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EX ALLIEVI Newsfl N ewsfl aass h ANNO 7 - NUMERO 32 - NATALE 2018

Periodico di attualitĂ religiosa e sociale della Confederazione Mondiale degli Exallievi ed Exallieve di Don Bosco Edizione italiana

Buon Natale!


LA VOCE DEL RETTOR MAGGIORE Sussurrando Dio

Il grande e dirompente messaggio del Natale, destinato a cambiare la faccia della terra e riempirla di gioia, è all’apparenza insignificante: un neonato adagiato in una mangiatoia. Anche noi, con tanti segni piccoli e delicati, in tanti luoghi piccoli e dimenticati, ogni giorno annunciamo Dio. «Che cosa devo fare?» chiedeva don Bosco al buon don Cafasso. «Vieni con me e guarda!» gli rispondeva l’amico e maestro.

Così don Bosco incontrò i giovani in carcere. Quell’esperienza lo sconvolse: «Dicevo a me stesso: Questi ragazzi dovrebbero trovare fuori di qui un amico che si prenda cura di loro, che li assista, li istruisca, li conduca in chiesa nei giorni festivi...». Portava piccoli doni, buone parole, cercava di farli riflettere; promettevano di farsi più buoni. Ma quando ritornava da loro, era tutto come prima. Una volta, don Bosco scoppiò in pianto. «Perché piange quel prete?» chiese uno dei giovani detenuti. «Perché ci vuol bene. Anche mia madre piangerebbe se mi vedesse qua dentro». Questo era il cuore di don Bosco.

Per chi era senza famiglia, per chi si sentiva solo al mondo, per chi aveva perso l'affetto di qualcuno che gli voleva bene, per chi non aveva mai conosciuto amore e si era sempre sentito rifiutato, incontrarsi nell'affetto paterno di don Bosco, materno di mamma Margherita e fraterno della comunità oratoriana era rivivere o vivere per la prima volta. I ragazzi non venivano a cercare un prete; venivano a cercare il padre, il fratello, l'amico. Una presenza profondamente umana, buona e generosa, dalla pazienza inesauribile, che gli permetteva di mettersi al servizio dell'ultimo venuto, in qualunque ora fosse arrivato.

Testimoniò don Felice Reviglio: «...permetteva ad essi di stargli continuamente ai fianchi, cosicché non ancora aveva terminato il suo frugale pranzo o cena, che già i giovani penetravano nel suo piccolo refettorio, e lo circondavano. Malgrado la molestia che gli dovevamo procurare, egli tollerava con bontà gli sfoghi della nostra riconoscenza. Io poi, forse perché più bisognoso del suo zelo, potei più volte, rannicchiandomi sotto la tavola, posare la mia testa sulle sue ginocchia».

E don Paolo Albera: «Don Bosco educava amando, attirando, conquistando e trasformando. Ci avvolgeva tutti e interamente quasi in un'atmosfera di contentezza e di felicità, da cui erano bandite pene, tristezze, malinconie... Tutto in lui aveva per noi una potente attrazione: il suo sguardo penetrante e talora più efficace d'una predica; il semplice muover del capo; il sorriso che gli fioriva perenne sulle labbra, sempre In copertina: LORENZO LOTTO, Adorazione dei pastori, 1530

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nuovo e variatissimo, e pur sempre calmo; la flessione della bocca, come quando si vuoi parlare senza pronunziar le parole; le parole stesse cadenzate in un modo piuttosto che in un altro; il portamento della persona e la sua andatura snella e spigliata: tutte queste cose operavano sui nostri cuori giovanili a mo’ di una calamita a cui non era possibile sottrarsi; e anche se l'avessimo potuto, non l'avremmo fatto per tutto l'oro del mondo, tanto si era felici di questo suo singolarissimo ascendente sopra di noi, che in lui era la cosa più naturale, senza studio né sforzo alcuno». Il libro della pedagogia di don Bosco è la sua vita. Gli educatori non diventano “sorveglianti”: sono padri, fratelli ed amici che insegnano a pensare, riflettere, valutare. La chiave di tutto è la presenza in mezzo ai giovani. Nella mente di Don Bosco l’educazione si trasmette attraverso il contatto personale, quasi uno scambio di energia. Finché gli fu possibile, Don Bosco lasciava tutto il resto, per essere presente nel cortile con i suoi ragazzi. Per lui era semplicemente il modo di vivere l’Eucaristia: «Fino all’ultimo mio respiro, tutto sarà per voi».

Nel Sinodo a cui ho partecipato, la voce dei giovani ci ha risvegliato. Con garbo ci hanno chiesto di avere più coraggio per testimoniare con la vita ciò che proclamiamo e ciò che veramente crediamo. C’è bisogno di adulti testimoni anche oltre gli uomini di Chiesa, perché nel mondo c’è una grande mancanza di paternità e maternità. Dobbiamo continuare a dare risposte, non solo nelle parrocchie, nelle scuole, negli oratori, nei centri giovanili, nelle case di accoglienza per ragazzi di strada... La visione è più ampia: in questi spazi, che mi sono familiari come salesiano, si può realizzare una vera e autentica, matura e sana, maternità e paternità. A volte un educatore è amico, o deve essere un fratello per i ragazzi, ma essere un vero padre o madre per i ragazzi è uno dei grandi doni che si deve continuare a dare. È trasmettere la sapienza della vita.

Nella festa di Natale, celebriamo la meravigliosa rivelazione della natura del Padre, con il quale Gesù è una cosa sola. Gesù è Dio, e mostra che la sua persona è come un bambino. Mai nella storia è successa una cosa simile. Dio con il volto di un bambino. Al centro della nostra fede non c’è un ragionamento ma vera tenerezza verso i piccoli, i semplici, i calpestati. I nostri giovani dovrebbero sentirci dire che gli vogliamo bene, e che vogliamo fare un percorso di vita e di fede insieme a loro. I nostri giovani devono sentire la nostra presenza affettiva ed efficace in mezzo a loro. Devono sentire che non vogliamo né dirigere le loro vite, né imporre come dovrebbero vivere, ma che vogliamo condividere con loro il meglio che abbiamo: Gesù Cristo, il Signore. Devono sentire che siamo qui per loro e, se ce lo permettono, per condividere la loro felicità e le loro speranze, le loro gioie, i loro dolori e le loro lacrime, la loro confusione o la loro ricerca di senso, la loro vocazione, il loro presente e il futuro.

Come si dimostra l’esistenza di Dio? Un bambino chiese alla mamma: «Secondo te, Dio esiste?». «Sì». «Com’è?». La donna attirò il figlio a sé. Lo abbracciò forte e disse: «Dio è così». «Ho capito» disse il bambino.

I giovani devono sentire che gli stiamo sussurrando Dio. Forse non raggiungeremo un’ortodossia e una ortoprassi straordinarie, ma sentiranno, attraverso la nostra piccola intermediazione, che Gesù li ama e li accoglie sempre. Allora, come Don Bosco in quelle ultime Messe nella Basilica del Sacro Cuore, capiremo che ne sarà valsa la pena. Don Ángel Fernández Artime Rettor Maggiore

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IL DELEGATO MONDIALE Miei cari amici Ex allievi, Saluti da Roma!

Siamo a dicembre, mese durante il quale festeggiamo il Natale. È la celebrazione di Dio che va nelle periferie - il Dio onnipotente che sceglie di piantare la sua tenda tra gli umili di questo mondo. Gesù nacque in una stalla a Betlemme, una periferia geografica. È cresciuto in un'altra periferia geografica, Nazareth. Visse lì in periferia per 30 anni e durante il suo ministero pubblico, la sua attenzione era focalizzata sulle periferie esistenziali della società - i poveri, i deboli, gli oppressi, gli abbandonati e gli emarginati. Quindi, ho ritenuto opportuno condividere con voi alcune riflessioni sulla presenza 'salesiana' come ex allievi di Don Bosco, come presenza nella periferia.

Il bambino che celebriamo come Emmanuel, Dio con noi, è nato e ha scelto di vivere una vita di povertà. Dio ha scelto di incarnarsi nella realtà di una povera famiglia perché il messaggio del Regno di Dio era diretto verso coloro che si trovavano nella periferia. Per comprendere il messaggio del Natale, quindi, è necessario spostarsi verso le periferie, bisogna diventare poveri nello spirito. L'arcivescovo Oscar Romero di El Salvador, ora santo per tutti, una volta disse: «Nessuno può celebrare un vero Natale senza essere veramente povero. Gli autosufficienti, i superbi, quelli che, poiché hanno tutto, guardano dall'alto in basso gli altri, quelli che non hanno bisogno nemmeno di Dio, per loro non ci sarà Natale. Solo i poveri, gli affamati, quelli che hanno bisogno di qualcuno che vada in loro aiuto, avranno quel qualcuno. Quel qualcuno è Dio. Emmanuele. Dio con noi». Papa Francesco e la chiamata alla periferia Per Papa Francesco, la Chiesa è chiamata a uscire da se stessa e ad andare ai confini della terra, alle periferie dei nostri tempi, geografiche ed esistenziali, che hanno bisogno della luce del Vangelo.

Prima di essere eletto papa, il cardinale Bergoglio ha fornito una panoramica del suo programma per la Chiesa. «Dobbiamo uscire da noi stessi e andare verso la periferia», ha detto ai cardinali. Nella sua prima Esortazione Apostolica, Evangelii Gaudium, sviluppa ulteriormente questo pensiero e dice: «Preferisco una Chiesa che è ferita, ferita e sporca perché è stata fuori per le strade, piuttosto che una Chiesa che è malsana dall'essere confinata e dall'aggrapparsi alla propria sicurezza» (EG 49).

Ciò che Papa Francesco intende con "periferia" può essere evinto da alcuni dei suoi gesti simbolici. Alcuni esempi del suo contatto con le periferie sono numerosi, ad esempio il suo gesto di lavare i piedi a diversi giovani delinquenti tra cui una donna musulmana il Giovedì Santo 2013. A luglio dello stesso anno, il suo viaggio nell'isola mediterranea di Lampedusa, dove centinaia di profughi sono annegati e durante l'omelia si è lamentato di ciò che ha definito «anestesia del cuore»: «Siamo una società che ha dimenticato come piangere», ha detto, «come sperimentare la compassione - la globalizzazione dell'indifferenza ci ha tolto la capacità di piangere!».

Un altro esempio potrebbe essere la visita pastorale di Papa Francesco alla nostra Basilica del Sacro Cuore (qui il Sacro Cuore) qui nel Generalato di Roma, nel corso della Giornata Mondiale per i Migranti e Rifugiati nel gennaio 2014. Nella nostra Basilica, costruita da nostro Padre e fondatore Don Bosco, situato nel cuore di Roma, si gestisce un programma di sensibilizzazione per i senzatetto della città e si offre un centro di accoglienza e ospitalità per oltre 400 giovani rifugiati e richiedenti asilo provenienti da vari paesi dell'Africa e del Medio Oriente. Questa parrocchia serve come una di quelle "periferie esistenziali" che Papa Francesco ha invitato i cristiani in ogni stato di vita a porre al 4

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centro del loro lavoro e della loro testimonianza a favore del Vangelo.

La definizione del dizionario di periferia è "il limite esterno di un'area o dell'area che circonda un luogo o una cosa". Papa Francesco si riferisce a quelle aree che contengono persone che sono emarginati sociali, persone ai "margini" dell'accettabilità sociale. Ci esorta ad uscire dalle nostre zone di «conforto» e ad aprire i nostri cuori agli altri, specialmente a quelli che sono stati respinti dalla società.

La periferia non è limitata alla geografia o allo status sociale, economico o legale o ai nostri punti di vista religiosi o politici. Chiunque sia diverso da noi si trova fuori dalla nostra zona di comfort. Uscire da noi stessi e andare in periferia può significare qualsiasi sforzo per entrare in contatto con loro con compassione e comprensione, condividere con loro la buona notizia che tutti sono amati da Dio.

Carisma salesiano e chiamata alla periferia Don Bosco può essere giustamente definito un "santo della periferia". Era nato in una famiglia che si trovava in periferia, povera e in un piccolo villaggio. Il sogno all'età di nove anni gli indicava già il suo futuro campo di lavoro: la periferia occupata dai poveri e dagli abbandonati. Subito dopo la sua ordinazione sacerdotale, quando uscì per le strade, i suoi occhi erano rivolti verso le periferie della città, dove c’erano orde di senzatetto, senza lavoro e senza scopo, conglomerate.

Il Sistema Preventivo di Don Bosco con la sua chiara enfasi sulla presenza dell'educatore in mezzo ai giovani è stato creato per coloro che vivono nelle periferie. Il Sistema Preventivo che tutti noi abbiamo vissuto nell'istituzione salesiana durante i nostri studi richiede la nostra attenzione quotidiana ai giovani, specialmente a coloro che si trovano nelle periferie esistenziali dei nostri tempi.

L'attenzione ai giovani più poveri significa avere il cuore di un padre che è disposto ad accompagnare i giovani, a vivere in mezzo a loro, a stare con loro e per loro, seguendo l'esempio di Don Bosco. Il carisma salesiano che ci si aspetta da noi, ex allievi, una vera condivisione della loro vita e dei loro interessi, amando ciò che amano. È una presenza attiva, piena di iniziative e piani per sviluppare le potenzialità di ogni individuo povero giovane. È anche una presenza animata che risveglia in loro la loro creatività, dando loro la responsabilità della propria crescita e sviluppo, accompagnandoli nel processo. La presenza “salesiana” significa creare le gioie e le speranze, le angosce e le angosce della gioventù del nostro tempo, specialmente di coloro che sono poveri e afflitti, sono le gioie e le speranze, i dolori e le ansie anche degli Ex allievi. Ciò che colpisce i giovani e i poveri riesce a trovare un’eco nel loro cuore.

Possa la nostra riflessione sul mistero del Natale dal punto di vista di coloro che stanno alla periferia aiutarci tutti, ex allievi, a diventare un po’ più simili a Emmanuel per i poveri e i giovani di oggi! Ricordiamoci che il cuore del Natale è un cuore generoso, un cuore spalancato che pensa prima agli altri. La nascita del piccolo Gesù è l'evento più significativo di tutta la storia, perché ha significato versare in un mondo malato la medicina guaritrice dell'amore che ha trasformato ogni sorta di cuore per quasi duemila anni...

Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie un Santo Natale. Possa la gioia del Natale vivere nei vostri cuori ogni giorno del nuovo anno 2019! Fr. Jayapalan Raphael sdb Delegato Mondiale, Roma

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Buon Natale! Cornovaglia: Nadelik looan na looan blethen noweth! Croato: Sretan Bozic! Ceco: Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok! Danese: Glaedelig Jul! Ebraico: Mo’adim Lesimkha, Chena tova! Eschimese: Jutdlime pivdluarit ukiortame pivdluaritlo! Esperanto: Gajan Kristnaskon! Estone: Ruumsaid juuluphi! Filippino: Maligayan Pasko! Finlandese: Hyvaa joulua! Fiammingo: Zalig Kersfeest en Gelukkig nieuw jaar! Francese: Joyeux Noel! Gaelico: Nollaig chridheil agus Bliadhna mhath ùr! Gallese: Nadolig Llawen! Giapponese: Shinnen omedeto, Kurisumasu Omedeto! Greco: Kala Christouyenna!

Afrikaans: Gesëende Kersfees! Africano/Eritrean: Rehus-Beal-Ledeats! Albanese: Gezur Krislinjden! Arabo: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah! Argentino: Feliz Navidad! Armeno: Shenoraavor Nor Dari yev Pari Gaghand! Bahasa Malaysia: Selamat Hari Natal! Basco: Zoroniak eta Urte Berri On! Bengalese: Shuvo Naba Barsha! Boemo: Vesele Vanocce! Bretone: Nedeleg laouen na bloavezh mat! Bulgaro: Tchestita Koleda! Catalano: Bon Nadal i un Bon Any Nou! Cileno: Feliz Navidad! Cinese (Mandarino): Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan! Cinese (Cantonese): Gun Tso Sun Tan’Gung Haw Sun! Colombiano: Feliz Navidad y Próspero Año Nuevo! Polacco: Wesolych Swiat Bozego Narodzenia or Boze Narodzenie! Coreano: Sung Tan Chuk Ha! Portoghese: Feliz Natal!

Hawaiano: Mdele Kalikimaka! Hindi: Shub Naya Baras! Indonesiano: Selamat Hari Natal! Inglese: Merry Christmas! Iracheno: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah! Irlandese: Nollaig Shona Dhuit, or Nodlaig mhaith chugnat! Islandese: Gledileg Jol! Italiano: Buone Feste Natalizie! Latino: Natale hilare et Annum Faustum! Macedone: Sreken Bozhik! Maltese: Il Milied it Tajjeb! Maori: Meri Kirihimete! Micronesia: Neekiiriisimas annim oo iyer seefe feyiyeech! Norvegese: God Jul, or Gledelig Jul! Olandese: Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Papua Nuova Guinea: Bikpela hamamas blong dispela Krismas na Nupela yia i go long yu! Peruviano: Feliz Navidad y un Venturoso Año Nuevo! 6

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Rapa-Nui (Isola di Pasqua): Mata-Ki-Te-Rangi, Te-Pito-O-Te-Henua! Rumeno: Sarbatori Fericite Russo: Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom! Samoa: La Maunia Le Kilisimasi Ma Le Tausaga Fou! Serbo-Croato: Sretam Bozic, Vesela Nova Godina! Serbo: Hristos se rodi! Slovacco: Vesele, a stastlivy Novy Rok! Sloveno: Vesele Bozicne, Screcno Novo Leto! Spagnolo: Feliz Navidad! Svedese: God Jul and (Och) Ett Gott Nytt Ar! Tailandese: Sawadee Pee Mai! Tedesco: Froehliche Weihnachten! Turco: Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun! Ucraino: Srozhdestvom Kristovym! Ungherese: Kellemes Karacsonyi unnepeket! Vietnamita: Chung Mung Giang Sinh! Jugoslavo: Cestitamo Bozic!


EDITORIALE Un seme che diventa albero Carissime Amiche ed Amici, l’amicizia è stata celebrata fin dall’antichità come supporto fondamentale per la nostra esistenza. Basti pensare che Aristotele, oltre duemila anni fa, dichiarava: «Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere». Ogni persona che conosci nella vita è una foglia che arricchisce il tuo albero. Molte si perdono con il vento; altre non si staccheranno mai. Ricordo quando, dopo tanti anni dedicati alla professione giornalistica, sono entrato ufficialmente tra gli ex allievi di Don Bosco: un ambiente che mi ha riportato agli anni verdi, facendomi ritrovare amici e conoscenti persi di vista. Ho immediatamente assaporato un comune impegno nel creare un clima di famiglia, dove l’esperienza dei più anziani diventa supporto per le nuove generazioni. Come ex allievi infatti, dobbiamo impegnarci per fare in modo che la bellezza dei nostri anni giovanili possa essere rivissuta dai giovani di oggi. In tale ambito la nostra Rivista, EX ALLIEVI Newsflash, vuol rappresentare una galleria di storie, volti, notizie, racconti; dove i valori percorrono ogni pagina. Non vuole essere solo uno strumento di comunicazione, ma anche di formazione: in un cammino lento e inarrestabile nel tempo, come lo sviluppo di un seme che diventa albero, del buon grano che cresce nel campo, del lievito che fermenta la massa. C’è una pubblicità che invita: «Siate egoisti, fate del bene». Quanto mai appropriata nella prospettiva natalizia; anche perché, cosa serve celebrare una festa se nessuno più sa cosa si festeggia? Sarebbe davvero triste che Natale rientrasse per noi nella riserva delle cose senza senso. Natale rimane una festa cristiana diventata sicuro riferimento per quelli che cristiani non sono. Il messaggio natalizio è quel “seme” che non marcisce mai, sempre pronto a rinascere, a ricrescere, a ricreare... Basta che non trovi cuori impietriti, induriti, indifferenti. Ricordiamolo. Figli della Chiesa, noi, educati alla scuola sempre viva e sempre attuale di Don Bosco. Felice Natale e Buon Anno 2019 a tutti! Pierluigi Lazzarini

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S TRENNA 2019

“Perché la mia gioia sia in voi” (Gv 15,11)

La santità anche per te “La santità è una cosa vicina, reale, concreta, possibile… Non è un ‘di più’ facoltativo, un traguardo solo per alcuni. È la vita piena, secondo il progetto e il dono di Dio” scrive il Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, nella presentazione della Strenna per il 2019. In attesa di ricevere il video e il commento completo, che verranno consegnati, come di consueto, in prossimità del Capodanno, è da oggi disponibile in rete il poster della Strenna, che richiama e rilancia graficamente l’appello alla santità per tutti.

Dopo quattro anni in cui i poster della Strenna si erano avvalsi del talento di abili disegnatori, la soluzione grafica adottata quest’anno rimette al centro un’immagine il più possibile realistica: uno scatto fotografico. Ma non di quelli dei professionisti; piuttosto, qualcosa di comunissimo e prossimo alla realtà quotidiana dei ragazzi e dei giovani, i quali in tutto il mondo, anche appartenendo a culture e tradizioni diversissime, tutti con i propri smartphone immortalano e condividono le situazioni di ogni giorno. Anche questo è espressione di concretezza e fattibilità “per tutti”.

Nell’immagine, un vero e proprio selfie, compaiono il Rettor Maggiore, una Figlia di Maria Ausiliatrice, e altri giovani e gio8

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vani adulti, di quelli che è facile incontrare in oratorio.

Sovraimpresso sulla foto si trova il tema della Strenna di quest’anno, ma con delle particolarità: il motto vero e proprio, posto sotto al richiamo evangelico “Perché la mia gioia sia in voi” (Gv 15,11) è rappresentato come un hashtag, nella forma tipica delle storie di Instagram, ed è cor-

redato da un’aureola. Santità e reti sociali, santità e mondo giovanile non sono in contrasto, anzi: la santità va condivisa come un hashtag appunto: #lasantitàancheperte.

Realizzato dalla “IME Comunicazione”, l’ufficio di comunicazione dell’Ispettoria Italia-Meridionale, su mandato del Dicastero per le Comunicazioni Sociali,


P RESIDENZA M ONDIALE

Colombia

Incontro della Presidenza Mondiale degli Exallievi Salesiani Medellín, Colombia – novembre 2018

Dall’8 al 12 novembre l’Ispettoria salesiana Colombia-Medellín (COM) ha ricevuto 13 membri della Presidenza Mondiale degli Exallievi e il Delegato Mondiale don Raphael Jayapalan.

Nell’ambito della riunione annuale di revisione della gestione e relazione sulle atti-

vità e risultati, i membri della Presidenza Mondiale hanno avuto l’opportunità di conoscere le iniziative svolte dall’Ispettoria COM e dalla sua Federazione di Exallievi, guidata da don Mario Restrepo Botero.

Hanno potuto visitare la grande opera sociale salesiana “Ciudad Don Bosco”, diretta da don Rafael Bejarano, che si prende cura di bambini e giovani vulnera-

bili e in cui vi lavorano diversi exallievi attivi nell’assistenza sociale.

Il Presidente Mondiale degli Exallievi, Michal Hort, ha dichiarato: «Questo è stato un incontro pieno di ricchezza, di comunione e di condivisione di esperienze di vita e di lavoro degli Exallievi attorno alla missione salesiana nel mondo».

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L EADERS

Tailandia

La leadership degli Ex Allievi di Don Bosco s’incontra a Bangkok

Bangkok, Tailandia, 25 novembre 2018

Durante quattro giorni dal 22-25 novembre, circa 30 e più Presidenti e Delegati di varie federazioni di Don Bosco hanno incontrato a Bangkok, in Tailandia, il Presidente mondiale Michal Hort, il vicepresidente (Asia) Mr Rajesh Gupta, assessore mondiale per GEX Asia-Oceania Alberto Piedade e il delegato mondiale fr Raphael Jayapalan, SDB. Questo è il primo incontro dopo l'11° Congresso Alumni EAO Don Bosco a Timor Leste (2016 ottobre). Grazie alla famosa ospitalità tailandese (l'organizzatore locale Mr Zico Srisura,

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Segretario della Federazione tailandese) con il supporto logistico di Tai Alumni e SDB, tutti i partecipanti provenienti da India, Giappone, Cina, Vietnam, Myanmar, Thailandia, Cambogia, Pakistan, Filippine e Timor Leste si sono sentiti a casa.

gia, Macao e Hong Kong) è incorniciata secondo il piano strategico con azioni concrete che coinvolgono GEX progetti e animazione, scuola di leadership (presidenti, consigli e delegati), servizio volontario e programma di scambio GEX, ecc.).

Anche la relazione recentemente consegnata 2018 sulla situazione Asia-Oceania di GEX, dopo la visita di animazione in 7 paesi (Giappone, Filippine, Laos, Cambo-

Alberto Piedade GEX Consigliere Mondiale Asia e Oceania

Come per tutti gli altri incontri di leadership e seminari, il piano strategico di 6 anni per l'intera Confederazione mondiale (2015-2021) è il principale punto di riferimento.

La nostra speranza è che il lavoro scrupoloso e mirato della leadership della Confederazione mondiale influenzerà tutti i 23 paesi EAO dove migliaia di giovani ricevono un'educazione Don Bosco e molte altre SDB saranno in grado di accompagnare la nostra associazione di Ex Allievi!


L EADERS

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Tailandia

"Svegliamo il gigante addormentato" Intervista al signor Michal Hort, Presidente della Confederazione mondiale degli Ex Allievi di Don Bosco

Bangkok, Tailandia, 25 novembre 2018

In occasione del seminario di quattro giorni e dell’incontro formativo della regione Asia-Oceania leadership degli Ex Allievi a Bangkok (novembre 22-25) il Presidente della Confederazione Michal Hort ha risposto volentieri alla seguente intervista.

Come ti senti a Bangkok, Tailandia? Come è l'ospitalità? «L'ospitalità thailandese è semplicemente

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incredibile. L'accoglienza personale da parte del padre provinciale, John Bosco Theparat e del Segretario generale della Federazione tailandese, Francis Zico Srisura significa che apprezzano molto la Confederazione Mondiale degli Ex Allievi. L'atmosfera è stata molto cordiale.

È importante menzionare quattro persone che sono fondamentali per la leadership nella regione Asia-Oceania: fr Raphael Jayapalan, il delegato mondiale, il signor Rajesh Gupta e il signor Alberto Piedade, consiglieri regionali. Ma un ringrazia-

mento speciale va a fr Vaclav Klementconsigliere generale per la regione Asia orientale-Oceania. Senza di lui non avremmo avuto una partecipazione così grande! Grazie fr Vaclav!». Che tipo di crescita osservate durante questa formazione di leadership regionale?

«Sì, c'è un enorme salto in avanti. I Presidenti e i Delegati sono veramente interessati e hanno una ferma volontà di imparare cose nuove. C'è un enorme po-


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tenziale. Sento che credono davvero negli Ex allievi e nella leadership laica!». Quali sono i nuovi sviluppi o sfide?

«Abbiamo creato progetti di gemellaggio. Ciò significa che i paesi esperti della regione (Asia-Oceania) aiuteranno i "nuovi arrivati". Quasi tutti i paesi hanno iniziato il loro piano strategico nazionale. È molto importante. Li abbiamo illuminati su progetti innovativi della Confederazione mondiale: "boscobase.com" e "DonBosco Market Business Platform" e "gruppo di professionisti". Abbiamo avvertito un enorme interesse!». Come valuta il contributo del nuovo consigliere Asia-Oceania di GEX, il signor Alberto?

«Alberto Piedade sta sviluppando un meraviglioso stile e metodo di animazione! Il suo coinvolgimento nei processi di creazione di nuovi gruppi di giovani alunni del

passato (GEX) in Asia-Oceania è ammirevole. Ed è anche una persona molto matura, dinamica e buona. Egli contribuisce alla nostra grande squadra nella presidenza mondiale. Sono felice di averlo con me!».

Un messaggio ai Salesiani della regione EAO? «Vedere l'enorme potenziale degli alunni del passato nella vostra regione! Gli Ex Allievi hanno bisogno di orientamento e formazione continua. Per favore prendetevi cura di loro!».

E qual è il tuo sogno per la tua associazione di Ex Allievi del Don Bosco?

«Sogno la partecipazione attiva degli Ex Allievi nella trasformazione sociale dei paesi in questa regione utilizzando i loro talenti e competenze professionali. Gli Ex Allievi in Asia e Oceania sono il gigante dormiente. Andiamo a svegliarlo!».

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R IUNIONE EUROPEA

Ungheria

Exallievi di Don Bosco a raduno: “Come ascoltare i giovani oggi”

(ANS – Péliföldszentkereszt)

Dal 4 al 7 ottobre in Ungheria, nella casa salesiana di Péliföldszentkereszt, si è svolta la riunione annuale europea di Presidenti e Delegati salesiani degli Exallievi di Don Bosco. L’incontro rappresenta una delle prima attività degli Exallievi di Don Bosco nel Paese, ed è stato realizzato proprio per sostenere l’avvio dell’associazione in Ungheria. A guidare i lavori è stato il Presidente Mondiale, Michal Hort, con il sostegno dell’équipe del Consiglio Confederale.

Presenti anche il Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana, don Eusebio Muñoz, e rappresentanti delle province di Ucraina e Medio Oriente.

All’appuntamento, che ha radunato in totale 26 rappresentanti di 11 Nazioni, si è lavorato soprattutto su come “ascoltare i giovani oggi” e su come proporre iniziative per accompagnarli nella crescita personale, specialmente nei confronti di quelli con maggiori difficoltà.

Per questo motivo il Delegato Mondiale, don Raphael Jayapalan, ha presentato la Strenna del Rettor Maggiore in chiave di “accompagnamento dei giovani” a partire da una realtà laicale. 14

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Successivamente, per tradurre questi spunti in progetti reali, c’è stato tempo per presentare buone pratiche di accompagnamento.

Da parte sua Bryan Magro, Presidente della Federazione di Malta e Tesoriere Mondiale degli Exallievi di Don Bosco, ha presentato il “Progetto Marvelli”, che sviluppa programmi a favore dei giovani in difficoltà e un “Progetto europeo” per la formazione di tutori volontari. Inoltre, Fernando Núñez, Presidente della Federazione spagnola, ha presentato il lavoro che sta svolgendo in relazione ai progetti di inserimento socio-lavorativo della “Fundación Juan Bosco Siglo XXI”. Inoltre, è stato fortemente incoraggiato il lavoro per gruppi su vari argomenti di in-

teresse dell’associazione: il Piano Strategico della Confederazione Mondiale e altri processi di coordinamento a livello europeo, come un ampio progetto di condivisione di database, la riattivazione della Scuola di Dirigenti per giovani Exallievi o la celebrazione del 150° anniversario del primo incontro degli Exallievi, che si terrà nel 2020, o come aumentare la cooperazione tra le federazioni nazionali…

Allo scopo di promuovere l’innovazione, l’incontro ha visto la partecipazione di un coach professionista, Marian Kolnik, originario della Slovacchia, che ha sviluppato un seminario sulla leadership e la motivazione, concentrandosi sulla necessità di un cambiamento nel modello di relazione tra persone per aumentare l’efficacia dei progetti.


G IUNTA C ONFEDERALE

Italia

Riunione della Giunta Confederale degli Exallievi di Don Bosco Roma, Italia – dicembre 2018

Dal 14 al 16 dicembre si è riunita a Roma la Giunta Esecutiva Mondiale degli Exallievi di Don Bosco, sotto la guida del Presidente Michal Hort, con l’obiettivo di dare seguito ai risultati dell’incontro presidenziale svoltosi a Medellín e informare il Rettor Maggiore e il suo Consiglio sugli ultimi sviluppi della Confederazione Mondiale.

La notizia più rilevante è il cambio di alcune posizioni nella Confederazione: il sig. Eduardo Pessoa, del Brasile, è il nuovo Vicepresidente in sostituzione del sig. Rajesh Gupta dell’India. Fresia Méndez, originaria di Costa Rica, è la nuova Vicepresidente GEX, subentrata a Ángel Gudiña, della Spagna, che è il nuovo Segretario Generale.

La Confederazione Mondiale sta sviluppando nuovi progetti innovatori: il database mondiale “Boscobase”, una ONG per sviluppare progetti per i giovani in difficoltà e l’inizio dei preparativi per il 150° anniversario del primo incontro degli Exallievi che si svolgerà a giugno 2020. Inoltre il comitato esecutivo ha avuto l’opportunità di interagire con gli Ispettori salesiani presenti al corso di formazione, e in particolar modo con don Alejandro León, Ispettore del Medio Oriente, con il quale la Confederazione sta preparando un’attività per la prossima estate, destinata ai giovani rifugiati che vivono in Europa.

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R EGIONI

Italia

Il Rettor Maggiore riceve la Presidenza della Federazione Italiana Exallievi ed Exallieve di Don Bosco

Roma, Italia – dicembre 2018

La Presidenza della Federazione Italiana Exallievi ed Exallieve di Don Bosco è stata ricevuta dal Rettor Maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime, per il tradizionale scambio di auguri natalizi.

Presso la Sede Centrale Salesiana del “Sacro Cuore” il Rettor Maggiore ha invitato gli Exallievi e le Exallieve d’Italia a far tesoro dell’educazione ricevuta, per testimoniarla nei luoghi in cui quotidianamente si opera. «Sognare e pensare» prima di tutto.

All’incontro era presente, oltre al Delegato nazionale, don Gianni Russo, anche il Delegato confederale, don Raphael Jayapalan. Gli Exallievi erano guidati dal Presidente Nazionale, Giovanni Costanza.

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R EGIONI

Giappone

Che gioia per il Rettor Maggiore accompagnare i giovani!

Tokyo, Giappone, novembre 2018

Nella sera del 10 novembre, i giovani Salesiani in Giappone si sono riuniti al Seminario salesiano di Chofu e nella Chiesa di Chofu per vedere don Ángel Fernández Artime, SDB, il Rettore Maggiore che ora sta visitando il Giappone. Questo "SYM Gathering speciale: il raduno del Rettor Maggiore e dei giovani" è stata pianificato e preparato dallo scorso anno principalmente dai giovani segretariati SYM Japan, fr Shinjiro Urata, SDB e fr Shin Mishima, SDB.

In questo raduno, una ragazza ha fatto riferimento alla caratteristica della sua scuola salesiana nel seguente modo. «Gli insegnanti sono molto amichevoli». E un ragazzo di una parrocchia salesiana ha parlato della sua gioia «essendo qui oggi, posso sentire l'atmosfera salesiana con tutti voi». Chihiro Okawa, ExDB

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R EGIONI

Tailandia

Il “sogno salesiano” del vescovo di Chiang Mai

(ANS – Chiang Mai) Mons. Francis Xavier Vira Arpondaratana, vescovo diocesano di Chiang Mai, exallievo universitario salesiano e buon amico della Famiglia Salesiana, in un recente e cortese colloquio concesso al Consigliere per la Regione Asia Est-Oceania, don Václav Klement, ha espresso il suo “sogno” di un futuro maggiore impegno salesiano nella sua diocesi. I Salesiani sono già presenti a Chiang Mai, nel Nord della Thailandia, dal 2004: dapprima con il centro catechetico a Mae Rim e la parrocchia “San Giuseppe Lavoratore”, poi con l’avvio di un centro agricolo di Doi Siew e la casa per giovani tribali a Doi Saket (2008), infine con un pre-aspirantato (2009). La comunità religiosa è stata canonicamente eretta solo cinque anni fa e attualmente conta 5 Figli spirituali di Don Bosco, con alla guida don Antonio Restelli. Il preaspirantato salesiano conta 18 ragazzi, il convitto di Doi Saket ospita 58 allievi dei corsi di formazione tecnica, mentre il centro catechetico forma sette studenti. Si tratta senza dubbio di una presenza piccola, ma molto significativa. In tutta la diocesi, infatti, non c’è nessun’altra istituzione che sia in grado di accompagnare ragazzi, adolescenti e 18

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giovani. Tra gli aspiranti salesiani che si formano a Banpong, nell’area centrale del Paese, non meno del 50% proviene dalla zona di Chiang Mai. Ad aprile scorso la diocesi di Chiang Mai è stata suddivisa e ha dato origine ad una nuova diocesi, quella di Chiang Rai; ciononostante Chiang Mai rimane la terza diocesi cattolica del Paese (dopo Bangkok e Thare) per numero di fedeli, con circa 50.000 cattolici e ben 15.000 catecumeni. In un contesto in cui non c’è nemmeno un diacono permanente, i pochi sacerdoti e i religiosi presenti nella diocesi possono contare solo sul sostegno pastorale di circa 220 catechisti, i quali si danno da fare nei villaggi e nelle scuole pubbliche per accompagnare il popolo di Dio. Tuttavia, per molti giovani l’unica possibilità di

ricevere un minimo di formazione religiosa è quella offerta dai campi estivi di una settimana. Infine, va tenuto conto che circa il 70% dei cattolici della diocesi risiede nella provincia di Mae Hong Son, un’area montagnosa vicino al confine con il Myanmar, dove allo stato attuale non è presente alcuna scuola cattolica e dove, per come si è sviluppata la presenza delle istituzioni religiose nel Paese, non sarà facile trovare una congregazione religiosa che vi si stabilisca. Il Rettor Maggiore, come Don Bosco, costantemente invita i salesiani a sognare e a farlo in grande; e i giovani poveri della diocesi di Chiang Mai forse stanno sognando l’arrivo dei salesiani per la loro educazione. Fonte: AustraLasia


R EGIONI

Corea Sud

“Spero sinceramente che il prossimo Rettor Maggiore potrà visitare la Corea del Nord” (ANS – Seul) Ha officiato battesimi, ha accolto le promesse di decine di Salesiani Cooperatori, ha incoraggiato giovani e religiosi nel vivere pienamente la propria fase di vita e la propria vocazione: il Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, ha avuto molto da fare negli ultimi giorni di visita in Corea del Sud. Nella giornata di venerdì 16 novembre il X Successore di Don Bosco si è recato nel meridione e ha raggiunto Gwangju, la località in cui per primi arrivarono i salesiani e che ospita oggi l’unica scuola media e superiore della Congregazione nel Paese. Lì ha visitato il museo dell’opera e ricordato don Archimede Martelli, uno dei pionieri missionari in Corea del Sud, fondatore dell’istituto. Poi, dopo essere stato accolto con calore dagli allievi, dai docenti e dal personale dell’istituto, ha ricevuto l’omaggio del Presidente dell’Associazione degli Exallievi – che rappresenta 25.000 membri – e di uno degli studenti, che gli ha chiesto appositamente un messaggio d’incoraggiamento. Di fronte ad una simile proposta, don Á.F. Artime non ha potuto che rispondere: «So che dovete affrontare l’impegnativo sistema d’esami coreano… Ma ragazzi, spero che sarete davvero felici. Dovete essere felici. Non dimenticate che siete preziosi e inestimabili, perché siete voi che rendete bella questa nazione!». E ha concluso questo momento consegnando i premi a 15 allievi meritevoli.

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DON

M ONTEIRO

Don Jerónimo da Rocha Monteiro

Con piacere ho accettato di scrivere una breve testimonianza sul P. Jerónimo da Rocha Monteiro, SDB, deceduto il 31 Agosto 2018, nella Residenza “Artemide Zatti’”a Manique, nel Portogallo (don Pascual Chàvez, Rettor Maggiore Emerito) Ringraziamo Dio per il dono che la vita di P. Rocha è stata per noi e Gli chiediamo di accoglierlo nel suo Regno di pace e felicità.

Profilo umano, spirituale, salesiano Fantasia e creatività. Il dono dell'immaginazione è sempre stato un prezioso alleato per tutta la sua vita. Dal nulla P. Jerónimo creava un poema, una storia, una coreografia. L'immaginazione e la creatività sono state un faro che ha illuminato la sua strada e lo ha portato lungo sentieri che forse né lui stesso, giovane sacerdote salesiano, mai avrebbe sospettato: la banda di Ritmo 70, la Comunità di Vita, l'edizione di LPs e di sussidi per gruppi di giovani, escursioni evangelizzatrici in tutto il Portogallo, Incontri di Emmaus, Ritiri. Spiritualità Così, padre Jerónimo ha segnato ed è stato contrassegnato da generazioni successive di giovani che ha educato durante gli anni in cui ha lavorato nel Collegio degli Orfani. La pietra più preziosa del suo zelo apostolico è stata questa meravigliosa invenzione che è la Comunità di Vita - un gruppo di riflessione, canto e preghiera. L'amore per il sacro cominciò molto presto quando il Jominho, trattato così affettuosamente dai suoi, andava alla Chiesa portato dalla mano di suo padre per pregare le preghiere che suo padre scriveva su carta certosina, la confezione di quel

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tempo. Di notte, prima di ritirarsi nella sua stanza, P. Jerónimo si raccoglieva in preghiera davanti al Santissimo Sacramento, ringraziandolo per il giorno che si era concluso e chiedendo la benedizione per il giorno seguente, gesti tutti che rivelavano la sua densa spiritualità. Qui ha trovato l'energia per animare la Comunità di Vita con tanta vitalità, a volte in situazioni avverse ed incomprensioni. Erano tempi molto densi, molto ricchi di intimità con Dio.

Lavoratore instancabile Padre Jerónimo è stato un lavoratore instancabile. C'è sempre molto lavoro da fare. La verità è che, inoltre, non sa dire di no a nessuno: anima i ritiri, confessa, prepara le veglie di Fatima, è attivamente coinvolto nella visita delle reliquie di Don Bosco per il Portogallo, viaggia per il mondo come animatore degli Exallievi, sempre con grande ardore apostolico e amore per la missione che Dio e i superiori gli hanno affidato. In Padre Rocha, le parole di San Paolo "guai a me se non evangelizzo" sono state una massima permanente nel suo pensiero e azione. Da questo punto è sempre stato un modello. Penso che questo sia il motivo per cui così tante persone confessano: «Quando Padre Rocha mi chiede qualcosa, non posso rifiutare». Ma davanti a una persona che pensa solo agli altri, chi ha il coraggio di dire di no?

Valori Nella sua vita ci sono parole che non fanno parte del suo dizionario: rinunciare, cedere alla tentazione dell'ovvio e del facile. Solo conta l'amore, il lavoro, le persone, la dedizione, Dio. Detestava il mondo della superficialità, della futilità, dell'incompetenza, dell'assenza di valori, di chi critica e non fa nulla. Sentiva come suoi i problemi degli altri. A parte Dio, la famiglia e gli amici, ciò che apprezzava di più delle persone è la verità e l'onestà. Aveva una grande sensibilità estetico-artistica; si meravigliava con la musica, l'immensità del mare, i fiori, l'universo, con la generosità delle persone. A volte lasciava sfuggire una parola meno giusta ai suoi amici, ma poi riconosceva il suo errore e si scusava. Sono questi gesti di semplicità e grandezza di cuore che educano e formano.

Per molti padre Rocha è stato, soprattutto, un uomo di Dio, un vero figlio di Don Bosco che ha saputo fare della missione tra i giovani la ragione della sua vita, con un atteggiamento sempre istituzionale fatto di disponibilità per la missione salesiana. È stato, in altre parole, un Salesiano per i giovani di oggi!


DON

M ONTEIRO

Il ricordo del Delegato Mondiale Emerito don Charles Cini

Quando ho ricevuto la notizia che Fr. Jeronimo Monteiro è morto, ho capito che un grande uomo ha raggiunto nostro Signore. Ha lavorato molto duramente per animare la Confederazione Mondiale degli ex allievi per molti anni. Ha avuto sempre a cuore gli ex allievi di Don Bosco e ha sempre basato la sua animazione sull'insegnamento di Don Bosco. Sapeva bene che gli ex allievi fanno parte della Famiglia Salesiana di diritto per l'educazione ricevuta dai Salesiani di Don Bosco. Ha animato la Confederazione Mondiale degli ex allievi seguendo le linee del Concilio Vaticano II e degli ultimi Capitoli Generali dei Salesiani di Don Bosco. Ha sempre seguito la nuova tendenza della Congregazione salesiana. Nella mia esperienza, ammetto che l'animazione di Delegato Mondiale non è facile ma molto gratificante. Fr. Charles Cini, SDB Delegato Mondiale degli exallievi (1985 – 1993)

La triste notizia del transito terreno del caro don Monteiro mi addolora profondamente. Proprio il giorno 31 Agosto ho scritto ed inviato a lui e a tanti amici il pezzo dal titolo “Guardare sempre avanti nonostante le tribolazioni”. Aggiungo che il 2 settembre ho elaborato ed inviato un altro scritto dal titolo “Amare, scopo per cui Dio ci ha creati”.

Conobbi don Monteiro all’Istituto Salesiano Pio XI di Roma, in occasione del raduno annuale (forse il 2006) di noi ex allievi, e da allora si stabilì tra noi due un ottimo rapporto. Lui, dal Portogallo mi inviava via email i suoi scritti che erano capolavori di “spiritualità” che mi hanno molto arric-

...e quello di un ex allievo

chito. Di questo ringrazio il Signore che mi ha concesso di conoscerlo e di coltivarne l’amicizia nonostante la lontananza.

Lo Spirito non ha “muri né barriere”, ma costituisce un immenso “ponte” che varca il Cielo e la Terra. Don Monteiro era un uomo dotato di molti talenti che sapeva mettere al servizio di tutti coloro che incontrava. Si, è proprio vero che lo scopo per cui Dio ci ha creati è quello di amare. Don Monteiro, da vero salesiano e fedele servo di nostro Signore, ha amato la vita, la Famiglia Salesiana, i giovani e quelli come me - che pur non essendo più giovane - cerca

di far fruttificare quei talenti che mi sono stati “donati” quando negli anni 1958/1963 ho studiato al Pio XI di Roma, incontrando vari sacerdoti che mi hanno fatto crescere dal punto di vista umano e spirituale. Don Monteiro è certamente uno di quelli, e sono convinto che dall’Alto continuerà come sempre ha fatto nella sua lunga vita - a pregare per la nostra Congregazione, alla quale mi onoro di appartenere. Un forte abbraccio in Don Bosco, sotto la "regia" della nostra Ausiliatrice. Salvatore Ortu Exallievo Istituto Pio XI - Roma

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N OTIZIE

Giappone

Riunione annuale del Consiglio direttivo degli Exallievi di Don Bosco

Miyazaki, Giappone – novembre 2018 – Il 17 novembre la Federazione degli Exallievi di Don Bosco, presieduta dal sig. Hiroshi Yoshida, Presidente Onorario dell’ “Associazione Exallievi Osaka Seiko Gakuin”, e alla presenza di don Jacob Hamaguchi, Superiore dell’Ispettoria salesiana del Giappone (GIA), ha tenuto la riunione annuale del Consiglio direttivo. La Federazione degli Ex Allievi di Don Bosco, presieduta dal presidente Hiroshi Yoshida (il consigliere onorario della Osaka Seiko Gakuin Alumni Association) alla presenza di SDB provinciale p. Jacob Hamaguchi, ha tenuto la sua riunione annuale del Consiglio di amministrazione presso Hyuga Gakuin in Miyazaki, fondato da Monsignor Vincent Cimatti, SDB, padre fondatore della famiglia Salesiana in Giappone.

Il signor Takateru Uramoto, Presidente della Hyuga Gakuin Alumni Association e Fr Francis Hamasaki, SDB, il principale di Hyuga Gakuin, ha tenuto il discorso di benvenuto a tutti i partecipanti di Tokyo (Ikuei Gakuin, e Kodaira Salesio), Yokohama (Salesio Gakuin) e Osaka (Osaka Seiko Gakuin). Prima di iniziare la sessione, hanno visi-

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tato i dintorni della scuola, e avuto modo di conoscere quanto sono attivi e meritevoli gli studenti e gli Ex Allievi.

Quest'anno, la nostra Federazione ha avuto due visite speciali nel nostro paese, la visita di animazione dei consiglieri della Confederazione mondiale, Angel Gudiña e Alberto Piedade a luglio, e il Rettore Maggiore, don Ángel Fernández Artime questo mese, così le due visite sono state brevemente ricordate durante la riunione.

L'onorevole Uramoto ha sottolineato in particolare quale momento gioioso fosse stato l'incontro con il Rettore Maggiore a Miyazaki, una settimana fa. L'anno scorso, la Federazione ha creato i gruppi di lavoro, che consistono nelle generazioni più giovani di ogni associazione


N OTIZIE

degli Alumni, per considerare la sostenibilità e lo sviluppo della Federazione. Il signor Okawa e il signor Mitsuhiro Tateishi, i capitani del team e i team leader, hanno riferito in merito al progresso di ogni progetto dallo scorso anno: comunicazioni sociali, finanza e incorporazione, e il congresso Asia-Oceania previsto in Giappone nel 2020.

Il Presidente Yoshida ha dichiarato: «Il Congresso Asia-Oceania nel 2020 è solo un trampolino di lancio per la nostra Federazione. Dobbiamo continuare su questa strada, cioè adottando le voci delle giovani generazioni, dobbiamo approfondire la cooperazione e l'interazione tra 5 associazioni di alunni sotto la bandiera comune di “Salesio” e aprire il ricco futuro della Federazione». Al termine dell'incontro, fr Hamaguchi,

SDB provinciale, che ha partecipato per la prima volta al meeting EXDB, ha ringraziato tutti i partecipanti. Si riferiva soprattutto a due punti.

In primo luogo, l'importanza dell'unità come "Salesiani". In secondo luogo, ha chiesto una maggiore cooperazione tra gli Ex Allievi nel promuovere la cultura vocazionale in ogni scuola salesiana, a causa della forte diminuzione del SDB in Giappone negli ultimi 30 anni. Dopo la riunione, una festa tutti insieme si è tenuta nella città, cominciando con un Padre nostro. Essa ha mostrato l'ospitalità della Hyuga Gakuin Alumni Association. Il giorno seguente, alcuni dei partecipanti si sono divertiti a giocare a golf nel ricco ambiente naturale di Miyazaki. Chihiro Okawa, ExDB

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N OTIZIE

Laos

Unire le mani per servire i giovani

(ANS - Vientiane)

Dal 2004 ad oggi oltre 1000 giovani provenienti da ogni angolo della Repubblica Popolare Democratica del Laos hanno ricevuto una buona educazione e una formazione utile per la loro vita grazie al Centro di Formazione Professionale “Don Bosco” di Vientiane, la capitale del Paese.

In virtù della cooperazione e della fiducia reciproche tra l’Unione Giovanile Laotiana e la Fondazione Salesiana di Don Bosco della Tailandia, questa presenza salesiana, l’unica nel Paese, sta crescendo e risulta un’iniziativa assai promettente.

L’intesa siglata tra i due enti prevede che al termine del quinquennio 2016-2021 saranno oltre 750 i giovani che avranno seguito i corsi di formazione nei quattro indirizzi offerti dall’Istituto.

L’intero progetto, sin dal suo avvio, è stato ed è sostenuto dalla generosità dell’Ispettoria “San Paolo” della Tailandia,

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che cura anche le missioni salesiane in Cambogia e Laos. Attualmente sono 143 i giovani adulti che, assistiti da 26 docenti e formatori, vengono istruiti nei laboratori di meccanica automobilistica, saldatura, per elettricisti e di riparazioni dei motocicli. A circa 60 di questi allievi viene offerta anche la possibilità di risiedere nel convitto salesiano, dato che provengono da province molto distanti del Paese e altrimenti non potrebbero frequentare.

Presso il Centro salesiano, guidato da una piccola comunità religiosa e con don Patrizio Maccioni come Direttore, gli studenti non solo apprendono le abilità tecniche, ma crescono anche umanamente, nella sensibilità artistica e musicale, nello sport e nel senso di partecipazione alla comunità. Prima della fine dei corsi è prevista sempre una formazione specifica in azienda, organizzata con l’aiuto dell’Unione Giova-

nile Laotiana. Gite e attività culturali nei musei della capitale, sensibilizzazione alla donazione del sangue e attività sociali al servizio della comunità locale contribuiscono all’educazione integrale dei giovani.

Dopo la Visita di Animazione del 2017 da parte dei vertici della Confederazione Mondiale degli Exallievi di Don Bosco – nelle persone del Vicepresidente dei Giovani Exallievi, Ángel Gudiña, e del Consigliere dei Giovani Exallievi per l’Asia-Oceania, Alberto Piedade – anche a Vientiane sta crescendo una prima Unione Locale di Exallievi; la quale, accompagnata da don Maccioni, ha iniziato proprio in questo mese i corsi formativi per i suoi membri.

Ulteriori informazioni su questa pionieristica presenza salesiana in Laos sono disponibili su YouTube, attraverso il video realizzato per la Giornata Missionaria Salesiana 2018: “Sussurrando il Vangelo in Asia” - “Laos Don Bosco”. Fonte: AustraLasia


N OTIZIE

Portogallo

Guilhermino Pires Cavaliere di Gutenberg 24 giugno 2018. Celebrando San Giovanni Battista.

Giornata mondiale degli Antichi Allievi di Don Bosco.

La foto ritrae il ragazzo investito il 22 giugno come Cavaliere di Gutenberg. Una distinzione dovuta alla Congregazione salesiana: da lei ho ricevuto tutto. A lei dedico questo titolo onorifico che appartiene a tutti voi.

Marocco

Lanciata la rete degli exallievi del Don Bosco Kenitra Kenitra, Marocco – novembre 2018

Il 17 novembre è stata lanciata la rete degli Exallievi del Centro di Formazione Professionale dei Salesiani “JUK SPEL” di Kenitra. Gli exallievi d’ora in poi si incontreranno una volta al mese.

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N OTIZIE

India

(ANS – Jorhat)

Oltre 50 giovani diplomati, originari di vari distretti del Nord-Est indiano, si sono riuniti presso le strutture del centro salesiano “Istituto per la Cultura e Sviluppo Rurale” (I-CARD) per un incontro di quattro giorni, dal 12 al 15 settembre 2018. L’appuntamento ha fatto incontrare allievi ed exallievi di I-CARD e allievi dell’Istituto di Formazione Imprenditoriale “Jeevan”, per trovare insieme opzioni di crescita individuale e di trasformazione della società.

In apertura don K.A. Thomas, SDB, fondatore e direttore di I-CARD, ha presentato ai partecipanti una serie di foto scattate nei villaggi della regione e raffiguranti le condizioni miserabili in cui vive tanta gente, e ha chiesto ai partecipanti di elaborare un piano di azione per migliorare quella situazione. Sempre nella prima giornata, due exal-

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Studenti ed exallievi di “I-CARD” al lavoro per trasformare la società lievi salesiani, che ora occupano posizioni di rilievo nella società, hanno animato una sessione sulla formazione professionale.

ha illustrato ai presenti tre validi modelli ispirativi: Madre Teresa, Don Bosco e Gandhi, che hanno speso le loro intere esistenze al servizio degli altri.

Ogni giorno la prima ora del mattino è stata dedicata ad una riflessione sulla situazione della società, a partire da alcuni spunti condivisi da don K.A. Thomas e dalle esperienze di vita e dei progetti dei partecipanti – considerato pure che tutti gli allievi dell’Istituto “Jeevan”, oltre a frequentare i corsi di quel Centro, sono impegnati in attività generatrici di reddito e nel volontariato.

Nello specifico, don K.A. Thomas si è dilungato nell’illustrare gli insegnamenti di Gandhi sui 7 peccati sociali: ricchezza senza lavoro, piacere senza coscienza, conoscenza senza carattere, affari senza moralità, scienza senza umanità, religione senza sacrificio e politica senza principi.

E un’altra sessione è stata dedicata alla riflessione sui propri limiti e alla ricerca di un piano per superarli.

Nella sessione finale di pianificazione tutti hanno promesso di impegnarsi a lavorare per migliorare le scuole elementari dei loro villaggi, per innescare un positivo processo d’emulazione.

I partecipanti al raduno sono stati anche coinvolti in giochi motivazionali, che li hanno divertiti e fatti ragionare sulle loro aspirazioni e competenze.

In questo processo educativo il salesiano

Altri input per la crescita personale sono stati offerti ai ragazzi attraverso una sessione sulla cura di sé e del proprio corpo, e attraverso l’invito a concentrarsi più nell’individuare i valori fondanti per la propria vita, che sul ricercare attività ed impegni esterni.


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India

Cento studenti puliscono la spiaggia di Gorai

Mumbai, India – settembre 2018 Il 22 settembre cento studenti della “Don Bosco High Scholl” e del “Junior College” di Borivli, insieme al Direttore don Solomon Rapol, il Preside don Flovi D’Souza, 15 insegnanti, alcuni genitori e 10 Exallievi di Don Bosco, hanno dato vita ad una giornata di pulizia sulla spiaggia di Gorai. Le attività sono parte di un programma di sensibilizzazione alla pulizia dell’ambiente che gli studenti portano avanti dal mese di luglio, con laboratori sulla biodiversità marina, sugli effetti della plastica nell’ecosistema marino, e una prima sessione di pulizia della spiaggia realizzata il 1° settembre. Ljubljana Rakovnik, Slovenia – novembre 2018

Il 10 novembre nella Casa Madre di Rakovnik si è svolto l’incontro annuale dei dipendenti e collaboratori che lavorano nelle Case e nei programmi salesiani, sul tema “Condivisione della missione tra salesiani e laici”. Nella prima parte dell’incontro è intervenuto don Tadeusz Rozmus, Consigliere per la Regione Europa Centro e Nord, in Visita Straordinaria all’Ispettoria della Slovenia (SLO), che ha presentato ai circa ottanta partecipanti la struttura dell’organizzazione salesiana. Poi ha continuato con il ruolo necessario e complementare dei laici nella missione salesiana, presentando i documenti della Chiesa e della Congregazione Salesiana che trattano del coinvolgimento e della corresponsabilità dei laici nella missione carismatica di Don Bosco. Nella seconda parte dell’incontro i partecipanti, sotto la guida di Matej Cepin,

Slovenia

Incontro annuale di dipendenti e collaboratori delle Case salesiane exallievo salesiano, si sono dedicati al lavoro personale, comparando la missione personale e quella salesiana, e poi, in piccoli gruppi, hanno condiviso le loro esperienze. Le conclusioni scritte sono state

ricevute da don Peter Koncan, Vicario Ispettoriale SLO, il quale ha assicurato ai partecipanti che i salesiani, sulla base dei contenuti ricevuti, cercheranno di migliorare la collaborazione.

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Tailandia

Riesci a immaginare il nostro futuro senza gli Allievi di Don Bosco?

Hat Yai, Tailandia, settembre 2018

Dopo quasi 70 anni di fondazione, la scuola Don Bosco più meridionale di Hat Yai (Saengthong Vitthaya - Scuola di luce dorata) conta più di 60 gruppi di laureati. L'Associazione locale degli Alumni di Don Bosco ha registrato circa 16.000 membri.

La nostra associazione è organizzata in 42 commissioni ed è profondamente coinvolta nella comunità scolastica insieme con l'associazione dei genitori e con i salesiani. Siamo lieti di condividere il rego-

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lare discorso mattutino con gli studenti, di contribuire al loro orientamento professionale con la condivisione della vita alla classe di laurea (grado 12).

Come ex studenti di Don Bosco, cerchiamo anche di aiutare i giovani poveri e le persone in Hat Yai in molti modi diversi: attraverso la borsa di studio, la donazione di sangue o la condivisione di beni necessari.

Al fine di riunire i nostri membri, a giugno si tiene anche un giorno di ritorno a casa

e il torneo di calcio, che coinvolge soprattutto i giovani membri. Il nostro ufficio si trova appena dietro l'entrata della nostra Alma Mater (ufficio di accoglienza) e le nostre pagine Facebook raccolgono circa 8.000 Allievi.

La scuola di Saengthong Vitthaya è sempre tra le primi dieci nel nostro paese. Ma siamo anche orgogliosi dello spirito salesiano che abbiamo vissuto durante la nostra scuola, in particolare attraverso molti missionari salesiani e cerchiamo di condividere ciò che abbiamo ricevuto.


N OTIZIE

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N OTIZIE

Malta

Progetto Erasmus+ e Progetto Mentorpower

Malta – novembre 2018

La Federazione Nazionale degli Exallievi e Amici di Don Bosco di Malta ha svolto il primo incontro internazionale del “Progetto Mentorpower” sostenuto dal programma Erasmus+ finanziato dall’Unione Europea.

Questo progetto mira a sviluppare un manuale su come gli Exallievi e i membri della

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Famiglia Salesiana possano offrire un servizio di tutoraggio e accompagnamento ai giovani senzatetto o che comunque non hanno il sostegno della loro famiglia.

Il progetto formulerà anche un programma di formazione e il primo gruppo di tutori verrà formato a Malta nel mese di marzo 2019. I partner di questo progetto provengono

da 5 Paesi, grazie alla collaborazione delle Federazioni Nazionali Exallievi di Don Bosco di Italia, di Spagna e di Slovacchia; l’“Osanna Pia Hostel” di Malta e il “Don Bosco Cares” d’Irlanda.

Durante l’incontro i partecipanti hanno condiviso le loro esperienze e hanno iniziato ad esplorare la struttura del manuale e ad identificare i bisogni dei volontari da formare come tutori.


N OTIZIE

Malta

L'ex allievo maltese Bjorn Formosa raccoglie € 921.856 per l'ALS Malta

Bjorn Formosa, un ex allievo del Savio College, ha guadagnato circa 920.000 euro durante un popolare programma televisivo del venerdì sera per "Dar Bjorn", che è una residenza speciale per le persone che soffrono di SLA e che necessitano di cure intensive nella comunità. Durante lo stesso programma televisivo, una donna ha lasciato in eredità la sua casa all'ALS di Malta.

Diagnosticato come affetto da SLA, una malattia terminale cronica, Bjorn Formosa ha fondato l'ALS Malta per sensibilizzare sulla malattia e finanziare la ricerca per trovare una cura.

L'anno scorso, in seguito a un'altra intensa campagna di finanziamento, ha aperto "Dar Bjorn". La campagna di quest'anno mirava a raccogliere fondi per un

secondo e più grande "Dar Bjorn" a seguito della domanda di servizi residenziali ai malati di SLA.

Durante questo stesso programma televisivo, Bjorn Formosa è stato insignito del Premio per i cittadini europei per il 2018 - un riconoscimento dato dal Parlamento europeo a individui e/o gruppi che si sono particolarmente distinti nella promozione dei valori europei nella loro comunità.

Bjorn Formosa è stato insignito del Premio Cittadino Europeo 2018 in onore del lavoro svolto per la comunità ALS e per il suo eccezionale contributo alla società. Tutti e sei i deputati maltesi hanno sostenuto la nomina di Bjorn a questo premio. Durante il programma televisivo, c'erano alcuni studenti del Savio College con il loro

preside, p. Jeremy Vella SDB e Andrew Fiorini Lowell, che è anche coordinatore del Savio College per Ex allievi e Amici di Don Bosco. Bjorn è l’ esempio vivente di un ex allievo attivo e che abbraccia i valori della vita, della solidarietà, della libertà, della verità, della fraternità e della comunione. È un esempio per il resto di noi perché nonostante le sue stesse sfide, Bjorn sta pensando alla condizione degli altri e come assistere e migliorare la qualità della vita di coloro che si trovano nella sua stessa situazione.

Nel 2017, Bjorn Formosa è stato anche premiato dalla Federazione Nazionale Ex allievi e Amici di Don Bosco Malta per il suo coinvolgimento sociale attivo nella causa ALS.

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N OTIZIE

Argentina

Famiglia Salesiana: #DeAndarJuntosSeTrata

Córdoba, Argentina - dicembre 2018

Sabato 1 dicembre si è svolta la Consulta della Famiglia Salesiana dell’Ispettoria dell’Argentina Nord, con la presenza dei diversi gruppi: Salesiani, Figlie di Maria Ausiliatrice, Salesiani Cooperatori, Volontarie di Don Bosco, ADMA, Exallievi di Don Bosco ed Exallievi di Maria Ausiliatrice. L’incontro ha aiutato a condividere quanto vissuto durante l’anno, rendendo grazie a Dio per l’intensa vita e la crescita di ciascuno dei gruppi; è servito anche a programmare le attività per il 2019, all’insegna della Strenna del Rettor Maggiore, che invita a vivere la vocazione salesiana con gioia e santità.

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N OTIZIE

Polonia

Le persone impegnate con gli Exallievi si incontrano a Oswiecim Oswiecim, Polonia – novembre 2018

Dal 20 al 21 novembre, presso l’Istituto Salesiano “Don Bosco” di Oswiecim, si è svolto l’incontro nazionale delle persone impegnate nello sviluppo dell’Associazione degli Exallievi di Don Bosco e il lavoro con gli Exallievi Salesiani.

Si sono incontrati alcuni laici, Figlie di Maria Ausiliatrice e Salesiani delle tre Ispettorie polacche: Varsavia, Wrocław e Cracovia. L’incontro, il secondo di questo tipo, è stato un’occasione per conoscersi reciprocamente e per scambiare le rispettive esperienze. Inoltre, sono state approfondite alcune questioni che riguardano il “distintivo” dell’Exallievo, una carta d’identità. Si è discusso anche dell’aspetto legislativo legato alla fondazione, della registrazione e dello statuto dell’Associazione. Il prossimo incontro è previsto a Lodz.

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N OTIZIE

Australia

Un appello per le necessità delle opere salesiane a Timor Est (ANS – Ascot Vale)

Con l’avvicinarsi del Natale, la Procura Missionaria Salesiana d’Australia, guidata dal Salesiano Coadiutore Michael Lynch, ha inviato un appello di solidarietà in favore delle opere salesiane a Timor Est. In questo appello, viene riassunto tutto il lavoro condotto in questo anno dai Salesiani, grazie agli aiuti dei benefattori australiani.

A Timor Est, uno dei Paesi più poveri del Sud Est Asiatico, i Salesiani offrono un contributo significativo alla Nazione, attraverso scuole, orfanotrofi e cliniche mediche.

«L’educazione è la chiave per aiutare gli individui ad acquisire competenze, migliorare le proprie capacità e partecipare attivamente allo sviluppo del proprio Paese

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– scrivono nell’appello –. Questa è la tradizione che abbiamo ereditato da Don Bosco e ci sono alcune storie che la illustrano perfettamente».

Sono molti, infatti, i racconti di speranza e riscatto che arrivano da Timor Est, dove i giovani possono avere una seconda possibilità proprio grazie ai Salesiani. Ne è un esempio la testimonianza di Sonio Da Silva, exallievo dell’Istituto Tecnico “Don Bosco” di Fatumaca. «Sono stato molto fortunato a frequentare questa scuola, dove ho ricevuto un’ottima educazione, che mi ha aperto molte porte. Attualmente lavoro per il governo di Timor Est e il mio ruolo è quello di gestire trasporti, acqua, servizi igienico-sanitari e istruzione in tutto il Paese. Questo mi ha permesso di provvedere alla mia famiglia: sono un marito orgoglioso e ho tre bambini adorabili», ha raccontato.


L IBRI

Italia

Salesiani a Pavia, 120 anni e tanti progetti: “Abbiamo il dovere di guardare avanti”

(ANS - Pavia)

Si sono chiuse ufficialmente domenica 21 ottobre a Pavia le celebrazioni per l’anniversario dei centovent’anni di storia salesiana nella città, che avevano preso avvio il 21 ottobre 2017 nel Santuario di Santa Maria delle Grazie. Un anno ricco di iniziative culturali, sociali e ludiche per festeggiare questa presenza salesiana iniziata, con l’arrivo dei primi seguaci di Don Bosco, il 21 ottobre 1897, per volontà dell'allora Vescovo, mons. Agostino Gaetano Riboldi.

Domenica 21 ottobre è stata l’occasione per presentare al teatro salesiano di via San Giovanni Bosco il volume che racconta questi 120 anni di presenza, racchiudendoli in duecento pagine: un amarcord di quanto avvenuto nel corso dell’ultracentenario cammino, ma anche tante testimonianze del presente e le speranze per il futuro della comunità che a Pavia poggia su tante realtà, dal Santua-

rio al collegio universitario fino all'oratorio e al teatro.

immutato entusiasmo, nel nome di Don Bosco».

«Sono appena arrivato e quindi non posso dire molto della storia pavese dei salesiani - ha sottolineato don Achille - ma ho letto il libro e mi sono reso conto che si tratta di un cammino importante. Posso promettere il massimo impegno affinché questo percorso prosegua sempre con

Da segnalare gli interventi dell'attuale Vescovo, mons. Corrado Sanguineti, e del Vescovo emerito di Pavia, mons. Giovanni Giudici, le poesie in dialetto pavese di Aldo Corna, che sono state particolarmente applaudite, e la presentazione delle opere della pittrice vigevanese Maria Grazia Simonetta. Daniela Scherrer

Il libro è stato voluto da don Marco Mazzanti, direttore fino allo scorso agosto del Collegio Salesiano ed ora in servizio nella Repubblica di San Marino. Al suo fianco, nella grande opera di raccolta di tutto il materiale storico, il sacerdote 95enne don Camillo Giordani (attualmente ad Arese) e il presidente degli Exallievi Salesiani, Luigi Peroncini, a cui è stato affidato il compito di presentare il volume. Insieme a lui il neo-direttore della comunità salesiana pavese don Achille Longoni, che è anche parroco di Santa Maria delle Grazie.

Il volume è composto da una corposa prima parte storica, con la riproduzione anche dei principali documenti originali che hanno sancito l'avvio delle attività della comunità salesiana a Pavia e da una seconda più attuale, che racconta il presente della struttura attraverso anche le numerose testimonianze di ex-allievi salesiani tra cui l'esponente politico Francesco Adenti, intervenuto a raccontare i suoi trascorsi nell’oratorio di via San Giovanni Bosco.

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I NTERVISTA

Belgio

Uno sguardo privilegiato sul passato e il futuro del Don Bosco Youth-Net (DBYN). La parola a Rein Meus (ANS – Heverlee)

Rein Meus è stato per quasi 15 anni responsabile della rete salesiana “Don Bosco Youth-Net” (DBYN), che riunisce diverse ONG salesiane d’Europa. Ora che ha lasciato questo ruolo, traccia un bilancio di quest’esperienza e guarda verso le prospettive future.

Rein, come possiamo valutare oggi il lavoro compiuto? «Posso dire di aver aiutato a sviluppare il DBYN come un’organizzazione matura e indipendente. (...) I molti volontari, le organizzazioni partner e i formatori che vi

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si sono dedicati, rimarranno sempre nel mio cuore. Vorrei ringraziare anche i tanti giovani tirocinanti. Era sempre bello accogliere i giovani (...) Inoltre, devo molto a Fonny, l’attuale Presidente di Don Bosco Youth-Net, così come a tutti i miei predecessori, con i quali ho lavorato a stretto contatto e vissuto molte belle esperienze». Com’è stato lavorare all’interno del grande movimento salesiano internazionale? «Non è stato una novità per me, sono un exallievo di Don Bosco, dell’Istituto di Hechtel (Belgio) e poi sono stato inse-


I NTERVISTA

gnante in quella scuola. Quindi ho imparato presto la pedagogia salesiana. Ma al DBYN ho dovuto imparare a trattare con le diversità della comunità salesiana a livello internazionale. Il modello salesiano è ancora interessante per la formazione e l’educazione dei giovani. È qualcosa di unico da 200 anni. E questo è un vantaggio da sfruttare nella nostra rete, non solo tra i giovani, ma anche nelle istituzioni europee. Abbiamo un modo di approcciarsi agli altri di successo, attraverso l’educazione non formale. Il nostro lavoro non consiste solo nel guardare all’oggi, ma anche al passato.

Come possiamo trarne ispirazione? Possiamo prendere esempio da come operò Don Bosco alla sua epoca. Penso a come formiamo oggi i giovani, a come cerchiamo di rendere l’Europa una comunità più consapevole, a come insegniamo ai giovani ad essere imprenditori del sociale. Oggi Don Bosco è ancora un modello per il cambiamento sociale e noi incoraggiamo sempre i giovani ad essere parte attiva in tutto ciò». Quali sono i tuoi piani adesso? «Sto iniziando un nuovo lavoro presso il governo fiammingo, nel settore del turismo. Nelle Fiandre abbiamo una tradizione

di turismo sociale che offre alle persone che vivono in povertà la possibilità di andare in vacanza. È un tema che tocca i Diritti Umani, così come fa il DBYN nel campo dell’educazione».

Cosa auguri al DBYN? «Attualmente vedo due generazioni in Europa. Una ha visto l’Europa unirsi, ma è una generazione che sta invecchiando. La seconda generazione dà per scontata l’unificazione dell’UE e guarda principalmente alle nuove sfide. Spero che il DBYN sappia leggere le sfide attuali e possa offrire il giusto supporto ai giovani e alle organizzazioni associate nelle rete».

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S OLIDARIETÀ

Italia

Gli exallievi del Don Bosco Ranchibile in missione tra i poveri, i senzatetto e gli immigrati di Palermo

Palermo, Italia – ottobre 2018 Il 6 ottobre l’Unione Exallievi del Don Bosco Ranchibile di Palermo ha ricevuto la visita di Fratel Biagio Conte, missionario laico della “Missione di Speranza e Carità”. L’incontro è avvenuto per la volontà del Consiglio Direttivo dell’Unione di realizzare una collaborazione tra i vari medici e avvocati exallievi del Don Bosco e le attività della Missione di Speranza e Carità che da anni accoglie i poveri, i senza tetto e gli immigrati di Palermo. I presenti hanno ascoltato l’esperienza personale e la testimonianza di Fratel Conte che non ha mancato di sottolineare il forte legame con Don Bosco e i suoi figli, anche grazie alla presenza indispensabile nella missione del salesiano don Pino Vitrano. Il Presidente dell’Unione ha poi presentato i medici e gli avvocati che si impegneranno a collaborare per la realizzazione della Casa della Sofferenza e della Speranza, per l’assistenza sanitaria ai poveri e agli immigrati accolti nella missione.

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S OLIDARIETÀ

Zambia

“Condividi la Luce” ovvero giovani che aiutano altri giovani

(ANS – Mazabuka)

“Share the Light” (Condividi la Luce) è un’organizzazione di beneficenza sviluppatasi a partire dai progetti e dai legami sorti in diversa maniera tra il personale e gli allievi dell’istituto salesiano di Farnborough, in Gran Bretagna, e alcuni giovani dello Zambia.

Due sono gli ispiratori e “patroni” dell’organizzazione: il primo è indubbiamente Don Bosco, al cui carisma e alla cui spiritualità essa si richiama, anche da parecchio prima che essa venisse ufficialmente registrata come associazione benefica, nel 2016; e il secondo è l’exallievo dell’istituto Sean Devereux, un giovane molto attivo e impegnato nel sociale, che fu anche rappresentante d’istituto nel 1981-82, e che venne ucciso nel 1993 in Somalia, mentre era in missione con l’UNICEF. Il suo esempio nell’aiutare i meno fortu-

nati è alla base del lavoro di “Share the Light”. Ad ogni modo, i legami dell’istituto britannico con i giovani zambiani di Mazabuka, sono più recenti e derivano dall’incontro tra un professore della scuola salesiana di Farnborough, Richard Maher, che ha vissuto diversi anni in Zambia, e la preside della scuola comunitaria “Luyobolola” di Mazabuka, la dott.ssa Mweete.

La preside aveva notato come a causa della scarsità di risorse economiche molti allievi dell’istituto di Luyobolola fossero costretti a lasciare gli studi, e dalla sua volontà di contrastare questo fenomeno, e dalla disponibilità del prof. Maher e della comunità educativa di Farnborough, è nato alla fine il progetto di “Share the Light”, che si è sviluppato negli anni ed oggi comprende un programma di finanziamenti per borse di studio, un “Porridge Club” e l’accompagnamento della struttura “Città della Gioia”.

“Città della Gioia” è il nome di un centro di accoglienza per bambine e ragazze di Mazabuka, animato dalle Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), che ospita un numero sempre crescente di minori e giovani donne che, per una varietà di circostanze, non possono vivere con le loro famiglie. “Share the Light” sostiene il centro offrendo alle ospiti cure mediche, abbigliamento e attrezzature scolastiche, oltre ad aiutare nel far fronte alle spese alimentari e per i trasporti.

Il “Porridge Club”, il primo dei programma di collaborazione tra l’Istituto di Farnborough e la scuola di Mazabuka, mira a fornire agli oltre 700 allievi della scuola primaria comunitaria di Luyobolola un pasto nutriente ogni giorno. Il programma, inoltre, va a sostegno dell’intera comunità di Mazabuka fornendo prodotti alimentari essenziali, vestiti e coperte per coloro che sono malati o senza lavoro. Sophie Astles Fonte: Salesiani GBR

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S OLIDARIETÀ

Malta

Lancio della “Bosco Platform” e del “Don Bosco Market and Services” (ANS – Sliema)

Mercoledì 24 ottobre 2018, a Sliema, Malta, la Federazione nazionale degli Exallievi e Amici di Don Bosco ha lanciato due nuove iniziative: la “Bosco Platform” e il “Don Bosco Market and Services”.

Per questa speciale occasione sono stati invitati all’evento due Exallievi di Don Bosco di professione imprenditori: Peter Kovac, dalla Slovacchia, e Roman Sorger, dall’Austria. I due ospiti sono stati omaggiati con prodotti enologici, caffè e cioccolata realizzati anch’essi da Exallievi di Don Bosco. La “Bosco Platform” è un’iniziativa che servirà a riunire gli Exallievi e Amici di Don

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Bosco offrendo loro una piattaforma per facilitare il collegamento e il lavoro in rete. Essa sarà strutturata in sei diversi gruppi – Affari, Arti Creative, Professionisti, Assistenza Sociale, Educazione e Spiritualità Salesiana – ciascuno con un proprio scopo sociale e teso a restare fedele allo spirito degli Exallievi e Amici di Don Bosco.

Lo scopo della Piattaforma Bosco è quello di aiutare bambini e giovani poveri, abbandonati o in pericolo, attraverso progetti sociali gestiti dalla Famiglia Salesiana, sia a Malta, sia nel resto del mondo. Insieme alla Confederazione Mondiale degli Exallievi, la Federazione Nazionale maltese ha deciso di promuovere anche il


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“Don Bosco Market and Services”, un’iniziativa specialmente rivolta agli imprenditori che entreranno nel gruppo “Affari” della “Bosco Platform”, e che permetterà loro di impegnarsi in attività imprenditoriali che promuovano il commercio equo, la sostenibilità ambientale e la responsabilità sociale delle imprese.

Tra i suoi ambiti di azione, il progetto “Don Bosco Market and Services” include la promozione di un marchio registrato creato dalla Confederazione Mondiale degli Exallievi di Don Bosco.

Il fine di questo marchio è quello di fornire il riconoscimento di prodotti di alta qualità provenienti da membri della Famiglia Salesiana, per sostenere economicamente il Fondo di Solidarietà Don Bosco istituito dalla Confederazione Mondiale degli Exallievi di Don Bosco. La Federazione nazionale maltese degli Exallievi e Amici di Don Bosco ha già programmato per i prossimi mesi ulteriori eventi e attività relativi a queste due iniziative.

Intanto, quanti sono interessati a partecipare possono contattare i responsabili all’indirizzo: ppfdonboscomalta@gmail.com EX ALLIEVI Newsflash - Natale 2018

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S OLIDARIETÀ

Tailandia

“Per noi Don Bosco è un padre” La nazionale maschile di Goalball porta Don Bosco agli “Asian Para Games”

(ANS – Nonthaburi)

Tra le squadre nazionali che si stanno fronteggiando nei giorni 6-13 ottobre in Indonesia, per la III edizione dei Giochi Paralimpici dell’Asia, c’è anche una compagine dalla netta impronta salesiana: si tratta della squadra tailandese maschile di Goalball, un gioco di squadra che può essere praticato da atleti affetti da disabilità visive. L’intera squadra, infatti, è composta da Exallievi di Don Bosco del Centro per lo Sviluppo delle Abilità dei non vedenti di Pakkred, quartiere di Nonthaburi, nel settore settentrionale di Bangkok. La squadra ha passato intere settimane, da agosto fino ai primi di ottobre, allenandosi presso la palestra del centro salesiano. I membri della squadra sono 5 Exallievi: Cholathee Sukchum, Pornchai Jadmee,

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Noppadon Poosrisoam, Booncha Fankamai e Sivarin Pornpirun. Quest’ultimo è anche il portavoce dell’intero gruppo, e poco prima di partire per le gare in Indonesia aveva dichiarato all’Ufficio di Comunicazione Sociale dei Salesiani della Tailandia: «Per noi don Bosco è un padre. Siamo tutti debitori di questo Centro che ci ha plasmato: senza questo Centro e i Salesiani che lo animano, oggi non saremmo noi stessi. Questo Centro ci offre il futuro, permette anche a noi con delle disabilità visive di vivere una vita dignitosa e di qualità». Il Centro presso cui i 5 giocatori si sono formati è stato fondato dai Salesiani nel 1978, ad opera del missionario italiano don Carlo Velardo – nel 2009 insignito anche del prestigioso riconoscimento “Premio Van Thuân - Solidarietà e Sviluppo” proprio per questa sua fondazione. Il centro di Pakkred, attualmente guidato

dal salesiano coadiutore tailandese Suwan Jutasompakorn, avviò le sue attività offrendo a vedenti e ipovedenti corsi di carpenteria e falegnameria e sviluppando anche accordi con le imprese per facilitare l’ingresso degli allievi nel mondo del lavoro.

Con il passare degli anni il Centro ha modificato l’offerta formativa e oggi propone un corso per massaggiatori che rilascia l’attestato di Dottore del Massaggio Tradizionale Tailandese. Grande attenzione viene riservata anche allo sport.

Presso le strutture del Centro, oltre al Goalball gli allievi possono praticare anche Judo e altre discipline; e ci sono altri exallievi – come Panyawut Kupan e Kittikorn Buadee – che stanno ben figurando nei tornei nazionali di Calcio.


S OLIDARIETÀ

India

Chiamati a servire, come missionari, nella Vigna del Signore

(ANS – Mumbai)

Lo scorso 27 giugno l’Ispettore salesiano di India-Mumbai (INB), don Godfrey D’Souza, ha presieduto l’Eucaristia di saluto a due giovani salesiani che hanno dato la loro disponibilità a servire Dio e la Congregazione nelle missioni ad gentes: si tratta dei due chierici Sheldon Dias e Nilesh Dodiyar. Nel corso della celebrazione don D’Souza li ha esortati a vivere secondo le Costituzioni Salesiane e ha elencato i punti segnalati da Don Bosco ai Salesiani della prima Spedizione Missionaria, nel 1875. Quindi, li ha incoraggiati a «portare buoni frutti e ad essere sempre in unione con Dio». Il chierico Sheldon Dias, dopo aver inviato la lettera di disponibilità al Rettor Maggiore, don Ángel Fernández Artime, è stato

assegnato ai Salesiani del Gambia, nell’Ispettoria dell’Africa Occidentale Francofona (AFO).

Nato in una famiglia religiosa e impegnata – il padre è membro della “Legio Mariae”, la madre è Salesiana Cooperatrice – è stato fortemente supportato dai suoi cari nel suo percorso vocazionale religioso e missionario. Exallievo dell’istituto di Lonavla, è cresciuto negli ambienti salesiani e ha iniziato a pensare alla vita missionaria grazie all’esempio di un altro Figlio di Don Bosco.

«Ebbi modo di incontrare e di parlare con don Clifford Morias, un Salesiano missionario in Papua Nuova Guinea, e ne fui molto ispirato», ha confidato.

Nel suo recente passato c’è già stato un primo approccio al lavoro missionario, con il suo servizio nelle missioni salesiane

nello Stato del Gujarat, dove ha accompagnato i ragazzi tribali. Ha sperimentato il loro stile di vita e ha sentito che il contributo alla loro crescita è stata una delle esperienze più arricchenti della sua vita. E ora vuole dedicare tutta la sua vita al servizio dei giovani poveri. Un’altra e ben diversa terra di missione attende invece Nilesh Dodiyar, che il Rettor Maggiore ha assegnato ai Salesiani del Belgio. Questo chierico che pensava di farsi cappuccino e che si era avvicinato ad un Centro salesiano solo per apprendere l’inglese, ha dovuto poi cambiare idea, affascinato dal carisma di Don Bosco. Anche lui ha servito nelle missioni salesiane in Gujarat, ha terminato la formazione iniziale e ottenuta la licenza in Filosofia. Father Joaquim Fernandes

Fonte: Don Bosco India

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O NESTI

CITTADINI E BUONI CRISTIANI

Rep. Dominicana

L’educazione salesiana trasforma la vita: parola di Ministro dell’Educazione insieme alla sua famiglia a Santo Domingo, proveniente da Bonao, e venne iscritto in seconda elementare. «Avevo gravi problemi di apprendimento, ero molto solitario…» prosegue.

(ANS – Santo Domingo)

Oggi è Ministro dell’Educazione e in questa veste promuove programmi per la crescita e lo sviluppo di migliaia di bambini, adolescenti e giovani in tutto il Paese. Ma il suo percorso educativo non è stato semplice e per affrontarlo il ruolo dei Figli spirituali di Don Bosco è stato rilevante.

Lui è Andrés Navarro, Exallievo di Don Bosco, ancora oggi molto grato ai Salesiani. Con i quali, peraltro, continua a collaborare.

«La scuola Don Bosco mi ha aiutato a superare molti limiti che avevo all’epoca» racconta il Ministro. Era appena arrivato

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Fare i compiti era una vera sofferenza, nonostante l’aiuto dei genitori; l’autostima di Andrés rischiò di crollare quando suo fratello minore dapprima lo raggiunse e poi lo superò nel percorso scolastico. La trasformazione nell’uomo che oggi è in grado di presiedere assemblee e conferenze ebbe origine allora, in due ambienti: dentro casa, grazie alla madre, che per prima si è accorta dei suoi problemi e che per anni lo ha aiutato tutti i pomeriggi nel fare i compiti; e poi al Centro salesiano, dove da un lato i Figli spirituali di Don Bosco lo accompagnavano con pazienza e indirizzavano la famiglia verso le corrette terapie, e dall’altro i suoi amici dell’oratorio e centro-giovanile lo sostenevano nel vincere la sua personale battaglia contro la timidezza e i problemi dell’apprendimento.

«Io non volevo mai stare al centro dell’attenzione. Non riuscivo proprio a parlare, mi si seccava la gola, non mi usciva la voce – racconta ancora il Ministro. – Ma ebbi la fortuna di trovare un gruppo di ragazzi che non mi prese in giro, anzi: mi sostenevano, mi applaudivano dopo i miei sforzi, mi davano la possibilità di ripartire… Oggi la gente crede che per me sia sempre stato facile parlare in pubblico, invece è una competenza che ho faticato molto ad acquisire». Grazie a tutti questi sforzi, alla fine Andrés si è diplomato con ottimi voti «e sono diventato anche uno studente universitario con un alto rendimento accademico» aggiunge. Oggi, nei suoi incontri nelle scuole, incoraggia sempre i bambini in difficoltà e le loro famiglie, memore della sua esperienza.

«Non ci sono bambini stupidi – afferma . Anch’io all’epoca potevo sembrare un bambino stupido, se non fosse stato per


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mia madre e per la scuola salesiana».

Da Ministro dell’Educazione, Andrés Navarro torna volentieri nella sua vecchia scuola. L’ultima volta è stata nello scorso settembre, quando ha consegnato agli allievi dell’Istituto i primi computer forniti dallo Stato, nell’ambito del programma “República Digital”, un modello di co-gestione degli Istituti educativi salesiani.

«Abbiamo siglato un accordo tra Ministero dell’Educazione e Salesiani, in base al quale la maggior parte dei loro Centri sono divenuti pubblici. Questo ci permette di elevare la qualità dell’insegnamento grazie alla competenza dei Salesiani» conclude infine il Ministro; che proprio in occasione della consegna dei computer presso l’Istituto Don Bosco aveva manifestato il suo sogno: che tutte le strutture scolastiche della Repubblica Dominicana possano essere permeate dell’impegno che hanno i Salesiani per i bambini, i giovani e la scuola.

Fonti: Red De Noticias, El Caribe

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Etiopia

Il Presidente del Consiglio italiano Conte premia due exallievi

(ANS – Addis Abeba)

Amaniel e Demelash oggi sono due giovani di successo, presi a modello da tanti ragazzi svantaggiati più giovani di loro.

Ma non è stato sempre così: nel loro passato ci sono state molte difficoltà, che hanno potuto superare grazie all’impegno profuso dai Salesiani e dal Volontariato Internazionale per lo Sviluppo (VIS) nel progetto “Bosco Children”, e poi grazie alle abilità che hanno manifestato al corso di formazione “TechPro2”.

A riconoscimento dei loro sforzi, venerdì 12 ottobre, il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano, Giuseppe Conte, li ha incontrati ad Addis Abeba, insieme al salesiano don Angelo Regazzo, e li ha premiati.

Il dott. Conte, in visita in Etiopia ed Eritrea per incontrare i leader politici di entrambi i Paesi, ha avuto modo di trovarsi con don Regazzo e i due giovani etiopi presso le strutture dell’ “AMCE”, la filiale etiope dell’azienda italiana di autoveicoli commerciali “IVECO”.

In quell’occasione ha potuto toccare con mano i progressi nello sviluppo della collaborazione tecnico-professionale tra i due Paesi – a cui collaborano anche i Salesiani – e ha ammirato il primo automezzo completamente assemblato in 46

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Etiopia con materiali provenienti dall’Italia. Quindi ha dato il giusto riconoscimento ai due giovani etiopi che negli anni scorsi hanno frequentato il programma di recupero per ragazzi in condizione di strada “Bosco Children” e successivamente il progetto “TechPro2”, realizzato da “Fiat Chrysler Automobiles”, “CNH Industrial” e opere salesiane. Classificatisi primi nei loro corsi, Amaniel e Demelash oggi lavorano con profitto nel

settore auto-meccanica e sono stati richiamati dai Salesiani per la premiazione da parte del dott. Conte e per parlare ai giovani che attualmente frequentano il “Bosco Children”. A margine dell’incontro, infatti, Amaniel ha raccontato ai ragazzi come la sua vita sia stata trasformata grazie alle opportunità fornitegli e li ha esortati a fare altrettanto.

Da parte sua don Regazzo ha sottolineato


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CRISTIANI

il valore dell’investimento nella formazione professionale per aiutare i giovani africani, specie quelli più bisognosi, ad avere opportunità nelle loro terre e a non rischiare l’avventura dell’emigrazione illegale.

Raccontando sulla propria pagina Facebook quanto compiuto nella sua visita in Etiopia ed Eritrea il Primo Ministro Conte ha scritto: «È stata anche l’occasione per premiare due studenti che hanno partecipato al progetto Tech Pro2, una bellissima iniziativa che aiuta a togliere i ragazzi etiopi dalla strada e a insegnargli un mestiere… Sto toccando con mano in questi due giorni le grandi potenzialità di queste terre».

E ha concluso: «Lo sviluppo sociale ed economico dell’Africa è fondamentale per la stabilità internazionale e per combattere le cause più profonde dell’immigrazione».

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Tailandia

Ogni chicco di caffè può raccontare una storia! Tre amori: Don Bosco - Caffè - Giovinezza povera

Chiang Mai, Thailandia, settembre 2018

Più di 20 anni dopo essersi diplomato alla scuola tecnica Don Bosco a Bangkok, Phaisan, da un ambiente familiare piuttosto povero, è fonte d'ispirazione per molti ex allievi salesiani di tutto il mondo.

I suoi cinque anni di esperienza come "specialista del caffè" a Chiang Mai offrono un modello meraviglioso per migliaia di bosconiani Ex allievi di Don Bosco in tutto il mondo, che sono grati per l'educazione ricevuta e cercano di esprimere la loro gratitudine con una missione concreta per la generazione più giovane.

Questa è la straordinaria storia di Mr Phaisan con tre grandi amori: Don Bosco - Caffè - Poveri giovani, ed è visibile in ognuno dei suoi punti vendita DiBosco Coffee - due a Chiang Mai (Tailandia), uno a Auckland (Nuova Zelanda) e due a Londra (Inghilterra). Alla periferia di Chiang Mai è possibile vi-

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sitare e godersi il negozio specializzato in caffè DiBosco, la sua Espresso Academy (Centro di formazione professionale) con una grande catena di sostenitori.

Come parte della sua continua esperienza di apprendimento, il signor Phaisan ha viaggiato due volte in Italia, prima in pellegrinaggio a Don Bosco (Becchi - Valdocco) e poi a Firenze, per ottenere un certificato internazionale specializzato in caffè (2017).

Come ex allievo di Don Bosco, il signor Phaisan è profondamente innamorato del santo italiano. Nella sua caffetteria è possibile ammirare la riproduzione a muro della casa dei Becchi (“Questa è la mia casa”) e una versione del modello 1:1 è già prevista per la costruzione.

Come amante del caffè, afferma che «controlliamo l'intero processo dalla pianta del caffè fino alla tavola, dalla raccolta alla tostatura e alla fermentazione. Controlliamo ogni processo


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con le macchine e le capacità umane del nostro team, garantendo una qualità costante. I nostri prodotti sono stati riconosciuti da hotel a cinque stelle, caffè e cinema. Il nostro caffè è stato testato da un team barista internazionale e selezionatore. Abbiamo il nostro laboratorio e sala da coppa per mantenere la qualità del nostro caffè».

Il signor Phaisan ha aperto l'Accademia dell'Espresso, seguendo gli standard italiani, a Chiang Mai, vicino a una delle più grandi regioni produttrici di caffè della Tailandia. È la sua risposta ai giovani bisognosi. Brevi corsi sono offerti a tutte le start-up (due giorni di teoria e il tempo necessario per le abilità pratiche). La squadra è composta da 10 giovani, molti dei quali provengono dalla zona montuosa della provincia di Mae Hong Son, vicino a Chiang Mai.

Fr Philip Somchai, SDB

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Papua Nuova Guinea

Questo ti farà andare avanti

Ex-allievo salesiano, Raymond Pythia nasce il 29 gennaio 1978. Frequenta la scuola tecnica Don Bosco, Gabutu (199194), e completa un corso tecnico in carpenteria. Viene da Bougainville, Manus e la provincia del Golfo. Condivide la sua storia e l'impatto che la spiritualità e il sistema salesiano hanno avuto nella sua vita.

Raymond ha una moglie amorevole e quattro belle figlie. La fiducia è il segno distintivo della sua relazione. Deve questo alla sua fede cattolica e ai valori che ha imparato in chiesa e a scuola e che mette in pratica. «La nostra relazione è basata sull'impegno totale e non abbiamo la tensione di spiare ciò che fa l'altro», dice Raymond commentando il suo matrimonio. «C'è molta comprensione, sostegno e incoraggiamento nel nostro matrimonio», afferma Raymond con orgoglio.

Crescere non è stato facile. Ken Pythias, suo padre, un imprenditore, gestisce un'attività di grande successo. Tuttavia, muore in un incidente stradale a causa del consumo di alcol. Raymond ha solo sette anni e studia al Grade 2.

La morte di suo padre ha pesanti conseguenze su di lui, suo fratello e sua madre. Raymond confessa di aver bevuto molto mentre era giovane. Tuttavia, rendendosi conto che non è stato a vantaggio di se stesso o della sua famiglia, rinuncia a 50

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bere e non tocca una goccia di alcol dal 2010. «Ha salvato me e la mia famiglia da un sacco di crisi inutili», ha detto.

Sua madre, un genitore single, è costretta a vendere la loro casa per pagare le tasse scolastiche. Più tardi, si risposa con un uomo molto affettuoso, Jack Sion, giornalista di professione. Lui si prende cura e sostiene tutti loro. Il suo lavoro lo porta in diversi luoghi e la famiglia si trasferisce da un posto all'altro fino a quando finiscono a casa del nonno a Kaugere, un noto villaggio vicino alla scuola tecnica Don Bosco, Gabutu. Ricordando i momenti trascorsi al Don Bosco, Raymond sottolinea i valori che ha appreso mentre era lì. Dice: «Ci hanno insegnato e fatto fare cose che non abbiamo mai imparato prima. Ci hanno mostrato un modo di vivere e ci hanno insegnato l'impegno. Disciplina e ge-

stione del tempo sono stati elementi importanti. È stata evidenziata l'obbedienza ai salesiani, agli istruttori e agli insegnanti».

«Don Bosco ci ha dato una seconda possibilità. L'85% degli studenti era fuori dalle scuole governative non avendo ottenuto i voti richiesti. Questa è stata la mia occasione, altrimenti la mia vita si sarebbe incasinata», ha detto Raymond. Ricorda con affetto le parole di p. Felix Furlan sdb, «Senti, questo ti farà andare avanti». Aveva una profonda opinione su di lui. Dopo aver completato gli studi a Don Bosco, Raymond riceve una borsa di studio per studiare in Australia. Sceglie di studiare tecnologia alimentare. Nella sua mente c'è soprattutto la mancanza di cibo nella comunità. «Volevo imparare a cucinare cibi buoni e nutrienti», dice Ray-


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CRISTIANI

mond. Dopo aver trascorso diversi anni lavorando negli alberghi di Brisbane, torna in Papua Nuova Guinea per allenarsi, guidare gli altri e restituire al suo paese le sue conoscenze e abilità. Studia poi direzione, lavora con diverse competenze, e come responsabile del magazzino e della logistica presso Paradise Foods per cinque anni.

Oggi è il manager della Loggia 10 e si occupa dei profughi che una volta erano dislocati a Manus Island e attendono il loro ingresso negli Stati Uniti d'America. «Finora, 118 sono partiti per l'America. Attualmente ce ne sono 83», dice orgoglioso Raymond. Ogni giorno, trascorre almeno 5 o 10 minuti con ciascuno di essi. Ascolta le loro storie e chiede della loro casa e famiglia. «Hanno subito un sacco di dolore e difficoltà. Cerco di rendere le loro vite il più confortevole possibile», ha affermato.

Dio svolge un ruolo importante nella sua vita e riconosce che tutto viene da Dio. «Il mio tempo in Don Bosco è stato illuminante. Le vite di Don Bosco, Domenico Savio e dei santi mi hanno motivato e ispirato. I salesiani mi hanno sempre incoraggiato ad avvicinarmi e aiutare gli altri. Il nostro valore e le classi religiose mi hanno motivato in tenera età. Invecchiando, chiedo al Signore la forza di raggiungere le persone che hanno bisogno di aiuto o di guida», ha detto Raymond. Fr Ambrose Pereira sdb

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Austria

“Il commercio equo dovrebbe essere la norma non l’eccezione”

(ANS – Vienna)

Dario Soto Abril è un exallievo salesiano, attualmente alla guida di “Fairtrade International”, l’organizzazione no profit responsabile del Marchio di Certificazione del commercio equosolidale “FAIRTRADE”. Lo scorso 12 ottobre, mentre si trovava a Vienna per il 25° anniversario di “Fairtrade Austria”, ha rivolto un messaggio d’incoraggiamento a tutto il movimento di religiosi e di laici che s’ispira a Don Bosco.

Come ha raccontato a Reinhard Heiserer, Direttore dell’ONG collaboratrice dei salesiani in Austria “Jugend Eine Welt-Don Bosco Aktion Österreich” (JEW), il dott. Soto ha frequentato l’Istituto Salesiano “San Pedro” di Cartagena, in Colombia. Lì ha conseguito il diploma di scuola superiore, ma soprattutto ha ricevuto un’educazione e un sostegno che sono stati fondamentali per la sua carriera. Per questo oggi ricorda gli anni presso il Centro

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salesiano con grande gratitudine. Parlando delle iniziative portate avanti dalla “Fairtrade International”, il dott. Soto ha spiegato che spesso gli agricoltori e i lavoratori dei Paesi in via di sviluppo che producono beni come caffè, cacao, zucchero o fiori non ottengono il giusto compenso per il loro lavoro. Ecco perché Fairtrade ha introdotto un approccio alternativo al commercio convenzionale e riesce a raggiungere oggi i consumatori di oltre 130 Paesi.

Inoltre attualmente oltre 1,6 milioni di produttori e di lavoratori di 73 Paesi diversi ricevono regolarmente un “premio Fairtrade” da investire in progetti di loro scelta per migliorare la produttività delle colture, l’istruzione o la salute.

«I piccoli agricoltori e i produttori locali possono sopravvivere solo se ottengono prezzi equi per i loro prodotti e se si ha un’economia equa», ha affermato il re-

sponsabile di Fairtrade International. Per questo egli ha anche invitato tutti i membri del vasto movimento di persone che s’ispira a Don Bosco a sostenere, nelle proprie scelte di acquisto, il commercio equo e solidale.

“Jugend Eine Welt” sostiene da sempre “Fairtrade”.

Per questo il Direttore Heiserer ha dichiarato: «Trovo davvero strano che oggi ci siano prodotti etichettati come provenienti dal commercio equo e solidale. Il commercio equo dovrebbe essere la norma, non l’eccezione! Noi di JEW siamo dell’idea che un giorno si debba arrivare ad avere prodotti con un’etichetta che certifichi: “attenzione – prodotto da commercio non equo” legato al lavoro minorile, alla schiavitù o ad altre violazioni dei diritti umani o all’inquinamento. Nel frattempo, sarebbe bello se sempre più produttori locali legati al mondo salesiano aderissero al sistema Fairtrade».


S TATUTO

MONDIALE

Statuto della Confederazione Mondiale Præit ac tuetur / Ci precede e ci protegge Roma, 5 dicembre 2015

Capitolo VII Doveri e Compiti dei Membri della Presidenza Confederale Mondiale Art. 22 - Il Presidente Confederale Mondiale

a) Esercita la rappresentanza legale della Confederazione. b) Cura i rapporti con i superiori della Società di san Francesco di Sales e i responsabili dei gruppi della Famiglia Salesiana, Autorità, Organismi internazionali e verso terzi. c) Convoca l’Assemblea Generale Mondiale, altri eventi internazionali, la Presidenza Confederale e la Giunta esecutiva, presiedendoli anche per mezzo di rappresentanti. d) Indice i Congressi Mondiali, Continentali e Internazionali autorizzati dall’Assemblea Generale Mondiale, presiedendoli direttamente o per mezzo di rappresentanti. e) Cura il collegamento con tutte le Federazioni Nazionali e con i loro rappresentanti. f) Conferisce motu proprio o su proposta della Presidenza Confederale Mondiale o delle Federazioni Nazionali, particolari segni di benemerenza ad Exallievi ed Exallievi, a Salesiani o ad altri che si siano distinti per speciali meriti verso il Movimento e l’Associa-

zione (Socio onorario, distintivo di benemerenza con diploma, medaglie, diplomi di fedeltà). g) Propone al Rettor Maggiore la promulgazione congiunta dello Statuto della Confederazione Mondiale come approvato dall’Assemblea Mondiale e vigila sulla sua applicazione. h) Cura l’unità, unitamente alla Presidenza Confederale, la corresponsabilità, lo spirito d’iniziativa e i grandi orientamenti che assicurino un sano esercizio degli impegni laicali degli Exallievi, privilegiando l’animazione dei giovani. i) Esplica le attività inerenti al suo mandato in stretta collaborazione con la Giunta Esecutiva Confederale preventivamente consultata. j) Presiede le riunioni della Presidenza Confederale Mondiale e della Giunta Esecutiva Confederale Mondiale.

Art. 23 - I Vice Presidenti Confederali Mondiali

a) Sostituiscono il Presidente in sua assenza. b) Ricevono dal Presidente e dalla Giunta Esecutiva Confederale in-

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S TATUTO

MONDIALE

carichi specifici, particolarmente nell’ambito dell’animazione, in determinate zone. Tali incarichi vengono adempiuti attraverso le strutture organizzative ivi esistenti. c) Possono avvalersi di esperti per studiare e proporre agli Exallievi progetti culturali, sociali, ecclesiali tenendo presente la prioritaria attenzione verso i giovani. d) Coadiuvano il Presidente nel favorire l’unità e la comunione di tutte le Federazioni con la Presidenza Confederale. e) In particolare il Vice Presidente GEX anima l’attività del settore GEX in comunione con i Consiglieri Regionali.

Art. 24 - I Consiglieri Regionali

a) Sono i testimoni, gli animatori e i punti di riferimento della Confederazione nelle Regioni di riferimento. Costituiscono la rete regionale della Confederazione e promuovono una stretta comunicazione e comunione con le Federazioni della sua Regione. Agiscono di comune accordo con la Presidenza Confederale Mondiale. b) Ricevono compiti specifici dalla Presidenza Confederale, specialmente per la missione d’animazione nelle loro rispettive Regioni, avvalendosi degli organismi e le risorse esistenti. c) Possono ricorrere all’aiuto di esperti nello studio e nella preparazione di proposte a beneficio dei progetti culturali, sociali ed ecclesiali di Exallievi nelle loro rispettive regioni, con speciale attenzione ai bisogni della gioventù. d) Assistono il Presidente ed i Vicepresidenti Confederali Mondiali Adulti nei loro sforzi per favorire l’unione e la comunione di tutte le Confederazioni e Federazioni Nazionali o Ispettoriali con i membri della Presidenza Confederale Mondiale. e) Assistono le Federazioni Nazionali e Ispettoriali nelle rispettive Regioni, insieme a tutti i membri della Presidenza Confederale Mondiale, nel lavoro d’animazione degli Exallievi di Don Bosco. f) Nel caso in cui il Consigliere regionale non potesse svolgere il suo servizio lo indicherà per iscritto alla Presidenza Confederale Mondiale. In caso contrario, la Giunta Esecutiva Confederale Mondiale procederà a effettuare una verifica del servizio svolto e presenterà il risultato ai membri della Presidenza Confederale Mondiale alla fine di cooptare un’altra persona.

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Art. 25 - Il Delegato Confederale Mondiale

a) È il rappresentante del Rettor Maggiore della Società di San Francesco di Sales e l’animatore spirituale della Confederazione Mondiale, in particolare della Presidenza Confederale Mondiale e della Giunta Esecutiva Confederale Mondiale. Attua tale animazione con interventi epistolari, contatti personali e visite in cui studia le diverse situazioni locali di vita e di lavoro. b) Anima la formazione permanente degli Exallievi di Don Bosco, con particolare attenzione a quelli giovani. Tutto ciò lo fa insieme ai Consiglieri Regionali nelle loro Regioni e ad altri laici qualificati. c) Cura pubblicazioni e sussidi per la formazione e l’animazione spirituale e culturale degli Exallievi ed Exallieve, e in particolare dei membri della Presidenza Confederale. d) Informa il Rettor Maggiore della Società di San Francesco di Sales ed il Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana sull’andamento sia della Confederazione Mondiale sia delle diverse Confederazioni e Federazioni Nazionali, Ispettoriali o Regionali. e) Riceve gli orientamenti dal Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana, responsabile della Famiglia Salesiana. f) È membro di diritto della Commissione elettorale per il rinnovo della Presidenza Confederale Mondiale.

Art. 26 - Il Segretario Generale Mondiale

a) È un membro eletto della Presidenza Confederale Mondiale. In difetto deve essere cooptato dalla Presidenza Confederale Mondiale ed in tale fattispecie non ha diritto di voto. b) Può proporre alla Presidenza Confederale Mondiale la nomina di uno o più segretari aggiunti affinché ricevano l’approvazione. c) È responsabile della Segreteria della Confederazione Mondiale. d) Cura buone relazioni pubbliche con i responsabili degli altri gruppi della Famiglia Salesiana e con altre organizzazioni. e) Annualmente, unitamente al Presidente, redige un rapporto progettuale e lo presenta alla riunione della Presidenza Confederale Mondiale. f) Collabora alla predisposizione dell’Ordine del Giorno per le riunioni della Presidenza Confederale Mondiale e del Consiglio Esecutivo Confederale Mondiale.


S TATUTO

g) Redige verbali di tutte le riunioni e li invia, entro 30 giorni, ai membri presenti e a quelli che hanno giustificato la loro assenza, curando ogni necessaria traduzione. h) È responsabile degli atti e dei verbali e li presenta per l’approvazione. i) Cura tutto ciò che è necessario per l’efficiente funzionamento della Segreteria. j) È responsabile dell’archiviazione d’ogni evento e di ogni informazione ricevuta dalle Federazioni Nazionali e Ispettoriali e altri gruppi riconosciuti. k) È responsabile dell’organizzazione e dell’aggiornamento di un database (mondiale) di indirizzi dei membri delle Federazioni Nazionali e Ispettoriali e dei gruppi riconosciuti. l) È responsabile della creazione e dell’aggiornamento della lista delle Federazioni Nazionali e Ispettoriali riconosciute, delle Associazioni Locali e dei gruppi riconosciuti, e di pubblicare questa lista ogni anno. m) Inizia, sei mesi prima dell’Assemblea Mondiale, le procedure per le elezioni, annunziando la data delle elezioni a tutti i presidenti Nazionali od Ispettoriali, richiedendo i dossier per le candidature. n) È responsabile della adeguata organizzazione della Confederazione Mondiale. o) È il Presidente della Commissione Elettorale per il rinnovo della Presidenza Confederale Mondiale, nel caso in cui egli non sia candidato alla Presidenza. p) Qualora il Segretario Confederale sia candidato alla Presidenza Confederale Mondiale, la Giunta Esecutiva Confederale Mondiale nominerà un altro Presidente della Commissione Elettorale.

Art. 27 - Il Tesoriere Confederale Mondiale

a) È un membro eletto della Presidenza Confederale Mondiale. In difetto deve essere cooptato dalla Presidenza Confederale Mondiale ed in tale fattispecie non ha diritto di voto. b) È responsabile, unitamente al Presidente della Confederazione Mondiale, delle finanze della Confederazione. c) Può proporre la creazione di un comitato finanziario per la soluzione di specifiche problematiche.

MONDIALE

d) È responsabile del conto bancario della Confederazione Mondiale unitamente al Presidente Confederale Mondiale e al Segretario Generale Mondiale, ed è altresì autorizzato ad effettuare movimenti finanziari sul conto. Ogni movimento, a pena d’invalidità, risulterà controfirmato da almeno 2 dei 3 responsabili di conto sopra declinati. e) Redige il preventivo annuale e il bilancio annuale e li presenta alla riunione della Presidenza Confederale per controllo e approvazione. f) Mantiene aggiornata la registrazione dei conti. g) È responsabile di tutti i beni della Confederazione Mondiale e prepara un inventario annuale, che manda al Presidente Confederale Mondiale. h) Si assicura che le spese straordinarie non contemplate nel preventivo annuale siano specificatamente approvate dalla Giunta Esecutiva Confederale Mondiale e ne cura annualmente la relativa rendicontazione. i) Raccoglie i contributi economici annuali delle Confederazioni e Federazioni Nazionali e Ispettoriali/Regionali nel mese di gennaio, in seguito all’invito ad adempiere a tale pagamento.

Art. 28 - Segretario Esecutivo

Qualora l’Associazione proceda all’assunzione di un Segretario Esecutivo, a costui saranno delegate le funzioni tecniche attualmente attribuite al Segretario e al Tesoriere Confederale che rimangono responsabili di esse. Il predetto sarà altresì a supporto dei progetti operativi della Presidenza Confederale Mondiale.

Art. 29 - Auditor interno

La Presidenza Confederale Mondiale nominerà un auditor interno, al di fuori di Essa, che annualmente procederà alla verifica dei conti e dei processi della Confederazione, rendicontando alla Presidenza Confederale Mondiale.

(Continua nel prossimo numero)

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C ALENDARIO SALESIANO GENNAIO

8 - Beato Titus Zeman 15 - Beato Luigi Variara 22 - Beata Laura Vicuña 24 - San Francesco di Sales 30 - Beato Bronislao Markiewicz 31 - San Giovanni Bosco

FEBBRAIO

7 - Beato Pio IX 9 - Beata Eusebia Palomino 25 - SS. Versiglia e Caravario

EX ALLIEVI Newsflash

Periodico di attualità religiosa e sociale della Confederazione Mondiale degli Exallievi ed Exallieve di Don Bosco

Direzione e Redazione Ex Allievi Newsflash Opera Salesiana Teresa Gerini Via Tiburtina, 994 - 00156 Roma (Italia) tel. (+39) 06.409.003 Internet: www.exallievi.org E-mail: newsflash@exallievi.org

Casa Generalizia Sede Centrale Salesiana Via Marsala, 42 - 00185 Roma (Italia) tel. (+39) 06.656.121 Centralino Fax (+39) 06.656.12.556 Internet: www.sdb.org E-mail: rmg@sdb.org

Direzione e Coordinamento redazionale Pierluigi Lazzarini (pierluigi.2208@tiscali.it)

IL NOSTRO NUMERO DI CONTO

Segretaria di Redazione Veronica Messano

Nome: Confederazione Mondiale Exallievi ed Exallieve di Don Bosco Bank: Banco Posta Collaboratori di questo numero Don Ángel Fernández Artime sdb, Sophie Astles, Emanuela Carnevale, Indirizzo: Roma, Italia don Pascual Chàvez sdb, don Charles Cini sdb, Joaquim Fernandes, Vito Gentili, IBAN: IT53 0076 0103 2000 0004 3261 007 Bryan Magro, Chihiro Okawa, Salvatore Ortu, don Ambrose Pereira sdb, SWIFT Code: BPPIITRRXXX Alberto Piedade, Guilhermino Pires, don Jayapalan Raphael sdb, Bank Account Number: 43261007 Gian Francesco Romano, Daniela Scherrer, don Philip Somchai sdb

Foto/immagini e Fonti Archivio Ag. ANS, AustraLasia, Don Bosco India, El Caribe, Red De Noticias, Salesiani GBR

La Rivista trimestrale (Italiano, Inglese, Spagnolo, Francese e Portoghese)) è consultabile sul sito ufficiale www.exallievi.org in queste scadenze: 25 DICEMBRE (Santo Natale); PASQUA DI RESURREZIONE; 24 GIUGNO (nascita degli Ex Allievi); 5 OTTOBRE (Beato Alberto Marvelli)

Traduzioni

Ag. ANS - Veronica Messano

Ag. ANS - Nisaury Ventura

Ag. ANS - Redazione

Ag. ANS - Nisaury Ventura

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