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Oxfam Italia – Dicembre 2013 – Direttore Responsabile: Laura Meini - Editore: Associazione Oxfam Italia - Via C. Concini 19, 52100 Arezzo - Quadrimestrale - Anno 2013, n° 3. Stampata da Edithink – (RM) Iscrizione Registro Stampa c/o Tribunale di Arezzo n.9/85 – Autorizzazione n.909 del 29.09.97. Variazione dell’ 8 settembre 2010. Poste Italiane SpA - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n° 46) art.1 , comma 2 e 3 DCB Arezzo.

Dicembre 2013

emergenza. c'è bisogno di te, subito!

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ogni istante è prezioso

QUESTO NATALE SCEGLI DI STARE CON OXFAM

foto: Altromercato

emergenza filippine

CON LA TUA DONAZIONE:

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Garantiremo istruzione e servizi sanitari di base

Aiuteremo le donne e i piccoli agricoltori

A chi è costretto a fuggire da casa o non ha più una casa

A chi deve sopravvivere alle sfide delle malattie e uscire dalla povertà

A produrre il cibo per l’intera comunità

ECCO COME • Con una donazione liberale • Con una donazione regolare, per stare con noi sul campo tutti i giorni • Scegliendo i nostri regali solidali (vai sul sito www.glispacchettati.it)

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Porteremo acqua, coperte, kit igienici nelle emergenze

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EDITORIALE Cara amica, caro amico,

SOMMARIO EDITORIALE

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EMERGENZA FILIPPINE

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EMERGENZA SIRIA

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LAVORARE IN EMERGENZA

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LE DONNE DI OXFAM SI MOBILITANO

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Oxfam Italia Notiziario periodico Dicembre 2013 anno 4 numero 3 Registro Stampa c/o Tribunale di Arezzo n.9/85 – Autorizzazione n.909 del 29.09.97. Variazione del 8 settembre 2010 Editore Oxfam Italia Via C. Concini, 19 – Arezzo T. +39 0575 182481 F. +39 0575 1824872 comunicazione@oxfamitalia.org www.oxfamitalia.org Direttore responsabile Laura Meini Coordinamento editoriale Anna Pasquale anna.pasquale@oxfamitalia.org Hanno collaborato Roberto Barbieri, Mara Garbellini, Paola Gennari Santori, Mark Goldring, Patty Laurel, Ilaria Lenzi, Eliana Pitimada, Michela Rubechini, Riccardo Sansone.

mentre stai leggendo queste pagine, molte persone di Oxfam si trovano a Cebu, Leyte e Samar per portare aiuto alla popolazione filippina colpita dal tifone Haiyan. Appena si è avuta notizia del disastro le nostre squadre si sono mosse in soccorso di intere famiglie e, tempo pochi giorni, sono partiti aerei carichi di aiuti. In Italia il network di Agire, di cui Oxfam Italia fa parte e a cui per questa emergenza si è unita anche la Croce Rossa, ha lanciato un appello in favore della popolazione e si è attivato per coordinare gli aiuti. Purtroppo in ginocchio in questi giorni non ci sono solo le Filippine, ma anche la Siria dove la situazione è drammatica. Ingegneri, psicologi ed esperti di logistica di Oxfam, stanno aiutando le persone fuggite dalla loro casa a causa del conflitto. Alcuni sono nei campi profughi di Zaatari, in Giordania, altri cercano di passare l’inverno chiedendo ospitalità nelle case dei libanesi. L’inverno è ormai iniziato, servono riparo e coperte. Noi ci siamo. Ma serve l’aiuto di tutti. Rispondere all’emergenza è il nostro lavoro. E sono le persone come te che ci permettono di farlo. Grazie alle tue donazioni e a quelle di molti altri, degli organismi internazionali e dei governi riusciamo a intervenire tempestivamente e portare aiuto laddove ce n’è più bisogno. A salvare vite e a prevenire malattie e fame. Questo Natale stai con noi. Tra gli sfollati nelle Filippine, o con i rifugiati siriani Oxfam c’è. Sii al nostro fianco per dare speranza e futuro. Grazie

Progetto grafico Demostenes Uscamayta Ayvar demostenes.uscamayta@oxfamitalia.org Impaginazione e illustrazioni Gerarda Lo Russo, Patricia Soares, Demostenes Uscamayta Ayvar. Copertina Foto: Oxfam Stampa A cura di Edithink srl. - RM Tiratura Questo numero è stato stampato in 5.000 copie È consentita la riproduzione totale o parziale dei soli articoli, purchè venga citata la fonte.

Prima di gettare questa rivista nella carta passala a un amico interessato a conoscerci. Grazie. La rivista Oxfam Italia è stampata su carta ecologica certificata 100% riciclata, riciclabile, biodegradabile, priva di cloro.

Il rivestimento è in materiale plastico riutilizzabile, riciclabile, biodegradabile certificato.

Roberto Barbieri Direttore Generale Oxfam Italia

trasparenza responsabilità qualità certificate Nota sulla Privacy La presente pubblicazione vi è stata recapitata in quanto il vostro nominativo risulta inserito nell'archivio di Oxfam Italia, la quale provvede all’informativa prevista all’art 13 del D. Lgs 196/ 2003, comunicando che i dati sono raccolti per il perseguimento degli scopi individuati nello statuto dell’associazione. Il trattamento dei dati personali avviene mediante strumenti cartacei, informatici e telematici. Potranno venire a conoscenza dei dati solo gli operatori di Oxfam Italia e il personale dell’azienda incaricata della spedizione. Oxfam Italia garantisce, nel contempo, la sicurezza e la riservatezza dei dati. È possibile richiedere chiarimenti e informazioni circa le finalità e le modalità del trattamento cui sono destinati i dati. È possibile richiedere la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, nonché l’aggiornamento, la rettificazione o l’integrazione dei dati. Titolare del trattamento è l’Associazione Oxfam Italia, in persona del Legale rappresentante Francesco Petrelli. Ogni richiesta di informazioni in materia di protezione dei dati personali può essere richiesta al Responsabile del Trattamento dei dati, Ilaria Comanducci, inviando una raccomandata a/r presso la sede legale di Oxfam Italia, via Concini 19, 52100 Arezzo o inviando un fax al numero: 0575/1824872. Nota per i donatori Le erogazioni a favore di Oxfam Italia sono detraibili o deducibili dal proprio reddito. Leggi l’informativa completa su www.oxfamitalia.org

OXFAM ITALIA | MAGGIO 2013

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EMERGENZ A

OXFAM IN SOCCORSO ALLE FILIPPINE COLPITE DAL TIFONE HAIYAN di Riccardo Sansone, Responsabile di Oxfam Italia per gli aiuti umanitari

Oxfam è al lavoro nelle Filippine per dare acqua, cibo, riparo, ripristinando la rete idrica e garantendo servizi igienici.

V

enerdì 8 novembre il tifone Hayan ha colpito le Filippine, lasciandosi dietro un bilancio drammatico: tra i 10 e i 12.9 milioni di persone colpite, 4 milioni di sfollati e più di 350,000 persone rifugiatesi in 1,560 centri di evacuazione in 9 regioni. Circa 2.5 milioni di persone hanno bisogno di aiuti alimentari. Le provincie colpite sono le più povere della media nazionale, con circa quattro famiglie su dieci che vivevano sotto la soglia di povertà già prima dell’arrivo del tifone, occupandosi di agricoltura di piccola scala, pesca e piccoli lavori sottopagati nelle città. Molte di queste persone non hanno risparmi e hanno perduto tutti i loro beni. I bisogni più urgenti sono cibo, acqua pulita, ripari e servizi igienici. Oxfam è intervenuta prontamente con 4 squadre già presenti nelle zone colpite (Nord Cebu, Leyte and Samar), mettendo in atto un programma di aiuti che ha l’obiettivo di raggiungere 500.000 persone. Abbiamo spedito oltre 17 milioni di tonnellate di materiale igienico sanitario e strumenti per conservare e potabilizzare l’acqua dal deposito di Bicester, in Gran Bretagna. A Samar, Leyte e Cebu stiamo distribuendo 10.000 kit igienici, 55.000 taniche d’acqua e 1000 bagni chimici: garantire acqua potabile è una priorità quando si teme il diffondersi di epidemie. A Tacloban stiamo riparando la rete idrica di cui beneficeranno 100.000 persone. Milioni di persone inoltre soffriranno

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OXFAM ITALIA | dicembre 2013

la fame nei prossimi mesi, se i coltivatori di riso e i pescatori non riceveranno assistenza immediata. Oxfam lavora a Samar e Leyte, due zone chiave per la produzione di riso, aiutando gli agricoltori a ripristinare campi e fattorie, e distribuendo voucher ai pescatori per poter

ottenere gli strumenti per riprendere la propria attività. Vista la gravità della situazione e l’elevato numero di sfollati, per la prima volta l’11 novembre 2013 Oxfam Italia con AGIRE, di cui fa parte, si è unita alla Croce Rossa Italiana; insieme abbiamo lanciato un appello di raccolta fondi per portare ancora più soccorso alle popolazioni colpite.

LA PRIORITÀ: GARANTIRE ACQUA PULITA di Tata Abella-Bolo, Oxfam

La storia di tre sorelline e l’importanza di avere acqua potabile per sopravvivere all’emergenza “Abbiamo incontrato le sorelle Mondejar mentre tornavano a “casa”: una delle classi del liceo nazionale Daanbantayan, utilizzata come centro di evacuazione per 160 famiglie. Trasportavano l’acqua dal pozzo di Nanay Teofila Melendez, 82 anni, che ci ha spiegato: “La gente dovrebbe usare quest’acqua solo per lavarsi, dato che è mischiata con l’acqua salata. Ma manca l’elettricità, e quindi non rimane altra scelta che usarla anche per bere, dopo averla bollita.” Le bambine fanno questo tragitto 10 volte al giorno.

hanno gas solo per cucinare e, quando

Le sorelle Mondejar: da destra, Nelia, Sarah Jane, e Rizza Mae. Rispettivamente di 10,8 e 5 anni. Accanto la loro amica, Janny Pepito, 6 anni.

hanno sete, bevono l’acqua com’è.

Foto: Tata Abella-Bolo /Oxfam

Quando ho chiesto loro se fanno prima bollire l’acqua la madre e le altre donne mi hanno detto che non possono:

Anche se è salata”.


FILIPPINE

OXFAM NELLE EMERGENZE AMBIENTALI Salviamo le vite, e ci impegniamo perché le vittime dei disastri siano sempre meno Lo scorso anno, Oxfam ha aiutato 6.2 milioni di persone in 27 emergenze umanitarie. Siamo noti in tutto il mondo per la nostra immediata capacità di risposta alle emergenze: il terremoto ad Haiti, le alluvioni in Pakistan e la carestia nel Corno d’Africa e nel Sahel sono solo alcuni dei contesti in cui siamo intervenuti. Nelle emergenze l’igiene e la salute sono le prime cose a rischio. E salute e igiene vogliono dire una cosa: acqua. Una fornitura d’acqua potabile costante e sufficiente è cruciale per ridurre i rischi di malattie e per garantire la sicurezza e la dignità delle persone. Per questo distribuiamo oggetti essenziali all’igiene personale, costruiamo latrine e forniamo strumenti per la conservazione e la potabilizzazione dell’acqua come filtri, taniche e cisterne mobili. Lavoriamo a stretto contato con le comunità formando le persone – inclusi i bambini – sulle pratiche igieniche necessarie per evitare la trasmissione di germi e malattie. Oxfam Italia in particolare è intervenuta nell’Amazzonia ecuadoriana del nord. Abbiamo sostenuto le comunità colpite dalle alluvioni ripristinando le colture, l’allevamento e il sistema idrico, installando 40 cisterne per la raccolta dell’acqua piovana. Contemporaneamente abbiamo svolto una mappatura del territorio e abbiamo individuto le zone a rischio e i possibili rifugi, in modo da prevenire ulteriori disastri ambientali e umanitari. Ma emergenza non vuol dire solo aiuto immediato sul campo. Oxfam infatti è impegnata nella prevenzione e nella lotta al cambiamento climatico, facendo pressione sugli attori istituzionali sia a livello locale che internazionale perché si impegnino nella tutela del territorio e dei soggetti più vulnerabili che lo abitano. Difficile fermare un tifone, ma se il paese si impegna in una seria opera di prevenzione e riduzione dei rischi, il numero delle sue vittime può essere contenuto.

Foto: Epa/Dennis M. Sabangan

C

ibo, acqua pulita, servizi igienici, tende per ripararsi: i sopravvissuti hanno bisogno di tutto. Con 35 euro ad esempio ci aiuti a dar loro 10 secchi per la raccolta e il filtraggio dell’acqua; oppure, con 60 euro, 100 famiglie riceveranno un kit contenente tutto il necessario per l’igiene personale.

DONA ORA AIUTIAMO INSIEME I BAMBINI E LE FAMIGLIE FILIPPINE

OXFAM ITALIA | dicembre 2013

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EMERGENZ A

SIRIA: CON L’ARRIVO DELL’INVERNO IL TUO SOSTEGNO È INDISPENSABILE di Riccardo Sansone, Responsabile di Oxfam Italia per gli aiuti umanitari

La popolazione siriana sta vivendo un’emergenza umanitaria gravissima. Il numero di rifugiati è salito a 2 milioni. Oxfam è stata e sarà al loro fianco portando cibo, acqua, coperte, servizi igienici, privilegiando le persone più vulnerabili, come le donne e i bambini.

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a quando è iniziata la crisi siriana si stima che vi siano stati più di 100.000 morti, con una media di 5.000 al mese: un dato sconcertante. Oxfam si è attivata immediatamente per far fronte ai bisogni dei profughi che hanno cercato rifugio in Libano e in Giordania e, da qualche tempo, anche degli sfollati interni alla Siria. Fino ad oggi abbiamo aiutato più di 220.000 persone;

il nostro progetto è di raggiungere 650.000 persone entro la prossima primavera. Con l’arrivo dell’inverno, è il freddo il nemico principale dei rifugiati siriani, ospitati nei campi profughi palestinesi in Libano. Per questo abbiamo già iniziato a distribuire coperte, abiti caldi e stufe, consegnando inoltre buoni per l’acquisto di beni di prima

Libano. Zainah Ismail vive in una tenda con altre tre famiglie nella Valle della Bekaa. come tanti profughi, è costretta a stare in un rifugio privo di qualsiasi comodità e con l’arrivo dell’inverno le sue condizioni peggioreranno. Oxfam sta aiutando questa e altre famiglie distribuendo stufe e coperte e voucher per acquistare beni di prima necessità e cibo nei negozi locali. Foto: Luca Sola/Oxfam

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OXFAM ITALIA | dicembre 2013

necessità e come contributo all’affitto nelle case dei libanesi. L’esilio forzato ha un effetto particolarmente devastante sui bambini, sradicati dalla scuola, dagli amici, dai giochi, vittime di una quotidianità interrotta. Per questo Oxfam Italia, insieme con un’associazione locale, assiste i bambini nel campo di Al Jaleel, due ore di macchina a est di Beirut, nella valle della Bekaa, attraverso supporto psicologico e sociale. L’acqua continua ad essere un problema molto grave. Da questa estate abbiamo ottenuto il permesso di intervenire all’interno della Siria, nonostante le gravi difficoltà logistiche, dove concentriamo il nostro lavoro nella riparazione delle infrastrutture idriche e nella fornitura di cisterne, di cui beneficeranno circa 300.000 persone entro il prossimo marzo. In Giordania invece la maggioranza dei rifugiati – oramai più di 120.000 – si trova nel campo di Zaatari, dove Oxfam ha costruito locali docce, lavatoi e latrine per più di 20.000 persone, promuovendo attività di prevenzione igienica per impedire lo svilupparsi di malattie, assistendo anche coloro che hanno trovato rifugio fuori dal campo.


SIRIA

ONE TRIP, UN VISTO DI SOLA ANDATA di Paola Gennari Santori, fotografa ed Ethical consultant presso Officina Etica

Paola Gennari Santori si è recata in Libano, incontrando le donne siriane in esilio nel campo profughi di Burj El Shamali, a cui Oxfam offre supporto psicologico e assistenza

Campo profughi di Burj El Shamali, nel Sud del Libano, a pochi chilometri da Tiro. Un agglomerato di vicoli impastati di polvere e terra che conta più di ventimila persone. Qui il passato e il presente si intrecciano intorno alle vite dei rifugiati, discendenti dei palestinesi arrivati in Libano dopo le guerre arabo-israeliane del ‘48 e ’67, e siriani in fuga dal loro paese per un conflitto che sta causando un’emergenza umanitaria senza precedenti.    E’ a Burj El Shamali che incontro Mariam. In fuga dai bombardamenti, ha lasciato la Siria lo scorso gennaio e - come gli altri profughi - è potuta entrare in Libano con un visto di ingresso di sola andata. One Trip. E’ arrivata al campo con il marito e cinque dei suoi figli; il sesto, il più grande, era morto in autunno, falciato da una granata alla periferia di Damasco durante uno dei combattimenti più feroci dall’inizio della guerra civile. Oggi Mariam, insieme ad altre donne traumatizzate dalla guerra, circa una trentina, partecipa agli incontri di psicoterapia che Oxfam gestisce

D

nell’ambito dei progetti sociali e di supporto psicologico per i rifugiati. Samiha, la psicologa dell’Associazione Najdeh, partner locale di Oxfam per il progetto, dà inizio alla seduta. Le donne partecipano di buon grado. Dopo la diffidenza iniziale hanno tutte capito che essere qui le può aiutare a lenire il dolore e la disperazione, a placare l’ansia e la paura, e che quando si sentono perse, non sono sole.  Siedono tutte in circolo, alcune sulle sedie, altre a terra su cuscini e materassi, con i bambini più piccoli in grembo. A poco a poco le voci iniziano a sovrapporsi e il quadro di normalità si lacera per lasciare posto alla tristezza e alle lacrime. Un effetto domino. Molte piangono in silenzio, altre non fanno nulla per nasconderlo. Ecco allora che Mariam si alza, torce un fazzoletto bagnato di lacrime tra le mani ma lo sguardo è fiero, e dice “la mia casa è stata distrutta, ma io tornerò. Ho ancora le chiavi di casa, hanno l’odore delle mie cose, le guardo tutti i giorni e piango. Ma tornerò.”

urante un esilio serve tutto: dai filtri per depurare l’acqua agli animatori per i bambini. Con Oxfam si può scegliere da dove cominciare. Tende, cibo, acqua, kit di prima necessità. Ma anche ascolto, gioco per i bambini, prima accoglienza per far fronte all’emergenza degli affetti, spezzati dalla fuga.

La terapia di gruppo permette alle donne di liberare le proprie emozioni. Foto: Paola Gennari Santori

A ognuna viene dato un palloncino da gonfiare, chiedendo di chiudere gli occhi soffiando via dal cuore, con un profondo respiro, dentro il palloncino, le umiliazioni e la rabbia, la paura, la tristezza. Adesso c’è un’aria tranquilla, si chiacchiera, come fanno le donne in ogni parte del mondo, in pace e in guerra. Io mi avvicino a Mariam e le chiedo cosa c’è dentro il suo palloncino verde che ancora tiene stretto tra le braccia, lei mi guarda, ha un lampo negli occhi, e mi dice: “la mia casa.”

DONA ORA AIUTIAMO INSIEME I BAMBINI E LE FAMIGLIE SIRIANE

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EMERGENZ A

IL LAVORO IN EMERGENZA, TRA LEZIONI APPRESE E PROSPETTIVE FUTURE di Mark Goldring, Direttore esecutivo di Oxfam Gran Bretagna

Le emergenze non finiranno, e la vera sfida che ci attende è investire nella prevenzione e nella capacità delle comunità di rafforzarsi

S

ono trascorsi solo tre anni da quando il mondo è rimasto scioccato dal terremoto ad Haiti, e dalle alluvioni in Pakistan. Emergenze a cui governi e privati cittadini hanno risposto con grande generosità parliamo di 20.2 miliardi di dollari di aiuti internazionali. Al contrario, nel 2012, l’aiuto umanitario è sceso di più del 10% e gli appelli delle Nazioni Unite

sono rimasti scoperti per il 40% - la cifra più alta del decennio. Spostiamoci adesso ai giorni nostri, prima che il tifone Haiyan colpisse le Filippine con una forza devastante, in un anno che stava per finire con la Siria diventata la peggior crisi umanitaria degli ultimi vent’anni – dai terribili giorni del genocidio in Rwanda. Per non parlare dei milioni di persone

che soffrono in altri paesi, come la Repubblica Democratica del Congo, teatro di una megacrisi ormai protratta nel tempo, anche se vergognosamente ignorata dai media, ma che affligge ogni giorno migliaia e migliaia di congolesi. Così in quest’anno di emergenze multiple il mondo sarà in grado di rispondere alle crisi nelle Filippine, in Siria, in Congo? O nel 2013 saremo

Dolor Moralde e suo figlio ricevono uno dei kit distribuiti da Oxfam. Il panel intergovernativo sui cambiamenti climatici ha sottolineato il link tra il cambiamento climatico e variazioni nella “frequenza, durata, ricorrenza e intensità degli eventi climatici estremi”. Eppure la Conferenza ONU sul clima di Varsavia si è conclusa con un nulla di fatto in questo senso. Accanto all’impegno sul campo, Oxfam continuerà a fare pressione su organismi internazionali e governi si impegnino concretamente nella lotta al cambiamento climatico. Foto: Jane Beesley / Oxfam

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ricordati per non esserci riusciti? E’ la risposta umanitaria alle altre emergenze il vero test di quest’anno. Naturalmente l’aiuto non deve essere solo sufficiente, ma efficace, appropriato e rendicontabile. Ecco perché vi assicuriamo di aver imparato la lezione di Haiti, dello tsunami nell’oceano indiano, e dei troppi disastri del passato. Il rapporto di valutazione su Haiti, pubblicato lo scorso anno, ha riassunto bene le lezioni apprese.  La risposta umanitaria è andata incontro, e in alcuni casi ha persino superato, i bisogni immediati delle zone colpite. Tuttavia… se gli Haitiani fossero stati

più coinvolti fin dall’inizio le strategie, le politiche, e la gestione dei programmi a sostegno delle comunità colpite sarebbero state migliori. E’ penoso ricordare che la principale valutazione dopo lo tsunami, pubblicata nel 2007, ha detto qualcosa di simile. L’aiuto internazionale, è stato detto, “è stato tanto più efficace quanto più ha facilitato e sostenuto gli attori locali”. E mentre molto di questo aiuto ha fatto del bene, c’è un bisogno tremendo di fare meglio, e di sostenere gli sforzi delle comunità per riprendersi, e di investire molto di più nella prevenzione dei rischi.

Da una parte, questo è esattamente quello che Oxfam e molte altre agenzie di aiuto umanitario hanno fatto, incluso nelle Filippine. In risposta alle sofferenze causate dal tifone Ketsana nel 2009, Oxfam ha aiutato le organizzazioni non governative filippine a sviluppare il loro Consorzio di risposta umanitaria, pur rimanendo pronti a rispondere ai disastri come Haiyan qualora la loro capacità non fosse stata sufficiente. Questo con la consapevolezza che la sfida di tali disastri non sta solo nel rispondere ad essi, ma nel costruire la resistenza delle persone in caso di catastrofi future.

VOLONTARI IN EMERGENZA di Patty Laurel, Volontaria Oxfam

Cosa vuol dire fare il volontario con Oxfam in una situazione d’emergenza come quella nelle Filippine? Ce lo ha raccontato Patty Laurel, sul campo con il marito e il loro amico, il fotografo per Oxfam Paolo Ruiz.

“Dietro ogni decisione ci sono principi fermi; ma allo stesso tempo, si ha a che fare con i fattori esterni con un salutare grado di flessibilità. Si capisce che non tutto viene come pianificato (specialmente nei casi di emergenza come questi) e bisogna essere veloci a superare gli ostacoli, senza però allontanarsi dagli obiettivi. Voli che vengono cancellati, consegne che arrivano tardi, telefoni che non funzionano, strade deviate, permessi negati, senza parlare dei rischi per la sicurezza: lo staff di Oxfam deve fronteggiare questioni molto stressanti, ma continuiamo ad andare avanti, determinati a trovare sempre la soluzione più praticabile a ogni problema”.

Vincent Malasador, di Oxfam, con una delle vittime del tifone Haiyan a Paypay, a nord di Cebu, una delle zone più colpite. In due giorni, lo staff ha distribuito a 716 famiglie nella regione costiera di Daanbantayan kit igienico sanitari contenenti strumenti per la purificazione dell’acqua e oggetti per l’igiene personale, come spazzolino da denti, sapone, dentifricio, coperte, asciugamani e reti antizanzare. Foto: Jane Beesley / Oxfam

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EMERGENZ A

EMERGENZA, LE DONNE DI OXFAM SI MOBILITANO di Ilaria Lenzi, Oxfam Italia

Molte le personalità nazionali e internazionali che si sono mobilitate accanto a Oxfam a sostegno delle popolazioni in emergenza.

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urante un conflitto armato, le donne sono le più esposte alla violenza; così come sono le prime su cui ricade il peso di far fronte a un disastro ambientale, perché chiamate a sopperire ai bisogni primari della famiglia. E’ per questo che anche le

donne in Italia e nel mondo sono le prime a mobilitarsi. Così ha fatto Scarlett Johansson, Global ambassador di Oxfam, che questo mese ha lanciato un appello invitando a sostenere il nostro lavoro a favore delle vittime del tifone Haiyan.

Anche nel nostro paese sono state molte le personalità influenti del mondo della moda, della musica e dello spettacolo che si sono mobilitate al nostro fianco attraverso The Circle di Oxfam Italia, il network di donne di Oxfam che sostiene i progetti a favore delle donne che vivono in povertà.

Scarlett Johansson Foto: Andy Hall/ Oxfam Mary Robinson Foto: Jennifer O'Gorman / Oxfam

Ilaria DìAmico Foto: Paolo Spadacini/The Beef ©

Kristin Davis Foto: Andy Hall/Oxfam

Maurizia Iachino Foto: Paolo Siccardi / Oxfam

Mary Robinson, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha visitato il campo profughi di Dadaab, in Kenya, divenuto il più grande del mondo e in cui vivono ormai mezzo milione di persone in fuga dalla carestia, assistite da Oxfam e da altre organizzazioni. Anche le attrici Scarlett Johansson e Kristin Davis, Ambasciatrici Oxfam, hanno fatto visita al campo, dove Oxfam lavora garantendo acqua e servizi igienici. Ilaria D’Amico, conduttrice televisiva, ha dato il proprio volto alla campagna SMS di

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Paola Gennari Foto: Officina Etica Consulting

Oxfam a sostegno delle donne Per un futuro senza fame e ha condotto il secondo appuntamento di Women’s Circle, l’evento annuale promosso da The Circle a sostegno delle donne del mondo. La Presidente di Oxfam Italia Maurizia Iachino nel gennaio di quest’anno si è invece recata nei Territori Occupati Palestinesi, dove portiamo avanti attività a favore delle comunità beduine. Paola Gennari, fotografa, si è recata nel giugno scorso con Rai 1 e Marie Claire per documentare la vita dei profughi siriani in Libano.


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Rivista Oxfam Italia - Dicembre 2013  

La rivista di Oxfam Italia del dicembre 2013 è interamente dedicata all’emergenza.

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