collegamento e networking degli alunni del passato. L'intero evento è stato adeguatamente coperto da un fotografo attivo cliccando foto per il gruppo WhatsApp e Facebook di Don Bosco Past Pupils, Lahore. Asif Daniel (Presidente) EX ALLIEVI Newsflash - Natale 2019

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Vaticano MONS. AUGUSTO CESARE BERTAZZONI DICHIARATO VENERABILE gnaga (Italia) e morto il 30 agosto 1972 a Potenza (Italia).

Augusto Bertazzoni da ragazzo fu discepolo a Torino di San Giovanni Bosco e fu tra coloro che, nel 1887, offrirono la loro vita per la salvezza del santo dei giovani, che aveva anche profetizzato al giovane Augusto la mitria episcopale. Fu amico di Luigi Orione e di don Giovanni Calabria, sacerdoti, oggi santi. Entrò nel seminario di Mantova, quand’era rettore Mons. Giuseppe Sarto, oggi san Pio X, con il grande desiderio di diventare sacerdote.

(ANS – Vaticano) Il 2 ottobre 2019, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in udienza Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Durante l’Udienza, il Sommo Pontefice ha autorizzato la medesima Congregazione a promulgare il Decreto riguardante le virtù eroiche del Servo di Dio Augusto Cesare Bertazzoni, Arcivescovo titolare di Temuniana, già Vescovo di Potenza e Marsico; nato il 10 gennaio 1876 a Polesine di Pego24

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Venne nominato Arciprete-parroco di S. Benedetto Po, dove eserciterà il suo ministero dal 30 aprile 1904 al 30 giugno 1930. Elevato da Pio XI alla cattedra episcopale di Potenza e Marsico, consacrato il 15 agosto 1930, il 29 ottobre entrava in Diocesi. Nel discorso d’ingresso disse di «portare pace, la pace di Cristo in tutti i cuori». Curò le vocazioni, rinnovò il clero, impegnò il laicato nella catechesi, nell’Azione Cattolica, nelle opere della carità, della cultura, della solidarietà sociale. Lungimirante educatore dei giovani, sollecitò l’impegno educativo dei suoi sacerdoti,

oltre che dei religiosi e religiose, ai quali raccomandava di avere spirito di paternità per le nuove generazioni. Durante la seconda guerra mondiale, quando le bombe distrussero l’episcopio di Potenza, egli decise di rimanere vicino al suo gregge: si prodigò per aiutare gli Ebrei e i dissidenti politici. Nel dopoguerra fu una figura di equilibrio tra le varie forze politiche e si dedicò a sanare le ferite del conflitto mondiale e all’opera ardua e generosa della rinascita e della ricostruzione spirituale, morale, materiale della diocesi. Fu Padre conciliare del Concilio Vaticano II. Mons. Bertazzoni, vero uomo di Dio, uomo di fede e di preghiera, fu attento alle necessità spirituali dei fedeli ed anche dei non credenti, per i quali si spese fino alla fine. Le caratteristiche del suo episcopato si possono riassumere nell’amore a Dio e al prossimo senza distinzioni, nell’obbedienza al Papa e alla Chiesa, nell’atteggiamento paterno verso i sacerdoti e i seminaristi, nell’ardente zelo pastorale. Condusse una vita all’insegna della semplicità, contraddistinta da umiltà, povertà, spirito di sacrificio. Fu testimone del soprannaturale e appassionato desiderio fu di riportare Dio nella storia ad ogni livello, personale, familiare, sociale.


I NTERVISTA

Giappone “NON TI LASCIO UN’EREDITÀ, MA TI DO LA FEDE”

Intervista a Mitsuhiro Tateishi, Exallievo Salesiano

(ANS – Tokyo)

In Giappone la popolazione cristiana arriva all’1%. Tuttavia il cattolicesimo ha lasciato un’impronta profonda nella storia del Paese, specie a Nagasaki. Durante la recente visita di Papa Francesco in Giappone, l’Exallievo Salesiano Mitsuhiro Tateishi, ha rilasciato un’intervista a Vatican News. Chi è Mitsuhiro Tateishi? «Sono un Exallievo Salesiano. Faccio parte dello staff della “Don Bosco Publications”, sono Delegato di Comunicazione Sociale dell’Ispettoria del Giappone e discendente dei “Cristiani nascosti”, che hanno custodito la fede negli ultimi 470 anni.

Le mie radici cattoliche risalgono a secoli fa, ai tempi di San Francesco Saverio, che portò il cristianesimo in Giappone nel 1549. Quello stesso missionario gesuita battezzò i miei antenati 470 anni fa e la fede cattolica è stata trasmessa da allora di padre in figlio».

Perché c’erano dei “Cristiani nascosti” in Giappone? «San Francesco Saverio predicò il Vangelo nella vicina isola di Hirado, trovando un terreno molto fertile. Ha trascorso non più di 4 mesi nella zona, ma è riuscito a convertire al cristianesimo centinaia di persone. Non molto tempo dopo, i governanti giapponesi cominciarono a considerare la fede come una minaccia e cercarono di elimi-

nare il cristianesimo. All'inizio, Toyotomi Hideyoshi, un guerriero samurai, proibì ai gesuiti e agli altri missionari stranieri di praticare la proprio religione, vista come minaccia all'unità nazionale. Nel 1614, lo shogunato Tokugawa mise fuori legge il cristianesimo e ne seguirono vere persecuzioni. Migliaia di cattolici furono uccisi per la loro fede.

I 26 santi martiri a cui Papa Francesco ha fatto omaggio a Nagasaki lo scorso 24 novembre, furono tra questi testimoni. Molti cattolici si nascosero, diventando “kakure kirishitan”, ossia “Cristiani nascosti”.

La mia famiglia scelse di sopravvivere: si nascosero sull’isola di Kuroshima e trasmisero la fede di generazione in genera-

zione, il tutto senza la presenza di un solo sacerdote cattolico».

Come hanno trasmesso la fede i cristiani? «Si aiutarono a vicenda e praticarono gli insegnamenti dell'amore di Gesù. Furono rispettati perché servivano i poveri. Il loro servizio ai bisognosi incoraggiava gli altri a credere nella fede cristiana. Dopo che il Giappone ha permesso la libertà di religione nel 1871, i missionari cattolici sono tornati e hanno trovato a Nagasaki altri discendenti di coloro che hanno mantenuto la fede in silenzio. Altri, però, non si sono più ricongiunti con la Chiesa e sono tuttora noti come “Cristiani separati”. Io sono grato ai miei antenati, che hanno superato le difficoltà e custodito la fede per 470 anni». Oggi, il sig. Mitsuhiro Tateishi fa del suo meglio per trasmettere la fede cristiana, proprio come fecero i suoi antenati. Suo padre era solito ripetergli: «Non ti lascio un’eredità, ma ti do la fede».

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I NTERVISTA

Timor Est “LA MIA MENTALITÀ È CAMBIATA”

(ANS – Los Palos)

La testimonianza di un giovane volontario

Xavier Quinn è un giovane exallievo dell’Istituto Salesiano di Sunbury, in Australia, attualmente attivo a Los Palos, presso Timor Est, nell’ambito del programma di volontariato missionario salesiano “Progetto Cagliero”. Ecco cosa racconta riguardo a ciò che ha imparato finora.

Prima di partire com’era la tua fede e qual è stato il tuo percorso ‘salesiano’? «A Sunbury ho potuto conoscere gli insegnamenti e la vita di Don Bosco. A scuola ci hanno trasmesso chiaramente l’importanza di essere presenti tra i giovani. Ho anche avuto modo di capire che cos’è la “salesianità”, attraverso vari campi giovanili e grazie ai legami familiari».

Avevi già avuto esperienze di volontariato in Australia? «Questa è la mia prima esperienza come volontario all’estero. È sempre stato un mio obiettivo fare qualcosa di simile, stavo solo aspettando il momento giusto». Come sei venuto a conoscenza del “Progetto Cagliero”? «Prima di me l’hanno fatto sia mia sorella, a Samoa, e sia mio fratello. Guardando loro, e vedendo le cose meravigliose che avevano fatto, è nato in me il desiderio di fare lo stesso.

Da quel momento in poi non è stata più una questione di “se”, ma di “quando”».

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Com’è stata la tua formazione prima dell’arrivo a Timor Est? «La formazione che io e Natanya de Dilva, la volontaria in Cambogia, abbiamo realizzato prima di partire è stata molto lungimirante e mi ha insegnato cose che non sarei mai stato in grado di spiegare o di capire bene. Tra queste c’è stata anche una migliore comprensione di me stesso e di come mi rapporto a certe situazioni. Mi ha anche dato una chiara comprensione di quali sono le aspettative, da un punto di vista salesiano, su di me durante questo tempo.

Le mie prime settimane a Los Palos sono state grandiose. Mi sono sentito subito a


I NTERVISTA

casa e già dalla prima settimana ho potuto iniziare ad insegnare. Inoltre, mi sono reso conto subito che avrei potuto vivere bene qui, perché il cibo è buono, il tempo è bello, si fa sport tutti i giorni e soprattutto la comunità e la gente di Los Palos è molto carina con me».

Com’è la tua giornata tipo a Los Palos? «Al mattino si inizia con la Messa, poi colazione, un po’ di lavoro in giardino e poi accompagno uno dei ragazzi all’asilo. Al ritorno di solito mi diverto un po’ stando appresso ai piccoli accolti nell’orfanatrofio, oppure aiuto i pre-novizi quando hanno qualche lavoro da fare o tengo qualche lezione di inglese.

Appena prima di pranzo vado a preparare il cibo e la tavola. Dopo pranzo di solito c’è tempo per un po’ di riposo, e di martedì e giovedì do lezione ai ragazzi dell’orfanatrofio. Verso le 15:30 ogni giorno iniziamo a lavorare in giardino, per un’ora, e dopo si va tutti a fare sport.

Cosa hai imparato dai giovani di Timor Est? «Mi sto divertendo moltissimo e sto imparando molto dalla vita di questi ragazzi che possiedono poco e niente. Spesso noi giovani non ci lasciamo prendere dai problemi del mondo e ci concentriamo su noi stessi e su ciò che è importante per noi e per le persone che ci circondano. Da adulto, ora vedo che la mia mentalità è cambiata. Questi ragazzi mi hanno rimesso a posto, mi hanno insegnato davvero tanto e mi ricordano le cose che ci rendono veramente felici. E io, in cambio, ogni tanto insegno loro qualcosa».

Fonte: AustraLasia

Di solito gioco a Pallacanestro, ma alle volte pratico anche il Calcio. Fatta una doccia, aiuto a preparare la cena e poi, se ho un po’ di tempo, aiuto i ragazzi nello studio.

Subito dopo cena, di solito cammino e parlo un po’ con i pre-novizi, in modo che possano praticare il loro inglese.

Questo continua fino alla “buonanotte” che è l’ultima attività prima di andare a letto».

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I NTERVISTA

Filippine

COSA IMPARANO I VOLONTARI NELLE TERRE DI MISSIONE?

(ANS – Cebu City) Christine Umpad è una giovane filippina che ha trascorso un mese come volontaria missionaria in Cambogia, grazie al programma di volontariato salesiano “SALVO” (Salesian Lay Volunteers). Qui di seguito racconta cosa ha imparato attraverso quest’esperienza.

Come è stata la tua breve esperienza di volontariato in Cambogia? «L’esperienza di volontariato è stata per me un sogno diventato realtà. Ho sempre sognato di fare volontariato all’estero, per poter in qualche modo restituire e condividere i favori che ho ricevuto dai salesiani che mi hanno aiutato nel passato e nel presente. È stato molto appagante per me, come exallieva e come insegnante».

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Qual è stata una delle più grandi gioie di questa esperienza? «La mia gioia era tutta nel sorriso dei giovani a me affidati, dei miei amici e delle persone che ho incontrato durante il mio soggiorno lì. Sono stata veramente felice di vedere i miei allievi imparare qualcosa di nuovo durante il tempo di studio insieme.

E soprattutto quando vedevo che facevo nuove amicizie nonostante la barriera linguistica».

E qual è stata, invece, una delle più grandi sfide? «La lingua ha in qualche modo ostacolato la mia esperienza di volontariato. A volte è stato davvero difficile comunicare con alcuni studenti. Ci sono stati momenti in cui volevo parlare con gli altri, ma era frustrante perché non riuscivo a spiegare loro bene le cose. Ma comunque, a me piacciono le sfide!». Cosa hai imparato da quest’esperienza? «Forse l’insegnamento più grande è quello di essere flessibile in ogni momento. Ci sono momenti in cui è necessario adattarsi per passare da una cosa all’altra. Quest’esperienza mi ha davvero insegnato ad essere adattabile a qualsiasi situazione». In che modo quest’esperienza ha influenzato il tuo percorso di vita? «L’esperienza ha lasciato delle impronte nel mio cuore. Come insegnante, ho imparato ad apprezzare i miei studenti e il loro retroterra. Ho capito che gli studenti hanno


I NTERVISTA

origini diverse, che possono aver influenzato il loro comportamento a scuola. Come figlia, ho apprezzato ancora di più la mia famiglia, sapendo che alcuni studenti possono incontrare la loro famiglia solo poche volte l’anno. Come persona, mi sono sentita molto fortunata per aver fatto questo viaggio».

Cosa rappresenta per te Don Bosco dopo questa esperienza? «Don Bosco significa spendersi per gli altri. È come offrire l’orecchio per ascoltare, la mano per aiutare gli altri. Essendo exallieva già da più di un decennio, credo che chiunque possa diventare il Don Bosco di oggi! Tutto ciò di cui ha bisogno è un cuore che batte per gli altri. Sicuramente, fare del bene può portare molto lontano».

Che cosa può offrire al mondo di oggi il messaggio di Don Bosco? «Il sogno dei 9 anni di Don Bosco è un messaggio rilevante anche per il mondo di oggi! Prendersi cura degli altri non richiede poteri soprannaturali: basta essere se stessi, con la guida di Gesù e Maria».

Fonte: AustraLasia

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I NIZIATIVE

Italia

AGRICOLTURA GIOVANILE, TRA PRESENTE E FUTURO (ANS – Lombriasco)

Si è svolto alle porte di Torino, nella terra di Don Bosco, un appuntamento di grande significato: il primo incontro internazionale tra Scuole Agrarie Salesiane di diverse aree del mondo. L’evento, dal titolo “Expo Lombriasco 2019 – Fiera Internazionale ‘AgriCultura’” ha favorito la condivisione, la formazione, la spiritualità salesiana e lo sviluppo di progetti comuni, e il bilancio è stato molto più che positivo. All’incontro hanno preso parte 8 scuole salesiane: quella anfitrione di Lombriasco, tre dall’Argentina (Venado Tuerto, San Ambrosio, Rodeo del Medio), e una ciascuna da Irlanda (Limerick), Albania (Cerrik), Francia (Ressins) e Ghana (Sunyani).

In totale erano presenti 22 studenti provenienti dall’estero, accompagnati da 7 docenti, oltre ai docenti e agli allievi degli ultimi tre anni dell’istituto di Lombriasco, e ai referenti dell’ONG salesiana “Volontariato Internazionale per lo Sviluppo” (VIS) che cooperano ai progetti agricoli in Albania e Ghana. Mentre per quanto riguarda i visitatori

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della fiera i numeri sono stati anch’essi lusinghieri, con oltre 4.000 ingressi.

Giovedì 3 ottobre, le scuole hanno vissuto un forte momento di spiritualità, visitando con grande attenzione, i principali luoghi di Don Bosco in Piemonte: la Casa Madre salesiana a Valdocco e il Colle Don Bosco.

Nei due giorni successivi, invece, le delegazioni delle diverse scuole, oltre a presentare le proprie realtà ed attività formative/produttive, hanno illustrato ciascuna un progetto già attivo dedicato al settore Agricolo, Agroindustriale e Agroalimentare, sul tema dell’innovazione, della sostenibilità e dell’agricoltura sociale.

Durante la manifestazione molti sono stati i forum, i convegni e i laboratori dedicati alle scuole, ai professionisti e agli addetti del settore: dalla coltivazione del bambù all’ittica, dall’irrigazione a goccia al ruolo dei microorganismi per la fertilità del suolo, dagli insetti per l’alimentazione alle nuove frontiere dell’agricoltura… Inoltre tutti i partecipanti hanno potuto visitare la mostra sull’80° anniversario dell'Istituto Tecnico Agrario di Lombriasco.


I NIZIATIVE

Uno dei momenti più importanti è stato certamente la condivisione e lo scambio di conoscenze tra gli studenti delle Scuole Agrarie Salesiane e gli Istituti di Agraria del territorio (5 piemontesi e uno di Roma), inerenti il tema “ridare la terra ai giovani”. E non va sottovalutato il fatto che durante la manifestazione sono sorti diversi progetti di collaborazione internazionale tra aziende e realtà produttive del territorio e scuole salesiane – in particolare con gli istituti di Cerrik (Albania) e Sunyani (Ghana).

Domenica 6 ottobre, dopo la riunione del comitato scientifico, sono stati consegnati i diplomi e le borse di studio sostenute dalla “Banca BCC” di Casalgrasso, ai migliori tre progetti presentati.

Il primo premio è andato alla Scuola Agraria Salesiana di Sunyani (Ghana) con il progetto dedicato alle “Green House”, nuovi sistemi per la coltura di ortaggi sotto serre innovative. Il secondo premio è stato assegnato alla Scuola Statale dell’Albania – un istituto che da tempo è accompagnato e sostenuto nei suoi progetti agricoli dal VIS – per un pro-

gramma di inserimento dei giovani agricoltori nel mondo del lavoro. Invece, il terzo premio è andato all'istituto agrario-enologico “Giovanni Penna” di Asti (una delle scuole del territorio) che ha presentato uno studio sui vitigni resistenti.

La mattinata si è conclusa con la presentazione del progetto “Net4Grow”: una rete tra la Scuola Salesiana di Lombriasco, le Scuole Agrarie Salesiane nel mondo, gli exallievi, le imprese ed i professionisti del settore che ha l’obiettivo di preservare e sviluppare la formazione professionale agricola e generare progetti condivisi di sviluppo locale.

Insomma, l’incontro ha costituito una quattro giorni di condivisione e confronto culturale, sociale e spirituale dedicato ai giovani sotto il segno e lo spirito di Don Bosco. E dato il successo di questo primo raduno, è già stato fissato il prossimo appuntamento, a ottobre 2020, con altre novità e nuove scuole salesiane dall’estero e del territorio, per condividere insieme un unico progetto: l’integrazione e la formazione, seguendo il messaggio di Don Bosco per il futuro dei giovani!

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I NIZIATIVE

COME NASCE IL PROGETTO NET4GROW (ANS – Lombriasco) Ispirati dal tema di Expo Lombriasco AgriCultura 2019: "Ridare la terra ai giovani, agricoltura per la vita", dagli insegnamenti etico-sociali di San Giovanni Bosco e dei suoi valori più profondi e generosi, insieme ad un gruppo di imprenditori del settore agricolo ci siamo trovati a condividere un Forum internazionale con i rappresentanti di alcune Scuole Agricole di Don Bosco nel mondo, portatrici di un percorso formativo professionale in base di livello Superiore ed Universitario. Il Forum si è concluso con la presentazione del progetto “Net4Grow”, una rete tra la Scuola Agraria Salesiana di Lombriasco, l'Associazione Plaza Argentina, le Scuole Agrarie Salesiane nel mondo, gli ex-allievi/e di Don Bosco, le imprese ed i professionisti del settore, che ha l'obiettivo di preservare e sviluppare la formazione professionale agricola e generare progetti condivisi di sviluppo locale.

La Struttura A condurre il percorso produttivo di “Net4Grow” ed a garantire la serietà e la continuità del cammino operativo sono la Scuola Agraria Salesiana di Lombriasco con il suo Direttore Don Marco Casanova (testimone della universalità del carisma di Don Bosco) e l'associazione Plaza Argentina con Daniel Ormeno (come referente e coordinatore del progetto in dialogo con le Scuole Agrarie Salesiane nel mondo). Oggi si sono sommati altri soggetti di grande valore come l’ONG Salesiana VIS 32

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Volontari Internazionali per lo Sviluppo, dal mondo scientifico della ricerca l’Istituto ISIRES di Torino, dall'accademico con l'Università di Agraria di Torino DISAFA, lo studio Agrimana come coordinamento dello staff di tecnici agrari, agronomi e veterinari, l’equipe di A-Studio di Torino per l'innovazione in agricoltura e, soprattutto, un gruppo di imprenditori del settore agrario, agroindustriale ed agroalimentare, cari alle tradizioni di Don Bosco.

La nostra Missione La conoscenza delle nostre attività e la sensibilità formativa di ognuno di noi, ci ha portati a elaborare e proporre un progetto di collaborazione che riteniamo possa essere utile al Mondo Agricolo Monferrino, Italiano e ai Paesi dove opera la Missione educativa di Don Bosco nel mondo, soprattutto attraverso le Scuole formative in Agricoltura, Allevamenti, nella Trasformazione; Agroindustria, nell’Innovazione ed Agro-alimentazione, nella Salute Alimentare e nella Ristorazione.

Questo viene attivato attraverso i percorsi educativi già esistenti come: l’Alternanza Scuola Lavoro, i corsi di formazione professionale e gli scambi culturali, dedicati a studenti, laureandi, laureati, docenti e professionisti con la possibilità di effettuare delle esperienze di training on job presso imprese inerenti a questi settori in Italia e/o all’estero.

Obiettivi di Net4grow 1. Offrire opportunità di stage formativi nei nostri luoghi Salesiani italiani ed esteri, presso aziende partner del progetto.


I NIZIATIVE

2. Offrire ai giovani studenti la possibilità di scambi culturali, ed incentivando le imprese ad accogliere le domande per l'Alternanza Scuola Lavoro.

7. Far parte di una rete di ex-allievi e di potenziali relazioni in Italia e nel mondo per la promozione di prodotti e servizi di ogni genere.

3. Promuovere l'interscambio delle conoscenze (stagisti, visitatori, volontari, turisti,...) tra scuole e tra produttori. Come prime esperienze abbiamo già realizzato dei viaggi studio con studenti delle Scuole Agrarie Salesiane da e per l'Argentina, la Fracia (Ressins) e l'Irlanda (Pallaskenry).

I benefit che da subito propone la rete alle imprese, oltre alla propria visibilità data dalla partecipazione ad un network di dimensioni mondo, è le capacità di generare delle opportunità tra i singoli contatti immessi nella stessa e di interloquire con tutti gli attori che ne fanno parte.

4. Metterci a disposizione per progetti di occupazione giovanile in agricoltura. Organizzando insieme all’AgriCultura ACADEMY, corsi di formazione professionali su misura delle Imprese, per la crescita ed il miglioramento delle competenze dei futuri collaboratori. Principio di Impresa Didattica. 5. Integrare sul NETWORK le Imprese, gli Stakeholders, le Istituzioni ed il Sistema Scolastico per ottenere visibilità sul perimetro social del Progetto. 6. Organizzare MISSIONI IMPRENDITORIALI/PROMOZIONALI, proponendo la partecipazione a: Eventi, Fiere, Manifestazioni e Incontri B2B in Italia/estero attraverso il network degli Ex Allievi/e Salesiani nel mondo (Calendario Eventi).

Altro elemento di grande interesse è l'Academy della Rete NET4GROW e l'area dedicata alle Missioni imprenditoriali. Nell'Academy di NET4GROW, le imprese riceveranno informazioni utili come: - diventare partner di un programma di ricerca attraverso il “LAB di Net4Grow” per la costruzione di progetti con partners nazionali o internazionali. - usufruire di Corsi di Formazione Professionale su misura per le proprie attività. Uno spazio dove le imprese potranno creare delle opportunità offrendo i propri prodotti, servizi, ricercare partners, collaboratori, ecc., in Italia o all’estero. Per approfondimenti sul sito di Net4grow.com e la nuova Expo Lombriasco AgriCultura, Vi rimandiamo ai primi di gennaio 2020!

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A NNIVERSARI

Cile

VALPARAÍSO, NUOVO VALDOCCO: 125 ANNI DI SOGNI E DI SFIDE In apertura dell’evento don Nestor Muñoz, Direttore dell’opera salesiana, ha rivolto alcune parole ai presenti: «Valparaiso è Valdocco, è casa, cortile, scuola e parrocchia. È educare con il cuore, è ragione, religione e amorevolezza. È la presenza permanente di Don Bosco in mezzo ai suoi giovani, come buon pastore che si prende cura e protegge le sue pecorelle.

(ANS – Valparaíso) Centinaia di persone si sono riunite nel teatro comunale di Valparaíso per celebrare il 125° anniversario della presenza salesiana nella città, lo scorso 11 ottobre. Valparaíso, la terra del sogno missionario di Don Bosco, in questi lunghi anni è diventata un nuovo Valdocco, “casa, cortile, scuola e parrocchia” per migliaia di giovani e soprattutto per i più bisognosi. Per la serata di “Gala dell’Anniversario” si sono esibiti un’orchestra e un coro composto da studenti della scuola salesiana e della scuola delle Figlie di Maria Ausiliatrice di Valparaiso, accompagnati da giovani ballerini.

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Che a questi possano seguire molti altri anni, con nuove generazioni, nuovi sogni e nuove sfide», ha detto.

Successivamente il coro ha interpretato i brani Valparaíso, del cantautore gitano Osvaldo Rodríguez, Con los brazos abiertos del salesiano Belarmino Sánchez, l’inno dell’Ispettoria salesiana. Il Direttore della scuola salesiana di Valparaiso, Antonio Neira, ha poi ricordato la storia dell’opera: «Sin dalle sue origini come Scuola di Arti e Mestieri ‘Sant’Agostino’, nel 1894, la nostra scuola ha impegnato laici che da diverse angolazioni e in diversi modi hanno contribuito con beni, conoscenze e virtù alla formazione dei giovani». «Oggi – ha continuato – dopo 125 anni il contesto sociale ed economico è cambiato,

ma i bisogni dei nostri figli e dei giovani sono ancora pressanti. La scuola salesiana ha creato e rafforzato, nel tempo, una solida proposta educativa Pastorale».

Successivamente don Muñoz e don José Lino hanno consegnato dei souvenir ai sa-


A NNIVERSARI

lesiani che hanno attraversato le aule della scuola, come don Sergio Cuevas, nel passato Ispettore e membro del Consiglio Generale della Congregazione; don Carlo Lira, attuale Ispettore, don Andrés Contreras, Patricio Julio Orellana, il postnovizio Camilo Peña, (ora in Argentina per la formazione) e don Heriberto Cabrera (in missione in Africa). Altri riconoscimenti sono stati consegnati al alcuni exallievi di spicco: Jorge Bermúdez, Revisore Generale della Repubblica; Daniel Morales, sindaco di Limache; Archivaldo Peralta, figlio illustre di Valparaíso; Cristian Olguín, traumatologo dell’Ospedale “Carlos Van Buren”. La serata del “Gala dell’Anniversario” si è conclusa con un forte applauso e l’esibizione di decine di giovani nei canti di festa, mentre un ragazzo vestito da Don Bosco e alcuni piccoli aiutanti distribuivano dolci ai partecipanti. All’appuntamento festoso, oltre all’Ispettore e al suo Consiglio, hanno preso parte anche il vescovo ausiliare di Santiago, il salesiano Alberto Lorenzelli, exallievi e diversi rappresentanti della comunità educativopastorale della scuola.

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A NNIVERSARI

Italia

(ANS – Roma, 22 ottobre 2019)

100 ANNI DI “VOCI FRATERNE”

Essere “buona stampa” per continuare a promuovere la libertà e il rispetto dei valori irrinunciabili di vita, famiglia e educazione. Con questo scopo gli Exallievi di Don Bosco danno il via alle celebrazioni per il centenario della rivista “Voci Fraterne”.

La pubblicazione, apparsa per la prima volta nel giugno del 1920, costituisce la rivista ufficiale della Federazione Italiana Exallievi ed Exallieve di Don Bosco, e negli anni è divenuta sempre più uno strumento per diffondere non solo notizie relative alle attività nei centri locali diffusi in tutta la penisola, ma soprattutto un veicolo per fornire alla società tutta quegli spunti di formazione permanente tanto amati da Don Bosco e tanto raccomandati ai suoi figli che hanno operato, negli anni, come “buoni cristiani e onesti cittadini”.

All’importante anniversario “Voci Fraterne” non si presenta “a mani vuote”, ma con al suo attivo un ricco patrimonio di cui potersi vantare: circa mille numeri e oltre 20mila pagine, piene di storie, cronache, riflessioni e approfondimenti che hanno saputo contaminare, in positivo, il tessuto sociale italiano.

A motivo del centenario della rivista sono previsti diversi appuntamenti, il primo dei quali in programmo il venerdì 8 novembre a Roma, alle ore 10, presso la sede istituzionale di Palazzo Montecitorio, che vedrà protagonisti alcune delle più autorevoli firme dell’editoria cattolica nazionale. Aprirà quest’appuntamento la prolusione sulla comunicazione nel pensiero di Papa Francesco di Andrea Tornielli, Direttore editoriale del Dicastero per la comunicazione presso la Santa Sede; successivamente il dott. Tornielli parteciperà anche alla successiva tavola rotonda sullo stato di fatto e sul futuro della stampa cattolica, insieme a Vania De Luca, Presidente Nazionale dell’Unione Cattolica Stampa Italiana; Vincenzo Morgante, Direttore delle emittenti della Conferenza Episcopale Italiana, “Tv2000” e “Radio InBlu”, e Carlo Verna, Presidente Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti. 36

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Le conclusioni saranno affidate a don Bruno Ferrero, scrittore poliedrico e Direttore del Bollettino Salesiano d’Italia. Ospite della giornata di approfondimento sarà l’attore e cantante Marcello Cirillo, che già interpretò Don Bosco nel musical a lui dedicato per il Bicentenario della nascita e che in quest’occasione leggerà alcuni brani di Don Bosco.

L’evento, infine, sarà condotto e moderato da Valerio Martorana, Direttore di “Voci Fraterne”. La rivista, che viene distribuita gratuitamente a tutti gli Exallievi che la richiedono, è accessibile anche in formato digitale all’indirizzo: http://www.exallievidonbosco.it/rivista/


A NNIVERSARI

GLI EX ALLIEVI ROMANI ORGANIZZANO UN CONVEGNO SUL CALCIO

Italia

Un Convegno sportivo ha celebrato un anniversario: 90 anni dalla prima partita di calcio al Campo Testaccio di Roma, giocata il 3 novembre 1929 dalla locale squadra contro il Brescia.

Il Convegno, “Campo Testaccio... Ciai tanta storia”, è stato organizzato dalla Unione Ex Allievi di Don Bosco del quartiere romano, che fa capo alla parrocchia salesiana di Santa Maria Liberatrice.

In alto: la Chiesa di Santa Maria Liberatrice In basso: il giornalino dell’Unione Ex Allievi di Don Bosco

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L IBRI

Italia

MAGELLANO E DON BOSCO INTORNO AL MONDO

È uscito in questi giorni un libro, Magellano e Don Bosco intorno al mondo, tanto gradevole da leggere quanto informato, pieno di notizie, ricordi, riferimenti ed anche spunti poetici. Don Bosco e Magellano. «Un prete e un marinaio cosa possono avere in comune? Sono vissuti a distanza di secoli...». Entrambi sognatori. “Vedevano” sempre i luoghi prima di arrivarci; immaginati in anticipo e poi conosciuti...

Quello che si compie con questo libro è un viaggio denso di emozioni; per capire il presente, procedendo dal passato. Lo stile narrativo seguito dall’autore (Nicola Bottiglieri) è di grande leggibilità per l’ampiezza del respiro e per la vastità del suo mondo; attrae la purezza e l’armonia del linguaggio. I capitoli sono piccoli frammenti di vita, vissuta tra mille difficoltà ed incredibili coincidenze, tra costrizioni ed episodi di umanità.

Lo spirito che aleggia in tutte le pagine è il gesto di un uomo (Don Bosco) che si preoccupava di seminare per il futuro. Quel piccolo seme, gettato dalla Provvidenza alla periferia torinese di Valdocco oltre un secolo fa, è oggi diventato un immenso albero di tanti colori e frutti. Nicola Bottiglieri è docente di Letteratura ispanoamericana all’Università di Cassino e del Lazio meridionale. I suoi lavori vertono sulla letteratura di viaggio, in particolare sui viaggi reali e immaginari nell’Oceano Atlantico. Autore di romanzi, racconti, riscritture di miti e resoconti di viaggio, ha curato, fra

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l’altro, la sceneggiatura del film A sud del sud, un road movie alla “fine” del continente americano (DVD Elledici 2014). La Postfazione è di don Francesco Motto, già direttore dell’Istituto Storico Salesiano e attuale presidente dell’Associazione Cultori di Storia Salesiana.


S OLIDARIETÀ

LA FORZA DEGLI EX ALLIEVI SALESIANI

Thailandia

Bangkok, Thailandia, 12 novembre 2019

Il gruppo degli Exallievi Salesiani è un altro gruppo attivo della Famiglia Salesiana in Thailandia. Sono attivi nell'incoraggiare e sostenere i salesiani nel loro lavoro per aiutare i giovani poveri e la società. Abbiamo l'esempio degli Exallievi del Don Bosco Technological College Bangkok e della Saengthong School. Il 9-10 novembre 2019, l'Associazione Exallievi del Don Bosco Technological College Bangkok, rappresentata da Batch 43, ha organizzato il 23° Raduno di beneficenza. I partecipanti hanno gareggiato per il trofeo della Principessa Reale Sirindhorn. Il percorso del rally era da Bangkok a Nakorn Nayok. P. Francis De Lorenzi, SDB ha onorato l'occasione e ha aperto l'attività, alla quale hanno partecipato 120 vetture. L'attività mirava ad ottenere fondi per borse di studio per studenti poveri e a sostenere le iniziative del Collegio.

Il 26 ottobre 2019, l’Associazione Exallievi della Saeng Thong School di Hatyai, provincia di Songkhla, insieme all'Associazione Genitori e Insegnanti, ha organizzato la 9a attività di donazione di sangue per aiutare l'umanità nella stessa area scolastica. Questa attività ha ricevuto la calorosa collaborazione dei membri. I confratelli salesiani stessi, gli insegnanti, i genitori, gli ex alunni e il pubblico in generale si sono uniti per donare il loro sangue. Quest'anno sono state raccolte 176 sacche di sangue che sono state consegnate alla Croce Rossa Thailandese.

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S OLIDARIETÀ

Vorrei darvi una breve informazione sul nostro rally automobilistico;

1. Il rally automobilistico è una delle quattro attività che ogni gruppo di ex alunni che festeggia il 25° anniversario della laurea deve svolgere nelle seguenti attività: 1.1 Raccolta di fondi per il Collegio 1.2. Bowling - raccolta di fondi per i pasti a pranzo per circa 200 studenti poveri del DBT College. 1.3. Golf - raccolta di fondi a beneficio degli insegnanti e di altre esigenze del DBT College. 1.4. Rally automobilistico - raccolta fondi per borse di studio per 200 studenti poveri che non possono pagare le tasse scolastiche. 1.5. Pregare per il missionario SDB nella provincia thailandese. 1.6. Raccogliere fondi per la vocazione salesiana. Pertanto, il Car Rally è per la raccolta di fondi per sostenere 200 studenti poveri che non possono pagare la retta scolastica di 300 dollari l'anno. Quest'anno abbiamo ricevuto 500.000 THB, ovvero 15.146,93 euro per la borsa di studio. 120 auto hanno aderito a questa attività. Questo raduno di auto è anche destinato al 40

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S OLIDARIETÀ

ritiro annuale per le famiglie che hanno la possibilità di confessarsi, di partecipare alla Messa e di ascoltare il buon sermone del Salesiano. È il 23° Car Rally che si svolge ogni anno passando l'organizzazione di anno in anno, cioè il 43° lotto la passerà al 44° lotto e così via. Le famiglie trascorreranno la serata cenando insieme e godendo di molte attività durante la cena in hotel. Gli adesivi sulla macchina sono di diverse aziende che generano numerose entrate per l'attività. Quest'anno formeremo un gruppo più grande di aziende, cioè ci sono circa 70 lotti che si laureano al DBT College. Ogni lotto ha un proprio organo di governo per cercare/identificare i suoi membri che sono il/i proprietario/i dell'azienda. Poi, li metteremo insieme e classificheremo i tipi di business. Abbiamo l'impressione che potremmo avere più di 500 aziende per creare un grande gruppo di DB Business Club. Di conseguenza, raccogliere fondi per aiutare il DBT College in futuro non è un grosso problema per noi. Il rettore e gli altri sacerdoti SDB del college sono sempre presenti tra loro. Nel frattempo, Dio vi benedica. Francesco Wichai EX ALLIEVI Newsflash - Natale 2019

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O NESTI CITTADINI E BUONI CRISTIANI

Pakistan

AKASH BASHIR CONTINUA AD ISPIRARE MOLTI (ANS – Lahore)

A quasi cinque anni dal sacrificio di Akash Bashir – l’exallievo della scuola “Don Bosco” di Lahore che il 15 marzo 2015 s’immolò con il suo corpo per impedire ad un attentatore suicida di provocare un massacro nella chiesa di San Giovanni nel quartiere cristiano di Youhannabad – i salesiani e l’arcidiocesi di Lahore hanno iniziato a raccogliere testimonianze in vista della possibile apertura della sua causa di martirio. Finora più di 20 persone della sua parrocchia a Lahore, Cristiani e Musulmani, hanno risposto al questionario, composto da 16 domande. Il luminoso esempio di Akash Bashir continua a diffondersi in tutto il mondo. In questi ultimi mesi diverse troupe televisive cattoliche provenienti da Polonia, Corea del Sud, Spagna e Italia hanno visitato Lahore e intervistato i testimoni e la sua famiglia. Inoltre la Fondazione di diritto pontificio “Aiuto alla Chiesa che Soffre” ha selezionato la sua figura per la campagna di Quaresima 2020, come uno dei sei simboli significativi e rappresentativi a livello mondiale della Chiesa perseguitata.

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La sua figura è apprezzata dai fedeli di ogni credo, e a riprova di ciò si può evidenziare che la sua tomba, nel piccolo cimitero cattolico della parrocchia di Youhanabbad, è stata realizzata con il marmo donato da un imprenditore musulmano. E come egli sacrificò se stesso per gli altro, oggi sono la sua famiglia, i suoi amici e i suoi parrocchiani a mantenerne viva la memoria. Ecco di seguito alcune risposte tipiche raccolte nel questionario-intervista su Akash Bashir: Cosa sa del sacrificio di Akash Bashir? «Attraverso il suo sacrificio tante persone hanno iniziato a servire nella Chiesa. Akash desiderava diventare un martire, sacrificando se stesso. Gesù ha esaudito questo suo desiderio». Com’era la vita spirituale e di preghiera di Akash Bashir? «La sua vita spirituale e di preghiera era davvero buona, pregava sempre. La sua vita di preghiera migliorava di giorno in giorno. La sua vita spirituale era forte. Gli piaceva andare in chiesa e ascoltare la parola di Dio. Il giorno dell’esplosione quando abbiamo sentito l’esplosione,


O NESTI CITTADINI E BUONI

CRISTIANI

ci siamo diretti verso la chiesa e abbiamo visto le persone ferite. Vidi anche Akash Bashir, a terra davanti al cancello della chiesa, con molte ferite sul suo volto e venni a sapere che aveva affrontato il terrorista. “Morirò, ma non ti lascerò entrare in chiesa” furono le ultime parole che rivolse all’attentatore».

È a conoscenza di qualche miracolo avvenuto per intercessione di Akash Bashir? «Attraverso il suo martirio Akash Bashir ha salvato molte persone, ma il miracolo è che ci ha resi tutti consapevoli dell’importanza della vita e della famiglia, ci ha dato una nuova luce di saggezza... Per me il miracolo è stato quel giorno, in cui molte vite sono state salvate attraverso il suo sacrificio. Akash ci ha preceduto e ci ha mostrato il cammino verso la vita eterna». Preghiera per la causa del martirio di Akash Bashir

Dio Onnipotente, il tuo fedele servitore e martire Akash Bashir, Exallievo di Don Bosco, seppe dare testimonianza incondizionata al Vangelo specialmente alla sua famiglia e alla comunità parrocchiale di Youhannabad. Tu gli donasti una fede forte, una speranza incrollabile e uno zelo instancabile, per servire la comunità cattolica e condurre gli altri a Gesù. Hai fatto di lui un modello luminoso per altri giovani e le persone di altre religioni, nell’ispirazione al servizio verso gli altri e all’aiuto disinteressato. Aiutaci a seguire Gesù come fece lui, con zelo instancabile, cuore indiviso e amorevolezza. Che le nostre vite siano una continua lode a Te, che vivi e regni per sempre. Amen. Fonte: AustraLasia

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O NESTI

CITTADINI E BUONI CRISTIANI

Mongolia

INTRAPRENDENZA E DINAMISMO FANNO CRESCERE GLI EX ALLIEVI DI DON BOSCO (ANS – Ulanbaatar) Sin dal loro arrivo in Mongolia, nel 2001, i salesiani sono sempre stati aiutati da molti laici. In vista del 20° anniversario di presenza nel Paese quanti hanno beneficiato dell’educazione salesiana si stanno dando da fare per favorire la creazione di legami tra le istituzioni salesiane e la società. Negli ultimi due anni gli exallievi del Centro di Formazione Tecnico-Industriale Don Bosco di Ulanbaatar (DBISTC, in inglese) si sono impegnati a rafforzare il senso di appartenenza interna tra exallievi e la Famiglia Salesiana. In questi ultimi tempi hanno anche realizzato un breve video istituzionale nel quale presentano alcune testimonianze sulla bontà della formazione ricevuta. «Siamo lieti di condividere questa semplice presentazione che vuole esprimere so-

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prattutto un concetto: SIAMO FORTUNATI AD AVER STUDIATO AL DBISTC! In futuro intendiamo lavorare insieme come famiglia e per la nostra scuola», ha spiegato MB Boloroo, il segretario del locale Centro Exallievi. Dal 2001 in poi presso il DBISTC a Ulanbaatar si sono diplomati oltre 800 studenti; molti altri giovani hanno ricevuto un’educazione salesiana presso il centro salesiano di Darkhan, il centro di assistenza di Ulanbaatar e il centro di Shuwuuu. Un primo raduno degli exallievi di Don Bosco nel maggio 2017, che ha visto circa 400 partecipanti, è stato il punto di partenza di un movimento che non intende arrestarsi. «Ora siamo anche seguiti e accompagnati dal sig. Andrew Phuong, SDB, e vogliamo concentrarsi su degli specifici obiettivi», aggiunge il signor Bayartsengel, un altro exallievo. «Vogliamo contattare il maggior numero possibile di Exallievi di Don Bosco,


O NESTI

CITTADINI E BUONI CRISTIANI

attraverso i vari canali disponibili (Facebook, numeri di telefono, email…); raccogliere fondi per delle borse di studio per gli studenti bisognosi; fare volontariato con le famiglie in difficoltà; offrire il ‘buongiorno’ salesiano al DBISTC; accompagnare gli allievi del centro nel mondo del lavoro, o trovare i migliori tirocini per le loro esigenze; e anche preparare incontri di consulenza psicologica per aiutare i giovani con genitori separati o divorziati, un fenomeno in crescita ora in Mongolia».

Tali obiettivi vengono portati avanti con grande pragmatismo: attualmente sono già stati raccolti i dati di circa l’80 per cento degli ex allievi per il DBISTC; è stato individuato un giovane beneficiario di borsa di studio; e sono state realizzate competizioni sportive per rendere sempre più visibile e nota la realtà dell’educazione salesiana. MB Boloroo Secretary Centro Exallievi di Ulanbaatar

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O NESTI CITTADINI E BUONI CRISTIANI

Portogallo

L’OSSERVATORE ROMANO UNICUIQUE SUUM NON PRAEVALEBUNT

Anno L, numero 32-33 (2.578) Città del Vaticano martedì 6-13 agosto 2019 e duratura. La formazione accademica rappresentava un requisito diverso per la crescita professionale all'interno di un'organizzazione eccellente. Oggi, il sogno di "paglia" universitaria è diventato un obbligo e la certezza di vincere un posto di lavoro vacante, un'incertezza stressante. La globalizzazione ha distrutto i confini e rotto le secolari barriere strutturali, facendo evaporare milioni di posti di lavoro dal pianeta Terra. Molte occupazioni sono scomparse, generando milioni di disoccupati in tutto il mondo. Se il primo lavoro formale è estremamente difficile, l'ultimo può essere estremamente precoce. A 20 anni possiamo essere considerati inesperti e a 40 anni decadenti.

La globalizzazione ha distrutto i confini e rotto le barriere strutturali FAUSTINO VICENTE*

Qualche decennio fa, il sogno di molti giovani era di laurearsi in una prestigiosa università, poiché costituiva il "passaporto timbrato" che li avrebbe condotti a un lavoro formale e ad una carriera di successo 46

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Questa realtà, che ha reso il mondo sempre più materialmente migliore, ci ricorda uno dei classici del cinema americano Tempi Moderni - (1936) con Charles Chaplin, l’ "immortale" Carlitos. Attraverso satire ci mostra i tentativi di sostituire l'uomo con le macchine. L'aumento della produttività - fare di più e meglio, con sempre meno - era il grande obiettivo, anche se l'essere umano era umiliato, come si può vedere in alcune scene dell'ultimo film

muto di questa leggenda della settima arte. La tecnologia dell'informazione (IT) ha ridotto le distanze e le distanze ravvicinate, attraverso la praticità - un "prodotto" essenziale nel nuovo stile di vita della società contemporanea. Possiamo dire che parte del settore bancario può essere considerato un esempio espressivo di questa affermazione. Di fronte ai vertiginosi cambiamenti tecnologici, crediamo che valga la pena riflettere profondamente su uno dei versi della canzone "O que e, o que e", del compianto cantante, compositore e musicista brasiliano Gonzaguinha: "La bellezza di essere un eterno apprendista”. I professionisti, indipendentemente dalla loro attività, che hanno la percezione esatta di ciò che rappresenta questo massimo, possono scoprire la differenza che farà la differenza in termini di successo sostenibile. Sulla competitività mondiale, valida per tutte le attività umane, concludiamo con la seguente massima: "In tempi di crisi alcuni piangono e altri ... vendono sciarpe". * Consulente per aziende e agenzie pubbliche. Exallievo del Liceo Maria Ausiliatrice a Campinas.


FAMIGLIA S ALESIANA

Portogallo

PELLEGRINAGGIO DELLA FAMIGLIA SALESIANA AL SANTUARIO DI MOGOFORES

Mogofores, Portogallo

Il 20 ottobre si è svolto il XXXIII Pellegrinaggio Nazionale della Famiglia Salesiana al Santuario Nazionale di Nostra Signora Ausiliatrice a Mogofores, con oltre 500 partecipanti. L’evento è iniziato con la preghiera del mattino e il saluto di don Aníbal Mendonça, Superiore dell’Ispettoria salesiana del Portogallo (POR), a cui sono seguite le testimonianze missionarie di due exallievi e due animatori del MGS. Don Sílvio Faria è poi intervenuto sulla spiritualità missionaria ispirata alla “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco. Dopo la celebrazione eucaristica è iniziata la processione dei pellegrini con la statua di Nostra Signora Ausiliatrice per le strade della città. Prima del messaggio conclusivo di don Mendonça, che ha sottolineato l’importanza della missione nella vita di ognuno, alcuni membri dell’ADMA e dei Salesiani Cooperatori hanno rinnovato il loro impegno apostolico.

GIORNATA DELLA FAMIGLIA SALESIANA

Croazia

Zagabria, Croazia – novembre 2019

Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, Salesiani Cooperatori, Exallievi e membri dell’ADMA si sono riuniti il 16 novembre a Zagabria per la giornata della Famiglia Salesiana. Presente all’evento don Tadeusz Rozmus, Consigliere per la Regione Europa Centro e Nord, in visita di animazione all’Ispettoria salesiana della Croazia (CRO), che è intervenuto sul tema “La comunità salesiana e la mia responsabilità per lei”. Don Damir Stojic, direttore della comunità di Jarun, dove si è svolto l’evento, ha parlato della santità e di come la Famiglia Salesiana debba offrirla ai giovani. La celebrazione eucaristica è stata presieduta da don Tihomir Šutalo, Superiore dell’Ispettoria CRO.

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FAMIGLIA S ALESIANA

Spagna

LA STATUA DI MARIA AUSILIATRICE DEI SALESIANI DI PAMPLONA

È STATA TRASFERITA NELLA SUA NUOVA CASA (ANS – Pamplona) La statua, alta tre metri e di un peso di quattro tonnellate, è stata spostata dalla cima della torre, alta 12 metri, della casa salesiana di Pamplona, per essere portata al nuovo Centro di Sarriguren nella Valle Egües, in Navarra. Nella prima settimana di settembre, circa 930 studenti hanno inaugurato questo nuovo centro educativo e non poteva mancare l'immagine di Maria Ausiliatrice, che si trovava al vecchio centro di Pamplona da 60 anni. Questa statua sarà ora trasferita al nuovo centro educativo salesiano. Il, 30 settembre, dopo alcune ore di lavoro, a metà pomeriggio, una gru ha tolto dalla cima della torre della chiesa dei Salesiani, in Calle Aralar a Pamplona, la statua di Maria Ausiliatrice, che ora attende di essere spostata nel giardino della nuova scuola costruita a Sarriguren. La statua, che come detto è alta più di tre metri, fu realizzata, in pietra, da Aureo Rebolé Egüaras, originario di Aibar (Navarra) che nella sua terra natale è stato chiamato l’ ”imaginero” del XX secolo. Rebolé (19361994) era un esperto nella lavorazione della pietra. Forse, la personalità di questo scultore è ancora presente nella statua. Dopo ses48

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sant’anni dalla realizzazione, durante i quali Maria Ausiliatrice ha vegliato sui tetti della città, l’espressione di Maria e del Bambino sono rimaste intatte. L'immagine fu benedetta e intronizzata il 31 maggio 1959, in un atto presieduto dall'arcivescovo e dai padrini della scultura, Modesto Liquiniano, allora sindaco di Narvarte, e da sua moglie Elena Arrechea. Quando l'immagine della Vergine è stata calata sulla strada di via Aralar, alcuni membri della Famiglia Salesiana, insieme ai salesiani e ad alcuni cittadini, hanno colto l'occasione per scattare delle fotografie con la statua. Per tutta la giornata gli operai sono stati

accompagnati da diversi membri della Famiglia Salesiana e da Exallievi che sono venuti a condividere i loro ricordi, ma anche da persone incuriosite che si affacciavano al balcone.

«Ho seguito come hanno smontato la statua - ha detto il presidente della Croce Rossa di Pamplona - Mi sento molto triste perché è stata l'immagine che ho visto ogni mattina dalla mia finestra».

Alla fine della giornata, gli operai hanno preso la statua per restaurarla. È stata tirata giù anche una delle campane, che da quest’anno suonerà nel nuovo campanile della Chiesa di Maria Ausiliatrice a Sarriguren.


FAMIGLIA S ALESIANA

India

UN SALESIANO TRADUCE LA BIBBIA IN LINGUA TIWA

(ANS – Shillong)

Il 21 dicembre rimarrà scolpito come un giorno memorabile per la comunità tribale tiwa: in quel giorno, infatti, è stata ufficialmente rilasciata la “Baibil Khumur”, la Sacra Bibbia in lingua tiwa. L’evento è stato presieduto dal vescovo di Diphu, mons. Paul Matekatt, nel corso di una cerimonia solenne realizzata presso la parrocchia salesiana di Umswai, distretto di Karbi Anglong Occidentale, nello Stato di Assam. L’opera di traduzione è stata guidata e coordinata dal salesiano don UV Jose.

La pubblicazione della Bibbia è stata preceduta da una concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Moolechira, arcivescovo di Guwahati, che nell’omelia si è congratulato con don UV Jose e la sua équipe per il risultato “senza pari” di tradurre la Bibbia in lingua tiwa e di farne l’edizione più “giovane” al mondo. Il presule ha anche esortato tutti a leggere e riflettere sulla Parola di Dio, che ha il potere di cambiare le vita delle persone e delle società.

Mons. Matekatt, poi, ha ringraziato tutti i traduttori per questo servizio, osservando che don UV Jose ha lavorato con cura per oltre cinque anni spendendo fino a 14 ore al giorno in questa missione. Egli ha definito anche la “Baibil Khumur” un tesoro, ma non da esposizione, quanto un tesoro da conoscere e approfondire, e anche lui ha esortato ad imparare i versetti della Bibbia in lingua tiwa. Anche don Januarius Sangma, Ispettore di Guwahati era presente per l’occasione, e

ha espresso tutta la sua soddisfazione per quest’opera, sottolineando che tutti i collaboratori di don UV Jose sono exallievi delle scuole salesiane.

Da parte sua don UV Jose, che oltre alla Bibbia ha curato anche alcuni testi scolastici e libri in lingua tiwa, ha manifestato tutto il suo amore per la gente di quella tribù con un discorso di felicitazioni e una benedizione pronunciati in perfetta lingua tiwa. Le prime copie della “Baibil Khumur” sono state infine consegnate ai due presuli presenti e poi a don UV Jose e a tutta la sua équipe. La giornata di festa è stata completata da un’accademia culturale, con canti e danze propri della cultura tiwa.

La comunità Tiwa o Lalung è una tribù indigena che vive principalmente negli Stati indiani dell’Assam e del Meghalaya, nell’India nord-orientale, ma anche in alcune parti dell’Arunachal Pradesh e di Manipur. Secondo i dati del censimento del 2011, i tiwa sono circa 371mila, ma quelli che parlano la lingua tiwa sono meno di un decimo (34.800).

L’opera di don UV Jose – e prima di lui di don Michael Balawan, anch’esso salesiano, che tradusse in tiwa il Nuovo Testamento e che scrisse un dizionario Tiwa-IngleseKhasi curò libri religiosi e canzonieri sempre in lingua tiwa – serve quindi anche a preservare un’eredità culturale al tempo stesso preziosa e a rischio. Fr Albert Thyrniang, SDB

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EX ALLIEVI Newsflash

Periodico di attualità religiosa e sociale della Confederazione Mondiale degli Exallievi ed Exallieve di Don Bosco

Direzione e Redazione Ex Allievi Newsflash Opera Salesiana Teresa Gerini Via Tiburtina, 994 - 00156 Roma (Italia) tel. (+39) 06.409.003 Internet: www.exallievi.org

Casa Generalizia Sede Centrale Salesiana Via Marsala, 42 - 00185 Roma (Italia) tel. (+39) 06.656.121 Centralino Fax (+39) 06.656.12.556 Internet: www.sdb.org E-mail: rmg@sdb.org

Direzione e Coordinamento redazionale Pierluigi Lazzarini newsflash@exallievi.org pierluigi.2208@tiscali.it

IL NOSTRO NUMERO DI CONTO

Segretaria di Redazione Veronica Messano

Collaboratori di questo numero Don Ángel Fernández Artime SDB, Michal Hort, don Jayapalan Raphael SDB, Elisane Alves, MB Boloroo, Oswaldo Dalpiaz, Asif Daniel, Bryan Magro, don CM Paul SDB, Gianfrancesco Romano, don Albert Thyrniang SDB, Faustino Vicente, Francesco Wichai

Nome: Confederazione Mondiale Exallievi ed Exallieve di Don Bosco Bank: Banco Posta Indirizzo: Roma, Italia IBAN: IT53 0076 0103 2000 0004 3261 007 SWIFT Code: BPPIITRRXXX Bank Account Number: 43261007

Foto/immagini e Fonti Archivio Ag. ANS, AustraLasia

La Rivista trimestrale (Italiano, Inglese, Spagnolo, Francese e Portoghese) è consultabile sul sito ufficiale www.exallievi.org in queste scadenze: 25 DICEMBRE (Santo Natale); PASQUA DI RESURREZIONE; 24 GIUGNO (nascita degli Ex Allievi); 5 OTTOBRE (Beato Alberto Marvelli) INFORMATIVA SULLA PRIVACY. Elaboriamo i vostri dati personali nella misura del vostro nome, cognome e indirizzo email, sulla base dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera f) del GDPR (legittimo interesse a informare i membri dell'organizzazione su eventi, notizie e aggiornamenti riguardanti la nostra organizzazione e la Famiglia Salesiana), o, a seconda dei casi, sulla base del vostro consenso, esclusivamente per lo scopo sopra stabilito, ovvero informare i suoi membri su eventi, notizie e aggiornamenti riguardanti l'organizzazione e la Famiglia Salesiana tramite una newsletter. Il titolare del trattamento dei dati personali è l'Associazione Confederazione Mondiale Ex Allievi Don Bosco con sede in Via Della Pisana 111, 00163 Roma, Italia,[Via Tiburtina, 994 - 00156 Roma (Italia)] numero di identificazione: 97066620580, email office@exallievi.org, numero di telefono + 421 915 966 549. I vostri dati personali non vengono forniti a terzi, non vengono trasferiti a paesi terzi o organizzazioni internazionali.I vostri dati personali non fanno parte di un processo decisionale o di profilazione automatizzato. Il trattamento dei dati personali non è un requisito legale o contrattuale, né un requisito necessario per stipulare un contratto; non siete obbligati a fornirci i vostri dati personali. Elaboreremo i vostri dati personali finché non eserciterete il diritto di opporvi al trattamento / ritirare il consenso. Nel caso in cui desideriate saperne di più sull'elaborazione, non esitate a contattarci. Se non desiderate ricevere le nostre newsletter avete il diritto, in qualsiasi momento, senza alcuna condizione o costo, di opporvi al trattamento / ritirare il consenso, inviando una email a office@exallievi.org

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