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EXALLIEVI NEWSFLASH

CONFEDERAZIONE MONDIALE DEGLI EXALLIEVI E DELLE EXALLIEVE DI DON BOSCO

ANNO 7 - NUMERO 29 - PASQUA 2018

Periodico di attualità religiosa e sociale della Confederazione Mondiale degli Exallievi ed Exallieve di Don Bosco Edizione italiana

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LA VOCE DEL RETTOR MAGGIORE: PASQUA A PALABEK

IL DELEGATO MONDIALE: NATO PER SERVIRE

6 BUONA

PASQUA

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SALUTO DEL PRESIDENTE

CON DON BOSCO

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99 ANNI DI RICORDI PER DON DI MAURO

GIORNATE DI SPIRITUALITÀ DELLA FAMIGLIA SALESIANA


LA VOCE DEL RETTOR MAGGIORE Pasqua a Palabek

I salesiani di Don Bosco sono arrivati nel Campo per Rifugiati di Palabek in Uganda. In questo luogo di sofferenze e di segreti eroismi, facciamo risuonare più forte che mai l’annuncio della Risurrezione di Gesù.

Miei cari amici, nella Pasqua del 1846 don Bosco inaugurava la povera cappella Pinardi, che era poco più di una baracca. Nella Pasqua del 2018, i salesiani di Don Bosco celebrano sotto un tendone nel campo profughi di Palabek in Uganda.

In questo campo, migliaia e migliaia di rifugiati sudanesi, quasi due terzi dei quali bambini, vivono in condizioni deprecabili a causa di un vergognoso fallimento della comunità internazionale per finanziare gli sforzi di rifugiati in Uganda, un paese che ha continuato a accogliere i disperati in fuga dalla morte e dalla fame, nonostante le risorse limitate. I paesi più ricchi del mondo si sono tranquillamente dimenticati dei sudanesi. Don Bosco, no. E il grande albero della Famiglia Salesiana ha steso i suoi rami anche a Palabek.

In tutto il nord Uganda ci sono circa 1.200.000 rifugiati, per lo più sud-sudanesi. Con migliaia di nuovi arrivi ogni giorno, l'Uganda sta affrontando una delle più grandi crisi di rifugiati del mondo. Nel mese di marzo del 2016 i primi rifugiati hanno iniziato ad arrivare sul campo di Palabek, a 77 km. da Gulu, la più grande città del nord Uganda, e 340 chilometri da Kampala, la capitale.

Conoscendo la situazione, l'Ispettore della Provincia Salesiana dell'Africa-Grandi Laghi ha visitato il campo e me ne ha parlato. Ho chiesto a un membro del Dicastero delle Missioni di andare a vedere la possibilità di iniziare là una presenza salesiana. Poiché se c'erano bambini, adolescenti e giovani sfollati, quello doveva essere il nostro posto come figli di Don Bosco. Lui l'avrebbe fatto.

Oggi ci sono circa 36.000 rifugiati nel campo di Palabek. L'86% di loro sono donne, bambini e tantissimi adolescenti. Molto pochi sono gli anziani. Ancora una volta voglio sottolineare che sono le donne, la maggior parte di loro madri, che sopportano il peso di sforzi e sacrifici immani. Sono loro che "salvano" la vita reale da ogni giorno dei loro figli.

Come Joyce. A soli 37 anni, ha visto tutto. Ha fissato l'abisso della crudeltà umana e ha vissuto per raccontare la storia. A settembre 2016, i soldati hanno preso d'assalto la sua casa a Kajo Keji, nel Sud Sudan, che ha condiviso con suo marito e i loro figli. Hanno legato le braccia di suo marito dietro la sua schiena e lo hanno pugnalato più volte fino a che non è morto.

Madre single con nove figli da nutrire, Joyce ha deciso di scappare, per sfuggire alla violenza nella sua terra natale. Così si è unita alle centinaia di migliaia di sudanesi che fuggivano verso sud in Uganda.

Grazie all’eroismo di queste donne e madri, siamo felici e onorati di prenderci cura dei loro figli. Figli di don Bosco abbiamo incominciato a guardare avanti. Per il futuro saranno necessarie scuole materne, scuole primarie, centri di formazione professionale e professionale, oratori e centri giovanili salesiani. Vedremo quali misure possiamo prendere e, ci affiancheremo ad altre persone e istituzioni, ma non ci tireremo indietro. Il 31 gennaio i Salesiani di Don Bosco collocarono il loro tendone, nel campo di Palabek. Anima della comunità è don Lazar Arasu e con lui altri 2


tre salesiani, tutti missionari, provenienti dal Venezuela e dall'India. Altri tre giovani africani sdb si stanno preparando per far parte di questa nuova presenza a settembre.

Qualcuno chiederà se siamo "atterrati" con qualche mega-costruzione. No. Abbiamo iniziato vivendo semplicemente con loro, condividendo la loro vita, camminando e faticando con loro per cercare il modo di migliorare la situazione. Impegnandoci in modo speciale per l’educazione e la preparazione alla vita dei tanti bambini e adolescenti, accompagnandoli anche nel loro cammino di fede. In gran maggioranza sono cristiani.

Figli di don Bosco abbiamo incominciato a guardare avanti. Per il futuro saranno necessarie scuole materne, scuole primarie, centri di formazione professionale e professionale, oratori e centri giovanili salesiani. Vedremo quali misure possiamo prendere e, ci affiancheremo ad altre persone e istituzioni, ma non ci tireremo indietro.

Stiamo già iniziando a cercare il supporto materiale per animare liturgicamente le diverse comunità che si formeranno, perché non dimentichiamo che 36.000 persone equivalgono a centinaia di villaggi e piccole città in molti posti del mondo. E Palabek è un'autentica città mobile, di tende e capannoni. I cattolici hanno fatto un gesto di generosità donando sei grandi appezzamenti di terra per la costruzione di cappelle e opere educative per bambini e giovani. Anche la piccola casa in cui vivono padre Arasu e gli altri missionari è stata fatta dai profughi del campo. Per quanto riguarda il cibo, il salesiano don Lasarte dice: «Non sono i Salesiani che distribuiscono cibo, ma i rifugiati che sostengono i Salesiani e offrono il loro cibo ai nuovi amici e pastori».

Con tutto il nostro entusiasmo, prepareremo i catechisti per l'animazione e l'accompagnamento di queste diverse comunità cristiane; cercheremo e prepareremo i giovani che possano animare vari oratori poiché, fortunatamente, la vita va avanti e deve essere piena di gioia, speranza e motivi per vivere ogni giorno.

Dobbiamo pensare a formare e abilitare gli insegnanti per le scuole e gli istruttori per la formazione professionale. Fortunatamente, non siamo soli e ci sono già alcuni laici nel campo profughi che stanno lavorando con questo obiettivo. Siamo consapevoli che insieme, a poco a poco, possiamo fare molto per dare dignità alla vita di così tante migliaia di sfollati. Siamo consapevoli che non siamo soli e che centinaia di persone di tutto il mondo ci aiuteranno e “coopereranno” con noi.

Don Bosco è venuto a Palabek in Uganda con i piedi le mani e il cuore dei suoi Salesiani, e annuncia ai poveri crocifissi dalla violenza e dalla brutalità di questo mondo che sono chiamati alla certezza della Risurrezione, che sono amati da Dio e non abbandonati, e che si può costruire una civiltà di fratellanza umana e di giustizia. Il sorriso che vogliamo accendere a Palabek non scompaia mai. Buona Pasqua e Buona Risurrezione. Don Ángel Fernández Artime Rettor Maggiore

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IL DELEGATO MONDIALE Nato per servire

Mio caro exallievo, fratelli e sorelle,

Saluti nel nome di Don Bosco, nostro Padre e Ispirazione. Questo mese, marzo 2018, celebriamo il centenario della nascita del Beato Alberto Marvelli, un grande exallievo che ha incarnato lo spirito di Don Bosco nella sua vita e lo ha vissuto fino in fondo e diventa così un modello meraviglioso per tutti noi, ex allievi: essere veri figli e figlie di Don Bosco, degni dell’educazione e della formazione che abbiamo ricevuto attraverso i salesiani. Exallievo dell’Oratorio di Rimini, Italia e, come voleva Don Bosco, era un buon cristiano e onesto cittadino, impegnato nella Chiesa e nella società con un cuore salesiano. Cresce con una visione, portando san Domenico Savio e Pier Giorgio Frassati come i suoi modelli, scrivendo il progetto di vita nel suo diario già all’età di 17 anni.

Pietà profonda. Si è recato alla Messa quotidiana e ha portato altri alla Messa. La devozione mariana ed eucaristica sono state le colonne portanti della sua vita: «Che mondo nuovo mi si apre contemplando Gesù nel Santissimo Sacramento», ha scritto nel suo diario. «Ogni volta che ricevo la Santa Comunione, ogni volta che Gesù nella sua divinità e umanità entra in me, a contatto con la mia anima, risveglia in me idee sacre, una fiamma ardente e consumante, ma che mi rende così felice!». Responsabilità sociale e politica. Gli exallievi sono chiamati ad entrare nella vita sociale e politica con lo spirito di Don Bosco. Alberto ci mostra come e perché farlo. Ha seguito lo spirito di Don Bosco che, pur rimanendo lontano dalla politica, ha chiarito che il suo scopo era di fare del bene ai ragazzi poveri e abbandonati, dedicando tutte le energie non solo a renderli buoni cristiani per quanto riguarda la religione, ma anche a plasmare loro cittadini onesti in tutto ciò che riguarda la società civile. (Lettera al marchese Roberto d’Azeglio).

Parlando agli exallievi nel 1883, ha dichiarato: «Rispettiamo l’autorità debitamente costituita, siamo rispettosi della legge, paghiamo le tasse e andiamo avanti, chiedendo solo che siamo lasciati liberi di lavorare per il bene della gioventù e salvare le anime. Se necessario, entriamo anche in politica, ma in modo totalmente innocuo».

Prendendo lo spirito di Don Bosco nel fare del bene, Alberto divenne un leader nel movimento di Azione Cattolica. Più tardi entrò nella vita politica come candidato per la Democrazia Cristiana e fu riconosciuto da tutti come un cristiano impegnato. Non ha mai avuto delle divisioni. Anche il suo avversario comunista poteva dire: «Non mi importa se il mio partito perde, finché l’ingegnere Marvelli diventa sindaco».

Sto scrivendo da Timor Est, dove oggi incontro gli exallievi. Molti membri del Parlamento sono nostri exallievi. Che contributo meraviglioso possono dare per costruire la nazione, nell’essere rimasti buoni cristiani e cittadini.

Servire i più poveri. Noi, exallievi di Don Bosco, siamo chiamati ad essere i fari di Don Bosco e spendere le nostre vite per gli orfani e per i più poveri tra i poveri. Durante il suo colloquio con p. Sala, membro del Consiglio Generale, Don Bosco ha detto: «Qualunque cosa io abbia fatto, l’ho fatto per il Signore. Avrei potuto fare di più... I miei figli continueranno il lavoro». (DB, Vol. 7, Lenti, pagina 328). Alberto, infatti, portò avanti la missione di Don Bosco. Durante la seconda guerra mondiale divenne un apostolo tra gli sfollati e una vera fonte

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SALUTO DEL PRESIDENTE Carissimi Exallievi e Amici di Don Bosco,

Sono molto felice perché avete trovato il momento per leggere il nuovo Exallievi Newsflash. Sono grato che il progetto imperniato su Newsflash abbia successo, sia nella produzione e nella distribuzione che nei progetti che compongono il suo contenuto. È fondamentalmente un segno che la nostra comunità cresce, si sviluppa e siamo benedetti da Don Bosco.

Quest’anno, e in particolare il mese di marzo, ha rappresentato un momento importante per noi in quanto abbiamo commemorato il 110° anniversario della fondazione ufficiale degli Exallievi, come parte della Famiglia Salesiana. Nel 1908 infatti, grazie al Beato Filippo Rinaldi, la Confederazione Mondiale degli Exallievi ha approvato il suo primo Statuto.

Vi invito alla celebrazione e alla gioia del bellissimo anniversario e, allo stesso tempo, vi incoraggio a realizzare i sogni di Don Bosco, e ogni giorno diventare buoni cristiani e onesti cittadini.

Il nostro caro Don Bosco è salito agli onori degli altari nel 1934 in San Pietro, per opera di papa Pio XI, con la canonizzazione celebrata proprio il 1° aprile (a conclusione dell’Anno Santo della Redenzione). Ed anche allora era Pasqua! Esattamente lo stesso giorno che ricorre quest’anno. Con questo fantastico ricordo vi auguro una felice e gioiosa Pasqua salesiana. Con saluti cordiali e con la preghiera

Michal Hort Presidente

di provvidenza per i poveri. Era attento ai più poveri, quando era responsabile della ricostruzione della città di Rimini: «I poveri sono alle nostre porte» ha detto, «gli altri possono aspettare».

Vorrei invitare tutti voi a concentrarvi su questi tre valori del Beato Alberto Marvelli: crescere come buoni cristiani, per quelli di altre religioni, come persone incentrate su Dio; contributo alla società come cittadini onesti e leader politici; servire i più poveri, in particolare gli orfani. Don Bosco è nato per servire i più poveri e gli orfani. Il beato Alberto l’ha seguito come un vero figlio di Don Bosco. Posso invitare tutti gli exallievi ad essere attenti ai bisogni dei più poveri e degli orfani. Identifichiamo i veri orfani e troviamo i modi per rafforzarli e farli diventare a loro volta apostoli di Don Bosco per raggiungere altri orfani. Come figli di Don Bosco, tutti noi siamo NATI PER SERVIRE (NPS). Posso invitarvi a farne la nostra icona nella tradizione di Don Bosco. IL TUO SERVO, NATO PER SERVIRE don Jayapalan sdb Delegato, Roma

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EDITORIALE

Le Pasque “care” a Don Bosco Carissime Amiche ed Amici,

questo numero di Newsflash lo consideravamo “pasquale” per la sua cadenza trimestrale di composizione e distribuzione, ma abbiamo scoperto che quest’anno ben altri sono i motivi che ci allietano. Desideriamo così ricordare quanto e come la Famiglia Salesiana sia una famiglia pasquale. Pasquale per numerosi eventi storici, ma pasquale soprattutto nella propria spiritualità. 1 aprile 1788. A Capriglio, paese di circa 400 abitanti nella diocesi di Asti, nasce Margherita Occhiena, mamma di Don Bosco. Viene battezzata nello stesso giorno.

26 marzo 1826. Nessun fanciullo è ammesso alla prima Comunione se non a 12 o a 14 anni. Il parroco don Sismondo è piuttosto rigido; mamma Margherita spera in una eccezione. Esaudita! Giovanni non ha ancora 11 anni! Durante la Quaresima la madre lo porta ben tre volte a confessarsi. Il 12 aprile 1846, giorno di Pasqua, l’Oratorio, che si trova presso i Molini di Torino, si trasferisce definitivamente sotto una tettoia affittata da Francesco Pinardi, in Valdocco.

8 aprile 1849. Anche per Domenico Savio il giorno di Pasqua è quello della prima Comunione. Addirittura a 7 anni; impensabile per quei tempi.

1855. In diverse occasioni Don Bosco si reca nelle carceri della Generala a trovare i detenuti. In questo anno ottiene dal ministro Rattazzi il permesso di portarli in gita fino al Palazzo Reale di Stupinigi. È una Pasqua indimenticabile, trascorsa nella più grande gioia. Nella Pasqua del 1858 (4 aprile) Don Bosco è presente alla benedizione Urbi et Orbi sulla loggia di San Pietro, con la spalla... sotto i piedi del papa Pio IX!

Per Don Bosco le feste di Natale e di Pasqua hanno sempre meritato una preparazione speciale: durante queste festività organizza anche dei piccoli ritiri destinati a coltivare esclusivamente lo spirito per capire il senso della nascita di Cristo e la centralità della Resurrezione nella vita cristiana. Il messaggio pasquale che ogni anno invia ai suoi giovani è proprio rivolto a far sì che il volto della Chiesa rifletta la bellezza del volto del Signore, crocifisso e risorto nel giorno di Pasqua. Esorta i giovani a non dimenticarsi mai dell'insegnamento che deriva dalla Pasqua: «È con la Resurrezione di Gesù, la nostra Pasqua - sostiene - che noi uomini siamo in grado di comunicare le ragioni della speranza, cosicché l’ancoraggio della fede diventa garanzia di solidità personale e di solidarietà sociale».

Infine, ma è il ricordo ancora più bello: nel giorno di Pasqua del 1934 (1 aprile), a chiusura dell’Anno Santo della Redenzione Don Bosco viene solennemente canonizzato in San Pietro. La Chiesa non aveva mai fatto coincidere una canonizzazione con la Pasqua; Pio XI vuole che si faccia una eccezione. La cerimonia, sotto una grande pioggia, è trasmessa per radio. Il Santo Padre, che lo ha conosciuto personalmente in una visita all’Oratorio nell'ottobre del 1883, ricorda questi particolare nei discorsi in onore del novello Santo ed aggiunge che questo Anno Santo può dirsi anche “Anno Santo Salesiano”. Il cardinale Fossati, in un successivo discorso a circa 20mila pellegrini, rammenterà la definizione del Sommo Pontefice che quel giorno è proprio «Una Pasqua Salesiana!». A tutti gli Exallievi ed Exallieve di Don Bosco auguriamo che la lettura della nostra Rivista possa rappresentare il miglior viatico per una felice Pasqua di Resurrezione. Pierluigi Lazzarini 6


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G IUNTA MONDIALE

LA GIUNTA MONDIALE INAUGURA IL NUOVO UFFICIO

Opera Salesiana Teresa Gerini Via Tiburtina, 994 - 00156 Roma (Italia) tel. +39 06 409 003

La Confederazione mondiale degli Exallievi di Don Bosco ha una nuova sede centrale. Siamo in un ampio ufficio all’Istituto Salesiano “Teresa Gerini”, che condividiamo con altri due gruppi della Famiglia Salesiana. Il 16 dicembre 2017 la periodica riunione della Giunta mondiale ha di fatto inaugurato i lavori nella nuova sede, con la gradita presenza di don Eusebio Muñoz Ruiz, Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana.

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S TRENNA 2018

“Signore, dammi di quest’Acqua” (Gv 4,15)

COLTIVIAMO l’arte di ASCOLTARE e di ACCOMPAGNARE

Cari fratelli e sorelle di tutta la Famiglia Salesiana del mondo,

Come è tradizione, alla fine dell’anno presento la Strenna alle nostre sorelle le Figlie di Maria Ausiliatrice e da quel giorno essa diventa un dono per tutta la nostra Famiglia Salesiana, in ogni parte del mondo.

Lo scopo della Strenna e del suo commento è quello di aiutare ad avere lo stesso cuore e lo stesso sguardo nelle molteplici iniziative in tutte le nostre Opere e nella missione, che ciascuno è chiamato a compiere secondo la specifica vocazione carismatica dei gruppi della nostra Famiglia Salesiana.

tanti laici e tanti giovani.

Con questo Sinodo «la Chiesa ha deciso di interrogarsi su come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all’amore e alla vita in pienezza, e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla a identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia»1. 1

SINODO DEI VESCOVI. XV ASSEMBLEA GENERALE ORDINARIA, I giovani, la Fede e il Discernimento Vocazionale. Documento Preparatorio e questionario, Elle Di Ci, Torino 2017, pp. 22-23. D’ora in poi citato come DP.

La Strenna che vi presento quest’anno si propone come aiuto affinché in tutte le nostre presenze nel mondo come Famiglia salesiana possiamo raggiungere l’obiettivo dichiarato dal Documento preparatorio del Sinodo. Il tema scelto, che considero semplice e molto diretto, contiene due elementi di vitale importanza nel mondo di oggi: l’ascolto e l’accompagnamento personale. Per illuminare questi due aspetti vi offro una bellissima icona evangelica, che si presterà a molteplici riflessioni: Gesù e la

Il tema scelto è in continuità con quello dell’anno precedente e fa riferimento al prossimo grande evento ecclesiale costituito dalla XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, convocata da Papa Francesco per il mese di ottobre 2018, dal titolo: «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale».

È un argomento che interessa direttamente il cuore del nostro carisma e che cercheremo di preparare nel miglior modo possibile, sensibilizzando noi stessi e rendendo consapevoli e partecipi di questo importante evento della vita ecclesiale 9


S TRENNA 2018 Samaritana. È narrato un episodio nel quale, nonostante la presenza di diversità etniche e di antagonismi religiosi, si verifica l’incontro al livello più profondo della persona, fino al punto di giungere ad un cambiamento di vita.

Vi invito ad accoglierlo con la positiva disponibilità di ogni anno e ad approfittare di ciò che vi possa essere utile secondo le diverse situazioni pastorali nelle quali ci troviamo ad agire. Vi posso testimoniare che, nelle centinaia di incontri avuti in questi quasi quattro anni con i giovani dei cinque continenti, ho maturato la certezza che nelle case e nelle opere guidate dai gruppi della Famiglia Salesiana ci sono migliaia e migliaia di giovani buoni, aperti alla vita, desiderosi di formarsi, di imparare; giovani in ricerca. Molti di loro hanno un grande cuore, gene-

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roso, e che desiderano servire gli altri, fare qualcosa per gli altri, aiutare, donarsi.

Sono giovani che chiedono il nostro aiuto per continuare a crescere e a maturare nella loro fede. Altri che non lo chiedono esplicitamente, ma che sentono un grande bisogno di un incontro personale e di essere ascoltati. Sono numerosi quelli che sarebbero disposti a fare un cammino personale e comunitario di discernimento e accompagnamento.

Allora mi domando: che cosa aspettiamo? Perché non ci decidiamo ad essere molto più disponibili ad accompagnare tutti i nostri giovani in ciò che è più importante per la loro vita? Che cosa ci frena? Perché “occuparci” o “spendere tempo” in altre cose quando questa è una vera priorità

educativa e di evangelizzazione?

Faremo passi molto più significativi, miei cari fratelli e sorelle, il giorno in cui ci convinceremo veramente che, più importante di quello che facciamo, è quello che siamo e chi siamo; che più importante delle cose e delle attività che offriamo agli adolescenti e ai giovani, e alle loro famiglie, è la nostra presenza, il nostro ascolto e la nostra disponibilità al dialogo. È questo che lascia “tracce di vita” per sempre. E le lascia nei giovani e nelle famiglie. Tutto questo sta alla base e costituisce la motivazione vera e profonda della scelta della Strenna di quest’anno. Don Ángel Fernández Artime Rettor Maggiore

(Continua nel prossimo numero)


S TRENNA 2018...

GIAPPONESE

Tokyo, Giappone, 29 dicembre 2017

Abbiamo creato questo poster con la speranza che chiunque lo guardi (studenti o adulti) sia incoraggiato ad "avvicinarsi con coraggio e accompagnare coloro che sono feriti". Nel processo sono state coinvolte molte persone, anche tutti i rettori SDB nel loro incontro di novembre. ~ Gesù, che è il modello supremo della vita e l'inesauribile "acqua viva", è circondato dalla donna samaritana e dai personaggi del manga (fumetti) "Coraggio!!"

~ Dopo il 2016 e il 2017, anche per il poster del 2018, l'illustrazione è stata realizzata da Suzuki Guri, autrice manga del "Coraggio!!". ~ Il poster è stato progettato e prodotto dal team di comunicazione sociale salesiana (personale di Don Bosco Sha) e progettato da Nakamura Takaya.

Personaggi nell’illustrazione

* Gesù è stanco e assetato del viaggio (1), la donna samaritana che è venuta a prendere l'acqua, evitando di incontrare i compaesani (2) - si incontrano al pozzo. Gesù parla alla donna e ascolta il suo dolore e la sua sofferenza. Nell'illustrazione, Gesù sta dicendo: «Chi beve l'acqua che io do non avrà mai sete» e la donna samaritana chiede a Gesù: «Signore, dammi quest'acqua».

* Don Bosco (3) e un ragazzo dell'oratorio (Bartolomeo Garelli) (4) sono visti dietro il pozzo. Mentre il bambino sta guardando nel pozzo, Don Bosco, che lo accompagna da vicino, lo incoraggia a guardare Gesù.

* Sul lato destro del pozzo c'è una coppia moderna che sembra piuttosto triste. Sono una coppia multiculturale, il marito (5) è giapponese e la moglie (6) proviene da un paese dell'Asia meridionale, hanno difficoltà e delusioni nella vita. Mamma Margherita (7) è al loro fianco, mostrando loro Gesù. * Ai piedi della coppia c'è una ragazza giovane e piangente (8).

Mana (9), una studentessa delle superiori, sorride e si china, cercando di confortare la bambina.

* Sul lato sinistro del pozzo c'è un giovane latinoamericano seduto a terra, che sembra depresso (10). Riku (11), un altro studente delle superiori, sta incoraggiando il ragazzo, invitandolo ad avvicinarsi a Gesù.

* Dietro Riku anche Domenico Savio (12) sta guardando amorevolmente Gesù. La Beata Madre Maria (13) sostiene e sorveglia delicatamente Domenico.

Il Grigio (14) è accanto a Maria, guardando anche Gesù.

* La composizione dei due personaggi principali, Gesù e la donna samaritana, si basa sulla famosa opera dell'artista francese Pierre Mignard, "Gesù e la donna di Samaria" (1681 d.C.).

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R EGIONI

Timor Est

Il Rettor Maggiore in una terra impregnata di salesianità

(ANS – Dili) – Procede nell’entusiasmo generale la Visita d’Animazione del Rettor Maggiore, Don Ángel Fernández Artime, alla Visitatoria di Indonesia-Timor Est (ITM). La celebrazione della festa di Don Bosco, mercoledì 31 gennaio, ha radunato migliaia di persone grate e devote verso il Santo dei Giovani e i suoi Figli Spirituali. Intanto anche i media locali stanno dando ampio spazio alla presenza del X Successore di Don Bosco nel paese.

Il 1° febbraio il Rettor Maggiore ha incontrato a Dili gli Exallievi di Don Bosco e, nel pomeriggio, presso Fatumaca, i membri dell’Associazione di Maria Ausiliatrice, insieme con tutti i membri della Famiglia Salesiana della parte orientale del paese.

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Nel primo dei due raduni, davanti a circa seicento Exallievi, il Presidente della Federazione Nazionale ha accolto Don Á.F. Artime e gli ha presentato sinteticamente, attraverso un video, il contributo offerto dagli Exallievi alla nazione. In tal senso, ha ricordato anche come il primo Presidente e anche l’attuale Presidente della Repubblica timorese siano Exallievi, e ha citato il progetto “Belun Ba Misaun Don Bosco” (Amici della Missione di Don Bosco) come esempio di servizio alla diffusione del carisma tra la gente di Timor Est.

Il Rettor Maggiore, da parte sua, ha ringraziati tutti i presenti per l’impegno e la testimonianza e li ha invitati a guardare sempre avanti e a coltivare i valori e le

competenze ricevute nell’educazione per servire il prossimo.

Il grande e festoso appuntamento ha esteso nel tempo l’entusiasmo e la gioia salesiana già sperimentati in occasione della celebrazione della solenne Eucaristia per la festa di Don Bosco, il 31 gennaio. In quell’occasione il X Successore di Don Bosco ha presieduto l’Eucaristia per circa 5mila fedeli – tra cui il Presidente di Timor Est, Francisco Gutteres Lu Olo, autorità civili e militari, membri della Famiglia Salesiana e semplici fedeli – e nell’omelia ha invitato ad assumere tre atteggiamenti: in primo luogo, ringraziare Dio per il dono di Don Bosco; poi, ringraziare Dio per i grandi missionari che hanno portato il carisma


R EGIONI

salesiano a Timor Est; infine, cercare “la vera felicità della vita”, il cui nome è Gesù.

La visita del Rettor Maggiore a Timor Est non è un avvenimento che sta riguardando solo la Famiglia Salesiana: l’intera nazione è partecipe e sembra di assistere nuovamente alle grandi manifestazioni di giubilo che caratterizzarono il pellegrinaggio delle reliquie di Don Bosco nel paese, nel 2011.

Grazie al lavoro del Delegato di Comunicazione Sociale di ITM, don Jose de Sa, e al prezioso lavoro di molti exallievi, la Visita d’Animazione del Rettor Maggiore sta ricevendo rilievo sulle principali testate ed emittenti radio-televisive del paese. Fonte: AustraLasia.

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R EGIONI

Stati Uniti

Exallievi negli Stati Uniti orientali e in Canada Ho visitato gli Stati Uniti durante il periodo di Natale e Capodanno. Ho potuto vedere unità di studenti e delegati vivaci. Con la vasta esperienza nella sua vita e con l’entusiasmo giovanile nel suo cuore, p. Thomas Dunne sdb, ex delegato provinciale e ora provinciale degli exallievi, sta attivando e organizzando il movimento degli exallievi nella parte orientale degli Stati Uniti e del Canada.

La comprensione, l’intervento e l’impegno dei salesiani è un fattore essenziale per la crescita degli exallievi. Perciò ho avuto un programma di animazione per i candidati e per i salesiani in formazione insieme alla comunità, a Don Bosco, Orange, New Jersey. Il loro entusiasmo e impegno erano molto vividi.

L’impegno e l’entusiasmo dimostrato dai salesiani, il delegato p. Thomas Dunne sdb e p. Abe Feliciano sdb, delegato della pastorale giovanile, fanno promettere un futuro molto luminoso agli exallievi negli Stati Uniti e in Canada.

Un incontro particolarmente degno di nota è stato al Don Bosco, Ramsey, New Jersey. I massimi dirigenti insieme al delegato provinciale e delegato locale, p. Jim Heuser, lui stesso ex provinciale, si sono riuniti per illuminarsi a vicenda e chiarire. Ho trovato una squadra molto impegnata che comprendeva il signor Noel Selegzi, vicepresidente per l’avanzamento istituzionale, 14

Richard Wisniewski, direttore delle Pubbliche relazioni, Craig Dietel, direttore associato di Pubbliche relazioni, Robert, ex allievo e attuale insegnante.

Sono rimasto molto impressionato dallo status della precedente associazione studentesca di Ramsey, che ha già messo in pratica con attenzione le sette priorità della Confederazione mondiale. Hanno un ufficio con un timer completo.

C’è una directory pubblicata nell’anno del centenario con tutti i nomi degli studenti intervenuti. Il sito web: (https://alumni.donboscoprep.org/)

è stato lanciato di recente, con la richiesta agli exallievi di iscriversi. Nello stesso ingresso c’è “Hall of Fame” con le foto dei cinque migliori studenti premiati ogni anno. Un contributo toccante della scuola sono state le 125 vocazioni: salesiani, religiosi e diocesani, tra i quali anche due ve-

scovi. L’incontro avviene per gruppi specifici; ad esempio, nel prossimo anno quelli nati nel 1968.

L'organizzazione degli exallievi di Don Bosco, Ramsey, si sviluppa anche in diverse città: Boston, Florida, Washington DC, California, ecc. A New York e nel New Jersey gli incontri sono organizzati in diverse regioni. Altra importante impresa è che gli exallievi incontrano gli studenti presenti ogni anno e li assorbono in posti di lavoro. Nella foto allegata si notano i recenti edifici, resi possibili grazie al contributo degli exallievi. Quanto grande e quale senso di appartenenza e gratitudine a Don Bosco e ai salesiani!

Un'organizzazione simile è attiva in altri luoghi di Don Bosco, New Rochelle e Washington DC.


R EGIONI

Canada

Sebbene le scuole di Patterson, Boston, Toronto siano state chiuse, gli exallievi si incontrano regolarmente con i Salesiani e i superiori dei loro tempi.

Ci sono quattro gruppi in Canada. Una situazione ammirevole negli Stati Uniti è la presenza di exallievi di diversi Paesi: Vietnam, Hong Kong, Filippine, India, ecc.

Ho avuto un incontro memorabile al Don Bosco, Los Angeles, con uno di questi gruppi originario dell’India, in particolare il Tamil Nadu.

sono qui a Stony Point, in un ritiro/laboratorio salesiano per i leader nelle scuole. Ha riferito che tutti gli studenti delle nostre scuole sono apparsi entusiasti della prospettiva di sviluppare la precedente associazione degli alunni nella nostra provincia. (Finalmente!!). Anche il direttore dell’ufficio exalunni di Don Bosco Prep, Ramsey, è entusiasta, più del ministero degli exallievi che di un’associazione. Cer-

tamente i tuoi insegnamenti, le conversazioni e le esperienze hanno avuto un impatto decisivo nella nostra provincia. Per tutto questo sono grato. Sto iniziando a guardare gli exallievi come qualcosa che è alla nostra portata in questa provincia». Don Jayapalan Raphael sdb Delegato mondiale, Roma

Risposta del Delegato Provincia, p. Thomas Dunne alla mia visita: «Le persone che hanno interagito con te durante la tua visita nella nostra provincia apprezzano l’animazione offerta a loro e alle loro comunità. Probabilmente la risposta più entusiastica è arrivata da p. Abe Feliciano, delegato della provincia YM. Fr. Abe ha parlato della tua condivisione con il suo staff e con alcuni giovani che questa settimana 15


N OTIZIE

Cile

Un exallievo decora l'altare della Messa celebrata dal Papa

Dal 15 al 18 gennaio Papa Francesco ha visitato il Cile e l’ultimo giorno celebrato la Santa Messa nella città di Iquique, 1700 chilometri dalla capitale. Il Santo Padre ha coronato l'immagine della Vergine del Carmen de la Tirana, esposta insieme alle immagini di San José, che rappresenta il primo migrante, e di San Lorenzo de Tarapaca.

(ANS - Iquique) Yoing Koo è stato designato quale architetto per la realizzazione dell'altare; la decorazione prodotta con fiori tradizionali in alluminio, chiamata “arte funerale salitrero”.

La produzione di fiori in latta è una tradizione di Iquique e delle zone circostanti, una regione dal clima particolarmente caldo che non permette a lungo la freschezza dei fiori; motivo per cui gli abitanti dei villaggi riutilizzano lattine e altri oggetti per comporre fiori, corone e croci da portare ai loro cari nei cimiteri.

Il Signor Humberto Alache, professore di arti visive ed ex-allievo del Collegio Salesiano Don Bosco di Iquique, confezionerà 12 mila fiori nell’arte tradizionale locale funebre, per decorare l'altare di Papa Francesco per la celebrazione del 18 gennaio.

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L'insegnante e i collaboratori Aurora Cordano, Norma Araya, Yolanda Cañas, Sandra Godoy, Patricia Herrera Chacón e Silvana hanno svolto da ottobre un grande lavoro per raggiungere l'obiettivo. Stanno facendo rose e altre opere d’arte composte da lattine dipinte in oro e rame.

I fiori, inseriti in 48 dipinti, saranno poi consegnati alle istituzioni e alle parrocchie come testimonianza della visita di Papa Francesco in città. Si stanno preparando anche figure scolpite nella chiesa di Tarapacá. L'origine dei fiori di stagno risale al tempo del salnitro quando gli inglesi, vedendo che i fiori naturali non riuscivano a sopravvivere nel deserto arido, utilizzavano fiori di lattina.


N OTIZIE

Perù

L’artigianato salesiano ancora al centro delle celebrazioni papali

(ANS – Puerto Maldonado)

Dopo i tre giorni spesi in Cile Papa Francesco raggiunge il Perù, seconda e ultima tappa del suo viaggio apostolico in Sudamerica.

Anche in Perù ad accompagnare le celebrazioni del pontefice ci sarà un po’ di “salesianità” – come è già avvenuto anche ad Iquique, dove ad adornare l’altare della messa c’erano 12mila tradizionali fiori di alluminio opera dell’exallievo salesiano Humberto Alache.

Stavolta, invece, si tratta di un crocifisso e delle sedie per il Papa e i principali concelebranti, tutte opere realizzate dai giovani del “Taller Don Bosco”, che verranno utilizzate per l’Eucaristia in programma il 19 gennaio, a Puerto Maldonado. Fonte: Periodista Digital

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Portogallo

Per un indifferibile rinnovamento

A Fatima, nel giorno 13 gennaio u.s., dopo la chiusura della giornata dedicata alla presentazione alla Famiglia Salesiana del Portogallo della Strenna del Rettor Maggiore per il 2018, si è realizzato uno dei più coinvolgenti convegni degli Exallievi di Don Bosco portoghesi.

Alcune Unioni Locali (Estoril, Evora, Funchal-Madeira, Oporto) hanno mantenuta accesa la fiamma e l’identità Exallievi di Don Bosco con talune attività specifiche di dinamizzazione plurale. Ma altre non tanto. Per cui si è arrivato al momento certo per coinvolgere tutti con l’interpellanza della Federazione Nazionale attinente al possibile “risorgere” impegnativo, coniugando uniti ed entusiasti il verbo “essere” nel presente, per condurre all’aggiornamento del modus operandi con maggiore effica-

cia e visibilità, anche per quel che riguarda la “spiritualità salesiana”. Si era fissato l’obiettivo dell’incontro per chiudere un percorso ed aprire una nuova pagina da scrivere insieme con le Unioni Locali e la stessa Federazione.

Perciò sono stati coinvolti e sfidati taluni exallievi ‘marcati dallo spirito di Don Bosco’ portati ad adoperare sinergie, rafforzando le volontà, per incrementare il superamento dell’inerzia. Ripensandole, si sono accorti d’avere ancora l’orgoglio di essere Exallievi Salesiani e la generosità per fare e condividere. Si puntò al cambio concreto, riportandosi alla storia, per riporre il Gruppo Exallievi, della Famiglia Salesiana - nel posto che le appartiene e la distingue - con la qualità di

eredi del paterno affetto di Don Bosco in persona, che, a Valdocco, con i primi dell’ “immenso stuolo” ha iniziato l’organizzazione associativa, nel 1870, chiamandoli “diletti figliuoli” e gli ha raccomandato di essere fedeli ed a promuovere vicendevolmente il bene.

Da allora, l’organizzazione guadagna forma strutturata a livello locale, nazionale ed internazionale con don Filippo Rinaldi. Dopo verrà don E. Viganò per riaccendere e riattivare la dimensione del Gruppo e mettere alla luce gli Exallievi sui proiettori... anche se non sempre focalizzati...

L’attuale Rettor Maggiore e la Congregazione ancora oggi considerano il ramo degli Exallievi come quel Gruppo che più cresce, fiorisce e rende prestigioso il Si-

I membri eletti della Federazione Portoghese degli Exallievi/ve di Don Bosco. Ne mancano tre (due son GEX). Sopra: Luis Miguel Roquete; Don J. Taveira (Delegato Nazionale), Don. J. Anibale (Ispettore), Jorge Santos, J. Cerca F. Miranda. Sotto: A. Ramos, J.M.C. Noites, Antonio G. Pires, Célio Nogueira, Luís Pires e Daniel Lago.

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N OTIZIE

La Federazione Portoghese si rinnova stema Preventivo in tutte le parti del mondo.

Intanto, fra gli exallievi portoghesi si è pensato con ottimismo a migliorare le motivazioni e il “senso d’appartenenza” specialmente tra i più giovani, mediante la stimolazione per l’adesione volontaria all’associativismo laicale-salesiano in modo propositivo/operativo, riferito alla visibilità.

Questa risulta dalla credibilità aumentata dall’esempio come forza dinamica della vera “unione” (numero e qualità testimoniale) di persone con spirito apostolico nella Chiesa, presenza operativa in cittadinanza attiva.

Vivendo nel mondo in continuo cambiamento implica stare attenti ed adattarsi, prestando il contributo possibile per renderlo migliore.

Con questa consapevolezza, dunque, nel Paese della Madonna di Fatima (senza pensare che forse anche altrove ci sarà da cambiare qualcosa), c’era da aggiornare la struttura organizzativa e risvegliare chi si era addormentato.

A questo scopo sono state fatte riunioni (Oporto, Mogofores, Fatima) in tempi di riflessione con i più impegnati, animati dall’idea di un vero rinnovamento.

Infine si era costituito prima un Gruppo di Lavoro (GL) o “commissione ad hoc” e, con pazienza, saggezza e umiltà, si portò avanti il progetto per mutare in un modo che si vuole piuttosto dinamizzatore, pieno, eppure sereno ed efficace, pensando al futuro dell’organizzazione sulle rotaie ad una velocità e due livelli: nazionale/locale. Insieme ai Salesiani, il Delegato Nazionale e con l’appoggio dell’Ispettore, gli Exallievi portoghesi si soffermarono per avviarsi ad affrontare un futuro auspicabile.

E così si è convocata e realizzata una Assemblea Generale Straordinaria (AGS), specificamente dedicata all’elezione dei membri dirigenti della Federazione, che poi verranno a coinvolgere le Unioni locali dinamizzandole con gli apporti degli Exallievi maschili e femminili.

A questa AGS ha partecipato, oltre alcuni di quelli ancora in carica, anche qualche dirigente delle associazioni locali ed un ri-

dotto numero di Exallievi idonei, con notevole profitto umano e cristiano-salesiano, i quali, avevano riflettuto in condivisione il progetto di rinnovamento preconizzato, ed accettavano la sfida di ‘offrirsi’ per svolgere compiti dirigenziali a livello nazionale. Con la presenza dell’Ispettore e del Delegato si sono presentati agli elettori, ormai da tutti ben conosciuti. Tra altri “in regola” vi erano presenti tre ex-presidenti della Federazione, con diritto di voto. E si è fatta l’elezione per unanimità ed acclamazione. Si concluse con festivo applauso.

Infine si recita una preghiera di ringraziamento alla Madonna (si era a Fatima, in giorno 13)... e si canta anche a Don Bosco.

Chi leggerà questo numero di Newsflash potrà concludere, guardando la realtà delle proprie strutture, soprattutto nei paesi dell’Unione Europea, che forse e purtroppo non sarà solo l’organizzazione del Portogallo ad affrontare un profondo ed indifferibile rinnovamento... António G. Pires (Presidente Confederale Emerito)

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N OTIZIE

Portogallo

Verbale per un avvio di speranza

A Estoril, Cascais, il giorno 3 febbraio, nella magnifica sede degli Exallievi - che è una riconosciuta istituzione privata di solidarietà sociale (IPSS), si è radunata tutta la “squadra” dirigente della Federazione Nazionale eletta a Fatima il 13 gennaio.

Intorno all’Ispettore don J. Anibal Mendonça, insieme al Delegato Nazionale, don Joaquim Taveira, dopo la recita della preghiera raccomandata dallo Statuto Confederale, ciascun membro dei tre (Organi Sociali) ha fatta la sua promessa e firmato il “foglio pergamenaceo di possesso” dell’incarico assunto.

Uniti agli exallievi della Scuola Salesiana dell’Estoril, che celebravano quel giorno il Convegno Annuale, tutti gli elementi presero parte al pranzo-convivio. Si è poi radunata la Direzione Esecutiva con gli altri membri, per determinare le linee programmatiche ed impegnative del mandato.

Si soffermarono su principi semplici, cercando l’efficienza delle azioni dirette presso gli exallievi delle Case dove sono meno attivi, con una strategia chiara di contatti personalizzati, andando loro in-

Slovenia L’Istituto salesiano di Želimlje si presenta ai giovani

contro per ritrovarli e stimolare i più giovani all’adesione associativa.

Aspettando la collaborazione di quelli che non si sono mai staccati, e dei Salesiani sul posto, soprattutto per giungere all’identificazione di un numero più grande possibile, in modo di svegliarli, proponendo azione ed interessandoli per far rivivere le Unioni. Con questi propositi c’è d’aspettare! Tanti auguri. Antonio G. Pires (Presidente Confederale Emerito)

Želimlje, Slovenia – febbraio 2018 – Da oltre 25 anni a metà febbraio l'istituto salesiano di Želimlje" – il primo liceo privato della Slovenia – con il convitto "Don Bosco", apre le sue porte per presentarsi ai giovani che desiderano ottenere un'istruzione ed un'educazione secondo il Sistema Preventivo. Quest'anno la presentazione ha potuto contare anche sull'utilizzo di un nuovo video, preparato dall'exallievo dell'istituto Vid Planinc e da un'equipe radunata nello "Studio Siposh", che mostra la vita quotidiana nel centro salesiano, con l'ampio programma di attività offerto agli allievi. L'istituto, dedicato a San Francesco di Sales, accoglie solo circa 300 giovani, ma è molto noto in tutto il paese per il lavoro educativo svolto. Il video è disponibile qui: https://youtube/4mIDGX-KdOM

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Malta

50° Anniversario del Savio College Il 2018 è un anno speciale per la Famiglia Salesiana a Malta in occasione del 50° Anniversario della fondazione del Savio College.

Il Savio College è una delle scuole secondarie più illustri di Malta. Il College ha aperto le sue porte nel 1968 e si calcola che oltre 1.500 exallievi siano stati educati nella scuola.

La Federazione nazionale maltese degli exallievi e gli amici di Don Bosco, insieme alla comunità del Savio College e ai rappresentanti degli Exallievi del Savio College, hanno lanciato la compilazione di un nuovo database per poter contattare exallievi e amici della scuola.

Negli ultimi anni, gli exallievi GEX rappresentano uno dei gruppi più attivi a Malta attraverso gli animatori salesiani. Il gruppo degli animatori salesiani è un progetto che coinvolge un forte gruppo di giovani exallievi e amici di Don Bosco. Guida i giovani dopo che hanno lasciato la scuola per dedicarsi alla preghiera e alla crescita spirituale. Questa crescita spirituale è una crescita

accompagnata in un gruppo e viene offerta anche la possibilità di un accompagnamento individuale.

I giovani sono coinvolti nell'organizzazione di attività di pastorale giovanile e si incontrano anche per le riflessioni mensili sulla Parola di Dio attraverso i mezzi della Lectio Divina, la Compagnia Spirituale e il Counseling, che hanno una grande importanza nella formazione dei nostri giovani.

La comunità del Savio College ha già lanciato un programma intensivo per celebrare questo anniversario speciale della scuola. Le celebrazioni del 50° Anniversario si sono aperte domenica 11 marzo, quando tutti gli exallievi e gli amici di Don Bosco sono stati invitati a radunarsi insieme al College. Il programma ha compreso la commemorazione della prima pietra e un nuovo memoriale del 50° Anniversario dedicato a p. Joseph Mangion SDB, che è stato responsabile della costruzione del College. Messa solenne celebrata dall'arcivescovo mons. Charles J. Scicluna.

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Filippine

Sogno degli Exallievi di Don Bosco a Panay

Iloilo, Filippine – L’11 gennaio don Godofredo Atienza, Superiore dell’Ispettoria salesiana delle Filippine Sud, e il suo Consiglio ispettoriale si sono recati a Iloilo, sull’isola di Panay, per incontrare gli exallievi salesiani. Durante l’incontro i Salesiani hanno dato preziose indicazioni per la realizzazione del sogno di espandere la presenza salesiana al servizio dei giovani di Iloilo e Panay Iloilo, Filippine, 11 gennaio 2018

I Don Bosco Alumni (DBTI Victorias) di Panay sono grati a p. Godofredo Atienza, Ispettore FIS e membri del Consiglio provinciale FIS per la loro visita e per i loro preziosi input verso la realizzazione del nostro sogno, per una presenza salesiana espansa e un servizio ai giovani di Iloilo e Panay. Ora siamo un passo avanti; iniziamo a lavorare anche mentre discerniamo continuamente la volontà di Dio per mantenere in vita l'eredità di Don Bosco.

Il vecchio sogno degli exallievi di Don Bosco in questa parte delle Filippine risale agli anni '90, quando l'arcidiocesi di Jaro, attraverso l'arcivescovo Alberto J. Pia-

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N OTIZIE

monte, ha donato un pezzo di terra a Barangay PD Monfort, Dumangas, Ilo Ilo al Salesiani. Dal 1998 c'è stata una crescente attività salesiana rurale (Vocation Training Center, Don Bosco Boys Home, Public Chapel, Youth Center e large farm-land), ora con 4 SDB, Rector Fr. Aguedo B. Palomo (ex missionario a Timor Est, ITM).

Dallo scorso 9 dicembre 2017 è stato lanciato il nostro sforzo concertato per istituire un programma di istruzione primaria e secondaria lì. E un altro incontro di discernimento è avvenuto proprio ieri con la presenza dell'intero Consiglio Provinciale della FIS (Filippine sud).

Gli Exallievi del Don Bosco di DBTI Victorias sono determinati a realizzare questo sogno. Prega per questa intenzione!

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N OTIZIE

Nepal

Educazione e sostegno nelle emergenze

L’impegno salesiano nel Paese

(ANS – Kathmandu)

Trasformare le comunità povere del Nepal, a partire da ragazzi e giovani, attraverso l’educazione, la formazione professionale e la ricostruzione delle strutture, resasi necessaria dopo i terremoti del 2015: è questo l’impegno della “Nepal Don Bosco Society”, l’ONG che rappresenta i Salesiani nel paese.

Attraverso le loro 7 opere sparse in diverse regioni, i 18 Figli di Don Bosco attivi in Nepal offrono una formazione di qualità e al passo con i tempi, oltre ad un clima tipicamente salesiano.

«Le istituzioni salesiane sono centri accoglienti in cui tutti si sentono a casa, e la formazione impartita e i diplomi rilasciati aiutano molto per la ricerca del lavoro, in Nepal o all’estero», afferma Ram Kaji Rai, un ex docente dell’istituto, ora responsabile di un’azienda che importa componenti

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informatici. Molti degli exallievi salesiani possono vantare un rapido inserimento nel mondo del lavoro, sia come dipendenti, sia come piccoli imprenditori.

E non va sottovalutato che la gran parte di essi provenivano da comunità povere: come a Sirsia, dove la scuola salesiana è stata per molti l’unica opportunità di ricevere un’educazione, e dove per 9 anni i Salesiani, grazie all’aiuto di una ONG austriaca, hanno realizzato un programma integrale di sviluppo che ha compreso tutta la popolazione, dai bambini agli anziani.

La NDBS, inoltre, è stata fondamentale per il soccorso della povera gente dopo i disastri naturali, come le alluvioni nelle regioni del Terai nel 2017, e già prima, i terremoti del 2015. In quell’occasione Salesiani e loro collaboratori raccolsero aiuti e distribuirono cibo, utensili e assistenza medica a 3451 famiglie di 12 distretti; materiali utili

per la vita nei rifugi a 450 famiglie in cinque distretti; e uniformi e materiali di cancelleria in oltre 50 scuole di Lalitpur e dintorni.

«Se non fosse stato per la NDBS io e la mia famiglia non avremmo mangiato per una settimana», testimonia oggi uno degli anziani di Lalitpur. Nella successiva fase di restauro e ricostruzione la NDBS è venuta in aiuto a 87 scuole di 12 distretti nella costruzione di Centri per l’Apprendimento Temporanei così da evitare che gli allievi delle scuole interrompessero i cicli formativi.

Ed attualmente è in fase conclusiva la consegna di dieci edifici scolastici permanenti in 4 distretti. Essere al fianco dei poveri e bisognosi è stato ed è il segno distintivo della presenza salesiana in Nepal.


I NTERVISTA

Corea del Sud

Dr. Thomas Taban Akot

Un medico sulle orme di don Lee Tae-Suk (ANS – Busan)

Thomas Taban Akot, Exallievo dell’opera salesiana a Tonj, Sudan del Sud, si è recentemente laureato presso la Facoltà di Medicina dell’Istituto Medico-Universitario Inje di Busan e ha superato l’esame di abilitazione in Corea. Nel suo percorso professionale e umano fondamentale è stato l’incontro con don John Lee Tae-Suk (19622010), medico e Salesiano coreano.

Come sei arrivato a studiare Medicina in Corea? «Sono stato fortunato. Mi consigliò don Lee. A Natale del 2009 ricevetti una telefonata da un medico che mi chiese se mi sarebbe piaciuto studiare Medicina in Corea. Inizialmente pensai che avrei dovuto studiare in inglese, ma poi ho passato molto tempo per imparare a padroneggiare anche il coreano».

Ricordi il tuo primo incontro con il compianto don Lee? «Sì, avvenne quando ero alle medie. Facevo il chierichetto a Tonj e don Lee mi invitò a far parte della banda musicale giovanile. Così ho imparato a suonare

flauto e chitarra. La nostra banda è cresciuta fino ad arrivare a 30 membri e mi venne affidata la parte del sassofono. Ogni giorno osservavo don Lee che dopo la Messa andava nel dispensario medico e aiutava tantissimi pazienti e tutti sembravano molto felici. Mi sono detto allora: “Anch’io dovrei diventare come lui!”».

Chi era per te don Lee? «Ho trascorso con lui circa 8 anni. È difficile descriverlo in una sola parola. Ciò che è certo è che portava la gioia a tutti a Tonj. Parlava a tutti, giovani e anziani, senza eccezioni. All’inizio fu difficile per me avvicinarmi a lui, essendo lui sacerdote, ma poi superai la distanza. Quando penso a lui come medico, penso che è incredibile: soprattutto in Corea diventare medico significa ricevere grande prestigio e ricchezza. Ma don John rinunciò a tutto questo per venire a servirci nel nostro povero paese. È stata la sua scelta di vita».

Cosa sogni per il tuo futuro in Sudan del Sud? «Il mio primo obiettivo è concludere il tirocinio e il periodo di residenza e diventare chirurgo. Mi piacerebbe diventare

come don Lee, per servire altre persone a Tonj. In realtà, desideravo tornare subito dopo la mia laurea, ma le autorità accademiche dell’Università di Inje mi hanno convinto a completare l’intera preparazione medica in Corea, dal momento che nel Sudan del Sud non ci sono ancora le migliori condizioni per farlo».

Don Lee è stato il tuo modello di vita? «Non ho mai riflettuto nella mia vita su chi fosse il mio modello di riferimento. Tuttavia quando ho incontrato don John e ho vissuto accanto a lui ho imparato molte cose. Non era solo un insegnante che trasmette conoscenze. Non ci ha mai insegnato come dovevamo vivere, cosa dovevamo fare… Ma osservandolo, mi sono reso conto che si avvicinava a tutti come un amico, con un “cuore umile”, per rendere felici gli altri. Questo è un atteggiamento prezioso della vita, che ho imparato da don Lee. Quando morì la gente di Tonj piangeva come per un parente. Grazie a questo atteggiamento - fare sempre il primo passo verso gli altri - ho ricevuto in Corea molto aiuto da altre persone». Fonte: Korean News Service

don John Lee Tae-Suk

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O NESTI

Italia

CITTADINI E BUONI CRISTIANI

99 anni di ricordi per don Di Mauro

Salesiano, memoria storica della casa “Salette” di Catania

(ANS – Catania)

Compirà 100 anni nel prossimo maggio e alla sua veneranda età, ancora lucidissimo, svolge l’incarico di Delegato per gli Exallievi dell’Unione di Salette-San Cristoforo, a Catania: lui è don Rodolfo di Mauro, Salesiano dal 1938, sacerdote da oltre 70 anni e con un bagaglio di ricordi incredibile, legato soprattutto alla casa salesiana “Salette” di Catania.

Seduto in poltrona, nell’anticamera di uno studiolo dell’Istituto salesiano di Santa Maria della Salette a San Cristoforo, don di Mauro, estrae dalla tasca lo smartphone, e fa scorrere con naturalezza alcune immagini.

Ha appena finito di concelebrare col parroco la Messa pomeridiana davanti a una decina di fedeli. Tra le infinite cose da raccontare su generazioni di ragazzi, il discorso scivola inevitabilmente su quelli divenuti famosi come criminali. I mafiosi del quartiere San Cristoforo li ha conosciuti tutti, ne sa ricostruire la genealogia, gli atti, gli arresti, le condanne.

«Mandavano i figli da noi sperando di sottrarli al loro mondo, ma ha prevalso la scuola del rubare… Mi rispettavano, hanno

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preso anche schiaffi, ma senza lamentarsi coi genitori, per paura di prenderne altri… Io ho sempre applicato la regola di Don Bosco: fatti amare se vuoi essere ubbidito, per il resto lascia fare, a patto che non si tratti di peccati mortali». In un quartiere come quello, per ottenere il rispetto bisognava non farsi intimidire.

«Una volta un tale mi minacciò – racconta – se non fosse per quel collare bianco che porta…». Me lo tolsi subito e replicai: «A disposizione…».

Don Rodolfo ha accudito tante esistenze in bilico: alcune volte la logica distorta della criminalità ha avuto la meglio, ma nella maggior parte dei casi l’insegnamento di Don Bosco ha avuto successo. Come nel caso di un nipote di un capo-clan mafioso che oggi studia da prete a Messina.

E poi con tante biografie esemplari: docenti universitari, medici, ingegneri, attori, tipografi come Salvatore Caliò, Presidente dell’Unione Exallievi, che si occupa di assistenza sociale e che ha istituito il premio “Quartiere Vivo” assegnato, in vista dei cento anni, anche a don Rodolfo. «Noi abbiamo contribuito all’elevazione

morale e sociale di molti ragazzi, il problema è che, raggiunto il traguardo, lasciano il quartiere» spiega con un po’ d’amarezza.

L’oratorio e la parrocchia somigliano a un’oasi intorno a cui fervono traffici leciti e illeciti, ma nel cortile il candore dei volti dei ragazzi e delle ragazze, gli allegri schiamazzi, le pallonate, qualche madre che qui è cresciuta e accompagna i figli, l’interruzione per la preghiera, danno un senso di pace, di tregua, di speranza. Eppure non si può ignorare che giovani nelle strade adiacenti spacciano. Ognuno di loro è una pena, una sconfitta per i Salesiani e lo Stato. Don Di Mauro scandisce la sua biografia legandola ai grandi eventi di un secolo di storia.

Nacque il 18 maggio 1918, durante la Grande Guerra, a Militello Val di Catania, dove il padre scalpellino catanese lavorava alla costruzione dei ponti della ferrovia tra Catania e Caltagirone. Durante il fascismo fu iscritto ai balilla e poi tra gli avanguardisti. La crisi del ‘29 lo costrinse a sospendere gli studi, ripresi grazie a un fratello Carabiniere, che lo


O NESTI CITTADINI E BUONI

mantenne nell’Istituto Salesiano di Pedara. Il liceo e il noviziato lo fece a San Gregorio. Conseguita l’abilitazione magistrale insegnò a Marsala, dove, durante la Seconda Guerra Mondiale, si salvò per caso da un bombardamento che uccise tre confratelli e alcuni ragazzi.

Alla Salette, di cui divenne parroco nel ‘68, don Di Mauro è arrivato nel 1947.

Fondò l’oratorio con don Casales, che creò la banda musicale, e con don Bonomo che si occupava dei figli dei “fumirari”, i raccoglitori di sterco venduto per concimare i campi.

Allora regnava la miseria ma c’erano anche volontà di fare e tante attività produttive, fabbriche, operai, fabbri, falegnami… Il lavoro offriva la possibilità di riscatto da povertà ed emarginazione, persino i “fumirari” divennero spazzini comunali.

«Sfamavamo ottocento ragazzi. Si cucinava in un pentolone in cui si rimescolava con un bastone».

I ragazzi, aggiunge, erano «affamati, ma non abbandonati, come è avvenuto dopo la legge sul divorzio, con i tanti ragazzi che ci venivano affidati dai Tribunali» Nel secondo dopo-guerra San Cristoforo era luogo di scontro coi militanti del Partito Comunista.

«Mentre noi facevamo le scuole serali, nei loro comizi proclamavano che ci avrebbero cacciati per trasformare l’oratorio in una casa del popolo. Minacciavano di impiccare a un lampione il parroco degli Angeli Custodi, Santo d’Arrigo. Anch’io, militante dei comitati civici di Luigi Gedda, facevo comizi contro l’astensionismo».

Tempi lontani, ad ogni modo: «Ora non ci occupiamo più di politica, ed è un bene».

Alla soglia dei 100 anni, don Di Mauro può essere solo grato a Dio. «Devo ringraziare il Signore per ciò che ho fatto, sono passato dai lumi a petrolio all’era digitale. A Militello la prima radio l’ascoltavamo a

CRISTIANI

casa di due maestre signorine. Poiché era grande come un armadio, un contadino controllò se dietro non ci fosse qualcuno che parlava». Tra le leggende della sua vita si racconta che si è ammalato una sola volta, nel 1945.

Racconta: «Dovendo due Salesiani andare uno a Mirabella e l’altro a Grammichele, il direttore di Pedara mi propose di approfittarne per visitare la famiglia. Partimmo con un triciclo motorizzato con le sedie sul cassone. Mi venne la febbre a 40. Quando ripassarono non potei seguirli. Sospettarono che fingessi per restare in famiglia. La malattia mi durò 15 giorni, poi mio cognato, che aveva una grossa moto, mi accompagnò. Da allora ho avuto solo qualche raffreddore. Non so cosa sia il mal di testa».

Quanto al futuro, si limita a dire: «Ogni giorno che passa è un giorno in più». E conclude: “Io alla Salette ho dato e ricevuto molto, e soprattutto ho imparato a non avere paura di niente, neanche della morte».

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O NESTI

CITTADINI E BUONI CRISTIANI

Italia

Francesco: una persona che non dimenticherò mai

Exallievo del Sacro Cuore alla Messa del Papa a Santa Marta

Quel pomeriggio del 20 giugno 2017, nella mia casa di Roma, al riparo dalla forte calura estiva, ero assorto nella lettura di un articolo “Una persona che non dimenticherò mai” di Mervin L. Kline, pubblicato su Selezione dal Reader’s Digest del dicembre 1959. Perfino lo squillare del cellulare sembrava giungere da molto lontano. L’insistenza del suono mi obbliga a riemergere alla realtà odierna: è la mia presidente dell’Unione Exallievi Don Bosco dell’Istituto Sacro Cuore di Roma, Claudia Cardacino.

«Ciao Gerardo. Una bella notizia per te: venerdì 23 giugno prossimo devi rappresentare la nostra “Unione Exallievi” con la Parrocchia “Sacro Cuore” nella partecipazione alla Santa Messa delle ore 7.00 di Papa Francesco a Santa Marta in Vaticano. Io ho impegni di lavoro e non posso. Per i particolari, contatta il parroco della Basilica del Sacro Cuore, don Raffaele Panno. Grazie e, con il Santo Padre, prega per tutti noi». Ancora incredulo telefono al Parroco don

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Raffaele, che conferma il tutto e fornisce opportune indicazioni per quell’evento felicissimo per me e per la Parrocchia, che un mese prima ha celebrato il 130° anniversario della Dedicazione della Basilica (1887 - 14 maggio 2017) costruita da Don Bosco su incarico di Papa Leone XIII.

Venerdì 23 giugno, insieme a non più di 30 persone, mi ritrovo seduto nella cappellina della Domus “Santa Marta” in Vaticano. Sono visibilmente emozionato. Allo scoccare delle 7.00, da una porticina laterale, entra Papa Francesco. Con passo celere, anche se leggermente claudicante, raggiunge l’altare. Mi distraggo per osservarlo. Lo vedo alquanto stanco, ma assorto nella celebrazione. L’omelia, con quel suo modo semplice e dolce di porgere il proprio pensiero ed insegnamento, frutto senza dubbio della sua meditazione personale, è particolarmente coinvolgente. Egli ci ricorda come sia stato Dio a scegliere noi, e non viceversa. Infatti noi non abbiamo scelto proprio nulla, perché è Lui che ha scelto noi e si è legato a noi. Mi guardo intorno e vedo il viso sereno degli altri intorno a me e ho la certezza che tutti abbiano accolto il messaggio evangelico del Vicario di Cristo. Al momento della Santa Comunione appare

evidente l’enorme peso che grava su quest’uomo, che vive in prima persona le problematiche mondiali, spirituali e non, e cerca per esse le più opportune soluzioni seguendo la propria “visione del mondo”. Terminata la celebrazione si concede alcuni minuti di raccoglimento seduto tra noi: è proprio il Buon Pastore in mezzo al suo gregge! Poco dopo si alza e sparisce dalla porticina da dove era giunto.

Un cerimoniere ci invita ad uscire dalla cappella. Con piacevole sorpresa ci troviamo di fronte a Papa Francesco che ci attende per incontrarci individualmente, dandoci una calda e forte stretta di mano ed un sorriso rassicurante. Sono pochi attimi che rappresentano il compendio di una vita, un momento di intimità con poche e calde notizie sugli affetti più cari: avverto dentro di me una immensa gioia, veramente indescrivibile, ed una serenità d’animo che non ricordo aver mai provato prima! Più tardi, mentre con gli altri parrocchiani della Basilica del Sacro Cuore lascio la Domus Santa Marta, rifletto tra me e me che veramente questo 23 giugno 2017 è una data memorabile nella mia esistenza; infatti ho incontrato una “persona che non dimenticherò mai”. Gerardo Pagnotta


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CRISTIANI

Rep. Ceca

Cortometraggio sul beato salesiano don Titus Zeman vince un cine-festival (ANS - Ostrava)

La manifestazione artistica internazionale “Festival dobrých správ” (Festival della Buona Novella) ha premiato un cortometraggio sulla vita del beato salesiano don Titus Zeman.

Il video, intitolato “Titus Zeman - un martire per la libertà spirituale di seguire la propria vocazione”, ha vinto il primo premio nella categoria dei cortometraggi inferiori ai 15 minuti di durata, e offre uno sguardo più attento e approfondito sull’eroico sacrificio del salesiano.

Il festival, che quest’anno ha avuto luogo a Ostrava, in Repubblica Ceca, a novembre, vanta 10 anni di tradizione, ed è organizzato da “Sdružení Telepace” e

dall’emittente televisiva ceca “Noe”, in collaborazione con gli studenti dell’Università Cattolica di Ružomberok, in Slovacchia. I migliori film sono stati scelti da una giuria qualificata, composta da quattro membri, insieme al voto popolare dei telespettatori.

L’autore del film vincitore è l’exallievo salesiano Roman Maturkanic, originario della Slovacchia, che attualmente lavora come regista.

«Probabilmente la sfida più grande è stata quella di raccontare la vita molto movimentata di don Titus in così poco tempo: abbiamo vinto il primo posto, ma potremmo dire che questa è stata la sua vittoria, di don Titus», ha commentato il

regista. Il montaggio del film e la progettazione grafica sono stati curati da Róbert Chovanec, dell’ufficio stampa dei Salesiani della Slovacchia, il quale da parte sua ha dichiarato: «Avevamo a portata di mano alcune foto e documenti dagli archivi, per questo abbiamo lavorato su un paio di elementi grafici che alla fine hanno contribuito ad aggiungere dinamismo e una sensazione di modernità». Il cortometraggio su don Zeman era stato tradotto in sei diverse lingue (inglese, italiano, spagnolo, polacco, tedesco, ungherese) anche prima della beatificazione del salesiano – avvenuta a Bratislava il 30 settembre scorso – ed è visibile sul canale YouTube dei Salesiani della Slovacchia. Terézia Liptáková

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CITTADINI E BUONI CRISTIANI

Spagna

Exallievo candidato per i Goya Awards

Paco Plaza, dei Salesiani di Valencia

Non meno di sette nomination per i premi Goya sono segni prestigiosi che ha raccolto il regista Paco Plaza con il suo recente film "Veronica": tre candidature sono direttamente per lui: miglior film, miglior regia e miglior sceneggiatura originale; gli altri quattro sono per la migliore attrice rivelatrice, la musica originale, il miglior suono e gli effetti speciali.

Il regista valenciano Paco Plaza è sempre stato orgoglioso della formazione ricevuta negli anni '80 nella scuola salesiana nel suo quartiere, San Juan Bosco, e mantiene vivo il suo legame con lui. Qualche anno fa, in dichiarazioni esclusive per commemorare il 50° anniversario del-

l'antica Provincia di Valencia, affermava dal teatro della sua scuola: «Dai miei anni di formazione in Salesianos ho ereditato i valori di solidarietà, lavoro di squadra, convivenza e tolleranza.

Penso che siano stati molto utili per il mio lavoro».

E ha aggiunto: «I salesiani hanno sempre instillato in noi lo sforzo di aiutare gli altri, la mancanza di personalismo e ambizioni incomprese e il desiderio di essere protagonisti». Josep Lluís Burguera

Fonte: Salesianos María Auxiliadora

7 NOMINATION

Miglior film Migliore regia - Paco Plaza Migliore sceneggiatura originale Fernando Navarro e Paco Plaza La migliore musica originale Chucky Namanera (Eugenio Mira) Migliore attrice rivelatrice Sandra Escacena Migliore suono - Aitor Berenguer, Gabriel Gutiérrez e Nicolas de Poulpiquet I migliori effetti speciali Raúl Romanillos e David Heras

Il regista Paco Plaza con Sandra Escanes sul set di 'Verónica'

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O NESTI CITTADINI E BUONI CRISTIANI

Uruguay

“Aristophanes” Trasmettere un messaggio così come fece Don Bosco (ANS – Montevideo)

Nonostante non tutti siano passati tra le porte di qualche istituzione salesiana, quanti fanno parte di “Aristophanes” si sentono assolutamente coinvolti dall’esempio di Don Bosco e cercano di trasmetterne i valori attraverso l’arte. È quanto rivendicano tre membri di questa compagnia teatrale parodistica: Juan Ignacio Cristóbal, Winston Gorgal e Daniel Javier.

Al di là delle rappresentazioni artistiche, ciò che muove le loro fibre più intime è la possibilità di trasmettere un messaggio ovunque vadano e il desiderio di raggiungere il pubblico con il proprio spettacolo, proprio come Don Bosco fece con loro. Juan, exallievo salesiano, risponde ad alcune domande.

Come nacque l’idea di formare tale compagnia? «Nel 2006 c’era una compagnia di “Grupo

Texas” chiamata “Aristophanes” che mise in scena “Momogedia” e per questo vinse un premio. Fu allora che venne l’idea di creare un gruppo e sin dall’inizio volevamo trasmettere un messaggio attraverso i nostri spettacoli. Abbiamo rappresentato la vita di Don Bosco. La figura di Don Bosco e lo spettacolo che abbiamo realizzato ci hanno segnato profondamente».

I membri della compagnia sono tutti exallievi salesiani?

«Alcuni erano exallievi salesiani, ma altri che vi aderirono no. Però hanno compreso ugualmente i valori che volevamo trasmettere, che erano quelli di Don Bosco».

L'unione del gruppo è stata data dall’arte e dal condividere le premesse fondamentali del carisma?

«Io sono exallievo, ma quando abbiamo fatto uno spettacolo sulla vita di Don

Bosco, quando abbiamo conosciuto i suoi insegnamenti e i suoi valori, ha affascinato me e l’intero gruppo… Ci siamo imbevuti di tutti i valori. D’altra parte, ogni volta che ci esibivamo negli oratori, nei centri-giovanili, vedevamo e sentivamo fortemente tutto ciò che il carisma salesiano è in concreto. Penso che anche se non siamo tutti salesiani, “Aristophanes” è un gruppo salesiano. Con Winston, siamo tra le poche persone presenti sin dall’inizio e riteniamo di essere sulla strada giusta, cercando, attraverso l’arte, di lasciare il nostro messaggio». A partire da questa esperienza, avete intenzione di restare nel mondo dell’arte anche in futuro?

«Intendo continuare, insieme allo studio dell’Economia. Non so fino a quando, ma è una gioia presentarci alla “Sagrada Familia”, o nel teatro dell’oratorio… L’importante è trasmettere valori ad altri giovani».

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O NESTI

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Stati Uniti

La matematica: il successo di un exallievo (ANS – New York)

Per molti studenti la Matematica è la “bestia nera” delle materie scolastiche; ma non per gli allievi del prof. Ramil Buenaventura, exallievo salesiano filippino, dal 2003 emigrato a New York. Al contrario, i suoi allievi sono sempre attenti e interessati alle lezioni e il segreto è semplice: il prof. Buenaventura le condisce con musica, canti, balli, creazioni video…

Alla radice del suo metodo, che gli è valso due premi per l’educazione, c’è un concetto appreso nella scuola salesiana: “Amate ciò che amano i giovani, affinché essi amino ciò che amate voi”.

I riconoscimenti non sono stati facili, né sono arrivati subito, per il docente filippino. Arrivato negli USA, con la moglie Jane, a costo di una vita di risparmi e non senza difficoltà legate ai passaporti, ha iniziato la sua carriera di docente nella scuola pubblica di Hollins, nel Distretto del Queens.

Nonostante i 13 anni precedenti di insegnamento nelle Filippine, lì non riusciva proprio a farsi ascoltare. «In classe gli studenti parlavano tranquillamente tra di loro e magari ti tiravano un quaderno alle spalle mentre eri girato. Erano 30, ma a me sembravano 150 e mi sentivo fortunato quando due di loro facevano i compiti assegnati» ha raccontato al salesiano don Bernard Nolasco, Delegato per la Comuni32

cazione Sociale dell’Ispettoria Filippine Nord (FIN).

Il prof. Buenaventura le ha provate tutte, ma alla fine è stato costretto a chiedere l’aiuto del Preside. Così per un certo tempo ha avuto anche un robusto tutore in classe, ma bastava che il ragazzone se ne andasse via per tornare alla situazione di sempre. Alla fine dovette rendersi conto che in certe realtà «l’educazione non è ritenuta una priorità. I ragazzi non hanno il sostegno delle famiglie e anche i media giocano un ruolo importante».

La sua resistenza deve essere comunque stata apprezzata. L’anno successivo la scuola ha assunto altri 10 professori originari delle Filippine. È il 2007 però l’anno della svolta: il prof. Buenaventura viene assunto dalla “Renaissance Charter School”, un’altra scuola pubblica, sempre nel Queens, ma dove riceve carta bianca sull’insegnamento. Inizia così a cantare, ballare e rappare nelle sue lezioni, ordina i libri che vuole e per spiegare i teoremi realizza dei video ispirati a famosi successi pop come “Gangnam Style” o “Despacito”. È stato un tale successo che alcuni dei suoi studenti si sono offerti volontariamente di recitare nei video, sperando di poter diventare famosi grazie a lui.

Il 2014 è l’anno della consacrazione per il suo innovativo metodo: gli vengono assegnati il premio “Big Apple” (Grande Mela)

per gli educatori, in qualità di “insegnante in grado di ispirare gli studenti, modellare un ottimo insegnamento e arricchire le comunità scolastiche”, e il premio “Hometown Heroes in Education” (Eroe Cittadino per l’Educazione) come “professore in grado di toccare la vita degli studenti”. Il prof. Buenaventura dà ampio merito per tali successi alla sua lunga formazione salesiana. Ha imparato ad amare la Matematica e le Scienze come studente elementare e liceale. Presso la scuola “Don Bosco” di Mandaluyong ha anche appreso a mescolarsi con i giovani e a parlare i loro linguaggi come via più sicura per arrivare ai loro cuori. Nel seminario di Canlubang, dove è stato per qualche tempo, ha imparato a suonare la chitarra, ad apprezzare la musica e a chiedersi: «Che tipo di musica ascoltano i ragazzi? Quali app scaricano? Quali sono i loro videogiochi preferiti?». Avere delle risposte a tali quesiti fa sì che i risultati scolastici dei suoi allievi siano migliori. Oggi il prof. Buenaventura è pienamente a suo agio in classe e felice di fare un lavoro ben fatto. Maridol Bismark


O NESTI

CITTADINI E BUONI CRISTIANI

Nepal

25 anni della Don Bosco Society

(ANS – Darjeeling)

Tour dell'amicizia indo-nepalese

Una radio della comunità universitaria nelle colline di Darjeeling ha organizzato uno storico "Tour dell'amicizia indo-nepalese" con una squadra di giornalisti radiofonici; si prevede la visita a 7 istituzioni del Nepal gestite da ex allievi del Salesian College Sonada (SCS) per celebrare l'80° anniversario, così come il 25° anno di presenza della Don Bosco Society in Nepal. Lo show registra anche il primo anno di Radio Salesian, originaria radio universitaria del Bengala e dell'intera India nordorientale. Il tour su Radio Salesian Maruti Omni Van inizia domenica 7 gennaio da Sonada, passando per il confine indo-nepalese di Kakrabitta vicino Siliguri e procedendo poi fino a Dharan, da dove ha avuto inizio l’attività della Società Don Bosco in Nepal; raggiungendo infine Kathmandu, nel Nepal occidentale.

Il direttore della stazione e vicepresidente Prof. C.M. Paul, il coordinatore del programma RJ Samir Chhetri, il signor RJ Sagar Rai e l’autista Kabi Rai compongono il team.

due scuole secondarie (Kakrabitta, Birtamod, Dharan, Biratnagar, Ithari e Kathmandu)».

Il giornalista radiofonico Chhetri aggiunge: «Creeremo programmi radiofonici sui 25 anni della Don Bosco Society del Nepal e interagiremo con le emittenti radiofoniche comunitarie, in particolare a Dharan - la culla della Società Don Bosco in Nepal».

La storia della Nepal Don Bosco Society è iniziata nel 1992 con il centro di Dharan, nel Nepal orientale, avviato dal compianto p. George Alakulam. I salesiani raggiunsero Sirsia (1996), seguita dalla capitale Kathmandu, con due centri - a Lubhu, fondata nel 1996, e Thecho nel 2001 - dopo di che arrivarono a Baroul e Chakkarghatty (2014) nel Nepal orientale; infine Biratnagar nel 2017, per un totale di sette case, gestite oggi da 18 salesiani di vari stati dell'India.

L’11 novembre 2017, presso la Don Bosco School Biratnagar, si è celebrato il giubileo d'argento (1992-2017).

La Nepal Don Bosco Society è impegnata in numerose attività dedicate ai giovani del paese: due scuole tecniche, quattro scuole accademiche, tre centri di sensibilizzazione sociale, quattro pensioni e vari centri di educazione non formale. Viene gestita anche una serie di programmi sociali: borse di studio per studenti e progetti di risposta alle emergenze, come le conseguenze dei tragici terremoti del 2015. Secondo il censimento del 2011, l'81,3% della popolazione nepalese è indù, il 9,0% buddista, il 4,4% musulmano, il 3,0% kiratiano (religione etnica indigena), l'1,4% cristiano, lo 0,2% sikh, lo 0,1% jainista e lo 0,6% segue altre o nessuna religione. Circa 7.000 i cattolici su circa 29 milioni di persone.

Il vicepresidente di SCS Paul illustra il programma: «Per promuovere l'istruzione superiore nel Salesian College Darjeeling e Il campus Siliguri visiteremo in una settimana le istituzioni di Don Bosco, oltre a 33


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Timor Est

Prima conferenza nazionale degli Exallievi GEX Dili, Timor Est – gennaio 2018 Nei giorni 13 e 14 gennaio si è svolta la prima conferenza nazionale degli Exallievi di Don Bosco di Timor Est sul tema dell’impatto sociale dei social media sui giovani nell’era della globalizzazione. All’incontro hanno partecipato 150 Exallievi di Timor Est.

Dili, Timor Leste, 14 gennaio 2018

GEX (Don Bosco Young Alumni) TimorLeste ha recentemente nominato tre membri responsabili: Mario Martinho, Americo Valentim e Antonio Salles e con il sostegno del Consigliere di GEX-EAO, Alberto Piedade , la Federazione Nazionale Timor Est di Don Bosco Exallievi e Associazione degli exallievi di Don Bosco a Dili, ha organizzato la prima Conferenza nazionale del GEX a Dili, sabato 13 e domenica 14 gennaio 2018, a cui hanno partecipato 150 giovani alunni della Scuola e dell'Organizzazione che hanno avvicinato gli allievi di Don Bosco a Timor Est.

L'obiettivo principale di questa conferenza

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è stato quello di sensibilizzare i nostri giovani studenti sull'impatto che i social media offrono allo sviluppo delle caratteristiche e della salute mentale dei giovani al giorno d'oggi.

L'approccio GEX utilizzato è quello di aiutare i giovani alunni a subire l'impatto dei social media da 4 diversi punti di vista: “come la chiesa percepisce i social media, la psicologia su vantaggi e svantaggi, descrizione accademica dello sviluppo tecnologico e percentuali di crescita dei social media, e i vantaggi economici se i social media vengono utilizzati per avviare e far crescere un business”. Nella conferenza di due mezze giornate, i

giovani alunni sono stati sfidati a pensare insieme e riflettere sui loro comportamenti e approcci verso l'utilizzo dei social media.

C'erano 5 oratori salesiani e alcuni exallievi di Don Bosco: p. Bento Barros, Pr. (che ora è un sacerdote diocesano), Roberto Sousa (laureato all'Università di Swinburne, Australia - una famiglia salesiana), p. Mário Sousa, SDB (che è anche esperto in Pastoral Juvenil e Media Communication Social), Joaquim Pires (ex allievo di Don Bosco, ex fratello gesuita e laureato in psicologia in India) e Dr. Azevedo Marçal, PhD (ex salesiano, che ora è consulente macroeconomico presso il Ministero della pianificazione e delle finanze Timor-Leste).


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Alla conferenza ha partecipato anche il presidente della Federazione nazionale, Agostinho Gonçalves, delegato SDB degli ex allievi di Don Bosco a Timor-Leste, p. Mario do Rosario, SDB, Presidente degli Exallievi a Dili , Mr. Alex Gusmão e delegato SDB per la Pastorale Giovanile, p. João da Costa Boavida, SDB insieme al Consigliere EAO di GEX, Alberto Piedade. Il primo giorno si è chiuso con la preghiera e un messaggio della buona notte dall'Ispettore dell'ITM, p. Apolinario Neto, SDB per incoraggiare i giovani alunni ad essere agenti del cambiamento, seguire l'insegnamento di Don Bosco e diventare il sale

della terra e la luce del mondo.

Il Provinciale ha anche invitato tutti i GEX a partecipare al saluto del Rettor Maggiore, in visita a Timor Est dal 31 gennaio al 5 febbraio 2018. Cogliendo l'occasione anche il consigliere GEX-EAO ha spiegato i 3 principali programmi di GEX: 1) Scuola di Leaders, 2) Youth Exchange Program e 3) Youth Volunteering Projects e insieme a GEX National hanno deciso che la National Conference of Youth si svolgerà 2- 3 volte l'anno con rotazione, per invitare altri giovani exallievi in tutto il paese a essere

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coinvolti. Inoltre, sono stati lanciati il gruppo e la pagina Facebook di GEX TimorLeste.

L'impressione generale dei giovani exallievi della prima conferenza nazionale è stata entusiasta e felice e non vedono l'ora di partecipare alla prossima conferenza dell'aprile 2018 a Baucau con l'argomento: "Trovare la nostra vera chiamata: cosa devo fare per scoprire la mia vera vocazione?". Questo primo congresso nazionale si è chiuso con preghiere e promesse degli exalunni a Tetum. Alberto Piedade

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Italia

Si riparte, insieme!

È trascorso poco più di un anno da quando, nel novembre 2016, sono stato eletto Consigliere nazionale giovane della Federazione nazionale italiana degli exallievi/e di Don Bosco.

Durante il primo anno di presidenza ho avuto la possibilità di continuare il lavoro svolto dalla precedente presidenza giovane, lavoro che si è concluso con la consulta nazionale di Solanas. Il nuovo anno, invece, ha visto un cambio di

rotta che vede la formazione dei giovani exallievi d'Italia su temi della bioetica.

L'idea, nata da una proposta dell'altra consigliera nazionale giovane Nicoletta Iuliano, ha trovato l'approvazione della presidenza, tanto che lo scorso febbraio c'è stato il primo incontro di formazione. Nel corso della presidenza di febbraio, inoltre, c'è stata la mia elezione a vicepresidente nazionale giovane. Ho accolto questa carica con grande orgoglio, e mi

impegno ad essere un degno rappresentante degli exallievi giovani italiani, che cercherà di ascoltare le esigenze di tutti e qualora fosse possibile aiutare tutti coloro che ne abbiano bisogno, ovviamente, con il supporto degli altri due consiglieri: Nicoletta Iuliano e Roberto Spotorno (Gex ligure, subentrato in presidenza dopo le dimissioni di Federico Parodi, avvenute nel novembre 2017). Jacopo Sanna Vicepresidente nazionale giovane

Promessa e Preghiera Preghiere nel mondo

Il nuovo anno 2018 sta portando molte notizie positive verso la Confederazione mondiale.

Uno dei compiti che la Confederazione mondiale ha definito dopo le elezioni nel 2015 è stato quello di iniziare a diffondere la “Promessa e Preghiera” tra tutti i Paesi con la presenza di Exallievi e ottenere il maggior numero possibile di variazioni linguistiche.

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Per ora possiamo affermare di avere “Promessa e Preghiera” in undici lingue.

Siamo molto incoraggiati dal fatto che negli ultimi due mesi abbiamo raccolto altre versioni nella lingua indonesiana del Tetun, che è lingua ufficiale a Timor Est.

Avere il maggior numero possibile di variazioni linguistiche significa avere una rete di persone collegate dalla preghiera,

che dichiara i valori degli Exallievi di Don Bosco.

Vorremmo incoraggiare tutti gli exallievi del mondo a tradurre la Promessa e la Preghiera nella loro lingua nazionale o locale e condividere queste versioni con la segreteria della Confederazione Mondiale. Continuiamo a costruire e condividere i nostri valori e la nostra ricchezza! Stefan Bosnak


S OLIDARIETÀ

Spagna

Fondazione Bosco Social

Una nuova entità dei Salesiani per la cura dei giovani a rischio (ANS – Madrid)

Il 19 dicembre è stato istituito a Madrid il patronato della nuova “Fundación Bosco Social”, creata dall’Ispettoria salesiana “San Giacomo il Maggiore” (SSM). Dal 31 gennaio la fondazione ha iniziato a gestire progetti per bambini, giovani e famiglie a rischio di esclusione sociale. Bosco Social è nato per raggruppare le piattaforme sociali dell’area di quella Ispettoria salesiana, che fino ad ora erano raggruppate in tre entità: “Boscos”, “Juan Soñador” e “Pinardi”.

La nuova Fondazione gestirà i progetti portati avanti in Galizia, Asturie, Castiglia e León, Cantabria, Paesi Baschi, Navarra, La Rioja, Comunità di Madrid e Castiglia La Mancha.

Quest’anno le tre entità che ora aderiscono a Bosco Social hanno realizzato 71 progetti in cui hanno servito circa 8.000 bambini e giovani e 1.400 famiglie, grazie al lavoro di 460 educatori e membri del personale e 200 volontari.

I programmi portati avanti comprendono progetti di assistenza socio-educativa per minori e giovani migranti o a rischio di

esclusione, e le loro famiglie; progetti di educazione, formazione e inserimento lavorativo, progetti di emancipazione giovanile; progetti per rifugiati e minoranze etniche…

La “Fundación Bosco Social” è nata lo scorso 16 agosto. Ora è stato costituito il patronato, nel quale vi sono i membri del Consiglio dell’Ispettoria SSM. Poiché si è voluto che fosse una Fondazione a cui partecipa la Famiglia Salesiana, sono membri del patronato anche Toñi Ranz, dell’Associazione di Maria Ausiliatrice (ADMA), Fernando Llamazares, dei Salesiani Cooperatori, Aurelio López, degli Exallievi di Don Bosco, e Beni Testón, del gruppo “Damas Salesianas”.

Inoltre, si è ricercata la presenza anche di persone esperte del settore, che possono fornire al lavoro della Fondazione la loro visione ed esperienza. Così ne fanno parte anche il giornalista della COPE, Ángel Expósito, la Direttrice del Gabinetto del Ministro della Giustizia, Pilar Ponce, e il professore dell’Università di Comillas, Fernando Vidal.

Don Juan Carlos Pérez Godoy, Ispettore dei Salesiani e Presidente della nuova Fon-

dazione, ha sottolineato la sfida della nuova entità di «rispondere a tanti giovani e alle loro famiglie che vivono situazioni difficili e accompagnare migliaia di persone affinché possano realizzare i loro sogni». Ha anche ringraziato la disponibilità dei membri del patronato per sostenere questa nuova realtà.

Da parte sua, don José María Blanco, Coordinatore ispettoriale delle piattaforme sociali e vicepresidente di Bosco Social, ha spiegato il percorso e le tappe rimanenti per raggiungere il pieno funzionamento della nuova Fondazione. Ancora per un po’ di tempo coesisteranno “Boscos”, “Juan Soñador” e “Pinardi”, fino a quando non saranno pienamente integrate in Bosco Social, anche se il coordinatore ha sottolineato che già ora si sta lavorando, di fatto, unitariamente, in termini di formazione, comunicazione, coordinamento dei progetti, progetti comuni…

Don Blanco ha evidenziato anche alcuni degli obiettivi di Bosco Social: avere maggiore influenza nella società, dare una risposta globale alle persone che saranno servite, sempre nello stile salesiano, e creare una comunità impegnata e identificata con i bisogni dei destinatari. 37


S OLIDARIETÀ

Slovacchia

GRAZIE 150 volte Per rendere il Natale più bello alle famiglie bisognose

Se il bene diffuso prima di Natale fosse numerabile, sarebbe un furgone, quattro auto e un oggetto postale.

Più di 150 donatori provenienti da tutta la Slovacchia hanno donato questi doni a famiglie bisognose. Siamo grati per la cooperazione, il tempo, lo spirito di sacrificio e i doni che sono stati dati alla quarta edizione dell’iniziativa “Darujme úsmev”.

Il progetto, organizzato annualmente dall'Associazione Nazionale degli Exallievi in Slovacchia, grazie alle donazioni di 52 famiglie ha permesso di ottenere due case di beneficenza, due centri salesiani, una casa adottiva, una scuola cristiana e un centro di crisi. I benefattori hanno donato ai fini della riscossione la somma di 4 938, 21 €, che è

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stata ridistribuita tra le famiglie slovacche e i ragazzi dell'Ucraina. I regali, i cosiddetti schoeboxes, sono stati messi sotto l'albero di Natale di 184 bambini.

I donatori hanno contribuito con cose concrete, come frigo, lavatrici, forni a microonde, teiere, attrezzature scolastiche, vestiti, scarpe, giocattoli, mobili per la casa, cibo, prodotti per l'igiene e la pulizia e altro; rapportate alle necessità delle famiglie in crisi finanziarie o persone sotto la cura delle case adottive o dei centri di beneficenza.

Queste necessità sono state acquisite da "tiper" - suore FMA, VDB e assistenti sociali di case di beneficenza all'interno della Carità cattolica slovacca - che conoscevano la difficile situazione di tutti i beneficiari. L'aiuto è andato a 12 città: Bratislava,

Trnava, Nitra, Turzovka, Dolný Kubín, Liptovský Mikuláš, Spišská Nová Ves, HUmenné, Michalovce, Rožnava, Košice e Lvov, Ucraina.

L'organizzazione della raccolta pubblica e dello smistamento dei regali è stata fornita dal Segretario dell'Associazione Nazionale degli Exallievi in Slovacchia, con l'aiuto di molti volontari e dei partner del progetto.

I volontari hanno anche contribuito alla distribuzione di regali tra la Slovacchia e il presidente dell'Associazione degli exallievi Slovacchia Robert Mruk il quale è autore, insieme agli organizzatori ed alla moglie, di questa attività sociale di successo degli Exallievi. A nome di tutti i destinatari GRAZIE per il vostro aiuto! Peter Kovac


S OLIDARIETÀ

Siria

Il silenzio degli oppressi

“Ciò che mi spaventa non è la violenza dei cattivi; è l'indifferenza dei buoni”. (Martin Luther King) Le reti sociali hanno inondato di immagini e commenti la tragedia in Siria. È difficile non essere commossi dalle immagini che ci presentano la sofferenza dei più deboli.

I Salesiani sono presenti in quel paese dal 1948 e sperimentano l’angoscia di migliaia di bambini e giovani a Damasco e Aleppo. Un salesiano ha alzato la voce per avvertirci di un aspetto fondamentale di questa guerra: l’obiettività dell’informazione. Don Mounir Hanachi riconosce che il governo siriano non è formato da “santi o angeli”, eppure sostiene che in questo conflitto ha dalla sua parte la maggior parte della sofferente popolazione della Siria.

«Ghouta non è un quartiere di vittime perseguitate dal regime, come si racconta – afferma il Salesiano –. È l’esatto contrario. Sono anni che sparano missili sulla capitale, uccidono innocenti, poveri civili. Quanti sono i bambini morti qui di cui nessuno parla? Questi non sono l’opposizione, sono terroristi, vengono da ogni parte del mondo, e l’esercito siriano ha il diritto di difendere la dignità dei Siriani e il paese».

Il bombardamento di Ghouta si è intensificato nell’ultima settimana, perché il go-

verno prepara l’assalto finale per riprendere il quartiere. «Tutto il giorno si sentono gli aerei dell’esercito che sorvolano la capitale. Spero che l’attacco cominci presto e che la zona venga finalmente liberata, come è stata liberata Aleppo» afferma.

Si è ormai arrivati all’ottavo anno di guerra in Siria. Una guerra descritta sulle reti sociali attraverso immagini e messaggi che “informano parzialmente” sui fatti e che formano pregiudizi nelle nostre coscienze, rafforzando false percezioni della realtà.

Molte domande rimangono senza risposta. Com’è iniziato questo conflitto? Chi finanzia questi ribelli che da anni si sono trincerati a Damasco, Aleppo e in altre città della Siria? E infine, ci sono altri interessi per le potenze coinvolte in questa guerra? È importante per le grandi potenze sfruttare la capacità dei media digitali e creare una visione che non chiarisca i limiti dei dati oggettivi di informazione e che mantenga una nebulosa di disinformazione. Proprio quest’anno Papa Francesco ha messo in guardia da questo pericolo:

«L’efficacia delle fake news è dovuta in primo luogo alla loro natura mimetica, cioè alla capacità di apparire plausibili. In secondo luogo, queste notizie, false ma verosimili, sono capziose, nel senso che sono abili a catturare l’attenzione dei destinatari, facendo leva su stereotipi e pregiudizi diffusi all’interno di un tessuto sociale». È importante esercitare la capacità critica e chiedersi se tutto ciò che viene detto, visto o letto è vero. È bene chiedersi se tutto ciò che appare sulle reti sociali sia vero.

È un dato di fatto che nel caso della Siria la disinformazione sia evidente e la grande assente nei media mainstream sia la voce dei cristiani e di coloro che si trovano dall’altra parte.

«Molto di quello che è stato raccontato sulla Siria in questi anni è stato manipolato – conclude don Hanachi –. Perché nessuno ci chiede cosa sta accadendo qui? Vi prego, raccontate solamente ciò che stiamo vivendo da sette anni a questa parte».

Foto da: Missioni Don Bosco

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S OLIDARIETÀ

Indonesia

Un cuore colmo di gratitudine: l’exallievo Pius Dappa Ole Il Valdocco dell'Indonesia (ANS – Sumba)

Trentatré anni dopo l’avvio della prima presenza salesiana in Indonesia, a Giacarta, il grande albero salesiano nel Paese sta germogliando attraverso sette presenze sparse sulle isole di Java e Sumba. La comunità più numerosa, con sette professi perpetui (quattro sacerdoti e tre coadiutori), tre tirocinanti e otto prenovizi, si trova nell’isola remota, povera e a maggioranza cristiana di Sumba, ed è diretta da don Adie Prinanto.

I primi Figli di Don Bosco sono sbarcati a Sumba nel 2002 e ora la presenza salesiana si è radicata in una solida presenza educativa, che ospita il Centro di Formazione Professionale (CFP) “BLK Budi Daya Don Bosco”, un oratorio e, dal 2014, una scuola tecnica secondaria.

Per 12 anni l’opera ha accolto anche il noviziato, mentre ora ospita solo aspiranti e prenovizi. E, al di fuori dell’opera, i Salesiani sono coinvolti in molteplici servizi per la Chiesa locale, nella Pastorale giovanile e nelle celebrazioni presso le remote stazioni missionarie. Dalle parole dell’exallievo salesiano di Sumba, e oggi docente del CFP, Pius Dappa

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Ole, si può capire molto della crescita carismatica salesiana in Indonesia.

Quando hai incontrato Don Bosco per la prima volta?

«Sono arrivato al CFP salesiano attraverso alcune suore del mio villaggio natale. Volevo apprendere la carpenteria, conobbi don Andres Calleja nel 2003 e venni accolto nel convitto salesiano, dove iniziai una vita regolare di preghiere comuni, formazione alle abilità tecniche, disciplina e buon uso del tempo libero.

All’inizio eravamo 32 allievi, ma solo 13 di noi hanno concluso il corso biennale.

Nel 2006 sono diventato insegnante e ora mi sento felice di poter restituire le competenze ricevute e insegnare alle nuove generazioni!».

Cosa ti piace di più dell’educazione ricevuta?

«Apprezzo tante cose: la nostra formazione spirituale, come organizzare il proprio tempo nella cornice delle 24 ore, come essere ordinati e come stringere una stretta relazione con i Salesiani, che ci hanno sempre mostrato come diventare brave persone».


S OLIDARIETÀ

Cos’è che ti rende felice, come laico collaboratore della missione salesiana?

«Sento che posso trasmettere ad altri giovani le mie capacità e conoscenze, affinché diventino persone migliori; questa era la visione-missione di Don Bosco.

Ho anche sognato Don Bosco, una volta: lo incontravo ai piedi di una collina e mi dava molte noci di cocco, chiedendomi di condividerle con altri giovani; ma per farlo dovevo scalare la collina. E io l’ho fatto!

Ma già prima di questo sogno avevo un cuore colmo di gratitudine per tutte le cose ricevute attraverso Don Bosco. Non potrei immaginare cosa sarebbe la mia vita oggi senza Don Bosco».

Qual è il tuo sogno per la Famiglia Salesiana a Sumba?

«Per prima cosa, dovremmo far conoscere maggiormente il nostro CFP; e poi dovremo avviare iniziative per i nostri diplomati che ancora non lavorano. Sarebbe bello raccogliere alcuni exallievi di carpenteria, ad esempio, e organizzare piccoli laboratori in città». don Adie Prinanto, SDB Fonte: AustraLasia

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FAMIGLIA S ALESIANA

Italia

Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana “Il sogno di Don Bosco è un sogno che si fa realtà”

(ANS – Torino)

Con la celebrazione eucaristica domenicale nella Basilica di Maria Ausiliatrice e il successivo incontro di sintesi nel Teatro Grande di Valdocco, la 36a edizione delle Giornate di Spiritualità della Famiglia Salesiana giunge al suo termine.

Sono stati quattro giorni di condivisione, agape e serio impegno per crescere ancora nel servizio ai giovani di tutto il mondo.

A presiedere l’Eucaristia è stato il Rettor Maggiore dei Salesiani, Don Ángel Fernández Artime, che nell’omelia ha ripreso l’invito di Papa Francesco a prestare attenzione alle preghiere liturgiche.

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Così, prendendo lo spunto dalla colletta, ha indicato alla Famiglia Salesiana i tratti per essere efficace nella sua azione in favore dei giovani: essere “contemplativa e con gli occhi ben aperti”, perché solo contemplando Dio è possibile darne testimonianza; essere “pellegrina nei luoghi e nei cuori”, perché l’invito ad essere Chiesa in uscita deve trovare la Famiglia Salesiana in prima linea; essere una “Famiglia Salesiana del già e del subito”, cioè consapevole che il tempo di agire è ora, perché sono i tanti ragazzi in tutto il mondo che “hanno sete di Dio” e che “sono in attesa di una mano che li sollevi, di un cuore che li accolga”. Nella seconda parte, tornati nel Teatro Grande di Valdocco, si è proceduto a tirare le fila di tutte le esperienze vissute alle


FAMIGLIA S ALESIANA

Giornate di Spiritualità.

Don Eusebio Muñoz, Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana, ha esposto una sintesi di quanto prodotto nei lavori di gruppo. Ha citato le numerose risorse a disposizione della Famiglia Salesiana, a cominciare dalla presenza di giovani ben formati e impegnati, a partire da quelli del Movimento Giovanile Salesiano; ha poi proseguito illustrando le sfide per gli educatori, e ha concluso con alcune raccomandazioni: tenere sempre al centro il Sistema Preventivo, lavorare in sinergia, curare una Pastorale Vocazionale che faccia conoscere tutti i gruppi della Famiglia Salesiana.

Altro strumento proposto nell’occasione, da parte delle Figlie di Maria Ausiliatrice, è stato il “Decalogo dell’accompagnatore salesiano”, molto apprezzato anche dallo stesso Rettor Maggiore.

Infine, Don Á.F. Artime ha presentato sul palco l’autore del poster della Strenna 2018, il fumettista “Fano”, presente con tutta la sua famiglia, e ha concluso le Giornate con un invito a tutti i membri della Famiglia Salesiana, guardando con speranza al futuro: «Oggi tutti noi dobbiamo essere i nuovi Don Bosco, le Madri Mazzarello, i diversi fondatori dei vari gruppi nel mondo. Il sogno di Don Bosco è un sogno che si fa realtà». Gian Francesco Romano

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FAMIGLIA S ALESIANA

Vietnam

Un migliaio di presenze

Xuan Hiep, Vietnam, 8 febbraio 2018

Per la tradizione annuale dei Salesiani in Vietnam, la Giornata della Famiglia Salesiana di quest'anno 2018 si è tenuta nel Giorno degli Dei di Cucina (il 23 dicembre del calendario lunare, una settimana prima delle feste di Tet in VietNam) a Xuan Hiep - Thu Duc. Era giovedì 8 febbraio 2018 del calendario solare. Presenti all'incontro annuale i membri della Famiglia Salesiana in Vietnam: p. Joseph Nguyen Van Quang, provinciale e salesiani, suore FMA, VDB, collaboratori salesiani e exallievi salesiani. Il numero totale è di circa mille. Alle 8:30 del mattino tutti i membri della

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Famiglia Salesiana si sono riuniti nella sala Philip Rinaldi per ascoltare la spiegazione di p. Giuseppe sulla Strenna 2018. Le sorelle FMA hanno eseguito un ballo per illustrare il significato della Strenna.

Quest'anno, la Famiglia Salesiana in Vietnam ha deciso di presentare e diffondere l'ADMA (Associazione di Maria Ausiliatrice) alla pubblicità: i parrocchiani di tutte le parrocchie salesiane e tutti quelli di altre opere salesiane.

Per aiutare i membri della Famiglia Salesiana ad avere una conoscenza di base di questa Associazione, Sr. Thuy FMA ha avuto 15 minuti di conversazione con la Famiglia Salesiana e ha condiviso la propria esperienza in merito. Si spera che la Fa-

miglia Salesiana in Vietnam abbia alcuni gruppi di ADMA nel prossimo futuro.

Attraverso la danza dei draghi e le canzoni tradizionali, i gruppi dei Salesiani Cooperatori e Exallievi hanno rivolto i tradizionali auguri di Tet e i migliori auguri al provinciale ed a tutti i membri della Famiglia Salesiana.

Alle 10:45, una Messa in onore di San Giovanni Bosco, presieduta da p. Giuseppe, con la concelebrazione di 80 sacerdoti salesiani e la partecipazione di tutti i membri della Famiglia Salesiana, nella nuova chiesa che è stata benedetta e consacrata lo scorso 31 gennaio. don Peter Chinh, SDB


FAMIGLIA S ALESIANA

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FAMIGLIA S ALESIANA

India

Giornata della Famiglia Salesiana

Mumbai, India

Domenica 21 gennaio, presso il “Centro Don Bosco per l’Apprendimento” di Kurla, nei pressi di Mumbai, ha avuto luogo la “Giornata della Famiglia Salesiana” per i membri dell’Ispettoria di India-Mumbai. Tra i 150 partecipanti si segnalano Ketan Gala, Vicepresidente Nazionale degli Exallievi Salesiani, e don Noel Madichetty, già Delegato Nazionale della Famiglia Salesiana.

Uganda

Kampala, Uganda – gennaio 2018

Festa della Famiglia Salesiana

Il 27 gennaio si è svolto l’incontro della Famiglia Salesiana in Namugongo – Kampala alla presenza dei Salesiani, membri dell’Associazione dei Salesiani Cooperatori ed Exallievi delle comunità di Kampala, Bombo e Kamuli. L’Eucaristia è stata presieduta da don Calixte Ukwitegetse, Delegato per la Famiglia Salesiana. Durante l’incontro è stata presentata la Strenna 2018 del Rettor Maggiore, con approfondimento e riflessione dei partecipanti. 46


S TATUTO

MONDIALE

Statuto della Confederazione Mondiale

Præit ac tuetur / Ci precede e ci protegge Roma, 5 dicembre 2015

Capitolo IV

Relazioni con i Salesiani di Don Bosco Art. 14 - Presenza dei Salesiani nella Confederazione Mondiale a) La Confederazione Mondiale degli Exallievi di Don Bosco riconosce il Rettor Maggiore della Congregazione Salesiana come il padre e il centro d’unità della Famiglia Salesiana e, quale successore di Don Bosco, lo considera il riferimento primario della Confederazione Mondiale. b) Nella Presidenza Confederale Mondiale e nel Consiglio Esecutivo Confederale Mondiale il Rettor Maggiore è rappresentato dal Delegato del Rettor Maggiore per la Famiglia Salesiana e dal Delegato Confederale Mondiale.

c) Il Delegato Confederale Mondiale e la Presidenza Confederale Mondiale sono responsabili, d’intesa con l’Ispettore, dell’animazione e dell’ accompagnamento dove la realtà degli Exallievi non è ancora consolidata.

d) A livello d’Ispettoria sono responsabili dell’animazione, gli Ispettori e i Direttori delle case salesiane, coadiuvati anch’essi dai rispettivi Delegati nelle Confederazioni o Federazioni Nazionali o Ispettoriali e nelle Associazioni, unioni e gruppi locali.

e) Il Delegato ad ogni livello svolge il suo incarico a nome del suo superiore. Partecipa alla programmazione e al coordinamento delle attività formative dell’Associazione. È presente, a tutti i livelli, negli organi direttivi ed esecutivi, con il ruolo di consigliare ed accompagnare gli Exallievi, valorizzando e garantendo la leadership dei laici.

Art. 15 - Animazione salesiana

a) La Confederazione Mondiale riconosce, chiede e considera l’impegno della Società di San Francesco di Sales nel ruolo di animatrice degli Exallievi di Don Bosco, con il compito di mantenere l’unità di spirito, stimolare il dialogo, incoraggiare la collaborazione fraterna e favorire la formazione spirituale permanente. b) Questa animazione coinvolge anche gli Exallievi Sacerdoti e gli Exallievi Religiosi (uomini e donne).

Art. 16 - Autonomia nella comunione

La caratteristica laicale, l’indole secolare e la responsabilità autonoma della Confederazione Mondiale non ostacolano la continua unione con la Società di San Francesco di Sales e con gli altri gruppi della Famiglia Salesiana, per un arricchimento reciproco e una maggiore fecondità operativa del Movimento.

(Continua nel prossimo numero) 47


C ALENDARIO SALESIANO M AGGIO

6 - San Domenico Savio 13 - Santa Maria D. Mazzarello 16 - San Luigi Orione 18 - San Leonardo Murialdo 24 - B.V. Maria Ausiliatrice 29 - Beato Giuseppe Kowalski

G IUGNO

8 - Beato Stefano Sandor 12 - Beato Francesco Kesy e c. 23 - San Giuseppe Cafasso

EXALLIEVI NEWSFLASH

Periodico di attualità religiosa e sociale della Confederazione Mondiale degli Exallievi ed Exallieve di Don Bosco Direzione e Redazione

Opera Salesiana Teresa Gerini Via Tiburtina, 994 - 00156 Roma (Italia) tel. +39 06 409 003

E-mail: newsflash@exallievi.org Internet: www.exallievi.org

Direzione e Coordinamento redazionale Pierluigi Lazzarini

Segreteria di Redazione Veronica Messano, Silvia Bruni

IL NOSTRO NUMERO DI CONTO

Nome: Confederazione Mondiale Exallievi ed Exallieve di Don Bosco Bank: Banco Posta Indirizzo: Roma, Italia IBAN: IT53 0076 0103 2000 0004 3261 007 SWIFT Code: BPPIITRRXXX Bank Account Number: 43261007

Collaboratori di questo numero Don Ángel Fernández Artime sdb, Maridol Bismark, Stefan Bosnak, Josep Lluís Burguera, don Peter Chinh sdb, Vito Gentili, Michal Hort, don Jayapalan Raphael sdb, Peter Kovac, Terézia Liptáková, Gerardo Pagnotta, Alberto Piedade, António G. Pires, don Adie Prinanto, SDB, Gian Francesco Romano, Jacopo Sanna Traduzioni Inglese (Veronica Messano), Spagnolo (Angel Gudiña), Francese (Redazione), Portoghese (António Guilhermino Pires), Italiano (Redazione) Foto / immagini e Fonti Archivio ANS, AustraLasia, Korean News Service, Missioni Don Bosco, Periodista Digital, Salesianos María Auxiliadora


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