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notiziario di artogne

piazze ed acquebone

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Natale 2012 - Dicembre


Sommario 3 4 5 10 12 13 15 17 19 19 20 22 23 25 28 28 29 32 34 35 38 44 48 54

Santo Natale 2012 Appuntamenti Cronaca Parrocchiale Finalmente Oratorio Da “Anni difficili” Come Far Fronte Alle Spese Il Restauro Conservativo Dell’oratorio Cronologia Opere Di Restauro Rendiconto Economico Restauro Dell’oratorio Ringraziamenti La decisione di ristrutturare? Una necessità, non un capriccio L’anno Della Fede - 50 Anni Fa Il Concilio Dio Cerca L’uomo - L’uomo Cerca Dio Cristiani Della Paura O Del Coraggio? La Pagina Di Piazze Avviso Di Vendita A Piazze Grazie San Rocco 2012 Donne Cattoliche Terremotati Vita dell’Oratorio Identità, Differenza, Relazione = Amore Anagrafe Parrocchiale Battesimi Comunitari 2013

In copertina: Tiziano, La Sacra famiglia con un pastore Oratorio di Artogne, anni ‘70

n. 75 - Natale 2012

Stampa: Tipolitografia Quetti Mattia - Artogne Fotocomposizione: thedon Fotografie: Paolo Scarsi


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Santo Natale 2012

LA PAROLA DEL PARROCO

arissimi di Artogne, Piazze ed Acquebone. Non si sfugge al fascino del Natale. Ma è anche facile tradire il senso di questa festa togliendole la sostanza, riducendola ad un guscio, ad un simbolo. Cerchiamo di non cadere nella trappola di un Natale frenetico, frivolo, godereccio, che non è altro che una festa pagana, una festa consumistica. Per manifestare la gioia che pervade questa ricorrenza la tradizione ha cercato di presentare quanto di più bello e di più buono si possa esprimere. Luci e colori fanno da contorno. Natale è la celebrazione di un dono di Dio fatto all’umanità: il Figlio che si fa uomo per essere il Dio con noi. Da quel momento l’uomo non può più sentirsi abbandonato, in balia di se stesso, come un orfano. La Sua è una presenza che ci accompagna, ci sostiene e ci infonde speranza, ognuno di noi sta nel suo cuore. Natale 2012 arriva in un momento socialmente ed economicamente critico. Tutti i paesi della cosiddetta area occidentale sono percorsi da varie difficoltà. Eravamo abituati al pensiero che il benessere fosse in continua crescita. Ci accorgiamo, al contrario, di vivere nuove precarietà e insicurezze. Soprattutto il mondo del lavoro continua ad essere in affanno e non pochi hanno perso il lavoro o sono in cassa integrazione. Sappiamo quanto tutto ciò possa influire negativamente sul clima familiare. Siamo vicini a queste persone 3 e comprendiamo il profondo disagio che stanno vivendo. Potessimo avere la bacchetta magica per risolvere questi problemi, ma così non è. Speriamo sempre in un futuro migliore e per questo preghiamo. Chi ci governa, in buona parte, ha dato prova di scarso senso morale ed etico, anche per questo ci sentiamo presi in giro. La parola di Dio però è saggia e santa: ci mette sull’avviso. Ogni cosa, ogni conquista ha in sé un carattere di finitezza e di precarietà. Dimenticare questo significa coltivare l’illusione. Tutto nel mondo e nell’opera umana è relativo. Il salmo 49 ai versetti 12 e 21 ci ricorda: “l’uomo nella prosperità non dura, non comprende, è come gli animali che periscono”. La storia ci dà molteplici esempi della veridicità di queste parole. Il Papa spesso richiama i cristiani a scegliere la sobrietà come stile di vita. Questo invito diventa ancora più urgente in preparazione alla festa del Natale. È necessario coltivare la virtù della carità imparando a scardinare da noi l’egoismo che flagella la nostra società. San Paolo ci ricorda come Gesù da uomo ricco si è fatto povero per arricchire la nostra povertà. Sono tanti i credenti che hanno seguito e seguono Gesù su questa strada, diventando ricchi di amore. Ogni Natale è una celebrazione dell’amore di Dio per ognuno di noi, non dimentichiamolo. Buon Natale a tutti, soprattutto a chi non se lo sentirà rivolgere da nessuno, perché è solo. Don Italo


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Appuntamenti Dicembre 21 ore 8,30 S. Messa, ritiro e confessioni in Chiesina ore 14,30 confessioni elementari, medie e superiori ore 20,30 Penitenziale 23 ore 15,00 alla Casa di Riposo celebrazione natalizia per gli ospiti 24 Messa di mezzanotte 25 S. Natale 26 S. Stefano 31 Ringraziamento di fine anno e ricordo defunti 2012

Gennaio 2013 1 Solennità di Maria Madre di Dio. XLVI Giornata Mondiale della pace 6 Epifania. Benedizione bambini e arrivo dei Magi 18-25 Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 31 S. Giovanni Bosco

Calendario della comunità

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Febbraio 2 Presentazione del Signore - candelora ore 18,30 I Cooperatori Salesiani ricordano San Giovanni Bosco e gli amici deceduti. 3 XXXV Giornata nazionale per la vita. S. Biagio. Benedizione della gola 13 Mercoledì delle ceneri. Inizia la Quaresima. Digiuno e astinenza

Marzo 19 S. Giuseppe festa del Papà 22.23.24 Sante Quarantore 24 Domenica delle Palme. Benedizione Palme e processione 28.29.30 Triduo Pasquale 31 Santa Pasqua

Maggio 25 Cresime e Prime Comunioni. Ore 18.30 Presiede Mons. Cesare Polvara, Provicario Generale.


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Cronaca Parrocchiale 24 Febbraio

Via Crucis in Chiesa. Giusta intuizione quella di celebrare la Via Crucis settimanale presso le nostre chiese. Questa sera si è iniziato dalla chiesa madre, quindi, nei venerdì successivi presso la chiesa di Acquebone, S. Andrea, Piazze per concludere presso la Madonnina. La partecipazione, in tutte le chiese, è stata molto buona. Questo fa onore alla comunità cristiana ed è stimolo per coloro che, per il momento, non si sentono di impegnarsi in modo attivo. Testimonianza e preghiera possano scaldare i cuori tiepidi o freddi. Durante la messa, presentazione dei cresimandi alla comunità.

Ore 20,30 Centri di Ascolto nelle famiglie che ci ospitano.

25 Marzo

Ore 14 Partecipiamo alla Fiera Agricola e del bestiame: benedizione degli animali.

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29 Marzo

Presso l’abitazione di Gianluigi Guerini si celebra la S. Messa di chiusura dei Centri di Ascolto. Buona partecipazione. 28 Febbraio Ci incontriamo con gli animatori dei Ringrazio di cuore la famiglia Guerini per la generosa ospitalità. Centri di ascolto.

don Italo e don Adriano augurano a tutti Buon Natale e Un Felice Anno Nuovo

CRONACA

26 Febbraio

1.8.15.22 Marzo


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5.6.7 Triduo Pasquale

Nella S. Messa ci uniamo alla Cena del Signore, alla Via della Croce e alla Sua Risurrezione.

8 Aprile - Santa Pasqua

30.31.1 Marzo Sante Quarantore

CRONACA

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Al centro poniamo l’Eucaristia origine e culmine della vita cristiana. Abbiamo bisogno di riscoprire il valore dell’adorazione e della contemplazione. Siamo troppo distratti da tante cose inutili e ci lasciamo sfuggire ciò che veramente vale.

1 Aprile Domenica Delle Palme

Il Signore risorto possa abitare la nostra vita riempiendola di gioia e letizia.

9 Aprile - Pasquetta.

In occasione della manifestazione i tre campanili benediciamo i trattori dei lavoratori della terra.

15 Aprile

Domenica della Divina Misericordia. Si concede l’indulgenza plenaria alle solite condizioni.

Prima del triduo pasquale ci avviciniamo al luogo della Passione e morte di Gesù. Dall’oratorio, in processione ci rechiamo in Chiesa per ascoltare la lettura della Passione del Signore e per partecipare all’Eucaristia.

4 Aprile

Ore 20,30 Via Crucis per il paese. Bella Un cuore contrito è gradito a Dio, nella suggestiva e ben preparata, soprattutto Sua misericordia perdona. partecipata.


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29 Aprile

14 Maggio

Alla S. Messa delle 10,30 sono presenti Consiglio Pastorale Affari Economici. i rappresentanti dei chierichetti della Zona. Al pomeriggio, ore 15, Prime 26 Maggio Sante Cresime E Confessioni. Prima Comunione Il Vescovo Morandini fa il bis.

3 Maggio

Consiglio Pastorale. Argomento: il lavoro di ristrutturazione dell’oratorio che a breve inizierà.

6 Maggio

La S. Messa delle ore 18,30 è animata dalla Scuola di Vita familiare a conclusione delle attività svolte nel corso dell’anno.

11 Maggio

Ore 20,30 prove e confessioni per cresimandi, padrini, madrine e genitori.

12 Maggio Sante Cresime

S. Messa per gli Anniversari di matrimonio. L’ abbiamo chiamata festa della fedeltà. Gli inviti sono stati portati a 163 coppie. Molti hanno partecipato alla Messa e al pranzo conviviale in oratorio gustando un ottimo spiedo. A tutti il mio grazie. Ai partecipanti, alle mamme che hanno portato gli inviti e predisposto l’aperitivo dopo la S. Messa, a tutti coloro che non hanno potuto essere presenti.

24 Luglio

Consiglio Pastorale

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CRONACA

Il Vescovo Morandini amministra la Cresima a 30 nostri ragazzi.

10 Giugno


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26 Luglio

1-2 Novembre - Solennità Dei Fiamme Verdi. Celebrazione della S. Santi E Commemorazione Dei Messa al Cimitero per ricordare tutti i Defunti

caduti.

16 Settembre

Festa Patronale dei Santi Cornelio e Cipriano. Per la prima volta concelebrano don Italo e don Adriano. È giorno festivo e i sacerdoti sono impegnati nelle loro parrocchie. Alcuni ci raggiungono per il pranzo in oratorio. Siamo comunque in buona compagnia.

11 Novembre

Giornata del Ringraziamento. Grazie alla famiglia che ha portato i cesti da portare all’altare e a chi ha fatto un’offerta in danaro.

18 Novembre

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CRONACA

Molto partecipati questi momenti liturgici. Abbiamo celebrato la S. Messa anche il 3 e il 4 novembre al cimitero, per dare a tutti la possibilità di parteciparvi. Anche a Piazze e ad Acquebone siamo andati a celebrare alle ore 15,00 al cimitero, con buona partecipazione.

21-28 Ottobre

Gli Alpini si ritrovano in chiesa e ringraziano il Signore per l’anno trascorso in serenità. Nell’occasione ricordano gli amici andati avanti. Il ritrovo davanti al desco conclude la bella iniziativa.

Settimana vocazionale della Zona Preghiamo e partecipiamo all’incontro per sacerdoti, religiose, catechisti. Poca partecipazione. 24 Novembre Bisognerà ristudiare questi incontri La Banda Musicale di Artogne si esibisce nell’ottavo Concerto di S. Cecilia. 30 Ottobre Nella palestra comunale, molto Convocazione Consiglio Pastorale. affollata, assistiamo ad una magnifica All’Ordine del Giorno: Stato lavori esibizione. dell’oratorio, l’anno pastorale, il Sinodo I numerosi componenti della Banda, Diocesano, le iniziative a livello di Unità diretti dal Maestro Guido Poni, Pastorale con Gianico e probabilmente eseguono brani che spaziano dal Va con Piancamuno, gli interventi di Pensiero, all’omaggio a Battisti, per manutenzione presso il teatro, nella concludere con Volare. Molto gradita chiesa parrocchiale e in canonica. e ben eseguita l’aria del Barbiere di


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Siviglia. Complimenti per l’impegno e la bravura.

27 Novembre

del restauro dell’Oratorio. I mattoncini ci invitano alla collaborazione. Piccoli e grandi possono dare una mano per il bene dell’oratorio che è ristrutturato per i nostri figli.

CRONACA

In Canonica incontro con il Sindaco, il vice Sindaco, l’assessore Serioli, il Sig. Attilio Ghirardelli per parlare 4 Dicembre dell’oratorio che è in ristrutturazione. Inviata al Sindaco e all’Amministrazione 9 Il parroco, unitamente al curato, chiede Comunale una richiesta di contributo collaborazione e aiuto. per la ristrutturazione dell’Oratorio. È un’opera meritoria che ha una 2 Dicembre - Presentazione grande valenza sociale. Chi frequenta Progetto Restauro Oratorio l’Oratorio e ne beneficia sono i nostri In Chiesa viene presentato il progetto ragazzi, i nostri figli, le nostre famiglie.


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Finalmente Oratorio

a cura di don Italo arissimi, non può passare inosservata la presenza di operai nel nostro Oratorio. Dopo lunghe peripezie e contrattempi causati dagli Uffici competenti, finalmente è iniziata la ristrutturazione, non per capriccio ma per necessità. La necessità di un intervento sulla struttura e sugli impianti del nostro Oratorio è motivata dalla precaria situazione del fabbricato esistente. Chi frequenta l’Oratorio, alzando lo sguardo in alto, si sarà reso conto di come il tetto, in più parti, avesse bisogno di manutenzione. La questione della sicurezza e della messa a norma dell’edificio ci hanno suggerito un intervento impegnativo. Dopo il via libera della Curia, della Sovrintendenza alle Belle Arti di Brescia, del Comune e, ovviamente, con il parere favorevole del Consiglio Pastorale e del Consiglio degli Affari Economici della Parrocchia abbiamo dato il via ai lavori. Molti si chiederanno come mai proprio in questo momento di crisi si voglia realizzare un così impegnativo intervento. Basterà qui ricordare la figura e l’opera dell’indimenticabile don Ernesto che in tempi più tragici e difficili dei nostri, ha saputo creare dal nulla un ambiente decoroso, che prima non esisteva, per la gioventù. L’intraprendente curato don Ernesto, in seguito all’acquisizione del fabbricato delle sorelle Millo, diede il via alla costruzione di un ambiente del tutto nuovo. Per la popolazione del tempo, paese prevalentemente agricolo, che ruotava attorno alle sue tradizioni religiose, la realizzazione dell’Oratorio fu, senza dubbio, un’impresa coraggiosa destinata a dare forma alla comunità cristiana e al paese. Infatti il futuro di una parrocchia dipende in buona parte dall’Oratorio. Nella memoria degli anziani è ancora vivissimo il ricordo della fatica, anche se da tutti condivisa, per il peso economico. Solo Dio può misurare il bene compiuto dal nostro Oratorio dai tempi di don Ernesto ad oggi. Egli è lì a testimoniare la passione e l’impegno della comunità artognese la quale ha ritenuto fondamentale l’azione educativa dell’Oratorio per la comunità e nello stesso tempo dice la stima per i ragazzi e i giovani, visti non come parte della società, ma l’altra società che è già nata e sta maturando. Ora la parrocchia è cambiata, anzi è in continuo cambiamento. Artogne si è più che triplicato, si sono avvicendate generazioni, mentalità diverse. Cambiati sono anche i contenuti culturali, si introducono stili pastorali diversi. I ragazzi e i giovani sono cambiati: sentono il malessere del benessere. Sono più svegli dal punto di vista intellettuale e nel modo di esprimersi, ma meno maturi dal punto di vista dell’affettività, fragilissimi nei sentimenti, incapaci di gestire prove e frustrazioni. Dal punto di vista della fede è calata di molto la pratica della vita cristiana, tuttavia tante e sofferte sono le domande di vera religiosità. Si trovano come ad un bivio, sembrano ad un passo sia dall’indifferenza sia dalla fede. Assetati di valo-

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Restauro oratorio

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Restauro oratorio

ri, nonostante le apparenze, sono pellegrini dell’assoluto. La loro scelta di fede, però, non riesce ad essere totalizzante, definitiva, gioiosa. Non sono senza ideali, semmai senza resistenza sui lunghi itinerari che portano alla conquista dei valori. Neppure sono senza Dio, semmai sono senza parole per invocarlo, chiamarlo per nome. Sorge allora una domanda: ma l’Oratorio è ancora in grado di dare una risposta a questi interrogativi, a queste attese? Può essere ancora di aiuto alla loro ricerca di significato della vita? Se l’Oratorio è pensato, voluto e gestito, come è stato pensato voluto e gestito dai suoi grandi fondatori: S. Giovanni Bosco, S. Filippo Neri e tantissimi altri sacerdoti, religiose e laici che hanno dedicato la vita a educare i giovani facendo diventare l’Oratorio un luogo di vita, allora la risposta è sì. L’Oratorio di Artogne, come quasi tutti gli Oratori, è nato con le aule del catechismo, con la sala giochi, con il bar, con la cappella, con il campo sportivo. L’Oratorio non intende offri- 11 re ai ragazzi cose, ma valori; non solo gioco, ma formazione; non solo sport, ma preghiera; non solo divertimento, ma amicizia; non tanto svago, quanto stimolo all’impegno; non evasione, ma educazione alla fedeltà al proprio dovere; non un progetto educativo vago e incerto, ma un progetto cristiano nella sua pienezza e autenticità; non nozioni religiose, ma amicizia con Gesù. Gli Oratori sono presenza, realtà educativa e svolgono nello stesso tempo un’insostituibile funzione sociale. Voglia il Signore, per intercessione della Madonna, di S. Giovanni Bosco, dei Santi Cornelio e Cipriano, che questa occasione della ristrutturazione porti un supplemento di impegno e di entusiasmo al nostro Oratorio e all’intera nostra parrocchia. Don Italo


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Da “Anni difficili” Di Don Ernesto Belotti (Capitolo I, pg. 7)

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«Mi trovavo ad Artogne, un grazioso e simpaticissimo paese della bassa Vallecamonica. Ero arrivato lassù, in qualità di Curato, 5 anni prima e precisamente nel luglio del 1938. Voglio dire che ero arrivato col corpo e con la volontà: il cuore era rimasto altrove e ce ne volle prima di tirarlo a casa, perché il mio cuore – io non so che farci – è simile a quei puledri che si impennano facilmente e rifiutano di obbedire. Non ero affatto un genio, ma portavo con me un cuore grande, e il cuore – per chi lo sa capire – è pur sempre una grande cosa. Era Arciprete e lo è tuttora il reverendo Zoppi Don Francesco: un simpatico vecchietto di 75 anni che non dimenticherò più. Legato ai gusti e ai metodi dell’800, era tuttavia intelligente, colto e pio. Profondo conoscitore di uomini e di cose, conosceva il paese come le tasche della sua veste. Sapeva tutto di tutti: conosceva figli, genitori e nonni e me ne parlava sempre senza giudicar nessuno se non in tono estremamente buono e benevolo. Aveva 50 anni più di me ed eravamo tanto diversi quanto lo sono la primavera e l’autunno. Eppure ci si capiva e ci si completava meravigliosamente. Conversatore saggio e piacevole io l’ascoltavo tanto volentieri e andavo a trovarlo ogni volta che mi era possibile: il che avveniva almeno un paio di volte al giorno. Quante cose ho imparato da quel sant’uomo e quanto gli devo. In casa con lui c’era la buona e brava Carolina, la fedelissima domestica, ch’io sono in obbligo di ricordare per tutto il bene che mi ha voluto. Era nata a Grignaghe, ove aveva passato la sua giovinezza. Il resto della vita l’ha passata e sta passandola ad Artogne in Casa dei preti: è una cara donnetta pia, gentile, con un cuore d’oro e una pazienza da certosino che oserei chiamare eroica. Ad Artogne c’era anche e c’è tuttora Don Martino: un robustone dalla voce tonante, anzianotto anche lui. Simpatico e bonaccione com’è, è conosciuto e benvoluto in tutta la media e bassa Valle Camonica, ove è considerato una vera e propria istituzione. Senza di lui non si fa, nella zona, una qualsiasi festa che si rispetti. La gente è altrettanto povera quanto buona. Gli uomini, minatori in gran parte, sono costretti a lasciare il paese per guadagnarsi il pane pur essendo consapevoli dell’altissimo prezzo che dovran pagare. Molti di loro, colpiti da silicosi, muoiono sui 40-45 anni; pochi arrivano al modesto traguardo dei 50. Quanti ne ho visti - un tempo pien di vita - languire penosamente, colpiti dal


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Ho voluto, con le parole di Don Ernesto, rincuorare coloro che vedono il momento non opportuno per questi lavori. La provvidenza e la solidarietà di allora sono certo che saranno ripetute anche in questa occasione. (don Italo)

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Come Far Fronte Alle Spese

ra il 2010 quando noi sacerdoti e il Consiglio per gli Affari Economici della Parrocchia ci recammo a Brescia e fummo ricevuti dal Vescovo Mons. Luciano Monari. Presentammo le nostre istanze, i nostri problemi. Spiegammo a Sua Eccellenza cosa volevamo fare in ordine alla ristrutturazione dell’Oratorio. Era presente anche l’Amministratore Diocesano. Parlammo del progetto,

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male che non perdona! Veri eroi senza medaglie, scomparsi in silenzio senza che si rendessero conto del grande contributo che avevano reso alla società. Poveri sì, ma orgogliosi del loro paese, delle loro tradizioni civili e religiose, affezionati ai loro preti e con un cuore grande e ricchissimo di cordialità e di generosità da non temere confronti. Anni difficili quelli! Pur essendo di famiglia povera credo di non essere mai stato tanto povero quanto lo fui in questi anni; né mai, nel contempo, ebbi modo di constatare quanto grande e premurosa sia la Provvidenza di Dio. Quando le scarpe erano rotte o la veste mi piangeva addosso c’era sempre qualcuno che ci pensava. Non dimenticherò mai la visita fatta agli operai che si trovavano a Domodossola e in Val Pusteria, negli anni 1939-1940. Era un desiderio che avevo in cuore da tempo, ma che non riuscivo a realizzare perché non avevo i soldi del viaggio. Ricordo, con vera commozione, le feste che mi hanno fatto e che ero ben lontano dall’immaginare. C’ero andato per una brevissima visita: il tempo necessario per portare le notizie delle loro famiglie e per dir loro, se possibile, una buona parola. Invece mi hanno letteralmente sequestrato e non tornarono al lavoro se non dopo la mia partenza. Tre giorni di sosta, tre giorni di festa, di quelle feste che non si fanno a suon di campane o di parate, ma di quella gioia e di quella cordialità che non conoscono né ombre né limiti. Non solo mi hanno pagato il viaggio, ma vollero ad ogni costo regalarmi 300 lire: cifra che rappresenta tre volte tanto il mio mensile. 13 Ma la Provvidenza di Dio e la generosità di quella gente si misero particolarmente in luce in occasione dell’acquisto di un grande stabile da adibirsi ad oratorio. Chi affermava che quella era un’impresa pazzesca non aveva torto perché ragionava con le cifre alla mano; ma commetteva l’errore di sottovalutare quanto valgano la solidarietà e la generosità di un paese. Infatti, acquistato senza un soldo in tasca, s’è pagato e riadattato nel breve giro di due anni, soldino su soldino».


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dell’aspetto economico e del lascito Morosini. Dopo esserci scambiati alcuni pareri ci salutò uno per uno. Mi disse: “Vai avanti e ristruttura l’Oratorio”. Confortati da queste parole abbiamo iniziato il cammino burocratico che ci ha fatto penare non poco. Abbiamo incaricato l’Architetto Lucia Morandini che coadiuvata dall’Architetto Lara Trombini ha redatto il progetto che abbiamo presentato alla Sovrintendenza alle Belle Arti e alla Curia. Finalmente, dopo tanti sospiri, sono arrivati i permessi. Altre riunioni del Consiglio per gli Affari Economici e del Consiglio Pastorale ci hanno suggerito di affidare i lavori all’Impresa SP.A.M. s.r.l. di Giuseppe Andreoli (in possesso della certificazione necessaria per lavorare con beni tutelati dalla Sovrintendenza). In linea di massima possiamo contare su una risorsa di € 250.000,00. Dobbiamo reperirne altri € 250.000,00-300.000,00. Stiamo studiando il modo per arrivare a questa cifra. Confidiamo ovviamente nell’aiuto di tutti. Ci sono vari modi di collaborazione: chi prevede di poter donare una certa cifra, chi può offrire il volontariato, chi lascia qualcosa in memoria dei propri defunti. Con € 2.000,00 il nome del benefattore sarà scritto su una lapide a perenne memoria (il nome può essere anche quello di un proprio defunto). Oppure versando sul Conto Corrente della Parrocchia: BANCA DI VALLECAMONICA IBAN: IT 97 Q 03244 54030 000000006976. Basterà dire: “verso sul conto della parrocchia n° 6976”. Oppure versando alla Banca CREDITO COOPERATIVO DI BRESCIA sul conto intestato alla Parrocchia dei Santi Cornelio e Cipriano, indicando il codice IBAN: IT 04 Q 08692 54030 048000480352. Oppure consegnando di persona ai due sacerdoti della parrocchia. O acquistando i mattoncini, disponibili anche in alcuni negozi del paese (li ringraziamo). In chiesa c’è un tabellone che ci ricorda dove siamo arrivati. Sarà il Signore a suggerire ai cuori buoni la strada migliore per arrivare a dare una mano anche in questa occasione, come già in passato avete fatto.

Invito Alle Imprese E Alle Industrie Presenti Sul Territorio

C’è la possibilità di detrarre gli oneri deducibili attraverso le erogazioni libere. Il Fisco italiano prevede delle agevolazioni fiscali per i contribuenti che effettuano delle erogazioni libere in favore di determinati enti con rilevanza sociale, come le parrocchie. Le agevolazioni che il sistema tributario italiano concede sono sia sotto forma di detrazioni d’imposta, sia sotto forma di deduzioni di reddito complessivo imponibile IRPEF. In quest’ultimo caso si parla di oneri deducibili.

Osservazioni

1. Perché non è stato venduto il terreno di fronte al cimitero? La parrocchia avrebbe potuto pagarsi il restauro dell’oratorio!


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Risposta: il terreno non è della parrocchia ma dell’Istituto Sostentamento Clero di Brescia. Se fosse stato nostro non avremmo avuto problemi economici. 2. Perché non è stato buttato giù il vecchio oratorio per costruirlo nuovo? Risposta: Perché invece di € 500.000,00 sarebbero stati necessari quattro volte tanto. C’è anche un motivo umano, storico e artistico che saggiamente lo impedisce. Pensiamo ai sacrifici di molti che hanno contribuito ad erigerlo, pensiamo alla storia che sta alla base della sua edificazione. Pensiamo all’aspetto artistico che, non pare ma c’è, ed è tutelato dalla Sovrintendenza alle Belle Arti di Brescia. Dobbiamo fare il passo secondo la gamba. Questa è la via migliore.

Il Restauro Conservativo Dell’oratorio (Descrizione Del Progetto)

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a necessità di intervenire sull’immobile si è resa necessaria per una serie di motivi, a partire le cattive condizioni del tetto e del solaio tra il piano primo 15 e il sottotetto. Entrambi si presentano abbastanza ammalorati a causa delle notevoli infiltrazioni delle acque meteoriche provenienti dalla copertura, che hanno compromesso il loro stato conservativo con evidenti cedimenti di alcune porzioni. Nel sottotetto troviamo anche alcune fessurazioni nella murature causate con buona probabilità anche dall’inserimento delle travature in ferro. Alcuni cedimenti sono stati osservati anche nelle pavimentazioni al piano primo, confermati anche da lesioni sulle volte. Per questo si è reso necessario anche il controllo della situazione statica delle volte a seguito del lievo del pavimento in cotto al piano primo. Con l’inizio dei lavori di Restauro Conservativo per prima cosa sono stati montati i ponteggi per poter


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procedere alla sistemazione della copertura e delle facciate, sono già stati rimossi gli intonaci cementizi nei prospetti sud-est e sud-ovest, che sono di seguito stati ripristinati in calce. Un notevole lavoro è stato richiesto per la zoccolatura del prospetto sud-est che presentava notevoli problemi statici e per questo sono state necessarie opere di cuciscuci, ovvero di ripristino delle murature a piccole porzioni. Internamente per prima cosa è stato necessario rimuovere il pavimento in cotto del piano primo, le mattonelle sono state accatastate nell’ordine previsto dalla rimozione, per essere pulite al fine del loro riposizionamento nella sede originaria. Dopo la rimozione delle mattonelle in cotto, le volte sono ripulite nelle superfici di estradosso, mediante l’asportazione del materiale di riempimento, sino alla messa a nudo degli elementi strutturali. Da subito è stato possibile constatare un forte scollamento all’interno dell’edificio tra le volte del portico e, quindi, del corrispondente corridoio al piano rispetto alle aule adiacenti. Le chiavi hanno infatti subito degli spostamenti, alzandosi dai tiranti in legno, nel tempo e per i cambiamenti avvenuti nella fabbrica, queste si sono allentate e hanno provocato il distacco tra i due corpi. Di conseguenza è prevista la ricostituzione dei tiranti e il rinforzo delle volte mediante la pulizia e il trattamento dei legni e dei ferri con prodotti specifici per la loro conservazione, il ripristino degli ammorsamenti a muro con piastre e barre filettate e


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Cronologia Opere Di Restauro • Autorizzazione Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Brescia, Cremona e Mantova del 04.04.2012; • Presentato DIA in Comune di Artogne il 27 giugno 2012; • 30.07.2012 inizio lavori; • 28.08.2012 sopralluogo con tecnico ENEL per spostamento cavi ; • 28.08.2012 terminata eliminazione intonaco cementizio dai prospetti sud-est e sud-ovest; • 05.09.2012 sopralluogo con tecnico TELECOM per spostamento cavi ;

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il ripristino delle tirantature mediante nuovi tiranti in ferro saldati alle chiavi esistenti. Per il rinforzo delle volte si prevede la stesura della calce aggrappante, la posa della rete elettrosaldata, la realizzazione di una caldana in calce, il riempimento con materiale alleggerito, la realizzazione della caldana per il riposizionamento delle mattonelle in cotto e la chiusura delle fessure nell’intradosso della volta. La conclusione dei lavori di restauro delle volte consentirà di procedere alla realizzazione del nuovo solaio tra il piano primo e il sottotetto, di conseguenza verrà sistemato il tetto. Dopo la sistemazione della scala di accesso ai piani verranno effettuate le opere interne e realizzati gli impianti che man mano si stanno predisponendo. L’impresa esecutrice è la SP.A.M. s.r.l. di Artogne, le opere di restauro sono 17 seguite dal restauratore Renato Giangualano, le opere strutturali sono seguite dall’ing. Demis Martinelli di Artogne. Il progetto e la direzione dei lavori è stata affidata agli architetti Lucia Morandini e Lara Trombini. I tecnici incaricati Arch. Lucia Morandini e Arch. Lara Trombini


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• 10.09.2012 sopralluogo con restauratore per visionare il lavoro fino ad ora fatto e per indicazioni sul materiale con cui procedere per eseguire il primo strato di intonaco di calce ; • 10-17.09.2012 esecuzione primo strato di malta di calce sui prospetti sud-est e sud-ovest; • 18.09.2012 visita in cantiere di Arch. Mara Micaela Colletta della Soprintendenza per visionare il procedere dei lavori; • 29.09.2012 eseguito rilievo della pavimentazione in cotto al Piano Primo per un successivo lievo; • 01.10.2012 inizio lievo pavimentazione in cotto; • 03.10.2012 terminato lievo della pavimentazione delle prime tre stanze; • 04.10.2012 inizio lievo pavimentazione nel corridoio; • 10.10.2012 terminato lievo della pavimentazione con messa a nudo dell’estradosso delle volte e con individuazione di uno scollamento/fessura lungo tutto il corridoio, sopralluogo con ing. Demis Martinelli per valutare le possibili soluzioni per il progetto strutturale delle volte; • 26.10.2012 sopralluogo in cantiere con ing. Demis Martinelli che relazione sulla possibile soluzione statica e sopralluogo con elettricista per individuazione della futura posizione quadri elettrici; • 31.10.2012 incontro con Arch. Mara Micaela Colletta della Soprintendenza per visionare progetto strutturale sulle volte; • Successivi sopralluoghi giornalieri e costanti al cantiere per controllare il prosieguo dei lavori.


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Rendiconto Economico Restauro Dell’oratorio ENTRATE

- Associazione Donne Cattoliche € 3.000,00 - N.N. € 100,00 Sono le prime offerte e molto gradite. Fin d’ora ringrazio tutti gli offerenti.

USCITE

- Tasse plusvalenza casa-terreno Morosini € 13.176,00 (in tre rate di €4.392,00 cadauna). - Anticipo spettanze all’architetto Morandini € 5.000,00 - Per saggi stratigrafici edificio oratorio alla dott. Conti € 4.336,00 - Notaio Cemmi per pratiche notarili € 800,00 - Al comune di Artogne per inizio lavori € 100,00 - Marche da bollo € 14,62 x 6 = € 87,72 - Pagamento Delega € 118,28 - Documenti relativi alla successione € 1.220,00

n ottobre è stato rimesso a posto la parte del tetto del teatro dove si trovano i servizi. Era ormai crollato e pericolante. Il costo è stato di circa € 5.000,00. 3.000,00 € sono stati offerti dal Gruppo Teatrale attraverso le mani di Ezio. Ringrazio sentitamente. Anche le porte in fondo alla chiesa parrocchiale sono state rimesse a posto. Ora si chiudono delicatamente, senza sbattere. I tratti di intonaco della stessa chiesa, soprattutto nelle porte laterali, sono stati grattati via e rimessi in stato decente. Ringrazio le Signore di Artogne, e non solo, che hanno fatto tovaglie nuove per ogni altare della parrocchiale e delle altre chiese. Un grazie va a Sergio Benedetti Vallenari che trova sempre qualcosa da aggiustare o risistemare. Un grazie particolare ai Catechisti e Animatori dell’I.C.F.R., alle Signore che puliscono la chiesa e l’oratorio, alle Sagriste di Artonge, Piazze e Acquebone, e a tutti i Volontari e Volontarie che lavorano in Parrocchia e in Oratorio. Siete tutti meritevoli. Un grazie agli Alpini per la loro sensibilità e ai Volontari della Protezione Civile che ci assistono e accompagnano sempre nelle Processioni e nella Via Crucis.

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Ringraziamenti

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La decisione di ristrutturare? Una necessità, non un capriccio

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l parroco, Don Italo Colosio, lancia una «scommessa» ai suoi parrocchiani: «La nuova Iniziazione Cristiana è molto impegnativa ma è una grande opportunità per tutti, figli e genitori». Oggi, in occasione della festa dei patroni della parrocchia di Artogne, i santi Cornelio e Cipriano, viene lanciata ai fedeli una nuova scommessa: la ristrutturazione della vecchia ala dell’oratorio che, dagli anni Quaranta, ha accolto tutti i ragazzi del paese per il catechismo e il gioco. Don Italo è conscio di aver messo in cantiere un’operazione difficile, ma dichiara che la ristrutturazione non nasce da un capriccio bensì dalla necessità di sistemare il tetto e le stanze di catechismo. Bisogna mettere a norma il vecchio fabbricato acquistato dalla parrocchia anche per ricavarne un capiente salone necessario per le riunioni e l’attività dell’aggregazione. «La gente si chiede il perché dell’intervento, ed io rispondo che se crediamo veramente nell’oratorio come ambiente educativo, ne vale proprio la pena». Faccio la parte del diavolo e Le chiedo se era il momento più opportuno per imbarcarsi in questa avventura. «Di questi tempi, nei quali la crisi coinvolge un po’ tutti, è certo un passo un po’ audace quello che stiamo facendo; ma lo facciamo a ragion veduta e dopo aver discusso alquanto nel Consiglio pastorale e con il Consiglio per gli affari economici. Quando il parroco don Zoppi e don Ernesto Belotti decisero di costruire l’oratorio non erano tempi certamente migliori: c’era la guerra e lascio immaginare a tutti quali erano le condizioni economiche del paese. Ma la fiducia nella generosità della gente e nel desiderio di avere un ambiente all’altezza delle sfide educative


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dell’oggi ci rincuorano e ci fanno affrontare l’impresa con grande speranza». Negli ultimi decenni le comunità parrocchiali si sono un po’ infiacchite: la frequenza alle celebrazioni sacramentali è diminuita. Come sta la vostra parrocchia da questo punto di vista? «Anche da noi la pratica religiosa ha manifestato una flessione: solo il 25-30% della popolazione frequenta la chiesa. Siamo nella media di tutta la diocesi. Devo tuttavia rilevare che da alcuni anni è nata una comunità neocatecumenale che coinvolge una quarantina di persone, che è un po’ il lievito della nostra parrocchia. La caratteristica di questa comunità è quella di voler vivere in modo sostanzioso il Vangelo: si incontrano due volte la settimana. Da questa comunità, che non è chiusa in se stessa ma ben inserita nella parrocchia, escono catechisti, membri del Consiglio pastorale e ministri straordinari dell’Eucarestia. Alcuni di loro animano anche i centri di ascolto per coloro che non frequentano abitualmente la parrocchia». La nuova Iniziazione Cristiana coinvolge tutti i ragazzi ma anche i genitori. Che pensa di questa nuova modalità catechistica? «Penso bene, anche se è particolarmente impegnativa, soprattutto per il curato. Ma l’opportunità offerta ai genitori di rivisitare la loro fede contribuisce alla riscoperta dei valori della famiglia e dell’educazione religiosa. I giovani genitori, che sono la società dell’oggi, possono crescere con i loro figli e percorrere un cammino altrimenti difficile, travolti come sono da mille preoccupazioni e da una concezione della vita spesso troppo mondana». 21 (G.B.M., Bresciaoggi, 16-09-2012)

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L’anno Della Fede 50 Anni Fa Il Concilio

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’ottobre scorso, cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, Benedetto XVI, circondato dai rappresentanti delle chiese di tutto il mondo ha aperto il Sinodo sulla nuova evangelizzazione, indicendo l’anno della Fede. Un anno dedicato ad approfondire, riscoprire e annunciare con nuovo slancio i contenuti e l’esperienza della fede. Viviamo in una società liquida dove di verità sembra ce ne siano troppe. È una fragilità mai vista e vissuta prima. Il senso di smarrimento, la percezione di un inarrestabile declino, la scristianizzazione nei paesi di antica tradizione cristiana è un fenomeno che preoccupa la chiesa e tutti gli uomini di buona volontà. Molti, particolarmente le nuove generazioni, non guardano più alla Chiesa quale riferimento spirituale e morale della loro vita. Sulla questione della crisi religiosa il Papa pone l’attenzione sul concetto di nuova evangelizzazione. Ma come affrontare questo tema? Certo non demonizzando il mondo, considerandolo un pericolo per la fede cristiana. Papa Giovanni XXIII quando indisse il Concilio invitò la chiesa a guardare al mondo con interesse, con l’intento di ascoltare e capire, scoprendo, nonostante le contraddizioni, segnali nuovi e positivi, segni della presenza dello Spirito Santo che soffia ovunque. In questa prospettiva, di una chiesa a servizio del mondo, nasce l’esigenza della ricerca di nuovi metodi e nuove forme per comunicare la fede. Il cardinal Martini ha pronunciato parole forti nella sua ultima intervista, considerata il suo testamento spirituale: la nostra chiesa è stanca, nell’Europa del benessere e in America. Le nostre chiese sono grandi, le nostre case religiose sono vuote... E invoca la conversione della chiesa. Per Martini la chiesa ha bisogno di scuotersi, di avere coraggio e di non essere prigioniera della paura. Certamente è tutta la chiesa chiamata a rinnovarsi, non solo il Papa e i Vescovi. La conversione deve iniziare da noi.


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Dio Cerca L’uomo L’uomo Cerca Dio

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a sempre gli uomini si interrogano circa la loro origine e il loro futuro, la vita e la morte, il bene e il male, la felicità e il dolore. Alle domande di senso nessuno ha potuto sfuggire, né il grande pensatore, né l’uomo semplice. Esse meritano la più attenta riflessione. Sarebbe stoltezza trascurarle per superficialità, Chi le evita fugge da se stesso. Chi dice non c’è niente dopo la morte sa di non avere alcuna prova e forse avverte un’angoscia inconfessata. Una vera risposta alle domande di senso non viene dalle opinioni e dai comportamenti che si fermano alla sola esperienza umana. Non viene dal prodigioso sviluppo della scienza e della tecnica che, secondo alcuni, dovrebbe spiegare tutti i misteri. Il progresso è attraversato da inquietudini e contraddizioni. Ogni conquista si rivela precaria, ogni soluzione pone nuovi problemi l’ebbrezza del potere rischia di 23 finire nell’autodistruzione. Non viene dal relativismo che non ammette nessuna verità e genera indifferenza, edonismo, attivismo, che non sono una soluzione ma solo evasione irresponsabile. Il non senso sembra prevalere perché i mali sono avvertiti più intensamente dei beni e, alla fine di tutto, c’è la morte. Qualcuno ha detto che la morte non conta perché quando noi ci siamo lei non c’è ancora, e quando c’è lei non ci siamo noi. Nessuna persona saggia può consolarsi con tali considerazioni. Basta chiederci come arriveremo alla morte, se improvvisamente o dopo mesi e anni di penosa e sofferta malattia. L’istinto del cuore fa giudicare bene quando respinge l’idea della totale rovina, di un annientamento definitivo della persona. Il germe dell’eternità che porta in sé, irriducibile com’è alla sola materia, insorge contro la morte (GS 18). In Italia e in Europa il fatto religioso urta contro una diffusa indifferenza. Non c’è persecuzione nei confronti dei credenti, ma la religione deve restare un fatto privato, che c’entra poco o niente con la vita. Questa però non è una posizione


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logica perché l’uomo è naturalmente religioso, lo è sempre stato e lo è anche oggi in larga parte del mondo. In Europa l’indifferenza religiosa nasce nel 1600 con la guerra combattuta tra nazioni cattoliche e protestanti che hanno fatto passare la religione come fomentatrice di guerre. Ma la vera causa sta nella lotta ingaggiata contro la religione e contro Dio prima dal razionalismo che ha messo tutto entro i confini della sola ragione, poi dall’illuminismo che ha presentato la religione cristiana come inutile per la vita morale e come dannosa e malefica. Tutto ciò ha provocato un distacco prima intellettuale poi affettivo dalla religione, che viene vista come un insieme di dogmi e leggi che impediscono la libertà. Così la pensano gli atei, gli agnostici, i razionalisti. Chi è indifferente in fatto religioso non prende sul serio né Dio né l’uomo. L’uomo infatti realizza se stesso se ha uno stretto rapporto con Dio, di cui ha necessità molto di più di ciò che soddisfa le sue esigenze fisiologiche, affettive, intellettuali e sociali. Per lui Dio è la ragione, la sorgente del suo esistere. Solo in Dio trova la risposta alla domanda di felicità piena. Credere è una necessità assoluta. Al posto di Dio si è cercato di porre la scienza, il progresso, la politica, il benessere, il consumismo sfrenato che spinge a possedere e toglie ogni interesse di Dio. Purtroppo queste ultime ideologie non sono solo una proposta ma sono state imposte attraverso i mezzi di comunicazione sociale, apparentemente indipendenti ma potentemente pilotati. Basti pensare alla pubblicità martellante e alle varie leggi di mercato. Ma Dio non si sostituisce con surrogati e, nel nostro mondo ricco e sazio, molti, specialmente giovani, sono pervasi da un profondo malessere, da nevrosi, disperazione, rabbia, violenza, suicidio. Mai tanto benessere nella storia ha creato tanto malessere e tanta disperazione. Il fatto è che tolto Dio l’uomo svanisce. S. Agostino diceva: Ci hai fatti per te, Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te.


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Cristiani Della Paura O Del Coraggio?

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lcuni cristiani hanno paura. Paura dei poveri, degli extracomunitari: ci rubano il posto di lavoro, ci impongono abitudini e religioni. Presi dalla paura si limitano a imprecare con tutti. Accusano anche i vescovi, la caritas, i politici di una certa area. La sopravvivenza del cristianesimo, a quanto sembra, non dipenderà però da leggi più restrittive né dall’indurire il cuore di fronte a chi cerca lavoro e pane, né dal fantasticare che in un paese invecchiato si possa vivere senza giovani e lavoro. I cristiani volenterosi reagiscono alla paura con l’intelligenza, con il realismo, 25 con l’impegno a generare futuro. La sopravvivenza del cristianesimo dipende dall’intensità della fede dei cristiani. Ce la faranno? Chi si fida di Dio vince la paura e rinnova la sua vita cristiana. Alcuni cristiani sono intimiditi. Si sentono imbarazzati a parlare della loro fede e a presentarla come una proposta di vita buona. Nelle chiacchiere tra compagni di lavoro, nelle discussioni a scuola, nelle parole con i vicini di casa si sentono zittiti dai luoghi comuni così di moda oggi. Sono i luoghi comuni che screditano la chiesa, il papa, i preti. Alcuni cristiani non sanno che dire. Hanno sentito ripetere molte volte che i cristiani devono essere missionari, pieni di speranza e di gioia. Ce la faranno? Chi si fida di Dio vince la timidezza e trova anche le parole per i compagni ostili ed i vicini di casa chiacchieroni. Alcuni cristiani, preti e laici, sono scoraggiati. Sembra che le proposte più belle cadano nel vuoto, le iniziative più importanti incontrino indifferenza, l’impegno educativo produca noia invece che gioia. Cercano i colpevoli nel tempo che viviamo, nei genitori che non sanno fare il loro mestiere, nella televisione, in internet. Forse però i cristiani dovrebbero rileggere la parabola del seminatore e insistere con lo stesso stile di Gesù. Ce la faranno? Chi si fida di Dio non si lascia troppo impressionare dai numeri, si lascia invece riempire il cuore di un fuoco che può incendiare anche questa terra.


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Hanno ricevuto la Cresima in data 12 Maggio da Mons. Giovanni Battista Morandini

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Borghesi Nicholas Caggiano Marco Compagnoni Rebecca Cotti Cottini Andrea Cotti Cottini Elia Cotti Piccinelli Luca Federici Davide Franzoni Dalilah Gheza Lucrezia Martinelli Claudia Martinelli Nicole Ottelli Alessia Ottelli Daniele Ottelli Ramon Parini Federico

Pe Alessandro Pedruzzi Alessandro Peluchetti Claudia Peluchetti Emma Petenzi Daniele Piccinelli Francesca Poiatti Miriam Polonioli Luca Pop Luisa Ravelli Alessandra Ravelli Sara Ravelli Fontana Matteo Renna Daniele Spandre Anna Tognella Anna


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Hanno ricevuto i sacramenti in data 26 maggio la Cresima da Mons. Giovanni Battista Morandini la Prima Comunione da don Italo Colosio

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Lorenzetti Marco Marmentini Allyson Peluchetti Federica Poiatti Marco Ravelli Giovanni Ravelli Jenny Ravelli Simone Rossati Omar Salari Danilo Spandre Giovanni Sterni Luca Treachi Andrea Zubiani Diego

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Alessi Cristian Alessi Manuel Basilicata Alessia Benaglio Simone Benzoni Alex Bettoni Kevin Bormiolini Josh Bresciani Alice Camanini Giulia Confortini Fabio Cotti Cottini Alessia Faustinelli Andrea Guerini Andrea Lorenzetti Cristina


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La Pagina Di Piazze

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ingrazio il Gruppo Amici di Piazze che ha dato alla Parrocchia € 500,00 e ha provveduto alla rimozione della copertura amianto del garage per una spesa totale di € 500,00.

Avviso Di Vendita A Piazze

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a chiesa parrocchiale di Piazze ha bisogno di interventi di restauro esterni e interni. Onde reperire i necessari fondi, poiché nessuno dà una mano, si mettono in vendita le cascine e i relativi boschi che sono di pertinenza della parrocchia stessa. Il fitto di tutti gli appezzamenti di terreno e le cascine non arriva a € 390 l’anno, mentre l’IMU e le altre tasse superano di molto questa cifra (791€ di IMU, 201€ di IRPEG, 87€ alla curia). Dopo aver consultato la Curia ci avviamo ad alienare quanto necessario per non lasciar Cascina Feles - Piazze cadere a pezzi la chiesa che è stata edificata con il contributo di tante persone. Ora, nonostante oggi i tempi siano meno grami, troviamo tanta indifferenza verso l’edificio sacro che maggiormente dovrebbe rappresentare la popolazione e direttamente coinvolgerla. Si mettono in vendita: - “Feles”: cascina con relativo prato - “Fopel”: cascina con relativo prato - La casa adiacente al nuovo parcheggio a fianco della chiesa. Chi fosse interessato faccia la domanda di acquisto al parroco, indicando i propri dati personali, quale cascina e terreno Cascina Fopel - Piazze vuole acquisire, indicando il prezzo che intende dare. Il tutto sarà valutato dalla Curia di Brescia che deciderà se il prezzo offerto è congruo.


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Grazie

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Sì, grazie, ma a chi è rivolto questo grazie? Al Signore prima di tutto, ma anche alla mia piccola comunità, perché mi sembra di scorgere una seppur lieve ripresa. Per quanto il Signore mi consenta vi porto tutti nel cuore, ogni giorno prego per tutti e chiedo grazia per quanti si affidano alla mia povera preghiera, a volte ordinaria e a volte straordinaria, e posso ben dire che mai mi delude. Infatti, più volte è stata motivo di gioia perché ho avuto l’occasione di toccare con mano quanto sia appagante la fiducia e l’abbandono a Lui. Tra le esperienze molto belle che ricordo volentieri ci sono la Via Crucis nelle 29 case degli ammalati e il mese del rosario (maggio) che si è concluso con la S. Messa in due punti del paese. Questo fa capire la sensibilità e i valori che animano le persone. Per risvegliare buoni sentimenti basta dare un po’ di buon esempio. La credibilità e le buone aspirazioni nascono mettendosi in ascolto della Parola di Dio in un atteggiamento di preghiera. Inoltre non bisogna aver paura, basta vivere bene l’ordinario! Il tempo corre veloce e prima o poi ci troviamo a fare i conti con la malattia o con crisi spirituali e materiali che in un attimo smontano tutte le nostre sicurezze. Per questo insisto nell’invitare tutti quelli che posso ad avvicinarsi al Signore, è Lui il balsamo per le nostre ferite e preoccupazioni. Non ci chiede nulla al di sopra del-


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le nostre forze, conosce la nostra debolezza e ci aiuta a superarla con la sua Misericordia. Quindi cerchiamo di vincere le nostre pigrizie e i nostri pregiudizi, diamo un esempio concreto alle nuove generazioni. Ricordiamo più volentieri le persone per il bene silenzioso piuttosto che per il male rumoroso. Ora mi sento di dover rivolgere un sentito grazie agli organizzatori della festa patronale: quest’anno hanno pensato anche ai nostri anziani, soprattutto a quelli della casa di riposo, facendo loro rivivere un forte momento fatto di ricordi ed emozioni. La festa è anche momento di solidarietà concreta che qualche anno fa ci ha permesso di rifare tutte le canali della chiesa parrocchiale, anche se poi pare ci si sia un po’ “raffreddati”. Penso anzitutto al servizio di bus navetta che dovrebbe servire non solo nel momento in cui è in funzione lo stand ma anche favorire chi vuole partecipare alle celebrazioni, basterebbe anticipare di un paio d’ore l’avvio del servizio. Altrimenti i più smaliziati potrebbero pensare che si cavalchi l’onda della festa patronale ma con scopi diversi, quindi forse sarebbe da ripensare in altro momento la festa dei “pì fasacc” e lasciar stare la “Madonna della Neve”. D’altra parte è pur vero che quest’anno ci si è preoccupati di demolire il vecchio garage (tra la canonica e la chiesa) con copertura in eternit e che ogni anno si donano alla parrocchia di Piazze 500€ che, tuttavia, a mio modesto


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parere, sono poca cosa se penso che comunque si sfruttano molte cose della parrocchia: tavoli, sedie, pentole, piatti, bicchieri, posate oltre che il portico come deposito e il campo come parcheggio. Negli altri paesi ci sono persone che mettono a disposizione gratuitamente il proprio prato per aiutare la parrocchia, qui sembra il contrario, la parrocchia deve quasi a titolo gratuito sostenere l’associazione, ma con quale scopo? La nostra chiesa versa in uno stato di totale degrado, magari potremmo rimetterla al centro della nostra attenzione. Da fondo valle la nostra chiesa svetta, sembra 31 quasi ricordare anche a quelli che son partiti da Piazze “sono qui per voi!”. Era buona l’idea di sistemare l’impianto delle campane speriamo che non rimanga solo una mezza idea. Quando si ha uno scopo che ci accomuna fortemente è più facile andare d’accordo e collaborare, altrimenti ci si squaglia come neve al sole! Quando incontreremo il Signore speriamo di potergli raccontare che ci siamo ricordati di Lui non solo il 5 agosto ma tutti i giorni dell’anno. Giacomina Lorenzetti


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San Rocco 2012

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l periodo di ferragosto ci ha visti impegnati nella tradizionale festa che caratterizza il cuore dell’estate non solo per gli artognesi, ma anche per molte persone devote a San Rocco. La festa s’è svolta nei giorni dal 14 al 16 agosto. Peculiarità di quest’anno è stata la benedizione degli animali domestici. C’erano cagnolini, gatti, criceti, una cocorita, insomma non mancava nessuno, tranne, forse, i due liocorni. Un’altra particolarità è stata il bel tempo, probabilmente ha funzionato la novena, perché gli anni scorsi non è mai mancato l’acquazzone il giorno dell’Assunta! Molto bella e partecipata la messa solenne presieduta dal vicario zonale, don Danilo Vezzoli. Anche la messa con processione del pomeriggio ha visto una folta partecipazione, in questo caso ci ha donato la sua presenza don Giacomo Ercoli che ha presieduto la messa presso Ca de gos e poi ci ha accompagnati in chiesa per la benedizione solenne. Non è scontato sottolineare la presenza preziosa e l’aiuto di molti volontari che han seguito gli aspetti più pratici dell’organizzazione, come pure l’impegno del gruppo alpini e non solo per il montaggio dello stand ma anche per la presenza costante. Così pure il gruppo della protezione civile che ha garantito la sorveglianza notturna. Certo che l’aspetto “ludico-mangereccio” della festa non dovrebbe far passare in secondo luogo il vero festeggiato: San Rocco! Tuttavia le feste patronali sono ovunque (o quasi) occasione preziosa per poter garantire una certa autonomia anche economica. Per Acquebone quest’anno abbiam raccolto 8.060 € (purtroppo l’assenza di pesca e


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lotteria e delle persone che le organizzavano hanno inciso). Da questo va tolto il costo del bus navetta di 1.400 €, che nei giorni 15 e 16 ha portato molte persone anche alle celebrazioni. Da qui vanno tolti anche i piatti in ceramica che han sostituito quelli in plastica. Dallo scorso anno son rimasti 8.300 € dato che abbiam dovuto contribuire ai costi del riscaldamento. Tra parentesi ora abbiam svuotato l’impianto di riscaldamento della casa dato che questo comportava un esborso troppo oneroso (quesi 6.000 € per l’inverno scorso, in parte ha provveduto la parrocchia) e i pochi gruppi che a cavallo dell’ultimo chiedevano la casa non erano poi in grado di ripagare una tale spesa, e non è l’unica spesa! Tuttavia tra quanto rimane dallo scorso san Rocco e quello di quest’anno abbiamo in cassa 13.900 € da cui ancora andran tolte le spese di riscaldamento per l’inverno corrente. Il pensiero era quello di poter sistemare il sagrato della chiesetta e il marciapiede che la fiancheggia, cogliendo l’occasione per mettere in regola anche le due fosse biologiche che attualmente si trovano ai lati della chiesetta, ma per ora non abbiamo risorse a sufficienza, inoltre la nostra comunità è già impegnata a far fronte alle spese relative l’oratorio. Però magari riusciamo ugualmente a farcela con un po’ di volontariato... Intanto un grazie di cuore a tutti: partecipanti, organizzatori e volontari. Mi permetto di ricordare che tutte le domeniche alle 9,15 c’è la messa nella chiesetta di Acquebone! Magari pensavate non si facesse 33 più! Don Adriano

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Acquebone - Battesimo di Irene Ravelli


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Donne Cattoliche

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donne cattoliche

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arissime siamo a dicembre, il 2012 è alla fine. Come d’accordo dal precedente notiziario aggiorniamo il bilancio della nostra associazione. Il fondo cassa 2011 era di 3.550€. Le adesioni dell’anno corrente contano 440 iscritte e hanno contribuito per 4.735€. Volendo essere tra le prime, abbiamo già offerto 3.000€ per la ristrutturazione dell’oratorio. Le altre spese sostenute dall’inizio dell’anno sono di 4.816€: fiori, piante ornamentali, ciotole. Abbiamo completato l’arredamento dell’angolo di sacrestia dedicato ai chierichetti con specchi e attaccapanni, tinteggiato e messo i battiscopa: un grazie ai volontari. Come avevamo anticipato a Pasqua sono state portate a compimento le tovaglie per tutti gli altari della parrocchiale, si potranno ammirare all’Immacolata e fare i complimenti alle ricamatrici per l’opera artistica. Son stati cambiati i radiomicrofoni della chiesa, ora l’ugola d’oro di chi anima col canto le celebrazioni si può sentire ancora meglio, un grazie anche a loro. Poi ci sono sempre le solite spese fisse: prodotti per le pulizie della chiesa, le sante messe al primo venerdì del mese e alle feste mariane, gli annualini e i manifesti dell’apostolato della preghiera. Abbiamo la fortuna di avere volontarie e volontari che si preoccupano di mantenere in ordine tutte le chiese di Artogne, che seguono la casa di riposo e anche che si danno da fare per il nostro oratorio. Colgo l’occasione di ringraziare tutti per la loro generosità e disponibilità. Ringraziamo tutti coloro che in occasione di varie celebrazioni lasciano i fiori per abbellire la chiesa e anche le signore che con il rosario aiutano il clima di preghiera prima delle sante messe. Un grazie a G.Mario per la disponibilità a portare la croce durante i funerali. Siamo sempre grate alle persone che donano il proprio tempo nei vari ambiti. Lasciatevi tentare dal volontariato! Con i migliori auguri di Buon Natale e di un prospero anno nuovo vi saluto dandovi appuntamento al prossimo Notiziario. Rina

Le foto, gli articoli e il materiale per il prossimo numero del “Notiziario” dovranno pervenire entro domenica 17 febbraio 2013 anche tramite email all’indirizzo: oratorio.artogne@libero.it Grazie!


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Terremotati

Protezione civile

a seconda settimana di luglio sono stata chiamata da Sandro Maffi, il responsabile della protezione civile di Artogne, che mi ha proposto di partire per Finale Emilia terra colpita dal terremoto e dunque bisognosa di aiuto e solidarietà. La proposta mi è sembrata interessante e mi sono subito data da fare per organizzare il viaggio, visto che la partenza era fissata per la settimana dopo. L’adrenalina era tanta come l’emozione, ma la paura sembrava prendere il sopravvento visto che mi imbattevo in un’esperienza nuova, senza sapere cosa avrei dovuto fare e affrontare una volta arrivata lì. Mi ha aiutato la rassicurazione e il sostegno dei miei due compagni di viaggio, Luca Spagnoli e Filippo Bonetti essendo per loro un’avventura non nuova, ma già provata il mese precedente. Arrivati a destinazione mi si è presen- 35 tato uno scenario impressionante: quello che fino ad allora avevo visto solo in tivù diventava realtà e la potevo toccare con mano. Il mio compito era quello di preparare e distribuire il cibo aiutata da altri volontari; questo mi ha consentito il contatto diretto con i terremotati, bisognosi di essere ascoltati visto le loro paure, la loro rabbia e la loro sofferenza . È stata un’esperienza positiva perché mi ha fatto crescere, maturare, confrontare con persone meno fortunate di me ma con lo spirito e la volontà di combattere e andare avanti e ho potuto conoscere altri volontari con i quali è nata una bella e profonda amicizia. Maria Luca, Maria e Filippo


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Gruppo del Rosario in via Gianico

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Gruppo del Rosario in Castello


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Gruppo del Rosario alle Boschine

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I nonni del ricovero in gita a Piazze in occasione della Madonna della Neve


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Vita dell’Oratorio

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a cura di don Adriano

uon Natale! Buon Anno! Nel frattempo abbiamo passato una primavera, un’estate e un autunno ricchi di iniziative che ora andremo a mostrarvi col supporto fotografico. A marzo si son conclusi i lavori per sistemare la recinzione, il muro di contenimento, la rampa d’ingresso, le griglie di raccolta dell’acqua piovana con relativo impianto fognatura, e il pozzo perdente. Qui a fianco Angelo e Nicholas mentre pitturano i pali di sostegno per la rete che Renato Poiatti non ci ha fatto pagare. Il costo dell’intervento è stato complessivamente di 23.700€. Quando avremo finito i Nicholas e Angelo all’opera restauri è prevista anche la stesura del tappetino d’usura in asfalto (forse). Subito dopo Pasqua, grazie a un folto gruppo di volontari, son state sistemate le recinzioni del campo sportivo e del campetto di pallavolo, son stati alzati i pali e la rete che servono a fermare i palloni, sono state sostituite le panchine da calcio. Ci son volute parecchie ore di lavoro, speriamo che venga rispettato da chi usufruisce dell’oratorio. Ringraziamo Andrea (Witney) che ha diretto i lavori e tutti gli altri

Gita a Bergamo, nel pomeriggio è uscito il sole


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giovani che lo hanno aiutato: Gabriele M., Bruno, Marco, Dario, Fabrizio, Nicholas (Sheva) Cristian, Gabriele S., Andrea B, Giorgio. Ringraziamo anche Massimo Zani, Renato Poiatti e Massimo Cotti per averci prestato gratuitamente i mezzi necessari. L’unica spesa è stata quella dei materiali per un totale di 3.370€. La gita dei chierichetti e del coro ci ha visti, il primo maggio, far rotta non verso Cuba ma 39 Bergamo alta. Grazie La Comunità Neocatecumenale sulla gradinata al contributo dell’asfuori dalla Basilica del Santo Sepolcro sociazione donne cattoliche per i chierichetti e il coro l’iscrizione alla gita era solo di 1€. Il mattino era un po’ uggioso ma abbiam potuto visitare il seminario dove ha studiato papa Giovanni XXIII e dove era in corso il meeting diocesano dei chierichetti. Siamo riusciti ad apprezzare la bellezza del borgo, delle chiese, delle piazze e dei palazzi medievali. Sempre a maggio ho avuto la fortuna di poter accompagnare la comunità neocatecumenale in pellegrinaggio in terra santa. La prima tappa è stata la Galilea dove abbiam visto i luoghi della predicazione di Gesù, la casa di Pietro, la magnifica Domus Galileae. Molto belle e coinvolgenti le celebrazioni nei vari luoghi. A Gerusalemme siamo riusciti addirittura a celebrare la santa messa nel Santo Sepolcro. Magari nel prossimo numero del notiziario vi daremo una relazione più dettagliata. Il torneo notturno ha visto una prima fase dedicata ai più piccoli e poi una dedicata ai grandi. Ringraziamo chi continua ad organizzarlo mostrando una spiccata sensibilità a favore del nostro oratorio. Per l’occasione abbiamo preso un “container” da adibire a punto di distribuzione per strinù e patatine per una spesa di circa 900€. Un sentito grazie anche a tutti i volontari che si sono alternati


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Pellegrini alla Madonnina di Gianico

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per garantire il servizio. Anche questa attività aiuta l’oratorio con un guadagno netto di circa 1.400€ (non possiamo essere molto precisi perché alcune spese sono finite o a carico del bar o nella contabilità della festa del Tiglio). Maggio è anche il mese dedicato al rosario e al tradizionale pellegrinaggio dei bambini del catechismo verso il santuario di Gianico. Finalmente i preparativi che ci hanno impegnati fin da gennaio si son visti premiati dalla perfetta riuscita della tradizionale Festa Sotto il Tiglio. Cinque giorni di festa a suon di liscio, disco e rock. La messa del venerdì l’ha celebrata don Enrico con una buona partecipazione di ragazzi e genitori della nuova ICFR. La domenica, dopo la messa degli anniversari, c’è stato un ottimo spiedo accompagnato dalla presenza di Margherito, un simpatico clown che ha coinvolto grandi e piccoli. Lunedì abbiamo ascoltato e cantato la musica dei Queen, notevole l’ecletticità della Mequry Legacy Band. Un particolare ringraziamento a tutti quelli che preparano questa festa, anche alle signore che offrono le torte e che preparano i ravioli. A questo proposito, per essere in regola, ci siamo dotati di un abbattitore e abbiamo cambiato la cucina a gas che ormai era obsoleta e pericolosa, ci siamo dotati anche di un modernissimo forno. Poi abbiamo acquistato, anche in una logica di maggior rispetto per l’ambiente, piatti e posate “veri”. In totale abbiamo speso 9.965€. La festa ci ha permesso di raccogliere 25.657€ di cui 4.500€ dalla lotteria, 2.024 dalla pesca e 1.976€ dai ravioli venduti. Alla fine della fiera son rimasti 15.692€. Gli ultimi giorni di giugno, fino alla metà di luglio, c’è stato il grest che anche nel 2012 ha coinvolto molti ragazzi e più di 40 tra animatori e assistenti. Purtroppo pur essendo 130 gli iscritti i bambini non sono mai stati tutti presenti, chissà forse per le ferie o per un “oggi non ho voglia” ci siamo visti spesso i gruppi ridotti ai minimi


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Tiglio 2012

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Animatori GREST 2012 - siamo una squadra fortissimi

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termini. Speriamo che l’anno prossimo ci sia più costanza anche per rispettare e premiare l’impegno dei nostri giovani. Quest’anno abbiamo fuso l’esperienza del golden gol con il grest, in pratica chi lo desiderava poteva usufruire di un servizio di aiuto compiti tutte le mattine del campo estivo. Lodevole l’impegno degli animatori, alcuni si sono mostrati molto seri nella preparazione e nello svolgimento dell’attività senza risparmiarsi, ci hanno messo tempo, energie e fantasia. Contestualmente ringraziamo l’amministrazione comunale che ha messo a bilancio un contributo di 2.500€ per le attività estive.

Momento topico della giornata al GREST: inno e bans


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Mentre in oratorio si stava preparando il cantiere per il restauro dell’oratorio siamo andati ad Acquebone per una bellissima esperienza tutti insieme. Cuochi d’eccezione hanno solleticato il nostro palato. Qui è un po’ diverso rispetto al grest perché agli animatori è richiesto un impegno 24 ore su 24: hanno tutti superato la prova con proposte molto belle anche per i lavori di gruppo. Poi ci son state le feste patronali di Piazze e di Acquebone. Sul finire del mese di agosto ci siamo presi 10 giorni di ferie a Cesenatico, patria della piadina e di Pantani, del pesce alla griglia e delle colonie. Sì proprio in colonia siam finiti con un gruppo di una ventina di adolescenti. Dopo gli allenamenti giornalieri, i volteggi sulle paral-

Acquebone - Cuochi all’opera

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lele e gli esercizi sul tappeto elastico la spiaggia ci aspettava. Proprio lì tutti rimanevano meravigliati per la pro43 fondità raggiunta dai nostri ragazzi. Infine, dopo la festa patronale abbiamo ripreso il catechismo ma... senza oratorio, c’è rimasto solo il salone e il bar perché il resto è in restauro.

I Vacanzieri, tappa all’autogrill prima di arrivare a Cesenatico - Paolo è rimasto sul Pullman


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Identità, Differenza, Relazione = Amore

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uest’anno il tema della Scuola di Vita Familiare (SVF) è l’identità, intesa come costruzione di una personalità sicura, forte e compiuta. Questo significa anche che nel periodo evolutivo l’attenzione e la cura per la costruzione di una sicura identità personale deve essere impegno di ogni educatore di adolescenti e di giovani. Ma la domanda diventa: come accompagnare nella costruzione di tale identità? Cosa possono fare le SVF? La risposta non può che essere: costruendo all’interno delle relazioni significative che l’adolescente stabilisce. Noi proveniamo dalla relazione con i genitori e siamo chiamati alla relazione con loro e con altri compagni di viaggio nel cammino della vita.

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La nostra prima identità, la pietra angolare della stessa, è quella di essere figli. Essa si costruisce nella relazione con i genitori. Se questa relazione non è ben costruita, l’identità matura della persona porterà con sé fragilità o ferite che incideranno sulle altre relazioni che il soggetto stabilirà, anche quelle matrimoniali e genitoriali. Il figlio, deve imparare a rapportarsi con le diversità, deve imparare anche a differenziarsi da tutti e dai genitori, in una relazione speciale con loro, ma nello

Fotografie della “pizzata” all’inizio del nuovo anno di SVF


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stesso tempo diverso da loro. Ciò significa che l’identità di ciascuno è una identità relazionale, ma che tale relazione non rende totalmente dipendente il soggetto da coloro con i quali si relaziona, neppure dai genitori. La costruzione della propria identità, incomincia con la nascita, e continua anche durante il periodo critico dell’adolescenza, periodo in cui i rapporti tenuti da bambino certo devono essere cambiati, ma non possono essere eliminati, né da parte dei genitori, né da parte dei ragazzi. Mentre i ragazzi stanno costruendo le loro amicizie e queste ampliano lo spazio di influenza nella loro vita e vanno aiutati e seguiti in questo, è necessario aiutarli anche a rivedere e approfondire in modo più maturo la relazione con i genitori, che spesso in questo periodo diventa conflittuale. I ragazzi devono imparare a tenere assieme due poli: quello dei genitori e quello degli amici che non sempre tirano nella stessa dire- 45 zione. Da una parte vanno sostenuti nella loro ricerca di amicizie e di un distacco ‘sano’ dalla famiglia, dall’altra vanno aiutati a capire che la loro identità di figli (vissuta in maniera diversa da quanto era stato fatto da bambini) e il conseguente stile relazionale non possono essere semplicemente ignorati. Ma forse sono da aiutare gli stessi genitori a capire quanto sta avvenendo con il distacco dei figli a sostenerli in modo adeguato. L’amicizia comporta l’allargamento delle relazioni del ragazzo, una sua uscita psicologica dalla famiglia e l’incontro progressivo con prospettive di vita diverse. Amici educati diversamente, modi di pensare diversi, richieste diverse da quelle che i genitori hanno insegnato … Un mondo fatto non solo di amicizia, ma anche di piccole cattiverie, forse di bullismo, … Si tratta dell’incontro – scontro con la


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diversità, già avvenuto, ma in misura diversa in famiglia. (Una forma speciale di amicizia viene sperimentata già nel rapporto tra fratelli). Gli educatori possono aiutare non creando contrapposizioni là dove ci può essere invece composizione, lasciando il giusto spazio all’amicizia coi coetanei e, anzi, favorendola, ma nello stesso tempo chiedendo che le relazioni familiari non vengano semplicemente ignorate o rifiutate. In fondo la sfida è quella di essere se stessi dentro l’amicizia, senza dipendenze che portino ad essere semplicemente gregari e dominati dagli amici (e neppure l’opposto), prendendone le distanze quando necessario, ma nello stesso tempo saper costruire una relazione significativa con loro. Anche nell’amicizia, l’identità si costruisce differenziandosi (rimanere se stessi) nella relazione, senza negare la propria storia, anche di fede. Quindi per una sana identità: - differenziarsi non vuole dire conflitto o negazione dell’altro: no al conflitto dei sessi; - differenziarsi richiede il riconoscimento del valore del diverso; - differenziarsi richiede di restare in relazione con il diverso.

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L’amore del prossimo comporta l’imparare a stare nella diversità (croce e delizia) e a portarne il peso talvolta, comprendendo che l’altro nella sua diversità completa quello che manca alla propria pienezza. Da questa comprensione scaturisce la gratitudine per ciò che la diversità dona alla relazione. Un aspetto fondamentale dell’amore è la gratitudine verso l’altro da cui si è amati e che si ama. La relazione che tiene insieme identità e differenza è la matura relazione d’amore: la matura relazione di amicizia e la matura relazione d’amore tra i sessi che diventa feconda nel matrimonio e nella generazione.


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Dio è Amore, Dio è Trinità: questa l’affermazione centrale, il dogma della fede cristiana. Cosa significa ciò per l’argomento che stiamo affrontando? Il profondissimo mistero della Trinità ha qualcosa di importante da rivelare all’uomo perché conosca al meglio se stesso e le sue relazioni. La diversità di persone attraversa la stessa realtà di Dio, ma è Amore che crea unità. Una verità profonda nascosta nella Trinità: persone uguali e distinte, ma un solo Dio. L’amore che unisce le tre persone della Trinità non abolisce l’identità di ciascuna di esse: il Padre resta il Padre distinto dal Figlio, ma il padre ama il Figlio e il Figlio ama il Padre e compie la sua santa volontà. Così viene detto pure dello Spirito santo, distinto dal Padre e dal Figlio, ma espressione dell’amore del Padre e del Figlio: lo Spirito che è persona-Amore, come dice il beato Giovanni Paolo II. L’amore intenso, totale e assoluto, che lega le tre persone, uguali e distinte, porta ad unità massima la loro relazione, fino ad essere un solo Dio salvando la distinzione. Identità, differenza e relazione sono coniugate (unite) dall’Amore nella Trinità. E in questo è svelato il mistero nascosto in ogni relazione anche umana: o è relazione d’amore oppure c’è qualcuno che ci rimette nella sua identità personale e con ciò ci rimettono tutti.

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L’educazione religiosa, e specificatamente cristiana, deve accompagnarsi inscindibilmente a questo cammino formativo nella crescita della propria identità 47 umana di uomini e di donne, in relazione tra loro. La Trinità dice la nostra verità più profonda e la meta del nostro cammino umano (Cfr. GS 22): l’unità nell’amore, unità che salva la diversità e la distinzione. Non è forse questa un aspetto dell’unico e duplice comandamento in cui si riassume tutto il Vangelo: amore di Dio con tutto se stessi e amore del prossimo come se stessi e come Dio ci ama. Amore del prossimo come via all’amore di Dio e amore ricevuto da Dio come fonte per amare il prossimo. Questo vale anche per il rapporto ragazzo e ragazza, marito e moglie, genitori e figli. Il progetto di Dio sull’uomo e sulla donna non è altro che un riflesso di quello che Lui è: per questo Egli stesso può dire che siamo fatti a sua immagine e somiglianza e per questo camminando su queste linee diventiamo sempre più simili a Lui. È la via della santità della coppia. Ma questa è anche l’identità che dobbiamo fare nostra come cristiani. (tratto dall’intervento di Don Carlo Bresciani al convegno di SVF del 30/09/2012) Federica

Peluchetti Luisa Festeggia con noi la sua laurea magistrale in filosofia. Titolo della sua tesi: “Politiche dei corpi”. Complimenti!


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Anagrafe Parrocchiale Battesimi Artogne

Anagrafe parrocchiale

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6. Ballerini Filippo di Fabrizio e Romele Eloisa – il 22. 03. 2012-10-25 7. Ravelli Irene di Valentino e Campagnoni Sara – il 26.05 2012-10-25 8. Lorenzetti Monica di Mauro e Cotti Cottini Maria – il 9.06.2012 9. Magnolini Emma di Zaccaria e Cappuccini Roberta – il 27.05.2012 10. Staffoni Alessia di Fabio e Bizioli Giovanna – il 22.05.2012 11. Ghilardi Linda di Enrico e Ottelli Sonia – il 19.05.2012 12. Bellini Sonia di Luca e Arrigoni Nicoletta – il 10.06.2012 13. Ronchi Ilaria di Luca e Alessi Maria – il 13.05.2012 14. Trombini Simone di Sergio e Vielmi Michela – il 20.05.2012 15. Domenighini Saverio Mattia di Alessandro e Quetti Anita – il 20.05.2012 a Bergamo 16. Spagnoli Michele di Andrea e Gabossi Federica – l’8.07.2012 17. Martinelli Irene di Domenico e Ziliani Rita – il 22.07.2012 18. Cotti Luca di Demis e Ravelli Cristina – il 09.09.2012 19. Arrighini Sonia di Michele e Andreoli Aurelia – il 18.08.2012 20. Gaioni Leonardo di Valerio e Mazzoli Daniela – il 26.08.2012 21. Chiarolini Margherita di Andrea e Zanardini Elisa – il 23.09.2012 22. Noris Sophie Aurora di Alessandro e Carnì Maria – il 09.09.2012 23. Spagnoli Lisa di Daniel e Garatti Sara – il 09.09.2012 24. Botticchio Diego di Enrico e Zanello Monica Silvia – il 09.09.2012


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25. Strafurini Ryan Elia di Michele e Valente Eleonora Patrizia – il 06.10.2012 26. Chiarolini Sharon di Cosman e Quetti Moira – il 14.10.2012 27. Ferrari Sara di Massimo e Massari Bruna – il 14.10.2012 28. Zanardini Filippo di Domenico e Pennacchio Chiara – il 14.10.2012 29. Rinaldi Nicola di Andrea e Spagnoli Simona – il 09.12.2012 30. Pedretti Manuele di (fu) Davide e Cominelli Raffaella – il 09.12.2012 31. Giudici Erica di Gianpaolo e Morzenti Simona – il 09.12.2012 32. Magnolini Martina di Venturino e Mazilu Eugenia – il 22.12.2012

Leonardo Gaioni

Battesimi Piazze

1. Cotti Matthias di Marco e Onna Huotarinen – il 27.10 2012

Ryan Elia Strafurini

Filippo Zanardini

Irene Ravelli

Irene Martinelli

Emma Magnolini

Filippo Ballerini

Anagrafe parrocchiale

Margherita Chiarolini

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Anagrafe parrocchiale

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Linda Ghilardi

Nicola Rinaldi

Manuele Pedretti

Sharon Chiarolini

Luca Cotti

Sara Ferrari

Sonia Bellini

Michele Spagnoli

Alessia Staffoni

Monica Lorenzetti

Erica Giudici

Ilaria Ronchi


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Matrimoni Artogne

1. Lorenzetti Mauro con Cotti Cottini Maria il 09.06.2012 2. Ottelli Bruno con Serioli Eliana il 23.06.2012 3. Tognali Marco con Armanini Laura il 07.07.2012 4. Bianchi Alberto con Bonfadini Alessandra il 28.07.2012 5. Sangalli Cristoforo con Poiatti Barbara il 04.08.2012 6. Arrighini Michele con Andreoli Aurelia l’11.08.2012 7. Ducoli Fabio con Ottelli Marina il 07.09.2012 8. Strafurini Michele con Valente Eleonora Patrizia il 06.10.2012 9. Cotti Silvio con Peluchetti Anna il 13.10.2012 10. Molinaro Marino con Cotti Frisa Sabrina il 29.12.2012 11. Pina Mauro con Mazzoli Elena il 31.12.2012

Matrimoni Piazze

1. Botticchio Luigino con Andreoli Monica il 18.08.2012

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Federico Ducoli e Marina Ottelli

Fabrizio Castellanelli e Paola Mazzoli

Mauro Lorenzetti e Maria Cotti Cottini

Anagrafe parrocchiale

Michele Strafurini e Eleonora Valente


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Defunti Artogne

Anagrafe parrocchiale

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9. Fanchini Pietro, 73 anni – il 23.03.2012 10. Suor Elisabetta Cotti (Giacomina), 87 anni – il 24.03.2012 11. Fontana Lanfranco, 78 anni – il 02.04.2012 12. Ravelli Pietro, 59 anni – il 29.04.2012 13. Belafatti Romano, 77 anni – il 07.05.2012 14. Antonioli Ida, 77 anni – il 13.05.2012 15. Quetti Caterina, 84 anni – il 02.06.2012 16. Alessi Egidio, 70 anni – il 16.06.2012 17. Gregorini Crispino, 77 anni – il 19.06.2012 18. Veraldi Giacomina, 98 anni – il 28. 06.2012 19. Poiatti Luciano, 90 anni – il 10.07.2012 20. Negri Giuseppe, 65 anni – il 16.07 2012 21. Martinelli Lucia, 82 anni – il 20.07.2012 22. Faustinelli Battistina, 85 anni – il 25.07.2012 23. Ottelli Armando, 72 anni – il 04.08.2012 24. Seresini Giovanna, 69 anni – il 07.08.2012 25. Lorenzetti Daniele, 78 anni – il 08.08.2012 26. Ottelli Zoletti Giovanni, 76 anni – il 24.08.2012 27. Pedretti Davide, 39 anni – il 07.09.2012 28. Ottelli Pasina Elsa, 53 anni – il 12.09.2012 29. Bonicelli Graziella, 68 anni – il 27.09.2012 30. Giacomini Gianbattista, 65 anni – il 04.10.2012 31. Bonicelli Emilia, 84 anni – il 05.10.2012 32. Ducoli Battista, 86 anni – il 20.10.2012 33. Cotti Caterina (Martina), 80 anni – il 26.10.2012 34. Poli Maria Rosina, 82 anni – l’8.11.2012 35. Benzoni Luigia, 76 anni – l’11.12.2012 36. Cominini Carletto, 72 anni – l’11.12.2012

Defunti Piazze

3. Ottelli Rina, 73 anni – il 13.10.2012 4. Ottelli Franca Agnese, 78 anni – il 02.12.2012

Pietro Ravelli

Giovan Maria Ottelli Zoletti

Elsa Ottelli Pasina


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Armando Ottelli

Gian Battista Giacomini

Caterina Martina Cotti

Caterina Quetti

Crispino Gregorini

Lanfranco Fontana

Pietro Fanchini

Romano Belafatti

Giacomina Veraldi

Daniele Lorenzetti

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Anagrafe parrocchiale

Maria Rosina Poli


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Battesimi Comunitari 2013 Preparazione

13 Gennaio 3 Febbraio 3 Marzo 7 Aprile 6 Maggio 2 Giugno 7 Luglio 2 Settembre 7 Ottobre 10 Novembre 1 Dicembre

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La preparazione si tiene in canonica alle ore 15,00. Devono essere presenti i genitori, il padrino, la madrina. Non possono svolgere il compito di padrino o madrina sposati solo civilmente, conviventi. Si diventa irregolari, cioè non idonei a svolgere il compito, non in quanto separati o divorziati, ma nel momento nel quale si va a convivere o si passa a nozze civili.

Celebrazione Del Battesimo

27 Gennaio Ore 11,30 17 Febbraio Ore 15,00 17 Marzo Ore 11,30 21 Aprile Ore 15,00 19 Maggio Ore 11,30 16 Giugno Ore 15,00 8 Luglio Ore 11,30 15 Settembre Ore 15,00 20 Ottobre Ore 11,30 17 Novembre Ore 15,00 15 Dicembre Ore 11,30

Il battesimo è un sacramento e come tale è comunitario. Viene celebrato di domenica, giorno del Signore. Si celebra alternativamente un mese al mattino e un mese al pomeriggio, per dare comodità di scelta. Qualora ci fosse un funerale nel pomeriggio fissato per la preparazione o per il battesimo gli interessati saranno avvertiti.


Un papa andò a Varese per la prima pietra di un oratorio e disse: «Amatela non come un’istituzione estranea. Dovrà sembrarvi, frequentando gli altri ambienti, di essere in casa altrui. Così sia. Qui venendo, potete dire: «È il mio oratorio: è il nostro Oratorio», perché per voi è fatto. Vi dovete sentire come in casa vostra. Come, entrando tra le pareti domestiche, si distende il cuore in motivi di confidenza per dire: «Qui sono a casa mia», voi dovete, frequentando l’Oratorio, sentirvi come a casa vostra, e trattare tra di voi come tra amici, tra conoscenti e tessere così quelle relazioni sociali e spirituali che fanno della nostra società una società libera, un popolo unito e compatto, con le idee uniformi e capaci di generare grandi imprese, sostenere grandi avvenimenti. Lo dovete amare, o giovani, soprattutto perché siete voi a dare la tonalità all’Oratorio, ai divertimenti, alla vivacità, all’attività, alle opere che possono partire da un Oratorio. Guardate che dovete considerarlo vostro, e non farne un bacino chiuso, non una accolta silenziosa, puramente contenuta dalla disciplina, ma farne, come ho visto or ora negli esercizi ginnastici, una palestra» (Paolo VI)

75 Natale 2012  
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