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ALFREDO AVITABILE

ALFREDO AVITABILE

Antonella Bocola

Storico e critico d’arte - Perito d’Arte del Tribunale di Napoli - Direttore Artistico dell’Accademia Giacinto Gigante Docente di Lettere e Storia dell’Arte

Margherita Balestrieri

Storica e critica d’arte - Curatrice Artistica dell’Accademia Giacinto Gigante Docente di Lettere e Storia dell’Arte

EDIZIONI ACCADEMIA GIACINTO GIGANTE


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ALFREDO AVITABILE (1937 - 2006)

UN MAESTRO DEL SECONDO Ă‚900 a cura di Antonella Bocola e Margherita Balestrieri Prefazione di Alfonso Maria Avitabile

Complesso Monumentale di San Severo al Pendino NAPOLI 9 - 22 febbraio 2008 3


In copertina: Festa del grano per il ritorno di Ulisse acrilico su tela, cm 80x100

EDIZIONI ACCADEMIA GIACINTO GIGANTE

Alfredo Avitabile (1937 - 2006) Un maestro del secondo Â900 Complesso Monumentale di San Severo al Pendino - Napoli 9 - 22 febbraio 2008

Catalogo a cura di Antonella Bocola e Margherita Balestrieri Prefazione Alfonso Maria Avitabile Coordinamento editoriale Ricerche bio-bibliografiche: Antonella Bocola e Margherita Balestrieri Selezione fotografica e fotografie: Antonella Bocola Restauri: Prof. Angelo Romano

Ringraziamenti: Sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino, Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Dott. Nicola Oddati, Dott.ssa Claudia Campora, Dott.ssa Auriemma, Dott.ssa Rosalba Manzo, Presidente della Provincia di Napoli Dott. Dino Di Palma, Dott. Caliendo, Dott.ssa De Mattei, Dott. Papa, Sig.ra Silvana Cogliolo, Dott. Lucio Jozzi, Dott.ssa Anna Faillace, Avv. Antonio Mazzone, Dott. Mario De Rossi, Circolo Posillipo, Ass. Panathlon.

Cornici: Antonio e Gianni Guarino Allestimento e trasporti: Cortocircuito - scenografie

in collaborazione con:

con il Patrocinio Morale della

ASSESSORATO ALLA CULTURA

PROVINCIA DI NAPOLI

Progetto grafico e impaginazione: Studio Moratti Sara Pollini e Stefano Tornincasa Stampa: Cangiano Tutti i diritti riservati 4

Questa iniziativa è contro il „sistema‰ della camorra.


SOMMARIO Presentazione dellÊAss. Dott. Nicola Oddati

pag. 7

Prefazione di Alfonso Maria Avitabile

pag. 9

Breve introduzione storica

pag. 11

Alfredo Avitabile: pittore controcorrente alla ricerca di sensi e significati di Antonella Bocola

pag. 15

Il Ciclo „Odissea Ê75‰ di Margherita Balestrieri

pag. 31

Incontro con Lucio Jozzi

pag. 43

Opere in mostra

pag. 47

Attività Espositiva

pag. 141

Le mostre dellÊAccademia Gigante

pag. 147

Attività Giornalistica

pag. 149

Bibliografia

pag. 153

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con vivo piacere che lÊassessorato alla Cultura del Comune di Napoli ha accolto la proposta di ospitare nei suggestivi spazi della chiesa di S. Severo al Pendino, una mostra delle opere di Alfredo Avitabile. NellÊoffrire il significativo spazio espositivo, lÊamministrazione ha inteso fornire uno spaccato rilevante del lavoro del maestro, nell'intento di proporre un evento di grande impatto visivo, testimonianza autentica e suggestiva del suo percorso personale ed artistico. Un omaggio al suo talento e al suo impegno, dunque, che testimonia lÊinteresse dellÊamministrazione a valorizzare il patrimonio di creatività del nostro territorio, mettendo in risalto quelle personalità artistiche che meglio lo rappresentano.

Nicola Oddati Assessore alla Cultura - Comune di Napoli

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Alfonso e Alfredo Avitabile in un momento di relax

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A Silvana, Rosa, Paola, Ginevra e⁄Franceschina.

Una personale di mio padre a quasi due anni dalla sua scomparsa potrebbe avere più il sapore di un percorso sentimentale che il riconoscimento della straordinaria vicenda artistica che lo ha collocato tra i maggiori maestri del secondo Â900. Chi ha avuto la fortuna di vivere a contatto con un artista sa che è impossibile scindere lÊuomo dalla sua Arte poiché essa è per lui Necessità e modo di essere allo stesso tempo: linguaggio e racconto di sé, il più esplicito e vero dei racconti, perchè libero come solo può essere lÊespressione artistica. ˚ vero⁄cÊè qualcosa di sentimentale nella mia iniziativa; non riguarda lÊuomo ed il padre (vicenda troppo personale per essere riassunta) ma è legata piuttosto al fascino che ha sempre esercitato su di me la sua Arte. Sin dallÊetà della ragione ho „spiato‰ mio padre ogni qualvolta abbia preso un pennello in mano, socchiuso gli occhi e⁄come se fosse stata la cosa più naturale al mondo⁄ abbia dato forma alle emozioni. Se di lui ho ammirato lÊintelligenza, la curiosità, lÊindomito spirito libero ed il coraggio che lo hanno portato ad avere una vita, seppure difficile, piena di successi, confesso che del suo „dono‰ sono sempre stato un poÊ invidioso, consapevole, comÊero e come sono, che non appartiene a tutti, men che meno al sottoscritto. Ma soprattutto, ero orgoglioso di essere testimone di quella „magia‰; negli anni dellÊadolescenza ogni occasione era buona per passare dal suo „studietto in Via Solimene, 114/d‰ e non, come qualcuno maliziosamente pensava, per ammirare le splendide modelle che lo frequentavano (almeno⁄non solo!) ma semplicemente per vederlo dipingere. In fondo lÊessere artista era una delle cose che più mi piaceva di mio padre perché rappresentava per me la chiave per conoscerlo meglio⁄sarà per questo che non ho mai avuto il coraggio di dirglielo. Questa mostra è per me lÊoccasione per rendere omaggio alla sua Arte perché sono convinto che chi lo ha amato davvero ha amato anche la sua Arte. Alfonso Maria Avitabile

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Breve panoramica sullo sviluppo dellÊArte nei decenni Ê60 e Ê70 La Nuova Figurazione a parabola artistica di Alfredo Avitabile attraversa tutta la seconda metà del XX secolo e convive con tendenze creative che si alternano, si avvicendano, si sovrappongono, spesso in modo rapido e incoerente, proponendo la più disparate strade alla ricerca del senso dellÊArte e del fare Arte in anni di profonda complessità politica, sociale, economica e culturale. Prima di procedere alla ricostruzione storico/critica e biografica del percorso artistico del Maestro, riteniamo quindi opportuno fornire una breve panoramica sullo sviluppo dellÊArte nei decenni Ê60 e Ê70, che corrispondono agli anni di massimo impegno pittorico dellÊartista. Naturalmente non si ha lÊambizione, in questa sede, di ricostruire in modo approfondito quel complesso periodo, ma solo di inquadrarne gli aspetti principali, focalizzando il discorso sulla corrente della Nuova Fi-

L

gurazione, ovvero su quel percorso di ricerca che più si adatta a definire la complessa poetica del pittore, pur rivelandone nel contempo le profonde differenze. Tra la fine degli anni Ê50 e lÊinizio dei Ê60, nel campo artistico si manifesta una evidente insofferenza verso lÊArte Informale che invece domina il decennio precedente. Il linguaggio Informale rivela ormai una certa stanchezza espressiva, tantÊè che alcuni dei suoi nomi più illustri si orientano verso nuove mete, talvolta mettendo in discussione i propri risultati. Al progressivo esaurimento dellÊInformale fa da contraltare lÊavanzare di nuove istanze provenenti dallÊestero: New Dada e Pop Art, correnti predominanti in Europa e negli Stati Uniti, conservano il prodotto artistico, pur nelle sue varianti sperimentali, nella sua oggettualità tradizionale,

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mentre il delicato e complesso rapporto tra lÊUomo e i progressi scientifici e tecnologici che producono una società industrializzata alienata ed alienante, diventa motivo di riflessione per intellettuali ed operatori estetici che puntano addirittura a forme dÊArte assolute, nelle quali cioè allÊeliminazione dellÊoggetto artistico (ritenuto comunque mercificabile) fa da contrappunto lÊAzione, il Comportamento, il Gesto, nella sua unicità dÊaccadimento. Perciò Happening, Performance e Body Art si affermano come principali espressioni estetiche. Contemporaneamente alle tendenze suddette, che si evolvono tra gli anni Ê60 e Ê70 fino a confluire nel gran movimento definito in senso lato come Arte Concettuale, momento dÊapice e dÊarrivo di tutte le Avanguardie artistiche, si va delineando in Italia una vasta area di ricerca più moderata, che cerca di ricomporre pittoricamente immagini riconoscibili e rappresentative. La generalizzata scomparsa del rapporto con la realtà non determina automaticamente, nellÊArte del Â900, la scomparsa del realismo „che per il versante più tradizionale, diventa una questione di scelta programmatica, determinata e perseguita con coerente consequenzialità in prese di posizione derivanti perlopiù da precise collocazioni politiche e di critica sociale, o da naturali inclinazioni della sensibilità dell'artista. Per un altro versante, più aderente alle urgenze del tempo, lÊimma-

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Sito www.centroarte.com; link Storia dellÊArte/Realismo e Nuova Figurazione

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Sito www.guzzardi.it/arte; link Correnti Artistiche/Nuova Figurazione

gine riconoscibile, variamente deformata, diviene lo strumento espressivo e comunicativo dei temi e problemi che più coinvolgono, anche in termini di imperativi morali, lÊuomo contemporaneo. Si tratta spesso di una iconografia umana ritenuta punto di incontro privilegiato, centro degli interessi dell'artista e dei destinatari dellÊopera dÊArte e di conseguenza mezzo idoneo per parlare più direttamente e chiaramente possibile al pubblico‰1. Tale tendenza, definita Nuova Figurazione ed „emersa alla fine degli anni Cinquanta, ha voluto conciliare le istanze del realismo con un linguaggio pittorico contemporaneo, autonomo sia dal realismo socialista che dalle poetiche dellÊinformale.‰2 „La parte più interessante di questo realismo che non si chiude nellÊesercizio della propria abilità artigianale o in compiacimenti estetici fini a se stessi, è senzÊaltro tutta la rilevante produzione di artisti vicini alle problematiche sociali, politiche ed esistenziali dellÊuomo contemporaneo. La violenta carica espressionistica baconiana ha avuto una forte influenza su molti artisti dellÊarea definita „nuova figurazione‰, caratterizzata da un riaccostamento allÊiconicità e dal reinserimento dellÊelemento figurale nella pittura e nella scultura o nell'insieme delle due non infrequente negli artisti di questa tendenza. Questa necessità iconica, che riaffiora come insopprimibile bisogno di riferirsi alla realtà più


vicina allÊuomo e al suo mondo visibile si manifesta non solo nellÊappropriazione dei simboli e delle debolezze della società dei consumi tipica del Pop, ma anche in un rapporto più impegnato e introspettivo con la condizione esistenziale dellÊuomo moderno nella sua collocazione sociale e politica, prevalentemente urbana. Se il Pop aveva analizzato le influenze del sistema sulla vita e sulla psicologia dellÊuomo medio, questa „Nuova figurazione‰ ne analizza le conseguenze sulla debole struttura umana. LÊuomo nelle opere di questa tendenza mostra tutte le tracce, ferite e cicatrici del suo essere sottoposto ad un modo di vivere inadeguato alle sue aspirazioni, del suo essere travolto da unÊesistenza che non vuole più rispettarne lÊintegrità fisica e morale. E' un uomo deformato dal coinvolgimento con la vita urbana; sempre più simile e adeguato allÊambiente, ma con un grido sempre represso e in agguato che sta per esplodere nella rivoluzione o cadere nella demenzialità. Si tratta comunque sempre di riprese iconiche progressiste, che tengono conto del cammino compiuto dalla storia recente dellÊArte e di tutti i fenomeni coevi. Nuova figurazione non è una scelta operativa programmatica, realismo contro formalismo o altro; è uno dei mezzi che ha lÊartista per parlare, scelto non 3

per le sue caratteristiche formali, ma per la sua funzionalità comunicativa. La figura è un referente del mondo visibile che non rappresenta più la sua accettazione da parte dellÊartista, ma bensì uno dei codici del suo linguaggio che è sempre più onnicomprensivo. LÊordine iconografico e iconologico viene sì ripreso, ma per essere ad ogni momento annullato con gli stessi materiali che lo costituiscono. La prospettiva è spesso casuale, non dipende da un ordine mentale, ma da una condizione esistenziale, così come i rapporti tra le immagini e quelli tra le figure e lo spazio. EÊ così che mentre lÊurgenza e la pressione dei contenuti porta sovente i neofigurativi a deformare al limite estremo del riconoscibile la figura o lÊimmagine reale, lÊindipendenza da schemi, la nuova coscienza di libertà e polivalenza nellÊuso dei media e nelle pratiche dellÊarte acquisita con le esperienze informali, astratte e pop, (nei confronti delle quali i neofigurativi sono tuttavia generalmente polemici) determina lÊimmissione nelle loro opere, pur allÊinterno di una tecnica che rimane pittorica, elementi quanto mai eterogenei, surreali, espressionisti e persino astratti‰3. Con queste brevi note ci auguriamo di aver fornito un valido supporto alla lettura ed alla comprensione delle opere del pittore Alfredo Avitabile. A.B.

Sito www.centroarte.com; link Storia dellÊArte/Realismo e Nuova Figurazione

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Alfredo Avitabile: pittore controcorrente alla ricerca di sensi e significati di Antonella Bocola l Maestro Alfredo Avitabile, pur avendo doti comunicative di grande efficacia, era piuttosto restio a parlare della sua esperienza „da artista‰ nel mondo dellÊArte. Forse considerava quella vicenda ormai chiusa e superata, certo è che nonostante una nostra frequentazione quotidiana, durata ben otto anni, le occasioni per raccontare e ricordare quel periodo lontano sono state piuttosto rare, e su quelle poche opportunità, oltre che sul supporto documentario e le testimonianze dirette di amici e parenti, basiamo questo lavoro critico1.

I

La formazione e gli esordi lfredo Avitabile nasce a Napoli il 16 febbraio 1937, dal pittore/gallerista Emilio Maria e da Emilia Russo. Dopo aver compiuto i regolari studi dellÊobbligo, il padre, che voleva farne un professionista dallÊavvenire sicuro e prestigioso, lo iscrive al liceo classico Sannazzaro, ma dopo un paio di anni, si deve arrendere allÊevidenza: anche il giovane Alfredo ha uno spiccato talento artistico, perciò su consiglio del maestro, amico e collega Guido Casciaro, il ragazzo viene trasferito allÊIstituto dÊArte „Filippo Palizzi‰, dove, trovata la sua vera dimensione, conclude con successo il primo percorso formativo, rivelando notevoli capacità creative. Tuttavia, ritenendo lÊambiente artistico napoletano un

Il pittore diciottenne allÊopera

A

Il giovane Alfredo Avitabile al cavalletto

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Quando, dopo la sua scomparsa ci siamo impegnati a ricostruire il suo percorso artistico, ci siamo trovati di fronte ad una marea di documenti, carte, fotografie, inviti, depliant, locandine, recensioni, scritti critici, ecc. conservati alla rinfusa, in varie cartelle, album e buste, disseminate tra lÊulitmo studio e lÊabitazione di famiglia. Non è stato agevole mettere ordine in quelle carte confuse e frammentarie, sicuramente avremo commesso qualche mancanza, ma riteniamo di essere riusciti ad impostare la struttura primaria della sua vicenda dÊArte.

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Forte dei Marmi - 7 agosto 1960 Alfredo Avitabile incontra Carlo Carrà

Marina, 1958

Spiaggia, 1959

Paesaggio, anni Â60

poÊ troppo chiuso e provinciale, Alfredo, contro il volere paterno, si trasferisce a Roma per studiare allÊAccademia di Belle Arti. Gli anni romani sono anni importanti di formazione, di contatti, di conoscenze che il giovane artista immagazzina, pur ostentando, per virtù caratteriale, una sicurezza di pensiero e di scelte sorprendenti per la sua giovane età. Qui incontra e frequenta il grande maestro Renato Guttuso, la cui influenza si rivelerà certamente a posteriori nelle opere della piena maturità e nella scelta della Nuova Figurazione. Avitabile si muove in ambito romano con tale scioltezza e disinvoltura, da artista e uomo consumato, al punto da impressionare positivamente tanto i coetanei colleghi che i maestri anziani; perfino Carlo Carrà scrisse di lui „La passione per la pittura in Alfredo Avitabile ha il ritmo di un torrente, e i torrenti spaventano. LÊarmonia della sua arte è il presupposto più valido, essenziale, per traguardi altissimi, raggiungibili certamente; ma tra la furia del disegno terreno e divino‰2. Tra il 1957 ed il 1968, Alfredo Avitabile, letteralmente macina, mostre collettive, Premi, Concorsi, Estemporanee e Personali, ad un ritmo così elevato da avere allÊattivo più di ottanta presenze in ambito nazionale. La sua pittura, in questi anni, si dimena tra i retaggi del naturalismo che gli derivano forse, dalla lezione paterna e casciariana (Guido Casciaro fu suo maestro AllÊIstituto dÊArte) ma più in generale napoletana, e nuove istanze, intuite personalmente e sperimentate con tentativi sospesi tra Informale, Pop e Simbolismo, di cui restano rarissime testimonianze pittoriche. Avitabile cerca con impeto innato una sua modalità dÊespressione, uno stile che sia solo suo, e si sofferma su tematiche in parte classiche (paesaggi, figure), in parte nuove (con sperimentazioni coloristiche e formali), ma sempre sostenute da un disegno rapido, possente, incisivo, come già notava lÊautorevole recensione di Carrà. Le opere di questi anni rivelano le capacità di un artista di talento, più attento alla forma che al colore, per sua naturale predisposizione, che si esprime spesso nel Paesaggio ma non in modo del tutto esclusivo. La sua tavolozza è piuttosto essenziale, con tonalità sature e pastose di efficace 2

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nota critica di Carlo Carrà rilasciata in occasione del VI Premio Nazionale Città di Viareggio – 1960


sintesi pittorica. Nel 1967, in occasione di una propria mostra personale, Avitabile inaugura una prassi ricorrente nel suo percorso artistico: dotato di grandi qualità letterarie, che avranno modo di esplicitarsi appieno in età matura (con la produzione di articoli, saggi e poesie), egli si autopresenta con uno scritto di grande acume e sottile ironia, nel quale si racconta così: „Dipingo praticamente da sempre, dato che mio padre è anchÊegli un artista, attualmente operante. Nonostante tutto, ho conseguito alcuni Diplomi di Cultura Artistica. Dico ÿ nonostante tutto Ÿ perchè nella mia vita ho sempre cozzato contro le discipline, che sono le uniche cose che fanno riaffiorare il mio carattere fondamentalmente anarchico e violento. Da trentÊanni a questa parte sono diventato terribilmente pigro. Però, dipingo. Mi piace Tschaikowsky. Odio la musica lirica almeno quando amo il Jazz; caldo, tiepido o freddo che sia. Adoro Petrarca, Leopardi, Lorca, Prévert, Joyce, Byron, Cardarelli e Di Giacomo. Se andremo sulla luna non me ne importa niente. Mi piacciono le donne, se giovani, belle, ricche e consensienti. Dipingo. Ho fatto tante mostre. Mi sono stati assegnati tanti premi e tanta gente si è interessata alla mia opera. Altrettanta se ne è disinteressata perchè probabilmente mi ritiene un artista non ÿimpegnatoŸ. Non sbaglia. Sono, infatti, disimpegnatissimo... il meno impegnato dÊItalia. Ricordo con piacere Carlo Carrà, Arturo Dazzi, Ardengo Soffici, Jacque Plisson, Enzo Carli, Renzo Biasion e Luciano Bertacchini, tra quelli conosciuti personalmente e Piero Della Francesca, Michelangelo, Tiziano, Bonnard, Sironi, Vasari e Pietro lÊAretino, tra quelli che andrò a conoscere in Paradiso. Mi piacciono gli azzurri, i viola teneri, i verdi caldi accostati con quelli freddi, il bianco se appena rosato; mi piace dire la verità, mi piacerebbe ascoltarla. Mi piace scrivere dÊarte, meno discuterne; vorrei diventare molto ricco per poter comprare tanti quadri buoni.

Composizione del 1965

A. Avitabile con rarissime opere del Â65

Cinema n.2, 1965

Fiori viola, fine anni Â60

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Fiori di campo rosa, fine anni Â60

Frammenti dÊAutunno, fine anni Â60

Composizione in verde, fine anni Â60

Perchè io so quali sono i quadri buoni. Per ora non sono ricco. Dipingo. Ho visitato molti Paesi tra cui la Francia, la Germania, la Svizzera, la Spagna, ma, poichè mi sono affaticato molto viaggiando e lavorando, ho deciso di fermarmi per un poÊ nella mia città. Della mia pittura credo sia inutile parlare quando si può ascoltare da essa stessa tutto quello che ha da dire; se lo ha. Basta possedere occhi per vedere, conoscenza per intendere e sensibilità per capire. lo, dipingo... semplicemente.‰ 3 Piero Girace (critico del quotidiano ROMA) recensendo la rassegna, sottolinea: „La sua pittura reca i segni dellÊirrequietezza e della caparbietà dellÊartista. Il quale presenta quaranta dipinti ispirati a motivi vari (ricordi di viaggi, impressioni, occasioni), veramente interessanti e soprattutto indicativi di un mondo poetico, che è nato e si è sviluppato in un clima pittorico culturalmente europeistico, pur affondando le sue radici, per ragioni di sangue e di istinto, nella tradizione napoletana. Ma Alfredo Avitabile è vario, sensibilissimo ai ÿ climi Ÿ ed ai ÿ motivi Ÿ, alle cui suggestioni non sfugge. Paesaggi, figure, composizioni, nature morte, sono realizzati con sensualità di impasti, con pennellate larghe e corpose, spesso con unÊimpetuosità che rivela il temperamento di un artista che si abbandona al ÿ motivo Ÿ con spregiudicatezza ed una carica sensuale notevole‰ .4 Nello stesso anno (1967), sposa Marisa Tavernier, dalla quale lÊanno successivo nascerà il figlio Alfonso Maria. La tragedia e la svolta dellÊimpegno pittorico lfredo Avitabile sembra quindi proiettato verso una classica carriera artistica da pittore „borghese‰, ma irrompe improvvisamente nella sua esistenza una gravissima tragedia familiare: nel 1969 la giovane moglie Marisa, colpita da una malattia rarissima e fulminante che non le dà scampo, lo lascia vedovo e con un bambino piccolo dopo

A La fine, 1969

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Avitabile A. – autopresentazione al Catalogo - mostra personale 1967 – Napoli Galleria S. Carlo

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Girace P. - Recensione alla mostra Personale di Avitabile del 1967 - Roma 2 gennaio 1967


appena due anni di matrimonio. Da quel momento la vita di Avitabile prende una via diversa e segue percorsi inusitati ed allarmanti. La prima reazione al dolore è lÊautoannientamento: alcool, fumo, allucinogeni, diventano i mezzi per allontanare la sofferenza e continuare a vivere, nonostante tutto. Il piccolo Alfonso viene affidato alle cure dei nonni paterni, mentre il pittore conduce una vita sregolata, senza più riferimenti certi, né limiti. E tuttavia non abbandona la Pittura, anzi traspone lucidamente il momento più critico della sua esistenza in unÊopera „La fine‰, che rappresenta praticamente il letto dÊospedale della moglie con un realismo di tale crudezza da far rabbrividire, e così forse cerca di esorcizzare e superare la disgrazia. Poco tempo dopo, nellÊaprile del 1970, una mostra personale di „tempere‰, esprime con toni ancora sopiti il dolore e il senso di vuoto che lÊartista prova ed egli stesso definisce questa mostra come un „atto di fede‰, scrive infatti: „Ma il motivo più intimo, più segreto, più reale che ha alimentato tanto lavoro - di cui questa mostra ne è il risultato - conta, forse, più dellÊamore stesso per lÊArte, perché con questo motivo sÊidentificano il naturale istinto dellÊautoconservazione ed anche lo sforzo che compie la volontà umana di fronte al superamento di ogni avversità. Vuole forse essere, questa mostra, un atto di remissione verso i Disegni divini; vuole perpetuare, forse, con la speranza, la ideale continuità delle cose umane. Certamente, è un atto di fede.‰ 5 Ma il cambiamento è così radicale da non poter essere espresso con i modi pittorici precedenti. Egli affronta artisticamente quello che definisce „Il mio problema‰, in una piccola tempera che sintetizza nelle immagini confuse e sovrapposte, del letto dÊospedale, delle fedi, del suo autoritratto dagli occhi allampanati, e di una simbolica figura femminile, la crisi esistenziale che lo attraversa. La sua Pittura cambia con lui. Dagli anni Ê70 in poi non è più rappresentativa di luoghi, 5

Il mio problema, 1969

Il maestro A. Avitabile in una foto degli anni Â70

Avitabile A. – Autopresentazione al Catalogo/brochure - Mostra Personale Galleria Il Triangolo – Napoli 1970

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oggetti o persone, diventa dialogica e simbolica, talvolta ermetica. Avitabile non guarda più la realtà esterna, si chiude in se stesso ed individua una vita interiore più profonda, più pregna di significati: da pittore della realtà, seppure a suo modo filtrata ed interpretata, diventa pittore „impegnato‰, un pittore alla ricerca di sensi e significati. Perciò la Nuova Figurazione, unico movimento pittorico nellÊItalia concettuale degli anni Ê70, ebbe sicuramente tra i suoi protagonisti dimenticati, in ambito meridionale, Alfredo Avitabile. Desiderio di carezze, 1971

Le opere della maturità el 1971, ben quattro Personali, tenute in diverse città italiane, sanciscono la radicale svolta dellÊimpegno artistico del Maestro. Lo scritto critico di Ciro Ruju, che presenta una mostra presso la galleria „LÊincontro‰ di Taranto è in tal senso emblematico: „Dopo un lungo esprimersi attraverso un modo pittorico verista naturalistico entro cui Avitabile trovava lo stimolo per una trascrizione fidelistica della natura circostante: paesaggi soprattutto marine, nature morte ecc. è pervenuto, e il risultato visivo ci è offerto da questo ciclo di opere 1970/71, ad una pittura essenzialmente dialogica, dove appunto sembra, per la particolare iconologia, che quel individuabile mondo da cui lÊartista estraeva la sua ispirazione sia messo da parte o posto in discussione attraverso una sottile dialettica emergente dal tessuto stesso di questi nuovi dipinti. Quindi come sopra si diceva se la fisionomia precedente dellÊartista era da individuarsi in quella particolare trascrizione del reale naturalistico con una conseguenza tipologica limitata per fattori geografici e tradizionali ambientali, viene logico che la pittura di oggi, maturata proprio durante la lunga permanenza di una ideazione pittorica tradizionale, venga a porsi quasi negazione di tutto quel ciclo pittorico per esaltare e non senza ragioni i motivi: contenuti e forme nuove ben precisati in queste tele. Giacchè là dove precedentemente era la visione spoglia di qualsiasi problematica interpretativa ad essere riportata sulla tela, oggi sono i contenuti che attraverso la strutturazione pittorica

N

Contact, 1971

Ritorno alla natura, 1971

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vengono ad essere posti in evidenza con uno scarto di intenzionalità ben individuabile. Infatti allÊartista oggi non interessa più la realtà ÿ come cosa che è Ÿ (interpretazione questa che si poteva benissimo ascrivere allÊoperare precedente) ma la ÿ realtà virtuale Ÿ che nel contesto dellÊopera diviene visione particolare di un pensare, appunto, il reale in una determinata situazione possibilistica di cui il risultato ultimo della tela finita non è altro che un aspetto della realtà intravisto, sentito e di conseguenza motivato dallÊartista in una visione non più statica (come fatto rintracciabile nel suo spaziotempo) ma dinamica in quanto il suo essere, proprio perchè si prospetta in una dimensione mentale, è colta nel suo farsi non unidimensionale bensì virtuale. E per questa nuova intenzionalità Alfredo Avitabile, non senza aver esperimentato tecniche e linguaggi diversi, è riuscito a mio avviso a racchiudere in questo ciclo di opere una problematica di cui crediamo lÊautore riuscirà in seguito, proprio attraverso una unità di stilemi, ad offrircene aspetti e risultati sempre più positivi. Infatti lÊiconografia messa in luce, motivata attraverso una simbologia riferenziale, non è posta come prima dicevamo per evidenziare un reale dato, anche se questo può essere la prima motivazione che da alcune opere viene ad emergere: ÿ LÊincidente Ÿ o ÿ Ritorno alla natura Ÿ, quanto piuttosto un reale da farsi che trova nellÊideazione dellÊartista il centro focale del suo divenire immagine: infatti si prenda in esame lÊopera ÿ Riposo Ÿ e si riscontrerà il come una realtà che oggettivamente non può più attuarsi anche e particolarmente a livello di visione, venga a trovare la sua concretizzazione per il tramite dello artista che rivivendo come fatto mentale quella particolare realtà di cui a suo tempo ne è stato attore, riesce a reincarnarla sia pure a livello di immagine. Ed anzi è da precisare che è proprio dove viene a verificarsi questa reincarnazione di un reale possibilistico, anche se motivato da un ricordo affettivo fin troppo palese (i letti), che Avitabile riesce ad esprimere in toto la sua particolare e suggestiva problematica che, offrendosi nelle sue qualità discorsive, mira appunto ad un dialogo ed ad una partecipazione più fattiva tra il ÿ reale dato Ÿ ed ÿ il reale virtuale Ÿ‰ 6.

I rigattieri (nuovo potere), 1971

Avitabile allÊopera nel suo studio, 1971

Avitabile posa davanti allÊabbozzo del dipinto I rigattieri, 1971

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Ruju C. – Presentazione al Catalogo – Mostra personale Galleria LÊIncontro – Taranto – giugno 1971 - riportata parzialmente in: Ruju C. - Possibile Ipotesi per una storia dellÊavanguardia artistica napoletana - Ed- Edart - Napoli

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LÊartista mentre dipinge lÊUrlo, 1971

Figura di tergo n.1, 1972

Una bella recensione giornalistica alla mostra personale di Bari, svoltasi nello stesso 1971, definisce in modo più didattico ed esplicativo la nuova poetica dellÊartista, sottolineandone alcune contraddizioni, come ad esempio lÊaccentuazione degli aspetti più drammatici e sensuali dellÊesistenza, il legame tra la forza del potere e il desiderio dei sensi, il prevalere dellÊinconscio sulla razionalità, e spiega queste forzature nellÊisolamento dellÊumanità che non riesce più a distinguere i parametri del giusto e dellÊerrato, e nel quale lo stesso Avitabile si dibatte. Si legge infatti: „Da questo isolamento Avitabile certamente uscirà non appena avrà trovato un punto dÊincontro tra la coscienza e la sub coscienza, tra un dramma vissuto ed una serenità che è da conquistare, tra uno stato di tormento ed uno di distensione, tra una polemica in atto ed una chiarificazione, tra una concezione materialistica (che è attuale) ed una più elevata e dignitosa, che è quella dello spirito‰. 7 Sul finire dellÊanno la mostra approda al Centro dÊArte Europa di Napoli8, presentata da Luciano Budigna che scrive: „Le sue immagini femminili (la cui bellezza di volta in volte si esalta o si mortifica nel riferimento del gusto e del costume), i suoi ÿinterniŸ (i ÿlettiŸ con o senza personaggi), le sue metamorfosi (penso a quella del „Profeta‰), persino i suoi paesaggi (ÿtagliatiŸ con cristallina, ma anche pietosa e malinconica, ironia) appartengono alla nostra quotidianità: raccontano, nello specchio deformante della nostra alienazione, nella nebbia della massificazione, nella palude lutulenta di un falso umanitarismo demagogico che affioca la voce dei valori spirituali, raccontano, dico, i nostri desideri, le nostre collere, la nostra nostalgia, la nostra sete di giustizia e di bene‰. 9 Le recensioni del tempo concordano sullÊaspetto spregiudicato ed anticonformista della pittura di Avitabile, nel coraggio di esprimere le proprie idee con determinazione e chiarezza anche a costo di essere fortemente impopolare. Una mostra dura, polemica, ardita che con alcune opere giudica e condanna uomini, fatti, miti e personaggi, mentre in altre rivela quel costante conflitto tra coscienza e subconscio, quel disagio esistenziale che lÊartista vive su sé stesso, alla ricerca di una via dÊuscita, dÊuna nuova speranza per 7

A.D.G. - La problematica di Alfredo Avitabile - in : Settegiorni Arte - Bari 1971

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In effetti la mostra non fu inaugurata, poiché, come ricorda la Sig.ra Silvana, arrivò la Polizia, intimando lo sgombero immediato per la minaccia di una bomba. La mostra si tenne comunque, pur senza inaugurazione, e lÊepisodio dimostra quanto fosse scomoda ed impopolare la posizione controcorrente del pittore Avitabile.

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Budigna L. - Presentazione al Catalogo - mostra Personale Centro dÊArte Europa - Napoli 1971


lÊavvenire. LÊanno successivo (1972), in una sorta di escalation espositiva, la Personale di Avitabile è riproposta, seppure con lÊinserimento di opere nuove, al noto Circolo Artistico Politecnico di Napoli, sede storica e prestigiosa per un artista. La rassegna è presentata direttamente dal Presidente, Avv. Nicola Cariota Ferrara, il quale per la parte propriamente critica riporta una nota di Gino Grassi, che riassume così lÊimpegno artistico di Alfredo Avitabile : „...Tra gli elementi più drammaticamente rappresentativi di una società che ha smarrito per strada tutti gli ideali e che ha eretto a mito l'egocentrismo consumistico c'è, ovviamente, l'isolamento; lÊisolamento nel quale è piombata l'Umanità che non riesce più a discernere il vero dal falso. Avitabile ha intuito il bisogno estremo che l'uomo ha di conciliarsi con sé stesso ed il problema della solitudine - insieme con altri quali: il consumismo, la droga, l'istruzione, il sesso, la (quasi) necrosi dei valori ideologici nazionali, ecc. - è quello a cui ha dedicato maggiormente la propria opera di pittore. (...) Avitabile cerca di rendere vero—simile l'attualità del suo discorso con una pittura in cui gli elementi neo-figurativi liberamente accettati (ed abilmente risemanticizzati) si incrociano con delle sovrastrutture surreali. L'artista cerca in tal modo di porre in termini abbastanza chiari il conflitto fra coscienza e subconscio nella continua ricerca di una verità che possa far ritrovare all'uomo un motivo onorevole per continuare la battaglia sul pianeta.‰ 10 La scoperta di Ustica e la nascita del ciclo „Odissea Â75‰ he Alfredo Avitabile senta il richiamo atavico della sua terra dÊorigine, la Sicilia, essendo il padre Emilio Maria di nascita catanese, già si rende evidente dal 197011, quando trascorre lÊestate a Stromboli, fissando sulla tele visioni sospese, tra reale e surreale, delle splendide isole Eolie. Nel 1972 si reca invece ad Ustica, dove già dal 1964 si teneva la Biennale Internazionale di Pittura Murale „Litterio Maggiore‰, organizzata col patrocinio del Comune e che vedeva la partecipazione di pittori provenienti da tutta

Tetto a Stromboli, 1973

Muro bianco con ibisco, 1973

C 10

Avitabile in posa davanti al dipinto Il sonno di Ulisse, anni Â70

Nota di Gino Grassi riportata nella Presentazione alla mostra Personale al Circolo Artistico Politecnico - Napoli 1972

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Nel catalogo della mostra personale del 1967, ben quattro opere, oggi disperse, hanno un titolo riferito alle isole Eolie, quindi il pittore conosceva quei luoghi già prima del 1970

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UnÊintensa immagine di A. Avitabile nella sua amata Ustica

Ustica - 1981, una personale del maestro nella sua galleria/studio

Ustica - 1990, Il mare, la ninfa, il pesce meccanico (murales)

Ustica - 1990, A. Avitabile mostra la sua opera a una scolaresca

Italia. In occasione di quel „soggiorno di lavoro‰ il maestro Avitabile ha modo di apprezzare la bellezza ancora incontaminata dellÊisola palermitana, perciò tornerà volentieri nellÊestate del 1974 e poi ancora nel 1976 e Ê78, per lasciare sulle vecchie mura usticesi una prova tangibile della sua arte. Ancora nel 1979, proprio durante lÊestate, espone al Vecchio Palazzo del Comune di Ustica, numerose opere del ciclo Odissea Ê75, quindi nellÊ80, acquista un vecchio mulino che trasforma in casa/vacanze, ricavandone perfino uno studio di pittura con relativo spazio espositivo. LÊanno dopo inaugura questa piccola galleria usticese con una sua Personale, ma successivamente, pur tornando sullÊisola ogni estate, preferirà godersi esclusivamente il sole, il mare e le bellezze locali. Ustica diverrà quindi luogo di relax e di assoluta vacanza, dove rigenerarsi dopo un anno lavorativo dedicandosi alla pesca, alla poesia ed alla famiglia. Recuperata infine una stabilità interiore a lungo ricercata, il pittore si impegna a fondo con il ciclo „Odissea Ê75‰ , fornendo il suo massimo contributo creativo a sostegno del movimento artistico della Nuova Figurazione. Il ciclo rappresenta una profonda riflessione sulla condizione umana, in unÊepoca irta di contraddizioni e disorientamenti, ma significa anche lÊimpegno di un pittore controcorrente, che dimostra come si possa essere attuali e contemporanei senza rinnegare a tutti i costi lo strumento pittorico e lÊaristocrazia della forma. La figura di Ulisse, già metafora dellÊuomo fin dai tempi di Omero, diviene, nel ciclo post-sessantottino di Avitabile, lÊuomo contemporaneo ormai alla deriva, senza certezze e senza obiettivi, mortificato nellÊideologia, in balia del terrorismo, perennemente in bilico tra la vittoria e la resa, in un mondo già da allora virtuale e ripetitivo, che sembra sfuggirgli di mano con poca o addirittura senza speranza di futuro. Alfredo Avitabile esprime questi contenuti con composizioni, figure e paesaggi dalla cromia intensa, misteriosa, talvolta greve, indicativa di un latente pessimismo sul destino dellÊuomo e sui valori fondamentali della Società civile che intanto andava rapidamente mutando.12 12

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vedi saggio di approfondimento sul ciclo „Odissea Ê75‰di M. Balestrieri


Il decennio Â80/Ê90 - I Nudi oncluso il tempestoso decennio degli anni Ê70, Alfredo Avitabile, al pari di altri operatori artistici, si è sentito quasi svuotato e desideroso di ridefinire i parametri del suo naturale talento creativo. Perciò è ritornato al disegno, quale immediata espressione creativa, sospesa tra pensiero ed azione, ed al disegno ripreso dal vero - nel vero - come necessario confronto „a sorpresa‰ col modello, oggetto di una sorta di indagine etologica. Lontano dal mercato che allora richiedeva altre tematiche, nel gennaio del 1983 il maestro irrompe nel sopito panorama pseudo sperimentale della pittura con una coraggiosa mostra personale intitolata „I Morfidi‰, presso il centro „Il Diapason‰ di Napoli, esponendo trenta Nudi inediti che provocano un autentico effetto sismico. Ancor più eclatante è la sua autopresentazione al catalogo che riportiamo integralmente per cogliere le profonde motivazioni che mossero quella mostra: „Personaggi inquietanti della nostra quotidianità, colti nei loro gesti intimi, analizzati fin nelle pieghe delle labbra, nei riflessi lucidi degli occhi, nei solchi delle braccia, dei seni, dellÊinguine ; donne nude distese, carponi, talvolta lascive, talÊaltra tenere, inquiete o soddisfatte, che si esibiscono coi loro frivoli cappellini fuori moda, sorprese durante il loro gioco solitario, dal quale ci si sente esclusi, o quantomeno, ormai non presenti ; più spiate che guardate. Questa sorta di guardonismo critico è il filo conduttore che lega tra loro le venti opere di tecnica mista che compongono la mostra. NellÊinsieme, unÊevasione, una vacanza, questa mia ultima fatica dÊAutore; una pausa forse necessaria dopo tanto impegno. Certamente un sintomo metabolico, una sofferta autostimolazione contro ogni non impossibile stanchezza creativa. Spiare Nausicaa, le ancelle, la moglie ed il figlio di Ulisse-Uomo-Eroe, eroine ed eroi anchÊessi, sorprendendoli nella loro intimità mi è forse servito per rigenerare in modo semplice lÊimpegno culturale „Odissea 75‰, assunto appunto nel lontano Ê75 e portato avanti fin qui con coerenza e con soddisfazioni. Ancora una volta la donna, cardine della possibile passeggiata terrena, minuscolo insetto

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Nudo con cappello, anni Â80-Â90

Sogno di Partenope, settembre Â93

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nella vastità dellÊUniverso, con la colorazione e la soavità alare dei morfidi, occupa nella mia interpretazione il ruolo elettivo di protagonista‰.13

Estasi dorata, 14 ottobre 1995

Estasi scarlatta, anni Â90

Nasce probabilmente così la serie successiva dei „Nudi‰ degli anni Â80/Ê90, che certo non si limita semplicemente allo studio della forma, ma penetra nellÊintimo femmineo cogliendo attimi di edonistico abbandono e di piacere solitario. Le donne di Avitabile si lasciano osservare dallÊocchio indiscreto dellÊartista (talvolta persino dallÊocchio meccanico, da una lampada, dalla Tv), in una sorta di intima confessione e di sottile complicità, svelando quelle confidenze che il voyeur Avitabile raccoglie e traduce con deciso tratto da scultore, modellando le forme con forte senso plastico e indugiando sul fremito delle vene, delle labbra, del collo, delle dita, su qualsiasi segno di emozione. EÊ noto che il Nudo, quale genere artistico autonomo, nasce nellÊ800 nellÊambito dellÊAccademia in quanto finalizzato alla corretta rappresentazione della figura umana. Ma fin dai tempi antichi la rappresentazione della nudità ha sempre coinvolto fattori morali, religiosi, culturali e antropologici indicativi delle tendenze artistiche di unÊepoca storica. Perciò quanto più unÊepoca è complessa, come ad esempio la nostra, tanto più la rappresentazione del nudo sarà variegata ed articolata. NellÊaffrontare questa tematica non si può certo - né si deve - prescindere dalla sua dimensione erotica, profondamente radicata nella natura umana. Questo però non vuol dire che ogni nudo possa essere considerato erotico: esso lo è soltanto se la sua condizione o situazione sia adatta a evocare il desiderio sessuale. In altre parole un nudo può essere considerato erotico quando seduce chi lo guarda; un nudo seducente è erotico cioè quando conduce nella propria area di influenza chi è soggiogato dal suo fascino, corrompendolo o deviandolo dalla propria condizione originaria. Da questo punto di vista i nudi di Avitabile esaltano al massimo grado il potenziale erotico del genere, attraverso le linee curve e sinuose che sono le assolute dominanti delle sue affascinanti ed essenziali composizioni. 13

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Avitabile A. - Autopresentazione al catalogo - mostra personale I Morfidi - Galleria Diapason - Napoli 1983


Nei suoi carboncini - anchÊessi nudi e talvolta vestiti dal colore - si legge la sintetica gestualità di un artista che ha ereditato la grande tradizione disegnativa italiana e che è in grado di rinnovarla grazie ad una dote creativa unica e davvero personalissima. Ma Renato Guttuso soleva dirgli - tra il serio ed il faceto - che era stata davvero una sfortuna (per Avitabile sÊintende) essere nato dopo di lui. Nel 1987 la Personale Solintimeros, raccoglie le opere più rappresentative di questa nuova fase produttiva. Ancora una volta il maestro si autopresenta con uno scritto di particolare valenza critica: „ SOLINTIMEROS sintetizza in sé i temi della SOLitudine, della INTIMità e dellÊEROtismo, quasi in una sorta di fusione simultanea, simboleggiante la ineluttabilità di una parte esclusiva della nostra condizione. Quella parte che si riferisce al momento rispetto agli stati dÊanimo; quella parte intima, spesso inconfessabile, proiettata verso il dialogo con noi stessi e che si tramuta inevitabilmente in esibizione, in autoerotismo inerte, prima, e in erotismo autentico, infine. In effetti, osservando quanti e quali gesti in solitudine siamo capaci di articolare a nostra insaputa - spontaneo linguaggio mimico - ho cercato di fermare sulla carta quelli più significativi che trovano riscontro evidente con i nostri pensieri sconosciuti, con i nostri desideri e con la nostra essenza istintiva. Ho cercato, talvolta, di ambientare tale intima solitudine con la presenza discreta di oggetti meccanici (un televisore, una radio, una lampada abbronzante, ecc.) col risultato di maggiore evidenza della stessa solitudine e dellÊeros, come se questa presenza/assenza non fosse riuscita a modificare minimamente il percorso imprevedibile del pensiero e dellÊistinto e che, anzi, questo ÿ guardone meccanico Ÿ ne abbia esaltate tutte le potenzialità emozionali. Sono divenute, infatti, immagini ÿ spiate Ÿ più che guardate, ispezionare più che viste, ÿ zoomate Ÿ più che ÿ a tutto campo Ÿ, nelle quali ogni particolare, ogni segno hanno il valore espressivo preciso ed inequivocabile dellÊintimo più inconscio.

Napoli - 1987, A. Avitabile con Nino Rosolia alla sua personale Solintimeros

Napoli - 1987, A. Avitabile alla sua personale Solintimeros

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Napoli - 1991, A. Avitabile con il famoso gallerista Tullio Giosi

Si srotolano così - quasi come elementi di un ÿ test Ÿ quotidiano - le immagini di queste mie ÿ ragazze sdraiate Ÿ, pienamente coscienti del loro bel corpo, avvitato o sciolto, teso o rilassato, disponibile o stanco, contratto in una sorta di simultaneità morbosa ed insieme indifferente che aggredisce provocatoriamente. I volti (o il volto, tratto dalla mia tipologia preferita), partecipi o non alla gestualità del corpo, contengono costantemente in alcuni particolari (occhi, bocca) il medesimo segno aggressivo ed erotico, quasi di un ossessionante desiderio di moltiplicazione sessuale. Per quanto attiene al linguaggio, da alcuni anni ho scelto la ÿ tecnica-mista Ÿ, con il forte apporto del carboncino fissato, onde ottenere effetti diversi di nero gradato e sgranato e, soprattutto, inequivocabili incisioni del segno, più che del colore, oggi relegato a ruolo di puro commento e a simbolo di suggestione ambientale‰. 14 La svolta teorica e lÊimpegno nellÊAccademia Giacinto Gigante opo questa Personale lÊattività pittorica di Avitabile si dirada progressivamente. Il maestro non espone più, se non sporadicamente, in qualche collettiva. LÊultima Personale „Da Odissea 75 a Nudo‰, è datata 2000, ed è realizzata più per volontà del figlio Alfonso, che per desiderio di esporre del padre Alfredo. Ospitata in un insolito ed esclusivo Club, riassume, seppur brevemente, il percorso artistico del maestro, con particolare attenzione alla produzione più tarda. Dunque a partire dagli anni Ê80 Avitabile si impegna quasi a tempo pieno nellÊattività di Esperto di Pittura Napoletana dellÊ800/900. Una passione che in effetti aveva costantemente coltivato accanto alla Pittura, grazie alla frequentazione assidua del critico/scrittore Alfredo Schettini, che lo avvia alla conoscenza critica unitamente a Piero Girace, Carlo Barbieri e Vincenzo Ciardo. Alla scomparsa di Schettini ne raccoglie lÊeredità culturale della specializzazione sulla Pittura Napoletana dellÊ800/900. Similmente accadrà alla scomparsa del gallerista Tullio Giosi, noto esperto dÊarte, che in virtù di una frequentazione costante gli lascerà un vasto patrimonio di conoscenza diretta degli autori

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Napoli - anni Â90, A. Avitabile con A. Bresciani e N. DÊAntonio

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Avitabile A. - autopresentazione al catalogo mostra personale Solintimeros – centro arte La Vetta – Napoli 1987


napoletani del suo tempo. Ma accanto allo studio attento dei fatti dellÊArte, Avitabile poteva contare su una dote innata che gli consentiva di smascherare abilmente opere assolutamente false, senza alcun timore di smentita, tantÊè che si autodefiniva „la Cassazione della Pittura Napoletana‰. La collaborazione con il Centro dÊArte La Vetta di via Bernini al Vomero, diretto dal Prof. Merolla e poi dal Cav. Nino Rosolia, data dal 1985 al 199315. Alfredo Avitabile organizza periodicamente, mostre di pittura napoletana dellÊ800 e del Â900, in veste di Critico ed Esperto di Pittura Napoletana dellÊ800/Ê900. Nel 1994, fonda e dirige LÊAssociazione Culturale Accademia Giacinto Gigante, con la quale svolge un accorto lavoro di recupero storico/critico degli artisti minori della pittura napoletana dellÊ800 e del 900, attraverso lÊorganizzazione di almeno due mostre annuali dedicate ai maestri e comprimari della scuola napoletana. LÊAssociazione, diviene in breve tempo un punto di riferimento importante per la cultura artistica meridionale, mentre il prof. Avitabile fortifica il suo ruolo di Teorico ed Esperto di Pittura, si impegna a fondo nella Consulenza e nella Perizia dÊArte, ottiene importanti incarichi dal Tribunale di Napoli e diviene il referente del Nucleo Operativo per la tutela dei Beni Artistici del Comando dei Carabinieri di Napoli. In questi anni, e in virtù della sua consolidata notorietà, sarà chiamato a collaborare, in qualità appunto di Esperto della Pittura Napoletana dellÊ800/Ê900, presso la prestigiosa casa dÊaste CrhistieÊs (sede di Roma), così come resterà, fino alla sua scomparsa, referente primario per la Commissione Esaminatrice della Camera di Commercio di Napoli, nelle sedute in cui si esaminavano gli aspiranti Periti dÊArte con specializzazione in Pittura Napoletana dellÊ800. Contestualmente cura una rubrica settimanale sul quotidiano Roma, „Arte e Altro‰ che con scritti graffianti e spesso polemici, si occupa di eventi artistici, ma anche di costume, di attualità, di politica e naturalmente di consulenza dÊarte. Talvolta ottiene anche la pubblicazione di lunghi articoli in terza pagina Cultura, a riprova del ruolo 15 Elenco delle Mostre organizzate al Centro dÊarte La Vetta – Napoli, basato sul riscontro documentario disponibile: 1985 – Maestri della pittura napoletana dellÊ800; 1986 – Il disegno napoletano dellÊ800; - Pittura napoletana del primo novecento; - Maestri della pittura napoletana dellÊ800; 1987 – Antico ottocento e novecento tra sacro e profano; - Maestri della pittura napoletana dellÊ800 e del primo 900 – Omaggio a Franco Girosi; 1988 – Pittura napoletana dallÊ800 a oggi - Maestri dellÊarte a confronto; 1989 – Pittura napoletana tra 800 e 900; 1990 – Ottocento Napoletano; 1991 – Maestri dellÊ800 napoletano – Personale di Carlo Caroli; 1992 – Maestri napoletani dellÊ800 e del 900; - Maestri della pittura napoletana dellÊ800; 1993 – Maestri della pittura napoletana dellÊ800 e lÊImpressionismo di F. Di Marino; - Prima Retrospettiva di Francesco Di Marino.

Napoli - 14 maggio 1999, A. Avitabile incontra il noto critico dÊarte V. Sgarbi al Circolo Canottieri

Napoli - Circolo della Stampa 1999

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di rilievo, occupato nel giornale16. Questo impegno critico, spesso troppo oneroso, anche perché ampliato, per alcuni anni, sul settimanale economico „IL Denaro‰ di Napoli, si allenta progressivamente, dopo aver ottenuto lÊiscrizione allÊAlbo dei Giornalisti Pubblicisti, un antico progetto giovanile, realizzato in età matura.

Napoli - 14 maggio 1999, A. Avitabile e A. Bocola alla Convention di V. Sgarbi

Napoli, 20 marzo 2005, A. Avitabile e M. Balestrieri allÊinaugurazione della mostra „Padri e figli dÊarte‰

Da sinistra: A. Bocola, A.M. Avitabile e M. Balestrieri

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Instancabile invece resta il lavoro nellÊAssociazione, sempre alla ricerca di nuove opere al fine di realizzare mostre puntuali e che abbiano una forte valenza culturale, orientate su tematiche ben precise, frutto di progetti illuminati ed illuminanti17. Fino al 2005, resta saldo al timone dellÊAccademia Gigante, poi lÊimprovvisa comparsa di problemi di salute lo costringe, suo malgrado, a diminuire il lavoro e la presenza, ma fino alla fine avrà a cuore le sorti della sua Associazione/Galleria che porrà simbolicamente nelle mani del figlio Alfonso e delle fidatissime Assistenti, certo che il loro lavoro non sarà inferiore, per qualità e competenza, a quello da lui svolto per ben dodici anni. Alfredo Avitabile si spegne il 6 maggio del 2006, sofferente ma sereno, forse con qualche rimpianto, per non aver avuto il tempo di organizzare meglio il prosieguo dellÊattività della sua creatura, lÊAccademia Gigante, ma convinto che il valore delle persone che lo hanno affiancato in quella splendida avventura, sarebbe emerso pur tra diffidenze e difficoltà. LÊAccademia Gigante è tuttÊoggi unÊimportante realtà culturale ed un riferimento certo per studiosi e collezionisti, così come desiderava Alfredo Avitabile.

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Vedi attività giornalistica a pag. 149

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Vedi Mostre organizzate a pag. 147


A mio padre

„ODISSEA Â75‰ LÊOdissea di Alfredo Avitabile di Margherita Balestrieri partire dal 1975, Alfredo Avitabile sente che per raccontare se stesso e la propria iepoca, ha bisogno di un progetto più grande e complesso che superi i confini, talvolta angusti, del singolo dipinto. Da questa esigenza, nasce il ciclo ispirato al poema classico dellÊOdissea, a cui il maestro dà il nome di „Odissea Â75‰. Come gli antichi cicli pittorici, basti pensare agli affreschi delle cattedrali romaniche o a quelli rinascimentali, anche questo di Avitabile ha forti intenzioni didascaliche, filtrate attraverso sapienti e raffinate allegorie; un libro su cui lÊartista „scrive‰ quello che accade davanti ai propri occhi: una cronaca lucida e coraggiosa del suo tempo. „Odissea Â75‰, dunque, è un lavoro impegnativo e „impegnato‰, con il quale il maestro racconta le angosce e i drammi del suo tempo: sono gli anni della „guerra fredda‰ ed i cosiddetti „anni di piombo‰, tra i più difficili della storia del nostro paese. A tal proposito è doveroso e significativo ricordare le parole di L. Spinelli che, già nel „Catalogo del I Concorso Nazionale di Pittura Sacra Contemporanea – Premio Luigi Lanzi‰ del 1971, scrive: Alfredo Avitabile, al quale è andato il I Premio di questa rassegna dÊarte, è un pittore napoletano attento alla problematica attuale e provvisto di sensibilissime „antenne‰ tese a cogliere i mutevoli aspetti della „realtà virtuale‰ con un segno scaltrito, dinamico e particolarissimo. Una sorta di trascrizione filmica strutturata e sorretta da

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Foto 1 Il cavallo di Troia

Foto 2 Il vincitore di Troia

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una sveglia ed attenta „visione‰ avveniristica del „reale virtuale‰, appunto, che lÊartista ha saputo rendere felicemente e con accenti estremamente poetici. Avitabile lavora al progetto „Odissea Â75‰ per buona parte degli anni Â70, ma già verso la fine del 1975, precisamente dal 1 al 15 dicembre, presso il centro Nuovo Sud Arte di Caltanissetta, organizza la mostra intitolata, appunto, „Odissea Â75‰, in cui espone ben trentuno opere. Col passare degli anni il ciclo si arricchisce di nuove gemme e il maestro – di volta in volta – si fa promotore di altre e interessanti rassegne: „Ulisse, i luoghi, le stagioni‰, tenutasi nel Palazzo Comunale di Ustica, nel 1979; „I Morfidi‰ presso il Centro dÊArte „Il Diapason‰ di Napoli, nel 1983, in cui il maestro espone venti opere nelle quali è forte lÊinteresse per lÊintimo erotismo che caratterizza i singoli personaggi; „Odissea Â75‰, al „Triangolo‰ di Napoli, nel 1984, con una selezione di ventidue dipinti e „Da Odissea Ê75 al Nudo‰, presso la „Cantina La Barbera‰ di Napoli, nel 2000. Secondo le fonti pervenute, il ciclo originariamente comprendeva circa ottanta opere, anche se future scoperte ne potrebbero far lievitare il numero già cospicuo. Nella presente mostra ne sono esposte trentatré con un ordine rispettoso, quanto più possibile, dellÊintreccio del poema classico e dellÊintento didascalico dellÊautore, cosicché il visitatore possa „leggere‰ e comprendere con chiarezza il poema pittorico e umano di Alfredo Avitabile. Il ciclo si apre con Il cavallo di Troia (Foto 1), lo stratagemma a cui ricorrono gli Achei per sconfiggere i troiani, ma soprattutto lÊemblema dellÊintelligenza e della furbizia di Ulisse. Nella fattispecie, si tratta di un cavallo meccanico dalle cui narici spuntano canne da fuoco, è coperto da un velo mimetico che lascia intravedere i cingoli di un carro armato, al posto delle zampe, ed una mitragliatrice a moÊ di coda. LÊantica macchina da guerra è, quindi, trasfigurata in uno strumento di morte moderno, contemporaneo agli anni in cui il maestro esegue il dipinto. Si carica di significati e riferimenti simbolici anche il cielo screziato di porpora: il colore del sangue dÊinnocenti versato


ingiustamente durante la lunga guerra di Troia che diventa, nei quadri di Alfredo Avitabile, paradigma di tutte le guerre, che non conoscono mai né vinti, né vincitori, ma solo vittime. Significativa è anche lÊopera intitolata, ironicamente, Il vincitore di Troia (Foto 2). Ulisse è un uomo-fantoccio, letteralmente „di pezza‰, raffigurato di spalle, appoggiato faticosamente ad una lancia che funge da bastone, con la testa china e rinchiusa nellÊelmo di uno scafandro. Il drappeggio, che parzialmente copre le nudità dellÊeroe, anche in questo caso è – simbolicamente – scarlatto e lascia scoperta buona parte del torso da „pupazzo‰ con le sue cuciture ed i numerosi squarci, dai quali fuoriescono le sfilacciature dellÊimbottitura. Il grande eroe, il vincitore di Troia, è drammaticamente rappresentato come un „burattino‰, annientato da una guerra i cui fili sono stati manovrati dai potenti e completamente spersonalizzato, perché dà le spalle allÊosservatore ed inoltre la testa - dimora del suo vivace intelletto - è intrappolata in uno scafandro soffocante ed opprimente. Così, nellÊopera di A. Avitabile, Ulisse diventa simbolo dellÊuomo moderno, lacerato non solo da angosce esistenziali ma, soprattutto, dai drammi sociali e storici della propria età. Lo scafandro, che cinge la testa dellÊeroe, è un elemento ricorrente nelle opere del ciclo, precisamente in: LÊelmo dellÊeroe, Argonauta e Tramonto con relitto (Foto 3/5). Nel primo dipinto, lÊironia del maestro tocca punte sarcastiche non solo nella scelta del titolo, ma anche nellÊaccostare allÊinsolito „elmo‰, un narciso irrisorio della fragilità di un „eroe‰ distrutto. Distrutto, non tanto nel vigore fisico e intellettuale, ma soprattutto nella sua tempra morale, poiché qualsiasi guerra, col suo disordine e le sue atrocità, mette a tacere le coscienze, anche quelle più vigili. Ulisse, però, terminata la sua missione, ha le energie per rimettersi in mare e per ritornare alla sua patria: Itaca. Affronta così un viaggio pieno di peripezie e avventure che lo farà peregrinare per il Mediterraneo per quasi ventÊanni. LÊOdissea, infatti, ha inizio con lÊassemblea sullÊOlimpo di tutti gli dèi, durante la quale Atena chiede a Zeus di liberare Ulisse, prigioniero di Calipso (Foto 6) sullÊisola di Ogigia. La bella ninfa, dai

Foto 3 LÊelmo dellÊeroe

Foto 4 Argonauta

Foto 5 Tramonto con relitto

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Foto 6 La ninfa Calipso

Foto 7 La vendetta di Poseidone

Foto 8 Ulisse contro Polifemo

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capelli dÊoro e gli occhi verdi, è rappresentata da A. Avitabile come una donna severa che incute quasi timore, ma dai suoi grandi occhi traspare tristezza e malinconia. Calipso, infatti, è adirata e al contempo angosciata perché è costretta dagli dèi, dopo otto anni, a lasciar partire lÊuomo che ama e a ripiombare nella solitudine della sua terra disabitata. La figura femminile frontale si staglia, con lÊicasticità di unÊicona bizantina, su un fondo dorato e verde: una sorta di manifesto su cui, a caratteri cubitali, il maestro vuole quasi inviare un messaggio, relativo al viaggio simbolico di Ulisse, che rimane però indecifrabile in quanto coperto dallÊimmagine della ninfa e perché la tela riesce a contenerne solo un particolare. Misteriosa è anche lÊimmagine di Calipso che ha il viso coperto da una maschera e indossa una tunica-mantello sotto la quale le mani, nascoste, tramano a discapito del suo prigioniero. Nella sua accezione più ampia il dipinto vuole essere, sicuramente, lÊallegoria della falsità femminile, suggerita anche dallÊetimologia del nome della dèa. Pur se a malincuore, Calipso procura ad Ulisse i mezzi per costruirsi una zattera. Dopo cinque giorni lÊeroe parte; ma – una volta in mare aperto – si abbatte su di lui la vendetta del dio del mare Poseidone, per avergli accecato il figlio, il ciclope Polifemo. NellÊopera La vendetta di Poseidone (Foto 7), unÊonda altissima occupa gran parte della composizione e sembra travolgere lÊosservatore. Alla lumonisità e ai bianchi di questo particolare, si contrappone il grigio greve del cielo in tempesta, da dove il minaccioso Poseidone, trasformato in una navicella spaziale, infligge la sua punizione allÊeroe di Troia: una sagoma scura e minuscola, su una zattera a vele spiegate che sta per essere inghiottita dai flutti. Il dipinto consente di fare due considerazioni valide per buona parte delle opere di „Odissea 75‰. Innanzitutto ci si deve soffermare sui concetti di „trasfigurazione‰ e di „attualizzazione‰, che sono i due cardini intorno a cui ruota lÊintero ciclo e che permette di asserire, senza alcuna ombra di dubbio, che accanto allÊOdissea di Omero cÊè lÊOdissea di Alfredo Avitabile, attraverso la quale il maestro illustra, con chiarezza didascalica, ironia e – talvolta – con forte sarcasmo, le paure e le ingiustizie della


sua epoca. Nella fattispecie, infatti, Poseidone è sorprendentemente un disco volante, in anni in cui – già da un bel poÊ – si parla di avvistamenti U.F.O., che dimostrano lÊesistenza inquietante di esseri extraterrestri e, quindi, di una probabile minaccia per il nostro pianeta. La seconda osservazione è di natura formale e stilistica, vale a dire che il pittore, in quanto degno e significativo rappresentante della Nuova Figurazione1, dimostra di aver acquisito una maniera del tutto personale, caratterizzata da una grande chiarezza formale filtrata, però, da un linguaggio simbolico e surreale fino a creare una „Pittura allegorica‰ che rivela, non solo la maestria tecnica dellÊautore, ma anche una cultura raffinata ed unÊintelligenza non comune. Quanto affermato, si evince anche in Ulisse contro Polifemo (Foto 8), dipinto nel quale ritorna lÊeroe „fantoccio‰, in via di disfacimento, che a fatica brandisce la spada per attaccare e accecare il ciclope, „trasformato‰ in un carro armato, il cui grande occhio è simboleggiato dalla spaventosa ed enorme bocca del cannone. Ed ecco ancora una volta il riferimento allÊattualità: sulla macchina bellica, appare la stella rossa, ed il collegamento ai drammatici eventi storici dellÊepoca è evidente. Tra il 20 e il 21 agosto del 1968, infatti, la Cecoslovacchia è stata invasa ed occupata da migliaia e migliaia di veicoli corazzati, inviati dallÊUnione Sovietica per porre fine al programma di liberalizzazione che si stava attuando nel paese, noto come „Primavera di Praga‰. LÊUlisse di Omero, a differenza di quello di Avitabile, riesce a sconfiggere il nemico, ma ora è in balìa delle onde. Si salva grazie al velo magico datogli dalla dea marina Leucotea che, avvolto alla vita, non gli permette di annegare. Nuovo e sorprendente colpo di scena, il velo, diventa, nel dipinto intitolato: Il velo magico di Leucotea (Foto 9), il tricolore italiano, davanti al quale appare Ulisse, con uno sguardo severo e riflessivo ed il volto segnato da profonde rughe, che denotano unÊetà più avanzata di quella che ha Ulisse, circa quarantÊanni, quando ritorna a Itaca; lÊisola sÊintravede appena sullo sfondo, adagiata su una distesa dÊacqua cristallina dai colori pastello. Riguardo lÊeccessiva 1

Foto 9 Il velo magico di Leucotea

Foto 10 Nausicaa con cappello

Foto 11 Libertà di Nausicaa

Si veda saggio „Breve panoramica sullo sviluppo dellÊArte nei decenni Ê60 e Ê70. La Nuova Figurazione‰ di A. Bocola a pag. 11

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Foto 12 Approdo dellÊeroe

Foto 13 Attesa di Nausicaa in verde

Foto 14 Veletta

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maturità dei tratti somatici dellÊeroe, si possono fare due ipotesi. La prima è che, il maestro – rifacendosi al poema – rappresenti Odisseo invecchiato, perché è così che inizialmente si presenta ai suoi sudditi e alla sua famiglia per non farsi riconoscere. La seconda, che è quella forse più convincente, è che si sia voluto rappresentare Ulisse, emblema dellÊuomo moderno, con un volto segnato dalle fatiche e dalle prove della vita. LÊ „attualizzazione‰ del poema omerico, infatti, avviene sia attraverso un particolare secondario, il maglione a collo alto, alla moda negli anni settanta, sia grazie ad un elemento simbolico: il tricolore, avvolto attorno alla lancia di Ulisse (cfr Foto 2), che simboleggia il velo di Leucotea, unica àncora di salvezza del famoso naufrago, come la bandiera italiana – simbolo pregnante della storia, delle tradizioni e dellÊunità del nostro paese – è, per il pittore, un valido punto di riferimento per la società moderna, che sembra aver perso qualsiasi valore. LÊeroe, quindi, approda su una nuova terra (lÊisola di Scheria), vicino ad un fiume, dove, sfinito, si addormenta. Al suo risveglio incontra la bellissima Nausicaa con le sue ancelle. La principessa, figlia dei sovrani dei Feaci Alcinoo e Arete, aiuta lo straniero a raggiungere la reggia, dove egli racconta ai presenti tutte le sue avventure, a partire dalla fine della guerra di Troia. Nel ciclo „Odissea Â75‰, Avitabile dedica allÊincantevole fanciulla ben quattro opere: Nausicaa con cappello, Libertà di Nausicaa, Approdo dellÊeroe, Attesa di Nausicaa in verde (Foto 10/13). Si tratta di un disegno e tre tecniche miste, con i quali il maestro inneggia la bellezza e la sensualità di questa splendida creatura raffigurata sempre nuda, in piena libertà, senza pudore e consapevole del piacere che può scaturire dal proprio corpo. Con questo piccolo gruppo di opere si tocca un tema importante che diventa predominante nella produzione matura ed ultima di Alfredo Avitabile, lÊerotismo e lÊautoerotismo, al quale nel 1987 egli dedica unÊintera Rassegna: „Sol-Intim-Eros‰. Il piacere sensuale è considerato dal maestro come esperienza unica e profonda con se stessi, nonché autentico momento di „riposo‰ dagli affanni quotidiani; ciò si evince dal volto di Ulisse nellÊApprodo dellÊeroe (Foto 12), sul


quale si legge lÊappagamento sereno, e non concitato, dellÊatto sessuale: quasi un porto sicuro nelle tempeste della vita, simboleggiato dalla nave che „approda‰ sul letto degli amanti. Come dimostra anche la serie delle Ancelle (Foto 14/16) il pittore – nellÊambito di „Odissea Â75‰– dedica ampio spazio al mondo femminile, ponendo sempre lÊaccento su una bellezza priva di veli e finzioni, resa con un segno deciso e vigoroso, fortemente chiaroscurato in alcuni punti, ma senza mai rinunciare allÊarmonia compositiva e ad una delicatezza grafica che si concretizza nella linea sinuosa di un seno, un fianco oppure di un sorriso. Presso la corte di Alcinoo, Ulisse narra i suoi viaggi e le terre conosciute: il paese dei ciclopi, lÊisola di Eolo e quella della maga Circe la quale, al momento della partenza, gli consiglia di recarsi nel regno dei morti, dove lÊanima di Tiresia, lÊindovino cieco, gli predirà il futuro. NellÊOdissea di Alfredo Avitabile, il veggente è raffigurato nelle sembianze di un sacerdote, come si evince chiaramente dallÊabbigliamento e dal copricapo ricco di particolari (Foto 17). LÊecclesiastico irrompe sulla scena come un importante personaggio televisivo, mentre sta rilasciando unÊintervista. Nel poema classico, lÊindovino Tiresia predice il futuro a Ulisse e lo mette in guardia sulle prove che dovrà affrontare nellÊisola di Trinacria, qui, invece, il „profeta‰, che si staglia su un cielo rosso sangue, proclama – „probabilmente a reti unificate‰ – il suo presagio apocalittico e la propria condanna morale. In questo dipinto è evidente la volontà di rappresentare la posizione della chiesa nei confronti della società moderna. Tra la fine degli anni Â60 ed il decennio successivo, infatti, lÊItalia, con la cosiddetta „contestazione‰, lÊintroduzione del divorzio e dellÊaborto, manifesta un forte desiderio di laicità, non condiviso e approvato dal Vaticano che, per ovvie ragioni, bolla questi provvedimenti come nuove e pericolose eresie. Terminato il racconto, i Feaci mettono a disposizione di Ulisse una nave con la quale egli potrà fare ritorno alla sua patria. Le due opere Il sonno di Ulisse e Gli incubi di Ulisse (Foto 18-19), nellÊordine cronologico e didascalico dellÊintero ciclo, rappresentano

Foto 15 Il cappello con le rose

Foto 16 Ancella straniera

Foto 17 LÊindovino Tiresia

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Foto 18 Il sonno di Ulisse

Foto 19 Gli incubi di Ulisse 2

Foto 20 Itaca, isola del ritorno

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un momento di pausa, quasi un intervallo cinematografico tra il primo ed il secondo tempo; più precisamente tra il gruppo di dipinti che narrano il lungo viaggio di Ulisse e quello che raccontano gli episodi del ritorno a Itaca. Ne Il sonno di Ulisse, è interessante notare la bellissima figura dellÊeroe sul cui corpo si riverbera, in maniera innaturale e simbolica, il rosso dello sfondo che mette in risalto i bianchi del lenzuolo, sapientemente drappeggiato. QuestÊultimo è un elemento che ritorna spesso in altri dipinti del maestro di questo periodo e, talvolta, ne è addirittura il protagonista (Cfr Tav. 31-32); il pittore sembra affascinato dalla bellezza fluttuante di stoffe candide che, spesso, disegnano – celandoli – corpi di amanti o di bellissime donne. La serenità del sonno di Odisseo è solo apparente, perché lÊeroe è tormentato da incubi strani e terrificanti: gli amplessi ristoratori dellÊApprodo dellÊeroe (cfr foto 12), alla luce dellÊinconscio, quasi come nelle famose „allucinazioni‰ di F. Goya, si trasformano in esperienze perverse e incomprensibili (Foto 19). La donna diventa una figura mitologica che per alcuni attributi, il volto e le mammelle, ricorda la dea della prosperità Artemide Efesia, la cui lettura iconografica però si complica per la presenza delle ali e di una coda, quasi meccanica che – nella visione onirica – diventa spaventosamente e sorprendentemente qualcosÊaltro. Il regista Alfredo Avitabile apre il secondo tempo di questo film fantasmagorico con Itaca, isola del ritorno (Foto 20), quasi un fermo immagine sulla patria dellÊeroe: unÊisola rocciosa e rigogliosa, tra lÊazzurro intenso del mare e del cielo. Per la prima volta il rosso, colore frequente nei dipinti del ciclo, non rimanda ad analogie inquietanti, ma con le sue tonalità squillanti crea unÊimmagine gioiosa ed ospitale di questa terra, così come appare inizialmente agli occhi di Ulisse, dopo quasi ventÊanni di assenza. Suggestivo è anche lo scenario raffigurato in Temporale su Itaca (Foto 21) il quale, nonostante lÊirrompere della tempesta, è un dipinto che ammalia lÊosservatore per lÊarmonia compositiva, la tecnica magistrale e la ricchezza cromatica. Le acque marine spumeggianti, su cui plana un vortice di gabbiani, sono sapientemente cosparse -


ricorrendo ad una sorta di dripping - di piccole e quasi impercettibili gocce di pigmento corvino che danno il senso dellÊimpetuoso movimento dei flutti. Il cielo è coperto da grosse nuvole che vanno dal viola allÊindaco, fino al grigio plumbeo; qua e là sÊintravede il sereno: nel turchino che appare tra gli squarci delle nubi minacciose e lÊarancio allÊorizzonte. Tra mare e cielo figura la verdeggiante Itaca. Rispetto al dipinto precedente, il quale è immerso in unÊatmosfera quasi fiabesca, questo paesaggio è caratterizzato da un intenso realismo; il maestro infatti si è ispirato alle tanto amate Isole Eolie che, a partire dagli anni sessanta, inizia a frequentare assiduamente per poi eleggere a luogo di ristoro, ma anche di ispirazione artistica, la vicina isola di Ustica, con la quale conserverà fino alla fine un intimo e forte legame. A Itaca, ad attendere ancora il ritorno del sovrano, cÊè il figlio Telemaco e la moglie Penelope insidiata da un centinaio di principi accorsi dai regni vicini, i Proci, che aspirano alla mano della regina per sedersi sul trono vacante, ormai da troppi anni. Penelope guadagna tempo, circa quattro anni, rispondendo che sceglierà il suo sposo una volta finita la tela, che servirà da sudario per Laerte: il vecchio padre di Ulisse. NellÊAttesa di Penelope (Foto 22), la donna è completamente avvolta in un velo nero e viola, soffocante e spersonalizzante, comÊè la sua vita da prigioniera nella sua stessa casa. Il dipinto, di forte impatto visivo, diventa angosciante per i riferimenti allÊattualità: la bandiera rossa alle spalle della donna su cui sÊintravede una lettera, forse una L, fanno pensare ai sequestri perpetrati tra gli anni Ê60 e Ê70 nel clima degli „anni di piombo‰. Penelope è di fatto una sequestrata nella propria reggia. Il bel volto della regina si svela in Apparizione di Penelope piangente, dipinto nel quale lÊovale della donna esce dallÊombra che lo circonda. Le sue labbra sono carnose e serrate in un espressione di profonda tristezza e gli occhi grandi e scuri appaiono pieni di lacrime. Il dipinto ha anche un significato personale è affettivo per il maestro, in quanto il bel volto è quello di Marisa, la giovane moglie improvvisamente e prematuramente scomparsa nel 1969. EÊ chiaro anche il riferimento al canto XX dellÊOdissea, nel quale Ulisse – prima di farsi riconoscere

Foto 21 Temporale su Itaca

Foto 22 Attesa di Penelope

Foto 23 Apparizione di Penelope piangente

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Foto 24 Il complotto dei Proci

Foto 25 Rapimento di Telemaco n.1

Foto 26 Sequestro di Telemaco

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da sua moglie e dai Proci – passa la notte nel palazzo e allÊalba sente piangere Penelope. La regina, infatti, è ormai affranta dallÊassenza del marito e dai soprusi che da tempo deve subire da parte di uomini avidi e prepotenti. Ne Il complotto dei Proci (Foto 24), tre chirurghi sono intenti ad operare un paziente insolito e speciale: Ulisse. La sala operatoria è resa con precisione meticolosa nei particolari della strumentazione medica, ma il fondo è impropriamente e simbolicamente rosso: il sangue delle vittime di errori commessi da coloro che, al contrario, dovrebbero curare e guarire i malati. Tranne questo particolare, apparentemente il dipinto potrebbe sembrare una semplice scena operatoria, eseguita con un forte realismo, quasi fotografico. Ciò che rende lÊopera particolarmente provocatoria è lÊevento del poema che rappresenta: il complotto dei Proci, vale a dire di uomini cupidi e senza scrupoli che tramano alle spalle di Ulisse, approfittando del fatto che ci siano solamente una donna ed un giovane inesperto a difendere il suo nome ed il suo trono. Le opere che compongono il ciclo „Odissea Â75‰ dimostrano, quindi, il coraggio del pittore e dellÊuomo Alfredo Avitabile che – senza veli e mezzi termini – attacca persone, ideologie e metodi che non condivide in un periodo in cui assumere tali posizioni può essere veramente molto, molto pericoloso. I pretendenti di Penelope per attuare il loro piano, vogliono tendere un agguato a Telemaco per ucciderlo, senza però riuscirci. NellÊOdissea di Avitabile, il giovane principe viene invece rapito come dimostrano le due opere: Rapimento di Telemaco e Sequestro di Telemaco (Foto 25-26). Il maestro, quindi, contravviene alla trama originale per affrontare di nuovo un problema attuale e che sembra quasi assillarlo: i sequestri degli „anni di piombo‰ come dimostrano, nel primo dipinto, le due figure in jeans, accanto a quelle con le tuniche bianche, e le bandiere rosse. La scena si svolge in un prato punteggiato da papaveri anche questi rossi, su cui domina, incontrastato, un vulcano fumante: semplice scenario naturalistico o riferimento preciso a un luogo geografico ben definito?


Nel Sequestro di Telemaco ritorna di nuovo lÊinquietante figura completamente avvolta in un lenzuolo riccamente panneggiato, in questo caso, quasi un sudario che crea unÊimmagine funesta, comÊè il tragico epilogo di molti rapimenti. LÊopera in questione è datata 1979. Aldo Moro, il 9 maggio del 1978, è stato crudelmente trucidato dopo cinquantacinque giorni di prigionia. A conferma di quanto appena affermato è emblematica lÊinquietante scena raffigurata nel dipinto Violenza (Foto 27), in cui la vittima è già stata giustiziata, più precisamente fucilata come si evince dallÊombra proiettata sulla parete a sinistra, mentre il cartellone appeso al collo sul quale si legge: „Mordi e fuggi‰ ricorda quelli che le BR fotografano accanto alle vittime dei rapimenti, dei veri e propri slogans: „Mordi e fuggi, colpiscine uno per educarne cento‰. Forte e raccapricciante è anche lÊopera intitolata: Tradimento (Foto 28), nella quale Ulisse è colpito alle spalle, trafitto da una lancia grondante di sangue. A partire da questi ultimi quadri il maestro, anziché rivisitare episodi e personaggi dellÊOdissea classica, apporta delle modifiche o – addirittura – inventa e aggiunge nuove scene; ad un certo punto è come se il poema gli stesse troppo stretto per raccontare il suo mondo ed il suo momento storico. Ciò avviene anche in Pellegrinaggio e Festa del grano per il ritorno di Ulisse. Nel primo dipinto (Foto 30) una piccola folla, recante ancora una volta delle bandiere rosse, si accalca attorno a un missile, quasi un totem degno di venerazione, come sÊintuisce dalla scelta ironica del titolo. Già a partire dagli anni Ê50, infatti, in piena „Guerra fredda‰, si scatena unÊaccesa competizione tra U.R.S.S. e U.S.A. per inviare sonde spaziali sulla Luna, al fine di studiare e conoscere lÊunico satellite della Terra, ma soprattutto per mostrare al mondo intero la supremazia di una potenza sullÊaltra. LÊOdissea di Alfredo Avitabile si conclude con il tripudio dellÊocra e dellÊamaranto della distesa di grano dellÊopera Festa del grano per il ritorno di Ulisse (Foto 31): un tappeto di velluto che ondeggia lievemente al passaggio del vento e della processione che avanza e che sembra quasi solcare un mare variopinto. Ancora una volta i perso-

Foto 27 Violenza

Foto 28 Tradimento

Foto 29 Fine dellÊeroe

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Foto 30 Pellegrinaggio

Foto 31 Festa del grano per il ritorno di Ulisse

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naggi sono enigmatiche figure completamente velate che portano stendardi e vessilli tra cui, come nel Velo magico di Leucotea (cfr Foto 9), cÊè anche quello italiano. La scena è sovrastata da un cielo turchino, impreziosito da nuvole corpose e bianche, tendenti al rosa. La scelta di un soggetto del genere da parte del maestro, non nasce solo da esigenze stilistiche ed estetiche. Innanzitutto è probabile il riferimento alle antiche feste contadine, identificate con il sacrificio dello spirito del grano del quale, durante la festa del raccolto, si celebra la morte e la rinascita; esso infatti cade come spiga sotto la falce e risorge come farina, pane, e altro giovane seme per il ciclo successivo. In questa ricorrenza si celebra e si riflette sul ciclo Vita, Morte (intesa come trasformazione) e Nuova Vita. Secondo questa lettura, Festa del grano per il ritorno di Ulisse, è un dipinto che si arricchisce di significati ottimistici e beneauguranti; lo stesso maestro, infatti, era molto legato a questa sua „creatura‰, a tal punto che la tenne per diversi anni esposta dietro la propria scrivania dello studio dellÊAccademia G. Gigante, asserendo spesso: „Deve rimanere lì perché porta bene‰. Seguendo il fil rouge del „ciclo allegorico‰, lÊopera in questione, è senzÊaltro la logica conclusione del „poema‰ di Alfredo Avitabile, del poema di un pittore „scomodo‰ e „non allineato‰ e, sicuramente, anche nostalgico di unÊepoca passata, censurata e bandita da tutti. Se „La festa del grano‰, diventa „La Battaglia del grano‰, il rebus di Alfredo Avitabile è sciolto e, quindi, si spiega anche la presenza del tricolore italiano: simbolo di valori - quali la tradizione, lÊamore per la Nazione, la disciplina - ormai scomparsi in unÊepoca di violenza e disordini.


Incontro con Lucio Jozzi di Margherita Balestrieri

lfredo Avitabile, oltre ad essere un valido pittore, iè stato un uomo versatile, poliedrico che ha avuto continuamente il coraggio di reinventarsi, per lanciarsi in nuove avventure, nelle quali la sua personalità dirompente ed il suo potente carisma potessero esprimersi pienamente. Per conoscere meglio alcuni aspetti del carattere del maestro e, soprattutto, per comprendere il suo profondo ed intimo amore per la pittura, incontriamo un suo carissimo amico, forse il più caro, sicuramente quello più intimo e leale, il dott. Lucio Jozzi, con il quale Alfredo Avitabile ha condiviso, per più di trentÊanni, successi e gioie, nonché delusioni e momenti difficili. Entrambi, inoltre, sono stati accomunati dalla passione autentica e sentita per la Pittura Napoletana dellÊ800 e del Â900.

A

Dott. Jozzi, quando e in quale occasione ha conosciuto Alfredo Avitabile? Ci parli della sua amicizia con il maestro. Conobbi Alfredo Avitabile allÊinizio del 1973, quando il mio amico Gennaro Vasaturo, spinto fortemente dalla passione per la pittura contemporanea, mi convinse a realizzare con lui una galleria dÊArte che si occupasse a Napoli di presentare e divulgare la

Da sinistra Lucio Jozzi e Alfredo Afitabile

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pittura figurativa italiana del Â900. Fu così che nacque lÊApogeo al Largo S. Caterina, nei pressi di piazza dei Martiri. LÊevento fu accolto con molto favore dalla critica e dagli artisti e perciò Alfredo si presentò in galleria. Ci conoscemmo, ne apprezzai le qualità artistiche e lo inclusi tra i pittori presenti in permanenza allÊApogeo. Così, piano piano, ci conoscemmo sempre più e tra noi, nacque unÊamicizia forte e sincera come raramente capita nella vita, anche per la notevole differenza caratteriale che, per certi versi, ci opponeva. Allora, Alfredo aveva da poco perso la giovane moglie ed aveva un figlio in tenera età; si dibatteva nella necessità di portare avanti la sua difficile esistenza di artista, subendo una forte avversione da parte dellÊambiente artistico napoletano. Essendo egli un dichiarato uomo di destra (il padre, anchÊegli pittore, è stato il realizzatore della famosa fiamma del MSI), era osteggiato, infatti, dalla forte presenza di artisti schierati a sinistra, sia nellÊambiente dellÊAccademia, sia dellÊIstituto dÊArte. Questa forte discriminazione, fu per me un forte incentivo ad appoggiare i suoi lavori, che infatti consigliai a tutti i miei conoscenti collezionisti ed acquirenti di quadri. In verità la sua pittura mi piaceva molto: sempre personalissima, non confondibile con altri artisti, tantÊè che non e possibile risalire ai suoi maestri ispiratori. La sua pittura era „SUA‰. Della sua arte mi colpì soprat-

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tutto la figura femminile: luminosa, espressiva, vivace, sensuale, mai volgare. Anche nel paesaggio e nella natura morta, però, era molto bravo. Ricordo che nella seconda metà degli anni Ê80, mi invitò ad Ustica – isola da lui molto amata e dove trascorreva ogni anno le vacanze estive – per presentare una sua personale. In quella occasione, oltre alle immancabili figure femminili, ebbi modo di ammirare diversi paesaggi della magnifica isola siciliana, rappresentati con una forza ed un vigore che la natura vulcanica del luogo gli suggeriva, sicuramente anche per le sue origini siciliane a cui teneva molto. Alla fine del 1974, per ragioni di lavoro, mi trasferii a Firenze. Lasciai così Napoli e la partecipazione allÊApogeo. Non finì, però, la mia amicizia con Alfredo che, anzi, proprio la lontananza, rafforzò. Ci sentivamo spesso e, quando venivo a Napoli, ci incontravamo sempre con tantissimo e reciproco piacere. In quei tempi, Alfredo – osteggiato dallÊambiente artistico partenopeo – iniziò ad attivarsi nel mercato della pittura dellÊ800 e del Â900. Divenne perito dÊarte ed in seguito avviò, negli anni Â90, lÊAccademia Giacinto Gigante. Nel 1980, rientrai a Napoli e da allora la mia frequentazione con Alfredo divenne costante; ci incontravamo due o tre volte la settimana e la domenica mattina. Il vederci, il parlarci, il discutere di tutto,


era diventata per entrambi unÊesigenza esistenziale. Naturalmente il costante approfondimento delle tematiche legate alla pittura napoletana dellÊ800, rappresentava lÊargomento dominante, anche perché avevamo in comune un importante rapporto di consulenza con una primaria casa dÊaste internazionale. Non di rado, le nostre discussioni assumevano toni forti, ma sempre affettuosi. EÊ tutto questo che, forse, può spiegare quanto mi sia costata la sua mancanza, la perdita di un riferimento forte, quale lui era per me ed io per lui. Qual era, allÊepoca, il rapporto tra il maestro, i suoi colleghi, la critica ed, in genere, lÊambiente artistico napoletano? Ho già detto che Alfredo Avitabile era osteggiato da molti colleghi e critici, insomma dallÊentourage artistico napoletano, a causa del suo categorico rifiuto ad allinearsi alle tendenze di sinistra. Questo lo fece soffrire molto, ma lui non era certo il tipo da piegarsi allÊorientamento della corrente che in quegli anni andava per la maggiore. La sua vocazione politica di destra la manifestò sempre e non accettò mai la „convenienza‰ di adeguarsi alla moda, per procurarsi occasioni ed opportunità di lavoro. Preferì di fatto – pian piano – rinunciare alla pittura, nonostante la sua grande passione, il grande talento e la grande crea-

tività. Alfredo era capace di fare tutto quello che decideva di fare. Riusciva sempre a realizzare quello che voleva o doveva. EÊ stato bravissimo anche nella difficile arte del restauro di pastelli ed acquerelli; insomma un uomo geniale di cui tutti – proprio tutti – sentiamo la grande perdita. Cosa ricorda del ciclo pittorico Odissea Ê75? Il maestro le ha fatto qualche confidenza su questa sua „creatura‰? Odissea Â75 nasceva dalla forte suggestione che i personaggi e i luoghi di Omero esercitarono sulla sensibilità di Alfredo Avitabile. E' mia opinione che anche la „sua‰ Sicilia abbia influito notevolmente su questa felice scelta. La figura di Ulisse che saluta l'amata Calipso partendo con una zattera dall'isola di Ogigia, la figura intrigante della maga Circe, i ciclopi, Polifemo, le Sirene tra Scilla e Cariddi, l'incontro tra Penelope e Ulisse nelle spoglie del mendico, Eolo, Zeus e la natura condizionata dalla potenza degli Dèi, accendevano nel pittore quella scintilla che infiammava dipinti magnifici, realizzati con grande forza pittorica e grande passione. Ricordo, ad esempio, un veliero in un mare agitato con una navicella tipo u.f.o. ⁄ forse era Poseidone. Dipinti bellissimi che mi auguro di rivedere in mostra, insieme a tanta parte di quella produzione che la memoria ha in parte offuscato.

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Alfredo Avitabile, quindi, grazie alla sua personalità complessa, è stata una figura importante nella cultura napoletana sia come artista, critico, giornalista, scrittore e, ovviamente, come uomo Certo, fu uomo vivo, estroverso, simpatico. Infatti fu artista colto, giornalista stimato; a proposito ricordo la sua lunga collaborazione con il Roma ed Il Denaro, oltre che alcune presentazioni dÊArte. Scrisse magnifiche poesie che ripetutamente chiesi di pubblicare e che vorrei vedere recuperate. In virtù del profondo legame che vi univa, secondo

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lei, cosa avrebbe pensato Alfredo Avitabile di questa operazione di recupero e promozione dedicata alla sua carriera artistica? EÊ molto difficile immaginare come avrebbe accolto Alfredo un progetto di recupero della sua attività artistica. Indubbiamente con orgoglio, giacché egli amò molto la sua pittura, sebbene sia stato altrettanto deluso dalle ostilità subite. Credo, infatti, che fu proprio la delusione, che sperimentò come pittore, a spronarlo verso lo studio della pittura dellÊ800 e del Â900, fino a diventare un profondo conoscitore ed un importante esperto del settore.


OPERE IN MOSTRA

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Tav. 1

Tav. 1

Massa Lubrense olio su compensato, cm 32x45,5 firmato e datato in basso a destra: „A. Avitabile Â55‰ 49


Tav. 2

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Tav. 2

Tav. 3

Via Pigna

Spogliarello

tempera su carta, cm 23x35,5 firmato e datato in basso a sinistra: „A. Avitabile Ê57‰ nel retro: indicazione della Mostra del Paesaggio Vomerese

tempera verniciata su compensato, cm 40x30 firmato e datato in basso a destra: „A. Avitabile Â58‰ nel retro: timbro attestante la partecipazione al Concorso Nazionale di Pittura Estemporanea di Ravenna


Tav. 3 51


Tav. 4

Tav. 4

Ravenna olio su tela, cm 40x50 firmato, iscritto e datato in basso a destra: „A. Avitabile – Ravenna Â59‰

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Tav. 5

La donna del torero Omaggio a Garcia Lorca olio su cartone telato, cm 25x14,8 firma e data incuse in alto a destra: „A. Avitabile Â60‰ nel retro: dedica a Marisa („Napoli 1963 – A Marisa mia con infinito amore - Alfredo‰) Tav. 5

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Tav. 6

Tav. 6

Campo di grano olio su tela, cm 30x40 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1961 54


Tav. 7

Tav. 7

Composizione mediterranea olio su tela, cm 80x100 firmato e datato in basso a destra: „A. Avitabile – Â61‰ 55


Tav. 8

Tav. 8

Grande pesce tecnica mista su multistrato, cm 51x70 firma incusa in basso a destra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1962

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Tav. 9

Tav. 9

Capri olio su tela, cm 50x70 firmato e datato in basso a destra: „A. Avitabile - 63‰ nel retro: cartiglio Premio Sulmona Belle Arti 57


Tav. 10

Composizione olio su tela, cm 70x50 firmato e datato in alto a destra: „A. Avitabile – 63‰ nel retro: cartiglio Premio Sulmona Belle Arti

Tav. 11

Venditore di girandole (di illusioni) olio su tela, cm 103x90 firmato e datato in basso a sinistra: „A. Avitabile – Â63‰ Tav. 10

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Tav. 11 59


Tav. 12

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Tav. 12

Tav. 13

Casa rossa a San Giorgio

Paesaggio fiorito (particolare)

olio su tela, cm 70,5x60,5 firmato in basso a sinistra: „A. Avitabile‰, nel retro: cartiglio Premio Lions Club di Ragusa e Medaglia dÊOro, indicazione: 1964

olio su tela, cm 61x51 firmato in basso a sinistra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1964


Tav. 14 62


Tav. 15

Tav. 14

Tav. 15

Paesaggio con albero bianco

Cinema n. 6

olio su tela, cm 90x100 firmato e datato in alto a destra: „A. Avitabile Ê64‰, Premio Posillipo 1964

olio su tela, cm 41x61 firmato e datato in basso a destra: „A. Avitabile Â65‰ 63


Tav. 16

Tav. 16

Parigi olio su compensato, cm 25x34,5 iscritto, datato e firmato in basso a destra: „Parigi 1965 – A. Avitabile‰

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Tav. 17

Un volto (autoritratto) olio su masonite, cm 40x30 firmato e datato in basso a sinistra verso il centro: „A. Avitabile – 1966‰ Tav. 17

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Tav. 18


Tav. 19

Tav. 18

Tav. 19

Paesaggio estivo (Sicilia ridens)

Ortaggi olio su tela, cm 50x70

olio su tela, cm 70x50 firmato e datato in basso a sinistra verso il centro: „A. Avitabile – 1966‰ nel retro: Premio Sulmona Belle Arti 1966 (indicazione)

firmato in alto a sinistra: „A. Avitabile‰, partecipazione alla Mostra Personale Galleria dÊArte S. Carlo di Napoli nel 1967, databile agli anni Â60 67


Tav. 20

Tav. 20

Paesaggio olio su tela, cm 69x50 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰ nel retro: timbro attestante la partecipazione alla Mostra Nazionale dÊArte Alatri 1968 68


Tav. 21

Ritratto di Marisa matita su carta, cm 26x20 firmato e datato in basso a destra: „Alfredo Avitabile 1968‰ Tav. 21

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Tav. 22

Tav. 22

Natura morta con conchiglia olio su tela, cm 50x60 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, databile agli anni Â60 70


Tav. 23

Tav. 23

Conchiglia rosa olio su tela, cm 30x40 firmato in basso a sinistra: „A. Avitabile‰, databile al 1969 71


Tav. 24

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Tav. 24

Tav. 25

Passeggiata

Visione bruna

olio su tela, cm 49x48 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, databile agli anni Ê60

olio su tela, cm 60x50 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, databile alla fine degli anni Ê60


Tav. 25

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Tav. 26

Tav. 26

Lipari – LÊisola bianca olio su tela, cm 40x80 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, esposto alla personale del maestro presso lÊAmerican Studies Center di Napoli nel 1969 74


Tav. 27

Tav. 27

Riposo in rosa olio su tela, cm 60x80 firmato in alto a destra: „A. Avitabile‰, databile agli anni Â60/Ê70

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Tav. 28

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Tav. 28

Tav. 29

La fine

Il mio problema

olio su tela, cm 40x50 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: dicembre 1969

tecnica mista su cartoncino, cm 43x29 firmato in basso a destra: „Alfredo Avitabile‰, databile al 1969


Tav. 29

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Tav. 30

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Tav. 30

Tav. 31

I giochi di Laura n.2

Grande letto con personaggio

acrilico su tela, cm 80x100 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1971, partecipazione alla Mostra Personale Galleria Errebi di Barletta nel novembre 1971

olio su tela, cm 78x78 firmato in basso a sinistra: „A. Avitabile‰ nel retro: autentica del dicembre 1975


Tav. 31

79


Tav. 33

Tav. 32

Tav. 33

Grande letto con personaggio visibile

Urlo

olio su tela, cm 80x80 firmato in basso al centro: „A. Avitabile‰, nel retro: autentica del 1975, esposto nella personale del maestro presso la Galleria Errebi di Barletta nel 1971 e al Circolo Artistico Politecnico di Napoli nel 1972

olio su tela, cm 70x70 firmato e datato in basso a destra: „A. Avitabile 71‰, esposto al Circolo Artistico Politecnico di Napoli nel 1972

81


Tav. 34

Tav. 34

Incidente

82

olio su tela, cm 80x80 firmato in alto a destra: „A. Avitabile‰, nel retro: autentica del 1975, esposto al Circolo Artistico Politecnico di Napoli nel 1972


Tav. 35

Tav. 35

Storia dÊamore polittico composto da sei pezzi olio su tela, cm 50x70 firmato e datato sulla tela circolare in basso a destra: „A. Avitabile 72‰ 83


Tav. 36

Tav. 36

Il Mostro dentro acrilico su tela, cm 80x100 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1972 84


Tav. 37

Tav. 37

Immagini tecnica mista su carta, diametro cm 25 firmato e datato in basso a sinistra: „A. Avitabile 72‰ nel retro: bollo della galleria dÊarte Schettini Editore

Tav. 38

Veglia tecnica mista su carta, cm 50x70 firmato e datato in basso a destra: „A. Avitabile 72‰ Tav. 38

85


Tav. 39

Tav. 39

Tav. 40

Lotta di granchi con immagine a Stromboli

La casa di Carmelo - isole Eolie

acrilico su tela, cm 40x40 firmato e datato in basso a destra: „A. Avitabile Â72‰ 86

acrilico su tela, cm 40x40 firmato e datato in basso a destra: „A. Avitabile 73‰


Tav. 41

Tav. 41

Vanità 0 acrilico su tela, cm 80x80 firmato e datato in basso a destra: „A. Avitabile 73‰ 88


Ciclo „Odissea Â75‰

89


Tav. 42

Tav. 42

Tav. 43

Il cavallo di Troia

Il vincitore di Troia

acrilico su tela, cm 80x100 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰

acrilico su tela, cm 90x60 firmato in alto a destra: „A. Avitabile‰

90


Tav. 43

91


Tav. 44

Tav. 44

LÊelmo dellÊeroe acrilico su tela, cm 60x80 firmato in basso a sinistra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1977 92


Tav. 45

Argonauta acrilico su tela, cm 80x60 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰ Tav. 45 93


Tav. 46

Tramonto con relitto (elmo dellÊeroe) acrilico su tela, cm 90x60 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰ Tav. 47

La ninfa Calipso acrilico su tela, cm 80x80 firmato in basso a sinistra: „A. Avitabile‰ Tav. 46 94


Tav. 47

95


Tav. 48

La vendetta di Poseidone acrilico su tela, cm 70x50 firmato in basso a destra: „A. Avitabile Tav. 48 96


Tav. 49

Incontro con la civiltà acrilico su tela, cm 70x50 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1977 Tav. 49 97


Tav. 50

Ulisse contro Polifemo

Tav. 50 98

acrilico su tela, cm 90x60 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰


Tav. 51

Tav. 51

Il velo magico di Leucotea acrilico su tela, cm 60x90 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰

99


Tav. 53

Tav. 52

Tav. 52

Tav. 53

Nausicaa con cappello

Libertà di Nausicaa

tecnica mista su carta, cm 70x50 firmato in basso a sinistra: „A. Avitabile‰

tecnica mista su carta, cm 50x40 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰

100


Tav. 54

Tav. 54

Attesa di Nausicaa in verde tecnica mista su carta, cm 50x70 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1979

Tav. 55

Approdo dellÊeroe tecnica mista su carta, cm 61x39 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1979 Tav. 55

101


102

Tav. 56


Tav. 57

Tav. 56

Tav. 57

LÊindovino Tiresia

Il sonno di Ulisse

acrilico su tela, cm 100x80 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰

acrilico su tela, cm 80x100 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰ 103


Tav. 58

Gli incubi di Ulisse 2 acrilico su tela, cm 40x30 firmato e datato in basso a destra: „A. Avitabile 77‰ Tav. 58 104


Tav. 59

Tav. 59

Itaca, isola del ritorno acrilico su tela, cm 80x100 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰

105


Tav. 61

Tav. 60

Tav. 61

Temporale su Itaca (particolare)

Vegetazione a Itaca

acrilico su tela, cm 50x60 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1977

acrilico su tela, cm 50x60 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰

107


Tav. 62 108


Tav. 63

Tav. 62

Tav. 63

Attesa di Penelope

Apparizione di Penelope piangente

acrilico su tela, cm 80x60 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1977

acrilico su cartone, cm 33x30 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰ 109


Tav. 64

Il complotto dei Proci acrilico su tela, cm 100x80 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰ Tav. 64 110


Tav. 65

Rapimento di Telemaco n. 1 acrilico su tela, cm 100x80 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰ Tav. 65 111


Tav. 66

Tav. 66

Tav. 67

Sequestro di Telemaco

Pellegrinaggio

tecnica mista su carta, cm 50x70 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1979

acrilico su masonite, cm 40x30 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1979

112


Tav. 67

113


114

Tav. 68


Tav. 69

Tav. 68

Tav. 69

Festa del grano per il ritorno di Ulisse

Spaventapasseri

acrilico su tela, cm 100x80 firmato in basso a sinistra: „A. Avitabile‰

acrilico su masonite, cm 30x40 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰ datato nel retro: 1979 115


Tav. 70

Tav. 71

Tav. 70

Tav. 71

Tradimento

Fine dellÊeroe

tecnica mista su carta, cm 70x50 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰

tecnica mista su carta, cm 70x50 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1979

116


Tav. 72

Tav. 72

Violenza acrilico su tela, cm 40x50 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰ 117


Tav. 73 Tav. 73

Ancella straniera tecnica mista su carta, cm 50x70 firmato in basso a sinistra: „A. Avitabile‰

Tav. 74

Il cappello con le rose tecnica mista su carta, cm 70x50 firmato in basso a sinistra: „A. Avitabile‰

Tav. 75

Veletta tecnica mista su carta, cm 70x50 firmato in basso a sinistra: „A. Avitabile‰ Tav. 74 118

Tav. 75


Anni Â77-Â80

119


120

Tav. 76


Tav. 77

Tav. 76

Tav. 77

Composizione - Nudo con cappellino

Cimitero troiano

tecnica mista su tela, cm 70x50 firmato in basso a sinistra: „A. Avitabile‰, datato nel retro: 1977

acrilico su tela, cm 60x50 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, con dedica in basso a sinistra, datato nel retro: 1977 - coll. Bocola 121


Tav. 79

Tav. 78

Tav. 78

Tav. 79

Relitti n. 2

Relitti n. 1

acrilico su tela, cm 50x40 firmato e datato in basso a destra: „A. Avitabile Â77‰

acrilico su tela, cm 50x40 firmato e datato in basso a destra: „A. Avitabile Â77‰

122


Tav. 80

Tav. 80

Nave da guerra acrilico su compensato, diametro cm 38 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, databile alla fine degli anni Â70 123


Tav. 81

Tav. 81

Nave da guerra al tramonto acrilico su compensato, diametro cm 38 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, databile alla fine anni degli anni Â70 124


Tav. 82

Tav. 82

Veliero acrilico su compensato, diametro cm 38 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, databile alla fine anni degli anni Â70 125


Tav. 83

Veliero di notte acrilico su compensato, diametro cm 38 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰, databile alla fine degli anni Â70 126

Tav. 83


Tav. 84

La pittrice (ritratto di Silvana) tecnica mista su cartoncino, cm 47x32 databile agli anni ĂŠ80 Tav. 84

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Tav. 85

Una tazza di caffè tecnica mista su carta, cm 50x35 firmato e datato in basso a destra: „A. Avitabile 88‰ Tav. 85 128


Serie Nudi anni Â80-Â90

129


Tav. 86

Amore col televisore tecnica mista su carta, cm 70x50 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰ Tav. 86 130


Tav. 87

Amplesso col televisore tecnica mista su carta, cm 70x50 firmato in alto a destra: „A. Avitabile‰

Tav. 87 131


Tav. 88

Tav. 88

Tav. 89

Nudo con giubbino

Alba e i ricci

tecnica mista su carta, cm 50x70 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰

tecnica mista su carta, cm 70x50 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰

132


Tav. 89

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Tav. 90

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Tav. 91


Tav. 90

Nudo dÊestate carboncino su carta, cm 50x70 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰

Tav. 91

Dopo ⁄ carboncino su carta, cm 50x70 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰

Tav. 92

In sottoveste carboncino su carta, cm 70x50 firmato in alto a sinistra: „A. Avitabile‰ Tav. 92 135


Tav. 93

Stanchezza carboncino su carta, cm 70x50 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰

Tav. 94

Provocazione tecnica mista su carta, cm 50x70 firmato in basso a sinistra: „A. Avitabile‰

Tav. 95

Laura carboncino su carta, cm 50x70 firmato in alto a destra: „A. Avitabile‰ Tav. 93 136


Tav. 94

Tav. 95

137


Tav. 96

Antonella carboncino su carta, cm 70x50 firmato in basso a sinistra: „A. Avitabile‰ Tav. 96 138


Tav. 97

Sogno in musica tecnica mista su carta, cm 70x50 firmato in basso a destra: „A. Avitabile‰ Tav. 97 139


140


Attività Espositiva 1957

II Mostra di Arte Contemporanea (Napoli).

1958

III Mostra Nazionale dÊArte giovanile (Roma - Palazzo delle Esposizioni); I Mostra della Primavera - Galleria Vanvitelli (Napoli); II Mostra Internazionale Primavera (Firenze); VI Concorso Nazionale „Marina di Ravenna‰ (Ravenna); Ravenna a Napoli (collettiva di pittura) - Galleria Vanvitelli (Napoli). Il giovane Avitabile al lavoro in una estemporanea

1959

1960

II Mostra Internazionale Mandorlo Fiorito (Agrigento - Premiato); I Mostra Internazionale dÊIschia (Ischia); I Premio Nazionale Riviera del Conero (Ancona - premiato); VII Concorso Nazionale Marina di Ravenna (Ravenna - premiato); Mostra „Pittura Napoletana Contemporanea‰ (Catanzaro); I Premio Nazionale Cit—tà di Grosseto (Grosseto - premiato); V Premio Naz.le Città di Viareggio (Viareggio - Premio L.Viani); I Concorso Estemporaneo Fratta (Napoli - premiato medaglia dÊ oro); Mostra „Pittori Napoletani Contemporanei‰ (Grosseto); V Mostra Naz.le Città di Frattamaggiore (Frattamaggiore - NA); I Concorso Naz.le Città di Napoli (Napoli - premiato). VI Premio Nazionale Città di Viareggio (Viareggio - premiato); II Mostra U.S.A.I.B.A. (Napoli); I Premio Regionale Arzano (Napoli - Premio Med. Argento); I Rassegna Arti Plastiche e Figurative Giovani del Mezzogiorno (Napoli - speciale Segnalazione); I Mostra Naz.le del Piccolo Quadro M. Rossi (Frattamaggiore - NA - I Premio); Premio di Pittura A. Mancini (Napoli - Acc. BB. AA); I

Il giovane Avitabile riceve un premio durante un Concorso Nazionale di Pittura

Opere di Avitabile alla II Mostra Internazionale „Primavera‰ Firenze, 1958

141


Premio Naz.le Gaetano Loffredo (Latina); III Mostra Pitt. Estemp. Premio Seravezza (Seravezza - premiato); II Concorso Estemporaneo Riviera del Conero (Ancona - premiato); I Rassegna Nazionale di Pittura Premio Posillipo (Napoli premiato); II Concorso Naz.le di Pittura Città di Napoli (Napoli - premiato).

I Premio Nazionale Riviera del Conero (Ancona), giugno 1959. Da sinistra i pittori: A. Avitabile, Guarino, E.M. Avitabile, P. Errico.

Opere di A. Avitabile nella Rassegna Pittori Napoletani Contemporanei presso la galleria International di Parma, febbraio 1962

„Maschere e Carnevale‰, Premio Nazionale di Viareggio, 1962

142

1961

II Premio Naz.le di Pittura Posillipo (Napoli - Premio Presidente Camera dei Deputati); I Mostra Naz.le Il Nudo (Napoli); I Mostra Naz.le Il Fiore (Napoli); IV Mostra Naz.le della Tavoletta (Napoli).

1962

Rassegna Pittori Napoletani Contemporanei - Galleria International (Parma); III Premio Nazionale Pittura Posillipo (Napoli - premiato); VI Mostra Naz.le della Tavoletta (Napoli - premiato); Premio Estemporaneo Città di Portici (Portici NA - premiato); Premio Naz.le Maschere e Carnevale (Viareggio - premiato).

1963

II Premio Internaz.le Primavera degli Artisti (Albi—ssola - Savona); VII Mostra Naz.le Arti Figurative Premio Mar—che (Ancona); IV Premio Naz.le Posillipo (Napoli - medaglia dÊoro); Rassegna Nuove Istanze Figurative (Avezzano); XVII Premio Naz.le di Pittura F. P. Michetti (Francavilla a Mare - CH); Premio Internaz.le Città di Recanati (Recanati); II Mostra Naz.le di Pittura Contemporanea Cinisello Balsamo (Cinisello Balsamo - Milano - Premiato); II Rassegna Naz.le Il Nudo e il Fiore nella Pittura (Napoli); Rassegna Nazionale di Pittura Porto di Napoli (Napoli); VII Mostra Naz.le della Tavoletta (Napoli).

1964

Premio S. Agata dei Goti - (acquisizione da parte del Comune di S. Agata); V Premio Nazionale Posillipo (medaglia dÊoro); II Premio Naz.le Ippocampo dÊoro (T. Annunziata - medaglia dÊoro Ass. Stampa); Mostra 8 Firme della Pittura Contemporanea (Vercelli); I Concorso Naz.le Città di Massalubrense (me-


daglia dÊoro Città di Massa); Premio Civitella Roveto (Civitella - medaglia doro); Premio Contea di Bormio (Sondrio - medaglia dÊoro e premio acquisto); Concorso Naz.le Luca Giordano (S. Giorgio a Cremano - coppa dÊargento); II Biennale Naz.le Amedeo Modigliani (Boscoreale - Napoli - Medaglia dÊoro della Presidenza del Consiglio Ministri); Concorso Estemporaneo Città di Monsano (Iesi - AN - coppa dÊargento ENAL). 1965

Mostra Pittori Partenopei Club Napoli; Premio S. Agata dei Goti (coppa artistica Giornale Messaggio dÊOggi e medaglia dÊargento); II Premio Internazionale Isola del Giglio (Pistoia - secondo premio); Premio Sulmona delle Arti (medaglia dÊoro); Collettiva Galleria La Cornice (Foggia); Premio Villa San Giovanni (invitato).

1966

Premio Luigi Crisconio (S. Giorgio a Cremano - NA); IV Estemporanea S. Agata dei Goti (premio e acquisizione); Premio Villa S. Giovanni (invitato); Premio Riccione Arte (Riccione - segnalazione speciale); III Biennale Naz.le Amedeo Modigliani (Boscoreale - NA - coppa dÊargento).

1967

Premio Pittori Napoletani Contemporanei (Napoli); I Rassegna dÊArte del Mezzogiorno (Napoli); XX Premio Suzzara (invitato); Premio Il Baricentro delle Industrie Modenesi (Modena); Mostra Personale Galleria S. Carlo (Napoli).

1968

V Estemporanea S. Agata dei Goti (medaglia dÊoro on.Pastore ); Visione santagatese (S.Agata - I premio); Premio Alatri (Alatri); Premio Lions Club Mostra Nazionale (Ragusa - medaglia dÊoro); V Premio Sulmona delle Arti (Sulmona) - „Storia della Navigazione‰ - pannello decorativo in tecnica mista per la nave da crociera Achille Lauro (opera probabilmente dispersa con lÊaffondamento della nave nel 1994)

II Mostra Nazionale di Pittura Contemporanea, Cinisello Balsamo, 1962

Concorso Estemporaneo, Monsano (Ancona). A. Avitabile riceve la coppa dÊargento ENAL, 1964

II Premio Internazionale di Pittura Isola del Giglio, secondo premio, 1965

143


1969

Personale - American Studies Center (Napoli).

1970

„Tempere di Alfredo Avitabile‰, Personale - Galleria Il Triangolo (Napoli); V Mostra Biennale Nazionale di Pittura A. Modigliani - (Boscoreale - NA).

1971

Personale - Galleria La Vernice (Bari); Personale - Galleria Errebi (Barletta (Ba); Personale - Centro dÊArte Europa (Napoli); Personale - Galleria LÊIncontro (Taranto); Mostra Concorso Nazionale di Pittura Sacra Contemporanea di Corridonia (MC); Premio Luigi Lanzi (I Premio); V Mostra Nazionale di Grafica Italia Bianco e Nero (Castello di Poppi); Premio Internazionale Pittura Contemporanea „Italia 2000‰ - Caserta

1972

Personale - Circolo Artistico Politecnico (Napoli); Personale - Galleria Il vettore (Milano); 25° Premio Suzzara; Ricognizione sullÊarte napoletana - Collettiva Galleria Schettini (Napoli); Premio Ustica (Palermo); Premio Figurazione e Tendenze - Galleria Schettini (Napoli); Collettiva Galleria LÊapprodo (Napoli).

1973

7° Premio Nazionale di Pittura Croce del Vulture - Melfi (I Premio); Personale Galleria dÊArte Teatro Politeama (Napoli - insieme a Mario Corcione); Personale - Mondello Palace Hotel - Lido di Mondello (Palermo); Proposta Ê73 Collettiva giornale Roma (Napoli).

1974

Premio Paride; Premio Marco Aurelio di Roma per lÊArte; Mostra Sociale – Collettiva - Circolo Artistico Politecnico di Napoli; Biennale Internazionale di pittura murale di Ustica (Palermo); XXIV Rassegna dÊArte Contemporanea Premio G.B. Salvi (Sassoferrato); Premio Leonardo da Vinci (Roma); VII Mostra Regionale dÊarte figurativa Maschio Angioino (Napoli).

„PaesaggioÊ65 - LÊulivo‰, partecipazione al Premio Nazionale Villa S. Giovanni, 1965

V Estemporanea S. Agata dei Goti, primo premio,1968

Storia della Navigazione, pannello decorativo per la Nave A. Lauro (opera probabilmente dispersa con lÊaffondamento della nave nel 1994), 1968

144


1975

Personale - Odissea Ê75 - Galleria Nuovo Sud Arte (Caltanissetta); Collettiva - Dipinti, Incisioni e stampe - Galleria Schettini Editore (Napoli).

1976

VI Biennale Internazionale di Pittura Murale (Ustica - PA).

1978

VII Biennale Internazionale di Pittura Murale (Ustica - PA). A. Avitabile e R. Righetti, Premio Internazionele di Pittura Contemporanea „Italia 2000‰, Caserta 1971

1979

Ulisse, i luoghi le stagioni - Personale Palazzo Vecchio - Comune di Ustica (PA)

1982

Collettiva - Rassegna dÊArte Â82 - Circolo Nazionale (Caserta).

1983

Personale - I Morfidi - Centro dÊArte Il Diapason (Napoli). Personale - Paesaggio - Primo Amore - Usticarte studio - (Ustica - PA)

1984

Personale - Odissea Ê75 - Galleria Il Triangolo (Napoli).

1987

Personale - Solintimeros - Centro dÊArte La Vetta (Napoli); Collettiva - Omaggio a Brando Monaci - Centro dÊArte La Vetta (Napoli).

1988

Collettiva - Selezione dÊArte Â88 - Centro dÊArte La Vetta (Napoli).

1990

Collettiva - Rassegna dÊArte Contemporanea Primavera 1990 - Centro dÊArte La Vetta (Napoli)

2000

Personale - Da Odissea Â75 al Nudo - Cantina La Barbera - Ass. Cult. (Napoli) Le seguenti informazioni, tratte da vari Annuari dÊarte contemporanea, non

Mostra Concorso Nazionale di Pittura Sacra Contemporanea di Corridonia - Premio L. Lanzi, I premio con lÊopera „Il peccato originale‰, 1971

VII Premio Nazionale di Pittura Croce del Vulture, Melfi, I premio con lÊopera „Incubo a Menfi‰, 1973

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sono documentate ne è stato possibile verificarle, data la genericità delle stesse: Mostre Personali a Napoli nel 1959, 1960, 1966. Mostre personali a Zurigo 1972 e Washington 1972 Esposizioni in Gallerie Estere: Parigi, Amburgo (1964), Londra. A. Avitabile riceve il Premio Paride, Roma 1974

A. Avitabile riceve il Premio Marco Aurelio per lĂŠArte, Roma 1974

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Opere di Alfredo Avitabile trovansi presso Collezioni Private a Parigi, Londra, Buenos Aires, Washington, Boston, Chicago, San Francisco, Amburgo, Valparaiso, Roma, Napoli, Firenze, Grosseto, Ancona, Ravenna, Viareggio, Agrigento, Sulmona, Milano, Catanzaro e S. Agata dei Goti. Opere in collezioni pubbliche: Provincia di Grosseto, Provincia di Catanzaro, Provincia di Napoli, Comune di Napoli, Comune di Viareggio, Comune di S. Agata dei Goti, Banco di Napoli, Consolato Americano Generale, Ente Turismo di Napoli.


Le mostre dellÊAccademia Gigante 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22.

Pittura napoletana tra ottocento e novecento - 13/11/94 - 18/12/94 Grandi Pittori del Novecento: La Scuola del Vomero - 22/01/95 - 28/02/95 I maestri del colore: Pittori napoletani dellÊ800 (1) - 26/03/95 - 23/04/95 I maestri del colore: Pittori napoletani dellÊ800 (2) - 12/11/95 - 17/12/95 Gouaches e disegni dellÊ800 napoletano - 17/12/95 - 20/01/96 Maestri del Â900 - 25/02/96 - 25/03/96 I grandi maestri napoletani dellÊ800 - 31/03/96 - 30/05/96 Grandi artisti a Napoli tra Â800 e Â900 - 10/11/96 - 01/12/96 La stanza di Piera: un mondo di ceramica - 8/12/96 - 20/12/96 Maestri del Â900 al Vomero - 19/01/97 - 16/02/97 Pittura cubana contemporanea e popolare - 09/03/97 - 20/03/97 I grandi maestri napoletani dellÊ800 - 23/03/97 - 13/04/97 I grandi maestri dellÊ800 a Napoli - 16/11/97 - 18/12/97 I grandi maestri del Â900 a Napoli - 18/01/98 - 15/02/98 Maestri napoletani dellÊ800 e pittori europei a confronto - 29/03/98 - 24/04/98 Paolo Pratella prima mostra retrospettiva - 09/05/98 - 24/05/98 La grande pittura napoletana tra Â800 e Â900 - 22/11/98 - 09/01/99 Gli inquieti pittori del Â900 napoletano - 07/03/99 - 18/04/99 Dentro i temi pittorici napoletani dellÊ800/Ê900 – 20/11/99 – 12/12/99 Pittori Napoletani della prima metà del XX secolo ed una Raccolta di Sculture - 25/03/00 – 07/05/00 Maestri della Pittura Napoletana dellÊ800 e Autori Italiani a confronto – 19/11/00 – 15/12/00 Le ceramiche di Franco Carmelo Palumbo - 17/31 dicembre 2000

147


23. 24. 25. 26. 27. 28. 29. 30. 31. 32. 33.

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Maestri del Â900: Buono, Capaldo, Di Marino, Villani – 04/ 25 febbraio 2001 Il Paesaggio Campano dallÊ 800 ai giorni nostri – 29/04/01 – 20/05/01 Pittura Napoletana tra i secoli XIX e XX – 18/11/01 – 13/12/01 Pittori Figurativi del Â900 a Napoli – 17/02/02 – 31/03/02 Arte a Napoli tra Â800 e Â900 – Pittura, Scultura, Antiquariato – 17/11/02 – 29/12/02 Pittura napoletana al bivio tra fine Â800 e metà Â900 – 16/03/03 – 03/05/03 Nonsolofigura – Arte a Napoli tra Â800 e Â900 – 16/11/03 – 10/01/04 Tradizione e Innovazione – Arte a Napoli tra Â800 e Â900 – 04/04/04 – 09/05/04 Stili Pittorici Napoletani dellÊ800/Ê900 – Crisconio e i Crisconiani – 14/11/04 – 09/01/0 Padri e Figli dÊArte – 20/02/05 – 29/05/05 Realtà e Realismo nella Pittura Europea dellÊ 800 e del Â900 – Dalla città di Tournai a Napoli – 27/11/05 – 08/01/06


Attività giornalistica Roma - 20/11/96 - Coraggio mercanti dÊArte - pag. 3; Roma - 04/03/97 - Mail Art hobby o impresa editoriale - pag. 9; Roma - 10/03/97 - La seduzione estrema di Anna Izzo - pag. 10; Roma - 14/03/97 - Scopriamo la Mail Art - pag. 13; Roma - 17/03/97 - Il terno dei beni culturali - pag. 10; Roma - 24/03/97 - Perché la pittura napoletana dellÊ800 - pag. 10; Roma - 02/04/97 - La pittura napoletana dellÊ800 - pag. 11; Roma - 07/04/97 - LÊattribuzione dellÊopera dÊarte - pag. 8; Roma - 14/04/97 - LÊerrata attribuzione dellÊopera dÊarte - pag. 8; Roma - 17/04/97 - Di Marino 40 anni dopo - pag. 9; Roma - 05/05/97 - I frammenti di futuro di Imma Maddaloni - pag. 8; Roma - 12/05/97 - ID principio di identità personale - pag. 10; Roma - 19/05/97 - E se il medico curasse con lÊarte della fiducia e dellÊamore - pag. 10; Roma - 19/05/97 - La scuola di Posillipo - pag. 5; Roma - 30/05/97 - Riflessioni su Kiefer a Capodimonte - pag. 10; Roma - 02/06/97 - Il giardino del tempo di Giovanni Ferrenti - pag. 10; Roma - 09/06/97 - Il congresso universale sulla pizza - pag. 10; Roma - 12/06/97 - La Scuola di Posillipo - pag. 9; Roma - 16/06/97 - Macao perché no ? - pag. 10; Roma - 19/06/97 - E Napoli scoprì i Futuristi - pag. 11; Roma - 23/06/97 - Povero ottocento - pag. 10; Roma - 25/06/97 - Occhi di falco per gioielli doc - pag. 11; Roma - 07/07/97 - Videocartoline metropolitane - pag. 10; Roma - 14/07/97 - Vacanze con lÊarte - pag. 10; Roma - 08/09/97 - Incontro tra cultura irlandese e siciliana - pag. 10; Roma - 15/09/97 - Quel piccolo museo ad Ustica - pag. 10; Roma - 22/09/97 - Sufficienza a Rai tre lode al museo di Tokyo - pag. 8; Roma - 29/09/97 - Figli e figliastri a Torino - pag. 8; Roma - 06/10/97 - La natura nucleare di Vittorio Paciolla - pag. 8; Roma - 13/10/97 - De Stefano sì- Dario Fo no - pag. 8; Roma - 15/10/97 - Il nord svende lÊarte napoletana - pag. 9; Roma - 20/10/97 - Una mostra, un annuario e la CrhistieÊs - pag. 8; Roma - 23/10/97 - I mille volti del dolore nellÊeden degli esclusi - pag. 9; Roma - 27/10/97 - Soprintendenti pubblici o privati - pag. 8; Roma - 03/11/97 - Occasione per mercanti e cittadini - pag. 8; Roma - 10/11/97 - Gloria per lÊottocento napoletano - pag. 7; Roma - 14/11/97 - Le civiltà dellÊ800 dai Borbone ai Savoia - pag. 9; Roma - 17/11/97 - lÊimmondo di Quark - pag. 10; Roma - 24/11/97 - EÊ autentico o falso ? - pag. 7; Roma - 04/12/97 - La produzione artistica dellÊ800 e i segni di una lacerazione - pag. 9; Roma - 08/12/97 - Pittori napoletani e toscani alla ribalta - pag. 8; Roma 15/12/97 - Cinema, pittura e musica a S. Agata - pag. 7; Roma - 22/12/97 - Ricordo di Capaldo Rubens - pag. 7; Roma - 05/01/98 - Un italiano di Parigi a Salerno - pag. 8; Roma - 12/01/98 - Crisconio, Villani, Viti - pag. 5; Roma - 19/01/98 - A Napoli i grandi maestri del Â900 - pag. 7; Roma - 26/01/98 - Libertà per lÊarte a Cuba - pag. 6; Roma - 02/02/98 - Istituzioni, poeti e pittori - pag. 5; Roma - 09/02/98 - Resuscitiamo i premi di pittura - pag. 5; Roma - 10/02/98 - Antonio Bresciani, profilo di uno dei grandi maestri del Â900 a Napoli - pag. 8; Giornale di Napoli - 16/02/98 - LÊarte vive attraverso i confronti - pag. 9; Giornale di Napoli - 23/02/98 - Non donate nulla alle istituzioni - pag. 7; Giornale di Napoli - 02/03/98 - Primavera a colori - pag. 16; Roma - 09/03/98 - E io pago... diceva Totò - pag. 6; Roma - 16/03/98 - Padri e figli nellÊarte - pag. 8, Giornale di Napoli - 23/03/98 - Maestri napoletani dellÊ800 e pittori europei a confronto - pag. 7; Giornale di Napoli - 30/03/98 -

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Olivieri disegna, Bellissimo recita e viceversa - pag. 7; Roma - 06/04/98 - La sindrome di Mister Hyde nellÊarte - pag. 6; Giornale di Napoli 20/04/98 - Pittori virtuali e soldi reali - pag. 8; Giornale di Napoli - 27/04/98 - Pippo Borrello in mostra itinerante - pag. 7; Giornale di Napoli - 04/05/98 - Pronto ho un quadro, quanto vale ? - pag. 7; Roma - 06/05/98 - Pratella un secolo di pittura figurativa - pag. 10; Giornale di Napoli -14/05/98 -Sergio e Borrelli a Napoli, Lualdi a Milano - pag. 7; Roma - 18/05/98 - Caro Marini ti scrivo...così mi distraggo un poÊ pag. 10; Giornale di Napoli - 25/05/98 - Rivoltanti risvolti dÊarte - pag. 8; Roma - 01/06/98 - I miliardi del nord e centro Italia - pag. 6; Giornale di Napoli - 08/06/98 - Più pane e meno fantasie - pag. 8; Giornale di Napoli - 15/06/98 - La stagione del sociale nellÊarte - pag. 7; Giornale di Napoli - 22/06/98 - La ragione dei mercanti dÊarte - pag. 8; Roma - 29/06/98 - Tu vuò fa lÊamericano... - pag. 7; Giornale di Napoli - 06/07/98 - Pittura, musica e poesia in Campania - pag. 7; Giornale di Napoli - 13/07/98 - Così è se vi pare - pag. 7; Giornale di Napoli - 20/07/98 Arte nuova, utile e bellissima - pag. 7; Giornale di Napoli - 21/09/98 - Le norme degli antiquari - pag. 7; Giornale di Napoli - 28/09/98 - Non solo maestri conclamati - pag. 7; Giornale di Napoli - 05/10/98 - Piero Girace il critico del Roma - pag. 6; Giornale di Napoli - 12/10/98 - Il pensiero di Girace - pag. 7; Giornale di Napoli - 19/10/98 - I quadri - pag. 6; Giornale di Napoli - 26/10/98 - Cilibrizzi, Verio e Piedimonte - pag. 6; Giornale di Napoli - 09/11/98 - Giubileo e dintorni - pag. 6; Roma - 12/11/98 - In mostra a Verona Giovanni Fattori - pag. 9; Giornale di Napoli - 16/11/98 - Alberto Chiancone da Serio - pag. 6; Giornale di Napoli - 22/11/98 - La pittura napoletana dellÊ800 - pag. 8; Roma - 01/12/98 - LÊarte come terapia - pag. 10,; Roma - 02/12/98 - Il senso metafisico di Fattori - pag. 9; Giornale di Napoli - 07/12/98 - I pittori scomodi - pag. 8; Roma - 15/12/98 - LÊironia di Loris De Rosa - pag. 10 ; Giornale di Napoli - 22/12/98 - I fiori del Banco di Napoli - pag. 10; Giornale di Napoli - 28/12/98 - Sopra una foto di Di Giacomo - pag. 8; Roma - 05/01/99 - LÊarte è il miglior investimento - pag. 10; Roma - 08/01/99 - Il pittore della belle époque - pag. 9; Roma - 11/01/99 - Giuseppe era bello ; Filippo no - pag.8; Giornale di Napoli 18/01/99 - Picasso ieri e oggi - pag. VI; Roma - 02/02/99 - Accertamenti metropolitani - pag. 10; Roma - 08/02/99 - Guerra e Arte - pag. 6; Roma - 16/02/99 - La cera striscia nella piazza - pag. 10; Giornale di Napoli - 22/02/99 - Campagna acquisti per lÊArte - pag. VIII; Giornale di Napoli - 01/03/99 - Il festival è una cosa seria - pag. VIII; Roma - 03/03/99 - Arte a Bologna ritardi a Napoli - pag. 9; Giornale di Napoli - 08/03/99 - LÊimmaginario di Gambedotti - pag. VI; Roma - 16/03/99 - Kubrick annesso alla sinistra - pag. 10; Roma - 23/03/99 - Gelanzè alla sala Gemito - pag. 12; Roma - 30/03/99 - Due mostre a Palazzo Forti - pag. 10; Roma - 06/04/99 - Rinasce un maestro : Tamburrini - pag. 10; Roma - 13/04/99 - Un fantasma dispettoso al Chiatamone - pag. 10; Roma - 14/04/99 - Un museo moderno per tutelare il patrimonio - pag. 9; Roma - 20/04/99 - LÊordine spirituale di Fulchignoni - pag. 10; Roma - 01/05/99 - Ideogrammi di Giovanni Massimo - pag. 14; Roma - 04/05/99 - Lo stile di Balla e le balle di Krizia - pag. 10; Roma - 11/05/99 - La coda del museo moderno - pag. 10; Giornale di Napoli 17/05/99 - Il Carelli diverso - pag. VIII; Giornale di Napoli - 24/05/99 - Partecipare al Premio Millennio - pag. VIII; Roma - 31/05/99 - Le aste che emozione - pag. 6; Giornale di Napoli - 07/06/99 - La pittura di Buonoconto - pag. XI; Giornale di Napoli - 15/06/99 - Quel 2% destinato allÊArte - pag. XII; Giornale di Napoli - 21/06/99 - Pittura casertana - pag. IX; Giornale di Napoli - 28/06/99 - I problemi dellÊemigrazione - pag. VI; Giornale di Napoli - 05/07/99 - Enti Culturali - pag. VIII; Giornale di Napoli - 12/07/99 - Cenacolo michettiano - pag. VIII; Roma - 19/07/99 - I soliti ignoti - pag. 6, Giornale di Napoli - 26/07/99 - Pittura al femminile - pag. VIII; Roma - 14/09/99 - Acidi colori dÊestate

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- pag.14; Giornale di Napoli - 20/09/99 - Divorzio artistico - pag. VI, Giornale di Napoli - 28/09/99 - Gallerie o aste per collezionisti - pag. 15; Giornale di Napoli - 03/10/99 - La gouache napoletana del Â700 - pag. 15; Giornale di Napoli - 15/10/99 - Coraggio e redenzione - pag. 14; Giornale di Napoli - 22/10/99 - Il colore urlato di Borrelli - pag. 14; Giornale di Napoli - 29/10/99 - Il vasto programma di Arte Oggi pag. 14; Giornale di Napoli - 05/11/99 - LÊiperpittura di De Sarno - pag. 11; Giornale di Napoli - 12/11/99 - Una mostra su Boldini - pag. 11; Giornale di Napoli - 19/11/99 - I pupi la rottamazione il grande Â800 - pag. 11; Giornale di Napoli - 22/11/99 - DovÊè la commissione di vigilanza - pag. 11; Roma - 26/11/99 - Viaggio nei temi pitt. Napoletani dellÊ800/900 - pag 9 – 3a.; Roma - 03/12/99 - la gouache napoletana - pag. 14; Roma - 11/12/99 - Profeta in patria ? - pag. 14; Roma - 18/12/99 - Amabile tremito e ascolto - pag. 14; Roma - 28/12/99 - Chiassosi Pompeian Graffiti - pag. 14; Giornale di Napoli - 04/01/00 - I documenti della fantasia di M. Caiano- pag. 16; Giornale di Napoli - 18/01/00 - Caro Palato, non hai ragione - pag. 15; Roma - 19/01/00 - Picasso il prestigiatore della forma - pag. 10 - 3a pagina; Giornale di Napoli - 28/01/00 - Il futurismo attraverso la Toscana - pag. 10; Giornale di Napoli - 02/02/00 - E ora ci sguazzano dentro - pag. 10; Roma - 17/02/00 - Ricordo di Giovina Casciaro - pag. 10 - 3a pagina; Giornale di Napoli - 27/02/00 - I conflitti di interesse in arte - pag. 16; Giornale di Napoli - 05/03/00 - I mostri di Maurizio Costanzo - pag. 11; Giornale di Napoli - 13/03/00 - E Picasso diventa unÊauto - pag. 8; Giornale di Napoli - 16/03/00 - Il delirio del rosso la paura del nero - pag. 10; Roma - 28/03/00 - Il ritorno della scultura - pag. 10 - 3a pagina; Giornale di Napoli - 03/04/00 - Diverticoli quotidiani - pag. 7; Giornale di Napoli - 25/04/00 - Canti e cunti mondragonesi - pag. 14; Giornale di Napoli - 26/04/00 - Le mostre di primavera - pag. 15; Giornale di Napoli - 22/05/00 - Nino Ruju a Palazzo Serra d iCassano - pag. 9; Giornale di Napoli - 05/06/00 - Pappagalli verdi un libro minato - pag. 9; Roma - 02/07/00 - Un miliardo per Morelli - pag. 22; Giornale di Napoli 10/07/00 - Artisti in metropolitana - pag. 8; Roma - G di N - la grafica dÊautore; Roma - 14/10/00 - Non solo strage, anche poesia. - pag.13; Roma - 22/10/00 Maestri delÊ900: Chiancone.pag.13; Giornale di Napoli - 05/11/00 - Mostre e aste dÊautunno - pag. 16; Roma - 10/11/00 - La Napoli artistica dal 1920 al 45 - pag. 11 ; 3a cultura; Roma - 16/11/00 - In margine alla mostra la Napoli artistica...- pag.11 ; 3a cult.; Giornale di Napoli 18/11/00 - Il Â900 incalza lÊ800 resiste - pag. 16; Giornale di Napoli - 25/11/00 - Pittura e fotografia tra Papi e vichinghi - pag. 17; Giornale di Napoli - 02/12/00 - Vincent e Castelli - pag. 15; Giornale di Napoli - 09/12/00 - Luci e colori sciolti in versi - pag. 15; Giornale di Napoli - 16/12/00 - La natura di Scaiola - pag. 15; Giornale di Napoli - 03/01/01 - LÊinesperienza dei collezionisti - pag. 12; Giornale di Napoli 06/01/01 - Anatomia di un suicidio - pag. 11; Giornale di Napoli - 13/01/01 - Foto da collezionismo - pag. 12; Il Denaro - 13/01/01 - Alle gallerie serve una griffe - pag. 66; Giornale di Napoli - 20/01/01 - Il giallo del 24 luglio 1770 - pag. 11; Giornale di Napoli - 27/01/01 - Scultura sparata nel cielo - pag. 12; Giornale di Napoli - 03/02/01 - Quattro maestri del Â900 - pag. 12; Giornale di Napoli - 17/02/01 - Attenti al boomerang - pag. 12; Giornale di Napoli - 24/02/01 - Dame a palazzo - pag. 11; Giornale di Napoli - 03/03/01 - Un arcobaleno di bimbi - pag. 11; Il Denaro - 10/03/01 - Borsa dÊArte - pag. 71; Giornale di Napoli-2/03/01- Un nuovo spazio per lÊarte - pag. 11; Giornale di Napoli 17/03/01 - Figli dÊarte al Diapason - pag. 11; Il Denaro - 17/03/01 - Borsa dÊArte - pag. 72; Giornale di Napoli - 24/03/01 - Luttazzi, taci pag. 11; Il Denaro - 24/03/01 - Record di vendita assenti i napoletani - pag. 68; Il Denaro - 24/03/01 - Borsa dÊArte - pag. 68; Giornale di Napoli 31/03/01 - Pittura in primavera - pag. 11; Il Denaro - 31/03/01 - Verio, Alfano, Beatrice - pag. 67; Il Denaro - 07/04/01 - Come

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garantirsi da cattive sorprese - pag. 60; Il Denaro - 07/04/01 - Borsa dÊArte - pag. 60; Giornale di Napoli - 07/04/01 - I volumi di Santorelli (err. Santanelli) - pag. 11; Giornale di Napoli - 14/04/01 - Vi ricordate Bracardi... - pag. 15; Il Denaro - 14/04/01 - Borsa dÊArte - pag. 64; Giornale di Napoli - 21/04/01 - Ne abbiamo abbastanza - pag. 11; Il Denaro - 21/04/01 - Collezionismo, passione da coltivare - pag. 71; Il Denaro 21/04/01 - Borsa dÊArte - pag. 71; Giornale di Napoli - 28/04/01 - Tre artisti al Diapason - pag. 11; Il Denaro - 28/04/01 - Borsa dÊArte - pag. 66; Il Denaro - 05/05/01 - Un esempio di unità stilistica - pag. 62; Giornale di Napoli - 05/05/01 - Mostre serie e caz...te elettorali - pag. 14; Il Denaro - 12/05/01 - Un Cezanne vale 80 miliardi - pag. 74; Il Denaro - 12/05/01 - Borsa dÊArte - pag. 74; Giornale di Napoli - 19/05/01 - Il post- voto visto da Michelangelo - pag. 11; Il Denaro - 19/05/01 - Borsa dÊarte - pag. 64; Giornale di Napoli - 26/05/01 - Arte fatta in casa - pag. 11; Il Denaro - 26/05/01 - Mazzella : forma e materia - pag. 76; Il Denaro - 26/05/01 - Borsa dÊarte - pag. 76; Giornale di Napoli - 02/06/01 - Nove giocattoli nuovi - pag. 11; Il Denaro - 02/06/01 - Napoletani i soliti ritardatari - pag. 68; Il Denaro - 02/06/01 - Borsa dÊarte - pag. 68; Giornale di Napoli - 09/06/01 - LÊemigrazione estrema di DÊAcierno - pag. 11; Il Denaro - 09/06/01 - Borsa dÊarte - pag. 68; Giornale di Napoli - 16/06/01 - Conflittualità in arte - pag. 11; Il Denaro - 16/06/01 - Borsa dÊarte - pag. 60; Il Denaro - 30/06/01 - Belle Arti le accademie sono allo sbando - pag. 68; Giornale di Napoli - 07/07/01 - Giugliano e lÊAccademia - pag. 9; Giornale di Napoli - 21/07/01 - Assolto Pisani e le somiglianze ? - pag. 9; Il Denaro - 22/09/01 - Agli insegnamenti manca la qualità - pag. 75; Il Denaro - 13/10/01 - Fronte comune contro lÊisolamento - pag. 43; Il Denaro - 20/10/01 - Mille insidie dellÊeditoria dÊarte - pag. 47; Il Denaro - 27/10/01 - Tutela dellÊarte struttura incompleta - pag. 39; Roma-20/11/01-Quella macchina di Cecchi Paone sa di fantascienza-pag.11 - 3a cult.; Il Denaro - 01/12/01 - I colori della filosofia - pag. 57; Il Denaro - 01/12/01 - Blindarte, 246 lotti di qualità - pag. 57; Il Denaro - 08/12/01 - Pittura napoletana regina delle sale - pag. 72; Il Denaro - 15/12/01 - Il silenzio degli operatori alimenta il mercato dei falsi - pag. 68; l Denaro - 22/12/01 - Pittori napoletani dellÊ800 (Libri Maya e Rinaldi) - pag. 70; Il Denaro - 12/01/02 - Come difendersi dalle insidie nascoste del collezionismo - pag. 72; Il Denaro - 19/01/02 Falso o vero? Ecco come verificarlo – pag. 65; Il Denaro - 26/01/02 - Gli infiniti inganni della riproduzione – pag. 73; Roma - 02/02/02 - Le interviste curiose: Giacinto Gigante – pag. 10 – 3°a cult.; Il Denaro - 02/02/02 - Il morbo contagioso del collezionista – pag. 65; Il Denaro 09/02/02 - Gallerie o Aste questione di fiducia – ag. 72; Il Denaro - 16/02/02 - Chiancone rilanciato da Costanzo – pag. 62; Roma - 27/02/02 - Viaggio impossibile tra i segreti di Gaetano Esposito – pag. 10 – 3°a cult.; Il Denaro - 02/03/02 - I mille inganni dellÊattribuzione – pag. 58; Il Denaro - 14/03/02 - Affari in arte senza sbagliare – pag. 1 e 39; Il Denaro - 16/03/02 - I danni della riproduzione industriale – pag. 62; Il Denaro - 23/03/02 - Business e qualità possono convivere – pag. 67; Il Denaro - 06/04/02 - Risparmiare sulla perizia: ecco perché non conviene – pag. 66; Il Denaro - 27/04/02 - Nei procedimenti giudiziari gli specialisti dellÊArte – pag. 71; Il Denaro - 04/05/02 - Esistono litografie false Pedata ha ragione – pag. 55; Roma - 14/12/02 - Al circolo Posillipo la personale di Pippo Borrello – pag. 14; Roma - 26/11/03 -; Caro Rutelli la fiamma è un simbolo che non si tocca – pag. 1e 5; Il Giornale - 1512/03 - La fiamma fu disegnata da mio padre – pag. 35; Roma - 05/10/04 - Non sono spie – pag. 15; Roma - 08/10/2004 - Expertise la nuova consulenza dÊarte – pag. 10; Roma - 20/10/04 - Quanto Totò diceva: mi facci il piacere – pag. 15; Roma - 04/02/2005 - Antonio Mancini genio e follia al servizio del vero – pag. 11

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CATALOGO AVITABILE