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http:///osservatorionovara.liberapiemonte.it - Anno 2 - n° 6 - ottobre 2013

L’educazione tra storia e politica Domenico Rossi

“Il luogo per un discorso sulla pedagogia non è mai pedagogico” scrive Raffaele Mantegazza in Pedagogia della Resistenza. Il discorso pedagogico trova la sua giustificazione nella storia e, in particolare, nelle situazioni concrete di oppressione. L’idea guida di un essere umano costantemente chiamato a “essere di più” di ciò che è, ad impegnarsi perché altri vivano in condizioni migliori è il fondamento di ogni teoria e azione educativa. Se l’essere umano e le situazioni non fossero caratterizzate dalla storicità non ci rimarrebbe che il cinismo. Invece, la storicità ci consegna la possibilità concreta di intervenire sulle “cose degli uomini” e con questa possibilità ci consegna la responsabilità, anche se parziale, di ciò che succede. La pedagogia parte nella storia e sbocca nella politica; nel tentativo concreto di immaginare, sognare con altri e impegnarsi per costruire un mondo migliore. E’ in questo percorso che si comprende meglio come la legalità, da sola, non sia sufficiente. Essa è strumento, in un contesto democratico e costituzionale, per la realizzazione di un fine che, retroattivamente, la riveste di senso: la giustizia. Segue a pagina 6

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Sciolto per mafia il Comune di Sedriano

Mattia Anzaldi

Il Comune di Sedriano è stato sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata, dopo un anno ricco di tensioni in cui il comune alle porte del Milanese veniva già registrato come “sensibile” ad infiltrazioni mafiose nel post “caso Zambetti”. Lo scioglimento è stato deciso martedì sera (15 ottobre) dal Consiglio

dei Ministri: una decisione che nel turbine delle polemiche legate al Patto di stabilità è finita solo apparentemente in secondo piano. Ma per Novara, che dista da Sedriano una manciata di chilometri, è una notizia di quelle che fanno sobbalzare dalla sedia.Quello di Sedriano è il primo comune lombardo a venire sciolto

da un provvedimento del Governo per infiltrazioni mafiose, oltre che il più vicino al territorio novarese. 27 km, un tiro di schioppo. Si sfiorò già il commissariamento a Desio, dove però le dimissioni di massa anticipate dei consiglieri comunali ne evitarono il blocco.

SENTENZA Confermato l’ergastolo a Gurgone

ANALISI Liberazione e Speranza e la legge Merlin

NEWS DAI TERRITORI Alcuni articoli di cronaca

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La Corte d’Appello conferma l’ergastolo a Gurgone

Ryan Jessie Coretta

Nessuno sconto di pena per Francesco Gurgone, giudicato per la seconda volta come il mandante dell'omicidio di Ettore Marcoli. La Corte d'Appello ha confermato la sentenza di primo grado, fatta eccezione per l'isolamento diurno in carcere. Sollevata la moglie di Ettore, Susanna Pulici: «Il mondo è un posto un po' più giusto oggi», anche se, ovviamente «niente potrà mai risarcire me e mio figlio». Attende invece le motivazioni della sentenza, che la Corte depositerà tra trenta giorni, l'avvocato Giulia Ruggerone, secondo cui «evidentemente la Corte d'Appello ha ritenuto condivisibile la sentenza di primo grado, a mio parere ineccepibile». Ma cosa resta ai novaresi di questo processo? In primo grado l'accusa aveva definito Gurgone una «punta di lancia di una penetrazione con metodi mafiosi nel nostro territorio» e l'omicidio il tentativo di accreditarsi in ambienti malavitosi. Le due sentenze ai danni di Gurgone, insieme a quelle di condanna per Lauretta, Fagone, Mattiolo e Brezzi, non provano l'apparte-

Aula della Corte d’Aissese d’appllo di Torino

nenza dell'imputato a un'organizzazione mafiosa, ma mettono nero su bianco l'esistenza di un commando omicida e di un mandato di morte. I due elementi di quello che è stato definito dall'accusa un «metodo paramafioso», ancora più preoccupante, se ritenuto un modello replicabile da chi non è affiliato a nessuna associazione criminale.

Non solo. Questo processo ci ha anche offerto uno spaccato inquietante di un comparto importante dell'imprenditoria novarese, un mondo crepuscolare fatto di omertà e segreti. Ha dimostrato la sensibilità e la permeabilità del settore delle cave e dei rifiuti. Ma l'omicidio Marcoli ha soprattutto colpito profondamente l'opinione pubblica,

uno spartiacque nel modo di pensare Novara e il suo rapporto con le mafie, precedendo il “terremoto” di CrimineInfinito prima e di Minotauro dopo. Novara, città «del giorno dopo», riceve una pesante eredità: la responsabilità di mantenere l'attenzione viva perché in futuro la giustizia arrivi prima del sangue.

Criminalità organizzata e il linguaggio degli incendi dolosi Ryan Jessie Coretta

Al posto della consueta candelina un rogo doloso. Compiva un anno la pizzeria d'asporto di Carpignano Sesia "Pizza e via", quando, nella notte tra il 13 e il 14 settembre, un incendio distrusse la vetrina dell'esercizio. La titolare non ebbe dubbi: «Qualcuno mi ha fatto un “regalo” di cui avrei fatto volentieri a meno». I residenti segnalarono un'auto sospetta: «Si è fermata e poi è ripartita a tutta velocità probabilmente dopo aver versato una sostanza infiammabile come innesco e aver appiccato il rogo». Se a volte un gesto vale più

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di mille parole, figurarsi un incendio. E questo è solo l'ultimo caso di rogo che "dice" qualcosa, non dobbiamo andare troppo lontani nello spazio e nel tempo per trovarne altri. Solo l'anno scorso, per esempio, si sono verificati a Galliate tre incendi in serie: tra il 26 e il 27 febbraio all'osteria “Le due colonne”, il 5 marzo al ristorante “Costa Grande Tabernae Zara”, il 16 marzo al deposito dell’impresa edile "EdilCoop" in Via Varallino. Difficile considerarla una semplice coincidenza. Proprio a Galliate, in occasione dell'incontro "Mafie al

Nord" del 4 maggio scorso, il professore Nando Dalla Chiesa ci metteva in guardia contro gli incendi, una vera e propria forma di linguaggio della criminalità organizzata, che sono troppo spesso trascurati o considerati singolarmente, senza una visione d'insieme. Non a caso si tratta di un tipico "reato-spia", quel tipo di illecito che può segnalare la presenza di un gruppo criminale. A volte si scrive incendio e si legge intimidazione, controllo del territorio. Impariamo a leggerli questi "segnali di fumo".


«Una scuola come palestra di democrazia» Angela Emanuele

L'educazione alla legalità è centrale per chi crede che le mafie non siano solo un problema di criminalità da contrastare con un'azione repressiva, ma siano espressione di una cultura basata sulla legge del più forte, a cui bisogna rispondere con un'azione preventiva che parta dalle diverse agenzie educative, in primis la scuola. Per questo Libera organizza ogni anno una formazione nazionale per insegnanti ed educatori dal titolo “Abitare i margini” e una tappa di questa formazione si è svolta a Novara con il seminario “L'educazione alla legalità nella lotta alle mafie”. «É dalla scuola e dagli altri contesti educativi che parte la crescita civile del cittadino attraverso la costruzione di

percorsi di giustizia sociale che siano alternativi a quello mafioso». Queste le parole di Michele Gagliardo, di Libera Formazione, relatore al seminario. Il professor Raffaele Mantegazza, docente universitario alla Bicocca di Milano, ha esortato gli insegnanti a colonizzare quella dimensione “pre-politica” che permetta ai giovani di fissare nella propria essenza di cittadino democratico i valori insiti nella nostra Costituzione. Lo ha fatto perché si possa ricostruire una nuova narrazione di società in cui si affermi per cosa si sta lottando e non solo contro cosa si lotta. A quale scuola dobbiamo allora pensare? «A una scuola dell'emancipazione che abbia un

progetto di riscatto sociale» così risponde Domenico Chiesa, membro del CIDI (Centro di Iniziativa democratica degli insegnanti). «Una scuola – prosegue Chiesa – in cui il merito corrisponda ad una maggiore assunzione di responsabilità da parte dello

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Tra i banchi per cambiare il mondo

studente perché è solo praticandola che si impara, diventando così una palestra di democrazia». Così si può arrivare al cambiamento della società, attraverso queste azioni politiche che incidono sulle scelte e il fare quotidiano di ognuno.

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Liberazione e speranza: a Novara oltre 100 alloggi “hard” Giuseppe Passalacqua

Il fenomeno del traffico degli esseri umani è una delle emergenze criminali della società contemporanea. Il meccanismo è noto. Consiste nel reclutare, trasferire o accogliere persone ricorrendo a coercizione, inganno o abuso, a fini di sfruttamento. Si può affermare che costituisca una delle più gravi ed inquietanti forme di reato con una dimensione mondiale, coinvolgendo decine di migliaia di persone, in particolare donne minori. Negli ultimi anni, l’immigrazione clandestina e il traffico di esseri umani hanno assunto livelli talmente imponenti da diventare, considerati gli enormi risvolti economici in gioco, uno dei principali business del crimine organizzato transnazionale, assieme al commercio delle armi e della droga. Dopo la martellante propaganda sulla legge Merlin e l’annuncio di referendum popolari, Parole strabiche ha deciso di approfondire il tema, intervistando Andrea Lebra ed Elia Impaloni, dell’associazione Liberazione e Speranza Onlus Novara. Da oltre 10 esplosivo della tratta dalla anni, Liberazione e Speranza Romania alla Bulgaria, ribasso lotta a fianco delle giovani vit- dei prezzi e tariffe forfettarie, time di tratta a scopo di sfrut- sfruttamento del lavoro 24 ore su 24. «Insomma non c’è tamento sessuale. Secondo i due responsabili, le stato nessun apprezzabile polemiche sulla legge Merlin miglioramento» spiega Elia non toccano quello che è il Impaloni. E a Novara? Come è centro del problema, ovvero il la situazione in questo momentraffico e lo to? “La sfruttamensituazioto di esseri ne – conumani. «Il Da oltre 10 anni t i n u a rischio – Liberazione e Impaloni dice Andrea negli Lebra – è Speranza lotta ultimi che i netmesi, è work crimia fianco delle giovani peggionali possavittime rata». Se, no controlinfatti, in lare questo di tratta strada il stato di fenomea p p a re n t e no è legalità». Qualche settimana fa il quoti- stato almeno in parte debelladiano Die Spiegel ha pubbli- to, «esistono – aggiunge cato un dossier sulle prostitu- nella sola città di Novara zione legalizzata e il fenomeno almeno 110 casi di prostitudei sex workers in Gemania. A zione, dove la maggior parte dieci anni dalla completa delle giovani non sono certalegalizzazione, le conclusioni mente libere di svolgere quesono allarmanti: aumentato sta attività». Come Onlus

«abbiamo avviato un’ indagi- ancora in corso, ma pare già ne sul fenomeno della prosti- evidente che in città esistono tuzione indoor – spiega il refe- ormai più di un centinaio di rente di Liberazione e alloggi “hard”. Speranza - partendo dagli Abrogando interamente la annunci online e dalla carta legge Merlin, spiega Lebra, stampata. Ebbene, è stato «l’esercizio della prostituzione verificato che molti numeri assumerebbe le caratteristiche compaiono negli annunci che di qualsiasi altra prestazione lavoradi sesso tiva autonoin interma, con l’agnet sono C’e’ un’organizzagravante che gli stessi zione che gestisce il relativo che sui sfruttamento giornali questo mercato, che non conol o c a l i scerebbe pubblicati prende gli appuntaalcun tipo di da prementi e dirotta limitazione o sunti carcontrasto». tomanti o i clienti Abrogandola massaggiatrici. parzialmente v e r re b b e ro Pertanto riaperte le è evidente che c’è un’organizzazione “case chiuse” e succederebche gestisce questo mercato, be ciò che è successo in che prende gli appuntamenti e Germania negli ultimi dieci dirotta i clienti da questa o anni. «La prostituzione - conclude Lebra - va prevenuta e quella ragazza. Questa non è prostituzione combattuta». Il problema è la prevenzione. libera. E’ invece un fenomeno quindi preoccupante». L’indagine è Bisogna lavorare sul cliente.

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Legge Merlin. Tutto legale?


L'intervista alla comandante della squadra mobile Alessandro Buscaglia

Durante il coordinamento provinciale di Libera Novara dello scorso 8 ottobre è intervenuta Silvia Passoni, comandante della squadra mobile di Novara, per raccontare e approfondire le recenti vicende che hanno coinvolto il nostro territorio. Argomento principale l’operazione che a luglio ha portato all’arresto, tra gli altri, dei fratelli Lorenzo e Giuseppe Di Giovanni con l’accusa di turbativa d’asta e intestazione fittizia di beni. «Giuseppe con il fratello Lorenzo si sono interessati per favorire i Portolesi nel recupero dei mezzi a loro confiscati durante l’operazione Minotauro» racconta Passoni. «I Portolesi – esponenti della ‘ndrangheta di Volpiano – hanno chiesto auto ai Di Giovanni che hanno coinvolto altri amici operanti nel bresciano». Azioni sufficienti per contestare loro l’aggravante di favoreggiamento di associazione mafiosa. Nel marzo di quest’anno Giuseppe Di Giovanni era stato condannato in primo naggi degni di interesse». grado dal Tribunale di L’attenzione della squadra Novara a tre anni di reclusio- mobile è anche per il delicane per il reato di usura, poi to settore delle cave. «Il momento ad aprile di svolta è l’arresto s t a t o per la sua l’omicidio partecipaMarcoli» zione a un spiega la complesI Portolesi – espocomanso mecnenti della ‘ndranghed a n t e . canismo «Adesso, di frode ta di Volpiano – hanno grazie al assicurachiesto auto ai Di tavolo in tiva. Sullo prefettura sfondo i Giovanni che hanno la polizia suoi rapcoinvolto altri amici ha iniziato porti la ad inte‘ndranoperanti nel bresciano ressarsi g h e t a del prolombarda blema con emersi la forestadurante le, le risorl’operazione Infinito, nella quale se però sono poche». In comunque non è stato mai conclusione è arrivato l’inviindagato. Per Lorenzo vale to a mantenere viva l’attenla pena ricordare la condan- zione su queste tematiche: «La repressione non basta, na per omicidio. «Ma non sono i soli; a si lavori sull'informazione e Novara ci sono molti perso- la formazione».

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Novara non è un’isola felice

16/09/2013 “Estorsione a Casale. Novarese è arrestato” LA STAMPA Aveva contratto un debito di alcune migliaia di euro e qualche giorno fa gli erano arrivate diverse telefonate di minacce, anche di morte: «Devi restituire i soldi o farai una brutta fine». Ha fissato un appuntamento per la consegna del denaro al quale si sono presentati anche i carabinieri, che hanno arrestato i due strozzini: tra loro il novarese Giuseppe Sciacca, 31 anni, finito in manette per concorso in estorsione domenica mattina a Casale Monferrato (Alessandria) in compagnia del coetaneo Calogero Bisignano, residente in città. Avevano preso di mira un architetto casalese che stava consegnando loro un assegno circolare da 14 mila euro.

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ottobre 2013

‘Ndrangheta a Sedriano Sciolto per mafia un comune a 27 km da Novara Mattia Anzaldi

Segue dalla prima Sindaco di Sedriano è (o meglio, era) Alfredo Celeste, professore di religione, coordinatore cittadino del Pdl, nonché membro dell’assemblea nazionale che decretò la nascita del nuovo partito “Il Popolo della Libertà”. Dalla sua scheda istituzio-

nale si legge anche del suo ruolo di vice coordinatore vicario provinciale del Pdl di Milano e consigliere comunale ininterrottamente dal 1985. Per lui i guai iniziarono con lo scoppio del cosiddetto “caso Zambetti”, ovvero con l’arresto dell’ex assessore lombardo alla Casa, per l’accusa di voto di scambio con le cosche

(4000 voti per la campagna elettorale del 2010) e concorso esterno in associazione mafiosa. Anche per Celeste scattarono le manette. Al centro dei rapporti di Zambetti con la ‘ndrangheta, saltava fuori il nome del faccendiere Eugenio Costantino, per i magistrati vera e propria cerniera tra le cosche e le pubbli-

che amministrazioni. Connivenze importanti che interessano, secondo l’accusa, anche l’attività del sindaco Celeste. Secondo le carte, infatti, Costantino sarebbe riuscito “ad asservire a fini corruttivi il primo cittadino di Sedriano”, ottenendo, in questo modo, “una serie di promesse e di assegnazione di lavori pubblici gestiti dalla sua amministrazione comunale”. Uno scambio che, stando alla tesi dell’accusa, sarebbe stato favorito in particolare modo dal medico Marco Scalambra, marito della capogruppo Pdl proprio a Sedriano. Questo è quanto ha scritto il Consiglio dei ministri nella comunicazione ufficiale sui due scioglimenti: «Al fine di consentire le operazioni di risanamento delle istituzioni locali, nelle quali sono state riscontrate forme di condizionamento della vita amministrativa da parte della criminalità organizzata, il Consiglio ha deliberato, su proposta del Ministro dell’interno, lo scioglimento dei Consigli comunali di Sedriano (Milano) e di Cirò (Crotone)».

L’educazione tra storia e politica Domenico Rossi

Segue dalla prima Anche di questo si è parlato giovedì 3 ottobre durante il seminario dal titolo “Il ruolo dell’educazione alla legalità nella lotta alle mafie”. Un momento di studio che nasce dalla consapevolezza che la sola repressione, azione di forza da parte di magistratura e forze dell'ordine non è sufficiente. Occorre una più ampia strategia che vede in prima linea le agenzie educative, tra le quali in primis

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la scuola. Educare alla fiducia, al rispetto reciproco, al sentirsi parte di una comunità significa costruire un

paese libero dalle mafie. Superare gli individualismi, le solidarietà corte (che sono il principio delle cosche) significa allargare

il principio inclusivo del vivere insieme. Crescere comprendendo che il mio destino è legato al destino della comunità a cui appartengo. Non sto bene "contro gli altri", ma solo "con" gli altri. Solo così è possibile comprendere come la legalità non sia una cappa di piombo imposta alle persone per complicare loro la vita, ma l'aspirazione al massimo di giustizia possibile.


ottobre 2013

Riuso dei beni confiscati: alta tensione a Cuorgnè Intimidazioni al Sindaco e al comandante della Polizia Municipale Alessandro Buscaglia

Nelle carte dell’operazione presso i boss torinesi per Minotauro la città di Cuorgnè portare voti a Fabrizio Bertot, ricorre spesso. Prima dell’in- candidato del centrodestra tervento della magistratura ed ex sindaco di Rivarolo Torinese il piccolo comune – Canavese, comune poi sciolpoco più di 10mila abitanti – to per infiltrazioni mafiose. nel profondo nord della pro- Dopo tre anni dall’operazione vincia di Torino era il regno della DDA di Torino, malgradegli Iaria. do le condanne e la morte B r u n o per malatIaria, contia di dannato Giovanni con rito Iaria, la La pressione abbreviato pressione mafiosa a 13 anni e mafiosa a 6 mesi di Cuorgnè a Cuorgn non detenzionon semne, era il bra essersembra essersi capo della si allentaallentata. locale di ta. Cuorgnè e Quella uno dei appena personagtrascorsa gi di spicè stata co della ‘ndrangheta pie- un’estate caratterizzata dalla montese. Lo zio, Giovanni, tensione e dalle intimidazioera stato un influente politico ni. A farne le spese sopratlocale negli anni ’80, sociali- tutto l’amministrazione sta ed ex amministratore del comunale, guidata da comune di Cuorgnè. Giuseppe Pezzetto, vincitore Per lui, sempre con il rito a sorpresa delle elezioni abbreviato, si era giunti a un svoltesi nel maggio del 2011, condanna a 7 anni e 4 mesi un mese prima dell’operazioper voto di scambio nell’am- ne Minotauro. bito delle elezioni europee La prima intimidazione risale del 2009, durante le quali si ai primi giorni di luglio: viene impegnò come intermediario ritrovato un fucile giocattolo,

senza il tappo rosso, inca- l’attenzione verso il fenomestrato tra le maniglie del por- no dell’infiltrazione della critone principale del palazzo minalità organizzata nel terricomunale. Un mese e mezzo torio alto canavesano sia ai dopo nel centro di smista- massimi livelli, e che chi ha mento della posta di Torino espresso con parole e gesti viene intercettata una busta la condanna di tale fenomecon dei proiettili indirizzata al no non venga lasciato solo”. sindaco Pezzetto e al Colpisce il fatto che questi g e s t i comandante s i a n o della Polizia s t a t i Municipale, compiuti A n d r e a verso L’attenzione proprio Pappalardo. della criminalita’ mentre Difficilmente l’amminile indagini terrinel organizzata straziosaranno in ne, insiegrado di torio alto canavesame alle rivelare gli no sia ai massimi associaautori di z i o n i q u e s t o livelli gesto, ma la della città tra cui pressione Libera, si sale. Tra i primi ad esprimere soli- trova a discutere di un possidarietà il presidio di Libera bile riutilizzo sociale della “Luigi Ioculano” di Cuorgnè. villa confiscata agli Iaria. A Nel loro comunicato stampa fine settembre è stata approsi afferma che: “In un vata quasi all’unanimità – un momento delicato come solo astenuto – dal consiglio quello attuale, con il comunale la proposta di fare Processo di primo grado richiesta al Demanio per l’aclegato all’operazione quisizione a titolo gratuito Minotauro che sta volgendo dell’immobile; l’intenzione al termine, e con il tentativo sarebbe quello di trasformardella ‘ndrangheta di rialzare lo in un rifugio per senzatetla testa, è importante che to.

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NEWS DAI TERRITORI

a cura di Angela Emanuele

05/09/2013 “Governo battuto su giochi d'azzardo. Ok mozione Lega: vietate nuove attività”

La Repubblica

ROMA - Il governo è stato battuto in aula al Senato nella votazione di una mozione della Lega Nord che vieta per un anno l'apertura di nuovi centri per i giochi d'azzardo elettronico on line e nei luoghi aperti al pubblico. Il documento del Carroccio è stato approvato a larga maggioranza nonostante il parere contrario dell'esecutivo. Il punto di contrasto è rappresentato dalla moratoria di 12 mesi per l'apertura di nuovi centri per i giochi d'azzardo inserita nella mozione della Lega Nord, che secondo Giorgetti rappresenta un "termine così perentorio da risultare inapplicabile, se non creando un conflitto con i diritti esistenti dei concessionari che hanno vinto le gare e perdendo 6 miliardi di gettito".

Novara.com

22/07/2013 “Caso Tubor, 16 condanne e 4 assoluzioni” Il collegio formato dai giudici Elena Ceriotti, Vinicio Cantarini e Claudio Michelucci ha letto la sentenza del processo del decennio per il tribunale di Verbania, quello sul giro di false fatture per frodare il fisco attraverso rimborsi iva non dovuti che vide coinvolte diverse aziende del Verbano e del Cusio, su tutte la Radiatori Tubor di San Bernardino Verbano, simbolo dell'inchiesta. Delle 17 persone fisiche imputate è stato assolto solo Elvio Betteo, membro del consiglio d'amministrazione della Tubor. Tutti condannati invece gli altri 16, con pene dagli 8 mesi agli 8 anni. Le condanne più dure per l'ex funzionario dell'Agenzia delle entrate di Verbania Rolando Russo e per l'imprenditore cusiano Daniele Morea.

Il Fatto Quotdiano

18/10/2013 Corruzione, l’ex sindaco di Buccinasco Cereda condannato a 4 anni e 3 mesi Lo hanno visto in prima fila più volte in occasione delle udienze per i processi a Silvio Berlusconi. Questa volta, invece, in prima fila – nell’aula del tribunale di Milano, c’era lui: l’ex sindaco di Buccinasco Loris Cereda (Pdl) è stato infatti condannato a 4 anni e 3 mesi di reclusione, che già era finito in carcere nel marzo del 2011 nell’ambito di un’inchiesta su un giro di tangenti legate ad appalti per la nettezza urbana e per il cambio di destinazione d’uso di alcune aree della cittadina. I giudici della quarta sezione penale hanno accolto in sostanza le richieste del pm Sergio Spadaro. Il tribunale ha inflitto altre tre condanne a pene comprese tra 4 mesi e un anno e 3 mesi.

La Nazione

11/10/2013 - ‘Ndrangheta in Toscana: tredici arresti Operazione antimafia in corso in Toscana e in Calabria da parte dei carabinieri del comando provinciale di Lucca che stanno procedendo, in Toscana e Calabria, all’esecuzione di 13 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Firenze, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia. Gli indagati, nelle province di Lucca, Pistoia, Crotone e Reggio Calabria, sono accusati di far parte di due distinte associazioni per delinquere: una finalizzata ad estorsioni, minacce, incendi e detenzione di armi, l’altra al traffico di stupefacenti.

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Parole Strabiche - Ottobre 2013  

Numero di Ottobre del periodico di approfondimento dell'Osservatorio Provinciale sulle mafie di Libera Novara.

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